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Il passato prossimo con gli avverbi "gia`", "ancora",


"appena"
Rispondi alle domande come nellesempio. Attenzione: nella domanda loggetto viene dopo il passato
prossimo, e il verbo non cambia: Hai compilato la ricevuta?. Nelle risposte, invece, loggetto un
pronome (l/ li /le) e viene prima del passato prossimo. In questo caso il verbo si accorda con loggetto:
S, Lho compilatA:

Es.: - Hai gi compilato la ricevuta?


- S, lho appena compilata. / - No, non lho ancora compilata.
1. - Hai gi letto la lettera di Sonja?
- S, l
. / - No, non l

2. - Hai gi spedito la raccomandata?


-S, l
. / - No, non l

3. - Hai comprato i francobolli?


- S, li
. / - No, non li

4. - Hai gi preso i bollettini postali?


- S, li
. / - No, non li

5. - Hai gi aperto un conto postale?


- S, l
. / - No, non l

6. - Hai gi pagato le bollette del gas e della luce?


- S, le
. / - No, non le

7. - Hai gi scritto le cifre da pagare?


- S, le
. / - No, non le

8. - Hai gi spedito i regali per i tuoi parenti?


- S, li
. / - No, non li

Gi ancora appena
Inserisci gi, appena, ancora negli spazi vuoti.
1)
Amalia
non

tornata

2)

Signorina,

scusi,

per

caso

ci

dalla

siamo

palestra:

incontrati

sono

da

preoccupato.

qualche

parte?

2
3)

Sono

tornato

mi

tormenti

4) Quando mi hai telefonato, ero

5)

6)

Melissa

Ma

7)

8) Mi sono

sollecito.

non

l'abbiamo

ha

stato

vista

accorta che non ho

questi

discorsi!

in autostrada: c'era tanto traffico.

non

sei

con

avuto

Roma?

Pensavo

un

figlio.

l'avessi

vista.

l'abbiamo

abbracciata.

pagato la bolletta: mi

arrivato un

LAVVERBIO AVVERBIO
L'avverbio (dal latino ad verbum, al verbo) quella parte invariabile del discorso
che determina, modifica e specifica il significato del verbo (?), dell'aggettivo (?) o di
un altro avverbio ai quali riferito.
Esso pu indicare la qualit di un'azione o le sue circostanze di luogo, di tempo, di
misura o anche l'affermazione, la negazione o il dubbio nei riguardi dell'azione
stessa. Pertanto, secondo le particolari determinazioni che esprimono, gli avverbi
si dividono in:

o avverbi di luogo: qui, qua, cost, col, vicino, lontano, ecc.;


o avverbi di tempo: ora, adesso, ancora, ieri, oggi, domani, prima, poi, presto,
subito, tardi, sempre, mai, ecc.
o avverbi di modo o maniera: bene, male, meglio, peggio, volentieri, ecc.;

o avverbi di quantit: molto, poco, meno, troppo, pi, tanto, assai, niente,
nulla, ecc.;
o avverbi di modalit, quelli che indicano un'affermazione, una negazione, un
dubbio e un giudizio: s, certo, sicuro, no, non, neanche, neppure,
nemmeno, forse, probabilmente, quasi, ecc.

Per quanto riguarda la formazione, gli avverbi si dividono in:

o avverbi primitivi: bene, male, forse, pure, sempre; ieri, oggi, poi, tardi, mai,
magari, volentieri; molto, tanto, poco, meno, spesso, meglio, peggio, presto,
subito, ecc.;
o avverbi composti; almeno (da al-meno), dappertutto (da da-pertutto), infatti (da in-fatti), inoltre (da in-oltre), persino (da per-sino), intanto(da
in-tanto), ecc.;
o avverbi derivati: onesta-mente, lenta-mente, rapida-mente; bocc-oni, carponi, tast-oni, tent-oni, ecc.

Avverbi di luogo
Gli avverbi di luogo sono corrispondenti agli aggettivi dimostrativi (?) e si
distinguono a seconda che il luogo sia vicino alla persona che parla, o a quella che
ascolta, o lontano dall'una e dall'altra.
Come l'aggettivo dimostrativo questo, indicano vicinanza alla persona che che
parla: qui, qua, quass, quaggi, quindi (nel significato di qui).
Indicano vicinanza alla persona che ascolta (come l'aggettivo
dimostrativo codesto): cost, cost, costass, costaggi.
Come l'aggettivo dimostrativo quello, indicano lontananza da chi parla e da chi
ascolta: l, l, col, lass, laggi, ivi, indi, quivi.
L'avverbio quivi ha il significato di l, il quel luogo; ed pertanto un errore usarlo nel
senso di qui.

Si veda la seguente tabella delle principali forme di avverbi locativi:

Avverbi di luogo

Aggettivi dimostrativi

questo

codesto

que

Stato in luogo

qui, qua

cost, cost, ci, vi

l, l

Moto a luogo

qui, qua

cost, cost, ci, vi

l, l

Moto da luogo

di qui, di qua

di cost, di cost, ne

di l,

Moto per luogo

per di qui, per di qua

di cost, di cost, ci, vi

per
per

Altri avverbi di luogo sono: su, gi, lass, laggi, ivi, ove, dove, dove, donde,
dovunque; vicino, lontano, davanti, dietro, altrove, fuori, dentro, presso,
oltre, dappertutto, ecc.
Gli avverbi dove, dovunque, ove, onde e donde sono avverbi relativi e, pertanto, si
possono usare solo quando mettono in relazione e congiungono una proposizione
(?) con un'altra. I puristi ritengono sia un grave errore usare
l'avverbio dovunque (che significa in qualunque luogo in cui) con senso assoluto,
cio senza unire due proposizioni: ad esempio, mi trovi dovunque (correttamente si
dovrebbe dire: mi trovi dappertutto).
L'uso di questo avverbio invece corretto nelle frasi Ti seguir dovunque tu vada.
Dovunque va, trova amici. Va' dovunque ti pare e piace.
Gli avverbi ove, dove, donde spesso sono usati nelle interrogazioni: ove sei? dove
ti sei cacciato? donde vieni?, ecc.

Le forme atone ci, vi, ne, col significato di in questo luogo, in quel luogo, da quel
luogo, si usano solo con i verbi e possono essere proclitiche oenclitiche; si
pospongono con il verbo all'imperativo (?) o all'infinito (?): ad esempio, non ci
vengo, non veniteci, vi torno spesso, venirne via.
Alcuni avverbi locali ammettono il comparativo (?), il superlativo (?), e persino
l'alterazione (?): ad esempio, pi lontano, pi su, pi gi, lontanissimo, vicinissimo;
lontanuccio.
Sono locuzioni avverbiali di luogo: di qui, di qua, di l, di l. di su, di gi, di sopra, di
sotto, in qua, in l, ecc.
Avverbi di tempo
I principali avverbi di tempo sono: ora, adesso, subito, tosto, test, allora, prima,
dapprima, poi, dopo, poscia, oggi, ieri, domani (posdomani, dopodomani,
avantieri, ecc.), spesso, sovente, sempre, mai, presto, tardi, poi, gi, ancora,
talora, finora, ecc.
Inoltre sono avverbi temporali e anche relativi (quindi, vanno usati sempre per
congiungere una proposizione all'altra): quando, allorquando, allorch, qualora:
ad esempio, Verr a trovarti quando tu vorrai.
L'avverbio quando si usa anche in proposizioni interrogative (?): Quando verrai a
trovarmi?
L'avverbio mai significa propriamente una volta, una qualche volta, quando che sia;
ed errore usarlo con valore negativo, se la negazione non sia espressa: ad
esempio, verr mai non vuol dire che non verr mai, ma che verr una qualche
volta. Infatti si dice: verr mai quel giorno che tanto attendiamo? Volendo dargli
senso negativo dovr dire: non verr mai; oppure nessuno verr mai. Tuttavia
tollerato l'uso del mai negativo anche senza la negazione, quando esso preceda il
verbo: ad esempio, mai tralasci di lavorare.
Alcuni avverbi temporali ammettono la forma comparativa, il superlativo e
l'alterazione: ad esempio, pi presto, prestissimo, pi tardi, tardissimo, pi spesso,
spessissimo; prestino, tarduccio.
Avverbi di modo o di qualit

Sono gli avverbi che indicano la qualit, il modo di una azione; si riferiscono
principalmente ad un verbo, oltre che ad un aggettivo o ad un altro avverbio.
Derivano dagli aggettivi qualificativi (?) per cui sono anche detti avverbi
qualificativi. Sono assai numerosi, giacch da quasi tutti gli aggettivi si pu ricavare
l'avverbio corrispondente.
Si formano in vari modi, ma il gruppo pi importante costituito dai derivati
caratterizzati dal suffisso -mente, che si aggiunge alla forma femminile
dell'aggettivo: caramente, raramente, amaramente, magnificamente, ecc.
Gli aggettivi terminanti in -are, -ere, -ale, -ile, -ole, -ore (purch la l o la r non
siano precedute da consonanti) elidono la vocale finale davanti al
suffisso: singolarmente, celermente, platealmente, civilmente, piacevolmente,
inferiormente, ecc.
Talvolta il suffisso -mente si aggiunge al participio: correntemente, perdutamente,
ecc.
Un altro gruppo formato dai derivati in -oni (-one): bocconi, ginocchioni,
ciondoloni, tastoni, carpone, ecc.
Un terzo gruppo costituito da modali del tipo: bene, male, peggio, meglio,
volentieri, cos, ecc.
Gli avverbi qualificativi hanno i gradi di comparazione come i rispettivi aggettivi
(?).
Il comparativo dell'avverbio si forma facendo precedere la forma positiva
dall'avverbio di quantit pi o meno. Il superlativo si ottiene invece aggiungendo il
suffisso -mente al superlativo sintetico dell'aggettivo o ripetendo il grado positivo:
ad esempio, pi velocemente, meno velocemente, velocissimamente, veloce
veloce, assai o molto velocemente, il pi velocemente.

Gradi di comparazione degli avverbi


caramente

pi caramente, meno caramente

carissimamente

facilmente

pi facilmente, meno facilmente

facilissimamente

adagio

pi adagio, meno adagio

adagissimo

Come i corrispondenti aggettivi, anche alcuni avverbi modali hanno forme


particolari di comparativo (?) e di superlativo (?):

Aggettivo : BUONO
avverbio positivo
bene

comparativo
meglio

superlativo
ottimamente (benissimo), molto bene, assai bene

Aggettivo : CATTIVO
avverbio positivo
male

comparativo
peggio

superlativo
pessimamente (malissimo), molto male, assai male

Aggettivo : GRANDE
avverbio positivo
grandemente

comparativo
maggiormente

superlativo
massimamente (sommamente)

Aggettivo : PICCOLO
avverbio positivo
poco

comparativo
meno

superlativo

minimamente (pochissimo), molto poco, assai poco


Aggettivo : MOLTO

avverbio positivo
molto

comparativo
pi

superlativo
moltissimo (assai)

Alcuni avverbi ammettono anche l'alterazione (?): bene, benino, benone; male,
maluccio, malaccio; poco, pochino, pochetto; presto, prestino, ecc.

Infine, tra le molte locuzioni avverbiali di modo ricordiamo le pi frequenti: in fretta,


in fretta e furia, a poco a poco, per l'appunto, man mano, pian piano, di tanto in
tanto, bel bello, niente affatto, in mezzo, poco fa, fino ad ora, d'ora in poi, terra
terra, di corsa, di sbieco, alla carlona, a bizzeffe, ecc.
Avverbi di quantit
Esprimono la misura di un'azione, di un aggettivo o di un altro avverbio. Sono
costituiti in gran parte dagli aggettivi o dai pronomi indefiniti (?) usati in maniera
avverbiale. I principali avverbi di quantit sono: nulla, niente, poco, alquanto,
parecchio, abbastanza, molto, assai, troppo, tanto, quanto, appena, pi,
meno, affatto (= del tutto), ecc.
A questi si possono aggiungere: anche, almeno, altres, pure, inoltre, ancora,
neanche, neppure, perfino, circa, quasi, ecc. che sono detti anche avverbi
aggiuntivi, perch servono ad aggiungere qualcosa al verbo o all'intera frase: ad
esempio, Al cinema c'era il tuo amico Carlo? No. E Franco? Neppure.
E' da notare l'uso erroneo che molti fanno dell'avverbio affatto in senso negativo
quando non accompagnato da negazione: ad esempio, Sei contento di ci?
Affatto.
L'avverbio affatto significa del tutto, interamente; perci dire: io sono affatto
contento equivale a dire: sono interamente contento, sono contentissimo.In caso di
negazione, bisogna quindi dire correttamente: non sono affatto contento.
Tuttavia questa forma erronea oggi risulta molto frequente nell'uso quotidiano, nelle
risposte con valore negativo; solo in questo caso si pu accettare l'avverbio
"affatto" non accompagnato dalla negazione ("niente" oppure "non").
Le pi comuni locuzioni avverbiali di quantit sono: di pi, di meno, a un di presso,
all'incirca, press'a poco o presso a poco, n pi n meno, per nulla, ecc.
Avverbi di modalit
Gli avverbi di modalit o modificanti si dividono in:

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o avverbi di affermazione: s, appunto, sicuro, sicuramente, certo,


certamente, gi, proprio, proprio cos, giusto, precisamente,
naturalmente, senza dubbio, spesso usati come rafforzativi del s: ad
esempio, L'hai visto? S, certo. Mi credi? S, proprio.
o avverbi di negazione: no, non, neanche, neppure, nemmeno, nemmanco,
n (che significa e non), ecc.
Nota avverbio di negazione n
o avverbi di dubbio: forse, ma, probabilmente, quasi, ecc.

Per rafforzare il s sono comunemente usati proprio, precisamente, per l'appunto;


per rafforzare il no sono invece adoperati punto, mica, niente affatto, non mai.
Locuzioni avverbiali
Una prima forma di locuzione avverbiale quella di raddoppiare l'avverbio, sia per
semplicemente rafforzarlo, sia per dargli una lieve diversit di significato: lemme
lemme, ben bene, or ora, su su, sotto sotto, pian piano.
Altre locuzioni avverbiali si formano aggiungendo una preposizione a un nome: a
stecchetto, a suo tempo, a bizzeffe, a quattr'occhi, di soppiatto, di palo in frasca, in
un batter d'occhio, in un lampo.
Altre infine si formano premettendo la preposizione articolata alla a un aggettivo
femminile, sottintendendo il nome femminile usanza, maniera: ad esempio, alla
marinara, alla matriciana, all'italiana, alla francese, ecc.
L' USO DELL' AVVERBIO
L'avverbio si pone dopo il verbo o prima, in base al valore che gli si vuole dare nel
contesto della frase.

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o Si colloca prima del verbo quando gli si vuole conferire risalto ed efficacia
espressiva: Amaramente mi pento del torto che ho fatto a mio figlio.
o Riferito ad un aggettivo o ad un altro avverbio, si pone davanti: Sono
felicemente sorpreso del tuo arrivo. Mi hai capito molto bene:
o Nei casi in cui il verbo composto, l'avverbio si colloca tra l'ausiliare ed il
participio, o prima dell'ausiliare, oppure dopo il participio: ad esempio, Io ho
subito chiamato il dottore. Il dottore immediatamente ha risposto. Il dottore
ha risposto gentilmente.
La prima forma d maggior risalto al valore dell'avverbio. Ad ogni modo
occorre evitare che la collocazione dell'avverbio generi equivoco o sia un
errore: sarete ascoltati molto presto chiaro che non pu essere cambiato
in sarete molto ascoltati presto.
o Gli avverbi di negazione non, n di regola precedono immediatamente il
verbo; ma le particelle atone non possono essere separate da quest'ultimo e
quindi si inseriscono fra la negazione ed il verbo: ad esempio, non ci
vengo invece di non vengoci. Solo quando si tratta di infiniti, le due
costruzioni sono in condizioni di parit: non ci venire ma anche non venirci.

L'avverbio pu essere usato anche in funzione di preposizione (?) o


di congiunzione (?):
a) quando funge da preposizione, nella maggior parte dei casi regge il sostantivo
direttamente, anche se molte volte si usano due preposizioni: ad esempio, Si
nascose dietro un muretto. Ripose la veste dentro al baule. Sotto la panca la
capra crepa;
b) esempi di avverbi in funzione di congiunzioni: Ti seguir dovunque tu vada. Ho
chiesto al concessionario quanto costa la nuova Punto. Ha voluto sapere da
dove venivo.

o Alcuni avverbi possono essere usati in funzione di aggettivi (?): si tratta


degli avverbi quantitativi pi, meno, assai, abbastanza, e di quelli modali o

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locali cos, dietro, avanti, dopo, meglio, peggio: ad esempio, E' la peggio
decisione che tu possa prendere; i pi allegri sono i bambini; Carlo il
meglio sarto della citt; Mi piacerebbe un vestito cos; la strada davanti
piena di buche; ci siamo incontrati il giorno dopo.
o Questi stessi avverbi possono essere anche sostantivati: Mio zio, purtroppo
passato nel numero dei pi; il meglio il nemico del bene;
chiacchierammo del pi e del meno; in ogni risoluzione va considerato il
prima e il dopo; non c' limite al peggio.
o Talvolta gli avverbi, specialmente quelli temporali e locali, lasciano
facilmente sottintendere il verbo cui si riferiscono: ad esempio, E tutti e
quattro gli scalatori su per la vetta (salirono). Alla prima scossa, fuori di
corsa (uscirono).
o Gli avverbi qui, qua, l, l spesso rafforzano i corrispondenti pronomi
dimostrativi: ad esempio, questo qui, quello l, ecc.
o Le particelle avverbiali ci, vi si usano talvolta in senso neutro col significato
di a questa cosa qui, a quella cosa l: ad esempio, pensaci prima per non
pentirti dopo; riflettici bene prima di decidere.
o Le espressioni vederci, sentirci significano avere la vista, l'udito: ad
esempio, non ci vede bene, non ci sente abbastanza.
o Quasi tutti gli avverbi si possono rafforzare raddoppiandoli: or ora, adesso
adesso, gi gi, su su, l l, quasi quasi, ecc.