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Transnistria

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Transnistria
La Transnistria[2] (in russo
, Repubblica Moldava di
Pridnestrov'e) uno stato indipendente de facto non
riconosciuto dai Paesi membri dell'ONU, essendo
considerato de iure parte della Repubblica di Moldavia:
governato da un'amministrazione autonoma con sede nella
citt di Tiraspol.
La regione, precedentemente parte della Repubblica
Socialista Sovietica Moldava (una delle ex - repubbliche
dell'Unione Sovietica), dichiar unilateralmente la propria
indipendenza come Repubblica Moldava di Pridnestrovie il
2 settembre 1990. Dal marzo al luglio 1992 la regione
stata interessata da una guerra che terminata con un
cessate il fuoco, garantito da una commissione congiunta
tripartita tra Russia, Moldavia e Pridnestrovie, e la
creazione di una zona demilitarizzata tra Moldavia e
Pridnestrovie comprendente 20 localit a ridosso del fiume
Nistro.
Il 18 marzo 2014 la Transnistria ha chiesto l'adesione alla
[3]
Russia in seguito all'annessione unilaterale della Crimea .

Nome
Il nome della regione deriva dal nome del fiume Nistro a
dipendenza dal lato di vista: la Transnistria , infatti, posta
sulla sponda orientale del fiume. In italiano sarebbe corretto
il termine Cisnistria per la regione geografica anche se
generalmente conosciuta col suo nome rumeno
Transnistria oppure talvolta Transdniestria. L'unico nome
formale, sancito dalla Costituzione della Repubblica
indipendente
(Pridnestrovskaja Moldavskaja Respublika) in russo,
(Republica
Moldoveneasc Nistrean) in moldavo,
(Prydnistrovs'ka Moldavs'ka
Respublika) in ucraino. L'abbreviazione usata dalle autorit
quella in lingua russa, ossia PMR ().
Il nome breve utilizzato localmente Pridnestrovie,
traslitterazione ufficiale del russo secondo
[4]
un editto presidenziale del 2000 (seguendo un uso
parzialmente difforme rispetto alle traslitterazioni
scientifiche del cirillico, che imporrebbero di scrivere
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Transnistria

(dettagli)

(dettagli)

Territorio a status conteso


Motivo del Repubblica
contenzioso autoproclamatasi
indipendente dal 2
settembre 1990
Situazione de facto territorio sotto
tutela russa;[1]
rivendicato dalla
Moldavia
Posizione della Repubblica Moldava di
Transnistria
Dichiarazione 2 settembre 1990
d'indipendenza
Nome completo Repubblica
Moldava di
Pridnestrovie
Nome ufficiale (RO) Republica
Moldoveneasc
Nistrean;
(RU)

(Pridnestrovkaja
Moldavskaja
Respublika);
(UK)

(Prydnistrovs'ka
Moldavs'ka

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Pridnestrov'e). Da un punto di vista etimologico i nomi


derivano da varianti del termine Transnistria inteso come
"oltre il fiume Nistro": Pridnestrov'e significa, infatti,
"presso il fiume Nistro".

Geografia
Storia della
Transnistria
Per
approfondire,
vedi Storia
della
Transnistria.

Fino al XX
secolo
La regione era
popolata
nell'antichit da
Geti/Daci e da
popolazioni
iraniche.
Suddivisioni politiche del paese in
Subentrarono i
Rajon. Territori facenti parte della
romani e alla fine
PMR ma non detenute sono marcate
del medioevo vi si
con colore opaco.
trovavano trib
slave in movimento
verso la penisola balcanica, nomadi turchi e pastori rumeni.
Fu sotto il controllo della Rus' di Kiev e del Granducato di
Lituania; nel XV secolo l'area fin sotto il controllo
dell'Impero Ottomano. A quel tempo, la popolazione era
scarsa, di etnia mista moldavo-rumena e ucraina, con
presenza di nomadi tartari.
Alla fine del XVIII secolo ci fu la colonizzazione della
regione da parte dell'Impero Russo, con lo scopo di
difendere i propri confini di sud-ovest. La conseguenza fu
una consistente immigrazione di ucraini, russi e tedeschi.

Respublika)
Governo Repubblica
presidenziale
Capo di Stato Yevgeny Shevchuk
Capo del governo Tatiana
Turanskaya
Riconoscimenti Abcasia e Ossezia
internazionali del Sud (dal 2006)
Posizione della Moldavia
Sintesi della non
posizione riconoscimento
dell'indipendenza;
rivendicazione
dell'intero
territorio come
parte integrante
dello Stato
Nome completo Unit
amministrativa
territoriale di
Transnistria
Nome ufficiale (RO) Unitile
AdministrativTeritoriale din
Stnga Nistrului
Suddivisione Regione autonoma
amministrativa
Informazioni generali
Lingua russo, rumeno e
ucraino (ufficiali)
Capitale/Capoluogo Tiraspol (159.163 ab.
/ 2005)

Area
Popolazione
Densit
Continente
Fuso orario
Valuta

3.567 km
555.500 ab. (2004)
155,73 ab./km
Europa
UTC+2
Rublo
transnistriano (de
facto)
TLD .md (de iure,
comune con la
Moldavia)
Prefisso tel. +373
Sigla autom. MD (de iure,
comune con la
Moldavia)

La Transnistria nell'ambito dell'Unione


Sovietica
Nel 1918 il Direttorato di Ucraina (a quel tempo
indipendente) proclam la sua sovranit sulla parte sinistra
del fiume Nistro. A quel tempo, la popolazione era per il
48% moldavo-rumena, 30% ucraina e 9% russa. Un terzo
della regione (la parte attorno alla citt di Balta, oggi con

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maggioranza ucraina) fa parte dell'Ucraina. La regione


divenne poi l'Oblast' Autonomo di Moldavia nell'ambito
della RSS (Repubblica Socialista Sovietica) di Ucraina.
L'entit fu trasformata in Repubblica Autonoma Moldava
(RSS a sua volta), con capitale Balta, nel 1924. La
maggioranza della popolazione era di madrelingua rumena e
nelle scuole s'insegnava perci la lingua rumena usando
l'alfabeto cirillico.
La RSS (Repubblica Socialista Sovietica) di Moldavia fu
istituita da una decisione del Soviet Supremo dell'URSS il 2
agosto 1940. Era formata da due parti: una buona parte della
Bessarabia, sottratta alla Romania il 18 giugno a seguito del
patto Molotov-Ribbentrop, dove la maggioranza della
popolazione era di lingua rumena; e la parte occidentale
della preesistente Repubblica Autonoma Moldava, mentre la
parte orientale, con la precedente capitale Balta, era annessa
alla RSS di Ucraina.
Nel 1941 le truppe rumene, all'inizio dell'Operazione Barbarossa, ripresero la Bessarabia ma
continuarono l'avanzata oltre il confine storico lungo corso del Nistro. La Romania annesse poi ad interim
l'intera regione tra il Nistro e il fiume Bug meridionale dove era presente una consistente minoranza
romena, includendo la citt portuale di Odessa, che attualmente fa parte dell'Ucraina. L'Unione Sovietica
riguadagn l'area nel 1944 quando l'Armata Rossa penetr nel territorio facendo indietreggiare le Potenze
dell'Asse.
La RSS Moldava fu oggetto di una politica di sistematica russificazione, ancor pi dura di quella del
periodo zarista. Il cirillico divenne la scrittura ufficiale della lingua moldava nella repubblica, mentre il
russo era la lingua di comunicazione interetnica.
La maggior parte delle industrie che furono create nella RSS Moldava allo scopo di attirare immigrati dal
resto dell'URSS, era concentrata nella Transnistria, mentre la parte della Moldavia a ovest del Nistro
manteneva un'economia prevalentemente agricola. Nel 1990, la Regione della Transnistria rappresentava
il 40% del PIL moldavo e produceva il 90% dell'energia elettrica dell'intera Repubblica di Moldavia.
La 14 armata dell'esercito russo, che aveva sede in a Tiraspol, rimase anche dopo la dissoluzione
dell'Unione Sovietica per salvaguardare il loro pi importante arsenale e deposito di munizioni in Europa.
Il governo di Mosca avvi negoziati con le repubbliche di Moldavia, Transnistria e l'Ucraina per
trasferire i diritti sul materiale militare alla Russia.

L'indipendenza de facto
Durante gli ultimi anni ottanta, la perestrojka di Michail Gorbav permise la liberalizzazione politica a
livello regionale. L'incompleta democratizzazione era preliminare per il nazionalismo, che diventava la
dottrina politica pi dinamica. Qualche minoranza si oppose a questi cambiamenti nella classe politica
della Repubblica di Moldavia, dato che nell'epoca dei Soviet i politici locali erano stati spesso dominati
dai non-rumeni, particolarmente dai russi.
Le leggi sulla lingua introdussero l'alfabeto latino per la scrittura moldava, sebbene una significativa
porzione della popolazione non-rumena della RSS di Moldavia non parlasse il rumeno. Il problema delle
lingue ufficiali nella Repubblica di Moldavia divenne un nodo gordiano. L'abolizione del russo come
lingua ufficiale port a grandi proteste, in particolare nella parte orientale del paese, nella Regione della

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Transnistria (Prodnestrovie di oggi), dove il russo era la lingua


della maggioranza della popolazione. Nel periodo successivo vi
era sempre pi discriminazione contro le minoranze della
Moldavia. Nella regione della Transnistria e nella regione della
Gagauzia diversi gruppi per i diritti civili avevano fatto richiesta
per la reintroduzione del russo come lingua ufficiale e per
l'autonomia regionale. Il governo repressivo della SSR moldava
[5]
allora inizi anche a vietare questi movimenti. Le tensioni tra i
gruppi etnici Moldavi si inaspr poi drammaticamente all'inizio
del 1990, quando cittadini membri della comunit russa furono
Igor Smirnov
aggrediti da alcuni manifestanti, mentre la polizia moldava
guardava passivamente.[6] Parte del Frontul Popular nazionalista
chiese apertamente l'espulsione di immigrati russi e delle altre minoranze etniche.[7] Il Presidente
moldavo Mircea Ion Snegur discusse pubblicamente il suo obiettivo di unificazione con la Romania.
Nella regione della Transnistria, tuttavia, i gruppi di popolazione di lingua russa (russi, ucraini, moldavi e
altri) erano in maggioranza e videro i propri diritti minacciati da parte della nuova politica nazionalista in
Moldavia. La leadership locale nella regione della Transnistria organizz un referendum popolare nel
1990, dal quale risult una maggioranza di oltre il 90% degli elettori che votarono per la secessione dal
resto della Moldavia.[8] In seguito all'esito della votazione popolare la regione della Transnistria dichiar
il 2 settembre 1990 unilateralmente la secessione e la formazione della nuova Repubblica Sovietica
Pridnestrova di Moldavia. Inizialmente si persegu l'obiettivo di essere riconosciuti come una repubblica
sovietica indipendente all'interno dell'Unione Sovietica. Dopo il fallimento del colpo di Stato nell'agosto
del 1991, la disintegrazione dell'Unione Sovietica fu inarrestabile. Il 24 agosto 1991 il parlamento della
SSR moldava vot la dichiarazione di definitiva indipendenza dall'Unione Sovietica e la costituzione
della nuova Repubblica di Moldavia, il cui territorio includeva la regione della Transnistria.
Un giorno dopo, il 25 agosto 1991, anche nella regione della Transnistria divenuta Repubblica Sovietica
Pridnestrova di Moldavia il Soviet Supremo adott a sua volta una dichiarazione di piena indipendenza
dalla neocostituita Repubblica di Moldavia. L'obiettivo anche qui era la costruzione di un proprio stato, e
qualsiasi legame con la nuova Repubblica di Moldavia fu respinto, vista anche la votazione antecedente.
Questo fastidio verso le nuove politiche si era manifestato in maniera pi visibile nella Regione della
Transnistria, dove i centri urbani come Tiraspol avevano una maggioranza slava e una significativa
presenza di immigrati russi. Secondo il censimento del 1989 la popolazione nella regione della
Transnistria era composta per il 39,9% da moldavo/rumeni, per il 28,3% da ucraini, per il 25,4% da russi
e per il 1,9% da bulgari.
Il parlamento moldavo chiese al Governo dell'URSS in di
"iniziare le negoziazioni con il Governo moldavo e porre fine
all'occupazione illegale della Repubblica della Moldavia e
ritirarsi dal territorio moldavo", ritirando la 14 armata da
Tiraspol.
La Moldavia tuttavia, continu a considerare la regione dell'ex
Transnistria come parte del proprio territorio, pur avendo sempre
avuto, di fatto, poca influenza sulla stessa. La Moldavia inizi a
costruire un proprio esercito e ricevette sostegno dalla
Romania.[9] Il 1 marzo 1992 ebbe inizio una guerra su scala
limitata tra la Repubblica della Moldavia e la Repubblica
Moldava di Transnistria. Con la Repubblica di Moldavia

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I simboli sovietici sono ancora


utilizzati in Transnistria.

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combatterono anche numerosi volontari provenienti dalla Romania, mentre dall'altro lato la Guardia
Repubblicana formata per lo pi da civili e da volontari Russi e della vicina Ucraina ebbe il successivo
appoggio delle forze della 14 armata russa che rimase agli ordini del generale Aleksandr Ivanovi
Lebed', come gi accaduto nel novembre 1990 a Dubossary (russo: , rumeno: Dubsari).
L'esercito moldavo, cos trovandosi in posizione di inferiorit numerica e di armamenti, fu sconfitto con
rilevanti perdite. Nel giugno 1992 le forze Repubblicane e della 14 armata attraversarono il fiume
Dniestr e occuparono la citt di Bendery (in rumeno Tighina), situata sulla sponda occidentale del fiume;
l'evento ricordato come 'massacro di Bendery', nel quale molte vittime civili furono causate dal fuoco
delle artiglierie Moldave anche contro gli edifici civili.[10] Il reporter di radio Tiraspol, la capitale della
regione ribelle del Dnestr, raccont con voce concitata che la nuova offensiva da parte della Repubblica
di Moldavia era scattata alle 23:00 in punto del 21 luglio 1992, poco dopo l'accordo sulla tregua
concluso, accettato e siglato il 21 luglio 1992 tra Eltsin e Snegur. I Mig 29 Moldavi si erano levati in
cielo per colpire il villaggio di Parkani, sulla riva ovest del Dnestr, a pochi chilometri da Bendery. I morti
e i feriti non si contarono, e il giornalista rifer solo che una famiglia residente nel villaggio era stata
completamente annientata dalle bombe. Parlando di fronte ai deputati del suo Parlamento, il presidente
della Repubblica di Moldavia dichiar priva di fondamento questa informazione. Ma gli osservatori
militari delle 4 potenze coinvolte nel conflitto - Russia, Ucraina, Romania e Transnistria - confermarono
[10]
il bombardamento.
Dopo tale accordo, la Russia continu a supportare 'de facto' il governo della Repubblica Moldava di
Transnistria. Fu istituita una zona di sicurezza tra la Repubblica di Moldavia e la Repubblica Moldava di
Transnistria, controllata da una Forza di pace congiunta (335 militari russi, 453 militari della Repubblica
di Moldavia e 490 miliziani della Repubblica Moldava di Transnistria), sotto la supervisione di una
Commissione di controllo congiunta. Nel 1998 alla Commissione si aggiunsero 10 osservatori militari
ucraini.
L'OSCE, che cerca di favorire un negoziato stabile tra le parti, ha avviato una missione Moldava il 4
febbraio 1993 e ha aperto un ufficio a Tiraspol il 13 febbraio 1995.
Nel febbraio 2003, gli Stati Uniti d'America e l'Unione europea hanno imposto misure restrittive contro la
leadership della Repubblica Moldava di Transnistria.

La sicurezza militare della Repubblica


Nel territorio della Repubblica Moldava di Pridnestrovia sono stanziati 2.000 militari russi, equipaggiati
con armi leggere, a difesa dei consistenti depositi di munizioni lasciati in loco dalla 14 armata
dell'URSS.[11]
Nel 2009, dopo che era stata ipotizzata l'installazione di uno scudo antimissili americano in Romania, il
presidente della Repubblica Igor Smirnov ha dichiarato il benestare per lo schieramento di un sistema di
[12]
difesa antimissili russo sul territorio da lui controllato.

Le relazioni internazionali della Repubblica


Ossezia del Sud - (17 novembre 2006)
Abcasia - (17 novembre 2006)
L'Abcasia, l'Ossezia del Sud e la Transnistria nel 2006 hanno costituito la Comunit per la democrazia e i
diritti dei popoli.[13]

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Il processo di pace con la Moldavia


La posizione della Russia nella questione della Transnistria
Nel luglio 2002, l'OSCE, la Russia e i mediatori dell'Ucraina approvarono
un documento di principio per il ritorno della Moldavia a un sistema
federale. Fondamentali divisioni si sono per incontrate sulla forma dello
Stato e i poteri della federazione in fieri.
A met novembre 2003, la Russia prepar un memorandum contenente
una dettagliata proposta per la costituzione di uno stato federale moldavo
unito. Pubblicato dapprima in Russia sul sito web del Ministero degli
Un passaporto transnistriano
Esteri della Transnistria, il testo era promosso da Dmitry Kozak, uomo di
spicco dello staff del presidente Putin. Il memorandum Kozak
rappresentava una rottura con la leadership della Transnistria, in quanto prevedeva che la Transnistria
avesse uno status comune al resto della Moldavia.
Per la Moldavia federale era stato proposto che le competenze di governo fossero divise in tre categorie:
quelle della federazione, quella degli Stati federati e quelle comuni. Questo piano presentava per diverse
incognite, prima fra tutte il meccanismo elettivo delle due camere del parlamento federale: si prevedeva
una camera bassa eletta con criterio proporzionale e un senato composto da 13 membri eletti dalla camera
bassa federale, 9 dalla Transnistria e 4 dalla Gagauzia. Secondo il censimento del 1989, la Transnistria
aveva il 14% della popolazione totale della Moldavia e la Gagauzia il 3,5%.
Grandi dimostrazioni contro il memorandum Kozak ebbero luogo a Chiinu nei giorni seguenti la sua
pubblicazione. La leadership moldova rifiut di firmarlo senza la coordinazione delle organizzazioni
europee. Una visita del presidente Putin in Moldavia fu cancellata. La Moldavia e il memorandum Kozak
furono all'ordine del giorno nell'incontro dei ministri dell'OSCE a Maastricht nel dicembre 2003. A causa
del disaccordo tra la Russia da una parte e l'Unione europea e gli Stati Uniti dall'altra, la questione
moldava fu una delle principali ragioni per cui una dichiarazione finale non fu adottata dopo il meeting.
La crisi del 2004
Approssimativamente 11.200 bambini su 79.000 studenti della Transnistria sono educati in lingua
moldava, un numero uguale ai bambini educati in quella rumena; nell'estate del 2004, le autorit della
Transnistria chiusero con la forza 6 scuole che insegnavano il moldavo scritto in caratteri latini: circa
3.400 bambini furono vittime di questa misura. Diversi insegnanti e genitori che si opposero alla chiusura
furono arrestati e le lezioni si tennero all'aperto per diversi giorni. Le scuole chiuse furono poi riaperte,
ma con lo status di "istituzioni educative non-governative".
Durante la crisi, il governo moldavo decise di isolare la repubblica separatista dal resto del paese, ma il
blocco era inefficiente causa la mancanza di cooperazione del governo ucraino filo-russo di Leonid
Kuma. La Transnistria reag con una serie di azioni miranti a destabilizzare la situazione economica
nella Moldavia, tagliando la fornitura elettrica che, in Moldavia, in gran parte garantita da centrali
costruite nella Transnistria del periodo sovietico.
La posizione dell'Ucraina nella questione della Transnistria
Nel maggio 2005, il governo ucraino filo-occidentale di Viktor Juenko propose un piano in sette punti,
secondo il quale l'eventuale separazione definitiva della Transnistria dalla Moldavia doveva arrivare

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attraverso un negoziato stabile e libere elezioni. Gli Stati Uniti, l'Unione europea e Transnistria
espressero accettazione per il progetto. Nel luglio 2005, l'Ucraina apr 5 nuovi valichi di confine tra
Transnistria e Ucraina, pattugliati da ufficiali moldavi e ucraini per ridurre l'alta incidenza del
contrabbando. L'Ucraina ha aperto nello stesso anno un'ambasciata a Chisinau e un consolato a Balti. Nel
2005 anche l'Unione europea ha avviato una missione per ridurre il contrabbando tra la Transnistria da
una parte e l'Ucraina dall'altra.
La Russia, che sembra orientata a mantenere lo status quo o a guidare essa stessa il processo di pace, non
ha espresso aperto sostegno al progetto ucraino. Il fallimento della proposta ha spinto il governo ucraino
a rinsaldare i legami con la Moldavia, finendo per schierarsi sulle posizioni del Governo moldavo. Il 3
marzo 2006, l'Ucraina ha introdotto nuovi regolamenti doganali per le merci che transitano attraverso il
confine della Transnistria: sono importabili in Ucraina solo i beni che hanno documenti rilasciati dalle
Autorit moldave, in base all'accordo doganale ucraino-moldovo del 30 dicembre 2005. La Transnistria e
la Russia hanno protestato parlando di "blocco economico" imposto alla regione separatista. Il 28
dicembre 2009 i governi ucraino e moldavo hanno lanciato anche un processo di demarcazione dei loro
985 km di confine, sempre senza coinvolgere la Transnistria. Anche in questa circostanza la Transnistria e
la Russia hanno protestato per una iniziativa che non tesa alla soluzione negoziata della crisi.[14]
La ripresa dei negoziati di pace nel 2010
A Vienna, sotto la guida dellOsce si sono ritrovati il 27 e 28 settembre nel formato 5+2 i negoziatori di
Chiinu, Tiraspol, oltre che i diplomatici russi, ucraini, nordamericani ed europei. Senza risultati
clamorosi, i colloqui si sono focalizzati su due argomenti: libert di movimento e garanzie per la
prosecuzione dei negoziati.[15] Tra i risultati tangibili si annovera la riapertura della linea ferroviaria
Chiinu-Odessa (Ucraina), attraverso la Transnistria e il riallaccio delle linee di telefonia fissa delle due
parti del Dnestr.

Popolazione
Censimenti
Censimento 1989
Totale popolazione sulla parte sinistra del fiume Nistro ( esclusa Tighina, citt situata sulla destra
del fiume ma non considerata dalla Moldavia come parte della Transnistria): 546.400 abitanti di
cui:
Moldavi: 40%
Ucraini: 28%
Russi: 24%
Altri: 8%
Censimento 2004
Totale popolazione (includendo Tighina): 565.500 abitanti, di cui:
Moldavi: 31,9%
Russi: 30,3%
Ucraini: 28,8%
Le notevoli variazioni rispetto al censimento precedente fanno supporre che vi siano stati scambi di
popolazione con la Moldavia a ovest del Nistro. In sostanza i moldavo/rumeni abbandonerebbero la

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Transnistria per trasferirsi ad abitare in territori controllati dal governo di Chisinau mentre gli slavi
(ucraini e russi) migrerebbero verso il territorio controllato dalle autorit di Tiraspol. A lungo andare, se
queste tendenze continueranno, si potrebbe avere una differenziazione etnica fra i territori che si
affacciano sulle opposte sponde del Nistro: nella parte occidentale dominata dall'etnia moldavo/romena
potrebbe scomparire l'etnia russa e ridursi a una piccola percentuale quella ucraina mentre nella parte
orientale i moldavo/romeni potrebbero diventare minoranza.
Attualmente il gruppo etnico moldavo/romeno, che forse ancora rappresenta la maggioranza relativa della
popolazione della Transnistria, si presenta diviso tra fautori della Moldavia, fautori della grande Romania
e sostenitori del governo in carica. Il gruppo etnico russo sostiene l'indipendenza della Transnistria o, in
alternativa, l'annessione alla Russia. Gli ucraini infine sono divisi tra i sostenitori della Transnistria
indipendente e i fautori dell'annessione all'Ucraina. In questa situazione si inseriscono inoltre le istanze di
altre comunit etniche, ormai stabilmente insediate sul territorio, come i caucasici, i siberiani, gli armeni
e i georgiani.

Economia
Il PIL (Prodotto Interno Lordo) di circa 420 milioni di dollari americani, il che corrisponde a un reddito
procapite di 662 dollari (lordi) all'anno: questo dato poco preciso visti i dubbi sulla reale consistenza
demografica del territorio. La regione ha un discreto numero di fabbriche ereditate dal sistema industriale
sovietico, peraltro contraddistinte da tecnologie superate e inquinanti.
Una una fabbrica di munizioni in Tighina (Bender) mentre altre fabbriche di acciaio esistono in Rbnia.
La fabbrica di Rbnia contribuisce al 50% circa del reddito della repubblica ed il fornitore principale
dei lavori in quella citt. Un'altra importante fabbrica la distilleria Kvint di Tiraspol, famosa per il suo
forte spirito, talmente radicata nel territorio (esiste dal 1897) che viene riportata anche nella banconota da
5 rubli "rublo della Transnistria" (banconota introdotta nel 1994, ma non riconosciuta dai circuiti
internazionali).
La pi importante azienda la Sheriff, l'unica autorizzata a esportare all'estero, il cui proprietario il
figlio maggiore Vladimir del presidente Igor' Nikolaevi Smirnov. La "Sheriff" ha il controllo virtuale
sull'economia dell'intera regione, dalla squadra di calcio della capitale FC Sheriff Tiraspol e del relativo
stadio recentemente costruito, ha una catena di supermercati e di distributori di carburante, una casa
editrice, una distilleria, un casin, un canale televisivo e un'agenzia pubblicitaria.
Dopo un periodo di riorganizzazione dal 2003 al 2005 e modernizzazione dei servizi doganali dello stato
adeguandoli, dal 2006 al 2008, agli standard internazionali[16] con corsi di addestramento nella UE[17]
con l'aiuto della EUBAM e della OSCE, si osserva un netto miglioramento della situazione nel paese a
riguardo del controllo anti-contrabbando alle dogane. Con l'istituzione di un Ufficio specializzato per la
lotta al traffico di droga[18] si trovato un mezzo effettivo per la lotta contro gli stupefacenti.
Inizialmente la mancanza di sufficienti controlli delle frontiere di questa regione alle porte dell'Unione,
port osservatori della Comunit Europea a ritenere che parte non irrilevante del flusso economico
nazionale potesse essere direttamente collegato ai traffici illeciti che derivavano dal radicamento del
crimine organizzato di mafie attive anche in Russia e dalla particolare posizione di passaggio di questo
territorio per il flusso degli stupefacenti, delle armi e del contrabbando; situazione che aveva portato, nel
[19]
2002, a definire il paese il "buco nero d'Europa". . Tuttavia, secondo i dati statistici odierni, nella prima
met del 2014, grazie a pi controlli, la quantit di violazioni doganali diminuita del 28% rispetto alla
[20]
prima met del 2013 .

Diritti umani

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La situazione dei diritti umani in Transnistria stata criticata da molti governi e organizzazioni
internazionali. Il rapporto del 2007 Freedom in the World, pubblicato dalla statunitense Freedom House,
descrive la Transnistria come un territorio "non-libero", con una situazione pessima per i diritti politici e
le libert civili.[21]
Secondo il rapporto del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti riferito all'anno 2006:
Il diritto dei cittadini a cambiare il loro governo [Governo della Moldavia] fu limitato. [...] Le
autorit avrebbero continuato a usare torture, arresti arbitrari e la detenzione. [...] In Transnistria le
autorit limitano la libert di parola e di stampa. [...] Nella regione separatista della Transnistria le
autorit continuano a negare la registrazione e perseguitano i gruppi religiosi minoritari. La regione
separatista resta una fonte significativa e un'area di transito per il traffico di persone. [...]
L'omosessualit illegale, i gay e le lesbiche sono oggetto di discriminazione governativa e
sociale[22].

Con l'obiettivo dichiarato di correggere i suoi diritti portandoli in linea con gli standard europeri, la
Transnistria ha istituito un difensore civico in carica dal 2006.[23]

Truppe
Nel 2007, le Forze Armate e paramilitari della Transnistria furono composte da
4.5007.500 soldati, divisi in quattro brigate di fanteria motorizzata a Tiraspol,
[24]
Bender, Rbnia e Dubsari.
Detengono: 18 carri armati, 107 veicoli corazzati,
46 installazioni anti-aerei. L'aeronautica composta da: 9 elicotteri Mi-8T, 6
elicotteri Mi-24, 2 elicotteri Mi-2, diversi aeroplani An-2, An-26 e modelli Yak-18.

Regioni amministrative
La Transnistria suddivisa in 5 distretti (raion) e 2 municipalit (tra parentesi il
nome in russo).

Emblema delle
forze armate della
Transnistria

Distretti
Distretto di Camenca ( )
Distretto di Dubsari ( )
Distretto di Grigoriopol ( )
Distretto di Rbnia ( )
Distretto di Slobozia ( )
Municipalit
Tiraspol ()
Tighina ()

La bandiera
Per approfondire, vedi Bandiera della Transnistria.

La Bandiera dalla Repubblica Moldava di Pridnestrovia stata adottata ufficialmente come bandiera di
Stato il 3 luglio 2000. in pratica la bandiera dellex Repubblica Socialista Sovietica Moldava

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Transnistria

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(1952-1990). La legge prevede anche l'uso di una versione semplificata che non contiene la falce e il
martello e la stella in alto a sinistra.

Riferimenti in opere letterarie


L'era del flagello, di Walter Jon Williams (romanzo, 2004)
Educazione siberiana, di Nicolai Lilin (romanzo, 2009)

Note
1. (EN) Sentenza della Corte europea dei Diritti
dell'uomo che condanna la presenza militare
russa nella regione. URL consultato il 23 febbraio 2008.
2. Transnistria il nome diffuso in lingua italiana,
cfr. Documento del Parlamento Europeo e
Documento della Camera dei deputati
3. La Transnistria seguendo la Crimea vuole
aderire alla Russia
4. (EN) Pridnestrovie.net: Testo dell'editto
ufficiale. URL consultato il 17 luglio 2007.
5. Paul Hare: Who are the Moldovans? In: Paul
Hare, Mohammed Ishaq, Judy Batt:
Reconstituting the market: the political economy
of microeconomic transformation. Taylor &
Francis, 1999, S. 369371.
6. Stuart J. Kaufman: Modern Hatreds: The
Symbolic Politics of Ethnic War. Cornell
University Press, 2001, ISBN 0-8014-8736-6, S.
143.
7. The painful past retold Social memory in
Azerbaijan and Gagauzia, Hlya Demirdirek,
Postkommunismens Antropologi, University of
Copenhagen, 1214 April 1996.
8.

6

9. Arms and Ethnic Conflict, John Sislin, Frederic


S. Pearson (Rowman & Littlefield, 2001), S. 99,
ISBN 0-8476-8855-0
10. 10.0 10.1 Massacro sulle rive del Dnestr
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio
/repubblica/1992/06/24/massacro-sulle-rive-deldnestr.html
11. La Russia si prender anche la Transnistria?,
ilpost.it, 20 marzo 2014. URL consultato il 21 marzo
2014.
12. Transdnestr could host Russian military base,
but Russia is unwilling, rian.ru, 16 febbraio 2010.
URL consultato il 21 marzo 2014.
13. "

"
14. Ukraine, Moldova starting demarcation of
Dniester border
15. Transnistria-Moldavia, football diplomacy, in
Osservatorio balcani e caucaso, 22 ottobre 2010
16. Storia degli organismi doganali: (EN) The State
Customs Committee of the DMR, Custom bodies
of DMR, 2008.
17. Funzionari doganali della Pridnestrovia hanno
studiato l'esperienza dell'UE: (EN) The State
Customs Committee of the DMR, Transdiestran
customs officiers studied EU experience, 17 aprile
2013.
18. Ufficio per la lotta al traffico di droga della
PMR : Arrestati spacciatori
(http://translate.googleusercontent.com
/translate_c?depth=1&hl=en&
rurl=translate.google.com&tl=it&u=http:
//novostipmr.com/ru/news/14-07-11/v-stolices-polichnym-poymali-rasprostraniteleynarkotikov&
usg=ALkJrhg5-0rLIXxYVRuJ8FCeVGflB42TMQ).
19. P. Sartori, Transnistra, Un Crocevia di traffici
illeciti alle porte dell'Unione Europea, ISIG
Trimestrale di Sociologia Internazionale, 2002
(http://www.isig.it)
20. Comitato doganale di Stato del Ministero degli
Affari Interni PMR (SCC): Numero di violazioni
doganali diminuito del 28%
(http://translate.googleusercontent.com
/translate_c?depth=1&hl=en&
rurl=translate.google.com&tl=it&u=http:
//novostipmr.com/ru/news/14-07-11
/gtk-kolichestvo-narusheniy-tamozhennyh-pravilsnizilos-na-28&usg=ALkJrhi3j139V14vcQMAxb9PPjeI5sqbg)
21. Freedom House, 2007 "Freedom in the World"
report
22. Dipartimento di Stato degli Stati Uniti: Country
Reports on Human Rights Practices 2006
23. Ombudsman's website(RU)
24. km.ru, ,
06.09.2007 (RU)

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Pridnestrovie.net (Official Transnistrian governmental website): "Human rights treaties signed,
ratified by parliament"
Transnistria's ombudsman(RU)
U.S. Department of State - 2005 Report about Human Rights in Moldova with references about
Transnistria
Promolex NGO study about Human Rights in Transnistria (2008)
Freedom House report on Transnistria
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