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Crisi della Crimea del 2014

La crisi della Crimea del 2014 è stata una crisi politica scoppiata nella penisola della Crimea, la cui popolazio- ne è per maggioranza di etnia russa, che portò alla se-

parazione della penisola del resto dell'Ucraina in seguito

ai disordini locali e all'intervento militare russo [1] come

reazione all'esautoramento nel febbraio 2014 del presi- dente Viktor Janukovyč e del governo ucraino da parte del parlamento ucraino, a sua volta quale conseguenza dei fatti dell'Euromajdan.

Il

governo locale della Crimea ha rifiutato di riconosce-

re

il nuovo governo e il nuovo presidente ucraino, soste-

nendo che il cambiamento sarebbe avvenuto in violazione della costituzione ucraina vigente, mentre la legittimità del nuovo governo è stata riconosciuta dalla gran parte

degli stati, eccetto la Russia ed alcuni altri. A fronte della nuova situazione politica e delineatasi, il governo locale

ha dichiarato la propria volontà di separarsi dall'Ucraina

chiamando a referendum la popolazione di Crimea: l'esito della consultazione ha visto realizzarsi un'altissima mag- gioranza sull'opzione autonomista (con oltre il 97% di consenso sul totale dei votanti) ma la legittimità di tale re- ferendum, tuttavia, è respinta dall'Unione europea e dagli

Stati Uniti d'America, che la ritengono in violazione del diritto internazionale e della Costituzione dell'Ucraina, mentre il referendum è ritenuto valido dalla Russia.

1 Contesto

il referendum è ritenuto valido dalla Russia . 1 Contesto Flotta Russa del Mar Nero a

Flotta Russa del Mar Nero a Sevastopoli, in Crimea, nell'Agosto

2007

Secondo il gruppo di esperti del “Centro Internazionale

di Studi per la Difesa” di Tallinn, dalla rivoluzione aran-

cione del 2004, la Russia fece pressione contro l'Ucraina associandosi a stretto contatto con l'Occidente. [7] È stato affermato che la campagna d'informazione in Crimea è diventata particolarmente abile e sistematica, diventando particolarmente intenso durante l'offerta all'Ucraina per

intenso durante l' offerta all'Ucraina per Foto satellitare della zona di Sebastopoli; al centro la

l'adesione alla NATO tra il 2006 ed il 2008. Ognuno dei tentativi dell'Ucraina per raggiungere l'integrazione euro- pea portò ad una maggiore ostilità russa all'idea tramite l'uso della campagna di informazione. [7][8] La Russia si oppone all'integrazione ucraina con l'Occidente per va- ri motivi, tra cui la paura dell'espansione della NATO ai confini occidentali della Russia, [9] e il desiderio af- fermato della Russia d'includere l'Ucraina in un'Unione Eurasiatica. [10]

Secondo Taras Kuzio, durante la presidenza Yushchenko (2005-2010), le relazioni della Russia con l'Ucraina si deteriorarono, spingendo il servizio di sicurezza russo (FSB) e quello d'intelligence militare(GRU) ad espan- dere il loro sostegno segreto alle forze filorusse nel sud dell'Ucraina e ai separatisti russi in Crimea. [11] Dopo la rivoluzione arancione e la guerra Russo-georgiana del 2008, i dispacci diplomatici americani vennero trapela- ti al pubblico notando che l'azione militare russa contro l'Ucraina “non è più impensabile.” [12] Nel 2008, alcuni analisti suggerirono anche che l'attacco della Russia alla Georgia era un avvertimento per l'Ucraina e la Molda- via, e il rifiuto della NATO di fermare ulteriori espansioni

1

2

1 CONTESTO

orientali potrebbe costringere Mosca a promuovere la se-

cessione nelle due aree. [13] La Russia negoziò il 21 aprile

vyč un accordo per la concessione prolungata di basi rus-

se in territorio ucraino. Nel trattato, noto come accordi di Charkiv, venne concordata un'estensione di 25 anni (dal

2017 al 2042 con ulteriore opzione fino al 2047) del pre-

cedente contratto ventennale negoziato nel 1997 di affitto delle infrastrutture portuali nella città di Sebastopoli, base storica della Flotta russa del Mar Nero in cambio della ri- duzione per 10 anni del prezzo del gas russo all'Ucraina e

di

un aumento dell'affitto della base navale. [14] Il negozia-

to

estese la durata di un accordo già esistente e negoziato

nel maggio 1997 tra l'allora presidente russo Boris El'cin

e Leonid Kučma, secondo presidente dell'Ucraina indi-

pendente, per terminare il contenzioso intorno al futuro della flotta ex sovietica del Mar Nero, ancorata a Seba- stopoli e numericamente molto consistente con circa 835 navi tra quelle da guerra e quelle ausiliarie. [14]

Sebastopoli è anche la principale base navale della marina militare ucraina, numericamente molto inferiore rispet-

to alla Flotta russa del Mar Nero. Altra città strategica-

mente importante è Kerč', situata all'imboccatura del Mar d'Azov, porto ampio anche se non militarizzato e con un vicino aeroporto militare dismesso, Baherovo (Багерове авіабаза) [15] , con pista in cemento di 3 500 m da cui

possono operare anche trasporti pesanti. Per la Russia la Crimea è importantissima per il controllo del Mar Ne- ro, nel quale altrimenti potrebbe operare solo dal porto

di Novorossijsk. OBLAST' DI CHERSON OBLAST' DI CHERSON Armjans'k OBLAST' DI ZAPORIŽŽJA Golfo di
di Novorossijsk.
OBLAST' DI CHERSON
OBLAST' DI CHERSON
Armjans'k
OBLAST' DI ZAPORIŽŽJA
Golfo di Karkinit
Krasnoperekops'k
Mar d'Azov
Džankoj
CRIMEA
Ker č
Eupatoria
RUSSIA
Saky
Sinferopoli
Sebastopoli Bachč ysaraj Jalta Alušta
Feodosia
Mar Nero
SEBASTOPOLI
km
50
100

Mappa della penisola di Crimea. La Repubblica autonoma di Crimea è colorata in giallo chiaro.

La composizione etnica della repubblica autonoma di Crimea è a maggioranza russa, circa il 58%, secondo gruppo etnico è quello ucraino (24%); nella penisola è presente anche una forte minoranza tatara (12%). Inol- tre, il russo è considerato la lingua madre da tre quarti dei suoi abitanti, mentre l’ucraino solo da un decimo. Se- condo le stime ufficiali dell’Istituto internazionale di so- ciologia di Kiev, il 97% degli abitanti usa la lingua russa per comunicare.

il 97% degli abitanti usa la lingua russa per comunicare. Distribuzione dei gruppi etnici nella penisola
il 97% degli abitanti usa la lingua russa per comunicare. Distribuzione dei gruppi etnici nella penisola

Distribuzione dei gruppi etnici nella penisola di Crimea secon- do il censimento ucraino del 2001. L'etnia russa ne compone la maggioranza con il 58%.

1.1 La rivoluzione a Kiev

Alla fine del 2013, i manifestanti dell'Euromaidan (cir- ca 400.000 - 800.000 persone a Kiev, secondo il politi- co dell'opposizione della Russia Boris Nemtsov, e cen- tinaia di migliaia in altre città ucraine e all'estero) [16] iniziò dopo che il presidente Viktor Yanukovich aveva rinviato la firma dell'Accordo di associazione tra Ucrai- na ed Unione europea sotto forte pressione economica della Russia, anche se in precedenza aveva considerato questo accordo uno dei suoi obiettivi fondamentali e lo aveva dichiarato in più occasioni. [17][18] Invece, Yanuko- vich raggiunse un accordo con Putin che significò, tra l'altro, che la Russia avrebbe comprato 15 miliardi di dol- lari di obbligazioni ucraine, e scontato i prezzi del gas in Ucraina di un terzo. [19] I leader dell'opposizione era- no sospettosi del vero prezzo per l'Ucraina per il soste- gno russo. [20][21] La maggior parte dei manifestanti teneva valori pro-europei liberali (Batkivshchyna, Alleanza De- mocratica Ucraina per la Riforma, e altre forze). Molto meno popolari, ma ancora influenti, vennero rappresenta- ti anche partiti e movimenti nazionalisti che, in una certa misura, sostennero l'idea di integrazione europea.

Dopo la dispersione violenta dei manifestanti il 30 no- vembre e l'adozione di leggi anti-protesta, le proteste pre- sero una direzione anti-governativa e anti-corruzione, in- tensificandosi nei primi mesi del 2014 e alla fine por- tarono alla morte di due manifestanti e poliziotti il 22 gennaio [22] e tra il 18 febbraio e il 20, 103 persone venne- ro uccise e 1.419 ferite. [23] Secondo la maggior parte dei rapporti in Ucraina, la violenza venne usata per lo più dal- la polizia. [24] Numerosi cecchini uccisero decine di ma- nifestanti. L'identità dei cecchini è ancora in discussione.

1.1

La rivoluzione a Kiev

3

Secondo l'indagine ufficiale, [25][26][27] dell'opposizione fi-

venne eletto dal Parlamento il 27 febbraio. [53] La Rus-

loeuropea e della maggior parte degli ucraini e dei me-

sia

rifiutò di riconoscere le nuove autorità di Kiev, dicen-

dia occidentali, vennero assunti da Yanukovich e dal-

do

che erano venuti al potere con un'insurrezione arma-

la

sua cerchia e/o dei servizi segreti russi, [28] che ave-

ta

da parte delle forze politiche di estrema destra e me-

vano anche programmato una grande operazione mili- tare per “mondare” i manifestanti. [29][30][31] Il 20 feb- braio, in qualità di ministro degli Interni, Vitaliy Za-

kharchenko annunciò in un discorso video alla nazione che armi da combattimento erano state fornite alla po-

lizia e annunciò l'inizio di un'operazione per disperdere

i manifestanti. [32] Radio Liberty pubblicò riprese video

delle forze speciali della polizia che sparavano sui mani- festanti con Kalashnikov e fucili da cecchino. [33] Diversi

politici pro-Yanukovich chiesero apertamente la “pulizia” dei manifestanti. [34] Nonostante questi fatti, Yanukovich

negò il coinvolgimento del suo regime nel massacro. [35] Apparvero alcune accuse che i cecchini fossero stati as- sunti dai rivoluzionari. [36] Il 21 febbraio, il presidente Ya- nukovich e il leader dell'opposizione firmarono un accor-

do di compromesso che venne mediato dai Ministri degli

Esteri di Francia, Polonia e Germania, [37][38] ma quan-

do divenne chiaro come Yanukovych avesse lasciato la

capitale,la Verkhovna Rada deliberò di ritirare la polizia

e l'esercito da Kiev, [39] e i manifestanti presero il con-

trollo della città senza incontrare resistenza. [40] Secondo l'accordo, la Verkhovna Rada venne costretta ad adottare

un disegno di legge sulla riforma costituzionale e Yanuko-

vich venne costretto a firmare entro 48 ore. [38] Il disegno

di

legge venne adottato, ma Yanukovich non lo firmò. [41]

Il

22 febbraio, Yanukovich fuggì da Kiev. [42] L'evidenza

mostra che Yanukovich aveva cominciato a prepara-

re

il suo congedo, il 19 febbraio, con la rimozione

di

beni e oggetti di valore. Le guardie della residen-

za

di Yanukovich aprirono ai manifestanti, che tro-

varono ampia evidenza della corruzione senza prece- denti di Yanukovich. [43][44] La Rada mise sotto accu-

sa Yanukovich, [45] ma non secondo la procedura costi-

tuzionale. L'azione non seguì il processo di accusa co-

me

specificato dalla Costituzione dell'Ucraina (che avreb-

be

comportato formalmente l'accusa del presidente di un

crimine, una revisione della carica dalla Corte Costitu- zionale dell'Ucraina, ed a maggioranza di tre quarti - cioè almeno 338 voti favorevoli - dalla Rada); invece, la Verkhovna Rada dichiarò che Yanukovich “si è ritirato dalle sue funzioni in maniera incostituzionale” e citò “cir-

costanze di estrema urgenza”, come ragione delle elezioni anticipate. [46][47][48] La votazione venne sostenuta da tut-

ti i presenti [49] nel parlamento ucraino, 328: 0 (dei 447

deputati). La Rada fissò il 25 maggio per le nuove elezio-

ni presidenziali. [50][51] Secondo i leader dell'opposizione, non avevano altra scelta, perché, come visto, Yanukovich era stato coinvolto in un omicidio di massa e in corruzio-

ne su vasta scala, [31] aveva usurpato il potere, compreso

il sistema giudiziario, e ignorato e violato la Costituzio-

ne e altre leggi molte volte. [52] I membri dell'opposizione nominò Oleksandr Turcynov come nuovo presidente del Parlamento e anche come presidente ad interim. Un nuo-

vo Consiglio dei Ministri, noto come governo Yatsenyuk,

todi incostituzionali. Gli Stati Uniti e l'Unione Europea

riconobbero subito il governo di Kiev. [54][55][56][57]

Alcuni residenti delle parti meridionali ed orientali del

paese, che erano prevalentemente di lingua russa e in pre- cedenza costituivano la base di sostegno del presidente Yanukovich, si sentivano senza diritti per questi sviluppi

e protestarono contro il governo di Kiev. [58] Il Parlamento di Crimea chiese una sessione straordinaria il 21 febbra- io. Il leader dei Tartari di Crimea Refat Chubarov dichia-

rò che sospettava che la sessione avrebbe potuto chiedere

l'intervento militare russo. [59]

Il 21 febbraio, il Servizio di Sicurezza dell'Ucraina (SBU)

rilasciò una dichiarazione che promise che “userà misure severe per evitare qualsiasi azione intrapresa contro dimi- nuendo l'integrità territoriale e la sovranità dell'Ucraina”. Viene anche ha osservato che “certi politici, funzionari governativi locali, dirigenti di organizzazioni della socie-

civile, e individui radicalmente inclinati hanno tenta-

to

di creare motivi per l'escalation del conflitto civile, e

si

sono diffusi atteggiamenti autonomi e separatisti tra

la

gente, che potrebbe portare alla scomparsa del nostro

paese come nazione unita e la perdita della sua sovrani-

tà nazionale”. Inoltre, la dichiarazione disse che alcuni

legislatori di tutti i livelli avevano avviato negoziati se-

paratisti con i rappresentanti delle nazioni straniere. “Le

consultazioni aperte sono in corso sulla possibile divisio-

ne del paese in parti separate in violazione della Costitu-

zione ucraina”, si legge sulla dichiarazione. “Questo po- trebbe portare ad una escalation del conflitto tra i diversi

settori della società, che incitano all'odio etnico o religio-

so e al conflitto militare.” [60] Lo stesso giorno, il filorusso Partito delle Regioni che teneva 80 dei 100 seggi del Par- lamento di Crimea, [61] non discuteva le questioni relative alla separazione della Crimea dall'Ucraina e sembrava so- stenere l'accordo raggiunto tra il presidente Yanukovich

e l'opposizione per porre fine alla crisi firmato lo stesso giorno. [62]

Il 23 febbraio 2014, il secondo giorno dopo la fuga di

Viktor Yanukovich, durante la sessione del parlamento ucraino un deputato del partito "Batkivshchina", Vyacheslav Kyrylenko, chiedeva d'inserire nell'ordine del giorno un progetto che avrebbe abrogato la legge del 2012 “Sui principi della politica linguistica di stato”.

Condotta la mozione con 232 deputati votanti a favore, il progetto venne inserito nell'ordine del giorno, subito messo ai voti senza discussione e approvato con gli stessi 232 voti a favore, rendendo solo l'ucraino lingua

di Stato a tutti i livelli. [63][64] L'abrogazione della legge

del 2012 “Sui principi della politica linguistica di stato” venne accolta con grande disprezzo in Crimea, popolata da una maggioranza di lingua russa [65] e in Ucraina orientale e meridionale, provocando ondate di proteste anti-governative, [66] culminati alla fine nella crisi di Cri-

4

2 STORIA

mea. The Christian Science Monitor riferì: "[L'adozione

di questo disegno di legge] serve solo a far infuriare le

regioni di lingua russa, [che] vedono la mossa come

un'ulteriore prova che le proteste antigovernative a Kiev che hanno rovesciato il governo di Yanukovich erano intenti a premere per un ordine del giorno nazionalista.

" [67]

Pochi giorni dopo, il 1º marzo 2014, il Presiden-

te in carica dell'Ucraina, Oleksandr Turcynov, pose il

veto al disegno di legge arrestandone efficacemente

l'attuazione. [68]

l'Unione ucraina per i diritti umani di Helsinki hanno entrambi negato ogni violazione dei diritti umani con-

tro abitanti di lingua russa in Ucraina che giustifichino

le azioni della Russia. [69][70]

1.2 Aspetti legali

Il

la

Flotta del Mar Nero tra Russia e Ucraina [71][72] firma-

to

nel 1997 e prolungato nel 2010, determinava lo status

delle basi militari e le navi in Crimea prima della crisi attuale. La Russia aveva il permesso di mantenere fino a 25.000 uomini, 24 batterie di artiglieria (di calibro infe- riore a 100 mm), 132 veicoli blindati, e 22 aerei militari, nella penisola di Crimea e a Sebastopoli. La flotta del Mar Nero russa aveva diritti di stanziamento in Crimea fino al 2042. Tuttavia, è controverso se i recenti movimenti di truppe fossero coperti dal trattato. [73]

Sia la Russia che l'Ucraina sono firmatari della Carta del-

le Nazioni Unite. La ratifica di tale Carta ha diverse ra-

mificazioni in termini di diritto internazionale, in parti-

colare quelle che coprono i soggetti delle dichiarazioni

Memorandum vincolante. [78]

2

Storia

dichiarazioni Memorandum vincolante. [ 7 8 ] 2 Storia In questa foto del 2007 la flotta

In questa foto del 2007 la flotta russa del Mar Nero all'ancora a Sebastopoli; la prima a sinistra col numerale 121 è l'incrociatore Moskva; la base navale è quella occupata a tutt'oggi.

Il 23 febbraio a Sebastopoli, decine di migliaia di perso-

ne protestarono contro le nuove autorità e deliberarono

di istituire un'amministrazione parallela e squadre di pro-

tezione civile realizzate con il sostegno dei bikers Russi Lupi Notturni. Lo stesso accadde il 22 febbraio a Simfe- ropoli, dove circa 5.000 persone si riunirono in tali squa- dre. I manifestanti sventolarono bandiere russe e canta- rono “Putin è il nostro presidente” e sostennero che si sarebbero rifiutati di pagare ulteriori tasse allo Stato. [79]

rifiutati di pagare ulteriori tasse allo Stato. [ 7 9 ] di indipendenza , di sovranità

di

di

Vladimir Putin al National Centre for management of defence

tin affermò che le truppe russe nella penisola di Cri- mea avevano lo scopo “di garantire condizioni adeguate

re

liberamente la propria volontà", [74] mentre l'Ucraina

Il

26 febbraio, le forze filorusse a poco a poco presero il

per il popolo di Crimea di essere in grado di esprime-

controllo della penisola di Crimea. La Russia inizialmente sostenne che gli uomini in uniforme erano forze locali

dei media non russi. [81][82][83][84][85][86][87][88]

La mattina del 27 febbraio, unità Berkut della Crimea e di

e

altri paesi sostengono che tale intervento è una viola-

di autodifesa, ma in seguito ammise che erano in realtà

zione della sovranità dell'Ucraina. [75] Il presidente russo ha anche osservato che la Corte internazionale di giu- stizia delle Nazioni Unite tramandò un parere consulti-

nel 2010 dicendo senza ambiguità che la dichiarazio-

vo

militari russi, senza insegne, [80] confermando i rapporti

unilaterale di indipendenza del Kosovo (per i quali non vi era alcun referendum né accordo con Belgrado)

ne

altre regioni d'Ucraina (sciolte con il decreto del 25 feb- braio) catturarono i posti di blocco sull'istmo di Perekop

ra

controllano tutto il traffico terrestre tra la Crimea e

non era vietata dal diritto internazionale. [76] D'altra par-

e sulla penisola di Chonhar. [48][89] Secondo il parlamen- tare ucraino Hennadiy Moskal, ex capo della polizia della

te,

Stati Uniti e Ucraina sottolineano che in ciò la Russia

ha

violato i termini del Memorandum di Budapest sul-

le

ti

garanzie di sicurezza, con la quale la Russia, gli Sta-

Uniti e il Regno Unito riaffermarono il loro obbligo

fucili d'assalto, mitragliatrici e altre armi. [90] Da allo-

l'Ucraina continentale. [90]

di

rispettare l'integrità territoriale dell'Ucraina (compre-

sa

la Crimea) e di astenersi dalla minaccia o dall'uso del-

Anche a Simferopoli, capitale della Repubblica Autono-

la

forza contro l'integrità territoriale o l'indipendenza po-

ma di Crimea, uomini armati sequestrarono la sede par-

litica dell'Ucraina. [77] Gli Stati Uniti non considerano il

lamentare di Crimea e la sede del Consiglio dei ministri

5

la

mattina presto del 27 febbraio e sostituirono la ban-

Il 28 febbraio, mentre uomini armati occupavano

diera ucraina con la bandiera russa. [91] Spodestarono il primo ministro nominato dal Presidente dell'Ucraina e

installarono un politico filorusso, Sergey Aksyonov, co- me Primo Ministro di Crimea. [92] il partito di Aksyonov Unità Russa ha preso solo il 4 per cento dei voti nelle

l'edificio, il Supremo Consiglio tenne una sessione di emergenza. [106][107] E votò per porre fine al governo di Crimea, e sostituire il primo ministro Anatolii Mohy- liov con Sergey Aksyonov. [108][85] Aksyonov appartene- va al partito Unità Russa, che ricevette il 4% dei vo-

elezioni del 2010. Aksyonov illegalmente si è dichiarato

ti

alle ultime elezioni. [107] Esso inoltre deliberò d'indire

responsabile delle forze militari e delle forze dell'ordine locali. [93] Il 1º marzo, il presidente in carica dell'Ucraina, Oleksandr Turcynov, decretò la nomina di legislatore del-

un referendum su una maggiore autonomia il 25 mag- gio. Gli uomini armati tagliarono tutte le comunicazioni

del palazzo e presero i telefoni dei parlamentari mentre

la

Crimea di Aksyonov come incostituzionale, in quanto

entravano. [106][107] Non furono ammessi giornalisti indi-

la

posizione di primo ministro viene eletta dal presiden-

pendenti all'interno dell'edificio, mentre i voti erano in

te

dell'Ucraina, e non dal parlamento. Il legislatore della

corso. [107] Alcuni parlamentari affermarono di essere sta-

Crimea dichiarò la sua intenzione di indire un referen- dum per una maggiore autonomia da Kiev il 25 maggio 2014, una mossa che Hatidzhe Mamutova, il capo della Lega di Crimea-Donne Tatar, definì illegale. [94] Questo referendum venne poi spostato al 16 marzo.

I consiglieri nella città Crimeana di Sebastopoli, sede del-

le

flotte navali del Mar Nero russa e ucraina, scelsero

il

cittadino russo Aleksei Chalyi come sindaco, mentre

i

manifestanti filorussi cantavano “un sindaco russo per

una città russa”. Inoltre, capo della polizia di Sebastopoli disse che avrebbe rifiutato ordini da Kiev. [95] A Sebasto- poli, Kerch, e in altre città della Crimea, i manifestanti pro-russi tirarono giù la bandiera dell'Ucraina e la sosti-

tuirono con la bandiera della Russia negli scontri con i funzionari della città. [96][97]

Unità russe cominciarono a muoversi in Crimea quasi su- bito dopo la conferenza stampa dell'ex presidente Yanu- kovych tenutasi il 28 febbraio 2014 a Rostov sul Don,

nei pressi del confine orientale dell'Ucraina, dove chie-

se a Putin di “ristabilire l'ordine” in Ucraina. Durante la

conferenza Yanukovich insistette che l'azione militare era “inaccettabile” e che non si sarebbe chiesto l'intervento militare russo. [98][99] Il 4 marzo 2014 il rappresentante permanente della Russia presso le Nazioni Unite, Vitaly

Churkin, presentò una fotocopia di una lettera firmata da Victor Yanukovych il 1 marzo 2014 che chiedeva di uti-

lizzare le forze armate russe per “ripristinare lo Stato di diritto, la pace, l'ordine, la stabilità e la protezione del-

la popolazione dell'Ucraina ". [100] Anche Aksyonov fece

appello al presidente russo Vladimir Putin a fornire assi- stenza nel garantire la pace nella Repubblica Autonoma di Crimea. Entrambe le camere della legislatura russa (As- semblea federale) votarono il 1º marzo 2014 per dare a Vladimir Putin il diritto di utilizzare le truppe russe in

Crimea. [101][102]

Il 27 febbraio truppe senza insegne conquistarono la

to regionale) e l'edificio del Consiglio dei Ministri a Simferopoli. [103] Unità Berkut, miliziani locali e truppe

di autodifesa catturarono posti di blocco sull'istmo di Pe-

rekop e sulla penisola di Chonhar. [90][104][105] Da allora

controllano tutto il traffico per via terrestre tra la Crimea

e l'Ucraina continentale. [90][105]

ti minacciati e che i voti vennero espressi per loro e altri

parlamentari, anche se non erano nella camera. [107]

L'11 marzo, il Consiglio supremo e il Comune di Sebasto- poli congiuntamente espressero l'intenzione di dichiarare unilateralmente l'indipendenza della Crimea dall'Ucraina come singola nazione unita con la possibilità di entra- re nella Russia come soggetto federale. La questione dell'indipendenza venne posta in un referendum.

Il 16 marzo, i rendimenti ufficiali indicavano circa il 96%

a favore, [109] con un'affluenza di oltre l'83%, [110] nono-

stante un boicottaggio dei Tartari e di altri oppositori del

referendum. [111] Il parlamento ucraino dichiarò il refe- rendum incostituzionale. [112] Gli Stati Uniti e l'Unione europea condannarono il voto come illegale, [113] e poi im- posero sanzioni nei confronti delle persone considerate di aver violato la sovranità dell'Ucraina. [114][115][116]

Funzionari ucraini, così come Mustafa Abdülcemil Qırı- moğlu, Refat Chubarov e il Mejlis dei tartari di Crimea affermarono che la partecipazione al voto nel referendum della Crimea poteva solo essere un massimo di 30-40 per

cento e che il referendum era antidemocratico, frettolo- samente preparato, falsificato e non rifletteva la reale vo- lontà della Crimea. [117] Mustafa Abdülcemil Qırımoğlu definì il referendum “cinico” e “assurdo”, sostenendo che

il diritto all'autodeterminazione appartiene solo agli in-

digeni - la popolazione tartara di Crimea. [118] Sono sta-

ti riportati attivisti pro-Ucraina perseguitati e rapiti, con

9 segnalati come dispersi [119][120] e tabelloni pro-Russia

vennero visti nelle strade prima del referendum. [121]

Il 17 marzo, il parlamento di Crimea dichiarò l'indipendenza dall'Ucraina e chiese di aderire alla Russia. [122] Il Presidente Putin dichiarò la Crimea come parte della Russia per motivi morali e materiali, citando il principio di autodeterminazione e l'importanza strategica della Crimea per la Russia. [123]

Il 24 marzo, il Ministero della Difesa ucraino annun- cia che circa il 50% dei soldati ucraini in Crimea hanno disertato l'esercito russo. [124][125]

Il 25 marzo, la Russia assegnò la medaglia per il ri- torno della Crimea per le persone che avevano assistito l'annessione della Crimea. Il rovescio del medaglione da- tava “il ritorno della Crimea” dal 20 febbraio al 18 marzo. Ciò aumenta la possibilità che la Russia abbia premiato

6

3 COINVOLGIMENTO NON-RUSSO

coloro che erano coinvolti nell'omicidio dei manifestanti Maidan del 20 febbraio, mentre Yanukovich era ancora presidente e prima che la crisi di Crimea effettivamente iniziasse. [126]

Il 27 marzo, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò una risoluzione non vincolante che dichiarò il referendum della Crimea appoggiato da Mosca non va- lido. La risoluzione venne approvata con 100 voti a fa- vore, 11 contrari e 58 astensioni nel gruppo delle 193

nazioni. [127][128][129][130][131]

Il 15 aprile, il parlamento ucraino approvò una legge che dichiarava la penisola meridionale della Crimea territo- rio temporaneamente occupato dalla Federazione russa e impose restrizioni di viaggio per gli ucraini in visita in Crimea. [132]

Il 17 aprile, durante il 12° 'Linea diretta con Vladimir Putin', l'uso di forze armate russe insieme alle truppe di autodifesa della Crimea venne confessato dal presidente russo. [133]

Il 5 maggio, apparve un blog sul sito web del Presidente russo del Consiglio dei diritti umani stimando che la “stra- grande maggioranza dei cittadini di Sebastopoli ha vota- to a favore dell'unificazione con la Russia nel referendum (50-80%), in Crimea, vari dati mostrano che il 50-60% ha votato per l'unificazione con la Russia, con una par- tecipazione del 30-50%", suggerendo che solo il 15-30% della Crimea in realtà ha votato per l'annessione. [134] La voce del blog è stata tolta in fretta.

Il 9 maggio, centinaia di migliaia di persone si riunirono in Crimea a Sebastopoli per guardare la parata del Giorno della Vittoria, sventolando bandiere russe e cantando tra gli altri pezzi l'inno russo. [135]

Il 16 maggio, Sergei Aksyonov annunciò un divieto di tut- te le manifestazioni pubbliche, in particolare, in occasio- ne della ricorrenza annuale della deportazione sovietica dei tatari di Crimea, dato che i tartari continuano ad es- sere tra coloro che resistono all'occupazione russa della penisola. [136]

Nel mese di agosto Roskomnadzor iniziò a censurare i fornitori in Crimea di servizi Internet, tra cui il blocco di un gran numero di siti di notizie Ucraini. [137]

3 Coinvolgimento non-russo

Il 2 marzo 2014, Pavel Chernev, ex membro del partito nazionalista Attacco e attuale segretario politico di “Alba Ortodossa” (in bulgaro: Православна Зора ? , Pravoslav- na Zora), che è noto per le sue opinioni pro-Putin, rivelò che la filiale bulgara dell'organizzazione avrebbe inviato un gruppo di volontari bulgari per “proteggere le etnie russa e bulgara dalla ucrainizzazione forzata”. Chernev ha inoltre affermato di aver già promosso a “decine di combattenti ortodossi” (non-bulgari) di volare a Mosca e in Crimea. [138][139] Simeon Kostadinov, un altro ex mem-

bro di Attacco, quindi rappresentante del partito naziona- lista in Bulgaria, e Chernev chiarirono che la loro missio- ne aveva intenzioni pacifiche, ma che erano pronti a dare una buona prova di sé nel malaugurato caso di una esca- lation. La loro tesi era che il vecchio regime può essere considerato preferibile dal punto di vista della minoran- za bulgara in Ucraina e che le nuove autorità mancava- no di legittimità. Un altro piccolo “gruppo internaziona-

le con sede nella penisola pirenaica", che comprendeva

alcuni bulgari ed era sostenuta da un'organizzazione pa- ramilitare russa venne segnalata per aver lasciato la Spa- gna per l'Ucraina il 3 marzo. “Alba Ortodossa” mostrò interesse nrll'ottenere l'appoggio di attori internazionali

per il referendum in Crimea e cercò di reclutare osserva- tori elettorali stranieri. [140] Secondo fonti bulgare, sulla base di segnalazioni effettuate da Al Jazeera, 20 citta- dini bulgari sono arrivati in Crimea. Essi facevano parte della formazione paramilitare Dobrovolets/Доброволец, che era sotto il controllo delle truppe russe. L'area di operazioni di Dobrovolets inoltre è destinata a include-

re Odessa e Donetsk. Chernev dichiarò che avrebbe vi-

sitato la Crimea il 15 marzo e garantì che tutti i parte-

cipanti alla missione sono stati sottoposti ad un esame accurato per garantire che le persone con condanne pe-

nali venissero eliminati. [141] Anton Kisse, l'unico deputa-

to della Verkhovna Rada con radici bulgare, parlò con-

tro eventuali interventi stranieri, affermando che “anche

il più cordiale Stato estero non ha il diritto di imporre la

propria visione di ciò che costituisce il giusto ordine in Ucraina” e che “la gente si trasferisca in Bulgaria in caso

di necessità". [142] Chernev fu uno degli osservatori eletto-

rali per il referendum in Crimea, [143] su invito di Sergey

Aksyonov. [144]

Un piccolo gruppo di cetnici, una forza paramilitare

nazionalista serba, viaggiò in Crimea per sostenere la Russia. I nazionalisti serbi e russi condividono la cultu-

ra slava e ortodossa e il sentimento anti-occidentale, e i

cetnici sostengono di essere a favore della Russia per il sostegno durante le guerre jugoslave. [145] I cetnici ave- vano base in un monastero ortodosso. I loro comandanti Bratislav Jivković e Milutin Malisic avevano partecipa-

to a conflitti armati precedenti - Jivković nella guerra in

Bosnia come parte della Guardia Volontaria Serba men- tre Malisic era stato coinvolto nella tutela della minoranza serba in Kosovo in seguito alla guerra del Kosovo. Mali- sic ribadì che la sua formazione paramilitare era impe- gnata per la pace e non ha voluto spargere il sangue dei compagni slavi, visualizzando ucraini e russi come etnie fraterne. [144]

3.1 Conseguenze

3.1.1 Misure economiche e finanziarie

Come conseguenza della crisi, i due indici principali della Borsa di Mosca caddero in ribasso il 3 marzo: il MICEX 10 diminuì del 10,79%, pari a una perdita di

7

capitalizzazione di mercato di quasi 60 miliardi di dol- lari, e l'Indice RTS diminuì del 12.01% al suo livello più basso dal settembre 2009. [146] Il giorno dopo, però, il MI- CEX salì del 5,25%, recuperando parte delle perdite. In risposta a questo e al declino del rublo, la Banca Centra- le della Russia aumentò il tasso di interesse del 5,5-7,0%

e spese fino a 12 miliardi di dollari di riserve per soste-

nere la valuta. [147] Venne anche sollevata la possibilità di sanzioni internazionali contro la Russia. [148]

Ci

furono preoccupazioni che le esportazioni di gas rus-

so

verso l'Europa e l'Ucraina potessero diventare scon-

volte dal conflitto. Il trenta percento di gas in Euro-

pa

viene importato dalla Russia, la metà dei quali scor-

re

attraverso gasdotti ucraini. Il 1º marzo, il Ministero

dell'Energia russo decise di fermare i sussidi di gas rus-

so verso l'Ucraina. [149] La crisi potrebbe colpire anche le

forniture di grano di tutto il mondo. I prezzi probabilmen- te saliranno perché l'Ucraina è uno dei maggiori esporta- tori mondiali di grano. [148] La crisi portò alla uscita di diverse società multinazionali dalla Crimea a causa della sospensione dei necessari servizi finanziari e bancari. [150] L'Unione europea vietò anche l'importazione di tutti i beni dalla Crimea nei suoi Stati membri. [151]

3.1.2 Misure prese dalla Federazione Russa

Il 3 marzo, il primo ministro russo Dmitrij Medvedev, annunciò la costruzione di un ponte sullo Stretto di Kerch, che collegherebbe la Crimea con la Russia .

Quello stesso giorno, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, parlando ad una riunione del Consiglio dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite ha dichiarato che la Russia persegue nella difesa dei diritti umani e l'invio di truppe era destinato a scoraggiare l'uso della violenza radicale in Ucraina e facilitare la riconciliazione nazionale.

3.1.3 Misure prese dall'Ucraina

Il comandante della marina ucraina Denis Berezov-

sky annunciò attraverso la televisione il giuramento al-

la Repubblica di Crimea. Kiev decise il licenziamento di

Berezovsky, oltre a condannarlo per alto tradimento. Egli

venne sostituito da Sergui Gayduk.

4 Indipendenza della Crimea

L'11 marzo, il Consiglio Nazionale della Radio e della Te- levisione di Ucraina ha ordinato ai fornitori ucraini a par- tire dalle 15:00 GMT una procedura d'arresto dai princi- pali canali russi che ha portato al blocco di 5 canali. Que-

sto ha provocato reazioni in Russia, dove il ministro degli

Esteri ha inviato una comunicazione alla OSCE denun- ciando una “violazione della libertà di espressione.” Lo stesso giorno la Crimea e Sebastopoli si dichiarano uni-

lateralmente indipendenti con 78 voti favorevoli su 100

nato primo ministro e Natal'ja Poklonskaja procuratore generale.

5 Referendum

in

Crimea per

l'annessione alla Russia

Il 15 maggio si è votato il referendum per l'annessione

mea. L'affluenza è stata di 1 548 197 votanti su 1 839 466 aventi diritto, pari all'84,2%. Il quorum di validità del referendum, fissato al 50%, è stato dunque supera- to, ma la legittimità del referendum è contestata da par-

te della comunità internazionale, sia sul piano del diritto

Tra le organizzazione che l'hanno dichiarato illegittimo,

vi è l'OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e Coope-

razione in Europa) [152] , l'Unione europea [153][154] , dagli

6

Note

[2] Spari in Crimea: ucciso un soldato ucraino in The Glo- balist Syndication, 18 marzo 2014. URL consultato il 22 marzo 2014.

[3] (EN) Chris Harris, Ukrainian PM accuses Russian sol-

diers of ‘war crime’ after serviceman killed in Crimea in Euronews, 18 marzo 2014. URL consultato il 22 marzo

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[4] Raffaella Menichini, Morto attivista tataro, a centinaia al funerale in la Repubblica, 18 marzo 2014. URL consultato il 22 marzo 2014.

[5]

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[6] (EN) Jessica Elgot, Reshat Ametov, Crimean Tatar, Found Dead With 'Signs Of Torture', Human Rights Watch Says in The Huffington Post, 18 marzo 2014. URL consultato il 22 marzo 2014.

[7] Crimea – The Achilles’ Heel of Ukraine (PDF), International Centre for Defense Studies, novembre 2008.

[9]

Marina Koren, What Putin Fears Will Happen in Ukraine in National Journal, 5 marzo 2014. URL consultato il 6 marzo 2014.

8

6 NOTE

[10]

Will Englund, Despite its problems, Ukraine is a prize for Russia, Europe in The Washington Post, 2 marzo 2014. URL consultato il 3 marzo 2014.

[33] (UK) ВІДЕОФАКТ: силовики, втікаючи, стріляли з автоматів Калашникова, Radio Svoboda, 2014. (archiviato dall'url originale il 21 febbraio 2014).

[11] Crimea – from playground to battleground su opendemo- cracy.net, 27 febbraio 2014.

[12] Joshua Keating, Crimean Foreshadowing in Slate, 1º marzo 2014. URL consultato il 1º marzo 2014.

[14] Alessio Bini, Il nuovo accordo russo-ucraino: un’inter- pretazione geopolitica, Eurasia, 14 maggio 2010. URL consultato il 22 marzo 2014.

[15] (RU) Главная | Багерово. URL consultato il 22 marzo

2014.

[16] Brian Whitmore, Putin’s Growing Threat Next Door in The Atlantic, 6 dicembre 2013.

 

[35]

""

[36]

Kashmira Gander, Ukraine: Kiev snipers reportedly hired by opposition leaders not Yanukovich according to 'bug- ged call' - World - News, The Independent, 5 marzo 2014. URL consultato il 20 aprile 2014.

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[40] Ukraine protests timeline, BBC News, 23 febbraio 2014.

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[42] William Booth, Ukraine’s Yanukovych missing as prote- sters take control of presidential residence in Kiev in Wa- shington Post, 22 febbraio 2014. URL consultato il 23 marzo 2014.

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html su kyivpost.com.

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[25] "Yanukovych

of

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news.yahoo.com.

su

[32] Ukrainian police have been provided with combat wea- pons – interior minister su Kyiv Post. URL consultato il 21 febbraio 2014 (archiviato dall'url originale il 21 febbraio

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[47] Daisy Sindelar, Was Yanukovych’s Ouster Constitutio- nal?, Radio Free Europe, Radio Liberty (Rferl.org), 23 febbraio 2014. URL consultato il 25 febbraio 2014.

[48] Daisy Sindelar, Was Yanukovych’s Ouster Constitutio- nal?, Radio Free Europe/Radio Liberty (Rferl.org), 23 febbraio 2014. URL consultato il 25 febbraio 2014.

«[I]t is not clear that the hasty February 22 vote upholds constitutional guidelines, which call for a review of the case by Ukraine’s Constitutional Court and a three-fourths ma- jority vote by the Verkhovna Rada – i.e., 338 lawmakers.».

9

[49] Parliament

votes

328–0

to

impeach

Yanuko-

vych

on

Feb.

22;

sets

May

25

for

new

elec-

speaking Ukraine? in CSM, 28 febbraio 2014.

tion;

Tymoshenko

free

(VIDEO)

Feb

23,

2014,

2:39

a.m.

[50]

su rferl.org.

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""

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2014.

[71]

Dilanian (2014) “il direttore della CIA John Brennan lune- dì disse ad un deputato anziano che il trattato del 1997 fra la Russia e l'Ucraina consente di mantenere fino a 25.000 soldati russi nella regione vitale della Crimea, così la Rus- sia non può considerare i suoi ultimi movimenti di trup- pe essere un'invasione, ha detto il funzionario degli Stati Uniti.”

2014. URL consultato il 12 marzo 2014.

[74] Direct Line with Vladimir Putin, kremlin.ru, 17 aprile

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[58] Ukraine Crimea: Rival rallies confront one another, BBC News, 1º gennaio 1970. URL consultato il 1º marzo 2014.

[59] (UK) В Украине захватывают областные госадминистрации [In Ukraine, the regional state administration grab], Big Mir. URL consultato il 21 febbraio 2014 (archiviato dall'url originale il 21 febbraio

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[60] EuroMaidan rallies in Ukraine in Kyiv Post, 21 febbraio 2014. (archiviato dall'url originale il 21 febbraio 2014).

[61]

Regions Party gets 80 of 100 seats on Crimean parliament, Interfax-Ukraine, 11 novembre 2010. (archiviato dall'url originale il 6 giugno 2012).

[62] Regions of Crimea meeting didn't address separation of Crimea from Ukraine – deputy prime minister of Crimea, Interfax-Ukraine, 21 febbraio 2014. (archiviato dall'url originale il 21 febbraio 2014).

2014.

[65] Ian Traynor, Western nations scramble to contain fallout from Ukraine crisis in The Guardian, 24 febbraio 2014.

[76] " Address by President of the Russian Federation su kremlin.ru, 18 marzo 2014. URL consultato il 18 marzo

2014.

 

«Inoltre, le autorità della Crimea si riferirono alla nota precedente del Kosovo: “I nostri col- leghi occidentali hanno creato con le proprie mani un precedente in una situazione molto simile, quando hanno deciso che la separazio- ne unilaterale del Kosovo dalla Serbia, esatta- mente come la Crimea sta facendo ora, era le- gittima e non aveva bisogno di alcun permes- so da parte delle autorità centrali del paese. Ai sensi dell'articolo 2, capitolo 1 della Carta delle Nazioni Unite, il Tribunale internazio- nale delle Nazioni Unite d'accordo con questo approccio ha così commentato nella sua sen- tenza del 22 luglio 2010 e cito: 'Nessun divie- to generale può essere dedotta dalla pratica del Consiglio di sicurezza per quanto riguar- da le dichiarazioni di indipendenza e il di- ritto internazionale generale non contiene al- cun divieto di dichiarazioni di indipendenza'. Cristallino, come si suol dire."».

[77] Joint

by

the

and

10

6 NOTE

[78] (EN) Belarus: Budapest Memorandum, Embassy of the United States in Minsk (Belarus), 12 aprile 2013. URL consultato il 18 gennaio 2015.

[79] Ukraine crisis fuels secession calls in pro-Russian south in The Guardian, 24 febbraio 2014. (archiviato dall'url originale il 24 febbraio 2014).

[80] Yuras Karmanau e Vladimir Isachenkov, Vladimir Putin admits for first time Russian troops took over Crimea, re- fuses to rule out intervention in Donetsk in National Post, Associated Press, 17 aprile 2014. URL consultato il 10 maggio 2014.

[81]

(EN) Warning shots end OSCE Crimea entry bid – Europe in Al Jazeera English, 8 marzo 2014.

[83] Sam Jones, US scorns Russia’s version of Crimean intervention su Financial Times, 21 febbraio 2014.

[84] OSCE team say Crimea roadblock gunmen threatened to shoot at them, Reuters. URL consultato il 14 marzo 2014.

[85] Gunmen Seize Government Buildings in Crimea in The New York Times, 27 febbraio 2014. URL consultato il 1º marzo 2014.

«Masked men with guns seized government buildings in the capital of Ukraine’s Crimea region on Thursday, barricading themselves inside and raising the Russian flag after my- sterious overnight raids that appeared to be the work of militant Russian nationalists who want this volatile Black Sea region ruled from Moscow.».

[87] Putin ready to invade Ukraine; Kiev warns of war, Reuters, 1º marzo 2014.

[88] Telecom services sabotaged in Ukraine’s Crimea region, United Press International. URL consultato il 28 febbraio

2014.

[89] (EN) Paul Sonne, Crimea Checkpoints Raise Secession Fears in The Wall Street Journal, 17 aprile 2014.

[90] (RU) Под Армянск стянулись силовики из "Беркута" su armyansk.info, 27 febbraio 2014. URL consultato il 15 marzo 2014.

[91]

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[92] David M. Herszenhorn, Crimean Leader Says Ukrainian Military Units Are Surrendering in The New York Times, 4 marzo 2014. URL consultato il 4 marzo 2014.

[93] Sergei L Loiko, New Crimea leaders move up referen- dum date in The Los Angeles Times, 1º marzo 2014. URL consultato il 3 marzo 2014.

«Kiev, Ukraine – Crimea’s new pro-Moscow premier, Sergei Aksenov, moved the date of the peninsula’s status referendum to March 30. On Thursday, the Crimean parliament, which appointed Aksenov, had called for a referendum on May 25, the date also set for the urgent presidential election in Ukraine.».

[94] Crimean Tatars Deported by Stalin Oppose Putin in Ukraine, Bloomberg, 27 febbraio 2014. URL consultato il 1º marzo 2014.

[95]

Ukraine: Sevastopol installs pro-Russian mayor as separa- tism fears grow in The Guardian, 25 febbraio 2014. URL consultato il 1º marzo 2014.

[96] Demonstrators raise Russian flag in Kerch, Focus News, 23 febbraio 2014. URL consultato il 1º marzo 2014.

[97]

No Ukrainian flags left on Sevastopol administrative buil- dings in Kyiv Post, 27 febbraio 2014. URL consultato il 1º marzo 2014.

[99] Ukraine crisis live: Russia admits its troops are moving in Crimea in The Daily Telegraph. URL consultato il 28 febbraio 2014.

[101] Putin declared war against Ukraine (in Ukrainian) in Ukrayinska Pravda, 1º marzo 2014. URL consultato il 3 marzo 2014.

[102] Russian Troops Take Over Ukraine’s Crimea Region, ABC News. URL consultato il 1º marzo 2014.

[104]

[104] crimea-ukraine.html?_r=0 TCH issue of February 27, 2014 su YouTube . [105]

[105] Crimea Checkpoints Raise Secession Fears, The Wall Street Journal, 28 febbraio 2014. URL consultato il 18 aprile 2014.

«Crimean special forces and local militiamen with Kalashnikovs and masks have hoisted Russian flags and set up checkpoints on the only two highways that connect the Black Sea peninsula to mainland Ukraine.».

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(EN) Marie-Louise Gumuchian, Laura Smith-Spark e In- grid Formanek, Gunmen seize government buildings in Ukraine’s Crimea, raise Russian flag, CNN, 27 febbraio 2014. URL consultato il 9 novembre 2014.

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[116] Sanctions

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[123] Uriel

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Jonathan Marcus, BBC News - Ukrainian forces withdraw from Crimea, Bbc.com, 24 marzo 2014. URL consultato il 20 aprile 2014.

[126] Putin’s Crimean Medal of Honor, Forged Before the War Even Began, The Daily Beast, 25 marzo 2014. URL consultato il 6 maggio 2014.

[127] MIRJAM AND LOUIS CHARBONNEAU AND DO- NATH, U.N. General Assembly declares Crimea seces- sion vote invalid in Reuters, 27 marzo 2014.

[128] Marie-Louise and Alex Felton and Gumuchian,, U.N. General Assembly resolution calls Crimean referendum invalid in CNN, 27 marzo 2014.

[131]

[132] Ukraine Parliament declares Crimea temporarily occu- pied territory su IANS, news.biharprabha.com. URL consultato il 15 aprile 2014.

[134] “Putin’s 'Human Rights Council' Accidentally Posts Real Crimean Election Results” su Forbes, 5 maggio 2014. URL consultato il 2 ottobre 2014.

[135]

[136] Crimean Leader Bans Public Rallies, Radio Free Euro- pe/Radio Liberty, 17 maggio 2014.

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[145] Serbian Fighters Help 'Russian Brothers’ in Crimea, Bal- kan insight, 6 febbraio 2014. URL consultato il 6 febbraio

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[146] Ruble, stocks slide over growing Ukraine tension, RT, 3 marzo 2014. URL consultato il 5 marzo 2014 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2014).

13

9 Fonti per testo e immagini; autori; licenze

9.1 Testo

Crisi della Crimea del 2014 Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Crisi_della_Crimea_del_2014?oldid=75322411 Contributori: Carlomo- rino, Retaggio, Pil56, Moroboshi, Elwood, Rago, Ignisdelavega, Mess, Wanjan, Vituzzu, Cisco79, Pigr8, Karplus, Supernino, Skyfall, Andre86, LukeWiller, Lucrus, St. Alex, Dispe, Harlock81, Phantomas, Pracchia-78, Bardanas, Sanremofilo, Jack A Lynn, FrescoBot, Umberto NURS, AttoBot, Jose Antonio, Antemister, Franz van Lanzee, Bucaramango, Mauro Tozzi, SunOfErat, JackieBot, Rotpunkt, Gi87, Atarubot, Radd94, Nungalpiriggal, Pil56-bot, Niculinux, Botcrux, Antonioptg, SamoaBot, RispoliGianluca, Fullerene, Nellohoran e Anonimo: 69

9.2 Immagini

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14

9 FONTI PER TESTO E IMMAGINI; AUTORI; LICENZE

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File:Vladimir_Putin_in_National_Centre_for_management_of_defence_05.jpg Fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/ commons/8/86/Vladimir_Putin_in_National_Centre_for_management_of_defence_05.jpg Licenza: CC BY 3.0 Contributori:

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9.3 Licenza dell'opera