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STUDI E RICERCHE

ASPETTI PSICOFISIOLOGICI
DELLIMMAGINE
ARCHETIPICA

l concetto di archetipo una delle formulazioni di Jung (1) tra le pi discusse e forse tra le pi fraintese (2):
molto stato detto sul carattere numinoso
dellarchetipo, sulle sue radici che affondano nellinconscio collettivo, sui suoi
correlati biologici; la copiosit delle pubblicazioni in merito indice dellinteresse sullargomento, ma forse anche segnale di una necessit di discutere e confrontarsi su dei concetti esplicativi di non facile ed immediata fruizione.
Analizzando tale letteratura si rimane
a dir poco sorpresi nel constatare che in
nessun caso, o quasi (3), sono stati fatti
tentativi per operazionalizzare largomento, nella convinzione pressoch generale
che, un indagine in tal senso, non solo
sminuirebbe inevitabilmente la vastissima
portata della teoria junghiana, ma non
avrebbe di per s ragion dessere poich
linconscio, in quanto tale, non si presta a
concettualizzazioni, n tanto meno a spiegazioni di tipo razionale: ancora da dimostrare lutilit stessa del tentativo di formalizzare e dare una base sperimentale a
concetti vasti e generali come quelli junghiani, i quali dovrebbero ricevere pi un
consenso emotivo che non una validazione scientica, a meno di non essere disposti a stravolgere completamente le teorie
di partenza. [] tentativi del genere, in sostanza, non fanno altro che ridicolizzare la
teoria, oltre ad essere destinati, sin dal
principio, a unirrimediabile scontta (4).
Si sostanzialmente daccordo con
questa linea di pensiero, certi dellimpossibilit di ricondurre la totalit dellesperienza umana ai parametri sempre limitati dello scibile, si altres convinti per, che lindagabile vada indagato e, per quanto possibile, conosciuto. Con ci si vuole sostenere che, restringendo larea della ricerca e
focalizzando loggetto dellindagine, si
possono ottenere risultati validi che vadano
ad arricchire e confermare, e non a sminuire, la seppur vasta portata di una teoria.
lo stesso Jung a puntare il riettore su
uno dei possibili campi di ricerca: in tutte le
sue formulazioni la base somatica e siolo-

Eleonora Tabarrini
gica di quel fenomeno psichico da lui chiamato archetipo messa in risalto e, in qualche modo, sembra essere assodata: gli archetipi [] sono contemporaneamente
sia immagini che emozioni. Si pu parlare di archetipi solo quando questi due
aspetti si manifestano simultaneamente,
[] quando implicata lemozione, limmagine acquista un carattere numinoso (o
unenergia psichica): essa diventa dinamica e deve produrre conseguenze di qualche
rilievo. (5); la validit di tali affermazioni,
per, per quanto riguarda la letteratura a
tuttoggi disponibile, non mai stata vericata. Possiamo essere daccordo con Jung
ad un livello, per cos dire, emotivo, ma
nessuno ha mai indagato se queste particolari immagini, veicolo principe di quellentit a met tra il sico e lo psichico che
larchetipo, siano effettivamente distinguibili da altre raffigurazioni iconiche, sulla base di quel discrimine psicosiologico che
conferisce loro un carattere numinoso.
Unipotesi di questo genere pu essere formulata e vericata con una situazione - test appropriata senza, a parere di chi
scrive, operare delle interpretazioni riduzionistiche alla teoria junghiana.
LARCHETIPO SECONDO JUNG
Il concetto di archetipo stato ampiamente trattato da Jung nel corso delle sue
numerose pubblicazioni, ma la sua formulazione ha richiesto continue precisazioni e rettiche, in risposta alle frequenti critiche mosse da parte di chi tendeva a
dare interpretazioni ritenute non in linea
con il senso genuino delle teorizzazioni
dellautore. Jung stesso afferma: il termine archetipo spesso frainteso in quanto viene identicato con certe immagini
denite, o precisi motivi mitologici. Questi, in realt, non sono altro che rappresentazioni consce; sarebbe assurdo pensare che tali rappresentazioni variabili fossero ereditarie (6); ci che sarebbe ereditato, in sostanza, non sono le singole immagini, ma la capacit istintiva di produrre quelle determinate immagini, derivanti tutte da una matrice comune che gia-

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ce nelle pieghe dellinconscio collettivo.


Possiamo dunque pensare larchetipo come una sorta di lascito logenetico che struttura e guida lo sviluppo ontogenetico. Larchetipo infatti denito
da Jung come un resto arcaico, una immagine primordiale, un simbolo naturale che si attiva e viene noi in soccorso
quando ci troviamo di fronte ad eventi di
vita che ci toccano profondamente e che
non riusciamo a gestire perch abbiamo
perso il contatto con la nostra parte inconscia, basando ogni cosa su ci che reputiamo razionale.
Ad un certo punto Jung parla di tendenze istintive, ma sostiene che gli archetipi non siano totalmente identicabili con
gli istinti: Quelli che noi chiamiamo propriamente istinti, sono costituiti da stimoli siologici e risultano percepibili dai sensi. Essi per si manifestano contemporaneamente anche in veste di fantasie e spesso rivelano la loro presenza solo per mezzo di immagini simboliche. Queste manifestazioni sono quelle che io chiamo archetipi (7). Larchetipo quindi un istinto che palesa la sua presenza con il manifestarsi di unattivit simbolica incarnata
da unimmagine; possiamo dire che esso
autosegnala la sua comparsa tramite un
pattern emotivo che caratterizza il simbolo (la rappresentazione), divenuto al
tempo stesso signicato e signicante.
Comunque, ereditariet o meno, se il
substrato genetico risulta ancora nebuloso,
quello siologico invece ben identicabile nel palesarsi, in concomitanza con limmagine archetipica, dellemozione: gli archetipi [] sono contemporaneamente sia
immagini che emozioni (8). dunque questo il distinguo tra unimmagine archetipica
ed una che non si pu denire tale: lemozione, quel precipitato psicosiologico che
conferisce un carattere numinoso allincontro fra un soggetto ed un archetipo.
LARCHETIPO: UNA RILETTURA
IN CHIAVE PSICOFISIOLOGICA
Adottando una visione psicosiologica
che si rif al metamodello proposto da

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Ruggieri (Ruggieri V., 2001), larchetipo


potrebbe essere identicato con il concetto di protomentale. La ridenizione
psicosiologica di protomentale infatti,
sembra per molti aspetti sovrapponibile
alloriginaria formulazione junghiana di
archetipo come processo psicoide, a
met tra il sico e lo psichico.
Il modello in questione pone la menteed il corpo, la periferia ed il centro
allinterno di unorganizzazione circolare di sistemi funzionali, posti in relazione gerarchica: ci che chiamiamo psicologico corrisponde ad un livello funzionale caratterizzato da unalta complessit. [] A livello superiore si integrano le diverse funzioni dei livelli sottostanti (processo di sintesi astraente). LIo
sarebbe il risultato dellintegrazione delle integrazioni (Ruggieri V., 1997). Ad
ogni livello di sintesi lesperienza del
soggetto si riorganizza e si condensa in
una rappresentazione. Il protomentale
corrisponde ad un particolare tipo di
rappresentazione, associata ad uno
specico vissuto, un sisema funzionale
dove lo psicologico ed il siologico
coincidono: la rappresentazione di una
struttura-processo.
Ci che chiamiamo archetipo, potrebbe corrispondere ad un particolare
tipo di sistema funzionale latente, una
particolare rappresentazione, che si attiverebbe a contatto con determinati
stimoli (le immagini archetipiche) scatenando una reazione emotiva. La risposta emotiva suscitata apparterrebbe a
quella particolare categoria di vissuti psicosici che chiamiamo esperienza esteticae che Jung deneva esperienza del
numinoso.
GLI ARCANI MAGGIORI
DEI TAROCCHI
Prima di entrare nel merito dellesperimento, occorre soffermarsi sulla descrizione degli item scelti per lindagine empirica. Si pensato di utilizzare come gure-stimolo i ventidue Arcani Maggiori
del mazzo di carte denominato Tarocchi.

Le radici di questa scelta affondano nel


profondo substrato simbolico, nonch storico-antropologico, che sostanzia liconograa di queste carte. Si ipotizzato che,
in virt della loro pregnanza simbolica,
queste immagini potessero essere archetipiche, cio attivatrici di unesperienza psico-sica (anche non rilevabile subiettivamente).
I Tarocchi sono un mazzo di settantotto carte, ventidue delle quali costituiscono
i cosiddetti Arcani Maggiori, mentre le restanti cinquantasei vanno a formare linsieme degli Arcani Minori. Gli studiosi
concordano sullorigine distinta dei due
gruppi di rappresentazioni, ma i pareri divergono ampiamente sul tema dellorigine
degli Arcani Maggiori. Gli Arcani Minori
altro non sono che le comuni carte da gioco, conosciute ed utilizzate ancora oggi,
con i quattro semi che le caratterizzano: bastoni o ori, spade o picche, coppe o cuori, denari o quadri. Ogni seme o segno
composto di quattordici carte numerate
dalluno al dieci, pi quattro gure: il fante, il cavallo, la regina ed il re. Luso di
queste carte da gioco attestato in Italia n
dalla seconda met del XIV sec.
Tracciare la storia del mazzo di carte che
oggi conosciamo come Tarocchi non
compito facile, n possibilie negli spazi ristretti di un articolo; necessario districarsi
tra pareri e studi a volte anche molto discordanti tra loro. Le due correnti di pensiero principali a cui si pu fare riferimento sono quella esoterica (che sostiene origini antichissime, riconducubili a religioni e losoe orientali precristiane) e quella antropologica (che sostiene una paternit italiana, databile intorno alla prima met del
XIII sec.) (Gatto Trocchi C., 1995). A parere di che scrive, lapparizione di quel particolare mazzo di carte denominato Tarocchi,
cos come lo conosciamo ai nostri giorni,
sicuramente un evento che si colloca nel Rinascimento italiano, ma la simbologia che
traspira da ogni immagine ci porta in una dimensione storico-allegorica che va ben oltre quel ristretto frangente spazio-temporale. A titolo esplicativo, citiamo un esempio
tra gli altri: il rituale della consultazione delloracolo della Fortuna Primigenia che si
svolgeva a Praeneste, lattuale Palestrina,
nel IV sec. A.C. (Coarelli F., 1987).
Quindi la nascita, per cos dire, materiale del ludus triomphorum sicuramente
una gloria italica, ma il corteo simbolico
che accompagna ciascuna lamina si perde
probabilmente nel dedalo di archetipi che
si snoda nel nostro inconscio collettivo.
LINCONTESTABILE VALORE
SIMBOLICO
Analizziamo dunque, in maniera estremamente e necessariamente sommaria, il

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background allegorico-mitologico che caratterizza ciascun arcano, seguendo la numenrazione riportata nei mazzi odierni.
0 - IL MATTO

Questa gura appare in alcuni mazzi come


prima, in altri come ultima. Corrisponde allimmagine del Misero nei Tarocchi detti
del Mantegna e, nelliconograa attuale
della carta, evidente la contaminazione
con le rappresentazioni del giullare e del
vagabondo.
Gi in tempi antichi la follia era vista
come un intervento divino ed il folle si
congurava spesso come un tramite tra le
divinit e il mondo terreno. Anche in tempi pi recenti la patologia mentale stata
sovente interpretata come una condizione
di possessione, circondata da un alone di
riverente timore; basti pensare allepilessia, no al secolo scorso considerata una
malattia sacra. Anche al giorno doggi
lassociazione tra genialit e pazzia (o, se
non proprio sviamento mentale, almeno
una qualche forma di divergenza dalle convenzioni) non infrequente. Il folle colui
che trascende il consueto, va oltre tutto ci
che etica ed etichetta e sovente, propone
verit improponibili celate dietro la maschera della pazzia.
Nella mitologia il Matto associato ad
Urano. Urano era glio di Gea, la terra, ed
era stato concepito dalla dea senza il contributo di un principio maschile, ancora
inesistente. Il dio visitava ogni notte la madre e la possedeva; da questi incontri notturni nacquero numerosi gli, i Titani. Urano per odiava tutti i gli e, non appena essi venivano alla luce li gettava nel Tartaro,

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dove li incatenava. Gea, adirata per questo comportamento, persuase i Titani a ribellarsi e a spodestare il padre dal trono;
Chronos (Saturno per i Romani), il pi
giovane tra tutti, aspett quindi che il padre entrasse come ogni notte nel letto di
Gea e, con una roncola affilatissima fornitagli da Gea stessa, recise i genitali del
padre e li gett in mare; dalla spuma cos
fecondata nacque Afrodite (Venere).
Anche se nelliconograa attuale del
Matto non sono visibili riferimenti a questo mito, il signicato divinatorio che la
carta assume molto attinente alle caratteristiche attribuite ad Urano: il Matto infatti allude all immaturit, allincapacit
di prendersi le proprie responsabilit, alla noncuranza, alla sopraffazione da parte di istinti primordiali, alla stravaganza;
e ancora, in riferimento al concetto di pazzia, al contatto con le sfere occulte, alle
capacit medianiche.
I - IL BAGATTO

di fronte a Zeus; anche qui per Hermes


riusc a cavarsela, conquistando Zeus con
la sua sagacia e rabbonendo Helios con la
melodia della sua lira, che aveva costruito
da solo, utilizzando un guscio di tartaruga.
Apollo chiese di avere la lira per s ed in
cambio offr al fratello la verga doro con
tre foglie che apportava la ricchezza, la felicit e la dignit di pastore; egli inoltre regal ad Hermes il dono del vaticinio, lo
nomin messaggero degli dei e messaggero presso la casa di Ade, negli Inferi; gli
confer inoltre lincarico di guida dei sogni e delle anime, da qui il suo appellativo di psicopompos. Da Zeus, inoltre, egli
ricevette in dono i talari (calzari alati) ed il
cappello alato dalle larghe falde.
Il Mercurio romano era inizialmente il
dio del commercio e del guadagno, ma poi
assunse tutte le caratteristiche dellErmete
greco.
Nella raffigurazione del Bagatto si
possono riconoscere il cappello dalle larghe falde e la verga doro che stata identicata con il bastoncino tenuto in una
mano dal personaggio. Gli oggetti raffigurati sul banco alludono da un lato allattivit del commercio, dallaltro alla
pratica del gioco, al raggiro, alla truffa.
Tutto ci, inoltre, perfettamente in
linea con il signicato attribuito a questa
carta, che indica capacit di gestire le situazioni, destrezza, astuzia, creativit, intraprendenza, capacit di convincimento
e di mediazione, sicurezza nel portare a
termine ci che si intrapreso; ma anche
inganno, stratagemma, capacit di raggiro, truffa, opportunismo.
II - LA PAPESSA

Questa carta detta anche Il Mago, corrisponde, nei Tarocchi del Mantegna alla
gura dellartisan ed assimilabile, per
quel che riguarda il messaggio allegorico,
alla gura di Hermes (Mercurio).
Figlio di Maia, una ninfa, e di Zeus,
concepito di nascosto da Era in una grotta, nacque astutissimo, frutto del sotterfugio. Ancora in fasce rub le giovenche ad
Helios, suo fratello, e riusc a farne perdere le tracce con labile stratagemma di far
camminare la mandria allindietro. Apollo per scopr linganno e, visto che Hermes negava ogni responsabilit, lo nomin re dei ladri e dei truffatori e lo port

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A questa carta associata la luna e questo simbolo rimanda ad Era (la Giunone
romana), glia di Chronos e Rea, sorella e sposa di Zeus, regina degli dei.
Era, nel suo culto iniziale era la divinit del cielo e della luna ed in tempi
successivi assunse la funzione di protettrice delle unioni matrimoniali, dei parti,
e delle donne in genere.
Giunone era famosa per il suo carattere volubile, qualit questa che richiama caratteristiche lunatiche: essa appare nellIliade (9) come facile allira,
ostinata, tracotante, gelosa, aspra langusta. Il suo legame con la luna reso
pi esplicito, per, dal suo ruolo di regina delle donne: lalternanza delle fasi lunari richiama infatti il ciclo femminile,
simbolo di fecondit e di maturit sessuale, simbolo di predisposizione alla
procreazione, e segnale che indicava il
raggiungimento dellet del matrimonio.
Ma il legame della Papessa con la luna suggerisce affinit anche con unaltra
divinit: Persefone, o Cora (Proserpina
per i Romani), glia di Demetra. Il mito
narra che la fanciulla fu rapita da Ade, signore degli inferi, con il consenso di
Zeus, e portata nel Tartaro dove divenne
regina. Demetra, dea della fertilit della
terra e delle messi, disperata per la perdita della figlia cominci a vagare alla
sua ricerca e, travolta dal dolore, smise
di fare il suo lavoro, al punto che la terra divenne sterile ed arida. Zeus dovette
intervenire ed incaric Hermes di restituire Persefone alla madre. Ade acconsent a lasciar andare la fanciulla ma, prima della sua partenza le fece mangiare
un chicco di melograno (simbolo dellunione coniugale), sapendo che, colui che
mangia qualunque cosa negli inferi rimarr per sempre legato al mondo dei
morti. Zeus allora stabil che Cora dovesse passare due parti dellanno nel
mondo dei vivi con sua madre, e la terza
nellAverno con Ade.
Persefone il simbolo della vegetazione che ogni anno muore e si rinnova
e, per estensione, essa anche simbolo
dellimmortalit dellanima. Si nota qui
lo stretto collegamento tra il ciclo lunare e lalternanza delle fasi vegetative che
regolano il susseguirsi delle stagioni.
La Papessa dunque si connota di una
doppia allegoria che rimanda sia ad Era,
che a Persefone. I suoi signicati divinatori estrinsecano questa duplice essenza
in quanto la carta indica saggezza e virt
ma anche impazienza; indica la donna e
lessenza femminile, ma anche il timore
di legami passionali e convenzionali.

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III - LIMPERATRICE

del suo principio generante; indica anche


lo sviluppo, il progresso, la fecondit.
IV - LIMPERATORE

le rappresentazioni classiche della divinit,


nelle quali si vede Zeus seduto in trono,
con unaquila ai suoi piedi, e con una Nice in mano.
I signicati attribuiti allImperatore
ben collimano con il quadro appena tracciato; questa carta infatti simboleggia il potere terreno, il giusto giudizio, indica anche capacit, autorit, stabilit; inoltre rappresenta una gura maschile salda e competente, un padre o un fratello.
V - IL PAPA

Questa lamina associata alla terra e tale


collegamento richiama al culto di Gea, la
Grande Madre, Demetra per i Greci (De
Mater), Cerere per i Romani.
Il culto della Grande Madre antichissimo, presente n dagli albori della civilt
umana, come testimoniano i numerosi reperti preistorici rappresentanti gure femminili dai ventri e dai seni prominenti; queste gure matriarcali erano associate al culto della fertilit, allabbondanza dei raccolti; gli attributi associati a queste gure
erano un corno di bisonte, raffigurato in
modo tale da richiamare il simbolo della
mezzaluna, il serpente, spesso calpestato
(probabile allusione alla supremazia femminile su quella maschile), e la porta, il
passaggio, il varco.
Larchetipo della Grande Madre assunse le sembianze di Demetra presso i
Greci. Demetra, glia di Crono e di Rea,
sorella di Zeus, era la dea della terra e della fertilit, colei che con il suo sorriso faceva riorire e frutticare la natura; il mito la descrive come una dea mite, beneca
verso gli uomini e la caratterizza come madre affettuosa, disperata a tal punto per la
perdita della glia Persefone, da dimenticare i suoi doveri divini. Presso i Romani
Demetra assunse le sembianze di Cerere,
dea delle messi e della fertilit dei campi.
I signicati divinatori attribuiti allImperatrice rispecchiano completamente il
simbolismo mitologico legato a questa lamina; alla carta III infatti legato il principio femminile, la madre, la sorella, la
sposa; simboleggia una donna che consapevole e padrona della sua femminilit e

A questo arcano legato il pianeta Marte,


simbolo di forza sica, di attitudine al comando e alla guerra; tutte componenti
queste riferite solitamente ad una figura
maschile dominante. Il simbolo dellaquila e lo scettro, indice di potere, ci rimandano alla gura di Zeus: laquila era
infatti sacra a Zeus, re degli dei (Giove
per i Romani).
Figlio di Crono e di Rea, si salv da
morte certa perch sua madre lo partor in
segreto nellisola di Creta e lo fece allevare da due ninfe che lo nutrirono con il latte
della capra Amaltea. Crono infatti divorava
tutti i suoi gli in quanto gli era stato predetto che sarebbe stato detronizzato da uno
di essi. Rea avvolse una pietra nelle fasce e
la pose al marito che non si accorse dellinganno e la ingoi credendola il glio.
Una volta cresciuto, Zeus costrinse il padre
a restituire tutti i gli divorati, facendogli
bere una speciale bevanda, lo spodest e divise il suo potere con i fratelli: ad Ade assegn gli inferi, a Poseidone il mare e per s
tenne il domino del cielo.
Zeus era il re di tutti gli dei e degli uomini; giudice solenne elargiva beneci e
punizioni e pesava i destini degli uomini
su una bilancia doro. Egli era anche il signore di tutte le vaticinazioni, conosceva
il presente come il futuro e inuiva sul corso delle vite umane.
La raffigurazione del IV arcano ben si
adatta alle caratteristiche appena descritte
e, tra laltro, corrisponde perfettamente al-

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Questa carta raffigura un pontece con la


tiara sul capo e lasta crociata in mano.
I pontices erano presso i Romani un
collegio di sacerdoti, i quali avevano la
sorveglianza ed il governo del culto religioso. Se ne derivava il nome da pons facere, poich essi avrebbero costruito il
pons Sublicius (nome che vuol dire costruito su pali, sublicae), che collegava le
due rive del Tevere. Essi avevano la massima autorit religiosa ed erano di et matura ed esenti da ogni altro tipo di ufficio.
Anticamente dirigevano dei rituali sacricali sul ponte Sublicio detti Argei, nei
quali degli uomini venivano gettati nelle
acque, come omaggio al dio del ume, per
ottenere la puricazione degli abitanti della citt; da qui si pensa derivare la seconda etimologia proposta per la parola pontifex e cio posse facere, sacricare.
C, per, una valenza simbolica ancora pi importante, in quanto quella
che ha conservato il suo signicato no ai
giorni nostri. La terraferma era il territorio dove venivano seppelliti i morti, era il
regno degli spiriti e (de)gli dei, miste-

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riosi e terribili. [] lo specchio dacqua


che difesa e limite, non pu essere attraversato impunemente, ma solo in forma sacrale grazie ad un passaggio costruito a tal ne da un uomo particolarmente dotato di cognizioni e di potenza
magica: il pontifex (10).
Secondo quanto sostiene Gatto Trocchi, la parola ponts non ha origini latine,
ma unantichissima radice indo-europea
che signica luogo di passaggio, sentiero,
strada; cos, il pontece fu colui che prepar il sentiero degli dei, la strada verso
laldil. I ponteci infatti erano preposti
anche alla procuratio prodigiorum, linterpretazione cio di quegli accadimenti
inconsueti che erano visti come segni divini e che necessitavano di un senso. Il
pontece quindi, era colui che gettava un
ponte tra signicato e signicante, che indicava la strada nel sentiero sconosciuto
del mondo soprannaturale.
Non si dimentichi che spesso larcano
V detto anche Hierofante e che gli Hierophantes erano i sacerdoti preposti ai riti eleusini, riti che celebravano il passaggio nellaldil.
Il signicato attribuito a questa carta
quello di un profondo senso di storicit e
culto della tradizione, di una forza equilibratrice, della prevalenza dei valori spirituali su quelli materiali; inoltre la carta della sacralit, della religione (dal lat.
re-ligo, collego) e della conoscenza de mistero. Il papa indica di solito una persona
di et matura, depositaria di fede, di spiritualit e di saggi consigli.
VI - GLI AMANTI

Liconograa di questa carta ha subito


molte variazioni nel corso dei secoli. Le
rappresentazioni pi comuni, comunque,
sono due: quella che si pu osservare nel
mazzo cosiddetto marsigliese, e quella
che raffigura una coppia (Cupido pu essere presente o meno). Limmagine riportata nei tarocchi marsigliesi mostra un
giovane alle prese con quella che sembra
una difficile scelta tra due gure femminili: una abbigliata con abiti rigorosi e con
una cintura in vita, simbolo della sua castit, laltra dagli abiti pi liberi e dalla vita discinta. La Gatto Trocchi fa risalire
questa rappresentazione al tema di Ercole
al bivio (11): Lincontro damore viene
trasformato in un difficile momento di
scelta da parte del giovane eroe cui viene
proposta una strada pianeggiante che conduce verso unesistenza basata sul piacere, e una via impervia indicata dalla pi
severa delle due dame e legata ad una nobile scelta di vita contemplativa. Il valore
morale del bivio evidente, ma la presenza di Cupido sottolinea che la scelta non
solo di natura morale ma che investe anche la sfera amorosa.
Altra raffigurazione molto comune di
questo arcano quella che presenta una
giovane coppia che si tiene per mano, o
che si abbraccia; questo contatto comunque, allude di certo ad ununione sacra, un
matrimonio. Alcune rappresentazioni rafgurano chiaramente Adamo ed Eva, in
altre invece lidentit delle due gure non
chiara ma potrebbe essere riconducibile
a rappresentanti eminenti della dinastia
Visconti-Sforza.
Lillustrazione potrebbe per alludere
anche al mito di Eros e Psiche.
Psiche era la pi bella delle tre glie
di un re; ella era talmente bella che aveva
suscitato linvidia di Afrodite, dea della
bellezza che, adirata, mand suo glio
Eros per farla innamorare delluomo pi
brutto della terra. Eros, per, non appena
vide la fanciulla se ne innamor e, dopo
varie traversie, la fanciulla giunse nel suo
palazzo tutto doro e dargento e divenne
sua sposa. Lunica condizione imposta a
Psiche da Eros era quella di incontrarlo
solo di notte, nelloscurit totale. Psiche si
lasci convincere dalle sorelle gelose di
aver sposato un uomo orrendo, che non
voleva mostrarsi a lei per questo motivo.
Cos, una notte, ella prese una lucerna ad
olio e si accost al talamo per spiare lo
sposo nel sonno; tramortita dalla bellezza
di Eros, con la mano tremante, fece cadere dalla lucerna una goccia di olio bollente sulla spalla dello sposo che si svegli;
subito il dio, adirato per la disobbedienza,
spar. Psiche, disperata dovette superare
mille prove, tra cui quella di fare da schiava a sua suocera, ma alla ne si ricon-

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giunse ad Eros nellOlimpo e divenne anche lei immortale. Il signicato divinatorio attribuito alla carta VI quello di amore, bellezza, passione, ducia, desidero;
ma anche superamento di prove, scelte
importanti.
VII - IL CARRO

Liconograa di questo Arcano pu essere collegata a quella raffigurante ApolloElio, sul suo carro trainato da cigni, nellatto di trasportare il sole. Apollo era glio di Zeus e di Leto, egli era il dio sole,
della lucidit mentale, del raziocinio.
Bisogna ricordare inoltre che Osiride
viene alle volte raffigurato su di un carro
trainato da due sngi, una bianca ed una
nera. C da notare che i due cavalli sono
appunto uno chiaro ed uno scuro, uno
sembra andare dritto per la sua via, mentre laltro sembra voler deviare; Platone,
nel Fedro scrive: i cavalli alati e gli aurighi degli dei sono tutti nobili e di nobile
discendenza, ma gli altri sono di razza mista; lauriga umano guida i suoi cavalli a
coppie, e uno di essi di nobile sangue,
laltro ignobile e di ignobile discendenza;
e guidarli comporta necessariamente
grande fatica i carri degli dei, perfettamente equilibrati e obbedienti alle redini,
corrono veloci; ma gli altri stentano, perch il cavallo ignobile procede pesantemente e schiaccia al suolo il suo auriga
quando non stato perfettamente addestrato; e questo il momento della sofferenza e del pi accanito conitto dellanima12. I due cavalli quindi, rappresentano uno la razionalit, la ragione, laltro listinto la cieca impulsivit.

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I signicati divinatori di questa carta rimandano alla realizzazione, al progresso,


alla vittoria, alla possibilit di raggiungere
il successo a condizione di saper controllare le proprie capacit siche e mentali.
VIII - LA GIUSTIZIA

scambiate. La Giustizia, infatti, come affermava Cicerone, deve essere temperata


per non divenire cieca cavillosit.
I signicati attribuiti a questa carta si
riferiscono alla giustizia, ad unazione ben
ponderata, ad un accadimento che giusta conclusione degli eventi che lo hanno
preceduto, inoltre essa sta ad indicare la
legge, il giudizio legale.
IX - LEREMITA

Il mito di Saturno gi stato analizzato e, come noto, a questa divinit sono


associate le caratteristiche della lentezza,
della conservazione, della solitudine, del
silenzio; tutte qualit che si condensano
attorno allArcano IX, il quale indica saggezza, solitudine, capacit e volont di riessioni profonde e di ritiro dal quotidiano e dallordinario; riferito ad un uomo
esso rimanda ad una persona capace di
sondare le profondit e quindi, per estensione, ad uno psicologo, un medico, un
ostetrico.
X - LA RUOTA DELLA FORTUNA.

La carta numero VIII del mazzo dei Tarocchi raffigura una donna che tiene in mano una bilancia ed una spada. Lidea di
pesare e di dare il giusto valore ad ogni
azione, afferma ancora Gatto Trocchi13,
un antichissimo simbolo egizio legato
alla credenza della pesatura della anime.
Dopo la morte, lanima, per raggiungere
lisola dei beati, deve essere pesata sulla
bilancia doro del dio Anubi, il dio della
morte dalla testa di cane: solo se essa leggera come una piuma pu entrare nellisola dei beati. La spada simbolo invece del
potere analitico e penetrante della mente.
Limmagine della Giustizia, nella mitologia greca, corrisponde alla dea Dike;
essa era glia di Temi, titanessa glia di
Gea ed Urano, governante dellordine della natura. Temi ebbe da Zeus tre glie, le
Ore, a cui erano affidate le porte dellOlimpo. La pi bella delle tre, Dike, volle
scendere sulla terra per insegnare agli uomini le leggi e la giustizia; ella per fu
colpita dalla malvagit degli uomini che
tentarono di corrompere la sua verginit e
la sua integrit morale; cos decise di tornare sullOlimpo e da allora siede presso
Zeus e gli indica le ingiustizie e le cattive
azioni umane.
Questo Arcano collegato a quello
della Temperanza, tanto vero che nel
mazzo di Waite le due posizioni sono

Liconograa di questa carta, ha subito


numerose trasformazioni nel corso della
storia dei Tarocchi. La lamina rappresentava originariamente il Tempo, Chronos,
Saturno; infatti, nel mazzo Visconti-Sforza e nel mazzo detto di Carlo VI, il personaggio raffigurato ha in mano una clessidra; altri mazzi presentano attributi come
le grucce o le ali, altre caratterizzazioni tipiche delliconograa saturnina.
Esistono poi, numerosi mazzi di carte
che testimoniano il passaggio dalla gura
del Tempo a quella del viandante e del
pellegrino, con il bastone in una mano e
la lanterna nellaltra. La lanterna simbolo della ricerca interiore e illumina di saggezza i meandri contemplativi delleremita; essa per anche unallegoria del lume
della ragione che rischiara il buio dellignoranza. Le caratteristiche sopra menzionate rimandano anche alla gura di
Diogene, famoso losofo greco, appartenente alla scuola dei Cinici; egli era noto
per la sua saggezza ma anche per le sue risposte stravaganti e mordaci; viveva in
povert ed in solitudine, e si poneva come
meta il raggiungimento della libert tramite lassenza di ogni bisogno.

ARTI TERAPIE

14

La fortuna paragonata ad una ruota che,


girando alterna le sorti degli uomini. I personaggi che infatti appaiono sulla carta X,
altro non sono che lo stesso soggetto in fasi diverse della vita; vediamo infatti una
fase di ascesa, una di dominio ed una di
declino. Questa allegoria, molto comune
nel Medioevo, richiama al corso stesso
della vita che, prima o poi, termina e lascia il posto alla morte.
Ci si collega alla gura delle Moire
greche e delle Parche romane. Sia il termine Moira, che il termine Parca (pars)
signicano originariamente parte, quindi
la parte stabilita della vita, la durata della stessa, la sorte toccata e la morte decretata per luomo. Queste gure mitologiche, rappresentate a volte come vecchie,
ma pi spesso come fanciulle austere, sono la personicazione del fato, e tessono
il destino delluomo n dalla sua nascita
(sono dette infatti latrici). La differenza
tra la Fortuna e le Parche sta nellaccezione negativa riservata alla prima divinit

STUDI E RICERCHE

che era vista come una forza cieca e folle,


che rendeva aleatoria lesistenza quotidiana ma che, alla ne, nulla poteva contro lordito intessuto dalle Moire. La Tyche greca, la Fortuna romana, legata anche allidea della fertilit, della fecondit
ed la segreta garante delleterno ritorno
delluguale.
Non si pu, per concludere, non citare brevemente la corrispondenza della
ruota della Fortuna con il simbolo buddista del mandala o, pi semplicemente, con
la gura del cerchio, immagine archetipica ampiamente trattata da Jung come emblema dellUnus Mundus.
AllArcano X sono attribuiti i signicati di cambiamento, rivoluzione, inuenza
positiva del destino. Il senso di tali accadimenti generalmente propende al bene, ma
le conquiste facilmente raggiunte, altrettanto facilmente possono essere perdute.
XI - LA FORZA

Per quanto riguarda la seconda raffigurazione dellArcano XI, la gura femminile in questione, potrebbe essere assimilabile ad un certo numero di riferimenti mitologici. La prima ipotesi potrebbe riguardare Artemide (Diana) dea della caccia, protettrice degli animali, ma anche
degli uomini vittime degli attacchi delle
belve feroci. Si narra inoltre che Cilene,
una sua ninfa, soggiog disarmata un leone. La seconda ipotesi che pu essere
avanzata quella che richiama Pallade
Athena: glia di Zeus, senza madre, essa
scatur dalla testa di Zeus dopo che egli
ebbe ingoiato Metis, dea della prudenza,
sua prima moglie. Athena era una giovane impetuosa ma saggia, con tratti caratteriali molto maschili e di unaustera verginit; essa rappresentava la personicazione della prudenza di Zeus. Athena era
la protettrice delle citt, delle leggi, della
scienza in genere, di tutte le arti e del
commercio. Essa era anche la dea delle
battaglie ma, diversamente da Ares, lei si
batteva non per il gusto della guerra, ma
a difesa della giustizia. In questi tratti delle divinit appena menzionate facile riconoscere la Forza.
I signicati divinatori attribuiti a questa carta sono appunto forza danimo, coraggio, volont ferrea e decisione nellaffrontare le prove della vita.
XII - LAPPESO

quanto raffigurato, corrispondesse ad un


supplizio riservato a coloro che tradivano
un segreto e a coloro che non solvevano i
debiti.
La carta richiama al sacricio e alla rigenerazione; ancora Gatto Trocchi: Gli
antichi culti agrari proponevano un dio
dormiente dinverno, legato ed imprigionato che si destava o risorgeva in primavera con la vegetazione. Nei miti dionisiaci si parlava di Dioniso dellalbero. La
morte simbolica del Dio e la sua resurrezione, garantivano lannuale rinascita della vegetazione e, per analogia, garantivano la vita eterna per gli uomini che si facevano seguaci del suo culto. Durante i riti misterici una statua in legno veniva appesa ad un albero.
Anche lantica tradizione germanica
concepisce lo stare appesi come forma di
rigenerazione. Odino parla di s stesso e
descrive le nove notti passate appeso allAlbero del Mondo, sofferente per una ferita al costato autoinfertasi. La salvezza arriver puntualmente per lui dopo il sacricio. Sembra superuo citare le notevoli
corrispondenze con la gura di Cristo.
Per la letteratura esoterica, la carta simboleggia il mito del dio sacricato che con
la sua morte e resurrezione assicura la salvezza ai suoi fedeli; nel mazzo di Waite
questo aspetto particolarmente evidente
in quanto luomo appeso ad una croce ed
ha unaureola che gli cerchia il capo.
AllAppeso sono attribuiti i signicati di sacricio, sofferenza, espiazone, ricerca della soluzione ad un problema, rinascita, rigenerazione.
XIII - LA MORTE

Questa carta presente in due versioni:


una raffigura Eracle (Ercole) alle prese
con il leone di Nemea, ma non molto comune, laltra rappresenta una donna nellatto di aprire le fauci di un leone che appare chiaramente sottomesso. Il mito narra che Eracle, nella sua prima fatica, dovette sconggere il leone di Nemea; questo era una bestia terricante ed aveva una
pelliccia che, come corazza, lo rendeva
immune a qualsiasi tipo di arma. Cos
Eracle sconsse lanimale uccidendolo a
mani nude e, una volta uccisolo, ricav
dalla sua pelle impenetrabile una corazza
che lo rese invulnerabile (la famosa
leont).

La carta XII del mazzo mostra un uomo


che pende appeso per un piede da un trave di legno. In alcune versioni luomo ha
una gamba ripiegata dietro allaltra in modo da formare una croce. Sembra che,

ARTI TERAPIE

15

STUDI E RICERCHE

Liconograa della morte inizia ad apparire attorno al 1300, forse in seguito alla
diffusione dellepidemia di peste che decim la popolazione.
Le raffigurazioni che affrontano questo tema sono innumerevoli. La morte
rappresentata come uno scheletro, a volte vestita di un mantello nero, con in mano una falce, la stessa falce del dio del
tempo, con la quale essa miete le sue vittime. Spesso le rappresentazioni sono
una specie di memento mori, poich il teschio raffigurato accanto ad un neonato o accanto a bambini che giocano, a ricordare la caducit della vita ed il nostro
inevitabile destino. Altre volte la nera signora presente in quadri che raffigurano personaggi eminenti, come ad alludere che la fama lunica cosa che pu resistere al trapasso. Altre volte le allegorie
sono satiriche come nelle numerose
stampe che raffigurano la danza macabra: tutti gli uomini, dal mendicante al
principe, si uniscono alla morte in una
danza circolare, a sottolineare che lora
funesta giunge sempre per tutti, che tu sia
povero o ricco, nobile o no. Questo tipo
di rappresentazione era diffusa soprattutto nel settentrione, in Italia ne rimangono esempi databili intorno alla met del
XV sec.
Mitologicamente parlando la morte si
ricollega ad Ade, il dio degli inferi (Plutone per i Romani). Con la sua sposa
Proserpina egli governava il mondo sotterrano e costringeva le schiere dei defunti a restare per sempre nelle tenebre,
egli infatti detto anche pulartes, cio
colui che chiude saldamente le porte. Il
concetto romano di Plutone ha una valenza pi dolce: egli era detto infatti Pluto o Dis (da dives), cio ricco; come dio
delle profondit della terra egli assimilato a tutti i semi che la terra nasconde in
una sorta di morte apparente, ma che poi
in primavera fa rinascere e frutticare.
Vi unidea di morte e resurrezione,
rigenerazione in qualcosa di nuovo. Osservando attentamente la gura, si potr
notare che la morte falcia le sue vittime,
ma queste sono sparse sul terreno come
semi, cos che la mietitrice anche la seminatrice, e le anime cos piantate nel
suolo verranno trasmutate, attraverso la
rinascita spirituale, per dare frutti molteplici (14).
Questa accezione di rinascita conservata nel signicato attribuito alla carta XIII del mazzo dei Tarocchi; la Morte
infatti indica cambiamento radicale di
una situazione, trasformazione, rinascita
e, solo raramente, morte sica.

XIV - LA TEMPERANZA

XV - IL DIAVOLO

una delle quattro virt ed i suoi attributi sono la clessidra ed il freno, con
lallusione di tenere a freno lemozione,
listinto e di far stemperare le passioni
dal trascorrere del tempo.
Liconografia pi comune nelle immagini dei tarocchi quella che raffigura una donna a volte alata, nellatto di
versare un liquido da una brocca ad
unaltra.
Linterpretazione pi comune ed accreditata quella che la figura stia versando dellacqua in un recipiente contenente vino, al fine di temperarlo, di
renderlo cio meno forte. Il tutto allude
chiaramente alla sobriet e alleffetto
moderatore-moralizzatore della temperanza.
Analizzando pi a fondo il simbolismo di questa carta, ci si pu soffermare
sul signicato dellacqua: lacqua in tutte le religioni la matrice liquida della
nascita e della vita, inoltre essa assume
un significato chiaramente purificatore,
di iniziazione. Altro simbolismo evidente quello del vaso; il vaso archetipico
lutero materno contenitore di vita; si
comprende allora il perch, per limitarci
ad un esempio, nel medioevo ogni recipiente conteneva un tesoro, ed il santo
Graal incarna la mistificazione della
struttura protomentale di contenitorecontenuto.
I signicati attribuiti allarcano XIV
sono capacit di conciliare, pazienza,
adattamento, compatibilit e fusione.

Limmagine che ritroviamo nellarcano


XV assimilabile alliconograa che caratterizza il dio Pan. Il diavolo qui rappresentato armato di forcone, con ali di pipistrello e zampe di falcone. Sul suo ventre
si nota la presenza di un altro volto, caratteristica questa che limmagine alla schiera di demoni che venivano chiamati gastrocefali. Stando a quanto affermato dagli
iconologi, i volti presenti su parti del corpo
disparate sono simbolo non solo della mostruosit, ma anche dello spostamento della sede dellintelligenza, che viene cos posta al servizio dei pi bassi appetiti.
Pan (il Fauno romano) era glio di
Zeus; egli nacque con le corna, coi piedi di
capro, barbuto, col naso schiacciato, col
corpo villoso e con la coda, sicch sua madre, sullidentit della quale la letteratura
riporta pareri discordanti, spaventata, lo abbandon. Hermes lo raccolse e lo port nellOlimpo, dove tutti gli dei, rallegrandosi
di vedere una divinit di forme nuove, lo
accolsero nella schiere degli immortali e lo
chiamarono Pan. Egli divenne il dio delle
selve, dei pascoli e della selvaggina; lo si
immaginava circondato di ninfe, mentre
danzava ed intonava canti al suono della siringa da lui inventata. Ma come dio amante della solitudine e dei boschi soleva incutere terrore e paura (timor panico); quindi si
credeva che colla sua voce spaventosa fosse un terribile soggiogatore di nemici. Solo in tempi posteriori il dio arcadico dei pascoli, a quanto pare per una erronea interpretazione della parola Pan, fu fatto simbolo delluniverso, ed il suono della siringa fu spiegato come larmonia delle sfere.

ARTI TERAPIE

16

STUDI E RICERCHE

I signicati divinatori attribuiti a questa


carta sono infatti lussuria, passioni fatali,
tentazione, prevalenza del lato istintuale su
quello intellettivo, dipendenza dalla carnalit, autodistruzione, schiavit dei sensi.

ne, un cambiamento improvviso e spesso


non piacevole, un avvenimento che coglie
totalmente impreparati, un fulmine a ciel
sereno, potremmo dire; essa esprime anche un senso di oppressione, di prigionia,
di routine.

XVI - LA TORRE
XVII - LE STELLE

ro sul letto, le catene di Efesto li avvolsero in modo tale che non poterono pi
muoversi; il dio fabbro chiam poi tutte le
divinit a schernire i due amanti intrappolati. Egli si risolse a scioglierli soltanto per
acconsentire alla volont di Poseidone;
una volta in libert Ares fugg nel paese
dei Traci, mentre Venere si ritir nellisola di Cipro.
Bisogna ricordare inoltre, che Venere
anche detta Stella del mattino, denizione questa che ben si collega con liconograa dellArcano XVII.
I signicati divinatori attribuiti a questa immagine sono speranza, fede, ispirazione, innovazioni, buoni auspici, prospettive brillanti, ottimismo, amore spirituale.
XVIII - LA LUNA

Esistono molte varianti di questa carta, ma


la pi comune quella che si pu osservare nei Tarocchi Marsigliesi, dove si vede una torre colpita da una folgore; la costruzione sembra sgretolarsi allimpatto
con il fuoco e si scorgono degli uomini
che precipitano insieme a quelle che sembrano delle pietre.
La simbologia attribuibile a questa gura molto complessa: si pu riconoscere nella carta lepisodio di Lot e le glie e la vicenda della torre di Babele, narrati nellapocalisse. Il signicato della pietra allora da ricercare nella sua valenza
di messaggio divino: la pietra era un simbolo di comunicazione tra la terra ed il
cielo, un segnale di dio. Gli episodi biblici che testimoniano questa valenza trascendente sono molteplici, dal sogno premonitore che Giacobbe fece mentre dormiva poggiando la testa su un sasso, ai numerosi passi dove si parla di una pietra come fondamento del regno di Dio in terra,
alle famosissime parole di Ges a Pietro.
Allora la pietra cade dal cielo a punire la superbia delluomo e portatrice di
messaggio cosmico. Anche il fulmine che
si abbatte sulla torre simbolo di punizione divina (Zeus soleva colpire le cattive azioni degli uomini con la sua saetta).
La Torre, nella sua interpretazione divinatoria, indica un crollo di una situazio-

In questa carta si vede una gura femminile che, nuda, versa del liquido da due
brocche sotto un cielo stellato. Unanaloga iconograa caratterizza la Poesia mentre compie un rito di puricazione, nel
mazzo cosiddetto del Mantegna.
Alcuni autori identicano nella giovane donna lallegoria dellAnima, dello
spirito. AllAnima alluderebbe anche luccello appollaiato sullalbero che si intravede nello sfondo, ma anche le stelle sono da sempre identicate in molte religioni come le anime dei defunti.
Per quanto riguarda la collocazione
mitologica di questo Arcano, tutto riporta
ad Afrodide (Venere). Afrodide era la dea
dellamore e della bellezza; essa nacque
presso Cipro dalla spuma del mare fecondata dal seme di Urano (ouranos il rmamento celeste). Ella era moglie di Efesto
che tutto forgia; Vulcano, cio, il potere formativo e Venere il potere vivicante. Efesto per, pur se dotato di grande abilit manuale, era assai carente in
bellezza; Afrodide difatti gli preferiva
Ares (Marte), il bel dio della guerra; Efesto quando seppe del tradimento della moglie con Ares, si affrett a fare delle catene sottilissime come ragnatele e le leg ai
sostegni del letto. Ares raggiunse presto la
sua amante per, appena i due si distese-

ARTI TERAPIE

17

I riferimenti mitologici assimilabili a questa carta rimandano alle gure di Artemide (Diana) ed Ecate. Queste due divinit
sono, in alcune fonti letterarie, la stessa
persona. Artemide, sorella di Apollo, oltre ad essere la dea della caccia, era dea
della luna ed era detta anche Ecate. Ecate,
titanessa, una divinit molto antica sicuramente importata in Grecia dal vicino
Oriente. Dea della luna e signora della
notte divent divinit sotterranea: essa
esercitava fra le ombre il suo terribile e
violento dominio e, allo stesso tempo, come dea notturna delle malie e dei fantasmi, evocava gli spiriti dellaldil. Inoltre
errava nella notte accompagnata dalle anime dei morti, vagando per i trivi e tra le
tombe, seguita da cani. Si narra anche che
le venissero sacricati dei cani e delle
agnelle nere.

STUDI E RICERCHE

NellArcano XVIII si possono infatti


vedere due cani, uno dal manto chiaro e
laltro dal colore scuro, che sembrano latrare alla luna; i due colori degli animali potrebbero alludere allalternanza delle fasi lunari che si caratterizzano luna, per lestremo chiarore, e laltra per loscurit pi intensa (secondo Gatto TrocchiI cani potrebbero rimandare anche al nome di costellazione della Canicola, riferito alla collocazione della luna, secondo un ordine predisposto per loroscopo di Agostino Chigi).
Per quanto riguarda il crostaceo visibile nella parte inferiore, il riferimento
sicuramente attribuibile alla costellazione
del Cancro, governata dalla luna e dominata dallelemento acqua, che ritroviamo
nel laghetto.
Questa carta rispecchia nei suoi signicati il carattere ambiguo ed illusorio che la
luce lunare dona alla realt: essa infatti indica inganno, dubbio, incertezza, false promesse, inuenze negative, supercialit e
disordine nel sistema nervoso (lunaticit).
XIX - IL SOLE

lOceano per condurre nel cielo il carro


del sole trainato da cavalli spiranti fuoco
dalle narici, ed alla sera scendeva ad Occidente tuffandosi nellOceano. Durante
la notte egli attraversava gli inferi, le sfere ctonie, e risaliva poi alla luce il giorno
seguente; per questo ad egli era attribuita,
come ad Hermes, la funzione di psicopompos, di guida, cio, delle anime attraverso le regioni infernali. A questo proposito Gatto Trocchi fa notare che il dio persiano Mitra, che sconsse il toro delle tenebre chiamato sol invictus. Helios penetra ovunque con i suoi raggi e vede tutte le cose: per questo che lo si invocava
nei giuramenti ed per questo motivo che
egli , come Apollo, con cui da Euripide
in poi fu identicato, il dio degli oracoli e
dei vaticini.
Il sole anche il simbolo per eccellenza della razionalit, della sfera conscia,
della creativit, del calore, della ricchezza. Helios infatti viene rappresentato con
la cornucopia nella mano destra ed un
frutto, probabilmente la melagrana, nella
sinistra, per indicare i suoi poteri di far
frutticare la vita nella natura e di portare
alla luce i segreti dei luoghi tenebrosi.
Il Sole simbolo di splendore, salute,
trionfo, ricchezza, successo, felicit, esito
favorevole, piaceri, gioie quotidiane, raggiungimento di risultati, sincerit.
XX - IL GIUDIZIO

eterno. Lidea di un Giudizio Universale


presente in tutte le religioni monoteiste: le Giudaismo, nel Cristianesimo, nel
lIslamismo e nello Zoroastrismo dei
persiani. Diffusa nei popoli primitivi
lidea di un guidizio individuale da cui
dipendono le sorti dellanima. Talvolota
lanima deve sostenere alcune prove come passare attraverso un ponte sottilissimo che crolla se essa non pura. Secondo le credenze dellantico Egitto lanima
deoveva sottoporsi, in un tribunale presieduto a Osilide, alla pesatura su una bilancia con la piuma di Maat. Lanima pesante, cio impura, dovr reincarnarsi.
La funzione principale dellangelo
quella di messaggero, come vuole il suo
nome: egli portatore di buona novella
per lanima degli umani. Suo attributo
fondamentale nella lamina XX la tromba, tradizionalmente concepita per annunciare i grandi eventi cosmici e storici.
Langelo quindi portatore di un mistero, di una novella che viene dal mondo spirituale, della volont divina. Egli
inoltre annuncia un grosso cambiamento: il passaggio dal mondo terreno a quello ultra terreno e la trasformazione da
materia a spirito. Il dono portato dal suono della tromba cosmica nel regno scuro
dei dormienti sempre unilluminazione, una ispirazione, una soluzione di continuit.
I signicati divinatori attribuiti allArcano XX riguardano il futuro, lespiazione, il giudizio, la rinascita, il cambiamento totale sia nel bene che nel male.
XXI - IL MONDO

Anche questa una carta che ha subito


molte modiche iconograche nel corso
del tempo e nel corso della creazione di
nuovi mazzi.
La rappresentazione pi comune, e
forse anche quella pi conosciuta, la ritroviamo nel mazzo Marsigliese dove si
vedono, sotto il sole, due bambini in piedi presso un muro.
Sembra si possa ravvedere nel viso
raffigurato sulla sfera solare limmagine
di Helios. Helios era il dio del sole: di
mattina egli saliva ad oriente dal seno del-

Questa carta detta anche LAngelo; il


riferimento al Giudizio Universale
esplicito: nel mazzo qui presentato, infatti, si osserva langelo che risveglia con
la tromba le anime dei defunti dal sonno

ARTI TERAPIE

18

STUDI E RICERCHE

Questo Arcano chiude il mazzo dei Tarocchi. Una raffigurazione meno nota
della presente mostra un globo sorretto
da due putti nel quale rappresentata una
citt; lallusione potrebbe rivolgersi ad
una sorta di insula utopiae o ad una civitas dei.
Nella versione marsigliese, compare
un motivo molto diffuso nelle miniature
duecentesche: si tratta del simbolo ellettico-circolare arricchito dalle quattro gure-simbolo degli evangelisti. Travalicando il signicato meramente religioso
possiamo scorgere la simbologia dei
quattro elementi costitutivi delluniverso: terra, acqua, aria, fuoco.
Nel motivo ellittico si pu, a ragione,
riconoscere lessenza della totalit, della
completezza, del motivo orientale del
Mandala di quel Unus Mundus teorizzato da Jung. Da notare inoltre la presenza
del numero quattro, la cui essenza richiama la forza dellassoluto; il quattro,
sosteneva Jung, il numero del S, dellunit della persona, dellindividualit e
dellindividuazione.
Entro lellisse dellassoluto sta una gura di donna completamente nuda: essa
stata identicata da alcuni autori come
Venere, mentre altri sostenono si tratti di
Nike, dea della vittoria; il richiamo a
Nike potrebbe essere giustificato dalla
presenza nella struttura circolare di quella che sembra una palma. Sta di fatto che
questa carta chiude il ciclo degli Arcani
Maggiori e si suppone quindi che essa
abbia un signicato importante che, sostengono gli autori, potrebbe essere appunto ravvisato nella sua essenza totalizzante.
Se i Tarocchi erano davvero, come si
ipotizzato (15), una scala mistica funzionale a raggiungimento dellelevazione morale, la carta XXI chiude il ciclo di
perfezionamento e rende la persona che
ha completato il tragitto un individuo
(non diviso), una cosa sola con lAssoluto, una totalit totalizzante.
I significati attribuiti a questa carta
sono i pi positivi di tutto il mazzo; essa

infatti predice successo in ogni iniziativa, sicurezza, capacit, premio, salute,


completezza, realizzazione, felicit.

uno tra i pi antichi, presenta uniconografia non corrotta da rivisitazioni successive ed arbitrarie.

LESPERIMENTO
LE IPOTESI
IPOTESI 1
Si ipotizzato che le raffigurazioni conosciute come Arcani Maggiori di Tarocchi fossero delle immagini archetipiche, nel senso che potessero provocare,
in certe condizioni, lattivazione di quel
pattern emotivo-siologico che Jung sosteneva essere associato allesperienza
suscitata dallattivazione di un archetipo.
Si ipotizzato inoltre che lesperienza estetica (per unamnalisi psicosiologica dellesperienza estetica vedi Ruggieri, 1997) derivante dallesposizione
ad un Arcano-Archetipo, fosse psicofisiologicamente rilevante, nel senso che
andasse a provocare variazioni signicative di alcuni parametri psicofisiologici
quali:
riesso psicogalvanico
frequenza cardiaca
variazioni non rilevabili in un gruppo
di controllo esposto ad immagini ritenute non archetipiche.

ITEM DI CONTROLLO
Come gruppo di immagini ritenute non
archetipiche, sono state selezionate 22
carte da gioco gurative, provenienti da
diversi mazzi e rappresentanti temi e
soggetti vari.

IPOTESI 2
Si ipotizzato che sottoponendo ai soggetti le dieci tavole del test di Rorschach
e chiedendo loro di associare ad ognuna
di esse una tra le 22 immagini dei Tarocchi appena visionate, si vericassero delle correlazioni signicative tra i due ordini di item.
IL METODO
GLI ITEM
ITEM SPERIMENTALI
Come gruppo di immagini ritenute archetipiche sono state scelte le 22 tavole
denominate Arcani Maggiori appartenenti al mazzo di carte conosciuto come
Tarocchi.
Il mazzo scelto, tra le centinaia disponibili, stato quello conosciuto come
Marsigliese in quanto, oltre ad essere

ARTI TERAPIE

19

I SOGGETTI
Il gruppo preso in esame era costituito da
60 soggetti, 30 maschi e 30 femmine, di
et compresa tra i 20 ed i 30 anni, tutti
studenti universitari provenienti da diverse facolt.
I soggetti sono stati reclutati singolarmente dallo sperimentatore che li ha
contattati di persona allinterno delle varie facolt; la partecipazione era volontaria ed agli studenti veniva detto che si
sarebbe trattato di un esperimento sullimmaginazione. I soggetti dovevano recarsi a giorni ed ore stabilite al laboratorio di psicosiologia presso la facolt di
Psicologia.
LE PROCEDURE
La ricerca stata condotta nel laboratorio
di psicosiologia annesso alla facolt di
psicologia.
Le apparecchiature utilizzate consistevano in uno psicogalvanometro per il
riesso psico-galvanico (RPG) ed un frequenzimetro per la frequenza cardiaca.
Durante la prima fase i soggetti sedevano ad una distanza standard (70 cm) di
fronte ad uno schermo collegato ad un
computer sul quale apparivano le 22 gure-stimolo, precedute da una proiezione esplicativa sulle modalit di svolgimento dellesperimento. Ai soggetti era
chiesto di indossare i propri occhiali da
vista, se usati.
Dei trasduttori erano collocati ai polpastrelli dei soggetti per registrarne la
conduttanza cutanea (mano sinistra), e la
frequenza cardiaca (mano destra).
Durante tutta la proiezione lo speri-

STUDI E RICERCHE

mentatore rimaneva seduto ad una distanza di circa 2m. alle spalle del soggetto.
La durata complessiva della proiezione era di 6 minuti e 44 secondi: i primi 52 sec. di orientamento e spiegazione (utilizzati come baseline per le analisi statistiche), ed i restanti 5 min. e 58
sec. di presentazione delle immagini;
ogni immagine appariva sullo schermo
per un tempo complessivo di 16 sec.
La sequenza delle gure-stimolo era
random e variava da soggetto a soggetto.
La seconda fese era strutturata nella
seguente maniera: tolti i trasduttori, sullo schermo venivano visualizzate le 22
gure-stimolo appena visionate, tutte insieme, luna accanto allaltra.
Lo sperimentatore, rimanendo di
fianco al soggetto, per evitare possibili
influenze, mostrava le tavole del Rorschach una dopo laltra ed il soggetto era
invitato scegliere sullo schermo limmagine che secondo lui risultava pi associabile a quella tavola, clickando su di
essa con il mouse.

Tabella 1: Risultati ANOVA one way GRUPPO (sperimentale/controllo) per PARAMETRO (rpg/fc).
Gruppo

Parametro N

Sperimentale rpg
Controllo

Media

Dev. Standard

Valore di F

Probabilit di F

30

13.65

8.46

0.132

0.717 (n.s.)

fc

30

79.67

14.71

0.45

0.504 (n.s.)

rpg

30

12.89

7.77

fc

30

81.97

11.71

Si allora proceduto effettuando una seconda ANOVA, questa volta stata usata come
variabile indipendente non la media dei punteggi dei soggetti, ma il punteggio medio
RPG e FC di ogni immagine; per ogni immagine, cio, stato calcolato il punteggio medio dei due parametri misurati e poi si proceduto indagando se vi fossero differenze
tra le immagini archetipiche e quelle non archetipiche. Questa seconda analisi ha dato
esito positivo:
F(1,59) = 46,615 (p = 0,0000) per il RPG
F(1,59) = 65,209 (p = 0,0000) per la FC.
Tabella 3: Risultati ANOVA one way IMMAGINE (archetipica/non archetipica) per PARAMETRO
(rpg/fc).

RISULTATI
ANALISI DELLA VARIANZA
Si effettuata una prima ANOVA per
vericare se esisteva una differenza tra i
punteggi medi RPG ed FC dei due gruppi, sperimentale e di controllo. I risultati ottenuti non evidenziano differenze
statisticamente significative n per il
RPG (F(1,59) = 0,132, p = n.s.), n per
la FC (F(1,59)= 0,45, p = n.s.), come si
pu osservare nella Tabella 1

Un ulteriore dato interessante emerge dallosservazione del test T che, naturalmente


conferma la signicativit della differenza tra le medie ma, mostra un valore negativo
per la variabile FC:
T(42) = -8,08 (p = 0,000) per FC
T(42) = 6,83 (p = 0,000) per RPG.

ARTI TERAPIE

20

STUDI E RICERCHE

Gruppo

Parametro N

Media

Dev. Standard

Valore di F

Probabilit di F

Archetipica

rpg

22

13.70

0.368

46.615

0.0000

fc

22

79.25

1.122

65.209

0.0000

22

12,79

0,345

22

81,94

1,082

Non archetipica rpg


fc

Questo signica che mentre il RPG aumenta signicativamente alla presentazione delle immagini archetipiche, la FC, al contrario, diminuisce.
Analisi della L.I.V.
Per escludere una possibile interferenza della L.I.V. (law of initial value) sui risultati ottenuti si scelto di seguire uno tra gli
orientamenti pi recenti in merito, quello di Putai Jin (1992) che
suggerisce di usare il test beta. Nel nostro caso le condizioni richieste per lapplicazione del suddetto test (1. differenza signicativa tra valore iniziale e valore nale; 2. regressione del valore nale sul valore iniziale statisticamente diff. da 1. sono rispettate soltanto per i valori del rpg.
Il valore di beta ottenuto non raggiunge la signicativit:
b = 0,998
t (58) = 0.0621
p > 0.05 (n.s.)
la L.I.V. potrebbe quindi avere un certo effetto sulla misurazione
del rpg. Considerando per la scarsa stabilit della baseline (a =

0.471), e prendendo in considerazione tanta parte della letteratura che esclude effetti L.I.V. su analisi between, si pu escludere
con una certa sicurezza leffetto della L.I.V. sui valori del rpg.
Familiarit con le gure-stimolo
Ci siamo domandati se il fatto di conoscere il mazzo sperimentale e di essere a conoscenza dellutilizzo che ne viene fatto, potesse inuenzare le risposte psicosiologiche dei soggetti. A tal proposito alla ne della seduta al soggetto veniva chiesto se le immagini fossero per lui familiari e, in caso affermativo, se sapesse
associare loro un nome, se pensava che ne avessero uno. Abbiamo considerato conoscitori soltanto i soggetti che, dopo aver risposto affermativamente alla prima domanda, identicavano correttamente il mazzo. Il test t non ha evidenziato differenze tra le
medie, come si pu osservare dalla Tabella 3.

Tabella 3: differenze fra medie CONOSCITORI/NON CONOSCITORI


gruppo

parametro

conoscitori

media

Dev. Standard Valore di F

Probabilit di F

rpg

20

14.57

8.879

0.84

0.408 (n.s.)

fc

20

80.00

16.142

0.17

0.865 (n.s.)

Non conoscitori rpg


fc

10

11.80

7.656

10

79.00

12.104

Analisi delle associazioni immaginetavola Rorschach


Dal test del chi quadro i confronti risultano molto signicativi:
immagini archetipiche:
c2 = 298.408 (189)
p = 0.00000 (< 0.0001)
Immagini non archetipiche:
c2 = 352.828 (189)
p = 0.00000 (< 0.0001)

gl= 189
gl= 189

Tabella 3: distribuzione c2 per le IMMAGINI ARCHETIPICHE


Immagine n identificazione

Tavola associata Res. Stand.

Il Diavolo

14

Tabella 4: distribuzione c2 per le IMMAGINI NON ARCHETIPICHE


Immagine n identificazione

Tavola associata Res. Stand.

11

Fante di coppe

IX

12

Re di fiori

VI

2.8

13

Fante di cuori

IV

2.1

14

Soldato

IV

2.8

15

Cavallo denari

IV

2.1

17

Vaso donna

II

3.4

III

3.4

3.9

3.7

21

Giapponese tondo

III

5.1

La Ruota della Fortuna VIII

2.1

22

Musica

VI

4.0

15

LEremita

3.1

23

Nave

VI

2.6

17

LAngelo

2.6

24

Paesaggio scuro

4.3

18

LImperatore

VI

3.5

IV

3.1

19

Le Stelle

4.6

25

Paesaggio verde

VIII

4.0

23

La Morte

IV

2.2

3.2

25

La Temperanza

3.0

26

Generale verde

IV

2.5

27

Gli Amanti

II

2.2

28

Donna quadri

II

2.4

III

2.8

30

Indiano

VII

2.3

28

LAppeso

VI

4.1

29

La Torre

IX

2.2

2.2

3.5

30

Il Matto

Si osservino ora le associazioni tavola/immagine con le relative


classicazioni del test Rorschach. Le determinanti rorschachiane
indicano il probabile percorso cognitivo che ha portato i soggetti a
compiere determinati appaiamenti. Lanalisi delle determinanti
stata effettuata da un Rorschachista esperto.

ARTI TERAPIE

21

STUDI E RICERCHE

Tabella 5: Determinanti rorschachiane perle IMMAGINI NON ARCHETIPICHE


Tavola Identificazione carta Res. Stand.Determinanti
Rorschachiane
I

Paesaggio scuro

4.3

CnF

II

Donna di quadri

2.4

C distribuzione spaziale

Vaso donna

3.4

Giapponese tondo

5.1

FC CF simmetria
III

F FC simmetria, D centrale
FC simmetria

IV

Vaso donna

2.2

Paesaggio scuro

3.1

CnF

Soldato

2.8

F stivali?

Cavallo denari

2.1

Fante cuori

2.1

F stivali? fucile?

Generale verde

2.5

F simbolico

Nave

2.6

V
VI

Re di fiori

2.8

F simbolico

Musica

4.0

F simbolico (tromba?)

VII

Indiano

2.3

VIII

Paesaggio verde

4.0

CF

IX

Fante coppe

3.9

Paesaggio verde

3.2

FC CF

Tabella 6: Determinanti rorschachiane per le IMMAGINI ARCHETIPICHE


Tavola Identificazione carta

Res. Stand. Determinanti


Rorschachiane

Il Diavolo

3.7

II

Gli Amanti

2.2

F FC simmetria

III

Gli amanti

2.8

F FC M

IV

La Morte

2.2

F CnF

V
VI

Il Giudizio

2.6

La Temperanza

3.0

LAppeso

4.1

LImperatore

3.6

F (scettro?)

La Ruota della Fortuna

2.1

F MA

VII
VIII
IX

La Torre

2.2

La Torre

2.2

Le Stelle

4.6

Il Matto

3.5

?C

LEremita

3.1

?C

DISCUSSIONE
Questa ricerca sembra confermare le ipotesi di partenza.
Per quel che riguarda gli Arcani Maggiori dei Tarocchi, i dati psicosiologici confermano una rilevanza rispetto alle altre
immagini. Le immagini cio provocano una attivazione signicativa di parametri psicosiologici quali RPG e FC.
Ci non sicuramente sufficiente per affermare con certezza che le immagini in questione siano in grado di attivare delle

esperienze archetipiche, ma evidente che esse provocano reazioni particolari nei soggetti esaminati. Questo un dato concreto da cui si potrebbe partire per ulteriori ricerche.
Il fatto che la FC tenda ad abbassarsi ed il RPG tenda a diminuire pu far pensare allattivazione del riesso di orientamento, cos come descritto da Sokolov16 e da Barry17.
Ulteriori ricerche dovrebbero indagare, in condizioni sperimentali simili, il comportamento delle altre variabili coinvolte
durante lattivazione di questo riflesso (attivit respiratoria,
EEG, attivit miograca). Se questa ipotesi fosse confermata, ci
troveremmo di fronte alla prova sperimentale del forte valore
adattivo che Jung sosteneva essere associato allarchetipo.
Anche rispetto alle associazioni delle tavole del Rorschach,
lipotesi iniziale appare confermata con unelevata signicativit. A coloro che posseggono una certa familiarit con le regole di classicazione e di interpretazione del test del Rorschach, le associazioni ottenute e le determinanti ad esse collegate,
appaiono in tutta la loro rilevanza ed in tutto il loro interesse.
Una disamina critica volta ad analizzare ogni singola corrispondenza carta-tavola ed ogni rispettiva determinante, impiegherebbe, forse, una trattazione a se stante che esulerebbe dagli scopi del presente articolo. Le presenti tabelle associative
offrono comunque numerosi spunti a chi volesse intraprendere
uno studio pi approfondito sullargomento.
Una possibile limitazione metodologica imputabile alla presente ricerca rintracciabile nei parametri di selezione degli
items di controllo; sarebbe stato opportuno infatti, effettuare la
selezione mediante una metodologia pi accurata.
CONCLUSIONI
Il presente lavoro costituisce un tentativo di implementazione di
unindagine sperimentale sull oggetto archetipo.
Partendo dalla formulazione junghiana e passando in rassegna i numerosi approcci conoscitivi che si sono occupati di ridenire i lineamenti, a tratti forse un po labili, del concetto di
archetipo, non sorprende la straordinaria eterogeneit degli interventi e dei lavori in merito, sintomo e simbolo dellapertura
di significato di cui Jung soleva connotare le sue definizioni,
denizioni che non erano mai date ed assolute, ma aperte e soggette a possibili riformulazioni e negoziazioni di signicato.
Si voluto quindi qui proporre una tra le tante possibili lenti cromatiche attraverso cui guardare questa parte della teoria
junghiana su cui si tanto discusso e tanto ancora, probabilmente, si discuter.
Lapproccio psicosiologico propone una chiave di lettura
che rispetta ed in qualche modo esplica, in maniera chiara e
plausibile la duplice natura, a met tra lo psichico ed il sico, di
quelloggetto psicoide che larchetipo.
Lintroduzione del concetto di protomentale, cos come
riformulato da Ruggieri ed il suo accostamento alle formulazioni junghiane, pone in essere anche il lato materiale, sicosiologico dellesperienza archetipica, lato che spesso, nella letteratura, appare sottostimato rispetto a quello psicologico, e che
invece, come sostenuto nel corso della presente trattazione, risulta da esso inscindibile in quanto significato e significante
vengono a coincidere.
Si voluto integrare la parte teorica con un approfondimento di natura sperimentale. Nonostante il tema in esame fosse molto ampio, stato possibile determinare un campo di indagine ben delimitato e procedere ad una operazionalizzazione dello stesso; si potuto cio, indagare quali fossero le caratteristiche psicosiologiche dellesposizione ad unimmagine archetipica e vericare se questi valori fossero pregnanti e rilevanti rispetto a quelli suscitati da immagini non archetipiche.
Lesperimento condotto ha confermato questa ipotesi e va quin-

ARTI TERAPIE

22

STUDI E RICERCHE

NOTE
1
2
3

Jung C. G. 1919 Instinct and the Unconscious, trad it. Istinto e Inconscio in Opere, vol. VIII, Boringhieri, Torino1976.
Mc. Cully R. 1971 Rorschach Theory and
Symbolism, The Williams & Wilkins Co.,
Baltimore.
Squyres E. M. e Craddik R. A. 1984 Rorschach and Archetype: Examining the
Corrispondence, Journal of Mental Imagery.
Carotenuto A., 1991 Trattato di Psicolo-

di a supportare empiricamente quanto


affermato da Jung sul carattere numinoso ed adattivo dellesperienza archetipica.
Nonostante la scelta degli items selezionati per lindagine sperimentale abbia portato a risultati significativi, sarebbe opportuno ripetere lesperimento
utilizzando items diversi, che possano,
allo stesso modo, essere considerati archetipici.
Anche lindagine sulle associazioni
tra le immagini archetipiche e le tavole
del test Rorschach ha dato luogo a risultati altamente signicativi, nel senso di
appaiamenti carta-tavole fortemente rilevanti. Le tabelle delle associazioni riportate nella sezione sperimentale possono costituire un utile punto di partenza per ulteriori ricerche in merito.
Il lavoro qui proposto apre la strada
ad un approccio di tipo sperimentale per
quel che riguarda lanalisi empirica di
alcuni aspetti di teorie ritenute troppo
vaste o complesse per essere rese suscettibili di indagine scientica. Non si
vuole con questo affermare, lo ribadiamo, che tutto possa e debba essere ricondotto a rigidi e lineari binari cognitivi ma, siamo convinti che luomo, affinch possa vivere come tale, abbia bisogno di dare un senso a ci che lo circonda, a ci che gli accade, a ci che potrebbe accadergli.
Finch i limiti della nostra ragione,
quindi, non divengono palesemente evidenti, continuiamo la nostra costruzione
di signicato, considerando per che, a
seconda delle circostanze, essa potrebbe
non aver senso.
Per fortuna, viste le limitate aspirazioni del presente lavoro, non questo il
caso e, fermo restando i gradi di libert
concessi dalla statistica, possiamo tranquillamente raziocinare sui risultati ottenuti.
ELEONORA TABARRINI, Psicologa, Psicofisiologa Clinica, Forano (RI).

gia della Personalit, Raffaello Cortina


Editore, Milano, pag.204.
5 Jung C. G., et al. 1967 LUomo e i suoi
Simboli, Longanesi & C., Milano, pag. 79.
6 Jung C. G., 1967, op. cit., pag. 52; corsivo nelloriginale.
7 Ivi, pag.52.
8 Ivi, pag. 79.
9 Omero, Iliade, 14, 200.
10 Gatto Trocchi, 1995, op. cit., p. 43.
11 Gatto Trocchi, 1995, op. cit., p.46. per una
trattazione pi approfondita dellargomento vedi Panofsky, 1930.

12 Tratto da Blakeley J. D., 1976, op. cit.,


pag. 94.
13 Gatto Trocchi C., 1995, op. cit., pag. 50.
14 Blakely J. D.; 1976, op. cit., pag. 109, corsivo mio.
15 Blakely J. D.; 1976, op. cit.,
16 Sokolov E. N., 1963 Perception and the
conditioned reflex; Pergamon Press,
Oxford.
17 Barry R. J., 1982 Novelty and signicance effects in fractionation of phasic OR
measures: a synthesis with traditional OR
theory, Psychophysiology, 19, 28-33.

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ARTI TERAPIE

23