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1.

LA MATRICE RELAZIONALE
Relazionale per destino
perch siamo costruiti cos. Le persone sono strutturate in modo da essere inevitabilmente e potentemente attratte luna verso laltra, e si legano in relazioni reciproche intense e durature. BOWLBY => perch il neonato sopravviva, sono necessarie la PROSSIMITA e lATTENZIONE pi o meno costanti della madre: il bisogno della madre per il neonato lesigenza pi urgente, pi importante, in quanto la PRECONDIZIONE necessaria al soddisfacimento di tutti gli altri bisogni Bowlby pensa che lattaccamento alla madre rappresenti un retaggio arcaico, codificato geneticamente, risalente agli albori della specie umana. RICERCA SUL PERIODO NEONATALE => oggi appare chiaro che tutti i sistemi percettivi del neonato funzionano gi al momento della nascita. Inoltre, ci che risulta pi interessante per il neonato, persino nei momenti immediatamente successivi alla nascita, sono proprio gli altri esseri umani. Sembra che esistano prove decisive che il neonato umano non DIVENTA sociale tramite lapprendimento o il condizionamento, o grazie a un adattamento alla realt, ma PROGRAMMATO PER ESSERE SOCIALE. La relazione non un mezzo teso a qualche altro scopo (riduzione della tensione, piacere o sicurezza); la natura stessa del neonato lo attira verso la relazione. Inoltre, la relazione sembra essere GRATIFICANTE in se stessa. SULLIVAN => uno degli ostacoli principali alla comprensione di noi stessi la nostra tendenza a pensarci in termini CONCRETI e REIFICATI. Secondo questo modo di pensare le persone hanno una personalit, sono una collezione di tratti o caratteristiche che portano in giro da una situazione allaltra. Secondo Sullivan => questo modo di pensare non permette di vedere con chiarezza fino a che punto gli esseri umani sono SENSIBILI ALLE SITUAZIONI che coinvolgono altri individui e si modellano in base ad esse. Gli esseri umani non recitano sempre nella medesima rappresentazione! La personalit non qualcosa che SI HA, ma qualcosa che SI FA. Le persone non sono entit separate, ma PARTECIPANTI a interazioni con altri individui reali e con le personificazioni (o rappresentazioni) degli altri derivate da precedenti interazioni con altri individui reali => lindividuo comprensibile soltanto nel contesto del campo interpersonale. Cos, Sullivan considera le persone, dallinfanzia fino alla senescenza, come INTRINSECAMENTE SOCIALI, per destino. La loro stessa espressione di s li attira allinterno della relazione.

Relazionale per proposito


Noi sviluppiamo forti attaccamenti perch DESIDERIAMO LA RELAZIONE, e questo viene considerato un fatto fenomenologico e una deduzione clinica innegabile. I pazienti CERCANO e VOGLIONO CONSERVARE la relazione a qualsiasi costo. La teoria delle relazioni oggettuali di FAIRBAIRN rappresenta lapprofondimento pi sviluppato di questo punto di vista. La libido non diretta al piacere, ma alloggetto. Il bisogno fondamentale del bambino non quello del piacere o della gratificazione, ma quello di una RELAZIONE INTENSA con unaltra persona.

Se chi si prende cura del bambino gli fornisce lopportunit di avere esperienze dolorose, il bambino non per questo rinuncia alla relazione per cercare altrove le esperienze piacevoli, ma ricerca il dolore come VEICOLO DI INTERAZIONE con laltro che per lui significativo. il contatto, non il piacere, che primario. Secondo Fairbairn: la motivazione centrale dellesperienza umana la RICERCA e il MANTENIMENTO di un legame emotivo intenso con unaltra persona. Fairbairn pensa che la ricerca delloggetto sia INNATA. Per FROMM => il terrore dellisolamento sociale era il fattore dinamico pi importante nellevoluzione di tutte le forme di psicopatologia, che egli considerava tentativi REGRESSIVI di sfuggire alle difficolt esistenziali e agli aspetti terribili della condizione umana. Le persone assumono RUOLI E IDENTITA FAMILIARI e CULTURALI in modo da non dover affrontare la realt della loro esistenza indipendente.

Relazionale per implicazione


Alcuni teorici relazionali considerano linstaurarsi e il mantenersi di un senso di identit o di s come la motivazione umana primaria e basilare, il che conduce a considerare un certo genere di relazioni interpersonali, quelle fondamentali per la riflessivit, come basi cruciali delledificio psicologico. 2 caratteristiche della coscienza umana contribuiscono grandemente alle difficolt implicite nello sviluppo del senso di s: la sua natura temporale e la sua complessit. La coscienza umana opera nel tempo, una corrente di pensieri, sentimenti, sensazioni e desideri in flusso continuo. Una cosa che si modifica in continuazione necessariamente, in ogni dato momento, INCOMPLETA. Se non lesperienza a fornirci una vita mentale organizzata e la capacit di autoriflessione, come ce la procuriamo? Secondo la maggior parte degli psicoanalisti contemporanei => esse vengono acquisite almeno in parte attraverso la RELAZIONE. Lorganizzazione dellesperienza da parte del bambino mediata dallesperienza materna. La conoscenza individuale sorge dal RICONOSCERE, e grazie a ci il bambino impara a conoscere se stesso e trova se stesso negli occhi della madre e del mondo. Cos il S come entit fenomenologica una CONQUISTA EVOLUTIVA. WINNICOTT => giunse a considerare la formazione di un solido senso di s come la conquista fondamentale di uno sviluppo neonatale normale. Winnicott descrive il neonato nel suo rendersi conto dei bisogni che sorgono spontaneamente. Il perfetto adeguamento della madre al desiderio del bambino crea ci che Winnicott definisce il momento dellillusione. Nel sistema di Winnicott, il primo compito evolutivo linstaurarsi del SENSO DI SE. KOHUT => alcuni pazienti non soffrono a causa dei conflitti tra pulsioni e difese, ma a causa di LACUNE nel loro senso di s, avvertono il proprio S come fragile, mancante di coesione o integrit, soggetto a improvvise cadute dellautostima. Secondo KOHUT => il S si sviluppa a partire da alcune relazioni chiave che egli definisce relazioni di oggetto S, in cui i genitori non servono soltanto come oggetti dei bisogni e dei desideri del bambino, ma come fornitori di certe funzioni narcisistiche.

Le prime formulazioni di Kohut mettevano laccento su 2 diverse funzioni di oggetto S, e cio il rispecchiamento del senso di grandiosit del bambino, che sorge spontaneamente, e il permettere al bambino di idealizzare il genitore. Secondo Kohut => linstaurarsi di una stabilit riflessiva rappresenta la spinta motivazionale fondamentale nellesperienza umana, e le relazioni con gli altri e il ruolo che esse svolgono in questa ricerca costituiscono il contesto primario dellesperienza umana.

Le configurazioni relazionali fondamentali hanno, per definizione, 3 dimensioni: il s laltro e lo spazio tra essi. Queste dimensioni sono sottilmente intrecciate e connettono lESPERIENZA SOGGETTIVA e il MONDO PSICOLOGICO dellanalizzando. Gli autori che mettono laccento sulla relazione per destino => hanno fornito strumenti per comprendere le interazioni specifiche che si manifestano tra il S e laltro, concentrandosi non tanto su uno dei due poli, quanto sullo spazio tra essi. Gli autori che mettono laccento sulla relazione per proposito => hanno fornito strumenti per esplorare e comprendere il POLO OGGETTUALE del campo relazionale, il modo in cui i vari tipi di identificazione e di legami con gli altri servono da collante e tengono insieme il mondo personale di ciascuno. Gli autori che invece mettono laccento sulla relazione per implicazione => hanno fornito strumenti per esplorare e comprendere il POLO DEL SE del campo relazionale.

Le diverse teorie relazionali si concentrano su aspetti diversi della matrice


relazionale, e riflettono importanti differenze terminologiche, giungendo spesso a interpretazioni e interventi psicoanalitici divergenti; ci nondimeno, operano tutte nellambito della medesima visione METAPSICOLOGICA.

2. PULSIONI E MATRICE RELAZIONALE


Dalla seduzione alla pulsione
Nei suoi primi scritti => FREUD pensava che la mente nevrotica fosse stata sconvolta dallesterno, dagli altri. 1897 => se il materiale patogeno non viene introdotto nella mente del bambino, attraverso la seduzione, dallesterno, allora deve sorgere dallinterno. Questidea aveva implicazioni enormi. Freud sosteneva infatti che la mente contiene IN SE il germe della sua stessa frammentazione. Linnocenza infantile era unillusione. Nel passaggio di Freud dalla seduzione infantile alla teoria della sessualit infantile, la mente divenne un fenomeno molto pi complesso e dalla trama pi fitta, con allinterno drammi e segreti inevitabili.

Il modello pulsionale che sorse dallabbandono della teoria della seduzione infantile da parte di Freud raggiunse il suo punto di sviluppo pi pieno e pi puro attorno al 1910 => alla pulsione fu attribuito il ruolo di ELEMENTO FONDAMENTALE, di materia prima della vita mentale. Le pulsioni sono tensioni FISICHE accompagnate da rappresentazioni PSICHICHE. La pulsione nasce da una fonte, che una specifica parte del corpo, ed esercita una pressione sulla mente affinch quella fonte sia liberata dalla sua tensione. Leccitamento viene vissuto come qualcosa di spiacevole, e il movimento complessivo di tutti i processi pulsionali mirato a RIDURRE LECCITAMENTO, producendo cos piacere.

Freud al bivio
Nel narcisismo primario => il bambino esperisce se stesso come un essere PERFETTO e AUTOSUFFICIENTE, e linvestimento narcisistico che i genitori compiono su di lui permette il mantenimento di questa esperienza. Quando il bambino cresce le aspettative e le richieste da parte dei genitori aumentano; il bambino non si sente pi perfetto, ma interiorizza limmagine di una creatura perfetta fondata in parte sulle norme genitoriali. Questo ideale dellIo e i processi che il paragonare le reali prestazioni del bambino con questo ideale implicano, sarebbero diventati la base del concetto freudiano di Super io. Lutto e melanconia (1915) => loggetto viene interiorizzato per tenere in vita linvestimento oggettuale che non pi possibile nel mondo esterno reale, ma che pu essere conservato tramite lidentificazione con loggetto perduto come PRESENZA INTERNA. Lidentificazione serve allo scopo di mantenere un canale per la gratificazione e la regolazione pulsionale. ECONOMIA PULSIONALE = tutto viene spiegato in termini di gratificazione tramite il PRINCIPIO DI PIACERE: massimizzare il piacere ed evitare il dolore. Psicologia delle masse e analisi dellIo (1921) => Freud descrive le identificazioni pi precoci come la prima espressione di un LEGAME EMOTIVO con unaltra persona. In primo luogo, Freud estende cos il concetto di identificazione, da meccanismo patologico a FENOMENO GENERALE dello sviluppo umano. Inoltre, Freud sembra separare lidentificazione dalla perdita delloggetto. 1922 => LIo e lEs: Freud affront il problema fondamentale delle origini psicodinamiche e dello statuto metapsicologico dellidentificazione. Le identificazioni pi importanti dal punto di vista della costruzione del carattere sono quelle che risultano dalla risoluzione del complesso edipico. Freud decide di procedere unicamente con un modello della mente che abbia come fondamento la PULSIONE. Se Freud avesse deciso di assegnare alle identificazioni un ruolo pi importante, invece di farle derivare dalle propriet di regolazione delle pulsioni e di difesa, la sua teoria successiva sarebbe stata molto diversa.

Il destino del concetto di pulsione 4

1. La matrice relazionale tautologica rispetto alla teoria pulsionale, vale a dire che essa ed sempre stata IMPLICITA nel modello pulsionale. Secondo questo punto di vista => anche la nozione di pulsione inconcepibile senza un campo relazionale di qualche tipo allinterno del quale la pulsione cerca di scaricarsi o di esprimersi; 2. Le teorie che esplorano la matrice relazionale rappresentano s un punto di vista preciso, per niente implicito nel modello pulsionale, ma ci nonostante anche notevolmente compatibile con esso. Secondo questo modo di pensare (psicologia freudiana dellIo) => il modo migliore per interpretare le spiegazioni fornite dal modello relazionale consiste nel considerarle estensioni naturali della teoria delle pulsioni; 3. La matrice relazionale e la prospettiva pulsionale sono FONDAMENTALMENTE ALTERNATIVE, e in effetti concettualmente incompatibili. Ci non significa che esse non POSSANO essere unificate. Il problema se ci sia economico dal punto di vista concettuale e clinico, se sia utile farlo. Secondo questo modo di pensare, accostare e fondere le descrizioni del modello pulsionale con quelle del modello relazionale una operazione maldestra ed fonte di confusione => questa posizione, che rifiuta ladozione di un modello misto, la strada percorsa da Freud!

Il costruttivismo moderato
Il problema centrale della storia delle tradizioni psicoanalitiche ha riguardato LUSO DELLEREDITA FREUDIANA. Laffermazione che ci che SEMBRA diverso nelle teorie del modello relazionale in realt implicito nel testo di Freud e da esso derivabile una forma di costruttivismo moderato molto attraente sotto vari punti di vista. I moderni seguaci del modello pulsionale spesso dichiarano di voler semplicemente aggiornare il concetto di pulsione, quando in realt lo modificano in modo essenziale, rivendicando nel contempo lautorit e lefficacia interpretativa della formulazione originaria.

I modelli misti
Sebbene le teorie contemporanee costituiscono un paradigma separato e un modello decisamente diverso da quello pulsionale, esse sono COMPLEMENTARI e possono essere INTEGRATE senza difficolt con la teoria pi antica. Lapplicazione del modello misto implica una RESTRIZIONE del concetto freudiano di pulsione in modo da poterlo porre sotto o accanto ad altre teorie. Il modello misto tende a implicare un ACCOSTAMENTO dei diversi modelli anzich unautentica integrazione. GREENBERG e MITCHELL => il modello pulsionale e il modello relazionale sono sistemi interpretativi completi che spiegano tutte le dimensioni dellesperienza umana, e che sono fondati su presupposti fondamentali molto diversi a proposito della produzione di esperienza e di significato. Entrambi hanno efficacia e ampiezza interpretativa ma organizzano gli stessi dati in modo diverso.

Ciascuno dei 2 sistemi teorici viene ALTERATO in modo fondamentale quando si cerca di costringere il modello pulsionale e quello relazionale in una cornice comune, facendoli ricadere allinterno di linee o esigenze evolutive specifiche.

Un modello relazionale integrato


Le innovazioni maggiori nel pensiero psicoanalitico dopo Freud si sono formate allinterno di una struttura che ha della mente una visione INTERATTIVA.

1. LA TEORIA PULSIONALE E LA METAFORA DELLA BESTIA


Il sesso prima della pulsione
La nevrosi viene interpretata come un disturbo della regolazione di energia. Freud sostiene sempre che la funzione essenziale del SN il controllo delleccitazione. La malattia nevrotica consiste in un SOVRACCARICO di energia, che si ha quando questa supera la capacit di regolazione del SN. Rifacendosi a Charcot e a Breuer => Freud pensava che la causa delle nevrosi fossero i traumi, intendendo il trauma come un eccesso di stimolazione energetica. Prima del 1897 => Freud pensava che allorigine delleccitamento ci fossero impressioni esterne specifiche, seduzioni sessuali avvenute nella prima infanzia. Va notato che in questa prima versione laltro svolge il RUOLO PATOGENO CENTRALE. In queste prime formulazioni Freud pensava alla sessualit marcatamente nel contesto delle prime relazioni con ALTRI SIGNIFICATIVI.

Sessualit e pulsione
1897 => svolta decisiva nella comprensione della nevrosi e della sessualit. Freud stabil infatti che i ricordi di seduzione riportati dai pazienti non corrispondevano necessariamente a verit. Inoltre, molti bambini sono soggetti a esperienze sessuali senza per questo diventare nevrotici => la teoria delle PULSIONI rappresentava la soluzione. La pressione viene generata dallINTERNO dellorganismo. Il concetto di pulsione permetteva dunque a Freud di vedere il movente sessuale come presente sin dallinizio, e come premente per scaricarsi, invece che come provocato da stimolazioni esterne. In questo modo a un approccio pi interattivo si sostituiva una teoria che considerava la vita mentale come modellata a priori; le pulsioni contengono in s tutta la forza e i principi organizzativi attraverso i quali la mentesi MANIFESTA e si STRUTTURA.

1914: definizione della pulsione sessuale come la RAPPRESENTANZA PSICHICA di una fonte di stimolo in continuo flusso, endosomatica, a differenza dello stimolo, il quale prodotto da eccitamenti ISOLATI e provenienti dallESTERNO. Nella teoria freudiana delle pulsioni => la spinta motivazionale fondamentale dellesperienza umana, alimentata dalle pulsioni, conduce alla RIDUZIONE DELLE PRESSIONI INTERNE, ricercando il piacere e fuggendo il dolore. La sessualit, nelle sue varie forme, la manifestazione di questa forza impersonale, che utilizza le esperienze interpersonali per esprimere tempi e fantasie preesistenti. La SESSUALITA universalmente problematica non a causa di qualcosa che i suoi oggetti fanno o non fanno, ma perch la sessualit ANTAGONISTICA e AGGRESSIVA VERSO LALTRO per sua stessa natura. La FRAMMENTAZIONE CONFLITTUALE della sessualit non dipende da traumi specifici, ma intrinseca alla natura rapace della sessualit stessa.

Freud e Darwin
Darwin spian la strada alle teorie di Freud e rappresent linfluenza dominante sul suo pensiero. Proprio come gli organismi inferiori si evolvono verso forme pi elevate di vita => gli impulsi sessuali e aggressivi animaleschi vengono trasformati e danno origine allinterra gamma delle attivit umane civilizzate. La teoria della sessualit ispirata al darwinismo che divenne la base della teoria pulsionale forn a Freud un efficace modello esplicativo per chiarire i conflitti impliciti nellimpotenza psichica. La sessualit difficile da integrare con altre dimensioni delle relazioni interpersonali perch uneredit delle origini umane primitive. LEs di Freud diventa il depositario dellevoluzione filogenetica e storica delluomo. LEs, con le sue tendenze ereditate, rappresenta il passato organico. E il passato che Freud crede essere letteralmente incastonato nellEs costituito da una serie di desideri animaleschi.

Il problema della vischiosit


Freud descrive la libido come perversa in modo polimorfo, in grado ricambiare continuamente le sue mete e i suoi oggetti, caratterizzata da unenorme plasticit. Partendo da questa VISIONE EDONISTICA => le persone dovrebbero risultare diverse da quello che sono, dovrebbero resistere alle esigenze della civilt o escogitare stratagemmi per procurarsi piaceri clandestini allinterno della vita civilizzata. Eppure i pazienti di Freud erano infelici! Il problema, come lo vedeva Freud, stava in ci che egli defin la VISCHIOSITA o ADESIVITA DELLA LIBIDO, nella sua tendenza ad attaccarsi, a fissarsi ai suoi primi oggetti, e cos a perpetuare per tutta la vita il perseguimento di DESIDERI INAPPAGABILI. Noi tutti siamo spinti dalla ricerca del piacere, in modo pressante, urgente; eppure la psicopatologia nella moltitudine delle sue forme caratterizzata dalla riproduzione sistematica del dolore e dellinfelicit. Con lintroduzione della pulsione di morte (Al di l del principio di piacere, 1920) Freud trov finalmente una spiegazione per il doloroso attaccamento vischioso ai primi

oggetti, che enunci come una semplice caratteristica della vita mentale: la tendenza a ripetere gli stati precoci, derivante dalla pulsione di morte, che opera al di l del principio di piacere.

La sessualit e la teoria freudiana contemporanea


Nella storia della teoria psicoanalitica sempre esistito uno stretto legame tra la sessualit come oggetto privilegiato di osservazione clinica e la pulsione come concetto metapsicologico, come se le due nozioni fossero necessariamente collegate. Gli autori che hanno completamente abbandonato la teoria delle pulsioni tendono a vedere la sessualit come un fenomeno evolutivo successivo che diventa conflittuale SOLO QUANDO lo si riconduce allinterno di stadi precedenti. Entrambe le tradizioni teoriche sono state danneggiate dal legame implicito tra sessualit e pulsione: - quella freudiana => perch conservare la teoria clinica freudiana della sessualit significa conservare a tutti i costi il concetto scientificamente anacronistico di pulsione; - quella neofreudiana e postfreudiana => perch il collegamento tra sessualit e pulsione ha provocato la sottovalutazione del ruolo MOTIVAZIONALE e STRUTTURALE della sessualit. Lopera di Freud divisibile in 2 domini, in 2 categorie diverse di concetti e teorie: la teoria clinica o psicologica da una parte e la teoria pi astratta, filosofica, metapsicologica dallaltra. Questultima viene vista come un prodotto della filosofia della scienza meccanicistica e finalistica dellepoca di Freud. KLEIN (N.B. che NON Melanie Klein!!!) => afferma che il concetto di pulsione non affatto essenziale nella teoria freudiana della natura e della funzione della sessualit, ma che fu sovrapposto alla comprensione clinica dei fenomeni sessuali. Egli sostiene che la sessualit non sollecitata dallinterno, ma suscitata dallESTERNO, dagli altri; elabora un modello che sottolinea i significati interazionali e relazionali dellesperienza e definisce la dimensione superegoica della visione freudiana, sostenendo che i fattori sociali non solo determinano ci che accadr delleccitamento sessuale, ma governano il verificarsi stesso delleccitamento. Ridefinisce gli istinti non in termini pulsionale, ma riferendosi a una sorta di reattivit intrinseca. Gli istinti possono riferirsi alla capacit, allattivit potenziale. HOLT => pensa che leccitamento sessuale non dipenda dalla privazione ma dalla stimolazione esterna. Egli sostiene che Freud e i suoi contemporanei fraintesero la natura della sessualit sia UMANA che ANIMALE. Secondo Freud => la sessualit possiede unenorme forza motivazionale perch le pulsioni procurano lenergia che governa la mente, e la pressione dellinsieme dei desideri sessuali modella lesperienza secondo le CONFIGURAZIONI PREESISTENTI di quei desideri. Le esperienze e i ricordi sessuali precoci sono strutturalmente formativi perch sono collegati ai desideri primitivi che continuano a cercare una scarica la cancellazione del concetto di PULSIONE dalla teoria freudiana della sessualit, come nellopera di Klein, Holt e Schafer => toglie fondamento a queste

spiegazioni. La sessualit diventa una risposta o unazione anzich una pressione interna. La sessualit centrale dal punto di vista motivazionale e strutturale a causa dellintensit e della natura irresistibile delle prime esperienze piacevoli. KLEIN => definisce la sessualit come la capacit di unesperienza di piacere primaria, peculiarmente intensa e coinvolgente e suggerisce che la centralit degli impulsi sessuali derivi dalla stabilit del ricordo delle prime esperienze sessuali. Klein suggerisce che il piacere sessuale non agisce autonomamente nelle motivazioni umane; non viene perseguito per se stesso. Lesperienza sensuale non spinge una persona, ma la persona persegue lesperienza sessuale a causa di significati che si sono ASSOCIATI a essa nel corso del suo sviluppo. BRENNER => non vuole lasciar cadere il termine pulsione; daccordo, tuttavia, sul fatto che pensare che la pulsione abbia una fonte organica specifica non pi possibile. Cos Brenner afferma che la pulsione un costrutto puramente psicologico, e abbandona gli elementi anacronistici basati sulla nozione di TENSIONE SCARICA presenti nella teoria freudiana della sessualit, finendo con lassegnare tutto il peso esplicativo al principio di piacere. Nel sistema di Brenner, a differenza di quello di Freud, non affatto evidente perch il piacere sessuale sia pi importante dal punto di vista motivazionale di qualsiasi altra forma di piacere, o in che senso le attivit sessuali e aggressive, molte delle quali generano ANGOSCIA e SOFFERENZA, debbano essere definite piacevoli. Brenner afferma inoltre qualsiasi desiderio, una volta attivato, segue il suo percorso di ricerca del piacere fino alla fine. Brenner parte dallaffermazione che lunico principio che governa la vita mentale la ricerca del piacere; i desideri libidici e aggressivi vengono perseguiti su questa base. Una volta esperiti, i desideri che spingono alla ricerca del piacere restano attivi per sempre, e il resto della vita viene a essere dominato dai desideri libidici e aggressivi pi precoci. Brenner descrive la mente non come qualcosa che persegue il piacere, ma come una STRUTTURA che rimane legata fatalmente a qualsiasi desiderio precoce emerge in essa. Come manifestazione pulsionale il sesso problematico a causa della sua natura, poich una collezione di residui animaleschi atavici. Senza il concetto di pulsione, la sessualit la capacit generica di provare piacere sensuale. E allora perch diventa cos GRAVIDA DI CONFLITTI? Le nostre risposte sessuali precoci, cos irresistibili nella loro intensit, sono TUTTE dirette verso i genitori che si prendono cura di noi; a causa del tab dellincesto questi desideri vengono proibiti, e diventano inevitabilmente CONFLITTUALI. il contrasto tra lintensit dellesperienza sensuale infantile e il suo destino, inevitabilmente tragico e votato al fallimento, che genera i conflitti sessuali sottostanti alla PSICOPATOLOGIA. Perch lamore infantile destinato al fallimento? La SOCIETA lo proibisce. Senza il concetto di PULSIONE => il tab dellincesto deve essere spiegato in altro modo. Alcuni autori, soprattutto colore che si rifanno alla psicologia dellIo => attribuiscono la natura problematica della sessualit e il tab associato allamore incestuoso ai rischi e ai conflitti universali delle relazioni primarie precoci, perci collocano il problema allinterno del dominio interattivo inevitabilmente conflittuale del campo relazionale.

La madre che diventa il primo oggetto sessuale anche la matrice simbiotica da cui il bambino emerge quando sviluppa un rudimentale senso di s e i primi confini provvisori. Senza la teoria pulsionale, langoscia di castrazione come fenomeno clinico sembra richiedere uno spostamento del peso esplicativo su fattori interazionali come la seduzione genitoriale, il doppio legame, minacce autentiche, paura dellinghiottimento da parte della madre e della demascolinizzazione, devozioni profondamente divise ed esclusive, intensa competitivit e sadismo paterni Secondo Freud => limmagine della bestia non affatto metaforica! Noi conserviamo IMPULSI ANIMALESCHI nello stesso tessuto di cui fatto il nostro corpo, e questi impulsi sono sia fonte della forza che della natura problematica della sessualit. La sessualit priva di pulsione un fenomeno molto diverso: la bestialit diventa METAFORA, diventa un modo per simboleggiare la relazione dellindividuo con se stesso e con gli altri e i suoi sentimenti verso se stesso e verso gli altri.

Cambiare modelli
I diversi modelli teorici orientano lanalista verso diversi tipi di strutture profonde che vengono avvertite come costitutive del tessuto dellesperienza umana. Il modello pulsionale => considera le pressioni ritmiche, endogene, la loro canalizzazione e il loro controllo, come la struttura profonda dallesperienza. Il modello relazionale => considera viceversa struttura profonda dellesperienza linstaurarsi e la conservazione degli schemi relazionali. Il modello pulsionale => presuppone che gli impulsi e i significati fondamentali di tutta lesperienza umana siano forniti, derivati dalle pulsioni parziali. Gli elementi della vita del paziente e le associazioni libere vengono interpretati e raggruppati secondo le categorie delle pulsioni. In sostanza, la variet della vita vista come una serie di metafore di desideri sessuali e aggressivi. Lutilizzo del modello pulsionale implica la scoperta, in ogni tratto immaginabile dellesperienza, di metafore che rappresentano temi somatici, sessuali e aggressivi. Il modello relazionale => ipotizza che la creazione di forti legami con gli altri, nella realt o nella fantasia, sia primaria. Le forme di relazione sono considerate fondamentali e la vita viene intesa soprattutto come una serie di metafore per esprimere e manifestare schemi relazionali. Il CORPO rimane comunque di importanza fondamentale. Secondo Freud => le relazioni oggettuali sono il territorio in cui si esprimono le PULSIONI, in cui queste vengono gratificate o in cui da esse ci si difende. Per il teorico delle relazioni oggettuali => la sessualit e altri processi fisici sono il territorio in cui si esprimono le configurazioni relazionali o in cui da esse ci si difende. Entrambe le teorie contengono tutti i dati, organizzandoli per in modo MOLTO DIVERSO. proprio a causa di questa inversione di mezzi e di scopi che la teoria pulsionale di Freud e le teorie delle relazioni oggettuali (come quella di FAIRBAIRN) non possono essere accostate senza modificare RADICALMENTE luna o laltra o entrambe. Anche se la sessualit infantile, come la sessualit in generale, stata effettivamente sottovalutata dalla maggior parte dei pi importanti teorici relazionali, questo fatto un prodotto storico pi che una necessit dettata dalle premesse del modello. La sessualit infantile, come la sessualit adulta, ESISTE senza ombra di dubbio.

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Orientamenti relazionali => limpotenza psichica non il risultato della natura degradata, bestiale della sessualit, ma della SCISSIONE, della ANGOSCIA e della FRAMMENTAZIONE nella ricerca e nella conservazione dei legami con gli altri.

2. SESSO SENZA (TEORIA DELLA) PULSIONE


Se la sessualit non provocata dalla pressione di bisogni che reclamano il soddisfacimento, PERCHE diventa cos fondamentale nello sviluppo della personalit e nella psicopatologia? Tentativi di rispondere alla domanda: 2 gruppi, quelli che si concentrano sulla dimensione OGGETTUALE della matrice relazionale e quelli che si concentrano sul S. Entrambi descrivono la stessa matrice relazionale allinterno della quale il S si struttura grazie alle relazioni con gli altri. Il primo gruppo di teorie => sottolinea il legame con laltro, come si forma e come viene conservato; il secondo mette laccento sulla continuit del S e sulla conservazione dellidentit. 1. LA SESSUALITA E LOGGETTO Secondo FREUD, come secondo la PSICOLOGIA DELLIO FREUDIANA tradizionale => la genitalit compare soltanto alla fine del periodo della sessualit infantile, dopo che una gran parte dello sviluppo emotivo e della strutturazione psichica ha gi avuto luogo. La KLEIN => colloca tutto il complesso insieme delle relazioni oggettuali (compresi la genitalit, le difficolt edipiche e lo sviluppo del Super Io) nel primo anno di vita. Situa la sessualit nel bel mezzo dellemergere e dello strutturarsi del s nelle sue relazioni con gli altri. Per la Klein la sessualit non un fenomeno evolutivo tardivo che proceder indisturbato purch si siano risolte questioni pi precoci e fondamentali; la sessualit il veicolo principale di manifestazione e di elaborazione delle intense lotte tra odio e amore, tra distruttivit e riparazione, che costituiscono il nucleo delle prime relazioni oggettuali. Dare piacere sessuale a un altro ha un significato di RIPARAZIONE nei confronti della madre e implica il superamento dellangoscia depressiva in quanto procura pi gioia che infelicit, pi piacere che dolore. Nella formulazione kleiniana => per luomo fecondare una donna porta con s significati che implicano la riparazione della madre, la guarigione del suo interno precedentemente distrutto con la fantasia; per la donna la gravidanza significa guarire la madre, tramite lidentificazione con lei come oggetto interno, ed anche la prova che il proprio interno non stato distrutto dalla vendetta materna, la prova che integra e che pu generare la vita. KHAN => fonde alcuni concetti kleiniani fondamentali in una prospettiva winnicottiana, con un accento fondamentale sulla nozione di esperienza transizionale. Colloca le perversioni sessuali in questo territorio transizionale. La madre del futuro pervertito ha riversato sul bambino attenzioni e cure in abbondanza, ma in modo DISTANTE, IMPERSONALE. Il bambino interiorizza questa creazione cosa da parte della madre, e a causa del fallimento materno nel legarsi a lui secondo modalit pi personali e differenziate

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diventa dipendente dalle prime sensazioni fisiche e cerca costantemente di riparare il danno, di far rivivere il S abortito. Cos, la pulsione riparativa diretta verso il S come OGGETTO INTERNO idolatrato. Nella visione di Khan => per il pervertito laltra persona non mai davvero un altro, ma un oggetto transizionale che egli manipola e manovra in modo da ricreare il legame con la madre e sentirsi intero Viene stabilita una sorta di controllo illusorio onnipotente sulloggetto, controllo che indispensabile: qualsiasi resistenza romper lincantesimo. Cos, come per la KLEIN, non la sessualit in se stessa a dare il via allazione, dallinterno, e a spingere la persona alla relazione con gli altri; piuttosto, le caratteristiche fisiche e fisiologiche della sessualit vengono impiegate per confermare ed esprimere schemi e bisogni relazionali precedenti. KERNBERG => la struttura della personalit si incentra sulle diverse relazioni oggettuali, e il funzionamento sessuale una manifestazione e unespressione di tali relazioni oggettuali. Cos, sostiene Kernberg, in alcuni tipi di disturbi caratterologici gravi, il funzionamento sessuale rimane pressoch intatto e serve a rafforzare una profonda scissione delle relazioni oggettuali. Paradossalmente, man mano che lanalizzando migliora e le varie dimensioni della relazionalit si integrano, il funzionamento sessuale si fa pi CONFLITTUALE e INIBITO. KERNBERK, come la Klein, pensa che la sessualit rifletta e in realt sia costituita da configurazioni delle relazioni oggettuali e perci descrive lesperienza sessuale come portatrice inevitabile di significati che pertengono a diversi BISOGNI E ASPETTI RELAZIONALI. 2. SESSUALITA E ORGANIZZAZIONE DEL SE FROMM => la sessualit un veicolo di espressione e conservazione dellorientamento caratteriale di base. Mentre Freud pensava che le fissazioni libidiche determinassero il tipo caratteriale, per Fromm questo pi fondamentale e si manifesta in particolari stili libidici. A differenza delle specie inferiori, sostiene LICHTENSTEIN => alluomo manca unidentit biologica precisa, e deve costruirsela da solo. Proprio a causa della mancanza di un mandato biologico, la conservazione dellidentit nelluomo ha la priorit su qualsiasi altro principio che determina il comportamento umano, non soltanto sul principio di realt ma anche sul principio di piacere. Il nucleo dellidentit individuale viene creato nelle prime interazioni sessuali tra il neonato e la madre, che costituiscono unalleanza di coinvolgimento sessuale, la quale imprime nel neonato un tema irreversibile di IDENTITA. Il contenuto specifico di questo tema deriva dai desideri materni inconsci, che il neonato inevitabilmente portato a gratificare. SIMON e GAGNON => sostengono che tutti gli aspetti dellesperienza sessuale, tra cui leccitamento e il soddisfacimento, derivano da contesti sociali e sono portatori di significati sociali, che essi chiamano copioni (SCRIPTS). Sebbene i copioni traggano significato dal campo sociale interpersonale, essi diventano fenomeni intrapsichici che producono motivazione, eccitazione e impegno. STOLLER => intende i comportamenti sessuali, in particolare le perversioni, in termini di messa in atto di copioni.

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Secondo Stoller i copioni inscritti nella passione sessuale hanno sempre a che fare con lintenzione di umiliare un altro, come ribaltamento e trionfo sui traumi e le umiliazioni infantili. Questi eventi dellinfanzia furono cos traumatici, sostiene Stoller, perch rappresentano minacce per lidentit sessuale nucleare dellindividuo. La PERSON => ha tratteggiato il ruolo della sessualit nei termini di quelle che chiama le strutture mediatrici di genere e di impronta sessuale. Lesperienza e il comportamento sessuale sorreggono lidentit sessuale. Il sesso sar sempre permeato di significati che si collegano a parametri individuali e sociali. Perch la sessualit diventa il campo di battaglia in cui si manifestano problemi e lotte relazionali fondamentali? 1. le sensazioni, i processi e gli eventi corporei dominano lesperienza precoce del bambino. Le prime esperienze corporee divengono la base semantica dellorganizzazione di esperienze successive pi complesse; esse diventano paradigmi di tutti gli eventi di psicologia successivi; 2. il fatto che la sessualit implichi una compenetrazione di corpi e di bisogni rende le sue infinite variazioni strumenti ideali per rappresentare i desideri, i conflitti e le trattative nelle relazioni con gli altri; 3. i potenti impulsi biologici nella fenomenologia delleccitazione sessuale, la sensazione di essere spinti da qualcosa forniscono un vocabolario naturale per lespressione drammatica delle dinamiche che comprendono conflitto, angoscia, coazione, fuga, passione e rapimento; 4. il senso di PRIVATEZZA, di SEGRETEZZA e di ESCLUSIONE nei confronti dellesperienza sessuale dei propri genitori ne fa qualcosa di perfettamente adatto ad assumere significati che riguardano una divisione degli ambiti interpersonali, laccessibile opposto allinaccessibile, il visibile alloscuro, la superficie alla profondit.

Ricerca, resa e fuga


Nella letteratura psicoanalitica ci sono riferimenti frequenti al SENSO DI MISTERO che il bambino attribuisce alla vita sessuale dei genitori. Ma per i bambini i genitori sono misteriosi in modo pi ampio e comprensivo. Lintensa e profonda curiosit personale nei confronti dellanalista che ogni analizzando sviluppa sempre una parziale ricreazione della curiosit e della ricerca del bambino, generalmente frustrata e rimossa, rivolta allesperienza INTERNA e PERSNALE dei genitori. FAIRBAIRN => sottolinea la ricerca del bambino che ha per oggetto i genitori; in questo caso il problema la non disponibilit dei genitori. WINNICOTT => descrive il bambino come FELICEMENTE ASSORTO in se stesso, generatore di desideri e gesti spontanei che vengono esauditi dalla madre adeguata, che gli procura la convinzione di essere stato lui a creare ci che desidera. La madre ideale una madre invisibile. Nella spiegazione di Winnicott il problema non la non disponibilit, ma lintrusione, o interferenza: chi si prende cura del bambino lo fa in un modo che tiene scarso conto dei suoi bisogni e dei suoi gesti spontanei, violando la gioiosa autosufficienza che il bambino avverte soggettivamente. Winnicott afferma che in un ambiente NON RICETTIVO il bambino non pu conservare desideri e bisogni autentici: troppo doloroso.

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Il vero s viene trascurato, tenuto segreto oppure rimosso. Inoltre, il bambino deve occuparsi delle priorit che provengono da chi si prende cura di lui. La relazione del bambino con ogni adulto significativo, tutte le successive relazioni intense tra adulti, sono una miscela di adeguamento autoprotettivo alla VISIONE e ai VALORI dellaltro, di tentativi di fuga da quegli adeguamenti inevitabili, e al tempo stesso di ricerca dellesperienza pi PROFONDA e PRIVATA dellaltro. I significati predominanti della sessualit nella vita degli analizzandi spesso derivano da questi schemi relazionali fondamentali di RICERCA, RESA e FUGA. Poich leccitamento sessuale implica una RISPOSTA FISIOLOGICA tanto potente, e poich la piena reattivit emotiva dellaltro non pu mai essere data per scontata, a differenza della sua presenza fisica, gli incontri sessuali contengono sempre elementi di rischio implicitamente drammatici. Laltro ci sar, e in che modo? Quando la sessualit si avvicina alla vera intimit, cio alla ricerca non rituale di scambio emotivo sincero, ci si mette luno nelle mani dellaltro. Cos, la sessualit svolge un ruolo centrale nella maggior parte delle relazioni intime. Lincapacit di reggere il desiderio verso laltro un filo rosso che collega tutta la gamma delle PSICOPATOLOGIE, dalle nevrosi ai disturbi caratteriali pi gravi. Nei disturbi pi gravi, la minaccia legata allesperienza del desiderio dellaltro spesso cos intensa da indurre a vietarsi di volere alcunch da qualcuno => sforzi distruttivi allo scopo di evitare di trovarsi nella situazione di avere bisogno di qualcosa di importante da qualcuno che sia importante, perch equivarrebbe a mettersi alla merc di quella persona.

Le perversioni in una prospettiva relazionale


Nella prospettiva del modello relazionale le perversioni, come tutte le forme della sessualit, assumono significato dal modo in cui si inseriscono nella vasta gamma di schemi relazionali. Una seconda serie importante di significati relazionali che spesso vengono espressi nelle fantasie e nei comportamenti sessuali non riguarda il desiderio nei confronti delloggetto ma la fuga dalloggetto. Qui la sessualit assume significato in quanto lunico ambito in cui possibile lindipendenza dallaltro visto come invasore. MITCHELL => lelemento aggressivo cos frequente nella pulsione sessuale rappresenta una sfida rivolta alla modalit primaria di relazione oggettuale. Poich la coscienza umana individuale un fenomeno eminentemente temporale, le relazioni personali non sono mai statiche. Nelle migliori relazioni c un dramma conflittuale ricorrente di COINVOLGIMENTO e DISTACCO, ADATTAMENTO e SFIDA, RICERCA e SCOPERTA. Lesperienza sessuale pi ricca e pi integrata quella caratterizzata dallapertura nei confronti di questo dramma interpersonale e dallinclusione di diversi temi relazionali caratterizzati sia dalla scoperta reciproca sia dalla sfida reciproca, in cui i significati che si riferiscono alla ricerca, alladattamento e alla ribellione trovano posto nella stessa sequenza di azioni.

La metafora della bestia 14

Labbandono della teoria pulsionale spesso viene considerato come una RESISTENZA contro laccettazione della propria natura animalesca, da cui consegue una teoria superficiale. Guardare alla sessualit dalla prospettiva della matrice relazionale non toglie nulla alla centralit della sessualit, ma spiega quella centralit e lesperienza del sesso come qualcosa di animalesco e pulsionale in modo DIVERSO! SCHAFER => ha affermato che il concetto di una pulsione aggressiva che si accumula, che cerca una scarica e ci fa ribollire di rabbia, rappresenta ci che si potrebbe considerare una teoria anale della collera. Le azioni irose dellanalizzando vengono rinnegate, separate da lui in quanto agente, e si vedono assegnare significati anali che servono a vari scopi, tra cui quello fondamentale della sconfessione. Non lanalizzando che vuole ottenere laccesso, penetrare, arrendersi, catturare, provocare, svilire: la causa sono le pulsioni LIBIDICHE, resti filogenetici arroccati nei tessuti del corpo, che hanno origine fuori dalla mente e avanzano pretese su di essa. Invece di infiammare la sessualit, il concetto di pulsione in realt lo colloca un passo pi lontano dalla persona. Perch sentirsi esseri animaleschi INEVITABILE? Essere animaleschi suggerisce lindifferenza verso laltra persona, il prendere il piacere allo stato puro, in modo animalesco, usando laltro per questo scopo. Essere bestiali significa liberarsi dalle costrizioni della relazione oggettuale, spersonalizzare laltro, a volte per raggiungerlo pi profondamente, a volte come mezzo per eludere le sue richieste. Essere bestiali insieme pu implicare che ci si usi reciprocamente. La teoria bestiale della sessualit, sia essa legata al concetto di PULSIONE o meno, pu essere usata per spersonalizzare e ripudiare i significati relazionali conflittuali impliciti nelle esperienze sessuali, soprattutto in quelle al servizio della sfida e della fuga controggettuale. Una parte di noi, quella pi fondamentale, sfuggita alla tirannia delloggetto ed esiste separatamente e prima dei compromessi resi necessari dalle relazioni interpersonali. La sessualit un territorio che ha evitato linvasione della socializzazione. In questo modo il concetto di pulsione e la reificazione della metafora della bestia possono essere utilizzati per oscurare la STRUTTURA e la NATURA degli schemi relazionali dellindividuo, il modo in cui la sua sessualit esprime o sfida le configurazioni relazionali.

3. LA METAFORA DEL BAMBINO


Lesperienza psicoanalitica ha dimostrato che i frammenti sparsi e complessi del background dellanalizzando vengono spesso efficacemente integrati e messi in evidenza se li si osserva come se fossero esperienze infantili => Freud solitamente utilizzava il termini infantile per rifarsi allintero arco dellinfanzia, dalla nascita fino alla risoluzione del complesso edipico, a 6 anni circa, anche se la sua attenzione clinica si soffermava specificamente sugli anni edipici. Mentre lanalizzando come ADULTO sembra agire in modo oscuro e sconcertante, vedere lanalizzando come BAMBINO spesso ci aiuta a organizzare i pezzi e i frammenti dellesperienza dellanalizzando allinterno di schemi coerenti e comprensibili.

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In molta letteratura psicoanalitica, il presente considerato come un derivato diretto del passato, come un sottile rivestimento al di sotto del quale il passato, pi potente dal punto di vista CAUSALE, indirizza la vita psichica. In questa accezione, secondo la cosiddetta realt psichica non c differenza tra passato e presente; il presente E il passato, che continua a essere ripetuto e rappresentato. Anche se i RICORDI del passato possono non essere precisi, le spinte e le esperienze infantili agiscono dietro lapparenza della maturit, guidando e modellando SENTIMENTI e COMPORTAMENTI.

Dal bambino freudiano al bambino moderno


Il bambino freudiano prima del 1897 => era una vittima passiva delle molestie degli adulti; registrava delle impressioni dal mondo esterno e poi ne soffriva. Il bambino della successiva teoria pulsionale, daltra parte => essenzialmente di natura animalesca. Il bambino di Freud necessariamente carico di conflitti. Negli ultimi decenni, allinterno della letteratura psicoanalitica, soprattutto nei filoni della psicologia dellIo, della teoria inglese delle relazioni oggettuali, della psicologia del s => comparso come metafora organizzatrice un tipo diverso di bambino, un bambino RELAZIONALE. Questo bambino ha bisogno di certe condizioni ambientali e funzioni genitoriali fondamentali per la sua crescita e il suo sviluppo. In questa prospettiva il fornire condizioni ambientali adeguate sufficiente e rasserenante, e consente uno sviluppo lineare. soltanto in assenza delle cure necessarie da parte dei genitori che sorgono TENSIONI e DIFFICOLTA. Il bambino moderno, oltre alla comprensione portata dallinsight, ha bisogno che lesperienza reale con lanalista supplisca alle funzioni genitoriali mancanti, o almeno che a queste somigli abbastanza da stimolare la ripresa del PROCESSO EVOLUTIVO abortito. Senza queste esperienze, afferma Winnicott, non pu accadere nientaltro.

Cambiamento teorico e inclinazione evolutiva


Ciascuna teoria propone una descrizione delle passioni fondamentali della vita, una descrizione notevolmente divergente da quella fornita dalla metapsicologia classica, in cui lesperienza umana viene descritta come una lotta tra le pretese delle TENSIONI PSICHICHE, che hanno sede nel corpo e sono asociali, e le esigenze della REALTA SOCIALE. In tutte le spiegazioni relazionali => lorganismo umano viene inteso come intrinsecamente SOCIALE, inserito in una matrice di relazioni e portato a stabilire legami con gli altri in modo PRIMARIO e FONDAMENTALE. Per la maggior parte dei teorici e dei clinici contemporanei => la teoria pulsionale (almeno come Freud la concep e la elabor) non pi, presa da sola, un sistema metapsicologico utilizzabile. Inoltre, nella storia pi recente della teoria psicoanalitica => si sono sempre pi sottolineate le relazioni con gli altri, passate e presenti, reali e immaginarie, nella serie di teorie che operano nellambito della matrice relazionale.

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Alcune teorie hanno sottolineato lorganizzazione del S, altre lattaccamento, altre ancora le transazioni interpersonali. In generale, la maggior parte dei clinici e dei teorici hanno iniziato ad assegnare alle relazioni con gli altri un RUOLO PIU CENTRALE e pi diffuso che in passato, e questo ha messo in crisi il progetto. La crescente importanza clinica e teorica assegnata alle relazioni oggettuali ha sottoposto a una pressione enorme il modello classico. Gli strateghi dellALTERNATIVA RADICALE => hanno abbandonato completamente il modello pulsionale e hanno introdotto una struttura concettuale alternativa perch svolgesse una funzione portante e di sostituzione delle fondamenta originali: SULLIVAN, FAIRBAIRN, BOWLBY. Gli strateghi dellACCOMODAMENTO => sono rimasti fedeli alla teoria delle pulsioni e hanno elaborato diversi stratagemmi, spesso ingegnosi (costruttivismo moderato e fusione dei modelli) per RINVIGORIRE e RAFFORZARE il modello pulsionale, per ampliarlo e modificarlo in modo da permettergli di contenere limportanza sempre maggiore assegnata alle RELAZIONI OGGETTUALI. Lanalizzando sta meglio non perch qualche desiderio infantile viene soddisfatto, ma perch viene raggiunto il S. Il paziente ha bisogno di qualcosa di speciale e adesso possibile darglielo. Non si soddisfano antichi desideri infantili, ma si fornisce qualcosa di nuovo, che agli inizi era mancato. Considerare le istanze RELAZIONALI come PRECEDENTI alle istanze PULSIONALI significa scindere lo sviluppo umano in 2 categorie di problemi: i neonati hanno bisogni relazionali; i bambini pi grandi e gli adulti sono alle prese con i conflitti tra pulsioni e difese. BALINT => ha fornito una descrizione dellincontro psicoanalitico fondata su concetti relazionali e alternativa a quella che si desume dal modello pulsionale. Il paziente non cerca la gratificazione di impulsi specifici, ma la creazione di un certo tipo di relazione: uno stato di amore incondizionato. L amore primario di Balint fornisce una descrizione illuminante dei desideri insiti nei conflitti relazionali per tutto il ciclo di vita; tuttavia, come accade in molte formulazioni relative alle relazioni oggettuali, queste dimensioni sono state limitate alla prima infanzia, a una relazione oggettuale molto PRIMITIVA e PECULIARE.

Ragionare evolutivamente
Lo sviluppo attraversa vari stadi relazionali, variamente descritti. PINE => pi antica la difficolt, pi precoce la fissazione, pi grave la psicopatologia. STERN => danni e traumi psicologici sofferti in una data et o fase evolutiva dovrebbero essere predittivi di specifici problemi clinici successivi. Di ci non esistono verifiche sperimentali. La deprivazione genitoriale, nella maggior parte delle circostanze, non specifica di una fase. Le madri incapaci di procurare cure adeguate ai neonati, che mancano di calore, costanza e cos via, tendono spesso ad avere le stesse difficolt con il bambino che cresce. Sono spesso gli STESSI tipi di aspetti relazionali fondamentali a essere problematici allinterno di una famiglia, ma in FORME DIVERSE nelle diverse et.

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Da questa prospettiva la GRAVITA della psicopatologia riflette non tanto la precocit dei problemi, quanto la loro rigidit e pervasivit: non tanto lincapacit genitoriale di procurare le prime cure, quanto il FALLIMENTO nel creare un rapporto e lasciare spazio per la crescita in tutto il ciclo che va dallinfanzia allet adulta.

Passato e presente
Freud => rimase fedele al principio che si pu spiegare nel modo migliore come sono le cose spiegando il modo in cui sono DIVENTATE come sono. Essere un individuo insieme agli altri individui implica una dialettica costante. Da questo punto di vista lambiente interpersonale svolge un ruolo ininterrotto e fondamentale nella creazione dellesperienza. Le prime esperienze sono significative non perch lascino residui strutturali che rimangono fissati, ma perch sono le prime rappresentazioni di MODELLI DI STRUTTURA FAMILIARE e di INTERAZIONI che saranno ripetuti continuamente in forme diverse nei diversi stadi evolutivi. Comprendere il PASSATO fondamentale, non perch il passato sia nascosto nel presente o dietro il presente, ma perch la comprensione del passato fornisce indizi per decifrare COME e PERCHE il presente viene affrontano e modellato in un certo modo. Lesperienza di s come BAMBINO riflette il tentativo di dare voce a dimensioni dellesperienza che, sia nellinfanzia che nel presente, sono conflittuali e vengono perci rinnegate allinterno delle configurazioni dominanti della matrice relazionale.

4. CONSEGUENZE CLINICHE DELLINCLINAZIONE EVOLUTIVA


La relazione tra il paziente e lanalista ha occupato un posto centrale in tutte le teorie sulla situazione psicoanalitica e sulla sua azione terapeutica. Il modo in cui tale situazione concepita, tuttavia, ha subito molte variazioni e trasformazioni complesse. Negli ultimi decenni => la relazione psicoanalitica stata intesa come una relazione NUOVA e REALE. FAIRBAIRN => affinch il paziente possa abbandonare il suo legame con gli oggetti cattivi (legame che rappresenta il nucleo di tutte le PSICOPATOLOGIE), deve sentire lanalista come oggetto buono.

Lanalista come oggetto buono


2 problemi principali prodotti dallinclinazione evolutiva: la psicopatologia viene caratterizzata in termini di esperienze infantili mancanti piuttosto che di schemi limitati di relazione in generale, e i bisogni non soddisfatti vengono visti come esigenze che si trovano ALLINTERNO del paziente, che spingono per emergere, invece di essere considerati una funzione del campo interattivo relazionale in cui il paziente sente di vivere.

Conflitto e passivit

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Il disequilibrio della matrice relazionale prodotto dallinclinazione evolutiva viene spesso accompagnato da 2 ulteriori comportamenti clinici: la tendenza a minimizzare limportanza del CONFLITTO, e la tendenza a descrivere lanalizzando come ESSENZIALMENTE PASSIVO. I bisogni relazionali non sono asociali, non conducono inevitabilmente al conflitto con lambiente sociale. I bisogni relazionali sono sociali per definizione; ci che viene cercato una qualche forma di relazione. Se lambiente interpersonale procura opportunit di relazione, allora non ci sono conflitti; se lambiente interpersonale non procura tali opportunit, ci che ne risulta non il conflitto ma la privazione. I problemi relazionali descritti dai teorici dellarresto evolutivo mettono in evidenza le lotte dei pazienti, sia passate che presenti. Tuttavia la tendenza a limitare queste istanze alla prima infanzia e a descrivere il paziente, per mezzo della metafora del bambino, come una persona che attende passivamente e non conflittualmente di tornare in superficie ne distorce la natura e va a detrimento di una comprensione pi completa dei processi interattivi attraverso i quali esse si perpetuano.

Il bisogno e il s come bambino


Parte del fascino che la reificazione della metafora del bambino esercita sia sullanalizzando sia sullanalista consiste nel fatto che essa corrisponde allesperienza di molti analizzandi, i quali AVVERTONO i propri desideri e bisogni come infantili. Questa prospettiva del conflitto relazionale permette allanalizzando una terza opportunit, (oltre alla rinuncia o alla gratificazione ad hoc) => lindagine del modo in cui il desiderio e linterdipendenza con gli altri sono stati modellati dallesperienza precoce secondo criteri che rendono questi pazienti incapaci e non disposti a sopportare i desideri attuali abbastanza a lungo per conoscerli, e per negoziare la loro integrazione con i bisogni e i desideri degli altri. Il bambino che lanalizzando sente di essere o desidera essere sempre legato alle relazioni e ai valori familiari. La metafora del bambino, come la metafora della bestia, probabilmente UNIVERSALE.

Teorie relazionali: arresto o conflitto?


Gli autori che si rifanno al modello dellarresto evolutivo, che attingono alla teoria del modello relazionale modificata dallinclinazione evolutiva => tendono a vedere il paziente come un SE INFANTILE in un corpo adulto, fissato al periodo evolutivo e in attesa di condizioni interpersonali che rendano possibile lo sviluppo successivo. In questottica: ci che mancava continua a mancare e deve essere procurato sostanzialmente nella forma in cui non stato procurato la prima volta. Lanalizzando inizia il trattamento con una matrice relazionale angusta; cerca connessioni proiettando e ricreando modelli relazionali familiari limitati, vivendo tutte le relazioni importanti (soprattutto quella con lANALISTA) lungo linee antiche. Reinteriorizza e consolida continuamente queste configurazioni relazionali.

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Il processo centrale del trattamento psicoanalitico la RINUNCIA ai legami con questi modelli relazionali, e dunque il permettere lapertura a relazioni interpersonali NUOVE e PIU RICCHE. NON il mancato soddisfacimento di generici bisogni infantili a causare la psicopatologia, MA luso successivo che il bambino e ladulto fanno delle prime esperienze, ricordi e fantasie per stabilire e conservare legami con altri significativi, per tessere fili di eventi e bisogni precedenti in un tessuto di esperienza soggettiva che attribuisca un senso di familiarit, di sicurezza e di connessione.

5. LE ALI DI ICARO
Somiglianze tra: la MEGALOMANIA dello schizofrenico, il PENSIERO MAGICO dei popoli primitivi (non occidentali), la CIECA INFATUAZIONE dellinnamorato e lADULAZIONE infantile, estasiata dei genitori verso la loro prole (Freud). Lelemento comune a tutte queste situazioni la sopravvalutazione: qualsiasi aspetto si prenda in considerazione, a proposito di se stessi o di unaltra persona, se ne aumenta limportanza, se ne esagerano i poteri, se ne decanta la perfezione unica. La sopravvalutazione narcisistica dello schizofrenico, del primitivo, del genitore e dellinnamorato, secondo Freud, sempre un derivato secondario di una condizione narcisistica pi fondamentale, che costituisce la prima fase dello sviluppo psichico. Freud descrive la condizione del narcisismo primario come uno stato di onnipotenza, perfezione e completezza totali. Il neonato immagina di costruire lintero universo, o sicuramente tutto ci che esso contiene di buono e di piacevole.

Lillusione come difesa


Una parte del narcisismo originario si mantiene intatta, e la considerazione di s deriva da 3 diverse modalit di conservazione della libido narcisistica - parte del narcisismo primario rimane semplicemente allo stato originario e serve quale fonte mai completamente esaurita di risorse libidiche da cui si ricavano gli investimenti oggettuali libidici; - a volte la libido narcisistica viene trasferita sulloggetto sessuale; - parte della libido narcisistica viene posta allinterno dellideale dellIo. Il tratto comune a queste 3 vicissitudini della libido narcisistica la SOPRAVVALUTAZIONE, in cui Freud scorge il marchio del narcisismo. Il narcisismo, nel sistema freudiano, implica lattribuzione di un VALORE ILLUSORIO. Secondo Freud => le illusioni narcisistiche (anche quando vengono trasferite, tramite lidealizzazione, sugli oggetti damore) alla fine allontanano da un vero coinvolgimento con gli altri e dalle gratificazioni che gli altri procurano. Proprio perch il narcisismo, per definizione, implica una sopravvalutazione illusoria, esso si sconta con la realt e invita alla ritirata difensiva, che rappresenta sempre una tentazione. Il ritiro dalla realt sempre rischioso: la minaccia estrema la totale perdita di contatto con il mondo reale (lo stato SCHIZOFRENICO).

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La KLEIN => sostiene che il neonato posseduto da angosce terrificanti relative al CONTENIMENTO DELLAGGRESSIVITA, e vede lo sviluppo primitivo come il movimento che porta dalle angosce paranoico depressive verso un senso della realt pi solido e integrato. Nella visione kleiniana => le illusioni narcisistiche agiscono come difese e ritiri regressivi da queste spaventose angosce primitive: lidealizzazione rappresenta il rifugio dallangoscia persecutoria e dalla rabbia omicida contro gli oggetti cattivi; la grandiosit una difesa maniacale contro langoscia depressiva implicita nel sentirsi piccoli, impotenti e dipendenti dallaltro in modo miserevole. KERNBERG => attinge massicciamente a questi concetti. Egli distingue il narcisismo NORMALE da quello PATOLOGICO, e definisce il primo come investimento lipidico del S. Ci che Kernberg intende per narcisismo NORMALE => la risultante di tutti i processi che riguardano la rappresentazione di s e la considerazione di s. Egli vede il narcisismo PATOLOGICO => come un particolare meccanismo dinamico che genera sia un senso di diritto alla grandezza sia lidealizzazione primitiva. Le illusioni narcisistiche rappresentano una DIFESA che il bambino erige nella lotta contro uno sviluppo dellaggressivit orale aumentato in modo patologico, che genera angosce paranoici e depressive; le illusioni vengono costruite a partire dalla fusione patologica del S ideale, delloggetto ideale e dellimmagine di s vera. Il neonato sovraccarico di impulsi aggressivi primitivi, dovuti a una forte pulsione aggressiva costituzionalmente determinata, o a una incapacit a tollerare langoscia relativa agli impulsi aggressivi, a sua volta costituzionalmente determinata, o a gravi frustrazioni subite durante il primo anno di vita. Il neonato si vive e, proiettivamente, vive anche gli altri, come essenzialmente SADICI, e questa visione aggressiva domina la sua esperienza primitiva. Le illusioni narcisistiche hanno un effetto pernicioso e di sabotaggio sul trattamento psicoanalitico. Esse minano la BASE stessa del processo psicoanalitico, e cio lipotesi che lanalizzando possa ricevere qualcosa di significativo da unaltra persona (in questo caso lanalista). ROTHSTEIN => distingue in Freud il ritratto fenomenologico del narcisismo come percezione di una qualit perfetta dal suo trattamento metapsicologico di questo fenomeno (come investimento lipidico dellIo.) Alla spiegazione freudiana del narcisismo primario aggiunge la simbiosi, e vede le illusioni narcisistiche come basate evolutivamente su esperienze preindividuate di un S perfetto FUSO con un oggetto perfetto. La perdita di questo stato originario di perfezione una grande ferita narcisistica, un insulto evolutivo inevitabile, contrastabile soltanto con la reintegrazione della perduta perfezione narcisistica nellideale dellIo. Rothstein sostiene che la perfezione narcisistica una distorsione difensiva della realt. Le linee principali della teorizzazione nellambito della teoria ortodossa, della psicologia freudiana dellIo e della teoria interpersonale => convergono tutte verso un approccio TECNICO al fenomeno clinico delle illusioni narcisistiche essenzialmente SIMILE. Queste illusioni sono considerate difese regressive contro la frustrazione, la separazione, laggressivit, la dipendenza e la disperazione. Le illusioni transferali che riguardano il S, oppure lanalista, devono essere interpretate, deve esserne sottolineata lirrealt e deve esserne definito lo scopo difensivo.

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Lillusione come creativit


WINNICOTT e KOHUT => entrambi, ciascuno secondo modalit particolari, individuano nel narcisismo infantile il nucleo del S e la fonte pi profonda della creativit. Qui il prototipo del narcisista non il bambino, il folle o il selvaggio, ma lartista creativo, che trae ispirazione dalle illusioni di sopravvalutazione. Per WINNICOTT => il processo chiave nello sviluppo primitivo la costituzione di un senso di s sentito come reale. Perch questo accada, il bambino ha bisogno di un tipo di relazione molto particolare con chi si prende cura di lui, il cui tratto pi caratteristico consiste, ironicamente, nel fatto che il bambino non deve sapere nulla dellesistenza della relazione, non deve sapere che questa gli viene messa a disposizione da qualcun altro. Il tratto essenziale del necessario ambiente facilitante procurato dalla MADRE consiste nel suo sforzo di modellare lambiente secondo i desideri spontanei del bambino, di leggere i bisogni del bambino e di provvedervi. Alla fine il bambino impara a vivere nella realt oggettiva, mentre diventa chiaro che gli oggetti e le persone hanno una loro esistenza INDIPENDENTE e sono solo in minima parte sotto il controllo del bambino. KOHUT => descriveva 2 forme di transfert, in cui il paziente non sta semplicemente trasferendo impulsi e conflitti infantili sulla persona dellanalista come oggetto differenziato. Nei transfert SPECULARI e IDEALIZZANTI => lanalista e le sue risposte hanno funzione di SOSTITUTI di strutture psichiche mancanti allinterno della personalit del paziente. Nel transfert SPECULARE => il paziente si vive in termini di grandiosit sopravvalutante e ha bisogno delle risposte di rispecchiamento dellanalista per evitare la disintegrazione del S. Nel transfert IDEALIZZANTE => il paziente vive lanalista in termini di ammirazione sopravvalutante e ha bisogno che lanalista gli dia il permesso di coltivare quellidealizzazione per evitare la disintegrazione del S. KOHUT => la comparsa delle illusioni narcisistiche nella situazione psicoanalitica rappresenta il tentativo del paziente di creare opportunit evolutive fondamentali, una relazione di oggetto S che nellinfanzia non era disponibile. Questi fenomeni non rappresentano un ritiro difensivo dalla realt (come sostengono Freud, Sullivan, Rothstein e Kernberg), MA lespressione di un processo evolutivo abortito che rimasto bloccato a causa dellinsuccesso, da parte dei genitori, nel permettere al bambino di vivere le illusioni di GRANDIOSITA e IDEALIZZAZIONE. Tutto ci che non accettazione calorosa delle illusioni narcisistiche sul S e sullanalista comporta il rischio di arrestare i desideri narcisistici delicati e incontaminati, annullando cos la possibilit della ripresa di un sano sviluppo del S. Lillusione come DIFESA, lillusione come fronte di AVANZAMENTO DEL SE: questi 2 approcci derivano in generale da 2 pi ampie prospettive divergenti a proposito della relazione tra INDIVIDUO e SOCIETA da una di queste prospettive (elaborata soprattutto dai filosofi illuministi del XVIII secolo) => la cultura e la civilt rendono umana la creatura individuale, la cui soggettivit personale viene sacrificata a beneficio della superiore OGGETTIVITA e della RAZIONALITA della societ. Dallaltro punto di vista (elaborato soprattutto dal movimento romantico del XIX secolo) => lesperienza soggettiva rappresenta una forma pi elevata della

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realt; la societ minaccia ci che c di pi PREZIOSO nellindividuo, e la razionalit convenzionale viene descritta come una forza insieme OPPRESSIVA e REPRESSIVA. Questi 2 diversi approcci allillusione hanno dato luogo a unaccesa controversia nella letteratura psicoanalitica, soprattutto perch le 2 posizioni si trovano agli antipodi e si escludono reciprocamente.

Un approccio relazionale integrato


NIETZSCHE => la vita viene vissuta in 2 dimensioni fondamentali: da una parte, viviamo in un mondo di illusioni, nel quale produciamo incessantemente forme transeunti e significati con cui giochiamo e che poi rapidamente scartiamo => aspetto APOLLINEO; dallaltra parte ci troviamo inseriti in una unit pi ampia, in una fonte universale di energia da cui emergiamo temporaneamente e ci esprimiamo, per poi scomparire di nuovo al suo interno => aspetto DIONISIACO. Nietzsche afferma che il tragico il modello di esistenza pi PIENO e pi RICCO, e ci che autenticamente tragico sta in equilibrio tra la dimensione apollinea e quella dionisiaca. Luomo tragico colui che in grado di perseguire le sue illusioni apollinee ed anche capace di rinunciarvi di fronte alle realt inevitabili della condizione umana. Il narcisismo SANO riflette il sottile equilibrio dialettico nietzschiano tra illusione e realt; le illusioni su se stessi e sugli altri vengono prodotte, godute giocosamente e abbandonate di fronte alle delusioni. Nuove illusioni ci CREANO e si DISSOLVONO in continuazione. Nel narcisismo PATOLOGICO, invece, le illusioni vengono prese troppo sul serio, ci si fissa sopra. In alcuni disturbi narcisistici le illusioni vengono mantenute vive attivamente e coscientemente; la realt viene sacrificata in modo da perpetuare la devozione allautonobilitazione, allidealizzazione e alle finzioni simbiotiche, devozione che crea uno stato di dipendenza. Lelemento cruciale la FUNZIONE INTERATTIVA delle illusioni nella matrice relazionale del soggetto. La crescita dellequilibrio necessario per un narcisismo sano richiede un tipo particolare di relazione con il genitore, in cui il genitore in grado di sentirsi a suo agio e di vivere il bambino con serenit in entrambe le modalit, sia nelle illusioni giocose della grandiosit, dellidealizzazione e della fusione, sia nelle delusioni, nei ridimensionamenti e nelle limitazioni realistiche. La risposta genitoriale ideale non n limmersione totale nellillusione n il razionalismo cinico, ma la capacit di giocare con le illusioni senza mai dimenticare che si tratta di un GIOCO. Pi il genitore dipendente dalle illusioni, pi queste diventano inevitabili per il bambino, che avverte che lunico modo per entrare in contatto con il genitore, per legarsi a lui, partecipare alle sue illusioni. Un bambino del genere deve considerarsi perfetto e straordinario ed essere tale anche per il genitore, se vuole davvero essere visibile per lui; oppure deve venerare il genitore come un essere perfetto e straordinario, per poter diventare REALE e IMPORTANTE per lui. La dipendenza del genitore da certe illusioni produce dunque nel bambino modalit apprese di contatto, e il bambino giunger a sviluppare difficolt narcisistiche, cio

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modalit di contatto che sono avvertire come lunica alternativa allopzione impossibile dellassenza di ogni contatto. Pi il genitore dipende dalle illusioni => pi incapace di vivere il bambino in altro modo; il bambino necessariamente si esclude dalle fonti delle fantasie e delle illusioni prodotte spontaneamente, e la sua personalit diventa fragile, e ancorata precariamente alle rigide illusioni genitoriali. Il genitore sopravvaluta il bambino; il bambino sopravvaluta se stesso. Ma FREUD => non fa derivare il narcisismo del bambino dallatteggiamento dei genitori! Sottolinea invece il bisogno, spesso irresistibile, dei genitori di usare il bambino come soluzione magica alle proprie limitazioni e delusioni. Eppure egli non considera come quella serie di aspettative e bisogni genitoriali possa contribuire alla costruzione da parte del bambino del senso di chi e di chi deve essere per gli altri. Freud => fa derivare il narcisismo infantile dalle propriet intrinseche della LIBIDO rivolta verso il S. Il modello della mente di KERNBERG, che attinge ancora in modo predominante alla struttura monadica della teoria pulsionale, considera il narcisismo patologico come un meccanismo prodotto internamente, creato nei primi anni di vita di fronte a una rabbia orale di intensit estrema. La madre importante, non per le sfumature del suo carattere e per le particolarit dei modelli relazionali che offre al bambino, ma per il suo RUOLO concreto di persona che frustra i bisogni orali del bambino e di oggetto della sua rabbia orale.

6. UN EQUILIBRIO DELICATO: IL GIOCO CLINICO DELLILLUSIONE


Considerare le illusioni narcisistiche come inviti interattivi pone la risposta dellanalista in una prospettiva diversa. Il paziente richiede allanalista un qualche tipo di partecipazione per completare il vecchio legame oggettuale, per entrare in contatto con lanalista nel modo consciamente o inconsciamente desiderato. La risposta pi efficace implica una sottile dialettica tra lunirsi al paziente nellintegrazione narcisistica e contemporaneamente lesaminare la natura e lo scopo di tale integrazione, vale a dire sia la partecipazione giocosa alle illusioni del paziente sia la curiosit perplessa rispetto a come e perch sono diventate tanto serie, fino a trasformarsi in elementi indispensabili al senso di sicurezza del paziente e al suo coinvolgimento con gli altri. La forma pi costruttiva di PARTECIPAZIONE PSICOANALITICA deriva dalla scoperta di un sentiero tra i pericoli contrastanti di complicit e sfida, un sentiero che mostra la disponibilit al gioco, laccettazione dellimportanza dellintegrazione narcisistica come modalit di relazione speciale e privilegiata, e tuttavia anche una messa in questione del perch proprio questa debba essere lunica modalit. Questo atteggiamento simile alla risposta genitoriale ideale del bambino. La capacit di giocare insieme, che comprende la partecipazione alle illusioni dellaltro, una dimensione cruciale non soltanto nei rapporti adulto bambino, ma anche nei rapporti adulto adulto.

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Gli analizzandi che integrano le relazioni con gli altri intorno ad affermazioni grandiose tendono a essere convinti che questo sia il MIGLIOR TIUPO di relazione che si possa avere. Cercano ammiratori e scartano come persone poco interessanti coloro che non li ammirano. Le relazioni strutturate intorno alla grandiosit sono PROBLEMATICHE perch mutilano lesperienza dellanalizzando, non perch sono ingiuste o sconvenienti. Lattenzione dovrebbe essere concentrata su ci che viene guadagnato e su ci che viene perso in queste relazioni, e sulla limitata consapevolezza che lanalizzando ha di entrambe le cose. Anche i pazienti che integrano le loro relazioni attraverso lidealizzazione degli altri tendono a credere che questo sia il MIGLIOR tipo di relazione che si possa avere. La vita viene vista come estremamente complicata e pericolosa. La strategia pi semplice e pi sicura per vivere trovare qualcuno che sembri sicuro di s e di successo, che abbia tutte le risposte, e iniziare una sorta di apprendistato presso quella persona. proprio il costo dellidealizzazione ci di cui il paziente non tiene conto. I pazienti che compulsivamente stringono relazioni su base idealizzante rimangono eterni discepoli e non possono mai permettersi di mettere alla prova la loro forza e le loro risorse. Inoltre, essi spesso nutrono segretamente il sospetto che loggetto della loro idealizzazione sia imperfetto e fragile, che uno sguardo attento alla personalit dellanalista DISTRUGGEREBBE entrambi. 3 tipi pi importanti di illusioni narcisistiche: grandiosit ammirazione reciproca idealizzazione Melanie KLEIN => loggetto buono un composto di tutte le esperienze positive con gli altri. Loggetto ideale loggetto buono elaborato tramite la fantasia, e alla bont vengono attribuiti poteri magici per proteggere il bambino e allontanare i pericoli. La Klein => sostiene che il bambino non pu sopravvivere senza il senso di un legame con un altro che lo ama e da cui amato, e che se il bambino non vive una relazione di questo genere, se la immaginer. Cos, loggetto PSEUDOIDEALE non viene elaborato dallesperienza del bambino, ma viene creato dal nulla.

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7. IL PROBLEMA DELLA VOLONTA


Da una parte il contenuto della mente (sia normale che patologica) sembra essere un prodotto causale, formato da eventi passati, tratti ereditari e influenze attuali. Dallaltra, il contenuto della mente sembra essere scelto, sembra riflettere convinzioni solide e impegni profondi (sia COSCIENTI che INCONSCI). Come possono essere conciliati questi 2 modi di vedere la mente? I primi lavori di Freud => dimostrarono la povert del concetto vittoriano di forza di volont: la convinzione che la mente consista soltanto di ci che cosciente e che i contenuti della coscienza siano controllabili dalla pura energia mentale. Freud descrive la vita umana come una serie di eventi guidati da forze in gran parte SCONOSCIUTE, un prodotto diretto e inconsapevole delle pressioni e dei compromessi interni. Paradossalmente, egli discredita il concetto vittoriano di forza di volont, mentre descrive la mente come una serie di potenti progetti intenzionali; fissa il principio del determinismo psichico, e intanto propone una cura il cui scopo laumento delle opzioni e della responsabilit.

La critica esistenziale e le reazioni psicoanalitiche


I critici della psicoanalisi => hanno sostenuto che la teoria psicoanalitica descrive luomo in modo meccanizzato e disumanizzato, come la vittima passiva di forze che sfuggono al suo controllo. SARTRE => sosteneva che la mente umana non ha contenuto intrinseco, non ha essenza umana: non c niente di dato. Al contrario, lessere un processo, un fenomeno temporale, una coscienza che continuamente crea e ricrea se stessa. Poich la mente vuota e continua ad autogenerarsi, lessere si trova sempre sospeso sullorlo del NULLA. In termini clinici, il paziente reclama alcune propriet strutturali, una natura diagnostica duratura, come ragione per le sue scelte. Per Sartre => i concetti freudiani di determinismo psichico e rimozione, la visione delluomo come un essere attraversato e determinato da forze interne ed esterne, una teoria in malafede. La psicoanalisi, con la sua dottrina del determinismo psichico, soffre della medesima patologia (la malafede) che presume di comprendere. Definisce le vite e le scelte umane, ma esclude la responsabilit personale, attribuendo quelle scelte, quegli schemi, a forze impersonali. Tradizionalmente, si pensa che lanalizzando svolga un ruolo ATTIVO nella creazione, perpetuazione e cura della sua patologia (gli esistenzialisti) oppure che sia guidato da cause DETERMINISTICHE (il principio del determinismo psichico). La psicologia dellIo => tenta di percorrere entrambe le strade assegnano la volont allatmosfera rarefatta di una sfera dellIo libera da conflitti e cercando di fondere due modelli del funzionamento mentale incompatibili nei loro presupposti filosofici. Questa soluzione appare arbitraria e tende a sollevare pi domande di quelle a cui d risposta. La dottrina del determinismo psichico stata difesa ed elaborata da HANLY => nonostante le incoerenze di Freud, il principio del determinismo psichico ha senso

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soltanto se viene inteso come riguardante tutti gli eventi mentali; perci egli respinge sia lapproccio della psicologia dellIo sia quello degli autori esistenzialisti. Non c discontinuit tra NEVROSI e SALUTE; le vicissitudini dellenergia neutralizzata sono altrettanto determinate dal destino delle energie sessuali e aggressive. Soltanto i FATTORI DETERMINANTI sono diverse.

Una soluzione diversa


FARBER => tutte le psicologie non esistenziali sono deterministiche, in quanto vedono lesperienza e il comportamento umano come il prodotto di forze (o motivazioni) che influenzano la persona; il contenuto della teoria specifica fornisce il contenuto delle motivazioni. Nella teoria pulsionale classica => luomo il prodotto dellinterazione tra PULSIONI e DIFESE. Tutte le teorie deterministiche, sostiene FARBER, sono afflitte dallo stesso problema; lanalisi delle motivazioni non fornisce una SPIEGAZIONE COMPLETA. C un vuoto tra la combinazione di motivazioni che influenzano la persona e lattivit della persona. Questo vuoto, sostiene Farber, il regno della VOLONTA. Non esiste attivit umana che non sia costituita SIA da motivazioni SIA dalla volont. Gran parte di ci che accade nel processo psicoanalitico, secondo Farber, consiste nel discernere la volont dalle motivazioni e nel discriminare tra esercizio della volont costruttivo e autolesionistico. Lanalisi delle motivazioni e della posizione della volont, e unesplorazione dei loro legami reciproci, sono essenziali per una comprensione autenticamente psicoanalitica di qualsiasi attivit o esperienza. SCHAFER => mette in guardia reiteratamente dalla reificazione, dal trattare concetti astratti e teorici come fossero entit o esseri reali. Il paziente pu viversi come abitato da presenze interne potenti; questo sintomatico della sua patologia. fondamentale, sostiene Schafer, che la teoria distingua in modo chiaro tra ci che reale e ci che non lo , tra il paziente stesso che ha un certo potere e fa delle cose e le sue fantasie degli altri, reali o fantasmatizzati, che immagina in possesso di certi poteri e in grado di fare certe cose. Schafer => propone un linguaggio dazione per il discorso psicoanalitico, che elimini tutti i concetti antropomorfici e reificati e collochi il soggetto come agente al centro di tutte le attivit. Tutti gli eventi mentali che hanno significato sono intesi nel modo pi utile come AZIONI compiute dallindividuo. Le azioni si compiono in molti modi diversi: libidicamente, aggressivamente, consciamente, inconsciamente. Le azioni vengono anche interpretate come ragioni; le ragioni non CAUSANO latto, ma sono costituenti inseparabili dellatto. SHAPIRO => egli dimostrava che i sintomi nevrotici non sono frammenti circoscritti, derivati dai conflitti, isolati nella personalit, ma sono estensioni naturali di modalit di percezione e di pensiero particolari, ognuna con il suo stile distintivo, i suoi vantaggi e i suoi meccanismi di formazione dei sintomi sotto stress.

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La psicopatologia deriva direttamente dalla visione del mondo del paziente, che fondamentalmente viene cercata e scelta dal paziente. Shapiro => si oppone alla visione psicoanalitica tradizionale delluomo come di un essere guidato semplicemente dal bisogno. Shapiro => afferma che la capacit di autonomia si fonda sullabilit di astrarre, di separare se stessi dagli altri, di oggettificare il mondo. Cos egli colloca lo sviluppo della volont allinterno della teoria psicoanalitica evolutiva e della psicologia cognitiva, come una funzione che diventa possibile con lemergere della differenziazione tra il S e loggetto e col superamento dellEGOCENTRISMO.

Volont e significato
Il s non prodotto dalle motivazioni e dalle cause; c anche la volont creatrice dellindividuo. Il determinista psichico => spiega il materiale e trascura lartista; lesistenzialista radicale => descrive lartista ma trascura il contesto e il mezzo.

Problemi di coscienza e rimozione


Il modello topico di Freud (Linterpretazione dei sogni,1899) suddivide la mente secondo il criterio della coscienza. Freud => pensava che tutta la vita mentale derivasse da potenti conflitti tra forze mentali inconsce (pulsioni) e forze mentali preconsce e consce (difese). La mente nettamente divisa tra ci che accessibile alla coscienza e ci che inconscio, e queste forze opposte si danno battaglia. Una delle ragioni pi importanti per cui Freud (1922) sostitu il modello topico con il successivo modello strutturale fu il fatto che il primo modello non poteva realmente spiegare come accade che le forze inconsce rimangano INCONSCE. Il problema della distinzione tra processi mentali CONSCI e INCONSCI non sta nel contrasto tra questi due diversi tipi di eventi mentali, ma nella nettezza e nella polarizzazione con cui di solito si disegna questo contrasto. Sia il modello topico che quello strutturale falliscono perch Freud cerca di descrivere il confine tra la coscienza e linconscio come una linea: da una parte c il RIMOSSO; dallaltra la COSCIENZA. In realt il confine tra contenuti mentali consci e inconsci pi permeabile, mutevole e indistinto. Le nostre vite sono fatte di una sequenza di SCELTE, sempre allinterno di un contesto particolare, sempre nellambito di una serie complessa di limitazioni. Ci nonostante, si tratta di scelte. Mentre procediamo nel tempo, le scelte che compiamo spesso hanno influenza sul modo in cui le scelte passate avranno accesso alla nostra coscienza. In ogni dato momento la volont libera, ma libera nel mezzo del cumulo disordinato dei derivati delle scelte passate. La rimozione si interpreta pi correttamente non come una forza ma come uno STATO, una condizione prodotta dalloscuramento di scelte passate fondamentali da parte di scelte successive e attuali.

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La volont ha dunque un RUOLO CENTRALE nellindagine psicoanalitica, che rende possibile il recupero dei contenuti mentali inconsci. In vari punti critici il paziente deve decidere che VUOLE guardare. Ci che fa s che il rimosso resti sconosciuto la combinazione degli ostacoli prodotti dai residui delle scelte passate e dalla volont che non vuole iniziare la ricerca. Le tradizionali teorie psicoanalitiche deterministiche => trascurando il ruolo della volont, trascurano il potente attaccamento, conscio o inconscio, dellanalizzando al modo in cui la sua mente organizzata. Le tradizionali teorie esistenzialistiche anti psicodinamiche => assegnano alla componente cosciente della volont un potere eccessivo e in questo modo trascurano i gravi ostacoli e le limitazioni poste dalle scelte passate e dagli attaccamenti e impegni inconsci.

Il s danneggiato
Un altro tema metaforico comune nella fenomenologia di molti pazienti limmagine del S danneggiato, lesperienza di essere stati traumatizzati in modo irreversibile da eventi del passato, generalmente nel senso di essere stati SCHIACCIATI nelle prime relazioni con chi si prendeva cura di noi. Lanalizzando o si vive come profondamente danneggiato, e dunque come bisognoso di cure, comprensione, o a volte di disprezzo, oppure si sente di avere bisogno di considerare un altro come profondamente danneggiato, in modo da potersi prendere cura di lui, oppure provare compassione oppure ancora disprezzo. Si tratta di configurazioni relazionali che spesso vengono fissate molto presto e servono a mantenere e preservare i legami familiari. La difficolt del lavoro clinico con la metafora del danno consiste nel fatto che lanalizzando non avverte il senso del danno come qualcosa di desiderato da lui stesso, coltivato e protetto perch ha un ruolo centrale nel tenere insieme il suo senso di relazione con gli altri. Il paziente si vede passivo in rapporto al suo passato, vittimizzato da esso. Vede il danno non come metafora, ma come reale. Perch il processo funzioni dal punto di vista psicodinamico, il paziente deve vedere il danno come reale. La metafora del danno ha trovato il suo posto nel pensiero psicoanalitico attuale in concetti quali arresti evolutivi, deficit strutturali, difetti dellIo, i quali suggeriscono tutti un danno EFFETTIVO e SOSTANZIALE.

8. LA TELA DI PENELOPE: LA PSICOPATOLOGIA E IL PROCESSO PSICOANALITICO


Come Penelope => ognuno di noi tesse e disf, costruendo il proprio mondo relazionale per conservare le stesse tensioni drammatiche, per perpetuare (con molte persone diverse come veicoli) gli stessi desideri, sospensioni, vendette, sorprese e lotte

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Come Penelope nellapparente insensatezza del suo lavoro quotidiano, noi sentiamo che le nostre vite hanno una direzione, e sono lineari; cerchiamo di arrivare da qualche parte, di fare delle cose, di definire noi stessi in qualche modo. Eppure, come Penelope con il suo sabotaggio notturno, inconsciamente controbilanciamo i nostri sforzi, complichiamo gli obiettivi che vogliamo raggiungere, cerchiamo e costruiamo gli stessi limiti e ostacoli contro i quali lottiamo. A differenza di Penelope, che cosciente di tessere e disfare, lanalizzando consapevole soltanto delle sue lotte per sfuggire a ci che avverte come la STRUTTURA DATA dellesperienza.

Lincastro e la matrice relazionale


La fissit, secondo Freud, insita nei fondamenti PULSIONALI della vita emotiva. Molti teorici del modello relazionale => spostano la responsabilit sullambiente. Il bambino buono, non cattivo, e se riceve le cure adeguate sar emotivamente elastico e libero da ATTACCAMENTI INGOMBRANTI. Tutti i bambini vengono deformati (o, pi precisamente, FORMATI) dalle loro relazioni significative precoci, e questo non il risultato n di una bestialit intrinseca n di cure genitoriali inadeguate, ma delle inevitabili condizioni emotive dellinizio della vita. Il TROVARSI INCASTRATO tipico dellesperienza umana: io divento la persona che sono nellinterazione con altre persone specifiche. Il modo in cui sento che necessario essere con loro rappresenta la persona che penso di essere. I fili che compongono la complessit della personalit derivano dagli inevitabili CONFLITTI PRECOCI incentrati su e tra i vari punti di connessione e identificazione con ALTRI SIGNIFICATIVI. I sintomi nevrotici non sono prodotti del conflitto tra desideri e difese, ma fili sciolti, configurazioni relazionali conflittuali, incapaci di essere tessute in sintonia con i temi dominanti nella composizione della personalit, e che trovano forme di espressione contorte, sostitutive, mascherate. Se ogni persona una creazione AUTOPROGETTATA in modo specifico, fatta per inserirsi in un particolare contesto interpersonale => non ci sono norme generali a fronte delle quali misurare le deviazioni.

Un confronto tra le varie concezioni dellazione terapeutica


La guarigione psicoanalitica => viene attribuita da alcuni allinsight, da altri a una relazione che dia NUTRIMENTO, da altri ancora a un incontro scontro. Secondo alcuni nel trattamento lanalizzando cerca la realizzazione di desideri infantili, secondo altri cerca di rimediare a deficit strutturali, secondo altri ancora desidera e insieme teme il legame nel rapporto attuale con lanalista. Il pensiero psicoanalitico stato dominato da 3 concezioni fondamentali dellazione terapeutica della psicoanalisi, che hanno premesse, storie, metafore centrali e implicazioni cliniche molto diverse: 1. Il modello del CONFLITTO PULSIONALE 2 influenze principali: la sua preistoria nellIPNOTISMO, e le premesse della teoria pulsionale a proposito della motivazione, dello sviluppo e della psicopatologia, che ne rappresentano la struttura esplicativa di base.

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Dallipnotismo => venne laccentoposto sul recupero dei ricordi. Dalla teoria pulsionale => una serie di premesse a proposito del contenuto di ci che deve essere ricordato. Lanalizzando viene incoraggiato ad abbassare le difese, a permettere ai derivati dei suoi impulsi di desiderio di comparire non censurati nelle sue associazioni libere. La funzione dellanalista => di estrarre i desideri e le paure infantili dai derivati mascherati in modo complesso in cui sono rinchiusi. Lo strumento terapeutico primario l interpretazione, in cui viene reso chiaro il conflitto tra IMPULSI INFANTILI RIMOSSI e DIFESE contro quegli impulsi. Il TRANSFERT => lesperienza compiuta di nuovo di desideri e paure infantili originarie nella relazione con lanalista. La relazione tra analista e analizzando viene perci considerata una dimensione FONDAMENTALE dallanalisi, che stimola desideri a lungo sepolti. Lobiettivit e il distacco che il modello del conflitto pulsionale della tecnica psicoanalitica attribuisce allatteggiamento dellanalista sono richiesti dalle premesse della teoria pulsionale. Latteggiamento psicoanalitico adeguato richiede reazioni interpretative, non affettive. In ultima analisi il desiderio e la paura della sottomissione allanalista devono essere frustrati e VISSUTI come intensamente frustranti; per permettere la messa a nudo dei desideri infantili e la loro rinuncia finale.

2. Il modello dellARRESTO EVOLUTIVO


E un modello relazionale che pone laccento maggiore sulla relazione pi primitiva del bambino con la madre => lazione terapeutica opera per guarire la paralisi e le distorsioni prodotte dalle interferenze in quella prima relazione. WINNICOTT => la psicopatologia rappresenta una fissazione evolutiva. Anche lo sviluppo del S, non soltanto quello degli impulsi, si dispiega secondo un corso prefissato di bisogni emotivi. I bisogni precoci insoddisfatti si conservano in un guscio protetto da difese; la crescita possibile soltanto quando e se le funzioni materne mancanti vengono ottenute in qualche modo. Il tema centrale del modello dellarresto evolutivo la RINASCITA e la RIANIMAZIONE del s bambino. Winnicott descrive il processo psicoanalitico come la riaccensione dellonnipotenza soggettiva del vero S. Winnicott => vede il processo psicoanalitico come qualcosa che procura le funzioni genitoriali mancanti, sia nella situazione psicoanalitica che nella persona dellanalista, il che rende possibile che la maturazione del S bloccata riprenda di nuovo. Lingiunzione fondamentale che Winnicott rivolge allanalista : non intromettersi. Ci che importante per Winnicott non tanto il CONTENUTO dellinterpretazione e la sua capacit di generare insight, quanto il modo in cui linterpretazione permette al paziente di vivere la relazione con lanalista nei termini della relazione madre bambino. Il processo psicoanalitico come lo vede Winnicott unAUTOCURA nella quale un

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ambiente correttivo rende possibile agli adattamenti falsi, difensivi e compensatori di dissolversi permettendo cos allo sviluppo bloccato del vero S di ricominciare. Se il modello classico => descrive lanalizzando come una creatura animalesca che deve giungere a una rinuncia, il modello dellarresto evolutivo => vede il S autentico dellanalizzando come qualcosa di informe, che attende le necessarie condizioni per continuare a crescere.

3. Un modello del CONFLITTO RELAZIONALE


Gli autori che si rifanno a questo modello partono da una premessa simile a quella dei teorici dellarresto evolutivo, che cio la ricerca e la conservazione delle relazioni rappresenta la SPINTA MATURATIVA FONDAMENTALE nellesperienza umana. Ma nellottica del conflitto relazionale => i disturbi nelle relazioni precoci con chi si prende cura del bambino sono intesi come qualcosa che DEFORMA gravemente le relazioni successive, non perch congelano i bisogni infantili ma perch mettono in moto un processo complesso attraverso il quale il bambino costruisce un mondo interpersonale (un mondo di relazioni oggettuali) con ci che ha a disposizione. Questo modello colloca il meccanismo centrale del cambiamento psicoanalitico in una modificazione della struttura fondamentale del mondo relazionale dellanalizzando. Dal punto di vista dellorganizzazione del s => la situazione psicoanalitica permette allanalizzando di recuperare, rimettersi in collegamento con e vivere completamente aspetti di se stesso prima rinnegati, nascosti, ripudiati. Altri teorici del modello relazionale => descrivono lo stesso processo in termini di modificazioni delle relazioni oggettuali INTERNE. I legami oggettuali precoci vengono conservati come potenti presenze interne; le relazioni oggettuali presenti vengono vissute proiettivamente nei termini di tali relazioni oggettuali interne e successivamente strutturate attraverso una REINTEGRAZIONE delle nuove esperienze in configurazioni antiche e immutabili. Il cambiamento psicoanalitico implica una modificazione di queste strutture e relazioni interne. Altri teorici del modello relazionale, soprattutto quelli della scuola interpersonale => si sono occupati di come il processo psicoanalitico facilita i CAMBIAMENTI negli schemi di interazione del paziente. Nel dispiegare e chiarire questi schemi => il processo psicoanalitico incoraggia lanalizzando a tentare qualcosa di diverso, a porsi in una diversa situazione interpersonale in cui siano possibili pi ricchi esperienze di s e degli altri. Dal punto di vista dellorganizzazione del s => la psicopatologia viene ripetuta perch procura il collante organizzativo che tiene insieme il S. Dal punto di vista dei legami oggettuali => la psicopatologia viene ripetuta perch funziona per conservare le connessioni precoci con altri significativi. Dal punto di vista delle transazioni => la psicopatologia si ripete perch funziona in modo interpersonale; serve a minimizzare langoscia. La posizione classica colloca lanalista al di fuori della matrice relazionale dellanalizzando.

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Anche lapproccio dellarresto evolutivo colloca lanalista al di fuori della matrice relazionale dellanalizzando. Nella terza prospettiva lanalista scopre invece di trovarsi allinterno delle strutture e delle limitazioni delle configurazioni ripetitive della matrice relazionale dellanalizzando. Nel descrivere la presenza dellanalista, sono centrali 2 dimensioni: ci che lanalista tenta di fare e ci che fa effettivamente in questo tentativo, entrando inevitabilmente in varie configurazioni del mondo relazionale dellanalizzando. Lanalista non deve semplicemente CAPIRE lanalizzando, deve anche trovare una voce per comunicare quella comprensione; per farsi sentire dallanalizzando ha bisogno in qualche modo di trovare una via duscita dagli schemi convenzionali di percezione e di ascolto dellanalizzando Questo processo coinvolge larte dellinterpretazione e la lotta contro il controtransfert, 2 processi COMPLESSI e strettamente intrecciati.

Interpretazione, transfert e controtransfert


Nel modello classico => linterpretazione ha il suo effetto nelleconomia psichica interna dellanalizzando; linfo comunicata dallinterpretazione rivela un contenuto nascosto, solleva le barriere della rimozione e perci sposta lequilibrio interno delle forze psichiche. Nel modello dellarresto evolutivo => linterpretazione ha effetto nellesperienza che produce nel paziente, il quale sente che qualcuno prova un profondo interesse per lui e lo capisce; non il contenuto, linfo comunicata, ma il TONO AFFETTIVO e il suo IMPATTO EMOTIVO, a stimolare il processo evolutivo bloccato. Nel modello del conflitto relazionale => sia il contenuto informativo che la tonalit affettiva sono considerati CENTRALI, ma i loro effetti vengono intesi in modo un po diverso: nei termini del ruolo che essi svolgono nel posizionare lANALISTA in rapporto allanalizzando. Lanalizzando deve necessariamente entrare nel transfert prima di poterne uscire. Analogamente, lanalista deve in primo luogo AVERE ESPERIENZA del controtransfert, o piuttosto scoprircisi dentro, prima di trovare una via duscita. Non si pu resistere o dominare qualcosa dalla quale prima non si stati trasformati. Dal punto di vista tradizionale del conflitto pulsionale => non c nessun incontro con lanalista, tranne che come schermo nel quale il paziente incontra se stesso. Dal punto di vista del terzo modello => non c nessun esame dei processi intrapsichici se essi non vengono trasformati e in un certo senso creati in modo unico nellincontro con lanalista. Il punto di vista dellarresto evolutivo => tende a mettere laccento sullimportanza dellesperienza interpersonale PASSATA, ma non sulle particolarit dellinterazione PRESENTE con lanalista. Nel modello classico => il paziente percepisce, integra, reagisce in modo DISTORTO. Lanalista fornisce una prospettiva obiettiva; delle percezioni del paziente non gli rimane addosso nulla. Questo un modello della situazione psicoanalitica composto da un soggetto e da un osservatore, entrambi intenti a studiare la mente del paziente, e con la loro relazione psicoanalitica strutturata in modo GERARCHICO.

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Nel modello dellarresto evolutivo => lanalizzando, come il cliente, ha sempre ragione. Questo un modello della situazione psicoanalitica composta da un soggetto e da un facilitatore, con questultimo che permette alla mente del paziente di riprendere la crescita interrotta; la relazione psicoanalitica strutturata in modo benevolmente PROTETTIVO. Nel modello del conflitto relazionale => c una continua oscillazione tra configurazioni relazionali vecchie e nuove, tra larticolazione delle passioni e delle strutture organizzazionali della fenomenologia dellanalizzando e lintroduzione della prospettiva dellanalista.

Ritorno alla terraferma


Le antiche configurazioni relazionali non scompaiono ma continuano a esistere come possibilit sempre aperta. I residui psicoanalitici dellorganizzazione limitata del S, i vecchi legami oggettuali e i rigidi modelli di interazione esistono tutti come possibilit perpetue. Vivere in modo costruttivo e creativo richiede una SCELTA CONTINUA.

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