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3. Il progresso tecnologico.

Inizialmente si attribuiva una grande importanza alle invenzioni nel progresso industriale, ma studiando il tempo intercorso tra
l'invenzione e l'utilizzo industriale, si è giunti alla conclusione che è il progresso industriale che porta allo sviluppo di nuove
invenzioni, e non viceversa.
Da qui la distinzione:
• Invenzione: come scoperta di un “qualcosa”.
• Innovazione: come utilizzo di questo “qualcosa” a proprio vantaggio.
Quindi si capisce che non è l'invenzione in quanto tale a provocare il cambiamento, bensì il suo utilizzo DIFFUSO E COSTANTE che
porta ad una trasformazione tecnica.
Nel campo scientifico la Rivoluzione industriale (al contrario del periodo precedente) porta ad un continuo flusso di innovazioni, che
porta conseguentemente ad una nuova concezione della realtà, per la quale:
• Il progresso è un evento di necessario.
• Il mondo è in continua trasformazione.
I settori che furono maggiormente caratterizzati dalle innovazioni furono quello degli utensili, della generazione di forza motrice e quello
di estrazione e lavorazione di materie prime.
Per quanto riguarda le macchine utensili per il settore tessile, il rapporto tra invenzione e produzione è particolarmente visibile. John Kay
infatti nel 1733 inventò la navetta volante per il telaio, migliorandone le prestazioni. La diffusione della navetta stimolò lo sviluppo di
nuove innovazioni per migliorare ancor di più le prestazioni del telaio stesso. Un susseguirsi così di invenzioni portò in pochi decenni
alla completa automatizzazione della filatura.
La tessitura di trovò così di fronte al problema di “smaltire” una quantità eccessiva di filati, rispetto al suo ritmo di produzione. Questo
problema fu superato nel 1787 con l'invenzione del Telaio meccanico da parte di Edward Cartwright.
Una delle più importanti innovazioni fu quella di utilizzare il VAPORE come forza motrice. Fino agli inizi dell'800 si era sfruttata
l'energia idrica, ricavata dai mulini nei fiumi, per mettere in moto le macchine. Questo portava ad un problema per cui non era possibile
costruire industrie, se non in prossimità di un corso d'acqua.
Il problema fu superato con l'invenzione delle macchine a vapore nel 1769, con brevetto di James Watt. Il carburante necessario per
mettere in moto questi marchingegni era il CARBONE, che divenne molto ricercato.
In questo periodo le invenzioni, è da specificare, non sono frutto dello studio di importanti scienziati, ma sono SOLUZIONI
PRATICHE A PROBLEMI QUOTIDIANI, infatti la grandissima parte degli inventori al tempo, nella loro vita, non sono mai stato
scienziati.
4. L'industria del cotone.
L'industria del cotone fu quella in cui, per prima, si sviluppò il metodo produttivo tipico della fabbrica. Prima della rivoluzione
industriale, l'Inghilterra era una grande esportatrice di lana, assolutamente non del cotone, che era di bassa qualità. Ciò che portò
all'estremo potenziamento della produzione cotoniera fu:
• La maggiore disponibilità di materia prima in seguito all'espansione commerciale inglese.
• La mancanza di una tradizione cotoniera: paradossalmente questo, infatti, portò all'assenza di pregiudizi nei confronti delle
nuove tecnologie, e dunque un più rapido assorbimento di esse.
• L'utilizzo di tecnologie estremamente innovative, ma a BASSO COSTO: non necessitava infatti di grandi investimenti
iniziali in macchinari, ma prometteva un rapido guadagno. Questo portò tanti piccoli imprenditori ad investire in questo settore.
• La facilità nell'utilizzo delle nuove macchine: questo portò infatti alla possibilità di ASSUMERE MANODOPERA A
BASSO COSTO (donne e bambini), e non più operai specializzati.
• L'aumento sempre maggiore di produzione: questo portò dunque ad una diminuzione del prezzo degli oggetti in cotone, con
conseguente aumento di domanda da parte dei ceti più modesti. E ad un aumento di richiesta dai ceti più elevati, a causa del
miglioramento della qualità di questi oggetti (sempre a causa della grande produzione).
5. L'industria del ferro.
L'industria siderurgica inglese migliorò di pari passo con l'accelerazione della rivoluzione industriale. Questo fu causato dallo stretto
rapporto tra l'industria del ferro e le altre di differente settore.
Infatti i nuovi macchinari erano costruiti pressoché completamente in ferro. L'industria riuscì a sopperire a questa domanda con un
conseguente miglioramento delle sue tecniche di produzione.
Inizialmente quest'industria era incappata in una prolungata crisi. Quando infatti si era passati dall'utilizzo dal carbon legnoso, a quello
del carbone coke (per via della necessità dell'utilizzo della legna per costruire case, a causa della crescita demografica), quest'ultimo non
era in grado di far salire i forni ad una temperatura tale da purificare il ferro, che quindi veniva importato dalla Svezia, che
disponeva di un minerale più puro.
La macchina a vapore sopperì a questo problema, permettendo di purificare il ferro, e produrre quindi ghisa di ottima qualità, anche a
partire dal minerale ferroso inglese (che era particolarmente impuro).
Aumentò enormemente la produzione del ferro, che venne dunque utilizzato anche per l'edilizia.
Il ferro finì per assumere un valore simbolico, come materiale tipico della Civiltà della macchina.