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La letteratura tedesca tra fascismo e antifascismo

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[Per il 25 aprile. L'ultimo degli articoli pubblicati da Lukcs sulla rivista Internationale Literatur
tra il 1944-45 e in seguito raccolti nella Breve storia della letteratura tedesca dal Settecento ad oggi
(traduzione dal tedesco di Cesare Cases, Giulio Einaudi Editore, Torino 1956, pp. 214-230). C.M.]
Gyrgy Lukcs
Il fascismo hitleriano si abbattuto sulla cultura tedesca come una tempesta annientatrice. Che cosa ne
sia stato distrutto, fino a che punto lo sviluppo culturale della Germania sia stato ricacciato indietro da
Hitler, si potr valutare in modo completo solo quando ricomincer, dopo linevitabile crollo del
regime nazista, la ricostruzione spirituale, morale e culturale della Germania. Aleksandr Herzen ha
detto giustamente, a proposito delle conseguenze della repressione della rivolta dei decabristi del 1825,
che togliendo dalla circolazione i decabristi il livello spirituale della Russia zarista era destinato a
scendere in misura notevole. Ora Hitler ha tolto dalla circolazione, con unenergia e una
sistematicit che non hanno precedenti nella storia, le forze progressiste della Germania intellettuale.
Laspetto relativamente pi innocuo di questopera di distruzione della cultura tedesca quello che la
maggioranza delle sue guide spirituali, a cominciare da Thomas Mann e Albert Einstein, abbiamo
dovuto espatriare. Allestero essi hanno potuto subire unulteriore evoluzione e quindi elevare a un pi
alto livello le tradizioni progressive della Germania prefascista. Tuttavia sono stati tolti dalla

circolazione nei confronti di coloro che vivevano in Germania, e ci non poco.


I combattenti per una Germania migliore rimasti nel paese furono fatti ammutolire in modo ben pi
radicale. Essi scomparvero subito fin dal principio nei campi di concentramento o nei sotterranei della
Gestapo, in cui molti di loro furono bestialmente assassinati. Una gran parte dei pi coraggiosi
oppositori clandestini delloscurantismo hitleriano fin sul patibolo o sulla forca. N oggi si pu ancora
sapere quanti siano periti nei campi di annientamento, a Maidanek o ad Auschwitz.
Ma anche gli scrittori rimasti a piede libero hanno perso la libert dellespressione letteraria. Sarebbe
erroneo mettere il soffocamento della parola nella Germania hitleriana sullo stesso piano di quello di
altri regimi dispotici e reazionari del passato. Questi presentavano sempre lacune e fessure che
lopposizione liberale poteva sfruttare e ha effettivamente sfruttato: si pensi al successo delle lotte di
Heine contro la censura della Santa Alleanza. Mentre il livellamento hitleriano finora la pi
perfetta forma di repressione di ogni manifestazione di opinioni. Esso funzionava impeccabilmente
quasi come le camere a gas di Maidanek. Il regime hitleriano sottopose al suo controllo ogni parola
letteraria scritta o parlata. Fece schioccare la frusta della distruzione totale della loro esistenza
materiale su tutti coloro che non si sottomettevano docilmente agli ordini della propaganda di
Goebbels. Rese impossibile lespressione pubblica di qualunque critica e cerc di soffocare in germe
ogni tentativo anche solo di fare della fronda contra il regime hitleriano in allusioni celate, allegorie
ecc.
Secondo la vecchia ricetta bismarckiana, il bastone del livellamento fu integrato dallo zuccherino
della corruzione. Tra gli scrittori tedeschi pi noti il fascismo trov solo un numero estremamente
esiguo di seguaci. I suoi manutengoli gente mediocre, spesso al di sotto della mediocrit i Blunck,
Johst ecc., furono messi a capo dellattivit letteraria ed esaltati, con un colossale sforzo
propagandistico, come alfieri della sedicente nuova ascesa della letteratura tedesca.
Pi pericoloso fu, per la letteratura, il fatto che alcuni scrittori non privi di doti, ma deboli di carattere,
soggiacquero ai sistematici tentativi di corruzione dellhitlerismo. il caso di Hans Carossa e altri.
Nonostante questi successi, bisogna constatare che lapparato di livellamento ha funzionato solo
approssimativamente cos bene come le istituzioni hitleriane per ammazzare direttamente il prossimo.
Il livellamento non ha dato i frutti che se ne ripromettevano Hitler e Goebbels. Poich si pu
terrorizzare e corrompere una letteratura fino a farla ammutolire e imputridire interiormente, ma non
si pu far scaturire dal suolo con ordini dittatoriali nemmeno unefficace letteratura di propaganda.
Tant vero che la critica fascista ufficiale deplor sempre il fatto che gli scrittori evitavano i compiti
pi importanti dellora presente, rifugiandosi in temi che non avevano niente a che vedere con tali
questioni: in altre parole, che la letteratura non ubbidiva agli ordini della propaganda di Goebbels con
la prontezza auspicata dai governanti fascisti.
Questa evasione era il mezzo pi ovvio che si offriva agli scrittori onesti onde preservare la propria

dignit umana, la propria integrit e le proprie capacit letterarie. Levasione nella storia fu
naturalmente prediletta in particolar modo. Certo lhitlerismo ha falsificato anche la storia dal punto di
vista razziale, bugiardamente interpretando e reinventando la storia tedesca in modo da trovare
dappertutto dei precursori della rivoluzione nazionalsocialista, della nuova aggressivit
imperialistica. E non manc di trovare dei manutengoli (per esempio Blunck) che attuarono questa
linea ufficiale nel campo del romanzo storico. Invece, per i veri scrittori, la storia era una macchia in
cui potevano trovar riparo dai bracchi del livellamento. Perci la propaganda di Goebbels criticava
aspramente questa evasione nella storia.
Cos il romanzo di Hans Leip La conchiglia [Das Muschelhorn] mostra, a un notevole livello letterario,
gli aspetti positivi e negativi di tale evasione nella storia. la storia di una famiglia della Germania del
nord nellepoca precedente alla Riforma e nel corso della medesima. Leip si rivela alquanto immune
dalle falsificazioni fasciste della storia. Intuisce perfino i rapporti della grande arte e delle elevate
ideologie del tempo con le correnti democratiche che esplosero nella guerra dei contadini. Ma in lui gli
elementi veramente storici sono quasi del tutto relegati in secondo piano di fronte alla descrizione
dellambiente e allesposizione, spesso davvero felice, di vicende puramente individuali. Cos il suo
libro, nonostante tutta le genuinit dellatmosfera del tempo, ha insieme alcunch di atemporale in
senso tipicamente neotedesco. Nello spirito naturalistico che qui si manifesta sta la debolezza centrale
della sua opera. Vicende che potrebbero diventare oggettivamente comprensibili solo a partire dalla
situazione storica si perdono in una specie di chiaroscuro, perch le correnti del tempo esistono per
lautore solo nella misura in cui i suoi personaggi sono in grado di appropriarsene. Cos poteva nascere
solo un romanzo degno di essere letto, ma non un grande romanzo storico.
Questa debolezza da noi dappertutto incontrata a partire dal Naturalismo assume sotto il fascismo un
aspetto interessante e sintomatico. Continua a restare debolezza, ma proprio essa che d ai veri
scrittori, che non vogliono capitolare davanti allideologia hitleriana ma non abbastanza forti per
opporle una resistenza autentica, la possibilit di preservare, con un mimetismo protettore, la loro
dignit di scrittori, senza prostituirsi al fascismo da una parte e senza esporsi a persecuzioni dallaltra.
Il fatto che una debolezza ideologico-artistica abbia potuto diventare uno schermo mimetico di
protezione per la letteratura rivela bens la volont di resistere in una parte degli scrittori, ma rivela
insieme il carattere passivo, inerme, di tale resistenza. Nonostante il giudizio critico che si deve
formulare su questo modo di pensare e di scrivere, da sperare che sia grande il numero di quegli
scrittori tedeschi che si sono in tal modo preservati per un migliore avvenire.
Quanto profondamente radicata nella letteratura tedesca sia questa debolezza dello spirito
naturalistico, appare dallesempio di Ernst Wiechert. Nella questione del cristianesimo
confessionale[1] Wiechert si comportato virilmente e coraggiosamente, andando perfino a finire per
qualche tempo in campo di concentramento. Anche nelle sue opere egli nasconde assai meno della
maggior parte degli scrittori che si trovano nelle sue condizioni il fatto che egli non va daccordo con
lideologia fascista. Nel romanzo La signora [Die Majorin] Wiechert polemizza con buone risorse

letterarie contro la leggenda fascista per cui lesperienza del fronte della prima guerra mondiale
sarebbe stata la base di un rinnovamento morale. Egli mostra invece in modo felice e convincente come
questa esperienza del fronte provochi una disgregazione morale. Ma per riuscire che siano alcune
parti morali e psicologiche del suo libro, pure condotto in stile atemporale secondo il moderno
costume tedesco, tuttavia egli non in grado di svolgere nessuna polemica efficace, ancorch riposta,
neppure sul terreno morale. La risonanza poetico-sociale del suo rassegnato pietismo troppo debole,
e la sua flebile voce si perde nelluragano della barbarie.
Ancora pi disgraziate sono le vicende letterarie di Hans Fallada. Nellepoca prehitleriana egli era,
specie grazie al suo romanzo, E adesso, poveruomo? [Kleiner Mann was nun?], una delle pi grandi
speranze della letteratura tedesca. Sarebbe pi che ingiusto voler rimproverare a Fallada di aver
capitolato davanti allhitlerismo o di aver rinunciato al suo onore di scrittore. Ma la sua produzione
nellepoca hitleriana, quantitativamente assai abbondante, non ha corrisposto a nulla di quanto ci si
aspettava perch anche l dove egli ha evidentemente riunito tutte le sue forze, per esempio in Lupo
tra i lupi [Wolf unter Wlfen], rivela una tendenza che prima gli era estranea a scantonare di fronte
alle ultime conseguenze, e talvolta perfino linclinazione a rimpicciolire problemi seri, ci che avviene
nel modo pi chiaro in Poveruomo, granduomo, tutto alla rovescia [Kleiner Mann, grosser Mann
alles verkehrt]. Ci non risale esclusivamente alla pressione politica, ai riguardi per la censura ecc.
Lupo tra i lupi si svolge allepoca dellinflazione, e i gerarchi fascisti non avrebbero avuto nulla da
obiettare contro una critica del periodo weimariano, per aspra che fose. Sembra piuttosto che sotto il
peso oppressivo dellatmosfera fascista Fallada abbia perduto quella sicura sensibilit che la sua critica
sociale possedeva allinizio, pur senza chiare e salde concezioni. Ci confermato dalla temporanea
apparizione di unevasione nello stravagante come in Vecchio cuore va alla ventura [Altes Herz geht
auf die Reise] evasione che, come abbiamo potuto vedere in uno scrittore tanto pi notevole e
moralmente pi forte qual Raabe, sempre stata, in Germania, un sintomo della passivit ideologica
contro lo strapotere di tendenze perniciose e avversate nellintimo.
Quando dopo il Terrore si domand allabate Sieys che cosa avesse fatto durante quel periodo, si dice
che egli abbia risposto: Jai vcu. questo il migliore risultato della loro attivit di cui possano
vantarsi gli scrittori pi capaci e pi onesti della Germania hitleriana. E non poco. Poich gli scrittori
che hanno preservato la loro integrit spirituale, morale e letteraria possono ancora esercitare una
grande e utile funzione nella rinascita di una nuova Germania. Ma poco, molto poco, se ci chiediamo
che cosa abbia compiuto la letteratura tedesca per combattere contro lavvelenamento reazionario,
contro lavventura che ha portato alla rovina il popolo tedesco.
Il cammino del rinnovamento dovrebbe quindi essere anzitutto cercato nellopera di quegli scrittori che
per protestare contro la dittatura hitleriana andarono allestero e di qui condussero la lotta contro la
barbarie fascista. Vi qui la possibilit di uscire dalla crisi, e dal pi profondo avvilimento del popolo
tedesco, per giungere a un rivolgimento spirituale attraverso lanalisi letteraria dellessenza di questa
crisi, della sua storia, delle sue cause, delle sue radici nello stesso carattere del popolo tedesco, cos

come si storicamente formato. Le osservazioni finora fatte mostrano che esigendo dagli scrittori di
compiere una trasformazione sostanziale della loro concezione del mondo e di staccarsi non solo
dallideologia nazista in quanto tale, ma anche da ogni concezione reazionaria, non pensiamo affatto a
unennesima rivoluzione letteraria.
La prima reazione della letteratura antifascista allavvento di Hitler al potere consistita naturalmente
nello smascherare, di fronte a tutto il mondo civile, le atrocit commesse dal fascismo trionfante. Sorge
la cosiddetta letteratura dei campi di concentramento. Essa riferisce fedelmente ci che avviene
nellinferno fascista e mette in luce la ferocia totale con cui fu realmente attuato il pacifico avvento al
potere di Hitler; ed ha giustamente avuto un grande influsso sullopinione pubblica del mondo
progressivo. Ma questa letteratura sostanzialmente pubblicistica: si tratta di resoconti, ben composti
e bene ordinati, su fatti reali. N la bestialit dei boia, n leroismo passivo delle loro vittime vengono
illuminati letterariamente e spiegati in base alle radici sociali e umane del carattere del popolo tedesco
che qui si rivela nel bene e nel male.
Molto pi debole, anche molto pi lontana dalla verit dei fatti, per non parlare della pi profonda
verit della nuova situazione storica della Germania, la maggioranza delle opere che attaccano
frontalmente il fascismo e si accingono a smascherare il dominio fascista come fenomeno
generalmente tedesco. Certo si presentano qui difficolt oggettive veramente eccezionali. Gli scrittori
vivono da anni fuori della Germania, e ci che sanno degli avvenimenti tedeschi poca cosa ed stato
appreso per vie indirette. Si aggiunga il grande ostacolo che in molti la chiara percezione della realt
fascista spesso oscurata da unimmagine ideale secondo la quale essi sperano che vadano le cose in
patria. Pernicioso soprattutto il preconcetto per cui il fascismo comprenderebbe soltanto una piccola
cricca e impererebbe su di un popolo che in grande maggioranza avverso ai tiranni, segue con calda
simpatia coloro che combattono contro la dittatura hitleriana e aspetta con nostalgia il giorno in cui
potr scuotere il giogo fascista. Questo preconcetto che non affatto limitato alla letteratura stato
confutato in modo schiacciante dalle esperienze di questa guerra. Leffetto dannoso per larte di questi
pii desideri viene ulteriormente aggravato da una concezione interamente falsa e astratta
dellottimismo storico. Ogni letteratura militante deve credere incrollabilmente, se vuole ottenere una
certa efficacia, alla vittoria finale della propria causa. In questo senso ogni vera letteratura di battaglia
necessariamente ottimista. Ma se la fede incrollabile nellinevitabilit della vittoria finale porta a
mostrare in ogni singola tappa la fatale vittoria del bene sopra il male, del progresso sulla reazione, ci
conduce a una completa deformazione dei rapporti di forza interni ed esterni, a una falsificazione della
realt e quindi allannullamento delleffetto di esortazione alla lotta. Gli scrittori rivoluzionari dei tempi
passati sapevano mantenere esattamente lequilibrio poetico tra linevitabilit della vittoria finale e le
necessarie sconfitte (individuali) nei singoli combattimenti. Il dramma pi battagliero
dellantifeudalismo e dellantiassolutismo in Germania, Amore e raggiro, termina con la sconfitta e la
morte di entrambi gli eroi. E il grande critico democratico russo Dobroljubov chiama il disperato
suicidio delleroina del dramma di Ostrovskij Luragano un raggio di luce nel regno delle tenebre.

Non perci un caso che le vittime del fascismo vengano rappresentate molto pi efficacemente dei
combattenti attivi, specialmente quando si tratti di bambini o di adolescenti, necessariamente incapaci
di lottare contro il fascismo (per esempio Bernhard Oppenheim in Feuchtwanger). Stanno in qualche
rapporto con questo gruppo di opere talune scene e schizzi di Miseria e terrore del Terzo Reich [Furcht
und Elend des Dritten Reiches] di Bertolt Brecht, che descrivono in modo suggestivo la
decomposizione morale operate dal fascismo nella vita quotidiana dei tedeschi.
Sulla configurazione letteraria della societ tedesca sotto il fascismo, dellavvento e della tirannia dei
nazisti, si ripercuote sfavorevolmente la circostanza che gli scrittori valutano inesattamente la
proporzione delle forze in Germania, il grado in cui il popolo stato avvelenato dallhitlerismo, e non
capiscono come questo fenomeno generale, da essi male inteso, abbia potuto prodursi nel popolo
tedesco. Gi prima dellavvento al potere Feuchtwanger smaschera felicemente in Successo [Erfolg] la
vacuit e listrionismo di Hitler e della sua propaganda e la criminosit dei suoi atti. Ma anche qui,
dove si narrano soltanto gli inizi, il periodo che va fino al putsch monacense del 1923, il fascino di
Hitler, sia pure su una piccola parte della popolazione di Monaco, rimane incomprensibile. Ci si sente
ancor pi nel romanzo storico-satirico Il falso Nerone [Der falsche Nero]. Feuchtwanger fornisce qui
unottima descrizione satirica di Hitler e del suo ambiente, espone esattamente i suoi rapporti di
dipendenza dai magnati della finanza che tirano i fili, ma il movimento di massa scatenato dalla figura
di Hitler il falso Nerone non reso comprensibile nelle cause che lhanno determinato.
Perfino La settima croce [Das siebte Kreuz] di Anna Seghers, di gran lunga il miglior romanzo sulla
Germania fascista, soffre di queste deficienze. Quanto a plasticit delle singole situazioni, quanto a
verit dei personaggi di entrambi i campi, Anna Seghers ha qui ottenuto risultati eccezionali. Eppure
anchessa non va spesso al di l della descrizione di situazioni sensibili o psicologiche, in cui peraltro si
rivela la sua non comune energia plasmatrice. Le cause profonde della lotta, il suo significato storicosociale cos come si sviluppa a partire da esperienze, circostanze e conflitti individuali, restano anche
qui celati da un velo: velo che ha purtuttavia un alto valore estetico.
Un giusto istinto letterario determina, gi prima dellavvento di Hitler al potere, unondata di romanzi
storici. Istinto giusto, perch la storia della Germania, del popolo tedesco, dello sviluppo delluomo
tedesco in condizioni di vita che egli stesso ha create ma che gli sono poi divenute fatali, e la sua lotta
contro di esse, indubbiamente una materia che, trattata in modo adeguato, avrebbe dovuto condurre
a rivelare la cause dellavvelenamento fascista del popolo tedesco. Ma qui si manifesta ancor pi
nettamente il limite costituito dallastrattezza della letteratura tedesca. La maggior parte di quei
romanzi storici in stretto collegamento con importanti problemi ideologici appartenenti al complesso
fascista. Quando la lotta tra ragione e antiragione, luce e oscurantismo, appare incarnata in varie figure
storiche, la Germania attuale che si vuole giustamente toccare nella sua storia, con la mediazione
della storia. Ma solo astrattamente. Questa astrattezza si manifesta gi nella tematica essenziale della
narrativa storica. Sono pochissimi i romanzi storici antifascisti che cercano il loro contenuto nella
storia tedesca, e ci in unepoca in cui la fabbrica della propaganda goebbelsiana fa falsificare tutta la

storia tedesca ai fini del fascismo da una legione di storici e di scrittori. vero che la storia tedesca
povera di eventi rivoluzionari o anche soltanto decisamente progressivi. Ma i Cervantes e i Flavio
Giuseppe, i Colombo e i Serveto configurati dagli scrittori antifascisti stanno in rapporti cos lontani e
indiretti col destino del popolo tedesco che anche la narrazione storica pi sagacemente meditata ed
efficacemente eseguita deve lasciarsi sfuggire la verit concreta dellepoca presente.
L Enrico quarto di Heinrich Mann non ha nulla in comune con questi argomenti scelti a caso. una
figura viva ed efficace che serve da contraltare alla miseria tedesca nella sua concretezza storica, e
perci al suo diabolico coronamento nella tirannia fascista. La contrapposizione della libera Francia
alla serva Germania una vecchia e buona tradizione della letteratura rivoluzionaria tedesca del
periodo anteriore al 1848. Essa trova le sue ragioni storiche concrete nella storia dei due popoli, perch
la Germania, come ha mostrato una volta Friedrich Engels, ha fallito per secoli interi di fronte agli
stessi compiti politici che la Francia seppe risolvere in senso progressivo. Vi dunque un fondamento
storico reale, risultante dalla concreta storia tedesca, che permette a Heinrich Mann di contrapporre ai
principi politici e morali del fascismo una luminosa controfigura positiva, la figura di un vero
condottiero dellemancipazione del popolo. (Nella letteratura tedesca dellanteguerra il Garibaldi di
Ricarda Huch occupa un posto analogo).
Cos Thomas Mann desume dalla storia tedesca una figura positiva, una figura di guida, nel suo
romanzo goethiano Carlotta a Weimar [Lotte in Weimar]. La figura di Goethe, mirabilmente viva,
umana, non idealizzata eppure sempre grande, ha per la chiarificazione dei problemi attuali
unimportanza che trascende di gran lunga il semplice campo della letteratura o anche della poesia. Gi
da decenni prima del fascismo comincia il lavoro di falsificazione della storia tedesca e la
trasformazione di Goethe in un alfiere dellasocialit e apoliticit filistea, pi tardi addirittura in un
alfiere della reazione. Thomas Mann si muove dunque su un terreno su cui si dibatte una lotta
ideologica tra progresso e reazione. Additando Goethe ripetiamo: senza stilizzazioni storiche o
psicologiche come una luminosa figura del processo di avanzata dellumanit, Thomas Mann pone le
basi di una rivendicazione delle originarie forze tedesche di libert e di progresso.
Fontane dice una volta che il vero romanzo storico deve situarsi entro lorizzonte delle esperienze della
pi vecchia generazione ancora viva. Senza discutere la validit generale a cui pretende questa
sentenza, dobbiamo constatare che, in certe descrizioni del periodo della prima guerra mondiale e della
sua preistoria psicologico-sociale, troviamo spesso ci che il romanzo storico vero e proprio non
riuscito a conseguire. Vi troviamo cio spiegato come luomo fascista sia emerso dalla situazione
tedesca, come mai i migliori esponenti della libert e del progresso abbiano assistito inermi ai suoi
successi. Questo secondo momento laspetto nuovo di questa tematica. Poich Il suddito di Heinrich
Mann e La morte a Venezia di Thomas Mann possono gi essere considerati come grandi antesignani
della prima tesi, avendo essi segnalato il pericolo costituito dal sostrato barbarico immanente alla
moderna civilt tedesca come suo necessario complemento.

Anche la concreta rivelazione dellimpotenza ideologica e morale dei migliori tedeschi di fronte alle
ipnosi autoritarie e tiranniche ha un precedente letterario in Thomas Mann gi prima dellavvento di
Hitler al potere. Quando nella novella Mario e il mago [Mario und der Zauberer] il signore di Roma
non vuole piegarsi alla suggestione e tuttavia soccombe ad essa dopo breve resistenza, Thomas Mann
indica finemente e acutamente dove si debbano ricercare le cause psicologiche e morali di questo
scacco. Il signore di Roma non vuole piegarsi, ma in grado di opporre alla volont positiva del
prestigiatore soltanto un no, e Thomas Mann mostra come la pura negazione, la pura difensiva, non
abbia una vera capacit di resistenza neanche nella difesa, e come alla potenza delle tenebre e del male
incarnatasi in azioni si debba opporre una forza buona, di contenuto positivo, qualora si voglia avere
una qualche speranza di successo.
Il motivo dellimpotenza ideologica tedesca viene riccamente sviluppato nei romanzi di Arnold Zweig
sulla prima guerra imperialistica. Il ciclo fu cominciato gi prima del fascismo, ma solo le amare
esperienze della tirannia hitleriana hanno dato alla visione della societ di Arnold Zweig la piena
profondit e maturit. Educazione davanti a Verdun [Erziehung vor Verdun] e Instaurazione di un re
[Einsetzung eines Knigs] fanno sfilare questi tedeschi ideologicamente inermi descrivendoli con
perspicacia e profondit critica incomparabilmente superiori a quelle dei primi romanzi. N Zweig si
limita a questa ricca esposizione di un problema centrale del destino tedesco. Egli delinea altres, con
profonda intelligenza psicologico-sociale, il tipo di quellintellettuale tedesco fervido e onesto, che,
nonostante tutta la sua intelligenza, onest e cultura, talmente apolitico che a partire dalle sue
premesse morali e psicologiche potrebbe diventare tanto fascista quanto antifascista. Inoltre egli
mostra come le condizioni create dal militarismo prussiano trasformino normali piccoli borghesi in
criminali sadici e ripugnanti.
La lirica patriottica di Johannes R. Becher d espressione per la prima volta nella letteratura tedesca
contemporanea accanto al romanzo goethiano di Thomas Mann allintima adesione dei migliori
tedeschi alle idee del progresso. Essa desume dalla storia tedesca, dalla miglior parte dellanima
tedesca, le forze atte a conseguire unintima vittoria sullavvelenamento fascista: lamore per la
Germania, il sentimento della patria e della felicit di tutti gli uomini che ne fanno parte. Lodio e il
disprezzo per il fascismo assumono qui dunque unespressione concreta e nazionale. Il romanzo di
Becher, Congedo [Abschied], narra la formazione di un giovane tedesco nellepoca precedente la prima
guerra imperialistica, ma vedendola gi dal punto di vista delle esperienze del periodo fascista. Ci che
nel Suddito descritto come prodotto finito dellepoca guglielmina, il sostrato barbarico del periodo
della sicurezza, qui al centro di unaspra lotta ideologica con le forze spirituali che gli si
oppongono. Becher mostra come i germi psicologici della barbarie fascista vengano coltivati dalla
societ nelluomo tedesco del periodo guglielmino, e come contro queste potenze delle tenebre debba
accendersi un intimo combattimento, che tuttavia pu concludersi con successo solo a patto di
investire tutta lideologia delluomo, dalla politica fino alla morale e allestetica.
In questo gruppo di opere che narrano la preistoria interiore dellhitlerismo rientrano anche quelle di

Oskar Maria Graf e di Adam Scharrer.


Le esperienze, le prove e le conoscenze determinate dalla guerra hitleriana di aggressione e dal suo
fallimento distruggono tutti i preconcetti e le illusioni che si nutrivano sulla Germania nel campo
dellantifascismo. La letteratura tedesca progressiva costretta a imparare molte cose nuove, ci che,
nelle condizioni della lotta immediata, si rivela in verit pi in forma pubblicistica che nella letteratura
vera e propria. Ancora oggi non si pu offrire un panorama delle ripercussioni che hanno avuto in
concreto sulla letteratura tedesca le esperienze della guerra hitleriana e del crollo ideologico e morale
del sistema hitleriano. Questa letteratura infatti, da un lato, ancora in formazione, e dallaltro ce ne
nota, nelle condizioni della guerra, solo una piccola parte. Tra le opere che abbiamo potuto conoscere
sia menzionata in modo particolare la poesia sulla Germania di Becher.
La liberazione della Germania si fa sempre pi vicina. La rinascita interiore del popolo tedesco diventa
per tutti i sinceri patrioti tedeschi un compito sempre pi urgente. In questopera di risveglio spirituale
la letteratura deve adempiere a un compito ingente: quello di ricondurre il popolo tedesco, dalla sua
pi profonda decadenza politica, morale e ideologica, a una vita umana e civile. Da questo abisso in cui
precipitato per sua stessa colpa il popolo tedesco pu sollevarsi solo mediante una grande missione in
cui potr essa stessa ritrovare, ove le riesca di ridestare il popolo in una nuova rinascita, lantica
grandezza. Esprimendo il senso della propria missione poetica, Becher ha espresso al contempo questa
generale missione della letteratura tedesca:
Grosses, Grosses war mir aufgetragen:
Meines Irrtums Reste zu zerschlagen
Und mich ber mich khn zu erheben,
Ein gewandelt Bild euch vorzuleben.
Grosses, Grosses war mich aufgetragen:
Meines Volkes Feinde anzuklagen
Und in meinen Taten und Gedichten
Sie zu richten, ewig zu vernichten.
Grosses, Grosses war mir aufgetragen:
Auszuschauen nach den knftigen Tagen,
Noch verborgen in den Wolkenhllen
Und des Volkes Willen zu erfllen [2].
Gyrgy Lukcs
Da Gyrgy Lukcs, Breve storia della letteratura tedesca dal Settecento ad oggi, traduzione dal
tedesco di Cesare Cases, Giulio Einaudi Editore, Torino 1956, pp. 214 230.

[1] Bekenntnis-Christentum, proclamato, in opposizione a certe tendenze al compromesso di una parte


delle chiese protestanti, dalla Bekenntnis-Kirche, sotto la guida del noto pastore Niemller che ebbe a
soffrire molte persecuzioni insieme ai suoi seguaci. [N.d.T.]
[2] Un grande compito mi fu affidato: | schiacciare i resti dellerror passato | e me sopra di me alto
innalzare | ed un volto mutato a voi mostrare. || Un grande compito mi fu affidato: | accusare con
lopra e il verso alato | i nemici del popol mio fraterno, | giudicarli, distruggerli in eterno. || Un grande
compito mi fu affidato: | guardare verso il giorno vagheggiato, | tra nubi ascoso ancora, ancor segreto
| e adempiere del popolo il decreto.