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12/9/2014 Tuo figlio, Andrea | Lankelot

http://www.lankelot.eu/letteratura/cammarata-tuo-figlio-andrea.html 1/2
CAMMARATA ANDREA
TUO FIGLIO, ANDREA
Mar, 14/11/2006 - 21:54 franchi
INNOCENZA
Un libro testimonia la verit. Ed una verit scritta col sangue dello spirito, combattendo contro lunico nemico che non
potr mai essere considerato tale, perch egli radice e origine, e non pu essere vinto, n odiato.
Ma pu essere denunciato. La testimonianza della verit pu vincere lodio, e mitigare la sofferenza. La consapevolezza di
voler donare la propria esperienza ad altri esseri umani, perch possano trovare coraggio e resistere e parlare ed evitare di
sprofondare nel senso di colpa, e nellafflizione, significa se non sublimare quel che stato, che non possibile accettare
di renderlo paradigmatico: normalizzarlo, e pubblicarlo. Perch si tratta dun fenomeno drammatico e allucinante che
accaduto, accade e potr accadere ad altri ancora: e rifiutarne levidenza una colpa e un delitto, a danno di chi ha patito
violenze di questo tipo. Abusi da parte di un genitore. A danno dei suoi bambini.
Violenze sessuali, violenze fisiche, violenze psicologiche: dalle pi infami e aberranti alle pi subdole perch non lasciano
segni visibili, non esistono se non nella memoria e nellanima di chi le ha patite, o le ha testimoniate.
E allora non ha pi importanza lo stile dellautore, lestetica pu e deve essere accantonata nellanalisi di questo libro. Poteva scrivere come
voleva: doveva scrivere. Perch se soltanto una persona s riconosciuta in queste pagine, e ha trovato il disperato coraggio di ribellarsi e di
denunciare quel che ha sofferto, allora forse il dolore terribile dellautore, della sua sorellina e della sua famiglia non stato invano. Pu
essere sorgente di salvezza per anime innocenti: e questo, impossibile non scriverlo con chiarezza, un miracolo.
Il libro desordio di Andrea Coffari, pubblicato con lo pseudonimo di Andrea Cammarata, una lettera aperta al padre. Un uomo ricco,
gentile, educato e colto, di sangue aristocratico, integrato nella miglior societ bresciana. Un uomo insospettabile: capace di abusare
sessualmente dei suoi due figli, Andrea e Perla, per anni interi, nel cuore della loro infanzia. Capace di distruggere le loro esistenze e di
influenzarle in eterno, determinando un insostenibile flagello di sensi di colpa e un oceano di dolori e di problemi esistenziali; capace di mentire
di fronte ai parenti e ai tribunali, pur di preservare la propria immagine di professionista universalmente apprezzato e di uomo pulito.
Capace di umiliare e di cercare di disintegrare moralmente la madre, di pilotarne la separazione dai figli per un decennio, di infamarne il nome
e lonorabilit a distanza di anni non per follia, ma perseguendo un disegno duna lucidit malvagia e malata. un uomo imperdonabile e
diabolico: duplice e ambiguo, pronto a mascherare la verit e a spacciare il falso per realmente accaduto, insensibile al dolore dei propri figli e
cieco di fronte alle ferite e ai traumi provocati. lassassinio dellinnocenza: e che chi si macchia del sangue dello spirito sia dannato
in eterno.
Andrea racconta. Con intelligenza, equilibrio, dolcezza, passione, umanit. E fa rabbia non trovare traccia di un risentimento totale: perch
spontaneamente vorremmo gridare, leggendo quelle parole scolpite nelle pagine con una precisione e una puntualit e una misura
impressionanti, che quel nemico va detestato e rinnegato definitivamente che non merita piet, che non merita rispetto, che non merita pi
parole. Ma si percepisce che lautore ha interiorizzato la lezione pi grande e nobile del cristianesimo. Ha perdonato.
Si perdona, ma non si dimentica niente.
Indietro non si pu tornare: la giovinezza stata rapita, la purezza aggredita. Ma si pu avere piet per chi ha tentato di ucciderti. Si deve
essere anime buone e grandi ma pu succedere. E il lettore sinchina. Sinchina perch non c traccia di menzogna, dartificio o di
esasperazione. Si ascolta il grido di dolore, di rabbia e di amore di chi stato oltraggiato, rifiutato e tradito: del figlio che s sentito augurare,
infine, una morte atroce, senza aver mai avuto altra colpa che quella desser venuto al mondo. E che pure resiste, intatto.
Esemplare.
Andrea si racconta al lettore. Racconta tutto quel che accaduto: dalle sevizie ai subdoli meccanismi di partecipazione-colpevolizzazione, dalle
tristi e drammatiche, inevitabili faide familiari al sentiero di rinascita e di affermazione intrapreso nel tempo. Grazie allamore della futura
madre dei suoi figli, grazie alla dolcezza della mamma ritrovata, alla irremovibile solidariet della sorella. Grazie a se stesso, ai suoi talenti,
alla sua sensibilit.
Avverranno processi; traslochi; tentativi di rimozione dellaccaduto, e di difesa del carnefice. Nonostante il carnefice non sia commosso dal
pericolo di morte del primo nipote; nonostante si prenda gioco dei successi del figlio, e derida i suoi sacrifici e le sue affermazioni esistenziali e
professionali; nonostante non accenni mai a domandare perdono per le sue atroci colpe, il padre viene invitato ad avvicinarsi a chi ha torturato
per anni. Invano.
E allora non stupisce che questuomo sappia perfino saccheggiare leredit destinata ai figli, n che sostini nellinfamia e nella maldicenza: che
la sua vita sia lunga, e che possa un giorno aver coscienza del male, e implorare perdono.
Coffari-Cammarata conclude questo libro atroce e fondamentale rinunciando a se stesso, in un ulteriore, commovente e autentico slancio di
generosit. Con queste parole: Spero nel mio piccolo di contribuire a suscitare lattenzione che questi problemi meritano perch
una societ che non in grado di tutelare i bambini nei loro diritti fondamentali, imprescindibili, una societ di pazzi.
Voglio concludere ricordando a chi verr colpito dalle mie parole di non pensare a me che oramai sono un adulto, ma ai bambini
che gli vivono accanto e a quelli che sono a lui estranei; qualcuno di loro in questo momento sta vivendo in un inferno dal quale
deve essere salvato e nessuno pu ritenersi esonerato dal dovere di amare (pp. 128-129)
Tuo figlio, Andrea merita dessere integrato nei programmi scolastici delle scuole secondarie, da subito. Che questa storia sia letta, e che
appartenga alla memoria di tutti: che insegni, e che non sia dimenticata.
Grazie, Andrea.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Andrea Cammarata, pseudonimo di Andrea Coffari (1961), scrittore e musicista italiano.
Andrea Cammarata, Tuo figlio, Andrea, Pendragon, Bologna, 1999.
Introduzione dellautore.
Postfazione di Ernesto Caffo.
Nota di Achille Melchionda.
Sito ufficiale dellautore: www.ludmille.it
Recensioni in rete: A cura di Gabriella Bona.
Gianfranco Franchi, "Lankelot"
Aprile 2004. Prima pubb: Lankelot.com

12/9/2014 La Nazione - Firenze - Perch nessuno crede ai bambini?
http://www.lanazione.it/firenze/cronaca/2011/03/07/469862-perche_nessuno_crede_bambini.shtml# 1/1
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bambini davanti alla tv
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Perch nessuno crede ai bambini?
La storia di Andrea Coffari, avvocato, ex vittima di violenze sessuali che oggi si dedica a difendere i minori
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tratta dai dizionari Zanichelli
Firenze, 1 marzo 2011 - I dati sono quelli diffusi dal Consiglio d'Europa: un bambino su cinque sarebbe vittima di una violenza sessuale. Nel 75% dei casi il minore conosce il
suo aggressore. E nel 90 per cento dei casi le violenze non vengono denunciate, restano nascoste. Cosa si pu fare? Molto. Intanto insegnare ai bambini che nessuno ma proprio
nessuno ha il diritto di toccarli e che devono imparare a dire tutto quello che provano o vivono, devono imparare a raccontarlo. Proprio il consiglio d'Europa ha lanciato una
campagna di cui si pu leggere tutto nel sito www.coe.int/oneinfive. Poi si deve insegnare agli adulti ad ascoltare e a credere ai bambini. I quali crescono e magari dedicano la vita a
questa battaglia, come nel caso dell'avvocato Coffari che intervistiamo in questa rubrica. E' chiaro, i dati europei includono paesi socialmente pi arretrati dell'Italia, e infatti le nostre
statistiche parlano di un bambino su 10 (invece che su 5). Ma sempre un'emergenza, un dramma sommerso che deve venire alla luce. Molto aiuto lo sta dando il servizio del
Telefono azzurro, attivo in Italia da 23 anni. Gli ultimi dati sulle telefonate che arrivano a loro dicono che il 34,5 per cento delle richieste d'aiuto sono per problemi psicologici, il 32,5
% per abusi fisici, il 20,8% per grave trascuratezza, il 12,2% per violenze sessuali. Ma tanti maltrattamenti, purtroppo, restano nel buio. E talvolta finiscono male, molto male. Come
gli ultimi drammatici casi di cronaca dimostrano.

Andrea Girolamo Coffari stato fra i primi in Europa a uscire allo scoperto per denunciare le violenze subite. Suo padre un professionista stimato e di buona famiglia - aveva
abusato di lui e di sua sorella per due lunghi anni. Erano bambini. Di buona famiglia. Del Nord Italia. Oggi Coffari (che ha raccontato la sua storia nel libro autobiografico Tuo figlio,
Andrea) abita a Firenze, ha quattro figli, avvocato, presiede il Movimento per l'Infanzia, e dedica tutta la sua vita alle cause che riguardano le violenza sui minori. Ascoltiamolo. E'
uno dei tanti Don Chisciotte di cui abbiamo bisogno.
Quanti sono, secondo le statistiche, i bambini che subiscono violenze?
"Secondo gli studi fatti da quattro universit italiane, il dieci per cento dei minori ha subito violenze sessuali e un altro dieci per cento violenze psicologiche".
Possibile che un numero cos alto di vittime innocenti passi praticamente sotto silenzio?
"Queste notizie passano sempre sotto silenzio. Ricordo quando Kofi Annan, allora segretario delle Nazioni Unite, fece la sua denuncia: dopo un giorno se ne erano dimenticati tutti"
Ma perch?
"Siamo una societ adultocentrica, che quindi tende a dimenticare, a rimuovere il dolore del popolo dei bambini. Forse perch non comprano, non lavorano, non sono dei consumatori,
dunque non hanno voce in capitolo. "
L'85 per cento delle violenze sessuali avvengono in famiglia: anche questo un dato agghiacciante. Lei che diventato un esperto anche di storia dell'infanzia, come se lo
spiega?
"Nel Medioevo, nel Rinascimento, la strumentalizzazione del corpo del bambino era accettata. Nella Londra dell'Ottocento un terzo dei bambini veniva abbandonato per strada. E
basta pensare che Rousseau, noto e stimato filosofo, abbandon tutti i suoi cinque figli all'orfanotrofio. E non era uno scandalo, tanto che lo confess tranquillamente nel suo diario.
Era un suo diritto. In fondo sono passati solo pochi secoli, dobbiamo fare ancora molta strada per uscire dal buio."
Quanti casi di violenza escono allo scoperto in Italia?
"In Italia ci sono circa 600-800 denunce di violenza sessuale all'anno, circa l'1 per cento del totale presunto. E nonostante un numero cos basso di casi venuti alla luce, si dice che il
problema quello delle false denunce. Assurdo. Come avvocato assisto tanti bambini che siccome non vengono creduti (e nemmeno le loro mamme, bollate come depresse solo
perch appoggiano i figli), vengono affidati al padre, cio proprio a chi sospettato di abusare di loro: si rende conto?"
Come si dimostra l'attendibilit delle denunce?
"Chiedendo ai bambini, facendo tornare loro al centro dei processi: i bambini non dicono mai le bugie"
Ma lei come fa, essendoci passato, a occuparsi di vicende cos dolorose?
"E infatti passo tante notti insonni. E met dei casi li seguo gratuitamente. Ma ormai questo il mio destino. E la mia vocazione".
Violenza sui minori: da vittima a difensore - LA VIDEOINTERVISTA
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