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`

Facolta di Ingegneria

Corso di laurea specialistica in Scienze per l Ingegneria

Dispense per il corso di Campi Elettromagnetici I


Prof. Fabrizio Frezza

TEOREMA DI RECIPROCITA,
TEOREMI DI EQUIVALENZA,
SIMMETRIE

Giampiero Lovat

Universit` La Sapienza di Roma


a

ROMA

A.A. 2003-2004

Introduzione
In questa piccola dispensa ci si propone di enunciare e dimostrare alcuni importanti teoremi
che sono conseguenza diretta delle equazioni di Maxwell. I ni che tali dimostrazioni si pongono variano da caso a caso: ad esempio, il teorema di unicit` illustra quali condizioni sono
a
necessarie per individuare univocamente una soluzione delle equazioni di Maxwell. Daltro
canto, lutilizzo astuto del teorema di reciprocit` e delle simmetrie pu` semplicare notevola
o
mente la formulazione del problema elettromagnetico. Inne, il teorema di equivalenza (nelle
sue varie versioni), sebbene conduca a relazioni che di per s sono esatte, serve soprattutto
e
come suggerimento per metodi di risoluzione approssimata.

Teorema di unicit`
a

Come in qualsiasi problema di risoluzione di equazioni dierenziali, prima di procedere alla


determinazione di un campo elettromagnetico ` opportuno individuare un insieme di condizioni
e
che garantiscano, quando sono vericate, lunicit` della soluzione delle equazioni di Maxwell.
a
Da un lato, ci si assicura cos` che il problema pu` essere arontato senza temere lesistenza

o
di altre soluzioni. Da un altro lato, lo stesso teorema, individuando linsieme minimo di
dati che garantiscono lunicit` della soluzione, induce alla cautela in quelle situazioni in cui
a
le equazioni di Maxwell sono risolte partendo da un insieme di dati pi` ampio di quello
u
minimo: in particolare, i vincoli sovrabbondanti non potranno essere indipendenti da quelli
necessari. Tuttavia, si potrebbe pensare che determinando i dati sperimentalmente sia lecito
assegnare condizioni sovrabbondanti, perch i valori che si hanno nella realt` sono certamente
e
a
compatibili. Basta per` pensare che i risultati dellesperimento sono sempre aetti da errori
o
per rendersi conto dellinutilit` di questo ragionamento. Pertanto un problema ` ben posto
a
e
solo se i dati di partenza non sono sovrabbondanti.
Si richiama ora brevemente la formulazione del teorema di unicit` nel dominio della
a
frequenza che sar` la base per la dimostrazione dei risultati successivi.
a
Teorema 1 (di unicit`) Data una regione V dello spazio occupata da un mezzo lineare,
a
stazionario, non dispersivo e con conducibilit` ovunque non nulla (sebbene arbitrariamente
a
piccola), delimitata da una supercie chiusa S su cui sia stata ssata una normale esterna
e
n0 , ` unico in ogni punto di V il campo elettromagnetico che soddisfa le seguenti condizioni:
1) ` soluzione delle equazioni di Maxwell e delle relazioni costitutive in ogni punto di V ;
e

2) ` tale da soddisfare su ogni punto della supercie S una assegnata condizione di impedenza:
e
Et = ZS Ht n0

(1)

oppure una condizione di ammettenza:


H t = YS n 0 Et

(2)

a
essendo ZS e YS delle quantit` scalari1 .
Si ricorda che, in relazione a una supercie S su cui sia stata ssata una normale esterna
o
n0 , un generico vettore A si pu` scomporre nella somma di due vettori At e An , che prendono
il nome rispettivamente di componente tangenziale e componente normale. Si deniscono cio`:
e
At = n0 A n0

(3)

An = (n0 A) n0 = An n0
cosicch:
e
A = At + An = At + An n0

(4)

E importante aggiungere, per le considerazioni successive, che il teorema di unicit` contina


ua a valere anche nel caso in cui la regione V sia illimitata. In tal caso lipotesi da formulare per
il comportamento al contorno ` la condizione di radiazione (o condizione di Sommerfeld).
e
Per un mezzo omogeneo e isotropo si richiede allora:
E = H r0 + o

1
r

(5)

e
dove r = r r0 ` il vettore che unisce unorigine 0 (arbitrariamente scelta) con un punto al
nito2 .

E tuttavia bene precisare che lipotesi di mezzo a conducibilit` nulla (ossia, mezzo privo di perdite) `
a
e

spesso molto utile e largamente impiegata nella risoluzione matematica delle equazioni di Maxwell. Essa non `
e
in contrasto con il teorema di unicit` in quei casi in cui la soluzione del caso = 0 coincide con il limite, per
a
0 della soluzione con perdite; infatti le ipotesi del teorema di unicit` implicano solo lesistenza di perdite
a
non nulle, ma non stabilisce per esse un limite inferiore e, pertanto, tali perdite possono essere arbitrariamente
piccole.
2
Si ricorda che il simbolo o(1/r) indica una quantit` che ` asintoticamente (cio` per r +) un innitesimo
a
e
e
di ordine superiore rispetto a 1/r.

Teorema di reciprocit`
a
Al ne di illustrare il teorema di reciprocit`, si introduce preliminarmente il concetto di
a
reazione. Si consideri dunque un sistema di correnti impresse {Ji , Jmi }, denite in una
regione dello spazio V (limitata o illimitata); si consideri inoltre un campo elettromagnetico
{E, H}, denito nella stessa regione V , ma non necessariamente coincidente con il campo
generato dalle sorgenti impresse {Ji , Jmi }.
Denizione 1 Si denisce reazione del campo {E, H} sul sistema di sorgenti {Ji , Jmi } nella
regione di volume V la quantit` scalare:
a
R=
V

(E Ji H Jmi ) dV

(6)

Il principale impiego del concetto di reazione risiede nel teorema che si enuncer` tra breve e
a
che stabilisce delle condizioni di intercambiabilit` tra due diversi sistemi di correnti impresse
a
{Jia , Jmia } e {Jib , Jmib }, denite in una stessa regione V . Si indicheranno poi con {Ea , Ha }
e {Eb , Hb } i campi generati rispettivamente dal sistema di sorgenti impresse {Jia , Jmia } e
{Jib , Jmib }.
Si pu` ora enunciare il seguente:
o
Teorema 2 Si consideri una regione V dello spazio occupata da un mezzo lineare, stazionario,
non dispersivo, dissipativo e isotropo, delimitata da una supercie chiusa S su cui ` ssata
e
e
una normale esterna n0 e su cui ` assegnata una condizione di impedenza:
Et = ZS Ht n0

(7)

oppure una condizione di ammettenza:


Ht = YS n0 Et

(8)

Allora la reazione del campo {Ea , Ha } sul sistema di sorgenti {Jib , Jmib } coincide con la
e
reazione del campo {Eb , Hb } sul sistema di sorgenti {Jia , Jmia }, cio`:

(Ea Jib Ha Jmib ) dV =

(Eb Jia Hb Jmia ) dV

(9)

Il teorema continua a valere anche se il mezzo che riempie la regione V ` anisotropo,


e
purch i diadici di permettivit` e permeabilit` si possano esprimere come matrici diagonali
e
a
a
in qualche sistema di coordinate cartesiane ortogonali. Inoltre il teorema si pu` estendere
o
anche a regioni dello spazio illimitate, purch sia assegnata, come condizione al contorno, la
e
condizione di radiazione.

Dim. Per semplicit` si considerer` il caso di una regione limitata dello spazio riempita
a
a
da un mezzo isotropo, con una condizione di impedenza sulla supercie S. La situazione `
e
schematicamente illustrata in Figura 1.

i m J , bi J

H E
,b

H E
,a

i m J , ai J

0n

Figura 1: Schema del problema per lillustrazione del teorema di reciprocit`.


a

Le equazioni di Maxwell cui soddisfano i campi {Ea , Ha } e {Eb , Hb } sono rispettivamente:


Ea = jHa Jmia

(10)

Ha = jc Ea + Jia
e
Eb = jHb Jmib

(11)

Hb = jc Eb + Jib
Moltiplicando scalarmente la prima delle (10) per Hb e la seconda delle (10) per Eb e sommando
i risultati membro a membro, si ottiene:
Hb Ea + Eb Ha = jHa Hb Hb Jmia + jc Ea Eb + Eb Jia

(12)

Analogamente, moltiplicando scalarmente la prima delle (11) per Ha e la seconda delle (11)
per Ea e sommando i risultati membro a membro, si ottiene:
Ha Eb + Ea Hb = jHa Hb Ha Jmib + jc Ea Eb + Ea Jib

(13)

Sottraendo poi membro a membro la (13) dalla (12), si ricava:


Hb Ea +Eb Ha Ha Eb Ea Hb = Hb Jmia +Eb Jia +Ha Jmib Ea Jib (14)
Riordinando i termini nella (14) e integrando entrambi i membri sulla regione V si ha:

(Hb Ea Ea Hb ) dV
=
V

(Ha Eb Eb Ha ) dV =

(Eb Jia Hb Jmia ) dV

(Ea Jib Ha Jmib ) dV

(15)

Sfruttando lidentit` vettoriale:


a
(A B) = A B B A

(16)

la (15) si pu` allora riscrivere come:


o

(Ea Hb ) dV

=
V

(Eb Ha ) dV =
(Eb Jia Hb Jmia ) dV

(Ea Jib Ha Jmib ) dV

(17)

e applicando il teorema della divergenza al primo membro della (17), si ottiene:

n0 (Ea Hb ) n0 (Eb Ha ) dS =
=
V

(Eb Jia Hb Jmia ) dV

(Ea Jib Ha Jmib ) dV

(18)

Sfruttando lidentit` vettoriale:


a
A (B C) = (A B) C = (C A) B

(19)

si pu` osservare che lintegrando a primo membro della (18) si pu` scrivere anche come:
o
o
n0 (Ea Hb ) n0 (Eb Ha ) = (n0 Ea ) Hb (n0 Eb ) Ha
= (n0 Ea ) (n0 Hbn + Hbt ) (n0 Eb ) (n0 Han + Hat )
= (n0 Ea ) Hbt (n0 Eb ) Hat
= (Hbt n0 ) Ea (Hat n0 ) Eb
(20)
avendo sfruttato il fatto che, in generale:
(n0 A) n0 = 0

(21)

Utilizzando ora lipotesi di condizione di impedenza (7) sulla supercie S, se risulta ZS = 0,


il primo membro della (18) si pu` scrivere come:
o

n0 (Ea Hb ) n0 (Eb Ha ) dS =

=
S

=
S

1
(Ebt Ea Eat Eb ) dS
Zs
1
[Ebt (n0 Ean + Eat ) Eat (n0 Ebn + Ebt )] dS
Zs
1
(Ebt Eat Eat Ebt ) dS = 0
Zs
(22)

Se invece ` Zs = 0 (come ad esempio sulla supercie di un mezzo conduttore elettrico perfetto),


e
ee
allora ` Et = 0 su S e cio` ` anche:
e
n0 E = 0

su S

(23)

Perci`, nel caso in cui ` ZS = 0 si ottiene:


o
e

n0 (Ea Hb ) n0 (Eb Ha ) dS =

[(n0 Ea ) Hb (n0 Eb ) Ha ] dS = 0 (24)

Pertanto dalla (18) e dalla (22) (o dalla (18) e dalla (24) se ZS = 0) segue:

(Eb Jia Hb Jmia ) dV

(Ea Jib Ha Jmib ) dV = 0

(25)

(Eb Jia Hb Jmia ) dV

(26)

ossia:
V

(Ea Jib Ha Jmib ) dV =

e cio` la tesi.
e

Il teorema di reciprocit`, utilissimo in molte applicazioni, stabilisce quindi che, quando sono
a
vericate le sue ipotesi, sussiste una intercambiabilit` tra due distinti insiemi di sorgenti: se
a
le sorgenti {Jia , Jmia }, agendo da sole, danno luogo a un certo campo {Ea , Ha } nei punti che
in una diversa situazione sono sede di unaltra sorgente {Jib , Jmib }, allora il campo {Eb , Hb }
(generato dalle sorgenti {Jib , Jmib } quando agiscono da sole) nei punti che sono sede delle
e
sorgenti {Jia , Jmia } non ` indipendente dal campo {Ea , Ha }.
Il teorema di reciprocit` ` pertanto uno strumento potente per calcolare il campo generato
ae
da certe sorgenti in una certa regione, partendo dalla conoscenza di un campo gi` noto prodotto
a
nella stessa regione da sorgenti diverse.

Una semplice applicazione del teorema di reciprocit`


a

Una semplice applicazione del teorema di reciprocit` mostra che una distribuzione di correna
ti superciali elettriche impresse a frequenza non nulla poste su una supercie conduttrice
elettrica perfetta (PEC) non genera alcun campo elettromagnetico3 .
A tal ne, si consideri una supercie conduttrice elettrica perfetta S su cui sia presente
una distribuzione di correnti elettriche superciali impresse di densit` lineare Js . Sia {E, H}
a
il campo elettromagnetico generato dalle correnti Js in tutto lo spazio. Si consideri poi una
generica distribuzione di correnti elettriche di prova di densit` Jp e sia {Ep , Hp } il campo
a
elettromagnetico generato in tutto lo spazio dalle correnti Jp .
3

Si ricorda che il conduttore elettrico perfetto (PEC) ` un mezzo per cui + e sulla cui supercie vale
e

la condizione al contorno:
n0 E = 0

La situazione ` illustrata schematicamente in Figura 2.


e

0n

H, E
p

HE

CEP
Figura 2: Problema della radiazione di correnti elettriche superciali impresse distribuite su una
supercie conduttrice elettrica perfetta (PEC).

Con riferimento alla dimostrazione del teorema di reciprocit`, si pu` pertanto identicare:
a
o

{J , J } = {J , 0}
ia mia

{Ea , Ha } = {E, H}
(27)

{Ji , Jmi } = {Jp , 0}

b
b

{Eb , Hb } = {Ep , Hp }
Applicando la (9), si ottiene dunque:

E Jp dV =

Ep Js dV

(28)

essendo V lintero spazio illimitato. Daltra parte risulta Js = 0 solo sulla supercie S conduttrice elettrica perfetta: pertanto il secondo membro nella (28) si riduce a un integrale di
supercie sul PEC, ossia:
V

E Jp dV =

P EC

Ep Js dS

(29)

e
o
Inoltre Js ` puramente tangenziale, perci`:

P EC

Ep Js dS =

P EC

(n0 Epn + Ept ) Js dS =

P EC

Ept Js dS = 0

(30)

poich, per denizione, la componente tangenziale di un campo elettrico ` nulla su una


e
e
supercie conduttrice elettrica perfetta. Dalle (29) e (30) segue allora:

E Jp dV = 0

(31)

e per larbitrariet` delle correnti di prova Jp risulta quindi in tutto lo spazio:


a
E=0
e dunque anche H = 0 (se = 0), come si voleva dimostrare4 .
4

Se = 0, pu` tuttavia esistere un campo magnetostatico non nullo generato dalle correnti Js .
o

(32)

In modo analogo si pu` altrettanto facilmente dimostrare che una distribuzione di correnti
o
magnetiche superciali poste su una supercie conduttrice magnetica perfetta (PMC) non
genera alcun campo elettromagnetico5 .

Si ricorda che il conduttore magnetico perfetto (PMC) ` un mezzo per cui + e sulla cui supercie
e

vale la condizione al contorno:


n0 H = 0

Teoremi di equivalenza
Sorgenti equivalenti

Dalle espressioni delle equazioni di Maxwell (prive del termine di densit` di corrente magnetica
a
impressa) sembrerebbe che, per risolvere il problema elettromagnetico, sia sempre necessario
individuare una ben precisa funzione di punto Ji corrispondente alle autentiche sorgenti siche.
In realt`, ai ni della determinazione del campo in una assegnata regione dello spazio, esistono
a
molteplici possibilit` di sostituire insiemi di sorgenti assegnate con altri insiemi equivalenti,
a
ossia tali che, se le condizioni al contorno sono lasciate immutate, essi danno luogo nella
regione assegnata allo stesso campo cui danno luogo le sorgenti originali. In questo quadro
vanno intese, per esempio, le densit` di corrente magnetica impresse: esse sono infatti un
a
articio matematico, privo di rispondenza sperimentale, che tuttavia pu` rappresentare (come
o
si vedr` anche nel seguito) leetto di un qualche campo (o sorgente) esterno alla regione di
a
interesse dove si vuole risolvere il problema elettromagnetico.
Nel seguito si considereranno mezzi lineari, stazionari, non dispersivi e con conducibilit`
a
non nulla, tali cio` da consentire lapplicazione del teorema di unicit`.
e
a

Teorema di Love

Si consideri dunque una regione V dello spazio in cui ` denito il campo elettromagnetico;
e
si indichi poi con C la supercie che delimita V . Su C si suppongano assegnate condizioni al
e
contorno tali che, se sono specicate in V le sorgenti impresse {Ji , Jmi }, il campo ` unico in
tutto V . Si supponga inoltre che linsieme di sorgenti {Ji , Jmi } sia localizzato in una porzione
interna di V , cosicch ` possibile individuare innite superci chiuse, regolari, tutte interne
e e
a V , tali che risulti {Ji , Jmi } = {0, 0} nella regione compresa tra una di esse, presa a caso e
indicata con S (su cui ` ssata una normale esterna n0 ), e C. Si denoti con Ve la porzione di V
e
o
esterna a S e con Vi la porzione interna a S, come indicato in Figura 3. Naturalmente V pu`
anche essere lintero spazio: in tal caso C ` allinnito e si ammette vericata la condizione di
e
radiazione.
e
Se si vuole determinare il campo nella sola regione Ve (che ` priva di sorgenti), allora, in
base al teorema di unicit`, qualsiasi insieme di sorgenti poste in Vi o su S che diano luogo al
a
corretto valore del componente tangenziale di E (o di H) sulla faccia esterna di S, genera in
Ve un campo {E, H} coincidente con quello generato dalle vere sorgenti {Ji , Jmi }.

10

HE

S
i

im J , i J

0n

Figura 3: Sistema di sorgenti {Ji , Jmi } e campo da esse generato {E, H}. La regione V dello spazio,
delimitata dalla supercie C, ` divisa dalla supercie S che racchiude le sorgenti in due regioni Vi e Ve .
e

Al ne di illustrare il teorema di equivalenza si consideri dunque la situazione di Figura 4,


dove, senza perdita di generalit`, si ` assunto che la regione Ve sia illimitata. Si considera poi
a
e
e
il sistema di sorgenti {Ji , Jmi } tutte interne alla regione Vi limitata dalla supercie S su cui `
stata ssata una normale esterna n0 . Sia {E, H} il campo elettromagnetico (soddisfacente la
condizione di radiazione) generato dalle densit` di corrente impresse {Ji , Jmi } e sia {Es , Hs }
a
il valore assunto da tale campo sui punti della supercie S.

}
V

0n

im J , i J

HE

Figura 4: Sistema di sorgenti {Ji , Jmi } e campo da esse generato {E, H}. La regione illimitata V
dello spazio ` divisa dalla supercie S che racchiude le sorgenti in due regioni Vi (limitata e che contiene
e
le sorgenti) e Ve (illimitata).

Con riferimento a questo problema elettromagnetico, si consideri ora un altro campo


{E1 , H1 } denito in tutto lo spazio come:

{0, 0}
{E1 , H1 } =

{E, H}

in Vi

(33)

in Ve

e un sistema di correnti superciali impresse {Js , Jms } denite sulla supercie S come:
{Js , Jms } = {n0 Hs , Es n0 }

(34)

11

Ci si pu` chiedere se il campo {E1 , H1 } denito dalla (33) ` soluzione delle equazioni di
o
e
Maxwell e se pu` riguardarsi come generato dalle densit` di corrente superciale impresse
o
a
e
{Js , Jms }. La situazione ` illustrata in Figura 5.

0n

{ }
0,0

{ }

sm J , s J

HE

}
V

0,0

Figura 5: Problema equivalente al problema di Figura 4. Il campo {E1 , H1 } ` uguale al campo


e
a
{E, H} in Ve e identicamente nullo in Vi . Le sorgenti equivalenti sono le densit` di corrente superciale
{Js , Jms } denite sulla supercie S.

In Ve il campo {E1 , H1 } coincide con il campo {E, H} che ` soluzione delle stesse equazioni
e
di Maxwell; in Vi , in questo caso, non vi sono sorgenti e il campo identicamente nullo {0, 0}
` ancora una possibile soluzione delle equazioni di Maxwell. Attraverso la supercie S il
e
e
campo {E1 , H1 } ` discontinuo, come daltra parte deve essere, essendo presenti distribuzioni
superciali di corrente, e il valore della discontinuit` ` in accordo con il fatto che:
ae
E+ E n0 = (Es 0) n0 = Es n0 = Jms
1
1
n0 H+ H = n0 (Hs 0) = n0 Hs = Js
1
1
avendo indicato con E+ , H+
1
1

e E , H
1
1

(35)

il valore del campo rispettivamente sulla faccia

e
esterna e sulla faccia interna di S. Perci` il campo {E1 , H1 } ` una soluzione delle equazioni di
o
a
e
Maxwell in presenza delle sorgenti {Js , Jms }: per il teorema di unicit`, tale soluzione ` anche
lunica. Si pu` pertanto aermare quanto segue:
o
Teorema 3 (di Love) Il campo elettromagnetico {E, H} allesterno di una supercie chiusa
e
S che racchiuda le sue sorgenti {Ji , Jmi } ` esprimibile in termini di sorgenti equivalenti
{Js , Jms }, che possono essere determinate a partire dalla conoscenza delle componenti tangenziali del campo {E, H} sulla supercie S stessa.
Questa ` anche la formulazione elettromagnetica del noto principio di Huygens, che cone
sidera ciascun punto dello spazio investito dal campo come una nuova sorgente del campo
stesso.
Da quanto sopra esposto ` evidente che le correnti superciali equivalenti, elettriche e mage
netiche, possono essere trattate alla stregua di termini noti per la risoluzione delle equazioni

12

di Maxwell in una parte della regione V inizialmente considerata (nel caso sopra esposto si
o
tratta della regione illimitata Ve ). Purtroppo, per`, esse non sono dei veri termini noti: le loro
espressioni (34) infatti contengono i valori del campo {E, H} sulla supercie S, quantit` che
a
sono a loro volta incognite. Tuttavia, luso delle correnti equivalenti richiede la determinazione
del campo {E, H} non in tutta la regione V , ma solo su una supercie chiusa S, peraltro largamente arbitraria (` infatti suciente che essa contenga le reali sorgenti del problema). Inoltre,
e
lutilit` pratica del teorema di equivalenza (qui esposto nella forma nota come teorema di
a
Love) risiede nel fatto che in numerosi problemi ` possibile individuare una supercie S su
e
cui landamento del campo {E, H} pu` essere imposto come ipotesi di lavoro che costituisce
o
spesso unottima approssimazione del campo incognito su tale supercie S.

Prima forma alternativa del teorema di equivalenza

Con riferimento al problema esposto nel paragrafo precedente, si consideri in tutto lo spazio
il campo {E, H} prodotto dalle sorgenti {Ji , Jmi } e soddisfacente la condizione di radiazione.
Sia S una supercie chiusa contenente le sorgenti su cui ` ssata una normale esterna n0 e si
e
indichino con Ve e Vi rispettivamente la porzione di V esterna a S e la porzione di V interna a
S; sia inne {Es , Hs } il valore del campo {E, H} in corrispondenza dei punti della supercie
S. La situazione ` quella illustrata in Figura 4.
e
e
Si consideri ora un altro problema in cui la stessa regione Vi ` riempita da un mezzo
conduttore elettrico perfetto (PEC) e le sorgenti del campo sono solamente correnti magnetiche
superciali disposte su S e di densit` lineare:
a
Jms = Es n0

(36)

Sia inne {E2 , H2 } il campo prodotto dalle sorgenti Jms che soddisfa la condizione di radiazione. Questo problema ` illustrato in Figura 6. Si pu` allora aermare quanto segue:
e
o
Proposizione 4 Il campo elettromagnetico {E, H} generato dalle sorgenti impresse {Ji , Jmi }
nella regione Ve coincide con il campo elettromagnetico {E2 , H2 } generato dalle correnti magnetiche superciali di densit` lineare Jms data dalla (36) poste sulla supercie S, frontiera
a
della regione Vi riempita da un mezzo conduttore elettrico perfetto.
Dim. La dimostrazione ` immediata. Infatti sia il campo {E, H}, sia il campo {E2 , H2 }
e
soddisfano la condizione di radiazione e inoltre hanno identica componente tangenziale del
campo elettrico sulla supercie S. Dal teorema di unicit` applicato alla regione illimitata Ve
a

13

,2

sm J

H E

{
i

0n

PEC

Figura 6: Problema equivalente al problema di Figura 4. Il campo {E2 , H2 } ` il campo prodotto dalle
e
e
sorgenti Jms quando la regione Vi , delimitata dalla supercie S, ` riempita da un mezzo conduttore
elettrico perfetto (PEC).

segue la tesi.

Si noti che, rispetto al problema equivalente di Figura 5, in questultimo caso sono presenti
solo correnti magnetiche superciali e non correnti elettriche superciali: tuttavia, mentre nel
caso di Figura 5 la radiazione delle sorgenti equivalenti {Js , Jms } avviene nello spazio libero,
nel caso di Figura 6 la radiazione delle correnti Jms avviene in presenza del corpo conduttore
elettrico perfetto. Inoltre, in base a quanto osservato nellillustrazione dellapplicazione del
teorema di reciprocit` di un paragrafo precedente, ` intuibile perch in questa formulazione
a
e
e
del teorema di equivalenza non siano presenti correnti elettriche superciali, che non irradiano
quando poste sulla supercie di un PEC.

Seconda forma alternativa del teorema di equivalenza

Con riferimento al problema elettromagnetico di Figura 4 e con un ragionamento analogo a


quello esposto per dimostrare la Proposizione 4, si pu` dimostrare anche la seguente:
o
Proposizione 5 Il campo elettromagnetico {E, H} generato dalle sorgenti impresse {Ji , Jmi }
nella regione Ve coincide con il campo elettromagnetico {E3 , H3 } generato dalle correnti elettriche superciali di densit` lineare:
a
Js = n0 Hs

(37)

poste sulla supercie S, frontiera della regione Vi riempita da un mezzo conduttore magnetico
perfetto (PMC) come in Figura 7.
Si noti che, rispetto al problema equivalente di Figura 5, in questultimo caso sono presenti
solo correnti elettriche superciali e non correnti magnetiche superciali: tuttavia, mentre nel

14

,3

H E

0n

PMC

Figura 7: Problema equivalente al problema di Figura 4. Il campo {E3 , H3 } ` il campo prodotto


e
e
dalle sorgenti Js quando la regione Vi , delimitata dalla supercie S, ` riempita da un mezzo conduttore
magnetico perfetto (PMC).

caso di Figura 5 la radiazione delle sorgenti equivalenti {Js , Jms } avviene nello spazio libero,
nel caso di Figura 7 la radiazione delle correnti Js avviene in presenza del corpo conduttore
magnetico perfetto. Inoltre, poich attraverso una semplice applicazione del teorema di ree
ciprocit` (o per dualit` con il caso di correnti elettriche superciali poste su un PEC) si pu`
a
a
o
dimostrare che correnti magnetiche superciali poste su una supercie conduttrice magnetica
perfetta non irradiano, ` comprensibile perch in questa seconda formulazione alternativa del
e
e
teorema di equivalenza non siano presenti correnti magnetiche superciali.

15

Simmetrie
La determinazione di un campo elettromagnetico in una regione dello spazio che presenta
simmetrie geometriche pu` essere semplicata da un opportuno sfruttamento delle simmetrie
o
stesse; quando si fa ricorso a metodi numerici, ci` pu` comportare una forte riduzione dei
o
o
tempi di calcolo.
Il caso pi` semplice e pi` sfruttato nella pratica ` costituito dalla presenza di un piano di
u
u
e
simmetria, sebbene notevole interesse hanno anche le simmetrie rispetto a un asse e rispetto
a un punto.
Si considerino dunque le equazioni di Maxwell per un campo {E, H} generato da un sistema
a
a
di correnti impresse di densit` {Ji , Jmi } in un mezzo che, per semplicit`, si supporr` isotropo:
a
E = jH Jmi

(38)

H = jc E + Ji
Si utilizzi una notazione del tipo:
E = E1 x01 + E2 x02 + E3 x03

(39)

con riferimento a un sistema di riferimento cartesiano ortogonale (x1 , x2 , x3 ). Le equazioni di


Maxwell (38) si scrivono per componenti:

E3 E2

x3

E
E3
1

x3
x1

E1
2

x1
x2

H2
H3

x x

2
3

H
H3
1

x3
x1

H1
2

x1
x2

= jH1 Jmi1
= jH2 Jmi2
= jH3 Jmi3
(40)
= jc E1 + Ji1
= jc E2 + Ji2
= jc E3 + Ji3

Si esegua ora la trasformazione di coordinate:


x1 = x1

x2 = x2

x3 = x3

(41)

che corrisponde a eettuare una riessione rispetto al piano x3 = 0. Si consideri poi loperatore
R3 denito come:
R3 {A, B} = R3 {(A1 , A2 , A3 ) , (B1 , B2 , B3 )} = {(A1 , A2 , A3 ) , (B1 , B2 , B3 )} = A , B
(42)

16

Allora si pu` vericare immediatamente attraverso le (40) che il campo:


o
E ,H

= R3 {E, H}

(43)

prodotto dalle sorgenti:


Ji , Jmi = R3 {Ji , Jmi }

(44)

` soluzione delle equazioni di Maxwell nel nuovo sistema di coordinate (x1 , x2 , x3 ). Questo
e
signica ad esempio che, se la soluzione {E, H} ` rappresentabile come in Figura 8(a), la nuova
e
soluzione {E , H } ha la forma indicata nella Figura 8(b), conformemente alle (43) e (53). Se la

3x

im J

E
1x

'

1x

im J
3x

'

E ,H

)b(

)a(

Figura 8: Illustrazione delle propriet` del campo


a

ottenuto dal campo {E, H} mediante

lapplicazione delloperatore R.

regione V in cui si vuole risolvere il problema elettromagnetico ` simmetrica rispetto al piano


e
x3 = 0 e se anche le condizioni al contorno sono simmetriche rispetto a tale piano, le (43)
e (53) individuano una nuova soluzione delle equazioni di Maxwell (ottenuta per riessione
rispetto al piano x3 = 0).
E poi ovvio che, se la regione V e le condizioni al contorno soddisfano le opportune
condizioni di simmetria, anche le quantit`:
a
E ,H

= R3 {E, H} ,

Ji , Jmi = R3 {Ji , Jmi }

(45)

che dieriscono dalle (43) e (53) solo per il cambiamento di segno di tutte le componenti,
costituiscono una soluzione delle equazioni di Maxwell nella regione V .

17

Denizione 2 Un campo elettromagnetico {E, H} invariante rispetto alloperatore R si dice


pari rispetto al piano x3 = 0. Tenendo conto della (43), per un campo pari rispetto al
piano x3 = 0 risulta pertanto:

E1 (x1 , x2 , x3 ) = E1 (x1 , x2 , x3 )

E (x , x , x ) = E2 (x1 , x2 , x3 )
2 1 2 3

E (x , x , x ) = E (x , x , x )
3 1 2 3
3 1 2
3

H1 (x1 , x2 , x3 ) = H1 (x1 , x2 , x3 )

H (x , x , x ) = H2 (x1 , x2 , x3 )
2 1 2 3

H (x , x , x ) = H (x , x , x )
3 1 2 3
3 1 2
3

(46)

Si noti che aermando che un campo {E, H} ` pari rispetto al piano di simmetria x3 = 0, si
e
intende che le componenti del campo elettrico E tangenziali a quel piano sono funzioni pari
e
della variabile x3 , mentre la componente normale ` una funzione dispari della variabile x3 .
Al contrario, le componenti tangenziali al piano di simmetria del campo magnetico H sono
e
funzioni dispari della variabile x3 , mentre la componente normale ` una funzione pari della
variabile x3 .
Se si pone x3 = 0 nelle (46) si ottiene:
E3 = 0

H1 = H2 = 0

su x3 = 0

(47)

su S = {x3 = 0}

(48)

ossia:
En = 0

n0 H = 0

Pertanto un campo pari rimane inalterato se sul piano di simmetria si introduce una parete
conduttrice magnetica perfetta.
Denizione 3 Un campo elettromagnetico {E, H} invariante rispetto alloperatore R si dice
dispari rispetto al piano x3 = 0. Tenendo conto della (43), per un campo dispari rispetto
al piano x3 = 0 risulta pertanto:

E1 (x1 , x2 , x3 ) = E1 (x1 , x2 , x3 )

E (x , x , x ) = E2 (x1 , x2 , x3 )
2 1 2 3

E (x , x , x ) = E (x , x , x )
3 1 2 3
3 1 2
3

H1 (x1 , x2 , x3 ) = H1 (x1 , x2 , x3 )

H (x , x , x ) = H2 (x1 , x2 , x3 )
2 1 2 3

H (x , x , x ) = H (x , x , x )
3 1 2 3
3 1 2
3

(49)

18

Si noti che aermando che un campo {E, H} ` dispari rispetto al piano di simmetria x3 = 0,
e
si intende che le componenti del campo elettrico E tangenziali a quel piano sono funzioni
e
dispari della variabile x3 , mentre la componente normale ` una funzione pari della variabile
x3 . Al contrario, le componenti tangenziali al piano di simmetria del campo magnetico H
e
sono funzioni pari della variabile x3 , mentre la componente normale ` una funzione dispari
della variabile x3 .
Se si pone x3 = 0 nelle (49) si ottiene:
E1 = E2 = 0

H3 = 0

su x3 = 0

(50)

su S = {x3 = 0}

(51)

ossia:
n0 E = 0

Hn = 0

Pertanto un campo dispari rimane inalterato se sul piano di simmetria si introduce una parete
conduttrice elettrica perfetta.
Naturalmente per poter avere un campo a simmetria pari, occorrono sorgenti pari, ossia
invarianti rispetto alloperatore R3 :
{Ji , Jmi } = R3 {Ji , Jmi }

(52)

mentre per avere campi a simmetria dispari occorrono sorgenti dispari, cio` invarianti rispetto
e
alloperatore R3 :
{Ji , Jmi } = R3 {Ji , Jmi }

(53)

Si noti che, analogamente a quanto precisato per i campi, aermando che un sistema di
e
sorgenti {Ji , Jmi } ` pari rispetto al piano di simmetria x3 = 0, si intende che le componenti
della densit` di corrente elettrica Ji tangenziali rispetto a quel piano sono funzioni pari della
a
e
variabile x3 , mentre la componente normale ` una funzione dispari della variabile x3 . Al
contrario, le componenti tangenziali al piano di simmetria della densit` di corrente magnetica
a
e
Jmi sono funzioni dispari della variabile x3 , mentre la componente normale ` una funzione
pari della variabile x3 .
Riassumendo, si pu` aermare:
o
Proposizione 6 Sul piano di simmetria, il campo generato da sorgenti a simmetria pari
soddisfa la condizione di parete magnetica n0 H = 0, mentre il campo generato da sorgenti
a simmetria dispari soddisfa la condizione di parete elettrica n0 E = 0. I campi elettrici a
simmetria pari attraversano tangenzialmente il piano di simmetria, mentre i campi elettrici a
simmetria dispari lo attraversano perpendicolarmente.

19

E ben noto che una funzione scalare di una sola variabile, denita su un intervallo simmetrico rispetto allorigine, pu` essere espressa come somma della sua parte pari e della sua parte
o
dispari. Analogamente, il campo elettromagnetico {E, H}denito in una regione simmetrica
o
rispetto al piano x3 = 0 pu` scindersi in parte pari:
{Ep , Hp } =

1
[{E, H} + R3 {E, H}]
2

(54)

{Ed , Hd } =

1
[{E, H} R3 {E, H}]
2

(55)

e parte dispari:

ed ` ovvio che si ha:


e
{E, H} = {Ep , Hp } + {Ed , Hd }

(56)

Un semplice esempio dellutilizzo delle simmetrie

Il fatto che correnti a simmetria dispari creino una condizione di parete elettrica sul piano
di simmetria pu` essere sfruttato per semplicare il calcolo del campo generato da una diso
tribuzione di correnti impresse agenti in un semispazio occupato da un mezzo omogeneo e
isotropo e delimitato da una supercie piana conduttrice elettrica perfetta. Il problema `
e
illustrato in Figura 9(a). La condizione al contorno derivante dalla presenza della parete conduttrice elettrica perfetta ` la stessa che si ha sul piano z = 0 nella situazione di Figura 9(b). In
e
questa seconda situazione, il mezzo ` uguale in tutto lo spazio e si hanno le correnti {Ji , Jmi }
e
che, insieme alle {Ji , Jmi } costituiscono un campo a simmetria dispari. I campi nel semispazio
z > 0 sono identici nelle due situazioni poich il mezzo, le sorgenti e le condizioni al contorno
e
sono identiche. Le correnti {Ji , Jmi } si dicono le immagini delle correnti eettivamente
agenti nel semispazio z > 0.
Possiamo pertanto enunciare il seguente:
Teorema 7 (delle imagini) Il campo elettromagnetico generato da un sistema di sorgenti agenti in un semispazio occupato da un mezzo omogeneo e isotropo, delimitato da una
parete piana conduttrice elettrica perfetta, ` identico a quello che verrebbe generato nello stese
so semispazio dal sistema di sorgenti e dalla loro immagine, agenti in un mezzo illimitato
di caratteristiche uguali a quelle del mezzo esistente nel semispazio di interesse. Le sorgenti
eettive e le loro immagini costituiscono un campo a simmetria dispari.
Pertanto, il teorema delle immagini permette di ridurre lo studio del campo in presenza
di un piano conduttore elettrico perfetto a quello del campo generato dal sistema di sorgenti

20

{ E, H }
E

0z

)b(

im J

im J

0z

PEC

J
=

im J

{ E, H }

)a(

Figura 9: (a) Sistema di correnti impresse {Ji , Jmi } agenti in un semispazio delimitato da una parete
piana conduttrice elettrica perfetta. (b) Problema equivalente a quello ragurato in (a), in presenza
delle correnti immagine Ji , Jmi .

eettivo e dalle loro immagini in tutto lo spazio. Le sorgenti immagine costituiscono un


ulteriore esempio di sorgenti equivalenti.
Come ulteriore applicazione del teorema delle immagini, si pu` mostrare facilmente che
o
densit` di corrente elettrica superciale a ridosso di un piano conduttore elettrico perfetto non
a
generano alcun campo, come gi` mostrato nel caso di una qualunque supercie conduttrice
a
elettrica perfetta attraverso il teorema di reciprocit`. Infatti, osservando la Figura 10, si pu`
a
o
notare che limmagine della corrente elettrica superciale ` opposta a quella eettivamente
e
esistente e ne annulla il campo, poich la distanza tra le due sorgenti (quella reale e quella
e
immagine) ` innitesima. Pertanto, la corrente superciale elettrica a ridosso di un piano
e
conduttore elettrico perfetto non genera alcun campo. Al contrario, limmagine della corrente
magnetica ` identica a quella eettiva: quindi il campo che si ha nel semispazio sopra il cone
duttore ` uguale a quello che verrebbe generato nello spazio libero da una corrente magnetica
e
di intensit` doppia.
a

21

im J 2
x

im J

im J

PEC

Figura 10: Applicazione del teorema delle immagini a correnti superciali poste a ridosso di un piano
conduttore elettrico perfetto.