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LE BASI NEUROFISIOLOGICHE

Le basi neurofisiologiche dell’apprendimento permanente

DELL’APPRENDIMENTO PERMANENTE
Eleonora Guglielman

ABSTRACT
Il ruolo dell’educazione degli adulti sta acquisendo un’importanza crescente nel quadro delle politiche e delle
strategie operate a livello europeo e internazionale per la promozione dell’apprendimento permanente. La
partecipazione degli adulti alle attività formative è però ancora piuttosto bassa, nonostante gli incentivi e le
iniziative mirate a consentire a tutti i cittadini l’accesso ai percorsi di istruzione e formazione in tutte le età
della loro vita. La partecipazione tende a decrescere in concomitanza con l’aumentare delle età: la maggiore
difficoltà che i discenti anziani incontrano nell’intraprendere un processo di formazione è dovuta al
decadimento delle funzioni cerebrali, che provoca un indebolimento generale delle capacità di
concentrazione, della memoria e della flessibilità mentale.
Fino a pochi decenni fa si riteneva che l’invecchiamento cerebrale e le sue conseguenze fossero inevitabili;
tale credenza si basava su un concetto statico del cervello, che a partire dalla maturità subiva un processo
degenerativo irreversibile provocato dalla morte dei neuroni e dall’impossibilità di una loro rigenerazione.
Oggi i progressi delle neuroscienze dimostrano che l’invecchiamento intellettuale può essere reversibile: il
cervello è plastico in tutte le età della vita. Ciò consente una ristrutturazione delle mappe cerebrali e un
miglioramento delle funzionalità mentali attraverso esperienze di apprendimento. Un allenamento mentale
specifico può migliorare le rappresentazioni nella corteccia motoria e sensoriale, migliorare la trasmissione di
segnali e restituire efficienza alle connessioni neuronali. L’apprendimento modifica il cervello attraverso la
neuroplasticità: l’anziano può recuperare gran parte delle sue capacità mentali dedicandosi ad attività cognitive
e motorie stimolanti, svolgendo esercizi appositamente studiati per stimolare la ristrutturazione corticale
neuroplastica.
Il neuroscienziato Michael Merzenich attraverso i suoi studi è giunto alla conclusione che un programma
specifico di attività in grado di stimolare nuove connessioni neuronali e di riorganizzare le mappe corticali
può far sì che anche nella terza età l’apprendimento divenga un’esperienza efficace e gratificante. L’incontro
tra la ricerca svolta in campo neuroscientifico sulla plasticità del cervello e la ricerca nel campo
dell’educazione degli adulti potrebbe offrire un contributo notevole per lo sviluppo di nuove metodologie e
strategie di insegnamento e apprendimento per la promozione del Lifelong Learning.

APPRENDERE NELLA TERZA ETÀ prossimi anni: rendere l’Europa la società più
Nel summit di Lisbona del 2000 gli Stati competitiva del mondo, realizzando
membri dell’Unione Europea hanno stabilito pienamente un’economia basata sulla
un ambizioso obiettivo da raggiungere nei conoscenza e sull’apprendimento durante

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l’intero arco della vita. Nel quadro delle sviluppo personale e l’inclusione sociale: “Un
strategie e delle politiche per il Lifelong incremento del livello generale delle
Learning tutti i cittadini devono avere competenze della popolazione adulta, ottenuto
l’opportunità di acquisire conoscenze e offrendo maggiori e migliori opportunità di
competenze, e gli adulti devono poter usufruire apprendimento lungo tutto l’arco della vita
di occasioni di apprendimento anche nelle fasi adulta è importante sia per motivi di efficienza
più avanzate della loro vita, sia che esse si che per motivi di equità, tenuto conto delle
svolgano all’interno di istituzioni formative sfide identificate precedentemente.
formali sia che avvengano in una dimensione L’educazione degli adulti ha come risultato non
di tipo non formale o informale1. solo di renderli lavoratori più efficienti e
In un’Europa in cui la percentuale di persone cittadini più attivi e meglio informati, ma
anziane rispetto all’età media della contribuisce anche al loro benessere
popolazione è in costante crescita, emerge la personale”4.
necessità di incrementare la partecipazione Il documento prosegue elencando una serie di
degli adulti alle attività di apprendimento vantaggi derivanti da un’azione strategica di
permanente per contribuire al raggiungimento sistema per l’educazione degli adulti, a
degli obiettivi di Lisbona, resi operativi dal cominciare da quelli che hanno un’immediata
Programma strategico2 Istruzione e formazione ricaduta a livello economico e produttivo -
2010. maggiore possibilità di impiego, aumento della
Tra i mutamenti demografici che l’Europa si competitività, minori spese per i contributi
trova ad affrontare, infatti, appare rilevante sociali e per le pensioni anticipate - per arrivare
quello dell’invecchiamento della popolazione3 : alle conseguenze sul benessere individuale:
si calcola che nei prossimi trenta anni il autorealizzazione, invecchiamento attivo,
numero di europei di età inferiore ai 24 anni si migliore stato di salute nelle persone adulte.
ridurrà del 15%; un europeo su tre avrà più di L’ e d u c a z i o n e degli adulti riveste
60 anni, mentre uno su dieci supererà gli 80. un’importanza cruciale nel contesto delle
politiche per l’invecchiamento attivo ed
La Comunicazione della Commissione emerge la necessità di un suo riconoscimento
Europea Educazione degli adulti: non è mai in termini di visibilità, priorità e risorse5 .
troppo tardi per apprendere sottolinea come in L’Organizzazione Mondiale della Sanità rileva
tale situazione migliorare le opportunità, come bassi livelli culturali e di scolarizzazione
l’accesso e la qualità dell’educazione degli siano correlati a un aumento del rischio di
adulti acquisti un significato decisivo per lo disabilità e morte negli anziani; l’educazione
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permanente può supportare queste persone Il problema è stato affrontato sotto il duplice
nell’acquisizione di nuove capacità, aspetto neurologico ed educativo dall’OECD,
sviluppando in esse il senso di sicurezza che nel 2001 ha organizzato a Tokio il Forum
necessario a vivere in maniera autonoma e per il progetto Learning Science and Brain
indipendente. In altre parole l’apprendimento Research, nel quale si sono dibattute le
contribuisce a conservare l’individuo attivo e tematiche relative alla natura
flessibile6. dell’invecchiamento cerebrale e la funzionalità
cognitiva nella terza età. I dati raccolti
Sussiste però un ostacolo per un dall’OECD mostrano un declino generale di
apprendimento che possa prolungarsi anche in molte capacità cognitive tra i 20 e gli 80 anni,
tarda età: il declino mentale correlato al che si riflette soprattutto su compiti quali la
deterioramento delle funzioni cerebrali, che si lettura, il riconoscimento di lettere e parole e in
determina nella fase più avanzata della vita. generale sulla memoria. Il decadimento inizia
Con il progredire dell’età diminuisce la attorno ai 30 anni e si accelera dopo i 50; è
capacità di generare nuove sinapsi tra i neuroni caratterizzato da vuoti di memoria,
in risposta a stimoli esterni, capacità che è alla rallentamenti nel ragionamento, difficoltà
base di funzioni fondamentali e complesse comunicative, lapsus 8.
come memoria e apprendimento.
L’invecchiamento del cervello causa una serie La peculiarità dell’adulto e la sua specificità in
di cambiamenti: riduzione del volume del quanto soggetto che apprende richiede la messa
cervello e in particolare della materia grigia, a punto di strategie e approcci di tipo
atrofia progressiva dei neuroni e delle loro andragogico che rispondano espressamente al
interconnessioni, degenerazione delle regioni suo fabbisogno, individuando i fattori e le
corticali che presiedono alle funzioni di variabili da tenere sotto controllo affinché
sensazione, cognizione, memoria e controllo l’azione formativa sia efficace. I più recenti
motorio, declino metabolico dei neuroni chiave studi nel campo dell’educazione degli adulti e
e perdita di funzionalità connessa a della geragogia pongono in rilievo come
deterioramenti di ordine fisico e chimico7 . l’apprendimento in età adulta si caratterizzi per
Acquisire nuove conoscenze e apprendere il suo essere olistico, centrato cui problemi,
nuove abilità diviene così più difficile, e contestualizzato e p e r s o n a l i z z a t o9 .
l’esecuzione di compiti richiede uno sforzo L’apprendimento nella terza età è quello che
maggiore rispetto a quello che devono appare essere più problematico: l’involuzione
affrontare i discenti più giovani. senile legata all’invecchiamento dei tessuti
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cerebrali provoca una perdita di efficienza predefinite e immutabili e che la produzione di


della mente che progredisce con l’avanzare neuroni cessasse dopo l’età dello sviluppo, ad
dell’età e che rende ancora più complessa la eccezione delle strutture dedicate alla memoria,
progettazione e realizzazione di interventi le quali seguitano a produrre neuroni anche in
formativi adeguati alle caratteristiche dei età adulta. Ciò faceva del cervello un
discenti anziani. Questi ultimi, infatti, organismo che, una volta raggiunto il suo pieno
incontrano difficoltà sempre maggiori sviluppo, diveniva statico e incapace di
nell’esecuzione dei compiti man mano che la crescere ulteriormente ed era perciò
loro età progredisce. condannato a un lento e inesorabile declino.
Oggi le ricerche compiute nel campo delle La nozione di plasticità era limitata al così
neuroscienze dimostrano che è possibile detto periodo critico, ossia il periodo
scongiurare il decadimento delle facoltà dell’infanzia corrispondente alla fase pre-
intellettuali, e che è possibile mantenere attive puberale, in cui il cervello è particolarmente ad
le funzionalità del cervello per apprendere in apprendere con uno sforzo minimo nuove
modo efficace e soddisfacente anche in tarda abilità come, ad esempio, imparare una
età; che, insomma, l’apprendimento può seconda lingua oltre a quella madre10. Il primo
davvero essere permanente. La parola chiave è a individuare la caratteristica della plasticità a
neuroplasticità. livello linguistico è stato da Eric Lenneberg
(1921-1975), linguista e neurologo tedesco;
IL MODELLO S TAT I C O DEL questo concetto di plasticità negli ultimi
LOCALIZZAZIONISMO vent’anni è stato esteso a tutte le funzioni
Quando parliamo di neuroplasticità facciamo cerebrali e a tutte le età dell’individuo. Oggi le
riferimento al cambiamento che si verifica nel ricerche dimostrano che nelle aree corticali
cervello come conseguenza di un’esperienza e avvengono dei cambiamenti sostanziali e che
che implica il trasferimento di determinate l’apprendimento, il pensiero e l’azione
funzioni ad aree cerebrali diverse da quelle trasformano profondamente le strutture
originariamente ad esse destinate. Per spiegare funzionali anatomiche del cervello.
meglio il significato del termine dobbiamo fare
un passo indietro e illustrare qual era la visione Il modello dominante è stato rappresentato per
del cervello comunemente accettata fino a decenni dal localizzazionismo, secondo il quale
pochi decenni fa. la corteccia cerebrale è composta da regioni
In passato gli scienziati ritenevano che le distinte, destinata a funzioni specifiche:
diverse aree del cervello umano fossero linguaggio, visione, udito, ecc. Il precursore di
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questa idea fu il neuroanatomista tedesco Franz scienziati. Il fisiologo francese Pierre-Jean-


Joseph Gall (1758-1828), fondatore della Marie Flourens (1794-1867) fu uno dei
frenologia, che ipotizzò che la corteccia principali fautori della posizione opposta, che
cerebrale fosse suddivisa in zone vedeva nel cervello un organo indifferenziato,
corrispondenti alle 27 facoltà mentali giungendo alla conclusione che, poiché nella
riconosciute dalla psicologia dell’epoca. corteccia cerebrale tutte le regioni sono in
L’elenco delle “facoltà” era piuttosto grado di svolgere qualsiasi funzione, tutte le
eterogeneo e comprendeva, accanto alla nostre percezioni sono riconducibili a un’unica
memoria, la speranza, la fede, l’amore facoltà.
romantico e concetti simili. Gall arrivava a
correlare il maggiore o minore sviluppo di tali
facoltà nell’individuo con la prominenza della
parte corrispondente del cranio: a un maggiore
sviluppo fisico di una zona craniale
corrispondeva un maggiore sviluppo della
facoltà che “risiedeva” in quella zona.
Malgrado la sua teoria appaia oggi piuttosto
ingenua, nell’epoca in cui fu formulata suscitò
un grande scalpore. Per la prima volta, infatti,
uno scienziato azzardava l’idea che i processi
mentali hanno una matrice biologica e si
originano nel cervello, in contrasto con la
concezione dominante dell’epoca, basata sul Fig. 1 - Cranio umano annotato dal pastore Oberlin
dualismo cartesiano, che distingueva res secondo il sistema di Franz Joseph Gall (Museo Jean-
cogitans e res extensa operando una scissione Frédéric Oberlin di Waldersbach).

tra corpo e mente. Quest’ultima era considerata


Il dibattito giunse a una svolta con gli studi di
un’entità spirituale, e come tale non
Broca e Wernicke, due medici che ebbero
conoscibile né investigabile.
modo di esaminare i danni cerebrali subiti da
La teoria di Gall, oltre a suscitare scandalo nel
individui colpiti da forme di afasia e che per
mondo cattolico, che aveva abbracciato l’idea
primi ipotizzarono la diversa specializzazione
del dualismo cartesiano e che non accettava
dei due emisferi cerebrali. I loro studi hanno
che la mente avesse una realtà fisiologica,
dato luogo al modello attuale, che assegna
innescò una serie di polemiche tra gli
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differenti funzioni a differenti aree cerebrali


corrispondono: i lobi frontali sono i centri
neuronali che presiedono alle attività di
giudizio e programmazione, all’elaborazione di
concetti, l’organizzazione e il controllo dei
movimenti; i lobi parietali sono i centri di
elaborazione delle informazioni somatiche e
sensoriali primarie, ossia quelle provenienti da
cute, muscoli, articolazioni e organi interni; i
lobi temporali raccolgono ed elaborano le Fig. 2 - Localizzazione delle aree di Broca e di Wernicke

informazioni uditive; i lobi occipitali elaborano (da NIH publication 97-4257, http://www.nidcd.nih.gov/
health/voice/aphasia.asp).
le informazioni visive primarie.
Paul Broca (1824-1880), chirurgo francese, nel
il significato di parole e frasi, e riscontrò che le
1861 individuò per primo l’area cerebrale in
lesioni erano sempre situate nell’emisfero
cui risiede la produzione del linguaggio. Gli
sinistro, ma stavolta nel lobo temporale.
studi di Broca si basavano sull’esame di
Gli studi di Broca e Wernicke hanno permesso
pazienti che presentavano un tipo di afasia che
di corroborare e sviluppare ulteriormente
li rendeva incapaci di esprimersi attraverso il
l’ipotesi localizzazionista di Gall e, attraverso
linguaggio, e che tuttavia erano ancora in grado
le successive sperimentazioni, di individuare le
di comprenderlo. Le autopsie effettuate da
principali funzioni svolte nei due emisferi
Broca dopo la morte dei pazienti
cerebrali. Secondo questo modello del cervello
evidenziavano lesioni localizzate nel lobo
l’emisfero destro ha il compito di elaborare le
frontale dell’emisfero sinistro, cosa che
informazioni in modo globale e percettivo-
convinse lo scienziato di aver individuato la
spaziale, mentre l’emisfero sinistro presiede
sede della funzione del linguaggio.
alle capacità logico-matematiche e al
Gli studi successivamente compiuti dal medico
ragionamento simbolico, oltre a contentere i
Carl Wernicke (1848-1905) permisero di
centri di produzione e comprensione del
localizzare un’altra area che sembrava
linguaggio.
responsabile, in una diversa maniera, della
funzione linguistica. Wernicke si occupò di
Negli anni seguenti la rappresentazione del
pazienti colpiti da un altro tipo di afasia, che
cervello è stata arricchita sulla base di
provocava in loro l’incapacità di comprendere
osservazioni che hanno dimostrato che le
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lesioni che interessano determinate parti del possibilità di riacquistare la capacità di parlare
cervello portano alla perdita di specifiche normalmente grazie alla ristrutturazione delle
funzioni; questi studi hanno consentito di aree cerebrali; i segnali tattili, a loro volta,
ricostruire una mappa della corteccia cerebrale, possono essere elaborati nella corteccia visiva
della quale è stata proposta anche una e convertiti in immagini, come dimostrano
raffigurazione grafica (il così detto alcuni esperimenti11 . Comunemente si ritiene
homunculus). che il cervello perda circa 100.000 neuroni
La visione localizzazionista si è spinta a ogni giorno e che tale perdita sia irreversibile;
ipotizzare un modello neuropsicologico nel in realtà sono i neuroni di grandi dimensioni a
quale ciascuna regione cerebrale regola una diminuire, mentre quelli di piccole dimensioni
determinata funzione in modo autonomo e aumentano di numero. Ciò provoca una
senza interagire con le altre regioni, e che riduzione della plasticità, ma non significa che
presuppone che la struttura del cervello sia si riducano le funzioni cognitive.
fissa e immutabile: un modello che paragona il
cervello a una macchina, in cui ciascun Il concetto di neuroplasticità è fondamentale
componente svolge una funzione stabilita e come approccio ai programmi terapeutici di
geneticamente predeterminata. Una delle riabilitazione nel caso di traumi e danni
conseguenze è che se uno di questi componenti cerebrali. Il cervello umano non è “cablato”
è danneggiato, non è possibile sostituirlo. con circuiti neurali fissi e immutabili; la rete
L’obsolescenza del cervello è perciò sinaptica cerebrale e le strutture correlate,
considerata un processo irreversibile. inclusa la corteccia cerebrale, si riorganizzano
attivamente grazie all’esperienza e alla pratica.
ANATOMIA DI UN CERVELLO La neuroplasticità è correlata alla neurogenesi:
PLASTICO i neuroni danneggiati possono essere sostituiti
Nella seconda metà del Novecento ha iniziato a grazie alle cellule staminali (ossia le cellule
diffondersi, suffragata da dati sperimentali, non specializzate capaci di trasformarsi in
l’idea che il cervello è sufficientemente qualunque tipo di cellula). Le cellule staminali
plastico da potersi riorganizzare in caso di neuronali si riproducono dando origine a copie
bisogno anche in età adulta, e che i segnali esatte di se stesse, in maniera continua e senza
sensoriali possono essere elaborati in aree dare segni di invecchiamento; il processo di
diverse da quella ad essi destinata. Ad esempio, neurogenesi si protrae in modo ininterrotto per
chi ha subito danni che investono i centri del tutta la vita, fino alla morte dell’individuo. È
linguaggio dell’emisfero sinistro ha la perciò evidente come la scoperta delle cellule
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staminali neuronali sia stata determinante per Il darwinismo neuronale si è sviluppato nello
dimostrare che il cervello non smette mai di stesso periodo in cui gli scienziati Michael
produrre nuovi neuroni, neppure in età Merzenich e Jon Kaas dimostravano per via
avanzata; attualmente è allo studio la sperimentale che se una mappa corticale non
possibilità di rimpiazzare i tessuti cerebrali riceve più stimoli sarà utilizzata per altre
danneggiati degli individui adulti per funzioni, generalmente funzioni localizzate in
recuperarne le funzioni nel caso di malattie aree ad essa adiacenti, dando luogo a fenomeni
degenerative e lesioni cerebrali. di riorganizzazione della corteccia cerebrale12 .

Una delle teorie basate sul concetto di IMPARA L’ARTE


plasticità è il darwinismo neuronale (o teoria La neuroplasticità è legata al concetto di
delle selezione dei gruppi neuronali), proposta competitività: se smettiamo di esercitare le
dallo scienziato Gerald Edelman alla fine degli nostre facoltà mentali non solo le
anni ’70 del secolo scorso. Si tratta di un dimentichiamo, ma la mappa corrispondente è
modello evoluzionistico secondo il quale le automaticamente assegnata ad altre funzioni
mappe cerebrali non sono completamente che continuiamo a svolgere. In un certo senso
predeterminate a livello genetico ma potremmo dire: impara l’arte e non metterla da
dipendono anche dall’esperienza individuale e parte, anzi, continua a praticarla regolarmente.
dall’interazione con l’ambiente. Le funzioni La competitività spiega perché è così difficile
cerebrali superiori sono il risultato di una “disapprendere” qualcosa: se abbiamo
selezione che si attua in una duplice acquisito un comportamento che è divenuto
dimensione: a livello della specie e a livello dominante occupando una mappa estesa, esso
funzionale e anatomico del singolo individuo. I offre resistenza ai tentativi di sostituirlo con un
neuroni, presenti fin dalla nascita, si comportamento diverso, impedendo che quella
organizzano e si aggregano, e a seconda del stessa mappa sia occupata da altre funzioni.
loro effettivo utilizzo muoiono oppure Spiega anche la difficoltà di abbandonare le
sopravvivono e si rafforzano; la selezione si cattive abitudini, e l’importanza di apprendere
attua su gruppi di neuroni (reti neuronali). un comportamento nell’infanzia, quando le
Quella di Edelman si prospetta come una vera mappe cerebrali sono in via di strutturazione.
e propria teoria evolutiva del cervello, il quale Secondo Merzenich la struttura del cervello e
ridefinisce la propria struttura attraverso le sue capacità cognitive possono essere
l’esperienza, secondo la plasticità sinaptica. migliorate attraverso un esercizio appropriato.
Le mappe cerebrali si trasformano secondo ciò
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che facciamo nel corso della nostra vita; cosa L’idea di fondo di Merzenich è che sia
più importante, esse sono in grado di possibile riaprire il “periodo critico” di
modificarsi a tutte le età, anche in quella plasticità del cervello facendo in modo che
adulta. Partendo dall’idea che l’apprendimento anche da adulti le mappe cerebrali possano
consiste nel creare nuovi legami tra i neuroni essere “ricablate”; ciò permette, ad esempio, di
attraverso la loro attivazione simultanea e apprendere in età adulta una lingua straniera
ripetuta, Merzenich ha elaborato una teoria con estrema facilità, come avviene nel caso dei
secondo cui la struttura neuronale può essere bambini in età prepuberale, che imparano le
modificata dall’esperienza: ciò significa che lingue con naturalezza e senza accento.
anche le persone che presentano problemi Merzenich ha iniziato così a interessarsi anche
congeniti o lesioni in determinate aree cerebrali dell’apprendimento in età adulta e alcuni anni
possono sviluppare nuove connessioni dopo ha fondato la Posit Science, una società
neuronali. che opera nel campo del prolungamento della
Sulla base di queste convinzioni nel 1996 vita attiva proponendo un programma per
Merzenich, assieme ad altri studiosi, ha dato mantenere elastico ed efficace il loro cervello
vita alla società Scientific Learning, che anche in tarda età. Il suo sistema si basa su una
propone programmi di esercizi indirizzati a serie di esercizi mentali appositamente tarati e
persone con problemi linguistici e di mirati a migliorare memoria, ragionamento e
apprendimento; gli esercizi sono progressivi e velocità di elaborazione nelle persone anziane.
seguiti da un rinforzo positivo ogni qualvolta si Il presupposto è che il deterioramento mentale
raggiunge l’obiettivo, al fine di tenere costante negli anziani è legato alla perdita della
l’attenzione e consolidare il risultato ottenuto. memoria, la quale a sua volta è causata dalla
Il rinforzo, infatti, provoca il rilascio di difficoltà di registrare nuovi eventi a cagione di
dopamina e acetilcolina, due neurotrasmettitori una diminuita velocità di elaborazione delle
che contribuiscono al rinforzo della memoria. informazioni e di un peggioramento nella loro
Il risultato è un rimodellamento delle mappe nitidezza e accuratezza. Un fenomeno comune
cerebrali. I programmi della Scientific negli anziani, la difficoltà nel trovare le parole,
Learning hanno fatto registrare progressi è ricollegato da Merzenich a una forma di
notevoli nell’apprendimento da parte dei atrofia che conduce a una rappresentazione
discenti e hanno funzionato anche nel caso di poco chiara dei suoni e delle parole, che
bambini autistici, migliorandone nel complesso conseguentemente dà origine a tracce
le capacità mentali. mnemoniche confuse e disordinate.

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perché queste attività, e non altre, raggiungono


l’obiettivo di riattivare la funzionalità mentale
negli anziani.

APPRENDERE SEMPRE GRAZIE ALLA


NEUROPLASTICITÀ
L’invecchiamento cerebrale è reversibile,
poiché la neuroplasticità è bidirezionale: può
determinare il deterioramento del cervello o il
suo miglioramento14 . All’origine del declino
fisico, chimico e funzionale del cervello vi
Fig. 3 - Sul portale della Posit Science è possibile
sono le modificazioni cerebrali che danno
acquistare pacchetti di esercizi appositamente ideati per
stimolare le facoltà cognitive nelle persone delle terza luogo a un processo di plasticità negativa,
età (http://www.positscience.com). provocando una spirale viziosa di
deterioramento che comprende quattro
Gli esercizi della Posit sono proposti in forma
componenti:
ludica e consistono in una serie di attività
Disuso. Le funzioni cerebrali rispondono alla
svolte al computer dai discenti, che devono
legge use or lose it (“se non lo usi, lo perdi”);
rispondere a determinati stimoli completando
spesso gli anziani si limitano a svolgere attività
livelli di difficoltà crescente. Gli esercizi sono
mentali familiari e ripetitive, di cui hanno
strutturati come veri e propri videogames: in
acquisito padronanza, in pratica delle routine
“Tell Us Apart” si chiede di distinguere tra
che non richiedono sforzi di applicazione o
suoni simili per rinforzare l’interpretazione e
acquisizione di nuove capacità. Esercitare
memorizzazione del parlato; in “Match It!” si
attività di questo tipo non è sufficiente a
stimola la memoria migliorando la precisione e
mantenere il cervello nella sua piena
la nitidezza della percezione dei suoni; “Listen
funzionalità: se smettiamo di apprendere cose
And Do” agisce sulla memoria a breve termine,
nuove siamo destinati a invecchiare
e così via13 . L’apparente semplicità degli
cerebralmente.
esercizi non deve trarre in inganno: essi sono
Processi “rumorosi”. Nel cervello degli
stati concepiti sulla base degli studi condotti
anziani il deterioramento sensoriale provoca
attraverso esperimenti e tecniche di
rumore; se, ad esempio, l’udito è peggiorato, i
neuroimaging sulla riorganizzazione e
segnali sonori inviati al cervello sono più
strutturazione delle funzioni corticali. Ecco
difficili e confusi da interpretare. Il cervello si
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Le basi neurofisiologiche dell’apprendimento permanente

trova così a rallentare la sua attività per Per scongiurare l’invecchiamento cerebrale
decifrare segnali confusi, e di conseguenza le non occorre necessariamente svolgere di tipo
rappresentazioni mentali sono incomplete. Ciò cognitivo, poiché anche l’esercizio delle
causa una memoria più povera e una capacità capacità motorie può rinforzare il cervello;
di ragionamento meno elastica. esso, infatti modifica le proprie capacità a tutti
Indebolimento della funzione i livelli, come un meccanismo complesso. Le
neuromodulatoria. In tarda età il cervello attività più efficaci sono quelle in cui si
produce un minor numero di neuromodulatori, richiede di distinguere tra ciò che si ode, si
delle sostanze chimiche, come dopamina e vede e si percepisce e utilizzare queste
acetilcolina, che rivestono un ruolo essenziale informazioni per raggiungere obiettivi sempre
nell’apprendimento e nella memoria. più difficili. Merzenich sostiene che importante
Apprendimento negativo. Le persone che che le attività siano nuove e sfidanti:
iniziano a sentirsi mentalmente meno agili di apprendere a suonare un nuovo strumento,
un tempo tendono ad attuare dei meccanismi di imparare una lingua straniera, imparare giochi
compensazione. Se, ad esempio, il loro udito si di destrezza, imparare un nuovo ballo,
è indebolito, spengono il televisore o imparano completare un puzzle difficile, giocare a ping
a leggere le parole sulle labbra15. pong.
Merzenich ha individuato una serie di strategie
per ovviare a questi problemi: CONCLUSIONI
• Per combattere il disuso: impegnare il I progressi compiuti negli ultimi anni dalle
cervello in nuovi compiti che neuroscienze dimostrano che l’apprendimento
costituiscono una sfida; non è riservato soltanto alle generazioni più
• Per aiutare il cervello a fare ordine tra i giovani e alle persone con una mente in piena
segnali confusi: svolgere attività che efficienza, ma che può essere attuato in tutte le
richiedono attenzione e concentrazione; età della vita con uguale efficacia; e, cosa più
• Per regolare la produzione di rilevante, che apprendere sempre contribuisce a
neuromodulatori: svolgere attività in incrementare la rigenerazione neuronale e a
grado di attivarne la produzione; scongiurare gli effetti dell’invecchiamento16.
• Per eliminare i comportamenti adattivi Un’attività mentale continua e costante nel
compensativi: impegnarsi in attività che tempo costituisce infatti un fattore importante
sono divenute complicate da eseguire, nel ritardare l’insorgere di malattie
anziché evitarle. neurodegenerative come la malattia di
Alzheimer. In Giappone è stata sperimentata
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con successo la learning therapy, un metodo e diversificano con l’età, la capacità di


basato sullo studio del funzionamento della apprendere permane. La formazione durante
corteccia prefrontale per migliorarne le l’intera vita non va più considerata come
funzioni: comunicazione, capacità di un’opzione, bensì come un prerequisito per la
autonomia e memoria a breve termine. promozione del benessere personale e della
L’obiettivo è permettere alle persone colpite da coesione sociale. L’applicazione delle teorie
Alzheimer di partecipare ad attività delle neuroscienze sulla plasticità del cervello
socializzanti; le tecniche di neuroimaging al campo dell’educazione degli adulti appare
hanno infatti dimostrato che in questi soggetti quindi indispensabile per promuovere
la stimolazione della corteccia prefrontale l’apprendimento permanente, attraverso la
attraverso lo svolgimento di semplici attività di creazione di ambienti di apprendimento basati
lettura e di calcolo è in grado di stimolare la sulle competenze, l’apprendimento situato e la
funzionalità dell’intero cervello17. costruzione attiva di conoscenze19 ; ambienti in
Capire come funziona il cervello nell’individuo cui siano proposte strategie e attività che
adulto può aiutarci nell’elaborazione di sfruttano i principi della neuroplasticità per
metodologie di insegnamento e apprendimento migliorare le funzioni cognitive e far sì che
più efficaci e adeguate alle diverse età e a l’educazione nella terza età sia un’esperienza
mantenere le persone attive durante l’intera piacevole, gratificante ed efficace.
vita. Il modello statico del cervello basato
sull’idea del decadimento neuronale Eleonora Guglielman
irreversibile è stato per molto tempo alla base Settembre 2008
del pregiudizio secondo cui gli anziani sono
incapaci di apprendere cose nuove. Il focus sul NOTE
Lifelong Learning che contempla in modo
1 Commissione delle Comunità Europee, Memorandum
sempre più consistente la priorità di sull'istruzione e la formazione permanente, Bruxelles, 2000.
un’educazione per la terza età richiede uno 2 Per maggiori dettagli v. il portale UE su Education
sforzo sistematico per incrementare la and Training 2010: http://ec.europa.eu/education/
policies/2010/et_2010_en.html
partecipazione degli adulti alle attività
3 V. il portale della Commissione Europea sulle
formative, la quale è tuttora bassa e tende a politiche per l’invecchiamento attivo, http://
ec.europa.eu/employment_social/soc-prot/ageing/
precipitare negli over 50. index_en.htm
L’apprendimento non ha età, è un processo 4 Commissione delle Comunità Europee, Educazione
degli adulti: non è mai troppo tardi per apprendere.
cumulativo che continua per tutta la vita18 ; se Comunicazione della Commissione, Bruxelles, 2006,
le modalità di come si apprende si modificano p. 5.
Eleonora Guglielman 2008
12
Le basi neurofisiologiche dell’apprendimento permanente

5 Commissione delle Comunità Europee, Educazione 15Merzenich M.M., Change minds for the better, “The
degli adulti: non è mai troppo tardi per apprendere, cit. Journal of Active Aging”, november-december, 2005,
pp. 23-24.
6World Health Organization, Active Ageing: a Policy
Framework, 2002. 16 Luppi E., Pedagogia e terza età, Roma, Carocci, 2008,
p. 50.
7 OECD - Organisation for Economic Co-operation
and Development, Understanding the Brain: the Birth of 17OECD - Organisation for Economic Co-operation
a learning Science, OCDE, 2007, pp. 217-218. and Development, Understanding the Brain: the Birth of
a Learning Science, cit. p. 54.
8OECD - Organisation for Economic Co-operation
and Development, Understanding the Brain. Towards a 18Tyler John M., Geragogy. A Theory for Teaching the
New Learning Science, OCDE, 2002. Elderly, N.Y., Haworth Press, 1988.
9 Su queste tematiche e, in particolare, sulla 19 Daloisio M., Insegnare le lingue a studenti adulti.
personalizzazione nell’educazione degli adulti, cfr. Riflessioni tratte dalla ricerca neurobiologica, 2006, http://
Progetto Pilota “Peapeda”. Personalizzare l’apprendimento in w w w. p s i c o l a b. n e t / i n d e x . a s p ?
ambito EdA, Roma, Anicia, 2005; v. anche, di pid=idart&cat=5&scat=132&arid=1328
Guglielman E., L’educazione degli adulti nello scenario
comunitario, in “Servizio Informazione Anicia”, n.
monografico La personalizzazione degli apprendimenti
nell’educazione degli adulti. La stato dell’arte, a. IV, n. 1-3,
2004, pp. 16-17.
10 Nelle neuroscienze il periodo critico ha
un’accezione più ampia e sta a indicare la fase
dell’infanzia in cui è possibile apprendere il
linguaggio anche se si sono verificate lesioni ai centri
del linguaggio, grazie alla plasticità che consente di
utilizzare altre aree del cervello per svolgere le
funzioni cui tali centri sono dedicati.
11 Si vedano, ad esempio, gli interventi compiuti dal
neuroscienziato Paul Bach-y-Rita (1934-2006) su
persone non vedenti dalla nascita, che hanno
permesso loro di recuperare la capacità visiva
attivando una “sostituzione sensoriale”, in Doidge
N., Il cervello infinito. Alle frontiere della neuroscienza: storie
di persone che hanno cambiato il proprio cervello, Milano,
Ponte alle Grazie, 2007.
12 Sulla base si queste osservazioni Merzenich ha
messo a punto, tra lo scetticismo generale, un
impianto cocleare che consente alle persone affette
da sordità congenita di udire, sfruttando la capacità
della corteccia uditiva di decodificare impulsi
artificiali. In Doidge N., Il cervello infinito. Alle frontiere
della neuroscienza: storie di persone che hanno cambiato il
proprio cervello, cit.
13 Una panoramica dei diversi programmi è
consultabile sul portale della Posit Science,
all’indirizzo http://www.positscience.com/science/
program_design/
14Mahncke H.W., Bronstone A., Merzenich M.M.,
Brain Plasticity and Functional Losses in the Aged: Scientific
Bases for a Novel Intervention, “Progress in Brain
Research”, 157, 2006, p. 2.

Eleonora Guglielman 2008


13
Le basi neurofisiologiche dell’apprendimento permanente

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

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Comunicazione della Commissione, Bruxelles, 2006.
Commissione delle Comunità Europee, Memorandum sull'istruzione e la formazione permanente, Bruxelles, 2000.
Daloisio M., Insegnare le lingue a studenti adulti. Riflessioni tratte dalla ricerca neurobiologica, 2006, http://
www.psicolab.net/index.asp?pid=idart&cat=5&scat=132&arid=1328
Doidge N., Il cervello infinito. Alle frontiere della neuroscienza: storie di persone che hanno cambiato il proprio
cervello, Milano, Ponte alle Grazie, 2007.
Guglielman E. et al., La personalizzazione degli apprendimenti nell’educazione degli adulti: lo stato dell’arte, in
Progetto Pilota “Peapeda”. Personalizzare l’apprendimento in ambito EdA, Roma, Anicia, 2005, pp. 19-73.
Guglielman E., L’educazione degli adulti nello scenario comunitario, in “Servizio Informazione Anicia”, n.
monografico La personalizzazione degli apprendimenti nell’educazione degli adulti. La stato dell’arte, a. IV, n.
1-3, 2004, pp. 16-17.
Kandel E.R., Alla ricerca della memoria. La storia di una nuova scienza della mente, Torino, Codice, 2007.
Luppi E., Pedagogia e terza età, Roma, Carocci, 2008.
Mahncke H.W., Bronstone A., Merzenich M.M., Brain Plasticity and Functional Losses in the Aged: Scientific Bases
for a Novel Intervention, “Progress in Brain Research”, 157, 2006, pp. 81-109.
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OECD - Organisation for Economic Co-operation and Development, Understanding the Brain. Towards a New
Learning Science, OCDE, 2002.
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World Health Organization, Active Ageing: a Policy Framework, 2002.

SITI WEB

http://ec.europa.eu/employment_social/soc-prot/ageing/index_en.htm
Portale della Commissione Europea sulle politiche per l’invecchiamento attivo

http://ec.europa.eu/education/policies/2010/et_2010_en.html
Portale UE su Education and Training 2010

http://www.scilearn.com/
Sito della Scientific Learning

http://www.positscience.com/science/program_design/
Sito della Posit Science

http://merzenich.positscience.com/
Blog di Mike Merzenich

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