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consapevolezza di s

Creativit

La creativit una qualit dellessere, non riservata a particolari


persone. Libert, amore e creativit si tengono assieme. Non si
pu amare se non si liberi. Non si pu essere creativi se non si
ama ci che si fa.
In un mondo che privilegia la schiavit salariale, al servizio delle
lite, la creativit non una qualit che viene sviluppata nel
sistema educativo.
Riporto due testi, tratti da internet, che mi sembrano di
particolare utilit per comprendere sinteticamente il ruolo che la
funzione creativa pu svolgere nella vita di ogni persona.
Sia la teoria del flusso, sia le riflessioni sulla creativit di
gruppo sono argomenti centrali del pensiero Aleph.

La teoria del flow di Csikszentmihalyi:


creativit e felicit
Documento elaborato da Maurizio Rossi maurizio.rossi@ieffe.net
IF Srl Via DellEpomeo, 54 - 80126 NAPOLI
Cfr. documento completo

(testo lievemente ritoccato da Mauro Scardovelli)

Essere nel flow: lesperienza ottimale


(...) Cosa centra il flow con la ricerca della
felicit che era il
riflessione

teorica

punto di
e

partenza della
personale

di

Csikszentmihalyi?

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Centra perch le persone che mantengono il controllo delle


proprie esperienze e fronteggiano sfide che le impegnano al
massimo senza per richiedere di andare pesantemente oltre i propri
limiti sono quelle maggiormente in grado di determinare la
qualit della propria vita. Questo il modo migliore per
avvicinarsi alla condizione di felicit.

Com unesperienza flow e quando avviene?


Il controllo delle proprie esperienze difficile da attuare perch
molte delle cose che influenzano la nostra vita e che ne determinano
la qualit dipendono da fattori al di fuori del nostro dominio.
Vi sono tuttavia situazioni in cui riusciamo a non farci condizionare,
nel nostro agire, dai fattori esterni, ci sentiamo protagonisti assoluti
delle nostre azioni e normalmente questo provoca una sensazione
piacevole di gioia, fornendoci un punto di riferimento su come
dovrebbe sempre essere la nostra vita. Il flow quella situazione
in cui tutto si svolge in armonia con le nostre decisioni: il
rocciatore che fa la sua ascensione perfetta, latleta che migliora il
proprio record, il musicista che compone, lartista che crea una
nuova opera, larchitetto che disegna e ultima il suo progetto, il
cuoco che prepara un piatto particolarmente complesso, lallenatore
che guida la propria squadra nelleseguire al meglio gli schemi, il
giocatore di scacchi immerso in una partita ecc..
Il tratto comune di queste esperienze ottimali che non
derivano da momenti di apatia (apathos: assenza di passione e
di emozioni), passivit o rilassatezza: non per intenderci - il
piacere che deriva da un bagno caldo, da un massaggio o
dallascoltare il nostro brano di musica preferito.
Il Flow uno stato che invece presuppone passione e creativit,
il pieno coinvolgimento delle migliori abilit della persona,
la

sua

attenzione

totale,

la

chiarezza

della

meta

da

raggiungere, un ottimale senso di controllo, il corpo e la


mente impegnati al limite.
Per battere il record necessario lavorare duro, fare rinunce,
allenamenti

pesanti

poi

mettere

la

massima

attenzione

concentrazione nella gara, il tutto per esprimere il massimo che


mente e corpo possano dare insieme: la consapevolezza di aver
raggiunto ed espresso il

massimo delle proprie attuali

capacit che genera nellatleta quella sensazione di felicit che


corrisponde allesperienza ottimale.
Come abbiamo detto, lesperienza ottimale non si verifica a caso ma
ha bisogno di essere prodotta e sostenuta. E qualche cosa che
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dipende da noi, che si determina non solo perch siamo protagonisti


di quello che stiamo facendo ma perch siamo totalmente coinvolti
nellattivit al punto che nientaltro ci importa in quel momento.

Le nove dimensioni del Flow


Il flow quindi lo stato psicologico di massima positivit e
gratificazione

che

si

pu

percepire

svolgendo

una

determinata attivit e corrisponde alla completa immersione


nel compito.
Esperienza soggettiva multidimensionale, lo stato di flow si svela in
base ad alcuni indizi: elevato
coinvolgimento
controllo

della

focalizzazione

passione,
situazione,

dell'attenzione,

assenza di paura, ansia, stress e


sovreccitazione da un lato, di noia,
rilassatezza
dallaltro,

sovracontrollo

motivazione intrinseca

(piacere per l'attivit stessa), alterata percezione dello scorrere del


tempo e assenza di auto-osservazione giudicante. Lesperienza del
flow corrisponde ad uno stato psicofisico ottimale: uno
stato di grazia (o, come dicono gli anglosassoni, to be in the

zone o anche when everything clicks) che rappresenta un


elemento predisponente importante per il verificarsi nello sport
come in altre discipline - delle cosiddette peak performances
(prestazioni

eccellenti)

si

identifica con

una particolare

condizione in cui latleta cos coinvolto nel gesto agonistico in atto


tanto da escludere dalla sua mente qualsiasi altra cosa
(tunnel

vision)sviluppando

la

massima

attenzione

concentrazione. Ma, come vedremo pi avanti, lo stato di flow non


una caratteristica esclusiva del mondo dello sport. Csikszentmihalyi
(nella sua cinquantennale attivit di ricerca) e i suoi collaboratori,
nonch molti altri studiosi, hanno condotto un numero elevatissimo
di interviste ad artisti (pittori, musicisti, scultori, attori, ), sportivi,
professionisti

(manager,

imprenditori,

chirurghi,

avvocati,

artigiani ecc. e, a prescindere dallattivit svolta, hanno sempre


trovato confermate le caratteristiche dello stato di flow che si
caratterizza per:
1) Bilanciamento tra sfida e capacit
2) Integrazione tra azione e consapevolezza
3) Obiettivi chiari
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4) Concentrazione totale sul compito


5) Paradosso del controllo (controllo incentivante e non giudicante)
6) Feedback inequivocabili
7) Perdita della coscienza di s (alterazione dello stato di coscienza
ordinario)
8) Perdita della coscienza del tempo (destrutturazione del senso del
tempo)
9) Gratificazione legata allesperienza stessa (esperienza autotelica)
Se lesperienza del flow in s cos piacevole da indurre le persone
a ricercarla anche a costo di grande impegno, lo stato di Flow si
realizza

solo

quando

lindividuo

riesce

raggiungere

contemporaneamente tutte, o quasi tutte, le citate nove dimensioni


con la necessaria intensit.
Vediamole brevemente.
1) Bilanciamento tra sfida e capacit (ChallengeSkills
Balance)
Se un giocatore di scacchi alle prime armi sfidasse un maestro non
ci sarebbe partita n divertimento per nessuno dei due: il primo
proverebbe la frustrazione di non avere alcuna chance di vincere e il
secondo si annoierebbe subito.
Ma se il maestro sfidasse il campione nazionale potrebbe vivere
lemozione di un confronto altamente stimolante, in cui dare tutto il
meglio di s e magari coltivare la speranza di vincere o almeno di
mettere in grande difficolt lavversario; questi nonostante la
superiorit proverebbe il piacere di una partita impegnativa in cui
certamente non distrarsi volendo conseguire la vittoria.
Questo esempio ci dice che la sfida sostanzialmente equivalente
ad un obiettivo che come negli obiettivi SMART5 deve
essere realizzabile e realistico cio coerente con le capacit e
possibilit dellindividuo. Lequilibrio e la proporzionalit fra il
compito o lattivit sfidante e le capacit personali e le competenze
professionali dellindividuo va sempre visto a livello quantitativo e
qualitativo:

landare

pesantemente

oltre

propri

limiti,

accettare sfide con mete irraggiungibili o non coerenti con le


capacit e possibilit, non unesperienza flow.
5 Lobiettivo ben strutturato S.M.A.R.T. (in italiano astuto) ovvero : Specifico (cosa
si vuole ottenere concretamente? Chi lo vuole?); Misurabile (quanto si vuole realizzare?
Quale evidenza che mi dir che ho raggiunto lobiettivo?); Attuabile ( interamente sotto il
mio controllo? dipende solo da me raggiungerlo? ho le risorse necessarie e sufficienti per
raggiungerlo?); Realistico ( un obiettivo realistico? legato al contesto? si inserisce nella
struttura abituale del lavoro); Tempificabile (in quanto tempo raggiunger lobiettivo?;
entro quanto? mi sono dato una scadenza intermedia?)

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2)

Integrazione

tra

azione

consapevolezza

(Action-

Awareness Merging)

Una buona metafora di questo aspetto del Flow


il tuffo sportivo, unarte che richiede di
effettuare in un tempo estremamente limitato
una performance che sia piena di precisione e
grazia, potenza ed eleganza; va da s che
questo

richiede

allatleta

la

massima

concentrazione e il massimo impegno. Tra


laltro c anche una componente di rischio
nella

sfida:

una

brutta

entrata

in

acqua

potrebbe avere conseguenze anche fisiche.


Lattenzione quindi al massimo: non c
spazio per stimoli esterni. Il coinvolgimento cos totale che
lattivit vista dallesterno sembra quasi automatica, spontanea,
naturale: il tuffatore e il tuffo sono ununica entit.
Nonostante lattivit venga svolta naturalmente e apparentemente
senza sforzo Csikszentmihalyi sottolinea che in realt ben lontana
dallesserlo. La condizione di Flow non pu verificarsi senza il
supporto di una attivit mentale molto disciplinata e senza
lapplicazione massima delle proprie capacit.
La

mancanza

il

calo

di

queste

condizioni

cancellerebbe

immediatamente la condizione di Flow.


3) Obiettivi chiari (Clear Goals)

Come

abbiamo

visto,

lesperienza

ottimale quella in cui sentiamo di


avere il pieno dominio delle nostre
azioni

tanto

controllo

da

degli

poter

esercitare

avvenimenti

il

esterni.

Affinch questo avvenga necessario


avere definito in modo chiaro e specifico il nostro obiettivo.
Ancora una volta opportuno richiamare quanto detto sugli obiettivi
S.M.A.R.T. e in particolare sugli aspetti di specificit, misurabilit e
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tempificabilit degli stessi

(cfr. nota 5).

In altre parole, siamo in grado

di esprimere al meglio noi stessi solo quando abbiamo definito


specificamente cosa vogliamo ottenere, entro quando, attraverso
quali eventuali tappe intermedie e quali saranno le evidenze del
raggiungimento dellobiettivo.

4) Feedback inequivocabile (Unambiguous Feed-back)


Il feedback il segnale o levidenza che ci permette di sapere se e in
che modo stiamo ottenendo o abbiamo raggiunto il nostro obiettivo
prefissato e quindi se la situazione sotto controllo. Perch si possa
raggiungere la dimensione del flow per necessario che il
feedback sia immediato e inequivocabile. Il Flow uno stato di
durata limitata, quella sensazione piacevole e di felicit che nasce
dal coinvolgimento che quindi contemporanea allazione. Se per
leffetto della nostra azione arriva dopo un lasso troppo lungo di
tempo, vi sar sicuramente soddisfazione ma le dimensioni della
destrutturazione del tempo, della perdita di coscienza del s e
dellunione tra azione e coscienza difficilmente potranno generarsi in
quel momento. Molte attivit quotidiane sono per di lungo
periodo e difficilmente producono feed-back immediati; per questo
pu essere una strategia utile quella di suddividere le attivit
complesse in azioni o compiti pi semplici su cui puntare ad avere
riscontri in tempo reale.
5) Concentrazione totale sul compito (Concentration on task
at hand)
Il flow quello stato in cui lindividuo nel qui ed ora e la mente
non vaga tra passato e futuro ma associata interamente la corpo e
alle emozioni e le uniche informazioni che filtrano sono quelle utili
in quel momento e per svolgere quellattivit. Nel Flow lindividuo
in

grado

di

accantonare

qualunque

altro

pensiero

preoccupazione e si focalizza completamente sul compito che


sta svolgendo. Csikszentmihalyi descrive lesempio di uno scalatore
che racconta il suo stato mentale nel corso delle ascensioni: E
come se la mia memoria si sia disattivata. Tutto quello che ricordo
sono gli ultimi trenta secondi e tutto quello che penso per il futuro
sono i prossimi cinque minuti".
6) Senso di controllo (Paradox of Control)
Unaltra componente delle esperienze in cui siamo nel Flow il
senso

di

controllo

o,

per

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meglio

dire

la

mancanza

di
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preoccupazione per leventuale perdita di controllo.

Se

immaginiamo un surfista alle prese con londa perfetta ci facile


comprendere come per il successo della sua performance sia
necessario

che

resti

concentrato

unicamente

sullesercizio

immedesimandosi completamente, corpo e mente, in quello che sta


facendo e dimenticando che sta cercando di stare sopra onde alte e
violente in precario equilibrio su di un asse largo poche decine di
centimetri. Csikszentmihalyi ci ricorda inoltre che la dimensione
senso di controllo ha anche un aspetto paradossale; se infatti per
ogni situazione di pericolo esistono due tipi di rischi (oggettivi e
soggettivi) chi

si

pone in situazioni

estreme pu non porsi

preoccupazioni per leventuale perdita del controllo ma non per


questo immune dallincorrere in accidenti non dipendenti dalle sue
azioni (o reazioni). Spesso chi esercita lavori pericolosi o pratica
sport estremi si trova come il giocatore dazzardo a credere di
poter dominare tutte le variabili e di poter determinare sempre
lesito

della performance in

base alle sole abilit personali.

Limmedesimazione nel gioco talmente completa che si rischia di


dimenticare che c sempre una componente di alea che pu essere
anche fonte di rischio personale.

7) Totale assorbimento nel compito Come abbiamo visto un elemento qualificante del Flow la capacit
dellindividuo di estraniarsi dagli stimoli esterni e di immergersi
totalmente in quello che sta facendo. Oltre a questo vi anche
senso di perdita di autoconsapevolezza che consiste nel non
prestare attenzione al nostro ego o almeno a cercare di tirarlo
dentro lazione. Questo avviene nelle situazioni in cui non si
mantiene pi la preoccupazione di s, del fare bella figura.
Il nostro io non ci osserva e ci giudica dallesterno ma parte
dellazione. Il paracadutista che esegue delle figure impegnative
non pu certo permettersi di pensare a s, a come difendere o
mettere in bella mostra il proprio ego. E invece un tuttuno con il
suo volo con la forma da eseguire, con il gruppo degli altri
paracadutisti. Lautoconsapevolezza del proprio io assorbita
nellazione, nel compito, nella sfida. Questo comporta un pi
alto livello di impegno psico-fisico: il paracadutista del nostro
esempio infatti in uno stato di grandissima concentrazione su
quello che sta facendo e di sensibilit a tutti i fattori esterni
pertinenti con la situazione; questo possibile proprio perch si
temporaneamente - dimenticato di
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se

stesso e

non

si
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preoccupa di chi ma solo di che cosa fa.


8) Destrutturazione del tempo (Transformation of time)
Spesso nel descrivere una situazione in cui eravamo assorbiti al
100% ci venuto da dire: Ero talmente immerso in quel che facevo
che il tempo volato via, oppure: Non mi sono reso conto
dello scorrere delle ore e neanche che avevo saltato il
pranzo. Un elemento ricorrente nei racconti di chi descrive la
propria esperienza di Flow proprio un alterato senso del tempo
e la scomparsa temporanea delle necessit fisiche di base. Il
tempo va ad una velocit diversa: pu sembrare che scorra pi
lentamente

pi

velocemente,

comunque

pare

subire

una

dilatazione e una destrutturazione; sicuramente il tempo di chi


osserva (il tempo, per cos dire, oggettivo) viaggia ad una velocit
diversa da quello di chi sta immerso nella sua esperienza Flow.
9) Esperienza autotelica, motivazione intrinseca allazione, il
fine il mezzo
Autotelico viene dal greco (auto + telos) e la parola telos significa
fine, obiettivo; unesperienza autotelica quindi quella in cui
la persona concentrata e attenta alla realizzazione della
attivit stessa e al piacere che prova nel farla e non alle
conseguenze e alle eventuali ricompense dellattivit stessa. La
motivazione allazione nasce quindi dal piacere intrinseco, fine a
se stesso, che si prova proprio nello svolgere quella determinata
attivit.
Nella vita di tutti i giorni la motivazione per le cose che facciamo
spesso un mix di ragioni intrinseche ed estrinseche (o, per dirla
con Csikszentmihalyi:

autoteliche ed esoteliche);

nelle

biografie di molti artisti, sportivi, manager e professionisti di


successo, troviamo per che hanno spesso continuato a fare lattivit
che li aveva portati al successo quando ormai potevano ampiamente
considerarsi appagati per la fama, il riconoscimento e il benessere
raggiunto. Questo per amore del loro gioco, perch esercitare la
loro attivit favorita era la fonte principale del loro piacere e
della loro gioia di vivere. Del resto, una volta assaporato il
piacere dellesperienza di Flow, lobiettivo non pu che essere
quello di ri-accedere e mantenere la condizione di Flow.

Flow

with Soul

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Ricapitolando, chi nel flow:


Trance di flusso
-

sente

di

essere

completamente

coinvolto,

focalizzato,

concentrato;
- assolutamente focalizzato sul presente ( nel Qui ed Ora);
- sente di essere fuori dalla realt ordinaria, non avverte pi i
bisogni fisici, non nota pi il passare del tempo (si sente quasi in
estasi);

Autorealizzazione
- sa che lattivit fattibile e che le abilit che possiede sono
adeguate allo scopo e saranno utilizzate al massimo ma non oltre
(non c ansia n noia);
- sente una motivazione intrinseca allazione: qualsiasi cosa
produca il Flow quella diventa la stessa ricompensa;

Significato
- avverte una grande chiarezza interiore, sa cosa necessario
fare e in che modo lattivit andr bene;
- avverte un senso di serenit: nessuna paura n difesa di se; ha la
sensazione di andare oltre e trascendere il proprio ego, di fare parte
di un sistema pi grande, di muoversi in armonia con lattivit
intrapresa, come dentro una corrente, un flusso.

Se

tutto

questo

emerge

chiaramente

dalle

ricerche

condotte

sullesperienza di Flow, Csikszentmihalyi ci avverte anche di un


rischio: il Flow legato alla motivazione e al piacere di fare
quello che si sta facendo, non alletica; allamore per il proprio
gioco, non al fatto che questo gioco sia utile, intrinsecamente
buono o socialmente apprezzabile.
Lesperienza ottimale lo sempre e solo dal punto di vista
strettamente soggettivo dellindividuo che la compie: il flow non
necessariamente

si

verifica in

connessione

con

attivit

etiche.
In altre parole lanima non del Flow in quanto tale e potr
esserci messa dentro solo dal protagonista dellesperienza
stessa.

Altrimenti

il

Flow

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destinato

rimanere

solo
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Creativit

unesperienza

una

forma

di

autocomunicazione,

di

autoesaltazione.

La creativit
- da fonte di disturbo a risorsa
- teoria di Arieti
- creativit ordinaria e straordinaria
- creativit individuale e di gruppo
- leader carismatico di un gruppo creativo
- condizioni per favorire la creativit di gruppo

stato

osservato

come

nellattuale

fase

storica,

definita

postindustriale, sia divenuta centrale la produzione di conoscenza.


La globalizzazione dei mercati e la forte competizione in cui sono
inserite le imprese, fanno emergere in modo sempre pi evidente
la necessit di promuovere processi ideativi a tutti i livelli
organizzativi.
La concezione secondo cui la creativit rappresenta una
vera e propria fonte di disturbo per lazione organizzativa,
elemento

dentropia

diseconomie

ebbe

nella
nella

coesione
societ

dei

gruppi

industriale

causa

di

linesorabile

effetto di annientare o, in ogni caso, di relegare a pochi episodi


isolati il pensiero innovativo.
Con lavvento della societ moderna, lindesiderabilit sociale
della creativit lascia per il posto ad una sempre pi
urgente necessit di apporti innovativi, che cominciano ad
essere considerati

essenziali

al

fine di

favorire lo sviluppo

significativo di qualsiasi tipo dattivit economica e sociale.


In questo tempo comincia ad assumersi la consapevolezza che per
progredire e, quindi, stimolare linnovazione, non bastano i fondi,
le risorse finanziarie, ma occorre, in pari misura, unadeguata
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Creativit

espressione e applicazione di

quello che viene chiamato il

"pensiero divergente", il pensiero che, evitando di ricalcare gli


schemi

predefiniti

tentando

percorsi

alternativi,

anche

rischiosi, riesce a giungere a soluzioni congeniali e ad alto valore


aggiunto.
Lesigenza quella di favorire allinterno delle organizzazioni
la nascita di un tipo di creativit che si rifiuti di ripercorrere
i

sentieri

convenzionali,

proprio

perch,

come

ritiene

la

Hegedus, il problema non pi ora nella soluzione tecnica dei


problemi ma nella capacit di porre nuovi quesiti.
Max Wertheimer, esprimendo la medesima idea, afferma: "La
funzione del pensiero non esclusivamente quella di risolvere un
problema esistente, ma quella di

scoprire, intravedere e

approfondire sempre di pi nuovi interrogativi. Nelle grandi


scoperte spesso lelemento

pi importante proprio

la

formulazione di un determinato interrogativo. Limmaginare e


formulare

un

problema

produttivo

rappresenta

spesso

una

conquista pi grande e importante della soluzione di un problema


gi posto".
Si rende indispensabile, per riuscire a progredire, trovare il
coraggio di rinunciare alla sicurezza intellettuale di certi
schemi e assunti culturali, ma la nuova creativit non pu
che essere una creativit organizzata.
Il processo ideativo realizzato ora pi che mai in modo collettivo,
collaborativo, integrato proprio perch la creativit diventa la
risposta ai problemi del nostro tempo che sono sempre pi
interconnessi e complessi e che richiedono, dunque, tentativi di
risposta sempre pi integrati. Per questo, anche se linnovazione
da sempre la molla del progresso, la forma di creativit alla
quale dobbiamo aspirare oggi intesa pi come il risultato
collettivo di un processo pianificato e continuo che non come il
frutto di unintuizione geniale ed isolata. Il passaggio quello
dallinvenzione

(espressione

individuale) allinnovazione

che

rimanda

(espressione

che

alla
si

creativit

riferisce

pi

esattamente ad una creativit di natura collettiva).


Il ricorso ai mezzi consolidati, agli strumenti tradizionali, risulta
sempre meno efficace e i suoi risultati sempre meno soddisfacienti.
La produzione della ricchezza sempre meno frutto di grandi
processi di standardizzazione produttiva, alle economie di scala, a
quelli che vengono chiamati i modelli e gli strumenti adattivi.
Diventa chiaro, allora, come la gestione dellattivit creativa, tipica
della societ postindustriale, richieda uno sforzo innovativo
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Creativit

estremamente impegnativo agli individui e alle imprese,


abituati entrambi a criteri di conduzione organizzativa pi
statici.
Ci chiediamo, a questo punto, quali sono i meccanismi, gli stimoli,
le modalit di gestione di quelle attivit per le quali il pensiero
creativo

costituisce

organizzativi
organizzazioni

che

il

valore

forniscono

orientate

aggiunto;
adeguati

allagire

quali

gli

idealtipi

riferimenti

creativo;

quali

per

le

le

variabili

strategiche da considerare nello studio e nella gestione di questo


tipo dattivit.
Diventa allora importante comprendere come il processo creativo si
sviluppi. Solo la comprensione dei suoi meccanismi render
possibile la sua idonea gestione da parte delle organizzazioni.
La creativit individuale:
La creativit, come tema di studio, relativamente recente.
La data di inizio della sua trattazione, forse si pu far risalire al
1950, quando durante il congresso della American Psychological
Association, Guilford present una relazione sullargomento. In
tale periodo si cominciava ad avvertire linsufficienza del
Taylorismo e si affermava invece limportanza della creativit
nellorganizzazione del lavoro. I primi studi sullargomento sono
attribuibili ad esperti di psicologia o di psicoterapeutica. Uno studio
dettagliato e organico quello dello psicanalista Silvano Arieti.
Lautore fa una distinzione tra creativit ordinaria e creativit
straordinaria. La prima da una sensazione di soddisfazione,
elimina la frustrazione, solleva il morale delluomo. La seconda
produce opere di straordinaria importanza contribuendo, in modo
determinante,

al

progresso

sociale

alle

grandi

conquiste

dellumanit.
Arieti orienta la sua attenzione, in particolare, sulla creativit
straordinaria. Questa consiste in un processo terziario, capace di
combinare insieme processi primari con processi secondari.
Il processo primario, espressione coniata da Freud, un modo di
funzionamento

della

psiche,

specialmente

della

sua

parte

inconscia. Il processo secondario, al contrario, il funzionamento


specifico della mente quando sveglia e adotta la logica
razionale.
dalla sintesi magica (Magic Synthesis) dei meccanismi del
processo primario e secondario che emerge la creativit.
Ma come avviene questa sintesi? In che modo nasce latto
creativo? Per rispondere a queste domande si possono riportare le
parole stesse di Arieti: "Tutto ci che era stato invisibile, ineffabile
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Creativit

e imprevedibile pu venire a galla in vari modi: improvvisamente,


inaspettatamente, di getto, con un lampo, durante la meditazione,
la contemplazione, il fantasticare, il rilassamento, lassunzione di
droghe, i sogni; oppure attraverso uno sforzo di evocazione,
lassociazione, la stimolazione esterna, la sensazione cinestatica e
cosi via. Spetta alle facolt mentali che fanno parte del
processo secondario accettare o rifiutare questo materiale"
La creativit di gruppo
Nella societ attuale, data la sua crescente complessit, molti
problemi sono affrontati e risolti collettivamente. In tale
contesto pertanto pi difficile attribuire idee geniali a singoli
individui piuttosto che a gruppi creativi. Il lavoro creativo di
gruppo, un metodo di comunicazione e ricerca collegiale in cui,
linfluenza reciproca, stimolata per mezzo di vere e proprie catene
di associazioni mentali, diviene mezzo di produzione di idee
difficilmente esprimibili dagli stessi componenti del gruppo nelle
condizioni solitarie. In questo modo possibile utilizzare un
patrimonio di immaginazione, che non avrebbe altra modalit di
esprimersi, proprio perch ripartito in diverse persone in forma
dispersiva e in termini intuitivi.
Il lavoro in gruppo consente quindi di fare emergere una
forma di creativit, che travalica i limiti di quella individuale.
Ci sono, tuttavia, particolari condizioni che permettono alla
creativit di manifestarsi in un contesto di gruppo.
Esse possono distinguersi in condizioni psico-sociali e condizioni
strutturali. Le condizioni psico-sociali sono degli elementi che
facilitano lemergere della creativit allinterno del gruppo. Le
condizioni strutturali, invece, conferiscono a questultimo una
fisionomia organizzativa funzionale al perseguimento dei suoi scopi
creativi. Sinteticamente sono le seguenti:
condizioni psico-sociali
Equilibrio tra fasi di carattere razionale-produttivo e processi
emozionali
Comunicazione
Sospensione

della critica

Riconoscimento

dei successi e "valorizzazione" degli

insuccessi
Apprendimento
Tensione

continuo

al cambiamento

Possibilit

creativa

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Creativit

Incentivazione

delle diversit

condizioni strutturali
Selezione
Tensione

verso lobiettivo (Mission)

Formazione
Presenza

delle competenze

di un leader carismatico e autorevole

Organizzazione
Flessibilit

a Network

dei ruoli

Condizioni psico-sociali
Alcuni studi e sperimentazioni in campo psico-sociale hanno
dimostrato che, nella situazione di gruppo, si manifestano, con una
continua alternanza, momenti o fasi di carattere affettivo e
momenti o fasi di carattere razionale e produttivo. Le pulsioni
irrazionali permettono al gruppo di ottenere una forte spinta verso
lazione, mentre gli elementi raziocinanti lo aiutano a finalizzare
tale

spinta,

tuttavia

necessario,

per

lespressione

della

creativit, che i suddetti elementi siano in equilibrio.


Questo perch un gruppo iper-affettivo fantastica sterilmente,
mentre un gruppo iper-produttivo riesce a lavorare solo in
termini prescrittivi e ripetitivi.
Per garantire tale equilibrio, il gruppo necessita al suo interno
di condizioni di forte stabilit interpersonale.
Sono essenziali, innanzitutto, delle condizioni ambientali che non
siano n rigidamente inibenti n estremamente minaccianti. Per
favorire la creativit di gruppo perci indispensabile superare il
controllo sociale e assicurare un ambiente stimolante e
sereno.
Il superamento del controllo sociale pu avvenire attraverso la
sospensione della critica e promuovendo il libero flusso
delle idee, anche di quelle pi bizzarre e inusuali.
Le idee che otterranno successo dovranno essere premiate;
questo perch il riconoscimento un "fattore motivante",
spesso capace di incrementare la creativit. La giusta lode
molto pi efficace della critica, anche la pi costruttiva.
Le idee che non avranno successo non dovranno essere
motivo di frustrazione poich come sostiene Soichiro Honda "il
successo raggiungibile solo dopo ripetuti fallimenti". Non
bisogna temere linsuccesso, poich in esso sono le fondamenta del
successo. Ogni fallimento insegna qualcosa ed perci essenziale
riuscire ad apprendere dai propri errori.
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18/4/2014

Creativit

Il concetto di apprendimento, esteso allintera organizzazione o


gruppo creativo fortemente legato al cambiamento. Ogni
organizzazione (che apprende) deve essere in grado di
affrontare il cambiamento. In particolare, il gruppo creativo
la forma organizzativa che pi di tutte deve imparare a
cambiare se stessa. Questo perch "il gruppo creativo pu essere
considerato

tale

proprio

in

quanto

capace

di

trasformarsi

continuamente".
Ci consente ai suoi membri di non sentirsi bloccati in
situazioni di routine, ma di avere la possibilit di acquisire
nuovi spazi, dove trovare altre potenzialit e ricombinazioni
creative.

Lesito

finale

una

combinazione

dinamica

caratterizzata dalla mobilita delle conoscenze e degli interessi.


La

capacit

di

sfruttare

limprevisto

di

cogliere

le

opportunit che si presentano, sono caratteristiche distintive


dellazione

creativa.

soggetti

possiedono,

quindi,

ci

che

le

Musil

organizzazioni

definisce

"il

creative

senso

della

possibilit". La possibilit strettamente legata alla creazione e


alla ricerca costante di grandi ed eccezionali sfide, il che
implica

che

costruzione

le

organizzazioni

costante

di

creative

obbiettivi

siano

piuttosto

centrate

che

al

sulla

semplice

superamento degli stessi. Tale visione della possibilit si pu


realizzare solo in un contesto, in cui sia presente unatmosfera di
tolleranza sia nei confronti dei possibili e probabili errori, sia
verso le diversit personali e di espressione; dove si possa disporre
di un tempo per la sedimentazione delle esperienze e di un
clima molto speciale che permetta lemergere di stimoli vari e
favorisca

lintuizione

lapporto

personale.

Lorganizzazione

creativa, dunque, costituita da individui, che non vengono


annullati nellorganizzazione stessa, ma che al contrario
agiscono come parte attiva in essa.
E fondamentale pertanto incentivare il confronto tra le diverse
opinioni individuali, questo pu s provocare dei conflitti ma,
tuttavia se favorito da un clima di comunicazione aperta e franca
motivo di crescita costante.
Condizioni strutturali
Il gruppo creativo presenta una propria fisionomia organizzativa
che lo contraddistingue. Prima di tutto importante sottolineare
che lorganizzazione creativa si costituisce attraverso un criterio
selettivo che i membri del futuro gruppo adottano per
scegliersi reciprocamente. I principi centrali sui quali si basa
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Creativit

tale scelta sono la creativit, laffettivit e la volontariet,


altri, peculiari ma altrettanto rilevanti, sono la competenza
professionale, luniversalismo culturale e laffinit estetica.
La creativit, a volte, una dote potenziale che deve essere
evidenziata soprattutto da persone autorevoli, che grazie alla
loro superiore esperienza, sappiano riconoscerla. Tali personaggi
sono molto spesso i leader fondatori della organizzazione creativa.
Laffettivit, invece, consiste nella presenza di legami amicali. Molti
gruppi creativi, del passato e del presente, erano e sono formati da
gruppi amicali. Lamicizia una base preziosa per lo sviluppo del
lavoro

creativo

poich

ogni

membro

dona

la

propria

conoscenza allaltro, arricchendo lintera comunit.


La volontariet poi, si esprime attraverso lingresso nel gruppo di
persone che presentano una forte motivazione espressiva e non
utilitaristica e che concentrano i loro sforzi soprattutto sulla
realizzazione

di

ci

che

loro

considerano

come

una

Missione.
La struttura dellorganizzazione creativa, infatti, fonda le sue basi
sul perseguimento di un obiettivo (Mission). Esso il collante
dellorganizzazione e il suo fine.
Tuttavia ladesione ad una missione non implica unacritica
condivisione. "La missione del gruppo pu anche essere messa in
discussione ricorsivamente magari

attivata e perseguita con

sfumature diverse da parte dei membri, ma essa riposa su una


base comune che costituita dallattribuzione di valore e
significato a quegli oggetti, a quei temi, a quegli ambiti di azione".
Una volta che lorganizzazione si sar costituita avr il compito di
accrescere le competenze professionali dei singoli e di
orientarle alla realizzazione del progetto creativo.
Il raggiungimento dei risultati creativi, tuttavia, non sar
immediato

poich

allacquisizione

di

un

certo

conoscenze

tempo

sar

capacit.

di

dedicato
Dalla

sedimentazione delle idee si passer alla competenza esperta per


poi raggiungere la creativit professionale.

Il leader carismatico
Una

figura

di

fondamentale

importanza

nella

creazione

formazione del gruppo e successivamente nella organizzazione e


gestione del suo lavoro il leader.
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Creativit

Generalmente allinterno del gruppo creativo presente un leader


"carismatico

autorevole"

che

possiede

le

seguenti

caratteristiche: crea un clima di fiducia ed entusiasmo; risolve


sempre e nel modo migliore le situazioni di crisi; stimola i
componenti a dare il meglio di s; lottimismo e la speranza
sono le sue regole principali; valorizza al massimo le idee degli
altri; capace di ascoltare (lascolto a qui un significato molto
speciale, non riguarda solo ci che viene detto, ma anche ci che
viene taciuto, o detto solo in parte, o sottinteso, lascoltare si
avvicina cosi molto allintendere); capace di motivare; per
quanto possibile egli delega il lavoro agli altri (questo da loro un
certo orgoglio e un senso di responsabilit del proprio lavoro);
riconosce i meriti; stimola il cambiamento e la tensione
verso lesterno.
Un leader con queste caratteristiche ampiamente legittimato
allinterno del suo gruppo. Il carisma diventa cosi una qualit
del gruppo stesso, trasformandosi in una relazione permanente tra
tutti i membri, fondata sulla visione della possibilit. Il carisma
favorisce cos un forte legame interno che non implica tuttavia
una chiusura del gruppo.
Al contrario esso tende continuamente ad espandersi verso
lesterno.
In questo modo, il gruppo assume un particolare modello
organizzativo: il network. Tale modello si pone come alternativa
significativa allorganizzazione tradizionale.
Queste organizzazioni sono sempre state orientate ad uno scopo
comune, definire con la massima precisione possibile come devono
essere distribuite responsabilit, ruoli e competenze specialistiche,
attraverso

quali

meccanismi

si

possono

reintegrare

le

specializzazioni, come articolata la catena gerarchica e delle


responsabilit in verticale; in una parola, la definizione di caselle e
di canali. Le organizzazioni a network presentano invece una
struttura completamente differente. Prima di tutto i confini
aziendali

non

sono

pi

definiti,

infatti,

si

assiste

gradualmente alla scomparsa della rigida divisione tra ci


che dentro lorganizzazione e ci che fuori di essa e
questo avviene in tutte le direzioni: verso le forze commerciali e
gli attori distributivi; verso le aziende fornitrici di beni e servizi;
verso altre organizzazioni che forniscono specializzazioni di ricerca
e sviluppo o comunque competenze specialistiche applicate; verso i
clienti.
Il confine organizzativo diventa pi labile anche nei confronti delle
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Creativit

stesse risorse umane che collaborano nellimpresa l dove, con il


passaggio da esecutori a professionisti, acquisiscono una
forte autonomia lavorativa. Il disegno dei ruoli risulta
arduo,

poich

si

lavora

insieme,

con

responsabilit

condivise.
Le corresponsabilit non sono mai definibili fino in fondo e in modo
definitivo, perch si concretizzano con i comportamenti effettivi e
informali. Le nuove organizzazioni e le organizzazioni creative in
particolare presentano cos un funzionamento pi fluido, pi
imprevedibile,

meno

massificato

omologato,

pi

individualizzato sulle capacit del singolo e pi orientato alla


libera circolazione delle informazioni.
Con la delega alle macchine non solo di gran parte del lavoro fisico
ma anche del lavoro intellettuale pi ripetitivo, le prestazioni
richieste nella societ postindustriale saranno sempre pi
quelle di natura intellettuale, scientifica, artistica che non
esecutiva: le persone che vivranno producendo idee e beni
immateriali come simboli, informazioni, cultura, saranno sempre
pi numerose rispetto a quelle che vivranno producendo cose.
Luomo potr finalmente occuparsi dellattivit che pi gli
propria, quella ideativa e creativa, appunto.
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