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Copyright 2013 Massimiliano Zupi

Questa copia stata concessa a Miguel Ramrez Arvalo

Questo ebook non pu essere rivenduto o ceduto ad altre persone. Se si desidera condividere questo libro con unaltra persona, occorre richiedere allautore una copia aggiuntiva per ogni persona con cui la si condivida. Grazie per aver rispettato il lavoro dell'autore.

Grazie di cuore a tutti i miei studenti della Gregoriana e ai miei lettori, perch solo grazie alla partecipazione attiva alle lezioni da parte degli uni e alla lettura attenta da parte degli altri le parole pronunciate e le lettere scritte hanno speranza di arrivare a acquistare vita; solo grazie alla relazione la parola pu raggiungere il suo obiettivo: diventare carne e contatto.

Roma 2013

Prefazione
Dopo undici anni di lezioni, dopo tanto materiale a uso degli studenti inserito nel mio ufficio virtuale, dopo due files pdf fatti circolare negli ultimi due anni, vede finalmente la luce, in un unico volume, questo manuale di latino, presso leditrice dellUniversit Gregoriana di Roma, la pi connaturale a un testo nato a partire da un corso tenuto presso la facolt di filosofia del prestigioso Ateneo romano. Finalmente sta a dire senzaltro che un punto darrivo, dopo una lunga gestazione. Ma sta a dire anche, spero, che possa essere un punto dinizio: lauspicio con il quale prendo congedo da codesta fatica che questo libro possa essere uno strumento utile per molti, e non solo per gli studenti della Gregoriana, per essere introdotti allo studium, ossia allo studio e allamore della lingua latina. Comera prevedibile, rispetto ai due volumi fatti circolare negli ultimi due anni, ho apportato molte correzioni. A volte si trattato di banali refusi1 o di piccoli miglioramenti di stile, altre volte, in maniera pi significativa, si riparato a veri e propri errori o sono state colmate importanti lacune. Sono consapevole che lopera di perfezionamento lontana dallessere completata. Uno studente, per esempio, mi ha detto che in pi punti sarebbe utile inserire un maggior numero di esempi per rendere ancora pi chiari i tanti argomenti spiegati. Presumibilmente ha ragione e magari il prossimo anno uscir una seconda edizione arricchita soprattutto di esempi esplicativi. Il fatto che con

In gergo tipografico, per refuso si intende un errore di stampa consistente nello scambio di lettere o di segni.
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Prefazione
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ogni probabilit anche nella stesura di un manuale di latino vale quanto san Benedetto afferma al termine della sua Regola2: che cio paradossalmente, sebbene scritto con la massima seriet possibile, destinato a restare pur sempre allo stadio di principianti. M.Z. Roma, 25 marzo 2013 luned santo, festa dellAnnunciazione

Scrive Benedetto allinizio del capitolo conclusivo della sua Regola, il settantatreesimo: Regulam autem hanc descripsimus, ut hanc observantes in monasteriis aliquatenus vel honestatem morum aut initium conversationis nos demonstremus habere, Ma abbiamo tracciato questa Regola affinch mostrassimo che noi, osservandola nei monasteri, abbiamo almeno fino a un certo grado o onest di costumi o inizio di conversione; e pi avanti definisce la propria Regola appena tracciata hanc minimam inchoationis regulam, questa Regola minima per cominciare.
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Introduzione

uesto manuale nasce da una pluriennale esperienza di insegnamento del latino presso la Pontificia Universit Gregoriana di Roma. Quando, undici anni fa, mi venne perch studiare latino oggi?

proposta la docenza, accettai avendo ben presente la sfida da affrontare: che senso dare a un corso obbligatorio annuale di latino in ununiversit pontificia? In via preliminare, la stessa domanda, in forma ancora pi radicale e fondamentale, deve rivolgersi il lettore: perch studiare latino oggi? Una lingua antica pu essere studiata come strumento di lavoro da parte di uno studioso: con ogni probabilit per non questo il caso n dei miei studenti di Roma n tanto meno dei lettori di codesto libro. Il latino pu essere studiato anche al fine di essere parlato: questa volta una simile competenza, oltre a non essere certamente lobiettivo n degli studenti n dei lettori, non rientra nemmeno tra quelle possedute dallautore3. Perch dunque un corso e un manuale di latino?

Con ci non si intende certo misconoscere che il latino possa ancora oggi essere parlato. Si consulti ad esempio la pagina http://ephemeris.alcuinus.net/ : si tratta di un sito di news in latino! Ephemeris (calco latino del termine greco con cui si indicava il libro nel quale si annotavano faccende, avvenimenti, spese, ecc. di ogni giorno; ephemers, da hemra, giorno, si potrebbe letteralmente tradurre appunto con giornale) un quotidiano on line, con aggiornamenti settimanali delle notizie, creato a Varsavia su iniziativa di un gruppo di specialisti, con collaboratori e esperti di tutto il mondo, la cui particolarit di essere scritto interamente in lingua latina. Particolarmente noto anche il notiziario in lingua latina trasmesso dalla radio finlandese, e pronunciato ovviamente con accento finlandese, a partire dal settembre del 1989 e scaricabile al seguente indirizzo: http://yle.fi/radio1/tiede/nuntii_latini/ .
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Alle due possibili finalit appena enunciate corrispondono le due opposte vie che possono venire seguite nellinsegnamento/apprendimento di linsegnamento del latino come lingua morta una lingua. Da una parte, linsegnamento del latino come lingua morta. la forma di studio pi adottata in Italia presso gli indirizzi di istruzione che contemplano il latino nel loro curriculum: si comincia dalla prima declinazione e via via si studia lintera grammatica, affiancando la teoria a esercizi calibrati sugli argomenti di volta in volta affrontati; la competenza che si mira a acquisire senzaltro quella di saper tradurre un testo latino con lausilio del vocabolario, la cosiddetta versione. Ora, corsi di latino di tal genere, in due o pi volumi, esistono numerosi e sempre aggiornati, per tutti i gusti: non occorre certo aggiungere un altro testo ai tanti gi esistenti. Per quanto riguarda poi gli studenti delle universit pontificie, pensare di raggiungere quella competenza in due ore settimanali nel giro di un anno, con poco tempo a disposizione per lo studio a casa, pura utopia; sottoporre gli studenti a un simile tirocinio rischia di essere addirittura controproducente: si richiederebbe comunque tanta fatica per ottenere alla fine pochi risultati, ovverosia diventare in grado di tradurre semplicissimi e banalissimi testi in latino; forse ci si convincerebbe che il gioco non valga la candela. Non a caso, negli ultimi quindici anni, alcune voci si sono alzate allinterno del mondo accademico pontificio per proporre di non rendere pi obbligatorio lo studio di unannualit di latino e di greco per gli aspiranti al baccellierato filosofico e teologico4.

Ricordo che il corso di studi in filosofia e teologia nelle universit pontificie prevede ancora oggi un baccellierato in filosofia, fino a oggi biennale e da questanno triennale, e uno in teologia, da
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Introduzione

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Dallaltra parte, possibile proporre il latino come lingua viva. la forma pi comune di apprendimento delle lingue moderne: si comincia con semplici comunicazioni relative alle pi banali situazioni di vita, procedendo via via a livelli di difficolt sempre maggiore e studiando linsegnamento del latino come lingua viva

parallelamente la grammatica essenziale da conoscere per poter comunicare; la competenza che si mira a raggiungere in questo caso la capacit di comprensione e produzione di una lingua, orale prima che scritta. Ora, esiste gi qualche manuale di latino di tal genere5: tuttavia non assolutamente questo lo scopo del presente volume. Del resto, per quanto riguarda gli studenti delle universit pontificie, molto improbabile che il loro desiderio sia di parlare latino come si parla linglese e, ancora prima, che questo sia lo scopo dellinsegnamento del latino nelle intenzioni dellistituzione. In ogni caso, infine, ancora una volta due ore settimanali per due semestri non sarebbero probabilmente comunque sufficienti per imparare a parlare latino. Ricapitolando: lintento di questo libro, nelle intenzioni di chi scrive, non di insegnare a parlare il latino come una lingua moderna; n daltra parte di insegnare a tradurre dal latino con lausilio di un dizionario, quale

sempre triennale, al quale possono seguire diverse licenze, ovvero specializzazioni, di norma biennali, e infine il dottorato. 5 Normativo in tal senso resta il cosiddetto metodo rberg (dal nome del professore danese Hans H. rberg, che lo ide nel corso degli anni Cinquanta), ovvero il manuale Lingua latina per se illustrata. Si tratta del cosiddetto metodo diretto, che non prevede l'uso di altra lingua se non il latino: i testi delle lezioni sono immediatamente comprensibili per lallievo, in quanto sono composti in maniera tale che il senso delle parole e la morfologia sono resi evidenti grazie alle illustrazioni, al contesto e alle note marginali (esse pure in latino). Bisogna tuttavia specificare che propriamente un metodo vivo per l'insegnamento del latino, e non un metodo d'insegnamento del latino vivo, in quanto tutti i temi trattati sono assolutamente classici, senza alcun riferimento allepoca moderna.

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solitamente lobiettivo dei tanti manuali scolastici italiani di latino in circolazione. occorre un salto prospettico, una via mediana, inedita Ecco i due corni

dellopposizione, entrambi respinti: n il latino quale lingua per comunicare n il latino quale lingua di studio. Di fronte a una simile impasse necessario un salto

prospettico che, con un colpo dali, utilizzando creativamente modalit e strumenti delle due opposte vie scartate, sia capace di costruire una via altra, mediana, inedita, di studio del latino. La proposta sar dunque la seguente: come nellinsegnamento delle lingue vive, si comincer proponendo fin da subito la lettura di un testo integrale di san Tommaso; certamente quello di Tommaso un latino semplice, ci nondimeno un latino vero, scritto testo integrale di san Tommaso non per chi deve imparare il latino, come avviene nei tradizionali corsi scolastici di lingua latina nei quali si comincia da semplicissime frasi di prima declinazione per arrivare alla fine dellanno a proporre brevi versioni per lo pi semplificate rispetto alloriginale. No, qui cominceremo fin dallinizio con il proporre niente meno che un testo della Summa Theologiae di Tommaso dAquino, il quale presuppone grosso modo la conoscenza dellintera grammatica e sintassi latina. Nel lettore a questo punto sorger ovviamente una perplessit: per chi comincia da zero, come possibile leggere fin da subito Tommaso? La risposta semplice: si proporr, s, Tommaso, ma con una traduzione interlineare in lingua italiana. Dunque, allo studente non sar

richiesta la fatica del tradurre; egli piuttosto sar guidato nella decifrazione

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graduale di un testo gi tradotto. Tuttavia la decifrazione alla quale il lettore sar guidato risponder alle esigenze non pi dello studio di una lingua viva, bens a quelle di una lingua di studio: si proceder infatti essenzialmente alle analisi del periodo, logica e con traduzione interlineare

grammaticale dei testi studiati. Perch questo? Per rispondere a una simile domanda occorre chiarire i frutti che si vorrebbe che chi usi questo manuale raggiunga. Per chi legga e studi questo libro, un primo frutto dovrebbe essere quello di arrivare a poter orientarsi in un testo latino di cui si disponga una traduzione nella propria lingua. Non primo obiettivo: decifrare un testo latino tradotto

dunque, come si diceva, saper parlare il latino come una lingua viva, n per daltro canto saper leggere e tradurre pi o meno

allimpronta un testo latino; diciamo piuttosto una prima base per arrivare a conseguire, qualora interessi, questultimo obiettivo; fermo restando, ed questo limportante, che anche chi non fosse interessato a utilizzare il latino come lingua di studio, chi dunque si arrestasse al livello raggiungibile grazie al presente manuale, avrebbe comunque ottenuto un guadagno di una certa utilit: quella di poter leggere, per esempio, per il resto della propria vita la Bibbia nella versione latina della Vulgata, potendo confrontare il testo latino, molto fedele in genere alloriginale greco o ebraico, con la versione nella propria lingua corrente. questo senzaltro, si diceva, un obiettivo utile spiritualmente per la stragrande maggioranza degli studenti delle Universit Pontificie (e, perch no, degli studenti cristiani in genere), che con ogni probabilit saranno chiamati a avere un rapporto significativo con il testo

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sacro. Del resto, una lettura quotidiana della Vulgata con versione a fronte o interlineare nella propria lingua sarebbe per il futuro, dopo lo studio di questo manuale, un ottimo metodo per progredire nella conoscenza della lingua latina. Ma questo, si diceva, soltanto un primo frutto. Un secondo, a mio avviso ancora pi importante, dovrebbe essere il seguente: arrivare a avere una buona competenza nelle tre analisi. Tale obiettivo evidentemente non legato in modo specifico allapprensecondo obiettivo: potenziare la capacit di ascolto e produzione dimento della lingua latina; al

contrario, lo studio del latino che

diventa funzionale al raggiungimento di quellobiettivo. Ma qual lutilit di saper fare bene le analisi del periodo, logica e grammaticale nella propria lingua e in ogni lingua? Esattamente questa: sviluppare unintelligenza logico-sintattica, che capacit di ascoltare e decifrare, come pure di produrre e pensare. Il latino, come si diceva, in tal senso solamente funzionale, un mezzo per arrivare a un obiettivo altro; ma un mezzo appunto particolarmente adeguato e congeniale, perch pur vero che per la sua struttura il latino educa bene allintelligenza logico-sintattica; appunto per questo non esagerato dire che chi conosce bene il latino lo si riconosce anche solo da come parla e scrive nella propria lingua. Lo studio del latino, come pure del greco, forgia in questo senso una vera forma mentis, che va molto aldil del latino in s: sviluppa, si diceva, la capacit di organizzare un discorso, orale o scritto che sia, in maniera rigorosa, chiara, sistematica, e farsi capire quando si parla o si scrive non certo di piccola utilit; ma, cosa forse

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ancora pi importante, potenzia la capacit di ascolto di un testo scritto come

Introduzione

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pure di un discorso orale: e qui la ricaduta esistenziale ancora pi significativa, se vero che saper ascoltare una competenza chiave per vivere bene. Con ci certo non si vuol dire che chi non conosca il latino non sappia parlare bene o, ancora peggio, non sappia ascoltare; a tali scopi subentra il concorso di altri fattori, quali ad esempio lintelligenza emotiva; ci nondimeno, non si esagera dicendo che lo studio del latino, indirettamente, aiuta molto la capacit di interpretazione e produzione di testi. Soprattutto questo secondo frutto, nella convinzione di chi scrive, rende lo studio del latino tanto importante ancora oggi, di contro a chi, per esempio, auspicherebbe invece una sua riduzione nel mondo accademico pontificio. Far studiare anche solo unannualit di latino a tutti gli studenti delle universit pontificie utilissimo: non solo perch consente a quegli studenti di avvicinarsi al testo della Vulgata per il resto della propria vita, ma ancora di pi perch educa e forma la loro capacit di ascolto e di espressione e quanto queste due capacit sono importanti nellattivit pastorale di un religioso o di una religiosa, come pure, del resto, nellesistenza di ciascuno?! Ricapitolando, perch studiare il latino oggi? Senzaltro, per quanti fossero interessati a ci, per poter accostarsi a testi in latino, quali la Vulgata e la Summa Theologiae, dei quali facilmente reperibile una versione nelle lingue moderne. Ma soprattutto, per educare a intendere e interpretare meglio i testi che incontriamo, e che siamo innanzitutto noi stessi e gli altri. In questo senso, il presente manuale, pur nella sua modestia, negli obiettivi limitatissimi che si propone, intende nondimeno concorrere al conseguimento di una finalit, quella di ascoltare gli altri e esprimere s stessi, assolutamente alta e fondamentale nella vita degli uomini. Nella convinzione di chi scrive,

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infine, questa finalit si realizza attraverso una dialettica incessante tra logos e carne, tra parola e contatto, dialettica che appunto nella traduzione e interpretazione di un testo conosce la propria messa in opera esemplare, nella consapevolezza che tutta intera la nostra esistenza orizzonte filosofico del manuale: la dialettica di lettera e spirito opera di traduzione e interpretazione, affinch il logos si faccia carne e la carne si faccia logos, in un

andirivieni che costituisce lesperienza stessa dellamore. Ma questo orizzonte filosofico, allinterno del quale pure questo manuale rientra nelle intenzioni dellautore, basta qui averlo appena accennato, essendo possibile in altre pagine seguenti richiamarlo e esplicitarlo un poco meglio, pur sempre nei limiti di quello che un manuale di latino e non un libro di filosofia. A chi rivolto questo manuale? Innanzitutto, a tutti gli studenti delle universit pontificie, per i quali esso nato. Ma poi a destinatari del manuale chiunque, di qualunque et e provenienza culturale, sia interessato o a poter iniziare a decifrare testi latini con traduzione a fronte, o a potenziare la propria capacit di espressione come pure di ascolto. Alla luce di questultima finalit si comprende infine il titolo titolo dato al libro: Studio critico della lingua latina. Critico allude senzaltro allapproccio logico che si concretizza nellassoluta centralit data alle tre analisi, del periodo, logica e grammaticale; ma in senso pi profondo allude allintento di educare a una maggiore capacit di ascolto, allapprezzamento del diverso, del differente, dellaltrimenti, attraverso appunto liniziazione allarte e al gusto di interpretare un testo6.
Da un punto di vista filosofico, qui la purezza, nel senso di universalit e astoricit, della critica in senso kantiano, si trasmuta in impurit, in ermeneutica cio di testi e mondi sempre storicamente determinati.
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Introduzione

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Il corso si svolge attraverso la lettura progressiva dellarticolo decimo della prima questione della prima parte della Summa Theologiae di san Tommaso. Ogni Lezione presenta grosso modo la medesima struttura: allinizio, in un riquadro in giallo anticipata la materia che verr trattata; quindi, dopo aver presentato il contenuto del periodo preso in esame, si procede a una decifrazione del testo latino attraverso unapprofondita analisi, del periodo, logica e grammaticale; contestualmente, man mano che se ne offra loccasione, si presentano i diversi aspetti della grammatica e sintassi latina; si conclude aggiungendo alcuni rilievi etimologici relativi ai vocaboli incontrati: filosoficamente, la pratica etimologica emblematica infatti di quella forzatura della lettera che, rimanendo sulla lettera, permette di andare aldil della lettera; al termine, in un riquadro in verde vengono proposte domande di verifica di quanto si sarebbe dovuto apprendere; seguono le schede compilate di analisi del periodo, della proposizione e della parola del testo di san Tommaso analizzato. Nel corso universitario tenuto presso la Pontificia Universit Gregoriana ogni lezione introdotta dalla recita dellAve Maria, del Salve Regina o del Pater noster, seguita da un breve commento realizzato sulla base dellanalisi testuale di un versetto della preghiera appena pronunciata7. Lintento, oltre a quello di iniziare il lavoro con una preghiera, di mostrare attraverso unesemplificazione lutilit del metodo insegnato: quelle parole fin troppo conosciute, grazie a una semplice, ma rigorosa analisi, pu succedere che
senzaltro mia intenzione pubblicare prossimamente in due volumi a parte quelle analisi alle tre preghiere pi recitate dai cristiani, come richiestomi con insistenza da molti studenti al termine di ogni anno.
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struttura delle Lezioni

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accada di sembrare di ascoltarle quasi per la prima volta! Linsistenza metodica e innamorata sulla lettera capace di aprire il testo nella sua profondit, nella sua capacit di toccare sempre in maniera personale e significativa. Questo studio del latino vorrebbe educare proprio anche a questa attenzione alla lettera quale veicolo per giungere al contatto tra i cuori. Il volume si conclude con quattordici Appendici di evidente utilit pratica per il lettore e studente di latino.

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Prima Lezione
In questa Lezione impareremo: che cosa un periodo, cosa una proposizione e quali sono gli otto elementi del discorso: ovvero i tre livelli in cui si articola una lingua le regole per leggere correttamente il latino secondo la pronuncia ecclesiastica

Cominciamo con il gettarci subito, come dicevano i latini, in medias res8, ovvero, nel nostro caso, nella lettura del testo di Tommaso che studieremo.

Videtur quod Sacra Scriptura sub una littera non habeat plures sensus, qui sunt historicus vel litteralis, allegoricus, tropologicus sive moralis, et anagogicus.

questo lincipit dellarticolo decimo della prima questione della prima parte della Summa Theologiae. Larticolo tratta del seguente interrogativo: se lecito affermare che la singola lettera del testo sacro possa veicolare pi significati, oppure no. Avremo modo di approfondire la valenza di largomento dellarticulus decimus

questo dilemma. Per il momento, in prima approssimazione, sufficiente chiarire che oggetto di discussione sono i cosiddetti quattro sensi della Sacra Scrittura, ancora oggi riconosciuti dalla dottrina della Chiesa cattolica: quelli

Useremo sempre il corsivo qualora faremo uso di vocaboli non italiani, oltre che per i nomi propri di opere o istituzioni, o per evidenziare giochi di parole o termini-chiave.
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letterale, allegorico, morale e anagogico, come si esprime Tommaso nel passo appena citato. Ma veniamo subito a rileggere la frase fornendone una traduzione interlineare in italiano e cambiando lordine delle parole latine in modo che esse corrispondano alla sequenza propria della lingua italiana:

Videtur quod Sembra che

Sacra Scriptura la Sacra Scrittura

non habeat sub

una

littera plures sensus, pi sensi,

non abbia sotto un'unica lettera

qui che

sunt

historicus

vel litteralis,

allegoricus,

tropologicus

sono quello storico o letterale, quello allegorico, quello tropologico

sive moralis, et o

anagogicus.

morale, e quello anagogico.

Come si detto in sede introduttiva, obiettivo del presente manuale non di educare a tradurre dal latino con lausilio di un dizionario: la traduzione in italiano, parola per parola, fornita fin dallinizio! Al lettore non richiesto alcuno sforzo in tal senso. Il lavoro che faremo insieme piuttosto un altro: decifrare il testo latino attraverso unattenta e puntuale riflessione sulla lingua. Ma occorre cominciare dallinizio. Quando vogliamo comunicare o esprimere qualcosa, noi utilizziamo un insieme di parole, pi o meno numerose. Il linguaggio infatti non funziona per singoli vocaboli, ma per insiemi di pi voci. Chiamiamo periodo questo che cos un periodo insieme di parole che utilizziamo per

esprimerci. Convenzionalmente per periodo, in un testo scritto, intendiamo tutte le parole

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Prima Lezione

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comprese tra due punti fermi9: nellarticulus decimus, il primo periodo appunto quello sopra riportato. Bisogna chiarire subito per che questa solo una convenzione, utile a fini didattici; in unopera ben scritta, come quella di Tommaso, si potrebbe considerare a buon ragione come unico periodo tutto intero larticolo, tanto esso coeso e legato insieme da un punto di vista logico. Ma su questo aspetto avremo modo di tornare pi in l. Per il momento ci senzaltro utile la semplificazione che vuole che

meccanicamente periodo sia linsieme di parole comprese tra due punti fermi10. Ora, possibile classificare le parole in otto famiglie diverse, in base alla funzione logica e semantica che esse svolgono: nomi, aggettivi, pronomi, preposizioni, verbi, congiunzioni, avverbi e esclamazioni (in latino gli otto elementi del discorso in latino

non esistono gli articoli). Sono questi i cosiddetti elementi del discorso. A un primo livello, analizzare un testo significher per noi analizzare parola dopo parola, riconoscendone il tipo e altre caratteristiche

morfologiche, quali il numero (singolare o plurale), il genere (maschile o femminile, e in latino anche neutro), e cos via. quella che in Italia viene comunemente chiamata analisi grammaticale. Noi la chiameremo sempre analisi della parola ( vero che grmma in greco significa parola scritta11, ma come si vedr in seguito, mi sembra molto pi chiaro in questo caso utilizzare
Useremo sempre il sottolineato per evidenziare una definizione. In verit, una seconda semplificazione, opposta, anche affermare che un periodo sia necessariamente composto da pi parole. Il linguaggio una realt complessa e variegata; cos, come ricorda ad esempio Wittgenstein allinizio delle Ricerche, una comunicazione completa anche il semplice grido Mattone! rivolto da un muratore verso un suo aiutante. 11 Useremo i caporali () per racchiudere la traduzione di un vocabolo o di unespressione, oltre che la citazione di singole parole o di interi brani tratti da un autore.
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il termine italiano). senzaltro lanalisi pi la prima analisi: lanalisi della parola noiosa, la pi meccanica e quindi anche alla fine la pi facile. Ci nondimeno, essere consapevoli che un nome altra cosa rispetto a una congiunzione comunque assai utile ai fini tanto della produzione quanto della comprensione. Ma nella lingua appunto le parole non vivono mai da sole, isolate, bens sempre legate tra di loro in insieme il verbo: lanima di ogni enunciato chiamati periodi. Lanalisi della parola unastrazione molto lontana dalla realt viva della lingua. N le diverse categorie di parole rivestono tutte la medesima importanza. In prima approssimazione, possiamo affermare che pi importante di tutte le altre la categoria dei verbi. Quando parliamo, vogliamo dire qualcosa; il contenuto del dire solitamente espresso innanzitutto appunto dal verbo: esso indica infatti lazione, il sentimento o qualunque altra cosa si intenda dire. Il verbo davvero lanima di ogni enunciato: come un sole intorno al quale gravitano le altre parole. Esse sono il soggetto (chi compie lazione o prova il sentimento, o comunque ci di cui si parla) e tutti gli altri complementi che servono appunto a completare ci che che cos una proposizione stiamo dicendo, specificando

eventualmente il luogo, il tempo, ecc. Linsieme di predicato (cos chiameremo il

verbo a questo livello di analisi: dal latino dicare, annunziare, e prae, pubblicamente, davanti a tutti, con forza; predicato ci che viene

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affermato, cos come, in tuttaltro contesto, la predica quanto viene detto

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con forza e pubblicamente dal sacerdote o dal predicatore), soggetto e complementi quello che in Italia viene definita proposizione. Lo studio degli elementi di ciascuna proposizione noi lo chiameremo analisi della proposizione, andando contro la consuetudine italiana che parla invece a questo proposito di analisi logica. Riconosco che la seconda analisi: lanalisi della proposizione

possibile causa di disorientamento e confusione apportare variazioni in seno a una tradizione linguistica consolidata, ma a volte opportuno. Perch si dovrebbe qualificare come logica solo questo tipo di analisi? La cosiddetta analisi del periodo forse meno logica? Assolutamente no. Mi sembra dunque semplicemente errato denominare analisi logica quella che pi propriamente lanalisi della proposizione; semmai logiche sono tutte le analisi che verremo compiendo: esse infatti esplicitano la struttura logica di un testo a pi livelli, della parola, della proposizione e del periodo. Come dicevamo fin dallinizio, noi ci esprimiamo formulando periodi. Ora, ogni periodo, a ben guardare, composto solitamente da pi proposizioni. Nel testo di Tommaso che abbiamo riportato allinizio, per esempio, facile individuare tre verbi e quindi tre predicati: sembra, abbiano, sono. Dunque, quel periodo formato da tre proposizioni: infatti, quanti sono i predicati, altrettante sono le proposizioni12. Lanalisi del periodo appunto lo studio della relazione che intercorre e lega le proposizioni allinterno di un periodo. Come avviene per ogni organismo, per condurre una simile indagine baster evidenziare e riflettere sulle
Come vedremo, invece, non necessariamente il numero dei predicati coincide con quello dei verbi.
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la terza analisi: lanalisi del periodo

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giunture, che nel caso del linguaggio sono le congiunzioni e i pronomi che cos la sintassi relativi: sono questi gli elementi che

determinano la struttura di un testo, la quale viene chiamata sintassi. Lanalisi del periodo

senzaltro lanalisi che si pone al livello pi concreto, pi vicino alleffettiva realt del parlare, perch quando parliamo, parliamo per periodi. Per questo motivo il nostro studio proceder sempre nel seguente modo: prima lanalisi del periodo, poi quella della proposizione, infine quella della parola, perch, come insegnava Aristotele, conviene sempre partire da ci che pi vicino alla nostra esperienza vissuta. Per il momento sufficiente questa prima esposizione del lavoro che dovremo ripetere per lintero corso: analisi del periodo, della proposizione e della parola dei testi che leggeremo. Al termine di questa prima Lezione, baster leggere il periodo di Tommaso riportato allinizio e la sua traduzione, in modo da familiarizzare con entrambi. La prossima volta cominceremo lanalisi. Ora per, per mettere in grado di leggere quel testo, occorre dire qualcosa sulla pronuncia del latino. Oggi si distinguono due modi diversi di la pronuncia ecclesiastica leggere il latino: classico e ecclesiastico. Lunico ambiente nel quale si continuato a parlare in latino senza interruzione fino ai giorni nostri la Chiesa romana: per questo viene chiamata ecclesiastica la pronuncia del latino cos come essa stata tramandata allinterno della Chiesa. Poi per successo che alcuni documenti risalenti ai primi secoli dellera cristiana attestassero una

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pronuncia differente del latino. A me stesso, leggendo una pagina di un noto

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padre della Chiesa di lingua greca del quarto secolo, Gregorio di Nissa, il fratello del grande Basilio, capitato di incontrare uno di questi documenti: la parola cielo (urans13 in greco), argomenta il Nisseno, diversa in tutte le lingue, eppure significa sempre la stessa realt; per esempio in latino, scrive, kalum. Evidentemente dunque nel latino conosciuto dal Cappadoce il latino caelum si proferiva kalum e non, come vuole la pronuncia ecclesiastica, clum. Gli studiosi hanno cos ricostruito una pronuncia la pronuncia classica o restituta

del latino diversa da quella ecclesiastica e lhanno chiamata appunto restituta, ovvero ricostruita, o classica, perch verosimilmente utilizzata al tempo del latino classico, del grande Cicerone per intenderci (il verosimilmente qui una limitazione dobbligo: resta il fatto che per ovvie ragioni non ci dato di ascoltare il latino pronunciato dagli antichi e daltro canto la stessa pronuncia, come avviene per ogni lingua, avr subito alcune variazioni anche importanti non solo nel corso dei secoli, ma anche da regione a regione). Premesso ci, noi qui utilizzeremo comunque la pronuncia ecclesiastica: sia perch ci rivolgiamo anzitutto a studenti delle universit pontificie sia perch in Italia comunque la pi diffusa in quanto pi congeniale a chi parla italiano14.

Trascriveremo i vocaboli greci come vanno proferiti, al fine di consentire a tutti di pronunciarli correttamente: cos, ad esempio, la parola cielo in greco si scrive ourans, ma si legge urans (lo stesso dicasi per la scrittura degli accenti nei dittonghi: laccento segnato sulla seconda vocale, ad esempio ka, ma si legge sulla prima, ki). Pertanto adotteremo la trascrizione urans (e ki), non corretta scientificamente, ma utile a chi quella lingua non conosce (del resto, se mi fossi rivolto a lettori che conoscessero il greco, avrei utilizzato direttamente lalfabeto greco!). 14 Cos, ad esempio, in Germania adottata viceversa la pronuncia restituta anche solo perch in verit sarebbe alquanto difficile per un tedesco emettere i suoni dolci ci o ce.
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Veniamo dunque a esplicitare le poche le regole di pronuncia del latino ecclesiastico regole che occorre conoscere per pronunciare correttamente il latino ecclesiastico: 1. i dittonghi ae e oe si pronunciano e (dittongo propriamente lunione di due vocali che formano una sola sillaba, ovvero, da un punto di vista fonetico, una sola emissione di fiato): cos ad esempio caelum si pronuncia celum (fanno eccezione solo pochissimi vocaboli, di origine greca, con oe: per esempio, adelphoe, titolo di una commedia di Terenzio, I Fratelli, si legge come si scrive); quando per ae e oe non formano dittongo, ma due sillabe distinte (normalmente ci indicato dalla dieresi15 sopra la e), si leggono come si scrivono: ad esempio, pota 2. ph si pronuncia f: cos philosophia si legge filosfia 3. il gruppo gl sempre gutturale, come nellitaliano negligenza 4. il gruppo ti+vocale si pronuncia zi+vocale: perci gratia si legge grazia (tuttavia si legge ti, se la t preceduta da t/s/x oppure se laccento cade sulla i: vestio e totus si leggono come si scrivono; fanno eccezione anche poche parole di origine straniera: per esempio tiara, il copricapo orientale, si legge come si scrive). Le altre regole non servirebbe neanche esplicitarle, perch sono equivalenti alla pronuncia italiana: 5. la h non si pronuncia: , come si dice in italiano, muta
Si chiama dieresi appunto (dal greco diiresis, divisione: il termine tecnico con il quale Platone indica il procedimento per la ricerca della definizione di un concetto!) il segno diacritico che indica la separazione di due suoni vocalici che normalmente invece sono assegnati a una sola sillaba. Diacritico (dal greco diakritiks, che serve a separare, a distinguere) invece il segno grafico che, posto sopra, sotto o accanto a una lettera dellalfabeto, ne indica una particolare pronuncia.
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6. le sillabe ci/ce/gi/ge si pronunciano sempre dolci: per esempio, Ccero (e non Chichero, come nella pronuncia restituta) 7. il gruppo gn si pronuncia anchesso dolce, come nellitaliano sogno (a differenza della pronuncia restituta, ove si legge la g gutturale, come in tedesco) 8. la v si legge come la v italiana (nella pronuncia classica invece come la u). Resta ancora da spiegare dove cade laccento nelle parole latine, cos da poterle pronunciare correttamente. Anche qui occorre fare una premessa. I latini distinguevano le vocali in base alla quantit, ovvero alla durata della loro quantit vocalica: lunga o breve

pronuncia, che poteva essere lunga () o breve (). Il nostro orecchio in realt non percepisce pi questa differenza, in quanto non utilizzata nelle lingue moderne (per questo, ad esempio, per noi oggi difficile apprezzare adeguatamente da un punto di vista musicale la poesia latina). Tuttavia la quantit breve e lunga delle vocali riveste quando la sillaba lunga e quando breve

unimportanza fondamentale per capire dove cada laccento tonico di una parola16. In latino infatti

considerata lunga la sillaba che abbia vocale lunga oppure che termini per consonante (in questultimo caso si parla di sillaba chiusa); breve invece la sillaba che termini per vocale breve (nel caso di sillabe che terminino per

Si chiama accento tonico o principale laccento che determina la pronuncia di un vocabolo nella lingua parlata. Accento in generale lintensificazione o elevazione della voce nel pronunciare una vocale cos da darle risalto allinterno della parola; oltre a quello tonico, esistono altri tipi di accenti: ad esempio, quello metrico o ritmico, tipico della poesia.
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vocale si parla di sillaba aperta): ad esempio, in -mo, la sillaba breve; in fctos, fc lunga. Stabilito ci, la legge dellaccento latino semplice: se la penultima la legge della penultima sillaba di una parola lunga, laccento cade sulla penultima, se breve, cade sulla terzultima. Basta dunque conoscere la quantit della penultima sillaba: per questo motivo essa non solo segnata ogni volta nei dizionari, ma dora in avanti sar indicata sempre nel nostro manuale17. Questa legge, nota come legge della penultima, conosce solo due e le sue due eccezioni eccezioni:

1. parole nelle quali caduta la sillaba finale (si parla allora di apocope, dal greco apokop, taglio) presentano laccento

sullultima sillaba (per esempio, si legge addc, perch in origine era addce); 2. parole nelle quali si aggiunge unenclitica, ossia una parola priva di accento che per questo motivo si salda alla precedente: in questo caso laccento cade sempre sulla penultima, anche se questa fosse breve (per esempio lttra, lettera, diventa litterque; fanno eccezione solo parole nelle quali lenclitica que non pi sentita come enclitica, ma come parte di un unico vocabolo, nel qual caso la parola segue le normali leggi daccento: cos itque, pertanto, si pronuncia taque e non itque).
Per la precisione, sempre, tranne quando per la parola sia formata solo da due sillabe, o quando la penultima sillaba sia chiusa e quindi lunga, tranne cio nei due casi in cui sicuro che laccento tonico cada sulla penultima (oltre quando ovviamente la parola sia monosillabica, composta cio da una sola sillaba): cos, ad esempio, segnaleremo la quantit in vidtur, ma non in plures o in assignantur (n tanto meno in quod).
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Prima Lezione

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Per i pi esigenti si possono aggiungere alcune ulteriori informazioni generali introduttive sullalfabeto e la pronuncia latina. Rispetto a quello italiano, lalfabeto latino per i pi esigenti

conosce in pi le seguenti consonanti: k, x, y (consonanti comunque che insieme alla j sono ormai entrate a far parte anche della scrittura in italiano; in alcuni dizionari latini, del resto, possibile trovare anche la lettera j, utilizzata per trascrivere la i consonante: per esempio, jocus, gioco, scherzo). Dalle iscrizioni latine di cui piena Roma, si pu facilmente dedurre che in latino esisteva il suono u, ma non anche v. I dittonghi pi comuni in latino sono au, eu, ae, oe (pi rari ei, ui, yi: questultimo si pronuncia i e non ii): essi sono sempre lunghi. La divisione in sillabe come in italiano18, tranne che nei seguenti casi: 1. le parole composte si suddividono in base ai loro componenti: per esempio, sub-le-g-re 2. i/u+vocale non fanno dittongo: perci I-ta-l-a 3. gu preceduta da m/n e qu fanno sillaba con la vocale seguente: per esempio, e-quus o san-guis 4. i nessi di due o tre consonanti non fanno mai sillaba unica: ad esempio, sanc-tus. Liniziale maiuscola infine in latino si usa non iniziale maiuscola divisione in sillabe

Anzitutto per gli stranieri, tuttavia, vale la pena ricordare le norme che regolano la divisione in sillabe in italiano e che sono valide anche in latino: 1) la sillaba pi comune formata dallunione di una consonante e una vocale (ad esempio, la-ti-no); 2) oi, au, eu, ou sono dittonghi (per esempio, poi); 3) le doppie si separano sempre (per esempio, be l-lo); 4) la s seguita da una consonante, detta s impura, non si separa mai dalla consonante che la accompagna (per esempio, stu-den-te): questa regola per in latino vale solo a inizio parola (pertanto avremo stu-di-um, ma ma-gis-ter).
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solo per i nomi propri, ma anche per sostantivi, aggettivi e avverbi da quelli derivati: Itala, ma anche Itli e Italcus. Nella prossima Lezione, cominceremo a conoscere la struttura di una proposizione e di un periodo. Prima di concludere, una condico sine qua non unultima raccomandazione, di ordine metodologico. Per raggiungere buoni risultati, assolutamente

necessario studiare anche poco, 15-20 minuti, ma tutti i giorni! Ci vale probabilmente per qualunque competenza umana si voglia acquisire, ma tanto pi per imparare una lingua. Non serve studiare tre ore, un giorno solo a settimana; meglio poco, ma tutti i giorni. questa, per dirlo con unespressione latina, una condico sine qua non: una condizione senza la quale non si pu ottenere nulla.

Per verificare il mio apprendimento: Quali sono gli otto elementi del discorso nella lingua latina? Cos un periodo? Cosa una proposizione? Cos la sintassi? Cosa si intende per pronuncia classica? Cosa per pronuncia ecclesiastica? Cos la legge della penultima?

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Seconda Lezione
In questa Lezione impareremo: a distinguere tra predicato verbale e nominale a riconoscere le tre diverse funzioni del verbo essere: ausiliare, copulativa, predicativa a discriminare gli elementi di una proposizione: soggetto, predicato, complementi e attributi a discernere le diverse proposizioni allinterno di un periodo: reggenti, complementari e attributive Nella scorsa Lezione, oltre a indicare le regole da seguire per una corretta pronuncia del latino, abbiamo cominciato a rendere ragione del fatto che unadeguata riflessione sulla lingua richiede tre diverse analisi: della parola, della proposizione e del periodo. Prendiamo le mosse dal livello che considera il linguaggio nella sua concretezza, cos come di fatto parlato, ovvero dal periodo. Rileggiamo lincpit dellarticlus decmus:

Vidtur quod Sacra Scriptra sub una littra non habat plures sensus, qui sunt historcus vel litterlis, allegorcus, tropologcus sive morlis, et anagogcus.

Per eseguire lanalisi di un periodo, occorre anzitutto individuare quante e quali siano le proposizioni che lo compongano. A tale scopo sufficiente concentrare lattenzione su tre gli elementi strutturali di un periodo: 1) il predicato

diversi elementi del discorso. In primo luogo, vanno evidenziati i predicati, ovvero i verbi. Nel

nostro periodo sono tre: vidtur, non habat e sunt. Tanti sono i predicati, altrettante le proposizioni; come si ricorder, infatti, il predicato

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lanima di una proposizione: ci che, secondo letimologia latina del termine, si dice con forza, pubblicamente (proprio come avviene nella predica pronunciata dal sacerdote appunto); insomma, quel che si intende in buona sostanza comunicare attraverso una proposizione. Ora, per, necessario distinguere in verit tra predicato verbale e il predicato verbale nominale. Il predicato verbale se, come avviene nella maggioranza dei casi, esso costituito da un verbo: ad esempio vidtur, o non habat (lavverbio di negazione non si pu considerare tuttuno con il verbo). Quando per il verbo essere, pu trattarsi, anzich di un le tre funzioni del verbo essere predicato verbale, di un predicato

nominale. Bisogna qui aprire unulteriore parentesi relativa al verbo essere. Esso pu svolgere tre funzioni differenti: 1) ausiliare: quando unito a un participio passato per la formazione di un tempo composto (per esempio, andato ununica voce verbale, dal verbo andare, al passato prossimo, formata da due parole); 2) predicativo: quando svolge da solo la funzione di predicato verbale; ci avviene solamente qualora significhi stare (seguito di solito da un complemento di luogo: per esempio, Sono alluniversit), esserci (riconoscibile dalla presenza della particella locativa ci/vi: In grammatica ci sono molte eccezioni), appartenere (accompagnato dal complemento di possesso, introdotto in italiano dalla preposizione di: Il libro del professore), esistere o essere (nel loro significato tecnico filosofico: Dio );

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Seconda Lezione

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3) copulativo: quando introduce un predicato nominale, in unione con un sostantivo o un aggettivo (presso gli antichi queste due parti del discorso non venivano distinte, ma chiamate entrambe nomi: in questo senso da intendere lespressione predicato nominale). Se dunque il verbo essere seguito da un aggettivo o da un sostantivo probabile che sia un predicato nominale. Esso risponde alle domande chi ?, che cos?, o qual ?, come ?. Nel nostro caso, sunt historcus un unico predicato nominale, formato dalla copula sunt e da un elenco di aggettivi, che nel loro insieme rispondono alla domanda: Quali sono i significati che sottostarebbero a una sola lettera?. Riconoscere un predicato nominale non uno sterile esercizio scolastico; significa piuttosto comprendere che quello che si sta leggendo o scrivendo una qualche definizione o giudizio, in quanto appunto risposta alle domande chi ?, cosa ?, come ?. La teoria aristotelica del giudizio prende le mosse proprio dalla distinzione tra sostanza e predicati (in greco, usa e kategorai, da cui la nota tavola delle categorie, ripresa e corretta in tempi recenti da Kant), sostanza e predicati che nel linguaggio sono espressi esattamente dal soggetto e dai suoi possibili predicati nominali: soggetto infatti ci che non conosciamo in s stesso se non attraverso quel che si predica di lui (i suoi predicati); viceversa, predicati sono gli attributi che possiamo venire a conoscere del soggetto (chi e come ). Il giudizio dunque nella sua forma pi semplice espresso da un soggetto seguito da un aggettivo o da un nome e unito a essi tramite la copula, ovvero il verbo essere (copla in latino significa infatti unione). Non il predicato nominale

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pertanto ammissibile che uno studente di filosofia sia incerto nel riconoscimento di un predicato nominale! Torniamo alla nostra analisi del periodo. Dopo aver individuato i predicati, gli elementi strutturali di un periodo: 2) le congiunzioni necessario riconoscere le

congiunzioni. Le congiunzioni sono quelle piccole parole dalle quali dipende la qualit di uno scritto o di un discorso, tanto pi se

filosofici. Come dice il termine stesso, congiunzione ci che congiunge, unisce, collega due proposizioni tra di loro; pi precisamente, ci che determina il tipo di legame logico che intercorre tra due proposizioni: se di causa-effetto (poich), se di ipotesi (se), e cos via. Un buon testo filosofico costruito su nessi logici chiari e forti, che rendono tali, chiaro e forte, il procedere dellargomentare stesso. Da questo punto di vista, come avremo modo di apprezzare, san Tommaso un maestro insuperato: larticolo decimo che leggeremo pu essere considerato anche solo un unico periodo, tanto ogni affermazione collegata alla precedente grazie a un uso perfetto delle congiunzioni allinterno di ciascuna proposizione. Nel nostro periodo le congiunzioni che incontriamo sono molte: quod, vel, sive, et. Tuttavia evidente che le ultime tre congiungono tra di loro gli aggettivi dellunico predicato nominale. Il fatto che le congiunzioni possono collegare non solo proposizioni, ma anche semplici sostantivi o aggettivi. Ovviamente in sede di analisi del periodo interessano solo le congiunzioni che uniscano tra di loro le proposizioni; nel nostro caso quindi solo quod. Una funzione simile a quella delle congiunzioni svolta dal terzo e

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ultimo elemento che dobbiamo individuare: i pronomi relativi. I pronomi

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relativi infatti sono piccole parole che si sostituiscono a un nome (in latino, pronmen significa al posto del nome) al quale si riferiscono (relatvus significa che si riferisce a): sono quindi parole che fanno di un sostantivo il collegamento tra due proposizioni. In italiano i pronomi relativi gli elementi strutturali di un periodo: 3) i pronomi relativi

sono cui, il/la quale, i/le quali e che quando possa essere sostituito con il/la quale, i/le quali; in latino, come studieremo pi avanti, il pronome relativo qui, quae, quod. Nella traduzione italiana del nostro periodo, due volte compare la parola che, in latino una volta quod e laltra qui. In latino qui sicuramente pronome relativo: e infatti in italiano esso pu essere sostituito da i quali sensi. Quod invece vocabolo equivoco come litaliano che: pu essere tanto congiunzione quanto pronome relativo. Ora, nel nostro caso evidente che non ha nessun senso dire sembra il/la quale; quel quod pertanto congiunzione: in italiano pu essere resa anche dallespressione il fatto che e si chiama congiunzione dichiarativa, perch serve appunto a dichiarare, a dire un fatto. Tenendo conto che solitamente pronomi relativi e congiunzioni si trovano a inizio proposizione, il nostro periodo risulta formato dalle seguenti tre proposizioni: 1) vidtur, 2) quod Sacra Scriptra sub una littra non habat plures sensus, 3) qui sunt historcus vel litterlis, allegorcus, tropologcus sive morlis, et anagogcus. la congiunzione dichiarativa

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Ora per, predicati, congiunzioni e pronomi relativi non servono solo a riconoscere quante e quali siano le proposizioni allinterno di un periodo; servono ancora di pi a rilevarne la struttura logica, argomentativa: in linguaggio tecnico, si parla di sintassi. la sintassi: il periodo come un campo di battaglia Sintassi deriva dal greco sntaxis, vocabolo che designa lo schieramento a battaglia dei soldati. I grammatici alessandrini del terzo secolo a.C., dai quali ereditiamo ancor oggi buona parte della terminologia grammaticale, pensavano dunque al linguaggio come a un efficace schieramento di proposizioni in un campo di battaglia: buon retore colui che sa disporre in modo vincente le proposizioni, quasi fossero i pezzi in una partita a scacchi. Lefficacia della disposizione la si pu valutare appunto guardando esclusivamente ai predicati, alle congiunzioni e ai pronomi relativi: essi infatti costituiscono la struttura sintattica e logica, lossatura di un periodo. Saper fare lanalisi del periodo significa cogliere subito questa struttura: un po come fare la radiografia di un testo e evidenziarne solo gli elementi sintatticamente significativi. Il nostro periodo pu dunque ridursi a questo: Vidtur quod non habat plures sensus qui sunt historcus . Tutte le altre parole sono inutili ai fini della comprensione del procedere argomentativo di Tommaso (si noti che linserimento di plures sensus si reso necessario solamente per esplicitare a chi si riferisca il pronome relativo qui): come si vede, dalla competenza nellanalisi del periodo dipende niente meno che il livello e la qualit dellapprezzamento di

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un testo filosofico!

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Per completare lanalisi del nostro periodo resta ancora solo da definire la funzione logica svolta da ciascuna proposizione in rapporto alle altre. Per fare ci, tuttavia, dobbiamo sospendere lanalisi del periodo e introdurre quella della la frase minima: soggetto + predicato

proposizione, perch non si pu comprendere la prima senza avere adeguatamente inteso la seconda. Proposizione linsieme di un predicato e del suo soggetto: questa quella che viene chiamata frase minima, ovvero linsieme minimo di parole necessario per comunicare qualcosa (per esempio, Tommaso scrive)19. Come gi detto, lanima di una proposizione il predicato, non importa se nominale o verbale: esso come il sole intorno al quale gravitano tutte le altre parole. Il soggetto invece ci di cui si predica qualcosa. Molte altre tuttavia sono le parole che possono orbitare intorno al predicato: esse vengono chiamate complementi, perch vanno a completare la comunicazione espressa dal predicato. Si soliti giustamente suddividere i complementi in i complementi: diretti e indiretti

due gruppi: i complementi diretti e quelli indiretti. Diretto il complemento oggetto20: esso chiamato cos perch forma un tuttuno con il predicato, al quale unito senza lausilio di preposizioni; risponde alla domanda chi ? cos? (e in questo senso indica loggetto del predicato: per esempio, Tommaso scrive la Summa). Tutti gli altri complementi sono indiretti: essi
In verit, il linguaggio prevede anche proposizioni formate da soli sostantivi: per esempio, Mattone!, gridato da un muratore al suo aiutante, secondo il gi ricordato esempio riportato da Wittgenstein allinizio delle sue Ricerche Filosofiche. Ci nondimeno, ai fini della spiegazione che stiamo portando avanti, ci si consenta di tralasciare simili precisazioni e di semplificare affermando che la proposizione minima formata da un soggetto e un predicato. 20 Per la precisione, diretti sono anche i comple menti predicativi delloggetto e del soggetto; ma di essi parleremo pi avanti, a tempo debito.
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possono aggiungere le pi svariate informazioni, rispondendo a una molteplicit di domande. Ad esempio, il complemento di tempo risponde alla domanda quando?, quello di luogo alla domanda dove?, e cos via (per esempio, Tommaso termina la Summa contra Gentles nel 1273). Spesso i complementi indiretti sono introdotti da una preposizione: le preposizioni preposizione appunto quella parola o insieme di parole preposte alla formazione di un

complemento (cos, in italiano il complemento di tempo solitamente introdotto dalla preposizione in, come nellultimo esempio riportato). Infine tanto il soggetto quanto i complementi possono essere accompagnati da un aggettivo o da un attributi e apposizioni sostantivo che servano a qualificare

meglio il termine al quale si riferiscano: in analisi della proposizione gli aggettivi vengono chiamati attributi (dal latino attribtum, che si riferisce a, che attribuito a: per esempio, san Tommaso) e i sostantivi con funzione di aggettivi apposizioni (dal latino appostum, che posto vicino a, che aggiunto a: per esempio, Tommaso, discepolo di Alberto Magno). Nella pagina seguente, ecco dunque rappresentata graficamente la struttura di una proposizione:

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la struttura di una proposizione

complementi indiretti (con o senza attributi e apposizioni)

soggetto (con o senza attributi e apposizioni)

predicato (verbale o nominale)

complemento diretto (con o senza attributi e apposizioni)

complementi indiretti (con o senza attributi e apposizioni)

A questo punto possiamo tornare alla nostra analisi del periodo e completarla. Il periodo infatti, nel suo insieme, riflette la medesima struttura di una proposizione. Il gruppo soggetto+predicato rappresentato da quella che proposizione reggente

chiamata proposizione reggente21 (Tommaso scrisse la Summa Theologae).

In italiano essa pi comunemente chiamata proposizione principale o indipendente. Tuttavia non sempre essa davvero principale quanto al significato n sempre sintatticamente indipendente: per esempio, nel nostro periodo, come vedremo, la proposizione reggente vidtur; essa ovviamente non contiene linformazione principale (da sola infatti non dice nulla) n sintatticamen te indipendente (ch non avrebbe senso dire semplicemente sembra); resta per il fatto che regge, introduce tutte le altre proposizioni. Insomma, una cosiddetta proposizione principale o indipendente sempre anche reggente, ma non sempre propriamente indipendente o principale; per questo preferiamo parlare di proposizioni reggenti piuttosto che di principali o indipendenti, ancora una volta consapevoli di andare, per amore di chiarezza e di rigore terminologico, contro una tradizione linguistica consolidata in Italia.
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A essa si possono inoltre aggiungere una o pi proposizioni, che vanno proposizioni complementari a fornire ulteriori informazioni, proprio come i complementi: per questo le chiameremo proposizioni

complementari22, distinguendole tra dirette (quando svolgano la funzione di complemento oggetto, rispondendo alla domanda chi?, che cosa?: per esempio, Tommaso riteneva che sotto una sola lettera della Sacra Scrittura vi possano essere pi sensi ) e indirette (qualora corrispondano a uno qualunque dei complementi indiretti, per esempio a un complemento di causa: perch lautore della Sacra Scrittura Dio ). Infine ciascuna proposizione pu essere accompagnata da unaltra che, proposizioni attributive come un attributo o unapposizione, qualifichi meglio un suo elemento al quale collegata tramite un pronome relativo: chiameremo queste proposizioni attributive ( che ha il potere di fare persino di un evento il significante di un altro evento )23. Ecco dunque la possibile struttura di un periodo:

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Anche in questo caso dunque, sempre per amore di chiarezza e di rigore terminologico, andando consapevolmente contro la tradizione scolastica italiana, che di solito preferisce chiamare le complementari proposizioni subordinate o secondarie. 23 Esse, oltre che appositive, sono chiamate giustamente anche proposizioni relative. Tuttavia non tutte le proposizioni relative sono attributive; soprattutto in latino, alcune proposizioni relative svolgono la funzione di proposizioni complementari indirette, nel qual caso vengono chiamate proposizioni relative improprie: per esempio, nel periodo Tommaso progett unopera che rappresentasse una sintesi del pensiero cristiano, la proposizione relativa svolge pi propriamente la funzione di proposizione complementare indiretta consecutiva, tant che pu essere anche sostituita con Tommaso progett unopera tale che rappresentasse una sintesi del pensiero cristiano. Sulle proposizioni relative improprie ci soffermeremo molto pi avanti.
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la struttura di un periodo proposizione complementare indiretta (con o senza proposizione attributiva) proposizione complementare indiretta (con o senza proposizione attributiva)

proposizione reggente (con o senza proposizione attributiva)

proposizione complementare diretta (con o senza proposizione attributiva)

Non ci stancheremo mai di ripetere quanto sia importante, soprattutto per uno studente di filosofia, comprendere lo stretto parallelismo sussistente tra proposizione e periodo al fine di rendersi bene conto della struttura logica di un periodo, e quanto a questo scopo sia altres importante saper fare una lettura e un uso attenti delle congiunzioni. Dicevamo che la proposizione reggente corrisponde al gruppo soggetto+predicato. A volte per la reggente costituita da un verbo impersonale, ossia privo di soggetto; in questi casi di frequente il soggetto in verit c, ma lintera proposizione dipendente dalla reggente, che chiameremo pertanto la proposizione complementare diretta soggettiva

proposizione complementare diretta soggettiva24.

questo il caso del nostro periodo. infatti evidente che vidtur sia la
Lo stretto parallelismo tra proposizione e periodo conosce pertanto qui una piccola restrizione: mentre in una proposizione il complemento diretto o il complemento oggetto o il complemento predicativo, in un periodo la proposizione complementare diretta pu essere oggettiva (equivalente a un complemento oggetto) o soggettiva (equivalente al soggetto di un verbo impersonale).
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proposizione reggente: sebbene non contenga linformazione principale, tuttavia regge, introduce sintatticamente tutte le altre proposizioni. Ora, sembra un verbo impersonale: non ha soggetto. Ma a ben vedere, il soggetto c: lintera proposizione introdotta da quod. Il fatto che sotto ununica lettera della Sacra Scrittura non sia possibile la presenza di pi significati: tutto questo ci che sembra! Per quanto riguarda poi la proposizione introdotta da qui, ossia da un pronome relativo, , come dicevamo, una proposizione che va a qualificare meglio quali siano i plures sensus, il termine cio al quale il pronome relativo si riferisce: perci una proposizione attributiva. Ecco dunque lanalisi del nostro periodo: 1) vidtur: proposizione reggente 2) quod Sacra Scriptra sub una littra non habat plures sensus: proposizione complementare diretta soggettiva 3) qui sunt historcus vel litterlis, allegorcus, tropologcus sive morlis, et anagogcus: proposizione attributiva. Si tratta pertanto di un periodo costituito da un predicato (1), da un soggetto (2) e da un attributo del soggetto (3). Nella prossima Lezione andremo ad aggiungere poche altre informazioni necessarie per completare la nostra analisi del periodo, per poi volgere quindi lattenzione allanalisi delle tre singole proposizioni che formano il periodo appena analizzato: ci ci consentir di introdurci a un argomento chiave della grammatica latina, quello dei casi e delle declinazioni.

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Seconda Lezione

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Per verificare il mio apprendimento: Quali sono gli elementi strutturali di un periodo? In che senso esso pu essere assimilato a un campo da battaglia? Quali sono le tre possibili funzioni svolte dal verbo essere? Cos un predicato? Perch si chiama cos? Cos un predicato verbale? Perch si chiama cos? Cos un predicato nominale? Perch si chiama cos? Perch in un testo filosofico tanto importante sapere usare bene le congiunzioni? Quali sono gli elementi strutturali di una proposizione? Cos la frase minima? Qual la funzione svolta dalle preposizioni? Cosa sono gli attributi? Perch si chiamano cos? Cosa sono i complementi? Perch si chiamano cos? In cosa consiste lo stretto parallelismo sussistente tra struttura di un periodo e di una proposizione? Cosa sono le proposizioni reggenti? Perch si chiamano cos? Cosa sono le proposizioni attributive? Perch si chiamano cos? Cosa sono le proposizioni complementari? Perch si chiamano cos? Cosa una congiunzione dichiarativa? Cosa una proposizione complementare diretta soggettiva?

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Terza Lezione
In questa Lezione impareremo: a fare lanalisi di un periodo seguendo uno dopo laltro i passi indicati in unapposita scheda a fare lanalisi del periodo di Vidtur quod a conoscere i componenti di una parola: radice, suffissi, prefissi e desinenze a distinguere i sei casi latini: nominativo, genitivo, dativo, accusativo, vocativo e ablativo

Nella scorsa Lezione siamo stati introdotti allo svolgimento dellanalisi di un periodo, attraverso la spiegazione di diversi concetti fondamentali, quali quelli di predicato verbale e nominale, congiunzione e preposizione, la scheda di analisi del periodo: soggetto, complementi e attributi. Per

concludere lanalisi del periodo l avviata, sar

sufficiente presentare ora uno strumento che da adesso in avanti utilizzeremo sempre e che chiameremo scheda di analisi del periodo. Si tratta di una griglia che ci guider passo passo nellesecuzione dellanalisi di qualunque periodo. Essa composta di due pagine, allegate alla fine di questa Lezione. Come usarle? Anzitutto, occorre trascrivere il periodo da esaminare. Nel nostro caso, dunque:

ANALISI DEL PERIODO: Vidtur quod Sacra Scriptra sub una littra non habat plures sensus, qui sunt historcus vel litterlis, allegorcus, tropologcus sive morlis, et anagogcus

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Terza Lezione

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La prima colonna chiede quindi di elencare le congiunzioni, specificandone il tipo. Nella Legenda si trova una classificazione di tutte le possibili congiunzioni. Esse si distinguono in coordinative e subordinative. Le prime servono a elencare le congiunzioni

collegare due proposizioni sul medesimo livello sintattico (per esempio, due reggenti, o due complementari subordinate direttamente alla medesima reggente : Oggi andr alluniversit e sosterr lesame ); le seconde invece a introdurre una proposizione che si trova su un piano sintattico inferiore rispetto alla precedente (per esempio, una complementare retta da unaltra complementare, o da una reggente : , quando arriver il mio turno). Impareremo a conoscerle mano a mano che le incontreremo. In questo nostro primo periodo abbiamo trovato solamente quod (come gi detto, infatti, nellanalisi del periodo non interessano quelle congiunzioni che colleghino tra di loro non due proposizioni, ma due elementi allinterno di ununica proposizione). Scriveremo pertanto :

Elencare le congiunzioni Elencare specificandone il tipo pronomi relativi (e avverbi) specificando il termine al quale si riferiscono 1 Quod = congiunzione subordinativa dichiarativa

Elencare i predicati (verbali o nominali)

Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna congiunzione, pronome relativo o avverbio da cui introdotta e il predicato verbale o nominale che la caratterizza

Nella

seconda i

colonna,

come

indicato, nel trascrivere i pronomi relativi

trascriveremo

pronomi

relativi

presenti

periodo, indicando per ciascuno il termine al quale si riferiscano (come si ricorder, infatti, il pronome relativo, come un

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attributo, si riferisce sempre, relatvus appunto, a un altro termine). Nel nostro caso dunque:
Elencare le congiunzioni specificandone il tipo Elencare pronomi relativi (e avverbi) specificando il termine al quale si riferiscono Elencare i predicati (verbali o nominali) Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna congiunzione, pronome relativo o avverbio da cui introdotta e il predicato verbale o nominale che la caratterizza

1 Quod = congiunzione subordinativa dichiarativa

Qui = si riferisce a plures sensus

registrare tutti i predicati

Nella terza colonna infine andremo a registrare tutti i predicati presenti nel periodo, specificando se si

tratti di predicati verbali o nominali:

Elencare le congiunzioni specificandone il tipo

Elencare pronomi relativi (e avverbi) specificando il termine al quale si riferiscono

1 Quod = congiunzione subordinativa dichiarativa 2 3

Elencare i Elencare le predicati (verbali o proposizioni, nominali) indicando per ciascuna congiunzione, pronome relativo o avverbio da cui introdotta e il predicato verbale o nominale che la caratterizza Qui = si riferisce a Vidtur= predicato plures sensus verbale Non habat = predicato verbale Sunt historcus = predicato nominale

A questo punto resta da enumerare una a una le proposizioni presenti nel periodo. A tale scopo, vale la regola: tanti predicati, altrettante proposizioni.

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Nel nostro periodo, quindi, avremo tre proposizioni. Per il resto, si tratta di

Terza Lezione

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associare ciascuna congiunzione e pronome relativo al predicato che introducono. buona norma cominciare dai pronomi relativi che sono quasi sempre vicini al predicato al quale sono associati e che pertanto sono pi facili da collegare. Nel nostro caso, qui introduce evidentemente sunt historcus ; ma in maniera altrettanto evidente, quod unito a non habat. Ecco dunque compilata anche la quarta colonna: enumerare le proposizioni

Elencare le congiunzioni specificandone il tipo

Elencare pronomi relativi (e avverbi) specificando il termine al quale si riferiscono

1 Quod = congiunzione subordinativa dichiarativa 2 3

Elencare i Elencare le predicati (verbali o proposizioni, nominali) indicando per ciascuna congiunzione, pronome relativo o avverbio da cui introdotta e il predicato verbale o nominale che la caratterizza Qui = si riferisce a Vidtur= predicato Vidtur plures sensus verbale Non habat = predicato verbale Sunt historcus = predicato nominale Quod non habat Qui sunt historcus

Per indicare ciascuna proposizione, basta trascrivere questi elementi sintattici significativi, ovvero congiunzioni, gli elementi sintattici significativi

pronomi relativi e predicati. In effetti, i predicati sono il cuore delle proposizioni, in quanto

contengono ci che si vuole dire, mentre congiunzioni e pronomi relativi costituiscono i collegamenti, i connettori, i nessi logici che legano le proposizioni tra di loro. Questi soli elementi dunque sono sufficienti per

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comprendere la struttura logica di quel che si sta leggendo o ascoltando. Da questo punto di vista, tutte le altre parole sono irrilevanti. Saper fare lanalisi del periodo significa fare immediatamente una sorta di radiografia del testo, in modo da evidenziarne lossatura, la linea argomentativa: significa quindi avere una competenza in pi per comprendere quando si ascolta e farsi comprendere quando si parla. A questo punto manca solamente ancora di capire lordine sintattico delle proposizioni, ovvero quale o quali siano le reggenti, quale o quali le proposizioni complementari di primo grado, quelle cio immediatamente dipendenti dalle reggenti, e cos via. Nella prima colonna della seconda met della griglia si riscrivono pertanto le proposizioni, seguendo la successione sintattica e specificando la tipologia di ciascuna. A tale scopo, nella Legenda, sono riportate classificazione delle proposizioni tutte le possibili classificazioni. Anzitutto si distingue tra proposizioni reggenti, complementari dirette e

indirette, attributive. La natura di ogni proposizione in genere riconoscibile guardando al termine che la introduce: un pronome relativo introdurr una proposizione attributiva, una congiunzione subordinativa dichiarativa introdurr una proposizione complementare diretta dichiarativa soggettiva o oggettiva, e cos via. In generale, una congiunzione subordinativa annuncia sempre una proposizione complementare; invece una congiunzione

coordinativa pu unire due proposizioni reggenti o due subordinate; nella Legenda sono indicati i vari tipi sia di congiunzioni25 che di proposizioni.

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Per la precisione, nella Legenda, insieme alle congiunzioni, sono enumerati anche i vari tipi di avverbi, in quanto, come vedremo pi avanti, gli avverbi a volte svolgono una funzione analoga a quella dei pronomi relativi.
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Terza Lezione

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Esistono diversi generi di proposizioni reggenti; tuttavia nel testo di san Tommaso che studieremo per lo pi si tratter sempre di proposizioni reggenti enunciative, proposizioni reggenti enunciative

ovvero di proposizioni che semplicemente

enunciano, dicono qualcosa, come del resto avviene di regola in un testo argomentativo. Per ogni proposizione complementare e attributiva, infine, occorre specificare il grado di subordinazione. Nel nostro caso, evidente che quod non habat dipende direttamente dalla reggente e quindi una complementare di primo grado (le reggenti invece sono considerate di grado zero, in quanto al vertice della piramide), cos come lattributiva qui sunt historcus dipende dalla complementare di primo grado (il termine al quale qui si riferisce infatti, ovvero plures sensus, si trova appunto nella complementare soggettiva) e quindi una proposizione di secondo grado. Ecco dunque compilata la prima colonna della seconda parte della griglia: specificazione del grado di subordinazione

Elencare in ordine degradante le proposizioni reggenti, complementari e attributive, indicando per ciascuna il grado e il tipo 1 Vidtur = proposizione reggente enunciativa

Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo

2 Quod non habat = proposizione complementare diretta soggettiva di I grado 3 Qui sunt historcus = proposizione attributiva di II grado

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Resta infine da compilare unultima cella, quella intitolata Diagramma di flusso. In maniera riassuntiva e schematica, chiesto qui di disegnare il flusso logico dellargomentazione. Spesso non esiste un solo schema corretto, in quanto la medesima argomentazione la si pu guardare da differenti punti di vista. Nel nostro caso, per esempio, si pu scolasticamente porre la reggente sopra la complementare e allora avremo: diversi diagrammi di flusso possibili

vidtur quod non habat

Ma da un punto di vista semantico, guardando cio al significato di quanto scrive san Tommaso, la complementare soggettiva appunto il soggetto di vidtur e pertanto a buon ragione pu essere rappresentata al di sopra della reggente, cos: quod non habat vidtur

Per quanto concerne le attributive, poi, esse scolasticamente possono essere considerate delle subordinate e quindi sempre di un grado inferiore rispetto alla proposizione dalla quale dipendono. Nel nostro caso pertanto avremo:

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Terza Lezione

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quod non habat plures sensus26 qui sunt historcus

Ma in quanto attributive, in quanto cio semplici attributi, possono altres essere collocate accanto alla proposizione alla quale si riferiscono, considerandole perci coordinate e non subordinate rispetto a esse. Avremo allora:

quod non habat plures sensus (qui sunt historcus )

Noi utilizzeremo sempre entrambe le prospettive: nella prima colonna della griglia, considereremo le attributive sempre come subordinate (cos, ad esempio, sopra abbiamo scritto: proposizione attributiva di secondo grado); nel diagramma di flusso invece le rappresenteremo sempre tra parentesi, accanto al termine al quale si riferiscono, quindi in posizione coordinata. Nella pagina seguente, ecco la nostra prima scheda di analisi del periodo interamente completata:

Riscrivendo le proposizioni nel diagramma di flusso, opportuno inserire parole che fino ad adesso erano state tralasciate: per la precisione, i vocaboli ai quali i pronomi relativi si riferiscono (nel nostro caso, plures sensus).
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la scheda di analisi del periodo di Vidtur quod


ANALISI DEL PERIODO: Vidtur quod Sacra Scriptra sub una littra non habat plures sensus, qui sunt historcus vel litterlis, allegorcus, tropologcus sive morlis, et anagogcus Elencare le congiunzioni specificandone il tipo Elencare pronomi relativi (e avverbi) specificando il termine al quale si riferiscono Elencare i Elencare le predicati (verbali o proposizioni, nominali) indicando per ciascuna congiunzione, pronome relativo o avverbio da cui introdotta e il predicato verbale o nominale che la caratterizza Qui = si riferisce a Vidtur= predicato Vidtur plures sensus verbale Non habat = predicato verbale Sunt historcus = predicato nominale Quod non habat Qui sunt historcus

1 Quod = congiunzione subordinativa dichiarativa 2 3

Elencare in ordine degradante le proposizioni reggenti, complementari e attributive, indicando per ciascuna il grado e il tipo 1 Vidtur = proposizione reggente enunciativa 2 Quod non habat = proposizione complementare diretta soggettiva di I grado 3 Qui sunt historcus = proposizione attributiva di II grado

Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo

Quod non habat plures sensus (qui sunt historcus ) vidtur

Terminata lanalisi del periodo, passiamo a quella della proposizione.

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Nella scorsa Lezione abbiamo gi distinto gli elementi fondamentali di una

Terza Lezione

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proposizione: predicato, soggetto, complemento diretto, complementi indiretti, attributi e apposizioni. Ogni parola dunque, allinterno di una proposizione, assume una determinata funzione logica: quella di soggetto, o di complemento oggetto, e cos via. Ora, in latino un nome, a seconda della funzione logica che svolge, cambia desinenza. Per comprendere bene questo fenomeno, occorre preliminarmente chiarire cosa sia una desinenza. Ogni parola formata da una radice: sono quelle poche lettere (in genere, tre consonanti pi alcune vocali) alle quali associato un determinato significato (per esempio, in vidre la radice vid). Da una medesima radice radice, suffissi e prefissi analisi della proposizione

derivano diverse parole appartenenti alla stessa famiglia di significato: per esempio, da vid derivano, oltre a vidre, visio, visione, visus, vista, visre, visitare27. Alla radice vengono quindi premessi dei prefissi o posposti dei suffissi, che servono a specificare il significato della parola o la sua funzione logica o grammaticale: cos per esempio praevidre significa vedere in anticipo o da lontano (funzione semantica del prefisso: prae specifica il significato della parola), mentre in scriptra, dalla radice scrib, il suffisso ur fa della parola un sostantivo (funzione grammaticale del suffisso). Ogni parola infine termina con poche lettere che servono a dare alcune desinenza

informazioni esclusivamente grammaticali e logiche: in scriptra la a dice che si tratta di un sostantivo femminile singolare. Desinenza (dal latino desinre, terminare) il nome che viene dato a questa parte finale di ogni parola. Preposizioni, congiunzioni, avverbi e esclamazioni sono sempre indeclinabili o
Le vocali o lultima consonante di una radice, nella formazione di una parola, possono subire mutamenti a causa di differenti ragioni fonetiche.
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invariabili, ovvero la loro desinenza non varia. Invece nelle altre parti del discorso, aggettivi, pronomi, sostantivi e verbi, la desinenza variando fornisce importanti e differenti informazioni. Questo fenomeno avviene in tutte le lingue: per esempio, in italiano scrittura, singolare, al plurale diventa scritture; oppure la prima persona singolare vedo alla seconda persona singolare diventa vedi. In latino, per, nei sostantivi, negli aggettivi e nei pronomi, la desinenza varia anche in base alla funzione logica che la parola assume allinterno di una determinata proposizione: cos in Scriptra sacra est, la Scrittura sacra, la desinenza a designa che Scriptra soggetto singolare, casi mentre in Scriptram lego, leggo la Scrittura, la desinenza am

indica che Scriptram complemento oggetto singolare. Le diverse funzioni logiche espresse dal variare della desinenza in un sostantivo, aggettivo o pronome sono chiamate casi (dal latino casus, il termine, la fine): essi sono sei. Il nominativo: dal latino nominre, come litaliano nominare, il caso del soggetto e del predicato nominale (serve appunto a dare un nome al nominativo e genitivo soggetto o ad alcune sue caratteristiche). Il genitivo: serve a esprimere il complemento di

specificazione, quel complemento cio che specifica di chi o di che cosa il sostantivo al quale si riferisce (conseguentemente, il complemento di specificazione sempre specificazione di qualche altra parte della proposizione: complemento di specificazione del soggetto, del complemento oggetto, ecc.); la denominazione viene dal latino genetvus, colui che genera,

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in quanto dalla desinenza del caso genitivo si genera tutto il resto della

Terza Lezione

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declinazione, ovvero si riconosce a quale declinazione appartenga quella parola28. Dativo: esprime colui o ci a cui si d, datvus, ovvero il complemento di termine. Accusativo: dativo e accusativo

traduce il complemento oggetto, ovvero chi o che cosa oggetto diretto dellazione del predicato verbale; per questo motivo il complemento oggetto chiamato anche complemento diretto e insieme a nominativo e vocativo uno dei tre cosiddetti casi retti; in latino, come pure in italiano, accusre significa appunto chiamare in causa direttamente qualcuno o qualcosa. Vocativo: traduce il complemento di vocazione, ovvero colui o ci a cui ci si rivolge invocandolo (vocre significa vocativo e ablativo

appunto chiamare); il complemento che

accompagna limperativo, presente in tutte le preghiere ed sempre separato dal resto della proposizione attraverso le virgole che lo racchiudono; di norma, la desinenza del vocativo uguale a quella del nominativo, in quanto il referente del complemento di vocazione il soggetto della proposizione. Ablativo: il termine deriva dal verbo latino auferre, che significa allontanare (e che in un modo verbale chiamato supino diventa abltum), in quanto il caso che anticamente traduceva il complemento di origine e di separazione; di fatto, venuto poi a tradurre, spesso con lausilio di

Si pu offrire anche unaltra spiegazione etimologica, non corretta scientificamente, ma suggestiva filosoficamente. Presso gli antichi, per identificare una persona spesso si indicava di chi fosse figlio (per esempio, Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo) e in greco per dire figlio di si usava proprio il caso genitivo (ovvero, semplicemente Giacomo e Giovanni, di Zebedeo). In tal senso, il genitivo il caso per dire che si figli di qualcuno, ossia appunto che si generati; e da questo punto di vista, ogni uomo per definizione al genitivo, in quanto non si dato da s stesso la vita: , teologicamente, creatura, essere-ricevuto.
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preposizioni, molti complementi indiretti (lablativo, insieme al genitivo e al dativo, uno dei tre cosiddetti casi indiretti o obliqui). Ogni sostantivo, aggettivo e pronome dunque presenta una variazione della desinenza in corrispondenza dei sei casi, al singolare e al plurale (tuttavia le desinenze di ogni parola sono in numero minore di dodici, in quanto alcune si ripetono uguali per diversi casi). le cinque declinazioni Linsieme delle dodici uscite si chiama declinazione

(dal latino declinato, lo spiegamento di una parola in tutte le sue possibili forme). In latino esistono cinque schemi di declinazione: la prima, la seconda, la terza, la quarta e la quinta. Ogni sostantivo segue lo schema di una di queste declinazioni. Come gi detto, lappartenenza di un nome a una determinata declinazione si riconosce dalla desinenza del genitivo singolare: per questo motivo, nei dizionari, di ogni sostantivo riferito il nominativo e il genitivo singolare (cos, ad esempio, di Scriptra il vocabolario riporta scriptra, ae: la desinenza ae al genitivo singolare tipica e unica della prima declinazione). La maggior parte degli aggettivi utilizza le desinenze delle prime tre le desinenze pronominali declinazioni. Un numero ristretto di aggettivi e pronomi utilizza le medesime desinenze, con

alcune variazioni loro proprie (si parla pertanto di desinenze pronominali). Anche i verbi cambiano la parte finale di parola per specificare il tempo, il modo, la persona e il numero della voce le coniugazioni verbale. La flessione dei verbi (dal latino flectre,

il flettersi, lo spiegarsi, analogo alla declinato di cui si detto sopra) viene

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chiamata coniugazione (dal latino coniugre, il mettere insieme, unire i vari

Terza Lezione

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suffissi, vocali tematiche e desinenze per formare le diverse voci verbali), in maniera del tutto simile a quel che avviene per i verbi in italiano. Sui verbi ci soffermeremo pi avanti. Per il momento, per concludere, torniamo ai casi. Dicevamo che essi specificano la funzione logica svolta dalla parola nella proposizione. Nel primo periodo di san Tommaso abbiamo letto: Sacra Scriptra non habat sub una littra plures sensus, qui sunt historcus vel litterlis, . Sacra Scriptra il soggetto: entrambi infatti sono al nominativo singolare, con desinenza a, propria della prima declinazione. Plures sensus il complemento oggetto: le due parole infatti sono in caso accusativo plurale, con desinenza es, propria della terza declinazione, e us, propria della quarta declinazione. Sub una littra un complemento di stato in luogo, che risponde alla domanda dove? e in latino si traduce con in + lablativo (ma anche con molte altre preposizioni, alcune delle quali incontreremo nel testo di Tommaso): a infatti la desinenza dellablativo singolare della prima declinazione (come si noter, analoga al nominativo singolare della medesima declinazione). Historcus, litterlis e tutti gli altri aggettivi sono predicati nominali e infatti sono in caso nominativo singolare: us la desinenza del nominativo singolare della seconda declinazione, is della terza declinazione. Infine qui nominativo maschile plurale del pronome relativo qui, quae, quod, che, come si accennato sopra, ha una declinazione sua propria. Nella prossima Lezione ripartiremo da qui, dallanalisi della

proposizione. Con loccasione, presenteremo unaltra scheda che sempre ci guider nellanalisi delle proposizioni.

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Per verificare il mio apprendimento: Partendo da una scheda vuota, compilo la scheda di analisi del periodo di Vidtur quod Di questo periodo traccio i possibili diversi diagrammi di flusso Cosa una proposizione reggente enunciativa? Cosa sono i gradi di subordinazione? Da quali elementi formato un nome? Qual la funzione specifica svolta dalle desinenze dei nomi in latino rispetto allitaliano e alla maggioranza delle lingue moderne? Quali sono i sei casi latini? Cosa traducono?

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Terza Lezione ANALISI DEL PERIODO: .. Elencare le congiunzioni specificandone il tipo Elencare pronomi relativi (e avverbi) specificando il termine al quale si riferiscono

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Elencare i Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la congiunzione, predicati (verbali il pronome relativo o lavverbio da cui introdotta e il predicato o nominali) verbale o nominale che la caratterizza

1 2 Elencare in ordine degradante le proposizioni Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo reggenti, complementari e attributive, indicando per ciascuna il grado e il tipo 1

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LEGENDA

Avverbi:

modali, temporali, locativi, interrogativi semplici e disgiuntivi, affermativi, negativi, dubitativi, rafforzativi

Congiunzioni coordinative:

copulative, disgiuntive inclusive o esclusive, avversative, esplicative, conclusive

Congiunzioni subordinative:

dichiarative, consecutive, causali, finali, modali, temporali, locative, concessive, comparative, eccettuative, privative, ipotetiche

Proposizioni reggenti:

enunciative, interrogative dirette, esclamative, esortative, ottative, concessive, dubitative, potenziali, imperative

Proposizioni complementari dirette:

soggettive, oggettive, interrogative indirette

Proposizioni complementari indirette:

consecutive, causali, finali, modali, temporali, locative, concessive, comparative, eccettuative, privative, condizionali, incidentali

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Quarta Lezione
In questa Lezione impareremo: la prima declinazione le desinenze attive dei verbi a discernere il tema verbale, composto da suffissi e vocale tematica a distinguere in un verbo tra modo, tempo e aspetto dellazione a definire che cos un verbo atematico o irregolare a classificare le quattro coniugazioni e la coniugazione propria del verbo sum la flessione dellindicativo presente attivo delle quattro coniugazioni e del verbo sum a utilizzare la scheda di analisi della proposizione a fare lanalisi delle tre proposizioni del primo periodo (Vidtur quod ) Nella scorsa Lezione abbiamo presentato la nozione di desinenza e declinazione. Veniamo dunque subito a la prima declinazione scriptra, ae Nominativo Genitivo Dativo Accusativo Vocativo Ablativo conoscere la prima declinazione:

Singolare scriptr scriptrae scriptrae scriptram scriptr scriptr

Plurale scriptrae scripturrum scriptris scriptras scriptrae scriptris

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facile notare che alcune desinenze si ripetono uguali: per il nominativo e vocativo singolare (e di fatto anche per lablativo singolare: in un testo scritto latino infatti non si soliti segnare la quantit dellultima sillaba, per cui scriptra pu essere sia nominativo, sia vocativo sia ablativo singolare); ae per il genitivo e dativo singolare, e per il nominativo e vocativo plurale; is per il dativo e ablativo plurale. Per il resto, non c molto altro da dire o da capire, quanto piuttosto da familiarizzare con simili desinenze, cos da riconoscerle quando le si incontri. Molti aggettivi di prima classe avremo: aggettivi, al femminile, utilizzano le

desinenze della prima declinazione. Cos

sacra Nominativo Genitivo Dativo Accusativo Vocativo Ablativo

Singolare sacr sacrae sacrae sacram sacr sacr

Plurale sacrae sacrrum sacris sacras sacrae sacris

Nel periodo di san Tommaso che abbiamo cominciato a studiare agevole riconoscere quattro parole appartenenti alla prima declinazione (per la precisione, per gli aggettivi si soliti parlare di aggettivi di prima classe):

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Quarta Lezione
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Sacra Scriptra il soggetto della proposizione e infatti entrambe le parole sono declinate al nominativo singolare, con desinenza in a sub una littra il complemento di stato in luogo, reso con sub+ablativo: e infatti dopo la preposizione entrambe le parole sono allablativo singolare, anchesso in a (come si vede, dal contesto che si comprende se la desinenza a del nominativo, del vocativo o dellablativo singolare; lo stesso dicasi per le altre desinenze omofone). La prossima Lezione presenteremo le desinenze della seconda declinazione. Per il momento invece soffermiamoci sui verbi. Abbiamo gi avuto modo di dire che i verbi, in quanto predicati, costituiscono il cuore, lanima, il motore di una proposizione, e anche che essere un verbo particolare, che pu svolgere funzione predicativa o, pi spesso, copulativa o ausiliaria. Infine avevamo rilevato come anche le voci verbali avessero una desinenza variabile. In latino ve ne sono di cinque tipi: per lattivo, per il passivo, per il perfetto, per limperativo e per linfinito. Per ora, limitiamoci a presentare quelle dellattivo. Sono le seguenti:
Desinenze attive 1 singolare m / o
a

desinenze attive dei verbi

2a singolare s 3a singolare t 1a plurale 2a plurale 3a plurale mus tis nt

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Come si vede, per la prima persona singolare, alcune volte si usa una desinenza, altre volte unaltra. Per il resto, sono da imparare a memoria, come una filastrocca: il loro riconoscimento infatti consente gi da solo di distinguere un verbo e la persona alla quale coniugato. Tuttavia, molte altre informazioni occorre saper individuare in una voce verbale: il modo, il tempo, la diatesi. Un verbo infatti sempre coniugato in i modi verbali un determinato modo. Il modo specifica come deve essere

percepita lazione che viene predicata: come un dato di fatto, obiettivo, solamente da constatare (lindicativo, dal latino indicre, rendere noto: il modo delloggettivit o realt); come una i modi espliciti: indicativo, congiuntivo e imperativo possibilit o opinione (il congiuntivo, dal latino coniungre, collegare: il modo della soggettivit o eventualit); come un comando, un ordine (limperativo: dal latino imperre, comandare appunto). Sono questi i tre modi espliciti o finiti, quelli cio nei quali esplicitamente indicata la persona che compie lazione (prima, seconda, terza singolare o plurale). Altri quattro modi invece sono detti indefiniti o impliciti, perch non esprimono la persona, ma eventualmente solo il numero, singolare o plurale (cos i modi impliciti per esempio partiti pu essere detto sia di noi sia di voi sia di essi); sono il participio, linfinito, il gerundio e gerundivo, e il supino: di questi modi tuttavia tratteremo in seguito. Oltre al modo, un verbo ovviamente sempre coniugato a un il tempo verbale e laspetto dellazione determinato tempo, che indica quando svolta lazione: passato, presente, futuro; si distingue poi tra diverse forme di passato (imperfetto, perfetto,

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Quarta Lezione
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piuccheperfetto) e di futuro (semplice e anteriore). Per la precisione, in latino le forme verbali, oltre al tempo, distinguono anche laspetto dellazione, ovvero il modo in cui sentita la durata: come compiuta, come incompiuta, come momentanea o come durativa; per ora, tuttavia, non occorre soffermarsi oltre su simili distinzioni. Dicevamo che le desinenze permettono di discernere persona e numero, non per anche modo e tempo: questi possibile discriminarli in base al tema. Il tema ci che resta del verbo una volta tolta la desinenza: di fatto esso formato dalla radice, da eventuali suffissi e dalla vocale tematica, la vocale cio che caratterizza il modo e la coniugazione verbale (per esempio, hab-e-t)29. I suffissi sono sempre gli stessi per ciascun tempo: per esempio, -ba- per suffissi e vocale tematica il tema verbale

limperfetto indicativo (hab-e-ba-t). La vocale tematica invece ci che varia in base al modo e alla coniugazione. Come infatti vi sono cinque declinazioni per i nomi, cos ci sono quattro coniugazioni per i verbi: sostanzialmente, quattro schemi possibili di le quattro coniugazioni

flessione, caratterizzati ciascuno da un determinato uso delle vocali tematiche. Ogni verbo ovviamente segue la flessione di una delle quattro coniugazioni. Come in italiano, esse si indicano con la differente uscita dellinfinito presente attivo (presenteremo in seguito la distinzione tra attivo e passivo): -re per la prima coniugazione (assignre, assegnare), -re per la
La suddivisione di una voce verbale qui proposta, in tema verbale e desinenza, non unanimemente accettata. Per esempio, Tantucci distingue tra tema verbale (la parte invariabile del verbo, che termina con la vocale tematica), eventuali suffissi temporali e desinenza (per esempio, habe-ba-t), e definisce terminazione o uscita linsieme di vocale tematica, suffisso e desinenza (ad esempio, hab-ebat).
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seconda (habre, avere), -re per la terza (argure, argomentare) e -re per la quarta (invenre, trovare). Limitiamoci allo studio del presente indicativo attivo. La vocale tematica che caratterizza la prima coniugazione la -a-, la seconda la -e-, la terza la --, la quarta la --. Avremo quindi: indicativo presente attivo delle quattro coniugazioni

Indicativo Presente Attivo 1a coniugazione in -re 1a singolare assign-o 2a singolare assign-a-s 3a singolare assign-a-t 1a plurale 2a plurale 3a plurale assign--mus30 assign--tis assign-a-nt 2a coniugazione in -re hab--o hab-e-s hab-e-t hab--mus hab--tis hab-e-nt 3a coniugazione in re arg-o arg-i-s arg-i-t argu--mus argu--tis arg-u-nt 4a coniugazione in re inven--o invn-i-s invn-i-t inven--mus inven--tis inven-u-nt

Come si vede, la prima persona singolare della prima e terza coniugazione non ha vocale tematica, mentre nella terza persona plurale della terza e quarta coniugazione c la vocale tematica -u-.

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Indichiamo la quantit solo dove utile per una corretta pronuncia della parola (si ricordi: penultima sillaba lunga, accento tonico sulla penultima; penultima sillaba breve, accento tonico sulla terzultima). In assigno non indicata la quantit della -i-, perch -sig- sillaba chiusa e quindi comunque lunga (si ricordi che in latino i gruppi di due o pi consonanti appartengono sempre a sillabe diverse).
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Quarta Lezione
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Una flessione a s, non assimilabile a nessuna delle quattro, quella del verbo esse, essere, che per questo si dice avere coniugazione propria. Ecco il presente indicativo attivo: Indicativo presente del verbo sum 1a singolare 2 singolare
a

la coniugazione propria del verbo esse

s-u-m e-s es-t s-u-mus es-tis s-u-nt

indicativo presente del verbo sum

3a singolare 1a plurale 2a plurale 3a plurale

Come si vede, in alcune voci, precisamente nella seconda e terza singolare e nella seconda plurale, manca la vocale tematica e la desinenza si unisce direttamente alla radice: per questo motivo il verbo sum chiamato atematico o irregolare (lassenza di vocale tematica si registra comunque solo in alcune voci verbi atematici o irregolari

dei tempi derivati dal tema del presente). Pochi altri verbi in latino sono atematici; tra questi per alcuni molto frequenti: fero, porto, volo, voglio, eo, vado, e fio, divento. A questo punto possiamo tornare allanalisi della proposizione del primo periodo del testo di san Tommaso. Lo facciamo lasciandoci guidare da una seconda apposita scheda, che chiameremo scheda di analisi della proposizione, di cui un modello la scheda di analisi della proposizione

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vuoto allegato a fine Lezione. A questo livello, si considera ciascuna proposizione in s stessa, sciolta dal rapporto con le altre appartenenti al medesimo periodo. Innanzitutto, si trascrive lintera proposizione sulla scheda, nello spazio riservato in alto, sopra la griglia:
ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: quod Sacra Scriptra sub una littra non habat plures sensus

Poich il predicato il cuore di una proposizione, si comincia senzaltro dallindividuare proprio questo, riportandolo nella prima predicato nominale: colonna e specificando se si tratti di un predicato verbale o

Predicato (verbale o nominale)


Non habat (predicato verbale)

Soggetto

Complementi diretti (oggetto o predicativo)

Connettori

Come si nota, lavverbio non si trascrive insieme al predicato che accompagna e definisce, poich semanticamente, quanto cio al significato, fa tuttuno con esso. Quindi si individua il soggetto soggetto e complemento oggetto e, se c, il complemento oggetto (si ricordi che soggetto ci di cui si predica qualcosa, mentre il

complemento oggetto indica appunto loggetto del predicato e risponde alla domanda chi? che cosa?: chiamato diretto perch unito direttamente

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al predicato, forma cio un tuttuno con esso; del complemento predicativo

Quarta Lezione
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invece parleremo pi in l), indicando loccasionale presenza di uno o pi attributi:

Predicato (verbale o nominale)


non habat (predicato verbale)

Soggetto

Complementi diretti (oggetto o predicativo)


plures sensus (complemento oggetto con un attributo)

Connettori

Sacra Scriptra (con un attributo)

Nellultima colonna si inseriscono le congiunzioni, gi analizzate nellanalisi del periodo e che fungono da connettori logici tra le proposizioni: connettori logici

Predicato (verbale o nominale)


non habat (predicato verbale)

Soggetto

Complementi diretti (oggetto o predicativo)


plures sensus (complemento oggetto con un attributo)

Connettori

Sacra Scriptra (con un attributo)

Quod= subordinativo dichiarativo

Nella sezione in basso si ricopiano infine i complementi indiretti, specificando per ciascuno che tipo di complemento sia e a quale domanda risponda (si ricordi che i complementi indiretti

complementi indiretti vanno a completare la comunicazione espressa dal predicato, aggiungendo le pi svariate informazioni), oltre alla presenza di eventuali attributi:

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Complementi indiretti
Sub una littra = complemento di stato in luogo (dove?) (con un attributo)

Complementi indiretti

Lanalisi della terza proposizione molto rapida, composta com da un soggetto, il pronome relativo qui (in quanto pronome relativo, nella scheda occorrer specificare sempre il termine al quale si riferisce), e un predicato nominale, nel quale i sei aggettivi costituiscono il nome del predicato (le congiunzioni in questo caso fanno parte del predicato nominale e non vanno inserite nellultima colonna, dei connettori, in quanto non servono a congiungere diverse proposizioni tra di loro):
ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: qui sunt historcus vel litterlis, allegorcus, tropologcus sive morlis, et anagogcus

Predicato (verbale o nominale)


sunt historcus vel (predicato nominale)

Soggetto

Complementi diretti (oggetto o predicativo)

Connettori

qui (riferito a plures sensus)

La prima proposizione del periodo assolutamente minima, formata dal solo predicato verbale vidtur, privo di soggetto in quanto impersonale: la si potr senzaltro inserire nella scheda insieme alla seconda proposizione, avendo cura magari di separare graficamente con una riga vuota le due proposizioni. Nelle pagine seguenti, addirittura in ununica scheda, sar

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ricapitolata lanalisi di tutte e tre le proposizioni.

Quarta Lezione
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Nella prossima Lezione presenteremo il terzo e ultimo strumento che ci accompagner nelle nostre analisi: la scheda di analisi della parola.

Per verificare il mio apprendimento: Saper compilare la scheda di analisi della proposizione di Vidtur quod Declina i seguenti vocaboli di prima declinazione: scriptra, ae, sacra, a, littra, ae Coniuga il presente indicativo del verbo sum Coniuga il presente indicativo attivo di narro, as, habo, es, tollo, is, inveno, is Partendo da una scheda vuota, compilo la scheda di analisi della proposizione di Vidtur quod Cosa sono i modi verbali? In particolare, quale modo dellazione specificato dallindicativo? Quale dal congiuntivo? Quale dallimperativo? Che differenza c tra modi espliciti e impliciti? Imparare a memoria le desinenze verbali attive a mo di filastrocca Quali sono gli elementi che compongono una voce verbale? Quando un verbo detto atematico o irregolare?

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ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: ......................................................................................................................................................

Predicato (verbale o nominale)

Soggetto

Complementi diretti (oggetto o predicativo)

Connettori

Complementi indiretti

Complementi indiretti

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Quarta Lezione
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ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Vidtur quod Sacra Scriptra sub una littra non habat plures sensus, qui sunt historcus vel litterlis, allegorcus, tropologcus sive morlis, et anagogcus

Predicato (verbale o nominale) Vidtur = predicato verbale (impersonale)

Soggetto

Complementi diretti (oggetto o predicativo)

Connettori

Non habat = predicato verbale

Sacra Scriptra (con un Plures sensus = attributo) complemento oggetto (con un attributo)

Quod = subordinativo dichiarativo

Sunt historcus ... = predicato nominale

Qui (riferito a plures sensus) Complementi indiretti

Complementi indiretti Sub una littra = complemento di stato in luogo (dove?) (con un attributo)

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Quinta Lezione
In questa Lezione impareremo: la seconda declinazione e gli aggettivi di prima classe gli aggettivi pronominali le desinenze passivo-deponenti e lindicativo presente passivo-deponente delle quattro coniugazioni a distinguere tra verbi transitivi e intransitivi a discriminare tra diatesi attiva, passiva, deponente e riflessiva a riconoscere i verbi difettivi, suppletivi e semideponenti a definire e utilizzare il paradigma verbale a servirsi della scheda di analisi della parola a ravvisare le esclamazioni a identificare gli aggettivi qualificativi e quelli numerali a diversificare tra congiunzioni, avverbi e preposizioni a compilare la scheda di analisi della parola del primo periodo: Vidtur quod Cominciamo con il vedere subito le desinenze di seconda declinazione: seconda declinazione articlus, i (articolo) Nominativo Genitivo Dativo Accusativo Vocativo Ablativo articlus articli articlo articlum article articlo articli articulrum articlis articlos articli articlis Singolare Plurale

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Quinta Lezione
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Lunica desinenza in comune con la prima declinazione la is del dativo e ablativo plurale. Tuttavia saltano agli occhi altre corrispondenze: il genitivo plurale rum diventa rum; gli accusativi am e as diventano um e os; il nominativo e vocativo plurale hanno la medesima desinenza, ae per la prima declinazione e i per la seconda. Specificit della seconda declinazione per la desinenza propria del vocativo singolare, e (in tutte le altre declinazioni invece la desinenza del vocativo la medesima del nominativo singolare). Alcuni sostantivi in er e il sostantivo vir, uomo, al nominativo e vocativo singolare hanno desinenza zero, ovvero non hanno alcuna desinenza. Avremo pertanto: desinenza zero Singolare puer puri puro purum puer puro Plurale puri puerrum puris puros puri puris

puer, ri (fanciullo) Nominativo Genitivo Dativo Accusativo Vocativo Ablativo

Altri sostantivi in -er hanno inoltre la particolarit di perdere la vocale e in tutti i casi tranne che al nominativo e vocativo singolare, sempre a desinenza zero. Cos abbiamo:

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liber, bri (libro) Nominativo Genitivo Dativo Accusativo Vocativo Ablativo

Singolare liber libri libro librum liber libro

Plurale libri librrum libris libros libri libris

Infine un gruppi di sostantivi appartenenti alla seconda declinazione, tutti neutri31, nei casi retti del singolare escono in um e nei casi retti del plurale in a (in generale, tutti i sostantivi neutri hanno sostantivi neutri una sola desinenza per il nominativo,

accusativo e vocativo singolare, e una per il plurale). Avremo pertanto: mysterum, i (mistero) Nominativo Genitivo Dativo Accusativo Vocativo Ablativo mysterum mysteri mystero mysterum mysterum mystero mystera mysterirum mysteris mystera mystera mysteris Singolare Plurale

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In latino infatti, oltre al maschile e al femminile, esiste il genere neutro, da neuter, tra, trum, n luno n laltro, un genere appunto in origine usato per indicare realt non identificabili in modo univoco n come maschili n come femminili.
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Quinta Lezione
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A questo punto possibile completare la flessione degli aggettivi detti della prima classe: essi infatti al femminile utilizzano le desinenze della prima declinazione e al maschile e neutro quelle della seconda declinazione. Avremo quindi:

aggettivi di prima classe

historcus,a,um (storico)

Singolare

Plurale

Maschile

Femminile Neutro

Maschile

Femminile

Neutro

Nominativo

historcus

historca

historcum historci

historcae

historca

Genitivo

historci

historcae

historci

historcrum

historcrum

historcrum

Dativo

historco

historcae

historco

historcis

historcis

historcis

Accusativo

historcum historcam

historcum historcos

historcas

historca

Vocativo

historce

historca

historcum historci

historcae

historca

Ablativo

historco

historca

historco

historcis

historcis

historcis

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Anche gli aggettivi in -er al nominativo e vocativo singolare escono a desinenza zero; alcuni di essi inoltre conservano la vocale e solo in quei due casi. Avremo perci:

liber, a, um (libero)

Singolare

Plurale

Maschile

Femminile Neutro

Maschile

Femminile

Neutro

Nominativo

liber

libra

librum

libri

librae

libra

Genitivo

libri

librae

libri

liberrum

liberrum

liberrum

Dativo

libro

librae

libro

libris

libris

libris

Accusativo

librum

libram

librum

libros

libras

libra

Vocativo

liber

libra

librum

libri

librae

libra

Ablativo

libro

libra

libro

libris

libris

libris

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Oppure:

sacer, cra, crum

Singolare

Plurale

(sacro)

Maschile

Femminile Neutro

Maschile

Femminile

Neutro

Nominativo

sacer

sacra

sacrum

sacri

sacrae

sacra

Genitivo

sacri

sacrae

sacri

sacrrum

sacrrum

sacrrum

Dativo

sacro

sacrae

sacro

sacris

sacris

sacris

Accusativo

sacrum

sacram

sacrum

sacros

sacras

sacra

Vocativo

sacer

sacra

sacrum

sacri

sacrae

sacra

Ablativo

sacro

sacra

sacro

sacris

sacris

sacris

facile riconoscere come appartenenti agli aggettivi di prima classe quattro nomi del predicato presenti nellunico periodo di san Tommaso che abbiamo finora analizzato, vale a dire historcus, allegorcus, tropologcus, anagogcus, tutti e quattro ovviamente al nominativo maschile singolare. Sembrerebbe appartenere alla seconda declinazione anche il sostantivo sensus; tuttavia, cercandolo sul dizionario, si trova sensus, us: il genitivo singolare in us, come studieremo, tipico della quarta declinazione, della quale fa parte appunto sensus.

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Resta ancora da notare che un piccolo gruppo di aggettivi, appartenenti alla prima classe, al genitivo e dativo singolare utilizza due desinenze che, aggettivi pronominali come vedremo in seguito, sono proprie dei pronomi, ovvero us e i: per questo

sono detti aggettivi pronominali. Tra questi, laggettivo unus, a um, che abbiamo incontrato nel periodo di san Tommaso; ecco la declinazione:

unus, a, um (uno) Maschile Nominativo Genitivo Dativo Accusativo Vocativo Ablativo unus unus uni unum une uno

Singolare32 Femminile una unus uni unam una una Neutro unum unus uni unum unum uno

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Trattandosi dellaggettivo numerale cardinale uno, si soliti presentare solo la flessione al singolare. Tuttavia in latino si utilizza in verit anche il plurale uni, unae, una, o con il significato di i soli, soltanto, o in unione con sostantivi che manchino del singolare (i cosiddetti plurala tantum: per esempio, unae nuptae, un solo matrimonio), o nella correlazione uni altri, gli uni gli altri.
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Nella precedente Lezione avevamo presentato le desinenze attive dei verbi; vediamo ora quelle passivo-deponenti:
Desinenze passivo-deponenti

1a singolare 2a singolare 3a singolare 1a plurale 2a plurale 3a plurale

r ris / re tur mur mni ntur

desinenze verbali passivo-deponenti

Il presente indicativo passivo delle quattro coniugazioni si forma sostituendo le desinenze passive a quelle attive; infatti il tema, compresa la vocale tematica, restano i medesimi (lunica eccezione la seconda persona singolare della terza coniugazione: la vocale presente indicativo passivo delle quattro coniugazioni

tematica non i, ma e: argis diventa arguris):

Indicativo Presente Passivo-Deponente


1a coniugazione in re 2a coniugazione in -re 3a coniugazione in -re 4a coniugazione in -re

1a singolare 2asingolare 3a singolare 1a plurale 2a plurale 3a plurale

assign-o-r assign--ris assign--tur assign--mur assign-a-mni assign-a-ntur

hab--o-r hab--ris hab--tur hab--mur hab-e-mni hab-e-ntur

arg-o-r argu--ris argu--tur argu--mur argu-i-mni argu-u-ntur

inven--o-r inven--ris inven--tur inven--mur inven-i-mni inven-iu-ntur

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A questo punto ovviamente necessario per spiegare cosa si intenda per diatesi attiva, passiva e deponente di un verbo. Un verbo infatti, oltre a essere coniugato in un determinato modo, tempo diatesi attiva ed eventualmente anche persona e numero, si

trova in una certa forma o diatesi. La diatesi (dal greco dithesis, disposizione, stato in cui si trova qualcuno o qualcosa) esprime il rapporto, lo stato appunto in cui il soggetto si trova rispetto al predicato. Esso pu essere anzitutto attivo o passivo. Nella diatesi attiva (dal latino actvus, che compie) il soggetto compie, fa, svolge lazione, ovvero esterno rispetto a essa: per esempio, ego lego librum, io leggo un libro. Lazione poi pu ricadere direttamente su un complemento oggetto, come nellesempio appena riportato: in verbi transitivi e intransitivi questo caso allora il verbo si dice transitivo (dal latino transitvus, che

passa). Qualora invece lazione non possa mai cadere direttamente su un complemento, ma solo indirettamente, qualora cio un verbo non possa reggere un complemento oggetto, ma solo un complemento indiretto ( il tipico caso di tutti i verbi di movimento: celerter ad universittem eo, vado in fretta alluniversit), il verbo stesso viene chiamato intransitivo. I verbi transitivi attivi, e solo essi, possono assumere per anche una diatesi passiva forma inversa, detta passiva. Un verbo passivo (dal latino passvus, che subisce), quando

lazione ricade sul soggetto, che la subisce, ovvero quando il soggetto interno rispetto allazione del predicato: per esempio, liber legtur a me, il

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libro letto da me.

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Si diceva che la diatesi passiva inversa rispetto allattiva; in effetti, la costruzione della proposizione subisce una vera inversione: il complemento oggetto dellattiva diventa soggetto della passiva e il soggetto dellattiva diventa complemento dagente o di causa efficiente della passiva33. Un verbo dunque pu essere intransitivo attivo, oppure transitivo attivo o passivo. Infine esiste la forma riflessiva, la quale indica che lazione del predicato si riflette, ricade sul soggetto (io mi lavo): in italiano la diatesi riflessiva si ottiene con lausilio diatesi riflessiva costruzione inversa

delle particelle pronominali riflessive (nellesempio precedente, mi); in latino invece, oltre che con lutilizzo dei pronomi personali come in italiano, a volte si rende semplicemente coniugando il verbo al passivo (ad esempio lavarsi in latino il passivo lavri)34. In latino esiste anche una quarta diatesi, detta deponente (dal latino depnens, entis, che depone, abbandona): la forma propria di quei verbi che hanno deposto la diatesi deponente

forma attiva e conservano solo quella passiva, ci nondimeno avendo un significato attivo (per esempio, loquor, parlo). Vale la pena notare che a volte la forma deponente di un verbo semanticamente giustificata. Ad
Il complemento dagente appunto il complemento indiretto che specifica da chi o da che cosa compiuta lazione di un verbo passivo; si parla di complemento dagente se lagente una persona, di causa efficiente se una cosa. 34 Si tenga anche presente che non sempre c corrispondenza tra italiano e latino: cos per esempio il verbo latino attivo accedre in italiano si traduce con il riflessivo avvicinarsi. A proposito dei verbi riflessivi, inoltre, occorrerebbe distinguere tra riflessivi propri (quando la particella pronominale funge da complemento oggetto: mi gratto) e impropri (quando la particella pronominale funge da complemento indiretto: mi metto); e ancora, tra riflessivi reciproci (quando le particelle pronominali indicano unazione scambievole: ci salutammo) e riflessivi intransitivi o pronominali (quando i verbi riflessivi non possono reggere il complemento oggetto, sono cio appunto intransitivi: mi meravigliai).
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esempio, non un caso che proprio il verbo loquor sia deponente: il parlare infatti unazione attiva, anzi lattivit specificamente umana, che tuttavia ha unorigine passiva, in quanto non si impara a parlare, se non ascoltando, ovvero ricevendo da altri la parola; dunque unazione attiva che ha origine passiva, ovvero una passivit che diventata attivit: deponente appunto35. Un piccolo gruppo di verbi latini infine ha diatesi semideponente: sono verbi che nei tempi derivati dal tema del verbi semideponenti presente hanno forma attiva, mentre hanno

diatesi deponente negli altri tempi (cos ad esempio abbiamo audo, es al presente, oso, ma ausus sum al passato, osai, o fido, is al presente, mi fido, e fisus sum al passato, mi fidai). A questo punto possiamo presentare la terza e ultima scheda che ci accompagner nelle nostre analisi, la scheda di scheda di analisi della parola analisi della parola, di cui un modello vuoto, come per le altre, si trova a fine Lezione. Come al solito, si inizia riscrivendo il periodo che si sta analizzando, in alto dopo i due punti:

ANALISI DELLA PAROLA: Vidtur quod Sacra Scriptra sub una littra non habat plures sensus, qui sunt historcus vel litterlis, allegorcus, tropologcus sive morlis, et anagogcus

Quindi, a ogni riga, nella prima colonna si copiano, uno dopo laltro, tutti i singoli vocaboli36: a livello di analisi della parola, infatti, ogni termine
In questo senso, da un punto di vista filosofico, si pu affermare che, in quanto creatura, luomo in generale abbia natura deponente: attivit e libert, resa possibile da unoriginaria passivit e dipendenza. 36 Unica eccezione il verbo essere con funzione di ausiliare (per esempio, letto): in quel caso, infatti, esso ununica voce verbale insieme al participio al quale legato e perci va trascritto
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considerato in s stesso, isolatamente dal contesto nel quale inserito; lanalisi della parola, per questo motivo, senzaltro la pi astratta, la pi lontana dalla realt viva della comunicazione, perci anche, alla lunga, la pi noiosa, la meno stimolante. Si procede poi allanalisi di ciascuna parola, raccogliendo le informazioni richieste nella scheda cella dopo cella. Si comincia con lo specificare in quale delle otto parti del discorso la parola rientra ; tutte i vocaboli della lingua latina sono infatti raggruppabili entro le otto categorie indicate nella scheda sotto la voce Parte del discorso (in italiano sono nove, perch in latino mancano gli articoli). Anzitutto i verbi, dei quali occorre specificare se svolgono funzione predicativa, ovvero di predicato verbale, copulativa, allinterno di un predicato nominale, o modale (dei verbi modali parleremo pi i verbi

avanti, quando li incontreremo in san Tommaso). Nel nostro caso, vidtur e habat sono verbi predicativi, invece sunt copulativo. Nella terza colonna occorre indicare il paradigma, la diatesi e eventualmente altre informazioni particolari (per esempio, a proposito del verbo sum, il fatto che atematico). Bisogna pertanto soffermarci brevemente per spiegare cosa sia il paradigma. Il paradigma di un verbo (dal greco pardeigma, esempio, modello) sono linsieme delle voci verbali dalle quali possibile ricavare lintera coniugazione di un verbo e che per questo fungono da modello appunto per la sua corretta flessione. Nella scorsa il paradigma

Lezione abbiamo spiegato infatti che una voce verbale formata dal tema e
insieme a esso (si noti tuttavia che in latino vi sono meno forme verbali composte, perch esistono le desinenze passive, mentre in italiano ogni diatesi passiva si forma sempre con lausiliare essere: cos ad esempio letto in latino semplicemente legtur).

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dalla desinenza; il tema caratterizzato dalla vocale tematica, propria di ogni tempo e coniugazione (per esempio, la a per il presente indicativo della prima coniugazione), e da eventuali suffissi (per esempio ba per limperfetto indicativo). Ora, per, aldil di questi elementi (suffissi e vocale tematica), ogni verbo ha tre temi differenti: quello del temi del presente, del perfetto e del supino presente, quello del perfetto e quello del supino. Da questi tre temi, aggiungendo

determinati suffissi, vocali tematiche e desinenze, si ottengono tutte le voci verbali. Specificamente, dal tema del perfetto si ottengono il perfetto, il piuccheperfetto e il futuro anteriore; dal tema del supino, il supino e il participio; dal tema del presente tutti gli altri tempi e modi, ovvero il presente, limperfetto, il futuro semplice e il gerundio. Suffissi, vocali tematiche e desinenze sono le medesime per tutti i verbi (per esempio, ba per limperfetto indicativo di qualunque verbo); i temi del presente, del perfetto e del supino invece sono propri di ciascun verbo: pertanto occorre conoscerli, imparando a memoria il paradigma di ognuno. Per questo motivo, i dizionari riportano sempre il paradigma dei verbi. Per la precisione, il paradigma formato dalla prima e seconda persona singolare del presente indicativo (si usa indicare anche la seconda persona singolare per dissipare fin da subito lequivocit tra prima e terza coniugazione, che hanno la medesima uscita nella prima persona singolare dellindicativo presente; tuttavia alcuni dizionari non riportano la seconda persona singolare), dalla prima persona singolare del perfetto indicativo, dal supino e dallinfinito presente (questultima voce si inserisce per esplicitare

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a colpo docchio la coniugazione alla quale il verbo appartiene, ma anche per

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semplificare il riconoscimento del tema del presente). Il tema del presente si ottiene togliendo la desinenza o (prima e terza coniugazione), eo (seconda coniugazione), io (quarta coniugazione) alla prima voce del paradigma, o pi semplicemente togliendo la desinenza re allinfinito presente37; il tema del perfetto si ottiene togliendo la desinenza i, quella del supino togliendo la desinenza um. Avremo pertanto vidor, ris, visus sum, ri38, habo, es, habi, habtum, re e sum, es, fui, esse. Nel caso del verbo sum, si gi detto la scorsa Lezione che un verbo atematico e con coniugazione propria; adesso si pu notare altres che manca del supino e per questo verbi difettivi

chiamato anche difettivo: difettivi (dal latino deficre, essere mancante di) sono detti infatti quei verbi che non hanno coniugazione completa, ma mancano di alcune voci39, quali ad esempio, nel nostro caso, del supino e del participio. Non solo, ma guardando al paradigma si pu inoltre notare che il verbo sum utilizza due radici assolutamente eterogenee: sum infatti non ha nulla a che vedere con fui. Per questo verbi suppletivi

motivo esso chiamato anche suppletivo: un verbo suppletivo quando, per completare la propria coniugazione, ricorre alla radice di un altro verbo che

O la desinenza ri (o i per la terza coniugazione) se si tratta di un verbo deponente, del quale quindi nel paradigma si indicher linfinito presente con la desinenza passivo-deponente. 38 Pi avanti discuteremo della questione se considerare il verbo vidtur un deponente o piuttosto il passivo di vido. Si noti che nel paradigma di un verbo deponente non si indica il supino, perch il tema del supino ricavabile dal participio passato riportato nel perfetto indicativo composto, togliendo la desinenza us. 39 Alcune grammatiche latine tuttavia considerano difettivi solo un gruppo ristretto di verbi che mancano o di tutti i tempi derivati dal presente, o comunque di molti tempi e persone.
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appunto supplisce, sostituisce quella mancante 40. A proposito del verbo sum, pertanto, nella terza colonna, oltre al paradigma, dovremo scrivere che un verbo atematico, difettivo, suppletivo, con coniugazione propria. Per vidtur e habat invece, oltre al paradigma, baster aggiungere che si tratta di verbi di seconda coniugazione, deponente il primo, transitivo attivo il secondo. Nelle ultime tre celle infine occorrer trascrivere le informazioni pi consuete relativamente a una voce verbale: il modo, il tempo, la persona e il numero41. Dopo il verbo, la seconda parte del discorso pi nota senzaltro il nome. Gli antichi sotto il nome facevano rientrare sia i sostantivi sostantivi che gli aggettivi, che invece in et moderna sono

stati differenziati in due categorie distinte. Sostantivi sono tutte le parole che indicano di chi o di che cosa si sta parlando: corrispondono alla sostanza prima aristotelica. Per i sostantivi, nella seconda colonna, baster scrivere sostantivo42. Nella terza colonna si riporter il nominativo e genitivo singolare, cio quel che viene indicato in un dizionario, e lesplicitazione della declinazione di appartenenza: per esempio, scriptra, ae, I declinazione. Nelle ultime tre colonne sar come al solito indicato invece caso, genere e numero.

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Oltre a sum, sono suppletivi altri due verbi di uso frequente in latino: fero, fers, tuli, latum, ferre, portare, e fio, fis, factus sum, fieri, diventare; in entrambi casi, si tratti di verbi anche atematici; come si vede dal paradigma, inoltre, fio anche semideponente. 41 Si ricordi tuttavia che infinito, gerundio, participio e supino non hanno persona, in quanto modi impliciti; linfinito e il supino non hanno nemmeno il numero; il gerundio e il supino nemmeno il tempo. 42 In verit, si potrebbe specificare se si tratta di un sostantivo primitivo (carta) o derivato (cartone), semplice (carta) o composto (portacarte) o alterato (cartaccia); in questa sede, tuttavia, eviteremo di specificare simili distinzioni.
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Lo stesso tipo di analisi si ripete per gli aggettivi. Se i sostantivi corrispondono alla sostanza prima aristotelica, gli aggettivi equivalgono alle categorie che possono predicarsi della sostanza aggettivi

(in greco kategora significa appunto predicato); e come molteplici sono le categorie aristoteliche, cos vi sono molte specie di aggettivi diversi. Nella seconda colonna pertanto si dovr specificare il tipo di aggettivo: per la maggior parte dei casi si tratter di aggettivi qualificativi, che indicano cio una qualit e qualificativi e numerali

rispondono pertanto alla domanda come ?; ma a volte si incontreranno altre classi di aggettivi: per esempio, una un aggettivo numerale cardinale (si chiamano cardinali i numeri che costituiscono i cardini, gli elementi fondamentali della numerazione uno, due, ecc., per distinguerli dagli ordinali, che indicano invece lordine darrivo, primo, secondo, ecc.). Nella terza colonna, si trascriver non il nominativo e genitivo singolare, come per i sostantivi, bens il solo nominativo singolare, maschile, femminile e neutro, come avviene appunto nei dizionari: cos, ad esempio, sacer, cra, crum, 1a classe. Nella quarta colonna, infine, accanto al caso, si indicher anche con quale sostantivo concordato: laggettivo infatti concorda sempre in caso, numero e genere con il sostantivo al quale si concordanza

riferisce (la parola aggettivo deriva dal latino adiectvus: che si aggiunge, a un sostantivo appunto); ad esempio, sacra, nominativo concordato con scriptra. Dei pronomi parleremo in seguito. Restano pertanto le ultime quattro parti del discorso, tutte indeclinabili, ovvero con desinenza invariabile, che non varia. Le interiezioni (dal latino intericre: inter, in mezzo + iacre,

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porre, nel senso di inciso, ovvero di parola che inserita in una proposizione come un corpo a s, che pu essere tolto esclamazioni senza che il senso compiuto venga meno) o esclamazioni

(dal latino exclamre: ex, prefisso qui con valore intensivo, accrescitivo, ad alta voce + clamre, gridare) sono quelle parole che esprimono unemozione, positiva o negativa: per esempio, eia nel Salve Regina, ors. Per le preposizioni, congiunzioni e avverbi invece il discorso un poco pi complesso. Delle preposizioni, in Italia, con una nota filastrocca si suole dire che sono di, a, da, in, con, su, per, tra, fra; tuttavia molto pi numerose sono le preposizioni, anzi in numero non circoscrivibile. Quanto a congiunzioni e avverbi, c una certa confusione, tant che spesso sembra difficile distinguere tra le une e gli altri. Un esempio emblematico: cerco in due dizionari italiani la parola inoltre; uno mi dice che avverbio, laltro che congiunzione! Il fatto che probabilmente solo dal contesto si pu decidere. Limportante avere una definizione il pi possibile chiara di cosa si debba intendere per ciascuna di queste tre parti del discorso: qual , per cos dire, il segno di riconoscimento di ciascuna? Qui ne propongo uno, di ordine squisitamente sintattico. Preposizione qualunque parola, o insieme di preposizioni parole, che introduca un complemento: cos in al di sotto della lettera, al di sotto della ununica preposizione che introduce il complemento di stato in luogo. Avverbio una parola che svolge la funzione di un complemento indiretto (per esempio, l = in quel luogo: complemento avverbi

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di stato in luogo o di moto a luogo) o che si unisce a unaltra

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parola per completarne il significato ( il caso del nostro non habeat; in effetti, avverbio viene dal latino ad verbum, presso una parola, in aggiunta a una parola). Congiunzione infine (dal latino coniungre, congiungere) una parola che serve sintatticamente a congiungere due nomi o due proposizioni: come abbiamo gi avuto modo di vedere, congiunzioni

sono quei termini che costituiscono perci lossatura, la struttura di un periodo, anzi di un intero testo. Di volta in volta, dunque, in base a questi criteri decideremo se un dato vocabolo sia una preposizione, un avverbio o una congiunzione43. Anche quanto alla classificazione dei vari tipi di avverbi e congiunzioni, poi, non c minore variet di interpretazioni; man mano che li incontreremo, offriremo una possibile nomenclatura. Nel periodo che abbiamo studiato, gi ci siamo soffermati su quod: una congiunzione subordinativa dichiarativa; su sub: un preposizione, che regge lablativo per formare il complemento di stato in luogo; e su non: un avverbio di negazione. Resta da dire qualcosa solo su altre tre parole: vel, sive, et. Sono tutte e tre congiunzioni coordinative, che nel nostro caso coordinano tra di loro i nomi del predicato e quindi non hanno rilevanza ai fini dellanalisi del periodo. Et, congiunzione di uso assai frequente, coordinativa (coordina cio due proposizioni del medesimo livello congiunzioni coordinative copulative

sintattico o, come nel nostro caso, due elementi sintattici analoghi) copulativa (la

Si tenga presente che una medesima parola assume differenti valori a seconda delluso: ad esempio, sotto in sotto il tavolo preposizione, ma in guarda sotto avverbio.
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coordinazione che stabilisce infatti nel senso dellunione: dal latino copla, corda, laccio, legame). Vel e sive invece sono congiunzioni coordinative disgiuntive: congiunzioni coordinative disgiuntive, inclusive e esclusive allopposto delle copulative, infatti, servono a disgiungere, a separare, a

dividere44. Ora, per, ci sono due tipi di disgiuntive: le disgiuntive esclusive, quando i due termini contrapposti non possono coesistere (o luno o laltro, ma non entrambi insieme: in latino, il famoso aut aut kierkegaardiano); e le disgiuntive inclusive, quando i due termini opposti sono in realt sinonimi o comunque facenti parte di un medesimo insieme (come nel nostro caso: historicus vel littralis tropologicus sive moralis sono appunto due coppie di sinonimi). Tutte queste informazioni, relative a preposizioni, congiunzioni e avverbi, baster inserirle nella terza colonna; trattandosi di parti del discorso invariabili, le altre celle rimarranno vuote. Nelle pagine seguenti, allegata la scheda di analisi della parola del primo periodo compilata, anche se di quattro vocaboli (habeat, plures, sensus, qui) dobbiamo ancora studiare la flessione. Nella prossima Lezione presenteremo appunto le desinenze di terza declinazione (plures) e

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Il lettore pi attento avr notato che come lespressione congiunzione copulativa costituisce una sorta di endiadi, ovvero laffiancamento di due vocaboli che significano entrambi qualcosa che unisce, cos congiunzione disgiuntiva rappresenta un ossimoro, ovvero lunione di due termini che si escludono reciprocamente, in questo caso qualcosa che unisce / qualcosa che separa. Se insomma dire congiunzione copulativa ridondante, definire una congiunzione come disgiuntiva un autentico controsenso. Il fatto che il termine congiunzione ha valore sintattico: si tratta di parole che servono a congiungere elementi di una proposizione o proposizioni allinterno di un periodo; invece le denominazioni copulativa e disgiuntiva hanno valenza semantica, hanno a che fare cio con il significato e non con la funzione sintattica delle congiunzioni stesse: quanto al significato esse possono esprimere lunione o la separazione dei termini che sintatticamente comunque congiungono.
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il congiuntivo presente (habeat); poco pi in l ancora, la quarta declinazione (sensus) e il pronome relativo qui, quae, quod. Per verificare il mio apprendimento: Saper compilare la scheda di analisi della parola di Vidtur quod Declina i seguenti sostantivi di seconda declinazione: articlus, testamentum, liber, bri, puer, ri Declina i seguenti aggettivi di prima classe: historcus, a, um, liber, bra, brum, sacer, cra, crum, unus, a, um Impara a memoria a mo di filastrocca le desinenze passivodeponenti dei verbi Coniuga il presente indicativo passivo dei seguenti verbi: assgnor, ris, videor, ris, trador, ris, invenior, ris Che cosa sono le desinenze pronominali? Perch si chiamano cos? Che cos la diatesi di un verbo? Che differenza c tra diatesi attiva e passiva? Cosa la costruzione diretta? Cosa quella inversa? Che differenza c tra verbi transitivi e intransitivi? Cosa si intende per diatesi riflessiva? Cosa sono i verbi deponenti in latino? Cosa i semideponenti? Che cos il paradigma di un verbo? Qual la sua utilit? Come si ricavano i temi del presente, del supino e del perfetto di un verbo? Quando un verbo detto difettivo? Quando suppletivo? Cosa sono gli aggettivi qualificativi? Cosa i numerali? Cosa gli ordinali e i cardinali? Cosa si intende per concordanza? Che cosa sono le esclamazioni? Che differenza c tra preposizioni, avverbi e congiunzioni? Quale la funzione, sintattica o semantica, svolta da ciascuno? Cosa sono le congiunzioni coordinative copulative? Che cosa quelle coordinative disgiuntive inclusive ed esclusive? In che senso il termine congiunzione ha valore sintattico, mentre le denominazioni di copulativa e disgiuntiva hanno valenza semantica?

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ANALISI DELLA PAROLA:

Parola

Parte del discorso (sostantivo, verbo, aggettivo, pronome, avverbio, congiunzione, preposizione, esclamazione)

Paradigma e diatesi (verbi) Declinazione (sostantivi) Classe (aggettivi) Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) Complemento (preposizioni)

Modo (verbi) Caso (sostantivi, aggettivi e pronomi) Concordanza (aggettivi, pronomi)

Tempo (verbi) Genere (sostantivi, aggettivi e pronomi)

Persona (verbi) Numero (verbi , sostantivi, aggettivi e pronomi)

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Quinta Lezione
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ANALISI DELLA PAROLA: Vidtur quod Sacra Scriptra sub una littra non habat plures sensus, qui sunt historcus vel litterlis, allegorcus, tropologcus sive morlis, et anagogcus

Parola

Parte del discorso (sostantivo, verbo, aggettivo, pronome, avverbio, congiunzione, preposizione, esclamazione)

Paradigma e diatesi (verbi) Declinazione (sostantivi) Classe (aggettivi) Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) Complemento (preposizioni)

Modo (verbi) Caso (sostantivi, aggettivi e pronomi) Concordanza (aggettivi, pronomi)

Tempo (verbi) Genere (sostantivi, aggettivi e pronomi)

Persona (verbi) Numero (verbi , sostantivi, aggettivi e pronomi)

Vidtur Quod Sacra Scriptra Non Habat

verbo predicativo congiunzione

vidor, ris, visus sum, vidri, deponente, II coniugazione subordinativa dichiarativa

indicativo

presente

III singolare

aggettivo qualificativo sacer, cra, crum, I classe sostantivo avverbio verbo predicativo scriptra, ae, I declinazione di negazione habo, es, habi, habtum, habre, transitivo attivo, II coniugazione sub + ablativo = complemento di stato in luogo unus, a, um, pronominale, I classe littra, ae, I declinazione

nominativo, concordato con Scriptra nominativo congiuntivo

femminile femminile presente

singolare singolare III singolare

Sub Una Littra

preposizione aggettivo numerale cardinale sostantivo

ablativo, concordato con littra femminile

singolare

ablativo

femminile

singolare

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Plures

aggettivo indefinito

Sensus Qui Sunt Historcus Vel Litterlis Allegorcus Tropologcus Sive Morlis Et Anagogcus

sostantivo pronome relativo verbo copulativo

plus, pluris, II classe a 1 uscita, comparativo di maggioranza di multus, a, um sensus, us, IV declinazione qui, quae, quod

accusativo, concordato con sensus accusativo nominativo, riferito a sensus indicativo

maschile

plurale

maschile maschile presente

plurale plurale III plurale

sum, es, fui, esse, difettivo, atematico, suppletivo, coniugazione propria aggettivo qualificativo historcus, a, um, I classe congiunzione coordinativa disgiuntiva inclusiva

nominativo, concordato a senso con qui

maschile

singolare

aggettivo qualificativo litterlis, e, II classe a 2 uscite aggettivo qualificativo allegorcus, a, um, I classe aggettivo qualificativo tropologcus, a, um, I classe congiunzione coordinativa disgiuntiva inclusiva

nominativo, concordato a senso con qui nominativo, concordato a senso con qui nominativo, concordato a senso con qui

maschile maschile maschile

singolare singolare singolare

aggettivo qualificativo morlis, e, II classe a 2 uscite congiunzione coordinativa copulativa

nominativo, concordato a senso con qui

maschile

singolare

aggettivo qualificativo anagogcus, a, um, I classe

nominativo, concordato a senso con qui

maschile

singolare

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Sesta Lezione
In questa Lezione impareremo: la terza declinazione e gli aggettivi di seconda classe i tre gradi dellaggettivo: positivo, comparativo e assoluto la declinazione dei comparativi di maggioranza il congiuntivo presente, attivo e passivo, delle quattro coniugazioni e del verbo sum luso del congiuntivo nelle proposizioni complementari a riconoscere gli aggettivi indefiniti a definire le congiunzioni coordinative esplicative, copulative e avversative a discernere somiglianze e differenze tra avverbi, congiunzioni e pronomi relativi a identificare gli avverbi locativi dorigine con valore esplicativo a compilare la scheda di analisi del periodo di Multiplictas enim

Ecco le desinenze di terza declinazione: terza declinazione multiplictas, tis (molteplicit) Nominativo Genitivo Dativo Accusativo Vocativo Ablativo multiplictas multiplicittis multiplicitti multiplicittem multiplictas multiplicitte multiplicittes multiplicittum multiplicitatbus multiplicittes multiplicittes multiplicitatbus Singolare Plurale

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Ormai sono riconoscibili alcune costanti delle desinenze dei sostantivi latini: il nominativo e il vocativo hanno la medesima uscita, in questa declinazione a desinenza zero al singolare; anche dativo e ablativo plurale hanno la medesima desinenza; laccusativo caratterizzato dalla m al singolare e dalla s al plurale. Relativamente in modo specifico alla terza declinazione, c da notare che, pi raramente, luscita del nominativo e vocativo singolare pu essere in is invece che a desinenza zero (per esempio, panis, is), quella dellaccusativo pu essere in im anzich em al singolare (come sitis, is: allaccusativo singolare, sitim) e in is piuttosto che es al plurale (cos navis, is, allaccusativo plurale fa naves, ma pi raramente anche navis), quella dellablativo singolare in i invece che e (il gi citato sitis, is, allablativo singolare fa siti), quella del genitivo plurale in um anzich in um (il gi citato navis, is, al genitivo plurale navum)45. I sostantivi neutri, come al solito, hanno la medesima desinenza nei tre casi retti: zero al singolare, a o a al plurale. Avremo pertanto:

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Le grammatiche latine in genere cercano di classificare quali sostantivi prendono certe desinenze e quali le altre, anzitutto distinguendo tra parisillabi (nomi che al nominativo e genitivo singolare hanno il medesimo numero di sillabe: per esempio, panis, is) e imparisillabi (nomi che al genitivo singolare hanno una sillaba in pi rispetto al nominativo: per esempio, multiplictas, tis); tuttavia sono cos numerose le eccezioni, che in questa sede baster indicare che un nome di terza declinazione pu avere luna o laltra uscita. Del resto, come si detto fin dallinizio, per non appesantire ulteriormente una trattazione gi di per s ampia, si rinunciato anche a riportare tutte le parole che in ciascuna declinazione fanno eccezione.
45

Sesta Lezione
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neutri di terza declinazione caput, tis (capo) Nominativo Genitivo Dativo Accusativo Vocativo Ablativo Singolare caput captis capti caput caput capte Plurale capta captum capitbus capta capta capitbus

Complessivamente dunque ecco le terminazioni possibili della terza declinazione: desinenze di terza declinazione Singolare Plurale Neutro a (ia) um (ium) ibus a (ia) a (ia) ibus

Desinenze di terza declinazione

Maschile/Femminile Neutro Maschile/Femminile -46 is i em (im) = nominativo e (i) is i = nom. = nom. e (i) es um (ium) ibus es (is) es ibus

Nominativo Genitivo Dativo Accusativo Vocativo Ablativo

Il trattino indica il fatto che non possibile determinare un numero abbastanza ristretto di uscite possibili per il nominativo singolare: come si dir poco pi avanti, questo rappresenta lunica vera difficolt dei nomi di terza declinazione. Le desinenze tra parentesi invece sono varianti, in genere meno frequenti.
46

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Gli aggettivi latini che non appartengono alla prima classe, fanno parte della seconda classe, la quale utilizza le desinenze della terza declinazione. Loro particolarit che possono essere a tre, a due o a una uscita, a seconda che al nominativo singolare abbiano tre desinenze diverse (per esempio, acer, acris, e), due (come il nostro litterlis, e), oppure la medesima (ad esempio, multplex, plcis; e si ricordi che in questultimo caso i dizionari riportano, unica eccezione per gli aggettivi, anzich il solo nominativo, il nominativo e genitivo singolare, essendo anche il genitivo singolare unico per tutti e tre i generi: in questi aggettivi infatti dal genitivo singolare che possibile riconoscere il tema, togliendo la desinenza is). Caratteristiche comuni a quasi tutti gli aggettivi di seconda classe sono lablativo singolare in i, il genitivo plurale in um e il nominativo, accusativo e vocativo plurale neutro in a. Avremo perci:

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Sesta Lezione
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aggettivi di seconda classe

litterlis, e47 (letterale)

Singolare

Plurale

Maschile e Femminile

Neutro

Maschile e Femminile

Neutro

Nominativo litterlis

litterle

litterles

littrala

Genitivo

litterlis

litterlis

littralum

littralum

Dativo

litterli

litterli

littralbus

littralbus

Accusativo

litterlem

litterle

litterles

littrala

Vocativo

litterlis

litterle

litterles

littrala

Ablativo

litterli

litterli

littralbus

littralbus

Gli aggettivi a tre uscite hanno la medesima flessione; al nominativo e vocativo singolare maschile per hanno desinenza zero. Sono comunque un piccolo gruppo di nomi, tutti in er al nominativo maschile singolare: per esempio, celer, ris, re, celere, rapido. Alcuni di questi, come abbiamo visto accadere anche nella seconda declinazione, conservano la -e- solo al nominativo e vocativo singolare maschile: ad esempio, terrester, stris, stre.
47

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Lunica vera difficolt dei nomi che utilizzano le desinenze di terza declinazione risalire al nominativo singolare. Esso infatti spesso differisce molto dal genitivo e non riconducibile a un numero ristretto di uscite possibili. difficolt della terza declinazione

Anche qui tuttavia sar luso, la frequentazione a far superare lostacolo: man mano che incontreremo nomi di terza declinazione nel testo di san Tommaso, impareremo a ricavare il nominativo singolare, sino a quando questa pratica ci diventer familiare. Cominciamo dunque dal periodo che abbiamo gi studiato. Troviamo due aggettivi di seconda classe, litterlis e morlis: entrambi si trovano al nominativo singolare maschile, in quanto nomi del predicato, concordati a senso con qui48; ed entrambi sono parisillabi a due uscite: litterlis, e e morlis, e. Vi poi un altro aggettivo di seconda classe, plures, il quale per presenta pi di una difficolt. Innanzitutto, risalire al nominativo singolare maschile. Se a plures togliamo la desinenza es, rimane il tema il nominativo singolare di plures

plur; il genitivo singolare pertanto sar pluris. Vado a cercare sul dizionario pluris, per verificare se si tratta di un parisillabo in is, ma non lo trovo. Siccome la desinenza is preceduta da una r, e non un parisillabo in is, tre saranno le possibilit rimanenti: un nome in r (plur, ris), o in s (plus, ris), o un

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Un aggettivo normalmente concorda in genere, numero e caso con il sostantivo al quale si riferisce. In questa proposizione per gli aggettivi sono al singolare, mentre il soggetto al quale si riferiscono al plurale, come pure la copula sunt, perch san Tommaso sta dicendo che i molteplici sensi sono quello storico o letterale, e cos via. In situazioni simili, quando cio la concordanza non corretta grammaticalmente, ma solo logicamente, si parla appunto di concordanza a senso.
48

Sesta Lezione
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neutro in re (plure, is). Sul vocabolario riscontro che plus, ris; per leggo che il comparativo di multus, a, um. Gli aggettivi infatti possono trovarsi al grado positivo, comparativo o superlativo. Il grado positivo laggettivo semplice (per i tre gradi degli aggettivi esempio, bello). Il comparativo si ha invece, come dice il nome stesso, quando si instaura un paragone con un altro termine; il paragone stesso potr essere di uguaglianza (per esempio, tanto bello quanto , o cos bello come ), di minoranza (meno bello di ) o di maggioranza (pi bello di ). Il superlativo infine esprime laggettivo al massimo grado, e potr essere un superlativo relativo, ovvero rispetto, in relazione a un gruppo (il pi bello di ), o un superlativo assoluto (bellissimo). In latino, come in italiano, per la formazione dei gradi dellaggettivo possono usarsi degli avverbi: per esempio, meno bello di sar minus pulcher quam . Per il superlativo invece, formazione dei gradi dellaggettivo sempre come in italiano, si usa il suffisso issmus da aggiungere al tema dellaggettivo al grado positivo: bonus bonissmus, buono buonissimo. In latino per v un suffisso anche per la formazione del grado comparativo di maggioranza (che in italiano si forma invece con lausilio dellavverbio pi): or per il maschile e femminile, us per il neutro. Avremo pertanto la seguente declinazione:

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declinazione del comparativo di maggioranza

litteralor, us (letterale)

Singolare

Plurale

Maschile e Femminile

Neutro

Maschile e Femminile

Neutro

Nominativo

litteralor

litteralus

litteralires

litteralira

Genitivo

litteraliris

litteraliris

litteralirum

litteralirum

Dativo

litteraliri

litteraliri

litteraliorbus

litteraliorbus

Accusativo

litteralirem

litteralus

litteralires

litteralira

Vocativo

litteralor

litteralus

litteralires

litteralira

Ablativo

litteralire

litteralire

litteraliorbus

litteraliorbus

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Sesta Lezione
Roma 2013

Come in italiano, infine, un piccolo gruppo di aggettivi, per formare il comparativo e il superlativo, utilizza unaltra radice49. Tra questi appunto multus, a, um, che al comparativo di maggioranza fa plus, ris e al superlativo plurmus, a, um. In italiano il superlativo di molto regolare, moltissimo i tre gradi di multus, a, um

(plurimo invece considerato un aggettivo positivo, con il significato di molteplice, privo di comparativo e superlativo), mentre il comparativo deriva dal latino ed pi, il quale indeclinabile ed usato come avverbio (pi bello di ) piuttosto che come aggettivo (ho letto pi volte questo libro, nel senso di ho letto molte volte, pi di una volta questo libro). Plus, ris in latino usato invece al plurale, come aggettivo comparativo di maggioranza50 (come nel testo di san Tommaso: plures sensus, molteplici sensi, pi di un senso), mentre al singolare conosce un uso limitato al nominativo, genitivo e accusativo, sempre con valore di sostantivo (per esempio, plus fidei, pi fede, un po pi di fede). Quanto infine alla classificazione di multus, siccome indica una quantit indeterminata, chiamato aggettivo indefinito. Nel nostro periodo c un altro vocabolo che finora non abbiamo potuto analizzare: habat. Si tratta di un congiuntivo presente attivo. Nella quarta Lezione, abbiamo gi avuto modo di accennare che il congiuntivo il modo della possibilit, della soggettivit. Esso pu essere usato sia nelle reggenti che nelle uso del congiuntivo nelle complementari aggettivi indefiniti

complementari; poich per nel testo di san


Per la precisione, esistono altre eccezioni nella formazione del comparativo e del superlativo; ma qui anche queste tralasciamo di specificare per non appesantire ulteriormente la trattazione. 50 Al neutro nei casi retti solitamente plura, ma pi di rado si trova anche plura.
49

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Tommaso che studiamo le reggenti sono tutte di tipo enunciativo allindicativo, per il momento ci limitiamo a presentare luso del congiuntivo nelle complementari, uso del resto abbastanza frequente. In quanto modo della possibilit, il congiuntivo pu esprimere anzitutto il carattere eventuale di quel che si predica. Scriver pi avanti san Tommaso: nel potere di Dio che adatti le congiuntivo eventuale parole per significare qualcosa. Il

congiuntivo adatti (in latino, accommdet) utilizzato proprio per dire che il fatto che Dio adatti le parole per significare qualcosa solo unipotesi, uneventualit, un evento possibile e non gi realizzato e registrato. Si parla pertanto di congiuntivo eventuale. In quanto poi modo della soggettivit, il congiuntivo pu esprimere anche la soggettivit di unaffermazione: quando, nel nostro periodo, detto che la Sacra Scrittura non abbia sotto ununica congiuntivo obliquo lettera pi sensi, luso del congiuntivo non

habat sta appunto a significare che quel che si sta dicendo unopinione, tutta da verificare, e non un dato gi assodato. In questi casi si parla di congiuntivo obliquo (qui obliquo indica la natura non diretta, ma incerta dellaffermazione). Se infine nei due casi precedenti lutilizzo del congiuntivo nelle proposizioni complementari ha ragioni semantiche, cio legato al significato attrazione modale della proposizione, c un terzo uso del

congiuntivo con valore meramente sintattico: la

cosiddetta attrazione modale, ovvero il fatto che in latino una proposizione

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complementare ha il predicato al congiuntivo se dipende da unaltra

Sesta Lezione
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proposizione il cui predicato sia al congiuntivo o allinfinito, in quanto come se questultima proposizione includa, attragga appunto nella propria atmosfera soggettiva anche la proposizione da essa dipendente. Cos la frase: Tommaso dice che la lettera che nella Sacra Scrittura ha pi sensi, in latino suonerebbe: Thomas dicit littram, quae in sacra Scriptra sit, plures sensus habre, in quanto la proposizione relativa quae sit dipende dalla proposizione all'infinito habre, coscch il predicato per attrazione modale va al congiuntivo, sit51. Dal punto di vista morfologico, quanto cio alla flessione52, il congiuntivo attivo delle quattro coniugazioni si ottiene premettendo determinate vocali tematiche alle desinenze attive. Per la precisione, e nella prima coniugazione, ea nella seconda, a nella terza e ia nella quarta. Avremo pertanto:

Come facile intuire, anche nellattrazione modale permane comunque una sfumatura eventuale o obliqua; cos nel nostro esempio si potrebbe bene intendere: La lettera che venga eventualmente a trovarsi nella Sacra Scrittura. Il fatto poi che, sempre nellesempio addotto, la proposizione dipendente littram habre abbia il soggetto in accusativo e il predicato allinfinito, dovuto a una costruzione tipica del latino, detta infinitiva, che studieremo pi avanti. 52 Pi precisamente, per morfologia si intende lo studio (in greco, lgos) delle forme (in greco, morfi) linguistiche, delle norme che regolano la struttura, la flessione, la composizione e la derivazione delle parole.
51

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congiuntivo presente attivo delle quattro coniugazioni

Congiuntivo Presente Attivo


1a coniugazione in -re 1a singolare 2a singolare 3a singolare 1a plurale 2a plurale 3a plurale assign-e-m assign-e-s assign-e-t assign--mus assign--tis assign-e-nt 2a coniugazione in re hab-a-m hab-a-s hab-a-t hab-e-mus hab-e-tis hab-a-nt 3a coniugazione in -re arg-a-m arg-a-s arg-a-t argu--mus argu--tis arg-a-nt 4a coniugazione in -re inven-a-m inven-a-s inven-a-t inven-i-mus inven-i-tis inven-a-nt

La diatesi passivo-deponente si ottiene semplicemente sostituendo le desinenze passivo-deponenti a quelle attive: congiuntivo presente passivo delle quattro coniugazioni Congiuntivo Presente Passivo-Deponente
1a coniugazione in -re 1a singolare 2a singolare 3a singolare 1a plurale 2a plurale assign-e-r assign--ris assign--tur assign--mur assign-e-mni assign-e-ntur 2a coniugazione in re hab-a-r hab-e-ris hab-e-tur hab-e-mur hab-ea-mni hab-e-ntur 3a coniugazione in -re arg-a-r argu--ris arg--tur argu--mur argu-a-mni argu-a-ntur 4a coniugazione in -re inven-a-r inven-i-ris inven-i-tur inven-i-mur inven-ia-mni inven-ia-ntur

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3a plurale

Sesta Lezione
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Il congiuntivo presente del verbo sum invece caratterizzato dalla vocale i: Congiuntivo presente verbo sum 1a singolare 2a singolare 3a singolare 1a plurale 2a plurale 3a plurale s-i-m s-i-s s-i-t s-i-mus s-i-tis s-i-nt congiuntivo presente del verbo sum

Possiamo cos considerare terminato lo studio del primo periodo del testo di san Tommaso e cominciare pertanto lanalisi del secondo periodo dellarticlus Summa. decmus della di unimportante raccomandazione metodologica: leggere e rileggere a voce alta il testo latino in originale

Tuttavia, vale

prima la

proseguire,

pena

soffermarsi brevemente a rimarcare unimportante osservazione metodologica. Quando si sia conclusa la fatica di analizzare un brano, anzich liquidarlo e procedere oltre, proprio quello il momento in cui raccogliere i frutti: leggendo e rileggendo il testo latino appena studiato, nella versione originale! Attraverso questo esercizio il guadagno che si ottiene duplice. Da una parte, si prende dimestichezza con la lingua: alla fine, si arriva a leggere il testo e a capirlo senza bisogno di tradurlo nella propria lingua; certo, questo reso possibile dallo studio precedente, ci nondimeno lettura dopo lettura si diventa sempre pi familiari del latino; come la fase dellassimilazione

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seguente a quella della masticazione e della digestione: ed inutile aver fatto lo sforzo di preparare, cucinare e mangiare un cibo, se poi lorganismo non lo assimila! Dallaltra parte, il secondo guadagno semplicemente di godere della lettura del testo in originale: bello leggere e rileggere un buon testo, capendo quel che si legge e apprezzandone anzi le qualit sintattiche. Come insegna santIgnazio a proposito della preghiera e della lettura della Bibbia, anche nel nostro caso, dopo la fatica dellanalisi, importante fermarsi a gustare, e godere! Altrimenti come fare la spesa, sistemare i viveri nella dispensa e digiunare! Anche nello studio, c un tempo della fatica e un tempo della gioia, ed importante imparare a vivere il secondo dopo il primo. Dunque dedichiamo tempo a leggere pi volte il testo di san Tommaso in originale53, man mano che lo studiamo, preferibilmente a voce alta: sar unoccasione per imparare meglio il latino e per gioire. Detto questo, veniamo senzaltro al secondo periodo. Lo riportiamo con traduzione interlineare e costruzione italiana:

Multiplictas sensum in una scriptra

enim parit confusinem et deceptinem,

La molteplicit dei sensi in una sola Scrittura infatti genera confusione e sviamento,

et tollit firmittem

arguendi:

unde

argumenttio non procdit

e toglie la solidit dellargomentare: tant vero che largomentazione non procede

ex multiplicbus propositionbus, da molteplici proposizioni,

sed ma al contrario

alquae fallacae certi errori

106

A tale scopo, al termine del volume trascriveremo su ununica facciata il testo di san Tommaso studiato nel manuale nel corso di queste decine e decine di pagine.
53

Sesta Lezione
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assignantur

secundum hoc .

vengono designati in base a ci.

la prima argomentazione a sostegno della tesi secondo cui non possibile che una medesima lettera veicoli pi significati. Se infatti si verificasse questo, se cio allinterno della Scrittura una sola parola fosse interpretabile secondo significati significato dellargomentazione contenuta nel primo capoverso

diversi, ci sarebbe evidentemente fonte di confusione; non tanto, come pure oggi verrebbe da intendere, nel senso che ciascuno potrebbe interpretare il passo a proprio piacimento, quanto piuttosto, come spiega san Tommaso, nel senso che non sarebbe pi possibile utilizzare la Bibbia per proporre argomentazioni logicamente valide: infatti, secondo la teoria sillogistica aristotelica, se nelle due premesse un termine equivoco, cio interpretabile secondo molteplici significati (multiplicbus propositionbus), questo fatto rende non pi valido lintero sillogismo54. Ma ci, concluder san Tommaso nel prosieguo del capoverso, impossibile, perch nessuno dubita che la Scrittura sia fonte inequivocabile di argomentazioni a sostegno della verit55: dunque non si pu ammettere che in essa una sola lettera abbia pi significati.

Sillogismo largomentazione nella quale una terza proposizione, la conclusione, segue necessariamente da due proposizioni, le premesse; il nesso inferenziale tuttavia, come ricorda qui san Tommaso, valido se e solo se il cosiddetto termine medio, contenuto nelle due premesse, viene usato in modo univoco e non con significati differenti in ciascuna delle due proposizioni. 55 Fin dai primi secoli dellera cristiana, i Padri della Chiesa ritennero la ragione e la Scrittura le due fonti da cui attingere la verit e in et scolastica era altres naturale per quanto oggi ci possa sembrare metodologicamente inaccettabile utilizzare la Bibbia come un testo contenente argomentazioni logiche a sostegno della verit.
54

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Chiarito il significato di quanto scrive lAquinate, procediamo con lanalisi del periodo. Iniziamo, come sempre, dal trascrivere in alto nella scheda di analisi del periodo il testo per intero, questo volta nella costruzione originale:

Multiplictas enim sensum in una scriptra parit confusinem et deceptinem, et tollit firmittem arguendi: unde ex multiplicbus propositionbus non procdit argumenttio, sed secundum hoc alquae fallacae assignantur.

Normalmente, dopo i due punti inizia un nuovo periodo; in questo caso, per, come vedremo, dopo i due punti vi sono solo proposizioni complementari, le quali pertanto fanno parte dellunico periodo introdotto dalle precedenti reggenti. Ma veniamo innanzitutto a individuare le congiunzioni. Esse sono quattro, o meglio, tre congiunzioni e un avverbio: enim: una congiunzione coordinativa; essa infatti serve qui a collegare il periodo che inizia con quello appena terminato: tipico di san Tommaso utilizzare sempre una congiunzione per coordinare i periodi tra di loro, in modo da esplicitare il nesso logico che li lega, cos da rendere il pi possibile chiara la linea argomentativa di tutto larticolo. questa unaccortezza che dovrebbe avere chiunque scriva o parli, e enim: congiunzione coordinativa esplicativa specialmente chi scriva o parli di filosofia: unattenzione massima alluso delle

congiunzioni, cosicch esse da sole rivelino la struttura argomentativa che si sta sviluppando. Davvero dalluso delle

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congiunzioni pu dipendere la qualit di un testo filosofico! La

Sesta Lezione
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nostra congiunzione di tipo esplicativo, in quanto serve a spiegare quanto affermato precedentemente: non possibile che ununica lettera abbia pi significati, perch la molteplicit di significati posseduti da un unico vocabolo genererebbe

confusione. emblematico che tanto enim quanto il correlativo greco gr vengano tradotti nei dizionari latini e greci con la congiunzione causale poich: in effetti, come per tutti ha chiarito Aristotele, la spiegazione di un qualcosa viene a coincidere con la sua causa et: la congiunzione usata pi di frequente; ha valore coordinativo copulativo, ossia serve a unire due elementi sintattici; nel nostro periodo ne incontriamo due: la prima collega due complementi oggetti, la et: congiunzione coordinativa copulativa

seconda due proposizioni; in sede di analisi del periodo ci interessa pertanto solo la seconda unde: i dizionari riconoscono in questa parola un avverbio di luogo, o meglio dorigine, con il significato di da dove. La classificazione di avverbio dovuta al fatto che dove giudicato appunto un avverbio locativo interrogativo. In effetti, una proposizione interrogativa diretta, una di quelle per intenderci che si concludono con un punto avverbi, congiunzioni e pronomi relativi

interrogativo, una reggente nella quale il primo vocabolo un avverbio che serve a specificare la domanda (dove, perch, quando, e cos via); si tratta di avverbi e non di congiunzioni

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perch introducono, s, una proposizione, ma senza collegarla alla precedente. Tuttavia questi tipi di avverbi vanno segnalati nella nostra scheda, perch appunto introducono una proposizione: svolgono quindi comunque unimportante funzione di nesso logico, sintattico. Del resto, a guardar bene, simili avverbi sono pronomi relativi camuffati (per questo nella scheda si suggerisce di inserirli nella colonna dei pronomi relativi): cos ad esempio lavverbio da dove? si pu parafrasare con lespressione equivalente qual il luogo dal quale?; anche il donde della nostra proposizione si potrebbe tradurre con dalla qual cosa. Dunque, unde un avverbio locativo dorigine. Tuttavia nel nostro caso, inteso cos, il senso dellargomentazione di Tommaso potrebbe risultare non del tutto chiaro. Il fatto che lorigine pu ben assumere il significato di causa, in quanto lorigine la causa; ma sopra abbiamo visto che a sua volta la causa altres la spiegazione di un qualcosa. E in effetti, per capire cosa stia unde: avverbio locativo dorigine con valore esplicativo dicendo Tommaso, sarebbe meglio

tradurre unde con una congiunzione coordinativa esplicativa tipo enim,

infatti. Dunque nella scheda potremo scrivere avverbio locativo dorigine, con valore esplicativo, decidendo poi a proprio piacimento se tradurre con un letterale donde o con un pi libero, ma pi comprensibile infatti, o motivo per cui sed: insieme a et la congiunzione pi frequente; come et

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copulativa, serve cio ad unire, cos sed avversativa, serve cio a

Sesta Lezione
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contrapporre (in italiano abbiamo avversario, che deriva appunto dal latino adversarus, da cui anche il nostro adversatvus). Resta da decidere se una congiunzione sed: congiunzione coordinativa avversativa

coordinativa o subordinativa: noi la interpreteremo sempre come una coordinativa, in quanto dal punto di vista logico la contrapposizione comunque una forma di coordinazione, proprio in quanto opposta allunione copulativa. Del resto, non a caso, in una proposizione introdotta da una congiunzione avversativa sempre sottintesa la congiunzione che introduce la proposizione precedente a essa appunto coordinata; nel nostro caso: per questo infatti da molte proposizioni , ma al contrario per questo stesso motivo alcuni errori 56. Non essendoci pronomi relativi, passiamo a elencare i predicati. Anchessi sono quattro, tutti evidentemente verbali (non compare mai infatti il verbo essere): parit, tollit, non procdit, le quattro proposizioni

assignantur. Unendo i quattro connettori ai quattro predicati otteniamo le quattro proposizioni che formano il nostro periodo: enim parit, et tollit, unde non procdit, sed assignantur. questa lossatura, larchitettura della frase. Resta ancora da esplicitare la natura di ciascuna proposizione e il rapporto che lega luna alle altre. Per fare ci, baster utilizzare le informazioni gi raccolte nella met superiore e la loro architettura sintattica

Traduciamo per questo infatti per questo stesso motivo, anzich solo infatti infatti, per rendere pi chiaro il senso della ripetizione dellavverbio unde con valore esplicativo.
56

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della griglia. Sed coordinato a unde, e unde lesplicitazione di quanto affermato nelle due proposizioni precedenti, collegate tra di loro dallet: dunque enim parit e et tollit sono le due reggenti; entrambe per sono introdotte da una congiunzione: enim parit sar pertanto coordinata al precedente periodo in forma esplicativa, mentre et tollit coordinata alla precedente reggente in forma copulativa. Quanto poi a unde non procdit, essa una complementare indiretta dorigine con valore esplicativo, di primo grado, in quanto immediatamente subordinata alle reggenti; sed assignntur invece unaltra complementare indiretta dorigine con valore esplicativo coordinata alla precedente complementare in forma avversativa, quindi anchessa di primo grado. Nella scheda compilata riportata nella pagina seguente, si trova pure il diagramma di flusso, comprendente anche il primo periodo: come gi detto, infatti, Tommaso collega cos bene i periodi tra di loro per mezzo di appropriate congiunzioni, che da un punto di vista sintattico lintero testo pu alla fine essere considerato come un unico periodo! Nella prossima Lezione procederemo allanalisi delle proposizioni e delle parole del periodo appena esaminato.

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Sesta Lezione
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Per verificare il mio apprendimento: Saper compilare la scheda di analisi del periodo di Multiplictas enim Declina i seguenti sostantivi di terza declinazione: multiplictas, tis, confuso, nis, caput, tis Declina i seguenti aggettivi di seconda classe: litterlis, e, multplex, cis, plus, ris Declina il comparativo di maggioranza litteralor, us Coniuga il presente congiuntivo del verbo sum Coniuga il presente congiuntivo attivo dei seguenti verbi: narro, as, habo, es, tollo, is, invno, is Coniuga il presente congiuntivo passivo dei seguenti verbi: assgnor, ris, vidor, ris, trador, ris, invenor, ris Quando un aggettivo di seconda classe detto a 3 uscite? Quando a 2 uscite? Quando a 1 uscita? Perch nei dizionari, relativamente agli aggettivi di seconda classe a 1 uscita, viene indicato anche il genitivo singolare? Quali sono i tre gradi di un aggettivo? Qual la formazione di un comparativo di maggioranza in latino? Cosa si intende per formazione irregolare dei comparativi di maggioranza? Cosa sono gli aggettivi indefiniti? Perch si chiamano cos? Quali sono i tre possibili casi di uso del congiuntivo in una proposizione complementare in latino? Fare degli esempi. Perch, nella scheda di analisi del periodo, gli avverbi sono collocati nella colonna dei pronomi relativi? Quale il legame tra valore causale, dorigine e esplicativo di una congiunzione?

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ANALISI DEL PERIODO: Multiplictas enim sensum in una scriptra parit confusinem et deceptinem, et tollit firmittem arguendi: unde ex multiplicbus propositionbus non procdit argumentato, sed secundum hoc alquae fallacae assignantur

Elencare le congiunzioni specificandone il tipo

1 2 3 4

1 2

3 4

Elencare pronomi relativi Elencare i predicati Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la (e avverbi) specificando il (verbali o nominali) congiunzione, il pronome relativo o lavverbio da cui termine al quale si introdotta e il predicato verbale o nominale che la riferiscono caratterizza Enim = congiunzione Unde = avverbio dorigine Parit = predicato verbale Enim ... parit coordinativa esplicativa con valore esplicativo Et = congiunzione coordinativa Tollit = predicato Et ... tollit copulativa verbale Sed = congiunzione Non procdit = predicato Unde ... non procdit coordinativa avversativa verbale Assignantur = predicato Sed ... assignantur verbale Elencare in ordine degradante le proposizioni Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo reggenti, complementari e attributive, indicando per ciascuna il grado e il tipo Enim ... parit = proposizione reggente enunciativa vidtur quod coordinata al precedente periodo in forma esplicativa Et ... tollit = proposizione reggente enunciativa coordinata alla proposizione reggente precedente in forma copulativa enim ... parit et ... tollit Unde ... non procdit = proposizione complementare indiretta dorigine con valore esplicativo di I grado Sed ... assignantur = proposizione complementare indiretta dorigine con valore esplicativo di I grado unde ... non procdit <> sed ... assignantur coordinata alla precedente proposizione complementare in forma avversativa

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Settima Lezione
In questa Lezione impareremo: la quarta declinazione e la declinazione dei nomi dorigine straniera il perfetto indicativo attivo delle quattro coniugazioni e del verbo sum la declinazione di alqui, alqua, alquod e di alquis, alquid la flessione dei verbi in o della terza coniugazione la flessione e luso del gerundio a definire cosa siano i nomi verbali a distinguere tra perfetto storico e perfetto logico, e tra perfetto debole e perfetto forte a identificare i pronomi indefiniti a ricavare il nominativo singolare dei nomi in dentale, in nasale e in gutturale di terza declinazione a riconoscere i complementi di modo, di limitazione e dorigine a compilare le schede di analisi della proposizione e della parola di Multiplictas enim a apprezzare alcuni rilievi etimologici quarta declinazione Plurale sensus sensum sensbus sensus sensus sensbus

Ecco le desinenze della quarta declinazione: sensus, us Nominativo Genitivo Dativo Accusativo Vocativo Ablativo Singolare sensus sensus sensui sensum sensus sensu

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Come si vede, luscita us comune a ben sei casi su dodici. Per il resto, ritroviamo laccusativo singolare in um, come nella seconda declinazione, e il dativo e ablativo plurale in bus, come nella terza declinazione (a volte per si trova anche la desinenza bus). Come si ricorder, nel primo periodo abbiamo incontrato sensus: l si trattava di un accusativo plurale. I sostantivi neutri di quarta declinazione, rari, hanno la desinenza a nei casi retti del plurale, mentre al singolare hanno il genitivo in us e tutti gli altri casi in u. Abbiamo pertanto: neutri di quarta declinazione genu, us (ginocchio) Nominativo Genitivo Dativo Accusativo Vocativo Ablativo Singolare genu genus genu genu genu genu Plurale gena genum genbus gena gena genbus

Potrebbe sembrare un sostantivo di quarta declinazione il nome Isus; in realt un nome straniero57, che in quanto tale ha una declinazione sua propria:

116

I nomi stranieri non greci spesso sono indeclinabili: il caso dei biblici Abraham o Bethleem. Pi raramente si declinano regolarmente: per esempio Maria, ae o Iohannes, is. I nomi di origine greca infine, in alcuni casi, conservano le desinenze della lingua greca (ad esempio, Aenas allaccusativo fa Aenam, ma anche Aenan, alla greca).
57

Settima Lezione

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Isus, u Nominativo Genitivo Dativo Accusativo Vocativo Ablativo Isus Isu Isu Isum Isu Isu

declinazione di Isus, u

Nella scorsa Lezione, abbiamo presentato il congiuntivo presente, voce verbale derivata dal tema del presente. Come forse si ricorder, dopo il presente indicativo, il paradigma di un verbo presenta il perfetto: veniamo dunque a studiare il perfetto indicativo attivo. Esso deve il proprio nome al fatto che in origine era utilizzato per indicare unazione compiuta (in latino, perfecta), di contro allimperfetto, che indicava unazione incompiuta nel passato, e al presente, che indicava unazione incompiuta nel presente. A questo aspetto, si aggiunto poi il valore temporale, di passato. Ecco allora che il perfetto in italiano si pu tradurre con il passato remoto o con il trapassato remoto (per esempio, studiai o ebbi studiato): il cosiddetto perfetto storico, che denota semplicemente unazione compiuta nel passato; oppure con il passato prossimo (ho studiato): il cosiddetto perfetto logico, che esprime un fatto accaduto, compiuto nel passato, i cui effetti perdurano nel perfetto storico e perfetto logico

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presente58. Il perfetto, oltre ad avere un tema proprio, possiede anche desinenze proprie. Esse sono le seguenti: Desinenze del perfetto indicativo attivo 1a singolare 2a singolare 3a singolare 1a plurale 2a plurale 3a plurale -i -isti -it -mus -istis -runt / -re perfetto indicativo attivo delle quattro coniugazioni desinenze del perfetto

Conseguentemente, ecco la flessione del perfetto indicativo attivo delle quattro coniugazioni:

Indicativo Perfetto Attivo


1a coniugazione 2a coniugazione 3a coniugazione 4a coniugazione

in -re 1a singolare ded-i 2a singolare ded-isti 3a singolare ded-it 1a plurale 2a plurale 3a plurale ded-mus ded-istis ded-runt

in -re hab-i habu-isti hab-it habu-mus habu-istis habu-runt

in -re scrips-i scrips-isti scrips-it scrips-mus scrips-istis scrips-runt

in -re invn-i inven-isti invn-it inven-mus inven-istis inven-runt

118

In latino vi sono alcuni verbi che sono coniugati al perfetto, ma vanno tradotti al presente proprio in virt del loro essere perfetti logici: cos ad esempio novi si traduce con so in quanto significa ho conosciuto; o ancora, memni significa ho richiamato alla memoria e quindi ricordo.
58

Settima Lezione

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I quattro verbi proposti presentano le quattro possibili formazioni del tema del perfetto: 1) tema con suffisso /v: habo utilizza il suffisso (se si fosse trovato in posizione il perfetto debole e le tre forme di perfetto forte

intervocalica sarebbe stato v: per esempio, laudvi) e diventa habi; il cosiddetto perfetto debole, di contro alle altre tre seguenti forme che sono dette perfetto forte 2) tema con raddoppiamento: do raddoppia la radice e diventa dedi 3) tema sigmatico59: scribo inserisce un s tra radice e desinenza e diventa scripsi 4) tema con apofonia: invno allunga la vocale radicale ( il fenomeno chiamato apofonia) e diventa invni (a volte

lallungamento comporta una modificazione della stessa vocale: cos ad esempio go diventa gi). Infine, ecco il perfetto indicativo del verbo sum:

Indicativo perfetto del verbo sum 1a singolare 2a singolare 3a singolare 1a plurale 2a plurale 3a plurale
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fu-i fu-isti fu-it fu-mus fu-istis fu-runt

perfetto indicativo del verbo sum

In greco, sigma il nome dato alla consonante s.

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A questo punto, possiamo riprendere il secondo periodo di san Tommaso e procedere allanalisi delle proposizioni. Prima analisi delle proposizioni proposizione:

Multiplictas sensum in una scriptra

enim parit confusinem et deceptinem.

La molteplicit dei sensi in una sola Scrittura infatti genera confusione e sviamento.

Il predicato evidentemente parit ed verbale. Il soggetto multiplictas; esso completato dal complemento di specificazione sensum. Il predicato regge due complementi oggetti: confusinem e deceptinem. In una scriptra infine il complemento di stato in luogo, formato dalla preposizione in + lablativo. Anche lanalisi della seconda proposizione semplice:

et tollit firmittem

arguendi.

e toglie la solidit dellargomentare.

Il predicato verbale tollit; multiplictas il soggetto sottinteso; firmittem il complemento oggetto. Questa volta poi un complemento di specificazione completa non il soggetto, bens il complemento oggetto: arguendi. Prosegue san Tommaso:

unde

argumenttio non procdit ex multiplicbus propositionbus . proposizioni.

tant vero che largomentazione non procede da molteplici

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Settima Lezione

Roma 2013

Non procdit il predicato verbale. Argumentato il soggetto. Il complemento oggetto non c e non ci sarebbe potuto essere, in quanto il predicato un verbo di movimento e quindi intransitivo. C per un complemento indiretto; per la precisione, un complemento dorigine, che indica appunto da chi o da che cosa il termine di riferimento tragga origine, principio; esso complemento dorigine

collegato al verbo di movimento ed formato con la preposizione ex+ lablativo: ex multiplicbus propositionbus. Ecco infine la quarta

proposizione:
sed alquae fallacae certi errori assignantur vengono designati secundum hoc in base a ci.

ma al contrario

Il predicato verbale assignantur e il soggetto alquae fallacae. Anche in questo caso non c complemento oggetto e non sarebbe potuto esserci, in quanto il verbo passivo. Troviamo sempre un solo complemento indiretto: si tratta di secundum quod, formato dalla preposizione secundum + laccusativo. unespressione usata di frequente da Tommaso per delimitare, definire ci di cui sta parlando: si pu interpretare pertanto come un complemento di limitazione. Altrimenti, complemento di limitazione e complemento di modo

intendendo lespressione secondo ci nel

senso di in questo modo, si pu anche interpretare pi semplicemente come un complemento di modo60.

Il complemento di modo indica appunto il modo, la maniera in cui compiuta lazione espressa dal predicato.
60

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Veniamo ora allanalisi parola per parola. Cominciamo dai nomi. Incontriamo nuovamente una e scriptra: il primo aggettivo numerale cardinale di prima classe pronominale, il secondo appartiene alla prima declinazione; entrambi sono analisi della parola

allablativo singolare femminile, retti dalla preposizione in, che introduce il complemento di stato in luogo. Anche fallacae sostantivo di prima declinazione, qui al nominativo plurale. pronomi indefiniti Alquae aggettivo indefinito: la prima

volta che ne incontriamo uno. Segue la flessione propria dei pronomi, ossia ha le desinenze uniche us e i rispettivamente al genitivo e al dativo singolare. Indefiniti sono detti tutti i pronomi che indicano una quantit o una qualit non determinata: alcuni, altri, e cos via. In latino ne esistono vari; noi ci limitiamo a presentare quello che abbiamo incontrato: alqui, alqua, alquod

Singolare

Plurale

Maschile

Femminile Neutro

Maschile

Femminile

Neutro

Nominativo

alqui

alqua

alquod

alqui

alquae

alqua

Genitivo

alicuius61

alicuius

alicuius

aliqurum

aliqurum

aliqurum

122

Quando la desinenza us del genitivo singolare dei pronomi preceduta dalla vocale u, si forma il dittongo ui; laccento allora cade sul primo elemento, ovvero sulla u: alicius, hius, cius. Se invece la desinenza preceduta da una consonante, laccento tonico cade sulla i lunga di us: illus, istus, ipsus.
61

Settima Lezione Dativo alcui alcui alcui aliqubus aliqubus

Roma 2013 aliqubus

Accusativo

alquem

alquam

alquod

alquos

alquas

alqua

Ablativo

alquo

alqua

alquo

aliqubus

aliqubus

aliqubus

Si notino le tipiche desinenze pronominali del genitivo e dativo singolare, rispettivamente in us e i. Per il resto, troviamo alcune uscite proprie degli aggettivi di prima classe (nominativo maschile plurale, in i, e nominativo femminile singolare e plurale, in a ed ae; genitivo plurale, in rum e rum, ablativo singolare, in o e a, accusativo femminile, in am e as) e di seconda classe (accusativo maschile singolare, in em, dativo e ablativo plurale, in bus). Nella flessione di tutti i pronomi manca il vocativo, perch di fatto non mai usato. Alqui utilizzato con valore di aggettivo; il pronome equivalente a due sole uscite, perch manca del femminile: alquis, alquid Singolare Plurale

Maschile

Neutro

Maschile

Neutro

Nominativo alquis

alquid

alqui

alqua

Genitivo

alicuius

alicuius rei

aliqurum

aliqurum rerum

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Roma 2013

Dativo

alcui

alcui rei

aliqubus

aliqubus rebus

Accusativo

alquem

alquid

alquos

alqua

Ablativo

alquo

alqua re

aliqubus

aliqubus rebus

Come si vede, per rendere il genere neutro nei tre casi obliqui, si ricorre al sostantivo res, rei, di quinta declinazione, che significa cosa (del resto, proprio ricorrendo a questo sostantivo si traduce casi obliqui neutri dei pronomi per lo pi in italiano il pronome di genere neutro): questa regola vale per luso di tutti i pronomi! Per il resto, la flessione come quella dellaggettivo alqui, con lunica differenza al nominativo singolare. Alquae dunque nominativo femminile plurale, concordato con fallacae. Oltre al gi noto sostantivo di quarta declinazione sensum, al genitivo plurale, troviamo poi un certo numero di nomi di terza declinazione, che ci consentono di imparare a riconoscere tre tipi di nominativo singolare. Cominciamo da multiplictas: un nominativo singolare. Al genitivo fa multiplicittis: se si toglie la desinenza is, rimane il tema multiplictat. un tema che termina in t, consonante che nomi di terza declinazione in dentale insieme alla d viene chiamata dentale, perch per produrla si fa battere la punta

della lingua sui denti. Ora, tutti i sostantivi di terza declinazione che terminano in dentale al nominativo singolare perdono la dentale ed escono

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Settima Lezione

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con la sola desinenza s: ecco allora che multiplictats diventa multiplictas. Allo stesso modo, abbiamo firmittem, accusativo singolare da firmtas, tis. Confusinem e deceptinem sono altri due accusativi singolari. Se togliamo la desinenza em, rimane il tema confuson e decepton: si tratta di due temi in n, consonante che insieme alla m viene detta nasale, perch per nomi di terza declinazione in nasale produrla si fa passare laria attraverso il naso. Ora, tutti i sostantivi in nasale della

terza declinazione al nominativo singolare perdono la nasale e sono a desinenza zero: cos abbiamo decepto e confuso. Analogamente,

propositionbus ablativo plurale da proposito, nis, mentre argumentato nominativo singolare da argumentato, nis. Multiplicbus un aggettivo indefinito di seconda classe, concordato con propositionbus. Se togliamo la nomi di terza declinazione in gutturale

desinenza bus, rimane il tema multplic. La c, come pure la g, sono consonanti gutturali,

in quanto per produrle si utilizza la gola (in latino, guttur, ris): tutti i nomi di terza declinazione in gutturale al nominativo singolare escono in x, che frutto dellincontro della gutturale con la desinenza s. Pertanto abbiamo laggettivo a una sola uscita multplex, cis62, come anche ad esempio il sostantivo rex, regis. Resta ancora solo un nome da analizzare: arguendi. Si tratta di un genitivo singolare di seconda declinazione. nomi verbali

Arguendi per non un semplice sostantivo, bens un verbo nominale o nome verbale che dir si voglia, ovvero un verbo con valore di sostantivo. Alcune
62

Come si vede, in questo caso il cambiamento del tema comporta anche un fenomeno di apofonia, ovvero di cambiamento della vocale. Un fenomeno analogo abbiamo gi visto accadere nella formazione di alcuni perfetti.

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forme verbali infatti svolgono la funzione di nomi: tra queste quella del gerundio. Il gerundio facilmente riconoscibile dal suffisso nd: come arguendi avremo pertanto assignandi, habendi, scribendi, inveniendi (com evidente, il gerundio pertanto si forma dal tema del presente). Anche gerundio linfinito pu svolgere la funzione di sostantivo: per esempio in

studiare bello, studiare svolge la funzione di soggetto e ha valore di nome (tant che potrebbe essere sostituito dal sostantivo studio: lo studio bello). Ora, per, a differenza che in italiano, in latino linfinito pu avere valore di sostantivo solo se soggetto o complemento oggetto; in tutti gli altri casi si ricorre al gerundio. Si dice perci che il gerundio un sostantivo verbale che completa la flessione dellinfinito: il gerundio latino dunque in italiano va tradotto sempre con linfinito. Avremo: Gerundio del verbo argo Genitivo Dativo Accusativo Ablativo arguendi arguendo arguendum arguendo

Come si vede, il gerundio utilizza le desinenze di seconda declinazione. Laccusativo utilizzato solo se preceduto da una preposizione, solitamente la preposizione ad con funzione di complemento di fine. Il gerundio inoltre ha sempre diatesi attiva. Il paradigma di argo il seguente: argo, is, argi, arguitrus, re. Il

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perfetto in i senza alcun suffisso n apofonia: tipico dei verbi in uo di terza

Settima Lezione

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coniugazione. Luscita rus invece propria del participio futuro (un modo verbale che per il momento a noi non interessa participio futuro allinterno di un paradigma

studiare): infatti argo manca del supino; per, come molti verbi difettivi del genere, delle voci derivate dal supino conserva comunque il participio futuro; per questo motivo, in via eccezionale, nei paradigmi viene inserita questa voce. Assignantur un verbo che conosciamo gi: un indicativo presente, terza persona plurale, diatesi passiva. Tollit e procdit sono due verbi di terza coniugazione, il paradigma di tollo

entrambi allindicativo presente, terza persona singolare, il primo transitivo attivo e il secondo intransitivo attivo. Il paradigma di tollit : tollo, is, sustli, subltum , re. Si tratta di un paradigma sicuramente difficile, derivato nel perfetto e nel supino da antiche forme di raddoppiamento che hanno causato differenti forme di variazioni vocaliche e consonantiche. Tuttavia vale la pena memorizzarlo bene, perch il verbo utilizzato dallimportante e molto usato suppletivo fero, portare, per il perfetto e il supino: fero, fers, tuli, latum, ferre. Il paradigma di procdit invece : procdo, is, cessi, cessum, re. Composto di cedo, uno dei tipici verbi di terza coniugazione con il perfetto e supino in s. Infine troviamo parit: anchesso verbi in o

indicativo presente, terza persona singolare, transitivo attivo, appartiene ai cosiddetti verbi in o di terza coniugazione. In verit si tratta di un piccolo

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gruppo di verbi63 appartenenti in origine alla quarta coniugazione, ma con vocale tematica breve, cosicch nei tempi derivati dal presente essi hanno trasformato la vocale tematica in e se essa si trova davanti a r o in finale di parola: cos linfinito da parre diventa parre, come fosse un verbo di terza coniugazione64. Il paradigma di parit : paro, is, pepri, partum, paritrus, re. Il perfetto ottenuto con il raddoppiamento e la conseguente apofonia da par in per; ma la particolarit la presenza nel paradigma del participio futuro, accanto al supino: ci dovuto al fatto che il participio futuro si forma eccezionalmente da un tema leggermente diverso rispetto a quello del supino (parit anzich part). Resterebbe solo una parola ancora da analizzare: hoc. Si tratta di un pronome dimostrativo; la sua flessione per la presenteremo la prossima Lezione. Per il momento, concludiamo piuttosto con alcune osservazioni semantiche e etimologiche sulle parole appena analizzate. In effetti, letimologia una prassi molto utilizzata nella filosofia la prassi etimologica contemporanea, da Heidegger in avanti; del resto, gi Platone ne aveva fatto largamente uso. In generale, mia convinzione che la prassi etimologica in filosofia risponda allesigenza di forzare la parola nel tentativo, per cos dire, di andare aldil paradigma di paro

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Oltre a paro, degni di nota per la frequenza con cui sono usati o per il loro significato sono i seguenti verbi in o: capo, prendere, cupo, desiderare, faco, fare, fugo, fuggire, iaco, gettare, moror, morire, pato, soffrire, rapo, rapire. 64 Oltre allinfinito, di fatto i verbi in o seguono il modello di flessione dei verbi di terza coniugazione solo allimperfetto congiuntivo, allimperativo e in alcune voci del presente indicativo (per la precisione, alla seconda e terza persona singolare e alla prima e seconda persona plurale). In tutti gli altri tempi seguono invece la quarta coniugazione.
63

Settima Lezione

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della lettera attraverso la lettera stessa65. Proprio per luso autorevole che ne stato fatto, dunque, al termine di ogni analisi della parola concederemo un po di spazio ad alcuni rilievi etimologici. Multiplictas, come anche multiplicbus, deriva da multus + plicre o plectre, ossia dallaggettivo molto in unione con il verbo piegare o semplicit e molteplicit intrecciare: indica infatti la presenza di molte pieghe, quindi di una pluralit e

complessit di piani; allopposto di simplex, cis, che al prefisso multus sostituisce lindoeuropeo sem, da cui il latino unus: la semplicit appunto lunicit e quindi assenza di pieghe, di risvolti, di sottofondi. Confusinem viene da cum + fundre, versare insieme, mischiare: la conseguenza dellunire ci che invece andrebbe tenuto distinto.

Deceptinem deriva da de + capre, prendere e portare altrove (il prefisso de ha appunto il significato locativo di via da: esprime allontanamento e separazione): quindi sviare, ingannare. Tollit un verbo importante per il cristianesimo: nella Messa in Ecce agnus Dei qui tollit pecctum mundi (Gv 1,29) latino il sacerdote pronuncia le parole Ecce agnus Dei qui tollit

pecctum mundi. Significa propriamente prendere su di s un peso, sollevandolo e quindi, in senso derivato, eliminare, allontanare,

cancellare; come litaliano levare, che indica sia lalzare, il sollevare sia il rimuovere, viene cos ad avere due significati fondamentali: prendere su di s un peso, sollevandolo sulle proprie spalle e togliere. In modo
A questo proposito, mi permetto di rimandare al mio Incanto e incantesimo del dire. Logica e/o mistica nella filosofia del linguaggio di Platone (Cratilo e Sofista) e Gregorio di Nissa (Contro Eunomio) , Studia Anselmiana 143, Philosophica 6, Roma 2007, pp.500-501.
65

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legittimo pertanto alcuni sacerdoti nella Messa in italiano traducono il versetto tratto dal Vangelo di Giovanni con un doppio predicato verbale: Ecco lagnello di Dio che prende su di s e toglie il peccato del mondo. In effetti, in questa equivocit semantica di tollre risiede niente meno che la dinamica, ovvero la forza e il movimento, del mistero della croce. Firmittem viene dalaggettivo firmus, a, um, che indica la stabilit, la solidit. Arguendi e argumentato condividono la medesima radice, che ha in s il significato dello splendore, chiarore (come laggettivo greco args, splendente): indicano perci il procedimento, largomentazione appunto, con la quale si pone in chiara luce, si chiarisce. Abbiamo gi detto che procdit un composto di pro (avanti) + cedre (andare, muoversi), in modo analogo allitaliano incedere. Propositionbus viene da pro (avanti) + ponre (porre): il porre innanzi, il manifestare, attraverso un enunciato, la proposizione appunto. Infine assignantur composto da ad + signre: mettere un segno su qualcosa, a qualcuno, quindi rendere riconoscibile, attribuire, assegnare, designare. La prossima Lezione potremo procedere allanalisi del terzo periodo del primo capoverso di san Tommaso. largomentazione

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Settima Lezione

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Per verificare il mio apprendimento: Saper compilare le schede di analisi della proposizione e della parola di Multiplictas enim Declinare i seguenti sostantivi di quarta declinazione: sensus, us; genu, us Declinare Isus, u Declinare laggettivo indefinito alqui, alqua, alquod e il pronome indefinito alquis, alquid Coniugare il perfetto indicativo attivo dei seguenti verbi: do, re, habo, re, scribo, re, inveno, re Coniugare il perfetto indicativo del verbo sum Imparare a memoria le desinenze verbali del perfetto In che senso il tempo verbale del perfetto pu essere interpretato sia come perfetto storico sia come perfetto logico? Quali sono le quattro possibili formazioni del tema del perfetto? Che cosa si intende per nomi verbali? Come si traduce il gerundio latino in italiano? Che cosa sono i verbi in o? Come si ricava il nominativo singolare dei sostantivi di terza declinazione in dentale? Come quello dei nomi in nasale? E quello dei sostantivi in gutturale? Che cos il complemento dorigine? Che cosa sono il complemento di limitazione e il complemento di modo? Qual letimologia di multiplex, cis, e di simplex, cis? Qual il significato del verbo tollo, re? Qual letimologia di argomentato, nis?

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ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Multiplictas enim sensum in una scriptra parit confusinem et deceptinem, et tollit firmittem arguendi

Predicato (verbale o nominale) Parit = predicato verbale

Soggetto Multiplictas

Complementi diretti (oggetto o predicativo) Confusinem et deceptinem = complemento oggetto

Connettori

Enim = coordinativo esplicativo

Tollit = predicato verbale Multiplictas (sottinteso) Complementi indiretti Sensum = complemento di specificazione del soggetto In una scriptra = complemento di stato in luogo (con attributo)

Firmittem = complemento oggetto

Et = coordinativo copulativo

Complementi indiretti Arguendi = complemento di specificazione del complemento oggetto

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Settima Lezione
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ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: unde ex multiplicbus propositionbus non procdit argumenttio, sed secundum hoc alquae fallacae assignantur

Predicato (verbale o nominale)

Soggetto

Complementi diretti (oggetto o predicativo)

Connettori

Non procdit = predicato Argumentato verbale

Unde = subordinativo dorigine con valore esplicativo

Assignantur = predicato verbale

Alquae fallacae (con attributo)

Sed = coordinativo avversativo

Complementi indiretti Ex multiplicbus propositionbus = complemento dorigine (con attributo)

Complementi indiretti

Secundum hoc = complemento di limitazione o di modo

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ANALISI DELLA PAROLA: Multiplictas enim sensum in una scriptra parit confusinem et deceptinem, et tollit firmittem arguendi: unde ex multiplicbus propositionbus non procdit argumenttio, sed secundum hoc alquae fallacae assignantur
Parte del discorso (sostantivo, verbo, aggettivo, pronome, avverbio, congiunzione, preposizione, esclamazione) Paradigma e diatesi (verbi) Declinazione (sostantivi) Classe (aggettivi) Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) Complemento (preposizioni) Modo (verbi) Caso (sostantivi, aggettivi e pronomi) Concordanza (aggettivi, pronomi) Tempo Persona (verbi) (verbi) Genere Numero (sostantivi, aggettivi e (verbi , sostantivi, pronomi) aggettivi e pronomi)

Parola Multiplictas Enim Sensum In Una Scriptra Parit

sostantivo congiunzione sostantivo preposizione aggettivo numerale cardinale sostantivo verbo predicativo

multiplictas, tis, III declinazione, in dentale coordinativa esplicativa sensus, us, IV declinazione in + ablativo = complemento di stato in luogo unus, a, um, , I classe, pronominale scriptra, ae, I declinazione paro, is, pepri, partum parre, III coniugazione in o, transitivo attivo confuso, nis, III declinazione, in nasale coordinativa copulativa

nominativo

femminile

singolare

genitivo

maschile

plurale

ablativo, concordato con scriptra femminile ablativo indicativo femminile presente

singolare singolare III singolare

Confusinem

sostantivo

accusativo

femminile

singolare

Et

congiunzione

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Settima Lezione
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Deceptinem

sostantivo

decepto, nis, III declinazione, in nasale coordinativa copulativa

accusativo

femminile

singolare

Et Tollit Arguendi

congiunzione verbo predicativo verbo sostantivato

Firmittem Unde Ex Multiplicbus Propositionbus Non Procdit

sostantivo avverbio preposizione aggettivo indefinito sostantivo avverbio verbo predicativo

tollo, is, sustli, subltum, tollre, indicativo III coniugazione, transitivo attivo argo, is, argi, arguitrus, gerundio, genitivo argure, difettivo, transitivo attivo, III coniugazione, II declinazione firmtas, tis, III declinazione, in accusativo dentale dorigine, con valore esplicativo ex + ablativo = complemento dorigine multplex, plcis, II classe, a 1 uscita, in gutturale ablativo, concordato con propositionbus

presente maschile

III singolare singolare

femminile

singolare

femminile femminile

plurale plurale

proposito, nis, III declinazione, ablativo in nasale di negazione procdo, is, procssi, procssum , indicativo procedre, III coniugazione, intransitivo attivo argumentato, nis, III declinazione, in nasale nominativo

presente

III singolare

Argumentato

sostantivo

femminile

singolare

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Sed Secundum

congiunzione preposizione

coordinativa avversativa secundum + accusativo = complemento di limitazione o di modo hic, haec, hoc alqui, alqua, alquod fallaca, ae, I declinazione assgno, as, vi, tum, re, I coniugazione, transitivo passivo

Hoc Alquae Fallacae Assignantur

pronome dimostrativo aggettivo indefinito sostantivo verbo predicativo

accusativo nominativo, concordato con fallacae nominativo indicativo

neutro femminile femminile presente

singolare plurale plurale III plurale

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Ottava Lezione
In questa Lezione impareremo: la quinta declinazione i pronomi dimostrativi a riconoscere i verbi modali a tradurre il gerundivo a identificare il complemento di fine e quello di separazione a definire le particelle enclitiche a compilare le tre schede, di analisi del periodo, della proposizione e della parola, di Sacra autem a apprezzare alcuni rilievi etimologici Veniamo alla quinta e ultima declinazione: quinta declinazione Plurale res rrum rbus res res rbus

res, rei (cosa) Nominativo Genitivo Dativo Accusativo Vocativo Ablativo

Singolare res ri ri rem res re

Ormai note sono le uscite del genitivo plurale in rum, del dativo e ablativo plurale in bus, dellaccusativo singolare in m e plurale in s, dellablativo singolare in vocale semplice. Pochi sono i sostantivi appartenenti alla quinta declinazione; i pi noti sono sicuramente res, cosa,

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e dies, giorno. La e del genitivo e dativo singolare lunga se preceduta da

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vocale (per esempio, dii), breve se preceduta da consonante (per esempio, ri). La scorsa Lezione una sola parola non avevamo analizzato: hoc. Si tratta di un pronome dimostrativo. Molti pronomi possono essere anche aggettivi, flessione dei pronomi a seconda che nella

proposizione vengano o no accompagnati

dal sostantivo al quale si riferiscono: cos, ad esempio, in secondo questo errore questo aggettivo, mentre in secondo questo pronome. Tutti i pronomi qualificativi e numerali, e alcuni indefiniti, in latino seguono la flessione di prima o seconda classe. Invece i pronomi dimostrativi e determinativi, relativi, interrogativi e alcuni indefiniti seguono una flessione propria, che utilizza alcune desinenze delle prime tre declinazioni e, al genitivo e dativo singolare, le uscite proprie di questo gruppo di pronomi, dette appunto pronominali66: rispettivamente us e i. Sono pertanto flessioni da imparare a riconoscere per ciascuno di essi. Si dicono dimostrativi i pronomi che servono a indicare qualcosa di vicino o lontano. In latino sono tre; ecco la loro declinazione:

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Come si ricorder, abbiamo parlato di queste due uscite presentando un piccolo gruppo di aggettivi di prima classe che le utilizza e che per questo sono detti pronominali; tra questi, il nostro numerale cardinale unus, a, um. Ma anche gli altri aggettivi appartenenti a questo gruppo, indefiniti e interrogativi, sono di uso relativamente frequente: totus, a, um, tutto, alus, a, um, un altro (fra molti), alter, ra, rum, laltro (fra due), solus, a, um, solo, nullus, a, um, nessuno, ullus, a, um, alcuno, uter, utra, utrum, quale (dei due)?.
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Ottava Lezione

pronomi dimostrativi Pronomi Dimostrativi Singolare Plurale

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Maschile Femminile Neutro Maschile Femminile Neutro Nominativo hic Genitivo Dativo Accusativo Ablativo huius huic hunc hoc haec huius huic hanc hac hoc huius67 huic hoc hoc hi horum his hos his hae harum his has his haec horum his haec his

Nominativo iste Genitivo Dativo Accusativo Ablativo istus isti istum isto

ista istus isti istam ista

istud istus isti istud isto

isti istrum istis istos istis

istae istrum istis istas istis

ista istrum istis ista istis

Nominativo ille Genitivo Dativo Accusativo Ablativo illus illi illum illo

illa illus illi illam illa

illud illus illi illud illo

illi illrum illis illos illis

illae illrum illis illas illis

illa illrum illis illa illis

Si ricordi la regola in base alla quale tutti i pronomi, nella misura in cui siano usati come pronomi e non come aggettivi, nei casi obliqui del neutro vogliono essere accompagnati dal sostantivo res, rei: avremo perci, ad esempio, huius rei, di questa cosa, di ci. Si ricordi inoltre che il genitivo huius va pronunciato con laccento tonico sul primo elemento del dittongo ui: hius; invece in illus e istus laccento cade sulla i lunga della desinaneza us: illus e istus.
67

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Possiamo ora cominciare lanalisi del nuovo periodo di san Tommaso:

Autem68 Sacra Scriptra debet esse effcax ad ostendendam verittem Ma la Sacra Scrittura deve essere efficace a mostrare la verit

absque lontano da

omni fallaca. ogni errore.

Il testo originale appena differente; cambia solo la posizione della congiunzione iniziale:

Sacra autem Scriptra debet esse effcax ad ostendendam verittem absque omni fallaca.

Lanalisi del periodo presto fatta: una sola proposizione, che pertanto reggente enunciativa. introdotta per analisi del periodo dalla congiunzione autem: come sed, una coordinativa avversativa; quindi la proposizione coordinata al periodo precedente in forma avversativa . In effetti, Tommaso aveva appena scritto che la pluralit di sensi comporterebbe limpossibilit per la lettera della Scrittura di essere argomentazione valida a favore della verit: ma la Bibbia per definizione strumento di manifestazione della verit, dunque (congiunzione coordinativa conclusiva che introdurr il periodo seguente) non possibile che la lettera della Scrittura abbia pi di un significato. Come

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In autem non indichiamo nessuna quantit perch bisillabo, in quanto au dittongo, vale cio come ununica sillaba, cosicch laccento cade necessariamente sulla penultima (e nei dittonghi, laccento cade sempre sul primo elemento: nel nostro caso, sulla a).
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Ottava Lezione

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si vede, sono le congiunzioni il filo rosso lungo il quale si dipana largomentazione, il tessuto stesso che la regge. Veniamo allanalisi della proposizione. Essa presenta subito una difficolt, relativa al predicato. Abbiamo infatti due verbi: debet e esse. Relativamente al verbo essere, come sempre, dobbiamo domandarci se esso svolga analisi della proposizione

funzione predicativa (con il significato di esistere, stare, esserci, appartenere), ausiliaria (accompagnato da un participio passato per la formazione di un tempo composto) o copulativa (se seguito da un nome e risponde alla domanda chi ?, che cosa ?, come ?). Qui esse seguito dallaggettivo effcax, insieme al quale spiega come deve essere la Sacra Scrittura. Si tratta senza dubbio quindi di un predicato nominale. Ora, per, come mai c anche il verbo debet? Si pu subito notare che la frase continuerebbe ad avere senso pure se togliessimo questultimo: potremmo dire la Scrittura efficace a mostrare 69. Il fatto che debet un cosiddetto verbo modale: un verbo cio che da solo non svolge funzione predicativa, bens si accompagna sempre a verbi modali

un predicato per aggiungere una sfumatura di significato (un modo appunto)70. Sono quindi verbi che non possono mai essere usati da soli71, ma sempre si accompagnano a un predicato, di norma allinfinito, ma anche al

Per la precisione, nel nostro caso avrebbe senso anche dire la Sacra Scrittura deve mostrare; ma ci dovuto al fatto che essere efficace espressione che significa potere: e potere un altro verbo modale, come dovere! 70 Per questa attinenza con quel che effettivamente significano, preferiamo chiamare codesti verbi modali, anzich, come pure si soliti leggere nelle grammatiche italiane, servili o fraseologici. 71 Quando sono usati da soli, solo perch il predicato allinfinito sottinteso. Un docente pu certamente dire ai suoi allievi :Cominciate!, ma essi sanno che egli li sta invitando a cominciare, per esempio, a rispondere alle domande di una prova scritta.
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gerundio o al participio. Oltre a dovere, molti sono i verbi modali. Possiamo raggrupparli in tre grandi categorie: 1) i verbi che indicano linizio, lo svolgimento, la fine, limminenza o la ripetitivit di una certa azione: cominciare, venire, cessare, solere, ecc. 2) i verbi che indicano la possibilit, la necessit, lintenzione o la capacit di svolgere una determinata azione: potere, dovere, volere, sapere, ecc. 3) i verbi che indicano latteggiamento o le sensazioni del soggetto che compie lazione: sentirsi, sapersi, ecc. Nel nostro caso, dunque, debet esse effcax un unico predicato nominale. Il soggetto evidentemente Sacra Scriptra. Il complemento oggetto non c e non sarebbe comunque potuto esserci, perch il predicato nominale. Vi sono per due complementi indiretti. Il primo retto dal nome complemento di fine del predicato effcax: ad ostendendam

verittem. Si tratta di un complemento di fine, reso

in latino dalla preposizione ad + laccusativo72. Incontriamo qui per una forma verbale sulla quale necessario soffermarsi: il gerundivo ostendendam. La scorsa Lezione abbiamo presentato il gerundio: una forma verbale con funzione di sostantivo. gerundio e gerundivo Morfologicamente, il gerundivo identico al gerundio, formato cio dal suffisso nd; non a caso, ad esempio, in francese non esiste la distinzione terminologica tra gerundio e gerundivo, ma si parla unicamente di grondif. Ci nondimeno, da
La medesima preposizione in latino traduce anche il complemento di moto a luogo: in effetti, il complemento di fine indica lo scopo, il verso dove appunto, cio una sorta di complemento di moto a luogo figurato.
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Ottava Lezione

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un punto di vista sintattico e semantico la differenza c ed importante. Se infatti il gerundio un verbo con valore di sostantivo, il gerundivo un verbo con funzione di aggettivo; non solo, ma il gerundio ha significato attivo, mentre il gerundivo passivo. In italiano il verbo con valore di sostantivo si rende con linfinito preceduto dallarticolo: come si ricorder, arguendi labbiamo tradotto dellargomentare. Il verbo con valore di aggettivo si rende invece con la preposizione da + linfinito: cos ostendendam va tradotto alla lettera con da mostrarsi73. Il gerundivo, essendo un aggettivo, concorda in caso, numero e genere con il sostantivo al quale si riferisce: ad ostendendam veritatem quindi alla lettera per la verit da essere mostrata. In italiano tuttavia non ci esprimeremmo cos, sostituendo piuttosto il complemento di fine con traduzione italiana del gerundivo latino

una proposizione finale: laggettivo verbale diventa predicato verbale attivo e il complemento di fine complemento oggetto, cosicch per la verit da essere mostrata si trasforma in per mostrare la verit. Si noti inoltre che lespressione da essere mostrata porta con s lidea di necessit: per la verit da essere mostrata significa anche infatti per la verit che deve essere mostrata. In effetti, spesso in latino si ricorre al gerundivo per esprimere un bisogno, una necessit: la cosiddetta costruzione perifrastica passiva, che presenteremo pi avanti, quando la incontreremo in san Tommaso. Anche absque omni fallaca unespressione che non pu essere tradotta alla lettera in italiano. Quando infatti traduciamo lontano da ogni errore, aggiungiamo un aggettivo, lontano, che in latino non c, cosicch in
Si ricordi che il gerundivo ha sempre valore passivo. Il si in italiano ha appunto valore passivante: da mostrarsi significa da essere mostrato.
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italiano abbiamo due predicati nominali, deve essere efficace e deve essere lontana, mentre in latino abbiamo un unico predicato nominale, debet esse effcax, seguito da un complemento di fine, ad pregnanza semantica delle preposizioni latine ostendendam verittem, e da un complemento di separazione, absque omni fallaca. Del resto,

capita spesso che in latino le preposizioni abbiano una pregnanza semantica maggiore rispetto alle lingue moderne, dimodoch per tradurne una occorre magari, come nel nostro caso, aggiungere un aggettivo di cui in latino non c bisogno. La preposizione absque ha poi unaltra particolarit. formata dallunione della preposizione ab + la congiunzione coordinativa copulativa enclitica que. Ab preposizione che ha in s lidea complemento di separazione fondamentale di allontanamento; traduce quindi

innanzitutto il complemento di moto da luogo, di cui il

complemento di separazione come una sottoclasse, figurata, che serve a indicare la persona o cosa da cui ci si allontana o ci si differenzia. Que invece una congiunzione coordinativa copulativa enclitica, equivalente a et; particelle enclitiche enclitica significa che un vocabolo privo di accento tonico e che per questo si unisce alla fine della parola seguente, cosicch et ab diventa absque (la s si aggiunge solo per motivi di eufonia, ossia di gradevolezza di suono, il medesimo motivo per cui ad esempio la preposizione a diventa ab davanti a parola che inizi per vocale). In origine, pertanto, absque significava e da. Con il tempo per poi si cristallizzata in ununica preposizione equivalente ad ab, come appunto nel

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nostro caso.

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Passiamo infine alla terza e ultima analisi: lanalisi della parola. Sacra e Scriptra sono termini che abbiamo gi analizzato nelle Lezioni scorse. Autem stato gi analisi della parola

detto essere congiunzione coordinativa avversativa. Debet verbo modale, da debo, es, debi, debtum, re, seconda coniugazione, indicativo presente, terza persona singolare74. Esse verbo copulativo, sum, es, fui, esse, coniugazione propria, intransitivo, atematico, difettivo, suppletivo, infinito presente. Effcax aggettivo qualificativo, nominativo femminile singolare, concordato con Scriptra, in gutturale della seconda classe a una sola uscita, effcax, cis. Ad abbiamo gi detto essere una preposizione che regge laccusativo per la formazione del complemento di fine, cos come absque regge lablativo per la formazione del complemento di separazione. Verittem sostantivo di terza declinazione in dentale, vertas, tis, accusativo femminile singolare. Ostendendam verbo con funzione di aggettivo; in quanto tale, la sua analisi pi complessa, perch va considerato sia come verbo sia come aggettivo: da ostendo, is, tendi, tentum/tensum75, re, terza coniugazione, transitivo passivo, prima classe, gerundivo, concordato con verittem, accusativo femminile singolare. Fallaca sostantivo di prima declinazione, fallaca, ae, ablativo femminile

Poich essi si appoggiano a un altro verbo, predicativo o copulativo che sia, i modali di per s non sono n transitivi n intransitivi, n attivi n passivi. Normalmente utilizzano lausiliare del verbo con cui concordano: egli ha dovuto leggere un libro (diatesi attiva), un libro stato dovuto leggere da lui (diatesi passiva); se tuttavia il verbo intransitivo, in italiano lausiliare del modale pu essere sia essere che avere: dovuto andare alluniversit, ma anche ha dovuto andare alluniversit. 75 Alcuni verbi, come ostendo, presentano due forme possibili di supino; in genere, questo fenomeno dovuto al fatto che una delle due forme si attestata in secoli pi recenti (per esempio, ostensum forma pi tarda rispetto a ostentum).
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singolare. Con esso concorda omni, aggettivo indefinito di seconda classe a due uscite, omnis, e. Concludiamo con alcuni rilievi etimologici. Effcax deriva da ex + facre, ovvero fare a partire dallinizio, alcuni rilievi etimologici completamente76, quindi essere capace di compiere, di portare a termine: tale appunto la definizione di efficace. Ostendendam composto da obs + tendre, tendere verso, dinanzi, quindi mostrare; da questo verbo deriva ostensorio, loggetto sacro deputato appunto a mostrare lEucarestia. Fallaca deriva dal verbo fallo, re, il cui supino falsum, come litaliano falso. Omni aggettivo di uso frequente in latino: corrisponde allitaliano ogni, che per invariabile e si usa solo al singolare; il plurale latino omnes, a, viene normalmente tradotto con tutti. Infine debo: deriva debre da de + habo, avere, avere ricevuto da e quindi essere in

debito verso. Teologicamente, debre pertanto il verbo modale che esprime meglio di tutti la condizione creaturale, il cui essere un essere ricevuto appunto: con tale accezione etimologica utilizzato ad esempio da santAnselmo77; ed interessante che limperativo categorico kantiano, nella sua traduzione latina, sia espressione della dipendenza ontologica creaturale propria delluomo. Nella prossima Lezione potremo finalmente terminare la lettura del primo capoverso di san Tommaso.
Il prefisso ex infatti ha valore sia locativo, dorigine, da, a partire dallinizio, sia intensivo, totalmente, completamente. 77 A questo proposito mi permetto di rimandare al mio Dialettica tra concezione rappresentativa, concezione etica, fondamento ontologico e anteriorit mistica nel De veritate di Anselmo dAosta , in corso di pubblicazione.
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Ottava Lezione

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Per verificare il mio apprendimento: Saper compilare le schede di analisi del periodo, della proposizione e della parola di Sacra autem Declinare i seguenti sostantivi di quinta declinazione: res, ei, dies, i Declinare i seguenti pronomi dimostrativi: hic, haec, hoc, iste, ista, istud, ille, illa, illud Che differenza c tra pronomi e aggettivi? Dove cade laccento tonico nei dittonghi? Cos una particella enclitica? Cosa e quali sono i verbi modali? Cos il gerundivo? In cosa si differenzia dal gerundio? Come si traduce in italiano? Cos un complemento di fine? Cosa uno di separazione? Come si traduce in italiano laggettivo indefinito omnis, e? Qual letimologia del verbo debre?

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ANALISI DEL PERIODO: Sacra autem Scriptra debet esse effcax ad ostendendam verittem absque omni fallaca
Elencare le congiunzioni specificandone il tipo Elencare pronomi relativi (e avverbi) specificando il termine al quale si riferiscono Elencare i predicati (verbali o nominali) Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la congiunzione, il pronome relativo o lavverbio da cui introdotta e il predicato verbale o nominale che la caratterizza Autem ... debet esse effcax

1 Autem = congiunzione coordinativa avversativa 2

Debet esse effcax = predicato nominale

Elencare in ordine degradante le proposizioni Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo reggenti, complementari e attributive, indicando per vidtur quod ciascuna il grado e il tipo enim parit et tollit <> autem debet esse effcax unde non procdit <> sed assignantur 1 Autem ... debet esse effcax = proposizione reggente enunciativa coordinata al periodo precedente in forma avversativa 2

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Ottava Lezione
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ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Sacra autem Scriptra debet esse effcax ad ostendendam verittem absque omni fallaca

Predicato (verbale o nominale)


Debet esse effcax = predicato nominale (con verbo modale)

Soggetto
Sacra Scriptra (con attributo)

Complementi diretti (oggetto o predicativo)

Connettori
Autem = coordinativo avversativo

Complementi indiretti
Ad ostendendam verittem = complemento di fine (con attributo)

Complementi indiretti
Absque omni fallaca = complemento di separazione (con attributo)

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ANALISI DELLA PAROLA: Sacra autem Scriptra debet esse effcax ad ostendendam verittem absque omni fallaca
Parte del discorso (sostantivo, verbo, aggettivo, pronome, avverbio, congiunzione, preposizione, esclamazione) Paradigma e diatesi (verbi) Declinazione (sostantivi) Classe (aggettivi) Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) Complemento (preposizioni) Modo (verbi) Caso (sostantivi, aggettivi e pronomi) Concordanza (aggettivi, pronomi) Tempo (verbi) Genere (sostantivi, aggettivi e pronomi) Persona (verbi) Numero (verbi , sostantivi, aggettivi e pronomi)

Parola

Sacra Autem Scriptra Debet Esse Effcax Ad

aggettivo qualificativo sacer, sacra, sacrum, I classe congiunzione sostantivo verbo modale coordinativa avversativa scriptra, ae, I declinazione

nominativo, concordato con Scriptra

femminile

singolare

nominativo indicativo infinito

femminile presente presente

singolare III singolare

debo, es, debi, debtum debre, II coniugazione, modale, attivo verbo copulativo sum, es, fui, esse, difettivo, atematico, suppletivo, coniugazione propria aggettivo qualificativo effcax, ccis, II classe a 1 uscita, in gutturale preposizione ad + accusativo = complemento di fine

nominativo, concordato con Scriptra

femminile

singolare

Ostendendam

aggettivo verbale

Verittem

sostantivo

ostendo, is, ostendi, ostentum gerundivo, accusativo concordato (ostensum), re, III coniugazione, con verittem transitivo passivo vertas, tis, III declinazione in accusativo dentale

femminile

singolare

femminile

singolare

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Absque Omni Fallaca

preposizione aggettivo indefinito sostantivo

absque + ablativo = complemento di separazione omnis, e, II classe a 2 uscite fallaca, ae, I declinazione ablativo concordato con fallaca ablativo femminile femminile singolare singolare

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Nona Lezione
In questa Lezione impareremo: linfinito presente attivo e passivo delle quattro coniugazioni la flessione del pronome relativo la flessione e luso dei pronomi determinativi, possessivi e personali a compilare le tre schede, di analisi del periodo, della proposizione e della parola, di Ergo non debent

La scorsa Lezione, dopo aver ultimato l'esposizione delle cinque declinazioni, abbiamo introdotto la flessione dei pronomi, cominciando da quella dei dimostrativi. Procediamo su questa via presentando il pronome pi importante da un punto di vista sintattico: il relativo. Esso si declina nel modo seguente: pronome relativo Pronome Relativo
Singolare Maschile Nominativo qui Genitivo Dativo Accusativo Ablativo cuius78 cui quem quo Femminile quae cuius cui quam qua Neutro quod cuius cui quod quo Maschile qui quorum quibus quos quibus Plurale Femminile quae quarum quibus quas quibus Neutro quae quorum quibus quae quibus

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Si ricordi che in cuius laccento tonico cade sul primo elemento del dittongo ui: cius.

Nona Lezione

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Oltre alle desinenze pronominali del genitivo e dativo singolare, in us e i, si riconoscono facilmente alcune terminazioni proprie delle prime tre declinazioni: come nella prima declinazione, la a dellablativo femminile singolare, la ae e la as del nominativo e accusativo femminile plurale, la rum del genitivo plurale; della seconda declinazione, la o dellablativo singolare, la i del nominativo maschile plurale, la rum del genitivo plurale e la os dellaccusativo maschile plurale; infine, il dativo e ablativo plurale della terza declinazione, in ibus. In seguito avremo modo di soffermarci su alcune importanti particolarit sintattiche del pronome relativo in latino. Nelle ultime due Lezioni abbiamo avuto occasione di presentare il gerundio e il gerundivo: due forme verbali con valore rispettivamente di sostantivo e aggettivo, che corrispondono alluso sostantivato e attributivo dell'infinito in italiano (attivo il primo, passivo il secondo). Vediamo dunque adesso l'infinito presente latino. Esso un modo implicito o indefinito: ci significa che in questa forma verbale non possibile in base alla desinenza distinguere tra prima, seconda e terza persona n tra singolare e plurale. L'infinito in latino pu essere usato sia con valore predicativo sia come sostantivo nella sola funzione di soggetto (negli altri casi, come si ricorder, si ricorre infatti al gerundio). L'infinito presente attivo si forma unendo al tema del presente le note desinenze delle quattro coniugazioni: re, re, re, re. L'infinito presente passivo caratterizzato invece dalla vocale finale i: ri, ri, i, ri. Avremo pertanto: infinito presente attivo e passivo

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Infinito Presente Attivo Prima Coniugazione Seconda Coniugazione Terza Coniugazione Quarta Coniugazione d-re deb-re trad-re inven-re Passivo d-ri deb-ri trad-i inven-ri

Veniamo infine all'analisi dell'ultimo periodo del primo capoverso di san Tommaso:
Ergo non debent in ea sub una littra plures sensus tradi.

Ecco il testo con traduzione interlineare e disposizione delle parole secondo la costruzione italiana:
Ergo in ea sub una littra non debent tradi plures sensus .

Dunque in essa sotto ununica lettera non devono essere trasmessi pi significati.

L'analisi del periodo presto fatta: abbiamo infatti una sola proposizione, la quale pertanto sar la proposizione reggente enunciativa. Essa introdotta analisi del periodo dalla congiunzione coordinativa conclusiva ergo: sar quindi coordinata al periodo precedente in forma conclusiva. Nella scheda compilata, a fine Lezione, trascritto in un unico diagramma di flusso l'intero primo capoverso, cos da rendere evidente lo stretto legame che unisce ciascun periodo al precedente e al seguente.

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Nona Lezione

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Per quanto riguarda l'analisi della proposizione, lunico predicato verbale formato da due verbi, debent e tradi, in quanto il primo un modale che aggiunge solo una sfumatura di significato in pi al vero predicativo che tradi. Al analisi della proposizione

soggetto plures sensus non si aggiunge n si sarebbe potuto aggiungere un complemento oggetto, in quanto il predicato verbale passivo. Abbiamo invece due complementi indiretti: entrambi complementi di stato in luogo, formati con le preposizioni in e sub + l'ablativo. Anche l'analisi della parola non dovrebbe presentare difficolt. Oltre ai vocaboli che conosciamo gi, debent, una, littra, plures e sensus, incontriamo linfinito presente passivo di terza coniugazione tradi, da trado, is, traddi, tradtum, re. Troviamo per anche un nuovo pronome: il determinativo ea. Vengono chiamati pronomi determinativi

determinativi un gruppo di tre pronomi che

servono appunto a determinare il soggetto o loggetto di cui si sta parlando: is, ea, id; idem, edem, idem; ipse, ipsa, ipsum. Nella pagina seguente riportata la loro flessione.

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Pronomi Determinativi
Singolare
Maschile Nominativo is

Plurale Maschile ii (i, ei)79 erum iis (is, eis) eos iis (is, eis) Femminile eae erum iis (is, eis) eas iis (is, eis) Neutro ea erum iis (is, eis) ea iis (is, eis)

Femminile Neutro ea eius ei eam ea id eius ei id eo

Genitivo Dativo

eius80 ei

Accusativo eum Ablativo eo

Nominativo idem

edem

idem

idem (idem,eidem)

eaedem

edem

Genitivo Dativo

eiusdem eidem

eiusdem eidem

eiusdem eidem

eorundem iisdem
(isdem,eisdem)

earundem iisdem
(isdem,eisdem)

eorundem iisdem
(isdem,eisdem)

Accusativo eundem Ablativo edem

eandem edem

idem edem

eosdem iisdem

easdem iisdem

edem iisdem

Nominativo ipse

ipsa ipsus ipsi ipsam ipsa

ipsum ipsus ipsi ipsum ipso

ipsi ipsrum ipsis ipsos ipsis

ipsae ipsrum ipsis ipsas ipsis

ipsa ipsrum ipsis ipsa ipsis

Genitivo Dativo

ipsus ipsi

Accusativo ipsum Ablativo ipso

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Le forme messe tra parentesi sono varianti usate meno frequentemente. Si ricordi che in eius laccento tonico cade sul primo elemento del dittongo ei: ius; in ipsius invece sulla i lunga della desinenza us: ipus; in eiusdem infine sulla penultima sillaba lunga us: eisdem.
79 80

Nona Lezione

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Anche in questo caso, oltre alle desinenze pronominali del genitivo e dativo singolari, in us e i, facile riconoscere diverse terminazioni appartenenti alle prime tre declinazioni, senza necessit di esplicitarle nuovamente, dopo averlo fatto da poco con il pronome relativo. Is, ea, id utilizzato spesso come pronome personale di terza singolare: cos nel nostro periodo, in ea sta per in essa. Come aggettivo invece va tradotto in italiano con il pronome dimostrativo quello: ii sensus si tradurr con quei sensi. utilizzato infine al genitivo per tradurre l'aggettivo possessivo di terza persona quando esso non usato riflessivamente, ovvero quando non si riferisce al soggetto della proposizione. In italiano, l'aggettivo possessivo di terza persona suo, sua81, dal latino suus, a, um. Ora, per, laggettivo latino suus, a, um pu essere usato solo se ha valore riflessivo: si dir Sacra Scriptra verittem suam ostendit, se suam si riferisce al soggetto Scriptra; si dir invece Sacra Scriptra verittem eius ostendit, alla lettera la Sacra Scrittura mostra la verit di lui/lei, se eius si riferisce a un termine diverso da Scriptra, per esempio a Deus; in italiano, tuttavia, tradurremo sempre con la Sacra Scrittura mostra la sua verit. Idem, edem, idem un composto di is, ea, id + il suffisso invariabile dem: indica lidentit di due termini, per cui in italiano viene tradotto con il medesimo, lo stesso; il contrario di alus, a, ud, altro. idem, edem, idem is, ea, id

Si faccia attenzione: in italiano si distingue tra aggettivo possessivo di terza persona singolare suo, sua, e plurale, loro; in latino invece suus, a, um vale sia per il singolare che per il plurale.
81

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Ipse, a, um serve invece per dare maggiore rilievo al soggetto o oggetto ipse, a, um al quale si riferisce; in italiano si traduce pertanto con i rafforzativi stesso82, proprio: res ipsas sono le cose stesse; il pronome ipse sta invece per il pronome personale proprio egli. Nei precedenti capoversi abbiamo fatto riferimento a altri due tipi di pronomi: il possessivo e il personale. Si dicono possessivi i pronomi che indicano a chi appartenga qualcosa. I pronomi possessivi pronomi di prima e seconda persona in

latino sono molto simili ai corrispettivi italiani e si declinano come un qualunque aggettivo di prima classe, senza cio lausilio delle desinenze pronominali: meus, a, um, tuus, a, um al singolare, noster, stra, strum, vester, stra, strum, al plurale. Come abbiamo gi visto, invece, il pronome possessivo di terza persona suus, a, um, sia al singolare sia al plurale, se riflessivo, altrimenti si ricorre al genitivo singolare eius, e plurale erum, erum, erum. Si dice invece personale il pronome che indica la persona di cui si sta parlando e pu essere alla prima, seconda o terza singolare o plurale. Ecco la loro flessione:

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Si noti che in italiano stesso pu essere usato sia come rafforzativo, per tradurre ipse, sia, se preceduto dallarticolo determinativo, come sinonimo de il medesimo, per tradurre quindi idem.
82

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pronomi personali Pronomi83 Personali


Singolare
1a persona 2a persona 3a persona 1a persona

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Plurale
2a persona 3a persona

(io)
Nominativo ego

(tu) tu tui tibi te te

(egli) _ sui sibi se se nos

(noi) vos

(voi)

(essi) _

Genitivo Dativo

mei mihi

nostri/nostrum84 vestri/vestrum sui nobis nos nobis vobis vos vobis sibi se se

Accusativo me Ablativo me

Come gi detto, per il pronome personale di terza persona singolare e plurale le forme indicate valgono solo quando il pronome abbia valore riflessivo, altrimenti si ricorre al pronome determinativo is, ea, id; al nominativo non riportata alcuna voce, perch il pronome personale soggetto non ha mai valore riflessivo: si utilizza quindi is, ea, id al singolare (o, con valore rafforzativo, ipse, a, um) e ii, eae, ea al plurale (o, sempre con valore espletivo, ipsi, ae, a). Concludiamo con un rilievo etimologico. Il verbo tradre composto dal prefisso trans + dare85: alla lettera significa perci dare attraverso, ovvero

Si osservi che mentre i pronomi possessivi, determinativi e dimostrativi possono sempre essere usati anche con valore di aggettivi, i personali invece possono essere solo pronomi e non anche aggettivi. 84 Le forme nostri e vestri si usano se hanno valore oggettivo, ovvero di complemento oggetto: per esempio, in miserre nostri, in quanto il significato abbi misericordia verso di noi, nei nostri confronti. Nostrum e vostrum invece hanno valore partitivo, si utilizzano cio per indicare una parte di un tutto: ad esempio, nellespressione complres vestrum, molti di voi. 85 Il verbo dare, nei composti con un prefisso monosillabo, abbrevia la vocale tematica e diventa cos un verbo di terza coniugazione: abbiamo pertanto tradre, perch trans monosillabo, ma circumdre, perch circum bisillabo.
83

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passare di mano in mano. un verbo importante nel cristianesimo: la tradito, calco latino del vocabolo greco pardosis, infatti la tradito trasmissione di generazione in generazione, di testimone in

testimone, dell'esperienza di fede, trasmissione che ebbe inizio a partire da Ges in persona, che si consegn nelle mani degli uomini; il tradimento di Giuda fu infatti pi propriamente il consegnarsi, il tradi appunto di Ges stesso agli uomini. Nella prossima Lezione cominceremo il secondo capoverso e conosceremo due nuovi complementi: il complemento di argomento e il complemento predicativo. Per verificare il mio apprendimento: Compilare le schede di analisi del periodo, della proposizione e della parola di Ergo non debent Illustrare il filo dellargomentazione logica del primo capoverso dellarticlus decmus facendo riferimento solo alle congiunzioni utilizzate da Tommaso Declinare il pronome relativo qui, quae, quod, i pronomi determinativi is, ea; id, idem, edem, idem; ipse, a, um; i possessivi meus, a, um; tuus, a, um; noster, stra, strum; vester, stra, strum; suus, a, um Declinare i pronomi personali ego, tu, nos, vos Coniugare allinfinito presente attivo e passivo i verbi do, debo, trado, inveno Perch i pronomi is, ea, id; idem, edem, idem; ipse, a, um sono chiamati determinativi? Qual la sfumatura semantica che caratterizza ciascuno dei tre? Come si traduce il pronome personale di terza persona singolare e plurale in latino? Quale la differenza rispetto allitaliano? Come si traduce in latino il pronome personale soggetto di terza persona singolare e plurale? Qual il significato etimologico del verbo tradre?

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Nona Lezione
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ANALISI DEL PERIODO: Ergo non debent in ea sub una littra plures sensus tradi

Elencare le congiunzioni specificandone il tipo

Elencare pronomi relativi (e avverbi) specificando il termine al quale si riferiscono

Elencare i predicati Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la congiunzione, (verbali o nominali) il pronome relativo o lavverbio da cui introdotta e il predicato verbale o nominale che la caratterizza

1 Ergo = congiunzione

coordinativa conclusiva
Elencare in ordine degradante le proposizioni reggenti, complementari e attributive, indicando per ciascuna il grado e il tipo

Non debent tradi = predicato verbale

Ergo ... non debent tradi

1 Ergo ... non debent tradi = proposizione

reggente enunciativa coordinata al periodo precedente in forma conclusiva

Disegnare il diagramma di flusso dellintero capoverso vidtur quod enim parit et tollit <> autem debet esse efficax unde non procedit <> sed assignantur ergo non debent tradi

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ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Ergo non debent in ea sub una littra plures sensus tradi

Predicato (verbale o nominale)


Non debent tradi = predicato verbale (con verbo modale)

Soggetto
Plures sensus (con attributo)

Complementi diretti (oggetto o predicativo)

Connettori
Ergo = coordinativo conclusivo

Complementi indiretti
In ea = complemento di stato in luogo

Complementi indiretti
Sub una littra = complemento di stato in luogo (con attributo)

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ANALISI DELLA PAROLA: Ergo non debent in ea sub una littra plures sensus tradi
Parte del discorso (sostantivo, verbo, aggettivo, pronome, avverbio, congiunzione, preposizione, esclamazione) Paradigma e diatesi (verbi) Declinazione (sostantivi) Classe (aggettivi) Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) Complemento (preposizioni) Modo (verbi) Caso (sostantivi, aggettivi e pronomi) Concordanza (aggettivi, pronomi) Tempo (verbi) Genere (sostantivi, aggettivi e pronomi) Persona (verbi) Numero (verbi , sostantivi, aggettivi e pronomi)

Parola

Ergo Non Debent In Ea Sub Una Littra Plures Sensus Tradi

congiunzione avverbio verbo modale preposizione pronome determinativo preposizione aggettivo numerale cardinale sostantivo aggettivo indefinito sostantivo verbo predicativo

coordinativa conclusiva di negazione debo, es, debi, debtum debre, II coniugazione, modale, attivo in + ablativo = complemento stato in luogo is, ea, id sub + ablativo = complemento di stato in luogo unus, a,um, I classe, pronominale littra, ae, I declinazione plus, pluris, II classe a 1 uscita, comparativo di maggioranza di multus, a, um sensus, us, IV declinazione trado, is, traddi, tradtum, re, III coniugazione, transitivo passivo ablativo, concordato con littra ablativo nominativo, concordato con sensus nominativo infinito femminile femminile maschile maschile presente singolare singolare plurale plurale ablativo, riferito a Scriptra86 femminile singolare indicativo presente III plurale

86

In quanto i pronomi sostituiscono un nome, nellanalisi della parola sempre bene esplicitare il sostantivo al quale si rife riscono.

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Decima Lezione
In questa Lezione impareremo: la flessione dei pronomi indefiniti negativi e interrogativi linfinito perfetto attivo e passivo delle quattro coniugazioni e del verbo sum a definire il complemento di argomento e il complemento di eccedenza a discernere un accusativo avverbiale alla greca a identificare un aggettivo numerale moltiplicativo a riconoscere la congiunzione coordinativa esplicativa scilcet a individuare una proposizione complementare diretta oggettiva a compilare le schede di analisi del periodo, della proposizione e della parola di Praetera Augustnus

Nelle ultime Lezioni abbiamo avuto modo di presentare i pronomi determinativi e dimostrativi, possessivi e personali, relativi e indefiniti. Per concludere la trattazione dei pronomi resta da prendere in considerazione ancora solo gli interrogativi e gli indefiniti negativi. Questi ultimi sono particolarmente pronomi indefiniti negativi filosofia, dal importanti momento in che

pronome indefinito negativo neutro nulla. La declinazione in latino la seguente:

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Pronome indefinito negativo Maschile e Femminile Nominativo Genitivo Dativo Accusativo Ablativo nemo nullus nemni nemnem nullo Neutro nihil nullus rei nulli rei nihil nulla re

Il corrispondente aggettivo nullus, a, um, della prima classe, pronominale, anchesso cio caratterizzato dalle desinenze del genitivo e dativo singolare in us e i. Per quanto riguarda gli interrogativi, abbiamo anzitutto il pronome quis, quid, chi? che cosa?. Ecco la sua declinazione: pronomi interrogativi Plurale Maschile e Femminile quid cuius rei cui rei quid qua re qui quorum quibus quos quibus quae quarum rerum quibus rebus quae quibus Neutro

quis, quid

Singolare Maschile e Femminile Neutro

Nominativo Genitivo Dativo Accusativo Ablativo

quis cuius cui quem quo

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Come si vede, a parte le voci quis, quid, il resto della flessione identica a quella del pronome relativo. Infatti, il corrispondente aggettivo interrogativo, qui, quae, quod, quale? che?, si declina esattamente come lomonimo pronome relativo. Oltre ad altri interrogativi, come qualis, e, quale?, e quantus, a, um, quanto grande?, e alcuni composti di quis, quid, formati con lausilio di prefissi o suffissi, come quisnam, quidnam, chi mai? che cosa mai?, e quinam, quaenam, quodnam, qual mai?, abbiamo infine uter, utra, utrum, usato sia come pronome, chi dei due?, sia come aggettivo, quale dei due?. Come lindefinito negativo nullus, a, um, anche uter si declina come un aggettivo di prima classe pronominale. La scorsa Lezione abbiamo conosciuto le desinenze dell'infinito presente. Vediamo ora linfinito passato o perfetto. Nella diatesi attiva, esso si infinito perfetto forma aggiungendo al tema del perfetto la terminazione isse87. Nella diatesi passiva,

invece, assume la forma di un verbo composto, di un'unica voce verbale cio composta da due parole: il verbo al participio passato88 + l'ausiliare essere all'infinito presente. Avremo pertanto:

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Si ricordi che il tema del perfetto si ricava facilmente privando della desinenza i la seconda voce del paradigma verbale: voc-o, as, vocv-i, voct-um, re. 88 Il participio passato si forma aggiungendo le desinenze degli aggettivi di prima classe al tema verbale del supino, ottenuto togliendo la desinenza um alla terza voce del paradigma: debo, es, deb-i, debt-um, re.
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Infinito Perfetto delle quattro Coniugazioni Attivo Prima Coniugazione Seconda Coniugazione Terza Coniugazione Quarta Coniugazione vocav-isse debu-isse dix-isse inven-isse Passivo voct-um89, am, um esse debt-um, am, um esse dict-um, am, um esse invent-um, am, um esse

Per quanto riguarda il verbo sum avremo invece:

Infinito del verbo sum Presente Perfetto esse fu-isse

Veniamo allanalisi del primo lungo periodo del secondo capoverso di san Tommaso: secondo capoverso Praetera, Augustnus dicit in libro De utilitte credendi, quod Scriptra quae Testamentum Vetus voctur, quadrifaram traditur: scilcet, secundum historam, secundum aetiologam, secundum analogam, secundum allegoram90.

Ecco la traduzione interlineare con costruzione italiana:


L'infinito perfetto passivo viene indicato con il participio declinato all'accusativo singolare, perch questa forma verbale solitamente utilizzata appunto all'accusativo, in un costrutto sintattico che studieremo in seguito, chiamato proposizione infinitiva. 90 Augustnus, De utilitte credendi, 3.
89

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Praetera, Augustnus in libro De utilitte credendi dicit, quod Inoltre Scriptra Agostino nel libro Sullutilit del credere dice che quae voctur Vetus Testamentum, traditur

la Scrittura che quadrifaram: in quattro forme:

chiamata Antico Testamento, trasmessa scilcet, secundum historam, secundum aetiologam, cio, secondo la storia, secondo leziologia,

secundum analogam, secundum allegoram. secondo lanalogia, secondo lallegoria.

Il secondo capoverso inizia con la parola pratera: la formula con la quale nella Summa vengono introdotte ulteriori argomentazioni a favore di una determinata tesi. Nel nostro caso, dopo aver spiegato che non sarebbe possibile che ununica lettera nella Sacra Scrittura sia interpretabile secondo pi significati, perch ci renderebbe la Bibbia inefficace a essere dimostrazione univoca della verit, ora Tommaso argomenta che inoltre unautorit indiscussa quale Agostino parla di quattro sensi della Scrittura diversi rispetto a quelli di cui si sta disputando adesso: allora forse che i significati siano addirittura non quattro, ma sei o sette? Ci evidentemente assurdo. Detto altrimenti: gli stessi sostenitori della molteplicit di sensi della lettera della Bibbia si contraddicono tra di loro, segno della insostenibilit della tesi da loro sostenuta. Chiarito il senso dellargomentazione prodotta analisi del periodo dallAquinate, passiamo senzaltro alla prima delle nostre analisi: lanalisi del periodo. Come al solito,

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cominciamo dall'individuare le congiunzioni. Troviamo subito praetera: si

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tratta di una congiunzione ottenuta dalla fusione91 di una preposizione (praeter, oltre) e di un pronome (ea, quelle cose), che insieme formavano un complemento, il cosiddetto complemento di eccedenza; una congiunzione coordinativa copulativa (a rigor di logica, la si potrebbe anche definire di eccedenza o aggiuntiva). Incontriamo poi di nuovo la congiunzione subordinativa dichiarativa quod. Infine, scilcet: come praetera, anchessa una congiunzione composta dalla fusione di due parole, in questo caso i verbi scire + licet, lecito sapere, si pu sapere, corrispondente grosso modo quindi alla circonlocuzione italiana vale a dire; pertanto una congiunzione congiunzione esplicativa

coordinativa esplicativa, ovvero che serve a spiegare quanto affermato prima. Rinveniamo anche un pronome relativo, quae, riferito a Scriptra. I predicati sono tre, tutti verbali: dicit, voctur, tradtur. Abbiamo dunque tre proposizioni; di queste, due sono subordinate, perch introdotte rispettivamente da un pronome relativo e da una congiunzione

subordinativa; la reggente pertanto necessariamente la rimanente: praetera dicit, enunciativa, coordinata al capoverso precedente in forma copulativa. Segue la proposizione complementare diretta di primo grado oggettiva: quod tradtur, in effetti, da un punto di vista semantico, il complemento oggetto di dicit, indica cio che cosa Agostino dica. Riferita al soggetto proposizione oggettiva

dell'oggettiva, con la funzione di dare uninformazione in pi a suo riguardo, infine la proposizione attributiva di secondo grado: quae voctur.

un fenomeno frequente anche nella lingua italiana: si pensi ad esempio alle congiunzioni cio, perci, infine.
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Come si vede, non abbiamo preso in considerazione la congiunzione scilcet: ci dovuto al fatto che essa serve a coordinare tra di loro il complemento di modo quadrifaram con i seguenti secundum historam ; cio una congiunzione che non introduce nessuna proposizione, pertanto non di alcun interesse in sede di analisi del periodo. Si noti anche come lattributiva sia incastonata all'interno della complementare alla quale si riferisce: ci capita spesso con le proposizioni relative proprie, in quanto, come ogni attributo, si trovano accanto al termine con il quale sono concordate. Passiamo all'analisi della proposizione. Nella reggente troviamo un analisi delle proposizioni nuovo complemento: il complemento di argomento, formato in latino dalla preposizione de + lablativo; indica a proposito di che cosa si sta parlando o scrivendo. Ci imbattiamo quindi in un gerundio, credendi: il verbo qui usato con valore di sostantivo per esprimere il complemento di specificazione del complemento di argomento (e che credendi abbia complemento di argomento valore di sostantivo confermato dal fatto che potrebbe essere sostituito dal sostantivo vero e proprio fidi). Nella dichiarativa oggettiva troviamo laggettivo numerale moltiplicativo92, derivato aggettivi moltiplicativi da quattor, quadrifaram;

sebbene in accusativo, esso tuttavia svolge la funzione non di complemento oggetto, bens

di avverbio: gi in greco antico il caso accusativo era utilizzato anche con


Vengono detti moltiplicativi gli aggettivi numerali che indicano o quante volte una cosa pi grande di unaltra (per esempio, quadruplo) o che una cosa costituita da pi parti o serve a pi scopi (come il nostro quadruplice).
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valore avverbiale (viene chiamato infatti accusativo alla greca); in genere femminile e numero singolare perch accusativo avverbiale, o alla greca

concordato con il sottinteso partem. Seguono i quattro complementi che esplicitano

quadrifaram, ovvero le quattro forme in cui secondo Agostino pu essere trasmesso lAntico Testamento: secundum historam, . Secundum + laccusativo traduce in latino il complemento di modo: come gi rilevammo nella settima Lezione, tuttavia espressione che si lascia interpretare anche come complemento di limitazione. Nella proposizione relativa troviamo infine un nuovo complemento sul quale vale la pena soffermarsi brevemente: il complemento predicativo del soggetto. In quae Testamentum Vetus voctur, che chiamata Antico Testamento, Antico Testamento infatti complemento predicativo del soggetto. Esso risponde alla domanda: come?; tuttavia, a differenza del complemento di modo, in italiano non introdotto da nessuna preposizione93 e in latino va al caso nominativo e non ablativo. Viene detto complemento predicativo perch completa il significato del predicato, e del soggetto perch si riferisce al soggetto. possibile elencare alcune categorie di verbi che reggono sempre il complemento predicativo del soggetto; sono verbi che da soli non bastano a predicare qualcosa di senso compiuto: non sono autonomi come i verbi predicativi, ma nemmeno privi di valenza semantica come il verbo complemento predicativo del soggetto

Al pi, pu essere introdotto, come vedremo, dalle preposizioni come, da, per, a, in, o da circonlocuzioni del tipo in qualit di, in conto di, o dal pronome quale; il complemento di modo invece introdotto da altre preposizioni: solitamente con o in.
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copulativo essere94; si trovano piuttosto a met strada tra gli uni e laltro. Sono i verbi: 1) appellativi (dal verbo latino appello, as, vi, tum, re, chiamare): essere chiamato, essere detto, essere soprannominato, ecc. 2) elettivi: essere eletto, essere nominato, ecc. 3) estimativi: essere stimato, essere considerato, essere giudicato, ecc. 4) effettivi (dal latino effco, is, fci, fectum, re, compiere, fare): essere fatto, essere reso, ecc. Come si vede, sono tutti verbi passivi; le complemento predicativo delloggetto medesime voci, allattivo, reggono il complemento predicativo delloggetto, detto cos perch si riferisce

al complemento oggetto. In latino si traduce con laccusativo; avremo perci: Vocmus Scriptram Vetus et Novum Testamentum, chiamiamo la Scrittura Antico e Nuovo Testamento. Per questo motivo le grammatiche latine parlano di doppio accusativo, quando trattano del complemento predicativo delloggetto: un primo accusativo infatti serve a tradurre il complemento oggetto (Scriptram), un secondo il complemento predicativo (Vetus et Novum Testamentum). Analogamente si parla di doppio nominativo a proposito del complemento predicativo del soggetto: un nominativo quello del soggetto (quae) e un altro quello del complemento predicativo (Vetus

doppio accusativo e doppio nominativo

Testamentum95).
Per questo motivo preferiamo non chiamarli verbi copulativi, come pure invece fanno molte grammatiche. 95 Nel nostro esempio, tra doppio accusativo e doppio nominativo non si ha nessuna variazione di desinenza, perch si tratta di vocaboli neutri, la cui uscita al nominativo e allaccusativo pertanto la medesima.
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Oltre alle categorie di verbi sopra elencate, il complemento predicativo pu essere retto anche da molti altri verbi predicativi, che di per s hanno senso compiuto anche da soli; per esempio, vivere e morire: cos possibile dire Agostino mor, ma anche Agostino mor vescovo; o ancora, avere e prendere: Agostino ebbe un maestro, ma anche Agostino ebbe Ambrogio come maestro96. Possiamo infine volgerci allanalisi della parola. Vale la pena soffermarsi solo su alcuni vocaboli. Libro uno dei sostantivi di seconda declinazione che al nominativo a desinenza zero e che, tranne che in quel caso, nel resto della flessione perde la e del tema: liber, libri. Utilitte sostantivo di terza declinazione in dentale: utiltas, tis. Credendi gerundio, come facilmente riconoscibile dal tipico suffisso nd, dal verbo credo, is, ddi, dtum, re. Quae pronome relativo: qui nominativo femminile singolare, ma di per s sarebbe potuto essere anche nominativo femminile plurale e nominativo e accusativo neutro plurale ( esercizio sempre molto utile domandarsi quali altri casi sarebbe potuta essere una determinata desinenza!). Vetus un aggettivo di seconda classe a una sola uscita, con unimportante variazione del tema dal nominativo al genitivo: vetus, vetris; inoltre, mentre la maggior parte degli aggettivi di seconda classe escono allablativo singolare in i, al genitivo plurale in vetus, ris analisi della parola

Si noti appunto che, come gi preannunciato, in italiano il complemento predicativo pu essere introdotto anche da alcune preposizioni e locuzioni: si pu anche dire infatti Agostino mor in qualit di vescovo, o Agostino ebbe Ambrogio per maestro, ecc.
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um e ai casi retti del neutro plurale in a, vetus esce rispettivamente in e, um e a97. I quattro sostantivi di prima declinazione, historam, aetiologam, attenzione alla pronuncia! analogam e allegoram, hanno la particolarit di andare letti con laccento tonico sulla terzultima sillaba, in o, in quanto la penultima sillaba, in i, breve98: dunque uno dei pochi casi in cui in italiano la parola va letta come in greco e non come in latino99. Sul significato etimologico di histora, analoga e allegora avremo modo di soffermarci in seguito, quando Tommaso utilizzer questi termini per esporre la propria dottrina dei quattro sensi di una sola lettera nella Sacra Scrittura. Qui vale la pena ricordare soltanto che Testamentum traduce il greco diathke, che a sua volta traduce lebraico bert, che testamentum significa non testamento, ma alleanza (e in effetti la

Bibbia il racconto delle due alleanze di Dio con Israele prima e con lumanit intera poi, e non certo dei due testamenti!); lequivoco fu originato dal fatto che diathke in greco significa sia alleanza sia testamento, in quanto etimologicamente indica una generica disposizione, ordinamento. Nella prossima Lezione studieremo due importanti argomenti di sintassi latina: un uso particolare del pronome relativo, detto nesso relativo, e la doppia costruzione di un verbo molto frequente quale vidor.
Pochi altri aggettivi di seconda classe escono allablativo singolare in e e al genitivo plurale in um: pauper, paupris (povero), princeps, princpis (primo), partceps, particpis (partecipe), superstes, supersttis (superstite), compos, comptis (padrone), sospes, sosptis (salvo), dives, divtis (ricco). 98 Come si ricorder, se la penultima sillaba breve, laccento allora cade sulla terzultima. Bisogna tener presente infatti che in latino, a differenza che in italiano, il gruppo vocalico ia non fa dittongo, vale cio come due sillabe: proprio questa differenza giustifica il diverso accento nella medesima parola in italiano e in latino. 99 Si noti che lo stesso fenomeno si ripete con il vocabolo philosopha!
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Per verificare il mio apprendimento: Compilare le schede di analisi del periodo, della proposizione e della parola di Praeterea, Augustinus Declinare il sostantivo utiltas, tis e laggettivo vetus, ris Coniugare allinfinito perfetto attivo e passivo i verbi voco, debo, dico, trado, inveno Coniugare allinfinito perfetto il verbo sum Declinare il pronome indefinito negativo nemo, nihil e quello interrogativo quis, quid Cosa sono gli aggettivi numerali moltiplicativi? Cos un accusativo avverbiale? Perch detto anche accusativo alla greca? Cosa sono i complementi di argomento e di eccedenza? Cosa sono i complementi predicativi del soggetto e delloggetto? Perch si chiamano cos? Da quali verbi sono introdotti? Cosa si intende nella sintassi latina con le espressioni doppio nominativo e doppio accusativo? Cosa ha di particolare la declinazione dellaggettivo vetus, ris?

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ANALISI DEL PERIODO: Praetera, Augustnus dicit in libro De utilitte credendi, quod Scriptra quae Testamentum Vetus voctur, quadrifaram tradtur: scilcet, secundum historam, secundum aetiologam, secundum analogam, secundum allegoram
Elencare le congiunzioni specificandone il tipo 1 Praetera = congiunzione Elencare pronomi relativi (e avverbi) specificando il termine al quale si riferiscono Elencare i predicati (verbali o nominali) Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la congiunzione, il pronome relativo o lavverbio da cui introdotta e il predicato verbale o nominale che la caratterizza

coordinativa copulativa 2 Quod= congiunzione subordinativa dichiarativa


3

Quae (riferito a Scriptra)

Dicit = predicato verbale Voctur = predicato verbale Tradtur = predicato verbale

Praetera ...dicit Quod ... tradtur Quae ... voctur

Elencare in ordine degradante le proposizioni Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo reggenti, complementari e attributive, indicando per ciascuna il grado e il tipo 1 Praetera ... dicit = proposizione reggente

enunciativa coordinata al periodo precedente in forma copulativa 2 Quod ... tradtur = proposizione complementare diretta oggettiva di I grado
3 Quae ... voctur = proposizione attributiva di II

Praetera ... dicit Quod Scriptra (quae ... voctur) tradtur

grado

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ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Praetera, Augustnus dicit in libro De utilitte credendi, quod Scriptra quae Testamentum Vetus voctur, quadrifaram tradtur: scilcet, secundum historam, secundum aetiologam, secundum analogam, secundum allegoram

Predicato (verbale o nominale)


dicit = predicato verbale tradtur = predicato verbale

Soggetto
Augustnus Scriptra

Complementi diretti (oggetto o predicativo)

Connettori
praetera = coordinativo copulativo quod = subordinativo dichiarativo scilcet = coordinativo esplicativo

voctur = predicato verbale

quae (riferito a Scriptra) Vetus Testamentum = complemento predicativo del soggetto (con attributo)

Complementi indiretti
in libro = complemento di stato in luogo quadrifaram = complemento di modo secundum historam , ... = complemento di modo o di limitazione

Complementi indiretti
de utilitte = complemento di argomento credendi = complemento di specificazione del complemento di argomento

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ANALISI DELLA PAROLA: Praetera, Augustnus dicit in libro De utilitte credendi, quod Scriptra quae Testamentum Vetus voctur, quadrifaram tradtur: scilcet, secundum historam, secundum aetiologam, secundum analogam, secundum allegoram
Parte del discorso (sostantivo, verbo, aggettivo, pronome, avverbio, congiunzione, preposizione, esclamazione) Paradigma e diatesi (verbi) Declinazione (sostantivi) Classe (aggettivi) Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) Complemento (preposizioni) Modo (verbi) Caso (sostantivi, aggettivi e pronomi) Concordanza (aggettivi, pronomi) Tempo (verbi) Genere (sostantivi, aggettivi e pronomi) Persona (verbi) Numero (verbi , sostantivi, aggettivi e pronomi)

Parola Praetera Augustnus Dicit In Libro De Utilitte Credendi

congiunzione sostantivo verbo predicativo preposizione sostantivo preposizione sostantivo verbo sostantivato

coordinativa copulativa Augustnus, i, II declinazione dico, is, dixi, dictum, re, III coniugazione, transitivo attivo in + ablativo = complemento di stato in luogo liber, libri, II declinazione de + ablativo = complemento di argomento utiltas, tis, III declinazione, in dentale credo, is, creddi, credtum, re, III coniugazione, transitivo attivo, II declinazione subordinativa dichiarativa scriptra, ae, I declinazione qui, quae, quod testamentum, i, II declinazione vetus, vetris, II classe a 1 uscita nominativo indicativo maschile presente singolare III singolare

ablativo

maschile

singolare

ablativo gerundio, genitivo

femminile

singolare singolare

Quod Scriptra Quae Testamentum Vetus

congiunzione sostantivo pronome relativo sostantivo aggettivo qualificativo

nominativo

femminile

singolare singolare singolare singolare

178

nominativo, riferito a Scriptra femminile nominativo neutro nominativo (concordato con neutro Testamentum)

Decima Lezione
Roma 2013

Voctur Quadrifaram Tradtur Scilcet Secundum

verbo predicativo accusativo avverbiale verbo predicativo congiunzione preposizione

voco, as, vi, tum, re, I coniugazione, transitivo passivo di modo trado, is, traddi, tradtum, re, III coniugazione, transitivo passivo coordinativa esplicativa secundum + accusativo = complemento di modo o di limitazione histora, ae, I declinazione aetiologa, ae, I declinazione analoga, ae, I declinazione allegora, ae, I declinazione

indicativo

presente

III singolare

indicativo

presente

III singolare

Historam Aetiologam Analogam Allegoram

sostantivo sostantivo sostantivo sostantivo

accusativo accusativo accusativo accusativo

femminile femminile femminile femminile

singolare singolare singolare singolare

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Roma 2013

Undicesima Lezione
In questa Lezione impareremo: la costruzione del nesso relativo il significato, la costruzione e la funzione del verbo vidor a riconoscere gli avverbi rafforzativi a compilare le tre schede, di analisi del periodo, della proposizione e della parola, di Quae quidem quator a apprezzare alcuni rilievi etimologici

Ecco il nuovo periodo che dobbiamo analizzare:


Quae quidem quator a quator praedictis videntur esse alina omnno.

Di seguito, la traduzione interlineare con costruzione italiana:


Quae quator quidem videntur esse omnno alina a quator

Questi quattro sensi certamente sembrano essere del tutto diversi dai quattro praedictis. detti sopra.

analisi del periodo ce

Congiunzioni non ve ne sono; di predicati n uno, il nominale esse alina,

180

Undicesima Lezione

Roma 2013

accompagnato dal verbo modale videntur; c' infine un pronome relativo, quae, riferito a senso100 ai quattro significati che la lettera della Sacra Scrittura pu avere secondo Agostino, ricordati appena sopra. Evidentemente dunque una sola la proposizione, necessariamente reggente, di tipo enunciativo. Si pone tuttavia un problema: come mai una proposizione reggente introdotta da un pronome relativo? In effetti, una situazione simile nella sintassi italiana non sarebbe ammessa, tant che abbiamo tradotto il latino quae non con un relativo italiano, bens con il dimostrativo questi. Qui ci troviamo pertanto davanti a una differenza tra lingua italiana e latina. In italiano non mai possibile cominciare una reggente con un pronome relativo; il relativo introduce sempre solo una subordinata. In latino invece si d un caso in cui il pronome relativo possa introdurre una proposizione reggente: quando il relativo si trovi a inizio frase. Questa costruzione viene chiamata nesso relativo, in quanto si instaura un collegamento, un nesso appunto, tra due periodi nesso relativo

attraverso un pronome relativo. In queste circostanze, in italiano, come gi detto, il pronome relativo latino viene tradotto con un dimostrativo; tuttavia facile comprendere il significato della costruzione latina: posto a inizio frase, il pronome relativo serve a collegare strettamente quanto appena detto nel periodo precedente con quello che si sta per enunciare. In generale, il pronome relativo in latino sintatticamente pi forte che in italiano: non solo pu introdurre una reggente, ma pu anche trovarsi
Si definisce a senso una concordanza non grammaticale, ma semantica, relativa cio al solo significato: per questo nel nostro caso il pronome relativo al genere neutro, sebbene i quattro vocaboli ai quali si riferisca siano femminili.
100

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Studio Critico della Lingua Latina


Roma 2013

altre particolarit sintattiche del pronome relativo latino

lontano dal termine al quale si riferisce, anzi addirittura

precederlo101, o attrarlo nella proposizione relativa facendolo concordare con s102. Veniamo all'analisi della proposizione. Il analisi della proposizione soggetto del predicato videntur esse alina quae quator. Poich il predicato nominale, non c' complemento oggetto; c' invece un solo complemento indiretto, retto complemento di separazione dall'aggettivo alina: a quator praedictis, il cosiddetto complemento di separazione, che indica il termine rispetto al quale si afferma una differenza o dal quale ci si distacca, in latino reso con a/ab103 + lablativo. Abbiamo gi detto che il predicato nominale esse alina accompagnato dal verbo modale videntur: ora, per, proprio a proposito del verbo vidor occorre aprire una lunga parentesi. Vidor vidor: verbo deponente o passivo? in latino significa

sembrare. considerato un verbo deponente, sebbene in verit sia il

182

la cosiddetta prolessi o anticipazione del relativo: per esempio, quem dedisti, librum legi, ho letto il libro che mi hai dato; in italiano invece il pronome relativo deve seguire sempre immediatamente il termine al quale si riferisce. 102 la cosiddetta attrazione del relativo: per esempio, quem dedisti librum, pulcherrmus est, il libro che mi hai dato bellissimo. 103 Per motivi di eufonia, ovvero al fine di ottenere un suono pi gradevole, a si usa a davanti a parole che inizino per consonante e ab dinanzi a vocaboli che comincino per vocale (cos come avviene in italiano, ad esempio, con le congiunzioni e/ed).
101

Undicesima Lezione

Roma 2013

semplice passivo di vido: il sembrare, l'apparire, in effetti, altro non sono che il modo in cui siamo visti dagli altri; sembrare davvero essere visti, il passivo del verbo vedere. Tutte le grammatiche latine spiegano che vidor presenta due costruzioni: personale e impersonale. Personale la costruzione che incontriamo nella frase che stiamo analizzando: videntur ha un soggetto, quae quator, e regge un predicato all'infinito, esse alina, la cui parte nominale al nominativo. Impersonale invece la costruzione di vidor che abbiamo trovato all'inizio dell'articlus costruzione personale e impersonale di vidor

decmus, vidtur quod : vidtur non ha soggetto, impersonale appunto, o meglio il

soggetto l'intera proposizione soggettiva che esso stesso regge, quod . Nel latino classico, si utilizza la costruzione impersonale quando vidor ha una sfumatura di significato deliberativa, quando cio significa sembrare bene, sembrare opportuno (deliberre significa prendere una decisione, fare una scelta); assume invece costruzione personale quando ha una sfumatura di significato opinativa, quando cio serve a specificare che quel che si va enunciando solo un'opinione, un parere. Una volta chiarito tutto questo, resta solo da definire che tipo di verbo sia vidor: un verbo predicativo, copulativo vidor: verbo predicativo, copulativo o modale?

o modale? Qui le opinioni divergono: secondo Tantucci, ad esempio, sembrare un verbo copulativo e come tale pu introdurre il predicato nominale in

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Roma 2013

sostituzione del verbo essere104; anche per Piazzi vidor un verbo copulativo, ma proprio per questo regge piuttosto il complemento predicativo105. A mio avviso, la soluzione logicamente pi semplice e lineare interpretare vidor e sembrare come verbi modali, tali cio che aggiungono una semplice sfumatura di significato, opinativa, ai predicati veri e propri, siano essi verbali o nominali. Ci sembra evidente nel caso della costruzione personale di vidor; ma anche nella costruzione impersonale, dove sembrerebbe prevalere il valore predicativo in quanto vidtur non viene accompagnato n da un altro verbo n da un aggettivo, basta sottintendere la copula essere per far risaltare il valore modale del verbo sembrare, cosicch ad esempio vidtur convenens, sembra conveniente, sta per vidtur esse convenens, sembra essere conveniente106. Passiamo all'analisi della parola. Quae potrebbe essere anche un nominativo femminile singolare o plurale; qui analisi della parola tuttavia sicuramente un nominativo neutro

plurale perch concordato con alina, che non pu essere un femminile plurale (potrebbe essere un femminile singolare, ma in questo caso il verbo videntur a impedire di pensare che quae e alina possano essere

184

Cfr. V. Tantucci, Analisi logica, Poseidonia, Bologna 1997, pp.14-15. A p.14 riportato il seguente esempio: Il padre non sembrava (=era) contento (il grassetto nel testo). 105 Cfr. F. Piazzi, Breve iter. Grammatica e Lessico essenziale di latino , Cappelli editore, Bologna 2000, p.74. 106 vero che nel latino classico spesso si trova il solo vidtur con valore impersonale, con il significato di sembra bene; ma anche in questo caso non difficile sottintendere un esse convenens. Ci nondimeno, per semplicit, quando ci trovassimo, come accaduto allinizio del testo di san Tommaso, di fronte a un vidtur impersonale, nelle tre analisi lo considereremo un predicato verbale.
104

Undicesima Lezione

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singolari). Quator un aggettivo numerale cardinale invariabile107 ( attestata anche la forma quattor, con la doppia tt). Quidem108 e omnno sono avverbi rafforzativi: servono a ribadire e intensificare quanto sostenuto dai termini ai quali si riferiscono (si ricordi che adverbum in latino significa appunto parola posta vicino a un'altra parola). Concludiamo con pochi rilievi etimologici. Praedictis, ablativo neutro plurale retto dalla preposizione a, il participio passivo di praedco, is, dxi, dictum, re, composto del verbo dico + il prefisso prae, prima: interessante notare che nell'italiano predica il medesimo prefisso prae ha valore non temporale, prima di, anteriormente a, ma locativo, dinanzi a tutti, pubblicamente109. Alina, diversa, aggettivo derivato da alus, a, um, altro; emblematico che in latino alinus possa significare anche nemico, cos come del resto hostis, is sia straniero sia nemico: il diverso, laltro sempre sentito pericoloso, ostile, avvertito come un potenziale avversario. Infine omnno deriva dall'aggettivo indefinito omnis, e, in italiano ogni al singolare, tutti al plurale: omnno dunque deriva da omnis proprio come in italiano del tutto da tutto. Nella prossima Lezione, analizzando l'ultimo periodo del secondo capoverso, potremo studiare luso del congiuntivo nella sintassi latina.
In latino, tutti gli aggettivi numerali cardinali sono invariabili, tranne unus, duo e tres, i numeri delle centinaia e delle migliaia. 108 Si faccia attenzione a non confondere l'avverbio quidem con il pronome indefinito quidam, quaedam, quoddam, un certo, qualche. 109 Si tenga per presente che litalian o predicare viene dal latino praedco, as, vi, tum, re, composto del verbo dicre e non di dicre (dicre, dire solennemente, del resto un semplice intensivo di dicre, dire).
107

avverbi rafforzativi

alcuni rilievi etimologici

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Roma 2013

Per verificare il mio apprendimento: Compilare le schede di analisi del periodo, della proposizione e della parola di Quae quidem Identificare il complemento di separazione Definire gli avverbi rafforzativi Distinguere tra costruzione personale e impersonale del verbo vidor Argomentare in che senso vidor pu essere interpretato come un vebo predicativo, copulativo e modale Che cos il nesso relativo? Che cos lattrazione del relativo? Cosa la prolessi del relativo?

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Undicesima Lezione

ANALISI DEL PERIODO: Quae quidem quator a quator praedictis videntur esse alina omnno
Elencare le congiunzioni Elencare pronomi relativi Elencare i predicati specificandone il tipo (e avverbi) specificando il (verbali o nominali) termine al quale si riferiscono 1 Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la congiunzione, il pronome relativo o lavverbio da cui introdotta e il predicato verbale o nominale che la caratterizza

Roma 2013

Quae (riferito al videntur esse alina Quae ... videntur esse alina periodo precedente; ma = predicato nominale qui vale come nesso (con verbo modale) relativo: introduce la reggente)

Elencare in ordine degradante le proposizioni Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo reggenti, complementari e attributive, indicando per Praetera dicit ciascuna il grado e il tipo Quod Scriptra (quae voctur) tradtur quadrifaram Quae videntur esse alina 1 Quae ... videntur esse alina = proposizione

reggente enunciativa coordinata al precedente periodo per nesso relativo

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ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Quae quidem quator a quator praedictis videntur esse alina omnno

Predicato (verbale o nominale)

Soggetto

Complementi diretti (oggetto o predicativo)

Connettori

Quidem videntur esse alina omnno= Quae quator (con attributo) predicato nominale (con verbo modale) (i due avverbi sono inseriti qui perch, come a volte capita con gli avverbi, vanno a aggiungere sfumature di significato al predicato senza costituire un complemento a s)

Complementi indiretti
A quator praedictis = complemento di separazione (con attributo)

Complementi indiretti

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Undicesima Lezione

ANALISI DELLA PAROLA: Quae quidem quator a quator praedictis videntur esse alina omnno
Parte del discorso (sostantivo, verbo, aggettivo, pronome, avverbio, congiunzione, preposizione, esclamazione) Paradigma e diatesi (verbi) Declinazione (sostantivi) Classe (aggettivi) Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) Complemento (preposizioni) Modo (verbi) Caso (sostantivi, aggettivi e pronomi) Concordanza (aggettivi, pronomi) Tempo (verbi) Genere (sostantivi, aggettivi e pronomi)

Roma 2013

Parola

Persona (verbi) Numero (verbi , sostantivi, aggettivi e pronomi)

Quae Quidem Quator A Quator Praedictis

pronome relativo avverbio aggettivo numerale cardinale preposizione pronome numerale cardinale verbo con funzione di aggettivo

qui, quae, quod rafforzativo indeclinabile a + ablativo = complemento di separazione indeclinabile

nominativo, concordato a senso con secundum historam,

neutro

plurale

concordato con quae

Videntur Esse Alina Omnno

praedco, is, dxi, dictum, re, transitivo passivo, III coniugazione, I classe verbo modale vidor, ris, visus sum, ri, II coniugazione, deponente verbo copulativo sum, es, fui, esse, difettivo, atematico, suppletivo, coniugazione propria aggettivo qualificativo alinus, a, um, I classe avverbio rafforzativo

come quae, concordato a senso con secundum historam, participio, ablativo, concordato con quator indicativo infinito

passato, neutro

plurale

presente presente

III plurale

nominativo, concordato con quae

neutro

plurale

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Roma 2013

Dodicesima Lezione
In questa Lezione impareremo: luso del congiuntivo nelle proposizioni reggenti e in quelle subordinate a compilare le tre schede, di analisi del periodo, della proposizione e della parola, di Non igtur convenens e di Praetera preater a apprezzare alcuni rilievi etimologici

Ecco lultimo periodo del secondo capoverso:

Non igtur convenens vidtur quod edem littra Sacrae Scriptrae secundum quator sensus praedictos expontur.

A seguire, come al solito, la traduzione interlineare con la costruzione italiana: Non vidtur igtur convenens quod edem littra

Non sembra dunque conveniente che la medesima lettera

Sacrae Scriptrae expontur secundum quator sensus praedictos. della Sacra Scrittura sia esposta secondo i quattro sensi detti prima.

Cominciamo dall'analisi del periodo. Troviamo due congiunzioni: igtur, coordinativa conclusiva, analisi del periodo

e quod, subordinativa dichiarativa; nessun pronome relativo; due predicati: non convenens vidtur e expontur. Abbiamo quindi due proposizioni:

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Dodicesima Lezione

Roma 2013

non igtur convenens vidtur e quod expontur. Poich quod introduce necessariamente una subordinata, la reggente deve essere non igtur convenens vidtur, enunciativa coordinata al periodo precedente in forma conclusiva: in effetti, qui Tommaso trae le conclusioni rispetto a quanto argomentato nei due periodi precedenti. Quod expontur invece una proposizione complementare diretta di primo grado soggettiva, in quanto svolge la funzione di soggetto del verbo impersonale, predicato della reggente, vidtur, proprio come abbiamo visto accadere nel primo periodo del primo capoverso dellarticlus dellAquinate. L'analisi del periodo cos gi completata. Tuttavia opportuno domandarsi come mai nella proposizione complementare il predicato, expontur, sia al congiuntivo. Come gi spiegammo, il congiuntivo il modo verbale al quale si ricorre congiuntivo e indicativo per esprimere il carattere eventuale, possibile, ipotetico del predicato, di contro all'indicativo, che notoriamente il modo dell'oggettivit, della realt, dei dati di fatto; per questo, indicativo e congiuntivo sono detti rispettivamente anche modi dell'oggettivit e della soggettivit. Pi nello specifico, il congiuntivo, se uso del congiuntivo nelle reggenti utilizzato nelle proposizioni reggenti, pu assumere uno dei seguenti significati:

1) esortativo: esprime un comando, un'esortazione; una sorta di imperativo attenuato (per esempio, i tre congiuntivi nella prima parte del Pater: sanctifictur advenat fiat) 2) ottativo: esprime un desiderio o un rimpianto (optre significa desiderare, augurare; per esempio, sempre nel Pater, i medesimi tre

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congiuntivi possono essere interpretati anche come ottativi: voglia il cielo che sia santificato il tuo nome ) 3) concessivo: indica un'ammissione, una concessione appunto (per esempio: dicat ita Thomas, ammettiamo pure che Tommaso dica cos) 4) dubitativo: esprime un dubbio, un'incertezza in forma interrogativa (in italiano reso con il verbo modale dovere: per esempio, legam librum?, dovrei leggere il libro?) 5) potenziale: indica un'eventualit, una possibilit (il soggetto di solito un pronome indefinito o il cosiddetto tu generico; in italiano reso con il verbo modale potere: per esempio, legres librum, avresti potuto leggere il libro) 6) suppositivo: esprime un'ipotesi, una supposizione (in italiano reso con il modo condizionale, che in latino non esiste: per esempio, legres pulcherrmum librum, avresti letto un libro bellissimo). Nelle proposizioni subordinate invece, come avevamo avuto gi modo di rilevare, si danno tre casi nei quali in latino si ricorre al congiuntivo: 1) quando un fatto presentato come eventuale: il cosiddetto congiuntivo eventuale; il caso del periodo che stiamo analizzando: che la medesima lettera della Scrittura venga spiegata in quattro sensi diversi solo una possibilit, un'ipotesi, non la constatazione di un accadimento 2) quando quanto affermato solo un punto di vista personale, uso del congiuntivo nelle subordinate

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dell'autore o di altri: il cosiddetto congiuntivo obliquo (qui con obliquo

Dodicesima Lezione

Roma 2013

si intende il fatto che non si sta enunciando direttamente e rettamente un evento); per esempio: Laudat Augustnum Thomas quod dixrit verum, Tommaso loda Agostino perch avrebbe detto il vero (che Agostino abbia detto il vero solo l'opinione di Tommaso) 3) quando la proposizione subordinata dipende da un'altra

proposizione il cui predicato sia al modo congiuntivo o infinito: la cosiddetta attrazione modale; in questo caso evidentemente il ricorso al congiuntivo non ha una valenza semantica, ma solo una

giustificazione sintattica: per esempio, ego dico quod liber qui legi pulcher est, io dico che il libro che ho letto bello; ma ego dico librum qui legrim pulchrum esse: la proposizione relativa vuole il congiuntivo, qui legrim, in quanto retta dalla proposizione oggettiva con il predicato all'infinito, pulchrum esse. Passiamo allanalisi delle due proposizioni. La prima presto fatta: il soggetto non c', perch il verbo impersonale, o meglio, la funzione del analisi delle proposizioni soggetto svolta dall'intera proposizione seguente; vidtur convenens un predicato nominale: alla luce di quanto sostenuto nella scorsa Lezione a proposito della costruzione del verbo vidor, infatti, consideriamo vidtur un verbo modale e convenens la parte nominale, con la copula esse sottintesa (si noti che convenens qui sicuramente un neutro, come sempre quando si ha a che fare con il nome di un predicato nominale impersonale). La seconda proposizione pi lunga, ma presenta ancora minori difficolt: expontur il predicato verbale; edem littra il soggetto e Sacrae Scriptrae il complemento di specificazione del soggetto; il complemento oggetto non pu

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esserci, in quanto il verbo passivo; l'unico complemento indiretto secundum quator sensus praedictos: il complemento di modo (o di limitazione) gi incontrato in questo secondo capoverso, reso con secundum + laccusativo. Anche l'analisi della parola dovrebbe risultare scorrevole. Oltre alle due congiunzioni gi analizzate in sede di analisi del periodo, igtur e quod, incontriamo l'avverbio di analisi della parola

negazione non e la preposizione secundum. Come gi rilevato, il verbo expontur al congiuntivo presente, caratterizzato dalla vocale tematica a (si tratta infatti di un verbo appartenente alla terza coniugazione). Troviamo anche l'aggettivo determinativo edem, al nominativo femminile singolare (sarebbe potuto essere anche un ablativo femminile singolare, con la a lunga, o un nominativo o accusativo neutro plurale: sempre utile esercitarsi domandandosi quali casi un determinato vocabolo potrebbe essere), laggettivo numerale cardinale indeclinabile quator e il participio passivo con valore di aggettivo qualificativo praedictos, allaccusativo maschile plurale, concordato con sensus, sostantivo della quarta declinazione, che qui accusativo plurale, ma che di per s sarebbe potuto essere anche nominativo, genitivo e vocativo singolare, o nominativo e vocativo plurale. Convenens infine un participio attivo, anchesso con valore di aggettivo qualificativo: come tutti i participi attivi, si declina secondo il modello degli aggettivi di seconda classe a una sola uscita; qui nominativo singolare, neutro perch, come gi osservato, il predicato nominale impersonale (anche se convenens di per s sarebbe potuto essere anche maschile o

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femminile).

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Poich si tratta di un periodo breve e facile, possiamo leggere e analizzare anche il terzo capoverso:

Praetera, praeter praedictos sensus, inventur sensus parabolcus, qui inter illos sensus quator non contintur.

Ecco la traduzione interlineare, con costruzione italiana:

Praetera, praeter sensus praedictos, inventur sensus parabolcus, Inoltre, oltre ai sensi detti sopra, si trova il senso parabolico,

qui non contintur che non contenuto

inter illos quator sensus. tra quei quattro sensi.

Un secondo praetera introduce una terza argomentazione a favore della medesima tesi finora sostenuta. La nuova argomentazione elementare, del tutto analoga alla precedente: se ai quattro termini indicati da Agostino aggiungiamo quelli enunciati da Tommaso all'inizio dell'articolo ed ora anche quest'ultimo, arriviamo a contare non quattro, bens sette possibili sensi in una sola lettera della Scrittura, ovvero historcus vel littralis, allegorcus, tropologcus sive morlis, anagogcus, aetiologcus e analogcus, e

parabolcus, il che contraddice manifestatamente la dottrina dei quattro sensi della Sacra Scrittura. I predicati verbali sono due, inventur e non contintur; il pronome relativo uno, qui, riferito a sensus parabolcus; analisi del periodo una la congiunzione, praetera, coordinativa

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copulativa. Abbiamo pertanto due proposizioni: unattributiva di primo grado, qui non contintur, e una reggente enunciativa, coordinata al periodo precedente in forma copulativa, praetera inventur. Il soggetto della proposizione relativa proprio il pronome relativo qui; non vi sono complementi oggetti, perch il verbo passivo; c' un solo complemento indiretto: il analisi delle proposizioni

complemento di stato in luogo inter illos sensus quator, reso con inter + laccusativo. Il soggetto della proposizione reggente sensus parabolcus; neanche in questo caso possibile incontrare un complemento oggetto, perch il verbo passivo; l'unico complemento indiretto praeter praedictos sensus, che potremmo denominare complemento di eccedenza. A proposito dell'analisi della parola, non c' nulla di significativo da rilevare; come al solito, rimandiamo alla scheda a fine Lezione per un'analisi puntuale parola per parola. Concludiamo invece con alcuni rilievi etimologici. Convenens composto del prefisso cum + venre, venire insieme, quindi in senso figurato anche giungere allo stesso risultato, concordare: convenens pertanto ci su cui alcuni rilievi etimologici

tutti si trovano d'accordo. Exponre composto invece dal prefisso ex + ponre, porre fuori, quindi in senso traslato, in relazione a ci che si pensa, esporre, esprimere. Praeter una preposizione che pu significare sia eccetto che sia oltre che, formata dal prefisso prae, davanti a: curioso che il valore locativo del prefisso, davanti a, possa far assumere appunto alla medesima preposizione due significati opposti, ovvero quello di

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esclusione, eccetto che, e quello di eccedenza, come nel nostro testo, oltre

Dodicesima Lezione

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che. Come gi rilevato, la congiunzione praetera era evidentemente un originario complemento di eccedenza, praeter ea, oltre a quelle cose, poi irrigiditosi in una congiunzione invariabile110. Inveno un verbo composto dal prefisso in + venre, venire fino a, giungere, quindi per estensione anche trovare, scoprire. Analogamente, contino formato dal prefisso cum + tenre, tenere insieme, quindi anche contenere, abbracciare. Parabolcus invece il calco latino di un aggettivo greco che deriva dal sostantivo parabol, composto di par + bllo, getto, metto accanto, quindi confronto, paragono: la parabola appunto un paragone che attraverso un oggetto noto getta luce su uno ignoto111. Prima di procedere oltre, bene ricordarsi di dedicare del tempo alla lettura a voce alta del testo in originale studiato, da ripetere fino a quando si riesca a leggere capendo e, per cos dire, sentendo in latino quel che si sta proclamando, in modo da raccogliere e gustare i frutti della fatica sopportata. Nella prossima Lezione analizzeremo quindi la presentazione da parte di Tommaso della tesi opposta a quella finora presentata, ovvero il sed est contra.

In italiano la congiunzione inoltre invece il risultato della fusione di due preposizioni, in e oltre; anche in italiano tuttavia troviamo congiunzioni la cui formazione del tutto analoga al praetera latino: per esempio, perci, congiunzione coordinativa esplicativa, deriva dal complemento di causa per ci. 111 Una curiosit: litaliano parola deriva proprio dal latino tardo parabla. Pu costituire infine uno spunto spiritualmente utile ricordare che da un punto di vista etimologico parabllo il contrario di diabllo (il verbo greco da cui deriva il nome diavolo): l'uno infatti significa confrontare, quindi anche mettere insieme, l'altro invece separare, dividere.
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Per verificare il mio apprendimento: Compilare le schede di analisi del periodo, della proposizione e della parola di Non igtur convenens e di Praetera, praeter Distinguere tra congiuntivo esortativo, ottativo, concessivo, dubitativo, potenziale e suppositivo Riconoscere il congiuntivo eventuale, quello obliquo e quello per attrazione modale Perch convenens in convenens vidtur al genere neutro?

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ANALISI DEL PERIODO: Non igtur convenens vidtur quod edem littra Sacrae Scriptrae secundum quator sensus praedictos expontur
Elencare le congiunzioni Elencare pronomi specificandone il tipo relativi (e avverbi) specificando il termine al quale si riferiscono 1 Igtur = congiunzione coordinativa conclusiva 2 Quod = congiunzione subordinativa dichiarativa Elencare i predicati (verbali o nominali) Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la congiunzione, il pronome relativo o lavverbio da cui introdotta e il predicato verbale o nominale che la caratterizza

Non (esse) convenens Non igtur (esse) convenens vidtur vidtur = predicato nominale (con verbo modale) Expontur = predicato verbale Quod ... expontur

Elencare in ordine degradante le proposizioni Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo reggenti, complementari e attributive, Praetera dicit indicando per ciascuna il grado e il tipo Quod Scriptra (quae voctur) tradtur quadrifaram Quae videntur esse alina Non igtur (esse) convenens vidtur 1 Non igtur (esse) convenens vidtur = proposizione reggente enunciativa coordinata al periodo precedente in forma conclusiva 2 Quod ... expontur = proposizione complementare diretta soggettiva I grado Quod ... expontur

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ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Non igtur convenens vidtur quod edem littra Sacrae Scriptrae secundum quator sensus praedictos expontur

Predicato (verbale o nominale)


Non (esse) convenens vidtur = predicato nominale (con verbo modale e con copula sottintesa)

Soggetto
(Il verbo impersonale)

Complementi diretti (oggetto o predicativo)

Connettori
Igtur = coordinativo conclusivo

Expontur = predicato verbale

Edem littra (con attributo)

Quod = subordinativo dichiarativo

Complementi indiretti
Sacrae Scriptrae = complemento di specificazione del soggetto (con attributo)

Complementi indiretti
Secundum quator sensus praedictos = complemento di modo (o di limitazione, con due attributi)

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Dodicesima Lezione
Roma 2013

ANALISI DELLA PAROLA: Non igtur convenens vidtur quod edem littra Sacrae Scriptrae secundum quator sensus praedictos expontur

Parola

Parte del discorso (sostantivo, verbo, aggettivo, pronome, avverbio, congiunzione, preposizione, esclamazione)

Paradigma e diatesi (verbi) Declinazione (sostantivi) Classe (aggettivi) Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) Complemento (preposizioni)

Modo (verbi) Caso (sostantivi, aggettivi e pronomi) Concordanza (aggettivi, pronomi)

Tempo (verbi) Genere (sostantivi, aggettivi e pronomi)

Persona (verbi) Numero (verbi , sostantivi, aggettivi e pronomi)

Non Igtur Convenens Vidtur Quod Edem Littra Sacrae Scriptrae Secundum Quator

avverbio congiunzione verbo con funzione di aggettivo verbo fraseologico congiunzione aggettivo determinativo sostantivo aggettivo qualificativo sostantivo preposizione

di negazione coordinativa conclusiva convno, is, vni, ventum, re, intransitivo, IV coniugazione, II classe a 1 uscita vidor, ris, visus sum, ri, deponente, II coniugazione subordinativa dichiarativa idem, edem, idem littra, ae, I declinazione sacer, sacra, sacrum, I classe scriptra, ae, I declinazione secundum + accusativo = complemento di modo (o di limitazione) indeclinabile participio, nominativo (neutro e presente, neutro non concordato, perch il verbo impersonale) indicativo presente singolare

III singolare

nominativo, concordato con littra nominativo genitivo, concordato con Scriptrae genitivo

femminile femminile femminile femminile

singolare singolare singolare singolare

aggettivo numerale cardinale

concordato con sensus

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Sensus Praedictos Expontur

sostantivo verbo con funzione di aggettivo verbo predicativo

sensus, us, IV declinazione praedco, is, dxi, dictum, re, transitivo passivo, III coniugazione, I classe expno, is, posi, postum, re, transitivo passivo, III coniugazione

accusativo maschile participio, accusativo (concordato perfetto, maschile con sensus) congiuntivo presente

plurale plurale

III singolare

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Dodicesima Lezione
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ANALISI DEL PERIODO: Praetera, praeter praedictos sensus, inventur sensus parabolcus, qui inter illos sensus quator non contintur
Elencare le congiunzioni specificandone il tipo 1 Praetera = congiunzione coordinativa copulativa 2 Elencare pronomi relativi (e avverbi) specificando il termine al quale si riferiscono Qui (riferito a sensus parabolcus) Elencare i predicati (verbali o nominali) Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la congiunzione, il pronome relativo o lavverbio da cui introdotta e il predicato verbale o nominale che la caratterizza

Inventur (predicato Praetera ... inventur verbale) Non contintur (predicato verbale) Qui ... non contintur

Elencare in ordine degradante le proposizioni Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo reggenti, complementari e attributive, indicando per ciascuna il grado e il tipo 1 Praetera ... inventur = proposizione reggente enunciativa coordinata al periodo precedente in forma Praetera inventur sensus parabolcus (qui non contintur) copulativa 2 Qui ... non contintur = proposizione attributiva di I grado

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ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Praetera, praeter praedictos sensus, inventur sensus parabolcus, qui inter illos sensus quator non contintur

Predicato (verbale o nominale)


Inventur (predicato verbale)

Soggetto
Sensus parabolcus (con un attributo)

Complementi diretti (oggetto o predicativo)

Connettori
Praetera = coordinativo copulativo

Non contintur (predicato verbale)

Qui (riferito a sensus parabolcus)

Complementi indiretti
Praeter praedictos sensus = complemento di eccedenza (con un attributo)

Complementi indiretti
Inter illos sensus quator = complemento di stato in luogo (con due attributi)

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ANALISI DELLA PAROLA: Praetera, praeter praedictos sensus, inventur sensus parabolcus, qui inter illos sensus quator non contintur
Parte del discorso (sostantivo, verbo, aggettivo, pronome, avverbio, congiunzione, preposizione, esclamazione) Paradigma e diatesi (verbi) Declinazione (sostantivi) Classe (aggettivi) Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) Complemento (preposizioni) Modo (verbi) Caso (sostantivi, aggettivi e pronomi) Concordanza (aggettivi, pronomi) Tempo (verbi) Genere (sostantivi, aggettivi e pronomi) Persona (verbi) Numero (verbi , sostantivi, aggettivi e pronomi)

Parola

Praetera Praeter Praedictos

congiunzione preposizione verbo con funzione di aggettivo sostantivo verbo predicativo

coordinativa copulativa praeter + accusativo = complemento di eccedenza praedco, is, dxi, dictum, re, transitivo passivo, III coniugazione, I classe sensus, us, IV declinazione participio, concordato con sensus, accusativo accusativo perfetto, maschile plurale

Sensus Inventur

maschile presente

plurale III singolare

Sensus Parabolcus Qui Inter Illos

sostantivo

invno, is, invni, inventum, re, indicativo transitivo passivo, III coniugazione sensus, us, IV declinazione nominativo concordato con sensus, nominativo riferito a sensus parabolcus, nominativo

maschile maschile maschile

singolare singolare singolare

aggettivo qualificativo parabolcus, a, um, I classe pronome relativo preposizione qui, quae, quod inter + accusativo = complemento di stato in luogo

aggettivo dimostrativo ille, illa, illud

concordato con sensus, accusativo

maschile

plurale

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Sensus Quator Non Contintur

sostantivo aggettivo numerale cardinale avverbio verbo predicativo

sensus, us, IV declinazione indeclinabile di negazione contno112, es, contini, contentum, re, transitivo passivo, II coniugazione

accusativo concordato con sensus

maschile

plurale

indicativo

presente

III singolare

206

Qui, come gi per invno e convno, viene trascritta la quantit anche della terzultima sillaba, per indicare quale sia la pronuncia corretta della seconda persona singolare, contnes.
112

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In questa Lezione impareremo: a discernere i tre valori che pu assumere lablativo semplice: strumentale, causale e modale a usare la congiunzione dum a riconoscere il participio con funzione nominale a compilare le tre schede, di analisi del periodo, della proposizione e della parola, di Sed est contra e di Sacra Scriptra omnes a apprezzare alcuni rilievi etimologici

Il quarto capoverso dellarticlus decmus recita:

Sed est contra quod dicit Gregorus: Sacra Scriptra omnes scientas ipso locutinis suae more transcendit: quia uno eodemque sermne, dum narrat gestum, prodit mysterum113.

Ecco la traduzione interlineare con costruzione italiana:

Sed est

contra

quod dicit Gregorus:

Ma sta in modo contrario ci che dice Gregorio:

Sacra Scriptra transcendit omnes scientas La Sacra Scrittura oltrepassa tutte le scienze

113

Gregorus Magnus, Morala in Iob, 20,1.

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more

ipso

suae locutinis:

per il modo stesso del suo parlare:

quia

uno

eodemque sermne,

poich con un unico e medesimo discorso,

dum narrat gestum,

prodit

mysterum.

mentre narra un fatto, introduce un mistero.

Gli articoli della Summa seguono sempre lo stesso schema, debitore del metodo con il quale nelle universit del tempo i professori trattavano gli argomenti nelle loro lezioni, metodo esemplarmente sintetizzato nel titolo dellopera di Abelardo, Sic et non (il titolo fa riferimento al fatto che a ogni domanda possibile rispondere positivamente o negativamente). Rispetto a una determinata questione, l'Aquinate presenta dapprima una serie di argomentazioni a favore di una tesi (sic), poi altre a favore dellasserzione opposta (non); solitamente, ma non una regola osservata rigidamente, la tesi esposta per prima quella osteggiata da Tommaso, che abbraccia la seconda o propone una terza soluzione. La prima posizione introdotta dalla formula vidtur quod; eventuali altre argomentazioni a favore della medesima tesi sono presentate con la formula praetera. La seconda posizione quindi annunciata dall'espressione sed est contra: cos inizia appunto il nostro nuovo vidtur quod praetera sed est contra

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capoverso.

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Dopo aver dunque raccolto tre argomenti a sostegno della tesi secondo cui non sarebbe possibile attribuire a una medesima lettera della Sacra Scrittura molteplici significati, Tommaso passa ora a addurre

unargomentazione a favore dellassunto opposto, secondo il quale sarebbe invece possibile che una sola lettera nella Sacra Scrittura abbia pi sensi. L'argomento uno e molto breve, basato sulla sola autorit di Gregorio Magno. Ci si spiega con il fatto che la tesi quella abbracciata dallo stesso dottor Angelico, che avr pertanto modo di argomentarla ampiamente nella terza parte dell'articolo, nella quale l'autore espone la soluzione alla questione che egli stesso propone. Cominciamo dunque con l'analisi del periodo di questo quarto capoverso analisi del periodo dell'articlus decmus. Per comodit,

possiamo dapprima considerare solo il breve testo con

il quale Tommaso introduce la citazione di Gregorio: la citazione stessa infatti costituisce senz'altro un periodo a s stante. Troviamo una congiunzione, sed, coordinativa avversativa, un pronome relativo, quod, e due predicati, est e dicit. Abbiamo pertanto due proposizioni, luna introdotta dalla congiunzione e l'altra dal pronome relativo. Prima di procedere, tuttavia, dobbiamo risolvere due quesiti: est copula, ausiliare o predicato verbale? Quod a cosa si riferisce? Iniziamo da est. Sicuramente non ausiliare: non seguito infatti da est contra alcun participio. Piuttosto accompagnato dall'avverbio di modo contra: tradotto letteralmente, in modo contrario. Un'autorit italiana nel campo quale Vittorio Tantucci,

considererebbe senz'altro est contra un predicato nominale: egli infatti

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ritiene che il nome del predicato pu essere formato da qualsiasi parte del discorso usata in funzione di sostantivo114, compreso un avverbio, e aggiunge un esempio, La vita cos, del tutto analogo al nostro est contra. Ora, per, a mio avviso, proprio il valore modale di contra fa s che est qui si comprenda meglio come predicato verbale, con il significato di stare: sta in modo contrario. Del resto, lo stesso Tantucci riconosce che il verbo essere ha valore predicativo quando sia usato con il significato di esistere, stare, risiedere, appartenere, ecc.115. A cosa si riferisce invece il pronome relativo quod? Nella traduzione italiana, che evidentemente collegato al pronome dimostrativo ci. La difficolt risiede nel fatto che nel testo latino il pronome dimostrativo assente. In effetti, quod si riferisce a una pronome neutro, id o hoc, sottinteso. Si tratta di una situazione frequente in latino. Come abbiamo gi avuto modo di rilevare, il pronome relativo in questa lingua sintatticamente molto pi forte che nelle lingue moderne. Ci comporta, tra l'altro, che spesso il pronome neutro al quale allude sottinteso, in quanto , per cos dire, assorbito dal pronome relativo stesso, cosicch quando si legge quod dicit Gregorus naturale comprendere ci che dice Gregorio116. A questo punto l'analisi del periodo dovrebbe risultare agevole: sed est contra la proposizione reggente enunciativa coordinata al periodo precedente in forma avversativa; quod dicit lattributiva di primo grado. Anche l'analisi delle proposizioni di fatto gi stata svolta: un pronome quod

210

V. Tantucci, Analisi logica op. cit., p.14. V. Tantucci, Analisi logica op. cit., nota 1 a p.13. 116 In questo senso, il pronome relativo latino quod assomiglia un po' al pronome doppio italiano chi: quod sta per ci che cos come chi sta per colui che.
114 115

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neutro, id o hoc, il soggetto sottinteso del predicato verbale est, che regge il complemento di modo contra; a quel soggetto si riferisce il pronome analisi delle proposizioni relativo quod, che il complemento oggetto di dicit, il cui soggetto ovviamente Gregorus.

Anche l'analisi della parola non dovrebbe presentare alcuna difficolt; rimandiamo perci all'apposita scheda compilata a fine Lezione. Veniamo piuttosto a analizzare la citazione di Gregorio Magno. Troviamo tre predicati verbali, transcendit, narrat e analisi del periodo prodit, e due congiunzioni, entrambe subordinative,

luna causale, quia, l'altra temporale, dum. Abbiamo pertanto la proposizione reggente enunciativa, transcendit, una complementare indiretta causale, quia prodit, di primo grado perch subordinata direttamente alla reggente, e una complementare indiretta temporale, dum narrat, di secondo grado perch subordinata alla proposizione di primo grado. Prima di procedere oltre, vale la pena soffermarsi brevemente sull'uso della congiunzione dum in latino. Essa pu avere tre uso di dum significati:

1) come nel nostro caso, pu esprimere un rapporto di contemporaneit rispetto a unaltra proposizione (nel nostro testo, nei confronti di quia prodit, alla quale dum narrat infatti subordinata, tant che luna di primo grado e laltra di secondo grado: mentre, nello stesso tempo in cui narra un fatto, introduce un mistero): vuole allora il verbo all'indicativo presente e in italiano si traduce con mentre, nello stesso tempo in cui

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2) pu significare una relazione di simultaneit di durata rispetto a un'altra proposizione (finch, per tutto il tempo durante il quale studia, ascolta la musica): richiede che il predicato sia coniugato a un tempo qualsiasi dell'indicativo e in italiano si traduce con finch, per tutto il tempo che 3) pu rendere un legame di successione rispetto a un'altra

proposizione (finch non, fino al momento in cui non cominci a studiare, ascolta la musica): il verbo pu trovarsi sia all'indicativo sia al congiuntivo, a seconda che il rapporto di successione sia pensato come oggettivo o solamente eventuale, e in italiano si traduce con finch, finch non117, fino al momento in cui. Veniamo all'analisi delle proposizioni. Transcendit il predicato verbale, Sacra Scriptra il soggetto e omnes scientas il complemento oggetto. Ipso more invece un ablativo semplice, non preceduto cio da alcuna preposizione: quale complemento traduce? In latino l'ablativo semplice pu avere tre valori differenti: 1) strumentale: complemento traduce di mezzo il o ablativo semplice: con valore strumentale analisi delle proposizioni

strumento (solo per se si tratta di un animale o di una cosa; se invece una persona, si traduce con per + laccusativo)

212

Si noti come in italiano la congiunzione finch esprima un rapporto di simultaneit, se invece seguita da una negazione, finch non, uno di successione; il non tuttavia pleonastico, ossia pu essere anche omesso.
117

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2) modale: traduce il complemento di modo, se esso accompagnato da un aggettivo (tuttavia in tal caso pu trovarsi anche il cum frapposto tra sostantivo e aggettivo: ad esempio, magna cum laude; se invece il complemento di modo costituito solo dal nome, allora reso sempre con cum + lablativo) 3) causale: traduce il complemento di causa, qualora si tratti di una causa interna (come nel nostro caso: il motivo per cui la Sacra Scrittura supera tutte le scienze interno alla causale modale

Sacra Scrittura stessa); se invece la causa esterna (per esempio: Non sono pi uscito a causa della pioggia), il complemento si traduce con ob o propter + laccusativo (nellesempio precedente: propter imbrem). Il nostro ipso more, da un punto di vista sintattico, pu essere un ablativo sia strumentale, perch certo il modo non ipso more

una persona, sia modale, poich il complemento accompagnato dallattributo ipso, sia causale, dal momento che, come gi rilevato, la causa senz'altro interna. Anche guardando al significato della proposizione, tutti e tre i valori sono accettabili: il modo di esprimersi, la qualit letteraria del testo biblico la causa per la quale, il modo con cui e, sebbene forse con un'interpretazione un po' forzata, lo strumento per mezzo del quale la Sacra Scrittura supera tutte le altre scienze; ci nondimeno, tenendo conto che mos, moris significa appunto modo, solitamente l'ablativo more viene considerato un ablativo modale. Anche la seconda proposizione presenta una costruzione diretta, strutturata cio con soggetto predicato complemento oggetto: prodit

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il predicato verbale, Sacra Scriptra il soggetto sottinteso e mysterum il complemento nuovamente oggetto. un Troviamo semplice, inoltre uno uno eodemque sermne

ablativo

eodemque sermne. Anche in questo caso, sintatticamente esso pu assumere tutti e tre i valori sopra elencati: strumentale perch il discorso non una persona, modale perch il complemento accompagnato da uno, anzi da due aggettivi, uno e edem, causale perch il sermo la Scrittura stessa. Tuttavia, da un punto di vista semantico, questa volta risulta evidente che l'ablativo qui ha un valore solo strumentale: infatti l'unico e medesimo discorso rappresenta il mezzo attraverso cui la Scrittura introduce nel mistero, non certo la causa per la quale o il modo con cui lo fa. Anche la terza proposizione ha una costruzione diretta: narrat il predicato verbale, Sacra Scriptra il soggetto sottinteso e gestum il complemento oggetto. Occorre tuttavia spendere poche parole proprio su gestum: ci ci permette inoltre di passare all'analisi della parola. Morfologicamente, gestum un participio passato, dal verbo gero, is, gessi, gestum, re, che significa tra l'altro anche condurre a termine, compiere; nel latino classico nota l'espressione res gestae, che indica le imprese militari, alla lettera le cose participio nominale

compiute. Ora, il participio, in latino come anche in italiano, pu avere valore verbale o nominale. Il participio verbale lo studieremo in seguito. Nominale invece viene detto il participio che svolga la funzione di sostantivo o aggettivo; nel nostro caso, gestum un vero e proprio sostantivo: significa ci che stato compiuto, quindi semplicemente un fatto, un evento, un

214

accadimento. Del resto, lo stesso sostantivo italiano fatto il participio

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passato del verbo fare, usato cos spesso nella nostra lingua con valore di sostantivo da essere sentito come un nome a tutti gli effetti. Proseguiamo con l'analisi della parola, analisi della parola e alcuni rilievi etimologici arricchendola anche con alcuni rilievi

etimologici. Omnes aggettivo indefinito

di seconda classe a due uscite; potrebbe essere nominativo e accusativo maschile e femminile plurale; qui accusativo plurale femminile, perch concordato con scientas. Il sostantivo scienta deriva dal verbo scio, is, vi, tum, re, sapere; per la precisione, si tratta della sostantivazione del participio attivo sciens, entis: in latino pertanto scienta il scienta sapere in quanto attivo, indica cio latto stesso del conoscere

e non un deposito statico di conoscenze, come pure potrebbe dare a pensare il nome scienza nelle lingue moderne. Ipso locutinis suae more sono due complementi disposti a chiasmo: ipso infatti concordato con more e locutinis con suae118. Ipso laggettivo determinativo ipse, a, um: potrebbe essere dativo e ablativo singolare maschile o neutro; qui ablativo maschile in quanto concordato con more. More lablativo singolare del sostantivo etica e morale maschile di terza declinazione mos, moris: significa costume, modo di comportarsi proprio del singolo o

Il chiasmo una figura retorica nella quale i quattro termini di due coppie sono disposti in modo da formare una x (simbolo che nellalfabeto greco corrisponde alla lettera chi, da cui il nome chiasmo): A (ipso) B (locutinis) B (suae) A (more).
118

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della societ; da questo nome deriva il termine filosofico morale, cos come dallequivalente greco thos viene etica119. Il sostantivo locuto, nis deriva dal verbo deponente loquor, ris, loctus sum, loqui, parlare. Suae sarebbe potuto essere genitivo e dativo femminile singolare, oppure nominativo femminile plurale; qui genitivo singolare concordato con il femminile locutinis. aggettivo possessivo di terza persona, omofono dellitaliano suo. Come abbiamo gi avuto modo di rilevare nella nona Lezione, per, a differenza dellitaliano suo, suus, a, um pu essere usato solo quando abbia valore riflessivo120, quando cio si riferisca al soggetto della proposizione alla quale appartiene; qualora invece si riferisca a un termine diverso dal soggetto, al posto di suus, a, um si ricorre al genitivo singolare eius, eius, eius o plurale erum, erum, erum del pronome determinativo is, ea, id. In italiano dunque diciamo comunque del suo modo di parlare; in latino invece abbiamo, nel nostro testo, suae locutinis in quanto suae si riferisce al soggetto Scriptra; se per Scriptra non fosse stato il soggetto della proposizione, allora anzich suae lucutionis avremmo avuto eius locutinis, alla lettera, in italiano, del modo di parlare di lei, di essa, della Scrittura appunto. Transcendit lindicativo presente del verbo transcendo, is, scendi, scensum, re: curioso che in italiano significhi non scendere, ma al contrario oltrepassare, superare, in quanto composto di trans, aldil + scando, is, scandi, scansum, re, che significa appunto salire e non
Si tratta di due termini spesso usati come sinonimi. In filosofia, Hegel per tutti distinse tra morale, in riferimento al modo di comportarsi del singolo individuo, e etica, in relazione alle norme di comportamento sociali storicamente determinate. 120 Inoltre suus, a, um aggettivo possessivo di terza persona sia singolare che plurale, mentre in italiano la terza persona plurale loro e non suo.
119

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scendere121. Litaliano scendere viene invece, per aferesi122, dal verbo discendere, in latino descendre, da de + scando, salire, muoversi gi da. In eodemque troviamo la congiunzione enclitica123 que, che incontrammo gi al termine del primo capoverso: uno eodemque sta quindi per uno et eodem. Infine degne di nota sono le etimologie di tre vocaboli: sermne, prodit e mysterum. Sermo, nis sostantivo che viene sermone dal verbo sero, is, seri, sertum, re, intrecciare: il sermone,

o discorso, appunto larte di intrecciare bene le proposizioni tra di loro, cos da formare un bel tessuto di parole. Prodit il presente indicativo del verbo prodo, is, proddi, dtum, re, composto di pro + dare124: alla lettera dare davanti, porgere, quindi emettere, produrre, ma anche, come nel nostro testo, esporre, tramandare125. Mysterum infine il calco mistero latino del greco mystrion: letimologia greca incerta; la pi

probabile lo collega al verbo mo, chiudere, serrare, strizzare, detto in particolare degli occhi: il mistero allude infatti a quella divina realt per vedere la quale occorre uno sforzo supplementare della vista, per mettere a fuoco la quale cio necessario strizzare gli occhi, come sono soliti fare i

Come avviene spesso nei vocaboli composti, la vocale radicale del verbo subisce un apofonia, (che unalternanza di vocale o di quantit vocalica in parole derivate dalla stessa radice), cosicch trans-scando diventa trans-scendo. 122 Aferesi, dal greco aphiresis, sottrazione, indica la caduta di un suono o di un gruppo di suoni allinizio di una parola. 123 Ricordiamo che enclitica (dal greco enclno, inclinarsi sopra, quindi appoggiarsi) detta una parola atona, ovvero priva di accento tonico, che nella pronuncia e nella grafia si appoggia alla parola precedente. 124 Si noti anche in questo caso il fenomeno dellapofonia, per cui prodre diventa prodre. 125 Bella anche letimologia probabile di mandre: dalla locuzione (insieme di due o pi parole che esprime un determinato concetto e costituisce ununit lessicale autonoma) in manus dare, dare nelle mani, affidare.
121

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miopi (miopia viene appunto dal greco mo + ops, ops, strizzare la vista, gli occhi). Nella prossima Lezione cominceremo la lettura e l'analisi della terza parte dell'articlus decmus, nella quale Tommaso, presentando la propria soluzione alla questione disputata, dimostrer perch e in che senso, come affermato gi da Gregorio, la Sacra Scrittura sia interpretabile sempre a due livelli: a livello letterale, come esposizione di un fatto storico, e a livello spirituale, come introduzione al mistero della vita di Dio.

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Per verificare il mio apprendimento: Compilare le schede di analisi del periodo, della proposizione e della parola di Sed est contra e di Sacra Scriptra Qual lo schema seguito dagli articoli della Summa? In che senso il pronome relativo in latino sintatticamente pi forte che nelle lingue moderne? Quali sono i tre significati che pu avere la congiunzione dum? Cosa si intende per ablativo strumentale? Cosa per ablativo modale? Cosa per ablativo causale? Quando il participio detto nominale? Da dove derivano i termini morale e etica? In che senso il sostantivo scienta in latino ha un significato pi dinamico rispetto alitaliano scienza? Qual il significato etimologico del vocabolo latino sermo? Qual la pi probabile etimologia del greco mystrion?

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ANALISI DEL PERIODO: Sed est contra quod dicit Gregorus


Elencare le congiunzioni specificandone il tipo Elencare pronomi relativi (e avverbi) specificando il termine al quale si riferiscono Quod (riferito a un id sottinteso) Elencare i Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la congiunzione, predicati (verbali il pronome relativo o lavverbio da cui introdotta e il predicato o nominali) verbale o nominale che la caratterizza Sed est Quod dicit

1 Sed = congiunzione coordinativa avversativa 2

Est (predicato verbale) Dicit (predicato verbale)

Elencare in ordine degradante le proposizioni Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo reggenti, complementari e attributive, indicando per ciascuna il grado e il tipo 1 Sed est = proposizione reggente enunciativa coordinata al periodo precedente in forma avversativa Sed (id) (quod dicit ) est 2 Quod dicit = proposizione attributiva di I grado

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ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Sed est contra quod dicit Gregorus

Predicato (verbale o nominale)


Est (predicato verbale)

Soggetto
Id (sottinteso) Gregorus

Complementi diretti (oggetto o predicativo)

Connettori
Sed = coordinativo avversativo

Dicit (predicato verbale)

Quod = complemento oggetto

Complementi indiretti
Contra = complemento di modo

Complementi indiretti

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ANALISI DELLA PAROLA: Sed est contra quod dicit Gregorus


Parte del discorso (sostantivo, verbo, aggettivo, pronome, avverbio, congiunzione, preposizione, esclamazione) Paradigma e diatesi (verbi) Declinazione (sostantivi) Classe (aggettivi) Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) Complemento (preposizioni) Modo (verbi) Caso (sostantivi, aggettivi e pronomi) Concordanza (aggettivi, pronomi) Tempo (verbi) Genere (sostantivi, aggettivi e pronomi) Persona (verbi) Numero (verbi , sostantivi, aggettivi e pronomi)

Parola

Sed Est

congiunzione verbo predicativo

coordinativa avversativa sum, es, fui, esse, coniugazione propria, atematico, difettivo, suppletivo di modo qui, quae, quod dico, is, dixi, dictum, re, transitivo attivo, III coniugazione Gregorus, i, II declinazione indicativo presente III singolare

Contra Quod Dicit Gregorus

avverbio pronome relativo verbo predicativo sostantivo

riferito a un id sottinteso, accusativo indicativo nominativo

neutro presente maschile

singolare III singolare singolare

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ANALISI DEL PERIODO: Sacra Scriptra omnes scientas ipso locutinis suae more transcendit: quia uno eodemque sermne, dum narrat gestum, prodit mysterum
Elencare le congiunzioni specificandone il tipo Elencare pronomi relativi (e avverbi) specificando il termine al quale si riferiscono Elencare i predicati (verbali o Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la nominali) congiunzione, il pronome relativo o lavverbio da cui introdotta e il predicato verbale o nominale che la caratterizza Transcendit (predicato verbale) Transcendit

1 Quia = congiunzione subordinativa causale 2 Dum = congiunzione subordinativa temporale 3

Narrat (predicato verbale) Prodit (predicato verbale)

Dum narrat Quia ... prodit

Elencare in ordine degradante le proposizioni Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo reggenti, complementari e attributive, indicando per ciascuna il grado e il tipo 1 Transcendit = proposizione reggente enunciativa Transcendit 2 Quia ... prodit = proposizione complementare indiretta causale di I grado 3 Dum narrat = proposizione complementare indiretta temporale di II grado quia ... prodit dum narrat (il simbolo sta a indicare che tra le due proposizioni complementari sussiste un rapporto di contemporaneit temporale)

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ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Sacra Scriptra omnes scientas ipso locutinis suae more transcendit: quia uno eodemque sermne, dum narrat gestum, prodit mysterum

Predicato (verbale o nominale)


Transcendit (predicato verbale)

Soggetto
Sacra Scriptra (con attributo)

Complementi diretti (oggetto o predicativo)


Omnes scientas = complemento oggetto (con attributo)

Connettori

Narrat (predicato verbale)

Sacra Scriptra (sottinteso) Sacra Scriptra (sottinteso)

Gestum = complemento oggetto Dum = subordinativo temporale

Prodit (predicato verbale)

Mysterum = complemento oggetto

Quia = subordinativo causale

Complementi indiretti
Ipso more = complemento di modo (con attributo) Uno eodemque sermne = complemento di mezzo (con due attributi)

Complementi indiretti
Suae locutinis = complemento di specificazione del complemento di modo (con un attributo)

224

Tredicesima Lezione
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ANALISI DELLA PAROLA: Sacra Scriptra omnes scientas ipso locutinis suae more transcendit: quia uno eodemque sermne, dum narrat gestum, prodit mysterum
Parte del discorso (sostantivo, verbo, aggettivo, pronome, avverbio, congiunzione, preposizione, esclamazione) Paradigma e diatesi (verbi) Declinazione (sostantivi) Classe (aggettivi) Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) Complemento (preposizioni) Modo (verbi) Caso (sostantivi, aggettivi e pronomi) Concordanza (aggettivi, pronomi) Tempo (verbi) Genere (sostantivi, aggettivi e pronomi) Persona (verbi) Numero (verbi , sostantivi, aggettivi e pronomi)

Parola

Sacra Scriptra Omnes Scientas Ipso Locutinis Suae More Transcendit

aggettivo qualificativo sacer, sacra, sacrum, I classe sostantivo aggettivo indefinito sostantivo aggettivo determinativo sostantivo aggettivo possessivo riflessivo sostantivo verbo predicativo scriptra, ae, I declinazione omnis, e, II classe a 2 uscite scienta, ae, I declinazione ipse, ipsa, ipsum locuto, nis, III declinazione in nasale suus, a, um, I classe mos, moris, III declinazione transcendo, is, scendi, scensum, re, transitivo attivo, III coniugazione

concordato con Scriptra, nominativo nominativo concordato con scientas, accusativo accusativo concordato con more, ablativo genitivo concordato con locutinis, genitivo ablativo indicativo

femminile femminile femminile femminile maschile femminile femminile maschile presente

singolare singolare plurale plurale singolare singolare III singolare singolare III singolare

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Quia Uno que Edem Sermne Dum

congiunzione aggettivo numerale cardinale

subordinativa causale unus, a, um, I classe, pronominale concordato con sermne, ablativo maschile singolare

congiunzione enclitica coordinativa copulativa aggettivo determinativo sostantivo congiunzione idem, edem, idem sermo, nis, III declinazione in nasale subordinativa temporale; dum + indicativo presente = rapporto di contemporaneit (mentre, nello stesso tempo in cui) narro, as, vi, tum, re, transitivo attivo, I coniugazione concordato con sermne, ablativo ablativo maschile maschile singolare singolare

Narrat Gestum

verbo predicativo verbo con valore di sostantivo verbo predicativo sostantivo

indicativo

presente passato, neutro

III singolare singolare

Prodit Mysterum

gero, is, gessi, gestum, re, participio, accusativo transitivo passivo, III coniugazione, II declinazione prodo, is, proddi, prodtum, re, indicativo transitivo attivo, III coniugazione mysterum, i, II declinazione accusativo

presente neutro

III singolare singolare

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Quattordicesima Lezione

Roma 2013

Quattordicesima Lezione
In questa Lezione impareremo: a distinguere tra proposizioni relative proprie e improprie a identificare le proposizioni infinitive a riconoscere luso della perifrastica passiva e del dativo dagente a tradurre la proposizione finale con ad + gerundio o gerundivo a discernere tra i diversi significati che pu assumere la congiunzione subordinativa ut ad apprezzare letimologia di alcuni vocaboli e in particolare di auctor

Ecco lincpit del quinto capoverso dellarticlus decmus:


Respondo dicendum quod auctor Sacrae Scriptrae est Deus, in cuius potestte est ut non solum voces ad significandum accommdet (quod etam homo facre potest), sed etam res ipsas.

Il medesimo testo, riscritto con costruzione italianizzata, appena differente:


Respondo dicendum quod auctor Sacrae Scriptrae est Deus, Rispondo che bisogna dire che lautore della Sacra Scrittura Dio,

in cuius potestte est ut non solum accommdet voces nella cui potest che non solo adatti

ad significandum

le parole per significare qualcosa

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( quod

etam homo potest facre), sed etam

res ipsas.

(la qual cosa anche luomo pu fare), ma anche le cose stesse.

Respondeo dicendum quod la formula con la quale nella Summa Tommaso, dopo aver presentato le argomentazioni pro (vidtur quod praetera ) e contro (sed est contra ) una determinata tesi, introduce la Respondo dicendum quod sezione dell'articolo in cui vengono presentate le argomentazioni a favore della soluzione che egli

stesso propone, ovvero, nel nostro caso, quella secondo la quale il medesimo testo della Sacra Scrittura possa avere fino a quattro sensi differenti. Ci soffermeremo in seguito a spiegare il significato della dottrina proposta dall'Aquinate. Per il momento, cominciamo subito con l'analisi del periodo del testo appena trascritto. Le congiunzioni sono tre: la subordinativa dichiarativa quod, unaltra analisi del periodo subordinativa dichiarativa che incontriamo qui per la prima volta, ut, e la coordinativa avversativa

sed. I pronomi relativi sono due: cuius, riferito a Deus, e quod, un neutro in cui riassunto quanto affermato nella proposizione precedente (ovvero la capacit di significare qualcosa attraverso le parole). I predicati sono sei: i nominali dicendum e est Deus e i verbali respondo, est, accommdet e facre potest. Collegando congiunzioni e pronomi relativi ai predicati otteniamo sette proposizioni. Iniziamo dagli accoppiamenti pi manifesti. Anzitutto, i pronomi relativi: cuius con est e quod con facre potest. Quindi le congiunzioni dichiarative: quod con est Deus e ut con accommdet.

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Altre due proposizioni, poste a inizio periodo, sono costituite solamente dai

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predicati: respondo e dicendum. Resta unultima congiunzione, sed, non legata a nessun predicato: essa infatti coordinata in forma avversativa alla precedente ut non solum accommdet, cosicch il predicato accommdet, per non essere ripetuto, rimane sottinteso. La proposizione reggente evidentemente respondo. A essa direttamente subordinata la complementare dicendum: una dichiarativa oggettiva, in quanto costituisce il complemento oggetto di respondo, dicendo che cosa san Tommaso risponde. A sua volta, anche quod est Deus una complementare diretta dichiarativa, questa volta per soggettiva, in quanto il fatto che lautore della Sacra Scrittura sia Dio costituisce il soggetto di dicendum, ovvero ci che deve essere detto. In cuius potestte est la proposizione relativa, subordinata alla dichiarativa soggettiva. Ut non solum accommdet una seconda dichiarativa soggettiva, subordinata questa volta alla relativa: infatti il soggetto di est, poich il fatto di attribuire le parole alle cose per significarle il potere comune a Dio e uomini. Come gi detto, sed etam proposizione ellittica: si contrappone a ut non solum e vi sottinteso il predicato accommdet; nel potere di Dio, argomenta Tommaso, non solo di utilizzare le parole per significare le cose, ma anche di utilizzare le cose stesse per significare altre cose: sed etam quindi una dichiarativa soggettiva coordinata alla precedente soggettiva in forma avversativa (oltre a accommdet vi sottinteso quindi anche un altro ut: nel potere di Dio non solo che , ma anche che ). Unultima proposizione lattributiva quod facre potest, che, come gi detto, si riferisce alla precedente soggettiva, ut non solum , con essa pertanto concordata a senso (a meno che si ipotizzi un pronome dimostrativo,

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id o hoc, sottinteso in quanto assorbito dal relativo quod). Si tratta dunque di un periodo breve, ma composto da ben sette proposizioni, subordinate le une alle altre fino al quinto grado! Alla fine del capitolo, nella scheda di analisi del periodo compilata, viene riportato anche il relativo e complesso diagramma di flusso. Sul senso dellargomentazione dellAquinate, come gi detto, ci soffermeremo nella prossima Lezione. Per il momento, vale la pena piuttosto indugiare su alcune importanti osservazioni sintattiche. Il primo est ha valore copulativo: infatti unito al nome Deus e risponde alla domanda chi lautore della Sacra Scrittura?. Il secondo est al contrario un predicato verbale: non unito n a un sostantivo n a un aggettivo e ha il significato di stare, risiedere (tant che accompagnato dal complemento di stato in luogo in potestte). La seconda proposizione attributiva ha invece un predicato verbale composto da due verbi: ci dovuto al fatto che potest un modale, che aggiunge solo una sfumatura di significato al vero predicato proposizioni relative proprie e improprie verbale, facre. Questa seconda come gi

proposizione

attributiva,

rilevato, costituisce un autentico attributo dellintera proposizione alla quale si riferisce. Nella precedente attributiva invece il pronome relativo concordato con Deus, ma esso stesso un complemento di specificazione del complemento di stato in luogo in potestte, con il quale forma un tuttuno: per questo motivo in cuius potestte est una proposizione relativa che in verit non unattributiva, bens una complementare indiretta locativa. In simili casi, la proposizione relativa viene

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definita impropria, in quanto non unattributiva, ossia una relativa vera e

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propria, ma una complementare indiretta. Per la precisione, oltre che locativa126, la proposizione relativa pu svolgere la funzione di

complementare indiretta 1) finale: La Sacra Scrittura esige uninterpretazione adeguata che (=affinch essa) sia corretta 2) consecutiva: Tommaso costruisce argomentazioni che (= tali che) siano inconfutabili 3) causale: Dio perdona costoro che (= poich) hanno il cuore contrito 4) concessiva: Luomo, che conosce (=sebbene conosca) il bene, compie il male 5) ipotetica: Il filosofo che (= se) avesse letto Tommaso, ne rimarrebbe ammirato 6) temporale: Mi rivolgo a te che (= mentre) leggi. Incontriamo infine due forme verbali caratterizzate dal suffisso -ndproprio del gerundio e del gerundivo: dicendum e significandum. Le considerazioni su questi due vocaboli sono un poco pi complesse. Come si ricorder, il gerundio un verbo con valore di sostantivo, traduce linfinito sostantivato italiano e ha gerundio e gerundivo

Per la verit, anche questa classificazione che stiamo presentando non universalmente condivisa. Ad esempio, Tantucci (Analisi logica, Poseidonia, Bologna 1997, p.203) non fa rientrare le locative tra le relative improprie; non solo, ma trattando delle complementari indirette locative (p.206), distingue tra queste (andremo dove ci sar bisogno di noi) e le attributive introdotte da un avverbio locativo che in realt ha il valore di un pronome relativo che traduce un complemento di luogo (Quarto lo scoglio donde partirono i Mille, con donde = dal quale). A mio avviso, invece, quasi ogni avverbio locativo pu essere sostituito da un pronome relativo: cos, proprio nell'esempio riportato da Tantucci, andremo dove ci sar bisogno di noi sta per andremo nel luogo in cui ci sar bisogno di noi. Ci mi sembra confermare che le relative possano avere anche il valore di locative.
126

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sempre significato attivo: dicendum e significandum andrebbero tradotti allora con il dire e il significare. Il gerundivo invece un verbo con valore di aggettivo, ha sempre significato passivo e in italiano si traduce con linfinito preceduto dalla preposizione da: dicendum e significandum starebbero pertanto per da dirsi e da essere significato. Morfologimante in latino sono due forme verbali identiche: possibile distinguere luna dallaltra solo alla luce del contesto. Nel nostro periodo, entrambi i voca boli hanno la desinenza um, propria o del nominativo neutro singolare o dellaccusativo singolare (il gerundio infatti si declina come un sostantivo di seconda declinazione e il gerundivo come un aggettivo di prima classe). Siccome il gerundio si flette solamente al singolare, manca del nominativo e allaccusativo si usa solo se preceduto dalla preposizione ad (infatti in latino per tradurre il verbo sostantivato con valore di soggetto o complemento oggetto si ricorre allinfinito e non al gerundio), di conseguenza dicendum non pu essere un gerundio. Sar un gerundivo: ma con quale significato? Con quale funzione logica? Incontriamo qui per la prima volta una costruzione molto frequente nella lingua latina: la cosiddetta infinitiva. Finora abbiamo visto le proposizioni infinitive proposizioni complementari dirette,

soggettive o oggettive, tradotte con la congiunzione dichiarativa quod + lindicativo o il congiuntivo: vidtur quod non habat, dicit quod tradtur, non convenens vidtur quod expontur. Anche nel nostro periodo abbiamo quod est Deus e ut non solum accommdet, sed etam . Ora, per, una proposizione

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complementare diretta pu essere espressa anche senza lausilio di alcuna

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congiunzione dichiarativa e con il predicato allinfinito (da qui la denominazione di infinitive); la vera particolarit che il soggetto (e eventualmente anche il nome del predicato nominale) della complementare non va al nominativo, ma allaccusativo: cos si dice che lautore della Sacra Scrittura sia Dio diventer dictur auctrem Sacrae Scriptrae Deum esse (del resto, anche in un italiano un po pi ricercato sarebbe lecito dire: si dice lautore della Sacra Scrittura essere Dio). Dicendum dunque uninfinitiva: infatti sottintesa la copula esse e dicendum gerundivo, ovvero aggettivo, nome del predicato nominale. Respondo dicendum esse alla lettera andrebbe tradotto rispondo essere da dirsi, quindi rispondo che bisogna dire. Il soggetto della complementare diretta non c, perch il predicato impersonale e il soggetto costituito dalla soggettiva seguente, quod est Deus: proprio perch impersonale, il nome del predicato nominale declinato al neutro, con desinenza um (dicendum quindi qui accusativo neutro, anche se di per s sarebbe potuto essere anche nominativo neutro o accusativo maschile). Il gerundivo latino, come pure linfinito preceduto dalla preposizione da in italiano, conferiscono al verbo una specifica sfumatura di significato: quella di necessit. Cos dicendum diventa bisogna dire, si deve dire, occorre dire, necessario dire. In particolare, in latino, per dare a un verbo lidea di dovere o necessit, si ricorre appunto al gerundivo in funzione di predicato nominale in unione con la copula esse: la cosiddetta perifrastica127 passiva. In quanto passiva, una costruzione che regge il complemento dagente: esso
Perifrastica o perifrasi un insieme di due o pi parole che formano un unico costrutto, che hanno cio una medesima funzione sintattica.
127

perifrastica passiva e dativo dagente

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per, in via eccezionale, non va tradotto con a/ab + lablativo, bens con il dativo semplice, detto appunto dativo dagente. Perci ad esempio, tu devi leggere questo libro, in latino diventa questo libro da essere letto da te, hic liber tibi legendus est. Significandum retto dalla preposizione ad: quindi sicuramente un accusativo singolare. Lo si pu interpretare sia come un gerundio, e allora va ad + gerundio o gerundivo tradotto alla lettera sia con per il

significare,

come

gerundivo

sottintendendo un pronome neutro con il quale concorderebbe, per esempio ad id significandum, e andrebbe tradotto a ci da essere significato, a ci che sia da significare. In entrambi i casi, il senso della proposizione non cambia affatto (capacit comune a uomini e Dio di utilizzare le parole per significare le cose), cosicch senzaltro preferibile la prima soluzione, perch la pi semplice128. Abbiamo gi avuto modo di rilevare che nel periodo che stiamo esaminando viene utilizzato ut come congiunzione subordinativa

dichiarativa, con lo stesso significato di quod. Poich ut congiunzione di uso molto frequente in latino, vale la pena presentare brevemente i significati che pu assumere: 1) dichiarativo: che, il fatto che 2) temporale: quando, allorch 3) comparativo e modale: come 4) finale: affinch
In filologia, un simile criterio viene chiamato lecto facilor, la lettura pi facile: quando la tradizione manoscritta di un testo presenta diverse versioni di un medesimo passo, si adotta quella pi semplice e lineare, pi facile appunto, da un punto di vista sia sintattico sia semantico.
128

la congiunzione subordinativa ut

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5) consecutivo: cosicch 6) concessivo: sebbene Nei primi tre significati richiede di norma lindicativo, negli ultimi tre invece il congiuntivo. In tutti i casi comunque una congiunzione subordinativa. Qui, si diceva, ha valore dichiarativo, eppure regge il congiuntivo (accommdet infatti della prima coniugazione, quella nella quale la vocale tematica e propria del congiuntivo presente): come mai? Rispondere a questa domanda possibile ricordando quando in latino si utilizza il congiuntivo nelle subordinate: 1) con valore eventuale: per sottolineare che quanto si sta dicendo solo uneventualit, la quale non necessariamente si realizzer 2) con valore obliquo: per avvertire che ci che viene affermato soltanto unopinione, la quale pu essere anche errata 3) per attrazione modale, ovvero quando la proposizione dipenda da unaltra il cui predicato sia al congiuntivo o allinfinito. Nel nostro caso, non si d attrazione modale: accommdet infatti dipende da una proposizione con il predicato allindicativo, est. Quello che Tommaso dice non nemmeno considerato una mera opinione: piuttosto una verit da tutti riconosciuta. Dunque qui il congiuntivo ha valore eventuale: Dio pu utilizzare le parole per significare le cose, ma non detto che poi lo faccia realmente. Dopo tutte queste digressioni, possiamo passare allanalisi di ciascuna proposizione. Delle prime due non c quasi nulla da dire: abbiamo rispettivamente un analisi della proposizione congiuntivo nelle subordinate in latino

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predicato verbale, respondo, con soggetto sottinteso, ego, e un predicato nominale, dicendum, senza soggetto perch il verbo impersonale. Anche la terza proposizione molto semplice: predicato nominale, Deus est, soggetto, auctor, e complemento di specificazione del soggetto, Sacrae Scriptrae. Abbiamo gi superato le difficolt che presenta la quarta proposizione: est un predicato verbale, privo di soggetto perch impersonale; in potestte il complemento di stato in luogo accompagnato dal complemento di specificazione cuius. Anche i nodi delle ultime due soggettive, coordinate fra loro in forma avversativa, sono stati sciolti: unico predicato accommdet, con Deus soggetto sottinteso; voces e res ipsas sono i complementi oggetto e ad significandum il complemento di fine (si noti che nella traduzione italiana il complemento di fine diventa una proposizione complementare indiretta finale: per significare qualcosa, ossia affinch le parole significhino qualcosa, con le parole soggetto sottinteso, significare predicato verbale e qualcosa complemento oggetto). Lunica attributiva mostra una semplice costruzione diretta: soggetto, homo, predicato verbale, facre potest, complemento oggetto, quod. Lanalisi della parola non dovrebbe ormai essere causa di alcuna incertezza. Solo la declinazione di Deus presenta alcune particolarit: a suo proposito, invitiamo a prendere visione della relativa tabella a fine volume, nellottava alcuni rilievi etimologici Appendice. Concludiamo

pertanto con alcuni rilievi etimologici.

Accommdo un verbo composto da ad + cum + modus, alla lettera porre con modo qualcosa rispetto a altro, quindi adattare. Homo, mnis sostantivo

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collegato probabilmente a humus, terra: designa perci luomo in quanto

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terrestre. Signifco verbo composto da signum + facre, fare, fungere da segno, quindi fare in modo che qualcosa rinvii a qualcosaltro: vedremo che proprio in questo specifico senso il vocabolo significre assume un ruolo centrale allinterno dellargomentazione che Tommaso verr sviluppando. Qualche parola in pi infine vale la pena spenderla per il sostantivo auctor. Esso deriva dal verbo augo, es, auxi, auctum, re e indica auctor, ris 1) colui che porta a pienezza qualcosa di gi esistente, 2) accrescendola, dandole valore, rendendola viva, fornendole durata, 3) cosicch lauctor al tempo stesso colui che fa una cosa nuova, la quale non esisteva prima. In effetti, autore 1) colui che sa interpretare le nostre esperienze, 2) dando forma, senso e durata a ci che viviamo, 3) conferendo cos la freschezza della novit al vissuto di sempre. perci, sempre secondo letimologia latina del termine, colui che viene in nostro aiuto (auxilum deriva infatti sempre da augo), compiendo unopera sublime (augusta, aggettivo proveniente anchesso da augo), per eccellenza umana. Nella prossima Lezione studieremo una costruzione tipica del latino, il cosiddetto cum + lablativo, e cominceremo a comprendere il senso dellargomentazione formulata da Tommaso.

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Per verificare il mio apprendimento: Compilare le schede di analisi del periodo, della proposizione e della parola di Respondo dicendum Nella Summa cosa introduce la formula respondo dicendum quod ? Quando una proposizione relativa detta propria? Perch in tal caso viene chiamata anche attributiva? Quando invece una proposizione relativa detta impropria? Quali funzioni essa pu svolgere? Cos una proposizione infinitiva? Perch chiamata cos? Cos la perifrastica passiva? Cosa il dativo dagente? Come si traduce solitamente la proposizione finale o il complemento di fine in latino? Quali significati pu assumere la congiunzione subordinativa ut? In quali casi pu essere utilizzato il congiuntivo nelle proposizioni subordinate in latino? Qual letimologia di homo, di significre e di auctor?

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Quattordicesima Lezione

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ANALISI DEL PERIODO: Respondo dicendum quod auctor Sacrae Scriptrae est Deus, in cuius potestte est ut non solum voces ad significandum accommdet (quod etam homo facre potest), sed etam res ipsas

Elencare le congiunzioni specificandone il tipo

Elencare pronomi relativi (e avverbi) specificando il termine al quale si riferiscono

Elencare i predicati (verbali o nominali)

1 Quod = congiunzione subordinativa dichiarativa 2 Ut = congiunzione subordinativa dichiarativa 3 Sed = congiunzione coordinativa avversativa 4 5 6 7

Cuius (riferito a Deus) Quod (riferito a ut non solum ... ovvero a un id sottinteso)

Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la congiunzione, il pronome relativo o lavverbio da cui introdotta e il predicato verbale o nominale che la caratterizza Respondo (predicato verbale) Respondo Dicendum (esse) (predicato Dicendum (esse) nominale) Est Deus (predicato nominale) Quod ... est Deus Est (predicato verbale) Accommdet (predicato verbale) Facre potest (predicato verbale) (Accommdet) (predicato verbale) In cuius potestte est Ut non solum ... accommdet Quod ... facre potest Sed (ut) etam ... (accommdet)

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Elencare in ordine degradante le proposizioni Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo reggenti e complementari, indicando per ciascuna il Respondo grado e il tipo Respondo = proposizione reggente enunciativa 1 2 Dicendum (esse) = proposizione complementare diretta oggettiva infinitiva di I grado Dicendum 3 Quod ... est Deus = proposizione complementare diretta soggettiva di II grado In cuius potestte est = proposizione relativa impropria complementare indiretta locativa di III grado Quod est Deus 5 Ut non solum ... accommdet = proposizione complementare diretta soggettiva di IV grado 6 Sed (ut) etam ... (accommdet) = proposizione complementare diretta soggettiva di IV grado coordinata alla precedente in forma avversativa 7 Quod ... facre potest = proposizione attributiva di V grado In cuius potestte est Ut non solum voces accommdet < > sed (ut) etam res ipsas (accommdet) (Quod facre potest)

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Quattordicesima Lezione ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Respondo dicendum quod auctor Sacrae Scriptrae est Deus, in cuius potestte est

Roma 2013

Predicato (verbale o nominale)


Respondo (predicato verbale)

Soggetto
Ego (sottinteso)

Complementi diretti (oggetto o predicativo)

Connettori

Dicendum (esse) (predicato nominale)

(impersonale)

Est Deus (predicato nominale)

Auctor

Quod = congiunzione subordinativa dichiarativa

Est (predicato verbale)

(impersonale)

Complementi indiretti
Sacrae Scriptrae = complemento di specificazione del soggetto (con attributo)

Complementi indiretti
In potestte = complemento di stato in luogo

Cuius (riferito a Deus) = complemento di specificazione del complemento di stato in luogo

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ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Ut non solum voces ad significandum accommdet (quod etam homo facre potest), sed etam res ipsas Predicato (verbale o nominale) Accommdet (predicato verbale) Facre potest (predicato verbale con verbo modale) Accommdet (predicato verbale sottinteso) Soggetto Complementi diretti (oggetto o predicativo) Voces = complemento oggetto Connettori

Deus (sottinteso)

Ut = congiunzione subordinativa dichiarativa

Homo

Quod (riferito alla precedente soggettiva)= complemento oggetto

Deus (sottinteso)

Res ipsas = complemento oggetto (con attributo)

Sed = congiunzione coordinativa avversativa

Complementi indiretti

Complementi indiretti

Ad significandum = complemento di fine

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Quattordicesima Lezione

Roma 2013

ANALISI DELLA PAROLA: Respondo dicendum quod auctor Sacrae Scriptrae est Deus, in cuius potestte est ut non solum voces ad significandum accommdet (quod etam homo facre potest), sed etam res ipsas

Parola

Parte del discorso (sostantivo, verbo, aggettivo, pronome, avverbio, congiunzione, preposizione, esclamazione)

Paradigma e diatesi (verbi) Declinazione (sostantivi) Classe (aggettivi) Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) Complemento (preposizioni)

Modo (verbi) Caso (sostantivi, aggettivi e pronomi) Concordanza (aggettivi, pronomi)

Tempo (verbi) Genere (sostantivi, aggettivi e pronomi)

Persona (verbi) Numero (verbi , sostantivi, aggettivi e pronomi)

Respondo

verbo predicativo

Dicendum (Esse)

verbo con valore di aggettivo verbo copulativo

respondo, es, respondi, indicativo responsum, -re, transitivo attivo, II coniugazione dico, is, dixi, dictum, -re, gerundivo, accusativo passivo, III coniugazione, I classe sum, es, fui, esse, coniugazione propria, atematico, difettivo, suppletivo subordinativa dichiarativa auctor, ris, III declinazione infinito

presente

I singolare

neutro presente

singolare

Quod Auctor Sacrae Scriptrae Est

congiunzione sostantivo

nominativo concordato con Scriptrae, genitivo genitivo indicativo

maschile femminile femminile presente

singolare singolare singolare III singolare

aggettivo qualificativo sacer, sacra, sacrum, I classe sostantivo verbo copulativo scriptra, ae, I declinazione sum, es, fui, esse, coniugazione propria, atematico, difettivo, suppletivo Deus, i, II declinazione

Deus

sostantivo

nominativo

maschile

singolare

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In Cuius Potestte Est

preposizione pronome relativo sostantivo verbo predicativo

in + ablativo = complemento di stato in luogo qui, quae, quod potestas, tis, III declinazione in dentale sum, es, fui, esse, coniugazione propria, atematico, difettivo, suppletivo subordinativa dichiarativa di negazione di modo vox, vocis, III declinazione in gutturale ad + accusativo = complemento di fine signifco, as, vi, tum, re, transitivo attivo, I coniugazione, I declinazione accommdo, as, vi, tum, re, transitivo attivo, I coniugazione qui, quae, quod

riferito a Deus, genitivo ablativo indicativo

maschile femminile presente

singolare singolare III singolare

Ut Non Solum Voces Ad Significandum Accommdet Quod Etam Homo Facre

congiunzione avverbio avverbio sostantivo preposizione verbo con valore di sostantivo verbo predicativo pronome relativo

accusativo

femminile

plurale

gerundio, accusativo

neutro

singolare

congiuntivo riferito a senso a ut non solum ... ovvero a un id o hoc sottinteso, accusativo

presente neutro

III singolare singolare

congiunzione sostantivo verbo predicativo

coordinativa copulativa homo, mnis, III declinazione in nominativo nasale faco, is, feci, factum, -re, infinito transitivo attivo, III coniugazione in o maschile presente singolare

244

Quattordicesima Lezione Potest verbo modaale possum, potes, poti, posse, coniugazione propria, atematico, difettivo, suppletivo coordinativa avversativa coordinativa copulativa res, rei, V declinazione ipse, ipsa, ipsum accusativo concordato con res, accusativo femminile femminile indicativo presente

Roma 2013 III singolare

Sed Etam Res Ipsas

congiunzione congiunzione sostantivo aggettivo determinativo

plurale plurale

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Quindicesima Lezione
In questa Lezione impareremo: ad apprezzare la dottrina del doppio triangolo semantico a definire cosa si intenda per natura prolettica e epesegetica di un pronome o di una congiunzione a conoscere i significati della congiunzione cum quando regge l'indicativo e quando regge il congiuntivo a riflettere sulla natura coordinativa o subordinativa delle congiunzioni avversative a riconoscere il participio nominale e quello attributivo a discernere tra luso verbale del participio come participio congiunto e come ablativo assoluto a identificare il complemento di pertinenza e quello di mezzo nuovo a valutare insuona che misura Il periodo cos: la parola anche possa essere considerata una congiunzione e in quale misura invece un avverbio

Et ido, cum in omnbus scientis voces signifcent, hoc habet proprum ista scienta, quod ipsae res significtae per voces, etam signifcant alquid.

Ecco quindi la costruzione italianizzata con la traduzione interlineare:

Et ido, cum in omnbus scientis voces

signifcent,

E perci, mentre in tutte le scienze le parole significano qualcosa,

ista

scienta habet hoc proprum,

quod

ipsae

res

codesta scienza ha questo di proprio, cio il fatto che le stesse cose

246

Quindicesima Lezione

Roma 2013

significtae

per

voces,

signifcant etam alquid.

significate attraverso le parole, significano anche qualcosa.

Tommaso stabilisce un confronto tra la teologia, alla quale egli attribuisce lo statuto di scienza, e le altre scienze: mentre queste ultime utilizzano un linguaggio nel quale le parole significano qualche cosa, la teologia largomentazione di Tommaso

invece si serve della Sacra Scrittura, cosicch oltre a usare le parole per dire qualche cosa, pu fare ricorso alle cose stesse per significare altre cose ancora. Per apprezzare appieno l'argomentazione dellAquinate occorre comprendere meglio come funziona il linguaggio. La lingua un sistema di segni: essa cio per natura adopera qualcosa, le parole, per riferirsi ad altro, gli oggetti. Cos, se dico penna, questo suono, le sillabe pen-na, rinviano a un determinato oggetto sul mio tavolo. Ora, per, il problema il seguente: cosa rende possibile la connessione tra la le sillabe pen-na, che la linguistica contemporanea chiama significanti, e l'oggetto penna, il quale viene definito referente, cio ci appunto a cui il significante fa riferimento? In altre parole, come possibile che quando io dico penna, voi capiate cosa intendo? Se non si riesce a rispondere a questa domanda, se non si riesce lo spettro della incomunicabilit

a giustificare quindi la capacit del linguaggio di significare le cose in modo che chi ascolta o legga comprenda, si cade nello spettro dell'incomunicabilit, nella solitudine irrelata del solipsismo. Gi ai tempi di Platone, la soluzione a una simile questione si era cristallizzata in due posizioni opposte, entrambe aporetiche:

247

Studio Critico della Lingua Latina


Roma 2013

1) quella secondo la quale le parole significano per s stesse, per natura, le cose: ma allora non si capisce perch naturalismo e convenzionalismo esistano una pluralit di lingue, e soprattutto si finisce con il fare del linguaggio, da una parte, il

deposito statico della verit, anzich lo strumento di ricerca e di produzione di essa, e dallaltra un inutile doppione delle cose; 2) quella secondo la quale ciascuno attribuisce arbitrariamente alle cose i nomi che vuole: ma allora non sarebbe pi possibile comprendersi e comunicare perch, secondo un noto esempio apportato da Socrate nel Cratilo (385a), quando io dico cavallo tu potresti intendere uomo, e viceversa. L'errore, come gi Platone riconobbe con lucidit, consiste nel fatto di pensare il triangolo semantico il linguaggio come rapporto

immediato tra nome e cosa, non importa poi se dando il primato all'arbitrariet dei nomi o

alla natura invariabile delle cose. Ora, invece, i nomi sono capaci di riferirsi alle cose non immediatamente, bens grazie alla mediazione di un terzo: il significato. Il linguaggio funziona reggendosi su quello che gli stoici avrebbero identificato come il triangolo semantico: i

significato

vertici alla base sono costituiti dal significante e dal referente; questi due vertici per sono collegati tra di loro grazie al vertice opposto alla base, che appunto il significato. In altri termini,

significante

referente

quando pronuncio la parola penna, voi comprendete cosa intendo dire perch

248

Quindicesima Lezione

Roma 2013

condividiamo il medesimo significato che attribuiamo sia alle sillabe penna sia a quell'oggetto sul tavolo. Condizione di possibilit, dnamis del linguaggio, il mondo di significati socialmente condiviso e stabilito: Platone lo chiama thos, Wittgenstein Lebensform. Tommaso sa bene tutto ci. Nella sua argomentazione egli fa uso dei termini con un significato tecnico preciso. Per questo, come vedremo, ripete sempre gli stessi, al fine di risultare il pi chiaro possibile: sceglie di adottare un linguaggio res significtae per voces

scientificamente univoco, anche a rischio di perdere in qualit letteraria. Vox il vocabolo utilizzato per dire parola, nome, significante. Res dice invece la cosa, il fatto, il referente. Infine significre/significta il mondo di significati: il vertice opposto alla base che rappresenta la mediazione immediata tra vox e res, e permette alla prima di fungere da segno, signum facre, della seconda. Ebbene, lo specifico della Sacra Scrittura di poter utilizzare le stesse res, ossia le cose e i fatti significati dalle voces, dalle parole, come significanti di altre res. Si viene a creare cos quello che potremmo definire un doppio triangolo semantico: 1) nel primo, una vox significa una res: per esempio, l'espressione sacrificio di Isacco rinvia a quel determinato episodio raccontato nel libro della Genesi; 2) nel secondo, lo stesso episodio storico diventa segno, vox, significante che rinvia a unaltra res: nellesempio precedente, il il doppio triangolo semantico

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Studio Critico della Lingua Latina


Roma 2013

sacrificio di Isacco stesso si fa segno del sacrificio del Figlio di Dio compiuto in Ges. In questo senso, una medesima parola nella Sacra Scrittura pu avere due significati: il primo, storico o letterale (il primo triangolo semantico); il secondo, spirituale (il secondo la dottrina dei quattro sensi della Sacra Scrittura triangolo semantico). Poich poi il senso spirituale pu assumere la forma di tre significati distinti, in tutto nella Bibbia una sola lettera pu arrivare ad avere fino a quattro sensi. questa la dottrina che Tommaso sviluppa in questo capoverso e nel seguente. Nelle prossime Lezioni dovremo solo render conto in maniera pi puntuale della distinzione dell'unico senso spirituale in tre significati diversi. Per il momento tuttavia possiamo passare senz'altro all'analisi del periodo che abbiamo trascritto allinizio.

significato letterale

significato spirituale

significante

referente/significante

referente

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Quindicesima Lezione

Roma 2013

Le congiunzioni sono quattro: la coordinativa copulativa et; la coordinativa avversativa esplicativa cum; la ido; la subordinativa dichiarativa analisi del periodo

subordinativa

quod. Ido una congiunzione frutto della fusione di id eo, alla lettera ci per ci (eo infatti lablativo singolare neutro, con valore causale, di id); del resto, anche l'italiano perci in origine era il complemento di causa per ci. Quod una congiunzione che conosciamo bene; qui tuttavia al significato dichiarativo oggettivo si aggiunge una sfumatura epesegetica (dal greco epexghesis, prolessi e epesegesi

spiegazione in pi, supplementare): serve infatti a

esplicitare il significato del complemento oggetto, il pronome dimostrativo hoc, il quale, proprio in quanto allude a qualcosa che deve essere ancora detto (ha questo di proprio: che cosa?), viene definito prolettico (dal greco proleptiks, che anticipa). Infine cum: si tratta di un vocabolo spesso usato con il valore di preposizione che regge l'ablativo, equivalente all'italiano con; qui invece utilizzato come congiunzione. Sull'uso di cum come congiunzione occorre spendere alcune parole. In unione con l'indicativo, ha valore temporale, con diverse sfumature di significato: un generico quando, un quand'ecco per introdurre un fatto nuovo o contrapposto, un iterativo ogni volta che, un simultaneo e intanto. Seguito dal congiuntivo (il cosiddetto cum e il congiuntivo), utilizzato invece per narrare eventi passati (per questo viene detto cum narrativo o storico): pu allora avere valore temporale, quando, significati della congiunzione cum

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Studio Critico della Lingua Latina


Roma 2013

causale, poich, concessivo, sebbene, o, come nel nostro caso, avversativo, mentre129. Finora abbiamo considerato le avversative come proposizioni

coordinate. Ci giustificato dal fatto che lavversativa un tipo di congiunzione coordinativa, semanticamente opposta alla copulativa. Una simile lavversativa: una congiunzione subordinativa o coordinativa? interpretazione

confermata dal fatto che una proposizione

complementare introdotta da una congiunzione avversativa sottintende la congiunzione subordinativa della proposizione alla quale si contrappone; proprio nel periodo precedente ne abbiamo avuto una riprova: ut non solum accomdet , sed (ut) etam (accommdet). Se invece lavversativa si

contrappone a una reggente, allora labbiamo interpretata come coordinata alla precedente reggente in forma avversativa: cos si ricorder forse che nel primo capoverso Sacra autem Scriptra debet esse effcax l'abbiamo qualificata una proposizione reggente enunciativa coordinata in forma avversativa al periodo precedente. Ora, per, nel testo che stiamo analizzando cum signifcent si oppone alla reggente et ido habet, ma complementare: dunque in questo caso la congiunzione avversativa subordinativa e non coordinativa? In effetti s, ma perch cum una congiunzione subordinativa originariamente temporale, con una sfumatura

252

Agli studenti italiani in genere si consiglia di tradurre il cum e il congiuntivo con un gerundio (nel nostro caso, significando le parole in tutte le scienze qualcosa), che poi si pu scegliere di rendere in forma esplicita con una proposizione temporale, causale, concessiva o avversativa. In effetti, a differenza del gerundio latino, che un nome verbale, il gerundio italiano un verbo predicativo implicito.
129

Quindicesima Lezione

Roma 2013

di significato avversativa: codesta scienza ha questo di proprio, nello stesso tempo in cui al contrario . Le congiunzioni dunque sono quattro. Pronomi relativi non ce ne sono. I predicati invece sono signifcent, habet, significtae, signifcant, tutti verbali. Abbiamo pertanto quattro proposizioni: la reggente, et ido habet, la complementare diretta oggettiva epesegetica di primo grado, quod signifcant, la complementare indiretta avversativa di primo grado, cum signifcent (non cambia nulla se la si intende di secondo grado, come subordinata alloggettiva, dal momento che questultima, rappresentando il complemento oggetto della reggente, fa tuttuno con essa). Resta significtae; un participio: che valore ha? Il participio, come suggerisce il nome stesso, un verbo che partecipa della natura dei nomi: come un verbo, ha un tempo, presente, passato o futuro, e una diatesi, attiva o passiva; come un nome, si declina secondo il modello degli aggettivi di prima classe (participi futuri, attivi, e passati, passivi) o di seconda classe (participi presenti, attivi). Nella tredicesima Lezione, abbiamo avuto modo di il participio nominale

presentare il participio nominale: viene

chiamato cos quando svolge la funzione di sostantivo o di aggettivo, la qual cosa accade spesso anche nelle lingue moderne (ad esempio, lo studente, participio presente di studiare, o interessante, participio presente di interessare). In San Tommaso abbiamo incontrato sia un participio con valore di sostantivo, dum narrat gestum, mentre narra un fatto, sia un participio con valore di aggettivo, non igtur vidtur convenens, non sembra dunque conveniente.

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Roma 2013

In latino per il participio viene sovente utilizzato come un verbo, con valore dunque verbale o predicativo. Viene definito congiunto il participio che abbia valore predicativo e sia il participio congiunto e lablativo assoluto

concordato, congiunto appunto, con un termine della proposizione dalla quale

dipende: il participio congiunto pu avere valore temporale (quando), causale (poich), concessivo (sebbene), condizionale (se), finale (affinch). Ablativo assoluto invece il nome che viene dato al participio con valore predicativo che per non sia concordato con nessun altro termine del periodo al quale appartiene (per questo viene detto assoluto, dal latino absolutm, ovvero sintatticamente sciolto dal contesto in cui inserito): l'altra particolarit sintattica che sia il soggetto sia il participio stesso vanno in caso ablativo (da qui ovviamente la denominazione di ablativo assoluto). Per il resto, il participio in ablativo assoluto va tradotto come il participio congiunto130. Torniamo al nostro significtae. un participio passato concordato con res: pertanto non pu essere un ablativo assoluto. Non si tratta nemmeno di un participio congiunto: infatti non si presta a essere tradotto in forma temporale, causale, concessiva, il participio attributivo condizionale o finale, o pi

semplicemente non si lascia tradurre in italiano con un gerundio. Ha senso piuttosto come aggettivo di res: le cose significate. Ora, per, anche

254

Anche per il participio predicativo, congiunto o in ablativo assoluto che sia, vale quanto detto per il cum e il congiuntivo: in italiano, in prima approssimazione, lo si pu tradurre con un gerundio, semplice se il participio presente, composto se il participio passato, per poi valutare se esplicitarlo in forma temporale, causale, concessiva, condizionale o finale.
130

Quindicesima Lezione

Roma 2013

vero che significtae regge a sua volta un complemento: per voces, attraverso le parole. Non solo, ma il participio si traduce altrettanto bene, se non meglio, con una proposizione attributiva, anzich con un semplice aggettivo: le cose che sono state significate. In effetti, tutti i participi con valore di aggettivo possono essere tradotti anche con una proposizione relativa, che non a caso viene chiamata attributiva. Per chiarezza terminologica, d'ora in avanti chiameremo allora nominali i participi che svolgano la funzione di sostantivo o di aggettivo, e attributivi quelli con valore di aggettivo che per reggano almeno un complemento, cos da costituire, come nel nostro caso, una proposizione attributiva a s. L'analisi delle proposizioni a questo punto non dovrebbe opporre difficolt. La reggente presenta una analisi delle proposizioni

costruzione diretta: soggetto, ista scienta, predicato, habet, complemento oggetto,

hoc proprum. Da notare che in latino proprum attributo di hoc, invece in italiano il pronome questo regge il complemento di pertinenza

complemento di pertinenza, di proprio131. La complementare introdotta da cum ha il verbo al

congiuntivo, con valore eventuale: mentre in tutte le scienze le parole possono eventualmente significare qualcosa. In italiano, il predicato significano non pu stare da solo, ma deve reggere il complemento oggetto
Il complemento di pertinenza serve a definire a chi o a cosa attiene, inerisce, chi o cosa riguarda ci cui il complemento si riferisce. In italiano spesso introdotto dall'aggettivo proprio: ad esempio, proprio di Agostino scrivere bene; in latino di solito si usa il genitivo di pertinenza senza bisogno che venga preceduto dall'aggettivo proprum: est Augustni bene scribre. curioso che qui troviamo invece una situazione inversa: in latino si usa l'aggettivo proprum come attributo del pronome dimostrativo hoc, mentre in italiano si ha il complemento di pertinenza, di proprio.
131

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qualcosa;

in

latino,

invece,

Tommaso

utilizza

signifcent

senza

complemento diretto: termine tecnico che indica il vertice opposto alla base del triangolo semantico, da solo sta per le parole fungono da segno. Nell'oggettiva invece lAquinate cambia costruzione e scrive signifcant alquid. Nellattributiva infine il soggetto il vocabolo con il quale il participio concordato, res; il complemento oggetto non c', perch il participio passato passivo; c' un solo complemento indiretto, per voces: la preposizione per sottolinea la natura strumentale del complemento132, che sarebbe potuto essere espresso anche con un ablativo semplice, vocbus, pi complemento di mezzo equivoco per, perch avrebbe portato con s anche una sfumatura modale.

Per l'analisi della parola, si pu rimandare alla scheda a fine capitolo. Qui spendiamo poche parole solo per valutare la natura di anche: una congiunzione o un avverbio? Alcuni dizionari la interpretano come avverbio anche: congiunzione o avverbio? rafforzativo, in quanto in effetti rafforza un vocabolo all'interno di una proposizione: nel nostro caso, significano anche qualcosa. Altri come congiunzione, perch spesso introduce una proposizione: ad esempio, anche leggendo molto, , proposizione complementare indiretta concessiva. La natura equivoca di questa parola confermata dal latino etam, composto dalla congiunzione et + lavverbio iam, alla lettera e gi. In effetti, si tratta di un caso limite; noi la qualificheremo di preferenza quale congiunzione coordinativa copulativa,
Si noti che per, sempre con l'accusativo, introduce anche il complemento di moto per luogo: in effetti, come si percorre un tragitto per giungere a una meta, cos in maniera del tutto analoga si usa uno strumento per ottenere un fine.
132

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Quindicesima Lezione

Roma 2013

sebbene

riconosciamo

legittimo

classificarla

anche

come

avverbio

rafforzativo. Nel testo che stiamo esaminando non l'abbiamo comunque compresa tra le congiunzioni influenti per l'analisi del periodo, perch non introduce una proposizione; la sua funzione semantica piuttosto di affermare che nella Sacra Scrittura sia le parole significano qualcosa sia questo qualcosa a sua volta significa qualcos'altro. Nella prossima Lezione potremo procedere pi velocemente e concludere la lettura del quinto capoverso. Per verificare il mio apprendimento: Compilare le schede di analisi del periodo, della proposizione e della parola di Et ido Cosa si intende con l'espressione spettro dell'incomunicabilit? Qual il significato tecnico con il quale Tommaso nell'articlus decmus utilizza i termini vox, res e significre? In che senso il significato la dnamis del linguaggio? Cos il doppio triangolo semantico nella dottrina dei quattro sensi della Sacra Scrittura dell'Aquinate? Quando un pronome o una congiunzione hanno valore prolettico? Quando epesegetico? Quali significati ha la congiunzione cum quando regge l'indicativo? Quali quando regge il congiuntivo? In che senso le avversative possono essere interpretate sempre come congiunzioni coordinative? Cosa si intende per participio nominale? Cosa per participio attributivo? Quando un participio si dice congiunto? Cosa invece il cosiddetto ablativo assoluto? Cos il complemento di pertinenza? Cosa il complemento di mezzo? In che senso la parola anche pu essere interpretata sia come congiunzione sia come avverbio?

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ANALISI DEL PERIODO: Et ido, cum in omnbus scientis voces signifcent, hoc habet proprum ista scienta, quod ipsae res significtae per voces, etam signifcant alquid Elencare le congiunzioni specificandone il tipo Elencare pronomi relativi (e avverbi) specificando il termine al quale si riferiscono Elencare i predicati (verbali o nominali) Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la congiunzione, il pronome relativo o lavverbio da cui introdotta e il predicato verbale o nominale che la caratterizza

1 Et = congiunzione coordinativa copulativa 2 Ido = congiunzione copulativa esplicativa 3 Cum = congiunzione subordinativa avversativa

Signifcent (predicato Et ido ... habet verbale) Habet (predicato verbale) Significtae (predicato verbale) Cum signifcent Quod signifcant

Signifcant (predicato Significtae 4 Quod = congiunzione subordinativa dichiarativa verbale) epesegetica Elencare in ordine degradante le proposizioni reggenti e Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo complementari, indicando per ciascuna il grado e il tipo 1 Et ido habet = proposizione reggente enunciativa coordinata al Et ido habet hoc proprum periodo precedente in forma copulativa e esplicativa 2 Quod signifcant = proposizione complementare diretta oggettiva epesegetica di I grado Quod ipsae res (significtae) signifcant cum signifcent 3 Significtae = proposizione attributiva implicita di II grado 4 Cum signifcent = proposizione complementare indiretta avversativa di II grado (o anche di I)

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Quindicesima Lezione ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Et ido, cum in omnbus scientis voces signifcent, hoc habet proprum ista scienta

Roma 2013

Predicato (verbale o nominale)


Signifcent (predicato verbale) Voces

Soggetto

Complementi diretti (oggetto o predicativo)

Connettori
Cum = congiunzione subordinativa avversativa

Habet (predicato verbale)

Ista scienta (con attributo) Hoc proprum = complemento oggetto (con attributo)

Et = congiunzione coordinativa copulativa Ido = congiunzione coordinativa esplicativa

Complementi indiretti
In omnbus scientis = complemento di stato in luogo con attributo

Complementi indiretti

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Roma 2013

ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Quod ipsae res significtae per voces, etam signifcant alquid

Predicato (verbale o nominale)


Significtae (predicato verbale) Signifcant (predicato verbale)

Soggetto

Complementi diretti (oggetto o predicativo)

Connettori

Ipsae res (concordato con)

Ipsae res (con attributo)

Alquid= complemento oggetto

Quod = congiunzione subordinativa dichiarativa epesegetica

Complementi indiretti
Per voces = complemento di mezzo

Complementi indiretti

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Quindicesima Lezione

Roma 2013

ANALISI DELLA PAROLA: Et ido, cum in omnbus scientis voces signifcent, hoc habet proprum ista scienta, quod ipsae res significtae per voces, etam signifcant alquid

Parola

Parte del discorso (sostantivo, verbo, aggettivo, pronome, avverbio, congiunzione, preposizione, esclamazione)

Paradigma e diatesi (verbi) Declinazione (sostantivi) Classe (aggettivi) Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) Complemento (preposizioni)

Modo (verbi) Caso (sostantivi, aggettivi e pronomi) Concordanza (aggettivi, pronomi)

Tempo (verbi) Genere (sostantivi, aggettivi e pronomi)

Persona (verbi) Numero (verbi, sostantivi, aggettivi e pronomi)

Et Ido Cum In Omnbus Scientis Voces

congiunzione congiunzione congiunzione preposizione aggettivo indefinito sostantivo sostantivo

coordinativa copulativa coordinativa esplicativa subordinativa avversativa (+ congiuntivo) in + ablativo = complemento di stato in luogo omnis, omne, II classe a 2 uscite scienta, ae, I declinazione vox, vocis, III declinazione in gutturale signifco, as, vi, tum, re, transitivo attivo, I coniugazione hic, haec, hoc concordato con scientis, ablativo ablativo nominativo congiuntivo accusativo femminile femminile femminile presente neutro presente plurale plurale plurale III plurale singolare III singolare

Signifcent verbo predicativo Hoc Habet pronome dimostrativo verbo predicativo

habo, es, habi, habtum, habre, indicativo transitivo attivo, II coniugazione

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Proprum Ista scienta Quod Ipsae Res

aggettivo qualificativo aggettivo dimostrativo sostantivo congiunzione aggettivo determinativo sostantivo

proprus, a, um, I classe iste, ista, istud scienta, ae, I declinazione subordinativa dichiarativa epesegetica ipse, ipsa, ipsum res, rei, V declinazione

concordato con hoc, accusativo concordato con scienta, nominativo nominativo

neutro femminile femminile

singolare singolare singolare

concordato con res, nominativo nominativo

femminile femminile passato, femminile

plurale plurale plurale

Significtae verbo con valore di attributo

Per Voces Etam

preposizione sostantivo congiunzione

signifco, as, vi, tum, re, participio, concordato transitivo passivo, I coniugazione, con res, nominativo I classe per + accusativo = complemento di mezzo vox, vocis, III declinazione in gutturale coordinativa copulativa signifco, as, vi, tum, re, transitivo attivo, I coniugazione alquis, alquid accusativo

femminile

plurale

Signifcant verbo predicativo Alquid pronome indefinito

indicativo accusativo

presente neutro

III plurale singolare

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Sedicesima Lezione
In questa Lezione impareremo: la costruzione di pertino con ad + l'accusativo a conoscere i possibili significati degli avverbi latini vero e itrum a distinguere nel significato i pronomi indefiniti alter, ra, rum e alus, a, ud ad apprezzare alcuni rilievi etimologici a discernere tra senso letterale e spirituale Il nuovo periodo suona: Illa ergo prima significato, qua voces signifcant res, pertnet ad primum sensum, qui est sensus historcus vel litterlis.

La costruzione italianizzata richiede un solo spostamento appena:

Illa prima significato ergo,

qua

voces signifcant res,

Quel primo significato dunque, con il quale le parole significano le cose,

pertnet ad primum sensum, qui est sensus historcus vel litterlis. attiene al primo senso, che il senso storico o letterale.

La congiunzione solo una: la coordinativa conclusiva ergo. I pronomi relativi sono due: qua, riferito a significato, e qui, concordato con sensum. analisi del periodo

Proprio come ci si aspetterebbe, i predicati sono tre: signifcant, pertnet e

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il nominale est sensus. Siccome i relativi non sono collocati a inizio frase, introducono due subordinate. La reggente pertanto sicuramente ergo pertnet, coordinata al periodo precedente in forma conclusiva. Qui est sensus unattributiva di primo grado: infatti risponde alla domanda che cos', qual il primo senso?. Invece qua signifcant non unattributiva, dal momento che non spiega chi o che cosa o quale sia il primo significato; del resto, qua in caso ablativo: quale complemento traduce? Alla luce di quanto detto nella tredicesima Lezione, l'ablativo semplice qui di per s potrebbe avere valore strumentale (il significato infatti non ablativo semplice senz'altro una persona) o causale

(interpretando il significato come una causa interna); non modale invece, perch qua non

accompagnato da un aggettivo. Il significato per, piuttosto che la causa, semmai il mezzo attraverso il quale le parole sono in grado di rinviare alle cose: perci qua sicuramente un ablativo strumentale. Conseguentemente, qua signifcant una proposizione relativa impropria, complementare indiretta strumentale di primo grado. L'analisi delle due proposizioni relative molto semplice. Lattributiva formata solo da soggetto, qui, e predicato nominale, est sensus . La strumentale ha soggetto, voces, predicato verbale, analisi delle proposizioni signifcant, complemento oggetto, res, e

complemento di mezzo, qua. La reggente, oltre al soggetto, illa prima significato, costituita da un predicato verbale, pertnet, che regge un complemento indiretto, ad primum sensum: in

264

italiano, esso un complemento di termine, al primo senso; in latino invece

Sedicesima Lezione

Roma 2013

un complemento di moto a luogo, ad primum sensum. Come mai? Si soliti dire che alcuni verbi latini abbiano una determinata costruzione: per esempio, pertino regge ad + l'accusativo. Questa regola pratica esatta, tuttavia ha alle sue spalle una motivazione storica che la legittima. Il verbo tenre, da cui deriva pertinre, in origine era un verbo di movimento (quindi intransitivo), usato per designare il giungere, l'arrivare, lapprodare di una nave. Anche pertinre conserva il significato concreto di tendere verso (il prefisso per- conferisce a tenre un aspetto durativo: lazione intesa come continuata), da cui il figurato attendere a, occuparsi di; l'originario significato di movimento spiega pertanto perch pertino regga un complemento di moto a luogo, che nellaccezione di attendere a sar ovviamente da intendersi anchesso in senso figurato. pertino con ad + laccusativo

Poich l'analisi della parola non presenta nulla di significativo, possiamo passare senz'altro ad considerare il periodo successivo:

Illa vero significato qua res significtae per voces, itrum res alas signifcant, dictur sensus spiritulis; qui super litterlem fundtur, et eum suppnit.

Ecco il medesimo testo con costruzione italianizzata e traduzione interlineare: Illa significato vero qua res significtae per

Quel significato invece con il quale le cose significate attraverso

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Roma 2013

voces,

itrum signifcant alas res, dictur sensus spiritulis;

le parole, a loro volta significano altre cose, detto senso spirituale;

qui

fundtur super litterlem, et eum suppnit.

il quale fondato sopra il letterale, e lo suppone.

Questo periodo un po' pi complesso. Abbiamo due congiunzioni coordinative: lavversativa vero e la copulativa et. Anche i pronomi relativi sono due: qua, riferito a significato, e analisi del periodo qui, concordato con sensus spiritulis. I

predicati sono cinque, tutti i verbali: significtae, signifcant, dictur, fundtur e suppnit. Per individuare le proposizioni, come al solito cominciamo dal collegare i pronomi relativi ai rispettivi predicati: qui fundtur evidente; qua invece a cosa va collegato? La difficolt dovuta alla presenza di significtae: il medesimo participio attributivo incontrato nella scorsa Lezione; concordato con res, ma non pu essere introdotto da qua: infatti il participio attributivo traduce una proposizione relativa senza ricorrere alluso di alcun pronome relativo. participio attributivo incluso nella relativa impropria L'attributiva significtae per

voces pertanto inclusa nella relativa qua signifcant,

ovvero idealmente racchiusa al suo interno tra due virgole o parentesi. Quest'ultima, come era avvenuto gi nel precedente periodo, una relativa impropria, complementare indiretta strumentale di primo grado, in quanto

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introdotta dall'ablativo di mezzo qua. palese che la congiunzione et

Sedicesima Lezione

Roma 2013

vada unita a suppnit e che la coordinazione in forma copulativa sia rispetto alla relativa qui fundtur: quindi anche et suppnit unattributiva di primo grado coordinata in forma copulativa alla precedente attributiva. L'ultima proposizione rimanente sar necessariamente la reggente, enunciativa, coordinata al periodo precedente in forma avversativa: vero dictur. Per quanto riguarda l'analisi delle proposizioni, l'unica nota degna di rilievo il complemento predicativo del soggetto sensus spiritualis: esso si complemento predicativo del soggetto

riferisce al soggetto illa prima significato e va a completare il significato del predicato verbale dictur, uno dei cosiddetti verbi appellativi, che al passivo reggono appunto il predicativo del soggetto; in latino, si ha il cosiddetto doppio nominativo: l'uno del soggetto e l'altro del complemento predicativo. Concludiamo con alcune osservazioni relative all'analisi della parola e con un paio di rilievi etimologici. La congiunzione coordinativa vero non va confusa con laggettivo italiano vero, sebbene effettivamente derivi da verus, a, um: alla lettera, in verit, sia in senso affermativo, certamente, sia, come nel nostro testo, in senso avversativo, alcuni rilievi etimologici

ma (proprio come accade, del resto, anche in italiano con la congiunzione invero). Itrum un avverbio appunto iterativo, che cio esprime ripetizione133, di nuovo, a volte, come nel nostro caso, con sfumatura anche avversativa, dall'altra parte, di contro. Alus, a, ud un aggettivo di prima classe pronominale indefinito (anche la desinenza neutra ud tipica di alcuni
In latino, ripetizione si dice iterato e ripetere iterre. Itrum non ha invece nessun legame etimologico con iter, itinris, cammino, via, da cui l'italiano itinerario.
133

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pronomi): significa altro (fra molti), di contro a alter, tra, trum (anch'esso aggettivo di prima classe pronominale), un altro (fra due). Le ultime due proposizioni relative, coordinate fra loro in forma cupolativa, sono costruite su un gioco di parole. Infatti super litterlem fundtur significa ha come fondamento il senso letterale, eum suppnit invece pone il senso letterale sotto di s (supponre viene infatti da sub + ponre, porre sotto): evidentemente avere qualcosa come il proprio fondamento la stessa cosa che dire averlo sotto di s. Come avevamo anticipato, Tommaso nella sua argomentazione ripete fino alla monotonia sempre gli stessi tre termini tecnici: vox, due volte negli ultimi due periodi appena analizzati, res, tre volte, senso letterale e senso spirituale significre o significato, cinque volte. La ripetizione assicura senz'altro solidit e chiarezza

all'argomentare. LAquinate ha spiegato che nella Sacra Scrittura una sola lettera pu avere due sensi: l'uno letterale o storico, nella misura in cui la lettera appunto, o significante, rinvii a una realt, a un fatto o personaggio storico134 (il primo triangolo semantico); l'altro spirituale, allorch la stessa realt significata attraverso la lettera a sua volta diventi significante che rinvii a un'altra realt, questa volta spirituale appunto, ovvero attinente al mistero divino, al modo stesso di vedere di Dio (il secondo triangolo semantico). Nel capoverso seguente, che cominceremo ad analizzare nella prossima Lezione,

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Histora calco del greco histora, vocabolo che deriva dalla radice id, comune anche, tra gli altri, al greco ida, so in quanto ho visto, al platonico ida, la forma in quanto ci che visibile agli occhi dellintelletto, e al latino vido: historcus pertanto colui che racconta un fatto perch egli stesso lo ha visto o ne ha ascoltato il racconto da un testimone oculare.
134

Sedicesima Lezione

Roma 2013

Tommaso proceder a chiarire che il senso spirituale si articola a sua volta in tre significati differenti.

Per verificare il mio apprendimento: Compilare le schede di analisi del periodo, della proposizione e della parola di Illa ergo prima e di Illa vero significato Perch pertino regge ad + l'accusativo? In Illa vero significato , perch qua pu essere ablativo strumentale e causale, ma non modale? Quale coppia di significati possono avere gli avverbi vero e itrum? Qual la differenza di significato tra alus, a, ud e alter, ra, rum? Quale gioco di parole utilizza Tommaso nelle ultime due proposizioni relative coordinate in forma copulativa, in Illa vero significato ? Qual la differenza tra senso letterale o storico e senso spirituale?

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ANALISI DEL PERIODO: Illa ergo prima significato, qua voces signifcant res, pertnet ad primum sensum, qui est sensus historcus vel litterlis Elencare le congiunzioni specificandone il tipo Elencare pronomi relativi (e avverbi) specificando il termine al quale si riferiscono Qua (riferito a significato) Qui (riferito a primum sensum) Elencare i predicati (verbali o nominali) Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la congiunzione, il pronome relativo o lavverbio da cui introdotta e il predicato verbale o nominale che la caratterizza Ergo ... pertnet Qua signifcant Qui est sensus

1 Ergo = congiunzione coordinativa conclusiva 2

Signifcant (predicato verbale) Pertnet (predicato verbale) Est sensus (predicato nominale)

Elencare in ordine degradante le proposizioni reggenti e complementari, indicando per ciascuna il grado e il tipo 1 Ergo pertnet = proposizione reggente enunciativa coordinata al periodo precedente in forma conclusiva 2 Qua signifcant = proposizione relativa impropria, complementare indiretta strumentale, di I grado 3 Qui est sensus = proposizione attributiva di I grado

Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo

Ergo illa prima significato pertnet ad primum sensum (qui est sensus ) Qua signifcant

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Sedicesima Lezione

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ANALISI DELLE PROPOSIZIONI: Illa ergo prima significato, qua voces signifcant res, pertnet ad primum sensum, qui est sensus historcus vel litterlis

Predicato (verbale o nominale)


Signifcant (predicato verbale) Pertnet (predicato verbale) Est sensus (predicato nominale con due attributi) Voces

Soggetto

Complementi diretti (oggetto o predicativo)


Res = complemento oggetto

Connettori

Illa prima significato (con due attributi) qui (riferito a ad primum sensum

Ergo = congiunzione coordinativa conclusiva

Complementi indiretti
Qua (riferito a prima significato) = complemento di mezzo

Complementi indiretti
Ad primum sensum = complemento di moto a luogo figurato (con un attributo)

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Studio Critico della Lingua Latina


Roma 2013

ANALISI DELLA PAROLA: Illa ergo prima significato, qua voces signifcant res, pertnet ad primum sensum, qui est sensus historcus vel litterlis
Parte del discorso (sostantivo, verbo, aggettivo, pronome, avverbio, congiunzione, preposizione, esclamazione) Paradigma e diatesi (verbi) Declinazione (sostantivi) Classe (aggettivi) Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) Complemento (preposizioni) Modo (verbi) Caso (sostantivi, aggettivi e pronomi) Concordanza (aggettivi, pronomi) Tempo (verbi) Genere (sostantivi, aggettivi e pronomi) Persona (verbi) Numero (verbi , sostantivi, aggettivi e pronomi)

Parola

Illa Ergo Prima Significato Qua Voces Signifcant Res Pertnet

aggettivo dimostrativo ille, illa, illud congiunzione aggettivo numerale ordinale sostantivo pronome relativo sostantivo verbo predicativo sostantivo verbo predicativo coordinativa conclusiva primus, a, um, I classe

concordato con significato, nominativo

femminile

singolare

concordato con significato, nominativo significato, nis, III declinazione nominativo in nasale qui, quae, quod vox, vocis, III declinazione in gutturale signifco, as, vi, tum, re, transitivo attivo, I coniugazione res, rei, V declinazione pertino, es, pertini, re, intransitivo, II coniugazione, difettivo riferito a significato, ablativo nominativo indicativo accusativo indicativo

femminile femminile femminile femminile presente femminile presente

singolare singolare singolare plurale III plurale plurale III singolare

272

Sedicesima Lezione Ad Primum Sensum Qui Est preposizione aggettivo numerale ordinale sostantivo pronome relativo verbo copulativo ad + accusativo = complemento di moto a luogo primus, a, um, I classe sensus, us, IV declinazione qui, quae, quod sum, es, fui, esse, coniugazione propria, atematico, difettivo, suppletivo sensus, us, IV declinazione concordato con sensum, accusativo accusativo riferito a sensum, nominativo indicativo maschile maschile maschile presente singolare singolare singolare

Roma 2013

III singolare

Sensus Historcus Vel Litterlis

sostantivo

nominativo concordato con sensus, nominativo

maschile maschile

singolare singolare

aggettivo qualificativo historcus, a, um, I classe congiunzione coordinativa disgiuntiva inclusiva

aggettivo qualificativo litterlis, e, II classe a 2 uscite

concordato con sensus, nominativo

maschile

singolare

273

Studio Critico della Lingua Latina


Roma 2013

ANALISI DEL PERIODO: Illa vero significato qua res significtae per voces, itrum res alas signifcant, dictur sensus spiritulis; qui super litterlem fundtur, et eum suppnit Elencare le congiunzioni specificandone il tipo Elencare pronomi relativi (e avverbi) specificando il termine al quale si riferiscono Qua (riferito a significato) Elencare i predicati (verbali o nominali) Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la congiunzione, il pronome relativo o lavverbio da cui introdotta e il predicato verbale o nominale che la caratterizza Vero ... dictur Qua ... signifcant Significtae Qui ... fundtur Et (qui) ... suppnit

1 Vero = congiunzione coordinativa avversativa

Significtae (predicato verbale) Signifcant (predicato verbale) Dictur (predicato verbale) Fundtur (predicato verbale) Suppnit (predicato verbale)

2 Et = congiunzione coordinativa Qui (riferito a copulativa sensus spiritulis) 3 4 5 Elencare in ordine degradante le proposizioni reggenti e complementari, indicando per ciascuna il grado e il tipo 1 Vero ... dictur = proposizione reggente enunciativa coordinata al periodo precedente in forma avversativa 2 Qua ... signifcant = proposizione relativa impropria, complementare indiretta strumentale, di I grado 3 Qui ... fundtur = proposizione attributiva di I grado 4 Et (qui) ... suppnit = proposizione attributiva di I grado coordinata alla precedente in forma copulativa

Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo

Vero illa significato dictur sensus spiritulis (qui fundtur <et> suppnit) Qua res (significtae) signifcant

274

5 Significtae = proposizione attributiva di II grado

Sedicesima Lezione

Roma 2013

Diagramma di flusso del quinto capoverso:


Respondo Dicendum Quod est Deus In cuius potestte est Ut non solum voces accommdet (quod facre potest) < > sed (ut) etam res ipsas (accommdet) Et ido habet hoc proprum Quod ipsae res (significtae) signifcant cum signifcent Ergo prima significato pertnet ad primum sensum (qui est sensus)<>Vero illa significato dictur sensus spiritulis (qui fundtur <et> suppnit) Qua signifcant Qua res (significtae) signifcant

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Studio Critico della Lingua Latina


Roma 2013

ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Illa vero significato qua res significtae per voces, itrum res alas signifcant, dictur sensus spiritulis

Predicato (verbale o nominale)


Dictur (predicato verbale)

Soggetto
Illa significato (con un attributo)

Complementi diretti (oggetto o predicativo)


Sensus spiritulis = complemento predicativo del soggetto (con un attributo) Alas res = complemento oggetto (con un attributo)

Connettori

Vero = congiunzione coordinativa avversativa

Signifcant (predicato verbale)

res

Significtae (predicato verbale) (Riferito a res)

Complementi indiretti
Itrum = avverbio iterativo Qua (riferito a illa significato)= complemento o di mezzo

Complementi indiretti
Per voces = complemento di mezzo

276

Sedicesima Lezione

Roma 2013

ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Qui super litterlem fundtur et eum suppnit

Predicato (verbale o nominale)


Fundtur (predicato verbale)

Soggetto

Complementi diretti (oggetto o predicativo)

Connettori

Qui (riferito a sensus spiritulis)

Suppnit (predicato verbale)

Qui (sottinteso e riferito a sensus spiritulis)

Eum = complemento oggetto

Et = congiunzione coordinativa copulativa

Complementi indiretti
Super litterlem = complemento di stato in luogo

Complementi indiretti

277

Studio Critico della Lingua Latina


Roma 2013

ANALISI DELLA PAROLA: Illa vero significato qua res significtae per voces, itrum res alas signifcant, dictur sensus spiritulis; qui super litterlem fundtur, et eum suppnit
Parte del discorso (sostantivo, verbo, aggettivo, pronome, avverbio, congiunzione, preposizione, esclamazione) Paradigma e diatesi (verbi) Declinazione (sostantivi) Classe (aggettivi) Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) Complemento (preposizioni) Modo (verbi) Caso (sostantivi, aggettivi e pronomi) Concordanza (aggettivi, pronomi) Tempo (verbi) Genere (sostantivi, aggettivi e pronomi) Persona (verbi) Numero (verbi , sostantivi, aggettivi e pronomi)

Parola

Illa Vero Significato Qua res Significtae

aggettivo dimostrativo ille, illa, illud congiunzione sostantivo pronome relativo sostantivo verbo con funzione attributiva preposizione sostantivo avverbio sostantivo aggettivo indefinito coordinativa avversativa

concordato con significato, nominativo

femminile

singolare

significato, nis, III declinazione nominativo in nasale qui, quae, quod res, rei, V declinazione signifco, as, vi, tum, re, transitivo passivo, I coniugazione, I classe per + accusativo = complemento di mezzo vox, vocis, III declinazione in gutturale iterativo res, rei, V declinazione alus,a, ud, I classe pronominale riferito a significato, ablativo nominativo participio, concordato con res, nominativo

femminile femminile femminile

singolare singolare plurale

passato, femminile plurale

Per Voces Itrum Res Alas

accusativo

femminile

plurale

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accusativo femminile concordato con res, accusativo femminile

plurale plurale

Sedicesima Lezione Signifcant Dictur verbo predicativo verbo predicativo signifco, as vi, tum, re, transitivo attivo, I coniugazione dico, is, dixi, dictum, -re, transitivo passivo, III coniugazione sensus, us, IV declinazione indicativo indicativo presente presente

Roma III plurale 2013 III singolare

Sensus Spiritulis Qui Super Litterlem Fundtur Et Eum Suppnit

sostantivo

nominativo concordato con sensus, nominativo riferito a sensus, nominativo

maschile maschile maschile

singolare singolare singolare

aggettivo qualificativo spiritulis, e, II classe a 2 uscite pronome relativo preposizione qui, quae, quod super + accusativo = complemento di stato in luogo

pronome qualificativo litterlis, e, II classe a 2 uscite verbo predicativo congiunzione pronome determinativo verbo predicativo

concordato con sensum sottinteso, accusativo

maschile presente

singolare III singolare

fundo, as, vi, tum, re, indicativo transitivo passivo, I coniugazione coordinativa copulativa is, ea, id riferito a (sensum) litterlem, accusativo

maschile presente

singolare III singolare

suppno, is, posi, postum, re, indicativo transitivo attivo, III coniugazione

279

Roma 2013

Diciassettesima Lezione
In questa Lezione impareremo: la coniugazione del perfetto indicativo passivo a riconoscere il participio futuro a identificare e definire cosa sia una proposizione incidentale quali sono i tre sensi spirituali della Sacra Scrittura che cosa sia l'interpretazione tipologica

Come anticipato, il senso spirituale si suddivide a sua volta in tre significati distinti: Hic autem sensus spiritulis trifaram dividtur.

Ecco la costruzione italianizzata con traduzione interlineare:

Autem hic sensus spiritulis dividtur trifaram. Ma questo senso spirituale si divide in tre forme.

L'analisi del periodo ovviamente non occorre di farla: c' un'unica trifaram proposizione, reggente enunciativa, coordinata al

precedente capoverso in forma avversativa (autem). Anche l'analisi della proposizione semplicissima: soggetto, hic sensus spiritulis, predicato verbale, dividtur, complemento di modo, trifaram.

280

Trifaram, come il quadrifaram che incontrammo all'inizio del secondo

Diciassettesima Lezione
Roma 2013

capoverso del testo di San Tommaso, un aggettivo numerale moltiplicativo, in caso accusativo non perch complemento oggetto (il quale non sarebbe potuto esserci, dal momento che il predicato un verbo passivo), ma in quanto avverbio ( il cosiddetto accusativo avverbiale o alla greca), in genere femminile e numero singolare perch concordato con il sottinteso partem.

Nel periodo seguente, lAquinate esplicita il primo dei tre sensi spirituali: Sicut enim dicit Apostlus, lex vetus figra est novae legis.

La costruzione italianizzata richiede appena un paio di spostamenti:

Sicut enim dicit Apostlus, vetus lex est figra

legis novae.

Come infatti dice l'Apostolo, l'antica legge figura della nuova legge.

La citazione di San Paolo non relativa a un passo in particolare; si riferisce piuttosto ai capitoli dal settimo al decimo della Lettera agli Ebrei, laddove Cristo viene interpretato quale compimento della prima alleanza, la quale era soltanto figura della seconda e definitiva. Questo modo di interpretare linterpretazione tipologica

l'Antico Testamento nell'esegesi cristiana avrebbe assunto il nome di tipologia. Figra infatti nell'originale greco dell'Apostolo tpos: derivato dal verbo tpto, battere, percuotere, indicava genericamente un marchio, sigillo, quindi anche una figura scolpita, bassorilievo e ancora pi in generale un modello, esemplare, un tipo appunto. Quando San Paolo scrive che

281

Studio Critico della Lingua Latina


Roma 2013

Adamo figura (tpos) di colui che doveva venire (Rm 5,14) interpreta il primo uomo come modello, anticipazione dell'uomo nuovo, il Cristo. In generale, per tipologia si intende quell'interpretazione secondo la quale un personaggio o un episodio della storia biblica viene inteso come prefigurazione di ci che si sarebbe compiuto in Ges: cos ad esempio Adamo, il primo uomo, figura di Cristo, il primogenito della nuova creazione; o ancora, il sacrificio di Isacco figura del sacrificio di Ges. La specificit dell'interpretazione tipologica che ci che figura, ad esempio Adamo o il sacrificio di Isacco, conserva la sua piena storicit e verit, ma al tempo stesso trova compimento solo in Cristo: ecco che, come anticipato nella dottrina del doppio triangolo semantico il primo senso spirituale: allegorico illustrata nella precedente Lezione, un

personaggio o fatto storico, ossia una res, diviene vox, significante di un'altra res, Cristo stesso. Questo primo senso, secondo il quale l'antica alleanza diventa figura della nuova alleanza, Tommaso, come vedremo, lo definisce allegorico. Sicut, alla lettera cos (sic) come (ut), una congiunzione subordinativa incidentale: viene detta incidentale un'osservazione o un commento di chi parla o scrive, inserito le proposizioni incidentali appunto a mo di inciso, ovvero di espressione che pu essere tagliata, incisa, e tolta dalla frase, in quanto costituisce unaggiunta autonoma rispetto al periodo (per questo sempre racchiusa tra due virgole, o parentesi, o trattini). La proposizione reggente pertanto enim est figra, enunciativa

282

Diciassettesima Lezione
Roma 2013

coordinata al periodo precedente in forma esplicativa. Sicut dicit invece la complementare indiretta incidentale di primo grado. Per quanto riguarda l'analisi delle proposizioni e della parola, c' poco da dire. Figra est un predicato nominale: risponde infatti alla domanda che cosa l'antica legge?. Vetus aggettivo qualificativo di seconda classe a una sola uscita (per questo motivo, sui dizionari, oltre al nominativo, viene indicato, unica eccezione tra gli aggettivi, il genitivo singolare: vetus, vetris); come forse si ricorder, ha la particolarit di uscire allablativo singolare in e, in um al genitivo plurale e in a nei casi retti del neutro plurale. Legis infine un sostantivo di terza declinazione in gutturale: lex, legis.

Nel periodo successivo, Tommaso presenta il secondo senso spirituale: Et ipsa nova lex, ut dicit Dionysus in Ecclesiastca Hierarcha, est figra futrae glorae.

La costruzione italianizzata richiede solo un'inversione di posizione alla fine:

Et ipsa

nova lex,

ut dicit Dionysus in Hierarcha Ecclesiastca,

E la stessa nuova legge, come dice Dionigi nella Gerarchia Ecclesiastica,

est figra

glorae futrae.

figura della gloria futura.

283

Studio Critico della Lingua Latina


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La citazione dalla Gerarchia Ecclesiastica ancora meno testuale, pi generica del precedente riferimento a san Paolo; ci nondimeno, il senso chiaro: come l'Antico Testamento vox, significante, il secondo senso spirituale: anagogico

figura che rinvia al Nuovo Testamento, cos lo stesso Nuovo Testamento diventa segno che rimanda alla gloria futura, alla vita eterna. Tommaso, come vedremo, chiama questo secondo senso anagogico. Anche le analisi di questo periodo non presentano alcuna difficolt. Vale solamente la pena osservare che futrus, a, um, qui utilizzato come aggettivo, il participio futuro del verbo sum, participio futuro formato dalla radice suppletiva fu e dal

suffisso proprio del participio futuro -r-. Il participio futuro semplicemente un participio che esprime un'azione che si svolge al futuro rispetto al tempo della reggente; si declina come un aggettivo di prima classe e ha sempre valore attivo. Futrae quindi participio nominale, con funzione di attributo di glorae.

Ecco infine il terzo senso spirituale135: In nova etam lege, ea quae in capte sunt gesta, sunt signa erum quae nos agre debmus.

La traduzione interlineare con costruzione italianizzata la seguente:

284

Stupir forse il ripetuto uso dei due punti per separare gli ultimi tre periodi che siamo venuti esaminando. Si tenga tuttavia conto che in generale la punteggiatura nei testi antichi o assente o segue criteri meno rigorosi e definiti rispetto a oggi.
135

Diciassettesima Lezione
Roma 2013

Etam

in nova lege,

ea

quae sunt gesta

in capte,

Anche nella nuova legge, quelle cose che sono state compiute nel capo,

sunt signa erum quae nos debmus agre. sono segni di quelle che noi dobbiamo fare.

Come dunque lo stesso Nuovo Testamento il terzo senso spirituale: morale pu essere inteso quale figura della gloria futura, esso pu altres infine essere segno, ossia significare le norme di comportamento da seguire: si tratta evidentemente del senso morale. Non a caso, Tommaso utilizza due verbi propri dell'ambito morale: agre infatti designa lagire, ovvero le azioni, il modo di comportarsi; il modale debre invece allude alla facolt tipicamente umana di imporsi un determinato modo di essere sulla base di considerazioni razionali: il senso del dovere appunto. L'espressione in capte fa poi riferimento evidentemente all'immagine paolina di Cristo-capo (cfr. Ef 4,15; Col 1,18; 2,19): la vita, le azioni, le gesta di Ges narrate nei Vangeli fungono da exemplum, modello per la nostra stessa vita. Dall'analisi del periodo possibile rilevare due proposizioni attributive, che servono a esplicitare il significato di due pronomi determinativi, ea e erum, rispettivamente soggetto e complemento di specificazione del predicato nominale della reggente. Per il resto, vale solo la pena annotare che caput, tis sostantivo neutro della terza declinazione (in dentale, ma con un nominativo e genitivo singolare ben diverso dal modello di multiplictas, tis) e che sunt gesta il

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Studio Critico della Lingua Latina


Roma 2013

perfetto indicativo passivo del verbo gerre, verbo che incontrammo gi nel passo di Gregorio Magno citato da Tommaso. Il perfetto indicativo passivo una delle poche forme verbali latine composte, formata dal participio passato il perfetto indicativo passivo + il verbo sum coniugato all'indicativo presente (non si faccia confusione con l'italiano, lingua nella quale i tempi composti sono pi

numerosi: nella diatesi passiva, l'ausiliare essere al tempo presente utilizzato per la formazione del presente indicativo passivo e non del passato). Per maggiore chiarezza, riportiamo comunque la flessione del perfetto indicativo passivo latino:

Indicativo Perfetto Passivo


1a coniugazione in -re 1a singolare 2a coniugazione in -re 3a coniugazione in -re 4a coniugazione in re inventus, a, um sum inventus, a, um es inventus, a, um est inventi, sumus inventi, ae, a estis inventi, ae, a sunt ae, a

significtus, a, um responsus, a, um gestus, a, um sum sum sum

2a singolare

significtus, a, um responsus, a, um gestus, a, um es es es

3a singolare

significtus, a, um responsus, a, um gestus, a, um est est ae, a responsi, sumus ae, a responsi, ae, a estis ae, a responsi, ae, a sunt ae, est a gesti, ae, a sumus gesti, ae, a estis gesti, ae, a sunt

1a plurale

significti, sumus

2a plurale

significti, estis

3a plurale

significti, sunt

286

Diciassettesima Lezione
Roma 2013

Ancora due parole sul titolo dellopera di Dionigi citata dallAquinate, Ecclesiastca Hierarcha. Ecclesiastcus aggettivo da ecclesa, il quale calco dellomonimo vocabolo greco, formato da ek + ecclesa e hierarcha kalin, chiamare fuori da, quindi

convocare: la Chiesa appunto ladunanza, lassemblea del popolo di Dio convocato da Cristo (del resto, in maniera analoga, anche sinagoga viene da sn + ghein, condurre insieme, quindi radunare). Il greco hierarcha invece composto da hier + archin, guidare le cose sacre, cosicch propriamente designa linsieme ben strutturato dei sacerdoti. Nello pseudoDionigi per, che interpreta hierarcha nel senso di ordine sacro, indica piuttosto la disposizione ontologica, i diversi gradi dellessere ordinati da Dio stesso e immutabili. Nella prossima Lezione, leggeremo il testo nel quale San Tommaso assegna il nome ai tre sensi spirituali appena introdotti. Per verificare il mio apprendimento: Compilare le schede di analisi del periodo, della proposizione e della parola di Hic autem , di Sicut enim dicit , di Et ipsa nova lex e di In nova etam lege Come si forma il perfetto indicativo passivo in latino? Coniugare al perfetto indicativo passivo quattro verbi a piacere Che cos' il participio futuro? Come si forma? Che cos' una proposizione incidentale? Perch si chiama cos? Quali sono i tre sensi spirituali della Sacra Scrittura secondo san Tommaso ? Cosa si intende per interpretazione tipologica? Qual il significato etimologico di chiesa e di gerarchia?

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Studio Critico della Lingua Latina


Roma 2013

ANALISI DEL PERIODO: Hic autem sensus spiritualis trifaram dividtur Elencare le congiunzioni specificandone il tipo Elencare pronomi relativi (e avverbi) specificando il termine al quale si riferiscono Elencare i Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la congiunzione, predicati (verbali il pronome relativo o lavverbio da cui introdotta e il predicato o nominali) verbale o nominale che la caratterizza Dividtur (predicato verbale) Autem ... dividtur

1 Autem = congiunzione coordinativa avversativa 2

Elencare in ordine degradante le proposizioni Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo reggenti e complementari, indicando per ciascuna il grado e il tipo 1 Autem ... dividtur = proposizione reggente enunciativa coordinata al periodo precedente in forma avversativa 2

288

Diciassettesima Lezione
Roma 2013

ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Hic autem sensus spiritulis trifaram dividtur

Predicato (verbale o nominale)


Dividtur (predicato verbale)

Soggetto
Hic sensus spiritulis (con due attributi)

Complementi diretti (oggetto o predicativo)

Connettori
Autem = congiunzione coordinativa avversativa

Complementi indiretti
Trifaram = complemento di modo

Complementi indiretti

289

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ANALISI DELLA PAROLA: Hic autem sensus spiritulis trifaram dividtur

Parola

Parte del discorso (sostantivo, verbo, aggettivo, pronome, avverbio, congiunzione, preposizione, esclamazione)

Paradigma e diatesi (verbi) Declinazione (sostantivi) Classe (aggettivi) Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) Complemento (preposizioni)

Modo (verbi) Caso (sostantivi, aggettivi e pronomi) Concordanza (aggettivi, pronomi)

Tempo (verbi) Genere (sostantivi, aggettivi e pronomi)

Persona (verbi) Numero (verbi , sostantivi, aggettivi e pronomi)

Hic Autem Sensus Spiritulis Trifaram Dividtur

aggettivo dimostrativo hic, haec, hoc congiunzione sostantivo coordinativa avversativa sensus, us, IV declinazione

concordato con sensus, nominativo

maschile

singolare

nominativo concordato con sensus, nominativo

maschile maschile

singolare singolare

aggettivo qualificativo spiritualis, e, II classe a 2 uscite avverbio verbo predicativo di modo divdo, is, divsi, divsum, re, transitivo passivo, III coniugazione

indicativo

presente

III singolare

290

Diciassettesima Lezione
Roma 2013

ANALISI DEL PERIODO: Sicut enim dicit Apostlus, lex vetus figra est novae legis Elencare le congiunzioni specificandone il tipo Elencare pronomi relativi (e avverbi) specificando il termine al quale si riferiscono Elencare i Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la congiunzione, predicati (verbali il pronome relativo o lavverbio da cui introdotta e il predicato o nominali) verbale o nominale che la caratterizza

1 Sicut = congiunzione subordinativa incidentale 2 Enim = congiunzione coordinativa esplicativa Elencare in ordine degradante le proposizioni reggenti e complementari, indicando per ciascuna il grado e il tipo 1 Enim ... figura est = proposizione reggente enunciativa coordinata al periodo precedente in forma esplicativa 2 Sicut ... dicit = proposizione complementare indiretta incidentale di primo grado

Dicit (predicato verbale) Figura est (predicato nominale)

Sicut ... dicit Enim ... figra est

Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo

Enim ... figra est

Sicut ... dicit

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ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Sicut enim dicit Apostlus, lex vetus figra est novae legis

Predicato (verbale o nominale)


Dicit (predicato verbale)

Soggetto
Apostlus

Complementi diretti (oggetto o predicativo)

Connettori
Sicut = congiunzione subordinativa incidentale

Figra est (predicato nominale)

Lex vetus (con un attributo)

Enim = congiunzione coordinativa esplicativa

Complementi indiretti
Novae legis = complemento di specificazione del predicato nominale (con un attributo)

Complementi indiretti

292

Diciassettesima Lezione
Roma 2013

ANALISI DELLA PAROLA: Sicut enim dicit Apostlus, lex vetus figra est novae legis

Parola

Parte del discorso (sostantivo, verbo, aggettivo, pronome, avverbio, congiunzione, preposizione, esclamazione)

Paradigma e diatesi (verbi) Declinazione (sostantivi) Classe (aggettivi) Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) Complemento (preposizioni)

Modo (verbi) Caso (sostantivi, aggettivi e pronomi) Concordanza (aggettivi, pronomi)

Tempo (verbi) Genere (sostantivi, aggettivi e pronomi)

Persona (verbi) Numero (verbi , sostantivi, aggettivi e pronomi)

Sicut Enim Dicit Apostlus Lex Vetus Figra Est

congiunzione congiunzione verbo predicativo sostantivo sostantivo

subordinativa incidentale coordinativa esplicativa dico, is, dixi, dictum, re, indicativo transitivo attivo, III coniugazione apostlus, i, II declinazione nominativo nominativo presente maschile femminile III singolare singolare singolare singolare singolare III singolare

lex, legis, III declinazione in gutturale aggettivo qualificativo vetus, vetris, II classe a 1 uscita sostantivo verbo copulativo figra, ae, I declinazione sum, es, fui, esse, coniugazione propria, difettivo, suppletivo, atematico

concordato con lex, nominativo femminile nominativo indicativo femminile presente

Novae Legis

aggettivo qualificativo novus, a, um, I classe sostantivo lex, legis, III declinazione in gutturale

concordato con legis, genitivo genitivo

femminile femminile

singolare singolare

293

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ANALISI DEL PERIODO: Et ipsa nova lex, ut dicit Dionysus in Ecclesiastca Hierarcha, est figra futrae glorae

Elencare le congiunzioni specificandone il tipo

Elencare pronomi relativi (e avverbi) specificando il termine al quale si riferiscono

Elencare i Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la congiunzione, predicati (verbali il pronome relativo o lavverbio da cui introdotta e il predicato o nominali) verbale o nominale che la caratterizza Et ... est figra

1 Et = congiunzione coordinativa copulativa 2 Ut = congiunzione subordinativa incidentale Elencare in ordine degradante le proposizioni reggenti e complementari, indicando per ciascuna il grado e il tipo 1 Et ... est figra = proposizione reggente enunciativa coordinata al periodo precedente in forma copulativa 2 Ut dicit = proposizione complementare indiretta incidentale di primo grado

Dicit (predicato verbale)

Est figra Ut ... dicit (predicato nominale) Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo

Et ... est figra Ut ... dicit

294

Diciassettesima Lezione
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ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Et ipsa nova lex, ut dicit Dionysus in Ecclesiastca Hierarcha, est figra futrae glorae

Predicato (verbale o nominale)


Dicit (predicato verbale)

Soggetto
Dionysus

Complementi diretti (oggetto o predicativo)

Connettori
Ut = congiunzione subordinativa incidentale

Est figra (predicato nominale)

Ipsa nova lex (con due attributi)

Et = congiunzione coordinativa copulativa

Complementi indiretti
In Ecclesiastca Hierarcha = complemento di stato in luogo (con un attributo)

Complementi indiretti
Futrae glorae = complemento di specificazione del predicato nominale (con un attributo)

295

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ANALISI DELLA PAROLA: Et ipsa nova lex, ut dicit Dionysus in Ecclesiastca Hierarcha, est figra futrae glorae
Parte del discorso (sostantivo, verbo, aggettivo, pronome, avverbio, congiunzione, preposizione, esclamazione) Paradigma e diatesi (verbi) Declinazione (sostantivi) Classe (aggettivi) Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) Complemento (preposizioni) Modo (verbi) Caso (sostantivi, aggettivi e pronomi) Concordanza (aggettivi, pronomi) Tempo (verbi) Genere (sostantivi, aggettivi e pronomi) Persona (verbi) Numero (verbi , sostantivi, aggettivi e pronomi)

Parola

Et Ipsa Nova Lex Ut Dicit Dionysus In Ecclesiastca Hierarcha Est

congiunzione aggettivo determinativo

coordinativa copulativa ipse, ipsa, ipsum coordinato con lex, nominativo femminile coordinato con lex, nominativo femminile nominativo femminile singolare singolare singolare

aggettivo qualificativo novus, a, um, I classe sostantivo congiunzione verbo predicativo sostantivo preposizione lex, legis, III declinazione in gutturale subordinativa incidentale

dico, is, dixi, dictum, re, indicativo transitivo attivo, III coniugazione Dionysus, i, II declinazione in + ablativo = complemento di stato in luogo coordinato con Hierarcha, ablativo ablativo indicativo nominativo

presente maschile

III singolare singolare

aggettivo qualificativo ecclesiastcus, a, um, I classe sostantivo verbo copulativo hierarcha, ae, I declinazione sum, es, fui, esse, coniugazione propria, difettiva, atematica, suppletiva

femminile femminile presente

singolare singolare III singolare

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Diciassettesima Lezione
Roma 2013

Figra Futrae Glorae

sostantivo

figra, ae, I declinazione

nominativo concordato con glorae, genitivo genitivo

femminile femminile femminile

singolare singolare singolare

aggettivo qualificativo futrus, a, um, I classe sostantivo glora, ae, I declinazione

297

Studio Critico della Lingua Latina


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ANALISI DEL PERIODO: In nova etam lege, ea quae in capte sunt gesta, sunt signa erum quae nos agre debmus

Elencare le congiunzioni specificandone il tipo

1 Etam= congiunzione coordinativa copulativa 2

Elencare pronomi relativi (e avverbi) specificando il termine al quale si riferiscono Quae (riferito a ea) Quae (riferito a erum)

Elencare i Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la congiunzione, predicati (verbali il pronome relativo o lavverbio da cui introdotta e il predicato o nominali) verbale o nominale che la caratterizza

Elencare in ordine degradante le proposizioni reggenti e complementari, indicando per ciascuna il grado e il tipo 1 Etam sunt signa = proposizione reggente enunciativa coordinata al periodo precedente in forma copulativa Quae ... sunt gesta = proposizione attributiva di I grado 3 Quae ... agre debmus = proposizione attributiva di I grado

Sunt gesta Quae ... sunt gesta (predicato verbale) Sunt signa Etam sunt signa (predicato nominale) Agre debmus Quae ... agre debmus (predicato verbale) Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo

Etam ea (quae ... sunt gesta) sunt signa erum (quae ... agre debmus)

298

Diciassettesima Lezione ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: In nova etam lege, ea quae in capte sunt gesta, sunt signa erum quae nos agre debmus
Roma 2013

Predicato (verbale o nominale)


Sunt gesta (predicato verbale)

Soggetto
quae (riferito a ea)

Complementi diretti (oggetto o predicativo)

Connettori

Sunt signa (predicato nominale)

Ea

Etam = congiunzione coordinativa copulativa

Agre debmus (predicato verbale, con verbo modale)

nos

Quae (riferito a erum) = complemento oggetto

Complementi indiretti
In capte = complemento di stato in luogo

Complementi indiretti

In nova lege = complemento di stato in luogo (con un attributo)

Erum = complemento di specificazione del predicato nominale

299

Studio Critico della Lingua Latina


Roma 2013

ANALISI DELLA PAROLA: In nova etam lege, ea quae in capte sunt gesta, sunt signa erum quae nos agre debmus
Parte del discorso (sostantivo, verbo, aggettivo, pronome, avverbio, congiunzione, preposizione, esclamazione) Paradigma e diatesi (verbi) Declinazione (sostantivi) Classe (aggettivi) Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) Complemento (preposizioni) Modo (verbi) Caso (sostantivi, aggettivi e pronomi) Concordanza (aggettivi, pronomi) Tempo (verbi) Genere (sostantivi, aggettivi e pronomi) Persona (verbi) Numero (verbi , sostantivi, aggettivi e pronomi)

Parola

In Nova Etam Lege Ea Quae In Capte Sunt gesta

preposizione

in + ablativo = complemento di stato in luogo aggettivo qualificativo novus, a, um, I classe congiunzione coordinativa copulativa sostantivo lex, legis, III declinazione in gutturale pronome is, ea, id determinativo pronome relativo qui, quae, quod preposizione in + ablativo = complemento di stato in luogo sostantivo caput, tis, III declinazione verbo predicativo gero, is, gessi, gestum, re, transitivo passivo, III coniugazione sum, es, fui, esse, coniugazione propria, difettivo, atematico, suppletivo signum, i, II declinazione is, ea, id

concordato con lege, ablativo ablativo nominativo riferito a ea, nominativo

femminile femminile neutro neutro

singolare singolare plurale plurale

ablativo indicativo

neutro perfetto

singolare III plurale

Sunt

verbo copulativo

indicativo

presente

III plurale

Signa Erum

sostantivo pronome determinativo

nominativo genitivo

neutro neutro

plurale plurale

300

Diciassettesima Lezione
Roma 2013

Quae Nos Agre Debmus

pronome relativo pronome personale verbo predicativo verbo modale

qui, quae, quod nos, nostrum/i, nobis, nos, nobis

riferito a erum, accusativo nominativo

neutro comune136 presente presente

plurale I plurale

ago, is, egi, actum, re, transitivo infinito attivo, III coniugazione debo, es, debi, debtum, re, transitivo attivo, II coniugazione indicativo

I plurale

136

Con comune si intende che il pronome pu essere usato sia come femminile sia come maschile.

301

Roma 2013

Diciottesima Lezione
In questa Lezione impareremo: a identificare il complemento di pertinenza a utilizzare un criterio fornito da Aristotele per distinguere tra soggetto e predicato nominale a conoscere l'etimologia dei termini allegoria e anagogia

Ecco dunque la definizione del primo senso spirituale: Secundum ergo quod ea quae sunt vetris legis, signifcant ea quae sunt novae legis, est sensus allegorcus.

La costruzione italianizzata comporta laggiunta di un pronome dimostrativo:

Ergo secundum quod

ea

quae sunt vetris legis,

Quello dunque secondo il quale quelle cose che sono dell'antica legge,

signifcant ea quae sunt

novae

legis, est sensus allegorcus.

significano quelle che sono della nuova legge, il senso allegorico.

allegoria

Gi sappiamo che il senso allegorico quello in base al quale un personaggio o un episodio dell'Antico Testamento

302

viene interpretato anche quale prefigurazione di Cristo. In effetti, il termine

Diciottesima Lezione
Roma 2013

allegoria137 viene dal greco llos, altro + agoryein, parlare, quindi dire qualcosa per indicarne un'altra. L'analisi del periodo presenta la medesima difficolt che incontrammo all'inizio del quarto capoverso. Se infatti ci domandiamo a quale vocabolo si riferisca il pronome relativo quod, non troviamo risposta nel testo. Il fatto che esso si riferisce a un pronome dimostrativo o determinativo sottinteso, o forse sarebbe meglio dire assorbito nel relativo. Quel pronome invece lo troviamo nella traduzione italiana, quello, perch, come avemmo gi modo di rilevare, il relativo nelle lingue moderne sintatticamente pi debole che in latino; in particolare, in italiano, deve sempre seguire immediatamente il termine al quale si riferisce. Chiarito ci, il resto dell'analisi semplice: abbiamo una reggente enunciativa coordinata al periodo precedente in forma conclusiva, ergo est sensus, una relativa impropria, complementare indiretta modale di primo grado, secundum quod signifcant, e due attributive che esplicitano analisi del periodo

rispettivamente il significato della soggetto, quae sunt vetris legis, e del complemento oggetto, quae sunt novae legis, della modale. Per quanto riguarda l'analisi delle proposizioni, evidente che l'ultimo est abbia valore di copula; qual tuttavia il soggetto e quale il nome del predicato in quello il senso allegorico? La disposizione delle parole suggerirebbe di intendere quello come soggetto. Se per si tiene conto dell'insegnamento di Aristotele, secondo il quale il soggetto ci che non conosciamo, mentre il predicato nominale aggiunge una qualche
Si ricordi che in italiano viene adottato l'accento greco e non quello latino, come del resto avviene spesso nei sostantivi che terminano in ia.
137

soggetto e predicato nominale

303

Studio Critico della Lingua Latina


Roma 2013

informazione a proposito del soggetto, allora dovremo considerare soggetto il senso allegorico: esso infatti ci che andiamo cercando e del quale ci viene fornita una definizione. Gli altri due sunt sono seguiti invece da un genitivo. Non possono quindi essere verbi copulativi; sono piuttosto complemento di pertinenza predicati verbali con il significato di

appartenere a, essere proprio di. I genitivi infatti traducono il complemento di pertinenza, il quale risponde appunto alla domanda proprio di chi?. Per quanto riguarda infine secundum quod, gi vedemmo che secundum + laccusativo in Tommaso pu essere interpretato come complemento sia di modo sia di limitazione.

Sintatticamente analoga alla prima, la definizione del secondo senso spirituale: Secundum vero quod ea quae in Christo sunt facta, vel in his quae Christum signifcant, sunt signa erum quae nos agre debmus, est sensus morlis.

La costruzione italianizzata del medesimo periodo suona cos:

Vero secundum quod

ea

quae

sunt facta in Christo,

Quello invece secondo il quale quelle cose che sono state fatte in Cristo,

vel in his quae signifcant Christum, sunt signa

304

o in queste che significano Cristo,

sono segni

Diciottesima Lezione
Roma 2013

erum quae nos debmus agre, est sensus morlis di quelle che noi dobbiamo fare, il senso morale.

Come dicevamo, questo periodo ricalca sintatticamente il precedente; l'unica variazione la sostituzione del predicato verbale signifcant con il nominale sunt signa: evidentemente per, dal punto di vista semantico, ci non comporta le cose che significano Cristo

assolutamente alcuna differenza. Inoltre vi un'attributiva in pi, che serve a esplicitare in his, concordato in forma disgiuntiva inclusiva138 a in Christo. Qui la difficolt, pi che di ordine sintattico, relativa al senso della frase: cosa significa infatti o in queste che significano Cristo? La risposta tuttavia non ardua: ricordando infatti che, in base al senso allegorico, personaggi o episodi della Sacra Scrittura possono rinviare a Cristo, ebbene, argomenta Tommaso, quegli stessi personaggi e episodi, proprio per questo loro essere figure di Cristo, possono essere interpretati anche in senso morale, quali modelli da imitare, cos come avviene per Cristo stesso. Per quanto riguarda l'analisi delle parole, l'unica osservazione degna di rilievo riguarda sunt facta: dopo sunt gesta, si tratta del secondo indicativo perfetto passivo che incontriamo. Esso dunque formato dal verbo sunt con funzione di ausiliare + il participio passato facta, concordato in genere, numero e caso con il soggetto quae, come avverrebbe anche per il nome di un predicato nominale.
Si ricordi che una congiunzione disgiuntiva, che cio serve a separare, detta inclusiva quando i due termini disgiunti, anzich escludersi, sono sinonimi o comunque facenti parte di un insieme comune.
138

indicativo perfetto passivo

305

Studio Critico della Lingua Latina


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Ecco infine la breve definizione del terzo senso spirituale: Prout vero signifcant ea quae sunt in aeterna glora, est sensus anagogcus.

La costruzione italianizzata richiede solamente uno scambio di posizione nei vocaboli che formano il complemento di stato in luogo:

Prout

vero signifcant

ea

quae sunt in glora aeterna,

In quanto invece significano quelle cose che sono nella gloria eterna,

est sensus anagogcus. il senso anagogico.

Qui san Tommaso si concede una variazione sintattica: la proposizione prout relativa impropria con valore modale viene sostituita da una complementare indiretta modale vera e propria, introdotta dalla congiunzione prout, la quale, proprio come secundum + laccusativo, si lascia bene interpretare anche con il valore di limitazione. Per quanto riguarda l'analisi delle proposizioni, una piccola difficolt sorge intorno al soggetto di signifcant: esso infatti costituito dal soggetto della precedente relativa impropria, ea, compresa l'attributiva che esplicitava il significato del pronome determinativo ea, quae in Christo sunt facta, vel in his quae Christum signifcant.

306

Diciottesima Lezione
Roma 2013

Il verbo sunt ha ancora una volta valore di anagogia predicato verbale, con il significato di stare, risiedere: seguito infatti dal complemento di stato in luogo in aeterna glora. L'espressione futrae glorae dunque qui sostituita da in aeterna glora: in entrambi i casi, il riferimento chiaramente alle realt ultime, ai novissma. Infatti anagogia viene dal greco an, in alto + gein, condurre: appunto l'interpretazione che eleva il senso di un personaggio o di un episodio biblico alle realt celesti, alla vita eterna. Nell'ultima Lezione, leggeremo e analizzeremo il settimo capoverso dellarticlus decmus, nel quale lAquinate aggiunge che nella Sacra Scrittura perfino il medesimo senso letterale pu avere pi di un significato.

Per verificare il mio apprendimento: Compilare le schede di analisi del periodo, della proposizione e della parola di Secundum ergo quod, di Secundum vero quod e di Prout vero Coniugare al perfetto indicativo passivo i verbi gerre e facre Qual il termine al quale si riferiscono i due secundum quod? Perch sensus allegorcus e sensus morlis meglio interpretarli come soggetto piuttosto che come predicato nominale? In che senso in his coordinato in forma disgiuntiva inclusiva a in Christo? A quale domanda risponde il complemento di pertinenza? Qual il significato etimologico di allegoria e anagogia?

307

Studio Critico della Lingua Latina


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ANALISI DEL PERIODO: Secundum ergo quod ea quae sunt vetris legis, signifcant ea quae sunt novae legis, est sensus allegorcus Elencare le congiunzioni specificandone il tipo Elencare pronomi relativi (e avverbi) specificando il termine al quale si riferiscono Secundum quod (riferito a sottinteso id) Quae (riferito a ea soggetto) Quae (riferito a ea complemento oggetto) Elencare i predicati (verbali o nominali) Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la congiunzione, il pronome relativo o lavverbio da cui introdotta e il predicato verbale o nominale che la caratterizza Quae ... sunt

1 Ergo = congiunzione coordinativa conclusiva 2 3 4

Sunt (predicato verbale)

Signifcant (predicato Secundum quod ... signifcant verbale) Sunt (predicato verbale) Est (id) (predicato nominale) Quae ... sunt Ergo ... est (id)

Elencare in ordine degradante le proposizioni reggenti e complementari, indicando per ciascuna il grado e il tipo 1 Ergo ... est (id) = proposizione reggente enunciativa coordinata al periodo precedente in forma conclusiva 2 Secundum quod ... signifcant = proposizione relativa impropria complementare indiretta modale I grado 3 Quae ... sunt = proposizione attributiva di II grado

Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo

Ergo ... est (id) secundum quod ea (quae ... sunt) signifcant ea (quae ... sunt)

4 Quae ... sunt = proposizione attributiva di II grado

308

Diciottesima Lezione ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Secundum ergo quod ea quae sunt vetris legis, signifcant ea quae sunt novae legis, est sensus allegorcus
Roma 2013

Predicato (verbale o nominale)


Sunt (predicato verbale)

Soggetto
Quae (riferito a ea soggetto)

Complementi diretti (oggetto o predicativo)

Connettori

Signifcant (predicato verbale)

Ea

Ea = complemento oggetto

Sunt (predicato verbale)

Quae (riferito a ea complemento oggetto)

Est (id) (predicato nominale) Sensus allegorcus (con un attributo)

Ergo = congiunzione coordinativa conclusiva

Complementi indiretti
Secundum quod (riferito a sottinteso id) = complemento di modo Vetris legis = complemento di pertinenza (con un attributo)

Complementi indiretti

Novae legis = complemento di pertinenza (con un attributo)

309

Studio Critico della Lingua Latina


Roma 2013

ANALISI DELLA PAROLA: Secundum ergo quod ea quae sunt vetris legis, signifcant ea quae sunt novae legis, est sensus allegorcus
Parte del discorso (sostantivo, verbo, aggettivo, pronome, avverbio, congiunzione, preposizione, esclamazione) Paradigma e diatesi (verbi) Declinazione (sostantivi) Classe (aggettivi) Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) Complemento (preposizioni) Modo (verbi) Caso (sostantivi, aggettivi e pronomi) Concordanza (aggettivi, pronomi) Tempo (verbi) Genere (sostantivi, aggettivi e pronomi) Persona (verbi) Numero (verbi , sostantivi, aggettivi e pronomi)

Parola

Secundum Ergo Quod Ea Quae Sunt

preposizione congiunzione pronome relativo pronome determinativo pronome relativo verbo predicativo

secundum + accusativo = complemento di modo coordinativa conclusiva qui, quae, quod is, ea, id qui, quae, quod sum, es, fui, esse, coniugazione propria, difettivo, atematico, suppletivo riferito a un sottinteso id, accusativo nominativo riferito al precedente ea, nominativo indicativo neutro neutro neutro presente singolare plurale plurale III plurale

Vetris Legis Signifcant Ea

aggettivo qualificativo vetus, vetris, II classe a 1 uscita sostantivo verbo predicativo pronome determinativo lex, legis, III declinazione in gutturale signifco, as, vi, tum, re, transitivo attivo, I coniugazione is, ea, id

concordato con legis, genitivo genitivo indicativo accusativo

femminile femminile presente neutro

singolare singolare III plurale plurale

310

Diciottesima Lezione
Roma 2013

Quae Sunt

pronome relativo verbo predicativo

qui, quae, quod sum, es, fui, esse, coniugazione propria, difettivo, atematico, suppletivo

riferito al precedente ea, nominativo indicativo

neutro presente

plurale III plurale

Novae Legis Est

aggettivo qualificativo novus, a, um, I classe sostantivo verbo copulativo lex,legis, III declinazione in gutturale sum, es, fui, esse, coniugazione propria, difettivo, atematico, suppletivo sensus, us, IV declinazione

concordato con legis, genitivo genitivo indicativo

femminile femminile presente

singolare singolare III singolare

Sensus Allegorcus

sostantivo

nominativo concordato con sensus, nominativo

maschile maschile

singolare singolare

aggettivo qualificativo allegorcus, a, um, I classe

311

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ANALISI DEL PERIODO: Secundum vero quod ea quae in Christo sunt facta, vel in his quae Christum signifcant, sunt signa erum quae nos agre debmus, est sensus morlis Elencare le congiunzioni specificandone il tipo Elencare pronomi relativi (e avverbi) specificando il termine al quale si riferiscono Secundum quod (riferito a un sottinteso id) Quae (riferito al precedente ea) Quae (riferito al precedente his) Quae (riferito al precedente erum) Elencare i predicati (verbali o nominali) Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la congiunzione, il pronome relativo o lavverbio da cui introdotta e il predicato verbale o nominale che la caratterizza Sunt facta (predicato verbale) Vero ... est (id) Signifcant (predicato verbale) Sunt signa (predicato nominale) Agre debmus (predicato verbale) Secundum quod ... sunt signa Quae ... sunt facta Quae ... signifcant

1 Vero = congiunzione coordinativa avversativa 2 3 4 5

Est (id) (predicato nominale) Quae ... agre debmus Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo Vero ... est (id) Secundum quod ea (quae ... sunt facta in his (quae ... signifcant)) sunt signa erum (quae ... agre debmus)

Elencare in ordine degradante le proposizioni reggenti e complementari, indicando per ciascuna il grado e il tipo 1 Vero ... est (id) = proposizione reggente enunciativa coordinata al periodo precedente in forma avversativa 2 Secundum quod ... sunt signa = proposizione relativa impropria complementare indiretta modale di I grado 3 Quae ... sunt facta = proposizione attributiva di II grado 4 Quae ... agre debmus = proposizione attributiva di II grado 5 Quae ... signifcant = proposizione attributiva di III grado

312

Diciottesima Lezione ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Secundum vero quod ea quae in Christo sunt facta, vel in his quae Christum signifcant, sunt sig na erum quae nos agre debmus, est sensus morlis
Roma 2013

Predicato (verbale o nominale)


Sunt facta (predicato verbale) Signifcant (predicato verbale) Sunt signa (predicato nominale) Agre debmus (predicato verbale con verbo modale)

Soggetto
Quae (riferito al precedente ea)

Complementi diretti (oggetto o predicativo)

Connettori
Vel = congiunzione coordinativa disgiuntiva inclusiva

Quae (riferito al precedente his) Ea

Christum = complemento oggetto

Nos

Quae (riferito al precedente erum) = complemento oggetto Vero = congiunzione coordinativa avversativa

Est (id) (predicato nominale)

Sensus morlis (con un attributo)

Complementi indiretti
Secundum quod (riferito a un sottinteso id) = complemento di modo In Christo = complemento di stato in luogo

Complementi indiretti
Erum = complemento di specificazione del predicato nominale In his = complemento di stato in luogo

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Roma 2013

ANALISI DELLA PAROLA: Secundum vero quod ea quae in Christo sunt facta, vel in his quae Christum signifcant, sunt signa erum quae nos agre debmus, est sensus morlis

Parola

Parte del discorso (sostantivo, verbo, aggettivo, pronome, avverbio, congiunzione, preposizione, esclamazione)

Paradigma e diatesi (verbi) Declinazione (sostantivi) Classe (aggettivi) Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) Complemento (preposizioni)

Modo (verbi) Caso (sostantivi, aggettivi e pronomi) Concordanza (aggettivi, pronomi)

Tempo (verbi) Genere (sostantivi, aggettivi e pronomi)

Persona (verbi) Numero (verbi , sostantivi, aggettivi e pronomi)

Secundum Vero Quod Ea Quae In Christo Sunt facta Vel In

preposizione congiunzione pronome relativo pronome determinativo pronome relativo preposizione sostantivo verbo predicativo congiunzione preposizione

secundum + accusativo = complemento di modo coordinativa avversativa qui, quae, quod is, ea, id qui, quae, quod in + ablativo = complemento di stato in luogo Christus, i, II declinazione ablativo maschile perfetto singolare III plurale faco, is, feci, factum, re, indicativo transitivo passivo, in o della III coordinativa disgiuntiva inclusiva in + ablativo = complemento di stato in luogo riferito a un id sottinteso, accusativo nominativo riferito al precedente ea, nominativo neutro neutro neutro singolare plurale plurale

314

Diciottesima Lezione
Roma 2013

His Quae Christum Signifcant Sunt

pronome dimostrativo hic, haec, hoc pronome relativo sostantivo verbo predicativo verbo copulativo qui, quae, quod Christus, i, II declinazione signifco, as, vi, tum, re, transitivo attivo, I coniugazione sum, es, fui, esse, coniugazione propria, difettivo, atematico, suppletivo signum, i, II declinazione is, ea, id qui, quae, quod nos, nostri/nostrum, nobis, nos, nobis

ablativo riferito al precedente his, nominativo accusativo indicativo indicativo

neutro neutro maschile presente presente

plurale plurale singolare III plurale III plurale

Signa Erum Quae Nos Agre Debmus Est

sostantivo pronome determinativo pronome relativo pronome personale verbo predicativo verbo modale verbo copulativo

nominativo genitivo riferito al precedente erum, accusativo nominativo

neutro neutro neutro comune presente presente presente

plurale plurale plurale I plurale

ago, is, egi, actum, re, transitivo infinito attivo, III coniugazione debo,es, debi, debtum, re, transitivo attivo, II coniugazione sum, es, fui, esse, coniugazione propria, difettivo, atematico, suppletivo sensus, us, IV declinazione indicativo indicativo

I plurale III singolare

Sensus Morlis

sostantivo

nominativo concordato con sensus, nominativo

maschile maschile

singolare singolare

aggettivo qualificativo morlis, e, II classe a 2 uscite

315

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Roma 2013

ANALISI DEL PERIODO: Prout vero signifcant ea quae sunt in aeterna glora, est sensus anagogcus

Elencare le congiunzioni specificandone il tipo

1 Prout = congiunzione subordinativa modale 2 Vero = congiunzione coordinativa avversativa 3

Elencare pronomi Elencare i predicati relativi (e avverbi) (verbali o nominali) specificando il termine al quale si riferiscono Quae (riferito a ea) Signifcant (predicato verbale) Sunt (predicato verbale) Est (id) (predicato nominale)

Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la congiunzione, il pronome relativo o lavverbio da cui introdotta e il predicato verbale o nominale che la caratterizza

Prout ... significant Quae ... sunt Vero ... est (id)

Elencare in ordine degradante le proposizioni reggenti e complementari, indicando per ciascuna il grado e il tipo 1 Vero ... est (id) = proposizione reggente enunciativa coordinata al periodo precedente in forma avversativa 2 Prout ... signifcant = proposizione complementare indiretta modale di I grado

Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo

Vero ... est (id)

Prout ... signifcant ea (quae ... sunt) 3 Quae ... sunt = proposizione attributiva di II grado

316

Diciottesima Lezione
Roma 2013

Diagramma di flusso del sesto capoverso:


Autem ... dividtur Enim ... figra est Sicut ... dicit Ergo ... est (id) Et ... est figra Etam ea (quae ... sunt gesta) sunt signa erum (quae ... agre debmus) Ut ... dicit Vero ... est (id) Vero ... est (id) Prout ... signifcant ea (quae ... sunt)

secundum quod ea (quae ... sunt) signifcant ea (quae ... sunt)

Secundum quod ea (quae ... sunt facta in his (quae ... signifcant)) sunt signa erum (quae ... agre debmus)

317

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ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Prout vero signifcant ea quae sunt in aeterna glora, est sensus anagogcus

Predicato (verbale o nominale)


Significant (predicato verbale)

Soggetto
(ea quae in Christo sunt facta, vel in his quae Christum signifcant) (sottinteso)

Complementi diretti (oggetto o predicativo)


Ea = complemento oggetto

Connettori
Prout = congiunzione subordinativa modale

Sunt (predicato verbale)

Quae (riferito a ea)

Est (id) (predicato nominale)

sensus anagogcus (con un attributo)

Complementi indiretti
In glora aeterna = complemento di stato in luogo (con un attributo)

Complementi indiretti

318

Diciottesima Lezione ANALISI DELLA PAROLA: Prout vero signifcant ea quae sunt in aeterna glora, est sensus anagogcus
Parte del discorso (sostantivo, verbo, aggettivo, pronome, avverbio, congiunzione, preposizione, esclamazione) Paradigma e diatesi (verbi) Declinazione (sostantivi) Classe (aggettivi) Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) Complemento (preposizioni) Modo (verbi) Caso (sostantivi, aggettivi e pronomi) Concordanza (aggettivi, pronomi) Tempo (verbi) Genere (sostantivi, aggettivi e pronomi) Roma 2013

Parola

Persona (verbi) Numero (verbi , sostantivi, aggettivi e pronomi)

Prout Vero Signifcant Ea Quae Sunt

congiunzione congiunzione verbo predicativo pronome determinativo pronome relativo verbo predicativo

subordinativa modale coordinativa avversativa signifco, as, vi, tum, re, transitivo attivo, I coniugazione is, ea, id qui, quae, quod sum, es, fui, esse, coniugazione propria, difettivo, atematico, suppletivo in + ablativo = complemento di stato in luogo aeternus, a, um, I classe glora, ae, I declinazione sum, es, fui, esse, coniugazione propria, difettivo, atematico, suppletivo sensus, us, IV declinazione anagogcus, a, um, I classe indicativo accusativo riferito a ea, nominativo indicativo presente neutro neutro presente III plurale plurale plurale III plurale

In Aeterna Glora Est

preposizione aggettivo qualificativo sostantivo verbo copulativo

concordato con glora, ablativo femminile ablativo indicativo femminile presente

singolare singolare III singolare

Sensus Anagogcus

sostantivo aggettivo qualificativo

nominativo concordato con sensus, nominativo

maschile maschile

singolare singolare

319

Roma 2013

Diciannovesima lezione
In questa Lezione impareremo: che cosa e come formato il periodo ipotetico i tre significati che possono convivere nella congiunzione subordinatva ut come la congiunzione coordinativa autem possa introdurre una proposizione subordinata come etam possa equivocamente essere intesa sia come congiunzione coordinativa copulativa sia come avverbio rafforzativo ad apprezzare alcune etimologie

Ecco il testo del settimo capoverso dellarticlus decmus: Quia vero sensus litterlis est, quem auctor intendit: auctor autem Sacrae Scriptrae Deus est, qui omna simul suo intellectu comprehendit: non est inconvenens, ut dicit Augustnus, si etam secundum litterlem sensum in una littra Scriptrae plures sint sensus.

La costruzione italianizzata di questo lungo periodo richiede poche variazioni:

Quia vero sensus litterlis est,

quem auctor intendit:

Poich per il senso letterale quello che lautore intende:

autem auctor Sacrae Scriptrae est Deus, qui comprehendit omna

320

ma lautore della Sacra Scrittura Dio, che comprende tutte le cose

Diciannovesima Lezione
Roma 2013

simul

suo intellectu: non est inconvenens, ut dicit

simultaneamente con il suo intelletto: non sconveniente, come dice

Augustnus, si etam secundum sensum litterlem sensus Agostino, se anche secondo il senso letterale i sensi

in una

littra Scriptrae

sint

plures.

in una sola lettera della Scrittura siano molteplici.

Anche quest'ultima citazione, relativa presumibilmente al capitolo trentunesimo del dodicesimo libro delle gli stessi significati letterali possono essere pi di uno

Confessioni, non testuale. Ci tuttavia non toglie nulla alla chiarezza dell'argomentazione

di Tommaso: sulla base dell'autorit di sant'Agostino, possibile affermare che Dio, come capace di veicolare tre differenti sensi spirituali per mezzo di un'unica lettera, cos pu persino attribuire al medesimo testo della Sacra Scrittura pi significati letterali. Si tratta probabilmente del periodo pi lungo che abbiamo finora incontrato. Ci nonostante, la sua analisi non dovrebbe pi presentare ormai particolari difficolt. analisi del periodo

Le congiunzioni sono quattro: la subordinativa causale quia, la coordinativa avversativa autem, e altre due subordinative, l'incidentale ut e la condizionale si. I pronomi relativi sono due: quem e qui. Quest'ultimo si riferisce evidentemente al precedente Deus; invece quem, pur

concordando in genere e numero con sensus, si riferisce ancora una volta a

321

Studio Critico della Lingua Latina


Roma 2013

un pronome dimostrativo o determinativo, per esempio un is, sottinteso, o meglio assorbito nel relativo stesso, reso in forma esplicita nella traduzione in italiano, quello. I predicati sono sette: la copula est, che in base all'insegnamento di Aristotele ricordato nella Lezione precedente

considereremo formare un predicato nominale insieme al sottinteso is piuttosto che in unione con sensus litterlis (infatti il senso letterale ci che non conosciamo e pertanto soggetto); altri due predicati nominali, Deus est e non est inconvenens; quindi i plures sint sensus verbali intendit, comprehendit, dicit e

sint. Per la precisione, sint pu essere interpretato sia come predicato verbale, con il significato di esserci, seguito dal complemento di stato in luogo in una littra, sia come copula, considerando plures la parte nominale, anzich l'attributo del soggetto sensus. A dir la verit, anzi, la lettura dell'originale in latino, plures sint sensus, fa sembrare pi verosimile quest'ultima interpretazione. In ogni caso, ci non ha nessuna ricaduta sul piano semantico. Le proposizioni sono facili da enucleare, poich si succedono l'una all'altra, senza che alcuna sia inclusa in unaltra. Avremo pertanto quia est (is), quem intendit, autem Deus est, qui comprehendit, non est inconvenens, ut dicit, si plures sint. Tutte sono introdotte da congiunzioni subordinative o da pronomi relativi non a inizio frase, tranne quia autem autem Deus est e non est

inconvenens. Autem una congiunzione coordinativa avversativa: ma rispetto a quale proposizione coordinata in

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senso avversativo? Dal senso della frase si capisce che la contrapposizione

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nei confronti della precedente causale, tant che si potrebbe con maggior chiarezza tradurre: poich per il senso letterale quello che l'autore intende; ma poich l'autore . Dunque solo non est inconvenens pu essere la reggente: enunciativa e coordinata al capoverso precedente in forma avversativa se, come senz'altro opportuno, la facciamo introdurre dalla congiunzione vero, la quale si trova lontano dalla reggente solo perch posta a inizio frase, cos da far risultare pi evidente la contrapposizione rispetto appunto al periodo precedente. Ut dicit si lascia bene intendere quale complementare indiretta incidentale, come gi abbiamo potuto fare con i precedenti sicut dicit e ut dicit. Tuttavia bene osservare che le congiunzioni ut: incidentale, modale e comparativa

subordinative ut e sicut, del resto proprio tale e quale l'italiano come, conservano sempre anche una sfumatura di significato modale, nel modo in cui, e comparativo di uguaglianza, cos come. Si plures sint una complementare indiretta condizionale: esprime la condizione a patto della quale vale l'ipotesi formulata. Nell'insieme, reggente e condizionale, il periodo ipotetico

formano il cosiddetto periodo ipotetico: se allora. Ancora oggi rappresenta uno dei caposaldi con cui il pensiero scientifico e razionale procede nel suo argomentare: poste delle premesse, si traggono delle conclusioni. In grammatica, con terminologia greca, la premessa viene chiamata protasi (dal greco pr, avanti + tino, tendo: ci che si pone innanzi), la conclusione apodosi (dal greco ap, a partire da + ddomi, dare: ci che si d a partire da una premessa). Si tratta evidentemente anche del principio sul quale si

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basa la logica sillogistica aristotelica, le cui conclusioni vengono definite apodittiche (dal greco ap, a partire da + diknymi, mostro: ci che si mostra da s a partire da una premessa). In latino vigono delle leggi che regolano l'uso dei modi verbali nel periodo ipotetico; in questa sede tuttavia sufficiente rilevare che il congiuntivo della subordinata, sint, giustificato dal carattere eventuale della proposizione: possibile che un'unica lettera abbia pi sensi letterali, ma non congiuntivo eventuale necessario che ci accada (tra l'altro, non

pare che lAquinate fosse molto convinto della verosimiglianza di una simile possibilit, pur ammessa da Agostino). Le due causali, coordinate fra loro in forma avversativa, giustificano infine la validit dell'ipotesi avanzata da Tommaso: la potestas Dei possibile che una sola lettera nella Sacra Scrittura

veicoli pi di un senso letterale, proprio perch l'autore Dio che, a differenza dell'uomo, ha una comprensione simultanea della verit e quindi pu intendere molte cose, anzi tutte le cose, omna, contemporaneamente. Concludiamo con l'analisi della parola e alcune etimologie. Suo intellectu come ablativo semplice potrebbe avere valore sia strumentale (l'intelletto infatti non una persona), sia modale analisi della parola (essendo presente un attributo), sia causale

(essendo l'intelletto una causa interna); tuttavia qui il significato evidentemente quello di un complemento di mezzo. Simul un avverbio di tempo, dal quale in italiano derivano simultaneo e simultaneamente. Finora abbiamo sempre considerato etam una congiunzione; in questa frase

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per pi semplice classificarlo come avverbio rafforzativo di secundum

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litterlem sensum (ci non toglie che sia pur sempre possibile rintracciare il suo valore di congiunzione copulativa, intendendo se e secondo il senso spirituale e secondo quello letterale ). In analisi della proposizione, pu essere interpretato come un complemento di eccedenza, intendendo etam secundum litterlem sensum nel senso di oltre che secondo il senso spirituale, anche secondo il senso letterale. Intendre composto da in + tendre, tendere verso: quindi quem auctor intendit alla lettera significa ci verso cui l'autore tende, ci che ha di mira. In questo senso si capisce bene anche perch in fenomenologia con il termine intenzionalit ci si riferisca al fatto che la coscienza sempre coscienza di qualche cosa, ossia tesa, rivolta a qualche cosa. Inconvenens in latino usato solo come aggettivo; ci nondimeno, deriva da in (qui con il valore di prefisso negativo, con il significato cio di non) + cum + venre, non venire insieme: etimologicamente pertanto sta per che non viene insieme, che non consegue; poich la doppia negazione afferma, non inconvenens viene a significare che consegue. Comprehendre infine deriva da cum + prehendre, prendere insieme, abbracciare; il calco del greco katalambnein ed esprime bene l'atto della conoscenza intellettuale, paragonato, secondo il noto esempio utilizzato da Zenone, allimmagine di un pugno chiuso. L'articolo decimo in verit non termina qui; le tre difficolt sollevate nei primi tre capoversi vengono risolte in altrettanti capoversi conclusivi. Tuttavia un'esperienza decennale ha confermato che nel corso di due semestri non si riesce a procedere nella lettura e nell'analisi oltre l'ultimo brano esaminato poco sopra. Per concludere il corso di latino, sarebbe piuttosto alcune etimologie

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utile scrivere semmai un ulteriore volume, un vero e proprio eserciziario, nel quale vengano offerti dei testi supplementari, oltre a quello dellAquinate, per esercitarsi e capire meglio gli argomenti qui studiati. A Dio piacendo, esso potr vedere la luce i prossimi anni.

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Per verificare il mio apprendimento: Compilare le schede di analisi del periodo, della proposizione e della parola di Quia vero sensus In che senso sint si lascia interpretare sia come copula sia come predicato verbale? Perch sint si trova al modo congiuntivo? Come mai autem, che una congiunzione coordinativa, introduce una proposizione subordinativa? Quali sono i tre significati che convivono nella congiunzione subordinativa ut? In che senso etam pu essere interpretata sia come congiunzione coordinativa copulativa sia come avverbio rafforzativo? Che cos' il periodo ipotetico? Da quali proposizioni formato? In che modo l'etimologia di comprehendre di aiuto per capire l'atto della conoscenza intellettuale e quella di intendre per apprezzare il significato della nozione di intenzionalit nella fenomenologia?

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ANALISI DEL PERIODO: Quia vero sensus litterlis est, quem auctor intendit: auctor autem Sacrae Scriptrae Deus est, qui omna simul suo intellectu comprehendit: non est inconvenens, ut dicit Augustnus, si etam secundum litterlem sensum in una littra Scriptrae plures sint sensus

Elencare le congiunzioni specificandone il tipo

1 Quia = congiunzione subordinativa causale 2 Vero = congiunzione coordinativa avversativa 3 Autem = congiunzione coordinativa avversativa 4 Ut = congiunzione subordinativa incidentale 5 Si = congiunzione subordinativa condizionale 6

Elencare pronomi relativi (e avverbi) specificando il termine al quale si riferiscono Quem (riferito a sottinteso is) Qui (riferito a Deus)

Elencare i predicati (verbali o nominali)

Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la congiunzione, il pronome relativo o lavverbio da cui introdotta e il predicato verbale o nominale che la caratterizza

Est (is) (predicato nominale) Intendit (predicato verbale) Deus est (predicato nominale) Comprehendit (predicato verbale) Non est inconvenens (predicato nominale) Dicit (predicato verbale) Plures sint (predicato nominale)

Quia ... est (is) Quem ... intendit Autem (quia) ... Deus est Qui ... comprehendit Vero ... non est inconvenens

Ut ... dicit

Si ... plures sint

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Elencare in ordine degradante le proposizioni reggenti e complementari, indicando per ciascuna il grado e il tipo 1 Vero ... non est inconvenens = proposizione reggente enunciativa coordinata al periodo precedente in forma avversativa 2 Ut ... dicit = proposizione complementare indiretta incidentale di I (o II) grado 3 Si ... plures sint = proposizione complementare indiretta condizionale di I grado 4 Quia ... est (is) = proposizione complementare indiretta causale di I (o di II) grado 5 Autem (quia) ... Deus est = proposizione complementare indiretta causale di I (o di II) grado coordinata alla precedente causale in forma avversativa 6 Quem ... intendit = proposizione attributiva di II grado

Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo

Vero ... non est inconvenens ut ... dicit si ... plures sint quia ... est (is) (quem ... intendit) autem (quia) ... Deus est (qui ... comprehendit)

7 Qui ... comprehendit = proposizione attributiva di II grado

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ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Quia vero sensus litterlis est, quem auctor intendit: auctor autem Sacrae Scriptrae

Deus est, qui omna simul suo intellectu comprehendit

Predicato (verbale o nominale)


Est (is) (predicato nominale)

Soggetto
Sensus litterlis (con un attributo)

Complementi diretti (oggetto o predicativo)

Connettori
Quia = congiunzione subordinativa causale

Intendit (predicato verbale)

Auctor

Quem (riferito a sottinteso is) = complemento oggetto

Deus est (predicato nominale)

Auctor

Autem = congiunzione coordinativa avversativa

Comprehendit (predicato verbale)

qui (riferito a Deus)

Omna = complemento oggetto

Complementi indiretti
Sacrae Scriptrae = complemento di specificazione del soggetto (con un attributo)

Complementi indiretti

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Simul = complemento di tempo determinato

Suo intellectu = complemento di mezzo (con un attributo)

Diciannovesima Lezione ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: Non est inconvenens, ut dicit Augustnus, si etam secundum litterlem sensum in una littra Scriptrae plures sint sensus
Roma 2013

Predicato (verbale o nominale)


Non est inconvenens (predicato nominale)

Soggetto

Complementi diretti (oggetto o predicativo)

Connettori
Vero = congiunzione coordinativa avversativa

Dicit (predicato verbale)

Augustnus

Ut = congiunzione subordinativa incidentale

Plures sint (predicato nominale)

Sensus

Si = congiunzione subordinativa condizionale

Complementi indiretti
Etam = complemento di eccedenza In una littra = complemento di stato in luogo (con un attributo)

Complementi indiretti
Secundum litterlem sensum = complemento di modo (o di limitazione) (con un attributo) Scriptrae = complemento di specificazione del complemento di stato in luogo

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ANALISI DELLA PAROLA: Quia vero sensus litterlis est, quem auctor intendit: auctor autem Sacrae Scriptrae Deus est, qui omna simul suo intellectu comprehendit: non est inconvenens, ut dicit Augustnus, si etam secundum litterlem sensum in una littra Scriptrae plures sint sensus
Parte del discorso (sostantivo, verbo, aggettivo, pronome, avverbio, congiunzione, preposizione, esclamazione) Paradigma e diatesi (verbi) Declinazione (sostantivi) Classe (aggettivi) Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) Complemento (preposizioni) Modo (verbi) Caso (sostantivi, aggettivi e pronomi) Concordanza (aggettivi, pronomi) Tempo (verbi) Genere (sostantivi, aggettivi e pronomi) Persona (verbi) Numero (verbi , sostantivi, aggettivi e pronomi)

Parola

Quia Vero Sensus Litterlis Est

congiunzione congiunzione sostantivo

subordinativa causale coordinativa avversativa sensus, us, IV declinazione nominativo concordato con sensus, nominativo indicativo maschile maschile presente singolare singolare III singolare

aggettivo qualificativo litteralis, e, II classe a 2 uscite verbo copulativo sum, es, fui, esse, coniugazione propria, difettivo, atematico, suppletivo qui, quae, quod auctor, ris, III declinazione

Quem Auctor Intendit Auctor

pronome relativo sostantivo verbo predicativo sostantivo congiunzione

riferito a is (sottinteso), accusativo nominativo

maschile comune presente maschile

singolare singolare III singolare singolare

intendo, is, intendi, intentum, re, indicativo transitivo attivo, III coniugazione auctor, ris, III declinazione nominativo coordinativa avversativa

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Autem

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Sacrae Scriptrae Deus Est

aggettivo qualificativo sacer, sacra, sacrum, I classe sostantivo sostantivo verbo copulativo scriptra, ae, I declinazione deus, i, II declinazione sum, es, fui, esse, coniugazione propria, difettivo, atematico, suppletivo qui, quae, quod omnis, e, II classe a 2 uscite di tempo suus, a, um, I classe intellectus, us, IV declinazione comprehendo, is, prehendi, prehensum, re, transitivo attivo, III coniugazione di negazione sum, es, fui, esse, coniugazione propria, difettivo, atematico, suppletivo

concordato con Scripturae, genitivo genitivo nominativo indicativo

femminile femminile maschile presente

singolare singolare singolare III singolare

Qui Omna Simul Suo Intellectu Comprehendit

pronome relativo pronome indefinito avverbio aggettivo possessivo riflessivo sostantivo verbo predicativo

riferito a Deus, nominativo accusativo concordato con intellectu, ablativo ablativo indicativo

maschile neutro maschile maschile presente

singolare plurale singolare singolare III singolare

Non Est

avverbio verbo copulativo

indicativo

presente

III singolare

Inconvenens Ut Dicit Augustnus Si

aggettivo qualificativo inconvenens, entis, II classe a 1 uscita congiunzione verbo predicativo sostantivo congiunzione subordinativa incidentale

non concordato, perch il verbo neutro impersonale, nominativo presente maschile

singolare

dico, is, dixi, dictum, re, indicativo transitivo attivo, III coniugazione Augustnus, i, II declinazione nominativo subordinativa condizionale

III singolare singolare

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Etam Secundum Litterlem Sensum In Una Littra Scriptrae Plures

avverbio preposizione

rafforzativo secundum + accusativo = complemento di modo concordato con sensum, accusativo accusativo maschile maschile singolare singolare

aggettivo qualificativo litterlis, e, II classe a 2 uscite sostantivo preposizione aggettivo numerale cardinale sostantivo sostantivo aggettivo indefinito sensus, us, IV declinazione in + ablativo = complemento di stato in luogo unus, a, um, I classe, pronominale littra, ae, I declinazione scriptra, ae, I declinazione plus, pluris, II classe a 1 uscita, comparativo di maggioranza di multus, a, um sum, es, fui, esse, coniugazione propria, difettivo, atematico, suppletivo sensus, us, IV declinazione

concordato con littra, ablativo femminile ablativo genitivo concordato con sensus, nominativo congiuntivo femminile femminile maschile

singolare singolare singolare plurale

Sint

verbo copulativo

presente

III plurale

Sensus

sostantivo

nominativo

maschile

singolare

334

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APPENDICI

335

Roma 2013

APPENDICE 1 Testo di san Tommaso in originale


139

QUAESTO PRIMA. ARTICLUS DECMUS Utrum Sacra Scriptra sub una littra habat plures sensus AD DECMUM SIC PROCEDTUR VIDTUR QUOD Sacra Scriptra sub una littra non habeat plures sensus,
qui sunt historicus vel littralis, allegoricus, tropologicus sive moralis, et anagogicus. Multiplictas enim sensum in una scriptra parit confusinem et deceptinem, et tollit firmittem arguendi: unde ex multiplicbus propositionbus non procdit argumenttio, sed secundum hoc alquae fallacae assignantur. Sacra autem Scriptra debet esse effcax ad ostendendam verittem absque omni fallaca. Ergo non debent in ea sub una littra plures sensus tradi.

336

Abbiamo usato ledizione leonina riprodotta nel seguente volume: San Tommaso dAquino, La Somma Teologica, traduzione e commento a cura dei domenicani italiani, vol. I, ed. Studio Domenicano, Bologna 1984.
139

Appendice 1
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PRAETERA, Augustnus dicit in libro De utilitte credendi, quod Scriptra


quae Testamentum Vetus voctur, quadrifaram traditur: scilcet, secundum historam, secundum aetiologam, secundum analogam, secundum allegoram140. Quae quidem quator a quator praedictis videntur esse alina omnno. Non igtur convenens vidtur quod edem littra Sacrae Scriptrae secundum quator sensus praedictos expontur.

PRAETERA, praeter praedictos sensus, inventur sensus parabolcus, qui


inter illos sensus quator non contintur.

SED EST CONTRA quod dicit Gregorus: Sacra Scriptra omnes scientas
ipso locutinis suae more transcendit: quia uno eodemque sermne, dum narrat gestum, prodit mysterum141.

RESPONDO

DICENDUM quod auctor Sacrae Scriptrae est Deus, in

cuius potestte est ut non solum voces ad significandum accommdet (quod etam homo facre potest), sed etam res ipsas. Et ido, cum in omnbus scientis voces signifcent, hoc habet proprum ista scienta, quod ipsae res significtae per voces, etam signifcant alquid. Illa ergo prima significato, qua voces signifcant res, pertnet ad primum sensum, qui est sensus historcus vel litterlis. Illa vero significato qua res significtae per voces, itrum res alas signifcant, dictur sensus spiritulis; qui super litterlem fundtur, et eum suppnit.

140 141

Augustnus, De utilitte credendi, 3. Gregorus Magnus, Morala in Iob, 20,1.

337

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Hic autem sensus spiritulis trifaram dividtur. Sicut enim dicit Apostlus, lex vetus figra est novae legis: et ipsa nova lex, ut dicit Dionysus in Ecclesiastca Hierarcha, est figra futrae glorae: in nova etam lege, ea quae in capte sunt gesta, sunt signa erum quae nos agre debmus. Secundum ergo quod ea quae sunt vetris legis, signifcant ea quae sunt novae legis, est sensus allegorcus: secundum vero quod ea quae in Christo sunt facta, vel in his quae Christum signifcant, sunt signa erum quae nos agre debmus, est sensus morlis: prout vero signifcant ea quae sunt in aeterna glora, est sensus anagogcus. Quia vero sensus litterlis est, quem auctor intendit: auctor autem Sacrae Scriptrae Deus est, qui omna simul suo intellectu comprehendit: non est inconvenens, ut dicit Augustnus, si etam secundum litterlem sensum in una littra Scriptrae plures sint sensus.

338

Roma 2013

APPENDICE 2 Testo di san Tommaso con costruzione italiana e traduzione interlineare


PRIMA QUAESTO. ARTICLUS DECMUS PRIMA QUESTIONE. ARTICOLO DECIMO

Utrum Sacra Scriptra habat plures sensus Se la Sacra Scrittura abbia pi sensi

sub

una

littra

sotto una sola lettera

AD DECMUM

SIC PROCEDTUR COS SI PROCEDE

339

NEL DECIMO

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Roma 2013

VIDTUR SEMBRA
sub una

QUOD Sacra Scriptra CHE


la Sacra Scrittura

non habat non abbia

littra plures sensus, pi sensi,

qui che

sunt

historcus

vel

sotto un'unica lettera

sono quello storico o

litterlis,

allegorcus,

tropologcus

sive morlis, et

anagogcus.

letterale, quello allegorico, quello tropologico o

morale, e quello anagogico.

Multiplictas La molteplicit

sensum in di sensi

una

scriptra enim parit

confusinem et

in una sola scrittura infatti genera confusione e

deceptinem, et tollit firmittem sviamento,

arguendi:

unde

e toglie la solidit dell'argomentare: tant che

argumentato

non procdit ex multiplicbus

propositionbus,

sed

l'argomentazione non procede da molteplici proposizioni maggiori, ma al contrario

alquae fallacae certi errori

assignantur

secundum

hoc.

vengono definiti proprio relativamente a questo fatto.

Autem Ma

Sacra Scriptra debet esse

effcax

la Sacra Scrittura deve essere efficace

ad a

ostendendam mostrare

verittem absque la verit lontano

omni

fallaca.

da ogni errore.

340

Appendice 2
Roma 2013

Ergo

in ea non debent

tradi

plures sensus sub

una

littra.

Dunque in essa non devono essere trasmessi pi sensi

sotto un'unica lettera.

PRAETERA, Augustnus INOLTRE,


Scriptra la Scrittura quae che Agostino

in libro

De utilitte credendi dicit quod

nel libro Sull'utilit del credere dice che

voctur chiamata

Vetus Testamentum, Antico Testamento

tradtur si presenta

quadrifaram: in quattro forme:

scilcet, secundum historam, secundum aetiologam, e cio secondo la storia, secondo l'eziologia,

secundum analogam, secundum allegoram. secondo l'analogia, secondo l'allegoria.

Quae

quator

quidem

videntur

esse

omnno alina

Questi quattro sensi certamente sembrano essere del tutto diversi

a quator

praedictis.

dai quattro detti sopra.

Non vidtur igtur convenens Non sembra quindi conveniente

quod

edem

littra

Sacrae Scriptrae

che la medesima lettera della Sacra Scrittura

expontur sia esposta

secundum quator secondo i quattro

sensus praedictos. sensi detti sopra.

341

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Roma 2013

PRAETERA, praeter sensus praedictos, INOLTRE,


qui non contintur che non contenuto

inventur sensus parabolcus, il senso parabolico,

oltre ai sensi detti sopra, si trova

inter illos quator sensus. tra quei quattro sensi.

SED EST MA

CONTRA

quod

dicit Gregorus:

IN MODO CONTRARIO quel che dice Gregorio:


ipso suae locutinis:

Sacra Scriptra transcendit omnes scientas more La Sacra Scrittura supera

tutte le scienze per il modo stesso del suo parlare:

quia

uno

eodemque

sermne, dum

narrat gestum,

poich con un unico e medesimo

discorso, mentre narra un evento,

prodit

mysterum.

trasmette un mistero.

RESPONDO RISPONDO

DICENDUM

quod auctor

Sacrae Scriptrae

CHE BISOGNA DIRE che l'autore della Sacra Scrittura

est Deus, in cuius potestte est ut non solum accommdet voces Dio, nella cui potest che non solo adatti le parole

342

Appendice 2
Roma 2013

ad per

significandum significare

( quod

etam homo potest facre), fare),

qualcosa (la qual cosa anche l'uomo pu

sed etam

res ipsas.

ma anche le cose stesse.

Et ido,

cum in omnbus scientis voces

signifcent,

ista scienta

E perci, mentre in tutte le scienze le parole significano qualcosa, codesta scienza

habet hoc proprum,

quod

ipsae

res significtae per

voces,

ha questo di proprio, cio il fatto che le stesse cose significate attraverso le parole,

signifcant etam alquid. significano anche qualcosa.

Illa prima significato ergo,

qua

voces signifcant

res

Quel primo significato dunque, con il quale le parole significano le cose,

pertnet ad primum sensum, qui est sensus historcus vel litterlis. attiene al primo senso, che il senso storico o letterale.

Illa significato vero,

qua

res

significtae

per

voces

Quel significato invece, con il quale le cose significate attraverso le parole

itrum

signifcant alas res, dictur sensus spiritulis;

a loro volta significano altre cose, detto senso spirituale;

343

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Roma 2013

qui

fundtur super litterlem, et eum suppnit.

il quale fondato sopra il letterale, e lo suppone.

Autem Ma

hic sensus spiritulis dividtur trifaram. questo senso spirituale si divide in tre forme.

Sicut dicit enim Apostlus, vetus lex est figra

novae

legis:

Come dice infatti l'Apostolo, l'antica legge figura della nuova legge:

et ipsa

nova lex, ut dicit Dionysus in Hierarcha Ecclesiastca,

e la stessa nuova legge, come dice Dionigi nella Gerarchia Ecclesiastica,

est figra figura

glorae futrae:

etam in nova

lege, ea

quae

della gloria futura: anche nella nuova legge, quelle cose che

sunt gesta

in capte, sunt signa erum quae nos debmus agre.

sono state compiute nel capo, sono segni di quelle che noi dobbiamo fare.

Ergo secundum quod

ea

quae sunt

vetris

legis, signifcant

Quello dunque secondo il quale quelle cose che sono dell'antica legge, significano

ea

quae sunt

novae

legis, est sensus allegorcus:

quelle che sono della nuova legge, il senso allegorico:

vero secundum

quod

ea

quae

sunt facta

in Christo,

quello invece secondo il quale quelle cose che sono state fatte in Cristo,

344

Appendice 2
Roma 2013

vel in

his quae signifcant Christum, sunt signa erum quae nos debmus sono segni di quelle che noi dobbiamo

o in queste che significano Cristo,

agre, est sensus morlis: fare, il senso morale:

prout

vero signifcant

ea quae sunt

in glora aeterna,

in quanto invece significano quelle che sono nella gloria eterna,

est sensus anagogcus. il senso anagogico.

Quia vero sensus litterlis est,

quem

auctor intendit: autem auctor ma l'autore

Poich per il senso letterale quello che l'autore intende:

Sacrae

Scriptrae est Deus, qui

suo intellectu

comprehendit omna

della Sacra Scrittura

Dio, che con il suo intelletto comprende tutte le cose

simul:

non est inconvenens, ut dicit Augustnus, si etam

simultaneamente: non sconveniente, come dice Agostino, se anche

secundum sensum litterlem sensus in una

littra

Scriptrae

secondo il senso letterale i sensi in una sola lettera della Scrittura

sint

plures .

siano molteplici.

345

Roma 2013

APPENDICE 3 Congiunzioni e avverbi incontrati


autem = congiunzione coordinativa avversativa contra = avverbio di modo cum = congiunzione subordinativa avversativa dum = congiunzione subordinativa temporale enim = congiunzione coordinativa esplicativa ergo = congiunzione coordinativa conclusiva et = congiunzione coordinativa copulativa etam = avverbio rafforzativo / congiunzione coordinativa copulativa ido = congiunzione coordinativa esplicativa igtur = congiunzione coordinativa conclusiva itrum = avverbio iterativo non = avverbio di negazione omnno = avverbio rafforzativo praetera = congiunzione coordinativa copulativa prout = congiunzione subordinativa modale quadrifaram = avverbio di modo

346

que = congiunzione coordinativa copulativa enclitica

Appendice 3
Roma 2013

quia = congiunzione subordinativa causale quidem = avverbio rafforzativo quod = congiunzione subordinativa dichiarativa scilcet = congiunzione coordinativa esplicativa sed = congiunzione coordinativa avversativa si = congiunzione subordinativa condizionale sicut =congiunzione subordinativa incidentale (modale e comparativa) simul = avverbio di tempo sive = congiunzione coordinativa disgiuntiva inclusiva solum = avverbio di modo trifaram = avverbio di modo unde = avverbio dorigine, con valore esplicativo ut = congiunzione subordinativa dichiarativa / incidentale (modale e comparativa) vel = congiunzione coordinativa disgiuntiva inclusiva vero = congiunzione coordinativa avversativa

347

Roma 2013

APPENDICE 4 Preposizioni e complementi incontrati


a/ab + ablativo = complemento di separazione absque + ablativo = complemento di separazione ad + accusativo = complemento di moto a luogo / di fine de + ablativo = complemento di argomento e/ex + ablativo = complemento dorigine in + ablativo = complemento di stato in luogo inter + accusativo = complemento di stato in luogo per + accusativo = complemento di mezzo praeter + accusativo = complemento di eccedenza secundum + accusativo = complemento di limitazione o di modo sub + ablativo = complemento di stato in luogo super + accusativo = complemento di stato in luogo nominativo semplice = complemento predicativo del soggetto genitivo semplice = complemento di pertinenza accusativo semplice = complemento predicativo delloggetto ablativo semplice = complemento di modo / di mezzo / di causa

348

Roma 2013

APPENDICE 5 Paradigmi dei verbi incontrati


accommdo, as, vi, tum, re, I coniugazione, transitivo ago, is, egi, actum , re, III coniugazione, transitivo argo, is, argi, arguitrus, re, difettivo, III coniugazione, transitivo assgno, as, vi, tum, re, I coniugazione, transitivo comprehendo, is, comprehendi, comprehensum, re, III coniugazione, transitivo contno, es, contini, contentum, re, II coniugazione, transitivo convno, is, vni, ventum, re, IV coniugazione, intransitivo credo, is, creddi, credtum, re, III coniugazione, transitivo debo, es, debi, debtum re, modale, II coniugazione dico, is, dixi, dictum, re, III coniugazione, transitivo divdo, is, divsi, divsum, re, III coniugazione, transitivo expno, is, posi, postum, re, III coniugazione, transitivo faco, is, feci, factum, re, III coniugazione in -o, transitivo fundo, as, vi, tum, re, I coniugazione, transitivo gero, is, gessi, gestum, re, III coniugazione, transitivo habo, es, habi, habtum, re, II coniugazione, transitivo

349

intendo, is, intendi, intentum , re, III coniugazione, transitivo

Studio Critico della Lingua Latina


Roma 2013

invno, is, invni, inventum, re, III coniugazione, transitivo narro, as, vi, tum, re, I coniugazione, transitivo ostendo, is, ostendi, ostentum (ostensum), re, III coniugazione, transitivo paro, is, pepri, partum, re, III coniugazione in o, transitivo pertino, es, pertini, re, difettivo, II coniugazione, intransitivo possum, potes, poti, posse, difettivo, atematico, modale, coniugazione propria praedco, is, dxi, dictum, re, III coniugazione, transitivo procdo, is, procssi, procssum , re, III coniugazione, intransitivo prodo, is, proddi, prodtum, re, III coniugazione, transitivo respondo, es, respondi, responsum, re, II coniugazione, transitivo signifco, as, vi, tum, re, I coniugazione, transitivo sum, es, fui, esse, difettivo, atematico, suppletivo, coniugazione propria, intransitivo suppno, is, supposi, suppostum , re, III coniugazione, transitivo tollo, is, sustli, subltum, re, III coniugazione, transitivo trado, is, traddi, tradtum, re, III coniugazione, transitivo transcendo, is, scendi, scensum, re, III coniugazione, transitivo vidor, ris, visus sum, ri, II coniugazione, deponente voco, as, vi, tum, re, I coniugazione , transitivo

350

Roma 2013

APPENDICE 6 Sostantivi e aggettivi di I e II classe incontrati


aeternus, a, um, I classe aetiologa, ae, femminile, I declinazione alinus, a, um, I classe alus, a, um, I classe allegora, ae, femminile, I declinazione allegorcus, a, um, I classe anagogcus, a, um, I classe analoga, ae, femminile, I declinazione apostlus, i, maschile, II declinazione argumentato, nis, femminile, III declinazione, in nasale auctor, ris, comune, III declinazione Augustnus, i, maschile, II declinazione caput, tis, neutro, III declinazione Christus, i, maschile, II declinazione confuso, nis, femminile, III declinazione, in nasale

351

convenens entis, II classe a 1 uscita

Studio Critico della Lingua Latina


Roma 2013

decepto, nis, femminile, III declinazione, in nasale deus, i, maschile, II declinazione Dionysus, i, maschile, II declinazione ecclesiastcus, a, um, I classe effcax, ccis, II classe a 1 uscita, in gutturale fallaca, ae, femminile, I declinazione figra, ae, femminile, I declinazione firmtas, tis, femminile, III declinazione, in dentale futrus, a, um, I classe glora, ae, femminile, I declinazione Gregorus, i, maschile, II declinazione hierarcha, ae, femminile, I declinazione histora, ae, femminile, I declinazione historcus, a, um, I classe homo, mnis, maschile, III declinazione inconvenens, entis, II classe a 1 uscita intellectus, us, maschile, IV declinazione lex, legis, femminile, III declinazione in gutturale liber, libri, maschile, II declinazione littra, ae, femminile, I declinazione litterlis, e, II classe a 2 uscite locuto, nis, femminile, III declinazione in nasale morlis, e, II classe a 2 uscite mos, moris, maschile, III declinazione

352

multplex, plcis, II classe, a 1 uscita, in gutturale

Appendice 6
Roma 2013

multiplictas, tis, femminile, III declinazione, in dentale mysterum, i, neutro, II declinazione novus, a, um, I classe omnis, e, II classe a 2 uscite parabolcus, a, um, I classe plus, pluris, II classe a 1 uscita potestas, tis, femminile, III declinazione in dentale primus, a, um, I classe proposito, nis, femminile, III declinazione, in nasale proprus, a, um, I classe res, rei, femminile, V declinazione sacer, cra, crum, I classe scienta, ae, femminile, I declinazione scriptra, ae, femminile, I declinazione sensus, us, maschile, IV declinazione sermo, nis, maschile, III declinazione in nasale signum, i, neutro, II declinazione significato, nis, femminile, III declinazione in nasale spiritulis, e, II classe a 2 uscite suus, a, um, I classe testamentum, i, neutro, II declinazione tropologcus, a, um, I classe unus, a, um, I classe, pronominale utiltas, tis, femminile, III declinazione, in dentale vertas, tis, femminile, III declinazione in dentale

353

Studio Critico della Lingua Latina


Roma 2013

vetus, vetris, II classe a 1 uscita vox, vocis, femminile, III declinazione in gutturale

354

Roma 2013

APPENDICE 7 Etimologie presentate


accommdo, re 12 adverbum, i 184 alinus, a, um 185 allegora, ae 79 anagoga, ae 83 apodittico 99 apodosi 99 argumentato, nis 129 assigno, re 130 assoluto 30 auctor, ris 13 comprehendo, re 101 confuso, nis 129 contino, re 196 convenens, entis 195 debo, re 146 decepto, nis 129 ecclesa, ae 62 effcax, cis 146

355

etam 32

Studio Critico della Lingua Latina


Roma 2013

expno, re 195 fallaca, ae 146 firmtas, tis 129 fundo, re 44 hierarcha, ae 62 histora, ae 44 homo, nis 12 inconvenens, entis 101 intendo, re 101 inveno, re 196 itrum 43 locuto, nis 215 mos, moris 214 multiplex, plcis 128 mysterum, i 216 omnno 185 ogni 146 ostendo, re 146 parabolcus, a, um 196 pertino, re 41 praedco, re 184 praetera 195 procdo, re 130 prodo, re 216

356

proposito, nis 130

Appendice 7
Roma 2013

protasi 99 scienta, ae 214 sermo, nis 216 simplex, plcis 128 signifco, re 12 suppno, re 44 testamentum, i 174 tollo, re 129 tradito, nis 159-160 transcendo, re 215 tpos 57

357

Roma 2013

APPENDICE 8 Le cinque declinazioni dei sostantivi


PRIMA DECLINAZIONE
scriptra, ae Nominativo Singolare scriptr (la scrittura)142 Genitivo scriptrae (della scrittura) Dativo scriptrae (alla scrittura) Accusativo scriptram (la scrittura) Vocativo scriptr (o scrittura) Ablativo scriptr (con la scrittura)
142

Plurale scriptrae (le scritture) scripturrum (delle scritture) scriptris (alle scritture) scriptras (le scritture) scriptrae (o scritture) scriptris (con le scritture)

358

Uno studente mi ha giustamente fatto osservare che, specialmente per gli studenti stranieri, sarebbe stato utile aggiungere in queste tabelle la traduzione delle singole voci in italiano. Si tenga tuttavia presente che la traduzione valida solo in prima approssimazione, in quanto suscettibile di molte variazioni in base al contesto in cui il vocabolo inserito; ci non vale solo per lablativo, che pu tradurre molteplici complementi, resi in italiano con lausilio di preposizioni differenti, ma anche per tutti gli altri casi: cos, ad esempio, lo stesso nominativo pu svolgere la funzione di complemento predicativo del soggetto e essere tradotto in italiano con le preposizioni come o in qualit di. Probabilmente solo il vocativo non soggetto a variazioni di sorta nella traduzione.

Appendice 8
Roma 2013

SECONDA DECLINAZIONE

apostlus, i Nominativo

Singolare apostlus (lapostolo)

Plurale apostli (gli apostoli) apostolrum (degli apostoli) apostlis (agli apostoli) apostlos (gli apostoli) apostli (o apostoli) apostli (con gli apostoli)

Genitivo

apostli (dellapostolo)

Dativo

apostlo (allapostolo)

Accusativo

apostlum (lapostolo)

Vocativo

apostle (o apostolo)

Ablativo

apostlo (con lapostolo)

359

Studio Critico della Lingua Latina


Roma 2013

SECONDA DECLINAZIONE
(flessione particolare del sostantivo deus)

deus, i Nominativo

Singolare deus (dio)

Plurale dii (d, dei) (gli dei) derum (deum) (degli dei) diis (ds, deis) (agli dei) deos (gli dei) dii (d, dei) (o dei) diis (ds, deis) (con gli dei)

Genitivo

dei (di dio)

Dativo

deo (a dio)

Accusativo

deum (dio)

Vocativo

deus (dive)143 (o dio)

Ablativo

a deo (da dio)144

360

Tra parentesi riportiamo sempre delle varianti attestate pi o meno frequentemente. Siccome un nome di persona, lablativo semplice deo non pu essere strumentale (il complemento di mezzo sarebbe stato per deum); per questo abbiamo premesso la preposizione ab, per formare un complemento dagente. Applicheremo lo stesso criterio anche in seguito, con il sostantivo Isus e qualora un pronome maschile o femminile si supponga riferito a una persona.
143 144

Appendice 8
Roma 2013

SECONDA DECLINAZIONE
(a desinenza zero al nominativo e vocativo singolare)

puer, ri Nominativo

Singolare puer (il fanciullo)

Plurale puri (i fanciulli) puerrum (dei fanciulli) puris (ai fanciulli) puros (i fanciulli) puri (o fanciulli) puris (con i fanciulli)

Genitivo

puri (del fanciullo)

Dativo

puro (al fanciullo)

Accusativo

purum (il fanciullo)

Vocativo

puer (o fanciullo)

Ablativo

puro (con il fanciullo)

361

Studio Critico della Lingua Latina


Roma 2013

SECONDA DECLINAZIONE
(a desinenza zero e con perdita della vocale -ein tutti i casi tranne che al nominativo e vocativo singolare)

liber, bri Nominativo

Singolare liber (il libro)

Plurale libri (i libri) librrum (dei libri) libris (ai libri) libros (i libri) libri (o libri) libris (con i libri)

Genitivo

libri (del libro)

Dativo

libro (al libro)

Accusativo

librum (il libro)

Vocativo

liber (o libro)

Ablativo

libro (con il libro)

362

Appendice 8
Roma 2013

SECONDA DECLINAZIONE
(sostantivi di genere neutro)

mysterum, i Nominativo

Singolare mysterum (il mistero)

Plurale mystera (i misteri) mysterirum (dei misteri) mysteris (ai misteri) mystera (i misteri) mystera (o misteri) mysteris (con i misteri)

Genitivo

mysteri (del mistero)

Dativo

mystero (al mistero)

Accusativo

mysterum (il mistero)

Vocativo

mysterum (o mistero)

Ablativo

mystero (con il mistero)

363

Studio Critico della Lingua Latina


Roma 2013

DESINENZE DI TERZA DECLINAZIONE

Desinenze di terza declinazione

Singolare

Plurale Neutro a (ia) um (ium) ibus a (ia) a (ia) ibus

Maschile/Femminile Neutro Maschile/Femminile -145 is i em (im) = nominativo e (i) is i = nom. = nom. e (i) es um (ium) ibus es (is) es ibus

Nominativo Genitivo Dativo Accusativo Vocativo Ablativo

Formazione dei Nominativi Singolari pi comuni: Sostantivi in dentale: vertas, tis Sostantivi in nasale: significato, nis Sostantivi in gutturale: vox, vocis Sostantivi in r: auctor, ris; mos, moris

364

Il trattino indica il fatto che non possibile determinare un numero abbastanza ristretto di uscite possibili per il nominativo singolare: questo rappresenta lunica vera difficolt dei nomi di terza declinazione. Le desinenze tra parentesi invece sono varianti, in genere meno frequenti.
145

Appendice 8
Roma 2013

TERZA DECLINAZIONE

vertas, tis Nominativo

Singolare vertas (la verit)

Plurale verittes (le verit) verittum (delle verit) veritatbus (alle verit) verittes (le verit) verittes (o verit) veritatbus (con le verit)

Genitivo

verittis (della verit)

Dativo

veritti (alla verit)

Accusativo

verittem (la verit)

Vocativo

vertas (o verit)

Ablativo

veritte (con la verit)

365

Studio Critico della Lingua Latina


Roma 2013

TERZA DECLINAZIONE
(sostantivi di genere neutro)

caput, tis Nominativo

Singolare caput (il capo)

Plurale capta (i capi) captum (dei capi) capiti bus (ai capi) capta (i capi) capta (o capi) capitbus (con i capi)

Genitivo

captis (del capo)

Dativo

capti (al capo)

Accusativo

caput (il capo)

Vocativo

caput (o capo)

Ablativo

capte (con il capo)

366

Appendice 8
Roma 2013

QUARTA DECLINAZIONE

sensus, us Nominativo

Singolare sensus (il senso)

Plurale sensus (i sensi) sensum (dei sensi) sensbus (ai sensi) sensus (i sensi) sensus (o sensi) sensbus (con i sensi)

Genitivo

sensus (del senso)

Dativo

sensui (al senso)

Accusativo

sensum (il senso)

Vocativo

sensus (o senso)

Ablativo

sensu (con il senso)

367

Studio Critico della Lingua Latina


Roma 2013

QUARTA DECLINAZIONE
(sostantivi di genere neutro)

genu, us Nominativo

Singolare genu (il ginocchio)

Plurale gena (le ginocchia) genum (delle ginocchia) genbus (alle ginocchia) gena (le ginocchia) gena (o ginocchia) genbus (con le ginocchia)

Genitivo

genus (del ginocchio)

Dativo

genu (al ginocchio)

Accusativo

genu (il ginocchio)

Vocativo

genu (o ginocchio)

Ablativo

genu (con il ginocchio)

368

Appendice 8
Roma 2013

DECLINAZIONE DI ISUS146

Isus, u Nominativo Isus (Ges) Genitivo Isu (di Ges) Dativo Isu (a Ges) Accusativo Isum (Ges) Vocativo Isu (o Ges) Ablativo ab Isu (da Ges)

Isus non appartiene in verit a nessuna delle cinque declinazioni, ma segue una flessione sua propria, in quanto un nome di origine straniera; tuttavia di fatto sembra essere un irregolare di quarta declinazione.
146

369

Studio Critico della Lingua Latina


Roma 2013

QUINTA DECLINAZIONE

res, rei Nominativo

Singolare res (la cosa)

Plurale res (le cose) rrum (delle cose) rbus (alle cose) res (le cose) res (o cose) rbus (con le cose)

Genitivo

ri (della cosa)

Dativo

ri (alla cosa)

Accusativo

rem (la cosa)

Vocativo

res (o cosa)

Ablativo

re (con la cosa)

370

Roma 2013

Appendice 9 Le due classi di flessione degli aggettivi


PRIMA CLASSE

historcus,a,um

Singolare

Plurale

Maschile

Femminile Neutro

Maschile

Femminile

Neutro

Nominativo

historcus
(lo storico)

historca
(la storica)

historcum historci
(lo storico) (gli storici)

historcae
(le storiche)

historca
(gli storici)

Genitivo

historci
(dello storico)

historcae
(della storica)

historci
(dello storico)

historcrum historcrum
(degli storici) (delle storiche)

historcrum
(degli storici)

Dativo

historco
(allo storico)

historcae
(alla storica)

historco
(allo storico)

historcis
(agli storici)

historcis
(alle storiche)

historcis
(agli storici)

Accusativo

historcum historcam
(lo storico) (la storica)

historcum historcos
(lo storico) (gli storici)

historcas
(le storiche)

historca
(gli storici)

Vocativo

historce
(o storico)

historca
(o storica)

historcum historci
(o storico) (o storici)

historcae
(o storiche)

historca
(o storici)

Ablativo

historco
(con storico)

historca
(con storica)

historco
(con storico)

historcis
(con storici)

historcis
(con storiche)

historcis
(con storici)

371

Studio Critico della Lingua Latina


Roma 2013

PRIMA CLASSE
(a desinenza zero al nominativo e vocativo singolare)

liber, a, um

Singolare

Plurale

Maschile

Femminile Neutro

Maschile

Femminile

Neutro

Nominativo

liber
(il libero)

libra
(la libera)

librum
(il libero)

libri
(i liberi)

librae
(le libere)

libra
(i liberi)

Genitivo

libri
(del libero)

librae
(della libera)

libri
(del libero)

liberrum
(dei liberi)

liberrum
(delle libere)

liberrum
(dei liberi)

Dativo

libro
(al libero)

librae
(alla libera)

libro
(al libero)

libris
(ai liberi)

libris
(alle libere)

libris
(ai liberi)

Accusativo

librum
(il libero)

libram
(la libera)

librum
(il libero)

libros
(i liberi)

libras
(le libere)

libra
(i liberi)

Vocativo

liber
(o libero)

libra
(o libera)

librum
(o libero)

libri
(o liberi)

librae
(o libere)

libra
(o liberi)

Ablativo

libro
(con libero)

libra
(con libera)

libro
(con libero)

libris
(con liberi)

libris
(con libere)

libris
(con liberi)

372

Appendice 9
Roma 2013

PRIMA CLASSE
(a desinenza zero e con perdita della vocale -ein tutti i casi tranne che al nominativo e vocativo singolare)

sacer, cra, crum

Singolare

Plurale

Maschile

Femminile Neutro

Maschile

Femminile

Neutro

Nominativo

sacer
(il sacro)

sacra
(la sacra)

sacrum
(il sacro)

sacri
(i sacri)

sacrae
(le sacre)

sacra
(i sacri)

Genitivo

sacri
(del sacro)

sacrae
(della sacra)

sacri
(del sacro)

sacrrum
(dei sacri)

sacrrum
(delle sacre)

sacrrum
(dei sacri)

Dativo

sacro
(al sacro)

sacrae
(alla sacra)

sacro
(al sacro)

sacris
(ai sacri)

sacris
(alle sacre)

sacris
(ai sacri)

Accusativo

sacrum
(il sacro)

sacram
(la sacra)

sacrum
(il sacro)

sacros
(i sacri)

sacras
(le sacre)

sacra
(i sacri)

Vocativo

sacer
(o sacro)

sacra
(o sacra)

sacrum
(o sacro)

sacri
(o sacri)

sacrae
(o sacre)

sacra
(o sacri)

Ablativo

sacro
(con sacro)

sacra
(con sacra)

sacro
(con sacro)

sacris
(con sacri)

sacris
(con sacre)

sacris
(con sacri)

373

Studio Critico della Lingua Latina


Roma 2013

PRIMA CLASSE
(pronominali)

alus,a,um

Singolare

Plurale

Maschile

Femminile Neutro

Maschile

Femminile

Neutro

Nominativo

alus
(un altro)

ala
(un altra)

alum
(un altro)

ali
(gli altri)

alae
(le altre)

ala
(gli altri)

Genitivo

alus
(di un altro)

alus
(di un altra)

alus
(di un altro)

alrum
(degli altri)

alrum
(delle altre)

alrum
(degli altri)

Dativo

ali
(a un altro)

ali
(a un altra)

ali
(a un altro)

alis
(agli altri)

alis
(alle altre)

alis
(agli altri)

Accusativo

alum
(un altro)

alam
(un altra)

alum
(un altro)

alos
(gli altri)

alas
(le altre)

ala
(gli altri)

Vocativo147

ale
(o altro)

ala
(o altra)

alum
(o altro)

ali
(o altri)

alae
(o altre)

ala
(o altri)

Ablativo

alo
(con un altro)

ala
(con un altra)

alo
(con un altro)

alis
(con altri)

alis
(con altre)

alis
(con altri)

374

Per completezza riportiamo anche il vocativo, sebbene, in verit, esso sia attestato in genere solo per gli aggettivi qualificativi e non anche per gli indefiniti come alus o i numerali come unus.
147

Appendice 9
Roma 2013

SECONDA CLASSE

litterlis, e148

Singolare Maschile e Femminile Neutro

Plurale Maschile e Femminile Neutro

Nominativo litterlis
(letterale)

litterle
(letterale)

litterles
(letterali)

littrala
(letterali)

Genitivo Dativo Accusativo Vocativo Ablativo

litterlis
(di un letterale)

litterlis
(di un letterale)

littralum
(dei letterali)

littralum
(dei letterali)

litterli
(a un letterale)

litterli
(a un letterale)

littralbus
(ai letterali)

littralbus
(ai letterali)

litterlem
(letterale)

litterle
(letterale)

litterles
(letterali)

littrala
(letterali)

litterlis
(o letterale)

litterle
(o letterale)

litterles
(o letterali)

littrala
(o letterali)

litterli
(con un letterale)

litterli
(con un letterale)

littralbus
(con i letterali)

littralbus
(con i letterali)

Gli aggettivi a tre uscite hanno la medesima flessione; al nominativo e vocativo singolare maschile per hanno desinenza zero. Sono comunque un piccolo gruppo di nomi, tutti in er al nominativo maschile singolare: per esempio, celer, ris, re, celere, rapido. Alcuni di questi, come abbiamo visto accadere anche nella seconda declinazione, conservano la -e- solo al nominativo e vocativo singolare maschile: ad esempio, terrester, stris, stre.
148

375

Studio Critico della Lingua Latina


Roma 2013

FLESSIONE DEL COMPARATIVO DI MAGGIORANZA

litteralor, us

Singolare Maschile e Femminile Neutro

Plurale Maschile e Femminile Neutro

Nominativo litterlor
(pi letterale)

litterlus
(pi letterale)

litterlires
(pi letterali)

littralira
(pi letterali)

Genitivo Dativo Accusativo Vocativo Ablativo

litterliris
(di un pi letterale)

litterliris
(di un pi letterale)

littralirum
(dei pi letterali)

littralirum
(dei pi letterali)

litterlri
(a un pi letterale)

litterlri
(a un pi letterale)

littraliorbus
(ai pi letterali)

littraliorbus
(ai pi letterali)

litterlrem
(pi letterale)

litterlus
(pi letterale)

litterlires
(pi letterali)

littralira
(pi letterali)

litterlor
(o pi letterale)

litterlus
(o pi letterale)

litterlires
(o pi letterali)

littralira
(o pi letterali)

litterlire
(con un pi letterale)

litterlire
(con un pi letterale)

littraliorbus
(con pi letterali)

littraliorbus
(con pi letterali)

376

Roma 2013

Appendice 10 La flessione dei pronomi

IL PRONOME RELATIVO

qui, quae, quod

Singolare Maschile Femminile quae


(la quale)

Plurale Neutro quod


(la qual cosa)

Maschile qui
(i quali)

Femminile quae
(le quali)

Neutro quae
(le quali cose)

Nominativo Genitivo Dativo Accusativo Ablativo

qui
(il quale)

cuius
(del quale)

cuius
(della quale)

cuius
(della qual cosa)

quorum
(dei quali)

quarum
(delle quali)

quorum
(delle quali cose)

cui
(al quale)

cui
(alla quale)

cui
(alla qual cosa)

quibus
(ai quali)

quibus
(alle quali)

quibus
(alle quali cose)

quem
(il quale)

quam
(la quale)

quod
(la qual cosa)

quos
(i quali)

quas
(le quali)

quae
(le quali cose)

quo
(con il quale)

qua
(con la quale)

quo
(con la qual cosa)

quibus
(con i quali)

quibus
(con le quali)

quibus
(con le quali cose)

377

Studio Critico della Lingua Latina


Roma 2013

IL PRONOME INDEFINITO ALQUIS, ALQUID

Singolare Maschile Nominativo Genitivo alquis


(qualcuno)

Plurale Maschile alqui


(alcuni)

Neutro alquid
(qualche cosa)

Neutro alqua
(alcune cose)

alicuius
(di qualcuno)

alicuius rei149
(di qualche cosa)

ali quorum
(di alcuni)

aliqurum rerum
(di alcune cose)

Dativo Accusativo Ablativo

alicui
(a qualcuno)

alicui rei
(a qualche cosa)

aliqubus
(ad alcuni)

aliqubus rebus
(ad alcune cose)

alquem
(qualcuno)

alquid
(qualche cosa)

alquos
(alcuni)

alqua
(alcune cose)

ab alquo
(da qualcuno)

ab alqua re
(da qualche cosa)150

ab aliqubus
(da alcuni)

ab aliqubus rebus
(da alcune cose)

378

Al neutro, nei casi obliqui i pronomi sono sempre accompagnati dal sostantivo res, rei. Lablativo semplice neutro, in verit, non riferendosi a persone, ma a cose, potrebbe anche avere valore strumentale; tuttavia, qui e in seguito, lo facciamo precedere anchesso dalla preposizione ab per omogeneit con la flessione presentata.
149 150

Appendice 10
Roma 2013

LAGGETTIVO INDEFINITO ALQUI, ALQUA, ALQUOD

Singolare Maschile Nominativo Genitivo Dativo Accusativo Ablativo alqui


(qualche )

Plurale Neutro alquod


(qualche )

Femminile alqua
(qualche )

Maschile alqui
(alcuni )

Femminile alquae
(alcune )

Neutro alqua
(alcuni )

alicuius151
(di qualche )

alicuius
(di qualche )

alicuius
(di qualche )

aliqurum
(di alcuni )

aliqurum
(di alcune )

aliqurum
(di alcuni )

alcui
(a qualche )

alcui
(a qualche )

alcui
(a qualche )

aliqubus
(ad alcuni )

aliqubus
(ad alcune )

aliqubus
(ad alcuni )

alquem
(qualche )

alquam
(qualche )

alquod
(qualche )

alquos
(alcuni )

alquas
(alcune )

alqua
(alcuni )

alquo
(con qualche )

alqua
(con qualche )

alquo
(con qualche )

aliqubus
(con alcuni )

aliqubus
(con alcune )

aliqubus
(con alcuni )

Quando la desinenza us del genitivo singolare dei pronomi preceduta dalla vocale u, si forma il dittongo ui; laccento allora cade sul primo elemento, ovvero sulla u: alicius, hius, cius. Se invece la desinenza preceduta da una consonante, laccento tonico cade sulla i lunga di us: illus, istus, ipsus.
151

379

Studio Critico della Lingua Latina


Roma 2013

PRONOMI DIMOSTRATIVI

hic, haec, hoc

Singolare Maschile Femminile Neutro

Plurale Maschile Femminile Neutro hi


(questi)

Nominativo Genitivo Dativo Accusativo Ablativo

hic
(questo)

haec
(questa)

hoc
(questa cosa)

hae
(queste)

haec
(queste cose)

huius
(di questo)

huius
(di questa)

huius
(di questa cosa)

horum
(di questi)

harum
(di queste)

horum
(di queste cose)

huic
(a questo)

huic
(a questa)

huic
(a questa cosa)

his
(a questi)

his
(a queste)

his
(a queste cose)

hunc
(questo)

hanc
(questa)

hoc
(questa cosa)

hos
(questi)

has
(queste)

haec
(queste cose)

hoc
(con questo)

hac
(con questa)

hoc
(con questa cosa)

his
(con questi)

his
(con queste)

his
(con queste cose)

380

Appendice 10
Roma 2013

iste, ista, istud

Singolare

Plurale

Maschile Femminile Neutro Maschile Femminile Neutro Nominativo Genitivo Dativo Accusativo Ablativo iste
(codesto)

ista
(codesta)

istud
(codesta cosa)

isti
(codesti)

istae
(codeste)

ista
(codeste cose)

istus
(di codesto)

istus
(di codesta)

istus
(di codesta cosa)

istrum
(di codesti)

istrum
(di codeste)

istrum
(di codeste cose)

isti
(a codesto)

isti
(a codesta)

isti
(di codesta cosa)

istis
(a codesti)

istis
(a codeste)

istis
(a codeste cose)

istum
(codesto)

istam
(codesta)

istud
(codesta cosa)

istos
(codesti)

istas
(codeste)

ista
(codeste cose)

isto
(con codesto)

ista
(con codesta)

isto
(con codesta cosa)

istis
(con codesti)

istis
(con codeste)

istis
(con codeste cose)

381

Studio Critico della Lingua Latina


Roma 2013

ille, illa, illud

Singolare

Plurale

Maschile Femminile Neutro Maschile Femminile Neutro Nominativo Genitivo Dativo Accusativo Ablativo ille
(quello)

illa
(quella)

illud
(quella cosa)

illi
(quelli)

illae
(quelle)

illa
(quelle cose)

illus
(di quello)

illus
(di quella)

illus
(di quella cosa)

illrum
(di quelli)

illrum
(di quelle)

illrum
(di quelle cose)

illi
(a quello)

illi
(a quella)

illi
(a quella cosa)

illis
(di quelli)

illis
(di quelle)

illis
(a quelle cose)

illum
(quello)

illam
(quella)

illud
(quella cosa)

illos
(quelli)

illas
(quelle)

illa
(quelle cose)

illo
(con quello)

illa
(con quello)

illo
(con quella cosa)

illis
(con quelli)

illis
(con quelle)

illis
(con quelle cose)

382

Appendice 10
Roma 2013

PRONOMI DETERMINATIVI

is, ea, id
Maschile Nominativo

Singolare Femminile ea (ella) eius (di lei) ei (a lei) eam (lei) ab ea (da lei) Neutro id (esso) eius (di esso) ei (a esso) id (ci)153 ab eo (da esso) Maschile ii (i, ei) (loro) erum (di loro) iis (is, eis) (a loro) eos (loro) ab iis (is, eis) (da loro)

Plurale Femminile eae (loro) erum (di loro) iis (is, eis) (a loro) eas (loro) Neutro ea (essi) erum (di essi) iis (is, eis) (a essi) ea (loro)

is (egli)152

Genitivo

eius (di lui)

Dativo

ei (a lui)

Accusativo

eum (lui)

Ablativo

ab eo (da lui)

ab iis (is, eis) ab iis (is, eis) (da loro) (da essi)

Is, ea, id pu fungere sia da pronome personale di terza persona, cos come lo traduciamo nella tabella, sia come pronome dimostrativo equivalente allitaliano quello, quella, ci. 153 Traduciamo ci anzich esso, perch in italiano il pronome esso non pu essere usato come complemento oggetto.
152

383

Studio Critico della Lingua Latina


Roma 2013

idem, edem, idem Nominativo Maschile

Singolare
Femminile

Plurale Neutro idem


(la medesima cosa) (i medesimi)

Maschile idem (idem, eidem) eorundem


(dei medesimi)

Femminile erede
(le medesime)

Neutro edem
(le medesime cose)

idem
(il medesimo)

edem
(la medesima)

Genitivo

eiusdem
(del medesimo)

eiusdem
(della medesima)

eiusdem
(della medesima cosa)

earundem
(delle medesime)

eorundem
(delle medesime cose)

Dativo

edem
(al medesimo)

edem
(alla medesima)

edem
(alla medesima cosa)

iisdem

iisdem

iisdem

(isdem,eisdem) (isdem,eisdem) (isdem,eisdem)


(ai medesimi) (alle medesime) (alle medesime cose)

Accusativo

eundem
(il medesimo)

eandem
(la medesima)

idem
(la medesima cosa)

eosdem
(i medesimi)

easdem
(le medesime)

edem
(le medesime cose)

Ablativo

edem
(con il medesimo)

edem
(con la medesima)

edem
(con la medesima cosa)

iisdem
(con i medesimi)

iisdem
(con le medesime)

iisdem
(con le medesime cose)

384

Appendice 10
Roma 2013

ipse, ipsa, ipsum


Nominativo Maschile

Singolare Femminile ipsa


(ella stessa)

Plurale Neutro ipsum


(esso stesso)

Maschile ipsi
(loro stessi)

Femminile ipsae
(loro stesse)

Neutro ipsa
(essi stessi)

ipse
(egli stesso)154

Genitivo

ipsus
(di lui stesso)

ipsus
(di lei stessa)

ipsus
(di esso stesso)

ipsrum
(di loro stessi)

ipsrum
(di loro stesse)

ipsrum
(di essi stessi)

Dativo

ipsi
(a lui stesso)

ipsi
(a lei stessa)

ipsi
(ad esso stesso)

ipsis
(a loro stessi)

ipsis
(a loro stesse)

ipsis
(a essi stessi)

Accusativo

ipsum
(lui stesso)

ipsam
(lei stessa)

ipsum
(ci stesso)

ipsos
(loro stessi)

ipsas
(loro stesse)

ipsa
(loro stessi)

Ablativo

ab ipso
(da lui stesso)

ab ipsa
(da lei stessa)

ab ipso
(da esso stesso)

ab ipsis
(da loro stessi)

ab ipsis
(da loro stesse)

ab ipsis
(da essi stessi)

Ipse, con valore di pronome, si traduce con egli stesso, proprio egli; come aggettivo invece ha valore di rafforzativo equivalente allitaliano stesso.
154

385

Studio Critico della Lingua Latina


Roma 2013

PRONOMI PERSONALI

Singolare
1a persona 2a persona 3a persona 1a persona

Plurale
2a persona 3a persona

Nominativo

ego (io)

tu (tu) tui (di te) tibi (a te) te (te) a te (da te)

nos (noi)

vos (voi)

Genitivo

mei (di me)

sui (di s) sibi (a s) se (s) a se (da s)

nostri/nostrum155 vestri/vestrum (di noi) nobis (a noi) nos (noi) a nobis (da noi) (di voi) vobis (a voi) vos (voi) a vobis (da voi)

sui (di s) sibi (a s) se (s) a se (da s)

Dativo

mihi (a me)

Accusativo

me (me)

Ablativo

a me (da me)

386

Le forme nostri e vestri si usano se hanno valore oggettivo, ovvero di complemento oggetto: per esempio, in miserre nostri, in quanto il significato abbi misericordia verso di noi, nei nostri confronti. Nostrum e vestrum invece hanno valore partitivo, si utilizzano cio per indicare una parte di un tutto: ad esempio, nellespressione complres vestrum, molti di voi.
155

Appendice 10
Roma 2013

PRONOME INDEFINITO NEGATIVO

nemo, nihil Nominativo

Maschile e Femminile nemo (nessuno/a)

Neutro nihil (niente) nullus rei (di niente) nulli rei (a niente) nihil (niente) a nulla re (da niente)

Genitivo

nullus (di nessuno/a)

Dativo

nemni (a nessuno/a)

Accusativo

nemnem (nessuno/a)

Ablativo

a nullo (da nessuno/a)

387

Studio Critico della Lingua Latina


Roma 2013

PRONOME INTERROGATIVO QUIS, QUID

Singolare Maschile e Femminile Nominativo quis?


(chi?)

Plurale Maschile e Femminile Neutro

Neutro

quid?
(che cosa?)

qui?
(chi?)

quae?
(che cosa?)

Genitivo

cuius?
(di chi?)

cuius rei?
(di che cosa?)

quorum?
(di chi?)

quarum rerum?
(di che cosa?)

Dativo

cui?
(a chi?)

cui rei?
(a che cosa?)

quibus?
(a chi?)

quibus rebus?
(a che cosa?)

Accusativo

quem?
(chi?)

quid?
(che cosa?)

quos?
(chi?)

quae?
(che cosa?)

Ablativo

a quo?
(da chi)

a qua re?
(da che cosa?)

a quibus?
(da chi?)

a quibus?
(da che cosa?)

388

Roma 2013

Appendice 11 Le quattro coniugazioni verbali


Indicativo Presente Attivo 1a coniugazione in -re 1a singolare signifc-o (significo) 2a singolare signifc-a-s (significhi) 3a singolare signifc-a-t (significa) 1a plurale signific--mus (significhiamo) 2a plurale signific--tis (significate) 3a plurale signifc-a-nt (significano) 2a coniugazione in -re hab--o (ho) hab-e-s (hai) hab-e-t (ha) hab--mus (abbiamo) hab--tis (avete) hab-e-nt (hanno) 3a coniugazione in -re dic-o (dico) dic-i-s (dici) dic-i-t (dice) dic--mus (diciamo) dic--tis (dite) dic-u-nt (dicono) 4a coniugazione in re inven--o (trovo) invn-i-s (trovi) invn-i-t (trova) inven--mus (troviamo) inven--tis (trovate) inven-u-nt (trovano)

389

Studio Critico della Lingua Latina


Roma 2013

Indicativo Presente Passivo-Deponente 1a coniugazione in -re 1a singolare 2asingolare 3a singolare 1a plurale 2a plurale 3a plurale
fund-o-r (sono fondato) fund--ris (sei fondato) fund--tur ( fondato) fund--mur (siamo fondati) fund-a-mni (siete fondati) fund-a-ntur (sono fondati)

2a

3a

4a

coniugazione coniugazione coniugazione in -re


vid--o-r (sembro) vid--ris (sembri) vid--tur (sembra) vid--mur (sembriamo) vid-e-mni (sembrate) vid-e-ntur (sembrano)

in -re
ger-o-r
(sono compiuto)

in re
inven--o-r (sono trovato) inven--ris (sei trovato) inven--tur ( trovato) inven--mur (siamo trovati) inven-i-mni (siete trovati) inven-iu-ntur (sono trovati)

ger--ris
(sei compiuto)

ger--tur
( compiuto)

ger--mur
(siamo compiuti)

ger-i-mni
(siete compiuti)

ger-u-ntur
(sono compiuti)

390

Appendice 11
Roma 2013

Congiuntivo Presente Attivo


1a coniugazione in -re 1a singolare signifc-e-m
(che io significhi)

2a coniugazione in re hab-a-m
(che io abbia)

3a coniugazione in -re dic-a-m


(che io dica)

4a coniugazione in -re inven-a-m


(che io trovi)

2a singolare

signifc-e-s
(che tu significhi)

hab-a-s
(che tu abbia)

dic-a-s
(che tu dica)

inven-a-s
(che tu trovi)

3a singolare

signifc-e-t
(che egli significhi)

hab-a-t
(che egli abbia)

dic-a-t
(che egli dica)

inven-a-t
(che egli trovi)

1a plurale

signifc--mus
(che noi significhiamo)

hab-e-mus
(che noi abbiamo)

dic--mus
(che noi diciamo)

inven-i-mus
(che noi troviamo)

2a plurale

signifc--tis
(che voi significhiate)

hab-e-tis
(che voi abbiate)

dic--tis
(che voi diciate)

inven-i-tis
(che voi troviate)

3a plurale

signifc-e-nt
(che essi significhino)

hab-a-nt
(che essi abbiano)

dic-a-nt
(che essi dicano)

inven-a-nt
(che essi trovino)

391

Studio Critico della Lingua Latina


Roma 2013

Congiuntivo Presente Passivo-Deponente


1a coniugazione in -re 1a singolare fund-e-r
(che io sia fondato)

2a coniugazione in re vid-a-r
(che io sembri)

3a coniugazione in -re ger-a-r


(che io sia compiuto)

4a coniugazione in -re inven-a-r


(che io sia trovato)

2a singolare

fund--ris
(che tu sia fondato)

vid-e-ris
(che tu sembri)

ger--ris
(che tu sia compiuto)

inven-i-ris
(che tu sia trovato)

3a singolare

fund--tur
(che egli sia fondato)

vid-e-tur
(che egli sembri)

ger--tur
(che egli sia compiuto)

inven-i-tur
(che egli sia trovato)

1a plurale

fund--mur
(che voi siate fondati)

vid-e-mur
(che noi sembriamo)

ger--mur
(che noi siamo compiuti)

inven-i-mur
(che noi siamo trovati)

2a plurale

fund-e-mni
(che voi siate fondati)

vid-ea-mni
(che voi sembriate)

ger-a-mni
(che voi siate compiuti)

inven-ia-mni
(che voi siate trovati)

3a plurale

fund-e-ntur
(che essi siano fondati)

vid-e-ntur
(che essi sembrino)

ger-a-ntur
(che essi siano compiuti)

inven-ia-ntur
(che essi siano trovati)

392

Appendice 11
Roma 2013

Indicativo Perfetto Attivo


1a coniugazione 2a coniugazione 3a coniugazione 4a coniugazione

in -re 1a singolare significv-i


(ho significato, significai, ebbi significato)156

in -re hab-i
(ho avuto, ebbi, ebbi avuto)

in -re dix-i
(ho detto, dissi, ebbi detto)

in -re invn-i
(ho trovato, trovai, ebbi trovato)

2a singolare

significav-isti
(hai significato, significasti, avesti significato)

habu-isti
(hai avuto, avesti, avesti avuto)

dix-isti
(hai detto, dicesti, avesti detto)

inven-isti
(hai trovato, trovasti, avesti trovato)

3a singolare

significv-it
(ha significato, signific, ebbe significato)

hab-it
(ha avuto, ebbe, ebbe avuto)

dix-it
(ha detto, disse, ebbe detto)

invn-it
(ha trovato, trov, ebbe trovato)

1a plurale

significav-mus
(abbiamo significato, significammo, avemmo significato)

habu-mus
(abbiamo avuto, avemmo, avemmo avuto)

dix-mus
(abbiamo detto, dicemmo, avemmo detto)

inven-mus
(abbiamo trovato, trovammo, avemmo trovato)

2a plurale

significav-istis
(avete significato, significaste, aveste significato)

habu-istis
(avete avuto, aveste, aveste avuto)

dix-istis
(avete detto, diceste, aveste detto)

inven-istis
(avete trovato, trovaste, aveste trovato)

3a plurale

significav-runt
(hanno significato, significarono, ebbero significato)

habu-runt
(hanno avuto, ebbero, ebbero avuto)

dix-runt
(hanno detto, dissero, ebbero detto)

inven-runt
(hanno trovato, trovarono, ebbero trovato)

Si soliti insegnare che il perfetto indicativo latino in italiano pu essere tradotto con lindicativo passato prossimo, passato remoto o trapassato remoto.
156

393

Studio Critico della Lingua Latina


Roma 2013

Indicativo Perfetto Passivo


1a coniugazione in -re 1a singolare 2a coniugazione in -re 3a coniugazione in -re dictus, a, um sum
(sono stato detto, fui detto, fui stato detto)

4a coniugazione in re inventus, a, um sum


(sono stato trovato, fui trovato, fui stato trovato)

significtus, a, um habtus, a, um sum sum


(sono stato significato, fui significato, significato) fui stato (sono stato avuto, fui avuto, fui stato avuto)

2a singolare

significtus, a, um habtus, a, um es es
(sei stato significato, fosti significato, significato) fosti stato (sei stato avuto, fosti avuto, fosti stato avuto)

dictus, a, um es
(sei stato detto, fosti detto, fosti stato detto)

inventus, a, um es
(sei stato trovato, fosti trovato, fosti stato trovato)

3a singolare

significtus, a, um habtus, a, um est est


( stato significato, fu fu stato significato, significato) ( stato avuto, fu avuto, fu stato avuto)

dictus, a, um est
( stato detto, fu detto, fu stato detto)

inventus, a, um est
( stato trovato, fu trovato, fu stato trovato)

1a plurale

significti, sumus
(siamo stati

ae,

a habti, ae, a sumus


(siamo stati avuti, fummo avuti, fummo stati avuti)

dicti, ae, a sumus


(siamo stati detti, fummo detti, fummo stati detti)

inventi, sumus
(siamo fummo stati

ae,

significati,

trovati, fummo

fummo significati, fummo stati significati)

trovati,

stati trovati)

2a plurale

significti, estis

ae,

a habti, ae, a estis


(siete stati avuti, foste avuti, foste stati avuti)

dicti, ae, a estis


(siete stati detti, foste detti, foste stati detti)

inventi, ae, a estis


(siete stati trovati, foste trovati, foste stati trovati)

(siete stati significati, foste significati, significati) foste stati

3a plurale

significti, sunt

ae,

a habti, ae, a sunt


(sono stati avuti, furono avuti, furono stati avuti)

dicti, ae, a sunt


(sono stati detti, furono detti, furono stati detti)

inventi, ae, a sunt


(sono stati trovati, furono trovati, trovati) furono stati

(sono stati significati, furono significati, significati) furono stati

394

Appendice 11
Roma 2013

Infinito Presente Attivo Prima Coniugazione signific-re (significare) Seconda Coniugazione hab-re (avere) Terza Coniugazione dic-re (dire) Quarta Coniugazione inven-re (trovare) Passivo-Deponente signific-ri (essere significato) hab-ri (essere avuto) dic-i (essere detto) inven-ri (essere trovato)

Infinito Perfetto Attivo Prima Coniugazione significav-isse (avere significato) Seconda Coniugazione habu-isse (avere avuto) Terza Coniugazione dix-isse (avere detto) Quarta Coniugazione inven-isse (avere trovato) Passivo-Deponente significt-um157, am, um esse (essere stato significato) habt-um, am, um esse (essere stato avuto) dict-um, am, um esse (essere stato detto) invent-um, am, um esse (essere stato trovato)

L'infinito perfetto passivo viene indicato con il participio declinato all'accusativo singolare, perch questa forma verbale solitamente utilizzata appunto all'accusativo, nelle proposizioni infinitive.
157

395

Studio Critico della Lingua Latina


Roma 2013

Participio Presente Prima Coniugazione Seconda Coniugazione Terza Coniugazione Quarta Coniugazione signifc-ans, antis
(che significa)

Futuro significat-rus, a, um
(che significher)

Passato significt-us, a, um
(che stato significato)

hab-ens, entis
(che ha)

habit-rus, a, um
(che avr)

habt-us, a, um
(che stato avuto)

dic-ens, entis
(che dice)

dict-rus, a, um
(che dir)

dict-us, a, um
(che stato detto)

inven-ens, entis
(che trova)

invent-rus, a, um
(che trover)

invent-us, a, um
(che stato trovato)

396

Appendice 11
Roma 2013

Gerundio
1a Coniugazione 2a Coniugazione 3a Coniugazione 4a Coniugazione

Genitivo

signific-andi (del significare)

hab-endi (dellavere) hab-endo (allavere) (ad) hab-endum (per lavere) hab-endo (con lavere)

dic-endi (del dire) dic-endo (al dire) (ad) dic-endum (per il dire) dic-endo (con il dire)

inven-iendi (del trovare) inven-iendo (al trovare) (ad) inven-iendum (per il trovare) inven-iendo (con il trovare)

Dativo

signific-ando (al significare)

Accusativo

(ad) signific-andum158 (per il significare)

Ablativo

signific-ando (con il significare)

Gerundivo Prima Coniugazione signific-andus, a, um (da essere significato) Seconda Coniugazione hab-endus, a, um (da essere avuto) Terza Coniugazione dic-endus, a, um (da essere detto) Quarta Coniugazione inven-iendus, a, um (da essere trovato)

consuetudine mettere la preposizione ad tra parentesi, perch il gerundio non si usa semplice al caso accusativo e solitamente utilizzato insieme a ad per formare il complemento di fine.
158

397

Studio Critico della Lingua Latina


Roma 2013

Verbi in o della Terza Coniugazione Attivo


Indicativo159 Presente Congiuntivo Presente

Passivo-Deponente
Indicativo Presente Congiuntivo Presente

1a singolare 2a singolare 3a singolare 1a plurale 2a plurale 3a plurale

fac-o
(faccio)

fac-am
(che io faccia)

fac-or
(sono fatto)

fac-ar
(che io sia fatto)

fac-s
(fai)

fac-as
(che tu faccia)

fac-ris
(sei fatto)

fac-iris
(che tu sia fatto)

fac-t
(fa)

fac-at
(che egli faccia)

fac-tur
( fatto)

fac-itur
(che egli sia fatto)

fac-mus
(facciamo)

fac-imus
(che noi facciamo)

fac-mur
(siamo fatti)

fac-imur
(che noi siamo fatti)

fac-tis
(fate)

fac-itis
(che voi facciate)

fac-mini
(siete fatti)

fac-imini
(che voi siate fatti)

fac-unt
(fanno)

fac-ant
(che essi facciano)

fac-iuntur
(sono fatti)

fac-intur
(che essi siano fatti)

398

Non riportiamo i tempi derivati dal perfettto e dal supino, perch sono regolari, secondo il modello della terza coniugazione.
159

Appendice 11
Roma 2013

Gerundio dei verbi in o di 3a Coniugazione


Genitivo fac-iendi (del far) Dativo fac-iendo (al fare) Accusativo (ad) fac-iendum (per il fare) Ablativo fac-iendo (con il fare)

Gerundivo dei verbi in o di 3a Coniugazione


fac-iendus, a, um (da essere fatto)

399

Studio Critico della Lingua Latina


Roma 2013

Participio Presente dei verbi in o di 3a Coniugazione


fac-iens, ientis (che fa)

Infinito Presente dei verbi in o di 3a Coniugazione


Attivo fac-re (fare) Passivo fac-i (essere fatto)

400

Roma 2013

Appendice 12 La coniugazione del verbo sum e possum


Indicativo presente 1a singolare s-u-m (sono) 2a singolare e-s (sei) 3a singolare es-t () 1a plurale 2a plurale 3a plurale s-u-mus (siamo) es-tis (siete) s-u-nt (sono) Indicativo presente 1a singolare pos-sum (posso) 2a singolare pot-es (puoi) 3a singolare pot-est (pu) 1a plurale 2a plurale 3a plurale pos-smus (possiamo) pot-estis (potete) pos-sunt (possono)

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Congiuntivo presente 1a singolare 2a singolare 3a singolare 1a plurale 2a plurale 3a plurale s-i-m (che io sia) s-i-s (che tu sia) s-i-t (che egli sia) s-i-mus (che noi siamo) s-i-tis (che voi siate) s-i-nt (che essi siano)

Congiuntivo presente 1a singolare 2a singolare 3a singolare 1a plurale 2a plurale 3a plurale pos-sim (che io possa) pos-sis (che tu possa) pos-sit (che egli possa) pos-smus (che noi possiamo) pos-stis (che voi possiate) pos-sint (che essi possano)

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Appendice 12
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Indicativo perfetto 1a singolare 2a singolare 3a singolare 1a plurale 2a plurale 3a plurale fu-i (fui) fu-isti (fosti) fu-it (fu) fu-mus (fummo) fu-istis (foste) fu-runt (furono)

Indicativo perfetto 1a singolare 2a singolare 3a singolare 1a plurale 2a plurale 3a plurale pot-i (potei) potu-isti (potesti) pot-it (pot) potu-mus (potemmo) potu-istis (poteste) potu-runt (poterono)

Infinito Presente Perfetto esse (essere) fuisse (essere stato)

Infinito Presente Perfetto posse (potere) potuisse (essere/avere potuto)

Participio Futuro futurus, a, um (che sar)

Participio Presente pot-ens, entis (potente, che pu)

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APPENDICE 13 Schede vuote


ANALISI DEL PERIODO: .. Elencare le congiunzioni specificandone il tipo Elencare pronomi relativi (e avverbi) specificando il termine al quale si riferiscono Elencare i Elencare le proposizioni, indicando per ciascuna la congiunzione, predicati (verbali il pronome relativo o lavverbio da cui introdotta e il predicato o nominali) verbale o nominale che la caratterizza

1 2 Elencare in ordine degradante le proposizioni Disegnare il diagramma di flusso dellintero periodo reggenti, complementari e attributive, indicando per ciascuna il grado e il tipo 1

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Appendice 13
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LEGENDA
Avverbi: modali, temporali, locativi, interrogativi semplici e disgiuntivi, affermativi, negativi, dubitativi, rafforzativi

Congiunzioni coordinative:

copulative, disgiuntive inclusive o esclusive, avversative, esplicative, conclusive

Congiunzioni subordinative:

dichiarative, consecutive, causali, finali, modali, temporali, locative, concessive, comparative, eccettuative, privative, ipotetiche

Proposizioni reggenti:

enunciative, interrogative dirette, esclamative, esortative, ottative, concessive, dubitative, potenziali, imperative

Proposizioni complementari dirette:

soggettive, oggettive, interrogative indirette

Proposizioni complementari indirette:

consecutive, causali, finali, modali, temporali, locative, concessive, comparative, eccettuative, privative, condizionali, incidentali

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ANALISI DELLA PROPOSIZIONE: ......................................................................................................................................................

Predicato (verbale o nominale)

Soggetto

Complementi diretti (oggetto o predicativo)

Connettori

Complementi indiretti

Complementi indiretti

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Appendice 13
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ANALISI DELLA PAROLA:

Parola

Parte del discorso (sostantivo, verbo, aggettivo, pronome, avverbio, congiunzione, preposizione, esclamazione)

Paradigma e diatesi (verbi) Declinazione (sostantivi) Classe (aggettivi) Tipo(avverbi, pronomi, congiunzioni) Complemento (preposizioni)

Modo (verbi) Caso (sostantivi, aggettivi e pronomi) Concordanza (aggettivi, pronomi)

Tempo (verbi) Genere (sostantivi, aggettivi e pronomi)

Persona (verbi) Numero (verbi , sostantivi, aggettivi e pronomi)

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APPENDICE 14 Indice dei nomi


A
ablativo; 51 ablativo semplice; 211 con valore causale; 212 con valore modale; 211 con valore strumentale; 211 accento che cosa ?; 23 legge della penultima; 24 tonico; 23 accusativo; 51 accusativo alla greca; 171 aggettivi che cosa sono?; 85 di grado positivo, comparativo e superlativo; 99 di prima classe; 58; 73 di seconda classe; 96 di seconda classe con ablativo singolare in e; 174 indefiniti; 101; 123 numerali cardinali e ordinali; 85 numerali cardinali invariabili; 184 numerali moltiplicativi; 170 possessivi; 157; 158 pronominali; 76; 138 qualificativi; 85 alfabeto latino; 25 alus e alter; 265 apocope; 24 apodosi; 321 apofonia; 125; 215 apposizioni; 34 aspetto dellazione verbale; 61 attrazione del relativo; 182 attributi; 34 avverbi; 86; 184 che cosa sono?; 109 locativi d'origine; 110 rafforzativi; 184 che cosa sono?; 18; 33 d'agente e di causa efficiente; 79 di argomento; 170 di eccedenza; 169; 195 di fine; 142 di limitazione; 121 di mezzo; 254 di modo; 121 di moto a luogo; 142 di moto da luogo; 144 di moto per luogo; 254 di pertinenza; 253; 302 di separazione; 144; 182 di specificazione; 50 di stato in luogo; 53 di termine; 51 di vocazione; 51 diretti; 33 d'origine; 121 indiretti; 33 oggetto; 33; 51 predicativo del soggetto; 171 predicativo dell'oggetto; 172 concordanza; 85 a senso; 98; 181 congiuntivo; 60; 190 congiuntivo nelle reggenti concessivo; 191 dubitativo; 191 esortativo; 190 ottativo; 190 potenziale; 191 suppositivo; 191 congiuntivo nelle subordinate attrazione modale; 102; 192; 233 eventuale; 102; 191; 233 obliquo; 102; 191; 233 congiuntivo presente attivo delle quattro coniugazioni; 103 congiuntivo presente del verbo sum; 105 congiuntivo presente passivo-deponente delle quattro coniugazioni; 104 congiunzioni che cosa sono?; 30; 87 coordinative avversative; 110; 140 coordinative conclusive; 140; 154; 189 coordinative copulative; 87; 109; 144; 169 coordinative disgiuntive inclusive e esclusive; 88 coordinative e subordinative; 41 coordinative esplicative; 108; 169

C
casi; 50 indiretti o obliqui; 52 retti; 51 chiasmo; 214 complementi

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Appendice 14
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subordinative causali; 210 subordinative dichiarative; 31 coniugazioni che cosa sono?; 53 le quattro coniugazioni; 61 costruzione diretta; 212 cum i suoi significati come congiunzione; 249

F
flessione; 52

G
genitivo; 50 gerundio; 125 gerundivo; 142

D
dativo; 51 dativo d'agente; 232 declinazioni che cosa sono?; 52 dei comparativi di maggioranza; 99 dei nomi stranieri; 116 prima; 57 quarta; 115 quinta; 137 seconda; 70 terza; 93 terza declinazione in dentale; 124 terza declinazione in gutturale; 125 terza declinazione in nasale; 125 desinenze che cosa sono?; 49 desinenza zero; 71; 74; 97; 173 desinenze verbali del perfetto; 118 pronominali; 52; 138 verbali; 59 verbali attive; 59 verbali passivo-deponenti; 77 diacritico; 22 diatesi attiva; 78 che cosa ?; 78 deponente; 79 passiva; 78 riflessiva; 79 dieresi; 22 dittonghi latini; 25 dittongo; 22; 140 divisione in sillabe; 25 doppio accusativo e doppio nominativo; 172 doppio triangolo semantico; 247 dum; 210

I
idem, edem, idem; 157 imperativo; 60 imperfetto; 117 indicativo; 60; 190 indicativo perfetto attivo delle quattro coniugazioni; 118 indicativo perfetto del verbo sum; 119 indicativo perfetto passivo delle quattro coniugazioni; 283 indicativo presente attivo delle quattro coniugazioni; 62 indicativo presente del verbo sum; 63 indicativo presente passivo delle quattro coniugazioni; 77 infinito del verbo sum; 167 infinito perfetto attivo e passivo delle quattro coniugazioni; 166 infinito presente attivo e passivo delle quattro coniugazioni; 153 interiezioni; 85 interpretazione tipologica; 279 ipse, a, um; 158 is, ea, id; 157

L
lecto facilor; 232

M
maiuscola a inizio parola; 25 modi verbali; 60 espliciti o finiti; 60 impliciti o indefiniti; 60; 153 morfologia; 103

E
enclitica; 24; 144; 215 epesegesi; 249 esclamazioni; 86 essere con valore ausiliare; 28 con valore copulativo; 29 con valore predicativo; 28; 208 etam congiunzione o avverbio?; 254; 322 etimologia; 128 eufonia; 144; 182 nesso relativo; 181 neutro; 72 nominativo; 50

P
paradigma; 81 parisillabi e imparisillabi; 94 parola analisi della parola; 17 gli otto elementi del discorso; 17; 81

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indeclinabile o invariabile; 49 scheda di analisi della parola; 80 participio ablativo assoluto; 252 attivo o presente; 193 attributivo; 253 congiunto; 251 futuro; 282 nominale; 213; 251 passivo o passato; 166 perfetto; 117 perfetto debole e perfetto forte; 119 perfetto logico; 117; 118 perfetto storico; 117 perifrastica passiva; 143; 231 periodo analisi del periodo; 19 che cosa un diagramma di flusso?; 46 che cos'?; 16 elementi sintattici significativi; 43 scheda di analisi del periodo; 40 struttura di un periodo; 36 periodo ipotetico; 321 pertino con ad + l'accusativo; 263 prefissi; 49 preposizioni; 34; 86 presente; 117 prolessi o anticipazione del relativo; 182; 249 pronomi casi obliqui neutri; 124; 139 che cosa sono?; 31 determinativi; 155 dimostrativi; 138 indefiniti; 122 indefiniti negativi; 164 interrogativi; 165 personali; 158 personali con valore partitivo e oggettivo; 159 relativi; 31; 152 relativo con dimostrativo o determinativo sottinteso; 209 pronuncia ecclesiastica; 20 regole della pronuncia ecclesiastica; 22 restituta; 21 proposizioni analisi della proposizione; 19 attributive; 36 coordinate o subordinate?; 46 avversative; 250 che cosa sono?; 19; 33 classificare le proposizioni; 44 complementari; 36 complementari dirette oggettive; 169 complementari dirette soggettive; 37 incidentali; 280 infinitive; 230 reggenti; 35 reggenti enunciative; 45 relative improprie; 228 scheda di analisi della proposizione; 63 specificare il grado di subordinazione; 45 struttura di una proposizione; 34 protasi; 321 prout; 304

Q
quantit; 23 quattro sensi della Sacra Scrittura; 248

R
radice; 49 referente; 245

S
sensi spirituali della Sacra Scrittura allegorico; 280 anagogico; 304 morale; 283 significante; 245 sillaba lunga e breve, aperta e chiusa; 23 sillogismo; 107 sintassi; 19; 32 soggetto; 18; 33 soggetto e predicato nominale secondo Aristotele; 301 sostantivo; 84 suffissi; 49; 61

T
tema verbale; 61 del perfetto; 119 del presente, del perfetto e del supino; 82 tempi verbali; 60 triangolo semantico; 246

U
ut equivocamente incidentale, modale e comparativa; 321 i suoi significati; 232

V
verbi atematici o irregolari; 63 che cosa sono?; 18 composti; 166 copulativi; 29 difettivi; 83 impersonali; 37 in o di terza coniugazione; 127 intransitivi; 78 modali; 141 nominali; 125 predicativi; 28 semideponenti; 80 suppletivi; 83 transitivi; 78 vidor; 182 vocale tematica; 61 vocativo; 51

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SOMMARIO
Prefazione.................................................................................. Errore. Il segnalibro non definito. Prefazione ........................................................................................................................................... 3 Introduzione ...................................................................................................................................... 5 Prima Lezione .................................................................................................................................. 15 Seconda Lezione .............................................................................................................................. 27 Terza Lezione ................................................................................................................................... 40 Quarta Lezione ................................................................................................................................ 57 Quinta Lezione ................................................................................................................................ 70 Parola ........................................................................................................................................ 90 Persona ...................................................................................................................................... 90 (verbi) ......................................................................................................................................... 90 Numero ...................................................................................................................................... 90 Parola ........................................................................................................................................ 91 Persona ...................................................................................................................................... 91 (verbi) ......................................................................................................................................... 91 Numero ...................................................................................................................................... 91 Sesta Lezione .................................................................................................................................... 93 Settima Lezione ............................................................................................................................. 115 Parola ...................................................................................................................................... 134 Persona .................................................................................................................................... 134 (verbi) ....................................................................................................................................... 134 Numero .................................................................................................................................... 134 Ottava Lezione ............................................................................................................................... 137 Parola ...................................................................................................................................... 150 Persona .................................................................................................................................... 150 (verbi) ....................................................................................................................................... 150 Numero .................................................................................................................................... 150 Nona Lezione ................................................................................................................................. 152 Parola ...................................................................................................................................... 163 Persona .................................................................................................................................... 163 (verbi) ....................................................................................................................................... 163

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Numero .................................................................................................................................... 163 Decima Lezione ............................................................................................................................. 164 Parola ...................................................................................................................................... 178 Persona .................................................................................................................................... 178 (verbi) ....................................................................................................................................... 178 Numero .................................................................................................................................... 178 Undicesima Lezione...................................................................................................................... 180 Parola ...................................................................................................................................... 189 Persona .................................................................................................................................... 189 (verbi) ....................................................................................................................................... 189 Numero .................................................................................................................................... 189 Dodicesima Lezione ...................................................................................................................... 190 Parola ...................................................................................................................................... 201 Persona .................................................................................................................................... 201 (verbi) ....................................................................................................................................... 201 Numero .................................................................................................................................... 201 Parola ...................................................................................................................................... 205 Persona .................................................................................................................................... 205 (verbi) ....................................................................................................................................... 205 Numero .................................................................................................................................... 205 Tredicesima Lezione ..................................................................................................................... 207 Parola ...................................................................................................................................... 222 Persona .................................................................................................................................... 222 (verbi) ....................................................................................................................................... 222 Numero .................................................................................................................................... 222 Parola ...................................................................................................................................... 225 Persona .................................................................................................................................... 225 (verbi) ....................................................................................................................................... 225 Numero .................................................................................................................................... 225 Quattordicesima Lezione ............................................................................................................. 227 Quindicesima Lezione .................................................................................................................. 246 Sedicesima Lezione ....................................................................................................................... 263 Diciassettesima Lezione ............................................................................................................... 280 Diciottesima Lezione .................................................................................................................... 302 Diciannovesima lezione ............................................................................................................... 320

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APPENDICI ....................................................................................................................................... 335

Sommario
Roma 2013

APPENDICE 1.................................................................................................................................... 336 Testo di san Tommaso .................................................................................................................. 336 in originale ..................................................................................................................................... 336 APPENDICE 2.................................................................................................................................... 339 Testo di san Tommaso .................................................................................................................. 339 APPENDICE 3.................................................................................................................................... 346 Congiunzioni e avverbi incontrati .............................................................................................. 346 APPENDICE 4.................................................................................................................................... 348 Preposizioni e complementi incontrati ...................................................................................... 348 APPENDICE 5.................................................................................................................................... 349 Paradigmi dei verbi incontrati .................................................................................................... 349 APPENDICE 6.................................................................................................................................... 351 Sostantivi ........................................................................................................................................ 351 e aggettivi di I e II classe incontati .............................................................................................. 351 APPENDICE 7.................................................................................................................................... 355 Etimologie presentate ................................................................................................................... 355 APPENDICE 8.................................................................................................................................... 358 Le cinque declinazioni .................................................................................................................. 358 dei sostantivi .................................................................................................................................. 358 Appendice 9 ................................................................................................................................... 371 Le due classi di flessione degli aggettivi.................................................................................... 371 Appendice 10 ................................................................................................................................. 377 La flessione dei pronomi .............................................................................................................. 377 Appendice 11 ................................................................................................................................. 389 Le quattro coniugazioni verbali .................................................................................................. 389 Appendice 12 ................................................................................................................................. 401 La coniugazione del verbo sum e possum ................................................................................... 401 APPENDICE 13 .................................................................................................................................. 404 Schede vuote .................................................................................................................................. 404 Parola ...................................................................................................................................... 407 Persona .................................................................................................................................... 407 (verbi) ....................................................................................................................................... 407 Numero .................................................................................................................................... 407 APPENDICE 14 .................................................................................................................................. 408

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Indice dei nomi .............................................................................................................................. 408 SOMMARIO ....................................................................................................................................... 411

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