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Vittorio Citti Claudia Casali Lorenzo Fort Matteo Taufer

PERCORSI DI LESSICO GRECO


Vittorio Citti Claudia Casali Lorenzo Fort Matteo Taufer
SOCIET EDITRICE INTERNAZIONALE - TORINO
PERCORSI DI LESSICO GREC0
Coordinamento editoriale: Lia Ferrara
Progetto editoriale e redazione: Valeria Bertero
Coordinamento tecnico: Michele Pomponio
Progetto graco: Piergiuseppe Anselmo
Impaginazione: Puntograca srl
Copertina: Piergiuseppe Anselmo
Claudia Casali ha redatto le schede lessicali, Vittorio Citti ha organizzato il resto della teoria e proposto il metodo didattico,
Lorenzo Fort e Matteo Taufer hanno collaborato alla revisione.
Nicoletta Rongoni ed Elisabetta Grisendi hanno collaborato agli esercizi di lessico,
rispettivamente per gli esercizi 21-29 e 38, e 30-37.
2012 by SEI - Societ Editrice Internazionale - Torino
www.seieditrice.com
Prima edizione: 2012
Ristampa
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stampatore - Torino
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Indice
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1. Introduzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2
2. I prefissi e i suffissi per la formazione
delle parole . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3
2.1 I prefissi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3
2.2 I suffissi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5
3. Le parole fondamentali del lessico greco . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7
ESERCIZI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 42
V. Citti, C. Casali, L. Fort, M. Taufer, 2012 SEI - Societ Editrice Internazionale
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1. Questo termine non comporta nessuna connotazione negativa, ma indica soltanto un universo di testi non innovabile, sso nellambito della
tradizione che abbiamo ricevuto, integrabile solo per ritrovamenti occasionali e limitati, come i reperti papiracei che ci hanno restituito note-
voli parti della letteratura greca e, in misura assai minore, anche di quella latina.
2. Il repertorio che abbiamo usato sono le Tables frquentielles du grec classique sous la direction de J.C. Carrire, Les Belles Lettres, Paris 1985,
da cui abbiamo tratto 130 radici con le loro famiglie derivate, individuando queste mediante il Dictionnaire tymologique de la langue grecque
di P. Chantraine. In italiano un interessante dizionario etimologico del greco R. Romizi, Greco antico, Vocabolario greco-italiano etimologico
e ragionato, a c. di M. Negri, Bologna 2007
3
.
1 INTRODUZIONE
In generale la scuola italiana ha unottima tradizione
di insegnamento della morfologia greca, una discreta
per la sintassi e una piuttosto lacunosa per quanto ri-
guarda il lessico.
Lo studio del lessico greco, infatti, vuoi per mancanza
di tempo, vuoi per la mancanza di unampia e fonda-
ta conoscenza del lessico della lingua italiana da parte
degli studenti, generalmente oggetto di poca consi-
derazione, nonostante le lunghe liste di vocaboli che gli
eserciziari di greco propongono per lo studio e per gli
esercizi di applicazione delle norme.
I modernisti hanno scoperto almeno da cinquantanni
che il controllo di una lingua dipende dal controllo del
lessico, eppure un professore di greco trova normale
che i suoi allievi traducano dal greco con il vocabola-
rio alla mano e ha certo qualche ragione, ma forse non
tutte le ragioni.
La scarsa conoscenza di un codice di comunicazione
primario come il lessico crea agli studenti notevoli dif-
ficolt di orientamento davanti a un problema a n in-
cognite come la traduzione di un brano, in cui spesso
diversi termini assumono significati differenti in rela-
zione al contesto; daltro canto, il vocabolario non pu
non registrare queste differenze, con la conseguenza
che gli allievi hanno limpressione che il greco sia la
lingua in cui tutte le parole possono avere tutti i signifi-
cati, e non c di meglio che andare a senso. Senonch
non sempre facile afferrare immediatamente quel
senso che solo un certo sforzo di sintesi e una riflessio-
ne attenta possono fornire.
Per il latino gli studenti se la cavano, approfittando
della somiglianza di molti termini di quella lingua con
quelli della nostra, salvo cadere nelle trappole dei mol-
ti falsi amici. Ma, almeno ai primi approcci, la tradu-
zione dal latino pu apparire meno ardua di quella dal
greco. Nel caso del greco, gli studenti hanno spesso una
grave difficolt a controllare il lessico, che apparente-
mente lontano da quello italiano, e il vocabolario pu
costituire un elemento di dispersione anzich un aiuto:
per esempio, quando lalbero delle estensioni semanti-
che di certi verbi si ramifica con una certa ampiezza,
spesso ci si ferma al primo significato che si trova e poi
non sempre si in grado di rendersi conto dellincon-
gruenza della prima scelta con il discorso che segue e ci
si lascia andare a una resa meccanica dei termini, senza
sforzarsi di penetrare e ricostruire largomentazione.
Qui nascono certe traduzioni assolutamente allucina-
te e di conseguenza il mito che il greco si dimentichi
facilmente dopo il liceo, a differenza del latino: forse
invece il greco, che strutturalmente una lingua come
unaltra e non pu essere insegnato trascurandone il
lessico, viene insegnato in modo incompleto.
Per uno studio metodico del lessico greco non cre-
diamo che sia utile usare i campi semantici prossimi,
come si fa nelle lingue moderne: questi termini sono
contigui nella lingua parlata, dove luso li accosta nella
pratica, ma non per una lingua morta
1
, in cui non ven-
gono parlati e quindi non vengono di norma associati.
preferibile far uso del metodo etimologico, com-
binando le radici pi usate, selezionate mediante un
repertorio di tavole frequenziali e combinate con i
suffissi per la formazione delle parole. Un dizionario
etimologico ci ha indicato come da quelle radici se-
lezionate si formano nomi, aggettivi, verbi e avverbi
2
.
Abbiamo anche descritto separatamente i prefissi e i
suffissi che concorrono alla formazione delle parole.
Questo procedimento didattico possibile per il fatto
che, pi di ogni lingua moderna (a eccezione forse del
tedesco), il greco antico ha la capacit di allargare conti-
nuamente il proprio lessico mediante questo fenomeno
di aggregazione di elementi significanti che vengono
sommati (come litaliano caffelatte) o integrati tra lo-
ro (come pelapatate) o alterati (come la tagliata o le
tagliatelle), ma rimangono pur sempre trasparenti nel
significato, se si ha laccortezza di individuare il contesto
a cui questi derivati vengono riferiti.
Il greco ha un vocabolario particolarmente ricco, ma
per affrontare un brano di Isocrate o di Platone sa-
rebbe bene che chi traduce fosse messo in condizio-
ne di non cercare tutti i termini sul dizionario se non
per controllo e che potesse rendersi conto a una prima
lettura del significato approssimativo del testo che gli
viene proposto. Combinando prefissi e suffissi a for-
mare composti, non difficile mettere a disposizione
degli allievi un greco di base di due o tremila parole,
con le quali essi potrebbero affrontare la traduzione
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2. I pressi e i sufssi per la formazione delle parole 3
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anche perch possibile che pi prefissi si aggreghino
successivamente alla medesima radice nominale e ver-
bale, come in otv-ofo-oivm, scendere insieme,
oto-ofo-om, gettare gi con difficolt, e cos
via.
ovo-
In composizione questo prefisso indica dal basso in
alto: cos ovo-oivm, andare su, salire, ovo-cm,
alzare lo sguardo, ovo-vctm, fare cenno levando in
su la testa (con il valore di rifiutare qualcosa); forse per
estensione da questo verbo il prefisso ha assunto va-
lore negativo come in ovo-otooi, ritirarsi, detto di
un fiume, ovo-mqcm, ritirarsi, retrocedere; talvolta
il preverbio sottolinea lo sforzo per avviare o arresta-
re un processo: ov-cqmfom, interrogare, ovo-oom,
levare un grido.
ovtt-
Questo prefisso si usa per formare composti nominali
o verbali: per questi ultimi ha il valore di in cambio
di, talvolta anche di fronte a: ovfi-oivm, andare
contro, opporsi; o vfi-c m, replicare, o vfi-oq0c m,
andare a propria volta in soccorso; nei composti no-
minali ha il valore di pari a: ovfi-oi, pari a un
fanciullo, ovfi-0co, pari a un dio, ovfi-ooto, in
condizioni simili a quelle di uno schiavo; dal suo deri-
vato ovfio, opposto, viene il denominativo ovfiom,
affrontare, ma anche ricevere.
oqt-
Corrisponde al latino ambi-, da una parte e dallaltra,
intorno, nel senso di un movimento che procede da
una parte e dallaltra , in opposizione a cqi, che espri-
me il movimento tuttintorno a partire da una parte
sola, come in oqi-oo, bagnato dal mare dalle due
parti, come nel caso di Corinto, oqi-io,che vive
in due ambienti (nellacqua e sulla terra); pu anche
significare tuttintorno, come in oqi-om, getta-
re intorno, ma anche esprimere lidea di ci per cui si
contende, come oqi-oooi, combattere per qual-
cosa.
ono-
Latino a-, ab-, indica allontanamento, distacco: oo-
oivm, andare via, oo-om, gettare via, oo-
oiomi, ricambiare, spesso con lidea di concludere
un processo, come o-cqoooi, smettere di
lavorare, o-ocm, finire di soffrire, o-ov0cm,
sfiorire, ovvero in senso privativo, come in o-
oqcom, dispiacere, o-otoom, rifiutare.
orientandosi gi a prima vista e cercando di integrare i
punti oscuri con un uso selettivo e non indiscriminato
del vocabolario.
Lesercizio alla combianzione e parimenti lo studio
degli esiti italiani di tali procedimenti lo scopo de-
gli esercizi intercalati alle diverse radici, ai prefissi e ai
suffissi proposti qui di seguito, perch solo lesercizio
consapevole pu a nostro avviso far s che ci si ap-
propri veramente del lessico di base e non si imparino
a memoria elenchi destinati a essere ben presto dimen-
ticati.
Queste indicazioni mirano non solo a migliorare le pos-
sibilit degli allievi di tradurre una delle tradizionali
versioni che vengono presentate per lo scritto, ma an-
che a fornire loro unattrezzatura per comprendere pi a
fondo i brani di prosa o di poesia greca che sono propo-
sti nelle antologie di autori.
2 I PREFISSI
E I SUFFISSI PER
LA FORMAZIONE
DELLE PAROLE
Come abbiamo detto, il greco tende a formare parole, a
partire da temi nominali o pi spesso verbali, median-
te suffissi e prefissi, ognuno dei quali aggiunge al valo-
re fondamentale espresso dal tema una connotazione
particolare. Vediamo i principali.
2.1 I pressi
I prefissi sono elementi significanti che possono essere
premessi a una radice nominale e verbale, formando
composti (prefissi veri e propri, detti preverbi se sono
premessi a una radice verbale), oppure possono costi-
tuire parole a parte che dordinario precedono (talvolta
seguono nella lingua poetica) il nome che essi deter-
minano (e in questo caso si chiamano preposizioni,
che si costruiscono con genitivo, dativo o accusativo).
I preverbi, com noto, mantengono una certa autono-
mia rispetto alle radici verbali cui sono prefissi, tanto
che aumento e raddoppiamento sono collocati tra il
preverbio e il tema verbale.
Questi prefissi modificano in vari modi i termini con
cui entrano in composizione e consentono quindi la
formazione di numerosi composti nominali e verbali,
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4 IL LESSICO GRECO
divorare completamente, ofo-fcivm, ammazza-
re. Unidea di questo genere espressa in ofo-oqo
del tutto manifesto (oqo, manifesto, oqom, rive-
lare).
sto-
Come la preposizione, che in origine significava in-
sieme a e ha mantenuto questo significato quando
regge il genitivo e il dativo, significa in concorren-
za con, ma con il dativo ha anche il valore di den-
tro a, con laccusativo vale nellambito di; lidea
di partecipazione evidente in cf-cm, appunto
partecipare a, quella di azione in comune in cfo-
ooivtoi, prendere un pasto insieme a, quella di
trovarsi in mezzo a in cf-oiiov, che si trova
tra due eserciti, di successione nel tempo in cfo-
oim, piangere in seguito, spesso con lidea di
trasformazione in cfo-oivm, trasferirsi, cfo-
fqcm, volgersi.
nogo-
documentato in composizione con verbi nel sen-
so di presso a (oq-cii, trovarsi presso), accanto
a (oq-cqooi passare accanto, oqo-cioi,
giacere accanto), passare oltre (oq-oioooi,
superare), contro (oqo-oivm, trasgredire, oq-
ootm, fraintendere).
nsgt-
Esprime lidea di circondare completamente e anche
al di sopra (per lantitesi con oqi-, v. questo prever-
bio); cqi- figura in numerosissimi composti, come
cqi-om, condurre intorno, cqi-oivm, andare
intorno, cqi-om, gettare intorno, cqi-cm,
guardare intorno, cqi-cioom, avvolgere intorno,
cqi-cm, circondare, cqi-iofqi, mettere intor-
no, ma cqi- ha un valore pi marcato in cqi-i-
vooi, essere superiore, e anche essere superstite,
e vedasi anche cqi-cqoooi, agire oltre misura,
darsi da fare inutilmente.
ngo-
In composizione, questo prefisso significa davanti,
con i composti nominali qo-oqoo, chi corre in-
nanzi, chi precede; qo-0tqov, spazio davanti alla
porta (0tqo), atrio; qo-coqo, detto dei magistrati
che godevano del diritto di sedere (cm) in prima fila
a teatro (qo-coqio); qo-oo, prologo; qo-0t-
o, ben disposto nellanimo, come se fosse che ha
lanimo (0to) davanti (e qo-0tio, buona dispo-
sizione danimo); qo-qqio, detto di un albero sra-
dicato che mostra in avanti, fuori dal terreno, le sue ra-
to-
Implica in origine lidea di attraverso, quindi quella
di distinzione, fino a completamente, parten-
do dallidea di da una parte allaltra: oio-oivm,
andare attraverso, attraversare, oi-cm, tenere
separato, e in valore intransitivo, separarsi;
oi-oiqcm, separare, oiocm, inviare di qua e
di l; per il valore di completamente, cf. oio-
ivmom, distinguere, ma anche esaminare accu-
ratamente, oio-qctm, sfuggire, e il composto no-
minale oi-oq, molto sofferente.
sto- / so-
Vale verso, con idea di movimento in entrata, mentre
cv- privilegia quella di penetrazione: cio-oivm, en-
trare, cio-om, gettar dentro, cio-cm, man-
dare dentro.
sx- / s-
Latino ex, implica il movimento da dentro a fuori e for-
ma lavverbio cm, fuori, al di fuori; come preverbio
esprime la stessa idea: c-oivm, andare fuori, usci-
re, c-om, gettare fuori, c-ivooi, nascere,
detto in particolare della nascita di un bambino dal
ventre della madre, c-oiomi, dare, in particolare
del padre che colloca in matrimonio la figlia; tuttavia
pu significare ancherestituire.
sv-
Latino in, verso, con penetrazione: c-oivm, en-
trare dentro, c-om, buttare dentro, c-qoqm,
inserire in un testo scritto.
snt-
Indica su (a contatto), ma anche contro: ci-oivm,
mettere piede in, imbarcarsi, ma anche penetrare
in, ci-om, gettare sopra, imporre, ci-ivo-
oi, venire dopo, sopraggiungere, e anche nascere
pi tardi, ci-otctm, tramare contro, insidiare,
ci-ocivti, dimostrare, ci-ocm, sopranno-
minare, ci-fi0qi, mettere sopra, imporre, ci-
ciqcm, mettere mano (ciq) a, cq-oqom, guardare
verso, osservare, e il composto nominale cq-ooo,
(ooo) entrata, viaggio, da cui deriva cq-oo-iov,
provviste per il viaggio.
xoto-
Come preverbio ha diversi valori: verso il basso, con
ofo-oivm, scendere, ofo-om, gettare a terra,
oppure in risposta a, come in of-oivcm, rispondere
alle lodi, o ancora contro, con idea di ostilit, ofo-
ivmom, ofo-qqim, condannare, ovvero pu
esprimere il compimento di unazione, ofo-qociv,
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2. I pressi e i sufssi per la formazione delle parole
2.2 I sufssi
Il greco possiede numerosi suffissi, ognuno dei quali
aggiunge al valore fondamentale espresso dal tema una
connotazione particolare. Fra laltro, i suffissi possono
formare:
1. i nomina agentis, per indicare la persona che compie
lazione;
2. i nomina actionis, per indicare lazione stessa;
3. i nomina rei actae, per indicare il risultato dellazione;
4. i nomina qualitatis, per indicare una qualit;
5. i nomina loci, per indicare il luogo;
6. i nomina instrumenti, per indicare il mezzo con cui
lazione viene compiuta;
7. i nomina deminutiva, cio i diminutivi;
8. i nomina patronymica, che indicano il nome del
padre;
9. i nomina gentilia, che indicano la famiglia o la patria.
I suffissi pi comuni che formano nomi in -o possono
essere maschili o femminili; vediamoli.
Per i nomina agentis:
-fo-, m., nom.-fq

(oicm, fare, comporre)


oiq-fq, poeta;
-fq

(oicm, abitare) oicfq, abitatore;


-fciqo, f., nom. -fciqo

(omm, salvare) omfci-


qo, salvatrice;
-fqio, f., nom. -fqio

(oicm, fare, comporre)


oiq-fqio, poetessa;
-cio, f., nom. -cio

(icqo, sacro) icq-cio, sa-


cerdotessa.
Per i nomina actionis:
-oio, f., nom. -oio

(0tm, sacrificare) 0t-oio, sa-


crificio;
-cio, f., nom. -cio

(oio-ctm, educare) oio-


cio, educazione;
-io, f., nom. -i o

(qic m, amare) qi-i o, amicizia.


Per i nomina rei actae:
-o, f., nom. -o

(t. q0oq- di q0ciqm, distruggere)


q0oq-o, distruzione;
-q

(t. fo- di fcvm, tagliare) fo-q, taglio.


Per i nomina qualitatis:
-otvo, f., nom. -otvq

(oioio, giusto) oioio-


otvq, giustizia.
Per i nomina deminutiva:
-ioo, f., nom. -ioq

(oi, fanciullo) oio-


ioq, ragazzina.
dici (qio); e quelli verbali qo-oooi, combattere
in prima fila; qo-oiomi, pagare in anticipo; qo-
qoqm, scrivere per prima cosa; qo-oio0ovooi,
notare per primo.
ngoo-
Come preverbio, d ai composti il valore di ver-
so, in direzione di, come in qoo-om, avvicina-
re, qoo-cqooi, avvicinarsi, oppure quello di
inoltre a, qoo-foooi, acquistare in aggiunta,
qoo-ivooi, unirsi a, sopraggiungere; il valore
del preverbio indebolito in qoo-ocooi, riceve-
re, qoo-ooom, aspettarsi: in questi verbi non c
sostanziale differenza tra il verbo semplice e quello
composto.
ouv- (att. uv-, ma gi attestato in Omero)
In composti nominali e verbali indica compagnia,
unione: ot-oo, alleato, otv-ctvo, compagno
di letto (ctvq, letto), ot-ovfc, tutti insieme, e
i verbi otv-om, portare insieme, otv-omviooi,
gareggiare con, otv-ooot0cm, accompagnare;
inoltre indica partecipazione (ot-ivmom, com-
prendere un punto di vista, scusare, perdonare, e
laggettivo ot-cfqo, proporzionato, composto
con cfqov, misura); inoltre indica compimento di
un processo , come otv-ovti, sfracellare (ovti
spezzare) , ot-ofm, distruggere (ofm, colpi-
re), ot-qqom, riempire completamente (q-
qom, riempire).
unsg-
Latino super, come prefisso nella formazione di verbi e
nomi indica al di sopra di, come in t cq-o ooi sal-
tare sopra, t cq-o m, gettare oltre, oppure per la
difesa di, t cq-oc m, combattere per, o ancora in
modo eccessivo, t cq-oc m, soffrire atrocemente,
t cq-q oooi, godere in modo straordinario, t cq-q -
qovo, superbo, ovvero, in senso positivo, magnifico.
uno-
Latino sub, in composizione implica quattro valori
fondamentali: a) sotto, come in t-cii, stare sot-
to, essere aggiogato, t-oqtqo, che contiene ar-
gento, t-ooioio, che sta sotto lo scudo, scudie-
re; b) agli ordini di, come in to-oovom, domare,
sottomettere, t-qqcfq, dipendente; c) un po,
riduttivo, come in to-ivcm, spostare un po, to-
ocq ,inferiore, subordinato; d)segretamente, come
in to-cfm, rubare di nascosto, to-ooqtm,
piangere di nascosto.
V. Citti, C. Casali, L. Fort, M. Taufer, 2012 SEI - Societ Editrice Internazionale
6 IL LESSICO GRECO
-foq/-fmq, m., nom. -fmq

(tema qq-, dire) qq-


fmq, qq-foq-o, oratore;
-fqio, f., nom. -fqi

(otcm, suonare il flauto)


otq-fqi, otq-fqio-o, flautista;
-fio, f., nom. -fi

(oicm, abitare) oic-fi,


oic-fio-o, abitatrice;
-ct, m., nom. -ct

(icqo, sacro) icqct, icqc-


m, sacerdote (il femminile corrispondente si ha
aggiungendo a -ct- il suffisso f. -ja: -ct-ja > -cjo
> -cio, icqcio).
Per i nomina actionis:
-fi, f., nom. -fi

(tema oi0-/ci0-/i0-,
convincere, credere) io-fi, io-fcm, fi-
ducia;
-oi, f., nom. -oi

(oicm, fare) oiq-oi, oiq-


ocm, creazione;
-ft, f., nom. -ft

(tema co-, mangiare) co-q-


ft, co-q-ft-o, il mangiare;
-oi, f., nom. -m

(t. oi0-/ci0-/i0-) ci0-m,


ci0-ot, persuasione.
Per i nomina rei actae:
-of, n., nom. -o

(oicm, fare) oiq-o,


-of-o, opera compiuta, poema;
-o/-c, n., nom. -o

(tema ov-/cv-/v-,
generare, nascere) cv-o, cv-ot, stirpe.
Per i nomina qualitatis:
-fqf, f., nom. -fq

(ioo, uguale) ioo-fq,


-fqf-o, uguaglianza;
-fq

(qoot , lento) qoot-fq , -fq f-o,


lentezza;
-o/-c, n., nom. -o

(fot, veloce) fo-o,


-ot, velocit.
Per i nomina loci:
-mv, m., nom. -mv

(oco, vite) oc-mv,


-mv-o, vigna.
Per i nomina patronymica:
-o, f., nom. -

(Boqo, Borea) Boqco-, -oo-o,


figlia di Borea.
Per i nomina gentilia:
-ct, m., nom. -ct

(Mcoqo, Megara) Mcoq-


ct, -cm, Megarese, m.;
-io, f., nom. -i

(Mcoqo, Megara) Mcoq-i,


-io-o, Megarese, f.;
-fio, f., nom. -fi

(Tcco, Tegea) Tcco-fi,


-fio-o, donna di Tegea.
Per i nomina patronymica:
-oo-, m., nom. -oq

(Hqct, Peleo) Hqcio-


oq, Pelide.
Per i nomina gentilia:
-fo-, m., nom. -fq

(Tcco, Tegea) Tcco-fq,


Tegeate, abitante di Tegea.
Vediamo ora i suffissi pi comuni per formare temi
in -o
3
.
Per i nomina agentis:
-o-, m., nom. -o

(ociom/oom, cantare) ooio-o,


cantore.
Per i nomina actionis:
-o-, m., nom. -o

(oiooi, ragionare) o-
io-o, ragionamento.
Per i nomina rei actae:
-o-, m., nom. -o

(t. qoq- di qcqm, portare)


qoq-o, tassa;
-o-, n., nom. -ov

(t. cq- di cq-oooi, lavora-


re) cq-ov, opera, fatto.
Per i nomina loci:
-fqqio-, n., nom. -fqqiov

(oiom, giudicare)
oioo-fqqiov, tribunale; (cq-oooi, lavora-
re) cqoo-fqqiov, officina;
-cio-, n., nom. -ciov

(Motoo, la Musa) Moto-


ciov, sede delle Muse.
Per i nomina deminutiva:
-io-, n., nom. -iov

(oi, fanciullo) oio-iov,


fanciulletto;
-ioo-, m., nom. -ioo

(oi) oio-ioo,
fanciulletto.
Altri suffissi diminutivi, derivati da -to-, sono:
-io-io-, n., nom. -ioiov

(vqoo, isola) vqo-


ioiov, isoletta;
-toq-io-, n., nom. -toqiov

(vqoo) vqo-toqiov,
isoletta;
-t-io-, n., nom. -tiov

(cioo, figura) cio-


tiov, quadretto;
-oq-io-, n., nom. -oqiov

(oi) oio-oqiov,
fanciullino.
Vediamo ora i suffissi pi comuni per formare sostan-
tivi atematici (terza declinazione).
Per i nomina agentis:
-fqq, m., nom. -fqq

(omm, salvare) om-fqq,


om-fqq-o, salvatore;
3. Non si confonda questa -o- su ssale con quella radicale, cf. oqo-.
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3. Le parole fondamentali del lessico greco
Da oco si hanno i composti otf-oco, an-
nunciatore di se stesso; ct-oco, che porta un
buon annuncio, da cui ctociov, che in origine
indicava la ricompensa concessa a chi portava buone
notizie, mentre pi tardi, nel greco cristiano, passa a
significare la buona novella per eccellenza, cio ap-
punto il Vangelo (forma volgarizzata dellimprestito la-
tino evangelium). Da ctociov deriva poi il verbo
denominativo ctociooi, annunciare la buona
novella, predicare il Vangelo.
ogo
Termine appartenente al vocabolario indoeuropeo, co-
me accertato dal latino ager, designava in origine il
suolo su cui si cammina, non lavorato, in opposizio-
ne ad oqotqo, campo lavorato; successivamente ha
assunto il valore di terreno agricolo, come anche in
latino ager.
Nei composti, o qo- normalmente figura al primo po-
sto, come in o qo-vo o, che abita in campagna (cf.
vc m, abitare); o q-oto, che dorme nei campi (cf.
ot q , dimora); o q-oio, che abita in campagna (cf.
oi c m, abitare); ben presto poi questo termine assume
una connotazione peggiorativa e significa volgare,
grossolano; o q-tvo, che passa la notte nei campi
(t vo, sonno) e quindi che veglia, da cui il nomen
actionis o q-tv-i o, veglia, ma anche insonnia.
Talvolta per anche al secondo posto, come in qi-
oqo, che ama la campagna; ot-oqo, cinghiale
(maiale, ot, selvatico).
Tra i derivati, troviamo oqo-fcqo, selvatico, dove
il suffisso -fcqo- ha valore oppositivo e non compara-
tivo; oqio, selvatico, detto di animali o di uomini,
ovvero di modi di sentire; da questo si formano il no-
men qualitatis oqiofq, ferocia, e il verbo denomi-
nativo oqioivm, inferocire; inoltre, in relazione ad
oqo, il nomen agentis oqofq, contadino.
om
Ha il senso di condurre, portare (cf. latino ago) in
relazione a esseri viventi, come nel composto o c q,
gregge, a differenza di qc qm (latino fero), che si riferi-
sce a oggetti o a cose che si portano sollevandole (qcq-
o detto della prole che la madre porta in seno); con
un oggetto come ci ov, bottino, significa portar via,
specialmente nella locuzione o civ oi qc qciv (in
cui il primo verbo si riferisce pi propriamente a uomi-
ni e bestie, il secondo a oggetti); o civ ofqofio v o sem-
plicemente o civ in senso militare significa guidare
(lesercito); o civ oi oo significa educare, mentre
3 LE PAROLE
FONDAMENTALI
DEL LESSICO GRECO
oo0o
Laggettivo ricorre in tutto il greco antico in tutte le
accezioni connesse allidea fondamentale di buono.
In Omero serve per esprimere le qualit specifiche
delleroe, quindi vale coraggioso e nobile; sinonimo
di co0o, si oppone a oo, ocio, vile. Lideale
morale dellaristocrazia, gi da Omero, espresso con
la coppia oo oo0o. Ao0o si usa anche in
rapporto ad attivit umane, come quelle della men-
te o della volont: qqcvc, otoi oo0oi, oo0o
qqovciv, avere intenzioni amichevoli. Al neutro lag-
gettivo assume un valore molto ampio: pu significare
utile, vantaggioso in espressioni come oo0ov c-
ofiv, bene; fo oo0ov felicit, in opposizione
a fo oov, sventura. Nellattico i due termini, anche
contrapposti, vengono a indicare il bene e il male mo-
rale.
Il comparativo e il superlativo di questo aggettivo si
formano da altri temi.
Ao0o si trova raramente in composti: abbiamo
per oo0o-cioq, di bellaspetto (t. io- di cioo,
aspetto); oo0o-cqo, benefattore (cf. cqov,
cqoooi); oo0o-ooiovcm, in astrologia, signi-
fica avere un buon demone, avere una sorte favore-
vole (cf. ooimv).
osm
Il verbo ocm formato da un tema oc-, con
il suffisso -jo-, annunciare; oco, nomen agentis,
colui che annuncia, messaggero, nei poemi epici
come nella tragedia, dove riferisce in scena ci che
avvenuto fuori della stessa. Nel greco dei Settanta, e
quindi in quello cristiano, oco usato per indi-
care i messaggeri del Signore, angeli, ed penetrato
in latino con limprestito angelus. Con il suffisso -io
dei nomina actionis deriva ocio, il messaggio, in
quanto atto di annunciare un evento, mentre il con-
tenuto del messaggio espresso dal nomen rei actae
oc-o, messaggio.
Da ocm derivano, con laggiunta di vari preverbi,
i composti o-ocm, riferire; c-ocm, rive-
lare, svelare; c-ocm, ordinare, comandare;
oq-ocm, annunciare; qo-ocm, annun-
ciare in anticipo, preannunciare.
V. Citti, C. Casali, L. Fort, M. Taufer, 2012 SEI - Societ Editrice Internazionale
8 IL LESSICO GRECO
che nella lingua pi tarda sono qo-moo, rapsodo,
colui che connetteva (qofm) insieme canti ricevuti
dalla tradizione pi antica; c-moo, incantatore, co-
lui che intona un canto su un oggetto, e questo canto
c-moq; ancora si ha 0coi-moo, cantore di vatici-
ni, profeta (o profetico, se aggettivo); ci-moo,
cantore di cq (componimenti lirici); i0oq-moo,
citaredo, che canta accompagnandosi con la cetra;
fqo-moo, che esegue il canto tragico (gli antichi
pensavano a una connessione con il capro, fqoo, ma
non ne siamo certi); m-moo, che esegue il canto di
un mo (riunione festiva), poeta comico. Da tut-
ti questi termini derivano verbi denominativi in -cm,
sostantivi in -io e aggettivi in -io, come c-mocm,
intono un canto; c-moio, esecuzione di un c-
o, poesia lirica, ma anche canto, melodia; c-m-
oio, melodico ecc. Con il suffisso -cio- dei nomina
loci si ha mociov, nome che indica un edificio dedicato
a concorsi musicali, in Atene o altrove, e che ha dato
luogo al nome di numerosi teatri moderni.
Il termine c-moo un aggettivo con ununica ter-
minazione per il maschile e femminile: sostantivato
al femminile, q cmoo, sott. ofqoqq, indica la strofe
epodica, che nella lirica segue i due primi movimen-
ti del coro, la strofe e lantistrofe, e veniva eseguita dal
coro che danzava entro uno spazio limitato, mentre al
maschile, o cmoo, sott. ofio, il verso epodico,
cio il verso pi breve che segue uno pi lungo in certe
composizioni della poesia giambica.
otoot
Questa la forma originaria del verbo, che pi tardi
sostituito da oiocooi: rispettare, temere, avere ri-
guardo per, nei confronti di un dio, un superiore, una
istituzione sociale; in Omero le due forme coesistono.
Aioooi e il nome oiom esprimono un concetto fon-
damentale per letica omerica, cio lattenzione che un
eroe deve avere per ci che di lui pensano i suoi pari:
lopinione degli altri, e non la sua coscienza costituisce
la misura delletica. Questo ci che stata chiamata
la civilt di vergogna (cf. E.R. Dodds, I greci e lirra-
zionale, trad. it., Firenze 1959). Il nome oiom dunque
esprime pudore, il sentimento di rispetto verso un
dio o un superiore, ma anche di fronte ai propri pari,
che trattiene dalla vilt; da questo sostantivo derivano
oiooio, che suscita oiom, rispettabile; il neutro
plurale sostantivato fo oiooio indica le parti vergo-
gnose, i genitali (in questo caso oioco- indica non
tanto il rispetto che una persona venerabile incute,
con una determinazione valutativa significa conside-
rare, stimare: c v fiq o civ. Con un oggetto espres-
so o sottinteso come i ov, significa trascorrere, (cf. la-
tino agere vitam). Gli imperativi o c, o cfc diventano
avverbi, che si accompagnano a imperativi come i latini
corrispondenti age, agite, suvvia!.
Con il suffisso -o- dei nomina agentis si forma oo,
guida, comandante, e da esso i termini militari
ofqof-qo, stratego (il magistrato che ad Atene
comandava lesercito), e poi in generale, comandante
(cf. ofqofo); o-oo, comandante di un repar-
to (oo), locago ecc.; omv, -mvo, indica il luogo
dellociv, cio adunanza, assemblea (occasione in
cui ci si riunisce per decidere), gara, combattimento
(occasione in cui ci si incontra per gareggiare), e in-
fine una particolare forma di competizione quale il
processo giudiziario, dove laccusatore e laccusato
competono per ottenere rispettivamente la condanna
della controparte e lassoluzione propria; omvim,
-ooi, competere, gareggiare; omvio, con il suffis-
so -io- dei nomina qualitatis, lotta, ma anche la lotta
che il moribondo sostiene contro la morte, agonia;
omo, formato con il raddoppiamento della radice
variata apofonicamente e il suffisso -o-, gi visto, che
conduce. Da questo nome derivano composti in rela-
zione alle molteplici valenze che il verbo om assume
in rapporto a vari oggetti e campi semantici che lo de-
terminano: oio-omo, pedagogo; oq-omo,
demagogo ecc.; omq indica il ritmo, ascendente
nelle serie giambiche e discendente in quelle dattili-
che, e d luogo, con il suffisso -ct- dei nomina agentis,
ad omct, guida, e inoltre a oi-omq, modo di
vivere (in relazione al valore assoluto di om, che si-
gnifica trascorrere il tempo, la vita ecc.), oq-omq,
il condurre di traverso, il deviare o il far deviare,
quindi delitto, ma altres, come termine retorico, al-
terazione del linguaggio, paragoge.
om, ostm
Alla forma ionica ociom corrisponde in attico oom;
cos alle forme ioniche con vocalismo -o-, come ooi-
oo, aedo, cantore, ooioq, canto, corrispondono
forme attiche come moq. Il verbo esprime attivit po-
etica, che normalmente comportava un recitativo (per
lepos) o un canto spiegato (per la lirica); ma il canto ha
anche funzione magica, per curare una malattia o per
altri effetti.
Con il suffisso -o- dei nomina agentis si ha allora ooi-
oo, laedo che recitava i poemi, con i suoi composti
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3. Le parole fondamentali del lessico greco
sinonimo ocqoiqqmv. Lavverbio oqoqv significa in
alto e quindi, in unione con verbi che indicano distru-
zione, completamente, totalmente.
C infine una serie di voci tematiche antiche, forma-
te da questo tema verbale con apofonia di grado o e
composte con il preverbio cf(o)-, che esprimono
tutte lidea di qualcosa che se ne sta sospeso in aria:
cf-cmqo, sospeso nellaria; cf-cmqio, elevazio-
ne, e anche dimenticanza; cf-cmqcm, cf-cmqim,
sollevare; cfcmqo-oo, che parla dei corpi e dei
fenomeni celesti; cfcmqo-oio, meteorologia;
cfcmqo-ooo, che osserva i fenomeni celesti.
Infine si hanno composti con un raddoppiamento as-
sorbito da contrazione e vocale lunga, oimqcm, solle-
vare, usato soprattutto al passivo nel senso di essere
sospeso, e oimqo, altalena.
otoo
Significa vergogna: in Omero usato prevalentemen-
te al plurale, per indicare azioni vergognose; pi tardi
rimane soprattutto nelluso poetico, sebbene in prosa
attica resti per indicare una bruttezza repellente; suo
antonimo oo, bellezza.
Ne viene il denominativo, con valore causativo, oi ot vm,
che in senso fisico significa sfregiare, guastare (il viso, i
capelli), e in senso morale disonorare; al passivo si trova
usato nel senso di vergognarsi di qualcosa; dallaggettivo
verbale connesso si ha o v-oi otv-fo, impudente, con
il nomen qualitatis o v-oiotvf-i o, impudenza.
Direttamente dal tema oio- si formano il compara-
tivo e il superlativo oioimv e oioiofo, mentre il
positivo oioqo, brutto, vergognoso, turpe, indi-
ca in origine una bruttezza repellente e poi ci che
moralmente ripugnante.
Numerosi composti presentano il tema oi oqo- dellag-
gettivo come primo elemento: oi oqo-cq , che usa
parole sconvenienti (cf. c o); oi oqo-cc m, pro-
nunciare parole sconvenienti; oi oqo-cqoq , -cq-
oc m, che fa, fare un guadagno (c qoo) vergognoso;
oi oqo-c qocio, turpe guadagno (nomen actionis);
oi oqo-o o, -oc m, -oi o, che parla, parlare tur-
pemente, turpiloquio; oioqotqo , -i o, colui che
commette, il commettere (rad. cq-) azioni turpi.
ottsm, ottto
Queste due parole sono certamente connesse, an-
che se il vocabolario attribuisce loro valori diversi.
Da oivtoi, prendere, derivano da una parte oioo,
sorte, cio la porzione di eventi che risulta a ciascuno,
dallaltra il verbo oifcm, voler prendere, reclamare la
quanto limbarazzo che si pu provare se certe parti del
corpo sono visibili); ov-oioq, sfacciato, impuden-
te; oiocooi, denominativo di oiom, che ha preso il
luogo di oioooi e ha dato luogo ai derivati oiocofo,
venerabile (aggettivo verbale in -fo) e oiooqqmv,
rispettoso, in relazione a qqqv, mente.
otgsm
Il verbo significa prendere e, al medio, prendere per
s, scegliere, preferire; nella sua coniugazione im-
piega laoristo ciov, da un tema verbale c-, raramen-
te qqqoo.
Tra i composti con preverbi ricordiamo ov-oiqcm,
prendere sollevando, quindi portar via, con lesten-
sione semantica uccidere; oq-oiqcm, togliere, al-
lontanare; oi-oiqcm, dividere, distinguere; c-oi-
qcm, prendere portando fuori, togliere, eccettuare,
escludere; o0-oiqcm, afferrare, abbattere, rove-
sciare, distruggere.
Il derivato pi produttivo, formato con il suffisso -oi-
dei nomina actionis, oiqcoi, scelta, che diventa
termine tecnico nella filosofia per indicare una scuola
filosofica, e quindi nel cristianesimo, nel senso con-
servato in italiano di eresia. Tra i composti, qo-oi-
qcoi indica una scelta intenzionale, di tipo morale,
mentre oi-oiqcoi, in relazione al prefisso, si specia-
lizza nella sfera grammaticale per esprimere il segno
che avverte che due vocali, che dovrebbero di norma
costituire dittongo, debbono invece essere pronuncia-
te separatamente, dieresi (come in oioom); con lul-
teriore suffisso -io si ha laggettivo oiqcfio, ca-
pace di scegliere, ma anche eretico, mentre il tardo
oiqcoi-oqq (cf. oqm), indica il capo di una setta e
quindi eresiarca.
otgm, ostgm
Alla forma ionica ociqm corrisponde in attico oiqm,
nel senso di sollevare, tenere sospeso, talvolta usato
anche in riferimento a un oggetto che si porta tenen-
dolo in alto (un piatto), metaforicamente nel senso di
esaltare, e infine termine marinaro per issare le vele.
Tra i composti pi usati, ov-oiqm, sollevare; ovf-oi-
qm, rivoltarsi; o-oiqm, portar via, e levare la vela;
cio-oiqm, portare, preparare; c-oiqm, innalzare;
c-oiqm, levare, sollevare, esaltare; of-oiqm ab-
battere, abbattersi.
Tra i derivati, si ricordi il nomen actionis oqoi, eleva-
zione, usato anche come termine metrico, per indicare
la sede dove si appoggia la voce, arsi; dal tema ocq-
oi- derivano poi ocqoivoo, dalla mente elevata, e il
V. Citti, C. Casali, L. Fort, M. Taufer, 2012 SEI - Societ Editrice Internazionale
10 IL LESSICO GRECO
in luogo); o o0cv, da un altro luogo (moto da luogo)
ecc.; inoltre in aggettivi come o o -mooo, che par-
la una lingua straniera (cf. m ooo, lingua); o o -
vmfo, sconosciuto (cf. i-vm -om, conoscere);
o o -0qoo, che parla una lingua straniera (0qoc m,
parlare); o o -qqmv, o o-qqovc mv, che perde la
ragione (qqq v, mente, qqovc m, ragionare).
Fra gli aggettivi derivati ricordiamo: ooio, diver-
so; inoltre oofqio, altrui, che funge da possessivo
di oo, come in latino alienus rispetto ad alius; o-
oooo, straniero, appartenente a un altro popolo.
Citiamo inoltre il verbo causativo oooom, rendere
oo, cambiare, con i composti oi-oooom, da-
re in cambio; c-oooom, mutare compiutamente;
of-oooom, cambiare la moneta; e il nome deri-
vato ooo, ci che dato in scambio, prezzo.
ovoxq
Indica necessit assoluta: la locuzione ovoq (cofi)
equivale al latino necesse est, in opposizione a oci che
indica necessit morale, latino oportet: oci qiciv
fot ovco, ovoq oo0ovciv, oportet diligere
parentes, necesse est mori. Da esso deriva laggettivo
ovooio, inevitabile; oi ovooioi sono i con-
giunti. Da ovoq deriva il causativo ovoom, co-
stringere, che ha dato luogo a numerosi composti, che
esprimono con varie sfumature la medesima idea di
costrizione, da un punto di vista morale o materiale.
ovqg
Indica luomo maschio, latino vir, in opposizione al-
la donna, tvq, talvolta agli dei. Nella famiglia indica
il marito; come determinazione di et luomo adulto,
in opposizione al fanciullo; in formule come ovcqc
(forma omerica, in attico ovoqc) cofc, siate uomi-
ni, esprime le qualit specifiche che letica omerica
attribuisce alluomo, soprattutto il valore militare; cos
una formula come ovo ovoqmv, designa il sire dei
guerrieri, Agamennone, in quanto capo della spedi-
zione greca a Troia; come formula allocutiva, ovoqc
A0qvoioi, ovoqc oioofoi ecc. richiama nella pro-
sa attica la qualit di maschi adulti per cui i cittadini
ateniesi sedevano nella assemblea popolare o nel tri-
bunale, cittadini di Atene, cittadini giudici.
Questa parola figura come primo elemento in numero-
si composti, come o voqo -ot-o, dalla volont viri-
le (cf. ot ooi, otq ); o voqo-fooi o, massacro;
o voqo-qo vo, omicida; o voqo -ooov, schiavo, det-
to in origine del prigioniero di guerra venduto schia-
vo; da esso deriva laggettivo o voqooom oq, servile,
propria parte, chiedere, e laggettivo oifio, che ha
parte a, responsabile di, con valenza specificamente
giuridica.
Da oi fc m derivano quindi il nomen actionis oi fqoi, ri-
chiesta, e il nomen rei actae oi fqo, richiesta, specializ-
zato nel senso di postulato in logica e in matematica.
Da oifio derivano i composti ov-oifio, innocen-
te; c-oifio, litigioso (< che ama le accuse, cf.
oifio). Ad oifio corrisponde il sostantivo femmini-
le oifio, responsabilit, da cui, nel vocabolario giuri-
dico, accusa, in quello filosofico, causa, in medicina,
malattia, e da questo il causativo oifioooi, accusa-
re; da esso deriva poi oifiofio, relativo alla causa
o allaccusa, che diviene termine tecnico della gram-
matica: oifiofiq (fmoi) il caso accusativo.
oxoum
Il verbo ootm, udire, percepire con lorecchio, vale
anche sentir dire e, dopo Omero, avere una certa re-
putazione, come nel nesso om ootm, ho cattiva
fama (propriamente sento dir male [di me]), latino
male audio.
Fra i composti, ricordiamo oq-ootm, fingere di
non udire; of-ootm, dare ascolto a qualcuno,
ubbidire; t-ootm, ascoltare, ma anche dar retta
(a chi bussa alla porta, detto del portinaio, o alle parti
in causa, detto del giudice), ubbidire.
Fra i derivati, i principali sono ooq < *ooq, udi-
to, ma anche racconto, fama (formato con il suffis-
so -o- dei nomina actionis); oot-oi, azione di udire
(con il suffisso -oi- dei nomina actionis); ooto-o,
ci che si ode, fama, rumore (col suffisso -of- dei
nomina rei actae); ooto-fq, uditore (suffisso -fo-
dei nomina agentis). Da questultimo, con il suffisso
-fqqio- dei nomina loci, deriva ooto-fqqiov, sala
per conferenze, uditorio.
Anche dai composti si hanno derivati nominali, caratte-
rizzati dal grado allungato della vocale iniziale del tema,
come of-q oo, ascoltatore, ma altres obbediente;
t -q oo, obbediente, suddito, sottomesso; o v-
q oo, obbediente, suddito, sottomesso; o v-q oo
(con o - privativo) che non ascolta, ignaro.
oo
Questo pronome, derivato da una forma *ojo, latino
alius, indica altro tra molti. Lavverbio om, altri-
menti, spesso si trova usato nel senso di inutilmente
(< altrimenti di come si dovrebbe).
Il tema o o- figura come primo elemento di composi-
zione in avverbi, come oo0i, o oq , altrove (stato
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3. Le parole fondamentali del lessico greco
nove arconti, quello che si occupava di attivit milita-
ri); otooioqo, simposiarca, capo del simposio
(colui che per sorteggio stabiliva il numero e la quan-
tit dei brindisi); ovoqo, colui che governa da so-
lo, monarca. Da questi nomina agentis si formano dei
verbi denominativi, come ov-oq-cm, governare da
solo, regnare, e astratti come ovoqio, governo di
uno solo, monarchia.
Da oqq, nel senso di principio, deriva laggetti-
vo oqoio, originario, antico: da questo il nomen
qualitatis (con suffisso -fqf-) oqoiofq, antichit,
e il denominativo oqoim, usare le maniere antiche,
che a sua volta d luogo al nomen rei actae oqoioo,
arcaismo, per designare una tendenza letteraria che
tende a riprodurre, in un periodo pi tardo, moduli
stilistici e forme lessicali propri dellet arcaica. Questa
radice estremamente produttiva anche in italiano e
nelle altre lingue moderne: si pensi, oltre alle formazio-
ni gi indicate come traduzione di vocaboli greci (mo-
narca, monarchia ecc.), a tutti i derivati di oqoio,
come archeologia ecc.
otvm
Il presente oivm un suffissale formato dal tema o-/
o-, con i suffissi -vo- e -jo- combinati insieme: vale
andare, per lo pi a piedi, come nellomerico oo(o)i
oivciv; nelle forme transitive, come il futuro qom
e laoristo debole cqoo, assume valore causativo, far
andare. Da esso deriva il causativo i-om, far anda-
re e (per il tramite dellavverbio o-oqv, a piedi) o-
oim, marciare, camminare; ne viene altres il nomen
actionis ooi, latto di camminare, ma anche piede
o piedistallo di una statua, base; oo/qo, gra-
dino, tribuna, su cui si va per parlare allassemblea;
mo, altare; laggettivo verbale ofo, accessibile,
con i suoi composti o-ofo, inaccessibile e o-o-
fo (formato con il prefisso ovo-, cf. ovo-oivm, sali-
re) su cui si pu salire.
In composizione oivm riceve dal preverbio lindica-
zione del moto: cos ovo-oivm, salire (su un pendio,
su una nave ecc.), opposto a ofo-oivm, scendere.
Di conseguenza ovoooi si dir di una marcia in sa-
lita, per esempio dal mare verso linterno, e ofoo-
oi di una discesa (dallinterno verso il mare, ma an-
che dalla superficie della terra verso lAde); ot-oivm
riferito a persone significa riunirsi, accordarsi (con
il dativo), ma in rapporto a eventi vale avvenire, ca-
pitare e quindi fo otoivovfo sono gli eventi, le
circostanze; tcq-oivm, andare oltre, in senso spa-
da schiavo, detto di un comportamento spregevole, e
il denominativo o voqoooi m, ridurre in schiavit,
vendere come schiavo, con il nomen actionis connesso
o voqoo oioi, atto di ridurre in schiavit, e il nomen
agentis o voqoooiofq , mercante di schiavi.
Come secondo termine del composto la radice si tro-
va in oqvmq, prode, coraggioso; toiovciqo, che
rende illustri i guerrieri (cf. too, gloria), appellati-
vo formulare della poesia omerica, riferito alla batta-
glia; ovovoqo, vile; ctovoqo, valoroso.
Derivati: o voqi ov, piccolo uomo, diminutivo; o voqio ,
statua, immagine di uomo; o voqm v, o voqmvi fi, stan-
za o appartamento degli uomini; o voqofq , forza del
corpo, che abbandona il guerriero morente; q voqc q,
ct ovoqio , coraggio; o voqci o, coraggioso; o voqci o,
coraggio; e il verbo denominativo o voqo ooi, diventa-
re uomo, detto del giovane che raggiunge let virile.
ogq, ogm
Sembra che nel valore originario di questa radice fos-
sero associate le due idee di comandare e di incomin-
ciare. Il verbo oqm, -ooi vale comandare allattivo
(con il genitivo della persona e/o della cosa) e iniziare
al medio, con il participio predicativo o con linfinito.
Il participio presente oqmv comunemente sostanti-
vato nel senso di magistrato e, in relazione ad Atene,
di un membro di quel collegio di nove magistrati che
chiamiamo, appunto, arconti. Il deverbale oqq indi-
ca sia comando sia inizio; entrato nel lessico filoso-
fico gi in tempi antichi, con la scuola ionica, indic il
principio da cui si facevano derivare tutte le cose esi-
stenti: cos lacqua, per Talete, o l aria per Anassimene
costituiscono loqq.
Con preverbi oqm d luogo a molti composti, tra cui
c-oqm, dare inizio, intonare, detto del solista che
per primo intona un canto cui si unir un gruppo co-
rale; of-oqm, dare inizio a un sacrificio; otv-oq-
m, comandare insieme a, condividere il comando
con (con il dativo sociativo richiesto dal preverbio);
t-oqm, cominciare, essere alla base, essere fon-
damentale o anche semplicemente essere, come ci-
i, in unione a un predicato nominale. Sono molte le
formazioni nominali derivate, sia quelle che sono for-
mate con il prefisso oqi-, come oqi-fcfmv, capo
dei costruttori, sia i derivati del nomen agentis oqo,
capo, come i-oq-o-, comandante della cavalle-
ria, ipparco (fu anche nome proprio e uno dei figli
di Pisistrato si chiamava cos); ocoqo, coman-
dante militare, polemarco (in Atene titolo di uno dei
V. Citti, C. Casali, L. Fort, M. Taufer, 2012 SEI - Societ Editrice Internazionale
12 IL LESSICO GRECO
vale incontrarsi e da questo valore si ha otoq,
incontro, patto, e otoov, che il segno di ri-
conoscimento degli ospiti e quindi anche simbolo;
tcq-om, gettar oltre, sorpassare, superare, da
cui tcq-oq, il gettar oltre, e quindi iperbole, sia
nel senso generico di eccesso sia come figura retorica
per indicare unesagerazione enfatica sia come termine
tecnico della geometria per designare una delle sezioni
del cono.
to
Significa propriamente vita, e, per metonimia, mezzi
di vita. Da questo tema deriva il verbo iom, vivere,
di cui sono normalmente adoperati laoristo atematico
cimv e il futuro imoooi.
I principali derivati da questo tema sono imoi, ma-
niera di vivere, nomen actionis; imfo, vivibile, che
vale la pena di essere vissuto; imoio, vivibile;
io-qoq-io, biografia, in relazione a qoqm, scri-
vere; io-oo-fq, datore di vita, in relazione alla ra-
dice oo- di oiomi; io-oo, biologo; iofo, vi-
ta, ma soprattutto mezzi di vita, risorse.
ouoot
Vale desiderare, volere, sottolineando lintenzione
del soggetto, e tende a sostituirsi nella prosa attica a
c0cm, che invece si specializza nel senso di essere di-
sposto ad accettare una scelta di altri.
Tra i deverbali che ne derivano direttamente, otq,
volont, decisione, consiglio, sia come intenzione
sia come organo pubblico deliberante: in Atene la Bul
il Consiglio dei Cinquecento, istituito da Clistene;
quindi otqoi, formato con il suffisso -oi- dei no-
mina actionis, desiderio, volont e anche testamen-
to; otqo, con il suffisso -of- dei nomina rei actae,
intenzione. Da otq viene il denominativo ot-
ctm, decidere, deliberare, con numerosi composti,
come ci-otctm, insidiare; cfo-otctooi,
cambiar decisione; ot-otctm, consigliare, dare
un consiglio, e i relativi derivati, come otcto, de-
liberazione; otctoi, consultazione; otctfq,
buleuta, membro del consiglio dei Cinquecento;
otctfio, adatto a consigliare; otctfqqiov,
sede del consiglio: tutti questi termini sono specifici
del diritto e della prassi politica ateniese.
osm
Significa sposarsi, detto allattivo (con laccusativo)
delluomo (latino uxorem duco), mentre il medio (con
il dativo) ootoi detto della donna (latino nubo).
verbo denominativo da oo, che al singolare vale
ziale, pu essere esteso ai valori di trasgredire (una
norma) e di superare (un limite, un confine...).
om
Con valore transitivo, om significa gettare, detto
di una freccia, di un giavellotto o di altra arma da getto;
con valore intransitivo, significa gettarsi, detto di un
fiume che si getta in mare.
Dai vari gradi della radice bisillabica o-/c-/q-
derivano nomi come oo e oq, lancio; co,
proiettile; qo, tiro, lancio di dadi, colpo, fe-
rita (suffisso -of- dei nomina rei actae).
I composti di om sono molto numerosi e spesso,
in relazione ai preverbi, assumono valori molto diffe-
renziati rispetto al verbo semplice, cos come i nomi
che ne derivano. Si ha oqi-om, gettare intorno,
circondare, far prigioniero, e oqi-q-o-fqo-v
(con il suffisso -fqo- dei nomina instrumenti) la re-
te, mentre laggettivo oqi-oo, che colpisce le
due parti, vale spesso ambiguo, come il sostantivo
derivato oqioio, incertezza (ma nella retorica
serve per indicare una espressione intenzionalmente
ambigua); ovo-om, gettare in alto, significa an-
che rinviare, tirare in lungo (al medio vale inoltre
slanciarsi) e il nomen rei actae ovooq indica latto
di gettar qualcosa in su (come un mantello sulle spal-
le) ma anche rinvio; oio-om, gettare attraverso
passa ai significati di mettere in contrasto, creare di-
scordia tra, e quindi anche diffamare, calunniare:
oiooq quindi calunnia e oiooo calunniato-
re: nel Nuovo Testamento la parola indica il Maligno,
il Calunniatore per eccellenza, cio il diavolo; cfo-
om significa volgere, trasformare, con valore
transitivo, con quello intransitivo, volgersi, trasfor-
marsi, e cfooq la trasformazione; oqo-o-
m, gettare accanto, e quindi, metaforicamente, con-
frontare, produce il nome oqooq, comparazione,
che nel Nuovo Testamento viene usato per indicare un
racconto esemplare o, come si usa dire, parabola;
cqi-om, gettare intorno, passa a circondare e
avvolgere e il nome cqioo indica qualcosa che
circonda, come le mura di una citt (nellarchitettura
medievale il peribolo il giro di cappelle che circon-
dano labside delle chiese); qo-om passa da get-
tare innanzi a produrre, proporre; qoo-om
ha una valenza transitiva di gettare contro, ferire e
una intransitiva di gettarsi su, irrompere; oto-
m transitivo gettare insieme, accostare, spingere
luno verso laltro, mentre intransitivo (con il dativo)
V. Citti, C. Casali, L. Fort, M. Taufer, 2012 SEI - Societ Editrice Internazionale
13
A
P
P
E
N
D
I
C
E
3. Le parole fondamentali del lessico greco
tvoot
Si tratta di un presente raddoppiato da un tema apofo-
nico ov-/cv-/n- > o: in latino presente sotto la
forma gign-o, perfetto gen-ui, generare. A partire dal
valore forte di divenire, nascere, ivooi diventa
spesso un semplice sinonimo di cii, essere.
Dal grado forte, ov-, si forma ovo, prole, figlio,
che con prefissi d luogo ad oo-ovo, discendente;
ci-ovo, discendente (italiano epigono); qo-
ovo, progenitore; ot-ovo, parente, consan-
guineo; ov-ct, con il suffisso -ct- dei nomina agen-
tis, genitore.
Dal grado medio, cv-, si forma cvo (latino genus),
stirpe, che d luogo a moltissimi composti, come
ct-cvq, nobile; oo-cvq, della stessa specie;
ot-cvq, appartenente allo stesso cvo, consan-
guineo, con i relativi nomina qualitatis, come ct-cv-
cio, nobilt; ot-cv-cio, consanguineit, paren-
tela; e inoltre cvvo, nascita, origine, da cui viene
cvvoio, di buona stirpe, nobile, eccellente, e con
il suffisso -fqf- dei nomina qualitatis, cvvoiofq,
nobilt, eccellenza, e il denominativo cvvom, ge-
nerare; infine cv-c-oi-, nascita, origine, formato
con il suffisso -oi- dei nomina actionis.
Dal grado zero v- abbiamo vco-v-o-, neonato.
tvmoxm
Da una radice indoeuropea gno- si ha in greco il pre-
sente raddoppiato e suffissale i-vm-om (in latino
no-sco, con il medesimo suffisso, e in inglese to know).
Il greco ivmom vale comprendere al presente, ma
riconoscere allaoristo; tuttavia se regge un infinito,
pu significare decidere.
Composto con preverbi d luogo a: ovo-ivmom,
riconoscere, ma anche riconoscere i caratteri, leg-
gere; oo-ivmom, rinunciare; oio-ivmom,
riconoscere, distinguere; ofo-ivmom, ren-
dersi conto, ma anche (se ofo- assume il valore di
contro) condannare; cfo-ivmom, cambiare
parere; qo-ivmom, decidere in anticipo; ot-
ivmom, conoscere insieme, consentire, e anche,
con lidea di mettersi dal punto di vista di chi ha com-
messo un errore, perdonare.
Dalla radice di questo verbo derivano vmoi, ricerca,
con il composto oio-vmoi, distinzione, diagnosi;
vmq, intelligenza, mente, ma anche punto di vi-
sta, giudizio, intenzione, oppure sentenza prover-
biale: ne derivano, tra laltro, ot-vmq, perdono, e
laggettivo vmio, sentenzioso, gnomico; quindi
matrimonio, mentre il plurale ooi indica la ceri-
monia nuziale.
Da oo deriva una serie di aggettivi e nomi, come
o-oo, non sposato; ci-oo, che si pu sposa-
re; ocfq (con il suffisso -fo- dei nomina agentis)
marito; ocfq (con il suffisso degli aggettivi verba-
li) sposata (detto della moglie legittima, in opposizio-
ne alla ooq, concubina, uno stato matrimoniale
che la legge riconosceva in Atene, sia pur a livello in-
feriore); oqio, nuziale, da cui anche Ioqimv,
-mvo, Gamelione, nome del settimo mese del calen-
dario ateniese, sacro a Hera Gamelia, protettrice dei
matrimoni. Da questa radice viene anche o--qo,
congiunto, per lo pi cognato, ma talvolta anche
sposo.
sgmv
Significa anziano, con lidea connessa dellonore do-
vuto allanziano e della posizione privilegiata che esso
occupa nella societ greca: pertanto oi cqovfc sono
gli anziani, membri del consiglio sia in Omero sia in
certe citt come Sparta.
Tra i derivati, citiamo: laggettivo cqotoio, che con-
cerne gli anziani, i capi, con il sostantivo cqotoio,
il consiglio degli Anziani, il senato: questo termine
usato propriamente per indicare quello di Sparta e, nei
testi greci di argomento romano, per indicare il sena-
to di Roma; cqotoioo, cqotoioofq, membro
del senato, senatore.
Dal tema cqovf- derivano cqovfiov, diminutivo,
vecchietto; cqovfcio, che riguarda un vecchio;
cqovfio, del vecchio, da cui il neutro sostantiva-
to fo cqovfiov, seggio del senato; quindi il verbo
cqovfiom, divenire vecchio, invecchiare, distinto
da cqovfctm, essere senatore, esser membro della
cqotoio. Tutti questi termini esprimono la nozio-
ne di vecchiaia in connessione allimportanza sociale e
politica dellanziano.
I nomina qualitatis corrispondenti a cqmv sono anti-
chi temi in sibilante, come qqo, vecchiaia, con al-
lungamento della vocale radicale, e cqo, privilegio
onorifico (su questo accostamento non tutti i linguisti
sono daccordo).
Dal primo derivano il verbo qqoom, invecchiare,
e alcuni nomi composti, come per esempio qqo-o-
oo, che nutre i vecchi (cf. oom, nutrire), con
il sinonimo qqo-fqoqo (cf. fqcqm, nutrire); dal
secondo, invece, deriva laggettivo cqoio, vecchio,
venerabile.
V. Citti, C. Casali, L. Fort, M. Taufer, 2012 SEI - Societ Editrice Internazionale
14 IL LESSICO GRECO
al plurale qoofo, scrittura, lettera dellalfabeto,
scritto, opera letteraria, documento scritto, deri-
vano qoofiov, tavoletta per scrivere, libretto;
qoofciov, tavoletta, contratto, lista; o qo-
ofio, il maestro di scuola; q qoofiq, sott.
fcvq, la grammatica; qoofo-oiooooo,
maestro di scuola (oiooom, insegnare); qoo-
fo-qto, archivista (qto, custode).
uvq
Con questa parola si indica la donna, essere umano di
sesso femminile. In Omero spesso indica la concubina,
in opposizione alla moglie legittima, oooq, ooo;
in seguito indica la moglie, in opposizione a ooq,
concubina, e a cfoiqo, etera.
Come primo termine di composizione si trova ecce-
zionalmente nella forma tvoi-, come in tvoi-ov-
q, pazzo per le donne (cf. oivooi, esser pazzo);
pi spesso nella forma tvoi- o tvoio-, come in
tvoio-ot-o, che ha una volont soggetta, da
donna; tvoio-qofio, governo delle donne (cf.
qofo, potere); tvoio-qqmv, che ha mente di
donna (cf. qqqv); tvoio-qtq, di natura mulie-
bre (cf. qtm, qtoi).
Tra i composti, le forme atematiche sono antiche e rare,
come oi-tvoi, dalle belle donne, appellativo
omerico della Grecia, in opposizione alle forme tema-
tiche, come qio-tvo, amante delle donne; ioo-
tvo (cf. iocm, odiare), misogino.
Tra i derivati, il nomen loci tvoimv, appartamen-
to delle donne, gineceo, ma il termine corrente
tvoimvifi.
otmv
Indica una potenza divina indeterminata, che non si
vuole o non si pu nominare, il numinoso, in con-
trapposizione a 0co, che ha un nome e che pu essere
oggetto di culto; talvolta indica quindi anche il desti-
no. Pi tardi passa a significare una figura intermedia
tra uomini e dei, un semidio; infine assume una con-
notazione negativa e nel greco cristiano indica spiriti
maligni, dmoni.
Tra i numerosi composti in cui la parola figura al se-
condo posto, indicando in generale il destino che gli
dei determinano per luomo, ricordiamo oto-ooimv,
che ha un cattivo dmone, sfortunato, con il verbo
oto-ooiov-cm, essere sfortunato, e il nomen qualita-
tis oto-ooiov-io, infelicit; allopposto ct-ooimv,
fortunato, felice, con il verbo ct-ooiov-cm, essere
felice, il causativo ct-ooiovim, chiamare felice, e
laggettivo verbale vmfo, conosciuto, noto, con il
suo antonimo ovmfo, sconosciuto, che d luogo
a sua volta allastratto ovmoio, ignoranza; e laltro
aggettivo vmqio, noto, illustre, che d luogo al
denominativo vmqim, rendere noto; infine abbia-
mo, con un o- privativo, ovocm, non riconoscere,
ignorare, che con il suffisso -io dei nomina qualitatis
d luogo allastratto ovoio, ignoranza.
goqm
Il verbo propriamente significa tracciare delle linee e
quindi sia disegnare sia dipingere e scrivere: la dif-
fusione dei termini derivati da questa radice pu dare
in qualche modo la misura di quanto la civilt greca
fosse coinvolta nellattivit di fissare per iscritto la pro-
pria memoria.
Dal verbo semplice derivano numerosi composti, con
le corrispondenti forme nominali, che talvolta sono
pi usate dei verbi stessi. Questi sono i pi frequen-
ti: ovo-qoqm, iscrivere, incidere; ovo-qoqq,
iscrizione; oo-qoqm, trascrivere; oio-qoo,
registro, libro; c-qoqq, iscrizione; ci-qoqq,
iscrizione, epigrafe; ci-qoo, iscrizione, epi-
gramma (breve componimento che in origine era de-
stinato a essere inciso su pietra e poi divenne genere
letterario; si diffuse soprattutto in et alessandrina);
oqo-qoqm, scrivere a lato; ot-qoqq, compo-
sizione scritta, assume il valore specifico di opera in
prosa; ot-qqoqct, prosatore, storico.
Numerosi sono i composti con qoq- al secondo po-
sto: c iofoo-qo qo, segretario (scrittore di let-
tere, c iofooi ); i ofoqio-qo qo , storico; oo-
qo qo, logografo, scrittore di discorsi (con questo
nome furono chiamati sia i primi scrittori di eventi e
di notizie geografiche, come Ecateo di Mileto, sia colo-
ro che in Atene scrivevano discorsi giudiziari che i loro
clienti avrebbero pronunciato durante i processi, visto
che la legge ateniese imponeva che i cittadini accusasse-
ro e si difendessero da soli); t0o-qo qo, mitografo;
fqom oio-qo qo, scrittore di tragedie; o -qoqo,
non scritto; o vfi -qoqov, copia; oqo -qoqo,
segno tracciato a margine, paragrafo.
Dal nomen rei actae qoqq, scrittura, pittura, dise-
gno, derivano nomi e aggettivi, come qoqio, pitto-
rico; qoqct, scriba, copista, pittore; qoqciov,
stilo, strumento per scrivere; quindi dal tema qo-
con un suffisso -o-, qoo, atto di scrivere, con
gli aggettivi ct0tqoo, rettilineo (ct0t, retto,
diretto), infine dal nomen rei actae qoo, spesso
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A
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E
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C
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3. Le parole fondamentali del lessico greco
qo
Questo aggettivo significa bene in vista, visibile,
quindi anche evidente.
Con prefissi assume valori analoghi oio-oqo, tra-
sparente; cv-oqo, evidente; oqi-oqo, che si
scorge da lontano. Il denominativo oqom vale ren-
dere evidente, indicare; usato spesso al passivo, es-
sere mostrato; da esso deriva il nomen actionis oqm-
oi, dimostrazione.
qo
Aqo in origine significa territorio, paese, anche
in relazione allorganizzazione politica dellAttica, che
era divisa in demi, quartieri urbani e cantoni rurali;
ben presto, in rapporto alla prassi politica dei partiti
democratici, in Atene e nel resto della Grecia, questa
parola signific popolo, anche come partito del po-
polo (opposto a oi oioi, il partito oligarchico) e
democrazia, citt governata dai democratici. Si ri-
cordi che nelle oci arcaiche il termine non indi-
ca n tutta la massa degli abitanti n i poveri, bens il
gruppo emergente degli artigiani e dei commercianti,
che rivendicava il proprio spazio politico in opposizio-
ne allaristocrazia tradizionale.
Tra i composti di oq o abbiamo o o -oqo, emigrato,
in relazione al concetto geografico del termine, e o o-
oqc m, emigrare; e ancora c v-oqo, che si trova nel
suo paese, indigeno, con il denominativo c v-oqc m,
essere in patria; qio -oqo, amico del popolo, e al-
tri; alcuni di questi assumono connotazioni specifiche
in rapporto alla democrazia ateniese, come oq-om-
o (cf. anche o m), capo del popolo, nome che indica
in generale un uomo politico e solo pi tardi, in un lin-
guaggio a tendenza conservatrice, assumer un valore
negativo, demagogo, con il denominativo oqom-c m
e lastratto oqomi o; oq -oq-o (cf. o qm), capo di
un demo, demarco, con il denominativo oqoqc m e
lastratto oqoqi o, che indica la magistratura ricoperta
dal demarco; infine oqo-qof-i o, che indica il potere
politico esercitato dal oq o, nei diversi significati che
questo termine assume nella storia greca, con i relativi
oqoqofc ooi, reggersi a democrazia, detto di una
polis, e oqoqofio , democratico.
Aqo figura anche come componente in molti antro-
ponimi, come Aqoo0cvq, Demostene (lett. vigo-
re del popolo). Fra i derivati ricordiamo gli aggettivi
oqooio, che concerne il popolo, pubblico, dello
stato, con lavverbio oqooio, in nome dello stato,
a spese pubbliche; oqofio, popolare, anche
nellaccezione peggiorativa di volgare; e oqio, che
il nomen qualitatis ct-ooiov-io, felicit. Cos anco-
ra si hanno oo-ooimv, infelice, e il verbo oo-
ooiov-im, ritenere infelice.
Con un diverso rapporto tra il primo e il secondo ele-
mento del composto si trova oo0o-ooimv, buon
genio, come se fosse oo0o ooimv, e ancora ocioi-
ooimv, pio, che teme (cf. ociom, temere) gli dei,
ma anche, con connotazione negativa, superstizioso,
cos ocioi-ooiovio, superstizione, e ocioi-ooio-
vcm, essere superstizioso.
Altri derivati sono ooio v-io, che in un rapporto
particolare con un dio, con il neutro sostantivato ooi-
o v-iov, potere divino, e anche demone; ooiov-i-
o e ooiov-io-o , in rapporto speciale con gli dei.
stm
Da una radice oci-/oi-, temere, si formato gi in
Omero un perfetto ocoio, ocioicv, che aveva anche
una prima singolare ociom, da *ocooj-o; pi tardi
questo perfetto stato sentito come un presente e gli
stato costruito un aoristo cocioo, come se fosse deri-
vato da un tema verbale ocio-.
Dalla radice oi-, con il suffisso -co- dei nomina rei
actae, si hanno il nome oc o, timore, con lastratto ne-
gativo (o - privativo e suffisso -io dei nomina qualitatis)
o -ocio, mancanza di timore, sicurezza, e laggettivo
ocio , vile, con il doppione oci oio e lastratto de-
rivato ocii o, vilt; una storia particolare ha ocivo ,
temibile, che in un contesto agonale, come in una gara
atletica o in un processo giudiziario, assume il valore di
straordinariamente abile (lavversario temibile ap-
punto perch abile) e d luogo, con il suffisso -fqf- dei
nomina qualitatis, a ocivo fq, abilit, capacit, elo-
quenza, e al fattitivo ocivo m, rendere terribile.
stxvut
Deriva da una radice oci-/oi-, mostrare, indicare,
che d luogo altres al latino dico, dixi, dire. Da que-
sta radice deriva oci i, che indica lazione di mostra-
re, quindi anche dimostrazione, come nel composto
c i -ocii, dimostrazione, ma anche celebrazione,
con laggettivo derivato c iocifio , epidittico o
dimostrativo, nome di un genere delleloquenza che
celebra un personaggio o una festa (c vo c ioci-
fio v), oci o, esempio che si mostra, ma anche
luogo di esposizione, mercato, con i composti come
oqo ocio, esempio, modello, paradigma, in rap-
porto a oqooci vti, portare a esempio, e con il de-
rivato oqoociofio , esemplare, paradigmatico.
V. Citti, C. Casali, L. Fort, M. Taufer, 2012 SEI - Societ Editrice Internazionale
16 IL LESSICO GRECO
txq
Questo termine indica la giustizia e si specifica ben pre-
sto in rapporto alle istituzioni della citt, contrapponen-
dosi a quella tradizionalmente amministrata dai c vq
aristocratici, 0c i: in questo senso luno e laltro hanno
una connotazione religiosa e Ai q anche una dea, che
nella religione attica ha una posizione accanto a Zeus
nel quadro delle divinit tutrici dei valori fondamentali
della convivenza civile. In questo contesto, oi q si con-
trappone a i o, la violenza (latino vis); come termine
tecnico della procedura giudiziaria, oi q indica un pro-
cesso di interesse privato, opponendosi in questo caso a
qoqq , processo di interesse pubblico.
Tra i composti di oiq segnaliamo o-oio, ingiusto,
con il denominativo o-oicm, commettere ingiusti-
zia, il suo composto ovf-o-oicm, ricambiare ingiu-
stizia con ingiustizia e lastratto o-oiio, ingiustizia;
inversamente, cv-oio significa giusto, mentre c-
oio indica colui che si trova fuori della giustizia e
quindi ingiusto, ma altres colui che fa venir fuori il
giusto e quindi vendicatore, con i derivati c-oicm
ed c-oiio, rispettivamente vendicare e vendetta.
Tra i derivati di oiq ha grande importanza oioio,
giusto, conforme al giusto, detto di persone e di
azioni, con i due astratti, formati rispettivamente con
i suffissi dei nomina qualitatis -otvo- e -fqf-, oio-
iootvq e oioiofq, giustizia, il denominativo oi-
om (< *oio-o-jo), rendere giustizia, giudicare,
che d luogo a diversi composti, al nomen agentis oi-
oofq, giudice (< *oioo-fo-) e al nomen loci oi-
oofqqiov (< *oioo-fqqio-), luogo dove si ammi-
nistra la giustizia, tribunale.
oxsm
Questo verbo, con le varianti fonetiche ooctm e oo-
om, connesso alla radice oc- di ocooi, accoglie-
re, e ha il valore di credere, pensare; con il dativo
della persona significa sembrare, anche nella locuzio-
ne ooci oi; in latino questa radice appare nel verbo
doceo, far riconoscere, insegnare.
Con preverbi oocm e connessi danno luogo a nume-
rosi composti, come qoo-ooom, aspettarsi che,
otv-oocm, essere daccordo (con dativo sociativo).
I nomi derivati da questa radice sono molti, soprattut-
to in relazione al lessico politico e, pi tardi, filosofico.
Aoo in origine lopinione, soprattutto quella ri-
flessa nel pensiero degli altri, quindi la reputazione,
la fama, la gloria: in questo senso nel lessico arcai-
co diventa sinonimo di co, un concetto essenziale
appartiene al popolo, pubblico, con il suo composto
ci-oqio, che si trova nel paese.
tooxm
Da un tema oo-, composto con il suffisso -q-, si hanno
in Omero forme come il futuro ooqocoi, tu saprai,
laoristo cooqv, il perfetto ocooqo, ho appreso, so.
Da questa radice deriva un presente fattitivo con rad-
doppiamento, oiooom, insegnare, che ha numerosi
composti.
Dallantica radice ooq- deriva ooqmv, esperto, con
lantonimo o-ooqmv, che non sa.
Gli altri derivati presentano il raddoppiamento del-
la radice, come oiooom: si tratta di oiooooo,
maestro di scuola; oiooooio, insegnamen-
to; oiooooio, che riguarda linsegnamento;
oioooociov, con il suffisso dei nomina loci, scuo-
la. Aiooq, infine, indica la dottrina e oioofqo,
formato con il suffisso dei nomina instrumenti, indica
lonorario del maestro.
tmt
Da una radice indoeuropea oo-/oo

-, con una variante


in -o-, breve o lungo, che si ritrova nel latino do-num/
da-re, deriva questo verbo con presente atematico e
raddoppiato, che significa dare, donare.
Con diversi preverbi d luogo ad ovfi-oiomi, dare in
cambio; oo-oiomi, attribuire, rendere, e, al me-
dio, vendere; c-oiomi, liberare, dare in moglie
(nel lessico familiare, in rapporto a una ragazza che
viene data via), pubblicare (in riferimento a unope-
ra letteraria); ci-oiomi, dare in aggiunta, come di
una cosa che viene messa sopra a cosa che viene da-
ta, e intransitivo progredire; cfo-oiomi, dare una
parte di (con il genitivo partitivo e il dativo di termi-
ne della persona), comunicare; qo-oiomi, dare in
anticipo, consegnare, ma anche tradire, con il no-
men agentis qooofq, traditore, e lastratto derivato
qooooio, tradimento.
Fra i derivati della radice ricordiamo: il nomen actionis
oooi, dono, in quanto atto del dare, ma anche ver-
samento di denaro o dose nel linguaggio medico; i
due nomina agentis omfqq e omfmq, che d, dona-
tore; il nomen rei actae omqov, dono (latino donum),
con una serie di aggettivi derivati, fra cui o-omqo e
o-omqqfo, senza dono, il secondo usato spesso
per incorruttibile in relazione allaggettivo verbale
omqqfo, che pu essere comprato con doni (talvolta
per vale semplicemente donato, secondo la doppia
valenza di questa classe di aggettivi verbali).
V. Citti, C. Casali, L. Fort, M. Taufer, 2012 SEI - Societ Editrice Internazionale
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3. Le parole fondamentali del lessico greco
molti sinonimi, corrispondenti in parte a diverse for-
me di limitazione della libert personale.
Ne derivano lastratto nomen qualitatis ooto-otvq,
schiavit, e gli aggettivi ootio e ootio, ser-
vile, da schiavo: il secondo impiegato nella prosa
attica, spesso con una curvatura ideologica che vale
proprio di un essere inferiore come lo schiavo; quindi
i verbi denominativi ootctm, essere schiavo, e oot-
om, ridurre in schiavit. Dal primo di questi verbi
deriva, con il suffisso -jo, il nome dellistituzione, oot-
cio, schiavit, e talvolta anche insieme di schiavi.
Nei composti ooto- ricorre come primo termine in
alcuni composti come ooto-qcq, servile, de-
gno di uno schiavo, e quale secondo termine in voca-
boli come cfo-ooto, sette volte schiavo, sprege-
volissimo; ct-ooto, buono nei confronti dei suoi
schiavi; icqo-ooto, schiavo di un tempio, schiavo
sacro, e oo-ooto, compagno di schiavit.
Cf. lantonimo cct0cqo.
uvoot
La radice di questo verbo significa avere la capacit di,
essere capace di; molto usato laggettivo verbale ot-
vofo, che normalmente presenta il valore attivo della
radice, potente, capace di, ma anche quello passivo,
possibile; la doppia valenza ricorre anche nel compo-
sto o-otvoi, incapace e anche impossibile.
Tra i derivati, ot voi indica forza in generale (distin-
ta dalla forza fisica, i ot , e dalla forza attiva, dirom-
pente, q m q), in attico anche forza politica, mentre al
plurale otvo ci equivale al latino copiae, forza mili-
tare, esercito; ne deriva laggettivo otvoio , effi-
cace, mentre ancora a ot vooi si rapporta il nomen
agentis otvo -ofq, che dispone di potere, e, in senso
politico, re, monarca, con il denominativo otvo-
ofct m, regnare.
sgoov
Questa forma di aoristo tematico si integra come for-
ma suppletiva con il presente fqcm, correre.
Con preverbi d luogo a c-coqoov, mi slanciai, e
oq-coqoov, corsi oltre, oltrepassai (di corsa); ma
soprattutto questa radice feconda nelle formazioni
nominali, come il nomen rei actae (suffisso -o) oqoq,
corsa, che con prefissi d luogo a ci-oqoq, incur-
sione, irruzione; ofo-oqoq, scorreria, attacco;
qo-oqoq, il correre avanti, sortita; laltro nomen
rei actae oqoo, corsa, ma anche luogo dove si cor-
re, quindi pista oppure palestra o strada, forma a
sua volta numerosi composti, come io-oqo-o,
nelletica aristocratica; nel linguaggio della filosofia,
soprattutto a partire dal IV secolo e da Platone, indi-
ca l apparenza che ci viene data dalla percezione dei
sensi, in opposizione alloq0cio, che ci viene scoper-
ta dalla riflessione razionale. Ne derivano molti com-
posti, come o-oo-o, privo di gloria; cv-oo-o,
celebre, illustre; ct-oo-o, che ha buona fama,
illustre; oqo-oo-o, contrario allaspettativa,
imprevisto; qio-oo-o, fedele a una opinione,
ma, pi spesso, amante della gloria, con i relativi de-
rivati, come o-oo-io, mancanza di fama, oscurit,
oppure cattiva reputazione e il relativo verbo deno-
minativo o-oo-cm, il cui significato pu determinar-
si in rapporto a un valore passivo della radice oo-, e
quindi essere poco stimato, ma anche in senso attivo,
disprezzare.
Altri derivati sono il nomen actionis ooqoi, opinio-
ne, i nomina rei actae ooo e ooqo, dei quali il
primo, pi antico e formato direttamente dalla radice
verbale, indica opinione, decisione, mentre il secon-
do, in rapporto al presente, vale piuttosto apparenza
o anche decreto. Ancora si trova laggettivo ooio,
accettabile, approvato, stimato, con i suoi deriva-
ti ooiom e ooiom, mettere alla prova, appro-
vare; ooiooio, esame, soprattutto dei magistrati
dopo la loro elezione (il magistrato doveva dimostra-
re di avere i requisiti necessari per esercitare la carica,
soprattutto di essere figlio di padre e madre cittadini
e di aver sempre adempiuto ai suoi obblighi religiosi);
ct-ooio, che ha buona fama, illustre, con il de-
nominativo ctooicm, avere buona fama.
oo
Nel senso di inganno, strumento di inganno (come
presso Omero il cavallo di Troia), corrisponde esatta-
mente al latino dolus.
Come primo termine presente in alcuni composti,
come ooo-qfi, dalla mente (qfi) ingannatrice,
fraudolento; ooo-oo, ingannatore; ne deriva-
no aggettivi come ooio, ingannevole, detto di pa-
role in Omero, pi tardi di persone, e oooci, ancora
ingannevole, e il denominativo ooom, ingannare,
vincere qualcuno con lastuzia.
ouo
La parola esiste in miceneo, ma non ha etimologia in-
doeuropea: i popoli che giunsero in Grecia intorno al
1900 a.C. e che vi introdussero il greco avranno de-
sunto il nome dello schiavo dai linguaggi dellAsia
Minore, come il lidio o il cario. Il termine greco ha
V. Citti, C. Casali, L. Fort, M. Taufer, 2012 SEI - Societ Editrice Internazionale
18 IL LESSICO GRECO
ssu0sgo
In opposizione a oot o, schiavo, indica luomo libero
e, per connessione ideologica propria di una societ di li-
beri, le virt di dignit morale, eccellenza, capacit che i
liberi rivendicano come loro caratteristiche specifiche.
Con prefissi si hanno i composti ov-cct0cqo, non
libero, ma anche sconveniente a un uomo libero; o-
cct0cqo, affrancato, liberto, con il denominativo
occt0cqom, manomettere (in senso giuridico an-
tico), liberare uno schiavo.
Da cct0cqo deriva il nomen qualitatis cct0cqio,
libert, con il suo opposto ovcct0cqio, ideologica-
mente qualificato, maniere indegne di un uomo libe-
ro, rozzezza, villania, e laggettivo cct0cqio, de-
gno di un uomo libero, con il relativo nomen qualitatis
cct0cqiofq, carattere degno di un uomo libero,
generosit, liberalit; ancora il verbo cct0cqiom
significa parlare, comportarsi da uomo libero, vale a
dire in modo moralmente apprezzabile.
snoot
Con il senso di sperare, la radice c- imparentata
con il latino velle e il tedesco wollen, volere. Come vox
media si colora del senso indeterminato di prevedere
alcunch di bene o di male: questo senso ricorre in al-
cuni dei suoi composti.
In composizione con o- privativo si ha laggettivo ver-
bale o-c-fo, insperato, talvolta inatteso, e ovo-
cfo, insperato.
Tra i derivati, ricordiamo: c mqq , speranza; c i ,
speranza, ma anche aspettativa, attesa, con i suoi
composti o v-ci, privo di speranza; ct -ci, spe-
ranzoso; ot o-ci, che ha cattive speranze; il verbo
c i m, aspettarsi (talvolta con timore), sperare.
sotxo
Questo un antico perfetto derivato da *c-oi-o:
comporta lidea di sembrare, assomigliare, sembra-
re opportuno, con laspetto compiuto del presente.
Da coio derivano i presenti fattitivi ciom, rende-
re simile a, paragonare a ed ciom, rappresenta-
re con unimmagine, congetturare; da questo pro-
vengono alcuni derivati nominali, tra cui laggettivo
verbale cioofo, paragonabile, da cui a sua volta
viene cioofio, che concerne la rappresentazio-
ne, icastico.
Dalla base *ci- derivano alcune importanti forma-
zioni nominali, tra le quali cimv, immagine, rap-
presentazione, di solito una statua o un quadro, ma
talvolta anche immagine, comparazione; con un
ippodromo; infine il nomen agentis oqoct, corri-
dore, e gli aggettivi oqooio, che corre, e oqoio,
adatto alla corsa.
stov
Dalla radice indoeuropea vid- (latino vid-eo, tedesco
wissen, sapere, Weise, saggio), deriva in greco una
radice apofonica oio-/cio-/io-, che d luogo a ci-
oov, aoristo suppletivo della coniugazione di oqom, al
perfetto oioo, io so, allantico presente cioooi, ap-
parire, sembrare, e al nome cioo, con il suffisso -co-
dei nomina rei actae, immagine, forma. Da cioo,
aspetto, forma, figura, derivano ancora ciomov,
immagine, per lo pi irreale, statua, o anche fanta-
sma; nel Nuovo Testamento e nel greco cristiano dal
concetto di immagine di divinit si sviluppa il signi-
ficato svalutativo di idolo, con i composti ciomo-
ofqq, idolatra, e ciomo-ofqio, idolatria, cul-
to degli idoli, cio di divinit pagane; sempre da ci-
oo, con il suffisso composito -t-io- dei deminutiva,
si ha ciotiov, piccola rappresentazione, poemet-
to, che designa un tipo particolare di componimento
poetico in et ellenistica, come gli Idilli di Teocrito.
Con un altro suffisso dei nomina rei actae, -o-, si forma
ioco, apparenza, forma, e quindi specie, catego-
ria; come cioo, ioco si specializza nel linguaggio del-
la filosofia platonica nel senso di forma intelligibile,
idea; ancora dal tema io- si ha, con il suffisso -foq-
dei nomina agentis, iofmq, colui che indaga, con il de-
nominativo iofoqcm, fare inchieste, informarsi, e
quindi raccontare (il risultato della propria indagine)
e infine lastratto iofoqio, ricerca, esposizione della
ricerca e quindi storia.
souvm
Da una radice c o- si ha il presente suffissale c ot -
vm, che in valore transitivo significa condurre, guida-
re (un cavallo, una barca ecc.), e in valore intransitivo
avanzare (su un mezzo). Come termine tecnico della
metallurgia, significa lavorare un metallo, forgiare.
Con preverbi forma oi-cot vm, spingere attraverso, fe-
rire, trafiggere, qoo-cot vm, spingere innanzi, pi
spesso in valore intransitivo, avanzare, cavalcare verso.
Tra i composti, il nomen actionis co-oi-, azione di
cacciare, espulsione, ma anche incursione militare,
ed co-oio, specializzato nel senso di azione di an-
dare a cavallo, ma nel composto cv-qooio, caccia-
ta dagli stranieri, il valore transitivo di cotvm si fa
nuovamente sentire; ricordiamo ancora il nomen agen-
tis co-fqq, conduttore, auriga.
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3. Le parole fondamentali del lessico greco
traccia in greco, tra laltro, nellaumento in ci- di cqo-
ooi e altri verbi, compare nelle lingue sassoni come
w- iniziale.
Il derivato pi importante di cqov il causativo cq-
oooi, lavorare o anche causare, con i suoi com-
posti oi-cqoooi, coltivare, ma anche distrugge-
re (il preverbio oio- indica da una parte allaltra e si
applica al verbo in riferimento rispettivo alle attivit
agricole e a quelle militari); otv-cqoooi, lavora-
re insieme, collaborare (con il dativo sociativo) ecc.;
da questo verbo si formano numerosi deverbali, come
cqo-oio, opera, ma anche fatica o commercio
(con il suffisso -oio- dei nomina actionis), cqoofq
ed cqoofqq, lavoratore, operaio (rispettivamen-
te con i suffissi -fo- e -fqq- dei nomina agentis); cq-
oofqqiov, officina, laboratorio, con il suffisso
-fqqio- dei nomina loci.
Da cqov sono numerosi i composti, che presentano
vari gradi apofonici della radice (alternanza -cq-/-
oq-, formazioni in -cqq ecc.): o-cqo e attico
oqo, inerte, pigro; ct-cqo, benefattore (ma
se la radice assunta in senso passivo, facile a la-
vorarsi), ct-cqcfq, benefattore, ct-cqcoio,
buona azione, beneficio; cv-cqo, attivo, effi-
cace; otv-cqo, che aiuta, con otvcqcio, aiu-
to, cooperazione; oq-cqo, che sta da parte ri-
guardo lopera, e quindi secondario, marginale;
oqio-cqo = oqiotqo, che lavora per il pub-
blico (antico nome dellartigiano, quando allorigine
della polis esso non lavor pi per un signore, ma mi-
se la propria opera a disposizione di chiunque nel-
la comunit volesse retribuire il suo lavoro), profes-
sionista (in seguito questo termine fu impiegato da
Platone per esprimere la figura di un Dio che sarebbe
stato il grande architetto delluniverso e quindi de-
miurgo si noti che ai Greci manc il concetto di
creazione); cmqo, lavoratore della terra, con-
tadino (ma fu usato anche come proprio, donde il la-
tino tardo Georgius e litaliano Giorgio); ct-cqq,
solido, ben fatto.
sm
Da una radice segh- si forma il presente cm con lo
spirito dolce per la legge di Grassmann; laspirazione
ricompare in una delle due forme di futuro, cm. In
valore transitivo significa avere, mentre intransitiva-
mente vale essere, soprattutto in unione con avverbi,
come ct, om cm, stare bene, male; al medio, con
il genitivo di contatto, significa essere vicino, stare at-
taccato a.
vocalismo zero, laggettivo ico, simile, con il suo
doppione cico, che ricorre in vari composti come
0co-cico, simile a un dio. Infine si hanno nume-
rosi composti con temi in -o-, come ci-ciq, con-
veniente, ragionevole, con il suo antonimo, compo-
sto con o- privativo, o-ciq, sconveniente, che a sua
volta d luogo al denominativo ociim e oiim,
maltrattare, oltraggiare, torturare.
Unultima forma nominale costituita dal perfetto
participio neutro ci o , -o fo, il verosimile, il
ragionevole, con lavverbio ci o fm, verosimil-
mente.
sno, stnstv
Da una radice c-(cf. latino vox), co indica la pa-
rola, in quanto pronunciata, in opposizione a cqov,
lazione; il plurale cq (ionico cco) indica i versi
epici, gli esametri, in opposizione ai cq, propri della
lirica, e anche i poemi stessi in opposizione agli altri ge-
neri (lirica, tragedia ecc.). La forma verbale corrispon-
dente laoristo ciov, infinito ciciv, che funziona
come forma suppletiva della coniugazione dei verbi di
dire (cm, qqi, ooqctm).
Da ciciv, con preverbi si formano numerosi com-
posti, come ov-ciciv, alzare la voce; o-ciciv,
dichiarare o rifiutare (a seconda del valore che si at-
tribuisce al preverbio: una dichiarazione che parte da
me o allontana me); qo-ciciv, predire; qoo-
ciciv, rivolgere la parola a.
Da co, invece, nellaccezione di poesia epica, deri-
vano con il suffisso -o- dei nomina agentis co-oio,
facitore di cq, poeta epico; il nomen actionis co-
oiio, composizione di carmi epici. Il nome c-t-
io-v, risultante dallapplicazione di un doppio suffisso
diminutivo, indica un piccolo verso (non gi un pic-
colo esametro, giacch co ha assunto il valore ge-
nerico di verso), ma pi tardi assume il significato
di breve componimento epico in relazione al tipo di
poesia che si era affermata in et ellenistica e che veni-
va contrapposta ai grandi poemi dellet arcaica, come
quelli omerici. Si ha anche laggettivo cio , epico,
pertinente alla poesia epica.
Dalla stessa radice, con grado apofonico diverso, de-
riva il termine, di uso poetico, *o, oo, voce, che
ricorre solo al singolare, mancante del nominativo.
sgov
Il nome cqov deriva da una radice cq-, che ricor-
re anche in altre lingue indoeuropee, come nel tedesco
Werk e nellinglese work. Il digamma, che ha lasciato
V. Citti, C. Casali, L. Fort, M. Taufer, 2012 SEI - Societ Editrice Internazionale
20 IL LESSICO GRECO
Composto con preverbi d ovo-om, rivivere; oio-
om, passare la vita; ci-om, sopravvivere.
I derivati sono per lo pi dal tema m-: mq, vita, in
opposizione a io, che indica la durata della vita, la
maniera di vivere; mo, vivente; miov e mov, ani-
male (in opposizione agli esseri non animati, detto an-
che delle piante e delluomo), ma anche rappresenta-
zione, pittura. Da questa accezione si ha m-qoqo,
pittore.
Si ha quindi moiov, piccola immagine, ma anche se-
gno zodiacale (che rappresentava un animale), e m-
oioo, zodiaco, con gli aggettivi mmoq, che asso-
miglia a un animale, e mo, proprio degli animali.
qsoot
Questo verbo con il genitivo significa guidare, essere
a capo di, e, dopo Omero, con laccusativo o laccusati-
vo e linfinito, credere, pensare.
Sono molti i composti con preverbi, tra cui oi-qco-
oi, narrare, raccontare; cio-qcooi, introdur-
re, guidare; cqi-qcooi, condurre intorno, de-
scrivere; qo-qcooi e tq-qcooi, guidare.
I principali derivati sono il nomen actionis qqoi,
condotta, direzione, e il nomen rei actae qqo, di-
rezione, usati soprattutto con prefissi, come oi-qq-
oi e oi-qqo, narrazione, rispettivamente come
atto e come risultato; c-qqoi, esposizione, ese-
gesi; cqi-qqoi, descrizione, usato come titolo
di unopera geografica, e i tre nomina agentis qcmv,
guida, capo (da cui vengono lastratto qcov-io,
direzione, dominio; laggettivo qcovio, atto al
comando, e il denominativo qcovcm, avere auto-
rit); qqfmq, capo, parola poetica, ed qcfq, che
compare soprattutto nei composti, come tv-qcfq,
cacciatore; cqi-qcfq, autore di una descrizione
geografica.
qu, qoot
Laggettivo significa dolce, piacevole, anche in senso
affettivo, come nel vocativo m qoiofc, carissimo (tal-
volta in senso ironico), e il verbo vale provare piacere,
in relazione alla sfera dei sensi, ben distinto da oiqm,
rallegrarsi.
Fra i derivati hanno importanza i nomina rei actae
qoovq, piacere, per lo pi fisico, talvolta contrappo-
sto alla felicit, ctooiovio, e il pi raro qoo, anco-
ra piacere, da cui per ha origine laggettivo o-qoq
molesto, spiacevole, con lastratto nomen qualitatis
o-qoio, molestia; in composizione con il tema o0-
(cf. oom), si hanno qot-o0q, dedito al piacere;
Con preverbi forma numerosi composti, in cui pre-
vale alternativamente il valore transitivo o quello in-
transitivo: ov-cm, sostenere, sopportare; o-cm,
astenersi; of-cm, tener sotto, trattenere, oc-
cupare; cf-cm, partecipare; oq-cm, offrire,
porgere; qoo-cm, rivolgere, applicare (e an-
che applicarsi, con o senza la determinazione fov
votv, applicare la mente); otv-cm, tenere insie-
me, mettere insieme, connettere, al medio essere
unito, essere accanto; t-cm, tener sotto, sotto-
mettere (si faccia attenzione a non confondere le for-
me di tcm con quelle omografe di tiovcooi,
promettere).
Da cm e dai suoi composti derivano molti nomi e ag-
gettivi, come il nomen actionis ci, possesso (in rela-
zione al valore transitivo), ma anche modo di essere,
costituzione (in relazione al valore intransitivo); ct-
cio, buono stato, buona salute; laltro nomen actio-
nis oc-oi, condizione, maniera di essere, tempo-
ranea e non durevole come ci (questo in relazione ai
temi da cui si formano i due nomina actionis: esprime
azione durativa quello formato dal tema del presente,
azione momentanea quello che viene dal tema dellao-
risto), con il composto to-ocoi, promessa, e il
verbo che ne deriva tiovcooi, promettere; oq-
o, nomen rei actae, che significa forma, aspetto, ge-
sto, atteggiamento, da cui si forma il composto qo-
oq-o, pretesto, ma anche apparenza e dignit,
e il denominativo oqofim/-ooi, dare/prendere
una forma, unattitudine; o-oc-fo, cui non si pu
resistere, irresistibile, ma anche insopportabile, con
il suo antonimo ovo-ocfo, sopportabile; inoltre i
derivati dal grado -o- della radice, come qvi-oo, che
regge le briglie, auriga, cocchiere; cv-oo, sotto-
messo; of-oo, che tiene, che mantiene, oppure
che tenuto, che posseduto; cf-oo, che par-
tecipa; infine il nomen rei actae oq, sostegno, con
i suoi composti: ov-oq, sospensione delle armi, ar-
mistizio; c-oq, sospensione, detto in particolare
della sospensione del giudizio suggerita dalla antica
scuola scettica; of-oq, possesso, ispirazione, in
quanto, a partire dallo Ione platonico, il poeta consi-
derato posseduto da una forza che lo ispira; cf-oq,
partecipazione, e, come termine grammaticale, par-
ticipio.
om, mm
In Omero si trova un tema m-, vivere: mm, mci; si
ha in seguito anche un aoristo cmoo, mentre in attico
compare un tema in -e, contratto m, q ecc.
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3. Le parole fondamentali del lessico greco
ra, le ossa di coloro che erano caduti combattendo in
quellanno ricevessero solenne sepoltura in un ossario
comune; in tale occasione un uomo politico pronun-
ciava il discorso celebrativo); infine il nomen agentis
foqct, seppellitore; foqqo, fossa e il denomina-
tivo che ne deriva, foqqctm, scavare una fossa.
0ouo
Formato con il suffisso -of- dei nomina rei actae, in-
dica inizialmente meraviglia, oggetto di ammirazio-
ne, ma per metonimia passa a indicare anche stupo-
re, ammirazione.
Costituisce primo elemento di composto in 0otofo-
oio e 0otof-otqo, che fa prodigi, taumatur-
go; tra i derivati, citiamo: 0otofo e 0otooio,
ammirevole; 0otooiotqio, latto di fare mira-
coli; 0otofoci, ammirevole; i verbi denominativi
0otoivm e 0otom, ammirare, con laggettivo ver-
bale 0otoofo, meraviglioso; infine il nomen agen-
tis 0otoofq, ammiratore.
0uo
Il termine indica lanima, il cuore, in quanto princi-
pio di vita, contrapposto a tq, lanima dei morti;
quindi ardore, coraggio, come sede dei sentimenti e
soprattutto della collera; in Platone il 0to-cioc una
delle tre parti dellanima, sede delle passioni nobili.
Come primo termine di composizione ricorre in 0t-
o-oqo, che divora il cuore, epiteto omerico della
malattia; 0to-q0oqo, che distrugge il cuore; 0t-
oq, che addolora lanima (oo, dolore); tra i
numerosi composti in cui ricorre come secondo ter-
mine i pi importanti sono ooc-0to, che morde il
cuore (oovm, mordere); cc-0to, padrone di s
(in quanto controlla il proprio 0to) e co-0to,
dal grande cuore.
Particolare importanza hanno alcuni composti di ti-
po possessivo, dove 0to- compare come secondo ele-
mento: o -0to, scoraggiato, con i suoi derivati o 0t-
c m, essere scoraggiato, e o 0ti o, scoraggiamento;
ct -0to, lieto, di buon umore, con ct 0tc m ed
ct 0ti o; e qo -0to, disposto, di buona voglia,
con qo-0ti o, buona disposizione danimo, e qo-
0t-c ooi, essere disposto a. Unaltra serie importan-
te di composti formata con il prefisso c v-: c v-0t -io,
che sta a cuore, con c v-0t-c ooi, riflettere, pensa-
re; c v-0t -qo, idea, argomento (usato nella logica
per indicare una forma particolare di argomentazione,
lentimema); c v-0t-i o, inquietudine. Non meno
importanti i composti con c i-: c i-0t-c m, deside-
qot-o0cio, godimento dei piaceri, ed qot-o0cm,
godere, vivere mollemente.
q0ov
Da una radice cct0-/ct0-/c0-, si forma laoristo
tematico della coniugazione suppletiva dei verbi che
significano andare e altres il futuro cctoooi e il
perfetto cqt0o.
I composti si qualificano in rapporto ai preverbi: cos
ov-q0ov, me ne andai in su; o-q0ov, me ne an-
dai via; oi-q0ov, attraversai ecc.
Fra i derivati, citiamo: il nomen actionis qtoi, azio-
ne di andare, passo, andatura, da cui of-qtoi,
discesa; vc-qt, -qtoo, nuovo venuto; c-qt,
che sopraggiunge, straniero, col doppione meno
usato c-qtfq; qoo-qt-fo, nuovo venuto,
immigrato, ma nel giudaismo e nel cristianesimo,
convertito di recente, proselito.
0ovoto, 0vqoxm
Da una radice 0ovo-/0ov- in cui talvolta il primo ele-
mento tace per apofonia, producendo 0vo-, si hanno
il nome 0ovofo, morte, anche personificato, e il
verbo 0vqom, morire, che normalmente in attico si
presenta nella forma 0vqom (da un suffisso -i-oo-),
con un futuro 0ov-otoi, un aoristo tematico c-0ov-
o-v e un perfetto fc-0vq-o. In prosa esso si trova per
lo pi composto con preverbi, come oo-0vqom, a
significare il compimento dellazione. Laggettivo ver-
bale 0vq-fo, mortale largamente diffuso come for-
mazione autonoma.
Tra i derivati, ricordiamo o-0ovofo, immortale, ed
ct-0ovofo, dalla bella morte, con il nomen qualita-
tis 0ovooio, con il suffisso -oio- che indica pos-
sibilit, nel duplice valore di che causa la morte ed
esposto alla morte, circa come litaliano mortale.
0ontm
La radice 0oq-, seppellire, interrare, in seguito al-
la legge di Grassmann viene normalmente modificata
in foq-: nel presente di questo verbo, invece, la labiale
aspirata si assimila alla dentale risultante da -jo-, pro-
ducendo 0ofm, che conserva laspirazione iniziale.
Questo verbo ha numerosi composti, come c-0ofm,
disseppellire, e dalla sua radice derivano foqo, ce-
rimonia funebre, ma anche tomba, sepolcro; foqq,
sepoltura, con gli aggettivi cv-foqio, che riguarda
le esequie (il neutro plurale cvfoqio designa la ceri-
monia funebre), ed ci-foqio, che si fa sulla sepol-
tura, detto quindi dei giochi o dellorazione funebre (in
Atene era costume che ogni anno, nei periodi di guer-
V. Citti, C. Casali, L. Fort, M. Taufer, 2012 SEI - Societ Editrice Internazionale
22 IL LESSICO GRECO
guidare); io-ofoo, ippopotamo (lett. ca-
vallo fluviale); iio-oifq, dalla chioma equina
e iio-oqq, che combatte sul carro (a cavalli);
i-oqo, comandante della cavalleria.
Come secondo termine ricorre in qi-io, amico
del cavallo; cq-io, che monta a cavallo; ct-
io, dal cavallo bianco, che cavalca un cavallo
bianco (cto); fc0q-io, a quattro cavalli.
Tra i derivati, ricordiamo: iofq, guidatore di un
carro; i-ct, guidatore di un carro da guerra e poi
cavaliere; io-otvq, arte di guidare i cavalli; e gli
aggettivi icio e iio, del cavallo, frequente ap-
pellativo degli dei che amano i cavalli, come Poseidone
o Atena; iio, che ha relazione con i cavalli.
Numerosi sono i verbi denominativi, come ictm,
cavalcare, e ioooi, guidare i cavalli, da cui de-
riva il nomen actionis iooio, equitazione. Da i-
ctm si formano numerosi composti con oq-, cq-,
o0-, oq-, che indicano andare a cavallo lungo, oltre
qualcosa, secondo il senso determinato dai preverbi.
Numerosissimi sono i nomi derivati, come Iotfo,
Ioqofq, Eov0io, diio, Imvo,
(signore, ovo, dei cavalli).
totqt
Da una radice indoeuropea sta/sta- deriva il greco
iofqi (come il latino sisto, collocare, e sto, stare, il
tedesco stehen e, in inglese, stay e stand).
Il verbo presenta due serie di forme, rispettivamente
specializzate in senso transitivo, porre, collocare, e
in senso intransitivo, stare, trovarsi, come iofooi,
ofqoooi, cofqv, cofqo; infine le forme passive, di
formazione pi recente, come cofo0qv e ofo0qoo-
oi, hanno vero e proprio valore passivo, essere po-
sto, essere collocato.
Con preverbi si formano numerosi composti: ov-iofq-
i, porre su, alzare/levarsi, alzarsi; oq-iofqi,
separare, spingere alla rivolta/stare lontano, rinun-
ciare (con il genitivo di allontanamento richiesto da
oo-); oi-iofqi, separare, disgiungere/separarsi;
cq-iofqi, porre/porsi sopra, a capo; o0-iofqi,
costituire, stabilire/costituirsi, divenire; c0-
iofqi, mutare/cambiarsi, desistere; otv-iofq-
i, porre/stare insieme; tq-iofqi, porre sotto,
sottoporre/stare sotto, sottomettersi ecc.
Tra i derivati sono importanti: i nomina agentis in
-ofofq, come oo-ofofq, che defeziona, che
tradisce, apostata; ci-ofofq e qo-ofofq, che
comanda, che sovraintende, in relazione allidea
espressa da c i-, sopra, e qo-, innanzi, con i ri-
rare; c i-0t -qo, nomen rei actae, oggetto di deside-
rio; c i-0t-qfq , nomen agentis, colui che desidera,
appassionato; c i-0t-qfio , passionale.
tsgo
Indica sacro, in generale ci che appartiene agli dei o
viene da loro, ci che manifesta una potenza sovranna-
turale, detto anche di fiumi, del mare ecc.: sacre sono
le citt, in quanto protette dagli dei, sacro il grano,
che viene da Demetra ecc.; in senso materiale, icqo si
applica a tutto ci che appartiene agli dei, come doni,
animali oppure oggetti sacri.
Numerosi sono i composti: icq-otqo, sacerdo-
te che compie i sacrifici (cf. cqov); icqo-ooto,
schiavo del dio (cf. ooto); icqo-oto, ladro sa-
crilego (otom, rubare); icqo-qov-fq, ierofante,
detto in particolare del sacerdote di Eleusi, incaricato
di mostrare (qoivm) gli oggetti del culto segreto agli
iniziati.
Fra i derivati, citiamo: icq-ct, nomen agentis, sacer-
dote, con il femminile icqcio, sacerdotessa; icqciov,
vittima del sacrificio; icqootvq, sacerdozio. Da ic-
qct, vengono il denominativo icqctm, sacrificare
una vittima, e laggettivo icqofio, sacerdotale;
icqom, consacrare.
txvsoot
Da una radice i- derivano varie forme di verbi che
significano giungere, venire, arrivare: in Omero ri-
corrono tanto im quanto iovm, mentre in attico la
forma consueta i-vco-oi.
Sono numerosi i derivati nominali: iovo, capace
(detto di persone), sufficiente (di cose), con il denomi-
nativo i ovo ooi, essere soddisfatto di, che nellattivo
i ovo m ha valore fattitivo, rendere soddisfacente.
Un particolare modo di giungere, rivolgersi a
espresso in un gruppo di parole in cui la radice si adat-
ta allidea di supplicare: i fq q e i c fq, supplice,
supplicante; i fq qio, che riguarda il supplicante;
i coi o, supplica, con il denominativo i cfct m, sup-
plicare, e i suoi composti c -icfct m, supplicare ar-
dentemente, e o0-icfct m, chiedere supplicando.
tnno
Derivato da una radice indoeuropea ek
w
o-, che in lati-
no d equus, io indica il cavallo, maschio o fem-
mina, talvolta la cavalleria.
Numerosi sono i composti che presentano io-
come primo termine: io-ooo e io-oo,
palafreniere; io-fqoqo, allevatore di cavalli
(fqcqm, nutrire); i-qofq, cavaliere (cotvm,
V. Citti, C. Casali, L. Fort, M. Taufer, 2012 SEI - Societ Editrice Internazionale
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A
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3. Le parole fondamentali del lessico greco
xosm
Da una radice kal-/kla- deriva il verbo ocm (cui cor-
risponde in latino clamo, clamor), che significa chia-
mare e anche invitare (a pranzo ecc.), nel linguaggio
giuridico chiamare in giudizio, citare. Esiste anche
un presente raddoppiato e suffissale i-q-om,
chiamare.
Viene variamente determinato da preverbi, come ovo-
ocm, chiamare ad alta voce, invocare; c-ocm,
accusare; ci-ocm, invocare, ma anche rimpro-
verare, imputare; qoo-ocm, far venire, citare
in giudizio; ot-ocm, convocare.
Fra i derivati, ricordiamo: il nomen actionis q-oi,
chiamata, con i composti come ci-qoi, so-
prannome, ma anche invocazione; il nomen rei ac-
tae q-o, usato normalmente con prefissi, come
c-qo, rimprovero, accusa; laggettivo verbale
qfo, invitato, ovvero illustre, con i composti
o-qfo, non invitato, ed c-qfo, designato,
scelto, e lastratto c-qoio, adunanza, riunione,
assemblea (in Atene era il nome dellassemblea po-
polare, supremo organo deliberativo della citt), e, nel
greco cristiano, assemblea del popolo di Dio, riunione
dei fedeli, chiesa, con il denominativo cqoiom,
riunisco in assemblea, mi riunisco in assemblea; il
nomen agentis cqoioofq, membro dellassem-
blea, e laggettivo cqoioofio, che indica ori-
ginariamente ci che riguarda lassemblea, e solo pi
tardi ecclesiastico, della chiesa.
xoo
Questo aggettivo significa bello, in relazione allaspetto
fisico di persone o anche di oggetti; ben presto viene este-
so al campo morale, dove fo oo v indica ci che mo-
ralmente bello e degno di approvazione, in opposizione a
fo oi oqo v, ci che moralmente condannabile. Lideale
dellaristocrazia arcaica la perfezione fisica e morale: il
nobile, quindi, oo o o0o e lessenza della nobil-
t viene espressa dallastratto ooo o0i o; in seguito il
termine indica un alto ideale di perfezione spirituale.
Tra i derivati, ricordiamo: lastratto nomen rei actae
oo, bellezza; gli intensivi o-oo e cqi-
oq, bellissimo; il denominativo, in senso cau-
sativo, otvm, abbellire, usato nel greco ellenistico
nel senso di pulire.
Sono numerosissimi i composti che hanno come
primo elemento oi-, come oi -oo, dal-
la bella chioma; oi -oqo, dai bei frutti;
oi -vio, dalla gloriosa vittoria; oi -oi,
spettivi nomina qualitatis e i verbi denominativi, come
ooofooio, defezione, tradimento, ciofooio,
sorveglianza, direzione, e ooofofcm, separarsi,
defezionare, ciofofcm, sorvegliare; quindi i no-
mina actionis come ofooi, stabilit, azione di sta-
re, ma anche sedizione, rivolta, e i suoi composti,
come cofooi, atto di star fuori e successivamente
estasi (lo stato in cui il devoto viene rapito fuori di s),
to-ofooi, realt che sta sotto (usato come termi-
ne tecnico della filosofia).
Il suffisso -oio-, che serve a formare aggettivi che
esprimono la qualit indicata dalla radice verbale, d
luogo a ofooio, stabile, mentre ofofo, aggettivo
verbale, e ofofio, aggettivo di qualit derivato da
questo, significano ambedue stabile, fermo. Il nomen
rei actae ofqo usato solo tardi, ma sono frequenti i
suoi composti, come oio-ofqo, distanza, interval-
lo e ot-ofqo, riunione, composizione, sistema.
xoxo
Questo aggettivo significa cattivo, di cattiva qualit,
detto di persone e di cose; di persone indica la mal-
vagit morale, ma altres la nascita vile, con le qualit
negative che vi sono connesse secondo unideologia di
tipo aristocratico, vilt, incapacit. In questo senso
oo si oppone ad oo0o, co0o, appellativi pro-
pri di coloro che sono ben nati. Sostantivato, fo o-
ov (anche al plurale), indica sventura.
Come primo termine di composti, ricorre in oo-cq-
o , malfattore, scellerato; oo-q ovo, dai piani
malvagi, macchinatore di inganni; oo -fcvo, dalle
arti malvagie, malizioso. Molti di questi composti si rap-
portano allidea di malvagit morale, come oo-q 0q,
di cattiva indole; oo -vot, mal disposto, ostile;
o-qo qo, maldicente, diffamatore; oppure a quella
di sfortuna, come oo-o0q , sofferente, con il nomen
qualitatis oo-o 0cio, sofferenza; oo-qoc m, es-
sere sfortunato; oo-qoi o, insuccesso; oo-qo -
mv, malefico; in questo senso oo- ha preso il posto
dellantico prefisso oto-, che aveva lo stesso valore, e o-
o-ooi mv, perseguitato da un cattivo demone, sfortu-
nato, si trova accanto a oto-ooi mv come antonimo di
ct ooi mv (cf. ooi mv).
Come secondo termine di composti, ricorre in toi-
oo, che libera dai mali; o-oo, malvagio in
tutto, perfido; o-oo, benefattore.
Fra i derivati, ricordiamo i nomina qualitatis oofq,
malvagit, vilt, e oio, vizio, debolezza, con i
nominativi oim, maltrattare, al medio oio-
oi, mostrarsi vile, e oom, maltrattare.
V. Citti, C. Casali, L. Fort, M. Taufer, 2012 SEI - Societ Editrice Internazionale
24 IL LESSICO GRECO
Tra i derivati, citiamo: ooio, ben ordinato, sag-
gio, onesto, da cui il nomen qualitatis ooiofq,
buone maniere, moralit, e ooio, universa-
le; il verbo denominativo oocm, mettere in ordine
(detto delle truppe), preparare (un pranzo), con di-
versi derivati, tra cui laggettivo ooqfo, ben orna-
to, e ooqfio (ooqfiq fcvq larte di or-
nare), e il nomen actionis ooqoi, che indica latto
di adornare/-rsi; infine il nomen agentis ooqfmq,
colui che mette in ordine, condottiero.
xgoto
Da una radice kret-/krat- deriva questo nome, che indi-
ca la forza fisica, quindi la vittoria che si consegue con
la forza e infine la sovranit; dalla forma kret- viene la
forma ionica qcoomv (< qcf-jov) corrispondente
allattico qcioomv/qciffmv, mentre da krat- si ha
il superlativo qofiofo, forme suppletive dei gradi
di comparazione di oo0o, migliore, ottimo (in
rapporto alla forza). La forma di positivo che si rap-
porta etimologicamente a qciffmv e qofiofo
qoft, forte, con il suo doppione qofcqo e oq-
fcqo, forte, e lavverbio oqfo, assai, fortemente;
ne deriva il verbo denominativo qofcm, dominare,
impadronirsi (con il genitivo), vincere, e i derivati
di oqfcqo, cio il denominativo oqfcqcm, essere
forte, perseverare, e lastratto nomen qualitatis oq-
fcqio, fortezza, perseveranza.
Direttamente da qofo derivano gli aggettivi o-
qof-q, che non si controlla, intemperante (cf.
latino impotens); c-qofq, padrone di s, conti-
nente, temperante; ot fo-qofq , indipendente, con i
nomina qualitatis o qo fcio, intemperanza, c qo fcio,
temperanza ed otfoqofcio, autocrazia, autono-
mia; lavverbio cqofcm vale fortemente, vio-
lentemente. Molti nomi di persona sono formati in
-qofq, come Emqofq, Socrate, nome di un filo-
sofo greco del V secolo a.C.
xtstvm
Significa uccidere, direttamente o indirettamente,
quindi anche mandare a morte, condannare. Si trova
per lo pi composto con preverbi, oo-fcivm, ofo-
fcivm ecc., che sottolineano lesito del processo ver-
bale; non usato al passivo, che, in attico, sostituito da
0vqom (cf. questo verbo) o oo-0vqom: oo0vq-
ociv to fivo, perire a opera di qualcuno, quindi
essere ucciso da qualcuno. Esiste anche un doppione
atematico fcivti/fivvti, in composizione oo-
fcivti.
dalla bella prole; oi -co, dal bel peplo;
oi-o oo, dalle belle trecce; oi -q-
qoo, dalla bella corrente; e nomi propri, come
Koi-o q, dalla bella voce, nome di una delle
Muse; Koi -oo, Callimaco, nome di un fa-
moso poeta del III secolo a.C.
xsqoq
Indica la testa di un uomo o di un animale; in modo
espressivo pu indicare una persona, in locuzioni co-
me oq cqoq, sciagurato, e per metafora la par-
te alta di un muro, di un colle ecc.
Tra i composti, citiamo: cqo-oio, mal di testa;
o-cqoo, senza testa, acefalo; cofo-cqoo,
dalle cento teste; ot-cqoo, dalla testa di bue,
impiegato nella forma Botcqoo, nome del cavallo
di Alessandro Magno.
Tra i derivati, hanno importanza soprattutto quelli for-
mati con il suffisso -oio-, come cqo-oio-, im-
portante, da cui il nome cqooiov, testa, ma anche
punto essenziale, con il verbo denominativo cqo-
oiom, ricapitolare, e il composto to-cqooiov,
cuscino.
xsntm
Da una radice o-/c- (latino clepo, clepsi), indi-
ca rubare con inganno, ingannare, opposto ad oq-
om (latino rapio), rubare con la forza.
Diversi sono i composti in cui c- figura come pri-
mo termine: ci-qqmv, che nasconde il suo pen-
siero, epiteto di Hermes, c-toqo (cf. tomq, ac-
qua), apparecchio che trattiene lacqua, clessidra.
Tra i derivati, citiamo: il nomen rei actae co, fur-
to; il nomen agentis cfq, ladro, con laggettivo
cfio, ladresco; il nomen qualitatis cfoot-
vq, arte del ladro.
Con il vocalismo o sono attestati, tra gli altri: oq,
furto; oo, ladro; ooio, furtivo, fatto di
nascosto; oio, astuto, subdolo; cioo,
imbroglione, truffatore.
Da oq o da oo derivano il nomen agentis
oct, ladro, e lastratto ocio, brigantaggio,
furto.
xooo
Termine di etimologia oscura, esprime lidea di ordine,
buon ordine, in senso materiale o morale, forma, or-
namento, ma anche ordine del mondo, universo.
Tra i composti, ricordiamo: o-ooo, indisciplinato;
ooo-qofmq (cf. qofo), dominatore delluniver-
so; ooo-oifq, cittadino del mondo.
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3. Le parole fondamentali del lessico greco
Fra i composti, ricordiamo: oio-cm, scegliere, al
medio dialogare, discorrere; ot-cm, raccoglie-
re mettendo insieme (per esempio legna da ardere).
Laggettivo verbale c-fo vale scelto, ovvero che si
pu dire, e d origine a diversi composti, tra cui oio-
cfo, che diventa sostantivo femminile con i valo-
ri di conversazione, linguaggio e anche dialetto, in
relazione ai diversi dialetti greci, mentre il nome che ne
deriva, oiocfiq (sott. fcvq), indica larte della
conversazione e quindi la dialettica, che individua le
connessioni del ragionamento. Il nomen actionis ci
indica la dizione, cio i modi specifici di espressione
con cui si comunica nel discorso, mentre oo assu-
me una importanza straordinaria in quanto pu indi-
care semplicemente una parola come un racconto o
un ragionamento, un calcolo o il criterio interno
di organizzazione di una struttura discorsiva ovvero
la stessa ragione (ragione per cui si dice che luomo
fornito di oo, mentre fo mo, gli animali, sono
ooo, privi di ragione); nel cristianesimo, a partire
dal Vangelo di Giovanni, oo indica lidea che Dio
ha di s e quindi la seconda persona della Trinit, il
Verbum, come detto in latino.
Limportanza di questo termine confermata dal grande
numero di composti, come: oio -oo, dialogo; c i -
oo, epilogo, conclusione, opposto a qo -oo,
prologo, discorso introduttivo; ofo -oo, elenco,
catalogo; qio -oo, amante dei discorsi, studioso
dei racconti scritti, letterato, filologo; qio-o-i o,
filologia, arte dello studio dei discorsi (da un valore
iniziale che indica la passione per il ragionamento, la
parola in et alessandrina passa a designare lo studio
scientifico dei testi). Infine si hanno gli aggettivi o io,
che riguarda i discorsi, erudito, eloquente, o io,
celebre, e oio , concernente i o oi, razionale,
logico, e il nomen loci o-ci o-v, proscenio, il luogo
del teatro dove lattore si rivolge al pubblico. Dal valore
di calcolo deriva il significato usuale del verbo oi o-
oi, fare i conti, calcolare.
stnm
Da una radice apofonica oi-/ci-/i- (che in la-
tino d luogo a linquo), vale allattivo transitivo lascia-
re, abbandonare, e intransitivo mancare; al medio
restare, restare indietro.
Tra i composti, citiamo: o o-ci m, lasciare;
ofo-ci m, lasciare indietro, abbandonare;
oqo-ci m, lasciare da parte, trascurare, ma
sopravvivere al medio; t o-ci m, mancare.
Sono numerosi i composti dal grado -o- della radice,
come oocqo-fovo, fratricida (oocqo, fra-
tello); qfqo-fovo, matricida; ofqo-fovo,
parricida; ot-fovo, uccisore di molti; cvo-
fovo, uccisore di ospiti, con il nomen actionis c-
vofovio, uccisione degli ospiti, e il denominativo
cvofovcm, uccidere stranieri oppure ospiti.
oovm
Da una radice oo-/oq-, in cui la spirante inizia-
le lascia traccia nella forma del raddoppiamento, vale
prendere, ricevere e anche comprendere.
Fra i derivati, citiamo i nomina rei actae o-q, il
prendere, presa (con il composto ot-oq, che
indica il gruppo di suoni che si prende insieme in
ununica emissione di voce, sillaba, laggettivo deriva-
to ct-oq, prudente, e il nomen qualitatis derivato
da questo, ct-ocio, prudenza), e qo, ci che si
riceve, guadagno, che diviene termine tecnico nella
logica, come premessa (lenunciato che si prende co-
me certo per dedurne una conseguenza), e nella lessi-
cografia, in cui lemma indica la parola da spiegare.
Il nomen actionis q i indica lazione di prendere o
lazione di ricevere e laggettivo verbale qfo signi-
fica prendibile o intelligibile (il suo derivato c i-q-
fio indica persona che soggetta a essere colta da ac-
cessi di crisi nervose, epilettico). Imparentati con questo
gruppo sono anche o qo, violento, impetuoso, vo-
race, e il neutro plurale o qtqo, spoglie, bottino.
ov0ovm
Dalla radice o0-/q0- (latino lateo), da cui anche
q0m, usato in Omero, significa stare inosservato,
stare nascosto, talvolta anche non accorgersi di, con
il participio predicativo, al medio dimenticarsi.
Fra i derivati, ricordiamo: q0q, dimenticanza, oblio,
usato anche come nome di un fiume infernale, il Lete,
la cui acqua faceva dimenticare ai defunti le prece-
denti esistenze, quando tornavano a reincarnarsi sulla
terra; q0oio, che fa dimenticare; q0oqo, che
dimentica, che fa dimenticare, inerte, e, con o- pri-
vativo, o-q0-q, che non sta nascosto, vero, con il
nomen qualitatis o-q0-cio, verit, e il denominativo
o-q0-ctm, dire la verit.
sm
La radice o-/c- (latino lego), significa in origine
raccogliere, scegliere, quindi calcolare, numerare e
infine raccontare, parlare. In questo significato c m si
trova usato come presente della coniugazione suppletiva
dei verbi di dire, in concorrenza con qqi e o oqct m.
V. Citti, C. Casali, L. Fort, M. Taufer, 2012 SEI - Societ Editrice Internazionale
26 IL LESSICO GRECO
matematica, con laggettivo derivato o0qo-fio,
che concerne lapprendere, e, sottintendendo fcvq,
matematica e anche astronomia (dato che i rapporti
tra gli astri sono esprimibili attraverso numeri). Infine
il nomen agentis o0qfq indica colui che apprende,
il discepolo, e d luogo al denominativo o0qfctm,
essere discepolo.
ooot
Significa combattere e d luogo a numerosi composti
in -oo, come: vot-oo, che combatte in mare;
o-oo, invincibile; ovo-oo, che combatte da
solo; ot-oo, alleato, con i relativi derivati no-
minali e verbali, come ovo-oio, duello (di uno
contro uno); ot-oio, alleanza; vot-oio, com-
battimento per mare, battaglia navale, e il verbo vot-
ocm, combattere per mare ecc.
Tra i derivati, citiamo: il nomen rei actae oq, bat-
taglia; il nomen agentis o-q-fq, combattente; gli
aggettivi oio e oqmv, bellicoso. Un evidente
ricordo di antenati guerrieri portava nel nome il poeta
ellenistico Koioo, Callimaco.
stgoot
Deriva da una radice ooq-/ocq-/or- > ooq- (la-
tino mor-s, mer-eo) ed esprime lidea di ricevere una
parte, partecipare; il perfetto cioqfoi significa
stato stabilito, destino, e il participio sostantivato q
cioqcvq indica appunto destino.
Derivano da qui: oqo, destino, ma anche morte,
spesso sul campo di battaglia; oqio e oqoio,
fissato dal destino; oiqo, parte, porzione, ma an-
che la porzione di avvenimenti che il destino mi at-
tribuisce, quindi destino e anche destino di morte,
morte (la Moira una divinit superiore agli stessi
dei olimpici, che in Omero stabilisce per ognuno il
suo destino); cqo, nomen rei actae, che indica par-
te, ma anche parte di eredit; cqim, verbo fattitivo,
che esprime allattivo lidea di fare le parti e al medio
quella di spartirsi, dividersi.
soo
Dallindoeuropeo medh-jo deriva cooo in Omero
e nei lirici, coo in attico e in prosa, latino medius;
indica ci che sta in mezzo, nel tempo e nello spazio o
figurato: quindi intermedio o imparziale.
Come primo termine di composto figura in vari ter-
mini: co-qt(), avverbio e preposizione, in mezzo;
co-qqio, mezzogiorno (da qoq, giorno, con
epentesi); coo-oio, dellinterno (rispetto al ter-
ritorio); co-oqoo, che sta nel centro (detto del
Tra i derivati, ricordiamo: il nomen actionis cii,
omissione, con i composti oo-cii, abbandono,
ed c-cii, abbandono, eclissi (anche in senso
astronomico); c-cii, mancanza, ellissi (nome
della figura retorica per cui una parte del discorso vie-
ne sottintesa); oio, che resta, che resta indietro,
rimanente (latino reliquus), come nellabbreviazione
f. = oi fo oio (latino et cetera).
otvoot, sovo
Moivooi vale essere preso da un ardore furioso, dal
delirio. Il perfetto arcaico covo significa pensa-
re intensamente a, quindi avere lintenzione, desi-
derare, spesso essere pieno dardore. Questa radice
esprime i moti dello spirito e fornisce in latino memini
(concernente il concetto di memoria, di intelligenza),
che trova per corrispondenza nel greco cvqoi.
Tra i derivati ricordiamo: oivo, -ooo, donna fol-
le, menade (con il suffisso -o- dei patronymica); lag-
gettivo oivoq, folle, furioso (cos Saffo definisce
il suo animo nellode ad Afrodite); ovio/-iq, follia,
passione, mania, entusiasmo ispirato dalla divinit
(con il suffisso -io dei nomina qualitatis); ovfi, in-
dovino, profeta; ovfcio, oracolare, profetico;
ovfciov/-qiov, oracolo, sede delloracolo (suffisso
-cio- dei nomina loci); ovfio, profetico; ovfi-
q (fcvq), arte mantica, divinatoria; ovfctooi,
consultare un oracolo, profetizzare; ovfctm, fare
delle profezie; ovfcio, dono profetico, profezia.
ov0ovm
Questo presente suffissale si forma dalla radice o0-,
che esprime lidea di apprendere (per esperienza pra-
tica), quindi comprendere, sapere.
Tra i composti, ricordiamo: oo-ov0ovm, dimen-
ticare la conoscenza di (in rapporto allidea di allon-
tanamento espressa dal preverbio); c-ov0ovm, ap-
prendere a memoria (in rapporto al valore compitivo
del preverbio); ofo-ov0ovm, apprendere dettaglia-
tamente, comprendere (ofo- indica qui punto per
punto, con valore distributivo); qo-ov0ovm, sape-
re prima.
Tra i derivati, citiamo: il nomen rei actae o0o, ap-
prendimento, conoscenza, da cui vengono numerosi
aggettivi in -o0q, come o-o0q, ignorante, o-
t-o0q, che sa molte cose, erudito, con lastratto
ot-o0-io, erudizione; quindi il nomen actionis
o0qoi, apprendimento; il nomen rei actae o0qo,
oggetto dello studio, insegnamento, scienza, gi
a partire da Platone riferito allo studio dei numeri, la
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3. Le parole fondamentali del lessico greco
tvqoxm
La radice vo-/vq- vale allattivo ricordare, far ri-
cordare, al medio avere in mente, ricordarsi, pen-
sare. Importante il perfetto-presente cvqoi, io
ricordo (latino memini). Esiste poi voooi/vmoi,
avere in testa, e richiedere una donna come sposa.
Tra i principali derivati ricordiamo: vqmv, -ovo,
che ricorda, memore; con o- privativo, o-vqmv,
immemore; con il suffisso -io, laggettivo vq-
ovio , che concerne la memoria, che ha buona me-
moria, mnemonico; il denominativo vq-ovct m,
-ooi, ricordarsi, chiamare alla memoria; vq-o-
otvq, memoria, pensiero, e anche Mqootvq,
Mnemosine, la madre delle Muse, dea della memoria;
vqo, monumento, tomba, ricordo, spesso con
preverbi, per esempio to-vqo, ricordo, menzio-
ne (con il suffisso -of- dei nomina rei actae; il plurale
tovqofo, commentari pu indicare il commen-
to che illustra un testo oppure annotazioni relative ad
avvenimenti da ricordare); vqq, ricordo (in senso
psicologico), memoria, facolt della memoria.
tosm
Significa odiare, rifiutare qualcuno o qualcosa,
esprimendo piuttosto un atteggiamento mentale che
un sentimento. Forma numerosi composti, sia come
primo termine (io-ov0qmo, misantropo, odia-
tore degli uomini; ioo-oqoqo, odiatore dei bar-
bari; ioo-tvq, misogino; ioo-0co, nemico
degli dei; ioo-ftqovvo, odiatore dei tiranni) sia
come secondo termine (come in oio-ioo, degno
[oio] di odio, odioso).
Dalla radice del verbo derivano il nomen rei actae
ioqo, oggetto di odio, e laggettivo verbale i-
oqfo, odioso, con i composti oio-ioq-fo, de-
gno di odio; ct-ioq-fo, odioso; 0co-ioq-fo,
odiato dagli dei, e inoltre il nomen actionis ioo,
odio, talvolta usato come metonimia per designare
una persona odiosa.
vou
Antico nome radicale indoeuropeo (presente tra laltro
nel latino navis, che passa alla declinazione dei nomi in
-i), indica la nave, talvolta nave da guerra, opposta
ai oio, navi da carico, mentre in altri casi le navi
da guerra sono vqc oqoi, opposte a quelle ofqo-
toi.
Come primo termine entra in un grandissimo numero
di composti, come vot -oqo, ammiraglio, con il de-
nominativo vot-oqc m, comandare una flotta; vot-
santuario di Apollo a Delfi, che si riteneva fosse costru-
ito sullombelico, oqoo, della terra); coo-vtf-
io, che sta alla met della notte.
Tra i derivati, citiamo: coofq, mezzo, giusto mez-
zo tra gli estremi; i denominativi coom, essere pro-
prio nel mezzo, e coctm, trovarsi tra due, essere
imparziale.
stgov
Derivato dal grado zero di una radice indoeuropea me-
(cf. qfi, latino mens, metior) con il suffisso -fqo- dei
nomina instrumenti, indica misura, limite, giusta
misura, infine metro in poesia.
Numerosissimi sono i composti: tra questi cfqo-vo-
oi, nome di magistrati ispettori dei pesi e delle mi-
sure; ma i pi numerosi sono con -cfqo- al secondo
termine, come gli aggettivi ot-cfqo, che pu mi-
surarsi con, che ha una misura in comune con, con
lastratto nomen qualitatis otcfqio, simmetria;
o-cfqo, senza misura; ct-cfqo, ben calcolato;
cqi-cfqo, molto grande, che al neutro cqic-
fqov viene sostantivato in geometria, circonferenza,
perimetro.
Tra i derivati, ricordiamo: cfqio, moderato, da cui
lastratto cfqiofq, moderazione; il denominativo
cfqiom, essere moderato.
Il denominativo cfqcm, misurare, ha numerosi
composti, come ovo-cfqcm, misurare in senso in-
verso, rimisurare; c-cfqcm, misurare comple-
tamente, e i nomina agentis cfqq-fq, misuratore
(ma in attico nome di una misura di capacit per i
liquidi, metrete) e cm-cfqq, geometra.
txgo
Laggettivo iqo vale piccolo, senza importanza,
in piccola quantit; sinonimo di oio e spesso i
campi semantici dei due aggettivi si ricoprono, tanto
vero che manca poco si dice indifferentemente oi-
ot oci e iqot oci.
Come formativo di composti ricorre in iqo-o-
ifq, cittadino di una piccola citt; iqo-oo,
minuzioso, pignolo, meschino, con lastratto no-
men qualitatis iqo-oio, meschinit, e il deno-
minativo iqo-ocm, esaminare minutamente.
Con simile connotazione peggiorativa si hanno anche
iqo-qcq, meschino, e iqo-qto, che ha lo
stesso significato.
Tra i derivati, ricordiamo: il nomen qualitatis iqo -
fq, piccolezza; i denominativi oiqt vm e ofooi-
qi m, tenere in scarsa considerazione, disprezzare.
V. Citti, C. Casali, L. Fort, M. Taufer, 2012 SEI - Societ Editrice Internazionale
28 IL LESSICO GRECO
concetto vale soprattutto nel sistema tribale anteriore
alla costituzione della polis.
Fra i composti, ricordiamo il nomen agentis voo-
0c fq, che indica colui che pone (fi 0qi) una leg-
ge, vale a dire legislatore; ot fo -voo, chi si governa
da s, autonomo (si vedano anche i nomina actionis
ot fovoi o, autonomia, ed ct -voi o, buon governo).
vso
Deriva da un indoeuropeo newos (cui corrisponde in
latino novus); in greco lassenza di una forma corri-
spondente al latino iuvenis ha indotto vco a prende-
re il valore di giovane, lasciando larea semantica di
nuovo a oivo. Nei derivati, quindi, si intrecciano i
valori di nuovo e di giovane. Il comparativo vcmfc-
qo, pi giovane, ha spesso una connotazione poli-
tica negativa, mentre oi vcmfcqoi spesso costituisce
termine oppositivo a oi qcotfcqoi, designando
semplicemente i giovani rispetto a gli anziani.
Tra i derivati, il denominativo vcmfcqi m, introdurre
innovazioni, in senso politico, assume spesso la conno-
tazione negativa di fare una rivoluzione, introdurre in-
novazioni violente, con i deverbali vcmfc qioo (la ri-
voluzione compiuta, nomen rei actae, con suffisso -of-),
vcmfc qioi (latto rivoluzionario, nomen actionis, con
suffisso -oi-), innovazione politica, rivoluzione.
Come primo termine di composto, vc o figura in vco-
vo , pulcino, giovane animale; vco -tfo, lavato
di fresco (cf. t vm, lavare); vco-fctq , fabbricato
da poco (fct m, costruire); vco-oi o, giovent.
Tra i derivati, si ricordino: vcoqo, nuovo; vcovio,
giovane uomo; vcovioo, ragazzino (con il suffis-
so -i-oo- dei diminutivi); vcovio, che ha le quali-
t o i difetti della giovinezza, vigoroso, impetuoso,
violento; vcovictooi, agire da giovane uomo;
vcofq, giovinezza (nomen qualitatis), ardore del-
la giovinezza (metonimia), gruppo di giovani (altra
metonimia); il verbo vcom, essere giovani, essere
pieni di giovinezza, e il nome vcoooo, giovane uc-
cello, pulcino.
vtxq
Significa vittoria, sia in battaglia sia nei giochi o in
tribunale; ad Atene epiteto della dea Atena: ad Atena
Nike era dedicato un tempio sullAcropoli.
In alcuni composti viq figura come primo termine:
viq-qoqo (qcqm, portare), che riporta vittoria,
da cui il verbo viq-qoqcm, riportare vittoria, e il no-
men actionis viq-qoqio, atto di ottenere la vittoria.
In altri composti figura come secondo termine: oio-
o fq, navigante, marinaio; vot-qofq , padrone
di navi, con votqofc m, avere il dominio sul mare,
vot-qo fmq, padrone del mare; vot-o o, che of-
fre un sicuro ancoraggio (detto di un porto, cf. o o,
rifugio); vot -oo, adatto alla battaglia navale; vot-
oc m, combattere per mare; vot-qo , costrutto-
re di navi; vot-qc m, costruire navi; vot -ofo0o,
arsenale navale; vot-oo , naufrago, con i connessi
votoc m, naufragare, e votoi o, naufragio; vot -
qqo, armatore, proprietario di nave, con i deriva-
ti votqqi o, mestiere dellarmatore, e votq qiov,
impresa dellarmatore. Inoltre da un radicale vq- >
vcm qio, neutro plurale, cantiere navale, arsenale.
Come secondo termine di composto, d luogo ad o-
vot, privo di navi, e io-vcm, che abbandona la
nave, disertore.
Tra i derivati, citiamo: vqio, navale; ci-vciov,
porto; votfq, marinaio, come votfio, e il verbo
votfiooi, navigare; inoltre votfio, navale.
vsm
La radice nom-/nem- significa in origine attribuire,
assegnare, secondo luso o la norma, e si specializ-
za allattivo nei valori di possedere, abitare e anche
considerare, come voim; in relazione ad attivit
pastorali, significa pascolare il gregge; al medio vale
avere la propria parte, quindi ancora possedere.
I derivati si determinano in funzione dei molteplici va-
lori della radice: cos il nomen rei actae voq pasco-
lo o pi generalmente nutrimento; voo pasco-
lo; il nomen agentis voct indica il pastore; voo
ancora pastore, ma in relazione al costume antico
per cui ci si spostava quando un pascolo era esaurito,
nomade. Noo il termine pi usato del gruppo e
indica la legge, in quanto conforme alluso tradizio-
nale, ma anche termine tecnico per indicare una spe-
cie di composizione di lirica corale, il nomo; voi-
o, aggettivo derivato da voo, significa conforme
alle leggi, al costume, e fo voio sono le tradizioni;
voim, come si gi visto, significa usare abitualmen-
te, ma passa anche al valore di ritenere, credere, e
voioo, nomen rei actae, indica costume, istituzio-
ne, ma anche moneta, in quanto convenzionalmente
riconosciuta valida. Nccoi, nomen actionis, indica
latto di attribuire, attribuzione, ma anche vendetta,
ed esisteva la dea Nemesi, che presiedeva agli atti di
giustizia e di vendetta. Si ricordi che la vendetta, nella
societ arcaica, era una sorta di giustizia che uno era
tenuto a farsi da s quando riceveva un torto; questo
V. Citti, C. Casali, L. Fort, M. Taufer, 2012 SEI - Societ Editrice Internazionale
29
A
P
P
E
N
D
I
C
E
3. Le parole fondamentali del lessico greco
Numerosi sono i composti; con cvo- al primo posto
si ha: cvo-ooo, che riceve gli ospiti; cv-qooio,
cacciata di stranieri; cvo-fovo, assassino di
ospiti, con il denominativo cvo-fovcm, uccide-
re ospiti; cvo-oio, arruolamento di mercenari;
cvo-ofooi, luogo di soggiorno di un ospite. Con
cvo- al secondo posto, preceduto da un avverbio o un
proverbio, abbiamo: o-cvo, oo-cvo, inospitale,
ma anche straniero; qo-cvo, prosseno (nome
che designava il membro di una comunit incaricato
di tutelare i cittadini di unaltra presso la sua comunit:
prosseno dei locresi ad Atene era un ateniese cui i lo-
cresi che si trovavano in Atene potevano rivolgersi per
protezione), con i derivati qocvcm, qocvio; qi-
ocvo, che accoglie amorevolmente gli ospiti. Con
il suffisso -io- abbiamo 0co-cvio, Teossenie, feste
in onore di Apollo.
Tra i derivati, aggettivi e sostantivi, troviamo in primo
luogo cvio, ospitale, che concerne gli ospiti (epi-
teto di Zeus, in quanto protettore degli ospiti); fo c-
vio, a partire da Omero, indica i doni ospitali, spesso
consistenti in un banchetto offerto in onore dellospi-
te; invece cvio si riferisce piuttosto alla nozione di
straniero che a quella di ospite. Ecvio indica lospi-
talit, ma anche relazioni amichevoli tra due citt, e
cvmv la camera degli ospiti, nonch il luogo dove
si ospita, anche a pagamento, ospizio, albergo; tra
i denominativi, ricordiamo: cvim (= civim), ac-
cogliere come ospite, pi tardi stupire (fo cviov
equivale al moderno concetto di straniamento), e
anche, come intransitivo, parlare con un accento stra-
niero, essere straniero; cvioo, accoglienza.
oo
Vale via, cammino, viaggio, ma anche strada da
percorrere e, metaforicamente, mezzo, modo, scelta.
Tra i composti, ricordiamo: ov-ooo, salita (per effet-
to del prefisso ovo- che indica il movimento dal bas-
so verso lalto), opposto a o0-ooo, composto con il
prefisso ofo-, discesa (da non confondere con ov-
ooo, impraticabile, con o privativo e v eufonico);
cio-ooo, entrata, opposto a c-ooo, uscita, spe-
dizione, ma anche termine tecnico della poesia dram-
matica per indicare lesodo, il canto con cui il coro
lasciava il teatro; c0-ooo, via per giungere a, me-
todo di ricerca, scienza, con laggettivo derivato c0-
oo-io, metodico; oq-ooo, passaggio, entrata,
detto anche dei corridoi laterali della scena da cui il co-
ro entrava nellorchestra, e quindi anche parodo, can-
vio, degno (oio) della vittoria; oqiofo-vio,
che riporta una eccellente vittoria; oi-vio, che
riporta una bella vittoria; Otio-vio, Ht0io-
vio, vincitore ad Olimpia, a Delfi (a Delfi, Ht0m, si
celebravano i giochi in onore di Apollo Pizio); qio-
vio, che cerca di vincere, ambizioso, da cui il no-
men qualitatis qio-viio, emulazione, ma anche,
in senso negativo, ambizione, litigiosit, e il verbo
qio-vicm, amare la vittoria ma anche essere liti-
gioso.
Fra i derivati di vi q si ha il denominativo vio m, vin-
cere, con numerosi composti, tra cui c -vio m, vince-
re definitivamente, e qo-vio m, riportare la vittoria
prima, vincere in anticipo.
A sua volta vio m d luogo ai composti viq fmq e vi-
qfq , nomina agentis, vincitore.
Infine ricordiamo gli aggettivi come o vi qfo, invin-
cibile, viqfq qio, che riguarda la vittoria, e numero-
sissimi nomi propri, come Nio ofqofo, Avoqo vio,
Io vio, Efqofo vio, dcqc vio.
voo, vou
Questo nome, che in attico ha la forma contratta, indi-
ca lintelligenza, la mente, in quanto capace di per-
cepire e di pensare.
Da esso vengono i derivati voqoi, pensiero, in quan-
to atto (nomen actionis), e voqo, pensiero, in quan-
to risultato (nomen rei actae), nonch molti composti,
come o-vot, insensato (da cui il nomen qualitatis
ovoio, stoltezza, ignoranza), ct-voo, benevolo
(con il nomen qualitatis ctvoio, benevolenza), non-
ch il verbo denominativo vocm, pensare, percepi-
re, con i composti ct-vocm, essere benevolo, e oo-
vocm, essere concorde; oovoio la concordia; cos
abbiamo oio-vocm, per lo pi al medio oio-vocooi,
avere lintenzione di, con oiovoio, pensiero, qo-
vocm, prevedere, con qovoio, preveggenza, previ-
denza, provvidenza; tovocm, sospettare, suppor-
re, con tovoio, supposizione.
svo
Il significato originale di questo termine ospite,
legato da relazioni reciproche di accoglienza, confer-
mate da doni, relazioni che vincolano anche i discen-
denti; per questo indica parimenti chi accolto e chi
accoglie. Di qui viene il significato di straniero, gi
a partire da Omero. Nel vocabolario militare si rife-
risce a soldati mercenari, raramente ad alleati. Dopo
Omero ricorre come aggettivo, sia per straniero sia,
traslato, per strano.
V. Citti, C. Casali, L. Fort, M. Taufer, 2012 SEI - Societ Editrice Internazionale
30 IL LESSICO GRECO
infinito, poco ci manca che io..., laggettivo assume il
valore di poco.
Come primo termine, esso ricorre in numerosi com-
posti: oi-oqio, regime in cui comanda un picco-
lo gruppo, oligarchia; oi-oqio, oligarchico;
oio-foo, poco prolifico; oio-qovio, che
dura poco tempo, di breve durata.
Da esso derivano il nomen qualitatis oiofq, picco-
lo numero, scarsit di numero, con laggettivo oi-
oofo, che sta con pochi compagni, e il verbo cau-
sativo oiom, diminuire.
out
Per lo pi attestato in prosa con preverbi, come o-o-
ti, deriva dal radicale o-/oc-; nelle forme attive
transitive vale mandare in rovina, far perire (latino
perdo), al medio e nel perfetto forte omo perire,
andare in rovina, morire (latino pereo); il participio
otocvo si trova usato come aggettivo nel senso di
maledetto. Lottativo serve per esprimere una maledi-
zione, come ooiqv, -oio,... possa io, tu... morire.
Tra i derivati, citiamo: oc0qo, distruzione, mor-
te; oc0qio, rovinoso, mortale; ooo, rovinoso;
ooo-qqmv, che medita rovina, funesto.
ovut
Da un radicale bisillabico o(o)- si formano, con il gra-
do zero sul secondo elemento e un suffisso nasale, il
presente atematico o-vt-i e quello tematico o-vt-
m; la forma completa del radicale si trova nellaoristo
mmoo e nel perfetto omoo. Significa giurare, con
linfinito, talvolta con laccusativo di ci che si giura,
ma anche degli dei o degli oggetti sui quali si giura.
In composizione con preverbi si trovano: ovf-ovt-
i, o-ovti, giurare di no, ricusare; c-ovti,
negare con giuramento; of-ovti, affermare con
giuramento; otv-ovti, giurare insieme, congiu-
rare; da questultimo derivano otv-mofov, confede-
razione, che si formata con un giuramento comune;
otv-mofq, nomen agentis, congiurato; analoga-
mente, da oqo, giuramento, deriva oq-mofq,
congiurato, mentre con il prefisso ovf-mooio, il
giuramento che in un processo si oppone al giuramen-
to dellaltra parte.
og0o
Significa diritto, retto, sia nel senso della linea che
unisce direttamente due punti sia nel senso di qualcosa
che si leva diritto dal suolo, perpendicolare; metafo-
ricamente significa corretto, giusto, onesto o anche
ben riuscito. Questi molteplici valori si riflettono nei
to di ingresso del coro nelle opere drammatiche; cqi-
o-oo, circuito, giro, orbita di astri e, come termine
retorico, periodo; otv-ooo, incontro, riunione, e,
come termine amministrativo o ecclesiastico, sinodo.
Fra i derivati, citiamo: ooio, che riguarda il viaggio;
cq-ooiov, spesso al plurale fo cqooio, le provvi-
ste per un viaggio; cq-ooiom, fare provviste per un
viaggio; ooctm, viaggiare.
otxo
Da una radice oi-, latino vic-us, indica la casa come
edificio, ma anche il complesso dei beni e delle perso-
ne che vi si riuniscono, quindi famiglia e patrimonio.
Da oio derivano gli avverbi oioi, in casa, antico
locativo (come il latino domi), oiooc e oiovoc, ver-
so casa, e oio0cv, da casa.
Fra i composti, ricordiamo: oio-ooo, architetto,
con il verbo oiooocm, costruire una casa; oio-
voo (cf. vcm), amministratore della casa, del pa-
trimonio, economo (anche aggettivo); cf-oio,
forestiero residente in citt, meteco (molte delle at-
tivit artigianali e commerciali in Atene erano eserci-
tate da stranieri, privi di diritti politici); cqi-oio,
che abita intorno alla citt, perieco (oi cqioioi
in Laconia sono i Perieci, antichi abitatori della regio-
ne, respinti ai margini di essa dai Dori invasori e privati
dei diritti politici, ma non di quelli civili).
Fra i derivati, ricordiamo: oiio, casa, famiglia, con
i composti otv-oiio, villaggio, ma anche coabita-
zione; o-oiio, colonia; oicm, verbo denominati-
vo, abitare, ma anche amministrare, governare, con
il nomen agentis oicfq, che indica la gente di casa,
cio servo, domestico, schiavo (invece oiqfq,
abitante), con laggettivo oicio, di casa, quindi
proprio, se riferito a cose, e familiare, amico, se
detto di persone, e lavverbio oicim, propriamen-
te, in modo conveniente, e il verbo causativo oi c-
io m, rendere familiare. Da oi c m si formano numerosi
composti, come c v-oic m, abitare dentro; cf-oic m,
emigrare; otv-oicm, abitare con; il participio q oi-
otcvq, sott. q, indica la terra abitata, lecumene.
Infine il causativo oiim significa fondare una colo-
nia, colonizzare (e oiiofq il fondatore).
oto
Propriamente significa piccolo (cf. anche iqo),
detto di essere vivente o di oggetto di piccole propor-
zioni, ma spesso anche di piccolo numero: in senso
politico oi oioi indica gli oligarchici in opposizio-
ne al popolo, fo q0o; in frasi come oiot ocm +
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A
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N
D
I
C
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3. Le parole fondamentali del lessico greco
Tra i derivati, ricordiamo: i diminutivi oioi ov e oi-
oo qiov, fanciullino; gli astratti oioi o, infanzia;
oioio , scherzo, gioco; oioo fq, infanzia; oi-
oci o, educazione, nel senso pi pieno di formazione
morale e civile, quindi formazione, cultura; oi m,
giocare; oi viov, gioco, scherzo, poesia scherzo-
sa; oioct m, educare; o oi octfo, rozzo, inedu-
cato; oi octoi, educazione; oioctfq , educato-
re; oi octo, oggetto dellinsegnamento, di regola la
materia insegnata, ma talvolta anche lallievo; oioct-
fq qiov, luogo dove si insegna, quindi scuola.
no
Significa tutto, al plurale ovfc, tutti, in opposi-
zione a oo, che esprime la totalit ma non la molte-
plicit (analogamente allopposizione interna al latino
tra omnis e cunctus).
In composizione, figura come secondo termine del
composto in oo, tutto quanto, con o- intensivo, e
oto tutto quanto; come primo elemento di com-
posto, ricorre in moltissimi casi, dei quali i pi usati
sono: ov-qoq, tutta la giornata (qoq, giorno),
accusativo neutro avverbiale, come determinazione di
durata; gli aggettivi o-oco, o-oo, tut-
to di bronzo (o di rame), o-qtoco, tutto doro;
ov-tcqfofo, il pi elevato, lestremo; ov-t-
ofofo, il pi remoto, costituisce intensivo del su-
perlativo tofofo, estremo; ov-oqio, pubblico,
di tutto il popolo (oqo); ov-qcqio, che dura
tutto il giorno (qcqo), in opposizione a ov-vtio,
che dura tutta la notte (vt); ov-ooofmq, che tut-
to doma (rad. oo- di oovqi o ooom, domare),
appellativo del sonno; ovfo-qofmq, onnipotente,
appellativo che a partire dalla traduzione dei Settanta
dellAntico Testamento attribuito a Dio e indica an-
che il Cristo maestoso che domina nei mosaici absidali
delle chiese bizantine.
Da o derivano aggettivi e avverbi come ovfoi o,
di ogni tipo; ovfoooo , di ogni sorte; o vfo0cv,
da ogni parte; o vfo0i, dappertutto; o vfm, in
ogni modo; ovfoq , dappertutto; ovfoo 0cv,
da ogni parte.
noom
Questo verbo si riconduce a una radice apofonica
ov0-/cv0-/n0- > o0- ed esprime il concetto di
subire; spesso usato, pur nella sua diatesi attiva,
come passivo di oicm: ct oiciv fivo, beneficare
qualcuno, ct oociv to fivo, essere beneficato
da qualcuno, ricevere un beneficio da qualcuno. Pu
composti: oq0o-mviov significa una figura ad ango-
li (mvio) retti, rettangolo; oq0o-qoqio la retta
scrittura, ortografia; oq0o-ooo indica chi ha una
retta opinione (ooo, cf. oocm), ortodosso.
Tra i derivati, laggettivo oq0io vale dritto, eretto,
il nomen qualitatis oq0ofq indica la rettitudine mo-
rale come la posizione eretta o la direzione retta, il
verbo causativo oq0om significa raddrizzare, guida-
re, con il suo composto of-oq0om, raddrizzare, il
nomen actionis oq0moi indica lazione di raddrizza-
re, ma anche la riuscita, il successo.
*o, ono
La radice indoeuropea *o
w
d luogo in greco a o -,
come nel nome *o (nominativo ricostruito, perch
non attestato), oo, occhio, vista, viso, e alle for-
me oooi, mq0qv, moi, omo, della coniugazio-
ne suppletiva dei verbi di vedere; in latino d luogo
a oc-ulus.
Tra i derivati, ricordiamo: laggettivo verbale o-fo,
visto e visibile, con il composto t-ofo, sospet-
to, in senso attivo e passivo, cio che sospetta, dif-
fidente o che suscita sospetto, e il nomen qualitatis
t-oio, sospetto; o-f-io, che concerne la vi-
sta, ottico; o-f-iq (fcvq), ottica (parte della fi-
sica); o-fctm, vedere, usato soprattutto con prever-
bi, come of-ofctm, spiare, quindi o-fqq, nomen
agentis che indica spia, osservatore; oo, nomen rei
actae che indica lo sguardo, ma anche locchio; oi,
nomen actionis che vale vista, ma anche apparenza,
apparizione; infine oq0oo, occhio, con i deriva-
ti oq0oio, mal docchi, oftalmia, e oq0oio,
oftalmico, che concerne gli occhi.
not
Questo nome ha origine da un radicale oi- (affine a
quello che in latino ha dato origine a puer, f. puer-a, pi
usato nel diminutivo puella) e indica persona, maschio
oppure femmina, che si trova in una posizione subordina-
ta o per nascita (figlio, rispetto al padre) o per et (fan-
ciullo, rispetto alladulto) o per situazione nel sistema so-
ciale (in questo caso vale schiavo). In contesto amoroso,
pu indicare un fanciullo o una fanciulla amata.
Fra i composti, citiamo: oio-om-o, nomen
agentis che indica colui che guida (cf. om) i fan-
ciulli, pedagogo, e d luogo allastratto oio-
om-io, educazione dei fanciulli, pedagogia; oi-
oo-voo, pedonomo (nome del magistrato spartano
che sovraintendeva alleducazione dei oioc); oioo-
fqiq, maestro di ginnastica; o-oi, senza figli.
V. Citti, C. Casali, L. Fort, M. Taufer, 2012 SEI - Societ Editrice Internazionale
32 IL LESSICO GRECO
nstgo
Propriamente significa esperienza, prova, esperimen-
to, detto talvolta anche del mettere alla prova qualcu-
no. Questo termine e i suoi derivati hanno applicazioni
specifiche nellambito della ricerca sperimentale, legata
da una parte alle osservazioni fisiche dei filosofi ionici,
dallaltra a quelle della scuola medica di Ippocrate.
Come secondo elemento di termini composti, questa
parola d luogo a numerosi aggettivi e nomi, come c-
ciqo, sperimentato, esperto; c-ciqio, espe-
rienza; c-ciqio, relativo allesperienza, empi-
rico, usato anche per indicare gli appartenenti a una
scuola medica. Da questo contesto, in cui si specifica
per esperienza il metodo sperimentale di tipo ippocra-
tico, derivano c-ciqoooi, fare esperienza di qual-
cosa, e o-ciqo, o-ciqmv, senza esperienza (ma
cf. ociqo, illimitato, da ciqo, limite).
Da ciqo si ha il denominativo ciqom, normalmen-
te al medio (medio di interesse), tentare di fare qual-
cosa (con linfinito), mettere qualcuno alla prova
(con il genitivo partitivo), aggredire (con i derivati
ciqofq, nomen agentis, brigante, pirata; ciqo-
fio, aggettivo derivato, che riguarda i pirati, pira-
tesco; ciqofctm, comportarsi da pirata); mentre
sullo stesso piano di ciqom di trova laltro denomi-
nativo ciqom, mettere alla prova, tentare, anche
in contesti cristiani.
nsnm
La radice apofonica o-/c-, di cui non noto
il grado zero, significa inviare, rinviare, condurre,
accompagnare.
Fra i suoi composti citiamo: ovo-cm, rimandare
in su, e, metaforicamente, riferirsi a; oo-cm,
mandare via; c-cm, spedire; ofo-cm,
mandare verso il basso; cfo-cm, inviare ver-
so, ma al medio mandare a cercare.
Tra le forme nominali derivate, alcune sono caratte-
rizzate dalla vocale e, come oto-cfo, difficile a
mandar via; oo-cfio, relativo al congedo;
qo-cfio, che si riferisce allatto di ricondur-
re o di accompagnare: ne deriva il nome di un com-
ponimento poetico, il qocfiov, composto per
augurare buon viaggio a chi parte; altre sono caratte-
rizzate dalla vocale o, come oq, nomen actionis,
latto di accompagnare, scorta, ma anche in senso
rituale, processione, e a Roma processione trionfa-
le, trionfo, con i composti oo-oq, congedo;
cfo-oq, invito, e altri; oo, che conduce,
significare anche soffrire. Talvolta nella sua genericit
comporta eufemismo: in una famosa elegia, per esem-
pio, il poeta Tirteo usa lespressione qv fi o0q, se gli
capita qualcosa, per non dire se muore.
Da questa radice derivano: con il suffisso -co-, il no-
men rei actae c v-0o, dolore, lutto, impiegato come
termine specifico del rituale funerario e per metonimia
come sciagura, con il denominativo che se ne forma,
cv0c m, compiangere un morto, essere in lutto; o -
0o, nomen rei actae formato con il suffisso -co-, che
esprime unarea molto larga di sfumature, dallespe-
rienza che si prova, a emozione, passione (e in que-
sto senso termine tecnico della psicologia antica), fino
a quello metonimico di sciagura, ma pu anche espri-
mere una percezione gradevole e significare piacere;
o 0qo, in quanto nomen rei actae, che indica ci che
si prova, cio sentimento, sofferenza, malattia, e
laggettivo o0qfio , che vale capace di emozioni,
sensibile, ma anche pu essere riferito a una situazio-
ne, ricco di pathos, patetico, o essere impiegato come
termine grammaticale per la diatesi passiva; o -o0q ,
che non soffre, insensibile, e o o 0cio, nomen ac-
tionis, insensibilit, ma anche impassibilit (lideale
del sapiente stoico raggiungere un perfetto equilibrio
razionale esente da passioni, lo o 0cio); allopposto
ot-o0q , affetto dagli stessi sentimenti, che condi-
vide i sentimenti con, e ot-o 0cio, partecipazione
ai sentimenti e alle sofferenze altrui, con unintensit
ben pi carica del nostro simpatia.
nst0m
La radice apofonica oi0-/ci0-/i0- (che in latino
d luogo a fido) significa persuadere allattivo, men-
tre essere persuaso, dar ascolto, obbedire al medio
(con il dativo).
Tra i derivati, citiamo: o -ci0q , disubbidiente; iofo ,
aggettivo verbale con diatesi attiva o passiva della radice,
degno di fiducia o che ha fiducia; o -iofo, infido,
cui non si crede, ma anche diffidente, che non crede;
i verbi denominativi o -iofc m, non credere, disobbe-
dire; iofct m, prestar fede, fidarsi; il nomen actionis
i ofi (latino fides), fiducia, che si ispira agli altri o che
altri ispirano; ci0m (con il suffisso -m- dei nomina ac-
tionis), persuasione, capacit di convincere, anche per-
sonificato nel nome Peito, dea della persuasione (divinit
minore che accompagnava Afrodite e rappresentava la
capacit di persuasione nei confronti della persona ama-
ta), con gli aggettivi ot o-ciofo, difficile a persuadere,
ed ct-ciofo, facile a persuadere.
V. Citti, C. Casali, L. Fort, M. Taufer, 2012 SEI - Societ Editrice Internazionale
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3. Le parole fondamentali del lessico greco
vigazione, facilit di navigazione. Da oo, infine,
deriva il nomen instrumenti oiov, nave.
nqoom
La radice q-/o- d origine a qoom, colpi-
re, percuotere (latino plec-to, punire), spesso usato
in senso figurato, anche con limpiego di preverbi che
ne intensificano leffetto; cos si hanno: oo-qoom,
prostrare, abbattere, in senso figurato far perdere la
testa; c-qoom, abbattere, cacciare, sbalordire,
spaventare; ofo-qoom, terrificare, sbigottire.
Dalla radice del verbo derivano: il nomen rei actae q-
q , colpo, ferita (latino plaga), anche in senso figurato,
sciagura; il nomen actionis q i, colpo, percossa; il
nomen instrumenti q fqov, plettro, linguetta di legno
o di osso per pizzicare le corde di uno strumento musi-
cale. Dalla radice composta con prefissi si hanno: oqo-
q , colpito sul fianco, paralizzato; o o -qfo,
percosso, paralizzato, da cui viene o oqi o, apo-
plessia, paralisi; c -qfio , terrificante; oqo-
qio , paralizzato; c -oq , stordito.
not
Indica citt, stato, come comunit politica e religio-
sa, in opposizione ad ooft, che normalmente designa
la citt alta, la rocca; nellepos attestato il doppione
foi.
Come primo termine di composto ricorre in: oi-
oqcm, assediare, in relazione al tema cq-, rin-
chiudere, con i composti come oioqio, assedio;
oioto, che protegge la citt (appellativo di divi-
nit, in relazione a cm); foi-oq0o, devastatore
di citt (cq0m, devastare); come secondo termine
di composto in: oqo-oi, acropoli, citt alta; o-
oi, senza citt, escluso dalla citt; qfqo-oi,
citt madre, in rapporto con una colonia; in nomi geo-
grafici, come Nco-oi, da vco oi, citt nuova,
Mcoo-oi, Aqi-oi ecc.
Fra i derivati, citiamo: foic0qov, forma epica equi-
valente a oi (foi); oifq, cittadino, cio
membro della polis, uomo libero; oifio, che
riguarda i cittadini, lamministrazione della citt, con
il verbo denominativo oifctooi, essere cittadi-
no, partecipare alla vita politica, e lastratto, formato
con il suffisso -cio, oifcio, partecipazione alla po-
lis, complesso dei cittadini, diritto di cittadinanza,
forma costituzionale, e, in Atene, democrazia, la for-
ma di costituzione per eccellenza; quindi le formazioni
oim, costruire una citt, e oioo, fondazione
di una citt, ma anche citt.
accompagnatore, messaggero, con i composti qo-
oo, oqooo, che conduce, che scorta, e
0co-oo, inviato da un dio (si noti che laccen-
to cade sullultima se la radice verbale ha valore atti-
vo, colui che invia, mentre ritratto quando ha valore
passivo, colui che inviato).
Da oq o da oo derivano ooi o, che con-
duce, che accompagna; o io, che guida, termi-
ne di livello poetico; oi o, pesce pilota (un pescio-
lino che segue le navi e di cui si favoleggiava che fosse
capace di trascinarle o trattenerle) e i verbi denominativi
oct m, scortare, condurre, detto specificamente
del partecipare a una processione, con i composti c i-
oct m, trionfare, in relazione alla processione trion-
fale romana, qo-oct m, guidare una processione;
oct , nomen agentis, guida, ma anche partecipante
a una processione; di qui derivano altri nomi, come il
nomen actionis oci o, processione.
ntnqt
La radice o-/q- (latino plenus, plerique) indica
in valore transitivo riempire, saziare, e in valore in-
transitivo essere riempito, essere pieno.
Tra i derivati, citiamo: cm, -o, -mv (declinazione
attica), pieno; qqq, pieno, completo, con il no-
men qualitatis che ne deriva, qqofq, saziet, pie-
nezza; qqom, verbo causativo, riempire, ma anche
adempiere una funzione, soddisfare un pagamento
(che d luogo al nomen actionis qqmoi, azione
di riempire, e al nomen agentis qqofq, colui che
riempie, ma anche che paga, tesoriere); q0m,
esser pieno; q0o, gran numero, folla, ma anche
in senso politico, democrazia, governo popolare.
nsm
Deriva da un tema apofonico o-/c, navigare,
connesso con il latino pluit, piove. Evidentemente il
radicale indoeuropeo significava essere nellacqua,
fluttuare, e in greco, in relazione a una civilt di mari-
nai, si specificato come navigare.
Tra i composti, citiamo: o vo-c m, rimontare in bar-
ca, risalire navigando (o vo-, su); o o-c m, par-
tire su una nave; oio-c m, fare una traversata;
ci o-c m, entrare navigando; c -c m, salpare; o-
qo-c m, costeggiare; cqi-c m, circumnavigare.
I nomina actionis si formano di regola dal grado o: co-
s oo, navigazione, viaggio per mare, con gli ag-
gettivi derivati ooo, non navigabile, e tutti i nomi
derivati dai composti, come ovo-oo, atto di risa-
lire navigando ecc., e lastratto ctoio, buona na-
V. Citti, C. Casali, L. Fort, M. Taufer, 2012 SEI - Societ Editrice Internazionale
34 IL LESSICO GRECO
nou
un antico nome-radice, formato da un tema pod-/
ped- (che in latino d luogo a pes, ped-is e nelle lingue
sassoni, con trasformazione della consonante iniziale,
foot, Fuss). Dal valore iniziale di piede derivano nume-
rosi casi di traslato, come anche in italiano nellespres-
sione piede del tavolo: cos si parla del piede di un og-
getto e ot indica anche la scotta della vela o il piede
come unit metrica (probabilmente perch il ritmo si
scandiva con il piede) o di lunghezza.
Come primo termine di composto si ha in: oo-o qq,
forte nei piedi, epiteto omerico di Achille; oo-q vco
(o vco, vento), che ha i piedi rapidi come il vento;
oo-q qq, che giunge fino ai piedi, di una veste solen-
ne. Come secondo termine, si trova in aggettivi e nomi
derivati, o co -ot (o co, tempesta), dai piedi
veloci come la tempesta; o qtqo -ot, dai piedi dar-
gento (appellativo di una divinit marina); fot -ot,
m t -ot, dai piedi rapidi; oi -ot, bipede; fqi -
ot, con tre piedi, tripode; ot -ot, polipo,
nome dellanimale marino dai molti piedi, cf. ot .
Ricorre come elemento formativo anche in: ovoqoo-
oov, schiavo (cf. ovqq); fcfqoooov, quadrupede;
avverbi, come coomv, fuori dai piedi, lontano, ed
coomv, tra i piedi, formato sul precedente, e nei
derivati da questi come cooio, che sta tra i piedi,
nel cammino; cooim, impedire, ostacolare;
coocio, impedimento, con il suffisso -cio dei no-
mina actionis.
Dal tema pod- derivano poi: ooio, scotta della ve-
la (ma il composto oooio significa mancanza di
piedi); con il suffisso dei nomina qualitatis, oomo,
basamento, di una colonna o di un edificio. Invece
dal tema ped- derivano: coq, ceppi, catena per i
piedi; co, collo del piede; co, che va a piedi,
pedestre; coov, suolo, terreno; coiov, pianura;
coiov, calzari, sandali.
gmvvut
Da una radice oqm- che indica forza, questo verbo si-
gnifica rinforzare allattivo ed essere forte al medio;
in particolare cqqmoi, perfetto di stato, significa es-
sere forte, mentre il suo imperativo cqqmoo una for-
mula augurale di saluto, stammi bene (equivalente in
qualche modo al latino vale), e il participio cqqmcvo
usato con valore di aggettivo, forte.
Fra i composti, ricordiamo: il privativo o-qqmofo,
debole, malato, con il denominativo oqqmofcm,
ammalarsi, esser debole, malato, e il nomen quali-
nou
La declinazione dellaggettivo conosce fenomeni di
metaplasmo in relazione ai temi ot- e oo-/-o.
Esso d luogo a molti composti, per lo pi chiara-
mente riconoscibili; fra i pi significativi, ricordiamo:
ot-qfi, molto accorto, appellativo formulare
di Odisseo (la cui qualit specifica la qfi, lin-
telligenza astuta); ot-qovo, ingegnoso, al-
tro appellativo dello stesso eroe, come ot-fqoo,
dai molti aspetti (cf. fqcm, fqoo), dallingegno
multiforme; ot-qomv (cf. qooom, fare),
molto attivo, talvolta con una connotazione negativa,
impiccione, come lastratto derivato ot-qoo-
otvq, attivit molteplice, spesso anche riguardo ai fat-
ti altrui.
Tra i derivati ricordiamo: ooofo, uno tra molti;
ooi, avverbio, spesso.
nogo
Da una radice oq-/cq- si formano da una parte il
verbo causativo cqom, attraversare/far attraversa-
re, dallaltra il nomen actionis oqo, che da un valore
originario di passaggio, guado, in relazione al punto
in cui, per esempio, un corso dacqua pu essere attra-
versato, passa a quello di cammino, via, e, per me-
tonimia, a quello di mezzo, risorsa, poi, nel lessico
finanziario, entrata, entrata dello stato.
Dal grado cq- si formano: lavverbio cqo, al di
l, usato anche come preposizione per il geniti-
vo, cqo oiq, al di l di ci che giusto, e c-
qo, dallaltra parte; i nomi ciqoq e cqo, li-
mite, confine, fine; laggettivo cqoio, che sta
dallaltra parte; o-ciqo, senza limiti, infinito;
il causativo cqoiom, portare dalla parte opposta,
trasportare. Da oqo si ha il composto o-oqo,
difficile, impossibile a passarsi, ma anche privo di
mezzi, con il nomen qualitatis o-oq-io, difficolt
di passaggio, difficolt, incertezza, imbarazzo,
e il denominativo o-oqcm, essere senza mezzi,
mancare di (con il genitivo), essere in difficolt,
essere in imbarazzo.
Altri derivati sono: oqctm, passare, trasportare,
e, al medio, attraversare, viaggiare; oqcio, viag-
gio; oqctoio, che si pu attraversare, accessi-
bile; oqctfo, che si pu passare; oqim, forni-
re, procurare, al medio, procurarsi, guadagnarsi;
ctoqiofo, facile a procurarsi; oq0o, luogo di
passaggio, stretto, da cui il denominativo oq0ctm,
traghettare.
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3. Le parole fondamentali del lessico greco
Ne derivano: il nomen actionis ofqci, azione di
girare; i nomina rei actae ofqco, slogatura, lus-
sazione, torsione; ofqoqo, corda (fabbricata me-
diante torsione), ma anche, nel lessico medico, dolore
viscerale, contorsione; ofqoqq, nomen rei actae che
indica lazione di girare, il raggiro, la scaltrezza, ma
anche, riferito alla lirica corale, strofe, il movimento
di danza con cui il coro si muoveva intorno, cui ri-
spondeva la ovfi-ofqoqq, antistrofe, contro-rivol-
gimento; ovo-ofqoqq, rivolgimento, inversione e,
in grammatica, anastrofe, che si ha quando la preposi-
zione segue il caso anzich precederlo; ofo-ofqoqq,
rivolgimento, anche come termine di una struttura
narrativa o di unazione scenica, talvolta catastrofe.
oqom
Da una radice oqo-, significa allattivo far cadere, ab-
battere, mandare in rovina, far cadere in errore, ingan-
nare, mentre al medio-passivo ha spesso valore intransi-
tivo, cadere, inciampare, andare in rovina, sbagliare.
Fra i derivati, citiamo: oqoo, passo falso, caduta,
errore; oqocqo, che fa cadere, vacillante, peri-
coloso; o-oqoq, che non cade, sicuro, saldo; o-
oqocio, saldezza, sicurezza; ci-oqoq, insta-
bile; ovo-oqom, rialzarsi (dopo una caduta).
tooom
Significa ordinare, mettere in ordine, spesso det-
to di truppe, assegnare un incarico militare o civile,
imporre una tassa, al medio collocarsi, impegnarsi
a pagare una tassa.
Con preverbi, d luogo a: ovfi-fooom, schierare con-
tro, opporre; oio-fooom, disporre secondo un or-
dine; ci-fooom e qoo-fooom, ordinare, impor-
re; otv-fooom, organizzare, coordinare.
Tra i derivati, citiamo: il nomen rei actae fo-o, co-
mando, reparto militare, con i composti qoo-
fo-o, ordine, e otv-fo-o, reparto militare,
ma anche organizzazione, struttura organizzata,
sintagma, opera letteraria, libro; il nomen actionis
foi, ordine (come attivit del mettere in ordine),
disposizione, fila, con i composti oio-foi, clas-
sificazione, oqo-foi, allineamento, paratassi,
coordinazione (di contro a to-foi, ipotassi, su-
bordinazione), otv-foi, ordinamento, disposi-
zione di truppe, composizione, anche in rapporto
alle strutture del discorso e quindi sintassi; laggettivo
verbale fofo, ordinato, prescritto, con i composti
o-fo-fo, senzordine, in disordine, e fo-fio,
che riguarda gli ordinamenti, tattico.
tatis oqqmofio, debolezza, malattia, anche in senso
traslato, abbattimento; ct-qmofo, forte, in buona
salute, con il denominativo ctqmofcm, essere vigo-
roso; qmq, formato direttamente dalla radice, indica
forza e d luogo allaggettivo qmoco, forte, ro-
busto.
oxsntoot
Da una radice oo-/oc- (presente in latino nella
radice spec-, cf. spec-ulum), questo verbo significa ve-
dere, osservare.
Dalla radice si formano: il nomen actionis oci,
vista, osservazione, con laggettivo ocfio,
che esamina, che osserva, da cui presero nome i
filosofi Ecfioi, scettici, che assumevano come
principio di ricerca il dubbio; oco, nomen rei actae
con il significato di osservazione; con il grado forte,
il nomen agentis ooo, che osserva, sorvegliante,
ma in valore passivo scopo, mira; ooq, vedetta,
atto di osservare; ooio, luogo di osservazione;
oocm, osservare, con i suoi composti ci-oocm,
sorvegliare (cf. ciooo, tardo latino episcopus,
italiano vescovo), qo-oocm, provvedere, e
altres ooco, picco, promontorio (da cui si pu
osservare) e anche scoglio.
otgoto
Indica esercito, armata di terra o di mare, talvolta ge-
nericamente massa.
Fra i composti, citiamo: ofqof-ocoov, accampa-
mento, o, per metonimia, esercito; ofqof-qo, ge-
nerale, o, in Attica, stratego (cf. om), con i derivati
ofqof-q-io, funzione del comandante, e ofqof-
q-cm, comandare lesercito.
Fra i derivati, ricordiamo: ofqofio, esercito, ma
anche spedizione, come ofqofcio, che propria-
mente, come nomen actionis, vale servizio militare;
ofqofcto, nomen rei actae, corpo di spedizione,
armata; ofqofctm, fare una spedizione, fare il sol-
dato, variamente determinato da prefissi, con il relati-
vo nomen actionis ofqofctoi, spedizione militare;
infine il nomen agentis ofqofimfq, soldato.
otgsqm
Il verbo allattivo transitivo vale girare, volgere, av-
volgere, mentre nelle forme intransitive e medie vol-
gersi, girarsi.
Fra i composti, ricordiamo: o vo-ofqc qm, rovesciare;
o o-ofqc qm, allontanare, distogliere; ofo-ofqc qm,
rivolgere, abbattere, assoggettare, distruggere.
V. Citti, C. Casali, L. Fort, M. Taufer, 2012 SEI - Societ Editrice Internazionale
36 IL LESSICO GRECO
io, stato di imperfezione, esenzione, Ci sono poi al-
tri aggettivi e nomi, in cui ricorrono alternativamente i
valori di base: oio-fcq , continuo (lidea accessoria
data dal prefisso oio-, attraverso); c -fcq , c v-fcq
e c i-fcq , perfetto, compiuto; oqo-fcq , fe-
condo (oqo , frutto); ov-fcq , assolutamente
compiuto; oqo-fcq , a spese dello stato; ct -fcq ,
a buon mercato, con il nomen qualitatis ct fc cio,
buon mercato; i oo-fc cio, parificazione nel pagare
i tributi (condizione privilegiata di alcuni meteci, che
venivano parificati ai cittadini nel pagamento delle tas-
se, per i loro meriti); toi-fcq , vantaggioso; toi-
fc cio, vantaggio finanziario, convenienza; t o-fc-
q , soggetto a una tassa; o -fc co-fo, senza fine.
Tra i derivati ricordiamo: fccofo, compiuto;
fcciom, portare a termine (verbo causativo);
fcci moi, atto di portare a termine (nomen actio-
nis); fcio, che riguarda la fine; il verbo denomi-
nativo fccm, portare a termine, con i composti che
ne determinano variamente laccezione in relazione ai
preverbi oo-, oio-, c-, ci-, cv-, ofo-, cqi-, otv-
, come si visto per gli aggettivi; quindi i nomi fcc-
oo, compimento (nomen rei actae); fccofqq, sa-
cerdote che inizia qualcuno a un rito; fccfq, rito di
iniziazione; e con una diversa connotazione fcctfq,
compimento, fine, morte; o-fcctfo, senza fi-
ne; fcctfoio, che alla fine, ultimo; fcctfom,
completare, portare a termine e anche morire.
tsvm
Da una radice fo-/fc-/fq-, significa tagliare,
detto di alberi, di una vittima sacrificale che viene ab-
battuta (oqio fcvm, fare un sacrificio in occasione
di un giuramento) o di una strada che viene aperta.
Tra i derivati, ricordiamo: i nomina rei actae foq , ta-
glio, divisione, tronco (con il composto o vo-foq ,
sezione) e fo o, frammento, parte tagliata, tomo
detto di un rotolo di scrittura (con laggettivo derivato
o -foo, non diviso, indivisibile, sostantivato a par-
tire da Democrito per indicare una particella indivisibile
di materia, atomo, e il nome oqt-fo o, taglialegna);
il nomen agentis foct , colui che taglia, tagliatore;
il nomen rei actae fq o per indicare parte tagliata,
pezzo; il nomen actionis fq oi, che indica lazione di
tagliare, divisione, e, grammaticalmente, tmesi (pro-
cedimento secondo cui un verbo composto, gi nella
poesia epica, appare diviso in preverbio e verbo sempli-
ce, pronunciati e scritti separati); fc cvo una porzio-
ne di terreno separata dalla propriet collettiva origina-
ria e riservata a un dio o a un re, recinto sacro e anche
tempio (cf. latino templum, dalla stessa radice); foi o,
tstvm
Da una radice fov-/fcv-/fn- > fo-, si ha un presen-
te fcivm, tendere, stendere, allungare, e fovtm dal
radicale affine fo-vt- (cf. latino tenuis).
In composizione d luogo a: oio-fcivm, distendere;
ci-fcivm, tendere verso, essere proteso verso, de-
siderare; qo-fcivm, protendere.
Tra i derivati, ricordiamo: il nomen rei actae fovo,
tensione, intensit, tono, altezza di un suono, ar-
monia, accento, con laggettivo privativo o-fovo,
esausto e, grammaticalmente, privo di accento, ato-
no, e laltro derivato fovio, che riguarda il tono; il
nomen actionis fooi, tensione, estensione, altezza
di un suono, con i suoi composti, come qo-fooi,
protasi, cio la parte introduttiva di un poema in cui
se ne enuncia il contenuto e quindi la protasi di un
periodo ipotetico; gli aggettivi fofo, steso, e fcfo-
vo, steso, rigido, che d luogo al nome fcfovo,
tensione convulsiva di un muscolo, tetano.
Connessi con fovtm, invece, sono molti aggettivi com-
posti, come: fovt-mooo, dalla lingua lunga; fo-
vt-0qi, dai lunghi capelli; fovt-co, dal lungo
peplo; fovtoi-fcqo, dalle lunghe ali; fovt-oqt-
qo, dalle caviglie sottili.
tso
Significa fondamentalmente compimento e come tale
ha una funzione importante nella religione greca: agli dei
spetta condurre lesistenza precaria dei mortali a compi-
mento, proteggendo i giusti e punendo i malvagi, in una
parola governando luniverso. Nel sistema religioso che si
organizza da Omero ed Esiodo fino ai tragici, il concetto di
fc o in relazione alla provvidenza divina si va progres-
sivamente determinando. Ma nella lingua comune fc o
assume tre specificazioni particolari: a) scopo, quindi
decisione e potere decisionale, pertanto anche autorit,
carica politica; b) pagamento di ci che dovuto, tassa,
dogana, e anche genericamente spesa; c) contingente
in senso militare, probabilmente perch il termine indica
un corpo in s organizzato, quindi compiuto.
Come primo termine, produce i seguenti compo-
sti: fcco-qoqo, che porta a termine (epiteto di
Zeus, ma anche dellanno che porta a compimen-
to le stagioni con i loro prodotti), con i suoi derivati,
fccoqoqio, atto di portare a compimento, nomen
actionis, e fccoqoqcm, portare a compimento; fc-
co-iotqo, compitore (epiteto rituale di Zeus).
In rapporto al secondo valore, abbiamo: fcm vq, esat-
tore delle imposte, gabelliere; o -fcq , che non si re-
alizza, incompiuto (valore a), ma anche esente dalle
imposte, con il nomen qualitatis che ne deriva o -fc c-
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3. Le parole fondamentali del lessico greco
allontanare, cambiare; c v-fqc m, voltare verso,
volgersi verso, rispettare, provare vergogna; cfo-
fqc m, cambiare; oqo-fqc m, cqi-fqc m, allon-
tanare, alterare; otv-fqc m, girare insieme a.
Numerosi sono i derivati e i composti.
Con vocalismo e: fqcfo, rivolto, con il suo nega-
tivo o-fqcfo, che non si volta, immobile, co-
stante; ct-fqcfo, facile a volgersi, mutevole;
0cofqcfo, rivolto verso gli di; fqcfio, che
riguarda un rivolgimento; ovofqcfio, capace di
volgere in su; qo-fqcfio, che invita (detto di
discorso con cui un filosofo esponeva il proprio pro-
gramma); fqci, atto di esortazione (nomen actio-
nis); c-fqci, atto di distogliere.
Con vocalismo zero: ct-fqo-co, che si gira facil-
mente, mobile, con il nomen qualitatis ctfqocio,
mobilit di spirito; oto-fqoco, intrattabile.
Con vocalismo o: fqoo, direzione, maniera,
comportamento, carattere; ot-fqoo, dallin-
gegno multiforme, cf. ot; oo-fqoo, che im-
pedisce, che fa fuggire, in relazione ad oofqcm,
distogliere (cf. anche laggettivo oofqooio,
apotropaico, che serve per allontanare un catti-
vo presagio, detto di formula magica, incantesimo o
amuleto); oqoio-fqoo, dalle maniere antiche;
ci-fqoo, colui cui affidato qualcuno o qual-
cosa, guardiano, sorvegliante; cfcqo-fqoo, di
carattere diverso; oo-fqoo, malvagio; cfo-
fqoo, che si gira; ovo-fqoo, solitario; oo-
fqoo, somigliante; fqoq, punto del cielo dove
il sole gira, solstizio, ma anche rotta, il mettere in
fuga il nemico, con i derivati e composti fqoom,
mettere in fuga (verbo causativo); ovo-fqoq, atto
di allontanare, distogliere; ci-fqoq, atto di deci-
dere, arbitrato; fqooio, che mette in fuga il ne-
mico, da cui fqooiov, monumento che ricorda la
vittoria, trofeo, e inoltre c-fqo-iov, rovescia-
mento della palpebra; qio-fqoiov, girasole, pian-
ta che si volge in direzione del sole (qio), elitropia;
fqoi, chiglia di una nave (forse perch ricurva);
qofqoooqv, precipitosamente; e infine i verbi de-
rivati fqocm, far girare; ci-fqocm, amministra-
re; oqo-fqocm, cercare di sviare, fingere di non
sapere; cqi-fqocm, volgere in giro.
tgsqm
La radice 0qoq-/0qcq-/0rq- > 0qoq-, in cui il 0- ori-
ginario tende a dissimilarsi per la legge di Grassmann,
indica originariamente condensare, rapprendere, ri-
ferito al latte e al formaggio, e passa quindi allidea di
favorire lo sviluppo di ci che soggetto a crescita,
f., dispensiera, e foi o, m., colui che taglia, dispen-
siere, tesoriere; foici ov, con il suffisso dei nomina
loci, il tesoro, ma anche il ripostiglio, mentre il de-
nominativo foict m vale amministrare.
tt0qt
Vale porre, stabilire, depositare, proporre (un
premio), attribuire (un nome), rendere (tvoio
0co0oi/0civoi fivo, fare di una la propria sposa),
considerare, supporre.
In composizione si modifica ulteriormente in funzione
dei proverbi: ovo-fi0qi, attribuire, appendere (co-
me dono votivo, dedicare); ovfi-fi0qi, contrap-
porre; oo-fi0qi, deporre; oio-fi0qi, disporre
separatamente, ordinare; c-fi0qi, esportare,
mettere in vendita; ci-fi0qi, imporre, aggiun-
gere, infliggere; ofo-fi0qi, deporre; cfo-fi-
0qi, cambiare, trasportare; oqo-fi0qi, mette-
re innanzi, servire (a tavola), offrire, confrontare;
cqi-fi0qi, porre intorno, circondare, mettere
addosso un vestito; qoo-fi0qi, aggiungere, attri-
buire; otv-fi0qi, comporre, concludere un accor-
do; to-fi0qi, sottoporre, suggerire.
Dalla radice del verbo, con suffissi e prefissi, derivano: 0c -
oi, azione di porre, ma anche posizione, asserzione,
che con diversi suffissi d luogo ad o vfi -0coi, opposi-
zione, antitesi; oio -0coi disposizione, diatesi (ver-
bale); c -0coi, esposizione, promulgazione, editto;
qo -0coi, esposizione, protesi e, in senso grammati-
cale, preposizione; cfo -0coi, trasposizione, meta-
tesi; ot v-0coi, sintesi, unione; 0q o, nomen rei ac-
tae impiegato soprattutto nei composti, come o vo -0qo,
offerta dedicatoria, dono votivo; 0c fq, colui che po-
ne, ricorrente nei composti, come otv-0c fq, scrittore;
0q q, recipiente dove si ripone qualche cosa; iio-
0q q, biblioteca; oio-0q q, deposito; t o-0q q, con-
siglio, pegno, ipoteca; 0c i, ordine fondamentale
delluniverso, legge, giustizia (questo concetto morale
era onorato come divinit, la dea Temi).
tgsnm
La radice fqo-/fqc-/fr - > fqo- d luogo a una
nutrita serie di composti, in relazione alle variazioni
apofoniche qualitative e quantitative: dal valore fonda-
mentale di volgere (transitivo)/volgersi (intransitivo),
proprio del verbo fqc m, si passa a comportarsi, che
si manifesta, per esempio, nel nome fqo o, carattere,
comportamento. Da questo nucleo si sviluppano i si-
gnificati relativi nei composti e nei derivati. Tra i primi,
in relazione ai preverbi, abbiamo: o vo-fqc m, rivolge-
re; o o-fqc m, allontanare, distogliere; c -fqc m,
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38 IL LESSICO GRECO
qotvm
La radice qov-/qo-, che significa mostrare, d luogo
al presente qoivm: le forme di questo verbo significa-
no mostrare nellattivo transitivo e apparire nellatti-
vo intransitivo e nel medio.
Tra i derivati e i composti, ricordiamo: qovcqo, che
appare, manifesto; qooo, immagine; o-qovq,
che non appare, non manifesto, con il causativo
oqovim, far scomparire, eliminare; oo-qoivm,
dimostrare; oio-qoivm, far vedere attraverso e, in
valore intransitivo, essere trasparente, con i derivati
oioqovcio, trasparenza, e oioqovq, trasparente;
laggettivo c-qovq, che si mostra dentro, evidente,
in funzione del prefisso cv-; ci-qoivooi, apparire,
da cui lastratto ciqovcio, epifania, apparizione
(della divinit, anche nelluso cristiano); qo-qoivm,
far apparire, mettere davanti agli occhi, con qo-
qooi, pretesto, motivo che si fa apparire innanzi,
ma anche talvolta causa; tcq-qqovo (dove il pre-
fisso indica eccesso), superbo; qovfooio, capacit
di rappresentarsi, fantasia; qovfooo, apparizio-
ne, fantasma; qoo (ionico) > qm (attico), luce.
qsgm
La radice qoq-/qcq- (attestata anche nel latino fer-
o) forma un presente durativo qcqm, che significa
portare un peso (cf. om, condurre), trasportare,
sopportare, tollerare, portare qualcosa di dovuto,
quindi versare una tassa, un tributo, portar via, mi-
rare, al medio, viaggiare (cf. latino ferri); limperativo
qcqc, come oc, usato avverbialmente per suvvia.
In composizione abbiamo: o vo-qc qm, portar su, ri-
condurre, rinviare; oio-qc qm, trasportare, distribu-
ire, essere differente, con il genitivo (questultimo si-
gnificato pu specificarsi nel senso di essere superiore,
sempre con il genitivo della persona e il dativo della cosa);
c -qc qm, portare via, verbo usato per indicare il fune-
rale; c -qc qm, apportare, attribuire a rimprovero; ot-
qc qm, portare insieme, aiutare, essere utile, soprattut-
to nella forma impersonale otqc qci, torna utile, e nel
participio sostantivato fo otqc qov, lutile.
Tra i derivati, citiamo: il nomen rei actae qoqo , peso,
prodotto, usato anche come nomen actionis per indica-
re lazione di portare, di produrre, di muoversi, movi-
mento, con molti composti, come o vo-qoqo , rinvio,
rimando, ma anche anafora, termine tecnico della re-
torica per indicare la ripetizione di una parola, normal-
mente allinizio di una serie di enunciati, oio-qoqo , dif-
ferenza, c -qoqo , funerale, cfo-qoqo , trasporto,
trasposizione, quindi metafora, ot-qoqo , circostan-
za, avvenimento, avvenimento sfortunato, disgrazia
quindi far crescere, nutrire, alimentare un bambi-
no o un piccolo animale.
Il nomen rei actae 0qco indica ci che si nutre,
e quindi piccolo di uomo o di animali, gregge;
0qci, nomen actionis, lazione di nutrire; quin-
di si ha laggettivo ct-fqcqq, ben nutrito; il no-
men rei actae fqoqq, nutrimento, e il nomen agen-
tis fqoqo, nutrice; con il prefisso privativo si ha
o-fqoqo, mal nutrito, ma anche non nutriente,
con la diatesi attiva della radice, e il nomen qualitatis
o-fqoqio, mancanza di nutrizione, deperimento,
atrofia, contrapposto a ct-fqoqio, buona nutri-
zione, floridezza; fqoqct, nomen agentis, indi-
ca lallevatore; fqoqiov dieta, alimentazione;
fqoqio vale che nutre o, in senso passivo, ben
nutrito, detto anche del bambino che viene affida-
to da allevare; fqoqctm vale nutrire, far nutrire;
il neutro plurale fo fqoqcio il salario che spetta a
una nutrice per lallevamento di un bambino (talvol-
ta lo si trova per indicare il mantenimento dei vecchi
genitori, dovere dei figli per ricambiare le cure con
cui sono stati allevati, e il dovere dei cittadini di soc-
correre la patria, paragonata a una madre).
tgsm
Da una radice apofonica fqo-/fqc-, serve come
presente integrativo della coniugazione dei verbi di
correre, cf. coqoov.
Tra i composti, ricordiamo: fqoo, ruota (anche
la ruota della tortura); oi-fqoo, a due ruote; ct-
fqoo, dalle belle ruote (ma anche veloce, preci-
pitoso: ctfqoo cv fo oiocco0oi, rapido nel
parlare); fqooo, trocaico, da fqooio, tro-
cheo, detto cos perch particolarmente scorrevole;
ne derivano i verbi fqoom e fqoom, correre,
trottare.
tuovm
Da una radice fct-/ft-, vale raggiungere, tocca-
re, generalmente unito al genitivo partitivo; trovarsi,
incontrarsi, con il participio predicativo.
In composizione, forma: oo-ftovm, fallire, man-
care; cv-ftovm, incontrare; fra i suoi derivati, ft-
q, sorte, caso, fortuna, anche personificato nella
dea della Fortuna, la Tyche, Ttq.
Tra i termini composti, citiamo: ct-ftq, fortuna-
to, con il nomen qualitatis ctftio, buona sorte, e
il denominativo ctftcm, essere fortunato; o-ftq,
sfortunato, con oftio, mala sorte, e oftcm, es-
sere sfortunato; la formazione analoga oto-ftq,
sfortunato, con otoftio e otoftcm.
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39
A
P
P
E
N
D
I
C
E
3. Le parole fondamentali del lessico greco
da cui vengono il denominativo qofi m, dire, dichia-
rare, e i composti come o vfi -qooi, contraddizione;
infine laggettivo verbale qofo , rinomato, spesso nel-
la forma negativa o -qofo, indicibile, sia per senza
nome, sia per ineffabile, straordinario.
q0stgm
Da una radice apofonica q0oq-/q0cq-/q0r- > q0oq-,
questo verbo significa distruggere, devastare, ma
anche rovinare moralmente, corrompere, sedurre.
In composizione si trova con diversi preverbi: il pi co-
mune oio-, che esprime il compimento del processo
verbale. Tra i nomi composti dalla radice, o-q0oq-o
significa incorrotto, puro.
Tra i derivati, ricordiamo: q0oqo, distruzione, ro-
vina, anche morale, mentre q0oqct significa cor-
ruttore; q0oq-o, corruzione; laggettivo verbale
q0oq-fo, corruttibile, con il composto o-q0oqfo,
incorruttibile, eterno.
qto
un aggettivo e significa amico, persona che prova
e per cui si prova amicizia; in questo senso, al maschi-
le e al femminile, spesso sostantivato; significa anche
caro, diletto, riferito a persone o a cose; in Omero
e nella poesia arcaica usato come un possessivo, per
indicare suo, proprio, quindi anche mio, tuo.
Tra i numerosi composti, ricordiamo: qio-oqo,
amico del popolo, usato anche come nome proprio;
qio-oo, che ama parlare, ma anche che ama gli
studi, letterato, con lastratto qiooio, amore dei
discorsi, ma anche scienza delle lettere, filologia, e
il denominativo qioocm; qio-oo, che ama
la battaglia; qio-o0q, amante dellapprendere
(cf. ov0ovm); qio--cioq (cioiom, sorridere),
amante del sorriso (appellativo di Afrodite); qio-vi-
cm amare la vittoria, essere litigioso; qio-ofqi,
amante della patria, patriottico (e cos qio-oi);
qio-ooqo, amante della ooqio (conoscenza), fi-
losofo, con il denominativo qioooqcm e lastratto
nomen qualitatis qioooqio, filosofia.
Tra i derivati, citiamo: qiofq, amicizia, tenerezza,
amore; qiio, amicizia, amore; qifqov, nomen
instrumenti, che indica una bevanda destinata a ispi-
rare amore, filtro; qicm, amare; il nomen rei actae
qiqo, bacio (damicizia o damore).
qgqv
Antico nome, derivato da una radice che subisce apo-
fonia qualitativa e quantitativa (qqov-/qqcv-/qq
.
e
le corrispondenti forme lunghe qqmv-/qqqv-), indica
in origine il diaframma, cio il fascio di muscoli che
(vox media con valenza generica, poi specializzatasi con
valenza negativa, mentre c i , previsione, si specia-
lizza in quella positiva di speranza); laggettivo qoqo ,
che porta, fertile, che d luogo ad o -qoqo, sterile e
a oqo-qo qo, produttivo; qo qo, tributo (nomen
rei actae); qoqct , portatore (nomen agentis); qoqc m
indica, rispetto a qc qm, azione ripetuta o abituale, por-
tare di solito, spesso in riferimento ad abiti, armi ecc., ma
al passivo intensivo, essere trascinato via, essere sbal-
lottato; il suo nomen rei actae, qo qqo, indica fardello,
ma anche vestito, mentre il composto oto-qoqc m vale
sopportare di mal animo (latino aegre fero).
qsum
Da una radice qct-/qt- (latino fug-i-o), significa
fuggire, scappare; nel linguaggio giudiziario attico,
essere accusato, essere chiamato in giudizio e anche,
nel lessico politico, essere esiliato.
In composizione d luogo a termini variamente de-
terminati sulla base del preverbio; tra essi, qoo-qt,
colui che si rifugia, profugo.
Tra i derivati, ricordiamo: il nomen rei actae qtq , fuga,
esilio; qto , fuggiasco, esule, talvolta disertore;
qtooct m, mandare in esilio; qt i, con il doppione
recente qct i, fuga, azione di fuggire; qt io, che
offre il modo per fuggire, che si deve fuggire; qctfo
e qtfo , aggettivi verbali, evitabile, che si pu sfug-
gire, con il composto negativo o qtfo, che in senso
attivo significa incapace di sfuggire, ma in quello pi
comune passivo che non si pu sfuggire, inevitabile.
qqt
Da una radice qo

-/qo-, dire parlare (latino fa-ri, fa-


tum), si forma questo presente, molto usato, con un im-
perfetto cqqv che ha anche valore di aoristo, un futuro
qqom e un aoristo pi tardo cqqoo; attestato anche
un presente suffissale tematico, qoom.
In composizione con preverbi, d luogo a: ovfi-qqi,
contraddire; oo-qqi, dichiarare apertamente,
negare, rifiutare; qo-qqi, predire; ot-qqi,
essere daccordo, consentire.
Tra i derivati, ricordiamo: qq q (latino fama), voce,
voce che corre, fama, tradizione, da cui si formano
i verbi denominativi ct -qq-c m, pronunciare parole di
buon augurio, o anche astenersi da parole di mal au-
gurio e quindi tacere, e oto-qqc m, pronunciare pa-
role di mal augurio; i nomina agentis in -qq -fq, usati
in parole composte, come qo-qq fq, profeta, con il
denominativo qo-qqfct m, profetizzare, e laggettivo
qo-qqf-io , profetico; inoltre i due nomina actio-
nis qo fi, pi antico, e qo oi, parola, atto di parlare,
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40 IL LESSICO GRECO
qualcuno, parlare a qualcuno, salutare, ot-qm-
vcm, suonare allunisono, accordarsi, convenire,
con il nomen qualitatis ot-qmvio, consenso, pat-
to, accordo musicale.
otgm
Vale rallegrarsi, esser lieto; nellimperativo formu-
la corrente di saluto, stammi bene (cf. latino salve); il
presente participio oiqmv usato come aggettivo nel
senso di lieto, gioioso.
Tra i derivati da questa radice, ricordiamo: oqo, gio-
ia; oqo, oggetto di gioia, piacere; oqi, grazia
esteriore, bellezza, ma anche favore, sia in senso
attivo, favore che si fa a qualcuno, sia in senso passi-
vo, beneficio (i Greci avevano anche personificato le
Grazie, Xoqifc, dee della bellezza e della grazia); lac-
cusativo di relazione oqiv diviene una preposizione
con il genitivo che esprime il fine e talvolta anche la
causa, a motivo di, per. Da oqi vengono lagget-
tivo oqici, grazioso, gradevole, e il denominati-
vo oqiooi, far piacere a qualcuno, compiacere
qualcuno (con il dativo e, talvolta, laccusativo di rela-
zione), con il participio perfetto coqiocvo, pia-
cevole, gradito; da questo il nomen rei actae oqio-
o, favore, largamente usato nel Nuovo Testamento
per indicare un favore che viene concesso da Dio, e i
composti ct-oqiofo, piacevole, riconoscente,
ctoqiofcm, essere riconoscente, ringraziare, ed
ctoqiofio, ringraziamento, rendimento di gra-
zie, termine passato nel greco cristiano per indicare il
sacrificio eucaristico, accompagnato da unespressione
di ringraziamento a Dio; o-oqiofo, ingrato.
Numerosi sono gli aggettivi in -oqq, come ci-
oqq, piacevole.
stg
Indica la mano, in senso proprio o in senso figurato,
quindi anche pugno o azione, forza; con preposi-
zioni d luogo a numerose locuzioni, come ci ciqo
ociv, prendere in mano, cv cqoi cciv, avere in
mano qualcosa, occuparsi di qualcosa ecc.
Tra i composti, ricordiamo: o-ciq, senza mani,
monco; cofo-ciq, centimano, dalle cento ma-
ni (appellativo dei Giganti); otfo-ciq, che agisce di
propria mano, suicida, con lastratto otfo-ciqio,
suicidio, e lavverbio otfo-ciqi, di propria mano;
ci-ciqcm, porre mano a, accingersi; qo-ciqo,
sottomano, a portata di mano, facile.
Tra i derivati, citiamo: ciqim, maneggiare, quindi
anche dirigere, amministrare; ciqom, sottomet-
tere.
divide il torace dalladdome, poi, gi in Omero, le parti
del torace intorno al cuore, precordi, e il cuore stesso,
come sede dei sentimenti; infine mente, senno, in-
telletto, volont.
Molti sono i composti in -qqmv: o -qqmv, stolto, in-
sensato, con i denominativi o qqoi vm e o qqovc m, es-
sere stolto, e il nomen qualitatis o qqoot vq, stoltezza;
ct -qqmv, propizio, benevolo, con ct qqoi vm, ral-
legrare, ed ct qqoot vq, allegria; qo -qqmv, previ-
dente; om -qqmv, saggio, prudente, con i derivati om-
qqovc m, essere saggio, e omqqoot vq, saggezza.
Fra i derivati, ricordiamo: qqovio, intelligente,
ragionevole, sensato, e il denominativo qqovcm,
ragionare, che, composto con vari preverbi, d luo-
go a ofo-qqovcm, disprezzare (con il genitivo retto
da ofo-, contro), oqo-qqovcm, delirare, esser
stolto, ot-qqovcm e oo-qqovcm, essere concorde
con qualcuno (entrambi con il dativo sociativo), con i
relativi nomina rei actae, qqovqo, pensiero, ofo-
qqovqo, disprezzo; qqovfi, cura, pensiero,
preoccupazione, e qqovfim, pensare, aver cura,
preoccuparsi.
qum
Nelle forme transitive vale far crescere, produrre, in
quelle intransitive crescere, nascere, al perfetto es-
sere nato, essere (per natura); la radice presente nel-
le forme latine fio e fui.
Tra i derivati, citiamo: qt o, termine medico per escre-
scenza, tumore; qtq , altro nomen rei actae, crescita,
statura, figura; qtfo , aggettivo verbale, formato
dalla natura, naturale, e il sostantivo fo qtfo v, la
pianta, da cui qtfct m, piantare; qt oi, processo
attivo del divenire, natura, carattere, ordine natura-
le, anche come principio personificato, la Natura, con
laggettivo derivato, qtoio , che indica chi si occupa
di ricerche naturali, il fisico, detto dei filosofi presocra-
tici, interessati ai problemi naturali (fo qtoio ).
qmvq
Significa voce, propriamente di uomini ma anche di
animali, grido, suono in generale, linguaggio.
Fra i derivati e i composti, ricordiamo: qmvqci,
dotato di parola (al neutro plurale fo qmvqcvfo,
le vocali); qmvqo, suono della voce, parola; o-
qmvo, privo di voce, muto (al neutro plurale fo
oqmvo, le consonanti); o-qmvio, mancanza di vo-
ce, silenzio; ct-qmv-o, dalla bella voce, armo-
nioso; ct-qmvio, armonia; qmvcm, parlare ad alta
voce, con i composti ci-qmvcm, gridare, parla-
re ad alta voce, qoo-qmvcm, rivolgere la parola a
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41
A
P
P
E
N
D
I
C
E
3. Le parole fondamentali del lessico greco
qq o, ci che si usa, cosa, al plurale qq ofo, so-
stanze, beni, denaro, con laggettivo qqofio , pe-
cuniario, e il derivato qqofi m, trattare affari, al me-
dio guadagnare, arricchirsi, e qqofioo , modo di
guadagnare, guadagno, commercio; qq m, aver bi-
sogno, desiderare; qqofo , utile, buono, onesto,
impiegato anche come distintivo sociale per persona ri-
spettabile, con il nomen qualitatis qqofo fq, bont, e
il negativo o qqofo, inutile; qq oio, utile.
uq
Probabile deverbale di tm, soffiare, vale in gene-
rale soffio, respiro e per traslato forza vitale, vita:
indica quindi lanima dellessere vivente, sede dei suoi
pensieri, delle emozioni e dei desideri.
Lanima del defunto rappresentata dallet arcaica co-
me unentit lieve che esce dalla bocca del morente nel
momento del trapasso, spesso in forma di farfalla: si
trova quindi tq per intendere una farfalla, in parti-
colare una falena.
Come secondo elemento del composto, si ritrova in
numerosissimi termini, tra i quali i pi comuni sono:
c-to, animato; o-to, privo di vita, e, in
senso figurato, vile; ct-to, coraggioso; ioo-t-
o, che ha pari sentimenti; oqt-to, abbattu-
to, triste; qio-to, (troppo) attaccato alla vita;
coo-to, che ha grande animo, con i derivati
cootcm e cootio, e lantonimo iqo-
to, che ha lanimo meschino.
Con t- al primo posto ricorre in: to-oo e
t-omo , formati rispettivamente in composizione
con i radicali dei verbi c m, accompagnare, e o m,
guidare, come appellativi del dio Hermes, accompa-
gnatore dei morti allAde; t-oqqoq , agonizzante.
Tra i derivati, ricordiamo: il denominativo to m, ani-
mare, dare vita, con il composto cf-c-to ooi,
passare da un corpo allaltro, da cui viene il pi co-
mune cfct moi, trasmigrazione delle anime,
metempsicosi.
Dal verbo corradicale tm, soffiare, derivano i com-
posti oo-tm, perdere la conoscenza, morire,
c-tm, perdere il respiro, morire, e ovo-tm,
riprendere fiato.
sm
La radice indoeuropea ghew-, connessa al latino fun-d-
o, ampliato con -d-, che in greco si presenta o-/c-/
t, indica in generale la nozione di versare, spande-
re in abbondanza e acquista un particolare rilievo in
quanto designa specificamente il rito della libagione.
Tra i derivati, al grado o abbiamo: oq, libagione, con
i composti oivo-oq, vaso per versare il vino, toqo-
oq, acquedotto, qo-oq, imboccatura; oo, con-
tratto ot, congio, boccale (misura di capacit per
i liquidi), e i relativi composti, come oivo-oo, cop-
piere, qtoo-oo, orefice, otfqo-oo, chi versa
lacqua per il bagno, qo-oo, brocca.
Dal grado zero t- abbiamo laggettivo verbale tfo,
versato, accumulato, e i termini, importanti per la
procedura dei sacrifici, qo-tfoi, grani bruciati
sullaltare, e oto-tfoi, grani dorzo abbrustolito
che si gettavano sulla vittima.
Il nomen agentis tfqq vale lavandino, e tfqo pi-
gnatta, vaso di terra, come tfqo. Lavverbio toqv
significa confusamente.
gooot
Nella forma media comunemente usata, indica essere
in rapporto con (detto di persone), praticare, detto
di un astratto, usare, impiegare, detto di un ogget-
to, con il dativo del complemento e talvolta anche del
predicativo; in senso specialistico; allattivo qom va-
le dare oracoli, detto della divinit e dei suoi oraco-
li, e in questo senso esiste anche un medio qoooi,
interrogare un oracolo. Dalla stessa radice si forma
un presente iqqi, fornire. Questo tema verbale
collegato allantico nome-radice qq, di cui potrebbe
essere denominativo, che indica necessit, ed usato,
con ellissi di cofi, per bisogna, necessario.
Con preverbi forma: oo-qoooi, abusare di, allat-
tivo bastare; oio-qoooi e ofo-qoooi, abu-
sare (ma anche mettere a morte); qo-qoooi,
prendere a prestito.
Tra i derivati, ricordiamo: qci o, bisognoso, e qci o,
bisogno, penuria, utilit; qqoo , oracolo, con il
denominativo composto qqom oc m (cf. o om, canta-
re), dare oracoli, e il nomen loci qqofq qiov, oracolo;
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42 IL LESSICO GRECO
ESERCIZI
oi, cioioo, oqooioo, otoi-
oo, ciotfqov, otvoiciom, otvooo, ot-
voiim, otvoiioo, otvoiooocm, otvo-
fio, otvfoi, otvfoqoi, otofofi0qi,
oqctoioooi, oqcm.
9. Non solo i pressi pi comuni, ma anche al-
cuni nomi e aggettivi possono essere usa-
ti come pressi e in combinazione con
altri pressi; con laiuto del vocabolario
e tenendo presenti i sufssi di formazio-
ne dei nomi, scomponi e spiega i seguenti
derivati e composti: ioooiqo, ioovoio,
ovioofq, iooocq, fcoooqoovfocfi,
fcfovofqi, fcfqomvo, cvfqovfocfio,
cvfqovfooifqicfq, cvfqovfooi,
qcqoqto, qcqoooo, qcqoqovq,
qicfo, qiovq, qiovo, qiovio,
qiovqo, 0oqtooio, 0qootoo, io-
oqoo, iooqoio, tooqoio, oooio.
10. Ricostruisci il signicato delle seguenti paro-
le italiane, individuandone le componenti nel
lessico greco e nei suoi sufssi: storia, meta-
morfosi, metastasi, anidro, anafora, sintag-
ma, periplo, metonimia, analgesico, idropisia,
idropinico, antonimo, paradosso, sinodo, oli-
garchia, epifania, anodo, panegirico, poligo-
no, politeista.
11. Ricostruisci il signicato delle seguenti paro-
le italiane, individuandone le componenti nel
lessico greco e nei suoi sufssi: polisindeto, di-
stroa, teatro, dicastero, idrante, crisi, diacri-
tico, etimologia, antroponimo, ipocrita, glice-
mia, asfalto, anastrofe, parabola, carismatico,
poligrafo, autodidatta, poliglotta, pentagono,
antidoto.
12. Ricostruisci il signicato delle seguenti paro-
le italiane, individuandone le componenti nel
lessico greco e nei suoi sufssi: metabolismo,
pseudepigrafo, asindeto, storiografo, tetra-
gono, crioterapia, ellenistico, parametro, an-
tologia, grafologo, analogo, icona, epitao,
ecclesiastico, geograa, ornitologia, onoma-
stico, prolassi, atroco, gerontocrazia.
13. Ricostruisci il signicato delle seguenti paro-
le italiane, individuandone le componenti nel
lessico greco e nei suoi sufssi: anomalia, iso-
1. Analizza, aiutandoti con il vocabolario, le se-
guenti forme verbali e nominali: ovom,
ovoio, ovoivmom, ovoom, ovoiqcm,
ovofoooi, ovfcqm, ovoivqom, ovoqfom,
ovcm, oviofqi, ovooo, ovoio.
2. Analizza, aiutandoti con il vocabolario, le se-
guenti forme verbali e nominali: cfooivm,
cfoom, cfoiom, cfoiom, cfooiomi,
cfoiio, cfooovm, cfocm, cfooq-
qmoi, cfoofooi.
3. Partendo dal vocabolario, esamina venti com-
posti con oio- (escludendo quelli indicati per
illustrare i pressi) e rileva le differenze che il
preverbio determina rispetto al valore del ver-
bo semplice.
4. Partendo dal vocabolario, esamina venti com-
posti con ofo- (escludendo quelli indicati per
illustrare i pressi) e rileva le differenze che il
preverbio determina rispetto al valore del ver-
bo semplice.
5. Partendo dal vocabolario, esamina venti com-
posti con otv- (escludendo quelli indicati per
illustrare i pressi) e rileva le differenze che il
preverbio determina rispetto al valore del ver-
bo semplice.
6. Partendo dal vocabolario, esamina venti com-
posti con due o pi pressi, mostrando come
ognuno di questi interferisce con il signicato
del composto.
7. Con laiuto del vocabolario e delle schede les-
sicali, esamina i seguenti termini, chiarendo il
valore che in essi hanno pressi, radici e suf-
ssi: otvfoo, cqiot, oooio, oi-
fomo, oiooqovio, oiootqio, oiocto,
qooio0ovooi, qoomv, qoqfmq, ofo-
iofctm, ofociqom, ofooio, ofo-
oiim, citoi, ciqofcm, ciqofcm,
cifim, ovmoio, ovtoqio, ooiooi, oo-
o0iofqi, ovoofooi, oqoqoqo, otvvoto-
cm.
8. Con laiuto del vocabolario e delle schede les-
sicali, esamina i seguenti termini, chiarendo il
valore che in essi hanno pressi, radici e sufs-
si: otvvotocm, fcio, fccoqoqo, fcco-
ovo, cqioq, cqiofco, cqiofoo-
ovm, cqiofocm, cqioim, cioio-
V. Citti, C. Casali, L. Fort, M. Taufer, 2012 SEI - Societ Editrice Internazionale
43 Esercizi
A
P
P
E
N
D
I
C
E otoqoofoivm, otovqtqim, oto-
qciocqooi, ovfiofqofococtm.
21. Forma un vocabolo aggiungendo il sufsso
-io proprio dei nomina qualitatis (sostantivi
femminili della 1
a
declinazione) alle seguenti
radici, accompagnate tra parentesi da unin-
dicazione di signicato che si riferisce alla
sola radice, libera da eventuali pressi: o-
mv- (competere); of-qoq- (accusare);
oif- (essere causa); ov-oq- (comando); o-
ot- (decisione); ct-ooiov-(demone); o-
oi- (giustizia); o-oo- (opinione); o-q-[<*
o-q-] (lavoro, azione) ct-cq-co-(lavoro,
azione); ct-oo- (ordine); oiooq- (ol-
traggiare); ov- (essere pazzo); ot-o-
(battaglia); cv- (straniero, ospite); o-
fo- [<o-fo-o-] (ordine, disposizione);
ct-oq- (risorsa, espediente); o-foqo-
[<*o-foqo-o-] (turbamento, sconvolgi-
mento); ot-ft- (sorte); ct-ft- (sorte,
fortuna); o-qmv- (voce); ct-qmv- (voce).
Quindi individua il signicato dei termini cos
formati e verica lesattezza della tua ipotesi
consultando il dizionario.
Cerca, inoltre, altri termini corradicali.
Per ciascuna radice data, riproduci sul qua-
derno il seguente schema:
radice sostantivo altri termini
qi qi-io qi-o qi-cm
amare amicizia amico amare
22. Forma un vocabolo aggiungendo il sufsso -fo,
nom. -fq proprio dei nomina agentis (sostan-
tivi maschili della 1
a
declinazione) alle seguenti
radici, accompagnate tra parentesi da unindi-
cazione di signicato: o -mv-io- (combattere,
competere)
1
; ot-ct- (decidere, delibera-
re); oc- (matrimonio); cvq- (generare);
oi-oo-
1
(giudicare); otvo-o- (avere il pote-
re); c qoo- (amore); ct -cqc- (benecare);
ct qc- (inventare, scoprire); ct-i- (aggioga-
re); 0co-(contemplare); i -c- (supplicare);
cf- (rubare); qi(v)- (giudicare); vi-q-
(vittoria); voo-0c-(porre leggi, legiferare);
oi- (citt); ooq-io-
1
(parlare, operare abil-
mente); c i-ofo- (essere a capo); ofqof-im-
(combattere); t q-io-
1
(comportarsi in modo
violento, oltraggiare).
scele, sillogismo, sinecismo, ecista, metodo,
antinomia, tracheotomia, mastectomia, lo-
soa, paralogismo, sinottico, sintassi, ippodro-
mo, paradigma, metafora, ellissi, sinonimo.
14. Ricostruisci il signicato delle seguenti paro-
le italiane, individuandone le componenti nel
lessico greco e nei suoi sufssi: isterico, pe-
diatra, geriatria, pneumologia, otorinolarin-
goiatra, autodidatta, teorema, taumaturgo,
tachimetro, telescopio, chirurgo, agonistica,
afono, fonetico, polifonia, poligono, ortodos-
sia, fenomeno, pratico.
15. Alcuni termini greci, per lo pi composti, han-
no assunto un valore particolare nella lingua
dei cristiani (cristianismi) e spesso sono entra-
ti nella nostra lingua adattati alla pronuncia
del volgare. Esamina i termini seguenti: dia-
volo, martire, protomartire, vescovo, Befana,
Vangelo, chiesa.
16. Molti nomi greci o di origine greca hanno valo-
re augurale; prova a interpretarli distinguendo-
ne le componenti: Policleto, Teodoro, Diodoro,
Pericle, Aristocrate, Socrate, Aristotele, Stesicoro,
Telemaco, Polignoto, Archiloco, Archidamo, Ippo-
crate, Trasibulo, Aristobulo, Demostene, Diogene,
Democrito, Isocrate, Apollodoro, Artemidoro.
17. Con laiuto del vocabolario, ricerca altre paro-
le del nostro greco quotidiano, per esempio
a partire dal presso orto- (gr. oq0o, drit-
to, ma anche giusto, con la stessa metafora
dellitaliano), come in ortottico e ortograa.
18. Lo - privativo greco la soluzione di una n-
sonante indoeuropea che in altre lingue del
gruppo ha avuto esiti diversi, come si vede in
o 0o vofo, immortalis, un-sterblich (magari an-
che nellinglese un-happy); raccogli esempi di
termini derivati da quel presso nel latino e
nelle lingue moderne.
19. Analizza i composti otofooi vm, otoofo-
o m, cfcoi omi, oqci qi, oqc -
ooi, oqci ofqi, otvcqcoqct m, otvovo-
c m, otofc qooi.
20. Analizza i composti otvvotoc m, otvctoqc-
ofc m, otvcioiomi, otvcoqfom, otvci-
oovm, otvcovoiom, otvcoviofqi,
otvciooivm, otvcqoofq, otoqocm,
1. Ricorda che dentale seguita da altra dentale si dissimila in -o-.
V. Citti, C. Casali, L. Fort, M. Taufer, 2012 SEI - Societ Editrice Internazionale
44 IL LESSICO GRECO
ESERCIZI
2. Ma per la formazione di oioio, cf. la scheda oiq.
sola radice: o-m- (guidare, comandare);
ov- (generare); qoq-(scrivere); oqo-
(correre); cqqv- (interpretare); foq-
(tomba, sepoltura); icq- (sacro); o-
(rubare); vo- (pascolare); fo- (generare);
fo- (tagliare); fqoq- (allevare, nutrire);
qoq- (portare); qov- (uccidere).
Quindi individua il signicato dei termini cos
formati e verica lesattezza della tua ipotesi
consultando il dizionario.
Cerca, inoltre, altri termini corradicali.
Per ciascuna radice data, riproduci sul qua-
derno il seguente schema:
radice sostantivo altri termini
i- i-ct ictm
cavallo cavaliere cavalcare
26. Forma un vocabolo aggiungendo i sufssi
fmq/-fqq propri dei nomina agentis
(sostantivi maschili della 3
a
declinazione)
alle seguenti radici, accompagnate tra
parentesi da unindicazione di signicato,
che si riferisce alla sola radice: cvc-
(generare); oq- (domare); om- (dare);
i o-[<io-] (osservare,indagare); c o- (gui-
dare); c qoo- (lavorare); q -q-(dire);
omo- (salvare).
Quindi individua il signicato dei termini cos
formati e verica lesattezza della tua ipotesi
consultando il dizionario.
Cerca, inoltre, altri termini corradicali.
Per ciascuna radice data, riproduci sul qua-
derno il seguente schema:
radice sostantivo
qq- qq-fmq
comando, opinione guida, capo
altri termini
qc-ooi oi-qc-ooi
condurre, ritenere, narrare
27. Forma un vocabolo aggiungendo il sufsso
-fqf, nom. -fq, gen. -fqfo proprio dei
nomina qualitatis (sostantivi femminili della
3
a
declinazione) alle seguenti radici, accom-
pagnate tra parentesi da unindicazione di
signicato, che si riferisce alla sola radice:
oq-io- (selvatico); oq-t- (pesante);
qo-t- (corto, breve); qoo-t- (lento);
t-t- (dolce); ocivo- (temibile, abile);
Quindi individua il signicato dei termini cos
formati e verica lesattezza della tua ipotesi
consultando il dizionario.
Cerca, inoltre, altri termini corradicali.
Per ciascuna radice data, riproduci sul qua-
derno il seguente schema:
radice sostantivo altri termini
o0-q- o0-q-fq o(v)0-ovm o-o0-q
imparare allievo imparare ignorante
23. Forma un vocabolo aggiungendo il sufsso
-otvo, nom. -ot vq proprio dei nomina qualitatis
(sostantivi femminili della 1
a
declinazione) alle
seguenti radici, accompagnate tra parentesi da
unindicazione di signicato, che si riferisce alla
sola radice libera da eventuali pressi positivi
o negativi: c cqo- (pietoso); vqo- (ricor-
dare); o -qoo- (fare, essere impegnato);
ot-qoo- (fare, essere impegnato);
fqo- (sopportare); om-qqo- (mente, sen-
no); o -qqo- (mente, senno); ct -qqo- (men-
te, senno).
Quindi individua il signicato dei termini cos
formati e verica lesattezza della tua ipotesi
consultando il dizionario.
Cerca, inoltre, altri termini corradicali.
Per ciascuna radice data, riproduci sul
quaderno il seguente schema:
radice sostantivo altri termini
oioio- oioio- otvq o-oi-io
giusto
2
giustizia ingiustizia
24. Con laiuto del vocabolario e delle schede les-
sicali, prova a individuare gli elementi radicali
che costituiscono i seguenti sostantivi com-
posti e spiegane il signicato: oq-qoq-i o;
o v-ovoq-i o; o qoio-o-i o; ov-oq-i o; ot-
ot-i o; o -o-i o; oq-iotq-i o; oqo-qof-i o;
qo-ooo-i o; ov-otq-i o; m-qoq-i o; 0co-qov-
i o; 0co-ov-i o; i oo-vo-i o; ooo-ov-i o; vot-
o-i o; co-o-i o; iqo-t-i o; coo-
t-i o; ot fo-vo-i o; oqo-vo-i o; oi o-vo-i o;
t cq-o-i o; t -o-i o; ofqof-q-i o; o -fov-i o;
o -fqoq-i o; ot-qmv-i o.
25. Forma un vocabolo aggiungendo il sufsso
-ct, nom. -ct proprio dei nomina agentis
(sostantivi maschili della 3
a
declinazione) alle
seguenti radici, accompagnate tra parentesi da
unindicazione di signicato, che si riferisce alla
V. Citti, C. Casali, L. Fort, M. Taufer, 2012 SEI - Societ Editrice Internazionale
45 Esercizi
A
P
P
E
N
D
I
C
E da quelle sufssali o pressali e studiandone
le variazioni di signicato.
ivmom ovoivmom ofoivmom
oioivmom vmfo vmq vmqio
otvmq ovocm
31. Data la radice greca fo-/fc-/f-, costruisci
lintero paradigma del verbo fifm. Classica
le forme sulla base del grado apofonico e ri-
costruisci il grado apofonico su cui poggia la
formazione dei seguenti lemmi.
fcv-ov fc-o fcvo-m fo-o fo-cm
32. Data la radice fc.c/fq/fo , tagliare, rico-
struisci la formazione delle seguenti parole.
fo fcc-vo q fo-q q ovo-fo-q o fo-o
o-fo-o q fq-oi
33. Spiega il signicato italiano dei seguenti ter-
mini, partendo dal signicato essenziale della
radice greca.
o fo-io fo foi-ciov foi-ctm
34. In greco due sono i principali termini per de-
nire la parola italiana uomo:
una dalla radice ovcq/ovq;
una dalla radice ov0qm.
Spiega la differenza di significato e trova
un esempio di tale differenziazione nella
lingua latina, in quella inglese e tedesca
moderne.
Alla luce di questa riessione, ricostruisci
letimologia dei seguenti lemmi italiani.
androgino androide poliandria scafandro
antropologia antropofago licantropo
misantropo lantropo pitecantropo
35. Data la radice vo/vq (memoria), ricostruisci
la famiglia.
................................... sost. f. 1
a
decl. (ricordo)
................................... sost. n. 3
a
decl. (ricordo)
................................... sost. n. 2
a
decl. (monumen-
to)
................................... sost. f. 1
a
decl. (memoria, no-
me proprio della madre delle
Muse)
................................... agg. 2 uscite 1
a
classe. (o priva-
tivo + radice + fo [suff. agg.
verbale])
................................... verbo coniugazione tematica
................................... verbo presente a raddoppia-
mento.
Si trovi, dalla stessa radice i.e. *mna/mn/mne/
men/mon, la famiglia latina che indica memo-
ria, ricordo, ammonimento.
cct0cq-io- (libero); oo- (cattivo);
cf-o- (sottile, delicato); cfqi-o- (mode-
rato); iqo- (piccolo); vco- (giovane);
fo-t- (veloce); qi-o- (amico). Quindi
individua il signicato dei termini cos formati e
verica lesattezza della tua ipotesi consultando
il dizionario.
Cerca, inoltre, altri termini corradicali.
Per ciascuna radice data, riproduci sul qua-
derno il seguente schema:
radice sostantivo altri termini
ioo- ioo-fq ioo ioo-vo-io
uguale uguaglianza uguale uguaglian-
za di diritti
28. Forma un vocabolo aggiungendo il sufsso
-oi, nom. -oi proprio dei nomina actionis
(sostantivi femminili della 3
a
declinazione)
alle seguenti radici, accompagnate tra pa-
rentesi da unindicazione di signicato,
che si riferisce alla sola radice libera da
eventuali pressi: oiqc-(scegliere); oifq-
(chiedere); oio0q- (percepire); oot-
(udire, ascoltare); om- (essere preso);
o- (camminare); otq- (aumentare);
im- (vivere); otq- (volere, decidere);
cvc- (nascere, generare); vm- (com-
prendere, riconoscere); oo- (donare);
oc- (avere, stare); oi-qq- (narrare);
ci-q-(chiamare).
Quindi individua il signicato dei termini cos
formati e verica lesattezza della tua ipotesi
consultando il dizionario.
Cerca, inoltre, altri termini corradicali.
Per ciascuna radice data, riproduci sul qua-
derno il seguente schema:
radice sostantivo
q- /o- q i [<*q-oi]
prendere azione di prendere
altri termini
o()o vm qfo
prendere prendibile
29. Forma almeno quattro termini composti, ag-
giungendo i pressi che conosci ai seguenti
verbi; quindi, con laiuto del vocabolario, indi-
viduane il signicato: oivm, om, otctm,
ivmom, qoqm, oiomi, qcooi, iofqi,
oovm, cm, ofqcqm, fooom, fi0qi,
fqcm.
30. Data la radice vm-, ricostruisci la formazione
dei seguenti lemmi isolando le parti radicali
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46 IL LESSICO GRECO
ESERCIZI
oto-: vergogna (1. vergogna; 2. turpe, brut-
to; 3. vergognarsi; 4. turpiloquio)
ox-: punta (1. essere al culmine; 2. culmine,
punta; 3. sommo; 4. citt alta)
o-m-: essere preso, distruzione (1. essere
preso; 2. cattura; 3. consumare; 4. preso con
la lancia [oiq, lancia], prigioniero)
og-: comando, principio (1. comandare;
2. comandante, capo; 3. principio, comando;
4. originario, antico)
ogx-s-: essere sufciente (1. sufciente;
2. bastare; 3. autosufciente; 4. autosuf-
cienza)
o-/o-/s-/q-: lanciare, colpire
(1. proiettile, dardo; 2. ferita, colpo; 3. cam-
biamento; 4. segno di riconoscimento, accor-
do)
ou-: desiderare, volere (1. desiderare;
2. volont, decisione; 3. decidere, deliberare;
4. buleuta, membro del Consiglio dei cinque-
cento)
sv-/ov-/v-: generare (1. stirpe; 2. nobile;
3. genitore; 4. antenato)
q-: popolo (1. popolo; 2. democrazia;
3. pubblico; 4. a spese pubbliche)
o-/m-: donare (1. dare; 2. dono; 3. tradire;
4. traditore)
sg-: lavorare (1. lavorare; 2. lavoratore;
3. luogo di lavoro, ofcina; 4. benefattore)
0ov-/0vq-: morire (1. morte; 2. immortale;
3. morire; 4. mortale)
tx-: arrivare, supplicare (1. adatto, capace;
2. supplice; 3. supplicare; 4. supplicare arden-
temente)
o0-/q0-: stare nascosto (1. di nascosto;
2. vero; 3. verit; 4. dire la verit)
o0-: imparare (1. imparare; 2. apprendimen-
to; 3. ignorante; 4. allievo, scolaro)
nov0-/nsv0-/no0-: subire (1. subire, soffrire;
2. sofferenza, passione; 3. dolore, sciagura;
4. essere in lutto, compiangere un morto)
not-: citt (1. citt; 2. cittadino; 3. costitu-
zione; 4. senza citt, escluso dalla citt)
nog-/nsg-: passaggio, risorsa (1. attraversare;
2. passaggio, risorsa; 3. al di l; 4. difcolt,
incertezza)
u-: sofo vitale, anima (1. vita, anima;
2. animato; 3. privo di vita, inanimato; 4. ma-
gnanimo)
36. Data la radice qi-, si costruiscano 10 parole
con presso costituito da tale radice, che si-
gnichino rispettivamente:
................................... losofo
................................... benevolo (agg.)
................................... ambizioso, amante della cele-
brit
................................... amante della ricchezza
................................... amante dei piaceri
................................... amante del parlare/loquace
................................... amante della vittoria
................................... amante delle arti
................................... amante degli ospiti, ospitale
................................... generoso, che ama donare
Una volta trovati i termini, si isoli la radice
portatrice di signicato che insieme a qi-
permette di comporre la parola richiesta.
37. Fornisci la traduzione e letimologia delle paro-
le sottolineate nei vv. 11-21 della Teogonia esio-
dea. In seguito, individua la radice e il sufsso
di ciascuna e, a partire dalla radice, crea lalbero
delle derivazioni e indica la famiglia verbale.
tvctooi Aio f oiioov oi ofviov Hqqv
Aqciqv, qtocoioi coioi ccotiov,
otqqv f oiiooio Aio otmiv A0qvqv
doiov f Aomvo oi Aqfciv iocoiqov
qoc Hoocioomvo cqoov, cvvooioiov,
oi Oc iv oi ooi qv c ioc qoqo v f Aqqo-
oi fqv
Hqv fc qtooofcqovov oqv fc Aimvqv
Aqfm f Iocfo v fc i oc Kqo vov o toq fqv
Hm f Hciov fc cov oqov fc Ecqvqv
Ioi o v f Ocovo v fc c ov oi Nt fo c -
oivov
omv f o0ovofmv icqov cvo oicv covfmv.
38. Date le seguenti radici, individua per ciascuna
una famiglia di parole indicando quattro pa-
role corradicali (che derivano dalla medesima
radice). Segui il suggerimento del signicato
italiano, fornito, per ciascun vocabolo, tra pa-
rentesi.
o-/m-: condurre, guidare (1. gara, competi-
zione; 2. competere, gareggiare; 3. stratego;
4. carica di stratego, comando)
og-: campo (1. campo; 2. selvatico; 3. fero-
cia; 4. contadino)
otgs-: prendere, afferrare (1. prendere;
2. presa; 3. preferire, scegliere; 4. scelta inten-
zionale)
V. Citti, C. Casali, L. Fort, M. Taufer, 2012 SEI - Societ Editrice Internazionale
Il versionario si articola in quattro sezioni:
1. Ripasso di morfologia
2. Avvio alla traduzione
3. Lineamenti di sintassi
4. I generi della prosa
Il Ripasso di morfologia propone un breve e schematico ripasso dei principali
argomenti di morfologia, scelti fra quelli sui quali gli studenti mostrano le maggiori
difcolt; ogni argomento accompagnato da esercizi che possono essere utilizzati
anche come prove dingresso.
Avvio alla traduzione vuole sia fornire suggerimenti utili per analizzare un testo prima
di tradurlo sia dare indicazioni per consultare rapidamente il vocabolario.
Lineamenti di sintassi riprende in maniera organica e sistematica gli argomenti
di sintassi greca. Ogni argomento corredato da esempi seguiti da traduzione ed
seguito sia da esercizi di verica immediata di tipologia varia (scelta multipla,
completamenti, vero/falso, frasi dautore da tradurre) sia da versioni scelte in modo da
presentare nello specico esempi dellargomento trattato. Lultima unit della sezione
propone una serie di versioni per la verica dellapprendimento e il recupero.
I generi della prosa propone un percorso fra i principali autori della letteratura
greca, a partire dai generi di appartenenza. I generi sono preceduti da un sintetico
inquadramento storico-letterario; i testi dautore sono introdotti da una breve
scheda sulla vita e sullo stile dellautore stesso. Al fondo di questa sezione sono
proposti i temi di versione assegnati agli esami di Stato.
Ogni unit arricchita da ulteriori versioni on line, segnalate puntualmente nel testo.
Nei Percorsi di lessico greco lapproccio seguito quello del lessico per radici,
secondo il quale si possono combinare circa centotrenta radici fondamentali con
alcuni pressi e sufssi, in modo da riuscire a risalire al signicato di migliaia
di termini senza dover ricorrere al vocabolario. La trattazione accompagnata da
un ricco apparato didattico specico.
A disposizione degli alunni
(su richiesta del docente)
LIBRO + MULTIMEDIA
tradizione e innovazione
On line sul sito www.seieditrice.com:
Versioni aggiuntive per ciascuna unit con rimandi puntuali del testo
Fascicolo Percorsi di lessico greco scaricabile
Chioma o radici? Limportanza dellapprendimento del lessico della
lingua greca tratto da Aufdus, Rivista di scienza e didattica della cultura
classica, n. 71/2010
978-88-05-88264-9
978-88-05-07081-7
Volume scaricabile in formato digitale
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