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OFTH

11$ 14

GRAiyiWATIGA GRECA

y''^

DEL

AINTOIVIO

DPi^OJF.

R. .Ispettore

I.
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scolastico

IiLL.OI>IO

provinciale

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Oorizia tip. Seilx.

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GRAMMATICA GRECA

DEL

1*1^01^.

I.

AIVTOIVIO BLLOOIO

R. Ispettore scolastico proTinciale.

Ts intiam ^/ttr y*yvo/tfva( ntl


twv tij(vv aX %v SXlor inanuv,
ov ila Tovs iuuvovTas roti xa9-tmaiv, alia ia rouf lnavog9ovvras,
xal xoluvxai lC rt xivttv Tcv /<i)
aX( t)(viav.
'laoxQ. Eietyf.

J<A^(m
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V-

Qorzia 1870,

tipografia Seitz.

spese dell' nt. ed.

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autore si riserva

il

diritto di traduzione e riproduzione.

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PREFAZIONE.

ammesso
non

si

universalmente

Una

perit di impugnarlo.

che in tutto un certo ordine di


cezioni

l'

adagio, che non t' ha regola senza eccezione; tuttavia Leibnitz

regola, cos egli,

il

non farebbero che scuotere quella certezza, e lasciando

da

principio

lei

la certezxa

enunciato; ora le ec-

mente renderebbero

dubbiosa la

prima vista pu sembrare un paradosso,

la regola stessa. L' idea del filosofo alemanno, che a

pure qualche cosa di vero. Difatti

non infonde

al suo intento, se

fallisce

costantemente

fatti si applica

inutile

contiene

progressi della scienza, col risalire a principii pi alti e facendosi

a un puuto di vista pi ampio, tendono sempre a far scomparire

danno a vedere che quelle

le eccezioni, e

che parevano dapprima deviazioni dalla regola, non sono in gran parte che applicazioni di una legge pi

Animato da questa

larga.

nesse

come

lingua greca.

come

giche,

mi

accinsi a scrivere la presente

pi sicuro e

il

Omero

nioso idioma d'

grammatica, la quale propo-

risultati della scienza del linguaggio,

Procurai quindi far vedere, tenendomi per sempre entro

le eccezioni delle

mi parve

tico

persuasione,

in tanti quadri o prospetti

in quanto concernono la

limiti delle esigenze pedago-

regole nel pi dei casi non sono in realt che apparenti.

pi spiccio per avviare

il

e di Platone.

non aveva altro

unite,

mento del greco

dotti

sistema introdotto da lui capace di non

s'

fatto,

ma

volli in questo libro rendere di

del

pubblica r^ione

polemica, ed perci che

io,

Non

pochi miglioramenti.

mestieri procacciare

mio pubblico insegnamento.

nell'

insegna-

arti

parr quindi strano che

e in ogni

d' esempio,

risultati

esperienza

dell'

dal principio,

fin

scelta della pronunzia, riservandomi a discorrere pi

io

cosa non bisogna

il

pure,

appa-

assiduamente di correggere ci che imperfetto,

da

me

i-accolta

ben naturale che in un libro da scuola non deve

a mo'

mente

la

tempio del bello.

il

venute alla luce j)i tardi dimostrano abl>astanza che

che per progredire e nelle

attenendomi al detto di Isocrate,


garsi di quello che

di frastagliare e

Curtius segnarono la data d' un vero progresso

lavori del

per le tante grammatiche

metodo sinot-

che d stancare

effetto

e la pazienza de' giovanetti, e render odioso uno studio che dovrebbe schiuder loro

Egli innegabile che

conoscenza dell'armo-

piena

giovanetti alla

vezzo fin qui troppo comune ai grammatici

andavan

disgiungere cose che per loro natura

largamente di

trovar

lasciai all' arbitrio del


tutti

nel corso

posto la

maestro la

punti controversi La un altro

volume, destinato a daie degli schiarimenti a questo.

Del resto giudicai ottimo metodo quello che

per
tiene

Lo

le

menti

le

regole

di

principio

stesso

le uscite

giovanili.

dei

cogli occhi

il

Da

regole se

non sono coadjuvate

questo

principio

fui guidato

accentuazione,

mi

sugger

temi nominali,

oltre all' essere sinottico

le

ebbi a persuadermi che

perocch

la

quale bench

di presentare allo

perch egli

potesse

nuova,

non

solo

trover,

nella

spero,

acconcia

seconda (terza)

afferrare

colla mente,

allo

declinazione

ma

sterili

che con-

anche

scopo..

tutte

vedere

processo, direi quasi morfologico, che in conseguenza delle regole fonetiche esse subiscono

nella formazione del nominativo; lo stesso principio infine

con chiarezza efficace espongono come dal tema verbale

'-''

si

rimangono

compilazione della tabella

nella

scolaro

fosse anche ntuitivoj

dall' intuizione'

si

mi

indusse ad estendere le tabelle che, spero,

formino

singoli tempi

e modi. In quanto

VI

all'

ordinamento della materia stimai opportuno di non

nessuna regola che non venisse imme-

esporre

diatamente applicata, e trattai quindi la fonologia in luoghi diversi. Volli poi anche evitare la ripeti-

una

zione delle cose gi dette


il

nome

sostantivo,

volta, e trattai quindi

appartengono

che

quelli

gli aggettivi

prima declinazione

della

tosto dopo

unitamente al sostantivo. Nondkneno a

alla seconda,

pagina 15 ho dato un prospetto generale degli aggettivi, e ci perch reputo del tutto necessario che
cose trattate sparsamente vengano raccolte in un sol quadro. Della declinazione dei

poi non volli far parola, prima che non ne venisse spiegata la formazione.

ruto spediente

questa divisione ho

nella quarta

posto

spandimento della vocale


potuto

dare

pii

per

d' esporli in tre lezioni

classe

fondamentale, perch

come

si

vede

in o-w, e-w, o-w,

verbi

ossia in o-jo, e-jo,

nanzi al sigma nel futuro.

di ridurre le regole

erano

ff-]o

altro cenno suU' origine

dell'

origi)iariamente

e dell'

ri

su due pagine di rincontro, spero d'aver ottenuto

mente confrontarne

la formazione.

gare, aoristo secondo dopo

me

il

fatta, che gli scolari in

Dell' aver

il

futuro e l'aoristo

vantaggio ben rilevante che

collocato

l'

lo

il

dell'ordinamento di

tutti.

Cos pure

tutti quelli che

mi parve

fanno

il

Curtius,

necessario di accenare che non tutti

perfetto secondo.

ordine, vale a dire, di trattare

in

I.

con-

(composto)

il

termine

vol-

motivo test addotto, e l'esperienza


si

da-

danno facilmente a credere

che la maggior parte dei verbi formino quell' aoristo, mentre non lo fanno che pochi, da
quasi

in-

scolaro possa facil-

aoristo semplice, o per usare

composto (primo) ne d ragione


conseguenza

-il

ad un numero possibilmente

piccolo e di non scemarne la forza colle eccezioni, relegai i verbi che nella formazione dei tempi

servano la vocale caratteristica breve, alla pagina 37. Coli' esporre

ho

Qui poi mi sembr necessario di

un

al principio

presente coU'e-

il

nelle pagine seguenti (30-36)

verbi in ajami, onde poter dare alla pagina seguente

Attenendomi

m' pa-

verbi in classi. In

tema verbale formano

verbi che dal


cos,

facilmente unificare la teoria della formazione dei tempi.

almeno un cenno che

I verbi contratti,

passaggio alla divisione dei

far poscia

le

of

comparativi in

verbi fanno

il

me

enumerati

perfetto, e di registrare

Nei . ora accennati (108-126) seguii sempre il medesimo


puri, poi i muti e finalmente i liquidi, locch
i verbi

primo luogo

spero contribuir non poco a dar pi risalto alle regole generali e a farle scorgere pi facilmente. Del

raddoppiamento cos detto attico non credetti opportuno parlarne prima


vo, essendoch

anche in questo

lo si

incontra,

dovere ancora avvertire che adducendo gli


usai per

verbi della classe IV. nelle

ripetere pi volte

l'

come

elementi

".

che

tema

del

presente

sta nel . 103. leiTt-o ecc. Della qual cosa vorrei che

NeU' esposizione

costituiscono
l'

aver esposto

d'

perfetto passi-

tempi esposti nei . 108-126


t. pres. unicamente per non

abbreviazione:

vorrei ovviare al malinteso che

leiTt
il

ecc.,

mentre

lo

trattare

il

verbo

della prima classe, e di far loro succedere le quattro classi dei verbi cosi detti

forse potrebbe

secondo la teoria espo-

maestro rendesse attenti gli

dei verbi in fu stimai conveniente di

j''L:.<

il

verbi indicati al . 123. Credo di

verbi della classe IV. espandono la vocale fon-

Con questo avvertimento

se io reputassi per

rileva dai

si

formolo rispettive

osservazione del . 108. B. che

damentale come nel presente


insorgere

come

scolari.

%it

con gli

irregolari,

altri

stantech

^f-"

Tn

142 foggiano

verbi indicati nel .

minarmi ad

abbracciare

parte gli studj

ni.) e

come

G. J.

prof. cav.

sul

trattato

mi

omerico

un

E.

Lomb.

insegnare

me

agli

semplicemente

mi sono

il

della, serie

che

VI.)

fase.

tradotto

il

un breve
sua gram-

dalla

Nell'esposizione della sin-

soltanto

scolari

pi necessarie e

regole

le

Affinch lo scolaro

lettura.

sulla metrica, secondo

trattato

IV.

voi.

non ebbero poca


X-1.

voi.

etimologia del dialetto attico aggiunsi

da

Ist.

deve sapere per potere con buon successo studiare

che lo scopo che

ticale

bisogna

che

principio

Lombardo,

del E. Istituto

che corrono tra quello e questo.

mettano in grado di darsi alla

li

volumetto, tutto ci che

(^imo

Koch,

prof.

le principali differenze

tenni al

pi salienti che

del

Qui basti notare che a deter-

altro volume.

che campeggia in questa grammatica,

memorie

mi mand. AH'

gentilmente

Ascoli

dialetto

di aggiungere

suffissi

un

linguistici (estratto dai rendiconti del

matica, che espone


tassi

la teoria dei

accennai, in

ario-semitici ("estratto dalle

frammenti

Perch poi abbia smesso la

loro aoristo giusta l'aoristo ari^.

il

teoria della vocale congiuntiva, esporr

poeti,

sol

credetti opportuno

sistema di Weitphal e Eossbach.

prefisso in questo libro quello di

un

trovi raccolto in

Del resto vede

gramma-

restringere l'istruzione

pi lunga a tre semestri, volendo lasciar pi agio alla lettura dei classici. Che

soli due, o alla

intimamente convinto perch ne

ci sia possibile ne sono

Fino a tanto che uscir

feci la prova.

con leggiere mutazioni

di esercizi che sto compilando, potr servire

libro

il

di

il

libro

esercizi compilato dal

prof. Dr. Schenkel e tradotto in italiano.

Quanto
pi

dietro

ogni

ro

alla

I.

:^ w^

hxaaa,
ei

tabella, lo fa

zw'?'*i

II.

Inoltre

tutti

f>w

nell'

III.

fare con

ci

cui

in

nella

superiore

il

conjugato

il

benevole parole,

professore

il
il

compito

appianino di giorno in giorno,

fanno

l'

scorger tosto
finito, e la
li

che tosto

si

passer

-l&Mi^^^"'i'"^^^

dovrebbe

formolo

terran

esercitarsi

dell'

di quelle le

nei loro

alzer uno o

l'

ad esaminare

libretti

accento :

Poscia

mo-

altro a

un

quello di

declinato

corregger

Ml-

voci:

quaderni.

esaminato abbia

se lo scolaro

indicato

gioverebbe assai

intento,

p. e. le

norma

il

no-

suU' istante,

Procedendo in questo modo ed animando gli scolari con

levarsi tra essi

soddisfazione che

una certa emulazione nel voler essere

proveranno al vedere

ecciter vie pi a progredire. In questo

ai verbi irregolari,

principio
ripetizione

professore chiama uno scola-

istessa cosa

fatto,

l'

istruzione

d'

medesima

deUa

verbo senza errore. Gli errori trovati esaminando

il

l'insegnamento fino

ore

il

nella

queste nelle declinazioni furo-

grammatica.

suo compito e vedr

le regole contro le quali peccano.

primo a mostrare

quali poi

facilit,

nelle

professore osserver se sia ben

altro, e finalmente si rivolger alla tabella per vedere

me,

tenga fermo

e lo fa declinare ed accentare a

ecc. e infrattanto tutti gli scolari

Con uno sguardo

rammentando

si

con pi sicurezza

raggiungere

esposti

angolo

^_,

domanda, chi abbia gi terminato

strarlo.

per

modelli

possa

un quaderno

d'

scrivere

^O

maestro

il

munito

fosse

conjugare

insegnamento,

nell'

insegnino dapprima soltanto le regole, alle

tipi diversi.

scolare

a declinare

metodo da seguire

si

Affinch

eccezioni.

le

no stampate con
che

al

vale a dire

su,

come

le

difficolt

modo sarebbe da continuare

quali dovrebbero venir appresi in iscuola, facendo dire a

....:Jw^...

il

si

.d-.y
..iaJ.iaaii.ri^/^feg;,.

me-

vni

moria

p. e. il

primo scolaro

mentre

efp&crut,

della

prima panca ad alta voce: q>&dvw,

scolaro ripetesse Io stesso verbo ad alta voce, poi

il

terzo, poi

il

risultato sar

il

una sicura

dubitasse quanto sia vantaggioso

permetta di ricordare
parola,

ma

il

il

e pronta conoscenza di tutti

far s che ogni scolare scriva tutti

detto di Bacone, che leggendo

s'

eq>9aaa, i(p9^,

farei che il secondo

quarto e via via sino all'ultimo

siede in classe. Continuerei quindi a fare imparare alla stessa maniera


all'ultimo; e

(pdi^aofia;

a ripetere la stessa cosa tacitamente. Poi

tutti gli altri avrebbero

acquista

il

verbo

secondo

tempi di questi verbi.


i

chi poi

modelli nel suo libretto,

erudizione,

eh

e via via fino

conversando

mi

si

facilit di

soltanto collo scrivere s'acquista esatezza e precisione.

Sarebbe quasi superfluo

il

ricordare che ho fatto pr per

il

mio

dei

libro

lavori rispettivi

di Bopp, dello Schleicher, del Curtius, di Pott, di Steinthal, di Bumouf, di Justi, di Ahrens, di Leone

Meyer, dell'Ascoli, di Kruger, di Khner,


di

Acken,

essere

il

Koch

di

mio lavoro

quanti altri

e di

coscenzioso.

di

ho

Bumlein, di Buttmann, di Pappe, di GObel, di Mullach,


saputo avere scritto in

Consultai pure una

proposito,

grammatica pubblicata

posso

sicch

Atene nel

in

affermare

1850 di

6. Gennalia ed un' altra pubblicata nella stessa citt nel 1862 da Stefanopulo.

Adempio
che pi per

1'

amore

inoltre

per r esecuzione di questo

Non

un dovere esprimendo

dell' arte e

meritati ringraziamenti al tipografo sig. E. Dr. Seitz,

per amicizia che per viste

difficile lavoro,

di

interesse

volle

commettere nuovi

tipi

sobbarcandosi a spese ben rilevanti.

posso infine passare sotto silenzio le gentilezze e gli ajuti che ebbi dai sigg. professori

Dr. Eugenio Valussi, Dr. Giovanni Clodig,

cav. Ferrai, FiegJ e Schedle,

ai

quali

mi

credo in debito

di tributare questo pubblico segno di riconoscenza.

Gorizia nel Maggio 1870.

Antonio Klodii.

'

'

v-;f!

.>'"

''

1. -AJfa.l>eto

greoo.
i-r/:

La lingua
la figura

greca ha 24 lettere (yQ^i^aza), delle quali ecco:

Qualora si trovi sulla seconda vocale di un dittongo il segno ()


dieresi
le due vocali
pronunziano distintamente, conservando il loro suono naturale, p. e. a'idiog.
I dittonghi sou lunghi tranne oi ed ai aperti, ossia in fin di parola, p. e. jiovaai.
|.

S.

Riguardo

al suono si distingua tra

le vocali:

si

3
IO.

L' aceenttiazrafle delle parole si fa

seconde queste:

regole (ytavveg Tov Toytapiov xv M^ewv):

formole:

eem|ii:

breve

L'accento acuto pu stare

ultima sillaba, sia essa

sull'

lunga
Parole cos accentate si chiamano ossitene {^vTovog).
Il grave 1' accento acuto delle ossitene indebolito nel

Mil/ig

contesto del

vrq

discorso

Innanzi

ai segni d' interpunzione si conserva

1'

accento acuto.

Se r ultima sillaba di una parola polisillaba breve,


acuto pu cadere sulla terzultima, sia questa ed anche la

II.

P^"lta

l'

!,-,

of&qtanog

iolunga

Parole cos accentate

dicono proparossitone {tr^naqo^ivovos).

si

in. Quando 1' ultima sillaba lunga, sulla penultima non


pu cadere altro accento che l'acuto, sia poi essa.
.

Parole cos accentate

si

Poche

volte

trova

si

Parole cos accentate

si

e p.

breve

'lo

ttvd-qUTTOV

lunga

(pevyio

dicono parossitone (Trapolrrowg).

IV. Sulla penultima, se accentata, si pone l'accento circonflesso, quando essa lunga e l'ultima breve.
Parole cos accentate si dicono properispomene ijrqoTieqiaTna^iivrj).

V.

te

accento

1'

accento

circonflesso

chiamano perispomene

sull'

ultima sillaba

ma

o^

(pevye,

ma exe

nutug

{Ttsqiaitfafiivrj).

.11.

L' accento del nomitativo dei nomi da cercarsi nel dizionario, ma nella flessione si osserveranno particolarmente, come vedremo, le formole II. III. IV. perch comprendono anche
detto, che ai ed oi in fin di parola, per ci che riguarda l'accento,
parossitone, le properispomene vanno comprese sotto il nome codi baritone ".

cambiamenti di accento. Abbiamo


sono brevi.
Le proparossitone, le
i

mune
.

IS.

Delle enclitiche e proclitiche.

Vi

senza

accento
che si uniscono nel tono alla parola susseguente,
I.
e questfl si chiamano proclitiche: a) le forme dell'articolo , f), oi, al; h) le preposizioni tv (in
(in coU'accusativo^, e, |(ex); e) le congiunzioni et ("se;, wg (come, che, affinch);
col dativo), elg,
d) la particella negativa oi (oi'x, ovx)
non; II. che lo cedono aUa parola precedente, e queste si

sono

delle

voci

chiamano

enclitiche

(yxAtrt/a/);

a)

pronomi personali n<w, ^oi,

pronome indeterminato in tutti i


noi, Tio&iv, Ttot, noi, no&i (v. . 69.); d) le

a<puji{t>);h) il

*iv, x

l'rebo

(forse),

pie; ao; aoi, a; ov, ol, i'; aqxotr,


casi (.66); e) gli avverbi indeterminati: jrcg, nm, mn,
particelle y (quidem), t (e), toi (infatti), vivo vv (ora),

(aqa dunque), di^v (realmente), nq (molto) e de inseparabile come "EQe^ae, '


nelNB.
Ni

e) el^ii io sono, yij/ii dico, all' indicativo presente, eccetto el (tu sei), ft'jg (tt dici).
s' adopera davanti a consonanti, oiV. iimanzi a vocali, ovx davanti a vocali aspirate.
;

.13.

I. Le proclitiche conservano l'accento: 1) in fine della proposizione, p. e.^jjs


? oi; 2) wg, x
posposte al nome, p. e. d^sg ig, tovtiov Ix; 3) wg
otVrjg (cos). NB. Invece di orrwg innanzi
alle consonanti si scrive ovvoi.

II. Le enclitiche lo conservano: 1) in principio delle proposizioni, p. e. rivtg Xtyovaiv; 2) dopo


elisione, p. e. ttoUm d' elaiv, 3) quando si vogliono far ristare nel discorso; specialmente poi eartv
nel senso di t^eariv (licet), inoltre si scrive anv dopo le particelle ovn, pirj (non), , g, rtai Ce).

. 14.

Ecco

le

regole della modificazione del tono (ttsqI yxUaewg tvov):

1) in tutte le preposizioni che finiscono in vocale, eccetto ttsq e ng, axqi o fixf^i (sino), p. e. viv'
av-Qt/rov per VTt v9q7tov,
neql avd-qTtov; 2) in molte particelle che finiscono in vocale
(sed), de (autem), t (que), a/ore (sicch),
breve, p. e in ana (simul), aqa (num), iva (affinch),

ma

XM

che, perch). Non


rote (tum), ore (quum),
(ancora), ovxti (non pi); non si usa per mai in bri
si elide v breve n a, e, o nelle voci mon(isillabe. (NB. ire^i'^^intorno, Trp^^innanzi, t'?r=da).
Kiguardo l' accento si noti, che le preposizioni e congiunzioni ossitene perdono 1' accento nell' eUsione, ma che le altre parole lo trasmettono in forma di accento acuto sulla sillaba precedente, p. e.
tX' yd (sed ego) invece di alla ey; el'it' cv7]q (sum vir) invece di eli^tt dvi]Q.
Nel concorso di una consonante tenue collo- spirito aspro, avvenuto in conseguenza dell'elisione,
si noti che la consonante tenue innanzi allo spirito aspro si cambia nella corrispondente aspirata: p. e.
iq>' ijjuwv (da noi) per v7t' r/^tiov. La stessa legge vale anche nella composizione: p. e. fiarijni (prepongo), per ijr' aTTjft,
e in ogni altro caso simile: p. e. oi-x ovrog, per oi'x ovrog.
(

18.

La

una vocale finale con una vocale iniziale della parola coxiha per segno la Coronide (v.oQiovig\ La caronide si pone sopra

crasi, cio la contrazione di

secutiva in

un suono misto,

quella lettera che rappresenta il suono misto, e se questo un dittongo, essa sta sulla seconda vocale.
La crasi ha luogo 1) nell' articolo; 2) nella congiunzione -/.ai (et); 3) nella preposizione ttq (innanzi);
del pronome relativo o (quod) e a (quae): p. e. Tovvo^a per t ovovia (il nome,
4:) nelle due forme
th^d-g per t alrj&ig (il vero), -Mneira per xa treira (e poscia), y.^ta per xc eira (e poscia).

Oss lL't
T(5

iTlgov

19.

fl'altro])

si

soscrive sol(iinto allorch l'ultimo degli elementi che si uniscono abbia


l IfiuTiov (la sopravestc} ha converlito lo spirito aspro il r

e &ofiuTtor per

Talvolta

si

elide

una vocale

tra due consonanti, locch si

i.

2) In 9tttegov per

&.

in

chiama sincope

(ffuyxo^rif), p.

e.

ylyvofiaL (nascoj per yiytvoj.tai.

ao.

.
V

tflsi

Talora, particolarmente con l,


(al, la.

{nerd-saig)

^i,

v,

q,

si

traspone la vocale ed ci che

si

chiama meta-

Declinazioni (y.llaeig).

31.

La lingua greca ha cinque

:
il nominativo foWiUaoTtxiy), il vocativo (xAijrixij) *)
(oTiY.tj), l'accusativo iahiaTiy.rj); tre numeri (gi5-|iioij:
il genitivo (yew/.if), il dativo
il singolare {vi-Kg), il duale (dit/g), il plurale [Tilrj&vvifAg). Il duale indica che si fa menzione di due
persone, o di due cose. Il duale non ha che due desinenze, Tuna pel nominativo, vocativo, accusativo,
l'altra pel genitivo e pel dativo. Il vocativo uguale al nominativo sempre nel plurale, spesso nel

ca,si (irrcastg)

singolare.

tevi

Tema si
I casi si formano aggiungendo al tema (&tfta) le terminazioni (MCTalr^^eig).
chiama quella parte stabile della parola, che ci resta dopo aver detratte le terminazioni aggiunper la declinazione (tema nominale) o congiugazione: p. e. di veaviag il tema vsavla **).

aa.

23.

Il

nominativo differisce per

facile il separare dal

. 1*4.

25.

26.

tema

lo

ci

mostra

1'

esempio

recato, nel quale

I generi sono tre: maschile, femminile, e


neutro. Il genere dei sostantivi
terminazione, dall' articolo aggiunto, ed in fine dall' uso.

si

Eiguardo all' accento vale questa regola: L' accento rimane su quella sillaba,
nel nominativo, finch lo permettano le regole II. III. IV. del .10.

Vi sono due declinazioni:

la

in consonante, ed alcuni in o, w,

.27.

pi dal tema, come

la terminazione.

Nella prima declinazione

prima comprende
i,

conosce dalla

che l'aveva'

temi in a e in o; la seconda tutti

temi

v.

terminazioni sono facili a separarsi soltanto nel nominativo


altri casi sono strettamente unite all' uscita del tema. Proporremo quindi nelle seguenti tabellette le desinenze dei nomi in questi casi, come si presentano
all' occhio, senza distinguere la terminazione dei casi dal suono finale del tema.
le

e neir accusativo singolare, ne?li

) 11 vocativo non veramente che una forma di inferjezione.


**) I temi come vedremo possono essere derivati, p. e. ri/a da n, e sono allora bisillabi o polisillabi, ovver
tema nello stesso tempo anche radice, ed monosillabo. - e lo , perch tutte le radici sono monoriillabe in forz
di Dna eggn universale. Questo ha luogo specialmente nei verbi, p. e: (fvy radice e tema verbale (-ifvy-i), mn tema
nominale e (fvy-a.
il

SS.
I.

Temi

in

declinazione
.

90.

II.

(Comunemente seconda

Temi

declinazione.)

Osservazioni ad 1. I maschili e i feiumiiiili


aggiungcmo nel nominativo singolare al tema il g,
nell'accusatiro il v. I neutri prendono questa terminazione anche nel nominativo singolare, e nel plurale escono in a
I maschili e i femminili indeboliscono nel vocativo 1' o del tema in e. Solo &eg
(deus) fa nel vocativo tZ &g (o deus). Negli altri
casi i maschili, i femmiaili e i neutri, si formano
tutti allo stesso modo.

in

Kiguardo
III.

IV. del

accento

all'

10.

Le

si

osservino le regole

n.

ossitene anche in questa

i numeri diventano perispomene. 'Ael(fg fa nel vocati-

declinazione nel genitivo e dativo di tutti e tre

vo aSeXcpe (fratello).

Osservazioni ad 2

(Declinazione attica).

Alcuni temi escono in w. Si noti 1) che Tw si conserva in tutti i casi; 2) che 1' twro gli si
scrive sotto anche in tutti quei casi, nei quali si trova nella declinazione dei temi in o scritto appresso; 3) che le ossitene conservano l'acuto in tutti i casi; 4) che sia si considera riguardo all'accento co-

me

una

sola sillaba.

Paradigmi.

ao.

'

"

Aggettivi {sni&exa).

Gli aggettivi iri' o-g, tj od a, o-v seguono nel maschile neutro la declinazione dei temi in o, nel
femminile quella dei temi in a. L' a nel nom. sing. di questi temi sempre lungo, perch preceduto
da Q, , t. Si osservi che il femminile qualora lo permetta 1' ultima sillaba conserva l' accento dei maschile. Eccone un modello
:

Genere

^
.

SS.

-9

Seconda declinazione (<JewfV

(Comunemente

La seconda

declinazione

abbraccia

"^'"s)-

terza declinazione.)

nomi maschili, femminili e neutri, colla desinenza del no*


nomi di questa declinazione hanno nelgen. una sillaba di pi

minativo in a, i, v, co, v, q, a (xp, |j. I


che nel nominativo e perci dai Greci son detti ns^itToailla^a.
.

3 3.

Detratto l' og al genitivo singolare si ha il tema deUa maggior


per formare tutti i casi baster aggiungere queste terminazioni:

Singolare

parte dei

nomi, al quale

*>>itvy.riij-'yi!;,.^?/*'

89.

Temi

-lodasse Prima.

in:

'/

s?-.

40.

Temi

11

Classe Seconda.
in:

-.'

41.

12

is.

4.

Temi

olasse quarta.

VocaFe

in

cio in

1) O,

di gen.:

0),

m.o fem.

fenuninilfl

Dsc.delt.

n nomin.
si

forma

2) ev

il

ov.

oev,

v g

ttv

WQ)

YQCtv

TteiSiogYfvg tJQw

g
og

yovev

G.
D.

yov

log

yari-i) i

yqa
yqa

g ^o

7i:ad-(6-i)i iJQto

/Jo

yqttv

^OV

yov
yovev

rJQb)

L'a.

/Jor

(y. .
t

noh

IxSt

av

yqm

tiXa,

N.A,

Tteid-c

G.D
N.V

ov:,o

oiv TToX

Tteidvi

TjQW

sg yov{-eg)tg yqa

eg

(?o

eg

G.

TTei&WV

rjQbi

)v

yqa

/So

wv

D.
A.

neid-olg

7JQwai(v) yovev

nei&ovg

iJQioag.-B);

I^Qt

Signifie. [persuasione

presenta

yga
oiv yqa

yovs
OIV yov
e

eroe

yov

aaTv
aoTe-og,-wg

j.

laW(-t)a

fo

il

T^^

tema

Ix^
otv Ix^

nX(-eg)eig IxShi

jrXe e

aarv
laarv

oiv av

dare

eg av

eg

aaT(-a')ij

wv

\av

ai

yqavaitv

(?ot) ai(v')

jtoXs
wv lx9-v ci)v av
TToXe ai (y) Ix^vaiCv) av

yqav g

ov

tr6X(eag) etg' lx3vag,vg av-ttg,avg

genitore

vecchia

bove

pesce

oiv

aa%e

wv

aiiv) aaze ai ()

citt

c^-S-^^)

e
oiv

Sg

b)v

yov

temi in

con V

= nom.

esce

fCEt&OlV

og av
t av
r av

34)

hv.

TjQW

V g

ug\ Ix&v
g ?ri
t 7TX(e-i)ei, ix9v
V xd^v
V JCXl

forma con a

si

m oi

neutro

sigma

OVS

N.

A.
V.

V,

col
to

t,

maschile o femminile

Des.d. n.

3)

maschile o femminile

senza

aar ie-ayij

troia

citt

sono in realt temi

che escono in consonante, giacch il toc.


Avvertimenti. 1) I
jrei&oi sta per jteid-Fi, il gen. Tteid--og per Ttei-d-FJ-og, ed ^qio deriva da ^^P.
questi temi appartiene pure il tema aldog che fa nel nom. ^ aldwg il pudore, acc. aldcH. 1 temi in o hanno Tace. sing.
ossitono ad onta del . 15. II: jretd-w; nel duale e plur. seguono la prima declinazione.
2) Dei temi in et;, av, ov V v innanzi a vocale si cambi in F, p. e. -g ('bovis) che venne
poi omesso ; ^og. I temi in et fanno il genitivo atticamente, nel dat. contraggono e-i in e, nell' acc.
sing. e pi. hanno 1' a lungo, e non ammettono contrazione. Nel nom. plur. eeg talvolta si contrae in
^ailSjg.
Ileiqaievg (Pireo) fa nel gen. Ileiqai-iog e Ileiqaiwg, acc. Ileiqai-a e
1JS, come p. e. in
JlBiqai. Xoevg (misura), gen. xo(,wg)iSg, zoet, xo(a)5, xo^vj X^eg, xo(tav')i)v, xoev-ai, xo(-ag')ag,
o, io

%0Eg; xo-e, xooiv.


I temi in av, ov, fanno l'accusativo plur. in vg, in guisa che si dovrebbe scrivere
yqav-vg, pov-vg; ma siccome il v innanzi al 5 si elimina, si ha yqavg, /Sorg.

singolare

3) Quasi tutti i temi in i, e


e in tutti i casi del duale

temi degli aggettivi in v cambiano questa vocale nel gen. e dat.


e

plur. in

plur. e-eg, e-ag in etg. L' e-a dei sostantivi neutri

e (e3,
si

eP).

contrae in

Nel
ij,

ma

dat. sing. si contrae e-i in et, nel

non

l'e-o degli aggettivi,

come

si

Gli aggettivi formano il femminile aggiungendo al tema rinforzato iti: yXv%e-~ia.


vede nel modello.
I temi monosillabi in t, v allungano il loro t, v nel nom. sing. che serve poi anche pel voc.
Jl^Z'-'S (braccio) e nXe^v-g (scure) nei casi accennati mutano v in e, (jrij'xewg, yreAe'xewg), e prendono nel
gen. sing. la terminazione attica, mentre tutti gli altri temi in v nel gen. hanno og. Si noti eyxeXvg,-vog
(plur. yxXeig) anguilla. Alcuni sostantivi in vg conservano t in tutti i casi, p. e. , fj nqTig,-u>g
giovenco e giovenca; xtg, xtg punteruolo, e dqig, dqi, gen. dqiog perito, pratico.

Sing.N.
G.
D.

A.
V.

v-V;.;>

43.

'

=''-;(^5r,"-. '>

14

Sostantivi irregolari della seconda declinazione {'u4v^taXa).

I. Fu detto nei . precedenti, che alcuni sostantivi formano i casi traendoli da due temi differenti,
Ire^ox^a/a.
Ai sostantivi gi indicati sono da agche hanno la stessa forma del nominativo
giungersi anche questi : 6 cnvcpog (bicchiere), rov aywqiov e r axvq>og, rov anvfovg; aywTog, tov

e t ayAiog, tov

mtiov

n.

Si noti ancora

nome

il

amtovg

(le tenebre).

proprio idijrovg, tov Oldinoog e Olditrov.

-'v;'

un tema differente da qnello da cui formato il


nominativo. Questa formazione si chiama metaplasmo (/xetaTrlaaixg), p. e. nom. sing. t vdgov
(albero!, dat. pi. divdqeai- (dal tema vdqeg), si trova per anche il dativo dtvqoig; nom. sing. t
a-x-Qvov (lagrima), dat. pi. a-KQvai (dal tema dattQv)
nom. sing. r mJq (fuoco), pi. t mJQa^ tog

in. Vi sono

dei sostantivi, che traggono alcuni casi da

jtvqolg (fuochi di

vedetta);

cambia il genere,
atdioi e t atia.
sostantivi

oveiqog (sogno), gen. veiqov e velgatog, pi. t veiqata. In alcuni


altog (frumento), t aita; t atdiov (una misura, stadio) pi. o

p. e. 6

rv. Altri anomali in ordine alfabetico.

t.

1) vi^q (uomo), tem. veq: av-d-q-g,


avqag, confr. . 40.

2)

"-^qr^g

3)

Tema

4)

yi-vjy

(Marte), tem. dqeg: ^'Aqeug e

tivdqi,

-t'rv

avdqeg, vdqwy, vdqaai,

avdqa, avsq; iivdqs, vqolv;

'i/iqBog, ^'u4qsi, ^'Aqrjv e ^'-^qr}, ^'Aqeg.

'

'

qv senza nom. sing. tov e r^g qvg (agnello), qvi, qvdai. Nel nom.

si

usa

o,

;-

'-

juvg.

(donna); il resto dal tema yvvai%: yvvaiyMg, yvvaiM, ywarLa, yvvai; ywa-me, yvvannoXv ; pi. yvyivot/wy, yvvai^i (v), ywalnag.

varLsg,

5) Zevg (Jupiter, Jovis),


6) , 7} moiv (cane), voc.

vlvov,

7) iiaQtvg (testimonio), dat.


8) ^

va-g, vsig, vrjt,

il

oqvig (uccello) forma

r;

oqvecov.

tema

xry; tcvvg,

tema qvT&. Dal tema qvi


forme: oqvid-a, oqvx&sg, qn&uv.

casi regolarmente dal


le

10) IIvv^ luogo delle adunanze popolari in Atene, tem.


il

vecchio, plur. gli ambasciatori,

S. Ttqia^vg (e trrqsa^itjg)

(tov nqea^vtov)

(t^

{jX vecchio)

Ttqeajvtrj)

TOV Tcqa^v-v

&

i.iaqtvq: fiqtvqog,

v.vai{y), -nvvoig.

ecc.

vrjeg^

Sono usate per anche

11) jtqa^vg, sing.

yt.vva; TLvveg, nvviv,

-/.vvl,

tema

vewv, vavai {v), vag. NB. Il tema vav quando lo segue una vocale
per vjYeg; vecJg sta invece di vrjEg, come ^aaikwg per ^aaiX^Fog

vavv; pi.

cangia in vrjF: vriEg sta


(metathesis quantitatis).

resto dal

pi. iiaqTv-<ji{v), il resto dal

si

9)

Ji: Jig, Ju, Jla, Zev.

[per z/Jei'g] tem.

Trqea^evtrjg
{tov jtqsa^evtov)
ecc.

dell'amba-

declina

come

PI. al jrqsa^vtai,

tv

forma

Trqea^vth'

ecc. dei vecchi

iqvag,

iqvi-v,

Ilv^vg, IIvkv, Tlvava.

tti^xv:
si

si

segue:
o'i

itqa^eig gli ambasciatori.

twv nqia^eiav
To7g irqia^eai

tovg nqa^eig.

sciatore

Ttqa^v

12) t vdjq (aqua), tem. v3a{q)t: vdatog, dat. pi. vda-ai{v). Cos rigettano nel n. a. v. sing. il t, negli altri casi il g i temi qiqeaqt, fircaqt, deicpaqt: t cpqaq (pozzo), (pqtatog, ^Ttaq, - atog fegato
(v. . 39. awert. 5.), a^Kpaq, - atog, unguento.
13) o rtog

figlio, si

declina in questo

Sing. vg

modo

Plur. vleg

viioiv

vtov

viiog

viicov

v'ul

viai (v)

vi(^

viv
ve

v'ulg

viv

14) ^ x^tQ ^mano), tem. x?: X?s

:iiei-t&iii^irl^L^/ii^^tJi'r;:.

ecc.

veg
ecc., dat. pi. x?ffi {"), g-

'l^jf^Ljixal.^iaji^^^iii

d.

ed anche vtg

Duale ve

duale xeqolv.


.44.

I.

Temi che appartengono


2) Temi in v coli' accento
3) Temi in v. (. 40) p. e.
4) Temi in n:
1)

CEni^era).

alla

Tciaa

xovaa
ayuov
anovaa
xaqieig xaqleaaa
xcv

*-','"

Di tre terminazioni CTptxoraAijy.Ta).


v. . 30. 31.

prima declinazione,

sulla finale, v. . 42.


rqrjv, xqsiva, xqev (gracile); iiMS, fdhxiva (invece di fielccvia), (llavj-ayoq.

)
N. nSg

15

Prospetto degli aggettivi

^v

(tutto, T. . 39. 2.

wv

(volontario)

amv

(a

Aggettivi.

V.

Gen.

ecc.)

jraw-os

mala voglia)

%aqiev (grazioso)

Per formare il femminile di questi temi si aggiunge al tema a, poscia l' t che segue il t si
converte in a (xo>Tt=/ovrffa) dinnanzi al quale si elide vx giusta il . 37. 5, coU'allungamento della
vocale precedente : s/jovaa.-Xaqisaoa derivato da un tema pi breve xaqier (xapiFerJa), come pure il
dat. plur. xaqiB-m. Fu detto gi nel . 39. aw. 4, che -e, 6-eaaa, -ev si contraggono in oCg, ovaaa,
olrmg, olvovaaa, oivovv (ricco di vino).
ovv (si confronti il . 16. II. NB.): olveig, eaaa, ev

B)
deiyivvv

(uno che ha sciolto)


(uno che mostra)

IvS-v

(che stato sciolto)

kvav

vraidevwv, naidevovaa,
didovg,

didovaa,

Participi (v. . 39.

nidevov (uno che educa)


didv
(uno che d)

III.

Gen.
,

IV. V).

45.
Tema:

16

Aggettivi irregolari.

47

(ladro e ladronesco), deietlaTotog; v^qiat^Q (scellerato, Tolento),^ v^fnnttQog, {fqi<ntaTog; 8qn:a%,


^Afrjh^, gea. df ifAtxog (di et matura), fa <pr;hx-iaa^jmyos (rapace), qjtayiaw^f ^Ttayiotatos.
rsQOSx (pr]hx'a-zaTog.

33.

il comparativo ed il superlativo, come se avessero


comp. mxa(^ittkEqog.

composti di zrf?*? formano

p. e. hiixccQig (grazioso),

il

tema xa^ro,

comparativo quella in lov (nom sing. masch. e fem. loiv,


L'ultima vocale dei temi si omette
innanzi all' t, l' accento si ritira per quanto possibile verso il principio della parola. Cosi si form
Si elida ^Svg (tem. ^v) il comparativo f)d-i(ov, tj-iov, il superlativo ^d-iarog, fj-iaTrj, ^-iarov,
mina la sillaba qo nelle voci alaxQg (turpe), tem. alaxgo, comparativo alax-itov, a'ax-K>v, superlativo
alaxiatog; sx^Qg (inimico}, tem. sx^QO, compar. ixd^-tiov, 'x^-iov, ed anche ix&QTeQog, superL ex^iSr-

&4- n. Un'
neutro

altra

lov),

forma pi rara del

e del superi, in raro, (n. s. tatog, ioti], lgtov).

atog, e ix^'QvocTog.

55.

ni. Formazioni irregolari.


Osserv. 1. ''Afieivav, Sqiotos
esprimono principalmente le no-

Positivo (^sTiK STI.) tema.

zioni di capacit e di

valentia,

delk bont
interna, morale; inx^e/ffdwv, xpo-

^elriiov insinua l'idea

ffrog

all' incontro prevale l'idea


della forza (y^Tog). Il concetto

fondamentale di h^ov non si pu


determinare con precisione, xa7U.CJV, rxiatog (pejor, pessimus)
significa profonda perversit; zqwv, xelgiarog corrisponde a deterior, deterrimus; jaacav a infeferior, ed opposto a xQsiaaof,
che equivale a superior.
2. L'irregolarit di alcune di
queste formazioni consiste in ci
che r t della terminazione lov si
internato nella sillaba precedente
del tema, quindi ^ulvwv da ^eviov (si confr. . 44. 3, t^eiva
da reqevia, ^ihxiva da ;<eAawo).
CoUe consonanti gutturali si fonde i in guisa da formare il gruppo
aa, TT, e alle volte y e t si fondono

terna
3.

(v.Qiaaci)v

= nQet-Jcov).

Nella declinazione

comparativi in wv, ov

in t, e perci fpduiv, Xaxiwv si


cangiano in ijaaov, hxaawv. Nelle tre forme %qeia(5oiv, neiCav,
&aaaiav Y i non solo si fuse coll'ultima consonante del tema, ma
ne modific eziandio la vocale in-

omettono in alcuni casi

il

v.

Eccone

il

modello

:'..

5.
Comparativo

Sono

difettivi

18

{fU^i7mxa)

comparativi e superlativi:

19

Segni

so-

oppure si fa pr*'
cardinali uniti a aiv (conj, p. e. avvvo, a due a due, avrtqug, a tre a tre,
cedere ai medesimi la preposizione xoxa o avi, p. e. xa^' hux, a uno, v raaageg, a quattro.
rqinhiivg,
nhvg
duihyvg
(simplex),
(duplex),
Trtyranhovg
Moltiplicativi
sono:
V.
ecc. ISotUsi

no

ancora

le

duplice,

ij

x*^?>

sostantivi:

g.

dinMatog, duplus; zQiTtXaatog, triplus; rcoWxniaaiog, molte volte tanto ecc., dioag
Si hanno anche avverbi: ftopax^, a u sol modo, ixjj o Ixb, in due maniere;
^ (torag (tema (iovaS), unit (da y^vog solo, uaicq), ij dvag, ^ rquig, ^ ^^ofiag, ^ ais,

forme

TpifffffJg

"J

'

triplice.

ftvQtag

[TQelg /.tv^deg

aTqauunwv, 30000

Pronomi personali {irqoatomxai),

S.Nom.

soldati).

Pronomi {'Avtuwfiiai).
e aggettivi pronominali possessivi.

21
sene.

Come avrg

per aX

declina alias, oXij, aXo, alius, alia, aliud, di


allo) forma il pronome reciproco {U,ijXojTa9^g).
si

4.

Pronomi

8i questi poi; 6

fitv

s l'uno

l'altro.

ly,

il

tema ripetuto QM.-t]Jio

(Seiwiuii).

iJimostrattri

significato originale dimoetrativo di ,

cui

si

conserva

'v/3''

soltanto

in

'ri'.

aldine locnzioni, p. a.

'^>'-:^S-

f. 8.
1.

Interrogativa

Pronomi

'C

22

correlativi (^vrarrocfriitai).

23

Verbo

..-.^:^:,-

S.-/-.---..

;:,W-

(?^/')-

singolare, duale, plurale, e tre forme : attiva^


I Greci distinguono nel verbo tre numeri
passiva e media (diaO-aeig elal T^elg- ivqyeia, TtS-og, fisartjs' ^^^lara iveqyeii-ML, jta9rp:nux
^=
(leta^aTiTna
verbi
neutri
transitivi ; fier^axa =^ intransitivi). Per il medio
fiott. Oi'diTeqa
;
Il significato del medio riflessivo, cio
e il passivo differiscono soltanto nell' aoristo e nel futuro.
r azione del verbo ricade sul soggetto. Chiamansi deponenti (dTroS-erjxa) i verbi che hanno soltanto

79.

il

medio o

il

passivo.

I tempi (x^voi) si dividono I. In principali (qxiy.oiy. 1) presente ( svearg x^rog),


In storici (aTOQixoi) o secondari
II.
3) futuro io filhov).
2) perfetto ( jtaQCMslfisvog'),
(SevTSQvovTg'): 1) imperfetto ijraQaTariyig), 2) pi che perfetto (vTteQavvteh.'xg'), 3) aoristo ( Qtaiog). I tempi storici differiscono dai principali in questo: 1) che prendono altre desinenze personali,

73.

2) che innanzi
.

74.

al
I

rax.TiTiij'),

75.

70.

77.

tema ricevono
modi
3)

aumento.

1'

(syiXlaeig)

quattro : 1) V indicativo (^Qiari/.r/),


l' imperativo (TrQoaTamiiitj').

sono

2)

il

soggiuntivo

(vtto-

ottativo (^xnxi/), 4)

I nomi verbali sono tre: 1)


gettivo verbale.

l'infinito (co naqiufarov), 2)

il

participio (fisxoxr), 3) l'ag-

Il soggiuntivo
si distingue dall' indicativo per la quantit delle vocali che precedono le
terminazioni personali, p. e. ind. .vo-(iev, sogg. M<o-fiev. All' ottativo propria la vocale i che,
posta innanzi alla terminazione personale, forma colla vocale finale del tema un dittongo, per esempio
Ivo-i |Uv. (Nella terza persona plur. il carattere dell' ott. te).
Xwt-fjev

Nella seguente tabella

si

Attivo

scorgono le forme originarie delle desinenze personali:

24

La prima persona del presente di questi verbi dovrebbe essere quindi in o-fii, ma omessa la
terminazione fii, la vocale o venne prolungata per compenso in w. I verbi di questa categoria dioonsi
wrbl in w, p. e. Ivi (per Xv-o-fu).
L'altra nei tempi accennati unisce le terminazioni personali immediatamente al tema tei'
ad un tema derivato da quello a mezzo Jel suffisso w{vyv}, ed heonservato nella prima persona singolare del presente la terminazione ju, e chiamasi quindi la conjugasiona
dei verbi in f/t, p. e. deUrv-^i.
Il suffisso, usato per la formazione dell' aoristo primo attivo e del perfetto attivo, esce in a,
che nella terza persona singolare si muta in e.

98.

baie, p. e. t'-Te, ovvero

Verbi

94.

in co.

tema

del presente di questi verbi abbreviando l' io della prima persona siflgo^
lare in o, p. e. Ivo) in Xvo. Dal tema del presente si formano; 1) il presente coli' aggiungere
le terminazioni personali dei tempi principali, ossia primarie, 2) l'imperfetto, premesso l'aumento, colr aggiungere le terminazioni personali dei tampi storici, ossia secondarie. Ecco le formolo ed i modelli r

Si trova

Elementi

il

tema

del presente

I-

del presente -\- termin. pers. primarie

l'o-vrai
|

costitutivi |II. dell' imperf.| aumento -|- ^ii^ii del presente -\- termin. pers. secondarie,!
I.

Indicativo

Soggiuntivo

Presente

Ottativo

-lvo-vto

Imperativo

Infinito

Attivo
sciolgo

sciolga

Singolare 1 Iva}

2 Xveis
Duale
Plurale

scioglierei

sciogli

Xoi-iu
Xvot-g

Xve

(di Ttaideiio
Xv7rotd; v..81)
particip.,che scioglie:

3 Xvei
2 Xve-tov
3 XvE-TOV

Mrj

Xvoi.

Xv-TU)

XT^-ZOV

Xvoi-rov

Xve-tov

Xrj-tov

Xvol-Ttjv

Xv-ziov

1 XvO-fSV

Xvio-fiev

2 Xve-re
3 Xvov-ai(v)

Xitj-rs

XvM-fier
Xvoi-re
Xvoi-ev

Xve-Te

Xvta-aiQv)

sciogliere

Xiia-v, Xvov-<fa,
(y. il

Xvov

.44.4. b.)

di Ttaievca educo:

rraidevMV, naidevov
aa, jraievov
At'e'-T

Osserv. Invece di Xvo-ft, Xvs-m, m-ti, si ha Xito, Xveig, Xi-u, perch la terminazione della
(v. . 82^, e venne allungato
in compenso 1' o precedente; nella seconda
persona venne inserito 1' t innanzi il g, nella terza scomparve il r.
Nella terza del plurale Xvov-ai sta per Xvo-vci, perch il v innanzi al a fu espunto lasciando
allungamanto di compenso ad onta del . 37 (v. pag. 7. sotto la linea).
Dell' irregolarit del ^i, nell' Ottativo fu fatta menzione nel . 80.
Neil' imperativo si perde la desinenza &i dopo il suffisso (v. . 82.J senza che lasci traccia di se. Circa la formazione del nomin. dei participi vedi il . 44.

prima persona and perduta

SS.

Medio e passivo.

mi

sciolgo,

sonojmi sciolga, sia

sciolto

Singolare 1 vo-fiai
Xv-si
2Xv]
Xve-rai
Xv-nsO^ov
Duale
2lXve-a9ov

Plurale

sciolto

mi

scioglierei,
sciogliti, sii sciolto

venissi sciolto

Xv(a-ntti

Xvoi-^irp>

XvTj

Xe-adw

Xirj-adw

Xvoi-o
Xvoi-zo
Xvoi-fi&ov
Xioi-a&ov
Xvoi-a&rp'

Xv-fte-9a

Xvi-fie9a

Xvoi-^e9a

Xve-a&s

XvTj-ad^e

Xvoi-ad-e

Xve'a&e

Xvca-vrcu.

Xvoi-vto

Xv-o&ov,

XvTj-Tai.

Xv(a-(ie&ov
Xi'tj-a&ov

sciogliersi

Xead'M
Xvov
Xv-a&ia

Participio:

che si scioglie,
che vien sciolto
Xv-^uvo-g

Xie-aov
Xv-a&oni

Xvo-fivt]

Xv-nim-v
"'.'1
-*;'

3 Avo
Osserv,
PV.
Xvs-aat, (e -\- at
oilMffiai,

In

mezzo a due

vocali

il

si

elimina

(v. il .

37.), e quindi

rf); per Xioi-ao, Xvoi-o; per Xvt-ao, Xv-ov. Si notino


yedrj che nella seconda persona fanno soltanto ovXei, om, oipei.
',

,2

Xv-adwacof

^Xonai

ne risulta

X^ per

voglio, olefio cred,


S-

Singoiar

U.

25

Imperfetto.

'm

26

Alcuni verbi uniti a preposizioni hanno doppio aumento: vo^u (innalzo), imp. ^aqvxofiM (sopporto), lijveixftrjv; tvo^Mm (sono molesto), tjvxXeoi'l-ovv'); iragoivo) (inSeguono la stessa legge i seguenti verbi: iaitdia (da Siaita
furio per ebbriet), iwaQ(^vov{-ovv).
vita), sono arbitro, (Jt>;Taoi'(-wv) e dnjvcov; diorAovuo (iav.ovo^ servo), dirj-MVEOv(-ovv) e diijMvovv.
.

93.

d-eo>'{-ovv);

94.

Alcuni verbi derivati da nomi gi composti hanno l'aumento in principio: vavtioiim,


sono contrario (da vavriog), imp. ilvavnoiuriv; ifijrenia raffermo (da mneog) lj.i7tdoov {-ovv);
con franchezza (da ira^qtjma) ejra^^ijaia'CfUjv; dvri^nXko supplico, ijvti^Iovv.
Molti hanno l'aumento dopo la preposizione, come: 7rqo<fr,Ttiw profetizzo (da ^rgocpi^Tr^g), ^QOecp^
zevov; ovyeQYHo lavoro insieme, avvi]Qyov(^ovv) (avve^yg collaboratore); yxwjtudCw lodo (iyy.c^iovJ, ve.

Tttt^qr^aiatofiai parlo

Verbi
1

Verbi

cui

il

tema

trazione furono esposte nel

.
I.

del presente esce in a-o, e-o, o-o contraggono

queste vocali nel presen-

15 e 16. Si richiami per alla memoria che noi verbi,

quali hanno

il

97.
in a-o,

si

contrae: -|-e,

in a; a-\-ei, a-{-Tj in

cc-\-r]

Soggiuntivo

Indicativo

Presen:

a-f-o, a-\-ov, a-\-(o in

(f;

w; o-f-ot in

Imperativo

Ottativo

(p.

Infinito:

Sing. 1 iifi(d-))) onoro


{d-eii)yg
2

Tlf,[d-ll))

iriju(a-ot) ({>-fu,

(d-oig)

(d-ti 1^
3
Dual. 2 rtji(a-)5-Tov
(d-)-Tov
3

(d-ij)

(w-oi)

TiiJ.(a-T]) cc-Toy

{d-ri)

(ikjflSV

iti-re,

<w

(d-oi)

(7)-ev

tm{a-oi)

a-Tai

T<ju(a-w)

d-TCO

rifi{d-o)
til.i(d-)

(a-) (-vTiov,

Tif-i

{a-) d-rioaav
Infinito:

xi(.i{d-ov)

(T)-o

Ti(i{d-) S-ad-ai,

{a-) d-a9ci)v

Participio:

Tt/t(a-o) c-fievog

{d-oi) qt-ad-ov

{a-oi)

-vrog

(a-ov) ov-Ojg

d-te

dj-^irp'

{d-oi) i7)-To

w-v

(d-ov)(S-aa
{d-o) w-v

5-Tov

Ti(.i{a-oi) iii-^ie&ov

\'ci(.i{a-w)w-iiedx)v

{d-e) d-ad-ov
2
{d-rf) -ad-av
(a-rj) -a&ov
(d-e') -ad-ov
3
Plur. 1 ti^{a-n) (u-(ie9a Tiju(a-w) w-fxed-a
{de) fi ad-e
2
{d-ri) -ad-e
.

Tif.i(d-e)

Participio:

(a-) d-T)v

ti-j-iev,-

(d-oi)

{d-oi)

(a-e) S-rai
Dual. 1 Tifi(a-) ii-(id-ov

(-')

qi]

iji,

{a-oi) q-TV/V,Tt,u(a-of)

Ti/(d-o) w-(ai

2
3

T/,it(-)

ci,t]g

\Tlfl(d-Ol) l7-T0V,- (l'vTOV

(d-rj) -TOv
/((tt-w) w-iisv
Plur. 1 tlflid-o) l-flEV
-TS
(d-e)
a-re
(d-j)
2
{d-ov) iZ-ai (v)
(d-co) w-m{v)
3

Sing. 1 Ttfi(d-o) w-ftai

tin{d-eiv) v

ajrjv

i^)-g,

Ti/((-e)

-a&ov

(a-o) w-^ivt]

(a-) d-a&cav

(j'-ad-tpi

{a-) li-iievov

{do) -viai

Attivo

Imperi.

Sing. 1 f.-Tfx{a o) io-v

f-Tfi{a-e} a-g

f-Tln{tt-e')

Dual. 1
2 -xifiid-e) a-TOv
3 s-tt(i{tt-) d-ijv
Plur. 1 ~ri(i{d-o) -fiev

f'-ri/u(a-e)

3 -r(fi(a-o)

S-re
in-'

Tii.i{a-oi) qi-i.ie&tt

{d-oi) (ji-a&e

{d-to) w-vrai.

medio

verbi

La-co vivo, Inf.

iilidw sono assetato,

io

non

si

l^jv;

iif'Tjv;

all' a viene sostituito


jieivdw sono ffamato,

XQao^ai uso, xQ^o&ai

1'

nei

?]

Treiffni;
;

x^ow

i quali fanno adunque: Cw, tfjg, t^,


ecc. Ques-Tm{a-) l-iied-ov sta regola vale anche per -/.vaco, gratto, ofidio frego, xpdo),
(d-e) -ad-ov raschio. La terminazione dell' indefinito non aveva in ori-

(d-e) a-TO

do oracoli,

(a-) d-adip'

gine
_

et,

ma

e,

e perci si contrae rifid-eiv in njiiav e

non

-r/ju(-w') w-f/,9^a in ^'W''- I ^^rbi contratti nella forma attiva, oltre l'ottativo consueto (col segno di modo i, term. d. l.pers. fu), ne
{d-e)5-ad-e
)

{d-o) i-vTo

formano un' altro che chiamasi


term. della

cezioni,

S-ad-e

(a-) d-ad-wv, ti^{a-)d-<jd-(aoav

Osserv. Nella contrazione

e passivo

-Tifi (a-) (-firpr

{d-ov)

Ttft(tt-e)

{d-oi) (^-vvo

1.

attico

(segno

di

modo

it]

pers. regolarmente v). Per, salvo poche ec-

usa questa forma che nel singolare

Altri verbi da conjugare: vi-xdco vinco, voXiidw oso, aiydio taccio.

"1:^:^^':

27

convoco un' adunanza (sxxkrjala), l^-ev.h^a'iaCov; vjt07tzti<j) (v^roTTrog) sospetto,


tuaftia^oy;
vjtujttevov; TUXTrffogco (yiUTijyOQOs accusatore}, xazrjyQOw; naqavo^bi (Ttaq-vo^iogj, trasgredisco una
'--r-^'
v^.
'-.
legge, taq-rp'iuovl-ovv').
,"
^'t^-*J'K-o5~;- /;V:

mXrjata

'

"

'

95.

Altri composti prendono l'aumento in principio: /.tvd^oloyiu (fiv&olyog~) racconto, ifiv&olYeov(-ow), ohxto^oi (oly.oi.iog) edipeo, (^/.oue(n'(-ow'), S-vuio sono scoraggiatoci privati^dxj.isovijovv).
animq),
TO e d-v(is

96.

I composti con Jig, se il verbo comincia con una vocale breve, hanno l'aumento temporale
dopo vq: dvgaqsariio sono malcontento, dva-rjQtaTOv(-ovv). Se poi il verbo comincia tla una
consonante oppure da n od co, ha l' aumento sillabico innanzi la particella: vgrvxtia sono infelice,
vatvxeop(^-ovv'), vawTttw svergogno, idvawvrsovC-ow').
I composti con 5 ricusano per solito l' au,mento, tuttavia oltre eeQYreov, si ha evrjQyTeovQ-ow), da evsQyertto io benefico.
.

Contratti.
te e neir imperfetto attivo e

tema

medio in una sola

Le regole

sillaba, e diconsi perci verbi contratti.

di con-

del presente in:

9S.

II. in -0, si contrae: e-\-s, e-\-ti in ei; e-\-i], in

Indicativo

Presenl

Sing. 1 (piX(

(o) co

amo

cpiX(-co)

(i-is) e7g

w) fs

(t-ei) t

(*-

Dual ,2' (piX{te) el-Tov

cpiX{-tj) ij-TOV

(-e) et TOP

[- ij) rj-TOv

3
Plur

(piX{t-co) co-ftev

1 (fiX[-o) ov-(.iiv

(i-i) 1 Te

3j

{i-ov) oc-aiiy)

(*- rj)

(fiht-co)
(-

(i-i) il

(t-e) s-zai
3
Dual.l q)iX{e-)ov-^e9-ov

2
3

(t-) el-ad-ov
(t-e) el-ad-ov

Plur. 1 (fiX(s-) ov-iced^a


(t-e) e-ade
2
(i-o) ov-vrai
3
Attivo

Imperf.l

Sing. \\-(fiX(e-o)oV'V

ri

-te

(6- co)w-ai (v)

Sing. 1 (ptX{^o) ov-^iai

w-uai

V)f
rj) rj-rai

,<piX{e ci) ci-fie&ov


|

rj;

e-\-rj

rj)
rj

rj-a&ov
rj-a&ov

(piX{e- tu) cj-fieS-a


Tj)

co)

medio

in

rj;

-\-o, e-\-ov

(-oi)oi-g,

-oirjg

{_-oi) oi,

-ohj

(i-oi)oi-%e,

Cfll(,t-IV} liv

(-*')

-oii]T

Infinito:

Participio:
(piXt-cov) (5v

-TW

(J.-OV)

(fiXi_-o)

q)iX(^t-)

ii-oi)ol-ev, -ohpav]

dv-au

(t-ov) otv

ie-f} tl-uov

(fiX(t-oi)oi-uev, -oir]Uv\

ov-yrog

Ce-ot;) ov-ai}S

tl-ze

{e-')ot'-vTcov, (fiXie-i) ti-ccaav

(fiMe-oi) oi-fir^v

Infinito:

(i-oiy-o

qwA(i-ot) ov

i-oi) oi-TO

(piX(^-e) el-a&at,

(e-6) ti-od^cx)

Participio:

(piXie-oi} oi-j.ie&ov

(piX(e-(i)

{-oi) ol-adov

qiiX(-')

(e-ol) ol-adrjv

sl-a&ov

ov -fievog

(t-o) ov-fiivrj
(e-o) ov-uevov

(e-t) ei-adxav

qpiA(e-oi) oi-jue^a

-vtai

(-oi) oi-vTo

(piX(t-e') el-a-i^e

(s-t)ei-a9xiv,(f>iX

Osserv. 1 temi monosillabi in e non


contrazione che in ei, quindi:

(t-ov) ov

jtXteig=

'

(t-e) el-TO

iT^'ei

Dual.ll^

in w; e-}-M in ot.

fpiX(s-) ti

(jB-o)ol-Trp>, -otiirr^v^

2.t-(fiX(e e) et g
i-g>lX {e-e)ei.

e-\-ii)

cpiX(-oi)o7-Tov, -oirjzov qpiA(-e) el-rov

i-oi) dl-ads

t-(piX(e-) ov-(.irpi

ov;

(fiX(i-oi}o-^u,cfih}irjv

rj-{j9e

e passivo

in

Imperativo

Ottativo

Soggiuntivo

--

TrXteiv=.

-cf>tX(e-)ov-ied-ov

^Xeg,

ma

jrXel,

jrXtovai(r)

nXlv,

jrXtcav

(t-t)ei-adxoaav

ammettono

altra

TrXta)

t-TtXeov.
Soltanto ko (le
contrae sempre {%o dvv, dovrai ecc.) per distinPlur. 1 e-^iil (-o) v-^tev i-(fiX(e-) ov-i^e&a guerlo da dico (abbisogno), el mestieri, T diov il dovere.
Quanto all'ottativo attico v. . 97. Altri esempi da conju2\-q)iX it-e) el-TS
(-e) sl-a&e
gare : Ttoiw faccio, daY.iio esercito, dqid^uiio numero, xo<t(ui>
'\i-(plX(e-o) ov-v
(t-o) m-vzo

2i-qiiX (s-e) el-TOv

(t-e)el-a&ov

(e-) ei-trpi

(e-i)ei-a9Tiv

''.-cfiX

l'--/rXeeg

go)

i-irXeig,

si

adomo, XaXtu

ciarlo,

jtovco

mi

signoreggio, inaivc approvo, lodo, iieXico (col gen.) non ho cura di

vlirfe':

affatico,

lavoro,

rLqaiko

,-

III. ino -0, si contrae: o-j-e,

tjH -o>)imostTO dt]X{-})


(o-ig) og
2
(-ei.) ai
3
Dual.2 drjX{n-e^ ov-rov

W-TOV
Q-tov

(_-r[)

-te

(- otjol-s,

-oti;s

(- otj ot,

(0- o'i)ol-Trp>,-<Hri-%rp>

]X{-ii)

]X{ooi)

w-fJtti.

{-fl) ol
(-rj) -Tcu.

(-oi

o^dv-aa

{-ov) vv

oi-xmv

f o-oi5) ov-aijs

m-ZE

(o-) ov-vroiv,

t]X{o-i)ov-T<oaec'
Infinito:

oi-ftip'

6tjX( ov) OV

dr]X(-eot'-a&at

(o-) ov-a9oi

ol~TO

Participio:

tjX{o-oi) o-^ie9ov

drjX(o-) oi-fivog

(-oi) ol-a&ov
Qo-oi) oi-ad-rp'

rjX(6-e) ov-ad-Of

(o-o) ov-fivt]
(o-) ov-ftevof

(o-)ot'-adwv

drjXQo-oi) oi-^tsd-a

dr^{-)

(-oi") ol-ad-e

(-w)

Ol-VTO

oi'-ad-e

(o-^ov-aO-tov.dtjX {o-)ov-a-9(aoon',

medio e passivo

attivo

Osserv.

-(Jij(o-) ov-nrjv

Dual.l

- riX{o- )ov-fie&ov

I.

(-e) otj-ro

abbia riXovv in vece che

(-e) ov-a&ov

{o-e)ov-a9r]v

II.

dopo

(-o) v-vto

il

(jj

'J'W'*''dijXnv, ne d

invece di ov ed or.

Perch

tema

nell'

ragione

il

mf.
.

si

97.

Xovia (lavo) scomparisce la vocale suffissa


dittongo ov, quindi sXov per i'Xov-e; Xovftai per

Altri verbi da conjugare: ovX) soggiogo,


fitto, atecpai') corono, ^>;;([) castigo.

(-e) v-ad-e

Differenza fra

ha

*?''?'

Nel verbo
il

Plur. 1 fdtjX(_-o)0V-flV f.-rjX{o-) ov-fxe&a Xovoiiai ecc.

(-e) oP-Te
3 -driX (o-o) ov-v

(io gelo),

inf.

(-e) v-tov,

i-rjX

^lyu

^'/iv, pres. 'y^^S.

{-ov) v

3i F-di]X (^o-}ov-Ttjv

lOO.

riX{

di]l(-o^ v-vrog
drjX(^-e')

(o'-ot) o-o

Sing. 1 \s->jX (o-o) ov-v


2 f.-dijX (o-e) ov-g
3 '&tjX (o-e) ov

(j>-)

(6. ot) ol-re, -oitj-te

(-e) ov-rat,
Dual. 1 dt]X(o-n )ov-nsd-ov dtjX[o-) -y.ed-ov
(-r) w-ad^av
2
( -e} ov-adw
(o-t/) (-adrjv
3
(-e) v-ad-ov
Plur. 1 Si]X(o-')ov-^e&a ]X(o-ti) c-^e&a
(-e) ov-ad-e
2
(-j) m-ad-e
(-o)or-vra/
(-w) (-vtai
3

f.-di]X

6iriX{-byv) tu

(o-) ov-r)

oi) ol-y,-olrj-aav

(-f) 01

imperf.l

Participio:

dijX(o-e') ov

oitj

dtjX{ Ol)ol-T0t',-OlV-T<> tjXQ-e^ oiv-Tov

(6-ov')ov-ai.(v)

2
3

Infinito:

dtiX( -oi)oi-^ev,-oiri-^iev

Sing. 1 drjX{^n-n ) ov-jiai

o-f-ot in ot.

<y-\-^,

Imperativo

driX[ OiJoi-iiifdrjXoirp'

dvf.iev

(-e) ov-re

2
3

o-|-w in w; o-{-ov in ov; o-\-ei,

Ottativo

(^-tj)

dtjX(-Tj)

(-fi) oiv-TOv

Plur. 1 rjX(o-o')

28
o-f-i;,

Soggiuntivo

IndicatiTO

Presenj

0+0 in w;

del presente e

il

fua&oy af-

tema verbale.

gi detto nel . 84. che il tema del presente si trova abbreviando 1' co della prima pers.
singolare. Dal tema del presente d' uopo distinguere il tema verbale, perocch in una gran parte dei
verbi il primo non altro che una amplificazione del tema verbale, vale a dire di quella parte stabile
del verbo, che ci resta dopo aver detratte le terminazioni personali, e quegli elementi che costituiscon
i tempi e i modi (v. . 22.J. Atteso questo rapporto del tema verbale e del tema del presente, i verbi in

Fu

si

distribuiscono in varie classi, di cui

prime quattro comprendono

le

regolari,

le

ultime

cosi

detti irregolari.

tOl.

Qui presso

si

porr la tabella prospettica delle quattro classi dei verbi regolari, che moPer la migliore intelligenza della
pers. del pres. il tema verbale.
le leggi fonetiche esposte nel . 37, alle quali si aggiungano ancora

come si possa trovare dalla I.


medesima si richiamino a memoria
stra,

queste:
1. Ogni consonante muta vuole innanzi a se una muta dello stesso ordine; quindi
nante tenue esige una tenue, una media dimanda una media, un' aspirata
mute:
vuole un' aspirata, p. e. :
div. Xsx-vg
di (ir e (pr .si forma tt, di yc e x^ diventa xr : ie^g
.

una conso-

I09.

103.

29

tema verbale, sia essa o una vocale o una consonante, si chiama


carattere, e quella recale che immediatamente la precede rien detta recale fondamentale. Di
,. ,, /
questa dorrassi tener conto specialmente nella 3. e 4. classe.
-=
.-,;,.,

La

lettera

finale del

..

Manne

lOj.

futuro: a) col

il

verbi:

1.

A. della

Gli

Classe
I.

IL III. tem.

v.-ffo-t. p. ilt.ver.l

y.wlt

00 -

/(v

(flOQtt

wihj

ao -

ao -

fiev

ao -

fiv

acfax

avv
ra
avva

aggrappo

mXiio amo
otjhko mostro

sono:

loro:

t. ver.- -(a)o-t.p. il

\'

il

presente

mostro

fav

qiavovfiiv

acpal

aq:alov^tv acpdha inganno

atei

\(faivto

axehtv^tev usviXko
i-(ff)o-j[(v v.qvov^v

txqlv

fut.cont.

\r.qivia

|r

Th)V(iev

dfivv

di.ivvovfiv ifivvw

\atq

avqo-fiev

mando

giudico

\tU.u) svello

difendo

\atqw trascino

xojcTio batto

Osservazione. Fra la consonante liquida e il


a si inserisce la vocale t che toglie l'asprezza del
suono va, hj, /.ta, qa; poi si elimina a, che vertfvXay. '.(fvAaaio custodisco rebbe a stare tra due vocali, come fu detto nel
mpay \a(faaaio immolo
37, 7, e le vocali concorrenti si contraggono
taqax \xaqaaoo) confondo
seconda le regole esposte nel . 98. La vocale
fondamentale nel futuro breve.
avrrt
\avvtit} compio
Si notino per i temi vxq, xe (presente ytvqioi
ffxeiad a%evtw apparecchio
colgo, 7.U.10 spingo) che nel futuro fanno xt'^ffw
vilid^ii) filo

xaqayt.

impedisco

(fioqdio

otjXo

danneggio

d-dicTw sotterro

Ta(p

(pvhiy.

a.!

V.10.VII)

(i'Ktt7crio

f.tv

pjr

(p

presente.

il

wils

A07C

\%07t

?r

5-=

stitutivi

Tt^d onoro

109

Si confrontano tra

Gli elementi co-

TTaievTiaidev) educo
TUO onoro

(e) (pwQa
a

liquidi

sigmatico:

ti
i'

b) contratto

Si confronti col futuro

sono:

naisv

fi)

puri, 2. muti

elementi co-

stitutivi

30

sigma (sigmatico)

v.h.6

anevd

vd

viiXaio.

aTtivdio libo

o in luogo di questi
Futuro attico. Alcuni temi bi. I IO.
sillabi e polisillabi in t ed ad fanno il
vocale caratteristica breve nel presente ed imperfetto,
hanno negli altri tempi una vocale lunga (in sosti- futuro attico, vale a dire levano a tutti i modi,
tuzione dell' antico suffisso derivatore aja (foqrj-au= ll'infuori dell' ottativo, il a dei futuri in e-aoj,
(jpopsje-oje-Tt), vale a dire i; per a ed ; a per a pre- a-aw, e contraggono poi le vocali. Quindi si ha;

Avvertimenti

temi in

or,

e,

ceduto da q, e, i; w per o. Si eccettuino z?aw do (oil futuro


ilt.ver.l
il presente.
racoli} che fa y.qriaw, xqao^iai (uso) y,qr;ao^tti; a-nqoaoTeli
[Xor/uev reXs
Tfkiw compio
j
pag. 37. Anche la ca/.alti {a)o-^uv ly.alotiv -/ale
xato chiamo
atteristica /, v, breve nel presente, diventa lunga negl
/Jt^aCwfo andare
altri tempi. Invece di 7ra, /.a si scrive i/', ^: xt/iw
Alla stessa guisa fanno i verbi in -avwi.u e
Offa^w; circa la consonante dentale vedi il . 37.
d^tfitvyift (vesto), vedi . 144. Verbi di altre
Elem. costitu. Si confr. col futuro sigmat. classi, che fanno il futuro alla stessa maniera,
B. Verbi
il presente
verranno indicati altrove.
d. CI. IV. t. pres.- ao - 1. p. il t.ver.
I

liai (ascolto): v.qouao(iai , v.

[.tlV

IdlsiTr

qi
.o

\.7C

Iscw

TjS
[dutp

rqi^io frego

inseriscono

dletcpioiago

wfu-i-o-^v=y.oi.uovuv\vtoiiid

Trpuo

TljK

lascio

temi in id (pres.

liquefaccio

111.

Trw'ic

}ao - f.uv TTViy

7rvyio soffoco

A/x

lsij(ft)

irei

7Ci9

7tXv

lecco

che

si

l^io),

fatta l'elisione del a,

|xojUi'Cft>,

porto.

Futaro dorico. Alcuni verbi do


il
a del futuro prendono anche

p
un

persuado
7tltw navigo
7Cl&(j)

un

contrae colla vocale seguente, p.e. 7rlv-

a-i-O'fiai (per jr4i'ojof(aO= 7tlevaoZi.iai; cpv^io-

uai

(fv\ov^iai.

Questa forma

incontra sol-

si

Si noti
IV Classe espandono la voc. fond. come tanto nel medio col signific. dell' attivo.
2) nei temi in i; non apparisce l' et; prima che nel rrai^v^ai dal tema Ttaiy, 7ralCw, scherzo; gli
futuro; 3) ;f^{i) verso, pere lo fa geoxa il a: /fyfAOt, verser.
altri tempi si formano dal tema .rai.

Osa. 1)

verbi della

nel presente;

Futuro attivo
Ott.

Tiaidev-ata
Ttaidev-aoi-fu

Inf.

Ttaidev-aeiv

Ind.

Futuro medio
TCttitv-ao-nai,

Ttaitv-aoi-^rp'

(fav-ov-nai,
(foevoirpi

.ij: i-i.jVn---,ji.-< vii,.'.,

il

ov-aa, dv-v

presente

.-.^v^* <ibn i

resto

vii

qxw-oi-nrjfv

(fav-i-a&ai

Ttaidev-a-^ievog

come

Futuro medio.

attivo.

ol-fu,

Tcaiev -ae- a&ai

Part. 7taiev-a)-v,-oyrog
Il resto

Futuro
WV-c

,.

--Lii^isH!.'^i^

come

il

(fav-ov-fitvo^.

presente di

qiKi,

qnlovnai

ecc.

11. Hanno
verbi:

Gli elementi co-

della

A.

Classe
II.

I.

k o

puri, 2. quasi tutti

1.

stitutivi

b) suppletorio

muti

tem.

v.| il

naievb)

V -Xv

Xv

Xvco

o.-(pi,rj

qiile

stitutivi

-1
r-^o

presente

Ttaidev

ev, ttv,ov..-7raiev
i,

aa

/(>'

al-*
vSl-OTtei

Le

vyittv

ofttl

-acprjk

/?Aaj9

(iXaiTTCU

i-fieiv

atfay

aqidaaci)

-y.Qv

axsvad

axsvd^co

mitv

OTTev

a/civco

e-avQ

il

presente

Tteqav nsqatvo) compio


vyiav vyiaiv) son sano

e-TtSQav

osservazioni del . 108 valgono anche qui.

l'aoristo

;a.-t.ver.-((T)a.-t.p.;ilt.ver.i

S:

a, e,

Si confronti col-

cosono:

Gli elementi

l'aoristo
il

iia.

liquidi

Si confronti col-

sono:

a.-t.ver.-ffa-t.p.

III.

sigma (sigmatico)

l'aaristol: a) col

51

aqlht) inganno
ftivm

resto

XQV

x^ivw

giudico

^vv
avQ

juivw

difendo
trascino

a-[.tv ftev

avqco

L' aoristo di questi verbi forma


perch questo, aggiunto alle consoprodurrebbe cacofonia, p. e. liryaAClasse lY.
a.-t.pres. -ff-t.p.iiltem. v.llTpresente panti liquide,
nella formazione
](ja. In compenso del a omesso
7r, /?, (jp s-tqxn:
TQ(O)
di questo aoristo si allunga la vocale fondamen
t, y, X -TTviv.
Tvvy
Ttviyw
tale (v. . 40.), vale a dire a in rj, ma dopo q e
aa- ^sv

B. Verbi della

T,

il'
Senza

to senza

s-7tel

v.-wXsv

Osserv.

Elemen. costitut.lSiconfron. coll'aoristo

ttw

\/tXv

I.

il

cr,

in u; e in ei;

l,

v in

i, f.

(alzo) aXloi.tat (salto), xeQaiv) (gasi-

II. aiQto

Ze-w
dagnoj allungano Va in a e non in rj : soggiunAa/ifi'Og, indicativo /.qNella prima e tivo aqwitai, participio
va;
jqa e r/hii.i]v per l'aumento. Si notino:
nella terza persona sing. manca la desinenza pers. {y.
-md-aga, ff)j7''', talvolta usati per ca5i;5a(puril . 84.) La vw. a del suffisso si cambia nella terza
y.a&alQci), amttjfa (indicai) da ar^iialno;
persona sing. in e ("v. . 83). L'aumento resta soltanto ga) da
ey^Xaa, i'y.vQaa, da sulho, y.vquo v. . 109. esser.
nell' indicativo.
Ecco il modello:
il

Vedi

si

fa

|-

oss. del .

le

i-iev\llfi

108. A. B.

Attivo,-

educai

Medio,-

Sing. 1 B-na6ev-aa
2 -7Taidsv-aa-g
3 E-Ttaiev-ae
Dual. l|

mi

Medio

Attivo mostrai

educai

s-7caiev-a-f.irjv

(fr^v-a

i-jTaidev-aw(_=^aa ao)
s-Ttaidev-aa-TO

'-(pr^v-a-g

-yij-yw

-cpjV-e

'(f^v-a-TO

t-<fr,v-a-fti]v

(= a-ao

2 -naidei-aa-TOv
3 -TTOT dei-ffa-Tijv

-itaidtv-aa-a&ov

-(f]v-a-TOv

-7raiev-a-aih]v

-qTjv-a-Tjv

-(fr^v-d-a!yr^v

Plur. \\-7taidev-aa-fiev

-7raidev-a-i.ie&a

-<fii'jv-a- iitv

-(ft]v-d-iuei)-a

-Tcaiev-aa-ad-e
-7taidev-aa-vT0

-ffijv-a-Te

2 i-naidev-aa-re
3l-7tttisv-aav

& ISing.

I|7rt(ji5-ac<>,

comeilpr. \7iaidev-a(o-^tai ecc.

Sing. lliTatdei;- aai-f.a


2,7i;aidev- aai-g, -asiag
3\jcaidsv- aai, -aste

(>)

Dual.

Ttaidev -Otti ^rjv


-

i-q^r^v-a-a&ov

-tpjv-a-a&e
(frjv-a-VTO

(pijvw ecc.

come

il

pres.

(fn^v-ai-(.ii

[{prjvco-^ai ecc.

(= ai-ao)

Traidev aai-o

rfjv-ai-g

o (mv-eiag

\<pjv-ai-o

Ttaidev aai-TO

(fr'-v-ai

(fr^vas (v)

\(ptjv-ai-TO

7caidev aai-f.te&ov

ifpr^v-ai-ie&ov

aai-TOv

naiev -aai-a&ov

(pr'iV-ai-TOv

qr^v-ai-ad^ov

Ttaiev aai-a&rp'

rfrjV-tti-TrjV

\cprp'-al-a&rp'

Plur. 1 nraisv- aai-fiv


2|?Ftda' aai-Ts

TcaiSsv atti-j.iE^a

tprjv-ai-^ev

\(pijv-al-fie9a

tprjv-at-re

\(ftjv-ai-a&e

rpTjv-ai-ev, (frjvetav

Iqirjv-ai-vTO

Ttttiev

aai-ad-e

3'7taidev- aai-ev, -oeiav Tiaisv- aai-vTO

Sing.

',

Dual.

TTuidev- ao-v {jrxQg.)

Traidev-aai (irreg.)

(pjv-o-v cirregolare)

jiaitv- aa-Tb)

Ttaidsv-ad-a&o)
Ttaidev- oa-ad-ov
Tiaid^-ad-ad-bv
Tcaidev-aa-aS-e

tfVjV

7Taidev-ad-a&)t'

iraidev- aa-rov

S'Ttaiev- ad-Ttav

Plur.

JTatdei;-

aa-ie

Snaiev- ad-vfbtv

come

iCfrjV'ai-fxijv

3 Tcaiev- aai-Trjv

2'.jraidv-

85)

(f]i'-a-fiid-ov

-7taidev-aa-i^i%^nv

d-TW

ftjv-ai

irregolare

cpijy-d-a&ti)

(frjv

a-TOv

ifrjv

tt-TbJv

(ftp'-d'ad'iov

(pijv

a-TB

(fijv-a-ad-e

tftjv

qtrjv-d-a&bjv

VTbv

(ft]v

a-aSnv

ilpr.

Imp. pl.-3|ow. naidev-cd-vioaccv \o'vy.naidevad-a9iomi oyy.


\nttiw-aai *

Infinito

nouev-aa-aS-ai

Participio [7ratdei)-ff-g,<r-a-a,v \-rtaidev-aa-^vog,

Hanno

rj,

ov

(ptjvas,

aaa, av,-aytos

Iqttjvd-fievog,

tj,

ay

Aoristo secondo (semplice).

l'a. II.

6 verbi

liquidi

Elementi costitu.

<;

03

|ott. (f>tp>--a&io<jav

\q>i^v-a-a&ai.

Si bkdi alla differenza di accento nel/ inlnito Tiiutdam, ailativo naiievaat, imper. med. nafifvatu.

114.

{ptpi-a-tbjattf

(pi^-ai

ed alcuni muti

Modello completo

di tutte le ci.

dell' aoristo II.

medio

attivo

Si confr. coll'aoristo II.

n.

'

a.-t. ver. -

suf -t.p.
.

il t.

ver.

l'

Imperfetto

S-TVJt

e-TVTC-TO

e-rex

l'-rtx-ro

III.

i'-^al-Ko

IV.

\i'-Xtijt-o

e-qiy

\(fvy

'J-(pvy-o

i'-TQay

Itqay

\i-TQCOy-0

lasciai

lasciai per

me

Indica- i-Xijt o-v,^.\ -Xi7i--urjv, ov ecc.


batteva
tivo
come l'imperfetto
partoriva
gettava
AiTTw, 5s, ecc,| X7i<j)-(icu, ecc.
Sog^
' lasciava
giunt. come il soggiuntivo presente
fuggiva
h.7vol-(irp>, ecc.
X*Vroj-/H,ecc.
Ottarodeva
tivo
come l'ottativo presente
I

ji5y-oy

I.

il

II.

forma aggiungendo

si

al

tema

quanto

Xinv,

ecc.

hnta9w

alle terminazioi, rie-

XiTrtSv,

vaa

XtTt-ftevog,

Xl7Ci)V,-OVTOg [l/aor.

cipio

ecc.

XlTfi-ad-M

InflnitolA<7reIv

suffisso, e le terminazioni personali secon- Parti-

darie. Nell'indicativo esso,

XijTs,

^y -o-v conduceva rativo come l'imperativo presente

\y

L' aoristo

verbale

Imp3-

II.

nied.

rj,

ov

nn ha valore pa8.

modi invece rassomiglia al presente di .quegli stessi


forme seguenti hnev, Xeinsiv, hmiv, Xsinwv; iijtia&ai, XelirBa&ai; Xijtw, Xeinov. Lo stesso vale di (IIm (circa i composti v.. 139.3.") e di tutti gli altri verbi.
L' imperfetto, essendo formato dal tema del presente, facile a distinguersi dall' aor. II. L' aor. secondo
possono formare soltanto verbi delle tre ultime classi e sono i sopra indicati, poi xcMxetwv uccisi, (xaTaxoiVw inusitato), exiavov (v.ztivu uccido), l'anno' camminai (jaTeixd), qvyov urlai {i^fiyo(.iai vomito). I poeti fanno: rjqine rovih, cadde {iqtlmo trans, atterro), '^^iq<ov {^^ttti getto), i'&evov i&eivto
percuoto^. Il verbo xqimo della classe 1. cangia la vocale fond. e in a: s-tqair-o-v, ayw raddoppia il tema
inf. dy-ay-iv, sogg. y-ay-io. TQmo e zvjrrut (batto) fanno anche
verb. per formare 1' aor. secondo
r aoristo primo trgsifia, tivipa. Tutti gli altri verbi che fanno 1' aor. IL sono privi dell' aor. primo.
sce perfettamente uguale all' imperfetto, negli altri

modi. L' accento per ne

differisce nelle

sii aoristl secondi pi usilati delle altre e\.si\: hifiov (j^fivu taglio), j^xa^uor ^xa'tiriu mi affatico),
fXa^ov (^la/j^drm prendo), (vnov (fVQlaxoi trovo), fyfr/^tjr (^yCyvofiai nasoo), ^/*oy (?p/o^K> vengo', f iJoy (peu vedo),
tlitov (}.(-/io dico), aa!>ov imparai, compresi (uo)'ff'i'Ci)). Si noti 1' accento di fii(, fX9(, vq(, W(, Xafif, ma an-fX&f, ta-tif.

Si notino qui

ancora

115.

Perfetto.

Presso i Latini il perfetto ha due significazioni. Esso si adopera in primo luogo a dinotare
un'azione presentemente compiuta, di cui conosciamo gi i risultati (perfectum rei perfectae); altre volte
si usa per indicare semplicemente ci che accadde in passato, come suol farsi nelle narrazioni (perfectum historicum). 1 Greci in quella vece adoperano il perfetto unicamente nel primo senso, e nel narrare
fanno uso dell' aoristo, acni in italiano corrisponde il passato rimoto: ifiXtjaa amai, i7j.7rov lasciai.
Reduplicazione.

La

reduplicazione consiste nella ripetizione della consonante iniziale del verbo coir e innanzi al
tema, p. e. XeXv. Essa forma parte del tema del perfetto, e perci questo la conserva in tutti i modi
nonch nel participio. Nei verbi composti con preposizione la reduplicazione ha luogo nel mezzo della
parola, cio dopo la preposizione.
Se il verbo comincia da aspirata, si ripete la corrispondente consonante tenue (v. . 127), p. e.
iH-o>, re-^'. Allorch il verbo comincia da una consonante muta seguita da una delle quattro liquide
X, ju, r, Q si ripete soltanto la muta, p.e. yQaqxi), ye-yqatf. All' incontro sono privi della reduplicazione :
1. i verbi la cui iniziale > che hanno ^^, p. e. ql^cico tem. v. ^iq>, ^^i(p.
non sono
2. i verbi che cominciano da consonante composta, o da due altre consonanti che

muta con

ma

y-w,
>.

'

liquida, o

da

tre consonanti, e

premettono semplicemente

-axfid.
3. i verbi che cominciano con una vocale,

e,

p. e. ainevaiu

("apparecchio), te-

ffxet'tttJ,

r^y;

^i^ia

Bceeiioat:

tema del
1.

perfetto el-&id.

quali poi assumono


,

1'

aumento

temporale,
.

p. e.

>#

Verki che cominciano colle consonanti /v, yX, ^A (tranne fiXnrio inaneggio, fXaa<frifi(u ingiurio)


116.

Hanno U

verbi:

1.

33

secondo

perfetto primo

molti

puri, 2. dentali, 3. liquidi

1. gutturali, 2. labiali,

V.:

3.

pochi

iy.
liquidi.

A. della

Gli

Classe

Elementi

Si confronti col

elementi costitutivi sono:

Osserva-

primo

perfetto

Si confronti col

costit.

secondo

perfetto

del perfetto II.

zioni

i.ii.m.

re. - t. ver. -jt-a-t.p. ilt.yer,

re-ri

(fwq) aggrappo dopo p

Ti(.ia

rif-taia

M
Il

7re-(pihj

mke

de-di]Xti

rji/)

wilw amo
r^lcj mostro

v.-a-iiv

re-rifiij

e-avcEva
(lev

xpaXkci) psallo

dyyel

dyylkt) nunzio

\<fav

(paivb)

'

i in

mostro

x-a-iiev

re-rd

arkl)

mando

ffTTe/pw

semino

,q>d-Q

,^5-eipw rovino

|Te>'(TOJ

xreivw uccido
reivw tendo

= = S

/-W-

.eiaf;s?

B. Verbi

d.CI. IV. re.!

X a-^isv

1.

IjSaA.

pres. -x-a-

1.

il

le-hoiTt

TT

XeiTTio lascio

V in fu.

\jte-qtevy

Si

Trti)

TtVV

7T-7rOf.t<p

-fxev

TtMx

Jte-

in x-,

^
]^lldx

fi

in if,

-(.lev

cambia

la yL-y.alv(f

Non

iidaaco

impasto

ray

rdaaio ordino

pUma

K07C

xiTTw batto

guardo

^kTTC) dannegg.

M^ 9U^u

rs-i^q)

premo

y.alv^ xa^i'?rTtt>nascond.

re rqi(f

rqi^

rqi^io frego

s'7i:s-(fqiy.

(pQiy.

qpptffffwinorridisc.

cambia
nulla

Hay
^Xen

^e^M(p

si

rV.

!iJ(((}xtu

dy
iyio conduco
dXkay dlXdaaco permuto

in tf,

ma non

ecc. 5.

V.

perseguito
y.eQVTf. xeQvaaco anmmz,
qjvXay (fvXdaaio custod
irle/. niua intreccio

7TS-(fvhxX

in X,

\liyw

uo-K

-l(x
xe-Xgt'z

TteuTT Tctfijao mando


rqeic \rQtiao volto

Isy

'

rubo

\%M.nri<

lik/Bt

re-rgnep
el-lx

fuggo

qpet'yttf

muta x-xXflp

xf-xqp

persuado
navigo

uccido

xriiyti

re-rdx

I.

percuoto

fiorisco

mostro
v. . 148)
genero

OTQfcf'Oj volgo
oicsIqio semino
'rqimo nutro

HS-itdx

presente

Tiei&io

x-a-fiev

YzaiW
TiWw

ItX

ti

!(Sa^Aw getto

Si confr. col perf.

p. il tver.

qiaivco

irddti) persuado

voc. fond.

Elementi costitutivi

NB. sulla ?rc-7ret


dent BJjte-7llsv

x^tv
ttXvv

n:s-7tXv

^/Afj

a-fiv

kUvio piego
xgrvw giudico
?rAyw lavo

XtJ'

x-o-ji(ev

al
(fav

jt

71

x-xAi
xe-xpi

jiXr.aaii)

jre-TToid-

11.

\Xua verso

s-aTidq

-(f&dq
-Krd

ri;xto liquefaccio

TtXay

oi,

Avv. Quanto alle vocali caratteristiche v. il . 108 f in


e
A. avv. La consonante dentale innanzi al v. si perde si aspira il
carattere:
e il v si cangia in ;'. Presso gli scrittori di un' et
piii tarda si trova di y.eQaivu
fguadagnoj Tce-y.q IH. Aspiday-Ti-a, xxgdaxa e y.ext^dtpia. Molti verbi sono rano il carattere:
privi del perfetto. Circa i temi in fi v. . 121.
arek

TOX

-arq<f

lavoc. fon.

-araX

Ixe-Z^V
|T-TOX

presente

il

xQtfo grido

\re-r q(p
l-yav

\ipal

v.-a-(iev \xv

denaCi.lvixe-zi-

;,

f in o,

amvia libo

l-Xptt.

7Te-qiay

sto in

ver

Milito} porto

zojutd

-anel
o

, del

ffxo'Cw apparec.

jffKei'adj

>x-a

yt-xofti

onoro

t.

tQay

\nWe-9^k
rt-me-f^V

(fioQu

7te-(fwq

-a-t.p.

Ire. -t. ver.

vaiev'naidevw educo
I. La voc.jxe-xpay
Tt
riw onoro
fondant. siiW-TryZ
TLiaXv
luolvco impedisco cambia: a ire-TrXrjy

iTS-jtatev

SS.

presente

il

in:

\7ryea spiro

^iTiro) getto

^^i(f

ye-yqdcf
re -rd(p
s-7rrvx

Oss. La 1. e la 3. pers. sing. sono prive della unico den. \7r-q>Qdd


desinenza personale tv- . 84). Nella 3. pers. sing.
Tte-TVQay
ev ne
e. Nella
il suffisso a si muta in
3. plur. lelvTiaai
Ttqaya si- Tte-TtQdx
sta per leXvttavai, e questo invece di elvMcvri. (il v
bene (v.
si elide con compenso non ostante il . 37). V. pag. 34. gnifica: sto

yqdqi) scrivo

tt-fiev yqa(f

^a'iTTftJseppellisc.

ra(f

iTTiWtt piego

TTTl'X

(f^d
}a- -(.lev

Tiqay

\(p^t(a dico
|

ftqdaaia faccio

abbiamo
.

fatto

I5l.), 7t.7toi&-<t

(trans.)
confido.

2. xraoaia acquisto fa x^-i)ai; fufiviaxu rial tema soltanto 1' f p. e. yvioxa {yiyvaxnt v. . Ii8).
3. (H(o, Qaai (v. . 89. 90.) fanno ioa(im, lo'poxa. 4. Si notino: toixa, pi che percordo: n((irr)ftut (v. %. 148).
Ff-Kopya) ho fatto, dal tema Igy (^= ^fQf- confr. il _teietto iifxuv, dal tema x; loXnct da lTioficu (spero); OQya
dueo Werk).
5. Invece della reduplicazione assumono I' aumento H i seguenti: cfligipa (Xaififiavia), tHrixa (MYX^ytt
Fpf o F*p (latino
J. \VI.), awiiloxa (avlKyio TiLCee\go),it-(CXty(uu {SuxIyo(juu discorro), ffpijxct (Ve-Vqtxa^ ini) tema
verkam; edi %. 150), it(ia^iu (l (ttgoi parte, destinato). 6. Il perf. II. tm&it ('son solilo; nato da ^-aVta tem^
aVtS-, latino sue - sco, 7. avotyu (apro) fa dv-(ij>ya (sto aperto) e v-iipx-" (ho aperto).
* ntifuyxa, ho mostrato, niffiva sono apparso) eos\ ftfitiva infurio (^fiaCvo(icu),lfi^a (feci furente).

premettono

(=

...

5-

."'

'"


P erfetto

I lt.

Indicativo

Soggiuntivo

Pi che perfett. I.|Piohe perfet.

come il pr.sogg.i come

-Xe-Xv-xei-v

\s-^e-^hiq)-ei-v

Xe-Xv-yLBi-g

\s-^e-^X(p-ei-s

l'ind. del perf.

Oss. Ilpiiche

II.

perfetto nella saa

Indicativo

Indicativo

indicativo

Xe-X-x-tu ecc. ^i-^Xtt(p- a ecc.

le Iv xa-g

34

Perfetto n.

I.

formazione a
nalogoalpeifetto
I.

X Xv-xe

Ottativo

Xe-Xv-xoi-^u

Xe Xv-y.azov
Xe-Xv-Ka Tov

come

-Xe-Xv-xei

ptt.

-Xe-Xv-iiei-Tor

^s-(iXaq>-oi-}U

'

Tot. pres.

come

:,

S- VMt.

Participio

Xe-Xv-x-tvai

l/S-/?or(jp-*'vat
fJg

Futuro passato (futurum exactuin)


Xe-Xv-yi-g

l'ao^iai

Circa ati^^M

v.

I.

solver)

'jSe-|9iaqp-i!ig aofxtti

139. 6 circa

ts^^w

vocale: indicativo

in

-Xe-Xv-%Ei -jUv -/3e-j3A9)-f-fiy terminazioni per\i-^e-phx(p-et Ti sonali secondarie


-Xs-Xv~Tui-Te
f-^.e-^Xd(p-'aav [\ dittongo ej(liaf-Xe-Xv-iei-oav i-^e -^Xa(p-ei-mv to per contrazioea t]~i, donde la forma
ne d un originario aa
Omerica senza il v. Trenold-ea - STtsTtoidr] ^^nsTtnld-ei e STreTtoid-si-v, confrontaTrfJAeag ^= nXeig). L'au

mento, che sostituisce la reduplicazione rimane inaltepi che perfetto: jx-ei-v (ayu), axevdxeti'.

148. rato nel

v. .

Si confronti col

A.d.CI. Gli elem. del perf.pass. sono


I.II.III re.- t.ver. - term. personali

Ditt Tre naiEv


y

lTS-%1
V x -MaXv
{(j)a ne-ifwqa

a re-tinti

2.

1.

perf.
!

m.

vai

orjXit)

il

Soggiuntivo

Imperativo

Pi che perfetto

\-Xe-Xv

Xe-Xvftvoi; c3 ecc.

dti Xe-Xv-fitvog X-Xv-oo


naidet Traiev) |t'n?y, e%, d'i/ecc Xe-Xv-a&b)
t-)

Inf.

MoXi'-CO

vuoX}

ad-ov q^aqa

iie&a a&e

e p.

Xe-Xv'O&ai

Fut.

-Xe-Xv-fted-oy

X-Xv-aSw

Exactum

(piaq-w

Ini.Xe-Xt-ao

Tifia

tm w

come

wtXe

wiX-io

0. Xe-Xv-aol-i.irjv

oijXo

otjX'O)

M-xv

\xs-a

XV

X-Xv-a9o)y

fiai

nel fut.

fi/jv

-Xt-Xv-ao
i-X-Xv-TO

ver. jpres. att

t.

3.

e ne-wiXrj

(ode
d.C.IV.

pi che per

Perfetto medio e passivo.

Temi

il

jto,poi innanzi alle

jJ^qo-wt,, t)<a,

/?e

\B.^e-^hxff-u-Tr,v

f^Xs-Xv-Ke-aav

Infinito

\XeXvUi')g,va,i')g

e II. Si osservi

che

|r^*-'!^>-"!-^'"'|fettoharaumen-

sogg.eott. pres ]e.Xe-Xv-xei-TY

il

Xe-Xv-ya-fiev
Imperativo
Xe }.v xo-Te
X-Xv-K-e ecc. '^i-^Xaqi-e ecc.
Xe-Xv-y.a-ai ^v)

\-^s- pXaq>-i

\Sogg.(ie-liXaq>-(jj

m.

s-X-Xv-ad-ov

'-Xs-Xv-ad-rp'

-Xe-Xv-fieO-a

X-Xi-a&e
i-X-Xv-a9s
Xe-Xv-ae-a&ai Xe-Xv-a&iov, ow. -Xs-Xvvio
V.Xs-Xv-a nevog Xe-Xi'-a9coaav
1.

Oss. Per ci che concerne le vocali caratteristiche v. il . 108 A. Su XXv^ai (con t;) vedi il
. 130. Il sogg. e l'ott. si esprimono con una forma composta, ci a dire col participioaccompagnato dal
sogg. e ott. del verbo jiit (v. . 146). Si badi all'accento del part. ).sXv-(itrog. Il fut. passato si forma
aggiungendo al tema del perfetto l'elemento ao e le termin. pers. primarie del passiv., ed ha significato pass.
I

vo.

Per

II.

Temi

muta ossia

in

1.

in:

ci che risguarda le consonanti caratteristiche

innanzi a ;(, a, t, d-, si ricorra alle regole esposte


nei . 37. e 101. 1. alle quali si aggiunga:
si muta in fi
I. che una cous. labiale innanzi a ju
gutturale

,
,

,
y
dentale
a

,
,

dentale
ad altra dent.
II. ,
a

III. che il sigma delle terminazioni a9<>, a&e, r^w,


a&cov, quando ha dinanzi a se un'altra consonante,
venendo cos a stare in mezzo di due consonanti,
si elimina (v. . 80. Osserv.) ed entra poscia in vigore
la regola II, e la regola 1. del . 101,

i9u
innanzi aj^py

quindi innanzi aj/ic^ov

&e

aai
si

cambia

te,

/J,

in

/i

in /r{ in TI
.

Fu

detto gi

wH . 37. che invece di

mi, %a

in

n, ^,

(f

3. T, d,

2. X, y, X,

?r^, jrXtx-u

^Xtt^, ^Xun-tii)

Si-^Xafi-fim
9-^Xapai
8-^Xa7r-Tai
'e-(iXdnn9ov

iz-nXey-fiai

ni-nXe^ai

&,

\a%tvttd,a%EvdiCu

e-aytvaa-fim
-oiieva-aai.

/T-7TXe%-%tti

j-oxei'ffff

rat

e-^Xft-fie^a

ne-TcXiy-ned^ov
'Tt-TrXex-^ov
'iT-rXex-9ov
Tte -7rXiy-iie9a

?-/?Af-^

JTT'-TriUx-^-e

j-ffxeraff-^e

Se-^Xafi-fivoi

\!Te-7T.Sy-(lV0l

|-axfvo(r-jUW

3-()Xaq>-&or
Ss-fiXacp-d-ov

ffiY")

's-ay.eva ie&ov
\-<ni.evaa--9-ov

\i-ayievaa-dr>v
li

axevaa-ne&a

eal(v)

'

Imperativo
UVphixfitt

Tui-jrXe^o

e-trxeva-ao

3eUXtt(p-9(o

ii:enXix-&(a

-axevaa

i-^Xacp-^ov

n:-7tXex-9ov

-a%svaa-9m>

S-pXa(f-&tot'

7t s-nXix d'ioy

-axevaa-dtof

9w

n:i-7rXex-&S
-o%eiaa-9-B
3-^).aq>-&<t)y, e\ne-7rXx-9tgv, e a%evda-9on',e
'H-({Mq)-&e

si scrive

t/',|.||3e-/?U<p-^<ray

:.)s^:>iSU:yc^ii&.yM)i^^iL^'X -iii.^'*t>Bi;^isii2S

',y;i

[ns-nx-^uaay -mttva-^ac

35

I temi in consonante non ammettono la I. \pe-^la<p ^t


tetminazione vrat, talvolta le si sostituisce P. /Se-;8a|ii ^dvog
arai, innanzi alla quale le lettere x, y, re, j9,
s cambiano

S.

IjSe

^t

\jre-7rltx

aiuvaa-Sai

\ne-jiXty-^iivng

e axraa-fitrog

^Xafi-fiivos fi ec.'Tte Tikiy fitvoetoeb. aTutaa-nivogilec-.

nell'aspirata corrispondente,p.e,

taaobijay'): xs-tx a%ai.

Nel pi

dei casi

0. pe^kafifiivo;

tjv ec.'TrtTri^yiitvogtU/vec.

si

adopera la perifrasi indicata dai modelli

i-ne ny

lin-'/iXt^o

la

Tre verbi cambiano nel perfetto passivo


vocale fondamentale e in a:

f(ntvaafiivogit]vec.
e crmtvaa

/(jjv

itrpi

i-OKiva oo
(navaa-TO

[-n-TtXtvi-xo

its-TtXiyi^ie&ov

ajiivdw iho

fa,

scherzo('.lll)

jiotCjU)

7riamo{fve7v.\.^.104)

/(.

'argtqw giro

volgo TQicpw nutro

rotTTCfj

&0V

aKuaa

djv

axtrda fit&a

f.-7ce

it-naia-fiai

i-fie-^hm^dvoiiaav l

Se si incontrano yy, fi/.!, innanzi


perde un y o un ;/, p. e. acplyyw

si

atttt'na

k'-ajreia-ftai

ns-nm-\.iai

-7r-}Tlex-9op

jr-}Mx-&rjV

,^-^Mi{io- ^lai

^ jecc.

jrXty-fil&a

ni-nl^x ^^
u TtXty^ttvoi

\iw-fcXio fiat

Si veda l'osservazione del .

anxicaa

9e

fjaav (jy.ivaafitvoi i^aav

\-aMv ao fiai
120 che vale anche qui.

allaccio: s-aquy-^ai; x/<7r-Tw piego: xe-x/(-/(e^,- le altre persone sono regolari.

131.
X,

Temi

III.

V, Q.

IX,

wyyfX-fiat

nsffaa-fioi
7t<fav-aai

i-^Qttv-aai

Tt-ta-fiai
Ti ra aat

7is-(pav-Tai

i-iJQav-Tai

ti-ra-TM

ii-qttta-it3ov

-Sr^Qdfl-fl&Of

T Td-fie9oi'

S .riyyX-9ov

ire (fav-&ov

-^t]Qav--9ov

Tta

7ti-(fav-&ov

-l]QaP-0V

Tt-ra a9f)v
T Td-fl&a

in<

Quan-'.; iwyX-aai

do aS- tien dietro ad una g ^tryyeX-Tai


'">
liquida, si tralascia il a. '~ wytX-fud-ov
'

Nei verbi in

alveo,

tvw

V d' ordinario si cam^f^yX-&OV


bia avanti n in o. i7e <S riyytX-ft&a
pi
usato
(fiaantvoq di
il

niifavaai.
Alcuni
assimilano il v al (i:
o^vfi-fai, vvu) aizzo,
^axvfi-fiai,

/t-qiaa-iiita

^ wyEX-ao

gogno. I verbi mentovati - 'riyyiX-9bn'


al . 116. A. 1, 2, 3 for-

mano

il

xtt ecc.

in

ju

in (lai ecc. I verbi

tt-za-a9
Tt-Ttt-Viai

WE-cfv-d-w

i-^tjqav-ao
i-^Tj^dv- &io

n- (far &ov

-,J^Qav-&ov

Tt-ra ao
xe-rd-a&ij
T TU a&ov

Tte-tpav-O-on'

i-^r^Qdv &b)v

7t- (fav-d-

i ^iJQav-'9

Te-rd-a9xov
r-ra a&e

g jXQ/-^^y
\vyyfX-xrw

]Te-q>av-&iov, ovv.

^riqdv-&iov

te-xd-a^ijiv

^ [^vtXdwaa
[rffyXdwaav

'yTe-cpav-d-wauv

^qdv-&ioaav

TE-td-a&uaav

traggono il perf da un

tema

in : vifuo: vevifirpui,

veniiojutti V.
|.

cambiando

perf.

v>

-^t]Qaft-^iivoi ai

7i-(fav ao

I \rffyiX-ui
aiaxvvw sver- ^,ijyyX-&m'

-^riQdfi-fie&a

-^Qav

ni-ffav-&

.rjyyeX fttvM taiv rce-(faa-fttvoi elai

di

od-ov

il

la.

B.

149.

I.

\i^yyX-&at

l-^Tjqdv-9ai

\ji:e-qidv-&ai

7t-qiaa- ftivog

P. 'ijyyeX-itivo^

Verbi della CI. lY. espandono nel perf.

p. il

^tjQttft-fiivos

T-t-a9ai
\t ra-fiivog

tema verbale come nel

futuro;

TqiS-w

(^VQ^y. rfTgTft-juat; /Ui'ttw: X-XEifi-fiat; /rfi'^w: n-nfia-fiai; jtX^aaio: ti-nXtjy-fiai

I3.

Raddappiamento

Itemal perfetto attivo

Presente
ayeiQot raccolgo

y-tlyQ-iai

igtK

iq-iqty- fiai

mente

*eyx

fX-tjley-iai

mentale resta breve nei perfetti che hanno


la reduplicazione att eccettuato il perfetto

\tthq>

bA/w(. 128.; macino^


qo
iHfa (. 128.) aro
iyQ
YiQ<o sveglio
aeiiut)

divido

iyxto confuto

lfi/w(.

128)

sputo

perfetto passivo

Alcuni verbi che hanno per iniziale a.


od 0, nel perfetto e pi che perfetto innanzi l'aum. tempor. ripetono le due pri
me lettere del tema ed ci che si chiama
reduplicazione attica. Il pi che perfetto
in questo caso riceve assai di rado nuovo
aumento, tuttavia questo si trova regolar-

lyep

xof

witj ascolto
lelqxa tmgo

attico.

fif

i(lmw rovino
iiftlio appoggio

^m

6i(vaaa scavo

qvy

iqeid

1.

dy-ijyQ-ii.-a

II. i.-ifpM-a

IL X-rXtq>-a
I. a ijAe-x-o
I.

I.

fy- tjyeQ-K-a

m-fjii-i.-a

ay-Tjyeq- fitti
muov-a-f-iai (.131.
aX-tjXiti-fiai

X-ijXe-a-nai
qq-^QO-fiai

ifi-rjiie-a-(at

'i(j-i,qiH-Hai
I.

II.

di

in:

jxi^--v. La vocale

fonda-

Iqdw. Irregolare yq-rjyoqa (veglio

iq-Tqoet-rL-a

qi^qeia- fitti

iyq). Altri verbi che subiscono la

q-m((OX-a

\Q-qvy-fttti

desima legge verranno

me-

indicati altrove.

'

..lOlf^i^J^i

36

la^.

Hanno

1'

verbi:

secondo

primo

aoristo passivo

1.

Elementi

Si confronti col-

costit.

Elementi

A.

1*3

muti, 2. alcuni liquidi.

1. alcuni

puri, 2. muti, . liquidi

Si confronti coll'aoristo

costit.

della Classe
II.

i.

dell' aor.

ni.

I.

l'aoristo

pass.

a.-t.yer.-^e-t.p. ilt. ver.

della CI. dell' a.

I.

ilpr. att.

II.

Il

LII.III.a.-t.ver.

e-tp.4lt.ver.

|il

passivo

presente attivo

V -jtaidev

l,

?r,

T,

d,

Sz

Omettono

sol-

Panno immergo

che Titano -yqdcp

lyqaf

yqaqiv) scrivo

mXs

wiXi)

r aoristo S tatf

JToqp

i?a?rrwseppellisco

otjlo

orjXb)

II.

pas- \i-TMJC

.-/.OjC

U.^\ly

qXey

(plyco ardo

TTSQaiV)

fonda-

U.^tfy

(lav

/(at'0|uoi(. 151.)

riyyil

yyeX

S-TtSQttV

Tieqav

-aVQ

avq

atqo)

Cam-

biare la

Xw
nove

XTev(xTa) xretviD

Wi

fiev

f-xW

/Mvii)

xqIv

x^mu

7T.VV

7r,tvw

a.-t.pres.-5-e-t.p. iltem. V.

aqiallu) inganno

cpav

<paivw mostro

-aq

eq

delqu)

-OTtaq

aneq

ajteiqo semino'

arai

arco

biano la

(p&aq

(p&eq

Tocale

-nXccK

riiiEv Ttkex

I. p.

E-zquTt

mentale
e in a.

ilpr. att.

rqecp

^rj-iAev
I

B. della

iqt/c

qeimj

Clas.IV. -TTviy

auq>

akel(f(it

fanno
atxjc
ver-

sei
bi

q'qvyto

Vj-<pqvx

s-&np

etTTW

r aori-

-tk
J-xqip

\&Xipw premo

ri

sto

(fqiyu)

passiva. \-(pqvy

Indicativo

Soggiun.
Iv-d-w

\7rviyi1}

IffOTT

iffK/rwimputridisc.

soffoco

}iev

taf.

Izr/YM liquefacelo

iqi^

JTpijSw frego

(pqvy

\(fqvyi friggo

Modello:

Modello:

B-Xv-D-^-v

\miy

rqi^w

il.

mando

q>&eiqw guasto
TTTuo intreccio

tqert

-rqaq)
-arqaq)

h.7t

scortico

vLlTirru rubo
rqnt volto
Tqgxi) nutro
arqerp atqqxo volto

foixU-

l^ttlhi)

Si conf. coU'aor.

a<faX

-qpav

che cam- -azaX

xA/fj

^-^lev ^aX
costitut.

mentale, \l-a(fiiX

T'(rtt)

-xra

7t'-Xeiq>

e e

away

yyXM

ffxeratw

Elemen.

Classe IV.

.axaq

vocale

Ttqdaatii

aicevad

si fa: |-/9Ajj-

B. Verbi della

S^ %
Ue-aaay

jtqay

-avtvaa

xonrrw batto

^anTw cuccio
^iTtTw getto
artamu) scavo
awaaaco uccido

a-TTQax

d-r]-uev

i-j9o9

8-'-'*'^^*

sivo

&r]-l.tev

tanto il carattere U-xgi'


V i tre verbi:
le-yr?

Con metal,

iUff(7w.l 17.111.

a(f

Tifiatj

Ed. CI. I V. uno:i^ x^Mutano la voc. f.l-rd


e in a, e omett. r

\'kxty

(ftoqaci)

ti(.ia

(p'h^hicf

|!?,

)B0l3

(pCOQtt

i-Ttiit]

0]-Ot]M

SE

\vXMy

TCCUEVW

Ttttidev

-qMQa

Imperativo

Ottativo
\Xv-S-tj-v

Indicativo iSoggiunt.|
i-(fav'ij-v

Ottativo

|Imperat.

\(favij

(favsiri'v

Upavj-g

<pavt]-g

(pavj-&i

\(paijj

(foveitj

<pavi]-T(o

s-Xv-&i^-g

Xv-dfjS

\Xv-&rj s

iXv-3-t] zi

-Xv-d-rj

iXv-^l

IXv-d-eltj

\Xv-9^-tm

-cpavtj-g
-qxirij
.

Xv St] Trp/.Xv-dij-xovXv-d-ei'^ xtjti,-&elrrp/\Xv-^iq -rwv

xov 'q>atij-TOv (pavBirj-Tov,-iTOv (pavTj-tov


-<pavrj-%ip> <fav^-TOv qiaviil-rrjV,-eTrjv qtavj-tav

-Xv&] ^ev'Xv-&w

l-(favri(iev q:av'-^ev (pavlrj-i.iev,-iiev\

-Xv-^ri-TOy Xv-dTJ-TOv'Xvd-eiTj TOv,-9-tlT0vXv-d7j-i:ov


(U>

Xv

d-sit] fiev,-&fiev

d^-ie Xvl]-T,-&Te

-qiavT]

Xv-dr-je

-(pavrj-te

Xv dr] aav,Xv-&hi aiv XvS-ei] aav,-9eiiv

Xv-^ Twaav

-(pavrj-aav (paviS-oiiv) cpocvsiij-aav, sv\q)avtJTb)aca>

Inf.ilt'-.^^-'ot,part.Ai' S-eig, etatt,v,-tvT og

XvS-vrtav

Inf. yoj^yatjpart. (pav-eig, elaa,iv,-tvtog\<pavvT)v

-Xv-di^-te \Xv

Il

Futuro

I.

pass, segue

il

modello del futuro medio:

Il

Fut

II.

(pavij-Te

cpaveirj-TSj-eTe

pass, segue

il

modello del

cpavr]

fut.

medio

XvdVj-aoi.tai, Xvd-rj-aoiirjV, Xvdij-aeai^ai, Xvdrj-a^isvog. qxxin^aonat, (pavtjaoifirjv, q'ccy^aea&ai, (pavr/aieyog.

Aggettivo verbale.

pXajc
Trqayt

1.

Tog,

37

Avvertimenti: Nell'aoristo passivo si aggiunge alterna verbale la sillaba &e, di cui Ve


si allunga nell' indicativo, imperativo e infinitivo in i;.
Le desinenze sono quelle dell' attivo
dei tempi storici, la terza persona plur. come nel pi che perfetto ha aav. Il soggiuntivo contrae l'
colle vocali del soggiuntivo w, ij: Xv&^^Xv&w, Iv-d^w/jtv^rlvd-tw^iev. L'ottativo ha il segno di modo itj.
La seconda pers. dell' imperativo che dovrebbe avere la desinenza &t, la cangia in ti a motivo della
aspirata ^e della sillaba precedente. Per non cominciare due sillabe consecutive coli' aspirata, invece di
^-5r-5i^ (&V0) sacrifico) si scrive -rv-S-ip'. Si cambia pure nell' aoristo del verbo xqqxa V iniziale
(nutro, i:Qe(p), e si scrive: -&Qcp ^v, per distinguerlo dal tema t^en; di Mttt) (^Ta<p) vale la stessa
regola: i-&(p-9rpi. Si osservi che tqsTto) fa l'aoristo passivo s-rgi'qp-^v ed -TQ/r-rj-v; Tqqxir. -d-Qiq>9rjv
e etqaqrpi; ^Itvtco: ^^iqidTp' ed i^^i(prp>; /Styrrw: s^Xa(p9-r]v e s^kd^rjv; iidaaw: iu%dTip> e tfmytjv;
epa'Sriv (evenni mostrato^, qiarijv (apparvi); -MCTaylivio fa y.aTe-Alivrji> e v.axeyM9-tp>; lyio: Mx9rp>, ma
nelle composizioni anche i^yr^v (Y.aTeXtytp'); (plyw. fl^dip', nelle comp. anche ifyrjK aveqytp';
nXiuo: Trkmtjv, s7rlKr]v, irlx&rjv; TtXijaaco: nh^yrpi ma l^eTtMyrjv, t.axETtyrpi (e xareTrA^Jyijy).
.

127.

1*8.

Abbiamo

detto nel .

108 che

nella formazione dei tempi

verbi

puri,

quali escono

hanno ima vocale lunga e si notarono


alcune eccezioni. Ora poi da avvertire che parecchi verbi conservano in tutti i tempi la vocale breve
1. yeAo rido, 2. S^ldio, schiaccio, 3. vdaw rompo, 4. ayraw tiro, 5. x^*^ rallento,
e sono i seguenti
6. ttldo^iai mi vergogno, 7. %in^iai. curo, 8. Aw macino (. 123), 9. qvw basto, 10. iikn vomito
sono ebbro, 12. -cqb) tremo, 13. ^w bollo, 14. |w raschio, 15. re'w compio
11.
nedro
(. 123),
in vocale breve, in luogo di questa innanzi ai

suffissi

dqvb) (e qvTO)) attingo, 18. jm^w sputo, 19. avita (e vi'rw)


(. HO), 16. qb) aro (. 123J, 17.
compisco. Inoltre i medesimi (tranne qo)) nel perf. med. e pass, premettono il a alle desinenze personali
che cominciano da /t ovv. t, cos pure nell'aoristo I. passivo innanzi a ^ e nell'agg. verb. innanzi al r:

Tempo
Presente
Imperfet.
Perfetto
Pi che p.

Carattere:

Carattere: e

Carattere: o

Carattere:

Carattere: e

Carattere: o

(T7r(a-w)t5

Te,(-ii))i

'dq{^-(i)^w

s-an(a-ov)wv -TX{e-ov)owrjq{o-ov) ovv


E-antt-TL-a

TS-Tl--/.-a

-GTtd-a-nrjv

Futuro

ana-au

aTt-ao-^iai,

Aoristo

-aita -aa

rt3(v..110) dq-au

te-t^-a-fim

\q ^qo-f-iai

\-te-tM-a-y.rj>\dq-rfi-^riv

rAov|uat(.ll) a^-ao-fiat
-(!7Ta-ad-(.irp> {-te'KB-ad-^irjv \^qo-ad-^up'

jqo-aa

Futuro passivo.

Aoristo passivo.
-OTta-a-d-Tj-v

\q{-o)ov-^ai,

g-a7r(a-)i-i,tr/v,i-rsl(s-)ov-firp'\tjq{o-6)ov-ftri'

aq-^qo--x.-a(^.l23) e-ana-a- (lai

-and-K-ei-v -Te-l-yc-ei-v q-i^q-'Mi-v


-tXe-aa

lTel(-)ov-fiai

a7r(d-o)(3-f.iai

anaa

TeX-a-dtj-v\ ^q-ihjv

&rj-cso^ai\te'kE-a-&Tqaonat\dqo-&rj-ao-iim.

Aggettivi verbali: atta-a-tog, ia, ov, rsle-a-tog, ra, rov; dqo-Ts,

tTj,

tv;

xog, Tta, tov.

naiviw lodo fa: in-aiv-cofiai; in-fjve-aa, STt-rjve-v.a, 7i:-'p>-97j-v, /t-aive-zg, ma ha la


caratteristica lunga in n-fivtj-ntti; v-alw, chiamo (v. . 149) fa: xaie-a-w, y-vl-rjKa, -xli]-drj-v,
xjjrg; jro&tw desidero, ttovo) lavoro, e dvio tramonto, hanno ora la breve ora la lunga
ito&aofuu,
.

IStf.

e TTdTJato; Ttoviav),

130.

tTrovtjad/.irp'; ovaio, a.

I.

pass.

t^^v.

Seca lego fa: dtjaw, edrjaa; dtdsy.a, ddefiai, idtd-ip', derg, edijao^ai.
&vci) sacrifico: -diao), i'dvaa, td^vy.a, ridTjiai, rild^v

Arx, Xskv^at

ma

(v. .

127).

Xvrg (v. . 119).


a: dvuoi-m odo (v. .
123), v.elev( comando, vle'ua chiudo, xportu urto, as'ua scuoto, Xevia lapido, Tta'ua batto, i/'ctt'o
tocco, xnitw giro, |cw raschio, x^i(a ungo, Ttqtw sego, p. e. TJKOvafiai, hLqoiadirp>, xqiarg.
qo) faccio e narna fo cessare inseriscono il a raramente nel perfetto, ma sempre nel. 183.
l'aoristo I. p. d-qa-^iai, dqd-a-&rjv, -t-nav-vio, nav-a-Tiov; di nXtw si ha TtTckevafiat,
nXEvaihp/; atw fa a-awa-^ai, ma -ac-dij-v (dal tema aw), e awa-Tsov.
kvco sciolgo:

131.

Anche

133.

xai'w ardo,

ktaio, s7.vaa,

alcuni temi colla vocale lunga o con

xitw piango

xlatr^aco, tAai'tra; vita

.
.

134.
135.

(v.

ammucchio

Xelvaofiai., iXv&rjv,

dittongo inseriscono

106) fanno v.av-ao}, e-%av-aa,

s--xav~9-rjv;

y.laiaoixai, o

fa r^oca, svtjaa, vhrjafiai, e vvTj/xai.

w'Cw forma i sui tempi dal presente vmTco: vlxpu, eviipa, vvi^fxat, vifmofim.
?Ajtw (imp. Uxov) forma dal tema ix il futuro e^co, ma dal tema eAxtgli altri tem-

^aardau, ma aoristo pas.


waratto sonnecchio watdaoi, e vwra^w; vXdtu) grido, perfetto II. yjhXayya, yddy^w,
^Aay^a, dayov; jrXa^ca svio, nrlay^cj, enhiy^a, jtMyxQ^; aaXmtio, trombetto, aakTtiy^w.
Per risalire dai tempi esposti nei . 108 126 al tema verbale, si stacchino 1. le ter. 136.
pi: eXxvaa, el'Axtxa, Xva:a(xai, ekxvadip'; fiaordtia io porto, futuro

.i^aaTdxSrrv;

jf-ao;

minazioni personali; 2. i suffissi, se vi furono aggiunti; ao, aa, o, u, a, x-et, et, ^e, *, &tj-ao,
amuento; 4. U raddoppiamento, e 5. finalmente si riduca la vocale fondamentale, se non

3.1'


r avesse,

58

Dal tema verbale giusta il . 103. si potr formar di leggieri


agevolaro l' analisi delle varie forme del verbo sar utile la seguente

alla figura originaria.

pers. del presente.

Ad

la primfc

Tavola riassuntiva dei . 108-126.


Attivo
A. Verbi

deliaci.

I.

I.II.III.

persona

Futuro

del presente

t.

ao)

lU)
I

(*ft))<5|

(ow)<~
I

rAoristo~7

-tv

Perfettrir

Passivo

lElementi

Perf.

II.

Perfetto

V. - ffo-tp a. -t.v.-ffo-tp!r.-t.v.-x-tplr.-tv.-a-tp.|r.-t.v,

-V

tv

-a,-e ..(a'w)tu,.

'

Elementi costitutivi del

Uscite della

costitutivi del
|

Aoristo l7~

g.

187.

Dei verbi

in

/.u.

39

..;,-.,

:;^Vj-^^;;;_':S

-..-;,_,,-;,-.

^Ilegl toh' elg (u ^(iettar.)

Nei . precedenti fu esposta la formazione dei tempi dei verbi in tu. e si veduto che essa
basa sulla differenza tra il tema del presente ed il tema verbale. Anche nella teoria dei verbi inf
bisogna fare attenzione a questa differenza, in virt della quale ci si pre.?entano due classi di verbi in /a.
Nella prima di queste, per formare il tema del presente, si prepone al tema verbale il raddoppiamento,
nell'altra invece si rinforza il tema verbale nella formazione del tema del presente aggiungendogli il
dpo una consonante, vw dopo una vocale. In fine si prenderanno ad esame alcuni verbi, i
suffisso
quali non hanno n il raddoppiamento, n il suffisso accennato. Le seguenti tabellette pongono sott' occhio ci che precede.
si

138.
tema

del presente

40

i\

42

Attivo

43

:'^:^"^-'

44

Osserv. 1. Le forme dell' imperfetto -zi-^ag, -ri-^a e diow, diavg, iiov (molto pia
usate che hcl&tjg, hidr), ididiav ecc.^, sono foggiate a guisa dei verbi contratti. ]Aq>-l^fu (spedisco)
r imperfetto t](piow, rjfUi, ijqiUaav, e <jp/, aipieaay.
2. Il a della desinenza aai e ao si mantiene nel presente e imperfetto tra dus vocali (xi^saai, vl^eao, hi&eao) ma si perde nell'aor. II. e^ov, &ov.
3. 1 composti vengono accentati come i semplici. Soltanto l' imperativo trasmette l' accento
sulla preposizione: c/rdog (per drcod^i), ofeg, nsQd-eg, TtQg&ere; 7rQg9ea9e. Si scosta alquanto dft
questa regola la seconda persona dell' imperativo dell' aor. II. medio, la quale porta l' accento sufi
preposizione, se questa bisillaba: /rsqid-ov, se monosiUaba lo lascia sul verbo : ngoad-ov, qm h9nv, TTQO&ov, a9ov.
4. L' aor. e il futuro passivo rd-rjv, tedijaoftai si ha invece di d-s9rp> e d-sd^aoiM a motivo
della regola esposta nel .127.

&

medio dei verbi tid-rmi, 'irjf.u e idmm ha per caratteristica del tempo
Questa forma irregolare dell' aor. I. si usa per soltanto nell' indicativo singolare inI'^j/v, e^s, e^,; lmv, soq, liJw. Di i'ijjut si trova anche l' aor.

5. L' aoristo I. attivo e

non

il

ma

x.

il

vece delle forme inusitate dell' aor. II.


I.

medio

rj-m^rpi.

6. Il verbo 'iaxi^fu

ha

tutti e

mi

posi, coUocai'l, sotriv intransitivo

due

dell' attivo. "Eottjacx

gli aoristi

posi", araiiai

mi

colloco, Sartpta

ha significato transitivo

mi son posto,

io

sto, kattjneiv stava,

ffnj|w star.' Si osservi la differenza del significato anche nei composti: qiarrjfu ribello, stacco, tvaitp' mi ribellai, mi staccai, daaxrfui sono lontano; fiarijfii prepongo, frartp' mi preposi, ffartpua
son preposto; y.a9iaTrjixi costituisco. xa^'ffTi;v divenni, xad-earrpia sono. L' aoristo medio p. e. xorreorijaaio significa ^stabil per se."

Nel duale e plurale del perfetto indicativo di aTrjfu e in tutte le altre forme dello stesso
terminazioni personali si aggiungono immediatamente al tema del perfetto iota (invece di

7.

tempo

le

ae-<na)

Perf.

^-aTt]-%-a Sogg. i-arm e otiI-kw ecc. Ott.i-ataltj-v

I.

Imp.

Infinito

y-arrj-K-a-g

i-m^-g

s-aTaitj-g

l-ai-d-i,

-ara-vca.

F-OTiy-x-e

i-ar^

-ataiTj

k-ard-to)

f'-ard-Toy

i-arij-TOy

e-arairj-Toy t-ata-Tov

-oti-aa
(-arg)

-aid-Twr

g. i-aTfrog,

?-ffra-TOv

k-aTtj-Tov

-(rratij-Tijv

e-ard-ftey

i-ar-(isv
t-<n^-Ts
k-aT-ai{v)

k-araitj-re

e-ata-tE
-aTai{v)

k-atdi-ev

1.

2.

perfetti formati alla stessa maniera:

/J-/?ij-x-a,

tema

fi-^rj-x-a-g,

jSf-jSa rov,

P. p-pa-iiev,
^-^a-ie,

/9f-/iy-x-e,

^-^a-xov,

fie-^-ai

Dal tema

D:

temo

tdia o d-doi-Tt.~a

di:

'>

S-ara-re
g. kanpwTog, vlag.
satd-vfon'joaTd-Toaav

^aivw (vado) v .147.


|}a

-orw;

e s-<ni]-ug, via,~s

-araij~ftv

Aggiungiamo qui ancora due

Participio

Sogg.

Conj.

e-wg, e^(aa,
geu.

Ott.

de-oioj ecc. dedulrjv eoe

plur. di-i ftev,

part.

3. pi. /Se/?t3at(v),

C)
.

/Sfi-/?(3rog.

Imp.

Inf.

d-oi-&i. ecc.

dedUvai ecc.dsig.

Part.

d-dt-te
6e-di--ai{v).

Pi che
aor. tsiaa.

dediiijv,

perf. dsdietv,

V. anche

142. 6.

Di

iddiaav.

^v^anu muojo,

Il

futuro

si

forma dal tema

dei: delaonai.,

r&ytpia, Tt&vafief ecc. part. te&veMg, te&vsHiaa

TB'^veg.

40.

Nel presente

I.

vivtjf.u

giovo,

mano come

segue:

aor. uyjoa;

med.

1.

e nell' imperfetto

TTiTrlijiit

empio,

vivafiai, traggo vantaggio,

ofaio (v. IL), (ivano,

vanno conjugati alla stessa maniera di

tait^fii

verbi:

m^n^ri^u brucio e Mxqrjfu, io presto. Gli altri tempi si formanca e si forma da wtpelw, wlovv), fut. t^am,

-vi-yrjftt (tem. ava), (imperf.

inf.

ovanti,

fut.

vrjaofiai, aor.

wnjfitjv,

mmao,

vtp:o, ecc.;

vaifitjr,

aor. pass, vij&rjv, pi raro invece di wvjiitjv.

(tema nlay, mfutXa^iai, imperf. ni^nXrpi; gli altri tempi si formano dal tem
son pieno), nilgau, errXrjaa, nitXtfifiai, iTrX^ad-tp'.i composti: i(-ni-7vltj-fu, iv-e-m-iinXrpi, escludono n dal roddoppiamento quando ad esso precede un/u.
,:,2.

nXri&

7rl-^-7tXrj-iu

{nXijd-io

;/

*ji;^-vVvi,-''-i!4/-!0"..-i>-.>^ufelfe^'^^

_
,

(tema n^a) fa come


nefTQ^aofieu. Compos. fi-nt-nqtj-fu,

3) m-fi-jTQtj-fu

4htfi^a&rp>,

4) 7U-x^-fu (x^a) nixQdvai, XQ^/Oo,

45

Kegolarmente

basta.

i^rtx^Tj

wv,

imperf.

rrxQi], fut.

3t?'7ffi

si

medio

prendo ad imprestito,

io

(temi X5, XsOj sogg. xpSi

forma da z^aw; 7roxQwai(v),

noxo^asi. A.

jtnqrput, jrin^rjaftaif

sjtqrjaa,

jr^i^oft,

v-e-Tri-fi-frqrp'.

Notisi inoltre: xct' (oportet) d' uopo, bisogna


inf. x^rjvai, part. r z?t^''> inip- ^XQW ^ XQV"wffff,

;;,,'--

iL-fi-jthj-fu:

M.

TcxQijce.

inf.

fut. xqrjoofuu.
ott. xpet'i?

(da

xt^)

Troz^^y, part. djtoxQt^v,

TTOXQffiai, m'approffitto,

n:oxQr,a-9tUy

seguita XQ^Ofiai.

.141.

II.

Come

medio tatafion

il

vengono conjugati

deponenti: ayajufft (ammiro),

J^juw

(pos-

so), 7tiaza(.iai (so), viqfiafiaL (io pendo); per nel soggiuntivo e nell' ottativo
ritirano 1' accento sulla terz' ultima sillaba, p. e. dtW|ut, vvaio. Allo stesso modo accentuato l'aoristo II. sjrqidfip> {TVQiwfxai, TrQiaw) e vrj^rpi {ovaio v. I. 1). I tempi di questi verbi si formano come segue:

ayaiiai (tema

1.

ya) imp.

fiydaSrjv, yctatq, ydaoftai.

^yafirjt', aor.

dvva(im (dvva), ivaaai ecc. sogg. avvali, ott. dvvaiixtp', dvvaio ecc.
dwdnevog, imperf. sdvvdiirp', ivva ecc. fut. w^aoiiai, aor. dvvtj&rjv ed dvrdad-i]v,
V. drvarg possibile, potente.
2.

3. STTiCTafiai, {Ttiava), tTciaraaai, sogg.

OTw, imperf. ijmaTdfitjv, i^marw,

maTotfiai,

ott.

7rioTaifiTp>,

fidvyvftai .

sar

xqefiaadijaoiiai,

appeso,

14S.

III. Allo stesso


((Sa

1. /SaiVft)

vado

(v.

modo

3. di-dqd-avuo corro fv. .


4. xrerVa uccido

m.

yai, part. xTctg part.

(v. .

aor. hf.qei.ii-

x^-

l'

conjugano anche gli aoristi secondi di


(tem. yeqa).

inf.

q-voi, part. q^).


inf. xrcjue, -/.xaiis-

il

presente e l'imperf. sostituiti da vTto^dv), dvxofxat sopporto),

fut. Tlijaofxai, perf. rT^rj-Ka, pi. lTXaf.isv ecc.

Tlrjvai, rldg,

inf.

fdrjvai, part. qp^ag, med. (p&d^ievog.

un aor. med. difettivo, del quale


che non era in uso.

aor. snqidfxrp', comperai

(ff/Je)

smorzo, aor.

10.

ffxe'/Uco dissecco,

11.

s'xo,

aor.

/.ti,

(/rta, ttw), part. ?rra-g, med. STrrfirjV, Trro&ai.

aor. di cSvojxai, <avtiad(irp>,

a^vwfu

&or.

<<'))

-ntd-fisvog.

Tltjd-i,

adopera al present. ed imperf. i^ (ttc}

inf. yrjqa-vai

ip9dvw prevengo, aor. e-(p&rj-v(f&a),

8. (jrgta)

si

116, 117, 121, 124), aor. ero' (wa), sogg.

(mancano

9.

f.-Kqe^idfxrp',

(pender, pendebo). Confr.

148), aor.

e-TTriy-i'

%iMrjv,

prosa

148), aor. e-q-v {dqa,

5) Tttxofiat volo, aor.

per supplire

xgfijti^ffOjuat

aor. s-^rj-v v. pag. 46.

6. (ril) aor. -riljj

7.

med.

fut.

dell' aoristo i'aTTjv si

147),

2. ytjqd-ayui) invecchio (v. .

sogg. TJUS;

moTaio, imperat. ^tw-

144.

Si aggiunga ancora igafiai amo (in


qdadTp/ amai, fut. qaa&ijaoixai amer.

dvvaa&ai, partic.
dedurrai, agg.

perf.

aor. ^mo'crjdirp', iTnaTijrg.

fut. mar'^aofiat,,

4. KQifxafiai {-xQSfio), sogg. iqfUfmi, ott. yi^enaifir}>>,-aio,-aiTO, imperf.

a&rjv pendei, fut.

inf.

ea^r/v.

Inf. a^tjvai, v. p.

si

servivano gli Attici

46.

aor. i'-adrj-v (axAj;) inaridii, ax^yat, axXairp'.

imp. axg, da ax-S^i{axe),

1.

sing. aor.

e-axov.

12. liayMnai, k-dMvih)) fui preso, sogg. iw, ott. aitj-v, part. ^i'g, inf. AtSj-oj.

13. ^lia, aor. -^Uo-v vissi, ott. /9t-f^j;-v (non /Jtoi'i^ come yvoi')^, per distinguerlo dall' otta^ioitp>),
inf. ^mSvot, part. ^wvg, ovaa (il neutro non si usa;i casi obliqui peraltro vengon,
Il presente ed imperf. sono poco usati dagli^ Attici. Piuttosto^ si usava
suppliti dall' aor. I. ^uaag).
^(ft)=Cw, il quale alla sua volta prende gli altri tempi da /?tw, fut. piwaoficu, perf. //Si>xa, /Setivo pres.

pianai

^loi,

part. ^e^uo^ivog (. 148).

14. yiyvayixo, aor. tyvtav (yvo) conobbi v. . 148.


16.

nivm bevo,

aor.

smov

(.

147) imp. iti-9i{jn).

>'

'-

16. vo) affondo, aor.

-^

46

sw, imp. v-^i, Svvat, dtg.

17. q>va) produco, aor. 'fvv, inf. q)vvai.


Analoga all' aor. II. Wi^v pure la
di ^^iip' (T. . 148) e xqtjv dai temi ^e, x^^c, pf^scorro, z^'V'' ""^i rallegh).

Tema

/Ja

a/Je (v.

144;

formazione

il
.

144.

Nella formazione dei

tempi

si

osservi ci che fu detto nel . 128. 131.

Si badi pure


(pa-i.iiv S.

(fd 0. (paitj-v

I. (f>a-9i

(ffj-S
ti =>,

D. qia-Tv

(fot^

(frffi

(pali]-e

(pa-d-i

qpij-ffi

(fa-xv

(fa-ai

ecc.

ecc.

fti-fii (tem. (fa)

'I
Pres.

i8

la conjngazione dei verbi indicati:

Ecco

inf.

(f

P.

-vai, dire

|Fut. (fr/-a};

2. Si notino le forme: jj-f (e. lat. a-jo)

Soggiuntivo

S.iosonol Indicativo
1

ft-jiii

2. p. (pa-ts
SLOT.

eim

D. 2 ff-rv

rriov

eirrtov, eitov irrov

3'(T-r(5i'

tjTOf

stjTrp', ei%rp>

2JI
3|ff-Ti (y)

me

ff-r

3\elai(v')
S.

Im

i'-wa-aav

etji.iev,

ei^tev

sir/is,

ezs

ov

eoTe

g.

e<TTWv,opp. ffrcuffav

tjfitp')

3f

3mTi]v

S.

1 W*'
(e fjaTs)

rflav

saoift^

l'iaoi-tai.

i'a]

opp.

(per ffeTaO
D. li'sffHe^y ecc.
1 ;el-f

2*1
3 el
D.

vado

<rt

i-T(fy

3/

t-rov

P. li-uev
jt-Tfi

3it-fff(v)

eaead-tti

i'aoio

i(jt

3s(jTtti

S.

Participio

oSffa

's(n(ov
1

i'aoiTO

iaolfie&ov

ec.\

(enei. t. g.

d'iig diss'egli (v. .

la&i

enjacn/, etev

\(i)ai(v)

opp. ^ (e med.

we

fj

D. 2|^T0J'

2
3

diss'io,

Infinito

2\ma

P.

-(fd-triv

s(jt(a

llff-lity

e-tpa-xe

^nfyw

Imperat.
I

F.i'-tpa-iier

e-(pij

(ij

il'-(pt]^)-(f>tj-ad^a,s-(fa^ot'

e-(frj-aa: affermer; affermai, sostenni

= inquam;

Ottativo

D.

S. i'-tptj-y

W-og

12)

65. osser.)


6. siedo

.
1

Indicativo

Soggiunt.

Ottativo

49

Imperativo

Infinito

147.

v^'

50

Verbi irregolari

100 abbiam detto, che la divisione dei verbi ?i ba,sa sul raj^orto del laiaa ywbale col
abbiamo poi trattato i verbi che sono compresi nelle classi indicate al g|. lO^^ Vi
i quali formano il loro presente in modo diverso da quello ivi esposto.
A seconda d^la
maniera particolare, colla quale formano il presente dal tema verbale, li dividerenqft
%li^^to cl^si

Nel

tema

del presente, e

sono altri verbi

con altre suddivisioni.


'.-''

'

.;?"

Classe quinta.

tema

del presente formasi dal

A.

tema verbale aggiungendogli un

suffisso in cui si trova

r-

Tema

Presente

^.

--

Future

Aor. pass.

Trevaopat

itvS'

2i. tvfXdvio, colgo


(tci'xw, preparo CI. IV.^

fftS-ov

\fta&

Trw&'Ofiai, ricerco

Perfetto

Acrisie

Moto

21. M9*K.{(ihj&idy]&t6o'k^9
m. inilar&voftai, ditieiitico
22. ntf^no, apprendo

SI

:rrtma/.tttl.

rervxiput, di

'tw-fov

\Tvx

jrado ttevxa

I
i

Al tema verbale

F.

25. /fw'tii, turo


;i8i;
26. *xv0|ua(, vengo (<y-,^|-)lx
ii'7r-4z
27. ijnaxvio^tai, prometto

si

aggiunge

suffisso ve-o.

t^iaa

/Siaw
(ffZ*)'''''''<X'Z';'<"'|iii

si

'^i^Ta^iai
lyfiai

'imfiTiv

Ji^ofiai,

G. Al tema verbale

il

yntaxiirp'

aggiunge

il

^vTttaxti^Mt

suffisso w-ia.

28. JUa'yw (per ila-'v-io)


I

spingo, caccio

is^S

I-fS.

ir.hjkai.iai

ecc.

Il

tema

del

presente

Classe sesta

(Incoativi).

formasi aggiungendo al tema verbale, se

so ano (ffxf), ovvero t-axo (i-a^), se esce in consonante. Molti verbi

presente (v- . 138). Questi verbi chiamansi incoativi fcome in lat.


nuHio il cominciamento d' una azione.

A.

'

Temi che

escno in vocale,

ma

esce in vocale,

hanno

il

il

suffis-

raddoppiamento del

verbi in scoj, perch molti espri-

che non ammettono raddoppiamento del presente.

83
Presente

55
Presente

'

Tema

i^'V

64

55

Molti Ter^i di significato attiro, e specialBteBte quelli che indicano un' azione corporale
mentale (p- e- cammino, mangio, apprendo) hanno nel futuro la forma media conservando tuttavia il
significato attivo. Eccone l' elenco.
2-

ignoro

canto
odo

2. $u),

un grido

qaofiai

naivao(itti
26. iiraivib), lodo
27. a&lw, mangio l'do/iai

18. tAot'jUaCw,

mando dXala^oftai

di guerra

5. (iaq%dv(a pecco

49. Tt^ao), salto

25.

etjUi,

lala^to
ftaQT^ao^ai

Futuro

Presente

Futuro

sono

yvofjaofiai

moveofiai

3. xoi'w,

4. dilaAaCw,

Presente

Futuro

Presente
1. dyvoo),

eao^iai

am- d-avfjLdaonai

miro
29. ^w, corro

d-evaoj.iai.

30. ^ijgaw, caccio

d-r^qdaonoLi

50.

Ttjdrjaofiai

miw, bevo

Ttioftai

51. niTTco), cado


52. rrA*'w, navigo

Ttsafioci

n'kevaof.iai e
Trilet'aofjuat

Trri'w,

TTvsvaoi.tat e

soffio

Q. ?raTw,incontro Trttrtrjao^ai e 31. drjQsvca, caccio &rjQeiaonai

32. &iyydvw, tocco D-l^oftat.

rroXaiu, gusto

7.

34. ^Qciay.o), salto

^Tra^w, rubo
uqTtdaofiai,
9. ^adiCw, cammino ^adiovfxai

35.

8.

10. /JatVw,

^luiaofiai

12. ^XtJtu), vedo

piipio e

36. /.ot'w, piango

13. ^hiauo,

37. yXTTTO), rubo

^Xfponai
vado (lohn^tai

uo^

14. (9oaw, grido,

jSoK'<wf/t

15. yejlaw, rido

yeldaof^iai

56. Tvwd-dvo^i,

xlaioofiai e
x^'i/w/iai e

pi raro: ytohUaco
Sd.kayxva), ottengo Xrj^o^tai

61. (T/WTFTw, derido avujiouai


62. aJTOvdd^), m'af- OTTOvddaoftai e

40. hxfi^ayw, prendo ktjipoixai


41. ^iav9dvo), ap- fiuSijaofiai

63. avu^aivsi, accade av(i^i']aeTai

mordo dij^ofiai
da^dpo, dormo aq^ao^ai

43. olda, so
eiaof.iai
olud^o^iai
44. oJjUftJtw, gemo
(di et pi tarda: 04|uw|w^

20. dsld), temo


siao^ai
21. dt^^ffxw, corro qdaofiai
22. diwTua, inseguo dui^o^iai e

oftvi'fii, giuro
pi raro
46. gtt'w, vedo
23. iy/Mi-ud^w, lodo yyuofudaofiai. 47. Tratte}, giuoco
\2i.yxdaxio, spalan- yz"''''^!""*
co verso uno la bocca, lo beffeggio, 48. Trdaxco, softo

45.

3. Il passivo di molti verbi transitivi

ha

il

anovdaio

fretto

64. ffi'^iVx-w(cii),zufolo av^^oftai


65. ch.TO}, produco r^oftai
66. rpzw, corro
QUi-ioficu
67. Tpwyw, rodo
TgtJ|0|Uoi
68. i-fj'x''Wi ottengo Tsv^ofxai

vevao^iai e

yvdaoficu,

18. daxvw,

^tvaouai
^ftjao^tai

aiyijao^iai
59. aiydco, taccio
60. aibJTtdci), taccio auoTrijaofiai

42. viw, nuoto,

chio
17. y/yyaJffxw

Trevaofiai

chiedo, molto raro: nevaolfiai

57. Wi scorro
58. ^oqiico, sorbo

38. xoAo'^w, punisco 'AoXdaofiai

prendo e comprendo

16. y)7^d<Ty.w, invec- yTjQaofiai

19.

S-OQOvftai

mi fatico xa^ov^at,

cammino (?)f(TOjUot

11. /Stw, vivo

(aoristo

y.dfiv),

TTJ'frffoi'JUOl

54. Tiviyo), soffoco 7rvi^Oftai,ovfictt


55, Tto^u, desidero nod-ao^ai e

aTtoXavao^iai e 33. &vrja-Ma, muojo d^avmfiai-

iroXavao)

69. v^QiCw, insolen- v^gioCfiai e

iiov^M

v^qoo), att.

tisco

fiaw

70. (pevyu), fuggo

opo^iau

71. cpd-dv}, prevengo (jp5i/(T0ji(ai.

?ra/|ojuai e

72. xo''w, sbadiglio xovovfiai


ywqi^aofica e

73. ymqiw, cedo

jra<|o?f(ot

Ttdaofuxi

Zwpifffw

medio Cpass. med

valore

iw

(pv^oti.iai

).

Il

futuro ha la forma

passiva.

etazww

svergogno,

alaxvvoi.iai

mi vergogno,

fut. /.aro-yJ,/vw,

mi

alaxvv9i]ao^tai e aaxvvov(.iai
ttTtaXldtToj, allontano,

d-rcuXM-cto^iai,

me

depongo,

a. niateyJj.&tp'

y.areyJd'tp',

coricai

ne vado AtJTi'w, contristo, limolai, sono

afflitto,

fut.

med.

aor. pass. dmnlXdyriV, fut. dTralayijaofiat

ufllTT, scamoio, rftijAtyrv, mi riconciliai


TtToAtiTTw, scambio, awrjklayrjv, mi riconciliai
loTTio, accorcio, aTrfffajfJojiiaj, soccombo
STrsiyw,

spingo, fTielyo^iai,

m'

affretto

karido,

convito, katidoftai, gozzoviglio


eqtfaifbj, rallegro, evqQvrjv, mi rallegrai
fut. evqiQttvov fitti e tvifqavdijaoiitat

(nqi(fio, piego . tatQdftjy,

mi

volsi

pyt'Cw, irrito: qyitofiai,

mi

adiro, fut.

Qyiovi.iai,

raro: qyia9rjao(iai
giidco,

spingo, oQfitjd^vai, mettersi in marcia, affret-

tarsi,

f.

qfiTjOOfitti

TTSQaiw, trasporto, pass, col


TrA.cD'att),

f.

m.

oltrepasso

faccio errare, svio, pass, erro

(fo^tw, intimorisco, iqo^i^Shriv, impaurii


(faivio,

mostro,

((fdvrjv,

apparvi da (palvofioi

56

a^

hanno anche valore passivo: aofiai curo,


alcuni le forme medie valgono cos pel passivo che

Le forme passive

di molti deponenti

iixofiai ricevo, idixi>rjv fui ricevuto; in


To: i-uniofiai imito, /if/iZ/o^/Kai ho imitato e fui imitato.

4. Verbi di Significato transitivo

-,;;

1. l'oriy/Jt T. .
2. ^alvio nei

Cy. . p. 46),
3.

fondo

fit^Tj-xa

poeti fo andare, coli' aoristo:


sono andato v. . 139. 7.

i'^rjaa,

a) teo (calo, velo), dtaw, i'draa, tdil^tp'.


b) vofi ai e di'vit) (\. . 146. 4) mi calo,
tramonto (sole i, mi nascodo.

fut.

mi

invece /?i^ andai

intransitivo

/?i^ffw,-

affondo: dtaoftai, tcv, idiiux; %atai<a af-

v.aTadioi.iai

:'.'f'\"j

;' /^

4.

ed intransitivo.

139. 6.

xdvto riva ti svesto


vdvio Ttv ti vesto

'"'

a)

b)

natura fv.

cfn'vj

fui curato,
pier l' atti-

tyi.Svo^tai

ivuofiai ti

i,

;..

mi svesto.
mi vesto.

produco, qiavj, i'fCaa;


vengo generato, nasco, i'fvv

(jpi'o/iOT

"

"

'..-

sono

<pvv) fui generato, divenni, n<fT%a

(cfl-vcu,

di

'

142. 17).

a^twvfu smorzo, i'a^saa smorzai.


b) a^iwv^tai mi estinguo, l'a/Ji;' mi spensi

5. a)
.'*-

:'.

'

6. a) (Txi'tu disecco (v. .

.'

'\

,-..

7.

[_'^

8.

-."'

a)

iyiiqio sveglio, yeqd, ^ystqa, iyi]yQ-/.a, yijyeQuai, tjytQd-t]v,

b)

iyi'QOi.iai

a)

desto, aor. II.

perdo,

(ikhfiai, (lat.)

9. a) Tiditv) persuado,

b) TTtid-ofiai

-.^ttm&a,

credo,

vk

tjyq't^irjv

mi

(.

'

--'

svegliai, iyQijynqa sono desto.

lokeaa, li^-Aa, perdidi v. . 144. B. 4.

wjiojv,

ohoka

-^

'"!

123.)

...'

perii.

i"^

ndaw,

tntiaa, nininna, jteia&rjaofiai verr persuaso.


ubbidisco, Tiiiaonai, tndaiyrp/, TrtTteiafiai sono persuaso (raro
.

perf.

IL

confido).

10. a) (palvio mostro, (fov, eiprjva, 7ti(ftty-f.tt ho mostrato, Tittfaa^iai, i(fdv&rpi.


b) (faivoi-iai appajo, i(favrjv apparvi, favijaofitti, niqtjva sono apparso.

>"5*'

ninqaya

11. TTQciaa) faccio, perf. II. TttTrqSxa ho fatto,

(p. e.

,r

"'

13. a) ayvv^u rompo, e'a|a ruppi (trans.).


b) ayriftai mi spezzo, Idyrjv, perf. II. laya sono rotto.

.:

.'_

a) TT^yn-fu attacco, conficco, 7n;|w, titTf^a, jrtTir^yfiai sto fermo, ijonxd^.


b) m^yw^ttt. resto attaccatto, gelo, ninriya sto attaccatto, sono saldo, inyrpi.

15.

^yyv^u

spezzo,

"

...

14.

'
.

male.

ev, tiaxiCg) sto bene,

12. viiixa ho aperto, dvti^ya sto aperto v. . 144. B. 6.

i..

mi

b^ (Miniai pereo, lovftat,

,'

"'.

spento.

b) a-.iXh)^iai inaridisco (intr.), taxi);' inaridii, ayifoo^iai, eax^j^xa.

[.'.:

'

mi sono

Cp- 46), ea^ipia,

142. 10).

i'^^ya sono spezzato.

16. a) a^Ttto faccio putrefare.


b) arJTto^tai marcisco, aiatjTta son marcio, iaSnrpi.

17. a)

'

Tifxftj

liquefaccio.

b) rTJMftat intrans., raxrp'


t
,

'.

.'.

mi

liquefeci, TTtjna sono liquefatto.

18. a) ex7rA.^rr((jff)w e xara/rAjJrrw spavento.


b) ir.-{jMxra-')rt.fiTTO(.iai, mi spavento, stupisco, aor. f|-(xar-) 7rXayrp>.
19. yslvonai

passivo

usato soltanto nel

pres.

imperfetto,

nasco,

ma

1'

aoristo

lyeivanrpr

prodassi, da yiyvo/jai.
Si notino ancora
perf. II. Tt&]Xa

verbi che hanno nel perf. II.

significato del presente, p. e. ^Xca fiorisco,

il

fiorisco.

fjaivoftai infurio, fittvov(iai, ifidvrp', perf.

iii(irp>a

infuiio,

furente, adirai.

':'-:

^<\^i^)h^-

<*

ma

fialvm faccio furente, eiirjva feci

E
I.

e n e

&7

A4ri|l#.f l^e o t

i.

wb can, cM:

Pra|M92MM cb* rtfgoM iM

/-

^^

;^y

a) n Genitivo.

^^vU
il dinanzi a

'Ex ed
W/ro da.
IIq davanti (e rare volte) per, a favore di.
pr, inveee dL
"Evtma a, cagione di (sta quasi sempre dopo il suo caw; Uvev
vocale, da o di, fuori.

Moza.

b}

*&

io.

3 <?*'

II

Ditivo.

eon: atv Qetp, con Dio, coU'ajoto di Dio>

e) Accusativo.

'^MctgMC oMcavorso^ durante.

II.

il

^l
t

per,

f^

Elg ed

'Eg in, verso, oofitzo, a.

Zig

Preposizioni che reggono due casi, cio

(ki. ad) sSffl'endosi a

r Accusative

tieoitiva

di x^''>*f>, dopo lungo


a traverso
af& par meezo tuo.

teni-

Ji s per

per agiene- tua.

te,

Kttfd verso, contiu,

Kar

all' ingi.

yvifii^v

secondo l'opinione

significa inol-

tre per, a traverso, traversalmente.

hFn^^V SApra per

0-

ftivore di.

HI.
Il

'TT^r/g

Preposizioni che reggono tre casi, cio

Genitivo.

iiifiql e IltQ

sopra, al di sopra, al di l.

Il

L' Accusativo.

DaUv.

'.^fiq e lt^i circa, per,

circa, intorno, di.

JMevcc con

'Etti

in.
I

a cagio-

ne di

"Eni su, sopra,

'yifiqi

Ih^i

circa, in circa.

oltre,

dopo

in aTiTi dopo di
{Mtra fra, poetic.)

IWpog

(jct ffow, con te,


per iOzo.tu(^.o.;))l tuo aiuto.l
rpite
tioq
da:
roZ ^aatliiog, Jla^ presso, al fianco
veniva dal re.
apud^.
Jli^ a, da, rispetto, dinanzi : n^g a. Terso, oltra.
TT^g 9iv dinanzi agli
Deij

Tbt^

viartj 'Eni, verso,

lui).

MetA
di

dopo.

(lat. Ilttqd a, verso,

contri

vicino.

(coram

'Xn6

i7i^

a,

vOTse, giusta.

Diis).

da, sotto

VX":^

a,

sotto.

'Xn

sotto.

..

V--;C^

_
j^**

58

DeldfaiettoOmerieo.

:^-

'KC-

. 1. Della quantit.

Sillabe che contengono una vocale lunga o un dittongo, sono lunghe per natura. (V. Gr. 2.16.)
2. Lunga per posizione dicesi quella sillaba, la cui vocale breve susseguita da due o pi consonanti che non sieno una muta e usa liquida, sia in quella stessi voce, sia in quella che le vien die1.

tro, p. e. tv

aniaai yXafvQoai ^

- "

VTtttTS %Qtiyi(oy

Tovxo xor

Mtl

mnta con

X,

iai!>iant> tqu
(i,

- -. Perfino un semplice l,

v,

v,

fi,

nolQ<n>

3. Vocali

^|'-|

xoToAf ijg
nel

tema

l"".

oW

terminano

- - - -

tao

Una

ficf

-.

-=^
|

principio delle

^ in

posizione:
posizione i

fa

parole

lnetn nttviv

/( ^ vtqng

"- |-t-- |---|

drjv - - -

--.

una parola diventano innanzi ad nn altra

xj jjvij inn -

- " -

- - -

(=xot

Ytlfiaai).

sillaba breve pu diventare lunga nell'arsi, specialmente poi innanzi alla cesura

iwxr,fif*oi

|--h||'"'|

vocale

laninzi alle pirole poi, che comin-

ciavano anticamente da F, resta lunga la vocale finale noi sUfiaatv


4.

ag, ^ - -

temere) e in dr^ (a lungo) oS" S^ tvi

di (saai,

lunghe o dittonghi che

in tesi (abbassameutq) brevi:

fanno in Omero quasi sempre

pure

cos

^ -

"

-^

-"

Osserv. Anche una consonante

t^r^o-

NB. La prima sillaba di un dattilo o di uno spondeo si dice essere in arsi (adta), perch si
pronuncia con un certo alzamento di voce, e la sillaba consecutiva chiamasi la sillaba in tesi (abbassamento), perch si proferisce meno spiccatamente.

3.

Delle vocali.

iitf].

usano la vocale o, Omero ha spesso n fr. Gram. . 23) p. e. yogi^,


Egli allunga spesso e in ei, n in oi- p. e. Svog, xQvos^'*i< n:avlvs, ftolyog. Pi di rado si trova

0,

Nei

per

casi ove gli Attici

ai per a,

ao

2.

tj

(^i^j si

per

p. e

nvnii^, acrg, tiOijfiiPog.

cambia sovente

eu per au)

in

p.e.

l^iQiido e ^iQiideut (metathesis quantitatis>.

. 3. Del concorso delle vocali.


si fa secondo le regole esposte nel . 15 e 16. della Gram. Si noti soltanto cha
contraggono sempre in ev p. e. q<ilivviag.
2. Spesso si omette la contrazione: di%ioy nais, oig, &qaing; all'incontro la contrazione ha luogo
non di rado in parole che gli Attici lasciano sciolte: come Jp^ (<e'>St, pioaui (!lnijaag\.
Due vocali che non fanno dittongo, nella pronuncia si fondono assai volte in un suono lungo
misto (nWCijffig), p. e. 'Acqeio, -mqia, fij aU/>g, ti ov.

La

eo ed sov

contrazione

si

r4.1ato

(V.

Gr.

j'U

17).

L' iato permesso;

:.[-/

tei;,

1.

dopo

2.

89 le parole sono disgiunte a

le vocali

3. se la vocale finale

4. se

P.

una vocale
e.

finale

1.

Trail Sfivviv, -

2.

X)h'finte, ov vi t'

3. vTt9t<it

4.

nlayx^f]

mezzo

della cesura e dell' interpunzione,

lunga e si trova in arsi,


lunga viene abbreviata essendo posta in

Xidvar^t

-'

tesi

;,.] S.

innanzi ad un' altra.

>

...

w)-""!-""!--"xj-""!-"

frti - ^ "

Vdvaang

oim iaccv - -

Oss. L' iato soltanto apparente innanzi alle parole che anticamente avevano
S'sol dtivds vita9m ( -- Yoi-h>i), oidi %i tqymp ( - Yiqywv).

.5.

il

digamma,

Elisione.

In Omero si elidono anche le vocali or, , e e o nella declinazione e conjngazione;


minazioni fitti, aai, tal, aSai; ot in fiol, zoi; i in ini.

.0.
Innanzi a consonanti si possono omettere
nttQ, nord (uonon^): aq, av, irdq, -mot.

p. a.

Apocope.
,

le vocali

finali brevi

in

Squ e

,7

cu.

nella ter-

aelle preposizioni pd,

59

assimila a qualsivoglia consooante seguente; il v di a' si assimila al l


ed al f< sapente e innanzi al n si cambia in n, p. e. xatt miinv,. tl irafur, tex xoQvqitjv, xaiiure,
~^^it.
dftfioqt, aiXi^ai, S^i nidiv. La forma at'e^ao deriva da FFc^tki

Oss.

T del wt

si

. 9. Delle consonanti.

In molti casi le consonanti dentali e gutturali rimangono inalterate innanzi a

1.

p. e. Sfisvy

(i,

iuiiU>^-9fiirog, xaxfiivog.

2. a innanzi a a non sempre si perde e le consonanti dentali mute si assimilano


nodai).
susseguente, p. e. taao^iai, noaai (
Si raddoppiano in molti casi lu consonanti semplici, e specialmente poi il, n, v,
tkXapov,
Taaog,
i'aotvoy.
Sitjrws,
ififiadov,

f;j-(?-porog, da ^Qovg
e q, come anche |i e A si inserisce /?,
lat. morior^, fiifi-fi-luma dal tema fikofiol. (v. Gram. . 151. 2, 13).
trlig e nltfiog.
Si notino nrAig e irrlifiog

Tra n

4.

sp3S8o al

e a:

(f

hqots

om,

^ma /uo^,

5.

Non

6.

Anticamente cominciavano

a e 9,
digamma

infrequente la metatesi di
col

p.
i

e.

^Qaog

maqiir] e xqait),

e ^Qdaos.

aywfu, tJmmftat, avaS, aaiv, eoQ

vocaboli:

(lat.

Xks, e/rog, eQyov (ted. Werk ),


JWv;h (tem. F*g), ff^ijg (vestis), "arTSQog (lat. vespen, etog, Idsv (lat. video), iov (lat. viola g (laL
viS', aog, olxog (lat. vicus, viclnus, ovog (lat vinum 1. Con sigma
digamma principiavano antiver), i'&og, linoai

lat.

vigiuti

1,

tigcj, fut.

qu

lat.

vebum

mv,

).

camente
(.lat.

vocaboli vdavd), aor.


ding =. aFldtng,

Nel
e: i,

evade=taade,

^^g

suus",

suvis suadvisj

^dt'g, (lat.

ae

(a,t.

se),

og=ffFog

e ^ihing (lat. suescot

Omerico alla consonante


da aog.

dialetto

iiixoat, tatj

iniziale originale di certe voci viene sostituita la vocale

Declinazione.
.

Una

I.

plurale, p.

e.

Terminazioni particolari ad Omero.


d'

Omero

^xCO

forma

che

il

genitivo e

il

dativo singolare e

dal
con forza, &^Qtj-<f* alla porta.
novto-qn dal mare, naq' avT6-<fi presso di loro (1'
sempre accentato^.

1.

S.

terminazione propria

ei-vij-q'iv

2. ex

letto, filrj-tfiv

3. e aTi^Sea-fiv dal petto, ttoq vttl-<f>tv presso le navi.


II. Le terminazioni locali &t, &ev, 6s si trovano spesso in Omero; il de encltico si aggiunge
per lo pi all'accusativo:
oYxo-&t a casa, xi^p--^t nel cuore, ovqav6-9e> dal cielo, "Idij-^ev dall' Ida, olx^, icuvde, cWe
dnove nella sua casa, '!A'id6gde=lg'.Aidov.

Sono

La

= i| Ug.

irregolari

fiyade

in fuga,

i'^ate in terra.

terminazione &ty fa le veci della terminaziono del

.9. Prima
1.

Invece dell'

finale nel singolare

declinazione.

genitivo, p. e. (itd-e'=nov, e|

Temi

X69er

in a.

Omero ha sempre ij, eccetto il solo &e.


maschili esce in a p. e. tjtjtr cavaliere, vs^hffBqha

2. Il nominativo singolare di alcuni


adunatore dei nubi, confr. il lat. poSta.
3. Il genitivo singolare dei nomi maschili esce in o

sta

(contratto a), p.

e.

Idr^io e

"jtfoeiew, 'Eoftelo.
4.

genitivo

5.

dativo plurale esce in oin{v)

-Ji'i

1.

8.

'-

plurale

s--'-^-."

--V'.

esce in

:.

/,V

iw Ccontratto v)

bv

27?,

di rado in

10. Temi

mg

In 0.

p.

Setty,

e.

mimt,

vanniv

p. e. ^((ijoir, nffnje.
'

'.

genitivo singolare conserva la terminazione pi antica io ed esce quindi in oto; rarissima


8i trova la desinenza 0-0, pi frequente la desinenza attica ov, p. e. m>ftou>, {fio-=ol Od. I. 70).
2. Il genitivo e dativo duale emono in ouv p. e. wftotif.

m^

dativo plurale esce in oiai(r), otg p.

e.

^eom

^aug.

. 1

Seconda ^eoliuzionft.

genitvT) e datiro duale teimioa in o#(v p. e. ttvSwip.


dativo plorale ha la terminazione pia antica am{i') oltre all'attica ai'); ti tniMMi
in consonante si aggiungono amendue le terminazioni a mezzo della vocale congiuntiva e, p. e. nn-seaiy e rroool, ra(i-t-iuv, fitXt-i-aai (invece di ^tXta-i-aaiv) e fSltaai, vt'xv aai, spesso pel si trova
Ktsttt6 rtri-tom, {hytiei<Q-t-aoi (attico ifiyargaai).
3. I temi in a per lo piii non si contraggono,- ing pu centrarsi in rg, ft. . <9i((i$.

1.

II

L' e della uscita dei temi in g, invece che colla vocale della tdrminazioi^
canlcae spesso
aititi, eidtag . e 'tdi'tag.
colla vocale che lo precede, p. e. anf^i
I ti'Mni composti di -Akiog si declinano cos: 'HQordijg, 'HQay.'lf;og, 'Hgaxl^, "Hfcmt^a.
'-

L' o dei temi in ag

I temi

indebolisce spesso in

si

conservano

il

loro

p.

o.

nag, otto^, e'vu.

p. e. nviig, /.tiivuog.

i,

,r," -,-;$

Oss. TtUg (_moXig) ha queste forme:


Plur. nom. trnheg, nnkijts

Sing."
gen. Trnhng, jrnXrpg
idatt.

mh^i

TTAr,

gen. noXt'v

e nXii

datt. TroXi-taat
accilS.

temi in tv allungano 1' e


ta/ao per anche le forme attiche.
6. l

in

j;

per compenso del

13.

:!rr>)ijng.

eli30, p. e.

rrX^g,

n6i,t5.

^aadf>i, jJajjiJi;

si incoi-

Aggettivi.

Invece dell' il femminile della prima declinazione ha t], p. e.


2. I temi in v formano il loro femminile in tta gau. iitjg), tu
1.

iy.alrj,
e,l

trj,

enxgij.
p. e. lia^tc

/?i^*\,

cJxta, tvgtlr^g.

trovano in Omero ameniiiie i tini ttoXv e ttoAIt iu qinsi tutti i cajroli'tg, jcoX^tg, cnX^fw, 7coXiaai ovvjro
noXiai o
si del genere maschile e neutro: iroXXg e uoXXot;
noXitaai, jroXiag
4. I comparativi e superlativi in uov, lamg si trovano pi^ frequenti in Ooisro che presso gli
ttici p. e. yXvxlMv (yXvxi-g), fidaauv e (ir/xiaTog ifiax-q-g), (fiXwv (qiXog).
3.

Di TToXvg (rrniXi-g')

si

Oltre fila si trova in

Omero

la

13. Dei numerali.

forma
.

1.

Personal

l'u,

r^g,

j, tv; oltre

14. Pronomi

rtasa^sg ans'je nlavQs;.

61

*
Pronome

indefinito e pron. interrogativo:

Sing. gen. To, Ttv

'

^,r

Plnr. gen. rlior

dat. t^)

..'

dat. tioiai

'

neutro plur. Saaa.

In oarig resta spesso inalterata la prima parte: oug, ozso o


itnai, OTivae, ueut. pi. iiaaa.

C
L'aumento

spessissimo, p.

si oipette

.
1. Le
vmh fu e

tico,

iarffiinaEioni antiche

BOg. ed ottativo

'

u g a z i
n
15. Aumento.

n
.

:>

2.

La 2

fi,

e.

^j

per

oneo o

orrsv,

-if^

e.

;-

Sieiii,

'V

onpa, ouiaTf

.j

"

Vis per elle, Kwte per IXeae.

i't],

-^-v-./'-

,
:

,;..^

;^

i^.v-

16.

Trminazioni personali.

a9a^

ai si trovano pi di S3vente in Onnero che nel dialetto at-

nel soggiuntivo (p. e. tfUkoui, /.ttlfoiui, iS.-iui,


e.. H^tlrja^a, -/.latoia^a, (ialr]a9a, (aloiai^a).

yyco^u, S-ilrjM, ^aXrjof,

a^a

'

iiel

p.

med.

sing.

di spesso

non

si

contrae p.

diQeai, sogg. ixicci, imper. pXleo, imperf.

e.

aor. wdvaao.
duale e la 1. plur. med. finiscono spesso in ^teaov e (tea^a, p. e. rtirhaaiuaOa.
3. persona plur. invece che in vcm e vio termina non di rado in atai- e ato, p. e. dsaitnai, mrerqttffaTai, TLtiato e xt'oro lattico t-Asivro), Titrpolijaco, ytvoiaio
5. L' infinitivo termina spesso in //yi, abbreviato /(f, p. e. pres. TV7tTitev{ai), fut. ^fitv^at),

tkiUo ^contratto

La
4 La

3.

i'irltv),

i. pars,

4r. il^ifuv ai} perf. Te9vf4v(ai), aor. pass, ^a^l^^ltv:al^.


L'nf. aor. li. aii. termina anche in ittv, p. e. Idtetv.

."
.

17. Soggiuntivo.

Nel dialetto Omerico il soggiuntivo buon numero di volte non differisce dall' indicativo per db
conceine la quantit della vocale che precede la terminaiioue: Yoiitv per uoiiev, niqtvofitv per
xoTtaatTai per vjntiaarjrai^ aor. II. pass. daiitUve per daiiijie ( daiitjie \ Si deve quindi
por mente a distinguere le forme dell' a. I. attivo dalle forme corrispondenti del futuro.

che

Stftnofitv,

I. Verbi

^i

contratti.

presentano forma: 1) sciolte, 2) contratte, ovvero 3) distratte, vale a dire in


alle vocali risultanti dalla coutrazions si premette uu' altra vocale breve accentata dello stesso suono:
1. I verbi in

l^ntti, Q^i^, fhkiiai,

Mav

(fut.

da ihxhio).

cagione del metro per si inserisce talvolta una vocale lunga p. e. fjiioaa (attic. jiSoaa da
ifito), ovvero la vocale breve sta dopo la vocale che risulta dalla contrazione, p. e. ^linvcts (attico
iJifiivTeg.

2. I verbi in
4:

jdittnagbi et

iw subiscono alcune

tv, p. e.

volte la contrazione, so

dalla contrazione possono risultare

thl, zthxai. Alcune voci contraggono le per anomalia

in

ly,

p. e.

oqm^irpr

(A>gjr() ceno). Si noti l'inf. irreg. (fo^t^vai {tfoqot porto).

Nelle forme sciolte

lungato

si

trova

ti

invece delta vocale caratt. del

3. I verbi in

w ammettono per

in

del

tema

co,

p.

e.

tema

e; p.

e.

hililem.

lo pi la contrazione delle vocali. Nelle forme sciolte viene al*


vnvwovies- Forme distratte sono qioai Cattic. Qovai), dijwyev (at-

tic. dfiohv).

.19. Tema
Vi SODO molti

qnisto), ittltio (divido), /(f^jUij^i'Cw

doj ha

il

tema

viti.

1.

no^n

A^e
r^

tema verbale.

'H-'"
"'

j;.

.
I verbi puri che

piano spesso questo

del presente e

che hanno y per carattere, p. e. (taovltio ^erzo), cthtTratt fcon(curo, medito j, noXtititw ( combatto^, mvffeJitfit batto,- iyiaet* j^sgri-

-verbi in tia

ape.

20. FuL

e aor.

I.

att.

e med.

non hanno 'una vocale lunga innanzi al a del


cdtaaofiai, vt'nuaae,

hdwaoe;

fut. e dell' aoristo, raddopalcnni invece nel fot. elidono il igina, p. e.

da f^ta).
tper tnqiaei da mtfiiiwfH), i^wai
2. Alcuni erbi ia l, fi, e, ^ conservano il a nel fot. p e. Ktlaeqtev (ritUbuf, aie^a (xei^),
{oq-yvfu). Nella forma .aoristica fpiXketev (^fftXio) si assimilato il a al X.
3. Alcuni verbi formano l'aor. I. att. e medio senza il 0, p. e. xieva e tsvte (ze(i*=xn'i)y
(fer iqt'aovci

StfdfW iatiu), ^levato (isvoitai), ixi^, apgg.

^ti^o/i^,

mf.

tjoi inaiai).

iTrfiHifrJirfri \'Mii

I^ov, I|s
aso e o{}atv
e.

anche

dell'

si

participio dvafuvos ^OJ.

il

62 .-

trara spessa volte n ei ianinzi alle terminazioai persoDftli nell' aor. L,


W-vuuat , iTso di fi .3>n') f )rin iti a questo mnlo gli imperativi: p. e. filijae {Salpa);'
Stcs (Syci), oas (q^Qtt) , gli iafiniti d^ifiey^ai), aautoifiev, neXevatfisym, e
HQ-vftt

Invece

4.

I.

24).
.

1.

2.

I soli

I.

Perfetto.

raddoppiamento non si tralascia mai nel dialetto Omerico faccetto dexarai, ma disyiiat').
I perfetti tfiuoQa (jitiQo^iat) o tuavuai (aivcji Simo formati a guisa dei verbi che cominciano da ^. Circa
inirra YtFokna (pi che perfetto iciLrtiv \ ioQya -= P'Fo^yo vedi Qram. . 115; e^fiiiios ^= aa*
(otiQtt, corda, catena, couf. il lai. ser-o

aiQ^tivos

aspirazione, p.

poi participi, p.

temi

x/xo.Ta

e.

e.

in vocale

formino

x;rr(t>

TisrpvCai

(-=

>.

I. Spesso si
incontra il perf. IL, sempre per senia
Persino dei te ni in vo3ale si trovano forme senza x, spieeialmento
^S.utj'ca
xatiyw),
rc^i^rog e te^yijrog ijhf^aUi}).
),

parf

il

jrifuyiaji

93.

Pi che perfetto.

Omero ha

conservato le d'^sinenze antichi ta, eag, es v), le quali contratte danno ') oAtf(7.
Oram. . 118, p. e. iiti^iJTrta, idia io sapeva (per ^'d-wa/t lat vi-deram;, he^iJTrsas, lse o jjt]; 3,
sing. (ipXriyLtiv, tunvriutv,

a.

La

terza

persona

Aor.

ililx9i]aca>

da

ftlp'i-^ti

ipiyrvfu), dai.tiitTe

i,

plurale

esce

volte

pass.

II.

in

i'xfa^tv

ftvtjfd), aa/T^i] ((Tijtto

Oss. Di haQ7cip' {TtQma)

si

tiova

Nei poemi

1.

spasso

I.

ev invece che in rjfiav, p. e. itilx^sv (per


per i/.idijaaf da -nttvio , tqcuptv (per hQaipijaon' da tqitfM ,
2. Il soggiuntivo va spesso eseutj ila e )ntra/iioue; l' pareschie volte si allunga, e la vocalo
che precede la terminazione s' abbrevia spesso nel dmle e nel plurale, p. e. sQsi^ii) (e^iarua, fuyoHn
1.

d'

Omero anche

l'

il

sogg. Tqanttoiuv (per metatesi).

4.

Verbi in

/.

indicativo pres. dei verbi in ;a formato

foggia' dei verbi

contratti p. e. ti9ig, didna9a, io.


2. Nella terza plur. imperf. e aor. II. si aggiunge spesso/' cr) invece che rav alla vocale breve
tema p. e. tv { =l'effav), tatai> e actii' ( tacjaay), tlav e /JaV (^e^jaavj, eq>av e q>a> (^:=e<pa-

del

OOf, irfvv

- tffZaav

).

3. Nel sogg. dell'aor. II. att. si abbrevia, secondo il bisogno del verso, la vocale aggiunta alla
vocale caratteristica del tema e questa si allunga; la vocale a del tema pu indebolirsi in, il quale si
allunga non di rado in et.

1^
g
,

9iuo
2 ^eise, ^'5s
3 ^e/fl, ^rj

Pers. 1

itjai, itarj

Duale

o^vS' Pia
iraQ-atijetw

.aitiofitp, (rriiofiev,

Pers. 1 ^iume, 9o(iei'

naia-plofup

i
4. I verbi
-

'

'

Aor.

'

%.

...

'"^

%i(, nel

dialetto

d'

Omero ha

Pres. ind. plur. 3. Uai, sogg. sing. 3.

ott. ind. ifpta, plur. 3. Taccf, sogg. tiot,

Aor. med. ind.

le

forme seguenti ignorate dagli Attici:

tijai, iaf. cfievat.

^m

Imperf. sing.

e p-^t),

pi. 3. trio. Fut. fjaia, (i>)-iaa, ott. aor.

inf.

1.

tur, piar.

B.W.

lu^-ifui'.

p-iacufu.

verbo efu (ii quale nei poemi di Omero ha pura il significato del pres. io vade" )
dfil io sono, oa io so, e ^fttu siedo, presentano anch' essi alcune Javiazioni dal dialetto atUe:
>

5.

'

5Ind.

Iirp

Ott.

Scgfl.

Aoristo

Fut.

Imperfetto

i.f.

Skig. infu 1

Ittffc.fM

im9a
il'

H.

?/( et)

irfiiv

'LOfisy, iiiev

31
t'imi

'

Sing. Uiil

i'w,

2
3

per-iia/

r^a,

i'lifitv{at

taao

saat, ig

tiitv ai

pait.

i'toai(v

foy, fvrng

tw

i'rjfSa

li;a<, i^fft, 1); tot

ta,

f,tv, ir^v, rjr^v

taaeivat

Plur.

1 efiiy

la<K(>')

Sing. olJa 1

ei^au

titj

part

tdopev

1 dpev

Plur.

31
fifiai:

plur.

fdtn. Jt//,(r(

>;4i'(Jj;,

^'Jm

Il

tdere

21

(iat.

3. pi.

Torat e i'arot

ftoro

iitoto,

3A.

Aoristo secondo.

Molti aoristi secondi dei verbi in


i%Ta, licTw, l'xrcrro (tema xTa=:x', pres.

iq>9lv
oxto (di^ofiai), c/mxto e /lxro

^^a9ai,itmA^Xrj=^al,pves.^ttlXcit),hfO,ulio (dXlnftat),

cpi'f/adat, part. apv^//ieK>S

to), t^lijio,

si

formano a guisa

dell' aoristo II. dai Terbi

Arw>,

ffstw', li-io

ott.

in

fu, p. e.
(p97zo, inf.

ffOifiiry,

(ftiy-rvfit).

si

xrt/Vwi otto

a. Forme

iterative.

Le forme iteratTe indicano la ripetizione dell'azione; esse sono riconoscibili dalle lettere nt,
inflettono come l' imperfetto dei verbi in cn Vi sono impeifetti ed aoristi iterativi.
I verbi in w aggiungono ai temi rispettivi v. . 22 ) nell' imperfetto e nell'aoristo le desinenze

rww e o%fH7v, innanzi


iXbi'),

alle quali havvi per lo pi la vocale * e

Ttek-e (TMO (jriXofiai), ^oa%-i-ayixn>in(finaTuo

(q^yu).

Vi

sono

per

anche

ben

di

lado la vocale ,

e.

p.

q-w-ia-a-z/v [^iriv)), Vk-e-axE (aJp/wi,

',

alcune forme iterative

nell' aoristo

primo: p.

e.

tx-t-omo

qry-t-ane

Xd-ua-ane (iiaito),

prijo-avieto ifiipvrjOTuo).

foggiano le forme iterative in a-nov e amt-irp/


Anche
id-TMv, ^iinvi-(niTO, vU-aneto (luti-tai), tarutv per ia-awv (lfii).
dei verbi in

//i si

p.e. tqia-aitav, ara-incov,

Aggiunte e currezioni:
30

rt

r,

"

t,

rig. i eg. maschile e neutro invece rlie iiafcliile neu in.


37 7 Un conRimaiite denide min rome pure il r ecc.
39 9 dal basto Irg a'{ invece rh' i|.
Hlla |<ag. 18. $ hS (tSttCfiav) inverr che tviaiftor.
56 leg. XQilaaav invier che xptCaaor,
65 nel D. Duale \rf. ot'v 'nvei-e rh. ot';, e $. 66 ie i li'C- {^ivo; invece che ^iivos.
78
1
Nell'altivo la prima euc.
n 1^ prima ere.
(V. S 101. 3)
104
2 (V. S- 101. 2)

(v $ K. 2). rig. 4 leg. KXtiiui invece che xpn;.


105
1
(v, ^. 101. 3)

n
fxtoptt.
116
29 Si nnfi che il perf I. jnaxa fu poco usato, ed piii eeei*nte VliMiaiidt-nJ d>-l pcrf.
<

121

128
'3*
139
1*1

48

40

dd

leg.

t-Tt-TtU-x-tt-r

invece che f-ji-X-x-u

""

28

lojKtov

15

^pC'O*!), e J. 142, rig

al nura. i.

US.

iSivft[tu invece che S^v/if^iiu. e lig. 16 lee. i-S>iQ<iv ^ataav .nvrce che t l<)iir-9uaati.
Quanio alla vocale fund. dei Inni in il, q valgunii ecc.
Neli'aoris'O I. paHsivo invece che \ell'aarisio pusi-ivo" e si inseriaoa alla fine di qnenla proposi ione: nell' aorisro II. si asciunee ai i.-ma verbale il snln ( che si allunga coiae I' c
sufH-KO 9(.
8i noli che i&i!if9>iv ferma usa'a da Krodoto.

Il Icg

126
127

rig.

'

pioperispnnieno invere

yf

leg.

I.

elle

*'

laoiov
(tema /il^).

r.

Ire.

\...

peri.^poroen

apparieagouo invece che pparieugo,

erg.

19 leg. US-^-oftm.

,,'

*
*

"

''....


P(. 11, raselU

64

inveee ohe I, e nel modello jtoq os, iTog t; pag. 12, rig alt, leg.
jvx'ii-t, ixQaiit, is; peg. 13, rig. 18 leg. nl^t-ti)tK; pag. 15, nel modello liog. dat. femm. leg. /o^^atfi); pg.
16, rig. 6. sing. Dentro. utfaXqt, $. i6. rig. 8, leg. ^n^; pag. 2t, $. 66. ini. ind. neutro, rig. 4. leg. Srqv; pag. 22, ^. 70.
rig. 7, leg. MfyuQait; tg.B,'Xrvatvttt; pag. 26, $. 93. rig. 1,leg. rjvtQ^oov; pag. 26, $. 97. part. fem. geo. Tiumongf,
imp. pass. 3. pera. sing. leg. riuaa&a; pag. 28, j. 99. pres. sogg. pass. 3. pera, duale Ug. dt]liSa^ov; pag,29, g. 103.
CI. tersa, 3. alUm; pag. 30, %. 108. A. avv. rig. 6, leg. y^du (do oracoli); pag. 31, $. 113. nel modello rig. 2, 1^.
t-^v-w; pag. 32, rig. 3^ leg. natiiv-att-aa; pag. 31, $. 119. nei modelli, nlt. riga, leg. earatt. o inreee che u;
pag. 36, $. 124. B. riga alt. tem. veri. (fgUy; pag. 37, $. 129. rig. 2, leg. xaXi-aio, xi-xli-xa; $. 133. rig. 2, leg.
ixittvaa; pag. 38, voc. fond. car. del fitnro leg. a, e, , u, nei modelli (pagaaio; pag. 39. alt. rig. leg. Stiafu; pag.
45, . 142. terzultima riga flefllioral fioi; pag. 46, rig. 29, leg. fSi; pag. 48, al N. 4. aogg. leg. t-r\-zt; pag. 49, al
N. 7, leg. Perf. II., rig. 31, leg. (fojxcf).

^.ieiJU,J

dei Bonii aentri leg.

sS5s^^*>v'^?^-j5*'^"^'- ;

iST''

-x

:Bt^.

v'ji;.

'.-

Delfo stesso autore

De

si

ordine et temporibus,

svet, Saloigra v

trovano vendibili queste opere:

quibus

compoaiierit commentatio.

Novi

f,-;

Horatiiis?

singulas
;

treh djanjh.

'

satiras
,

-^:#