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1 Gymnasion
versioni greche
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G. De Micheli
per il biennio

Gymnasion

libro

LiM
misto
Principato

seconda edizione Giuseppe De Micheli

::::::: Principato

© Casa Editrice Principato


Gymnasion

© Casa Editrice Principato


A Filippo, Nicola e Sara
filtavtoi~ nhpivoi~ ejggovnoi~

© Casa Editrice Principato


Giuseppe De Micheli

Gymnasion
VERSIONI GRECHE PER IL BIENNIO

SECONDA EDIZIONE

Principato

© Casa Editrice Principato


Direzione editoriale: Franco Menin
Redazione: Ilaria Sarini
Progetto grafico e copertina: Roberto Ducci

ISBN 978-88-416-2755-6

Prima edizione: marzo 2007

Ristampe

2011 2010 2009 2008 2007

V IV III II I

Printed in Italy

© 2007 - Proprietà letteraria riservata. È vietata la riproduzione, anche parziale, con qualsiasi mez-
zo effettuata, compresa la fotocopia, anche ad uso interno o didattico, non autorizzata.
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lume dietro pagamento alla SIAE del compenso previsto dall’art. 68, commi 4 e 5, della legge 22
aprile 1941 n. 633.
Le riproduzioni per finalità di carattere professionale, economico o commerciale, o comunque per
uso diverso da quello personale, possono essere effettuate a seguito di specifica autorizzazione rila-
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Via G.B. Fauché 10 - 20154 Milano e-mail: info@principato.it

Fotocomposizione: Edom Servizi Editoriali - Noventa Padovana (PD)


Stampa: Litolega - Nova Milanese (MI)

© Casa Editrice Principato


Presentazione

Il Gymnasion si propone all’attenzione degli Insegnanti presentandosi in veste


rinnovata, in linea con le moderne esigenze didattiche e le più recenti indicazioni
ministeriali.
Il testo è diviso in due volumi, a loro volta articolati in varie unità che propongono
esercizi e versioni su argomenti di carattere omogeneo: nove unità nel primo volume,
otto nel secondo volume. Il primo volume, dopo alcuni esercizi preliminari
sulla lettura, gli accenti e i fenomeni fonetici, presenta esercizi e versioni
sulla declinazione del nome e dell’aggettivo, sui gradi intensivi degli aggettivi
e degli avverbi, sui pronomi e i numerali; vi sono inseriti il presente e l’imperfetto
del verbo eijmive dei verbi in w , i complementi e i principali elementi di sintassi, tra
cui le proposizioni temporali, causali, infinitive, finali, consecutive, interrogative,
il genitivo assoluto e il periodo ipotetico.
Il secondo volume presenta esercizi e versioni sul sistema verbale: il futuro, l’aoristo,
il perfetto, il piuccheperfetto, gli aggettivi verbali e i verbi in mi.
Vi è inoltre una Guida per il docente, che propone una vasta gamma di ulteriori
esercizi, test e versioni da affiancare ai due volumi per il lavoro di verifica,
approfondimento e recupero, a copertura di tutto il programma di studio della lingua
greca nel ginnasio.
Per quanto riguarda il primo volume, ancor più che nella precedente edizione si è
posta particolare cura agli elementi di base: vengono proposti 12 esercizi preliminari
(cinque sulla lettura, sette su accento, contrazione, crasi, elisione), 41 esercizi e 24
versioni sulla prima declinazione, 45 esercizi e 43 versioni nell’ambito della seconda
declinazione, col graduale inserimento delle infinitive, dell’imperfetto e dei verbi
contratti.
Oltre a ciò, si indicano in particolare:
– un ampio rinnovo delle versioni, con l’inserimento di un congruo numero
di brani nuovi distribuiti in modo omogeneo in tutte le unità del volume;
– una più razionale distribuzione delle versioni, calibrate e disposte in ordine
di difficoltà e di argomento (favola, mitologia, ritratti di personaggi, storia greca,
storia romana, civiltà, oratoria, filosofia);
– l’aggiunta di nuove schede di anticipazione, richiamo e approfondimento
grammaticale;
– il potenziamento degli esercizi preparatori, con indicazioni atte a rendere più
agevole e proficuo l’utilizzo degli stessi;
– i suggerimenti didattici, al termine degli esercizi e delle versioni, per un più
sicuro apprendimento e il ripasso di specifici elementi grammaticali relativi all’unità;
– le rubriche, le schede di riflessione e i confronti linguistici con il latino, l’italiano
e le altre lingue europee, che si dimostra in gran parte derivate dal greco (Sulle tracce
del greco);
– i suggerimenti per l’approfondimento di argomenti collegandosi con Internet;
– la veste editoriale più gradevole e accattivante, con l’uso del colore.

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Presentazione

Permangono naturalmente le altre caratteristiche che hanno già contraddistinto


la precedente edizione, e cioè la presentazione delle versioni, i frequenti richiami
grammaticali, le numerose schede didattiche, le note storiche e di civiltà,
i suggerimenti per la consultazione del vocabolario, i costanti e puntuali raffronti
col latino, e inoltre le preziose rubriche che rendono l’utilizzo del testo estremamente
pratico, quali la fraseologia, il glossario, le griglie, un articolatissimo indice analitico
e infine il vocabolario, autosufficiente per tutto il testo.
Queste caratteristiche, unite alla ricchezza, qualità e varietà delle proposte di lavoro,
alla chiarezza espositiva e alla rigorosità della trattazione fanno del Gymnasion
un testo nel suo genere completo e di sicura valenza didattica, tale da costituire
un efficace supporto a qualsiasi grammatica.
Nel congedare le bozze, l’autore ringrazia la Redazione della Casa Editrice Principato,
in particolare il dott. Menin e la dott.ssa Sarini; ringrazia, inoltre, la prof.ssa Lucia
Poggiali e il figlio prof. Davide per la preziosa collaborazione; ringrazia pure,
fin d’ora, i Colleghi che vorranno far pervenire attraverso l’Editore indicazioni nate
dalla loro esperienza didattica, utili a un ulteriore miglioramento dell’opera.

Giuseppe De Micheli
Alpe di Siusi, 18 febbraio 2007

Il vocabolario fornito in allegato è stato predisposto per consentire la traduzione di tutto il


materiale didattico contenuto nel testo, con i significati specifici relativi ai passi nei quali i vari
lemmi si trovano inseriti; ai fini di una corretta applicazione delle norme dell’aumento, inoltre, i
verbi composti vengono presentati con le preposizioni separate mediante trattini. Ciò consente
di lavorare, almeno all’inizio, con maggiore sicurezza e con minore dispendio di tempo e di
energie. Poiché però lo studente dovrà gradualmente abituarsi a consultare anche un
vocabolario professionale, le note poste a corredo delle versioni fanno riferimento ai vocabolari
di tale tipo, come se quello allegato al testo non ci fosse o ne fosse sconsigliata la consultazione,
com’è nella prassi di alcuni Insegnanti.

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UNITÀ

1 La scrittura
e la pronuncia

Osservazioni sulla pronuncia

쎱 Per quanto riguarda la pronuncia, ricorda che il g si pronuncia con suono duro come nella
g di “gamba”: givgnomai (nasco, pr. ghìghnomai); glivcomai (desidero, pr. ghlìcomai);
gnw`s i~ (conoscenza, pr. ghnòsis). Quando però si trova davanti a k, g, c, x si pronuncia
n: a[ggelo~ (messaggero, pr. ànghelos).
쎱 Il q si pronuncia th aspirato come nelle parole inglesi thank (ringraziare) e three (tre); quan-
do però è preceduto da s, si pronuncia come t: aijsqavnomai (percepisco, pr. aistànomai).
쎱 Lo i sottoscritto viene ascritto quando la vocale sotto cui è posto viene scritta maiuscola; per-
ciò, ad esempio, a[/dw (canto), a{/dh~ (Ade), h|/ hJmevra/ (nel giorno in cui), h/jnivtteto (intende-
va dire) con l’iniziale maiuscola si scrivono “Aidw, Aidh~, { »Hi hJmevra/, jHinivtteto, ma si
pronunciano àdo, hàdes, hè hemèra, enìtteto. In queste parole si rileva che si tratta di i sot-
toscritto dalla posizione dello spirito e dell’accento, sulla prima vocale, e non sulla
seconda come nei dittonghi propri.

A Copia e leggi le parole che seguono, osservando la corrispondenza


Termini di pronuncia e di significato fra il greco e l’italiano
di uso
comune
ajgwniva – ajllhgoriva – ajmnhsiva – ajnarciva – ajnwmaliva – aJrmoniva – ajstronomiva –
aujtonomiva – a[cnh – bibliografiva – gavmma – devlta – ejpidhmiva – eujcaristiva – zh`ta
– ij d ev a – kalligrafiv a – kav n na – kathgoriv a – kliv m a – kw` m a – kosmogoniv a –
kosmografiva – maniva – melw/diva – monarciva – ojligarciva – pavgkrea" – plavsma –
salamavndra – spevrma – stevmma – sch`ma – trau`ma – trevmw – triv" – fantasiva –
farevtra – filosofiva – colevra

B Copia e leggi le parole che seguono, osservando la corrispondenza


Termini di pronuncia e di significato fra il greco e l’italiano
di minore
frequenza
ajbouliva – ajntinomiva – ajponiva – ajpostasiva – ajtoniva – ajtrofiva – ajfasiva – ajfwniva
– boulimiva – didaskaliva – dicotomiva – dovgma – dovxa – eJkatovmbh – eujtoniva –
eujtrofiva – eujfhmiva – eujfwniva – ijsometriva – kakofwniva – mou`sa – prosw/diva –
rJayw/diva – tetrarciva – fratriva – w{ra (lat. hora)

C Copia e leggi le parole che seguono scrivendo accanto i significati


italiani, con cui i termini greci presentano una forte somiglianza
aj k rov p oli" – aj n alogiv a – aj n av l ogo" – aj n ov m alo" – aj n orexiv a – aj r iqmhtikhv –
ajristokrativa – ajrcitevktwn – a[rwma – ajsterivsko" – ajstrologiva – ajsummetriva –

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1 La scrittura e la pronuncia

a[ s falto" – a[ t omo" – auj t odiv d akto" – auj t ov m ato" – auj t ov n omo" – bav r baro" –
genealogiva – gewgrafiva – gewmetriva – grammatikhv – gumnavs ion – gumnastikhv –
dhmagwgiva – dhmokrativa – diavmetro" – divesi" – ejmpovrion – eujqanasiva – hJgemoniva
– qerapeiva – qewvrhma – qewriva – iJppikov" – iJppovdromo" – katavlogo" – katastrofhv
– kathgorikov " – kolluv r ion – maqhmatikhv – mev t allon – metamov r fws i" –
misavnqrwpo" – mousikhv – teknologiva – favntasma – fantastikov" – favrmakon

D Copia e leggi le parole che seguono scrivendo accanto i significati


italiani, con cui i termini greci presentano una forte somiglianza
ajgavph – ajkmhv – ajmbrosiva – ajnqologiva – ajntivdoto" – diavgnwsi" – diavgramma –
diavfragma – iJstoriva (lat. historia) – muqologiva – nautikov" – ojnomastikov" – o[rganon
– palaivstra – pevntaqlon – perivmetro" – perivodo" – pneumatikov" – polemikov" –
politikov" – poluvgwno" – pragmatikov" – provblhma – provgnwsi" – provqesi" – provlo-
go" – rJeumatikov" – rJhtorikov" – savndalon – skhnografiva – stavdion – stovmako" –
suvmbolo" – summetriva – sumfwniva – suvsthma – tabevrna – tevtano" – tuvranno" –
turannikov" – filavnqrwpo" – filologiva – filovlogo" – cronikov" – yeudwvnumo" –
yucologiva

E Copia e leggi i nomi propri che seguono, scrivendo accanto i


corrispondenti italiani (nomi propri di persona e di popolazioni)
∆Agamevmnwn – ∆Aghsivlao" – ∆Alevxandro" – ∆Annivba" – ∆Aristotevlh" – ∆Afrodivth –
∆Acilleuv" – Givgante" – Davrdano" – Dhmhvtra – Dionuvs io" – ÔHrovdoto" – Qemistoklh`"
– Qhseuv" – ÔIppovluto" – Kai`sar – Kallivmaco" – Kavmillo" – Kleopavtra – Mariva –
Miltiavdh" – Xevrxh" – ∆Odusseuv" (Ulisse) – {Omhro" – Phnelovph – Poluvfhmo" –
Pomphvio" – Privamo" – Promhqeuv~ – Swkravth~ – Tavntalo~ – Tavrtaro~ – Televmaco~
– Teu`kro~ – Tibevrio~ – Tita`ne~ – Favbio~ – Fivlippo~

F Copia e leggi i nomi propri che seguono, scrivendo accanto


i corrispondenti italiani (nomi geografici)
∆Aqh`nai – ∆Akadhmiva – ∆Arabiva – ∆Attikhv – Babulwniva – Gavza – Germaniva – ÔEllav~
– “Enna – Eujrwvph – Zavkunqo~ – Zavma – Qessaliva – ∆Ibhriva – ∆Illuriva – ∆Italiva
– Kovrinqo~ – Levsbo~ – Ludiva – Lukiva – Makedoniva – Megavra – Mesopotamiva
– Nauvkrati~ – Neavpoli~ (lat. Neapolis, Napoli) – ∆Olumpiva – “Olumpo~
– Pelopovnnhso~ – ÔRodanov~ – ÔRwvmh – Sikeliva – Spavrth – Surakou`sai – ∆Wkeanov~

Regola pratica dell’accento

쎱 Per quanto riguarda l’accento, ricorda la seguente regola pratica:


– l’ultima sillaba porta l’accento circonflesso se la vocale è lunga, e la parola è geniti-
vo, o dativo, o con contrazione; acuto in tutti gli altri casi;
– la penultima sillaba ha l’accento circonflesso se la vocale è lunga, seguita da ultima
sillaba breve; acuto in tutti gli altri casi;
– la terzultima sillaba può avere soltanto l’accento acuto (e si può avere solo quando
l’ultima è breve).

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La scrittura e la pronuncia

G Segna l’accento sulle vocali evidenziate, spiegando il motivo


della scelta
qea– v (la dea, nom.) acuto perché posto su ultima sillaba, lunga, ma non genitivo,
dativo o contrazione
qea– ` ~ (gen. sing.) circonflesso perché posto su ultima sillaba, lunga, genitivo
qea– / (dat. sing.) __________________________________________________________
qea– n (acc. sing.) _________________________________________________________
qeai± (nom. pl.) __________________________________________________________
qew– n (gen. pl.) __________________________________________________________
qea– i– ~ (dat. pl.) __________________________________________________________
qea– ~ (acc. pl.) ___________________________________________________________
hJmera (il giorno, nom.) ___________________________________________________
hJmera~ (gen. sing.) _______________________________________________________
hJmera/ (dat. sing.) ________________________________________________________
hJmeran (acc. sing.) _______________________________________________________
hJmerai± (nom. pl.) ________________________________________________________
hJmerwn (gen. pl.) ________________________________________________________
hJmerai~ (dat. pl.) ________________________________________________________
hJmera~ (acc. pl.) _________________________________________________________
kwmh (il villaggio, nom.) __________________________________________________
kwmh~ (gen. sing.) _______________________________________________________
kwmh/ (dat. sing.) ________________________________________________________
kwmhn (acc. sing.) ________________________________________________________
kwmai± (nom. pl.) ________________________________________________________
kwmwn (gen. pl.) _________________________________________________________
kwma–i–~ (dat. pl.) _________________________________________________________
kwma– ~ (acc. pl.) _________________________________________________________
bhma± (il passo) ___________________________________________________________
brwma± (il cibo) ___________________________________________________________
ghra±~ (la vecchiaia) _______________________________________________________
dhlo~ (chiaro) ___________________________________________________________
nhso~ (l’isola) ___________________________________________________________

H Segna l’accento sulle vocali evidenziate, spiegando il motivo


della scelta
basivleia (la regina, nom.) acuto, perché posto su terzultima sillaba
basileia–~ (gen. sing.) ____________________________________________________
basileia/– (dat. sing.) _____________________________________________________
basileian (acc. sing.) ____________________________________________________
basileiai (nom. pl.) _____________________________________________________
basileiwn (gen. pl.) _____________________________________________________
basileia–i–~ (dat. pl.) _____________________________________________________
basileia–~ (acc. pl.) ______________________________________________________
ajnqrwpo~ (l’uomo, nom.) __________________________________________________
ajnqrwpe (voc. sing.) _____________________________________________________

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1 La scrittura e la pronuncia

ajnqrwpoi± (nom. pl.) ______________________________________________________


ajnqrwpwn (gen. pl.) ______________________________________________________
ajnqrwpo–i–~ (dat. pl.) ______________________________________________________
ajnqrwpou– – ~ (acc. pl.) ______________________________________________________
gnwmh (la sentenza, nom.) _________________________________________________
gnwmh~ (gen. sing.) ______________________________________________________
gnwmh/ (dat. sing.) ________________________________________________________
gnwmhn (acc. sing.) _______________________________________________________
gnwmai± (nom. pl.) ________________________________________________________
gnwmwn (gen. pl.) ________________________________________________________
gnwma–i–~ (dat. pl.) ________________________________________________________
gnwma– ~ (acc. pl.) _________________________________________________________
swthra± (il salvatore, acc. sing.) _____________________________________________
dwron (il dono) __________________________________________________________
dhmo~ (il popolo) _________________________________________________________
mhla± (i frutti) ____________________________________________________________
oijko~ (la casa) ___________________________________________________________

I Copia e segna gli accenti nelle seguenti espressioni, composte


con enclitiche (cambia dove va mutato per effetto dell’enclitica)
sofo;~ ti~ (un sapiente) – sofou` tino~ (di un sapiente) – sofoi; tine~ (alcuni sapienti) –
sofoi`~ tisin (ad alcuni sapienti) – sofo;~ eijmi (sono sapiente) – sofoi; ejsmen (siamo
sapienti) – novmo~ ti~ (una legge) – novmou tino~ (di una legge) – novmoi tine~ (alcune leggi)
– novmwn tinwn (di alcune leggi) – basivleia ti~ (una regina) – basileiva~ tino~ (di una
regina) – basivleian tina (una regina, acc.) – aJmavrthma ti (un certo errore) –
aJmarthvmato~ tino~ (di un certo errore) – aJmarthvmata tina (certi errori) – aJmarthmavtwn
tinwn (di certi errori) – aJmavrthma ejstin (è un errore) – aJmarthvmata ejstin (sono errori) –
dw`ron ti (un dono) – dw`ra tina (alcuni doni) – dwvrwn tinwn (di alcuni doni) – a[kouson
mou (ascoltami) – ou|toi eijs i (sono questi) – a[dikon ejstin (è ingiusto) – basileu`s i tisin
(ad alcuni re) – ajgapw` se (ti amo) – se kalw` (chiamo te) – tou`to soi fhmi (questo ti dico)
– ei\don se pote (ti vidi una volta) – divdwmi soi dw`ron ti (ti dò un certo dono) – tou`to
soi blabhro;n ejstin (questo ti è dannoso) – eij pote ti~ ti soi levgei (se mai qualcuno ti
dice qualcosa) – oujk ejstin (non è possibile)

L Copia le seguenti parole, eseguendo la contrazione fra le vocali


Incontri evidenziate (attento anche agli accenti)
di vocali:
la contra-
zione, mnava (la mina) – geva (la terra) – gevnea (le stirpi) – gevneo~ (della stirpe) – genevwn (delle
la crasi e
l’elisione stirpi) – timavw (onoro) – timavomen (onoriamo) – timaovmeqa (siamo onorati) – tivmae
(onora tu) – timaevtw (onori egli) – timavwn (colui che onora) – ejtivmaon (onoravo) –
ejtivmae (onorava) – poievw (faccio) – poievomen (facciamo) – poievete (fate) – poieovmeno~
(colui che è fatto) – poivee (fa’ tu) – ejpoiveon (facevo) – ejpoivee (faceva) – poievwn (colui
che fa) – poievon (ciò che fa) – dhlovw (mostro) – dhlovomen (mostriamo) – dhlovousin
(mostrano) – dhvloe (mostra tu) – ejdhvloe (mostrava) – ejdhloveto (era mostrato) –
perivploo~ (il periplo, la circumnavigazione) – eu[noo~ (benevolo) – ojstevon (l’osso)

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Sulle tracce del greco

M Copia le seguenti espressioni, eseguendo la crasi fra i due elementi


Attento
alle oJ a[nqrwpo~ (l’uomo) – w\ a[nqrwpe (o uomo) – oJ aujtov~ (lo stesso) – oJ ejmov~ (il mio) – ta;
aspirazioni
a[lla (le altre cose) – ta; ajgaqav (i beni) – ta; a\qla (i premi) – ta; o{pla (le armi) – to; aujtov
(la stessa cosa) – to; ejnantivon (il contrario) – to; e[po~ (la parola) – to; o[noma (il nome) – to;
e{teron (l’altra cosa) – tou` e{neka (per questo) – to; iJmavtion (la veste) – kai; oujk (e non) –
kai; ejkei`no~ (e quello) – kai; ejmoiv (e a me) – kai; ejavn (e qualora) – kai; o{tan (e qualora) –
kai; e{tero~ (e l’altro) – kai; uJmw`n (e di voi) – kai; ei\ta (e poi) – proetivmhsa (preferii) –
proevlegon (dicevo prima) – proevballon (gettavo innanzi) – proevlabe (prese prima) –
ejgw; oi\da (io so) – ejgw; oi\mai (io credo)

N Copia le seguenti espressioni eseguendo l’elisione


Anche qui,
attento alle ajpo; ejmou` (da me) – ajpo; a[llwn (da altri) – ajpo; ejlpivdo~ (contro la speranza) – ajpo; ajrch`~
aspirazioni
(da principio) – ajpo; i{ppou (dal cavallo) – ajpo; ou| (da quando) – ajpo; o{rwn (dai confini) –
ajpo; eJspevra~ (dalla sera) – ejpi; ojmmavtwn (davanti agli occhi) – ejpi; ajdeiva~ (con sicurezza)
– ejpi; ajlhqeiva~ (veramente) – ejpi; a[nqesin (sui fiori) – ejpi; ajristerav (a sinistra) – ejpi;
hJsuciva~ (tranquillamente) – dia; o{ (perciò) – dia; ajggevlou (per mezzo di un messaggero)
– dia; uJmw`n (per mezzo vostro) – dia; ojrgh`~ (con ira) – kata; ejniautovn (per un anno) –
kata; ejmev (secondo me) – kata; ejmautovn (a modo mio) – kata; hJsucivan (con tranquillità)
– kata; o{lou (generalmente) – kata; o{son (in quanto) – meta; aujtou` (con lui) – meta;
eJautou` (con sé) – meta; ai{mati (in mezzo al sangue) – meta; hJmevran (durante il giorno) –
uJpo; a[llwn (da altri) – uJpo; ojrgh`~ (per ira) – uJpo; ajgnoiva~ (per ignoranza) – uJpo; ajggevlwn
(per opera dei messaggeri) – uJpo; aujlw` / (al suono del flauto) – uJpo; ∆Aqhnaivoi~ (sotto gli
Ateniesi) – uJpo; ei{mato~ (sotto la veste) – uJpo; eJautou` (da sé, spontaneamente) – uJpo; a{rma
(sotto il carro) – ajlla; a[ge (ma orsù) – ajlla; a[kouson (ma ascolta) – oujde; e[lege (né dice-
va) – tovte e[lege (allora diceva) – tovte hJgei`to (allora conduceva) – e[peita h|ken (poi giun-
se) – tou`to e[stin (cioè)
SULLE TRACCE DEL GRECO

Dal greco alle lingue europee


쎱 Negli esercizi di questa unità abbiamo incontrato numerosi termini
greci passati senza mutazioni, o con mutazioni poco significative, nella
lingua italiana.
Proseguendo nello studio del greco risulterà sorprendente scoprire
quante altre parole o radici di parole si riscontrano, direttamente o pas-
sando attraverso il latino, non solo nella lingua italiana, ma anche nelle
altre lingue europee.

Nella pagina seguente presentiamo alcuni termini di uso comune che si


ritrovano nelle varie lingue praticamente uguali ai corrispondenti ter-
mini greci.

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1 La scrittura e la pronuncia

greco latino italiano francese spagnolo inglese tedesco

ajgwniva agonı̆a agonia agonie agonía agony Agonie

ajllhgoriva allegorı̆a allegoria allégorie alegoría allegory Allegorie

ajnwmaliva anomalı̆a anomalia anomalie anomalía anomaly Anomalie

aJrmoniva harmonı̆a armonia harmonie armonía harmony Harmonie

gumnavs ion gymnasium ginnasio gymnase, gimnasio gymnasium Gymnasium


gymnasium

qewvrhma theorēma teorema théorème teorema theorem Theorem

qewriva theorı̆a teoria théorie teoría theory Theorie

ijdeva idĕa idea idée idea idea Idee

maqhmatikhv mathematica matematica mathématique matemáticas mathematics Mathematik

melw/diva (melos) melodia mélodie melodía melody Melodie

perivodo~ periodus periodo période período period Periode

provblhma problēma problema problème problema problem Problem

provgnwsi~ prognōsis prògnosi prognose pronóstico prognosis Prognose

stavdion stadium stadio stade, estadio stadium Stadion


stadium

fantasiva phantası̆a fantasia fantaisie fantasía fantasy Fantasie

filosofiva philosophı̆a filosofia philosophie filosofía philosophy Philosophie

Come si può rilevare dalla tabella, in tedesco tutti i sostantivi vanno


scritti con la lettera iniziale maiuscola.
쎱 Indica il significato dei seguenti termini
afonia, amnesia, anoressia, bulimia (da bou`~, «bue» e limov~, «fame», pro-
priamente «fame da bue»), ecatombe (da eJkatovn, «cento» e bou`~, «bue»,
propriamente «sacrificio di cento buoi»), calligrafia, epidemia, penta-
tlon (triatlon, decatlon), anarchia, aristocrazia, demagogia, democrazia,
monarchia, oligarchia, tetrarchia
쎱 Trascrivi altre dieci parole ricavate dagli esercizi A, B, C, D e indi-
cane la resa in latino, in italiano e nelle lingue straniere che studi

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UNITÀ

2 La prima
declinazione

La prima declinazione:
sostantivi femminili in a puro
쎱 Ricordando che tutti i sostantivi appartenenti alla prima declinazione hanno il genitivo plu-
rale perispòmeno, per un’applicazione corretta delle norme dell’accento suddividia-
mo i femminili in a puro in cinque gruppi:
1. sostantivi con l’accento sull’ultima sillaba (a lungo, l’accento acuto si muta in cir-
conflesso nel genitivo e dativo di tutti i numeri): ajgora–v , a`~, hJ la piazza; ajguia–v , a`~, hJ la
via; genea–v, a`~, hJ la generazione; qea–v, a`~, hJ la dea; diafora–v , a`~, hJ la discordia;
2. sostantivi con l’accento sulla penultima sillaba, breve (quindi, su questa sillaba,
sempre l’accento acuto): hJmevra, a~, hJ il giorno; eJspevra, a~, hJ la sera; zhmi±a v , a~, hJ la puni-
zione; fili± va, a~, hJ l’amicizia;
3. sostantivi con l’accento sulla penultima sillaba, lunga, e l’ultima pure lunga (quindi
l’accento acuto diventa circonflesso nel nominativo e vocativo plurale, con ai± breve):
cwvra, a~, hJ la regione; au[ra, a~, hJ l’aria, la brezza; ejlaiva, a~, hJ l’olivo; qhvra, a~, hJ la cac-
cia; w{ra, a~, hJ la stagione;
4. sostantivi con l’accento sulla penultima sillaba, lunga e l’ultima breve (quindi con
l’accento circonflesso nel nominativo, accusativo e vocativo singolare e nel nominati-
vo e vocativo plurale, acuto negli altri casi): moi`ra, a~, hJ la sorte; grai`a, a~, hJ la vecchia;
mui`a, a~, hJ la mosca;
5. sostantivi con l’accento sulla terzultima sillaba, e quindi l’ultima breve (l’accento si
sposta quando l’ultima diventa lunga, e cioè nel genitivo e dativo singolare, nel dati-
vo e accusativo plurale – il genitivo è perispòmeno – e nel duale): basivleia, a~, hJ la
regina (leggi: basìleia, basilèias); mavcaira, a~, hJ la spada (leggi: màchaira, machàiras);
ajlhvqeia, a~, hJ la verità (leggi: alèzeia, alezèias); ejpimevleia, a~, hJ la cura (leggi: epimè-
leia, epimelèias); a[roura, a~, hJ il campo (leggi: àrura, arùras); bohvqeia, a~, hJ l’aiuto
(leggi: boètheia, boethèias).

A Declina i seguenti sostantivi


ajgorav, a`~, hJ la piazza au[ra, a~, hJ la brezza
ajguiav, a`~, hJ la via moi`ra, a~, hJ la sorte
zhmia ± v , a~, hJ la punizione grai`a, a~, hJ la vecchia
± v , a~, hJ
filia l’amicizia basivleia, a~, hJ la regina
cwvra, a~, hJ la regione mavcaira, a~, hJ la spada

쎱 Si declinano come i sostantivi in a puro anche gli aggettivi femminili che presentano le stes-
se caratteristiche, che cioè hanno e, i, r davanti alla desinenza.

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2 La prima declinazione

B Declina i seguenti aggettivi femminili


mikra–v, a`~ piccola eujrei`a±, a~ vasta
makra–v, a`~ lunga, grande bebaiva– , a~ sicura (nom. e voc. plur.
pikra–v, a`~ aspra bevbaiai, gen. bebaivwn)
luphra–v, a`~ dolorosa dikaiva– , a~ giusta (nom. e voc. plur.
fobera–v, a`~ terribile divkaiai, gen. dikaivwn)
hJdei`a±, a~ dolce makariva– , a~ beata (nom. e voc. plur.
makavriai, gen. makarivwn)

Come si cerca l’aggettivo sul vocabolario

쎱 Sul vocabolario l’aggettivo viene indicato con la forma del maschile, seguita dalle desinen-
ze del femminile e del neutro: mikrov~, av, ovn (leggi: micròs, micrà, micròn), «piccolo»;
hJduv~, hJdei`a, hJduv, «dolce».
쎱 Per il momento consideriamo gli aggettivi femminili, che si declinano come i sostantivi della
prima declinazione in a puro se la desinenza è preceduta da e, i, r, altrimenti in h.
쎱 La declinazione degli aggettivi viene trattata espressamente nell’unità 3 (pp. 55 ss.) e nel-
l’unità 6 (pp. 108 ss.); per il momento presentiamo solo aggettivi che si declinano con
le stesse caratteristiche dei sostantivi di volta in volta trattati, e limitatamente agli eser-
cizi preliminari, mentre le versioni di questa unità per lo più non contengono forme di
aggettivi.

La declinazione del nome + aggettivo

쎱 Ecco come si declinano le espressioni costituite da un nome e un aggettivo femminili in a puro.

CASI hJ clwra; ejlaiva–, il verde olivo

N. hJ clwra; ejlaiva– il verde olivo


G. th`~ clwra`~ ejlaiva– ~ del verde olivo
D. th`/ clwra`/ ejlaiva/ al verde olivo
A. th;n clwra;n ejlaiva– n il verde olivo
V. w\ clwra; ejlaiva– o verde olivo
N. aiJ clwrai; ejlai`ai± i verdi olivi
G. tw`n clwrw`n ejlaiw`n dei verdi olivi
D. tai`~ clwrai`~ ejlaiva–i–~ ai verdi olivi
A. ta;~ clwra;~ ejlaiva– ~ i verdi olivi
V. w\ clwrai; ejlai`ai± o verdi olivi
N.A. tw; clwra; ejlaiva– i due verdi olivi
G.D. toi`n clwrai`n ejlaiva–i–n dei / ai due verdi olivi

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La prima declinazione: sostantivi femminili in a puro

CASI hJ praei`a± qea–v, la dea benevola

N. hJ praei`a± qea– v la dea benevola


G. th`~ praeiva– ~ qea`~ della dea benevola
D. th`/ praeiva/ qea`/ alla dea benevola
A. th;n praei`a±n qea– vn la dea benevola
V. w\ praei`a± qea– v o dea benevola
N. aiJ praei`ai± qeai± v le dee benevole
G. tw`n praeiw`n qew`n delle dee benevole
D. tai`~ praeiva–i–~ qeai`~ alle dee benevole
A. ta;~ praeiva– ~ qea– v~ le dee benevole
V. w\ praei`ai± qeai± v o dee benevole
N.A. tw; praeiva– qea– v le due dee benevole
G.D. toi`n praeiva–i–n qeai`n delle / alle due dee benevole

C Declina le seguenti espressioni


hJ mikra; ajgorav la piccola piazza hJ luphra; douleiva– la dolorosa schiavitù
hJ makra; ajguiav la lunga via hJ fobera; sumforav la terribile disgrazia
hJ hJdei`a± au[ra la dolce brezza hJ pikra; zhmiva l’aspra punizione
hJ eujrei`a± cwvra la vasta regione hJ bebaiva– filiva l’amicizia sicura

D Completa le concordanze nelle seguenti espressioni, poi traduci


th`~ mikr___ ajgora`~ th;n hJdei`___ au[ran th`~ fober___ sumfora`~
ta;~ mikr___ ajgorav~ aiJ eujrei`___ cw`rai ta;~ fober___ sumforav~
tw`n mikr___ ajgorw`n th`~ eujreiv___ cwvra~ tai`~ pikr____ zhmivai~
ta;~ makr___ ajguiav~ tai`~ eujreiv____ cwvrai~ th;n pikr___ zhmivan
aiJ makr___ ajguiaiv th`~ luphr___ douleiva~ ta;~ pikr___ zhmiva~
th;n makr___ ajguiavn th`/ luphr___ douleiva/ th`~ bebaiv___ filiva~
tw`n hJdei___ aujrw`n th;n luphr___ douleivan tai`~ bebaiv____ filivai~
ta;~ hJdeiv___ au[ra~ aiJ fober___ sumforaiv aiJ bevbai___ filivai

Il verbo eijmiv «essere»

쎱 Anche in greco, come in italiano e in latino, il verbo «essere» ha una coniugazione partico-
lare. Ecco come si coniugano l’indicativo, l’imperativo e l’infinito presente.

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2 La prima declinazione

PRESENTE

INDICATIVO IMPERATIVO

eijmiv io sono
Singolare ei\ tu sei i[sti sii tu
ejstiv(n) egli è e[stw sia egli
ejsmevn noi siamo
Plurale ejstev voi siete e[ste siate voi
eijs iv(n) essi sono e[stwn siano essi
opp. e[stwsan
Duale ejstovn voi due siete e[ston siate voi due
ejstovn essi due sono e[stwn siano essi due

INFINITO

ei\nai± essere

쎱 Ricorda che le forme del presente indicativo sono tutte enclitiche, tranne la seconda singo-
lare: ei\.
쎱 La terza persona singolare e la terza plurale del presente indicativo hanno il n efelcistico, che
di norma viene posto davanti a parola che inizia per vocale o davanti a segno di inter-
punzione.
쎱 La forma e[stin, con l’accento ritratto, significa «esiste», «è possibile», «è lecito». La stessa
forma, inoltre, viene usata quando si trova in principio di frase, e quando è preceduta
dalla negazione semplice: oujk e[stin.
쎱 Spesso si ha l’ellissi del verbo eijmiv, che cioè rimane sottinteso. Una proposizione col sogget-
to o predicato sottinteso si dice “ellittica”. Es. ∆En oi[nw/ ajlhvqeia (sott. ejstivn). «Nel vino
c’è la verità» (in latino: In vino veritas).

E Traduci le seguenti frasi, poi volgile al plurale, come nell’esempio


ÔH ajgora; makrav ejstin.
La piazza è grande.
Le piazze sono grandi.
AiJ ajgorai; makraiv eijs in.
1. ÔH ajgora; mikrav ejstin. 2. ÔH ajguia; makrav ejstin. 3. ÔH au[ra hJdei`av ejstin. 4. ÔH
cwvra eujrei`av ejstin. 5. ÔH douleiva luphrav ejstin. 6. ÔH filiva bebaiva ejstivn. 7. ÔH
sumfora; foberav ejstin. 8. ÔH zhmiva pikrav ejstin. 9. ÔH basivleia dikaiva ejstivn. 10.
ÔH qea; praei`av ejstin.

L’avverbio di negazione

쎱 L’avverbio di negazione “non” in greco si rende come segue:


– ouj davanti a parola che inizia per consonante: ouj levgw «non dico»

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La prima declinazione: sostantivi femminili in a puro

– oujk davanti a parola che inizia per vocale con spirito dolce: oujk ajeiv «non sempre»
– oujc davanti a parola che inizia per vocale con spirito aspro: oujc hJmei`~ «non noi»
– mhv davanti a modi diversi dall’indicativo: mh; levge tou`to «non dire questo»

F Traduci a prima vista le seguenti frasi


Vedi
i nomi
e gli
1. ÔH th`~ cwvra~ ajgora; mikrav ejstin. 2. ∆En th`/ th`~ cwvra~ ajgora`/ ejlaiva ejstivn. 3. AiJ th`~
aggettivi
degli
ajgora`~ ejlai`ai eujrei`aiv eijs in. 4. ÔH th`~ ejlaiva~ skia; hJdei`av ejstin. 5. ÔH ajguia; mikra;
esercizi
BeC
kai; tracei`av ejstin. 6. AiJ th`~ cwvra~ ajguiai; mikrai; kai; tracei`aiv eijs in. 7. ÔH th`~
cwvra~ stratia; ajndrei`av ejstin. 8. ÔH th`~ cwvra~ basivleia dikaiva ejstivn. 9. ∆Enivote hJ
basivleia sklhrav ejstin. 10. ÔH basivleia sklhra; ajlla; dikaiva ejstivn. 11. ∆En th`/ th`~
basileiva~ kardiva/ bebaiva filiva ejstivn. 12. Oujk ajei; aiJ filivai bevbaiaiv eijs in. 13. ÔH
th`~ eJspevra~ au[ra hJdei`av ejstin. 14. AiJ th`~ eJspevra~ au\rai hJdei`aiv eijs in. 15.
ÔEspevra~ (= di sera, compl. di tempo) au\rai hJdei`aiv eijs in.

Indicativo, imperativo e infinito presente attivo

쎱 Il verbo in greco ha tre forme: attiva, media e passiva. La forma attiva e passiva hanno lo
stesso significato e uso dell’italiano: luvw «sciolgo», luvomai «sono sciolto».
La forma media, che nel presente è uguale a quella passiva, di norma esprime un senso
riflessivo («mi sciolgo») o di interesse all’azione («sciolgo per me»).
Anche in greco, come in latino, ci sono inoltre dei verbi che non hanno la forma atti-
va, ma soltanto la forma passiva, con significato attivo; questi verbi sono detti depo-
nenti: mavcomai «combatto»; bouvlomai «voglio»; givgnomai «sono», «divento».
Sul vocabolario il verbo viene indicato con la prima persona singolare del presente
indicativo attivo (medio, se è deponente).
Ecco come si coniugano l’indicativo, l’imperativo e l’infinito presente attivo di un
verbo.

PRESENTE

INDICATIVO IMPERATIVO

luv-w io sciolgo
Singolare luv-ei~ tu sciogli lu`-e sciogli tu
luv-ei egli scioglie lu-evtw sciolga egli
luv-omen noi sciogliamo
Plurale luv-ete voi sciogliete luv-ete sciogliete voi
luv-ousi(n) essi sciolgono lu-ovntwn sciolgano essi
opp. lu-evtwsan
Duale luv-eton voi due sciogliete luv-eton sciogliete voi due
luv-eton essi due sciolgono lu-evtwn sciolgano essi due

INFINITO

luv-ein sciogliere

쎱 Ricorda che nell’imperativo l’accento si ritrae il più possibile; perciò con i verbi di tre o più
sillabe, come lambavnw e porivzw, si avrà l’accento sulla terzultima sillaba: lavmbane, lam-
bavnete, lambavneton ecc.; povrize, porivzete, porivzeton ecc.

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2 La prima declinazione

G Coniuga l’indicativo, l’imperativo e l’infinito presente attivo


dei seguenti verbi
a[gw condurre, fare porivzw procurare
eujfraivnw rallegrare sw/vzw salvare
kaqeuvdw riposare, dormire tivnw pagare
lambavnw conquistare, prendere trivbw logorare
manqavnw imparare uJbrivzw offendere
ploutivzw arricchire caivrw godere (+ dat.)

H Traduci le seguenti frasi


1. ÔH ajguia; eij~ th;n ajgora;n a[gei. 2. AiJ ajguiai; eij~ ta;~ ajgora;~ a[gousin. 3. ÔH filiva
th;n kardivan eujfraivnei. 4. AiJ filivai ta;~ kardiva~ eujfraivnousin. 5. Kaqeuvdw uJpo; th`~
ej l aiv a ~. 6. ÔH grai` a uJ p o; th` ~ ej l aiv a ~ kaqeuv d ei. 7. AiJ grai` a i uJ p o; tw` n ej l aiw` n
kaqeuv d ousin. 8. ÔH stratia; th; n cwv r an lambav n ei. 9. AiJ stratiai; ta; ~ cwv r a~
lambavnousin. 10. ÔH qea; th;n cwvran swv/zei. 11. AiJ qeai; ta;~ cwvra~ swv/zousin. 12. ÔH
ejlai`a th;n cwvran ploutivzei. 13. AiJ ejlai`ai th;n cwvran ploutivzousin. 14. ÔH diafora;
sumfora;n porivzei. 15. AiJ diaforai; sumfora;~ porivzousin. 16. ÔH sumfora; th;n
kardivan trivbei. 17. AiJ sumforai; ta;~ kardiva~ trivbousin. 18. AiJ basivleiai fora;~ ouJ
tivnousin. 19. ÔH ajsevbeia ta;~ qea;~ uJbrivzei. 20. AiJ qeai; caivrousi th`/ eujsebeiva/.
ƒConiuga l’indicativo, l’imperativo e l’infinito presente attivo dei verbi contenuti nel-
l’esercizio.

I Completa le seguenti frasi col verbo indicato, poi traduci


1. ÔH ajndreiva th;n ejleuqerivan (procura) ___________. 2. AiJ stratiai; th;n ejleuqerivan
(procurano) _____________. 3. ÔH th`~ stratia`~ ajndreiva th;n cwvran (salva) _________.
4. ÔH grai`a ejn th`/ skia`/ th`~ ejlaiva~ (riposa) _______________. 5. ÔH filiva th;n kardivan
(rallegra) _____________. 6. ÔH filoponiva th;n oijkivan kai; th;n cwvran (arricchisce)
_______________________. 7. ÔH filoponiva kai; hJ oJmovnoia ta;~ oijkiva~ kai; ta;~ cwvra~
(arricchiscono) _________________. 8. ÔH ajsevbeia th;n qea;n (offende) _____________.
9. ÔH ajsevbeia kai; hJ ajnomiva ta;~ qea;~ (offendono) ______________. 10. ÔH qea; (gode)
________ th`/ eujsebeiva/. 11. Kai; (= anche) aiJ qeai; (godono) ___________ tai`~ filivai~.
12. \W qeav, ejleuqerivan kai; swthrivan th`/ cwvra/ (procura, imperat.) ______________.
ƒConiuga l’indicativo, l’imperativo e l’infinito presente attivo dei verbi contenuti nel-
l’esercizio.

Primi elementi di sintassi

L’articolo
쎱 L’articolo greco in origine era un pronome dimostrativo; tale significato è stato conservato
in alcune espressioni, come ad esempio: oJ mevn... oJ dev «questo... quello»; oJ dev, hJ dev in
principio di proposizione: «ed egli», «ed essa»; «e quello», «e quella».
쎱 Spesso l’articolo seguito dal genitivo indica la discendenza paterna: Xevrxh~ oJ Dareivou
«Serse figlio di Dario».

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La prima declinazione: sostantivi femminili in a puro

쎱 In greco viene usato l’articolo anche con i nomi propri di persona, città e divinità, se sono
già stati menzionati, o sono nomi noti a tutti: oJ Zeuv~ «Zeus»; hJ ∆Aqhna` «Atena».
L’articolo generalmente viene omesso con nomi astratti (virtù, vizi, scienze, arti ecc.).
Le particelle mevn e dev
쎱 Le particelle mevn e dev vengono usate per stabilire una correlazione fra due termini o due
proposizioni; non sono mai poste in principio di frase, ma posposte a un’altra parola,
e possono esprimere senso avversativo o aggiuntivo.
쎱 Se esprimono senso avversativo, vengono rese con le espressioni: «mentre... invece»; «da
una parte... dall’altra»; «... ma»; «... invece» e locuzioni simili.
ÔH me;n ajreth; nivkhn, hJ de; deiliva h|ssan parevcei.
Mentre il valore procura vittoria, la viltà invece (procura) sconfitta.
쎱 Se invece esprimono semplicemente un accostamento fra due termini o due proposizioni
non vanno tradotte, o si rende soltanto la particella dev con «e».
ÔH me;n ajndreiva nivkhn, hJ de; nivkh ejleuqerivan parevcei.
Il valore procura vittoria, (e) la vittoria libertà.
Posizione attributiva e posizione predicativa
쎱 Se un aggettivo, un avverbio o un complemento sono posti fra l’articolo e il nome, si dice
che si trovano in posizione attributiva; hanno cioè valore di attributo, e si possono
rendere con un aggettivo;
hJ clwra; davfnh il verde lauro
oiJ pavlai (avv.) a[nqrwpoi gli uomini antichi
oJ tw`n Persw`n basileuv~ il re dei Persiani, il re persiano
quando invece non sono preceduti dall’articolo sono in posizione predicativa, cioè
hanno valore di predicato.
hJ davfnh clwra; il lauro (è) verde; il lauro (che è) verde (non quello secco);
il lauro (quando è) verde, (se è) verde, (poiché è) verde
쎱 La differenza della posizione può determinare una sensibile differenza di significato, come
si può osservare nelle seguenti espressioni:
oiJ tw`n ∆Aqhnaivwn dou`loi oiJ dou`loi tw`n ∆Aqhnaivwn
gli schiavi degli Ateniesi (possessivo), gli schiavi fra gli Ateniesi (partitivo),
gli schiavi che appartengono agli Ateniesi, quelli fra gli Ateniesi (che sono) schiavi,
gli schiavi ateniesi gli Ateniesi schiavi
hJ aujtivka filonikiva aujtivka hJ filonikiva givgnetai
la presente contesa scoppia subito la contesa
oiJ provteron poli`tai provteron oiJ poli`tai ajpedivdraskon
gli antichi cittadini prima i cittadini fuggivano
ÔO tuflo;~ uiJo;~ oi[koi diamevnei. ÔO uiJo;~ oi[kade tuflo;~ ejpanevrcetai.
Il figlio cieco rimane a casa. Il figlio torna a casa cieco.
(distinto da uno “vedente”) (prima non lo era)
L’imperativo proibitivo
쎱 L’imperativo proibitivo viene reso con mhv e l’imperativo positivo.
Levge th;n ajlhvqeian. Mh; levge tou`to.
Di’ la verità! Non dire questo!
쎱 Come si può osservare in greco non si usa il punto esclamativo, che invece va aggiunto nella
traduzione quando il senso lo richiede.
I termini sottintesi
쎱 In greco spesso vengono sottintesi dei termini, come nelle seguenti espressioni:
hJ oijkoumevnh (gh`) la terra abitata, il mondo

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2 La prima declinazione

hJ nautikhv (tevcnh) la marineria, l’arte di navigare


hJ aJlieutikhv (tevcnh) la pesca
hJ polemikhv (tevcnh) l’arte della guerra
hJ ijatrikhv (tevcnh) la medicina
hJ dexiav (ceivr) la (mano) destra
hJ ajristerav (ceivr) la (mano) sinistra
th`/ uJsteraiva/ (hJmevra/) il giorno dopo (compl. di tempo)
hJ polemiva (cwvra) la regione nemica, il territorio nemico
ejn Aidou
{ (dovmoi~, oi[kw/) nell’Ade (lett. nella casa di Ade, dio dell’oltretomba)
(leggi: en hàdu)
ejn didaskavlou (oijkiva/) a scuola, presso il maestro

La disposizione delle parole in greco


쎱 Come si può rilevare nelle frasi degli esercizi fin qui presentati, le parole in greco vengono
disposte secondo le seguenti norme, che tuttavia non sono rispettate rigorosamente:
– il verbo si trova posto alla fine della frase: ÔH ajgora; makrav ejstin. «La piazza è gran-
de»;
– se vi sono due proposizioni coordinate con lo stesso verbo, questo va posto nella
seconda proposizione (in italiano invece nella prima, o si ripete): OiJ Spartia`tai me;n ta;~
mavca~, oiJ ∆Aqhnai`oi de; ta;~ tevcna~ stevrgousin. «Gli Spartani amano le battaglie, gli
Ateniesi invece (amano) le arti»;
– il genitivo precede la parola a cui si riferisce; se questa è accompagnata dall’articolo,
si può trovare posto fra l’articolo e il nome: hJ tw`n Spartiatw`n ajndreiva «il valore degli
Spartani»;
– l’aggettivo e il complemento in funzione attributiva si trovano posti fra l’articolo e il
nome; se seguono il nome, si ripete l’articolo: hJ pisth; qeravpaina, oppure hJ qeravpaina hJ
pisthv «la fedele ancella»; hJ tw`n ∆Aqhnw`n stratiav, oppure hJ stratia; hJ tw`n ∆Aqhnw`n «l’eser-
cito ateniese».

I significati del verbo


쎱 Talvolta il verbo nella forma media ha un significato diverso da quello della forma attiva.
Osserva i seguenti esempi:
` ÔH devspoina peivqei ta;~ qerapaivna~. AiJ qeravpainai peivqontai th`/ despoivnh/.
La padrona persuade le ancelle. Le ancelle ubbidiscono alla padrona.
쎱 Tra i verbi che presentano tale caratteristica si ricordano i seguenti:
a[rcw comandare (+ gen.) a[rcomai cominciare (+ gen.)
pauvw far cessare pauvomai cessare
faivnw mostrare faivnomai sembrare, apparire
fobevw spaventare fobevomai paventare, temere
fulavssw custodire fulavssomai stare in guardia da
cravw dare oracoli cravomai consultare (l’oracolo), usare,
servirsi di (+ dat.)

Cosa significano i termini tinov~, tiniv, tinav, tiv


쎱 Sul vocabolario si possono trovare, accanto alla traduzione dei verbi, espressioni del tipo:
tinov~, tiniv, tinav, tiv, prov~ tina, uJpevr tino~ e simili. Sono forme del pronome indefinito tiv~,
tiv («qualcuno», «qualche cosa», enclitiche) e indicano in quale caso deve andare il
complemento retto dal verbo.
In particolare:
tinov~ indica il genitivo
tiniv indica il dativo
tinav indica l’accusativo di un nome di persona
tiv indica l’accusativo di un nome di cosa
tinav ti indica l’accusativo della persona e della cosa
쎱 Ad esempio: tugcavnein tinov~ significa «ottenere qualcosa»; tugcavnein tiniv «imbattersi in
qualcuno»; didavskein tinav ti «insegnare a qualcuno qualcosa» (lett. «ammaestrare
qualcuno in qualche cosa», compl. di relazione).

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La prima declinazione: sostantivi femminili in a puro

ÔO didavskalo~ tou;~ maqhta;~ th;n grammatikh;n didavskei.


Magister discipulos grammaticam docet.
Il maestro insegna agli scolari la grammatica.

I complementi
쎱 Presentiamo raccolti nel seguente specchietto, per motivi di praticità, i complementi che si
trovano più frequentemente usati.

complem. in greco in latino esempi

agente uJpov, prov~, parav, a, ab + ÔH ∆Attikh; diafqeivretai uJpo; tw`n Persw`n.


ajpov, ejk + gen. ablativo Attica deletur a Persis.
L’Attica viene devastata dai Persiani.
argomento periv, uJpevr + gen. de + ablativo OiJ poli`tai bouleuvontai peri; th`~ eijrhvnh~.
Cives consultant de pace.
I cittadini deliberano sulla pace.
causa dativo; ablativo; AiJ mevlissai qaumavzontai th`/ filoponiva/ /ejpi; th`/
ejpiv + dat.; ob, propter + filoponiva/ /dia; th;n filoponivan.
diav + acc. accusativo Apes probantur industria / propter industriam.
Le api sono ammirate per la laboriosità.
causa dativo; ablativo ÔO iJppovth~ pivptei, tufqei;~ th`/ lovvgch/ /
efficiente uJpov, prov~ + gen.; uJpo; th`~ lovvgch~ / uJpo; th`/ lovvgch/.
uJpov + dat. Eques cadit, hasta percussus.
Il cavaliere cade, colpito dalla lancia.
compagnia e dativo; cum + Xevrxh~ poreuvetai megavlh/ stratia`/ /su;n
unione suvn, metav + dat.; ablativo megavlh/ stratia`/ / meta; megavlh~ stratia`~ /
metav + gen.; a[gwn megavlhn stratiavn.
a[gwn, e[cwn, Xerxes procedit cum magno exercitu.
labwvn + acc. Serse avanza con un grosso esercito.
favore uJpevr + genitivo pro + ablativo OiJ poli`tai mavcontai uJpe;r th`~ ejleuqeriva~.
Cives pugnant pro libertate.
I cittadini combattono in difesa della libertà.
fine o scopo periv, prov, uJpevr dativo; OiJ ajqlhtai; ajgwnivzontai uJpe;r th`~ dovxh~ / ejpi; th`/
+ gen.; ad + acc.; dovxh/ / eij~ th;n dovxan / th`~ dovxh~ e{neka.
ejpiv + dat. o acc.; causa, gratia Athletae certant gloriae / ad gloriam / gloriae causa.
eij~, prov~, katav + gen. Gli atleti gareggiano per la fama.
+ acc.;
gen. + e{neka
interesse dativo; dativo ÔO o[mbro~ crhvs imov~ ejsti toi`~ ajgroi`~ / uJpe;r tw`n
(vantaggio e uJpevr + genitivo ajgrw`n.
svantaggio) (solo vantaggio) Pluvia salutaris est agris.
La pioggia è benefica per i campi.
mezzo dativo; ablativo; OiJ stratiw`tai mavcontai toi`~ o{ploi~ / dia; tw`n
diav + genitivo per + acc. o{plwn / dia; ta; o{pla.
o accusativo (con nomi Milites pugnant armis.
di pers.) I soldati combattono con le armi.
modo dativo; cum + abl.; OiJ stratiw`tai mavcontai ajreth`/ / su;n ajreth`/ /
suvn + dat.; abl. (con dia; ajreth`~ / ajndreivw~.
ejk, diav, ejpiv + nome e agg.); Milites pugnant cum virtute / strenue.
gen.; avverbio I soldati combattono con valore.
avverbio

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2 La prima declinazione

moto a luogo eij~, prov~, parav, in, ad + acc. OiJ Pevrsai eij~ th;n ∆Attikh;n poreuvontai.
ejpiv + accusativo; Persae ad Atticam contendunt.
I Persiani si dirigono verso l’Attica.
wJ~ + acc. (con |Hken wJ~ tou;~ fivlou~.
nomi di persona) Si recò dagli amici.
moto ejk, ajpov + gen. a, ab, e, ex, de OiJ Pevrsai ejk th`~ ∆Asiva~ e[rcontai.
da luogo + ablativo Persae ab Asia veniunt.
I Persiani vengono dall’Asia.
moto per diav + genitivo; per + acc. OiJ Pevrsai poreuvontai dia; th`~ Boiwtiva~ /
luogo diav, katav + acc. dia; th;n Boiwtivan.
Persae per Boeotiam procedunt.
I Persiani marciano attraverso la Beozia.
oggetto acc. del termine acc. del term. OiJ stratiw`tai pikra;n mavchn mavcontai.
interno derivato dalla derivato dalla Milites acrem pugnam pugnant.
radice del verbo rad. del verbo I soldati combattono un’aspra battaglia.
origine o ejk, ajpov + gen. ablativo; ∆Ek th`~ kardiva~ givgnontai aiJ ejpiqumivai.
provenienza a, ab, e, ex, Ex animo cupiditates oriuntur.
de + abl. Dal cuore provengono le passioni.
stato in luogo ejn, parav + dat.; in + ablativo; OiJ poli`tai ejn th`/ ajgora/` eijs in.
ejpiv + gen. o dat.; super, sub Cives in foro sunt.
uJpov, uJpevr, + acc. I cittadini sono nella piazza.
prov + genitivo o abl.; AiJ kovrai ejpi; th`~ pova~ paivzousin.
apud, ante Puellae ludunt super herbam.
+ acc. Le fanciulle giocano sull’erba.
uJpo; th`~ ejlaiva~, sub oleam, sotto l’olivo
uJpe;r th`~ kefalh`~, super caput, sulla testa
pro; th`~ aJmavxh~, ante currum, davanti al carro
tempo accusativo; accusativo; ∆Anevmenon polla;~ hJmevra~ / dia; pollw`n hJmerw`n
continuato diav + gen.; per + acc. / ajna; (kata;...) polla;~ hJmevra~.
ajnav, katav, ejpiv, Exspectaverunt (per) multos dies.
parav + acc. Aspettarono per molti giorni.
tempo genitivo; ablativo; ojpwvra~, autumno, in autunno
determinato dativo; ante, post + th`/ uJsteraiva/ (hJmevra/), postero die, il giorno dopo
prov + genitivo; accusativo; pro; th`~ mavch~, ante pugnam, prima della battaglia
ejn + dativo; in + ejn th`/ mavch, in pugna, nella battaglia
metav, katav, diav ablativo; meta; th;n mavchn, post pugnam, dopo la battaglia
+ accusativo inter + acc. dia; to;n dei`pnon, inter cenam, durante il pranzo

Come si può rilevare dalla scheda, uno stesso caso e una stessa preposizione possono
rendere più complementi.
쎱 In particolare, ricorda:
metav + genitivo «con» (compagnia)
+ accusativo «dopo» (tempo)
+ dativo «fra», «con» (compagnia, poco frequente)
diav + genitivo «attraverso», «per», «in» (luogo)
«durante», «per» (tempo)
«con», «per mezzo di» (mezzo)
+ accusativo «attraverso», «per» (luogo)
«durante» (tempo)
«per mezzo di» (mezzo)
«per», «a causa di» (causa)

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La prima declinazione: sostantivi femminili in a puro

쎱 Ricorda pure che in greco alcune preposizioni possono dare luogo all’anàstrofe, cioè si tro-
vano collocate dopo, anziché davanti al nome a cui si riferiscono; in questo caso, le
preposizioni bisillabiche ritraggono l’accento sulla prima sillaba. Ecco alcuni esempi
di anàstrofe:
eJspevra~ a[po invece che ajpo; eJspevra~ «dalla sera»
dw`ma kavta kata; dw`ma «in casa»
oi[ktou mevta meta; oi[ktou «gemendo»
ajriqmou` pevri peri; ajriqmou` «riguardo al numero»
cara`~ u{po uJpo; cara`~ «per gioia»

L Traduci le seguenti frasi


1. ÔH stratia; bohvqeian fevrei kai; th;n cwvran swv/zei. 2. ÔH th`~ stratia`~ ajndreiva
ejleuqerivan kai; eujdaimonivan th`/ cwvra/ fevrei. 3. ∆En th`/ th`~ stratia`~ ajndreiva/ hJ
swthriva th`/ cwvra/ (per..., compl. di vantaggio) ejstivn. 4. ÔH me;n ajndreiva ejleuqerivan,
hJ de; ejleuqeriva cara;n fevrei. 5. ∆En th`/ oJmonoiva/ hJ th`~ cwvra~ eujporiva ejstivn. 6. AiJ
diaforai; tai`~ cwvrai~ (per..., compl. di svantaggio) sumforw`n aijtiva eijs ivn. 7. ÔH me;n
oJmovnoia ejleuqerivan kai; eujdaimonivan, hJ de; diafora; douleivan kai; ajtucivan tivktei. 8.
ÔH me; n euj s ev b eia euj t uciv a n, hJ d∆ aj s ev b eia aj t uciv a n tiv k tei. 9. ÔH me; n euj s ev b eia
eujtuciva~, hJ d∆ ajsevbeia ajtuciva~ aijtiva ejstivn. 10. ÔH me;n filiva eujfraivnei, hJ de; e[cqra
th;n kardivan trivbei. 11. ∆En th`/ dustuciva/ hJ filiva bohvqeian fevrei. 12. ∆En tai`~
dustucivai~ pollavki~ aiJ filivai bohvqeian fevrousin. 13. ∆En th`/ sumfora`/ paramuqivan
kai; bohvqeian ajpo; th`~ filiva~ paralambavnomen. 14. ∆En tai`~ sumforai`~ paramuqivan
kai; bohvqeian ajpo; tw`n filiw`n paralavmbane. 15. Qaumavzomen th;n eujsevbeian kai; th;n
sofivan. 16. ÔH sofiva tw`n qew`n dwreav ejstin. 17. ÔH me;n filiva filivan, hJ de; e[cqra
e[cqran tivktei. 18. AiJ ejpiqumivai sumforw`n aijtiva eijs ivn. 19. ÔEspevra~ (compl. di
tempo) kleivomen th;n th`~ oijkiva~ quvran. 20. Kleivete ta;~ quvra~: eJspevra ejstivn. 21.
ÔH stratia; th;n a[kran katalambavnei. 22. ÔH qea; paramuqivan th`/ kardiva/ parevcei.
23. ÔH me;n oJmovnoia ejleuqerivan, hJ de; ejleuqeriva eujdaimonivan porivzei. 24. ÔH me;n
diafora; douleivan, hJ de; douleiva sumfora;~ fevrei. 25. ÔH me;n oJmovnoia kai; eujsevbeia
ta;~ basileiva~ aujxavnousin, aiJ de; diaforai; kai; ajsevbeia diafqora;n fevrousin.

M Forma delle frasi usando i termini e l’ordine indicati


11. zhmiva – foberav – ei\nai
12. douleiva – luphrav – ei\nai
13. skiav – hJdei`a – ei\nai
14. qeaiv – divkaiai – ei\nai
15. mui`ai – a[griai – oujk – ei\nai
16. ajlhvqeia – ejnivote – pikrav – ei\nai
17. filiva – porivzein – caravv
18. diaforaiv – ei\nai – aijtiva – ajtuciva (compl. di spec.)
19. oJmovnoia – porivzein – eujtuciva
10. eujsevbeia – kaiv – oJmovnoia – ploutivzein – cwvra

N Alcuni detti popolari contengono delle sentenze ricche di saggezza,


valide per tutti i tempi. Traduci
1. Pollavki~ hJ kakiva ajniw`n aijtiva ejstivn. 2. ÔH ajtuciva pollavki~ th`~ ajnoiva~ zhmiva
ejstivn. 3. ∆En th`/ oJmonoiva/ hJ th`~ cwvra~ eujtuciva ejstivn. 4. ∆En tai`~ sumforai`~ hJ filiva

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2 La prima declinazione

paramuqivan fevrei. 5. AiJ ejpiqumivai pollavki~ ajtuciva~ fevrousin. 6. Biva bivan, e[cqra
e[cqran tivktei. 7. ÔH oJmovnoia th;n th`~ cwvra~ eujtucivan aujxavnei. 8. ÔH me;n eujsevbeia
eu[noian, hJ d∆ ajsevbeia duvsnoian tivktei. 9. ÔH me;n sofiva eujdaimonivan, hJ d∆ a[noia
ajtucivan tivktei. 10. ÔH me;n ajndreiva swthrivan kai; ejleuqerivan, hJ de; deiliva diafqora;n
kai; douleivan fevrei. 11. “Aneu oJmonoiva~ oujk e[stin eujdaimoniva. 12. AiJ qeai; th;n me;n
eujsevbeian stevrgousin, th;n d∆ ajsevbeian ijscurw`~ kolavzousin.
ƒIndica il nominativo e il genitivo dei sostantivi contenuti nell’esercizio.

O L’esperienza e la saggezza popolare indicano cosa si deve cercare


e cosa evitare per una vita felice. Traduci
1. Stevrge th;n eujsevbeian kai; th;n ajlhvqeian. 2. Stevrge th;n oJmovnoian kai; feu`ge th;n
diaforavn. 3. Stevrgete th;n filivan kai; th;n eujsevbeian. 4. Th`~ uJgieiva~ ejpimevleian
e[ce. 5. Feu`ge th;n ajsevbeian, sumforw`n aijt ivan. 6. Feu`ge th;n a[noian kai; th;n
ajsevbeian. 7. Feuvgete th;n a[noian kai; th;n ajdikivan. 8. Feuvgete th;n tw`n ejpiqumiw`n
douleivan. 9. ∆En tai`~ eujt ucivai~ th;n uJperhfanivan feuvgete. 10. Levgete ajei; th;n
ajlhvqeian. 11. Mh; pivsteue tai`~ kolakeivai~. 12. Mh; ei\ke tai`~ ejpiqumivai~. 13. Mh;
levge diaboliva~, oujde; yeudomarturiva~. 14. Qauvmaze ouj th;n eujmorfivan, ajlla; th;n
paideivan kai; th;n ajkrivbeian. 15. Deivmaine ouj th;n penivan, ajlla; th;n ajtimivan.

Il verbo tugcavnw

쎱 Il verbo tugcavnw può assumere diversi significati, a seconda del caso che regge:
– col genitivo generalmente significa «ottenere»;
– col dativo significa «imbattersi in» qualcuno.
쎱 Viene usato frequentemente, inoltre, col participio predicativo (v. scheda a p. 117).

Come si cerca l’avverbio sul vocabolario

쎱 Nell’ultima frase dell’esercizio N abbiamo incontrato il termine ijscurw`~ e nel prospetto dei
complementi (compl. di modo) avevamo incontrato ajndreivw~. Sono forme di avverbi
che significano «fortemente» e «valorosamente».
Gli avverbi di questo tipo derivano da aggettivi qualificativi e, come in questi casi, di
norma terminano in -w`~ oppure in -w~.
쎱 Alcuni vocabolari, come ad esempio il LA MAGNA-ANNARATONE, riportano questi avverbi
come lemmi autonomi, altri li indicano sotto la voce degli aggettivi da cui derivano.
Osserva i seguenti esempi.
Per trovare l’avverbio ijscurw`~ si deve cercare sotto la voce dell’aggettivo ijscurov~
(«forte»).
A sei righe dalla fine della colonna, sul ROCCI si trova:
– AVV. -w`~, fortemente; potentemente...
sul MONTANARI, invece, a undici righe dalla fine:
♦ avv. ijscurw`~ con forza, vigorosamente, potentemente...
쎱 Analogamente, per trovare ajndreivw~ si deve cercare sotto la voce dell’aggettivo ajndrei`o~.
Alla penultima riga della colonna il ROCCI riporta:
– AVV. -eivw~, virilmente; coraggiosamente...
il MONTANARI, invece, alla terzultima riga:
♦ avv. ajndreivw~ con forza, coraggio, audacia...
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La prima declinazione: sostantivi femminili in a impuro

La prima declinazione:
sostantivi femminili in a impuro
쎱 Si dice a impuro quello preceduto da lettera diversa da e, i, r; questo a è breve.
I sostantivi femminili in a impuro preceduto da s, x, y, z, m, n, ss, tt, ll, ain, oin hanno
il genitivo e dativo singolare in h, per il resto seguono la declinazione dei sostantivi in
a puro.
Per una corretta applicazione delle norme dell’accento, suddividiamo anche questi
sostantivi in più gruppi:
1. sostantivi con l’accento sulla penultima sillaba, breve (quindi, su questa sillaba,
sempre l’accento acuto): dovxa±, h~, hJ la fama, l’opinione; rJi± vza± , h~, hJ la radice; ma± vza± , h~, hJ
la focaccia;
2. sostantivi con l’accento sulla penultima sillaba, lunga (quindi, su questa sillaba, si
ha l’accento circonflesso quando l’ultima è breve, e cioè nel nominativo, accusativo e
vocativo singolare, nel nominativo e vocativo plurale; acuto negli altri casi): glw`ssa± ,
h~, hJ la lingua; h|ssa± , h~, hJ la sconfitta; Mou`sa± , h~, hJ la Musa; clai`na± , h~, hJ il mantello;
3. sostantivi con l’accento sulla terzultima sillaba (quindi acuto, che si sposta quando
l’ultima sillaba diventa lunga, e cioè nel genitivo e dativo singolare, nel dativo e accu-
sativo plurale – il genitivo plurale è perispòmeno – e nel duale): a[milla± , h~, hJ la gara
(leggi: àmilla, amìlles); devspoina±, h~, hJ la padrona (leggi: dèspoina, despòines); mevlissa±,
h~, hJ l’ape (leggi: mélissa, melìsses); qavlassa± , h~, hJ il mare; quvella, -h~, hJ la tempesta.
쎱 I sostantivi in a impuro preceduto da lettera o gruppo diversi da quelli indicati sopra con-
servano l’a in tutta la declinazione (tranne, ovviamente, il genitivo plurale). Per l’ac-
cento, se si trova sull’ultima sillaba diventa circonflesso nel genitivo e dativo di tutti i
numeri (stoav, a`~, hJ il portico); se si trova su altre sillabe, si regola come negli altri grup-
pi (pova, a~, hJ l’erba; Lhvda, a~, hJ Leda).

A Declina i seguenti sostantivi


dovxa±, h~, hJ la fama, l’opinione qeravpaina, h~, hJ l’ancella
rJi±vza±, h~, hJ la radice a{maxa, h~, hJ il carro
glw`ssa±, h~, hJ la lingua cavlaza, h~, hJ la grandine
h|ssa±, h~, hJ la sconfitta quvella, h~, hJ la tempesta
Mou`sa±, h~, hJ la Musa stoav, a`~, hJ il portico
devspoina, h~, hJ la padrona pova, a~, hJ l’erba

B Declina le seguenti espressioni


hJ pikra; h|ssa l’amara sconfitta hJ fobera; quvella la terribile tempesta
hJ tacei`a a{maxa il veloce carro hJ sklhra; devspoina la padrona severa
hJ blabera; cavlaza la grandine rovinosa hJ bradei`a qeravpaina l’ancella pigra

C Completa le concordanze nelle seguenti espressioni, poi traduci


th`~ pikra`~ h{ss___ th`~ blabera`~ calavz___ th`/ bradeiva/ qerapaivn___
th`/ pikra`/ h{ss___ tw`n blaberw`n calaz___ th`~ bradeiva~ qerapaivn___
aiJ pikrai; h|ss___ th`/ blabera`/ calavz___ ta;~ bradeiva~ qerapaivn___
tw`n pikrw`n hJss___ aiJ blaberai; cavlaz___ tw`n bradeiw`n qerapain___
th`~ taceiva~ aJmavx___ th`~ sklhra`~ despoivn___ th`~ fofera`~ quevll___
th`/ taceiva/ aJmavx___ th`/ sklhra`/ despoivn___ aiJ foberai; quvell___
ta;~ taceiva~ aJmavx___ aiJ sklhrai; devspoin___ th`/ fobera`/ quevll___
tai`~ taceivai~ aJmavx___ ta;~ sklhra;~ despoivn___ tw`n foberw`n quell___

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2 La prima declinazione

D Traduci le seguenti frasi, poi volgile al plurale, come nell’esempio


ÔH h|ssa foberav ejstin.
La sconfitta è terribile.
Le sconfitte sono terribili.
AiJ h|ssai foberaiv eijs in.
1. ÔH h|ssa pikrav ejstin. 2. ÔH a{maxa tacei`av ejstin. 3. ÔH cavlaza blaberav ejstin.
4. ÔH dev s poina sklhrav ej s tin. 5. ÔH qerav p aina bradei` a v ej s tin. 6. ÔH quv e lla
foberav ejstin. 7. ÔH levaina ajgriva ejstivn. 8. ÔH travpeza makrav ejstin. 9. ÔH clai`na
mikrav ejstin. 10. ÔH qeravpaina carivessav ejstin.

E Traduci le seguenti espressioni, poi volgile al plurale


1. hJ th`~ stratia`~ h|ssa 2. meta; th;n th`~ stratia`~ h|ssan 3. ejn th`/ th`~ stratia`~ h{ssh/
4. hJ th`~ despoivnh~ a{maxa 5. hJ devspoina su;n th`/ aJmavxh/ 6. hJ devspoina uJpe;r th`~
aJmavxh~ 7. ejn th`/ th`~ despoivnh~ aJmavxh/ 8. uJpe;r th`~ th`~ despoivnh~ aJmavxh~ 9. hJ th`~
qerapaiv n h~ mev rimna 10. hJ qerav p aina dia; th; n mev rimnan 11. hJ th` ~ qalav s sh~
quvella 12. dia; th;n th`~ qalavssh~ quvellan 13. hJ th`~ leaivnh~ leiva 14. hJ levaina
su;n th`/ leiva/ 15. hJ th`~ basileiva~ clai`na 16. hJ basivleia su;n th`/ claivnh/ 17. su;n
th`/ th`~ basileiva~ claivnh/ 18. hJ th`~ cwvra~ a[muna 19. ejpi; th;n th`~ cwvra~ a[munan
20. hJ th`~ ejlaiva~ rJivza 21. uJpo; th`~ ejlaiva~ rJivzh~ 22. ejn th`/ th`~ ejlaiva~ rJivza/ 23. hJ
devspoina kai; hJ qeravpaina 24. hJ devspoina su;n th`/ qerapaivnh/ 25. su;n th`/ despoivnh/
kai; qerapaivnh/

Indicativo, imperativo e infinito presente passivo

PRESENTE

INDICATIVO IMPERATIVO

luv-omai± io sono sciolto


Singolare luv-h/ (o luv-ei) tu sei sciolto luv-ou sii sciolto tu
luv-etai egli è sciolto lu-evsqw sia sciolto egli
lu-ovmeqa noi siamo sciolti
Plurale luv-esqe voi siete sciolti luv-esqe siate sciolti voi
luv-ontai essi sono sciolti lu-evsqwn siano sciolti essi
opp. lu-evsqwsan
Duale luv-esqon voi due siete sciolti luv-esqon siate sciolti voi due
luv-esqon essi due sono sciolti lu-evsqwn siano sciolti essi due

INFINITO

luv-esqai± essere sciolto

쎱 La forma media, come detto sopra (v. p. 17), nel presente è uguale a quella passiva; essa
esprime un senso riflessivo («mi sciolgo») o di interesse all’azione («sciolgo per me»).

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La prima declinazione: sostantivi femminili in a impuro

쎱 I verbi deponenti si coniugano come i passivi, ma hanno significato attivo: mavcomai «com-
batto», mavch/ «combatti», mavcetai «combatte», mavcesqai «combattere» ecc. Sul vocabo-
lario vengono indicati con la forma media.

F Coniuga l’indicativo, l’imperativo e l’infinito presente passivo dei


seguenti verbi
a[/dw cantare paraskeuavzw preparare
deimaivnw temere porivzw procurare
qaumavzw ammirare swv/zw salvare
kataflevgw bruciare taravssw sconvolgere
kolavzw punire trivbw tormentare
manqavnw imparare uJpomevnw sopportare

G Traduci le seguenti frasi, poi volgile al passivo, come nell’esempio


ÔH fobera; levaina katabibrwvskei th;n leivan.
La terribile leonessa divora la preda.
La preda è divorata dalla terribile leonessa.
ÔH leiva uJpo; th`~ fobera`~ leaivnh~ katabibrwvsketai.
1. ÔH spoudaiva qeravpaina paraskeuavzei th;n travpezan. 2. AiJ bradei`ai qeravpainai
deimaivnousi th;n sklhra;n devspoinan. 3. ÔH sklhra; devspoina kolavzei ta;~ bradeiva~
qerapaivn a~. 4. ÔH qerav p aina pollav k i~ uJ p omev n ei th; n pei`n an. 5. AiJ Mou` s ai
porivzousi th;n dovxan. 6. ÔH poihvtria a[/dei ta;~ Mouvsa~. 7. ÔH fobera; quvella
taravssei th;n qavlassan. 8. ÔH divya kataflevgei th;n glw`ssan. 9. ÔH h|ssa porivzei
ajtimivan. 10. AiJ mevrimnai th;n kardivan trivbousin.

H Ordina le parole che seguono, formando delle frasi, poi traduci


1. melissw` n ej r gasiv a n qaumav z omen tw` n th; n . 2. qaumav z ontai th` / mev l issai aiJ
filoponiva/. 3. th`/ divaita tw`n hJ melissw`n qaumavzetai filoponiva/. 4. w\ filoponivan tw`n
qeravpainai th;n qaumavzete melissw`n. 5. aiJ melissw`n qeravpainai manqavnousin th;n
spoudai`ai ajpo; filoponivan tw`n. 6. hJ qavlassan th`~ biva diataravssei th;n quevllh~.
7. foberai`~ taravssetai qavlassa hJ quevllai~. 8. hJ th`~ quevllh~ qea; pauvei th;n bivan.
9. hJ th;n tovlma stratia`~ th`~ cwvran swv/zei. 10. th;n th`~ qaumavzomen stratia`~ tovlman.

I Traduci le seguenti frasi


1. ÔH praei`a devspoina th;n tw`n qerapainw`n ejrgasivan ejgkwmiavzei. 2. AiJ praei`ai
devspoinai caivrousi th`/ tw`n qerapainw`n ejrgasiva/. 3. ÔH tw`n qerapainw`n ejrgasiva
ta; ~ despoivn a~ ploutiv z ei. 4. Deimaiv n w th; n fobera; n th` ~ qalav s sh~ quv e llan.
5. Deimaivnomen ta;~ fobera;~ th`~ qalavssh~ quevlla~. 6. AiJ qavlassai th`/ th`~ quevllh~
biva/ diataravssontai. 7. AiJ me;n quvellai th;n qavlassan, aiJ de; ejpiqumivai th;n kardivan
diataravssousin. 8. ÔH cwvra tai`~ taceivai~ th`~ stratia`~ aJmavxai~ swv/zetai. 9. AiJ
tacei`ai th`~ stratia`~ a{maxai a[muna kai; swthriva th`/ cwvra/ (per...) eijs ivn. 10. “Aneu
tovlmh~ oujk e[stin ejleuqeriva. 11. Ouj movnon (non solo) hJ tovlma, ajlla; kai; (ma anche) hJ
oJmovnoia th;n cwvran sw/vzei. 12. ÔH th`~ cwvra~ a[muna ouj movnon ejn th`/ th`~ stratia`~
tovlmh/, ajlla; kai; ejn th`/ oJmonoiva/ ejstivn.

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2 La prima declinazione

13. ∆Enivote hJ qeravpaina th`/ peivnh/ kai; divyh/ pievzetai. 14. AiJ spoudai`ai qeravpainai
th;n travpezan me;n th`/ despoivnh/ paraskeuavzousin, pollavki~ de; peivnh/ kai; divy h/
pievzontai. 15. ÔH qeravpaina th;n a{maxan th`/ despoivnh/ paraskeuavzei. 16. AiJ
qeravpainai para; th`/ th`~ despoivnh~ aJmavxh/ badivzousin h] (o) trevcousin. 17. AiJ
qeravpainai uJpo; th`~ despoivnh~ dia; th;n glwssalgivan kolavzontai. 18. \W qeravpainai,
katevcete th;n glw`ssan kai; th;n th`~ despoivnh~ zhmivan deimaivnete. 19. ÔH glw`ssa
pollavki~ tai`~ qerapaivnai~ merimnw`n aijtiva ejstivn. 20. AiJ bradei`ai qeravpainai uJpo;
tw` n despoinw` n kolav z ontai. 21. ∆Eniv o te aiJ qerav p ainai bradei` a i mhv n , aj l l∆ ouj
ponhraiv eijs in. 22. AiJ me;n qeravpainai spoudai`ai uJpo; th`~ despoivnh~ ejgkwmiavzontai,
aiJ de; bradei`ai kai; ponhrai; kolavzontai.
ƒConiuga l’indicativo, l’imperativo e l’infinito presente attivo e passivo dei verbi con-
tenuti nell’esercizio.

L Forma delle frasi usando i termini e l’ordine indicati


11. qeravpaina – spoudaiva – ei\nai
12. tovlma – makrav – ei\nai
13. Mou`sai – makavriai – ei\nai
14. quvellai – blaberaiv – ei\nai
15. divaita – devspoina (compl. di spec.) – hJdei`a – ei\nai
16. qeravpaina – deimaivnein – devspoina
17. qeravpainai – spoudai`ai – ouj – deimaivnein – devspoina
18. devspoina – caivrein (+ dat.) – filoponiva – qeravpainai (compl. di spec.)
19. tovlma – stratiav (compl. di spec.) – sw/vzein – cwvra
10. mevrimnai – kardiva – qeravpainai (compl. di spec.) – trivbein

1 Ad Atene c’è il buongoverno


Atene è caratterizzata dal buongoverno, che assicura alla regione libertà e prosperità.
AiJ ∆Aqh`nai qaumavzontai me;n th`/ eujtuciva/ kai; th`/ eujporiva/: hJ de; eujtuciva kai; eujporiva
ej k th` ~ politeiv a ~ giv g nontai. ÔH tw` n ∆A qhnw` n politeiv a ga; r ouj monarciv a , ouj d ∆
ojligarciva, ajlla; dhmokrativa ejstivn, kai; ejleuqerivan, ajsfavleian, eujtucivan th`/ cwvra/
parevcei: dio; ejn tai`~ ∆Aqhvnai~ eujnomiva ejstivn. ∆En th`/ cwvra/ th`~ gewrgiva~ ejpimevleiav
ejstin, hJ de; gewrgiva th;n cwvran mavla ploutivzei. ÔH palaivstra bivan kai; ajndreivan
porivzei, kai; ei\ta hJ th`~ stratia`~ ajndreiva th;n th`~ cwvra~ ejleuqerivan swv/zei. Ta;~
∆A qhv n a~ hJ ∆A qhna` fulav s sei, hJ th` ~ sofiv a ~ qeav . AiJ iJ e v r eiai th` / ∆A qhna` / qusiv a ~
quvousin,1 kai; hJ th`~ qea`~ eu[noia tai`~ ∆Aqhvnai~ swthrivan, ajsfavleian, ejleuqerivan
porivzei.
1. qusiva~ quvousin: «compiono sacrifici»; qusiva~ è un accusativo dell’oggetto interno.
ƒAnalizza le forme verbali contenute nel brano.

2 Atene è la patria delle virtù


Atene è la patria delle virtù che rendono grande e prospera una città.
ÔH me;n filomavqeia sofivan tivktei, ejk d∆ ajgnoiva~ a[noia givgnetai: diovt i th;n me;n
filomavqeian stevrgomen, th;n d∆ a[gnoian feuvgomen. ÔH me;n eujsevbeia eu[noian, hJ d∆

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La prima declinazione: sostantivi femminili in h

ajsevbeia duvsnoian fevrei: diovper th;n me;n eujsevbeian diwvkomen, th;n d∆ ajsevbeian, wJ~
ajdikivan, ajmuvnomen. Ei\ta ejk me;n th`~ filoponiva~ eujporiva, ejk de; th`~ ajrgiva~ peniva
givgnetai: diovper ejn th`/ ∆Aqhnw`n cwvra/ filoponivan, oujk ajrgivan euJrivskomen. Tevlo~1 hJ
me;n th`~ stratia`~ ajndreiva ejleuqerivan, hJ de; deiliva douleivan parevcei: hJ de; tw`n
∆Aqhnw`n stratia; su;n ajndreiva/ mavcetai, kai; th;n th`~ cwvra~ ejleuqerivan fulavssei.
Toigarou`n oujk a[gnoia, oujd∆ ajsevbeia, oujd∆ ajrgiva h] deiliva ejn th`/ ∆Aqhnw`n cwvra/
eijs ivn, ajlla; filomavqeia, eujsevbeia, filoponiva kai; ajndreiva: ou{tw~ aiJ ∆Aqh`nai th`/
sofiva/, eujnoiva/, eujporiva/ kai; ejleuqeriva/ qavllousin.
1. Tevlo~: avverbio.
ƒIndica il nominativo e genitivo singolare e plurale dei sostantivi contenuti nel
brano.

3 Atena ed Era
Ad Atene godono di particolare venerazione Atena ed Era, che ricambiano questo culto
con i loro doni caratteristici.
∆En tai` ~ ∆A qhv n ai~ pollav k i~ qusiv a i th` / ∆A qhna` / parev c ontai: aiJ ga; r ∆A qh` n ai uJ p o;
th`~ ∆Aqhna`~ froura`~ eijs in. ÔH ∆Aqhna` th;n me;n eujsevbeian stevrgei, th;n d∆ ajsevbeian
kolavzei. AiJ iJevreiai me;n zwvstra~, kaluvptra~ kai; mivtra~ th`/ qea`/ fevrousin, kai; th;n
ej s cav r an a{ p tous in, kai; qus iv a ~ quv o us in, 1 ej n de; tai` ~ qus iv a i~ aiJ yav l triai
coreuvousi kai; kiqarivzousin. ∆En tai`~ ∆Aqhvnai~ kai; th`~ {Hra~ latreiva ejstivn. ÔH
H
{ ra tw`n oijkiw`n kai; tw`n eJstiw`n ejpimevleian e[cei, tai`~ de; despoivnai~ eujdaimonivan
kai; eujgonivan parevcei. ÔH me;n ∆Aqhna` th`~ sofiva~ qeav ejstin, hJ d∆ {Hra tw`n qew`n2
basivleiav ejstin: ou{tw~ ejk th`~ latreiva~ ∆Aqhna`~ kai; {Hra~ sofiva, eujt uciva kai;
eujdaimoniva ejkgivgnontai.
1. qusiva~ quvousin: «compiono sacrifici» (acc. dell’ogg. interno). 2. tw`n qew`n: femminile.

La prima declinazione:
sostantivi femminili in h
쎱 Ricordando che anche questi sostantivi hanno il genitivo plurale perispòmeno, per una
corretta applicazione delle norme dell’accento li possiamo suddividere nei seguenti
gruppi:
1. sostantivi con l’accento sull’ultima sillaba (accento circonflesso nel genitivo e dati-
vo di tutti i numeri): ajrethv, h`~, hJ la virtù; hJdonhv, h`~, hJ il piacere; eJorthv, h`~, hJ la festa;
ojrghv, h`~, hJ l’ira; ajdelfhv, h`~, hJ la sorella; ejpistolhv, h`~, hJ la lettera;
2. sostantivi con l’accento sulla penultima sillaba, lunga (accento circonflesso nel
nominativo e vocativo plurale, con desinenza ai± breve): gnwvmh, h~, hJ la sentenza, l’opi-
nione; kwvmh, h~, hJ il villaggio; mnhvmh, h~, hJ il ricordo; rJwvmh, h~, hJ la forza; selhvnh, h~, hJ la
luna; lu–vph, h~, hJ il dolore;
3. sostantivi con l’accento sulla penultima sillaba, breve (quindi sempre accento acuto,
tranne il genitivo plurale perispòmeno): kovrh, h~, hJ la fanciulla; kovmh, h~, hJ la chioma;
devrh, h~, hJ il collo; tevcnh, h~, hJ l’arte.

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