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Roberto M.

Danese kybernetes
Il mondo della Grecia classica
ha visto nascere e progredire, Guaraldi
con stupefacente modernità, la
scienza del linguaggio e della co- Kybernetes
municazione, quella stessa scienza
che oggi, anche grazie al l’elettronica IL GRECO CLASSICO IN RETE
applicata alle comunicazioni di massa,
A cura di Roberto M. Danese
è protagonista non solo dei sistemi edu-
cativi,ma anche della politica,della tele-
visione e della pubblicità. Ciò che ignora la
politica culturale dei governi occiden-
tali è invece ben presente nel mercato editoriale,
nello spettacolo e, infine, nella rete.
Se la lingua è l’espressione più importante di ogni cultura, il greco
antico non può che essere considerato la lingua della cultura,
l’espressione primaria del pensiero immaginativo e astrattivo, l’unico
in grado di fornire modelli per l’interpretazione della realtà, di
Testi di
qualsiasi realtà. La sempre crescente tendenza a creare, soprattutto
nella scuola secondaria, una frattura tra cultura tecnico-scientifica Valentina Millozzi,
e cultura umanistica, ha minato uno dei fondamenti dell’educazione: Andrea Bacianini
fornire gli strumenti per comprendere a livello individuale e collettivo e Alessio Torino
la complessità del reale, acquisendo sempre maggiore capacità di
orientare consapevolmente le nostre scelte. Così lo studio della
lingua e della civiltà greca, un tempo elemento fondante del sapere

a cura di
scientifico più avanzato, viene oggi messo all’angolo, considerato
terreno di studio solo degli specialisti. E ciò a fronte di un sempre
crescente interesse per i prodotti che la cultura dell’antichità classica
ha consegnato alla modernità: si moltiplicano i film tratti dalle opere
delle grandi letterature antiche, la filosofia greca è sempre più
spettacolarizzata, perfino i best-sellers della letteratura giovanile
sono tradotti in latino o in greco antico. Se il cinema ci offre film
recitati in latino, greco o aramaico, internet ci regala corsi moderni
e completi per apprendere quelle lingue che la scuola e l’università
sembrano rifiutarsi di offrirci; la rete è diventata un archivio
fondamentale di documenti e testi, di papiri, di codici, di libri che
non attendono altro che essere fruiti. Dopo aver segnato le rotte
per navigare tra i siti dedicati alla latinità, ci è sembrato allora
doveroso e utile dare le coordinate per esplorare anche il mare
degli strumenti informatici dedicati alla lingua, alla letteratura, alla
mitologia della Grecia classica, per dar modo allo specialista come
all’appassionato o allo studente di muoversi con mezzi sempre più
agili per conoscere quelli che un importante scrittore definiva
“contemporanei del futuro”. Una guida

Guaraldi
ai siti internet
ISBN 88-8049-229-2 che ospitano il greco

,!7II8I0-ejccja! classico. Con


aggiornamenti
di Tra ‘Volumen’ e byte.
Libri e-libri
Prima edizione: luglio 2004

© 2004 by Guaraldi s.r.l.


Sede legale: Piazza Ferrari 22, 47900 Rimini
Redazione: via Cattaneo 14 (Rimini) 0541/56430
www.guaraldi.it
e-mail: info@guaraldi.it

ISBN 88-8049-229-2
a cura di
ROBERTO M. DANESE

testi di
VALENTINA MILLOZZI, ANDREA BACIANINI
ALESSIO TORINO

KYBERNETES/KYBERNHTHΣ
Il greco classico in rete

Una guida ai siti internet


che ospitano il greco classico

Con aggiornamenti di Tra ‘Volumen’ e byte

Guaraldi
ROBERTO M. DANESE è professore di Lingua e Letteratura Latina presso
l’Università degli Studi di Urbino ‘Carlo Bo’; si occupa soprattutto di teatro
latino arcaico e, in special modo, di Plauto, prendendo parte tra l’altro, al
progetto di una nuova edizione critica della commedie, ma i suoi interessi
comprendono anche l’antropologia del mondo antico, la letteratura latina
dell’età neroniana e le forme linguistiche e letterarie della tarda antichità,
nonché la fortuna della cultura classica e i rapporti tra ricerca scientifica e
didattica delle lingue e delle letterature antiche; è membro dell’associazione
Antropologia e Mondo Antico con sede a Siena e del PLAVTVS (Centro di
Ricerche Plautine Sarsina-Urbino); fa inoltre parte del Comitato Scientifico
del CISP (Centro Internazionale di Studi Plautini) con sede ad Urbino e del
Comitato Scientifico del Latinus Ludus di Mondaino.

VALENTINA MILLOZZI si è laureata presso l’Università degli studi di Urbino


‘Carlo Bo’. Attualmente svolge il dottorato di ricerca in Letteratura e Filo-
logia Greca presso la stessa Università nell’ambito del quale ha soggiornato
come Visiting Graduate Student presso la Faculty of Classics della Universi-
ty of Cambridge. Si occupa di papirologia e di poesia ellenistica.

ANDREA BACIANINI si è laureato presso l’Università degli Studi di Urbino


‘Carlo Bo’. Attualmente è dottorando di ricerca in Filologia Latina presso
l’Università di Parma e collabora con l’attività didattica dell’Istituto di Ci-
viltà Antiche di Urbino. Si occupa di metrica latina arcaica e di teatro.

ALESSIO TORINO si è laureato presso l’Università degli Studi di Urbino


‘Carlo Bo’. Attualmente è dottorando di ricerca in Filologia Latina presso
l’Università di Pisa e collabora con l’attività didattica dell’Istituto di Civiltà
Antiche di Urbino. Si occupa di teatro latino e della sua fortuna.
Indice

p. 7 Prefazione
I contemporanei del futuro
di Roberto M. Danese

p. 19 Introduzione
di V. Millozzi, A. Bacianini, A. Torino

p. 31 Capitolo I - COME VISUALIZZARE L’ALFABETO GRECO ANTICO

p. 33 1.1 Il problema dei caratteri alfabetici


p. 34 1.2 Leggere il greco in caratteri latini:
‘traslitterazione atina’ e Beta code
p. 35 1.3 Leggere il greco in caratteri greci. I primi font
p. 39 1.4 L’avvento di Unicode

p. 45 Capitolo II - BIBLIOTECHE DIGITALI

p. 63 Capitolo III - RICERCA

p. 65 3.1 Filologia
p. 73 3.2 Papirologia
p. 81 3.3 Epigrafia
p. 84 3.4 Siti monografici e portali tematici
p. 93 3.5 Centri di ricerca e consorzi
p. 100 3.6 Strumenti di ricerca bibliografica
p. 102 3.7 Siti bibliografici
p. 110 3.8 Biblioteche tradizionali consultabili on-line
p. 114 3.9 Riviste
p. 117 3.10 Riviste digitali
p. 121 3.11 Newsletter, mailing-list, newsgroup,
forum e chat

p. 133 Capitolo IV - DIDATTICA DEL GRECO

p. 135 4.1 Premessa


p. 138 4.2 Risorse didattiche
p. 141 4.3 Materiali di corsi
p. 145 4.4 Strumenti grammaticali
p. 150 4.5 Dizionari
p. 152 4.6 Software per esercizi
p. 154 4.7 Corsi on-line
p. 160 4.8 Certamina graeca

p. 165 Capitolo V - AMOENITATES

p. 173 INDICE DEI SITI

p. 217 BIBLIOGRAFIA

APPENDICE

p. 239 Aggiornamenti di Tra ‘Volumen’ e byte


Prefazione

I CONTEMPORANEI DEL FUTURO

In questi giorni due eventi di grande richiamo stanno domi-


nando nelle nostre sale cinematografiche: il kolossal iliadico
Troy con l’improbabile e fascinoso Achille ‘agito’ da Brad
Pitt e Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, terzo capitolo
della fortunata serie tratta dai romanzi di Joanne K. Rowling.
Perché cominciare la prefazione ad un libro sulla Grecia
classica con un accostamento del genere? Forse perché i
due film hanno in comune più riferimenti culturali di quanti
possiamo immaginare. Anzitutto (come sempre più spesso
accade) si tratta di cinema derivato da opere letterarie, anche
se di autori o ambiti piuttosto lontani fra loro per cronolo-
gia e cultura come i rapsodi omerici e l’indefessa Rowling.
Se prescindiamo poi dalle diversità di genere letterario tra
epos e romanzo, possiamo notare che le sceneggiature delle
due pellicole attingono entrambe a delle saghe, ognuna con
i suoi eroi, i suoi esseri soprannaturali, le sue mirabolanti av-
venture. Queste due saghe, inoltre, sono notissime e diffuse
fra lettori di lingue diverse, tra le quali spicca, appunto, la
lingua della Grecia classica. «Un momento» dirà il lettore più
accorto «qui qualcosa non torna». I poemi omerici e in primis
l’Iliade sono stati composti in greco e poi, nel corso dei secoli,
sono stati tradotti nelle varie lingue moderne per raggiungere
un pubblico sempre più vasto, non necessariamente versato
negli idiomi dell’Ellade antica: fin qui nulla da eccepire. I
romanzi di Harry Potter però sono originariamente scritti
in inglese: va bene tradurli in italiano, in tedesco, in svedese,
in spagnolo eccetera, ma cosa può avere a che fare su questa
terra Harry Potter col greco antico? Primo dato di fatto: la
versione di Harry Potter e la pietra filosofale in greco antico

7
Kybernetes

farà effettivamente la sua apparizione sul mercato editoriale


nell’ottobre 2004 (secondo il traduttore il titolo dovrebbe
essere all’incirca ÑΑΡΕΙΟΣ ΠΟΤΗΡ ΚΑΙ ΤΟϒ ΦΙΛΟΣΟΦΟϒ
ΛΙΘΟΣ)1; secondo punto: la casa editrice londinese Bloom-
sbury ha deciso di realizzarla sulla scia del successo del prece-
dente ‘latino’ Harrius Potter et philosophi lapis, apparso circa
un anno fa. Ora, ancor prima di affrontare il problema della
versione greca, non sarebbe insensato chiedersi perché mai
un editore di successo abbia deciso di investire rischiosamen-
te soldi per far tradurre in latino un romanzo già ampiamente
noto ai popoli dell’orbe terracqueo (e per di più trasposto
in un film campione d’incassi), ma la risposta è già nel sor-
prendente successo commerciale riscosso in pochi mesi dal
volume. Tuttavia, perseverare e tradurre lo stesso celeberrimo
libro anche in greco antico, costringendo i lettori a faticare su
aoristi e duali per seguire l’anglico maghetto in una vicenda
che da anni si può leggere in qualsiasi altra lingua moderna,
può francamente indurre a porsi di nuovo l’interrogativo fata-
le: che utilità può avere tutto ciò? Non usufruendo ancora di
uno spazio temporale ricurvo che consenta di interscambiare
passato e futuro, mi sembra poco verosimile che l’editore
pensi di commercializzare il suo prodotto nell’Atene del V se-
colo o fra gli allievi di Aristotele all’Accademia. Ma le ragioni
del business sono infinite e sottili, per cui non escluderei che
l’operazione si iscriva, certo con un impegno intellettuale più
rilevante, nella nutrita schiera di eventi contemporanei che
annovera anche il succitato Troy, i due Alexander the Great2
cinematografici ormai alle porte, gli sceneggiati televisivi de-
dicati nell’ordine a Cesare, Augusto, Nerone e ancora Elena
di Troia, i gialli dove lo Stagirita sfoggia doti degne di un
Hercule Poirot ante litteram3, i romanzi che trasformano in
action stories l’Anabasi di Senofonte4 o le vicende di Dionisio
di Siracusa5 e altre amoenitates del genere. Insomma, l’onda
di interesse generalizzato per l’antico ai livelli più diversi è nel
pieno della sua potenza e, anzi, dopo aver portato un revival
imponente per il mondo romano, trascina con sé anche quello
per il mondo della Grecia classica e per la lingua che quella cul-
tura ha espresso. L’Ancient Renaissance è ormai un fenomeno

8
Prefazione

di costume che si estende a macchia d’olio, dagli oggetti e dai


comportamenti più trendy ad ambiti che, come la letteratura,
la lingua e il cinema, sono più vicini ai nostri interessi. Va di
moda la guerra di Troia. E allora Lindsay Clarke si fa Omero
contemporaneo e rinarra con disinvolta leggerezza le vicende
dei guerrieri achei in un romanzo come La guerra di Troia,
che diventa subito un best-seller6. La Francia quasi abolisce
lo studio del greco nei suoi licei7, ma pubblica le avventure
di Tintin e di Asterix nella lingua di Platone, come anche le
originali avventure di un giovane cittadino dell’antica Atene8.
Il cinema, come dicevamo, ricomincia a saccheggiare la saga
troiana, con un’opera come Troy, dove l’epos omerico diventa
una specie di pretesto per costruire un film che guarda più al
compiacimento di un pubblico assuefatto alle battaglie ciber-
netiche dei vari Star Wars o Lord of the Rings che non ad una
vera rilettura, anche commercialmente efficace, del capolavo-
ro omerico. Sulle nostre sale cinematografiche incombono le
truppe di Alessandro Magno (confidiamo molto almeno nella
maestria di Oliver Stone) e l’eroismo di Bruce Willis e George
Clooney, impegnati nella battaglia delle Termopili9.
Potremmo continuare ancora per molto con esempi del gene-
re, ma, forse, a questo punto, conviene ritornare al problema
di partenza, quello del significato e dell’importanza di questi
fenomeni. È irrefutabile, credo, che, come è successo per il
latino, anche il greco antico (e la storia e la cultura che esso
rappresenta, dalle quali, ricordiamolo, non dovrebbe mai es-
sere disgiunto) sta conoscendo un’impennata di popolarità,
sempre però in controtendenza rispetto all’offerta da parte di
strutture scolastiche e universitarie (un po’ in tutto il mondo)
di strumenti per apprenderlo. Insomma, sembra che, anche
in questo caso, un fenomeno culturale possa acquistare no-
torietà e destare interesse su larga scala solo quando lo si co-
mincia a considerare inutile per la formazione dell’individuo.
Scrive Salvatore Settis in una sua recente, lucida e importante
riflessione sul classico nel mondo contemporaneo10: «Meno
sappiamo il greco e il latino, meno leggiamo (anche in tradu-
zione) quelle letterature, e più parliamo dei Greci e dei Ro-
mani, ma in modo sempre più sclerotizzato, convenzionale,

9
Kybernetes

morto». Si tratta di una considerazione in fondo semplice, ma


dalla profondità impressionante: sin dal Medioevo la civiltà
occidentale ha sempre dialogato (e ancor oggi dialoga, assie-
me ad altre civiltà11) col mondo classico, anche e soprattutto
quando vuole contrapporsi ad esso, elevandolo, in primis per
quanto riguarda la grecità, a modello atemporale, a sistema
di misurazione del moderno, tanto più valido quanto più
lontano e inaccessibile. Ma tutto ciò è stato ed è possibile
solo grazie allo sforzo continuo di capire l’antico e di stabilire
correttamente la distanza fra quel mondo e il nostro. Oggi
invece impariamo cos’è stata la guerra di Troia con un film
ipertecnologico o con un romanzo che ‘predigerisce’ gli sti-
lemi omerici e ne alleggerisce i ritmi narrativi adattandoli a
quelli della letteratura d’appendice; applichiamo, con diverti-
to anacronismo, la lingua greca antica a storie che con l’Ellade
non hanno alcun nesso; facciamo di una cultura arcaica un
fenomeno di costume fine a se stesso. Ma, se è vero che tutto
ciò crea una nuova attenzione verso la Grecia antica, è pure
vero che valorizza in modo efficace gli elementi di quella cul-
tura? In altre parole: si può legittimamente e modernamente
riflettere sul rapporto fra cultura contemporanea e classico
prescindendo dal contatto diretto con le vestigia di quest’ulti-
mo? O ancora: citare continuamente l’antichità e utilizzarla in
forme piuttosto superficiali è davvero sintomo di una nuova
rinascita del ‘classico’?
Penso che, come ha sottolineato spesso Settis nel suo libro
(suscitando immediatamente un dibattito12), non si debba
mai perdere di vista il rapporto fra una corretta analisi dei
testi (letterari, epigrafici, documentari, figurativi e altro) che
l’antichità ci ha lasciato e il loro utilizzo nel processo evoluti-
vo della cultura contemporanea. Maurizo Bettini13 coglie un
nesso sostanziale tra le «tante apologie della classicità [e della
grecità in particolare, aggiungerei] quale fondamento delle
nostre radici europee» e il suo accantonamento progressivo
nelle sedi ufficiali della cultura: «il classico diviene un vessillo
proprio perché la crescente ignoranza lo sta trasformando in
un’icona senza spessore». E allora è forse venuto il momento
di selezionare e di distinguere, valutando diversamente opere

10
Prefazione

intense e nuove come il romanzo The songs of the kings di


Barry Unsworth14, profonda riflessione da parte dei re achei
sulle ragioni di una guerra nell’imminenza della spedizione
contro Troia, o il sorprendente L’uomo duplicato di Sara-
mago15, amara e ironica riproposizione moderna dell’anti-
chissimo tema del doppio, rispetto a film come Troy e libri
francamente inutili come gli Harry Potter greco e latino o lo
pseudo-comico X-treme Latin di Henry Beard16, che invita il
lettore a ‘tirar fuori il gladiatore che c’è in lui’. Occorre poi,
una volta per tutte, rinunciare ad una visione dell’antichità
come autoritativa progenitrice della nostra civiltà e per ciò
stesso campo di studio privilegiato in ogni sistema educativo;
ma, di contro, non dobbiamo perdere di vista il suo ruolo
fondamentale, nei secoli, come modello di confronto per la
costruzione di nuove realtà culturali. Per troppo tempo ab-
biamo visto nell’antica Grecia e nei suoi valori un punto di
partenza inarrivabile di tutte le culture occidentali, a partire
da quella romana: oggi dovremmo guardare a quel mondo
con lo stesso atteggiamento che avremmo di fronte alla foto
sbiadita di un nostro trisavolo, che ci mostra una persona
sconosciuta, lontana da noi, di cui ci sfuggono tante cose, ma
che ha nei tratti del viso un’aria di famiglia, tanto da attrarci
e farci venire il desiderio di sapere di lui qualcosa di più, di
trovare notizie sulla sua vita, sul suo tempo, ormai scomparso,
ma comunque parte imprescindibile di noi stessi. Così avre-
mo percezione di un mondo che è sempre stato ‘dentro di
noi’, ma che, nello stesso tempo, è molto diverso e lontano dal
nostro. La storia della fortuna delle lingue e delle letterature
antiche ci insegna che esse sono state sempre usate in modi
diversi, travisate, modificate, per stabilire però modelli di in-
terpretazione e di creazione sempre nuovi, mostrando come
l’antichità stessa fosse un mondo variegato, ‘contaminato’
da altre culture, con cui è venuto a contatto, e mutevole nel
tempo. E allora dobbiamo sottolineare con chiarezza (e inse-
gnarlo alle generazioni nuove) che non esiste, ad esempio, un
greco classico tout court da imparare con reverenza, ma una
pluralità di sue variazioni dialettali e storiche, che il greco di
Omero non è quello di Eschilo, che a sua volta non è quello

11
Kybernetes

di Menandro, di Aristotele o di Nonno di Panopoli, che la vi-


sione della Grecia antica per secoli offerta dalla cultura bizan-
tina è tutt’altro rispetto a quella dell’umanesimo occidentale
o della filosofia tedesca del Settecento e che l’ancor notevole
vitalità del modello ‘classico’ consiste proprio nella sua insta-
bilità di fondo. Insomma il classico ha talmente tante ‘facce’
da rendere quasi ridicolo il suo inquadramento in uno sche-
ma unico, perfetto e immutabile: studiare l’antichità significa
studiare una pluralità di culture a contatto fra loro e studiare
la storia della sua ricezione ci offre una formidabile cartina al
tornasole per imparare a conoscere le grandi civiltà successive
che su di essa si sono formate, compresa quella contempora-
nea. Il ‘nostro’ classico, che, in un modo o nell’altro, continua
a vivere tanto in Occidente, quanto in Cina, in Giappone
o nel mondo islamico17, potrebbe così trasformarsi in una
«efficace chiave d’accesso alla molteplicità delle culture del
mondo contemporaneo» e «piuttosto che modello immutabi-
le, ridiventerebbe quello che altre volte è stato, lo stimolo a un
serrato confronto non solo fra Antichi e moderni, ma anche
fra le culture “nostre” e “altre”: un confronto giocato sempre
in funzione del presente, e sempre come lo scontro, a volte
assai aspro, fra opposte interpretazioni non solo del passato,
ma del futuro»18.
Si apre così una prospettiva nuova anche per lo studio del-
l’antichità classica nelle scuole e nelle università, dove, com-
plice anche un atteggiamento forse troppo elitario e conser-
vatore di noi classicisti19, lo spazio per l’apprendimento delle
letterature e, soprattutto, delle lingue greca e latina viene
sempre più ridimensionato. È facile per chiunque leggere un
romanzo come quello di Clarke, talmente lontano dai toni
omerici da esigere quasi che si prescinda da essi, come poco
impegno richiede anche ad un ragazzino di oggi seguire la
guerra troiana in vesti hollywoodiane, mentre bisogna, magari
faticando un po’ di più, cercare di ‘sentire’ i suoni, gli umori,
i valori dei poemi omerici e della tragedia greca per percepire
l’originalità e l’attualità del romanzo di Unsworth. Dobbiamo
allora augurarci che i nostri figli siano attratti solo dal ‘pro-
dotto’ culturale più largamente e agevolmente ‘consumabile’,

12
Prefazione

piuttosto che conquistare, certo con più impegno, la passione


per un atteggiamento critico e consapevole verso le parole e
le immagini con cui quotidianamente vengono a contatto?
Potremmo cominciare col produrre almeno versioni moder-
ne dei capolavori dell’antichità all’altezza dei linguaggi del
nostro tempo, magari organizzando nelle nostre università
corsi e master di traduzione editoriale dalle lingue classiche,
in grado di delineare anche una nuova professionalità, oggi
come non mai utile per offrire anche al non specialista un
valido contatto con l’antico, che possa fare a meno di tramiti
divulgativi eccessivamente fuorvianti. Poi proviamo ad uscire
da una visione didattica ‘settoriale’ e incrociamo l’esperienza
di letture di testi antichi con quella di prodotti culturali mo-
derni e contemporanei. Sarah Kane è morta a ventotto anni
nel 1999; il suo teatro ha una forza trasgressiva e dirompente,
che può facilmente disorientare, annichilire e scandalizzare,
ma che diventa per un giovane un formidabile e formativo
viaggio nei disagi di oggi se filtrato attraverso la coscienza
dei suoi nessi con Artaud, Shakespeare, Seneca tragico ed
Euripide20. Questo è solo un piccolo, ma, credo, significativo
esempio di quello che dovrebbe e potrebbe essere il lavoro
didattico sul classico oggi: una ricerca continua, attraverso
intrecci di discipline e competenze diverse, delle reti che, con
scale di valori mai costanti, legano mondi ‘altri’ e personalità
dissimili nell’esperienza polimorfa della modernità.
C’è poi la rete che ha reso il mondo ‘villaggio globale’, nei cui
meandri ci siamo già addentrati alla ricerca degli strumenti
più nuovi e affidabili per impossessarci più agevolmente
della cultura della Roma antica. Ci eravamo congedati dal
precedente libro, Tra ‘volumen’ e byte, dicendo che si trattava
appunto di un’esperienza fatalmente multidisciplinare e che il
nostro viaggio attraverso la cultura antica in formato digitale
non poteva fermarsi alla latinità. Il passo successivo non po-
teva che portarci verso la Grecia classica, la sua lingua, la sua
letteratura, le sue forme di espressione. Così abbiamo pensato
di scrivere Kybernetes, immaginandolo come una guida paral-
lela a Tra ‘volumen’ e byte, e, quasi necessariamente, comple-
mentare. Si troverà qui, infatti, una silloge guidata di quelli

13
Kybernetes

che abbiamo considerato gli strumenti più efficaci offerti dal


mondo dell’informatica per il professionista, per lo studente e
per il neofita che con l’antica Grecia deve o vuole avere a che
fare. Il lettore incontrerà alcuni siti e alcuni supporti scienti-
fici e didattici di cui si era già trattato nel precedente volume,
ma ora con una visione più ‘ellenocentrica’. Ci sono però
molte cose nuove, come il capitolo sui fonts (croce e delizia di
chi lavora col greco sul computer) e le sezioni dedicate a disci-
pline specifiche come la papirologia (disciplina affascinante,
che riguarda soprattutto il mondo greco). In aggiunta, quasi
a garantire la continuità del nostro lavoro e a sancire ancora
una volta la sua irrimediabile incompiutezza, c’è un capitolet-
to con gli aggiornamenti dei siti analizzati in Tra ‘volumen’ e
byte, che, come praticamente di norma accade in tempi brevi
nel web, hanno cambiato facies o indirizzo, anche con qualche
novità: la ‘dimensione’ e-book del volume sul latino, come in
futuro quella di Kybernetes, sarà invece riproposta in versio-
ne aggiornata. L’attenzione con cui il nostro lavoro è stato
accolto, anche con accenti costruttivamente critici che spero
ci abbiano aiutato a migliorarne il prosieguo, ci ha spinto ad
andare avanti soprattutto per costruire un dialogo con tutti
coloro che, per ora principalmente in Italia, ma speriamo
presto anche fuori, pensano che sia fondamentale prendere
coscienza della vitalità del ‘classico’ nel mondo contempo-
raneo e sfruttarne appieno gli incroci con le tecnologie che
possono favorirne lo studio e la diffusione. Un dialogo che
non deve arrestarsi qui, ma estendersi anche a tutte le altre di-
scipline che, come ad esempio le letterature moderne, la sto-
ria dell’arte, la linguistica, le scienze naturali, l’antropologia,
la musicologia, si sono nutrite delle esperienze culturali del
mondo antico e, a loro volta, stanno contribuendo in modo
determinante a conservarne la memoria.

Roberto M. Danese

Urbino, 12 giugno 2004

14
Prefazione

Note:
1
Vedi il sito della casa editrice www.bloomsbury.com/harrypotter/
wizard/section/books.asp ; informazioni più dettagliate sui problemi
e sulle caratteristiche di questa nuova versione ‘all’antica’ del ro-
manzo sono fornite dal traduttore stesso, Andrew Wilson, nel sito
www.classicspage.com, sotto il link “Harry’s Page” nelle news oppure
“Greek Harry Potter” nel menu principale.
2
Oliver Stone ha già realizzato il suo film, di imminente uscita
nelle sale (vedi il sito www.alexander-the-great.co.uk), mentre Baz
Luhrmann sta ancora allestendo il set, che dovrebbe annoverare,
tra i protagonisti, Leonardo di Caprio e Nicole Kidman (vedi il sito
http://devoted.to/bazthegreat). Sulle riprese moderne della figura di
Alessandro Magno vedi poi, in questo libro, p. 89.
3
La serie di Aristotele-detective è stata ideata da una professoressa
di letterature comparate della Notre-Dame University, Margaret
Doody, e si fonda su vicende ispirate ciascuna a grandi opere del
filosofo greco, come la Metafisica, la Retorica o la Poetica. In Italia
sono usciti, pubblicati dall’editore palermitano Sellerio: Aristotele
detective (1999), Aristotele e il giavellotto fatale (2000), Aristotele
e la giustizia poetica (2000), Aristotele e il mistero della vita (2002),
Aristotele e l’anello di bronzo (2003).
4
L’operazione si deve ad un ex impiegato di banca, Michael Curtis
Ford, autore de I diecimila, Milano, Il Saggiatore 2004.
5
Mi riferisco qui al romanzo di Valerio Massimo Manfredi, Il tiran-
no, Milano, Mondadori 2003.
6
L. Clarke, La guerra di Troia, Milano, Sonzogno 2004. Per dare
un’idea di come funzionano eventi letterari del genere, cito, la-
sciando al lettore l’onere di esprimere un giudizio, qualche battuta
dal dialogo fra un Paride follemente innamorato di Elena e la dea
Afrodite al momento dell’assegnazione del famigerato ‘pomo d’oro’
(pp. 67-68). «Disse dunque Paride: “Quante possibilità ho di con-
quistarla?” “Senza aiuto” disse piano Afrodite “forse nessuna” [...]
Schiarendosi la voce, [Paride] rispose: “E se mi aiutassi?” Afrodite
strinse le labbra meditabonda: “Sarebbe difficile”. Emise un sospiro
pensoso: “E potrebbe provocare ogni genere di guai”. “Immagino
che in cambio dovrei darti la mela”. La dea fece una piccola smor-
fia di offesa. “È tua di diritto” insistette Paride. “Non lo dici solo
perché...”. “No, naturalmente no. Non mi sognerei mai di...”. La
dea guardò altrove. Poi tornò a posare lo sguardo su di lui, senza
sorridere. “Be’, immagino che si possa fare. Ma è una cosa seria,

15
Kybernetes

capisci? Le questioni di cuore sono sempre serie, anche quando


sembrano un gioco”».
7
Vedi la forte denuncia di Jacqueline de Romilly e Jean-Pierre Ver-
nant, Contre la mort programmée des études classiques, «Quaderni di
storia» 50, 1999, pp. 5-9.
8
ÑΟ ÉΑθηνα›ος πα›ς, Paris, Casterman 2004.
9
Il film, diretto da Michael Mann, dovrebbe intitolarsi Gates of fire
e la sceneggiatura è tratta dall’omonimo romanzo di Steven Pres-
sfield, London, Bantam 1998.
10
S. Settis, Futuro del ‘classico’, Torino, Einaudi 2004, pp. 4-5.
11
Vedi, ad esempio, Settis Futuro, pp. 6-11.
12
Vedere ad esempio l’analisi di Maurizio Bettini su «La Repub-
blica» dell’8 aprile 2004, pp. 46-47, oppure quella di Roberto An-
dreotti su «Alias» del 29 maggio 2004, pp. 19 e 22.
13
Nella recensione del libro di Settis apparsa su «La Repubblica»:
vedi n. 12.
14
Il romanzo è stato pubblicato per la prima volta a Londra nel
2003 dall’editore Hamilton, quindi è stato stampato nello stesso
anno da Nan Talese per gli Stati Uniti.
15
Torino, Einaudi 2003.
16
New York, Gotham Books 2004.
17
Vedi, ad esempio, le pagine di Settis Futuro, 4-11 e 104-112.
18
Settis Futuro, pp. 113-114.
19
Vedi quanti dicevo nella prefazione a Tra ‘Volumen’ e byte, p. 11.
20
Vedi S. Kane, Tutto il teatro, Torino, Einaudi 2000.

16
Introduzione

L’informatica applicata alle discipline umanistiche è un setto-


re ancora non molto noto, ma la sua immanenza nel campo
degli studi e della didattica dell’antichità greco-latina è ormai
ineludibile. Chi, anzi, la considerasse troppo ‘giovane’ per
denunciare solide fondamenta metodiche, scoprirebbe di
averne già da tempo vantaggiosamente fruito anche solo per
aver di tanto in tanto aperto gli indispensabili volumi (redatti
con ausili ‘cibernetici’) delle ‘concordanze’ di autori antichi1:
la scelta di un testo affidabile, la sua sorvegliata elaborazione
in un adeguato formato digitale, la preparazione di un ‘infal-
libile’ software di ricerca, sono competenze che il filologo e il
programmatore hanno dovuto mettere in comune e, in qual-
che caso, cercare di riunire in una sola persona.
Certo è che i passi in avanti della tecnologia impongono un mu-
tamento, seppur parziale, del punto di vista sul rapporto con il
testo: si pensi, ad esempio, alle remore che hanno caratterizzato
il primo periodo di esistenza della stampa stessa2. Non deriva,
anzi, a ben guardare, proprio dall’idea di un processo testuale
definitivamente cristallizzato la nascita storica della filologia?
Verrebbe quasi da dire che si tratta di fatti di cultura materiale

* Ringraziamo gli Istituti di Civiltà Antiche e di Filologia Classica dell’Università


degli Studi di Urbino ‘Carlo Bo’ e la Faculty of Classics della University of Cam-
bridge presso le cui strutture abbiamo potuto svolgere la nostra ricerca. La nostra
riconoscenza va inoltre a: Gianfranco e Vera Bacianini, Salvador Bartera, Paola Ber-
nardini, Luigi Bravi, Sandro Boldrini, Monia Carletti, Gabriella Colantonio, Maria
Rosaria Falivene, Marco Fantuzzi, Settimio Lanciotti, Lucia Magnanelli, Veronika
Oberparleiter, Franca Perusino, Cesare Questa, Renato Raffaelli, Michela Rondina,
Maria Grazia Sassi, Alba Tontini, Pietro Vannicelli. Un ringraziamento particolare
per l’aiuto nella redazione finale ad AlexAgnesini, Stefano Amendola, Gaia Clementi
e Francesca Cappelli.

19
Kybernetes

di fronte ai quali non si può che cercare di affinare gli strumenti


di indagine e di interpretazione3. Non è dunque di secondaria
importanza mettere in campo le esigenze del filologo e parte-
cipare alla riflessione, alla progettazione e alla sperimentazione
di questi nuovi strumenti4. E la questione principale ci pare stia
proprio nella necessità di una riflessione critica intorno ai cam-
biamenti che, in maniera più o meno evidente, sono in corso
nella trasmissione della cultura.
Il nostro lavoro si è rivolto ad una valutazione della qualità del-
l’informazione offerta dal fenomeno informatico più evidente e
noto, l’unico davvero in grado di suscitare un interesse tale da
spingere all’acquisto di un computer quasi ogni famiglia, e cioè
la rete internet con il World Wide Web5. È, infatti, certamente
capitato a tutti di cercare una qualche informazione tramite i
cosiddetti motori di ricerca: migliaia le pagine che possono
risultare associate ad una parola come, per esempio, “Atene”.
Ma quali di esse conterranno informazioni valide e utili per un
grecista? Anche se “Google”6, lo strumento al top in questo
campo, ha elaborato parametri statistici in base ai quali resti-
tuire collegamenti, almeno presumibilmente, di alta pertinenza
rispetto all’interrogazione, non sarà agevole ‘percorrere’ tutte
le 360.000 pagine web che ne risultano per scoprire quali han-
no davvero a che fare con la città di Atene e riportano materiali
di un certo interesse per le nostre esigenze7.
Lo stesso grado di ‘visibilità’ e la pletora di pagine web creano
facilmente confusione e senso di frustrazione nel navigatore.
Ulteriore smarrimento può essere dato dal numero di appas-
sionati, cultori di un tema a livello amatoriale e spesso dotati di
conoscenze superficiali, che propongono pagine contenenti in-
formazioni di dubbia origine (fermo restando che il riferimento
a ‘gerarchie istituzionali’ non sempre è foriero di reali capacità
scientifiche: si ricordi il caso del ‘dilettante’ Schliemann...).
Un’altra strada percorribile in internet è quella di rivolgersi
ai cosiddetti ‘portali orizzontali’8: essi offrono, infatti, delle
“Directory” tematiche dove si raccolgono risorse il cui grado
di utilità resta in ogni caso da valutare9.
Una via alternativa per noi classicisti era stata tentata
con il progetto “Argos” (http://argos.evansville.edu; e-mail:

20
Introduzione

tb2@evansville.edu), un Limited Area Search Engine (L.A.S.E.),


cioè un motore di ricerca che limitava le sue indagini ai siti
di interesse antichistico10. Purtroppo, però, questo progetto è
venuto meno nel corso del tempo a causa della mancanza di
finanziamenti e il sito ha chiuso ufficialmente i battenti con
il comunicato del 6 Febbraio 2003 del suo direttore generale
Anthony Beavers11.
La selezione a priori del materiale presente sulla rete in un gran-
de ‘portale verticale’ di cultura classica potrebbe essere la solu-
zione agognata12: intanto sono nati in ambito universitario siti
redatti da singoli studiosi o da gruppi di lavoro per svolgere un
ruolo di guida fornendo una descrizione introduttiva delle pa-
gine web schedate13. Per quanto riguarda l’Italia un lavoro tra
i più ricchi si deve al Dipartimento di Storia Antica dell’Uni-
versità di Bologna e in particolare ad Alessandro Cristofori che
dal 1995 cura la “Rassegna degli strumenti informatici per lo
studio dell’antichità classica” (www.rassegna.unibo.it ; e-mail: csa
lvaterra@lettere.unibo.it)14. In essa, suddivise per argomenti (testi
on-line, epigrafia, numismatica, caratteri per scrivere in greco,
archeologia etc.), sono raccolte le URL15 di moltissimi siti per-
tinenti agli studi classici, in numero così elevato che la stampa
completa delle pagine web della “Rassegna” raggiungerebbe
la mole di un’enciclopedia (ed è questo il suo punto di forza,
tanto da essere indicata frequentemente da siti stranieri come
la più ampia nel suo genere). Quasi tutti i siti sono preceduti
da una breve presentazione che ne illustra i contenuti e indica,
in casi particolari, il nome dei curatori e le eventuali caselle
di posta elettronica. Anche grazie all’ausilio di un motore di
ricerca interno, per l’utente italiano (ma non solo) rappresenta
un buon accesso mediato alla rete; un difetto che, tuttavia, con-
divide con le altre ‘rassegne’ della rete è costituito dall’assenza,
nella descrizione, di espliciti giudizi critici, in modo tale che ci
si possa immediatamente rendere conto della qualità delle pa-
gine segnalate e di cosa esse contengano realmente. Un criterio
differenziale, a ben guardare, esiste: i siti che poi si riveleranno
più importanti sono, infatti, trattati in maniera diffusa, mentre
a pagine di scarso rilievo sono dedicate poche righe16.
Un’altra corposa guida a carattere di rassegna per gli studi

21
Kybernetes

classici è stata proposta da Ulrich Schmitzer della Humbol-


dt-Universität di Berlino: egli cura dal 1995 il “K.I.R.K.E.”
(“Katalog der Internetressourcen für die Klassische Phi-
lologie aus B_E_rlin”, ma in origine “aus Erlangen” nella
cui Università Schmitzer si trovava; www.kirke.hu-berlin.de ;
e-mail: ulrich.schmitzer@staff.hu-berlin.de), un catalogo or-
ganizzato per temi con descrizioni brevissime – quando
presenti. Dalla collaborazione tra le Università di Bologna,
di Erlangen-Nürnberg e Humboldt di Berlino, è nato il
progetto “Telemaco/Telemachos” per la realizzazione di un
database di riferimento degli strumenti informatici reperibili
in rete (www.telemaco.unibo.it ; e-mail: ulrich.schmitzer@staff.h
u-berlin.de, csalvaterra@lettere.unibo.it), con doppia possibilità
di lettura in italiano o in tedesco. Si può accedere alla banca
dati contenente i siti sia tramite un motore di ricerca sia con
la visualizzazione dell’indice suddiviso per argomenti; non vi
sono descrizioni né commenti17.
In Austria è notevole per quantità ed organizzazione degli in-
dirizzi la pagina “Nützliche Links für Klassische Philologen”
(www.univie.ac.at/klassphil/frame2.html ; e-mail: sonja.reisner@uni
vie.ac.at) dell’Institut für Klassische Philologie della Universität
Wien; particolarmente utile l’“Einführung in das Internet für La-
tein- u. Griechischlehrer/innen” curata da Sonja Reisner e raggiun-
gibile dalla home page dell’Istituto.
La Université Catholique de Louvain-la-Neuve propone
la “Bibliotheca Classica Selecta” (http://bcs.fltr.ucl.ac.be/
default.htm ; e-mail: poucet@fusl.ac.be), concepita dai suoi due
autori, Jean-Marie Hannick e Jacques Poucet, come introdu-
zione agli studi classici e quindi rivolta primariamente agli
studenti di Lettere Classiche e Storia Antica, ma generica-
mente anche a tutti gli appassionati. Sono elencate sia risorse
on-line (con una breve introduzione) sia risorse bibliografiche
tradizionali: mancano giudizi, ma nella pagina delle “Obser-
vations générales” si avverte che l’elenco è già una «biblio-
graphie choisie»18.
Di una consistente raccolta di collegamenti a risorse in linea
dispone anche la University of Oxford (www.classics.ox.ac.uk/
resources/www/index.asp; form per contatti). È strutturata in

22
Introduzione

varie sezioni e spesso contiene una sintetica indicazione di


quanto è possibile reperire nei siti proposti.
Ugualmente ricca e organizzata è la guida alle pagine web
di interesse per i classicisti della University of Cambridge
(www.classics.cam.ac.uk/everyone/links/links.html; form per con-
tatti). Quasi sempre si trova una brevissima descrizione del
sito, oltre al nome e alla URL corrispondente.
Negli Stati Uniti spicca la raccolta “Electronic Resources
for Classicists: The Second Generation” redatta da Maria
Pantelia della University of California, Irvine, all’interno
del “Thesaurus Linguae Graecae” (www.tlg.uci.edu/index/
resources.html ; e-mail: mcpant@uci.edu), dove sono accurata-
mente ordinati per tipologie i collegamenti e le descrizioni di
un gran numero di siti.
Di carattere meno specialistico è il lavoro svolto periodica-
mente da Carlo Favale, bibliotecario dell’Università di Tren-
to, in «Res Novas. Notiziario (saltuario) di umanesimo digi-
tale» (http://lettere1.lett.unitn.it/lavori/ResNovas.html ; e-mail:
carlo.favale@unitn.it): con cadenza non sistematica sono pro-
posti numerosi siti di interesse sia antichistico sia letterario
in generale (medievistica, letteratura italiana, francese etc.).
Ciascuno di essi è accompagnato da una presentazione lascia-
ta, in genere, alle parole con cui i curatori stessi ne descrivono
gli scopi.
Esistono, inoltre, raccolte di link19 che restringono ulterior-
mente il loro campo di indagine rivolgendosi a temi più cir-
coscritti, talvolta di taglio monografico, per consigliare coloro
che condividono interessi simili: sono tanto diffuse che abbia-
mo ritenuto di doverne dar conto in un’apposita sezione20.
A livello di metodo è opportuno precisare alcuni punti fermi
che abbiamo seguito in questo lavoro, validi, in fondo, per
l’esame di qualunque tipo di messaggio informativo: neces-
sario, in primo luogo, valutare l’autorevolezza dei curatori
dei siti (benché, come già notato, i titoli accademici possano
essere relativamente importanti), la cura redazionale, la com-
pletezza delle informazioni proposte e il livello di aggiorna-
mento21. Ulteriori criteri di valutazione devono discendere
dalla «natura digitale e ipermediale delle risorse in questione:

23
Kybernetes

stabilità, chiarezza, facilità di accesso e di utilizzo, equilibrio


tecnico tra contenuti testuali e strumenti multimediali»22.
Tra i primi obiettivi vi era quello di cercare di fare un po’ di
chiarezza, per quanto possibile, nel confuso mondo dei ca-
ratteri alfabetici greci, dei loro rapporti reciproci e delle dif-
ficoltà nel passaggio da un sistema operativo ad un altro: una
questione eminentemente pratica che ci insegna l’importanza
della flessibilità dei saperi e del non rinunciare alla vigilanza
e alla partecipazione nella creazione di nuovi strumenti. Il
problema di fondo è stato già da tempo risolto (anche per
le esigenze di scambio tra le lingue moderne), ma lento è
l’adeguamento del singolo utente: è certamente consistente la
difficoltà di essere raggiunti da tempestive e complete infor-
mazioni, ma molto è dovuto soprattutto all’uso di strumenti
in rapido aggiornamento e adattamento essi stessi.
Una particolare attenzione non poteva non andare al recente
fenomeno delle ‘biblioteche digitali’: i testi degli autori che
si associano per abitudine all’oggetto fisico del libro sono,
infatti, ora consultabili – con esiti qualitativi differenti – sullo
schermo di un computer connesso ad internet. L’affidabilità
dei testi è l’esigenza primaria – e non soltanto del filologo; per
questo abbiamo vagliato quanta cura ciascuna biblioteca ab-
bia dedicato a tale aspetto: se siano dichiarate o meno le fonti
da cui le opere sono state digitalizzate, se le stesse fonti siano
edizioni di per sé autorevoli (fermo restando, come vedremo,
una certa impasse costituita dalla legge sul copyright 23) e infine
la qualità e la fruibilità del formato proposto.
Anche la ricerca scientifica sta sperimentando i vantaggi della
rapidità della comunicazione, non solo grazie alla posta elet-
tronica e alle liste di distribuzione: progetti di singole disci-
pline, alcuni originali, altri di consolidato valore, sono ormai
pensati appositamente per il canale informatico (molti in cor-
so di accrescimento e miglioramento dei servizi) con straor-
dinari vantaggi per tutti. Di alcuni di questi siti si è cercato di
fornire una valutazione secondo le nostre competenze.
Ma i mutamenti della comunicazione in campo scientifico
non finiscono qui: sono sorte riviste diffuse unicamente on-
line (e non soltanto, quindi, riviste cartacee che posseggano

24
Introduzione

un loro côté elettronico); vengono redatte pagine web da sin-


goli studiosi che mettono in rete articoli e bibliografie; tema-
tiche specifiche spingono alla creazione di siti monografici.
E a proposito della ricerca bibliografica, si pensi ai vantaggi
offerti da alcuni siti di istituzioni le cui pubblicazioni erano
un tempo consultabili solo attraverso il cartaceo con tutte le
difficoltà proprie di sussidi spesso ponderosi: esempio lam-
pante è il caso della «Année philologique».
Impossibile ignorare l’informatizzazione dei cataloghi delle bi-
blioteche tradizionali, i cui possessi librari sono comodamente
indagabili dalla rete. Alcune biblioteche sono in procinto di
fornire un ulteriore servizio: la visione dei propri tesori tramite la
scansione di essi pagina per pagina – esemplare quanto sta facen-
do la “Bibliothèque Nationale de France” con “Gallica”, da cui è
possibile, ad esempio, recuperare facilmente rari incunabula.
Una parte della guida si concentra sulle nuove prospettive
che si aprono alla didattica: in rete si trovano diversi esempi
di percorsi strutturati, rivolti per lo più ai docenti, oltre a siti
costruiti da classi di studenti appropriatisi, dunque, di com-
petenze tradizionali e informatiche insieme. Anche la con-
sultazione di un dizionario, lo studio o il ripasso della gram-
matica possono essere agevolati da pagine opportunamente
costruite con richiami ipertestuali ad argomenti correlati.
L’insegnamento a distanza è ancora in una fase sperimentale:
alle prime istituzioni che vi si cimentano si affiancano le pro-
poste di alcuni insegnanti (anche tramite commenti, sempre
ipertestuali, a brani in lingua originale).
Non manca, infine, una rapida rassegna di alcuni tra gli
aspetti più simpatici e curiosi della presenza del greco antico
in internet. Dove si finirà per scoprire che, se dal continente
americano giunge un gran numero di valide proposte deri-
vanti dall’interesse religioso per il Nuovo Testamento, dalla
stessa area sembrano arrivare persino delle singolari forme di
revival neopagano e di misticismo new age.
Per l’eventuale assenza di siti web di importanti istituzioni e
centri di ricerca, ci sia consentito di reclamare la nostra buona
fede: oltre alla notevole fallibilità e alle (in)competenze dei
redattori, oltre all’incessante cambiamento cui è sottoposta la

25
Kybernetes

rete (sono talvolta scomparsi nel breve volgere di questi mesi


anche alcuni siti di un certo interesse!) e ai limiti di una sele-
zione quale siamo costretti a proporre, si consideri anche che
alcune esclusioni eccellenti si sono rese necessarie per il fatto
che certe pagine forniscono ‘soltanto’ informazioni – natural-
mente di grande rilievo – sull’istituzione in questione, ma non
materiale pensato per la fruizione via web.
Il nostro impegno si è rivolto, invece, specialmente a que-
st’ultima tipologia di siti e, in particolare, alle risorse messe a
disposizione gratuitamente, quando quelle a pagamento non
siano indispensabili per la ricerca. Che esso sia accolto, allora,
come invito e stimolo per tutti: alla navigazione in internet e
all’accrescimento di numero e qualità delle proposte.

Valentina Millozzi, Andrea Bacianini, Alessio Torino

V. Millozzi ha scritto il capitolo I, Come visualizzare l’alfabeto greco antico


(pp. 33-43); nel capitolo II: Thesaurus Linguae Graecae (pp. 48-50); nel ca-
pitolo III: 3.2 Papirologia (pp. 73-80), in 3.5 Centri di ricerca e consorzi, The
Leuven Homepage of Papyrus Collections World Wide (p. 98), la seconda
parte di 3.7 Siti bibliografici (da Platone in poi, pp. 106-109).

A. Bacianini ha scritto nel capitolo III: 3.1 Filologia (pp. 65-72), 3.3 Epi-
grafia (pp. 81-83), 3.4 Siti monografici e portali tematici (tranne Alexan-
der the Great on the Web; pp. 84-88 e pp. 89-92), 3.5 Centri di ricerca
e consorzi (tranne The Leuven Homepage of Papyrus Collections World
Wide; pp. 93-98 e pp. 98-99), 3.6 Strumenti di ricerca bibliografica (pp. 100-
101), la prima parte di 3.7 Siti bibliografici (pp. 102-106), 3.9 Riviste (pp. 114-
116), 3.10 Riviste digitali (pp. 117-120), 3.11 Newsletter, mailing-list,
newsgroup, forum e chat (pp. 121-125); il capitolo IV Didattica del greco
(pp. 133-164); il capitolo V Amoenitates (pp. 165-172); le schede Archivi
su cd-rom (pp. 53-55), Altre biblioteche digitali (pp. 58-60), Archeologia
e viaggi in rete (pp. 161-162); l’Appendice (pp. 239-246).

A. Torino ha scritto il capitolo II, Biblioteche digitali, tranne Thesaurus Lin-


guae Graecae, (pp. 47-48 e pp. 51-58); nel capitolo III: in 3.4 Siti monografi-
ci e portali tematici, Alexander the Great on the Web (p. 89), 3.8 Biblioteche
tradizionali consultabili on-line (pp. 110-113).

26
Introduzione

Note:
1
Non che lavori del genere siano nati con il computer e ve ne
sono illustri prove: si cerchi tuttavia di compilare manualmen-
te un indice di questo tipo anche solo per una pagina di un
qualunque volume e si avrà un lampante esempio dell’ingra-
titudine di una simile incombenza. Del resto è un fatto che
concordanze di grandi corpora testuali si siano potuti avere
solo grazie alle applicazioni informatiche sviluppate soprat-
tutto negli anni settanta – e con notevoli vantaggi per tutti.
2
Particolare interesse, crediamo, susciterà la possibilità di visualiz-
zare le immagini delle prime storiche prove di stampa e della Bib-
bia di Göttingen del 1454 grazie al progetto “Gutenberg Digital”
(www.gutenbergdigital.de).
3
Si devono queste ed altre riflessioni soprattutto alla lettura di Or-
landi Codifica. Il prof. Tito Orlandi è direttore dal 1992 del Centro
Interdipartimentale di Servizi per l’Automazione nelle Discipline
Informatiche (CISADU) dell’Università ‘La Sapienza’ di Roma
(http://rmcisadu.let.uniroma1.it; in esso è confluita l’esperienza del
gruppo di ricerca “Informatica e Discipline Umanistiche” da lui
diretto a partire dal 1986).
4
Sull’eccessivo entusiasmo o l’altrettanto eccessivo scetticismo
di cui tanto spesso sono avvolte le parole rivolte all’informatica,
ci pare valido il giudizio espresso in Zorzi Medievisti: «bisogna,
però, ricordare come questi strumenti appaiano tanto soprav-
valutati quanto sottoutilizzati». Un ruolo guida nell’informatica
umanistica svolgono “The Association for Computers and the
Humanities” (www.ach.org) e “The Association for Literary and
Linguistic Computing” (www.allc.org); fondamentale il lavoro del
“Text Encoding Initiative” (www.tei-c.org); si discute a distanza
nelle liste “Humanist” (www.princeton.edu/~mccarty/humanist) e
“TEI-L” (e-mail: tei-l@listserv.brown.edu). Sono consultabili in linea
le relazioni svolte nell’ambito di “Aco*Hum; Advanced Computing
in the Humanities”, un progetto di rete tematica internazionale
per l’indagine sull’impatto dell’informatica nelle discipline uma-
nistiche (http://helmer.aksis.uib.no/AcoHum/aco-hum.html); mate-
riali anche in “Computing in the Humanities Working Papers”
(www.chass.utoronto.ca/epc/chwp).
5
Internet è la rete che mette in comunicazione tutti i computer che
vi si colleghino e il World Wide Web non è che la sua facies più co-
nosciuta; ma sono molti altri gli strumenti a disposizione: la posta

27
Kybernetes

elettronica, i newsgroup, il Telnet, etc. (cfr. Calvo/Ciotti/Roncaglia/


Zela Internet 2004).
6
Indichiamo tra doppi apici i nomi dei siti e i collegamenti iperte-
stuali.
7
Di fronte a parametri di tipo statistico viene da domandarsi:
pertinenza rispetto all’interesse di chi? In cima ai risultati, com’è
ovvio, ci sono in questo momento i siti dedicati alle Olimpiadi
2004. Si legge in Alvoni Scienze, pp. 40-41, che, secondo una ricerca
condotta nel 2001, il 45% degli utenti si lamenta della confusione
generata dai risultati delle ricerche e il 36% è insoddisfatto del ser-
vizio offerto. Oltre ai motori di ricerca propriamente detti, esistono
anche i cosiddetti ‘meta-motori’ come “Ithaki” (www.ithaki.net),
“Metacrawler” (www.metacrawler.com) etc. che svolgono a loro volta
indagini su vari motori di ricerca contemporaneamente (cfr. Calvo/
Ciotti/Roncaglia/Zela Internet 2004, in particolare www.laterza.it/
internet/leggi/internet2004/online/06_ricerca_03.htm). È, comunque,
un grande vantaggio che siano finalmente scartati come poco
pertinenti rispetto alla stringa di ricerca inserita collegamenti a siti
ispirati dal demone Titivillus.
8
«Un portale è un prodotto editoriale on-line che svolge la funzione
di punto privilegiato di accesso al Web per gli utenti e che fornisce
loro risorse informative, servizi di comunicazione personale, e stru-
menti con cui localizzare e raggiungere i contenuti e i servizi on-line di
cui hanno comunemente bisogno. […] I portali orizzontali, o portali
“generalisti”, sono i portali nel senso classico, i ‘mega-siti’ di accesso
alla rete che offrono strumenti di ricerca, contenuti e servizi ad ampio
spettro tematico. Si tratta di prodotti che si rivolgono esplicitamente a
una utenza indifferenziata e, in un certo senso, rappresentano la versio-
ne telematica della televisione generalista. Esempi di questo genere di
portali sono Yahoo!, Lycos, Excite, Microsoft Network o, per citarne
alcuni italiani, Virgilio, Kataweb, Italia OnLine, Jumpy». In Calvo/
Ciotti/Roncaglia/Zela Frontiere, in particolare www.laterza.it/internet/
leggi/frontieredirete/online/testo_02.htm.
9
Per una definizione di directory come liste di siti suddivise per ar-
gomenti, cfr. Calvo/Ciotti/Roncaglia/Zela Frontiere, in particolare
www.laterza.it/internet/leggi/frontieredirete/online/testo_02.htm. Directory
d’interesse per il mondo antico si troveranno facilmente ai collegamen-
ti “Lingue”, “Letteratura”, o, in portali di lingua inglese, “Humani-
ties”, “Classics”, etc.
10
L’indagine, in realtà, avviene nelle banche dati di siti associati,
solitamente quelli contenenti grandi raccolte di indirizzi web come la

28
Introduzione

“Rassegna” di A. Cristofori di cui si dirà tra breve. Quest’ultimo sito


è, inoltre, l’unico a registrare risorse concernenti la storia antica tra
quelli associati a “La Storia, consorzio italiano per le discipline sto-
riche online” (http://lastoria.unipv.it), un L.A.S.E. dedicato alla storia
nel suo complesso, nato nel 2000 grazie a varie università italiane. Per
i siti che erano associati ad “Argos” vedi Donati Innovazione, p. 22 sgg.
(utile, in generale, per risorse pertinenti alla storia antica).
11
E il 21 Ottobre 2003 Beavers ha annunciato la sospensione a
tempo indefinito anche di “Hippias” e “Noesis” che indagavano tra
siti filosofici.
12
I ‘portali verticali’ (tematici o di nicchia) «sono siti che offrono
contenuti, servizi e (non sempre) strumenti di ricerca dedicati a
particolari domini tematici (sport, cinema, informatica, finanza,
cultura, gastronomia, ecc.) o rivolti a ben definiti gruppi sociali e
comunità (caratterizzati dal punto di vista etnico, religioso, econo-
mico, culturale, sessuale, ecc.)». In Calvo/Ciotti/Roncaglia/Zela
Frontiere, in particolare www.laterza.it/internet/leggi/frontieredirete/
online/testo_02.htm. Di un portale italiano di cultura classica di
nome “Ianus” finanziato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Univer-
sità e della Ricerca si è parlato in un convegno tenutosi a Torino il
21-22-23 Ottobre 2003 (http://hal9000.cisi.unito.it/wf/DIPARTIMEN/
Storia1/Seminari-e/Convegno-La-Classicit--1-.doc_cvt.htm), ma non vi
sono altre informazioni disponibili in rete. Ricordiamo tra i portali
letterari “Alice.it” (www.alice.it).
13
Università e associazioni sono state tra i primi enti a muoversi
in questa direzione con raccolte ordinate di collegamenti a siti di
altre istituzioni, biblioteche e accademie innanzitutto (si vedano,
ad esempio, le raccolte di collegamenti del Centro Interdiparti-
mentale di Studi Antropologici sulla Cultura Antica dell’Uni-
versità di Siena, www.unisi.it/ricerca/centri/cisaca/links.html, e del
Dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’Università di Salerno,
www.dsa.unisa.it/bibweb.htm), e con l’organizzazione di seminari di
studio sugli strumenti informatici (dei cui contenuti specifici, però,
non è generalmente traccia in rete). Si chiede, infatti, Abbattista (La
valutazione/selezione, http://lastoria.unipv.it/dossier/abbattista.htm): «è
corretto e ragionevole instradare gli allievi o gli utilizzatori di una
biblioteca all’uso di risorse telematiche senza metterli in condizione
di valutarne l’attendibilità e senza fornire loro gli indispensabili
strumenti critici con cui distinguere, discernere, vagliare?».
14
Attualmente con la collaborazione di Alice Bencivenni, Enrica Fon-
tani, Davide Faoro, Roberta Mazza, Chiara Prete e Carla Salvaterra.

29
Kybernetes

15
È la sigla che sta per Uniform Resource Locator, ovvero il nome pro-
prio di ciò che comunemente s’intende per ‘indirizzo web’.
16
La “Rassegna” andrà comunque consultata tenendo presenti le
pagine web derivate da alcuni corsi tenuti da Cristofori negli anni
1997/1998 e 1998/1999 (vedi Cristofori Strumenti) in cui si fornisce
una ottima introduzione al rapporto dei vari campi della ricerca
scientifica con la rete, segnalando per ciascuno di essi i siti più si-
gnificativi presenti nel momento della redazione.
17
Tra le altre risorse disponibili in “Telemaco/Telemachos”, le ver-
sioni elettroniche di Gudeman Imagines e Eckstein Nomenclator.
18
Vedi http://bcs.fltr.ucl.ac.be/BOGen.html.
19
La parola link significa legame, anello di congiunzione, e nel
linguaggio di internet (dove sarebbe più appropriato hyperlink)
designa il legame ipertestuale: si tratta in genere di aree ‘attive’ di
un testo o di una sezione grafica (evidenziate dalla trasformazione
del cursore, da freccia che era, in piccola mano che indica) che
consentono di passare alla pagina web correlata con gli argomenti
ipertestualizzati.
20
Vedi 3.4 Siti monografici e ‘portali tematici’, come dire un’ulteriore
specializzazione dei ‘portali verticali’. In ogni sito web sono gene-
ralmente contenute delle pagine per indirizzare chi nutre interessi
simili: da alcune di queste che erano diventate particolarmente
consistenti, come si vedrà, sono addirittura nati siti autonomi con
carattere di guida a temi specifici.
21
Non molto diversamente Abbatista La valutazione/selezione (http:
//lastoria.unipv.it/dossier/abbattista.htm).
22
Ibid.
23
Per i problemi relativi alla legge sul diritto d’autore vedi Metitieri/
Ridi Biblioteche, pp. 191-192 e www.laterza.it/bibliotecheinrete/
Cap09/Cap09_15.htm.

30
CAPITOLO I
COME VISUALIZZARE L’ALFABETO GRECO ANTICO
1.1 Il problema dei caratteri alfabetici

Prima di iniziare la navigazione tra i siti più interessanti che


riguardano il greco classico, si rende necessaria una premessa
di ordine tecnico. La lingua greca infatti presenta una fon-
damentale differenza che la distingue e la rende, al primo
impatto, certamente più ostica rispetto a quella latina: l’al-
fabeto. Per qualunque moderno appassionato o studioso di
greco, dunque, come per chiunque si occupi di una lingua,
anche contemporanea, che non si serva dell’alfabeto latino, il
primo problema da risolvere è come visualizzarne i caratteri
sul proprio computer1.
La questione ha creato non pochi grattacapi a più di una
generazione di grecisti e una soluzione univoca, sebbene si
sia finalmente individuata a livello teorico, è ancora lontana
dall’essere applicata nei fatti e soprattutto su larga scala.
Qualunque testo in greco antico2 può essere visualizzato sostan-
zialmente in due modi: in caratteri latini, quindi operando una
‘semplice’ traslitterazione, oppure in caratteri greci servendosi di
font specifici, cioè di caratteri più datati come “Greek”, “Super
Greek”, “SGreek” etc. o dei più recenti font di tipo Unicode3.

33
Kybernetes

1.2 Leggere il greco in caratteri latini: ‘traslitterazione latina’ e


Beta code

La traslitterazione da una lingua ad un’altra, al di là dell’effet-


to visivamente straniante che può dare la lettura di un alfabe-
to che non è quello proprio, ha il merito di rendere fruibili i
testi immessi in rete anche a chi non dispone di font specifici
installati nel proprio computer.
Lo standard più elementare di traslitterazione dal greco è la
cosiddetta ‘traslitterazione latina’, che consiste nella semplice
trascrizione delle lettere dell’alfabeto greco antico in caratteri
latini priva dei segni diacritici e dei caratteri speciali propri
del greco antico fatta eccezione per lo spirito aspro4.
Un ulteriore sistema standard di trascrizione è chiamato Beta
code5. Rispetto al sistema precedente, cambia il principio di
trascrizione: ad ogni lettera greca corrisponde una sola lettera
latina (ad esempio “q” diventa “th” in ‘traslitterazione latina’
e semplicemente “q” in Beta code) e ha il notevole vantaggio
di codificare anche spiriti e accenti.
Il punto a sfavore di Beta code rispetto alla ‘traslitterazione
latina’ è che la lettura risulta meno agevole, come dimostra
l’esempio in tabella.

Greek α β γ δ ε ζ η θ ι κ λ μ ν ξ ο π ρ σ ς τ υ φ χ ψ ω

Traslitt.
latina a b g d e z ê eˆ th i k l m n x o p r s t u ph ch ps ô oˆ
Beta
code a b g d e z h q i k l m n c o p r s t u f x y w

Greek Α Å Ä Ñ É ˆ . μηˆ νιν êειδε θεå Πη̂ληιãδεω ÉΑχιληˆ ος


Traslitt.
latina A h i Mênin aeide thea Pêlêïadeo Achilêos
Beta
code *a \ / ( ) = i Mh=nin a)/eide qea\ *phlhi+a/dew*)axilhos

34
Capitolo I: Come visualizzare il greco

1.3 Leggere il greco in caratteri greci. I primi font.

Il modo migliore per decodificare un testo in greco antico


rimane, tuttavia, la visualizzazione in caratteri greci e tale
operazione è possibile solo se si hanno installati sul proprio
computer font specifici per il greco politonico.
Il programma di scrittura “Microsoft Word”, nato per sistemi
operativi “Windows”, ma disponibile anche nella versione
per “Apple Macintosh”, presenta nella schermata di apertura
un menu a tendina, scorrendo il quale si possono individuare
i font installati nella memoria del proprio computer6. Tra i
font di base del programma “Word”, ne esiste uno solo di
caratteri greci ed è chiamato “Symbol”. Esso tuttavia è com-
pletamente privo di segni diacritici e, dunque, può essere uti-
le nella scrittura di singole lettere (come nel caso di funzioni
matematiche), ma non certamente per copiare o decodificare
un testo vero e proprio.
Per leggere e scrivere correttamente il greco è stato prodotto
nel corso degli anni un gran numero di font da vari soggetti,
ditte di software7, organizzazioni8 e privati (in genere classi-
cisti con competenze informatiche)9: si tratta in genere di
prodotti scaricabili dalla rete (ma talvolta da acquistare),
l’uno indipendente dall’altro e quindi raramente compatibili
tra loro. La mancanza di una regolamentazione comune ha,
insomma, creato nel tempo una sorta di ‘anarchia’ nella circo-
lazione telematica dei testi in greco: lo scambio di documenti,
per esempio, o l’apertura di un testo in una pagina web è im-
presa impossibile se non si è in possesso dello stesso font della
persona che ce lo invia o di quello di volta in volta richiesto
nello specifico sito.
Per non perdersi in questa situazione ormai irrimediabil-
mente caotica, cerchiamo di fornire qui di seguito un qua-
dro sintetico delle principali ‘famiglie di caratteri’ in circo-
lazione in rete e presso le principali istituzioni scientifiche,
con una importante avvertenza: alcune di esse sono gratuite,
per altre è richiesto un contributo in denaro poco più che
simbolico e per altre ancora è necessario acquistare una vera
e propria licenza10.

35
Kybernetes

“SGreek”
Prodotto dalla “Silver Mountain Software”, è uno dei primi e dei
più diffusi font per piattaforma “Windows”; pensato nell’ambito
dei pacchetti “Workplace” per la consultazione delle banche
dati dei cd-rom del “Packard Humanities Institute” e del “The-
saurus Linguae Graecae”11. Non ne è stato, purtroppo, prodotto
un equivalente per “Mac”. È scaricabile al costo di $20, previa
registrazione, dal sito dell’azienda: www.silvermnt.com.

“SPIonic”
Il font, pensato originariamente per gli studiosi di Sacre
Scritture, è stato creato da James R. Adair Jr. per la “Scholars
Press” allo scopo di essere utilizzato per la rivista digitale di
cui è direttore e fondatore, «TC: A Journal of Biblical Textual
Criticism»12. Il carattere risulta semplice da usare perché se-
gue la codifica Beta code ed è gratuitamente scaricabile all’in-
dirizzo http://rosetta.reltech.org/TC/fonts. Ne esistono versioni
per entrambi i sistemi operativi che possono quindi dialogare
facilmente tra loro13.

“Win Greek”
La ‘famiglia’ “WinGreek” si deve a Peter Gentry ed Andrew
Foutain e include font largamente diffusi come “Greek”,
“Greek Old Face” etc., distribuiti in origine da “Windows” in
un pacchetto a pagamento. Ora non è più in commercio, ma
alcune nuove versioni sono scaricabili gratuitamente, assieme
ad alcune cosiddette utilities, dalla pagina www.ucl.ac.uk/
GrandLat/greekfonts/frameFonts.html14. Ne è nata persino
una nuova generazione, “Son Of WinGreek”, per merito di
Neil Beshoori e Ralph Hancock (disponibili anche alla URL
www.uni-bonn.de/~ute404/SoWG.html). Ne esistono versioni sia
per “Mac” sia per “Windows” e sono tra loro compatibili.

“Laser Greek”
Il pacchetto prodotto dalla “Linguist’s Software” (www.lin
guistsoftware.com) è disponibile in due versioni, acquistabili
singolarmente a $99,95 o insieme a $149,95. Ciascuna di esse
contiene 8 tipi di font (“LaserGreek”, “SymbolGreekII”, “Sym-

36
Capitolo I: Come visualizzare il greco

bolGreekIIP”, “SymbolGreekIIPMono”, “GraecaII”, “Greek-


SansLS”, “UncialII”, “LaserGreekII”, “Odyssea”, “OdysseaU-
BS”, “GraecaUBS”, “Payne”, “PayneCondensed”, “Hellenica”,
“HellenicaExtras”, “GreekSansII”). Il font “SuperGreek” è uno
dei più comuni su piattaforma “Mac”, ma purtroppo non ha un
equivalente per “Windows”: un buon grado di compatibilità si
ha, tuttavia, con “SymbolGreekII” di questo stesso gruppo15.
Discreto anche il rapporto con “Hellenica” che è attualmente
uno dei più ‘maneggevoli’ font in circolazione: offre una vasta
gamma di segni diacritici ed ha versioni compatibili su entrambi
i sistemi operativi.

“GreekKeys”
L’insieme di font, che comprende tra gli altri “Athenian”
(frequentemente usato in pagine web) e “Attika”, è attual-
mente gestito da Donald Mastronarde della University of Ca-
lifornia, Berkeley (http://socrates.berkeley.edu/~pinax/greekkeys/
GreekKeys.html). Creato per la prima volta nel 1984 da George
B. Walsh, dopo la sua scomparsa è stato donato dalla moglie
Susan Kastendiek alla “American Philological Association”
che ha provveduto a mantenerlo e ad aggiornarlo progressi-
vamente in un primo tempo grazie a Jeffrey Rusten (Cornell
University). Ne sono disponibili versioni non aggiornate sia per
“Windows” sia per “Mac”; le ultime versioni risultano compa-
tibili ed hanno un costo di $ 55.

“IsminiGreek”
Il font, creato da Nikos Goulandris per “Macintosh”, ora è
disponibile anche per “Windows” e, naturalmente, con un
buon grado di compatibilità. Si può scaricare gratuitamente
dal sito della “Yamada Language Center” della University of
Oregon (http://babel.uoregon.edu/index.html)16.

“Anaxiphorminx”
È questo un importante esempio di ‘font tecnico’, ideato cioè
per gli specialisti in metrica greca e latina da I. L. Pfeijffer
(Universiteit Leiden) per “Macintosh” e, successivamente,
adattato per “Windows” da David Perry della Rye High

37
Kybernetes

School of New York17. È compatibile con entrambe le piat-


taforme e si può scaricare dalla pagina personale di David H.
Mills della Syracuse University (http://web.syr.edu/~dhmills/
caes/ClassicalFonts.html).

I criteri che portano alla scelta di un font piuttosto che un


altro sono molteplici e il primo è certamente di carattere pra-
tico: il proprio computer, soprattutto se non è dei più recenti,
deve essere compatibile con il font a livello di sistema opera-
tivo18, di word-processor19 e di browser20. Se si intende, poi, far
circolare un documento, sarà opportuno servirsi di un font
compatibile con le principali piattaforme, “Mac” e “Win-
dows”, in modo che sia comunque fruibile per chi lo riceve.
Ma anche nel caso di font compatibili si possono presentare
delle ‘incongruenze’: ciò che, infatti, distingue davvero una
famiglia di caratteri dall’altra è il sistema di codifica della
lingua, cosa che più semplicemente per l’utente si risolve in
una diversa corrispondenza tra tasti del computer e lettere
dell’alfabeto greco21. Se, ad esempio, si preme il tasto “c”,
utilizzando “SGreek” e “SPIonic” che seguono un sistema di
codifica simile a Beta code22, comparirà un “ξ”, mentre con i
pacchetti “Win Greek” e “Laser Greek” si avrà un “x” e con
“Athenian” e “Attika” un “ψ”. Una questione molto pratica
di cui converrà, in ogni caso, tenere conto.
Un criterio discriminante per la scelta sarà senz’altro anche lo
scopo a cui è destinato il font: se si deve, cioè, scrivere un testo in
greco o se si desidera soltanto leggere dei testi in rete (ciascuno,
poi, valuterà anche, perché no?, la facilità di lettura e le carat-
teristiche estetiche). Nel caso della scrittura, infatti, ci si dovrà
anche accertare che il font prescelto sia provvisto di tutti i segni
speciali che possono servire nella trascrizione del proprio testo,
ma che generalmente non sono inclusi nei caratteri di base (ad
esempio la “crux”, il “Digamma”, i punti sotto le lettere incerte
nei testi papiracei o i simboli metrici). Chi invece si servirà del
font per la sola lettura di testi in rete, potrà trovare nelle princi-
pali ‘biblioteche digitali’ diverse pagine appositamente dedicate
alla visualizzazione del greco e la possibilità di scaricare seduta
stante alcuni dei caratteri di volta in volta necessari.

38
Capitolo I: Come visualizzare il greco

1.4 L’ avvento di Unicode

Il sistema del futuro sarà tuttavia Unicode. Si tratta di un


progetto patrocinato dalla “International Standards Organi-
zation” (ISO) e dallo “Unicode Consortium”, una organizza-
zione che raccoglie associazioni, aziende e privati senza fini di
lucro, nata al fine di promuovere e diffondere uno standard
comune23. Con Unicode (giunto alla versione 4.0.0) si è, infat-
ti, riusciti ad elaborare un unico standard per visualizzare il
greco (e ogni altra lingua), capace di funzionare su ogni tipo
di computer indipendentemente dal sistema operativo o dal
programma di videoscrittura24.
Come già sottolineato, quello che rende i vari font della
precedente generazione incompatibili l’uno con l’altro è il
diverso sistema di codifica di ciascuno: Unicode vuol essere,
invece, un encoding-system universale, cioè basato su un co-
mune sistema di codifica, ed è già stato adottato dal “World
Wide Web Consortium” come sistema di codifica dei docu-
menti in rete25. A differenza, dunque, dei font preesistenti,
che non superavano una ‘dotazione’ di 200 caratteri, un font
di tipo Unicode ne può contenere migliaia coprendo ogni
lingua del mondo: lingue vive (lingue di alfabeto latino, il
greco moderno monotonico, l’ebraico, il cinese, il giappo-
nese, il cirillico, l’arabo etc.) e lingue non più in uso, come
appunto il greco antico politonico (e persino la Lineare B o
l’egizio-geroglifico).
Il sistema, ad onor del vero, è impiegato già da tempo, ma solo
recentemente si è affermato nell’ambito dell’antichistica. Alcuni
font di tipo Unicode, come “Lucida Sans Unicode” e “Palatino
Linotype”, erano infatti già compresi in “Windows 2000” (e poi
in “Windows XP”), ma non risultavano adeguati, per grafica
e completezza di caratteri, ad usi specialistici. Ben presto sono
nati font Unicode specifici anche per il greco antico, che conti-
nuano ad essere aggiornati in nuove versioni con miglioramenti
grafici e ampliamenti della gamma dei caratteri.
Tra i diversi tipi di font Unicode che attualmente circolano
in rete, molti dei quali scaricabili gratuitamente, se ne sono
selezionati un paio a scopo orientativo26.

39
Kybernetes

“New Athena Unicode”


Il font è prodotto nell’ambito del progetto “GreekKeys” per la
“American Philological Association”27. È la versione aggiorna-
ta da Donald Mastronarde di un primo “Athena Unicode”. Si
può scaricare gratuitamente dal suo sito personale (http://ist-
socrates.berkeley.edu/~pinax/greekkeys/GreekKeys.html).

“SIL Galatia Unicode”


È la versione Unicode di “SIL Galatia” realizzato dal “Sum-
mer Institute of Linguistic”28; entrambi sono scaricabili alla
URL www.sil.org/computing/fonts/silgreek. Il gruppo di carat-
teri si distingue per la grafica e per la completezza, ma il file di
applicazione risulta essere piuttosto grande (833 Kb).

Attualmente si è in piena fase di transizione da un sistema


all’altro: conviene certamente avere installato un font di tipo
Unicode specifico per il greco che consente, con un solo tipo
di carattere, di visualizzare i testi in qualunque sito web. I font
della precedente generazione, tuttavia, rimangono ancora il
principale strumento per scrivere il greco antico e lo saranno
fino a quando i caratteri Unicode non si affermeranno in via
definitiva.
Tutte le principali risorse on-line per il greco antico si sono già
da tempo aggiornate e offrono, accanto alle opzioni considera-
te ormai tradizionali (‘traslitterazioni’ e ‘vecchi’ font), la possi-
bilità di visualizzare i testi con caratteri di tipo Unicode29.

Note:
1
Con il termine inglese font si indicano precisamente ‘famiglie di
caratteri’ accomunati dalla medesima forma; due esempi tra i font
più noti per l’alfabeto latino sono il “Times New Roman”, austero
nelle forme, adatto a testi di una certa importanza, e l’“Arial”, in
genere usato in contesti meno formali.
2
Il greco antico, lo ricordiamo, era una lingua ‘polifonica’; per il greco
moderno, in seguito ad una riforma statale nel 1982, è stato adottato un
sistema di accentazione ‘monotonico’ (vedi Rusten Microsoft).

40
Capitolo I: Come visualizzare il greco

3
Le tre opzioni di visualizzazione sono attualmente offerte dalle
più importanti fonti di testi on-line in greco antico, come verrà
chiarito per ciascuna di esse nel luogo opportuno.
4
Il sistema di traslitterazione latina è stato fissato in AA.VV. Ma-
nual, guida agli standard editoriali pubblicata dalla “University of
Chicago Press” a partire dal 1806 e ora alla sua quindicesima edi-
zione. Nel sito del “Thesaurus Linguae Graecae”, in cui può essere
necessaria per interrogare la banca dati, se ne dà anche una versione
accentata: vedi www.tlg.uci.edu/BetaCode.html.
5
Si basa sulla codificazione dell’ASCII, “American Standard Code
for International Interchanges”: vedi Mackenzie Coded.
6
In genere impostato sul “Times New Roman”. La cartella in cui tutti
i font risiedono si chiama “Fonts” (su piattaforma “Windows” è rag-
giungibile dalla cartella “Windows” che si trova nel disco locale “C:”;
su “Macintosh” dalla cartella “Libreria” in “Macintosh HD”).
7
Ad esempio, la “Silver Mountain Software”, azienda specializzata
nella produzione di software per classicisti, o la “Linguist’s Software”
che produce font per ogni lingua esistente, antica e moderna.
8
La “American Philological Society” che ha preso in gestione
“GreekKeys”; il “Summer Institute of Linguistic (SIL)”, una orga-
nizzazione interessata alle lingue meno conosciute del mondo che
offre font tradizionali (‘Greek Galatia’, ‘SIL Galatia’, ‘SIL Galatia
Extras’) e font del tipo Unicode pensati per la decodifica di testi
biblici in greco.
9
Jimmy Adair per “SPIonic”, Nikos Goulandris per “Ismini”. Vedi
infra.
10
Troviamo insomma tutta la gamma delle possibilità presenti in
internet anche per qualunque altro tipo di software: dal gratuito
in assoluto (il cosiddetto freeware) al contributo ‘minimo’ valutato
in poco di più di una cena in pizzeria (il cosiddetto shareware),
fino alle licenze per pacchetti prodotti professionalmente con
scopi commerciali. Le verifiche di compatibilità sono tutte state
effettuate su sistemi “Windows 98” (e successivi) e su “Mac OS
X”. Quanto da noi segnalato prevede, com’è ovvio, l’installazione
dei font corrispondenti su ciascuna delle piattaforme (dove non
altrimenti segnalato). Ciò garantisce da differenze nell’assegna-
zione dei tasti. Un’altra strada possibile per il trasferimento di
file da un sistema operativo ad un altro è la ricerca di software
denominati ‘font converter’: ve ne sono alcuni gratuiti o di prezzo
relativamente basso; sono facilmente individuabili tramite i prin-
cipali motori di ricerca.

41
Kybernetes

11
Vedi scheda “Archivi su cd-rom”, p. 53 sgg.
12
Vedi p. 118.
13
Accanto ad esso si trovano pure un font “SPDoric” e vari caratteri
aramaici, siriaci, copti.
14
La pagina, curata da Matthew Robinson e ospitata nel sito dello
University College (London), contiene altri font da scaricare compa-
tibili con “WinGreek”: “Old Face”, “Anglo”, “Milan”, “Standard”,
“Angaros”, “Korinthus”, “Korinthus New”, “Grecs du roi”, “Kalos”,
“Grammata”.
15
Restano però alcune modifiche che è necessario apportare di
volta in volta.
16
Dal sito dello “Yamada Language Center” è possibile scaricare,
oltre a “Ismini”, altri font soprattutto per piattaforma “Mac”: “GGB
Greek”, “GreekGeneva”, “Grk”, “Grk0”, “Greek Typist”, “Interna-
tional Greek”, “Koine”, “Sinaiticus”.
17
Notizie utili anche nel sito personale di Perry “Fonts for Scholars”
(http://scholarsfonts.net/index.html).
18
“Windows 95” (e successivi) e “Macintosh” (OS X) sono appunto
i più diffusi.
19
Il programma di videoscrittura più utilizzato è senza dubbio
“Word 97” (e successivi) progettato ormai per i due sistemi operati-
vi di cui si è detto più volte.
20
Il browser è propriamente lo strumento che utilizziamo per
‘sfogliare’ le pagine web; tra quelli di uso più comune “Netscape
Communicator” (4.0 e superiori), “Internet Explorer” (4.0 e supe-
riori), “Safari” (l’attuale versione è la 1.2) e “Opera” (7.50 è l’ultimo
aggiornamento).
21
Sull’ encoding-system delle famiglie di font si veda la pagina per-
sonale di Matthew Robinson (www.ucl.ac.uk/GrandLat/greekfonts/
frameWelcome.html), nonché Lana Strumenti www.cisi.unito.it/arachne/
num1/lana.html.
22
Vedi tabella p. 34.
23
Vedi i relativi siti: www.iso.ch, www.unicode.org. Un buon punto di
partenza per approfondire la questione è il sito “Unicode Polytonic
Greek for the World Wide Web” di Patrick Rourke (www.stoa.org/
unicode) ospitato dallo “Stoa Consortium” (vedi pp. 98-99).
24
A livello di programma di videoscrittura, i font di tipo Unicode
funzionano a partire da “Word 97”.
25
Per questo ed altri standard sui documenti in rete vedi
www.w3.org.
26
Tra i siti che riportano numerosi font Unicode, offrendone anche

42
Capitolo I: Come visualizzare il greco

il download (diretto o segnalando il collegamento ad altro sito), il


più completo (almeno per la sezione su Unicode) sembra essere la
pagina “Greek Font Archive” del sito di Peter Gainsford (Victoria
University of Wellington, New Zealand: http://gainsford.tripod.com/
archive.htm) che presenta un elenco di font con descrizione delle ca-
ratteristiche e commento personale sulla qualità del prodotto. Una
lista più sintetica è stata redatta dai curatori del “Thesaurus Linguae
Graecae” alla pagina www.tlg.uci.edu/%7Etlg/help/UnicodeTest.html.
27
Vedi p. 37.
28
Vedi n. 8, p. 41.
29
Interessante l’iniziativa di Sean Redmond: è possibile con-
vertire un proprio testo da un ‘vecchio’ font a un font di tipo
Unicode alla pagina web “Greek Font to Unicode Converter”
(www.jiffycomp.com/smr/unicode). Per chi ha bisogno di trasformare
un testo scritto in un testo digitale in formato Unicode, sta dando
buoni risultati nella fase di scansione il software “Anagnostis 4.0”
della “Ideatech” (www.ideatech-online.com). Se ne può scaricare gra-
tuitamente la versione di prova (attive quasi tutte le funzioni tranne
salvare o esportare il risultato del lavoro); il costo dell’edizione
standard è di $78.

43
CAPITOLO II
BIBLIOTECHE DIGITALI
Premessa

Una biblioteca digitale è una raccolta di testi depositata nella


memoria di un computer x (propriamente un server1) e fruibi-
le da tutti coloro che possano comunicare con tale computer
x tramite una connessione a internet.
Una biblioteca del genere presenta vantaggi e svantaggi. Un
punto a sfavore è la scarsa ‘autorevolezza’ che hanno, allo
stato attuale del fenomeno, i testi in formato digitale. Non è
raro, infatti, trovarsi di fronte a opere di cui non sia dichiarata
la provenienza, ovvero da quale edizione cartacea siano trat-
te. Ci si imbatte troppo spesso nella formula «text submitted
from an unidentified version»: non molto rassicurante. Ma
non sempre è così. I siti più seri, infatti, dichiarano spesso
le fonti di quanto è stato messo in linea. Ovvio che, per la
legge sul copyright, la scelta non può che cadere su edizioni
attempate (ma non per questo necessariamente deteriori),
su edizioni, cioè, svincolate dalla legge sui diritti d’autore.
Anche nel caso in cui sia stata volta in formato digitale una
edizione critica, i testi delle biblioteche digitali mancano del
corredo dell’apparato critico e sono quindi «irrefutabilmente
monchi»2. L’uso di tali banche dati, dunque, non può ancora
venire incontro in maniera significativa alle esigenze della
filologia tradizionale3.
Il punto a favore, però, non è affatto trascurabile. Il formato
digitale permette alcune possibilità di lettura in più rispetto
al solito supporto cartaceo. Il collegamento ipertestuale apre
infatti innumerevoli opportunità: ogni parola di ogni singola
opera può diventare un link, cliccando sul quale possiamo
accedere, parallelamente al testo greco, a informazioni di ogni
tipo. Si avrà così, di volta in volta la traduzione, la flessione,

47
Kybernetes

un certo commento, la voce di un dato dizionario ed altro an-


cora. Vedremo come le banche dati più importanti sfruttino
al meglio questa possibilità.
Ma va già preannunciata, in questi brevi cenni introduttivi,
una biblioteca digitale che spicca e si distingue da tale ca-
sistica dove s’intrecciano pregi e difetti. È infatti in corso il
riversamento in formato digitale di tutte le opere della lette-
ratura greca in un unico ‘contenitore’, ovvero il “Thesaurus
Linguae Graecae”. Esso non è soltanto una biblioteca, ma
uno strumento d’indagine all’interno dei testi stessi, che
permette di fare raffronti e ottenere informazioni su larga
scala. Inevitabilmente l’accesso a un sito che presuppone un
lavoro tanto imponente non può che essere a pagamento.
Ma le potenzialità di questo sito controbilanciano, da sole,
gli esiti approssimativi, quando non scadenti, di tanti avven-
turosi progetti.
Facciamo seguire una rassegna delle principali biblioteche
digitali privilegiando, nei limiti del possibile, quelle che ospi-
tano i testi sui propri server.

THESAURUS LINGUAE GRAECAE


www.tlg.uci.edu
(e-mail: tlg@uci.edu)

Lo scopo di questo monumentale progetto, avviato più di


trenta anni fa presso la University of California di Irvine, è
di riversare in formato elettronico tutti i testi della letteratura
greca a partire da Omero in un unica grande biblioteca digi-
tale. La prima versione del “Thesaurus Linguae Graecae” uscì
in un archivio su cd-rom nel 1985; l’attuale versione on-line è
consultabile sia da privati sia da istituzioni, previa iscrizione
e abbonamento, a partire dall’aprile 2001. Rispetto all’ultima
versione realizzata su supporto magnetico, il “TLG” on-line
contiene un numero più elevato di testi, essendo possibile un
costante aggiornamento; allo stato attuale si contano circa
3.700 autori per un totale di 12.000 opere4. Non necessita
l’installazione di particolari software di lettura.

48
Capitolo II: Biblioteche digitali

Dentro il sito
La home page contiene, nella schermata principale, una sinte-
tica introduzione alla versione on-line del “TLG” e un menu
scorrevole a sinistra: tra gli altri collegamenti, una introduzio-
ne al progetto generale del “TLG”, la mailing-list, alcune note
sull’uso dei font, tutto quanto riguarda le versioni in cd-rom,
le indicazioni per le iscrizioni, il “TLG-Canon”, cioè l’elenco
degli autori contenuti e la pagina di “Classics Resources” cu-
rata dalla prof.ssa M. Pantelia, direttrice del progetto5.
Da questa stessa colonna, precisamente alla voce “Search
the Online TLG”, si entra direttamente nel sito. Gli iscritti
potranno accedere all’intero posseduto, ma ai non iscritti è
comunque consentito consultare il “Canon of Greek Authors
and Works” (l’elenco degli autori contenuti e le opportune
indicazioni bibliografiche delle edizioni critiche da cui si è
tratto il testo di ciascuna opera6) e ‘provare’ un numero ri-
stretto di autori (“Abridged Online TLG®”).
Prima di accedere alla biblioteca digitale si apre una pagina
per la selezione dei caratteri con cui visualizzare i testi: la scel-
ta è fra Unicode sulla sinistra della pagina o le traslitterazioni
e i font sulla destra7.
Scelta con “Enter” una delle opzioni, si raggiunge la scher-
mata di ricerca che può essere effettuata su un singolo autore
(“Search the Canon by Author”8) attraverso la maschera o
muovendosi nell’elenco alfabetico (“Select by Letter”); altret-
tanto si può fare cercando il titolo di una singola opera sele-
zionando dal menu di sinistra “Search by Work”9 o “Search
by Publication”10.
Oltre al semplice reperimento di interi testi11, si può in-
terrogare la banca dati sulle occorrenze di una parola o di
una stringa di parole in un autore, in più autori o in tutto il
corpus del “Thesaurus”. In quest’ultimo caso si accede alle
griglie di ricerca semplicemente scorrendo la colonna di
sinistra (sotto “Full Corpus”, si scelga tra le opzioni di in-
dagine “Simple” o “Advanced”). Per effettuare una ricerca
lessicale su un certo numero di autori, questi andranno
selezionati dalla pagina “Search by Author”; ‘spuntando’ i
nomi desiderati nella “Complete List” (e cliccando in fon-

49
Kybernetes

do “Submit”), si arriva alla maschera di ricerca: nel campo


“Search for” si può ora inserire in traslitterazione latina o
in Unicode la parola (o le parole) da cercare negli autori se-
lezionati. Se, per esempio, si indaga l’occorrenza di καιρος
(“kairoj” in traslitterazione) e derivati, converrà digitare
“kair” e cliccare “Word Index”; comparirà l’elenco di
tutte le forme declinate con tema καιρ- da cui visualizzare
quelle che interessano. Cliccando invece “Textual Search”,
si accede immediatamente all’elenco di passi in cui è con-
tenuta la successione di lettere “k”-“a”-“i”-“r”.
Lavorando su una sequenza lessicale, conviene utilizzare una
seconda griglia (cliccando su “Advanced”), che consente
di stabilire la contiguità delle parole o delle stringhe che si
stanno cercando (ad esempio καιρος con λογος a distanza
di una parola o di un rigo, prima o dopo). Dalla maschera di
ricerca è, inoltre, possibile scegliere quanti risultati visualiz-
zare per pagina e quante linee di testo per ogni passo. Con il
collegamento “Browse” si accede al contesto completo da cui
il passo è stato estrapolato.
Qualora si volessero stampare i risultati delle proprie ricerche,
si selezioni “Printable Form” per ottenere un formato compati-
bile con la stampa (cioè senza collegamenti ipertestuali etc.).

In sintesi
L’idea di poter avere ‘a portata di mano’ una biblioteca che
comprenda tutti i testi in lingua greca (integri e frammentari)
prodotti in un arco di più di due millenni, è senza dubbio uno
dei più grandi desiderata di tutti i grecisti. Il “TLG” sta riuscen-
do proprio in questa straordinaria impresa: si può accedere a
qualunque testo in una edizione recente o comunque di riferi-
mento12, anche se non va dimenticata l’assenza di apparati cri-
tici. Agli specialisti sono in ogni caso consentite ricerche lessi-
cali che, se effettuate su materiale cartaceo, richiederebbero un
tempo incalcolabile e non risulterebbero altrettanto esaustive.
Il sito è abbastanza semplice e veloce da consultare; certo non
ancora completo, ma in costante aggiornamento. Per contro,
una risorsa di questa ricchezza e utilità non può che essere,
come dicevamo, a pagamento.

50
Capitolo II: Biblioteche digitali

THE PERSEUS DIGITAL LIBRARY


www.perseus.tufts.edu
(e-mail: webmaster@perseus.tufts.edu)

Questa biblioteca digitale è tra le più importanti e utilizzate


nell’ambito dei testi in lingua greca. È gestita dal Department
of Classics della Tufts University di Boston sotto l’egida del
prof. Gregory Cane. Contiene, oltre ai classici della letteratu-
ra greca e latina, anche materiale d’altro tipo quali immagini
di opere d’arte conservate in musei e collezioni e la versione
on-line della “Duke Data Bank of Documentary Papyri”13.
Di essa sono disponibili due siti mirror (necessari per gli orari
d’affollamento o aggiornamento): uno presso il Max-Planck-
Institut di Berlino (http://perseus.mpiwg-berlin.mpg.de) e l’altro
presso la Chicago University (http://perseus.uchicago.edu).

Dentro il sito
Le opere si trovano sotto il menu “Classics” in alto a sinistra.
L’elenco completo indica in maniera dettagliata la lingua in cui
ogni testo è proposto, se in lingua originale e/o in traduzione
inglese, oltre al nome dell’editore e/o del traduttore. Le edi-
zioni di riferimento sono quasi sempre edizioni critiche su cui
non vale più la legge sul copyright, dunque datate. Ma non tutti
i mali vengono per nuocere: in “Perseus” possiamo leggere, ad
esempio, la celebre edizione della Bibliotheca di Apollodoro
curata da Sir James Frazer14 che forse non tutti potrebbero
reperire facilmente. Mancano ovunque, come si è già detto, gli
apparati critici.
Da segnalare, in basso, in questa stessa pagina, la sezione “Se-
condary Sources”: vi si possono consultare commenti gram-
maticali e, per intero, i principali dizionari in uso nel mondo
anglosassone, ovvero il lessico greco/inglese Liddell-Scott-Jo-
nes (sia nell’edizione del 1940 sia in quella del 1889 nota come
“Middle Liddell”) e quello latino/inglese Lewis and Short.
Per accedere ai testi in lingua greca serve qualche operazione
preliminare per predisporre il computer all’alfabeto greco.
È necessario fare click su “Configure display” nel menu
superiore, scegliere il carattere greco di preferenza (ad es. la

51
Kybernetes

famiglia “GreekKeys”, “SPIonic”, Unicode, la traslitterazione


latina etc.15), e confermare la scelta con “Set configuration”.
Il collegamento “font help page”, inoltre, garantisce ulteriori
spiegazioni e collegamenti a pagine da cui scaricare i caratteri
prescelti. Da non dimenticare la possibilità di avvalersi delle
opzioni del proprio browser sulla configurazione dei caratteri
(in Explorer, per esempio, si trovano nel menu Strumenti, alla
voce Opzioni internet, Caratteri).
Tutte le opere possono essere lette in maniera lineare scorrendo
il testo con le frecce, oppure consultate in punti precipui quali,
ad esempio in un’opera teatrale, determinati atti e scene. Il
campo “Go to” ci supporta in quest’ultimo tipo di fruizione.
Quasi ogni parola è un collegamento ipertestuale. Facendovi
click compare infatti la finestra “Word Study Tool” da cui si
desumono la traduzione inglese e gli indici di frequenza del
lemma stesso computati, va da sé, nell’ambito del patrimonio
lessicale di “Perseus”. Ci sono anche altri tipi di collegamenti:
commenti grammaticali e lessicali solitamente tratti, sempre
per questioni legali, da studi non più recenti quali la “Ausfür-
liche Grammatik der griechischen Sprache” di Kühner-Ger-
th16, ed è possibile raggiungere in ogni momento i dizionari
descritti in precedenza17.

In sintesi
Il sito richiede un po’ di pratica, ma una volta acquisita la
necessaria esperienza, non potrà che rivelarsi uno strumento
molto utile. La quantità di testi presenti, la ricchezza degli
strumenti (dizionari, commenti, traduzioni) e la gratuità del-
l’accesso fanno di “Perseus”, dopo il “Thesaurus”, la bibliote-
ca digitale più importante nell’ambito della letteratura greca.

BIBLIOTHECA AUGUSTANA
www.fh-augsburg.de/~harsch/augustana.html
(e-mail: harsch@rz.fh-augsburg.de)

Il sito è curato da Ulrich Harsch ed è ospitato sul server della


Universität Augsburg. Oltre ai molti testi in lingua greca, la

52
Capitolo II: Biblioteche digitali

biblioteca contiene opere in lingua latina, tedesca, inglese,


francese, spagnola, italiana e polacca.

Dentro il sito
La navigazione nella “Bibliotheca Augustana” è molto sem-
plice e intuitiva. Va scelta prima la letteratura d’interesse
(“Bibliotheca Graeca”), quindi l’ordinamento, se cronologico
o alfabetico, degli autori. Per quasi ogni autore è disponibile
una breve presentazione che può comprendere la biografia, il
ricorso al relativo repertorio iconografico, oltre ad informa-
zioni come l’elenco delle edizioni.
Dei testi è generalmente indicata la fonte da cui sono stati
‘copiati’. Da non molto tempo essi sono visualizzati esclusi-
vamente in formato Unicode: si apprende infatti dalla “Nota
technica” del definitivo abbandono del carattere “Arachnion”
che era possibile scaricare gratis dal sito stesso.
Il collegamento “Quid novi?” nella pagina iniziale rende con-
to delle nuove accessioni.

In sintesi
Pregi della “Bibliotheca Augustana” sono l’intuitività della
navigazione e la facilità di fruizione dei testi. Il corredo d’in-
formazioni, seppur spesso generiche, che accompagnano i
testi di molti autori, possono risultare di qualche utilità per il
pubblico non specialista.

Archivi su Cd-rom

Un ottimo supporto digitale in grado di contenere una grande


quantità di dati è il cd-rom (acronimo di compact disk-read only
memory). Molte istituzioni accademiche e case editrici si sono
rivolte ad esso più che alla rete come ad una nuova e pratica
tipologia libraria. Limitandoci agli archivi di opere letterarie,
dobbiamo dire che si tratta di prodotti editoriali di ottima quali-
tà: pur essendo ancora privi degli importanti apparati scientifici,
la presenza dei motori di ricerca offre campi d’indagine sinora

53
Kybernetes

esplorabili con estrema lentezza. I costi per un privato risultano,


tuttavia, ancora molto elevati.
L’archivio più importante è senz’altro quello del “Thesau-
rus Linguae Graecae” edito per la prima volta su cd-rom nel
1985 dalla University of California, Irvine18; continua ad es-
sere distribuita in questo formato l’ultima pubblicazione del
2000, ma gli è ormai preferita la versione web: si pensi solo
alla facilità e continuità nell’inserimento degli aggiornamen-
ti. Per interrogarne l’archivio contenuto nel cd-rom sono
necessari ulteriori software sviluppati da terzi: un prospetto
di quelli in circolazione si può trovare in una apposita pagina
web del “Thesaurus Linguae Graecae” con le dovute precisa-
zioni sui diritti di proprietà e d’uso19 . Rimandando ad essa
per qualunque altra informazione, ci limitiamo a ricordare,
tra i più diffusi, “Workplace 8.0” e “Musaios” per sistemi
“Windows”, “Pandora” e “Sns-Greek” per “Macintosh”.
Il “Packard Humanities Institute” (che ha pubblicato anche
“PHI 5.3.2, Latin texts and Bible versions”) di Los Altos in Ca-
lifornia ha raccolto nel cd-rom “PHI 7.3.2” circa 87.000 iscri-
zioni greche (anche tardoantiche e bizantine) e i più di 32.000
papiri documentari della “Duke Databank of Documentary
Papyri”20. Si possono trovare le fonti cartacee digitalizzate indi-
cate con precisione nella pagina del “Cornell Greek Epigraphy
Project” della Cornell University di Ithaca nello stato di New
York (http://132.236.125.30 ; e-mail: njk3@cornell.edu). Anche per
consultare questo archivio sono necessari i software già citati:
guide all’uso si possono leggere in www.nyu.edu/library/bobst/
research/etc/phi7.htm e in http://etext.lib.virginia.edu/helpsheets/
phi.html (e-mail: phi@packhum.org, PHI@ccnet.com). Dall’agosto
del 2003 è in preparazione una nuova versione del database con
collegamento dei testi alle informazioni bibliografiche.
Si può consultare nel cd-rom “Subsidia Papyrologica”
anche la “Bibliographie Papyrologique”, fondata nel
1932 da M. Hombert (www.ulb.ac.be/philo/cpeg/bp.htm):
la banca dati elettronica è stata curata principalmente da
G. Nachtergael e A. Martin ed elaborata con il programma
“File Maker Pro”21 (leggibile con le versioni 3.0 e 5.0 sia
per “Windows” sia per “Macintosh”) e contiene oltre
24.000 titoli a partire dal 1960. Nello stesso cd-rom è com

54
Capitolo II: Biblioteche digitali

preso anche lo “Heidelberger Gesamtverzeichnis der grie-


chischen Papyrusurkunden Ägyptens” della Universität
Heidelberg, a cura di D. Hagedorn con oltre 48.000 voci.
Una pubblicazione di straordinario rilievo è quella dei
“Papiri letterari della Biblioteca Medicea Laurenziana”, resa
possibile dalla collaborazione tra lo stesso ente bibliotecario
fiorentino, la Direzione Generale per i Beni Librari e gli Isti-
tuti Culturali (del Ministero per i Beni e le Attività Culturali)
e l’Università di Cassino. In questo cd-rom sono edite ad alta
risoluzione – il che significa poter ingrandire a piacimento senza
perdere qualità di lettura – le immagini digitali di tutti i testi
letterari dei cosiddetti “Papiri Fiorentini” (PFlor I, II, III), dei
“Papiri della Società Italiana” (PSI) e dei “Papiri Laurenziani”
(PLaur) sinora pubblicati (con l’esclusione dei “Papiri Lauren-
ziani inventario”, di un paio di “PSI” sottoposti a restauro e in
attesa di nuova edizione e alcuni altri papiri che, pur avendo
queste stesse sigle, non appartengono alle collezioni possedute
dalla Biblioteca Medicea Laurenziana; sono invece presenti
quelli con testi paraletterari, cioè astrologici, magici, aritmetici,
giuridici etc., comunque già inseriti nel “Leuven Database of
Ancient Book”). Di ciascun papiro sono dati descrizione, com-
mento, bibliografia e riproduzione digitale.

THE OXFORD TEXT ARCHIVE (O.T.A.)


http://ota.ahds.ac.uk
(e-mail: info@ota.ahds.ac.uk)

L’“Oxford Text Archive”, ospitato sul server della University


of Oxford e da essa promosso tramite l’ “Oxford University
Computing Services”, insieme a “The Joint Information Sistem
Commitee” e a “The Arts and Humanities Research Board”, è
stato fondato nel 1976 da Lou Bernard per raccogliere e fornire
materiale elettronico di alta qualità a ricercatori ed insegnanti.
Rappresenta una vasta collezione digitale di testi di molte lette-
rature, dall’araba alla cinese, dalla greca all’hindi: è dichiarata
la presenza (in via di accrescimento) di più di 2500 opere, in 25
lingue diverse (consistente anche la presenza della letteratura
italiana). Per quanto riguarda gli autori greci, la disponibilità

55
Kybernetes

di testi svincolati dai diritti d’autore e quindi scaricabili con un


semplice click, è abbastanza limitata (ma da non sottovalutare;
in ogni caso l’“O.T.A.” non è una biblioteca digitale con inte-
ressi specifici per il mondo classico).

Dentro il sito
Ci sono due tipi di menu, uno nella colonna di sinistra e un
altro nella parte centrale dello schermo. A parte la diversità
grafica, essi sono sostanzialmente identici: le “News” con
gli aggiornamenti più recenti del sito, le pubblicazioni del-
l’“O.T.A.” (“O.T.A. pubblications”), le modalità di invio dei
testi per chi voglia collaborare (“Deposit”) e le “FAQ” (“Fre-
quently Asked Questions”), ma soprattutto il link “Search
Catalogue” che apre una pagina di indagine in cui possono
essere inseriti il nome dell’autore che si desidera, il titolo del-
l’opera o entrambi. Nella colonna di sinistra troviamo in ag-
giunta il collegamento “Browse” che permette di visualizzare
l’intera collezione scegliendo il criterio che si preferisce tra
autore (nomi nella forma inglese), titolo e lingua. Individuati
autore e opera, si presenta una duplice possibilità: che il testo
sia immediatamente consultabile o che lo si debba richiedere
(gratuitamente) all’“O.T.A.” dietro compilazione di un mo-
dulo da stampare e inviare via posta tradizionale (l’“O.T.A.”
provvederà a spedirlo all’indirizzo specificato). Tale diversità
di trattamento dipende dalla legge sul diritto d’autore: l’im-
mediata consultazione on-line sarà possibile soltanto nel caso
in cui i diritti siano decaduti.
Fatte queste premesse, si considerino due esempi: un testo libero
da copyright e un altro, invece, da esso vincolato. Nel caso di un
testo ancora vincolato al diritto d’autore si troveranno due link:
“Request text” (da cui si accede alla pagina col modulo di richie-
sta da stampare) e “More info” (dove si rende conto dell’edizio-
ne da cui si è ottenuto il formato digitale: si possono trovare edi-
zioni critiche, ma anche, sorprendentemente, derivate da fonti
non identificate). Se, invece, seconda possibilità, si vuol leggere
un’opera scaricabile al momento, ad esempio Lysistrata di Ari-
stofane, compare la triplice dicitura: “Search text”, “Get text” e
“More info”. L’opzione principale è “Get text” che conduce alla

56
Capitolo II: Biblioteche digitali

pagina dove è possibile selezionare i vari formati in cui si prefe-


risce leggere l’opera (sarà bene ricordarsi di ‘spuntare’ sempre la
casella che conferma di aver preso visione delle condizioni legali
che limitano l’uso): in ogni caso il testo è in traslitterazione latina.
Anche l’opzione “Search text” è molto utile perché permette di
cercare le parole nell’opera e di esaminarne le occorrenze.
I curatori del sito dichiarano che non ci sono problemi per la vi-
sualizzazione dei testi avendo scelto un formato di altissima com-
patibilità, già pronto, ad esempio, per ricevere l’applicazione di
software che realizzano indici di frequenza; per il lettore comune
rimane, tuttavia, qualche disturbo nella lettura.

In sintesi
Come si è detto il sito dedica uno spazio esiguo al mondo
classico. La visione dei testi, oltre tutto, non è sempre agevole
proprio per la scelta del tipo di formato, scelta che rientra, va
ribadito, in un’ottica di lavoro tecnicamente avanzato.

READ ME
www.readme.it
(e-mail: info@readme.it)

Il sito italiano propone testi d’interesse non solo letterario. Vi


si leggono, ad esempio, anche trattati giuridici e matematici.
Per consultare qualsiasi opera è necessario effettuare un’iscri-
zione gratuita.
I testi degli autori greci sono forniti solo in traduzione italiana.
Non ci sono informazioni sulle edizioni utilizzate come fonti.
Da segnalare il forum messo a disposizione dai curatori.

THE INTERNET CLASSICS ARCHIVE


http://classics.mit.edu
(e-mail: classics@mit.edu)

È l’importante banca dati del Department of Classics del


Massachussetts Institute of Technology (M.I.T.). Vi si posso-

57
Kybernetes

no leggere in traduzione inglese 441 opere di 59 diversi autori


della letteratura greca e latina (ma alcuni collegamenti riman-
dano a “Perseus”). Non è più aggiornato dal 2000.

THE LITTLE SAILING


www.mikrosapoplous.gr
(e-mail: aper@otenet.gr)

È una biblioteca digitale bilingue greco/inglese. I testi degli


autori greci sono raggiungibili al link “Ancient Greek Texts”;
da qui si può scegliere di leggerli in HTML (“Browse”) o di sca-
ricarli in formato compresso (“Download”). Al testo in lingua
originale si affianca spesso una traduzione in greco moderno.
Degno di nota il dettagliato collegamento “Links”.

Altre biblioteche digitali

Per chi nutra interessi letterari rivolti non esclusivamente


al mondo classico segnaliamo qui en passant alcuni progetti
di divulgazione letteraria22. Restano naturalmente intatte le
esigenze di qualità dei testi già espresse in precedenza e la ne-
cessità della cura di quello che deve considerarsi un prodotto
editoriale vero e proprio: «la fonte, manoscritta o a stampa,
deve essere dichiarata, ed il curatore deve firmarsi, assumen-
do le proprie responsabilità, pena la squalifica del libro per
un uso non dico scientifico, ma culturalmente corretto»23.
Tra le principali biblioteche digitali contenenti testi latini,
oltre ad alcune di quelle già nominate in precedenza che non
si limitano alla lingua greca, si dovrà ricordare per quantità
di testi “The Latin Library” (www.thelatinlibrary.com ; e-mail:
carey@patriot.net): contiene opere di età classica, medievali,
umanistiche e persino neolatine come le poesie di Giovanni
Pascoli. Spesso, purtroppo, non sono rintracciabili le fonti da
cui sono state tratte.
Da una collaborazione tra varie Università24 nasce
l’“Archivio della latinità italiana nel Medio Evo (A.L.I.M.)”
(www.uan.it/alim/letteratura.nsf ; e-mail: alessio@unive.it).Vi si

58
Capitolo II: Biblioteche digitali

raccolgono testi latini di autori italiani dall’undicesimo al


tredicesimo secolo. Le fonti digitalizzate sono sempre di-
chiarate e si tratta di edizioni critiche (prive, anche in questo
caso, di apparato).
Un altro progetto promosso da alcune Università25 è “Poeti
d’Italia in lingua latina tra Medioevo e Rinascimento” (http:
//lettere.unive.it/poetiditalia ; e-mail: l_tessarolo@tin.it): vi si rac-
colgono poesie latine prodotte nell’area italiana all’incirca tra la
nascita di Dante e la prima metà del Cinquecento. I testi sono
digitalizzati da edizioni critiche anche recenti, ma, come sem-
pre, senza apparati.
Una ricca biblioteca di letteratura italiana si trova nelle
pagine del “Progetto Manuzio” (www.liberliber.it ; e-mail:
info@liberliber.it), nome scelto in onore del celebre umanista
e tipografo Aldo Manuzio. Ampio spazio è riservato anche a
scrittori delle letterature straniere tradotti in lingua italiana
(Cervantes, Shakespeare, Dickens, Flaubert, Tolstoj, Goethe
etc.); le opere dell’antichità sono presenti con versioni ‘stori-
che’ come l’Iliade di Monti, l’Odissea di Pindemonte e l’Enei-
de di Annibal Caro. I testi sono disponibili sia per la lettura
on-line, sia per essere scaricati in vari formati, tra cui l’e-book.
Ancora in allestimento il fondo di “Superdante”
(www.superdante.it ; e-mail: creative@micanet.it), progetto che
ha avuto il contributo del Ministero per i Beni e le Attività
Culturali. Per ora vi si possono consultare degli interessanti
manoscritti manzoniani offerti dalla Biblioteca Nazionale
Braidense (www.braidense.it; e-mail: info@braidense.it). Tra le al-
tre risorse, brevi file audio in formato .mp3 con le voci di Lui-
gi Pirandello, Filippo Tommaso Marinetti, Grazia Deledda,
Enrico Fermi, dei generali Luigi Cadorna e Armando Diaz;
disponibili anche alcuni preziosi filmati d’epoca, in particolare
su Gabriele D’Annunzio.
“Testi Italiani in Linea, TIL” (http://til.scu.uniroma1.it ;
e-mail: crilet@uniroma1.it) è un progetto di biblioteca di-
gitale sperimentale in formato SGML26: svolto dal Centro
Ricerche Informatica e Letteratura (CRILet, Università
‘La Sapienza’ di Roma) e cofinanziato dal Ministero
dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica
per il biennio 1998-2000, non viene più accresciuto, ma

59
Kybernetes

consente libero accesso ai testi della letteratura italiana


coinvolti nel lavoro.
“Pianetascuola” (www.pianetascuola.it) e la casa editrice
Einaudi (www.einaudi.it) propongono, inoltre, la “Biblio-
teca della letteratura italiana” (www.letteraturaitaliana.net ;
e-mail: redazione@pianetascuola.it) basata sul materiale con-
tenuto nei 10 cd-rom della “Letteratura Italiana Einaudi”
in formato .pdf 27.
Lo statunitense “Gutenberg Project” (http://gutenberg.net,
http://promo.net/pg ; e-mail: hart@pobox.com) nasce nel 1971 da
un’idea di Michael Hart ed è perciò uno dei primi, in senso
cronologico, ad aver dato il via alla diffusione, rigorosamente
gratuita, di testi in formato elettronico. Gli autori sono princi-
palmente di lingua inglese: accanto ad essi compaiono nume-
rosi esponenti di altre letterature quali Goethe, Dante, Zola
etc. Per quanto riguarda i testi delle letterature classiche, è
possibile trovarne un’indicizzazione cliccando su “Advanced
search” e digitando classics nella stringa “Subject”. Tra i testi
latini in lingua originale si trovano soltanto le opere di Virgi-
lio (le Bucoliche con la curiosa dizione Bucolics and Eclogues,
The); in traduzione inglese Lucrezio, l’Asino d’oro di Apuleio
e alcune opere greche.
Altri corposi siti di biblioteche digitali sono “Bartleby.com”
(www.bartleby.com) per la letteratura inglese; “Projekt Gu-
tenberg-DE” per quella tedesca (www.gutenberg2000.de);
“Biblioteca Virtual Miguel de Cervantes” per quella spa-
gnola (www.cervantesvirtual.com); “ABU” per quella francese
(http://cedric.cnam.fr/ABU); “Project Runeberg” per le lette-
rature scandinave (www.lysator.liu.se/runeberg).

Note:
1
Il server è il computer remoto ‘al servizio’ del navigatore, quel com-
puter, cioè, sul quale sono depositate le informazioni, i programmi,
le immagini che l’utente visualizza sul proprio schermo. Digitando la
URL di un sito web ‘richiediamo’, appunto, quanto si trova su queste
macchine: i server ci inviano le informazioni tramite degli appositi
programmi (client server) che le comunicano al software che noi uti-

60
Capitolo II: Biblioteche digitali

lizziamo per collegarci alla rete, cioè al nostro browser (per la cui de-
finizione vedi n. 20, p. 42). Cfr. Calvo/Ciotti/Roncaglia/Zela Internet
2004, in particolare http://www.laterza.it/internet/leggi/internet2004/
online/05_strumenti_01.htm.
2
Degani Mostro, p. 277. Non deve, infatti, mai venire meno l’esigen-
za di verifiche tramite gli strumenti tradizionali.
3
Vedi Barchiesi Nella bufera? Di possibili novità per la filologia si
parla nel capitolo III, p. 65 sgg.
4
Il cd-rom “TLG E” è stato pubblicato nel Febbraio 2000 (vedi p.
54). I testi introdotti successivamente nella versione in linea sono
elencati in “Post-TLG E (web-only)” (colonna di sinistra). Non si
dimentichi mai, tuttavia, di cercare conferme nei tradizionali stru-
menti del filologo (vedi Degani Mostro).
5
Vedi p. 23.
6
La schermata di accesso al ‘canone’, con griglia di interrogazione,
è la stessa che compare agli iscritti, ma i non iscritti hanno accesso
solo alla bibliografia e non ai testi.
7
Utilizzando Unicode (“A. Unicode input and display”) è possibile
sia visualizzare i testi che compilare stringhe di ricerca in caratteri
greci. Scegliendo invece “B. Input in Beta or Transl./Greek Di-
splay” si deve tener presente che i font sono utilizzabili solo per vi-
sualizzare i testi (“Ismini”, “GreekKeys”, “SPIonic”, “SuperGreek”
per “Mac”; “WinGreek”, “GreekKeys”, “SPIonic”, “Sgreek” per
“Windows”), mentre nella griglia di ricerca ci si potrà servire esclu-
sivamente delle traslitterazioni.
8
Oltre al nome dell’autore, si possono specificare nella griglia di
ricerca anche datazione o epiteti (generici o geografici).
9
Dalla pagina “Search by Work” è possibile anche fare indagini
nell’ambito di un ‘genere’ (ad esempio sui testi evangelici, sui giam-
bografi o sugli scholia).
10
Per “Publication” si intende il nome dell’edizione moderna, di
una serie (ad es. Corpus Christianorum) o dell’editore.
11
Una volta visualizzato il nome dell’autore che ci interessa, cliccan-
do su “Show works”, comparirà l’elenco delle opere presenti nella
banca dati con riferimento bibliografico all’edizione utilizzata. Per
visualizzare la struttura dell’opera (divisione in capitoli o libri etc.),
si selezioni “View Text Structure”; per accedere al testo, “Browse”.
12
Non accade lo stesso per i testi della biblioteca di “Perseus” per
motivi di copyright. Vedi di seguito.
13
Trascureremo in questa sede le pur importanti collezioni di imma-
gini dei più noti siti archeologici, degli archivi e dei più famosi musei

61
Kybernetes

mondiali presenti in “Perseus”. Per la “Duke Data Bank” vedi p. 77.


14
Cambridge, 1921.
15
Vedi p. 34 sgg.
16
Leipzig, 1904.
17
È stato pubblicato anche “Perseus 2.0”, una versione della biblio-
teca in 4 cd-rom per “Macintosh”: per ovvie ragioni essa è meno
aggiornata del sito web. A disposizione anche un gruppo di discus-
sione: vedi p. 123.
18
Vedi p. 48 sgg.
19
Vedi www.tlg.uci.edu/Software.html.
20
Vedi p. 77 sgg.
21
Il programma è prodotto dalla compagnia “File Maker”
(www.filemaker.com; e-mail: modulo per contatti).
22
Un breve esame critico di alcune risorse di letteratura italiana è
stato svolto da Orlandi Rudel, con cui non si possono non condivi-
dere le riserve sia di metodo che di merito. Per quello che riguarda
le biblioteche digitali con testi esclusivamente latini, si troveranno
più ampie e dettagliate informazioni in Danese Volumen, p. 31 sgg.
23
Orlandi Rudel.
24
Università di Milano, Università di Napoli ‘Federico II’, Universi-
tà di Palermo, Università di Roma 3, Università di Venezia ‘Ca’ Fo-
scari’ e Università di Verona, sotto l’egida dell’Unione Accademica
Nazionale. Vedi Danese Volumen, pp. 47-48.
25
Università di Padova, Università di Trieste, Università di Venezia ‘Ca’
Foscari’ e Università di Verona. Vedi Danese Volumen, pp. 48-49.
26
Vedi Calvo/Ciotti/Roncaglia/Zela Internet 2004, in particolare
www.laterza.it/internet/leggi/internet2004/online/08_tecnologie_03.htm.
27
Si tratta di un formato piuttosto leggero che permette di scari-
care nel proprio computer con una certa rapidità file altrimenti
abbastanza pesanti, ma non di modificarli. Per poterne usufruire
è necessario scaricare gratuitamente il lettore “Acrobat Reader” dal
sito dell’azienda produttrice “Adobe” (www.adobe.com). Tra le altre
funzioni, la possibilità di ingrandire a piacimento.

62
CAPITOLO III
RICERCA
3.1 Filologia

La filologia può essere considerata la scienza ‘madre’ degli


studi classici; da essa si sono sviluppate tutte le altre discipline
scientifiche e con essa tutte continuano a dialogare stretta-
mente. In qualche caso è persino difficile stabilire i confini
dei singoli ambiti e delle specializzazioni, tanto sono vicini e,
talvolta, di uso comune gli strumenti.
Osservando i materiali presenti in internet si è in grande diffi-
coltà nello stabilire che cosa si possa propriamente assegnare
al dominio della filologia e cosa no: si pensi, ad esempio, alle
conoscenze filologiche, letterarie, di storia della tradizione
che deve avere un papirologo o ai mezzi comuni della ricerca
bibliografica.
Accanto ad alcuni siti che forniscono elementi introduttivi vi
sono tuttavia delle proposte che potrebbero lasciare un segno
nel cammino delle scienze filologiche: un nuovo modello di
apparato critico è stato formalmente elaborato su una porzione
del Nuovo Testamento ed è ormai pronto per le valutazioni del-
la comunità scientifica1.

CHRISTIANISMUS.IT
www.christianismus.it
(e-mail: contatti@christianismus.it)

Il curatore, Andrea Nicolotti, dottorando di ricerca in “Isti-


tuzioni, società, religioni dal tardoantico alla fine del me-
dioevo” presso l’Università degli Studi di Torino, definisce
“Christianismus.it” «un sito di divulgazione scientifica» sul
cristianesimo. Partendo dai dati della ricerca scientifica e speci-

65
Kybernetes

ficamente dall’essenziale attenzione alle fonti e alla loro valuta-


zione critica, si intende fornire una «introduzione ragionata al
cristianesimo» e alle sue origini con un linguaggio accessibile.
Per questo è stato riservato un certo spazio ad una bibliografia
ragionata sui testi biblici e ad una introduzione alla filologia.

Dentro il sito
Le principali sezioni del sito sono in evidenza al centro della
pagina, ma saranno sempre raggiungibili da un menu oriz-
zontale in alto. Alcuni argomenti suscettibili di un partico-
lare interesse – naturalmente tra quelli contenuti all’interno
di ciascuno dei menu secondari – possono essere raggiunti
più rapidamente dallo spazio “Sfogliando il sito” (sempre
al centro, ma più in basso o nella colonna di destra). Nella
zona di sinistra sono previsti i collegamenti per iscriversi
alla newsletter e per ricevere via e-mail gli aggiornamenti
sulla crescita del sito, per scaricare font greci e dispense di
corsi universitari (redatte dai docenti stessi) o per proporre
la propria collaborazione.
La prima sezione è dedicata al “Gesù storico”, la seconda
agli “Scritti cristiani” e quindi alla “Patrologia”, al caso
“Qumràn”, al “Giudaismo” e all’“Incredibile… ma falso”
(confutazione di informazioni che hanno goduto di una certa
credibilità in passato, nonché un’importante serie di consigli
per la valutazione delle fonti in rete).
Nell’area “Scritti cristiani” troviamo i contenuti di maggior
interesse per il filologo greco: il menu di sinistra riporta i titoli
di vari scritti tra i quali “Bibliografia del Nuovo Testamento”,
“Storia della critica testuale e delle edizioni del Nuovo Te-
stamento”, “La filologia e i suoi problemi”, “La filologia del
Nuovo Testamento” etc.
“La filologia e i suoi problemi” è una introduzione gene-
rale alla filologia greca del prof. Ezio Gallicet dell’Uni-
versità di Torino. Si tratta delle dispense del corso tenuto
dal docente. Vi si illustrano l’uso dei materiali scrittorii, le
difficoltà relative alle condizioni di scrittura e al lavoro dei
copisti, le principali biblioteche dell’antichità. Sempre con
l’accompagnamento di riferimenti bibliografici e, quando

66
Capitolo III: Ricerca

possibile, delle opportune immagini, si discute dei proble-


mi concernenti la trasmissione dei testi, degli errori e delle
loro tipologie; si spiega che cos’è e come si legge un’edi-
zione critica.
A questo punto, chi desideri approfondire la specifica pro-
blematica testuale delle Sacre Scritture potrà ancora leggere
almeno “La filologia del Nuovo Testamento” e “La critica
testuale e l’edizione critica del Nuovo Testamento” (dispense
della prof.ssa Clementina Mazzucco dell’Università di Tori-
no). Oltre che, naturalmente, ‘sfogliare’ le altre pagine dedi-
cate all’origine della religione cristiana.

In sintesi
Si tratta di un lavoro estremamente curato sia nella proget-
tazione delle pagine web (facilmente comprensibile come
muoversi in esse) sia nell’esposizione dei contenuti. Il ma-
teriale offerto è frutto dell’esperienza scientifica di persone
che operano nel campo della ricerca e che forniscono criteri
di valutazione e solide bibliografie di riferimento per poter
procedere autonomamente nella formazione. Significativa la
scelta metodologica di proporre una introduzione generale
alla filologia greca come scienza e solo successivamente ad
una sua applicazione specifica.

INTERPRETING ANCIENT MANUSCRIPTS


www.earlham.edu/~seidti/iam/interp_mss.html
(e-mail: seidti@earlham.edu)

Anche questo sito nasce da uno specifico interesse per le


origini della religione cristiana e dalla consapevolezza della
necessità di valutare criticamente le fonti. Il curatore è Ti-
mothy Seid, che attualmente ricopre il ruolo di ‘Associate
Dean of Distributed Learning’ per la Earlham School of
Religion di Richmond nell’Indiana (un seminario quacchero
dell’Earlham College). Il materiale è stato preparato con la
collaborazione del personale della Brown University (presso
la quale il curatore lavorava in precedenza).

67
Kybernetes

Dentro il sito
La pagina iniziale dichiara immediatamente le intenzioni del-
l’autore: avviare allo studio dei manoscritti antichi sui quali si
basano le edizioni del Nuovo Testamento.
Il menu da seguire è nel frame in alto – sarà sempre presen-
te in tutte le pagine interne – ed è costituito da una serie
di immagini che alludono al tema cui si riferisce il collega-
mento (quella iniziale a sinistra è di un monaco di fronte al
suo scriptorium e rimanda alla home page).
Dall’immagine del papiro (la seconda) si accede ad una
pagina intitolata “Paleography”: oltre ad una sintetica in-
troduzione, vi sono nel testo i link “papyrus” (rimando a
pagina che descrive la pianta anche con fotografie, in cui si
riportano passi di autori antichi sul processo di lavorazione
etc.), “parchement”, “rolls”, “codex” e “scribes” (sempre
con immagini, descrizioni e, laddove possibile, brani di
fonti antiche).
La terza immagine del menu conduce al tema “Manuscript
Transmission” dove si può leggere circa gli scribi e gli errori
(definizione e descrizione di errori, varianti intenzionali e
non, ulteriori collegamenti sull’argomento).
Passando alle immagini seguenti nel menu in alto, esse con-
ducono a pagine in cui si parla di critica testuale (edizioni
scientifiche moderne), si dà una breve storia della filologia
e si propongono alcuni esercizi. Particolarmente utile un
glossarietto di termini tecnici e una tavola di abbreviazioni
dei manoscritti.

In sintesi
Sono importanti segni di chiarezza e disponibilità le di-
chiarazioni del proprio nome da parte del curatore e degli
scopi per i quali è stato preparato il sito. Ancor più valido
indice di affidabilità è la precisazione nella home page – e
opportunamente in ogni pagina all’interno – delle fonti
bibliografiche antiche e moderne utilizzate. Numerose
le immagini proposte, facile il linguaggio, intuitiva la
navigazione. Un buon sito da cui partire per conoscere
la filologia.

68
Capitolo III: Ricerca

ARCHIVIO FILOLOGICO PER LA MEDICINA ANTICA (AFMA)


www.lettere.unifi.it/afma
(e-mail: form per l’invio dal web)

L’“Archivio Filologico per la Medicina Antica” nasce dall’in-


teresse di un gruppo di studiosi di varie Università italiane
per la storia della tradizione dei testi antichi di medicina ed è
ospitato sui server dell’Università di Firenze. La dispersione
di rilievi e proposte critiche in articoli, saggi, recensioni, tal-
volta in nota etc. può risultare fatale per gli studiosi che si ac-
cingano ad una nuova edizione di questi testi. L’idea è quella
di raccogliere il materiale in maniera sistematica e di metterlo
a disposizione in vista di nuove edizioni.

Dentro il sito
La pagina iniziale è piuttosto essenziale e reca al centro la
foto dell’illustrazione di un manoscritto. A destra sono trat-
teggiate le linee fondamentali del progetto: la raccolta dei
contributi testuali disseminati nella produzione scientifica
(in qualche caso anche proposte inedite dei collaboratori)
e non compresi negli apparati di edizioni critiche anche
recenti. La schedatura è sistematica dal 1995 in poi, ma si
vorrebbe cercare di recuperare anche materiale anteriore e
spesso non facilmente reperibile.
A sinistra c’è il menu da cui poter partire per la “Ricerca”: i
primi quattro campi (“Autore”, “Opera”, “Lingua originale”,
“Cronologia”) riguardano gli estremi del testo antico; il se-
condo gruppo, sempre di quattro campi di ricerca (“Fonte”,
“Opera della fonte”, “Cronologia della fonte”, “Lingua”),
permette di indagare la tradizione indiretta; in “Bibliografia”
si possono inserire i nomi degli studiosi moderni che hanno
avanzato le ipotesi, mentre in “Edizione” ci si può muovere
tra le edizioni di riferimento.
Nella pagina dei risultati troviamo accanto al nome dell’au-
tore (se, ad esempio, si è cercato “Hippocrates” si avrà tutto
quanto gli è riferito), il titolo e il passo dell’opera per cui è
registrata una proposta, il “Testo” (la scheda vera e propria in
formato .pdf) e i “Dettagli” (con una partizione simile a quel-

69
Kybernetes

la dei campi di ricerca per fornire un’informazione chiara). Al


collegamento “Testo”, quindi, si può leggere il “Contributo
critico” che ha originato la scheda e le “Note” in cui è fornito
l’apparato scientifico relativo al passo in questione (oltre alle
informazioni bibliografiche complete).

In sintesi
L’iniziativa è di grande valore e può certamente essere con-
siderata un esempio da seguire per tutto l’ambito filologico.
Trovare riuniti in un unico lavoro, per di più di facile e gra-
tuito accesso, tutti i contributi testuali dispersi nell’editoria
scientifica e riguardanti la tradizione di un unico corpus di
testi farebbe la felicità dello studioso di qualunque settore.
Il sito è di uso intuitivo, ma la presenza di elenchi alfabetici
degli autori schedati (antichi, moderni e fonti indirette) ne
faciliterebbe ulteriormente la fruizione.

THE DIGITAL NESTLE-ALAND PROTOTYPE


http://nestlealand.uni-muenster.de
(e-mail: lherren@uni-muenster.de)

Uno dei più rilevanti progetti presenti in internet si deve


all’“Institut für neutestamentliche Textforschung” della Uni-
versität Münster con la collaborazione delle “Scholarly Digi-
tal Editions” (Leicester), della “Deutsche Bibelgesellschaft”
(Stuttgart) e con il contributo della “Deutsche Forschungsge-
meinschaft” (Bonn). Si tratta del ‘prototipo’ (con tutto ciò
che questo comporta) di una versione elettronica sperimenta-
le dell’edizione critica del Nuovo Testamento.

Dentro il sito
L’edizione critica del Nuovo Testamento di maggior affidabili-
tà, allo stato della ricerca, è considerata quella curata da Ne-
stle-Aland ormai alla 27a edizione2: una gran parte del lavoro
consiste nel riversamento di questo testo e del suo apparato
critico in formato digitale. Ma non solo: accanto all’apparato
proprio dell’edizione a stampa, sono state riportate integral-

70
Capitolo III: Ricerca

mente le trascrizioni delle varianti di 23 manoscritti realizzan-


do così un nuovo e più completo apparato.
Come proposta iniziale di lavoro ci si è concentrati sinora solo
sulla prima lettera di S. Giovanni: vi si accede dal menu a sini-
stra alla voce “Prototype” (l’unica altra voce presente ora è la
guida, “Guide”). In un’altra finestra compare in alto una bar-
ra di navigazione con dei menu a tendina (su cui torneremo in
seguito) e lo schermo è diviso in varie parti: nell’area superio-
re, sono presentati a sinistra il testo e a destra l’apparato criti-
co dell’edizione stampa; in basso a sinistra il ‘nuovo apparato’
che riporta ogni singola variante dei 23 manoscritti (cliccando
sul numero corrispondente si raggiunge immediatamente la
transcriptio continua del manoscritto scelto). In qualche caso
vi sono delle parole in rosso: si tratta di parole integrate dagli
editori (un eventuale numerino in rosso indica il presumibile
numero di lettere mancanti). Parole di colore verde sono, in-
vece, le correzioni di mani successive. Nel lato in basso a de-
stra si può far comparire un apparato positivo più dettagliato
con un click sulla parola su cui si abbiano dubbi.
La barra di navigazione in alto, di cui si è detto in precedenza, è
sempre presente e permette in ogni momento di spostarsi dentro
l’opera. Il primo menu a tendina contiene le “Manuscript De-
scriptions”: luogo di conservazione, datazione, numero di fogli,
dimensioni, bibliografia etc. di ciascuno dei 23 manoscritti. Con
le voci seguenti si scelgono di volta in volta i capitoli della lettera
di S. Giovanni che si desidera consultare. Un ulteriore menu,
che ha come impostazione predefinita “Verse by verse”, con-
sente di scegliere come muoversi: versetto per versetto, parola
per parola, comparando due versioni (si potrà successivamente
scegliere con altri menu a tendina i due testi da vedere affiancati),
seguendo in maniera continua il testo stampato da Nestle-Aland
o uno qualunque dei manoscritti. Disponibile anche un motore
di ricerca per il testo.

In sintesi
Non è possibile in questa sede esaurire l’esame di tutte le possi-
bilità di consultazione offerte da questo ‘prototipo’ di edizione
critica digitale.

71
Kybernetes

L’impostazione ci sembra davvero estremamente interes-


sante e ricca di sviluppi: non è, forse, semplice prendere
piena consapevolezza della fruibilità dello strumento ad
un primo impatto; i dati sembrano, tuttavia, agevolmente
accessibili e la facilità dell’uso è nel complesso alta. Una
svolta nella filologia?

72
Capitolo III: Ricerca

3.2 Papirologia

La papirologia, più che ogni altra disciplina di ambito anti-


chistico, ha tratto grande giovamento dalla diffusione degli
strumenti informatici e soprattutto di internet, forse anche
perché relativamente ‘giovane’.
La ‘diaspora’ dei papiri dall’Egitto alle varie istituzioni che
tuttora li conservano è iniziata all’indomani dei primi con-
sistenti ritrovamenti negli ultimi anni del 1800 ed è andata
avanti in modo sempre più consistente per tutto il secolo
scorso. Un gran numero di collezioni che raccolgono papiri,
ostraka, tavolette, sono attualmente sparse per il mondo fra
università, musei e biblioteche di Europa e nord America, e
reperire materiale o informazioni al riguardo non è sempre
cosa agevole3. L’avvento del web ha facilitato sia un annulla-
mento ‘virtuale’ delle distanze geografiche (rendendo facil-
mente raggiungibili papiri e istituzioni competenti, mettendo
in contatto tramite la mailing-list “Papy-List” gli interessati e
gli iscritti alla “Association Internationale de Papyrologues”4)
sia un riordinamento globale del materiale papirologico at-
traverso banche dati e cataloghi on-line fruibili gratuitamente
e costantemente aggiornati5. Nei siti web sono riportati per
ciascun papiro datazione, provenienza, notizie sul tipo di te-
sto, stato di conservazione, istituzione che attualmente lo con-
serva, reperibilità di riproduzioni e bibliografia generalmente
aggiornata. Il materiale contenuto in una banca dati può esse-
re spesso consultato secondo criteri molteplici e incrociando
i dati che di volta in volta ci interessano, permettendo così di
effettuare ricerche non limitate a un solo testimone.
Riproduzioni fotografiche di testi papiracei hanno fatto la
loro comparsa in rete, anche se in minima parte rispetto
alla quantità di materiale esistente: grazie alla tecnologia
digitale si sono ottenute immagini ad altissima definizio-
ne che hanno reso decifrabili anche testi altrimenti quasi
illeggibili6.
Iniziative di questo tipo sono state soprattutto statunitensi e sono
confluite nell’archivio “APIS”7; fra le istituzioni europee spicca
per qualità il catalogo “Griechische Papyri der Heidelberger

73
Kybernetes

Papyrussammlung” della Universität Heidelberg (www.rzuser.uni-


heidelberg.de/~gv0/Papyri/P.Heid._Uebersicht.html), che contiene
anche molte riproduzioni fotografiche e link per i papiri docu-
mentari alla “Duke Data Bank of Documentary Papyri”8.
Fra gli strumenti informatici disponibili si sono selezionati i
principali database utilizzati dagli ‘addetti ai lavori’. Di singoli
progetti di ricerca si discute in una sezione apposita9.

LEUVEN DATABASE OF ANCIENT BOOKS (LDAB)


http://ldab.arts.kuleuven.ac.be
(e-mail: Willy.Clarysse@arts.kuleuven.ac.be)

La banca dati, curata dal prof. Willy Clarisse della Katho-


lieke Universiteit Leuven, è nata in versione cd-rom ed è
stata immessa in rete solo in tempi recentissimi. Contiene
tutti i testi letterari (ovvero definibili come non documen-
tari) conservati su papiro e altri materiali scrittorii dell’anti-
chità, datati dal IV secolo a.C. al IX secolo d.C. Il catalogo,
in lingua inglese, ha raggiunto allo stato attuale il numero di
quasi 10.000 voci, delle quali circa 4.000 ancora di dubbia
identificazione.

Dentro il sito
La home page presenta innanzitutto un link alla sezione introdut-
tiva, in cui si illustra brevemente il progetto e si spiegano i diversi
campi di interrogazione della banca dati. Seguono, nella scher-
mata principale, i tre collegamenti alle principali risorse: “Search
the LDAB database”, “Query History” e “Create Graphe”.
Cliccando su “Search the LDAB database” si accede alla gri-
glia di ricerca per la consultazione della banca dati. La ricerca
può essere condotta su una vasta gamma di criteri: i “Primary
Parameters”, cioè i campi essenziali per l’interrogazione,
contemplano autore, numerazione nei principali cataloghi10,
datazione, provenienza, edizione (editio princeps o edizione
di riferimento), numero nel “LDAB”, materiale (papiro,
ostrakon, legno, pergamena), formato (rotolo, codice etc.),
numero di inventario. Per effettuare una ricerca complessa, ai

74
Capitolo III: Ricerca

precedenti si possono associare criteri secondari (“Additional


Criteria”) come genere letterario, titolo dell’opera, apparte-
nenza ad un archivio etc.
Inviata la ricerca, comparirà l’elenco dei risultati su cui clic-
care per visualizzare la scheda dettagliata per ogni elemento.
Le schede forniscono i dati essenziali del documento e una
bibliografia minima, ma anche link ad altri siti per integrare
le informazioni11.
Tornando alla pagina iniziale del sito, la voce “Query History”
permette di accedere alle ultime 30 interrogazioni effettuate
nel database, elencate per data a partire dalla più recente.
Un terzo interessante strumento offerto dal sito consente di
creare grafici statistici incrociando vari dati. Attraverso il link
“Create Graphe” si accede ad una prima maschera di ricerca in
cui selezionare e inserire le categorie su cui impostare il grafico;
insieme al grafico comparirà una seconda maschera di ricerca
per delimitare ulteriormente l’indagine. Selezionando “Authors”
e “Date”, ad esempio, è possibile visualizzare la distribuzione
cronologica dei papiri letterari e, con la seconda griglia, si potrà
restringere il campo ai papiri di uno o due autori a confronto.

In sintesi
Il “Leuven Database of Ancient Books” è il sito di riferimento
per chiunque si occupi di testi letterari su papiro. È una banca
dati semplice da consultare, essenziale nella grafica e nei conte-
nuti. È un ottimo punto di partenza per effettuare ricerche su
un singolo testo, ma anche, grazie ai grafici, un utilissimo stru-
mento per indagini statistiche sulla storia dei testi antichi, sulla
loro distribuzione geografica, sulla fortuna dei singoli autori.

GESAMTVERZEICHNIS DER GRIECHISCHEN PAPYRUSURKUNDEN


AEGYPTENS (HGV)
www.rzuser.uni-heidelberg.de/~gv0/gvz.html
(e-mail: Dieter.Hagedorn@urz.uni-heidelberg.de)

La banca dati, elaborata presso l’Institut für Papyrologie della


Universität Heidelberg sotto la direzione di Dieter Hagedorn,

75
Kybernetes

raccoglie tutti i documenti finora editi (poco meno di 54.000


allo stato attuale) in lingua greca su papiro, ostrakon, tavolet-
te, provenienti dall’Egitto.

Dentro il sito
La pagina di apertura è in tedesco, così come l’introduzione
generale al progetto (alla voce “Einführung”). Le istruzioni
per utilizzare il database e il software su cui è strutturato (“File
Maker Pro”12) sono visualizzabili anche in inglese attraverso i
link al centro della pagina.
Cliccando su “Hauptregister” si accede direttamente alla
banca dati, consultabile secondo tre criteri: “Tabelle”, che
visualizza i dati sotto forma di elenco; “Formular”, che li
visualizza, invece, sotto forma di scheda singola di ogni docu-
mento; il criterio di ordine, infine, può essere selezionato alla
voce “Sortieren”. La griglia di ricerca vera e propria si apre
alla voce “Suche” e conta un buon numero di campi, consen-
tendo così interrogazioni anche di una certa complessità (in
particolare dal punto di vista cronologico).
Ogni singola scheda riporta numero di pubblicazione (“Pu-
blikation”), datazione (“Datierung”), provenienza (“Ort”),
nome del documento (“Originaltitel”), materiale (“Material”),
reperibilità di una riproduzione (“Abbildung”), concordanza
con la “Berichtigung Liste” (“BL-Einträge nach BL-Konkor-
danz”), link alla “Duke Data Bank of Documentary Papyri”
per visualizzare il testo del documento (“Text der DDBDP”),
note di commento13 (“Bemerkungen”), contenuto (“Inhalt”),
eventuali date riportate nel documento (“Erwähnte Daten”).
La seconda risorsa offerta nella pagina principale,
“Erwähnte Daten”, è un elenco dei documenti che recano
una datazione precisa. Due ulteriori link sono presenti a
fondo pagina: il primo (“Griechische Papyri der Heidel-
berger Papyrussammlung”) rimanda al sito della collezione
di papiri della Universität Heidelberg; il secondo, “Wör-
terListen”, passando per una breve introduzione tecnica,
permette l’accesso a due indici (“WörterListen” e “Konträr
Index”) di parole utilizzate nei documenti di più recente
pubblicazione (“Kompilation der in den Registern neuerer

76
Capitolo III: Ricerca

Publikationen enthaltenen griechischen und lateinischen


Wörter und Namen”)14.

In sintesi
Strumento preziosissimo per papirologi di area documentaria
e storici in generale, la banca dati offre una vasta gamma di
possibilità di interrogazioni soprattutto per indagini a livello
cronologico. Risulta di facile consultazione per ricerche sem-
plici, ma talvolta più complicata da interrogare per ricerche
dettagliate.

DUKE DATABANK OF DOCUMENTARY PAPYRI (DDBDP)


www.perseus.tufts.edu/Texts/papyri.html (www.perseus.tufts.edu/
cache/perscoll_DDBDP.html)
(e-mail: ddbdp@perseus.tufts.edu).

Se il “Gesamtverzeichnis” è una banca dati di tipo ‘catalogi-


co’, che cioè elenca e fornisce le notizie principali su tutti i
documenti papiracei esistenti senza mostrarne il contenuto, la
“Duke Data Bank of Documentary Papyri” è una banca dati
‘testuale’: contiene infatti i testi di tutti i documenti su papiri,
ostraka, tavolette pubblicati in circa 500 volumi almeno fino
al giugno del 199615. Questo imponente progetto, avviato al-
l’inizio degli anni ’80 da David W. Packard, William H. Willis
e John F. Oates presso la Duke University, è compreso nel
cd-rom “PHI 7.3.2” del “Packard Humanities Institute” e,
nella versione on-line, è ospitato nel sito della “Perseus Digi-
tal Library”. Attualmente la “DDBDP” è gestita e aggiornata
nell’ambito del progetto “APIS”16.

Dentro il sito
Dalla home page di “Perseus” si accede alla “Duke Data Bank”
cliccando il link “Papyri” nella colonna di sinistra (“Perseus
Contents”). La pagina iniziale presenta un prospetto riassun-
tivo dei contenuti17: le collezioni (“Texts”), le lingue presenti
in percentuale (in forma di grafico), due link per luoghi e date
riferibili ai documenti della banca dati (“Plot Sites” e “Plot Da-

77
Kybernetes

tes”)18. Al di sotto della tabella introduttiva compare l’elenco


dei link alle singole collezioni comprese nell’archivio19. Se si co-
nosce il numero di edizione del documento (ad esempio P.Ant.
vol. 3 n. 195) e se ne vuole visualizzare il testo, basta scorrere
l’elenco e cliccare il link della collezione (“The Antinoopolis
Papyri”): si aprirà così la scheda del primo documento della
raccolta ed inserendo il numero di documento (3.195) nella
casella “Go to” si arriverà al testo che ci interessa20.
Un secondo percorso di ricerca possibile è per aree geografi-
che: dovendo, ad esempio, stabilire quanti e quali altri papiri
provengono da Antinoopolis o da quella regione, si clicchi
“More about this collection...” e, dalla pagina “Papyrological
Resources” in “Perseus”, il link “Browse the Papyri by Sites”;
dall’elenco di località geografiche si selezioni “Antinoopolite
nome”. Ne risulterà un elenco di documenti visualizzabili
cliccando “Browse”. Ogni scheda reca titolo, provenienza,
disponibilità di una riproduzione e testo del documento vi-
sualizzato in traslitterazione latina con collegamenti per ogni
parola al Liddell-Scott-Jones on-line21.
La banca dati è consultabile anche per ricerche lessicali sem-
plici, su stringhe più complesse, su stringhe associate a dati
cronologici e geografici, nell’ambito di una sola collezione
o di tutto il corpus come spiegato alla pagina “Papyrological
Resources” già indicata sopra. Questa nuova risorsa, tuttavia,
sembra essere ancora in progress e momentaneamente non
utilizzabile su tutte le collezioni.

In sintesi
È indubbia la grande portata di questo progetto che ha tra-
sferito in rete migliaia di documenti papiracei. Rispetto alla
già ottima versione su cd-rom c’è l’ulteriore arricchimento di
nuovi strumenti di indagine (come la possibilità di ricerche
morfologico-lessicali).

ADVANCED PAPYROLOGICAL INFORMATION SYSTEM (APIS)


www.columbia.edu/cu/lweb/projects/digital/apis/index.html
(e-mail: form di contatto)

78
Capitolo III: Ricerca

Questo imponente progetto, finanziato dal “National En-


dowment for the Humanities” (NEH) e diretto dal prof.
Traianos Gagos della University of Michigan, ha lo scopo
di raccogliere, catalogare, e rendere fruibile on-line tutto il
materiale papirologico, edito e inedito, documentario e lette-
rario, conservato nelle sei più importanti collezioni degli Stati
Uniti: esse sono possedute da Columbia University, Duke
University, Princeton University, University of California di
Berkeley, University of Michigan, Yale University. La banca
dati dell’“APIS” contiene attualmente più di 18.000 voci, ma
è tuttora un work in progress.

Dentro il sito
Il fulcro del progetto, ovvero la banca dati dei papiri apparte-
nenti alle principali collezioni americane, è raggiungibile dal
link “Search APIS” al centro della home page (gli altri colle-
gamenti che lo circondano conducono ad una introduzione
al progetto, ai rapporti con le istituzioni partecipanti, ai siti di
altre collezioni e a quelli di interesse papirologico). Aprendo
la pagina della ricerca, si può consultare il catalogo elettronico
secondo due modalità: visualizzando i dati per aree tematiche
o interrogando la griglia di ricerca. Nel primo caso si selezio-
nerà l’area di interesse dalla colonna di sinistra: per soggetto
(“Browse by Subject”)22, per genere (“Browse by Documentary
or Literary Type”)23, per materiale scrittorio (“Browse by Wri-
ting Material”) e per lingua (“Browse by Language”).
La griglia di ricerca invece è divisa in quattro sezioni24: le pri-
me due comprendono campi di informazioni generiche (tito-
lo, autore, provenienza, parole chiave, presenza di citazioni,
lingua, materiale scrittorio, datazione); le ultime due sezioni
risulteranno utili per la ricerca di un documento specifico di
cui si conoscono il numero di edizione (“Publication Num-
ber”), di inventario (“Inventory Number”) o di catalogazione
“APIS” (“APIS Number”).
I risultati della ricerca, sia condotta per area tematica sia
attraverso la griglia di interrogazione, sono visualizzati sotto
forma di elenco e, cliccando “View” accanto a ciascuna voce,
si arriva alla scheda del documento. Ogni scheda fornisce una

79
Kybernetes

vasta gamma di informazioni: oltre ai dati essenziali (titolo,


datazione, inventario, provenienza, genere, materiale) si dà
una dettagliata descrizione fisica del documento, una sintesi
del contenuto e un buon numero di riferimenti bibliografici;
ulteriori informazioni sono poi reperibili consultando la scheda
dello stesso documento nel sito della collezione di appartenen-
za (“View at source institution for additional information”).
Per molti dei documenti immessi nella banca dati sono di-
sponibili una o più riproduzioni fotografiche (sulla colonna
di sinistra nella scheda), il testo del documento raggiungibile
attraverso un collegamento con la “DDBDP”25 e una tradu-
zione inglese del contenuto.

In sintesi
La ricchezza di informazioni, pur esposte in modo conciso,
e la presenza di strumenti fondamentali per lo studio di
un documento papiraceo (fotografie, testo e traduzione)
generalmente non presenti in altre banche dati, sono cer-
tamente il punto di forza di questo progetto. Se, dunque,
si lavora su un testo conservato in una delle università
americane di cui si è detto sopra, conviene consultare la
banca dati di “APIS” per integrare le informazioni reperite
in altri database.

80
Capitolo III: Ricerca

3.3 Epigrafia

Per quanto riguarda l’epigrafia greca, ci limiteremo a segna-


lare alcuni siti che ci pare possano costituire un punto di
riferimento26.
Un buon modo di iniziare a conoscere l’epigrafia sembra essere
la bibliografia proposta dal prof. Onno Van Nijf della Rijksuni-
versiteit Groningen col titolo “Introduction to Greek and Latin
epigraphy: an absolute beginners’ guide” (http://odur.let.rug.nl/
~vannijf/epigraphy1.htm; e-mail: o.m.van.nijf@let.rug.nl): è accom-
pagnata da qualche commento del curatore e da eventuali riferi-
menti a pagine web.
Ancora più ricca, ma priva di commenti, la “Bibliografía de Epi-
grafía Griega” raccolta dal Departamento de Filología Clásica
y Árabe della Universidad de La Laguna (http://webpages.ull.es/
users/amarfer/bibliografia.html ; e-mail: amarfer@ull.es).
Il “Supplementum Epigraphicum Graecum (SEG)” pubblica
annualmente a stampa la più recente bibliografia in materia
(www.history.leidenuniv.nl/seg ; e-mail: j.h.m.strubbe@let.leiden
univ.nl, r.a.tybout@let.leidenuniv.nl): le pagine ospitate presso
la Universeteit Leiden offrono informazioni di carattere ge-
nerale, ma anche una pratica “List of abbreviations” con le
abbreviazioni utilizzate nei volumi editi.
Anche «L’année épigrafique» ha un proprio sito web in cui
si danno notizie sull’istituzione, sulla sua storia, sull’attuale
comitato di redazione e su come abbonarsi (www.anneeepigra
phique.msh-paris.fr ; e-mail: epigraph@msh-paris.fr).
Dello stesso tenore informativo sono i siti delle principali
associazioni di epigrafisti come, ad esempio, quello di “The
American Society of Greek and Latin Epigraphy (ASGLE)”,
ospitato sui server della University of North Carolina (http:
//asgle.classics.unc.edu ; e-mail: asgle@unc.edu). Vi si trovano,
inoltre, alcune risorse soprattutto per il settore latino (ad
esempio una lista di abbreviazioni nelle iscrizioni; per il greco
è presente sinora solo una pagina, con bibliografia relativa,
sui numerali) e una organizzata raccolta di collegamenti a siti
esterni (con introduzione).
Anche “The British Epigraphy Society” ha un proprio spazio

81
Kybernetes

informativo presso la University of Oxford (www.csad.ox.ac.uk/


BES ; e-mail: polly.low@man.ac.uk): si possono leggere notizie
sull’associazione, le novità, gli annunci di convegni etc.
Nel momento in cui scriviamo è, invece, in fase di preparazione
il nuovo sito web della “Association Internationale d’Épigraphie
Grecque et Latine (A.I.E.G.L.)” presso l’Università di Bologna
(www.aiegl.lettere.unibo.it ; e-mail: non ancora presente).
Luogo d’incontro ‘virtuale’ e di discussione per gli epigrafisti
è la mailing-list “Epigraph-l”27.
Dalla commissione “Épigraphie et Informatique” della
“A.I.E.G.L.” ha preso il via nel 1999 un progetto sperimentale di
realizzazione di una banca dati unitaria dell’epigrafia greca e lati-
na: nel 2003 si è trasformato in una confederazione di banche dati
riunite sotto un unico portale denominato “Electronic Archives
of Greek and Latin Epigraphy (E.A.G.L.E.)” non ancora con-
sultabile. Vi convergono l’“Epigraphic Database Roma (EDR)”,
già in parte interrogabile (http://cisadu4a.let.uniroma1.it/panciera ;
e-mail: Panciera@rmcisadu.let.uniroma1.it), l’“Epigraphische Da-
tenbank Heidelberg (EDH)”, anch’esso in via di accrescimento,
(www.uni-heidelberg.de/institute/sonst/adw/edh/index.html; e-mail:
epigraphische.datenbank@urz.uni-heidelberg.de) e l’“Epigraphic
Database Bari (EDB)” (non ancora presente in internet).
Il Departamento de Filología afferente al Centro de Huma-
nidades del Consejo Superior de Investigaciones Científicas
di Madrid che ha come progetto principale l’elaborazione di
un nuovo “Diccionario Griego-Español” (su cui sono fornite
ampie informazioni specie bibliografiche), propone anche il
database “CLAROS, Concordancia de Inscriptiones griegas”
(www.filol.csic.es/dge ; e-mail: somolinos@filol.csic.es). Pur non
pretendendo di essere esaustiva, la banca dati sembra pre-
sentarsi come particolarmente utile e aggiornata: il motore di
ricerca permette di interrogare le quasi 400.000 occorrenze
contenutevi, raccolte da circa 600 collezioni. Tutta la biblio-
grafia relativa è a disposizione sul sito, così come la lista delle
abbreviazioni in uso.
Per iniziativa del prof. Jürgen Malitz della Katholische Uni-
versität Eichstätt-Ingolstadt è in fase avanzata di elaborazione
il software “Eichstätter Konkordanzprogramm zur griechi-

82
Capitolo III: Ricerca

schen und lateinischen Epigraphik (ConcEyst)” (www.ku-


eichstaett.de / Fakultaeten /GGF/fachgebiete /Geschichte /
Alte%20Geschichte/Projekte/conceyst ; e-mail: juergen.malitz@
gmx.de): si tratta di un programma scaricabile gratuitamente
grazie al quale si può interrogare un ampio database, natu-
ralmente in accrescimento, di iscrizioni greche e latine (la
specifica bibliografia è a disposizione sul sito). Novità della
versione Aprile 2004 è la possibilità di esportare il testo greco
in formato Unicode 28.
Degno di nota anche il database dello “U.S. Epigraphy Project”
della Rutgers University di New Brunswick in New Jersey
(http://usepigraphy.rutgers.edu ; e-mail: bodel@rci.rutgers.edu)
in cui si sta cercando di riunire tutte le iscrizioni greche, latine
ed etrusche conservate negli Stati Uniti. Per ciascuna iscrizio-
ne si fornisce il codice di identificazione americano (connesso
all’istituzione depositaria), la bibliografia ad essa relativa e in
vari casi persino una foto.

83
Kybernetes

3.4 Siti monografici e ‘portali tematici’

La passione per una particolare area degli studi, per un


tema o per un argomento comunque limitato, sembra
stimolare notevolmente l’interesse dei fruitori di inter-
net. Ciò che sembra affascinare – così ci è parso – non è
soltanto la possibilità di pubblicare liberamente i propri
‘appunti’, ma soprattutto quella di costruire percorsi sin-
golari, preferibilmente arricchiti con immagini e materiale
spesso di difficile reperimento attraverso i canali editoriali
tradizionali. Rientrano in questa categoria i cosiddetti siti
‘monografici’.
Ancora di più, ciò che contraddistingue la maggior parte
dei siti che abbiamo incontrato è il desiderio di essere utili:
gode, infatti, di una eccezionale diffusione il genere che
abbiamo definito ‘portale tematico’, ulteriore specializza-
zione del ‘portale verticale’29. Non manca in nessun sito una
raccolta di link ad altri siti, ricavati dalla ‘navigazione’ del
curatore e ritenuti degni di attenzione: è da qui che sono
nate raccolte anche molto articolate e, in qualche caso, com-
mentate di collegamenti a pagine dedicate a uno specifico
argomento in tutti i suoi aspetti (per lo meno, per come è
stato trattato in rete).
Abbiamo provato così a fornire un’idea degli argomenti di
maggior richiamo cercando, dove possibile, di selezionare
quei siti che parevano costruiti con una certa serietà.

PROGRAM IN AEGEAN SCRIPTS AND PREHISTORY (PASP)


www.utexas.edu/research/pasp
(e-mail: pasptgp@utxvms.cc.utexas.edu)

Si tratta di un programma di ricerca del Department of


Classics della University of Texas di Austin attraverso il
quale approfondire conoscenze di livello universitario ma-
gari partecipando a campagne di studio nell’area dell’Egeo
e del Mediterraneo orientale. Tra i servizi offerti in rete c’è
“SMIDonline”, cioè un database di “Studies in Mycenaean

84
Capitolo III: Ricerca

Inscriptions and Dialect” indagabile con un motore di ri-


cerca, una bibliografia analitica di studi su testi micenei, in
Lineare A, Lineare B etc. Attualmente sono contemplati i
volumi 1979-1983 e 1994-1995.
Un’altra parte del sito è dedicato al “PASP database for the
use of the scripts on Cyprus”, banca dati del corpus completo
delle iscrizioni già pubblicate nel volume a stampa dallo stes-
so titolo30. Anche per questo archivio è stato approntato un
motore di ricerca.

ENCYCLOPEDIA MYTHICA
www.pantheon.org
(e-mail: pagina per feedback)

Tra i numerosissimi siti che offrono una qualche informa-


zione sulla mitologia classica, in genere concepiti come dei
sintetici dizionarietti e risultati di non grande qualità31, un
posto di rilievo occupa “Encyclopedia Mythica”: una ‘enci-
clopedia’ di mitologia, folclore e leggende che non si limita
alla tradizione classica, pure prioritaria. Nasce nel 1995 ad
opera di Micha F. Lindemans, impiegato olandese con la
passione per le tradizioni popolari che ha, però, potuto
contare sull’aiuto di alcuni insegnanti di scuole di vario
livello.
Esplorando le diverse pagine di questo sito si incontrano le
aree “Mythology”, “Folklore”, “Bestiary”, “Heroes”, “Image
Gallery” e “Genealogy”. Oltre alla parte propriamente con-
cepita come enciclopedia con le oltre 6.000 voci (illustrate da
articoli con legami ipertestuali), vi sono dunque anche altre
sezioni con materiali di una certa utilità come le immagini
(rappresentazioni antiche e moderne) e gli alberi genealogici.
Tra i materiali miscellanei sono consultabili: una lista di giorni
festivi (specialmente romani), una guida alla pronuncia dei
nomi (dichiaratamente per lettori inglesi, ma senza pretese
scientifiche) e la bibliografia utilizzata. Disponibile anche un
motore di ricerca.

85
Kybernetes

BULFINCH’S MYTHOLOGY
www.bulfinch.org
(e-mail: webmaster@showgate.com)

Bob Fisher (su cui non è reperibile altra informazione)


pubblica in formato elettronico con ipertesti un classico
volume di riferimento sulla mitologia in lingua inglese
edito intorno alla metà dell’800: “The Age of Fable, or
Stories of Gods and Heroes” di Thomas Bulfinch, diven-
tato poi talmente noto da essere chiamato semplicemente
“Bulfinch’s Mythology”32. Sulla vita di questo impiegato di
banca, scrittore part-time, laureato ad Harvard e per breve
tempo insegnante alla “Boston Latin School” ci informa
una sintetica versione della sua biografia pubblicata da M.
S. Cleary33.
La consultazione è facile ed intuitiva: selezionando “The Age
of Fable” (sono infatti presenti anche altri due volumi di Bul-
finch: “The Age of Chivalry” e “Legends of Charlemagne”) si
raggiunge l’indice del testo suddiviso in capitoli. Per cercare
di sfruttare tutte le possibilità di internet, la trascrizione è sta-
ta arricchita di molti collegamenti ipertestuali che rimandano
generalmente ad altri siti di argomento pertinente (ad es.
“Perseus” o “Encyclopedia Mythica”).

CLASSICAL LANGUAGE INSTRUCTION PROJECT (C.L.I.P.)


www.princeton.edu/~clip
(e-mail: wildberg@princeton.edu)

Alla metrica greca non sembrano essere dedicate pagine di


ampio respiro né a livello scientifico né a livello didattico:
in genere si trovano delle schematizzazioni piuttosto sin-
tetiche che intendono offrire un semplice punto di riferi-
mento. Quanto all’interesse didattico, tuttavia, sono diversi
i siti (soprattutto americani) che tentano di sfruttare nuove
risorse.
A questa seconda sfera appartiene il “Classical Language
Instruction Project (C.L.I.P.)” con un sito che prevede la

86
Capitolo III:

possibilità di ascoltare la lettura di alcuni brani in greco e


latino. Christian Wildberg del Department of Classics del-
la Princeton University scrive che è essenziale imparare la
lettura delle lingue classiche, benché il dibattito sia sempre
acceso sul modo «most authentic» di pronunciarle. Per
questo si offrono dei brevi file vocali da ascoltare: il menu
a sinistra riporta i nomi degli autori di cui si è registrato
qualche specimen di lettura. Cliccando, ad esempio, su
“Homer”, si potrà scegliere se ascoltare la lettura del proe-
mio dell’Iliade secondo la pronuncia erasmiana o secondo
la pronuncia ricostruita (un terzo file contiene una versione
cantata, di tipo ‘corale’, basata su scritti antichi di teoria
musicale)34. Li accompagna a piè di pagina una “Note on
Meter”, breve sintesi sul ritmo e sui principali metri utiliz-
zati e proposti in lettura.

POETRY RECITAL
www.fas.harvard.edu/~classics/poetry_and_prose/poetry.html
(e-mail: thomas.jenkins@trinity.edu)

Tra i tanti siti che intendono proporre esempi di lettura


di testi nelle lingue classiche, un posto di rilievo occupa
“Poetry Recital”. Ospitato dal Department of Classics della
Harvard University, continua ad essere fruibile ed aggior-
nato dal suo curatore, Tom Jenkins, passato nel frattempo
alla Trinity University. Nasce con l’intento di fornire un
sostegno ai corsi universitari di livello introduttivo sia per la
pronuncia sia per la lettura metrica.
Sono due soli gli esempi di lettura di brani greci (voce di
Carolyn Highbie) raggiungibili direttamente, ma fanno par-
te dello stesso progetto le pagine di Gregory Nagy (primo
collegamento in alto dopo le dichiarazioni iniziali) in cui si
leggono alcuni passi dell’Iliade. Dal menu a tendina si pos-
sono scegliere le parti che si desidera ascoltare: ciascuna di
esse è accompagnata da “Specific metrical features”, cioè da
altri file vocali in cui si spiegano non sistematicamente, ad
esempio, la cesura, la sinizesi e altre particolarità.

87
Kybernetes

THE GREEK LANGUAGE AND LINGUISTICS GATEWAY


www.greek-language.com
(e-mail: webmaster@greek-language.com)

“The Greek Language and Linguistics Gateway” è nato


dalla mente di Michael Palmer, attualmente docente del
Department of Religion and Philosophy del Meredith Col-
lege di Raleigh nel North Carolina. Come lascia intendere il
nome, si tratta di un portale che raccoglie collegamenti a siti
che si occupano del greco specialmente dal punto di vista
linguistico.
La struttura di queste pagine è abbastanza semplice: al centro
della home page sono notificati i cambiamenti e le aggiunte,
mentre il menu per navigare dentro il sito è in alto a destra. Si
può andare in cerca di bibliografie, di argomenti riguardanti
la storia della lingua, di grammatiche, di dizionari etc. I col-
legamenti ad altri siti hanno sempre una breve introduzione.
Talvolta nelle pagine interne si trova disponibile del materiale
scritto appositamente dal curatore35.

DIOTIMA/ΔΙΟΤΙΜΑ
(www.stoa.org/diotima)
(e-mail: scaife@uky.edu)

La condizione della donna, il rapporto tra i sessi, la percezione


del genere sessuale nell’antichità sono i principali argomenti
indagati in “Diotima/Διοτιμα. Materials for the study of wo-
men and gender in the ancient world”. Curato dai proff. Ross
Scaife (University of Kentucky) e Suzanne Bonefas (Associated
Colleges), si appoggia al consorzio “Stoa” e richiama immedia-
tamente con il suo nome la Diotima del Simposio platonico.
I contenuti sono facilmente identificabili dal menu della pagi-
na iniziale: articoli, saggi, il tentativo di avviare una bibliogra-
fia sistematica e indagabile con un motore di ricerca interno,
la lista di discussione “Anahita-L”, collegamenti a materiali
di corsi che hanno a che fare col soggetto del sito, a siti che
raccolgono immagini e testi etc.

88
Capitolo III: Ricerca

ALEXANDER THE GREAT ON THE WEB


www.isidore-of-seville.com/Alexanderama.html
(e-mail: editor@isidore-of-seville.com)

Alessandro Magno è uno dei personaggi più affascinanti


dell’antichità e anche su internet è possibile verificarne il
successo. Uno dei principali siti in cui si rende conto di
quanto passi in rete a proposito del sovrano macedone è la
pagina “Alexander the Great on the Web”36: rassegna di siti
a lui dedicati organizzata in biografie (on-line, ovviamente,
ma non mancano suggerimenti bibliografici), in saggi, in un
repertorio iconografico che spazia in tutte le epoche ed altro
ancora. Esistono inoltre dei collegamenti non riferiti esplici-
tamente al web: sezioni preposte alla segnalazione delle nuove
pubblicazioni, o alla discussione sul rapporto tra il cinema e
Alessandro, e così via37.

THE HOUSE OF PTOLEMY


www.houseofptolemy.org
(e-mail: aphilipp@ix.netcom.com)

“The House of Ptolemy” è un portale dedicato a tutto quan-


to ha avuto a che fare con l’Egitto a partire dal regno della
dinastia tolemaica: non si occupa, quindi, soltanto dell’età
ellenistica, ma anche del dominio romano dall’età cesariana
in poi e dello sviluppo di questa eredità storica in rapporto al
potere bizantino.
Il menu principale è organizzato in vari sottomenu con col-
legamenti, nelle pagine secondarie, a siti di interesse storico,
a siti che si occupano di numismatica, delle successioni nella
dinastia tolemaica, della storia di Alessandria, dei rapporti
con gli Ebrei etc.
Pur non essendo aggiornato dal Febbraio 2002, sembra
essere un buon punto di partenza: ciascuno dei collega-
menti esterni è accompagnato da una breve introduzione
(talvolta con una sintetica valutazione della qualità dei
contenuti).

89
Kybernetes

BYZANTIUM, BYZANTINE STUDIES PAGE


www.fordham.edu/halsall
(e-mail: phalsall@unf.edu)

Il prof. Paul Halsall è il responsabile di “Byzantium, Byzanti-


ne Studies Page” e di diversi altri siti web, tra cui ricordiamo
soprattutto “The Internet History Sourcebooks Project”
(tripartito in “Internet Ancient History Sourcebook”, fonti di
storia antica in rete, “Internet Medieval Sourcebook”, fonti
medioevali, e “Internet Modern History Sourcebook”, fonti
di storia moderna).
“Byzantium” è concepito come un portale per gli studi di bizan-
tinistica: dopo una breve presentazione di Bisanzio e della sua
storia, si fornisce un’ordinata raccolta di collegamenti a testi,
scritti ed articoli contenuti sia in questo sito sia in altre pagine
dedicate alla bizantinistica. Sono anche disponibili varie imma-
gini di manoscritti, una breve guida alla paleografia bizantina e
collegamenti a siti in cui si possono addirittura ascoltare brani
musicali. La data delle ultime modifiche è agosto 2001.

SUDA ON LINE: BYZANTINE LEXICOGRAPHY


www.stoa.org/sol
(e-mail: d.whitehead@qub.ac.uk)

Il sito è parte delle realizzazioni informatiche che afferiscono


al consorzio “Stoa” e si propone di fornire una versione digi-
tale del lessico bizantino Suda. È un tipo di progetto collabo-
rativo, in cui tutti, cioè, possono partecipare all’inserimento
dei dati: basta registrarsi gratuitamente e seguire le direttive.
Ogni voce inserita riceverà, poi, ulteriori e successivi control-
li, sempre puntualmente indicati (come tutti gli stadi dell’im-
menso lavoro, perché il fruitore possa valutarne il grado di
attendibilità). Il testo è proposto sia in traduzione inglese sia
nell’originale greco nell’edizione Adler38.
Per partire nella consultazione è necessario utilizzare il mo-
tore di ricerca in alto nella pagina iniziale: un primo menu
a tendina permette una navigazione per soggetto (eziologia,

90
Capitolo III: Ricerca

biografia, mitologia etc.); altrimenti si può inserire la voce che


si desidera in traslitterazione individuando, eventualmente,
anche un campo specifico in cui indagare, se cioè tra i lemmi,
in traduzione, per numero dell’edizione Adler etc.
Oltre al testo greco e inglese, si forniscono delle note e dei
legami ipertestuali ad altre voci simili o in relazione con quel-
la cercata, collegamenti a testi di “Perseus”, una bibliografia
sommaria, il livello di elaborazione e i nomi dei responsabili
della digitalizzazione. Si potrà sempre cambiare in seguito il
tipo di font con cui visualizzare il risultato.

THE NEW TESTAMENT GATEWAY


www.ntgateway.com
(e-mail: Goodacre@ntgateway.com)

Il prof. M. Goodacre del Department of Theology della Uni-


versity of Birmingham cura un vero e proprio portale. Nato
come raccolta di link a risorse accademiche concernenti il Nuo-
vo Testamento nella pagina personale, si è trasformato nel corso
del tempo in un solido punto di riferimento, fino a rendere
necessario l’acquisto di uno spazio web autonomo (dove è stato
accresciuto e ridisegnato con la collaborazione della moglie).
La home page si presenta come un’articolata raccolta di risorse:
sulla lingua greca (font, grammatiche, lessici etc.), sulla Sacra
Scrittura nelle lingue originali e in traduzioni moderne, sui
problemi testuali, sull’esegesi biblica e su molto altro ancora. I
siti sono accessibili dalle pagine interne e ciascuno di essi è pre-
ceduto da qualche parola di presentazione. Il prof. Goodacre
comunica con i visitatori anche tramite il proprio “Weblog”39.

MEDICINA ANTIQUA
www.medicinaantiqua.org.uk
(e-mail: webmaster@medicinaantiqua.org.uk)

“Medicina Antiqua” è un sito sulla storia della medicina nel


mondo greco-romano. Nasce grazie al prof. Lee T. Pearcy,

91
Kybernetes

sponsorizzato dall’Episcopal Academy di Merion in Pennsyl-


vania, e dai primi mesi del 2004 è ospitato dal Wellcome Trust
Centre for the History of Medicine dello University College
di Londra e curato dal prof. J. Davies.
In queste pagine sono raccolti alcuni brevi scritti definiti
comunque «autorevoli e aggiornati» su diversi argomenti
specifici della medicina e del pensiero medico dell’anti-
chità. Presente anche una sezione “Hypertexts” con testi
di autori antichi quali Ippocrate e Galeno in traduzione
inglese (oltrepassato, ovviamente, il limite del copyright).
Oltre all’immancabile raccolta di collegamenti ad altri siti
di argomento correlato, è degna di nota la gestione della
mailing-list “MedAnt”40.

92
Capitolo III: Ricerca

3.5 Centri di ricerca e consorzi

Sono molti i centri di ricerca universitari che hanno rapida-


mente recepito la forza comunicativa di internet e che hanno
deciso di impegnare una parte delle loro risorse costituendo
consorzi interuniversitari e gruppi di lavoro allo scopo di fa-
cilitare gli studiosi e gli interessati.
In questa sede cercheremo di dar conto dell’esistenza di al-
cuni di questi grandi progetti nati appositamente per rendere
possibile la consultazione di materiale via web41.

ARISTARCHUS
www.aristarchus.unige.it
(e-mail: montanari@unige.it)

Il progetto “Aristarchus” (dal grammatico di Samotracia e


non dall’astronomo di Samo), ideato e coordinato dal prof.
Franco Montanari, nasce nell’ambito del Dipartimento di
Archeologia e Filologia Classica (D.AR.FI.CL.ET.) del-
l’Università di Genova. “Aristarchus” si propone come
«contenitore» di diversi utili strumenti per gli studiosi
dell’antichità classica da potersi consultare gratuitamente
on-line.
Nella home page si trova una breve descrizione di cia-
scuno dei progetti confluiti in “Aristarchus” (presenti in
sigla anche nel menu in alto a sinistra). Il primo di essi è il
“Lessico dei grammatici greci” (LGGA, sezione in italia-
no; www.lgga.unige.it ; e-mail: info@lgga.unige.it) con cui si
intende fornire uno strumento di consultazione di base per
gli studiosi dell’antichità greco-latina, in particolare per le
ricerche sulla storia della filologia, della grammatica e del-
l’erudizione antiche. A cura di Franco Montanari, Fausto
Montana, Lara Pagani, Francesca Razzetti dell’Università
di Genova.
Un secondo progetto è il “Poorly Attested Words in Ancient
Greek” (PAWAG, sezione in inglese) con cui si sta realizzan-
do la banca dati, in continuo accrescimento, di un dizionario

93
Kybernetes

elettronico contenente parole attestate una sola volta, rare o


anche problematiche e che mantengano per difficoltà seman-
tiche o di tradizione una particolare dose di incertezza. At-
tualmente (Aprile 2004) sono stati inseriti nel dizionario 225
lemmi. Si affiancano al D.AR.FI.CL.ET. anche le Università
di Pavia (sede di Cremona), di Firenze, la Universität Würz-
burg e la Loescher Editore.
Un altro progetto è il “Catalogus Philologorum Classico-
rum” (CPhCl; in italiano) in cui si raccolgono i dati es-
senziali dal punto di vista biografico e bibliografico degli
studiosi di filologia classica e di altre discipline antichisti-
che che anche solo in parte hanno avuto interessi filolo-
gici, nati indicativamente dopo il 1850 e prima del 1950
(e quindi attivi scientificamente nel periodo 1890-1980)42.
Per accedere alle informazioni è necessaria una registrazio-
ne gratuita, ma il progetto si trova ancora in una fase spe-
rimentale ed è disponibile una sola scheda come esempio.
L’idea di questo lavoro nasce da una proposta di Scevola
Mariotti nell’ambito di un congresso internazionale del
CNR43: la prima fase si è svolta presso il Dipartimento di
Filologia Classica dell’Università di Pisa; grazie alla colla-
borazione col D.AR.FI.CL.ET. l’elaborazione dei dati si è
ora spostata su internet e comprende ad oggi le biografie
di oltre 5.000 studiosi dell’antichità.
Un’altra area del sito sarà dedicata (per ora si è nella fase ini-
ziale) agli “Scholia minora ad Omero”: si vogliono mettere a
disposizione le immagini dei papiri che contengono appun-
to gli Scholia minora ad Iliade e Odissea. Visualizzabile un
primo esempio.
Un ulteriore progetto ospitato in “Aristarchus” è “Mediaclas-
sica”: il D.AR.FI.CL.ET. e la Loescher Editore propongono
un sito di didattica latina e greca. Nel momento in cui scrivia-
mo, questa parte non è ancora accessibile.
L’ultimo (per ora?) collegamento riguarda il “Centro
Italiano dell’Annèe Philologique” (CIAPh): collaborano
col D.AR.FI.CL.ET. studiosi delle Università di Firenze,
di Bologna e di Pavia/Cremona. Anch’esso è in fase di
costruzione.

94
Capitolo III: Ricerca

THE BIBLICAL MANUSCRIPTS PROJECT E THE ELECTRONIC PATRO-


LOGIAE GRAECAE
www.reltech.org
(e-mail: tfinney@reltech.org)

Il “Religion and Technology Center” di Stone Mountain in


Georgia è una associazione no-profit per la ricerca scientifi-
ca specialmente nel campo della teologia e della religione;
membro del consorzio “Text Encoding Initiative”44, prov-
vede anche alla consulenza e all’aiuto nella realizzazione di
progetti elettronici.
Sono due i progetti in evidenza nella home page. “The Biblical
Manuscripts Project” (http://purl.org/BibleMSS) è il primo di
essi e nasce per digitalizzare immagini di alta qualità di mano-
scritti biblici, di trascrizioni e di antiche edizioni a stampa. Per
il momento è visualizzabile soltanto un certo numero di imma-
gini e a bassa risoluzione, ma la situazione è in evoluzione: chi
fosse interessato per scopi scientifici a consultarne di più e di
migliori, dovrà direttamente rivolgersi a questo ente anche per
richiedere autorizzazione ai legittimi proprietari.
Con “The Electronic Patrologiae Graecae” (http://purl.org/
reltech/PG) è stato messo in atto il progetto di pubblicazione
della versione digitale dei 160 volumi a stampa editi da J.-P.
Migne. Sono state redatte appositamente per questa versione
nuove e più complete tavole di contenuti. Poiché, inoltre, una
versione per immagini non è indagabile dai motori di ricerca,
si pensa di redigerne una ulteriore copia in linguaggio XML45.
Solo alcuni volumi sono accessibili gratuitamente (IV, Dionigi
l’Areopagita pt. 2, XXXVI, Gregorio Nazianzeno, e XL, Padri
Egiziani); per il resto è necessario un abbonamento annuale.

UNBOUND BIBLE
www.unboundbible.org
(e-mail: prospetto per contatti)

Si tratta di un progetto della Biola University, una Università


cristiana privata della California, che propone varie versioni

95
Kybernetes

della Bibbia sia in lingue antiche sia in lingue moderne: il totale


delle versioni consultabili oltrepassa, oggi, il numero di 50.
Il sito – di cui è disponibile anche la versione in italiano – ha
interessi soprattutto ‘spirituali’ e contempla la presenza di
vari strumenti: dizionari biblici, un lessico greco/inglese ed
uno ebraico/inglese, commenti, una vita di S. Paolo, una mai-
ling-list per leggere un versetto al giorno etc.
Scegliere di visualizzare il greco è semplice: nel primo menu
a tendina in alto a sinistra si possono trovare indicate tutte
le versioni disponibili. Sono complessivamente sei le edizioni
del Nuovo Testamento presenti, compresa la Nestle-Aland
(con l’indicazione 26/27), più la versione greca del Vecchio
Testamento dei Settanta (e la Vulgata latina).
Ci si può muovere nel corpus della Bibbia per capitoli e versetti
o per singole parole tramite un motore di ricerca. Chi lo deside-
rasse, può anche scaricare i testi sul proprio computer.

CENTER FOR HELLENIC STUDIES


www.chs.harvard.edu
(e-mail: chsweb@fas.harvard.edu)

Il “Center for Hellenic Studies” di Washington DC nasce nel


1961 per emanazione della Harvard University come centro
educativo nel campo degli studi classici, per disporre sempre
di un faro (quello di Alessandria vuol essere richiamato nel
logo) come guida «to rediscover the humanism of the Hellenic
Greeks»46. Diverse le iniziative messe in campo e, prima di tut-
to, la pubblicazione elettronica – di libero accesso – di articoli
e libri apparsi già a stampa. Dalla “Milman Parry Collection of
Oral Literature”, collezione di registrazioni e testi raccolti da
Milman Parry in Yugoslavia prima e da Albert B. Lord in Yu-
goslavia, Albania e Bulgaria poi, sono stati messi gratuitamente
a disposizione circa 200 file audio (accessibili a breve), alcuni
anche con trascrizione (gran parte delle quali già visionabili).
È stata rielaborata e dotata di un motore di ricerca, preparato
insieme allo “Stoa Consortium”, la banca dati “Homer and the
Papyri”, nata ad opera di Dana Sutton (University of Califor-

96
Capitolo III: Ricerca

nia, Irvine) e comparsa in un primo tempo su cd-rom. Questa


seconda edizione elettronica offre un catalogo aggiornato dei
più antichi testimoni di Omero (più di 1.800 frammenti databi-
li dal III secolo a.C. al VII d.C.) e delle varianti testuali in essi
contenute (indagabile per ricerche sui singoli papiri, “Search
Witnesses”, o sulle varianti testuali, “Search Variants”).
Ricordiamo, infine, i seminari via web (“On-line Discussions
Series”) e la rivista digitale «Classics@»47.

CENTRE FOR THE STUDY OF ANCIENT DOCUMENTS


www.csad.ox.ac.uk
(e-mail: alan.bowman@christ-church.ox.ac.uk)

Il “Centre for the Study of Ancient Documents” della Oxford


University ospita vari progetti e promuove la digitalizzazione
di immagini di papiri ed iscrizioni (si trova proprio su questo
server il sito della “British Epigraphy Society”).
Dal menu principale individuiamo il link “Imaging Projects”
da cui si può accedere alle diverse iniziative del Centro. In
“Images of Inscriptions”, ad esempio, si possono visualizzare
diverse centinaia di immagini a due diverse risoluzioni; l’archi-
vio è organizzato per macro-regioni, con uno spazio più ampio
per l’Attica. Da qui si può raggiungere anche il “Cox Archive”,
la collezione di appunti, fotografie e calchi di Sir Christopher
Cox, raccolta nelle sue spedizioni in Frigia e pubblicata da
Barbara Levick e Stephen Mitchell nei volumi IX and X dei
Monumenta Asiae Minoris Antiqua48; sono visualizzabili foto
ricavate dal vol. X. Un altro archivio di immagini che si apre da
“Imaging Projects” è il “Laconia Survey Inscriptions”, digita-
lizzazione del materiale incluso pubblicato in due supplementi
agli «Annuals of the British School at Athens»49.
Se, invece, dalla home page scegliamo il collegamento
“Oxyrhynchus Papyri”, entriamo in una parte del sito dedi-
cata a uno dei centri dell’Egitto ellenistico-romano in assoluto
più prolifici quanto a scoperte papiracee50. Continuando con
“IntoPOxy”, troviamo materiale introduttivo sulla città e sul-
la sua storia, ma soprattutto il link “The Papyri” da cui si ac-

97
Kybernetes

cede alla “Table of Contents”: la lista dei papiri contenuti nei


primi 67 volumi dei “The Oxyrhynchus Papyri” con numero
di edizione, titolo e datazione per i primi 40. Dal 41°, per ogni
voce si apre una scheda che riporta, oltre ai dati già menziona-
ti, anche nome dell’editore, inventario, eventuale editio prin-
ceps, note sul testo e riproduzione fotografica con un’ottima
definizione (300 dpi). Altri strumenti di notevole utilità sono
le “Location Lists of Oxyrhynchus Papyri” per risalire all’isti-
tuzione in cui ogni papiro è attualmente conservato, poiché i
papiri appartengono a vari centri in diversi paesi del mondo,
pur restando Oxford la sede di elezione.

THE LEUVEN HOMEPAGE OF PAPYRUS COLLECTIONS WORLD WIDE


http://lhpc.arts.kuleuven.ac.be
(e-mail: willy.clarysse@arts.kuleuven.ac.be)

Questo progetto elaborato da W. Clarysse e K. Vandorpe della


Katholieke Universiteit Leuven ci permette di seguire virtualmen-
te la storia della documentazione papiracea a noi pervenuta. Il sito
si articola, infatti, in due sezioni: la prima è dedicata a quelli che i
papirologi chiamano “archivi”, ovvero i contesti di appartenenza
originari dei papiri, e la seconda alle collezioni oggi esistenti, cioè
agli attuali contesti in cui tali documenti sono conservati.
Entrambe le sezioni contengono una banca dati consultabile
attraverso le griglie di un motore di ricerca o seguendo un or-
dine alfabetico: generico nel caso degli archivi (“Alphabetical
list of archives”), organizzato in parte geograficamente per le
collezioni (“List by country/List by location (city)”).

THE STOA: A CONSORTIUM FOR ELECTRONIC PUBLICATION IN THE


HUMANITIES
www.stoa.org
(e-mail: scaife@stoa.org; mahoney@stoa.org)

Il consorzio “Stoa” è stato fondato nel 1997 da Ross Scaife, do-


cente della University of Kentucky, e da Anne Mahoney della

98
Capitolo III: Ricerca

Tufts University di Boston (ma molti altri docenti e università


hanno garantito il loro supporto nel corso degli anni). Tra gli
obiettivi principali c’è quello di favorire i contatti via internet
tra gli studiosi, sviluppando o definendo dei nuovi modelli di
comunicazione, di elaborare progetti di informatica umanistica
e di fornire supporto editoriale per la pubblicazione elettronica
di articoli, siti web, lavori su temi riguardanti l’antichità classica
(scientifici e divulgativi) e anche per liste di discussione.
Tra i documenti di informatica umanistica vi sono le guide allo
“Structured Mark-Up” (per la preparazione di testi nello stan-
dard SGML), all’uso dello standard TEI (“Text Encoding Initiati-
ve”) per testi epigrafici e alla tipologia di caratteri Unicode51.
Tralasciando di citare i numerosi articoli e i libri pubblicati,
ricordiamo qui alcuni dei progetti pensati appositamente per
internet tra i quali “Suda On Line” (digitalizzazione del lessico
bizantino Suda)52, “Metis” (foto in formato ‘panorama’ di mo-
numenti e siti archeologici)53, “Demos: Classical Athenian De-
mocracy” (una sorta di enciclopedia di personaggi, di storia e
di istituzioni della democrazia ateniese nel V e IV secolo a. C.).
È in fase iniziale la collaborazione con il “Center for Hellenic
Studies” di Harvard per l’edizione di un “Multitext” di Omero
basato sulle varianti di papiri, scholia, manoscritti medievali e
quant’altro, con rimandi ipertestuali agli Inni, ad altri cicli epi-
ci, al commento di Eustazio e alla Crestomazia di Proclo54.

99
Kybernetes

3.6 Strumenti di ricerca bibliografica

Con lo sviluppo di internet la ricerca bibliografica si può


avvalere di strumenti informatici che la rendono infinita-
mente più semplice e rapida. Ignorare queste innovazioni
costituirebbe un anacronismo dannoso per lo studio. Il
principale strumento di informazione bibliografica è stato
per moltissimo tempo l’«Année-philologique» che regi-
stra annualmente quasi tutte le pubblicazioni scientifiche.
L’istituzione francese possiede un proprio sito (www.annee-
philologique.com/aph ; e-mail: aph_error@vjf.cnrs.fr) in cui è
possibile interrogare, dietro pagamento di una quota di
abbonamento annuale, tutti i volumi dal 1969 al 2001 grazie
ad un motore di ricerca55. L’interrogazione può avvenire se-
condo vari criteri: per autore moderno, testo dei documenti,
autori e testi antichi, materie e discipline, data, casa editrice
e collana. Molto funzionale la possibilità di combinare tali
criteri: se volessimo scoprire quanto Bruno Snell abbia scrit-
to su Omero, si dovrà prima effettuare la ricerca per autore
antico (si apre una finestra in cui inseriremo Homerus) e
confermare la selezione in modo da acquisire il dato; si pas-
serà, poi, al criterio di ricerca per autore moderno (si apre
nuovamente una finestra in cui inserire il nome “Snell”) e
si confermerà anche questa ricerca. A questo punto basterà
comandare la combinazione (“Combina”) tra i due risultati
e verranno visualizzate le pubblicazioni che soddisfano en-
trambi i criteri.
Altro strumento essenziale è “Gnomon Online” (www.gnomon.ku-
eichstaett.de/Gnomon/Gnomon.html ; e-mail: 100270.3107@com
puserve.com), sito gestito dal prof. J. Malitz della Katholische
Universität Eichstätt-Ingolstadt. È possibile la ricerca gratuita
nel 15% del database del cd-rom “Gnomon Bibliographische
Datenbank” (con uno spazio particolare riservato agli anni 2001-
2004), nato dal trasferimento in formato digitale degli archivi
cartacei dell’omonima rivista d’informazione bibliografica56.
La University of Toronto e la Université Catholique de
Louvain-la-Neuve collaborano al progetto “TOCS-IN”
(Table of contents of Journals of Interest to Classicists:

100
Capitolo III: Ricerca

www.chass.utoronto.ca/amphoras/tocs.html e sito mirror http:


//bcs.fltr.ucl.ac.be/tocs-in ; e-mail: pmw.matheson@utoronto.ca,
poucet@fusl.ac.be): viene proposta la schedatura di un’ampia
selezione di riviste e relativi indici (per un totale di circa
70.000 articoli) con possibilità di consultazione dei testi e
dei riassunti per circa un 15% del totale (compresi i collega-
menti a riviste presenti on-line a pagamento: ad esse si deve
comunque essere iscritti); un motore di ricerca per parola
chiave semplifica le operazioni.
Grazie ai proff. J. Ruebel e R. Scaife è a disposizione sui server
della University of Kentucky un motore di ricerca che inter-
roga gli indici della collezione “Aufstieg und Niedergang der
römischen Welt” (www.uky.edu/ArtsSciences/Classics/biblio/
anrw.html ; e-mail: jruebel@bsu.edu): attualmente sono presenti
gli indici di tutti i volumi pubblicati fino al II 37, 3. Chi de-
sideri consultare indici alfabetici, deve cliccare su “English”,
“French”, “German” o “Italian” a seconda della lingua in cui
gli articoli sono pubblicati.

101
Kybernetes

3.7 Siti bibliografici

L’esigenza di essere aggiornati su articoli e pubblicazioni


usciti recentemente resta ancora sostanzialmente insoddi-
sfatta, pur potendo godere delle facilitazioni offerte dai
grandi repertori bibliografici di cui si è detto poco sopra.
Uno strumento di una certa utilità per chi sia in cerca di
notizie bibliografiche possono rivelarsi alcuni elenchi, tal-
volta molto aggiornati, in siti dedicati a singoli autori o ad
aree tematiche particolari. Il livello qualitativo e la ricchezza
di informazione di ciascuno di questi repertori più limitati
variano da un caso all’altro: è certamente buona norma
prestare attenzione al nome e alla competenza dei curatori,
nonché all’istituzione che eventualmente ospiti la pagina sui
propri server57. Con la veloce panoramica che segue si inten-
de fornire una prima idea di quello che è possibile trovare
in rete; una lista estremamente aggiornata di siti contenenti
bibliografie è invece quella curata dal prof. M. Huys della
Katholieke Universiteit Leuven alla pagina “Pinax online:
An Annotated List of Web Bibliographies on the Ancient
Greek World” (http://perswww.kuleuven.ac.be/~u0013314/
pinaxonline.html).

Aristotele

BIBLIOTHÈQUE DES SCIENCES DE L’ANTIQUITÉ


www.scd.univ-lille3.fr/bsa/AccueilBSA.htm
(e-mail: bsa@univ-lille3.fr)

La “Bibliothèque des Sciences de l’Antiquité” della Univer-


sité Lille 3 ospita numerose raccolte bibliografiche sul pro-
prio server al collegamento “Bibliographies”. Ad Aristotele
è dedicato “Aristote au XIX, éléments de bibliographie”:
Denis Thouard ha ordinato alfabeticamente per nome del-
l’autore i principali studi sul filosofo greco. La bibliografia è
aggiornata a dicembre 2002.
Dalla stessa pagina si possono consultare una bibliografia

102
Capitolo III: Ricerca

dedicata a Filodemo di Gadara “Philodemus: une biblio-


graphie commentée consacrée a Philodème de Gadara”
curata da Annick Monet (aggiornata a febbraio 2004), a
Pausania “Pausanias: une bibliographie sur le périégète”
curata da Christophe Hugot (aggiornata a novembre 2002),
a Lucrezio curata da Annick Monet (in particolare sul terzo
libro del De rerum natura, aggiornata al luglio 2002) e al-
l’imperatore Adriano curata da Christophe Hugot (aggior-
nata al giugno 2003).
Vi sono, inoltre, bibliografie dedicate ad argomenti di più
ampio respiro: “Polemos, une bibliographie sur la guerre
en Grèce, de la bataille de Marathon à la mort d’Alexandre
III de Macédoine”(aggiornata a febbraio 2004) e “Ptole-
maica, une bibliographie thématique sur l’Égypte lagide”
(aggiornata a marzo 2004), entrambe redatte da Christophe
Hugot.

Astrologia

BIBLIOGRAFIA DE LA HISTORIA DE LA ASTROLOGÌA GRECORROMANA


http://webdeptos.uma.es/dep_griego/ASTROLOGIA.htm
(e-mail: aurelioperez@uma.es; cmacias@uma.es)

Aurelio Pérez Jiménez e Cristóbal Macías Villalobos della


Universidad de Málaga propongono una ampia e aggiornata
“Bibliografìa de la historia de la Astrologìa Grecorromana”.
Un lavoro senz’altro molto utile per chi si occupa di argomen-
ti talvolta trascurati, ma che costituiscono tanta parte della
cultura antica58.
Il sito ha una grafica piuttosto semplice ed è concepito in ma-
niera che l’uso sia molto intuitivo. Pochi sono, infatti, i col-
legamenti presenti: una legenda delle abbreviazioni utilizzate
(“Abreviaturas utilizadas”) e l’indice alfabetico dove ciascuna
lettera rimanda alla pagina corrispondente e permette di ac-
cedere direttamente alla ricca bibliografia.

103
Kybernetes

Bizantinistica

BYZANTINE STUDIES
www.byzantine.nd.edu
(e-mail: anastos@nd.edu)

La University of Notre Dame dell’Indiana (di ispirazione


cattolica) ospita un centro di ricerche sul mondo bizantino. Il
suo sito web offre una breve, ma articolata introduzione alla
bizantinistica e alle aree che con essa confinano o con essa
condividono interessi profondi.
Con l’elenco di siti web e cd-rom utili per gli studi del settore
è particolarmente utile come punto di entrata in internet per
gli appassionati. Degna di rilievo è, soprattutto, la pagina bi-
bliografica contenente un ampio numero di precise indicazio-
ni (e talvolta brevi descrizioni) di testi fondamentali.

Erotica

BIBLIOTHECA EROTICA GRAECA ET LATINA


http://webpersonal.uma.es/de/JFMARTOS/BEGLintro.htm
(e-mail: jfmartos@uma.es)

Il prof. J. F. Martos Montiel della Universidad de Mála-


ga ha redatto la “Bibliotheca erotica Graeca et Latina”, il
cui sottotitolo “Erotismo y sexualidad en la Antigüedad
clásica: ensayo de un repertorio bibliográfico” chiarisce
lo scopo del lavoro: il tentativo di fornire un repertorio
il più esauriente possibile su un tema su cui è stato scritto
davvero molto. Allo stato attuale, infatti, questo archivio
contiene titoli di oltre 3.000 pubblicazioni (ma l’autore
invita a individuarne una fittizia che egli stesso ha aggiun-
to goliardicamente, per giocare, così dice, alla maniera di
Eros), ed è anche di facile aggiornamento.
L’organizzazione del sito è abbastanza semplice: dopo una
breve presentazione (con ragguagli bibliografici generali)
si può scegliere di consultare l’indice alfabetico o un indice

104
Capitolo III: Ricerca

tematico (“Situación de la mujer y roles sexuales (women and


gender studies)”, “Relaciones y prácticas sexuales”, “Léxico
erótico-sexual”, “Amor y sexo en la religión y el mito” etc.).

Filodemo

Vedi supra “Bibliothèque des Sciences de l’Antiquité”.

Isocrate

ISOKRATESBIBLIOGRAPHIE
www.kthf.uni-augsburg.de/lehrstuehle/grlatein/ISO_HELP.htm
(e-mail: peter.roth@kthf.uni-augsburg.de)

Si tratta di una esaustiva bibliografia su Isocrate, curata da


Peter Roth e ospitata nel sito della Universität Augsburg,
aggiornata al 1999. La pagina, graficamente piuttosto ‘sparta-
na’, è strutturata ad elenco alfabetico per autore.

Omero

HOMERICA
www.u-grenoble3.fr/homerica
(e-mail: homerica@u-grenoble3.fr)

“Homerica” è il sito del “Centre d’études homériques” e del-


la “Équipe de Recherche sur la Grèce Archaïque” (ERGA)
guidata da Françoise Létoublon con sede presso la Université
Stendhal di Grenoble II. Il sito, in francese, contiene una
vasta gamma di informazioni che possono servire allo spe-
cialista (una sezione bibliografica, una di filologia omerica
antica e moderna, una pagina di news ed eventi come mostre,
convegni, pubblicazioni o nuovi siti), ma anche al semplice
appassionato che può trovare notizie generali su Omero, sulla
mitologia omerica e una piccola selezione di testi.

105
Kybernetes

ZUR BIBLIOGRAPHIE HOMER 1978-1992


www.oeaw.ac.at/kal/fbhomer
(e-mail: Stefan.Hagel@oeaw.ac.at)

Nell’ambito del sito della “Kommission für antike Litera-


tur & Lateinische Tradition” della Österreichische Akade-
mie der Wissenschaften di Vienna, troviamo un repertorio
bibliografico piuttosto completo degli studi omerici che
va dal 1978 al 1992. L’originalità di questa bibliografia è
che non consiste semplicemente in un elenco alfabetico o
cronologico di pubblicazioni: si può, infatti, cliccare su un
argomento (opera, stile, mito, lingua, storia, teorie inter-
pretative etc.), su una parte del testo o su un lemma sui
quali esistano delle pubblicazioni. Un sistema molto utile
per qualunque autore.

Pausania

Vedi supra “Bibliothèque des Sciences de l’Antiquité”.

Platone

BIBLIOGRAPHIE PLATONICIENNE (PLATO BIBLIOGRAPHY)


http://upr_76.vjf.cnrs.fr/Instruments_travail/Bibliogr_spec/Bibl_
plat/BPFrontFrench.html
(e-mail: lbrisson@infobiogen.fr)

La bibliografia, in versione francese o inglese, è curata da


Luc Brisson (CNRS Paris) e fa parte del progetto “Histoire
des doctrines de la fin de l’Antiquité et du Haut Moyen Âge-
Année Philologique”59. Il repertorio bibliografico, avviato per
le annate 1992-1994 e disponibile fino al biennio 2000-2001,
si articola in due parti: “Sources” che comprende periodici,
atti dei convegni, miscellanee di studi, articoli e supplementi;
“Platon et ses oeuvres” con edizioni, traduzioni e saggi divisi in
ordine alfabetico secondo il nome dell’autore.

106
Capitolo III: Ricerca

Plutarco

INTERNATIONAL PLUTARCH SOCIETY


www.usu.edu/history/ploutarchos
(e-mail: cdoyle@hass.usu.edu)

Il Department of History della Utah State University di Logan


ospita il sito della “International Plutarch Society”. Contiene
una bibliografia cumulativa ordinata alfabeticamente per au-
tore aggiornata all’ottobre 2003, notizie sul centro di studi e
sulla sua nuova rivista «Ploutarchos, n.s.».

CENTRO STUDI PLUTARCHEI


www.dsa.unisa.it/Plutarco/plutarcoframeset.htm
(e-mail: l.torraca@unisa.it)

La pagina del “Centro Studi Plutarchei” del Dipartimento


di Scienze dell’Antichità dell’Università di Salerno coordi-
na informazioni su novità e convegni riguardanti Plutarco.
Contiene una bibliografia generale aggiornata fino al 1997
e una sul Corpus Plutarchi Moralium, di cui il Centro pro-
muove l’edizione critica, aggiornata al 2003. Disponibile
anche il catalogo dei microfilm di manoscritti plutarchei
posseduti.

Poeti Ellenistici

A HELLENISTIC BIBLIOGRAPHY
www.gltc.leidenuniv.nl/index.php3?m=57&c=86
(e-mail: m.p.cuypers@let.leidenuniv.nl)

La pagina, a cura del prof. Martijn Cuypers e ospitata nel


sito della Universiteit Leiden, nasce come raccolta di bi-
bliografie di poeti greci post-classici per poi allargarsi ad
alcuni poeti arcaici, ad aspetti della storiografia ellenistica
e ad un repertorio generale sulle più recenti pubblicazioni

107
Kybernetes

utili a chi studia la poesia greca post-classica (non mancano


poeti latini). Le sezione sui poeti ellenistici è ampia ed esau-
stiva: comprende 35 autori – da Apollonio Rodio a Quinto
di Smirne, da Callimaco a Teocrito etc. – con bibliografie
aggiornate persino al 2004.

‘Polemos’

Vedi supra “Bibliothèque des Sciences de l’Antiquité”.

Posidippo

POSIDIPPUS BIBLIOGRAPHY
www.chs.harvard.edu/classicsat/issue_1/biblio.html
(e-mail: bacosta@umich.edu; elizabeth.kosmetatou@arts.kuleu
ven.ac.be)

Non poteva mancare in rete una pagina dedicata al poeta


greco più studiato del momento: Posidippo di Pella. Il
“Center of Hellenic Studies” di Harvard ospita il primo
numero della rivista «Classics@» dedicato al poeta di
età ellenistica: vi si trovano il testo degli “Epigrammi”
in formato .pdf con i nuovi aggiornamenti editoriali, una
selezione di “Epigrammi” tradotti in inglese, un articolo
introduttivo alla figura di Posidippo a cura di D. Petrain
(e al fortunato ritrovamento del papiro milanese con più
di 100 dei suoi epigrammi) e una bibliografia aggiornata
all’Aprile 2004. La sezione bibliografica risulta particolar-
mente utile proprio per la quantità di materiale che conti-
nua ad aggiungersi dal 2001, anno della pubblicazione del
papiro, ad oggi.

‘Ptolemaica’

Vedi supra “Bibliothèque des Sciences de l’Antiquité”.

108
Capitolo III: Ricerca

Tucidide

SHORT BIBLIOGRAPHY ON THUCYDIDES


www-rci.rutgers.edu/~edmunds/thuc.html
(e-mail: edmunds@rci.rutgers.edu)

Il prof. Lowell Edmunds della Rutgers State University


of New Jersey ha curato questa bibliografia tucididea che
comprende gli ultimi vent’anni di pubblicazioni. Il reperto-
rio, aggiornato al novembre 2001, è suddiviso per soggetti:
edizioni, scholia, commenti, testi, notizie biografiche sul-
l’autore etc.

109
Kybernetes

3.8 Biblioteche tradizionali consultabili on-line

Tutte le biblioteche che hanno costituito un punto di riferi-


mento per gli studiosi del mondo antico propongono ormai
in internet il catalogo, completo o in via di completamento,
dei relativi possessi librarii. Nessuno oggi potrebbe pensare
di dedicarsi a qualunque ricerca bibliografica senza l’ausilio
di software come l’“OPAC” (On-line Public Access Catalog),
il più diffuso programma di ricerca nei cataloghi bibliotecari.
I possessi librari delle principali biblioteche italiane, specie
universitarie, sono confluiti in una memoria unica: quella del
“Servizio Bibliotecario Nazionale” (http://opac.sbn.it ; e-mail:
opac@iccu.sbn.it). Molto pratico anche il “MetaOpac Azalai
Italiano” che permette di visualizzare i risultati delle ricerca
anche da un punto di vista geografico (www.aib.it/aib/opac/
mai2.htm ; e-mail: azalai@cilea.it).
Un altro tipo di software molto diffuso è “Aleph”, ma le
biblioteche che lo utilizzano non afferiscono ad un catalogo
unico. Ci si dovrà, dunque, recare di volta in volta sui siti di
istituzioni che hanno scelto questa applicazione come l’Uni-
versità di Genova (www.unige.it ; e-mail: websba@unige.it),
l’Università di Napoli ‘Federico II’ (www.unina.it ; e-mail:
pagina per contatti), l’Accademia della Crusca (www.accadem
iadellacrusca.it ; e-mail: biblioteca@crusca.fi.it) etc.
Scorriamo ora rapidamente i siti delle principali biblioteche
europee, con particolare riferimento all’Italia.
La Biblioteca Nazionale Centrale di Roma (www.bncrm.librari.
beniculturali.it ; e-mail: bncrm@bnc.sbn.roma.it) mette a disposi-
zione un motore di ricerca interno, “OpacBncR”, che interroga
i propri possessi librarii in maniera dettagliata. Possiamo desu-
mere da qui alcune notizie importanti come una prima som-
maria descrizione, ad esempio, dei volumi antichi, l’eventuale
presenza in essi di note manoscritte, di cancellature operate
dalla censura, di timbri di biblioteche dove i volumi erano pre-
cedentemente conservati e così via. Si traggono dunque alcune
informazioni di carattere generale che consentono di vagliare,
già on-line, le caratteristiche di ogni specifico volume.
Nel sito dell’Unione Romana Biblioteche Scientifiche, nota con

110
Capitolo III: Ricerca

la sigla U.R.B.S. (www-urbs.vatlib.it ; e-mail: ammenti@librs6k.va


tlib.it), si possono interrogare i cataloghi digitali delle biblio-
teche che fanno parte di questa associazione. Si ricordino tra
queste almeno la Biblioteca Apostolica Vaticana, il Deutsches
Archäologisches Institut, l’École Française de Rome, la Ameri-
can Academy in Rome e la Pontificia Università Lateranense60.
Le ricerche, anche dettagliate, si effettuano sul catalogo collet-
tivo che specifica le informazioni per ogni singola biblioteca.
L’altro importante polo di biblioteche romane, l’Unione
Romana Biblioteche Ecclesiastiche (U.R.B.E.), dispone di
un sito simile a quello dell’U.R.B.S. (www.urbe.it ; e-mail:
postmaster@urbe.it). Da menzionare e consigliare il sito spe-
cifico della Biblioteca della Pontificia Università Gregoriana
(www.unigre.it/newbiblio ; e-mail: giorgi@unigre.it) per la ric-
chezza combinatoria che permette il suo catalogo in linea.
La Biblioteca Nazionale ‘Vittorio Emanuele III’ di Napoli
(www.bnnonline.it ; e-mail: emanuele@librari.beniculturali.it) e la
Biblioteca Ambrosiana di Milano (www.ambrosiana.it ; e-mail:
info@ambrosiana.it) dispongono di siti dove è possibile consul-
tare le fotografie di codici di fondamentale importanza come
il Dioscoride Napoletano o il Terenzio Ambrosiano e dedicano,
inoltre, pagine informative a importanti istituti come, nel caso
della biblioteca napoletana, l’Officina dei Papiri Ercolanensi
‘Marcello Gigante’.
L’archiviazione digitale di materiale eterogeneo, dalle im-
magini di manoscritti alla messa in linea dei cataloghi, è in
corso d’opera anche per la Biblioteca Malatestiana di Cesena
(www.malatestiana.it ; e-mail: malatestiana@sbn.provincia.ra.it)
e per varie biblioteche fiorentine: ricordiamo la Biblioteca
Nazionale Centrale di Firenze (www.bncf.firenze.sbn.it ; e-
mail: info@bncf.firenze.sbn.it), la Biblioteca Marucelliana
(www.maru.firenze.sbn.it ; e-mail: marucelliana@cesit1.unifi.it),
la Biblioteca Medicea Laurenziana (www.bml.firenze.sbn.it ;
e-mail: medicea@unifi.it), la Biblioteca Riccardiana (www.ricc
ardiana.librari.beniculturali.it ; e-mail: riccardiana@librari.benicu
lturali.it). Lo stesso vale per alcuni centri di studi specialistici
come l’Accademia Fiorentina di Papirologia e di Studi sul
Mondo Antico (www.accademiafiorentina.it ; e-mail: accademi

111
Kybernetes

a@accademiafiorentina.it) con il proprio catalogo quasi inte-


ramente on-line e l’Istituto Papirologico ‘Girolamo Vitelli’
(www.istitutovitelli.it ; e-mail: ipvfirenze@istitutovitelli.it).
All’estero si segnala, nell’ambito della Bibliothèque Nationale
de France (www.bnf.fr; e-mail: accueil@bnf.fr), il progetto “Gal-
lica, la bibliothèque numerique” (http://gallica.bnf.fr; e-mail:
gallica@bnf.fr) che costituisce un sito unico nel suo genere.
“Gallica” offre un numero elevatissimo d’immagini in formato
digitale tratte da manoscritti antichi, incunabula, codici miniati
etc. Permette la visione di più di 70.000 opere – molte le rarità
– che sono state interamente digitalizzate e che sono dunque
consultabili pagina per pagina, consentendo così di scorrere vo-
lumi d’ogni epoca altrimenti difficilmente reperibili. “Gallica”
offre inoltre, come le più comuni biblioteche digitali, opere in
formato testuale, utile risorsa per eventuali raffronti con le im-
magini fotografiche dei manoscritti originali delle opere stesse.
La voce “Recherche”, nel menu principale, apre una finestra
di ricerca dov’è possibile interrogare il catalogo delle opere
presenti nel sito tramite vari criteri: nome dell’autore, tito-
lo, soggetto, parola chiave. Una volta ottenuto il risultato si
può leggere la scheda editoriale dell’opera facendo click su
“Consulter la notice”, oppure volgersi alla consultazione vera
e propria che si effettua selezionando il nome dell’opera o il
riquadro adiacente. In tal caso compare una finestra che con-
tiene l’elenco delle immagini tratte dal volume (“Pagination”).
Selezionando una voce di questo elenco comparirà la foto della
pagina cartacea corrispondente che viene visualizzata in for-
mato .pdf. Con “Télécharger” è possibile scaricare le immagini
dell’intera opera nella memoria del proprio computer.
Inutile sprecare parole per commentare questo sito che fino a
qualche decennio fa sarebbe sembrata un’utopia per qualun-
que studioso. Ricordiamo che il servizio è pubblico e gratui-
to: a dir poco straordinario.
Nel Regno Unito è imprescindibile il sito della British Library
(http://blpc.bl.uk ; e-mail: blpc@bl.uk) che offre al navigatore
anche il catalogo digitale dei manoscritti (http://molcat.bl.uk ;
e-mail: MSS@bl.uk) con le secolari stratificazioni di quello car-
taceo. La Bodleian Library (www.bodley.ox.ac.uk ; e-mail: bodle

112
Capitolo III: Ricerca

ys.librarian@bodley.ox.ac.uk), al collegamento “Digital Library


Projects” della propria home page, introduce alla consultazio-
ne delle immagini di vari manoscritti posseduti dalla biblio-
teca stessa e dai collegi di Oxford; dal collegamento “Online
Catalogues and electronic resources” si giunge, invece, al sito
dell’O.L.I.S, acronimo di Oxford Library Information Sistem
(www.lib.ox.ac.uk/olis ; e-mail: helpline@sers.ox.ac.uk), un cata-
logo digitale che interroga le accessioni di un centinaio di bi-
blioteche consorziate con l’università. La Cambridge Univer-
sity Library (www.lib.cam.ac.uk ; e-mail: library@lib.cam.ac.uk),
infine, ha portato in rete i propri cataloghi e quelli delle
biblioteche affiliate tramite la raccolta digitale “Newton”
(www.lib.cam.ac.uk/public_info.html).
In area germanica è fondamentale il sito del polo bibliotecario
nazionale, die Deutsche Bibliothek (www.ddb.de ; e-mail: web-
red@ddb.de)61, e così anche quello del Bibliotheksverbund
Bayern (www-opac.bib-bvb.de ; e-mail: gateway-bayern@bib-
bvb.de) ovvero del sistema interbibliotecario delle biblioteche
bavaresi di cui sarà bene ricordare almeno la Bayerische
Staats-Bibliothek di Monaco (www.bsb-muenchen.de ; e-mail:
info@bsb-muenchen.de).
Considerevole il sito della Österreichische Nationalbibliothek
(www.onb.ac.at ; e-mail: onb@onb.ac.at) che dispone di due
programmi di ricerca nell’ambito dei propri cataloghi: un
“OPAC” tradizionale, detto “NB-Opac”, e il più macchinoso
ma utile “Kat-Zoom”, repertorio delle immagini fotografiche
dello schedario cartaceo62.
Si concluda questa panoramica citando i cataloghi di almeno
due delle più importanti biblioteche statunitensi: la ricchissi-
ma Library of Congress (www.loc.gov; e-mail: libofc@loc.gov) e
l’American Overseas Digital Library (AODL) che unisce i ca-
taloghi dei principali centri di ricerca americani all’estero (tra
i quali ricordiamo la American School of Classical Studies at
Athens e la American Academy in Rome (www.aiys.org/aodl/
index.php ; e-mail: caorc@caorc.org)63.
Si propone, infine, come la fenice della biblioteca più celebre
dell’antichità classica la nuova “Bibliotheca Alexandrina” di Ales-
sandria d’Egitto (www.bibalex.org; e-mail: secretariat@bibalex.org).

113
Kybernetes

3.9 Riviste

Le riviste scientifiche sono tra i principali veicoli di pubblicazione


e discussione dei problemi e delle recenti conquiste della ricerca.
Esse sono, come noto, una guida insostituibile per la formazione
continua e per l’aggiornamento ad ogni livello. La nascita e il
forte sviluppo della comunicazione via internet hanno messo i
responsabili delle riviste di fronte alla necessità di confrontarsi
con il nuovo canale di diffusione dell’informazione. Alcune riviste
americane pubblicate dalla prestigiosa “Johns Hopkins Universi-
ty Press” di Baltimora come «Transactions of the American Phi-
lological Association» (www.press.jhu.edu/journals/transactions_of_
the_american_philological_association; e-mail: webmaster@jhupres
s.jhu.edu), «American Journal of Philology» (www.press.jhu.edu/
journals/american_journal_of_philology; e-mail: webmaster@jhupres
s.jhu.edu), «Arethusa» (www.press.jhu.edu/journals/arethusa ; e-mail:
webmaster@jhupress.jhu.edu), si sono affidate al “Project Muse”
della stessa casa editrice: il progetto prevede la consultazione
gratuita degli indici, una generica indicazione dei soggetti trat-
tati in ciascun articolo e, in qualche caso, gli abstract degli ultimi
volumi a partire dal 1996; ricorrendo, invece, ad una iscrizione
a pagamento si avrà accesso all’intera rivista. Per una soluzione
simile ha optato anche la “Oxford University Press”, editrice
di «The Classical Quarterly» (www3.oup.co.uk/clquaj; e-mail:
jnl.etoc@oup.co.uk), «Classical Review» (www3.oup.co.uk/clrevj; e-
mail: jnl.etoc@oup.co.uk) e «Greece and Rome» (www3.oup.co.uk/
jnls/list/gromej; e-mail: jnl.etoc@oup.co.uk): si possono consultare
gratuitamente gli indici a partire dal 1996 e, per intero, alcuni
numeri a titolo esemplificativo; anche in questo caso è necessario
il pagamento di una quota per poter accedere all’intero archivio.
La maggior parte delle riviste, però, pur avendo un proprio sito
web, non prevede una banca dati consultabile on-line neanche
a pagamento: vengono, in genere, proposti indici e abstract di
alcune annate come nel caso di «Aevum» (www.vitaepensiero.it/
riviste/pagcoml/aevum.asp; e-mail: redazione.vp@unicatt.it), di «Ae-
vum Antiquum» (www.vitaepensiero.it/riviste/pagcoml/aev_ant.asp;
e-mail: redazione.vp@unicatt.it) o di «Eikasmós» che dispone
anche di un motore di ricerca interno ed ha inaugurato la sua

114
Capitolo III: Ricerca

collana di “Studi Online” (www.classics.unibo.it/Eikasmos; e-mail:


eikasmos@classics.unibo.it).
Altre riviste, come «Quaderni Urbinati di Cultura Classica» e
«Materiali e discussioni per l’analisi dei testi classici», facenti
capo agli Istituti Editoriali e Poligrafici Internazionali, presen-
tano non solo gli indici degli ultimi numeri, ma anche la cosid-
detta “Copia saggio on-line” di uno di essi accessibile gratuita-
mente (www.libraweb.net ; info@libraweb.net)64. Per gli abbonati
al cartaceo è anche possibile consultare la versione on-line.
Il sito della «Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik» ospi-
ta attualmente gli articoli in formato .pdf editi dal 1991 al 2002:
in parte scaricabili gratuitamente (voll. 1991-2000) e in parte a
pagamento (voll. 2001-2002); liberamente accessibili anche le
tavole dal vol. 134 del 2001 al 143 del 2003 (www.uni-koeln.de/
phil-fak/ifa/zpe ; e-mail: wolfgang.bluemel@uni-koeln.de).
Indici ed abstract delle proprie pubblicazioni sono proposti
per intero da «Florentia Iliberritana» (www.ugr.es/~hantigua/
florentia.html ; e-mail: hantigua@ucartuja.ugr.es).
Accanto agli indici completi dal 1991 al 2000 sono stati resi
disponibili in rete solo qualche articolo e alcuni abstract dei
«Papyrologica Lupiensia» (http://siba2.unile.it/plup; e-mail:
cspapiri@ilenic.unile.it).
Diversa la soluzione scelta da altre riviste come «Scholia, Studies
in Classical Antiquity» (www.otago.ac.nz/classics/scholia ; e-mail:
classics@otago.ac.nz) che consente di accedere gratuitamente alle
immagini delle pagine, digitalizzate tramite scanner, della versio-
ne cartacea fino al 2002. Al collegamento “Scholia Reviews” sono
già disponibili le recensioni a novità editoriali del volume 2004.
La rivista «Göttinger Forum für Altertumswissenschaft
(GFA)» offre gratuitamente e per intero tutti gli articoli si-
nora pubblicati (in formato .pdf): ogni anno ne viene diffusa,
oltre alla tradizionale versione cartacea, anche una elettronica
su cd-rom (http://webdoc.sub.gwdg.de/edoc/p/gfa/index.html ;
e-mail: Johannes.Bergemann@ruhr-uni-bochum.de).
Edita nel doppio formato cartaceo ed elettronico, anche «Po-
moerium, Studia et commentarii ad orbem classicum spectan-
tia» (www.pomoerium.com ; info@pomoerium.com) permette
libero accesso ai suoi articoli in formato .pdf.

115
Kybernetes

Soltanto un’indagine bibliografica nei propri indici consente,


invece, la «Revue des Études grecques» (www-reg.montaigne.u-
bordeaux.fr; e-mail: Asso.Etudes-Grecques@paris4.sorbonne.fr):
più di un secolo di pubblicazioni patrocinate dalla “Associa-
tion pour l’Encouragement des Études Grecques en France”.
Tra le riviste incentrate sull’insegnamento, si è confrontata
con la rete l’italiana «Zetesis» (www.rivistazetesis.it ; e-mail:
redazione@rivistazetesis.it) che si occupa, oltre che di ricerca
in senso stretto, anche di didattica e di discussioni intorno
ad essa, tanto da aver appositamente attivato un forum. In
linea sono consultabili l’indice, un paio di estratti e diversi
articoli dell’ultimo numero. Il suo canale di distribuzione
vuole, comunque, restare ancora quello tradizionale.
Anche la rivista tedesca «Forum Classicum. Zeitschrift für die
Fächer Latein und Griechisch an Schulen und Universität»
curata dal DAV (Deutscher Altphilologenverband; www.forum-
classicum.de ; e-mail: michael.hotz@ebe-online.de), continuazione
di «Mitteilungsblatt des Deutschen Altphilologenverbandes»
(1958-1996; ne è in programma l’elaborazione degli indici), si
rivolge ad insegnanti e studiosi impegnati sia nelle scuole supe-
riori sia nelle università: offre gratuitamente on-line tutti i propri
articoli, anche se il canale di distribuzione principale sembra
rimanere quello cartaceo.
La rivista «Docere» (www.vivariumnovum.it/rivistadocere.htm;
e-mail: info@vivariumnovum.it) promossa dall’Accademia Viva-
rium novum e dal Centrum Latinitatis Europae si occupa quasi
esclusivamente di didattica: si possono leggere on-line gli indici
e i sommari (in doppia redazione italiana e latina) di tutti i nu-
meri pubblicati nel corso del 2002 e di alcuni del 2003.
Essenziale per tutti, infine, il servizio fornito dal Catalogo Ita-
liano dei Periodici (originato dall’ACNP, Archivio Collettivo
Nazionale dei Periodici) ospitato sui server dell’Università di
Bologna (http://acnp.cib.unibo.it/cgi-ser/start/it/cnr/fp.html): se si
deve individuare quali biblioteche posseggano una certa rivista,
è consigliabile accedere alla maschera di ricerca dell’ACNP,
dove, semplicemente inserendo il nome della pubblicazione si
scoprirà rapidamente a quale istituzione rivolgersi. Schedate, al
momento, le riviste di più di 2.000 biblioteche65.

116
Capitolo III: Ricerca

3.10 Riviste digitali

Ci sono alcune riviste nate appositamente per la rete,


non reperibili su nessun altro tipo di supporto, che
definiremo quindi ‘digitali’: una importante novità per la
velocità dell’informazione e il continuo aggiornamento
che consentono, tanto più che l’accesso ai loro contenuti
è completamente gratuito. Spicca in questo senso la «Bryn
Mawr Classical Review» (http://ccat.sas.upenn.edu/bmcr ;
e-mail: rhamilto@brynmawr.edu), fondata già nel 1990 da
Richard Hamilton e James J. O’Donnell (consorziata ad
essa dal 1993 «The Medieval Review»): la rivista contiene
unicamente recensioni di libri di recente pubblicazione (dal
1998 al 2000 è stata attiva anche la «Bryn Mawr Electronic
Resources Review» che recensiva siti web). L’intera banca
dati è interrogabile tramite un motore di ricerca per parola
chiave oppure attraverso vari tipi di indici: per recensore,
per autore recensito e per anno. Un interessante sviluppo
di questa rivista consiste nella comunicazione con i singoli
lettori: chiunque può ricevere nella propria casella di
posta elettronica tutte le recensioni (con ritmo quasi
quotidiano) – basta iscriversi alla newsletter inserendo il
proprio indirizzo di posta elettronica nell’apposito campo
(raggiungibile tramite il collegamento “Form” nella pagina
iniziale).
Un’iniziativa simile è stata tentata in Italia presso l’Università
di Torino da Maurizio Lana ed Emanuele Narducci nel 1995
con la rivista «Arachnion. A Journal of ancient literature and
History on the Web» (www.cisi.unito.it/arachne/arachne.html ;
e-mail: lana@cisi.unito.it), ma sono stati editi soltanto quattro
numeri e le pubblicazioni sono cessate nel corso del 1996. Un
certo spazio era dedicato anche alla riflessione sul rapporto
tra gli studi umanistici e l’informatica.
Pubblicata soltanto in formato elettronico anche «Electronic
Antiquity: communicating the classics» (http://scholar.lib.vt.edu/
ejournals/ElAnt ; e-mail: abeckert@vt.edu o terry.papillon@vt.edu),
promossa dalla Virginia Polytechnic Institute and State
University. Si possono raggiungere direttamente tutti i numeri

117
Kybernetes

dal Novembre 1993 in poi dalla pagina iniziale o tramite un


motore di ricerca per parola chiave.
Di indagini sulla trasmissione dei testi sacri si occupa «TC:
A Journal of Biblical Textual Criticism» (http://purl.org/TC ;
e-mail: jadair@rosetta.reltech.org), il cui comitato editoriale è
composto da studiosi di varie università: sono contemplati non
solo contributi sul greco del Nuovo Testamento, ma su tutte
le lingue che nell’antichità hanno avuto versioni della Bibbia.
Tutti facilmente accessibili gli otto numeri pubblicati fino al
2003 (collegamenti permanenti nella colonna di sinistra).
«Classics@», diretta da Gregory Nagy e James O’Donnell
(www.chs.harvard.edu ; e-mail: due@fas.harvard.edu, ebbott@
fas.harvard.edu), intende proporre numeri monografici (soggetti
anche ad aggiornamenti): il primo ‘volume’ è dedicato a
Posidippo e contiene i testi degli epigrammi (in formato .pdf)
e una bibliografia aggiornata66. I testi degli epigrammi qui
pubblicati sono opera del lavoro degli studiosi del “Center
for Hellenic Studies” di Washington DC (emanazione della
Harvard University) e sono considerati «an electronic text-in
progress» proprio per i continui aggiornamenti. Uscito ad aprile
2004 il secondo numero dedicato a “Ancient Mediterranean
Cultural Informatics”.
«Studia humaniora tartuensia» (www.ut.ee/klassik/sht ; e-mail:
strukt.kf@lists.ut.ee) è la rivista digitale dedicata agli studi
classici nata nel 2000 presso la Ülikool Tartu (Università
di Tartu, Estonia): tutti i numeri hanno un collegamento
nella pagina principale e gli articoli sono in formato .pdf;
dispone, inoltre, di una newsletter per comunicare l’avvenuta
pubblicazione dell’ultimo ‘fascicolo’.
Dello stato della ricerca scientifica è testimone
anche «Plekos, Periodikum onLine zur Erforschung der
KOmmunikationsstrukturen in der Spätantike» (www.plekos.
uni-muenchen.de ; e-mail: joachim.gruber@nefkom.net), nata
dalla collaborazione di studiosi di varie università tedesche.
Articoli e recensioni delle sei uscite sinora disponibili, sono
consultabili sia in HTML, il comune formato delle pagine web,
sia in .pdf.
La “Leeds School of Classics” propone dal 2000 «Leeds

118
Capitolo III: Ricerca

International Classical Studies» (www.leeds.ac.uk/classics/lics/


index.html ; e-mail: lics@leeds.ac.uk): indagabile per tema, per
autore o per indice di ciascun ‘volume’, accoglie contributi su
qualunque aspetto della civiltà greca e romana e sulla storia
della tradizione (in formato .pdf).
Di storiografia antica (greca, romana, bizantina) si occupava
«Histos» del Department of Classics and Ancient History
della University of Durham (www.dur.ac.uk/Classics/histos ; e-
mail: histos.journal@durham.ac.uk): le pubblicazioni sembrano,
purtroppo, essersi fermate col quarto numero all’anno 2000.
Per gli specialisti di Platone è già un punto di riferimento
«Plato», rivista della “International Plato Society” (www.nd.edu/
~plato ; e-mail: Gretchen.J.Reydams-Schils.1@nd.edu). Nata nel
2001, ha pubblicato nel 2004 il suo quarto numero; è dotata
anche di un indice alfabetico sia per autori che per titoli. Gli
articoli sono in formato .pdf.
Da un gruppo di giovani ricercatori è nata, presso la University
of Nottingham e la University of Birmingham, la rivista
«Digressus» (www.digressus.org ; e-mail: mail@digressus.org):
giunta al terzo numero nel 2003, pubblica anche gli atti del
convegno “Romanization?” tenutosi alla fine del 2002 a
Londra (il tutto in formato .pdf).
Alla didattica delle discipline classiche è principalmente dedicata
«Pegasus Online-Zeitschrift» (www.pegasus-onlinezeitschrift.de ;
e-mail: michael.hotz@isb.bayern.de), rivista digitale nata nel
2000 per iniziativa dell’associazione di classicisti tedeschi
“Altphilologenverband”. Un menu bilingue latino/tedesco ci
conduce al “Tabularium”, l’archivio contenente gli articoli (in
formato HTML) o, tra gli altri collegamenti, agli “Acta diurna”,
la newsletter della redazione.
La Universitè Catholique de Louvain-la-Neuve propone,
a partire dal 2001, «Folia electronica classica» (http://
bcs.fltr.ucl.ac.be/FE/folia.html ; e-mail: folia_electronica@fltr.ucl
.ac.be) con contributi di carattere generale rivolti non soltanto
agli specialisti dell’antichità, ma ad insegnanti, studenti e a
tutti i navigatori interessati. Anch’essa fa parte del gruppo di
progetti legati ad “AgoraClass”67.
Ad un pubblico ampio si rivolge a partire dal 1994 anche

119
Kybernetes

«Didaskalia, ancient theatre today» (http://didaskalia.open.ac.uk;


e-mail: h.denard@warwick.ac.uk). Il cuore del sito è costituito dalla
rivista vera e propria, ma si propongono anche altre iniziative
all’attenzione di studiosi e appassionati del dramma antico:
la voce “Listings”, ad esempio, ci guida ad una sezione dove,
in collaborazione con la American Philological Association,
sono segnalate le date di rappresentazioni teatrali di opere
antiche, conferenze, seminari, mostre etc. (che è possibile sia
semplicemente segnalare sia recensire); tra le altre cose, dispone
della newsletter e persino di una “Agora” (o forum, come si usa
dire in rete), come luogo di discussione aperto a tutti.
«Le Cafè pédagogique» (www.cafepedagogique.net ; e-mail: reda
ction@cafepedagogique.net) è la rivista degli insegnanti francesi
dedicata alla rete. Ogni area disciplinare ha la sua propria
edizione; quella di “Langues anciennes” ha pubblicato il n°
49 nel mese di aprile: contiene molte informazioni di attualità,
aggiornamenti e segnalazioni di siti internet.
Non vanno, infine, dimenticati “NewJour, Electronic
Journals and Newsletters” (http://gort.ucsd.edu/newjour; e-
mail: nj@ccat.sas.upenn.edu) e “The Directory of Electronic
Journals, Newsletters and Academic Discussion Lists” della
“Association of Research Libraries” (http://arl.cni.org/scomm/
edir/index.html; e-mail: arlhq@arl.org): si tratta di strumenti
preposti alla segnalazione della nascita di nuove pubblicazioni
elettroniche, di mailing-list e di newsletter di ogni disciplina.

120
Capitolo III: Ricerca

3.11 Newsletter, mailing-list, newsgroup, forum e chat

Il World Wide Web non è che la funzionalità più conosciuta


della rete delle reti, ma non è certo l’unica: anzi, a pensarci
bene, non è tanto (o non soltanto) la possibilità di essere
informati in maniera rapida che ci affascina, quanto forse
la comunicazione con persone molto distanti quasi come se
fossero presenti. E la posta elettronica è stato senza dubbio
lo strumento che più si è diffuso ed è penetrato nella vita
quotidiana; non si possono, tuttavia, considerare ancora come
note ed assimilate da tutti alcune delle sue più stimolanti
potenzialità quali il far incontrare – seppur ‘virtualmente’,
ma poi non troppo – gli appassionati di uno stesso scrittore,
i tifosi di una squadra di calcio etc. Queste potenzialità
hanno raggiunto grandi sviluppi in ambito professionale e
promettono di alimentare un fertile scambio di conoscenze
specie nella comunità scientifica.
Un’interessante evoluzione della posta elettronica è la newsletter:
come si intende dal nome, è uno strumento nato per annunciare
le novità a proposito di un certo tema o gli ultimi contenuti in-
seriti in un sito. Il suo funzionamento è di tipo ‘piramidale’, nel
senso che un identico annuncio (in pratica come una ‘circolare’)
viene spedito a tutti gli interessati che hanno fornito in prece-
denza il proprio indirizzo e-mail, ma non è ammessa risposta o
discussione. La principale newsletter italiana è il “Notiziario Ita-
liano di Antichistica” ideato da Emanuele Narducci (Università
di Firenze) per informare con cadenza quindicinale studenti ed
insegnanti di materie umanistiche su conferenze, seminari e nuo-
ve pubblicazioni: per riceverla è sufficiente spedire una e-mail di
richiesta all’indirizzo notiziario@accademiafiorentina.it indicando
nome, cognome e indirizzo di posta elettronica. Offrono un
servizio di newsletter le riviste digitali “Bryn Mawr Classical Re-
view”, “Studia humaniora tartuensia”, “Pegasus”, “Didaskalia”68.
Un po’ diverso il funzionamento del francese “Feuille d’Annon-
ces des Colloques et Congrès” curato da J. Andreau, P. Cosme
e S. Demougin: è pubblicato trimestralmente sul proprio sito
web e non spedito via e-mail (www.ephe.sorbonne.fr/UMR8585/
feuilledannonces.htm; e-mail: jean.andreau@ehess.fr).

121
Kybernetes

Una forma più aperta e, forse proprio per questo più diffusa,
di informazione tramite posta elettronica è la mailing-list: iscri-
vendosi ad una di esse col proprio indirizzo e-mail secondo
le istruzioni che si trovano sui siti di riferimento (in genere
è sufficiente una e-mail vuota; lo smistamento è affidato a
software come “Listserv”, “Listproc” o “Majordomo”), si
potrà comunicare con tutti i partecipanti ricevendo e inviando
notizie e opinioni sull’argomento a cui la lista di distribuzione
è dedicata. Le liste in cui si discute del mondo classico sono
molte e di vario tenore: di carattere più generale “Classics”
(listproc@nyu.edu), “Classicists” (listserv@liverpool.ac.uk) e “Leu-
cippus” (listproc@demokritos.cc.duth.gr); di archeologia si di-
scute in “Arch-L” (listserv@tamvm1.tamu.edu); di epigrafia in
“Epigraph-L” (listproc@listserv.mcmaster.ca); di studi omerici
in “Homer” (listproc@lists.missouri.edu); di argomenti elleni-
stici in “Talaros” (listserv@listserv.acns.nwu.edu); sugli standard
elettronici per i testi biblici in “Biblical Language Standards”
(majordomo@shemesh.scholar.emory.edu); di studi bizantini in
“Romiosini” (listproc@demokritos.cc.duth.gr) e in “Byzans-L”
(listserv@po.missouri.edu); di filosofia antica in “Sophia” (list
proc@liverpool.ac.uk) e degli scritti di Aristotele in “Aristotle”
(majordomo@listhost.uchicago.edu); di Platone in “IPS-List”
(mail: plato@krenet.it); di donne e di genere in “Anahita-L”
(listserv@lsv.uky.edu); di antropologia in “Anthro-L” (listserv@li
stserv.acsu.buffalo.edu ; listserv@ubvm.cc.buffalo.edu); di medicina
antica in “Medant-L” (imailsrv@ea1785.org); di didattica in “Di-
dascalica” (didascalica@clubs.voila.fr) e di riflessione sul rappor-
to tra classici e informatica nell’insegnamento in “CLSTech”
(listserv@miamiu.acs.muohio.edu). Un’ultima lista di distribuzio-
ne, “Intro_Greek”, si rivolge a chi muova i primi passi nello
studio della lingua greca (majordomo@perseus.tufts.edu).
Accanto a tutti gli aspetti certamente positivi del richiamare e
far confrontare tra loro appassionati ed esperti di temi specifi-
ci, ci sono anche considerazioni di carattere pratico da tenere
presenti: il numero delle e-mail scambiate quotidianamente
(ogni lista ha, però, il suo ritmo) può diventare eccessivo e
intasare le nostre caselle di posta; o, ancora, come recupera-
re quella discussione di qualche tempo prima in cui era stato

122
Capitolo III: Ricerca

sviscerato un certo tema o citato un libro, un sito etc. sul quale


si sta ritornando in seguito? Dov’è un ‘deposito’ di tutte le
passate discussioni? A questo ha cercato di porre rimedio il
noto portale generalista “Yahoo!” con una forma che defini-
remo tecnicamente ‘ibrida’ e che permette la consultazione
di tutti i messaggi di una lista anche via web: nella sezione
“Gruppi” – sempre accessibile dalla home page del portale – è
possibile visualizzare i cosiddetti “Yahoogroups” e, dopo aver
individuato (magari anche tramite la ricerca con parole chiave)
quelli che più interessano, iscriversi (sempre gratuitamente)
scegliendo se ricevere le e-mail nella propria casella di posta
o raggiungerle dalla home page riservata a ciascun gruppo. Tra
i gruppi che hanno scelto questa forma di relazione è neces-
sario ricordare prima di tutto il “Perseus project” (URL: http://
it.groups.yahoo.com/group/perseusproject ; per iscriversi inviare
una e-mail vuota69 a: perseusproject-subscribe@yahoogroups.com).
Discussioni generali hanno luogo in “AncientGreece” (http://
dir.groups.yahoo.com/group/AncientGreece; e-mail: AncientGree-
ce-subscribe@yahoogroups.com); si parla, poi, di epigrafia in
“Inscriptiones-L” (http://groups.yahoo.com/group/Inscriptiones-
l; e-mail: Inscriptiones-l-subscribe@yahoogroups.com); di archeo-
logia greca in “Greek-Arch” (www.egroups.com/group/greek-
arch; e-mail: greek-arch-subscribe@yahoogroups.com); di storia
greca in “Greek-Historians” (http://dir.groups.yahoo.com/group/
Greek-historians; e-mail: Greek-historians-subscribe@yahoogroups
.com); di Alessandro Magno in “Alexander-macedon” (http://
dir.groups.yahoo.com/group/alexander-macedon; e-mail: alexander-
macedon-subscribe@yahoogroups.com); di mitologia in “Greek_
Mythology” (http://groups.yahoo.com/group/greek_mythology;
e-mail: greek_mythology-subscribe@yahoogroups.com); del dio Dio-
niso in “Dionysos-l” (http://dir.groups.yahoo.com/group/dionysos-l;
e-mail: dionysos-l-subscribe@yahoogroups.com).
L’altra via è rendere sempre reperibili le discussioni della lista
sul web in spazi di proprietà appositamente dedicati: discussio-
ni generali in “AgoraClass” (http://pot-pourri.fltr.ucl.ac.be/agcl;
per iscriversi si deve compilare un prospetto, mail di riferimen-
to: maroutaeff@fltr.ucl.ac.be); sul mondo egeo nell’età del bron-
zo in “Aegeanet” (www.people.ku.edu/~jyounger/aegeanet.html

123
Kybernetes

majordomo@acpub.duke.edu); sul crogiuolo di culture nell’antico


Mediterraneo in “Ancient Near East” (www-oi.uchicago.edu/OI/
ANE/OI_ANE.html; e-mail: form da compilare); sulla papirolo-
gia in “Papy-List” (http://adam.igl.ku.dk/~bulow/papy-l.html; e-
mail: listserv@listserv.hum.ku.dk); sul greco biblico in “B-greek”
(www.ibiblio.org/bgreek; e-mail: b-greek@lists.ibiblio.org); sulla
tradizione dei testi sacri in “TC-List” (http://rosetta.reltech.org/
TC/tc-list.html; e-mail: modulo da compilare); sui problemi
sinottici in “Synoptic-L” (http://religion.rutgers.edu/nt/primer;
e-mail: majordomo@bham.ac.uk); sul “Thesaurus Linguae Grae-
cae” in “TLG-L” (https://maillists.uci.edu/mailman/listinfo/tlg-l;
e-mail: modulo da compilare); sulla didattica in “Musagora”
dall’omonimo progetto (http://ldif.education.gouv.fr/wws/info/
musagora-educnet; e-mail: musagora-educnet@ldif.education.gou
v.fr); sull’uso dell’informatica nelle discipline umanistiche in
“Idulist” (http://linux.lettere.unige.it/mailman/listinfo; e-mail:
mailman-owner@linux.lettere.unige.it) e in “Humanist” (www.
princeton.edu/~mccarty/humanist; e-mail: modulo da compilare).
Offre spazi telematici ad alcune liste il Department of Greek
and Latin della Ohio State University di Columbus (http:
//omega.cohums.ohio-state.edu/php/modules.php?name=MailA
rchives): si discute del mondo classico in “Classics-L” (che
ha uno spazio anche in http://lsv.uky.edu/archives/classics-
l.html; e-mail: form da compilare) e in “Classics-M” (e-mail:
dgw1@nyu.edu); di storia antica in “Ancien-L” (e-mail: listse
rv@ulkyvm.louisville.edu); di tarda antichità in “LT-Antiq” (e-
mail: listserv@listserv.sc.edu).
Un’altra possibilità di ‘interazione sociale’ in rete, distinta dalla
posta elettronica, è rappresentata dai newsgroup o ‘conferenze’:
i newsgroup sono grandi bacheche elettroniche, ognuna delle
quali è dedicata ad un tema; chiunque può accedervi per leggere
i messaggi lasciati dagli altri utenti e per inserirne a sua volta. A
differenza dei messaggi postali, quindi, quelli inviati a una ‘con-
ferenza’ non hanno un vero e proprio destinatario, poiché sono
semplicemente ‘affissi’ su questa bacheca virtuale. Per raggiunge-
re una bacheca sono necessari dei software chiamati newsreaders
(tra i più usati “Free Agent”, ma ormai anche il lettore di posta
“Outlook” integra questa funzione) che trasmettano al computer

124
Capitolo III: Ricerca

la lista dei messaggi ‘affissi’ 70. Anche il web permette in qualche


caso la lettura dei newsgroup attraverso i servizi forniti da alcuni
siti come http://groups.google.com, http://mailgate.supereva.it, http:
//new.newsland.it; con l’avvertenza, però, che l’aggiornamento av-
viene con un po’ di ritardo. Tra i newsgroup italiani è senz’altro un
punto di riferimento “it.cultura.classica” (moderato da Massimo
Manca) accanto al quale ricordiamo anche “it.istruzione.scuola”;
internazionalmente sono attivi “fr.lettres.langues-anciennes.grec”
“de.etc.sprache.klassisch”, “alt.archaeology”, “sci.archaeology”,
“alt.mythology”, “Humanities.classics”71.
Hanno caratteristiche tutto sommato simili i forum. Si tratta
ugualmente di bacheche digitali, ma con esse non ha niente
a che fare la posta elettronica: la loro sede, infatti, sono delle
normali pagine web che si leggono nello stesso modo in cui si
leggono le pagine di altri siti senza alcun bisogno di ulteriori
software. I messaggi possono essere inseriti tramite appositi
prospetti da compilare e l’invio è automatico. Non se ne sono
trovati in cui si parli in greco antico. Tra i pochi dedicati a
qualcosa di più che allo scambio di versioni tra studenti va
senz’altro ricordato quello sulla didattica delle lingue classi-
che della rivista «Zetesis»72.
Sembrano essere completamente assenti chat-line specifica-
mente dedicate73.

Note:
1
Vedi infra. Dei testi, dei problemi relativi alla loro pubblicazione in
rete e della loro qualità si è già discusso nel capitolo II. Sulle possi-
bilità di ripensare edizioni critiche e commenti vedi le osservazioni
di Barchiesi Nella bufera? e Danese Volumen, p. 69.
2
Stuttgart, 199327.
3
Per un panorama esaustivo di tutte le collezioni attualmente esi-
stenti si consulti la “Leuven Homepage of Papyrus Archives and
Collections”: vedi p. 98.
4
La “Papy-List” è coordinata da Adam Bülow-Jacobsen della
Københavns Universitet: vedi p. 124. Il sito della “Association”
(www.ulb.ac.be/assoc/aip), che ha sede a Bruxelles, contiene lo statuto,

125
Kybernetes

una lista con indirizzi degli iscritti e dei principali centri di studio, no-
tizie sui triennali Convegni Internazionali di Papirologia e una pagina
di link alle principali risorse papirologiche presenti in rete.
5
Alcuni di questi fondamentali strumenti, come il “Leuven Data-
base of Ancient Books” o la “Duke Data Bank of Documentary
Papyri” (dei quali si dirà qui di seguito), sono nati in versione
cd-rom e solo successivamente sono stati immessi in rete. La “Bi-
bliographie Papirologique” è, invece, consultabile solo su supporto
magnetico: vedi p. 54.
6
Fra i progetti di digitalizzazione di immagini papiracee reperibili in
rete ricordiamo quelli elaborati dall’Istituto Papirologico ‘G.Vitelli’
di Firenze (www.istitutovitelli.it/frame.html e www.ino.it/~luca/papiri/
pap_it.html), promotore assieme ad altri enti del progetto “Fon-
di e Archivi Digitali” (www.fadnet.org; e-mail: info@metaonline.it),
e dal Centro Studi Papirologici dell’Università di Lecce (http:
//siba2.unile.it/csp). Le tecniche digitali si sono rivelate particolar-
mente utili per la decifrazione di papiri carbonizzati (come nel caso
dei papiri da Ercolano o da Petra): vedi “Recording, Processing
and Archiving Carbonized Papyri” (www.cs.hut.fi/papyrus), pagina
curata dalla Helsinki University of Technology.
7
Vedi p. 78 sgg.
8
Vedi p. 77. Collezioni europee sono visibili in “The Carlsberg
Papyrus Collection” (www.hum.ku.dk/cni/papcoll/index.html) della
Københavns Universitet e “Papyrologica Coloniensia” (www.uni-
koeln.de/phil-fak/ifa/NRWakademie/pap_Col.html) della Universität
Köln. Altri siti di istituzioni riportano solo notizie generali sulle
collezioni possedute senza offrire cataloghi on-line: è il caso della
“Papyrussammlung der Österreichischen Nationalbibliothek” di
Vienna (www.onb.ac.at/sammlungen/papyrus)
9
Per un elenco pressoché completo di tutti i siti papirologici si con-
sigliano la pagina “Fonti Papiracee” della “Rassegna” di A. Cristo-
fori (www.rassegna.unibo.it/papiri.html), la “Papyrology home page”
di John D. Muccigrosso (www.users.drew.edu/jmuccigr/papyrology)
e la pagina di link nel sito della “Association Internationale de
Papyrologues” (www.ulb.ac.be/assoc/aip/liens.htm). Per la rivista
«Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik» si veda p. 115.
10
Pack Greek (nella versione aggiornata “Mertens-Pack3 en ligne”:
vedi nota seguente), Van Haelst Catalogue e Gigante Catalogo.
11
Alla voce “Catalogues” di ogni scheda si rinvia alla pagina cor-
rispondente nel catalogo on-line dei papiri letterari Mertens-Pack3
(www.ulg.ac.be/facphl/services/cedopal/MP3/fexp.shtml) ospitato nel

126
Capitolo III: Ricerca

sito del “Ce.Do.Pal.” (Centre de Documentation de Papirologie


Littéraire) della Université de Liege. Il catalogo è strutturato come
elenco di autori: cliccando su ciascun nome compare la lista dei
papiri ad esso riconducibili; fornisce, inoltre, una bibliografia
completa su ogni testimone papiraceo integrando così i riferimenti
bibliografici essenziali segnalati nel “LDAB”. Sono inoltre presenti
collegamenti ad “APIS” (vedi p. 78 sgg.) o a “POxy” (vedi p. 97
sgg.), quando da questi siti sia possibile reperire riproduzioni foto-
grafiche dei papiri che interessano.
12
Vedi n. 21, p. 62.
13
Si segnala a questa voce, ad esempio, la presenza di un altro testo
sul verso.
14
Gli indici sono in formato .pdf.
15
Per sapere quali pubblicazioni successive al 1996 siano già state
incluse nel database vedi http://odyssey.lib.duke.edu/papyrus/texts/
mancano.html.
16
Vedi p. 78 sgg.
17
Si faccia attenzione al fatto che accedendo al sito dalla “Rassegna”
di A. Cristofori non è questa la pagina che si raggiunge.
18
Cliccando su “Plot Sites” si visualizza una cartina con tutti i
luoghi segnalati nella collezione. Alla voce “Plot Dates” compare,
invece, una semplice griglia di interrogazione per indagini crono-
logiche: inserendo, ad esempio, – 45 e 10, si avranno elencati sotto
forma di collegamenti ipertestuali tutti i documenti datati fra il 45
a.C. e il 10 d.C.
19
Le collezioni sono elencate in ordine alfabetico di abbreviazione:
i papiri di Antinoopolis (“The Antinoopolis Papyri”) ad esempio
sono alla voce “P.Ant.”. Per un elenco delle abbreviazioni utilizzate
nella “DDBDP”, si consulti la “Checklist of Editions of Greek and
Latin Papyri, Ostraca and Tablets” (http://scriptorium.lib.duke.edu/
papyrus/texts/clist_papyri.html). Il collegamento è presente in questo
sito aprendo la pagina “More about this collection” nella tabella
iniziale. La “Checklist” è uno strumento utilissimo indipendente-
mente dalla “Duke Data Bank”, in quanto contiene gli standard
bibliografici comunemente usati in pubblicazioni papirologiche,
oltre ad una rassegna di tutti gli strumenti su supporto cartaceo,
magnetico o web attinenti alla disciplina.
20
C’è anche l’opzione meno veloce di scorrere la “Table of Contents”.
21
La “DDBDP”, in quanto inclusa in “Perseus”, offre le stesse
opzioni di decodificazione del greco (“Latin Traslitteration”, Beta
code, Unicode) utilizzati nella biblioteca virtuale per visualizzare gli

127
Kybernetes

altri testi greci alla voce “Configure display” (vedi pp. 51-52).
22
L’elenco dei “Subjects”, in ordine alfabetico, comprende tutte le
categorie di nomi propri (di autori, di luoghi, di persone) e di nomi
comuni (di cose o di generi).
23
Le due categorie “Documentary” e “Literary-Subliterary” sono
ulteriormente divise in sottogeneri.
24
Le istruzioni per l’uso della griglia di ricerca si trovano alla voce
“Notes on Searching” nella colonna di sinistra oppure cliccando sul
nome di ciascun campo.
25
Nel caso dei papiri documentari. Vedi p. 77.
26
Hanno una pagina specificamente dedicata all’epigrafia, tra le
principali guide, la “Rassegna degli strumenti informatici per lo
studio dell’antichità classica” (www.rassegna.unibo.it/epigrafi.html),
la “Bibliotheca Classica Selecta” (http://bcs.fltr.ucl.ac.be/Epi.html) e
“K.I.R.K.E.” (www.kirke.hu-berlin.de/ressourc/buchkult.html).
27
Vedi p. 122.
28
Disponibile anche in cd-rom. Oltre a “Gnomon online” (per cui
vedi p. 98), la Katholische Universität Eichstätt-Ingolstadt propone
anche il “Numismatische Bilddatenbank Eichstätt (NBE)” (tempo-
raneamente inaccessibile il database “ILatEyst”con più di 135.000
iscrizioni latine).
29
Vedi n. 12, p. 29.
30
Salamanca, 1996.
31
Come di un portale per il mondo della mitologia (e del folclore)
ci si può servire di “Myth*ing links” (www.mythinglinks.org; e-mail:
jenks7@locallink.net), la raccolta di collegamenti annotata e illustrata
della prof.ssa Kathleen Jenks del Pacifica Graduate Institute di Car-
penteria in California.
32
Boston, 1855; continuamente ristampato.
33
Redatta dalla stessa autrice a partire dal volume a stampa Cleary
Bulfinch.
34
Un altro sito da cui ascoltare letture in lingua greca è “The sound
of ancient Greek – Classical Pronunciation” (www.oeaw.ac.at/kal/
agp; e-mail: stefan.hagel@oeaw.ac.at) del prof. Stephan Hagel.
35
Una sintetica introduzione in italiano alla questione della pronuncia del
greco e del latino si trova nella “Ostraca Home Page” (www.ostraca.it; e-
mail: infotiscali@ostraca.it) curata da Luisa Cocci. Materiale introduttivo
generale sulla linguistica antica si può trovare in “AncientScripts.com”
(www.ancientscripts.com; e-mail: arzajaran2@attbi.com) dell’americano
Lawrence Lo: presenti anche parti dedicate a Lineare A, Lineare B e
greco classico (fonologia, evoluzione etc.).

128
Capitolo III: Ricerca

36
Le pagine su Alessandro Magno sono dovute a Tim Spalding che
con il sito “Isidore-of-Seville.com” (www.isidore-of-seville.com) offre
un contenitore di molte altre raccolte di collegamenti a pagine dedi-
cate all’antichità: “Herodotus on the Web”, “Ancient Astrology and
Divination on the Web”, “The Hellenistic World on the Web” etc.
37
Per dare un’idea della varietà dell’interesse, ricordiamo le pagine
web dedicate alle tecniche belliche dell’esercito macedone “The
Army of Alexander the Great” (http://s_van_dorst.tripod.com/
Alexander.html ; e-mail: assente) e il sito “Beyond Renault. Alexander-
the Great in Fiction” (http://home.earthlink.net/~mathetria/Beyond_
Renault/beyondrenault.html ; e-mail: mathetria@earthlink.net) dove sono
censiti e a volte recensiti i romanzi storici in cui Alessandro compare
come personaggio di finzione. Sono addirittura due i film su Alessan-
dro Magno in lavorazione nel 2004: prevista l’uscita in questo stesso
anno di quello con Colin Farrell e Angelina Jolie, prodotto e diretto
dal più volte premio Oscar Oliver Stone; partiranno, invece, in au-
tunno le registrazioni del secondo, ispirato ai tre fortunati romanzi
dell’archeologo Valerio Massimo Manfredi e prodotto dall’italiano
De Laurentiis, con Leonardo Di Caprio e Nicole Kidman nei panni
dei protagonisti e la regia di Baz Luhrmann (premio Oscar per Mou-
lin Rouge).
38
Leipzig, 1928-35.
39
Si tratta di una parola di nuova coniazione e di frequente uso in
internet: è da intendersi più o meno come ‘traccia web’ ed è spesso
abbreviata in ‘Blog’ con forte assonanza ad un magmatico ‘blob’.
Sono moltissimi i siti che hanno questo tipo di area dove è raccolto
un po’ di tutto e dove confluisce tutto quanto tradizionalmente
veniva scritto e custodito dentro i propri cassetti (poesie, racconti,
commenti, opinioni etc.). Il caso più famoso è quello dei ‘Blog’
scritti dai soldati statunitensi durante la recente guerra in Iraq.
40
Vedi p. 122. Alcune immagini di edizioni a stampa come l’editio
princeps di Galeno pubblicata da Aldo Manuzio a Venezia nel 1525
o di Ippocrate del 1526 sono disponibili presso il sito della Bi-
bliothèque Interuniversitaire de Medicine di Parigi (www.bium.univ-
paris5.fr/histmed/medica.htm).
41
L’eventuale assenza di importanti centri di ricerca in queste pagi-
ne sarà da imputare al fatto che molti di essi forniscono ‘soltanto’ in-
formazioni – certo rilevanti – sulla propria istituzione e sulle proprie
pubblicazioni, ma non materiale pensato per la fruizione via web.
Una segnalazione merita comunque “The Archive of Performances
of Greek and Roman Drama” (www.apgrd.ox.ac.uk; e-mail: apgrd@
Kybernetes

classics.ox.ac.uk), progetto di ricerca interdisciplinare sulla storia


del teatro antico e sulle sue rappresentazioni in età moderna, nato
sotto gli auspici della Faculty of Classics della Oxford University e
con sovvenzioni dello “Arts and Humanities Research Board”. Si
dichiara che il database contiene attualmente informazioni su circa
7.000 rappresentazioni a partire dal Rinascimento e che dovrebbe
essere reso accessibile alla fine del 2004.
42
Ci si riallaccia idealmente (e cronologicamente) a Pökel Philolo-
gisches.
43
Gli atti del convegno La filologia greca e latina nel secolo XX sono
pubblicati in AA. VV. Filologia.
44
Vedi n. 4, p. 27.
45
Vedi Calvo/Ciotti/Roncaglia/Zela Internet 2004, www.laterza.it/
internet/leggi/internet2004/online/08_tecnologie_03.htm.
46
www.chs.harvard.edu/center_dc/chsmission.html.
47
Vedi p. 118.
48
London, 1988-1993.
49
Cavanagh et al. 1996, 2002.
50
I papiri sono stati tutti pubblicati nella collana P.Oxy a cura della
“Egypt Exploration Society” a partire dal 1898.
51
Per lo standard SGML vedi Calvo/Ciotti/Roncaglia/Zela Internet
2004, www.laterza.it/internet/leggi/internet2004/online/08_tecnologie_
03.htm; per il TEI vedi n. 4, p. 27; per Unicode vedi p. 39 sgg.
52
Vedi p. 90.
53
Vedi p. 161.
54
Già disponibile Nagy Homeric.
55
In un primo tempo la banca dati era stata riversata su cd-rom:
“Database of Classical Bibliography”; descrizione dettagliata in
Alvoni Scienze, pp. 63-66.
56
Una precisa descrizione del funzionamento del cd-rom “Gno-
mon” e una guida al suo utilizzo si possono leggere in Alvoni Scien-
ze, p. 17 sgg.
57
Vedi n. 1, p. 60.
58
Pagine introduttive sull’astronomia nell’antichità si possono
leggere in “Antike Astronomie” di Julius Rabl, giovane studente di
Chimica presso la Freie Universität di Berlino (www.antikenaturwisse
nschaft.de; e-mail: webmaster@antikenaturwissenschaft.de).
59
Il sito del progetto contiene altre risorse di interesse antichistico tra cui
una bibliografia su Plotino (“Bibliographie rétrospective de Plotin” a cura
di P. Thillet) e una generale sui filosofi antichi (“Répertoire bibliographi-
que des textes philosophiques de l’Antiquité” a cura di M. Vidoni).

130
Capitolo III: Ricerca

60
La Biblioteca Apostolica Vaticana ha anche un proprio “OPAC”
(www.vaticanlibrary.vatlib.it; e-mail: prefetto@librs6k.vartlib.it). Il Deu-
tsches Archäologisches Institut di Roma (www.dainst.org; e-mail:
dairsekr@vatlib.it) pubblica il suo catalogo (dati a partire dal 1956)
insieme a quello del D.A.I. di Francoforte (dalla metà circa de-
gli anni ’80) e del D.A.I. di Madrid (dal 1990) anche nel cd-rom
“Dyabola. Elektronische Sachkataloge zu den Altertums- und Kun-
stwissenschaften”: per una guida all’uso si vedano “Projekt Dyabola”
(www.dyabola.de; e-mail: info@dyabola.de) e Alvoni Scienze, p. 25 sgg.
61
Descrizione dettagliata in Alvoni Scienze pp. 81-86.
62
Vedi Alvoni Scienze, pp. 75-81.
63
Ospitata presso il server della Marriott Library della University of
Utah; iniziativa del “Council of American Overseas Research Cen-
ters (CAORC)” (www.caorc.org).
64
Gli indici di «Quaderni Urbinati di Cultura Classica» dal numero
55 della nuova serie (84 della serie continua) si trovano sul sito del-
l’Istituto di Filologia Classica dell’Università di Urbino ‘Carlo Bo’
(www.uniurb.it/FilClas/istituto.htm; e-mail: filclass@bib.uniurb.it).
65
Una particolare categoria di aziende che forniscono servizi
ad enti (più raramente a privati) sono i cosiddetti ‘aggregatori
di risorse’: affidandosi, cioè, ad essi con un canone, si può ac-
cedere ai repertori on-line di numerose riviste e a basi di dati
bibliografiche, nonché disporre di altri vantaggi contemplati
nei pacchetti sottoscritti. Aziende del genere sono “Jstor.org”
(www.jstor.org; e-mail: jstor-info@umich.edu), “E.S.Burioni Ricerche
Bibliografiche” (www.burioni.it; e-mail: info@burioni.it), “Blackwell”
(www.blackwell.com; e-mail: mail.ox@blackwell.co.uk), “Swets Infor-
mation Services” (www.swets.com; e-mail: info@nl.swets.com) etc.
66
Vedi p. 108.
67
Vedi p. 138.
68
Vedi p. 117 sgg.
69
Per l’iscrizione è, insomma, sufficiente inviare una e-mail priva
di titolo e di testo. Tutti gli indirizzi segnalati in questa sede sono
quelli utili per l’iscrizione: ciascun gruppo reca nella sua home page
le istruzioni per inviare i messaggi.
70
Per tutte le informazioni necessarie rimandiamo a Calvo/ Ciotti/
Roncaglia/Zela Internet 2004, in particolare www.laterza.it/internet/
leggi/internet2004/online/05_strumenti_04.htm.
71
L’elenco completo dei gruppi italiani e dei loro manifesti può
essere consultato alla URL: www.news.nic.it, cioè presso l’appo-
sito organismo. Esistono tuttavia alcune (poche) altre gerarchie

131
Kybernetes

come quella denominata “free.it” (dove c’è ad es. il gruppo


“free.it.lingua.latino”) o quelle degli operatori di telefonia. Nell’ac-
cedere a questo tipo di risorse, così come ai forum di cui diremo
in seguito, si tenga sempre presente il preciso modo di scrivere e
rispondere ai messaggi che rientra nel generale codice di compor-
tamento della rete denominato Netiquette: se ne può leggere una
versione italiana alla URL www.efluxa.it/netiquette.
72
Vedi p. 116.
73
Metodologie didattiche di insegnamento del greco classico trami-
te l’uso ‘vivo’ della lingua riscuotono meno successo rispetto al caso
del latino anche a causa dell’attuale sistema scolastico. Per le chat
in latino vedi Danese Volumen, p. 116 (ne troverà naturalmente a
volontà chi volesse cimentarsi con il greco moderno).

132
CAPITOLO IV
DIDATTICA DEL GRECO
4.1 Premessa

La fin troppo rapida fuga in avanti della tecnologia ha messo


in crisi la figura dell’insegnante come detentore di un sapere
fondato non soltanto su concetti e nozioni, ma sulla padro-
nanza di mezzi e strumenti da mettere a propria volta a dispo-
sizione delle nuove generazioni per renderle capaci di seguire
percorsi autonomi di approfondimento e di ricerca.
Oltre alla necessità di adeguare le proprie conoscenze si
presenta, quindi, l’esigenza di immaginare e sperimentare
nuove proposte didattiche in forme più adeguate alle mutate
esperienze intellettuali degli studenti. Come confrontarsi,
dunque, con altri insegnanti? E, in particolare, come avvici-
nare altri insegnanti che hanno già tentato la strada di nuove
metodologie applicate alle lingue classiche? Per molti aspetti
il discorso è comune al greco e al latino e, in questo primo
sguardo d’insieme, non sempre è stato possibile o sensato
differenziare i contenuti delle risorse.
Il web si rivela come una possibile corsia preferenziale
per lo scambio di idee ed esperienze tra gli insegnanti di
tutto il mondo. Negli Stati Uniti d’America, ad esempio,
moltissimo è affidato all’iniziativa individuale e all’asso-
ciazionismo anche nel campo dell’istruzione: proprio per
questo sono solidi e attivi molti gruppi di riferimento come
la “American Philological Association” (www.apaclassics.org;
e-mail: blistein@sas.upenn.edu), “American Classical League”
(www.aclclassics.org; e-mail: info@aclclassics.org), “The Classical
Association of the Middle West and South” (www.camws.org;
e-mail: schanile@stolaf.edu), “The Classical Association of the
Atlantic States” (www.caas-cw.org; e-mail: classics@usip.edu).
Numerose le aggregazioni anche nei singoli stati come “The

135
Kybernetes

Classical Association of New England” (www.wellesley.edu/


ClassicalStudies/cane; e-mail: rstarr@wellesley.edu), “The Clas-
sical Association of Virginia” (www.cavclassics.org; e-mail:
demason@campbell.k12.va.us), “The Texas Classical Associa-
tion” (www.txclassics.org; e-mail: ginlindzey@lindzey.us) e così
via (situazione simile in Canada per il quale citiamo, a titolo
di esempio, “The Classical Association of Canada/La Société
canadienne des études classiques”; www.unbf.ca/arts/CLAS/
cacindex.html; e-mail: craig.cooper@uwinnipeg.ca).
La presenza di tutte queste associazioni è particolarmente
importante in un paese in cui la cultura classica rappresen-
ta una scelta decisamente al di fuori del sentire comune,
quando non percepita come un qualcosa di esotico. Stret-
tamente collegate tra loro, costituiscono la spina dorsale
dell’insegnamento fornendo la possibilità ai propri iscritti di
essere contattati da istituti di ogni ordine e grado (si ricordi
l’importanza delle scuole private nel sistema statunitense):
esse mantengono, infatti, le job lists, qualcosa di simile e di
più delle nostre liste di collocamento, svolgendo funzione di
raccordo (immediatamente informate di carenze di organico
da istituti e università) e di selezione degli aspiranti docenti.
Un punto di grande rilievo è il fortissimo legame che unisce i
docenti universitari e quelli di tutti gli altri tipi di istituti: un
confronto continuo privo di formalismi eccessivi e volto alla
condivisione delle diverse esperienze didattiche in funzione
di una crescita comune.
Per favorire approfondimento e aggiornamento continuo,
le associazioni organizzano incontri e convegni, concorsi
annuali per insegnanti, periodi di studio in Europa; fornisco-
no materiali didattici e relativi alla riflessione sulla figura del
docente; pubblicano newsletter, riviste di contenuto divul-
gativo, pedagogico, scientifico (tutte in formato cartaceo ed
elettronico, quasi sempre raggiungibili dalla rete agli indirizzi
da noi segnalati).
Una simile capacità collaborativa tra i vari livelli dell’insegna-
mento si riscontra in Gran Bretagna con i materiali offerti,
ad esempio, da “The Classical Association” (www.sas.ac.uk/
icls/ClassAss; e-mail: croberts@sas.ac.uk), “Joint Association of

136
Capitolo IV: Didattica del greco

Classical Teachers” (www.jact.org ; e-mail: clare@jact.org), “The


Society for the Promotion of Hellenic Studies” (www.sas.ac.uk/
icls/Hellenic; e-mail: croberts@sas.ac.uk). Si consideri anche il
sito “Friends of Classics” (www.friends-classics.demon.co.uk; e-
mail: classics@friends-classics.demon.co.uk) dell’omonima asso-
ciazione di appassionati del mondo classico, nata con lo sco-
po di raccogliere fondi per finanziare scuole ed enti che in-
tendano iniziare o continuare lo studio dell’antichità: articoli
e news sono di libero accesso.
Anche in Germania promuovono gli studi classici e forme di
stretta collaborazione tra i docenti alcune associazioni come il
“Deutscher Altphilologenverband” (www.altphilologenverban
d.de; e-mail: info@altphilologenverband.de) e “Alte Geschichte
für Europa” (www.alte-geschichte-europa.de; e-mail: info@alte-
geschichte-europa.de).
In Italia la “Associazione Italiana di Cultura Classica” (AICC)
è un organismo fortemente decentrato in numerose delegazio-
ni territoriali: si trovano in internet i siti di alcune delegazioni,
ma non un punto di riferimento a livello nazionale.
Attiva da tempo anche “Euroclassica” (www.euroclassica.com;
e-mail: GlueHJ@aol.com), l’‘associazione delle associazioni’ di
insegnanti di materie classiche in Europa: il più importante
degli appuntamenti di quest’anno è in programma a Genova,
capitale europea della cultura per il 2004.

137
Kybernetes

4.2 Risorse didattiche

Rendersi conto di quanto offra internet e di come si possano


far lavorare gli studenti con i mezzi informatici è solo un punto
di partenza; la stessa rete mette a disposizione guide di vario
tipo e di diverso livello anche per gli insegnanti che abbiano
poca familiarità con il mondo del computer. La Université
Catholique de Louvain-la-Neuve ha impostato un complesso
progetto dal nome “AgoraClass, L’Agora des Classiques” (http:
//agoraclass.fltr.ucl.ac.be; e-mail: schumacher@sflt.ucl.ac.be): tra
le altre iniziative di questo che è un vero e proprio portale
con ampio spazio dedicato all’insegnamento, il “Portefeuille
Internet (Vademecum)” (introduzione generale ad internet),
“NTIC (où TICE) et les milieux enseignants” (Technologie
de l’Information et de la Comunication pour l’Enseignement)
e “Itinera electronica” (percorsi multimediali sperimentati)1.
Segnaliamo, in particolare, la sezione “NTIC (où TICE) et
les milieux enseignants” dove sono proposte varie bibliografie
specialmente a proposito della riflessione pedagogica sull’uso
delle nuove tecnologie (articoli di riviste, articoli reperibili in
rete etc.) e un elenco di siti web dedicati all’insegnamento. Al-
cune riflessioni utili dal punto di vista pedagogico si trovano in
“Griseldaonline, portale di letteratura” (www.griseldaonline.it;
e-mail: info@griseldaonline.it), frutto della collaborazione tra il
Dipartimento di Italianistica dell’Università di Bologna e la
casa editrice Gedit: una parte consistente del sito è, infatti,
dedicata alla “Informatica umanistica” con articoli di interesse
sia generale sia specifico2.
Un’ottima introduzione pratica all’uso del computer nel-
l’insegnamento, oltre alla già citata “Einführung” curata da
Sonja Reisner3, è offerta da Henning Lühken del Seminar
für Klassische Philologie della Georg-August-Universität
Göttingen (“ATHENA, Ausgewählte Tools und Hinweise
zur EDV- Nutzung in der Altphilologie”; wwwuser.gwdg.de/
~hluehke/athena; e-mail: hluehke@gwdg.de): una guida che en-
tra nel dettaglio dell’uso dei programmi per strutturare le le-
zioni (ad esempio “Word”, anche in rapporto al problema dei
font, o “PowerPoint”) e di quelli per preparare esercizi come

138
Capitolo IV: Didattica del greco

“Hot Potatoes 6”, forse il più utilizzato dagli insegnanti. Que-


st’ultimo è un software che può essere scaricato gratuitamente
(www.hotpotatoes.info; e-mail: hotpot@uvic.ca) e che permette
di preparare test a scelta multipla, esercizi a riempimento,
cruciverba ed altro ancora in greco. Prodotto dalla “Half-
baked Software” con il supporto della “Creative Technology”
(www.cict.co.uk/software; e-mail: enquiries@cict.co.uk); a dispo-
sizione anche “Quandary” e “TexToys2.1”4.
Ma soprattutto stanno nascendo dei ‘portali didattici’ a caratte-
re nazionale, in cui sono riuniti elementi di interesse per molte
discipline e non manca affatto il greco: in Germania c’è il “Zen-
trale für Unterrichtsmedien im Internet e.V.” (www.zum.de;
e-mail: help@zum.de); in Austria “Education Highway”
(www.eduhi.at; office@eduhi.at) collabora con il Ministero della
Cultura (Bildungsministerium) per “Schule.at” (www.schule.at;
e-mail: redaktion@schule.at); in Gran Bretagna abbiamo “The
Subject Centre for History, Classics and Archaeology” (http:
//hca.ltsn.ac.uk/index.php; e-mail: l.p.hardwick@open.ac.uk), uno
dei 24 portali fondati dal “Learning and Teaching Support
Network” (rete di supporto informatica per l’educazione su-
periore), e “Humbul, Humanities Hub” (www.humbul.ac.uk;
e-mail: info@humbul.ac.uk) parte del “Resource Discovery
Network”. Prendiamo ad esempio del funzionamento dei ‘por-
tali didattici’ il progetto francese “Musagora”5.

MUSAGORA @ EDUCNET
www.educnet.education.fr/musagora
(edu-webmestre@education.gouv.fr)

All’interno del sito francese “Educnet”, punto di riferimento


per le “Technologies de l’Information et de la Comunication
(TICE)”, patrocinato dal Ministère de la Jeunesse, de l’Èduca-
tion nationale et de la Recherche, Direction de la Technologie
– SDTICE, è attivo il sito disciplinare-tematico “Musagora” le-
gato all’insegnamento delle materie classiche. Da una idea nata
in seno alla Académie de Versailles, docenti di tutta la Francia
propongono dossier e percorsi costruiti in internet.

139
Kybernetes

Dentro il sito
“Musagora” si configura essenzialmente come un portale
della scuola e per la scuola. Può essere fruito in vari modi
a cominciare dal menu di sinistra da cui si può accedere ai
“Carnet de voyages” (raccolta di collegamenti a siti e percor-
si realizzati da studenti nell’ambito di visite d’istruzione in
Grecia, Italia, Tunisia, Francia), compiere “Visites archéolo-
giques” virtuali (grazie a progetti o percorsi realizzati da ra-
gazzi), informarsi su “Cours et activités pédagogiques” in atto
in Francia e su come fare “Recherche documentaire” tramite
risorse in rete: si troveranno, all’interno delle pagine aperte
da questi collegamenti, numerosi link e brevi informazioni sui
siti presentati.
Nella sezione più centrale della home page sono riportate le
novità: i collegamenti inseriti più di recente a nuovi percorsi
pubblicati da studenti, a siti di mostre sul mondo antico o a
progetti comunque riguardanti la classicità (teatrali, espositi-
vi, telematici).
Di particolare interesse i dossier tematici (in basso a destra
sempre nella pagina d’accoglienza): percorsi iconografici (an-
tichi e moderni), letterari (antichi e moderni), teatrali, attività
sviluppabili e quant’altro sulle Muse (anche in inglese e greco
moderno), sul mito di Europa e su quello di Dioniso.

In sintesi
“Musagora” è un sito decisamente fecondo di suggerimenti
e di possibilità per gli insegnanti: merita senza dubbio di es-
sere segnalato come ottimo punto di partenza per le attività
informatiche; da non perdere mai di vista, però, i continui
aggiornamenti e la “Liste de diffusion” per interagire con gli
altri insegnanti.

140
Capitolo IV: Didattica del greco

4.3 Materiali di corsi

LICEO ‘BERCHET’
www.liceoberchet.it
(e-mail: berchet@liceoberchet.it)

Il Liceo ‘Giovanni Berchet’ di Milano propone un sito web


molto vivace, ricco di iniziative: in grande evidenza le news, i
concorsi studenteschi, le attività, le informazioni sulla scuola
(sul famoso letterato a cui è intitolata la scuola, sulla storia
della scuola stessa, sull’attuale Piano dell’Offerta Formativa)
e i ben due giornalini d’istituto.

Dentro il sito
Tra i link in evidenza nella pagina iniziale scopriamo la pre-
senza di “Materiale didattico pubblico”: tra i testi dei compiti
in classe e le prove di videoscrittura in greco, tra la possibilità
di scaricare il font “SPIonic” e le istruzioni per il suo utilizzo,
emergono anche presentazioni in “Power Point” dei papiri di
Qumran, delle principali preposizioni greche, delle caratteri-
stiche del romanzo greco. Non sfugga l’interessante software
“L’altare di Pergamo.exe” tramite il quale si possono scorrere
le splendide sculture del fregio maggiore del capolavoro elle-
nistico ricostruito a Berlino.
Tornando alla pagina iniziale, grazie al menu di sinistra ci di-
rigiamo alla sezione “Didattica”. Trascurando in questa sede
di riferire degli ipertesti in evidenza (con cui il ‘Berchet’ ha
anche vinto dei concorsi, ma che, tuttavia, non riguardano
l’antichità tranne quello su Sant’Ambrogio), ci rivolgiamo al
collegamento “Materiali didattici”: oltre al corso “Metodo
della traduzione dal greco al latino in Cicerone e Orazio”,
troviamo “Alcuni test” preparati con il software “Hot Pota-
toes”. Si tratta di tre test a scelta multipla sui primi tre libri
dell’Iliade e di un cruciverba con domande di carattere più
generale sullo stesso poema (ma non si trascuri l’esercizio
di analisi logica). Facendo ancora riferimento alla pagina in
cui trovavamo i “Materiali didattici”, scopriamo numerosi
ipertesti alla voce “Produzione Studenti”: la pagina raccoglie

141
Kybernetes

lavori dal 1997 al 2002 quali “Edipo, eroe tragico”, “Viaggio


in Grecia”, “Il romanzo greco e latino”, “Il Simposio” etc.
Segnaliamo, inoltre, la presenza di altri percorsi ed elaborati al
collegamento “HP Studenti”, cioè “Home Pages degli studenti”,
del menu di sinistra della pagina iniziale: uno spazio virtuale per
gli iscritti al Liceo che vogliano mettere in rete i propri lavori.

In sintesi
Il sito offre del Liceo ‘Berchet’ un’immagine piuttosto vivace.
Sono numerosi e spesso riusciti i tentativi di sfruttare le strategie
didattiche offerte dalla progettazione di ipertesti. Quella dei la-
vori multimediali (e multidisciplinari) sembra ormai una pratica
acquisita e consolidata già da qualche anno nell’insegnamento
di questa scuola: un ulteriore stimolo ad approfondire la cono-
scenza dell’antico e nello stesso tempo dei mezzi informatici
viene senza dubbio anche dai numerosi concorsi a cui il Liceo
ha preso parte (e di cui il sito dà positiva testimonianza).

LICEO CLASSICO ‘SILVIO PELLICO’


www.multiwire.net/ass/pellico
(e-mail: pellico@multiwire.net)

Il Liceo Classico ‘Silvio Pellico’ di Cuneo presenta pubblica-


mente sulla rete la sua storia, la sua offerta formativa e le sue
iniziative teatrali (tra le quali il testo ispirato a La morte della
Pizia di Friedrich Dürrenmatt recitato ad un concorso) acco-
gliendo nella home page con una briosa musica di sottofondo.

Dentro il sito
Il sito è abbastanza essenziale nella sua costruzione: cliccando
su “Progetti” tra i collegamenti della pagina iniziale, si entra
nella sezione in cui viene proposta una versione appositamen-
te realizzata per internet del cd-rom “Il mito, linguaggio di
uomini e dei”. Dopo aver selezionato l’immagine tratta da un
antico vaso, si apre una finestra con sfondo nero da cui emer-
ge un’inquietante maschera.
In basso vi sono quattro icone: la prima, aprendo un’altra

142
Capitolo IV: Didattica del greco

finestrella, ci guida alle istruzioni, la seconda (un tempio)


all’indice, la terza (una stele su cui compaiono lettere dell’al-
fabeto greco) ad un dizionarietto mitologico ipertestuale e la
quarta (un “Omega”) agli autori. Poco sopra quest’ultima, in
basso a destra, un dorato “Gamma” permette di scaricare il
necessario font “Greek”.
In alto altre dodici icone (varie opere d’arte greche) formano il
menu vero e proprio. Ci vengono così presentate le implicazioni
interdisciplinari comportate da questo lavoro e il metodo adotta-
to per portarlo a compimento; ci sono, poi, l’analisi del concetto
di mito (popolare, collettivo, il suo stretto legame con la religio-
ne e quindi l’essere contemporanemente normativo e formativo
etc.), la distinzione tra mito letterarizzato e quello propriamente
letterario, delle schede sui miti di Demetra e Dioniso, una pro-
posta di lettura delle Thesmophoriazuse di Aristofane. Seguono
approfondimenti sulla percezione del mito da parte dei moderni:
il rapporto di Shakespeare con il mito, il culto della personalità
dei sovrani moderni (con Luigi XIV in particolare), Cesare Pa-
vese e la nascita della mitologia personale etc.

In sintesi
Il sito è piuttosto scarno e molte pagine risultano in costru-
zione. La parte riguardante il cd-rom e la sua versione per la
rete, tuttavia, è ben articolata. L’ipertesto è corredato da belle
immagini, tanto ricco di proposte quanto sintetico nelle parti
scritte (ma questa è caratteristica tipica del genere di lavoro);
si raggiunge comunque l’effetto di stimolare all’approfondi-
mento del mito, un elemento così importante per comprendere
la cultura antica e tutto il sottofondo che ha accompagnato il
percorso dell’immaginario europeo.

“MYTHNET” @ “CLASSICS UNVEILED”


www.classicsunveiled.com/mythnet
(e-mail: pagina da cui inviarne)

Entrando nel sito “Classics Unveiled” si trovano alcuni pos-


sibili percorsi, che hanno però a che fare soprattutto con il

143
Kybernetes

mondo latino: il collegamento “MythNET” introduce alla se-


zione dedicata alla mitologia. Si tratta del lavoro vincitore nel
1997 dell’Ontario Students Classics Conference, opera della
scuola “York Mills Collegiate Institute” di Toronto.

Dentro il sito
Al centro della pagina, naturalmente in lingua inglese, sono
messi in risalto alcuni dei collegamenti più importanti (“The
Twelve Olympian Gods”, “Great Heroes” e “Genealogical
Charts”), accompagnati da poche righe introduttive.
Scorrendo invece l’intero menu di sinistra, vediamo che il lavoro
è abbastanza particolareggiato e organizzato in diverse aree: divi-
nità olimpiche e divinità di minor peso, creature singolari ed eroi,
miti della creazione e racconti antichi, la ricerca del vello d’oro e
l’epos troiano. Al proprio interno ciascuna di queste aree è orga-
nizzata come un ‘dizionarietto’: ogni personaggio ha un proprio
lemma nel quale sono raccontate più o meno diffusamente le
vicende che lo riguardano, sempre però con legami ipertestuali
che permettono di raggiungere immediatamente le voci attinenti
alle altre figure coinvolte. Uno spazio speciale è riservato alle sto-
rie d’amore (campeggia la favola di Amore e Psiche accanto ad
altre otto celebri coppie come Orfeo ed Euridice).
Per chiarire i complessi rapporti di parentela si può consultare
l’area “Genealogical Charts” dove si trovano alcuni alberi genea-
logici; anche in essi vi sono dei collegamenti che rimandano alle
pagine relative a ciascun personaggio (laddove è stato possibile).
Non manca la “Picture Gallery”, una raccolta di riproduzioni
fotografiche di opere d’arte in cui sono rappresentati protagoni-
sti del mito. E, per chi voglia mettersi alla prova, un breve quiz.

In sintesi
La configurazione del sito è abbastanza intuitiva e di facile frui-
zione; ricca la quantità di materiale esposto con un linguaggio
chiaro e accattivante. Da segnalare la presenza di una sezione
dedicata agli autori antichi a cui si rimanda spesso nelle pagine
propriamente mitologiche indicando quelli scelti come fonte
dei racconti di cui si riferisce. Nella pagina in cui gli autori ‘si
firmano’ è anche precisata la bibliografia consultata.

144
Capitolo IV: Didattica del greco

4.4 Strumenti grammaticali

Per i siti contenenti strumenti grammaticali abbiamo preso in


considerazione quelli che propongono la consultazione gra-
tuita di testi di morfologia e sintassi: se ne trovano moltissimi
in rete e il vaglio è stato particolarmente difficoltoso, specie
se si pensa alle numerose pagine web di carattere introduttivo
(alfabeto e primi passi di morfologia soprattutto). Abbiamo
selezionato solo alcuni di quelli tra i più ‘corposi’ e signifi-
cativi, decidendo di rimandare per il resto all’ottima raccolta
“Greek Grammar on the Web” (www.greekgrammar.com;
e-mail: webmaster@greekgrammar.com) del prof. Marc Huys
della Katholieke Universiteit Leuven.

NAVICULA BACCHI
www.gottwein.de
(e-mail: webmaster@gottwein.de)

“Navicula Bacchi” è il nome scelto per le sue pagine web da


un insegnante tedesco di materie classiche che dichiara di non
voler costituire un punto di riferimento, ma di lavorare con i
suoi allievi e per i suoi allievi. Il responsabile del sito sembra
essere il prof. Egon Gottwein del Theodor-Heuss-Gymna-
sium di Göttingen, ma manca una esplicita dichiarazione in
tal senso6.

Dentro il sito
Dopo aver cliccato sull’immagine di una nave, si entra nel sito
vero e proprio accolti da uno sfondo da cui emerge il rilievo
di un tempio; al centro la data nella notazione moderna e
latina insieme. Due i menu di possibile utilizzo: il primo a
sinistra con apertura a discesa dei menu secondari al click del
mouse, il secondo distribuito in parte in alto e in parte al di
sotto dell’immagine centrale descritta poco sopra (in questo
caso si apre una finestrella contenente i menu secondari sem-
plicemente al passaggio del cursore).
Trascurando le pur ricche sintesi di mitologia, stilistica/

145
Kybernetes

retorica, metrica, filosofia generalmente navigabili come lessi-


ci ipertestuali, ci concentriamo su quanto appare più stretta-
mente legato alla lingua greca.
Alla voce “Lektüre” si apre una finestra con un lunghissi-
mo elenco di testi greci e traduzioni in tedesco, proposti
o utilizzati da questo insegnante per varie esigenze (anche
per illustrare argomenti letterari, mitologici, filosofici etc.,
in questo caso accompagnate da fotografie). Ritornando al
menu principale, la finestra che si apre al link “Griechischer
Sprachkurs” offre un corso di greco classico in 41 lezioni
elaborato dallo stesso Gottwein sulla base del libro di eserci-
zi Griechisches Übungsbuch di G. Salomon7: ognuna di esse
prevede un testo introduttivo in greco, la sua traduzione in
tedesco, regole di grammatica, esercizi e soluzioni, letture e
un vocabolarietto.
Nella pagina principale, tra i molti collegamenti, c’è
“Lexikon” che fa aprire una finestra in cui è a disposizione
un dizionario molto ampio: le lettere dell’alfabeto disposte
in alto fanno aprire nella stretta colonna di sinistra l’elenco
relativo (cliccando la voce che interessa, se ne potrà leggere la
traduzione nella sezione centrale dello schermo).
Segnaliamo ancora, ma non è certo l’ultimo collegamento
della pagina iniziale, la “Griechische Grammatik”: una gram-
matica ipertestuale piuttosto completa, che va dalla morfolo-
gia (con tanto di prospetti di flessioni verbali e nominali) al
riepilogo della sintassi.

In sintesi
Ci è stato difficile scegliere una sezione adatta a questo
‘rigoglioso’ sito, se non altro per la grande quantità di
materiale che mette a disposizione sia sulla lingua sia sul-
la civiltà latina e greca: lessici ipertestuali, un dizionario
etimologico, un dizionario mitologico, una grammatica,
esercizi, un’ampia selezione di testi, carte geografiche,
senza trascurare la comunicazione diretta con un forum.
La maggior parte di esso potrà essere utile soprattutto agli
studenti, ma anche i docenti troveranno sicuramente qual-
cosa che li interessi.

146
Capitolo IV: Didattica del greco

TEXTKIT
www.textkit.com
(e-mail: pagina da cui inviarne)

“Textkit, Greek and Latin learning tools” si candida a diven-


tare uno dei siti di riferimento per gli strumenti che fornisce a
chi voglia imparare il latino e il greco antico attraverso inter-
net senza aggravi di spesa. Nato da un gruppo di insegnanti
di discipline classiche esperti anche di informatica, è altresì
supportato nella gestione da alcuni studenti.

Dentro il sito
Ci muoviamo in questo sito tramite il menu orizzontale in
alto: grazie al collegamento “Learn Ancient Greek” accedia-
mo ad una pagina in cui colpisce immediatamente la grande
quantità di grammatiche (almeno una quindicina), tutte in
formato .pdf e scaricabili gratuitamente sul proprio hard disk.
Troviamo così A brief introduction to New Testament Greek
(di Samuel G. Green), A First Greek Course (di Sir William
Smith), Greek prose composition (di North & Hillard) etc.
tutti quanti con la notazione della ‘dimensione elettronica’ (i
Kb o Mb che ciascun file ‘pesa’), del numero di pagine, una
breve descrizione dei contenuti del libro e il livello a cui si
rivolge. Se vogliamo aprire, ad esempio, la Greek Grammar di
Herbert W. Smith, sappiamo immediatamente che si tratta di
un file di 40.2 Mb contenente «just under 800 pages»: nella
pagina che la riguarda direttamente vi possono essere altre
informazioni (il tempo necessario a scaricare un file di queste
dimensioni può essere lungo), ma soprattutto la possibilità
di scegliere se salvarla sul proprio disco o aprirla nel browser
come file temporaneo per una consultazione più rapida.
Accanto alle grammatiche è disponibile un numero altret-
tanto elevato di “Greek Readers”, cioè commenti ad alcuni
testi della letteratura greca come il Book Twelve of Homer’s
Odyssey in Greek di Richard A. Minkwicz del 1901 o le Easy
Selections from Plato di Arthur Sidgwick del 1898 e così via.
Riprendendo l’esplorazione del menu nella home page, il
collegamento “Classical E-books” permette di accedere ad

147
Kybernetes

una ben fornita ‘biblioteca’, specie per quello che riguarda


il greco, di testi in traduzione inglese (sempre in formato
.pdf). Dal link “Tutorials” si raggiunge una sezione de-
dicata agli strumenti di supporto per lo studio in cui vi
sono, per ora, tre ‘volumi’ disponibili: Phonetics 101: The
Consonants (livello iniziale), Notes on the Aorist Morpho-
logy (intermedio) e Homeric Epithets and Easy Lessons in
Homeric Metre; oltre al solito formato .pdf, questi scritti si
possono visualizzare in HTML continuando la lettura nelle
pagine seguenti.
Altre parti del sito prevedono un frequentatissimo “Forum”
e soprattutto i cosiddetti “Study Groups”: periodicamente
e a seconda delle richieste e della disponiblità degli inse-
gnanti, si formano dei gruppi di studio pubblici che proce-
dono tramite strumenti come la mailing-list o il forum nella
lettura di alcuni testi. Nel momento in cui scriviamo stanno
terminando il gruppo interessato ad un livello zero di ap-
prendimento della lingua – che ha utilizzato uno dei volumi
disponibili sul greco omerico – e il gruppo che ha letto il
libro XII dell’Odissea.
È, infine, partito il concorso “Ides of March Contest”: una
estrazione tra gli iscritti alla newsletter con premi in libri; il
sorteggio è previsto appunto per il 15 marzo 2005.

In sintesi
Il sito è di una ricchezza straordinaria: tanto e di vari livelli
il materiale accessibile gratuitamente (grammatiche, letture
commentate, testi in traduzione). Particolarmente degni di
attenzione gli esperimenti di studio guidato tramite i mezzi
informatici. Da tenere d’occhio.

DABAR.ORG
www.dabar.org
(e-mail: dan.dyke@goodnews.net)

Il sito “Dabar.org” si presenta come «dedicato al progresso


della fede cristiana nel 2000 a.C.». Per questo intende for-

148
Capitolo IV: Didattica del greco

nire materiali (il cui diritto d’autore è, ovviamente, scaduto


o detenuto dai proprietari stessi di questo spazio web) a
tutti coloro che desiderino studiare la Bibbia, la teologia
e le religioni in generale. Un occhio di riguardo è, inoltre,
rivolto ai pastori cristiani che vogliano condividere i loro
sermoni e ai fratelli musulmani nell’ottica del dialogo in-
terreligioso.

Dentro il sito
Tra i vari materiali messi a disposizione (commenti critici ed
esegetici della Scrittura, testi dei Padri della Chiesa, materia-
li grammaticali introduttivi alla lingua ebraica, immagini di
manoscritti e di alcuni rotoli di Qumran etc.), ci interessa in
questa sede la digitalizzazione del libro Syntax of the Moods
and Tenses in New Testament Greek di Ernest De Witt Bur-
ton8. La possiamo raggiungere in due modi: cliccando sul
collegamento “E-books” nel menu di sinistra della pagina
principale, si arriva ad una pagina da cui poter comunque
scaricare la versione in HTML preparata con il programma
gratuito “Compiler Pro”9; altrimenti, si selezioni “Biblical-
Theological” nella home page e, successivamente, “Greek
Grammar” (all’interno del menu “Biblical studies: New Te-
stament”). Si può così comodamente navigare all’interno di
questa sintassi basata sul greco del Nuovo Testamento: note e
rimandi interni sono, naturalmente, ipertestualizzati e colle-
gano direttamente alle pagine desiderate; l’esemplificazione
dell’autore è molto ricca e si è scelto di proporre questi passi
nella ‘traslitterazione latina’.

In sintesi
Uno dei pochi siti a proporre qualcosa di più che studi in-
troduttivi e morfologici. Si tratta, poi, di pagine di un certo
interesse per chi voglia rivolgersi allo studio della Sacra
Scrittura potendo accedere a testi grammaticali sia per il
greco sia per l’aramaico – oltre che a testi teologici ed ese-
getici. Non sembra funzionare, purtroppo, il collegamento
“Agora” che lascia supporre l’intenzione di facilitare lo
scambio di informazioni.

149
Kybernetes

4.5 Dizionari

Sapere di avere un lessico a disposizione in rete per una


consultazione rapida, in un momento di fretta, quando non
è pratico o risulta impossibile raggiungerne uno in versione
cartacea, può essere decisamente utile. Ma esistono dizionari
affidabili pubblicati in internet?10
La risposta non può che essere affermativa visto che grazie a
“Perseus” è ‘navigabile’ una versione elettronica del Liddell-
Scott-Jones, il più importante lessico greco/inglese, nell’edi-
zione oxoniense del 1940: questa opera fondamentale è stata
completamente riversata in formato testuale e conserva per
intero i lemmi della versione cartacea con in più i vantaggi
dei collegamenti ipertestuali11. Sullo stesso sito è consultabile
anche il cosiddetto “Middle Liddell”, ovvero l’edizione del
1889 di Liddell-Scott.
Il sito della biblioteca della University of Chicago ha pre-
disposto la scansione delle pagine dell’edizione cartacea di
English-Greek Dictionary, A Vocabulary of the Attic Langua-
ge, scritto da S. C. Woodhouse (www.lib.uchicago.edu/efts/
Woodhouse)12. Inserendo nel campo della ricerca una parola
inglese, si potranno visualizzare le immagini delle pagine in
cui tale parola è contenuta (ed eventualmente scorrere anche
le precedenti e le seguenti). Le ricerche potrebbero, però,
partire anche dall’inserimento del numero di pagina.
Le pagine del lessico Abrégé du dictionnaire Grec-Français di
Anatole Bailly13 sono state sottoposte a scansione e rese dispo-
nibili presso il sito “Tablinum” (www.fundp.ac.be/~ppietqui/
tablinum.htm; e-mail: Paul.Pietquin@fundp.ac.be). Dopo aver in-
stallato il plug-in14 “DjVu” (prodotto scaricabile gratuitamente
dal sito dell’azienda produttrice “Lizardtech”: www.djvu.com/
plugins/index.php; e-mail: info@lizardtech.com), si potranno
visualizzare le immagini della versione cartacea cliccando in
alto sul link che riporta il nome del dizionario. A questo punto
compaiono in alto le lettere dell’alfabeto greco e il gioco è fatto:
a sinistra c’è il corrispondente elenco dei lemmi che fungono
da titoli correnti, selezionando i quali si raggiungerà l’immagi-
ne della pagina desiderata.

150
Capitolo IV: Didattica del greco

Un dizionario dedicato esclusivamente al Nuovo Testamento


si trova all’interno del portale “Crosswalk” nella sezione “Fai-
th” (www.biblestudytools.net, http://bible.crosswalk.com; e-mail:
non indicata, ma c’è una pagina da cui inviarne). Già nella
pagina iniziale si possono fare ricerche in numerose versioni
inglesi o nella Vulgata. Cliccando su “Lexikon” nel menu di
sinistra si arriva ad una pagina che consente la ricerca nel Vec-
chio Testamento in aramaico e nel Nuovo in greco: la ricerca
va fatta inserendo le parole nella traslitterazione latina, una
volta selezionato “Greek Word” nel menu a tendina (questo
lessico digitale è basato essenzialmente sui ‘classici’ dizionari
biblici di Thayer e di Smith). Si possono così trovare una tra-
duzione inglese, un file audio con la pronuncia (influenzata
dall’inglese) e i passi della Scrittura in cui ricorrono le parole
desiderate.
Un altro tipo di dizionario disponibile in rete è lo Smaller
Classical Dictionary of Biography, Mythology and Geography di
William Smith (www.classicaldictionary.bravepages.com; e-mail:
laurence@cornishroots.co.uk)15. Già nella pagina iniziale è pre-
sente, a sinistra, l’elenco delle lettere (piccolo in alto) e quello
delle parole con la lettera “A” (occupa la maggior parte della
colonna); al centro l’immagine digitalizzata della prima pagina.
Cliccando di volta in volta sui collegamenti ipertestuali costi-
tuiti dalle singole voci si raggiungerà l’immagine della pagina
corrispondente.
Potranno essere utili anche dizionarietti di interesse più gene-
rale (e se ne trovano di vario tipo): uno per tutti è il lessico di
terminologia retorica “Silva Rhetoricae” approntato dal prof.
Gideon O. Burton della Brigham Young University di Provo
nello Utah (http://rhetoric.byu.edu; e-mail: Rhetoric@byu.edu).

151
Kybernetes

4.6 Software per esercizi

Una strada alternativa da percorrere rispetto ai tradizionali


compiti a casa può essere quella di affidare ad un software,
opportunamente predisposto, lo svolgimento e la valutazione
stessa degli esercizi; può essere divertente e stimolante per
gli studenti verificare le proprie conoscenze autonomamente
attraverso forme ludiche. Si potrebbe persino proporre agli
studenti stessi di lavorare, in base alle loro competenze infor-
matiche e linguistiche, ad un software di questo genere.
L’idea di utilizzare programmi nell’insegnamento non è affatto
da sottovalutare ed è, infatti, già stata presa in considerazione
e, in qualche caso, già sviluppata: si pensi soltanto al gratuito
“Hot Potatoes 6” che permette di preparare cruciverba, frasi
a riempimento ed altro ancora sia in pagine web sia al di fuori
di collegamenti internet16.
La progettazione dei software si scontra naturalmente con
il problema della traduzione per la quale è difficilmente
prevedibile una casistica riconducibile ad un numero preci-
so, per quanto ampio, di variabili (per averne un simpatico
riscontro si provi a sottoporre qualche frase al pur valido
software “Babelfish” del portale “Altavista” per la traduzione
inglese/italiano). Per il momento, quindi, e chissà per quanto
ancora, il campo di applicazione resta limitato al lessico e alla
morfologia17.
In Francia un insegnante della Académie de Toulouse, Gabriel
Teulières, ha elaborato “Eulalie” (http://pedagogie.ac-toulouse.fr/
lettres/eulalie/eulalie.htm; e-mail: gteulier@club-internet.fr), un
programma per esercitarsi sul vocabolario greco. Ci sono tren-
ta argomenti (le divinità, la guerra, la famiglia etc.) con le molte
parole che li riguardano: si può giocare a tradurle, consultare
il vocabolario completo o gareggiare nel riconoscere le circa
mille parole greche contenute. Il programma è, per così dire,
aperto: in altri termini, il vocabolario e gli argomenti possono
essere aumentati a piacimento (le indicazioni e anche un mo-
dello di utilizzo in classe sono sul sito).
Si deve ad un insegnante svedese con la passione per la
programmazione, Dag Kihlman, il software “Wordbase 3.0”

152
Capitolo IV: Didattica del greco

predisposto per imparare il greco del Nuovo Testamento (per


“Windows 2000” e superiori, ma ancora disponibile la ver-
sione 2.3 per “Windows 95” e “98”: www.algonet.se/~kihlman/
greek.html; e-mail: kihlman@algonet.se). Gli esercizi riguardano
il lessico con un dizionario greco-inglese di circa 3.000 parole
e il classico ‘gioco dell’impiccato’ (“Hangman”). Potrebbe es-
sere necessario scaricare un piccolo aggiornamento del siste-
ma operativo, ma sul sito ci sono tutte le istruzioni del caso.
La “Hungryfrog” di Palo Alto, California, ha elaborato tre tipi
diversi di software per l’apprendimento delle lingue in una fase
iniziale e cioè “Hungry Frog”, “Jellyfish Fun” e “49ers Gold
Rush” (www.hungryfrog.com; e-mail: feedback@hungryfrog.com).
La stessa piattaforma base di questi programmi rivolta al lessico
è stata adattata non solo per varie lingue (tra cui il greco, il lati-
no, il tedesco, il francese, l’italiano, lo spagnolo), ma addirittura
anche alla matematica e alla chimica. È possibile fare prove on-
line soltanto con lo spagnolo e l’algebra di primissimo livello.
Alcuni software per “Macintosh” sono stati ideati da Matt
Neuburg, un classicista appassionato di informatica ed
esperto di questo sistema operativo (www.tidbits.com/matt;
e-mail: matt@tidbits.com); tra gli altri, i gratuiti “Greek Verb
Help” per studiare o ripassare tutta la coniugazione verbale
al completo (non ha forma di gioco, ma di schema riassuntivo
con ipertesti) e lo “JACT Plato Reader” per leggere i testi
del filosofo navigando tra collegamenti a note di commento o
grammaticali18.
Ricordiamo, inoltre, “Greek without tears”, creato da Den-
nys Flynn (www.doctor-flynn.demon.co.uk; e-mail: def@doctor-
flynn.demon.co.uk), del costo di £20: si può scaricare una
versione dimostrativa incompleta dell’equivalente “Latin
without tears”, comunque sufficiente a dare un’idea delle
possibilità che il programma offre19.

153
Kybernetes

4.7 Corsi on-line

I corsi on-line intesi come formazione a distanza tramite strumen-


ti informatici stanno nascendo in tutto il mondo e gli esperimenti
in questo senso sono decisamente in aumento. In Italia opera
‘Campusone’ (www.campusone.it; mail: sitocampusone@fondazione
crui.it), un progetto sperimentale per accompagnare e sostenere
la riforma universitaria diffondendo in tutte le aree disciplinari
l’innovazione tecnologica e formativa tramite l’utilizzo integrato
delle nuove tecnologie e della formazione a distanza (FaD); è
stato finanziato dal Governo italiano ed è gestito dalla Conferen-
za dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) in collaborazione
con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
(MIUR), con il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro
(CNEL), il coordinamento delle Regioni e delle Province auto-
nome, Confindustria, Sindacati e Unioncamere20. Sono 6 i corsi
di laurea in Lettere attivati presso le Università di Pisa, Roma ‘La
Sapienza’, Roma ‘Tor Vergata’, Roma LUMSA (Libera Universi-
tà Maria SS. Assunta), Foggia e Lecce, ai quali va aggiunto il cor-
so di laurea in Informatica Umanistica dell’Università di Pisa.
Verso l’insegnamento a distanza si muove anche il “Con-
sorzio Nettuno-Network per l’Università ovunque” (http:
//nettuno.stm.it; e-mail: info@uninettuno.it), «un consorzio tra
Università e aziende per la realizzazione di corsi universitari
a distanza» promosso dal Ministero dell’Università e della Ri-
cerca Scientifica e Tecnologica. Il solo corso attivo in ambito
umanistico nell’anno 2004 è la “Laurea a distanza in Opera-
tore dei beni culturali”.
Rivolgendo lo sguardo alle università europee, corsi brevi
della durata di poche settimane sono accessibili presso
“AllLearn, Alliance for longlife learning”, consorzio delle
Universities of Oxford, Stanford and Yale (www.alllearn.org;
e-mail: info@alllearn.org): attualmente disponibile un corso
sull’Odissea di dieci settimane tenuto dal prof. R. P. Martin
di Stanford21. Alla Universiteit Leiden è da poco partito
un corso di “Storia del testo e critica testuale del Vecchio
Testamento” basato sulla conoscenza di greco e aramaico.
La Faculté autonome de Théologie protestante de l’Uni-

154
Capitolo IV: Didattica del greco

versitè de Genéve con il progetto “Formation@distance”


(www.unige.ch/theologie/distance; e-mail: Distance@theologie.
unige.ch) offre la possibilità di seguire con tutti i mezzi della
rete le lezioni dell’intero corso di laurea e, tra le altre, quelle
del primo livello di lingua greca della prof.ssa Lukinovich, di
cui è gratuitamente a disposizione la prima lezione compren-
dente alcuni file audio per ascoltare la corretta pronuncia.
Negli Stati Uniti la Quartz Hill School of Theology di Quartz
Hill, California (www.theology.edu; e-mail: info@theology.edu),
fornisce un ampio ventaglio di corsi on-line a pagamento: si
può usufruire di cicli di lezioni di greco elementare ed avan-
zato, di letture guidate e commentate di alcuni passi biblici, di
critica testuale neotestamentaria. Liberamente accessibili, in
genere, gli obiettivi formativi di ciascuna disciplina e i conte-
nuti delle lezioni (talvolta con testi greci e compiti assegnati).
Un corso di greco completamente gratuito è stato tentato in
Francia da un insegnante del Collège Paul Bert di Malakoff,
comune non lontano da Parigi (www.ac-versailles.fr/pedagogi/
Lettres/grec/rdgrec.htm; e-mail: rdelisle@noos.fr). Il prof. R.
Delisle ha predisposto due dettagliati programmi per due
diversi livelli di accostamento alla lingua integrando i mate-
riali a disposizione sul sito della Académie de Versailles (tra
cui letture di testi ed esercizi da svolgere) con la possibilità di
personalizzare l’assistenza tramite il newsgroup di cui è mode-
ratore (fr.lettres.langues-anciennes.grec)22.
Come corsi on-line, tuttavia, sono intese anche forme che non
prevedono nessun tipo di contatto diretto con qualche esper-
to, ma la semplice presenza di materiali predisposti e struttu-
rati in maniera tale che il ‘lettore’ della pagina web possa ser-
virsene in modo autonomo. Non rientrano, perciò, in questa
categoria i siti di insegnanti, in genere di livello universitario,
che propongono in rete dispense e bibliografie dei propri cor-
si – certo più facilmente accessibili e spesso molto utili anche
a chi naviga23. I siti che proponiamo qui di seguito si presen-
tano proprio come percorsi organizzati per l’introduzione
alla lingua greca: generalmente sfruttano le nuove tecnologie
anche con file audio registrati, ma il più delle volte si fermano
al livello morfologico; quasi sempre danno per scontato che

155
Kybernetes

il fruitore conosca già nella sostanza le modalità di studio di


una lingua straniera, per di più flessiva. Segnaliamo a questo
proposito un sito americano cui non si è potuto dedicare più
attenzione per problemi di spazio: “New Testament Greek”
(www.ntgreek.org; e-mail: corey@ntgreek.org) si indirizza ai
parlanti di lingua inglese – e, in fondo, a tutti – proprio per
illustrare i termini solitamente in uso nelle grammatiche.

ANCIENT GREEK TUTORIALS


http://socrates.berkeley.edu/~ancgreek
(e-mail: pinax@socrates.berkeley.edu)

“Ancient Greek Tutorials” è il sito del progetto di supporto


all’insegnamento del greco del Departments of Classics della
University of California e del Berkeley Language Center. Pro-
mosso da Donald J. Mastronarde (direttore del “Center for
the Tebtunis Papyri”), nasce come evoluzione del cd-rom che
si accompagnava al suo libro Introduction to Attic Greek24, ma
in seguito si è sviluppato indipendentemente, fino a diventare
fruibile di per sé.

Dentro il sito
La parte centrale dello schermo presenta tutte le informa-
zioni di riferimento (autore, presentazione, aggiornamenti,
font, risoluzione di alcuni problemi etc.). Si entra nelle pagine
interne dal menu di sinistra. La prima voce è “Pronunciation
Guide”: troviamo in questa sezione una descrizione dell’inte-
ro alfabeto greco lettera per lettera (con scrittura maiuscola e
minuscola). Cliccando a sinistra sopra ciascuna di esse, si fa
comparire una tabella al centro: non vi è soltanto descritta la
corretta pronuncia (con esempi di parole inglesi), ma è addi-
rittura fornita la possibilità di ascoltarla da file vocali attivabili
selezionando la lettera stessa o la parola greca accanto scelta
come campione (per queste ultime si può persino scegliere
la lettura di una voce maschile, femminile o di entrambe).
Sotto l’alfabeto, nella colonna di sinistra, compaiono anche
“Breathings” (dove sono appunto descritti e letti gli spiriti),

156
Capitolo IV: Didattica del greco

“Consonants” e “Vowels” (entrambi i sistemi sono presentati


schematicamente con la solita possibilità di ascolto).
Il secondo collegamento del menu della pagina principale è
“Pronunciation Practice”: suddivisi in “Units”, vi si trovano
diversi elenchi di sostantivi, aggettivi, preposizioni, verbi etc.
che ci si può esercitare a pronunciare verificando i progressi
grazie ai consueti file audio.
Continuando nel menu della home page, è poi possibile im-
parare le caratteristiche dell’accento greco (“Accentuation
Tutorial” e “Accentuation Practice”), esercitarsi a declinare
nomi e verbi (“Noun Drill” e “Verb Drill”), giocare col voca-
bolario (“English-Greek”) e altro ancora.

In sintesi
Queste ‘lezioni private’ di greco/inglese ci sembrano molto
ben strutturate e facilmente utilizzabili tramite internet specie
per la parte introduttiva. Nascendo come complemento ad un
libro mancano ancora spiegazioni teoriche di argomenti mor-
fologici (ma sono comunque presenti i paradigmi flessivi),
mentre si trovano molti e validi esercizi.

MATHOS/ΜΑΘΟΣ
www.lamp.ac.uk/classics/mathos
(e-mail: mathos@lamp.ac.uk)

Rosemary Wright ha scritto per il Department of Classics


della University of Wales di Lampeter, un corso di greco
on-line per principianti denominato “Mathos”. Lo scopo è di
introdurre i rudimenti del greco e di fare eventualmente da
supporto ai corsi per beginners della stessa Università.

Dentro il sito
La pagina iniziale è semplicemente di benvenuto e il col-
legamento per entrare nel sito è al centro in basso (“Enter
Μαϑος”); di qui si viene informati sugli obiettivi educativi
di queste pagine, sui responsabili e sul fatto che vi troveremo
anche dei file audio. Per raggiungerne il contenuto si deve se-

157
Kybernetes

lezionare il collegamento “(Go directly to) Contents Page” in


alto a destra.
In una stessa pagina c’è il prospetto di tutti i collegamenti rag-
giungibili. Suddivise per argomenti, vi sono lezioni introduttive
(l’alfabeto, con un file vocale in cui è recitato tutto di seguito, e
la pronuncia delle singole lettere) e sull’intera morfologia (fles-
sione dell’articolo, nominale, verbale, comprese tutte le parti-
colarità). Ogni lezione è accompagnata da qualche esempio di
lettura (in formato audio) e da esercizi da svolgere.
In fondo alla pagina è disponibile anche altro materiale: alcune
pagine di letteratura greca, una lista delle parole più diffuse (in
pratica un piccolo glossario greco/inglese), un dizionarietto di
termini grammaticali e le soluzioni degli esercizi delle lezioni.

In sintesi
Il sito è costruito in maniera molto semplice ed intuitiva ed
è infatti facilmente navigabile in ogni sua parte. Il materiale
contenuto esplora tutta la morfologia, anche se in maniera ab-
bastanza sintetica e schematica. Degna di nota la presenza di
esercizi di lettura accompagnati da file vocali, anche se, come
di solito accade, troppo influenzati dalla pronuncia delle lin-
gue moderne (e dell’inglese in particolare).

THE ITATIAIA SCHOOL FOR LANGUAGE AND SCIENCE


www.geocities.com/Athens/Agora/6594
(e-mail: josef.mehr@uol.com.br)

Il professore tedesco Franz J. Mehr ha concepito quattro


corsi di lingua (ebraico, latino, greco e portoghese) e uno di
fisica (più precisamente meccanica). Non siamo, purtroppo,
riusciti a reperire in internet maggiori informazioni su questo
insegnante; se ne intuisce, tuttavia, l’amore per il Brasile (Ita-
tiaia è, infatti, una città nei pressi dell’omonimo parco natura-
le a poco meno di 200 km da Rio de Janeiro).

Dentro il sito
Due soltanto i collegamenti nella home page: “Languages” e
“Science”. Seguendo il primo, in una pagina ugualmente abba-
158
Capitolo IV: Didattica del greco

stanza scarna, scegliamo “Griechisch” (ma chi fosse interessato


ad introdursi all’ebraico, al latino o al portoghese potrà mettere
a frutto le informazioni raggiungibili dagli altri link).
Sotto i sintetici e immancabili consigli sui font, appare uno sche-
ma suddiviso in 50 “Kapitel” preceduti da “Stichwörter” (le pa-
role lemmatizzate, sia tedesche che greche, sono accompagnate
da numeri che indicano la lezione nella quale sono state usate).
Il giorno tipo (“Tag”, come è chiamato poi all’interno ciascuno
dei 50 capitoli) è distribuito in una stessa lunga pagina general-
mente organizzata in diverse parti: si comincia con una breve
introduzione (“Einleitung”) e con l’esposizione di argomenti
grammaticali e morfologici (“Grammatik”); ad essa seguono gli
esercizi (“Übungen zur Grammatik”) e le soluzioni. A metà circa
di ciascun giorno si possono leggere alcune frasi del testo della
Anabasi di Senofonte (l’altra importante lettura di riferimento è
il Nuovo Testamento), per intendere le quali sono in precedenza
stati forniti i mezzi grammaticali. Il brano è accompagnato da
una traduzione in tedesco (“Übersetzung”) spesso parola per
parola e, in seguito, anche libera, quando le competenze co-
minciano ad essere sufficienti. Per aiutare la lettura ci sono le
“Worterklärungen”, il momento in cui si spiegano le parole e si
aumenta la conoscenza del lessico con qualche suggerimento e
approfondimento. Seguono quindi gli esercizi sul testo (“Übun-
gen zum Text”) e le relative soluzioni. Il capitolo, infine, è chiuso
da un’appendice costituita generalmente da un più approfondito
commento del brano e degli argomenti contenuti.
Le ultime lezioni sono dedicate a testi più complessi, come
l’Iliade, per i quali è necessario introdurre anche opportune
conoscenze metriche.

In sintesi
La struttura del sito e delle lezioni stesse è chiara e intuitiva.
Lodevole l’idea di proporre un testo e di seguirlo passo passo
nella traduzione suscitando così interesse per la lettura e per
la conoscenza di esso. La gradualità nell’insegnamento e la
contemporanea possibilità di penetrazione in un’opera sono,
del resto, temi di grande attualità nella discussione didattica.
Ci sembra un’iniziativa degna di essere imitata.
159
Kybernetes

4.8 Certamina graeca

Gare di traduzione dal greco non sembrano essere ancora


molto diffuse in Italia o, quanto meno, non pare che i comitati
organizzativi abbiano sinora preso la decisione di affidarsi ad
internet per promuoverli. L’associazione dei filologi classici
tedeschi “Deutscher Altphilologenverband” ospita sul suo
sito informazioni generali sui concorsi che si svolgono nei
singoli stati della federazione (www.altphilologenverband.de):
già presente nella home page il collegamento “Wettbewerbe”
grazie al quale si può sapere quali livelli di difficoltà contem-
pli ciascun concorso e quali premi si possano vincere (oltre,
naturalmente, agli indirizzi a cui rivolgersi).
In Austria esiste un “Certamen Olympicum Graeco-Latinum”
a livello nazionale organizzato da gruppi di lavoro di pro-
fessori dei licei (“Arbeitsgemeinschaft Griechisch”) talvolta
in collaborazione con docenti universitari; prima, però, è
necessario superare le prove nei nove stati della repubblica
federale. Alcuni di essi hanno un proprio sito internet che
informa sull’iscrizione, sullo svolgimento, sui vincitori e
rende disponibili i testi delle prove: Vienna, ad esempio, ha
ospitato il proprio Certamen il 17 marzo presso l’Albertus-
Magnus-Gymnasium (www.olympiade.reflex.at; e-mail: strei
cher@ams-wien.at), mentre a Salisburgo si è svolto il 22
aprile presso il Dipartimento di Scienze dell’Antichità (Fa-
chbereich Altertumswissenschaften) della locale Università
(http://land.salzburg.at/olympiade2004/olympiade2004; e-mail:
w.steinbichler@sol.at).
La “Classical Association of Canada/La Société canadienne
des études classiques” organizza per gli studenti canadesi le
“Sight Translation Competitions in Greek and Latin/Concours
national de versions grecque et latine” (www.usask.ca/classics/
cac/sights/index.html; e-mail: porterj@duke.usask.ca): vi sono
vari livelli di competenza, sia per studenti universitari sia
per studenti di scuole superiori. Presenti sul sito gli estremi
bibliografici dei testi proposti negli anni passati. Ai vincitori
vanno premi in denaro.
Aperto a partecipanti di tutto il mondo è l’americano “The

160
Capitolo IV: Didattica del greco

Medusa Mythology Examination” (www.medusaexam.org;


e-mail: info@medusaexam.org), giunto al settimo anno (in
collaborazione con l’associazione “American Classical Lea-
gue”): si tratta di una gara per studenti di scuole superiori
basata su 50 domande di argomento mitologico con risposte
a scelta multipla (nel 2004, ad esempio, le domande vertono
sulle metamorfosi). Il sito web offre precise indicazioni per la
preparazione e la possibilità di misurarsi con le prove degli
anni precedenti25.

Archeologia e viaggi in rete

Molti siti web testimoniano l’interesse per il mondo ar-


cheologico e le straordinarie potenzialità di applicazione
dell’informatica ancora in fase di sviluppo. In questa sede
ci limitiamo ad illustrare alcuni esempi che riescano a dare
una prima idea di come le immagini possano essere proposte
sul web con diverse, ma fruttuose modalità. Un buon punto
di partenza può essere “Archeogate”, un portale italiano di
archeologia (www.archaeogate.it; e-mail: webmaster@archaeoga
te.org) che fornisce aggiornamenti, approfondimenti e coor-
dina iniziative didattiche.
Per un viaggio ‘virtuale’ in Grecia si può partire dal
sito del Ministero della Cultura Greca e dal suo porta-
le “Odysseus”, in particolare dall’area “Cultural Maps”
(www.culture.gr/2/21/maps/hellas.html; e-mail: generalenquiries
@noc.culture.gr). Al centro della pagina compare una mappa
della Grecia suddivisa in varie regioni: è cliccabile e indirizza
al luogo prescelto, indicando successivamente musei e mo-
numenti della zona, spesso con alcune foto di opere possedu-
te (lo stesso percorso si può fare con i nomi dei luoghi sotto
la cartina in ogni pagina).
Un sito tra i tanti che propongono fotografie della Gre-
cia è “Dr. J’s Illustrated Guide to the Classical World” della
prof.ssa Janice Siegel (http://lilt.ilstu.edu/drjclassics; e-mail:
jfsiege@ilstu.edu): sono contenuti dispense dei suoi corsi
(anche riferimenti a testi classici con illustrazioni dei relati-
vi luoghi), una raccolta di collegamenti a siti con materiale

161
Kybernetes

audiovisivo e multimediale e soprattutto un gran numero di


foto ad alta risoluzione delle più famose località archeologiche
(anche italiane).
Da questo punto di vista, offre visite ‘virtuali’ tra le più
interessanti il sito “Metis” nell’ambito del progetto “Stoa”
(www.stoa.org/metis; e-mail: metis@hartzler.org): tramite il plug-
in “Quicktime”26 si possono visualizzare foto dell’acropoli
di Atene, della cittadella di Troia o delle Termopili di tipo
‘panorama’, opportunamente rielaborate per diventare ‘na-
vigabili a 360°’. Non solo: queste foto molto suggestive pre-
sentano dei punti ‘sensibili’ (indicati da una piccola mano),
sui quali si può, cioè, cliccare per avanzare nel percorso della
visita accompagnati anche da una cartina topografica o per
essere rinviati a “Perseus” e ad una descrizione dei luoghi.

Note:
1
Di questa sezione del sito e dei numerosi percorsi che permette di
visionare ci siamo già occupati in Danese Volumen, pp. 86-88.
2
Vedi Camandona/Poli Papiri.
3
Vedi p. 22.
4
Un sito italiano che contiene esempi dell’uso di questi program-
mi, esercizi già preparati (per il latino) e guide in formato .zip è
“Cyberteacher” (www.cyberteacher.it; e-mail: cyberteacher.it@cyber
teacher.it).
5
Si tengano presente le strade aperte con il portale apposita-
mente creato per la didattica dal Louvre (www.louvre.edu; e-
mail: abonnement@louvre.edu), ben diverso dal sito del museo
(www.louvre.fr). Ancora in fase preparatoria il portale didattico ita-
liano “Mediaclassica” contenuto in “Aristarchus”: vedi pp. 93-94.
6
Abbiamo desunto questo nome da pagine secondarie del sito o
esterne, ma ad esso collegate.
7
Leipzig-Berlin, 1933.
8
Chicago, 18983.
9
Software per il sistema “Windows” prodotto da “Nonags”
(www.nonags.com).
10
Tralasceremo in questa carrellata i tantissimi piccoli lessici prepa-
rati da molti insegnanti assieme al materiale dei loro corsi.

162
Capitolo IV: Didattica del greco

11
Sia ad altre voci sia anche direttamente ai testi contenuti nello
stesso sito. Vedi pp. 51-52.
12
London, 1910.
13
Paris, 1901.
14
Il plug-in è un piccolo programma di supporto che gestisce softwa-
re particolari integrandosi nel browser ed estendendone le funzio-
nalità senza modificarne l’interfaccia (vedi Calvo/Ciotti/Roncaglia/
Zela Internet 2004, www.laterza.it/internet/leggi/internet2004/online/
05_strumenti_02.htm).
15
London, 1878.
16
Vedi p. 139.
17
Vedi Salvioni Software e libertà e Mastandrea/Mondin/Tessarolo/
Boschetti Attività.
18
Il programma è pensato in relazione al volume The intellectual
revolution, Cambridge University Press 1980, a cura della “Joint As-
sociation of Classical Teachers” (per cui vedi p. 136 sgg.). Entrambi
i software funzionano nell’ambiente “Classic”.
19
Vedi Danese Volumen, p. 106. Un elenco di software è stato
raccolto da Rob Latousek per la American Classical League in
“ACL Software Directory for Classics” (www.centaursystems.com/
soft_dir.html; e-mail: info@aclclassics.org).
20
Il sistema prevede in particolare la certificazione di compe-
tenze linguistiche e informatiche, stages formativi e l’utilizzo di
metodologie di valutazione della qualità dei corsi. Tra gli obiet-
tivi principali, l’esigenza di avvicinare il mondo della formazione
a quello del lavoro. Il progetto è stato finanziato per tre anni
(2001-2004), ma è certamente un’esperienza non limitata: vi ade-
riscono 70 Università italiane e risultano attivati quasi 300 corsi.
21
Presso la University of Cambridge, che ha già attivo il “Clas-
sics Project” per il latino (www.cambridgescp.com: vedi Danese
Volumen, pp. 108-109), si sta lavorando al “Computer-Assisted
Text Reading (CATR) Project”, progetto di ricerca per sviluppare
versioni elettroniche di testi greci e latini utilizzabili nello studio
assistito via internet: se ne possono già osservare alcuni esempi
(www.classics.cam.ac.uk/catr; e-mail: rjet1@cam.ac.uk).
22
Vedi p. 125.
23
Indichiamo a titolo di esempio le pagine del progetto “Telemaco/
Telemachos” (www.telemaco.unibo.it).
24
Berkeley, Los Angeles, London, 19952.
25
Informazioni, purtroppo, vaghe sono riportate in rete a proposito
di un’altra gara di traduzione denominata “Pythia”: organizzato

163
Kybernetes

dallo “European Cultural Centre” di Delphi, coinvolge insegnanti


e studenti di diversi stati tra cui Spagna, Belgio, Olanda, Austria,
Danimarca e Russia. Il sito web del centro (www.culture.gr/2/23/232/
epked/index.htm; e-mail: eccd-cul@otenet.gr) si rivolge soprattutto
ai docenti delle scuole superiori per i quali organizza interessanti
incontri (anche sull’uso di strumenti informatici), ma non accenna
al concorso. Materiali preparatori per il concorso austriaco degli
ultimi anni possono essere consultati presso il “Griechisch Info-
Center”, ospitato sul server della Universität Wien (www.univie.ac.at/
griechisch; e-mail: georg.danek@univie.ac.at).
26
Per una definizione di plug-in vedi n. 14, p. 163. “Quicktime” è
scaricabile gratuitamente alla URL www.quicktime.apple.com.

164
CAPITOLO V
AMOENITATES
Data la grande varietà di pagine web dedicate alla Grecia e alle
curiosità sul mondo classico, non potevamo esimerci dal dare
conto della portata di questo interesse. Un interesse talvolta di
livello accademico per aspetti meno noti o soltanto marginali
rispetto alle discipline tradizionalmente oggetto di insegna-
mento; in qualche caso un divertente modo di proporre (a
bambini e giovani) il nostro patrimonio culturale in una veste
meno ‘seriosa’; altre volte, invece, l’impressione che si ricava,
specie quando si sconfina in campo filosofico-religioso, è di
una quanto meno singolare percezione dell’antico – finito an-
ch’esso, suo malgrado, nel cielo di costellazioni new age.
E così veniamo a sapere che le Muse continuano a vegliare su
di noi e sulle opere del nostro ingegno: chiunque avesse un
sito web poteva iscriversi fino a poco tempo fa al “Circle of
the Muses” (chiuse al momento le iscrizioni: www.eliki.com/
portals/fantasy/circle; e-mail: muses@eliki.com) e mettersi sotto
l’egida della patrona dell’arte preferita. Una breve presenta-
zione di ciascuna delle Muse, una rassegna di immagini di
opere d’arte ad esse ispirate (Mantegna, Rodin, Poussin etc.)
e qualche collegamento ad altre pagine di curiosità costitui-
scono lo sfondo per rendere più gradevole questo modo di
aumentare la visibilità delle proprie pagine elettroniche.
Dal Parnaso all’Olimpo il passo è breve. “Mythweb” è
una piccola enciclopedia mitologica rivolta ad un pubbli-
co molto giovane, in cui le divinità e gli eroi sono illustrati
con divertenti disegni animati (www.mythweb.com; e-mail:
joel@mythweb.com). Ma cosa si intende davvero per eroe? «Se
un eroe è propriamente definito come qualcuno che fa qual-
cosa di pericoloso per aiutare qualcun altro, allora gli eroi del-

167
Kybernetes

la mitologia greca non meritano una tale qualifica. Erano un


bel mucchio di egoisti, spesso per di più con supplementari
tendenze antisociali – in altre parole, non esattamente dei mo-
delli di comportamento per la giovane generazione di oggi».
Un modo scanzonato, insomma, per non prendere troppo sul
serio il proprio lavoro. Il volto di Teseo è, dunque, quello di
un ammiccante bellone biondo e non è da meno Perseo che
esibisce un largo e rassicurante viso quadrato. Disponibile su
cd-rom anche il gioco di avventura “Wrath of the Gods”.
L’emittente australiana “ABC” in collaborazione con il
“Centre for Classics and Archaeology” della University of
Melbourne propone a ragazzi, studenti e appassionati in ge-
nere un giro sui “Winged Sandals” di un piccolo Hermes blu
parlante (www.wingedsandals.com; e-mail: pagina per comuni-
care dal sito della “ABC”): un simpatico viaggio interattivo
alla scoperta dei miti greci con una grafica accattivante ed
animazioni tridimensionali di alta qualità in stile cartoon. Si
può anche giocare, cercando di aiutare un giovane Orfeo mu-
sicista dei nostri giorni ad incantare Cerbero o combattendo
dalla parte delle Amazzoni nell’assalto ad Atene (ma anche,
viceversa, difendendo la città).
A glorie olimpiche cercavano di innalzarsi gli ambiziosi
atleti che partecipavano alle gare sportive in nome di Zeus:
un “Olympic Games Virtual Museum” con la descrizione
dei luoghi (e qualche foto), la storia, gli aneddoti, l’albo
dei vincitori è facilmente raggiungibile grazie al “Center for
Global Research and Education in E.Commerce” in collabo-
razione col Dartmouth College di Hanover nel New Ham-
pshire e con la “Foundation of the Hellenic World” (http:
//minbar.cs.dartmouth.edu/greecom/olympics; e-mail: webmaster
@minbar.cs.dartmouth.edu). Per entrare nel sito è obbligatoria
una registrazione gratuita.
La stessa “Foundation of the Hellenic World” (www.fhw.gr/
olympics/ancient; e-mail: pr@fhw.gr) propone “Olympics
Through Time”, un documentato viaggio dalle più antiche
testimonianze (civiltà egizie e mesopotamiche, reperti mi-
noici e micenei, età omerica) all’età classica a cui è dedicato
ampio spazio, fino alla ‘rinascita’ ufficiale nel 1896. Forniti

168
Capitolo V: Amoenitates

anche una bibliografia sul tema e un sintetico glossario.


Indispensabile visitarlo in preparazione alle Olimpiadi di
Atene del 20041.
Ma attenzione, nel 2004 ci sarà una incredibile coincidenza:
“The Society for the Revival of the Nemean Games” ci invita
a partecipare alla terza edizione moderna dei giochi che si ter-
ranno nei pressi dell’altro grande santuario panellenico che
ospitava giochi atletici nell’antichità (www.nemeagames.gr; e-
mail: nemeaucb@socrates.berkeley.edu). Nessun intento compe-
titivo con la manifestazione maggiore; solo il desiderio di far
vivere il vero spirito sportivo: nessun professionista, puntuale
suddivisione in categorie di età e di sesso, nessun premio se
non il «dolore dei piedi per il contatto con le stesse pietre e
lo stesso suolo dove corsero antichi piedi 2000 anni fa». Tutta
l’iniziativa è nata circa vent’anni fa dal gruppo dei partecipan-
ti ad una campagna di scavo della University of Berkeley: la
maggior parte del sito offre, infatti, foto e notizie sugli scavi,
sui miti che riguardano Nemea, sui giochi e una bibliografia
selezionata.
A proposito di Olimpia: chi ricorda per quale esatto motivo
era compresa tra le canoniche sette meraviglie dell’antichi-
tà? “The Seven Wonders” risponde ai nostri dubbi (http:
//ce.eng.usf.edu/pharos/wonders; e-mail: ashmawy@eng.usf.edu):
grazie ad alcune ricostruzioni tridimensionali possiamo farci
un’idea di come doveva essere la gigantesca statua di Zeus nel
santuario di Olimpia, degli straordinari giardini pensili di Ba-
bilonia, del colosso di Rodi e anche di varie meraviglie di altre
civiltà ‘perdute’. Ideato dal prof. Alaa Ashmawy del Depart-
ment of Civil & Environmental Engineering della University
of South Florida di Tampa.
La musica nell’antichità accompagnava ogni momento so-
lenne, ma è per noi quasi completamente perduta. Una ricca
documentazione (anche fotografica) sugli strumenti musi-
cali si può trovare in “Ancient Music Instruments” (http:
//urgent.rug.ac.be/swentelomania/ancient/index.php; e-mail: sweat
y@urgent.rug.ac.be): l’autore non dichiara il suo nome, ma dice
di aver adattato alle esigenze di una pagina web un paper scrit-
to alla Rijksuniversiteit Gent. In “Ancient Greek Music” del

169
Kybernetes

prof. Stefan Hagel della Österreichische Akademie der Wis-


senschaften è addirittura possibile ascoltare alcuni file musicali
(www.oeaw.ac.at/kal/agm; e-mail: stefan.hagel@oeaw.ac.at): si trat-
ta di ricostruzioni effettuate in base ai pochissimi frammenti in
cui ci è giunta una qualche notazione musicale. Sono indicate
le edizioni di riferimento.
Ancora un tentativo di ricostruzione di come doveva essere
cantato l’esametro omerico, basato sulla canzone dell’aedo
Demodoco su Ares e Afrodite, propone lo stesso Hagel in
“Homeric Singing. An approach to the original performance”
(www.oeaw.ac.at/kal/sh): anch’esso è, naturalmente, ascoltabile
in formato audio. Disponibili bibliografia specifica e abstract
di un suo lavoro sull’argomento.
La musica greca e i suoi misteri sono un soggetto affascinante:
il prof. William A. Johnson del Department of Classics della
University of Cincinnati pubblica “Ancient Greek Music on
Papyrus: two new fragments” (http://classics.uc.edu/music/
index.html; e-mail: william.johnson@uc.edu). Introduzione e
bibliografia per trovare ulteriori notizie specialistiche, accom-
pagnano le immagini dei due papiri in questione che possono
anche essere ingrandite per una migliore lettura. Cliccando,
poi, sulle immagini stesse si faranno partire i rispettivi file
audio (anche in varie versioni).
Come si diffondeva l’informazione nell’antichità? Tra angeloi,
messaggi sigillati, propaganda politica e passaparola le cose
non dovevano andare granché bene per i nostri gusti. Meglio
leggersi in rete le “Akropolis World News”, notizie di attuali-
tà in greco antico (www.akwn.net; e-mail: jcoderch@akwn.net).
Dal novembre 2001 il prof. John Coderch della Oxford Uni-
versity pubblica un paio di articoli alla settimana traducendo
le news sotto la dichiarata suggestione dei “Nuntii Latini”: ma
(per ora?) le notizie si possono solo leggere e non ascoltare2.
Egli definisce la lingua usata «neo-attico» (per evitare con-
fusioni con il neo-greco o greco moderno): il problema delle
parole sconosciute al greco classico è risolto modellandone di
nuove sulla base del greco moderno e ospitando in una pagi-
na un dizionarietto bilingue dei neologismi. Com’è andata,
ad esempio, la cerimonia degli Oscar per il film dell’anno?

170
Capitolo V: Amoenitates

«“‘O t«n Daktul€vn DespÒthw” ßndeka égalmãtia


f°retai».
E quante statuette ha riportato a casa “Alcestiad, Love is a
Legend”? Forse non è un film molto famoso, ma, a giudicare
dal cupo manifesto e dal trailer con sottofondo rock, sembra
avere tutte le carte in regola per appassionare il pubblico mo-
derno. Registi, attori e sceneggiatori sono i simpatici studenti
che frequentano il Department of Classical Studies della Tri-
nity University di San Antonio (www.trinity.edu/departments/
classical_studies; e-mail: rcohenbr@trinity.edu).
E il libro dell’anno, quale sarà? La sua traduzione in greco
antico è ormai pronta: ÑAre›ow PÒthr ka‹ filosÒfou l€yow
uscirà in autunno per opera di Andrew Wilson, un professore
inglese in pensione3. Ce ne informa lo stesso Wilson nelle sue
“Classics Pages” (www.classicspage.com; e-mail: acknowledgment
s@classicspage.com), un sito web in cui questo ex-insegnante ha
riversato tutta la sua conoscenza e il suo desiderio di avvicinare i
giovani al mondo classico. Troviamo così numerosi e dettagliati
quiz dedicati a storie e a opere classiche, spesso accompagnati
da foto moderne (provocando talora un effetto di straniamen-
to): giochi su Lisistrata, Antigone, i poemi omerici etc.
Chi volesse cimentarsi con quiz e domande (con risposte a
scelta multipla) sul modello di trasmissioni televisive, non
può mancare di visitare il tedesco “Quis fit Crassus?” e le
sue «Tausend Fragen aus der Antike» (www.quisfitcrassus.net;
e-mail: fragen@quisfitcrassus.net). Ideato da Maria e Christoph
Schmutte del Gymnasium Marianum di Meppen.
Chi, invece, ama il mondo esoterico non può trascurare “The
Hermetic Library” (www.hermetic.com; e-mail: segreta, ovvio)
di Al Billings: una biblioteca che contiene scritti moderni,
introduzioni, guide e anche molti testi della tradizione erme-
tica, scritti platonici, le Enneadi di Plotino e persino alcuni
passi da papiri sulla magia (tutti in traduzione inglese).
Una ricca “Bibliotheca Arcana” e collegamenti a risorse sul
mondo religioso greco pagano e sul neopaganesimo mette
a disposizione “The Stele, the home page of Omphalos”
(www.omphalos.org; e-mail: info@omphalos.org). Il sito nasce
per dare vita ad un network di scambi e relazioni tra i ‘neo-

171
Kybernetes

pagani’ che altrimenti potrebbero difficilmente contattarsi.


Accoglieva iscrizioni, ma ora indirizza a “Nova Roma”4 e ad
“Hellenion”. Quest’ultima si definisce come «religious orga-
nization (“church”) dedicated to the revival and practice of
Hellenic polytheism» (www.hellenion.org; e-mail: Epistates@Hel
lenion.org). Si dichiara, inoltre, che l’approccio alla religione
greca avviene da un punto di vista «reconstructionist», inclu-
dendo sia una particolare attenzione ai precedenti storici sia il
rispetto per la personale ispirazione spirituale.
In un’atmosfera più intrisa di spiritualità sembrano traspor-
tarci gli scritti di un tale Sanderson Beck, raccolti nel suo
sito “Spiritual Awareness Now” (www.san.beck.org; e-mail:
san@beck.org). Mescolato a pagine sulla religione cinese, sul
buddismo indiano, su Gesù Cristo, sul pacifismo e il movi-
mento non violento, si trova un lungo approfondimento sui
misteri eleusini e la Grande Madre (con bibliografia).

Note:
1
Questo il sito ufficiale della manifestazione: www.athens2004.com
(e-mail: modulo per contatti).
2
Vedi Danese Volumen, p. 129 sg.
3
Sempre presso la casa editrice Bloomsbury (www.bloomsbury.com)
che pubblica tutta la saga del piccolo mago creato da Joanne K.
Rowling. L’autrice, laureata in Classics, ne aveva voluto anche la
traduzione in latino: Harrius Potter et philosophi lapis, tradotto da
Peter Needham nel 2003, che ha riscosso grande successo. Ora ne è
in programma anche una in gaelico.
4
Vedi Danese Volumen, pp. 133-134, dove si fa menzione anche dei
cosiddetti ‘neostoici’.

172
INDICE DEI SITI
A HELLENISTIC BIBLIOGRAPHY p. 107
www.gltc.leidenuniv.nl/index.php3?m=57&c=86
(e-mail: m.p.cuypers@let.leidenuniv.nl)

ABU: LA BIBLIOTHÈQUE UNIVERSELLE p. 60


(e-mail: http://cedric.cnam.fr/ABU)

ACCADEMIA DELLA CRUSCA p. 110


www.accademiadellacrusca.it
(e-mail: biblioteca@crusca.fi.it)

ACCADEMIA FIORENTINA DI PAPIROLOGIA E DI


STUDI SUL MONDO ANTICO p. 111
www.accademiafiorentina.it
(e-mail: accademia@accademiafiorentina.it)

ACL SOFTWARE DIRECTORY FOR CLASSICS p. 163 n. 19


www.centaursystems.com/soft_dir.html
(e-mail: info@aclclassics.org)

ACO*HUM, ADVANCED COMPUTING IN


THE HUMANITIES p. 27 n. 4
http://helmer.aksis.uib.no/AcoHum/aco-hum.html
(e-mail: desmedt@uib.no)

• Tutti i siti sono stati visitati per l’ultima volta tra il 1 e il 20 Aprile 2004. Sotto dici-
ture in corsivo minuscolo sono stati raggruppati i siti privi di un nome proprio.

175
Kybernetes

ADVANCED PAPYROLOGICAL
INFORMATION SYSTEM (APIS) p. 73, 77, 78
www.columbia.edu/cu/lweb/projects/digital/apis
(e-mail: modulo per contatto)

AEGEANET p. 123
www.people.ku.edu/~jyounger/aegeanet.html
(e-mail: majordomo@acpub.duke.edu)

«AEVUM» p. 114
www.vitaepensiero.it/riviste/pagcoml/aevum.asp
(e-mail: redazione.vp@unicatt.it)

«AEVUM ANTIQUUM» p. 114


www.vitaepensiero.it/riviste/pagcoml/aev_ant.asp
(e-mail: redazione.vp@unicatt.it)

ACROBAT READER p. 62 n. 27
www.adobe.com
(e-mail: italian-custserv@adobe.com)

AGORACLASS (LISTA) p. 123


http://pot-pourri.fltr.ucl.ac.be/agcl
(e-mail: maroutaeff@fltr.ucl.ac.be)

AGORACLASS, L’AGORA DES CLASSIQUES p. 119, 138


http://agoraclass.fltr.ucl.ac.be
(e-mail: schumacher@sflt.ucl.ac.be)

AKROPOLIS WORLD NEWS p. 170


www.akwn.net
(e-mail: jcoderch@akwn.net)

ALBERTUS-MAGNUS-GYMNASIUM p. 160
www.olympiade.reflex.at
(e-mail: streicher@ams-wien.at)

176
Indice dei siti

ALEXANDER-MACEDON p. 123
http://dir.groups.yahoo.com/group/alexander-macedon
(e-mail: alexander-macedon-subscribe@yahoogroups.com)

ALEXANDER THE GREAT ON THE WEB p. 89


www.isidore-of-seville.com/Alexanderama.html
(e-mail: editor@isidore-of-seville.com)

ALICE.IT p. 29 n. 12
www.alice.it
(e-mail: redazione@alice.it)

ALLLEARN, ALLIANCE FOR LONGLIFE LEARNING p. 154


www.alllearn.org
(e-mail: info@alllearn.org)

ALTAVISTA p. 152
www.altavista.com
(e-mail: info@altavista.com)

ALTE GESCHICHTE FÜR EUROPA p. 137


www.alte-geschichte-europa.de
(e-mail: info@alte-geschichte-europa.de)

AMERICAN CLASSICAL LEAGUE p. 135


www.aclclassics.org
(e-mail: info@aclclassics.org)

«AMERICAN JOURNAL OF PHILOLOGY» p. 114


www.press.jhu.edu/journals/american_journal_of_philology
(e-mail: webmaster@jhupress.jhu.edu)

AMERICAN OVERSEAS DIGITAL LIBRARY (AODL) p. 113


www.aiys.org/aodl/index.php
(e-mail: caorc@caorc.org)

AMERICAN PHILOLOGICAL ASSOCIATION p. 37, 40, 120, 135


www.apaclassics.org

177
Kybernetes

(e-mail: blistein@sas.upenn.edu)

ANAGNOSTIS 4.0 (IDEATECH) p. 43 n. 29


www.ideatech-online.com
(e-mail: ideatech-online@ideatech-online.com)

ANAHITA-L p. 88, 122


(e-mail: listserv@lsv.uky.edu)

ANAXIPHORMINX p. 37
http://web.syr.edu/~dhmills/caes/ClassicalFonts.html
(e-mail: perryd2@csi.com)

ANCIEN-L p. 124
http://omega.cohums.ohio-state.edu/php/modules.php?na
me=MailArchives
(e-mail: listserv@ulkyvm.louisville.edu)

ANCIENT GREEK MUSIC p. 169


www.oeaw.ac.at/kal/agm
(e-mail: stefan.hagel@oeaw.ac.at)

ANCIENT GREEK MUSIC ON PAPYRUS:


TWO NEW FRAGMENTS p. 170
http://classics.uc.edu/music/index.html
(e-mail: william.johnson@uc.edu)

ANCIENT GREEK TUTORIALS p. 156


http://socrates.berkeley.edu/~ancgreek
(e-mail: pinax@socrates.berkeley.edu)

ANCIENT MUSIC INSTRUMENTS p. 169


http://urgent.rug.ac.be/swentelomania/ancient/index.php
(e-mail: sweaty@urgent.rug.ac.be)

ANCIENT NEAR EAST p. 124


www-oi.uchicago.edu/OI/ANE/OI_ANE.html
(e-mail: modulo di contatto)

178
Indice dei siti

ANCIENTGREECE p. 123
http://dir.groups.yahoo.com/group/AncientGreece
(e-mail: AncientGreece-subscribe@yahoogroups.com)

ANCIENTSCRIPTS.COM p. 128
www.ancientscripts.com
(e-mail: arzajaran2@attbi.com)

ANNÉE-PHILOLOGIQUE p. 94, 100


www.annee-philologique.com/aph
(e-mail: aph_error@vjf.cnrs.fr)

ANTHRO-L p. 122
(e-mail: listserv@listserv.acsu.buffalo.edu; listserv@ubvm.cc.
buffalo.edu)

ANTIKE ASTRONOMIE p. 130 n. 58


www.antikenaturwissenschaft.de
(e-mail: webmaster@antikenaturwissenschaft.de)

«ARACHNION. A JOURNAL OF ANCIENT LITERATURE


AND HISTORY ON THE WEB» p. 117
www.cisi.unito.it/arachne/arachne.html
(e-mail: lana@cisi.unito.it)

ARCH-L p. 122
(e-mail: listserv@tamvm1.tamu.edu)

ARCHEOGATE p. 161
www.archaeogate.it
(e-mail: webmaster@archaeogate.org)

ARCHIVIO DELLA LATINITÀ ITALIANA


NEL MEDIO EVO (A.L.I.M.) p. 59
www.uan.it/alim/letteratura.nsf
(e-mail: alessio@unive.it)

179
Kybernetes

ARCHIVIO FILOLOGICO PER


LA MEDICINA ANTICA (AFMA) p. 69
www.lettere.unifi.it/afma
(e-mail: form per l’invio dal web)

«ARETHUSA» p. 114
www.press.jhu.edu/journals/arethusa
(e-mail: webmaster@jhupress.jhu.edu)

ARGOS p. 20
http://argos.evansville.edu
(e-mail: tb2@evansville.edu)

ARISTARCHUS p. 93, 152 n. 5


www.aristarchus.unige.it
(e-mail: montanari@unige.it)

ARISTOTLE p. 122
(e-mail: majordomo@listhost.uchicago.edu)

ASSOCIATION INTERNATIONALE D’ÉPIGRAPHIE


GRECQUE ET LATINE (A.I.E.G.L.) p. 82
www.aiegl.lettere.unibo.it
(e-mail: non ancora presente)

ASSOCIATION INTERNATIONALE
DE PAPYROLOGUES p. 73, 125 n. 4
www.ulb.ac.be/assoc/aip
(e-mail: amartin@ulb.ac.be)

ATHENA, AUSGEWÄHLTE TOOLS UND HINWEISE


ZUR EDV- NUTZUNG IN DER ALTPHILOLOGIE p. 138
wwwuser.gwdg.de/~hluehke/athena
(e-mail: hluehke@gwdg.de)

AUFSTIEG UND NIEDERGANG DER RÖMISCHEN WELT p. 101


www.uky.edu/ArtsSciences/Classics/biblio/anrw.html
(e-mail: jruebel@bsu.edu)

180
Indice dei siti

BARTLEBY.COM p. 60
www.bartleby.com
(e-mail: bartlebycom@aol.com)

BAYERISCHE STAATS-BIBLIOTHEK DI MÜNCHEN p. 113


www.bsb-muenchen.de
(e-mail: info@bsb-muenchen.de)

B-GREEK p. 124
www.ibiblio.org/bgreek
(e-mail: b-greek@lists.ibiblio.org)

BEYOND RENAULT.
ALEXANDER THE GREAT IN FICTION p. 129 n. 37
http://home.earthlink.net/~mathetria/Beyond_Renault/
beyondrenault.html
(e-mail: mathetria@earthlink.net)

BIBLICAL LANGUAGE STANDARDS p. 122


(e-mail: majordomo@shemesh.scholar.emory.edu)

BIBLIOGRAFÍA DE EPIGRAFÍA GRIEGA p. 81


http://webpages.ull.es/users/amarfer/bibliografia.html
(e-mail: amarfer@ull.es)

BIBLIOGRAFÍA DE LA HISTORIA DE LA
ASTROLOGÍA GRECORROMANA p. 103
http://webdeptos.uma.es/dep_griego/ASTROLOGIA.htm
(e-mail: aurelioperez@uma.es; cmacias@uma.es)

BIBLIOGRAPHIE PAPYROLOGIQUE p. 54
www.ulb.ac.be/philo/cpeg/bp.htm

BIBLIOGRAPHIE PLATONICIENNE
(PLATO BIBLIOGRAPHY) p. 106
http://upr_76.vjf.cnrs.fr/Instruments_travail/Bibliogr_spec/
Bibl_plat/BPFrontFrench.html
(e-mail: lbrisson@infobiogen.fr)

181
Kybernetes

BIBLIOTECA AMBROSIANA p. 111


www.ambrosiana.it
(e-mail: info@ambrosiana.it)

BIBLIOTECA APOSTOLICA VATICANA p. 111, 131 n. 60


www.vaticanlibrary.vatlib.it
(e-mail: prefetto@librs6k.vartlib.it)

BIBLIOTECA DELLA LETTERATURA ITALIANA p. 59


www.letteraturaitaliana.net
(e-mail: redazione@pianetascuola.it)

BIBLIOTECA DELLA PONTIFICIA


UNIVERSITÀ GREGORIANA p. 111
www.unigre.it/newbiblio
(e-mail: giorgi@unigre.it)

BIBLIOTECA MALATESTIANA p. 111


www.malatestiana.it
(e-mail: malatestiana@sbn.provincia.ra.it)

BIBLIOTECA MARUCELLIANA p. 111


www.maru.firenze.sbn.it
(e-mail: marucelliana@cesit1.unifi.it)

BIBLIOTECA MEDICEA LAURENZIANA p. 111


www.bml.firenze.sbn.it
(e-mail: medicea@unifi.it)

BIBLIOTECA NAZIONALE BRAIDENSE p. 59


www.braidense.it
(e-mail: info@braidense.it)

BIBLIOTECA NAZIONALE CENTRALE DI FIRENZE p. 111


www.bncf.firenze.sbn.it
(e-mail: info@bncf.firenze.sbn.it)

182
Indice dei siti

BIBLIOTECA NAZIONALE CENTRALE DI ROMA p. 110


www.bncrm.librari.beniculturali.it
(e-mail: bncrm@bnc.sbn.roma.it)

BIBLIOTECA NAZIONALE
VITTORIO EMANUELE III DI NAPOLI p. 111
www.bnnonline.it
(e-mail: emanuele@librari.beniculturali.it)

BIBLIOTECA RICCARDIANA p. 11
www.riccardiana.librari.beniculturali.it
(e-mail: riccardiana@librari.beniculturali.it)

BIBLIOTECA VIRTUAL MIGUEL DE CERVANTES p. 60


www.cervantesvirtual.com
(e-mail: bibliotecario@cervantesvirtual.com)

BIBLIOTHECA ALEXANDRINA p. 113


www.bibalex.org
(e-mail: secretariat@bibalex.org)

BIBLIOTHECA AUGUSTANA p. 52
www.fh-augsburg.de/~harsch/augustana.html
(e-mail: harsch@rz.fh-augsburg.de)

BIBLIOTHECA CLASSICA SELECTA p. 22, 128 n. 26


http://bcs.fltr.ucl.ac.be/default.htm
(e-mail: poucet@fusl.ac.be)

BIBLIOTHECA EROTICA GRAECA ET LATINA p. 104


http://webpersonal.uma.es/de/JFMARTOS/BEGLintro.htm
(e-mail: jfmartos@uma.es)

BIBLIOTHEKSVERBUND BAYERN p. 113


www-opac.bib-bvb.de
(e-mail: gateway-bayern@bib-bvb.de)

183
Kybernetes

BIBLIOTHÈQUE DES SCIENCES DE L’ANTIQUITÉ p. 102


www.scd.univ-lille3.fr/bsa/AccueilBSA.htm
(e-mail: bsa@univ-lille3.fr)

BIBLIOTHÈQUE INTERUNIVERSITAIRE
DE MEDICINE DI PARIGI p. 129 n. 40
www.bium.univ-paris5.fr/histmed/medica.htm
(e-mail: ferreira@bium.univ-paris5.fr)

BIBLIOTHÈQUE NATIONALE DE FRANCE p. 112


www.bnf.fr
(e-mail: accueil@bnf.fr)

BLACKWELL p. 131 n. 65
www.blackwell.com
(e-mail: mail.ox@blackwell.co.uk)

BLOOMSBURY p. 172 n. 3
www.bloomsbury.com
(e-mail: csm@bloomsbury.com)

«BRYN MAWR CLASSICAL REVIEW» p. 117, 121


http://ccat.sas.upenn.edu/bmcr
(e-mail: rhamilto@brynmawr.edu)

BULFINCH’S MYTHOLOGY p. 86
www.bulfinch.org
(e-mail: webmaster@showgate.com)

BYZANS-L p. 122
(e-mail: listserv@po.missouri.edu)

BYZANTINE STUDIES p. 104


www.byzantine.nd.edu/index.shtml
(e-mail: anastos@nd.edu)

BYZANTIUM, BYZANTINE STUDIES PAGE p. 90


www.fordham.edu/halsall

184
Indice dei siti

(e-mail: phalsall@unf.edu)

CAMPUSONE p. 154
www.campusone.it
(e-mail: sitocampusone@fondazionecrui.it)

CATALOGO ITALIANO DEI PERIODICI (ACNP) p. 116


http://acnp.cib.unibo.it/cgi-ser/start/it/cnr/fp.html
(e-mail: verniti@cib.unibo.it)

CENTER FOR HELLENIC STUDIES p. 96, 99, 108, 118


www.chs.harvard.edu
(e-mail: chsweb@fas.harvard.edu)

CENTRE FOR THE STUDY OF ANCIENT DOCUMENTS p. 97


www.csad.ox.ac.uk
(e-mail: alan.bowman@christ-church.ox.ac.uk)

CENTRE DE DOCUMENTATION DE
PAPIROLOGIE LITTÉRAIRE p. 126 n. 11
www.ulg.ac.be/facphl/services/cedopal/MP3/fexp.shtml
(e-mail: cedopal@ulg.ac.be)

CENTRO INTERDIPARTIMENTALE DI SERVIZI PER L’AUTOMAZIONE


NELLE DISCIPLINE INFORMATICHE (CISADU) p. 27 n. 3
http://rmcisadu.let.uniroma1.it
(e-mail: cisadu@rmcisadu.let.uniroma1.it)

CENTRO INTERDIPARTIMENTALE DI
STUDI ANTROPOLOGICI SULLA CULTURA ANTICA
DELL’UNIVERSITÀ DI SIENA (CISACA) p. 29 n. 23
www.unisi.it/ricerca/centri/cisaca/links.html
(e-mail: Romaldo@unisi.it)

CENTRO STUDI PAPIROLOGICI


DELL’UNIVERSITÀ DI LECCE p. 126 n. 6
http://siba2.unile.it/csp
(e-mail: cspapiri@ilenic.unile.it)

185
Kybernetes

CENTRO STUDI PLUTARCHEI p. 107


www.dsa.unisa.it/Plutarco/plutarcoframeset.htm
(e-mail: l.torraca@unisa.it)

CERTAMEN OLYMPICUM GRAECO-LATINUM p. 160


http://land.salzburg.at/olympiade2004/olympiade2004
(e-mail: w.steinbichler@sol.at)

CHECKLIST OF EDITIONS OF GREEK AND


LATIN PAPYRI, OSTRACA AND TABLETS p. 127 n. 29
http://scriptorium.lib.duke.edu/papyrus/texts/clist_
papyri.html
(e-mail: joates@duke.edu)

CHRISTIANISMUS.IT p. 65
www.christianismus.it
(e-mail: contatti@christianismus.it)

CLAROS, CONCORDANCIA DE
INSCRIPTIONES GRIEGAS p. 82
www.filol.csic.es/dge
(e-mail: somolinos@filol.csic.es)

CLASSICAL LANGUAGE
INSTRUCTION PROJECT (C.L.I.P.) p. 86
www.princeton.edu/~clip
(e-mail: wildberg@princeton.edu)

«CLASSICAL REVIEW» p. 114


www3.oup.co.uk/clrevj
(e-mail: jnl.etoc@oup.co.uk)

CLASSICISTS p. 122
(e-mail: listserv@liverpool.ac.uk)

CLASSICS p. 122
(e-mail: listproc@nyu.edu)

186
Indice dei siti

CLASSICS-L p. 124
http://lsv.uky.edu/archives/classics-l.html
(e-mail: modulo di contatto)

CLASSICS-M p. 124
http://omega.cohums.ohio-state.edu/php/modules.php?na
me=MailArchives
(e-mail: dgw1@nyu.edu)

«CLASSICS@» p. 97, 108, 118


www.chs.harvard.edu
(e-mail: due@fas.harvard.edu, ebbott@fas.harvard.edu)

CLSTECH p. 122
(e-mail: listserv@miamiu.acs.muohio.edu)

COLLÈGE PAUL BERT DI MALAKOFF p. 155


www.ac-versailles.fr/pedagogi/Lettres/grec/rdgrec.htm
(e-mail: rdelisle@noos.fr)

COMPILER PRO (NONAGS) p. 149


www.nonags.com
(e-mail: nonags_soft@nonags.com)

COMPUTER-ASSISTED TEXT READING


(CATR) PROJECT p. 163 n. 20
www.classics.cam.ac.uk/catr
(e-mail: rjet1@cam.ac.uk)

COMPUTING IN THE HUMANITIES WORKING PAPERS p. 27 n. 4


www.chass.utoronto.ca/epc/chwp
(e-mail: epc-chwp@chass.utoronto.ca)

CONSORZIO NETTUNO-NETWORK PER


L’UNIVERSITÀ OVUNQUE p. 154
http://nettuno.stm.it
(e-mail: info@uninettuno.it)

187
Kybernetes

CORNELL GREEK EPIGRAPHY PROJECT p. 54


http://132.236.125.30/index.html
(e-mail: njk3@cornell.edu)

COUNCIL OF AMERICAN OVERSEAS


RESEARCH CENTERS (CAORC) p. 131 n. 63
www.caorc.org
(e-mail: caorc@caorc.org)

CROSSWALK p. 151
www.biblestudytools.net, http://bible.crosswalk.com
(e-mail: modulo di contatto)

CYBERTEACHER p. 162 n. 4
www.cyberteacher.it
(e-mail: cyberteacher.it@cyberteacher.it)

DABAR.ORG p. 148
www.dabar.org
(e-mail: dan.dyke@goodnews.net)

DEPARTMENT OF CLASSICAL STUDIES


(TRINITY UNIVERSITY DI SAN ANTONIO) p. 171
www.trinity.edu/departments/classical_studies
(e-mail: rcohenbr@trinity.edu)

DEPARTMENT OF GREEK AND LATIN


(OHIO STATE UNIVERSITY;
MAILING-LIST OSPITATE PRESSO IL) p. 124
http://omega.cohums.ohio-state.edu/php/modules.php?na
me=MailArchives
(e-mail: vedere le singole liste)

DEUTSCHER ALTPHILOLOGENVERBAND p. 116, 119, 137, 160


www.altphilologenverband.de
(e-mail: info@altphilologenverband.de)

188
Indice dei siti

DEUTSCHES ARCHÄOLOGISCHES INSTITUT p. 111, 131 n. 60


www.dainst.org
(e-mail: dairsekr@vatlib.it)

«DIDASKALIA» p. 119, 121


http://didaskalia.open.ac.uk
(e-mail: h.denard@warwick.ac.uk)

DIDASCALICA p. 122
didascalica@clubs.voila.fr

DIE DEUTSCHE BIBLIOTHEK p. 113


www.ddb.de
(e-mail: web-red@ddb.de)

«DIGRESSUS» p. 119
www.digressus.org
(e-mail: mail@digressus.org)

DIONYSOS-L p. 123
http://dir.groups.yahoo.com/group/dionysos-l
(e-mail: dionysos-l-subscribe@yahoogroups.com)

DIOTIMA/ΔΙΟΤΙΜΑ p. 88
www.stoa.org/diotima
(e-mail: scaife@uky.edu)

DIPARTIMENTO DI SCIENZE DELL’ANTICHITÀ


DELL’UNIVERSITÀ DI SALERNO p. 29 n. 23
www.dsa.unisa.it/bibweb.htm
(e-mail: disciant@unisa.it)

DJVU (LIZARDTECH) p. 150


www.djvu.com/plugins/index.php
(e-mail: info@lizardtech.com)

«DOCERE» p. 116
www.vivariumnovum.it/rivistadocere.htm

189
Kybernetes

(e-mail: info@vivariumnovum.it)

DR. J’S ILLUSTRATED GUIDE TO


THE CLASSICAL WORLD p. 161
http://lilt.ilstu.edu/drjclassics
(e-mail: jfsiege@ilstu.edu)

DUKE DATABANK OF
DOCUMENTARY PAPYRI (DDBDP) p. 51, 54, 77
www.perseus.tufts.edu/Texts/papyri.html
(www.perseus.tufts.edu/cache/perscoll_DDBDP.html)
(e-mail: ddbdp@perseus.tufts.edu)

EDUCATION HIGHWAY p. 139


www.eduhi.at
(e-mail: office@eduhi.at)

EICHSTÄTTER KONKORDANZPROGRAMM ZUR


GRIECHISCHEN UND LATEINISCHEN
EPIGRAPHIK (CONCEYST) p. 82
www.ku-eichstaett.de/Fakultaeten/GGF/fachgebiete/
Geschichte/Alte%20Geschichte/Projekte/conceyst
(e-mail: juergen.malitz@gmx.de)

«EIKASMÓS» p. 114
www.classics.unibo.it/Eikasmos
(e-mail: eikasmos@classics.unibo.it)

EINAUDI p. 60
www.einaudi.it
(e-mail: info@einaudi.it)

«ELECTRONIC ANTIQUITY:
COMMUNICATING THE CLASSICS» p. 117
http://scholar.lib.vt.edu/ejournals/ElAnt
(e-mail: abeckert@vt.edu o terry.papillon@vt.edu)

190
Indice dei siti

ELECTRONIC RESOURCES FOR CLASSICISTS:


THE SECOND GENERATION p. 23
www.tlg.uci.edu/index/resources.html
(e-mail: mcpant@uci.edu)

ENCYCLOPEDIA MYTHICA p. 85, 86


www.pantheon.org
(e-mail: modulo di contatto)

ENGLISH-GREEK DICTIONARY p. 150


www.lib.uchicago.edu/efts/Woodhouse
(e-mail: efts@lib.uchicago.edu)

EPIGRAPH-L p. 82, 122


(e-mail: listproc@listserv.mcmaster.ca)

EPIGRAPHIC DATABASE ROMA (EDR) p. 82


http://cisadu4a.let.uniroma1.it/panciera
(e-mail: Panciera@rmcisadu.let.uniroma1.it)

EPIGRAPHISCHE DATENBANK HEIDELBERG (EDH) p. 82


www.uni-heidelberg.de/institute/sonst/adw/edh/index.html
(e-mail: epigraphische.datenbank@urz.uni-heidelberg.de)

E. S. BURIONI p. 131 n. 65
www.burioni.it
(e-mail: info@burioni.it)

EULALIE p. 152
http://pedagogie.ac-toulouse.fr/lettres/eulalie/eulalie.htm
(e-mail: gteulier@club-internet.fr)

EUROCLASSICA p. 137
www.euroclassica.com
(e-mail: GlueHJ@aol.com)

EUROPEAN CULTURAL CENTRE p. 163 n. 25


www.culture.gr/2/23/232/epked/index.htm

191
Kybernetes

(e-mail: eccd-cul@otenet.gr)

FEUILLE D’ANNONCES DES COLLOQUES


ET CONGRÈS p. 121
www.ephe.sorbonne.fr/UMR8585/feuilledannonces.htm
(e-mail: jean.andreau@ehess.fr)

FILE MAKER p. 54, 76


www.filemaker.com
(e-mail: modulo per contatti)

«FLORENTIA ILIBERRITANA» p. 115


www.ugr.es/~hantigua/florentia.html
(e-mail: hantigua@ucartuja.ugr.es)

«FOLIA ELECTRONICA CLASSICA (FEC)» p. 119


http://bcs.fltr.ucl.ac.be/FE/folia.html
(e-mail: folia_electronica@fltr.ucl.ac.be)

FONDI E ARCHIVI DIGITALI p. 126 n. 6


www.fadnet.org
(e-mail: info@metaonline.it)

FONTS FOR SCHOLARS p. 42 n. 17


http://scholarsfonts.net/index.html
(e-mail: hospes@scholarfonts.net)

FORMATION@DISTANCE p. 154
www.unige.ch/theologie/distance
(e-mail: Distance@theologie.unige.ch)

«FORUM CLASSICUM» p. 116


www.forum-classicum.de
(e-mail: michael.hotz@ebe-online.de)

FOUNDATION OF THE HELLENIC WORLD p. 168


http://minbar.cs.dartmouth.edu/greecom/olympics
(e-mail: webmaster@minbar.cs.dartmouth.edu)

192
Indice dei siti

FRIENDS OF CLASSICS p. 137


www.friends-classics.demon.co.uk
(e-mail: classics@friends-classics.demon.co.uk)

GALLICA, LA BIBLIOTHÈQUE NUMERIQUE p. 112


http://gallica.bnf.fr
(e-mail: gallica@bnf.fr)

GESAMTVERZEICHNIS DER GRIECHISCHEN


PAPYRUSURKUNDEN AEGYPTENS (HGV) p. 75, 77
www.rzuser.uni-heidelberg.de/~gv0/gvz.html
(e-mail: Dieter.Hagedorn@urz.uni-heidelberg.de)

«GNOMON ONLINE» p. 100


www.gnomon.ku-eichstaett.de/Gnomon/Gnomon.html
(e-mail: 100270.3107@compuserve.com)

GOOGLE p. 20
www.google.com (www.google.it)
(e-mail: italiano@google.com)

«GÖTTINGER FORUM FÜR


ALTERTUMSWISSENSCHAFT (GFA)» p. 115
http://webdoc.sub.gwdg.de/edoc/p/gfa/index.html
(e-mail: Johannes.Bergemann@ruhr-uni-bochum.de)

«GREECE AND ROME» p. 114


www3.oup.co.uk/jnls/list/gromej
(e-mail: jnl.etoc@oup.co.uk)

GREEK FONT ARCHIVE p. 42 n. 26


http://gainsford.tripod.com/archive.htm
(e-mail: peter_gainsford@yahoo.co.nz)

GREEK FONT TO UNICODE CONVERTER p. 43 n. 29


www.jiffycomp.com/smr/unicode
(e-mail: sean@jiffycomp.com)

193
Kybernetes

GREEK GRAMMAR ON THE WEB p. 145


www.greekgrammar.com
(e-mail: webmaster@greekgrammar.com)

GREEKKEYS p. 37
http://ist-socrates.berkeley.edu/~pinax/greekkeys/GreekKeys.html
(e-mail: pinax@socrates.berkeley.edu)

GREEK VERB HELP p. 153


www.tidbits.com/matt
(e-mail: matt@tidbits.com)

GREEK WITHOUT TEARS p. 153


www.doctor-flynn.demon.co.uk
(e-mail: def@doctor-flynn.demon.co.uk)

GREEK_MYTHOLOGY p. 123
http://groups.yahoo.com/group/greek_mythology
(e-mail: greek_mythology-subscribe@yahoogroups.com)

GREEK-ARCH p. 123
www.egroups.com/group/greek-arch
(e-mail: greek-arch-subscribe@yahoogroups.com)

GREEK-HISTORIANS p. 123
http://dir.groups.yahoo.com/group/Greek-historians
(e-mail: Greek-historians-subscribe@yahoogroups.com)

GRIECHISCH INFO-CENTER p. 163 n. 25


www.univie.ac.at/griechisch
(e-mail: georg.danek@univie.ac.at)

GRIECHISCHE PAPYRI DER


HEIDELBERGER PAPYRUSSAMMLUNG p. 73
www.rzuser.uni-heidelberg.de/~gv0/Papyri/P.Heid._Ueber
sicht.html
(e-mail: non disponibile)

194
Indice dei siti

GRISELDAONLINE p. 138
www.griseldaonline.it
(e-mail: info@griseldaonline.it)

GUTENBERG DIGITAL p. 27 n. 1
www.gutenbergdigital.de
(e-mail: liebetruth@sub.uni-goettingen.de)

GUTENBERG PROJECT p. 60
http://gutenberg.net (http://promo.net/pg)
(e-mail: hart@pobox.com)

HELLENION p. 172
www.hellenion.org
(e-mail: Epistates@Hellenion.org)

«HISTOS» p. 119
www.dur.ac.uk/Classics/histos
(e-mail: histos.journal@durham.ac.uk)

HOMER p. 122
(e-mail: listproc@lists.missouri.edu)

HOMERIC SINGING.
AN APPROACH TO THE ORIGINAL PERFORMANCE p. 170
www.oeaw.ac.at/kal/sh
(e-mail: stefan.hagel@oeaw.ac.at)

HOMERICA p. 105
www.u-grenoble3.fr/homerica
(e-mail: homerica@u-grenoble3.fr)

HOT POTATOES 6 (HALF-BAKED SOFTWARE) p. 139, 141, 152


www.hotpotatoes.info
(e-mail: hotpot@uvic.ca)

HUMANIST p. 124
www.princeton.edu/~mccarty/humanist

195
Kybernetes

(e-mail: modulo da compilare)

HUMBUL p. 139
www.humbul.ac.uk
(e-mail: info@humbul.ac.uk)

HUNGRY FROG, JELLYFISH FUN, 49ERS GOLD RUSH p. 153


www.hungryfrog.com
(e-mail: feedback@hungryfrog.com)

IDULIST p. 124
http://linux.lettere.unige.it/mailman/listinfo
(e-mail: mailman-owner@linux.lettere.unige.it)

INSCRIPTIONES-L p. 123
http://groups.yahoo.com/group/Inscriptiones-l
(e-mail: Inscriptiones-l-subscribe@yahoogroups.com)

INTERNATIONAL PLATO SOCIETY p. 119


www.platon.org
(e-mail: michael.erler@mail.uni-wuerzburg.de)

INTERNATIONAL PLUTARCH SOCIETY p. 107


www.usu.edu/history/ploutarchos
(e-mail: cdoyle@hass.usu.edu)

INTERNATIONAL STANDARDS ORGANIZATION (ISO) p. 39


www.iso.ch
(e-mail: modulo per contatti)

INTERPRETING ANCIENT MANUSCRIPTS p. 67


www.earlham.edu/~seidti/iam/interp_mss.html
(e-mail: seidti@earlham.edu)

INTRO_GREEK p. 122
(e-mail: majordomo@perseus.tufts.edu)

196
Indice dei siti

INTRODUCTION TO GREEK AND LATIN EPIGRAPHY:


AN ABSOLUTE BEGINNERS’ GUIDE p. 81
http://odur.let.rug.nl/~vannijf/epigraphy1.htm
(e-mail: o.m.van.nijf@let.rug.nl)

IPS-LIST p. 122
(e-mail: plato@krenet.it)

ISIDORE-OF-SEVILLE.COM p. 129 n. 36
www.isidore-of-seville.com
(e-mail: editor@isidore-of-seville.com)

ISOKRATESBIBLIOGRAPHIE p. 105
www.kthf.uni-augsburg.de/lehrstuehle/grlatein/ISO_HELP.htm
(e-mail: peter.roth@kthf.uni-augsburg.de)

ISTITUTO DI FILOLOGIA CLASSICA


DELL’UNIVERSITÀ DI URBINO p. 131 n. 64
www.uniurb.it/FilClas/istituto.htm
(e-mail: filclass@bib.uniurb.it)

ISTITUTO PAPIROLOGICO ‘G. VITELLI’ p. 112, 126 n. 6


www.istitutovitelli.it/frame.html
(e-mail: ipvfirenze@istitutovitelli.it)

ITHAKI p. 28 n. 7
www.ithaki.net
(e-mail: info@ithaki.net)

JSTOR.ORG p. 131 n. 65
www.jstor.org
(e-mail: jstor-info@umich.edu)

JOINT ASSOCIATION OF CLASSICAL TEACHERS p. 136


www.jact.org
(e-mail: clare@jact.org)

197
Kybernetes

K.I.R.K.E. (KATALOG DER INTERNETRESSOURCEN


FÜR DIE KLASSISCHE PHILOLOGIE) p. 22, 128 n. 26
www.kirke.hu-berlin.de
(e-mail: ulrich.schmitzer@staff.hu-berlin.de)

«L’ANNÉE ÉPIGRAFIQUE» p. 81
www.anneeepigraphique.msh-paris.fr
(e-mail: epigraph@msh-paris.fr)

LA STORIA, CONSORZIO ITALIANO


PER LE DISCIPLINE STORICHE ONLINE p. 29
http://lastoria.unipv.it
(e-mail: lastoria@ada2.unipv.it)

«LE CAFÈ PÉDAGOGIQUE» p. 120


www.cafepedagogique.net
(e-mail: redaction@cafepedagogique.net)

«LEEDS INTERNATIONAL CLASSICAL STUDIES» p. 118


www.leeds.ac.uk/classics/lics/index.html
(e-mail: lics@leeds.ac.uk)

LESSICO DEI GRAMMATICI GRECI (LGGA) p. 93


www.lgga.unige.it
(e-mail: info@lgga.unige.it)

LEUCIPPUS p. 122
(e-mail: listproc@demokritos.cc.duth.gr)

LEUVEN DATABASE OF ANCIENT BOOKS (LDAB) p. 55, 74


http://ldab.arts.kuleuven.ac.be
(e-mail: Willy.Clarysse@arts.kuleuven.ac.be)

LIBRARY OF CONGRESS p. 113


www.loc.gov
(e-mail: libofc@loc.gov)

198
Indice dei siti

LICEO ‘BERCHET’ p. 141


www.liceoberchet.it
(e-mail: berchet@liceoberchet.it)

LICEO CLASSICO ‘SILVIO PELLICO’ p. 142


www.multiwire.net/ass/pellico
(e-mail: pellico@multiwire.net)

LINGUIST’S SOFTWARE p. 36, 41 n. 7


www.linguistsoftware.com
(e-mail: info@linguistsoftware.com)

LOUVRE (PORTALE PER LA DIDATTICA) p. 162 n. 5


www.louvre.edu
(e-mail: abonnement@louvre.edu)

LOUVRE (SITO DEL MUSEO) p. 162 n. 5

www.louvre.fr
(e-mail: info@louvre.fr)

LT-ANTIQ p. 124
http://omega.cohums.ohio-state.edu/php/modules.php?na
me=MailArchives
(e-mail: listserv@listserv.sc.edu)

«MATERIALI E DISCUSSIONI PER L’ANALISI


DEI TESTI CLASSICI» p. 115
www.libraweb.net
(info@libraweb.net)

MATHOS/ΜΑΘΟΣ p. 157
www.lamp.ac.uk/classics/mathos
(e-mail: mathos@lamp.ac.uk)

MEDANT-L p. 92, 122


(e-mail: imailsrv@ea1785.org)

199
Kybernetes

MEDICINA ANTIQUA p. 91
www.medicinaantiqua.org.uk
(e-mail: webmaster@medicinaantiqua.org.uk)

MERTENS-PACK³ p. 126 n. 11
www.ulg.ac.be/facphl/services/cedopal/MP3/fexp.shtml
(e-mail: MH.Marganne@ulg.ac.be)

METACRAWLER p. 28 n. 7
www.metacrawler.com
(e-mail: mc-support@infospace.com)

METAOPAC AZALAI ITALIANO p. 110


www.aib.it/aib/opac/mai2.htm
(e-mail: azalai@cilea.it)

METIS p. 99, 162


www.stoa.org/metis
(e-mail: metis@hartzler.org)

MUSAGORA (MAILING-LIST) p. 124, 140


http://ldif.education.gouv.fr/wws/info/musagora-educnet
(e-mail: musagora-educnet@ldif.education.gouv.fr)

MUSAGORA@EDUCNET p. 139
www.educnet.education.fr/musagora
(e-mail: edu-webmestre@education.gouv.fr)

MYTHNET@CLASSICS UNVEILED p. 143


www.classicsunveiled.com/mythnet
(e-mail: modulo per contatti)

MYTHWEB p. 167
www.mythweb.com
(e-mail: joel@mythweb.com)

MYTH*ING LINKS p. 128 n. 31


www.mythinglinks.org

200
Indice dei siti

(e-mail: jenks7@locallink.net)

NAVICULA BACCHI p. 145


www.gottwein.de
(e-mail: webmaster@gottwein.de)

Netiquette, consultazione della, p. 132 n. 71


www.efluxa.it/netiquette

NEW TESTAMENT GREEK p. 156


www.ntgreek.org
(e-mail: corey@ntgreek.org)
NEWJOUR, ELECTRONIC JOURNALS
AND NEWSLETTERS p. 120
http://gort.ucsd.edu/newjour
(e-mail: nj@ccat.sas.upenn.edu)

Newsgroups p. 125
ALT.ARCHAEOLOGY
ALT.MYTHOLOGY
DE.ETC.SPRACHE.KLASSISCH
FR.LETTRES.LANGUES-ANCIENNES.GREC
HUMANITIES.CLASSICS
IT.CULTURA.CLASSICA
IT.ISTRUZIONE.SCUOLA
SCI.ARCHAEOLOGY

NOTIZIARIO ITALIANO DI ANTICHISTICA p. 121


(e-mail: notiziario@accademiafiorentina.it)

NÜTZLICHE LINKS FÜR KLASSISCHE PHILOLOGEN p. 22


www.univie.ac.at/klassphil/frame2.html
(e-mail: sonja.reisner@univie.ac.at)

ODYSSEUS p. 161
www.culture.gr
(e-mail: generalenquiries@noc.culture.gr)

201
Kybernetes

OLIMPIADI DI ATENE 2004 (SITO UFFICIALE) p. 172 n. 1


www.athens2004.com
(e-mail: form per contatti)

OLYMPIC GAMES VIRTUAL MUSEUM p. 168


http://minbar.cs.dartmouth.edu/greecom/olympics
(e-mail: webmaster@minbar.cs.dartmouth.edu)

OLYMPICS THROUGH TIME p. 168


www.fhw.gr/olympics/ancient
(e-mail: pr@fhw.gr)

O.L.I.S (OXFORD LIBRARY INFORMATION SISTEM) p. 113


www.lib.ox.ac.uk/olis
(e-mail: helpline@sers.ox.ac.uk)

ÖSTERREICHISCHE NATIONALBIBLIOTHEK DI WIEN p. 113


www.onb.ac.at
(e-mail: onb@onb.ac.at)

OSTRACA HOME PAGE p. 128 n. 35


www.ostraca.it
(e-mail: infotiscali@ostraca.it)

PAPY-LIST p. 73, 124, 125 n. 4


http://adam.igl.ku.dk/~bulow/papy-l.html
(e-mail: listserv@listserv.hum.ku.dk)

PACKARD HUMANITIES INSTITUTE p. 36, 54, 77


www.indiana.edu/~letrs/text-tools/textlists/phibibliog.html
(e-mail: PHI@ccnet.com)

PAPYROLOGICA COLONIENSIA p. 126 n. 8


www.uni-koeln.de/phil-fak/ifa/NRWakademie/pap_
Col.html
(e-mail: ala42@uni-koeln.de)

202
Indice dei siti

PAPYROLOGICA LUPIENSIA p. 115


http://siba2.unile.it/plup
(e-mail: cspapiri@ilenic.unile.it)

PAPYROLOGY HOME PAGE p. 126 n. 9


www.users.drew.edu/jmuccigr/papyrology
(e-mail: jmuccigr@drew.edu)

PAPYRUSSAMMLUNG DER ÖSTERREICHISCHEN


NATIONALBIBLIOTHEK p. 126 n. 8
www.onb.ac.at/sammlungen/papyrus
(e-mail: papyrus@onb.ac.at)

«PEGASUS ONLINE-ZEITSCHRIFT» p. 119, 121


www.pegasus-onlinezeitschrift.de
(e-mail: michael.hotz@isb.bayern.de)

PERSEUS PROJECT p. 123


http://it.groups.yahoo.com/group/perseusproject
(e-mail: perseusproject-subscribe@yahoogroups.com)

PHI#7 p. 54, 77
www.nyu.edu/library/bobst/research/etc/phi7.htm
http://etext.lib.virginia.edu/helpsheets/phi.html
(e-mail: phi@packhum.org, PHI@ccnet.com)

PIANETASCUOLA p. 60
www.pianetascuola.it
(e-mail: redazione@pianetascuola.it)

PINAX ON LINE p. 102


http://perswww.kuleuven.ac.be/~u0013314/pinaxonline.html
(e-mail: Marc.Huys@arts.kuleuven.ac.be)

«PLATO» p. 119
www.nd.edu/~plato
(e-mail: Gretchen.J.Reydams-Schils.1@nd.edu)

203
Kybernetes

«PLEKOS» p. 118
www.plekos.uni-muenchen.de
(e-mail: joachim.gruber@nefkom.net)

POETI D’ITALIA IN LINGUA LATINA


TRA MEDIOEVO E RINASCIMENTO p. 59
http://lettere.unive.it/poetiditalia
(e-mail: l_tessarolo@tin.it)
POETRY RECITAL p. 87
www.fas.harvard.edu/~classics/poetry_and_prose/poetry.html
(e-mail: thomas.jenkins@trinity.edu)

«POMOERIUM» p. 115
www.pomoerium.com
(e-mail: info@pomoerium.com)

POSIDIPPUS BIBLIOGRAPHY p. 108


www.chs.harvard.edu/classicsat/issue_1/biblio.html
(e-mail: bacosta@umich.edu; elizabeth.kosmetatou@arts.kul
euven.ac.be)

PROGETTO MANUZIO p. 59
www.liberliber.it
(e-mail: info@liberliber.it)

PROGRAM IN AEGEAN SCRIPTS AND


PREHISTORY (PASP) p. 84
www.utexas.edu/research/pasp
(e-mail: pasptgp@utxvms.cc.utexas.edu)

PROJECT RUNEBERG p. 60
www.lysator.liu.se/runeberg
(e-mail: runeberg@lysator.liu.se)

PROJEKT DYABOLA p. 131 n. 60


www.dyabola.de
(e-mail: info@dyabola.de)

204
Indice dei siti

PROJEKT GUTENBERG-DE p. 60
www.gutenberg2000.de, http://gutenberg.aol.de
(e-mail: leserbriefe@spiegel.de)

«QUADERNI URBINATI DI
CULTURA CLASSICA» p. 115, 131 n. 64
www.libraweb.net
(info@libraweb.net)

QUARTZ HILL SCHOOL OF THEOLOGY p. 155


www.theology.edu
(e-mail: info@theology.edu)

QUICKTIME p. 162
www.quicktime.apple.com
(e-mail: per i contatti c’è un forum)

QUIS FIT CRASSUS? p. 171


www.quisfitcrassus.net
(e-mail: fragen@quisfitcrassus.net)

RASSEGNA DEGLI STRUMENTI INFORMATICI


PER LO STUDIO
DELL’ANTICHITÀ CLASSICA p. 21, 127 n. 17, 128 n. 26
www.rassegna.unibo.it
(e-mail: csalvaterra@lettere.unibo.it)

READ ME p. 57
www.readme.it
(e-mail: info@readme.it)

RECORDING, PROCESSING AND


ARCHIVING CARBONIZED PAPYRI p. 126 n. 6
www.cs.hut.fi/papyrus
(e-mail: andy@cs.hut.fi)

«RES NOVAS. NOTIZIARIO (SALTUARIO)


DI UMANESIMO DIGITALE» p. 23

205
Kybernetes

http://lettere1.lett.unitn.it/lavori/ResNovas.html
(e-mail: carlo.favale@unitn.it)

«REVUE DES ÉTUDES GRECQUES» p. 116


www-reg.montaigne.u-bordeaux.fr
(e-mail: Asso.Etudes-Grecques@paris4.sorbonne.fr)

ROMIOSINI p. 122
(e-mail: listproc@demokritos.cc.duth.gr)

SERVIZIO BIBLIOTECARIO NAZIONALE p. 110


http://opac.sbn.it
(e-mail: opac@iccu.sbn.it)

«SCHOLIA» p. 115
www.otago.ac.nz/classics/scholia
(e-mail: classics@otago.ac.nz)

SCHULE.AT p. 139
www.schule.at
(e-mail: redaktion@schule.at)

SHORT BIBLIOGRAPHY ON THUCYDIDES p. 109


www-rci.rutgers.edu/~edmunds/thuc.html
(e-mail: edmunds@rci.rutgers.edu)

SIGHT TRANSLATION COMPETITIONS IN


GREEK AND LATIN/CONCOURS NATIONAL DE
VERSIONS GRECQUE ET LATINE p. 160
www.usask.ca/classics/cac/sights/index.html
(e-mail: porterj@duke.usask.ca)

SILVA RHETORICAE p. 151


http://rhetoric.byu.edu
(e-mail: Rhetoric@byu.edu)

SILVER MOUNTAIN SOFTWARE p. 36, 41 n. 7


www.silvermnt.com

206
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(e-mail: laurence@cornishroots.co.uk)

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(e-mail: besh@cix.compulink.co.uk, hancock@dircon.co.uk)
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(e-mail: listproc@liverpool.ac.uk)

SPIRITUAL AWARENESS NOW p. 172


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(e-mail: san@beck.org)

«STUDIA HUMANIORA TARTUENSIA» p. 118, 121


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(e-mail: strukt.kf@lists.ut.ee)

SUDA ON LINE p. 90, 99


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(e-mail: d.whitehead@qub.ac.uk)

SUMMER INSITUTE OF LINGUISTICS (SIL) p. 40, 41 n. 8


www.sil.org/computing/fonts/silgreek
(e-mail: nrsi@sil.org)

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www.superdante.it
(e-mail: creative@micanet.it)

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www.history.leidenuniv.nl/seg
(e-mail: j.h.m.strubbe@let.leidenuniv.nl, r.a.tybout@let.leide
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Kybernetes

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(e-mail: info@nl.swets.com)

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(e-mail: majordomo@bham.ac.uk)

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(e-mail: Paul.Pietquin@fundp.ac.be)

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(e-mail: listserv@listserv.acns.nwu.edu)

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(e-mail: jadair@rosetta.reltech.org)

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http://rosetta.reltech.org/TC/tc-list.html
(e-mail: modulo da compilare)

TEI-L p. 27 n. 4
(e-mail: tei-l@listserv.brown.edu)

TELEMACO/TELEMACHOS p. 22, 163 n. 23


www.telemaco.unibo.it
(e-mail: ulrich.schmitzer@staff.hu-berlin.de, csalvaterra@let
tere.unibo.it)

TESTI ITALIANI IN LINEA (TIL) p. 59


http://til.scu.uniroma1.it
(e-mail: crilet@uniroma1.it)

TEXT ENCODING INITIATIVE p. 27 n. 4, 95, 99


www.tei-c.org
(e-mail: info@tei-c.org)

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(e-mail: modulo da compilare)

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(E-MAIL: ASGLE@UNC.EDU)

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(e-mail: apgrd@classics.ox.ac.uk)

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http://s_van_dorst.tripod.com/Alexander.html
(e-mail: assente)

THE ASSOCIATION FOR COMPUTERS AND


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(e-mail: ACHWeb@brown.edu)

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LINGUISTIC COMPUTING p. 27 n. 4
www.kcl.ac.uk/humanities/cch/allc
(e-mail: paul.vetch@kcl.ac.uk)

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www.reltech.org (http://purl.org/BibleMSS)
(e-mail: tfinney@reltech.org)

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(e-mail: bodleys.librarian@bodley.ox.ac.uk)

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(e-mail: polly.low@man.ac.uk)

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(http://molcat.bl.uk; e-mail: MSS@bl.uk)

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(e-mail: library@lib.cam.ac.uk)

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(e-mail: ryholt@hum.ku.dk)

THE CIRCLE OF THE MUSES p. 167


www.eliki.com/portals/fantasy/circle
(e-mail: muses@eliki.com)

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(e-mail: croberts@sas.ac.uk)

THE CLASSICAL ASSOCIATION OF CANADA/LA SOCIÉTÉ


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www.unbf.ca/arts/CLAS/cacindex.html
(e-mail: craig.cooper@uwinnipeg.ca)

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(e-mail: rstarr@wellesley.edu)

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(e-mail: classics@usip.edu)

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(e-mail: schanile@stolaf.edu)

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(e-mail: demason@campbell.k12.va.us)

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(e-mail: jnl.etoc@oup.co.uk)

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www.classicspage.com
(e-mail: acknowledgments@classicspage.com)

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(e-mail: lherren@uni-muenster.de)

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http://arl.cni.org/scomm/edir/index.html
(e-mail: arlhq@arl.org)

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http://purl.org/reltech/PG
(e-mail: info@reltech.org)

THE GREEK LANGUAGE AND LINGUISTICS GATEWAY p. 88


www.greek-language.com
(e-mail: webmaster@greek-language.com)

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www.hermetic.com
(e-mail: segreta)

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www.houseofptolemy.org
(e-mail: aphilipp@ix.netcom.com)

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http://classics.mit.edu
(e-mail: classics@classics.mit.edu)

THE ITATIAIA SCHOOL FOR LANGUAGE AND SCIENCE p. 158


www.geocities.com/Athens/Agora/6594
(e-mail: josef.mehr@uol.com.br)

THE LATIN LIBRARY p. 58


www.thelatinlibrary.com
(e-mail: carey@patriot.net)

THE LEUVEN HOMEPAGE OF


PAPYRUS COLLECTIONS WORLD WIDE p. 98
http://lhpc.arts.kuleuven.ac.be
(e-mail: willy.clarysse@arts.kuleuven.ac.be)

THE LITTLE SAILING p. 58


www.mikrosapoplous.gr
(e-mail: aper@otenet.gr)

THE MEDUSA MYTHOLOGY EXAMINATION p. 160


www.medusaexam.org
(e-mail: info@medusaexam.org)

THE NEW TESTAMENT GATEWAY p. 91


www.ntgateway.com
(e-mail: Goodacre@ntgateway.com)

THE OXFORD TEXT ARCHIVE (OTA) p. 55


http://ota.ahds.ac.uk
(e-mail: info@ota.ahds.ac.uk)

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Indice dei siti

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www.perseus.tufts.edu
(e-mail: webmaster@perseus.tufts.edu)

THE SEVEN WONDERS p. 169


http://ce.eng.usf.edu/pharos/wonders
(e-mail: ashmawy@eng.usf.edu)

THE SOCIETY FOR THE PROMOTION OF


HELLENIC STUDIES p. 137
www.sas.ac.uk/icls/Hellenic
(e-mail: croberts@sas.ac.uk)

THE SOCIETY FOR THE REVIVAL OF THE


NEMEAN GAMES p. 169
www.nemeagames.gr
(e-mail: nemeaucb@socrates.berkeley.edu)

THE SOUND OF ANCIENT GREEK p. 128 n. 34


www.oeaw.ac.at/kal/agp
(e-mail: stefan.hagel@oeaw.ac.at)

THE STELE, THE HOME PAGE OF OMPHALOS p. 171


www.omphalos.org
(e-mail: info@omphalos.org)

THE STOA: A CONSORTIUM FOR


ELECTRONIC PUBLICATION IN
THE HUMANITIES p. 88, 90, 96, 98, 162
www.stoa.org
(e-mail: scaife@stoa.org; mahoney@stoa.org)

THE SUBJECT CENTRE FOR HISTORY,


CLASSICS AND ARCHAEOLOGY p. 139
http://hca.ltsn.ac.uk/index.php
(e-mail: l.p.hardwick@open.ac.uk)

213
Kybernetes

THE TEXAS CLASSICAL ASSOCIATION p. 136


www.txclassics.org
(e-mail: ginlindzey@lindzey.us)

THESAURUS LINGUAE GRAECAE p. 36, 48, 54


www.tlg.uci.edu
(e-mail: tlg@uci.edu)

TLG-L p. 124
https://maillists.uci.edu/mailman/public/tlg-l
(e-mail: modulo da compilare)

TOCS-IN (TABLE OF CONTENTS


OF JOURNALS OF INTEREST TO CLASSICISTS) p. 100
www.chass.utoronto.ca/amphoras/tocs.html
sito mirror http://bcs.fltr.ucl.ac.be/tocs-in
(e-mail: pmw.matheson@utoronto.ca, poucet@fusl.ac.be)

«TRANSACTIONS OF THE AMERICAN


PHILOLOGICAL ASSOCIATION» p. 114
www.press.jhu.edu/journals/transactions_of_the_american_
philological_association
(e-mail: webmaster@jhupress.jhu.edu)

UNBOUND BIBLE p. 95
www.unboundbible.org
(e-mail: prospetto per contatti)

UNICODE CONSORTIUM p. 39
www.unicode.org
(e-mail: modulo per contatti)

UNICODE POLYTONIC GREEK


FOR THE WORLD WIDE WEB p. 42 n. 23
www.stoa.org/unicode
(e-mail: unicodegreek@methyna.net)

214
Indice dei siti

UNIONE ROMANA BIBLIOTECHE


ECCLESIASTICHE (U.R.B.E.) p. 111
www.urbe.it
(e-mail: postmaster@urbe.it)

UNIONE ROMANA BIBLIOTECHE


SCIENTIFICHE (U.R.B.S.) p. 111
www-urbs.vatlib.it
(e-mail: ammenti@librs6k.vatlib.it)

UNIVERSITÀ DI GENOVA p. 110


www.unige.it
(e-mail: websba@unige.it)

UNIVERSITÀ DI NAPOLI ‘FEDERICO II’ p. 110


www.unina.it
(e-mail: pagina per contatti)

UNIVERSITY OF CAMBRIDGE (PAGINA DELLE RISORSE) p. 23


www.classics.cam.ac.uk/everyone/links/links.html
(e-mail: form per contatti)

UNIVERSITY OF OXFORD (PAGINA DELLE RISORSE) p. 22


www.classics.ox.ac.uk/resources/www/index.asp
(e-mail: form per contatti)

U.S. EPIGRAPHY PROJECT p. 83


http://usepigraphy.rutgers.edu
(e-mail: bodel@rci.rutgers.edu)

WINGED SANDALS p. 168


www.wingedsandals.com
(e-mail: pagina per feedback nel sito della “ABC”)

WIN GREEK p. 36
www.ucl.ac.uk/GrandLat/greekfonts/frameFonts.html
(e-mail: matthew.robinson@balliol.ox.ac.uk)

215
Kybernetes

WORDBASE 3.0 p. 152


www.algonet.se/~kihlman/greek.html
(e-mail: kihlman@algonet.se)

YAHOO! p. 123
www.yahoo.com (www.yahoo.it)
(e-mail: modulo per contatti)

YAMADA LANGUAGE CENTER p. 37


http://babel.uoregon.edu/index.html
(e-mail: ylchelp@darkwing.uoregon.edu)

«ZEITSCHRIFT FÜR PAPYROLOGIE


UND EPIGRAPHIK» p. 115, 126 n. 98
www.uni-koeln.de/phil-fak/ifa/zpe
(e-mail: wolfgang.bluemel@uni-koeln.de)

ZENTRALE FÜR UNTERRICHTSMEDIEN IM INTERNET E.V. p. 139


www.zum.de
(e-mail: help@zum.de)

«ZETESIS» p. 116, 125


www.rivistazetesis.it
(e-mail: redazione@rivistazetesis.it)

ZUR BIBLIOGRAPHIE HOMER 1978-1992 p. 106


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(e-mail: .Stefan.Hagel@oeaw.ac.at)

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* Tra parentesi è indicata l’eventuale versione elettronica della pubblicazione; se,


invece, la pubblicazione è reperibile unicamente on-line, la URL segue il titolo. Tutti
i siti riportati sono stati visitati per l’ultima volta tra il 1 Aprile e il 15 Aprile 2004.

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non specificata la data dell’ultimo aggiornamento).

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(non specificata la data dell’ultimo aggiornamento), raggiun-
gibile dal sito del Laboratorio di Tecnologie dell’Educazione,
Dipartimento di Scienze dell’Educazione Università degli
Studi di Firenze, www.scform.unifi.it/lte/materiali.htm.

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delle nuove tecnologie nella scuola, www.scform.unifi.it/lte/doc/
Multimedialità%20ed%20apprendimento.doc (non specificata la
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Laboratorio di Tecnologie dell’Educazione, Dipartimento
di Scienze dell’Educazione Università degli Studi di Firenze,
www.scform.unifi.it/lte/materiali.htm.

Id. Per quali ragioni, come e quando introdurre i nuovi media


nella scuola, (intervento al corso di aggiornamento in media
Education tenutosi a Corvara 1996) www.scform.unifi.it/lte/
allegati/2/I%20nuovi%20media%20nella%20scuola.doc (non spe-
cificata la data dell’ultimo aggiornamento), raggiungibile dal sito
del Laboratorio di Tecnologie dell’Educazione, Dipartimento
di Scienze dell’Educazione Università degli Studi di Firenze,
www.scform.unifi.it/lte/materiali.htm.

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tenuto all’Accademia Navale di Livorno settembre 1997,
www.scform.unifi.it/lte/doc/acnavale.doc (non specificata la
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(relazione tenuta al NIR-IT ‘99 a Milano il 29 marzo 1999),
«Quipo Web» settembre 1999 e cd-rom n. 23/24 allegato
alla rivista «PC Interactive», Mondadori luglio/agosto 1999),
www.licialandi.com/sito2/ON/nelmezzo.htm (non specificata la
data dell’ultimo aggiornamento).

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degli Studi, 26-27 novembre 1999, Firenze, Sismel-Edizioni
del Galluzzo 2000, e in Gregorio di Tours agiografo. Tra ricer-
ca e didattica, a cura di A. De Prisco, «Studi Testi Documenti/
letteratura e filologia», nuova serie: 5, Dipartimento di Scien-
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di Linguistica, Letteratura e Scienze della comunicazione

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secolo di studi e ricerche, Firenze, Olschki, 2003, pp. 175-201.

237
APPENDICE
Aggiornamenti di Tra ‘Volumen’ e byte
Il carattere di progetto dedicato all’osservazione e alla
valutazione degli strumenti informatici a disposizione di
studiosi e amanti delle discipline classiche nel loro insie-
me ci ha permesso di articolare il lavoro in due momenti
successivi: il primo sguardo è stato rivolto al latino e si è
concretizzato nel libro Tra ‘Volumen’ e byte; col presente
lavoro, che ha per fulcro il greco antico, si dà seguito al
programma.
Il progetto, tuttavia, non è affatto concluso: esso resta,
anzi, necessariamente aperto a modifiche e aggiornamen-
ti. È la natura stessa del materiale esaminato che, col suo
incessante movimento di crescita ed espansione, ci invita a
vigilare.
Molti siti web, infatti, partiti originariamente da server gra-
tuiti (offrono spazi ‘virtuali’ gratuiti gli stessi provider che
forniscono anche connessioni senza canoni: ad esempio
“Libero”, “Tin.it”, “Tiscali” etc.) e, perciò stesso, limitati,
sono in seguito diventati ‘adulti’ e risiedono infine su spazi
propri. Tra gli immediati vantaggi per i navigatori ci sono
l’arricchimento dei contenuti e la definitiva stabilità del-
l’indirizzo a cui collegarsi.
Altre volte sono le esperienze di lavoro dei curatori a
determinare le sorti dei siti. Valga come esempio lo spo-
stamento della guida “K.I.R.K.E.” con il cambio di sede
universitaria del suo autore, Ulrich Schmitzer, nell’aprile
2003: proprio quando, cioè, si stava dando alle stampe il
volume contenente il precedente indirizzo.
In questi casi può capitare che i vecchi indirizzi restino co-
munque attivi per un po’ di tempo: un pratico sistema di

241
Kybernetes

reindirizzamento alla nuova ‘sede’ provvede a fornire le ne-


cessarie informazioni.
Ma, come avviene altrettanto spesso nel caso di cambiamenti,
ci si può facilmente imbattere in pagine completamente vuo-
te. Per cercare di capire chi si è mosso o chi se ne è andato del
tutto, quasi come in un gioco enigmistico, è allora opportuno
rivolgersi ad un motore di ricerca armandosi di poche parole
chiave e di molta pazienza.
Chi si è cimentato in questo gioco di confronti tra i soggetti
della fotografia di internet che abbiamo scattato nell’aprile
2003 e quello che si può osservare dopo dodici mesi, avrà
piacere di trovare la soluzione negli aggiornamenti ripor-
tati qui di seguito.

Introduzione
1) p. 22 Ulrich Schmitzer non afferisce più alla Friedrich-
Alexander-Universität Erlangen-Nürnberg per cui curava
il “K.I.R.K.E.” (Katalog der Internetressourcen für die
Klassische Philologie aus Erlangen) a questo indirizzo:
www.phil.unierlangen.de/~p2latein/ressourc/ressourc.html (e-
mail: p2latein@phil.uni-erlangen.de).
Ora Schmitzer si trova presso la Humboldt-Universität di
Berlino il “K.I.R.K.E.” è diventato “Katalog der Interne-
tressourcen für die Klassische Philologie aus B_E_rlin”
ed ha un nuovo indirizzo: www.kirke.hu-berlin.de (nuova
e-mail: ulrich.schmitzer@staff.hu-berlin.de).

Capitolo I
2) p. 32 Per “The Perseus Digital Library” è stato attivato un
terzo sito mirror presso la Chicago University all’indirizzo:
http://perseus.uchicago.edu.

Capitolo I
3) p. 38 La “Bibliotheca Augustana” ha cambiato indirizzo
web: www.fh-augsburg.de/~harsch/augustana.html.

242
Aggiornamenti di Tra ‘Volumen’ e byte

CapitoloI
4) p. 53 “Lector longinquus” ha cambiato indirizzo web: http:
/tabula.rutgers.edu/latintexts.

Capitolo I
5) p. 58 È cambiato l’indirizzo del catalogo della biblioteca
della Pontificia Università Gregoriana: www.unigre.it/
newbiblio.

Capitolo I
6) p. 61 È cambiato l’indirizzo del catalogo on-line della Bri-
tish Library in: www.bl.uk/catalogues/blpc.html.

Capitolo I
7) p. 64 L’indirizzo di “Augustinus.it” (www.augustinus.it)
nell’Aprile 2004 rimanda ad una pagina in costruzione:
potrebbe essere una risistemazione del materiale già pre-
sente, ma non è fornita alcuna notizia in merito.

Capitolo I
8) p. 65 Il corretto indirizzo della pagina bibliografica su Apu-
leio (“Lector intende: laetaberis”) è: www.unisi.it/ricerca/ist/
anc_hist/online/apuleio/apucover.htm.

Capitolo I
9) p. 66 Contestualmente al passaggio di Schmitzer alla
Humboldt-Universität di Berlino di cui si è già detto,
anche la sua bibliografia ovidiana “Ovid im WWW” ha
mutato indirizzo: www.kirke.hu-berlin.de/ovid/start.html.

Capitolo I
10) p. 72 Il sito “Antiquitas” si trova ora su un proprio spazio
web ed è raggiungibile all’indirizzo: www.antiqvitas.it.

Capitolo I
11) p. 73 Uno spazio proprio ha ora anche la “Pagina Philo-

243
Kybernetes

logica” di “Divus Angelus”: www.divusangelus.it. Da notare,


inoltre, l’aggiunta di un motore di ricerca e la riduzione
della musica ad un motivo iniziale.

Capitolo I
12) p. 77 Per i cambiamenti di indirizzo delle riviste ameri-
cane pubblicate dalla “Johns Hopkins University Press” e
afferenti al “Project Muse” si veda pagina 114.

Capitolo I
13) p. 78 Ugualmente, il nuovo indirizzo di «Zetesis» è indi-
cato nell’apposita sezione, p. 116.

Capitolo I
14) p. 78 Tutti i numeri della rivista «Forum Classicum. Zei-
tschrift für die Fächer Latein und Griechisch an Schulen
und Universität» sono ora raggiungibili dalla pagina prin-
cipale (www.forum-classicum.de).

Capitolo II
15) p. 95 Il nuovo indirizzo del sito “Inter nos, inter retia in-
ternectamus” è: http://web.ltt.it/www-latino.

Capitolo II
16) p. 98 Nuovo spazio web anche per “Latinorum”: ora
raggiungibile alla URL www.latinorum.org.

Capitolo II
17) p. 107 L’indirizzo corretto di “Appunti del corso su:
Strumenti informatici per lo studio della Storia Antica” è:
www.antica.unibo.it/struminf/intro.html.

Capitolo II
18) p. 109 Ha cambiato indirizzo il corso on-line “Viator”: ora è
raggiungibile alla URL http://xoomer.virgilio.it/giulianigiancarlo.

244
Aggiornamenti di Tra ‘Volumen’ e byte

Capitolo II
19) p. 112 Il “Certamen Horatianum” di Venosa è raggiungibi-
le anche a questo indirizzo: http://web.tiscali.it/liceovenosa/
certamen.htm.
Un solo altro concorso di traduzione dal latino sembra
avere un proprio sito web: si tratta dei “Ludi latini” orga-
nizzati nel 2004 per l’ottava volta dal Liceo Scientifico E.
Medi di Senigallia (AN) e dall’associazione “Sena Nova” di
cui è presidente il prof. Camillo Nardini (www.ludilatini.it;
info@ludilatini.it).

Capitolo II
20) p. 114 e p. 131 Spazio web autonomo ha anche il “Grex
latine loquentium” all’indirizzo: www.grexlat.com.

Capitolo II
21) p. 115 Non sembra essere più attivo il gruppo di discus-
sione “Latin List”.

Capitolo III
22) p. 129 Le pagine dei “Nuntii Latini” sono raggiungibili
anche digitando www.yleradio1.fi/zgo.php?z=20031213131686
314670.

Capitolo III
23) p. 129 Hanno un secondo indirizzo anche le notizie in la-
tino di “Radio Bremen”: www.radiobremen.de/nachrichten/
latein.

Capitolo III
24) p. 130 Il lessico neo-latino di don Biagio Amata è ora raggiun-
gibile dal seguente indirizzo: http://members.xoom.virgilio.it/
blasius2/lexicum/lex_ind.html.

245
Kybernetes

Capitolo III
25) p. 130 Non sembra essere più reperibile il lessico latino-italia-
no-inglese che aveva questo indirizzo: http://members.aol.com/
florusc/neo-lexicon.htm (e-mail: florusc@aol.com). La pagina
era raggiungibile anche alla URL http://users.adelphia.net/
~florusc/neo-lexicon.htm, ma anch’essa non è più funzionante.

Capitolo III
26) p. 130 C’è stato un cambio di indirizzo per il dizio-
nario francese-latino; questa la sua nuova sede: http://
cafe.rapidus.net/ghiginio/NotaeNet/N_0.html (nuova e-mail:
hggq@cgocable.ca).

Capitolo III
27) p. 132 Questo è l’indirizzo corretto di “Google” in latino:
www.google.com/intl/la/.

246
Finito di stampare nel mese di luglio 2004
per conto di Guaraldi Editore
presso il Centro Stampa Digitalprint – Rimini
Roberto M. Danese kybernetes
Il mondo della Grecia classica
ha visto nascere e progredire, Guaraldi
con stupefacente modernità, la
scienza del linguaggio e della co- Kybernetes
municazione, quella stessa scienza
che oggi, anche grazie al l’elettronica IL GRECO CLASSICO IN RETE
applicata alle comunicazioni di massa,
A cura di Roberto M. Danese
è protagonista non solo dei sistemi edu-
cativi,ma anche della politica,della tele-
visione e della pubblicità. Ciò che ignora la
politica culturale dei governi occiden-
tali è invece ben presente nel mercato editoriale,
nello spettacolo e, infine, nella rete.
Se la lingua è l’espressione più importante di ogni cultura, il greco
antico non può che essere considerato la lingua della cultura,
l’espressione primaria del pensiero immaginativo e astrattivo, l’unico
in grado di fornire modelli per l’interpretazione della realtà, di
Testi di
qualsiasi realtà. La sempre crescente tendenza a creare, soprattutto
nella scuola secondaria, una frattura tra cultura tecnico-scientifica Valentina Millozzi,
e cultura umanistica, ha minato uno dei fondamenti dell’educazione: Andrea Bacianini
fornire gli strumenti per comprendere a livello individuale e collettivo e Alessio Torino
la complessità del reale, acquisendo sempre maggiore capacità di
orientare consapevolmente le nostre scelte. Così lo studio della
lingua e della civiltà greca, un tempo elemento fondante del sapere

a cura di
scientifico più avanzato, viene oggi messo all’angolo, considerato
terreno di studio solo degli specialisti. E ciò a fronte di un sempre
crescente interesse per i prodotti che la cultura dell’antichità classica
ha consegnato alla modernità: si moltiplicano i film tratti dalle opere
delle grandi letterature antiche, la filosofia greca è sempre più
spettacolarizzata, perfino i best-sellers della letteratura giovanile
sono tradotti in latino o in greco antico. Se il cinema ci offre film
recitati in latino, greco o aramaico, internet ci regala corsi moderni
e completi per apprendere quelle lingue che la scuola e l’università
sembrano rifiutarsi di offrirci; la rete è diventata un archivio
fondamentale di documenti e testi, di papiri, di codici, di libri che
non attendono altro che essere fruiti. Dopo aver segnato le rotte
per navigare tra i siti dedicati alla latinità, ci è sembrato allora
doveroso e utile dare le coordinate per esplorare anche il mare
degli strumenti informatici dedicati alla lingua, alla letteratura, alla
mitologia della Grecia classica, per dar modo allo specialista come
all’appassionato o allo studente di muoversi con mezzi sempre più
agili per conoscere quelli che un importante scrittore definiva
“contemporanei del futuro”. Una guida

Guaraldi
ai siti internet
ISBN 88-8049-229-2 che ospitano il greco

,!7II8I0-ejccja! classico. Con


aggiornamenti
di Tra ‘Volumen’ e byte.