Sei sulla pagina 1di 5

1

INTRODUZIONE Con le definizioni Crollo di Wall Street oppure di Crisi del 1929 indichiamo una delle pi drammatiche crisi economiche dellepoca moderna, molto interessante anche per alcune analogie con lattuale crisi economica. La Grande crisi del 1929 diede inizio alla grande depressione americana degli anni 1929-1932. Una profonda crisi economica con drammatiche ripercussioni sull'occupazione e gravi conseguenze sociali. Ricadute che non restarono confinate negli USA, ma che anzi vennero esportate in molti Paesi esteri, ancora sofferenti per le ferite della Prima Guerra Mondiale. Un esempio tra tutti la evidente relazione tra la crisi economica tedesca dei primi anni 30 e lascesa al potere di Hitler. CAUSE DELLA CRISI Gli Stati Uniti, a differenza dellEuropa, dopo la Prima guerra mondiale conobbero un periodo di prosperit e progresso. Nacque la supremazia americana nel mondo come conseguenza del suo ruolo di potenza vincitrice della Prima guerra mondiale. Una vittoria ottenuta con una partecipazione tardiva nel 1917 e senza danni alle infrastrutture nazionali (essendo la 1GM non combattuta sul suolo americano). In USA nel dopoguerra si era innescato un circolo economico virtuoso: l'alta produttivit permetteva di mantenere inalterati i salari ed i prezzi dei prodotti sul mercato, favorendo cos gli investimenti, che permettevano a loro volta di aumentare la produttivit. E lepoca per gli USA degli Anni ruggenti caratterizzati da una ricerca spasmodica del divertimento e del consumismo. Questepoca descritta molto bene da Francis Scott Fitzgerald nel suo libro Il grande Gatsby. Questo mondo apparentemente dorato ha alcuni punti deboli che vengono sistematicamente ignorati da tutti gli analisti finanziari, quali ad esempio il rischio di sovrapproduzione e la crisi del settore agricolo. Ma il principale punto debole dell'economia statunitense era il sistema finanziario che si era lanciato in una frenetica corsa al facile arricchimento. Non furono posti limiti alle attivit speculative delle banche e della borsa. Si comprava solo per rivendere, creando una gigantesca bolla speculativa di azioni e obbligazioni con prezzi gonfiati oltre il reale valore di mercato. A questa frenetica corsa ai soldi facili si un anche il ceto medio investendo in borsa i risparmi di una vita, ed in certi casi facendo debiti per comprare azioni e speculare. Per questo motivo la caduta della borsa colp soprattutto la borghesia e il ceto medio che nel corso degli anni Venti avevano sostenuto la domanda di beni di consumo durevole anche indebitandosi con acquisti rateali, avendo investito i propri risparmi in borsa. IL CROLLO DEL SISTEMA Questa situazione pu essere paragonata ad un bel castello di carte (dove le carte sono le azioni e le speculazioni), con una domanda gonfiata a dismisura dalla pubblicit e dalla possibilit di acquisti a credito nella parte del vento che soffia sul castello di carte. Basta che qualcosa inceppi il meccanismo della fiduciosa aspettativa a guadagnare sempre di pi che il sistema va in crisi. E per la legge di Murphy che recita: Se qualcosa pu andar male lo far., questo si verific sciaguratamente il 24 aprile del 1929, passato alla storia come il gioved nero. Il crollo del gioved segu ad una serie di giorni negativi sul mercato delle contrattazioni dei titoli. Il luned 21 ottobre era stato un giorno molto negativo. Quel giorno le vendite ammontarono a 6.091.879

seminando preoccupazione tra gli azionisti e gli speculatori. Il mercoled 23 fu un'altra giornata di nervosismo sul mercato. Quel giorno si vendettero circa 2.600.000 azioni, nell'ignoranza peraltro di moltissimi risparmiatori. Gioved mattina le notizie dellandamento negativo della borsa erano state ampiamente diffuse dai giornali e dalla radio generando un diffuso nervosismo tra tutti gli investitori. Iniziarono cos a giungere molte offerte di vendita alle quali non corrispondevano domande di acquisto. Iniziava una spirale devastante in cui la parola Vendi cresceva sempre pi di tono senza trovare chi volesse comprare! Ed i venditori passarono dagli stati danimo di preoccupazione, a paura ed infine a panico cieco. Furono 12.894.650 le azioni che cambiarono di mano, a prezzi via via pi bassi, gettando nella disperazione molti risparmiatori e investitori. I prezzi dopo qualche ora presero a scendere in picchiata e alle 11,00 si era diffuso un clima di paura, talch nessuno pi comprava. Mezz'ora dopo il mercato era in preda alla psicosi, si verificarono vere e proprie vendite da panico, mentre gi si diffondevano voci che alcuni noti speculatori si fossero tolti la vita. Ormai il danno era fatto, gli interventi dei banchieri per rassicurare il mercato non furono sufficienti e dopo una lieve ripresa nel fine settimana, si giunse a marted 29 ottobre, il giorno pi rovinoso di tutta la storia dei mercati azionari. L'indice delle quotazioni croll di ben 43 punti (quasi il 13% del valore del mercato). LE CONSEGUENZE DELLA CRISI DEL 1929 NEGLI USA Ormai innescato linfernale meccanismo prosegu la sua folle corsa senza che nessuna sappesse come fermarlo. Alcune banche, che avevano usati i soldi dei correntisti per speculare, chiusero i battenti davanti a folle inferocite. Ma il fallimento delle banche pi speculative si riflesse anche sugli istituti di credito pi prudenti per quel fenomeno noto come corsa agli sportelli che rappresenta lincubo di ogni banchiere. Da un punto di vista monetario, per il meccanismo della riserva frazionaria sui mutui e finanziamenti concessi, nessuna banca ha fondi sufficienti a rimborsare tutti i correntisti se questi si precipitano contemporaneamente agli sportelli a reclamare i propri depositi. Si cre una serie di fallimenti a catena di banche. Banche che si trascinarono nel fallimento industrie in cui avevano investito e che gi erano deboli per il crollo del valore delle loro azioni e obbligazioni. E per le famiglie americane alla perdita di denaro, in molti casi, si aggiunse quella del posto di lavoro. Molte imprese, infatti, furono costrette a chiudere i battenti e a mandare a casa i loro dipendenti. E conseguentemente molte famiglie si trovarono strette tra lindebitamento, la perdita di tutti i loro risparmi e la perdita del lavoro ritrovandosi traumaticamente sul lastrico. Negli USA, nella fase pi acuta della depressione, si contarono circa 13 milioni di disoccupati e si registrarono numerosi suicidi. I licenziamenti, operati dalle aziende in crisi, portarono a unelevata disoccupazione, e chi non aveva reddito non poteva comprare e pagare i debiti. La crisi blocc quasi completamente l'economia americana. La produzione industriale scese di quasi il 50% tra il 1929 e il 1932. Il presidente degli Stati Uniti Hoover si dimostr incapace ad affrontare l'ondata di crisi ormai trasformata da finanziaria in economica. I prodotti restarono invenduti nei depositi. Le industrie non riuscivano pi a vendere e molte di esse ancora finanziariamente sane fallirono per mancanza di vendite e impossibilit di recuperare gli importi delle vendite rateali. I proprietari non erano pi in grado di restituire alle banche i soldi avuti in prestito per potenziare le loro industrie. Allo stesso modo gli agricoltori non riuscirono a restituire i prestiti avuti per comperare le macchine agricole che avevano permesso loro di aumentare la produttivit delle terre. E il cerino acceso

ritornava alle banche poich assieme agli industriali e gli agricoltori fallirono anche numerose altre banche, che avevano concesso loro danaro in prestito e non riuscivano a recuperalo. LE CONSEGUENZE GLOBALI DELLA CRISI DEL 1929 La crisi del 1929 fu un disastro planetario che si propag rapidamente in tutti i Paesi che avevano stretti rapporti finanziari con gli Stati Uniti, a partire da quelli europei, che si erano affidati all'aiuto economico degli americani dopo la Prima guerra mondiale (soprattutto Gran Bretagna, Austria e Germania, dove il ritiro dei prestiti americani fece saltare il sistema delle riparazioni di guerra, trascinando nella crisi anche Francia e Italia). Inoltre il debole sistema economico del continente europeo non era in grado di assorbire senza conseguenze il duplice danno del ritiro del credito e la perdita del mercato USA, ovvero quello che aveva rappresentato fino a poco tempo prima il mercato pi vivace in cui esportare e ricavare valuta. In tutti questi Paesi si assistette al drastico calo della produzione, seguito da fallimenti di banche, cessazione di industrie e aumento impressionante dei disoccupati. Si innesc un fatale effetto domino economico (ma anche sociale e politico) a livello europeo. Inoltre lEuropa controllava gran parte di Africa e Asia mediante Colonie e Protettorati. Con una micidiale reazione a catena la crisi si espanse in Africa e Asia. Anche il Sudamerica risent profondamente della crisi, crollarono le sue esportazioni, in particolare di materie prime verso le industrie nordamericane che producevano sempre meno. L'incapacit di trovare soluzioni comuni alla crisi spinse da una parte tutti i Paesi a introdurre misure protezionistiche creando "aree economiche chiuse" (maggiore esempio fu il Commonwealth britannico); e dall'altra i governi furono indotti a sperimentare su vasta scala forme di Stato sociale. E opportuno aggiungere che in alcuni Paesi si svilupp una maggiore partecipazione dei cittadini alla ricostruzione del tessuto economico e sociale contestualmente allavvio dello Stato sociale, mentre in altri Paesi si verificarono derive di tipo autoritario ricercando un uomo forte che riportasse ordine. Emblematico il caso della Germania. Qui la crisi provoc milioni di disoccupati che andarono a formare la base di consenso che port il partito nazista di Hitler al potere nel 1933. Va notato che la crisi del '29 non colp l'economia dell'URSS, la quale in quegli anni aveva inaugurato il suo primo piano quinquennale isolandosi dal resto del mondo. Anche il Giappone rest sostanzialmente immune dalla crisi non dipendendo da finanziamenti e mercati statunitensi. ROOSEVELT E IL NEW DEAL Di estremo interesse come gli USA superarono la grande crisi. Non imboccarono un percorso di uomo forte al potere, ma anzi svilupparono la ripresa con strumenti di tipo democratico. Ricercarono il consenso facendo leva sui migliori sentimenti della nazione (emblematici i Discorsi del caminetto del Presidente Roosevelt) e applicarono per la prima volta compiutamente le teorie economiche di Keynes. Gi stato detto che il Presidente repubblicano Hoover non seppe affrontare con misure adeguate la crisi economica con la disoccupazione che arriv a toccare punte del 20%. Alle elezioni presidenziali statunitensi del 1932 il candidato democratico Franklin Delano Roosevelt promise una serie di misure urgenti al fine di rilanciare l'economia statunitense, colpita da tre anni di dura depressione. I cittadini americani gli concessero la loro fiducia, ed ebbero in cambio uno dei loro Presidenti pi amati. stato l'unico Presidente degli Stati Uniti d'America a essere eletto per pi di due mandati consecutivi, vincendo le elezioni presidenziali per ben quattro volte (1932, 1936, 1940 e 1944), rimanendo

in carica ininterrottamente fino alla sua morte, nell'aprile del 1945. Dopo aver portato il suo Paese ad essere una superpotenza vincitrice della seconda guerra mondiale. Il nuovo Presidente costitu innanzitutto un brain trust, un gruppo di ricercatori e specialisti con il compito di approntare un programma politico e sociale utile a far uscire il paese dalla crisi. Per questo venne scelto di seguire le innovative teorie economiche del grande delleconomista britannico John Maynard Keynes. Questultimo sosteneva lincapacit del mercato di autoregolarsi (al contrario di quanto sostenevano gli studiosi di economia politica di scuola liberista) con la conseguente necessit dellintervento dello Stato nelleconomia. Questo anche come Stato-imprenditore in grado di sostenere gli investimenti, quindi la domanda e la riduzione della disoccupazione. Le prime settimane di Roosevelt in carica furono chiamate "I Cento Giorni", durante la prima parte della sua amministrazione fece approvare una serie di leggi per provocare un cambiamento immediato e impedire all'economia nazionale di destabilizzarsi. Altrettanto determinante fu il suo approccio di coinvolgimento dei cittadini, ai quali Roosevelt si rivolse direttamente con una serie di discorsi radiofonici passati alla storia come Chiacchierate al caminetto. Per porre fine alla crisi generalizzata delle banche degli anni trenta, Roosevelt port gli USA fuori dal cosiddetto gold standard con la fine della regola per cui la valuta cartacea degli Stati Uniti poteva essere scambiata con oro in tutte le banche della nazione. Gli interventi non furono solo di tipo monetario. Vennero stabiliti incentivi per aiutare lagricoltura, si intervenne contro il lavoro nero e minorile, vennero fissati per legge minimi salariali, emanata una riforma fiscale che inaspriva le imposte per i ceti pi elevati, sancito il diritto di sciopero e di contrattazione sindacale collettiva. Vennero istituita la Tennessee Valley Authority per la costruzione di imponenti dighe al fine di sfruttare le risorse idroelettriche del bacino del Tennessee e la Work Progress Administration che gestiva la realizzazione di importanti opere pubbliche. Queste agenzie impegnarono milioni di disoccupati fornendo reddito ad una popolazione stremata. La cura ebbe effetto e quando il 7 dicembre 1941 con l'attacco di Pearl Harbor il Giappone colp gli USA, provocandone lentrata nella seconda guerra mondiale, non si trovarono di fronte un Paese prostrato, ma una potenza industriale che scaten tutto il suo potenziale nel conflitto. Ma questa, come diceva Kipling, un'altra storia. SITOGRAFIA it.Wikipedia.org Treccani.it ilsole24ore.com raistoria.rai.it

Potrebbero piacerti anche