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Informazione, cultura, societ e sport - Anno IV - N. 4 - Dicembre 2012


Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale -70% Teramo Aut. N. 125/2009

Il nostro Natale
Ogni rumore, ogni colore, ogni nota musicale, ogni piccolo o grande evento suscitano inevitabilmente in noi dei ricordi. Viviamo nel presente e ci proiettiamo nel futuro sempre e comunque con la mente carica di ricordi, che costituiscono una parte essenziale del nostro modo di essere. Essi, con il passare del tempo, assumono contorni, colori e sfumature diversi da quelli reali, cosicch un brutto momento vissuto nel passato, non ci appare cos problematico e una bella situazione torna alla mente come qualcosa di positivamente irripetibile. Con lavanzare dellet, che purtroppo non torna mai indietro, i ricordi si fanno sempre pi nostalgici e ai miei tempi quasi sempre sottintende un periodo migliore dellattuale. Un evento ciclico, importante, come il Natale, non pu non suscitare in ognuno di noi ricordi e sensazioni, che riviviamo ogni anno, magari ogni volta ammantati da una coltre sentimentale e nostalgica pi intensa. Il nostro Natale, quello della nostra infanzia e fanciullezza, era sicuramente molto diverso da quello del presente. Era latmosfera che cambiava in casa e nel paese, rispetto a qualsiasi altro periodo dellanno, ad avvisarci che la FESTA per antonomasia era alle porte. Nelle vie adiacenti il forno di Sisina (allora lunico di SantOmero) era un via-vai di donne che, accaldate per lopera svolta, nonostante il freddo invernale, e con qualche sbafo di farina, portavano a cuocere i famosi dolci natalizi: bocconotti, crostate e pi recentemente uccelletti; o tornavano a casa con il cesto, ben coperto, contenenti le fragranti delizie gi pronte. Le strade si riempivano di quel profumo, di quella fragranza, che non era pi possibile sentire se non in quei pochi giorni allanno. Un odore che ti saziava anche senza mangiarli, anche perch era impossibile gustare quel ben di Dio prima del 25 dicembre. Infatti per la famiglia era destinato ben poco mentre si pensava di far bella figura se v caccd. Il profumo si amalgamava con le note della musica dellorgano che proveniva dalla Chiesa Parrocchiale. Tu scendi dalle stelle riusciva a procurarci una inspiegabile

2013 la Pro-loco per SantOmero

Personaggi
Annessandrino Guazzieri

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Schegge di memoria
Intervista ai Wanted

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Pizza come mestiere


Madonna con bambino. Chiesa parrocchiale di SantOmero
Dicembre mese di consuntivi e di bilanci; lanno finisce, si fanno verifiche e si analizzano risultati conseguiti. Risultati lusinghieri, il caso di dirlo per la Pro-loco che anche nel 2012, nonostante tante difficolt e in un anno di crisi, riuscita ad organizzare e ad offrire ad un vasto pubblico manifestazioni di rilievo e di grande richiamo. Il pensiero corre alla tradizionale sagra del baccal, che sicuramente levento centrale dellestate santomerese, che richiama ogni anno folle di buongustai da ogni dove. Anche nel 2012 stato un successo. Ma gli eventi sono spaziati in pi ambiti, dal ricreativo al culturale, dal turistico allo scientifico. Limpegno dei soci della proloco si manifestato in modo ampio e competente. Lo stesso impegno e la stessa verve lassociazione rinnova anche per il 2013, con un calendario ricco di eventi e manifestazioni, a cominciare dai laboratori di teatro per adulti e ragazzi. Lo scorso anno abbiamo riso e ci siamo divertiti con la commedia di De Filippo rappresentata dai veterani della scuola di teatro, e abbiamo avuto loccasione di assistere ad una splendida edizione dei Teatri Paralleli, che sotto la supervisione di Ottaviano Taddei ha ricevuto il premio Franco Enriquez Citt di Sirolo 2012 per la loro forte funzione comunicativa, capaci di dare uno slancio positivo al teatro sociale, terapeutico non solo per chi lo fa, ma anche e soprattutto per chi lo vive da spettatore. Al teatro per adulti si affiancher la scuola di teatro per ragazzi in ambito extra-scolastico. Un altro appuntamento sar di tipo socio-culturale con la riproposizione della Scuola di formazione civica e di educazione alla legalit in collaborazione con un gruppo di docenti dellUniversit G. dAnnunzio di Chieti, cui dovrebbero partecipare anche altri soggetti istituzionali (questura, CRI, ecc.). Una sezione della scuola sar tra laltro destinata alla formazione degli immigrati, che dovrebbero essere coinvolti anche per manifestazioni enogastronomiche, serate e cene etniche, ecc. Sempre in ambito gastronomico una manifestazione di portata provinciale verr organizzata in da febbraio a marzo collaborazione con lo Slowfood, che si occuper della cucina del baccal coinvolgendo alcuni prestigiosi ristoranti della provincia (Luisetta di Colledoro, Pervoglia di Castelbasso, La Piazzetta di SantOmero ed altri). Torner il Carnevale del bambini e, a maggio, lo sport in piazza in collaborazione con il Comune e con le associazioni sportive del territorio. La festa della birra aprir lestate e offrir loccasione per assaggiare ottime birre artigianali (ma la cosa al momento in cui scriviamo non confermata). La sagra del baccal si terr invece, secondo tradizione, la terza settimana di luglio dal 12 al 21. Oltre loccasione gastronomica ci sar limportante evento culturale rappresentato dal convegno La ragion gastronomica arrivato questanno alla quarta edizione. Nellambito del convegno e quindi nei primi giorni della sagra verranno presentati anche i volumi che raccolgono i contributi scientifici degli studiosi che si sono succeduti nel corso dei primi tre anni dellimportante manifestazione. Non mancher infine la presenza trimestrale del nostro/vostro giornale, che si arricchir di rubriche nuove, tra cui una denominata Ditelo al giornale in cui verranno pubblicate le domande, le proposte e le critiche dei lettori. Un impegno anche questo verso la comunit. Non tutto, ma come si pu notare si tratta di un programma di tutto rilievo che animer SantOmero per tutto lanno. Ed con questo che la Pro-loco rivolge a tutti gli auguri di un Felice Natale e di un prospero 2013.

Intervista a Tony Di Antonio

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Quota Gran Sasso


A tu per tu con la nostra montagna

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AI MIEI TEMPI ci si rivolgeva alle persone che appartenevano ad un ceto sociale alto con Gnor.. o Gnora.. Fra li gnor, si pu annoverare Annessandrino Guazzieri. In verit, quando si parlava di lui, si usava anche lappellativo riferito alla sua professione:lu SPZIALE. Fin dal Medioevo colui che si occupava di preparazione di medicine, veniva chiamato lo Speziale, poich nella sua bottega si potevano acquistare anche le spezie. Ma se in epoca antica era necessaria solo una conoscenza empirica per svolgere questa professione, con il passare degli anni (primi anni del XVII secolo) divenne indispensabile possedere una laurea in farmacia e chimica per essere ritenuto tale. Ad Anneessandrino Guazzieri, competeva di diritto il titolo di dottore o speziale, avendo conseguito, nel 1892, la laurea in Farmacia e Chimica presso lAteneo di Napoli. Nel corso degli studi fu notato per limpegno profuso nella ricerca, per cui ottenne lincarico di Assistente al Gabinetto di Chimica. Appena laureato fu chiamato a dirigere importanti farmacie. Matur una significativa esperienza, che gli torn utile allorch svolse la professione nella farmacia del paese di cui gi si occupava il padre, gnor Gennarino. Dopo di lui si sono tramandati lattivit altri familiari, lultima, in ordine di tempo (quarta generazione), ad aver ereditato la professione di nonno Sandrino la dottoressa Maria Guazzieri. Gnor Sandrin, appassionato di ricerca farmacologica, continu a condurre esperimenti, tanto che a lui si deve la scoperta del procedimento di riduzione allo stato liquido dei Glicerofosfati. Linnovazione, ritenuta di notevole importanza dalla scienza di allora, gli consent di realizzare in termini assoluti e per la prima volta, lo Sciroppo di Glicerofosfati. Per i suoi meriti scientifici gli saranno concessi riconoscimenti nazionali e internazionali: a Roma, a Firenze, a Palermo. Nel 1907 a Siena, nella Mostra Campionaria Internazionale otterr il diploma di Granpremio e la Medaglia dOro. Sempre nel 1907, allEsposition International di Bruxelles, gli verr assegnato il diploma di Gran Prix pour Shirop Glicerophosphates. Nel 1908 analogo riconoscimento allEsposition International de Paris- 6me Manifestation des Arts e Metiers Scientifiques. Dalla scoperta il dott. Guazzieri non

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Personaggi santomeresi: Annessandrino Guazzieri


questa veste riveler le doti delluomo paziente, equilibrato, e dotato del senso della giustizia. Durante le udienze, in occasione dei battibecchi tra le parti in causa, il Giudice interveniva con voce ferma e autorevole, priva dei toni alti, ristabilendo ordine al dibattimento, appellandosi al buon senso e alla logica. Il dottor Guazzieri morir a SantOmero il primo gennaio del 45. Il suo nome si aggiunge nellelenco dei personaggi dimenticati che hanno onorato il paese, facendolo conoscere, come in questo caso, oltre i confini dItalia. Egli lascer il ricordo del tipico Galantuomo, figura oggi quasi scomparsa per carenza, spesso, di soggetti di riferimento. Se sono la persona che sono il merito va, oltre ai miei genitori, umili persone, che per mi hanno trasmesso i valori imprescindibili per essere un UOMO, anche a chi, come gnor Sandrin, mi ha aiutato a colmare le lacune derivanti dalla mancanza di studio, che non ho potuto permettermi da ragazzo. Gennaro Cristofori

ricaver alcun profitto economico non avendola volutamente brevettata per metterla cos a disposizione dellintero mondo scientifico. Sar questa la scelta coerente di un uomo onesto che non riduce la virt dellonest nel non rubare, ma la estende, nelloperare con pieno disinteresse per il bene comune. E uno dei valori che accompagner Gnor Sandrin in ogni momento della sua vita privata, professionale e pubblica. Incuteva un po di soggezione a noi ragazzini lu spzial, non solo per il suo ruolo, ma anche perch fra i giovani e le persone mature esisteva un rispetto reverenziale, che non consentiva un rapporto diretto se non quello del saluto. Mi sentivo onorato quindi quando lui, conoscendo la mia passione per la lettura, mi autorizzava a prelevare i libri dalla sua biblioteca e soprattutto in quelle rare occasioni in cui mi invitava alla sua tavola, dove oltre a mangiare bene, si dialogava. La sua lezione ricorrente si basava sul tema la parola data che, a suo dire, rappresentava uno dei valori indispensabile per essere ritenuto UOMO ONESTO. Dal 1932 al 1934, rivest la carica di Potest di SantOmero. La scelta cadde sulla sua persona, non per meriti politici, ma per la stima, il rispetto, la fiducia dei concittadini. La breve esperienza sar interrotta dai cosiddetti puri e duri del Nuovo Verbo, per averlo ritenuto non idoneo politicamente. Loccasione propizia per rimuoverlo dal suo ruolo offerta dalla venuta del Vescovo a SantOmero in una normale visita parrocchiale in cui il Potest non si presenta a riceverlo: esonerato!!!

Lintera storia di Gnor Sandrin, mi fu raccontata dallavvocato Guido Guazzieri, che riteneva il farmacista una persona coerente e giusta. Per alcuni anni sar il Giudice Conciliatore a SantOmero carica onorifica di Magistrato in materia civile, funzione poi trasferita al Giudice di Pace. Annessandrino Guazzieri anche in

Un miracolo chiamato amore


Ogni bambino ha diritto allistruzione,di ricevere uneducazione che sviluppi le sue capacit. Ogni bambino ha il diritto di raggiungere il massimo livello di salute fisica e mentale, di essere curato, di crescere bene spiritualmente e socialmente. Sono questi due articoli della Dichiarazione dei diritti dei bambini, emanata il 20 novembre del 1959 dallONU. Sebbene sia trascorso pi di mezzo secolo da che essa stata sottoscritta e divulgata, milioni di bambini nel mondo non vivono la loro infanzia n hanno prospettive per il futuro. Non possiamo rimanere insensibili di fronte a due occhi spalancati che sembrano chiedere perch non hanno cibo per sfamarsi, acqua per dissetarsi, scuole per imparare e qualche volta un tetto per ripararsi. Abinet Bakalo e Buzunesh Tegene, avevano il presente e il futuro gi delineato: miseria e ignoranza. Oggi, invece, frequentano la prima elementare in Etiopia, il loro Paese e non mancano mai di ringraziare. La Pro-loco di SantOmero, da ormai quattro anni, li sostiene a distanza. La castagnata, organizzata ogni anno per gustare gratuitamente polenta, castagne, vino, in allegra compagnia, stata il veicolo per chiedere un piccolissimo contributo il cui scopo fu quello di adottare due bambini, che avevano bisogno di un atto damore concreto. Il sorriso di Abinet e Buzunesh, la certezza che crescono in salute e possono frequentare la scuola, la speranza che il loro futuro possa essere meno problematico di quello prospettato, ci rendono orgogliosi ed con questo sentimento nel cuore che vogliamo presentarvi i nostri e vostri due bambini, che non mancano mai di inviarci le loro foto con una dedica:Nel tuo cuore un miracolo chiamato amore.

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Il culto di Santa Apollonia
e in ogni evenienza sottoposto al suo feticcio, e questo al di sopra del selvaggio. Non si tratta di un essere di natura superiore al suo adoratore; un selvaggio anchesso e, occorrendo, va trattato come tale. Per esempio: si rifiuta, questo, di fare con le buone quanto gli si chiede, nonostante le preghiere che gli si rivolgono e i doni che gli si presentano? Allora bisogna costringerlo con le brusche: cos, se la caccia non stata fortunata, gli si applicano dei colpi di sferza. Non gi che si metta in dubbio la sua potenza; infatti una volta inflitta la punizione, ha luogo la riconciliazione con esso, lo si riveste a nuovo, gli si fanno nuove offerte. Solo che si sospetta della sua buona volont e si spera che unopportuna correzione lo far tornare a miti consigli. (...). Si potrebbero moltiplicare gli esempi in cui si vede che luomo spesse volte non si forma un concetto molto elevato degli dei da lui adorati . Talvolta la sollecitazione si esplica attraverso un ricordo di una guarigione esemplare (che deve necessariamente avversarli di nuovo), infatti nella formula scongiuratoria da me riportata si parla della guarigione di S.Apollonia dal dolore di denti grazie allintervento miracoloso di S. Anastasia. Analogamente in questaltro scongiuro siciliano, che riproduco dal Bonomo, si parla di guarigione dal male, operata da un medico: Ben vegliate, santissima luna, che venite dOriente e andate in verso occidente salutatemi il medico che medicava il dente dite che ammorta la doglia e 1 vermine che noiava il mio dente (6). Questi moduli narrativi, che parlano di guarigioni esemplari (chiamati exemplum o historiola) e che, in particolare auspicano luccisione del vermine , ritenuto agente patogeno principale del mal di denti, fanno parte della struttura di molte formule scongiuratorie, e, in fondo, rispondono ad una fondamentale legge della magia, quella del simile produce simile, cio, come, in un tempo mitico, avvennero delle guarigioni miracolose, cos, nel rievocarle al presente, possibile riprodurre leffetto analogo. La tecnica del come. . . cos , presente negli scongiuri con historiola da me ricordati, non la sola. Vi sono anche scongiuri in cui si ricorre, senza mezzi termini, ad impartire comandi alle potenze magico-religiose che devono effettuare lazione salvifica. La violenza vendicativa della costumanza santomerese rientra, in questo quadro e, come facile riconoscere, va oltre, fino a rasentare la minaccia o la punizione della potenza che ricalcitra ad operare. Giuseppe Di Domenicantonio
NOTE (*) Questo articolo gi stato parzialmente pubblicato sulla rivista Lares , XLIII, 1977, n. 1, pp. 61-62. (1) La formula scongiuratoria mi stata dettata dalla Sig.ra Dauri Vincenza, mia madre, di anni 68, massaia. (2) Per notizie pi dettagliate sulla vita della Santa, vedi Bibliotheca Sanctorum, Vol. II, Roma 1962, pp. 258-268. (3) B. WILH, II culto di S. Apollonia e levoluzione dellodontoiatria, Pagine di Storia della Medicina, XIV, 1971, pp. 5-14. (4) A. BASILE, Santi castigati in Calabria e altrove, Calabria letteraria, XIX, 1971, nn. 11-12, pp. 32,33. (5) E. DURKHEIM, M. MAUSS, Sociologia e antrolopogia, Roma, Newton Compton, 1976, pp.23-24.

A seguito dellinteresse suscitato dalla leggenda di S.Migliorato pubblicata come tributo alla memoria dellantropologo e linguista santomerese Giuseppe Di Domenicantonio, riproponiamo il saggio, apparso nel 1978 sempre sui quaderni della Pro-loco, su SantApollonia, una santa il cui culto ormai dimenticato, ma che di cui resta la statua, posta in unedicola in alto lungo via Regina Margherita, sulla parete della c.d. casa del fattore, di fianco alla chiesa di S.Rocco nelle pertinenza di Villa Pilotti. Ultimamente il muro della facciata stato restaurato e si sono purtroppo persi i segni lasciati dalle pietre scagliate dai fedeli secondo il rito di cui parla il saggio dellindimenticato Giuseppe Di Domenicantonio. Il culto di S. Apollonia una pratica popolare contro il mal di denti a S. Omero (*) II dolore di denti particolarmente temuto dal popolo, il quale, per poterlo scongiurare, ha, via via, escogitato una serie di rimedi popolari, come lapplicazione di infusi di erbe magiche, lana sudicia di pecora e perfino, come mi dice una mia informatrice, sciacqui eseguiti con lurina di una pecora che non ha ancora figliato. Ma, accanto a questi rimedi, abbondantemente illustrati da folkloristi e storici della medicina, sono da aggiungere le numerose pratiche magico-religiose, come, per esempio, quella della campanella di S. Domenico di Cocullo in Abruzzo che viene fatta suonare tirando la cordicella con i denti, le varie formule scongiuratorie, nonch i numerosi amuleti da portare addosso, ecc. In questa breve nota vorrei illustrare e documentare una di queste pratiche e precisamente quella che in uso a S.Omero (Teramo), ridente paese della Val Vibrata e in via di industrializzazione, perch mi sembra rivesta una particolare importanza in quanto presenta anche tratti di culto violento. Questa pratica si svolgeva, fino a pochi anni fa, davanti ad una immagine di S. Apollonia, patrona del mal di denti. Il malato, per scongiurare il dolore di denti, si recava davanti la parete di una abitazione cittadina in cui era posta una statuina fittile della Santa e recitava, a mo di preghiera, la seguente formula: SandAppellnie pe la strada jeve e sse ngundr nghe ssandAnastascije. Che haje Ppellnie, che ppiange? Mme fa dole lu dende! Dole lu dende, crpe lu vermene, lha cummannate Ddije nneputnde !(1). Non cessando il dolore, il malato scagliava violente- mente delle pietre contro limmagine, pronunciando parole ingiuriose, per punire la Santa che non gli aveva concessa la guarigione. Lusanza del tutto scomparsa, ma ancora viva nella memoria degli abitanti e delle persone da me interpellate. Comunque rimane ancora la statua in terracotta, tutta lesionata dalle ripetute sassaiole, a testimoniare tangibilmente lusanza superstiziosa. Lo stesso avveniva contro unaltra immagine, pure di S. Apollonia, a Casealte, una frazioncina di S. Omero; ma qui

leffigie scolpita sui mattoni di una catapecchia, andata completamente distrutta, insieme con labitazione. Come noto, Apollonia di Alessandria, santa, vergine e martire, la protettrice di denti. Non si hanno notizie precise sulla sua vita. Si sa solo che nacque al principio del 3 secolo o negli ultimi anni del 2. Mor martire in seguito ad una persecuzione di cristiani, verso gli ultimi anni dellimpero di Filippo (244-49). Durante la tortura le furono strappati i denti, e poi fu mandata al rogo (2). Il suo culto, iniziato attorno al 300 d.C., ebbe particolare vigore nel 13 e 14 secolo e raggiunse la sua pienezza nel 15 e 16 secolo, periodo coincidente - come fa notare Bulk Wilh (3) - con la catastrofica cura odontoiatrica delle popolazioni, e con la conseguente recrudescenza delle infezioni odontalgiche. Probabilmente, gi a quei tempi, dette popolazioni, afflitte dai lancinanti dolori di denti, dovettero rivolgersi alla Santa che aveva subito il martirio, e non da escludere che il dolore particolarmente acuto avesse spinto i pazienti a rituali violenti contro le immagini della taumaturga. Laggressione violenta contro immagini sacre allo scopo di ottenere la grazia richiesta o come punizione per il disinteresse della divinit, una pratica molto diffusa sia nella religiosit dei primitivi e dei popoli di interesse etnologico, sia presso i culti pagani come pure nei culti del cristianesimo popolare. Per esempio sono ben note

le sollecitazioni violente e le parolacce rivolte a S.Gennaro dal popolino, quando il sangue miracoloso tarda a liquefarsi. A Guardiavalle (Catanzaro) la reliquia di S.Agazio veniva immersa nellacqua con rabbiosa violenza; a S. Andrea Apostolo (Catanzaro) il popolo trasportava la statua del protettore sulla spiaggia e qui lo minacciava ripetutamente: O mi bagni o ti bagno!. A Curinga facevano di peggio: il santo veniva portato in processione e poi collocato sotto un mulino con le spalle alla corrente, dove doveva rimanere in castigo, finch non fosse venuta la pioggia. A Cassano legavano la statua di S. Francesco di Paola, gli toglievano gli ornamenti e lo facevano stare cos fino alla prossima pioggia (4). A tale proposito il Durkheim (5), cos si esprimeL uomo, spessissimo, li tratta (gli dei) sul piede della pi perfetta parit. Indubbiamente, egli dipende da essi, ma essi non dipendono meno da lui. Egli ha bisogno del loro aiuto, ma essi han bisogno dei suoi sacrifici. Cos quando egli non contento dei loro servizi, sopprime ogni offerta: taglia loro i viveri. I rapporti che mantiene con essi sono di ordine contrattuale e si basano su do ut des. Una volta (Schultze) che il selvaggio ha presentato al suo feticcio le proprie offerte secondo le sue possibilit, pretende energicamente la contropartita. E ci perch, per grande che sia la sua paura del feticcio, non bisogna immaginarsi il rapporto esistente tra essi come se il selvaggio fosse necessariamente

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Intervista ai Wanted
Verso la fine del mese di Agosto o primi giorni di Settembre dellanno 1969 lavoravo come bagnino nella spiaggia dellHotel Europa di Giulianova. Un gruppo di amici di SantOmero vennero a trovarmi proponendomi la partecipazione per la formazione di un complesso musicale. Tra di loro, ricordo benissimo Nino Viscioni, Tonino Cristofori, Angelo Pediconi ed altri. Ebbi subito qualche perplessit suonavo da qualche anno la fisarmonica e non avevo mai suonato una tastiera. Insistettero dicendomi che non cera nessun problema, avevano gi parlato con il mio maestro di musica e con qualche lezione potevo prontamente acquisire le capacit necessarie. Per quanto riguarda lacquisto della tastiera era gi tutto organizzato, la Ditta Giocondi di San Benedetto accettava il pagamento rateale e mio padre era al corrente di tutto e in qualche modo mi avrebbe aiuto per i pagamenti. Gi nel mese di Ottobre le prime prove con strumenti nuovissimi: Nino Viscioni alla batteria, Angelo Pediconi canto e chitarra, Gianni Picchini al basso, Leo Franceschini alla tastiera. Il nome Wanted cera gi e inizi lavventura. Il batterista Nino un personaggio fantastico impiegava moltissimo tempo per perfezionare il tutto le prime luci psichedeliche fatte artigianalmente le pedane per la batteria e per la tastiera addirittura anche le bacchette per la batteria realizzate presso la falegnameria di Faustino Flor. I primi giorni di prove si svolgevano nella sartoria del pap di Angelo e vi era una grande partecipazione di persone giovani e meno giovani. Tutti davano consigli, richiedevano una canzone. Moltissimi venivano per assistere lesuberante Nino alla batteria che inventava ritmi sempre pi moderni e stravaganti. Ricordo che passavo notti insonni per il pensiero delle rate da pagare per la tastiera e pensavo di aver fatto un grave errore a fare quei debiti. Avevo paura per aver messo la firma su quelle cambiali e mi vergognavano di parlarne con i miei amici. Grazie allintervento del Sindaco Giuseppe Armillei ed il sempre presente Gennarino Cristofori, nostro primo sostenitore, ci fu concesso luso dei locali sopra lattuale Banca Tercas di SantOmero ( chiamata ex casa del fascio). Dopo la scuola nei pomeriggi e nelle serate ci si riuniva per le prove ed era una vera attrattiva per il paese. Alcuni si lamentavano per il suono troppo forte, mentre altri ci accoglievano e si entusiasmavano perch la nostra musica riempiva la malinconia e la tristezza di quel luogo. Il sindaco Armillei era contentissimo e spesso veniva a trovarci accompagnato da alcuni giovanissimi. Le prove si svolgevano a porte aperte e la scalinata delledificio era stracolma di giovani che venivano ad ascoltarci. Raramente salivano da noi le ragazze. Erano altri tempi! Loro ci ascoltavano dalle panchine sotto gli alberi e ci scambiavamo i saluti dalle finestre. Suonavamo canzoni di cantanti come Paoli Ranieri - Battisti ecc. e gruppi musicali italiani emergenti New Trolls - Camaleonti - Nomadi - Dick Dick ecc. e brani anche dei Beatles - Hei Jude Let it be ecc. Finalmente la prima uscita con il pubblico presso la palestra della scuola elementare. Ricordo che era inverno e Nino si arrabbi con me perch non disponendo di una giacca pesante fui costretto a suonare rio era contentissimo anche se richiamava Nino affinch suonasse pi piano e facesse meno rumore con la batteria. Don Ma nella batteria non c la manopola del volume rispondeva Nino, ma lo accontentava mettendo della stoffa sopra i tamburi per attutire il battito. Venivano persone anche da Teramo e da Ascoli Piceno

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nostra musica e le nostre fantasie. Giorni di vera aggregazione. Forse non sapendolo i WANTED fu un vero collante di aggregazione per molti giovani nel nostro paese, aggregazione che purtroppo la moderna giovent non riesce ad ottenere e ricostruire pur avendo tantissime possibilit economiche e di mezzi, forse perch distratta da mille altre occasioni che tutto facilita meno che quello dello stare insieme e di condividere direttamente larghi momenti aggregativi. Bellissimi momenti, interrotti per dalla partenza di Gianni per il Servizio Militare e subito dopo da Angelo per il suo primo impiego fuori SantOmero. Successivamente , Nino e Gianni ricostituirono un altro gruppo insieme a dei ragazzi di Campli, che per non ebbe lunga durata a causa soprattutto di impegni di lavoro o di studio ai quali fu data la giusta precedenza. Io fui ingaggiato da altri complessi musicali verso le Marche ancora per qualche anno, lo facevo per hobby ma interruppi presto per motivi di lavoro. Successivamente continuai a suonare lOrgano della Chiesa accompagnando il coro della Parrocchia. Leo Franceschini Durante una festa di paese a Villa Tofo conclusi un contratto per 150mila lire, per la presenza sul palco anche di tre cantanti carine, possibilmente in minigonna. Il giorno della festa ricordo la piazza gremita, il gruppo era gi pronto a suonare e tutti aspettavano le ragazze in minigonna. Arrivai con una seicento scassata e, anzich le tre ragazze in minigonna feci scendere una ragazza tuttaltro che bella e con le gambe storte che dest lilarit di molti dei presenti. Fui avvicinato da un membro del comitato ceh mi disse:Ton, avevamo detto tre ragazze carine e in minigonna e tu ne hai portata solo una, persino brutta e con le gambe storte.... Io con freddezza risposi:Questa sar pure brutta ma canta molto bene!. Naturalmente il compenso si ridusse notevolmente. Un giorno mi chiam un fattore di Corropoli che voleva farmi ascoltare il figlio, aspirante cantante, per valutare lopportunit di inserirlo nel gruppo. Andammo a sentirlo. Il padre azion un giradischi che suonava In ginocchio da te di Gianni Morandi mentr il figlio cantava sulle note della canzone. Alla fine chiesi al padre cosa avesse fatto il ragazzo fino a quel momento e lui rispose:Aiuta a me a corie li bestie e in campagna. In tutta franchezza risposi:Beh, allora meglio che continui a fargli fare quello che ha fatto finora. In occasione di un capodanno eravamo stati ingaggiati presso un noto locale di Alba Adriatica. Arrivammo la sera del 31, sistemammo gli strumenti ed eravamo pronti per suonare quando il proprietario, non sapendo con chi aveva a che fare, si rifiut di firmare il contratto dicendo che bastava la parola. Smontammo gli strumenti e andammo via lasciando la serata senza musica. Tonino Cristofori

con il cappotto. Le mani erano cos fredde - forse anche per lemozione - che nemmeno riuscivo a suonare. Il pubblico di SantOmero intervenne numerosissimo anche se lacustica della palestra era pessima. Cera anche il Sindaco e la Giunta a tifare, per Gianni Picchini (diventato dopo qualche anno Sindaco). Tutti furono conquistati dalla voce di Angelo e dal suono della sua chitarra e soprattutto era il grande batterista Nino il pi acclamato. Subito dopo, le prime serate danzanti presso il Cinema di SantOnofrio ove ne seguirono altre negli anni successivi, durante i periodi Natalizi. Proprio durante quelle belle serate di allegria balli e musica, quindi anche grazie ai WANTED nacquero diversi primi amori: il batterista Nino ed Agata - il manager Tonino e Silvana, il caro amico, nostro assiduo fan frequentatore Luigi con Anna e altri ancora che ebbero per breve durata. Era il periodo di Carnevale, Nino da diversi giorni era impegnato a realizzare le bacchette per la batteria presso la falegnameria di Faustino, dalle 15 20 paia di bacchette. Durante una serata ne ruppe cos tante che i pezzi di legno erano sparsi dappertutto in mezzo ai coriandoli. Quella sera cera la sua Agata alla quale dedicava la sua canzone preferita. Con i piccoli incassi delle serate, finalmente si riusc a comperare limpianto audio di ultima generazione. Vi era la possibilit di modificare il tono della voce e fare leffetto eco. Praticamente un registratore che faceva risentire la voce subito dopo. Eccezionale... diceva Nino entusiasta del nuovo impianto. La cosa pi bella fu quando il nostro parroco Don Mario consent di cantare la messa BEAT in chiesa . Mai vista tanta gente alla Messa e Don Ma-

per ascoltarci. Fummo chiamati anche per la celebrazione di matrimoni con la nostra Messa Beat. Il nostro manager Tonino Cristofori scrittur anche un presentatore il grande Stefano Cristofori e quindi feste del Patrono a Civitella a Ripe di Civitella a Rocca Santa Maria spessissimo a Case Alte a San Giuseppe di Nereto a Roccafluvione SantEgidio- SantArcangelo e poi moltissime serate danzanti a Giulianova Alba Adriatica -Teramo - Martinsicuro ecc. Ingaggiammo anche delle brave cantanti, erano anche carine e quindi grazie a loro anche lo spettacolo si arricch con le primissime minigonne. Indescrivibile la lotta per il primo posto sotto il palco da parte dei giovanissimi. Molti erano i fans amici che ci seguivano, c da ricordare Nicolino Cristofori, Enrico Brandimarte e tantissimi altri che ci aiutavano perfino a montare gli strumenti musicali. Uno degli eventi pi importanti per i WANTED si concretizz quando nel lungomare di Giulianova si esib il gruppo, allora emergente adesso diventato mito, de I NOMADI e noi intrattenemmo la prima parte della serata. Il gruppo utilizz una parte dei nostri strumenti ed in particolare la batteria di Nino che per lepoca era gi allavanguardia, il gruppo pag pegno perch Nino si ritrov tre piatti, di pregio, dei Nomadi oltre che delle bacchette con la testina in feltro pressato. Accessori per batteria praticamente introvabili per quellepoca e peraltro appartenuto ai mitici NOMADI, un vero trofeo vanto del grande batterista di SantOmero. Furono quelli dei giorni vissuti senza pensieri, passati forse anche troppo - troppo presto in armonia con la

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Juventus Club SantOmero
meno sperimentale, sia la forma dando pi risalto ai testi e alla voce. Il risultato un disco che accelera e rallenta pi volte, disorienta e stordisce per poi ammaliare e sedurre: Time, Money, The great gig in the sky, Brain damage sono melodie senza tempo, che ti entrano dentro e definiscono i termini di paragone di tutta la musica rock. A 40 anni dal uscita, The dark side of the moon mantiene ancora integro tutto il suo fascino e continuer a stregare anche le future generazioni. Se sia o meno il miglior album dei Pink Floyd oggi ha poco senso. Personalmente non lo , ma innegabile che un opera che non lascia indifferenti ed di certo il primo passo per i novizi per avvicinarsi e conoscere in modo pi approfondito la musica del gruppo inglese. Resta la storia. Quella si che cambiata, e per sempre, con il lato oscuro della luna. Fabrizio Cardelli

40 anni fa: The dark side of the moon


Nella classifica ideale dei dischi che hanno cambiato la storia della musica, The Dark side of the Moon dei Pink floyd, resta tra i pi rappresentativi, assurgendo al ruolo di icona del nostro tempo e con numeri che oggi sembrano impossibili da eguagliare: oltre 50 milioni di copie vendute, numero 1 della classifica Billboard, 47 dischi di platino e 2 di diamante, pi di 741 settimane in classifica, fino al 1988! Registrato nei mitici studi di Abbey Road, quelli dei Beatles per intenderci, e pubblicato nel marzo del 1973, il disco un concept che segna una decisa svolta nella carriera della band, decretandone definitivamente la maturit e, in un certo senso, facendo loro prendere le distanze da quella produzione che li ha visti diventare il punto di riferimento del movimento rock psichedelico degli anni 70. Senza Syd Barrett, fu Roger Waters a prendere in mano definitivamente la leadership del gruppo, mutandone nel contempo sia lo stile, pi definito e

Una famiglia perfetta


In una villa di campagna nei pressi di Todi, un cinquantenne misterioso, ricco e solo, decide di affittare una compagnia di attori per far interpretare loro la famiglia che non ha mai avuto in occasione delle feste natalizie. Leone, il singolare padrone di casa, adesso ha una moglie, un fratello, una cognata, tre figli e una mamma. La finzione e la realt si mescoleranno rappresentando una situazione da idillio natalizio presto ribaltato dallentrata in scena di un Sergio Castellitto che alla presunta rilassatezza del quadro aggiunge una nota tesa, quasi tagliente in un godibile aggiornamento di ferocia da troppo assente nella commedia italiana contemporanea. Proprio nei ripetuti e sempre pi paradossali attriti tra il committente e gli attori, Una famiglia perfetta trova il suo punto di forza e la sua ragione dessere, portando avanti un discorso sulla natura e sulla possibilit offerte dalla recitazione, arte che ha capacit di cambiare la realt. Lo scorrere davanti agli occhi del Natale (e della vita) che avrebbe potuto essere e avere nel passato, misto alla ferrea cornice, lascia emergere la distanza tra interprete e persona, corpo e ruolo, come le contraddizioni e le fragilit di chi pu entrare e uscire a piacimento da uno specchio di cui bisogna conoscere le regole. Innegabilmente al di sopra del livello medio del cinema italiano (per non parlare dei nostrani titoli natalizi), questa una commedia fuori dal coro, un vero e proprio Van Gogh, per fotografia, ambientazione e sceneggiatura. Per non parlare degli attori, Marco Giallini e Ilaria Occhini, Claudia Gerini e Francesca Neri, Castellitto stesso, in una parola, superlativi, diretti magistralmente da un Paolo Genovese che dopo la bella prova del primo Immaturi, prende tratti della maestria Ozpetek-iana e li fonde in un esperimento a cui il cinema italiano sar in futuro devotamente grato. Antonello Cristofori

Viva la Capra... in pentola!


Un libro raffinato ed elegante dedicato alla capra: lomaggio di Francesco Galiffa, noto ricercatore di cose locali e appassionato gourmet neretese, ad uno degli animali da sempre, fin dalla fanciullezza del mondo, a fianco delluomo, forse il primo ad essere addomesticato. E naturalmente anche mangiato! Lautore parte da lontano, mescolando con maestria ed erudizione riferimenti mitologici a dettagli storici, cenni di rituali di antiche religioni e osservazioni sullutilit e sui vantaggi dellallevamento di questo animale libero e indocile ma premuroso, accostato da sempre alla sua funzione di nutrice degli dei e degli uomini. Apprezzato per la lana e per il latte, il nostro ovino, testardo per antonomasia, stimato anche per la carne che, bench naturalmente di odore non gradevole, dopo una lunga e sapiente preparazione si muta in gustosissima e tenera. Sapientissimi nellarte di cucinarla i Neretesi, in Val Vibrata, che ne hanno fatto il piatto simbolo dellintera comunit. proprio in omaggio alla Capra alla neretese, piatto contadino, che Francesco Galiffa si avventurato in una meticolosa ricerca che lo ha portato a consultare centinaia di testi, di fonti, tutte riportate nella dettagliata bibliografia, con una narrazione che si mantiene sempre tra facilit e amenit della divulgazione e rigore della ricerca scientifica. Edito dallAssociazione Culturale F . Ranalli, il libro permette al lettore di conoscere la storia della capra nei secoli, le sue caratteristiche, i suoi prodotti e, soprattutto, limpiego della sua carne nellalimentazione, con la descrizione delle tante maniere in cui questa pu essere preparata, lavorata, cucinata, conservata e naturalmente gustata. Un repertorio di ricette, che spaziano dalla tradizione neretese alla realt di molte regioni e provincie italiane ed estere, d lustro al volume anche sotto il profilo gastronomico tanto che parafrasando un famoso detto sarebbe forse opportuno mutare la famosa panca del proverbio in una gongolante pentola dove, in linea con il titolo del volume, la capra si nobilita per i migliori palati. Gabriele Di Francesco

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Il mestiere del pizzaiolo
Intervista ad Antonio Di Antonio
Non un mestiere in via di estinzione, il pizzaiolo, tuttaltro. La pizza infatti , probabilmente ancor pi degli spaghetti, il cibo italiano per eccellenza e il pi conosciuto nel mondo. La pizza italiana si pu definire un piatto di alta cucina, prima di tutto perch una delle invenzioni culinarie pi geniali nella storia dellalimentazione e poi perch senza dubbio un piatto di altissima qualit organolettica e degustativa. Parlaci un po di te, come mai sei diventato Pizzaiolo? Il mio nome Di Antonio Antonio, ma tutti mi chiamano Tony sin da quandero piccolo. Ho 43 anni, sono sposato, ho due figli e vivo nel mio paese dorigine: SantOmero. I miei hobby, prima di diventare pizzaiolo erano lo sport e lornitologia (per il primo ora non ho proprio pi tempo, per il secondo ritaglio un breve momento ogni giorno). Una decina danni fa, quando lavoravo come magazziniere presso una nota azienda alimentare della zona che cominciava a risentire dei primi momenti di crisi economica, pensai che fosse opportuno cercare un lavoretto extra da svolgere la sera, dopo il lavoro quotidiano, o nel fine settimana, anche per arrotondare lo stipendio. Su Chi cerca trova notai che la richiesta/offerta di lavoro pi ricorrente era quella della mansione di pizzaiolo. Pensai di frequentare un corso base per avvicinarmi con consapevolezza al mestiere ed avere, in tal modo, pi possibilit di trovare lopportunit lavorativa che cercavo in quel momento. Dopo qualche mese iniziai a lavorare la sera e nel week-end in un ristorante/pizzeria della zona e con il passare del tempo quel lavoro extra cominci ad appassionarmi, rendendomi sempre pi curioso di apprendere e migliorare. Nel 2004 iniziai a pensare di mettermi in gioco in prima persona e cominciai a cercare in giro se cera qualche attivit di pizzeria al taglio in vendita. La trovai proprio a Garrufo e nel maggio del 2005 ho iniziato la mia attuale attivit lavorativa rilevando la pizzeria al taglio La Piazza. Qual il segreto di una buona pizza? E quali sono le regole doro per un ottimo impasto di base e per una perfetta cottura? Secondo me non c nessun segreto, limportante utilizzare gli ingredienti giusti (ottima farina, che pu variare tra vari tipi, a seconda della pizza che si vuole ottenere, acqua, olio extravergine doliva, lievito madre, sale), miscelare gli stessi nelle giuste quantit e secondo un certo ordine, al fine di ottimizzare il risultato finale: impasto ben lievitato da portare a cottura solo nel momento della sua maturazione. Quali sono gli errori pi diffusi nella preparazione della pizza? Sempre secondo il mio modesto parere, che, comunque, proviene anche dallinsegnamento di importanti maestri pizzaioli dItalia, la preparazione della pizza utilizzando il cosiddetto impasto veloce lerrore pi ricorrente nel settore. Esso, pur non essendo dannoso per la salute, non raccomandabile per il semplice fatto che ottenuto con lutilizzo di abbondante lievito che fa lievitare presto limpasto che, per, si presenter difficilmente digeribile. Qual la pizza pi mangiata? E qual invece la tua pizza preferita? La Regina Margherita da sempre la pizza per eccellenza (quella con mozzarella di bufala, ovviamente). Altre pizze pi gettonate sono le classiche (capricciosa, 4 stagioni, wurstel, prosciutto cotto con funghi); infatti sul banco del mio locale, che una piccola pizzeria al taglio, di solito si trovano le tipologie di pizza che vanno per la maggiore. Molti miei clienti, inoltre, ordinano la propria pizza prendendo spunto dal fornito elenco che trovano disponibile in bacheca, altri, invece, la inventano in base ai propri gusti, ed io cerco sempre di accontentare tutti! La mia pizza preferita, sia in estate che in inverno la caprese. Meglio un forno a legna o elettrico? Ho utilizzato entrambe le tipologie di forno, e posso dire che la cottura fornita da un forno a legna, al contrario

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di ci che generalmente si pensa, non di qualit superiore a quella del forno elettrico o del forno a gas. Inoltre, lavorare con il forno a legna, indubbiamente pi faticoso, infatti esso comporta pi manodopera (sia prima che dopo lutilizzo). La legna necessaria per riscaldare il forno va inserita quotidianamente sulla platea, va accesa e mantenuta controllata, con successivo regolare inserimento di altra legna al bisogno; durante la cottura bisogna prestare la massima attenzione affinch il prodotto non venga inquinato dalla legna accesa; infine, terminata la fase di lavoro, bisogna asportare la cenere e pulire adeguatamente la platea per non lasciare allinterno alcun residuo di legna; tutto ci non accade nelle altre due tipologie di forno. Nella mia pizzeria inizialmente avevo un forno a gas mentre attualmente ne utilizzo uno elettrico; non ho trovato differenze in merito alla cottura della pizza, neppure in confronto al forno a legna, inoltre questi ultimi consentono un lavoro pi veloce e pulito. Com cambiata la professione rispetto a qualche anno fa? Quali sono le novit? Bh, come ho detto prima, svolgo questattivit da troppo poco tempo per poter fare un paragone. A me piace ricercare la professionalit per essere competitivi sul mercato. Il consumatore, infatti, sicuramente pi esigente, molto pi attento e consapevole rispetto al passato (forse anche a causa dellaumento delle problematiche legate alla salute alimentare); per questo che anche le aziende operanti nel settore alimentare svolgono continue ricerche, puntando sulla qualit delle materie prime offerte e cercando di ampliare le tipologie di prodotti da offrire. Per quel che mi riguarda ho frequentato vari corsi di aggiornamento con gli istruttori appartenenti alla Scuola Italiana Pizzaioli (Gabriele Fazzini di Teramo e Graziano Bertuzzo di Caorle), nonch con i maestri panificatori Piergiorgio Giorilli e Simona Lauri, entrambi di Varese e con la Dott.ssa Marisa Cammarano di Napoli, laureata in scienze biologiche e specializzata in scienze dellalimentazione; inoltre nel 2009 ho partecipato

ad un master della Suola Italiana Pizzaioli a Caorle (VE) per il conseguimento del titolo di istruttore pizzaiolo. Meglio essere dipendenti o lavorare in proprio? Quali sono gli imprevisti, i rischi e le difficolt di questo mestiere? Nella mia vita lavorativa sono stato sia dipendente che autonomo e ti assicuro che essere in proprio ha pi svantaggi che vantaggi. Per come sono fatto io preferisco essere autonomo, perch per carattere, non amo prendere ordini. Ci comunque, comporta anche lo svantaggio di avere pochissimo tempo libero da dedicare alla famiglia, agli hobby ed agli amici ed i sacrifici da affrontare sono sicuramente maggiori. Daltro canto ritengo che nello svolgimento del proprio lavoro, sia esso dipendente o autonomo, limportante sia sentirsi gratificati e soddisfatti di ci che si sta facendo, anche se per perseguire tutto ci necessario impegnarsi tanto (anche avere dei validi collaboratori importante, oltrech una famiglia che ti appoggia e ti sostiene). Gli imprevisti possono riguardare vari aspetti dellattivit, ed anche lambito personale influisce sul lavoro (sia del titolare che dei propri dipendenti). Per prendere in considerazione il primo caso, pu capitare che uno degli strumenti di lavoro (frigorifero, forno, friggitrice, affettatrice) allimprovviso non funzioni pi bene o non funzioni affatto, ci comporta un ulteriore onere per lattivit, che va al di fuori di quello considerato per la manutenzione ordinaria; nel secondo caso, invece, pu succedere che il titolare o il proprio dipendente si ammali, o si debba assentare per ragioni improrogabili, ci comporta dover trovare un capace sostituto che possa garantire la stessa resa di colui che si dovuto assentare, con lulteriore aggravio economico della doppia retribuzione (nel caso di assenza del dipendente), ovvero comporta la decisione di abbassare momentaneamente la serranda; inutile dire che in questultimo caso oltre al mancato incasso si corre il rischio di perdere, anche se momentaneamente, qualche cliente Inoltre anche il fisco un elemento importante da prendere in

considerazione Spero tornino presto tempi migliori. Quale consiglio dare a chi vuole intraprendere questa professione? In parte credo di aver gi risposto a questa domanda; un mestiere come il mio non si pu improvvisare, si devono avere le conoscenze necessarie e tanta voglia di lavorare! In ogni caso ai pi giovani ed a coloro che non hanno vincoli familiari, attualmente mi sento di dire di provare ad andare allestero, dove la ristorazione italiana in genere molto gradita e ricercata, e dove il peso fiscale non cos pressante come in Italia. A quali manifestazioni hai partecipato e quali premi hai vinto? Quali sono le prossime manifestazioni a cui parteciperai? Nel 2007 stato il maestro pizzaiolo Gabriele Fazzini a stimolare la mia curiosit nellambito delle competizioni tra pizzaioli. Per me rappresentano soprattutto un momento di incontro tra colleghi, utile anche per scambiarsi idee, conoscenze e novit. Da allora ho partecipato ogni anno ad importanti manifestazioni nazionali ed internazionali quali: il Giropizza dEuropa, il Campionato Europeo, il Campionato Olimpizza e il Campionato Mondiale della Pizza (con tappe organizzate in varie citt italiane ed europee (Scalea, Lecce, Bari, Roma, Rimini, Salsomaggiore Terme, Milano, Verona, Massa Carrara, Budapest, Parigi, Chalon sur Saone). In ognuna di dette gare ho conseguito sia buoni che ottimi risultati, piazzandomi nella maggior parte dei casi tra i primi dieci classificati. I premi di solito sono rappresentati da strumenti di lavoro quotidiano, da coppe o targhe. I miei risultati migliori sono stati: - 1 posto nella tappa di Roma del Giropizza dEuropa 2010/2011 (categoria pizza in pala) - 2 posto nella tappa di Rimini del Campionato di pizza a due 2010/2011, con la chef Adriana Ferretti del ristorante La Perla di S.Egidio alla Vibrata (categoria pizza classica) - 1 posto con la stessa chef nella finalissima del Giropizza dEuropa 2010/2011 a Parigi (categoria pizza classica); - 4 posto nella tappa di Budapest del Giropizza dEuropa 2011/2012 (categoria pizza in pala) - 2 posto nel Campionato Mondiale della Pizza 2012 a Salsomaggiore Terme (categoria pizza in teglia); - 3 posto nel Campionato Europeo 2012 a Roma (categoria pizza in pala). Nel 2009, inoltre, insieme a tre colleghi pizzaioli abruzzesi (Emilio Bizzarri del ristorante-pizzeria Il Tramonto di Ancarano, Gianni Pompetti del ristorantepizzeria Dei Poemi di Val Vomano e Luigi Pelle del ristorante-pizzeria Grue di Castelli), ho partecipato ad un master della Scuola Italiana Pizzaioli, conseguendo il titolo di istruttore. Insieme abbiamo formato un gruppo di lavoro, chiamato Interamnia Pizza, che oltre a collaborare nelle suddette competizioni, ha contribuito gratuitamente alla riuscita di varie manifestazioni a scopo benefico quali il pizzaday a LAquila, nel maggio 2009, subito dopo il terremoto del 6 aprile nonch alla realizzazione di varie cene di raccolta fondi organizzata dalla C.R.I.. Nellaprile scorso, inoltre, sempre con il gruppo Interamnia Pizza, ho partecipato ad un progetto realizzato dalla Preside dellIstituto Alberghiero Di Poppa Rozzi di Teramo, Prof.ssa Silvia Manetta, ed in collaborazione con lo chef, Prof. Paolo DEvangelista, consistente nellinsegnamento delle regole fondamentali per avvicinarsi al mestiere di pizzaiolo: conoscenza degli ingredienti, preparazione dellimpasto, conoscenza della tecnica per la stesura dellimpasto a mano, farcitura e cottura. Anche il Presidente della Provincia di Teramo, Dott. Valter Catarra, ha trovato apprezzabile detto progetto, per cui ha voluto incontrarci e consegnarci un gradito riconoscimento. Le prossime competizioni previste sono: la finalissima del Giropizza dEuropa 2012/2013 e il Campionato Mondiale della Pizza 2013. Antonello Cristofori

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Quota Gran Sasso
cola immensit, presenta un numero elevato di cosiddette vie di ascensione alle varie cime e traversate da un versante allaltro da soddisfare le esigenze e i gusti degli appassionati della montagna, dal semplice camminatore fino al forte alpinista. Il Gran Sasso, cuore dellappennino, costituisce il massiccio montuoso con le maggiori altitudini di tutta la catena peninsulare. Geograficamente situato tra il Passo delle Capannelle, sulla statale 80 tra Teramo e LAquila, e le Gole di Popoli, con una estensione di oltre 40 Km e una superficie di circa 180 Kmq. Situato a fossanche per la presenza della vetta massima, la Vetta Occidentale del Corno Grande di metri 2912. Unaltezza certo non ciclopica, ma ragguardevole, se solo si pensa che il suo Paretone che guarda verso nord, nel versante teramano, pressoch verticale, ha ai suoi piedi il paese Casale San Nicola a quota circa 800 metri. Il Corno Piccolo, costituito da roccia ottima e da placche spettacolari, ha una particolare vocazione alpinistica per le numerose vie di ascensione. Dal Rifugio Franchetti, sulla parte alta del Vallone delle Cornacchie, possibile ammirare tutta la parete est, come prosecuzione della Cresta dellArapietra sullo Sperone sud-est, sul Monolito e, per finire, verso la Sella dei Due Corni sulle Fiamme di Pietra. Questo versante del Corno Piccolo, quando innevato, ha un aspetto Patagonico di incredibile bellezza e fascino. Dalle vette del Corno Grande, in giornate terse e fredde, possibile scorgere sia il Tirreno che lAdriatico e a volte anche la costa Jugoslava. Lalba dalla vetta del Corno Grande, con il sole che esce dal mare, uno spettacolo della natura. Nelle viscere del Massiccio Centrale, pulsa come un vero cuore, il Laboratorio no vallate immense, canaloni sterminati, pareti verticali vertiginose. Lattrazione della cima pi forte della ragione, anche se ad ogni passo una smorfia di fatica attraversa il volto. Ma ad un tratto si arriva allultima cresta e appare la meta. La sensazione immensa anche se un vento, che sopra i duemila metri non manca mai, ti sbatte in faccia, ti riporta alla realt della situazione. La vetta il trampolino di lancio della fantasia, la casa del pensiero, la libert dellimmaginario, la democrazia. Nonostante la fatica e il vociare soddisfatto, la quiete sembra assoluta e il nostro stare l, in poco spazio di roccia, sembra un po bizzarro. Si consuma quel poco di cibo che ci siamo portati appresso e si inizia la discesa, con la sensazione della meta raggiunta, e questa volta, ammirando con maggiore attenzione le bellezze naturali attorno, che lentusiasmo dellascesa aveva offuscato. Non abbiamo fatto tante escursioni questanno, ma tutte particolari e abbiamo dedicato attenzione non solo al magnifico Gran Sasso. La discesa e poi risalita alla incantevole spiaggetta sul Conero ai piedi di Sirolo. La faticosissima escursione al Lago di Pilato sul Vettore, dove si pu ammirare la presenza di un crostaceo endemico che in tutto il mondo, vive solo in quelle acque di una limpidezza incredibile. La presenza vivente di un tale animaletto di colore rosso corallo, costituisce motivo pi che valido al presidio del luogo da parte di Guardie Forestali. Un fascino particolare si realizza per le vie ferrate che portano al Corno Piccolo e per quelle che portano al Bivacco Bafile, situato su uno spuntone di roccia che strapiomba per centinaia di

Lungo la via per il Franchetti

Con lanno che stato, arrivato linverno, timidamente, un po in ritardo. Ha portato con se il freddo ma non troppo, ha portato qua e l un po di neve. Ci sono posti dove la neve sembra non arrivi mai: c gi, da sempre. Il Calderone, i canaloni allombra del Franchetti, Fonte Rionne. E il mondo del massiccio del Gran Sasso, dove laria pi sottile e il cielo pi vicino. Dove possibile ascoltare il rumore del silenzio. Dove ci si riconcilia con la natura perduta per chi abituato al traffico, alla fretta, allinquinamento, al telegiornale, alle guerre, ai politici. Scusatemi, Voi, che al brulicare frenetico della civilt, in cerca dellultimo, spesso inutile regalo natalizio, presi dalle squallide vicende che percorrono la nostra Italia, forse non sapete che il Calderone il ghiacciaio pi a sud dEuropa, il Franchetti il pi bel Rifugio del Gran Sasso e Fonte Rionne un canalone del versante Aquilano della catena Appenninica. Sul nostro Gran Sasso, le luci artificiali e le vicissitudini occidentali si perdono tra i magici riflessi delle linee disegnate da creste e canaloni. Ed per questo che nellanno che sta per finire, gli amici del Club Monti Gemelli hanno cercato nella fatica il riposo pi profondo. Sono alcuni anni, con la democrazia da esportare, che si chiusa una storia un po orrenda: lomicidio di Saddam Hussein, uno dei personaggi pi ributtanti degli ultimi decenni. Ancora con la democrazia da esportare, negli anni recenti che sono stati, abbiamo eliminato il penultimo dittatore libico. In quegli anni, ancora dopo, lOccidente, che ha scelto la strada delle bombe, era amico e sostenitore del dittatore baffuto prima e del riccioluto tinto corvino dopo. Lanno che stato sta per finire ed difficile pensare che si va ancora avanti cos. Noi, pi ingenui, abbiamo rinfrancato i pensieri e lo sguardo, calpestando i sentieri che si inerpicano tra i massi alla conquista della cima. La montagna tutto un ambiente da scoprire, fatto di esperienze da vivere, di luoghi per muoversi, camminare, arrampicare, entrare in sintonia con un mondo meraviglioso. Vivere lambiente montano non solo sport e movimento, ma anche stile di vita. In una societ post industriale e sedentaria come la nostra, il camminare, oltre che uno svago, anche una medicina per sentirsi in forma, per conoscere la cultura montana, e. a mano a mano che il pendio si inerpica, diventa sempre pi arrampicata. Si entra in una nuova visione del movimento, da orizzontale a verticale, cambiano anche le prospettive, si accentuano le emozioni, il contatto pi diretto. Lescursionismo, e ancor di pi larrampicata, ha dentro di s un mondo di emozioni, di istinti, di filosofia di vita. I non addetti non immaginano neanche il fascino e la bellezza della verticalit in una montagna al cospetto di tanti sport alla moda. Il Massiccio del Gran Sasso, nella sua pic-

Un bel gruppo sulla vetta del Corno Grande

45 chilometri dal Mare Adriatico e a 120 chilometri dal Mar Tirreno. Essenzialmente, lintero raggruppamento montuoso pu essere suddiviso in tre parti: la Catena Occidentale, il Massiccio Centrale e la Catena Orientale. E tutto un costone impervio e selettivo allescursionista, di roccia calcarea, che si erge tra il mare Adriatico e il mar Tirreno. Da diversi punti di vista, considerato un piccolo pezzo di Dolomiti, tanto sono simili le origini del calcare del Gran Sasso e della dolomia delle Dolomiti. Lintero complesso montuoso del Gran Sasso, che racchiude numerose valli, guglie, anfiteatri carsici e crepacci orridi, fa parte del Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga. Uno dei Parchi pi grandi dEuropa, il terzo dItalia, delimitato da nord verso sud, dalla citt di Ascoli Piceno, da Amatrice, Acquasanta Terme, Teramo, LAquila e gi fino a Bussi sul Tirino. Nessuna vetta del Parco arriva a quota tremila, ma gli ampi spazi, i dislivelli notevoli, i repentini cambiamenti climatici per la notevole vicinanza dei mari, il regno dei venti sferzanti e una rigida stagione invernale che rende molti luoghi inaccessibili, portano tutti il profumo dellalta montagna. Il Massiccio Centrale, regno di nevi perenni, da nord verso sud, costituito dal Corno Piccolo, il paradiso dei rocciatori, e dal Corno Grande con le sue cinque cime. Il Massiccio Centrale il pi importante della catena,

Un caratteristico passaggio sulla via Danesi al Corno Piccolo

dellIstituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), ma di questo parleremo in una prossima puntata. Salire la montagna non solo allontanarsi dalla quota del mare, ma anche acquisire una dimensione diversa delle cose e apprezzare di pi il senso della vita. Durante il sentiero, i paesaggi del nostro massiccio sembrano approfittare della nostra fatica come se sapessero che meritano di essere visti. Come sempre, dopo aver preso
Salita al Rifugio Franchetti

Salita al Rifugio Franchetti

Lungo la via per il Franchetti

qualche informazione in pi e pianificato i tempi per il giorno dopo, lindomani inizia lescursione. Quasi sempre con spettacolari tornanti si apprezza il terreno ghiaioso che via via lascia il posto alla roccia. Si prosegue a fatica e, quasi nascosto, dun tratto appare il tratto pi impegnativo. Per alcuni la prima volta e, alle normali difficolt, si aggiunge una inevitabile apprensione. Via via salendo lentamente e respirando profondamente, sembra che tutte le preoccupazioni siano sparite, anche il freddo, o il caldo, si sente meno, un po di apprensione per, accompagna per tutta lescursione. Uno strapiombo, poi un tratto ferrato, poi un altro, mentre la fatica si fa sentire con un recupero sempre pi difficile. Ogni volta che si raggiunge un Colle, ai nostri occhi si apro-

metri sullautostrada sottostante. La salita al Franchetti forse, tra le escursioni fatte questanno, la pi semplice e frequentata, perch fattibile senza tanti patemi danimo e con la possibilit di scegliere, a duemilacinquecento metri di quota, tra cinque sei primi per il pranzo della domenica. La pi affascinante, forse perch porta sul tetto della Penisola, la salita al Corno Grande. Ormai fatta sempre pi spesso dalla Direttissima. La montagna, per chi non allenato o dinvenro, come se fosse un quattromila. Si isola, si racchiude in s, selettiva, si lascia avvicinare solo da chi pi motivato e pi disposto a spendere energie, ma ripaga ampiamente. La montagna democrazia: fatta per tutti, non solo per temerari e alpinisti ed sempre pi attuale, non la salita alla cima, ma la conquista del Rifugio. La democrazia non pu esportarla chi non c lha, soprattutto non la casta che pensa solo a prolungare il soggiorno nelle confortevoli stanze del potere, a nostre spese. Una montagna si conquista con amore, passione, rispetto e fatica. La democrazia non si esporta con la guerra, la democrazia come un montagna. Il Natale come la Montagna: LA VIA ALLA VITA. Rossano Ruggieri

Associazione Pro-Loco SantOmero


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Avviso ai collaboratori Si invitano quanti inviano articoli per la pubblicazione a non superare una cartella di testo (max 20-24 righe, corpo 14, spaziatura singola). La redazione si riserva comunque di ridurre o sintetizzare gli scritti inviati per adattarli allo spazio disponibile.

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Il nostro Natale
continua dalla prima pagina
gioia, un sentimento di commozione. Non cerano luminarie nelle vie del paese, le poche botteghe non addobbavano i locali o le vetrine, ma se entravi a fare acquisti avvertivi che non erano giorni uguali ad altri giorni dellanno, apparivano tutti pi gentili e felici. Babbo Natale, ancora non aveva preso labitudine di raggiungerci con la sua slitta, perci non passava per niente nella nostra mente di bambini di aspettarsi un dono. I tempi erano veramente magri e noi eravamo consapevoli delle difficolt economiche familiari e ci accontentavamo del regalo che arrivava la sera della vigilia: poche lire, ricevute dopo la lettura della letterina ci appagavano. La cena del 24 dicembre si svolgeva con un men ripetitivo, ma sempre apprezzato: gli spaghetti al tonno, il baccal, i calcionetti, i pi attesi. Latmosfera si faceva sempre pi idilliaca soprattutto quando si doveva dar da mangiare al grande ceppo, che ardeva nel camino o agli animali domestici, che quella sera avrebbero parlato con il linguaggio degli umani. Si allestiva il presepe, avendo cura di andare alla ricerca del muschio pi bello, laddobbo dellabete arriv pi tardi, per lo meno nelle case non signorili. La messa di mezzanotte le luci che rischiaravano a giorno la chiesa al Gloria intonato con voce tenorile da Don Mario,l a possibilit di indossare labito, confezionato dalla sarta apposta per loccasione, che sarebbe stato tolto di nuovo dallarmadio solo la domenica. Mi sembra che anche la neve volesse contribuire a rendere latmosfera poetica: sbaglio o Natale era quasi sempre un Bianco Natale? Allora non si era presi dalla frenesia dello shopping, n dallansia dei regali da fare, non esisteva questa usanza n la possibilit di farlo, si donava ci che si aveva, con il cuore, senza sentirne il peso. Poi arriv Dante, che nella vetrina del suo emporio inizi ad esporre tra gomitoli di lana colorata, qualche personaggio del presepe illuminato da una semplice lampadina, qualche pallina per laddobbo. Ci piacque lidea e ci si soffermava volentieri ad ammirare la novit. Non che oggi il Natale non sia carico di significato ma purtroppo, aldil dellaspetto religioso, che rimane sempre lo stesso per i credenti, non suscita pi quel sentimento di gioia intensa, lattesa per vivere veramente qualcosa di nuovo. La scelta dei doni ci stressa, tutti hanno tutto e trovare un dono che possa soddisfarci difficile, i bambini chiedono a Babbo Natale giochi sempre pi tecnologici e costosi, abiti nuovi li indossiamo quasi abitualmente e i dolci si acquistano in pasticceria. Forse la nostalgia dei tempi passati a colorare di rosa il ricordo del nostro Natale, ma ripensandoci bene era proprio cos il NOSTRO NATALE.
Con larrivo del nuovo anno il Comitato Festa Santo Patrono e Associazione Culturale Universitas Sancti Homeri, riparte con i preparativi della Festa del Patrono del 3 giugno cercando di ripetere il successo degli anni passati, quando personaggi del calibro di Ron, Matia Bazar, Enrico Ruggieri, Michele Zarrillo, Stadio, Massimo Di Cataldo, Drupi, Audio 2, Paola Turci, Arisa, Luca Carboni ecc. hanno dato lustro al nostro piccolo grande paese. Consapevoli delle non poche difficolt economiche in cui versa il nostro paese, il Comitato, costituito per volont del nostro parroco Don Luigi Consorti, spera da un lato nelle conferme di chi lanno scorso ha partecipato attivamente alla riuscita dellevento, e dallaltro nellimpegno di chiunque voglia rendersi utile alla buona riuscita della festa e dare continuit al fortunato successo che di anno in anno cresciuto sempre di pi. A tal proposito, a fine gennaio sar indetta una riunione aperta a chiunque voglia far parte o semplicemente dare una mano nellorganizzazione degli eventi in programma. Consapevoli delle difficolt, confidiamo sempre nella generosit che ogni anno i santomeresi e gli operatori economici locali ci dimostrano - dice Paolo di Serafino - non facile riuscire a mettere insieme le risorse necessarie. Finora ce labbiamo sempre fatta, grazie al preziosissimo lavoro di tutto il Comitato ma anche di persone che contribuiscono volontariamente alla questua. Ancora una volta, per la riuscita della festa, non ci rimane che confidare in Lui, nostro caro patrono, operatore di mille prodigi e gran pastore della comunit, SantOmero o, affettuosamente per i santomeresi, Sandmir!

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Festa del patrono

Dialettezze
Mazzarell = s.f. = articolo li = usata quasi esclusivamente al plurale = mazzarelle, preparazione alimentare della cucina teramana costituita da un piccolo e cilindrico involto (lungo dai 7 ai 15 cm e spesso 3 o 4 cm) di foglie di borraggine (ma anche scarola) a forma di piccolo bastone, o piccola mazza, da cui il nome, che contiene striscioline di coratella di agnello (fegato, polmone, ecc.). Linvolto viene tenuto insieme da budellini annodati sempre di agnello. Voscene o Vuoscene = s.m. = canale o condotta di adduzione dellacqua, deviata generalmente da un fiume, da un bacino idrico o da una sorgente, per produrre energia cinetica che muove le pale e fa girare gli ingranaggi nei mulini idraulici. Varrt = s. f. = colpo di sbarra o spranga. Volgarmente anche sinonimo colpo di colpo di verga. Rizz = s.f. = articolo la = recinzione, rete. Pustale = s. m. = articolo lu = autobus, postale. Scult = part. pass. del verbo scolare = scolato. Come aggettivo metafora di pallido in viso, emaciato. Sdegnt = part. pass. = slogato Znal = s. m. = articolo lu = zinale o, pi raramente, zinnale, lungo grembiule con pettorina usato dalle donne per i lavori domestici e dagli artigiani per proteggersi sul lavoro. Voce forse derivata dal longobardo zinna, seno, mammella.

Accordo con Jincheng


stato siglato mercoled pomeriggio (28 novembre) presso il Comune di Roma laccordo di collaborazione tra il Comune di SantOmero e la citt cinese di Jincheng. Alla riunione con i rappresentanti della citt di Jincheng ed il direttore dellassemblea capitolina di Roma capitale ha partecipato, in rappresentanza del Comune di SantOmero, lAssessore Stefano Papa. Nel corso dellincontro lAssessore ha spiegato come limpegno dellAmministrazione comunale, in un periodo di grave crisi economica, sia quello di incentivare il turismo, puntando sulla creazione di strutture alberghiere diffuse, e di valorizzare le tipicit ed eccellenze del territorio quali il pomodoro pera dAbruzzo, il vino e lolio. Lobiettivo che intendiamo raggiungere attraverso laccordo sottoscritto oggi ha spiegato lAssessore quello di creare relazioni di amicizia, propedeutiche alla costruzione di un gemellaggio ufficiale, in nome della millenaria cultura che contraddistingue i due nostri paesi, sperando che ci possa avvenire al pi presto, gi nel corso del 2013. Il gemellaggio con la citt di Jincheng ha ribadito lAssessore pu costituire un utilissimo strumento di sensibilizzazione politica, di cooperazione tra enti locali di paesi diversi e lontani tra loro in quanto offre lopportunit di confrontarsi con cittadini di altre nazioni, di scambiare esperienze, di sviluppare progetti condivisi su aspetti dinteresse comune come lintegrazione locale, lambiente, lo sviluppo economico, le relazioni culturali, sociali e commerciali. Il gemellaggio consente, in sintesi, di accrescere il prestigio della nostra citt e di favorire lo sviluppo e la crescita del territorio. Per il Comune di SantOmero si tratta di un ambizioso impegno nellottica del rilancio di tutta la vallata vibratiana.

Santomerese 2012
S@ntomero fin dal primo numero ha sempre voluto essere un giornale realizzato con la collaborazione dei lettori, Santomeresi in particolare. Il tentativo sembra finora riuscito, visto il numero di affezionati amici che ci hanno seguito fino a questo numero e che sentitamente ringraziamo sperando che continuino a seguirci in futuro. Nel ringraziarli per la loro calda partecipazione e sempre agendo in piena sintonia con loro, la direzione e la redazione di S@ntomero ripropongono listituzione di un riconoscimento a un concittadino, uomo o donna senza distinzione di genere n di et, nato o residente nel Comune, che si sia particolarmente distinto nel corso dellanno 2012. Il riconoscimento verr assegnato su indicazione dei lettori, che potranno far pervenire a mezzo e-mail (giornalesantomero@alice.it) o tramite il social network Facebook, le loro proposte di candidatura e le segnalazioni relative a personaggi di SantOmero meritevoli di un elevato apprezzamento nei diversi ambiti della vita di relazione. Si pu fare riferimento alla vita economica, sociale, culturale, sportiva, politica, religiosa, artistica, ecc. In tal modo si costituir un database di candidati, tra i quali unapposita giuria tecnica, la cui composizione verr resa nota al momento della premiazione e che comprender comunque rappresentanti della redazione, sceglier sulla base delle nominations popolari ricevute e dei voti dei suoi componenti il SANTOMERESE DELLANNO 2012. Votate numerosi!

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