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Prefazione .................................................................... 6 Nota dell'editore ............................................................ 12 Capitolo 1 ................................................................... 14 La verticale di Karpov ..................................................... 14 Capitolo 2 ...................................................................

26 Le strade che essi scelgono ................................................ 26 Dvoirys, Semen I - Spassky, Boris V ....................................... 30 Sokolov, Vladimir - Karpov, Anatoly ....................................... 31 Capitolo 3 ................................................................... 34 Sempre pi in alto ......................................................... 34 La Carriera scacchistica di Anatoly Karpov dalla conquista del titolo di maestro .................................................................... 35 Leningrado, 1966. Maestri contro candidati. ................................ 36 Ravinsky,Grigory Ionovich - Karpov,Anatoly [C86] .......................... 38 Chistiakov, Alexander Nikolaevi - Karpov, Anatoly [D53] ................... 39 Il primo torneo internazionale: Trscinez 1966-1967 ......................... 41 Kupreichik, Viktor D - Karpov, Anatoly [C77] .............................. 41 Campionato giovanile europeo: Groningen 1967-68 ............................ 45 Karpov, Anatoly - Timman, Jan H [A17] ..................................... 47 Campionato dell'Universit di Mosca 1968-1969 .............................. 50 Karpov, Anatoly - Gik, Evgeny [B79] ....................................... 51 Campionato a squadre dell'URSS (Riga, dicembre 1968) e Torneo di Leningrado (marzo-aprile 1969) ........................................................ 54 Vaganian, R - Karpov, Anatoly [E14] ....................................... 55 Campionato mondiale giovanile, Stoccolma, 1969 ............................. 57 Karpov, Anatoly - Andersson, Ulf [C98] .................................... 59 Il campionato della RSFSR, Kuibyscev 1970 .................................. 64 Karpov, Anatoly - Zaitsev, Alexander N [B17] .............................. 65 Caracas, 1970 .............................................................. 67 Karpov, Anatoly - Parma, Bruno [E39] ...................................... 68 Ivkov,Borislav - Karpov,Anatoly [D58] ..................................... 71 38 campionato dell'URSS, Riga 1970 ........................................ 73 39 campionato dell'URSS, Leningrado 1971 .................................. 75 Il memoriale Alekhine, Mosca 1971 .......................................... 77 Karpov, Anatoly (2540) - Hort, Vlastimil (2605) [B81] ..................... 79 Il torneo tradizionale di Natale, Hastings, dicembre 1971-gennaio 1972 ..... 84 Karpov, Anatoly (2540) - Byrne, Robert E (2510) [B61] ..................... 85 Karpov, Anatoly (2540) - Mecking, Henrique (2540) [B92] ................... 87 Le Olimpiadi studentesche, Porto Rico 1971 e Graz 1972 ..................... 90 Karpov, Anatoly (2630) - Huebner, Robert (2590) [B42] ..................... 91 XX Olimpiade universale, Skopje 1972 ....................................... 94 Karpov, Anatoly (2630) - Cobo Arteaga, Eldis (2420) [B85] ................. 96 Bisguier, Arthur Bernard (2430) - Karpov, Anatoly (2630) [D94] ............ 98 Karpov, Anatoly (2630) - Ungureanu, Emil (2410) [B65] .................... 102 San Antonio, 1972 ......................................................... 104 Karpov,Anatoly (2630) - Gligoric,Svetozar (2575) [C94] ................... 106 Torneo delle squadre miste sovietiche, Mosca 1973 ......................... 111 Karpov, Anatoly - Spassky, Boris V [C94] .................................. 112 Capitolo 4 .................................................................. 115 In prossimit dell'Olimpo ................................................. 115 Torneo interzonale, Leningrado 1973 ....................................... 115 Karpov, Anatoly (2645) - Quinteros, Miguel Angel (2480) [B97] ............ 121 41 campionato dell'URSS, Mosca 1973 ...................................... 125 Kortschnoj, Viktor (2650) - Karpov, Anatoly (2660) [A05] ................. 126 Madrid, 1973 .............................................................. 130 Karpov, Anatoly (2660) - Uhlmann, Wolfgang (2560) [C09] .................. 132 Il quarto di finale dei pretendenti con Lev Polugaevsky ................... 136 Karpov, Anatoly (2700) - Polugaevsky, Lev (2630) [B92] ................... 138 La semifinale del torneo dei pretendenti con Boris Spassky ................ 141 Karpov, Anatoly (2700) - Spassky, Boris V (2650) [B83] ................... 146 XXI olimpiade mondiale, Nizza 1974 ........................................ 149 Karpov, Anatoly (2700) - Unzicker, Wolfgang (2535) [C98] ................. 150

Capitolo 5 .................................................................. Il grande incontro ........................................................ Valutazioni e previsioni .................................................. Ventiquattro duelli ................................................... Karpov, Anatoly (2700) - Kortschnoj, Viktor (2670) [B78] ................. Karpov, Anatoly (2700) - Kortschnoj, Viktor (2670) [D25] ................. Dopo la battaglia: parla il vincitore ..................................... Parlano i suoi avversari: L'opinione di Robert Byrne ...................... Le previsioni di Polugaevsky .............................................. Il silenzio di Spassky .................................................. Monologo di Kortschnoj .................................................... La parola agli ex campioni del mondo ...................................... Capitolo 6 .................................................................. Il pretendente diventa campione ........................................... Indice ......................................................................

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A. Karpov A. Roscial
Scacchi primo amore

Teti editore

Traduzione di: Edi Pietro Bozza e Zoia Kasianova Copyright 1975

Nicola Teti e C. editore s.r.l. Via Enrico Ne, 23 Tel. 2043539/2043597 20133 Milano

Prefazione
In passato, i libri di ricordi dei grandi giocatori di scacchi, dopo essere rapidamente scomparsi dai banchi delle librerie, diventavano rarit bibliografiche. Si pu citare come esempio il libro di Alexander Alekhine Sulla via dei pi alti successi nel gioco degli scacchi , scritto subito dopo che il grande Alekhine, allora gi pi che trentenne, aveva tolto l'alloro mondiale al cubano Capablanca. Scavando nella memoria, troveremo certamente anche altri esempi. Tuttavia bisogna convenire che una parte sempre minore dell'attuale letteratura scacchistica diventa tanto popolare, bench il numero totale di libri stampati sull'argomento sia senza dubbio incomparabilmente cresciuto. L'autore della prefazione di questo libro pronto ad accettare anche a suo carico i rimproveri indirizzati ai grandi maestri degli scacchi. Tra i pi grandi scacchisti degli ultimi anni, solo Robert Fischer e Bent Larsen, che hanno pubblicato il resoconto commentato delle loro partite, si sono avvicinati in una certa misura all'adempimento del loro dovere di membri del clan dei grandi maestri, di fronte ai lettori. Nei loro libri non si limitano solo a spiegare le loro partite, ma vogliono raccontare qualcosa. Oggi, agli scacchisti basta appena il tempo per giocare, e non hanno certo tempo sufficiente per i racconti, tanto pi se sinceri e circostanziati. Se giochiamo continuamente partite alla scacchiera, ideando varianti e meditando piani (cosa che poi facilita e accelera il commento), ci risulta poi estremamente pi difficile deciderci a descrivere le situazioni e i risvolti del gioco, e ancor pi le situazioni di vita vissuta. Ecco, probabilmente, perch non vedono la luce sinceri colloqui dei grandi maestri coi lettori, libri di autentica scacchistica (ma sufficientemente accessibili a livello dilettantistico) corredati di partite che il grande scacchista commenta non solo dal punto di vista della teoria pi attuale, ma anche, come si suol dire, per la massa ; in modo accessibile, quindi, ampio e didascalico. Bisogna attendere il momento in cui il Grande Maestro andr in pensione , e avr abbastanza tempo per gli sforzi letterari. A differenza da noi, suoi colleghi, Anatoly Karpov ha trovato l' alter ego , il suo secondo io, una persona che lo conosce dall'infanzia, che lo ha seguito per anni, un giornalista col quale egli assolutamente sincero e nel quale ripone tutta la sua fiducia, e che riuscito a convincerlo a realizzare insieme questo libro. pag. 5

Anatoly Karpov, il ventiquattrenne campione del mondo, uno scacchista che fin dalle sue prime mosse ha attirato su di s l'attenzione generale; un giocatore la cui vita scacchistica si svolta fin dall'inizio come su una scena aperta. All'et di 18 anni diventato campione del mondo della categoria giovanile; un anno dopo stato promosso gran maestro; e, ancora un anno dopo, gi prendeva parte magnificamente ai pi prestigiosi tornei internazionali. Uno scacchista nella cui biografia sportiva non c' un insuccesso, e i cui successi crescono a ogni nuova competizione. Aleksandr Roscial maestro d scacchi, allenatore emerito della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa (RSFRS), sotto la cui direzione hanno spiccato il volo molti scacchisti conosciuti in un ambito molto pi ampio dei confini dell'Unione Sovietica. Giornalista di professione, collabora attivamente non solo al settimanale scacchistico 64 , notissimo nel mondo, nella cui redazione occupa il posto di direttore responsabile, ma anche a molte altre pubblicazioni letterarie e politico-sociali. Il libro presentato mi sembra un'esperienza interessante di sodalizio creativo di due autori differenti: il campione del mondo Karpov, giovane e litigioso (ma non lo si immaginerebbe mai, a giudicare dal suo gioco estremamente razionale), e l'esperto, critico e addirittura scettico A. Roscial. A rigor di termini, questo libro ha molti pi autori. Nelle sue competizioni, infatti, Karpov non giocava da solo. Nelle pagine di questo libro i suoi rivali, i suoi antagonisti esprimono apertamente il loro parere sul giovane scacchista. I loro punti di vista sono riportati in modo diretto, senza mezzi termini, e, cosa secondo me molto apprezzabile, nel linguaggio proprio di chi parla. Il giornalista stato presente a molti tornei, conosceva personalmente molti importanti scacchisti, ha intervistato forse lui i principali grandi maestri del mondo, ed in grado di distinguere, quasi a orecchio, uno scacchista dall'altro. chiaro che il giornalista non li ha costretti tutti in uno stesso schema. Il libro, mentre parla di Karpov, propone all'attenzione del lettore anche qualcosa degli altri scacchisti, delle situazioni molto complesse e spesso intricate del mondo degli scacchi. In esso, espresso prima dell'inizio di tornei e partite, e immediatamente dopo la fine di una nervosa competizione, c' un generale e smisurato soggettivismo. Ma, quasi sempre, segue l'analisi, pacatamente compiuta qualche tempo dopo, quando le passioni si sono calmate, quando tutto tornato al suo posto. E tutto ci molto interessante. Il libro costruito in un modo tutto particolare. La sua geometria non affatto consueta. Certamente Karpov non come un fiore di serra; cresciuto insieme al grande gruppo dei suoi coetanei. I pi anziani gli hanno trasmesso la loro esperienza, i giovani della sua stessa et hanno lottato con lui fino all'ultima goccia di sangue e poi non si sono fermati qui, ad analizzare le partite appena terminate, e a prepararsi insieme, in un clima di amicizia, alle future lotte. Lo stesso Anatoly, a poco pi di ventanni, ha assunto la carica di capitano del circolo dei pionieri della regione di Celiabinsk, e, nella veste di compagno pi anziano, ha generosamente diviso pag. 6

la sua esperienza, le sue conoscenze con i suoi giovani colleghi. Uno dei capitoli del libro mostra uno dei lati pi significativi della scuola scacchistica sovietica: il suo rapporto con i giovani talenti. Nell'economia del libro, un posto importante occupa il capitolo dedicato alla biografia del nuovo campione del mondo. La vita di Karpov si estende in tutto su un arco di soli 24 anni. Ma, come appare subito chiaro, sono stati anni densi e ricchi di vicende e di esperienze. In questo capitolo sono raccontati gli anni dell'infanzia, e quelli della scuola, terminata con un diploma conseguito con la lode, non si parla soltanto dei suoi successi scacchistici. Molto si dice sul carattere particolare del campione, sulle sue inclinazioni, sui suoi entusiasmi, si discutono confidenzialmente con il lettore i pi vari problemi della sua vita e dei suoi interessi (come per esempio la filatelia). In questo libro, per la prima volta, c' molto pi di quanto normalmente si trova in opere del genere. A questa novit guarderanno con interesse gli appassionati di scacchi, e, probabilmente, ne ricaveranno un personale vantaggio i giornalisti. Il risultato finale di ogni partita di scacchi, quasi che essa non avesse seguito un suo corso, sta tutto il tre cifre: 1-1/2-0. Per questo al lettore sar senza dubbio gradito conoscere quei dati aritmetici che costituiscono una specie di profilo dell'azione di Karpov nelle competizioni. Ma queste cifre non possono restare senza un completamento. Dopo l'informazione aritmetica sui tornei e le partite, sul numero di partite che Karpov riuscito a vincere, e sul numero incomparabilmente minore di incontri che ha perso, segue il racconto dettagliato delle pi memorabili competizioni dell'attuale campione del mondo. Proprio a questo punto, il lettore trover la parte a mio parere pi interessante, pi avvincente del libro. Proprio qui ci imbattiamo in un metodo narrativo originale nel genere della letteratura scacchistica; ascoltiamo due autori che non parlano, per cos dire, a una voce , ma pi spesso si pronunciano indipendentemente l'uno dall'altro, o conducono quasi un dialogo. Proprio a questo punto noi sentiamo la maturit, lo scetticismo, talvolta l'ironia dell'autore-giornalista, a cui accennavo all'inizio, e i giudizi interessanti, a volte duri e categorici, ma che esprimono sempre fondamentalmente il suo punto di vista, e quello del nostro giovane eroe. E questo riguarda non solo le mosse di una partita di scacchi, ma episodi di importanza vitale. Il nostro eroe capace, sembrerebbe, dei pi imprevedibili comportamenti. Fin dai primi passi egli si abituato a porgere attentamente orecchio ai pareri di chi pi esperto, ad attingere da essi tutto ci che possibile, ma... ad accettare solo ci di cui egli stesso si sente intimamente convinto. Ci confermato sia dal suo gioco sia dalla sua vita. Prendiamo per esempio il suo trasferimento da Mosca a Leningrado, che, categoricamente, gli sconsigli di fare Botvinnik in persona . Karpov uno scacchista, uno scacchista. magistrale, ma, mi perdonino i lettori questa banalit, egli prima di tutto un uomo, con tutte le sue pag. 7

qualit umane, con i lati forti e i lati deboli. Queste qualit si rivelano nei contatti con l'ambiente che lo circonda, con le persone che gli sono vicine. Ho particolarmente gradito incontrare, in questo libro, il nome del generoso e geniale Aleksandr Bach, che legato non solo a Karpov ma anche a me da ancor pi antichi vincoli di amicizia. In ultima analisi, lo stesso resoconto dei tornei, per quanto efficace e interessante possa essere, non d una visione completa del gioco degli scacchi, se non illustra questo gioco con delle partite. La scelta delle partite abbastanza particolare. Ce ne sono in tutto una trentina, scelte tra le pi importanti e istruttive. La scelta da lui fatta di queste partite rivela, in una certa misura, anche la concezione che Karpov ha del gioco degli scacchi. Praticamente, qui vengono presentate solo partite da lui vinte. Ci di cui Karpov convinto che gli scacchi sono soprattutto uno sport. Questo il suo punto di vista, lo si pu accettare in tutto o in parte, ma questo il punto di vista del campione del mondo. E, visto che il gioco di Anatoly logico e legato, per cos dire, ai canoni classici, secondo i quali i bianchi si trovano in vantaggio, anche la stragrande maggioranza delle partite di Karpov stata vinta quando egli aveva i bianchi, cio il vantaggio della prima mossa. Pu essere che gli amanti delle emozioni forti desiderassero vedere nel libro pi fuochi artificiali che combinazioni, pi sacrifici tattici reciproci. Di partite del genere, nella esperienza di Karpov ce ne sono non poche, ma la questione che egli non vede in ci il senso e la bellezza del gioco degli scacchi. La mano scacchistica del Karpov di oggi, non particolarmente diversa da quella del passato. Perfino le sue prime partite disputate con il titolo di maestro, quando Anatoly aveva solo 15 anni, non differiscono in modo notevole, per tonalit, indirizzo, temi fondamentali da quelle giocate oggi. Vorrei sostenere la mia idea con le annotazioni donatemi dal ben fornito taccuino di giornalista di Roscial. Durante un soggiorno negli Stati Uniti presentarono a Karpov il libro Scacchi che conteneva le dichiarazioni di noti maestri sul gioco degli scacchi. L'impulsivit d reazione tipica di Karpov si rivela alla lettura di questo o quell'aforisma. Tartakower: La minaccia pi efficace della sua esecuzione . Faresti meglio a non dirlo! , la replica di Karpov. Oppure: Teihman: Gli scacchi consistono al 99 per cento di tattica . Karpov: Sciocchezze... . Mi creda il lettore se dico di non essere pienamente d'accordo sulla valutazione data da Karpov a proposito dell'importanza della tattica nel gioco degli scacchi, ma... non si possono cancellare parole in una canzone. Ecco un'altra annotazione tratta dallo stesso taccuino di Roscial. Nel 1970, di ritorno dal Venezuela, dopo il suo primo torneo di gran maestro, Karpov dispone gli scacchi accingendosi a spiegare al futuro coautore di questo libro le sue partite. Come sei riuscito a battere l'esperto gran maestro ungherese Barz? , domanda Roscial. pag. 8

Molto semplice risponde Karpov , gli ho mangiato subito i Cavalli, che sono i suoi pezzi preferiti . Non si pu non parlare dell'enorme vantaggio che ha recato a Karpov la collaborazione con Semion Furman, uno dei pi eruditi scacchisti del nostro tempo. evidente che questo vantaggio fu bilaterale, e, per prima cosa, che tale collaborazione condusse proprio al rafforzamento di Furman come gran maestro dal punto di vista pratico. Prendete, per esempio, l'incontro del maestro e dell'allievo, nella lotta per il primo premio a Madrid, nel 1973. In breve, come disse il poeta, artista, ammaestra l'allievo, perch in futuro ci sia chi possa insegnare . Scorrendo l'elenco degli avversari-vittime di Karpov, in questo libro si possono incontrare i nomi di molti dei pi grandi scacchisti del nostro tempo. Con gran piacere dell'autore della prefazione, per ora il suo nome non compare tra di essi, bench io e Anatoly abbiamo giocato insieme varie partite, di cui abbiamo buoni motivi per ricordarci. Mi viene in mente, per esempio, il nostro incontro del 1971, nel primo torneo indetto per celebrare la memoria di Alekhine, dove Karpov indusse coloro che guardavano con scarsa fiducia ai suoi risultati giovanili e stranieri a trattarlo con rispetto. La mia partita con Anatoly dur 114 mosse! E, in tutto questo tempo, io volevo assolutamente vincere. Dopo 20 mosse, mi sembrava, che il mio scopo si potesse raggiungere in modo abbastanza facile e rapido. Ma mi bast rilassarmi per un istante, perch il mio giovane avversario, con una scaltrezza diabolica che mi ricord Kortschnoj, cominciasse a trovare qualche piccolissima occasione. Probabilmente, la vittoria non mi era ancora del tutto sfuggita al momento della prima sospensione, ma dopo pi di 70 mosse la partita era di nuovo in discussione, anzi a quel punto non si intravedeva ormai, neppure teoricamente, una possibilit di successo. Qualcosa di simile si ripet anche al torneo internazionale, quando, il maestro internazionale Zuckermann, uno dei consulenti di Fischer, che era presente a Leningrado, dichiar che se Karpov era capace di salvare posizioni come quella in cui si era trovato contro Tal, era praticamente imbattibile. La frase era forse un po' troppo emotiva, ma parve quasi una profezia. In questo libro si racconta anche delle partite dei pretendenti al titolo. E se ne parla, a dire il vero, per la prima volta in modo tanto dettagliato. Con la descrizione dell'atmosfera, con i giudizi degli stessi partecipanti e delle autorit scacchistiche presenti. Le dichiarazioni sono cos autentiche, che talvolta fanno mancare il respiro (si veda, per esempio, il monologo di Kortschnoj). Nella parte, in cui descritto il maturarsi del conflitto di Fischer con il resto del mondo degli scacchi, il lettore trover da un lato una prosa scacchistica di qualit, dall'altro un giornalismo scacchistico attuale. Del resto, non voglio affaticarvi con il resoconto del libro, che troverete senza dubbio pi interessante leggendolo personalmente e vi invito a gustarne le pagine, perch vi convinciate al pi presto della fertilit della collaborazione nella ditta Karpov, Roscial e soci . E i soci dei due pag. 9

autori sono assai validi e qualificati. Vi annovero le voci di Max Euwe, Mikhail Botvinnik, Tigran Petrosian, Victor Kortschnoj, Lev Polugaevsky, Robert Byrne, Semion Furman e, perdonate l'immodestia, Mikhail Tal, e molti, molti altri grandi maestri. Perci, accingetevi alla lettura attenta di questo libro, eccezionale come sono eccezionali l'abilit scacchistica del pi dotato dei grandi maestri, il campione del mondo Anatoly Karpov, e l'abilit giornalistica del suo coautore Aleksandr Roscial. Io sono convinto di raccomandare senza alcun rischio all'attenzione dei lettori uno di quei rari libri che tanto hanno atteso gli appassionati di scacchi di tutto il mondo. Mikhail Tal Campione del mondo 1960-61 pag. 10

Nota dell'editore
Nella presentazione delle partite stata impiegata la notazione pi completa, con l'indicazione del pezzo che viene mosso della casa di partenza e di quella di arrivo. Nei commenti di Karpov alle partite per le varianti si invece impiegata la notazione abbreviata (pezzo e casa di arrivo). I pezzi sono stati indicati con i simboli in uso in Italia: Re per il Re; D per la Regina o Regina, T per la Torre, A per l'Alfiere; C per il Cavallo. I pedoni sono indicati solo con la notazione delle case di partenza e di arrivo (per esempio, e2-e4 vuol dire che il pedone in e2 stato mosso in e4; mentre Ta1-a8 vuoi dire che la Torre stata mossa da al in a8). Gli altri simboli e abbreviazioni impiegati sono: 0-0 0-0-0 X 10. Cf3xe5 + ! !! ? ?? !? ?! = arrocco corto. = arrocco lungo. = segno di presa o cattura di un pezzo avversario. Per esempio: = vuol dire che alla decima mossa il Cavallo in f3 ha catturato un pezzo avversario in e5. = indica lo scacco al Re. = mossa buona. = mossa ottima. = mossa sbagliata, errore. = errore decisivo. = mossa dubbia ma probabilmente giusta. = mossa dubbia ma probabilmente errata.

L'espressione tedesca Zeitnot significa mancanza di tempo e indica quando mancano 5 minuti al termine entro il quale deve essere fatto il numero di mosse regolamentari. pag. 11

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Capitolo 1
La verticale di Karpov
La sala dalle colonne di marmo Bianco scintillava sotto la luce dei lampadari di cristallo, mentre una serie di specchi rifletteva quelle immagini particolari, ben conosciute dagli appassionati di scacchi. I moscoviti e gli ospiti della capitale sovietica, giunti da molti paesi, hanno salutato l'uomo sulle cui spalle stata posta una corona d'alloro, la dodicesima nella storia dei campionati del mondo di scacchi. Poco prima, nella splendida sala erano echeggiati fragorosi applausi alle parole del presidente della federazione internazionale degli scacchi, dottor Max Euwe. Solo Tal e Karpov hanno conquistato il diritto ufficiale di disputare il titolo di campione dei mondo a soli 23 anni. La carriera scacchistica di Karpov splendida. Che cosa gli si pu augurare? Se il titolo di campione cosi vicino come speriamo, egli sar il miglior campione del mondo di tutti i tempi. Ad Anatoly Karpov sono stati consegnati premi e fiori, sono state dette calde parole. Su di lui sono stati realizzati filmati televisivi e cinematografici. Il vecchio presidente Euwe ha voluto essere fotografato con Karpov per ricordo , e poi, come per confermare l'autenticit delle proprie parole, ha preso dalle mani di uno spettatore il giornale Smena sulla cui copertina campeggiava la foto a colori di Karpov e vi ha scritto sopra: Questo il ritratto del genio degli scacchi . Soltanto due persone fra tutto questo splendore e animazione si guardavano raramente l'un l'altra con occhi che brillavano un pochino umidi e si stringevano ancor pi nelle spalle, come se si ritraessero sempre pi in se stessi. Erano genitori di Karpov. Appena se ne present l'occasione, i genitori di Anatoly furono presi d'assalto dai giornalisti. Le loro risposte furono molto concise. Il padre: Bisogna credere sempre nel proprio figlio . La madre: di nuovo dimagrito . E soltanto dopo, quando si fu placata la gioiosa confusione fu ricordato tutto. pag. 13

Evgenij Stepanovic Karpov e Nina Grigorievna, che da nubile si chiamava Sokholova, sono entrambi nativi degli Urali. Si conobbero in fabbrica, dove il ventiduenne Karpov lavorava come capomastro dopo aver terminato la scuola tecnica e dove ai corsi di programmazione arriv la ventenne Nina. L'infanzia di Evgenij Karpov fu difficile e molto presto egli fu costretto al lavoro. Egli si dimostr un buon specialista e gli proposero di continuare gli studi. La famiglia, i due coniugi, una bambina, Larissa, e il piccolo Anatoly, si trasfer a Mosca. Le difficolt pi grosse le ebbe la madre, dato che il piccolo Tolja si ammalava continuamente. Uno dei medici diagnostic anche che, cos gracile, il piccolo non sarebbe sopravvissuto. Ma la sua diagnosi fu smentita dalla realt. Evgenij Stepanovic termin con successo gli studi e consegu il diploma di ingegnere meccanico. Quindi torn a Zlatoust e occup una posizione importante nella produzione. Proprio a quei tempi risale anche la prima passione di Anatoly per gli scacchi. A circa quattro anni cominci a osservare con avidit i combattimenti scacchistici tra suo padre e gli amici. Malgrado le ardenti preghiere del bambino, Evgenij Stepanovic non si affrett a insegnare seriamente al figlio la conoscenza delle regole nelle quali, insomma, questi cominci a raccapezzarsi solo a cinque anni. Tolja restava terribilmente disorientato quando perdeva qualche partita, ma tra le lacrime ricordava l'avvertimento del padre: Senza le perdite non ci sono vincite e smettila di piangere o con te non giocher pi . Ben presto egli si ammal nuovamente e la madre lo allontan dagli scacchi. Ma il piccolo ricominci a giocare con grande intelligenza. Mi andata bene raccont pi tardi Anatoly , allora, nel mondo dei grandi scacchi entrava con clamore Mikhail Tal. Mi ricordo che questo nome lo conoscevano tutti, tutti tifavano per lui, era una giovane stella! E gli scacchi conquistarono moltissimi. In quegli anni da noi, a Zlatoust, era come se fosse scoppiata un'epidemia. Nei cortili quasi tutti i bambini sapevano giocare a scacchi. In qualunque momento abbandonavano gli altri giochi e, seduti nei terrazzini d'ingresso, giocavano a scacchi per intere giornate. Quando frequentavo la prima classe, i bambini del nostro cortile, che erano maggiori di me, ma con i quali giocavo da pari a pari, persuasero i miei genitori a lasciarmi andare al palazzo dello sport dello stabilimento metallurgico, dove c'era una sala in cui si disputavano i tornei scacchistici. E l, nel palazzo dello sport, i miei amici persuasero 11 responsabile del circolo a includere subito anche me nel torneo della terza categoria . Fin dalle prime prove il ragazzino di sette anni raggiunse la norma della terza categoria. significativo il fatto che anche tutte le altre (anche le pi alte) tappe scacchistiche furono raggiunte da Karpov fin dai primi tentativi. Tutte, tranne la seconda categoria, in cui lo super Sascia Koliskin. Quando Anatoly super la norma della prima categoria non aveva ancora dieci anni, ma pass formalmente nella prima categoria pag. 14

solo dopo alcuni mesi, ai campionati giovanili della giovent della RSFSR (Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa). Naturalmente anche in questo torneo giovanile Karpov risult essere il pi giovane concorrente. Tolja era piccolo di statura e gli mettevano sotto i piedi un panchetto e sulla sedia un cuscino perch fosse allo stesso livello dei giocatori adulti. A volte, per veder meglio la scacchiera, Karpov giocava l'intera partita in piedi . La competizione (l'unica volta nella sua vita) cominci subito con due zeri, cio con due sconfitte, poi conquist 3,5 punti nelle quattro partite seguenti e sub una nuova sconfitta. Karpov non resistette alla nuova prova, scapp dalla sala e scoppi in lacrime. Poi prese in mano la situazione e termin degnamente il torneo. Questa fu la prima uscita di Karpov dai confini della sua regione. A Celjabinsk Karpov fece la conoscenza di Leonid Gratvol, eminente maestro, che si dedic all'addestramento del suo pupillo con tutta l'anima. difficile enumerare tutte le competizioni alle quali prese parte lo scolaro Karpov. Ma il campionato della provincia di Celjabinsk, svoltosi nel gennaio del 1963, merita di essere ricordato. Considerando l'attuale popolarit di Karpov non sorprendente che nei giornali appaiano periodicamente notizie sulle sue partite dell'infanzia. Una di queste notizie capit nelle mani di Anatoly. Si raccontava del suo incontro conclusivo con Gratvol al campionato regionale. All'ultimo turno, scrive l'autore, l'undicenne Karpov, vincendo, avrebbe potuto raggiungere la norma per porre la sua candidatura al titolo di maestro, e L. Gratvol, se avesse guadagnato il punto, sarebbe diventato campione regionale. Decine di tifosi circondarono la scacchiera, dove si svolgeva questo drammatico duello. Tolja giocava con i bianchi. A lungo sulla scacchiera regn una situazione di perfetto equilibrio, e quando fu chiaro che i neri non avevano possibilit di vincere, Gratvol propose la patta al suo giovane rivale. difficile dire che cosa pass nell'animo del ragazzo in quel momento. Egli rest come impacciato non sapendo cosa rispondere, poi in fretta fugg lontano dalla scacchiera. Gratvol imbarazzato si strinse nelle spalle facendo capire a coloro che lo circondavano, che non gli era chiaro, in quella posizione (a tutti sembrava pari), a che pro continuare la lotta. Ma Tolja giocava per la vittoria! La cosa pi interessante che la corsa fatta dal giovane scacchista fu l'inizio d'una manovra forzata, che lo port alla vittoria... Cos nel nostro paese appar il pi giovane candidato maestro . Karpov lesse attentamente questa nota sugli avvnimenti vecchi di 12 anni, quindi precis: No, in quel momento Gratvol non aveva pi alcuna possibilit di, diventare campione regionale: l'autore si preoccupa che il lettore non pag. 15

pensi che il mio tutore di allora mi venisse incontro e mi cedesse premeditatamente quel punto. Ma il resto tutto esatto . Cosi divenne candidato maestro a 11 anni. Una cosa simile non c'era neppure nello stato di servizio di Boris Spassky che pure entr presto nel mondo degli scacchi. Su Karpov si concentr una notevole attenzione e nel novembre 1963 insieme ad altri cinque giovani di gran talento egli and a Mosca alla prima sessione della nuova scuola di Mikhail Botvinnik. Ecco cosa racconta di quel periodo lo stesso Karpov : Quando arrivavo a Mosca, avvenne forse tre volte durante le vacanze, Botvinnik esaminava le mie partite, e quelle degli altri ragazzi, le analizzavamo tutti insieme, assistevamo anche alle migliori partite giocate in quel periodo dai grandi maestri. L'impostazione di Botvinnik e, naturalmente, le sue dirette osservazioni a proposito del mio gioco e della mia mediocre soluzione dei problemi scacchistici, mi colpivano notevolmente. Mi misi a leggere libri di scacchi, poich prima dell'incontro con Botvinnik, l'unico libro di scacchi che avevo letto da cima a fondo era stato un libro di partite scelte di Capablanca. Si era trattato di un caso: l'avevo visto in un'edicola e lo avevo acquistato. E forse, proprio le partite di Capablanca hanno lasciato segno nello stile del mio gioco, bench ritenga che alla fine lo stile dello scacchista si formi in et pi avanzata, diciamo verso i 25-27 anni o ancora pi in l al momento della maturit . Insomma continua Karpov , certamente Botvinnik ha cambiato il mio modo di comportarmi verso gli scacchi, al punto da spingermi ad occuparmene seriamente. Non conoscendo la teoria, io potevo giocare alla pari con i miei avversari di allora, confidando solo nella mia intuizione e capacit. Che volete farci! Nei giovani scacchisti innata un'eccessiva disinvoltura! . Per il lettore, probabilmente sar molto interessante sapere che cosa pensasse allora l'ex campione del mondo della sua nuova conoscenza. Botvinnik ha detto: Grande impressione Karpov allora non ne produsse: nella gara simultanea io, che ero da ore nella posizione vincente, mi lasciai scappare una Regina. Tuttavia terminammo con un pareggio . interessante rilevare, come nella versione di Karpov questo episodio si presenti leggermente diverso. Quando Anatoly vide che l'avversario lasciava scappare la Regina si rivolse a un maestro, assistente di Botvinnik perch glielo dicesse e gli proponesse di rifare la mossa. L'ex campione del mondo rifiut e allora Karpov, non desiderando ottenere un punto illegale , si permise una svista di rimando conducendo la partita al pareggio. Dato che abbiamo cominciato a parlare delle gare scacchistiche simultanee sar forse abbastanza interessante ricordare che il primo incontro di Karpov con Kortschnoj (neppure su di lui si facevano ancora previsioni) fu effettuato nel 1961 a Celjabinsk. Quella partita termin alla pari, e Karpov fu molto colpito dall'apertura giocata da un gran maestro: in una partita scozzese gli Alfieri bianchi tornarono ai loro pag. 16

posti iniziali (cosa, tra l'altro, del tutto conforme alla teoria, che Karpov ancora non conosceva). Con un pareggio termin nel 1965 l'incontro di Anatoly con altri due grandi maestri, Spassky e il suo allenatore Bondarevsky, che si incontravano con i giocatori selezionati per far parte della squadra giovanile sovietica. Qui occorre aggiungere che a Karpov piacquero molto le lezioni dirette da Igor Bondarevsky, il quale spiegava in modo accessibile agli allievi le particolarit di molte posizioni del centro-partita. Le gare scacchistiche simultanee di famosi maestri dice adesso Anatoly Karpov , sono straordinariamente utili, specialmente nelle zone dove non ci sono scacchisti forti, dove non facile procurarsi una letteratura didattica ed difficile perfezionarsi da soli. Ma bisogna sapersene servire correttamente. Invece, io una volta mi permisi una trasgressione" assai caratteristica dell'etica sportiva, quando un maestro arriv a Zlatoust per condurre una gara scacchistica simultanea. Siccome ero piccolo di statura e assai minuto, correvo liberamente di scacchiera, in scacchiera e suggerivo agli altri giocatori. Dato che ero gi nella categoria dei candidati a maestro questo comportamento era scorretto. A questo stato di cose pose fine la mamma, che all'improvviso apparve nella sala da gioco e mi port con la forza a casa, a letto. Ci sono, vero, trasgressioni anche molto pi serie. Per esempio, dopo il campionato della RSFSR del 1970 a Kujbiscev ho giocato una grande simultanea su 35 scacchiere. Un giovanotto in un passaggio con me nel finale rub" forse tre tempi in una volta, e, quando io tentai di far appello alla sua coscienza, egli cominci a litigare, dicendo che mi sbagliavo. Pregai sua madre di trattenersi con il figlio un pochino e, quando il gioco su tutte le altre scacchiere fu finito, ripetei tutta la partita dimostrando che il mio rivale aveva imbrogliato. Naturalmente, ricostruire a memoria tutte le mosse non fu facile (fin dall'apertura il giovanotto era rimasto senza un pezzo e l'ulteriore lotta era priva di ogni logica), ma considerazioni di ordine pedagogico e il mio prestigio lo resero necessario . Al lettore pu sembrare che fin dalla culla Karpov non abbia fatto altro che andare in giro a giocare a scacchi. Certamente gli scacchi hanno preso ad Anatoly non poche forze e tempo, ma egli ha sempre avuto il massimo dei voti, come confermato anche dai diplomi d'onore ottenuti in tutti gli anni scolastici e premurosamente custoditi nell' archivio casalingo della mamma . Dopo il difficile torneo giovanile della repubblica, che abbiamo gi ricordato, lo mandarono a riposare nel campo di pionieri Aquilotto . Due anni dopo egli fu premiato nel festival che si svolse ad Artek nella casa dei pionieri sul Mar Nero. E in settima classe la scuola media numero 3 di Zlatoust gli consegn un documento nel quale scritto che da quel momento egli sarebbe stato alunno onorario della scuola (dietro il banco di Karpov adesso hanno diritto di sedere soltanto i primi della classe). Anatoly Karpov partecip con successo a vari generi di olimpiadi, e termin con la medaglia d'oro pag. 17

la scuola a Tula, dove, nel 1965, venne trasferito suo padre, ingegnere capo di una fabbrica. I maestri della scuola numero 20 di Tula parlano con orgoglio dell'alunno, che spesso si assentava per partecipare alle competizioni, ma non si presentava mai impreparato a una lezione. Inoltre Tolja Karpov non approfittava mai della sua posizione di sportivo ormai famoso, non voleva indulgenze, anzi si offendeva se qualcuno tentava di essere compiacente con lui. Questo giovane dal carattere forte riteneva che sarebbe stato un segno di debolezza. Una volta Spassky confess: Tutti gli scacchisti hanno un carattere difficile . La difficolt sta nella singolarit, nell'originalit, nell'obbligo di esser sempre combattivo e desto. E Karpov se ne ricorda. Pur entusiasmandosi per i romantici poemi di Lermontov, egli si comporta con freddezza e ritegno. Bench sia sempre pronto ad ascoltare per ore la musica jazz egli molto serio per la sua et. Anche se molto appassionato di filatelia e spende non pochi soldi per i francobolli, egli nel contempo pratico, parsimonioso, economo. Anche se fondamentalmente crede solo a se stesso, il pi rispettoso e comprensivo degli uomini. Ascolta sempre le opinioni di coloro che lo circondano, ma agisce come crede meglio. Per terminare con il suo studio ancora un piccolo episodio. Il professor Sergej Borisovic Lavrov capisce a meraviglia come sia difficile per gli sportivi conciliare gli intensi allenamenti e i frequenti interventi alle competizioni con lo studio all'universit. Egli in un certo modo ha ammesso, che non avrebbe sollevato una mano per bocciare Tolja Karpov a un esame. D'altra parte soggiunse il professore , io non posso immaginarmi che egli arrivi all'esame impreparato. Quando and al suo primo campionato dell'URSS a Riga, temeva pi di tutto di rimanere indietro . Alcuni giorni dopo la partenza, Karpov, avendo ottenuto un ventiquattro si arrabbi terribilmente. Sedette dietro i libri. Non dorm. Si present di nuovo all'Universit pregando di essere riesaminato. La stupefatta professoressa, particolarmente severa, per un'ora intera pose domande su domande. Il tenace studente rispose sicuro e senza errori. Cos, senza staccarsi dagli scacchi si stacc dal suo ventiquattro. Abbiamo accennato di passaggio ai suoi hobbies. Ebbene, certamente al primo posto c' la filatelia. I francobolli sono una vecchia passione di Karpov. Attualmente nella sua collezione ha non meno di 25 mila esemplari, di ognuno dei quali sa praticamente tutto. Questa passione facilita non solo il riposo dalle occupazioni scacchistiche, ma allarga anche i suoi orizzonti. Egli anche appassionato di pittura e perci utilizza con gioia ogni possibilit di frequentare mostre di vario genere. stato detto che il carattere di Anatoly straordinariamente indipendente, a tale punto, da contagiare gli altri con i suoi interessi, pag. 18

come se li attraesse nell'orbita del mondo dei suoi entusiasmi. Ecco un'eloquente confessione di Tigran Petrosian, uomo dalla spiccata personalit e spirito molto indipendente: Temo che i miei rapporti con Karpov a San Antonio mi costeranno cari. Venne fuori che Anatoly un appassionato filatelico. Io, prima d'ora, non mi ero mai appassionato seriamente alla raccolta dei francobolli. Forse qualche volta ho portato in regalo ad amici francobolli su temi scacchistici. Tutto qui. Il rapporto con Karpov, appassionato ed erudito collezionista di francobolli, ha fatto vacillare la mia estraneit a questo hobby. In ogni caso, tornato da San Antonio mi misi a considerare i francobolli in mio possesso una collezione, e, per la prima volta, chiamai "duplicati" alcuni francobolli comperati per gli amici . Posso confermare che in seguito tra Petrosian e Karpov si svolta una certa competizione amichevole per la raccolta dei francobolli. A Parigi, per esempio, di ritorno dalla Olimpiade mondiale, Petrosian comper un francobollo eccezionalmente raro e costoso e orgogliosamente dichiar che certamente Karpov non l'aveva. Anatoly par il colpo con un sorriso dicendo di aver gi comprato quello stesso francobollo molto tempo prima e assai pi a buon mercato, ma si preoccup sul serio, quando seppe che Petrosian andava a Riga per affari . Eh, l s che c' un vecchietto che ha una meravigliosa collezione! Temo che questa volta Tigran Vartanovic mi superi , esclam con autentica ansia Karpov. Se parliamo di musica, che entra in tutte le stanze dove egli si trova e di cui appassionato; se ricordiamo gli spettacoli drammatici che si sforza di non lasciarsi scappare; e di molte e molte cose ancora, rischiamo di dimenticare che Karpov soprattutto uno scacchista. Torniamo perci agli scacchi. Napoleone, prima di promuovere un ufficiale, gli chiedeva se il destino gli era favorevole, se era felice. E Turgenev conferm che la felicit la salute: quando c' non te ne accorgi. Cos anche per la giovinezza. Karpov ha un destino felice. Ma in questo sta la sua regolarit. Quando entr nel mondo degli autentici scacchi, l'interesse generale era concentrato sulla conquista per la pi forte potenza scacchistica del titolo di campione giovanile. Molto presto al suo nome fu collegato il desiderato ritorno nell'Unione Sovietica della corona scacchistica mondiale cos dolorosamente persa. L'esercitazione , come quando si studia, non come pensare ma su cosa pensare. Qui non c' stata esercitazione, perch fin dalla prima infanzia Karpov ha ragionato da solo, egli assimil soltanto le informazioni a modo suo. E molto razionalmente. Furman lo aiut a orientarsi nell'oceano delle varianti. Inoltre era come se ammonisse: Studia figlio mio, la scienza riduce i tempi delle nostre esperienze della vita che scorre in fretta , ed egli stesso abbrevi sensibilmente i tempi dell'ascesa di Karpov i Noi lavorammo e ci sforzammo di liberarci dalle imperfezioni pag. 19

ha ricordato Furman . Mi accaduto di aiutare nel lavoro molti grandi scacchisti, ma non ho mai ottenuto un piacere, come nelle esercitazioni insieme con Karpov. La questione, s'intende, che gli altri miei "assistiti" erano gi stati formati da grandi maestri, ed io non ho potuto influire attivamente sul loro sviluppo. Con Tolja tutta un'altra cosa: cresce sotto i miei occhi. Mi sono sempre sforzato affinch si sviluppasse il pi conformemente possibile alla sua creativit individuale . Karpov una scacchista universalmente apprezzato e ammirato. Tuttavia anche un uomo come lui, che sembra aver avuto un destino felice, con gli scacchi non ha sempre avuto una vita facile. Egli un uomo senza complessi, non assillato dai dubbi, interessato alle opinioni altrui solo se possono rivelarsi utili. Bench Karpov sia un uomo senza complessi, tuttavia egli ha dovuto difendersi a lungo e quasi discolparsi. Di che cosa? Perch? A molti non va a genio il suo carattere difficile, irremovibile, indipendente. Ma, soprattutto, Karpov ha dovuto difendere continuamente le proprie concezioni di gioco, il suo stile scacchistico, e non solo durante le partite. Non solo molti appassionati ma anche alcuni grandi maestri dice non capiscono (o non vogliono capire) il mio metodo di gioco. Tra l'altro non ne faccio nessun segreto; per me gli scacchi sono soprattutto lotta. Perci, io pongo al primo posto l'elemento sportivo. indispensabile battere l'avversario, e a questo io mi sforzo praticamente a ogni partita . Egli non gioca mai o quasi mai per il pareggio, ma di solito non si sforza di ottenere da una mossa pi di quanto essa permette. Ma alcune critiche prendono questo metodo realistico per un atteggiamento rinunciatario. Se bisogna scegliere fra un cammino combinato, sul quale ti aspettano grandi prospettive, e un finale di partita solo con poche possibilit di vittoria, che cosa preferisci? . Valuto la situazione del torneo. Vedo come mi sento e come lavora la testa. Finalmente considero chi mi sta di fronte, e solo allora prendo una decisione... Ma se io vedo una sola via giusta, allora vado soltanto per questa via, come se di fronte a me non ci fosse nessuno . Qualche volta le interminabili conversazioni superficiali sul suo stile scacchistico lo infastidiscono e allora Karpov capace di troncare la parola in bocca al suo interlocutore: Ma in fondo, cosa ne sapete di questo stile; io, gioco agli scacchi che amo, ai quali "voglio" giocare! . Ai giornalisti che scrivevano su queste questioni una volta Tigran Petrosian si sforz di spiegare: Ogni Grande Maestro ha una grande personalit abbastanza complessa, la cui immagine non sempre corrisponde alla realt. Tal non solo la "vittima", Fischer non solo il "computer", n Petrosian "il pericolo" . Ma l'ex campione del mondo si affannava invano; i critici da strapazzo non conoscono i mezzi toni e ritraggono i grandi maestri famosi solo in Bianco e Nero. Dice molto anche la tendenza pi diffusa del pensiero scacchistico contemporaneo. Il quale, pag. 20

come conferma Karpov, caratterizzato dalla tendenza dominante di tutti gli anni settanta, cio da un'enorme sportivit. Anche con questo si spiega dice il campione del mondo , una certa insoddisfazione degli "esteti", dei sostenitori dell'" arte pulita", ai quali devi offrire partite di un certo tipo. Ma le combinazioni, gli attacchi strepitosi sono buoni solo quando sono la conseguenza di tutto un gioco minuziosamente ponderato e tecnicamente moderno, e non la conseguenza di grossi errori e sviste dell'avversario. Nell'alta classe del gioco la reale bellezza nascosta agli occhi del semplice appassionato delle sensazioni forti . Osservando il gioco di Karpov da un lato e giocando con lui, non puoi in nessun modo liberarti dall'impressione che tutti i suoi pezzi siano uniti da fili invisibili. Questa rete di fili si muove senza fretta, coprendo a poco a poco le caselle avversarie e, nel frattempo, sorprendentemente senza abbandonare le proprie. (In questo Karpov ricorda molto Petrosian). Le sue azioni sono leggere e disinvolte, egli non fa movimenti scomodi e non rompe i fili che legano i pezzi. Il maestro internazionale Igor Zajcev allarga le braccia con imbarazzo: Tu capisci? io no. In genere noi giochiamo tutti pezzo per pezzo, ma solo Karpov ha sempre fatto un gioco complessivo, totale . Un tale talento pi profondo di un normale talento di posizione e s'incontra pi raramente di una pungente visuale combinata. I talenti combinati si sviluppano da soli, mentre per perfezionare l'arte strategico - posizionale Kortschnoj, per esempio, lavor vent'anni. Il talento pu avere una natura differente, c' Tal e c' lanti-Tal. Ci sono vari talenti innati paragonabili tra loro. Mikhail Tal rest a lungo incompreso nella sua chiara complessit, Anatoly Karpov non fu capito nella sua estrema semplicit. Al primo sguardo questo sembra paradossale, ma possibile percepire una certa affinit esteriore di Karpov con Tal. Entrambi sono fragili, con occhi intelligenti ed espressivi, con un profilo caratteristico un pochino rapace. Ma essi si distinguono per il loro metodo negli scacchi e nella vita in generale. L'uno un grumo di tensione, l'altro ha ponderato tutto armoniosamente. Karpov, che in cuor suo si entusiasma della capacit di Tal di attaccare con baldanza e avventatezza, tuttavia contento della propria assennatezza (ha detto proprio cos quando ancora non era gran maestro). Mikhail Tal una volta ha detto che io professo il realismo scacchistico. Certo, ha ragione. Il gioco arrischiato, nello stile dei moschettieri degli scacchi piace agli amatori delle sensazioni forti, ma a me non va a genio. Cercavo di valutare con chiarezza le mie possibilit e di non demolirmi. Mi piaceva guardare una partita di Tal ma ho sempre saputo che il suo stile non fa per me. Io ho voluto trovare negli scacchi qualcosa di mio . Molti lo considerano un rigoroso scacchista di posizione. Si, egli pag. 21

rispetta le leggi e considera gli scacchi un gioco logico eccezionale. Tuttavia, Karpov tiene splendidamente conto delle varianti e fornisce assai spesso esempi di attacchi condotti meravigliosamente. Nel suo bagaglio non pochi punti sono stati raggiunti con una netta tattica offensiva. Una sua partita con numerose vittime fu considerata la migliore del torneo interregionale di Leningrado. Egli contro il gioco arrischiato nello stile dei moschettieri degli scacchi , ma se la variet delle situazioni scacchistiche lo obbliga talvolta a indossare l'abito del moschettiere, allora egli diventa per un po' D'Artagnan con la sua prontezza e la sua furbizia di guascone, ma mai Athos che, per quanto magnanimo, alquanto idealista e quindi pi facilmente vulnerabile. Questo scacchista non ha praticamente punti vulnerabili , si stup Tal, quando fece conoscenza pi da vicino con Karpov. Ecco le risposte alle molte domande! Non lasciare che l'avversario faccia il proprio gioco, che raggiunga le sue posizioni (questa la sua tattica preferita), significa saper operare in qualsiasi situazione, in quanto si incontrano avversari diversissimi. Tigran Petrosian: Karpov dimostra di avere una natura molto perseverante. La sua concezione degli scacchi nettamente delineata. Questo molto importante. A giudicare dal suo stile attuale possiamo dire che egli diventer uno scacchista dallo stile universale, cio avr una padronanza perfetta di tutti i mezzi per la lotta degli scacchi . Il suo temperamento celato a uno_ sguardo estraneo. Ma lo tradiscono gli occhi che Dmitri Donskoi, che lo fotografa sempre, chiama lo specchio dell'anima di Karpov. Questi occhi fa notare un famoso attore, Rostislav Pliatt , sono pi duri di come dovrebbero. Forse sono gli occhi di un genio? . Ebbene, a proposito di genio, molto stato detto. Quando in un circolo ristretto festeggiarono la sua vittoria su Spassky, una persona relativamente nuova nella compagnia chiese a Karpov a bruciapelo: Tolja, ma tu sei un genio? . Anatoly Karpov ci pens su, serio serio, poi: Ma no, che dici?... Certo che no . Ma gli occhi... Il suo sguardo penetrante e sensibile difficile tollerarlo a lungo. In quei momenti anche l'osservatore pi imparziale si sente a disagio. E se un tempo il gran maestro Pal Benko portava dimostrativamente gli occhiali scuri, quando giocava con Tal, lo stesso ha fatto recentemente Viktor Kortschnoj, durante l'incontro finale con Karpov. S, conosco questa abitudine confessa Anatoly . Si vede che tutti pensano che io cerco di carpire qualche cosa. Forse cos. Tal, per esempio, vuole infondere qualcosa col suo sguardo, mentre io mi limito a carpire . Le verticali sono quelle che si cerca solitamente di forzare per penetrare nei campo nemico con i pezzi pi importanti e forti. In otto verticali si affrontano i pezzi. In otto visibili verticali. Ma dove si incontrano i pag. 22

caratteri dei due giocatori? Questa verticale la sentono soltanto i due che siedono di fronte. Questa nona colonna, la colonna dei caratteri, forse la pi importante. L la lotta pi crudele. La vittoria in questa verticale spesso serve come segnale per l'offensiva dei pezzi su tutta ha scacchiera. Su questo fronte invisibile Karpov dispone di forze enormi ed sempre pronto a richiamare le riserve dai recessi della sua natura combattiva. Egli qui domina e perci vince. Le parole e i concetti hanno pi di un senso. Nella vita abituale, non scacchistica, di solito chiamiamo linea verticale, quella che si stende verso l'alto dritta, senza flessioni. Napoleone (egli era alunno del matematico Laplace, e perci amava la precisione) sosteneva che vero colonnello pu diventare solo colui le cui capacit di guerra formano una specie di quadrato: sulla verticale sta il talento naturale e sull'orizzontale i tratti pi vigorosi del carattere. Che cosa si ottiene? La nona verticale della scacchiera, di cui abbiamo appena parlato, la proiezione del carattere dello scacchista secondo Napoleone . Il dono di natura di Karpov tale, che la sua verticale sorprendentemente alta. La sua vita nello sport lo conferma: nella linea che va verso l'alto noi vediamo soltanto ottimi piazzamenti nei tornei, vittorie entusiasmanti. Questa linea non oscilla e non la curva del successo ma la verticale. E cos due verticali si fondono in una. La verticale di Karpov! pag. 23

Capitolo 2
Le strade che essi scelgono
Tempo fa, su una rivista argentina di scacchi, fra i commenti alle partite e le tabelle del torneo, apparve un annuncio pubblicitario diretto ai lettori della rivista per convincerli a studiare il russo. Una specie di riconoscimento del fatto che, senza lo studio di questa lingua, oggi non possibile imparare a giocare a scacchi... Il fondatore della scuola nazionale russa di scacchi, Mikhail Chigorin (1850-1908), per lanciare la sua Gazzetta degli scacchi ebbe bisogno di 250 abbonati. Questo nel paese dove ora il settimanale 64 , le riviste Scacchi nell'URSS , Scacchi in lingua russa e lettone, nonch speciali pubblicazioni in lingua armena e georgiana hanno una tiratura altissima. La tiratura complessiva di queste pubblicazioni si avvicina alle 300.000 copie. Questo e altro stato possibile molo dopo la Rivoluzione Socialista d'Ottobre, una delle cui pi importanti conquiste stata la diffusione della cultura tra le grandi masse popolari. Gli scacchi hanno occupato di diritto un posto specifico in questa cultura multinazionale. Specie dopo il 1925, quando a Mosca fu organizzato il primo torneo internazionale di scacchi e la nuova generazione degli scacchisti sovietici ottenne i primi successi, dando inizio alla febbre degli scacchi . Nell'Unione Sovietica il movimento degli scacchisti diretto da uno speciale Comitato per la cultura fisica e lo sport presso il Consiglio dei Ministri, oltre che dalla Federazione scacchistica. Il numero degli scacchisti organizzati si avvicina attualmente ai 4 milioni di aderenti. Nessuna meraviglia quindi se nell'Unione Sovietica si contano circa quaranta grandi maestri e pi di seicento maestri. I nomi dei sovietici campioni del mondo come Mikhail Botvinnik, Vassily Smyslov, Mikhail Tal, Tigran Petrosian, Boris Spassky, Nona Gaprindashvili, quelli di Liudmila Rudenko, Olga Rubcova ed Elisaveta Bykova sono noti a tutti. A cominciare dal 1952 (e per venti volte di seguito!) i grandi maestri sovietici hanno sempre portato in patria l'enorme coppa d'oro Hamilton Russel, il premio per la vittoria del torneo delle nazioni a squadre, cio l'olimpiade mondiale di scacchi. Questa coppa e altri premi fanno bella pag. 25

mostra di s nella smagliante vetrina del circolo centrale degli scacchi a Mosca. In Unione Sovietica ci sono circoli di scacchisti in quasi tutte le citt. Essi sono centri di ritrovo e di lavoro sportivo collettivo degli appassionati di scacchi. Si organizzano lezioni, partite simultanee (partite cio in cui un campione incontra contemporaneamente numerosi dilettanti), si mettono in pratica le lezioni studiate a casa. I grandi circoli di Leningrado, Erevan e Tbilissi godono di una notoriet particolare. Anche presso molte fabbriche ci sono circoli per scacchisti. I pi grandi sono quelli presso le grandi fabbriche automobilistiche di Mosca e Gorkij. Ci sono circoli anche presso le scuole (per esempio, il circolo dell'Universit di Mosca), senza contare quelli presso le grandi societ sportive. Probabilmente, per, la maggiore attenzione viene dedicata alla giovane generazione. Da noi i giovani praticano il gioco degli scacchi un po' dappertutto, ma con maggior successo, forse, nelle Case dei pionieri municipali e rionali, dove ognuno padrone di scegliersi il circolo e la cerchia di amici che pi desidera: aeromodellismo, filodrammatica, allevamento di cani, chimica, scacchi. Le lezioni vengono messe in pratica sotto forma di gioco e col massimo divertimento, due o tre volte alla settimana. Le lezioni di teoria scacchistica consistono in esibizioni di eminenti maestri e in partite simultanee. Una volta superati i tornei di qualificazione, secondo norme precise e valide in tutta l'Unione Sovietica, i ragazzi vengono assegnati alle rispettive categorie sportive. In passato queste categorie erano cinque, ora il sistema stato in parte semplificato e le categorie giovanili di scacchisti sono soltanto tre. La suddivisione in categorie junior e senior stata abolita, la classificazione unica, e ci permette ai ragazzi di prendere parte alle competizioni con gli anziani, senza essere costretti a entrare nell' orbita degli adulti. Come disse il noto scrittore francese Saint-Exupry tutti noi veniamo dalla gavetta . Ho passato pi tempo a giocare a scacchi che in qualsiasi altra attivit. Li amo, mi appassionano, mi divertono e quella testa di rapa di padre Adam continua a vincermi senza alcuna piet , lamentava il famoso illuminista francese Voltaire. Capacit scacchistiche peculiari, se vogliamo, ma gli esempi fornitici dalla schiacciante maggioranza dei grandi maestri ci dicono che queste capacit si manifestano pi spesso in persone dotate anche per altre grandi cose. Ecco allora che un istruttore di scacchi costretto a persuadere i genitori che le figurine di legno intarsiato sono a guardia degli interessi del ragazzo e ne favoriscono il completo sviluppo. Allora il pap che sa tutto, a un tratto chiede: Ma non gli basta la seconda categoria per uno sviluppo completo? . L'istruttore non trova niente da ridire. Rimane in attesa di vedere se gli scacchi sapranno difendersi da se stessi. pag. 26

Aspettare? Ma il tempo non aspetta! Sollecita! Qualcuno gi stato spinto all'inseguimento del tempo. Si sempre potuto osservare che all'orizzonte scacchistico specie nel paese degli scacchi le personalit di rilievo non compaiono mai da sole ma a ondate periodiche. In Unione Sovietica, per esempio, si ebbero prima Petrosian, Averbakh, Geller, Taimanov, poi vennero gli Spassky, i Tal, Polugaevsky, Stein, ecc. Aspettavano una nuova ondata di giovani scacchisti cresciuti nelle particolari condizioni dell'immediato dopoguerra, ma non c' stata. L'ambizione sociale, se cos si pu dire, era saturata dalle vittorie riportate dai grandi maestri sovietici. C'erano abituati! Erano certi delle vittorie! Solo quando l'esile focherello di interesse per i risultati sportivi in campo internazionale stava per spegnersi, il rumore dall'esterno cominci a ravvivarlo. La comparsa sulla scena di Robert Fischer, che nato il 9 marzo 1943, di Bent Larsen, Lajos Portisch e altri, provoc una comprensibile preoccupazione. C'era allora un solo grande titolo che non si riusciva a vincere, il titolo di campione del mondo giovanile. Fra tutti gli scacchisti sovietici solo Spassky era riuscito a vincerlo nel 1955. Dopo di che, l'interesse per questo titolo non fece che aumentare ad ogni nuovo successo. Inoltre non si intravedeva nessun giovane gran maestro di classe eccelsa. Anche la gente che non si era mai interessata di scacchi incominci ad interessarsi dell'et dei nostri grandi maestri. Mentre i giornali chiedevano a gran voce di ammettere i giovani alle competizioni collettive e consigliavano di battezzare i giovani di talento non solo alle fonti battesimali di casa, ma anche nelle agitate e torbide acque dei tornei internazionali. Alla fine questi suggerimenti furono accolti. Fu la fortuna di Karpov e di alcuni altri giovani che erano venuti a trovarsi in una nuova e impetuosa fase della febbre degli scacchi . Leader della nuova ondata e messaggero del suo avvicinamento diventato Anatoly Karpov. Karpov, come tutti gli altri, ha preso parte ai raduni di allenamento e insegnamento per selezionare i giovani pi capaci della propria repubblica la RSFSR partecipando a incontri a squadre e individuali fra gli studenti della repubblica. Questi raduni si svolgono sotto la direzione di eminenti specialisti. A Karpov, per esempio, le lezioni vennero impartite dall'istruttore di Boris Spassky, il gran maestro Igor Bondarevsky. Al ragazzo Karpov fu proposto di studiare nella scuola per corrispondenza di Mikhail Botvinnik, organizzata dalla Societ sportiva Trud . Le societ sportive cercano di non rimanere indietro nella preparazione degli scacchisti, i quali potranno eventualmente difendere con onore i colori del Collettivo che li ha allevati. Il metodo di lavoro delle scuole per corrispondenza abbastanza semplice: ogni tanto si invitano gli allievi presso i propri grandi maestri o i loro assistenti. pag. 27

Va detto che questa forma di autoperfezionamento si affermata in tutta l'Unione Sovietica. Per la prima volta al mondo, nell'Unione Sovietica stata aperta una speciale sezione di scacchi presso l'Istituto di educazione fisica. Qui si formano i futuri istruttori e organizzatori del gioco degli scacchi. Si istruiscono i giovani di talento, i quali, a loro volta, vanno a lavorare nei circoli scacchistici e nelle sezioni giovanili del paese. Quanto alle Regine scacchiste, va detto che il sistema di preparazione nell'Unione Sovietica unico, sia per gli uomini sia per le Regine. I giovani studiano insieme sin dall'infanzia. E solo gradualmente, secondo la diversit che affiora nella capacit pratica, i giovani vengono selezionati e iscritti ai rispettivi campionati di scacchi. I maggiori successi sono stati ottenuti dalle rappresentanti della cosiddetta scuola georgiana, le scacchiste che praticano un coraggioso tipo di partita combinata. Sono noti a tutti i nomi delle allieve del circolo dei pionieri di Tbilissi, le campionesse del mondo Nona Gaprindashvili e la pretendente al trono scacchistico femminile Nona Aleksandrija. In questi ultimi tempi si definitivamente imposta all'attenzione di tutti la giovane Maia Chiburdanidze che a soli 13 anni ha gi vinto il titolo di maestro internazionale. da notare che moltissimi ragazzi di talento arrivano ai vertici della carriera scacchistica, provenendo non da centri famosi, ma dai pi disparati punti dell'Unione Sovietica. E questo fa doppiamente piacere perch ci dice che la penetrazione della cultura scacchista nel popolo sovietico molto profonda. Nell'Armenia sovietica, per esempio, sono emersi non pochi scacchisti di talento. Primo fra tutti senz'altro il gran maestro Rafael Vaganjan, il quale, prima ancora di andare militare, aveva gi vinto tutta una serie di competizioni importanti. Come si vede, le possibilit per un fruttuoso studio del gioco degli scacchi, non mancano di certo. Si possono studiare a scuola, in appositi istituti, nei circoli aziendali oppure durante il servizio militare. Giocare una partita a scacchi contro un gran maestro una lezione che si pu trasmettere a tutti i propri compaesani, quando si torna a casa. Tempo fa, lo stesso Karpov ha provato qualcosa del genere. Ora che diventato un gran maestro, egli pi che mai convinto dell'utilit di questi incontri tra giovani di talento e grandi scacchisti. Ci particolarmente importante per quei ragazzi che vivono lontano dai grandi centri scacchistici, per tutti coloro che non possono, consultarsi regolarmente con i grandi maestri. Quale membro del Comitato centrale del Komsomol, Karpov sente come uno dei suoi primissimi doveri quello di trasmettere la sua esperienza a tutti i giovani scacchisti affinch tra essi emergano altri maestri. Non sorprende, quindi, che egli abbia accettato con gioia la proposta di capeggiare in qualit di capitano la squadra del circolo dei- pionieri di Celjabinsk in occasione di un torneo nel 1972. Egli, come del pag. 28

resto anche Tal con quelli di Riga, viveva in albergo con quelli di Celjabinsk e trascorreva con i ragazzi tutto il tempo libero. I ragazzi erano pi giovani di lui di sei-sette anni, per a prima vista la differenza era considerando il suo aspetto adolescenziale quasi impercettibile.

Dvoirys, Semen I - Spassky, Boris V

Figura 1 - Dvoirys - Spassky, dopo 28...Dxc3, pag. 29 Il gran maestro gioc 28...Dxc3 e l'avversario che si aspettava questa mossa, rispose 29. Ac4+! Continu ancora 29...Txc4 30. Txd8+ Ref7 31. Dxf5+ Df6 32. Te7+!, e i neri si arresero, era scacco matto. La Komsomolskaja Pravda descrisse con ammirazione questo esaltante incontro. pag. 29

Sokolov, Vladimir - Karpov, Anatoly

Figura 2 - Sokolov - Karpov, dopo 25... ???, pag. 30 Simul [Roscial, A.] 26.Th1f1! Questa mossa dimostra che l'allievo del circolo dei pionieri di Kiev si preparato in anticipo al sacrificio della Regina. 26...Tb8xb4 27.Tf1xf4 Tb4xb2 28.Dc2xb2 Ae7-a3 29.Td1d2 Liberando a sangue freddo la strada per la fuga del Re bianco. 29...Tc8-b8 30.Ce5-g4 Aa3xb2+ 31.Rc1d1 e6-e5 32.Ad4xe5 Ab2xc3 Il reciproco sacrificio della Regina che il gran maestro aveva in mente, porta a un finale della partita molto caldo. Vincere questa partita non possibile al Nero e quindi termina alla pari. interessante aggiungere che Vladimir Sokolov, il cui gioco abbiamo appena osservato, nei primissimi giorni del 1975 ha vinto la medaglia di bronzo del campionato giovanile sovietico. Un episodio interessante si verificato durante la solenne cerimonia di chiusura del torneo dei circoli dei pionieri, episodio che dimostra in modo eloquente la preoccupazione e i riguardi che hanno verso i propri giovani colleghi , gli eminenti grandi maestri dell'Unione Sovietica. Il torneo finito. I giornalisti, con l'abilit che li distingue, si affrettano a schierare i ragazzi sotto gli obiettivi delle cineprese. I pi piccini in prima fila e via via tutti gli altri. A un tratto, un'interruzione pag. 30

inaspettata. Un ragazzo con un enorme paio di occhiali sul naso e un vistoso fazzoletto al collo, si alza alle spalle dei compagni e si fa avanti. I compagni lo spingono avanti a viva forza: Miscia Moskovic che scoppia a piangere. L'ex campione del mondo Mikhail Tal, capitano della squadra d Riga, non sapeva che pesci pigliare. Il piccolo Miscia cominci a lamentarsi, tra un singhiozzo e l'altro: I grandi maestri hanno sbagliato a darmi lo zero... . Tal non aveva preso parte all'assegnazione dei punteggi, ma era d'accordo con l'arbitro principale. Senti, Miscenka fece , tu hai perso, non c' niente da fare, credimi. Quando il Cavallo bianco viene a trovarsi in e5...eh? . Io non ho perso grid il ragazzo . Io quella mossa non l'ho fatta! Il Cavallo bianco in e5 io non l'ho messo! . Era un bel pasticcio. Uno versava lacrime per questo ingiusto mondo degli adulti, l'altro non sapeva n che fare, n che dire. Le voci si confondevano con le continue scampanellate che sollecitavano la cerimonia di chiusura del torneo. All'ultima scampanellata, Tal si guard attorno confuso e disse: A quanto pare ci siamo sbagliati. Dove sono gli arbitri? Forse siamo in tempo . Ai margini di uno spettacolo di festa, tra una ,quinta e l'altra, Tal si diresse deciso verso Botvinnik: Mikhail Moisevic, ricordate il Cavallo che ha mosso da f3 in e5? proprio quello in g1 . Quello cap al volo. I due si fissarono negli occhi come se il loro incontro per il primato mondiale continuasse ancora. Poi disse severo che la mossa sbagliata era stata fatta davanti a lui... ma chi diavolo l'aveva fatta? Tal rispose deciso: Chiunque l'abbia fatta il ragazzo innocente . Si levarono delle voci: Via, cominciamo, tanto mezzo punto non cambia proprio niente nella classifica! . Questa non una buona ragione per il ragazzo , insist Tal. Nella sala si udivano gi i battimani impazienti, mentre sulla scena, come cospiratori, i grandi maestri pensavano. Dato che nessuno aveva con s una scacchiera tascabile, Spassky, preso un foglio di carta, vi disegn sopra una scacchiera per consentire di ricostruire la partita. Gli organizzatori del torneo aspettavano con impazienza, osservando i grandi maestri assorti sulla mossa fatta dal pioniere di Riga. Cos non approdiamo a nulla , disse Botvinnik. Vuoi dire che l'arbitro mantiene la decisione precedente? Annunziando il risultato della competizione, il preciso e inflessibile Botvinnik aggiunse che una sola partita, per ragioni tecniche, non stata ancora esaminata . Nella sala echeggiavano i discorsi di circostanza, i presenti applaudivano, e i grandi maestri continuavano a esaminare il pezzo di carta su cui era stata disegnata la scacchiera. Infine a Miscia Moskovic venne pag. 31

assegnato il risultato di parit. Bisogn rifare la classifica. Il corrispondente della Tass dovette fare un telex per comunicare i risultati corretti. Ecco un esempio significativo della considerazione con cui vengono trattati i giovani scacchisti sovietici. E non si tratta di un caso, dato che l'Unione Sovietica divenuta la patria degli scacchi. La maggior parte dei giornali, anche i pi autorevoli, hanno una rubrica scacchistica. Molti giornali giovanili pubblicano studi molto semplici per i loro lettori. Il primo canale della televisione centrale trasmette La scuola degli scacchi , un programma fisso di studio dedicato ai giovani. pag. 32

Capitolo 3
Sempre pi in alto
Karpov venne designato come rappresentante della scuola di scacchi degli Urali (egli proviene da Zlatoust), nonch di Tula (dove era divenuto maestro e aveva terminato le scuole); sebbene i leningradesi insistano ancora nel dire che stato uno studente della loro Universit a correggere lo sbandamento della storia e ha restituito all'Unione Sovietica la corona scacchistica. Ma si sentiva che Karpov appartiene gi all'intero mondo scacchistico. Per questo Max Euwe sosteneva che proprio dall'Olanda, con il campionato giovanile europeo del 1967-68 era cominciato il cammino di Karpov nel mondo dei grandi scacchisti. Subito dopo le vittorie giovanili si registrarono molto rapidamente i successi in importanti competizioni di adulti ed egli divenne gran maestro a Caracas nel 1970, e gi un anno dopo i pi grandi detentori del massimo titolo scacchistico, a Mosca, nel torneo in memoria di Alekhine, lo ammisero nella loro ristretta famiglia. Karpov vinse il torneo internazionale e divenne pretendente al campionato mondiale. Nel 1973 a Madrid, come migliore dei grandi maestri, gli venne assegnato l Oscar scacchistico . Noi non siamo affatto incerti nell'aggiudicare a Karpov questo premio internazionale anche per il prossimo anno , disse durante la memorabile serata nella Sala delle Colonne il giornalista spagnolo Jorge Push, consegnando al gran maestro sovietico l'Oscar scacchistico 1974. E poi il grande combattimento con Kortschnoj! e la sua vittoria morale, quando tutto il mondo pot vedere che Karpov voleva giocare con Fischer, ma Fischer non voleva giocare con Karpov. Sempre pi in alto! Karpov andato sempre e solamente sulla verticale scacchistica e celermente. E perci noi oggi non possiamo avere una guida migliore in questo cammino dello stesso Karpov. Egli ci mostrer le sue pi memorabili partite, e le commenter per noi sia pure non sempre particolareggiatamente, ma con onest e franchezza. Dunque, in cammino sulla verticale scacchistica di Karpov . pag. 33

La Carriera scacchistica di Anatoly Karpov dalla conquista del titolo di maestro


1966 1966 1966 1966-67 1967 1967 1967 1967-68 1968 1968 1968 1968 1969 1969 1969 1969 1969 1969 1970 1970 1970 1971 1971 1971 1971 1971 1971 1971-72 1972 1972 1972 1973 1973 1973 1973 1973 1973 1974 1974 1974 1974 Maestri contro i candidati maestri Campionato giovanile a squadre dell'URSS (prima scacchiera) Incontro giovanile a squadre URSS-Scandinavia (sesta scacchiera) Trscinez (primo posto) Torneo eliminatorio per il campionato mondiale giovanile (quinto posto) Spartakiade RSFSR (seconda scacchiera) Spartakiade studentesca pansovietica (7 punti su 9) (seconda scacchiera) Groningen (primo posto) URSS-Jugoslavia (seconda scacchiera giovani) Incontro giovanile a squadre URSS-Scandinavia (seconda scacchiera) Campionato dell'Universit di Mosca (primo posto) Campionato a squadre dell'URSS (prima scacchiera) Torneo eliminatorio per il campionato mondiale giovanile (primo posto) Incontro giovanile a squadre URSS-Jugoslavia (terza scacchiera) Torneo degli eserciti alleati a Varsavia (riserva) Campionato a squadre delle Forze armate sovietiche (seconda scacchiera) Campionato mondiale giovanile, Stoccolma (primo posto) Ungheria-RSFSR a Budapest (scacchiera giovanile) Campionato RSFSR (semifinale del campionato dell'URSS) a Kuibyscev (primo posto) Caracas (4 a pari merito) 38 campionato dell'URSS a Riga (5 a pari merito) Semifinale del 39 campionato dell'URSS a Daugavpils (primo posto) Olimpiade studentesca a Puerto Rico (terza scacchiera) Campionato a squadre delle Forze armate dell'URSS (prima scacchiera) Campionato a squadre dell'URSS a Rostov sul Don (scacchiera giovanile) 39 campionato dell'URSS a Leningrado (quarto posto) Memoriale Alekhine a Mosca (1 a pari merito) Torneo di Hastings (Gran Bretagna) (1 a pari merito) Olimpiade pansovietica a Mosca (seconda scacchiera) XIX Olimpiade studentesca a Graz (Austria) (prima scacchiera) XX Olimpiade mondiale a Skopje (Jugoslavia) Budapest (secondo posto) Torneo a squadre rappresentative dell'URSS (prima scacchiera) Torneo internazionale a Leningrado (primo a pari merito) Campionato europeo a squadre a Bath (Inghilterra) (quarta scacchiera) 41 campionato dell'URSS (lega superiore) a Mosca (2 a pari merito) Madrid (primo posto) Quarti di finale del torneo dei pretendenti con Polugaevsky a Mosca (vincita) Semifinale torneo dei pretendenti con Spassky a Leningrado (vincita) XXI Olimpiade mondiale a Nizza (Francia) (prima scacchiera) Finale del torneo dei pretendenti con Kortschnoj a Mosca (vincita) + 5 5 1 9 3 = 10 3 1 4 1 0 0 0 0 3 2 0 0 0 1 0 0 2 0 0 1 5 2 0 2 2 0 0 1 0 2 0 1 2 0 1 0 0 0 0 1 0 0

4 5 6 3 0 7 9 5 2 1 5 -

1 4 8 1 1 6 2 5 2 0 1 -

12 0 8 8 5 9 7 3 -

0 2 9 7 14 8 1 3 -

6 7 5 8 4 5 12 4 2 10 4 -

1 12 12 6 3 4 2 1 2 7 2 -

5 7 3 4 10 3 221

11 8 5 -

6 4 - 19 - 214

- 1 - 0 - 2 - 26

Leningrado, 1966. Maestri contro candidati.


Qualche tempo fa la Federazione scacchistica dell'URSS ha organizzato uno speciale torneo dei candidati maestri e dei maestri secondo il cosiddetto sistema di Scheveningen (dal nome della citt olandese dove venne organizzato per la prima volta). Secondo questo sistema i maestri non si incontrano l'uno con l'altro, ma si limitano a giocare l'uno dopo l'altro con i candidati, in una specie di competizione a squadre. Se il candidato maestro superava con successo l' esame migliorava il suo titolo sportivo e diventava maestro. Per stimolare i maestri dello sport che prendevano parte a simili tornei venne anche stabilita una norma, affinch essi potessero confermare il loro titolo che, per il sistema di classificazione sportiva esistente in URSS, non privo di importanza. Ma il numero dei nuovi maestri stava crescendo troppo pag. 34-35

velocemente, e questo induceva a pensate a una certa riduzione del rigore dei vecchi maestriesaminatori, cos che, a poco a poco, il sistema di Scheveningen andava perdendo di credibilit. La diffidenza dei maestri verso i tornei tipo Scheveningen non riguarda tuttavia il torneo M. I. Chigorin , che ebbe luogo nell'estate del 1966 nel club scacchistico cittadino a Leningrado. Non lo riguarda anche perch il titolo di maestro quella volta venne conquistato appena da un candidato su cinque partecipanti.: Anatoly Karpov, che un mese prima aveva compiuto i 15 anni. Giocare fu facile - racconta Karpov -, i maestri avevano battuto tutti gli altri candidati, che non si distinguevano, quella volta, per particolare forza. Il mio secondo in quella competizione, il maestro di Tula Anatoly Mazukevic contribu sotto molti punti di vista, con i suoi consigli, alla mia fortunata partita. Il fatto che, fino ad allora, fino allo "Scheveningen" di Leningrado, io non avevo mai giocato in maniera seria con scacchisti forti. Quello fu il primo torneo nel quale, a tu per tu mi incontrai con dei maestri. D'altra parte, come fu chiaro, avevo gi raggiunto la forza di maestro .. Uno dei pi forti maestri, Igor Zajcev, gi molte volte secondo dell'ex campione del mondo Petrosian, ricorda a proposito di quel torneo: Scherzosamente consideravo maturi i giovani candidati solamente quando mi accorgevo... che ad essi cominciavano a piacere le ragazze che lavorano nelle vicinanze. Senza dubbio a Tolja Karpov, il pi giovane e il pi piccolo, questo lato della vita allora non interessava ancora, pure era assolutamente maturo come scacchista. Anche in finale gioc generalmente meglio della maggioranza degli adulti difendendosi anche magnificamente. Mi rammento che lo volevo "intimidire" in una partita come si deve, nella quale sacrificai persino la Regina, ma egli mi impose lo "scacco perpetuo". Giocammo insieme non poche partite amichevoli in albergo e potei rendermi conto della sua grande forza. Ma molti maestri sottovalutavano ancora Karpov. Chistiakov, per esempio, a torneo finito osserv che, quando la competizione condotta con un numero dispari di giocatori pu accadere che si giochino meno partite coi bianchi che coi neri. In linea di principio l'esperto maestro aveva ragione ma tutti compresero che egli alludeva al suo insuccesso negli incontri con Karpov . Ma io, proprio con i Neri ho vinto ad Alexander Nikolaevi Chistiakov una partita per nulla malvagia - dice Karpov -. E, la cosa che mi rallegra particolarmente che ottenni la vittoria "facendo affidamento" sulle complicatezze del grande rappresentante dello stile combinatorio! Un'altra delle vittorie che mi sono rimaste impresse l'ho conquistata su Grigory Ionovich Ravinsky, l'emerito allenatore, noto metodista e teorico. Ravinsky possiede un'enorme esperienza nelle Aperture Spagnole, ma io lo vinsi coi neri facendo avanzare le pedine di Regina pag. 36

ed effettuando un passaggio nel tipico finale che spesso risulta da simili posizioni . Ecco entrambe queste memorabili partite.

Ravinsky, Grigory Ionovich - Karpov,Anatoly [C86]


Torneo M. I. Chigorin Leningrado (4), 1966 [Karpov, Anatoly - Scacchi primo amore] Partita Spagnola 1.e2-e4 e7-e5 2.Cg1f3 Cb8-c6 3.Af1b5 Ravinsky possiede un'enorme esperienza nelle Aperture Spagnole, ma io lo vinsi coi Neri facendo avanzare le Pedine di Regina. 3...a7-a6 4.Ab5-a4 Cg8-f6 5.00 Af8-e7 6.Dd1e2 b7-b5 7.Aa4-b3 d7-d6 8.c2-c3 00 9.Tf1d1 Cc6-a5 10.Ab3c2 c7-c5 11.d2-d4 Dd8-c7 12.h2-h3 Tf8-e8 13.d4xe5 d6xe5 14.Cb1d2 Te8-d8 15.Cd2-f1 Td8xd1 16.De2xd1 c5-c4 17.Ac1g5 Ac8-e6 18.Dd1e2 Ca5-b7 19.Cf1g3 g7-g6 20.Ta1d1 Ta8-d8 21.Td1xd8+ Ae7xd8 22.De2e3 Cf6-d7 23.Ag5xd8 Cb7xd8 24.De3-h6 f7-f6 25.Dh6-e3 a6-a5 26.h3-h4 b5-b4 27.h4-h5 Rg8-g7 28.Ac2-d1 Cd8-f7 29.h5xg6 h7xg6 30.Cf3-d2 Cd7-c5 31.b2-b3 c4xb3 32.a2xb3 Dc7-b6 33.Cg3-f1 Cf7-d6 34.c3-c4

Figura 3 - Ravinsky - Karpov, dopo 34. c4, pag. 37 34...Db6-c6 35.Ad1c2 a5-a4 36.b3xa4 Ae6xc4 37.Cf1g3 Ac4-f7 38.a4-a5 Dc6-b5 39.f2-f4 Db5xa5 40.f4xe5 Da5-a1+ 41.Rg1f2 Da1xe5 42.Cd2-f3 De5-b2 43.De3xc5 b4-b3 44.Cf3-d4 b3xc2 Il Bianco Abbandona. 01 pag. 37

Chistiakov, Alexander Nikolaevi - Karpov, Anatoly [D53]


Torneo M. I. Chigorin Leningrado (6), 1966 [Karpov, Anatoly - Scacchi primo amore] Gambetto di Regina 1.d2-d4 Cg8-f6 2.c2-c4 e7-e6 3.Cb1c3 d7-d5 4.Ac1g5 Af8-e7 5.Ag5xf6 Ae7xf6 6.c4xd5 e6xd5 7.e2-e3 00 8.Af1d3 c7-c5 9.d4xc5 d5-d4 10.Cc3-e4 d4xe3 11.f2xe3 Af6xb2 12.Ta1b1 Ab2-f6 13.Cg1f3 Af6-h4+ 14.g2g3 Ah4-e7 15.00 Ac8-h3 16.Tf1f2 Cb8-d7 17.Cf3-d4 g7-g6 18.Tf2-c2? Ta8-c8 19.Ce4-f2

Figura 4 - Chistiakov - Karpov, dopo 19. Cf2, pag. 38 19...Ae7-g5 20.Tc2-e2 Cd7xc5 21.Ad3xg6 h7xg6 22.Cf2xh3 Cc5-e4 23.Cd4-b5 Dd8-e7 24.Ch3xg5 Ce4xg5 25.Dd1d5 Tf8-d8 26.Dd5-g2 Td8-d3 27.Cb5xa7 Tc8-c7 28.e3-e4? De7-c5+ 29.Rg1h1 Dc5xa7 30.h2-h4 Cg5-e6 31.Tb1f1 Da7-a3 32.Rh1h2 Tc7-c3 33.Dg2-f2 Td3-f3 34.Df2-e1 Tf3xg3 35.Te2-f2 Tg3-h3+ 36.Rh2g1 Da3-c5 pag. 38

Figura 5 - Chistiakov - Karpov, dopo 36...Dc5, pag. 39

Il Bianco Abbandona. 01 pag. 39

Il primo torneo internazionale: Trscinez 1966-1967


una storia assai curiosa... Dalla Cecoslovacchia inviarono in URSS l'invito a un torneo internazionale. Vuoi a causa dell'imprecisione testuale del telegramma, vuoi perch si fece confusione, fu deciso che si trattava di un torneo giovanile e inviarono in Cecoslovacchia il quindicenne Anatoly Karpov di Tula, e lo studente del primo anno di Universit, Viktor Kupreichik di Minsk. Quando entrambi i giovani arrivarono sul posto, divenne chiaro che alla competizione avrebbero partecipato, eccezion fatta per i gran maestri cecoslovacchi, tutti i membri della squadra rappresentativa del paese e che il torneo non era per giovani. Che fare, se non tornare indietro? La citt dei metallurgici cecoslovacchi ci aveva accolti ci racconta Anatoly in un modo eccezionalmente cordiale. Tuttavia all'inizio del torneo il carico risult notevole. Ma noi non eravamo disposti ad aver fatto solo una gita. Tra l'altro, eravamo arrivati in ritardo, per cui all'inizio ci tocc giocare due partite al giorno. Per quanto possa sembrare strano, proprio questi primi giorni furono contrassegnati da una elevata qualit di gioco. Nel primo girone riuscimmo a battere Jan Smejkal, la speranza della scacchistica cecoslovacca, e poi via via... Io desideravo fermare Kupreichik ed egli, essendo il pi anziano nella nostra "delegazione", desiderava piazzarsi meglio me. La partita tra noi due si svolse in un modo abbastanza curioso, tuttavia riuscii a "mettere nel sacco" Kupreichik .

Kupreichik, Viktor D - Karpov, Anatoly [C77]


Torneo Internazionale Trscinez (1), 01.12.1966 [Karpov, Anatoly - Scacchi primo amore] Partita spagnola 1.e2-e4 e7-e5 2.Cg1f3 Cb8-c6 3.Af1b5 a7-a6 4.Ab5-a4 Cg8-f6 5.Dd1e2 C77 - Ruy Lopez: Wormald (Alapin) attack << Chi lascia la via vecchia per...!>> .Con i nostri coetanei maestri della Georgia, noi siamo stati sempre preparati alle varianti, che essi applicano abitualmente. Sulle loro orme si mette, nel caso in questione Viktor Kupreichik, di Minsk, capitale della Bielorussia. 5...b7-b5 6.Aa4-b3 Af8-c5 La migliore Risposta alla variante scelta dal Bianco. 7.c2-c3 00 8.d2-d3 h7-h6 9.00 d7-d6 10.h2-h3 Ta8-b8 pag. 40

E questo gi strano... pi logica la semplice 10...Re8 oppure 10...Bb6. 11.Tf1d1 Tf8-e8 12.Cb1d2 Cf6-h5?! Non e una idea spostare il Cavallo in "f4". Dopo il cambio di questo Cavallo il Bianco si trova con un forte e mobile centro di pedoni, la presenza del quale non e compensata in alcun modo dai due lenti Cavalli neri. 13.Cd2-f1 Ch5-f4 14.Ac1xf4 e5xf4 15.d3-d4 Ac5-a7 16.a2-a4 b5-b4 17.Ab3xf7+? E un errore. Viktor non aspetta la mia replica piuttosto divertente. [A nulla serviva anche: 17.De2-c4 da cui: 17...Ac8-e6 18.d4-d5 Cc6-a5; Meglio sarebbe stata: 17.Ab3-c4 ] 17...Rg8xf7 18.De2-c4+

Figura 6 - Kupreichik - Karpov, dopo 18.Dc4+, pag. 41 18...d6-d5! pag. 41

Ecco il punto! A 19.Qxc6 segue 19...Bb7; e la Regina in Trappola. 19.e4xd5 [19.Dc4xc6 Ac8-b7 e la Regina e in Trappola.] 19...Cc6-a5 20.Dc4-d3 Dd8xd5 Sembra tutto gi chiaro. Eppure una sorprendente inventiva con la quale Kupreichik rimasto senza pezzi, conduce la lotta, complica enormemente il mio problema. 21.Td1e1 Ac8-b7 Meritava attenzione anche 21...Qf5. 22.Dd3-h7 Ca5-c4 23.b2-b3 Cc4-d6 Minacciando di prendere per la seconda volta in questa partita la Regina bianca, solo ora ... << in cambio>> . 24.Te1e5 Dd5xb3 25.Cf1d2 Db3xc3 Sono sul mio Terreno Preferito. 26.Ta1e1 Aa7xd4 27.Cf3-g5+ h6xg5 28.Dh7-h5+ g7-g6 29.Dh5-h7+ Rf7-f6 Ora il Re viene offerto come su un vassoio. 30.Te5-e7 Ad4xf2+ E con questo per di pi... 31.Rg1f1 Dc3-d3+ 32.Te1e2 Ab7xg2+

Figura 7 - Kupreichik - Karpov, dopo 32...Axg2+, pag. 43 33.Rf1xg2 Dd3-g3+ Il Bianco Abbandona 01 pag. 42

Gi dopo la partenza il destino del primo posto era in sostanza deciso continua Karpov . Gli avversari non potevano in nessun modo adattarsi alla mia maniera di giocare e al "semplice" repertorio da principiante; in modo particolarmente felice utilizzavo la variante chiusa della Difesa Siciliana gi uscita di moda, e la Partita Spagnola. Fin dalla fine del girone mi assicurai il primo posto. Per giunta, io non persi nemmeno un incontro. In verit, io non mi imponevo necessariamente di vincere anche l'ultima partita contro un simpatico ingegnere di una fabbrica locale, e volevo giungere alla patta, ma egli inaspettatamente "si scagli" cos furiosamente su di me, che volente o nolente dovetti battermi con tutte le mie forze. Quando anche questo incontro si concluse con una mia vittoria, seppi che al mio avversario sarebbe occorso un solo punto per conseguire una certa qualificazione. Fu un peccato, ma lo sport lo sport... . pag. 43

... Quando entrambi i giovani scacchisti ritornarono a Mosca, il giornalista della redazione della rivista Scacchi in URSS , il maestro Ia. Nejstadt avvicin Anatoly Karpov nel club scacchistico centrale e gli domand di commentare subito per il giornale una qualunque delle sue partite e di scrivere una nota sul torneo appena concluso. Mezz'ora dopo, ritornando nella camera dove aveva lasciato Karpov, il redattore vide che su un quaderno scolastico, con caratteri infantili, ma con termini scacchistici perfettamente professionali, erano scritti i commenti di una interessante partita. A questa partita era premessa una piccola nota, e davanti ad essa, all'inizio, con gli stessi caratteri infantili era scritto: Vittoria di Tolja Karpov . Questo fu il semplice titolo che l'autore diede al suo primo articolo di scacchi. Fuor di celia, la vittoria del maestro quindicenne era stata assai convincente. Karpov aveva totalizzato 11 punti dei 13 possibili, oltrepassando di un punto e mezzo Kupka e Kupreichik. Quarto era Smejkal 8 e mezzo pi distanti E. Novak e Sikora e altri tra i pi forti maestri cecoslovacchi. Il suo debutto internazionale era splendidamente riuscito.

Campionato giovanile europeo: Groningen 1967-68


La competizione di cui si parla, stata ufficialmente denominata Campionato giovanile europeo solamente a partire dal 1968/69 e si cominciato ad assegnare il titolo di maestro internazionale. In precedenza essa si chiamava Campionato per la Coppa Niemeyer (dal nome del padrone della ditta di tabacchi che sovvenzionava il torneo dei pi forti juniores europei). pi esatto definire la maggioranza dei suoi partecipanti proprio juniores, e non giovani, in quanto a Groningen potevano giocare scacchisti gi sufficientemente esperti quelli che al 1 settembre dell'anno di inizio di questo torneo (nel nostro caso il 1967) non avevano ancora compiuto i 21 anni. In una parola, i ragazzi che vi intervennero erano sufficientemente grandi e il sedicenne Anatoly Karpov era inferiore a molti per et... A questo torneo legata una storia piuttosto divertente dice Karpov con un allegro sorriso . Della lingua inglese io allora non conoscevo ancora nulla, ci non di meno mi inviarono all'estero solo soletto. Dato che ero cos piccolo, nel caso che mi smarrissi, mi diedero una speciale scheda di accompagnamento", sulla quale era scritto che io, scacchista sovietico, mi stavo dirigendo nella citt di Groningen a un torneo internazionale, e conteneva la preghiera di aiutarmi a trovare la strada. Ne ero contento, ma quando sedetti sul treno, allora di colpo pensai: "Bene, mostro la scheda, ma come far a capire che cosa mi rispondono?". La complicazione nella missione era dovuta al fatto che bisognava dapprima giungere alla stazione olandese di Ammersford, e di l pag. 44

prendere la coincidenza per Groningen. La semifinale fu condotta con il sistema svizzero a sette gironi. Ritengo questo sistema ideale per effettuare una selezione per simili competizioni: di regola tutti i pi forti riescono ad entrare in finale. Giunsi in finale abbastanza tranquillamente, se non si tiene conto delle complicazioni che per poco non sorsero nel penultimo girone delle gare eliminatorie nella partita con Jan Timman, il futuro gran maestro olandese. Nella fase preliminare totalizzai 4 punti e mezzo su 7, vincendo i primi due incontri, e raggiungendo senza noie nei rimanenti il pareggio (ad eccezione, come ho gi detto, del penultimo). Realizzai, in questo modo, la prima parte dell'obiettivo riuscire ad entrare in finale . Primo, in semifinale, con 5 punti era Andrasz Jocha, che successivamente prese il cognome di Adorian. Ora egli ormai un gran maestro abbastanza noto. Mi tocc prendere la prima rivincita su di lui l'ultimo giorno del 1967 il torneo lampo svoltosi il 31 dicembre (nell'unico giorno di riposo) mi port la vittoria con 13 punti su 16, pi lontano erano Jocha (12 ) e gli altri. In effetti, i risultati del torneo-lampo anticiparono con esattezza la finale. La prima mossa nella mia partita di finale contro Schaufelberger la fece l'idolo del pubblico olandese, il dottor Max Euwe, ex campione del mondo, venuto a Groningen. All'inizio egli mi chiese come partire, e quando io gli mostrai il pedone di Re, M. Euwe gioc 1. e2-e4... . Facendo un salto in avanti nel nostro racconto, ricorder che il 24 aprile del 1975, in occasione dei festeggiamenti in onore del dodicesimo campione del mondo nella storia scacchistica, Max Euwe, ora presidente del FIDE, scherzer sul fatto che Karpov, nel corso degli ultimi anni della sua attivit scacchistica non ha fatto 3000 mosse, come stato calcolato da meticolosi statistici, bens 2999 ed divenuto campione del mondo grazie alla mano felice proprio di Euwe! Noi vivevamo prosegue Anatoly , in un accogliente hotel, il "Terminus Nord", situato nei pressi della "Martini Hall", dove si giocava il torneo. Tutto andava ottimamente, solo che nella sala da gioco gravava costantemente un aspro odore di tabacco. Poi ci vennero offerti in dono pacchetti di questo tabacco, ma sia detto senza offesa per gli ospiti, io non provai mai a fumarlo, e mi fece una terribile meraviglia che dei ragazzetti, quasi bambini, che qualche volta venivano a vedere il torneo, fumassero con noncuranza enormi sigari. Dopo tre turni pass in testa Timman con risultati al cento per cento; io restai indietro di mezzo punto ricorda pi avanti Karpov . Nel 4 turno ebbe luogo il nostro incontro. In una cos breve distanza finale (in tutto sette turni) esso si mostrava decisivo: nei giorni successivi Timman sub ancora due sconfitte, e io condussi il torneo fino alla fine, essendo gi assolutamente tranquillo del suo risultato, e persino Jocha, che stava al secondo posto, non fece seri tentativi per raggiungermi . pag. 45

Karpov, Anatoly - Timman, Jan H [A17]


EU-ch U18 f-A 6768 Groningen (4), 04.01.1968 Apertura Inglese [Karpov, Anatoly - Scacchi primo amore] 1.c2-c4 e7-e6 A13 English opening 2.Cb1c3 Cg8-f6 3.Cg1f3 Af8-b4 A17 English: Nimzo-English opening 4.Dd1b3 c7-c5 5.a2-a3 Ab4-a5 In "a5" l'Alfiere non si trova in una posizione molto felice, e tutto il mio gioco successivo tende a sfruttare questa circostanza. Quando ho commentato per la prima volta questa partita per la rivista "Scacchi in URSS", mi sembrava che il Nero fosse obbligato a prendere il Cavallo "c3" con il seguito "Cc6, d7-d6 e e6-e5 (Aaron Nimzowitsch))".Ora non sono pi cosi categorico. 6.e2-e3 00 7.Af1e2 d7-d5 8.00 Cb8-c6 [Ovviamente non va bene: 8...d5-d4 da cui: 9.Cc3-a4 Con la superiorit al Bianco.] 9.Cc3-a4 Assumendo un ruolo attivo. Il mio intento era abbastanza semplice: fino a quando l'Alfiere Nemico in "a5", l'avversario non pu giocare "b7-b6" e questo vuol dire che e difficile difendere il pedone "c5". 9...Dd8-e7 10.Db3-c2 Cf6-d7 [Se: 10...d5-d4 allora: 11.Ca4xc5 d4xe3 (Non si pu: 11...De7xc5 da cui 12.b2b4 Cc6xb4 (Se: 12...Aa5xb4 13.a3xb4 Cc6xb4 Allora: 14.Dc2-b3 d4xe3 15.Ac1a3 con guadagno di un pezzo.) 13.a3xb4 Aa5xb4 14.e3xd4) 12.f2xe3 De7xc5 13.b2-b4 Cc6xb4 (Non serve: 13...Aa5xb4 14.a3xb4 Cc6xb4 Dato: 15.Dc2-b3 e poi Aa3) 14.a3xb4 Aa5xb4 15.d2-d4 Il Bianco ha un pedone in meno ma la sua posizione e assai vantaggiosa.] 11.d2-d4 Finalmente il Bianco ha giocato "d2-d4".I Pezzi di Jan Timman hanno scarso sviluppo mentre i miei sono in attacco. 11...d5xc4? La posizione del Nero e certamente peggiore, ma lasciarsi sfuggire il pedone non e conveniente. [Si sarebbe potuto giocare: 11...c5xd4 12.e3xd4 d5xc4 Bench il seguito: 13.Ae2xc4 Mantenga ancora la superiorit al Bianco.] 12.d4xc5 e6-e5 [Male: 12...Cd7xc5 13.Ca4xc5 De7xc5 14.b2-b4 Ora la risposta del Bianco e praticamente forzata, altrimenti il pedone nero "e" limita i movimenti dei miei pezzi, per l'Aa5 si libera la diagonale "b8-h2" mentre il Cavallo nero trova in "e5" un eccellente trampolino per il passaggio sul fianco del Re.] 13.e3-e4 Cc6-d4 14.Cf3xd4 e5xd4

Figura 8 - Karpov - Timman, dopo 14. exd4, pag. 47 Posizione ideale per gli amanti dei rompicapo scacchistici. S'impone la domanda: come e capitato il pedone bianco in "c5"? 15.Ae2xc4 Cd7-e5 16.b2-b4 Quando la Partita era quasi vinta, mi lasciai sfuggire questa inesattezza. [Occorreva giocare: 16.Ac4-d5 ] 16...Aa5-c7 17.Ac4-d5 d4-d3? [Il Nero trascura un'ottima occasione per inasprire la lotta con: 17...Ce5-f3+ 18.g2xf3 De7-h4 19.e4-e5 Ac7xe5 20.f3-f4 d4-d3] 18.Dc2d1 Ac8-g4 [A: 18...Ce5-g4 sarebbe seguito: 19.f2-f4 De7-h4 (ma se: 19...De7-f6 allora: 20.Ta1a2) 20.h2h3] 19.f2-f3 Ag4-h5 20.Ta1a2! A questo punto si dissolvono tutte le speranze del Nero di attaccare. All'occasione lo stesso Bianco passa all'azione sul fianco di Re. 20...Rg8-h8 21.g2-g4 Ah5-g6 22.f3-f4 [Pi sicura sarebbe stata: 22.Ta2-g2 perch Ab2 e Cc3, con perdita del secondo pedone. Probabilmente oggi in un incontro con qualche importante gran maestro anch'io avrei giocato cosi.]

22...Ce5xg4 23.Dd1xg4 f7-f5 Questo si dice essere brillanti, ma non basta. 24.e4xf5 Ag6xf5 25.Dg4-f3 Ta8d8 26.Ca4-c3 Ancora una volta e necessario difendere l'Alfiere per togliere all'avversario possibilit tattiche. 26...De7-f6 27.Ta2-g2!

Figura 9 - Karpov - Timman, dopo 27. Tg2!, pag. 48 A quanto pare non indispensabile difendere il Cavallo. 27...Df6-d4+ [Non possibile: 27...Df6xc3 per: 28.Ac1b2 e se la Regina nera conservasse terreno per la ritirata, allora il suo Re avrebbe il Matto.] 28.Rg1h1 Tf8-f6 29.Ac1d2 Meglio sarebbe 29.Ab2 ma sentendo venir meno il tempo, decisi per maggiore sicurezza di fermare il "pedone d". 29...Tf6-h6 30.Df3-f2 Distratto dall'orologio segnatempo non avevo notato che l'avversario poteva prendere l'Alfiere. Per fortuna la vittoria non era sfuggita. 30...Td8xd5 31.Tf1e1 Th6-e6 32.Cc3xd5 Dd4xd5 33.Te1xe6 Af5xe6 34.Rh1g1 Dd5-b3 35.Df2-e1 Rh8-g8 Alquanto dilatoria l'opposizione 35...g6. 36.f4-f5 Ae6-f7 37.Ad2-h6 g7-g6 38.De1a1 Ac7-e5 39.Da1xe5 Db3d1+ 40.Rg1f2 Dd1c2+ 41.Rf2-g3 Il Nero Abbandona. 10 pag. 46 47 48

... Al lettore, forse, la tattica di Karpov in questa competizione ( specialmente nella parte della sua semifinale) potr apparire eccessivamente circospetta, e ai romantici dei tornei di scacchi essa suscita un senso di antipatia. Tuttavia, nonostante le malevoli critiche si ricordi che le gare avevano un carattere del tutto ufficiale e che lo scacchista sovietico voleva assolutamente essere solo il primo, e la breve distanza del torneo imponeva le sue condizioni. Ascoltiamo M. Botvinnik che, come noto, si sempre distinto per il suo punto di vista senza compromessi nei riguardi delle battaglie scacchistiche: Karpov vinse facilmente nel tradizionale torneo dei giovani campioni europei a Groningen. Intelligente uomo sportivo, egli sa sempre quando bisogna giocare sulla vincita, quando bisogna fare un rapido pareggio. Negli ambienti scacchistici dell'occidente lo hanno criticato persino per la serie dei rapidi pareggi nel torneo di Groningen. Di per se stesso tutto ci, naturalmente, non molto bello, ma suscita sorpresa e ammirazione, che un maestro sedicenne sapesse applicare una tattica sportiva, propria dei maturi gran maestri . pag. 49

Campionato dell'Universit di Mosca 1968-1969


L'Universit di Mosca senza dubbio la pi forte tra le scuole dell'URSS per quanto riguarda gli scacchi, la sua squadra studentesca ha ripetutamente vinto le pi significative competizioni. Nel 1968 ai campionati dell'Universit statale di Mosca presero parte alcuni maestri e i pi forti candidati a maestro il livello del torneo appariva a tal punto elevato che sembr possibile applicare per esso le regole valide per i maestri. Fu interessante che intervenisse Karpov, che per la prima volta giocava in un torneo di maestri nella capitale. La competizione venne condotta, come si suoi dire, senza staccarsi dagli studi ( o dal lavoro). Ci significa che studenti e docenti non potevano condurre i turni con maggior frequenza di due volte, o anche di una, alla settimana. Simili tornei di solito vanno molto per le lunghe. Anche questo campionato dell'Universit di Mosca non fece eccezione. Nel club scacchistico dell'universit per alcuni mesi rimase appesa la tabella delle competizioni, che si riempiva con lentezza. Anatoly Karpov fu costretto non solo a distaccarsi dagli studi della difficoltosa facolt di meccanica e matematica, ma anche a interrompere il gioco nel campionato dell'Universit durante il suo viaggio a Riga per il campionato a squadre dell'URSS... Gli insegnanti sportivi e scolastici dell'universit e particolarmente gli insegnanti della sua facolt erano scontenti delle prolungate assenze di Karpov. Scontenti della licenza presa da Anatoly nel campionato dell'Universit erano anche i partecipanti al torneo. In un articolo dedicato al bilancio di questa competizione, il maestro Evgenij Gik, che conquist il secondo posto a pari merito, scrisse che la trasferta di Karpov a Riga aveva messo in condizioni di svantaggio gli altri concorrenti, in quanto essi avevano dovuto giocare per primi , senza sapere ancora come avrebbe giocato il loro concorrente principale. Per sua natura il campionato dell'Universit la competizione pi importante, ed esserne il vincitore un grandissimo onore per qualsiasi scacchista. Tuttavia per Karpov non era meno importante la selezione per i campionati del mondo giovanili ( e il campionato a squadre dell'URSS era una delle tappe di questa selezione). Ora il maestro Gik con un sorriso ricorda che egli soltanto pochi anni prima aveva insegnato a giocare al futuro campione del mondo, e va molto fiero della partita da lui persa con Karpov in quel memorabile torneo universitario. Ecco come commenta questa bella partita Anatoly Karpov: pag. 50

Karpov, Anatoly - Gik, Evgeny [B79]


Moscow-ch MGU Moscow, 1968 [Karpov, Anatoly - Scacchi primo amore] Difesa Siciliana 1.e2-e4 c7-c5 2.Cg1f3 d7-d6 3.d2-d4 c5xd4 4.Cf3xd4 Cg8-f6 5.Cb1c3 g7-g6 A questo punto e come se "il Dragone" nascesse di nuovo. La sua storia, come e noto, e quasi interamente fatta di voli e di cadute. Questa Partita diede una delusione al "Dragone" e, molto probabilmente seppell una delle sue sembianze. 6.Ac1e3 Af8-g7 7.f2-f3 00 8.Af1c4 Cb8-c6 9.Dd1d2 Ac8-d7 10.000 Dd8-a5 11.h2-h4 Cc6-e5 12.Ac4-b3 Tf8-c8 Proprio questa variante avevo in mente anch'io. 13.h4-h5 Cf6xh5 14.Ae3-h6 Prima questo seguito era considerato non realizzabile per 14...Cd3+. 14...Ag7xh6 [Prima questo seguito era considerato non realizzabile per: 14...Ce5-d3+ ma nei sei mesi prima delle qualificazioni dell'Universit Statale di Mosca, alle Olimpiadi studentesche nel 1968 in Austria, lo scacchista Tedesco Duball mostro che anche prima del mio seguito il Bianco conservava la superiorit dopo: 15.Rc1 b1 Cd3xb2 16.Rb1xb2 Ag7xh6 17.Dd2xh6 Tc8xc3 Nella Partita in questione io volevo verificare ci che avevo preparato a casa sulla variante terminante con: 17...Txc3. Il mio avversario si fece da parte e evito l'innovazione che avevo preparato. (L'analisi ha confermato che dopo: 17...Da5xc3+ 18.Rb2-b1 Il Bianco guadagna anche se un po' forzatamente.) ] 15.Dd2xh6 Tc8xc3 16.b2xc3 Da5xc3

Figura 10 - Karpov - Gik, dopo 16...Dxc3, pag. 52 Non sembra ma gi questo tratto si presenta con un errore decisivo. Inevitabilmente sia con (16...Cf6) sia con (16...Tc8) 17.Cd4-e2! L'inizio di una lunga manovra forzata. 17...Dc3-c5 [Non passava: 17...Ce5-d3+ da cui.. 18.Td1xd3 Dc3-a1+ 19.Rc1d2 Da1xh1 20.g2-g4] 18.g2-g4 Ch5-f6 19.g4-g5 Cf6-h5 20.Th1xh5! Non si pu tardare. [Il tratto: 20.Ce2-g3 che ho considerato a lungo e avrei voluto gi fare, l'ho respinto per una considerazione all'ultimo momento sull'efficacia della replica: 20...Ad7-g4!] 20...g6xh5 21.Td1h1 Dc5-e3+ 22.Rc1b1!

La pi piccola imprecisione pu rovinare una Partita. [Cosi, per esempio: 22.Rc1b2 lasciava al Nero per lo meno la patta: 22...Ce5-d3+ 23.c2xd3 (23.Rb2-b1 Perde anche dopo: 23...De3xf3!) 23...De3xe2+ 24.Rb2-a1 De2xd3 E lo Scacco Perpetuo e assicurato al Nero.] 22...De3xf3 Nulla disturba il Cavallo in "e2" - si parla della vita del Re nero. [22...De3xe2 23.Dh6xh5] 23.Th1xh5 e7-e6

Figura 11 - Karpov - Gik, dopo 23. e6, pag. 53 Il Nero non pu gi pi difendere "h7" [In quanto nel caso di: 23...Df3xe4 la partita termina con: 24.g5-g6! De4xg6 25.Th5-g5; E' Interessante: 23...Ce5-g6 Allora il Bianco pu scegliere fra due varianti esemplari: Prima: 24.Dh6xh7+ Rg8-f8 25.Th5-h6 (Seconda: 25.Dh7-h6+ Rf8-e8 26.Dh6-h8+ Cg6-f8 27.Th5-h7 e7-e6 28.g5-g6 f7xg6 29.Ce2-d4 Df3xe4 30.Dh8-g8 De4xd4 31.Dg8-f7+ Re8-d8 32.Df7xf8+ Rd8-c7 33.Df8xa8 E non si ha lo Scacco Perpetuo. 33...Dd4-d1+ 34.Rb1b2 Dd1d4+ 35.c2-c3 Dd4-f2+ 36.Ab3-c2 Df2-b6+ 37.Rb2-a1 Db6-g1+ 38.Ac2-b1) 25...e7-e6 26.Th6xg6 f7xg6 27.Dh7xd7 Df3xe2 28.Dd7xd6+ Rf8-g7 29.Dd6e7+ Rg7-h8 30.De7-f6+ Rh8-h7 31.Df6-f7+ Rh7-h8 32.Df7xg6] 24.g5-g6! L'audace pedone, portandosi al sacrificio, assicura la rottura della difesa del Nero. 24...Ce5xg6 Tutte le prese successive sono pi prosaiche. 25.Dh6xh7+ Rg8-f8 26.Th5-f5!!

Figura 12 - Karpov - Gik, dopo 26. Tf5!!, pag. 54 26...Df3xb3+ 27.a2xb3 e6xf5 28.Ce2-f4! Ta8-d8 29.Dh7-h6+ Rf8-e8 30.Cf4xg6 f7xg6 31.Dh6xg6+ Re8-e7 32.Dg6-g5+ Re7-e8 33.e4xf5 Td8-c8 34.Dg5-g8+ Re8-e7 35.Dg8-g7+ Il Nero Abbandona, sta avanzando il "pedone f". 10 pag. 54

leader del torneo apparve straordinariamente pericolante. Alcuni spettatori stavano commentando che, a quanto si dice, bisognava aspettarsi questo: Karpov, per il quale questa partita non aveva nessun significato, regala cos un intero punto al suo compagno. Ma ecco che l'attacco respinto, e Karpov raggiunge una posizione di assoluto vantaggio. sul punto di ottenere ancora una vittoria. Alla fine, Skvorczov con una espressione arcigna sul volto porge la mano al rivale. Che cosa successo? Sui moduli appare la scritta pareggio ! Si vede che, ancora prima del gioco, Karpov aveva preavvisato il partner che non era per niente disposto a perdere, ma era d'accordo per un pareggio in qualsiasi momento, anche se l'avversario giocher con tutte le sue forze. In quello stesso campionato dell'Universit Karpov non perse nemmeno una partita e ottenne 10 punti su 13. Contemporaneamente questo torneo dimostr che i cosiddetti maestri mediocri egli poteva facilmente vincerli e nel modo pi disinvolto.

Campionato a squadre dell'URSS (Riga, dicembre 1968) e Torneo di Leningrado (marzo-aprile 1969)
Quando la Federazione pansovietica pens come mettere in evidenza il pi meritevole dei rappresentanti per il campionato mondiale giovanile del 1969 (all'inizio delle competizioni i suoi partecipanti non dovevano ancora aver compiuto i 20 anni), le maggiori probabilit vennero attribuite a Mikhail Steinberg di Kharkov, a Rafael Vaganjan di Erevan e ad Anatoly Karpov entrato, in quel periodo, nell'universit di Mosca. Perch nascondere che le preferenze andavano in quegli anni a Steinberg, detentore di un raro primato: a 14 anni era diventato maestro dello sport, cosa che nessuno in precedenza era stato in grado di ottenere? Steinberg, nato nel gennaio del 1952, era anche il pi giovane dei tre favoriti. R. Vaganjan (nato alla fine del 1951) conquist il terzo posto nella semifinale dell'URSS. Aggiungiamo che tutti e tre i principali pretendenti alla partecipazione al campionato giovanile mondiale avevano ottenuto dei successi nel campionato non ufficiale della giovent europea in Olanda (1966/67 Steinberg 1 posto; 1967/68 Karpov 1 posto; 1968/69 Vaganjan 1 posto a pari merito). Furman descrive cos il suo primo incontro con Karpov: Un giovane piuttosto magro, pallido, dall'aspetto piuttosto flemmatico. Sembra persino che sposti con difficolt le figure degli scacchi. mai possibile che egli sia destinato a grandi successi sportivi? . N diversa l'opinione del gran maestro Eduard Gufeld quando vide per la prima volta Anatoly: Questo ragazzo non diventer mai un Grande Maestro, troppo magro . Al che Efim Geller che gli stava pag. 55

accanto (pure lui gran maestro delle Forze armate) non senza ironia gli fece notare: Ebbene, naturale che ognuno misuri gli altri col proprio metro. Tu, per esempio, sei diventato gran maestro quando tuo peso ha raggiunto i 100 chili... . s, la natura non ha dotato Anatoly Karpov di una corporatura da gigante - spiega Furman -, ma lo ha ricompensato con un raro talento scacchistico e con la forza d'animo. E ancora: con la modestia e la laboriosit. Quando io iniziai a lavorare con Karpov, ho capito subito che egli era uno scacchista molto dotato e con grandi prospettive. E non mi sbagliavo. Da quel momento io, come allenatore degli scacchisti delle Forze armate, ho preso a cuore Anatoly e lo aiuto a prepararsi alle competizioni . Karpov si prepar alla perfezione per il campionato a squadre dell'URSS, e non colpa sua se il collettivo delle Forze armate occup soltanto il secondo posto. Ad Anatoly Karpov era indispensabile vincere il match-torneo eliminatorio per poter partire per Stoccolma. Karpov parla come se allora lo trattassero ancora con una certa sfiducia, e quando dopo il terzo, e poi anche il quarto turno del match-torneo, egli pass in testa con un notevole distacco sugli altri concorrenti, vennero aggiunti due altri nuovi turni di competizioni, al fine di verificare Karpov pi profondamente. La vittoria di Anatoly al match-torneo gett da parte le ultime indecisioni ed egli venne scelto come rappresentante dell'URSS al campionato giovanile mondiale del 1969. Ecco una delle partite di Anatoly (con i suoi brevi commenti) del match-torneo di Leningrado.

Vaganian, R - Karpov, Anatoly [E14]


URS-ch U18 playoff Leningrad (1), 1969 [Karpov, Anatoly - Scacchi primo amore] Difesa Novoindiana 1.d2-d4 Cg8-f6 2.c2-c4 e7-e6 3.Cg1f3 b7-b6 4.e2-e3 Ac8-b7 5.Af1d3 Af8-e7 6.00 c7-c5 7.Cb1d2 Migliore e naturale sarebbe stata: 7. Nc3. 7...Cb8-c6 8.a2-a3? c5xd4 9.e3xd4 d7-d5 10.c4xd5 Dd8xd5 11.Ad3-c4 Dd5-d6 12.Cd2-b3 00 13.Dd1e2 h7-h6 14.Tf1d1 Tf8-d8 15.Ac1e3 Ta8-c8 16.Ta1c1 Cf6-d5 17.Ae3-d2 a7a5 18.Tc1c2 Dd6-b8 19.Cb3-c1 Dopo questo tratto il Nero ha la possibilit di costringere al cambio di un Alfiere l'avversario. 19...Cd5-f4 Minaccia anche 20. ... Cxg2 col seguente 21. ... Cxd4. 20.Ad2xf4 Db8xf4 21.Tc2-d2 Ae7-f6 22.Cc1d3? Il Bianco perde forzatamente un pedone. 22...Df4-c7! 23.Cd3-e5

Figura 13 - Karpov - Vaganian, dopo 22. Cde5, pag. 57 23...Cc6xd4 24.Td2xd4 Td8xd4 25.Cf3xd4 Dc7xe5 26.Cd4-b5 De5xb2 E una inesattezza. [Pi forte per il Nero: 26...De5xe2 27.Ac4xe2 Tc8-c2]

27.Cb5-d6 Db2xe2 28.Ac4xe2 Tc8-c7 29.Cd6xb7 Tc7xb7 30.a3-a4 Tb7-c7 31.Ae2-b5 Tc7-c2 32.h2-h3 g7-g6 33.Td1d6 Tc2-c1+ 34.Ab5-f1 Tc1a1 35.Td6xb6 Ta1xa4 36.g2-g3 Af6-d4 37.Tb6-b8+ Rg8-g7 38.Af1e2 Ta4-a2 39.Rg1f1 a5-a4 40.Tb8-b4 e6-e5 41.Tb4-b7 a4-a3?? Indebolendo del tutto una posizione vantaggiosa, il Nero compie un'incredibile assurdit. E intanto andava in vantaggio subito con 41... Txe2! 42.Tb7xf7+ Rg7-h8 43.Tf7-f8+ Rh8-g7 44.Tf8-f7+ Rg7xf7 45.Ae2-c4+ Rf7-f6 46.Ac4xa2 g6-g5! Unica strada per la Vittoria. 47.f2-f3 h6-h5 48.Rf1e2 e5-e4!

Figura 14 - Karpov - Vaganian, dopo 48...e4, pag. 58 49.f3xe4 [Incomparabilmente pi forte era: 49.g3-g4 In questo caso la vittoria per il Nero e legata ancora a difficolt tecniche abbastanza grandi e porta in sostanza un carattere di studio. Inizialmente: 49...h5-h4 50.f3xe4 Rf6-e5 51.Re2-f3 Ad4-c5 52.Aa2-f7 Re5-d4 53.Af7-a2 Ac5-d6 Poi il Nero porta il suo Re in "e1" (l'Alfiere nero si trova in "f4") il Re bianco alla fine in "g2" (mentre l'Alfiere bianco e costretto a stare in "c4", per << tenere >> il pedone che avanza in "a" e controllare la casa "f1"). Dopo tutto questo il Re nero va nella casa "c3", dove, attaccando l'Alfiere avversario, guadagna un tempo importante, << torna indietro >> in "b2" e obbliga l'Alfiere bianco a darsi per il pedone nero "a". In seguito, quindi, il Re bianco si affretta nel Centro verso il Re nero in aiuto del suo "pedone e", ma non arriva in Tempo... Per il Lettore sar senz'altro interessante fare questa verifica.] 49...g5-g4 50.h3xg4 h5xg4 51.Aa2-b3 Ad4-e5 52.Re2-f2 Rf6-e7 53.Rf2-e3 Ae5xg3 54.Re3-d4 Ag3-e5+! Il Bianco Abbandona. 01 Noi giocammo ricorda Karpov in un bellissimo locale del Palazzo dei pionieri di Leningrado, dove dai muri ci guardavano i ritratti di gi celebri allievi del club scacchistico di questo Palazzo i gran maestri B. Spassky, V. Koraoj, M. Taimanov... Rafik Vaganjan del tutto fortuitamente fece fiasco nel successivo campionato giovanile mondiale, al quale venne inviato senza selezione preliminare. Tuttavia Rafik sapeva controllare le sue emozioni, gioc alla perfezione in altri tornei, conquist il titolo di gran maestro, e io vedo nuovamente in lui uno del miei futuri concorrenti, ora gi in lotta, per il titolo di campione del mondo "adulti" . pag. 58

Campionato mondiale giovanile, Stoccolma, 1969


Per 14 lunghi anni noi abbiamo aspettato e sperato... Che cosa significa per un paese i cui rappresentanti hanno conseguito tutti i pi prestigiosi trofei scacchistici, l'assenza, in questa collezione, del titolo dl campione del mondo giovanile? mai possibile che non si trovi, in un grande paese di scacchisti, un giovane talento capace di ripetere i successi di Boris Spassky, che ne1 1955 dimostr in modo convincente la sua superiorit sui suoi coetanei d'oltre confine? Boris Spassky dichiar schiettamente alla vigilia della partenza di Karpov per Stoccolma: Sono convinto che Karpov ripeter 11 mio successo vecchio di quattordici anni e diventer il campione mondiale giovanile e quando Anatoly Karpov fu di ritorno, raccont: Sono molto contento che si sia riusciti finalmente a dimostrare che i pi forti giovani scacchisti vivono in URSS. Il fatto che la fortuna ci stata per lungo tempo semplicemente avversa. Ma ecco che oggi lo sono convinto che, ad esempio, i miei compagni, i maestri sovietici Miscia Steinberg e Rafik Vaganjan non giocano per niente peggio di coloro coi quali ho avuto occasione d'incontrarmi a Stoccolma. Per tutto il tempo ho creduto in un successo definitivo, sebbene senza dubbio, all'inizio, fossi bloccato da una barriera psicologica, innalzata dai precedenti continui insuccessi dei miei compatrioti... Io consideravo come principali tra i miei avversari l'ungherese Andras Adorian e lo svedese Ulf Andersson, ma quando, all'ultimo momento, improvvisamente comparve l'ex campione del mondo, il portoricano Julio Kaplan, cominci a sembrarmi che proprio lui sarebbe stato il mio principale rivale. Ma Kaplan desiderava troppo lasciare indietro proprio me, e in conclusione... perse persino il secondo posto. Il terzo incontro nella semifinale risult duro e drammatico e, in sostanza, divenne per me il pi importante di tutta la competizione. In preda a un forte raffreddore, non potevo contare su varianti lunghe. Inoltre avevo chiaramente sottovalutato l'eccezionale forza del filippino Eugenio Torre. La lotta fu aspra, le possibilit delle parti erano cambiate, come in un caleidoscopio. All'inizio le cose per me andavano meglio, poi accettai il sacrificio di una pedina, e rimasi vittima dell'attacco. Meditai per quaranta minuti. Vidi che Torre si agitava, che camminava pag. 59

per la stanza. Ed ecco qui cosa accadde ancora. Nei nostri orologi la lancetta si muove ogni tre minuti, ma, in Svezia, ogni uno. Dapprima io chiss perch, me ne dimenticai, e poi, affrettandomi, feci una cattiva mossa. Persi un'altra pedina. Potevo conservare un passaggio forte ma decisi di restituirlo e di costruire nell'altro fianco una fortezza, ma non mi riusc... In seguito mi "lasciai scappare" ancora una pedina, e la posizione divenne del tutto disperata. Durante il primo gioco Torre non si era sbagliato nemmeno una volta, e incominci, chiss perch, a inseguire col Re la mia Torre, e per la seconda volta la partita fu rimandata con la possibilit di un pareggio, che io accolsi felicemente. Fortunatamente gli ultimi due turni della semifinale presero una buona piega: mentre io concludevo la patta con lo scozzese Mac Kaam, tutti gli altri concorrenti si "trucidavano" tra di loro, e, indipendentemente dall'esito dell'ultimo incontro, mi era gi assicurato l'ingresso nella finale "A". (Vinsi quest'ultima partita ed ottenni, in questa maniera, il primo posto in semifinale). Io non ho descritto casualmente in modo cos dettagliato gli avvenimenti della semifinale. I brevi tornei eliminatori condotti con simili procedimenti "mangiano i nervi" dei partecipanti e ostacolano di frequente l'entrata in finale di grandi scacchisti. Io considero come sistema ideale di selezione quello che venne applicato nel campionato giovanile europeo in Olanda un torneo comune secondo il sistema svizzero. Sta di fatto che praticamente impossibile determinare con precisione le forze dei giovani e, di conseguenza, non si riesce a organizzare tornei preliminari dello stesso valore. Io, ad esempio, ho acquisito la convinzione magari soggettiva, ma ferma, che la "mia" semifinale fu la pi difficile. E significativo a questo riguardo anche il fatto che il "delegato" dei nostro sottogruppo, Torre, divenne in seguito il vincitore della finale "B". curioso che all'inizio del torneo si dicesse che io non giocavo poi cos bene, ma poi alcuni sostennero persino che io avevo giocato appositamente in modo cos scadente nella semifinale, e si disse che questo era, io "stratagemma dei russi". In quei giorni a Stoccolma feci la conoscenza di Spassky, che era venuto per una tourne con Bent Larsen. Il campione del mondo gioc con il noto gran maestro danese un paio di partite dimostrative, che furono poi trasmesse alla televisione svedese, e venne a vedere il nostro torneo. Con Spassky passeggiai per la citt e cenai. Ma, sapete, tali "inezie" a volte influiscono beneficamente sul morale... Ci fu anche un altro episodio, all'apparenza insignificante, che inaspettatamente mi trasmise una nuova carica di coraggio. Di solito io giungevo 3 o 4 minuti prima dell'inizio della partita e mi sedevo a tavolino. Una volta, stavo pensando tra me e me, quando sentii chiamare: "Anatoly". Il mio nome all'estero raramente viene pronunciato bene, ma quella volta era in chiara lingua russa! Mi guardai intorno non vidi nessun conoscente. Poi di nuovo la stessa voce. pag. 60

Apparve un vecchio che era capitato in Scandinavia ancor prima della guerra del '14, c che faceva un accorato tifo per me. Non volevo proprio fare brutta figura davanti a un compatriota, e vinsi la partita con lo scacchista svedese, nel modo che adesso vi mostrer.

Karpov, Anatoly - Andersson, Ulf [C98]


Wch U20 fin-A Stockholm (3), 1969 [Karpov, Anatoly - Scacchi primo amore] Partita Spagnola 1.e2-e4 e7-e5 2.Cg1f3 Cb8-c6 3.Af1b5 a7-a6 4.Ab5-a4 Cg8-f6 5.00 Af8-e7 6.Tf1e1 b7-b5 7.Aa4-b3 00 Con Ulf Andersson mi sono incontrato al terzo turno finale dopo due mie vittorie. Ero contento per il fatto che in un incontro con un avversario abbastanza forte capitava una Partita Spagnola: in quell'epoca il mio bagaglio di Aperture era ancora molto scarso, ma proprio la Partita Spagnola l'avevo gi giocata sia col Bianco che col Nero sin dalla prima giovinezza. Insomma ero gi pi rinfrancato, e con la certezza di un Felice esito anche di questa sfida. 8.c2-c3 d7-d6 9.h2-h3 Cc6-a5 10.Ab3-c2 c7-c5 11.d2-d4 Dd8-c7 12.Cb1 d2 Ac8-b7 Uno dei pi vecchi seguiti nel Sistema Chigorin - ora questo tratto si vede raramente. E anche se lo adoperano, e solo dopo il preventivo 12. ... cxd4 13. cxd4 per applicare il controgioco con l'apertura della "colonna c". Ora il Bianco serra subito il Centro, e all'Alfiere nero occorrono ancora due tempi per occupare la posizione in "d7", dove poteva trovarsi subito. L'opinione secondo la quale, in una posizione chiusa il perdere tempo non ha senso, insostenibile. Naturalmente nelle posizioni aperte il tempo scacchistico pi prezioso, e anche qui perderlo senza necessita non sarebbe conveniente. [12...c5xd4 13.c3xd4] 13.d4-d5 Ab7-c8 14.Cd2-f1 Ac8-d7 15.b2-b3 Si propone come obbiettivo la chiusura del Cavallo nero. In generale in molte Aperture il Nero trova non poche difficolt nello sviluppo di questi o altri pezzi. Ricordiamo bench "limitati gli Alfieri Neri nella "Difesa Francese" o nella "Difesa Benon".Nel nostro esempio abbiamo a che fare con un "bizzarro Cavallo Spagnolo" che non pu essere impiegato in alcun modo. Per ora stato privato della casella "c4", allora dopo "b3-b4" questo Cavallo, che retrocede in "b7", non avr neanche l una prospettiva del tutto favorevole.( A proposito qualcosa di simile accade a questi stessi Cavalli nella "Partita VecchioIndiana" per cui questa idea non e del tutto nuova.) 15...Ca5-b7 Tuttavia occorreva probabilmente giocare prima 15...c4 in modo da spingere, dopo 16. b4 Cb7, sulla colonna "a" ("a6-a5"). 16.c3-c4 Tf8-b8 17.Cf1e3 Ae7-f8 Di solito il Nero si sforza di non permettere al Cavallo avversario di arrivare in "f5" giocando "g7-g6". Per ora, perdendo tempo sul fianco di Regina, non senza motivo teme il tipico sacrificio: g2-g4 Rh2, Cf5, e l'attacco sulla "colonna g" pu diventare abbastanza serio. 18.Ce3-f5 Cb7-d8 E' chiaro che svantaggioso Axf5, come pure il possesso della casella "e4" e la possibilit di un attacco di pedoni sul fianco di Re rende il Bianco pienamente padrone della situazione. Per questo Andersson si mette a costruire "una fortezza" (Cd8, Ce8 , f7-f6 Cf7 e g7-g6), e dall'altra parte della scacchiera apre per la sua Torre la "colonna b". 19.Cf3-h2 Questo attacco qui, forse, sar pi efficace del banale "g2-g4, Rh2, Tg1". Un difetto importante della posizione del Nero e che l'Ad7 ha portato via una casella importante al suo Cavallo, che qui potrebbe proteggere il pi importante punto "e5". Proprio questo punto "e5" sottoposto all'ulteriore attacco "f2-f4". 19...Cf6-e8 20.h3-h4 Non vi e una contraddizione al concetto "f2-f4", il Bianco nondimeno si propone intanto di guadagnare ulteriore spazio. A sua volta 20...g6 non buona per l'avversario a causa dell'infausto 21. Ch6+ e il mio Cavallo andr decisamente a imitare il Re. 20...f7-f6 La cronica carenza di Posizione del Nero - che introduce nel gioco un solo Cavallo - e con i pedoni porta via spazio all'altro. 21.h4-h5 Cd8-f7 22.Te1e3 La terza colonna e una strada ideale per il trasferimento della Torre su entrambi i fianchi. Soprattutto la Torre come anche i Pezzi leggeri, deve inserirsi presto nel gioco. 22...Cf7-g5 Secondo le apparenze l'unica per cercare la possibilit di costruire se non una fortezza almeno un rafforzamento. Su questi rafforzamenti avanzati sono disposti gli altri pezzi (in particolare, l'Alfiere nero), i quali entrano nel gioco quando i Bianchi si accingono all'attacco diretto. 23.Cf5-h4 Dc7-d8 24.Te3-g3 Ce8-c7 25.Ch2-f3 h7-h6 26.Ch4-g6

Figura 15 - Karpov - Andersson, dopo 26. Cg6, pag. 63 E cosi si ottiene tutto o quasi tutto. Ho messo ora questo "quasi" perch, difendendo preventivamente i punti "c4" ed "e4", si possono cambiare gli Alfieri Bianchi, dopo di che assolutamente nulla impedisce all'avversario di cominciare a difendere le proprie case deboli. In questo modo e chiaro in generale il piano strategico del Bianco. Ma per la sua realizzazione occorre ancora superare non poche difficolt e prendere in considerazione una grande quantit di finezze tattiche. 26...a6-a5 Cominciando il controgioco il Nero vorrebbe con l'ulteriore avanzamento del pedone aprire subito due verticali: "a" e "b". Due verticali, non una sola, e per questo necessario opporsi. 27.a2-a4! L'indebolimento del punto "b4" non e pericoloso.Cb4 non minacciava nulla, e ricopre soltanto al mio avversario l' unica colonna aperta "b". 27...b5xc4 28.b3xc4 Cc7-a6 29.Dd1e2 Ta8-a7 30.Ac1d2 Ta7-b7 31.Ad2-c3 Occorre osservare attentamente da tutti i punti una possibile irruzione della Torre avversaria. 31...Ca6-b4 E' una mossa inutile. In questo campo occorre sacrificare la qualit "Tb7-b4". Le successive a prima vista complicate e difficile manovre del Bianco sono dirette all'attuazione del suo principale piano strategico, del quale ho gia parlato, e a prevenire qualsiasi iniziativa del Nero. 32.Ac2-d1 Cb4-a6 33.Cf3-d2 Ca6-b4 34.Tg3-e3 Ad7-e8 35.Cd2-f1 Dd8-c8 36.Cf1g3 Ae8-d7 37.De2-d2 Cg5-h7 38.Ad1e2 Rg8-f7 39.Dd2-d1 Af8-e7 40.Cg3-f1 ...f6-f5 vantaggiosa solo per il Bianco, perch il Cg3 si avvia da capo tranquillamente in "h2", per aiutare il cambio degli Alfieri. 40...Ae7-d8 41.Cf1h2 Rf7-g8 42.Ae2-g4 Finalmente... 42...Ch7-g5 [A proposito ora per il Nero non e valido: 42...Ad7xg4 43.Ch2xg4 Cb4-c2 44.Cg4xh6++-] 43.Ag4xd7 Dc8xd7 44.Ch2-f1

Figura 16 - Karpov - Andersson, dopo 44. Cf1, pag. 65 Il Bianco ha realizzato il suo piano e adesso medita, mediante la manovra "Cf1 g3-f5" con l'ulteriore assalto di pedone "g2-g3" e "f2-f4" di portare l'attacco decisivo. Andersson tenta di liberarsi dalla morsa. 44...f6-f5 45.e4xf5 Dd7xf5 46.Cf1g3 Df5-f7 [A: 46...Df5-c2 Sarebbe seguito l'orribile: 47.f2-f4 e non e possibile: 47...e5xf4 da cui: 48.Te3-e8+ "scacco matto" 48...Rg8-h7 (48...Rg8-f7 49.Te8-f8#) 49.Te8-h8#] 47.Dd1e2 Di nuovo incombe il programmato "f2-f4". 47...Ad8-f6 48.Ta1f1! Per l'apertura della verticale nel campo avversario ecco irrompere i pezzi Bianchi Pesanti, e i Cavalli Neri, frattanto, giocano ancora il ruolo di comparse. 48...Df7-d7 49.f2-f4 e5xf4 50.Tf1xf4 Af6xc3 51.Te3xc3 Tb8-e8 Questo, naturalmente, non un attacco alla Regina, (52...Txe2 53. Tf8+ Rh7 54. Th8+) ma semplicemente un tentativo di neutralizzare la pressione del Bianco sulla "colonna e". 52.Tc3-e3 Tb7-b8 53.De2-f2

Figura 17 - Karpov - Andersson, dopo 53. Df2, pag. 66 Minaccia 54. Te7!. La partita decisa. 53...Cg5-h7 54.Cg3-f5 Te8xe3 55.Df2xe3 Ch7-f6 56.Cg6-e7+ Rg8h8 [Avrebbe perso anche: 56...Rg8-h7 dopo il quale: 57.Cf5xh6 ; e a 56...Rg8-f7 era sufficiente: 57.De3g3] La partita continu: 57.Cf5xh6 Tb8-e8 58.Ch6-f7+ Rh8-h7 59.Tf4-e4! Te8xe7 60.Te4xe7 Il Nero Abbandona. 10

Avrebbe probabilmente poco senso raccontare dettagliatamente tutte le partite della finale del campionato giovanile mondiale. Aggiungo solamente che per la tranquilla e buona preparazione io devo molto al gran maestro Semion Abramovich Furman, all'eccellente allenatore e all'uomo che mi aiut molto ad orientarmi nelle molte conoscenze scacchistiche e mi sugger come costruire un armonioso sistema di apprendimento del gioco . Semion Furman, allenatore del campione, disse di questi: La preparazione al campionato mondiale era piuttosto complessa. Prima di tutto per lo scacchista molto importante conoscere se stesso. La cosa non cos semplice, particolarmente in et giovanile. Nel lavoro con --Karpov sono riuscito a mettere in luce i lati forti e deboli del suo gioco, a valutare interamente le sue capacit. Cos, ad esempio, risult che Anatoly non era per niente d'accordo con le mie teorie delle aperture. Ma questa circostanza mi metteva persino di buon umore. Una tale lacuna facile da eliminare, e la liquidammo infatti piuttosto rapidamente. Mi rallegrava il carattere naturale del talento scacchistico di Karpov. Il sottile istinto della posizione, cio quel particolare istinto che sempre distingue i pi grandi scacchisti. Io feci anche attenzione alla perfezione del gioco nelle chiusure di Karpov e alla precisione tecnica nella conduzione della partita. Ma come utilizzare pi razionalmente questi forti aspetti dell'arte scacchistica di Karpov nel prossimo incontro? Studiando le partite dei futuri rivali di Karpov in me si form l'impressione che i giovani stranieri avessero in sostanza buone tattiche, ma deboli strategie. Essi, di regola, cercano il momento favorevole per assestare un colpo tattico, ma raramente si preoccupano della integralit strategica della partita. Per questo noi decidemmo che Karpov avrebbe scelto la tale apertura, i tali schemi di sviluppo, che avrebbe dato ai suoi rivali la possibilit di inasprire impunemente il gioco. Andando avanti, osservai, che questa linea di condotta della battaglia si dimostr la pi razionale e si afferm interamente. C'era in noi la certezza di un successo finale? Devo dire francamente che io non avevo al cento per cento la sicurezza della vittoria di Karpov. Io non ero del tutto bene a conoscenza del gioco dei futuri rivali di Anatoly, ma panche la composizione definitiva del torneo divenne nota appena alla vigilia. Arrivammo in Svezia alcuni giorni prima dell'inizio del campionato, per meglio acclimatarci e conoscere la situazione. Il campionato giovanile mondiale del 1969 raccolse un numero primato di partecipanti. Disputarono il campionato 38 giovani di 37 paesi (al "campo ospite" spettavano di diritto due scacchisti). Tutti i membri furono suddivisi in 6 gruppi di semifinali, e due vincitori di ognuno di essi dovevano partecipare alla finale principale. Il sistema di selezione in tali brevi semifinali nasconde in s molti imprevisti e i vizi di pag. 67

fondo del sistema. Accade che in finale non entrino sempre i partecipanti pi forti. Cos nella finale principale non vennero ammessi l'americano Rogoff e il filippino Torre, sebbene il colombiano Castro, entrato in finale, fosse chiaramente inferiore a loro. Nella semifinale Karpov era visibilmente nervoso. Il suo rivale all'inizio era in vantaggio, e non era chiaro se Karpov avesse ragione a fare la patta o dovesse senz'altro aspirare alla vittoria. In generale notai che nella semifinale si agitavano particolarmente quei partecipanti che possiedono tutte le condizioni per fare assegnamento sui posti alti della classifica. Ma tutto si risolse felicemente. Karpov non perse nemmeno una partita e occup il primo posto nel suo sottogruppo. Ero tranquillo per Anatoly. Vedevo chiaramente le sue prospettive nella finale e sapevo che l egli avrebbe giocato in modo del tutto diverso, che in una situazione tranquilla avrebbe potuto mettere in evidenza le sue migliori qualit. Le mie ipotesi si avverarono. In finale Karpov cominci a vincere una partita dopo l'altra e le vittorie influenzarono in maniera fatale il gioco dei suoi avversari. A due turni dalla fine del torneo egli si era assicurato il primo posto, indipendentemente dall'andamento delle rimanenti partite. Naturalmente nessuno poteva prevedere che Karpov sarebbe riuscito a vincere in finale otto partite di fila. Nessuno gli aveva posto davanti questo compito, ed egli stesso non contava su questa serie di vittorie. Ma questo non avvenne per caso. Noi riuscimmo a determinare con esattezza a quale tattica si dovesse attenere Anatoly per conseguire il massimo successo. Karpov si dimostr allievo straordinariamente capace. Io ho gi osservato, che la forza principale dei giovani stranieri sta nel gioco tattico. Per questo davanti a Karpov stava il compito di ottenere posizioni tali nelle quali gli artifici tattici dei suoi avversari fossero condannati all'insuccesso. Ci significa che la posizione doveva essere sicura, e il piano del gioco logicamente doveva derivare dalla esigenza del1a posizione stessa. Lo splendido gioco di Karpov e il suo comportamento modesto gli valsero la stima e la simpatia degli appassionati svedesi degli scacchi. Gli abitanti del luogo si rivolgevano a noi con auguri di successo e si congratulavano. Durante il campionato Anatoly si raffredd un po'. Gli svedesi si preoccuparono molto e ci riempirono letteralmente di medicine, e uno degli abitanti di Stoccolma invi ad Anatoly in albergo un thermos con del the bollente. Anatoly si rimise velocemente in salute. A me pare che la sua guarigione fu aiutata non tanto dal the caldo, quanto dal pi caldo interessamento degli ospiti. La chiusura del campionato ebbe luogo nel parco del pittoresco lago di Skansen. Dunque Anatoly Karpov aveva conquistato il titolo di campione del mondo giovanile. Conformemente alle regole della FIDE gli verr attribuito il titolo di maestro internazionale. pag. 68

Che cosa aggiungere? Quale sar il destino di un giovane scacchista? Molti noti gran maestri erano stati in passato campioni giovanili. Vi entrer a far parto anche Karpov? . ... Quando Semion Furman disse tutto ci, egli era gi convinto dei grande, molto grande futuro scacchistico di Anatoly Karpov. Curiosamente anche gli altri partecipanti al campionato del mondo di Stoccolma tra i giovani in seguito otterranno notevoli successi nella arena internazionale degli adulti. Tra essi figurano U. Andersson, E. Torre, A. Adorian, Ck. Kaplan, L. Vogt, V. Hug e altri ancora oggi largamente conosciuti nel mondo degli scacchi. Vincendo il campionato mondiale giovanile io ho ricevuto il titolo di maestro internazionale e superato ostacoli colossali che si trovano sul cammino di ogni maestro di talento. Da noi in URSS ci sono moltissimi bravi scacchisti, ma i tornei internazionali, purtroppo, sono ancora insufficienti, e per questo le possibilit di ricevere il titolo di maestro internazionale sono limitate. Ma solo questo titolo assicura un'accoglienza cordiale da parte degli organizzatori dei tornei stranieri. E da quando sono riuscito a superare questa barriera, si aperta davanti a me, di colpo, la strada verso le competizioni internazionali , dichiara Karpov.

Il campionato della RSFSR, Kuibyscev 1970


Non appena un giovane scacchista conquista il titolo di campione del mondo giovanile sorge automaticamente la domanda: quando diventer gran maestro? Il fatto che la maggior parte dei campioni giovanili si stabiliscono abbastanza solidamente nelle vicinanze dell' Olimpo degli adulti, nel quale si entra, naturalmente, quando i principi diventano Re. Ma quanto tempo ci vuole? Davanti a Karpov, campione del mondo giovanile si pone un nuovo compito, quello di varcare la soglia di gran maestro . Secondo me Anatoly diventer senz'altro "gran maestro" , ha detto il suo allenatore Furman. Quando? Penso tra due anni circa. Ma ci non dipende esclusivamente dalla sua preparazione, bens anche dalla possibilit di partecipare a gare importanti. Pi presto comincer a incontrarsi con fuoriclasse in campo scacchistico, e prima Anatoly diventer "gran maestro" . Il lettore potrebbe stupirsi del fatto che ci siamo messi a parlare dei gradi di gran maestro di Karpov, proprio adesso, che siamo venuti a parlare del campionato della Repubblica Russa che non affatto un torneo nel quale sia possibile conquistare questo titolo. Il fatto che la esperienza competitiva dell'Unione Sovietica ha da tempo dimostrato come la vittoria in una gara che si svolge in una repubblica cos grande pag. 69

come 1'RSFSR , grosso modo, di difficolt pari all'acquisizione del titolo di gran maestro. E ci lo ha capito, o, pi precisamente, gi lo sapeva, anche Karpov. Alla domanda su quando egli intendeva veramente battersi per il massimo traguardo che esista per uno scacchista, Anatoly ha risposto.. Non amo i pronostici. Ma parlando seriamente, risolver tutto il campionato dell'RSFSR che si terr a Kuibyscev. Mi preoccupa soprattutto se sar in grado di giungere in finale al campionato della repubblica, a giocare alla pari con provati scacchisti . Cos, il campionato dellRSFSR di quell'anno fu contemporaneamente anche semifinale del normale campionato sovietico, per il quale si qualificarono i primi quattro classificati del torneo di Kuibyscev. Aggiungiamo che alla gara parteciparono i gran maestri N. Krogius, V. Antoshin e l'ormai scomparso A. Zajcev. Il gioco di Anatoly fece impressione per il meccanismo da orologeria perfettamente messo a punto e risult evidente come egli fosse il migliore rispetto agli altri partecipanti. Non sub neppure una sconfitta. Alla sconfitta del campione si avvicin pi di tutti il gran maestro di Vladivostock. Tuttavia, quando ad Anatoly riusc di far pendere il piatto della bilancia dalla propria parte, il problema di chi sarebbe stato il vincitore del torneo praticamente si risolse, perch, come noto, la fortuna sta sempre dalla parte del pi forte . Ecco come lo stesso Karpov commenta questa mordente partita, in cui le avventure del suo dominatore ricordano quelle dell'eroe di un film western a lieto fine.

Karpov, Anatoly - Zaitsev, Alexander N [B17]


RUS-ch Kuibyshev, 1970 [Karpov, Anatoly - Scacchi primo amore] Difesa Caro-Kann 1.e2-e4 c7-c6 Questa difesa ha sempre provocato in me un senso di soffocamento se cosi posso esprimermi, per la sua desolante passivit. Del resto la concezione pi vera di questa Apertura Caro-Kann l'avrei appresa soltanto dopo, quando decisi io stesso di usare il Caro-Kann, nell'incontro semifinale dei pretendenti nel 1974 contro B. Spassky (devo, per, osservare che il mio atteggiamento verso l'apertura, non di meno, non cambiato e la sua scelta nel 1974 stata condizionata a precisi piani di conduzione dell'incontro). **** Scacchi! - Difesa Caro-Kann. Questa difesa venne ideata dal viennese Kann nella seconda met dell'Ottocento ed inaugurata nella prassi agonistica da Winawer nel 1883.D'altra parte la prima elaborazione teorica fu formulata solo parecchi anni pi tardi dal tedesco Caro, che pubblic le sue analisi nel 1896. La strategia fondamentale della Difesa Caro-Kann elementare, ovvero preparare la spinta Pd7-d5 con la mossa di sostegno Pc7-c6, in modo da attaccare la casa e4 con un Pedone protetto. La stessa idea di base compare anche nella Difesa Francese, dove viene per realizzata con la mossa di sostegno Pe7-e6. In quest'ultima apertura compare tuttavia un problema per il Nero, cio il difficile sviluppo dell'Alfiere campochiaro, che invece assente nella Difesa Caro-Kann. Stupisce quindi che questo impianto di gioco sia stato adottato cos tardi. Forse le ragioni sono da ricercarsi nel fatto che nella maggior parte delle varianti il Nero deve sottostare ad un gioco non molto attivo e con poche possibilit di prendere l'iniziativa. In compenso la posizione del Nero generalmente robusta, tanto vero che questa apertura stata adoperata da famosi giocatori posizionali, fra cui ricordiamo Botvinnik e Karpov. [Andreas Vogt (Internet - Scacchi!)] 2.d2-d4 d7-d5 3.Cb1c3 d5xe4 4.Cc3xe4 Cb8-d7 Per il Tratto 4...Af5 io conoscevo la Partita, giocata nell'incontro per il campionato del Mondo del 1966, ma non di pi. Di conseguenza tale seguito sarebbe stato qui per me spiacevole. 5.Cg1f3 Cg8-f6 6.Ce4xf6+ Cd7xf6 7.Cf3-e5 L'idea apparsa poco prima di questa partita, aveva attratto la mia attenzione. Fino a quel momento era stata giocata in tutto in un paio di partite sul tema 7. Ce5 Af5 8. c3 e6 e per il Nero finora non era conosciuta migliore replica di 7...Ae6 con l 'ulteriore "g7-g6 e Ag7". 7...Ac8-f5 8.c2c3 e7-e6 [In una delle Partite giocate prima c'era stato: 8...Cf6-d7 9.Ce5xf7 Re8xf7 10.Dd1f3 e7-e6 11.g2-g4 E il Bianco ha la superiorit.] 9.g2-g4 Af5-g6 10.h2-h4 Ispirata dalle Partite di M. Tal contro M. Botvinnik. I pedoni Bianchi vogliono mettere in rilievo l'insicurezza della posizione dell'Alfiere nero in "g6". Infatti: non si pu "h7-h6" da cui "Cxg6", e il passaggio sull'altra diagonale e semplicemente impossibile. (10...Ae4 11.f3 Ad5 12. c4). 10...Af8-d6 [10...h7-h6 11.Ce5xg6 f7xg6 12.Af1d3; 10...Ag6-e4 11.f2-f3 Ae4-d5 12.c3-c4] 11.Dd1e2 [Non buona subito: 11.h4-h5 perch: 11...Ag6-e4 12.f2-f3 Ad6xe5!] 11...c6-c5 Il Nero capisce che le sue possibilit sono nelle complicazioni tattiche. 12.h4-h5? Comporta un errore. Un piccolo vantaggio avrebbe dato il tratto 12.Ag2, ne ricaver una posizione formidabile rendendo la qualit 12. dxc5 Ae4 13. cxd6 Axh1 14. Af4, [oppure 12...Axe5 13.Axe5 Cxg4 14.Dxg7], tutto questo l'avevo visto prima della partita, ma ormai avevo impulsivamente spinto avanti il "pedone h". [Un piccolo vantaggio avrebbe dato il tratto: 12.Af1g2 ] 12...Ag6-e4 13.f2-f3 c5xd4! 14.De2-b5+ Cf6-d7 Il mio errore consisteva nel fatto che io avevo dimenticato questa possibilit. Ora a 15.Cxd7 segue 15...Ac6! e a 15.Dxd7+ Dxd7 16.Cxd7 il molto

infausto 16...Axf3!. E cosi la presenza di tratti intermedi in entrambe le varianti cambia la valutazione della posizione. Quando mi accorsi di tutto questo decisi di lanciarmi nella giungla delle complicazioni tattiche. 15.Ce5xf7

Figura 18 - Karpov - Zaitsev, dopo 15.Cxf7, pag. 72 [Ora a: 15.Ce5xd7 segue: 15...Ae4-c6!; e a: 15.Db5xd7+ Dd8xd7 16.Ce5xd7 il molto infausto: 16...Ae4xf3] 15...Ad6-g3+ 16.Re1e2! Il punto esclamativo riguarda, ovviamente, non il solo tratto del Bianco ma tutto il piano della coraggiosa incursione del Re nel Centro della scacchiera colmo di difficolt. 16...d4d3+ Su 16...Df6 avevo intenzione di giocare 17.fxe4 (tutto il resto e perdente, ma anche il raggiungimento della posizione non facile). 17.Re2-e3 Dd8-f6 18.Re3xe4

Figura 19 - Karpov - Zaitsev, dopo 18. Re4, pag. 73 18...Df6xf7 19.Th1h3 Occorre difendere l'indebolito punto f3 . 19...a7-a6 20.Db5-g5 h7-h6? [Per la vittoria del Nero, forse, serve l'indicazione del maestro D. Godes. 20...e6-e5 21.Th3xg3 Cd7-c5+ 22.Re4-e3 00 23.Tg3-h3 Ta8-d8 Con la minaccia 24...Ce4. D. Godes.] 21.Dg5-e3 E' difficile crederlo, ma qui dopo 21.De3 la superiorit e gi del Bianco e Zajcev dovrebbe andare verso una forzata variante di Patta: 21...Cf6 etc... [E' perdente 21.Dg5-g6 visto 21...Cd7-c5+ 22.Re4-e3 (Dopo 22.Re4-d4 000+ Il Nero libera la Regina e sviluppa un attacco da Matto.) 22...Ag3-f4+ 23.Re3-f2 Df7xg6 24.h5xg6 d3-d2] 21...e6-e5 [Forzata variante

di Patta: 21...Cd7-f6+ 22.Re4xd3 Cf6xg4 23.f3xg4 Df7xf1+ 24.Rd3-c2 Df1xh3 25.De3xe6+ Re8-d8 26.De6d5+ Rd8-c8 (26...Rd8-c7 27.Dd5-f7+) 27.Dd5-f5+ Rc8-b8 28.Ac1f4+ E il Nero non pu evitare uno Scacco Perpetuo. Ma come rinunciare in tale posizione al gioco per il Matto?!] 22.Re4xd3 Ag3-f4 23.De3-g1! La posizione del Re bianco richiede per prima cosa una rigida accuratezza nelle manovre. 23...000 24.Rd3-c2 Af4xc1 25.Ta1xc1 Rendendo il pedone, ma tuttavia portando a termine la mobilit di tutti i pezzi. In breve si manifester la debolezza nella posizione del Nero e in particolare nella diagonale b1h7, dove comincia ad avere il sopravvento il mio Alfiere bianco. [Considerevolmente peggiore sarebbe stata: 25.Rc2xc1 Df7-f4+ 26.Rc1c2 e5-e4 27.f3xe4 Cd7-e5 Con differenti possibilit per l'avversario.] 25...Df7xa2 26.Th3-h2 Th8-f8 27.Th2-d2 Da2-a4+ Del tutto infelice 27...Txf3, in questo caso avrebbe aperto la grande diagonale per l'Alfiere, e favorito il raddoppiamento delle Torri sulla "colonna d". 28.Rc2-b1 Uffa! Finalmente a casa! 28...Da4-c6 29.Af1d3 Rc8-c7 Senza prospettive entrambe le prese in f3 da cui il logico 30.Af5. 30.Ad3-e4 Dc6-b6 31.Dg1h2 Td8-e8 32.Tc1d1 Dominio assoluto! 32...Cd7-f6 33.Ae4-g6 Te8-e7 34.Td1e1 Db6-b5 35.Td2-e2 Cf6-d7 36.Ag6-f5 Tf8xf5 Non volendo perdere il pedone e5 il Nero rinuncia alla qualit. 37.g4xf5 Db5-d3+ 38.Rb1a1 Dd3xf5 39.Dh2-h4 Cd7-f6 40.Dh4-c4+ Rc7-d8 41.Dc4-c5 Cf6-d7 42.Dc5-d5 Unendo la minaccia ai pedoni e5 e b7, come pure al Re nero, il Bianco rafforza la sua posizione. 42...Rd8-c8 43.Te2-e4 b7-b5 Non si vede altra difesa. Rimane come usiamo dire, una questione di tecnica; e per questo che il seguito della partita e riportato senza note. 44.Dd5-a8+ Rc8-c7 45.Da8-a7+ Rc7-d8 46.Da7xa6 Df5xh5 47.f3f4 Dh5-f5 48.Da6-a8+ Rd8-c7 49.Da8-a5+ Rc7-c6 50.c3-c4 b5-b4 51.Da5xb4 Te7-e6 52.f4xe5 Rc6-c7 53.Db4-a5+ Rc7-b7 54.Da5-b5+ Te6-b6 55.Db5-d5+ Rb7-c7 56.Ra1b1 Df5-f2 57.Te4-e2 Df2-f5+ 58.Dd5-e4 Df5xe4+ 59.Te2xe4 Cd7-c5 60.Te4-e3 Cc5-e6 61.Rb1c2 g7-g5 62.Rc2-c3 h6-h5 63.b2-b4 Tb6-a6 64.c4-c5 Ta6-a3+ 65.Rc3-c4 Ta3xe3 66.Te1xe3 h5-h4 67.b4-b5 Rc7-d8 68.b5-b6 Rd8-d7 69.Te3-d3+ Rd7-c8 70.Td3d6 h4-h3 71.Td6xe6 g5-g4 72.Te6-h6 Il Nero Abbandona. 10

Caracas, 1970
Per la prima volta si disputava in Venezuela un torneo di Importanza mondiale che si svolse sotto lo speciale patrocinio del presidente della repubblica, il quale presenzi personalmente all'apertura della gara. Ancora non molto tempo fa in questo paese gli scacchi erano considerati gioco d'azzardo e, quando venivano importanti, venivano assoggettati a una pesante imposta. Durante il periodo in cui si svolse il torneo, gli scacchi conquistarono una immensa popolarit, inferiore solo a quella del gioco del calcio. Prima del torneo di Caracas Karpov aveva avuto l'occasione di giocare in tutto cinque partite con grandi maestri, con A. Gipslis, N. Krogius, A. Zajcev e due volte con B. Antoshinij. E, sebbene, tutto sommato, non si potesse lamentare di questi incontri (2 vittorie, 1 sconfitta, 2 pareggi) il giovane scacchista riconobbe che all'inizio aveva avvertito una certa mancanza di fiducia in se stesso davanti al gioco con dei veri e propri tecnici degli scacchi. Evidentemente Karpov deve essersi rallegrato e rincuorato quando all'apertura solenne del torneo di Caracas, al momento dell'estrazione a sorte, gli tocc quello stesso n. 6 che gli aveva portato tanta fortuna nel campionato russo: N rimase particolarmente male, quando si lasci sfuggire la vittoria nella ripresa della partita della prima tornata con il gran maestro americano Bisguier in quanto subito sconfisse l'esperto gran maestro ungherese G. Barcza. Poi ci fu un nuovo incontro con il gran maestro Parma (tra l'altro ex campione del mondo giovanile) incontro la cui vittoria ritenuta da Anatoly la sua pi grossa conquista di questo torneo. Ecco questa partita commentata da Karpov: pag. 75

Karpov, Anatoly - Parma, Bruno [E39]


Caracas Caracas (3), 1970 [Karpov, Anatoly - Scacchi primo amore] Difesa Indiana di Nimzowitsch 1.c2-c4 Il mio primo tratto dipende dal fatto che il mio avversario gioca straordinariamente la difesa di Nimzowitsch. Io ero soddisfatto fin dall'inizio del torneo perch avevo avuto la possibilit di preparare a casa abbastanza bene una solida variante d'apertura.[Karpov, Anatoly (Scacchi primo amore. pag. 076)] 1...Cg8f6 2.Cb1c3 e7-e6 3.d2-d4 Af8-b4 Scacchi! - Difesa Nimzo-Indiana Fu proprio Nimzowitsch il primo giocatore a capire l'importanza dell'idea strategica che sta alla base di questo impianto: il Nero con il suo Alfiere inchioda subito il Cc3, preparandosi alla lotta per il dominio delle case d5 ed e4. Il Bianco a sua volta ha la scelta, per esempio, fra eliminare subito la pressione dell'Alfiere nero con la spinta Pa2-a3 (al prezzo per di un'impedonatura), o controinchiodare il Cavallo di Re avversario o, infine, impostare un gioco prevalentemente posizionale. In pratica le continuazioni strategiche sono cos tante che questa apertura si adatta facilmente a scacchisti di ogni stile. Non per niente tuttora una delle pi giocate nei tornei di tutto il mondo. 1 d4, Cf6; 2 c4, e6; 3 Cc3, Ab4; Posizione base della Difesa Nimzo-Indiana [Vogt, Andreas (Internet - Scacchi!)] 4.Dd1c2 Quando mi preparavo alla partita non ero riuscito a sbarazzarmi del pensiero che nelle partite seguenti avrei trovato avversari pi facili. Avendo 1 punto e mezzo su 2 non avevo bisogno di rischiare nell'apertura, inoltre dopo un lungo finale di partita con A. Bisguier volevo riposarmi. Insomma se devo dire la verit, fin dall'inizio non avevo nulla in contrario alla patta.[Karpov, Anatoly (Scacchi primo amore. pag. 076)] 4...00 5.Cg1f3 c7-c5 6.d4xc5 Cb8-a6 7.Ac1d2 [Eppure grande attenzione meritava: 7.a2-a3 che obbligava l'Alfiere ad entrare in scena subito: 7...Ab4xc3+ bench anche in questo caso poco probabile che il Bianco riceva un vantaggio, ma, cosa ci si pu fare? la variante e tutta qui.] 7...Ca6xc5 8.e2-e3 b7-b6 E' il miglior sistema di difesa per il Nero - il controllo del punto "e4" gli garantisce almeno la parit.[Karpov, Anatoly (Scacchi primo amore. pag. 076)] 9.Af1e2 Ac8-b7 10.00 d7-d6 11.Tf1d1 a7-a6 12.b2-b3 E' necessario spostare l'Alfiere da "b4" e 12. b3 serve a preparare questo. [Ora non si potrebbe subito: 12.a2-a3 da cui: 12...Ab4xc3 13.Ad2xc3 Ab7-e4 e il Bianco ha perso la qualit.] 12...e6-e5 Strategia completamente giusta: disponendo l'Alfiere nero, e utile mettere i propri pedoni nelle caselle Nere.[Karpov, Anatoly (Scacchi primo amore. pag. 076)] 13.a2-a3 Ab4xc3 14.Ad2xc3 Dd8-e7 15.Cf3-e1 Fondamentale resta la casella "e4", occupando la quale il Bianco pu cambiare solo i suoi pedoni.[Karpov, Anatoly (Scacchi primo amore. pag. 076)] [Non valeva giocare: 15.b3-b4 non per la variante: 15...Ab7-e4 ( ma in vista di: 15...Cc5-e4 e se: 16.Ac3-b2 allora: 16...Cf6-g4) 16.Dc2-a2 Cc5-a4 17.Ac3-e1] 15...Ta8-c8 16.Ta1c1 Cf6-e4 Proprio qui riuscii a capire: giocare passivamente per la Patta non si pu pi.[Karpov, Anatoly (Scacchi primo amore. pag. 076)] 17.b3-b4 Non vi ragione di conservare ancora il famigerato << vantaggio dei due Alfieri >> , l'incursione dei due Cavalli Neri comincia ad essere troppo pericolosa.[Karpov, Anatoly (Scacchi primo amore. pag. 076)] 17...Ce4xc3 18.Dc2xc3 Cc5-e6? Questo errore e causa di tutte le difficolt del Nero, in quanto il Cavallo in "e6" non serve a nulla.[Karpov, Anatoly (Scacchi primo amore. pag. 076)] [18...Cc5-e4] 19.Dc3-d3 A prima vista appare abbastanza assurdo, anche perch forza una inutile mossa di Torre. Per io preparo il cambio di Alfieri e porto in anticipo la Regina a controllare le caselle Bianche che per questo saranno pi deboli. Inoltre la posizione della mia Regina sulla Colonna "c" comincia a diventare insicura.[Karpov, Anatoly (Scacchi primo amore. pag. 076)] 19...Tf8-d8 20.Ae2-f3 Ab7xf3 21.Ce1xf3 g7-g6 22.Cf3-d2 L'immediata reazione alla mia manovra [per esempio, 22. ... f5] avrebbe compromesso seriamente la posizione del Re nero, e ormai non si poteva pi impedire l'occupazione del punto "d5".[Karpov, Anatoly (Scacchi primo amore. pag. 076)] 22...Ce6-c7 23.Cd2-e4 Cc7-e8 24.Dd3-d5! Rg8-g7 25.h2-h3 Ce8-f6 (?)E' dubbio... l'idea sarebbe giusta - occorre alleggerire la posizione - ma la sua realizzazione infelice. Il cambio dei pezzi leggeri non e stato scelto bene.[Karpov, Anatoly (Scacchi primo amore. pag. 076)] 26.Ce4xf6 Rg7xf6 Il fatto e che a 26. ... Qxf6 sarebbe seguito 27. Qb7.[Karpov, Anatoly (Scacchi primo amore. pag. 076)] 27.Dd5-e4 Rf6-g7 28.Td1d5 De7-c7

Figura 20 - Karpov - Parma, dopo 28...Dc7, pag. 78 Con il solito metodo. - Dd3, e3-e4 e seguenti - poco probabilmente avrei vinto. Accorgendomi di questo, trovai una soluzione, secondo me molto interessante, per sbloccare la posizione.[Karpov, Anatoly (Scacchi primo amore. pag. 076)] 29.f2-f4! Td8-e8 30.f4xe5 Avrebbe potuto seguire anche 30. f5, ma in presenza di un punto debole dell'avversario (il pedone d6) vincere era pi che difficile. Ora il pedone e5 rimane un punto debole del Nero; a questo si aggiungono anche altri vantaggi della mia posizione, come il possesso di linee aperte e la possibilit di condurre un gioco d'insieme. Insomma i punti deboli nella posizione di un giocatore quasi sempre diventano punti di forza dell'altro.[Karpov, Anatoly (Scacchi primo amore. pag. 078)] 30...d6xe5 [Se: 30...Te8xe5 allora: 31.De4-d4] 31.c4-c5 Te8-e6 32.De4-d3 b6xc5 33.b4xc5 [Dopo: 33.Td5xc5 Tc8-d8! la posizione sarebbe migliorata decisamente.] 33...Dc7-c6 34.Tc1b1 Dc6-c7 35.Tb1f1 Tc8-f8 36.Rg1h1 Dc7-c6 37.Tf1b1 Il Bianco non ha piani precisi per una superiorit di spazio e non pu averne in quanto i suoi obbiettivi precisi cambiano a secondo delle repliche dell'avversario. L'ideale per il Bianco sarebbe forzare l'avanzamento "f7-f6", indebolendo in tal modo la settima orizzontale, per avere la possibilit di fissare la Torre in "b6" e cominciare l'attacco combinato dei pezzi pesanti, utilizzando la linea aperta. Del resto sembra la pi probabile posizione che il Nero possa ancora difendere, anche se il gioco per lui diventato abbastanza pesante.[Karpov, Anatoly (Scacchi primo amore. pag. 079)] 37...Dc6-c7 38.e3-e4 Tf8b8 39.Tb1f1 Tb8-b7 40.Dd3-c3 Tb7-b5 41.a3-a4 Tb5-b8 42.Tf1c1 Tb8-c8 43.Tc1b1 Rg7-g8 44.Tb1d1 Dc7-e7 45.Td1f1 Tc8-c7 46.a4-a5 Te6-c6 47.Tf1c1 f7-f6

Figura 21 - Karpov - Parma, dopo 47...f6, pag. 80 L'avversario non ha resistito! 48.Dc3-d2 Rg8-f7 49.Rh1h2 Rf7-e8 50.Td5-d6 Tc7-d7 51.Tc1d1 Tc6xd6 52.c5xd6 De7-e6 53.Dd2-d3 De6-a2 54.Dd3xa6 Da2-c2 55.Da6-a8+ Re8-f7 56.Da8-d5+ Rf7-g7 57.Td1d2 Avendo visto che l'avversario procedeva nei tratti quasi per inerzia ed era li li per arrendersi, decisi di cominciare a giocare a tempi brevi.[Karpov, Anatoly (Scacchi primo amore. pag. 079)] [ e intanto avrebbe vinto subito: 57.a5-a6 Dc2-a4 58.Dd5-d3 Da4-c6 59.Td1e1!] 57...Dc2-c3 58.Td2-a2 (?)[Karpov, Anatoly (Scacchi primo amore. pag. 080)] 58...h7-h5! Si creava una minaccia di scacco perpetuo dopo "h5-h4". Diventa chiaro che la mia terza colonna era molto debole, perci dopo aver pensato a lungo - 40 minuti avevo fatto forza a me stesso, per fare il tratto pi difficile.[Karpov, Anatoly (Scacchi primo amore. pag. 080)] 59.Ta2-d2! Probabilmente per molti scacchisti tornare indietro in una mossa la cosa pi difficile di tutte. Ma il resto risult gi pi facile.[Karpov, Anatoly (Scacchi primo amore. pag. 081)] 59...h5-h4 60.Td2-d1 Dc3c2 61.a5-a6 Dc2-a4 62.Dd5-d3 g6-g5 63.Td1b1 f6-f5 64.Tb1b7 g5-g4 65.h3xg4 f5xg4 66.Dd3-e2 Il Nero Abbandona. 10 Karpov ottenne due punti e mezzo dopo tre incontri con grandi maestri! Poi vinse contro Slujssar. In seguito ebbe 4,5 su 5; 5 su 6... Alla settima tornata vinse ancora contro un gran maestro, A. O'Kelly. Anatoly guidava la classifica. Ecco come egli stesso descrive quello che per lui stato il momento pi drammatico dell'emozionante gara, la partita con Ivkov: E cos 6 su 7! I partecipanti guardavano con meraviglia al tabellone, che mostrava in testa un giovane. All'inizio erano comparsi (e subito erano spariti) pensieri alquanto ambiziosi... Mentre io e Stein passeggiavamo per la citt, incontro a noi vedemmo venire Ivkov. "Gi gran maestro!, esclam amichevolmente lo jugoslavo. Ma il giorno seguente... pag. 81

Ivkov,Borislav - Karpov,Anatoly [D58]


Caracas Caracas (8), 1970 [Karpov, Anatoly - Scacchi primo amore] Gambetto di Regina 1.Cg1f3 Cg8-f6 2.c2-c4 e7-e6 3.Cb1c3 d7-d5 4.d2-d4 Af8-e7 5.Ac1g5 00 6.e2-e3 h7-h6 7.Ag5-h4 b7-b6 8.Af1d3 [A quel tempo non era ancora stata giocata la partita V. Kortschnoj - E. Geller (1971). Dove era stata adottato: 8. Be2 Bb7...... 8.Af1e2 Ac8-b7 9.Ah4xf6 Ae7xf6 10.c4xd5 e6xd5 11.00 Dd8-e7 12.Dd1b3 Tf8-d8 13.Ta1d1 c7-c5 14.d4xc5 Af6xc3 15.Db3xc3 b6xc5 16.Td1c1 Cb8-d7 17.Tc1c2 Ta8-b8 18.b2-b3 De7-e6 19.Tf1d1 De6-b6 20.Cf3-e1 Tb8-c8 21.Ae2-g4 Db6-g6 22.Ag4-h3 Tc8-c7 23.Ce1d3 Cd7-f6 24.Dc3a5 Cf6-e8 25.Tc2xc5 Tc7xc5 26.Da5xc5 10 Kortschnoj,V-Geller,E/Moscow 1971/Candidates (26)] 8...Ac8b7 9.00 c7-c5 Alla fin fine la faccenda doveva ridurmi alla posizione dei pedoni indifesi o alla Regina isolata. Tutto dipender soprattutto da come giochi ma non ci deve essere nessun errore del Nero nella battaglia d'apertura. 10.Dd1e2 c5xd4 11.e3xd4 Cb8-c6 12.Ta1d1 (?) Tratto legato al sacrificio del pedone o al cambio di pezzi Bianchi importanti - oppure in "d3". 12...Cc6-b4 13.Ad3-b1 d5xc4 14.Cf3-e5 Ta8-c8 15.a2-a3 Senza dubbio non si pu in nessun caso giocare il pedone "c4", da cui Ab7-a6. 15...Cb4-d5 Evidentemente Ivkov aveva valutato in un primo tempo erroneamente questa posizione. Invece essa obbiettivamente era utile al Nero. 16.Ah4xf6 A questo punto Ivkov mi propose la Patta....Prima, per la strada, rispondendo al maestro Jugoslavo avevo osservato che potevano ancora cambiare molte cose. E i fatti mi diedero ragione...Il risultato sportivo, il bilancio dei primi incontri con i grandi maestri davano gi molte speranze. L'analisi del tabellone mostrava che se fossi riuscito ad andare avanti senza sconfitte da Ivkov, Panno, Kavalek e Stein (pi avanti nella penultima partita!) potevano sussistere concrete possibilit anche per il primo posto. E io volevo accettare quella patta che mi proponeva il componente "della squadra del resto del mondo" poco tempo prima di incontrarsi con la squadra dell'URSS. Volevo la patta ma nello stesso tempo inseguivo il mio sogno. Allora risposi "NO!". Per rispondere avevo risposto, ma non riuscivo ad organizzare la mia mente, il cervello funzionava lentamente. Ivkov, al contrario, giocava con grande forza, e in alcune mosse si sarebbe decisa la partita che mi portava non solo verso la prima patta del torneo, ma anche verso una lunga depressione. 16...Ae7xf6? E' un errore. Occorreva senz'altro distruggere il pericoloso Cavallo 16...Cxc3! oppure giocare 16...Cxf6. Colpevole, come ho gi detto, la mia testa che lavorava lentamente: cominciai a giocare partendo da "comuni considerazioni", avevo paura anche un poco di togliere il blocco al pedone d5, ma era necessario andare avanti con un calcolo preciso delle varianti. 17.De2-c2 Tf8-e8 [E' chiaro che a: 17...g7-g6 sarebbe seguito subito: 18.Ce5xg6] 18.Dc2-h7+ Rg8-f8 19.Cc3-e4 Nell'attacco si inserisce questo Cavallo che non avevo cambiato al 16o tratto, e il mio Cavallo in "d5" resta fermo. 19...Tc8c7 [Gi minaccia: 19...-- 20.Ce4xf6 e non vale ne 20...Dd8xf6 (ne 20...g7xf6 21.Dh7xf7# ; ne 20...Cd5xf6 21.Dh7-h8+ Cf6-g8 22.Ab1h7 Rf8-e7 23.Dh8xg7) 21.Ce5-d7+] 20.Tf1e1 c4-c3 Non mi sentivo in pericolo, anche se avessi giocato immancabilmente 20...Cf4. 21.Ce4-g3! Appare una terribile combinazione, legata all'attacco: 22.Cf5... Ma non ancora tutto perduto. La patta mi sembra la possa dare il tratto 21...g6! 21...Cd5-e7 [La patta mi sembra la possa dare il tratto: 21...g7-g6 (a proposito questo lo pensava Ivkov).Visto che le minacce "Ag7" e "Cf6" Bianco, forse costringono ad un forzato scacco perpetuo dopo: 22.Ab1xg6 Af6xe5 23.d4xe5 f7xg6 24.Dh7-h8+ Rf8-f7 ; Appare una terribile combinazione, legata all'attacco: 21...-- 22.Cg3-f5 e non si pu: 22...e6xf5 da cui: 23.Ce5-d7+ 24.Dh8+.] 22.Dh7-h8+ Ce7-g8 23.Ab1h7

Figura 22 - Ivkov - Karpov, dopo 23. Ah7, pag. 83 23...Af6xe5? [Dopo la fine della Partita Borislav Ivkov mostr una meravigliosa variante che egli aveva calcolato. 23...Rf8-e7 24.Cg3-f5+ e6xf5 25.Ce5-c6+ Re7-d7 26.Cc6xd8 g7-g6!! 27.Te1xe8 Af6xh8 28.Te8xg8 c3-c2 29.Td1c1 Ah8xd4 30.Cd8xb7 Ad4xb2 31.Tc1xc2 E il Nero ha una magnifica posizione. Che peccato che di questa variante si sia accorto Ivkov e non io.] 24.Cg3-f5! e6xf5 25.Dh8xg8+ Rf8-e7 26.Te1xe5+ Re7-f6 27.Te5xf5+ Rf6-e6 28.Td1e1+ Re6-d7 29.Te1xe8 Il Nero Abbandona. 10 A quel tempo Karpov inseguiva in sogno l'universalit di Spassky in campo scacchistico e dichiar molto semplicemente il perch tenesse a diventare universale egli stesso: ci permette di non perdere. La capacit di condurre la battaglia in qualsiasi modo d la possibilit, senza un eccessivo sforzo, di mutare il registro della partita a scacchi, dalla calma melodia di una manovra di posizione ai tempestosi accordi delle combinazioni. Talvolta un tale mutamento ha generato delle note false e gli ha procurato vive emozioni. Karpov possedeva un perfetto orecchio scacchistico, ma era ancora lontano dall'assoluta capacit di esecuzione. Durante la partita con Ivkov improvvisamente percep delle note false nella propria esecuzione, cominci a tormentarsi e poi cadde in un vero e proprio deliquio scacchistico . Ma la cosa pi scoraggiante attendeva Karpov dopo la partita quando Ivkov mostr al giovane avversario come non solo avrebbe potuto salvarsi, ma addirittura conquistare un'ottima posizione. L'astuto Karpov avrebbe naturalmente visto tale possibilit se il registro dello scambio non fosse mutato cos improvvisamente in una tempestosa combinazione e se il suo perfetto orecchio scacchistico, non avesse malamente reagito a una cos brutta esecuzione. Lo stato di deliquio non pass subito. Il giorno seguente, con i bianchi, resistette a stento contro l'argentino O. Panno, poi perse contro L. Kavalek, e a fatica raggiunse il pareggio col giovane islandese di gran talento. G. Sigurjonsson. Ritorn in s solo nel finale, quando sarebbe stato indispensabile vincere tre outsiders e concludere alla pari tre incontri. Contro le normali regole, permisero al suo avversario, l'americano Addisson, di giocare anticipatamente la partita dell'ultima tornata. Stein e Karpov, soffocando dal caldo, erano seduti in camera e, vestiti con i soli slip, giocavano a carte. Si senti bussare alla porta e in abbigliamento di gran gaia , abito Nero e cravatta, entr Addisson. Essi furono molto contenti di aver trovato un altro giocatore e volevano insegnargli seduta stante il loro gioco. Tuttavia Addisson si scus e disse che avrebbe dovuto prendere l'aereo di l a poco per far ritorno a casa e pag. 84

preg Karpov di non aversene a male se la loro partita dell'ultima tornata veniva giocata in anticipo. Karpov acconsent, l'arbitro del torneo aveva dato l'autorizzazione. La partita termin in parit e io scacchista sovietico in tal modo adempi in anticipo alla norma di gran maestro. In generale Anatoly ricorda come i rapporti tra i giocatori fossero dei pi amichevoli. Sebbene, naturalmente, non sia mancata la possibilit di constatare l'insufficiente preparazione della maggior parte degli arbitri e una mancanza di esperienza di grosse competizioni per alcuni giocatori. Cos, l'ecuadoriano Yepez Obando, nel fare la 40a mossa, usc fuori tempo massimo. La posizione di Karpov risultava vantaggiosa, ma, a che pro giocare oltre, se la bandierina sul quadrante del suo avversario era caduta? Anatoly, secondo le regole, chiese di essere proclamato vincitore, ma, inaspettatamente, tanto l'arbitro quanto il giocatore ecuadoriano cominciarono a protestare. Solo l'immediato intervento di alcuni esperti scacchisti, tra cui l'argentino Panno, che sfrutt la propria indiscussa autorit sui sudamericani, permise la soluzione di questo spassoso conflitto . Tra l'altro, Panno fece un altro favore agli scacchisti sovietici. Oscar li invit nella sua stanza e, vedendo come essi guardavano la sua vasta e stupenda camera (la stanza in cui Stein e Karpov soggiornavano in due era notevolmente pi piccola), sugger loro di scambiare le camere. Essi accettarono con soddisfazione e gratitudine la proposta di Panno, il quale poi scherz dicendo che aveva scambiato il suo chiaro campo centrale a4 con quello buio d'angolo h8. Nonostante tutte le vicissitudini Anatoly torn da Caracas molto soddisfatto di essere diventato il gran maestro pi giovane del mondo.

38 campionato dell'URSS, Riga 1970


Racconta Anatoly Karpov: Onestamente non posso dire che il primo campionato del nostro paese a cui ho preso parte, sia stato rilevante, sebbene si sia soliti ritenere e ci vero per un buon numero di casi che i campionati dell'Unione Sovietica costituiscano sempre la competizione pi interessante. Questo campionato, che si svolto d'inverno a Riga, fu un po' "tetro", non fu assolutamente un torneo festoso. Per colpa degli organizzatori da strapazzo non fu ammesso Mikhail Tal: dissero che non aveva partecipato alle fasi eliminatorie, e la capacit di gioco dell'ex campione del mondo in quel momento incominciava a suscitare sfiducia in alcuni. Se Tal avesse giocato nella sua citt natale, il torneo sarebbe stato pi interessante, spettacolare e vivace. Non partecip neppure un gruppo di altri forti scacchisti, la cui partecipazione avrebbe indubbiamente arricchito la competizione. Comunque, in un modo o nell'altro, il campionato dell'Unione Sovietica restava la scuola pi seria e la prova pi severa ed io ero pronto gi in partenza a non pag. 85

conquistarvi un punteggio molto alto. La pi grossa differenza tra finali di gara nel nostro paese e quelle dei tornei internazionali consiste nel fatto che in questi ultimi si trovano sempre dei partners deboli, mentre nei nostri campionati non ci sono veri e propri outsiders. Occorre dire che, per qualcosa quel finale di gara conferm ai miei occhi le previsioni anticipate fatte su di esso, ma, contemporaneamente, si rivel un esame non tanto terribile. Il fatto che io abbia cominciato a partecipare alle finali con il pi duro e difficile dei tornei non poco positivo. Nel 1970 avevo partecipato abbastanza frequentemente ai tornei e fin dai primi passi del campionato avvertii un senso di stanchezza da superlavoro. La sfiducia nelle mie forze gener prudenza, mi sforzai di non rischiare e feci molti pareggi (14 su 21 partite). Fui anche molto criticato per questo, ma avevano dimenticato tutti che si trattava del mio primo campionato e che io avevo ben precisi motivi per giocare cos . Ebbene, effettivamente Anatoly Karpov fu severamente criticato a causa di quel campionato. Allora, sulla grande arena sovietica fece improvvisamente il suo ingresso un gruppo di maestri, che ben presto diventarono grandi maestri: Vladimir Tukmakov, Yuri Balashov, Rafael Vaganian. Nessuno di loro ebbe a dover udire rimproveri come quelli subiti da Anatoly. I grandi maestri, a differenza dei giornalisti, tentarono di trovare una spiegazione. Tal e Kortschnoj suggerirono che Karpov si comportava troppo rispettosamente coi suoi partners. Ecco perch non aveva un proprio gioco . Kortschnoj aggiunse: Non l'ho visto giocare partite originali, autonome. Tra l'altro egli stesso apparso tormentato da questi fattori, al punto che possiamo sperare in un miglioramento . Furman difese il suo allievo: Nella sua situazione adesso difficile fare degli esperimenti. Egli costretto a riportare un buon risultato, a garantirsi un successo sportivo. Ecco allora che occorre reprimere le emozioni, gli impeti creativi e giocare freddamente. Parlando schiettamente, questo sistema non affatto ideale. Per esempio, se avesse lavorato con vero senso di lungimiranza, Tal avrebbe giocato meglio, non tanto da un punto di vista dei successi sportivi, quanto da quello di una fruttuosa creativit . Su tutto ci Anatoly Karpov ha un proprio punto di vista: Effettivamente, la timidezza si annidava in me a mia insaputa e perci agivo in modo eccessivamente accurato e tentavo di fare un gioco semplice, senza pretendere moltissimo. Non avevo nessuna intenzione di fallire. Mi ero posto il compito di perdere il meno possibile. Ma realizzare questo obiettivo non era semplice, tanto pi che non ero ancora sufficientemente preparato per le aperture e spesso mi ritrovavo in situazioni pesanti. Ma forse perch ho impostato male l'apertura sin dall'infanzia e solo durante gli ultimi tempi mi sono liberato da questa carenza, pu darsi anche che proprio a causa di ci si siano rivelate in me quell'astuzia e quella tenacia in virt delle quali mi destreggio nelle situazioni difficili. Come si dice: non tutti i mali vengono per nuocere! pag. 86

Rispetto al livello della finale di un campionato pansovietico (anche se di un campionato non troppo rappresentativo, come quello del 1970) quanto a conoscenza della teoria di gioco ero nettamente inferiore a molti partecipanti. E da ci scatur la mia tattica. Ma, per dirla schiettamente, volli un po' strafare sulla strada che avevo intrapreso e feci otto pareggi consecutivi. Ho sentito particolarmente pesanti gli incontri con i grandi maestri: con tutti loro, tranne che con Vladimir Antoshin, mi erano toccati i neri. E con Viktor Kortschnoj, alla nona tornata, avevo ancora i neri e questa era la prima partita in assoluto di tutta la mia vita con una vera e propria personalit in campo scacchistico. Fin dall'inizio con Kortschnoj mi cacciai in una posizione difficile. A questo punto occorre fare una precisazione importante. Non colpa del mio allenatore Semen Abramovich Furman, al quale devo molto, ma indispensabile dire che, proprio durante gli incontri con Kortschnoj, all'apertura della partita mi trovavo sempre in una brutta situazione. Kortschnoj conosceva molto a fondo Furman, avendo collaborato a lungo con lui in passato, quindi, molto astutamente, sfruttava questa circostanza, prevedendo le mosse che Furman mi aveva suggerito di fare. Solo in seguito, avendo intuito ci, prestai maggior attenzione ai consigli del mio allenatore (il discorso vale esclusivamente in relazione alla preparazione pratica degli incontri con Kortschnoj), tuttavia giocavo di testa mia. Parlando senza falsa modestia posso affermare che quando agivo in tal modo Kortschnoj, all'apertura, non poteva pi far nulla con me. Ma allora, a Riga, ero ancora un giocatore insufficientemente autonomo. Una volta, in una situazione difficile, mi difesi bene da Kortschnoj e avevo gi quasi completamente corretto la posizione quando, a un certo punto, evidentemente sfiancato da una difesa estenuante per le mie forze, non sfruttai un'occasione che mi si era presentata, e alla fine subii una sconfitta. La tensione era molta e io non ero ancora abituato a simili fatiche. Alla dodicesima tornata, infine, riportai la mia prima vittoria, poi ancora una... Stavo per riprendere coraggio, quando fui sgominato dal maestro Oleg Dementiev. In verit tutto fin relativamente bene: mi classificai 5 alla pari con Gipslis e Savon. Per un debuttante non era male. Oltretutto, il campionato del 1970 mi dimostr che era possibile superare le posizioni difficili contro fortissimi giocatori (sebbene, naturalmente, sarebbe ancora meglio non cadere in queste situazioni). Questo torneo in breve, mi rassicur .

39 campionato dell'URSS, Leningrado 1971


Partecipai al mio secondo campionato nazionale dopo la vittoria nella semifinale del campionato dell'URSS che si svolse nella citt lettone di Daugavpils. Quel torneo eliminatorio conferm il fatto che non ero pi un principiante, bens un vero gran maestro dalle notevoli capacit. pag. 87

Oltre a ci avevo alle spalle l'incontro di campionato con Viktor Kortschnoj. Un incontro che si era concluso in parit e mi aveva mostrato che potevo competere alla pari con i grandi campioni. Cos, prima del campionato del 1971 nutrivo gi ambiziose speranze. Ebbene, questa volta il torneo si presentava duro anche se non vi partecipavano Boris Spassky, Tigran Petrosian e Viktor Kortschnoj. Giocavano per Mikhail Tal, Vasily Leonid Stein, Lev Polugaevsky, Efim Geller, 22 giocatori in tutto. Chi ha potuto concepire una maratona del genere? Una idea terribile! Un torneo normale si ha quando partecipano 16-18 persone. In questo modo dopo diciassette tornate, dire che i giocatori sono stanchi poco, "perdono semplicemente la tramontana". A ci va aggiunto un regolamento spossante. Tre tornate, ripresa del gioco, due tornate, di nuovo ripresa del gioco e solo allora giorno di riposo. In nessun campo da noi si fatica tanto : otto giorni lavorativi consecutivi. Alla fine di una competizione del genere ai giocatori restano l'irascibilit, l'ambizione, tutto ci che si vuole, tranne l'indispensabile gusto per il gioco. Io in complesso non giocai male. Tuttavia mi perseguitava una sfortuna sportiva. Stavo quasi per difendermi da Smyslov, quando mi rilassai e persi; con Vaganjan non notai una semplice combinazione. Con Vladimir Savon avevo una posizione schiacciante ( e lui era a corto di tempo), ma mi lasciai sfuggire uno sviluppo vantaggioso, poi, dopo aver esaminato con insuccesso la posizione, non sfruttai le rimanenti possibilit e il mio rivale seppe terminare in parit. Tra l'altro fu proprio questa circostanza che influ notevolmente sulla vittoria generale di Savon al campionato. La nostra partita era stata giocata all'11a tornata, ma, calcolando anche le riprese, al momento della conclusione di questo incontro i giocatori avevano condotto circa 13-14 partite. Savon appartiene a quella categoria di scacchisti che, dopo la sconfitta, generalmente sono distrutti", perci, una volta assaggiato un tale "doping" supplementare egli incominci a giocare con maggior grinta e complessivamente non perse nessuna partita. Come spiegare dunque che durante il campionato del 1971 (nonch pi tardi, nel 1973) nessuno mi regal neppure mezzo punto, nessuno mi lasci salvare una posizione persa e nessuno mi permise di vincere un pareggio? Anzi avvenuto il contrario. Oltre a una spiegazione di ordine naturale (le finali dei campionati sono sempre a un livello di parit e difficili per loro natura) ce n' anche una quasi psicologica, se cosi si pu dire. Non pu essere che una persona sia accompagnata per tutta la vita dalla fortuna agli scacchi o che sia sempre inseguita in assoluto dalla scalogna. Tuttavia ci accade in alcuni tornei. Il gran maestro Vladimir Turmakov generalmente non conquista posti mediocri: o il gioco gli va bene, riesce e passa conquistando uno dei primi posti del torneo, oppure non gli riesce niente, i pezzi gli cadono letteralmente di mano e allora Volodja cade rovinosamente in gi nella classifica del torneo. A me, naturalmente, non succede in forme cos vistose. Ma pag. 88

avvenuto che due campionati nazionali (mi riferisco alle gare dei 1971 e del 1973) siano stati appunto quelli in cui non mi successo nulla di particolare. In genere non posso lagnarmi di avere una sfortuna fatale durante i tornei di scacchi e nelle altre competizioni, ma ai campionati sovietici come se agisse una sorta di compensazione. I lettori possono anche prendere tutta questa spiegazione "pseudoscientifica" come uno scherzo, ma pur vero che in ogni scherzo c' una parte di verit. Ma, seriamente, in nessun modo vorrei che il lungo elenco dei miei errori commessi lungo il torneo sovietico svoltosi a Leningrado, venisse preso come una lamentela circa il mio destino durante i tornei. Semplicemente accaduto cos... . Ecco cosa disse Mikhail Tal dopo la conclusione delle gare : Karpov ha molto talento, molto sensato per la sua et ma secondo me troppo timido quando siede davanti alla scacchiera. Un piccolo esempio. Durante l'ultima tornata ha giocato col Nero con Polugaevsky, poco fortunato in quel campionato. La vittoria avrebbe reso al leningradese (ci era apparso evidente abbastanza presto) una medaglia. Era chiaro che non esistevano basi sufficientemente reali su cui programmare la vittoria di questa partita. Ma posso fermamente dire che io, alla sua et avrei fatto il prepotente. Karpov gioc invece correttamente, secondo le norme, pareggi con distinzione e si accontent del quarto posto . Del rapporto tra Anatoly Karpov e il gioco degli scacchi e del suo stile abbiamo gi parlato e parleremo ancora, ma per ora ci limitiamo a riportare le sue parole, pronunciate dopo il campionato sovietico del 1971: In seguito ai risultati dell'ultima tornata avrei potuto contare su di una posizione pi avanzata. Ma anche Tal e Smyslov hanno pareggiato tra loro senza praticamente giocare e io ho pareggiato con i neri contro Polugaevsky, cosa di per se stessa per nulla semplice. Ancora alla vigilia del torneo mi ero posto l'obiettivo di essere ammesso tra i primi tre al fine di poter giocare al prossimo campionato senza dover passare attraverso la preventiva eliminatoria. Ma se mi avessero detto prima che avrei conquistato il quarto posto, non mi sarei amareggiato. Anche adesso, analizzando le partite vedo che avrei potuto giocare meglio. Ho lasciato cadere troppe possibilit .

Il memoriale Alekhine, Mosca 1971


La lunghissima storia degli scacchi vanta complessivamente pochi tornei a livello elevato (pi precisamente elevatissimo) come quello intitolato al grande Alekhine, che si svolto nel novembre-dicembre 1971. a Mosca con la partecipazione di diciotto grandi maestri solo grandi maestri quattro dei quali sono stati campioni del mondo. Karpov invitato a partecipare a questo torneo non solo quale rappresentante della pag. 89

nuova generazione , ma anche come giovane gran maestro, che aveva gi conseguito una serie di ottimi risultati. In questo invito onorifico c'era tuttavia un difetto che Anatoly spiega cos: Nella prima met dei 1971 praticamente non giocai. Ma a partire dal giugno in pratica quasi non lasciai la scacchiera. Giugno: semifinale del campionato dell'Unione Sovietica; Luglio: Olimpiadi studentesche; Agosto: due campionati a squadre (nazionale e delle Forze armate); Settembre-Ottobre: finale del campionato sovietico. Se il torneo Alekhine non fosse stato cos importante e allettante avrei senz'altro rifiutato di parteciparvi . Si pu comprendere Karpov: anche la pi cara occupazione ti pu stancare. vero che la stanchezza viene compensata da altro... Quando durante il sorteggio Anatoly non riusc ad aprire il bussolotto, che racchiudeva il suo numero d'ordine, uno spettatore mormor: Di numeri ne ha pochini. Come potr sostenere fino alla fine una competizione cos impegnativa?! Ma Karpov non solo ebbe ragione di tutte le difficolt, ma produsse una tra le pi rumorose sensazioni del 1971. Prima dell'inizio del torneo racconta Karpov , una persona a me vicina e che dimostrava una forte simpatia nei miei confronti mi augur di piazzarmi tra i primi dieci. Allora io pensai che la mia simpatia per me stesso era ancora pi forte e mi augurai di meglio: speravo di entrare nella prima cinquina. Non fui soddisfatto del sorteggio. Mi imponeva un inizio burrascoso e non avevo un particolare desiderio di giocare. Qualcosa non andava. Volevo sempre il massimo, ma non veniva fuori niente di buono e le partite si prospettavano dure . La Casa centrale della cultura dei ferrovieri di Mosca si trova nel piazzale delle grandi stazioni e la sua sala sempre affollata di spettatori ( forse per questa ragione che gli scacchisti amano giocare in questo accogliente locale, dove si sono tenuti pi di una volta i campionati dell'Unione Sovietica). Tuttavia, bisogna notare, che gli appassionati degli scacchi costituiscono un pubblico assai severo ed esigente, che richiede un gioco combattivo e senza compromessi. In particolare, quella volta, durante il torneo in memoria di Alekhine, l'abbondanza di brevi patte all'inizio della competizione suscit l'insoddisfazione degli spettatori, uno dei quali, risentito, grid dal suo posto (fatto inconsueto nei tornei di scacchi) all'arbitro in capo: Compagno Kotov, proibisca questi pareggi! . Il giudice, egli stesso un esperto gran maestro, si confuse, cosa che non gli capita spesso e, invece di ammonire severamente, secondo la prassi, il trasgressore della convenzione del silenzio , allarg le braccia in segno d'impotenza. Comunque verso la decima tornata la lotta nel torneo divenne pi sanguinosa , perch influenzata dagli spettatori, o dai giornalisti, che chiedevano ai grandi maestri di soddisfare il desiderio degli appassionati di scacchi; fatto sta che i pareggi diminuirono sensibilmente. Ora, immaginatevi, in quest'atmosfera lo stato d'animo di Karpov, il quale, dopo aver vinto all'inizio con un avversario debole, L. Lengyel dell'Ungheria, riusc a fare, nelle altre nove partite, solo pag. 90

pareggi. Al giovane razionalista ventenne parve di sentire dei rimproveri al suo indirizzo. Ed egli decise prima dell'undicesima tornata: O la va o la spacca! Rimangono in tutto 7 partite. Oggi gioco col Bianco e per di pi contro un avversario molto forte. Indietreggiare (o, pi esattamente, restare allo stesso punto) non pi possibile . Ed ecco Anatoly Karpov, giocare la partita per lui cruciale del torneo Alekhine, e forse non solo di quel torneo. La partita fu un successo sia dal punto di vista sportivo che da quello creativo. In conclusione egli vinse il torneo intitolato alla memoria di Alekhine alla pari con Leonid Stein. Ci che pi sorprende il fatto che Karpov non abbia abbandonato neppure un istante la sua tattica, alla quale si era attenuto fin dalle primissime competizioni nei tornei. Indicativa la partita con Hort che qui presentiamo commentata da Karpov:

Karpov, Anatoly (2540) - Hort, Vlastimil (2605) [B81]


Alekhine mem Moscow (11), 1971 [Karpov, Anatoly - Scacchi primo amore] Difesa Siciliana 1.e4 c5 2.Cf3 d6 3.d4 cxd4 4.Cxd4 Cf6 5.Cc3 e6 6.g4 L'inevitabile arma di P. Keres: Desiderio di respingere il Cavallo in "f6" e di creare le premesse per l'attacco sul fianco di Re col Rafforzamento del Sistema Tattico. 6...Cc6 Al Bianco nella realizzazione del suo Piano da molto fastidio 6...h6. 7.g5 Cd7 8.Ae3 a6 9.f4 Sar ma ora preferirei 9.Tg1. 9...Ae7 [Probabilmente, a: 9...h6 il mio avversario temeva il tratto, che anch'io mi accingevo a fare 10.Cxe6 (Altro probabilmente non si poteva fare: 10.gxh6 per il Bianco semplicemente svantaggioso perch: 10...Dh4+ ; come pure: 10.g6 per il Bianco semplicemente svantaggioso perch: 10...Dh4+) Per il Bianco sarebbe potuta nascere l'immensa complicazione: 10...fxe6 11.Dh5+ Re7 12.Ah3 De8 13.Dh4 con conseguenze difficilmente valutabili. Appunto a questo mi ha costretto la posizione dell'incontro. Fritz 10: 1) 13...Rd8 (Fritz 10: 2) 13...Rf7 14.f5 Cde5 15.0-0-0 Ae7 16.Dh5+ Rf8 17.Dxe8+ Rxe8 18.gxh6 g5 19.fxe6 Txh6 20.Af5 Axe6 21.Cd5 Tc8 -0.30/17 ; Fritz 10: 3) 13...Cb4 0.46/16 ) 14.f5 exf5 15.Axf5 g6 16.Axd7 Axd7 17.gxh6+ Rc8 18.0-0-0 Ce5 19.Cd5 Cc4 20.Af4 Dxe4 21.The1 -0.39/17 ] 10.Tg1 Cxd4 Di solito il Nero non ha fretta per questo cambio pero qui non gli facile trovare un'altro tratto: 10...Dd8-c7 appare troppo lento; decidersi a: 10...o-o proprio sotto attacco non e facile. [10...Cc5 11.Cxc6 bxc6 12.Axc5 d la superiorit al Bianco.] 11.Dxd4 e5 12.Dd2 exf4 13.Axf4 Ce5 [Sembra che sarebbe stata cattiva per il Nero: 13...Db6 14.Tg3 Dxb2 15.Tb1 Da3 16.Cd5] 14.Ae2 Ae6 15.Cd5! Senza indugio altrimenti la Regina avversaria balza in una posizione attiva: 15. O-O-O Da5!. [15.0-0-0 Da5!] 15...Axd5 Diagramma

Figura 23 - Karpov - Hort, dopo 15...Axd5, pag. 92 r2qk2r/1p2bppp/p2p4/3bn1P1/4PB2/8/PPPQB2P/R3K1R1 w Qkq - 0 16 16.exd5 Come e giusto ci si sforza di occupare con i pezzi e non con i Pedoni le Caselle di Blocco. E realmente anche 16. Dxd5 mi lascia un vantaggio, in quanto il punto "d6" richiederebbe continuamente una difesa da parte del Nero. Ma allora anche il mio Pedone "e4" in alcuni casi avrebbe bisogno di tutela, cosa che potrebbe impacciare il mio Alfiere su casa chiara. Questo Alfiere deve essere libero nei suoi movimenti tanto pi che sulla scacchiera e gi uscito il suo antagonista Nero. 16...Cg6 La posizione del Nero e visibilmente peggiore, per questo Horst cerca una decisione tattica che costituisca per lui un problema. A una difesa passiva e destinato l'arrocco del Re oppure: 16...Dc7 e poi 17...O-O-O. 17.Ae3 h6?! 18.gxh6 Ah4+ 19.Rd1 Il Re bianco non ha paura di perdere l'arrocco, nello stesso tempo l'altro Re si conserva questa possibilit per la fine della partita, ma non avr modo di approfittarne. 19...gxh6 20.Axh6 Af6 [Probabilmente: 20...Df6 non sarebbe servito al Nero in vista del fatto che l'Alfiere "h4" perderebbe sensibilmente di mobilita.] 21.c3 Ae5 Diagramma

Figura 24 - Karpov - Hort, dopo 15...Ae5, pag. 93 r2qk2r/1p3p2/p2p2nB/3Pb3/8/2P5/PP1QB2P/R2K2R1 w kq - 0 22 A prima vista sembra che il Nero abbia raggiunto il suo scopo: minaccia 22. ... Dh4 e dopo 23. Ag5 Db6 24. Ae3 Dc7 il mio successo non e grande. Ma nelle mani del Bianco si trova una replica molto forte. 22.Tg4! Il Pedone "h2" non ha nulla da temere (per ora!). Adesso e importante non lasciare la Regina Avversaria in una posizione attiva sul fianco del Re, dove i miei pezzi nonostante tutto "si stanno innovando" sensibilmente. [22.-- Dh4 23.Ag5] 22...Df6 Relativamente migliore sarebbe stata 22...Axh2 che ristabiliva un equilibrio di materiale. Ma si pu capire il gran maestro cecoslovacco: egli voleva "svilupparsi!". 23.h4! Non si pu 23. ... Cxh4? 24. Ag7. E soprattutto sarebbe difficile recuperare questo pedone da poco tempo senza aiuto, che si soggiace ora via via ad una forza minacciosa. 23...Df5 24.Tb4 Af6 25.h5 Ce7 E' chiaro che questa ritirata e meno onorevole di 25...Ce5, ma vi pu essere ora anche una falsa attivit dei pezzi dopo 26...Tf4. [25...Ce5 26.Tf4] 26.Tf4 De5 Diagramma

Figura 25 - Karpov - Hort, dopo 26...De5, pag. 95 r3k2r/1p2np2/p2p1b1B/3Pq2P/5R2/2P5/PP1QB3/R2K4 w kq - 0 27 27.Tf3! A volte con tale lentezza di movimenti la Torre para una minaccia dopo l'altra. 27...Cxd5 28.Td3 Txh6 E non si vede niente di meglio. [Se: 28...Ce7 segue: 29.Af4] 29.Txd5 [Errato sarebbe: 29.Dxh6 in vista di: 29...Ag5 30.Dh7 Ce3+] 29...De4 Diagramma

Figura 26 - Karpov - Hort, dopo 29...De4, pag. 96 r3k3/1p3p2/p2p1b1r/3R3P/4q3/2P5/PP1QB3/R2K4 w q - 0 30 Sembra che per il Nero vada tutto bene. Ma... 30.Td3! Viva la Torre! Gli occhi e la coscienza di una scacchista si abituano alla capacita di lavoro di tutti i pezzi, ma convenitene, con la Torre questo accade principalmente nel finale.

30...Dh1+ Il Nero e costretto a lasciare, il cambio non e affatto alla pari. 31.Rc2 Dxa1 32.Dxh6 Ae5 33.Dg5 In questa situazione senza uscita V. Hort lascio scadere il tempo e perse quindi la partita, che fu riconosciuta come la migliore del torneo in memoria di Alekhine. 1-0 Lo jugoslavo Informator la defin uno dei migliori successi creativi nel gioco degli scacchi del 1971. Devo riconoscere che io pure amo molto questa partita... . Quando M. Botvinnik ud per telefono che A. Karpov era stato uno dei vincitori del Memoriale Alekhine, esclam: Ricordatevi di oggi, 18 dicembre 1971. Nel mondo degli scacchi nata una nuova stella di prima grandezza! . pag. 96

Il torneo tradizionale di Natale, Hastings, dicembre 1971-gennaio 1972


Se il Memoriale Alekhine, aveva introdotto Karpov nella famiglia del migliori grandi maestri, il torneo internazionale di Natale svoltosi nel 1971-72 ad Hastings, con inizio dieci giorni dopo la grandiosa competizione di Mosca conferm definitivamente Anatoly quale degno membro della famiglia, poco numerosa, degli scacchisti fuoriclasse. Karpov ricorda: Dovetti giocare con quasi tutti i concorrenti con i neri, ma non tutti i mali vengono per nuocere: giocai con i bianchi con i partecipanti pi deboli e vincerli fu pi facile. L'atmosfera, nella sala del torneo, nonostante questa fosse di grandi dimensioni, sembrava molto difficile. Il nostro torneo si svolgeva parallelamente al torneo dei maestri; gli spettatori che assistevano erano troppi, il pubblico distava 2-3 metri dai partecipanti e tutti i suoi discorsi e commenti giungevano fino a noi. Kortschnoj soffriva in particolar modo per questa atmosfera. Per lui giocare era diventato penosamente faticoso . Il torneo inizi per me con un successo. Dopo aver fatto nella prima tornata un pareggio con Pfleger, vinsi tre partite consecutive, dopo di ci feci ancora un pareggio e altre tre vittorie. Cominciavo per a sentire che le forze stavano per. abbandonarmi. Negli ultimi otto mesi avevo giocato circa 100 partite, e, parlando francamente, ero semplicemente esausto. All'incontro con Kortschnoj, che sembrava il mio unico concorrente, io non ero gi in grado di giocare come prima. Kortschnoj mi vinse facilmente... Prima dell'ultima tornata Kortschnoj mi lasci indietro di mezzo punto, e il giorno conclusivo della competizione non volli rischiare, dopo aver fatto un rapido pareggio con Najdorf. Il problema del primo posto si risolse nella mia partita con l'inglese Markland. Mi riusc di superare, a prezzo di incredibili sforzi, il mio avversario e di raggiungere cos Kortschnoj. Giocare mi era particolarmente difficile, sapendo che tre giri prima, ero in vantaggio di un punto e mezzo e ora mi trovavo indietro. Il buffo che sei mesi prima, all'Olimpiade studentesca, avevo battuto Markland senza difficolt . La lotta per il terzo posto si svolse tra Byrne e Mecking. Il successo arrise allo scacchista brasiliano, o pi esattamente, non il successo, ma la fortuna. Pfleger, che si trovava in una posizione migliore, dimentic di fare il quarantesimo passo di controllo e gli fu computata una sconfitta. Durante l'incontro tra Mecking e Botterill si verific un fatto molto spiacevole. Ai contendenti restavano solo 2-3 minuti per otto mosse. Mecking pose la mano sul bottone dell'orologio e non permise all'inglese di invertirlo. Il giudice non si accorse di tutto ci, Botterill si confuse e in due mosse perse la partita. Tutti erano estremamente indignati. Bench a Mecking fosse riuscito di rispettare anche la regola del Grande Maestro, a me piacque di pi lo svedese Andersson, uno scacchista molto abile e perspicace, pag. 97

Di questo torneo indicher due mie partite, che da un certo punto di vista sono simili. In entrambi i casi fu giocata la Difesa Siciliana, si verific un prematuro scambio di Regine, e il finale si effettu con Alfieri, di diversi colori. In entrambe le partite il Bianco riusc ad arrivare alla superiorit di posizione e a sferrare l'attacco, con poche forze, al Re dei neri.

Karpov, Anatoly (2540) - Byrne, Robert E (2510) [B61]


Hastings 7172 Hastings (2), 1971 [Karpov, Anatoly - Scacchi primo amore] Difesa Siciliana 1.e4 c5 2.Cf3 Cc6 3.d4 cxd4 4.Cxd4 Cf6 5.Cc3 d6 6.Ag5 Ad7 7.Dd2 Tc8 8.0-0-0 Cxd4 9.Dxd4 Da5 Karpov: Ne e uscita una vera Posizione Teorica. 10.f4 [Altra possibilit e: 10.Dd2 ] 10...h6 [Precedentemente qui si era giocato: 10...e6 11.e5 dxe5 12.fxe5 Ac6 13.Ab5 Cd5 14.Axc6+ bxc6 15.a3 h6 16.Ad2 Db6 17.Dxb6 axb6 18.Ce4 b5 19.Rb1 f5 20.exf6 gxf6 21.g4 h5 22.h3 Ae7 23.Thg1 hxg4 24.hxg4 Tg8 1/2-1/2 Karpov,Anatoly-Balashov,Yury/Leningrad (20) 1971] 11.Ah4 g5 12.e5 Diagramma

Figura 27 - Karpov - Byrne, dopo 12. e5, pag. 99 2r1kb1r/pp1bpp2/3p1n1p/q3P1p1/3Q1P1B/2N5/PPP3PP/2KR1B1R b k - 0 12 Anche questa posizione non e nuova. 12...gxh4 [ In un torneo Jugoslavo la partita era proseguita con: 12...Ag7 che conduceva a una grande complicazione. La variante: 13.Ae1 Ch5 14.Cd5 Dxa2 15.Cxe7 evidentemente a vantaggio del Bianco. Ma io penso che l'idea del Nero meriti attenzione e sia interessante per l'Analisi.] 13.exf6 e6 14.Ae2 E una buona mossa. L'Alfiere su casa chiara, a seconda delle circostanze pu essere portato in "f3" o "h5" dove controller un settore importante. 14...Ac6 15.The1 Tg8 16.Af3 Per il Nero fare il tratto seguente e stato tutt'altro che semplice, non per niente qui Byrne si e fermato a pensare per 20 minuti. 16...Rd7 Il Nero progetta il trasferimento del Re sul fianco di Regina.

Era riuscito a trovare la strada per una chiara posizione di vantaggio. 17.Te5! Db6 18.Dxb6 axb6 19.Ah5 Ora non e possibile difendere il Pedone "f7". Comincia un gioco forzato, ciascuna parte si affretta a catturare quanti pi pedoni possibile all'Avversario. 19...Txg2 20.Axf7 Txh2 21.Axe6+ Rc7 22.Te3 La posizione del Bianco e migliore in quanto i suoi pedoni sulla "colonna f" sono pi pericolosi dei Pedoni Neri sull'ultima Verticale. Ora al Nero si presenta un problema: dove ritirare la Torre "c8"? E possibile forse retrocederla in "a8", ma a questo non e facile decidersi in quanto il Re nero tiene [andrebbe in b8]. 22...Td8 23.Cd5+ Axd5 24.Txd5 Senza tenere conto di entrambi gli Alfieri, la posizione del Bianco e chiaramente migliore in quanto il Nero ha pedoni molto deboli. 24...Tf2 Con l'avanzamento del Pedone "f4" il Nero prepara l'allontanamento dell'Alfiere in "h6". 25.f5 h5 26.Tc3+ Rb8 Diagramma

Figura 28 - Karpov - Byrne, dopo 26...Rb8, pag. 101 1k1r1b2/1p6/1p1pBP2/3R1P1p/7p/2R5/PPP2r2/2K5 w - - 0 27 27.a4 Io non credo affatto alla giustezza del piano d'attacco al Re. Pu darsi che segua un controllo sui pedoni di passaggio dell'avversario. Ma questa via mi sembra troppo lunga. 27...Tf4 28.a5 bxa5 29.Txa5 Tg4 30.Tca3 Rc7 31.Tb5 Il Pedone "b7" si trova in pericolo e non c' modo di allontanarlo. L'unica replica del Nero si concluderebbe nel seguito: 31....Tg1 32.Rd2 Ah6+. Byrne pero comincia subito col secondo tratto e permette al Re bianco di rifugiarsi tranquillamente in "a2". 31...Ah6+ [L'unica replica del Nero si concluderebbe nel seguito: 31...Tg1+ 32.Rd2 Ah6+] 32.Rb1 Tg3 33.Ta7 Tb8 34.Ad5 Tg1+ 35.Ra2 Tf1 36.Taxb7+ Txb7 37.Txb7+ Rd8 38.Ae6 h3 L'ultima possibilit... 39.Td7+ Re8 [Nello Zeinot Byrne osservo che nel caso: 39...Rc8 40.Th7+ Rd8 41.Txh6 h2 il Bianco faceva in tempo a fermare il Pedone col tratto: 42.Ad5] 40.Tc7 Il Nero Abbandona dato che il Matto inevitabile. 1-0 Nella partita seguente il mio avversario. Mecking adoper in apertura un nuovo tratto, ma penso che non trover imitatori. Mecking voleva molto ottenere il primo posto. Quando avevo 3 punti e mezzo su quattro e stavo per incontrarmi col maestro romeno Ciocaltea, Mecking gli chiese: "Sei pronto a 'stritolare' Karpov".

"Sono pronto a giocare" rispose Ciocaltea. "Sta attento a non perdere, o io non ce la far a conquistare il primo posto". chiaro che la mia partita con Mecking assunse un carattere fondamentale: divenne una questione di principio.

Karpov, Anatoly (2540) - Mecking, Henrique (2540) [B92]


Hastings 7172 Hastings (6), 1971 [Karpov, Anatoly - Scacchi primo amore] Difesa Siciliana 1.e4 c5 2.Cf3 d6 3.d4 cxd4 4.Cxd4 Cf6 5.Cc3 a6 6.Ae2 Ho applicato spesso questo sistema e lo conosco bene. Negli incontri con molti scacchisti stranieri che studiano minuziosamente la Teoria sovente vince non chi gioca meglio, ma chi ha analizzato nelle sue conseguenze una variante d'apertura. 6...e5 7.Cb3 Ae6 8.f4 Dc7 9.a4 Quello di collegamento indispensabile nel gioco del Bianco. Il Bianco non solo impedisce 9. ... b5 ma si prepara anche a bloccare mediante "a4-a5" i Pedoni Neri sul fianco di Regina. Di solito in risposta qui si gioca: - 9. ... Ae7 o - 9. ... Cbd7. Ma a Mecking qualcosa non era piaciuto, egli penso a lungo e scelse un nuovo seguito, per niente forte. 9...Cc6 Tratto di dubbio successo. Il Nero impedisce 10. a5 a caro prezzo: egli non solo ricorre ora al cambio di Alfiere, ma concede all'avversario la possibilit di dominare sulle caselle bianche. 10.f5 Axb3 11.cxb3 Db6 Se il Bianco riesce ad arroccare corto e a piazzare l'Alfiere in "c4" la sua superiorit sar schiacciante. Mecking si prepara alla realizzazione di questo piano. 12.Ag5 Ae7 13.Axf6 Axf6 14.Cd5 Da5+ 15.Dd2 Dxd2+ 16.Rxd2 Ag5+ 17.Rd3 0-0 18.h4 Ad8 In "h6" l'Alfiere poteva trovarsi in una situazione pericolosa (dopo "g2-g4"). 19.Tac1 a5 [Non si pu ancora spostare il Cavallo da "c6" perch a: 19...Ce7 segue 20.Cxe7+ Axe7 21.Tc7 ; E se 19...Cd4 allora 20.b4] 20.Rd2 Tb8 21.g4 Il piano del Bianco e chiaro. Un attacco di pedoni sul fianco di Re. Dopo Ae2-c4 diventa molto pericoloso. Comprendendo questo Mecking cerca un salvataggio nel variopinto: 21...Cb4 22.Ac4 Cxd5 23.Axd5 Diagramma

Figura 29 - Karpov - Mecking, dopo 23. Axd5, pag. 104 1r1b1rk1/1p3ppp/3p4/p2BpP2/P3P1PP/1P6/1P1K4/2R4R b - - 0 23 La posizione si e stabilizzata. Il Bianco ha un grande vantaggio per la completa mancanza di gioco dell'avversario. Mecking riponeva molte speranze nel tratto successivo, pensando di riuscire a bloccare i pedoni sul fianco di Re e a fermare il loro avanzamento. 23...g5 24.fxg6 hxg6 25.Rd3 Rg7 26.h5 Ab6 [Ne migliore e: 26...Ag5 27.Tc7] 27.Th3 In modo che dopo il cambio in "g6" si impadronisce della "colonna h". 27...Ac5 28.Tf1 f6 Forzato. Minacciava 29. h6+. 29.hxg6 Rxg6 30.Tfh1 Tbe8 31.Th7 Rg5 Mecking si trova nello ZEINOT e temeva la minaccia di matto dopo Th1-h5. 32.Re2 Rf4 Qui mi venne in mente un'idea "micidiale" e giocai: 33.T1h3 Diagramma

Figura 30 - Karpov - Mecking, dopo 33. Th3, pag. 105 4rr2/1p5R/3p1p2/p1bBp3/P3PkP1/1P5R/1P2K3/8 b - - 0 33 L'avversario non si accorse della minaccia e replico: 33...Ad4 [Ma per una difesa migliore: 33...Rxg4 34.Th1 Tg8 35.Axg8 Txg8 E il Bianco avrebbe vinto facilmente.] 34.Tg7 A questo punto Mecking chiese tempo anche se avrebbe potuto abbandonare immediatamente, data l'inevitabilit del matto. 1-0 pag. 105

Le Olimpiadi studentesche, Porto Rico 1971 e Graz 1972


I campionati del mondo studenteschi a squadre o, come vengono anche chiamati Le piccole Olimpiadi , sono strutturati proprio come i tornei delle Nazioni degli adulti: la squadra composta da quattro titolari e due riserve. Del resto, queste competizioni giovanili vengono inesattamente considerate come divise nettamente dalle Olimpiadi per adulti , in quanto, oltre agli studenti, hanno diritto, di partecipare anche i padri di famiglia , fino a un'et massima di 27 anni. Non casuale quindi che i componenti delle squadre, in queste competizioni, siano a volte molto forti, e che in determinate squadre si esibiscano celebri grandi maestri, che gi partecipano alle Olimpiadi internazionali. proprio per questo motivo che, quando, nel 1971, la squadra studentesca sovietica arriv a Majaguas (un cittadina relativamente piccola sul litorale occidentale di Porto Rico) tutti si stupirono e si spaventarono anche un po', dopo aver visto tra i suoi componenti tre grandi maestri. Decidemmo una volta per tutte raccont Karpov su quale scacchiera dovesse giocare ciascuno. Per allora e per il futuro furono adottati, come criterio generale, i risultati conseguiti nelle finali del campionato dell'URSS. Alla prima scacchiera, per noi, si sedette Vladimir Tukmakov, quindi Yuri S. Balasciov e poi io; proprio in questo stesso ordine ci eravamo classificati nel campionato nazionale sovietico. Della squadra facevano anche parte maestri molto forti come Mikhail Podgajec, Ghennadij Kusmin e Jurij Razuvaev. Sono perfettamente convinto che, se le ultime scacchiere fossero diventate le prime e viceversa, il risultato finale del torneo non sarebbe cambiato, tanto la nostra squadra era regolare e forte. Solo gli Stati Uniti e il Canada (rappresentato dalla squadra nazionale quasi al completo) potevano rappresentare una certa concorrenza. Noi superammo i secondi in classifica di 8 punti interi, e ogni componente della nostra squadra occup, per giunta, anche il primo posto nella propria scacchiera. Riuscimmo a battere questo record un anno dopo, nella citt austriaca di Graz, dove superammo i nostri avversari di ben 9 punti. A quel tempo nella squadra si erano verificati alcuni cambiamenti (si era aggiunto un altro gran maestro! ), e le prime tre scacchiere furono distribuite nell'ordine inverso. Ecco la nostra squadra del 1972: Karpov, Balasciov, Tukmakov, Vaganjan e i maestri Pogajec (di Odessa) e Jurij Anikaev (proveniente dalla citt siberiana di Novokusnezk). Mi ricorder sempre delle Olimpiadi studentesche per la loro atmosfera di amicizia e l'eccellente "clima" che regnava all'interno della squadra . L'allenatore stabile delle squadre giovanili che rappresentano l'Unione Sovietica, il maestro Anatoly Bykhovskij, ricorda con particolare emozione le Olimpiadi studentesche del 1971 e del 1972. Da noi racconta ci sono state e ci saranno sempre ottime squadre, ma quelle mi sono rimaste impresse nella memoria. pag. 106

Non un caso, se oggi i ragazzi lottano per i posti pi elevati in qualsiasi torneo, e per quanto riguarda le loro relazioni reciproche emblematico che Balasciov, per esempio, sia stato pi di una volta il consulente di Karpov per i problemi pi delicati e che Jurij Razuvaev sia diventato uno degli allenatori di Anatoly Karpov, al momento della sua conquista del titolo di campione del mondo . Mi ricordo continua l'allenatore delle squadre giovanili sovietiche che a Graz, nel 1972, egli si incontr con il gran maestro della Germania occidentale Robert Hubner. Noi abbiamo sempre giocato duramente con la squadra della Germania Federale. In quell'occasione Hubner contendeva a Karpov il miglior risultato alla prima scacchiera. Questo incontro era capitale sotto tutti gli aspetti, avrebbe dovuto definire la disposizione delle forze per alcuni anni a venire e dimostrare come ai sarebbe comportato Karpov nei confronti del giovane Grande Maestro occidentale. Anatoly dimostr di aver capito la posizione ancora pi sottilmente e in profondit . Ecco come egli stesso commenta questo duello di prestigio :

Karpov, Anatoly (2630) - Huebner, Robert (2590) [B42]


WchT U26 19th fin-A Graz (6.1), 1972 [Karpov, Anatoly - Scacchi primo amore] Difesa Siciliana 1.e4 c5 2.Cf3 e6 3.d4 cxd4 4.Cxd4 a6 5.Ad3 Ac5 Un altro possibile seguito e 5...Cc6 ma con la variante 6. Cxc6 bxc6 adoperata in una delle partite dell'incontro Fischer-Petrosian, una replica per il Nero non e stata ancora trovata e tormentarsi dopo 6...dxc6 piace a pochi. Il tratto 5...Ac5 si riporta a un gioco composito con un piccolo vantaggio per il Bianco. [5...Cc6 6.Cxc6 bxc6 (6...dxc6) ] 6.Cb3 Aa7 Alle Olimpiadi scacchistiche pansovietiche nello stesso 1972, Taimanov contro di me continuo 6...Ab6. Nella variante, scelta dal Bianco, non ci sono sostanziali differenze fra questi due seguiti. [6...Ab6 7.0-0 Ce7 8.De2 Cbc6 9.Ae3 Ce5 10.c4 Axe3 11.Dxe3 Dc7 12.c5 Cxd3 13.Dxd3 b6 14.cxb6 Dxb6 15.C1d2 d5 16.e5 Ad7 17.Tfc1 0-0 18.Dd4 Db8 19.Cf3 Cc6 20.De3 Tc8 21.Tc5 a5 22.Tac1 a4 23.Cbd4 Ca5 24.Txc8+ Axc8 25.b3 Ad7 26.h4 h6 27.g4 Db7 28.h5 Cc6 29.g5 Cxd4 30.Cxd4 hxg5 31.Dxg5 Rh7 32.Tc3 Db4 33.Tg3 Tg8 34.Cf3 axb3 35.axb3 Dxb3 36.Dc1 Da2 37.Cg5+ Rh8 38.Cxf7+ Rh7 39.Dg5 Db1+ 40.Rh2 1-0 Karpov, Anatoly - Taimanov, Mark/Moscow (2) 1972] 7.0-0 Cc6 8.De2 d6 9.Ae3 Axe3 10.Dxe3 Cf6 11.c4 0-0 12.Td1 Che impedisce la liberazione "d6-d5". L'apertura sviluppata. Il Bianco ha un vantaggio in estensione, ma la posizione del Nero e solida. 12...Dc7 13.Cc3 Merita attenzione il movimento del Cavallo da "b1" in "f3" passando da "d2". Ma in questo caso occorre tenere d'occhio la possibilit di "d6-d5". Con il tratto nel Testo il Bianco rafforza il suo vantaggio spaziale. 13...Ce5 14.Tac1 b6 15.Ae2 L'Alfiere fa bene a proteggersi. [All'affrettato: 15.f4 sarebbe seguito: 15...Ceg4 16.Df3 b5!] 15...Ab7 16.f4 Cg6 [E' perdente: 16...Cxc4 da cui 17.Axc4 Dxc4 18.Dxb6 Dc6 (18...Axe4 19.Ca5) 19.Txd6] 17.g3 Tfd8 Diagramma

Figura 31 - Karpov - Hubner, dopo 17. Td8, pag. 108 r2r2k1/1bq2ppp/pp1ppnn1/8/2P1PP2/1NN1Q1P1/PP2B2P/2RR2K1 w - - 0 18 Questa posizione si e gi incontrata nella partita Ivkov-Hubner (Torneo interzonale 1970). 18.a3 In questo modo si garantisce il passaggio del Cavallo in "d4" - in quanto a "Dc5" segue gi "b4". [Nella partita Ivkov - Hubner (Torneo interzonale 1970); Ivkov continuo: 18.Td2 Tac8 19.Tcd1 Ce7 20.Cd4 e5 (Io penso che al posto di 20...e5 Hubner avrebbe avuto un sufficiente controgioco per mezzo di: 20...Dc5 con la minaccia "e6-e5".) 21.fxe5 dxe5 22.Cdb5! E raggiunse una grande superiorit. Con grande superiorit del Bianco. Ivkov - Hubner (Torneo interzonale 1970). Fritz 10: 1) 22...axb5 (Fritz 10: 2) 22...Db8 23.Cd6 Tc7 24.Dxb6 h6 25.b4 Cc8 26.Cxc8 Txd2 27.Txd2 Txc8 28.c5 Cxe4 29.Cxe4 Axe4 30.Dxa6 2.07/21 ; Fritz 10: 3) 22...Txd2 23.Cxc7 Txb2 6.24/20 ) 23.Cxb5 Db8 24.Txd8+ Txd8 25.Dxb6 Txd1+ 26.Axd1 Cc6 27.b4 Cd7 28.Df2 Aa6 29.a4 Axb5 30.cxb5 -1.44/21 ] 18...Tac8 19.Cd4 Aa8 20.b3 E' indispensabile per il passaggio dell'Alfiere sulla diagonale "h1-a8". 20...Ce7 21.Af3 Tb8 22.a4 Prevenendo la possibilit di un ulteriore falla "b6-b5". Difendendo la sua posizione nel centro, il Bianco si prepara, dopo un conveniente riordinamento dei pezzi all'assalto della posizione del Nero sul fianco di Re e al centro. Non volendo assistere passivamente all'ulteriore sviluppo della situazione, Hubner si sforza di impegnare il gioco al centro, ma da questa impresa non ricava nulla. 22...Dc5 23.Td3 e5 24.Cde2 Pensando 40 minuti Hubner non trovo nulla di meglio del cambio di Regina e propose la patta. [Ovviamente no: 24.Cc2? exf4 25.gxf4 Cg6! Commenta Fritz 3.00. 26.Td4 (26.Cd4 Ce5 (26...Tbc8 27.Ag2 Te8 28.Td2 Ch4 29.Ah3 Tc7 30.Te1) ) 26...Te8 (26...Tbc8 27.Tcd1 Te8 28.b4 Dc7 29.Ag2 d5) 27.b4 Dc7 28.b5 a5] 24...exf4 [Dopo la partita Hubner si dichiaro a favore di: 24...Cc6 ma col tratto: 25.Cd5 In questa variante il Bianco raggiunge una notevole supremazia.] 25.gxf4 Dxe3+ 26.Txe3 E' chiaro che la patta era stata respinta in quanto la partita aveva un significato decisivo per l'assegnazione del posto sul tabellone, e inoltre avevo abbastanza motivi (prettamente scacchistici) per proseguire la lotta. 26...Cg6 27.Td1 Rf8 [Durante la Partita avevo calcolato un pi forte seguito per il Nero: 27...Te8 28.Txd6 Ch4 29.Rf2 Cxf3 30.Rxf3 Cxe4 31.Cxe4 f5 32.C2c3 fxe4+ 33.Rg4 Ma anche in questo caso il Bianco ha la supremazia.] 28.Ted3 Ce8 Unica [ a: 28...Re7 seguiva: 29.e5 dxe5 30.Txd8 Txd8 31.Txd8] 29.Rf2 Tdc8 Forzato - minacciava "e4-e5". 30.Rg3 Ce7 31.Cd4 Tc5 32.T1d2 Preparando: 33. Cc2. [A 32.Cc2 l'infelice: 32...b5] 32...Ab7 33.Cc2 g5

Soluzione discutibile. Naturalmente il Bianco poteva impedire questo tratto mediante 33. h4 ma io avevo calcolato che aveva molti pi svantaggi che pregi: si aggiungeva che il Nero aveva molte debolezze sul fianco di Re. In verit i pezzi Neri conquistano nel proprio schieramento il punto "e5". 34.fxg5 Txg5+ 35.Rf2 Cg6 36.Ah1 Difendendomi dalla minaccia: 36...Ce5 e nello stesso tempo liberando la terza orizzontale per le manovre. 36...Tc8 37.Tg3 Tcc5 38.Ce3 Ce7 Il Nero non ha saputo sfruttare il punto "e5" in quanto avrebbe dovuto distogliere il Cavallo dalla difesa del punto "d5". 39.Af3 Txg3 40.hxg3 Te5 41.g4 Tratto registrato. Sembra privo di logica perch il Pedone avanza sulla Casella dello stesso colore dell'Alfiere, tuttavia il Bianco sta per mettere piede sulla casella "f5" e stringe ancora di pi l'avversario. 41...a5 Rifiutandosi di lottare per liberare "b6-b5" e lasciando pienamente l'iniziativa in mano al Bianco. E' vero, la posizione del Nero e gi pesante e a causa della sua attesa passiva il Bianco ha portato il Pedone in "b5", dopo che il Cavallo in "c3" occupava la casella "d5", perch in caso di cambio il Cavallo "e3" potesse attaccare i Pedoni Neri con "c4" o con "f5". 42.Td1 Il Bianco aspetta un momento favorevole e in conseguenza porta la Torre sulla prima libera orizzontale. [Non passava: 42.Cf5 da cui 42...Cxf5 43.exf5 Axf3 44.Rxf3 h5 45.Cd5 Cg7! ; 42.Ccd5 Questo seguito non avrebbe reso nulla, infatti: 42...Cxd5 43.exd5 Aa6] 42...Ac6 43.Ccd5 Cc8 [ Ora la cattura del Cavallo non e pi possibile a causa dell'infelice posizione dell'Alfiere. 43...Cxd5 44.exd5] 44.Cf5 Axd5 Attendere oltre il Cavallo non e pi possibile. Non va bene il cambio del Cavallo "f5" a causa di "gxf5". 45.cxd5 Ce7 46.Ce3 Avviandosi in "c4". 46...Cg8 [A: 46...Cf6 vinceva: 47.Cc4 Cxe4+ 48.Rg2 Cc3 49.Cxe5 Cxd1 50.Cd7+ Re8 51.Cf6+] 47.Cc4 Te7 48.Cxb6 [Un grande vantaggio l'avrebbe dato anche: 48.e5 ] 48...Tb7 49.Cc4 Txb3 Diagramma

Figura 32 - Karpov - Hubner, dopo 49...Txb3, pag. 111 4nkn1/5p1p/3p4/p2P4/P1N1P1P1/1r3B2/5K2/3R4 w - - 0 50 50.Ta1! Nel finale la Torre deve stare dietro ad un pedone che avanza. Non c' difesa contro 51...Cxa5. 50...Cgf6 51.Cxa5 Tb2+ 52.Re3 Cd7 53.Cc6 Tb3+ 54.Rf4 Ce5 55.Cxe5 dxe5+ 56.Rg3 Procedere oltre ora, come si dice, solo una questione tecnica.

56...Cd6 57.Rf2 Tb2+ 58.Rg1 Tb7 59.a5 Ta7 60.a6 Re7 [Nel caso che 60...Cb7 il Bianco avrebbe vinto con: 61.Ae2 Cc5 62.Tb1 Cxe4 63.Tb7 Ta8 64.a7 Rg7 65.Tc7] 61.Rf2 Rd7 62.Re3 Cc4+ 63.Rd3 Cb6 64.Ae2 Rd6 65.Re3 Cd7 66.Th1 Cf8 67.Th6+ Re7 68.d6+ Rd8 69.Ab5 Ta8 70.Th5 f6 71.Th6 Tb8 72.Ac6 Tb3+ 73.Rd2 Ta3 74.Txf6 Il Nero abbandona. 1-0

XX Olimpiade universale, Skopje 1972


Nel Club scacchistico centrale dell'Unione Sovietica c' uno speciale stand, tutto vetrine, per i premi. Tra gli innumerevoli trofei conquistati dagli scacchisti sovietici il pi prezioso forse la grande coppa d'oro Hamilton-Russel. Il lord inglese cre questo premio, per la squadra pi forte del mondo, nel 1927, quando si tenne la prima Olimpiade scacchistica in Gran Bretagna. Da allora, ogni due anni, la Federazione scacchistica internazionale (FIDE) indice l'Olimpiade universale, o, come viene anche chiamata, il Torneo delle Nazioni . Dal 1952, da quando vi ha partecipato per la prima volta, il Torneo delle Nazioni stato vinto ininterrottamente dalla squadra della Unione Sovietica. La popolarit delle Olimpiadi scacchistiche enorme. Se alla prima di queste olimpiadi (Londra, 1927) avevano preso parte 16 squadre, in occasione della XX Olimpiade scacchistica arrivarono nella citt jugoslava di Skopje i rappresentanti di 63 Stati. Le 63 squadre furono divise in otto gruppi semifinalisti. Per l'assegnazione delle squadre ai gruppi si calcol il coefficiente medio di squadra, risultante dai coefficienti individuali dei membri di ogni squadra. Questo coefficiente si calcola sia sulla base del numero degli incontri precedenti, sia su quella della forza degli avversari con i quali lo scacchista si incontrato. Il coefficiente medio della squadra sovietica era, ovviamente, il pi alto: 2625 (di solito si considera che 2600 sia un limite da fuoriclasse). Seguivano poi: la Jugoslavia con 2527, l'Ungheria con 2509, la Germania occidentale con 2498, la Cecoslovacchia con 2483, la Germania orientale con 2460, la Bulgaria con 2449, e gli Stati Uniti d'America, la cui squadra, che giocava non solo senza R. Fischer che aveva richiesto un onorario extra ma anche senza L. Evans e U. Lombard, ebbe l'ottavo coefficiente medio dell'Olimpiade. Dal 1952, in dieci Olimpiadi, solo quattordici grandi maestri sovietici erano entrati a far parte della squadra nazionale principale; all'Olimpiade di Skopje si aggiunsero a loro Anatoly Karpov e Vladimir Savon, pag. 112

che diventarono rispettivamente la prima e la seconda riserva. A questo proposito Karpov racconta: La composizione finale della squadra rappresentativa dell'URSS, che doveva andare a Skopje, fu definita solo qualche giorno prima della partenza per la Jugoslavia. Pi precisamente i nomi di cinque grandi maestri erano gi noti: Petrosian, Kortschnoj, Smyslov, Tal, Karpov. Per il sesto... si aspettava il ritorno da Reykjavik della delegazione scacchistica sovietica. Potr Spassky prendere il comando della squadra subito dopo aver terminato il durissimo campionato del mondo contro Fischer? Ahim! dopo il suo ritorno dall'Islanda fu chiaro che l'ex campione del mondo era molto stanco e che non avrebbe preso parte all'Olimpiade. All'ultimo momento fu incluso nella squadra il campione sovietico Savon . A partire dalla seconda tornata le riserve Karpov e Savon si inserirono nel gioco, ma... con risultati differenti. Savon aveva i nervi troppo tesi e non ebbe fortuna; fu quindi costretto a sedere, per la maggior parte dei tempo, su quella che viene chiamata la sedia delle riserve . Invece, l'esibizione di Karpov divenne uno degli avvenimenti di maggior rilievo dell'Olimpiade. interessante notare come quella volta Anatoly non agisse nel modo che era diventato ormai consueto per i commentatori, ma giocasse in modo di gran lunga pi variato e dichiaratamente pi sottile. Egli eluse gli scambi di figure e spieg poi la sua strategia col timore che gli scambi potessero affrettare il finale della partita, e con esso un possibile pareggio. La semifinale per la squadra sovietica si prospettava serena, forse il primo campanello d'allarme era suonato solo durante l'incontro con Cuba, quando subito dopo l'inizio le cose per i grandi maestri sovietici non si mettevano molto bene. D'altronde questo non riguardava Anatoly Karpov, il quale, quel giorno gioc una partita straordinaria contro lo scacchista pi esperto della squadra cubana. E. Kobo cadde, subito dopo l'inizio, sotto la pressione del giovane gran maestro sovietico. Egli impieg una massa di forze nella realizzazione di una manovra pseudo-liberatrice sul fianco di Regina, ma Karpov, nel frattempo, indirizzava suoi pezzi verso il Re. Il pedone bianco, balzando in avanti, diede il via all'offensiva. Una volta Botvinnik ha detto: Se Tal sacrifica una figura: prendetela; se la sacrifico io: effettuate delle varianti; ma se la sacrifica Petrosian: rifiutatevi di accettare la vittima . Dicendo questo, il pi anziano campione sovietico voleva sottolineare la diversit di rischio di fronte a rappresentanti di diversi stili di gioco. Gli scacchisti di posizione riflettono pi di sette volte prima di agire e poi i loro rari sacrifici portano, come di regola, a dividendi calcolati gi da qualche mossa. Karpov, bench si differenzi anche da Petrosian, ugualmente vicino (almeno lo era nel 1972) alla confraternita degli scacchisti di posizione. In un modo o nell'altro, il suo avversario Kobo, senza riflettere, declin l'offerta di sacrificare una figura [21. Axf5!]. Tuttavia questo non gli port alcun sollievo. Ecco come il vincitore commenta quella partita: pag. 113

Karpov, Anatoly (2630) - Cobo Arteaga, Eldis (2420) [B85]


Skopje ol (Men) qual-A Skopje (3), 21.09.1972 [Karpov, Anatoly - Scacchi primo amore] 1.e4 c5 2.Cf3 d6 3.d4 cxd4 4.Cxd4 Cf6 5.Cc3 a6 6.f4 Si incontra accanto al seguito: 6. Be2 6. Bg5 6. Bc4 In particolari varianti con tale Posizione si pu avere anche: 6. Be2 (Questa parte del commento deve essere sbagliata, visto che questa mossa e menzionata poco sopra.) 6...e6 7.Ae2 Dc7 8.0-0 Cc6 9.Rh1 Ad7 N sort una posizione caratteristicamente pi veloce, grazie alla mobilit dello schieramento Scheveningen piuttosto che per la variante Najdorf, con la quale era cominciata la partita. Nella posizione del Nero, forse, c' qualche inesattezza, la Regina si affrettata un po' troppo ad andare in "c7". 10.a4 Ae7 11.Cb3 0-0 12.Ae3 Ma ecco che ora 13. a5 si trasforma in una spiacevole minaccia. [Non aveva senso serrare il fianco di Regina con il tratto: 12.a5 perch il Nero fa in tempo a "saltare" 12. ... b5. 12...b5] 12...Cb4 Il Nero ignora il piano dell'avversario. Era necessario 12. b6, ma soltanto dopo Ca5 o Cb4. Ormai il Bianco ha ricevuto un chiaro vantaggio di posizione. [Subito: 12...Ca5 Avrebbe dato un piccolo vantaggio al Bianco dopo: 13.e5 Ce8 14.Cxa5 Dxa5 15.Dd2 e 16. Ad4] 13.a5 Ac6 [A: 13...d5 Sarebbe seguito: 14.Ab6 Dc8 15.e5 Ce4 16.Cxe4 dxe4 17.c4] 14.Ab6 Db8 Sembra logico: il Nero sposta l'Alfiere (Cf6-d7) e accompagna b7-b5. Per questo piano troppo lento e seguirebbe col preferito 14...Dd7 al quale io sarei pronto col seguito 15. Af3 non permettendo la realizzazione dell'avanzamento d6-d5. 15.Dd2 Questo il punto. Il Bianco difende indirettamente il Pedone "e4" e nello stesso tempo crea una minaccia di cattura del Cavallo in "b4" - 16. Nd1 e 17. c3. 15...d5 16.e5 Cd7 [Sarebbe terribile: 16...Ce4 17.Cxe4 dxe4 18.c4 Con la possibilit: 19. Nc5] 17.Ad4 b5 18.Ag4 Preparando "f4-f5" e affrettando l'avanzamento del pedone nero "f" di una o due Caselle. [Nulla di concreto otterrebbe il Bianco con il seguito in apparenza attraente: 18.axb6 Cxb6 19.f5 da cui: 19...exf5 20.Txf5 Cc4] 18...g6 19.Tae1 I pezzi Neri sono schierati sul fronte di Regina e non sono assolutamente pronti a difendere il Re. Anzi anche la Torre costretta a cedere la "casella f8" indispensabile per la difesa del Cavallo. 19...Tc8 Diagramma

Figura 33 - Karpov - Kobo, dopo 19. Tc8, pag. 115 rqr3k1/3nbp1p/p1b1p1p1/Pp1pP3/1n1B1PB1/1NN5/1PPQ2PP/4RR1K w - - 0 20 20.f5! Si decide la partita. 20...gxf5 [A: 20...exf5 - 21.e6] 21.Axf5! Cf8 [Come sempre a: 21...exf5 avrebbe vinto: 22.e6] 22.Dh6 Cg6 [Dopo: 22...exf5 Il Bianco avrebbe distrutto la posizione del Nero mediante: 23.e6 f6 24.Txf5 Cxc2 25.Tg5+ Cg6 26.Txg6+ hxg6 27.Dxg6+ Rh8 28.Axf6+ Axf6 29.Dxf6+ Rh7 30.Te5 (E' interessante in questa variante il seguito: 30.Cd4 Invece di 30. Te5 Ma torniamo a noi. Il Nero con il tratto: 30. ... Rf8 si difende dal matto, e il Bianco deve cercare l'acquisizione di materiale. 30...Cxe1 (30...Cxd4 31.Te3) 31.Cf5 Ta7 32.e7 Txe7 33.Dxe7+ Rg6 34.De6+ Rg5 (34...Rh5 35.Dh6+ Rg4 36.Ce3#) 35.h4+ Rg4 (35...Rh5 36.Dh6+ Rg4 37.Dg5#) 36.Ce3+ Rg3 (36...Rh5 37.Dg4+ Rh6 38.Cf5+ Rh7 39.Dg7#; 36...Rxh4 37.Dg4#) 37.Dg4+ Rf2 38.Ccd1#) ] 23.Axg6 hxg6 Cobo prevedeva che dopo 24...Af6 si perde il controllo della casella "h4" e i pezzi pesanti del Bianco attaccano inevitabilmente il Re sulla "colonna h". [A: 23...fxg6 non matta subito 24. Tf7 - il Re ha una scappatoia sul fianco di Regina attraverso la casella e8 e d7. Per questo io volevo giocare: 24.Dh3 Ad7 25.Tf7 Rxf7 26.Dxh7+ Re8 27.Dg8+ Af8 28.Tf1 Rd8 29.Dxf8+ Ae8 (29...Rc7 30.Dd6+ Rb7 31.Db6#) 30.Ab6+ Rd7 (30...Tc7 31.Cc5) 31.Tf7+ Axf7 32.Dxf7+ Rc6 33.Cd4#] 24.Te3 Af8 25.Dh4 Ag7 26.Th3 Ae8 27.Dh7+ Rf8 28.Dxg6 f6 [Se: 28...Axe5 allora: 29.Dxe6 con una facile vittoria. ; Ma a: 28...Cxc2 decide: 29.Th7 con un inevitabile matto.] 29.Txf6+ Il Nero Abbandona. 1-0

La vittoria conquistata sullo statunitense Bisguier fu la migliore tra le partite vinte da Karpov alle Olimpiadi di Skopje. Ecco suo commento ,a quella magistrale vittoria ottenuta con i neri:

Bisguier, Arthur Bernard (2430) - Karpov, Anatoly (2630) [D94]


Skopje ol (Men) fin-A Skopje (12), 09.10.1972 [Karpov, Anatoly - Scacchi primo amore] 1.c4 c5 2.Cc3 g6 3.Cf3 Ag7 4.e3 Il Bianco si discosta dal sistema simmetrico legato a 4. g3; il seguito scelto non d serie garanzie di un successo nell'apertura. 4...Cf6 Notevole ordine di tratti. [Nel caso di: 4...Cc6 5.d4 il Nero non fa in tempo a rispondere: 5...cxd4 6.exd4 d5] 5.d4 0-0 6.Ae2 cxd4 7.exd4 d5 Come succede spesso avvenuta una particolare trasformazione dell'apertura - dall'Apertura Inglese si avuta una variante della "Difesa Grunfeld". 8.0-0 Cc6 9.h3 Af5 Forse questo migliore del pi adoperato 9...Ae6. 10.Ae3 dxc4 11.Axc4 Tc8 12.Ae2 Ae6 Rafforzando il controllo sul punto di blocco d5 e nello stesso tempo respingendo la Regina bianca in un ruolo attivo in b3. [Che potrebbe succedere dopo: 12...Da5 13.Tc1 Tfd8 14.Db3] 13.Dd2 Ed ecco gi ora: 13...Da5 In generale il cambio del fianchetto d'Alfiere in posizioni simili rifiutato, ma nel caso in questione io non avevo obiezioni in quanto mi veniva bene di occuparmi strettamente dell'isolato pedone d4. 14.Ah6 Tfd8 15.Axg7 Rxg7 16.Tfd1 Td6! Proprio cos, in quanto a 16...Td7 in alcune varianti segue l'infausto Ab5. La mancanza dell'Alfiere nero sulla scacchiera permette alla Torre di occupare la casella nera d6; ma se 17. Cb5 allora il Cavallo bianco, precludendo il punto b5 al suo Alfiere, d la possibilit di giocare gi ora 17...Td7. 17.De3 Tcd8 18.a3 I tratti fatti fino ad ora hanno soprattutto un valore di apertura. Ma ecco che adesso comincia il duro gioco tattico che, penso, attira l'interesse del lettore. 18...Ab3 19.Td2 [Non era buono: 19.Cb5 dal quale: 19...Axd1 20.Cxd6 Axe2 21.Cxb7 Db6 22.Cxd8 Axf3] 19...Te6 20.Df4 Cd5 21.Cxd5 Txd5 22.g4 Il Bianco si difende da 22...Tf5, 23...Txf3 e Dxd2. [Con: 22.Ad3 il Nero ottiene un vantaggio mediante: 22...Tf6 23.De3 Txf3 24.gxf3 Cxd4 con la minaccia 25...Dxd2 e 26...Cf3+. Ma a: 25.Ac4 risponde con un duro colpo 25...Dxd2 26.Axd5 Axd5! 27.De5+ Rh6] 22...g5 23.Dg3 Tf6 24.Ad1 [Dopo: 24.Td3 il Bianco avrebbe perduto un pedone 24...Ac4 25.Te3 Axe2 26.Txe2 Txf3! 27.Dxf3 Cxd4] 24...Ac4 [A: 24...Txf3? sarebbe seguito 25.Dxf3 Dxd2 26.Axb3 e si sarebbe mostrata all'improvviso la debolezza del punto f7.] 25.b3 Aa6 [Avrei voluto, naturalmente, prendere il Cavallo: 25...Txf3 26.Axf3 Dxd2 ma allora il Bianco invece del tratto che viene subito in mente 27.Td1? che permette al Nero di finire vistosamente la partita. (colpisce immediatamente il pericoloso Alfiere: 27.bxc4 Txd4 28.Axc6 bxc6 29.De5+= e avrebbe avuto la patta.) 27...Dc3 28.bxc4 Txd4 29.Txd4 Cxd4 30.De5+ Rh6!-+] 26.b4 Dd8 27.Ab3 Diagramma

Figura 34 - Bisguier - Karpov, dopo 27. Ab3, pag. 119 3q4/pp2ppkp/b1n2r2/3r2p1/1P1P2P1/PB3NQP/3R1P2/R5K1 b - - 0 27 Sembra che il gran maestro Americano possa vincere. Veramente il Nero ha un grosso colpo tattico. 27...Cxd4! 28.Txd4 [Bisguier non voleva un lungo e penoso gioco di finale senza pedoni 28.Axd5 Cxf3+ 29.Axf3 Dxd2 30.Td1 Dc3 e all'improvviso si lanci avanti.] 28...Txd4 29.Cxg5 Td3 30.Dh4 h6 31.Cxf7 Dd4 32.Te1 Txh3! Il Bianco abbandona. 0-1

La vittoria finale fu lungamente contrastata ai sovietici. Ricorda Karpov: Tre tornate prima della finale, le squadre dell'Unione Sovietica e dell'Ungheria erano alla pari, ma questa circostanza non ci turbava in particolar modo, poich due degli incontri successivi li avremmo giocati con degli outsiders, gli spagnoli e gli argentini. Riuscimmo infatti a vincere gli spagnoli con un notevole punteggio e a fare, quindi, una scorta di punti. Gli ungheresi, invece, superarono a fatica i romeni. In quel pag. 119

momento decidemmo tutti che il "gioco era fatto": il primo posto era garantito e ci rimaneva solo da "andare a ricevere i nostri punti dagli scacchisti argentini". E cos ci fu l'incontro Unione Sovietica-Argentina. Tutti i dispiaceri cominciarono con la mia partita. Dopo aver deciso di "vincere tranquillamente", subii, quel giorno, un duro attacco. Dopo aver parato il primo assalto, feci in tempo a proporre il pareggio, che fu accettato. Occhieggiando di tanto in tanto la mia posizione malsicura, Kortschnoj si impegn in manovre astute e si trov... in una situazione ancora peggiore. Petrosian cambi la propria tattica e decise di intraprendere un gioco attivo con un pedone isolato. Nn si verificarono attacchi di tutta comodit, quali egli preferisce, e con le semplici manovre di un pedone cos debole non possibile vincere. Solo Smyslov arriv a una posizione tecnicamente vincente, ma alla quinta ora di gioco, dopo aver esaminato un colpo semplice, per evitare il peggio propose il pareggio. Nel frattempo gli ungheresi stavano riportando una brillante vittoria, con un notevole punteggio, sull'Olanda. Ma Forintos, essendosi reso conto che dalla sua partita dipendeva la sorte della squadra, si innervos e sub il matto in due mosse. Dopo di ci il nostro capitano Keres accett l'offerta del capitano argentino di due pareggi, e il nostro incontro termin con il punteggio di 2 a 2. Prima dell'ultima tornata gli scacchisti ungheresi distavano da noi in tutto solo mezzo punto, e dividere il primo posto equivaleva per gli scacchisti sovietici, a perdere l'Olimpiade . La squadra sovietica arriv all'ultima tornata dopo una discussione sulla formazione. Solo Karpov voleva giocare incondizionatamente. Allora fu deciso che si sarebbero fronteggiati vigorosamente i romeni con i neri, e con i bianchi si sarebbe tentato di rafforzare la posizione. Questa tattica fu imposta da una deduzione personale: gli ungheresi non avrebbero dovuto vincere la Repubblica Federale Tedesca in modo troppo schiacciante (la squadra della Germania occidentale aveva perso fino ad allora all'Olimpiade un incontro in tutto, con la squadra sovietica con il punteggio di 11/2 a 21/2). Nel raggiungere i propri tavolini di gioco, gli scacchisti sovietici indugiarono involontariamente presso le scacchiere dell'incontro Ungheria - Repubblica Federale Tedesca. E si scopr che nella squadra della Germania occidentale non c'erano i grandi maestri Hubner e Darga. I nervi erano ormai a fior di pelle; ma veramente, gli altri scacchisti non cercavano altro che la perdita del primo posto da parte della squadra sovietica? Per fortuna non c'era alcuna malizia in questo. Il gran maestro Lothar Schmidt; lo stesso che aveva arbitrato il campionato mondiale di Reykjavik e che, essendo stanco e stressato, non era stato incluso nella squadra olimpionica della Germania occidentale, chiar che Hubner si era assicurato il primo posto sulla prima scacchiera e non lo voleva rischiare e che Darga aveva ceduto la sua scacchiera a Pfegler, che aveva cos la possibilit di concorrere per il titolo di gran maestro. pag. 120

Ma i nostri scacchisti non sapevano ancora nulla di tutto ci e il loro compito nell'incontro con la Romania appariva difficilissimo. Ecco come si svolse la lotta. Petrosian, con i neri, rifiuta il pareggio, proposto senza indugio da Gheorghju, che secondo la sua abitudine, verifica il proprio partner. Kortschnoj siede imbronciato, di cattivo umore a causa delle partite precedenti, ma ora le sue mosse sono veloci, energiche, quasi rumorose. Tal, con una sigaretta fumante, cammina a piccoli passi, come una trottola, sulla passatoia che porta ai tavolini dell'incontro Ungheria Repubblica Federale Tedesca; continua a percorrere e a ripercorrere lo stesso tragitto, avanti e indietro. Karpov rimane, per quasi tutto il tempo, vicino al proprio tavolo, guardando, ora in gi, sulla propria scacchiera, ora lontano, sulla scacchiera dimostrativa, dove gli scacchisti della Germania occidentale cadono uno dopo l'altro in difficili posizioni. Le partite si svolgono come se si trattasse di un incontro su otto scacchiere, anzich di due incontri su quattro scacchiere. I punti sono comuni: tutto quello che perde la Repubblica Federale Tedesca, deve essere recuperato dalla squadra dell'Unione Sovietica. E Karpov fa il suo dovere conquistando un punto decisivo.

Karpov, Anatoly (2630) - Ungureanu, Emil (2410) [B65]


Skopje ol (Men) fin-A Skopje (15), 12.10.1972 [Karpov, Anatoly - Scacchi primo amore] 1.e4 c5 2.Cf3 Cc6 3.d4 cxd4 4.Cxd4 Cf6 5.Cc3 d6 6.Ag5 e6 7.Dd2 Ae7 8.0-0-0 0-0 9.f4 Cxd4 10.Dxd4 Da5 11.Ac4 Ad7 12.e5 dxe5 13.fxe5 Ac6 14.Ad2 Cd7 15.Cd5 Per gli spettatori ordinari tutto ci era molto difficile, ma nello stesso tempo interessante. Soffrivano, calcolavano le varianti, ma ebbero una delusione molto pi tardi, quando qualcuno all'improvviso comunic: Questa semplicemente una teoria di apertura, si gi vista un centinaio di volte . 15...Dd8 16.Cxe7+ Dxe7 17.The1 Tfc8 18.Df4 Perch in questo modo e non 18.h4, come si gioca di solito? I Neri potrebbero fare 18...Dc5, si arriverebbe al finale della partita che si potrebbe anche non vincere. E io pensavo, sin da quando mi preparavo al gioco, che oggi tutti si sarebbero aspettati da me solo una vittoria , rispose Karpov. 18...a5 19.Rb1 Cb6 20.Ad3 Cd5 21.Dg4 Dc5 22.Te4! Le Torri di Karpov hanno giocato egregiamente all'Olimpiade. Si ricordano almeno tre partite, durante le quali il giovane maestro, disponendo figure di rilievo sul lato di Re, decise l'esito del duello con un attacco diretto. 22...b5 23.Dh3! La sala riprese fiato e subito tacque; se i Neri non fanno attenzione... 24.Dxh7+ Rxh7 25.Tc4+ 23...Cb4 Diagramma

Figura 35 - Karpov - Ungureanu, dopo 25. Cb4, pag. 122 r1r3k1/5ppp/2b1p3/ppq1P3/1n2R3/3B3Q/PPPB2PP/1K1R4 w - - 0 24 [23...-- 24.Dxh7+ Rxh7 25.Tc4+] 24.Ae3! [Il gran maestro ungherese L. Szabo, che quella volta non era stato incluso nella squadra per " incompatibilit psicologica " con i suoi giovani colleghi, indic subito: 24.Txb4 axb4 25.Dxh7+ Rf8 26.Dh8+ Re7 27.Dh4+ Ma dopo: 27...g5 non ci fu matto. ; Un cammino tecnico indiretto: 24.Axb4 axb4 25.Dxh7+ Rxh7 26.Tc4+ ; Sembrava di lunga durata e per questa ragione Karpov si mise a cercare una strada diretta. E avendola trovata trattenne a stento un sorriso di soddisfazione. 24.Ae3! De7 25.Txb4 Dxb4 Ed ecco, dopo essersi scontrato con la mossa: 26.a3!! Karpov sorrise internamente, provando lo stesso sentimento, grazie al quale molti giocano a scacchi. 26...Da4 27.Dxh7+ Rf8 28.Ac5+ Re8 29.Dg8+ Rd7 30.Dxf7+ Rd8 31.De7#] 24...Axe4 25.Axe4 Negando all'avversario il sacrificio della Regina. [25.Axc5 Axd3 26.cxd3 Txc5 27.d4 Tc4 28.Df3 Cd5] 25...Dxe5 26.Dxh7+ Rf8 27.Axa8 Re7 [Dopo: 27...Txa8 28.Dh8+ Re7 29.Dxa8 Dxe3 30.Dd8# ; E se: 27...g6 sufficiente: 28.Tf1] 28.De4 Dc7 29.Db7 Il Nero Abbandona. 1-0

pag. 122

Alla sera il vincitore era seduto e pensava a quale delle partite da lui giocate potesse gareggiare per il premio per la bellezza del gioco. Poi sorrise maliziosamente: Sembra proprio che io abbia giocato discretamente all'Olimpiade . Ecco cosa disse poi Mikhail Tal: Se devo essere completamente sincero, solo ora a Skopje, ho capito che Karpov effettivamente in grado di raggiungere i massimi livelli. Egli otteneva, anche prima, eccellenti risultati sportivi, ma dal punto di vista creativo il suo gioco non ml dava nessuna sensazione. Ora sono semplicemente incantato dalla creativit scacchistica di alcune partite di Karpov. Karpov gioc all'Olimpiade partite tali come se fosse da solo piuttosto che con il resto della squadra, considerata nel suo insieme. Quando oggi ci chiedono di indicare qualcosa di interessante di quanto fu giocato a Skopje, ci troviamo in difficolt per rintracciare gli esempi adatti, ma per Anatoly ancora pi difficile farlo: egli non pu reperire quale delle sue partite sia la migliore . In quel momento, sul piano strettamente scacchistico, Karpov aveva gi superato i suoi avversari sulle ultime scacchiere delle altre squadre; ma gli incontri con loro sembravano avvenimenti meno rilevanti che non la lotta con eminenti grandi maestri in tornei individuali molto ardui. Tuttavia, indispensabile notare lo stile delle vittorie di Karpov e il fatto che, appunto dall'autunno del 1972, nella maggior parte delle competizioni da lui affrontate, furono proprio le partite di Karpov a essere riconosciute come le migliori e gli furono assegnati, molto pi spesso che non ad altri scacchisti, premi speciali.

San Antonio, 1972


Ecco che cosa racconta Tigran Petrosian del torneo di San Antonio: Comincer dal nome stesso del torneo, che da noi era conosciuto semplicemente come torneo di San Antonio, ma che in America si chiamava sia primo torneo internazionale Church, sia torneo dei "Galletti allo spiedo". Il fatto che questa competizione, come la maggior parte delle altre gare scacchistiche che si svolgono all'estero, era stata patrocinata da privati. Ideatore e organizzatore del torneo di San Antonio era l'imprenditore texano Church, il quale, arricchitosi vendendo galletti allo spiedo, era diventato presidente di una societ che controllava una grande catena di ristoranti, negozi e stazioni di servizio. Anche se il torneo di San Antonio non fu la pi importante competizione scacchistica nella storia dell'America, come volevano i suoi organizzatori, fu tuttavia un avvenimento abbastanza notevole e avrebbe potuto fare onore a qualsiasi paese europeo con tradizioni scacchistiche pi solide e pi antiche... Perch al torneo non partecipava R. Fischer? A questa mia domanda rispose tra i1 serio e il faceto uno dei promotori del torneo dei pag. 123

"Galletti allo spiedo", il maestro americano G. Koltanowskij: "Poich c'era il pericolo che Fischer pretendesse come onorario tutto il patrimonio del signor Church, abbiamo deciso di non invitare Bobby". Se si tiene conto che il periodo della nostra permanenza a San Antonio coincideva con i campionati di scacchi in URSS e con l'importante torneo internazionale di Maiorca in Spagna, e che in Inghilterra gi fervevano i preparativi per le tradizionali gare di Hastings, il livello dei partecipanti al. nostro torneo risult abbastanza soddisfacente . Anatoly Karpov precisa: Peccato, naturalmente, che non solo non abbia giocato Fischer, ma che si sia dovuta lamentare l'assenza, chiss perch, di altri forti grandi maestri americani. Robert Byrne, per esempio, fu sostituito dal fratello Donald (cosa che indusse alcuni giornalisti poco competenti a commettere altri errori nei loro articoli)... Ci nonostante, la competizione si dimostr notevole per la qualit dei partecipanti: c'erano tutti, o quasi tutti, i pi forti grandi maestri del momento, ad eccezione forse di R. Hubner e, magari, di L. Ljubojevic, gi affermato per la sua potenza. Questo torneo, che esula per le sue proporzioni dagli schemi delle solite competizioni, era per me molto importante, non fosse altro perch era circondato da un "prestigio" non trascurabile. Cominciai giocando piuttosto bene e feci molti punti: 7 su 8! Gli unici antagonisti temibili furono Bent Larsen prima e Paul Keres poi. A un certo momento Larsen, come si dice, "fece una stupidaggine". Contro Keres, era in una situazione migliore, ma non ne approfitt (bench, evidentemente, avrebbe potuto sfondare da qualche parte) e rimand il finale di Regina con un pedone in pi. Dall'analisi che facemmo fra noi apparve evidente che Keres aveva discrete probabilit di impattare. E poi, come accade spesso, mentre in sostanza eravamo gi arrivati ad una analisi molto approfondita, cominciammo a "fare la burletta", a cercare tutte le pi inverosimili continuazioni. E cos scoprimmo una buffa variante, con la quale Larsen avrebbe gi perso prima del tempo, se non si fosse buttato a capofitto senza badare agli ostacoli vedendo profilarsi una patta sulla scacchiera. Cosa niente affatto paradossale, era proprio il pedone "in pi" a impedire la situazione di matto, nella quale egli stesso si era cacciato. Divertente, vero? E adesso immaginate la nostra sorpresa quando dopo l'inizio dell'ultima parte della partita Petrosian e io, passeggiando in citt, facemmo una capatina al locale in cui si svolgeva il torneo. Vedemmo che il Re di Larsen si era allegramente cacciato malgrado tutto in una situazione da scacco matto e che al danese non restava ormai che abbandonare. Dopo questo colpo o, come lo chiamano i giapponesi, "karakiri", Larsen non pot pi rimettersi . Bent Larsen gioc in questo torneo con maggior leggerezza del Consueto e si classific all'8-9 posto. Per uno scacchista che ogni volta lotta per il primo posto, e solo per il primo, fu un insuccesso ragguardevole. Fino a che punto esso fu casuale? si chiese Tigran Petrosian pag. 124

e, sempre da s, si rispose: La ragione dei grandi successi scacchistici di Larsen mi apparve chiara una volta durante un torneo in Jugoslavia. Fu nel 1970. Larsen, che guidava i neri, giocava contro il noto teorico di scacchi e maestro internazionale Mario Bertok. La partita venne rinviata, e prima della fine Larsen si trov di fronte a un problema: scegliere fra due continuazioni. La prima, normale, che rispondeva allo spirito della posizione, portava alla patta; la seconda incerta con una corretta risposta di Bertok avrebbe portato alla sconfitta di Larsen, ma, con un errore dell'avversario, alla sua vittoria. Larsen scelse la seconda: Bertok sbagli e perse. Chiesi a Larsen su che cosa si fosse basato prendendo quella decisione. Mi rispose: "Siamo alla terza partita. Se le gioco tutte e tre come dice correttamente e con grande abilit, ottengo un punto e mezzo; ma se gioco come ho giocato, sar punito, forse, in un caso su tre, e questo mi conviene...". Al torneo di San Antonio, Larsen fu punito crudelmente: non riusc ad ottenere due su tre . Per quanto riguarda Keres prosegue Petrosian , mi pare che sia venuto meno a una norma importante. Il giocatore di scacchi, come in genere qualsiasi individuo, deve avere coscienza delle sue forze, fare i conti con esse, non trascurarne le peculiarit. Keres ha giocato da giovane imprevidente. E ha "esposto" la Torre al sesto, esponendosi cos al rischio di una sconfitta. Il punto inatteso, guadagnato nella partita con Larsen, diede a Keres nuovo vigore, ma, ahim, non per molto. Poco dopo perse con Portisch, con Evans, fece patta con Smith e perse l'occasione di piazzarsi nella classifica finale in una posizione degna della sua classe . E cos, io lo superai , dice Anatoly Karpov, e mostra la sua migliore partita:

Karpov,Anatoly (2630) - Gligoric,Svetozar (2575) [C94]


San Antonio San Antonio (8), 1972 [Karpov, Anatoly - Scacchi primo amore] 1.e4 e5 2.Cf3 Cc6 3.Ab5 a6 4.Aa4 Cf6 5.0-0 Ae7 6.Te1 b5 7.Ab3 d6 8.c3 0-0 9.h3 Cb8 In questo momento venuta di moda e ha acquistato reputazione una delle pi solide varianti della Partita Spagnola. Conosciuta da molto tempo sotto il nome di variante ungherese dello scacchista Brejer; negli ultimi tempi la teoria l'ha sensibilmente rinnovata e portata avanti. 10.d3 Uscendo dal campo delle dispute teoriche. Nello stesso tempo volevo verificare quello schieramento che volevo applicare in questa partita. 10...Cbd7 11.Cbd2 Ab7 12.Cf1 Cc5 Come anche di solito nella partita spagnola, il Nero organizza la pressione sul pedone "e4" (lo schieramento in questione non fa eccezione in quanto il pedone bianco "d", presto o tardi dovr essere spinto avanti, e il punto "e4" in una certa misura s'indebolisce). 13.Ac2 Te8 14.Cg3 Af8 15.b4 Ma come cacciare via questo Cavallo che con la sua eccessiva pressione sul punto "e4" ostacola il gioco del Bianco al centro? Del resto occorre riconoscere che in alcune varianti l'attacco del Pedone "b" pu essere utilizzato dal Nero. 15...Ccd7 16.d4 h6 17.Ad2 Il Pedone "b4" deve essere difeso perch l'Alfiere nero "f8" lo st tenendo d'occhio. 17...Cb6 Solido tratto di schieramento nello stile del gran maestro Gligoric, che prende di mira i punti "c4" e "a4". Il contraccolpo al centro 17...d5 pu orientare la partita verso complicazioni tattiche non del tutto sicure per il Nero. 18.Ad3 Non lascia il Cavallo avversario in "c4" e impedisce il movimento del Pedone nero "a". 18...Tc8 19.Dc2!? Di solito si tenta di evitare la contrapposizione della Regina e della Torre. Tuttavia nel nostro caso questo non pericoloso: la colonna "c" non aperta per il Nero. 19...Dd7

E' cominciata una sfortunata manovra. La Regina Nera si dirige sulla casella "c6", davanti al proprio Pedone. Ma perch allora ha perduto tempo con 18...Tc8 ? [All'immediato: 19...c5 Il Bianco ottiene un vantaggio continuando con ... 20.bxc5 dxc5 21.d5 ; Se il Nero scambia preventivamente: 19...exd4 20.cxd4 e poi gioca... 20...c5 sorge una interessante anche se difficilmente valutabile posizione dopo: 21.bxc5 dxc5 22.d5 Sono sempre propenso a considerare questa posizione come la pi favorevole per il Bianco.] 20.Tad1 Dc6 21.Ae3 Ca4 Solo cos si pu impedire l'infausta minaccia Cf3-d2-b3-a5. [Non si poteva: 21...Cc4 da cui... 22.d5 Dd7 23.Axc4 bxc4 24.Cd2 e si perde un Pedone. 24...Db5 (24...c6 25.Cxc4 cxd5 26.Cb6) 25.a4] 22.Tc1 Cb6 Altrimenti c3-c4!. 23.Db1 Nel caso di 23. Cd2 il Nero non avrebbe potuto impedire il passaggio del Cavallo in "b3", ma se necessario anche in "a5". [ meglio l'immediato: 23.Cd2 perch non pericoloso per il Bianco... 23...d5 da cui 24.dxe5 Txe5 25.Ad4 (Non vale... 25.f4? dxe4 (Fritz 10: 1) 25...dxe4 26.Cdxe4 Tee8 27.Ad4 Cbd5 28.Df2 Cxe4 0.26/1 ; Fritz 10: 2) 25...Tee8 26.Ad4 dxe4 27.Cdxe4 Cbd5 28.Df2 Cxe4 0.26/1 ) ) 25...dxe4 26.Cdxe4] 23...Dd7 24.Cd2 c5 Misura forzata, diretta contro qualsiasi manovra del Cavallo bianco, che priva interamente il Nero di controgioco. Tuttavia ora a me giova molto avere un forte e difendibile pedone che avanza sulla "colonna d". 25.bxc5 dxc5 26.d5 Ca4 27.c4 b4 28.Tf1 E' arrivato il momento di attaccare il punto principale della difesa del Nero: il "pedone e5". 28...Dc7 Diagramma

Figura 36 - Karpov - Gligoric, dopo 28...Dc7, pag. 128 2r1rbk1/1bq2pp1/p4n1p/2pPp3/npP1P3/3BB1NP/P2N1PP1/1QR2RK1 w - - 0 29 29.f4 Cd7 30.Dc2 Cc3 In linea di massima questo tratto legato al sacrificio di Pedone [se l'Alfiere bianco vuole allontanarsi da "d2"], ma anche 30...Cb6 sarebbe del tutto senza prospettive anche per il fatto che lascia mano libera al Bianco per l'attacco sullo "spopolato" fianco di Re. 31.f5 Cf6 32.Ce2 Forse sembra pi favorevole la cattura del Pedone mediante 32.Cf3 e 33.Ad2 ma allora mi era sembrato che Gligoric avrebbe fatto in tempo a fermare il mio assalto sul fianco di Re organizzando un blocco sulle Caselle Nere (Af8-e7 e Cf6-h7). Per questo decisi di non affrettare i tempi. 32...Cxe2+ Il Nero si libera molto volentieri del suo errante Cavallo. 33.Axe2 Ad6 34.g4 Rf8!

Acuta e unica difesa - il Re non si fida pi del suo seguito perdente e fa affidamento sulle proprie gambe. 35.h4 Re7 36.g5 hxg5 37.hxg5 Cd7 38.Ag4 Il primo assalto non ha nulla di effettivo in particolare; tranne la conquista di spazio finora non ha dato altro. Per raggiungere lo scopo bisogna ammassare le riserve. 38...Tg8 39.Rf2 [Il Bianco teme: 39.f6+ gxf6 40.gxf6+ Cxf6 41.Ag5 E tuttavia senza f7-f6 il Nero non se la cava, sia perch seguirebbe non a ostinarsi ma a spingere in aventi subito il suo "pedone f".] 39...Th8 40.Th1 Tcg8 41.Dd1 [Qui ho lasciato perdere una meravigliosa possibilit di distruggere il fianco di Regina del Nero: 41.a3 a5 42.Da4 e a 42...Cb6 43.Db5 Nella situazione creatasi Gligoric non potrebbe contare sulla cattura della mia Regina. Per esempio: 43...Txh1 44.Txh1 Ta8 Col minaccioso 45. ... Ba6 45.f6+] 41...Rd8 Prima non mi ero deciso al necessario 41. f6. Era perdente 41...Cb6 con la perdita del Pedone: [41...Cb6 42.f6+ gxf6 43.Df3! Cd7 44.Cb3] 42.Dg1 Cb6 43.Th2 De7? E' un errore serio. Occorreva muovere pi in fretta il "pedone a". Ormai ora il Cavallo bianco paralizza il fianco di Regina avversario e la partita si avvia in fretta verso la sua logica conclusione. 44.Cb3 Rc7 Diagramma

Figura 37 - Karpov - Gligoric, dopo 44...Rc7, pag. 130 6rr/1bk1qpp1/pn1b4/2pPpPP1/1pP1P1B1/1N2B3/P4K1R/2R3Q1 w - - 0 45 45.Rf3! L'ultima finezza - il Re libera la seconda orizzontale per il trasferimento della Torre. Nello stesso tempo crea una minaccia per il Pedone "c5". 45...Cd7 46.a3 bxa3 47.Ta2 La Torre ha fatto il suo lavoro (sulla "colonna h"), e quindi pu andarsene (sulla "colonna a"). 47...Th4 48.Txa3 Tgh8 49.Tb1 Tb8 [Per un p avrebbe prolungato la resistenza: 49...f6 Ora per segue l'immediata soluzione.] 50.De1! Txg4 [Con... 50...Thh8 avrebbe vinto: 51.Da5+ Rc8 52.f6 gxf6 53.Cxc5] 51.Rxg4 Ac8 52.Da5+ Il Nero Abbandona.[Gligoric, non senza fondamento si era accorto che io avevo in mente il tratto 54.Txb6, dopo: 52.Da5+ Tb6 53.Cxc5 Axc5 54.Txb6 Axb6 55.Axb6+ Cxb6 56.c5 Rd8 57.Dxb6+ Dc7 58.Dxc7+ Rxc7] 1-0 pag. 130

Ma in seguito anch'io dovetti vedermela con Portisch, e fui molto sfortunato continua Anatoly . A un certo punto il mio avversario, che aveva i bianchi, si lasci sfuggire l'iniziativa e io, gi in buona posizione, commisi un errore di calcolo e seduta stante fui punito. curioso che Keres e io avessimo presupposto un identico errore, battendoci con il Grande Maestro ungherese. Vedendo che la qualit del gioco di Portisch in questo torneo non era molto elevata, avevamo cercato di approfittarne e... fummo puniti. Dopo un inizio poco felice, l'ungherese divenne l'avversario pi temibile dei grandi maestri sovietici nella lotta per il primo posto, ottenendo negli ultimi incontri 9 punti ( ! ) Certo interviene di nuovo Tigran Petrosian , sembrava che Portisch non pensasse a lottare per il primo posto. E probabilmente era cos. Perfino nel penultimo incontro, con Walter Browne, pur trovandosi in posizione migliore, Portisch gli propose la patta. L'avversario rifiut. Terminarono il gioco al "re nudo", ma non fu Portisch, bens Browne, a dimostrare entusiasmo e tenacia. Soltanto la vittoria nell'ultimo incontro su un Larsen demoralizzato dalla sfortuna diede a Lajos Portisch la possibilit di ottenere il primo premio ex-aequo. In questo torneo Anatoly Karpov si distinse in maniera particolare. Non senza fondamento, in patria e all'estero, si predice per questo giovane gran maestro tanto dotato un fulgido avvenire. Durante viaggio che facemmo insieme, ebbi di lui una eccellente impressione, sia come scacchista, sia come uomo. Karpov aveva pi di tutti noi le carte in regola per riuscire vincitore individuale del torneo. Egli non doveva perdere la partita con Portisch. La perdita di quel mezzo punto fu spiacevole, ma non irreparabile. Ed ecco che, a due incontri dalla fine, affaticato dal pesante fardello della leadership, non riusc a battere Julio Kaplan e si trov costretto a prendere una decisione. Invece di un primo poeto assoluto, dovette dividere con Portisch e me quelli dal primo al terzo. Vi chiederete: e la patta dell'ultimo incontro? Anche questa "colpa" va divisa fra Karpov e me. Alla fine del torneo eravamo entrambi molto stanchi (io non mi sentivo troppo bene) e non volemmo sfidare il destino, sentendoci sul collo il fiato dell'impetuoso Portisch. La vittoria di Portisch su Larsen era da prevedere. Ma l'ultimo incontro si distingue da tutti gli altri per il fatto che un eventuale errore non rimediabile. Cos ciascuno di noi separatamente prese la sua decisione, tanto pi che questa volta era meglio il fringuello in tasca che il tordo in frasca... . Quando "tento il sorpasso", di solito gioco bene il finale. Ma quando sono gi in testa, allora nel finale, chiss perch, diminuisco la velocit confessa Karpov . quello che mi successo anche negli ultimi incontri del torneo di San Antonio. pag. 131

Proprio l'ultimo giorno, io dovevo incontrarmi con il brasiliano Enrique Mecking, e Petrosian con lo scacchista canadese Duncan Suttles. Tutti e due (e anche Portisch, che aveva di fronte Larsen) giocavamo con i bianchi, ma decidemmo adesso gi dubito che quella decisione sia stata giusta di non rischiare. E cos, io mirai alla patta, che mi assicurava il piazzamento ex-aequo al primo posto. Quando ci sedemmo al tavolo, Mecking mi fiss con occhi feroci, senza che io riuscissi a capire il perch. Per lui il risultato di questo incontro non aveva alcun significato: egli partecipava al torneo senza speranze di successo. Quanto a me, io non ero cos nervoso come lo era Mecking e lo si capiva dal suo sguardo. Poi, a un certo momento, lui si accorse che miravo alla patta. E cominci a sorridere. Ma io non ritenevo che Mecking fosse disposto a concludere un armistizio. Tuttavia, quando, abbastanza presto, proposi la patta, egli non ci pens su nemmeno un minuto e accett. Mecking, giocando con me, si comport in maniera assolutamente corretta; su questo non posso dire nulla. Ma ad Hastings e a San Antonio, in alcune partite la sua condotta fu decisamente antisportiva . Per amore di giustizia, bisogna osservare che, sulla base delle testimonianze di diversi scacchisti, negli ultimi anni il comportamento di Mecking sembra cominci a migliorare. Lo ha notato anche Karpov non molto tempo fa. Ricordando il torneo di San Antonio, curioso osservare che per assistere all'ultimo incontro arriv in volo l'allora campione mondiale Robert Fischer. Egli aveva preso un'altra nuova abitudine: ora non arrivava in ritardo solo alle sue, ma anche alle partite degli altri. L'inizio dell'ultimo incontro era stato rinviato, e il settantunenne presidente della FIDE, dottor Max Euwe, era rimasto per tutto il tempo, nonostante le nuvole che coprivano il cielo, ad aspettare l' illustre ospite in strada, davanti all'ingresso. significativo che in quella occasione sia avvenuto il primo e, purtroppo, per il momento l'ultimo incontro fra Anatoly Karpov e Robert Fischer. Ecco che cosa racconta lo stesso Karpov di questo breve incontro: Quel giorno giocavamo l'ultima tornata, e improvvisamente, senza una spiegazione, l'inizio delle partite fu rinviato di 10-15 minuti. Poich non comprendevo cosa stesse accadendo, andai da Keres e gli chiesi: "Che 'succede?". Mi disse che si aspettava Fischer. Non riuscivo a capire perch, a causa di Fischer, si dovesse ritardare l'inizio delle partite. Pronti a cominciare alle 2, eravamo arrivati, ci eravamo seduti, e ormai erano gi le due e dieci: perch bisognava aspettare? Lui non era un partecipante al torneo! E se anche vi avesse partecipato, avrebbero fatto partire l'orologio, ecco tutto. E le partite sarebbero cominciate. Tuttavia, in segno di rispetto per la federazione scacchistica americana, i partecipanti non si opposero alla decisione degli organizzatori del torneo. Rimanemmo seduti ad aspettare. Apparve Fischer insieme con Euwe; Fischer sali sulla pedana e salut ciascuno dei partecipanti. Ecco tutte le mie impressioni. Poi io cominciai la mia partita, e in seguito non vidi pag. 132

Fischer. A proposito, egli riprese l'aereo quella stessa sera. Posso dire soltanto che l'impressione superficiale che potei ricavarne in tale occasione fu quella di una persona abbastanza piacevole... .

Torneo delle squadre miste sovietiche, Mosca 1973


Uno degli scopi di questa competizione fu l'allenamento dei pi forti scacchisti sovietici alla vigilia dei tornei interzonali a Leningrado e nella citt brasiliana di Petropolis. Inoltre, era interessante vedere come si sarebbero comportati i giovani scacchisti nei confronti dei loro ospiti, pi anziani sotto tutti gli aspetti. La formazione della prima e della seconda squadra mista comprendeva i nomi dei grandi maestri che negli ultimi tempi aveva riportato rilevanti successi. La terza squadra, pi giovane, era composta oltre tutto in base a criteri di et, perch in caso contrario Anatoly Karpov avrebbe dovuto appartenere alla prima squadra. Il campionato a due gironi ebbe luogo nella vastissima sala del Club sportivo centrale dell'Armata sovietica. I risultati della gara, non molto consistenti (prima squadra, punti 23 ; giovani, 18 ; seconda squadra, 18), mostravano, tuttavia, che si stavano formando degni sostituti dei pi importanti grandi maestri. Alcuni risultati individuali si rivelarono particolarmente significativi, e, secondo me, ebbero una notevole influenza. Intendo parlare dei risultati di due eccellenti grandi maestri sovietici: Mikhail Tal e Anatoly Karpov. L'ex campione del mondo, nonostante il parere contrario dei parenti, vol a Mosca direttamente dall'ospedale di Riga, dove di recente aveva subito un'operazione non grave. Tal, dopo una serie record di 83 partite utili, sub due sconfitte negli incontri con il componente della squadra giovanile, gran maestro Jurij Balasciov. Queste sconfitte non potevano non influire sulla sua condizione generale alla vigilia del torneo interzonale, anche se Tigran Petrosian era del parere che queste disfatte avrebbero potuto rivelarsi salutari per Tal, ridimensionando una eccessiva sicurezza nelle proprie forze. Completamente diverso fu il caso di Anatoly Karpov, il quale un Mese e mezzo prima del torneo si era piazzato al secondo posto nel torneo internazionale di Budapest, dove, non essendosi impegnato, non era riuscito a raggiungere il gran maestro Efim Geller, che aveva giocato in maniera eccellente. Alle vittorie di Karpov si era dunque gi abituati, e quel secondo posto andava considerato non proprio come una sfortuna. Prima dell'inizio degli interzonali, Anatoly aveva bisogno di una nuova carica di sicurezza, gli occorreva, per giocare, un suo doping tutto particolare. E lo ottenne, giocando al primo tavolo della squadra mista giovanile. Nel primo incontro, senza parere, dopo aver regalato un pedone a Mark Taimanov, Karpov dalla posizione iniziale batt il provetto gran pag. 133

maestro, e immediatamente dopo sferr un attacco irresistibile. Quando nell'ufficio stampa i contendenti, analizzarono questa partita, A. Karpov meravigli tutti i presenti con una dovizia di belle e complesse varianti da lungo tempo studiate. Gli amici faticarono a strapparlo dal tavolino, lo condussero a casa quasi con la violenza e pi tardi lo misero a letto. Solo loro, i pi vicini a lui, sapevano che quel giorno egli aveva giocato in pessime condizioni di salute, che aveva una tonsillite e la febbre alta... Il giorno dopo Karpov si batt con Boris Spassky in persona. Mille appassionati di scacchi vennero ad assistere a quella partita. Karpov coraggiosamente sacrific la Torre all'Alfiere, i suoi pezzi acquistarono una incredibile mobilit, una inaspettata 32a mossa di Regina suscit un'ovazione in sala. Dopo la brillante vittoria, Anatoly Karpov ricevette un premio speciale del settimanale scacchistico 64 . Ecco come egli stesso commenta questa che fu la pi bella partita di tutto il torneo:

Karpov, Anatoly - Spassky, Boris V [C94]


Moscow-3teams Moscow (3.1), 26.04.1973 [Karpov, Anatoly - Scacchi primo amore] 1.e4 e5 2.Cf3 Cc6 3.Ab5 a6 4.Aa4 Cf6 5.0-0 Ae7 6.Te1 b5 7.Ab3 d6 8.c3 0-0 9.h3 Cb8 Entrambi i giocatori sono degli accaniti sostenitori della Partita Spagnola. Sovente l'hanno applicata in incontri impegnativi e hanno sostenuto con successo dei duelli di teoria. Non e insolito che in questa occasione l'oggetto della disputa consista molto spesso in ci che si incontra nella Variante Breyer. 10.d3 Per il principio il seguito pi usato e, senza dubbio 10. d4. E' poco probabile che il seguito scelto nella partita dia un vantaggio al Bianco. Tuttavia esso conduce a una lunga e tesa lotta. 10...Ab7 11.Cbd2 Cbd7 12.Cf1 Cc5 13.Ac2 Te8 14.Cg3 Af8 15.b4 Ccd7 16.d4 Questa posizione si distingue da quella che si ottiene con 10.d2-d4 invece di 10.d2-d3 per il fatto che qui il Pedone si trova gi in "b4" [e non in "b2"]. Il Bianco guadagna un "vantaggio di tempo"?. Fino ad ora la teoria non ha risposto a questa domanda, bench tutto questo si sia trovato pi volte negli incontri. Il Bianco stato forzato ad avanzare il "pedone d" altrimenti il Nero con l'avanzamento liberante al centro "d6-d5" avrebbe preso l'iniziativa. 16...h6 17.Ad2 Cb6 18.Ad3 g6 Spassky si discosta dalla partita Karpov - Gligoric, giocata in USA nel 1972, dove ci fu 18...Ta8-c8. 19.Dc2 Riordinamento di forze. La Regina libera il campo "d1" per la Torre e nello stesso tempo difende ancora una volta la casella " e4". 19...Cfd7 Giacche il Bianco ha largamente difeso il punto "e4", occorre immediatamente fare pressione sul vicino "d4" con l'aiuto di Alfiere "g7". 20.Tad1 Ag7 21.dxe5 Qui io pensai per pi di 30 minuti. Il Nero aveva disposto i suoi pezzi molto astutamente e per questo non era facile organizzare un gioco vantaggioso. Non valgono i piani preordinati per tentare un attacco sul fianco di Re o uno scalzamento del Centro mediante "f4", in quanto in ogni caso il Nero fa in tempo a portare un contraccolpo al Centro "d5". Arrivai alla conclusione che il Nero era proprio costretto a provocare questo scambio nel Centro. 21...dxe5 Senza dubbio questo tratto non si pu dire errato ma forse era fatto per cambiare i Cavalli?. 22.c4 Occorre affrettarsi, non c' tempo per preparare questo avanzamento. [Per esempio: 22.Ae3 De7 23.Cd2 c5 con Parit.] 22...bxc4 [Con: 22...c5 era possibile un sacrificio di pezzi: 23.cxb5 c4 24.Axc4 Tc8 25.Axf7+ Rxf7 26.Db3+] 23.Axc4 De7 Diagramma

Figura 38 - Karpov - Spassky, dopo 23...De7, pag. 136 r3r1k1/1bpnqpb1/pn4pp/4p3/1PB1P3/5NNP/P1QB1PP1/3RR1K1 w - - 0 24 Questa e gi una imprecisione. Lasciando in vita il minaccioso Alfiere bianco spagnolo, il Nero si espone a un grande pericolo. [Nel caso: 23...Cxc4 24.Dxc4 le possibilit dovrebbero essere pari.] 24.Ab3! 24...c5 25.a4 Naturalmente, facendo questo tratto avevo previsto un sacrificio di qualit e avevo calcolato le sue conseguenze. Parlando schiettamente il Bianco si era deciso al sacrificio di qualit gi al tratto precedente 24.Ab3 ed ora non c' dove ritirarsi ed e anche inutile. 25...c4 [Non andrebbe bene nemmeno: 25...cxb4 ; Non andrebbe bene nemmeno: 25...Tac8 in vista di: 26.a5 il Nero risponde in conseguenza del 25o tratto, sia 26...,Tac8; sia 26...,cxb4; 27.Da2,Ca8; 28.Axb4!] 26.Aa2 Ac6 27.a5 Aa4 28.Dc1 Cc8 [E' poco probabile che sarebbe meglio per il Nero: 28...Axd1 29.Txd1 Ca4 30.Axh6 Axh6 31.Dxh6 e non si pu: 31...Cc3 (ma con: 31...Cf8 il Bianco mediante: 32.Tc1 ottiene ottime possibilit di attacco.) 32.Axc4 con la minaccia 33.Dxg6+] 29.Axh6 Axd1 30.Txd1 Cd6? Dopo questo tratto segue una conclusione assolutamente inaspettata. [Si sarebbe potuto giocare anche: 30...Axh6 31.Dxh6 Cd6 32.Cg5 Cf8 33.Ch5 gxh5 34.Txd6 Tac8 35.Tf6; Sembrava migliore: 30...Ta7 ma anche in questo caso, dopo: 31.Axg7 Rxg7 32.Dxc4 Il Bianco riceve pi di una sufficiente compensazione.] 31.Axg7 Rxg7 Diagramma

Figura 39 - Karpov - Spassky, dopo 31...Rg7, pag. 137 r3r3/3nqpk1/p2n2p1/P3p3/1Pp1P3/5NNP/B4PP1/2QR2K1 w - - 0 32 32.Dg5!! Ed ecco la sorpresa. In modo assolutamente inaspettato il Bianco offre il cambio di Regina, ma il Nero non pu accettare per la perdita di pezzi. [Sorprendentemente il Nero avrebbe vinto nel caso: 32.Dd2 Tad8 33.Dxd6? Cf8] 32...f6 [Nel caso: 32...Tac8 la lotta si sarebbe solo prolungata, dopo: 33.Txd6 Dxg5 34.Cxg5 Cf6 35.Ce2 c3 36.Axf7 Il Bianco deve realizzare la sua superiorit di materiale.] 33.Dg4 Rh7 L'unica difesa da 34. Txd6 e Cf5+, ma la posizione e ormai indifendibile. 34.Ch4 Il Nero Abbandona. Pu sembrare che la resa sia stata un po' prematura, ma considerando le seguenti varianti ci si pu convincere che la posizione del Nero e del tutto disperata. 34. ... Tg8 oppure 34. ... Cf8 35. Cxg6 con il Seguito 36. Dh5 o 37 Txd6.[34.Ch4 Tg8 35.Axc4 Tg7 36.Txd6 Dxd6 37.Chf5 e dal Matto si salva solo perdendo la Regina. 37...Dd1+ (Oppure: 37...Cf8 38.Cxd6) ] 1-0 Nel secondo incontro, n M. Taimanov n B. Spassky fecero altri tentativi per prendersi una rivincita. Entrambi diedero l'impressione che si sarebbero contentati della patta. E cos conquistando 3 punti dei 4 possibili, Anatoly Karpov risult il migliore fra i membri della terza squadra. Ma, cosa ancora pi importante, riusc a superare uno dei vincitori del precedente torneo interzonale, ed ex-campione del mondo, uno dei favoriti delle gare. In quell'occasione Anatoly Karpov confess: Al torneo di Mosca non mi ero prefisso lo scopo di vincere, ma consideravo questa competizione soltanto come una fase preparatoria al campionato mondiale. Avevo bisogno di mettere in chiaro alcune cose, di precisare, di verificare, nei particolari, alcuni schemi di apertura, che potranno essere utili in seguito . S, ora si poteva guardare con sicurezza al futuro: di l a un mese sarebbe cominciato il torneo interzonale...

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Capitolo 4
In prossimit dell'Olimpo Torneo interzonale, Leningrado 1973
I partecipanti a questa competizione, come capita sempre in ogni torneo interzonale, erano di livelli molto diversi. Accanto a grandi maestri eminenti e affermati, ed anche a vincitori di tornei delle zone pi forti della FIDE, si affiancavano rappresentanti di paesi dove il gioco degli scacchi non era ancora molto sviluppato. Bent Larsen, questo danese di solito tanto intrepido, ancora prima del torneo, in una lettera al traduttore del suo libro in russo, scrisse che era assai sconcertato dalla caotica composizione di quei due gruppi interzonali (quello di Leningrado e quello brasiliano) e che in simile stato d'animo gli sarebbe stato difficile prendervi parte. Durante il torneo internazionale, abbastanza importante, di Tallin, che precedeva quello interzonale, uno dei giornalisti propose a Tal una probabile terna di vincenti a Leningrado. L'ex-campione del mondo assent con un cenno del capo quando il suo interlocutore elenc i nomi altisonanti dei favoriti, ma poi osserv d'un tratto che nel trio prescelto non poteva assolutamente mancare uno scacchista che per il momento era ancora chiaramente sottovalutato. Spassky, al quale venne posto lo stesso quesito, ribad: Due verranno dal novero dei favoriti, ma uno mister X! . Ma chi sarebbe stato l'ignoto mister X, e quale candidato avrebbe soppiantato nella competizione, questo nessuno si decise a predirlo... Verso la met del torneo, i sospetti , suffragati da validi motivi, caddero sul Grande Maestro cecoslovacco Jan Smejkal. Dopo aver giocato la 40a mossa vincente contro l'argentino Miguel Quinteros, non fece in tempo a fermare l'orologio e registr una sconfitta immeritata. Ma in seguito Smejkal fu in grado di vincere sette partite di seguito. Costantemente assillato dal segnatempo, questo giocatore, giovane e sicuro di s nonostante tutto, scherzava: Comincio ad agitarmi solo nel momento in cui la bandierina dell'orologio si alza . La seconda volta Smejkal fu bloccato da un gran maestro ancor pi giovane, della Germania occidentale, Robert Hubner (anche se in definitiva, pag. 139

nella lotta per entrare nel novero dei candidati, Smejkal fu distanziato solo da Karpov e solo nel penultimo incontro). Nel precedente torneo interzonale nell'isola spagnola di Maiorca, Hubner aveva dato l'impressione di essere per l'appunto quel tale mister X balzato fuori inaspettatamente dietro le spalle di altri candidati. Osservando il suo gioco nella citt jugoslava di Skopje in occasione dell'Olimpiade mondiale di scacchi, dove egli super i leaders di tutte le squadre, non perse nemmeno una delle 18 partite e in 12 riport delle splendide vittorie, io personalmente ero convinto che proprio Hubner (insieme con Larsen) avrebbe potuto impedire a uno dei grandi maestri sovietici di raggiungere il successo. Ma egli giunse a Leningrado da Colonia reduce da un duro lavoro alla tesi di laurea, lavoro che per quasi sei mesi non gli aveva consentito di toccare gli scacchi. Hubner chiese con insistenza che lo facessero sedere a un tavolino nel posto pi lontano della pedana, dove meno si potevano sentire le migliaia di spettatori che affollavano la sala. Dietro a quel tavolino, gioc con eccessiva calma, senza brio: evidentemente aveva bisogno di calmarsi. E tuttavia quasi senza parere si era avvicinato quatto quatto ai leaders. Tigran Petrosian, che conosceva a fondo Hubner (non senza difficolt, aveva vinto un incontro con il tedesco nel turno precedente) pronostic un sicuro successo per lo scacchista della Germania ovest. Ma il giorno dopo Hubner fu battuto facilmente... dall'allora inesperto cubano Guillermo Estebes. Hubner si sforz invano di non udire le parole di quel cacciatore di scalpi di grandi maestri , il quale, dopo aver dichiarato matto, aveva aggiunto subito, rivolto a Tal, che, se per miracolo gli fosse riuscito di ripetere quel numero con qualunque altro Grande Maestro, lui, Estebes, avrebbe dovuto essere considerato un osso duro nella realizzazione del torneo. Nella classifica finale, dietro al quarto, Smejkal, Hubner divise il quinto e il sesto posto con Bent Larsen. Il danese, a differenza del grande maestro della Germania occidentale, ebbe un inizio brillante: cinque vittorie e solo una patta contro il ventunenne filippino Eugenio Torre. Fatto singolare, proprio questo mezzo punto perduto influ pesantemente su Larsen, il quale allora fugg letteralmente i giornalisti, che aveva sempre trattato con molta cordialit. vero che il danese fece in tempo a sbottonarsi con uno di loro, rispondendo alla domanda: Cosa pensa che le manchi come scacchista? Una volta disse Larsen , mi mancava l'obiettivit nella valutazione della posizione e delle mie possibilit; adesso, il tempo perduto . Larsen fu sconfitto nella prima partita contro Kortschnoj; cominci a vacillare , e poco dopo cadde definitivamente. Il primo che lo aveva battuto disse dopo il torneo: A me pare che al gran maestro danese sia mancata la forza fisica e morale. La serie di vittorie iniziali, che erano sembrate cos facili e convincenti, lo ha soltanto dissanguato . pag. 140

Karpov aggiunse: Arrivo alla conclusione che, quando la concorrenza si fa pi accanita, a Larsen semplicemente non reggano i nervi . E cos, quel tale mister X risult essere Robert Byrne. Secondo il parere di Kortschnoj, egli era pi composto, pi sportivo di qualunque altro e inoltre lo aveva aiutato superando Smejkal, Hubner, Larsen. Lo stesso Robert Byrne aveva contribuito a dare questa sensazione. Altrimenti, non si sarebbe potuta spiegare la frase detta dal taciturno americano proprio all'inizio del torneo: Mi considero una persona in grado di dare molte sorprese . E le diede, quel quarantacinquenne dai capelli bianchi e dal temperamento chiuso, che, come asseriscono i suoi amici, era capace di esplodere in applausi fragorosi agli spettacoli di balletti con Maja Plisetskaja o con Margot Fonteyn. Non paradossale che sia pi difficile parlare dei due eroi della competizione: Victor Kortschnoj e Anatoly Karpov. A questo proposito, i due leningradesi adottarono durante il torneo tattiche di comportamento molto simili. La formula a casa tua anche le pareti ti aiutano pericolosa, se applicata alla lettera. Gli occhi degli spettatori in sala sono vicini, avverti quasi fisicamente la loro attenzione. Inoltre, convenitene, nella propria citt pi difficile evitare le distrazioni: gli incontri con gli amici, gli inviti a cena, le risposte alle domande dei giornalisti, i quali ritengono che il tuo principale dovere sia quello di concedere delle interviste: tu sei dei nostri, leningradese. E le telefonate! Kortschnoj non faceva il misterioso soprattutto con i giornalisti e una volta disse ci che pensava in quel momento: Forse i miei giorni migliori sono tramontati . (In fin dei conti, anche lui poteva sbagliare e non sapere che avrebbe giocato uno splendido torneo, e non soltanto dal punto di vista sportivo). Voce dal sen fuggita... dato che gli capitarono un paio di disavventure. Manc poco che i suoi ammiratori non sovvertissero i loro pronostici in suo favore. Il gran maestro pieno di amor proprio dimostr di essersi sbagliato non solo a se stesso e agli avversari, ma anche a quelle persone di poca fede che apertamente si ricredettero. Victor Lvovic si era sottoposto da tempo a un regime spartano e ascetico. Altre volte aveva smesso di fumare, ma in quella occasione lo fece con maggiore successo. Durante le competizioni era molto freddo con i giornalisti, si rifiutava di firmare autografi. Negli ultimi mesi aveva vissuto per questo torneo, risparmiando energie. E gli giov. A proposito di autografi... A Karpov conveniva fermarsi, non sfuggire la folla di ammiratori che lo attorniava, non allontanarsi a lungo. Lui non era Kortschnoj: a 22 anni difficile schivare gli scolari, pi che a un uomo anziano. La chiamano la malattia delle stelle . Dopo che ebbe terminato una partita, verso la fine del torneo, la madre e il padre di Karpov, che erano arrivati a Leningrado da Tula, non ressero pi: si fecero firmare dal figlio degli autografi per le persone pi timide e discrete. Naturalmente, a prima vista tutto ci sembra irrilevante; ma chiss, pag. 141

forse una cos intensa concentrazione di tutte le forze fisiche, nervose e, s'intende, scacchistiche, permise anche ai vincitori di registrare un vistoso risultato, raro in competizioni dove i valori sono livellati: 13,5 su 17. Per Karpov era sempre determinante il motto: L'importante rimanere se stesso , dopo il quale di solito aggiungeva: La situazione suggerisce la strategia . Ma in queste due affermazioni, a prima vista poco coerenti, non c' contraddizione. Il giovane gran maestro non fa altro che smentire il detto aristotelico: Ci che giovane, non pu rimanere tranquillo . Dopo aver segnato nel torneo delle squadre dell'URSS 3 punti su 4, si allen un poco e ripos a Soci, e quindi and a Leningrado per partecipare agli interzonali. A un giornalista disse tranquillo che per quel triennio Fischer, probabilmente, avrebbe conservato il titolo di campione, ma che nel campionato successivo qualche giovane lo avrebbe battuto. Un sereno coraggio la qualit delle qualit. Ed anche il carattere dell'uomo che conscio del suo valore e che non si affanna per raggiungere il suo scopo. Certo Anatoly Karpov voleva assolutamente entrare nel terzetto dei vincitori del torneo interzonale e ne aveva tutte le ragioni. In verit egli non era molto soddisfatto del sorteggio: doveva cominciare bene, e gli era capitato il Nero nella prima partita con il cubano Esteves. Il suo amico Aleksandr Bach lo consigli: Non sgarrare, gioca sul sicuro, fidando in un suo sbaglio. Non ha importanza che pezzi giochi, purch tu riesca a entrare nella rosa dei candidati . La partita con Esteves fu rinviata in posizione di decisa superiorit, ma l'avversario aveva ancora in serbo evidenti possibilit di patta. Nelle ore che precedevano la ripresa, il gran maestro Semion Furman e il suo aiutante Jurij Razuvaev analizzavano la posizione al momento della sospensione. A un certo punto Karpov s'intromise e, dopo aver meditato per non pi di una quarantina di secondi, respinse con decisione perfino la prima mossa della approfondita analisi che era stata fatta. Mi mandi all'aria di colpo tutto ci su cui ho tanto lavorato... . No, questa continuazione non la vedo , dichiar categoricamente Karpov. Un accurato esame successivo della posizione del finale vincente dimostr che il suo fiuto e il suo intuito eccezionali non lo avevano ingannato. Sembrava che tutto andasse bene racconta Anatoly Karpov , anche se la battaglia non si presentava molto semplice da quello che si poteva arguire. In breve si deline la rosa dei giocatori che avrebbero partecipato alla gara dei candidati; in quella rosa entrammo io e Kortschnoj. Le nostre possibilit si accrebbero rapidamente, dato che concludemmo abbastanza presto le partite con i nostri connazionali, ma ai nostri antagonisti rimaneva solo da percorrere la "strada russa" (cos erano stati battezzati i sei scacchisti sovietici, in seguito all'artificioso sorteggio esposto accanto alla tabella del torneo). Tuttavia, a causa di un gioco molto sfortunato, sia con i neri sia con i bianchi, dei grandi maestri Mark Taimanov e Vladimir Tukmakov, i nostri avversari percorsero pag. 142

questa "strada" con i semafori verdi. E, bench Kortschnoj e io fossimo riusciti a vincere parecchie partite, sino alla fine non apparve alcuno spiraglio di luce . Qualche particolare sullo svolgimento delle singole partite di Karpov. L'incontro con il malato Tal richiedeva una tensione enorme. La partita procedeva a favore dell'ex-campione del mondo, il quale al momento della sospensione aveva accumulato, sembrava, concrete probabilit di vittoria. Dopo il rinvio della partita, Karpov, con aria addolorata, studi la possibilit di una patta, che a volte compariva e a volte improvvisamente scompariva. Furman, il quale si sentiva rodere l'anima , si sforzava di tranquillizzare Anatoly dicendogli che mancava poco alla fine e che c'era ancora tempo per salvarsi. Karpov si addorment col pensiero della partita sospesa, ma il suo sonno fu inquieto. E accadde ci che non di rado capita alle persone che fanno un lavoro intellettuale: la soluzione che trov... nel sonno si basava su una mossa inaspettata. Pi tardi Karpov ricord tutti i suoi ragionamenti notturni, ma non quella maledetta mossa. E solo immediatamente prima della fine riusc a ricostruire tutto per filo e per segno. D'altra parte, Tal non gioc al meglio delle sue capacit e per il raggiungimento della patta non ci sarebbe stato nemmeno bisogno di quella manovra profondamente studiata. Quando Karpov fece questa patta, il secondo di R. Byrne, maestro internazionale B. Zuckerman, esclam: Per! se si salva anche in simili situazioni, allora batterlo assolutamente impossibile! . Ci furono anche altre sospensioni. Per esempio, nell'incontro con il colombiano Cuellar. Taluni scacchisti, che capiscono per tempo l'inutilit di lottare per i primi posti nel torneo, sono ben felici se possono procurarsi un paio di scalpi fra i pi pregiati. Nelle prime pagine della storia degli scacchi i loro nomi di solito appaiono accompagnati dalla definizione altisonante di terribili grandi maestri . Chiss, forse furono proprio gli allori di costoro che Cuellar vide quando osserv l'arrocco di Karpov. Il sudamericano in quei minuti gioc con lo stile dei professionisti di hockey nordamericani: quasi fosse un disco canadese, lanci nella zona di Karpov un pedone, e dietro a quello sped alcuni dei suoi pezzi bianchi. Difendersi contro simili attacchi sempre molto difficile, specie quando un giocatore non solo ama attaccare ma sa anche farlo. Parando le astute minacce dell'avversario, Karpov, che solitamente era un rapido nel gioco, si trov in Zeitnot, ma malgrado ci, con molta destrezza, se la cav con in mano due pedoni in pi. Questo punto fu pagato a caro prezzo dalle energie nervose di Karpov e del suo allenatore Furman. E cos, quei punto a Karpov parve molto, ma gli avversari non volevano in alcun modo restare indietro. Non ci fu nulla di chiaro fino al penultimo incontro, fino all'incontro con Smejkal, per il quale era indispensabile la vittoria. Non era improbabile che alcune possibilit di Karpov, fino a poco prima evidenti, di riuscire ad entrare nella rosa dei candidati, pag. 143

diventassero a un tratto problematiche. Questo fu in realt un momento critico. Il mio avversario racconta Anatoly Karpov mi sorprese facendo la prima mossa con un pedone di Re. Decisi di rispondergli a mia volta con una sorpresa e adattai alla difesa Siciliana un'idea invero non molto studiata nei dettagli. Smejkal si raccapezz benissimo sulla scacchiera e con un gioco acuto ottenne un sensibile vantaggio. Questo, per, lo costrinse a perdere molto tempo per riflettere; il gran maestro cecoslovacco non riusc a trovare la continuazione decisiva, e prima della sospensione si "lasci scappare" ancora un pedone. In quel momento, come uomo mi fece pena: crollavano le ultime speranze del valoroso combattente Smejkal. La posizione al momento della sospensione, tuttavia, non mi garantiva la vittoria. Non per niente la vigilia dell'incontro Smejkal aveva affermato parlando con uno dei maestri, presente al torneo in veste di giornalista, che in ogni modo lui la partita non l'avrebbe persa... Al finale arrivai in ritardo, perch lungo la strada la macchina si ruppe, e ci tocc andare in metropolitana e a piedi. Entrando nella sala da gioco, vidi uno Smejkal distrutto: non riusciva a dimenticare che il giorno prima si era lasciato sfuggire una concreta probabilit di vittoria. Prima che scadesse il tempo, per, il mio rivale dovette piegarsi alla sconfitta. Questo significava che mi ero assicurato almeno il primo posto a pari merito . Nell'incontro successivo, io e Kortschnoj (entrambi con i bianchi) dovevamo giocare contro Hubner e Torre prosegue Karpov . Il compito di Kortschnoj appariva arduo, in quanto lo aspettava lo scontro con il pi forte gran maestro della Germania occidentale. Per quanto riguarda me, ci tenevo molto a battere Torre, per vendicarmi dei tormenti che il filippino mi aveva inflitto nel 1969 alla semifinale del campionato mondiale dei giovani, quando rischiai di non andare in finale e a malapena "sfuggii alla patta". Oltre a ci, la conquista di un primo posto assoluto nel nostro torneo interzonale faceva acquisire il diritto a entrare nel quartetto dei candidati privilegiati (lo stesso in cui erano Spassky, Petrosian e il vincitore dei torneo interzonale brasiliano), e allora, nel torneo dei quattro candidati finalisti, a me sarebbe toccato l'avversario formalmente pi debole. Fu cos che Kortschnoj e io battemmo i nostri antagonisti e ci dividemmo lo stesso il primo posto. Ma, per quanto riguardava i futuri candidati al torneo, si procedette a una ulteriore estrazione a sorte, io malgrado tutto entrai fra i primi quattro. vero che poi nel quarto di finale mi capit un avversario per nulla debole (L. Polugaevsky), ma a Kortschnoj non tocc Petrosian, e nemmeno Spassky, bens E. Mecking, il vincitore del torneo interzonale brasiliano. Fui molto soddisfatto dice Karpov , non solo per i risultati di classifica conseguiti al torneo interzonale di Leningrado, ma anche per l'aspetto creativo del mio gioco: un connubio cui aspira qualsiasi scacchista. Sono riuscito a percorrere tutto il cammino senza sconfitte e pag. 144

a giocare alcune belle partite, una delle quali fu riconosciuta come la migliore del torneo. Eccola:

Karpov, Anatoly (2645) - Quinteros, Miguel Angel (2480) [B97]


Leningrad Interzonal Leningrad (9), 14.06.1973 [Karpov, Anatoly - Scacchi primo amore] 1.e4 c5 2.Cf3 d6 3.d4 cxd4 4.Cxd4 Cf6 5.Cc3 a6 6.Ag5 E un tratto che compio di rado. Ho giocato cosi piuttosto per cambiare, che non guidato da considerazioni di altro genere. [Karpov, An. (Scacchi primo amore. pag. 145)] 6...e6 7.f4 Db6 Non e escluso che Quinteros abbia scelto questa variante in quanto sapeva che 6. Ag5 e una eccezione non una regola nel repertorio delle mie aperture. Il fatto sta che 7...Db6 richiede da parte del Bianco una sicura conoscenza di un gran numero di seguiti forzati. [Karpov, An. (Scacchi primo amore. pag. 145)] 8.Cb3 Naturalmente lottare per una concreta supremazia si pu soltanto con l'aiuto di 8. Dd2, ma la mia posizione nel torneo non mi obbligava assolutamente a imprese rischiose. 8...Ae7 9.Df3 h6 10.Ah4 Cbd7 [Non va Bene per il Nero: 10...Cxe4 11.Axe7 Cxc3 12.Dxc3 Rxe7 13.Dxg7] 11.0-0-0 Dc7 12.Ag3 L'idea e chiara. Voglio allontanarmi dalla tipica risposta "g7-g5", che di solito assicura al Cavallo nero il punto "e5", nello stesso tempo preparo il colpo "e4-e5". 12...b5 Ho l'impressione che Quinteros cerchi la mischia. In caso contrario probabilmente avrebbe preferito completare tranquillamente lo sviluppo, per esempio con 12...O-O. 13.e5 Praticamente forzato, in quanto se il Nero intende portare l'Alfiere in "b7" prima di muovere il Pedone bianco "e" allora esso, impacciando, pu diventare non una forza ma una debolezza. Del resto questo "forzato" avanzamento si inserisce a punto in modo organico nel mio piano. 13...Ab7 14.De2 dxe5 [Occorreva giocare: 14...Cd5 e il Bianco non avrebbe ottenuto nulla con: Primo: 15.Cxd5 (Secondo: 15.exd6 Cxc3 16.dxc7 Cxe2+ 17.Axe2 Tc8 18.f5 e5; Terzo: 15.Ce4 0-0! Neppure io vidi come sviluppare l'iniziativa del Bianco. Per questo durante la partita, in sostanza avevo preso in considerazione l'attraente possibilit di un sacrificio di qualit 15. Cxd5.... Con sufficiente compensazione per la resa di materiale e con buone prospettive di attacco per il Bianco. Stranamente i numerosi commentatori della partita non si sono accorti di questa possibilit.) 15...Axd5 16.exd6 Dxd6 17.f5 e5 18.Dd3 Cf6 19.Dc3 Ce4!] 15.fxe5 Diagramma

Figura 40 - Karpov - Quinteros, dopo 15. fxe5, pag. 146. r3k2r/1bqnbpp1/p3pn1p/1p2P3/8/1NN3B1/PPP1Q1PP/2KR1B1R b kq - 0 15 15...Ch7 [Senza dubbio ora non e possibile: 15...Cd5 dato il semplice: 16.Cxd5 Axd5 17.Txd5 exd5 18.e6! ora il Cavallo "h7" si trova in "fuorigioco" e la superiorit del Bianco comincia a essere molto seria.] 16.Ce4 Ag5+ E' difficile biasimare il Nero per questo tratto. [ dopo la partita era stato proposto: 16...Cg5 e non andava bene lo stesso, dato: 17.Cf6+ gxf6 18.exf6 Dc4 19.Dd2 Dd5 20.Da5 con grande vantaggio. ; Naturalmente non andava bene neppure: 16...Cxe5 da cui: 17.Cec5] 17.Rb1 0-0 18.h4 Tratto importante che toglie l'ultima casella al Cavallo "h7". 18...Ae7 19.Cd6 Ad5? Diagramma

Figura 41 - Karpov - Quinteros, dopo 19...Ad5?, pag. 147. r4rk1/2qnbppn/p2Np2p/1p1bP3/7P/1N4B1/PPP1Q1P1/1K1R1B1R w - - 0 20 Permette al Bianco, anche con un sacrificio di qualit, di portare l'attacco decisivo. [ Pi tenace era: 19...Ac6 ; come pure: 19...Tad8 ] 20.Txd5! exd5 21.Cf5 Dd8 22.Dg4 g6 23.Cxh6+ Rg7 24.Cf5+ In questa posizione sicuramente vincente si sarebbe potuto, ovviamente andare alla ricerca della "finezza". [ Per esempio appare vistosa: 24.Cd4 Rxh6 25.Cf5+ gxf5 26.Af4+ Cg5 27.Dxf5 Rg7 28.hxg5 Th8 29.Th6! con numerose minacce: Ad3, e6, g6 ecc. Comunque non mi piace molto fare questo tipo di gioco quando esiste un chiaro e logico modo di vincere.] 24...Rh8 Diagramma

Figura 42 - Karpov - Quinteros, dopo 24...Rh8, pag. 148.

r2q1r1k/3nbp1n/p5p1/1p1pPN2/6QP/1N4B1/PPP3P1/1K3B1R w - - 0 25 25.Ad3! Rendendo intoccabile il Cavallo "f5" per il fatto che dopo 2...gxf5 26.Dxf5, il Cavallo nero in "h7" non pu essere difeso in alcun modo e non ha dove saltare. Ecco una situazione veramente rara. 25...Tg8 26.Ch6 Tg7 27.h5 De8 28.e6! Si apre tutto il fianco e gli Alfieri del Bianco distruggono letteralmente la posizione del Re nero. 28...Cdf6 29.exf7 Dd8 [Se il Nero avesse giocato: 29...Df8 allora non avrei voluto migliore conclusione a questa partita di quel finale forzato che ha indicato il maestro leningradese Mark Zeitlin: 30.hxg6! Cxg4 31.Cxg4 Ad6 Minaccia 31...Ae5. 32.Cf6! Axg3 33.Cxh7 Dd6 34.Cf6+ Ah2 35.Ce8! Txg6 36.Axg6] 30.Dd4 Cxh5 31.Ae5 Af6 32.Te1 Axe5 33.Txe5 C5f6 34.g4 Df8 35.g5 Ce4 36.Axe4 dxe4 37.Dxe4 Il Nero Abbandona. 1-0 Poich il sorteggio dei candidati fece in seguito di Viktor Kortschnoj il principale antagonista di Anatoly Karpov nella lotta per il titolo di campione del mondo, ritengo sia interessante far conoscere ai lettori alcuni giudizi espressi da Kortschnoj dopo la conclusione del torneo interzonale 1973 di Leningrado. Disse dunque Kortschnoj: Non credevo di poter battere tutti i candidati del campionato. Fra i miei antagonisti c'erano degli scacchisti "scomodi". Secondo il mio stile preferisco gli avversari che giocano da soli e non "rimangono sul posto". E in generale ritengo che la generazione di Fischer non possa pi battersi con lui sperando nel successo. Per un compito del genere ci vogliono spalle pi giovani. Potr venirne a capo Karpov? Non so. Le ultime esibizioni di Karpov hanno dimostrato che, come combattente da torneo, egli, evidentemente, non la cede a Fischer... . E poi: Karpov progredisce di torneo in torneo. In uno dei miei interventi ho detto che in questo ciclo nessuno potrebbe battere Fischer. Per far ci, Karpov non ha ancora l'esperienza e le cognizioni sufficienti. Forse perch ha creduto alle mie parole, Anatoly Karpov ha detto ai giornalisti che questo "non il suo ciclo"? Certo, proposito di Karpov di combattere per la conquista del posto pi alto nell'interzonale non stato una sorpresa per nessuno. In questo torneo egli ha dimostrato di avere una maggiore maturit che in passato. Karpov sta diventando un grande combattente da torneo, che all'occorrenza non si arresta davanti al rischio, che capace di affrontare qualsiasi duello per raggiungere la vittoria. Perci molto pratico, non ammette errori grossolani. Il suo gioco ricorda ora quello di Spassky negli anni migliori: raccoglimento in ogni incontro, equilibrio in tutti gli stadi della partita, assenza di errori evidenti . Le competizioni dei pretendenti dimostrarono dopo un anno che Anatoly Karpov aveva progredito diventando non solo un eminente giocatore di tornei, ma anche un poderoso combattente di incontri. pag. 149

41 campionato dell'URSS, Mosca 1973


Per la prima volta l'importante torneo di scacchi annuale dell'Unione Sovietica il campionato dell'URSS stato giocato in due leghe contemporaneamente: quella superiore e quella prima. Nella lega superiore sono stati ammessi quattordici partecipanti sovietici al ciclo triennale di gare per la conquista del campionato mondiale. La competizione, rimarchevole per il suo livello, divenne subito nota come il campionato dei campioni , dato che fino a questo momento non vi sono stati campionati pi agguerriti. Al torneo hanno preso parte tutti gli scacchisti assolutamente migliori dell'Unione Sovietica. Ci nonostante, non un solo contrasto per la conquista della medaglia d'oro di campione ha turbato gli appassionati di scacchi. Anche perch li rallegrava molto l'eccellente forma dei candidati sovietici alla corona scacchistica mondiale. E non dimenticando nemmeno per un minuto le imminenti finali del torneo a quattro, tutti i candidati riuscirono a piazzarsi in testa alla classifica del torneo del 41 campionato sovietico e dimostrarono ancora una volta che proprio loro erano i degni rappresentanti degli scacchisti sovietici nel campionato del mondo. La medaglia d'oro venne assegnata a Boris Spassky. Dopo la sua vittoria su Tigran Petrosian nell'incontro del 1969, questo successo fu indubbiamente notevole per Spassky, che cerc nelle ultime partite di acchiappare l' uccello di fuoco della sua forma sportiva, che tanto proditoriamente lo aveva abbandonato. Durante il campionato sovietico il secondo del futuro campione fu il gran maestro Igor Bondarevsky. La coppia, che si era separata poco tempo prima dell'incontro con Robert Fischer a Reykjavik, si ricostitu, e molti sono propensi ad ascrivere a Bondarevsky, un uomo dal carattere rigido ed esigente, buona parte del successo di Spassky, al quale evidentemente era mancata la mano dura del suo esperto secondo. Al campionato sovietico Spassky si impegn con tutte le sue forze, senza risparmiarsi, lavor costantemente e intensamente alla scacchiera, quasi rifuggendo dall' incruenta patta . Verso la fine del campionato il vincitore era estremamente riservato, si sforzava di evitare qualsiasi apparizione in pubblico, voleva ritirarsi al pi presto possibile per riposare e per prepararsi al torneo dei pretendenti. Spassky fece una sola eccezione, concedendo una lunga intervista alla pubblicazione scacchistica con la pi alta tiratura del mondo (centomila copie): il settimanale 64 . Nel corso di quel colloquio, l'aspetto stanco di Spassky saltava agli occhi: E poi dicono che la vittoria nel campionato era facile... Anche Caruso cantava senza sforzi, per, durante un concerto doveva spesso cambiare camicia disse, senza sorridere, Spassky. A proposito del gioco di Karpov per il campionato, Spassky disse: Anche se Anatoly, come sempre, agiva con zelo, ho avuto l'impressione che egli forse non arrivava al massimo delle sue possibilit. Pu darsi che ci fosse legato al fatto che aveva gi consumato una notevole quantit pag. 150

di forze nelle gare precedenti, ma mancava anche la perfezione nel gioco. Per, evidentemente, ci poteva arrivare, perch Karpov potenzialmente, era l, senza dubbio, il migliore . Ed ecco cosa dice Karpov stesso: Era la prima volta che io miravo al titolo di campione dell'URSS; il diritto di pretendere questo titolo me lo davano gli ottimi risultati conseguiti in una serie di gare fatte dopo la mia ultima partecipazione al 39 campionato dell'URSS nel 1971, da quando ero riuscito a battere molti famosi giocatori di scacchi. Ma vincere questo 41 campionato me lo hanno impedito alcune circostanze. Soprattutto, un certo "sdoppiamento". Da un lato, la voglia di vincere il campionato, dall'altro non ci si pu "scoprire" pienamente, perch mi aspettava l'incontro per i quarti di finale con Polugaevsky, ed era necessario risparmiare le forze . Ho cominciato la gara, dal punto di vista del punteggio, bene, come mai prima. Eppure, anche dopo aver raggiunto la vittoria in alcune, partite, come, per esempio, quelle con Savon e Beliavskij, non mi abbandonava la sensazione di una certa insoddisfazione di me stesso. Avvertivo che il gioco non andava; spesso dovevo addirittura "rompere" coi partners. Cos successo anche nel sesto turno, quando vinsi una dura partita con Viktor Kortschnoj. A proposito, dopo la perdita di quella partita, Kortschnoj, secondo la sua espressione, "si arrabbi" e, lasciando andare tutte le benevole intenzioni, decise di non nascondersi prima del torneo dei pretendenti, e cominci a giocare a tutta forza .

Kortschnoj, Viktor (2650) - Karpov, Anatoly (2660) [A05]


URS-ch41 Moscow (6), 08.10.1973 1.Cf3 Cf6 2.g3 b5 Nel campionato dell'Unione Sovietica sempre necessario occupare un posto abbastanza alto, e a questo io non potevo non pensare. Nello stesso tempo la mia mente era rivolta ai prossimi incontri dei pretendenti. Di qui i problemi ad ogni partita: giocare bene ma sforzarsi di non mostrare completamente le proprie carte fin dall'apertura. Quando Kortschnoj tent di sorprendermi con un'apertura nuova per i nostri incontri, decisi di rispondergli per le rime. Viktor Lvovic, che fino a questo momento, forse, non era proprio cos pronto allo scontro, dopo 2...b5 mi guard con stizza e divent chiaro che la lotta sarebbe stata dura. Comunque il tratto 2...b5 anche in se stesso non cattivo e Kortschnoj del tutto a torto lo prese come un "affronto". 3.c3 Secondo lo schieramento del Nero nell'apertura Sokolskij dato che, come probabilmente il lettore esperto ha gi notato, sulla scacchiera si realizzata una posizione dell'apertura Sokolskij o Reti, come dicono gli scacchisti "di seconda mano". (Comunque fuori dei confini dell'Unione Sovietica il seguito si chiama scherzosamente, "apertura dell'orangutan"). Per il tempo guadagnato (il pedone si trova gi in g3 e non in g2) nella posizione attuale del Bianco non del tutto un vantaggio, in quanto presto diventa chiaro che le sue caselle bianche sono indebolite. 3...Ab7 4.a4 a6 5.e3 Sembra che il mio avversario si stia sensibilmente scaldando, s'innervosisce e agisce in certo modo impulsivamente. 5...Cc6 6.d4 e6 7.b4 [ chiaro che il pedone b5 non lo lascio "a riposo": 7.axb5 axb5 8.Txa8 Dxa8 9.Axb5 segue il terribile: 9...Cxd4!] 7...Ae7 8.Cbd2 Ca7 9.Ad3 Ecco cosa intendevo quando parlavo di debolezza delle caselle bianche nel campo di Kortschnoj. L'alfiere non pu controllare nello stesso tempo due diagonali: b1-h7 (dove combatte per l'importante punto e4) e hl-a8 (dove necessario difendere lo stesso Re). 9...0-0 10.e4 d6 11.0-0 c5 Visto che il Nero ha sviluppato bene i pezzi, obbligato ad attaccare il centro avversario - altrimenti il vantaggio di spazio del Bianco s pu rafforzare. 12.bxc5 dxc5 13.Ab2 Cc6 Non stato facile prendere questa decisione che porta a un sacrificio di pedone. Il fatto sta che il Bianco ha molti modi per prendere il pedone, e questa circostanza mi ha reso pi difficile il calcolo e la valutazione delle varianti, e non strano che anche Kortschnoj non abbia trovato la via pi giusta. Non posso essere d'accordo con la raccomandazione di M. Botvinnik, data da lui nello jugoslavo "Informatore" - 13...c4 avrebbe distrutto il mio gioco sul fianco di Regina e avrebbe lasciato al Bianco piena libert d'azione per sviluppare l'iniziativa al centro e sul fianco di Re.

14.e5 Kortschnoj ha lasciato a torto il punto d5. [Probabilmente aveva calcolato che nella variante: 14.axb5 axb5 15.Axb5 cxd4 16.cxd4 Db6 17.De2 Ca7 poteva retrocedere con l'Alfiere, (Proprio per questo volevo proseguire con: 17...Txa1 18.Axa1 Cb4 [con la minaccia 19...Cxe4 20. Cxe4 Axe4 21. Dxe4 Dxb5] 19.Ac4 Tc8 restando senza un pedone, ma ottenendo invece la possibilit di minacciare costantemente qualche malmesso pezzo leggero dell'avversario. Con Kortschnoj continuavo a comportarmi in questo modo dato anche che il seguito da lui scelto d la completa iniziativa al Nero e ormai non si parla pi solamente di compensazione per il pedone perduto...) 18.Ad3 Dxb2 19.Tab1 dava un vantaggio al Bianco.] 14...Cd5 15.axb5 axb5 16.Db1 cxd4 Diagramma

Figura 43 - Kortschnoj - Karpov, dopo 16...cxd4, pag. 153. r2q1rk1/1b2bppp/2n1p3/1p1nP3/3p4/2PB1NP1/1B1N1P1P/RQ3RK1 w - - 0 17 17.cxd4 [E' interessante la lunga variante: 17.Axh7+ Rh8 18.Txa8 Axa8 19.cxd4 g6 20.Axg6 fxg6 21.Dxg6 De8 22.Dh6+ Rg8 23.Dxe6+ Df7 e (sia che si scambino o no le Regine) la superiorit dalla parte del Nero. Il lettore pu verificare per suo conto che la formale superiorit di materiale del Bianco (quattro pedoni contro un Alfiere) nella posizione in questione significa molto poco in confronto alla mobilit dei pezzi neri anche in presenza di un solo ma avanzante pedone ] 17...h6 18.Axb5 Db6 19.Ae2 Alquanto passivo ma forte. 19. Ad3 ha i suoi difetti dato il profilarsi dello Zeitnot, spiacevole in modo particolare quando i pezzi cominciano a "farsi sotto". 19...Txa1 20.Axa1 Da7 Anche a me piace molto l'idea che si sta realizzando in questo momento. come se la Regina lasciasse alla Torre le verticali "c" e "b" per l'attacco. 21.Cc4 Tb8 22.Ab2 A quanto pare non aveva in mente di tirare fuori l'Alfiere da quell'angolo nel quale gli tocca tornare. In verit ora questo non cos evidente... 22...Aa6 23.Dc2 Db7 24.Aa1 Ccb4 25.Dd2 Tc8 Al Nero si presenta il cambio dell'Alfiere bianco. 26.Ce3 Cxe3 27.Dxe3 Axe2 28.Dxe2 Tc2 29.Dd1 E sono rimasti sulla scacchiera un buon Alfiere nero e un cattivo Alfiere bianco. Il pezzo in verit non gran che ma la forza dominante del Nero piuttosto evidente. 29...Dc6 30.h3 [Supponendo: 30.d5 col seguito: 30...Dxd5 31.Dxd5 Cxd5 si arriverebbe a una quasi completa uguaglianza. Sono arrivato a questo per prima cosa proprio per quel "quasi" (che comunque mi avrebbe lasciato alcune possibilit di successo) e poi perch conoscevo il carattere di Kortschnoj che non rende tanto facilmente i suoi pedoni superflui.] 30...Cd5 31.Dd3 Da4 32.Cd2 una idea curiosa.

Il Bianco porta il Cavallo in quella che sembrerebbe una posizione assurda: b3, ma proprio questo paradossalmente il suo posto migliore. 32...Ta2 Anche a me a questo punto rimasto poco tempo per riflettere, per cui cominciai a muovermi senza piani, con incursioni. 33.Cb3 Cb4 34.Db1 Cd5 35.Tc1 Sorgendo la minaccia di un'inversione sulla ottava orizzontale Kortschnoj sogghign e mostr in tutti i modi che intendeva vendicarsi per il mio rifiuto della patta di poco prima. 35...Da8 36.Tc8+ Dxc8 37.Dxa2 Dalla scacchiera sono scomparse anche le Torri ma il vantaggio, nonostante tutto, resta dalla parte del Nero. Ora, unendo le minacce legate ai pezzi "d'attacco" del Bianco e, la sua indebolita ala di Re, mi riesce di aumentare la mia superiorit. 37...Dc4 38.Db1 De2 39.Dc1? [ difficile difendere la posizione dopo: 39.Df1 Dc2 ma tuttavia far uscire prima l'Alfiere in g5 non serviva. Ora la posizione del Bianco perdente.] 39...Ag5 40.Df1 Df3 41.h4 Diagramma

Figura 44 - Kortschnoj - Karpov, dopo 41. h4, pag. 156. 6k1/5pp1/4p2p/3nP1b1/3P3P/1N3qP1/5P2/B4QK1 b - - 0 41 Probabilmente a questo punto Kortschnoj abbandon le speranze. In questa posizione il Bianco abbandona senza continuare supponendo a ragione che alla ripresa del gioco avrei giocato subito 41...Ag5-e3! [41.h4 Allo stesso modo se l'Alfiere torna in: 41...Ae7 allora dopo: (Un insufficiente vantaggio avrebbe il Nero giocando: 41...Ce3 42.Cd2! Dd5 43.fxe3 Axe3+ 44.Rh2 Axd2 ; In questa posizione il Bianco abbandona senza continuare supponendo a ragione che alla ripresa del gioco avrei giocato subito: 41...Ae3! e allora la facile variante: 42.Dg2 Axf2+ 43.Dxf2 Dxb3 44.Rh2 h5 avrebbe dimostrato in modo evidente l'enorme superiorit del potente Cavallo nero sull'indifeso Alfiere bianco.) 42.Cd2 il Bianco avrebbe potuto difendersi.] 0-1 Ma gi la partita dopo, con Spassky continua il suo racconto Karpov per, un poco non mi scombussol. Qui raggiunsi una posizione buona, molto buona, e pu darsi anche una posizione guadagnata con tattica forzata. Non l'ho vinta e quasi quasi l'ho persa. E, come se non bastasse, mi sono preso anche un bel raffreddore. Nell'ottavo turno, in modo assolutamente inaspettato, perdetti con Petrosian. "Inaspettatamente", perch non mi ero preparato moralmente per la lotta e mi aspettavo una veloce partita pareggiata con Tigran Vartanovic, con il quale avevamo i rapporti di una stretta amicizia; ed il quale,

sembrava, non aspirasse per niente alla vittoria. "Inaspettatamente" gi per il fatto che prima di questa partita Petrosian, anche con gli avversari a lui meno pag. 156

simpatici, aveva pareggiato sette partite consecutive. Questa sconfitta mi servita di buona lezione per il futuro . Dopo aver capito che la mia forma sportiva e quella fisica lasciavano a desiderare, non ho forzato le cose, e non ho voluto farmi in quattro. Ecco perch, anche non essendo molto contento del posto guadagnato, considero il mio risultato abbastanza soddisfacente . Penso continua Anatoly inaspettatamente che la vittoria di Spassky nel campionato non sia stata per lui molto convincente e promettente, come a quell'epoca dichiararono quasi tutti i giornalisti e la maggior parte dei migliori giocatori. Non hanno considerato che l'ex-campione del mondo era in posizione di perdita con me, e poteva anche perdere con Kortschnoj ed era in posizione svantaggiata rispetto a Kuzmin... Se avesse perso con qualcuno di noi, il vincitore avrebbe diviso con lui il primo posto. E poi ancora un'altra cosa. Guardate pi attentamente il tabellone: chi ha battuto Spassky? Tutti coloro che occupavano gli ultimi posti. Ha vinto applicando un "bagaglio vecchio", diciamo. Raskovskij, Tukmakov hanno giocato con lui, non si sa perch, diverse varianti di quella difesa Siciliana, che Spassky aveva preparato attentamente gi per l'incontro con Fischer a Reykjavik. E un notevole maestro di Celjabinsk, Evgenij Svesnikov ha perso con il gran maestro nella variante che sceglie sempre, cio la variante con la quale non ha perso soltanto con me... No, sono ben lungi dall'intenzione di mettere in cattiva luce i risultati di Boris Spassky, il quale assolutamente avrebbe potuto vincere sempre gli stessi suoi rivali grazie alla differenza di classe, se essi avessero giocato contro di lui anche gli schemi ch'egli non preferiva. Ho detto questo solamente per rendere pi comprensibile la tattica da me scelta nella semifinale contro Spassky e per chiarire meglio per il lettore italiano il senso del nostro proverbio, un po' forte, ma significativo, "Il diavolo non cos brutto come lo si dipinge" . Per tutti i pretendenti questo campionato rappresent un torneo molto complicato , continua Karpov. A differenza di Spassky gli altri pretendenti del campionato non si scoprivano. Anch'io in parte ho giocato a met delle mie forze, ma non perch non ne avessi bisogno, anzi, sarebbe stato bello giocare bene, ma perch sentivo di non essere in una buona forma, anche se, in un certo qual modo era forse un bene che non fossi ancora in forma, perch le prove pi importanti sarebbero cominciate solo dopo il campionato. E forzare la forma durante il torneo, probabilmente, non aveva senso .

Madrid, 1973
Grandi tornei internazionali sono regolarmente organizzati in Spagna a fine d'anno e di regola si svolgono a Palma, la principale citt dell'isola di Majorca. Nel 1973 una gara del genere si svolta a Madrid e pag. 157

questo un fatto simbolico perch proprio qui 400 anni fa (nel 1575) ebbe luogo il primo torneo nella storia degli scacchi, dove lottarono i maestri italiani Leonardo e Paolo Boi e gli spagnoli Ruiz Lopez e Alfonso Seron. Quella volta giunsero a Madrid i rappresentanti di 11 paesi, tra cui 13 grandi maestri di alta classe. Il torneo si rivel magnifico. Gli organizzatori aspettavano due rappresentanti degli incontri dei pretendenti: Lajos Portisch e Anatoly Karpov. Il gran maestro ungherese rifiut inizialmente di partecipare, ma dopo, su consiglio del medico psicologo, ci ripens e si decise a venire. E Karpov? Si sa che l'ex campione del mondo Mikhail Botvinnik ha disapprovato questo suo debutto in Spagna, dicendo che quanto meglio Karpov avrebbe giocato in questo difficile torneo, tanto peggio sarebbe andato negli altri incontri dei pretendenti. Anatoly invece, come gi tante volte era accaduto nella sua carriera scacchistica, ha preso una decisione che egli stesso considerava giusta... logico che si era consigliato con il suo allenatore fisso Semion Furman, il quale, a proposito, anche lui ha giocato a Madrid con un buon risultato (si classificato 3). Torniamo, per, al torneo -stesso e al suo vincitore. In che cosa pu essere significativa questa gara per il futuro campione del mondo? Anatoly Karpov racconta: Questo stato il mio pi grande torneo internazionale, dove son riuscito a vincere da solo il primo premio senza dividerlo con nessuno. Prima riuscivo soltanto ad "aggrapparmi" al primo posto, ma qualcuno inevitabilmente si metteva accanto a me. Cambiavano solo i "coautori" delle vittorie: L. Stein, V. Kortschnoj, T. Petrosian, L. Portisch, di nuovo V. Kortschnoj, e io rimanevo, ma ero gi scocciato abbastanza di dividere il primo posto. Pensavo a questo proprio prima dell'inizio del torneo anche se mi proponevo gli scopi di un puro allenamento . S, una gran parte del torneo di Madrid, Karpov la gioc come dicono gli scacchisti, con la tecnica , senza consumarsi, e ricordando che lo aspettava l'incontro di quarti di finale dei pretendenti con L. Polugaevsky. Come si espresse Tukmakov, secondo me in questo torneo Anatoly Karpov per ora non ha giocato a pieno ritmo. Nel prossimo 12 turno avr luogo uno degli incontri pi importanti del torneo: Karpov - Uhlmann. noto che il repertorio di apertura di Uhlmann studiato molto bene, ma un po' limitato. Particolarmente lo si vede quando gioca con il Nero. Al tratto 1. e2-e4 egli risponde esclusivamente con la difesa francese. E il successo di Uhlmann dipende in gran parte da come egli riesce all'inizio della partita. Per ora la difesa francese regge abbastanza. Chi sa se si verificheranno questi presupposti nell'incontro principale del 12 turno? . Ora noi sappiamo che proprio questi presupposti hanno avuto un ruolo non indifferente nella partita principale e, si pu dire, decisiva del torneo di Madrid. A proposito, questa partita stata considerata la migliore della gara, ed ecco come essa viene commentata dal vincitore: pag. 158

Karpov, Anatoly (2660) - Uhlmann, Wolfgang (2560) [C09]


Madrid Madrid (12), 11.12.1973 1.e4 e6 Apertura di repertorio del Grande Maestro W. Uhlmann, uno degli ultimi paladini della Difesa Francese (in verit durante il mio incontro con V. Kortschnoj, risulto che vi e un altro accanito sostenitore di questa difesa). 2.d4 d5 3.Cd2 Un vecchio seguito di A. Rubinstein, che se non da al Bianco un grande vantaggio, gli conserva a lungo ( a volte per tutta la partita) una ferma superiorit. 3...c5 Proprio questa biforcazione della variante si e incontrata spesso sia nelle mie partite che in quelle di W. Uhlmann e, chiaramente, ognuno di noi a casa aveva preparato all'altro una sorpresa. 4.exd5 exd5 5.Cgf3 Cc6 6.Ab5 Ad6 7.dxc5 E' una piccola astuzia. Per il seguito della partita il Bianco non e obbligato ad occupare subito la casella "d4" con il Cavallo. [Se: 7.0-0 cxd4 Il Bianco e praticamente costretto a continuare con la variante: 8.Cb3 e poi Cbxd4(Se il Bianco gioca: 8.Cxd4 pu seguire: 8...Axh2+ 9.Rxh2 Dh4+ 10.Rg1 Dxd4 con possibilit perfettamente uguali, come accadde nell'incontro E. Geller-B. Ivkov 1970.) ] 7...Axc5 [Poche prospettive nella lotta per ristabilire l'equilibrio promette al Nero il passaggio nel finale mediante: 7...De7+ 8.De2] 8.0-0 Cge7 9.Cb3 Ad6 [Un altro possibile seguito : 9...Ab6 l'ho incontrato due volte nella mia pratica e in entrambi i casi mi permise di vincere. Una volta accadde nel Campionato RSFSR nel 1970 a Kuibyscev; allora incontrandomi per la prima volta con un gran maestro ( giocai con N. Krogius nel primo incontro del torneo cosi importante per me ) ottenni un vantaggio dopo: 10.Te1 (Nell'altra partita del 1973 a Budapest, decisi di adoperare contro R. Vaganjan: 10.Te1 0-0 11.Ag5 che dopo: 11...h6 12.Ah4 g5 13.Ag3 Cf5 Port ad una tesa ma vincente posizione per il Bianco.) 10...0-0 11.Ae3 Ag4 12.Axb6 Dxb6 13.Axc6 Cxc6 14.Dxd5] 10.Ag5 0-0 11.Ah4 L'idea del tratto e abbastanza semplice. E' una buona posizione per il Bianco per via dell'isolato pedone di Regina "d" avversario. Per sfruttare questa debolezza occorre sforzarsi di alleggerire la posizione con i cambi, togliendo dalla scacchiera anche in parte i pezzi leggeri e in primo luogo l'Alfiere Nero che difende le caselle intorno al pedone "d5". 11...Ag4 Quando fu applicato per la prima volta il gioco con il cambio degli Alfieri Neri (D. Bronstein - S. Furman, 1946 - Semifinali del Campionato dell'Unione Sovietica) il Nero gioco semplicemente sviluppando i pezzi. In questa partita stessa W. Uhlmann si sforza di lottare con vivacit per le caselle centrali servendosi del Cavallo "f3". [Uno sfortunato tentativo di migliorare la variante fece contro di me G. Kusmin in un Torneo nel 1973: anch'egli cambio gli Alfieri e dopo: 11...Dc7 12.Ag3 Axg3 13.hxg3 lo schieramento dei Pedoni del Bianco si rafforzo notevolmente.] 12.Ae2 Ah5 13.Te1 Db6 Liberando il Ce7 il Nero aveva in mente di mandare questo Cavallo a caccia dell'Ah4, per questo e indispensabile controllare il punto "f5". 14.Cfd4 Ag6 15.c3 Tfe8 16.Af1 Ae4 Qui l'Alfiere non si trova in una posizione molto solida (c' la minaccia continua di "f2-f3") ma la casella "g6" occorre al Cavallo "e7" per il passaggio al centro. Il tipico 16...Tad8 crea ancora un impaccio alla diagonale "h4-d8". 17.Ag3 Axg3 18.hxg3 a5 Probabilmente Uhlmann non aveva previsto l'ulteriore svolgimento altrimenti avrebbe giocato pi semplicemente 18...Tad8. 19.a4 Cxd4 20.Cxd4! Diagramma

Figura 45 Karpov - Uhlmann, dopo 20.Cxd4!, pag. 161. r3r1k1/1p2nppp/1q6/p2p4/P2Nb3/2P3P1/1P3PP1/R2QRBK1 b - - 0 20 Ecco il punto. Il pedone "b2" e intoccabile. 20...Cc6 [Non si pu: 20...Dxb2 da cui: 21.Cb5 subito con due minacce: la chiara biforcazione: 22. Cc7 e con la meno evidente ma ancora pi terribile trappola 22.Te2!] 21.Ab5 Ted8 22.g4!! A me questi tratti danno la pi grande soddisfazione perch sono legati alla penetrazione nella posizione chiusa creatasi ora sulla scacchiera e nello stesso tempo preludono a quanto deve avvenire successivamente. E ben presto si arriver ad un finale di pezzi pesanti con la presenza degli Alfieri bianchi. La mobilita dell'Alfiere Nero e legata al proprio Pedone "d5"; ora anche il mio Pedone "g4" potr dargli fastidio. Si pu obbiettare: ma voi mettete il vostro Pedone sulla casella che occorre al vostro Alfiere. E' effettivamente cosi, ma il mio Alfiere opera sull'altra diagonale. 22...Cxd4 Pi tecnico sarebbe stato tuttavia giocare prima 22...Tac8. 23.Dxd4 Dxd4 24.cxd4 Tac8 25.f3 Ag6 Ed ecco la prima conseguenza del tratto 22.g4. L'Alfiere occupa il punto d'osservazione "g6" invece di "f5" dove ha la sua propria funzione. 26.Te7 b6 Evidentemente sarebbe ora di entrare in un gioco attivo con 26...Tc2. Tuttavia il gran maestro tedesco si ostina ancora in una difesa passiva. 27.Tae1 h6 28.Tb7 Td6 [Se: 28...Tc2 va molto male per il Nero... 29.Te2 Txe2 30.Axe2 Td6 31.Ab5 portando poi al centro il Re Bianco che permette di raggiungere il dominio con la sistemazione dei pezzi.] 29.Tee7 h5 [Ora dopo: 29...Tc2 si possono applicare delle non obbligatorie ma assai pepate varianti: 30.Tb8+ Rh7 31.Tee8 Tc1+ Altrimenti non ha dove andare l'Alfiere "g6". 32.Rh2 Ab1 33.f4 Ae4 (33...f5 34.Th8+ Rg6 35.Tbf8; 33...g6 34.g5!) 34.f5 g6 (34...g5 35.Th8+ Rg7 36.Tbg8+ Rf6 37.Txh6+ Re7 38.Te8#) 35.f6 g5 36.Tg8! Txf6 37.Th8+ Rg7 38.Tbg8# per sfuggire a questa finezza il Nero pu solo fare 33... g6 che obbligherebbe anche me a un gioco pi prosaico.] 30.gxh5 Axh5 31.g4 Al posto dei caduti si presentano nuovi combattenti. 31...Ag6 Diagramma

Figura 46 Karpov - Uhlmann, dopo 31...Ag6, pag. 163. 2r3k1/1R2Rpp1/1p1r2b1/pB1p4/P2P2P1/5P2/1P6/6K1 w - - 0 32 32.f4 Sembrerebbe che il Bianco esponga il proprio Re a non poche difficolt. Tuttavia avevo calcolato che la seconda Torre Nera "Td6" non si decideva ad entrare in gioco, anche quando entrambi le Torri Bianche che tenevano la 7* orizzontale si preparavano a portare un attacco di matto. 32...Tc1+ 33.Rf2 Tc2+ 34.Re3 Ae4 [Senza speranze sarebbe anche: 34...Te6+ 35.Txe6 fxe6 36.Txb6] 35.Txf7 Tg6 36.g5 Rh7 37.Tfe7 Txb2 38.Ae8 Tb3+ 39.Re2 Tb2+ 40.Re1 Td6 41.Txg7+ Rh8 42.Tge7 Il Nero Abbandona. 1-0 pag. 163

Nello stesso 12 turno sono riusciti vincitori anche i miei connazionali e tutti e tre abbiamo raggiunto Uhlmann. stato il mio allenatore che il giorno dopo ha perfezionato la vittoria , continua Karpov . Purtroppo, Furman dopo, in modo inaspettato, perse la partita con lo spagnolo Ricardo Calvo e non riusc a dividere con me il primo posto. Io invece sono arrivato alla fine bene e sono stato premiato con un premio speciale e sono divenuto, in questo modo, da solo, vincitore di un grande torneo internazionale. curioso che con lo stesso Calvo ho giocato una partita-miniatura molto divertente e non posso privarmi del piacere di raccontarlo qui tramite un diagramma con la posizione finale di questa partita.

Figura 47 - Calvo - Karpov, Posizione Finale miniatura, pag. 164. Sul tavolo da gioco sono rimaste quasi tutte le figure, tranne solo una coppia di Alfieri. Il Bianco si naturalmente arreso per scacco matto. Sono rimasto contento della qualit del mio gioco e guardavo al mio futuro con ottimismo, forse non senza motivi, considerando che questa prova generale alla vigilia dell'incontro dei pretendenti era andata bene . Una sera nella hall dell'albergo hanno esposto un elenco dei nomi dei migliori scacchisti del 1973, ricavato da una "votazione" fatta tra i pag. 164

giornalisti specializzati. Il mio nome risultava al primo posto! Veramente, la cosa non era del tutto inattesa, in quanto i risultati sportivi di tutto l'anno predeterminavano del resto questo bilancio, ma quello che era chiaro per me, non lo era per altri: un giornalista, ad esempio, nel suo elenco mi aveva messo all'11 posto. Durante la cerimonia di chiusura del torneo di Madrid unitamente al primo premio per questo torneo mi fu assegnato anche il premio internazionale "Oscar degli scacchi" e il premio per il migliore gran maestro dell'anno, la pi importante onorificenza, forse, dopo la medaglia d'oro di campione del mondo .

Il quarto di finale dei pretendenti con Lev Polugaevsky


Preparandomi al duello con Polugaevsky mi attendevo una lotta decisa racconta Anatoly Karpov Polugaevsky riteneva che le sue possibilit in questo incontro non fossero superiori al 35 per cento e, penso, evidentemente faceva il modesto . Dal punto di vista della preparazione, la gara non doveva essere molto complicata, in quanto il repertorio di aperture del mio avversario era estremamente limitato e costante per uno scacchista di cos alta classe. Polugaevsky decise di condurre la lotta mediante una preparazione casalinga, secondo le partite giocate da me prima. Perci l'incontro esteriormente si trasform in un duello teorico gi chiaramente espresso, come avevano predetto molte note personalit. Naturalmente, secondo le partite non si pu dire che io sia riuscito a "seppellire" la variante della difesa Siciliana, che ho affrontato quattro volte. Ma una cosa certa, proprio questa variante si rivel una chiave per Polugaevsky. Studiando dettagliatamente l'arte del mio rivale, il mio allenatore ed io abbiamo scoperto che Polugaevsky giocava perfettamente nelle posizioni che richiedono un calcolo concreto, preciso, ma si perdeva nelle posizioni senza un piano concreto, che richiedono il calcolo di ogni mossa dell'avversario . Per questo incontro, Karpov aveva gi profonde conoscenze nelle aperture, anche se forse non molto vaste aggiunse Semion Furman "Il piano della campagna", in breve, era il seguente: a Polugaevsky piacciono posizioni con carattere di calcolo e allora bisognava non dargli la possibilit di averle durante il gioco. La limitatezza del repertorio dell'avversario facilitava il compito. Alcuni, dopo questo incontro, rimproverarono a Polugaevsky di aver giocato su posizioni "non sue", ma la colpa di questo non era stata solo sua, ma indotta da noi . Del resto, a onor del vero, bisogna anche dire che l'inizio dell'incontro non era tanto disperato per Polugaevsky. Ci si spiega col fatto che Karpov per mancanza di esperienza non si era introdotto subito nel gioco e che, per esempio, nella quarta partita, Polugaevsky aveva trovato, analizzandola a casa, una soluzione brillante da cui ottenne una bellissima posizione. pag. 165

Solo durante la quinta partita subentrer il momento critico, quando erano divenuti basilari la psicologia e la saldezza del sistema nervoso. Polugaevsky durante l'ultima ora di gioco, cosa che era stata precalcolata da Karpov durante la preparazione dell'incontro, per via di continue operazioni di calcolo finisce in Zeitnot, e qui comincia a innervosirsi e a commettere errori. Cos avvenne una cosa che a prima vista potrebbe sembrare inverosimile a chi non conosce i misteri degli scacchi e preferisce chiamarla fortuna, o la vuole spiegare con ipnosi o, ancor pi ridicolmente, con la magia. Riportiamo le parole di Mikhail Tal, appena tornato a Mosca dopo un torneo internazionale e apparso proprio in quel momento al Club degli scrittori, dove avveniva l'incontro tra Anatoly Karpov e Lev Polugaevsky. Ero passato dall'ufficio stampa per vedere le posizioni racconta l'ex campione del mondo . Avevo visto che Lev stava vincendo... Entro nella sala del torneo, guardo il palcoscenico e non credo ai miei occhi: Karpov cammina con un'aria cos sicura come se avesse una posizione in pi e tutte le possibilit per una vittoria. Sorride persino ai suoi pensieri. E Polugaevsky sta guardando la sua posizione con spavento. Allora penso che senza fatica non ce l'avrebbe fatta a vincere. Ed stato vero. Lev aveva giocato fino al momento in cui ha potuto rallegrarsi di andare in patta. Sarebbe occorso controllarsi nelle situazioni pi difficili, come Karpov, che "sente" sempre l'avversario . Dov'era la causa di tutto quello che avveniva sul palcoscenico? Dice Anatoly Karpov: Io avevo per la testa in quei momenti il motivo di una canzonetta che ha le seguenti parole: "Tutto svanito come fumo...". Pu dar si, che a livello d'inconscio, intuissi il vantaggio del gioco, raggiunto faticosamente nella partita precedente. Ma questo brano di canzone, che ripetevo con insistenza, mi calmava in un certo qual modo. E me ne stavo l come se sentissi di avere una buona posizione . E allora Polugaevsky sembrava sentire che io ero del tutto tranquillo... Devo dire che in genere, durante un incontro, dopo la terza-quarta partita si comincia a sentire il rivale, il suo stato d'animo e, forse, anche suoi desideri. Qualche volta capita anche di indovinare i suoi pensieri o almeno la direzione di essi. Probabilmente anche Polugaevsky aveva sentito che io ormai non avevo paura di niente, perch io, interiormente, avevo gi calcolato la sconfitta in questa partita, per cui me ne stavo assolutamente tranquillo. Ma egli doveva ancora raggiungere la vittoria e noi, per paradossale che possa sembrare, ci siamo ribaltate le posizioni. Me ne derivato un vantaggio psicologico. questo che l'ha colpito! Il mio avversario non perse quella partita era impossibile ma alla fine prefer dividere la patta come bene maggiore . pag. 166

Dopo la partita Polugaevsky confess: "Adesso, guardando indietro, vedo chiaramente i miei errori commessi nel periodo di preparazione alla partita. Avendo dedicato molto tempo al lavoro esclusivamente scacchistico, non avevo concentrato come avrei dovuto la mia attenzione sulla necessit di prepararmi psicologicamente". Karpov in maniera molto generosa dichiar dopo l'incontro che l'alto punteggio (su 8 partite ne aveva vinte 3 e pareggiate 5) non rispecchiava in nessun modo il reale rapporto di forze, ma il punteggio era soprattutto lo specchio dello stato psicologico dell'avversario. Probabilmente, era stato proprio cos, ma la sesta, la migliore partita dell'incontro, testimonia che anche dal punto di vista scacchistico il futuro campione del mondo superava di gran lunga il suo forte avversario. Eccovi questa partita con i commenti del vincitore.

Karpov, Anatoly (2700) - Polugaevsky, Lev (2630) [B92]


Candidates qf1 Moscow (6), 1974 [Karpov, Anatoly - Scacchi primo amore] 1.e4 c5 2.Cf3 d6 3.d4 cxd4 4.Cxd4 Cf6 5.Cc3 a6 6.Ae2 e5 7.Cb3 Ae7 8.0-0 Ae6 9.f4 Dc7 10.a4 Cbd7 11.Rh1 0-0 Questa variante della "Difesa Siciliana" si incontra ogni qualvolta Polugaevsky gioca con il Nero. Nella preparazione all'incontro io e il mio allenatore, il gran maestro S. Furmann, contammo su tale possibilit e concordammo la pi opportuna disposizione delle forze. Di solito qui il seguito e 12. f5. Cosi, in particolare, giocai al Torneo Interzonale di Leningrado contro R. Byrne, ma non ebbi successo. 12.Ae3 E' un idea di E. Geller. Il Bianco mantiene la tensione al centro, fino a quando non ha portato a termine completamente i suoi piani. 12...exf4 13.Txf4 Ce5 14.a5 [Nella quarta Partita di questo incontro giocai il piu debole: 14.Cd4 e dopo: 14...Tad8 il Nero ebbe un buon gioco.] 14...Cfd7 15.Tf1 Af6 Diagramma

Figura 48 Karpov - Polugaevsky, dopo 15...Af6, pag. 168. r4rk1/1pqn1ppp/p2pbb2/P3n3/4P3/1NN1B3/1PP1B1PP/R2Q1R1K w - - 0 16 16.Cd5 Axd5 17.Dxd5 Qui devo chiarire con alcune note. A volte mi rimproverano l'aridit, la razionalit, il calcolo. E' vero, sono pratico e il mio gioco e in massima parte fondato sulla tecnica. Io mi sforzo di giocare "regolarmente" a scacchi e non rischio mai come, per esempio, Larsen. Con il Bianco miro alla superiorit fin dal primo tratto, con il Nero mi sforzo di uguagliare la posizione dall'inizio.

Ma delle varie possibili soluzioni, scelgo appunto non la pi semplice, ma la pi opportuna. Se si presentano vari seguiti equivalenti, allora la scelta in linea di massima dipende dal mio avversario. Per esempio con Kortschnoj o Tal preferisco posizioni semplici, non avendo essi gusti creativi, ma con Petrosjan gioco in modo alquanto pi complicato. Ma se mi accorgo che la strada giusta e una sola, con chiunque mi stia di fronte, io seguo solo quella. Del resto, sento che negli ultimi tempi il mio stile sta subendo dei cambiamenti. Torniamo alla partita. Il sacrificio di due Pedoni che avevo offerto a Polugaevsky, non mi era affatto venuto in mente prima. Tutti hanno pensato che questa fosse una cosa studiata prima della partita. Ma Dio sa (e lo sa anche il mio allenatore!) che questo e frutto della fantasia, dell'improvvisazione sulla scacchiera. Anche a me ora sembra terribile la mia decisione. 17...Dxc2 18.Cd4 Dxb2 Il tentativo di limitare il gioco, anche se il Nero avrebbe voluto fare lo stesso, si concluse con un livellamento di materiale e con un notevole vantaggio di posizione per me. [ Per Esempio: 18...Dc5 19.Cf5! Dxd5 20.exd5 e il pedone nero "d6" e spacciato.] 19.Tab1 Dc3 [Peggiore 19...Da3 in quanto in alcune varianti la Regina nera viene a trovarsi nella parte della scacchiera lont ana dal gioco.] 20.Cf5 Dc2 Polugaevsky manovra magnificamente. Questo e un tratto eccellente. 21.Tbe1 E' una inesattezza. [Dopo: 21.Tfe1 il Bianco ha avuto un vantaggio. Adesso il Nero si trova in difesa.] 21...Cc5 22.Cxd6 Ccd3 23.Axd3 Cxd3 24.Td1 Cb4 25.Dxb7 Non bastavano i due Pedoni all'inizio, adesso anche l'altro, forse per questo all'inizio miravo alla liquidazione dell'insufficienza di materiale. [ Comunque: 25.Dh5 avrebbe creato la minaccia: 25...-- 26.Txf6 gxf6 27.Dg4+ Rh8 28.Ah6 che l'avversario non avrebbe potuto parare facilmente.] 25...Tab8 26.Da7 Dc6 E' un errore decisivo. [ Non andava bene neanche: 26...Cc6 27.Dc7 Cb4 28.Dxc2 Cxc2 29.Ab6 con il vantaggio al Bianco.; Ma: 26...De2 avrebbe dato al Nero un buon controgioco.] 27.Af4 Mi hanno detto che proprio S. Furmann a questo punto dimostro nell'ufficio stampa che per la vittoria il Bianco a questo punto deve sacrificare la qualit: 27. Txf6!. Probabilmente aveva ragione, ma il modo di vincere mostrato dal gran maestro non e il solo. Per la verit nell'ufficio stampa possono testimoniare che l'allenatore aggiunse subito tranquillamente "Anche cosi va bene". Allo stesso modo la minaccia "e4-e5" blocca l'azione del Nero, e il Cavallo "b4" si trova fuori gioco. [Mi hanno detto che proprio S. Furmann a questo punto dimostro nell'ufficio stampa che per la vittoria il Bianco a questo punto deve sacrificare la qualit: 27.Txf6! gxf6 28.Ah6 Minaccia: 28...-- (Se: 28...Cd3 segue: 29.Axf8; Se: 28...Dc2 29.Tc1 Dd3 30.Dc5!) 29.De3] 27...Ta8 28.Df2 Tad8 29.Dg3! Dc3 30.Tf3 Dc2 31.Tdf1 Ad4 Diagramma

Figura 49 Karpov - Polugaevsky, dopo 31...Ad4, pag. 170. 3r1rk1/5ppp/p2N4/P7/1n1bPB2/5RQ1/2q3PP/5R1K w - - 0 32 Altrimenti "e4-e5" con l'attacco decisivo. Del resto ormai l'offensiva non si pu fermare. 32.Ah6 Il tiro ora si dirige contemporaneamente sul punto "f7" e "g7". 32...Cc6 Con la speranza di complicare il gioco. 33.Cf5 [Con la speranza di complicare il gioco dopo: 33.Cxf7 Dc4!] 33...Db2 [La partita sarebbe finita con un bel finale nel caso di: 33...Ae5 34.Axg7 Axg3 35.Txg3 e il Nero non poteva sfuggire al matto.] 34.Ac1 Db5 35.Ch6+ Rh8 36.Cxf7+ Txf7 37.Txf7 Af6 38.Df2 Rg8 39.Txf6 gxf6 40.Dxf6 Il Nero Abbandona. 1-0 pag. 170

Dopo questa partita capii che l'incontro era in sostanza finito. Nella settima partita mi lasciai sfuggire una facile vittoria. Anzi non che avessi possibilit di vittoria, solo che Polugaevsky aveva giocato molto male e io involontariamente feci lo stesso. L'ottava partita risult l'ultima. E quale riassunto del duello dei quarti di finale opportuno penso, citare le conclusioni tratte dal gran maestro Aleksej Suetin: Non voglio dire che lo stato psicologico, il repertorio di aperture non abbiano influito sull'esito dell'incontro. Hanno influito, senz'altro. Ma la causa principale di una sconfitta cos pesante sta nel gioco del vincitore. Karpov possiede una tecnica splendida, al servizio di una sana praticit. Egli gioca leggermente, velocemente, determina perfettamente la posizione, e con tutto ci si ha l'impressione che la bilancia analitica di Karpov sia molto pi sensibile di quella dei suoi avversari. Tante volte stato notato che a Karpov manca l'esperienza. Questo giusto. Ma notate, come velocemente questo gran maestro la stia accumulando. Lo studente Karpov, giocando, studia sempre. E i maestri, capitolando, gli danno il voto massimo .

La semifinale del torneo dei pretendenti con Boris Spassky


La vittoria nell'incontro con Polugaevsky non aveva convinto nessuno, e pochi l'avevano compresa bene. Mikhail Botvinnik, allora sghignazz: Alla stessa maniera "in modo incomprensibile" vincer anche Spassky . Ma a questo non ci credeva nessuno. In mezzo alla infinit delle predizioni della vittoria di Spassky raramente capitavano previsioni neutrali . All'esperienza e alla forza scacchistica di Spassky si opporr la giovane agilit e l'ambizione sportiva del suo rivale, il quale ora possiede una non comune forza. Penso che questa semifinale non sar meno interessante di un duello con Fischer , disse Tigran Petrosian dell'imminente incontro di Anatoly Karpov con Boris Spassky. Come vediamo in queste parole mancano assolutamente elementi di una qualsiasi previsione. Questo il carattere di Petrosian. Eppure, gli altri noti scacchisti e giornalisti, nella quasi totalit, in un modo o nell'altro davano la preferenza a Spassky. Del resto, alcuni di loro hanno trovato una via d'uscita dalla situazione dicendo che il loro lavoro simile all'arte diplomatica: bisogna prevedere cosa potr accadere domani, ma anche saper spiegare perch questo non sia avvenuto. E nel fatto che tutte le previsioni dell'opinione pubblica prima dell'inizio della battaglia andassero a favore dell'ex-campione del mondo, non c' niente di strano. Come testimonia il gran maestro Mark Taimanov, il fascino del nome di Boris Spassky non si spento nei cuori dei suoi moltissimi ammiratori anche dopo la sconfitta di Reykjavik. La larghezza pag. 171

della gamma d'ispirazione, l'armonia dello stile, la cavalleria sportiva e anche, se vogliamo, l'eleganza esteriore di Spassky gli hanno procurato le pi vaste simpatie. E la sua vittoria nel campionato dell'URSS, contro i pi grandi nomi, e la significativa vittoria nell'incontro con Robert Byrne nei quarti di finale, diventarono, nel momento di far il pronostico, un forte argomento a favore di Spassky. D'altro canto, Karpov da tutti questi punti di vista si presentava meno appariscentemente. Un certo stile secco, un certo razionalismo, una certa riservatezza nel temperamento e l'avarizia dei commenti non gli acquistarono subito un vasto numero di ammiratori. Ed proprio questa massa di tifosi che letteralmente copr di domande il presidente della FIDE Max Euwe, arrivato per l'inaugurazione dell'incontro. Alla conferenza-stampa gli chiesero: Dicono che lei dia le sue preferenze a Spassky. Perch? . Dal 1969 al 1972 Spassky ha giocato poco e non sempre con successo spieg il Presidente . Il suo gioco non si pu paragonare a quello che egli aveva dimostrato nel periodo della sua interessantissima lotta con Petrosian. Ora invece nuovamente in forma. Per aggiunse , nell'evoluzione dei giovani scacchisti di talento, capitano dei salti di qualit. difficile dire se Karpov adesso non far un salto del genere. Se lo facesse, non gli tolgo la possibilit di vincere anche il titolo di campione del mondo . Dopo di che Max Euwe ha cos caratterizzato lo stile scacchistico di Anatoly Karpov: Forse, pi degli altri, Karpov fa pensare a Capablanca, anche se c' una enorme importante differenza. Ad analizzare le partite di Capablanca viene in mente involontariamente: oh, com' tutto semplice, anch'io avrei potuto fare cos. Le partite di Karpov all'inizio colpiscono con la loro strategia che sembra poco logica, ma poi diventa chiaro che proprio in questo modo di giocare si nasconde una logica superiore. Allo stesso modo del cubano, il giovane leningradese particolarmente tenace nelle posizioni difficili; c' ancora un tratto in comune tra Capablanca e Karpov le rare partite perse. In Ungheria sono stati stampati due libri Capablanca vince e Capablanca perde. Il primo libro rappresenta un libro voluminoso, il secondo libro, un sottilissimo opuscolo. Penso che analoghi libri su Karpov potrebbero avere lo stesso aspetto . Giunse il momento della solenne apertura dell'incontro. Soltanto i pi vicini a Karpov seppero poche ore prima dell'apertura che era malato e che probabilmente avrebbe avuto il time-out. Come mai? Perch, in un incontro fino a 4 vittorie su 20 partite, secondo il regolamento di gara concesso avere soltanto due interruzioni a causa di malattia, e Karpov intendeva cominciare il gioco utilizzando subito un time-out. Ma che fare con la febbre a 39?! Solo dopo era venuto in mente di rimandare l'inizio dell'incontro (il medico lo avrebbe permesso). Subito, a questa possibilit nessuno aveva pensato, ma dopo il pag. 172

sorteggio non si poteva andare in malattia senza penalit. Insomma, senza aver considerato questo fatto, Karpov si present all'apertura dell'incontro e partecip al sorteggio. Era seduto al tavolo della presidenza della solenne riunione e evidentemente aveva un aspetto malato, ma molti, invece, lo interpretarono come se Karpov fosse nervoso prima dell'incontro con il suo forte avversario. E soltanto il giorno dopo, quando mi doveva giocare la prima partita fu resa nota la causa della malattia di Karpov. L'incontro comincer con... la sospensione. Il giorno dopo Boris Spassky, bello e sicuro di s, apparve sul palcoscenico del Palazzo della cultura Dzerzinskij, qualche minuto prima dell'inizio della prima partita. E subito un migliaio di spettatori cominciarono ad applaudire. Spassky si era messo a tavolino, l'arbitro aveva messo in moto l'orologio per il Bianco, ma non essendo ancora arrivato Karpov, Spassky se ne usc dal palcoscenico. Un nuovo applauso: Anatoly Karpov era arrivato. Sedette, spost velocemente il pedone di Re, si alz subito per salutare con un stretta di mano il rivale. La prima partita non quasi mai decisiva. Per esempio, su 10 incontri fatti in precedenza da Spassky, due volte aveva cominciato con vittorie, poi altrettante perdite e sei patte. Nell'undicesima partita Spassky aveva raggiunto la vittoria in modo sicuro e, tra l'altro, giocando col Nero, cosa che negli incontri ad alto livello molto importante. Ricordi il lettore le previsioni della vigilia, e prenda in considerazione che l'avversario di Karpov era uno scacchista espertissimo, il quale in sette partite aveva raggiunto sette vittorie... E infine, bisogna tenere presente che, ancora non rimesso dopo la malattia, Karpov per molli anni lo aveva avuto come modello. Tutto sommato, si poteva immaginare lo stato d'animo del giovane, che pur avendo giocato col Bianco era stato vinto. Dopo la sconfitta, Furman, un po' sconvolto, se ne and lasciando detto a Karpov che anche Fischer aveva perso con Spassky la prima partita, ma malgrado ci aveva vinto l'incontro. Karpov rest con il suo amico Bach e con il medico, il quale, del resto, poco dopo se ne and anche lui. Karpov ascoltava Bach: Ti ha vinto, ma tu lo senti pi forte e che non ce la farai a lottare contro di lui? . No. Mi sentivo molto male, ma per un pelo ce l'avrei fatta , rispose Karpov. E allora perch sei cos triste? Riposa bene adesso e comincia dalla prossima partita a comportarti secondo il piano elaborato . qui opportuno raccontare che Karpov ed i suoi aiutanti anticipatamente preparavano un'operazione con il titolo cifrato colpi a due mani . Cosa significava? Dopo aver notato giustamente che Boris Spassky non si preparava molto scrupolosamente agli incontri per quanto riguardava le aperture, si era deciso di usare contro di lui una quantit, possibilmente grande, di schemi diversi inattesi. Per poter applicare con successo una simile tattica, Karpov aveva dovuto fare un enorme lavoro preparatorio. Basti ricordare che un conoscitore di aperture, il Gran pag. 173

Maestro Geller, aveva scritto: Anatoly Karpov per quel che concerne la variet di gioco cede al suo avversario. Questo lo si nota, in particolare, nella limitatezza del repertorio di aperture. Con il Bianco Karpov gioca soltanto 1. e4, e con il Nero ha uno o due sistemi... . Allora Geller non era ancora diventato il secondo di Karpov e non poteva sapere che il giovane gran maestro non era pi quello che lui aveva presentato. Allo stesso modo Karpov era visto anche da Spassky che si sbagli. Anatoly Karpov racconta: All'inizio della prima partita mi sentivo benino. La temperatura era scesa e la testa funzionava bene. Avevo scelto uno schema complesso di gioco, perch ritenevo di potercela fare con qualsiasi tipo di problema. Ma avevo sopravvalutato le mie possibilit. Nel momento decisivo le mie idee si offuscarono, commisi alcuni errori evidenti e tutto era finito . Non per caso che mi sono fermato cos dettagliatamente sugli avvenimenti della prima partita: essa non rese a Spassky un buon servizio: non che egli pretendesse una vittoria facile nell'incontro, ma dopo una facile vittoria all'inizio si era fatta un'idea sbagliata del mio gioco . Alcuni non riescono a capire perch l'ex-campione del mondo abbia rinunciato al tentativo di sviluppare l'iniziativa e abbia proposto la patta gi alla 17a mossa. Posso supporre che Spassky, vedendomi indisposto, abbia avuto semplicemente piet di me. La cavalleria sportiva stata sempre il suo tratto caratteristico. Ma possibile anche un'altra spiegazione, pi logica. La difesa Caro-Kann, che realizzavo per la prima volta in vita mia, ha rappresentato per Spassky una cosa assolutamente inaspettata e lo convinse a soprassedere alle operazioni attive... . Quello che era avvenuto a Spassky non era nuovo negli scacchi. Nel 1969 Tigran Petrosian dopo aver perso il titolo di campione del mondo confess inaspettatamente: Non mi perdoner mai di aver vinto la prima partita dell'incontro con Spassky! . Allora questa confessione sorprese: divent pi tardi chiaro cosa intendeva dire Petrosian: la facile vittoria gli aveva tolto il senso di vigilanza e invece aveva mobilitato Spassky per una difficile lotta. Qualcosa di simile avvenuto anche nell'incontro che stiamo descrivendo. Dopo la sconfitta, Karpov poteva ricordare a Spassky il suo motto: Per me gli scacchi sono, prima di tutto, un gioco giusto; se hai commesso un errore, anche non scacchistico, ma semplicemente umano, hai dimostrato disprezzo verso il partner, leggerezza nel pensare, ed allora devi avere dal gioco la giusta punizione!... . Prima dell'incontro con Spassky, il suo giovane rivale non era assolutamente sicuro che sarebbe riuscito a raggiungere il successo definitivo. La fede nella vittoria cresceva via via nel corso della lotta e grande importanza per questo ebbero la 2a e poi la 3a partita, che hanno dimostrato che il piano della campagna scelto era quello giusto. Dopo aver ripreso fato, il tempo per rimettersi dalla malattia, e dopo essersi assicurato pag. 174

che tutto andava bene, Karpov cominci a giocare a piene forze. A Spassky, tra l'altro, dovuto un grande ruolo nella diffusione del cosiddetto indirizzo psicologico negli scacchi. Ma ora egli incontrava in Karpov un degno seguace, il quale sotto questo aspetto and ancora pi avanti del suo espertissimo rivale. Qui opportuno notare che Igor Bondarevsky, per molti anni allenatore di Spassky, fece molto per creare il mito della stabilit psichica del suo protetto. Gi nel 1966 Petrosian, nel primo incontro per il campionato mondiale con Spassky, aveva messo in dubbio questa affermazione. Dopo a nessuno era riuscito di usufruire di questa lezione, dato che la psicologia subentra soltanto in ragione delle forze puramente scacchistiche degli avversari. Spassky era il pi forte, e soltanto nella persona di Fischer nel 1972 trov un giocatore, che possedendo una enorme forza pratica, seppe trovare la chiave per scuotere il carattere non dei tutto stabile, di Spassky. Lasciando da parte alcuni metodi poco ortodossi della guerra psicologica di Fischer, Karpov, dal punto di vista scacchistico, aveva scelto una strada analoga: cambiando gli schemi di apertura, non dava la possibilit al rivale di prepararsi a casa, come si doveva e lo faceva innervosire. In modo assolutamente inaspettato Karpov gioc nella 3a partita 1. d4 e dopo una lotta abbastanza vivace pareggi il conto. Seguirono due duri pareggi e la vittoria del Nero nella sesta partita... Ma ora di dare la parola a Semjon Furman, allenatore del giovane gran maestro.. Conosco abbastanza bene l'attivit dei migliori scacchisti dei mondo, compreso Spassky. E Karpov ed io non avevamo grandi difficolt nel tratteggiare un giusto ritratto dell'avversario. Egli senza dubbio uno scacchista forte, di talento originale, ma il suo modo di trattare gli scacchi, a mio avviso, non del tutto giusto. Questo si riferisce soprattutto alla fase d'apertura. Spassky riteneva, e forse ritiene ancora, che la sua forza che si sviluppa nel centro e nel finale talmente grande che pu recuperare qualsiasi svantaggio d'apertura. Io ritengo che la causa pi importante della sconfitta di Spassky nell'incontro con Fischer sia stata nel fatto che il gran maestro sovietico era inferiore all'americano nell'apertura. Gli insegnamenti dell'incontro Fischer - Spassky erano, si capisce, presi in seria considerazione da noi, in vista della preparazione alla battaglia della semifinale di Karpov con Spassky. E da qui il debutto sul palcoscenico di Leningrado della difesa Caro-Kann, il rifiuto inatteso di Karpov in alcune partite alla prima mossa di usare il pedone di Re. Avevamo anche altri progetti, ma l'incontro termin molto prima della dodicesima partita che, come risult doveva essere l'ultima. andata in modo che Spassky, come prima di lui Polugaevsky, non era riuscito ad avere le sue posizioni preferite . Tuttavia, ci di cui parla qui Furman, solo lo schema generale. In realt tutto aveva un aspetto molto pi complesso. Essendosi lasciato pag. 175

sfuggire il pareggio, al termine della sesta partita, Spassky, innervosito, era stato completamente sconfitto nella settima. Non mi ricordo di aver mai vinto in una posizione cos "compressa" si lamentava Karpov . E quando, dopo molte ore di analisi, mi ero convinto di essere stato costretto al pareggio per via del solito scacco perpetuo, mi sentivo amareggiato. Non potevo addormentarmi e cercavo di occuparmi di qualcosa. Nell'ottava partita, con i neri, subii un attacco terribile. Tal dichiar che non sapeva se egli sarebbe riuscito a vincere questa partita con i bianchi, ma con i neri l'avrebbe perduta sicuramente in fretta. Io ero riuscito a difendermi. Nella 9a partita, che sto per commentare, si riscoperta una magnifica particolarit degli scacchi: la posizione di qualsiasi figura, sia anche di una variante, influisce senz'altro sulla valutazione della posizione. Ma prima vorrei dire qualche parola sulle mie considerazioni prima di questa 9a partita. Come al solito, ci eravamo salutati e tutti e due, per vecchia abitudine, avevamo acconciato i pezzi e l'arbitro aveva messo in moto l'orologio. Io giocai 1. e2-e4, tornando alla stessa mossa dopo la quale avevo perso la prima partita. Spassky, di colpo, cominci, nervosamente, con tutte e due le mani e un'aria assente, ad acconciare un'altra volta i pezzi gi messi bene a posto. Si era innervosito .

Karpov, Anatoly (2700) - Spassky, Boris V (2650) [B83]


Candidates sf1 Leningrad (9), 1974 [Karpov, Anatoly - Scacchi primo amore] 1.e4 c5 2.Cf3 e6 3.d4 cxd4 4.Cxd4 Cf6 5.Cc3 d6 6.Ae2 Ae7 7.0-0 0-0 8.f4 Cc6 9.Ae3 Qui per la seconda volta (la prima dopo il mio tratto) Spassky penso: replicare o non replicare? 9...Ad7 Nella prima partita dell'incontro l'ex campione del mondo applico un seguito completamente nuovo 9...e5 e vinse con una lotta acuta e senza errori. Ora aveva deciso di non mostrare curiosit - per quello che di nuovo aveva preparato il suo avversario - e gioco come si gioca di solito nella variante Schveningen. 10.Cb3 a5?! Ma anche decidendo di rinunciare alla variante della prima partita, il mio avversario si trovava tuttavia sotto l'impressione di quella sua vittoria. Probabilmente questo spiega il suo ultimo tratto assai nervoso. Il fatto sta che quel tratto egli lo scelse allora, ma adesso 10...a5, non va bene, perch mette a disposizione del Bianco "per sempre" il punto "b5" e in cambio il Nero non ottiene nulla di sostanziale. 11.a4 Cb4 12.Af3 Ac6 Naturalmente al Nero non piaceva molto il ritorno del Cavallo bianco in "d4", ma e ancora piu infausto giocare 12...e5, riavendo la posizione della prima partita con la sostanziale differenza che l'Alfiere nero se ne sta passivamente in "d7" e non in "e6". 13.Cd4 g6 Per il fatto che muovere "e6-e5" vuol dire indebolire la posizione del Re, altrimenti il Cavallo "d4" andrebbe in "f5". 14.Tf2 e5 15.Cxc6 Forse il Bianco avrebbe avuto un vantaggio anche nel caso di 15...Cd-b5. 15...bxc6 16.fxe5 dxe5 Diagramma

Figura 50 Karpov - Spassky, dopo 16...dxe5, pag. 177. r2q1rk1/4bp1p/2p2np1/p3p3/Pn2P3/2N1BB2/1PP2RPP/R2Q2K1 w - - 0 17 17.Df1! La lotta si accende intorno al punto f4. Se il Nero decidesse di piazzare la uno dei suoi pezzi leggeri, le sue mosse non sarebbero del tutto malfatte. D'altra parte non avendo in mente di andar via con la Torre dalla "colonna f" [17.Td2], non e ancora chiaro su quale verticale occorrer sviluppare l'azione. 17...Dc8 18.h3 E' l'unica, non rende spingere il cambio del Cavallo con l'Alfiere [18...Cg4]. 18...Cd7 [Nel caso di: 18...De6 il Bianco avrebbe due possibilit di sviluppare l'iniziativa: sia: 19.Tc1 (sia: 19.g4 con il seguito "g4-g5" e "Ag4".) 19...Tfd8 20.Ae2 Td4 21.b3 Lasciando l'Alfiere in "c4".] 19.Ag4 h5 La posizione del Re Nero si e molto indebolita... [Era preferibile il pi semplice: 19...Dc7 uscendo dalla stretta e rafforzando la Torre sull'ottava orizzontale.] 20.Axd7 Dxd7 21.Dc4 E cosi la Regina e arrivata a Destinazione. 21...Ah4 [Un infausto finale toccava al Nero dopo: 21...De6 22.Dxe6 fxe6 23.Taf1] 22.Td2 De7 23.Tf1! Tfd8 24.Cb1! L'astuzia di questo tratto consiste nel fatto di aver aspettato il momento pi opportuno per il passaggio del Cavallo in una posizione pi attiva, che arriva abbastanza in fretta se il Nero cambia le Torri. 24...Db7 25.Rh2! Capita di rado che la mobilita dell'Alfiere avversario a meta gioco condizioni lo stesso Re. 25...Rg7 26.c3 Ca6 27.Te2! Ora al Bianco non conviene gi pi cambiare la Torre: i pezzi pesanti servono per l'attacco sulla "colonna f". 27...Tf8 [27...-- Nel frattempo minaccia: 28.g3 Af6 29.Tef2 Td6 30.Ag5] 28.Cd2 Ad8 29.Cf3 f6 Difendendo il punto "e5" il Nero nello stesso tempo si sforza di coprire la "verticale f". Ma l'attacco del Bianco e ormai irresistibile. 30.Td2 Ae7 Quando Spassky fece questo tratto, mi persi un po d'animo. All'inizio mi sembrava che avrei vinto con tutte le varianti ed ecco che mi accorgo di non avere in vista la vittoria... Ma per fortuna "l'eclissi" duro solo pochi istanti. [Se: 30...Cb8 perderebbe subito con: 31.Cg5!] 31.De6 Tad8 Perde forzatamente. [La resistenza si pu organizzare solo col seguito: 31...Cb8 come disponendo i pezzi per una nuova partita.] 32.Txd8 Axd8 [Se: 32...Txd8 allora: 33.Cxe5 Dc7 34.Df7+ Rh8 anche se... 35.Dxe7 Dxe5+ 36.Dxe5 fxe5 37.Tf6] 33.Td1 Sulla scacchiera c' parit di pezzi.

Il Re Nero e come se evitasse imminenti minacce e la posizione di Spassky diventa sempre peggiore. Il fatto sta che i pezzi del Nero sono divisi e non possono portarsi aiuto l'un l'altro. Ora per esempio non si pu difendere la settima orizzontale [33...Tf7], per l'Alfiere in "d8". 33...Cb8 34.Ac5 Th8 Diagramma

Figura 51 Karpov - Spassky, dopo 34... Th8, pag. 180. 1n1b3r/1q4k1/2p1Qpp1/p1B1p2p/P3P3/2P2N1P/1P4PK/3R4 w - - 0 35 35.Txd8 Il Nero Abbandona. [35.Txd8 dopo: 35...Txd8 il Bianco vince con: 36.Ae7!] 1-0 Diversamente dall'incontro di Spassky contro Fischer, dove il campione americano cambiava le mosse d'apertura sfortunate, io continua Karpov al contrario, rifiutavo gli schemi che avevano successo. Cosi nella seconda partita giocavo gi, con i bianchi, 1. d2-d4 . Per Spassky, probabilmente, fu piuttosto faticoso prepararsi ai nostri incontri... Devo, a proposito, far notare che i nostri rapporti si sono mantenuti costantemente corretti, sebbene Spassky avesse rifiutato la proposta di fare una comune analisi, dopo la prima partita nella sala dei tornei . Pi tardi, vero, discutemmo alcune volte l'andamento delle partite, ma non disponemmo i pezzi sulla scacchiera . Mi fece piacere quando Spassky si congratul con me, con parole di stima, per la vittoria che avevo conquistato contro di lui nell'incontro. Dicono che il mio futuro avversario, Kortschnoj, presente nella sala, abbia detto: Ecco come bisogna arrendersi..." . pag. 180

XXI olimpiade mondiale, Nizza 1974


Efim Piotrovic Geller, per sei volte alle Olimpiadi, nel 1968 capitano a Lugano, partecipava alle Olimpiadi mondiali, in programma a Nizza nei 1974, come allenatore per la terza volta. Appariva inquieto: La concorrenza sar forte. In primo luogo gli ungheresi, gli jugoslavi e gli americani, specialmente se arriver Fischer . E abbiamo i nostri problemi. I campioni Karpov e Kortschnoj ritengono che giunta l'ora per il loro incontro decisivo incominceranno a "scoprirsi"? Saranno in grado Spassky e Petrosian di togliersi di dosso il peso dei loro recenti insuccessi? Come si sentir Tal? Non si scomporr Kuzmin? S, problemi, problemi, problemi... . Semjon Abramovic Furman va come allenatore alle olimpiadi per la quarta volta: Certo, abbiamo la squadra pi forte, ma esistono anche problemi. Gli aspiranti perdenti senz'altro non si sentono importanti, mentre i vincenti non possono dimostrare di essere idonei. evidente che ho un lavoro singolare. Posso analizzare con tutti i partecipanti le partite rinviate, ed aiutare a prepararsi per l'incontro seguente, per esempio, Kortschnoj, probabilmente ne ho il diritto morale: ma comunque sono l'allenatore di Karpov . evidente che in questo caso, un altro aiutante, per esempio Smyslov, assister Viktor Lvovic... Non sar facile, presumo, per Karpov la prima scacchiera dopo i tesissimi duelli prima della nuova partita; tuttavia credo che Tolja riuscir a dominarsi. Aspetto e spero nel suo possibile incontro a Nizza contro Fischer: meglio una volta giocare, che cento volte sentir dire . A Nizza arriv un numero record di squadre, 73, suddivise in 8 gruppi preliminari. Due squadre di ogni gruppo entravano nella finale principale, nella seconda e nella terza finale, e nelle successive. La squadra sovietica non ebbe problemi nel suo gruppo preliminare quattro partite furono vinte con un punteggio secco, in due partite la squadra perse per mezzo punto, e nuovamente in due per un punto. Superando i rivali di otto punti, la squadra sovietica occup con sicurezza il primo posto. Nelle finali delle ultime Olimpiadi i primi avversari degli scacchisti sovietici nella battaglia per le medaglie d'oro diventarono immancabilmente le squadre dell'Ungheria e della Jugoslavia. E sembrava che gli ungheresi potessero rappresentare un forte concorrente. Tuttavia ci non accadde. Poco dopo fu chiaro che gli scacchisti ungheresi non sopportavano a lungo la fatica, e la loro squadra lavorava con eccessiva impulsivit. L'umore del collettivo troppo spesso dipendeva da Portisch: quando egli vinceva, anche tutti gli altri erano pieni di entusiasmo, quando perdeva, si scoraggiavano. Nel terzo girone il filippino Torre batt Portisch, pag. 181

perse anche la squadra ungherese, che prima della fine non era stata in grado di riaversi da questo colpo inatteso. Gli jugoslavi, a loro volta, perdevano fin dall'inizio, dopodich rimasero a rispettosa distanza dalla prima, la squadra sovietica, e miravano solo al secondo posto. Diversamente dai principali avversari, la squadra sovietica questa volta non ebbe alcun ostacolo e si stacc sempre pi dagli avversari. I grandi maestri sovietici vinsero otto partite di fila nella finale, prima del primo pareggio (con la squadra ungherese). Ma gi allora la squadra sovietica vinceva per tre punti. Pubblichiamo le partite con i commenti di Anatoly Karpov tra il sovietico e il tedesco Wolfgang Unzicker e il ceco Liubomir Kavalek.

Karpov, Anatoly (2700) - Unzicker, Wolfgang (2535) [C98]


Nice ol (Men) fin-A Nice (3), 18.06.1974 [Karpov, Anatoly - Scacchi primo amore] 1.e4 e5 2.Cf3 Cc6 3.Ab5 a6 4.Aa4 Cf6 5.0-0 Ae7 6.Te1 b5 7.Ab3 d6 8.c3 0-0 9.h3 Ca5 10.Ac2 c5 11.d4 Dc7 12.Cbd2 Cc6 13.d5 Questo vecchio piano gi per lungo tempo in disgrazia presso i teorici e ora tornato di nuovo di moda. A farlo tornare in auge e stata forse la partita L. Stein - B. Ivkov (Torneo Interzonale, 1964). 13...Cd8 Occorre notare che la ritirata in d8 del Cavallo, non del tutto sicura. [A volte il Nero preferisce giocare: 13...Ca5 E sembra che in questo caso dopo: 14.b3! Ad7 15.Cf1 Cb7 16.Cg3 Il Bianco abbia una posizione migliore.] 14.a4 Tb8 15.axb5 [15.c4 Ad7 16.axb5 axb5 17.cxb5 Axb5 18.Aa4 Ta8 19.Te3 Cb7 20.Tea3 E il Bianco e padrone dell'ultima verticale sul fianco di Regina. Stein L. - Ivkov B. (Torneo Interzonale, 1964).] 15...axb5 16.b4 In questo modo si svilupp la prima partita dell'incontro B. Spassky - V. Kortschnoj Kiev, 1968. In fondo il Bianco ostacola la manovra "c5-c4" con l'ulteriore "Cd8-b7-c5". Nello stesso tempo con l'aiuto dell'Alfiere comincia a saggiare la diagonale "g1-a7!. 16...Cb7 Il Cavallo si trova qui in una posizione sventurata e diventer uno dei principali colpevoli della sconfitta del Nero. [Nel campionato nazionale (categoria superiore, Mosca 1973) B. Spassky con il Nero contro di me comincio a costruire un impianto difensivo nello spirito di A. Rubinstein: 16...c4 17.Cf1 Ce8 18.C3h2 f6 19.f4 Cf7 20.Cf3 g6 Si accese una lotta complicata, nella quale occorre riconoscere che le possibilit del Bianco sono maggiori (grazie a una ben precisa superiorit spaziale). Ad ogni modo la difesa non sembra difficile. 21.f5 Cg7 22.g4 Ad7 23.Ae3 Ta8 24.Dd2 Db7 25.Tac1 Ta2 26.Cg3 Tfa8 27.h4 Ad8 28.Rh1 Ab6 29.Tg1 Axe3 30.Dxe3 Da7 31.Dd2 Ae8 32.g5 De7 33.Tcf1 fxg5 34.hxg5 Dd7 35.Ch2 Dd8 36.f6 Ad7 37.fxg7 Dxg5 38.Dg2 Tb2 39.Tb1 Tba2 40.De2 Dh4 41.Tbf1 Ah3 42.Tf2 Cg5 43.De3 Ag4 44.Tgf1 Rxg7 45.Ad1 Axd1 46.Txd1 Ta1 47.Tdf1 Txf1+ 48.Txf1 Ta2 49.Tf2 Ta1+ 50.Tf1 Ta2 51.Tf2 Ta1+ 52.Tf1 Txf1+ 53.Cgxf1 Dxe4+ 54.Rg1 Dxe3+ 55.Cxe3 Ce4 56.Cd1 Cf6 57.Ce3 h5 58.Cf3 Ce4 59.Cd1 1/2-1/2 Karpov,An - Spassky B V/Moscow ch-SU (07) 1973] 17.Cf1 Ad7 18.Ae3 Questo tratto, secondo me, e pi conforme all'avanzamento 16. b4. Di qua l'Alfiere pu avere la pi completa partecipazione nelle operazioni sul fianco di Regina. [La sfida di cui si parlava fra B. Spassky e V. Kortschnoj si concluse presto con una patta dopo: 18.Ad2 Ta8 19.Ce3 Tfc8 20.Rh2 Txa1 21.Dxa1 Dd8 22.Da7 Ta8 23.Dxb7 Tb8 con un continuo attacco alla Regina. 24.Da7 1/2-1/2 Spassky B V - Kortschnoj V/ct(f), Kiev (1) 1968] 18...Ta8 19.Dd2 Tfc8 Sembra che entrambi i contendenti abbiano uguali diritti sulla "verticale a". Ma questa impressione e solo apparente. Coordinando i propri pezzi il Bianco pu, mediante Ac2-d3 e Ta1-a2, preparare il raddoppio delle Torri, mentre il Nero non ha tale possibilit. Per questo meritava attenzione: 19.Tfb8. [Meritava attenzione: 19...Tfb8 20.Ad3 Dc8 che colloca una successione di pezzi pesanti sulla "colonna a".] 20.Ad3 g6 [A: 20...Ta4 21.Txa4 pu seguire: 21...bxa4 22.Ta1 e come 22...cxb4 cosi anche: (22...Ta8 23.Ta3) 23.cxb4 Dc3 24.Dxc3 Txc3 25.Aa6 Cd8 26.C3d2 Assicurano al Bianco una superiorit di schieramento.] 21.Cg3 Af8 22.Ta2 c4 23.Ab1 Dd8 Diagramma

Figura 52 - Karpov - Unzicker, dopo 23...Dd8, pag. 184. r1rq1bk1/1n1b1p1p/3p1np1/1p1Pp3/1Pp1P3/2P1BNNP/R2Q1PP1/1B2R1K1 w - - 0 24 [E dopo: 23...Cd8 24.Te2 non vi e pi contrasto sulla colonna "a": 24...Txa2 25.Dxa2 Db7 26.Da1 Ta8 27.Ta2 Txa2 28.Dxa2; Inoltre con: 23...Cd8 il Nero deve prendere in considerazione anche altre possibilit: 24.Txa8 (Oppure: 24.Tc2 Preparando Ah6.) 24...Txa8 25.Ah6] 24.Aa7! E' chiaro che Unzicher sottovalut questa forte replica. Un simile seguito si e gi incontrato (per esempio nella decima partita dell'incontro B. Spassky - A. Karpov). Con la copertura dell'Alfiere il Bianco concentra la possibilit di occupare una logica e forte posizione. Frattanto la "normale circolazione" nel campo del Nero e disturbata anche per colpa principalmente del Cavallo rimasto impacciato in "b7". 24...Ce8 25.Ac2 Cc7 26.Tea1 De7 27.Ab1 Riunendo le sue pi forti forze d'attacco. Ora il Nero deve preoccuparsi continuamente del ritorno dell'Alfiere Aa7-e3. 27...Ae8 28.Ce2 Cd8 29.Ch2 Ag7 30.f4 f6 [Non e bello neppure: 30...exf4 31.Cxf4 il Nero e costretto ad aspettare tristemente la sua sorte. 31...Ah6 32.Cxg6] 31.f5 g5 A quanto pare avrebbe dovuto astenersi da questo seguito. [ Meritava attenzione: 31...gxf5 32.exf5 Cf7 e se: 33.Ae3 allora 33...Df8] 32.Ac2! Nel campo avversario si sono indebolite le case Bianche ed e utile cambiare l'Alfiere Bianco. Per questo l'Alfiere comincia il suo lungo viaggio verso la casa "h5". 32...Af7 33.Cg3 Cb7 34.Ad1 h6 In generale tale tratto non si fa se non quando "sbarra". Ora e ancora difficile immaginarsi che l'indebolimento della casella "g6" affretti la rovina del Nero. 35.Ah5 De8 36.Dd1 Cd8 Le manovre del Nero, in sostanza inutili, dimostrano la sua impotenza. 37.Ta3 Rf8 38.T1a2 Rg8 39.Cg4! Rf8 40.Ce3 Rg8 41.Axf7+ Cxf7 42.Dh5 Cd8 [Dopo: 42...Ch8 vero non avrebbe lasciato andare la Regina Bianca in "g6" ma ovviamente non avrebbe salvato la partita. In questo caso era possibile questa divertente variante: 43.Cg4 Dxh5 44.Cxh5 Rf7 forzato, ma ora il Cavallo in "h8" e completamente tagliato fuori dal gioco. 45.Ab6 Txa3 46.Txa3 Ta8 47.Txa8 Cxa8 48.Ad8 oppure:(48.Aa5 Non uno dei Pezzi Neri pu muoversi.) ] 43.Dg6! Rf8 44.Ch5 Diagramma

Figura 53 - Karpov - Unzicker, dopo 44. Ch5, pag. 186. r1rnqk2/B1n3b1/3p1pQp/1p1PpPpN/1Pp1P3/R1P1N2P/R5P1/6K1 b - - 0 44 Il Nero Abbandona. 1-0 pag. 184

Karpov,Anatoly (2700) - Kavalek,Lubomir (2625) [B36] Nice ol (Men) fin-A Nice (7), 21.06.1974 Difesa Siciliana 1.c4 c5 2.Cf3 g6 3.d4 cxd4 4.Cxd4 Cc6 5.e4 Come se non guardasse pi in la dell'apertura lo schieramento del Nero si mostra alquanto impacciato. In casi simili chi deve difendersi deve in generale prepararsi al cambio dei pezzi leggeri. Tale cambio si delinea in "d4". Vi sono due differenti schemi teorici, Diretto o Indiretto. 5...Cf6 [sistema diretto: 5...Cf6 6.Cc3 d6 7.Cce2 Cxd4 8.Dxd4; sistema indiretto: 5...Ag7 6.Ae3 Cf6 7.Cc3 Cg4 8.Dxg4 Cxd4] 6.Cc3 d6 7.Ae2 Cxd4 Occorre compiere tale cambio al momento pi opportuno fino a quando il Bianco non faccia in tempo a difendere il Cavallo col tratto 8. Ae3. 8.Dxd4 Ag7 9.Ag5 0-0 La seconda partita fra B. Larsen (bianco) e R. Fischer a Denver nel 1971 si sviluppo altrimenti: [9...h6 10.Ae3 0-0 11.Dd2 Rh7 12.0-0 Ae6 13.f4 Tc8 14.b3 E il Bianco mantenne un vantaggio di spazio. 14...Da5 15.a3 a6 16.f5 Ad7 17.b4 De5 18.Tae1 Ac6 19.Af4 Cxe4 20.Cxe4 Dxe4 21.Ad3 Dd4+ 22.Rh1 Tce8 23.Ae3 Dc3 24.Axh6 Dxd2 25.Axd2 Ae5 26.Af4 Axf4 27.Txf4 gxf5 28.Txf5 Rg7 29.Tg5+ Rh6 30.h4 e6 31.Tf1 f5 32.Te1 Tf7 33.b5 axb5 34.cxb5 Ad7 35.g4 Ta8 36.gxf5 exf5 37.Ac4 Ta4 38.Tc1 Axb5 39.Axf7 Txh4+ 40.Rg2 Rxg5 41.Ad5 Aa6 42.Td1 Ta4 43.Af3 Txa3 44.Txd6 Ta2+ 45.Rg1 Rf4 46.Ag2 Tb2 47.Td7 b6 48.Td8 Ae2 49.Ah3 Ag4 50.Af1 Af3 51.Tb8 Ae4 52.Aa6 Re3 53.Tc8 Tb1+ 54.Rh2 Rf4 0-1 Larsen,B (2660)-Fischer,R (2760)/Denver 1971/Candidates] 10.Dd2 Ae6 11.Tc1 Da5 12.f3! Il seguito pi esatto. [ Con: 12.0-0 il Nero mediante 12...Tfc8 13.b3 a6 Arriva senza ostacoli allo scalzante b7-b5. (Ma non: 13...b5 come e stato dimostrato in alcuni commenti a questa partita in quanto dopo: 14.cxb5 non c'e via d'uscita 14...Txc3 15.Txc3 Cxe4 da cui 16.Tc8+) ] 12...Tfc8 13.b3 a6 Diagramma

Figura 54 - Karpov - Kavalek, dopo 13...a6, pag. 187. r1r3k1/1p2ppbp/p2pbnp1/q5B1/2P1P3/1PN2P2/P2QB1PP/2R1K2R w K - 0 14 14.Ca4! Decisione originale. [Di solito: 14.Cd5 Dxd2+ 15.Rxd2 Axd5 16.exd5 Lascia al Bianco una precisa superiorit di spazio.

Ma vincere con questa posizione e abbastanza difficile, se il Nero si muove con cautela, astenendosi da seguiti sconsiderati o pseudoattivi del tipo 16. b5??. Proprio in questo caso dopo il cambio dei pezzi pesanti nel finale "di due Alfieri contro Alfiere e Cavallo" il Bianco ha delle stupende possibilit, per la debolezza di Pedoni sul fianco di Regina avversaria.] 14...Dxd2+ [Forse il Nero poteva conservare la Regina. 14...Dd8 ma per questo avrebbe dovuto tenere presente l'attacco minaccioso: 15.c5 (15.0-0 Ad7) e se: 15...dxc5 allora: 16.Dxd8+ Txd8 17.Cb6] 15.Rxd2 Tc6 [Anche l'altra possibile difesa: 15...Cd7 preparando f7-f6-f5, meritava d'essere presa in considerazione. 16.Axe7? Ah6+] 16.Cc3 Tac8 [Bisognava considerare: 16...Te8 in modo che dopo: 17.Cd5 Cd7 18.Cxe7+ Txe7 19.Axe7 f6 20.Ad8 b6 Tenendo di riserva il tratto Ah6+, o si andasse a caccia dell'Alfiere.] 17.Cd5 La superiorit e dalla parte del Bianco e, conservando l'iniziativa, si sforza di aumentarla. Al Nero, per opporre una valida difesa, occorre una grande precisione. 17...Rf8 18.Ae3 [Era prematuro: 18.b4 per 18...Axd5 19.exd5 T6c7 20.Ae3 Cd7 21.f4 a5 22.bxa5 Ta8 23.Ab6 Cxb6 24.axb6 Txa2+ 25.Tc2 Txc2+ 26.Rxc2 Tc8] 18...Cd7 19.h4 [Un altro modo di rafforzare la posizione era 19.f4 e poi 20. Af3.] 19...Axd5 Una svolta nel piano del Nero. [Naturalmente sarebbe stato pericoloso fermare il Pedone mediante 19...h5 anche giocando 20.Cf4 e 21 Cxe6, il Bianco riceveva i due Alfieri e la possibilit di avere, dopo g2-g4, un pedone avanzante.; Pero forse occorreva decidersi a: 19...f5 20.Cf4 (20.h5 Cf6) 20...Af7] 20.exd5 T6c7 21.h5 [Era sbagliato: 21.b4 a causa di 21...Ce5 22.c5 dxc5 23.Axc5 (23.bxc5 Td8) 23...Ah6+] 21...Rg8 Il Nero segue una tattica dilatoria, ma la posizione richiede misure piu radicali. Occorre dedicarsi ad organizzare un controgioco senza perdere tempo. [21...Te8 e poi 22. ... e6. ; Meritava attenzione anche 21...Ab2 tentando sia di m'andar via la Torre dalla "colonna c" sia di obbligarla ad andare in una posizione meno difendibile.] 22.f4 Proprio cosi e non 22. g4 in quanto questa gabbia va ancora bene per l'Alfiere. La debolezza della casella "e4" e solo apparente. 22...Cc5 Diagramma

Figura 55 - Karpov - Kavalek, dopo 22...Cc5, pag. 189. 2r3k1/1pr1ppbp/p2p2p1/2nP3P/2P2P2/1P2B3/P2KB1P1/2R4R w - - 0 23 23.Ag4! E' importante saggiare la debolezza dei pedoni dello schieramento del Nero in modo che venga fuori l'appiglio". 23...Ce4+ 24.Rd3 f5 25.Af3 b5 Potr presto dimostrare che, nonostante lo schieramento di forze all'apparenza mobile, il Nero e gi in una posizione infelice. 26.g4! [Ovviamente non: 26.Axe4 da cui 26...bxc4+ 27.bxc4 fxe4+ 28.Rxe4 Txc4+ 29.Rd3 Tc3+;

e non 26.cxb5 Tc3+ 27.Re2 Cg3+] 26...bxc4+ [Il temerario tentativo: 26...e6?! 27.dxe6 d5 si parava con 28.gxf5! (28.cxd5 Tc3+ 29.Txc3 Txc3+ 30.Re2 Cg3+ 31.Rd2 fxg4 32.Tg1 Cf5) 28...gxf5 29.cxd5! Tc3+ 30.Txc3 Txc3+ 31.Re2 Cg3+ 32.Rd2 Cxh1 33.Axh1 e il Nero perde.] 27.Txc4! Un momento importante. Il cambio di una coppia di Torri e necessario, serve ad indebolire la pressione del Nero sul fianco di Regina. 27...Txc4 28.bxc4 Cc5+ 29.Axc5! Nella posizione varia che si e creata si difende il lato che deve essere difeso. 29...Txc5 [29...dxc5 30.h6 Ad4 qui segnato Th1, ma forse e Te1. il Nero in una posizione Pesante.] 30.h6 Af8 [Dopo l'intermedio: 30...fxg4 31.Axg4 Af8 (31...Af6 32.Ae6+ Rf8 qui e segnato ancora Th1 ma dovrebbe essere Tb1.) 32.Ae6+ Rh8 33.f5 Ta5 34.Tb1 Ta3+ 35.Re2 Txa2+ 36.Rf1 Axh6 37.f6 Il Nero si trova in pericolo di matto. 37...exf6 38.Tb8+ Rg7 39.Tg8#] 31.Rc3 Questo tratto che previene la minaccia 31...Ta5, non indebolisce la superiorit, ma, probabilmente 31. g5 sarebbe ancora pi preciso. [31.g5 In questo caso dopo: 31...Ta5 32.Tb1! Txa2 (32...Ta3+ 33.Tb3 ; Pi forte come risposta a 32.Tb1 sarebbe giocare: 32...Rf7 per dopo: 33.Ad1! Txa2 34.Tb7 Il Nero in fin dei conti perde.) 33.c5 Ta3+ 34.Re2 dxc5 35.d6 e il Bianco vince.] 31...fxg4 32.Axg4 Rf7 Il Re si toglie da una zona pericolosa mediante il sacrificio di un Pedone. [ Pi forte pero: 32...Tc7 33.Ae6+ Rh8 34.f5 (Del resto invece del "bel" 34. f5 avrei preferito giocare tranquillamente 34.Rb4! ) 34...-- (34...Tb7 e appunto perch la minaccia del "pedone g6" 35.Af7 Axh6! ( il Nero pu giocare: 35...Tb8 e poi 36...gxf6) 36.Txh6 Rg7 sembra immaginaria.) difendendosi da 35.Tb1 Axh6 36.f6 exf6 37.Tb8+] 33.Ae6+ Rf6 34.Ag8 Tc7 [Perde: 34...Axh6 35.Txh6 Rg7 36.Txh7+ Rxg8 37.Txe7] 35.Axh7 [Ora non si pu pi tardare minaccia: 35.-- Axh6 36.Txh6 Rg7] 35...e6 [Non aiutava neanche: 35...Rf7 36.f5 g5 37.f6! exf6 38.Af5! Rg8 39.h7+ Rh8 40.Tb1 Il Nero perde almeno un Alfiere...] 36.Ag8 exd5 37.h7 [e non: 37.Axd5 Th7] 37...Ag7? E' una inesattezza. [ Maggiori possibilit di continuare la lotta avrebbe avuto: 37...Txc4+ 38.Rd3 Ag7 39.Axd5 (Sembra vincente: 39.h8D Axh8 40.Txh8 Txf4 (oppure: 40...Rg7 41.Axd5 Tc5 42.Tg8+ Rh7 43.Ab3; Ma se: 40...Tc8! 41.f5 Rg7 42.Th7+ Rxg8 43.fxg6 arriva alla patta.) 41.Axd5) 39...Tc5 oppure 39...Tc8. Ma anche in questo caso la posizione del Nero e pesante.] 38.Axd5 Ah8 39.Rd3 Rf5 40.Re3 Te7+ 41.Rf3 a5 42.a4 Tc7 43.Ae4+ Rf6 44.Th6 Diagramma

Figura 56 - Karpov - Kavalek, dopo 44.Th6, pag. 191. 7b/2r4P/3p1kpR/p7/P1P1BP2/5K2/8/8 b - - 0 44 E' divertente ma tocca ormai al Nero perdere i pezzi. 44...Tg7 [ Perde: 44...Rg7 da cui 45.Txg6+ Rxh7 46.Tg1+ Rh6 47.Th1+ Rg7 48.Th7+] 45.Rg4

Il Nero Abbandona. 1-0 Cos, nessuno neppure si sogn di contendere alla squadra sovietica le medaglie d'oro dell'Olimpiade e il premio posto in palio del presidente francese Giscard D'Estaing. Ma la battaglia per le medaglie d'argento e di bronzo fu cruenta. Gli jugoslavi dimostrarono di essere la seconda potenza scacchistica del mondo. Gli americani raggiunsero i bulgari e per il numero delle vittorie ottenute vinsero la contesa per le medaglie di bronzo. Per la squadra americana, che gioc senza Robert Fischer, il terzo posto fu senz'altro un successo. pag. 192

Capitolo 5
Il grande incontro Valutazioni e previsioni
Ai suoi tempi, A. Alekhine diceva di conoscere molti giocatori in grado di vincere, ma pochissimi in grado di pareggiare. Pi tardi, questo rapporto mut bruscamente a favore di coloro che tendevano al mezzo punto . Ma la logica sportiva, come di regola, port agli stadi pi alti della gerarchia scacchistica, quei giocatori che miravano alla vittoria. Cos sempre stato. Cos accadde anche quando nella finale tra i pretendenti alla corona mondiale, si incontrarono A. Karpov e V. Kortschnoj due ambiziosi scacchisti, due gran maestri, sempre desiderosi di primeggiare. Entrambi parteciparono al duello come se professassero una diversa fede scacchistica e il risultato fu anche diverso. Vorrei a questo punto ricordare alcune curiose coincidenze. Inizialmente Kortschnoj sorpass Karpov nel campionato dell'URSS del 1970; ma in seguito rest indietro al Memoriale di Alekhine nel 1971. I due si divisero il primo - secondo posto al torneo di Natale del 1971-72 a Hastings; il primo - secondo posto al Campionato interzona del 1973; il secondo - quinto posto -- nella Lega superiore del campionato dell'URSS di quello stesso anno (1973). E dappertutto insieme. Il sorteggio delle partite separava per forza i contendenti, vero: spostava uno ad un quarto pi privilegiato, abbassava di poco l'altro. Ma poi di nuovo insieme, e ora sono ormai alla finale. L'assennato e apparentemente tranquillo Karpov rifiuta i pareggi dei grandi maestri: Per me, gli scacchi sono innanzitutto battaglia. Perci d capitale importanza alla parte iniziale . Ed ecco cosa dice Kortschnoj: Gli scacchi sono innanzitutto sport. Appunto il lato sportivo mi interessa soprattutto, in questo antico gioco. Nel gioco degli scacchi, la battaglia offre la possibilit di rischiare, di andare coraggiosamente incontro alle complicazioni . pag. 193

Come vediamo, il loro scopo comune vincere assolutamente. Ma quali sono i mezzi per raggiungere tale fine? Per Kortschnoj, la sua migliore partita fu l'incontro contro Geller nel Campionato dell'URSS del 1960. La partita pi complessa costruita con calcolo, non senza errori. Kortschnoj stesso indic come e dove si poteva giocare meglio. E ci nonostante, riteneva questa partita la migliore. Probabilmente perch caratteristica e corrisponde allo spirito del contrattacco. Una volta sembra che Kortschnoj sfidi le difese come un pugile, che lasci, quasi in modo dimostrativo, senza difesa il viso ed il corpo. Ma proprio come nel pugilato, con la velocit di un fulmine, le sue mani sospese nell'aria mettono fuori combattimento l'avversario. A Karpov piace molto la citazione, in questo libro, della sua partita contro V. Hort durante il Memoriale Alekhine nel 1971. Il suo gioco differisce completamente da quello di Kortschnoj. Dopo i commenti di Karpov tutto diventa pi semplice e pi chiaro. Una volta, un po' scherzando, un po' sul serio, Kortschnoj disse di s: Spendo in ogni partita tanta energia, quanta ne sarebbe sufficiente per illuminare un piccolo albergo . Karpov si avvicina agli intuitivi. Secondo lo scienziato, il tipo intuitivo sviluppa il proprio modo di ragionare sulla base di una generalizzazione non cosciente dell'esperienza accumulata. Durante l'Olimpiade internazionale di scacchi, Jan Timman not che Kortschnoj finisce sempre in Zeitnot; Karpov, al contrario, agisce senza difficolt, con grande riserva, e perci trova sempre il tempo sufficiente per riflettere. Questo determina, secondo il gran maestro olandese, la preminenza di Anatoly Karpov. Lo svedese Ulf Anderson, come pure l'ungherese Lajos Portisch, ritenevano quasi uguali le possibilit dei due contendenti; ma il cecoslovacco Vlastimil Hort volse la sua attenzione all'alta e costante forma sportiva di Karpov anche se, secondo lui, a Nizza Kortschnoj aveva risparmiato un po' le sue energie, notando che la squadra sovietica avrebbe ottenuto il primo posto anche senza i suoi punti . Hort asseriva che il duello finale si sarebbe trasformato in una battaglia dei nervi . L'espertissimo gran maestro argentino Miguel Najdorf dava la preferenza a Karpov... Evgenij Vasjukov vedeva gli incontestabili vantaggi di Karpov nella sua costante e alta forma sportiva; ma defin Kortschnoj uno scacchista dalle grandi e inaspettate possibilit (Kortschnoj stato finora l'unico in grado di far subire 2 sconfitte a Karpov). interessante riportare il testo della conversazione-intervista fatta ai due giocatori alla vigilia del loro incontro. Perch amate gli scacchi? . V. Kortschnoj: Questa la mia vita . pag. 194

A. Karpov: Che domanda! Sono fatti per me . A che et avete iniziato a giocare? . V. K.: A 13 anni . A. K.: Tra i 4 e i 5 anni. Ma essi non incominciarono ad essere tutto cos presto per me; persino nel 1969, quando diventai campione juniores di scacchi, non lo pensavo . Qual il vostro ideale nel gioco degli scacchi? V. K.: Emanuel Lasker . A. K.: Pu esserlo solo una figura che riunisce in s doti diverse, come ad esempio R. Capablanca . Nel gioco pi importante l'improvvisazione o l'analisi? . V. K.: La sintesi; la forza del giocatore di scacchi consiste nei sapere accostare armonicamente queste qualit . A. K.: Dipende dal carattere della posizione . meglio attaccare o contrattaccare? V. K.: Attaccare facile, se si attacca per primi; il contrattacco gi la conseguenza dell'attacco . A. K.: Spiritualmente sono per il contrattacco, ma se si trasforma in attacco allora non mi tiro indietro . Secondo voi qual la figura pi debole non calcolando il Re? . V. K.: Non esiste . A. K.: Quella che sembra in migliore posizione sulla scacchiera . Il fantasma dello Zeitnot vi tormenta? . V. K.: Certo, perch quando capita, si sbaglia . A. K.: No . Credete nel problema di un avversario temibile? . V. K.: S, esiste . A. K.: No, per ora no . L'avvenimento pi felice della vostra vita? . V. K.: La mia prima vittoria al Campionato dell'URSS nel 1960 . A. K.: Spero che sia ancora da venire . Il pi grande dispiacere? . V. K.: La sfortuna nella finale che designava l'avversario di Spassky nel 1968 . A. K.: Non ricordo... Una simile domanda... e solo 30 secondi. per pensarci... No, non ricordo. Ecco questo mio primo ritardo nel rispondere il mio ultimo dispiacere . Di che cosa vi occupate dopo una sconfitta? . V. K.: Vado da solo a fare una passeggiata . A. K.: Delle stesse cose, dopo una vittoria . E dopo una difficile vittoria? . V. K.: Non influisce sul mio comportamento . pag. 195

A. K.: Resto al tavolo da gioco ancora un po' e analizzo, ma subito dopo tento di andarmene . Qual stata comunque la partita pi difficile? . V. K.: Probabilmente, la prima partita dei recenti quarti di finale contro Mecking . A. K.: L'incontro contro il filippino Torre nel torneo juniores per il campionato del mondo 1969. Avrebbe deciso della mia entrata in finale. Inizialmente la partita mi era favorevole, poi non molto poi di nuovo favorevole poi senza speranza... Alla second'ultima partita riuscii a pareggiare . Immaginate la situazione: la vostra partita finale capita di venerd 13 e un gatto vi attraversa la strada... . V. K.: Un venerd tredici mi disturba, ma potrebbe anche riguardare il mio avversario. In ogni caso sto lontano dai gatti neri . A. K.: Il tredici del mese per me un giorno felice, come ho potuto pi volte sperimentare. Quanto ai gatti neri, li evito, non per superstizione, ma per non pensare quel che pu accadere se non lo evito . Credete nella casualit del gioco? . V. K.: Certamente, se no non eviterei i gatti neri . A. K.: S, nel gioco, specialmente ad alto livello, ci pu essere una influenza del caso. Tuttavia, contro il caso e contro il destino si pu e si deve lottare . Vi piace ballare? . V. K.: S . A. K.: So ballare, ma male, e non mi piace . Fumate? . V. K.: Ho smesso nel febbraio scorso per la prima volta e per sempre . A. K.: No, neppure da ragazzo mi piaceva, n lo consiglio a nessuno . Vi piace bere? . V. K.: Ora, non bevo . A. K.: Un po' nelle grandi feste . Il vostro piatto preferito? . V. K.: Il Tvorog, un tipo di ricotta . A. K.: I tortellini uralici, che mia madre prepara divinamente . La stagione? . V. K.: La primavera . A. K.: L'inverno e l'estate. Negli Urali dove sono nato e cresciuto, le altre stagioni dell'anno sono brevi, cos mi sono abituato . Il giorno della settimana? . V. K.: Il sabato. Tutti riposano e tutti sono pi allegri . A. K.: Il sabato, vigilia della domenica . pag. 196

Il mese preferito? . V. K.: Aprile, la primavera . A. K.: Maggio che ha molte feste. Tra l'altro sono nato in maggio . Quali sono i luoghi che vi piacciono di pi? . V. K.: Il lungo-Neva . A. K.: Ce ne sono molti. Il lago di Turgojak, nella regione di Celjabinsk, dove andavo coi genitori nei giorni di vacanza. La natura degli Urali bella quanto i dintorni di Mosca. Fra i luoghi cittadini amo l'Isola di Vasilev e la Prospettiva Kirov a Leningrado, il Cremlino di Mosca; tutta particolare e incomparabile Parigi... . In quali paesi siete stati? . V. K.: Quasi in tutti . A. K.: Posso dirlo con precisione: in 15 . Dove vorreste andare? . V. K.: Ho detto "quasi"... Ecco, desidererei andare in Asia, Giappone, Vietnam, Filippine... . A. K.: Ovunque ci porta il destino degli scacchi e dove non sono gi stato . Quale il vostro pi lieto ricordo di un viaggio all'estero? . V. K.: Il capodanno '56 a Hastings . A. K.: Nel 1971 a Portorico. Andammo tutti noi della squadra studentesca su una Volkswagen in spiaggia dove ci scottammo da non poterci pi muovere: e ,si era alla vigilia della finale. Nel torneo c'era un numero dispari di squadre; cos una doveva riposare. Sono andato proprio io al sorteggio: ed toccato proprio a noi di riposare. Cos abbiamo potuto rimetterci in sesto . La materia di studio che stata o rimasta per voi la pi interessante? . V. K.: A scuola, la storia. Poi all'universit la storia antica . A. K.: A scuola, la matematica e la geografia. Ora l'economia politica . Che cosa sognavate di diventare da piccoli? . V. K.: Essendo leningradese: marinaio . A. K.: A quanto dicono i miei genitori: pilota, e promettevo di far volare tutti . Che cosa sareste divenuti se non foste stati scacchisti? . V. K.: Per formazione: storico. E la mia vita non sarebbe stata interessante quanto lo ora . A. K.: Sarei divenuto... scacchista . Che cosa pensate divengano i vostri figli? . V. K.: Uno scienziato fisico . A. K.: Serve pensare a queste cose? . pag. 197

Nominate la professione a vostro giudizio pi interessante . V. K.: Lo scienziato. Fa progredire l'umanit . A. K.: Il medico . I vostri divertimenti e hobbies? . V. K.: Amo ascoltare versi. Mi piace la musica leggera e colleziono dischi e incisioni magnetiche . A. K.: Ne ho molti: la filatelia, i libri, gli spettacoli sportivi, il cinema, il teatro. Insomma tutto quello che mi aiuta a giocare bene a scacchi . Il vostro scrittore preferito? . V. K.: O'Henry . A. K.: Lermontov . Il film preferito? . V. K.: Le notti di Cabina . A. K.: L'epopea cinematografica "Liberazione" . Il cantante o la cantante? . V. K.: Beniamino Gigli . A. K.: Sicuramente pi degli altri Muslim Magomaev . Il libro? . V. K.: "L'uomo che ride" di Victor Hugo . A. K.: I poemi romantici di Lermontov, "Le 12 seggiole" e "Il vitello d'oro" di Il'f e Petrov . Lo sport preferito? . V. K.: L'atletica leggera . A. K.: Come tifoso preferisco gli sport spettacolari. Mi piacciono anche la ginnastica e l'atletica leggera . E il calcio? . V. K.: Mi piace solo il bel calcio, ma in genere non ne sono appassionato . A. K.: Squadre preferite non ne ho; faccio il tifo per quella che gioca meglio . Lo sportivo che vi piace di pi? . V. K. Il pattinatore Aleksandr Zajcev . A. K.: Brumel e Botvinnik, uomini che non solo hanno vinto i loro avversari ma anche se stessi . Vi disturba la popolarit? . V. K.: S, alcuni tifosi di scacchi con le loro molestie mi innervosiscono . A. K.: In molti casi s. Non lasciano in pace . Quante ore al giorno dedicate agli scacchi? . V. K.: Dipende dall'umore e quello, a sua volta, dipende dal torneo che c' in vista. In media mi impegno circa tre ore al giorno . A. K.: Dipende da quanto tempo manca per le gare scacchistiche. In genere, si pu lavorare in modo proficuo non pi di 5 ore al giorno. Dopo di che il lavoro procede con scarso risultato . pag. 198

Pensate un giorno di fare l'allenatore? . V. K.: Lo far senz'altro, ma senza lo zelo che hanno alcuni grandi maestri . A. K.: Non ne sono sicuro. un'occupazione molto difficile. Non credo di poter diventare un buon insegnante. Molte cose mi sono riuscite con troppa facilit, perci non credo di poter "sentire" la persona che non sa comprendere ci che per me naturale . Credete che esista il problema dell'avversario difficile? . V. K.: S, un tale problema esiste . A. K.: Per adesso non ci credo . Ha influenza su di voi la reazione del pubblico? . V. K.: Di regola no, ma alle volte... . A. K.: Senza dubbio disturba . E l'atteggiamento dell'avversario? . V. K.: Succede: certi avversari mi danno sui nervi . A. K.: No, non troppo. Per se l'avversario si comporta in modo indecente una cosa spiacevole . Qual il vostro modo di comportarvi verso l'avversario della gara finale? . V. K.: Karpov uno scacchista giovane e di straordinario talento. Ma chiss se la sua fama smisurata gli porter danno . A. K.: Viktor Lvovic maggiore di me e perci il mio atteggiamento verso lui dipender da quello suo verso me . Avete molti amici? . V. K.: Nonostante il mio carattere difficile, di amici ne ho, chiss perch, molti . A. K.: Non una cosa facile trovare un amico e tanto pi a uno scacchista. Non ho molti amici, ma spero che quelli che ho siano fedeli e cerco di corrispondere loro nella stessa misura . Quali sono le caratteristiche che vi piacciono negli uomini? . V. K.: La coerenza nell'uomo, la dolcezza nella Regina . A. K.: La tenacia negli intenti e l'intelligente audacia, nelle donne la modestia . E al contrario, quali sono per voi le caratteristiche spiacevoli? . V. K.: La mancanza di principi, l'assenza di una posizione propria . A. K.: La falsit e la pusillanimit . Il vostro eroe preferito? . V. K.: Martin Eden . A. K.: L'eroe del nostro tempo . pag. 199

Ventiquattro duelli
Il torneo scacchistico aveva luogo nelle migliori sale di Mosca, ma cambiava continuamente di sede e perci fu soprannominato L'incontro sulle ruote . La sua prima parte ebbe luogo nella bellissima sala di marmo Bianco, detta Sala delle Colonne , del palazzo dei Sindacati, situato nel cuore della capitale sovietica. Anatoly Karpov, avendo estratto il nome del suo avversario, trasfer il diritto di scelta del colore a V. Kortschnoj. Un'allegra animazione rison nella sala quando Kortschnoj rivel ancora una volta il suo talento di attore (la prima volta lo aveva rivelato nel film Maestro ): con un interesse simulato, egli cominci a guardare attentamente l'arbitro negli occhi, scegliendo una delle due scatole che gli venivano offerte, quella che O'Kelly teneva nella mano sinistra. Risult che era la scatola nera con una pedina bianca, e questo significava che nella prima partita e in tutte le partite dispari Kortschnoj avrebbe giocato con i Bianchi. Il Centro stampa fu collegato con il palcoscenico tramite quattro schermi televisivi. Raggruppati attorno alle lavagne, i maestri e i corrispondenti analizzavano le posizioni e di tanto in tanto guardavano gli schermi televisivi. Probabilmente all'inizio dell'incontro, e prima della sua partenza per il torneo internazionale di Manila, l'uomo pi popolare del centro stampa fu Petrosian. I corrispondenti si rivolgevano ogni momento all'ex-campione mondiale. Tigran Vartanovic come bisogna giocare? . Se lo sapessi siederei sul palcoscenico e non mi troverei qui , scherz Petrosian, analizzando le posizioni, stando, come sempre, fra i giovani ma gi impazienti giocatori che cercavano di fare tutto il possibile per trovarsi "sulla scena" dei maestri. Dopo l'aspro scontro e il pareggio nella prima partita, Karpov ottenne una brillante vittoria di combinazione scacchistica nel secondo incontro. Se il lettore volesse giocare questa partita di scacchi, gli sarebbe utile prestare attenzione a un particolare... Per quanto siano convenzionali, nei notiziari di scacchi si possono qualche volta trovare parole ingegnosamente appropriate. Per esempio, il sistema della cosiddetta difesa Siciliana prescelto da Kortschnoj nella seconda partita stato soprannominato da tempo variante del dragone . E difatti, se guardate attentamente la linea tracciata dalla catena di pedine nere nata subito dopo la mossa di apertura vi riconoscereste veramente il corpo incurvato di un mostro... Durante gli arroccamenti in diverse direzioni, tutti o quasi tutti risolvono con velocit gli attacchi frontali su tutt'e due i fianchi. I Bianchi, senza contare le vittime, facevano molte volte sparire questa variante , sorpassando l'avversario e attaccando il suo Re. Ma il dragone tornava ogni volta in vita colpendo fortemente con la sua pag. 200

coda di pedine il centro e il fianco della Regina dei giocatori troppo spensierati. Anche quella volta il gran maestro E. Vasinkov, un esperto di questa variante, osservando l'accelerato proseguimento col pedone di Karpov, not: O i Neri respingeranno l'attacco e piano piano vinceranno, o perderanno la partita subito . Karpov realizz magnificamente l'attacco, e la variante del dragone fu sconfitta, secondo l'opinione di molti, sul serio e per molto tempo.

Karpov, Anatoly (2700) - Kortschnoj, Viktor (2670) [B78]


Candidates final Moscow (2), 1974 [Karpov, Anatoly - Scacchi primo amore] 1.e4 c5 2.Cf3 d6 3.d4 cxd4 4.Cxd4 Cf6 5.Cc3 g6 La cosiddetta variante del dragone. Fra i grandi scacchisti adoperata forse solo da Kortschnoj. In particolare questa apertura si incontrata due volte nel suo incontro dei pretendenti nel 1971 con E. Geller, uno dei miei attuali padrini. Allora, nonostante l'ambigua reputazione del dragone, Kortschnoj in quelle partite ebbe un buon risultato 1:1. Certamente anche nel 1974 non avevo escluso di trovarmi di fronte a questa variante. 6.Ae3 Ag7 7.f3 Cc6 8.Dd2 0-0 9.Ac4 Ad7 10.h4 Tc8 11.Ab3 Ce5 12.0-0-0 [E' possibile anche subito: 12.h5 ] 12...Cc4 13.Axc4 Txc4 14.h5 Cxh5 15.g4 Cf6 Geller,E (2630)- Kortschnoj,V (2660)/Candidates qf2 1971 (4)/1-0 Diagramma

Figura 57 - Karpov - Kortschnoj, dopo 15...Cf6, pag. 202. 3q1rk1/pp1bppbp/3p1np1/8/2r1P1P1/2N1BP2/PPPQN3/2KR3R b - - 0 16 Ed ecco quella posizione che si e incontrata nella menzionata quarta partita dell'incontro Geller-Korcnoj. In una certa misura partecipai alla precedente preparazione di Kortschnoj, perch proprio a me tocc, nella primavera del 1971, di giocare con lui un incontro di allenamento prima del match con Geller. Allora decidemmo che il nostro torneo di Leningrado doveva avere un carattere "chiuso", solo adesso se ne pu parlare un po'; a proposito: lo stesso Geller finora non ne sa niente. Per richiesta di Kortschnoj io giocai cinque partite con il Bianco e una sola - la sesta -- col Nero. In breve, le circostanze furono abbastanza artificiose, per il fatto che il gioco and avanti per tutto quel giorno, eccetto per un breve intervallo, non riuscii a vincere nella prima partita.

Poi, vincendo due partite consecutive e col punteggio 2 1/2 a 1/2 cominciai a muovermi in modo troppo sfacciato e lo scontai con due sconfitte. La sesta partita si mostr molto interessante e si concluse con la patta. Cos il risultato di questa sconosciuta competizione fu 3 a 3 (2 vittorie, 2 sconfitte, 2 patte). Pag. 202 Devo riconoscere che quell'incontro d'allenamento fu utile non solo a Kortschnoj ma anche a me - quando ero ancora quel principiante gran maestro che all'improvviso senza che nessuno se l'aspettasse trov sicurezza nelle proprie forze. Ancora: non avevo ancora incontrato nessuno dei maggiori gran maestri del mondo! Presto seguiranno i successi nel "Memoriale di Alekhine", nel torneo natalizio di Hastings... 16.Cde2! Il tentativo di rimettere in auge questo tratto della variante lo fece E. Cumak, scacchista di Dnepropetrovsk, che pubblico nel 1972 un articolo di teoria su questo argomento. Il logico ripiegamento del Cavallo dal centro si pu spiegare perfettamente cosi. La casella "c3" punto importante nello schieramento dei pezzi Bianchi e quella che i Neri prendono di mira con i propri colpi. Spesso qui si realizza il tipico sacrificio di qualit (Txc3) e l'avversario ha un forte attacco. (E' significativo che dopo il Raddoppiamento dei pezzi sulla "colonna c" la posizione dei Neri e cosi forte, anche senza attacco, che mantengono l'equilibrio fino al finale - questo e stato dimostrato magnificamente nelle sue partite dall'eminente gran maestro sovietico Leonid Stein, morto prematuramente). Si fa chiara l'idea principale di 16. Cde2 col rafforzamento "Cc3". Inoltre il Cavallo in "e2" pu essere facilmente adoperato per l'attacco sul fianco di Re avversario: come il lettore avr ovviamente gi notato, entrambi gli avversari non curandosi di una dispersione di materiale portano l'attacco sui fianchi opposti - cosi accade anche di solito con gli arroccamenti sui lati opposti. Tutte le considerazioni non devono offuscare anche le concrete minacce possibili ora per il Bianco sulla "colonna d" - 17. e5 e 18. g5. [Allora prosegui con: 16.Ah6 Cxe4 17.De3 Txc3 18.bxc3 Cf6 19.Axg7 Rxg7 20.Th2 Da5? 21.Cb3 Dxa2 22.Dxe7 Col vantaggio al Bianco. {Geller - Kortschnoj Campionato dell'URSS 1960}.] 16...Da5 17.Ah6 E' un procedimento tipico. Per sviluppare un attacco fruttifero e indispensabile cambiare l'"Alfiere g7" - unico difensore del campo nero attorno al suo Re; con lo stesso Alfiere, come un pezzo di lunga gittata, all'occasione pu aprire il fuoco sul fianco di Regina del Bianco sulla diagonale "h8-a1". Il gran maestro Vladimir Simagin, uno dei pi geniali scacchisti del nostro tempo, in posizioni simili escogito anche un tattico sacrificio di qualit per il Nero (Ag7-h8, spingendo Ah6xf8), pur di salvare il suo favorito dal cambio. 17...Axh6 [17...Tfc8 18.Axg7 Rxg7 19.Dh6+ Rg8 si arriva allo scambio di tratti.] 18.Dxh6 Tfc8 19.Td3! Diagramma

Figura 58 - Karpov - Kortschnoj, dopo 19.Td3!, pag. 204. 2r3k1/pp1bpp1p/3p1npQ/q7/2r1P1P1/2NR1P2/PPP1N3/2K4R b - - 0 19 Fino ad ora io e Kortschnoj abbiamo giocato quasi fulmineamente. L'avversario aveva paura delle lunghe meditazioni. E proprio a lui ora tocca pensare... [Il seguito teorico: 19.Td5 che io ho adottato non offre dei vantaggi reali. Per esempio: 19...Dd8 20.g5 oppure.. (Oppure: 20.e5 dxe5 21.g5 Ch5 22.Cg3 Df8 23.Txh5 (23.Cxh5 Dxh6 24.gxh6 Ac6!) 23...gxh5 24.Txd7 Dxh6 25.gxh6 e il lontano passaggio del Nero sulla "colonna h" si dimostra del tutto conveniente.) 20...Ch5 21.Cg3 Df8! 22.Dxf8+ Txf8! Ho considerato prima che cosa occorreva al Re, e allora la posizione del Bianco, sarebbe migliorata. 23.Cxh5 gxh5 24.Txh5 f5! e gi il Nero sta un po' meglio.; La novit 19. Td3! rafforzando abbondantemente il punto "c3", allo stesso tempo nella serie delle varianti libera "Ce2" per l'attacco. Se il Bianco tenta subito di spingersi avanti senza fare questo tratto: 19.g5 Ch5 20.Cg3 allora pu aspettarsi un infausto controgioco 20...Txc3 ora questo non fa paura.] 19...T4c5 Quando durante la preparazione dell'incontro, avevo analizzato 19. Td5 arrivai alla conclusione che la migliore replica era 19...Tc8-c5. Non e escluso che durante la partita dopo aver pensato per 36 minuti Kortschnoj sia arrivato alla conclusione: e indispensabile mettersi al sicuro a qualunque costo dal sempre minaccioso attacco dei pedoni bianchi - sia e4-e5, sia g4-g5. Credo, comunque, che le migliori possibilit tattiche per il Nero le abbia proposte M. Botvinnik con la ritirata 19...Dd8. Ora, spendendo 18 minuti per cercare una confutazione a 19...Tc4-c5, trovai una bella e forzata combinazione. 20.g5 I Cavalli "c3" e "f6" difendono il proprio Re, ma proprio loro sono sottoposti al pi grande pericolo (da notare anche che l'uscita del Cavallo nero da "f6" provoca quasi subito l'irruzione del Bianco in "d5"). 20...Txg5 21.Td5! Diagramma

Figura 59 - Karpov - Kortschnoj, dopo 21.Td5!, pag. 205. 2r3k1/pp1bpp1p/3p1npQ/q2R2r1/4P3/2N2P2/PPP1N3/2K4R b - - 0 21 [E chiaro, non: 21.Cd5 Txd5! e il Cavallo nero importante difensore, rimane in vita.] 21...Txd5 22.Cxd5 Te8 [Qui ora: 22...Dd8 , che ci e divenuto familiare non rende: 23.Cef4 Df8 24.Cxf6+ Rh8 25.Dxh7# matto.; Se poi... 22...Ch5 allora si presume non: 23.Txh5?? con l'idea... 23...gxh5 24.Cxe7+ Reh8 25.Df6# matto. Per la semplice... 23...De1# ; Se poi... 22...Ch5 allora semplicemente... 23.Cxe7+ Rh8 24.Cxc8] 23.Cef4 Ac6 Diagramma

Figura 60 - Karpov - Kortschnoj, dopo 23...Ac6, pag. 206.

4r1k1/pp2pp1p/2bp1npQ/q2N4/4PN2/5P2/PPP5/2K4R w - - 0 24 E' indispensabile prendere di mira il punto d5 altrimenti segue Cxf6 e Cd5 con il matto. [Se... 23...Ae6 mi ero preparato con: 24.Cxe6 fxe6 25.Cxf6+ exf6 26.Dxh7+ Rf8 27.Dxb7 Dg5+ 28.Rb1 Te7 29.Db8+ Te8 30.Dxa7 (ma mai... 30.Th8+?? Rg7! e gi il Nero vince minacciando...Dg1 matto) 30...Te7 31.Db8+ Te8 32.Dxd6+ con l'originale Mulino che si incontra di Rado!] 24.e5! Tagliando proprio la quinta orizzontale. Per l'abbondanza delle reali possibilit gli occhi possono restare abbagliati, e comunque, solo questo seguito e decisivo. [Non avrebbe vinto rettamente: 24.Cxf6+ exf6 25.Ch5 Dg5+ proprio qui sta il punto 26.Dxg5 fxg5 27.Cf6+ Rg7 28.Cxe8+ Axe8] 24...Axd5 [Dopo.... 24...dxe5 25.Cxf6+ exf6 26.Ch5 Il matto e inevitabile.] 25.exf6 exf6 Come dice un mio amico, in tali posizioni e importante "tenere le mani gi dal banco", cio sedervisi sopra, e non precipitarsi a fare il bel tratto. 26.Dxh7+ [Non e mai tardi per perdere la partita: all'affrettato... 26.Ch5 [perch con 26...gxh5 vinca 27. Tg1 e 28. Dg7 matto]. segue la disillusione: 26...Te1+ ] 26...Rf8 27.Dh8+ Il Nero Abbandona. [27.Dh8+ Se: 27...Re7 allora: 28.Cxd5+ Dxd5 29.Te1+] 1-0

La partita risult bella, di effetto, ma dal mio punto di vista tale vittoria mi port solo un punto. E tu e l'avversario capite che dovuto soltanto a un errore nella scelta della variante d'apertura. In altre parole, quando riesci a superare l'avversario, quando lui sente la tua superiorit, allora significa molto pi che non un semplice punto! Dopo un cos brillante secondo duello , la terza partita parve un po' insipida. Ma anche quella aveva un suo segreto carattere drammatico. In genere, molti pareggi e molte partite a prima vista poco significative negli incontri ad alto livello, sono sempre piani di significato psicologico. Il nuovo culmine, se cos possiamo esprimerlo, fu raggiunto nella sesta partita, quando Kortschnoj, giocando con i neri, non us con abbastanza ponderatezza la variante della partita russa. Gi fin dall'inizio della partita, rimase sovrappensiero per 40 minuti, e poco dopo ancora per 50 minuti. Il risultato della partita appariva scontato. Gli spettatori non riuscivano a capire perch Kortschnoj ci pensasse tanto sopra, visto che il proseguimento del gioco era molto chiaro. Intanto si sentirono forti applausi provenienti dalla sala affollata. Il punteggio divenne 2-0 in favore di Karpov. Come sono relative, per, le caratteristiche che si attribuiscono spesso ai grandi maestri. Prima dell'apertura del campionato, gli osservatori pronosticavano la tendenza di Kortschnoj per la lotta complessa e di forza , affermando che Karpov avrebbe cercato di livellarlo con la sua maestria tecnica. Tutto si svolse al contrario. Kortschnoj, essendo in Zeitnot, commetteva molte inesattezze, mentre Karpov tentava di condurre la lotta con molte figure. Insomma, i giornalisti dovevano modificare tutto secondo lo svolgimento delle partite, senza attribuire pi ai grandi maestri quelle caratteristiche specifiche, anche se esse erano state attribuite loro da sceneggiatori qualificati, ma... scritte prima, senza considerare la situazione reale. Con la settima partita cominci una lunga serie di pareggi. I pareggi non furono pag. 207

tutti pacifici come la settima partita che fu la prima diversa nella serie delle monotone mezzepartite. Ecco ci che ne dice Karpov: Proprio la settima partita, fra tutti i miei incontri precedenti, con Polugaevsky e con Spassky, fu un po' strana. Con Polugaevsky, per esempio, questa partita avrebbe potuto essere l'ultima del torneo, perch a quel punto il punteggio era 2-0 in mio favore. Piano piano, superai il mio avversario e nella posizione in cui mi trovavo avevo gi perso tutte le occasioni. Quanto alla partita con Spassky: sarebbe stato difficile immaginare una posizione pi favorevole, una pedina in pi, la superiorit di posizione, e il Nero non avrebbe avuto pi alcuna possibilit di muoversi. Invece... fu di nuovo pareggio! Nella partita con Kortschnoj, riuscii di nuovo ad avere una notevole superiorit, ma nel momento decisivo la vittoria mi scapp dalle mani. Si dice che il numero 7 sia fortunato: ecco come credervi dopo quanto successo! Oh, quella serie di pareggi sospira Karpov ! Quante emozioni, quante preoccupazioni essa port a tutt'e due! Erano occasioni perdute da Kortschnoj e da me. Senza esse non c' campionato. Scacchisti pari non esistono, non possono esistere. Se non si commettessero inesattezze, se non si perdessero le occasioni, gli scacchi scomparirebbero, e sarebbero spariti gi da molto tempo. Per, abbiamo fatto 10 pareggi di fila! Anche in questa serie c' stata una partita molto diversa dalle altre, la 13a. La considero come una delle migliori partite del torneo. Io giocavo col Nero. Fino alla trentesima mossa tutto and bene. Kortschnoj aveva scelto una strategia sfortunata, tutte le imperfezioni erano chiare ed erano state realizzate dal Nero con una certa sicurezza. In tal modo io avevo ottenuto una posizione con buone prospettive. Ma giocai bene solo fino alla trentesima mossa; poi ambedue capitammo in Zeitnot. Tuttavia continuavo a fare la previsione della vincita, anche se non avevo reali prospettive di successo. Rifiutai il pareggio. Trovandoci agli sgoccioli del tempo smettemmo di scrivere le nostre mosse e facemmo tre o quattro mosse in pi, prima del controllo. Alla quarantatreesima mossa, io persi l'ultima variante e ci portava forzatamente al pareggio. Veramente non persi la variante, ma probabilmente la rifiutai di proposito. Poi risult che io avevo valutato male la posizione (pi probabilmente ero ancora sotto l'impressione di ci che era avvenuto 14-15 mosse prima). La partita fu rinviata con una difficilissima situazione per me. Tuttavia, finendo la partita, riuscii a evitare la sconfitta. Ahim, era una di quelle poche partite del campionato analizzate bene! Qui, fatte le prime mosse con analisi, Kortschnoj si trov di nuovo in Zeitnot (in quella partita, tutti i controlli furono difficili per Kortschnoj: appena finiva il controllo, si abbassava la bandierina e gi alla prima mossa dopo Il controllo ci rifletteva su per lo meno mezz'ora; poi capitava di nuovo in Zeitnot e cos fino alla novantaseiesima mossa). E cosa assolutamente imprevista, venne per lui la "posizione ritta di pareggio". Fu una posizione molto interessante: Kortschnoj aveva una pedina in pi e mancava pag. 208

solo una mossa per trasformare il pedone in Regina. Ma non ci fu vincita... Senza dubbio, stata una grande delusione per l'attaccante . Interessante notare che al centro stampa verso il termine di quella partita, la maggior parte degli osservatori credeva che Kortschnoj stesse per ottenere la vittoria, e solo Polugaevsky, guardando come Karpov si difendeva, esclamava ad ogni momento: Formidabile!. Il tempo passava... Nelle mani dei corrispondenti stanchi apparvero i nuovi moduli per le note (ogni modulo comprende 80 mosse). Per la partita, destinata a sconfiggere tutti i record, si preparavano titoli del genere: Il primo centinaio alle spalle , oppure: La guerra delle cento mosse . Ma ecco che cessarono di riprodursi sulle lavagne le mosse degli sfidanti. Erano le 10 di sera. Proprio in quel momento nella stanza chiusa dove si svolgeva la partita si avvicin al tavolino degli scacchi l'arbitro tenendo in mano una busta. Karpov stava riflettendo sulla sua novantaseiesima mossa. Siccome il tempo di gioco era scaduto, gli fu proposto di scrivere la posizione. Abbiamo lavorato bene! ... , disse Karpov dopo 12 ore di gioco e uscendo dalla stanza dei partecipanti. Segu una domanda poco delicata, in un caso simile: E cos, sulla lavagna abbiamo una fortezza nera? . Anche se fosse cos, per dimostrarlo ci vorrebbero circa 40 mosse -- sorrise Karpov, e aggiunse : Kortschnoj ha una pedina di pi . Il secondo tempo non si fece. Kortschnoj espresse il proprio consenso ai pareggio, in una posizione tale da poter essere chiamata Il miracolo del XX secolo . pag. 209

Figura 61 - - Karpov - Kortschnoj, pag. 210. Ancora dopo tre pareggi, nella 17 partita Kortschnoj scelse una strada giusta e ottenne la superiorit. Le sue mosse, in quegli istanti erano energiche, egli muoveva le sue figure con sicurezza e con coraggio. Ma a un tratto, Kortschnoj divenne insicuro e passivamente fece una mossa indietro. In seguito, essendo i due avversari in Zeitnot, in una posizione pi o meno uguale, o forse un po' pi vantaggiosa per Karpov, ma certamente di pareggio, Kortschnoj cadde in trappola. Ebbe un'idea, ma commise un errore in una delle varianti e fu costretto a capitolare in vista dell'inevitabile scacco matto. 3-0 a favore di Karpov. Nella 18 partita, il pareggio da posizione di forza. La 19 partita venne rimandata; e, dopo lunga analisi notturna, si riusc a fare una diagnosi giusta: al termine della partita ci sarebbe stato il pareggio. Prima della ripresa della partita non finita, Karpov and a riposare e quando, giunto il momento della partenza per l'incontro si alz, i suoi padrini, dopo essersi consultati, proposero al giovane gran maestro una pi breve e forzata via verso il pareggio. Senza avere il tempo di controllarla, Karpov accett la proposta sbagliata e perdette la ripresa della pag. 210

partita non finita. Certamente ci fu colpa da parte sua, in quella sconfitta, ma fu solo sua? Col Bianco, Kortschnoj part all'attacco nella 21 partita. Meno di un'ora dopo l'inizio della partita, il padrino di Kortschnoj il maestro internazionale Viaceslav Osnos cominci a ricevere le congratulazioni da parte degli appassionati del suo assistito. Egli rispondeva confuso: Ma che cosa c'entro io? E poi, troppo presto per fare i complimenti... , e consigliava di rivolgersi al suo collega, all'altro padrino, Roman Dgingikavili, cui apparteneva la parte di rafforzamento della variante iniziale. Pi tardi, tutt'e due gli avversari racconteranno perch le ultime tre partite si erano svolte cos. Si pu solo constatare che nella situazione di generale tensione, Anatoly Karpov si faceva vedere assolutamente calmo. Avendo mosso la figura, egli cominciava a passeggiare lungo il palcoscenico, sul tappeto, e non solo riusciva a valutare la posizione sulla lavagna, ma nello stesso tempo salutava qualcuno dei suoi conoscenti in sala con un lieve cenno della testa. Al contrario, Kortschnoj subito dopo il tratto si recava in fondo al palcoscenico dove avevano messo apposta per lui una poltrona, e, voltate le spalle, fissava lo sguardo intensamente sulla lavagna. Due personalit assolutamente diverse si manifestarono ancor pi contrastanti nelle tre ultime partite. Ed ecco l'ultima partita, teatro di variet... Su questo palcoscenico si sono svolti quattro campionati, dal 1961 al 1969. Tra la folla degli appassionati di scacchi si trovavano Mikhail Tal, poi Boris Spassky... Subito nel ridotto ci fu l'attacco dei fotografi e dei corrispondenti per l'intervista. M. Tal: Non ricordo un campionato pi nervoso e violento in senso psicologico... . B. Spassky: Compatisco Kortschnoj e Karpov: pensate un po', giocano la 24 partita! . Anche Karpov conosce questa sala di scacchi. Nel 1966 al primo campionato fra T. Petrosian e B. Spassky, il quindicenne aveva previsto con sorpresa degli esperti, quasi tutte le mosse che poi sarebbero seguite sul palcoscenico. Il buffo che, nel 1969, al secondo campionato degli stessi avversari, Karpov non riuscisse a risolvere con la stessa facilit il problema. Si ricorda che il Grande Maestro A. Liliental not allora scherzando: Tolja, come sei invecchiato! . Dunque l'esperienza aiuta i profeti. Alla 30 mossa della finale Petrosian esclam: A dire il vero a Kortschnoj non piace perdere la partita. Probabilmente, adesso proporr il pareggio e Karpov pu darsi non vorr vincere . Proprio un momento dopo le pareti del centro stampa furono scosse dagli applausi. Ecco come Anatoly Karpov commenta l'ultima partita del torneo: pag. 211

Karpov, Anatoly (2700) - Kortschnoj, Viktor (2670) [D25]


Candidates final Moscow (24), 1974 Gambetto di Regina Accettato 1.Cf3 Molto tempo fa, nel 1962, quando compii 11 anni, ricevetti un utile lezione, giocando al campionato giovanile RSFSR. Mi occorreva molto la patta nella partita con un candidato maestro molto forte e anche in quell'occasione giocavo con il Bianco. Giocavo sfacciatamente per la patta: nella "Difesa Francese" [1. e4 e6 2. d4 d5] cambiai 3. dxe5 e poi continuai a cambiare e cambiare pezzi. Ad ogni cambio la mia posizione peggiorava un po... Persi quella partita ma ne trassi un'utile lezione. 1...Cf6 2.d4 d5 Se tiene conto che per Victor Kortschnoj era indispensabile vincere, diventa chiara la mia perplessit del primo momento. Era naturale supporre da principio che l'avversario rifuggisse decisamente lo schieramento asimmetrico, ma... Del resto - pensavo - e evidente che lui spera che nella lotta di manovre a lungo raggio i miei nervi ad un certo punto cedano: comunque dopo che m'ero barcamenato per tutto l'incontro, perdute due partite, rischio ora di perdere tutto. 3.c4 dxc4 4.e3 g6 Eppure lui fianchetta l'Alfiere. Scegliendo l'abbastanza rara variante di V. Smyslov, il mio avversario tentava di acquistare la posizione della difesa Grunfeld. 5.Axc4 Ag7 6.0-0 0-0 7.b3 Molti forse si meraviglieranno per la rapidit con la quale ho fatto questo tratto. Probabilmente esso non da una sostanziale superiorit, ma la strada per un pareggio per il Nero passa attraverso molti cambi al centro che nel caso in questione ho organizzato io. Io sono d'accordo per la patta in questa partita, ma, ricordando ancora la lezione del 1961, io non gioco "per la patta" ma gioco a scacchi (prendendo in considerazione per questo tutte le circostanze particolari). 7...c6 Forse il Nero doveva andare in b6 sviluppando l'Alfiere sulla grande diagonale. 8.Ab2 Ag4 9.Cbd2 Cbd7 10.h3 Af5 11.Te1 Cb6 12.Af1 [Ovviamente si poteva giocare pi decisamente "per il vantaggio": 12.e4 Cxc4 13.bxc4 ma non ho ancora intenzione di inasprire il gioco.] 12...Ce4 Il primo cambio forzato, altrimenti il mio Pedone si trova tagliato fuori, e inoltre i pezzi Neri non hanno affatto estensione. 13.Cxe4 Axe4 14.Cd2 Af5 15.Tc1 Se voglio faccio in tempo a muovere "e3-e4", ma per ora posso impedire ogni possibilit di scalzamento del mio centro con i pedoni c ed e. Questo tratto si mostr spiacevole per Kortschnoj, che si aspettava la mossa e3-e4, e fu costretto a pensare per 34 minuti per trovare una strategia. 15...Tc8 16.De2 Qui la Regina bianca difende l'Alfiere b2 (quando il Cavallo va via da d2), e questo e molto importante in diverse varianti. 16...Tc7 17.a4 Probabilmente il Nero vuole portare la Torre in d7 e tentare di scalzare il mio centro con il pedone e. Per egli disturba questa manovra sul fianco di Regina dove il Bianco si prepara a manifestare una ulteriore attivit. 17...Ac8 [Non lo stesso, speronando il pedone a, scalzare tutto il fianco: 17...Td7 18.a5 e 19. a6] 18.Aa3 Togliendomi dall'opposizione con l'Alfiere g7 e frenando anche entrambi i pedoni c ed e. 18...Ae6 19.Dd1 La Regina libera il Cavallo dalla difesa del pedone b3 e lo dirige nella sua posizione ideale, il punto c5. 19...Te8 20.Ce4 f5 Diagramma

Figura 62 - Karpov - Kortschnoj, dopo 20...f5, pag. 214. 3qr1k1/ppr1p1bp/1np1b1p1/5p2/P2PN3/BP2P2P/5PP1/2RQRBK1 w - f6 0 21 Ma cosa fare? Sul fianco di Regina si addensano le nubi, occorre sviluppare pi in fretta l'attivit al centro. 21.Cc5 Af7 22.Ab2 Con questo impedisco di giocare e7-e5, dopo del quale il Nero avrebbe la colonna d. 22...Cd7 23.Cd3 Se il Nero volesse cambiare i Cavalli e giocare Td7 avrebbe un preciso controgioco, legato alla pressione nel centro Bianco. 23...Tc8 [23...e5 24.dxe5 Cxe5 25.Cxe5 Dxd1 26.Texd1 Axe5 27.Axe5 Txe5 avrebbe portato alla Patta. E' chiaro che Kortschnoj non prende in considerazione la possibilit offertagli.] 24.b4 a5 Reazione perfettamente spiegabile, dato che il Nero non ha un gioco d'incontro. 25.bxa5 Dxa5 26.Ac3 Da7 27.a5 Qui Kortschnoj penso circa 18 minuti, restandogli soltanto un quarto d'ora al tredicesimo tratto fino al controllo. 27...c5 E i nervi di Kortschnoj non hanno tenuto - ebbe uno scatto e sbaglio. [C' da pensarci su ma non si vede nulla di buono. Fra i principali seguiti forzati si pu considerare: 27...e5 28.dxe5 Cxe5 29.Cxe5 Axe5 30.Axe5 Txe5 e sembrerebbe, che il Bianco si trovi in difficolt con la difesa del pedone a. Tuttavia mi accorsi che dopo: 31.Dd7 ho almeno la patta in ogni caso "in posizione di forza". Giudicate voi stessi: Primo... 31...Ae6? a) Secondo... 31...Ta8 32.a6 come pure Tb1; b) Oppure Terzo... 31...Da8 32.Tb1 Td8 33.Dc7 Db8 34.Db6; c) Oppure infine quarto... 31...Tce8 32.a6 (32.Txc6? T5e7) 32...T5e7 33.Dd6 e cos via...; 32.Ac4! oppure...] 28.Da4! Cb6 [28...b6 29.dxc5 Cxc5 30.Cxc5 bxc5 31.Ac4 da al Bianco un evidente vantaggio.] 29.Da1! [Sembra che il mio avversario non avesse calcolato questo tratto ma pensasse solo a: 29.Db5 Cd5 e se... 30.Cxc5 , allora... 30...Txc5!] 29...Cd5 30.Cxc5 Cxc3 [Forse nelle previsioni il Nero aveva pensato a: 30...Txc5 31.dxc5 Cxc3 32.Txc3 Tc8 (oppure... 32...Ta8 ma non aveva pensato a... 33.a6) ma non aveva notato che dopo: 33.Tec1 Txc5 34.Txc5 Axa1 segue... 35.Tc8+ Rg7 36.Txa1] 31.Dxc3 Diagramma

Figura 63 - Karpov - Kortschnoj, dopo 31.Dxc3, pag. 216. 2r1r1k1/qp2pbbp/6p1/P1N2p2/3P4/2Q1P2P/5PP1/2R1RBK1 b - - 0 31 - Prima della partita avevo pensato che offrire io stesso la patta, dato che serviva al mio punteggio nell'incontro, non sarebbe stato del tutto corretto. Nella posizione che si era creata sulla scacchiera fu come se ci scambiassimo i mali. Kortschnoj si trovava in una posizione alquanto peggiore cos che, secondo regole scacchistiche non scritte, non avrebbe dovuto essere lui ad offrire la patta... Ma nell'ultima partita, quelle leggi... Se l'avversario non mi avesse proposto la patta probabilmente l'avrei proposta io stesso al tratto successivo, perch vincere completamente, quando il risultato sportivo gi raggiunto, quando ormai tutto passato e stai gi pensando al futuro?

Dopo la battaglia: parla il vincitore


Se ho la sensazione di - felicit? Adesso, in questo momento pare che io non provi niente di particolare. A un certo momento, non so quando, forse alla 17 partita, pensai: finir la partita e verr l'allegria e la gioia. Solo adesso ho la sensazione di un compito coscienziosamente pag. 216

svolto. No, ancora una sensazione. Ho la consapevolezza di aver giustificato le speranze. piacevole vedere i volti soddisfatti dei tifosi, dei parenti, degli amici... Ma, una sensazione di piena felicit per adesso, non mi ancora' venuta. Forse un bene, che non sia ancora venuta? All'inizio non avevo molta fiducia, che avrei potuto diventare il vincitore del torneo. Non pensavo con chi concretamente avrei capitolato, ma credevo, che in un determinato momento, senz'altro, mi sarebbe mancata l'esperienza. Non credevo ad un incontro reale con Fischer, quando ho saputo che la partita finale l'avrei dovuta giocare con Kortschnoj. Si fosse trattato del campionato, insomma, non avrei dubitato neanche un istante che Kortschnoj era lo sfidante principale. Ma nella partita "uno contro uno" credevo che Petrosian fosse pi pericoloso. Per il mio successivo avversario si dimostr gi prima del termine della semifinale con Spassky - Kortschnoj uno di quei pochi che era fermamente sicuro della mia vittoria contro Spassky. Devo riconoscere che prima del nostro incontro Kortschnoj "capiva" meglio me, ed io "capivo" lui. Per, sentii subito, dopo le prime mosse, che avevo commesso un errore, credendo che Kortschnoj non fosse il pi pericoloso avversario . Dopo l'incontro di semifinale con Boris Spassky, il tempo per la preparazione alla finale fu limitato: l'incontro di Leningrado termin alla fine di maggio ed in settembre prendeva il via il duello con Kortschnoj. Poi l'Olimpiade mondiale a Nizza, che dur tutto il mese di giugno e mi cost un sacco di forze. Giocare nella squadra nazionale dell'Unione Sovietica un onore, perci, mi facevo in quattro, come si dice, "davo tutto me stesso". Il risultato parla da s. Ma alla vigilia dell'incontro con Kortschnoj ci non era pi tanto logico. All'inizio di giugno, quando fin l'Olimpiade bisognava riposarsi ed allenarsi. Con gli allenatori ci preparavamo poco, soltanto due mesi, e non ci rimase il tempo di fare tante cose. Se non avessi avuto una preparazione seria e completa, il match con Spassky sarebbe stato molto difficile. Riuscii ad utilizzare un "materiale" non usato nel mio incontro di Mosca con Kortschnoj e perci i difetti di preparazione non saltavano agli occhi con evidenza . C' anche un lato positivo, che in giugno e in agosto mi dedicavo molto agli scacchi, perch stavo bene e sentivo un grande desiderio di giocare. Le prime partite le giocai di buon umore, e con slancio produttivo . Credevo di dover vincere quel match, con un punteggio maggiore. Perch penso cos? Perch io stesso sentivo, che in un certo momento mi ero rilassato, e avevo giocato peggio di quanto potevo . Tutto il corso del match lo divido in quattro parti: le prime sei partite, poi 11. partite seguenti, ancora 4 e gli ultimi 3 incontri . Mi misi subito al lavoro; Kortschnoj in quel momento pareva che "poltrisse". Fu una fortuna per il mio avversario, di subire solo due sconfitte. Poi, nella seconda tappa del torneo, quando seguirono 10 pareggi di fila e la mia vittoria nella 17 partita e cercando di superare pag. 217

Kortschnoj in una situazione lievemente migliorata, e qualche volta pari alla sua, oltrepassai i limiti, dopodich cominciarono le mie difficolt. La mia tattica fu fondata sul mio desiderio di coinvolgere l'avversario in una lunga lotta, ma "portai le cose all'eccesso" e fui costretto a salvare le mie gi peggiorate posizioni, il che, rendendosi conto dell'altissima tecnica di Kortschnoj, mi cost incredibili sforzi. Il gioco sbiad subito ed allora ero io a "destarmi" mentre stavo sull'orlo dell'abisso . Finalmente nella 17 partita, quando l'avversario commise un grosso errore in Zeitnot, io riuscii a balzare in testa con il punteggio 3-0 a mio favore. Dopo questo match doveva finire verso la 20 partita. Perch non successe cos? La colpa di tutto questo fu la "faziosa" opinione che il match in sostanza era gi finito e sarebbero stati assurdi altri sforzi, quando non rimaneva altro che sottoscrivere i moduli delle ultime partite . In questa terza parte io cominciai a lottare contro la palla "fuori campo", come fanno i cattivi calciatori e fui meritatamente punito (per in puro senso scacchistico le due mie sconfitte si possono spiegare con gravi errori analitici). Pare strano ma il secondo zero ebbe un effetto benefico. Avevo valutato ragionevolmente la situazione: il punteggio era a mio favore, in due delle tre partite rimaste da giocare, avrei dovuto giocare col Bianco. Ad un tratto mi calmai e cominciai a sviluppare un gioco normale . Rimasi completamente soddisfatto del mio comportamento nella quarta conclusiva parte del match; mi sentii come se mi venisse un secondo respiro mentre Kortschnoj divenne stracco sia moralmente che fisicamente . A mo' di esempio, il torneo fra Spassky e Fischer, nel 1972 a Reykjavik, fu pi spettacolare, ma aveva infinitamente pi errori anche se la tensione della lotta fu assai minore . Prima della semifinale, Kortschnoj dichiar che conosceva la teoria dell'apertura meglio di tutt'e tre gli altri pretendenti, cio di Spassky, di Petrosian e di Karpov. Per nell'incontro con me evitava tutte le varianti pi discutibili, evitava ogni lotta creativa. "Correva" con il Bianco usando varianti poco conosciute e discutibili o invitando anche le aperture, ma mi aveva "pescato" solo nell'unica 21 partita. Giocando con il Nero, Kortschnoj mi trattava con evidente disprezzo e con la sua tendenza al pareggio nella "Difesa Francese". Purtroppo io e i miei maestri non eravamo venuti a capo del problema. La variante della "Difesa Francese", costituiva la parte principale del repertorio di Kortschnoj in tema di aperture, non era stata analizzata da noi fino in fondo. Era la pi grave lacuna nella mia preparazione. Durante il torneo, ci preparavamo alle partite senza la dovuta accuratezza, perci in tutte le "Difese Francesi", esclusa la 18 partita, Kortschnoj conquist posizioni preminenti e ottenne il pareggio subito dopo l'esordio. In tal modo rimasi quasi per tutta la durata del match senza figure bianche, il che ancora una volta pag. 218

evidenzi la mia poco soddisfacente preparazione scacchistica per un campionato . L'essenza della mia preparazione fu di natura psico-fisica; ma se dal lato psicologico ci fu qualche falla (ad esempio, aver sottovalutato l'avversario), da quello fisico ero stato preparato perfettamente; prova ne sia che, contrariamente al solito, non mi buscai neppure un raffreddore. Non escludo che la mia ottima condizione fisica fosse favorita dalla mia continua permanenza in una "dacia" fuori citt, dove potevo passeggiare nei boschi dei dintorni di Mosca, facendo svegliare in me l'appetito" per il gioco . Non vedo perch nascondere che il regolamento, l dove prevede possibili casi di sospensione "per malattia", praticamente pretestuoso. Quanto pi logiche erano le norme precedenti che prevedevano che il giocatore stesso poteva sospendere a propria discrezione la partita, lasciando decidere il problema del "timeout" agli stessi partecipanti. Di norma, il medico di campionato serve agli scacchisti solamente in caso di necessit (sempre che questi non abbiano i loro medici personali). In realt, le condizioni di salute degli scacchisti vengono controllate da essi stessi, poich nessuno pi di loro vi interessato. Ad esempio, io non avrei mai accettato, durante una mia partita con Fischer, di essere visitato da altro medico che non fosse il mio personale .

Parlano i suoi avversari: L'opinione di Robert Byrne


Fu nel torneo dedicato ad Alekhine che il 29 novembre del 1971, ebbe luogo il primo incontro fra Robert Byrne e Anatoly Karpov, finito in parit. Un mese dopo, quasi alla fine dell'anno, essi si incontrarono di nuovo ad Hastings. Vinse Karpov. Segu un pareggio nel Torneo internazionale di Leningrado. R. Byrne ebbe modo di osservare il gioco di Karpov alla XX (in Jugoslavia) e alla XXI (in Francia) Olimpiade mondiale. Insomma, Byrne tra i pochi specialmente fra gli scacchisti stranieri che conoscono bene sia Karpov che Fischer. Per questo la conversazione con lui presenta un notevole interesse. Il suo iter di sfidante, Karpov lo cominci e lo termin sotto gli occhi di Robert Byrne. Nell'estate del 1973 Byrne festeggi insieme con Karpov e Kortschnoj il suo successo nel torneo di Leningrado; nell'autunno successivo, gi eliminato dalla rosa dei pretendenti, Byrne arriv a Mosca in qualit di commentatore del New York Times . Discutendo con i giornalisti sovietici, egli sosteneva, proprio quando Karpov non faceva altro che cercare di trattenere gli attacchi impetuosi di Kortschnoj, di essere assolutamente sicuro della vittoria di Karpov e lo osservava con interesse nella nuova qualit di difensore delle proprie posizioni. Quante possibilit di vittoria concedeva a Karpov all'inizio del torneo di Leningrado? . pag. 219

Ritenevo che i tre primi posti se li sarebbero disputati Karpov, Tal, Kortschnoj e Larsen . In che ordine? . Non pensavo a un ordine preciso, solamente mettevo in evidenza questi quattro. E poi credevo che i vincitori del torneo di Leningrado avessero pi possibilit di vincere di quelli del Torneo internazionale di Petropolis. Basai la mia opinione sulla reale capacit degli sfidanti . Lei supponeva allora che Karpov avrebbe potuto diventare l'avversario di Fischer? . Non avevo alcun dubbio che da Leningrado sarebbe scaturito il futuro avversario di Fischer, ma credevo che lo sarebbe divenuto Tal. E a quanto ricordo, non ero il solo a puntare su Tal . Ma Tal e Larsen vennero meno e nel trio entr Lei, unitamente a Karpov e a Kortschnoj . Devo dire che il gioco di Karpov a Leningrado fu molto convincente, per poco dopo esperimentai su me stesso la forza di Spassky perdendo l'incontro dei quarti di finale. Allora cominciai a pensare che Karpov sarebbe arrivato solo fino a incontrare Spassky. E dopo la loro prima partita dissi che era di nuovo Spassky che avrebbe giocato con Fischer. Credo che anche Spassky guardando la lavagna, appena vinta la partita, pensasse gi a Fischer. Esteriormente, Spassky si mostrava molto calmo, ma in realt aveva i nervi a fior di pelle. Karpov dimostr anche l di essere molto calmo, non solo esteriormente ma anche interiormente. Egli non permise che la sua prima sconfitta gli rovinasse il suo stato d'animo. La rara tranquillit dello spirito di Karpov gli permette di giocare quasi senza commettere errori . Vuoi dire che il suo pronostico non si realizzato solo a causa degli errori di Tal e di Spassky? O era semplicemente' difficile immaginare che a ogni nuova partita Karpov si sarebbe rafforzato sempre pi? . Ma, forse poco dire che Karpov divent pi forte solo perch non commetteva gli errori che facevano gli altri sfidanti. Lei ha ragione, Karpov progred davvero molto dal torneo internazionale all'incontro con Kortschnoj. In questo incontro mi fu definitivamente chiaro che egli non aveva punti deboli nell'apertura . Pu darsi che Karpov sappia prepararsi per le partite come nessun altro? . cos, ma io gi da pi di un anno lo osservo con attenzione, e Karpov mi meraviglia per la sua conoscenza della teoria delle aperture, e proprio qui egli non ha punti deboli . A poco a poco il discorso passa su Fischer. Byrne e Fischer hanno frequentato la stessa scuola, anche se non nella stessa epoca (Byrne maggiore di Fischer di 15 anni). Trova che Karpov e Fischer hanno caratteristiche comuni? . Come scacchisti, sono entrambi estremamente razionali. Per altri pag. 220

paralleli, senza conoscere Karpov fuori dal gioco, non mi azzardo. Dicono che a Karpov piaccia lavorare di notte. cos? . S, va a letto tardi e si alza tardi . Allora si somigliano anche in questo. Una volta, a Reykjavik, Fischer ed io giocammo a tennis alle 11 di sera. La volta dopo, Fischer disse: "Stanotte cominceremo a giocare alle 3". "No dissi io . Gioca tu, io vado a dormire" . E chi di voi vinse, quando giocaste alle 11 di sera? . Vinse Fischer, ma io allora non ero in gran forma. Fumavo troppo, a quel tempo, e mi mancava subito il fiato giocando a tennis. Adesso un'altra cosa, posso giocare per 4 ore di seguito. Ora pi probabile che vinca io . A tennis? . Byrne ride forte. Parla con eccitazione, riprende il filo del discorso, di quel gioco ad ora tarda a Reykjavik. Fischer si accorse che io non potevo giocare pi di 20 minuti; e tutti e 20 i minuti ci vollero solo per riscaldarci; ma poi, vedendo che io stavo gi perdendo il fiato, disse: "Ecco fatto, gli esercizi di souplesse sono finiti, ora cominciamo a giocare" . Forse quell'episodio a tennis spiega il desiderio di Fischer di giocare fino a vincere le 10 partite? . Pu darsi. Per penso che Fischer sopravvaluti la proprie forze fisiche. Io, ad esempio, credo che Kortschnoj sia pi forte fisicamente di Fischer e sia pi resistente in senso scacchistico. tutt'altra cosa il fatto che Fischer non abbia eguali nella capacit di concentrarsi sulla scacchiera. Non ha nemmeno bisogno di aiutanti quando analizza le partite non finite. Durante la partita con Petrosian non si rivolse mai a Evans, e questi si offese e se ne and a casa. A Reykjavik si rivolse a Lombardi solo alcune volte. E anche adesso, quando Fischer si trova in "trappola", conserva intatta la sua forza. Karpov ha vinto tutte le partite, ed egli il vero pretendente. E se Fischer tenter di sfuggire all'incontro con Karpov sar una vera truffa. In questo caso Karpov diventer campione del mondo a pieno diritto. Ma Fischer ha ancora tempo di pensarci su . Cos dichiarava Robert Byrne durante il torneo finale dei pretendenti nell'autunno del 1974; ed ecco le sue parole al termine dell'incontro: In questo torneo, la maggior parte degli americani simpatizzava per Karpov. giovane, pieno di talento. I suoi successi scacchistici, ben noti ai milioni di appassionati di questo antico gioco, parlano da s. E poi al pubblico piacciono i nomi nuovi... Gli ammiratori americani di Karpov ritengono che egli giochi splendidamente, molto meglio dei "vecchietti". Gi prima del termine del torneo, negli USA ci si cominci a chiedere: Fischer o Karpov? Prima di partire per Mosca ho scritto un articolo su Fischer, criticando il suo atteggiamento scacchistico. Volevo che l'opinione pubblica prestasse attenzione al fatto che il campione del mondo proponeva condizioni pag. 221

inaccettabili per partecipare al campionato mondiale. Avevo scelto il momento pi opportuno per la pubblicazione dell'articolo; e l'articolo venne pubblicato il giorno stesso in cui il mio aereo fece rotta per Mosca. Avevo avvertito mia moglie: se stanotte alle 3 sarai svegliata da una telefonata, non preoccuparti, Fischer... Arrivato a Mosca, proponevo a molti, un po' scherzando, un po' sui serio, di scommettere 1000 dollari sul fatto che Fischer avrebbe rifiutato l'incontro; ma nessuno aveva accettato. Peccato, perch io stesso cominciavo a credere che la partita tra Fischer e Karpov avrebbe avuto luogo... Non credo di rivelare un segreto dicendo che Fischer anche adesso, nonostante la lunga assenza dai tornei, conserva la sua enorme capacit scacchistica. Ritengo che egli non abbia voluto giocare per paura di perdere il titolo di campione del mondo, ma nello stesso tempo aveva la tentazione di rimanere invitto, restando agli occhi dell'opinione pubblica sempre il pi forte scacchista del mondo, anche senza avere ufficialmente questo titolo. Ci non significa che Fischer abbia paura d'un qualche concreto avversario, egli ha molta paura solo degli errori occasionali. Fischer ritiene che in un certo numero di partite potr recuperare il tempo perduto . Il mondo degli scacchi attende con impazienza l'incontro fra Robert Fischer e Anatoly Karpov. La loro partita dovr aver luogo; credo che questa sia la volont dei tempi! .

Le previsioni di Polugaevsky
Lev Polugaevsky accett la proposta di esprimere la sua opinione solo un'ora prima della fine dell'ultima partita dell'incontro fra Karpov e Kortschnoj, mentre Kortschnoj sfondava la porta ermeticamente chiusa da Karpov, quando era gi chiaro che a incontrare Fischer sarebbe stato Karpov. Cacciato in uno degli angoli della sala stampa, Polugaevsky preg di scrivere parola per parola tutto ci che veniva raccontando perch non voleva che in seguito sorgessero degli equivoci. Fui sconvolto quando seppi che la sorte mi portava ad affrontare Karpov disse . Capivo benissimo che mi aspettava una dura prova contro quello scacchista straordinario. Ma naturalmente ritenevo di avere anch'io le mie possibilit. Prima dell'incontro vedevo i lati a mio vantaggio. Per durante il gioco, questi vantaggi me li lasciai sfuggire tutti; e Karpov prese tutto ci che gli fu offerto. Cos, ad esempio, alla quarta e alla quinta partita . Due mesi dopo aver preso tutto quello che gli era stato offerto , Karpov si trov a giocare contro Spassky. I giornali erano pieni di pronostici. Il giornale Sovietskij Sport pubblic fra l'altro l'opinione di pag. 222

Polugaevsky, che parlava della terza nascita di Spassky e di come l'ex campione del mondo mirasse alla vittoria finale. Polugaevsky scrisse che Karpov stupiva per la sua capacit e per il suo autocontrollo, tali da essere invidiati da tutti. Alla fine dell'articolo, egli concludeva dicendo: Molti grandi maestri pensano che Spassky sia il pi forte. Anch'io penso che Spassky sia pi dotato e pi profondo, pi dinamico e di pi ricca cultura di Karpov. Ma tutto questo lo penso, come dire, basandomi su un calcolo astratto. La partita interessante specialmente perch entreranno in conflitto due caratteri forti, l'uno elaborato, l'altro naturale . In effetti avevo fatto pubblicare sul giornale "Sovietskij Sport" l'articolo nel quale pare che io non dessi la preferenza a Karpov. No, un pronostico preciso non c'era: ma chi avesse cercato di esaminare in profondit il senso delle mie espressioni, avrebbe potuto capire che non escludevo la vittoria di Karpov, anzi la predicevo addirittura. Del resto i miei familiari e il mio allenatore Vladimir Bagijrov sapevano che io ritenevo Karpov superiore. Perch?... La qualit del gioco di Spassky al campionato nazionale, anche se egli si classific primo, suscit in me dei dubbi precisi. Nella partita con Byrne il gioco di Spassky anche se egli vinse mi sembr tutt'altro che inappuntabile. Invece Karpov acquistava una nuova classe da un torneo all'altro. Anche il mio incontro con Karpov rese un cattivo servizio a Spassky in quanto questi pot trarre la conclusione che in alcune partite Karpov si era salvato solamente per un miracolo . Certe contraddizioni che il lettore scrupoloso pu notare nell'opinione di Polugaevsky sono facilmente spiegabili: certi correttivi li porta il tempo. A dire il vero scriveva sempre Polugaevsky mi pare che tutti e tre gli avversari di Karpov, a partire da me stesso, abbiano sottovalutato il giovane gran maestro .

Il silenzio di Spassky
Tutti sanno che dopo il campionato del 1972 tra Fischer e Spassky, quest'ultimo non aveva quasi concesso interviste. Prima dell'ultimo ciclo del torneo dei pretendenti Spassky, appena ebbe vinto il titolo di campione dell'URSS, disse: Mi piace molto Karpov, specialmente perch gioca in modo consistente. Il suo gioco ha sostanza, azione d'intensit, perfezione. Consistenza... La consistenza del pensiero scacchistico: ci sono stelle brillanti ma cadenti: Karpov brilla di luce costante . E prima di partire per Leningrado per incontrare Karpov, Spassky, rispondendo alle domande sul suo avversario, aveva detto: Ho incontrato Anatoly Karpov per la prima volta verso la fine del 1965, quando insieme con il gran maestro Igor Bondarevsky giocavamo le simultanee pag. 223

per la squadra giovanile della Repubblica Federale Russa. La partita con Tolja si dimostr abbastanza interessante e fin con un pareggio. Karpov aveva allora solo 14 anni, per per comprensione e per rapidit di reazione superava i suoi compagni pi vecchi. Curioso che nello svolgimento della partita e nella seguente continuazione del gioco, balzassero gi allora agli occhi la sua imponenza e la sua seriet, straordinarie per l'et. Adesso molti esperti di scacchi collegano al nome di Anatoly Karpov l'avvenire dei nostri scacchi. Il giovane gran maestro dotato senza dubbio di grande talento e si distingue dalle altre "stelle sorgenti" per il suo alto e costante progresso . Il modo di giocare di Karpov parte sempre da una ragionevole valutazione della posizione; non lo attraggono gli effetti esterni. Si pu aggiungere che lo scacchista di Leningrado ha un buon repertorio di aperture, fatte con buona riflessione. Poi, pagato il suo tributo all'eminente teorico Furman, il gran maestro istruttore di Karpov, Spassky mise in evidenza i forti nervi del suo avversario e la sua volont di vittoria. Alla domanda se egli prevedesse la possibilit di un suo successo in questo incontro, Spassky rispose: Penso meno di tutto al lato sportivo del "duello". La cosa principale di capire quanto sia pericoloso Karpov come pretendente alla corona. Se vedr che capisce gli scacchi meglio di me e realizza le varianti pi esatte, allora ammetter serenamente la mia sconfitta, n essa provocher in me alcun disappunto. Tanto pi che tutti noi dobbiamo essere pronti a cedere il nostro posto ai giovani di talento. Comunque, spero di conservare la mia posizione ancora per 5 o 6 anni. Se riuscir a vincere campionato dei pretendenti, torner in gara per la corona mondiale e torner con un altro stato d'animo, ben diverso da quello che avevo due anni fa. In quel periodo sperperai la mia carica di energia prima di mettermi a tavolino sul palcoscenico del Palazzo dell'Esposizione a Reykjavik. Ora cercher di non ripetere i vecchi errori . Queste precedenti dichiarazioni di Spassky danno la possibilit di capire molte cose, inclusa la convinzione dell'ex-campione del mondo di vincere la battaglia contro Karpov, il quale del resto viene altamente apprezzato da Spassky. E avendo vinta la prima partita con Karpov, pensando gi al probabile futuro incontro con Fischer, Spassky non supponeva minimamente che entro un mese tutto sarebbe finito per lui. Per di pi, tirando le somme del loro incontro, Tal dir che Karpov aveva vinto Spassky per lo meno in modo non meno convincente di come lo aveva vinto Fischer due anni prima. E davvero dal lato creativo quella partita di Karpov fu senza dubbio la migliore e la pi spettacolare. Dopo di ci, Spassky ha smesso assolutamente di fare dichiarazioni. Ha fatto voto di silenzio. Ora non posso rispondere niente, e non so quando lo far . Anche prima di questa partita, Kortschnoj era stato l'unico fra tutti i pag. 224

gran maestri a non mettere in dubbio la vittoria di Karpov contro Spassky. Ancora il 23 settembre del 1973, subito dopo il sorteggio del campionato per i pretendenti, Kortschnoj aveva detto in confidenza che un anno dopo avrebbe giocato l'incontro di finale con Karpov. La sicurezza di Kortschnoj sulle proprie capacit era universalmente nota, ma come aveva fatto a predire anche la vittoria di Karpov? Quando l'incontro finale con Karpov divenne una realt, Kortschnoj cambi il suo tradizionale comportamento e decise di predire il risultato del duello . E scelse per questo un modo abbastanza originale, dicendo che avrebbe fatto tutto il possibile per evitare l'incontro fra, Karpov e Fischer nel 1975, motivando che il campione del mondo avrebbe potuto traumatizzare il giovane sfidante, la nostra unica speranza. Il loro incontro in futuro, questo s, che sarebbe stata un'altra cosa... Vinto Spassky, Karpov non aveva per nulla il desiderio di aspettare l'anno 1978 per gettare il guanto di sfida al campione del mondo. Ed eccolo opposto in finale a Kortschnoj. Entrambi credevano enormemente nella propria stella, perci la lotta fu crudele, lunga e snervante.

Monologo di Kortschnoj
La partita finita. finita per tutti, tranne che per Kortschnoj. Nell'albergo Sovietskaja , con il biglietto per Leningrado gi prenotato, Kortschnoj fa il suo appassionato monologo. Egli si ripete ogni momento, si contraddice, ma rimane fedele al suo personaggio, sempre Kortschnoj. L'ira sportiva per lui come un doping . Il torneo finito con il punteggio di 3 a 2 a favore di Karpov. Ma dal lato creativo scacchistico mi sono dimostrato migliore di Karpov... Per contenuto, la lotta avrebbe dovuto dare un altro punteggio: 3-2, 4-3 o 54 a mio favore. E stata la tensione nella lotta la cosa principale del torneo. A mio parere Karpov non possiede un ricco arsenale scacchistico, quello che hanno i grandi maestri; ma un uomo di straordinaria e, ferrea volont, che sa imporla agli altri nel corso del gioco. Karpov aveva vinto silenziosamente Polugaevsky perch Polugaevsky era oppresso dalla sua forte volont... Avevo sottovalutato la qualit di volont di Karpov; sarebbe stato meglio per me sopravvalutarlo, ma non in tale misura come lo aveva fatto Polugaevsky... Nella prima met del nostro incontro, Karpov giocava con i bianchi e ogni partita era giocata da lui con la certezza di vincerla. Quando riuscivo a pareggiare la mia posizione dopo i tratti di apertura, pensavo: "Adesso dobbiamo metterci d'accordo sulla patta perch questa posizione rischiosa per entrambi". Ma a quel punto Karpov si sedeva, rifletteva bene, trovava la possibilit di inasprire la lotta e pag. 225

di creare ostacoli, facendomi lottare, facendomi rimandare la partita e strapazzandomi sempre di pi. Questa sua capacit di impormi la lotta mi indusse a rispettarlo. Egli diede molti dispiaceri a Polugaevsky e a Spassky, entrambi vittime della sua forza di volont . Se io avessi avuto idea di questa sua qualit di carattere, forse non gli avrei dato tutto quel vantaggio all'inizio del nostro incontro. Alla seconda partita mi misi quasi da solo in pericolo. Non avevo attribuito grande importanza ai risultati di alcune partite all'inizio dell'incontro. Pensavo: "Punto pi punto meno, che importa, se il gioco deve continuare fino a 5 vittorie". E perci alla seconda partita mi permisi di usare la "variante del dragone", che straordinariamente rischiosa e che avevo analizzato per alcuni anni, ma che riconoscevo come piuttosto ambigua. Forse se dall'inizio avessi tenuto Karpov con una tale severit, come egli faceva con me nella partita successiva, si sarebbe trovato lui a disagio... Il reciproco "pressing" cominci solo dal punteggio 0-2. Fino a quel punto era stato unilaterale... Prima del torneo avevo prestato molta attenzione alla mia preparazione fisica. Avevo ragione, perch il torneo fu lungo e snervante. Per il suo nervosismo, il match pu essere paragonato solo all'incontro fra Spassky e Fischer, dove non ci furono i pareggi corti. In pi, per la durata media delle partite, il nostro incontro pare che abbia superato quello tra Spassky e Fischer, ed ha richiesto molto dispendio di energie fisiche. Dunque, ho detto che facevo attenzione alla preparazione fisica, e fisicamente riuscivo a resistere. Ma, a dire il vero, le mie forze stavano per finire alla 22 partita quando stavo gi per pareggiare . Suddivido il torneo in tre parti. Nella prima parte il giovane pretendente "si metteva le gambe in spalla", il che durava dalla la partita fino alla 10. "Mi metteva con le spalle ai muro" sempre pi ad ogni partita. Poi venne il secondo periodo, quello della stanchezza, che il mio avversario sentiva forse pi di me. Non fu un caso se dalla 11 alla 18 partita Karpov prese due " time-out "... E finalmente ebbe inizio la terza parte del match, quando ambedue eravamo stanchi. Io avevo intenzione di recuperare il perduto, ma mi mancavano le forze, per lo meno nel senso scacchistico. Sapevo di essere pi bravo, ma ripeto che non avevo la forza di contrastare la resistenza del mio avversario. Il suo gioco in quel punto fu differente, giocava solo per respingermi. Per lo meno mi fece una tale impressione, pu darsi che agli altri egli sia apparso differentemente . Prima del torneo avevo stimato le mie probabilit di vittoria al 60 per cento. Anche adesso non ho cambiato la mia opinione su ci. Per quanto riguarda la mia asserzione che il match sarebbe stato di 17 partite, fu certamente un tantino esagerata. Ritenevo che la lotta sarebbe stata pi viva. Perch persi la 6 partita? Quel giorno non ero in vena di lottare. Ogni scacchista ha dei giorni in cui non disposto a combattere. pag. 226

Fischer stesso non vinse la sua 7 partita quando ebbe giocato la pi combattiva parte del suo match, anche se aveva una pedina di pi. Lo spiego solo col fatto che egli quel giorno non era disposto a combattere. Cos anch'io, quel giorno potevo perdere ogni partita, ed ero ancora fortunato per non aver usato la "difesa francese", altrimenti sarei stato sconfitto perdendo la mia principale arma d'apertura. Perduta la 6 partita, capii che era difficile vincere il match in 17 partite. Dopo che ebbi stretto i tempi di gioco, mi avvantaggiai su Karpov alla 10, 11, 13, 15 e 17 partita. La 13 partita fu il momento cruciale del torneo; ma le amarezze c'erano state anche prima . Eccola, la 13' partita... Quando non riuscii a vincerla, francamente mi rattristai, perch puntavo alla seconda met del torneo, credendo di essere fisicamente pi forte del mio avversario. Ma in quel punto avvertii la stanchezza e per la prima volta durante il campionato cominciai a dubitare delle mia possibilit di vittoria. E quando ebbi perduto la 17 partita, pensai che il match fosse terminato e che io non avevo meritato altro risultato. Ma adesso, pur pensando che il match finito, non "depongo le armi". Sono riuscito a vincere solo un paio di partite, ma la mia convinzione non mutata. Non ho avuto la forza fisica, perci non ho potuto produrre uno strappo decisivo. Stavo male, ero stanco, anche perch durante il torneo dovevo dedicarmi alle ricerche e non riuscivo a trovare nessuno dei grandi maestri che volesse assumere la parte di mio aiutante al torneo... Karpov uno scacchista di rara capacit; ha, s, dei difetti che appaiono qua e l nel suo gioco, ma che forza di volont! Mai visto una simile capacit di preparasi per una partita . Una volta Karpov ha letto i miei pensieri... S, s, fu proprio cos! Cominci la ripresa della 19 partita che era stata rimandata a mio favore. A un tratto Karpov, di colpo e con convinzione, mi cedette la Torre in cambio dell'Alfiere. "Perch me la d pensai io , perch?". Credetti che in tale modo volesse probabilmente riuscire a pareggiare forzatamente, nel pi breve tempo possibile. No, c'era qualche cosa che non andava; cercai di trovare un errore nei suoi calcoli, mentre sentivo vicino a me i passi sicuri di Karpov sul tappeto del palcoscenico. Eccola, eccola la sua "papera"! Alzai gli occhi e vidi come il mio avversario rallentava il passo. Anche lui dubitava. Torn al tavolo e cominci a cercare ci che aveva letto nei miei occhi. Cosa vi trov? Chiaramente vedevo che egli stava leggendo i miei pensieri e camminava per lo stesso sentiero per il quale un istante prima ero passato io. Egli vide tutto ci che prima avevo visto io. Comprese che stava commettendo un errore fatale e perse la partita. Forse, egli "vide" anche altri casi! Sebbene io in passato mi considerassi il pi forte dal punto di vista creativo, per quanto riguarda il carattere egli chiaramente mi supera. Karpov mi impose la sua volont e vinse . pag. 227

La parola agli ex campioni del mondo


Sulla vittoria di Karpov nel torneo dei pretendenti ecco quanto hanno dichiarato alcuni grandi campioni del passato e del presente: Max Euwe: Il duello che concluse l'incontro finale fu senza dubbio degno dei pi forti pretendenti al titolo di campione del mondo. Fu una lotta difficile, estenuante. L'incontro fu interessante, secondo me, sul piano del duello psicologico tra due avversari molto diversi . Vasily Smyslov: Tutti e due i contendenti hanno mobilitato tutte le loro possibilit, lottando molto intensamente . Mikhail Botvinnik: Evidentemente, Kortschnoj ha dato il massimo delle sue possibilit creative, mentre Karpov ha ancora tutto davanti a s . Boris Spassky: (che finalmente ha infranto il voto del silenzio e si deciso a dire qualche parola): stato il ciclo di Anatoly Karpov. Ha vinto benissimo tutti gli incontri, con Polugaevsky, con me, con Kortschnoj. In questo momento, oggettivamente, Karpov senza dubbio il pi forte! L'incontro finale Karpov - Kortschnoj durato quanto i precedenti incontri per il campionato del mondo. Karpov ha lottato, per cos dire, su un piano di energie tecniche, senza esaurire totalmente il proprio potenziale creativo. Mi sembra una tattica sicura. Bisogna considerare che hanno scaricato proprio su Karpov i pesi maggiori del nuovo regolamento della selezione dei pretendenti al titolo . Tigrati Petrosian: Mi capitato molte volte di trovarmi nella condizione di pretendente. Ho anche giocato incontri per il titolo mondiale. Di solito gli specialisti e i partecipanti sostengono che le competizioni ad alto livello deludono le aspettative di chi si attende dell'inventiva. Penso che si possa fare questo paragone: esercitandosi, perfezionandosi, il giocatore di scacchi accumula una specie di capitale, e quando arriva a gareggiare per il primato mondiale, intacca appena questo capitale. Non c' niente di straordinario in ci. Tutto subordinato a un unico scopo: vincere . Qualcuno ha detto che l'incontro tra Karpov e Kortschnoj ha deluso le aspettative sul piano creativo, che stato noioso. Si tratta di un punto di vista superficiale. In quell'incontro c' stata una serie di partite notevolissime. Per esempio, sia che Karpov abbia trovato questa variante in quel momento o che sia stata il frutto di un'analisi preventiva, l'idea dell'attacco che ha condotto nella seconda partita, con la variante del Dragone, basta a riabilitare creativamente l'intero incontro. Ma chiedere ai grandi maestri che lottano per il primato mondiale che le loro partite siano solo rivelazioni creative, ingiusto . Mikhail Tal: Non mi sembra opportuno parlare solo dell'ultimo incontro. Si avr un'impressione pi ricca se si considera tutto il ciclo pag. 228

degli incontri dei pretendenti. In esso, il futuro vincitore ha sostenuto tre ruoli. Con Polugaevsky stato lo psicologo maturo, nonostante la sua giovane et; ha saputo sfruttare abilmente le debolezze psicologiche dell'avversario. Sapendo che il suo rivale, quando ha una coppa piena di superiorit teme di versarne una sola goccia, ha giocato in modo da costringerlo a rovesciarla interamente. Conoscendo poi il desiderio di Polugaevsky di dimostrare sempre l'irreprensibilit delle sue concezioni, ha volto questa cocciutaggine a suo favore. Con Spassky abbiamo visto il giocatore veramente ispirato, ugualmente minaccioso in attacco e cauto in difesa. Da un punto di vista puramente scacchistico, l'incontro tra Karpov e Spassky stato il pi impressionante. S, l'ex campione del mondo non era in forma e non giocava meglio che contro Fischer (e neppure peggio! ) ma la vittoria di Karpov su di lui non meno sorprendente della vittoria di Fischer su Spassky. Se nell'undicesima partita dell'incontro per il titolo mondiale Spassky riport la sua seconda vittoria (la seconda partita Fischer la aveva persa perch non si era presentato) all'undicesima partita del suo incontro con Karpov era gi finito tutto. Con. Kortschnoj non stato il ragazzino, ma l'uomo in grado di sostenere un duello di una tensione sportiva incomparabile. Karpov progredisce in continuazione ed ancora ben lontano dall'apice del suo sviluppo. Non dubito che all'incontro con Fischer sar ancora pi forte . pag. 229

Capitolo 6
Il pretendente diventa campione
Invertendo l'ordine degli addendi la somma non cambia Le vicende che hanno portato alla proclamazione di Karpov campione del mondo, con le stravaganti condizioni poste da Fischer sono cronaca di oggi. La Federazione scacchistica internazionale si trov nella condizione di convocare un congresso straordinario per decidere in merito. Prima dell'inizio dei lavori del congresso i delegati furono messi al corrente di una lettera di un gruppo di noti grandi maestri sovietici che protestavano contro le pretese di Fischer. Al presidente della Federazione scacchistica Max Euwe fu anche consegnata una lettera aperta di Mikhail Botvinnik che cominciava cos: Caro professore, Lei e io siamo gli ultimi dei Mohicani della stirpe dei campioni attivi nella prima met di questo secolo e difficilmente qualcuno capisce pi di noi il pericolo che oggi minaccia il mondo degli scacchi . Pi avanti, l'autore della lettera dava un giudizio negativo degli avvenimenti occorsi nel mondo degli scacchi negli ultimi anni, con la connivenza della FIDE. La lettera si chiudeva in tono ottimistico: Mi capitato una volta di leggere un racconto di Mark Twain su un fidanzato sfortunato che alla vigilia delle nozze finiva invariabilmente sotto il tram, il che ogni volta comportava qualche amputazione. La domanda filosofica che ne nasce la seguente: quanto deve diventare storpio un fidanzato perch la fidanzata che lo ama rifiuti in fine di sposarlo? In relazione a ci mi sia consentito domandare: per quanti anni deve esimersi dal gareggiare un campione, il cui talento da tutti riconosciuto, perch il mondo degli scacchi capisca infine che l'interesse generale al di sopra di qualunque interesse egoistico? Tempo fa, quando sedevamo al tavolino degli scacchi, professore, le Sue mosse a volte mi gettavano nello scompiglio. Spero che anche oggi Lei sappia trovare la mossa che avr il plauso del mondo degli scacchi e Le restituir la simpatia e la fiducia dei Suoi colleghi e degli appassionati di scacchi, fra i quali ci sono tanto americani che sovietici. In questo atto di giustizia potr sempre contare sull'aiuto di un vecchio amico. M. Botvinnik . In quei giorni l'unico a restare tranquillo e imperturbabile era pag. 231

Anatoly Karpov. Egli ragionava cos: L'incontro con Fischer potr esserci o meno. In ogni caso io mi preparer assiduamente. E lo studio approfondito del gioco di Fischer mi permetter senz'altro di arricchire e rafforzare anche il mio . All'ultimissimo momento decise comunque di proteggere i suoi nervi e si nascose a tutti presso i genitori a Tula. Il congresso straordinario che si svolse nel marzo 1975 in Olanda, accolse alcune delle pretese di Fischer, come, per esempio, quella di non porre limiti, al numero di partite da giocare per conquistare il titolo. I delegati respinsero invece la pretesa di Fischer che, a parit di 9 vittorie, il titolo sarebbe rimasto al campione in carica. significativo che contro l'emendamento Fischer votarono quasi tutte le federazioni scacchistiche pi forti e influenti, che contano nelle loro file la stragrande maggioranza dei gran maestri e dei maestri internazionali. Su 16 federazioni, che rappresentavano le squadre del primo gruppo, il pi forte, delle XXI Olimpiadi mondiali, solo tre, gli Stati Uniti, le Filippine e il Galles votarono per l'emendamento; tutte le altre votarono contro. Fu cos deciso: L'incontro per il campionato mondiale si gioca fino alla decima vittoria di uno dei partecipanti, il numero complessivo delle partite illimitato . Dopo aver spedito per tempo il telegramma di accettazione al quartier generale della FIDE, Karpov fece ritorno alla base d'allenamento vicino a Mosca. Il suo umore era normale; aveva preso una giusta decisione: era pronto a lottare per il titolo mondiale anche dopo l'introduzione da parte del congresso della FIDE di un altro spiacevole emendamento nel regolamento dell'incontro. Restava ora da rintracciare il giocatore di hockey Vladimir Vikulov (Karpov trascorse questi giorni insieme alla nazionale di hockey dell'URSS, che si preparava anch'essa ai suoi campionati del mondo): aveva perso con lui a biliardo e, fedele al suo amor proprio, Anatoly aveva sete di rivincita. Dopo aver vendicato in modo persuasivo l'offesa, Karpov sedette al tavolino degli scacchi contro il centravanti Vladimir Petrov, il miglior giocatore di scacchi tra gli hockeisti. Nel frattempo il gran maestro Furman e alcuni giocatori della nazionale di hockey si erano raccolti attorno alla radio: si avvicinava la notte del 1 aprile, scadeva il termine della risposta di Fischer. Ma la radio non trasmetteva nessuna notizia di scacchi. I giocatori di hockey, che la mattina presto avrebbero dovuto prendere il volo per Monaco, e Karpov, che non intendeva infrangere il suo regime abituale, cominciarono a salutarsi e ad augurarsi l'un l'altro in bocca al lupo! . Cos si concluse l'ultima serata comune dei pretendenti sovietici ai due titoli mondiali (in seguito divennero tutti campioni). Prima di andare a dormire, Anatoly tir un sospiro di sollievo: Benone... Domani, almeno tutto sar chiaro e definito, finalmente . Ma si sbagliava di alcuni giorni... La mattina il presidente Euwe rimand la proclamazione di Karpov a campione del mondo fino al 3 pag. 232

aprile, sempre nell'attesa che Fischer si decidesse a difendere il titolo. Ma ormai il campione in carica non voleva pi sedersi al tavolo da gioco, dato che non aveva ottenuto il vantaggio preliminare di due punti. indicativo che i pi eminenti gran maestri del mondo, Hort, Ivkov, Larsen, Matanovic, Najdorf, Petrosian, Tal, Uhlmann e molti altri stessero dalla parte di Karpov, mentre nessuno, proprio nessuno, si espresse a favore delle pretese di Fischer. L'ex campione del mondo Mikhail Tal, che neppure la persona pi maldisposta accuserebbe mai di prevenzione, ha chiesto molto ragionevolmente: Ma perch Fischer, che ha tolto il titolo a Spassky in base a determinate regole, ora vuole difenderlo in base a regole diverse, pi vantaggiose? . Il gran maestro argentino Najdorf ha detto: Sebbene sia un giocatore molto forte, penso che se anche venisse accettata la condizione per cui sul punteggio di 9 a 9 resterebbe campione del mondo, Fischer troverebbe un'altra scusa per non giocare , Si potrebbero riferire moltissime citazioni e dichiarazioni che confermano che il 3 aprile la Federazione internazionale degli scacchi ag del tutto correttamente quando proclam dodicesimo campione del mondo nella storia degli scacchi il gran maestro Anatoly Karpov, in sostituzione del giocatore che, come ha detto il gran maestro americano Robert Byrne, si era rintanato e si era rifiutato di difendere il titolo. Il 24 aprile 1975 nella sala delle Colonne della Casa dei sindacati si svolta la cerimonia solenne dell' incoronazione del nuovo campione del mondo, con la partecipazione del presidente della FIDE, dottor Max Euwe che disse: Sono felice di presenziare a questo meraviglioso avvenimento, l'incoronazione del nuovo campione del mondo. Prima di arrivare a questo giorno, la Federazione internazionale degli scacchi ha dovuto risolvere una quantit di problemi. Anch'io ho avuto i miei problemi. Voi sapete che sono stato duramente criticato dalla vostra stampa, e anche se una critica salutare sempre necessaria, in questo caso mi sembra sia stata un po' ingiustificata, dato che personalmente sono sempre stato dalla parte della federazione sovietica. Ma adesso, dopo un colloquio con la vostra direzione sportiva, mi sembra che tutto sia dipeso da una certa incomprensione. Negli ultimi tempi la FIDE si imbattuta in una serie di ostacoli, che bisognava superare. una cosa che capita anche ai migliori. Avremmo forse potuto evitare certe cose; ma in questo caso si sarebbe potuto pensare che non avevamo fatto tutto quello che dipendeva da noi, perch l'incontro si svolgesse. Adesso noi possiamo constatare con soddisfazione che la FIDE ha fatto tutto ci che era in suo potere. Sono affascinato dall'autocontrollo del nuovo campione del mondo Anatoly Karpov, dalla profonda onest e dalle qualit sportive dimostrate nel corso di tutta questa storia, che durata quasi un anno. Vi ricordo tutti questi problemi solo per dare maggiore risalto al sangue freddo pag. 233

e alle qualit sportive di Karpov. Nelle norme approvate a Nizza si era tenuto conto di molti dei desideri di Fischer, in particolare la regola delle dieci vittorie, un'innovazione che non favoriva il pretendente. Anatoly Karpov l'accett. Nel marzo di quest'anno l'assemblea straordinaria and di nuovo incontro ai desideri di Fischer, abolendo il limite ai numero delle partite. Il nostro Anatoly, guidato dalle pi elevate considerazioni sportive, acconsent anche a questo. Ma, come sapete, l'assemblea respinse l'ultima richiesta di Fischer: l'handicap di due punti. Si avvicinava lo scadere del tempo per la risposta. Gli amici di Fischer facevano il possibile per farlo giocare, ma senza risultati. Fischer taceva, e quando il termine ultimo scaduto, Anatoly Karpov stato proclamato campione del mondo. A Karpov pu rincrescere, come a tutti gli appassionati di scacchi del mondo, che l'incontro non ci sia stato, cosicch non ha potuto dimostrare il suo diritto al titolo, ma Fischer ha comunque avuto tutte le possibilit di difenderlo. Il luogo dell'incontro e gli arbitri erano stati scelti tenendo conto dei suoi desideri. La cocciutaggine di Fischer o qualche altra qualit del suo carattere, che io, e molti altri con me, non riesco a capire del tutto, non gli hanno permesso di far uso di questo diritto e di fare il suo dovere nei confronti del mondo degli scacchi. Ma ho parlato abbastanza di Fischer. tempo di dire qualcosa del nostro giovane, esaltante campione . La FIDE molto contenta del suo nuovo campione del mondo; siamo convinti che sar un grande e degno campione e che dimostrer molte volte ancora la sua forza in competizioni diverse. Spero che dopo il ciclo triennale, e quindi allo scadere del mio secondo mandato presidenziale, io possa tornare qui a congratularmi di cuore con un Anatoly Karpov, rimasto campione del mondo . Ed ecco le parole di Anatoly Karpov: ... Naturalmente sono felice che il massimo titolo degli scacchi, o come consuetudine chiamarlo, la "corona scacchistica", sia tornato nel nostro paese, ricco di tradizioni scacchistiche storiche e famoso in tutto il mondo per la sua elevata cultura in questo campo. Proprio queste tradizioni della scuola scacchistica nazionale, che oggi pi forte di quanto sia mai stata prima e che ha prodotto un'intera serie di campioni e campionesse del mondo, mi hanno permesso di impadronirmi dell'arte degli scacchi in un tempo relativamente breve e di conseguire successi nonostante la concorrenza di molti notevoli gran maestri . ... Naturalmente capisco bene che il mio contributo personale al patrimonio scacchistico mondiale non gran che, forse anche perch non ho ancora vissuto abbastanza. Il titolo di campione del mondo addossa molte responsabilit a chi lo porta e comporta notevoli impegni. Far ogni sforzo per soddisfarli degnamente. Sono pronto a collaborare con la FIDE per rafforzarne l'unit e l'autorit, per sviluppare e propagandare il gioco degli scacchi nel nostro paese e in tutto il mondo . pag. 234

Mi sembra che uno degli obblighi principali di un campione del mondo sia di essere uno scacchista che gioca, perch la gente dei vari paesi veda il campione alla scacchiera e i grandi maestri e i maestri possano misurarsi con lui, imparare da lui e insegnargli loro stessi qualcosa. Perci ho la ferma intenzione di intervenire sistematicamente a tutte le competizioni nazionali e internazionali . Anatoly Karpov ha mantenuto la parola. Una settimana esatta dopo aver festeggiato il conferimento del titolo di campione del mondo e il suo ventiquattresimo compleanno (23 maggio 1975) partito per un grande torneo internazionale che si teneva in Jugoslavia. Appariva leggermente stanco, ma chiaramente felice che le feste fossero finalmente terminate e cominciassero i giorni di lavoro degli scacchi, ricominciasse il gioco che tanto ama; e che la verticale di Karpov riprendesse a tendere verso l'alto. pag. 235

Indice
Prefazione di Mikhail Tal Nota dell'Editore Capitolo 1 La verticale di Karpov Capitolo 2 Le strade che essi scelgono Capitolo 3 Sempre pi in alto Capitolo 4 In prossimit dell'Olimpo Capitolo 5 Il grande incontro Capitolo 6 Il pretendente diventa campione Indice pagg. 5-10 11 13- 23 25- 32 33-138 139-192 193-229 231-235 236

Finito di stampare nel mese di giugno 1975 presso Milanostampa - Farigliano (CN)

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