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Informazione, cultura, societ e sport - Anno III - N. 2 - Giugno 2011


Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale -70% Teramo Aut. N. 125/2009

Analogici o digitali?
Ma tu sei analogico o digitale? La domanda lascia perplessi e per un po si soprapensiero a verificare se ci si avvicina di pi allanalogico o al digitale e soprattutto a riflettere su cosa vogliano dire queste parole, queste due termini contrapposti. Ma s, se ci pensiamo bene sappiamo anche che abbiamo una fotocamera digitale, magari arrivata allultima prima comunione di nostro figlio, che il nostro orologio analogico, che il nostro motivo musicale preferito stato digitalizzato, oppure che il suono analogico dei vecchi dischi di vinile per molti pi armonico, pi dolce rispetto al suono digitale dei CD. In Abruzzo si aspetta il digitale terrestre, ma, avete notato che ultimamente, dopo la pubblicit martellante dellanno scorso sui canali RAI, non se ne parla pi? Avremo mai dunque questa meraviglia tecnologica anche da noi? O labbiamo archiviata come una delle tante promesse non mantenute? Del resto da noi non si vede ancora bene il TG regionale con le notizie abruzzesi, figuriamoci lelevata qualit del digitale. Avanzato, innovativo, al passo con i tempi, il digitale prende le impronte dei nostri corpi e dei nostri visi per farle rimbalzare su uno schermo ad alta definizione o sul monitor di un notebook, esaltando tutta la potenza dei suoi pixel. Quadratini dapprima divisi, poi aggregati, nitidi, a comporre le nostre stesse immagini in tempo reale. Lanalogico invece pi lento, pi tradizionale, pi legato al passato. Non pu acquistare veste informatizzata, si muove con impaccio tra le meraviglie di ogni giorno, tra le novit che il futuro ci propone gi oggi. S, magari ha anche una pagina con 800 contatti su Facebook, e su Twitter anche una foto di quando aveva 20 anni, ma lanalogico si addentra in questi labirinti informatici senza poter capire, senza potersi mettere in sintonia con il brio del digitale. Un tempo aveva la qualit, oggi gli resta la nostalgia. In senso traslato lanalogico e il digitale stanno perfino soppiantando vecchie categorie

Lidentit dei santomeresi

Teatri paralleli
Festival di Teatro delle Dierenze

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Rissa alla cantina


Una notte movimentata del 1860

Un progetto per la tutela della memoria collettiva di SantOmero


La Fondazione Tercas ha parzialmente nanziato un importante progetto di ricerca portato avanti dalla Pro-loco di SantOmero con il supporto scientico di studiosi del Dipartimento di Scienze Sociali dellUniversit G. dAnnunzio di Chieti-Pescara per il recupero e la salvaguardia della memoria storica locale. Il progetto parte dalla considerazione che lidentit di un luogo e la sionomia di una comunit possono essere individuate come il risultato di numerose variabili che concorrono a denire e precisare i modelli di pensiero e gli stili di vita, la visione e linterpretazione della realt sociale, rideterminandone i valori, le norme, i simboli, gli spazi dellazione e della comunicazione individuali e collettivi. Le forme di trasmissione della cultura comunitaria, quali le narrazioni delle gesta familiari fatte un tempo dagli anziani ai pi giovani, permettevano ad esempio di aggiungere plusvalenze emotive e di costruire simbologie caratterizzanti e distintive dellidentit e dellappartenenza sociale. La perdita della narrazione, dellaabulazione del proprio vissuto quotidiano, si ritiene abbia molto ridotto tale potenziale emotivo e per converso anche lincidenza delle forme - sovente indirette - di socializzazione e di identicazione di gruppo. Il progetto si propone di recuperare, attraverso unindagine empirica condotta per mezzo di focus-group e interviste biograche, che coinvolgeranno numerosi anziani del Comune, gli stralci, sempre pi esigui, della storia quotidiana di una comunit sottoposta frequentemente a forme di vera e propria damnatio memoriae, il pi delle volte anche per i suoi ricusati contenuti ideologici ed etici. La ricerca sostanzialmente unindagine sulla memoria come patrimonio del singolo e del gruppo, frutto di mediazione, punto di incrocio e integrazione fra memorie diverse, in cui lindividuo svolge un ruolo attivo gi al momento di organizzare il proprio personale deposito di informazioni. Tali informazioni fungono quindi da motori della socializzazione e non posso essere astratti dai luoghi e dai contesti delle biograe narrate e che hanno concorso a determinarli (la citt o il paese, il quartiere, la casa, il luogo di lavoro, ecc.). In tal senso e con questi contenuti la memoria diviene strumento di interpretazione, in cui anche i limiti, gli errori del ricordo possono rappresentare delle potenzialit utili a rileggere il passato, a interpretare se stessi e a costruire la propria identit. Come possibili ricadute del lavoro di ricerca si individuano la possibilit di riessione circa la propria appartenenza comunitaria e un utile sostegno alla costruzione dellidentit sociale nelle nuove generazioni, la tutela contro la perdita dellimmagine e del signicato dei luoghi (a fronte di un processo di periferizzazione anche di tipo urbanistico) il presidio contro lomologazione delle coscienze e dei luoghi.

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Edoardo Bennato
Lisola che non c a SantOmero

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Genia
Personaggi Santomeresi

Calendario attivit Pro-Loco


Ripartono le manifestazioni estive della Pro-Loco di SantOmero. Con la XII Festa della Birra, dal 24 giugno al 2 luglio; protagonista ancora una volta la Birra HB Original Monaco, e tanta musica. Questanno la manifestazione ospiter, sabato 2 luglio, il titolo mondiale di Thai-Boxe, Categorie 71/73 kg. arriveranno atleti professionisti da Stoccolma. Levento organizzato dalla Societ Sportiva TigerTeam di SantOmero, in collaborazione con la Pro-Loco e lAmministrazione Comunale. Dal 15 al 23 luglio, la XXXI sagra del baccal e della zuppa di ceci, con alcune novit che si aggiungeranno al gi ricco e consueto men. Torna al centro storico la III edizione di Borgo darte e sapori, a cura dellamministrazione comunale, con eventi culturali, degustazioni e tanta musica. Lassociazione Pro-Loco ricorda inoltre il I Corso dinglese estivo: dal 20 giugno e no alla ne di luglio, uninsegnante madrelingua inglese terr un corso di lingua, presso la sede dellAssociazione in Via Renato Rascel, a tutti i ragazzi delle scuole elementari e medie che vorranno partecipare; per info telefonare al n. 338/3031124. Dulcis in fundo informiamo i lettori che a partire da ottobre lAssociazione istituir una vera e propria Scuola di Teatro: avvalendosi della collaborazione e del lavoro di Ottaviano Taddei e Cristina Cartone della compagnia teatrale Terrateatro di Giulianova, proponiamo, ai ragazzi delle scuole elementari e medie una vera e propria scuola, nella quale imparare tutto quanto necessario e utile per realizzare un vero e proprio spettacolo teatrale; in merito seguiranno ulteriori e dettagliate informazioni.

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Analogici...
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di pensiero: il vecchio e il nuovo, lalta o la bassa qualit, il genio e lo stolto, Tonio e Gervaso, arretratezza e pionierismo. In politichese le parole sono divenute lequivalente di progressista e di conservatore. Se sei un politico che dice cose nuove, concrete, razionali e vicine alle esigenze dei cittadini, se ascolti la voce della gente, allora sei digitale; se invece sei ancora legato alle vecchie logiche spartitorie, ai trucchetti, agli inciuci, alle promesse che sai in partenza di non poter mantenere (o di poterlo fare soltanto a danno di altri), ai divieti, agli anatemi e ai condoni edilizi, beh sei indubbiamente un analogico. Sei infine, come persona, indubbiamente digitale, se ti poni senza preconcetti n pregiudizi verso la vita e verso gli altri, se non fai parte del popolo retorico delle frasi fatte, dei senza-se-e-senza-ma. Analogico se fai ancora proclami bulgari, editti con i quali affermi che opportuno emarginare chi usa il cervello, se puoi giurare che dopo lo zero vengono sempre luno e il due e non ti sei accorto che il mondo attuale una sequenza di zero-uno-zero-zero-uno. E infine noi tutti cosa siamo, cosa vogliamo? Sei analogico o digitale?, chiede ancora lamico. alvarodemendoza@hotmail.it Dal 5 al 10 luglio prossimo, presso la piazza De Curtis a SantOmero, avr luogo la quinta edizione del Festival di Teatro delle Dierenze Teatri Paralleli. LIniziativa organizzata dalla Cooperativa Sociale La Formica, in collaborazione con la Pro Loco di SantOmero, LAmministrazione Comunale, la Fondazione Tercas, la compagnia Terrateatro. Liniziativa, che nella sua prima edizione del 2006 aveva coinvolto 4 comuni, ha presentato i successivi tre cartelloni nel comune di Torano Nuovo. E lunico festival di caratura nazionale sul territorio della regione Abruzzo ed uno dei pochi in Italia. Ma vogliamo dire di pi: il Festival Teatri Paralleli di livello nazionale per le proposte presentate, per la provenienza delle compagnie, per le sue caratteristiche peculiari che sono di natura teatrale, pi che sociale. Questultima caratteristica d il senso dei lavori che le varie compagnie ci hanno regalato, spettacoli in cui il linguaggio teatrale diventa pregno di aspetti umani, di vita. Quello che chiamato teatro sociale, pu essere visto come la nuova frontiera del linguaggio teatrale contemporaneo, privo di artici, di tecnicismi, poco incipriato, pieno di una forza espressiva che mette lo spettatore nella inevitabile condizione di mettersi in discussione. Lattore lo specchio dello spettatore; e allora, quando limmagine riessa non distorta, ma rinnovata, forse possiamo parlare di verit, di vita appunto. Dopo vari anni di direzione artistica e di lavoro stretto con alcune realt di disagio sociale, non posso fare a meno di pormi ancora alcune domande: perch esiste questo tipo di teatro, cos dimpatto per sua natura, privo di clich normali nel cosiddetto teatro uciale? perch ci emozioniamo ancora di fronte ad un monologo di un attore diversamente abile? perch quella coralit e quella energia diventano spunto di riessione profonda? In questi anni alcune idee sono emerse. Innanzitutto, siamo di fronte ad un fenomeno teatrale, se cos possiamo chiamarlo, che va ben al di l della semplice fruizione di piazza: vale a dire che gli spettacoli che solitamente arrivano a Teatri paralleli sono di alta qualit artistica, rigorosi, emozionanti, con tematiche contemporanee. Non un caso che gli spettatori reagiscono sempre con entusias-

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Teatri paralleli, Festival di Teatro delle Dierenze


mo spontaneo. Parlavo dei temi, cos moderni, vicini al nostro vissuto quotidiano e al vissuto interiore. A quella parte di noi, cio, che elabora la quotidianit attraverso le emozioni e la propria intima visione delle cose. Insomma, gli spettatori di Teatri Paralleli hanno una grande fortuna: possono ancora, in quel frangente efmero che lo spettacolo teatrale, farci pensare e sognare: niente di pi banale? Direi il contrario, se lapproccio privo di schemi. Voglio dire che l, in quel momento dello spettacolo, ci sentiamo autorizzati ad essere emotivamente felici, anche quando prevale in noi ( e pu capitare, un pericolo incombente) un senso di piet, seppur cristiana, verso chi sta peggio; ebbene, l che sentiamo aleggiare un pieno che ci riappacica col mondo. Io credo che questa magia la si possa vivere soltanto dove c autenticit. Ecco ci che accade: sul palcoscenico, tra quegli attori portatori di handicap psichici o sici, c verit. La verit ha qualcosa di divino, ci d ducia, un collante sociale, crea comunit. La mancanza di maschere e di nte modalit attorali, fanno di quegli artisti il vero tramite tra Dio e noi. L , accanto a quelle storie letterarie e personali, ci sono le storie dellessere umano tutto. Ottaviano Taddei

Il futuro dei giovani, una priorit... messa da parte!


Ci che sappiamo della nostra societ, e in generale del mondo in cui viviamo, lo sappiamo dai mass media, padroni incontrastati dellinformazione. Ci mettono davanti notizie meno rilevanti trascurando problemi pi gravi. Sentiamo parlare poco di un problema che sta assumendo col passare degli anni un peso davvero consistente e preoccupante: il futuro dei giovani in Italia, una generazione senza eredit che si trova di fronte una crisi senza precedenti e attende inerme di essere travolta da questo fallimento. E un percorso tortuoso quello che si apre ai giovani che, freschi di maturit, si apprestano ad entrare nel dicile mondo del lavoro, dilaniato da ristrettezze economiche e fallimenti, o intraprendere un percorso universitario che si orienti ad uno sbocco lavorativo concreto. Sono moltissimi i giovani che nel 2011 si iscrivono alluniversit per assicurarsi un futuro migliore di quello che li aspetta con un semplice diploma. Sebbene negli anni passati si riusciva a garantire con un grado di istruzione non altissimo una certa sicurezza lavorativa, i continui cambiamenti nei modi di produzione, che oggi vedono lavanzare dellautomazione, della tecnologia informatica, della razionalizzazimano. C bisogno prima di tutto di restituire ai giovani quella ducia di cui hanno bisogno per andare avanti e non arrendersi al primo ostacolo. Sono i giovani ad avere in mano le chiavi della ripresa di un paese ancora impostato da una scena politica antica, occupata dagli stessi personaggi di ventanni fa. La disoccupazione non un problema nuovo, ma sempre attuale. Bisogna imparare a fronteggiarla considerando il lavoro in modo diverso, non come una rigida condanna ma come un dovere morale. Anche la scuola gioca un ruolo importante in questa situazione. Deve garantire ai giovani una preparazione pi ampia e essibile che permetta loro di adattarsi nel miglior modo possibile. Luomo non vale per quello che ha, come vorrebbero farci credere i persuasori occulti del consumismo, ma per quello che e per quello che sa. Ognuno di noi deve prendere coscienza della propria condizione e cercare di costruirsi un futuro migliore di quello che il mondo oggi ore. Tutto questo possibile solo grazie alla forza di volont, senza la quale non si va da nessuna parte. Perch vero che non sempre possiamo scegliere cosa fare della nostra vita, ma vero anche che il futuro siamo Noi. Giampiero Fileni

one della produzione concentrata sulla quantit del protto e sulla riduzione dei costi, hanno comportato la richiesta di personale pi qualicato che soddis le esigenze di questa modernizzazione. In tanti niscono cos per non trovare lavoro o per perderlo, perch per et o grado di istruzione non riescono ad adeguarsi alle nuove tecnologie. Il fenomeno della disoccupazione si manifesta soprattutto nei giovani compresi tra i 18 e i 24 anni. Esso comporta non solo limpossibilit di mantenersi da soli senza laiuto della famiglia, ma anche una crisi dei valori, una perdita totale degli ideali che determina in loro un senso di smarrimento e solitudine. vero anche che gli ideali in passato non abbiano giovato alla societ. Basti pensare a

un certo esasperato nazionalismo e unerrata concezione dellamor di patria che hanno creato non pochi guai al paese. Oggi, invece, si parla di totale assenza di ideali nel mondo giovanile e questo non gioca a favore del loro futuro. Ma come pu non esserci sducia da parte dei giovani nei confronti delle istituzioni? In pochi si preoccupano della precariet che imperversa nel nostro paese. Le vecchie generazioni non fanno altro che ostacolare le nuove nella loro crescita; generazioni avide che non riescono a fare a meno del potere accumulato nel corso degli anni, che pretendono di pi, molto di pi, senza rendersi conto che giunta lora di cedere il passo a generazioni pi fresche e con maggiori qualit, che riescano a risollevare una situazione ormai sfuggita di

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processi simbolici del bambino e potenzia e sviluppa la molteplicit delle competenze e delle abilit connesse sia con la comunicazione sia con il pensiero. Dinanzi ad una platea che non ha risparmiato applausi, i piccoli attori si sono esibiti a Garrufo, in Piazza XXV Aprile, il 30 maggio 2011 e a SantOmero, in Piazza De Curtis l8 giugno 2011: in entrambe le occasioni i Presidenti delle due Proloco hanno confermato la volont di proseguire con lesperienza dei laboratori di teatro a scuola anche nel prossimo anno scolastico, rispondendo positivamente alle aspettative di bambini, genitori ed insegnanti. La voce del libro attraverso piccoli spettacoli di lettura teatrale: lattore legge ed interpreta una aba, un racconto, un brano letterario scelti tra esempi culturalmente validi della letteratura per linfanzia, ad un gruppo di alunni di due o tre sezioni/classi, nellambito di incontri della durata di unora. lesperienza della lettura teatrale, progetto rivolto ai bambini di 5 anni della scuola dellinfanzia e a quelli di scuola primaria. Proposto ed attuato dallattrice Vanessa Dezi con la collaborazione artistica di Fabrizio Del Monaco, il progetto stato nanziato per il secondo anno consecutivo dal comune di SantOmero. stato accolto con entusiasmo dai bambini, spettatori attenti ed esigenti, che hanno atteso con impazienza e curiosit gli appuntamenti periodici con i due attori i quali, a loro volta, hanno saputo stupirli accompagnando la lettura con il linguaggio mimico-gestuale, la musica o il disegno. Con la medesima nalit, promuovere il gusto per la lettura, sono stati pensati due momenti particolarmente signicativi: grazie alla collaborazione con la Biblioteca Comunale, i bambini della scuola dellinfanzia e quelli di 1a e 2a hanno conosciuto lo scrittore Stefano Bordiglioni insieme al quale hanno cantato e inventato rime; dietro iniziativa delle Proloco locali, le classi 4e e 5e hanno incontrato la scrittrice Sandra Renzi e lillustratore Gianni Tarli e con la loro guida hanno illustrato e trasformato in un ipertesto il libro Astolfo nello spazio. Piccoli archeologi al lavoro. Da alcuni anni gli alunni della scuola primaria sperimentano un percorso didattico dal titolo Archeopark: storia ed ambiente: guidati dallarcheologa Francesca Di Pietro eettuano simulazioni di scavo, visitano musei (Museo Archeologico F. Savini di Teramo, Museo Civico di Campli), fanno escursioni in ambiente (Grotta SantAngelo, Castel Manfrino), svolgono laboratori in classe per la realizzazione di epigra, capanne, mosaici a seconda del periodo storico trattato. Attraverso luso delle fonti ricostruiscono cos la storia del proprio territorio e sviluppano un atteggiamento positivo verso la storia. Progetto di Musica - Con lAssociazione Musicale Rondeaux gli alunni sono andati a scuola di ascolto! Le maestre Lucilla e Rossella li hanno guidati nel visitare il Paese musicale di Bach, Schumann, Beethoven e nel canto sulle note del pianoforte. I bambini hanno conosciuto il canto lirico con la voce da soprano della cantante Rossella Sterlicchi e brani di musica classica eseguiti dalla pianista Lucilla Di Carlo. Giocare con la carta il laboratorio condotto dal Dottor Stefano Cristofori e da Giovanna Frastalli, nalizzato a promuovere comportamenti di rispetto dellambiente e delle sue risorse, a partire dalla carta. Attraverso il lavoro di gruppo, con un occhio di riguardo per le dinamiche relazionali, alcune classi della scuola primaria hanno realizzato coloratissimi cartelloni murali con la tecnica del collage, riutilizzando carta di vecchi giornali e riviste. Il percorso di educazione ambientale ha avuto inizio con ladesione alliniziativa Puliamo il mondo, a settembre 2010. Milena Di Gaetano

A scuola un anno pieno di iniziative e progetti


Unintensa attivit ha caratterizzato lanno scolastico dellIstituto Comprensivo di SantOmero: sono stati attuati diversi progetti importanti, alcuni con una forte visibilit (VI Giornata dello Sport, Laboratorio di teatro), altri meno proiettati verso lesterno, ma altrettanto signicativi e con una indiscutibile valenza formativa. La casa di Tre Bottoni di G. Rodari, La bandiera (laboratorio sperimentale con gran parte del testo pensato e scritto dagli alunni stessi), Re Mida e il brigante Filone di G. Rodari, Il naso di Gogol sono i quattro testi messi in scena dagli alunni delle classi 3e e 4e della scuola primaria di SantOmero e Garrufo. Conanziati dalle Proloco di SantOmero e Garrufo e dalla scuola stessa, i laboratori di teatro sono stati adati per il secondo anno consecutivo allAssociazione teatrale TERRATEATRO: i due attori Ottaviano Taddei e Cristina Cartone, hanno guidato gli alunni in un percorso particolarmente formativo nalizzato a potenziare la capacit di ascolto e di collaborazione, a migliorare le capacit espressive, a far riettere su temi che riguardano laccoglienza, la generosit, lamicizia. Il teatro infatti, come forma interattiva di linguaggi diversi (verbale, non verbale, mimico, gestuale, iconico, musicale) realizza una concreta metodologia interdisciplinare che attiva i

Notte del 22 dicembre 1860. Rissa al Corpo di guardia


A SantOmero una notte movimentata
Mancano pochi giorni al Natale del 1860. La notte del 22 dicembre gelida e le strade sono deserte. In paese le persone timorate di Dio dormono da un pezzo. Una pattuglia della Guarda Nazionale fa il consueto giro di ronda. A unora della notte, da una bettola, viene un vociare rissoso. Il caporale Costantini, capo-pattuglia, fa rapporto al Comandante del posto di guardia: nella cantina tre uomini hanno aggredito la ronda con insulti e male parole, trattandoli da gli di spie del passato governo, cio del Governo Napoleonico (1802-1814) prima della Restaurazione (1815, dopo il Congresso di Vienna, ndr). Una rissa in una bettola della ne dell800, non sorprenderebbe se non fosse che uno dei tre, tal Gaetano De Luca, il pi scalmanato, era militare dello stesso corpo di guardia. Il solerte caporale per evitare maggiori disordini, ritira la pattuglia e si allontana. Tornato al corpo di guardia fa per rapporto dellaccaduto al comandante della guarnigione. La notte non nisce l. Alle quattro del mattino infatti la guardia De Luca torna in caserma ebbro ad eccesso di vino; comincia ad insultare tutta la Guardia, schiaeggia un suo commilitone e minaccia il comandante del corpo di guardia (Nicola Giordani) che nel frattempo era intervenuto per cercare di calmarlo. Ubriaco fradicio, laltro si vuole impadronire di un fucile e minaccia di uccidere il comandante. Immobilizzato tenta di prendere il coltello a serramanico che porta in tasca (uso abbastanza comune allepoca), che gli viene prontamente sequestrato. Consegnato, condotto in carcere tra minacce di morte ed oscenit irripetibili. Giocando da solo a zecchinetta, continua per tutta la notte a giurare la morte al comandante, che a sua volta fa il secondo rapporto, questa volta al Comandante del distaccamento. Ma i rapporti e il coltello sequestrato non restano a SantOmero. Vengono inviati a Teramo, al Maggiore Comandante della Guardia Nazionale, il conte Troiano De Filippis-Delco, allepoca personaggio di rilievo del capoluogo Aprutino. Non sappiamo che cosa il conte abbia deciso in merito alla nottata santomerese. Nel suo archivio, tra le sue carte, i rapporti restano per 150 anni, n quando vengono riscoperte dal dott. Tommaso Santoro, marito di una discendente del conte-comandante. A lui, ed allo storico Roberto Ricci, che ce ne ha fornito copia, il sentito ringraziamento della redazione di S@ntomero, per aver permesso, attraverso i documenti, di ricostruire gli eventi di una gelida e rissosa notte pre-unitaria. Guardia Nazionale - Compagnia Mobbilizzata - Rapporto - Corpo di Guardia di S.Omero - 22 dicembre 1860 Al Sig. Comandante il distaccamento in S.Omero Signore, ieri sera circa le ore quattro venne in questo posto di guardia lappartenente alla nostra compagnia Gaetano De Luca, ebbro ad eccesso di vino, si mise ad insultare tutta la Guardia, con parole e minacce, ed inne percosse con due schia il guardia Ambrogio De Canzio, allora mi alzai dal paglione, dove era sdraiato imponendogli di ritirarsi in quartiere, ma in vece di obbedirmi mi minacci gridando di volermi percuotere, mettendosi sembre la mano nella tasca, che fui costretto fare armare due guardie, ma costui invece di cedere alla forza non cess di minacciarmi, allora ordinai di farlo portare in quartiere dalle guardie, ma siccome per istrada andava gridando parole oscene contro di me, ed essendo lore della notte avanza, per non fare allarmare il paese fui costretto richiamare le Guardie, ma costui invece di cedere agli miei ordini di mettersi a dormire si butt nella rastigliera [rastrelliera, ndr] per prendere un fucile, allora fui costretto a prendere una bacchetta ad un fucile, e percuoterlo, ma a questo in vece di arrendersi siccome era mantenuto da tutte le guardie mi accorsi che si era messo la mano nella tasca, e facendolo cappiare [perquisire, ndr] dalla Guardia Ferdinando Cavacchiolli, gli rinvenne il presente cortello.Ha tutto questo il De Luca non cess di inveire contro di me, che sembre minacciava di voler prendere un fucile, che per dare la quiete alla guardia fui costretto farlo ricondurre in quartiere, dandolo in esso consegnato. Signore vi posso accertare che in questo mio rapporto non vi a nulla di esagerato come potete informarvi dallintiera guardia, e se non mi fosse pervenuto allorecchio, che durante la notte, nel quartiere non cess mai di giurare di volermi ammazzare, che la nottata la pass sembre nel giuoco di zecchinetta, non mi avrei determinato a fare codesto rapporto. Signore, per simili fatti, come per altri, come potete rilevare in un vostro esame che prima di venire qui essendo in una bettola a fare del chiasso, insult la pattuglia che girava per paese, come puoi rilevare dal qui accluso rapporto. Il caporale. Nicola Giordani [?] Guardia Nazionale - Compagnia Mobbilizzata - Rapporto - S.Omero - 22 Decembre 1860 - Al Sig. Caporale Comandante il posto di guardia in S.Omero Signore, Giusto lincarico da lei datomi di comandare la battuglia che doveva percorreva per il buon ordine il paese, passante in una bettola sentii del chiasso, recatomi dentro di essa trovai Gaetano De Luca, Ilario Fazzoli e Agostino Di Fabbio. Questo primo era colui che faceva del chiasso ed imponendogli con buona maniera di ritirarsi in quartiere invece di ubbidire ci minacci con parole insultante, trattantoci tutti da gli di spie, dal passato governo, che fossimo costretti per non fare nasciere un disordine maggiore di andarcene via; ed adempiendo ad un mio dovero ve ne f il presente rapporto. Il Caporale funzionante comandante la pattuglia Raaele Costantini - Al Comandante il distaccamento della Compagnia delle Guardia Nazionale Mobilizzata in S.Omero

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Momento clou della kermesse Santomerese per i festeggiamenti al nostro santo patrono, questanno particolarmente fortunata dal punto di vista meteorologico, lesibizione di Edoardo Bennato non ha deluso le aspettative consegnando alla storia un concerto intenso e coraggioso che ha spiazzato non poco il pubblico presente, accorso numerosissimo. Lartista napoletano ha messo da parte quanto di popolare e commerciale c nella sua musica (classici come Viva la mamma e Notti magiche non sono stati proposti), per dar vita ad uno spettacolo fatto di melodie, immagini e parole e pescando dal suo repertorio, recente e meno, quelle canzoni che hanno un legame con limpegno sociale e lattualit (alcuni suoi classici, riascoltandoli oggi, sembrano prevedere il futuro) senza rinunciare al sarcasmo e allironia, caratteri peculiari di molta della sua produzione. Nei suoi testi c lItalia, la guerra, i sogni, lamore, la lotta per il potere e tutte le contraddizioni di una realt piena di dubbi e ambiguit, dove i buoni e i cattivi si confondono e nessuno veramente libero. Linizio rumoroso e disorientante: la dura satira de Il paese dei balocchi (dallalbum omonimo del 1993) accompagnata da immagini di sbarchi di extracomunitari precede il muro di suono di Asia canzone profetica (il testo narra di una futura guerra in Iran e Iraq) del 1985 dallalbum Kaiwanna. Il ritmo resta elevatissimo con Mi chiamo Edoardo ed Un aereo per l A f g h a n i s t a n secco atto daccusa alla missione militare italiana in Afghanistan strumento di aggressione o di pace, cos? decidilo tu canta Edoardo lasciando linterrogativo al pubblico - canzoni entrambi presenti nellultima fatica dellartista Le vie del rock sono infinite del 2010 dal quale viene cantata anche la successiva Perfetta me, inno damore dedicato alla sua donna ideale. Lartista napoletano torna al passato per raccontare lattualit: il blues acido di Mangiafuoco, colma di metafore sul potere, dallalbum Burattino senza fili del 1977, scalda il pubblico che si scioglie definitivamente con Non farti cadere le braccia e Rinnegato, entrambi dal suo primo album del 1973. Splendido il successivo Medley con un solitario Edoardo che con chitarra, tamburello e armonica a bocca, propone in rapida successione Sono solo canzonette e Il gatto e la volpe. Si rallenta un po, ma arrivano le emozioni pi forti. Non amore (dallalbum Luomo occidentale del 2003), nella sua semplicit scuote il pubblico con le parole dello splendido testo mostrate sullo schermo; Ogni favola un gioco e Lisola che non non c ci portano nel mondo dei sogni, mentre Per noi dallultimo album dedicata a tutti coloro che fanno per gli altri senza pubblicit, come Albert Sabin, lideatore del vaccino contro la poliomelite. Si ritorna al rock e al blues per raccontare la nostra nazione. Cera un Re ci porta indietro di150 anni ai tempi di re Vittorio Emanuele II e di come invent lItalia, mentre con Arrivano i buoni Edoardo lancia la sua invettiva contro la lotta per il potere, vero

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Bennato e Lisola che non c a SantOmero


motore della politica moderna nel nostro paese. Ma lamore per LItalia, quella vera e positiva emerge energicamente con la nuovissima Italiani (composta per i 150 anni dellunit) accompagnata da immagini di grandi uomini e donne del nostro paese; il tutto risulta essere un po retorico ( lo stesso artista ad ammetterlo) ma regala comunque brividi. Dopo una breve pausa ecco i bis. Il Rock del capitano Uncino fa ballare e saltare la folla; con Un giorno credi, del 1974 dallalbum I buoni e i cattivi tra le sue canzoni pi belle di sempre, latmosfera torna pacata per poi scaldarsi definitivamente insieme allironia ed il sarcasmo de In prigione in prigione con lartista napoletano che prima di essere metaforicamente rinchiuso anche lui in carcere e congedarsi definitivamente dal pubblico, avverte: Tu che hai rispettato le leggi dello stato ti senti sfortunato ti senti perseguitato, offeso amareggiato allora in prigione, in prigione proprio tu in prigione, e che ti serva da lezione!. Fabrizio Cardelli

Un istituto di santa malvagit


Intervista a Giuseppe Fucci
Picchiati, torturati, costretti a fare il segno della croce con la lingua sul pavimento. I ragazzi dellIstituto dei Celestini di Prato sono stati sottoposti a sevizie di ogni tipo. La maggior parte del tempo la passavano in preghiera e in silenzio ma la minima infrazione alla dura regola, la minima disobbedienza venivano punite con colpi di randello e di bacchette di ferro, con croci disegnate sul pavimento con la lingua, con ore passate in ginocchio o in uno stanzino infestato dai topi, o legati alla spalliera del letto, con giornate a pane e acqua, con lordine di leccare lorina per terra. Padre Leonardo, il fondatore e direttore dellIstituto fu un frate per molti anni considerato un santo. In un articolo della rivista LEuropeo, si riporta il caso di denunce dei gravi casi accaduti allIstituto dei Celestini fatte al Vescovo in persona, il quale, allassistente che era andata a riferirglieli, dice stupefatto e didente: Ma cosa dice? Padre Leonardo in concetto di santit - ho visitato molte volte lIstituto e ho trovato i bambini puliti e ordinati. Giuseppe Fucci, che ha trascorso nellIstituto dei Celestini di Prato la sua adolescenza, ci racconta nel suo libro Infanzia calpestata, adolescenza rubata le vicende vissute in quellistituto-lager, attraverso una testimonianza cruda e lucida di ci a cui lui e i suoi compagni erano soggetti. Caro Giuseppe, parlaci un po di te, che rapporto hai con SantOmero? Il mio nome, come si evince da titolo dellarticolo Giuseppe Fucci e abito a SantOmero ma sono nato in un paesino della Campania, Arpaia, immerso tra due montagne sulla antica via Appia. Non conosco proprio gli abitanti di Arpaia, anche se ci sono nato. Conosco bene, invece, tutto e tutti nel mio paese di residenza, SantOmero, al quale mi legano tanti ricordi ed episodi positivi e direi anche felici. Del tuo libro, siamo rimasti sbalorditi dalla crudezza dei fatti narrati ma anche dallo stile sobrio e distaccato con cui ne parli. Quanto pesano in te quei ricordi? Oggi sto bene, sia sicamente che psicologicamente ma il mio pensiero sempre rivolto alla mia infanzia che, come si deduce dal titolo del libro, stata crudemente calpestata e rubata. Ovviamente i ricordi pesano e in certi momenti pungono acremente ma la stesura di questo libricino ha avuto proprio lobiettivo di esorcizzarli e, sostanzialmente, scaricarli dalla coscienza. Come si possono esorcizzare queste esperienze, tu come ci sei riuscito? Certamente non facile, perch il nostro vissuto, nel bene e nel male, ci appartiene e non possiamo eliminarlo dalla memoria. Per, col senno della maturit e con lacquisizione di nuove e probanti ragioni di vita, come la famiglia, il lavoro, le relazioni sociali possibile metabolizzare il ricordo e fare in modo che non ci pesi o addolori pi di tanto. Che ne stato degli altri bambini che hai conosciuto nellIstituto? Di molti ho perso le tracce ma nel libro ci sono molte illustrazioni del pittore Marcello Meucci, anche lui ex celestino che ha vissuto sulla sua pelle le stesse angherie e che ha voluto dedicare parte della sua produzione pittorica a testimoniare la vita di questi sventurati ragazzi, rappresentandone gli aspetti anche pi crudi. Tuttora sono impegnato a raccogliere commenti e testimonianze dei miei ex compagni e devo ammettere che i loro racconti mi fanno ancora rabbrividire. Qual il messaggio che vuoi trasmettere con questo libro? Quello che in questa memoria vorrei evidenziare, sono i comportamenti ai limiti della cattiveria, o del vero e proprio sadismo, che vengono perpetrati in alcuni luoghi, mi riferisco allorfanotroo e al seminario, da persone che del rispetto e della comprensione dovrebbero fare credo e tangibile esempio. Invece accade spesso che a ispirare certi atti non sia lamore, come dovrebbe essere ma una cattiveria gratuita mista ad un latente sadismo, quasi che la persona umana non sia degna di rispetto o di comprensione. Certamente comprendo che mantenere la disciplina con centinaia di bambini non cosa semplice ma non pu essere di certo la repressione brutale e tantomeno le umiliazioni ad educare e formare caratterialmente e civilmente un individuo. Antonello Cristofori

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Roto... calco
Lasciando litalia, segnaliamo Angles ultima fatica degli Strokes. Al suo esordio, nel 2001, la band newyorkese aveva fatto parlare molto bene di se, ma prima delluscita di questo nuovo lavoro, soltanto il 4 in ben 10 anni di attivit, le relazioni nel gruppo erano ai minimi termini e si parlava di scioglimento. Messo da parte ogni attrito, almeno per il momento, Angles il risultato di un compromesso allinterno del gruppo e si sente: molto positivo allimpatto iniziale il disco perde tuttavia di freschezza nel nale dove scarseggiano i colpi di genio e di inventiva e alcune canzoni sono veramente mediocri. Segnaliamo inne le ultime fatiche di Ben Harper e Eddie Vedder. Give till its gone non il miglior disco di Harper ma di certo il pi soerto per via delle sue vicende personali (separazione dalla moglie, lattrice Laura Dern) e comunque resta un lavoro onesto, meno ruvido e pi melodico e soul. Completamente diversa lopera di Vedder che con Ukulele songs si distacca completamente dal passato e compone un ora di musica suonata quasi esclusivamente da solo e con un unico strumento, lukulele appunto. Non mancano le perle melodiche, ma il disco resta dicile, grezzo, sperimentale. Fabrizio Cardelli

Suggerimenti musicali
Poteva essere un suicidio commerciale, nellera della musica digitale, un album doppio a 4 anni di distanza dal precedente Requiem ma la bellezza oggettiva di WOW, quinta fatica dei Verdena, ha portato alla ribalta delle cronache musicali e delle classiche di vendita un lavoro fatto senza compromessi e con il quale i nostri 3 Bergamaschi si distaccano denitivamente da ogni etichetta per suonare la loro musica con coraggio. Il risultato un disco straordinario per variet e lunghezza (27 canzoni!) che incute timore, ma che in breve tempo conquista, gratica e non ti lascia pi. Disco doppio anche per Vinicio Capossela che con Marinai, balene e profeti racconta con la sua consueta maestria storie di mare e di miti legati al mare. Lalbum pieno di riferimenti letterari (Melville, Coleridge, Conrad, Omero, Dante) e di certo non delude. Accolto da ottime recensioni anche SCOTCH di Daniele Silvestri settimo album del cantautore romano composto da 16 tracce insieme ad artisti come Niccol Fabi, Peppe Servillo, Gino Paoli e Andrea Camilleri, qui alla sua prima esperienza discograca. Lalbum diretto, spontaneo, ironico, vario dal punto di vista sonoro e dei testi, che spaziano da situazioni personali e intime a valutazioni sociali e politiche.

City of God
City of God (Cidade de Deus) un film brasiliano del 2002 diretto da Fernando Meirelles, presentato fuori concorso al 55 Festival di Cannes. Tratto dal romanzo del brasiliano Paulo Lins, il film racconta la vita di una favela Cidade de Deus ai margini di Rio de Janeiro, partendo dagli anni 60 attraverso trentanni di vita e la prospettiva di due generazioni. Buscap, undicenne locale con un speciale talento per la fotografia, insegue i suoi sogni per sfuggire ad un esistenza segnata dal crimine e dalla corruzione. Tra episodi di violenza e il patimento di una povert devastante, il timido studente descrive attraverso lobiettivo della sua macchina fotografica il suo mondo e quello delle feroci bande giovanili delle favelas. Il racconto, mediato dalla voce fuoricampo del giovane protagonista, ci regala uno spaccato del degrado suburbano della metropoli brasiliana grazie anche allimpiego di circa 200 attori non professionisti scelti tra le favelas molti chiamati ad interpretare la loro stessa vita per consentire una verosimiglianza della fisionomia, del linguaggio e della gestualit della propria routine. Montato con cura geometrica, City of God ricevette 4 nominations: Miglior regista - Fernando Meirelles; Miglior sceneggiatura non originale Brulio Mantovani; Miglior fotografia - Csar Charlone; Miglior montaggio - Daniel Rezende Antonello Cristofori

Il Budda Geo e io
La vita di Ed sembra allimprovviso sullorlo di un precipizio: limpiego presso una societ editrice per il web salta a causa della crisi economica del 2000, la sua danzata lo ha lasciato da pochi giorni e lui sente di non riuscire a esprimersi come vorrebbe nella professione che si scelto, quella di scrittore. Incontra per caso un curioso personaggio in un pub e rimane abbastanza colpito dal suo modo particolare di analizzare le circostanze: Ogni situazione di crisi, Ed, rappresenta anche una preziosa opportunit di cambiamento. Ci che conta veramente avere dentro di s le risorse per arontare i momenti dicili. Ma Ed scopre anche che Geo buddista e si dichiara molto scettico rispetto a ogni forma di religione, che ritiene una consolazione per le persone incapaci di arontare la vita. Tuttavia Geo lo attira, lo incuriosisce, a volte lo lascia di stucco con la sua carica vitale. Quasi senza volerlo Ed avverte che Geo conosce delle risposte e potrebbe soddisfare il suo desiderio di comprendere il signicato della vita. Anche per chi completamente distaccato dalla religione questo libro scorre facilmente. Avvince n dalla prima pagina, e guida sul sentiero dellilluminazione, facendo anche divertire. Una storia appassionante di vita quotidiana, dove i personaggi si concretizzano con tutte le loro umane debolezze e capacit. Il nale dona a Ed e a tutti noi? una speranza del tutto inaspettata. Un libro volutamente facile che pagina dopo pagina alleggerisce la mente e lievemente ci introduce dentro il pensiero buddista. Perch se ho imparato qualcosa da Geo, che quando cominci a cambiare il tuo modo di pensare, cominci a cambiare tutto. Antonello Cristofori

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Personaggi santomeresi: Genia
Etimologicamente Eugenia signica nata bene/di nobile stirpe. Secondo lonomastica chi porta questo nome piena di progetti, possiede autostima, ha una volont dacciaio, ama il Bello, detesta essere scontta, non perde mai lentusiasmo, piena di voglia di vivere. E dicile credere che nel proprio nome siano racchiuse le peculiarit del carattere, ma in questo caso, per sfacciata fortuna o per pura coincidenza, tutto riscontrabile. Per Eugenia Cuccodrillo, da tutti chiamata Genia e dai pi giovani zia Genia, sono valide tutte le caratteristiche. Se si intende nata beneriferendosi esclusivamente al sico certamente non ci siamo, infatti alla nascita, come lei stessa raccontava, era grandecome un racimolo duva. Nessuno era cos ottimista da credere che vivesse a lungo. Venivarimbasciata con lovatta tanto era delicata e minuscola. Si temeva che presto avrebbe raggiunto la schiera degli angioletti, come spesso accadeva ai neonati di quel periodo. Genia per era nata bene nella mente, nel cuore e soprattutto nel carattere: dimostr, n da subito, uno straordinario attaccamento alla vita, una caparbiet ed autonomia, una forte volont, doti sempre presenti nella sua vita. Crebbe infatti pi lentamente rispetto agli altri neonati, ma presto li raggiunse nel peso e in altezza. Frequentava la scuola elementare in una classe molto numerosa e, poich era una bambina tranquilla, le fu assegnato lultimo banco dellultima la. Non capiva come mai mentre tutti i suoi compagni leggevano lo scritto alla lavagna lei riusciva a vedere solo ghirigori indecifrabili. Nz capev nint diceva quando ci raccontava delle sue esperienze scolastiche. Finalmente una supplente consigli alla mamma di portarla dalloculista. Oddio, vidi nalmente il mondo!!! Mi si apr pure la mente quando inforcai gli occhiali da miope. Infatti miglior sensibilmente anche nel profitto. Come tutti i cittadini, giovani e meno giovani degli anni 40 partecipava con entusiasmo e incoscienza (parole sue) al sabato fascista che si svolgeva a lu coll d la croce (attuale Piazza De Curtis) dove tutti in divisa,diversa a seconda dellet, si esibivano in saggi ginnici. Quel sabato correva ansiosa di ritrovarsi con le sue numerose amiche al settimanale raduno. Una caduta, una banale caduta, le procur quellhandicap dal quale sebbene invalidante, non si fece mai completamente condizionare. Le fu amputata una gamba! Rimase a lungo degente in ospedale sopportando indicibili dolori, ma la sua forza di volont la faceva sempre e comunque lottare per la vita. Da adulta con la solita autoironia, passando nei pressi del cimitero di Ascoli, dove era stato tumulato larto, rivolgeva una preghiera a un pezzo di Genia. Presso le Suore di San Vincenzo, che a SantOmero gestivano una scuola per ragazze di buona famiglia, impar larte del ricamo. Ricordava con accenni mai astiosi che le monache erano generose con le collegiali, ma avare nei suoi confronti: le fornivano i disegni (base per il ricamo) dopo innumerevoli richieste. Genia comunque divenne una vera artista del ricamo. La ranatezza dei soggetti riprodotti, dei colori utilizzati davano la sensazione di ammirare un quadro dautore. Il retro del ricamo era perfetto come il dritto. Le signore benestanti dellepoca le ordinavano il corredo nuziale per le glie da marito, perch rappresentava una dote di prestigio. Come si pu ben immaginare, allepoca la retribuzione era pi che altro simbolica. Tante ragazze frequentavano il suo aveva sempre provveduto da sola alle sue esigenze . Chiunque abbia avuto la fortuna di conoscerla non pu non aver apprezzato la generosit di questa donna. Si rendeva sempre disponibile a collaborare, a condividere gioie e dolori. Era lei lospite donore di ogni festa, ricorrenza o evento che si celebrava in famiglia di amici e parenti, per i quali rappresentava il trait dunion e la memoria storica. Ha sempre condannato il pietismo e il vittimismo, si sempre comportata come una persona normale. Ha precorso anche un po i tempi: fumava, unghie laccate, mentalit aperta, nessun giudizio o pregiudizio sugli altri. Non si occup pi di ricamo a tempo pieno quando si fece persuasa che la vista andava peggiorando e questarte, che tanto amava, non le dava abbastanza per vivere. Fu assunta presso la sartoria dellospedale di SantOmero, dove in seguito svolse anche il ruolo di centralinista. Non si capacitava che potesse riportare a casa uno stipendio senza gli innumerevoli sacrici che si era dovuta sobbarcare negli anni precedenti. Era felice

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laboratorio: una stanza disadorna ma piena di allegria dove ci si recava per imparare i punti fondamentali del ricamo. Nessuno riusc mai ad uguagliare la maestra, anche se tutte divennero brave. Dinverno si riscaldavano con un braciere, o meglio lei diceva spesso noi riscaldavamo il braciere. A turno ad alta voce leggevano i romanzi classici, poich Genia, che ha sempre amato la lettura, le sollecitava verso questa attivit, oppure ci si informava sulle vernecchie (gossip) dei divi del momento, e quando potevano permetterselo sorseggiavano un goccio di ca. In quel periodo iniziarono anche i viaggi per listituto Rizzoli di Bologna, dove si recava con Mercurio (Marcuccio), suo cugino, per provare la protesi che le avrebbe permesso di abbandonare le stampelle. Mai si lamentata della sua condizione, lorgoglio glielo impediva. Una volta seppe che un signore voleva raccogliere una somma presso i conoscenti per regalarle unautomobile. Si dispiacque moltissimo e gli fece sapere che lei non era mai dipesa da nessuno e quando e se poteva

Genia!!! Aveva uninnit di amiche e amici che le volevano bene, che prendevano consigli da lei ritenendola saggia e sincera. Era sempre disponibile a fare un rammento su una maglia, un pantalone..sdo chiunque ad individuare il punto dove era intervenuta la sua mano. Amava tantissimo viaggiare: Stati Uniti, Russia, Inghilterra, Grecia, Francia. e naturalmente le regioni italiane sono state le mete dei suoi innumerevoli viaggi. Era appassionata di Teatro, di musica Jazz, lirica e polifonica. La pittura era un altro hobby che coltiv in modo costante negli ultimi anni della sua vita. Quando nasceva un maschietto esultava, non altrettanto alla nas-

cita di una bambina, spiegava cos il suo comportamento:Le donne penano di pi, se io fossi stata uomo la mia vita sarebbe stata diversa. Infatti avrebbe voluto essere pi libera e indipendente come era concesso agli uomini. Il suo desiderio, non sempre palesato, era quello di formarsi una famiglia e sicuramente sarebbe stata unottima mamma e moglie. Nel periodo natalizio organizzava a casa sua una tombolata per i bambini e quasi ogni anno cera un ricambio generazionale e un gruppo pi numeroso, perch amava cos tanto i bambini che li lasciava liberi di agire, per cui i suoi inviti erano accettati con entusiasmo. La sua frase pi ricorrente era: Quand m da ust, pronunciata in mille occasioni che le procuravano gioia. Era dotata di spiccata autoironia, che sicuramente le ha permesso di superare le innumerevoli di difcolt della vita. Sono una donna bionica oppure So mezza fammn diceva ridendo quando fu privata chirurgicamente di una mammella. Non mi sono fatta mancare niente: li chial, la parrucc, la amm d legn, la tetta nta. A Natale e Pasqua la sua cucina si trasformava in un laboratorio di pasticceria: crostate, taralli, pizze lievitate.che distribuiva agli amici e, immancabilmente lei ne rimaneva priva. Possedeva un gusto innato per cui era sempre vestita in modo appropriato in ogni occasione. IL 5 settembre, giorno del suo compleanno, in moltissimi fra parenti e amici la festeggiavano e lei ne era molto, molto orgogliosa e felice: quand m da ust e tutti si brindava gustando la sua torta mbriaca. A chi ha avuto modo di frequentarla ha insegnato ad arontare avversit e problemi con forza e coraggio, soprattutto con lesempio, invitando a pensare con ottimismo al domani. Grazie zia Genia!!! Vera Cristofori Avviso ai collaboratori Si invitano quanti inviano articoli per la pubblicazione a non superare una cartella di testo (max 20-24 righe, corpo 14, spaziatura singola). La redazione si riserva comunque di ridurre o sintetizzare gli scritti inviati per adattarli allo spazio disponibile.

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Come ci si sente ad essere ritenuto come uno degli allenatori emergenti pi preparati e richiesti della categoria (e non solo...) Fa enormemente piacere sentire queste cose e debbo ringraziare la squadra e i miei collaboratori perch senza di loro tutto ci non sarebbe possibile. Qual, secondo lei, il giusto rapporto da tenere nello spogliatoio nei confronti dei giocatori, specie se giovani? E fuori? Bisogna saper usare come si suol dire sia il bastone che la carota per cercare di ottenere il massimo e soprattutto far capire loro che le decisioni spettano allallenatore ma che solo confrontandosi si pu fare sempre meglio. Inoltre, fuori dal campo cerco di essere un amico o al massimo un fratello maggiore divertendomi molto. In fondo lo spirito dello sport anche questo. Un allenatore pu essere considerato formatore del gruppo che gestisce? Penso proprio di s e nel mio caso specico non pu essere altrimenti avendo una squadra giovanissima. importante che i calciatori individuino un leader quale punto di riferimento? Se s, chi il leader carismatico della Palmense? Si, e penso che debba essere il gruppo a scegliere il leader o pi leaders poich lallenatore non deve entrare in queste scelte . Per quel che riguarda la mia squadra credo che ci siano pi leaders a partire dai pi vecchi. Come riesce a motivare i ragazzi prima di una partita? Vario molto e cerco di cambiare di continuo, ma la mia prerogativa principale di farli sorridere sempre, in fondo poi si deve giocare solo una partita di calcio. C un tecnico professionista al quale si ispira? Non ne ho uno in particolare in quanto penso che ogni tecnico abbia qualche segreto da poter rubare, ma non penso solo ai tecnici professionisti; anche nelle serie minori ci sono allenatori preparati. Inoltre credo che ogni persona possa arricchirci delle proprie conoscenze. Si pu dire che lallenatore anche tifoso della squadra che dirige oppure le gioie e i dispiaceri sono solo legati allaspetto professionale e non emotivo? S, nel mio caso sicuramente visto che faccio parte di questa famiglia da 12 anni. Ho iniziato con i pulcini no ad arrivare alla prima squadra. Comunque in panchina meglio essere pi distaccati per poter fare sempre la scelta giusta senza farsi prendere dalle emozioni in questo devo lavorare molto. Un giudizio sulla societ che le ha dato ducia. Non pu che essere positivo anche perch con poco riesce quasi sempre ad ottenere molto.. penso che la sua politica possa far riettere molte altre societ. Si sente di aver pi dato al S.Omero calcio o di aver pi ricevuto? Credo di aver ricevuto molto , soprattutto a livello di rapporti e non solo dal punto di vista calcistico perch mi ha dato lopportunit di allenare in Promozione.. in fondo sono convinto comunque di aver ripagato la ducia con la dedizione immensa alla causa della Palmense. Quale giocatore della Palmense ritiene abbia potenzialit tali da poter sfondare anche a livello professionistico? Ci sono ragazzi che potrebbero ambire ad altri palcoscenici, ma in questo momento dicile che il calcio sta attraversando non credo sia possibile. In conclusione, gli obiettivi personali. I miei obiettivi devono coincidere con quelli della squadra e cio migliorare sempre cercando di sorprendere anche lanno prossimo, magari centrando traguardi per molti inimmaginabili. Per concludere, vorrei ringraziare la redazione per aver voluto incontrarmi e darvi lappuntamento al prossimo anno, magari per raccontare qualcosa dimportantechiss, sognare non costa nulla; anzi, ti aiuta a dare ancora di pi. Danilo Camaioni

Palmense - Il bilancio della stagione 2010/11


Per il ventitreesimo anno consecutivo il SantOmero calcio disputer uno dei due massimi tornei dilettantistici a livello regionale. Per lesattezza, parteciper al suo sedicesimo campionato di Promozione oltre ad averne giocati ben sette di Eccellenza. La stagione da poco conclusa si pu ritenere senza ombra di dubbio esaltante in quanto, oltre ai risultati ottenuti sul campo che sono andati al di l di ogni pi rosea previsione, ha raorzato limmagine della Palmense e del suo progetto di formazione di giovani atleti tanto apprezzato dagli addetti ai lavori. Ebbene, tra gli arteci di tutto ci non pu che esserci Fabrizio Di Giacinto, allenatore, educatore e condottiero della truppa biancazzurra che siamo stati felici di incontrare per sottoporgli alcune domande volte a scoprire i segreti del fenomeno Palmense e che ringraziamo per la cortesia dimostrata complimentandoci, tra laltro, per gli straordinari risultati ottenuti. Mister, innanzitutto un bilancio della stagione 2010/2011. Positivo, in quanto abbiamo raggiunto lobiettivo salvezza prima del previsto sorando addirittura i play-o e portando avanti sempre la politica di valorizzare i nostri giovani; non a caso anche questanno abbiamo vinto il premio per la squadra pi giovane in assoluto. Schema di gioco prediletto. Non ho un vero e proprio schema prediletto in quanto credo che ogni allenatore deve guardare gli elementi che ha a disposizione e poi scegliere il modulo pi consono alle loro caratteristiche.

Tennis, che passione! I Torneo Open di SantOmero


Campi da tennis proliferano ormai in tutte le localit, di villeggiatura e non. Gi, perch il tennis uno degli sport pi amati, dai pi piccoli sino ai senior. innanzitutto un gioco individuale, nel passato considerato uno sport delite, riservato ad individui di una certa estrazione sociale, mentre oggi conta un tale numero di appassionati e praticanti da farne una disciplina a dir poco di massa. alla correttezza; del resto, autocontrollo, lucidit e dominio di s sono indispensabili per prendere le decisioni rapide che il gioco richiede. bello constatare che tali qualit emergono sia tra i dilettanti che si cimentano nei campetti di periferia, sia tra gli idolatrati campioni che calcano la gloriosa erba di Wimbledon o la terra rossa del Roland Garros. Noi le abbiamo riscontrate durante il I Torneo Open singolare di SantOmero, che ha visto confrontarsi sul campo in mateco della MIVV vecchie glorie e giovani promesse del tennis nostrano. Il tabellone, composto da sedici giocatori, ha riservato match di alto contenuto tecnico ed agonistico. Dal punto di vista squisitamente tecnico come non ridellarrogante e provocatorio Dario De Ascaniis (alias Perit Sampras), presentatosi per loccasione con un battipanni al posto della racchetta al ne di sbeeggiare il rivale di sempre. Tra le nuove promesse si distinto particolarmente Alberto Ruggeri, da tenere docchio in vista delle prossime edizioni. Mentre nella sezione tennis daltri tempi non hanno sgurato Emidio Di Matteo, tra termine di una partita a dir poco rocambolesca. In primis, per le continue interruzioni dovute al maltempo e maledette da Cardelli in quanto sempre in vantaggio prima dogni scroscio di pioggia. In secondo luogo, per le contestate chiamate arbitrali del giudice di sedia Marco Viscioni in arte Bruno Rebeu che hanno pi volte fatto saltare i nervi ai due contendenti (a proposito di autocontrollo). Alla ne, comunque, la maggiore regolarit ha permesso a Campitelli di portare a casa lambito titolo e, allinsegna della sportivit, il vincitore ha concesso lonore delle armi agli altri partecipanti dividendo con loro la posta in palio: prosciutto, salame, formaggio e birra in quantit industriale.

Questo anche e soprattutto grazie ai vari beneci che apporta alla mente ed al corpo. Praticandolo infatti, facile e divertente scaricare la tensione e lo stress che di volta in volta si accumulano, liberando la mente dai problemi della routine quotidiana e sciogliendo, nel contempo, le tensioni siche. Inoltre, lo schema di gioco, le strategie da adottare e lutilizzo di tecniche di coordinamento fanno s che il tennis sviluppi una elevata capacit di concentrazione: ecco perch, spesso, stato paragonato al gioco degli scacchi. E poich non c contatto sico tra i giocatori sviluppa anche una mentalit improntata alla sportivit e

cordare i dropshots di Lorenzo Cardelli e le vole eleganti dellevergreen Renato Di Pasquale oltre al potente e preciso dritto di Stefano Campitelli ed ai rovesci bimani di Franco Antonini. Dal punto di vista strettamente agonistico, da rimarcare la prova del grintoso Wlad Muster Di Pierdomenico che tuttavia ha ceduto alla distanza al cospetto

laltro seminalista, Robertino Di Pasquale, dotato di un servizio al fulmicotone, e Roberto Palazzese. Stranamente pessimo lo score del nostro compagno di redazione Fabrizio Cardelli che ha chiuso a zero punti la classica del rispettivo girone. Tra un incontro e laltro il tabellone si allineato alle seminali dove si sono arontate le prime quattro teste di serie. Al termine di match combattutissimi, caratterizzati da scambi pirotecnici e spettacolari, hanno prevalso Stefano Campitelli su Emidio Di Matteo (6-7 6-2 6-2) e Lorenzo Cardelli su Fabiano Di Damaso (6-3 7-5). La nalissima se l aggiudicata Campitelli con il punteggio di 7-6 7-5 al

La rassegna si cos conclusa nel migliore dei modi grazie soprattutto alla solerzia degli organizzatori ed alla MIVV, nella persona di Roberto Palazzese, che ha gentilmente concesso lunica vera struttura presente sul nostro territorio. Danilo Camaioni

Associazione Pro-Loco SantOmero


Via Renato Rascel, 4 - SantOmero (Te) Tel. e fax 0861 88068 - 3383031124 E-mail: prolocosantomero@hotmail.it

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Ricetta estiva
Insalata di pasta e gamberi
giunta lestate, frutta e verdura ce la mettono tutta per accattivarsi le nostre simpatie. Sulla tavola arrivano sapori, profumi meravigliosi e prima ancora del palato locchio ad avere la sua parte.

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La ragion gastronomica
Cibo e territorio tra mutamento sociale e sviluppo locale
Si terr il 16 luglio a SantOmero in concomitanza con lapertura della Sagra del baccal, giunta questanno alla 31esima edizione, la seconda edizione di un importante convegno nazionale sullenogastronomia e lalimentazione che vedr avvicendarsi nomi illustri del mondo scientico nazionale. Il programma al momento di andare in stampa ancora incompleto ma sono gi certe le adesioni dei professori Luigi Frud e Mario Morcellini dellUniversit di Roma La Sapienza, del prof. Domenico Secondulfo dellUniversit di Verona, il prof. Maurizio Esposito dellUniversit di Cassino, il prof. Raaele Federici dellUniversit di Perugia, i professori Ezio Sciarra, Vincenzo Corsi ed Aldo Marroni e le professoresse Elda Antonelli ed Eide Spedicato dellUniversit G. dAnnunzio di ChietiPescara, il preside della Facolt di Lettere della stessa dAnnunzio prof. Trinchese e il preside di Agraria dellUniversit di Teramo, prof. Dino Mastrocola. Tra gli altri relatori previsti anche il prof. Francesco Galia, animatore del circolo Quelli del caminetto. Il comitato scientico annovera inoltre i nomi del prof. Costantino Cipolla dellAteneo Bolognese e del prof. Roberto Cipriani dellUniversit di Roma Tre. La segreteria scientica del prof. Gabriele Di Francesco. Il convegno unimportante occasione di confronto sui temi dellenogastronomia e dellalimentazione, in un momento storico in cui mutamenti sociali ed economici di grande portata hanno denitivamente cambiato il gusto e lo stile di vita degli italiani (e non soltanto di essi) anche in direzione di unapertura al melting pot enogastronomico (esempio emblematico possono essere i tanti kebab-pizzerie ormai diusi sul territorio italiano). Si impone un cibo sempre pi globalizzato e standardizzato, non sempre qualitativamente adeguato e privo di rischi come emerge dalle attuali cronache europee, che rischia da un lato di far perdere, in termini enogastronomici, lidentit culturale dei contesti locali, e dallaltro obbliga ad una ricerca quasi lologica delle liere dei prodotti, al ne di riscoprire una losoa del gusto che vede nei cibi di nicchia, nei giacimenti gastronomici e nella creativit grandi motori di sviluppo locale.

Dialettezze
Lu tastaferre = s.m. = (il testa-di-ferro) il calabrone. Lu babbar = s.m. sing. = lo scarafaggio. Ncatregnite = v. intr. = indistricabili, inseparabili, legati tra loro fortemente. = volgare: dicesi di unione di cani. Scuntre = s. m. e f. = brutto, orribile. Anche scuntrefatte, con uguale signicato. Sciampare, sciamparsi = v. trans. = liberare, liberarsi di, togliere di torno qualcosa o qualcuno, sistemare. Lu panne = s. m. sing. = la stoa, il panno, il tessuto. Li pinne = s. m. pl. = i panni, le stoe. Anche con riferimento ai vestiti ed agli indumenti intimi. Harlav li pinne = fare il bucato Lu pannare = s. m. sing. = il venditore di stoe. Lu sap = s-m. sing. = il sapone. Lu skijfe = s. m. sing. = lo scifo o skifo, ampio vassoio in legno pieno, scavato al centro e rialzato sui bordi, piuttosto ampio e di forma generalmente rettangolare usato per poggiare vari alimenti ed in particolare per seccare cibi (chi, pomodori, zucche) al sole. Lu strule = s.m. sing. = il porcile. Li spazzille = s.m. pl. = i malleoli. Lu calecagne = s.m. sing. = tallone, calcagno. La codanzinzere = s.f. sing. = nome di un grazioso uccellino, cutrettola o ballerina. Lu pikkancerque = s.m. sing. = picchio.

Ingredienti per 4 persone: 400gr fusilli corti, 300 gr rucola, 80 gr pinoli, 500 gr gamberi freschi o surgelati, 1 vasetto di pomodori secchi sottolio, Brandy q.b., Sale - pepe. Pulire e lavare la rucola, frullarla con i pinoli in un robot, unire sale e olio sufficiente per ottenere una salsina. Scolare i pomodori secchi e tagliarli finemente. Sgusciare i gamberi, asportare il filetto nero intestinale e rosolarli velocemente in un tegame con un po dolio, sale, pepe; spruzzarli di brandy e cuocerli per qualche minuto a fuoco vivo. Lessare la pasta, scolarla al dente, condirla con la salsina di rucola e pinoli, i pomodori e i gamberi. Lasciare insaporire per 1 ora prima di servire.

A scuola la giornata dello sport


La mattina di sabato 28 giugno il campo sportivo di SantOmero era un tripudio di colori e musica, che giungeva fino al paese in quelle ore, in verit quasi deserto. Moltissimi, infatti, si erano recati presso la struttura sportiva per assistere alla Giornata dello sport, manifestazione conclusiva del Progetto omonimo. Ormai questo un appuntamento quasi storico poich si svolge da ben sei anni, essendo il 2011 lanniversario del 150 anniversario dellunit dItalia, la suggestiva coreografia iniziale stata dedicata a tale evento. Tutti gli alunni di ogni ordine di scuola del nostro Istituto Comprensivo hanno riprodotto un grandissimo cuore quindi con movimenti sincronici la nostra splendida Penisola. Naturalmente i colori delle magliette non potevano che essere gli stessi della bandiera italiana. Oltre allInno dellEuropa stato eseguito lInno di Mameli da tutti i presenti, alunni, spettatori, insegnanti ed autorit. Subito dopo si sono aperti i giochi sportivi, specifici per ogni et. Il Progetto, che prevedeva fra i suoi obiettivi anche questo momento corale di sintesi, stato finanziato dal CONI provinciale e dallAmministrazione comunale, che ne hanno riconosciuto la validit e la visibilit. Durante lanno scolastico le insegnanti, grazie ai finanziamenti ottenuti, sono state affiancate nelle attivit motorie da esperte, dando cos a tutti gli alunni della Scuola dellInfanzia, Primaria e Secondaria di primo grado la possibilit di praticare attivit precluse a molti. vero che gli analfabeti dal punto di vista motorio non rappresentano la maggior parte, ondaria di Secondo Grado (Scuola media) di partecipare ai Giochi Sportivi Studenteschi con diverse specialit: corsa campestre, pallavolo, nuoto, atletica leggera, orienteering ed inoltre dallo scorso anno stato possibile attivare il Centro Sportivo Scolastico, dove alcune ore sono dedicate alla preparazione degli alunni selezionati nelle varie attivit sportive. importante sottolineare che grazie a tale progetto si creano fra tutti gli alunni, ben 563, momenti di incontro che sarebbero inesistenti, sia per problemi organizzativi e logistici sia perch nessuna altra disciplina riesce a coinvolgere come lo sport. La Scuola sente il dovere di offrire ai suoi utenti opportunit di crescita educativa e di apprendimento, oltre quelle previste dai curricola disciplinari ma il Territorio deve comunque essere sensibile a tali esigenze. Ad iniziare dal dirigente scolastico il corpo insegnante si impegna ogni anno a proporre ed attuare (se finanziati) Progetti che in molti casi avvalendosi di esperti settoriali possano rendere linsegnamento e lapprendimento pi efficace e completo. Si ritiene, anche dai genitori (prova ne siano di la collaborazione e la partecipazione di tanti volontari) che gli obiettivi raggiunti attraverso il Progetto Sport siano la risposta concreta allimpegno di insegnanti, esperti, alunni, pertanto ci si augura che anche nel prossimo anno scolastico si possano riottenere i fondi per continuare questa interessante esperienza. Paola Gatti

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poich in tanti, durante le ore extra scolastiche frequentano palestre, ma una buona percentuale si dedica ad attivit sedentarie, che certamente non aiutano la crescita armonica del corpo. Lo sport,

non dimentichiamolo, ha un alto valore educativo bene perci che sia la Scuola ad organizzare anche attivit motorie finalizzate. La positivit di questo progetto va riscontrata anche nellopportunit che offre agli studenti della Scuola Sec-

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