Sei sulla pagina 1di 13

Amedeo Cencini La grazia della formazione permanente

SAN PAOLO 2002 Prefazione di P. Marko Rupnik sj INTRODUZIONE

Il respiro della vita

PARTE PRIMA RINNOVAMENTO INCOMPIUTO


I. NODI TEORICI E PRATICI 1. Se non formazione permanente sar frustrazione permanente... 2. I nodi da sciogliere 2.1. Prospettiva originaria della formazione 2.2. Rilevanza teologica del concetto 2.3. Orizzonte di senso 2.4. Mistero e ministero II. DAI NODI AGLI SNODI 1. La sfida della docibilitas 2. Verso un tentativo di definizione 3. Progettare la formazione permanente 4. Livelli e responsabilit 4.1. Livello istituzionale-generale 4.2. Livello istituzionale-particolare 4.3. Livello comunitario-locale 4.3.1. Comunit religiosa 4.3.2. Comunit presbiterale 4.4. Livello personale-individuale

PARTE SECONDA LA SFIDA DEL TEMPO


III. RITMO E RITMI DELLA FORMAZIONE PERMANENTE 1. Il tutto e i frammenti 2. La formazione permanente come tempo compiuto 2.1. Tempo concentrato: ritmo sincronico 2.2. Tempo disteso: ritmo diacronico 2.3. Tempo compiuto: ritmo sincronico-diacronico

IV. RITMO ESISTENZIALE: LA VITA CHE FORMA 1. La straordinariet dell'ordinario 2. Il ministero, luogo naturale di formazione 3. La vita comune, luogo naturale di formazione

V. RITMO QUOTIDIANO: OGNI VOCAZIONE MATTUTINA 2.2. Pane spezzato e sangue versato (la preghiera forma) 2.2.1. La preghiera, anima 1. I rituali quotidiani dell'apostolato 1.1. Rituali personali-individuali 2.2.2. L'apostolato, anima della 1.2. Rituali collettivi-comunitari preghiera 2.3. Ogni mio desiderio di fronte a te 2. L'azione quotidiana di Dio (la preghiera accompagna) 2.1. In spirito e verit (la 2.3.1. La docibilitas del cuore preghiera educa) orante 2.1.1. Verit dell'io attuale 2.3.2. Liturgia delle Ore 2.1.2. Verit dell'io ideale e mistero del tempo 2.3.3. Paura dell'intimit? (Ovvero, quando non si ha nulla da dire a Dio)

3. La disciplina della veglia e del sonno 3.1. La notte e la precariet 3.2. Il giorno e la rinascita 3.3. Dialogo immaginario tra il giorno, la notte e il corpo

VI. RITMO SETTIMANALE: IL SETTIMO GIORNO, IL PRIMO DOPO IL SABATO

1. Il giorno del Signore

2. La distensione come momento formativo

VII. RITMO MENSILE: INSEGNACI A CONTARE I NOSTRI GIORNI 2. I frutti del raccoglimento (o il raccoglimento dei frutti) 1. Il ritiro spirituale, esercizio di 2.1. Responsabilit e sensibilit raccoglimento 2.2. Ordine interno ed esterno 1.1. Raccogliere la vita 2.3. Educazione dei sensi e 1.2. Prendere le distanze dell'attenzione 1.3. Nostalgia del chiostro 2.4. Stabilit e creativit (e istinto da mandria) (la montagna e l'albero) 2.5. Umorismo e serenit

3. Il guaritore ferito 3.1. Assolvimi dalle colpe che non vedo (Sal 18/19,13) 3.2. L'agnello che porta su di s il peccato del mondo

PARTE TERZA IL DONO DEL TEMPO


VIII. RITMO ANNUALE: PER ME VIVERE CRISTO (Fil 1,21) 1. Mistero e magistero dell'anno liturgico 2. Christus totus 3. I ritmi dell'anno liturgico

IX. RITMO DELL' AVVENTO: DESIDERIO INAPPAGATO 1. Purificazione e scavo 2. Passione orante 3. Intensificazione e crescita

X. RITMO DEL NATALE: DESIDERIO APPAGATO 1. L'Eterno si fa relazione 2. L'Eterno Amore 3. La certezza d'essere amato 4. Libert di amare

XI. RITMO DELLA QUARESIMA: DESIDERIO DI CONFORMARSI ALLA MORTE DI CRISTO 1. Mors tua - Vita me a 2. Mors tua - Mors me a

XII. RITMO DELLA PASQUA: DESIDERIO DI CONFORMARSI ALLA RISURREZIONE DI CRISTO 1. Vita tua - Vita me a 2. Vita mea - Vita tua

XIII. RITMO DI PENTECOSTE: DESIDERIO D'ANNUNCIARE 3. Erano assidui e concordi nella preghiera con Maria... (At 1,14; 2,42) 3.1. La pratica degli esercizi spirituali 3.2. Il ruolo di Maria nella formazione permanente: dal fiat allo stabat

1. Pietro, levato si in piedi, parl a voce alta... (At 2,14)

2. ...E ciascuno li sentiva parlare la propria lingua (At 2,6)

XIV. RITMO DEL TEMPO ORDINARIO: DESIDERIO STRAORDINARIO 2. Signore, da chi 1. ...E li invi a due a andremo? (Gv 6,68): due avanti a s (Lc l'adulto giovane 10,1): la prima 2.1. Realismo (e destinazione disincanto) pastorale 1.1. La guida spirituale 2.2. Ricerca 1.2. Comunit e dell'essenziale comunione presbiterale o 2.3. ...Tu hai parole di religiosa vita eterna (Gv 6,68) 3. Simone di Giovanni, 4. Quando sarai mi ami? (Gv 21,16): vecchio tenderai le tue l'adulto maturo mani, e un altro ti 3.1. Quella maledetta cinger la veste e ti (clericale) presunzione porter dove tu non 3.2. Verso la vuoi (Gv 21,18): paternit/maternit l'adulto anziano spirituale 4.1. Il mito del 3.3. .. . Signore, tu sai giovanilismo tutto; tu sai che ti amo 4.2. Verso l'amore puro

(Gv 21,17)

4.3. Seguimi (Gv 21,19)

Prefazione Il libro che ci sta davanti praticamente racchiude tutto ci che si pu dire sulla formazione permanente. Solo che si rimane sorpresi dopo ogni pagina, perch l'autore propone una visione della formazione permanente che certo ribalta i canoni cui siamo abituati al riguardo. L'autore propone e sviluppa la sua visione con tale energia che, senza volerlo, smonta le vecchie impostazioni stereotipe sulla formazione permanente e sulla formazione in genere. Il libro non una dialettica con qualcuno o contro qualcuno, ma una limpida creativa proposta. La formazione permanente non ci che viene dopo la formazione iniziale, ma - per quanto paradossale possa sembrare - ci che la precede e rende possibile, l'idea madre o il grembo generatore che la custodisce e le d identit. La formazione permanente diventa addirittura teologia, o un modo teologico di pensare e definire la stessa consacrazione a Dio, cio come un lento e progressivo processo di formazione in noi dell'uomo nuovo, o di un cuore umano capace di assumere i sentimenti divini, di battere all'unisono col cuore di Dio. Per questo la formazione permanente un cammino di fede, come formazione continua dell'adesione credente, in un organismo chiamato a divenire adulto nella fede, nella concretezza e unicit della sua vita. L'autore di quest'opera padre Amedeo Cencini, autore di diversi libri, uomo ormai di grande esperienza nell'accompagnamento delle persone e uno dei massimi rappresentanti della psicologia nel campo spirituale formativo, e non solo in Italia. Leggendo questo libro e ripensando ai suoi primi testi mi veniva spesso in mente Pavel Florenskij. Oserei dire che con lo psicologo Cencini sta succedendo ci che successo con il matematico Florenskij. Florenskij era uno scienziato e grande matematico. Nelle sue ricerche della matematica teorica Florenskij si avvicina sempre pi alle soglie del Mistero. Lui comprende che la matematica, essendo una realt delle relazioni, pu esistere solo su una realt

relazionale vera, cio veramente esistente, proprio perch viva. Florenskij comprende che le relazioni matematiche difatti possono esserci e possono non essere semplicemente illusione e proiezione intellettuale proprio perch il fondamento di tutta la vita e tutto l'esistente sono le libere relazioni delle tre Persone divine. Florenskij giunge al mistero teologico tramite la matematica, cos come un altro grande del XX secolo, Sergej Bulgakov, giunge alle vette della teologia dogmatica dall'economia. Personaggi come questi sono interessanti per una cultura europea che ormai non pi consolidata su una conoscenza della filosofia cristiana come trampolino alla teologia e alla spiritualit. Anzi oggi si dimostra assai sterile un approccio alla fede che vuole procedere in questo modo, pensando che questa la verit, la si spiega e poi si cerca di viverla. Un celebre assioma dei Padri recitava: Attraverso la prassi ci si eleva alla teoria. Ossia si parte dalla vita, tramite la purificazione si arriva alla contemplazione. Gli ultimi decenni sono stati molto profondamente marcati dalla psicologia, una tra le scienze pi giovani. Ci sono state euforie con veri e propri psicologismi. E ancora oggi in alcune zone geografiche, o in alcune sfere della Chiesa, sembra che la psicologia abbia rimpiazzato la vita spirituale, la teologia spirituale, in modo che si potrebbe considerare la psicologia quasi come una spiritualit secolarizzata. Padre Cencini con questo testo presenta una grande sintesi sulla formazione che, s, usa prevalentemente un linguaggio tipico della psicologia, ma dischiude gli orizzonti sulla sfera prettamente spirituale e teologica. Lo fa in modo organico, evidentemente non preoccupato di apparire perfetto nella sua sintesi, ma preoccupato di essere vero e dire ci che imbevuto della vita, che reale. Penso che lo stesso sviluppo del percorso di padre Cencini possa diventare - analogamente al percorso di Florenskij in matematica e di Bulgakov in economia - un percorso costruttivo per molte persone di oggi che sentono familiare il mondo della psicologia. Una psicologia, dunque, che sempre pi conscia dei suoi limiti, delle sue illusioni e inganni se non considera lo spirito come il suo fondamento vitale e vivificante. Una psicologia che trova la sua ragione d'essere e dunque riscopre la sua vitalit in un momento in cui culturalmente ormai in crisi proprio perch scopre il suo

fondamento, che affonda negli abissi del Mistero all'interno dell'uomo stesso. Una psicologia che si scopre dialogica in riferimento allo Spirito, all'inabitazione dello Spirito Santo nella persona umana, e dunque una psicologia che senza complessi e fobie davanti al mondo divino e spirituale offre il suo contributo per una pi piena, integra vita umana. Se molte scuole psicologiche finiscono a occuparsi della mappa della citt invece di occuparsi della citt, questo libro rappresenta coraggiosamente l'oggettivit del mistero dell'uomo, che per essere avvicinato esige un accordo della spiritualit e della psicologia, cos come da un altro punto di vista nei primi secoli erano convinti i monaci, i padri del deserto, i grandi padri spirituali. Il fratello che un peso e solo quello che tu accetti come un peso diventa di fatto, nella dinamica della vita d'ogni giorno, tuo "formatore": davanti a realt come queste spesso una semispiritualit sceglieva la via moralistica e volontarista, mentre una riduttiva psicologia sceglie le tecniche e dinamiche di gruppo per evitare gli scontri, per crearsi dei percorsi e delle protezioni e dunque per evitare la realt nella sua complessit. Padre Cencini in questo libro apre l'oggettivit della vita al suo vero evento fondante che quello della passione, morte e risurrezione di Cristo. Questo evento diventa il fondamento di tutta l'esistenza della persona umana e di tutto l'universo. Non una questione teorica; difatti il libro mette molto in evidenza che la questione della fede una questione di progressiva adesione a Cristo, un Cristo oggettivo, quello manifestato nell'evento della sua Pasqua. In questa progressiva adesione al Figlio, in questa cristoformit progressiva, sono poste le coordinate e le categorie della formazione permanente. Perci evidente che non pu esserci formazione intesa come un periodo della vita, come una revisione di un periodo di vita; non pu essere considerata lusso di alcuni, privilegio di altri; ma l'impianto di fondo sul quale si gioca per la vita o per la morte. Ecco la formazione come respiro. Non respirare significa morire, non avere la formazione significa essere "deformati". La "trovata" pi straordinaria di questo testo certamente la visione del tempo. Padre Cencini, muovendosi tra le dimensioni del tempo concentrato, tempo disteso e tempo

compiuto, evita tutti gli psicologismi, volontarismi, moralismi e riduzionismi di qualsiasi tipo. Una volta chiarito il tempo concentrato come evento pasquale di Cristo, evento salvifico, evento divino umano, e il tempo disteso come irradiazione, narrazione del tempo concentrato, egli fa vedere le possibili vie dell'integrazione personale spirituale nel senso autentico del termine, fino al tempo compiuto. Gli antichi padri spirituali vedevano il tempo come un dono di Dio affinch l'uomo possa realizzare la volont di Dio che l'amore di Dio. Dunque il tempo come processo di santificazione tramite la propria vocazione. Il tempo veniva considerato e trovava il suo vero significato nella liturgia, perch la liturgia esattamente la perpetua santificazione del tempo, cio nella liturgia l'uomo vive in pienezza il suo senso, la sua vocazione e la salvezza. Nella liturgia il tempo disteso e quello concentrato si toccano, creano un tutt'uno. In questa maniera la liturgia trasforma ogni tempo sull'impronta del tempo di Cristo. Quello che impedisce all'uomo di vivere la propria vocazione come amore l'autoaffermazione della nostra individualit, il principio della possessione, della ribellione. Ma proprio la liturgia, dove si celebra la salvezza e si coinvolti in essa, il luogo privilegiato della realizzazione della propria vocazione. Questo vuol dire che in senso stretto la liturgia sconfina il suo stesso spazio e in senso lato si realizza nell'universo. Ebbene, ci che Cencini propone nel suo libro esattamente questa dinamica complessa tra la vocazione, la santificazione, la perfezione, il peccato, l'inadeguatezza... Ma tutta questa dinamica riesce a collegarla all'evento della morte e risurrezione di Cristo, che diventa non un modello ma una chiave di lettura, un'ispirazione costante, un'energia divina che agisce in noi, il vortice che coinvolge e attira tutto l'universo di ogni persona e della comunit. Chi cercasse in questo libro delle facili tecniche per le soluzioni dei problemi concreti nel cammino formativo rimarr deluso. La nostra era certamente segnata dalla tecnica, dalla tecnologia, e si abituati sempre a cercare un approccio tecnico in quanto pian piano abbiamo ridotto quasi tutto a una tecnica. Cencini molto concreto, soprattutto in alcune parti del libro, ed ricco di spunti e suggerimenti concreti, ma non tecnici, non come alle volte si abituati da taluni corsi di formazione donde si torna quasi con delle soluzioni meccaniche da mettere in pratica. Egli non perde mai di vista che l'antropologia teologica difatti

dinamica, che il cammino della persona umana una realt organica, che l'evento della Pasqua non una formula. Parla di ritmo e non di ordine; difatti formarsi non significa semplicemente ordinare la vita. Si mettono in ordine le cose morte, ma l'organismo avanza sul ritmo. Il ritmo l'ordine delle persone, delle persone vive. Questo ritmo ha certamente alcuni elementi fermi che possono essere anche nominati ordine, ma quell'aspetto concreto e immediato che armonizza la persona, la integra e la fa esprimere e realizzare come totalit il ritmo. E Cencini evidenzia il ritmo liturgico che il ritmo della salvezza. La formazione permanente dunque quel paradigma di fondo, quell'atteggiamento costante della persona nella sua sempre pi totale apertura al suo Signore e Salvatore. Il fondamento la creazione stessa della persona, anzi la redenzione nella quale la persona coglie questa sua verit e il cammino aperto fino all'escatologia. Perci in questo cammino rientrano autentici elementi dell'esercizio spirituale che abbraccia un ampio raggio di attivit spirituale, dalla purificazione e dunque dall'acquistare la vita divina e il suo gusto fino all'arte della custodia. Leggendo questo testo con gli occhi di un cristiano d'Oriente, mi sembra che l'approccio della teologia e spiritualit dell'Oriente cristiano potrebbero venire incontro allo sforzo e alla ricerca all'interno di una psicologia aperta allo spirituale assai pi significativamente che un 'impostazione strettamente occidentale. Non vorrei qui minimamente contrapporre queste due tradizioni, n idealizzare o catalizzare una di esse. Questo tempo gi passato. Oggi, come dice Giovanni Paolo II, urge un incontro che si traduca in creativit per poter offrire cibo ai nostri contemporanei onde nutrire la loro fame di verit e di vita spirituale. Ma mi sembra di capire proprio da questo tempo che una psicologia che considera seriamente la spiritualit esige la teologia come campo su cui si pu giungere a una sintesi. Solo che forse richiede una teologia pi integra, pi sapienziale, pi agile in un linguaggio dei simboli. Questo testo esce in un tempo in cui la postmodernit non pi un termine da salotti artistici e filosofici, ma un fatto che non si pu pi ignorare. Con il crollo delle torri di New York la

modernit stata scossa fin nelle sue fondamenta. E i percorsi del nostro pensiero cui per tanto tempo eravamo abituati - tanto da non rendercene nemmeno pi conto - a un tratto non funzionano pi, non ci portano l dove vorremmo giungere. Si parlava da tempo della fase della transizione, del nuovo paradigma, del nuovo ordine del mondo e dunque anche di una nuova visione dell'uomo che stava emergendo a conclusione di una grande epoca. Il cristiano non condanna le epoche storiche, non sospetta i flussi della cultura, instaura verso di loro un atteggiamento positivo, anzi, forse come nessun altro pu leggerli, comprenderli e illuminarli, con un approccio spirituale sapienziale che gli proprio. Ma questo non vuol dire che non partecipa al dolore, alla sofferenza e al sangue versato nei momenti drammatici della storia. E adesso certamente un momento della storia in cui le attese, almeno quelle della nostra civilt, sono profondamente in crisi e sta emergendo una visione della storia, dell'uomo, del suo agire che ci spinge a esiliare dai nostri gusci ed esporci al momento crudo delle tensioni violente della storia. In questo contesto diventa ridicola una formazione portata a un'autosservazione psicologica, una formazione basata sull'osservazione degli stati d'animo, un continuo interrogarsi su come ci si sente, come si percepiti, accettati, un continuo rimuginare sulla propria storia. Solo una formazione come paradigma pasquale che mette in una relazione dinamica ognuno con il Cristo pasquale e con la comunit una formazione destinata ad avere qualcosa da dire, oggi e domani. Oggi si cerca una formazione che abiliti l'uomo a quella contemplazione, come direbbe Edith Stein, che matura fino all'amore in modo che si possa vedere persino il bene nel male. Questo nuovo volume di padre Cencini ci viene incontro proprio in questo senso.

P. MARKO RUPNIK SJ

Introduzione

Il segno pi visibile o percepibile della vita il respiro. l'alito vitale che viene da Dio, come ci ricorda la Genesi, e d vita a ogni vivente. Anche l'esistenza tipicamente cristiana inizia con un respiro, il soffio dello Spirito Santo che invade a Pentecoste una carne umana e terrena, trasformandola. Finch c' respiro c' vita, si dice. Il respiro costante e regolare, silenzioso e appena percepibile, spontaneo e automatico, diurno e notturno, esprime la vita e ne accompagna e svela i fremiti. Cos la formazione permanente. Qualcosa che segue la vita nel suo incedere, in ogni suo frammento di tempo. il suo ritmo costante, ci che la rende un continuo cammino di realizzazione d'un progetto, d'una forma che assume sempre pi sembianze precise o d'un mistero che si svela progressivamente. Anche passando per momenti difficili e situazioni complicate. Il respiro, infatti, pu anche esser affannoso e frenetico, svela la fatica e l'ansia di certi istanti del vivere, c' il fiatone corto appena fatta una corsa, ma anche l'ansiet pu creare problemi di respirazione. Ecco perch abbiamo dato questo titolo, forse un po' singolare e certamente evocativo, a questa riflessione sulla formazione permanente: perch ne vogliamo subito sottolineare il carattere naturale, addirittura fisiologico, perch la vita di tutti, e in particolare di chi ha dedicato i suoi giorni e tutte le sue energie a una causa impegnativa e superiore alle forze umane, come presbitero e consacrato/a, ha necessariamente bisogno d'una attenzione costante alla sua crescita e a ci che la pu impedire; perch nessuno matura nel cuore e nella mente semplicemente perch da ragazzo diventa giovane e poi adulto e infine anziano; perch nessuno pu pensare di consacrarsi all'Eterno se non attraverso un percorso di continua conversione nei giorni del suo pellegrinaggio terreno. N, d'altro canto, nessuno pu pensare di far consistere la formazione permanente in una serie di eventi estemporanei e straordinari, quasi fosse un'eccezione allo scorrere troppo normale dei giorni, o qualcosa che solo oggi, nel presente frenetico contesto socioculturale, divenuto importante e necessario e che, tutto sommato, si riduce a un aggiornamento e diventa una fatica (o una scocciatura) in pi.

No, perch formazione permanente grazia, grazia che viene dall'alto, dono del Padre-Dio, educatore e formatore delle anime nostre, che ogni giorno provvede a plasmare in noi l'immagine del Figlio, in modi solo in parte a noi noti e da noi previsti, ovvero nella libert dello Spirito. L'abbiamo specificato nel sottotitolo: se da un lato la formazione permanente fenomeno naturale e ordinario, componente e caratteristica essenziale del cammino evolutivo della vita presbiterale e religiosa, anche e soprattutto azione di Dio, dunque dono, dunque grazia! La trattazione divisa in tre parti. Nella prima si cercher essenzialmente di definire il concetto di formazione permanente, ponendo tale realt in relazione con la stagione di rinnovamento che a vari livelli stiamo vivendo, e con quel cammino di rinnovamento che interessa in particolare la vita consacrata e l'identit presbiterale. Nella seconda e terza parte si affronter il problema strategico della formazione permanente, cio il problema del rapporto con il tempo e delritmo che lo stesso rapporto col tempo imprime alla vita. Nella seconda parte il tempo che scorre implacabile visto come sfida per il vivente, che dovr dunque imparare a vivere la sfida in modo costruttivo, come opportunit per crescere, lungo il ritmo dell'esistenza quotidiana, settimanale e mensile. Nella terza parte il tempo visto come dono, dono che sottolinea la dimensione gratuita della formazione permanente, che s'articola lungo l'anno liturgico scandita dai misteri della vita del Signore Ges. Formazione permanente lasciare che il ritmo della propria vita venga sempre pi plasmato e cadenzato dal ritmo e dai tempi dell'anno liturgico.

Bibliografia essenziale LORENZETTO A., Lineamenti storici e teorici dell'educazione permanente, Studium, Roma 1976. GRIGER P., La formazione permanente, Ancora, Milano 1985.

MIALARET G., VIAL J., Linee per una storia dell'educazione perma nente, IV, in IDEM, Storia mondiale dell'educazione, Citt Nuova, Roma 1988. AA. Vv., La formazione permanente nella vita religiosa, Rogate, Roma 1987. RONDET M., VIARD C., La crescita spirituale: tappe, criteri di verifica, strumenti, EDB, Bologna 1988. SARAIVA MARTINS J., La formation permanente des pretres dans les circonstances actuelles, in Seminarium, 1-2 (1990),286-301. RECCHI S., La formazione permanente nella vita religiosa, in Consacrazione e servizio, 10 (1990) 35-44. SANZ A., Formacion permanente de los religiosos, in AA.VV., Formar hoy para la Vida Religiosa, Claretianas, Madrid 1991, pp. 179 - 202. GROLLA V:, Per la formazione dei presbiteri, in Settimana, 5 (1991),3. JIMNEZ A., Caminos de madurez psicologica para religiosos, San Pablo, Bogota 1992. MARTINI C. M., Il tesoro dello scriba. La formazione permanente del presbitero, Centro Ambrosiano, Milano 1992. GUARDINI R., Le et della vita, Vita e Pensiero, Milano 19922. IMODA F., Sviluppo umano. Psicologia e Mistero, Piemme, Casale M. 1993. GIUDICI G., BROVELLI F., GALLIVANONE G., Tra memoria e consegne. Al cuore della vita apostolica, Ancora, Milano 1993. BROVELLI F., Camminare nella luce. Dialogo sulla vita del prete og gi, Ancora, Milano 1993. GAMBINO V., Dimensioni della formazione presbiterale. Prospettive dopo il Sinodo del '90 e Pastores dabo vobis, LDC, Leumann 1993 (specie pp. 359-384). DE GUIDI S., Vita consacrata femminile: ministero e testimonianza. Un'esperienza di formazione permanente, EDB, Bologna 1994. GUARDINI R., Lettere di Autoformazione, Morcelliana, Brescia 1994. LEBEAU P., La vita religiosa. Cammino di umanit, EDB, Bologna 1994. SALONIA G., Kairos, EDB, Bologna 1994. GIUDICI G., BROVELLI F., GALLIVANONE G., Dal piccolo seme

ai rami ospitali. Verso la maturit nel ministero, Ancora, Milano 1994. ABRAHAM G., Le et della vita. Saper vivere al meglio ogni stagione dell'esistenza, Mondatori, Milano 1995. BROVELLI F., Quando eri pi giovane...(Gv 21,18). "Entrare" nel ministero, Ancora, Milano 1995. GARRIDO J, Proceso humano y gracia de Dios, Sal Terrae, Santander 1996. FERRARI G., Religiosi e formazione permanente. La crescita umana e spirituale nell'et adulta, EDB, Bologna 1997. GOYA B., Formazione integrale alla vita consacrata. Alla luce della esortazione post-sinodale, EDB, Bologna 1997 (specie pp. 225-254). SECONDIN B., La spiritualit nei ritmi del tempo, Boria, Roma 1997. MIDALI M., La formazione permanente secondo Vita consecrata, in AA. Vv., La vita consacrata, Il Calamo, Roma 1997. DEMETRIO D., Educazione permanente, in AA. Vv., Dizionario di Scienze dell'educazione, LDC, Leumann 1997. Sacrum Ministerium (rivista della Congregazione per il Clero), 2 (1998),5-115, num. monografico sulla formazione permanente (con scritti di Gambino V:, Moraglia F., Sicari A., e proposta d'esperienze in atto nelle Filippine e USA, e presso la Congregazione dei Legionari di Cristo e la Pontificia Universit Salesiana). DANEELS G., Le stagioni della vita, Queriniana, Brescia 1998. GRN A., I rituali della vita, Queriniana, Brescia 1998. Credere oggi (Le et della vita), 109 (1999),6-129, numero monografico sulla educazione graduale e progressiva (con scritti pi specifici sulla formazione permanente di Dal Molin N., Secondin B., Giusti S., Soravito L.). PINTOR S., La formazione permanente del clero. Orientamenti e per corsi, EDB, Bologna 2000.

DOCUMENTI DEL MAGISTERO

CONCILIO VATICANO II, Lumen Gentium, 28; Optatam Totius, 22; Christus Dominus, 16; Presbyterorum Ordinis;

Perfectae Caritatis. CONGREGAZIONE PER IL CLERO, lnter ea, Istruzione e formazione permanente del clero, Roma 1969. CONGREGAZIONE PER L'EDUCAZIONE CATTOLICA, Ratio fundamentalis lnstitutionis Sacerdotalis, Roma 1970 (nn.100101). GIOVANNI PAOLO II, Ultimis temporibus, Esortazione Apostolica post-sinodale, Roma 1971. CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA, La preparazione al sacerdozio ministeriale. Orientamenti e norme, Roma 1972. CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA, Seminari e vocazioni sacerdotali, Roma 1979. CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA, La formazione dei presbiteri nella Chiesa italiana. Orientamenti e norme, Roma 1980. CODEX JURIS CANONICI, Roma 1983, cc. 232-264; 273-289; 232-264; 1008-1054. CONGREGAZIONE PER GLI ISTITUTI DI VITA CONSACRATA E LE SOCIET DI VITA APOSTOLICA, Potissimum lnstitutioni, Direttive sulla formazione negli istituti religiosi, Roma 1990 (nn. 66-71). GIOVANNI PAOLO II, Pastores dabo vobis, Esortazione Apostolica post-sinodale, Roma 1992 (nn. 70-81). CONGREGAZIONE PER L'EDUCAZIONE CATTOLICA, La preparazione degli educatori nei seminari, Direttive, Roma 1994 (nn. 65-71). GIOVANNI PAOLO II, Vita consecrata, Esortazione Apostolica postsinodale, Roma 1996 (nn. 69-71). CONGREGAZIONE PER GLI ISTITUTI DI VITA CONSACRATA E LE SOCIET DI VITA APOSTOLICA, La collaborazione interistituti per la formazione,Istruzione, Roma 1999 (n. 18). CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA, Linee comuni per la vita dei nostri seminari, Nota, Commissione Episcopale per il Clero, Ro ma 1999 (n. 68). CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA, La formazione permanente dei presbiteri nelle nostre Chiese particolari, Lettera ai sacerdoti, Commissione Episcopale per il clero, Roma 2000.
http://www.atma-o-jibon.org/italiano9/cencini_respirodellavita1.htm