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B.

3 Ambito letterario, Letteratura per linfanzia INDICAZIONI RELATIVE ALLA STESURA DI UNA TESI IN LETTERATURA PER LINFANZIA I possibili contenuti Nei contesti che si occupano di infanzia diventata pressante la domanda: che cosa c nella fantasia di tante bambine e bambini? E, in termini pi accorati, i bambini hanno ancora una fantasia? E ancora, con quali strumenti possibile capire e studiare limmaginario infantile, da sempre territorio cos sfuggente e pericolosamente sconosciuto? Et difficile da cogliere perch gli adulti spesso la allontanano come memoria imbarazzante e scomoda, linfanzia con le sue provocazioni ci invita ad addentrarci in una dimensione per la quale sono necessari nuovi strumenti di interpretazione. La letteratura per linfanzia costituisce da sempre un osservatorio prezioso per esplorare limmaginario infantile con le sue costanti e i suoi bruschi cambiamenti. Il libro, collegato ad un pi ampio contesto immaginativo e alla fitta fabulazione dei media sullinfanzia, rappresenta uno straordinario strumento per una sempre pi indispensabile decifrazione delluniverso infantile. Lesplosione di una nuova stagione editoriale che ha dato vita ad una nuova generazione di giovanissimi lettori, come dimostra anche il recente caso di Harry Potter, ha portato in primo piano la necessit di capire le motivazioni, le aspettative, il bisogno dei bambini di leggere e, da parte degli adulti impegnati nella riflessione pedagogica, di approfondire contenuti, temi, linguaggi prolungamenti visivi e massmediologici che il libro contiene. Dalle fiabe allavventura, dal giallo ai libri di paura, dai fumetti ai cartoons: molto sono i generi, gli stili, gli argomenti che rappresentano le ipotesi su cui condurre una ricerca i cui interrogativi solitamente nascono insieme da passione e dal desiderio di trasformare questultima in conoscenza. Prima ipotesi: la rassegna Per quanto riguarda la prima ipotesi, cio la rassegna, necessario confrontare alcuni testi, di ambiti anche tra loro diversi, che consentano di far risaltare la complessit di un autore, di un testo, di un tema o di un genere letterario. Per capire Pinocchio non si pu prescindere dal contesto storico in cui nato, dalloriginalit della lingua, dalla metafora dinfanzia in esso contenuta e da tutte le derive (illustrazione, cinema, cartone animato) in cui si trasformato. La tesi pu prevedere la scelta di un argomento pi specifico, in grado di approfondire un aspetto particolare di un testo o di un autore attraverso una rassegna mirata. Per quanto riguarda Pinocchio, per esempio, si possono analizzare elementi come gli animali, i luoghi topici, le figure parentali, la scuola, gli aspetti teatrali o la rinarrazione ad opera dei numerosi illustratori. In ambito pi recente, di un autore di grande successo come Daniel Pennac si per esempio approfondita lopera attraverso il tema dello sguardo infantile, che caratterizza tanti suoi romanzi e che pu essere inteso come modo particolare di vedere il mondo. Seconda ipotesi: progetto di ricerca Per quanto riguarda la seconda ipotesi (progetto di ricerca con intervento a scuola), gli argomenti pi ricchi di implicazioni sono quelli legati alla pedagogia della lettura, alla creazione di percorsi tematici da esplorare attraversando vari testi, allindividuazione delle cosiddette iniziazioni alla lettura o ancora a itinerari che vedono il libro come medium strettamente collegato ad altri mezzi di comunicazione, di pi immediata fruizione da parte dei bambini. In particolare per quanto riguarda la scuola materna sono possibili progetti che, saldandosi allesperienza di tirocinio e alle sue

potenzialit, individuano percorsi formativi sui libri-gioco, sui libri illustrati o sulla narrazione che prevede in questo caso pi che mai ladulto come mediatore. PRIMI APPROCCI INFANTILI CON IMMAGINI, LIBRI, NARRAZIONI IL PIACERE DEL TESTO NELLA SCUOLA DELLINFANZIA (esempio di tesi progetto di ricerca) INDICE INTRODUZIONE PARTE PRIMA Le parole scritte CAP. 1 EMOZIONI E NARRAZIONE 1.1 Lintelligenza delle emozioni 1.2 Il pensiero narrativo CAP. 2 LA COMPRENSIONE NARRATIVA 2,1 Il gioco dellinterpretazione 2.2 I meccanismi della comprensione CAP. 3 IL MONDO NARRATO 3,1 Le funzioni della lettura 3.2 La lettura nella prima infanzia 3.3 Leggere con il corpo 3.4 La lettura delle immagini 3.5 La lettura condivisa 3.6 Aspetti linguistici e stili di lettura 3.8 Narrazione e gioco simbolico CAP. 4 LETTURE 4.1 Libri destinati ai bambini 4.2 Fiabe 4.3 Narrative non fiabesche 4.4 La qualit dei libri per bambini CAP. 5 EDUCAZIONE NARRATIVA 5.1 Raccontare e leggere a voce alta 5.2 Il ruolo delladulto PARTE II LE PAROLE RACCONTATE CAP. 1 IL PERCORSO DIDATTICO SVOLTO 1.1 Gli obiettivi 1.2 I bambini 1.3 Gli spazi 1.4 I libri 1.5 Le modalit della proposta CAP. 2 CONCLUSIONI

2.1 Lo stile di lettura 2.2 La partecipazione dei bambini 2.3 Lesperienza di tirocinio BIBLIOGRAFIA APPENDICE ICONOGRAFICA ALLEGATI INTRODUZIONE Quando si diventa lettori? Esiste un principio, un inizio unico inconfondibile da cui la storia prende il via, oppure ci sono tante piccole storie, che impercettibilmente cominciano e finiscono, si intrecciano e si sovrappongono, e solo con il tempo assumono una forma riconoscibile, significativa, narrabile? Si tratta di un percorso ordinato, nel quale ogni tappa offre al viaggiatore unoccasione di incontro con paesaggi e costumi sempre pi distanti dai propri e con lingue progressivamente pi complesse, che egli affronta con padronanza ed interesse ogni volta maggiori? Oppure ogni viaggio ha valore in s, offrendo al piccolo esploratore e al maturo Livingstone le stesse emozionanti avventure, la stessa ricchezza di incognite, di scoperte? Simili interrogativi forse non aspettano risposte certe, ma sicuramente offrono lo spunto per riflettere sul periodo in cui il rapporto con la lettura inizia a costruirsi, supponendo che linteresse per i libri, per le storie in essi contenute e per i diversi modi di raccontarle, possa assumere varie forme e si esprima intensamente anche prima di divenire consapevole. Lipotesi che gi nella prima infanzia sussistano le potenzialit perch tale rapporto abbia origine e assuma una forma gratificante prende vita non solo dai numerosi studi gi effettuati in questo campo, ma soprattutto dal lavoro che linsegnante quotidianamente svolge e dal confronto con esperienze narrative che coinvolgono i bambini a diversi livelli. Da essa scaturisce lidea di unindagine intenzionata, da un lato, a collegare tra loro spunti e conoscenze ricavati da diverse prospettive teoriche, dallaltro, a raccogliere informazioni direttamente sul campo, nellesperienza lavorativa e nella pratica del tirocinio. Lobiettivo non certo quello di fornire conoscenze esaustive e generalizzabili, ma quello di rendere conto di un percorso che, pur cercando i supporti teorici necessari alla costruzione di un discorso fondato e coerente con la prospettiva fornita dallipotesi, sceglie lapproccio qualitativo, valorizza la storicit dellesperienza, ne ribadisce loriginalit e la complessit. Il punto di partenza dellindagine rappresentato proprio dai racconti di James e Dickens in relazione al loro incontro con la lettura: si tratta di esperienze personali, inevitabilmente irriducibili, ma non per questo meno ricche di spunti di riflessione, che, oltre ad offrire primi elementi di sostegno allipotesi di base, evidenziano la necessit di percorrere ulteriori vie di approfondimento. Individuare in un incontro positivo tra un bambino e la lettura la probabile origine di un interesse perdurante nel tempo e riconoscere la possibilit di un rapporto intenso e gratificante gi nel periodo della prima infanzia, ossia prima che si possa parlare di lettori nel senso letterale del termine, richiede infatti una serie di chiarimenti relativamente ai concetti fondamentali su cui tali ipotesi si fondano. Innanzitutto, importante approfondire i presupposti teorici che costituiscono i punti di riferimento dell'indagine, in particolare se si tratta di prospettive originali, nellaffrontare lo sviluppo del pensiero e del suo funzionamento e nel riconsiderare il rapporto del soggetto con lattivit narrativa. Da un lato, riconoscere alle emozioni un ruolo fondamentale nello sviluppo dellintelligenza e restituire dignit ad una forma di pensiero che, per le sue qualit narrative rappresenta un ruolo diverso da quello scientifico di organizzare lesperienza, porta ad assegnare un nuovo significato agli incontri con il mondo narrato e con i suoi prodotti. Dallaltro, riconosce

un ruolo creativo al lettore o pi in generale al fruitore di forme narrative e spinge ad indagare quali competenze implichi lesplorazione di questo complesso orizzonte. Occorre puntualizzare il significato del termine lettura, nella consapevolezza che il campo delle operazioni, dei prodotti linguistici e degli obiettivi a cui esso pu riferirsi varia a seconda dellambito in cui lo si utilizza, della prospettiva di ricerca, dei mutamenti culturali, delle esperienze individuali. La lettura, infatti, intesa in senso lato come attivit che permette la fruizione di un testo, pu assumere forme diverse, che pur discostandosi dalla sua definizione tradizionale, rivendicano il riconoscimento del loro valore, in una prospettiva che si confronta con le esigenze e le competenze del bambino in crescita e con quelle di chi si occupa di lui. Anche i testi, i supporti di cui la lettura si avvale, meritano il loro spazio, la loro indagine in relazione al bambino, protagonista di esperienze di lettura, dotato di interessi e competenze, sulla cui base esse acquistano un senso, oppure pu essere visto come linterlocutore di un processo educativo che lo prepari alla comprensione e alla decodifica dei testi. Infine c il rapporto sottinteso con ladulto che rende possibili esperienze precoci di lettura, il suo ruolo di mediatore, non solo tra il bambino e i libri, ma tra il bambino e gran parte di ci che lo circonda, anche con lausilio di altri linguaggi, sonori, iconici, gestuali.