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Varzi / Nolt / Rohatyn Logica 2/ed

Soluzioni agli esercizi supplementari

Capitolo 1 (esercizi alle pp. 2223)


(1)
[Ce

la farai senzaltro], perch [hai talento] e [lavori sodo].

Esercizio

Le asserzioni 2 e 3 fungono da premesse indipendenti per la conclusione 1: la persona a cui largomentazione rivolta potrebbe aver talento senza lavorare sodo, e potrebbe lavorare sodo pur senza avere talento. Si tratta quindi di unargomentazione convergente: 2 3 1 (2)
[C

1.1

dosi.]

bisogno di altra morfina.]

[Abbiamo

32 feriti] e

[sono

rimaste solo 12

In questo caso le due premesse lavorano in congiunzione. Il diagramma : 2+3

(3) Questa non unargomentazione ma unasserzione condizionale. (4)


[Se

ci fosse stato un autovelox, sarebbe comparso su questo radar,] ma non comparso nulla.] Questa unargomentazione con conclusione implicita:
[Non

[qui

cera un autovelox.] 1+2

(5)

[O

gli UFO sono armi segrete del nemico oppure sono navi spaziali che provengono da un mondo alieno.] [Se sono armi nemiche, allora la tecnologia nemica ampiamente superiore alla nostra (contrariamente a quanto si pensa di solito).] [Se sono navi spaziali aliene, allora dispongono di una tecnologia superiore a qualsiasi cosa noi si possa immaginare.] In ogni caso, quindi, [i costruttori di UFO sono tecnologicamente pi sofisticati di noi.] Lindicatore di conclusione quindi (insieme alla qualifica in ogni caso) segnala che lasserzione 4 una conclusione sostenuta da tutte le asserzioni precedenti. Si noti che queste sono poste tra parentesi senza spezzarle in componenti pi semplici, dal momento che si tratta di asserzioni composte mediante i connettivi o oppure e se allora. Pertanto il diagramma :

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1+2+3

(6) Questa non unargomentazione. La parola perch non funge da indicatore di premessa ma svolge una funzione puramente esplicativa: il parlante sta spiegando per quale motivo una certa persona si sia rinchiusa nella sua camera da letto, non sta cercando di dimostrare che lha fatto. (7)
[Ho

seguito le indicazioni della ricetta sulla scatola,] ma [la torta davvero immangiabile.] Evidentemente [alcuni ingredienti erano andati a male]. Argomentazione non convergente: 1+2

(8)

[I

cibi salati mi fanno bere.] [Quando bevo mi passa la sete.] Quindi salati mi fanno passare la sete.]

[i

cibi

Argomentazione non convergente (ma colpevole di una fallacia semantica; si veda il Paragrafo 8.2). Anche in questo caso il diagramma : 1+2

(9) Non unargomentazione ma una semplice descrizione di un concorso a premi. (10)


[Come

si fa a dire che la pena capitale un deterrente per il crimine?] [In quegli stati in cui la pena di morte stata abolita, il tasso di incidenza dei delitti inferiore a quello degli stati che invece lhanno mantenuta.] Inoltre, [la pena capitale una pratica barbarica che non dovrebbe trovare posto in una societ che si definisce civilizzata.] Questa unargomentazione convergente (come suggerisce la parola inoltre) con unovvia conclusione implicita:
[La

pema di morte va abolita.] 2

Il diagramma :

1 3 4

Si noti che la conclusione intermedia 1 espressa da una domanda retorica. (11)


[Non

sono stati n il maggiordomo n la cameriera.] [Rimangono il cuoco e lautista.] Ma [lautista era allaeroporto quando il delitto avvenuto.] [Il cuoco lunico senza un alibi.] Inoltre [lereditiera stata avvelenata.] logico concludere che [lassassino proprio il cuoco.] Questargomentazione riposa su due ovvia premesse implicite:
[Lassassino uno tra il maggiordomo, [Lomicidio ha avuto luogo a casa.]

la cameriera, il cuoro, lautista.]

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Soluzioni agli esercizi supplementari

Dalla premessa 7 insieme alla 1 si deriva lasserzione 2. Da questultima, insieme alle premesse 3 e 8, si deduce che il cuoco lunica persona sospetta a non avere un alibi (asserzione 4), da cui si inferisce la conclusione 6. La conclusione supportata indipendentemente dalla premessa 5. Si tratta quindi di unargomentazione complessa il cui ultimo passo convergente: 1+7

2+3+8 4 5 6

(12)

[La

serie dei numeri interi infinita.] [Se non fosse infinita, allora ci sarebbe un numero pi grande di tutti gli altri.] Ma, [per le leggi dellaritmetica, si pu applicare loperazione di addizione a un numero arbitrariamente grande, lo si chiami n, per ottenere n + 1.] Poich [n + 1 pi grande di n,] ne segue che [non c un numero intero pi grande di tutti gli altri.] Questo dimostra che [la serie degli interi infinita.] Argomentazione complessa non convergente: 3+4 2+5

(13)

[La

scala Richter misura lintensit di un terremoto in potenze di 10.] [Una scossa che misura 6 gradi 10 volte pi potente di una che ne misura 5,] e [una che misura 7 gradi rilascia 10 volte pi energia di una che ne misura 6 e 100 volte pi di una che ne misura 5.] [Scosse famose come quella di San Francisco del 1906 (8,6 gradi) o quella dellAlaska nel 1964 (8,3 gradi) sono quindi almeno mille volte pi devastanti di una scossa che misuri appena 5 gradi.] In questargomentazione, le asserzioni 2 e 3 sono introdotte al solo fine di spiegare e illustrare il significato dellasserzione 1 e non aggiungono nulla alla struttura logica del discorso. Pertanto il diagramma semplicemente: 1

(14)

[I

genitori che hanno subito molestie da piccoli sono spesso pi violenti, con i propri figli, dei genitori che non ne hanno subite.] Questo dimostra che [subire molestie da piccoli porta a ulteriori molestie nei confronti della generazione successiva.] Di conseguenza, [lunico modo per fermare il ciclo delle molestie ai minori fornire assistenza per i minori molestati prima che questi possano diventare genitori e perpetuare questo triste e grave problema.] 1

2 3

(15) Supponiamo che [ci sia un tavolo da biliardo perfettamente quadrato] e che [una palla sia colpita dalla met di una sponda con una traiettoria dritta e
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unangolazione di 45 gradi rispetto alla sponda.] Si capisce che [la palla colpir la sponda adiacente con unangolazione di 45 gradi.] [In seguito la palla rimbalzer con unangolazione uguale, ma nella direzione opposta a quella di arrivo.] Quindi [si incliner con unangolazione di 45 gradi e colpir nel mezzo la sponda opposta a quella da cui era partita.] Ne segue che, per lo stesso principio, [colpir nel mezzo la sponda successiva con unangolazione di 45 gradi] e quindi [ritorner al punto di partenza.] 1+2

3+1

5+1

6+1 7
Esercizio

1.2

(1) La maiuscola di x X. (2) Quando si parla di amore, si parla semplicemente di una parola di 5 lettere. (3) Roma conosciuta con il nome di Citt Eterna. Il Vaticano a Roma. Il Vaticano, quindi, nella Citt Eterna. (4) Il Capitolo 1 di questo libro riguarda la struttura delle argomentazioni. (5) In logica formale, le lettere P e Q sono spesso usate per designare asserzioni. (6) Se usiamo la lettera P per designare lasserzione Piove e Q per designare Fuori fa freddo, allora largomentazione Piove, quindi fuori fa freddo si simbolizza cos: P, quindi Q. (7) Roma designa Roma, e Roma designa Roma, ma Roma non designa Roma. [Esistono infinite altre soluzioni corrette. sufficiente che le coppie di virgolette intorno alla prima occorrenza di Roma siano una in pi rispetto alla seconda occorrrenza, le coppie di virgolette intorno alla terza occorrenza di Roma siano una in pi rispetto alla quarta occorrrenza, e le coppie di virgolette intorno allultima occorrenza di Roma siano in numero uguale o maggiore rispetto alla penultima.]

Capitolo 2 (esercizi alle pp. 4346)


Esercizio

2.1

(1) (2) (3) (4) (5) (6)

(7) (8)

Deduttiva. Deduttiva. Deduttiva. Induttiva (debole); i fumatori potrebbero patire una morte dolorosa anche se non si ammalassero di enfisema. Induttiva (forte); date le premesse, molto improbabile (bench in linea di principio possibile) che una nazione scateni un attacco nucleare. Induttiva. Le premesse non dicono che lo starnuto avviene subito, quindi pu anche essere che io abbia respirato del pepe poco prima di mezzanotte e abbia starnutito dopo mezzanotte. Si tratta comunque di una possibilit estrema, per cui la forza dellargomentazione decisamente alta. Induttiva (forte). Induttiva (debole); la prima premessa non dice che solo i conservatori sono convinti assertori della legge e dellordine.

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(9) Induttiva (debole); non essere convinti dellinnocenza di una persona non equivale a ritenerla colpevole. (10) Induttiva (forte). (11) Induttiva (piuttosto forte). (12) Induttiva. Supponiamo che siano rimaste solamente due persone al mondo, una totalmente calva e laltra con un solo capello. In tal caso le premesse sarebbero vere e la conclusione falsa, quindi largomentazione non pu essere deduttiva. Largomentazione, tuttavia, abbastanza forte, dal momento che la maggior parte delle circostanze in cui le premesse sono vere, vera anche la conclusione. (13) Deduttiva. (14) Deduttiva. (15) Induttiva (forte). (16) Induttiva (moderatamente forte). (1)
[Il

tema di Ettore e quello di Alessandro sono pressoch identici.] Evidentemente, [uno dei due ha copiato.] 1 I (forte) 2

Esercizio

2.2

(2) Dal momento che [mi hai detto che ci saremmo incontrati al drive-in] e [tu non ceri], [sei un bugiardo.] Quindi [non posso credere a nulla di quello che dici.] Ecco perch [con te non posso sentirmi a mio agio.] 1+2 I (debole) 3 I (piuttosto debole) 4 I (piuttosto forte) 5 (3)
[Largomentazione

I (debole)

precedente infondata per due ragioni.] Anzitutto, [al drive-in io cero], ma evidentemente [non mi hai visto,] quindi [una delle tue premesse falsa.] E poi [il tuo ragionamento non valido.] 2+3
D

5 D 1

(4)

da tre giorni che piove.] [Domani far sicuramente bello.] 1 I (debole) 2

(5)

[Le

previsioni meteorologiche dicono che piover,] [il cielo appare molto minaccioso,] e [la lancetta del barometro sta scendendo rapidamente:] tutti fenomeni fortemente correlati alla pioggia. Quindi [sta per piovere.] Ma [se piover non potremo certo fare un picnic nel prato.] Quindi, [il picnic dovr essere cancellato.]

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2 3 I (deboli, ma congiuntamente forti) 4+5 I (forte) D 2

(6)

[Tutti

i cittadini maggiorenni hanno diritto di votare, a meno che siano mentalmente disabili o siano stati condannati per un crimine.] [Luca un cittadino maggiorenne], e ciononostante [dice di non avere diritto al voto.] [Luca non mentalmente disabile.] Quindi, [o ci che dice falso, o stato condannato per un crimine.] Ma [Luca mi ha anche detto di non essere mai stato arrestato,] ed [ impossibile essere condannati per un crimine senza essere arrestati.] Quindi, [almeno una delle cose che Luca ha detto falsa.] 1+2+3+4 D 5+6+7 D 8

(7)

[Non

vi alcun modo per stabilire se la coscienza sopravviva alla morte fisica,] quindi possiamo solo concludere che [non sopravviver.] Ma [noi non siamo altro che coscienza,] dal momento che [senza coscienza non siamo in grado di esperire alcunch, nemmeno loscurit.] Quindi [noi non sopravviviamo alla morte.] [Ogni sistema morale fondato sullidea di una punizione o di un premio ultraterreno quindi fondamentalmente sbagliato.]
I (debole)

4 I (debole) 2 + 3 D 5 I (debole) 6

I (debole)

Esercizio

2.3

(1) Bassa pertinenza e bassa probabilit induttiva. (2) Alta pertinenza e probabilit induttiva; in effetti, ammesso che il parlante abbia degli amici, laggiunta della seconda premessa rende largomentazione deduttiva. (3) Pertinenza nulla e probabilit induttiva bassissima. (4) Bassa pertinenza e bassa probabilit induttiva. (5) Buona pertinenza e bassa probabilit induttiva; tuttavia si potrebbe pensare che largomentazione poggi su una premessa implicita in base alla quale lamico in questione non ha il coraggio di dire come stanno le cose, nel qual caso largomentazione sarebbe deduttiva. (6) La conclusione logicamente necessaria, quindi largomentazione deduttiva e ha probabilit induttiva massima; la pertinenza delle premesse irrilevante. (7) La premessa logicamente impossibile, quindi largomentazione deduttiva e ha probabilit induttiva massima; la pertinenza della premessa irrilevante. (4), (1), (3), (6), (2), (5). Largomentazione pi forte, la (4), deduttiva; in quella pi debole, la (5), le premesse inplicano deduttivamente la negazione della conclusione. (1) Questargomentazione ragionevolmente buona, ma non pu essere considerata conclusiva: (a) entrambe le premesse sono vere; (b) la probabilit induttiva piut-

Esercizio

2.4
Esercizio

2.5

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(2)

(3)

(4)

(5)

(6)

tosto debole, visto che i nove pianeti conosciuti costituiscono un campione molto esiguo (e non casuale) su cui basare lampia generalizzazione della conclusione; (c) le premesse sono pertinenti; (d) non siamo a conoscenza di evidenza contraria. Questa non una cattiva argomentazione, ma bench in effetti la conclusione risulti falsa: (a) entrambe le premesse sono vere; (b) la probabilit induttiva alta; (c) le premesse sono pertinenti; (d) sappiamo che Ronald Reagan ha recitato in diversi film, e tanto basta a inficiare linferenza. Per valutare largomentazione nel suo complesso, si tratta di vedere se questultima informazione stata volutamente taciuta o semplicemente ignorata. Questagomentazione decisamente debole e non giustifica la conclusione: (a) non sappiamo se le premesse siano vere; (b) la probabilit induttiva bassa (e tradisce una fallacia dello scommettitore; si veda il Paragrafo 8.4); (c) le premesse sono pertinenti; (d) largomentazione vulnerabile a fronte di nuova evidenza: si tratta di vedere chi siano i nemici e quale sia la loro politica militare. Questa unagomentazione deduttivamente valida e fondata, quindi giustifica appieno la conclusione: (a) le premesse sono tutte vere (si noti che se n negativo, il numero degli interi positivi minori di n zero, quindi finito); (b) la probabilit induttiva massima; (c) le premesse sono pertinenti; (d) in quanto deduttiva, largomentazione non vulnerabile a fronte di nuova evidenza. Questa unagomentazione induttiva piuttosto debole ai fini della conclusione: (a) non sappiamo se la prima premessa sia vera; (b) la probabilit induttiva piuttosto bassa, considerato che abbiamo avuto modo di osservare una quantit di materia che potrebe rivelarsi molto limitata (soprattutto nellipotesi in cui la prima premessa sia vera); (c) le premesse sono pertinenti; (d) largomentazione chiaramente vulnerabile a fronte di nuove scoperte scientifiche. Questa unargomentazione deduttiva, ma infondata e come tale fallisce nel suo intento di stabilire la verit della conclusione: (a) la prima premessa falsa; (b) la probabilit induttiva massima; (c) le premesse sono pertinenti; (d) in quanto deduttiva, largomentazione non vulnerabile a fronte di nuova evidenza (ma abbiamo gi evidenza a sufficiena per non accettare la prima premessa).

Capitolo 3 (esercizi alle pp. 9192)


(1) (2) (3) (4) (5) (6) (7) (8) (9) (10) (11) (12) (13) (14) (15) (16) P P & Q PQ QP PQ PQ P & Q oppure, in alternativa, (P Q); questi due modi di formalizzare lasserzione sono equivalenti e ugualmente corretti (si veda lEsercizio risolto 3.10). (P & Q) PQ Q P P ( Q & R) P ( Q & R) P & (Q & R ) R ( P Q) ( R & Q) (P & S), oppure (R Q) (P & S) (P & S ) ( Q & R )
Esercizio

3.1

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(17) (18) (19) (20)

(R & Q) & ( P & S) (R & Q) ((P S) & (P & S)) (S (R P)) & ( S (P & Q)) ((R Q) P) & (( P & ( Q & R)) S)

Esercizio

3.2

(1) Non una fbf. Le parentesi vanno introdotte solo insieme a operatori binari (regola 3). (2) Non una fbf. Due o pi lettere enunciative possono produrre una fbf solo in combinazione con un operatore binario (regola 3). (3) P una fbf per la regola 1, cos (P P) una fbf per la regola 3. (4) A rigore non una fbf: mancano le parentesi. Per possiamo usare formule di questo tipo ufficiosamente. (5) P e Q sono fbf per la regola 1, e P una fbf per la regola 2. Quindi ( P & Q) una fbf per la regola 3. Ne segue che ( P & Q) una fbf per re applicazioni successive della regola 2. (6) Non una fbf: nessuna regola ci autorizza a introdurre una doppia coppia di parentesi. (7) Questa non una fbf, ma lo sarebbe se aggiungessimo una coppia di parentesi attorno allintera formula. Infatti P e Q sono fbf per la regola 1, quindi (P & Q) una fbf per la regola 3 e di conseguenza (P & Q) una fbf per la regola 2. Anche R una fbf per la regola 1, quindi R una fbf per la regola 2. Ne segue che la congiunzione ( (P & Q) & R) sarebbe una fbf per la regola 3. La formula data pu quindi essere accettata ufficiosamente. (8) P una fbf per la regola 1, cos (P P) una fbf per la regola 3. Applicando nuovamente la regola 3, si ottengono prima (P (P P)) e infine (P (P (P P))), che quindi una fbf. (9) Non una fbf: manca una parentesi a destra. (10) Non una fbf: la regola 3 ci autorizza a unire soltanto due lettere enunciative alla volta, quindi la sottoformula (Q R S) non ben formata. (1) Tautologica, come mostra la seguente tavola di verit: P P P V V V V F F V F (2) Contingente, come mostra la seguente tavola di verit: P P P V V F F F F V V (3) Inconsistente, come mostra la seguente tavola di verit: P ( P P) V F V V V F F F V F (4) Contingente, come mostra la seguente tavola di verit: P V V F F Q V F V F P V V F F V F V V Q V F V F

Esercizio

3.3

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(5) Contingente, come mostra la seguente tavola di verit: P V V F F Q (P Q) P V V V VV V F V V F V V V F V V F F F F F F V F

(6) Tautologica, come mostra la seguente tavola di verit: P V V F F Q (P & Q) P V V V VV V F V F F V V V F F VV F F F F F V F

(7) Contingente, come mostra la seguente tavola di verit: P V V F F Q V F V F P (P Q) V F F V V V V F F V V F F V F F V V F F V F F F

(8) Contingente, come mostra la seguente tavola di verit: P V V F F Q V F V F ((P F V V V V F F F & V F F F Q) (P V V V F F V V F F F V F Q)) VV VF VV F F

(9) Inconsistente, come mostra la seguente tavola di verit: P V V V V F F F F Q V V F F V V F F R V F V F V F V F (P & Q ) & V V V F V V V F V F F F V F F F F F V F F F V F F F F F F F F F (P R ) F V VV F V VF F V VV F V VF F F VV V F F F F F VV V F F F

(10) Tautologica, come mostra la seguente tavola di verit: P V V V V F F F F Q V V F F V V F F R V F V F V F V F (P (Q & R)) (P R) V V VV V V V VV V F VF F V V F F V F F F V V V VV V F F F F V V F F F V VV V V F VV F V VF F V F VF F V F F V V F VV F V F F F V F VF

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Esercizio

(1) Valida, come mostra il seguente albero di refutazione: 1 2 3 4 5 P (P P ) P P X

3.4

2 2 1,3 (oppure 1,4 )

(2) Non valida; lalbero di refutazione presenta due cammini aperti: 1 2 3 4 5 PQ (P & Q ) q p P 1 Q 1 e i e i P 2 & Q 2 & P 2 & Q 2 & X 3,4 X 3,4

(3) Valida, come mostra il seguente albero di refutazione: 1 2 3 4 5 6 7 P Q (P & Q) P&Q 2 P 3& Q 3& e i P 1 Q 1 X 4,6 X 5,6

(4) Valida, come mostra il seguente albero di refutazione: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 P ((P (Q & P)) (P & Q)) P (Q & P ) 2 (P & Q ) 2 q p P 3 Q & P 3 X 1,5 Q 5& P 5& e i P 4 & Q 4 & X 1,8 X 1,8

(5) Valida, come mostra il seguente albero di refutazione: 1 2 3 4 5 6 PQ P Q R e i P Q 1 X 2,5 X 3,5

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(6) Non valida; tutti i cammini dellalbero di refutazione sono aperti: 1 2 3 4 5 6 7 (Q & R ) P Q R P P 4 q p (Q & R ) 1 P e i Q 6 & R 6 &

(7) Valida, come mostra il seguente albero di refutazione: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 (P Q) RP R R 3 P 1 Q 1 e i R 2 R P 2 P X 5,8 X

2 2 4,7

(8) Non valida; lalbero di refutazione presenta un cammino aperto: 1 2 3 4 5 6 7 8 (P & Q ) RP R R 3 q p P 1 & Q 1 & e i e i R 2 R 2 R 2 R P 2 P 2 P 2 P X 5,7 X 4,6 X

2 2 4,6

(9) Valida, come mostra il seguente albero di refutazione: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 PQ QR (P R ) q p P 1 P 1 Q 1 Q 1 e i e i Q 2 Q 2 Q 2 Q 2 R 2 R 2 R 2 R 2 X 5,6 e i X 5,6 e i P 3 P 3 P 3 P 3 R 3 R 3 R 3 R 3 X 7,10 X 4,9 X 4,9 X 7,10

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(10) Non valida; lalbero di refutazione presenta un cammino aperto: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12


Esercizio

P (R S ) (R & S ) Q (P Q) P 3 Q 3 q p P 1 RS 1 X 4,6 q p Q 2 Q 2R 6 S 6 R 2 R 2 (R & S ) 2 Q 2 X 5,6 e e i X 5,9 P 3 R 9 & S 9 & P 3 X 8,11

(1) Largomentazione ha la forma: V A | A V Questa forma non valida, poich il suo albero di refutazione presenta un cammino aperto: 1 2 3 4 5 6 7 V A ( A V ) A 2 V 2 V 4 e i V 1 A 1 X 5,6

3.5

(2) Largomentazione ha la forma: I V | I V Questa forma non valida, poich il suo albero di refutazione ha entrambi i cammini aperti: 1 2 3 4 5 6 IV ( I V ) I 2 V 2 V 4 e i I 1 V 1

(3) Largomentazione ha la forma: C I | C I Questa forma banalmente valida, poich la premessa coincide con la conclusione. (4) Largomentazione ha la forma: (C V) & (C & V) | V C

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Questa forma valida, come mostra la seguente tavola di verit: C V V F F V (C V) & (C & V) | V C V V V V F F VV V V F F F V V F V VVF F F V F V F V V V V F F V V V V F F F F F V F F F F F V

(5) Largomentazione ha la forma: I, I V, V A, A C, C | I Questa forma valida, come mostra il seguente albero di refutazione: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 I IV V A A C C I q p I 2 V 2 X 1,7 e i Q 2 A 4 C 4 X 5,6 e i X 5,9 V 3 V 3 A 3 A 3 X 9,12 X 7,11

Capitolo 4 (esercizi alle pp. 119120)


(1) F V, V | F 1 2 3 4 5 6 FV V F V V & V F F V F V V A A H (per I) 1, 3 E 2, 4 &I 35 I A A 1, 2 E 3 E A H (per I) H (per I) 1, 3 E 2, 4 &I 35 I 26 I
Esercizio

4.1

(2) F V, F | V 1 2 3 4

(3) F V | V F 1 2 3 4 5 6 7 F V V F V V & V F V F

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(4) F P, P | F Questargomentazione ha la stessa forma della (1); la sua dimostrazione quindi identica a quella gi fornita (con P al posto di V). (5) C F | (F & C) 1 2 3 4 5 6 7 C F F & C C F F F & F (F & C ) A H (per I) 2 &E 1, 3 E 2 &E 4, 5 &I 26 I

(6) ( F & V) P, P, V | F 1 2 3 4 5 6 7 8 9 ( F & V ) P P V F F & V P P & P F F A A A H (per I) 3, 4 &I 1, 5 E 2, 6 &I 47 I 8 E

(7) (V & P) F, F C, P | V C 1 2 3 4 5 6 7 8 (V & P ) F FC P V V&P F C VC A A A H (per I) 3, 4 &I 1, 5 E 2, 6 E 37 I

(8) F (V & P), P | F 1 2 3 4 5 6 7 8 F ( V & P) P F F (V & P ) V&P P P & P F A A H (per I) 1 E 3, 4 E 5 &E 2, 6 &I 37 I

(9) F (V & P) | V (P F) 1 2 3 4 5 6 7 8 F ( V & P) V P V&P (V & P ) F F PF V (P F ) A H (per I) H (per I) 2, 3 &I 1 E 4, 5 E 36 I 27 I

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15

(10) F ( V P), V & P | F 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 F ( V P ) V&P F ( V P ) F V P V V V P V P P & P V P V V V V & V F F A A 1 E H (per I) 3, 4 E H (per I) 66 I H (per I) H (per I) 2 &E 8, 10 &I 911 I 812 I 5, 7, 13 E 2 &E 14, 15 &I 416 I 17 E
Esercizio

(1) P | P Q 1 2 3 4 5 6 7 P P A H (per I) H (per I) 1, 2 &I 34 I 5 E 26 I

4.2

Q P & P Q Q PQ

(2) P Q | P Q 1 2 3 4 5 6 PQ PQ Q P QP P Q P Q A 1 E 2 TRAS 1 E 4 TRAS 3, 5 I

(3) P Q | (P & Q) 1 2 3 P Q P Q (P & Q) A 1 DN 2 DM

(4) P (Q R), R | P 1 2 3 4 5 P (Q R ) R QR (Q R ) P P A A 2 I 1 E 3, 4 E

(5) P Q, P Q | P 1 2 3 PQ P Q P A A H (per I)

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4 5 6 7

Q Q Q & Q P

1, 3 E 2, 3 E 4, 5 &I 36 I

(6) P Q, Q R | P R 1 2 3 4 5 6 7 8 9 PQ QR PQ QR PR QP RQ RP PR A A 1 E 2 E 3, 4 SI 1 E 2 E 6, 7 SI 5, 8 I

(7) P Q | (P & R) (Q & R) 1 2 3 4 5 6 7 PQ P&R P Q R Q&R (P & R ) (Q & R ) A H (per I) 2 &E 1, 3 E 2 &E 4, 5 &I 26 I

(8) P Q | (P R) (Q R) 1 2 3 4 5 6 7 PQ PR PQ R RR QR (P R ) ( Q R ) A H (per I) 1 RE H (per I) 44 I 2, 3, 5 DC 26 I

(9) (P Q) & (P R ) | P (Q & R) 1 2 3 4 (P Q) & (P R ) ( P Q) & ( P R) P ( Q & R) P ( Q & R) A 2 IM (due volte) 3 DIST 4 IM

(10) P Q, (P Q) (Q P) | P Q 1 2 3 4
Esercizio

PQ (P Q) (Q P) QP PQ

A A 1, 2 E 1, 3 I

4.3

(1) | P P 1 2 P PP (P & Q) (P & Q) P (Q (P & Q)) H (per I) 11 I IT Esercizio 4.3(1) 1 ESP

(2) | P (Q (P & Q)) 1 2

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17

(3) | P ((P Q) Q) 1 2 3 4 (P Q) (P Q) ((P Q) & P) Q (P & (P Q)) Q P ((P Q) Q) IT Esercizio 4.3(1) 1 ESP 2 COM 3 ESP

(4) | (P Q) ( Q P) 1 2 (P Q) (P Q) (P Q) ( Q P) (P & Q) (P & Q) (P & Q) ( P Q) IT Esercizio 4.3(1) 1 TRAS

(5) | (P & Q) ( P Q) 1 2 IT 4.36 1 DM

(6) | Q (P P) 1 2 P P Q (P P ) IT 4.36 1 Esercizio risolto 4.28 1

(7) | (P & P) Q 1 2 3 (P & P ) Q (P & P ) (P & P ) Q IT 4.33 1 Esercizio risolto 4.28 2 TRAS

(8) | P (P Q) 1 2 3 4 P P (P P ) Q P ( P Q) P (P Q) IT 4.36 1 I 2 ASSOC 3 IM

(9) | P (Q P) 1 2 P ( P Q) P ( Q P) IT Esercizio 4.3(8) 1 TRAS

(10) | (P Q) (Q P) 1 2 4 4 5 Q Q P (Q Q) ( P (Q Q)) P ( P Q) ( Q P) (P Q) (Q P) IT 4.36 1 I 3 I 4 ASSOC (due volte) 6 IM (due volte)


Esercizio

(1) (P & Q) ( P Q) 1 2 3 4 5 6 7 (P & Q) P Q (P & Q) ( P Q) P Q (P & Q) ( P Q) (P & Q) (P & Q) ( P Q) H (per I) 1 Esercizio risolto 4.23 12 I H (per I) 4 Esercizio risolto 4.21 45 I 3, 6 I

4.4

Se parte di una derivazione gi stata dimostrata, scriviamo direttamente la sua conclusione indicando soltanto i numeri delle righe in cui compaiono le formule utilizzate come premesse e citando lEsercizio (risolto o supplementare) corrispondente.
1

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(2) (P Q) ( P & Q) 1 (P Q) 2 P & Q 3 (P Q) ( P & Q) 4 P & Q 5 PQ 6 P 7 P 8 P & P 9 P (P & P ) 10 Q 11 (P & P ) 12 Q 13 Q & Q 14 (P & P ) 15 P & P 16 Q (P & P ) 17 P & P 18 (P Q) 19 ( P & Q) (P Q) 20 (P Q) ( P & Q) (3) (P Q) (Q P) 1 2 3 4 5 6 7 PQ QP (P Q) (Q P) QP PQ (Q P) (P Q) (P Q) (Q P) H (per I) 1 Esercizio risolto 4.16 12 I H (per I) 4 Esercizio risolto 4.16 45 I 3, 6 I H (per I) 1 Esercizio risolto 4.24 12 I H (per I) H (per I) H (per I) 4 &E 6, 7 &I 68 I H (per I) H (per I) 4 &E 10, 12 &I 1113 I 14 E 1015 I 5, 9, 16 E 517 I 418 I 3, 19 I

(4) (P & Q) (Q & P) 1 2 3 4 5 6 7 P&Q Q&P (P & Q) (Q & P) Q&P P&Q (Q & P) (P & Q) (P & Q) (Q & P) H (per I) 1 Esercizio risolto 4.3 12 I H (per I) 4 Esercizio risolto 4.3 45 I 3, 6 I

(5) (P (Q R)) ((P Q) R) 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 P ( Q R) P PQ (P Q) R P ((P Q) R) QR Q PQ (P Q) R Q ((P Q) R) R (P Q) R R ((P Q) R) (P Q) R H (per I) H (per I) 2 I 3 I 24 I H (per I) H (per I) 7 I 8 I 24 I H (per I) 11 I 24 I 6, 10, 13 E

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15 (Q R) ((P Q) R) 16 (P Q) R 17 (P (Q R)) ((P Q) R ) 18 (P Q) R 19 PQ 20 P 21 P ( Q R) 22 P (P (Q R)) 23 Q 24 QR 25 P ( Q R) 26 Q (P (Q R)) 27 P ( Q R) 28 (P Q) (P (Q R)) 29 R 30 QR 31 P ( Q R) 32 R (P (Q R)) 33 P ( Q R) 34 ((P Q) R) (P (Q R)) 35 (P (Q R)) ((P Q) R) (6) (P & (Q & R)) ((P & Q) & R) 1 P & (Q & R ) 2 P 3 Q&R 4 Q 5 P&Q 6 R 7 (P & Q) & R 8 (P & (Q & R)) ((P & Q) & R ) 9 (P & Q) & R 10 P&Q 11 Q 12 R 13 Q&R 14 P 15 P & (Q & R ) 16 ((P & Q) & R) (P & (Q & R)) 17 (P & (Q & R)) ((P & Q) & R) (7) (P & (Q R)) ((P & Q) (P & R)) 1 P & ( Q R) 2 P 3 QR 4 Q 5 P&Q 6 (P & Q) (P & R) 7 Q ((P & Q) (P & R )) 8 R 9 P&R 10 (P & Q) (P & R) 11 R ((P & Q) (P & R)) 12 (P & Q) (P & R) 13 (P & (Q R)) ((P & Q) (P & R))

614 I 1, 5, 15 E 116 I H (per I) H (per I) H (per I) 20 I 2021 I H (per I) 23 I 24 I 2325 I 19, 22, 26 E 1927 I H (per I) 29 I 30 I 24 I 18, 28, 32 E 1833 I 17, 34 I

H (per I) 1 &E 1 &E 3 &E 2, 4 &I 3 &E 5, 6 &I 17 I H (per I) 9 &E 10 &E 9 &E 2, 4 &I 10 &E 13, 14 &I 915 I 8, 16 I

H (per I) 1 &E 1 &E H (per I) 2, 4 &I 5 I 46 I H (per I) 2, 8 &I 9 I 810 I 3, 7, 11 E 112 I

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14 (P & Q) (P & R) 15 P & ( Q R) 16 (P & Q) (P & R) (P & (Q R)) 17 (P & (Q R)) ((P & Q) (P & R)) (8) (P (Q & R)) ((P Q) & (P R )) 1 P ( Q & R) 2 P 3 PQ 4 PR 5 (P Q) & (P R ) 6 P ((P Q) & (P R)) 7 Q&R 8 Q 9 PQ 10 R 11 PR 12 (P Q) & (P R ) 13 (Q & R) ((P Q) & (P R)) 14 (P Q) & (P R ) 15 (P (Q & R)) ((P Q) & (P R)) 16 (P Q) & (P R ) 17 (P (Q & R)) 18 P & (Q & R )) 19 P 20 PQ 21 Q 22 PR 23 R 24 Q&R 25 (Q & R ) 26 (Q & R ) & (Q & R ) 27 (P (Q & R)) 28 P ( Q & R) 29 ((P Q) & (P R)) (P (Q & R)) 30 (P (Q & R)) ((P Q) & (P R )) (9) (P Q) ( Q P) 1 PQ 2 Q 3 P 4 Q 5 Q & Q 6 P 7 Q P 8 (P Q) ( Q P) 9 Q P 10 P 11 Q 12 P 13 P & P 14 Q 15 Q 16 PQ 17 ( Q P) (P Q) 18 (P Q) ( Q P)
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H (per I) 14 Esercizio risolto 4.17 1415 I 13, 16 I

H (per I) H (per I) 2 I 2 I 3, 4 &I 25 I H (per I) 7 &E 8 I 7 &E 10 I 9, 11 &I 712 I 1, 6, 13 E 114 I H (per I) H (per I) 17 Esercizio risolto 4.24 18 &E 16 &E 19, 20 Esercizio risolto 4.30 16 &E 19, 22 Esercizio risolto 4.30 21, 23 &I 18 &E 24, 25 &I 1726 I 27 E 1628 I 15, 29 I

H (per I) H (per I) H (per I) 1, 3 E 2, 4 &I 35 I 26 I 17 I H (per I) H (per I) H (per I) 9, 11 E 2, 4 &I 1113 I 14 E 1015 I 916 I 8, 17 I

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(10) (P Q) ( P Q) 1 PQ 2 P Q 3 (P Q) ( P Q) 4 P Q 5 P 6 PQ 7 P (P Q) 8 Q 9 PQ 10 Q (P Q ) 11 PQ 12 ( P Q) (P Q) 13 (P Q) ( P Q) (11) (P Q) (P & Q) 1 PQ 2 P & Q 3 P 4 Q 5 Q 6 Q & Q 7 (P & Q) 8 (P Q) (P & Q) 9 (P & Q) 10 P 11 Q 12 P & Q 13 (P & Q) & (P & Q) 14 Q 15 Q 16 PQ 17 (P & Q) (P Q) 18 (P Q) ( P Q) (12) ((P & Q) R ) (P (Q R)) 1 (P & Q) R 2 P ( Q R) 3 ((P & Q) R ) (P (Q R )) 4 P ( Q R) 5 P&Q 6 P 7 QR 8 Q 9 R 10 (P & Q) R 11 (P (Q R)) ((P & Q) R) 12 ((P & Q) R ) (P (Q R)) (13) P (P & P) 1 2 3 4 5 P P&P P (P & P ) P&P P H (per I) 1, 1 &I 12 I H (per I) 4 &E H (per I) 1 Esercizio risolto 4.15 12 I H (per I) H (per I) 5 &E 4, 6 E 5 &E 7, 8 E 59 I 410 I 3, 11 I H (per I) H (per I) 2 &E 1, 3 E 2 &E 4, 5 &I 26 I 17 I H (per I) H (per I) H (per I) 10, 11 &I 9, 12 &I 1113 I 14 E 1015 I 916 I 8, 17 I H (per I) 1 Esercizio risolto 4.22 12 I H (per I) H (per I) 5 Esercizio 4.2(1) 56 I H (per I) 8 Esercizio risolto 4.28 89 I 4, 7, 10 E 411 I 3, 12 I

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6 7

(P & P ) P P (P & P ) P PP P (P P ) PP P PP P (P P ) P P (P P )

45 I 3, 6 I H (per I) 1 I 12 I H (per I) 5 &E 55 I 4, 6, 6 E 47 I 3, 8 I

(14) P (P P) 1 2 3 4 5 6 7 8 9
Esercizio

(1) | (P & Q) ( P Q) 1 2 3 (P & Q) ( P Q) (P & Q) ( P Q) (P & Q) ( P Q) (P Q) ( P & Q) (P Q) ( P & Q) (P Q) ( P & Q) (P & Q) ( P Q) (P & Q) (P Q) ( P Q) ( P Q) ( P Q) (P Q) (P Q) ( P Q) IT Esercizio 4.4(1) 1 Esercizio 4.2(2) 2 DN

4.5

(2) | (P Q) ( P & Q) 1 2 3 IT Esercizio 4.4(2) 1 Esercizio 4.2(2) 2 DN

(3) | (P & Q) (P Q) 1 2 IT Esercizio 4.5(1) 1 IM

(4) | (P Q) ( P Q) 1 2 3 IT Esercizio 4.4(10) 1 DN 2 Esercizio risolto 4.11

(5) | P ((P & Q) (P & Q)) 1 P 2 Q Q 3 P & (Q Q) 4 (P & Q) (P & Q) 5 P ((P & Q) (P & Q)) 6 (P & Q) (P & Q) 7 P & (Q Q) 8 P 9 ((P & Q) (P & Q)) P 10 P ((P & Q) (P & P)) (6) | (P Q) (P & Q) 1 2 3 (P Q) (P & Q) (P Q) (P & Q) (P Q) (P & Q) IT Esercizio 4.4(11) 1 Esercizio 4.2(2) 2 DN H (per I) IT 4.36 1, 2 &I 3 DIST 1-4 I H (per I) 6 DIST 7 &E 6-8 I 5, 9 I

(7) | (P Q) ((P & Q) ( P & Q)) 1 2 PQ PQ H (per I) 1 E

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3 P (P & Q) 4 QP 5 P Q 6 P ( P & Q) 7 P P 8 (P & Q) ( P & Q) 9 (P Q) ((P & Q) ( P & Q)) 10 (P & Q) ( P & Q) 11 P&Q 12 P 13 QP 14 Q 15 PQ 16 PQ 17 (P & Q) (P Q) 18 P & Q 19 P 20 Q P 20 PQ 21 Q 22 P Q 23 QP 24 PQ 25 ( P & Q) (P Q) 26 PQ 27 ((P & Q) ( P & Q)) (P Q) 28 (P Q) ((P & Q) ( P & Q)) (8) | (P Q) (( P & Q) (P & Q)) 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 (( P & Q) (P & Q)) ((Q & P) (P & Q)) ( (Q P) (P Q)) (Q P) & (P Q) QP PQ PQ (( P & Q) (P & Q)) (P Q) PQ PQ QP (Q P) & (P Q) ( (Q P) (P Q)) ((Q & P) (P & Q)) (( P & Q) (P & Q)) (P Q) (( P & Q) (P & Q)) (P Q) (( P & Q) (P & Q)) (P Q) (( P & Q) (P & Q)) (P Q) (( P & Q) (P & Q))

2 ASS 1 E 4 TRAS 5 ASS IT 4.36 3, 6, 7 DC 18 I H (per I) H (per I) 11 &E 12 Esercizio risolto 4.28 11 &E 14 Esercizio risolto 4.28 13, 15 I 1116 I H (per I) 18 &E 19 Esercizio risolto 4.28 20 TRAS 18 &E 21 Esercizio risolto 4.28 22 TRAS 20, 23 I 1824 I 10, 17, 25 E 1026 I 9, 27 I

H (per I) 1 COM 2 IE Esercizio 4.5(6) (due v.) 3 IE Esercizio 4.5(1) 4 &E 4 &E 5, 6 I 17 I H (per I) 9 E 9 E 10, 11 &I 12 IE Esercizio 4.5(1) 13 IE Esercizio 4.5(6) (due v.) 14 COM 915 I 8, 16 I 17 Esercizio 4.2(2) 18 DN

(9) | (P & P) (Q & Q) 1 2 3 4 5 6 (P & P ) (Q & Q) (P & P ) ( Q & Q ) (Q & Q) (P & P ) (Q & Q) (P & P) H (per I) IT 4.33 1-2 I H (per I) IT 4.33 4-5 I

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7 8 9

(P & P) (Q & Q) (P & P) (Q & Q) (P & P) (Q & Q)

3, 6 I 7 Esercizio 4.2(2) 8 DN (due volte)

(10) | (P P) (Q Q) 1 2 3 4 5 6 7 P P Q Q (P P) (Q Q) Q Q P P (Q Q ) (P P ) (P P) (Q Q) H (per I) IT 4.36 1-2 I H (per I) IT 4.36 4-5 I 3, 6 I

Capitolo 5 (esercizi alle pp. 149150)


Esercizio

5.1

(1) Ogni I non P. Qualche I non-P. (Usiamo I per individuo e P per perfetto, ovvero, in forma canonica, cosa perfetta.) La premessa unasserzione categorica della forma E, che ha il seguente diagramma di Venn:

La conclusione, che della forma I con predicato complementare, ha invece il diagramma seguente:

(si veda lEsercizio risolto 5.9). Poich il primo diagramma non dice nulla circa la porzione del cerchio I esterna a P, mentre nel secondo vi compare un , linferenza non valida. (Lo sarebbe se si assumesse che ogni termine designa un insieme non vuoto, come nella logica aristotelica. In tal caso, infatti, linsieme I dovrebbe contenere almeno un elemento e, data la premessa, dovrebbe per forza di cose trovarsi nella parte contrassegnata dal segno .) (2) Ogni I non P. (Ogni I P). Come in (1), la premessa della forma E. La conclusione la negazione di una forma A, il cui diagramma :

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(si veda lEsercizio risolto 5.12). Ci troviamo pertanto nella medesima situazione di (1): linferenza non valida. (3) Ogni I non P. Ogni I non-P. Anche in questo caso la premessa della forma E, come in (1). La conclusione unasserzione della forma A con predicato complementare e afferma che linsieme I un sottoinsieme del complemento dellinsieme P; il suo diagramma si ottiene quindi oscurando larea comune ai due cerchi:

(si veda lEsercizio risolto 5.10). Poich questo diagramma coincide esattamente con quello della premessa, le due asserzioni sono equivalenti e linferenza risulta valida. (4) Ogni I non P. Qualche I non P. In questo caso la conclusione unasserzione categorica della forma O, il cui diagramma :

Poich la premessa immutata, ci troviamo ancora una volta nella situazione di (1) e (2): linferenza non valida. (5) Ogni V S. Qualche V S. (Usiamo V per verit autocontraddittoria e S per cosa sorprendente.) La premessa unasserzione categorica della forma A, il cui diagramma si ottiene oscurando la parte del cerchio V esterna al cerchio S:

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La conclusione la subalterna della premessa: unasserzione della forma I il cui diagramma contiene un a indicare che gli insiemi V e S hanno almeno un elemento in comune:

La diversit dei diagrammi dimostra che linferenza non valida (bench fosse ritenuta tale nella logica aristotelica). (6) Ogni M non-P. (Qualche M P). (Usiamo M per miracolo e P per cosa possibile.) La premessa unasserzione della forma A con predicato complementare, il cui diagramma, come si visto in (3), si ottiene oscurando larea comune ai due cerchi:

La conclusione la negazione di unasserzione della forma I, ossia di Qualche M P. Il diagramma di Qualche M P ha un nellarea comune, e per rappresentare la negazione bisogna convertire larea cos contrassegnata in unarea oscurata. Poich ci che si ottiene un diagramma identico a quello della premessa, linferenza valida. (7) Ogni non-P M. (Qualche P M). (Qui usiamo M per cosa che mi piace e P per numero pari e interpretiamo la conclusione, Non mi piacciono i numeri pari, come Non c alcun numero pari che mi piaccia.) La premessa unasserzione categorica della forma A con soggetto complementare e afferma che il complemento dellinsieme P incluso nellinsieme M . Il suo diagramma si ottiene quindi oscurando quella parte dellarea esterna al cerchio P che non rientra nel cerchio M, cio larea esterna a entrambi i cerchi:
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(si veda lEsercizio risolto 5.6). Per contro, la conclusione la negazione di unasserzione della forma I, come in (6), e ha il diagramma seguente:

Dato che i diagrammi rappresentano situazioni completamente differenti, linferenza non valida. Si noti che nella formalizzazione abbiamo identificato numero dispari con numero non pari. Questo giustificato, dal momento che si tratta di termini complementari, ma naturalmente avremmo anche potuto identificare numero pari con numero non dispari e formalizzare linferenza cos: Ogni D M. (Qualche non-D M). Il responso, comunque, non sarebbe cambiato. In questo caso, infatti, il diagramma della premessa sarebbe:

mentre la conclusione avrebbe il diagramma seguente:

(8) Questa non uninferenza diretta ma unargomentazione (valida) in cui premessa e conclusione sono in forma condizionale.
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(9) Ogni R non E. Ogni R non-E. (R per referendum e E per cosa che dar gli esiti desiderati.) Questinferenza un esempio di obversione e pertanto valida. Sia la premessa che la conclusione hanno lo stesso diagramma:

(10) Ogni non-C E. Ogni non-E non non-C . (C per persona competente e E per persona che commette errori.) Anche questinferenza, nella quale la conclusione ottenuta dalla premessa per contrapposizione e obversione, valida. Le due asserzioni hanno lo stesso diagramma:

Esercizio

5.2

(1) Ogni I E. Ogni D non E. Ogni I non D. (Usiamo I per persona incompetente, E per persona che commette errori, e D per persona diligente.) Il diagramma seguente dimostra che si tratta di un sillogismo categorico valido:

Si noti che, diversamente dallesercizio 5.1(10), qui abbiamo trattato incompetente alla stregua di un termine semplice. Ci dovuto al fatto che nel testo ci siamo limitati a considerare sillogismi in cui non compaiono termini complementari (Paragrafo 5.4). Se volessimo anche qui rappresentare incompetente come complementare di competente, usando non-C al posto di I, il diagramma richiederebbe una cornice esterna:
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Anche cos, tuttavia, la validit del sillogismo risulterebbe confermata, poich rappresentando le premesse si rappresenta automaticamente la conclusione. (2) Ogni M A. Ogni A D. Ogni M D. (Usiamo M per cosa detta da Mario, A per cosa assurda, che equivale ad assurdit, e D per cosa deplorevole.) Questo un sillogismo categorico valido, come mostra il diagramma:

(3) Questo non un sillogismo categorico, dato che le premesse non sono asserzioni categoriche. (Si tratta tuttavia di unargomentazione valida.) (4) Qualche P F. Qualche P B. Qualche F B. (Usiamo P per persona, F per fumatore, cio cosa (persona) che fuma, e B per bevitore, cio cosa (persona) che beve.) Questo un sillogismo categorico, ma il diagramma mostra che non valido: la conclusione richiede che ci sia almeno un allinterno dellarea comune ai cerchi F e B.

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(5) Ogni R T. Ogni F non T. Ogni F non R. (Qui usiamo I per cosa (persona) che ricever lincarico, T per cosa (persona) in grado di portare a termine lincarico, e F per filosofo.) Il diagramma mostra che si tratta di un sillogismo categorico valido.

(6) Ogni G non M. Qualche G P. Ogni P non M. (Usiamo G per giocatore, M per cosa (persona) che si fatta male, e P per cosa (persona) che era in panchina.) Il diagramma mostra che il sillogismo non valido: la conclusione vorrebbe che larea comune tra P e M sia oscurata.

(7) Ogni B F. Ogni D non B. Qualche D non F. (Usiamo B per cosa bella, F per cosa che deve finire (o che avr termine), e D per dittatura.) Il diagramma mostra che il sillogismo non valido: la verit della conclusione richiede un nellarea del cerchio D esterna al cerchio F.

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(8) Ogni E N. Ogni P non N. Ogni P non E. (Usiamo E per elettrone, N per cosa che ha carica negativa, e P per positrone.) Il sillogismo ha la stessa forma di quello in (6) e anche in questo caso il diagramma ne dimostra la validit.

(9) Ogni E N. Ogni P non N. Qualche P non E. Le premesse sono identiche a quelle del sillogismo in (8), quindi il diagramma identico. In questo caso, per, la conclusione vorrebbe un nellarea del cerchio P esterna a E. Siccome quellarea vuota, il sillogismo non valido.

(10) Ogni R S. Qualche S B. Qualche R B. (Usiamo R per suo regalo, S per sorpresa, e B per cosa bellissima.) Il diagramma mostra che il sillogismo non valido: le premesse sono compatibili con lesistenza di un elemento comune agli insiemi R e B, ma non la garantiscono.

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Esercizio

5.3

(1) Ogni S P. Ogni S non non-P. Questinferenza un esempio di obversione per la forma A. La conclusione ottenuta dalla premessa invertendo la qualit (da affermativa a negativa) e sostituendo il predicato P con il suo complementare: si afferma che linsieme S disgiunto dal complemento dellinsieme P. Pertanto, il suo diagramma si ottiene oscurando la porzione del cerchio S esterna al cerchio P. Poich il risultato coincide con il diagramma della premessa, linferenza valida.

(2) Ogni S P. Ogni non-P non-S. Questinferenza un esempio di contrapposizione per la forma A. La conclusione ottenuta dalla premessa sostituendo il soggetto con il complementare del predicato e il predicato con il complementare del soggetto: si afferma che il complemento dellinsieme P incluso nel complemento dellinsieme S, cio che disgiunto da S. Pertanto, il suo diagramma si ottiene oscurando la porzione esterna al cerchio P che giace allinterno del cerchio S. Il risultato esattamente il diagramma di unasserzione della forma A, cio della premessa, come in (1), quindi linferenza valida. (3) Ogni S non non-P. Ogni S P. Questinferenza consiste delle stesse asserzioni della (1), sebbene lordine sia scambiato. Poich si visto che i loro diagrammi coincidono, linferenza valida. ( un altro esempio di obversione.) (4) Qualche S P. Qualche S non non-P . Questinferenza un esempio di obversione per la forma I. Il diagramma della conclusione si ottiene indicando con un che linsieme S ha almeno un elemento che non si trova nel complemento dellinsieme P. Poich ci equivale a scrivere nellarea comune ai due cerchi, il risultato coincide con il diagramma della premessa, dimostrando che linferenza valida.

(5) Qualche S non non-P. Qualche S P.


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Questinferenza consiste delle stesse asserzioni della (4), sebbene lordine sia scambiato. Poich si visto che i loro diagrammi coincidono, linferenza valida. ( un altro esempio di obversione.) (6) Qualche S non P. Qualche non-P non non-S. Questinferenza un esempio di contrapposizione per la forma O. Il diagramma della conclusione si ottiene indicando con un che il complemento dellinsieme P contiene almeno un elemento che non appartiene al complemento dellinsieme S, e quindi che appartiene a S. Poich il risultato coincide con il diagramma della premessa, linferenza valida.

(7) Qualche S P. (Ogni S non P). Questinferenza un esempio di negazione della contraddittoria per la forma I. Il diagramma della conclusione si ottiene dal diagramma per la forma E, di cui la negazione, rimuovendo lombtreggiatura dallarea comune ai due cerchi e sostituendola con un . Il risultato coincide con il diagramma della premessa, gi fornito in (4), quindi linferenza valida. (8) (Ogni S non P). Qualche S P. Questinferenza consiste delle stesse asserzioni della (7), sebbene lordine sia scambiato. Poich si visto che i loro diagrammi coincidono, linferenza valida. (9) Ogni S non P. (Qualche S P). Questinferenza un esempio di negazione della contraddittoria per la forma E. Il diagramma della conclusione si ottiene dal diagramma per la forma I, di cui la negazione, rimuovendo il segno e oscurando larea comune ai due cerchi. Il risultato coincide con il diagramma della premessa, quindi linferenza valida.

(10) (Qualche S P). Ogni S non P.

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Questinferenza consiste delle stesse asserzioni della (9), sebbene lordine sia scambiato. Poich si visto che i loro diagrammi coincidono, linferenza valida.
Esercizio

5.4

(1) Qualche S non P. Qualche P non S. Il confronto del diagramma della premessa (a sinistra) con il diagramma della conclusione (a destra) dimostra che linferenza non valida.

(2) Qualche S P. Qualche non-P non-S. Il confronto del diagramma della premessa (a sinistra) con il diagramma della conclusione (a destra) dimostra che linferenza non valida.

(3) (Qualche S non P). Qualche S P. Il confronto del diagramma della premessa (a sinistra) con il diagramma della conclusione (a destra) dimostra che linferenza non valida.

(4) Ogni S P (Ogni S non P) Il confronto del diagramma della premessa (a sinistra) con il diagramma della conclusione (a destra) dimostra che linferenza non valida. Si noti che i diagrammi coincidono con quelli di (3): si tratta infatti di due inferenze costituite da asserzioni equivalenti ottenute per negazione della contraddittoria (si veda lEsercizio 5.3(7)).

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(5) (Qualche S P). Qualche S non P. Il confronto del diagramma della premessa (a sinistra) con il diagramma della conclusione (a destra) dimostra che linferenza non valida.

(1) La forma EIO della prima figura la seguente: Ogni G non H . Qualche F G. Qualche F non H. Il diagramma determinato dalle premesse riportato di seguito. Poich il segno si trova allinterno del cerchio F ma allesterno del cerchio H, il diagramma rappresentata correttamente anche la conclusione. Ci dimostra la validit della forma in esame.

Esercizio

5.5

(2) La forma EAE della seconda figura la seguente:: Ogni H non G. Ogni F G. Ogni F non H. Il diagramma determinato dalle premesse riportato di seguito. Poich larea comune ai cerchi F e H oscurata, indicando che non contiene alcun elemento, il diagramma rappresentata correttamente anche la conclusione. Ci dimostra la validit della forma.

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(3) La forma EIO della seconda figura la seguente: Ogni H non G. Qualche F G. Qualche F non H. Il diagramma determinato dalle premesse di questa forma identico a quello in (1). (Ci dovuto al fatto che la prima premessa identica e la seconda equivalente, essendo ottenuta per conversione.) Poich anche la conclusione identica, se ne deduce che la forma altrettanto valida. (4) La forma AOO della seconda figura la seguente: Ogni H G. Qualche F non G. Qualche F non H. Il diagramma determinato dalle premesse riportato di seguito. Poich il segno si trova allinterno del cerchio F e allesterno del cerchio H, il diagramma rappresentata correttamente anche la conclusione. Ci dimostra la validit della forma.

(5) La forma IAI della terza figura la seguente: Qualche G H. Ogni G F. Qualche F H. Il diagramma determinato dalle premesse riportato di seguito. In questo caso notiamo che il segno , che in base alla prima premessa potrebbe giacere da ambo i lati della linea di confine, deve per forza trovarsi allinterno del cerchio F. Dal momento che appartiene anche ad H , se ne deduce che il diagramma rappresentata correttamente la conclusione, dimostrando la validit della forma in esame.

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(6) La forma AII della terza figura la seguente: Ogni G H. Qualche G F. Qualche F H. Il diagramma determinato dalle premesse rappresentata correttamente anche la conclusione, quindi la forma valida.

(7) La forma EIO della terza figura la seguente: Ogni G non H . Qualche G F. Qualche F non H. Il diagramma determinato dalle premesse identico a quello in (1). Poich anche la conclusione identica, se ne deduce che la forma altrettanto valida. (8) La forma AEE della quarta figura la seguente: Ogni H G. Ogni G non F. Ogni F non H. Il diagramma determinato dalle premesse rappresentata correttamente anche la conclusione, quindi la forma valida.

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(9) La forma IAI della quarta figura la seguente: Qualche H G. Ogni G F. Qualche F H. Il diagramma determinato dalle premesse identico a quello in (5). Poich anche la conclusione identica, se ne deduce che la forma altrettanto valida. (10) La forma EIO della quarta figura la seguente: Ogni H non G. Qualche G F. Qualche F non H. Il diagramma determinato dalle premesse identico a quello in (1). Poich anche la conclusione identica, se ne deduce che la forma altrettanto valida.
Esercizio

(1) La forma AAI della terza figura la seguente: Ogni G H. Ogni G F. Qualche F H. Il diagramma determinato dalle premesse, ciascuna delle quali unasserzione universale (affermativa), riportato di seguito. Poich non vi compare alcun , e in particolar modo alcun nella parte comune ai cerchi F e H, ne segue che il diagramma non rappresenta correttamente la conclusione, quindi la forma in esame invalida. Si noti tuttavia che se linsieme G fosse necessariamente nonvuoto, come si presuppone nella logica aristotelica, la parte comune a G e a F conterrebbe almeno un elemento, e questelemento sarebbe per forza di cose incluso in H. In tal caso, la conclusione sarebbe vera e la forma argomentativa risulterebbe valida.

5.6

(2) La forma EAO della terza figura la seguente: Ogni G non H . Ogni G F. Qualche F non H. Il diagramma determinato dalle premesse riportato di seguito. Poich non vi compare alcun , e in particolar modo alcun nella parte del cerchio F che giace allesterno del cerchio H, ne segue che il diagramma non rappresenta correttamente la conclusione, quindi la forma invalida. Anche in questo caso, tuttavia, la forma risulterebbe valida nella logica aristotelica. Infatti, se linsieme G fosse necessariamente non-vuoto, la parte comune a G e a F conterrebbe almeno un elemento, e questelemento sarebbe per forza di cose esterno ad H, rendendo vera la conclusione.

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Soluzioni agli esercizi supplementari

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(3) La forma AAI della quarta figura la seguente: Ogni H G. Ogni G F. Qualche F H. Il diagramma determinato dalle premesse, riportato di seguito, non contiene alcun , e in particolar modo alcun nella parte comune ai cerchi F e H. Ne segue che il diagramma non rappresenta correttamente la conclusione, quindi la forma invalida. Sarebbe valida nella logica aristotelica in quanto linsieme H conterrebbe almeno un elemento, e questelemento sarebbe per forza di cose incluso in F, rendendo vera la conclusione.

Capitolo 6 (esercizi alle pp. 190192)


(1) (2) (3) (4) (5) (6) (7) (8) (9) (10) (11) (12) (13) (14) (15) Ca & Cb Cb & Ib x(Cx Abx) x(Abx Cx) x((Cx & Axx) Dax) Ib & x(Cx Dbx) Cb & x(Ix & Dxb) x((Cx & Abx) Aax) x((Cx & Aax) Abx) x(Cx (Aax Abx)) x((Cx & Abx) Aax). Questenunciato una variante grammaticale di (8). xy(((Cx & Ix) & (Cy & Iy)) Pbxy) xy((Cy & Iy) Axy) xy((Cy & Iy) Axy) x(Ix y(Cy Axy))
Esercizio

6.1

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(16) (17) (18) (19) (20) (21) (22) (23) (24) (25) (26) (27) (28) (29) (30) (31) (32) (33) (34) (35)
Esercizio

x(Ix y(Cy & Axy)) x(Ix & y(Cy Dxy)) x((Cx & Abx) y(Iy Dxy)) x(Ix & y((Cy & Aby) Dxy)) x(Cx (y(Iy Dyx) Abx)) x(Cx (Abx y(Iy Dyx))) x((Cx & (Abx & y(Iy Ayx))) & Dax) x((Ix & y(Cy Dxy)) yDxy) x(Ix & y(Cy & Dxy)) x((Ix & y(Cy & Axy)) Dbx) x((Ix & y(Cy Axy)) Dbx) & x((Ix & y(Cy & Axy)) Dbx) x(Cx Pabx) x( x = b Pabx) Cb & x((Cx & x = b ) Pabx) x(Cx (Dax x = b )) x((Cx & Ix) ( Dax x = b )) x(Ix & y(Axy y = x)) x((Ix & Dax) x = b ) x((Cx & Ix) (x = a x = b )) (Ca & Cb) & x(Ix y((Cy & ( y = a & y = b )) (Pxay & Pxby)))

6.2

(1) Non una fbf. Le fbf atomiche non vanno racchiuse tra parentesi (regola 1). (2) una fbf atomica per la regola 1. (3) Fab e Ga sono fbf atomiche per la regola 1, quindi (Fab Ga) una fbf per la regola 3. (4) Non una fbf. La variabile y non associata ad alcun quantificatore. (5) Per la regola 1, Fab una fbf atomica. Quindi Fab una fbf per la regola 2. Due applicazioni della regola 4 mostrano che anche xy Fxy una fbf. (6) Non una fbf. Le parentesi vanno introdotte solo insieme a operatori binari. (7) Non una fbf. La terza occorrenza della variabile x non associata ad alcun quantificatore. (8) Non una fbf. Le parentesi vanno introdotte solo insieme a operatori binari (regola 3). (9) Fb e a = b sono fbf atomiche, rispettivamente per la regola 1 e per la regola di formazione degli enunciati di identit. Di conseguenza, (Fb a = b) una fbf per la regola 3, da cui segue che x(Fx a = x) una fbf per la regola 4. (10) Fb e a = b sono fbf atomiche (vedi (9)). Ne segue che anche a = b e quindi (Fb a = b) sono fbf, rispettivamente per la regola 2 e la regola 3. Una doppia applicazione della regola 4 consente di concludere che x y(Fx y = x) una fbf. (1) V (Carola non tra gli F). (2) V (Carola pi alta di Davide, quindi lesempio Rca vero rispetto alla a-variante ottenuta interpretando a come nome di Davide). (3) F (entrambi gli F sono pi alti di Carola, quindi lesempio Fa & Rca falso rispetto a ogni a-variante del modello dato). (4) F (nessuno pi alto di se stesso, quindi lesempio yRay falso rispetto a qualunque a-variante). (5) F (Davide non pi alto di nessuno, quindi lesempio yRay falso rispetto a qualunque a-variante).

Esercizio

6.3

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41

(6)

V (ci sono due elementi che non sono F, Carola e Davide, e per entrambi ci sono persone pi alte, quindi lesempio Fa yRya vero rispetto a qualunque a-variante). (7) V (le persone pi alte di Carola sono esattamente gli F, quindi lesempio y(Rya Fy) vero rispetto alla a-variante ottenuta interpretando a come nome di Carola). (8) V (lesempio ((Fa & (Fb & Fc)) & (Rab & Rac)) vero rispetto alla variante ottenuta interpretando a come nome di Aldo e b e c come nomi di Bruno). (9) V (lesempio y( a = y Ray) vero rispetto alla a-variante che coincide col modello dato, dove la costante a interpretata come nome di Aldo). (10) F (lesempio y( a = y & Ray) falso rispetto alla a-variante ottenuta interpretando la costante a come nome di Davide). (1) Universo: linsieme {Aldo, Bruno} a Aldo b Bruno F linsieme {Aldo} Rispetto a questo modello, la premessa Fa vera mentre la conclusione Fb falsa. (2) (3) Stesso modello descritto in (1): la premessa Fa vera mentre la conclusione xFx falsa. Universo: linsieme {Aldo, Bruno} a Aldo F linsieme {Bruno} Rispetto a questo modello, la premessa xFx vera mentre la conclusione Fa falsa. Stesso modello descritto in (1) oppure in (3): in entrambi i casi, la premessa xFx vera mentre la conclusione xFx falsa. Universo: linsieme {Aldo, Bruno} a Aldo F linsieme {Aldo} G linsieme {Bruno} Rispetto a questo modello, la premessa x(Fx Ga) vera mentre la conclusione xFx Ga falsa. Stesso modello descritto in (5): la premessa xFx Ga vera mentre la conclusione x(Fx Ga) falsa. Stesso modello descritto in (5) (indipendentemente dallinterpretazione della costante a): la premessa x( Fx Gx) vera mentre la conclusione xFx xGx falsa. Universo: linsieme {Aldo, Bruno} F linsieme vuoto G linsieme {Bruno} Rispetto a questo modello, la premessa x( Fx Gx) vera mentre la conclusione x( Fx & Gx) falsa. Universo: linsieme {Aldo, Bruno} a Aldo b Bruno F linsieme {Aldo, Bruno} Rispetto a questo modello (dove Aldo e Bruno sono persone diverse), le premesse Fa e Fb sono vere mentre la conclusione a = b falsa.
Esercizio

6.4

(4) (5)

(6) (7)

(8)

(9)

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42

Varzi / Nolt / Rohatyn Logica 2/ed

(10) Stesso modello descritto in (9): la premessa Fa Fb vera mentre la conclusione a = b falsa.
Esercizio

(1) Valida, come mostra il seguente albero di refutazione: 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 1 2 3 4 1 2 3 4 5 6 7 8 xFx Fa x Fx Fa X xFx Fa x Fx Fb Fa Fa xFx x Fx Fa X Fa xFx x Fx Fb

6.5

1 3 2,4

(2) Non valida; lalbero di refutazione si risolve in un cammino aperto:

1 3 2

(3) Valida, come mostra il seguente albero di refutazione:

2 3 1,4

(4) Non valida; lalbero di refutazione si risolve in un cammino aperto:

2 3

(5) Valida, come mostra il seguente albero di refutazione: (xFx x Fx) q p xFx 1 xFx x Fx 1 x Fx x Fx 3 x Fx Fa 4 x Fx Fa 2 Fa X 5,6 Fa X

1 1 2 3 4 6 6,7

(6) Valida, come mostra il seguente albero di refutazione: 1 2 3 4 5 6 7 8 (xFx x Fx) q p xFx 1 xFx x Fx 1 x Fx x Fx 3 x Fx Fa 2 x Fx Fa 4 Fa X 5,6 Fa X

1 1 2 3 5 4 6,7

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(7) Valida, come mostra il seguente albero di refutazione: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 xFx x(Fx Gx) x Fx x (Fx Gx) (Fa Ga) Fa Ga Fa X

1 2 4 5 4 3 6,8

(8) Valida, come mostra il seguente albero di refutazione: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 11 xy(Fx & Gy) x(Fx & yGy) x (Fx & yGy) 2 y(Fa & Gy) 1 Fa & Gb 4 Fa 5& Gb 5& (Fa & yGy) 3 q p Fa 8 & xGx X 6,9 x Gx Gb X

8& 9 10 7,11

(9) Valida, come mostra il seguente albero di refutazione: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 x(Fx & yGy) xy(Fx & Gy) x y(Fx & Gy) 2 Fa & yGy 1 Fa 4& yGy 4& Gb 6 y(Fa & Gy) 3 y (Fa & Gy) 8 (Fa & Gb) 9 q p Fa 10 & Gb 10 & X 5,11 X 7,11

(10) Valida, come mostra il seguente albero di refutazione: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 xFx xGx x(Fx Gx) x (Fx Gx) 2 (Fa Ga) 3 Fa 4 Ga 4 q p xFx 1 xGx 1 Fa 7 Ga 7 X 5,8 X 6,8

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(11) Non valida; lalbero di refutazione presenta un cammino aperto: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 x(Fx Gx) (xFx xGx) xFx 2 xGx 2 x Fx 3 x Gx 5 Fa 5 Gb 7 Fa Ga 1 Fb Gb 1 q p Fa 9 Ga 9 X 7,11 e i Fb 10 Gb X

10 8,13

(12) Valida, come mostra il seguente albero di refutazione: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 x(Fx yGy) x y(Fx Gy) x y(Fx Gy) y(Fa Gy) y (Fa Gy) (Fa Gb) Fa Gb Fa yGy q p Fa 9 yGy X 7,10 Gb X

2 3 4 5 6 6 1 9 10 8,11

(13) Valida, come mostra il seguente albero di refutazione: 1 2 3 4 5 6 xy x = y x y x = y y a = y y a = y a=a X 1 2 3 4 5=

(14) Valida, come mostra il seguente albero di refutazione: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 xy((Fxy & x = y) Fyx) x y((Fxy & x = y) Fyx) y((Fay & a = y) Fya) y ((Fay & a = y ) Fya) ((Fab & a = b) Fba) Fab & a = b Fba Fab a=b Faa Faa X 1 2 3 4 5 5 6& 6& 7,9 = 8,9 = 10,11

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Soluzioni agli esercizi supplementari

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(15) Valida, come mostra il seguente albero di refutazione: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 x(Fx Gx) Fa ( Gb b = a) Gb b = a b=a Fa Ga q p Fa 7 Ga X 2,8 Gb X

3 3 5 1 7 6,8 = 4,9

Capitolo 7 (esercizi alla p. 216)


(1) Fa | xFx 1 Fa 2 xFx 3 Fa 4 Fa & Fa 5 xFx (2) xFx | Fa 1 xFx 2 Fa 3 xFx 4 xFx & xFx 5 Fa (3) xFx | (Fa & Fb) & (Fc & Fd) 1 xFx 2 Fa 3 Fb 4 Fc 5 Fd 6 Fa & Fb 7 Fc & Fd 8 (Fa & Fb) & (Fc & Fd) (4) xFx | xFx 1 2 3 xFx Fa xFx A 1 E 2 I A A 1 E 2, 3 SD A A
Esercizio

A H (per I) 2 E 1, 4 &I 24 I A H (per I) 2 I 1, 3 &I 24 I A 1 E 1 E 1 E 1 E 2, 3 &I 4, 5 &I 6, 7 &I

7.1

(5) x(Fx Gx), Fa | Ga 1 x(Fx Gx) 2 Fa 3 Fa Ga 4 Ga (6) x(Fx P), P | Fa 1 x(Fx P) 2 P


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Varzi / Nolt / Rohatyn Logica 2/ed

3 4 5 1 2 3 4 5 6

Fa P P Fa Fa x Fx Fa Fa Ga Fa Ga x(Fx Gx) x Fx Fa Fa Ga Fa Ga x(Fx Gx) x(Fx Gx) Fa Ga Ga Fa x(Gx Fx) x(Fx Gx) Fa Ga x(Fx Gx) x(Fx Gx) Fa Ga Ga Fa x( Gx Fx) x(Fx Gx) x Fx Fa Fa Ga Ga x Gx x Fx x Gx x(Fx Gx) x Gx Ga Fa Ga Fa x Fx x Gx x Fx

1 E 3 E 2, 4 E A H (per I) 1 E 2, 3 CON 24 I 5 I A H (per I) 1 E 2, 3 CON 24 I 5 I A 1 E 2 COM 3 I A 1 E 2 I A 1 E 2 TRAS 3 I A H (per I) 2 E 1 E 3, 4 E 5 I 26 I A H (per I) 2 E 1 E 3, 4 MT 6 I 27 I

(7) x Fx | x(Fx Gx)

(8) x Fx | x(Fx Gx) 1 2 3 4 5 6

(9) x(Fx Gx) | x(Gx Fx) 1 2 3 4

(10) x(Fx Gx) | x (Fx Gx) 1 2 3

(11) x(Fx Gx) | x( Gx Fx) 1 2 3 4

(12) x(Fx Gx) | x Fx x Gx 1 2 3 4 5 6 7

(13) x(Fx Gx) | x Gx x Fx 1 2 3 4 6 7 8

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Soluzioni agli esercizi supplementari

47

(14) xFx | xGx x(Fx & Gx) 1 2 3 4 5 6 7 xFx x Gx Fa Ga Fa & Ga x(Fx & Gx) xGx x(Fx & Gx) A H (per I) 1 E 2 E 3, 4 &I 5 I 26 I

(15) x(Fx & Gx) | x( Fx Gx) 1 2 3 4 5 x(Fx & Gx) x (Fx & Gx) (Fa & Ga) Fa Ga x( Fx Gx) A 1 SQ 2 E 3 DM 4 I

(16) x(Fx & Gx) | x( Fx Gx) 1 2 3 4 5 6 x(Fx & Gx) x (Fx & Gx) (Fa & Ga) Fa Ga x( Fx Gx) x( Fx Gx) A 1 SQ H (per E) 3 DM 4 I 2, 35 E

(17) xFx | xy(Fx & Fy) 1 2 3 4 5 6 xFx Fa Fa & Fa y(Fa & Fy) xy(Fx & Fy) xy(Fx & Fy) A H (per E) 2, 2 &I 3 I 4 I 1, 25 E

(18) xyRyx | yxRyx 1 2 3 4 5 6 xyRyx yRya Rba xRbx yxRyx yxRyx A H (per E) 2 E 3 I 2 I 1, 25 E

(19) xyRxy | xRxx 1 2 3 4 xyRxy yRay Raa xRxx A 1 E 2 E 3 I

(20) xy(Rxy Ryx) | x Rxx 1 2 3 4 5 6 xy(Rxy Ryx) y(Ray Rya) Raa Raa Raa Raa Raa x Rxx A 1 E 2 E 3 IM 4 TAUT 5 I

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(21) x(Fx (Gx Hx)), x Gx | x(Fx Hx) 1 2 3 4 5 6 7 8 9 x(Fx (Gx Hx)) x Gx Fa Fa (Ga Ha) Ga Ha Ga Ha Fa Ha x(Fx Hx) A A H (per I) 1 E 3, 4 E 2 E 5, 6 SD 37 I 8 I

(22) x y z((Rxy & Ryz) Rxz) | x Rxx 1 2 3 4 5 6 7 8 x y z((Rxy & Ryz) Rxz) yz((Ray & Ryz) Raz) z((Raa & Raz) Raz) (Raa & Raa) Raa Raa Raa Raa Raa Raa x Rxx A 1 E 2 E 3 E 4 TAUT 5 IM 4 TAUT 9 I

(23) Fb, Fa | xy x = y 1 2 3 4 5 6 7 8 Fb Fa xy x = y y a = y a=b Fa Fa & Fa xy x = y A A H (per I) 3 E 4 E 1, 5 =E 2, 6 &I 38 I

(24) x(x = a x = b), xFx, Fa | Fb 1 2 3 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15


Esercizio

x(x = a x = b) xFx Fa Fc c=ac=b c=a Fa Fb c = a Fb c=b Fb c = a Fb Fb Fb

A A A H (per E) 1 E H (per I) 5, 7 =E 3, 8 CON 79 I H (per I) 5, 11 =E 1112 I 6, 10, 13 E 2, 514 E

7.2

NB: Per un errore di stampa, in questo esercizio il testo reca due volte il problema numero (1) mentre manca un problema corrispondente al numero (6). Ce ne scusiamo con il lettore. (1) | x(Fx & Fx) 1 2 3 (Fa & Fa) x (Fx & Fx) x(Fx & Fx) IT 4.33 1 I 2 SQ

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(2) | xFx x Fx 1 2 3 Fa Fa x(Fx Fx) xFx x Fx (xFx x Fx) xFx & x Fx xFx x Fx xFx xFx & xFx (xFx x Fx) xFx x Fx IT 4.36 1 I 2 Esecizio risolto 7.14

(3) | xFx x Fx 1 2 3 4 5 6 7 8 H (per I) 1 DM 2 &E 2 &E 4 SQ 3, 5 &I 16 I 7 E

Si confronti questa derivazione con quella dellEsercizio risolto 7.21, nella quale non si fa uso di SQ. (4) | x y(Rxy Ryy) 1 xy(Rxy Ryy) 2 y(Ray Ryy) 3 Raa Raa 4 Raa Raa 5 Raa Raa 6 Raa Raa 7 Raa 8 Raa 9 P & P 10 P & P 11 xy(Rxy Ryy) (5) | xy x = y 1 2 y a = y xy x = y xy(x = y y = x) y(a = y y = a) a=bb=a y(b = y y = b) b=aa=b a=bb=a y(a = y y = a) xy(x = y y = x) a=b Fa Fb Fa Fb Fb Fa Fb Fa Fa Fb a = b (Fa Fb) IT 7.30 2 I IT 7.32 1 E 2 E 1 E 4 E 3, 5 I 6 I 7 I H (per I) H (per I) 1, 2 =E 23 I H (per I) 1, 5 =E 56 I 4, 7 I 18 I H (per I) H (per E) 2 E 3 E 3 E 4 IM 6 TAUT 5, 7 E 7, 8 CON 1, 29 E 110 I

(7) | x y(x = y y = x) 1 2 3 4 5 6 7 8

(8) | x y(x = y (Fx Fy)) 1 2 3 4 5 6 7 8 9

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10 y(a = y (Fa Fy) 11 xy(x = y (Fx Fy ))


Esercizio

9 I 10 I

(1) | xFx yFy 1 2 3 4 5 6 7 8 9 xFx Fa yFy xFx yFy yFy Fa xFx yFy xFx xFx yFy H (per I) 1 E 2 I 13 I H (per I) 5 E 6 I 57 I 4, 8 I H (per I) H (per E) 2 I 1, 23 E 14 I H (per I) H (per E) 7 I 6, 78 E 69 I 5, 10 I H (per I) H (per E) H (per I) 3 E 2, 4 &I 35 I 1, 26 E 17 I H (per I) H (per I) H (per I) 11 I 10, 12 &I 1113 I 14 I 9, 15 &I 1016 I 10 E 918 I 8, 19 I H (per I) H (per I) H (per E) 1 E 3, 4 CON

7.3

(2) | xFx yFy 1 xFx 2 Fa 3 yFy 4 yFy 5 xFx yFy 6 yFy 7 Fa 8 xFx 9 xFx 10 yFy xFx 11 xFx yFy (3) | xFx x Fx 1 xFx 2 Fa 3 x Fx 4 Fa 5 Fa & Fa 6 x Fx 7 x Fx 8 xFx x Fx 9 x Fx 10 x Fx 11 Fa 12 x Fx 13 x Fx & x Fx 14 Fa 15 x Fx 16 x Fx & x Fx 17 x Fx 18 x Fx 19 x Fx x Fx 20 xFx x Fx (4) | x Fx xFx 1 2 3 4 5 x Fx xFx Fa Fa P & P

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6 P & P 7 xFx 8 x Fx xFx 9 xFx 11 Fa 12 x Fx 13 x Fx & x Fx 14 Fa 15 x Fx 16 xFx x Fx 17 x Fx xFx (5) | xFx x Fx 1 xFx 2 x Fx 3 Fa 4 Fa 5 P & P 6 P & P 7 x Fx 8 xFx x Fx 9 x Fx 11 Fa 12 x Fx 13 x Fx & x Fx 14 Fa 15 Fa 16 x Fx 17 x Fx xFx 18 xFx x Fx (6) | x y(Fx & Gy) y x(Fx & Gy) 1 xy(Fx & Gy) 2 y(Fa & Gy) 3 Fa & Gb 4 x(Fx & Gb) 5 yx(Fx & Gy) 6 xy(Fx & Gy) y x(Fx & Gy) 7 yx(Fx & Gy) 8 x(Fx & Ga) 9 Fb & Ga 10 y(Fb & Gy) 11 xy(Fx & Gy) 12 yx(Fx & Gy) x y(Fx & Gy) 13 xy(Fx & Gy) yx(Fx & Gy) (7) | xy(Fx & Gy ) yx(Fx & Gy) 1 2 3 4 5 6 7 8 9 xy(Fx & Gy) y(Fa & Gy) Fa & Gb x(Fx & Gb) yx(Fx & Gy) yx(Fx & Gy) yx(Fx & Gy) xy(Fx & Gy) yx(Fx & Gy) yx(Fx & Gy)

2, 35 E 26 I 17 I H (per I) H (per I) 11 I 9, 12 &I 1113 I 14 I 915 I 8, 16 I H (per I) H (per I) H (per E) 1 E 3, 4 CON 2, 35 E 26 I 17 I H (per I) H (per I) 11 I 9, 12 &I 1113 I 14 E 15 I 916 I 8, 17 I H (per I) 1 E 2 E 3 I 4 I 15 I H (per I) 7 E 8 E 9 I 10 I 711 I 6, 12 I H (per I) H (per E) H (per E) 3 I 4 I 2, 35 E 1, 26 E 17 I H (per I)

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10 x(Fx & Ga) 11 Fb & Ga 12 y(Fb & Gy) 13 xy(Fx & Gy) 14 xy(Fx & Gy) 15 xy(Fx & Gy) 16 yx(Fx & Gy) xy(Fx & Gy) 17 xy(Fx & Gy) yx(Fx & Gy) (8) | xy(Fx & Gy) yx(Fx & Gy) 1 xy(Fx & Gy) 2 y(Fa & Gy) 3 Fa & Gb 4 x(Fx & Gb) 5 yx(Fx & Gy) 6 yx(Fx & Gy) 7 xy(Fx & Gy) yx(Fx & Gy) 8 yx(Fx & Gy) 9 x(Fx & Ga) 10 Fb & Ga 11 y(Fb & Gy) 12 xy(Fx & Gy) 13 xy(Fx & Gy) 14 xy(Fx & Gy) yx(Fx & Gy) 15 xy(Fx & Gy) yx(Fx & Gy)

H (per E) H (per E) 11 I 12 I 10, 1113 E 9, 1014 E 915 I 8, 16 I H (per I) 1 E H (per E) 3 I 4 I 2, 35 E 16 I H (per I) H (per E) 9 I 10 I 11 I 8, 912 E 813 I 7, 14 I

Capitolo 8 (esercizi alle pp. 240242)


Esercizio

8.1

(1) Questargomentazione incorre in una fallacia induttiva. La forma quella dellanalogia impropria: bench che la somiglianza tra i due casi in esame sia pertinente (in entrambi i casi si fa uso di esche fresche) si tratta comunque di una somiglianza molto parziale e pertanto lanalogia risulta azzardata. (2) La domanda iniziale usata con chiaro intento retorico e pu essere equiparata allaffermazione La tua critica alla mia logica inappropriata. Ci troviamo quindi dinnanzi a un tu quoque, variante della fallacia ad hominem. (3) Fallacia di composizione. (4) Falsa causa. (5) Fallacia dello scommettitore. Non c nessun motivo di ritenere che luso delle armi nucleari siano eventi dipendenti luno dallaltro in questo modo. (6) Anche questa una fallacia dello scommettitore: sebbene la probabilit induttiva dellargomentazione sia superiore rispetto a quella di (5), il nesso tra la premessa e la conclusione comunque debole. (7) Largomentazione si regge sulla premessa implicita in base alla quale chi non ha un alibi colpevole, e poich evidentemente le cose non stanno necessariamente in questi termini, incorre in una fallacia di falsa dicotomia. (8) Fallacia di composizione. (9) Fallacia dello scommettitore. (10) Falsa causa. (11) Fallacia di composizione. (12) Fallacia di divisione. (13) Abuso ad hominem.

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(14) Analogia impropria. (15) Fallacia ad hominem con conclusione del tutto irrilevante. C anche un indizio di falsa dicotomia. Largomentatore sta forse assumendo che non si pu interpellare nessun altro a parte gli americani e gli italiani? (1) Nonostante la morale sia dichiarata, la struttura di questargomentazione non del tutto trasparente. La possiamo riformulare esplicitandone il formato analogico come segue: Alcuni cavalli sono sicuri, mentre altri sono perdenti in partenza. Alcuni matrimoni sono sicuri, mentre altri sono perdenti in partenza. Bisogna guardare bene i cavalli prima di fare scommesse. Bisogna guardare bene i partecipanti al matrimonio prima di fare scommesse. La prima cosa da notare che il linguaggio estremamente vago. Cosa significa fare scommesse su un matrimonio? Chi fa queste scommesse? La coppia stessa? Gli invitati? I parenti? Quali sono i matrimoni perdenti? Inoltre, largomentazione incorre in una fallacia di analogia impropria: il paragone su cui si regge debole e non chiaramente pertinente (anche a causa della vaghezza della conclusione). (2) Questargomentazione ha una conclusione implicita: Quelli che non combattono il comunismo contribuiscono a rinforzarlo. Rossi non combatte il comunismo. Rossi contribuisce a rinforzare il comunismo. Formalmente, largomentazione valida, ma la premessa da cui prende le mosse tradisce una fallacia di falsa dicotomia. (3) In questo caso, largomentazione segue gi il formato canonico: Dante, Leonardo da Vinci e Fellini erano tutti italiani. Dante, Leonardo da Vinci e Fellini anche grandi artisti e letterati. Gli italiani sono un popolo pi creativo degli altri. Dato che le premesse riguardano casi molto speciali, largomentazione commette una fallacia di analogia impropria, e dato che tre casi non sono sufficienti a giustificare una conclusione di carattere generale (riguardante tutti gli italiani), c anche una fallacia di generalizzazione indebita. Largomentazione incorre inoltre in una ignoratio elenchi: nella migliore delle ipotesi, le premesse forniscono supporto a una conclusione che riguarda gli italiani, ma non giustificano in alcun modo un confronto con gli altri popoli. (4) In formato canonico: Se il governo non mette fine al terrorismo adesso, finir per estendersi a tutto il mondo. Se il terrorismo si estender a tutto il mondo, ci sar un conflitto nucleare. Non possiamo permetterci un conflitto nucleare. Il governo deve fermare il terrorismo ora. Questa unargomentazione a catena (slippery slope) e come tale incorre in una fallacia formale. (5) Questa unargomentazione complessa consistente in due passi: La provvidenza esiste. Dio esiste. Dio ha un piano provvidenziale per lumanit. Cos riformulata, si capisce che il ragionamento incorre in una petitio principii: bench non identiche, la premessa iniziale e la conclusione finale esprimono la medesima tesi.
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Esercizio

8.2

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Varzi / Nolt / Rohatyn Logica 2/ed

(6) Questo passo contiene la seguente argomentazione: Il fondatore della BEST era un venditore di auto usate. I venditori di auto usate non sono persone affidabili. Non bisogna associarsi alla BEST. La seconda premessa, che nel testo lasciata implicita, tradisce un pregiudizio sui venditori di auto usate. Ci troviamo quindi in presenza di una delle varianti della fallacia ad hominem: la colpa per associazione. (7) La struttura principale dellargomentazione piuttosto semplice: Una volta legalizzato laborto, si finir inevitabilmente con lavere pornografia infantile, violenza e sfruttamento dei minori. Queste cose non devono succedere Laborto deve restare illegale. Lenunciato rimanente, La mancanza totale di rispetto per la vita sfocia in mancanza totale di rispetto per gli esseri viventi, offerta forse come giustificazione per la prima premessa. Se cos, allora linferenza da questo enunciato alla prima premessa semplicemente un non sequitur. La porzione rappresentata sopra sostanzialmente unargomentazione a catena la cui prima premessa certamente discutibile e la cui validit pure contestabile su base deontica. (8) Largomentazione ha la forma seguente: nostra tradizione soddisfare i clienti. Nessuno si mai lamentato del nostro servizio. Non vi pentirete di avere fatto il vostro acquisto da noi. Se passate dal centro commerciale, dovete fermarvi al nostro negozio. Bench non sia deduttivamente valida, linferenza ragionevolmente forte e comunque immune dalle fallacie discusse in questo capitolo. (9) Largomentazione gi in forma canonica: Se larma dellassassino fosse stata una pistola, la polizia avrebbe trovato della polvere vicino al cadavere. La polizia ha trovato diverse tracce di polvere sul tappeto vicino al punto in cui la vittima caduta. Larma dellomicidio stata una pistola. La prima premessa un condizionale; la seconda premessa e la conclusione corrispondono rispettivamente al conseguente e allantecedente del condizionale. Sebbene il condizionale non sia in forma indicativa, evidente che ci troviamo in presenza della fallacia formale nota come affermazione del conseguente. (10) Anche in questo caso largomentazione si presenta gi in forma canonica: Dalla seconda guerra mondiale in poi, la maggior parte degli americani ha vissuto in citt. Dopo il 1946, la maggior parte degli americani ha cominciato a mangiare cereali tostati per colazione. Perci, la migrazione verso la citt responsabile del cambiamento nelle abitudini alimentari degli americani. Questargomentazione incorre in una fallacia della falsa causa. (11) Riformuliamo la seconda e la terza premessa in modo da esplicitarne il contenuto eliminando gli elementi strettamente retorici: Fintanto che sono io a pagare le tue tasse universitarie, non ti sar permesso laurearti in filosofia. Se ti laurei in economia, pagher io le tue tasse universitarie. Per te meglio che sia io a pagare le tasse. Ti devi laureare in economia.

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Soluzioni agli esercizi supplementari

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(12)

(13)

(14)

(15)

Largomentazione che ne risulta piuttosto convincente, ma incorre comunque in una fallacia di pertinenza: anche assumendo per buona la terza premessa, non ne segue che altre considerazioni possano spostare lago della bilancia in favore di una laurea in filosofia. Questa unargomentazione complessa: Affermare che lo studio delle argomentazioni parte indispensabile dellistruzione di ciascuno concorre alla salvaguardia del posto di lavoro dei logici. I logici sostengono questa tesi. I logici non rappresentano la maggioranza degli studenti, dei genitori, o degli insegnanti stessi. Non abbiamo motivo di pensare che lo studio delle argomentazioni sia una parte indispensabile dellistruzione. Largomentazione tradisce un ad hominem, e precisamente unaccusa dinteresse: il fatto che la tesi in questione risulti vantaggiosa per coloro che la sostengono non significa che abbia poco credito. Nella seconda parte si cade inoltre in un ad populum, dal momento che si suppone che lopinione della maggioranza sia pi corretta trascurando del tutto lautorevolezza degli esperti di logica rispetto alla questione sul tappeto. Questo passaggio suggerisce due argomentazioni: Timmy Expert pensa che la squadra degli Orsi ripeter lesito dello scorso campionato. Conviene scommettere sugli Orsi. Timmy Expert sostiene che chi fuma rischia di contrarre il cancro. meglio smettere di fumare. Entrambe le argomentazioni fanno appello allautorit e commettono quindi una fallacia ad verecundiam. La gravit della fallacia dipende dalle competenze di Timmy Expert: se un vero esperto in materia di sport, allora la prima argomentazione pu avere una certa forza ma la seconda risulta del tutto inaccettabile (indipendentemente dalla plausibilit della conclusione); viceversa, se Timmy Expert fosse un medico, la pertinenza della premessa sarebbe decisamente maggiore nella seconda argomentazione. In assenza di informazioni sulle competenze e la credibilit di Timmy Expert, entrambe le argomentazioni risultano fallaci. La struttura di questargomentazione esplicita: Unindagine approfondita tra gli studenti del 2000 ha rivelato che l81 per cento crede in Dio, il 91 per cento crede nellimportanza della famiglia, e il 95 per cento rispetta entrambi i propri genitori. Lindagine dimostrava che pi di tre quarti delle matricole (77 per cento) hanno messo la carriera professionale tra i primi obiettivi da raggiungere. Il ritorno ai valori morali tradizionali responsabile della nuova enfasi vocazionale dei giovani della nostra universit. Nonostante il linguaggio usato indichi una certa accuratezza metodologia, il nesso tra i dati riportati nelle due premesse estremamente debole. perfettamente possibile che l enfasi vocazionale degli studenti universitari sia dovuta a fattori che non hanno nulla a che vedere con il ritorno ai valori tradizionali. Largomentazione incorre pertanto in una fallacia di falsa causa. Si noti inoltre che nella prima premessa non viene fatta menzione del numero di studenti intervistati: si parla di indagine approfondita, ma in assenza di dati precisi c il rischio di una fallacia induttiva. Questo passaggio contiene unargomentazione convergente che pu essere opportuno scomporre nei suoi due rami principali: Se permettiamo che listruzione avvenga in una lingua oppure in unaltra, potremmo doverne introdurre una terza o una quarta.

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Non dobbiamo introdurre una terza o una quarta lingua. Non possiamo permettere che il nostro sistema scolastico diventi bilingue. Se non restiamo monolingue, dovremo dire ai rappresentanti di certe comunit etniche che la loro lingua non degna di essere insegnata nelle scuole mentre abbiamo gi garantito ai figli di altri quello stesso privilegio. Non possiamo in buona coscienza dire ai rappresentanti di certe comunit etniche che la loro lingua non degna di essere insegnata nelle scuole, mentre abbiamo gi garantito ai figli di altri quello stesso privilegio. Non possiamo permettere che il nostro sistema scolastico diventi bilingue. In apparenza entrambe le argomentazioni seguono uno schema deduttivamente valido, ma luso di espressioni normative (possiamo, dobbiamo) tradisce in ciascun caso uno slippery slope, che un tipo di fallacia formale. (16) Questa unargomentazione convergente: In Italia un individuo medio (adulto o bambino) sta davanti al tubo catodico in media 6,5 ore ogni giorno dellanno. La televisione passiva, in quanto non richiede di pensare n di fare alcuno sforzo. La televisione, come il sonno, rilassante per le nostre menti. Durante le 6,5 ore la stupida scatola ci ipnotizza e ottunde la nostra capacit di giudizio critico; ci rende incapaci di pensare e ragionare. La televisione prosciuga il tempo libero degli italiani. La causa dellallarmante declino della letteratura in Italia da attribuire alla televisione. Sebbene nessuna delle ragioni addotte sia sufficiente a giustificare la conclusione, globalmente il ragionamento ha una certa forza. Ci nonostante, c il rischio di una fallacia di falsa causa: uno studio approfondito potrebbe rivelare che il declino della letteratura in Italia da attribuirsi a fattori significativamente diversi (per esempio un progressivo peggioramento nella qualit delleducazione scolastica). (17) Questo passo piuttosto complesso suggerisce largomentazione seguente: Con la distruzione della dinastia crolla lantica tradizione familiare. Crollando la tradizione, i discendenti della famiglia rimangono coinvolti in pratiche contrarie alla religione. Quando nella famiglia predomina lirreligione, le donne si corrompono e nasce una prole indesiderata. Laumento di una popolazione indesiderata causa di una vita infernale per la famiglia e per coloro che ne distruggono la tradizione (tra le altre cose, le offerte di cibo e acqua a loro vantaggio vengono completamente interrotte) e porta alla distruzione di tutti i progetti di vita in comune. Questo un risultato inaccettabile. Bisogna evitare di distruggere la dinastia. Cos riformulata, la struttura quella di una tipica argomentazione a catena (slippery slope) e come tale incorre in una fallacia formale. (18) Questa unargomentazione convergente: Chi commette un reato per la prima volta di solito commette un furto insignificante. Spesso, chi commette un reato per la prima volta un adolescente che va ancora a scuola. A volte si tratta di un reato poco grave: una corsetta con la macchina di pap. Lo stimolo per questi reati semplicemente leccitazione che deriva dallidea dellarresto e dalla faccenda delle impronte digitali. Generalmente, i genitori restano sconvolti e pagano la cauzione. giusto che chi ha il compito di far rispettare la legge tenda ad andarci piano con gli incensurati.
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Soluzioni agli esercizi supplementari

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Per quanto la struttura convergente tenda ad accrescere la plausibilit della conclusione, ci troviamo dinnanzi a un chiaro caso di fallacia ad misericordiam. (19) Largomentazione ha la seguente forma canonica: Mentre le ultime centrali nucleari sono state dismesse a partire dallultima perdita radioattiva, i residenti del luogo stanno ancora ricavando energia da fonti alternative. Il clima buono e il paesaggio gradevole, e ci sono opportunit di svago e ricreazione. I cittadini non dovrebbero preoccuparsi troppo se di tanto in tanto si riattiva il reattore di una singola centrale. Il fatto che la perdita radioattiva non abbia provocato un disastro non un buon motivo per concludere che non si debbono nutrire preoccupazioni a riguardo. Siamo in presenza di una fallacia di pertinenza, sebbene di difficile classificazione: vi sono tracce di ad misericordiam e molto probabilmente evidenza soppressa. (20) Questa unargomentazione analogica: Il professor X fu licenziato in tronco per essersi rifiutato di dare un voto sufficiente agli studenti che facevano sport, nonostante le pressioni dellallenatore della squadra di football. Nel caso di Jan Kemp, discusso nel 1986 alla corte della Georgia, a un insegnante che era stato licenziato per aver bocciato studenti che facevano sport furono risarciti la paga e i danni. Il lavoro di Kemp consisteva nel dare ripetizioni di inglese agli studenti membri della squadra di football, mentre X un fisico nucleare. A entrambi fu chiesto di venir meno ai propri principi. Entrambi rifiutarono. La corte dovrebbe reinsediare il professor X e ricompensarlo adeguatamente per aver preferito perdere il proprio posto di lavoro piuttosto che venir meno ai propri principi. Lanalogia piuttosto forte e rilevante (c una differenza in quanto X insegnava fisica mentre Kemp insegnava inglese, ma non una differenza significativa). Largomentazione tacitamente assume che la decisione della Georgia fu corretta. Se lassunzione vera e non vengono ignorati dati significativi, allora questa una buona argomentazione induttiva.

Capitolo 9 (esercizi alle pp. 271274)


(1) (g), (e), (i), (a) e (d), (b), (c), (f), (h). Le asserzioni (a) e (d) sono di forza uguale in quanto sono logicamente equivalenti (la seconda la doppia negazione della prima). (2) (b), (d), (e), (a), (c), (f). (3) (b), (a), (e), (c) e (d). Qui (d) ha la stessa forza di (c): negare che tutti i neonati sono maschi equivale infatti ad asserire che alcuni neonati sono femmine e, dato che non ci sono altre possibilit, questultima asserzione trasmette la stessa quantit di informazione di (c). (4) (a), (d), (c), (b), (e), (f). (1) (2) (3) (4) (5) (c), (a), (b). (e), (d), (c), (b), (a). (e), (c), (b), (a), (f), (d). (b), (a), (e), (c), (d), (f). (e), (d), (b), (a), (c).
Esercizio

9.1

Esercizio

9.2

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58

Varzi / Nolt / Rohatyn Logica 2/ed

Esercizio

9.3

(1) Solo I presente in tutti e quattro i casi, ciascuno dei quali vede il verificarsi delleffetto E, quindi I lunica tra le cause sospette che possa essere necessaria per E (metodo dellaccordo). (2) Lunica tra le cause sospette che possa essere necessaria per E H (metodo dellaccordo). (3) Nessuna delle cause sospette necessaria per E, dal momento che ciascuna assente in uno dei casi in cui E si verifica (metodo dellaccordo). (4) Lunica tra le cause sospette che possa essere necessaria per E G (metodo dellaccordo). (5) Il terzo caso esclude che H possa essere una causa sufficiente per E, e poich nel secondo caso G assente, se lelenco contiene esattamente una causa sufficiente non pu che trattarsi di F (metodo della differenza). (6) G lunica tra le cause sospette che possa essere necessaria e sufficiente per E (metodo congiunto dellaccordo e della differenza). (7) Le osservazioni non sono compatibili con lassunzione per cui lelenco contiene esattamente una causa necessaria e sufficiente per E (di sicuro F, H e I non sono n necessarie n sufficienti; G potrebbe essere necessaria, ma non sufficiente). (8) G lunica tra le cause sospette che possa essere necessaria e sufficiente per E (metodo congiunto dellaccordo e della differenza). (9) Nellipotesi in cui lelenco contenga esattamente una variabile da cui dipende E, non pu che trattarsi di H (metodo della variazione concomitante). (10) Lunica variabile da cui pu dipendere E F (metodo della variazione concomitante).

Capitolo 10 (esercizi alle pp. 297298, selezione)


Esercizio

10.1

(5) Supponiamo che P(A) = P(B) = 1. In tal caso, per lEsercizio risolto 10.11 si sa che P(A & B) = P(B) = 1. (10) Supponiamo A che sia tautologica. In tal caso, per A2, P(A) = 1, e per lEsercizio risolto 10.11, P(A & B) = P(B). Quindi, per la definizione di | , abbiamo P(A & B) P(B) P(A | B) = P(B) = P(B) = 1. (15) Supponiamo che A sia una conseguenza vero-funzionale di B & C. In tal caso si verifica facilmente che (A & B) & C conseguenza vero-funzionale di B & C. Inoltre, B & C conseguenza vero-funzionale di (A & B) & C, cosicch (A & B) & C e B & C sono vero-funzionalmente equivalenti. Di conseguenza, per lEsercizio risolto 10.5, P((A & B) & C) = P(B & C). In tal modo, applicando la definizione di | otteniamo P((A & B) & C) P(B & C) P (A & B | C ) = = P(C) = P(B | C). P (C ) (20) (A & (B & C)) vero-funzionalmente equivalente a ((A & B) & C). Quindi, applicando la definizione e lEsercizio risolto 10.5 abbiamo:
P(A & (B & C)) P((A & B) & C) P(A & B | C) = P(B & C) = P(B & C) = P((A & B) & C) P(C) P(A & B | C) P(B & C) = P(B | C) . P(C)

Esercizio

10.2

(1) Per lEsercizio risolto 10.14, P(A | A) = 1, e siccome A A una tautologia, lassioma A2 garantisce che P(A A) = 1. Le due probabilit sono dunque identiche.

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(2) Per lEsercizio risolto 10.15, P( A | A) = 0. Daltro canto, poich A A vero-funzionalmente equivalente a A, lEsercizio risolto 10.5 ci dice che P(A A) = P( A). Se A non una tautologia, questo valore pu essere maggiore di 0 e, quindi, di P( A | A). (3) Poich B & B contraddittoria, lEsercizio risolto 10.3 implica che P(B & B) = 0, sicch il valore di P(A & (B & B)) P(A | B & B) = P(B & B) risulta indeterminato. Daltro canto, (B & B) A una tautologia, quindi lassioma A2 garantisce che P((B & B) A) = 1. (4) Applicando la definizione classica di probabilit otteniamo P(A1) = P(A2) = 1 6 e P(A1 & A2) = 0. Quindi: P(A1 & A2) P(A1 | A2) = P(A ) = 0. 2 Daltro canto, per lEsercizio risolto 10.2 si ha che P( A2) = 1 P(A2) e quindi, usando lEsercizio risolto 10.26: P(A2 A1) = P( A2) + P(A2) P(A1 | A2) = (1 1 6) + 1 6 0 = 5 6. (3) Q e Q sono mutuamente esclusive ed esaustive. Di conseguenza, per il teorema di Bayes,
P(Q) P( N | Q) 0.7 0.001 P(Q | N) = P(Q) P(N | Q) + P( Q) P( N | Q) = (0.7 0.001) + (0.3 0.99) = 0.00235 Esercizio

10.3

Se supponiamo che P(Q) = 0.3 e P( Q) = 0.7, la risposta 0.00043. Il cambiamento nelle probabilit a priori drastico, ma il cambiamento in P(Q | N) piuttosto piccolo: Q ancora molto improbabile, date le osservazioni N. In effetti, Q rimane molto improbabile, dato N, per unampia gamma di valori delle probabilit a priori. (5) A1 vero-funzionalmente equivalente a A1 & (A1 A2 A3). Quindi, applicando la definizione e lEsercizio risolto 10.5 P(A1 & (A1 A2 A3)) P(A1) P(A1 | A1 A2 A3) = = P (A A A ) . P(A1 A2 A3) 1 2 3 Dal momento che A1 A2 e A3 sono mutuamente esclusive, come pure A1 e A3, con due applicazioni di A3 otteniamo: P(A1 A2 A3) = P(A1) + P(A2) + P(A3) Ora, le probabilit di A1, A2 e A3 sono di 1 6 ciascuno. Di conseguenza, il valore desiderato :
16 16 = 1 3. + 16 + 16

Esercizio

10.4

(10) Questa probabilit indefinita, dato che P(A1 & A1) = 0 (Esercizio risolto 10.3). (5) Usando A1 per La prima carta un asso e A2 per La seconda carta un asso, la probabilit che stiamo cercando P(A1 A2), che , per lEsercizio risolto 10.5, P((A1 & A2) (A1 & A2) ( A1 & A2)). Dato che i disgiunti in questo caso sono mutuamente esclusivi, due applicazioni di A3 danno subito:
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Esercizio

10.5

60

Varzi / Nolt / Rohatyn Logica 2/ed

P(A1 & A2) + P(A1 & A2) + P( A1 & A2) che per lEsercizio risolto 10.19 diviene: P(A1) P(A2 | A1 ) + P(A1 ) P( A2 | A1) + P( A1 ) P(A2 | A1 ) ossia:
4 52 3 51

+ 4 52

48 51

+ 48 52 4 51 = 12 2652 + 192 2652 + 192 2652 = 396 2652 = 33 221

(10) Se sono stati estratti due assi e due re, ci sono due assi e due re tra le restanti 48 carte. In tal modo ci sono 4 possibilit su 48 di estrarre un asso o un re. La probabilit di estrarre un asso o un re, dato che due assi e due re sono stati estratti, dunque 4 48 = 1 12.
Esercizio

10.6

(5) Sia Tn la probabilit che lesito delln esimo lancio sia testa. Vogliamo determinare P(T1 T2 T3). Per lEsercizio risolto 10.2, questa probabilit uguale a 1 P( (T1 T2 T3)) e quindi, per lEsercizio risolto 10.5, a 1 P( T1 & T2 & T3). Poich i lanci sono indipendenti, due applicazioni dellEsercizio risolto 10.22 danno: P ( T 1 & T 2 & T 3 ) = P ( T 1 ) P ( T 2 ) P ( T 3 ) = 1 2 1 2 1 2 = 1 8 Quindi, P(T1 T2 T3) = 1 1 8 = 7 8. (10) Usando la notazione della risposta a (5), la probabilit che vogliamo determinare P((T2 & T3) (T2 & T3) | T1). Dato che i lanci sono indipendenti, ci equivale a determinare P((T2 & T3) ( T2 & T3)). I disgiunti in questo caso sono mutuamente esclusivi e cos, per A3, otteniamo P (T 2 & T 3 ) + P ( T 2 & T 3 ) e dunque, poich i lanci sono indipendenti, per lEsercizio risolto 10.22: P (T 2 ) P ( T 3 ) + P ( T 2 ) P (T 3 ) = 1 2 1 2 + 1 2 1 2 = 1 2 .

Capitolo 11 (esercizi alle pp. 332333)


Esercizio

(1) | x x = a 1 2 3 4 5 6 7 8 9 xy(x = y P(Px Py)) y(a = y P(Pa Py)) a = a P(Pa Pa) Fa Fa Fa Fa P(Pa Pa) P(Pa Pa) a = a a=a x x = a LL 1 E 2 E IT Esercizio 4.4(1) 4, 4 I 5 I 3 E 6, 7 E 8 I

11.1

La strategia identica a quella dellEsercizio risolto 11.9. In effetti, il teorema desiderato potrebbe anche dedursi direttamente da quel risultato, come mostrato di seguito: 1 x x = x IT 11.9 2 a=a 1, I 3 x x = a 3 I (2) | a = b b = a 1 2 a=b xy(x = y P(Px Py)) H (per I) LL

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3 y(a = y P(Pa Py)) 4 a = b P(Pa Pb) 5 a = b P(Pa Pb) 6 P(Pa Pb) 7 Fa Fb 8 Fb Fa 9 P(Pb Pa) 10 y(b = y P(Pb Py)) 11 b = a P(Pb Pa) 12 P(Pb Pa) b = a 13 b=a 14 a = b b = a (3) | (Fa & a = b) Fb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Fa & a = b Fa a=b a = b P(Pa Pb) a = b P(Pa Pb ) P(Pa Pb) Fa Fb Fb (Fa & a = b) Fb

2 E 3 E 4 E 1, 5 E 6 E 7 Esercizio risolto 4.11 1, 5 E 2 E 10 E 11 E 9, 12 E 113 I H (per I) 1 &E 1 &E IT 11.10 4 E 3, 5 E 6 E 2, 7 E 18 I H (per I) 1 &E 1 &E IT 11.10 4 E 3, 5 E 6 E IT 11.10 4 E 9 E 7, 10 SI 11 I IT 11.10 13 E 12, 14 E 115 I IT 11.10 4 E 2 TRAS 3 SQ 4 IM 5 DN
Esercizio

(4) | (a = b & b = c) a = c 1 a=b&b=c 2 a=b 3 b=c 4 a = b P(Pa Pb) 5 a = b P(Pa Pb ) 6 P(Pa Pb) 7 Fa Fb 8 b = c P(Pb Pc) 9 b = c P(Pb Pc) 10 Fb Fc 11 Fa Fc 12 P(Pa Pc) 13 a = c P(Pa Pc) 14 P(Pa Pc) a = c 15 a=c 16 (a = b & b = c) a = c (5) | P(Pa & Pb) a = b 1 2 3 4 5 6 a = b P(Pa Pb) a = b P(Pa Pb ) P(Pa Pb) a = b P (Pa Pb) a = b P (Pa & Pb) a = b P(Pa & Pb) a = b

(1) | xy y = f(x) 1 2 3 f( a ) = f( a ) y y = f( a ) xy y = f(x) =I 1 I 2

11.2

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Varzi / Nolt / Rohatyn Logica 2/ed

(2) | x y x = y x f(x) = x 1 2 3 4 5 xy x = y y f(a) = y f( a ) = a x f(x) = x xy x = y x f(x) = x H (per I) 1 E 2 E 3 14 I

(3) | x y( f(x) = f(y) x = y) 1 2 3 4 5 6 7 a=b f( a ) = f( a ) f( a ) = f( b ) a = b f (a ) = f (b ) f( a ) = f( b ) a = b y( f(a) = f(y) a = y ) xy( f(x) = f(y) x = y) H (per I) =I 1, 2 =E 13 I 4 TRAS 5 6

(4) | xFg(x) xFg(g(x)) 1 2 3 4 xFg(x) Fg(g(a)) xFg(g(x)) xFg(x) xFg(g(x)) H (per I) 1 E 2 I 13 I

(5) | x y((x = f(y) & y = g(x)) x = f(g(x))) 1 2 3 4 5 6 7


Esercizio

a = f(b) & b = g(a) a = f( b ) b = g(a) a = f(g(a)) (a = f(b) & b = g(a)) a = f(g(a)) y((a = f(y) & y = g(a)) a = f(g(a ))) xy((x = f(y) & y = g(x)) x = f(g(x)))

H (per I) 1 &E 1 &E 2, 3 =E 14 I 5 I 6 I

(1) Nella notazione ufficiale, il teorema da dimostrare :


| s0 = ss0

11.3

1 2 3 4 5 6

x 0 = sx 0 = s0 xy (sx = sy x = y) y (s0 = sy 0 = y) s0 = ss0 0 = s0 s0 = ss0

A1 1 E A2 4 E 5 E 2, 5 MT

(2) Nella notazione ufficiale, il teorema da dimostrare :


| (s0 s0) = s0

1 2 3 4 5 6 7 8 9

xy (x sy) = ((x y) + x) y (s0 sy) = ((s0 y) + s0) (s0 s0) = ((s0 0) + s0) x (x 0) = 0 (s0 0) = 0 (s0 s0) = (0 + s0) x (0 + x) = x (0 + s0) = s0 (s0 s0) = s0

A6 1 E 2 E A5 4 E 3, 5 =E IT 11.17 7 E 6,8 =E

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(3) Nella notazione ufficiale, il teorema da dimostrare :


| (ss0 ss0) = ssss0

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21

xy (x sy) = ((x y) + x) y (ss0 sy) = ((ss0 y) + ss0) (ss0 ss0) = ((ss0 s0) + ss0) y (ss0 sy) = ((ss0 y) + ss0) (ss0 s0) = ((ss0 0) + ss0) (ss0 ss0) = (((ss0 0) + ss0) + ss0) x (x 0) = 0 (ss0 0) = 0 (ss0 ss0) = ((0 + ss0) + ss0) x(0 + x) = x (0 + ss0) = ss0 (ss0 ss0) = (ss0 + ss0) xy (x + sy) = s(x + y) y (ss0 + sy) = s(ss0 + y) (ss0 + ss0) = s(ss0 + s0) (ss0 + s0) = s(ss0 + 0) (ss0 + ss0) = ss(ss0 + 0) x (x + 0) = x (ss0 + 0) = ss0 (ss0 + ss0) = ssss0 (ss0 ss0) = ssss0 x(0 + x) = x (0 + sa) = sa y y = sa xy y = sx x 0 = sx 0 = s0 a = sa xy(sx = sy x = y) y(sa = sy a = y) sa = ssa a = sa sa = ssa a = sa sa = ssa x( x = sx sx = ssx) x x = sx

A6 1 E 2 E 1 E 4 E 3, 5 =E A5 7 E 6, 8 =E IT 11.17 10 E 9, 11 =E A4 13 E 14 E 14 E 15, 16 =E A3 18 E 17, 19 =E 12, 20 =E

(4) | xy y = sx 1 2 3 4 IT 11.17 1 E 2 I 3 I A1 1 E H (per I) A2 4 E 5 E 3, 6 MT 37 I 8 I 2, 9 IND

(5) | x x = sx 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

(6) | x (0 x) = 0 1 x (x 0) = 0 2 (0 0) = 0 3 (0 a) = 0 4 xy (x sy) = ((x y) + x) 5 y (0 sy) = ((0 y) + 0) 6 (0 sa) = ((0 a) + 0) 7 (0 sa) = (0 + 0) 8 x (x + 0) = x 9 (0 +0) = 0 10 (0 sa) = 0 11 (0 a) = 0 (0 sa) = 0
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A5 1 E H (per I) A6 4 E 5 E 3, 6 =E A3 8 E 7, 9 =E 310 I

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Varzi / Nolt / Rohatyn Logica 2/ed

12 x ((0 x) = 0 (0 sx) = 0) 13 x (0 x) = 0 (7) Nella notazione ufficiale, il teorema da dimostrare :


| x (ss0 x) = (x + x)

11 I 2, 12 IND

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32
Esercizio

x (x 0) = 0 (ss0 0) = 0 x (x + 0) = x (0 + 0) = 0 (ss0 0) = (0 + 0) (ss0 a) = (a + a) xy (x sy) = ((x y) + x) y (ss0 sy) = ((ss0 y) + ss0) (ss0 sa) = ((ss0 a) + ss0) (ss0 sa) = ((a + a) + ss0) xy (x + sy) = s(x + y) y ((a + a) + sy) = s((a + a) + y) ((a + a) + ss0) = s((a + a) + s0) (ss0 sa) = s((a + a) + s0) ((a + a) + s0) = s((a + a) + 0) (ss0 sa) = ss((a + a) + 0) x (x + 0) = x ((a + a) + 0) = (a + a) (ss0 sa) = ss(a + a) y (a + sy) = s(a + y) (a + sa) = s(a + a) (ss0 sa) = s(a + sa) y (sa + sy) = s(sa + y) (sa + sa) = s(sa + a) yx (x + y) = (y + x) x (x + sa) = (sa + x) (a + sa) = (sa + a) (sa + sa) = s(a + sa) (ss0 sa) = (sa + sa) (ss0 a) = (a + a) (ss0 sa) = (sa + sa) x ((ss0 x) = (x + x) (ss0 sx) = (sx + sx)) x (ss0 x) = (x + x) b>ab>a b>ab>a a<bb>a y(a < y y > a ) xy(x < y y > x) a < b (a < b a = b ) a<bab y(a < y a y) xy(x < y x y) xy(y < x y x) xy(x > y y x) xy(x > y x y)

A5 1 E A3 3 E 2, 4 =E H (per I) A6 7 E 8 E 6, 9 =E A4 11 E 12 E 10, 13 =E 12 E 14, 15 =E A3 17 E 16, 18 =E 11 E 20 E 10, 21 =E 11 E 23 E IT 11.19 25 E 26 E 24, 27 =E 22, 28 =E 629 I 30 I 5, 31 IND

(1) | x y(x < y y > x) 1 2 3 4 5 1 2 3 4 1 2 2 IT Esercizo 4.3(1) 1, 1 I 2 D> 3 I 4 I IT 4.34 1 D 2 I 3 I IT Esercizio 11.4(2) 1 D> 1 D

11.4

(2) | x y(x < y x y)

(3) | x y(x > y x y)

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(4) | x x x 1 2 3 4 5 6 a=a a = a (a = a a < a ) a=aa<a a<aa=a aa x x x x 0 = sx 0 = s0 xy (x + sy) = s(x + y) y (a + sy) = s(a + y) (a + s0) = s(a + 0) x (x + 0) = x (a + 0) = a (a + s0) = sa 0 = s0 & (a + s0) = sa z( 0 = z & (a + z) = sa) a < sa sa > a y y > a xy y > x =I IT 4.34 1, 2 E 3 COM 4 D 5 I A1 1 E A4 3 E 4 E A3 6 E 5, 7 =E 2, 8 &I 9 I 10 D< 11 D> 12 I 13 I
Esercizio

(5) | xy y > x 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14

(1) La forma dellargomentazione pu essere rappresentata come segue: B x(Sx & Pxm) | x (Sx & Pxm) Ecco la dimostrazione: 1 2 3 4 5 6 7 B x(Sx & Pxm) x(((Sx & Pxm) & y((Sy & Pym) x = y)) & Bx) ((Sa & Pam) & y((Sy & Pym) a = y)) & Ba (Sa & Pam) & y((Sy & Pym ) a = y) Sa & Pam x(Sx & Pxm) x(Sx & Pxm) A 1 Definizione H (per E) 3 &E 4 &E 5 I 2, 36 E A 1 Definizione H (per E) 3 &E 4 &E 5 E 5 E H (per I) 8 &E 6, 9 E 8 &E 7, 11 E 10, 12 &I IT Eserc. 11.1(4) 13, 14 E 815 I 2, 316 E

11.5

(2) B x(Sx & Pxm) | x y(((Sx & Pxm) & (Sy & Pym)) x = y) 1 B x(Sx & Pxm) 2 x(((Sx & Pxm) & y((Sy & Pym) x = y)) & Bx) 3 ((Sa & Pam) & y((Sy & Pym) a = y)) & Ba 4 (Sa & Pam) & y((Sy & Pym ) a = y) 5 y((Sy & Pym) a = y ) 6 (Sb & Pbm) a = b 7 (Sc & Pcm) a = c 8 (Sb & Pbm) & (Sc & Pcm ) 9 Sb & Pbm 10 a=b 11 Sc & Pcm 12 a=c 13 a=b&a=c 14 (a = b & a = c) b = c 15 b=c 16 ((Sb & Pbm) & (Sc & Pcm)) b = c 17 ((Sb & Pbm) & (Sc & Pcm)) b = c

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18 y(((Sb & Pbm) & (Sy & Pym)) b = y) 19 xy(((Sx & Pxm) & (Sy & Pym)) x = y) (3) B x(Sx & Pxm) | x((Sx & Pxm) Bx) 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 B x(Sx & Pxm) x(((Sx & Pxm) & y((Sy & Pym) x = y)) & Bx) ((Sa & Pam) & y((Sy & Pym) a = y)) & Ba (Sa & Pam) & y((Sy & Pym ) a = y) Ba y((Sy & Pym) a = y ) (Sb & Pbm) a = b (Sb & Pbm) a=b Bb (Sb & Pbm) Bb (Sb & Pbm) Bb x((Sx & Pxm) Bx)

17 I 18 I A 1 Definizione H (per E) 3 &E 3 &E 4 &E 4 &E H (per I) 7, 8 E 5, 9 =E 810 I 2, 311 E 12 I

(4) B x(Sx & Pxm), x((Sx & Pxm) & Bx) | | xy(((Sx & Pxm) & (Sy & Pym)) & x = y) 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 B x(Sx & Pxm) x((Sx & Pxm) & Bx) x(((Sx & Pxm) & y((Sy & Pym) x = y)) & Bx) x (((Sx & Pxm) & y((Sy & Pym) x = y)) & Bx) (Sa & Pam) & Ba (((Sa & Pam) & y((Sy & Pym) a = y)) & Ba) ((Sa & Pam ) & y((Sy & Pym) a = y)) Ba Ba Ba ((Sa & Pam ) & y((Sy & Pym) a = y)) (Sa & Pam) y((Sy & Pym) a = y) Sa & Pam (Sa & Pam) y((Sy & Pym) a = y) y ((Sy & Pym) a = y) ((Sb & Pbm ) a = b (Sb & Pbm) & a = b Sb & Pbm (Sa & Pam) & (Sb & Pbm) a = b ((Sa & Pam) & (Sb & Pbm)) & a = b y(((Sa & Pam) & (Sy & Pym)) & a = y) y(((Sa & Pam) & (Sy & Pym)) & a = y) xy(((Sx & Pxm) & (Sy & Pym)) & x = y) xy(((Sx & Pxm) & (Sy & Pym)) & x = y) A A 1 Definizione 3 SQ H (per E) 4 E 6 DM 5 &E 8 DN 7, 9 SD 10 DM 5 &E 12 DN 11, 13 SD 14 SQ H (per E) 16 IE Eserc. 4.5(6) 17 &E 12, 18 &I 17 &E 19, 20 &I 21 I 15, 1622 E 23 I 2, 524 E

(5) B x(Sx & Pxm) | | x((Sx & Pxm) & y((Sy & Pym) x = y)) x((Sx & Pxm ) & Bx) 1 2 3 4 5 6 7 8 B x(Sx & Pxm) x(((Sx & Pxm) & y((Sy & Pym) x = y)) & Bx) x (((Sx & Pxm) & y((Sy & Pym) x = y)) & Bx) x((Sx & Pxm) & y((Sy & Pym) x = y)) (Sa & Pam) & y((Sy & Pym ) a = y) (((Sa & Pam) & y((Sy & Pym) a = y)) & Ba) ((Sa & Pam ) & y((Sy & Pym) a = y)) Ba ((Sa & Pam ) & y((Sy & Pym) a = y)) A 1 Definizione 2 SQ H (per I) H (per E) 3 E 6 DM 5 DN

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Soluzioni agli esercizi supplementari

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9 Ba 7, 8 SD 10 Sa & Pam 5 &E 11 (Sa & Pam) & Ba 9, 10 &I 12 x((Sx & Pxm) & Bx) 11 I 13 x((Sx & Pxm) & Bx) 4, 512 E 14 x((Sx & Pxm) & y((Sy & Pym) x = y)) x((Sx & Pxm) & Bx) 413 I (1) | P P 1 2 2 1 2 3 1 2 3 1 2 3 1 2 P P P P P P P P P P P P
P P P P P P Esercizio

IT 11.27 IT 11.27 1, 2 SI IT 11.27 SA4 1, 2 SI IT 11.31 SA3 1, 2 SI SA1 1 Esercizio 4.2(2) 2 DN SA1 1 DN

11.6

(2) | P P

(3) | P P

(4) | P P
P P P P P P

(5) | P P
P P P P

(6) | (P P) 1 P P IT 4.36 2 (P P) (P P) IT Esercizio 11.6(1) 3 (P P) 1, 2 E 4 (P P) 3N 5 (P P) 4 SA1 Al passo 5 usiamo SA1 come unequivalenza per operare la sostituzione nel modo indicato nel Paragrafo 4.6 (si veda lEsercizio risolto 11.27). (7) | (P & Q) (P & Q) 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 P&Q P (P & Q) P ((P & Q) P) ((P & Q) P) ((P & Q) P) (P & Q) P (Q & P ) Q (P & Q) Q (P & Q) P Q P & Q H (per I) 1 &E 12 I 3N SA2 4, 5 E IT riga 6 7 COM H (per I) 6, 9 E 8, 9 E 10, 11 &I

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Varzi / Nolt / Rohatyn Logica 2/ed

13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26

(P & Q) (P & Q)

P (Q (P & Q)) (P (Q (P & Q))) (P (Q (P & Q))) (P (Q (P & Q))) P (Q (P & Q)) (Q (P & Q)) (Q (P & Q)) P (Q (P & Q)) P & Q P Q (P & Q) Q (P & Q) (P & Q) (P & Q) (P & Q) (P & Q)

912 IT Esercizio 4.3(2) 19 N SA2 15, 16 E SA2 17, 18 SI H (per I) 20 &E 19, 21 E 20 &E 22, 23 E 20-24 I 17, 29 I

La strategia generale consiste in unapplicazione di I. Per ottenere il primo dei due condizionali richiesti (righe 913) c bisogno di (P & Q) P e (P & Q) Q, che dimostriamo come teoremi alle righe 6 e 8 servendoci di unapplicazione di N alla riga 4. Per ottenere il secondo dei condizionali (righe 2025) serve P (Q (P & Q)), che dimostriamo alla riga 19 servendoci di unapplicazione di N alla riga 15. Si noti che, per evitare una tediosa duplicazione del lavoro, alla riga 7 applichiamo IT citando un teorema dimostrato in questo stesso esercizio alla riga 6: ci legittimo, dato che qualunque formula che in una dimostrazione non dipende da ipotesi un teorema a tutti gli effetti. (8) | (P & Q) (P & Q) 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 P (P Q) P (P & Q) P (P & Q) (P (P & Q)) (P (P & Q)) (P (P & Q)) P (P & Q) Q ( Q & P ) Q (P & Q) (P & Q) (P & Q) P P Q Q P & Q (P & Q) (P & Q) IT 4.34 1 DM 2 DN (2 volte) 3N SA2 4, 5 E IT riga 6 7 COM H (per I) 9 SA1 6, 10 MT 11 SA1 8, 10 MT 13 SA1 12, 14 &I 915 I

In questo caso, per la dimostrazione del condizionale desiderato mediante I (righe 916) c bisogno dei condizionali che dimostriamo come teoremi alle righe 6 e 8, partendo da unapplicazione di N alla riga 4. (9) | (P Q) (P Q) 1 2 3 4 5 6 7 8 9
P Q P Q P Q ( P & Q) ( P & Q) ( P & Q) ( P & Q) (P Q) (P Q) (P Q) (P Q)

H (per I) 1 SA1 2 SA1 3 DM IT Esercizio 11.6(8) 4, 5 MT 6 DM 7 SA1 18 I

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Soluzioni agli esercizi supplementari

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(10) | (P Q) (P Q) 1 2 3 4 5
(P (P (P (P (P

Q) (P Q) Q) (P & Q) Q) (P & Q) Q) (P Q) Q) (P Q)

SA1 1 DM IT Esercizio 11.6(7) 3 DM 4 SA1 (2 volte)

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