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ANTICO E NUOVO: APPUNTI PER UNA STORIA DEL RESTAURO fortificate, ville di campagna in castelli, monumenti in genere in alloggi

in castelli, monumenti in genere in alloggi pi o meno di


Maurizio Boriani, Mariacristina Giambruno fortuna, in cave di pietra ed in fonti di elementi architettonici di recupero da reimpiegare.
Negli anni dell'alto medioevo in tutto il mondo un tempo romano l'attivit di riconversione
Le societ antiche e i problemi della conservazione e del restauro dellarchitettura degli edifici esistenti rappresenta un importante momento della storia dell'architettura e
M.Boriani della urbanistica. Il caso del palazzo di Diocleziano a Spalato, trasformato in un grande
quartiere d'abitazione ancor oggi in uso, non affatto un evento isolato: gli anfiteatri di
La necessit di un rapporto con gli oggetti ereditati dal passato insita nella natura delle Arles, di Nimes e di Lucca, per non citare che i casi pi noti, sono trasformati in residenze
cose, e, da sempre, l'uomo ha dovuto porsi il problema dell'intervento sull'esistente, della fortificate; in molte citt di epoca romana, ancor oggi, almeno nel parcellario o nel tracciato
sua manutenzione, del suo completamento, della sua trasformazione o conservazione. viario sono chiaramente visibili le impronte lasciate dagli antichi monumenti: piazza
Proprio a partire da queste considerazioni sembra opportuno cercare di ripercorrere la storia Navona a Roma ne l'esempio maggiore.
del rapporto tra uomo e preesistenza architettonica, nonch del ruolo dei diversi artefici Cambiate le esigenze della societ, divenuti inutili gli edifici che prima erano stati eretti con
all'interno di questo rapporto. Come vedremo, le categorie che entrano in gioco non sono tanta cura e dispendio di energie, questi si svuotano, vengono destinati ad usi impropri,
solo di natura ideologica (qual l'atteggiamento delle diverse culture nei confronti del riconvertiti, deprivati delle loro parti pi pregiate, talvolta smontati e distrutti.
passato inteso come tradizione), ma anche economica (qual il ruolo che viene assegnato al Non si deve pensare che ci avvenisse senza che si avesse consapevolezza del valore delle
passato inteso come patrimonio). In questo senso pi che dei monumenti (se pur intesi antichit che andavano distrutte o riconvertite con finalit utilitarie. Di questo abbiamo
nell'accezione pi vasta, architettonici, artistici, paesistici) sar opportuno occuparsi, pi diverse testimonianze: per ogni dove gli edifici pubblici... sono danneggiati con la
estesamente, dei beni culturali, locuzione questa che, con sintetica esplicitazione assegna complicit criminale dell'autorit ... mentre ci che contribuisce allo splendore di una citt
agli oggetti ereditati dal passato il doppio, inscindibile, senso di valore economico e di dovrebbe essere amorosamente conservato e restaurato dai suoi abitanti. Ordiniamo
valore sociale. perci... che nessuno degli edifici eretti dagli antichi per utile o per ornamento
Se pur vero, come molti osservano a partire da Viollet-le-Duc, che I Romani pubblico...venga distrutto o manomesso da chicchessia ... Nei luoghi in cui taluni hanno
ripristinavano, ma non restauravano, e la prova che il latino non ha termini che messo abusivamente le mani per vie illegali, non deve essere apportato alcun cambiamento:
corrispondono al nostro restauro, secondo il significato che oggi vi si attribuisce. imponiamo al contrario che tutto venga restituito allo stato (2).
Instaurare, reficere, renovare, non significano restaurare ma ristabilire rinnovare (1), Questo, sorprendente per la sua modernit, un editto dell'imperatore romano Maiorano,
occorre tuttavia tener conto del fatto che per gli antichi il rapporto con il patrimonio edilizio promulgato nel 457 dopo Cristo. In esso, in maniera forse un po troppo consona ai tempi si
esistente era molto pi complesso di quanto possa sembrare a prima vista. minacciavano multe di 50 libbre d'oro, fustigazione e taglio delle mani a chi osasse
Con la crisi dell'impero romano a seguito delle invasioni barbariche, tutto il grande profanare gli antichi monumenti.
impianto infrastrutturale realizzato nei secoli precedenti viene a poco a poco a perdere la Cento anni dopo, nel corso della guerra greco-gotica, Belisario scrive al te Totila, che
sua importanza e, neppur troppo lentamente, cade in disuso o viene riconvertito. Si assediava Roma, una lettera: Dare ad una citt le bellezze di cui priva opera di uomini
sviluppano infatti nuovi bisogni, prevalentemente legati alla difesa ed al culto: praticamente saggi e raffinati nel viver civile; distruggere ci che esiste di bello da stolti, che non
ferma l'industria edilizia per quanto riguarda le nuove edificazioni (ed andate in parte sentono vergogna di lasciare alla posterit il segno da cui si riconosca la loro natura. Di
perdute le antiche sapienze costruttive), venute a mancare le risorse ed anche le esigenze di tutte le citt che mai si trovarono ad essere sotto la luce del sole, per riconoscimento
mantenere in funzione edifici ed opere pubbliche dell'epoca precedente, il grande unanime la pi grande e famosa Roma. Non per virt di un sol uomo essa fu costruita, n
momento della riconversione degli antichi fabbricati: templi, terme, basiliche riadattati e per effetto di un breve volgere di tempo essa giunta a tanta grandezza e bellezza ... Recare
trasformati nei luoghi del nuovo culto cristiano, mausolei in fortezze, arene in cittadelle ingiuria a tali bellezze a buon diritto apparirebbe dunque un misfatto agli uomini di tutti i
tempi... Tenuto questo presente, sappi bene che dalla guerra tu uscirai o vinto (quando le condizioni politico-sociali lo permettevano) gli oggetti del passato venivano
dall'imperatore o vincitore. Vincitore, se avrai distrutto Roma avrai procurato la rovina di caricati di valori simbolici e culturali di particolare rilievo: fin dai tempi pi remoti
cosa non d'altri ma tua; se invece l'avrai rispettata essa costituir il pi bello dei tuoi programmi politici e religiosi trovavano dunque il loro adempimento anche attraverso il
tesori..." (3). reimpiego, la trasformazione, la conservazione di oggetti ed edifici ereditati dal passato o
Gli unici edifici che sopravvissero agli eventi ad uno stadio che non fosse quello del rudere conquistati ai popoli vinti.
o della cava di materiali edilizi furono naturalmente quelli che, avendo trovato una nuova L'immenso patrimonio che il medioevo eredita dal mondo antico dunque una grande
destinazione d'uso, se pur impropria, continuarono ad avere le cure necessarie alla loro riserva il cui esteso uso deve ancora essere oggetto di studi e ricerche approfondite: la
manutenzione. Per gli altri non fu possibile impedirne il degrado e il saccheggio, proprio gente approfitt pi che pot delle rovine esistenti trasformandole del tutto o in parte in
per la progressiva perdita di valore sociale ed economico cui essi erano destinati dai chiese o conventi o private abitazioni. Quasi una met delle mille e pi chiese e santuari
rivolgimenti politici ed economici di quei tempi. registrati in Roma nel XIV secolo furono indicati con questi titoli: in thermis in porticu , in
Tuttavia, anche la stessa attivit di spoglio e di recupero di materiali edilizi da antichi maximis, in archione, in formis, in palatio, in horreis, in marmorata, in paradiso, in lauro, in
edifici per il loro reimpiego in nuove costruzioni non avvenne sempre in base a motivazioni macello, in piscina" (6) .
puramente utilitarie: Carlo Magno, non a caso fondatore o, meglio restauratore di un Il mondo altomedievale instaura dunque un rapporto di continuit con il mondo antico: in
Sacro Romano Impero chiese al papa Adriano I l'autorizzazione ad utilizzare per il suo analogia con lo Scriptorium dei monasteri dove la conservazione dei testi letterari e
palazzo di Acquisgrana mosaici, marmi e colonne di Roma e Ravenna (4): non si pu scientifici dell'antichit affidata alle schiere degli amanuensi, esso si appropria delle
pensare dibattesse in carenza di materiali o edifici da riutilizzare: con buona probabilit il spoglie del passato, le riconverte, le riutilizza: proprio a questo fenomeno che dobbiamo
programma carolingio di restaurazione dell'impero puntava a testimoniare anche in questi la sopravvivenza di tanti oggetti ed edifici dell'et classica, tramandati, se pur manomessi,
atti una politica di continuit tra Acquisgrana e Roma/Ravenna, necessaria e indispensabile proprio in quanto utili o curiosi.
ad accrescere la legittimit del sovrano, che proprio per questo si proclamava romano.
Quando tra contenuto iconografico (almeno presunto per le conoscenze del tempo) e L Umanesimo, lantichit classica e il restauro nella trattatistica di architettura
programma politico-religioso non esistevano tangibili dissensi, il reimpiego di vecchi rinascimentale
materiali avveniva senza troppe esitazione e pure senza particolari attenzioni nei confronti M.Boriani
della conservazione dei caratteri originali: capitelli od architravi non venivano
modificati sui sarcofagi si lasciavano le figurazioni antiche, aggiungendo qualche scritta Una diversa concezione del rapporto tra presente e passato invece documentata a partire
o stemmi; cammei e gemme venivano inseriti nelle oreficerie liturgiche e talvolta anche la dal XIV secolo, con lo sviluppo della nuova cultura umanistica, il cui programma culturale
parte centrale di qualche reliquario formata da un vaso antico (5). In altri casi, quando le introduce una frattura tra mondo presente ed antichit, riconoscendo nel mondo antico un
differenze tra oggetto e suo significato presunto e obiettivi dell'artista o del committente modello s da studiare e con cui confrontarsi, ma ormai irreversibilmente tramontato: nota
erano tanto sensibili da non poter essere nascoste, l'intervento era pi radicale, teso a la distinzione operata da Petrarca tra bella antichit, et oscura e rinascenza moderna,
sottolineare questa diversit: cosi alcune steli funebri romane, scambiate per simboli una tripartizione della storia europea antica, a tutto svantaggio del medioevo, che facciamo
dell'idolatria, furono reimpiegate nella costruzione di edifici religiosi cristiani, ma capovolte ancor oggi fatica a superare. (7)
o nascoste, a connotare il disprezzo della nuova fede nei confronti della pagana. Come i progetti politici non si richiamano ormai pi alla restaurazione dell'impero romano
ed alla universalit della Chiesa che in esso aveva inserito radici e tratto veicolo di
Il rapporto con l'esistente, anche nelle societ antiche, dunque assai complesso. Al di l diffusione, cos, anche nei confronti del passato, l'evo nascente assume un atteggiamento di
dei consueti problemi di manutenzione per i quali la cura era attenta e programmata distacco e di confronto. Voler selezionare tra passato e passato, rifiutare il mondo
medievale e rifarsi agli ideali classici, sta a significare che il mondo presente percepito principali: ... alcuni sono difetti dello animo e alcuni delle mani; dello animo sono, la
come diverso da quello ormai trascorso. elettione, lo scompartimento, la distribuzione, il finimento, mal fatto, dissipato e confuso.
Elemento determinante in questo nuovo atteggiamento proprio questo affermarsi di una Ma i difetti delle mani sono lo apparecchiamento delle cose, il provvederle, il murarle e
soluzione di continuit tra passato e presente (e non importa se reale basta che sia metterle insieme poco accuratamente ... (13).
riconosciuta), del riconoscimento della esistenza di un mondo del passato che non pi, Argomenti molto pratici, come vediamo, legati agli aspetti funzionali e costruttivi degli
che magari resta da imitare, ma che comunque non pi quello quotidiano. edifici.
Gli umanisti confrontano la grandezza dellantichit classica, testimoniata dagli scritti che Mezzo secolo pi tardi (1516 circa), Raffaello invier a papa Leone X la celebre lettera: ...
riemergono dalle biblioteche, con le rovine dei monumenti che quelle civilt avevano essendo io stato assai studioso di queste tali antiquitati, e avendo posto in non piccola cura
prodotto: soprattutto a Roma che appaiono con evidenza le tracce della caducit delle cose in cercarle minutamente e in misurarle con diligenza e leggendo di continuo li buoni auctori
umane e la conseguente necessit di salvaguardare le reliquie dei grandi uomini del passato. e conferendo lopere con le loro scripture, penso aver conseguito qualche notizia di
Cos Poggio Bracciolini, autore di una Ruinarum descriptio Urbis Romae (1459-62) (8) e quellantiqua architectura ... (14).
scopritore del testo di Vitruvio nella biblioteca del Monastero di San Gallo (1414 o 1416), Gli appelli degli umanisti non caddero sempre invano: papa Paolo II (1464-71) fa restaurare
lamenta lo stato degli antichi edifici romani: ... E unonta e un abominio vedere i porfidi e larco di Settimio Severo, il Foro, il Colosseo, la Colonna traiana; Sisto IV (1471-84) il
i marmi strappati a questi antichi edifici e trasformati continuamente in calce. (9) tempio di Vesta e larco di Tito. Tuttavia, ancora sotto papa Niccol V (1447-55) si stima
Lattenzione per larchitettura antica, romana in particolare, promosse una serie di studi, che il Foro, il Circo Massimo e lAventino fornissero annualmente 2500 carrette di marmi e
ricerche, rilievi; nacque al contempo, sullesempio del ritrovato Vitruvio, una nuova forma pietre da destinarsi a nuove costruzioni. Lo stesso incarico dato da Leone X a Raffaello
letteraria: la trattatistica di architettura. (Praefectus marmorum et lapidum omnium) appare ambiguo: reperire i materiali per la
Il De Architectura di Vitruvio sar pubblicato nel 1486, preceduto quindi dai trattati di Fabbrica di San Pietro e vigilare al contempo sulla conservazione dei marmi su cui erano
L.B.Alberti (1450-72) e del Filarete (1460 circa). intagliate iscrizioni, in benefizio delle lettere e delleloquenza della lingua latina (15).
Nel merito del restauro, uno dei temi ricorrenti di questi trattati quello della necessit di Nel pieno Rinascimento le teorie del restauro vanno ben al di l delle semplici questioni
una continua manutenzione: ... guarda in Roma dove si vede di quelli [gli antichi tecniche poste da Alberti e da Filarete: Raffaello rinnega larchitettura del medioevo (il
monumenti] che ragionevolmente dovrebbero essere eterni, e perch e non hanno avuto gotico), ritenuta espressione di una fase di decadenza, conseguente alla caduta
damangiare, cio non sono stati mantenuti, e sono rovinati (10). dellImpero romano. La decadenza politica dellItalia ha dunque prodotto una ruina
Filarete riprende pi volte una tesi che ra gi stata di L.B.Alberti, quella del parallelo tra dellarte dello edificare, lontana dalla buona architettura quanto la servitute dalla
architetto e medico e tra architettura e corpo umano: [ledificio] samala quando non libertate (16).
mangia, cio quando non mantenuto, e viene scadendo a poco a poco, come fa proprio Nasce con Raffaello una concezione selettiva del restauro, non pi intesa come riparazione
luomo quando sta sanza cibo, poi si casca morto. Cos fa proprio ledificio e se ha il dei difetti e del degrado degli edifici, ma come rimozione di fasi costruttive ritenute
medico quando samala, cio il maestro che lo racconcia e guarisca, sta un buon tempo in decadenti, allo scopo di ripristinare lantico splendore. Nello stesso tempo in cui si studiano
buono stato... (11). con attenzione gli edifici e i testi dellantichit classica, si rimuovono le tracce di un
Alberti era stato ancora pi chiaro: Percioche i medici in questo medesimo modo medioevo caduto in disgrazia.
giudicano, che nel conoscere la qualit del male duno infermo, consista, la somma dei Sebastiano Serlio arriver agli estremi, suggerendo al Principe rinascimentale di obbligare i
rimedi di guarirlo. (12). Introduceva cos la necessit di una diagnostica, scientificamente cittadini a rimuovere dai loro edifici le tracce del gotico, allo scopo di ammodernare il
fondata, che supportasse gli interventi di restauro. Occorreva quindi distinguere tra le linguaggio architettonico della scena urbana: O, messer tale, voi fate chio vegga fatta
diverse cause dei difetti che potevano presentare gli edifici, individuandone due almeno la facciata della vostra casa in termine di un anno, con quellArchitettura che son
fatte le altre voi vicine: io vi pagher la vostra casa al giusto prezzo ... et come mia la secoli e, addirittura, poche sono le grandi chiese iniziate nel 1200-1300 che potranno dirsi
far fabricare (17). terminate ancora nel XIX secolo.
Che l'architetto si sentisse chiamato ad intraprendere un'opera di cui non avrebbe visto la
Quello del rispetto o stravolgimento dellopera del passato nel momento in cui si rende fine, oppure a portare a compimento opere che altri avevano intrapreso, magari secoli
necessario un restauro in ogni caso un tema ricorrente nel cantiere dellarchitettura. prima, era dunque un fatto normale e consueto. Appare quindi evidente la dimestichezza
Oggetto di grandi investimenti, lunga da realizzare per definizione, utile anche per funzioni dell'architetto dell'era preindustriale con i problemi della continuit stilistica o del distacco
non puramente estetiche, l'opera edilizia entra da subito in conflitto con le esigenze d'uso da essa, e dovettero sicuramente verificarsi contrasti e discussioni accanite se nel 1368 a
che in essa si dovranno (o dovrebbero) trovare assolte: trasformazioni, ampliamenti, Firenze si decise la proibizione di allontanarsi dalla forma di rilievo e disegnamento fatta
manutenzioni, miglioramenti, consolidamenti, giocano qui un ruolo inconfrontabilmente nuovamente di mattoni, se gli operai dovettero giurare di non trasgredire a queste regole,
pi complesso che nel caso di pitture e sculture; coinvolgono operatori diversissimi, se nel 1392 a Milano si commission un modello in legno della futura cattedrale a titolo di
ciascuno dei quali con competenze, ruolo sociale e cultura anch'esse difficilmente prova per l'esecuzione dell'opera stessa (18).
comparabili. Cos, mentre al progetto ed alla direzione dei lavori si succedono spesso
architetti o capomastri diversi, talora in contrasto tra loro, anche le opere di manutenzione e Rivoluzione borghese, rivoluzione industriale e restauro dei monumenti
trasformazione cosiddette minori, dalla lavatura periodica dei marmi e delle pietre, agli M.Boriani
arredi interni, alle finiture, sono affidate via via a maestranze con una radicata tradizione
esecutiva ed una consonanza di intenti culturali con l'ambiente progettuale contemporaneo Con la rivoluzione industriale questa doppia continuit entra in crisi e trasforma
niente affatto sottovalutabile. La vita del monumento architettonico cos caratterizzata, radicalmente le modalit di intervento sull'opera del passato e le teorizzazioni che su tali
sempre restando a riflettere sull'epoca preindustriale, da un lato dagli interventi dei modalit erano state volta a volta articolate.
progettisti che, su richiesta dei loro committenti, realizzano le grandi trasformazioni, le Se si leggono le Notes de voyages di Prosper Mrim, scritte in occasione dei numerosi
aggiunte, i consolidamenti strutturali, pi o meno in sintonia con il gusto ed il dibattito sopralluoghi effettuati per un ventennio a partire dal 1834 nella sua qualit di Ispettore
architettonico del tempo, dall'altro da una fitta rete di piccole, ma non meno importanti, generale dei monumenti storici si resta colpiti dalla ricorrenza di certe osservazioni: Si
opere di manutenzione, di decorazione, di adattamento, che consentono all'edificio di sono ordinate, non so a quale scalpellino, tante teste a tanto il pezzo, e l'industriale le ha
mantenersi nel tempo in modo continuo ed utilizzabile nel quotidiano. Mentre nel primo fornite come ha potuto (Saint-Sauveur ad Aix en Provence); Dodici statue di apostoli
caso la continuit con il passato, pur nella diversit degli stili, affidata alla tradizione ....le hanno rimpiazzate con santi di fabbricazione moderna, i pi volgari e ridicoli che si
culturale del progettista, si tratti di un passato cui ispirarsi o da rinnegare, da reimpiegare o possano vedere (Notre-Dame-du-Folcoat presso Lesueven); Possa egli trovare artigiani
da distruggere, ma sempre considerato come ripetibile, nel secondo l'opera stessa cos abili come i suoi predecessori (Saint Ccile ad Alby); ...per eseguire i lavori non ha
dell'artigiano, operatore pi dialettale che dialettico di adattamenti e manutenzioni, che potuto contare che sugli artigiani locali, che ha dovuto istruire e sorvegliare in maniera tale
garantisce la continuit storica dell'edificio. da non consentir loro di dare un sol colpo di scalpello secondo la loro consuetudine...
Contrariamente alle opere pittoriche e scultoree, la cui esecuzione avveniva in tempi (Saint-Paul ad Issoire); .... vi da meravigliarsi che con artigiani che stato necessario
relativamente brevi e per le quali un problema di continuit con il passato si poneva solo in educare si siano potute fare copie cosi fedeli (Saint-Etienne a Bourges) (19).
casi eccezionali (in genere la morte dell'artista, con la continuazione dell'opera da parte LInstruction pour la conservation, l'entretien et la restauration des difices diocsains et
degli allievi), l'opera edilizia, come si detto, deve fare i conti con una ulteriore variabile, particulirement des cathdrales, pubblicata nel 1849 (20) si sofferma ampliamente a
quella dei tempi dati in partenza lunghi e spesso articolati in complesse strategie trascrivere i diversi modi della lavorazione della pietra nelle diverse epoche del medioevo,
progettuali. Il cantiere medievale della cattedrale, si protrae sempre nel tempo, talvolta per proibisce metodi di lavorazione moderni, sintomo che quelli antichi erano andati perduti
nella tradizione artigiana. Gi si visto come con la rivoluzione industriale ed i un grosso patrimonio edilizio, spesso a carattere monumentale, altrettanto spesso di
rivolgimenti politici e sociali che la accompagnano, mutino radicalmente il rapporto tra propriet pubblica o di Enti parapubblici, largamente sottoutilizzato, in stato di quasi
presente e passato nel campo delle arti e dell'architettura in particolare. abbandono, che costituiva al contempo un grande problema di conservazione e restuaro e
Viollet-le-Duc sosteneva essere la disciplina del restauro del tutto moderna e rivendicava, una grossa potenziale risorsa per una riqualificazione funzionale e spaziale dell'ambiente
con sicurezza positivista, la primogenitura della sua epoca sia per le teorizzazioni che essa urbano antico.
era andata elaborando, sia per le prime concrete realizzazioni che egemonizzando la Del fenomeno erano pienamente coscienti i contemporanei: In Italia siamo gi ricchi
Commissione dei monumenti storici, egli andava promuovendo in tutta la Francia. abbastanza di edifici vasti e vacui, di mercati senza mercanti e di vie senza viaggiatori.
In realt appare assai evidente che il problema dell'intervento di manutenzione e restauro Nella pi parte delle nostre bellissime ed ampie citt siamo simili a quegli uomini che
del patrimonio artistico del passato non era nel XIX secolo n nuovo n tanto meno privo di dimagrati da malattia vanno a volte cogli abiti larghi e flosci sulle coste, e coi calzoni che
esperienze concrete di notevole spessore. Quello che realmente nuovo invece il modo sventolano al luogo delle polpe perdute (22).
con cui ora si guarda al passato, dopo la frattura ideologico-politica operata Anche le trasformazioni di carattere istituzionale conseguenti alla rivoluzione industriale
dallIlluminismo (ricordo le soppressioni degli ordini religiosi e il conseguente esproprio di hanno determinato effetti rilevanti sul costruito, e non solo nelle citt secondarie: la
un grandissimo numero di chiese e conventi e il loro riuso per destinazioni civili e militari rivoluzione borghese, la sconfitta della classe aristocratica e soprattutto il
(21) e, soprattutto, dopo i travolgenti cambiamenti messi in atto dalla rivoluzione ridimensionamento del ruolo delle istituzioni ecclesiastiche, hanno prodotto effetti anche
industriale, che fa s che ci si trovi subito a dover fare i conti con la altrettanto nuova sulle modalit d'uso di un ingente patrimonio edilizio esistente. L'abbandono per incapacit
dimensione della citt, con la sua rapidit di cambiamento, con la nuova divisione del a sostenerne il peso economico di gestione e manutenzione di parte dell'edilizia residenziale
lavoro e del potere. nobiliare (ville, castelli, palazzi) e soprattutto le ripetute ondate di espropri delle Propriet
L'entrata in circolo dell'edilizia all'interno della logica capitalista, cio il suo riconoscimento ecclesiastiche realizzate tra la met del XVIII e la met del XIX secolo hanno posto nuovi
come merce, determina d'altra parte la riduzione del costruito al suo reale valore di temi e nuovi problemi di riconversione e recupero di tale patrimonio. Se vero che buona
scambio: conservazione, demolizione, riconversione, degrado, rappresentano diversi parte di esso ha subito una fine ingloriosa e deplorevole (demolizioni, usi impropri che ne
possibili aspetti dell'intervento, decisi in relazione alle aspettative di reddito che ciascuno di hanno devastato l'impianto tipologico e morfologico originario), altra parte, cospicua,
essi potrebbe produrre: tanto maggiore il divario tra redditivit dell'esistente e redditivit passata nelle mani dello Stato e degli Enti locali, ponendo per la prima volta problemi di
di un'eventuale sostituzione tanto minore la probabilit di una conservazione. gestione, manutenzione, conservazione ed uso rilevanti.
La rivoluzione industriale produce al contempo una radicale riorganizzazione della La disponibilit improvvisa di una quota consistente di edilizia a carattere monumentale
gerarchia economica tra le diverse parti del territorio e le diverse citt: tipico il caso italiano (chiese, conventi, palazzi, ecc.) viene dunque a caratterizzare l'epoca del trapasso tra
e gli effetti sull'armatura urbana del Paese della raggiunta unit nazionale che determin la l'antico e il nuovo regime, e, in parte anche a causa di questo, acquistano consistenza i
riduzione a provincia di molte citt e cittadine originariamente capitali o capoluoghi problemi teorici e pratici della conservazione e del restauro dell'esistente, che vengono di
amministrativi, con conseguente trasferimento di funzioni politiche ed economiche e nuovo alla ribalta come questione centrale del fare architettura e del costruire e rinnovare la
relativa perdita di utilit di numerosi edifici o luoghi in cui esse erano insediate. citt.
Ancora in Italia alcune scelte di infrastrutturazione del territorio, come la creazione della In effetti, proprio in concomitanza con questi anni, che si viene a definire con precisione
rete ferroviaria, determinarono sensibili alterazioni dei flussi commerciali ed economici, la questione teorica e pratica della conservazione del patrirmonio edilizio come esigenza
contribuendo ad accelerare il decadimento di alcune aree geografiche. culturale della societ e, di conseguenza, come problema di carattere scientifico.
Gli espropri di chiese e conventi e la grande riorganizzazione del sistema urbano prodotta Nel 1830, lo storico Guizot, ministro degli Interni del re di Francia Luigi Filippo, stabilisce
dalla rivoluzione industriale hanno determinato, nel medio e lungo periodo, il costituirsi di i compiti di un nuovo Ispettore generale dei monumenti storici: percorrere
successivamente tutti i dipartimenti della Francia, assicurarsi direttamente dell'importanza guglie di chiese e cattedrali, dall'altro la citt moderna soffocata dalla fabbrica, mutilata nei
storica o del valore artistico dei monumenti .... rendere edotti i proprietari o i detentori suoi monumenti antichi, sotto la cappa dei fumi industriali. Da questo confronto, e dal
sull'interesse degli edifici la cui conservazione dipende dalle loro cure, e infine stimolare e constatato decadere del gusto nella nuova produzione industriale nasce la celebre equazione
guidare lo zelo di tutti i Consigli dipartimentali e municipali, affinch nessun monumento cattivo gusto uguale cattiva societ dalla quale prenderanno mosse e limiti molti dei
d'incontestabile valore perisca a causa dell'ignoranza e di un intervento troppo affrettato riformatori e polemisti inglesi del XIX secolo: La costruzione delle chiese degenerata
(23). Nel 1837 si istituisce una "Commissione dei Monumenti storici", incaricata di in un mero affare .... Sono costruite da uomini indecisi tra un'ipoteca, una ferrovia o una
individuare i monumenti su cui intervenire, ripartire i fondi, scegliere i progettisti, dare loro cappella, come migliore investimento dei loro soldi (25). Nel momento in cui gli
istruzioni per i restauri. Nel giro di cinque anni sono circa 2.000 i monumenti classificati. industriali considereranno il buon gusto come un intralcio alle vendite (26), la frattura
In questa fase alcuni nuovi fatti caratterizzano la questione del rapporto tra la nuova con il passato sar talmente ampia da non poter essere pi colmata nelle condizioni
formazione sociale ed il patrimonio edilizio esistente: in primo luogo la vertiginosa tradizionali di produzione. Per l'artista, e quindi per il restauratore, si pone cos in quegli
accelerazione impressa dalle nuove forze economiche nei processi di trasformazione della anni in maniera del tutto evidente la questione delle diversit del fare moderno rispetto a
citt storica: nella citt capitalista, le trasformazioni dell'esistente sono rapide e quello antico: le osservazioni di Prosper Mrim sulle difficolt di reperire artigiani capaci
soggettivamente avvertibili; di conseguenza nasce il problema del rapporto tra per cantieri di restauro trovano cos una giustificazione precisa. Non quindi un caso che
modificazioni dell'ambiente e preesistenze e, inevitabilmente, la questione dell'opportunit tra restauro, architettura neomedievalista, istruzione professionale ed artigianato si
o meno di una loro preservazione. intrecceranno presto relazioni e rapporti di complesso interesse. Collaborando cos alla
In secondo luogo si pone, forse per la prima volta in tempi cos brevi, la presa di coscienza realizzazione del Palazzo del Parlamento di Londra, Pugin si dedica allo studio dei sistemi
del riconoscimento dell'"alterit" dell'opera ereditata dal passato rispetto al tempo presente, di produzione degli artigiani medievali organizzando il lavoro degli scalpellini del grande
cio del fatto che essa proviene da una organizzazione politica, economica e sociale non edificio neogotico. Allo stesso modo Viollet-le-Duc mette in luce gli stretti rapporti tra
solo diversa dalla presente, ma anche radicalmente alternativa. Questo fatto della alterit cantiere di restauro e contesto produttivo artigianale locale: E' cosi che materiali che non
e della non continuit pone dunque il problema di misurarsi con l'oggetto, con l'edificio o, erano sfruttati sono stati immessi in circolo; che metodi regolari si sono diffusi in regioni
addirittura, con la parte di citt non solo nei termini di una semplice riconversione, ma che ne erano sprovviste....che l'abitudine di risolvere difficolt costruttive si introdotta in
anche di conservazione/distruzione di significati e valori, operazione che non pu e non mezzo a popolazioni che sapevano appena elevare le cose pi semplici... Dopo alcuni anni,
vuole pi essere demandata al corso naturale degli eventi, ma che richiede una scelta localit che non sfruttavano pi delle belle cave, in cui non si trovava n un tagliapietre n
cosciente e coerente. un carpentiere, n un fabbro capace di foggiare qualcosa di diverso dai ferri di cavallo,
Leonardo Benevolo ricorda che la citt antica cambiava cosi lentamente che poteva in ogni fornivano a tutte le circoscrizioni operai eccellenti, metodi economici e sicuri (27).
momento considerarsi immobile per un tempo indefinito (24): con la rivoluzione Questa facolt del restauro di far risorgere gli antichi mestieri allo stesso modo degli antichi
industriale l'accelerazione indotta in questi processi di cambiamento a seguito dello edifici appare per presto dubbia e carica di sospette ambiguit. Le celebri invettive di
sviluppo di forze produttive incommensurabili rispetto alle precedenti, rende per la prima Ruskin contro i restauratori (La prima operazione del restauro... consiste nel fare a pezzi
volta percepibile a livello di massa il fenomeno stesso della trasformazione, non pi solo l'opera originale; la seconda, di solito, consiste nel mettere in opera le meno preziose e pi
del gusto, anche dell'apparato produttivo, della forma urbana, del rapporto tra campagna e volgari imitazioni che non possano essere individuate come tali ... fredde copie ... aggiunte
citt. arbitrarie...) (28) fanno giustizia dei facili ottimismi sulla possibilit di incidere attraverso
I celebri "Contrasts" di Augustus W.N. Pugin mostrano pi di ogni ulteriore osservazione la la sovrastruttura di un progetto conservatore sulle condizioni strutturali della produzione.
presa di coscienza di questo fenomeno da parte dei contemporanei: nelle immagini poste a Lo stesso William Morris mostrer, trent'anni pi tardi, di aver bene inteso i motivi di
confronto dall'autore si osservano da un lato la citt medievale, cinta da mura, all'altro delle questa impossibilit: ... tutti noi avvertiamo che essa (la facciata di un antico edificio) non
pu essere riprodotta ai nostri giorni; che il tentativo di riproduzione non solo ci priva di un Un ulteriore elemento da prendere in considerazione il fatto che con la rivoluzione
monumento storico, ma anche di un'opera d'arte. Per ci che segue devo tentare di mostrarvi borghese, si consolidano o si ricostituiscono per la prima volta dopo secoli, unit politiche
che questa impossibilit di riproduzione non accidentale, ma essenziale per le nazionali (Germania, Italia, Polonia, ecc.). Esse spingeranno in modo determinante verso il
condizioni di vita attuali; .... nessun uomo....pu persuadere, o corrompere, o obbligare i recupero ed il ripristino degli antichi valori nazionali, tra cui anche, ovviamente, i
nostri operai a fare il loro lavoro nello stesso modo in cui lo facevano gli artigiani di monumenti del passato.
Edoardo I" (29). Ma proprio l'impegno di Morris, in difesa del patrimonio storico- "Gi le altre nazioni s'avviano a ritrovare uno stile: i Tedeschi tornano al loro archiacuto, gli
architettonico e nella contemporanea promozione, politica e operativa di una nuova inglesi al loro Tudor, i Russi s'accostano al loro bisantino, i Francesi sono tuttavia incerti
organizzazione sociale e produttiva dell'artigianato, stanno a mostrare l'inscindibilit dei fra il loro gotico e il loro Rinascimento... presto o tardi, bisogner pure che un'architettura
due livelli del ragionamento: non a caso, quando aveva indicato quali dovevano essere i italiana ci sia, massime ora che l'Italia si fatta nazione, ed ha una sua capitale" (32).
corretti modi dell'intervento sugli edifici, Ruskin aveva parlato di manutenzione, citando "D'altra parte, perch un'architettura sia monumento di un'et e di un popolo, bisogna che si
esplicitamente poche lamiere di piombo, messe in tempo su di un tetto, poche foglie annodi intimamente al passato: il carattere nazionale viene dal carattere storico, oltre che
morte e ramoscelli eliminati in tempo da un displuvio, legami con il ferro delle murature dal carattere naturale" (33). Oramai senza prendere l'aire dal passato non concesso
disgregate, rinforzi di legno; tutte tipiche attivit artigianali, il contrario di una sbalzare innanzi. Ma il passato sta, per gli architetti, nei monumenti, e nei libri che trattano
riprogettazione dell'intero edificio, come andava predicando Viollet-le-Duc, che dovevano dei monumenti" (34). "Un edificio si pu sottoporre all'osservazione, all'esperienza, come
essere messe in atto con regolarit per garantire la sopravvivenza del monumento sintanto un cadavere. Diciamo male: come il corpo vivo. Sotto agli occhi di chi contempla a lungo
che esso dovr, ineluttabilmente, vivere il suo giorno estremo (30). un monumento esso risuscita, si muove, parla; le sue modanature, i suoi fogliami, le sue
Una sorta di chiusura del cerchio tra restauro ed artigianato cos consumata: mentre da un rozze pietre, ogni sua parte dice a un po' per volta qualcosa... Ad apprestare i materiali per
lato si tende a mettere in rilievo che un intervento su di un'opera dal passato preindustriale la sicura storia dell'arte potrebbero adoperarsi con frutto le Consulte archeologiche, le
pu avvenire solo utilizzando tecniche di lavoro preindustriali, all'altro si ben presto Commissioni per la conservazione o per il restauro dei monumenti..." (35). Questo in
costretti a riconoscere che: Da ogni parte si cacciato via il vivente artigiano per far posto sintesi, il percorso logico attraverso il quale ci conduce il Boito: la necessit di studiare e
ad un operaio senz'anima ma pi veloce (31). Sull'equivoco, tra lavoro artigiano e restauro conservare i monumenti del nostro passato come atto patriottico, pienamente inserito nella
si giocheranno da questo momento (spesso infelicemente), molte delle sorti dei monumenti migliore tradizione risorgimentale.
del passato. Sta di fatto che il "nuovo" artigiano dell'era industriale solo convenzionalmente Allo stesso modo, in Polonia, la conservazione del patrimonio storico del Paese gioca un
pu essere confuso con il suo antenato, poich cambiano alle radici le condizioni del suo ruolo importante nella formazione di una coscienza nazionale: al concetto di antichit si
operare. Messo in concorrenza con il lavoro delle macchine, il lavoro artigiano appare affianca quello di "memoria nazionale". Wincenty Pol, sovrintendente ai monumenti
ridondante da un lato ed antieconomico dall'altro. Alla scarsit di materia e di energia a cui artistici polacchi, poeta e scienziato, comprende chiaramente la questione: "Le raccolte, i
corrispondeva una relativa abbondanza di lavoro umano, subentra una nuova condizione, di musei, le gallerie aperte a tutti gli strati sociali sono una conseguenza naturale ed inevitabile
relativa scarsit di lavoro (da cui costi elevati e perdite di "abilit") in presenza di dell'equiparazione dei diritti di tutte le classi sociali... Se in una societ emancipata non
abbondanza di materia e di energia. L'artigianato tradizionale, soprattutto quello non devono prevalere i diritti di certi gruppi, solo perch questi si considerano unici portatori
destinato alla produzione di beni di lusso, tende cos ad uscire dal mercato, a divenire delle tradizioni nazionali, ... necessario che tutti gli strati sociali si riconoscano nel
antieconomico ed di conseguenza costretto a reagire adottando le tecniche del lavoro passato storico della nazione... Nella formazione di una nuova societ questo
industriale, rinunciando ad alcune "abilit" anacronistiche, subordinando alla macchina in riconoscimento rappresenta la prima pietra, perch una societ diventa nazionalit solo
ultima istanza, i propri comportamenti professionali. dopo che ha riconosciuto il proprio passato... Il significato della cura dei monumenti del
passato e il fare in modo che essi siano accessibili a tutti gli strati sociali, un presupposto
della vita scientifica ed artistica di una nazione, che porta la societ moderna ad una piena i mezzi, salvatelo da qualsiasi causa di sgretolamento": questo l'unico intervento "onesto"
coscienza dei sentimenti nazionali" (36). possibile e doveroso.
Gli anni della rivoluzione industriale e dei risorgimenti nazionali sono dunque gli anni della Ottimisticamente Viollet-le-Duc, pessimisticamente Ruskin, i due autori pensano dunque
formazione del corpus disciplinare della teoria e della pratica del restauro dei monumenti e che non sia possibile, per la societ industriale, un intervento sull'esistente che sia di
della loro tutela. trasformazione o di riprogettazione, a partire da tecniche o linguaggi che siano propri di tale
Con la met del XIX secolo i termini del problema sono cos gi posti con precisione: societ.
Viollet-le-Duc, nella sua celebre definizione del termine restauro, riferisce: "La parola e la Si pone dunque una questione di onest dell'intervento, sincerit nel riconoscere che quanto
cosa sono moderne. Restaurare un edificio non farne la manutenzione, ripararlo o rifarlo, oggi noi possiamo realizzare, immancabilmente sar diverso, altro, da quanto realizzato in
riportarlo in uno stato che pu non essere mai esistito in un determinato momento" (37) passato. "Il nuovo metodo dovr avere un fondamento morale, meglio dovr porsi come
Con questo vuol significare l'impossibilit di un intervento di semplice sovrapposizione del identificazione etico-estetica" (Viollet-le-Duc); "Ma si dice, la ricostruzione pu diventare
nuovo sull'esistente analogamente a quanto attuato nei secoli passati ("Vi sono pochi edifici una necessit: d'accordo, Guardate la necessit... ma fatelo onestamente,, non lo rimpiazzate
che, soprattutto durante il medioevo, siano stati costruiti in una sola volta, e, se lo sono stati (l'edificio) con una menzogna" (Ruskin).
che non abbiano subito delle notevoli modifiche, sia per quanto riguarda le aggiunte sia per Il rifiuto della falsificazione, per Viollet inteso come ricerca di una continuit storica con
trasformazioni o parziali cambiamenti").Il problema quello di immedesimarsi nell'opera a l'opera su cui intervenire, per Ruskin come impossibilit di questa stessa continuit nella
tal punto da saperla riprogettare nello spirito (e non solo, banalmente, nello stile) del societ industriale, dunque un fatto, almeno teoricamente, acquisito sin dalle origini della
progettista originario, rinunciando quindi a sovrapporre ad essa una qualsiasi forma di disciplina del restauro.
riprogettazione "moderna", anzi definendo come unico comportamento razionale possibile Da qui a riconoscere la necessit di distinguere con chiarezza quanto viene conservato da
proprio una coerente riutilizzazione delle tecniche progettuali antiche: "... il meglio di quanto oggetto di nuovo intervento il passo breve: "Serbare io devo ai vecchi
mettersi al posto dell'architetto primitivo e di supporre ci che egli farebbe se, tornando al monumenti/ L'aspetto venerando e pittoresco;/ E se a scansare aggiunte o compimenti/ Con
mondo, gli si ponessero i programmi che sono stati sottoposti a noi stessi" (38). tutto il buon voler non riesco,/ Far io devo cosi che ognun discerna/ Esser l'opera mia tutta
Anzi, Viollet contrappone all'architettura dell'epoca, accademica, irrazionale in quanto moderna (41).
ingiustificatamente eclettica, composta da elementi di provenienze le pi disparate, la Cosi, alla fine dell'800, anche in Italia la nuova disciplina si sviluppata ed ha trovato i suoi
razionalit e la coerenza di un'epoca: " ... Nella struttura (dell'edificio) medievale, ogni teorici ed i suoi critici, sulla spinta della rivoluzione risorgimentale e della incipiente
parte dell'opera compie ad una funzione e possiede un'azione" (39). industrializzazione: non un caso che, proprio in occasione dell'Esposizione Nazionale di
Anche la posizione di J. Ruskin, del tutto opposta a quella di Viollet-le-Duc, si inquadra Torino del 1884, accanto ai Prodotti ed alle tecniche dell'industria, si prenda l'iniziativa di
per all'interno della medesima logica di critica al mondo della produzione industriale: raccogliere, in una "Esposizione didattica" , un insieme di documenti relativi all'arte
Il cosiddetto Restauro la peggiore delle distruzioni ... Esso significala pi totale medievale piemontese: lo scopo realizzare per il Piemonte un "dizionario del genere di
distruzione che un edificio possa subire ... impossibile, come impossibile resuscitare i quello che Viollet le Duc aveva compiuto per l'Arte francese del Medioevo" (42), un vero
morti, restaurare alcunch sia mai stato grande o bello." (40). catalogo di quanto sopravvissuto di quell'epoca, allo scopo di "salvare dalla dimenticanza
Secondo Ruskin dunque impossibile restaurare ci che fu in quanto impossibile evocare quei monumenti che minacciano di scomparire dalla faccia del mondo (43).
quell'insieme di capacit artigianali che oggi sono distrutte dall'organizzazione industriale La Rocca ed il Borgo medievale di Torino sanciscono cos, anche lItalia, la maturit della
del lavoro. Curate i vostri monumenti e non avrete alcun bisogno di restaurare ... Vegliate questione della conservazione delle risorse architettoniche, ambientali e culturali del
con occhio vigile su un vecchio edificio, conservatelo facendo del vostro meglio e con tutti passato. La realizzazione dell'opera, che avr in seguito numerose imitazioni all'estero,
avviene attraverso uno studio meticoloso e rigoroso dei monumenti da documentare: e non
tanto di quelli pi celebrati, quanto di quelli meno conosciuti. Il rigore metodologico Camillo Boito senza dubbio un attore importante in questa ricerca. Una ricerca che trae
proposto dalla commissione incaricata di curare la realizzazione dell'opera, di cui spunti dallantico e dal suo restauro, come momento conoscitivo, per creare una nuova
l'ispiratore principale fu Alfredo D'Andrade, non va confuso con un eclettismo di maniera, identit nazionale per larchitettura.
tendente a recuperare il passato in un pastiche di stili e linguaggi: "...Nello studio e nella Venti anni pi tardi lo stesso Boito a siglare un cambiamento significativo
riproduzione degli originali erano sottesi anche chiari intendimenti di tutela del patrimonio nellorientamento dellintervento di restauro: nel voto conclusivo del IV congresso degli
artistico locale - da esplicare attraverso l'oggetto didattico della mostra- e ci si rileva ad Ingegneri e Architetti italiani (1883), di cui Boito il principale fautore, vengono messe in
evidenza dalla Posizione presa dal Commissario Pietro Vayra a proposito del soffitto ligneo luce questioni fondamentali quali la necessit della cura per allontanare i pericoli del
dipinto del XV sec. del castello di Strambino. Vayra... insistette infatti affinch non fosse restauro e il rapporto tra lantico monumento e le aggiunte necessarie per la sua
acquistato per inserirlo nella Rocca, essendo, a suo giudizio, compito della Commissione sopravvivenza.
contrastare gli smembramenti degli antichi edifici, secondo una concezione estremamente Rispetto ai suoi primi cantieri giovanili di restauro (Santa Maria di Torcello a Venezia,
avanzata di rispetto del documento antico" (44). Porta Ticinese a Milano) in cui lesordiente Boito appare fortemente suggestionato dal
Cos, nel Borgo Medievale di Torino, non solo si mette in mostra un vero e proprio catalogo restauro stilistico di Viollet e del suo pi diretto e fedele interprete italiano, il marchese
dell'architettura piemontese dell'epoca, ma si pensa di documentare contemporaneamente le Pietro Selvatico Estense (progetto di restauro di Palazzo Gotico di Piacenza, nuova facciata
attivit artigianali del tempo: " ... animare il costrutto villaggio colla reale attivit di artefici, del San Pietro di Trento) questa una svolta che si riveler epocale. La leva usata per
i quali nelle botteghe a loro destinate, esercitandole loro industrie coi mezzi e col costume scardinare la credibilit delladeguamento stilistico (del nuovo al vecchio) la questione del
dell'epoca rappresentata. I detti artefici attenendosi ai tipi esatti stabiliti dalla sezione carattere delle aggiunte, che Boito svincola con decisione dallambiguo modello di
(sottolineatura mia), fabbricherebbero oggetti da vendere ai visitatori come ricordo soggezione stilistica, esaltandone lautonomia: il restauro si limiti ad una corretta opera di
dell'esposizione" (45). conservazione dellesistente, laggiunta segua le regole del progetto contemporaneo (47).
La strada delineata da Boito ribadita, dieci anni pi tardi, dallo Stesso in un particolare
Il restauro in Italia tra il XIX e il XX secolo: la teoria intermedia di Camillo Boito e dialogo (48) tra due immaginari personaggi che sostengono luno le istanze di John Ruskin,
Gustavo Giovannoni laltro quelle sostenute da Viollet-le-Duc. Si delinea cos una sorta di italiana teoria
M. Giambruno intermedia -come la definir Gustavo Giovannoni qualche decennio pi tardi- che tenta di
mediare tra le due posizioni; tutta giocata sulla necessit di non falsificare il testo storico
Lindomani dellUnit dItalia il restauro il risultato di un concetto di storia e di vero con arbitrarie aggiunte per lo pi non riconoscibili, come gi si evidenziava nel paragrafo
storico che trae dalla storiografia i propri strumenti metodologici e i propri modi di precedente. Non bisogna ingannare n il prossimo n i posteri. E per non ingannarli, cio
operare; convalida i risultati della storiografia recuperandone i documenti e rendendone per mostrare che unopera daggiunta o di compimento non antica, voglio suggerirle
apprezzabili i valori monitori attualizzandoli nel presente con la massima efficacia, ma niente meno che otto modi da seguire secondo le circostanze: 1 differenza di stile fra il
anche perfezionando il catalogo-repertorio delle forme e dellorganizzazione delle nuovo e il vecchio; 2 differenza di materiali da fabbrica; 3 soppressione di sagome o di
architetture (46). ornati; 4 mostra dei vecchi pezzi rimossi; 5 incisione della data del restauro;
La questione dello stile nazionale, che coinvolge in quegli anni i principali protagonisti 6epigrafe descrittiva; 7 descrizione e fotografie dei diversi periodi del lavoro; 8
del dibattito architettonico, travalica il nuovo per interessare lantico: lattitudine del notoriet (49).
monumento di evocare una presunta identit locale e nazionale deve essere evidenziata, Nel 1936, nella voce Restauro dellEnciclopedia Italiana Treccani, Gustavo Giovannoni
riproducendo lo scenario di una societ medioevale organica, compatta e articolata allo ribadisce e articola le posizioni del Boito, riconoscendo a quella italiana, una elaborazione
stesso tempo. teorica autonoma rispetto alle posizioni affermatesi nel resto dEuropa. E la condizione
attuale del monumento, il suo essere vivo o morto in rapporto allo stato di degrado e Alois Riegl, giurista e storico dellarte austriaco e presidente della Imperial regia
alla possibilit duso, che determina la necessit di conservarlo allo stato di rudero con commissione per lo studio e la conservazione dei monumenti storici artistici nel 1903, pone
essenziali opere aggiunte o di consentirne un ripristino, pur circondato di ogni garanzia una questione fondamentale per la teoria e la prassi del restauro: loggettivit o la
(50). soggettivit del giudizio sulle testimonianze del passato.
La teoria italiana del Giovannoni prevede la massima importanza delle opere di Nel momento in cui diviene chiaro come i monumenti non possiedano intrinsecamente un
manutenzione e di consolidamento degli edifici antichi; limita i casi del ripristino a quelli valore artistico, ma questultimo sia attribuito nei differenti momenti storici a oggetti
in cui sia dimostrata la legittimit e lutilit; privilegia, in queste operazioni, rispetto diversi, si pu di conseguenza affermare che al giorno doggi dovrebbe verificarsi
allunit architettonica il mantenimento delle aggiunte successive purch abbiano raramente che un monumento venga distrutto solo a causa del suo valore artistico relativo
carattere darte; prescrive la necessit che gli elementi aggiunti siano riconoscibili dai (53).
preesistenti e che una nuova parte appaia tutta moderna, valendosi di espressioni Quale deve e pu essere latteggiamento di chi si prepara ad intervenire sul patrimonio
semplici e aderenti alla costruzione, quasi elementi neutri che non aggiungano forme storico se consapevole che altri, dopo di lui, potrebbero attribuirgli un diverso valore?
stilistiche n in armonia n in contrasto (51). evidente come la domanda giochi un ruolo decisivo in due delle questioni principali della
Giovannoni , tra laltro, uno dei firmatari della cosiddetta Carta di Atene, il documento teoria del restauro: cosa conservare (ovvero entro quale paradigma definire i criteri di
approvato nel 1931 -alle soglie della tragedia che sconvolse lEuropa- dalla Conferenza selezione dei monumenti da tramandare al futuro) e come intervenire su di essa
internazionale di esperti per la protezione e la conservazione dei monumenti di arte e di (mantenendo o eliminando le stratificazioni sovrapposte dalle differenti epoche).
storia. Il contributo di Riegl alla storia del restauro dellinizio del Novecento, ma anche alle sue
La Carta raccoglie e mette a sistema quelli che dovevano essere i principi, comunque acquisizioni teoriche pi recenti, non si limita per solo a questo: egli mette a regime il
condivisi a livello internazionale, relativamente alla questione del restauro: la necessit di conflitto tra due istanze contrapposte, senza dubbio alla base delle scelte che si compiono
una manutenzione costante per evitare i pericoli delle restituzioni integrali evitando di nellintervento sugli edifici del passato. Valore di antichit e valore storico vengono
proscrivere le stratificazioni delle differenti epoche; lopportunit di provvedere al analizzati, in un continuo confronto dialettico, dallo studioso austriaco nelloriginale teoria
mantenimento in uso degli edifici antichi attraverso nuove destinazioni compatibili con i dei valori che fa da premessa alla legge per la tutela dei monumenti che era stato incaricato
caratteri del monumento; la riconoscibilit degli elementi aggiunti in sostituzione degli di redigere per il suo governo.
antichi; la possibilit di impiegare i materiali moderni (il cemento armato) per il Il valore di antichit di un monumento si manifesta in una imperfezione, in una
consolidamento strutturale, anche se dissimulato al di sotto della pelle delledificio; il mancanza di unitariet, in una tendenza al disfacimento della forma e del colore (54).
rispetto per lambiente dei monumenti. , cio, il trascorrere del tempo, la superficie consumata di mezzo pollice di John Ruskin,
che esprime il valore dellantico. Ogni intervento, anche la cura/manutenzione invocata da
La relativit del giudizio artistico e i suoi riflessi nellintervento sullesistente Ruskin, contrario al valore dellantico.
M. Giambruno Il valore storico tanto maggiore quanto pi inalterato laspetto originario compiuto del
monumento , che questo ha acquisito subito dopo la sua nascita; per il valore storico non
Secondo i concetti odierni non esiste un valore artistico assoluto, ma soltanto relativo la si tratta di conservare le tracce dellantichit e i mutamenti causati dagli influssi della natura
tutela dei monumenti ne subisce un influsso decisivo la definizione di monumenti nel tempo Di tratta piuttosto di conservare un documento il pi possibile autentico per
pu essere intesa non in senso oggettivo ma solo soggettivo: non alle opere stesse spetta il una futura azione di integrazione ad opera degli studi storico-artistici(55).
senso e il significato di monumento ma siamo noi moderni che glielo attribuiamo (52). Chi si trova ad operare sulle testimonianze del passato dovr tenere in conto il conflitto che
si potrebbe creare nel privilegiare uno dei due valori, mantenendo in un caso, le tracce del
tempo e delle stratificazioni e non opponendo alcuna resistenza al loro progredire, edifici con volumi e colori simili a quelli distrutti, sino al ritenere opportuno di condurre la
nellaltro, eliminandole, evitando che il monumento si allontani dallatto originario della ricostruzione con il linguaggio dellarchitettura contemporanea (60).
sua edificazione. Terminata lemergenza civile e sociale, la questione del restauro rientra entro i termini
Ma possibile risolvere la contrapposizione tra i due valori? Riegl prova a formulare una disciplinari.
serie di ipotesi differenti. non di rado accade che il valore di antichit stesso debba Nel 1964 il Congresso internazionale degli Architetti e dei Tecnici dei Monumenti,
sollecitare lintervento della mano delluomo nella vita di un monumento il rispettoso attraverso la Carta di Venezia, ribadisce alcune questioni fondamentali, in primo luogo
intervento delluomo per il culto di antichit un male minore rispetto allintervento pi circa la nozione di monumento. , in questambito, il riconoscimento di un percorso
violento della natura. Gli interessi di ambedue i valori vanno in casi del genere, , di pari compiuto in primo luogo dalla storiografia, dallantropologia culturale e dallarcheologia,
passo, sebbene al valore di antichit importi soltanto un rallentamento mentre al valore verso i concetti di cultura materiale e di nuova storia: lo studio della cultura materiale
storico limpedimento completo del processo di dissoluzione; per lodierna cura dei privilegia le masse a scapito delle individualit, si dedica ai fatti ripetuti, non all'evento
monumenti lessenziale resta che un conflitto tra i due valori sembra momentaneamente (61); la nuova storia si occupa non tanto dei singoli eventi eccezionali, quanto dei fenomeni
evitato (56). di lunga durata.
Se per i due valori dovessero avere efficacia quasi equivalente, il conflitto nelle Allarticolo 1 della Carta di Venezia il monumento diviene cos tanto la creazione
questioni riguardanti il restauro, collegato come esso al cambiamento di forma e colore architettonica isolata quanto lambiente urbano o paesistico che costituisce la testimonianza
(57) inevitabile. di una civilt particolare, Questa nozione si applica non solo alle grandi opere ma anche
Quando da una vecchia torre vengono tolte delle pietre screpolate e sostituite con pietre alle opere modeste che, con il tempo, abbiano acquistato un significato culturale (62).
nuove, il valore storico della torre non subisce alcun danno considerevole, mentre queste Al di l di questa sostanziale affermazione, il documento riprende, per gli aspetti tecnici
aggiunte possono apparire massimamente sgradite al valore di antichit (58). dellintervento, alcuni dei criteri gi stabiliti nella Carta di Atene del 1931: la possibilit
La soluzione, in questo caso, affidata da Riegl alla possibilit di affidare il valore storico di impiegare le tecniche contemporanee se le tradizionali fossero inadeguate; limportanza
alla copia: Dalla crescente perfezione dei mezzi di riproduzione tecnico-artistica, si pu di un uso utile alla societ contemporanea per gli edifici storici; il valore del contesto in cui
attingere la speranza che siano trovati dei mezzi di sostituzione per gli originali e che il monumento si inserisce, il restauro come operazione da eseguirsi solo eccezionalmente.
con ci si possa soddisfare almeno per sommi capi quella esigenza degli studi scientifici di I principi generali della Carta non toccano in nessun modo una questione di fondo. Cosa, in
storia, senza per questo svalutare loriginale per il culto di antichit (59). definitiva, lelemento ultimo su cui si interviene attraverso il restauro: la forma o la
materia delloggetto?
Da restauro a Conservazione: il dibattito degli anni recenti Il restauro costituisce il momento metodologico del riconoscimento dellopera darte, nella
M. Giambruno sua consistenza fisica e nella sua duplice polarit estetica e storica, in vista di una sua
trasmissione al futuro (63). Se il riconoscimento mira a conservare al futuro la
Gli anni immediatamente successivi il secondo conflitto mondiale vedono lintera Europa possibilit di quella rivelazione, la consistenza fisica acquista unimportanza primaria
impegnata nella Ricostruzione. Un intenso dibattito teorico si apre per definire le modalit Donde si chiarisce il primo assioma: si restaura solo la materia dellopera darte (64). Cos
di intervento di fronte ad una distruzione, del patrimonio monumentale ma anche Cesare Brandi, nel 1963, definisce il restauro e il ruolo della materia di cui sono costituiti
residenziale, senza precedenti. Si assiste cio ad una generale ridiscussione dei principi del gli edifici.
restauro gi sanciti prima della guerra e ratificati nei documenti programmatici degli anni A partire da questa questione, dagli anni settanta dello scorso secolo, si fa strada,
trenta. Le linee di pensiero vanno dal sostenere la validit del ripristino, al riedificare nuovi specialmente in ambito italiano, un nuovo approccio al restauro: Pi di centocinquanta
anni di inutili, disinvolte distruzioni operate nel nome e col pretesto del restauro
dovrebbero ormai essere sufficienti a convincere chi si avvicina al cantiere di intervento sul Un progetto di architettura complesso che richiede di avere padronanza sia degli strumenti e
costruito, che una corretta opera di restauro oggi non pu che identificarsi con delle tecniche di conservazione che dei modi della progettazione del nuovo.
unattenta, tempestiva, capillare, pratica della conservazione. Restaurare una fabbrica
significa innanzitutto contenerne il decadimento strutturale, la fatiscenza e il degrado
biologico, saperla conservare, non semplicemente in effige ma nelle sue reali strutture
fisiche, nei componenti materici (65).
La materia degli edifici diviene il luogo sul quale segnata la microstoria; le aggiunte
stratificatesi sugli edifici, il segno del passaggio del tempo e delluomo sulla cui
eliminazione nessuno pu ergersi a giudice assoluto.
La cultura della conservazione si riflette nella pratica dellintervento. Lo studio della
storia di un edificio diviene modalit di comprensione del suo stato attuale e non pi
strumento per il ripristino. Alla lettura dei documenti darchivio si affianca la lettura
delledificio come unica fonte diretta delle indagini. Il rilievo delle misure e delle geometrie
di una fabbrica diventa rappresentazione oggettiva della stessa, con i suoi difetti ed i suoi
dissesti; i materiali e i fenomeni del loro degrado vengono letti e restituiti graficamente con
precisione come i sintomi di una malattia in campo medico.
La cura, che assume il doppio significato di interessamento e di medicamento, deriva da
un percorso di anamnesi e diagnosi al cui centro posto ledificio.
Significa cio introdurre, anche per gli edifici, una propensione al rispetto, considerandoli
una risorsa collettiva. Intervenire su di essi dovrebbe comportare la necessit di spostare la
questione da scelte estetiche a scelte etiche: rispetto per il palinsesto, la vocazione duso,
la riconoscibilit del nuovo intervento come strato del vissuto delloggetto.
Dunque che cosa il restauro (66) -la cultura della conservazione- oggi?
ogni intervento che si proponga lobiettivo della permanenza nel tempo, per quanto
relativa, della consistenza fisica del bene materiale ricevuto in eredit dalla storia, del quale
si possa garantire la conservazione di ogni sua dotazione e componente in un uso attivo (
meglio questultimo se ancora originario o almeno comunque dalta compatibilit e minimo
consumo), da perseguire attraverso opportuni e calcolati nuovi apporti di progetto (67).
Alla curaper il bene materiale si affianca, in una relazione inscindibile, il progetto del
nuovo per lantico. Un progetto necessariamente riconoscibile, consapevole e rispettoso
della consistenza delledificio su cui si applica. Un progetto di architettura a tutti gli effetti
che si occupa dellesistente, mettendo a punto tecniche che ne consentano la cura e dunque
la conservazione della consistenza materiale cos come giunta sino a noi, permettendone
la fruizione attraverso interventi progettuali consapevoli ed attenti.
NOTE 36) Citato in J. Frycz, Restauracia i Konserwacja zabytkow architektury w polsce w latach 1795-1918 ( Restauro e
conservazione dei monumenti architettonici in Polonia nel periodo 1795-1918), P.W.N., Warszawa, 1975, p. 265.
1) E.E.Viollet-le-Duc, voce Restauration in : Dictionaire raisonn de larchitetcture franaise du IX sicle au XVI 37) E.E Viollet-le-Duc, op. cit., p.14. La traduzione di questo e dei seguenti passi di chi scrive.
sicle, Paris, 1854-68. 38) Ivi, p. 32.
2) Maiorano, editto del 457 d.C., cfr. F. Gregorovius, Storia della citt di Roma nel Medioevo, Roma, 1900, vol. I, p.162.. 39) Ivi, p. 33.
3) M. Di Macco, Il colosseo, funzione simbolica, storica urbana, Bulzoni, Roma, 1971, pp.28-29. 40) J. Ruskin, op. cit., pp.226-7.
4) F.Choay, LAllegorie di patromoine, trad. it. LAllegoria del patrimonio, Officina, Roma, 1995, p.31. 41) C. Boito, Restaurare e conservare. I restauri in architettura. Dialogo primo, in Questioni pratiche di belle Arti,
5) A.Conti, Storia del restauro e della conservazione delle opere darte, Milano, s.d., p.33 . Hoepli, Milano, 1893. Uso qui ledizione a cura di M.A.Crippa, C.Boito, Il nuovo e lantico in architettura, Jaka Book,
6) R.Lanciani, Ancient Rome in the light of recent discoveries, trad. it.: Lantica Roma, Laterza, Bari, 1981, p.6. Per altri Milano, 1989, p.114.
esempi si veda: M.Greenhalgh, Ipsa ruina docet: luso dellantico nel Medioevo, in S.Settis (a cura di), Memoria 42) A. DAndrade, citato in R. Di Maggio Serra, Uomini e fatti della cultura piemontese nel secondo Ottocento intorno al
dellantico nellarte italiana, tomo primo, Luso dei classici, Einaudi, Torino, 1984 e A.Melucco Vaccaro, Archeologia e Borgo medievale del Valentino, in AA.VV., Alfredo DAndrade, tutela e restauro, Vallecchi, Torino, 1981, p. 35
restauro. Tradizione e attualit, A.Mondadori, Il Saggiatore, Milano,1989, in partic. il cap.III Spolien. Il riuso 43) F: Giacosa, citato in R. Di Maggio Serra, op. cit., p. 35.
dellantico nel Medioevo. 44) C. Bartolozzi, La rocca e il borgo medievale di Torino, in AA.VV., Alfredo dAndrade, op. cit., p. 190.
7) F.Choay, op. cit., pp.34 e 38. 45) A. dAndrade, citato in C. Bartolozzi, La rocca, op. cit., p. 190.
8) P.Bracciolini, Ruinarum descriptio Urbis Romae (1459-62). 46) Amedeo Bellini, Conservazione, restauro, citt, in R. Rozzi (a cura di) La Milano del Piano Beruto (1884-1889).
9) P.Bracciolini, citato da F.Choay, op. cit., p. 39 e nota 46 a p.199. Societ, urbanistica e architettura nella seconda meta dellOttocento, Volume I, Guerini, Milano, 1992, p.371).
10) Filarete, Trattato di Architettura, 1460 circa, L. I. ff. 6r e segg. Una lettura attenta del pensiero sul restauro nella 47) Marco Dezzi Bardeschi, Conservare, non restaurare (Hugo, Ruskin, Boito, Dehio e dintorni) breve storia e
trattatistica rinascimentale, non solo del Filarete ma anche di L.B.Alberti, Raffaello, Serlio, ecc. si trova in G.Cantone, La suggerimenti per la conservazione in questo nuovo millennio, ANANKE, n. 35-36, settembre-dicembre 2002, p. 9.
citt di marmo. Da Alberti a Serlio. La storia tra progettazione e restauro. Roma, Officina, 1978. 48) Camillo Boito, I Restauri in Architettura-dialogo primo, 1893, in O. Mazzei, Lideologia del restauro architettonico
11) Filarete, op. cit., L. I. f. 6r da Quatremre a Brandi, Milano, Clup, 1980.
12) L.B.Alberti, De Re Aedificatoria, 1450-72, L. X cap.1. 49) Ibidem, pp. 69-70.
13) L.B.Alberti, ibidem 50) Gustavo Giovannoni, voce Restauro, Enciclopedia Italiana Treccani, in O. Mazzei, Lideologia del restauro
14) Raffaello Sanzio, Per salvare le antichit romane (1516 circa), in R.Sanzio, Tutti gli scritti, a cura di E.Camesasca, architettonico da Quatremre a Brandi, Milano, Clup, 1980, p. 82.
Milano, 1956, p.51. 51) Ivi.
15) In un Breve del 15 agosto del 1515 Leone X nominava Raffaello "praefectus marmorum et lapidum", cfr., R.Sanzio, 52) A. Riegl, Il moderno culto dei monumenti, la sua essenza, il suo sviluppo, 1903, in G. La Monica, A. Riegl. Scritti
Tutti gli scritti, op. cit., p. 267 e G.Cantone, La citt di marmo, op.cit., p. 87, n. 8. sulla tutela e sul restauro, Palermo, Ila Palma, 1982, p.32.
16) R.Sanzio, op.cit. pp.55-56. 53) Ibidem, p.33.
17) S. Serlio, Il settimo libro darchitettura, 1575, ed. J.Strada, Francoforte, p. 158 54) Ibidem, p.48.
18) P. Du Colombier, Les Chantiers des Cathdrales, A.eJ. Picard, Paris, 1973, p.40. 55) Ibidem, pp. 52-53.
19) Tutte le citazioni sono tratte da: P. Mrim, Notes de voyages, 1835-1840, in P. Mrim , Oeuvres compltes, a cura 56) Ibidem, pp. 57-58.
di P. Trabord, Parigi, 1929. Ampi stralci sono anche in G. Fiengo, Il recupero dellarchitettura medievale nei pensatori 57) Ivi.
francesi del primo ottocento, in Restauro, n 47-48-49, 1980, pp. 79-133. 58) Ibidem, pp. 58-59.
20) M. Boriani, Da riuso a , op. cit., pp. 18-25. 59) Ivi.
21) M.Boriani, Alle origini della questione dei centri storici. Le soppressioni delle Corporazioni Religiose tra assolutismo 60) Il dibattito del secondo dopoguerra e una minuziosa analisi delle posizioni di molti studiosi attivi in quegli anni circa
illuminato e riformismo borghese. In: M.Giambruno (a cura di), Per una storia del restauro urbano. Piani, strumenti e la questione del rapporto antico-nuovo contenuta in Umberto De Martino, Cento anni di dibattito sul problema dei
progetti per i Centri storici, pp. XXI-XL, Citt studi Edizioni De Agostini Scuola, Novara, 2007. centri storici, in Rassegna dellIstituto di Architettura e Urbanistica di Roma, II (1966), N4, pp 75-116).
22) C. Cattaneo, Ricerche sul progetto di una strada di ferro da Milano a Venezia, in C. Carozzi, R, Rozzi, Centri storici, Un interessante sunto delle principali questioni anche in Aldo Giuliani, Monumenti, centri storici, ambiente, Tamburini
questione aperta, De Donato, Bari, 1971, p. 17. Editore, Milano, 1966.
23) B. Foucart, Viollet-le-Duc e il restauro degli edifici in Francia, Electa, Milano, p. 12. Sulla questione della Ricostruzione in Italia si veda Maurizio Boriani, La teoria e la prassi del restauro italiano nel
24) L. Benevolo, Le origini dellurbanistica moderna, Laterza, Bari, 1968, p. 27. secondo dopoguerra, in Maurizio Boriani, Progettare per il costruito, Novara, Citt studi Edizioni di De Agostini Scuola,
25) A.W.N. Pugin, Contrasts: or a Parallel betwen the Noble Edifices of the Middles Ages, and corresponding Buildings 2008.
of the present day, showing the present decay of taste, London, 1835, citato in R. Williams, Cultura e rivoluzione 61) R. Bucaille, J.M. Pesez, voce Cultura materiale in Enciclopedia Einaudi, Torino, 1978, V. IV, p. 271-305.
industriale, Einaudi, Torino, 1968, p. 169. 62) Congresso internazionale degli architetti e dei tecnici dei monumenti, Venezia, 1964, articolo 1.
26) R. Redgrave, 1853, citato in: F. Bologna, Dalle arti minori allindustrial design, Laterza, Bari, 1972, p. 212. 63) Cesare Brandi, Teoria del restauro, Torino, Piccola Biblioteca Einaudi, 1 edizione 1963, p. 6.
27) E. Viollet-le-Duc, voce Restauration, op. cit., pp.31-32. 64) Ibidem, pp. 6-7.
28) J. Ruskin, The seven Lamps of Architecture, 1849, trad. it. Le sette lampade dellArchitettura, a cura di R.M.Pivetti, 65) Marco Dezzi Bardeschi, Dal restauro alla conservazione (1981), in Vittorio Locatelli, Marco Dezzi Bardeschi.
Jaka Book, Milano, 1982, p. 227. Restauro: punto da capo. Frammenti per una (impossibile) teoria, Milano, Fraco Angeli, 1991.
29) W. Morris, Architecture and History, 1884, citato in F. La Regina, William Morris a lAnti-Restoration movement, in 66) Si veda, per avere un quadro complessivo di quale siano gli attuali orientamenti teorici in Italia lagile volume curato
Restauro, n13-14, 1974, p.110. da Paolo B. Torsello Che cos il restauro. Nove studiosi a confronto, Venezia, Marsilio, 2005.
30) J. Ruskin, op.cit., p.228. 67) Marco Dezzi Bardeschi, in Paolo B. Torsello, op. cit., p. 144.
31) T. Carlyle, Signs of the times, Edinburg Review, 1829, traduzione italiana Segni dei tempi, in Pagine scelte e pensieri,
Torino, 1929, citato in R. Williams, op. cit., p. 103.
32) C. Boito, Architettura del Medioevo in Italia. Con una introduzione dello stile futuro dellarchitettura italiana, Hoepli,
Milano, 1880, p. XXIII.
33) Ivi, p. XXVI.
34) Ivi, p. XXXIX.
35) Ivi, p. XLV