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TOMMASO SCAPPINI APPUNTI DI STORIA DELLA FILOSOFIA

per tale motivo che conoscere significa ricordare, ed proprio a questo che serve la maieutica socratica, che Platone ripropone nei dialoghi in cui il protagonista Socrate. Inoltre in questo senso, secondo Platone, che bisogna leggere il conosci te stesso socratico: esso significa qualcosa come ricorda la verit che sepolta dentro di te, verit che pu essere riattivata attraverso il dialogo e la conduzione sapiente di Socrate (o del filosofo in generale). 2.3. I gradi della conoscenza: la teoria della linea Nei suoi dialoghi Platone alterna spiegazioni perfettamente razionali a teoremi di geome tria, citazioni letterarie derivanti per lo pi da Omero a spiegazioni mitologiche. E infatti, oltre che attraverso il racconto mitico della metempsicosi, Platone spiega la gnoseologia umana (cio il modo in cui luomo conosce) costruendo una proporzione geometrica su una linea retta, o meglio, su un segmento. Per tale ragione questa teoria contenuta nella Repubblica detta teoria della linea: A [eikasia] |D [pistis] ||C [dinoia] |E [nesis] B

AB = intera conoscenza AC CB

AC = opinione (conoscenza sensibile, doxa) CB = scienza (conoscenza intelligibile, episteme) AD = immaginazione (eikasia) DC = credenza (pistis) CE = pensiero discorsivo (dinoia) EB = intellezione (nesis) [4] [3] [2] [1]

Platone a questo punto formula una proporzione della conoscenza: AC : CB = AD : DC = CE : EB La doxa (AC), in quanto opinione sensibile, relativa e variabile, mentre lepistme (CB), in quanto conoscenza intelligibile, non sensibile, ma la conoscenza vera universale permanente. Inoltre importante notare che doxa ed episteme, essendo forme di conoscenza diverse, hanno di conseguenza oggetti di conoscenza diversi.

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A loro volta queste due forme di conoscenza si suddividono in sottospecie, e ogni forma di conoscenza ha un oggetto di conoscenza ben specifico:
Le facolt conoscitive delluomo immaginazione (eikasia) oggetti: immagini/ombre doxa credenza (pistis) oggetti: realt percepite dai sensi pensiero discorsivo (dinoia) oggetti: enti intelligibili (numeri, figure geometriche) episteme intellezione (nesis) oggetti: idee, forme intelligibili e universali

2.4. I gradi dellessere Dunque c un parallelismo tra i gradi della conoscenza e i gradi dellessere, poich a una forma di conoscenza corrisponde un diverso oggetto di conoscenza, che ontologicamente diverso dagli altri oggetti. Secondo Platone c allora una corrispondenza tra la ontologia e la gnoseologia. Vediamo questa corrispondenza:
La corrispondenza ontologia-gnoseologia I II III IV intellezione pensiero discorsivo (o matematico) credenza immaginazione idee enti matematici realt sensibile immagini e ombre

Per quanto riguarda la gnoseologia, passando dalla 1 forma di conoscenza (noesis) alla 4 forma (eikasia), diminuisce sempre pi la certezza della conoscenza. Per quanto riguarda invece lontologia, dal 1 grado della realt (idee) al 4 grado (ombre), diminuisce la consistenza ontologica delloggetto conosciuto: il massimo di realt costituito dalle idee, il minimo dalle ombre. Tuttavia nel passaggio tra la 2 e la 3 forma di conoscenza c uno scarto netto, tra verit e menzogna: prendiamo lesempio del triangolo, in cui si capisce come il vero triangolo non sia quello disegnato, cio quello che si percepisce coi sensi, ma il triangolo razionale, di cui sintuisce lidea universale.

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Secondo Platone, lidea la cosa in s, la pura forma intelligibile che non ha nulla da spartire con la cosa particolare di cui facciamo ogni giorno esperienza. Ad esempio, il bello in s diverso dalla particolare cosa bella. Le idee hanno la consistenza ontologica maggiore, ossia sono la realt suprema: esse sono le cose nella loro piena autenticit, in quanto eterne e incorruttibili. 2.5. Lallegoria della caverna Nella Repubblica Platone fa raccontare a Socrate una sorta di mito, o pi precisamente unallegoria: la scena si svolge in una grotta e sul fondo di questa grotta sono incatenati alcuni schiavi. Gli schiavi non hanno mai visto la luce del sole e per tutta la vita sono confinati in quella grotta, incatenati al muro in modo che la faccia sia sempre rivolta verso la parete rocciosa e mai verso lapertura lontana. Quindi lunica cosa che gli uomini riescono a vedere sono alcune ombre che si agitano sul fondo della grotta. Quasi allimbocco della grotta, infatti, c un muro di mattoni al di l del quale passa una strada parallela al muro, sopra lapertura della grotta. Sempre nella caverna, al di l della strada c una collinetta sulla quale torreggia un fuoco. Le ombre che gli schiavi vedono sul fondo della grotta sono causate dal fuoco sul limitare della grotta. Ma il fuoco non rimanda le ombre degli uomini che passano lungo la strada, dato che le ombre di questi si stagliano sul muro di mattoni, ma rimanda le ombre delle statue e degli oggetti che gli uomini portano sui carri o sopra le loro teste. Queste statue e oggetti sono pi alti del muro e, illuminati dal fuoco, gettano sul fondo della grotta le loro ombre. Queste ombre sono lunica cosa che gli schiavi incatenati riescono a vedere.

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La raffigurazione della caverna nella Repubblica di Platone

Lallegoria della caverna vuole essere una metafora della conoscenza umana: noi tutti viviamo la nostra vita come gli schiavi incatenati, e lunica cosa che vediamo sono le ombre, niente affatto la verit. Lunico modo per raggiungere la verit e vedere davvero le cose liberarsi dalle catene e uscire dalla grotta allaria aperta. Sempre nel racconto di Socrate, infatti, a un certo punto uno schiavo riesce a liberarsi e a raggiungere laperto: 1. inizialmente, abituato al buio, non creder ai propri occhi; 2. in seguito riuscir a vedere i riflessi delle cose negli specchi dacqua; 3. poi vedr le cose vere e proprie; 4. infine vedr il sole dal quale sar accecato. Poi per, una volta ambientato alla luce, non vorr pi tornare sul fondo della caverna. Cionondimeno, dice Socrate, suo dovere ridiscendere e liberare i suoi compagni ancora incatenati. Cerchiamo di capire pi in dettaglio lallegoria: A) la caverna rappresenta il corpo delluomo che imprigiona lanima e le impedisce di vedere davvero; 9

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B) lo schiavo incatenato sul fondo luomo che si affida solo alla doxa; C) lo schiavo liberato il filosofo che libera la sua anima dalle catene del corpo; D) le cose dentro la grotta rappresentano le copie delle idee, le imitazioni della vera realt; E) le cose fuori dalla grotta rappresentano le idee; F) il sole sta per lidea suprema, ossia lidea del bene che permette di vedere tutte le altre idee; G) il fuoco una luce sbiadita che non permette di vedere fino in fondo la natura delle cose.

Raffigurazione complessiva dell'allegoria della caverna

Oltre a ci c anche un parallelismo tra gli oggetti dellallegoria e gli oggetti delle varie forme di conoscenza ( teoria della linea): a) le ombre sul fondo della caverna rappresentano loggetto di conoscenza dellimmaginazione (eikasia) cio le immagini;

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b) le statue che generano le ombre rappresentano loggetto di conoscenza della credenza (pistis) cio le cose percepite dai sensi; c) i riflessi nellacqua delle cose fuori dalla caverna rappresentano loggetto di conoscenza del pensiero discorsivo (dianoia) cio gli enti matematici; d) le cose vere fuori dalla caverna rappresentano loggetto di conoscenza dellintellezione (noesis) cio le idee. 2.6. La graduatoria delle discipline In generale, dallallegoria della caverna e dalla teoria della linea emerge con chiarezza la preminenza gnoseologica della filosofia: essa infatti lunica disciplina che si basa sulla noesis. Una disciplina importante per la conoscenza, ma non quanto la filosofia, la matematica, che invece si avvale anzitutto della dianoia. Ogni altra disciplina decisamente inferiore a filosofia e matematica, poich si avvale delle forme di conoscenza inferiori (eikasia e pistis), che si occupano di mere ombre e di opinioni. In questa graduatoria delle discipline larte ha un posto del tutto subordinato: la conoscenza basata sui sensi inferiore alla conoscenza intellettiva, ma larte persino inferiore alla conoscenza sensibile. Parlando di arte Platone si riferisce anzitutto alla pittura e alla scultura, le quali sono due volte lontane dalla verit: il primo gradino della verit rappresentato dalla idee che sono colte prima dalla filosofia e poi dalla matematica; il secondo gradino della verit inerente alle cose sensibili che sono solo copie delle idee, cio copie della verit originale, e sono colte dai sensi; il terzo gradino della verit, quello pi distante dalla fonte, espresso dai manufatti artistici (in particolare, dipinti e scolpiti), che sono due volte lontani dalla verit, perch sono solo copie di copie, cio copie di cose sensibili che al loro volta sono copie di idee.

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