Sei sulla pagina 1di 21

1

Rivista di Psicoanalisi, 1, 2010, 73-94.

Il contributo di Sabina Spielrein alla comprensione della schizofrenia


- Notazioni storiche sullistinto di morte RITA CORSA
Adesso, destino, mi affido a te! (Diario di Sabina Spielrein, 15.I.1911)

Sabina Spielrein risorge dalle ceneri della malattia mentale per opera della parola del giovane Jung, che adotta per la prima volta il metodo freudiano1. Linedita magia della talking cure attua la miracolosa trasformazione della piccola Spielrein (F.J., 17 dicembre 1911; 1974, 510), la () studentessa di medicina, affetta da isteria () e () notevolmente tarata a livello ereditario2, in uninquietante musa ispiratrice di pensieri nuovi ed audaci. Sullintricata vicenda, dai risvolti per certi versi romanzeschi, che ha accompagnato la guarigione e la rinascita di Sabina Spielrein coinvolgendo Jung e Freud, gi stato detto tutto3 e, di certo, anche qualcosa di troppo. Non desidero aggiungere altro.
1

Il 17 agosto del 1904 la diciannovenne Sabina (era nata a Rostov sul Don, nel 1885), gi da tempo psichicamente sofferente, venne ricoverata al Burghlzli di Zurigo, allora diretto da Eugen Bleuler, ed affidata a Carl Gustav Jung, che la cur applicando la nuova tecnica psicoanalitica. La ragazza venne dimessa, assai migliorata, il primo giugno del 1905: Vive da sola in citt e frequenta le lezioni universitarie di medicina (Minder, 1993, 198). Ella continu poi ambulatorialmente la sua terapia con Jung, che dur complessivamente circa 4 anni. Nell'ottobre del 1907, in occasione del primo Congresso Internazionale di Psichiatria e Neurologia tenutosi ad Amsterdam, lo psicoanalista svizzero present, a difesa della nuova dottrina freudiana, lo scritto dal titolo La teoria freudiana dell'isteria (Jung, 1908). Sabina Spielrein era l'emblematico caso clinico sul quale verteva e si sviluppava lintero contributo. Negli stessi anni, la paziente e il terapeuta vennero coinvolti in un impetuoso rapporto d'amore, che si interruppe violentemente nel giugno del 1909. 2 Questo un breve brano di un documento di grande rilievo storico, trattandosi del primo tentativo di comunicazione tra Freud e Jung. E datato 25 settembre 1905. Jung indirizz a Freud una dettagliata relazione clinica sulla Spielrein, che consegn alla madre di lei, affinch, dopo la dimissione della ragazza dallIstituto di Zurigo, si recasse da Freud per un consulto. Lo scritto stato rinvenuto nel Quaderno dei duplicati Burghlzli, vol. 63; Archivo Burghlzli ed attualmente di propriet della famiglia Spielrein. Non mai stato consegnato a Freud (Minder, 2007). 3 La bibliografia essenziale sull'argomento da ricercarsi in: McGuire, 1974; Carotenuto, 1980, 1982a, 1982b, 1985 e 1986; Guibal e Dobecourt, 1981; Drahon-Gallard, 1982; Bettelheim, 1983 e 1989; Ljunggreen, 1984; Cremerius, 1987 (1990), 1988 e 1991; Cifali, 1988; Person, 1988; Molfino, 1992; Kerr, 1993; Kress-Rosen, 1994; Neri, 1995; Lothane, 1996; Balsamo e Napolitano, 1998; Corsa, 2000; Covington e Wharton, 2003.

Il mio contributo intende far luce sulla primissima produzione scientifica dell'analista Spielrein, i cui lavori hanno subto una curiosa condanna alloblio, sino alla fine degli anni Ottanta dello scorso secolo. Successivamente, la psicoanalista russa diventata preda della cultura junghiana, che le ha riconosciuto un ruolo fondamentale nella nascita di concetti cardine della psicologia analitica, quali lidea di Anima e di dimensione animica, di Ombra e di Persona (Carotenuto, 1980; Bettelheim, 1989; Covington e Wharton, 2003) e quella di transfert e di controtransfert passionale (Bassan, 1983; Kress-Rosen, 1994)4. Di converso, a parte qualche raro accenno, la sua opera continua ad essere trascurata dalla nostra letteratura. Gi un ventennio fa, Cremerius considerava Sabina Spielrein la precoce vittima sacrificata da Freud alla sua politica di potere (1990, 91) e, recentemente, anche Borgogno annovera Sabina tra quella folta schiera di pazienti che sono serviti alla Causa, pagando col loro sangue la nostra evoluzione a prescindere dal guadagno effettivo in sanit psichica che ne hanno ricavato (2006, 964). Nel 1911, terminati gli studi universitari a Zurigo, la Spielrein si trasferisce a Vienna, dove, nellottobre dello stesso anno, diviene membro della Societ Psicoanalitica Viennese ed inizia a far parte della cerchia dei collaboratori freudiani che partecipano alle riunioni del mercoled, come testimoniato dai resoconti di Numberg e Federn, raccolti nelle Minute (1962). Da allora, lanalista russa si sempre considerata di fede freudiana, come proclama con accento appassionato in una lettera inviata a Freud nel 1914, a pochi mesi dalla lacerante frattura tra il Maestro e il pi diretto successore, il principe ereditario: Tutti sanno che mi dichiaro appartenente alla associazione di Freud, e Jung non me lo pu perdonare (S.F., aprile 1914; 1980, 170)5. E anche i moduli interpretativi da lei usati si rifanno fondamentalmente alla metapsicologia freudiana, miscelata con accorto acume alle nuove idee junghiane, relative al trattamento psicoanalitico della dementia praecox. In questo lavoro cercher di illustrare, pi in particolare, i due articoli desordio dellautrice russa, Il contenuto psicologico di un caso di schizofrenia (dementia praecox) (1911)6 - che giudico uno dei pi coraggiosi ed originali tentativi di comprensione del dolore

Per Bassan, lo stesso libro di Jung, La psicologia del transfert (1946), sunto delle idee junghiane sul transfert e sul controtransfert, trae la sua matrice originaria dallantica nella relazione con Sabina Spielrein (1983). 5 Fa fede pure il rilievo che, dal 1913 in poi, la Spielrein eviter sistematicamente di citare Jung nei suoi lavori, anche se il loro rapporto epistolare proseguir ancora per molti anni. Rimarr, infine, sempre iscritta alla Societ Psicoanalitica dei diversi paesi in cui vivr. 6 La maggior parte degli scritti psicoanalitici di Sabina Spielrein sono stati pubblicati in Italia dalla Casa Editrice Liguori, nel 1986. Nel 2001, la Wharton riporta sul Journal of Analytical Psychology la traduzione inglese

psicotico proposti agli albori della psicoanalisi - e La distruzione come causa della nascita (1912), una delle prime, embrionali dottrine dellistinto di morte, formulate in ambito psicoanalitico. Partendo dallanalisi della distruttivit presente nel pensiero e nel comportamento dello schizofrenico, Sabina Spielrein indaga ed anticipa il concetto di pulsione di morte che, sin dalla nascita, si porrebbe alla radice dello sviluppo e del divenire. Prima di passare alla disamina di questi due saggi, desidero precisare che la scrittura della Spielrein ostica, a tratti criptica ed involuta, e manca di organicit e di sistematicit7. Ma, allimprovviso, si anima e si accende di pensieri arditi ed innovativi e di intuizioni precorritrici.

Martha N. e la schizofrenia
L'articolo sulla dementia praecox, pubblicato nella prima parte del terzo volume dello Jahrbuch del 19118, con il titolo Il contenuto psicologico di un caso di schizofrenia (dementia praecox), consente alla Spielrein di entrare a far parte della Societ Psicoanalitica Viennese9. Ma a quel tempo la nostra autrice si stava ormai occupando del suo secondo lavoro, La distruzione come causa della nascita (1912), considerato unanimamente dalla critica come il suo contributo pi originale e valido, e che in anni recenti ha trovato ampio consenso e vasta risonanza10. E' tuttavia grazie al suo primo scritto che Sabina Spielrein usc dall'isolamento,
dellarticolo della Spielrein The unconscious phantasies in Kuprins Duel, edito originariamente in lingua tedesca per la rivista Imago (1913) e, nel 1995, ripresentato, in lingua russa, dal periodico Archetype. Secondo Carotenuto, il Duello di Kuprin in realt una comunicazione di Jean Spielrein, fratello di Sabina e laureato in filosofia (1980, 74). 7 La traduzione italiana dellopera non rende giustizia allautrice e non aiuta il lettore in un compito comunque arduo. La versione inglese pi accessibile. Dopo il 1912, Sabina Spielrein si occuper e scriver prevalentemente di analisi infantile; la qualit stilistica di questi lavori pi chiara ed accurata. 8 Nello stesso tomo vennero stampati, tra gli altri, Precisazioni sui due princpi dellaccadere psichico e Il caso Schreber di Freud, la prima parte de La libido: simboli e trasformazioni di Jung ed Il ruolo dellomosessualit nella patogenesi della paranoia di Ferenczi. 9 Si tratta della sua tesi di laurea, alla quale sta lavorando da oltre un anno sotto la guida di Jung presso il Burghlzli di Zurigo, diretto da Bleuler. Bleuler stesso le suggerisce di inoltrare la dissertazione a Freud, avvalendosi dell'intercessione di Jung, al fine di stampare il saggio in una rivista di carattere psicoanalitico. In un primo tempo, questo scritto d'esordio viene accolto assai bene dalla comunit psicoanalitica e pi volte citato da Jung in La libido: simboli e trasformazioni (1912). A sua volta, Freud si esprime ripetutamente con stima nei confronti dellautrice: () stata molto intelligente e ordinata (F. J., 12 novembre 1911; 1974, 492-493) e () ha proprio un cervello assai sottile (F.J., 17 dicembre 1911; 1974, 510). Negli anni seguenti, il lavoro sulla schizofrenia scompare dai riferimenti bibliografici della letteratura specializzata, fatta eccezione per una ricca sintesi, curata da Blumgart con nove anni di ritardo (1920). 10 Si vedano per tutti: Robert, 1967; Bassan, 1983; Terribile, 1983; Bonasia, 1988; Molfino, 1992; Blum, 2004; Corsa, 2004; Garella, 2007.

offrendo uninterpretazione della schizofrenia che le permise di intravedere aperture di notevole portata . La paziente ha un aspetto pallido e teso, senza alcun altro visibile disturbo (1911, 2). Sabina Spielrein introduce con queste parole Martha N., la sua paziente affetta da demenza paranoica, ricoverata nel nosocomio di Zurigo e che ella ha sottoposto al metodo analitico11. Nella prefazione al lavoro, la psicoanalista russa12 spiega che ha scelto questo caso perch la paziente, una ricamatrice intelligente e di buona cultura, coniugata da diversi anni e madre di due bambini, propone una vasta produzione che a prima vista sembrerebbe un groviglio di frasi senza senso (ibidem, 1). La Spielrein parte da una base empirica, tesa a registrare ogni particolare esibito dalla malata. In seguito, dopo aver a lungo osservato il corso spontaneo delle associazioni, prende dimestichezza con il linguaggio della paziente, riuscendo a tradurre direttamente i suoi discorsi in un () linguaggio [condiviso] (ibidem, 1-2). La giovane studiosa sembra in tal senso gettare la sua personale sfida contro l'assurdit del mondo psicotico e l'incomprensibilit del linguaggio schizofrenico, nonostante riconosca che E' praticamente irrealizzabile, disponendo dei nostri mezzi attuali, riuscire a dare, anche con un'analisi approfondita, spiegazioni attendibili sul mondo interiore di una malata cos dissociata () (ibidem, 76). Dopo aver tratteggiato un vivace profilo clinico della paziente, certamente esaminato pi con la lente della psichiatra che con quella della psicoanalista, la Spielrein si addentra nellanalisi del materiale verbale che Martha N. espone in quantit abbondante, indotta anche dalle sollecitazioni provenienti dagli esperimenti associativi cui viene sottoposta dalla stessa Spielrein. Secondo lanalista, gli stimoli associativi fanno emergere prepotentemente i complessi patologici, che la paziente considera degli esseri autonomi, che possono vivere in virt della loro intrinseca volont: tale fatto costituisce un documento fondamentale per la tanto

Il nome e liniziale del cognome della protagonista del saggio, Martha N., viene rivelato dalla Spielrein solo nella sua seconda fatica, La distruzione come causa della nascita (1912, 84); nel primo scritto, l'autrice si riferisce a lei chiamandola semplicemente la paziente. 12 Per lAccerboni, Freud considerava la Spielrein, pi acquisita alla psicoanalisi centro -europea che a quella russa, almeno fintantoch non si decise nel 1923 a ritornare definitivamente in patria (1989, 64).
11

discussa dottrina dell'autonomia (ibidem, 14)13. Qui la giovane terapeuta sembra preoccupata soprattutto di difendere le concettualizzazioni junghiane in tema di complessi e di demenza precoce, ma queste pagine rivestono anche un indiscutibile valore storico, trattandosi di una delle pionieristiche prove di lettura della demenza precoce in chiave psicoanalitica e di uno dei primi lavori in cui viene usato il termine di schizofrenia, test coniato da Bleuler (1911).

[La malata] sente voci che le rimproverano di stare tutto il giorno sdraiata sul ventre. Domanda: Che cosa significa questo stare sdraiata sul ventre?. Risposta: Lei ha mai avuto delle visioni?. Io: S. Paziente: Qualche volta ha visto degli occhi nella neve?. Io: Non capisco bene che cosa voglia dire con questo. Paziente: Lei per sa che l'acqua significa lacrime che vengono dal cielo?. Io: S ... [dubbiosa]. () Paziente: Negli occhi si manifesta l'anima che per il dolore si congelata trasformandosi in neve. () E Cristo vuole liberarci da tutte le sofferenze; questa la santa missione (Spielrein, 1911, 57). Da questo stralcio di colloquio possibile cogliere che il procedere della Spielrein nella comprensione del materiale proposto dalla paziente assomiglia - utilizzando la sua stessa definizione - a quello di un giudice istruttore che si immedesimi a tal punto nel fatto da sentire in certo qual modo ogni parola (ibidem, 2). Si pu ipotizzare che la paziente della Spielrein, non sopportando la pressione dei sentimenti persecutori assunti sotto forme allucinatorie, forzi nella sua terapeuta questi stati mentali intollerabili invadendola al punto da non consentirle una loro immediata trasformazione in significati (Conforto e Corsa, 1992, 54-55). Cosicch la nascita di significazione appare sospesa, nascosta dietro la forma di domanda con cui le due donne si interrogano a vicenda, in una sorta di gioco di specchi, dove il pensiero delluna si riflette in quello dellaltra, nella disperata ricerca di un contenitore che si rivela ancora assai inadeguato. Va rimarcato, tuttavia, che tale indagine risulta essere una delle antesignane prove in psicoanalisi di formare pensieri in presenza di un malato psicotico.
13

La nostra studiosa si accinge ad individuare il "complesso autonomo" di natura affettiva, teorizzato da Jung in Psicologia della dementia praecox (1907) e pi compiutamente sviluppato in Il contenuto delle Psicosi

L'analista/giudice istruttore segue un modello interpretativo della schizofrenia in cui prevale la tensione a restaurare il senso delle comunicazioni patologiche. E anche l'emersione del significato simbolico va vista in questa prospettiva, caratterizzata da un'esasperata scomposizione del pensiero psicotico, cui segue unaltrettanto tenace ricostruzione, confortata dall'acquisizione di senso. Per Spielrein, ogni idea espressa dalla paziente pu infatti subire una sostituzione simbolica o un travestimento simbolico (1911, 13). L'analisi della vasta gamma di simboli permette infine di svelare il significato, che altrimenti sarebbe rimasto celato sotto le coltri dei vari travestimenti, indotti da conflitti sessuali. Secondo l'autrice russa, il meccanismo pi comune attraverso il quale avviene il travestimento simbolico quello, gi messo in luce da Freud, della rappresentazione mediante l'opposto (ibidem, 6)14. Mi pare che in questo passaggio la nostra scrittrice tradisca le sue idee pi nuove sulla formazione dei simboli e tenti di accordarle con le tesi freudiane. Si affida inoltre alla dottrina junghiana quando, nella ricerca dell'origine primitiva della creazione dei simboli, si imbatte nel pensiero mitologico. Consegue l'immediata dimostrazione dell'analogia, tanto cara a Jung, tra il pensiero del demente precoce, il pensiero mitologico ed il processo psicologico dei sogni. Ritengo, tuttavia, che lo svolgimento pi intimo del lavoro della Spielrein si discosti assai dal modello teleologico junghiano, caratterizzato dalla comprensione costruttiva del sistema delirante. In Il contenuto delle psicosi (1908) Jung affermava che la domanda fondamentale che ci si deve porre nell'analisi di un demente precoce : quali fini voleva raggiungere il malato mediante la creazione del suo sistema?. Si anteponeva cos alla comprensione all'indietro o analitico-riduttiva, tipica a suo avviso della metodologia freudiana e di qualsiasi ricercatore che miri ad una comprensione puramente causale degli accadimenti (Jung, 1908/1914, 192-193). La Spielrein adotta, invero, uno schema che non si basa n su assunti causalistici n su principi finalistici, bens su tesi - oserei dire - pi di ordine fenomenologico. Le due domande cos antitetiche, per quale motivo o per quale fine, vengono allora sostituite da una terza ancora differente: "in quale maniera si manifesta la malattia mentale"? Mi piace pensare che questa posizione pi vagamente fenomenologica forse risenta dell'influsso delle primissime speculazioni di Ludwig Binswanger, che Sabina ha avuto modo

(1908/1914), e da lui considerato il nucleo psicologico originario responsabile del disturbo schizofrenico. 14 In pi punti la Spielrein cita dei passi di Freud tratti da L' interpretazione dei sogni (1899) e da il Significato opposto delle parole primordiali (1910a).

di conoscere quando egli lavorava al Burghlzli e con il quale ha anche collaborato in alcuni esperimenti associativi15. La scomposizione a tratti febbrile della comunicazione schizofrenica non impedisce alla nostra terapeuta di avvicinarsi in maniera assai empatica alla sofferenza psichica della sua paziente. Credo che l'avanzare lungo questa linea semiotico-investigativa (Riolo, 1983) le abbia consentito di scorgere, attraverso una decodificazione apparentemente asettica dei dati, la possibilit di una sorta di rapporto elementare con la malata. Ci troviamo, d'altronde, ancora ben lontani dal presupporre uno spazio interno alla mente dell'analista, in grado di accogliere il pensiero frammentato e mortifero proveniente dal mondo psicotico e di sottoporlo a rverie. Siamo pure distanti dalle formulazioni teoriche dello Schreber di Freud 16, decisamente pi compiute e raccolte in un modello che prevede in ordinata sequenza: a) un conflitto intrapsichico (conflitto omosessuale); b) langoscia derivante dal conflitto; c) il prevalere del meccanismo proiettivo che colloca allesterno langoscia conflittuale; d) la regressione dello sviluppo psicosessuale allo stadio inferiore, quello autoerotico, con disinvestimento libidico del mondo esterno e ritiro dalla realt. Ho limpressione, tuttavia, che la Spielrein si spinga con ardore in regioni vergini ed umbratili, dove intuisce che, per riunire le comunicazioni malate alla ricerca di un senso assente, ci sia bisogno di uno spazio diverso da quello immediato e si trovi cos ad esplorare uno spazio altro, interno al terapista, in cui sia sopravvissuta e conservata la nozione di senso potenziale (Khan, 1974). La nascita del significato pare proporsi, allora, come emersione dalla con-fusione psicotica, mediante la conservazione di una qualit dialogante, che tiene vivo lo scambio mente dellanalista-senso potenziale, evocando quasi limmagine di idea messianica bioniana (la santa missione della paziente Martha). Ma questi sono pensieri interpretativi moderni, scaturiti dalla stratificazione delle varie ere della psicoanalisi, che hanno permesso lo sviluppo di un assetto mentale analitico attrezzato a tollerare il dolore della psicosi. L'analisi della schizofrenia di Martha N. conduce inoltre la Spielrein ad interrogarsi sugli aspetti relazionali del trattamento, affrontando il concetto di transfert erotico e di transfert psicotico e sfiorando quello di controtransfert. Lanalista parla di momenti in cui prevale un transfert positivo, carico di valenze sessuali e di aspetti seduttivi; spesso, per, il transfert si oscura bruscamente allombra di
15

E prima ancora, nel 1907, Sabina era stata a sua volta sottoposta all'esperimento associativo proprio da Binswanger! (McGuire, 1984; in Kerr, 1993, 151). 16 Sabina Spielrein ben conosceva le Memorie del Presidente Schreber (1903), che ha pi volte richiamato nel suo saggio. Come ben si sa, fu proprio Jung a far conoscere questo testo a Freud (McGuire, 1974, 331).

violenti attacchi sadici. Spielrein registra questo sovvertimento relazionale ed avverte l'urgenza emotiva della paziente che, all'improvviso, vede la sua terapeuta ammalarsi, divenire infetta e quindi pericolosa, contrarre la scarlattina, fondersi come pietra e ferro e trasformarsi in vegetale. Qui lanalista sembra intuire la complessit del transfert psicotico, ma non ancora pronta a riconoscerlo e a teorizzarne le caratteristiche precipue. Daltro canto, ella si interroga pure sulle proprie reazioni emotive, sfiorando il concetto di controtransfert, senza comunque essere in grado di avventurarsi negli angoli ancora bui delle vicissitudini controtransferali 17. L'analista russa considera infatti quale elemento indispensabile nella cura dei dementi precoci il saper avvicinare il paziente in una sorta di processo immedesimativo, che permetta di sentire in certo qual modo ogni parola (ibidem, 2). Ma non sviluppa ulteriormente l'idea, anche se poi dedica alcuni passi a trascrivere le sue sensazioni in risposta a delle affermazioni e a delle domande rivoltele da Martha N.. Nella sua antesignana ricerca dei processi che regolano il pensiero psicotico, la Spielrein ha la capacit di cogliere, quasi a freddo", alcuni meccanismi della schizofrenia: adopera i termini di negazione e di scissione per spiegare certi eventi mentali manifestati dalla paziente; riguardo alla proiezione riferisce, con singolare attualit espressiva, di un desiderio fantastico della paziente proiettato sul marito (ibidem, 55). In vari passaggi le viene in soccorso, inoltre, il concetto bleuleriano di ambivalenza (1910), per spiegare la compresenza di componenti mentali opposte, carattere tipico del pensiero del demente precoce. L'atmosfera, che distingue il suo pionieristico viaggio insieme a Martha N. nel mondo delle psicosi, richiama in maniera assai intrigante quella di tante pagine kleiniane. Nel risalire agli eventi della prima infanzia della sua paziente, l'analista russa evidenzia i furiosi attacchi portati al corpo della madre mediante l'eliminazione di urine e di feci. La distruttivit della bambina si manifestava anche nei precoci ed intensi desideri cannibalici che nutriva nei confronti del padre. La susseguente analogia tra il canale alimentare e l'apparato genitale serve a spiegare come la fantasia della paziente/madre di mangiare il neonato (che rappresenta l'organo sessuale) un sacrificio della madre per salvare il padre (ibidem, 37). In

E ben noto che il termine di controtransfert compare per la prima volta nella letteratura psicoanalitica in unepistola di Freud inviata a Jung il 7 giugno 1909. I due uomini stanno toccando la delicata questione Spielrein e Freud consiglia di farsi la necessaria pelle dura per dominare la controtraslazione: in tal modo () simpara a spostare i propri affetti e a piazzarli in modo opportuno (1974, 248). Per Bonasia, sin da questo primo, informale accenno al controtransfert, Freud svela il suo fastidio nei riguardi del fenomeno, che considera, tutto sommato, un problema continuo per lanalista (2001, 250). Per diversi autori, lidea stessa di controtransfert sarebbe sbocciata proprio in seguito alla complessa triangolazione venutasi a creare tra Freud, Jung e Spielrein (Carotenuto, 1980; Bettelheim, 1983; Cremerius, 1987; Etkind, 1993; Kerr, 1993; Covington e Wharton, 2003).
17

questo rovinoso triangolo, le idee di morte presenti, a detta della Spielrein, sia nel neonato sia nello schizofrenico, si accompagnano spesso a fantasie di rinascita e di reinfetazione. L'autrice si sofferma sul meccanismo dell'identificazione, che a tratti viene descritto con parole che sembrano precorrere il ben pi tardo concetto di identificazione proiettiva, compiutamente definito dalla Klein oltre un trentennio dopo (1946). La Spielrein sostiene che Martha N. tende ad oggettivare i complessi, proiettandoli nella realt: mediante tale procedimento di identificazione le forze psichiche del soggetto, proiettate allesterno, sono in grado di plasmare la realt a loro immagine (ibidem, 15) e di condizionare e trasformare il pensiero dellaltro. Infine, la parte pi affascinante e brillante dello scritto risulta essere quella relativa alle idee di colpa nella schizofrenia e ai meccanismi messi in atto per superarla. La Spielrein presenta in questi passaggi un tentativo di concettualizzazione del mondo interno, che rappresenta il vertice pi avanzato nella sua teoria dell'apparato mentale. Una teoria scomposta e frammentaria, rischiarata, per, da geniali intuizioni. Per la nostra autrice, i sentimenti di colpa derivati da questioni di ordine sessuale e, pi precisamente, dall'intensa attivit masturbatoria attuata nell'infanzia da Martha N., sarebbero all'origine non solo dei vissuti depressivi della paziente, ma anche della demenza precoce. In linea con Abraham (1907 e 1908), la Spielrein ritiene che la componente autoerotica, comportando la chiusura affettiva, rivesta un ruolo determinante nel produrre schizofrenia 18. L'intollerabilit dei sentimenti di colpa depressiva spingerebbero la paziente ad attivare meccanismi di espiazione, mediante l'autopunizione masochistica, e di dominio maniacale della colpa, ricercando cos la redenzione () attraverso il coito (Spielrein, 1911, 19)19. Questo un concetto che verr sviluppato ampiamente nel saggio del 1912, quando la Spielrein comincer a studiare la doppia pulsione nella sessualit. Secondo la nostra autrice, la frammentazione psichica manifestata dalla sua paziente, esito drammatico e ultimo della debolezza dellIo, viene rappresentato nel mondo esterno dagli oggetti deteriorati che circondano la donna, quali una brocca di porcellana ridotta in

Nel lavoro del 1912 ella chiarisce: All'inizio della malattia constatiamo spesso () degli stati depressivi, poich il malato ha la tendenza a livellare le parti dell'Io con connotazione affettiva, vissute come una corrente antagonistica ai bisogni dell'Io di rapporto e di adattamento al presente. E' come se la tonalit affettiva precedentemente evocata non fosse ancora scomparsa, mentre gli oggetti non stanno gi pi in nessun rapporto con l'Io (1912, 85-86). 19 Come sempre (...), la morte - scrive la Spielrein - significa resurrezione. Secondo Rank [1910] la distruzione del feto viene immaginata come un ritorno nei genitori (per Rank, nel grembo materno), da dove seguir una rinascita. Lo stesso tipo di retrocessione interpretata dalla paziente come un atto sessuale. (...) (1911, 43).
18

10

frantumi o la cenere e la polvere (ibidem, 33). A questo punto, la Spielrein prevede la possibilit di induzione di un peculiare processo psichico, che ella definisce della ricostruzione fantastica (ibidem, 40-41), che favorirebbe la restaurazione dell'oggetto rovinato e la compensazione per la perdita e la distruzione. Lidea di fantasia inconscia20, descritta come desiderio fantastico, nato nel mondo interiore della paziente e poi proiettato sugli oggetti esterni, che vengono cos aggiustati e bonificati, rendendo lambiente esterno finalmente abitabile, pu essere valutato l'apporto pi innovativo della Spielrein alla comprensione della schizofrenia. Queste osservazioni, in parte richiamano alcune pagine del caso Schreber21, dove Freud descrive il concetto di catastrofe interiore nella paranoia e di ricostruzione del mondo attraverso il lavoro del suo delirio (1910b, 395-396). Ma, per altri versi, pare distanziarsene, giungendo ad ipotizzare un protomodello dellapparato mentale, non solo idoneo a filtrare gli scambi tra il dentro e il fuori, ma anche a riparare i gravi danni sofferti dallIo dello psicotico.

Listinto di morte
Linvestigazione coraggiosa e pionieristica della patologia psicotica consente alla Spielrein di anticipare le tesi relative allistinto di affrontate e svolte nellarticolo sulla Distruzione. Per quanto riguarda la fonte clinica, lautrice ha continuato ad attingere al materiale scaturito dallanalisi condotta con la sua paziente, Martha N.. Spielrein supporta, inoltre, le sue tesi con molteplici riferimenti filosofici, letterari e mitologici, che integra con le contemporanee acquisizioni della biologia22, della psicologia e con le idee di Freud e di Jung23. Gi nello scritto sulla schizofrenia, quando lanalista si riferisce allimportanza della rappresentazione attraverso lopposto nella psicogenesi delle allucinazioni manifestate da
20

morte e al dualismo pulsionale, poi

In quegli anni anche Jung si stava occupando dello stesso tema: Il mio interesse in quest'ultimo periodo si rivolge () alla fantasia, sicch facile che io riponga troppe speranze in questi scavi. La fantasia inconscia un incredibile calderone stregonesco (J.F., 23 giugno 1911; 1974, 463). 21 Al momento della composizione del lavoro sulla schizofrenia, Sabina Spielrein non poteva conoscere il saggio di Freud sul Presidente Schreber. 22 Spielrein si rif specialmente allaccezione di istinto di morte proposta dal biologo e fisiologo russo Ilya Menicov, il fondatore dellimmunologia (Angelini, 2002, 16). 23 Witt ritiene che questo articolo rappresenti un ponte tra Jung e Freud, un tentativo di mediare le differenze attraverso un atto di creativit teoretica (1995, 77). Dello stesso avviso sono anche Lothane (1996) e Covington e Wharton (2003).

11

Martha N., dichiara che la rappresentazione dellattivit sessuale mediante il simbolismo della morte pu essere considerata un altro valido esempio di rappresentazione attraverso lopposto. E dedica le righe finali dellarticolo proprio allintroduzione del concetto di istinto di morte: () la natura stessa dellattivit sessuale ha le sue radici nelle due componenti antagoniste della sessualit, la distruzione e la rinascita, la morte e la vita (Spielrein, 1911, 76). Tale affermazione pare essere un persuasivo prologo al lavoro successivo, sulla doppia pulsione, e costituisce un suggestivo continuum tra la questione psicotica e quella relativa allistinto distruttivo. Ma ancor prima, in una pagina emozionante del suo Diario, datata 19 ottobre del 1910, la giovane autrice ammette quasi timidamente: In segreto sboccia dentro di me il lavoro sullistinto di morte, che nei primi momenti di disperazione volevo abbandonare e poi () lidea di quanto sia giustificato il processo di distruzione che alla base della dementia praecox lha indotta a proseguire nella ricerca (1980, 194). In un antecedente frammento di lettera, scritta intorno al 1909 ed indirizzata a Freud, Sabina evidenzia con impressionante chiarezza come lipotesi dellesistenza nella vita psichica di un impulso distruttivo, inteso come una vera e propria forza demoniaca, abbia ormai da tempo fecondato il suo pensiero e attende solo di accrescersi: una () forza demoniaca24, che nella sua essenza distruzione (il male) e contemporaneamente anche forza creativa, dato che dalla distruzione (di due individui) ne nasce uno nuovo. Questo appunto listinto sessuale che nella sua essenza un istinto di distruzione e annullamento per il singolo individuo () (S.F., 1909; 1980, 164-165)25. E, pochi anni dopo, ribadir che la sessualit contiene la spinta creativa, che chiamer istinto di vita e di autoconservazione, ma anche listinto distruttivo, o di morte. Negli ulteriori sviluppi concettuali prospettati in La distruzione come causa della nascita (1912), infatti, la psicoanalista russa stima la pulsione di vita e la pulsione di morte presenti in egual titolo in tutte le vicende dellaccadere psichico, e postula che la stessa

24

Il pensiero corre immediato al saggio del 1919 Il Perturbante, dove Freud individua nella coazione a ripetere quella forza dal carattere demoniaco che si contrappone al principio del piacere e che egli mette in rapporto con langoscia di morte. 25 Nel 2001, Jeanne Moll ha pubblicato sul Journal of Analytical Psychology alcuni estratti inediti del Diario di Sabina Spielrein, custoditi nellarchivio privato di Edouard Claparde. Il materiale non datato ma, secondo la Moll, risalirebbe al 1906 o al 1907. Mi sembra meriti di essere segnalato che, in queste pagine, pare gi abbozzata lidea della pulsione di morte: () Ma listinto sempre un istinto di morte, lannullamento della personalit, due individui fusi in uno. Questo il modo per spiegare le numerose rappresentazioni dellistinto com e una forza distruttiva, demoniaca, etc. () (1906 -1907/2001, 160).

12

sessualit racchiuda ambedue le istanze26. Anzi, la sessualit larea regia di rappresentazione del conflitto tra queste polarit antagoniste, dove listinto di autoconservazione, che tende allinerzia, cozza contro listinto di conservazione della specie. Listinto di conservazione della specie - ella spiega - un istinto alla riproduzione e anche dal punto di vista psichico si manifesta nella tendenza alla dissoluzione e all'assimilazione (). () per sua natura ambivalente; perci la stimolazione della componente positiva evoca anche la componente negativa e viceversa (ibidem, 101-102). Spielrein configura cos il conflitto intrinseco della sessualit, che sarebbe caratterizzato dallo scontro tra due componenti pulsionali, quella di annullamento o di distruzione - la componente distruttiva dellistinto sessuale (ibidem, 79) - e quella di autoconservazione, guidata dal principio di vita. Dissoluzione () e rinascita sono ambedue aspetti caratteristici della sessualit e della potenza procreatrice (ibidem, 87), e rappresentano i due estremi pulsionali, che regolano lesistenza psichica. Ogni evento psichico soggiace al drammatico confronto tra queste due forze, figurato emblematicamente nellatto sessuale, dove lIo dapprima si annienta, fondendosi con loggetto damore, per poi rivivere di unesistenza nuova. La crescita ontogenetica della mente si interseca, cos, inestricabilmente con quella filogenetica, dove vita e morte si avvicendano in serie complementari. E lo stesso corso [presente] dei pensieri () nellinconscio viene assimilato a esperienze accumulate in parecchie generazioni (ibidem, 80), che compartecipano alle trasformazioni proprie della specie e della psiche individuale27. Per la Spielrein, lIo dello schizofrenico esprime in maniera estrema e drammatica la scissione causata dalla feroce lotta tra le due istanze, che vede prevalere quella distruttiva: questultima tendenza conduce prepotentemente lIo alla dissoluzione, anzi alla dissolu zione di ogni particella dellIo. () E che cosa significa questa dissoluzione per la particella dellIo se non la morte? (ibidem, 87). NellIo dello psicotico, listanza di vita sopraffatta dalla spinta allannientamento, che trova lunica soddisfazione nella dissoluzione. Ma anche nei soggetti nevrotici, quando listinto distruttivo non viene appagato nellatto sessuale, la tensione aumenta e contemporaneamente si producono fantasie di morte pi concrete. Ci avviene quando i limiti imposti dalla realt non vengono riconosciuti dallIo,

La Spielrein adotta indistintamente i termini Trieb e Instinkt per definire listinto. Scrive Spielrein: () il mio materiale [clinico] dimostra che queste profondit dellIo [de llo psicotico] sono composte in parte da immagini che sembrano appartenere a un passato che si estende oltre lindividuo ()
26 27

13

eventualit molto frequente, in quanto la realt assai spesso ostacola quella fusione completa con loggetto amato, quellannientamento tanto ardentemente desiderato dallIo, al quale segue la fase di ricostruzione e di rinascita. Lanalista russa introduce, poi, un concetto di cruciale rilevanza per la comprensione della sua teoria istintuale, cio lidea del divenire (Werden), gi richiamata nel titolo dellarticolo (Die Destruktion als Ursache des Werdens)28. Il divenire prevede nel suo intimo un processo trasformativo e le incessanti dinamiche trasformative veicolano

ineludibilmente intense coloriture distruttive, in quanto nessuna trasformazione pu verificarsi senza lannientamento dello stato precedente (ibidem, 101): il principio di trasformazione, o pulsione di trasformazione ( Werdeninstinkt), insito nella sessualit, racchiude, allora, sia la spinta vitale alla riproduzione della specie ed allautoconservazione individuale, sia la pressione autolesionistica e lannientamento masochistico, due istinti contrapposti in continua dialettica tra loro e tra lIo e la realt. E lo stesso istinto di conservazione della specie un istinto dinamico, che tende alla trasformazione, alla risurrezione dellindividuo in una nuova forma (ibidem, 102). Ci che vecchio si deve dissolvere affinch il nuovo possa nascere. Quando parla di pulsioni di vita e di morte, la psicoanalista russa si riferisce ad un livello profondamente inconscio della psiche, dove agisce listinto di conservazione della specie, che tende continuamente a distruggere una parte dellindividuo per farlo rinascere () (Terribile, 1983, 88-89). In tutto il suo saggio Spielrein non utilizza mai il termine di libido e valuta che la psiche dellIo, anche quella inconscia, sia guidata dagli impulsi di autoconservazione e di conservazione della specie che stanno ad un livello ancora pi profondo [del principio freudiano del piacere] () il piacere semplicemente una reazione di consenso dellIo a queste esigenze che scaturiscono dal profondo (ibidem, 83-84)29. LIo mira alla vita e allautoconservazione, mentre la specie per sopravvivere impone le sue leggi nel divenire: La psiche della specie vuol rendere () impersonale la rappresentazione dellIo, mentre lIo si difende contro tale dissoluzione (ibidem, 85).

uneredit dei nostri padri () (1911, 75). Mi piace rimarcare queste lontane asserzioni, che richiamano ai recenti enunciati del modello psicoanalitico transgenerazionale.
28 29

Nella versione italiana viene erroneamente utilizzato il termine nascita per tradurre Werdens. Negli studi sulla distruttivit schizofrenica, dai quali fa derivare la sua idea di istinto di morte e di doppia pulsione, Spielrein si discosta nettamente dal concetto freudiano di libido: Freud pensa che nella demenza precoce si tratti solo di una sottrazione della libido () A mio parere si tratta di una lotta fra le due correnti psichiche dellIo e della specie (ibidem, 85).

14

Questi concetti emozionano per la loro sorprendente attualit, richiamando le pagine bioniane che indagano le spietate vicissitudini dell impersonale spinta ad esistere (1987) e le riflessioni, a noi ancora pi vicine, offerte da Ambrosiano e Gaburri (2008), relative al rapporto tra la spinta ad esistere e la realt. Come illustra in tempi recentissimi Laura Ambrosiano: la sessualit diventa un campo privilegiato in cui si esprime il desiderio e la paura di esistere, il desiderio e la paura dellincontro con la realt (2009, 305). Ecco allora lantico commento di Tausk al lavoro della Spielrein - da lui molto apprezzato - registrato nelle Minute: Allorch lautodissoluzione nellatto sessuale risulta irrealizzabile, a questo punto sorge una dissonanza: laffetto ritorna contro se stesso, perch non ha esaurito la sua energia in una direzione. Lorgasmo si rivolge contro se stesso: di conseguenza, la morte (citato da Terribile, 1983, 95). Ella si avvale di diversi esempi clinici, letterari, religiosi e di un vasto materiale mitologico per suffragare la tesi del dualismo vita/morte, dissoluzione/rinascita,

autoconservazione/autodistruzione, che valuta far parte del destino biologico di ogni cellula, ed essere quasi inscritto nel patrimonio genetico - diremmo oggi dellindividuo e della specie. Ogni cellula dichiara - viene perci distrutta in quanto unit e dal prodotto della distruzione nasce nuova vita (Spielrein, 1912, 78). Vale la pena di soffermarsi su questo assunto, che appare di strabiliante modernit, se collegato alle nuove scoperte della biologia molecolare e agli studi di genetica sul suicidio cellulare (Clark, 1996; Ameisen, 1999), secondo cui limpulso verso lautoannientamento nasce come conseguenza del passaggio della materia vivente alla riproduzione per accoppiamento sessuale (De Masi, 2002, 134). Pare, allora, essere stato magistralmente raccolto lantico invito della Spielrein che, nellultimo brano del suo elaborato del 1912, sollecitava gli studiosi ad allargare il campo dellindagine e ad apportare nuove prove a sostegno del suo originale enunciato sulla duplicit pulsionale della sessualit (1912, 114)30.

30

I postulati di Sabina Spielrein sull'istinto di morte risentono dell'influsso delle idee di Stekel, allora molto dibattute nella comunit psicoanalitica viennese. Gi nella relazione Psicologia e patologia della nevrosi dangoscia - letta nellaprile del 1907 in una riunione del mercoled - egli introduce, infatti, la controversa questione della dualit degli istinti, quando afferma che Pulsioni isolate non ci sono. La pulsione sessuale, ad esempio, compare sempre accompagnata da due pulsioni: la pulsione di vita e la pulsione di morte (1907, in Nunberg e Federn, 1962/1973, 186). Spielrein riconoscer limportanza dellapporto ricevuto dal libro di Stekel, Il linguaggio del sogno (1911), per lelaborazione delle sue teorie sulle pulsio ni (Spielrein, 1912, 90). In questo saggio Stekel torna, seppur in modo poco ordinato, sullidea di istanza di morte, suffragata dallanalisi di numerosi sogni di pazienti. In tale scritto egli conia, inoltre, il termine di bipolarit degli impulsi, per indicare la presenza costante dellimpulso negativo congiuntamente a quello positivo, e propone un parallelismo tra queste pulsioni contrapposte ed Eros e Thanatos.

15

Discussione
La distruzione come causa della nascita riceve unaccoglienza tiepida da parte della comunit psicoanalitica. Quando Sabina Spielrein ne espone una ricca sintesi alla Societ, segue un dibattito che viene riportato nelle Minute: la valutazione decisamente contrastata. Il primo commento di Hans Sachs richiama ad un concetto attinto da Jung; Victor Tausk critica limpostazione del lavoro come metafisica, e altri cercano di ricondurre la componente distruttiva presente nella sessualit alla paura della morte, o a formazioni reattive dovute allansia (cit. da Molfino, 1992, 253). In un primo tempo, Freud, pur apprezzando le doti intellettuali dellautrice, si serve dellarticolo per attaccare in via indiretta gli studi di Jung sulla mitologia e, specialmente, il trend ascetico-religioso di questultimo (Blum, 2004), ma poi condanna il punto di vista, a suo dire, esasperatamente biologico desunto dal materiale della Spielrein, che sembra quasi mettere in subordine il versante psicologico (F.J., 30 novembre 1911; 1974, 504-505). Jung, a sua volta, notevolmente recalcitrante nellapprovare le innovative idee della giovane russa: () So che la Spielrein opera troppo con la biologia. Non lha imparato da me, unescrescenza spontanea (J.F., 11 dicembre 1911; 1974, 506). E ancora: Ho ricevuto il lavoro della Spielrein (). E il caso di dire: desinit in piscem mulier formosa superne31 () vi sono errori grossolani e, (), concezioni storte perch unilaterali. () Per il resto il lavoro enormemente complessato (J.F., 1 aprile 1912; 1974, 537)32. Sin da quando aveva sentito in segreto sbocciare dentro di lei lo scritto sullistinto di morte, Sabina Spielrein pareva invero molto preoccupata di difendere la propria autonomia di pensiero, paventando in particolare che la paternit dei suoi concetti venisse attribuita a Jung. Lanalista svizzero la rassicura con una lettera, dove le riconosce la priorit (J.S., 25 marzo 1912; 2003, 101). Ma intanto, in una nota aggiunta nel 1952 al suo libro, La libido: simboli e
Si allude ad un verso dellArte Poetica di Orazio, in cui lopera darte senza unit paragonata ad un busto di bella donna che termina con la coda di pesce. Si dice delle cose incominciate bene e finite male. 32 Nel frattempo, per, Jung dichiara a Sabina: Il Suo lavoro straordinariamente intelligente, contiene delle idee splendide e sono felice di attribuirgliene la priorit (J.S.pielrein, 25 marzo 1912; 2003, 101).
31

16

trasformazione (1912), egli puntualizzer che la sua allieva Spielrein ha elaborato l'idea di istinto di morte prendendo le mosse dal concetto di Madre terrificante, da lui studiato (1912, 321)! Lascio al lettore il commento di tale precisazione. Secondo Freud, la giovane analista ha osato spingersi troppo in l: E una donna molto intelligente; () la sua pulsione distruttiva mi piace poco, perch la ritengo condizionata personalmente (F.J., 21 marzo 1912; 1974, 532-533). Com ben noto, la posizione assunta da Freud nei confronti delle prime concettualizzazioni dellistinto di morte fu durissima. Solo circa dieci anni pi tardi egli riconoscer, in Al di l del principio del piacere (1920), seppur in una nota a margine, che una parte notevole di queste speculazioni stata anticipata da SABINA SPIELREIN, in un lavoro ricco di contenuto e di idee che purtroppo non mi del tutto chiaro (Freud, 1920, 240)33. Infatti Spielrein sembra quasi profetare parola per parola il testo freudiano del 1920 (Robert, 1967). Ma appare subito evidente che le idee dei due studiosi differiscono profondamente, sin dalle stesse premesse34. Per lanalista russa, il processo regolatore della vita psichica, che rende ragione della doppia pulsionalit, collocato nel divenire (Werden) e nella tensione trasformativa dellesistenza, a partire dalla pi piccola cellula dellorganismo, mentre per Freud sembra stare piuttosto nellinerzia (Trgheit), quellassoluta quiete propria dellinorganico, meta ultima di ci che vivo. Ambedue si richiamano alle scienze biologiche, ma luna alla distruttivit cellulare studiata da Menicov, mentre laltro al principio della tendenza alla stabilit con cui Fechner ha messo in rapporto le sensazioni di piacere e di dispiacere (Freud, 1920, 195). Nel suo saggio Spielrein non prende in considerazione il principio del piacere, n indaga la conflittualit tra il principio del piacere e il principio di realt, che di esso una modificazione (Freud, 1920, 197), bens valuta lIo trasformato incessantemente dalla corrente pulsionale distruttiva che si avvicenda a quella assimilativa, moto eterno che perviene alla rinascita. Per Spielrein, la distruzione cellulare prelude sempre alla resurrezione, mentre per Freud rappresenta lattrazione fatale verso linorganico primigenio. Per quanto riguarda le pulsioni sessuali, lanalista russa prevede uno scontro esasperato tra le pulsioni dellIo - fatte di vita, di morte e di tensione allautoconservazione - e quelle della specie, che hanno sempre il sopravvento nella pi ampia prospettiva del divenire. La lotta tra

E unaltra volta, ne Il disagio della civilt (1929), egli ricorder quanto fosse personalmente avverso al concetto di pulsione di distruzione, che circolava nella lettura psicoanalitica degli esordi, e quanto tale idea, ad onta delliniziale ostilit, giungesse a condizionarlo in seguito (607).
33

17

listanza autoconservativa dellIo e listanza di conservazione della specie riveste aspetti feroci, che impongono allIo un continuo confronto con la realt. Le pulsioni di morte, per Freud, sembrano agire silenziosamente: compiono il loro lavoro senza farsene accorgere, fino a dominare, per, il principio del piacere, che si pone al servizio delle pulsioni di morte (ibidem, 248). Per Spielrein, invero, la costellazione pulsionale fondamentalmente al servizio del divenire vitale, che affronta in maniera incessante e tumultuosa la realt e il destino trasformativo dellessere umano. Forse lunico punto di netta convergenza tra i due autori da ricercarsi nel concetto di masochismo, come Freud stesso riconosce quando afferma: il masochismo potrebbe anche avere carattere primario, possibilit che [in precedenza] avevo escluso e, in nota, richiama proprio lo scritto di Spielrein, dove anticipata lidea di masochismo primario, quale parte autodistruttiva dellistinto sessuale (Freud, 1920, 240). Ma, mediando Freud, mi par di poter chiosare che, sulla composita faccenda della pulsionalit, il grado della certezza non dicibile (ibidem, 244). A tuttoggi. Per concludere, desidero rammentare un suggestivo passo dellepistola inviata da Lou Andreas Salom al Maestro, a commento dellopera Al di l del principio del piacere, da lei appena visionata: Cos anche le pulsioni sessuali sembrano portare allestinguersi della coscienza, allannullamento e alleclissi, pur rappresentando contemporaneamente la pi autentica espressione di vita (SalomFreud, 26 dicembre 1920; 1990, 103-104). In queste parole rinveniamo una sorprendente rivisitazione del concetto di istinto di morte in termini che paiono assai prossimi a quelli postulati, molti anni addietro, proprio da Sabina Spielrein. La pioniera dimenticata.

* * *

34

Mi rendo conto che la comparazione delle idee della Spielrein con quelle di Freud sulla questione istintuale richiederebbe spazi ben pi generosi per essere accuratamente approfondita.

18

SINTESI
Questo lavoro intende illustrare lattivit clinica e teorica di Sabina Spielrein, una pioniera dimenticata della nostra disciplina. La psicoanalista russa, nota soprattutto per l affaire con Jung, si avventurata in una delle antesignane indagini del dolore psicotico mediante lo strumento psicoanalitico. Nellanalisi della paziente Martha N., Sabina Spielrein ha colto concetti originali, che hanno trovato una collocazione compiuta solo molti anni pi tardi, quali la psicosi di transfert e la doppia pulsione. In questo scritto vengono esaminati, in particolare, i primi due saggi dellautrice russa, Il contenuto psicologico di un caso di schizofrenia (dementia praecox) (1911) e La Distruzione come causa della nascita (1912). Lesplorazione ardita del mondo psicotico ha, infatti, consentito alla Spielrein di proporre uno dei primi e pi coraggiosi modelli di interpretazione della schizofrenia in termini psicoanalitici e di anticipare, con straordinario intuito, il concetto di istinto di morte, partendo dallanalisi della distruttivit che si riscontra nel pensiero e nel comportamento degli psicotici e che, sin dalla nascita, si pone alla radice dello sviluppo e del divenire.

BIBLIOGRAFIA

ABRAHAM K. (1907). Il significato dei traumi sessuali della fanciullezza per la sintomatologia della dementia praecox. In: Opere. Vol. 1. Torino, Boringhieri, 1997. ABRAHAM K. (1908). Le differenze psicosessuali fra isteria e demenza precoce. In: Opere. Vol. 1. Torino, Boringhieri, 1997. ACCERBONI A.M. (1989). Tatjana Rosenthal. Una breve stagione analitica. Giornale Storico di Psicologia Dinamica, 25, XIII, 61-80. ADLER A. (1908). Der Aggressionstrieb im Leben und in der Neurose, Fortschr. Med., 19. AMBROSIANO L., GABURRI E. (2008). La spinta a esistere. Note cliniche sulla sessualit oggi. Roma, Borla. AMBROSIANO L. (2009). Con la realt addosso. Riv. Psicoanal., 2, 303-323. AMEISEN J.-C. (1999). Al cuore della vita. Il suicidio cellulare e la morte creatrice. Milano, Feltrinelli, 2001. ANGELINI A. (2002). Pionieri dellinconscio in Russia. Napoli, Liguori. BALSAMO M., NAPOLITANO F. (1998). Freud, lei e laltro Sulla genesi della teoria psicoanalitica. Milano, Franco Angeli. BASSAN F. (1983). Sabina Spielrein e la pulsione di morte. Rivista di Psicologia Analitica, XXVII, 157-161. BETTELHEIM B. (1983). Scandalo in famiglia. Rivista di Psicologia Analitica, 28, 86-117. BETTELHEIM B. (1989). Una segreta asimmetria. In: La Vienna di Freud. Milano, Feltrinelli, 1990, 73-98. BION W.R. (1962). Apprendere dallesperienza. Roma, Armando, 1972. BION W.R. (1963). Gli elementi della psicoanalisi. Roma, Armando, 1979. BION W. (1987). Seminari clinici Brasilia e San Paolo. Milano, Cortina, 1989. BLEULER E. (1910). Zur Theorie des schizophrenen Negativismus. Psichiatrisch-Neurologische Workenschrift, 12, 18-21. BLEULER E. (1911). Dementia Praecox oder Gruppe der Schizozophrenien. In: Trait dAschaffenbuch. Dementia Praecox, or the Group of Schizophrenias. New York, Internat. Univ. Press, 1952. BLUM H. (2004). Beneath and Beyond the Formulations on the Two Principles of Mental Functioning: Freud and Jung. Psychoanal. Study of the Child, 59, 240-257. BLUMGART L. (1920). Abstract Concerning the Psychological Content of a Case of Schizophrenia by Sabina Spielrein. The Psychoanalytic Review, vol. 7, 1, 95-100.

19

BONASIA E. (1988). Pulsione di morte o terrore di morire? Una ricerca sul problema della morte in psicoanalisi. Riv. Psicoanal., 34, 2, 273-315. BONASIA E. (2001). The countertransference: erotic, erotised and perverse. Int. J. Psycho-Anal., 82, 249-262. BORGOGNO F. (2006). Little Hans update: omaggio a an invisibile man. Riv. Psicoanal., 4, 951967. CAROTENUTO A. (1980). Diario di una segreta simmetria. Sabina Spielrein tra Jung e Freud. Roma, Astrolabio. CAROTENUTO A. (1982a). Lettere di Sigmund Freud a Sabina Spielrein 1909-1923. Rivista di Psicologia Analitica, 25, 197-213. CAROTENUTO A. (1982b). A secret symmetry. New York, Pantheon Books, 113-127. CAROTENUTO A. (1985). More about Sabina Spielrein - A response to Bettelheim. Spring, 2, 129136. CAROTENUTO A. (1986). Tagebuch einer heimlichen Symmetrie. Sabina Spielrein swischen Jung und Freud. Freiburg, Kore, 189-225. CIFALI M. (1988). Une femme dans la psychanalyse, Sabina Spielrein, un autre portrait. Le Bloc-notes de la psychanalyse, 8. CLARK W.R. (1996). Sesso e origine della morte. Milano, McGraw-Hill, 1998. CONFORTO C., CORSA R. (1992). Gli esordi psicoanalitici della schizofrenia. In: Atti del Congresso Nazionale Psichiatria e neuroscienze. Il problema dell'integrazione: epistemologia e clinica, Milano, Grafiche Cisalpina. CORSA R. (2000). Lady Lazarus e altre storie. Il contributo di Sabina Spielrein alla comprensione della schizofrenia. Giornale Storico di Psicologia Dinamica, 48, 43-74. CORSA R. (2004). Lapprodo inospitale: psicosi e morte nel pensiero psicoanalitico agli albori del Novecento. Studi Junghiani, 10, 2, 5-34. COVINGTON C., WHARTON B. (a cura di) (2003). Sabina Spielrein. Una pioniera dimenticata della psicoanalisi. Milano, La biblioteca di Vivarium, 2007. CREMERIUS J. (1987). Sabina Spielrein, una vittima precoce della politica della professione psicoanalitica. Per una preistoria del 'movimento psicoanalitico' . Materiali per il piacere della psicoanalisi, XII, 1990, 75-94. CREMERIUS J. (1988). Astinenza: norma ideale e realt. In: Anonima, Seduzione sul lettino, Torino, Bollati Boringhieri, 1990, 135-152. CREMERIUS J. (1991). La regola psicoanalitica dell'astinenza: dall'uso secondo la regola all'uso operativo. In: Limiti e possibilit della tecnica analitica. Torino, Bollati Boringhieri, 162-204. DE MASI F. (2002). Il limite dellesistenza. Torino, Boringhieri. DRAHON-GALLARD M. (1982). Un corps de femme entre deux corps de doctrine. Cahiers de Psychologie Jungienne, XXXIV, 1-14. ETKIND A. (1993). Eros nevozmozhnogo. Istoria psikhoanaliza v Rossii. St. Petersburg, Meduza. FERENCZI S. (1911). Il ruolo dellomosessualit nella patogenesi della paranoia. In: Opere, vol. 1, Milano, Cortina, 1989. FREUD S. (1899). L'interpretazione dei sogni. O.S.F., 3. FREUD S. (1910a). Significato opposto delle parole primordiali. O.S.F., 6. FREUD S. (1910b). Osservazioni psicoanalitiche su un caso di paranoia (dementia paranoides) descritto autobiograficamente. (Caso clinico del presidente Schreber). O.S.F., 6. FREUD S. (1911). Precisazioni sui due princpi dellaccadere psichico. O.S.F., 6. FREUD S. (1919). Il Perturbante. O.S.F., 9. FREUD S. (1920). Al di l del principio del piacere. O.S.F., 9. FREUD S. (1929). Il disagio della civilt. O.S.F., 10. FREUD S. (1990). Lettere tra Freud e Lou Andreas Salom. 1912-1936. Torino, Boringhieri. FREY P. (1904). Der Kampf der Geschlechter. Vienna, Wiener Verlag. FREY P. (1907). Selbstmord und Gewohnheit. Jarbuch des modernen Menschen, 1, 7-19. GARELLA A. (2007). Coazione a ripetere. Riv. Psicoanal., 2, 447-480. GUIBAL M., NOBECOURT J. (a cura di) (1981). Sabina Spielrein entre Freud e Jung. Paris, Aubier Montagne.

20

HITSCHMANN E. (1911). Freuds Neurosenlehre. Lipsia e Vienna, Deuticke. JUNG C.G. (1907). Psicologia della dementia praecox. In: Opere. Vol. III, Torino, Boringhieri, 1971, 9158. JUNG C.G. (1908). La teoria freudiana dell'isteria (1907). In: Opere. Vol. IV, Torino, Boringhieri, 1986, 22-37. JUNG C.G. (1908/1914). Il contenuto delle psicosi. In: Opere. Vol. III, Torino, Boringhieri, 1971, 159199. JUNG C.G. (1912). La libido: simboli e trasformazioni. In: Opere. Vol. V, Torino, Bollati Boringhieri, 1992. JUNG C.G. (1946). La psicologia del transfert. Milano, Il Saggiatore, 1962. KERR J. (1993). Un metodo molto pericoloso. Farigliano (CN), Frassinelli, 1996. KHAN M. (1974). Secret as potential space. Nouvelle Revue de Psychanalyse, 18. KRESS-ROSEN N. (1994). La passione di Sabina. Freud, Jung e Sabina Spielrein. Milano, La Tartaruga, 1997. LJUNGGREEN M. (1984). Contributo alla bibliografia di Sabina Spielrein. Giornale Storico di Psicologia Dinamica, XVI, 49-60. LOTHANE Z. (1996). In defense of Sabina Spielrein. Int. Forum Pyschoanal., 5, 203-217. MCGUIRE W. (a cura di) (1974). Lettere tra Freud e Jung. 1906-1913. Torino, Boringhieri. MCGUIRE W. (1984). Jung's Complex Reaction (1907): World Association Experiments Performed by Binswanger. Spring, 1-34. MINDER B. (1993). Sabina Spielrein: paziente di Jung nel Burghlzli. Rivista di Psicologia Analitica, 48, 159-211. MINDER B. (2007). Un documento: da Jung a Freud, 1905. La relazione su Sabina Spielrein. In: Covington C., Wharton B. (a cura di), Sabina Spielrein. Una pioniera dimenticata della psicoanalisi. Milano, La biblioteca di Vivarium. MOLFINO F. (1992). Sabina Spielrein, la paziente. In: Vegetti Finzi S. (a cura di), Psicoanalisi al femminile. Bari, Laterza, 231-282. MOLL J., BENNETT P., WHARTON B. (2001). Unedited extracts from a diary (1906-1907?). J. Anal. Psychol., 46, 155-171. NERI N. (1995). Oltre lombra. Donne intorno a Jung. Roma, Borla. NUNBERG H., FEDERN E. (a cura di) (1962). Minutes of the Vienna Psychoanalytic Society. New York, International Universities Press. PERSON E.S. (1988). Dreams of love and fateful encounters. New York, Norton & Co. RANK O. (1910). Beitrge zur Traumdeutung. Jahrbuch fr Psychoanalytische und Psychopathologische Forschungen, vol. I. RIOLO F. (1983). Sogno e teoria della conoscenza in psicoanalisi. Riv. Psicoan., 3, 279-295. ROBERT M. (1967). La rivoluzione psicoanalitica. Torino, Boringhieri. SCHREBER D.P. (1903). Memorie di un malato di nervi. Milano, Adelphi, 1974. SPIELREIN S. (1911). ber den psychologischen Inhalt eines Falles von Schizophrenie (Dementia Praecox). Jahrbuch fr Psychoanalytische und Psychopathologische Forschungen, 3, 329-400. Il contenuto psicologico di un caso di schizofrenia (dementia praecox). In: Comprensione della schizofrenia e altri scritti, Napoli, Liguori, 1986, 1-76. SPIELREIN S. (1912). Die Dekstruktion als Ursache des Werdens. Jahrbuch fr Psychoanalytische und Psychopathologische Forschungen, vol. IV, 465-503. La distruzione come causa della nascita. In: Comprensione della schizofrenia e altri scritti. Liguori, Napoli, 1986, 77-114. STEKEL W. (1911). Die Sprache des Traumes. Eine Darstellung der Symbolik und Deutung des Traumes in ihren Beziehungen zur kranken und gesunden Seele fr rzte und Psychologen. Monaco e Wiesbaden, Bergmann. TERRIBILE P. (1983). Freud e Spielrein: notazioni in margine al concetto di pulsione di morte. Giornale Storico di Psicologia Dinamica, VII/XIV, 88-102. WHARTON C.J. (2001). Sabina Spielrein: psychoanalytic studies. J. Anal. Psychol., 46, 201-208. WITT S.K. (1995). Introduction to Sabina Spielrein's Destruction as Cause of Becoming. Psychoanal. and Contemp. Thought, 18, 75-83.

21

Rita Corsa
Via Carducci, 31 24127 - Bergamo rita.corsa@spiweb.it