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DIDATTICA 

DELLA STORIA DELLA MUSICA


DELLA STORIA DELLA MUSICA 
CARL DAHLHAUS

CHE SIGNIFICA E A QUAL FINE SI STUDIA LA


CHE SIGNIFICA E A QUAL FINE SI STUDIA LA 
STORIA DELLA MUSICA?
STORIA DELLA MUSICA?

1974
N
Neue Z it h ift für
Zeitschrift fü Musik
M ik
Dahlhaus, Carl
www.treccani.it/enciclopedia/carl‐dahlhaus

• Musicologo tedesco,
tedesco nato a Hannover il 10 giugno 1928, 1928 morto a Berlino il 13 marzo 1989. 1989 Studiò
musicologia a Gottinga e Friburgo, ottenendo il dottorato nel 1953 con una tesi sulle Messe di Josquin
des Prés. Negli anni Cinquanta fu direttore artistico del Deutsches Theater a Gottinga (1950‐58), attività
che gli permise di maturare una consuetudine con il teatro ricca di significato per le successive ricerche
sull'opera, sempre attente a mettere in luce la rilevanza drammaturgica delle strutture musicali. Negli
anni Sessanta fu redattore per la Stuttgarter Zeitung e negli anni successivi a lungo collaboratore della
Frankfurter Allgemeine Zeitung. Nel 1967 fu chiamato a succedere a H.H. Stuckenschmidt come
professore ordinario di musicologia alla Technische Universität di Berlino, ruolo che conservò per tutta la
vita. Visiting professor nelle università di Princeton (1968) e dell'Illinois (1977), negli anni Sessanta fu
inoltre presente regolarmente ai corsi di Darmstadt, punto di riferimento per generazioni di musicisti e di
studiosi Dal 1977 al 1980 fu presidente della Gesellschaft für Musikforschung.
studiosi. Musikforschung
• La parabola intellettuale di D. prese l'avvio, nell'immediato dopoguerra, nel segno della Scuola di
Francoforte e, più specificamente, della Filosofia della nuova musica di Adorno (1949). Il mondo musicale
tedesco reagiva all'isolamento e al livellamento intellettuale degli anni precedenti aprendosi al dibattito
internazionale e rinnovando sostanzialmente quello interno; in questo quadro, la musicologia cercava
uno statuto
t t t piùiù ampio
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i tt a quello ll di disciplina
di i li quasii esclusivamente
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dall'inizio un deciso contributo in tal senso. Le sue ricerche si estesero su un arco straordinariamente
ampio di discipline, coprendo la musicologia storica dal Medioevo al Novecento e quella sistematica
dalla teoria musicale, all'estetica, alla storiografia: la dialettica costante tra i due campi in cui sono
tradizionalmente ripartite le discipline musicologiche, dunque tra approccio storiografico da un lato e
approccio i estetologico
t t l i e teorico
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d ll' lt costituì
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dell'impostazione
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culturale di Dahlhaus. Membro della Deutsche Akademie für Sprache und Dichtung, fu sua costante
preoccupazione anche il confronto con le metodologie e i risultati di campi disciplinari limitrofi.
Calo di interesse verso la Storia
(la Storia è la “memoria scientificamente organizzata”)

Lo “Sprito
Lo  Sprito del tempo
del tempo” colloca la Storia nel cono d
colloca la Storia nel cono d’ombra
ombra della sociologia
della sociologia

Le trattazioni storico‐musicali come commentario o guida  alle opere d’arte musicali?

Centralità delle OPERE più significative

La COMPONENTE ESTETICA penetra nell’ESPOSIZIONE


La COMPONENTE ESTETICA penetra  nell ESPOSIZIONE STORICA
STORICA

Comprendere i presupposti e le implicazioni tra ascoltatore e opera

OPERA                                    COMPONENTE ESTETICA
Vi è un PRESENTE ESTETICO

La SdM si differenzia dalla storiografia politica perché le sue 
vestigia del passato sono OGGETTI ESTETICI
vestigia del passato sono OGGETTI ESTETICI

Gli “eventi”,
Gli eventi , pur importanti, sono funzionali alla comprensione 
pur importanti, sono funzionali alla comprensione
delle Opere, le quali rimangono l’obiettivo primo della ricerca

La SdM si fonda sull’ESTETICA CLASSICO‐ROMANTICA che 
predica l’autonomia dell’opera d’arte
Partire dalle opere non significa dimenticare 
la DISTANZA STORICA

(L’Ermeneutica
(L Ermeneutica storica trasforma la distanza in un momento della 
storica trasforma la distanza in un momento della
comprensione nel presente)

Occorre ed è in parte possibile una MEDIAZIONE tra 
ESTETICA e STORIOGRAFIA

l’immediatezza, la presenza estetica  / l’origine storica, il procedere per percorsi

Possiamo anche usare i termini 
Possiamo anche usare i termini
“Platonismo”  /  “Positivismo storico”

contemplazione estetica      /      biografia, storia dei generi e degli stili, scientificità
p / g , g g ,
La dicotomia Estetica/Storia viene mitigata dalla STORIA DELLA RICEZIONE
ovvero la storia dell’incidenza
ovvero la storia dell incidenza di un
di un’opera
opera (la 
(la “vita
vita postuma
postuma” per Benjamin) 
per Benjamin)
va intesa come un dispiegamento di un contenuto di verità, prima latente poi 
manifesto.

Tuttavia ciò può apparire come un costrutto filosofico‐storico speculativo, 
cui si può opporre la controtesi che l’opera è espressione dello “spirito del 
t
tempo” e la si può intendere solo nel quadro dell’epoca da cui proviene.
” l i òi t d l l d d ll’ d i i

Occorre una ricerca empirica sulla ricezione  che rinunci a pretese 
metafisiche e lasci aperte entrambe le possibilità

Occorre “strutturare” la Storia della ricezione, ovvero fare di un insieme una 
storia narrabile,  fondandosi su giudizi motivabili e non su un pregiudizio 
storico‐filosofico metafisico
La perdita di interesse per la storia non significa  che la “coscienza 
storica” affermatasi nel sec. XIX sia fuori gioco

La storia basata sulle opere d’arte musicali 
(l’arte nel concetto classico‐romantico) 
può essere integrata da una STORIA STRUTTURALE 
che spiega un prodotto musicale a partire dalla sua funzione sociale .
che spiega un prodotto musicale a partire dalla sua funzione sociale

In che misura per un dato segmento della realtà musicale sia più 
h d d ll là l ù
pertinente una storia delle opere oppure una storia delle strutture è 
cosa che muta a seconda delle epoche e degli ambiti sociali.
cosa che muta a seconda delle epoche e degli ambiti sociali.
La storiografia musicale è sospesa tra la storia della cultura e la 
La storiografia musicale è sospesa tra la storia della cultura e la
raccolta di saggi critici: la prima non è una storia dell’arte, la 
seconda non è una storia dell’arte.

Il metodo STORICO‐STILISTICO (predominante nella storia dell’arte tra il 1910 e il 
1950), può essere visto come il tentativo di sottrarsi a questo dilemma.

Tuttavia, i tentativi di comprendere “dal di dentro” uno stile musicale sfociano in 
costrutti concettuali antitetici  (es. classico vs romantico).

La giustapposizione di blocchi non è storiografia e fa perdere di vista l’obiettivo 
, p p p
di mediare tra ESTETICA e STORIA, la cui frattura si ripresenta proprio nel 
concetto di “stile”. 

La ricerca stilistica non riesce a tradursi in una descrizione storica che onori il 
postulato della continuità.
L’incastro di ESTETICA e STORIA rimane inestricabile: 
da una parte è ovvio che la decisione su quali opere musicali
da una parte, è ovvio che la decisione su quali opere musicali 
“appartengano alla storia” si fonda su giudizi estetici; 
dall’altra parte, non si può contestare che i giudizi estetici 
sono a loro volta storicamente motivati e mutevoli.

LA STORIA
LA STORIA E L
E L’ESTETICA
ESTETICA
SI LASCIANO VICENDEVOLMENTE RIDURRE L’UNA ALL’ALTRA

Una storia dell’arte che voglia essere storia dell’arte dovrebbe 
d ll’ h l d ll’ d bb
mediare tra la discontinuità delle opere e la continuità della storia
La mediazione tra Estetica e Storia scaturisce dalla sovraimpressione 
di punti di vista diversi e di diversi approcci
di punti di vista diversi e di diversi approcci 

La continuità storica che importa descrivere non si esaurisce nella 
trasmissione e nell’evoluzione della dottrina compositiva e dei generi 
musicali: chiede piuttosto d’essere
musicali: chiede, piuttosto, d essere intesa e ricostruita come nessi di 
intesa e ricostruita come nessi di
tradizioni tre le varie configurazioni estetiche e tecnico‐compositive 
che hanno consentito all’arte di costituirsi in quanto arte