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Ambrosino Elena matricola: 1016842

Psicologia delle differenze di genere


critica del testo bisessualit e dintorni

Rielaborazione personale delle principali tematiche affrontate nel corso e recensione

Capitolo 1: Lidentit di genere, tra stereotipi e nuove tendenze


Nellambito della psicologia delle differenze di genere importante analizzare le differenze tra due concetti cardine dai significati differenti: Sesso e Genere. Il termine sesso pu essere definito un contenitore simbolico basato su dati biologici ed usato per attuare una distinzione tra le categorie maschio/ femmina. Il termine genere, invece, comprende oltre al semplice dato biologico i processi sociali, psicologici e culturali che stanno alla base della distinzione tra uomo e donna. Lidentit sessuale un concetto multifattoriale che si riferisce allindividuo nella sua totalit, il risultato dellinterazione tra le componenti biologiche, psicologiche e sessuali che caratterizzano una persona; per questo motivo il termine identit rimanda a una serie di costruzioni e decostruzioni che riguardano lindividuo. Un aspetto importante dellidentit il suo legame con il tempo: ogni trasformazione sempre accompagnata da un senso di continuit temporale. E importante, infatti, che alla base di ogni personalit sia presente unorganizzazione coerente, che permetta al soggetto di percepirsi uguale a se stesso nel tempo. Lidentit permette, inoltre, di interagire meglio con laltro, grazie a una serie di confronti che mettono in relazione le rispettive differenze e somiglianze. Muriel Dimen afferma che lidentit di genere si sviluppa sempre a partire dal contrasto tra maschile e femminile, entrambi questi stati non vanno intesi come polarit rigide, in quanto esiste uno spazio transazionale nel quale in corso una continua tensione e scissione tra i due poli. Il passaggio continuo da una polarit allaltra pu comportare disagio e senso di non appartenenza, le persone infatti tendono a sviluppare ansia quando non si sentono totalmente appartenenti al proprio genere. Lidentit individuale strettamente connessa alle relazioni sociali (identit di ruolo), una parte importante del s, infatti, costituita dallauto riconoscimento soggettivo, basato sullappartenenza a una classe, a un genere ecc. Secondo Erikson il concetto di identit si basa sulla continua interazione tra individuo e cultura, quindi importante per lindividuo possedere una solida identit personale che sia riconosciuta socialmente.

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La costruzione dellidentit maschile per certi versi pi problematica di quella femminile, in quanto il bambino soggetto a una serie di paure e inibizioni che prendono corpo a partire dagli stereotipi maschili di forza e virilit. Il maschio, inoltre, prima di identificarsi con il padre dando forma alla propria mascolinit, deve rinunciare alla primaria identificazione con la madre, propria dello stato fusionale. Jessica Benjamin sottolinea le diverse modalit con cui maschi e femmine raggiungono la propria identit. Il bambino di sesso maschile soggetto nel corso dello sviluppo a una doppia esperienza di separazione: la separazione dal corpo materno e la negazione dellidentificazione primaria con il sesso femminile. Di conseguenza il raggiungimento dellautonomia maschile passa sempre attraverso il rifiuto della figura materna. Questo non avviene nello sviluppo della bambina la quale, appartenendo allo stesso mondo della madre, non ha bisogno di separarsene e affermare la propria indipendenza. Secondo la Benjamin proprio questa complicit femminile tra madre e bambina che spinge il maschio a sminuire la donna come soggetto, in questo caso lunica via duscita nella relazione uomo-donna potrebbe essere ammettere le proprie differenze e cercare uno spazio di equilibrio tra gli opposti. Secondo Bauman nel corso della storia umana si passati da unidentit solida a unidentit liquida, dal fare al consumare. Lidentit solida era fortemente legata alla genealogia dei padri e alla tradizione, per questo motivo era possibile stabilire una serie di schemi preesistenti, in cui fissare un individuo. Lidentit liquida, invece, appare soggetta a continui mutamenti riconducibili alle mode del momento ed fortemente legata al consumo; questa mentalit ha portato (negli ultimi anni) a un isolamento dellindividuo a scapito delle relazioni. Esiste una terza forma di identit che sta prendendo piede lentamente nel nostro tempo, ossia lidentit consapevole o ecologica. In questo caso la storia genealogica integrata con la dimensione emozionale, inoltre esaltato il rapporto con lambiente, in quanto solo a partire da un contesto che lesistenza umana pu avere un senso: il cambiamento dellambiente genera modificazioni nellindividuo e viceversa. Spesso le convinzioni comuni sullidentit sessuale sono caratterizzate dalla presenza di numerosi stereotipi, i quali hanno la funzione di semplificare e generalizzare le informazioni, rendendo cos consueto linconsueto. Gli stereotipi di genere ruotano intorno a polarit contrapposte, tra cui le pi famose sono: Forza / grazia, indipendenza

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/dipendenza, autoaffermazione / altruismo. In base a queste contrapposizioni, il carattere femminile sembra essere caratterizzato da debolezza, remissione, dipendenza dallaltro; le qualit sociali sarebbero un grande altruismo, associato ad unempatica comprensione del prossimo. Le caratteristiche tipicamente maschili, invece, sembrano essere legate a una grande sicurezza, tendenza allazione e predisposizione al dominio. Usare queste categorie rischioso, in quanto la tendenza comune porta a minimizzare le differenze individuali presenti allinterno di una categoria, enfatizzando invece le differenze tra categorie contrapposte. Le culture del nostro tempo sono particolarmente interessate alla semplificazione e, di conseguenza, tendono a fare un uso sempre maggiore di stereotipi. In questo contesto il genere pu assumere la funzione di un vero e proprio programma sociale, con la funzione di adeguare gli uomini agli unici copioni ammessi: il maschile e il femminile. Questa rigida demarcazione tra maschile e femminile pu dare luogo a una serie di restrizioni in campo emotivo. Nel libro La psicologia maschile spiegata alle donne vengono analizzate le numerose limitazioni riguardanti il genere maschile. Sembra, infatti, che il ruolo storico e culturale abbia indotto luomo a ridurre notevolmente la sua tavolozza emozionale; delle sei emozioni di base, quelle pi frequentemente espresse sembrano essere solo due:paura e rabbia. Il problema che il genere maschile, essendo pi propenso a tradurre diverse emozioni in rabbia aggressiva, rischia di incorrere sovente in condizioni di violenza. Zatti, lautore del libro, in seguito a queste considerazioni arriva ad affermare che luomo di oggi dovrebbe allargare la propria gamma emozionale, in modo da essere pi consapevole di s e giungere a unintelligenza emotiva oltre che logica. Aumentando la sensorialit e il sentimento (allenabili attraverso pratiche come lo yoga) luomo potrebbe acquisire una maggiore familiarit con le dinamiche mente-corpo e sviluppare maggiormente le proprie competenze cognitive. Anche per quanto riguarda la dimensione biologica si sono sviluppati nel corso degli anni una serie di stereotipi riguardanti le differenze tra i sessi; ad esempio nel secolo scorso era convincimento comune che le regioni del cervello dedicate allintelletto fossero maggiori negli uomini rispetto alle donne. In realt da studi pi recenti emerso che le differenze tra cervello maschile e femminile sono riconducibili a una maggiore concentrazione della materia grigia (neuroni) negli uomini e una maggiore quantit di materia bianca (connessioni nervose) nella donna. Sembra quindi che maschi e femmine non differiscano nel punteggio

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medio di intelligenza, semplicemente utilizzino aree cerebrali differenti; il che spiegherebbe perch luomo pare avere una maggiore predisposizione per le capacit matematiche e spaziali, mentre la donna dimostra tendenzialmente maggiori capacit linguistiche. Una parte del libro La psicologia maschile spiegata alle donne dedicata alle innovazioni portate dal movimento femminista; queste donne sono state le prime ad affermare che le differenze nei ruoli sociali maschili e femminili non sono pi giustificabili. A partire dal femminismo si sono sviluppati numerosi studi, i quali hanno dato vita alla psicologia delle differenze di genere, una disciplina con lintento di attuare una vera trasformazione sociale, smantellando il concetto di universalit delle scienze umane. Comunemente si intende la scienza come una disciplina basata su soggetti neutri e oggettivi; in realt dietro ai concetti universali si nasconde spesso una posizione specifica: quella di una cultura occidentale elaborata da individui maschili. Le ricerche femministe hanno evidenziato come qualsiasi ricerca pone le sue basi a partire da un punto di vista soggettivo, non pu esistere scienza senza un coinvolgimento personale, quindi la verit sempre soggettiva. Ammettendo che il fondamento della scienza sempre soggettivo, si potrebbe affermare che lintera storia culturale una storia della maschilit. Tutto ci una conseguenza dello scarso valore attribuito al femminile per centinaia di anni; questa tendenza, infatti, ha portato scienziati e pensatori ad interessarsi unicamente al mondo maschile. Un altro merito da attribuire al femminismo la riscoperta del corpo, unentit estremamente importante in quanto costituisce il confine tra mondo soggettivo e mondo oggettivo. Il corpo segue levoluzione della cultura di appartenenza, di conseguenza un importante segnale di cambiamento; inoltre il suo modo di manifestarsi attraverso i sintomi pu avere grande rilevanza simbolica se inserito nellambito di un contesto sociale. Nella tradizione occidentale le scoperte mediche hanno aperto le porte ad un nuovo modo di approcciarsi al corpo: il distacco. Si diffusa labitudine a praticare un distacco dal corpo per poterlo analizzare ed nata cos una forma di conoscenza corporea basata sullemersione dal corpo.

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Capitolo 2: Lo sviluppo psicosessuale e il potere maschile


E possibile rintracciare una serie di pilastri che a, grandi linee, differenziano le identit maschili da quelle femminili: nella donna i pilastri dellidentit maggiormente enfatizzati sono la seduttivit e la maternit. Per quanto riguarda lidentit maschile, invece, il nucleo centrale sembra essere il potere in tutte le sue aree: potere sessuale, economico e sociale. Nel libro La psicologia maschile spiegata alle donne viene descritto il potere maschile attraverso la dimensione simbolica del fallo, una dimensione, questa, che non pu essere ridotta al pene eretto, in quanto questo stato costituisce un sottoinsieme di significati derivanti da una costruzione simbolica pi ampia. Il maschio soggetto comunemente ad una dinamica di tipo ciclico: eccitazione, plateau, eiaculazione e refrattariet; ognuna di queste fasi pone le sue basi per una diversa manifestazione del potere. Leccitazione attivata soprattutto da stimoli visivi e pu essere evocata anche attraverso limmaginario; per questo motivo inibita da condizioni stressanti e pericoli incombenti. In questa fase il corpo deve potersi abbandonare, infatti attraverso il rilassamento che si manifesta il potere. Nella fase successiva, plateau, il potere come controllo amplificato al massimo grado: il controllo indirizzato verso lambiente esterno (in particolare la donna) e verso se stessi. Nelleiaculazione si manifesta il potere come dono gratuito di s, mentre nella refrattariet riemerge una forma di potere legata allabbandono; questa fase caratterizzata da una sensazione di completo benessere e appagamento. Infine nel riposo, luomo sperimenta il potere della rigenerazione ed con questa fase che si chiude il ciclo. Il simbolo del fallo, quindi, pu essere descritto solo dalla totalit del periodo, caratterizzato da una continua evoluzione. Dal punto di vista biologico lo sviluppo sessuale ha inizio nel momento del concepimento, questa la fase in cui la presenza di due cromosomi X pongono le basi per lo sviluppo sessuale femminile, i cromosomi XY, invece, sono alla base dello sviluppo maschile. Le gonadi (ghiandole sessuali) iniziano la loro differenziazione solo a partire dalla settima settimana di sviluppo fetale, nelle prime settimane di vita infatti presente una matrice indifferenziata. Ci che permette la trasformazione delle gonadi in testicoli il gene Tdf situato sul cromosoma y; lassenza di questo gene promuove, invece, la trasformazione delle gonadi in ovaie (questo per quanto riguarda la formazione dei

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genitali interni). Successivamente, la presenza dei testicoli influenzer il resto del corpo tramite la produzione degli ormoni androgeni, i quali permetteranno lo sviluppo dei dotti di Wolf . La presenza di questi ormoni da il via allo sviluppo dei genitali esterni maschili (pene e scroto) , contemporaneamente la presenza di testosterone influenza alcune regioni del cervello, come lipotalamo, che iniziano a organizzarsi in senso maschile. Per quanto riguarda lo sviluppo sessuale femminile, al contrario, lassenza del cromosoma y e di conseguenza del gene Tdf, promuove la trasformazione delle gonadi in ovaie. A questo punto, lassenza degli ormoni androgeni, provoca lo sviluppo dei dotti di Muller e la formazione dei genitali esterni femminili (clitoride, grandi e piccole labbra). E possibile che un individuo abbia genitali in parte maschili e in parte femminili, in questo caso stiamo parlando di un fenomeno particolare, noto con il nome intersessualit. In tali situazioni lambiguit morfologica pu dare luogo a una serie di problematiche e incertezze riguardo allorientamento sessuale. Esiste uninfinita variet di casi intersessuali, per questo necessario essere prudenti nel prendere decisioni riguardo agli interventi chirurgici; di norma opportuno ritardare gli interventi il pi possibile, in modo da poter almeno abbozzare unindagine psicologica. Freud riteneva che le componenti maschili e femminili coesistessero allinterno di ciascun individuo, in quanto a livello atrofizzato ogni individuo porta con s parte dellapparato riproduttivo appartenente allaltro sesso. In base a questa premessa Freud afferm che gli esseri umani sono costituzionalmente bisessuali. Per quanto riguarda lo sviluppo sessuale Freud attribuisce un primato al fallo e afferma che la minaccia della perdita del pene nel maschio e la mancanza del pene nella femmina hanno alla base la stessa valenza simbolica. Successivamente si presenta la fase edipica, momento in cui il bambino desidera il genitore del sesso opposto, questa fase preceduta nella donna dal complesso negativo: momento in cui la figura del padre interpretata come fastidiosa e ostile. Abraham, rielaborando il pensiero freudiano, arriva alla conclusione che il movimento femminista la conseguenza naturale del complesso di castrazione. Questo complesso sempre presente allinterno del genere femminile, infatti, a un certo punto della loro vita tutte le donne vorrebbero essere uomini. A differenza di Freud, Abraham afferma che il complesso di castrazione non in relazione con la figura del padre

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autoritario: esiste uninferiorit reale nei genitali femminili, che una volta percepita scatena il complesso in entrambi i sessi. Clara Thompson, invece, interpreta il complesso di castrazione dal punto di vista culturale; ritiene infatti che il desiderio femminile di avere il pene sia una richiesta simbolica di uguaglianza con gli uomini, detentori di una posizione dominante nella cultura. Afferma, inoltre, che il momento evolutivo pi difficile per il genere femminile ladolescenza, in quanto in questa fase vengono percepite le innumerevoli limitazioni sociali rispetto al mondo maschile.

Capitolo 3: Femminilizzazione e bisessualit


Esiste una certa plasticit dellidentit sessuale; di conseguenza numerosi fattori di natura culturale, famigliare o psicologica possono influenzare lo sviluppo psicosessuale individuale. Jessica Benjamin sostiene la tesi secondo cui i bambini nella fase iniziale di identificazione sono tutti bisessuali, in quanto nel primo anno e mezzo di vita si identificano con entrambi i genitori. Inizialmente tutti i neonati sentono di essere uguali alla madre, in seguito il processo di identificazione termina in modo pi problematico per i maschi, i quali si accorgono che non possono diventare come lei, solamente averla. Questa identificazione duplice potrebbe essere alla base delle ambiguit future. Il libro bisessualit e dintorni indaga la bisessualit a partire da una serie di considerazioni: gli apparati sessuali maschili e femminili inizialmente presentano elementi di entrambi i sessi, in seguito necessario che accada qualcosa perch questi elementi indifferenziati si trasformino in caratteri sessuali maschili. Il concetto di protofemminilit maschile mette in evidenza come la programmazione biologica di base femminile; inoltre unulteriore femminilizzazione del bambino favorita dallintenso contatto con la madre nei primi mesi di vita. Per il maschile, quindi, lo sviluppo sessuale pu essere considerato come una corsa ad ostacoli e in particolare nella scelta delloggetto del desiderio possono presentarsi numerose difficolt. Freud affermava che dal punto di vista biologico il clitoride non altro che un piccolo pene, ma a partire dai presupposti citati sembra essere chiaro il contrario: il pene un clitoride androgenizzato. Il processo di femminilizzazione iniziato alla nascita tende ad essere enfatizzato anche nella successiva relazione madre-bambino; la madre, infatti, portata a premiare i

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comportamenti che percepisce come femminili e a punire quelli maschili (questo atteggiamento pu protrarsi fino alla pubert e oltre). Per uscire dallo stato fusionale, quindi, il bambino deve passare attraverso una de femminilizzazione, ossia identificarsi con il padre rinunciando alla primaria identificazione con la madre. La madre dovrebbe aiutare il bambino nellaffrontare la fase del distacco ma, al contrario, una madre iperprotettiva tender a impedire la separazione del bambino, mantenendo con il piccolo uno stretto legame corporeo. Per quanto riguarda la sfera sessuale, il fatto che lomosessualit riguarda pi spesso il genere maschile, pu essere un altro segno delle maggiori difficolt incontrate dal bambino durante le fasi dello sviluppo psicosessuale. Anche Hillman nel libro Anima. Una nozione personificata parla di femminilizzazione, con il termine Anima si riferisce, infatti, alla controparte femminile presente in ogni uomo. In questa cornice Anima rimanda alla fantasia degli opposti uomo-donna e diviene in questo modo limmagine della totalit. In quanto immagine o archetipo di tutte le rappresentazioni femminili nelluomo, anima mette in evidenza la controsessualit presente in ogni individuo. Secondo Hillman, il fatto che luomo nella seconda met della vita assume alcuni elementi della psicologia femminile, rivela chiaramente la presenza di Anima nella dimensione maschile. Il ruolo dei genitori risulta cruciale anche durante la fase edipica, in quanto questa fase ha lo scopo di confermare la virilit o la femminilit dellindividuo e di conseguenza determina la capacit di amare e essere amati in un futuro. E importante che la madre offra un buon modello di femminilit, in quanto una donna scialba non rappresenter un modello sufficientemente attraente per la bambina che, di conseguenza, potr preferire lidentificazione con il padre. Anche una madre troppo seducente e femminile pu essere un problema, poich potrebbe essere percepita come un modello irraggiungibile tanto da indurre la bambina a scegliere il modello opposto. Lo stesso meccanismo pu presentarsi per quanto riguarda la figura paterna: se il padre non si presenta come modello accettabile (ad esempio perch violento) il bambino potrebbe prediligere il modello opposto. Viceversa se il padre percepito come un modello irraggiungibile e perfetto, il figlio non tenter nemmeno di imitarlo e svilupper atteggiamenti fortemente contrapposti alla figura maschile. Per quanto riguarda lorientamento sessuale, nellattuale societ occidentale sembrano essere presi in considerazione solamente due versanti: leterosessualit e

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lomosessualit. La bisessualit rimane spesso nellombra, forse a causa della grande variabilit di forme che rende questo fenomeno ancora pi complesso. Esistono forti pregiudizi che riguardano i bisessuali: gli eterosessuali li considerano spesso persone piene di conflitti e immature, daltro canto gli omosessuali ritengono che la bisessualit in realt non esiste, solo una finzione dietro cui si cela un omosessuale terrorizzato. In realt esistono molte prove che confermano la tesi secondo cui la natura umana bisessuale, ad esempio non si pu negare che nei casi in cui luomo viene privato delle figure femminili (come nelle carceri o collegi), spesso emerge la capacit di scegliere come oggetto del desiderio un individuo dello stesso sesso. Una teoria affascinante, confermata da alcuni studi, descrive lesistenza di una bisessualit originaria ed universale che solo le regole sociali impediscono di praticare. Un altro caso esplicativo la ricerca di extrastimoli per rivitalizzare il desiderio: le fantasie pi frequenti e le pi agibili sembrano essere quelle riguardanti i triangoli e i rapporti multipli; queste esperienze si spingono chiaramente fino al limite del comportamento bisessuale. Anche nellantichit, e in particolare nellantica Grecia, si sono susseguiti numerosi comportamenti bisessuali che spesso vengono definiti erroneamente omosessuali. Si trattava, infatti, di esperienze sessuali omosessuali che si alternavano o affiancavano a un rapporto matrimoniale. Per quanto riguarda la storia passata possibile affermare che la misoginia, fortemente radicata nella psicologia maschile, stata la base principale della bisessualit romana e greca. La psicologa Gloria Persico, autrice del libro bisessualit e dintorni, afferma che la bisessualit pu essere considerata un particolare stadio evolutivo, che in futuro potr svilupparsi in direzione sia delleterosessualit che dellomosessualit. In termini psicologici la bisessualit caratterizzata da oscillazioni temporali, che spingono alternativamente verso uno dei due oggetti sessuali. Le emozioni che accompagnano il vissuto bisessuale sono molteplici: esistono bisessuali sereni, bisessuali con problematiche di identit e bisessuali tormentati dalla propria vita clandestina. La bisessualit pu essere considerata episodica se si verifica in un momento nel quale i rapporti eterosessuali sono impossibili, in questo caso tender a svanire al momento di ritorno alla situazione abituale. Come qualsiasi altro orientamento sessuale, anche la bisessualit non si basa unicamente sullaspetto erotico, comprende infatti numerosi fattori sociali, affettivi e ideologici. In molti casi gli individui sono attratti da un sesso per quello che riguarda la

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parte affettiva -relazionale e dallaltro per quello che riguarda la sessualit; in questo caso come se fossero necessari entrambi i sessi per colmare i bisogni e i desideri di una persona. La scarsa integrazione dellerotismo da una parte e dellaffettivit dallaltra molto comune nei bisessuali. Tale scissione tra anima e corpo, per, riscontrabile anche in numerosi eterosessuali, la differenza sta solo nelle diverse modalit con cui viene espressa questa scissione. I bisessuali spesso non riescono a trovare una sola persona che riesca a soddisfare i bisogni sessuali e affettivi allo stesso tempo, di conseguenza tendono a rifiutare una relazione monogamica perch comporterebbe limpegno con una sola persona. Esiste senza dubbio una categoria di bisessuali incapaci di stabilire relazioni, che sono portati a stabilire rapporti tra uomini perch questi non implicano necessariamente un coinvolgimento emotivo. E interessante capire perch a questo punto non si dedichino in modo definitivo ai rapporti omosessuali, una risposta potrebbe essere che oltre alle relazioni occasionali sentono il bisogno di stabilire relazioni pi intime e famigliari.

Capitolo 4: Dal patriarcato allandroginia psicologica


Negli ultimi millenni si transitati da un ordine sociale matriarcale, in cui la funzione procreativa femminile aveva una posizione centrale, a una cultura patriarcale, basata sulla forza maschile in quanto capace di proteggere la prole dalle minacce esteriori. Nel libro La psicologia maschile spiegata alle donne sono indagate queste due posizioni; lautore afferma che entrambe queste impostazioni sociali ruotano intorno alla funzione procreativa: mettere al mondo il frutto dellumanit e proteggerlo dai pericoli. Si tratta di sistemi differenti accomunati da unignoranza di fondo, il matriarcato ignora il contributo maschile nella procreazione, il patriarcato, invece, tende a impoverire il genere femminile, limitandolo nella partecipazione sociale. Oggi necessario avvicinarsi a una nuova prospettiva simbolica, che superari definitivamente il sistema patriarcale e ricollochi cos il maschile e il femminile su un piano di uguale dignit e valore. Solo in questo modo sar possibile favorire un rapporto di scambio costruttivo tra questi due mondi, diversi ma allo stesso tempo bisognosi luno dellaltra. Nel libro Psicologia della differenza di genere di Taurino indagato questo momento di transizione. Secondo lautore la nostra lepoca postmoderna , caratterizzata da grandi

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innovazioni culturali e forti cambiamenti, i quali hanno portato a nuovi modi di intendere la sessualit e le differenze tra maschile e femminile. In questo tempo caratterizzato da una forte fusione di razze, etnie e culture non pu pi esistere uninterpretazione definitiva e standardizzata della realt, di conseguenza in atto una rottura anche per quello che riguarda i ruoli e le identit di genere. Il patriarcato era un sistema caratterizzato da forti contrapposizioni: tra maschile e femminile, tra potere e sottomissione, tra eterosessualit e omosessualit. Oggi, in controtendenza rispetto alle ideologie precedenti, si sta diffondendo il concetto di androginia psicologica, un termine, questo, che enfatizza la coesistenza di caratteristiche maschili e femminili allinterno del medesimo individuo. A questo proposito negli stati uniti stato coniato il termine metrosessualit; questa categoria include gli individui di sesso maschile che hanno adottato comportamenti, gusti e modi di fare tradizionalmente attribuiti alla dimensione femminile. Un metrosessuale un uomo libero dagli stereotipi virili del passato e in controtendenza rispetto ai ruoli definiti culturalmente, questo lo porta a manifestare una mascolinit diversa, non pi incentrata sulla forza fisica e sulla protezione. Il metrosessuale , ad esempio, un uomo che ha fatto proprie caratteristiche tipicamente femminili quali la dolcezza, la sensibilit e la delicatezza. Un altro fenomeno in espansione impossibile da racchiudere in una categoria standardizzata il transessualismo. Gli individui che effettuano un transito dal sesso maschile a quello femminile non necessariamente sono attratti da uomini (orientamento sessuale eterosessuale); possibile che uomini diventati donne abbiano un orientamento sessuale omosessuale, ossia siano attratti da altre donne. In questo caso come in molti altri, risulta difficile racchiudere la realt indicata allinterno di una categoria esaustiva. Questo dimostra che la dicotomia eterosessualit-omosessualit non pi in grado di cogliere la complessit della soggettivit postmoderna; oggi la sessualit trova espressione in una pluralit di forme in continua evoluzione e di conseguenza difficilmente classificabili. Anche Bianca Gelli nel libro Psicologia della differenza di genere preannuncia questo passaggio parlando di un genere non pi forte, coeso e durevole nel tempo ma poroso, fluido frammentato e nomade. A partire da questi presupposti sorgono spontanee alcune domande: come possiamo definire i concetti di genere e identit? In che modo possibile superare le contrapposizioni classiche uomo- donna, eterosessuale- omosessuale? Pu esistere un genere che

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non sia n maschile, n femminile, n contemporaneamente maschile e femminile? Probabilmente la nostra unepoca di passaggio, nella quale in atto il superamento della categoria di genere; secondo la Gelli il soggetto femminista prende le distanze dallidentit e si salva nella non-identit. Nel nostro tempo , quindi, risulta necessaria una decostruzione delle tradizionali concezioni riguardanti il genere e la sessualit. Va promosso un allontanamento dalle concezioni universali e totalizzanti, in favore delle specificit di ogni singolo individuo, a partire dalle peculiarit economiche sociali e culturali che ognuno di noi porta con s.

Bibliografia
Gelli B. (2009) Psicologia della differenza di genere, FrancoAngeli, Milano Hillman J. (1985) Anima. Una nozione personificata, Adelphi, Milano Persico G. (2004) Bisessualit e dintorni, FrancoAngeli, Milano Taurino A. (2005) Psicologia della differenza di genere, Carocci editore, Roma Zatti A. (2012) La psicologia maschile spiegata alle donne, Liguori, Napoli Bibliografia significativa del libro Bisessualit e dintorni Baldaro Verde J. (1993) Lenigma dellidentit, Gruppo Abele, Torino Cantarella E. (1995) Secondo natura, Biblioteca Universale Rizzoli, Milano Crpault C. (1989) Dal seme di Eva, Angeli, Milano Freud S. (1905) Fantasie isteriche e la loro relazione con la bisessualit, in opere vol. V, Boringhieri, Torino Money J. (1980) Essere uomo, essere donna, Feltrinelli, Milano Persico G. (1993) Il sottile confine dellidentit sessuale, Atti del XIII Congresso S.I.S.C. Russo L. Vigneri M. Del genere sessuale, Borla, Roma