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Come si salutano, oggi, gli italiani?

Nel linguaggio corrente il portabandiera delle formule di saluto, anche in virt di una tendenza diffusa alluso di un registro informale, lamichevole ciao, che si utilizza allinizio e alla fine di un incontro fra persone che si danno del tu. Termine fortunatissimo perch breve, incisivo, facile da pronunciare con un sorriso. Una parola sempre giovane, tanto fortunata da dare il nome a un popolarissimo ciclomotore, molto amato dagli adolescenti negli anni Settanta e Ottanta. Eppure un saluto antico e, nel significato originale, molto cerimonioso. Proviene dallItalia settentrionale, pi precisamente da Venezia: schiao (che si legge s-ciao) forma accorciata sincopata di schiavo. Ciao , dunque, lequivalente di servo (suo). Saluto informale per eccellenza, viene adoperato anche in contesti comunicativi che richiederebbero decisamente la formalit. Non raro entrare in un negozio ed essere apostrofati da una giovanissima, sconosciuta commessa con un disinvolto: Ciao, dimmi; e si pu sentir dire ciao a un giovane cameriere, mentre lestraneit suggerirebbe buongiorno o buonasera. Se vero che ciao ciao risulta pi caldo e personale, congedarsi con un ciao ciao ciao un tic linguistico sempre pi diffuso;ciau, invece, unaffettata via di mezzo tra il guaito e la moina. Anche buongiorno e buonasera si utilizzano come formule di saluto sia nel momento dellincontro sia in quello del congedo: pi formali di ciao, possono essere stemperate dal ricorso al registro informale. Talvolta, specialmente allinizio di uninterazione comunicativa, si hanno forme miste come Ciao, buongiorno o Ciao, buonasera, che propongono fin da subito un tono non formale. Buongiorno si usa come saluto augurale al mattino, o comunque prima che sopraggiunga la sera. Il momento della giornata in cui si passa da buongiorno a buonasera varia in senso geografico (tecnicamente, diatopico): in Toscana ci si saluta con buonasera gi dal primo pomeriggio con qualche incertezza verso le due del pomeriggio, specialmente in estate, quando la luce suggerisce di pi lassociazione con il giorno; in Sardegna la buonasera si d dopo aver consumato il pranzo, indipendentemente dallora. Buond equivale a buongiorno, ma dovrebbe essere rivolto a persone con le quali si ha almeno una certa confidenza. Alla sua tenuta ha contribuito la pubblicit, chiamandoBuond una nota merendina e sfruttando il detto popolare Il buon d si vede dal mattino. Decisamente raro buon pomeriggio, usato quasi esclusivamente e ormai poco in televisione. Prendono sempre pi piede buona giornata e buona serata come formule di congedo. Se questultima ha un senso, la prima, rispetto a buongiorno, risulta riduttiva nonostante lapparente maggiore estensione. Infatti il giorno un periodo di 24 ore considerato di solito fra la mezzanotte e la successiva , mentre la giornata piuttosto il periodo del giorno compreso tra la mattina e la sera. Tono neutro per salve, un tempo augurio di buona salute, al quale oggi si ricorre quando siamo incerti sul registro, formale o informale, da usare con linterlocutore e che pu essere utilizzato in tutti i momenti del giorno per salutare allinizio di un incontro. Mantiene intatto il suo valore di formula di saluto buonanotte, usata nella tarda serata o prima di andare a letto. Insieme a ciao e addio pu essere un ironico riferimento a qualcosa che si conclude, pi o meno volutamente, in maniera brusca o inaspettata: Lo hanno licenziato e buonanotte. Addio un po in declino: utilizzato nello standard solo come saluto enfatico, prima di una separazione definitiva. Sopravvive in Toscana, soprattutto in bocca a persone anziane, nel senso di arrivederci. Questultima una formula di saluto conclusiva e informale (o comunque meno formale di arrivederla). Pu essere seguita da a presto,

che si guadagnata una certa autonomia fino a comparire da sola come salutoesprimente unopportunit o un desiderio di rivedersi non sempre realizzabili o autentici; forme analoghe: ci vediamo, ci sentiamo, a risentirci.
SALUTI E PRESENTAZIONI Quando due persone si incontrano, per prima cosa si scambiano i saluti. IL SALUTO Il saluto diverso a seconda della persona a cui ci si rivolge, del momento della giornata e della circostanza. E' molto importante distinguere i tipi di saluto: in italiano non si deve mai, ad esempio, usare ciao con le persone con cui non si ha un rapporto di confidenza, a differenza dell'inglese, in cui ammesso l'uso di "hi" o "hello" anche negli incontri formali. Quando si inizia una conversazione si dice: FORMALE prima di pranzo dopo pranzo buongiorno buonasera INFORMALE buongiorno / ciao ciao

Quando si termina una conversazione, si dice: FORMALE prima di pranzo dopo pranzo dopo cena arrivederci / buongiorno arrivederci / buonasera arrivederci / buonanotte INFORMALE ciao ciao buonanotte

Attenzione: nelle situazioni estremamente formali si pu usare arrivederla al posto di arrivederci, ma ormai raro. Nelle situazioni informali al saluto possono seguire due baci sulla guancia: prima si offre la guancia destra, poi la sinistra. Quando ci si congeda, nelle situazioni informali si hanno anche le seguenti possibilit: a presto a pi tardi a domani see you soon see you later see you tomorrow

Pi raro invece l'uso di addio (farewell), al quale associata ormai l'idea di un distacco definitivo.

Quando due persone si incontrano per la prima volta, al saluto seguono le presentazioni. LE PRESENTAZIONI Anche per le presentazioni necessario distinguere tra una situazione formale, in cui si usa la forma di cortesia, ed una informale. FORMALE (Permette?) Le presento ... INFORMALE (Permetti?) Ti presento ... / Questo/a ...

Piacere (di conoscerla) Piacere / molto lieto

Piacere Piacere

Di solito si aggiunge al nome della persona presentata un appellativo che esprime la relazione che esiste tra questa e chi parla: - Permette, dottore? Le presento Anna, mia moglie < Piacere, Signora > Molto lieta - Allow me, Doctor, this is my wife Anna < Nice to meet you, Ma'am > Nice to meet you too

Mentre dicono "piacere" le persone presentate si stringono la mano, ma attenzione: in Italia la stretta di mano costituita da due soli brevi movimenti, non ci si deve stringere la mano troppo a lungo! Se si devono presentare pi persone, le prime ad essere presentate sono le signore, in ordine di et dalla pi anziana alla pi giovane. Quando una conversazione formale termina, le persone che sono state presentate in quell'occasione si salutano, aggiungendo: > E' stato un piacere ( conoscerla) < Piacere mio