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numero due novembre 2011

Autorizzazione del Tribunale di Firenze n 5834 del 07/04/2011

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la sindrome dello scultore frustato. architettura, formalismo, distacco


Manuel Orazi

Fabrizio De Andr: pluringuismo come testamento artistico


Andrea Felici

quando formarsi vuol dire comprendere


Mara Emilia Pandolfi

le celebrazioni dellanno Italia-Brasile. Intervista ad Aniello Angelo Avella


Charlene Marques Alves e Jefferson Evaristo do Nascimento Silva

la cultura italiana en traduccin


Mariano Prez Carrasco

viaggiatore-traduttore: una traversata tra insidia e incanto


Giovanna Bruno

letture e visioni: Bruni / Graffi / Isnenghi / Patrizi / Spinelli / Tricomi / Vedovelli

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Comitato Scientifico Maria Betnia Amoroso - Brasile Massimo Arcangeli - Italia Mara Esther Badin Argentina Hugo Beccacece Argentina Alfonso Berardinelli Italia Anna Ciliberti - Italia Maria Pia Lamberti Messico Angela Di Tullio Argentina Patricia H. Franzoni Argentina Luca Serianni Italia Massimo Vedovelli Italia

cartabianca cresce

editoriale

Comitato di Redazione Cecilia Casini Brasile Manuela Derosas Messico Francesca Gallina Italia Silvia Giugni Italia Mariano Prez Carrasco Argentina Nora Sforza Argentina Anala Soria Argentina Paolo Torresan Italia Lucia Wataghin Brasile

Direttore scientifico Alejandro Patat Argentina / Italia Direttore responsabile Massimo Naddeo Progetto grafico e impaginazione Gabriel De Banos

ISSN 2239-0855 Autorizzazione Tribunale di Firenze n. 5834 del 07/04/2011

Alejandro Patat

pag. 1 / numero due

Editore 2011 Alma Edizioni Viale dei Cadorna, 44 50129 Firenze, Italia www.almaedizioni.it cartabianca@almaedizioni.it

ono felice di informare che cartabianca cresce. In primo luogo, la quantit di pagine aumentata in modo significativo a partire da questo numero. Secondo poi, il comitato di redazione ha ricevuto negli ultimi mesi molteplici richieste e suggerimenti, segno dellinizio di un dialogo in cui avevamo sperato. Vi ricordo che la rivista comprende tre grandi aree: quella della lingua, sia nella sua dimensione teorica che applicativa; quella della cultura italiana e delle sue molteplici manifestazioni; quella dellincontro tra il mondo italiano e il mondo latinoamericano. Ebbene, questo secondo numero , dal mio punto di vista, ricchissimo per ognuna di queste aree. Per la lingua, c al centro della rivista un dossier di carattere scientifico che tira le somme del progetto, recentemente approvato dal Governo argentino (ma con proiezione continentale), destinato a promuovere nuove strategie per la formazione dei futuri docenti di lingue straniere, tra cui litaliano. Insomma, un lavoro attorno al quale ruoter gran parte delle discussioni nellambito della glottodidattica latinoamericana e, speriamo, italiana. Inoltre, il numero comprende una intelligente proposta didattica basata sugli studi di Gardner e un articolo che offre una nuova prospettiva sullitaliano degli immigrati di terza e quarta generazione nel mondo e, alla fine, varie recensioni sui libri di linguistica e glottodidattica, esplicative delle linee di ricerca attualmente in corso. Per quanto riguarda la cultura, campeggia un articolo sullarchitettu-

ra italiana, che pone il problema del dialogo tra tradizione e innovazione, in una chiave interpretativa che potrebbe valere per tanti altri campi della produzione socio-culturale. A ci si aggiungono una bellissima riflessione sugli ultimi dischi di Fabrizio De Andr e nuove recensioni su libri di critica letteraria e storia. Nel campo dellincontro tra Italia e America Latina, questo numero davvero pieno di notizie e riflessioni. In primo piano, la questione della traduzione, affrontata sia con interviste e analisi dellindustria editoriale argentina sia con un sofisticato lavoro di traduzione dei proverbi. E, infine, un commento ad una lettera di Edmondo De Amicis, recuperata dalloblio, nonch linterpretazione delle note brasiliane di un viaggiatore italiano dellOttocento. Per ultimo, mi preme sottolineare limportanza che riveste nel nostro campo di lavoro lorganizzazione di Momento Italia-Brasile, un evento culturale senza precedenti, con decine e decine di manifestazioni, che si terranno in moltissime citt brasiliane da ottobre 2011 ad aprile 2012 e di cui si danno puntuali notizie alla fine di questo numero. Non mi rimane che augurarvi una lettura piacevole e la prosecuzione di un dialogo avviato con reciproco entusiasmo. Un grazie caloroso non solo ai lettori, ma anche ai colleghi del comitato di redazione, che si sono impegnati tanto, e ai membri del comitato scientifico, generosamente disponibili.

indice
sezione in primo piano
Francesca Gallina

i giovani di origine italiana: nuovi protagonisti della diffusione dellitaliano nel mondo

Francesca Gallina, studiosa di glottodidattica, commenta i risultati di una ricerca sullitaliano dei discendenti degli immigrati e auspica che la loro identit plurilinguistica e pluriculturale possa diventare primaria nella futura diffusione della lingua.

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sezione cultura e societ


Manuel Orazi

la sindrome dello scultore frustato. architettura, formalismo, distacco


Manuel Orazi, docente di teoria dellarchitettura allUniversit di Camerino, analizza come larchitettura contemporanea, sviluppandosi a partire da una concezione scultorea, perda di vista la funzionalit delle strutture.

25-29 30-31 32-35

sezione in aula
Paolo Torresan

mettere alla prova lintuito

Una proposta applicativa di attivit linguistiche in aula, che parte dalle riflessioni teoriche di Gardner. Obiettivo: lo sviluppo delle competenze intuitive, che favoriscono la conoscenza di s e degli altri.

sezione conversazioni 1
Giovanna Bruno

7-10 11-13 14-18 19-22

sezione lingue in uso


Beatrice Garzelli

i proverbi: dallo spagnolo allitaliano


A partire dalla traduzione di un testo spagnolo del Siglo de Oro, Beatrice Garzelli riflette su come trasferire dallo spagnolo classico allitaliano doggi nientemeno che i proverbi, muovendosi tra ogni tipo di trappole e pericoli.

viaggiatore-traduttore: una traversata tra insidia e incanto


Uninteressante intervista a Cristina Secci, giovane mediatrice culturale tra lItalia e il Messico, sui luoghi comuni e non della pratica traduttiva.

sezione profili
Andrea Felici

fabrizio de andr: plurilinguismo come testamento artistico


Passa per le vie del dialetto e del mistilinguismo lultima produzione di Fabrizio De Andr, uno tra i pi importanti interpreti della canzone italiana dautore. Tappe fondamentali di questo viaggio nelle lingue sono gli album Creuza de m, Le Nuvole e Anime Salve, da considerare suoi testamenti artistici.

sezione conversazioni 2
Nora Sforza

estudiar el medioevo desde el nuevo mundo. entrevista a nilda guglielmi


Intervista ad una delle storiche argentine pi prestigiose in America Latina ed Europa su un punto chiave: come studiare let medievale oltre loceano.

sezione il fumetto
Fabio Vettori

litalia di fabio vettori


In questa sezione si presenta una carta geografica di Fabio Vettori, accompagnata da un suo scritto autobiografico, in cui narra la nascita e la vita delle sue famosa formiche.

sezione traduzioni

la cultura italiana en traduccin


Mariano Prez Carrasco
Osservazioni sulla recente pubblicazione di testi letterari, storici e filosofici italiani in lingua spagnola. Inoltre, una utile guida ai blog che discutono della traduzione dallo spagnolo allitaliano e viceversa.

sezione viceversa
Aurora Bernardini

36-37 38-39

a amaznia de um aristocrata
Con la sezione viceversa si vuole offrire uno spazio dedicato ai grandi autori latinoamericani sullItalia e degli italiani sullAmerica Latina. In questo numero, stato scelto un breve brano in lingua portoghese dei Boletins Amaznicos di Ermanno Stradelli, nobile viaggiatore dellOttocento italiano.

sezione angolo della memoria


Federica Pastorino

la svolta argentina di edmondo de amicis


Federica Pastorino, nella sua tesi di dottorato, ha riscattato dalloblio una importantissima lettera di De Amicis sul suo viaggio in Argentina. Le sue riflessioni confluiranno in Cuore e Sulloceano.

40-41 42-47

domani, il nuovo manuale ditaliano di alma edizioni


dialogo con gli autori

Un numero nutrito di recensioni, firmate perlopi da dottorandi dellUniversit per Stranieri di Perugia e di Siena, che mettono in luce quanto di pi rilevante sia stato scritto negli ultimi mesi in Italia nellambito dellitalianistica. In questo numero vengono analizzati libri di Vedovelli, Spinelli, Patrizi, Graffi, Isnenghi, Bruni e Tricomi.

dossier

quando formarsi vuol dire comprendere: largentina elabora un progetto innovativo per migliorare la formazione dei docenti di lingua straniera
Mara Emilia Pandolfi
Nel dossier lo spazio pi ampio di approfondimento scientifico della rivista Maria Emilia Pandolfi descrive il nuovo progetto del Ministerio de Educacin argentino, promosso dallOEA, che detta le nuove linee guida della formazione di docenti di lingue straniere.

sezione info

Tutta linformazione sulle attivit formative, certificazioni, congressi, incontri, progetti di ricerca e altro in Italia e in America Latina.

le celebrazioni dellanno italia-brasile. intervista ad aniello angelo avella


Charlene Marques Alves e Jefferson Evaristo do Nascimento Silva

indice
55-56 58-63 60-61 62-63 64

Conversazione con uno degli organizzatori dellanno Italia-Brasile, che avr luogo in varie citt del Brasile tra ottobre 2011 e giugno 2012.

sezione letture e visioni


paola masilio giulia grosso

per una storia linguistica dellimmigrazione generi, funzioni, strutture dellitaliano A1 e A2 sintesi della linguistica degli ultimi due secoli
francesco feola

48-49 50 51 52 53 54

Il Brasile e lItalia a confronto

Una accurata rassegna di un anno davvero speciale per i rapporti italo brasiliani, firmata da Cecilia Casini, docente dItaliano dellUniversidade de So Paulo, con particolare attenzione agli incontri di carattere scientifico e ai progetti di ricerca relativi alla lingua e cultura italiana.

i luoghi della memoria nellitalia smemorata


silvia sferruzza

sezione immagini

litalia come idea, patria, nazione e stato


anna colia

Una fotografia, tratta dallarchivio del Centro di Eccellenza. Osservatorio linguistico permanente dellitaliano diffuso fra stranieri e delle lingue immigrate (Universit per Stranieri di Siena), che mette in evidenza gli spazi quotidiani della contaminazione linguistica. In questo caso, un men di un ristorante a Porto Alegre, Brasile.

un intenso panorama della letteratura e del cinema italiano doggi


giuseppe emiliano bonura

i giovani di origine italiana, nuovi protagonisti della diffusione dellitaliano nel mondo
Francesca Gallina Siena

in primo piano

Una riflessione su un aspetto particolare delle vicende linguistiche che riguardano i giovani discendenti di emigrati italiani allestero di terza e quarta generazione.

C
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i che ci proponiamo in questa sede di stimolare una riflessione sulle condizioni linguistiche e identitarie dei giovani di origine italiana nel mondo, in una prospettiva che li pone al centro non tanto delle passate vicende linguistiche della nostra emigrazione allestero, di cui la Legge 153/711 costituisce uno degli aspetti che pi li riguardano, ma piuttosto preferiamo collocarli in un quadro che li vede come protagonisti del presente e del futuro della diffusione dellitaliano nel mondo.

Sono molti i contributi che hanno avuto come oggetto del proprio interesse le condizioni linguistiche e identitarie dei giovani di origine italiana che vivono nei paesi in cui si ha una comunit italiana, dallEuropa al Sud America, dallOceania al Nord America. Tuttavia, sono pochi i lavori che adottano una visione globale del fenomeno, uno sguardo capace di identificare i tratti pi generali che accomunano le terze e quarte generazioni di giovani di origine italiana in diversi contesti, come ad esempio le ricerche Italiano 2000 di Tullio De Mauro (2002) e la stessa

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Il progetto 153/71 (Iniziative scolastiche, di assistenza scolastica e di formazione e perfezionamento professionali da attuare allestero a favore dei lavoratori italiani e loro congiunti) aveva tra i propri destinatari i figli degli emigrati italiani allestero, ponendo tra i propri obiettivi quello di favorire, tramite classi o corsi preparatori, linserimento dellitaliano nelle scuole dei paesi di residenza e, daltro canto, quello di istituire corsi di lingua e cultura italiana per i giovani discendenti di origine italiana.

Ci che accomuna i discendenti di terza e quarta generazione una progressiva riduzione dello spazio linguistico collettivo e individuale.

I giovani di origine italiana parlano la lingua del paese ospite, conoscono spesso una lingua straniera, come linglese o altre lingue internazionali, ma in molti casi non hanno alcuna conoscenza della lingua o di un dialetto italiani.

Storia linguistica dellemigrazione italiana nel mondo di Vedovelli (2011). Sulla stessa linea, presso lUniversit per Stranieri di Siena in corso di realizzazione un progetto finanziato dal Ministero dellIstruzione, Universit e Ricerca, il cui obiettivo quello di fotografare lo stato delle condizioni linguistico-identitarie dei giovani di origine italiana in tutto il mondo2, e di cui proponiamo qui alcuni risultati preliminari, essendo prevista la conclusione dellindagine alla fine del 2012. Per quanto sia difficile trarre delle conclusioni valide per tutti i contesti migratori in cui si ha una presenza italiana (dal momento che la sua stessa consistenza, le condizioni di integrazione o isolamento degli emigrati, gli interventi istituzionali a favore del mantenimento della lingua e cultura italiana e molti altri fattori incidono di fatto sulle vicende linguistiche e sul mantenimento/recupero/apprendimento dellitaliano), riteniamo che sia possibile individuare delle tendenze simili in tutti contesti in
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La ricerca ha come titolo: Perdita, mantenimento e recupero dello spazio linguistico e culturale nella II e III generazione di emigrati italiani nel mondo: lingua, lingue, identit. La lingua e cultura italiana come valore e patrimonio per nuove professionalit nelle comunit emigrate (www.universoitaliano.it).

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cui sono presenti i discendenti di emigrati italiani. Ci che emerge dalle indagini qui citate infatti che, sebbene vi siano dinamiche linguistiche e identitarie peculiari tra i giovani di aree di emigrazione diverse, ci che li accomuna una progressiva riduzione dello spazio linguistico collettivo e individuale. I giovani di origine italiana parlano la lingua del paese ospite, conoscono spesso una lingua straniera, come linglese o altre lingue internazionali, ma in molti casi non hanno alcuna conoscenza della lingua o di un dialetto italiani. Il loro spazio linguistico cio tende ad essere meno ampio rispetto agli emigrati delle generazioni precedenti, che potevano spaziare dallitaliano al dialetto fino alla lingua del paese che li aveva accolti. I giovani di origine italiana oggi, molto spesso, non hanno alcun contatto diretto con litaliano o con un dialetto italiano, che non sono pi parlati in famiglia e nei contesti sociali a loro pi prossimi e che diventano dunque per loro una vera e propria lingua straniera a dispetto delle proprie origini. Gli interventi istituzionali del Governo Italiano a favore del mantenimento dellitaliano hanno perso oramai il loro obiettivo iniziale, essendo attualmente sfruttati non tanto, e soprattutto non solo, dai destinatari per cui tali interventi erano stati originariamente pensati, ovvero i giovani discendenti degli emigrati italiani allestero, ma soprattutto da studenti che non hanno origini italiane e che a partire dagli anni Novanta hanno iniziato a frequentare i corsi di italiano. In Germania, ad esempio, i corsi finanziati dallo Stato italiano per il mantenimento della lingua e cultura italiana sono frequentati da bambini di origine tedesca e turca, accanto a quelli di origine italiana. Inoltre spesso tali corsi, pensati per il mantenimento della lingua e della cultura di origine, non sono pi in grado di rispondere alle reali esigenze di chi li frequenta, persone per le quali litaliano deve essere appreso come una vera e propria L2, e non recuperato o mantenuto, non essendo mai stato una componente integrante del loro bagaglio linguistico.

Litaliano non costituisce pi un codice appreso nellambiente familiare, ma piuttosto diventa una L2 che spesso i giovani hanno la volont di apprendere.

in primo piano

Litaliano dunque sostanzialmente slittato fuori dallo spazio linguistico dei giovani discendenti di origine italiana, non costituisce pi un codice appreso nellambiente familiare, ma piuttosto diventa una L2 che spesso i giovani hanno la volont di apprendere in un contesto di apprendimento formale. Le ragioni che oggi spingono i giovani di origine italiana a studiare litaliano possono essere legate principalmente a due ordini di fattori: da un lato il recupero delle origini e dei valori identitari, sempre laddove tale confronto non sia causa di conflittualit, dallaltro lato lormai riconosciuta e forte affermazione della lingua e cultura italiana come sistema di valori positivi, di cui la cucina, la moda, il design, la creativit italiana in senso lato rappresentano le forme pi attuali. Si aggiunge inoltre un terzo ordine di fattori che possono spingere i giovani di origine italiana ad intraprendere un percorso di apprendimento dellitaliano: la spendibilit sociale della nostra lingua, che divenuta nel corso degli ultimi decenni un utile strumento per lo studio e linserimento nel mondo del lavoro. Superata oramai nellimmaginario collettivo limmagine dellemigrato italiano con la valigia di cartone, oggigiorno i giovani di origine italiana stanno riscoprendo le proprie origini in termini completamente diversi. La lingua e la cultura italiana, la stessa immagine dellItalia e della sua creativit si sono affermate negli ultimi anni come portatrici di valori capaci di attrarre gli stranieri di tutto il mondo. Tale cambiamento fa s che i conflitti identitari con litaliano e i suoi dialetti siano ormai superati nelle terze e quarte generazioni, i quali, anzi, hanno riscoperto e stanno riscoprendo il valore delle proprie origini. Da questo punto di vista, il caso dellAustralia paradigmatico anche rispetto a realt di altri continenti:

la seconda generazione ha vissuto fortissime tensioni nei confronti delle proprie origini, considerando litaliano e il dialetto come elementi fortemente negativi, da abbandonare a favore del solo inglese. A partire dalla terza generazione, invece, si ha uninversione di tendenza. Grazie alla progressiva affermazione nella societ australiana della lingua e della cultura italiana in alcune sue declinazioni, come la cucina e la moda, le terze generazioni hanno riscoperto litaliano e le proprie origini, mostrando un interesse verso la lingua della propria famiglia di origine per ragioni personali, etniche, affettive, ma anche di studio e professionali. In tal modo gli italoaustraliani, e come loro potenzialmente tutti i discendenti degli emigrati italiani allestero, potrebbero diventare il paradigma di unidentit plurima, che, superando il conflitto identitario delle generazioni precedenti, fondi le proprie ragioni dessere su un modello positivo di integrazione di matrici culturali diverse. In questa prospettiva, dunque, i giovani di origine italiana possono oggi diventare i protagonisti della diffusione dellitaliano nel mondo, un vero patrimonio per la nostra lingua e cultura per la loro capacit di essere portatori di una identit plurilingue e pluriculturale. allinterno di questo quadro che limmagine rinnovata dellItalia deve trovare riscontro in azioni di sostegno alla diffusione della nostra lingua e cultura. I viaggi, la televisione, internet, i pi frequenti e diretti contatti con la societ italiana hanno un ruolo fondamentale in tutto ci, dal momento che hanno modificato e stanno modificando profondamente limmagine e la percezione dellItalia dallestero, contribuendo cos allo sviluppo del processo di apprendimento dellitaliano.

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Tutti i discendenti degli emigrati italiani allestero potrebbero diventare il paradigma di unidentit plurima, che fondi le proprie ragioni dessere su un modello positivo di integrazione di matrici culturali diverse.

mettere alla prova lintuito


Paolo Torresan Venezia

in aula

Una proposta di attivit didattiche in aula per lo sviluppo delle competenze intuitive, che favoriscono la conoscenza di s e degli altri.

el 1983 Gardner present la sua celebre teoria delle intelligenze (negli anni a seguire sarebbe stata lievemente ritoccata). Tra tutte egli distacc una coppia riferita al vissuto psicologico: lintelligenza intrapersonale e lintelligenza interpersonale. La prima collegata alla conoscenza di s, centrale nelle riflessioni di filosofi e psicologi, la seconda collegata alla conoscenza dellaltro, imprescindibile per gestire al meglio le relazioni sociali (in genere un insegnante, al pari di un politico, di un commerciante o di un rappresentante, presenta unintelligenza interpersonale piuttosto spiccata). Nelle figg. 1 e 2 si d una localizzazione cerebrale delle due intelligenze. Come si vede dalle immagini, entrambe creano un ponte tra aree corticali e aree subcorticali, ovvero tra piano delle decisioni e della pianificazione (corteccia) e piano delle emozioni (sistema limbico), tra io adulto e io bambino. Si tratta di abilit che hanno unenorme importanza per la realizzazione della persona (Gardner 1987 [1983]: 262):
Mentre la decisione di usare (o non usare) la propria intelligenza musicale o spaziale dipende da una scelta interamente libera dellindividuo, sono acute le pressioni a usare le proprie conoscenze personali: considerato anormale lindividuo che non cerca di sviluppare la sua comprensione dellambito personale, al fine di migliorare il suo benessere o il suo rapporto con la comunit.

Fig. 1. Intelligenza intrapersonale: lobi parietali; lobi frontali; sistema limbico

Fig. 2. Intelligenza interpersonale: lobi frontali; sistema limbico

Ringraziamo Maria Simona Morosin e Furio Nave per le immagini.

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Da bambino ho allevato

a) un gabbiano b) un coniglio c) una pecora

Mi sono diplomato in un

a) istituto tecnico b) liceo scientifico c) liceo classico

Alle elementari la maestra mi rimproverava perch

a) ero troppo lento b) arrivavo in ritardo c) parlavo dialetto

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In questo intervento ci concentreremo sullintelligenza interpersonale, bench essa non sia del tutto autonoma dalla conoscenza che il soggetto ha di s: al contrario, meglio mi conosco, pi posso vedere gli altri con uno sguardo libero da distorsioni percettive (legate, per esempio a proiezioni di vario genere), cos come la conoscenza a fondo degli altri mi permette, a sua volta, di far luce in me. Di conseguenza, pur focalizzandoci sulla seconda, le osservazioni che ne trarremmo si dovranno estendere anche alla prima. La questione dunque sarebbe: possibile coltivare nella classe di italiano lintelligenza interpersonale? O meglio, vista al contrario: possibile far leva sulla capacit di una persona di cogliere le motivazioni degli altri per esercitare la lingua? Finora sono poche le attivit confezionate in tal senso nella didattica dellitaliano, in cui cio gli studenti indagano sulle ragioni che determinano il comportamento degli altri, e pi in generale, sulla personalit di altri. Rimandiamo i lettori di cartabianca, per esempio, ad alcune attivit apparse sul Bollettino Itals, liberamente scaricabili dalla rete (Batista da Silva 2009; Dallia 2009; De Gennaro 2009a; 2009b; 2009c). Qui presenteremo due attivit inedite, volte a stimolare la conoscenza interpersonale allinterno della classe, a beneficio di un consolidamento del gruppo. La prima un quesito a scelta multipla applicato non ad un testo ma alla personalit del docente. Il sottoscritto, per esempio, ha presentato ai suoi studenti il seguente questionario da completare intuitivamente sulla propria persona:

Alla scuola media ero un pessimo studente di

a) matematica b) educazione musicale c) educazione artistica

Detesto

a) il caff b) gli alcolici c) il latte

Quando ero adolescente facevo parte di una

a) associazione sportiva b) compagnia teatrale c) compagnia di ballo

Da bambino volevo fare

a) linsegnante di lingue b) il fotografo di animali c) il pilota di Formula Uno

Se faccio fatica ad addormentarmi

a) conto le pecore b) bevo una tisana c) fisso un oggetto

Le risposte verranno date pi avanti. Nello stesso modo, il lettore proceda a redigere un questionario simile sui propri gusti e sulle proprie abitudini. Quando ne avr occasione, lo sottoponga alla classe, oralmente, lanciando una sfida: quale, tra gli allievi, in grado di avvicinarsi di pi alla verit? In un secondo momento, provveda a suddividere la classe in gruppi di tre, quattro persone; ogni studente stili un questionario simile riferito alla sua persona, che verr infine somministrato oralmente ai compagni, tenuti a mettere alla prova il loro intuito. Si tratta quindi di un percorso modellato dallinsegnante e poi replicato in piccoli gruppi dagli studenti, che contempla un esercizio tanto dellabilit di scrittura quanto di quella del dialogo, stimolando al tempo stesso, appunto, la competenza interpersonale degli allievi. In alternativa, si possono consegnare agli apprendenti questionari confezionati sulla falsariga del seguente.

La classe divisa in gruppi di quattro; ognuno risponde segnando quello che vero per s (prima colonna) e quello che pensa sia vero riguardo ai compagni (seconda, terza e quarta colonna, con riportati i nomi dei compagni). In un secondo momento, gli studenti si confrontano sulle ipotesi. Gli studenti 2, 3 e 4 rivelano per esempio se, a loro avviso, lo studente 1 crede o meno negli extraterresti (domanda 1); lo studente 1 conferma o nega. Si passa poi allo studente 2, sempre in riferimento alla domanda 1, e via di seguito. Si noter, come spesso accade nelle attivit di produzione orale, che lo scambio procede in maniera discontinua, con picchi di intensit e momenti in cui gli studenti passano rapidamente a domande e risposte monosillabiche. Linsegnante pu decidere di starsene in disparte (a meno che non intervenga pure lui nella compilazione del questionario e nella formulazione delle ipotesi), limitandosi a notare i comportamenti linguistici degli allievi e

QUELLO CHE PENSO DEI MIEI COMPAGNI QUELLO CHE VERO DI ME ............... (STUDENTE 2) ............... (STUDENTE 3) ............... (STUDENTE 4)

CREDI NEGLI EXTRATERRESTRI?

QUANDO HAI UNORA DI TEMPO LIBERO E TI VUOI RILASSARE, COSA FAI? UN ANIMALE CHE TI VIENE IN MENTE ADESSO, IN QUESTO MOMENTO UN MOMENTO DELLA GIORNATA CHE TI PIACE PARTICOLARMENTE OLTRE ALLITALIANO, QUALE ALTRA LINGUA TI SAREBBE PIACIUTO IMPARARE?

pag. 9 / numero due

tenendo sotto controllo lansia che pu provare durante i momenti di calo della produzione linguistica e che lo porterebbe a intervenire nella discussione.

Nella fase di ricognizione ad ogni allievo pu essere concesso di riportare su un nuovo foglio, complementare al primo, le verit dei compagni e le ipotesi da loro avanzate nei suoi confronti.

QUELLO CHE VERO DEI MIEI COMPAGNI QUELLO CHE I MIEI COMPAGNI DICONO DI ME ............... (STUDENTE 2) ............... (STUDENTE 3) ............... (STUDENTE 4)

CREDI NEGLI EXTRATERRESTRI?

QUANDO HAI UNORA DI TEMPO LIBERO E TI VUOI RILASSARE, COSA FAI? UN ANIMALE CHE TI VIENE IN MENTE ADESSO, IN QUESTO MOMENTO UN MOMENTO DELLA GIORNATA CHE TI PIACE PARTICOLARMENTE OLTRE ALLITALIANO, QUALE ALTRA LINGUA TI SAREBBE PIACIUTO IMPARARE?

Infine, ecco le soluzioni alle domande del questionario a scelta multipla che riguarda i miei gusti e le mie abitudini: 1c; 2a; 3a; 4b; 5c; 6b; 7b; 8c. Riferimenti bibliografici
Batista da Silva G., 2009, Cara Anna, Bollettino Itals, 7, 31, www.itals.it Dallia B., 2009, Sai chi sono io?, Bollettino Itals, 7, 31, www.itals.it De Gennaro R., 2009a, Lagenzia del fine-settimana, Bollettino Itals, 7, 31, www.itals.it De Gennaro R., 2009b, Colazione: dalle 7.00 alle 10.00, Bollettino Itals, 7, 31, www.itals.it De Gennaro R., 2009c, Rapporti di buon vicinato, Bollettino Itals, 7, 31, www.itals.it Gardner H., 1987, Formae mentis. Saggio sulla pluralit dellintelligenza, Feltrinelli, Milano (originale: 1983, Frames of Mind: The Theory of Multiple Intelligences, Basic Books, New York).

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viaggiatore-traduttore: una traversata tra insidia e incanto


Giovanna Bruno Citt del Messico

conversazioni 1

Intervista a Cristina Secci, studiosa di filologia ispanica in Messico, e una delle pi prestigiose traduttrici della cultura messicana in lingua italiana.

iornalista e traduttrice, Maria Cristina Secci vive a Citt del Messico. Labbiamo incontrata per approfondire con lei alcune tematiche legate alla complessit del lavoro di traduttore. Quali problematiche emergono nella traduzione letteraria dallo spagnolo americano allitaliano? Onde, correnti contrarie, venti in poppa, terribili predatori e affascinanti sirene: tra le due lingue, come tra i due continenti, un oceano di minacce ma anche di opportunit, per cui, per evitare un pessimismo inutile al viaggiatore-traduttore, sar bene parlare di rotte sconosciute, di vele ricucite a forza di tentativi, di pesci coloratissimi... Le sfide nella traduzione letteraria sono inevitabili. A volte il dilemma pu riguardare unironia incapace di scatenare il sorriso che invece

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provoca nella lingua originale (o peggio, il contrario) o unaccattivante complicit intimista che sembra piuttosto macchiarsi di volgarit o pettegolezzo una volta impressa nella traduzione. I meccanismi interni, quasi numerici, rappresentano un problema quando ci si vede costretti a usare una frase per esprimere una sola parola. Per non parlare dei colpi di forbice che rischiano di equivalere a vere e proprie censure prodotte dallignoranza (sia delle possibilit della lingua darrivo che dei significati della lingua di partenza) o semplicemente di indolenza. Le insidie, nella traduzione letteraria, riguardano poi le certezze di un traduttore e la ricerca dellequilibrio tra la loro permanenza e la totale assenza perch, alle prese con un romanzo, spesso ci si sente come titani invincibili per poi girare pagina e scoprirsi fragili e fin troppo facili prede

delle parole. Potresti riportare qualche ambiguit linguistica culturale che reputi significativa in termini di complessit traduttiva? Il rischio perennemente dietro langolo di un errore fortuito, di una svista, di un falso amico un fantasma costante per un traduttore. Cos come una parola in pi, un superlativo in meno, un pronome innecessario. Grattacapo sono le espressioni idiomatiche, i proverbi, i modismi che spesso combinano ironia, simboli concreti e astrazioni secondo codici personalissimi della cultura del paese. E cos perfino i tab, visto che ci sono espressioni, parole e situazioni che, in una cultura piuttosto che in unaltra, meglio esprimere con una perifrasi. Ma complessi sono soprattutto i silenzi, per cui una virgola in meno o un punto mancato rappresentano, in una traduzione, un vero e proprio crimine: il furto del silenzio. Come cambia lapproccio al testo dal punto di vista di un lettore che legge per gusto e passione da quello di un traduttore? Sono purtroppo una minoranza i lettori che si preoccupano dei limiti o delle virt di una traduzione, per questo bisognerebbe discuterne pi spesso. Il lettore potrebbe investire a quel punto pi gusto e passione, come un vero sommelier di parole. Un traduttore dal canto suo non dovrebbe dimenticare quei doveri etici o morali che hanno a che vedere con la fedelt, ladesione, la meticolosit e la responsabilit (ma neppure intrappolarcisi). Laccusa di traduttore-traditore ormai strappa un sorriso persino allimputato in questione che per liberarsene dovrebbe poter

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Il rischio perennemente dietro langolo di un errore fortuito, di una svista, di un falso amico un fantasma costante per un traduttore. Cos come una parola in pi, un superlativo in meno, un pronome innecessario.

Cristina Secci si specializzata grazie a un dottorato in Filologia Ispanica presso la U.A.M. di Madrid. Attualmente approfondisce temi legati alla teoria della traduzione in un progetto di ricerca presso lIstituto di Filologia della Universidad Nacional Autnoma de Mxico. Ha tradotto in italiano Juan Villoro, Jorge Ibargengoitia, Norma Huido-

bro, Mayra Montero e Roger Bartra. autrice del saggio Con limmagine allo specchio, lautoritratto letterario di Frida Kahlo (Aracne, Roma 2007; UNAM, Messico 2009; 2011 prevista versione francese); ha curato Frida Kahlo, Diego Rivera: doppio ritratto (Nottetempo, Roma 2008) e Querido doctorcito: lettere a Leo Eloesser (Abscondita, Milano 2010).

dimostrare che il testo darrivo non ha sofferto perdite irrinunciabili n contaminazioni rispetto al testo di partenza. Susan Sontag spiega come tradurre significhi mettere in circolazione, trasportare, diffondere, spiegare e rendere pi accessibile un testo a un lettore che sappiamo vitale per un traduttore. Che differenza c tra traducibilit culturale e traducibilit letteraria? La cosiddetta traducibilit non una prerogativa assoluta e a volte, come sostiene Paul Ricoeur, si tratta di una sfida difficile o perfino impossibile. Lo stesso concetto di traducibilit cambia a seconda del paese e cultura che pu tendere maggiormente a una fedelt letterale rispetto alla parola e al testo o alladatta-

Susan Sontag spiega come tradurre significhi mettere in circolazione, trasportare, diffondere, spiegare e rendere pi accessibile un testo a un lettore che sappiamo vitale per un traduttore.
mento a vantaggio della leggibilit e scorrevolezza o perfino allinterpretazione. Senza cadere nellerrore di pensare che una traduzione letterale e fedele alle parole significhi necessariamente fedelt alle sacrosante intenzioni e contenuti dellautore e quindi al testo. Pensiamo solo allordine dei pronomi personali in una frase come: io e Manuela abbiamo preso un caff che nello spagnolo messicano diventerebbe, per obbligo di cortese precedenza, Manuela y yo hemos tomado un caf. San Girolamo, che traduceva in latino testi in ebraico e greco, confessava che per lui lordine delle parole rappresentava un mistero, per questo preferiva rendere non tanto la parola con la parola, ma il senso con il senso. Come situi la traduzione nel contesto della didattica della lingua? Quali sono le differenze tra tradurre per imparare una lingua e tradurre per produrre un testo? Un traduttore compie un lavoro di creazione letteraria che implica la registrazione del diritto dautore. Certamente, mentre esercita la propria attivit, continua ad apprendere: si forma, legge, si informa, si pente, conosce, si trasforma. Lesercizio della traduzione pu indubbiamente rappresentare uno strumento nella didattica della lingua, senza la pretesa di far assolvere allo studente il ruolo di traduttore n di obbligarlo al rigore di un professionista. Certo, in una classe di lingua funziona, anche perch una deliziosa tentazione per cercare e dare parole ai propri libri e autori.

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estudiar el medioevo desde el nuevo mundo. entrevista a nilda guglielmi


Nora Sforza Buenos Aires

conversazioni 2

La mayor estudiosa del Medioevo en Argentina recorre una parte de su obra y explica por qu la investigacin de aquel perodo nos ilumina para entender la actualidad.

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Profesora, nos cuenta cules fueron los motivos que la acercaron al estudio de la ciudades italianas en el Medievo? El mbito ciudadano siempre me ha interesado. Inclusive al ingresar a la Academia Nacional de la Historia eleg el sitial que haba ocupado Juan Agustn Garca, autor de La ciudad indiana. Sin duda, la investigacin de los estudiosos italianos desde hace mucho tiempo se ha consagrado a este tema con diversos enfoques. Tema, por tanto, siempre presente dada la importancia que las formas ciudadanas han asumido a lo largo de los siglos. Ese mundo urbano ofrece peculiaridades polticas, econmicas, sociales que se imponen al inters del investigador. Naturalmente, la riqueza de las fuentes sobre el tema

ha sido otro aliciente para privilegiar dicho campo de investigacin. Qu signfic para Ud. estudiar el Medioevo europeo desde la Argentina? Cules fueron y cules son hoy las mayores dificultades? Estudiar la Edad Media desde Argentina ha constituido, en primera instancia, una opcin, aceptada en gran parte y determinada por el prestigio de maestros como Claudio Snchez-Albornoz. Pero adentrarse en una poca tan rica, tan conflictiva, tan contradictoria, inmediatamente ejerce una fascinacin a la cual es difcil negarse. La Edad Media siempre me atrajo por la contemporaneidad que presenta con nuestros siglos XX y XXI. Una y otros son poca de

La Edad Media siempre me atrajo por la contemporaneidad que presenta con nuestros siglos XX y XXI. Una y otros son poca de bsqueda, de interrogantes, tambin de logros.
bsqueda, de interrogantes, tambin de logros. Creo que hay pocas clsicas y pocas romnticas. Pienso que la Edad Media as como la nuestra son momentos de dudas, de incertezas y de esfuerzos de superacin de las mismas. Sin duda, en mi caso, realizar estudios de historia medieval en Argentina encontr, en principio, algunos inconvenientes como pueden ser la

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lejana de los repositorios y de las bibliotecas especializadas, el costo de los libros (muchas veces o, en la mayora de los casos, adquiridos personalmente), como tambin la lejana de algunos interlocutores vlidos. Pienso que muchos de estos inconvenientes se han solucionado de diversas maneras. Por un lado, la cercana y el conocimiento han sido posibles mediante los viajes privados y las estancias por becas o invitaciones. Eso me permiti dialogar con profesores, asistir a seminarios, y a la vez, presentar mis investigaciones en esos seminarios, en conferencias o en cursos, como profesora invitada. Adems, ha sido importante para nuestro trabajo fuera de Europa la posibilidad de ampliar los enfoques,

aplicarlos a fuentes conocidas y estudiadas anteriormente. Por ejemplo, en lo referido al historiador, utilizar obras literarias o artsticas examinadas no con criterio esttico sino histrico-social. Ejercer la interdisciplina tambin ha ayudado a agilizar la labor entendiendo, sin duda, el cuidado con que ha de ejercerse esta tendencia.

Cmo se construye una generacin de estudiosos del Medioevo en nuestros pases? Considero que en la actualidad existe en Argentina una importante generacin de medievalistas. Al hablar de medievalistas entiendo que son los estudiosos que se interesan en diversas disciplinas (historia, filosofa, arte, literatura) dentro de esa franja temporal. Creo que en la constitucin de este grupo han contribuido en gran medida los interesantes caminos historiogrficos propuestos por la disciplina en los ltimos aos, caminos en lo que ha sido pionera. En verdad, pienso que la historia medieval ha recogido una serie de desafos como pueden ser la ampliacin del campo de investigacin, la multiplicidad de fuentes a abordar, la variedad de enfoques que han permitido sin abandonar los anteriores temas enriquecer las perspectivas precedentes. Sin duda eso se debi a personalidades que, como Jacques Le Goff, impulsaron la disciplina por nuevos rumbos, sumamente atractivos y tambin, podra decir, peligrosos pues, para recorrerlos, hay que tener la suficiente clarividencia como para no caer en liaisons dangereuses. La construccin de una generacin

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Muchas veces se piensa que la marginacin comprende slo a los desposedos, a los pobres. Considero, en cambio, que hay muchas circunstancias que pueden determinar marginacin aunque sea temporaria.

de estudiosos de la Edad Media tambin se ha visto facilitada al ofrecer mbitos institucionales de expresin, de colaboracin, de intercambio. En sus trabajos Ud. ha privilegiado algunos actores sociales del Medioevo: desde los marginados hasta las mujeres... Efectivamente, uno de los temaseje de mis investigaciones ha sido el de la marginalidad y la alienidad. Siempre he sido muy sensible a la cuestin de los lmites ya que pienso que toda persona se encuentra dentro del crculo de tiza caucasiano, encerrada dentro de un cuerpo, viviendo en ciertos mbitos en una determinada poca. Eso me propuso el problema de los lmites y de la posibilidad de superarlos. Muchas veces se piensa que la marginacin comprende slo a los desposedos, a los pobres. Considero, en cambio, que hay muchas circunstancias que pueden determinar mar-

ginacin aunque sea temporaria. En mi libro Gua para viajeros medievales podemos observar la orfandad en que se encuentran nobles o ricos comerciantes en su viaje por el Cercano Oriente, privados a veces de sus dineros, siempre dependiendo de la voluntad de guas, camelleros y portadores, teniendo que sufrir sus agresiones o sus pretensiones excesivas, careciendo de vocabulario para pedir, acordar o litigar. Los problemas polticos que perturbaron a las ciudades medievales determinaron situaciones que pudieron ser fluctuantes o transitorias. Los exiliados, los condenados a abandonar su ciudad, los privados de sus derechos cvico-polticos se encontraban en condiciones particulares de no-pertenencia hasta que conseguan retornar o insertarse en otro mbito que los acoga. Al tomar a la familia como pequeo ncleo que sintetiza la sociedad mayor, he subrayado la posicin de menor importancia, de alguna mane-

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Los estudios medievales en la Argentina Por iniciativa de Nilda Guglielmi, el Consejo Nacional de investigaciones cientficas y tcnicas (Conicet) dio lugar a un Programa de investigaciones medievales que se convirti luego en el Departamento de investigaciones medievales del Instituto de historia y ciencias humanas de esa institucin. La revista Temas medievales (este ao aparece el n 18) cuenta con la colaboracin de grandes profesores y crea espacios para que las nuevas generaciones de estudiosos

den a conocer sus investigaciones. Hace ms de veinte aos ha sido creado una reunin que en un principio se llam Curso de actualizacin en historia medieval y a la que luego se agregaron las Jornadas internacionales de estudios medievales. En el ao 2011 se celebrarn el XXI Curso de actualizacin y las XI Jornadas. En dichas reuniones se realizan crticas y comentarios de obras recientes; tambin los asistentes presentan trabajos de investigacin personal y los profesores extranjeros invitados pronuncian conferencias de su especialidad.

La traduccin permite cancelar de alguna manera el hiato temporal que separa al curioso lector de hoy del testimoniador de otrora.
ra excntrica en lo referido al exterior (es decir, al grupo social ms amplio) en que eran colocadas las mujeres. Una situacin de marginalidadalienidad era la que corresponda a individuos de religiones diferentes, en lo que hemos llamado ecumenidad cristiana medieval; se trataba de individuos que se encontraban en una situacin de marginalidad y marginacin pero que, al mismo tiempo, eran algenos puesto que no participaban de la fe, esencia fundamental de esa sociedad. Marginales, marginados, integrados, algenos... situaciones diversas dentro de una sociedad, situaciones que podan o no revertirse. Adems de su trabajo como estudiosa, Ud. ha dado una gran importancia a la traduccin. Pienso en El fisilogo. Primer bestiario medieval, la Crnica de Giovanni Villani, el volumen de Teatro medieval o su edicin de Odorico da Pordenone. Muchas veces se hace referencia al trabajo de traduccin que me ha ocupado repetidas veces. En realidad, se trata de un trabajo difcil y no siempre enteramente satisfactorio. Mi propsito al realizar esas traducciones es acercar la palabra y el pensamiento de personajes lejanos a nuestra contemporaneidad. Se trata de palabras y pensamientos de gran vivacidad que nos hablan de individuos y de pocas, de sentimientos violentos, de actitudes pasionales o de mesura y compostura. Como deca antes, es un trabajo no enteramente satisfactorio porque el traductor se siente como interposita persona. Y, sin duda, esa interposicin puede quitar color, matices a la palabra original. En todo caso para destacar lo positivo una traduccin permite el conocimiento de obras no siempre al alcance de la mano o incita a leer o releer la obra original. En suma, la traduccin permite cancelar de alguna manera el hiato temporal que separa al curioso lector de hoy del testimoniador de otrora.

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La professoressa Nilda Guglielmi ha ottenuto i suoi dottorati di ricerca in Storia presso lUniversidad de Buenos Aires (Argentina) e lUniversit dAix-Marseille (Francia). Ricercatrice del Consejo Nacional de Investigaciones Cientficas y Tcnicas (Conicet), stata professoressa ordinaria di Storia Medievale presso le Universit di Buenos Aires, di La Plata e del Sud (Argentina), nonch visiting professor presso le universit di Firenze, Roma, Bologna, Genova e Cagliari (Italia); Barcellona, Madrid, Siviglia, Alcal di Henares (Spagna), Porto (Portogallo), Parigi-Sorbonna, Niza e Strasburgo (Francia) e direttrice dellInstituto de Historia Antigua y Medieval dellUniversidad de Buenos Aires. Dal 1998 anche membro dellAccademia degli Immobili (Alessandria, Italia). Considerata una delle pi note

e sensibili medieviste argentine di tutti i tempi, i suoi scritti hanno contribuito enormemente alla formazione di generazioni di studiosi dei pi svariati volti del Medioevo. Per i suoi meriti accademici stata inoltre insignita del titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana. Fra i suoi scritti, ricordiamo Memorias medievales (1981); La ciudad medieval y sus gentes (1981); El eco de la rosa y Borges: Eco, Borges y el jardn de los senderos que se bifurcan (1988); Marginalidad en la Edad Media (1986); Gua para viajeros medievales (1994); Aproximacin a la vida cotidiana en la Edad Media (2000); Ocho msticas medievales (Italia, siglos XIV y XV) (2007). Nilda Guglielmi ha inoltre fondato, nel 1991, la rivista Temas Medievales e la collezione di monografie Temas y testimonios.

la cultura italiana en traduccin


Mariano Prez Carrasco Buenos Aires

traduzioni

Mariano Prez Carrasco, docente de Filosofa Medieval en la Universidad de Buenos Aires y traductor de Dante, analiza las ltimas publicaciones italianas en la Argentina

Para empezar: algunos datos estadsticos Durante los ltimos aos, gracias a una cierta bonanza econmica y a un tipo de cambio competitivo, la Argentina se ha ido reposicionando en el mercado de la traduccin. Han surgido nuevos proyectos editoriales y colecciones enteras dedicadas a la traduccin tanto de autores clsicos como de otros jvenes o poco conocidos. Sin embargo, los libros traducidos apenas alcanzan al 2% del mercado local (581 ttulos se tradujeron en 2010 y 555 en 2009), segn datos de la Cmara Argentina del Libro. En este marco general, la literatura italiana ocupa un lugar pequesimo, que contrasta con la importancia que la cultura italiana ha tenido y tiene en nuestro pas. De ese 2% de ttulos traducidos, apenas alrededor de un 3% proviene del italiano, contra circa un 65% del ingls, un 16% del francs y un 5% del alemn. Aun con estos magros porcentajes, los ltimos dos aos han visto aparecer en el mercado argentino algunas obras traducidas con gran cuidado y que guardan un extraordinario inters. Un Maquiavelo poco conocido Por la cantidad y calidad de sus traducciones, la coleccin Clsica de editorial Colihue, dirigida fundamentalmente a un pblico universitario, viene ejerciendo una notable influencia en el ambiente cultural local. Se trata de ediciones profusamente anotadas, a menudo de un rigor erudito. Bajo el ttulo genrico Textos literarios,

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en 2010 la editorial potea ha publicado un conjunto de obras poco conocidas de Nicols Maquiavelo, que llenan un grueso volumen de 369 pginas. La traduccin, introduccin y notas han estado a cargo de Nora Sforza, quien ha logrado volcar al castellano la gracia, el tono irnico y cierta picarda propias del estilo de Maquiavelo. Conocido fundamentalmente por su tratado poltico El prncipe, Maquiavelo se ha convertido en un sinnimo de la Real Politik, al punto de que el adjetivo derivado de su nombre maquiavlico hace alusin al ejercicio de una poltica completamente desvinculada de todo valor moral. Este volumen muestra otra cara del genio florentino: sus gustos literarios, su humor, su sensibilidad como poeta. Textos literarios rene dos obras teatrales (Mandrgora y Clizia), un conjunto de poemas (Decenales, El asno, Captulos), un grupo de Poesas diversas, otro de Prosas varias y 27 cartas ntimas. Una muestra del humor de Maquiavelo es esta suerte de consejo contenido en Captulos para una compaa de placer, un texto que anticipa los gustos libertinos del siglo XVIII: Que las mujeres de dicha compaa no tengan suegra y, si alguna todava la tuviese, deba, dentro de seis meses, con escamonea, u otros remedios similares, sacrsela de encima; podrn usar dicha medicina tambin con los maridos que no cumpliesen con sus obligaciones. Viejos y nuevos poetas Tambin La amarga miel (Alcin, Crdoba, 2010, 142 pgs.) nos presenta un rostro poco conocido del novelista Gesualdo Bufalino: su rostro de poeta. Los lectores de esa obra maestra que es Argos el ciego conocen la profunda vena lrica de Bufalino; aqu podrn leerla, no ya en esa prosa barroca que remeda, en ocasiones, la sintaxis latina, sino en versos de una claridad y sencillez que nada menguan ms bien aumentan la belleza. La edicin es bilinge, de modo que el lector puede constatar y evaluar el trabajo del traductor Ricardo Herrera, l tambin reconocido poeta.

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Durante los ltimos aos, gracias a una cierta bonanza econmica y a un tipo de cambio competitivo, la Argentina se ha ido reposicionando en el mercado de la traduccin.

As presenta Bufalino sus poemas: Estas palabras escritas sin fe,/ y sin embargo llorando,/ a un yo mismo nio que mat o se mat,/ pero que de vez en cuando, una o dos veces al ao,/ no s cmo renace dbilmente/ y vuelve a recitarlas solo.... Y lo que se lee luego son algunos versos preciosos, no s si tocados con la vara de la gran poesa que tan a menudo, excepto en unos poqusimos casos, parece una impostura, una burla pero s con el encanto de una autntica poesa: En la celda de tus ojos/ inverna una estrella dura, una gema eterna.// Y en tu voz hay un mar que se serena/ en una ra de antiguas conchillas,/ donde enjoyar las manos y la palma/ en el aire se maravilla.// Tambin eres la hierba, la nube y la naranja.../ Te quiero como a una comarca. Los clsicos Leopardi y Ungaretti se juntan en el volumen Secreto del poeta (Del Copista, Crdoba, 2010, 131 pags.), vertidos tambin por Herrera, y en edicin bilinge. Se trata de una antologa que recoge las ltimas poesas de Ungaretti y algunos de los poemas ms conocidos de Leopardi. Del primero se destaca tanto por la belleza del original cuanto de la traduccin el Recitativo de Palinuro, donde Ungaretti reactualiza la forma sextina para contar la historia del timonel de Eneas que, al quedarse dormido mientras diriga la nave de troyanos hacia Hesperia (Italia), cae al mar y es devorado por las aguas. De Leopardi, se destaca la versin de uno de los poemas ms potentes de la lengua italiana: Le ricordanze. Toda la lcida melancola de Leopardi est contenida en esos versos que describen las habitaciones donde el amargo y desdeable/ misterio de las cosas se mostraba/ con su falsa dulzura, y no cesaba de hablarme la imperiosa mentira. Algo de filosofa romana Una de las frases gnmicas ms famosas de Lacan la mujer no existe alude a un antiguo problema de la filosofa, el llamado problema de los universales, que puede ser formulado de este modo: los trminos generales que utilizamos para referirnos a las cosas particulares, tienen una existencia real o slo existen en nuestra mente? En la frase de Lacan: existe algo as como la mujer independientemente de Juana, Emilia y Mara? Si no existiera ninguna rosa en el universo, tendra sentido hablar de la rosa? El filsofo romano Severino Boecio (476-524), canciller del emperador Teodorico por quien fuera condena-

Distintos blogs realizan una tarea significativa en la traduccin de literatura italiana. En estas publicaciones se han producido tambin interesantes intercambios acerca de la teora de la traduccin y polmicas vinculadas a los criterios de traduccin potica.
do a muerte bajo la acusacin de traicin y, en la crcel, escribiera el influyente tratado filosfico-potico La consolacin de la filosofa , fue quien plante con mayor claridad este problema en aquellas inciertas pocas entre la Antigedad y el Medioevo. Antonio Tursi ha traducido los principales textos de Boecio sobre los universales, y los ha editado junto con otros textos sobre el mismo tema de Porfirio (traducido por M. F. Marchetto) y Abelardo, en el volumen La cuestin de los universales en la Edad Media (Winograd, Buenos Aires, 2010, 243 pgs.). Si bien se trata de un libro destinado especialmente a los estudiantes de filosofa, su lectura puede resultar provechosa a aquellos lectores interesados en los arduos problemas de la significacin y la naturaleza del lenguaje. El fenmeno Agamben Desde 2007, la editorial Adriana Hidalgo, de la capital argentina, viene publicando un libro de Giorgio Agamben por ao. Cada nuevo libro de Agamben, escrito con esa facilidad de elocucin que los envidiosos llaman charlatanera (Balzac), provoca un placer intelectual (y esttico, ya que Agamben es un gran escritor), a la vez que suscita estriles polmicas en torno a si se trata de la obra de un filsofo o un ensayista extralimitado, es decir, un sofista (opinin sostenida, en general, por esos envidiosos balzacianos que lo acusan, justamente, de charlatn). En el ltimo bienio fueron publicados El sacramento del lenguaje (traducido por M. Ruvituso, 2010) y Desnudez (traducido por M. Ruvituso, M.T. DMeza y C. Sardoy, 2011). Ambos textos prosiguen la lnea de anlisis de las tradiciones teolgicas judeocristianas y sus vinculaciones con los ms diversos temas de la cultura occidental, desde la economa hasta el denudismo, desde la literatura a la constitucin del poder poltico. En el primero, Agamben lleva a cabo una arqueologa del juramento (lo cual involucra problemas de filosofa del lenguaje, de teora

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poltica y de teologa), mientras que en el segundo estudia el fenmeno de la desnudez y del nudismo, remontando el anlisis hasta los orgenes de las oposiciones teolgicas naturaleza/gracia y denudez/vestido, que aparecen en las interpretaciones tradicionales del pecado de Adn. Blogs y revistas Distintos blogs realizan una tarea significativa en la traduccin de literatura italiana. Jorge Aulicino tiene uno de los blogs de ms gil diseo (Otra iglesia es imposible); all ha dado a conocer su traduccin integral de la Divina Comedia, as como poemas de Cesare Pavese, Pasolini y muchos otros. Pablo Anadn (director a su vez de la revista de poesa Fnix), en un blog ms tradicional (El trabajo de las horas), ha publicado poemas de Daniele Moretto, Milo de Angelis, Ungaretti, Gatto y otros. Tambin el blog de la revista Hablar de poesa ha publicado a Alfonso Berardinelli, Virgilio Giotti, etc. En estas publicaciones se han producido tambin interesantes intercambios acerca de la teora de la traduccin y polmicas vinculadas a los criterios de traduccin potica. Otros textos Otros textos que aqu no hay espacio para comentar han visto la luz en el ltimo tiempo: La divina mmesis, de Pier Paolo Pasolini, traducido por D. Bentivegna, El Cuenco de Plata, Buenos Aires 2011; El hilo y las huellas. Lo verdadero, lo falso, lo ficticio, de Carlo Guinzburg, trad. L. Padilla Lpez, Fondo de Cultura Econmica, Buenos Aires 2010; Giovanni Papini, Pragmatismo, trad. S. Venturini, Cactus, Buenos Aires 2011. Como puede apreciarse, existe un importante inters de las editoriales argentinas (muy a menudo pequeas empresas) en la produccin literaria italiana. Hay tambin un creciente intercambio cultural, especialmente a nivel acadmico, entre ambos pases, que tienen tradiciones de investigacin comunes. Sin embargo, parece faltar una

poltica ms integral de promocin del libro italiano, una poltica como la que vienen llevando a cabo instituciones alemanas, norteamericanas, francesas, y sus respectivos Estados. No estoy capacitado para determinar cules son las mltiples causas que, tal como muestran los porcentajes citados al comienzo de esta nota, han relegado a la literatura italiana a un lejano cuarto puesto entre las ms traducidas. Lo cierto es que la literatura y la filosofa italianas han dado una nota nica en el concierto general de la cultura europea, y que esa nota es hoy, an, escasamente conocida. Entrar a una librera y encontrar un volumen de Petrarca, Vico, DAnnunzio, o de Dionisotti, Berardinelli, Piaia, resulta algo excepcional, improbable: una sorpresa. No slo los autores ms nuevos estn ausentes de las bateas, tambin los clsicos. Y esto contribuye a que el lector que no puede acceder al original tenga una visin amputada de la historia europea, en la cual la cultura italiana ha dado una nota fundamental. Por eso, promocionar la literatura y la filosofa italianas no constituye un imperativo abstracto, sino una necesidad: sin un conocimiento de ellas se vuelve imposible comprender la evolucin de la cultura europea desde el medioevo hasta la actualidad; y eso, en nuestro caso, que vivimos en esta eadem utraque Europa (la misma y la otra Europa), conlleva, tambin, la imposibilidad de saber quines somos.

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Promocionar la literatura y la filosofa italianas no constituye un imperativo abstracto, sino una necesidad.

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la sindrome dello scultore frustrato. architettura, formalismo, distacco.


Manuel Orazi Macerata

cultura e societ

Manuel Orazi, docente di teoria dellarchitettura allUniversit di Camerino, analizza come larchitettura contemporanea, sviluppandosi a partire da una concezione scultorea, perda di vista la funzionalit delle strutture.

In ogni paese, la produzione corrente dellarchitettura rispecchia alcuni comuni caratteri, sempre mediocri appunto perch comuni, e che, in sostanza coincidono con le generiche tendenze ed i generici costumi dei singoli popoli. Roberto Pane, Architettura e arti figurative, Neri Pozza, Vicenza 1948

Sydney Pollack, Frank Gehry. Creatore di sogni, libro e dvd, Feltrinelli, Milano 2007.

Disney Concert Hall di Carol Highsmith

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Non sono interessato a fare polemiche, sono solo interessato alle idee, ma bisogna stare attenti a generare forme in libert perch si rischia di produrre delle sculture inconsapevoli. Se Le Corbusier a Ronchamp ha prodotto un capolavoro perch era anche un esperto scultore, con anni di pratica alle spalle. Gli architetti puri, invece, rischiano di produrre solo cattive sculture. Yona Friedman, Frank Gehry, Diaologo di utopie, Abitare, n. 504, settembre 2010

essuno come Frank O. Gehry incarna meglio le fattezze della cosiddetta archistar e per questo il bersaglio per eccellenza della critica disciplinare e non. Gehry archistar per antonomasia, non tanto perch vive nei paraggi di Hollywood, quanto perch lunico architetto a cui stato dedicato non solo un dvd ma un intero film distribuito nei cinema: unopera dautore peraltro, visto che lunico documentario che abbia mai girato Sydney Pollack1, uno dei suoi non pochi amici dello star system. Soprattutto per Gehry noto per generare edifici di cui a prima vista difficile intuire la funzione: in fondo la Walt Disney Concert Hall di Los Angeles potrebbe essere un museo e

il Guggenheim di Bilbao un edificio con pi sale da concerti e non viceversa. Ed proprio questa la caratteristica che viene rimproverata alle archistar in generale: quella di produrre architetture astratte dalle loro funzioni, dunque superflue, nientaltro che sculture. Se il Movimento Moderno, quella eterogenea compagine di architetti celebrata e anzi inventata da storici come Siegfried Giedion, Emil Kaufmann, Nikolaus Pevsner tutti storici dellarte di formazione e attiva fra le due guerre o subito dopo la seconda, era accomunato dallo slogan form follows function, laccusa verso coloro, tradizionalisti e no, che perseguivano altri obiettivi e metodo-

logie era grosso modo una sola: essere formalisti. Ancora oggi suona come laccusa estrema per un architetto, anche se, a partire dalla met degli anni 60, la questione della forma ritornata prepotentemente al centro del dibattito architettonico fino a degenerare nella condizione mediatica attuale, in cui la committenza privata, sempre pi predominante, istiga i progettisti a gareggiare in esuberanza ed eccentricit, trasformandoli in macchiette stereotipate, stilisti dalla battuta facile su qualsiasi argomento e attorniati da paparazzi e giornalisti. Il grande Adolf Loos sarebbe inorridito dellarchitettura contemporanea: Niente ho aborrito di pi in tutta la mia vita che creare nuove forme. Tutto il contrario di ci che avviene oggi quando assistiamo a una diffusione planetaria di forme

Frank O. Gehry in una puntata di I Simpson

in cerca di funzioni, come paguri in cerca di un guscio vuoto2, specie nel caso dei musei, le nuove cattedrali laiche che gareggiano nel rendere secondarie le opere darte esposte. Eppure scultura e pittura da sempre hanno esercitato un influsso irresistibile sullarchitettura del proprio tempo, e sarebbe vano cercare qui di riassumerne i casi anche per sommi capi. Basti pensare alle maquette di Theo van Doesburg e Georges Vantongerloo, indispensabili per precisare la poetica del Neoplasticismo olandese, o alle sotterranee relazioni fra la pittura del gruppo Novecento di Margherita Sarfatti e larchitet2

Rem Koolhaas, Junkspace. Per un ripensamento radicale dello spazio urbano, a cura di G. Mastrigli, Quodlibet, Macerata 2006, p. 70.

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Oggi la committenza privata, sempre pi predominante, istiga i progettisti a gareggiare in esuberanza ed eccentricit, trasformandoli in macchiette stereotipate, stilisti dalla battuta facile su qualsiasi argomento e attorniati da paparazzi e giornalisti.
Disney Concert Hall di Carol Highsmith

tura di Giuseppe Terragni, o ancora agli objets trouvs collezionati sulle spiagge da Le Corbusier pittore di formazione ai quali si ispirava per le proprie sculture e per i suoi ultimi capolavori come Notre-Dame du Haut a Ronchamp, criticatissima dalla critica modernista ortodossa, che non

Ecco allora perch buona parte dellarchitettura dellultimo quindicennio appare a chiunque pi prossima allarte, alla scultura: perch mai come oggi il programma funzionale stato cos vago.

vi riconosceva pi il vecchio maestro del funzionalismo. Certo, per, la scultura gioca un ruolo del tutto particolare in tutto ci: sempre il vecchio Loos, ammoniva che se si vogliono mettere in fila le arti e si comincia con la grafica, troviamo che da essa si pu passare alla pittura. Da questa si pu arrivare alla scultura attraverso la scultura policroma e dalla scultura si pu giungere allarchitettura. Grafica e architettura sono linizio e la fine di una medesima linea. Ma per Loos larchitettura non pu essere considerata arte, perch la casa deve piacere a tutti. A differenza dellopera darte che non ha bisogno di piacere a nessuno... Soltanto una piccolissima parte dellarchitettura appartiene allarte: il sepolcro e il monumento. Il resto, tutto ci che al servizio di uno scopo, deve essere escluso dal regno dellarte.3 Ecco allora perch buona parte dellarchitettura dellultimo quindicennio appare a chiunque pi prossima allarte, alla scultura: perch mai
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Ed proprio questa la caratteristica che viene rimproverata alle archistar in generale: quella di produrre architetture astratte dalle loro funzioni, dunque superflue, nientaltro che sculture.
come oggi il programma funzionale stato cos vago. Non solo e non tanto il nuovo MAXXI, che per ancora non ha una precisa identit museale (e magari anche un bene), ma soprattutto edifici o progetti faraonici come il nuovo iper-museo di Abu Dhabi progettato da Gehry o ai vari musei di Dubai, dove non per niente chiaro quali opere e che genere darte vi verr conservato (essendo le collezioni locali evidentemente insufficienti). Alcuni architetti pi di altri si sono trovati a loro agio in questo statu quo: Gehry ne il capofila e lemblema per eccellenza, nono-

Adolf Loos, Architettura, in Parole nel vuoto, Adelphi, Milano 1972, pp. 246-254

Auditorium di Roma di Renzo Piano

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Il Guggenheim di Bilbao, con tutte le sue implicazioni mediatiche ed economiche, divenuto infine, pi che un modello, un paradigma dellarchitettura contemporanea.
stante la sua iniziale eccentricit. Il Guggenheim di Bilbao, con tutte le sue implicazioni mediatiche ed economiche, divenuto infine, pi che un modello, un paradigma dellarchitettura contemporanea. Sancisce in modo eclatante la possibilit di modellare un edificio come un oggetto, come un guscio, cos come un pezzo dello scultore Richard Serra. lo stesso Gehry che fa questo esempio nel 1980, e non casualmente Serra il massimo protagonista del museo di Bilbao, dove gli dedicata la sala pi grande delle collezioni permanenti. Molta architettura contemporanea di fatto si delinea come una scultura,

Fiera di Milano di Massimiliano Fuksas

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Torre-modulor di Beniamino Servino

e finisce inevitabilmente per tendere verso i due estremi loosiani di tomba e monumento, senza riuscirci. I musei per divenire monumentali devono raggiungere la scala del mausoleo, ma pochissimi progetti si avvicinano a tali estremi come il Monumento agli ebrei uccisi dEuropa di Berlino, di Peter Eisenman, dove una selva di steli privi di scritte si dispone enigmaticamente a poca distanza dal Reichstag e dalla porta di Brandeburgo (e di fronte a un edificio di Gehry). Una necropoli dunque, unopera di architettura estrema. Frutto di un concorso internazionale, che Eisenman vinse insieme con Richard Serra, uno scultore, guarda caso. LItalia non fa eccezione, nonostante attraversi un periodo storico certo non brillante per

la propria cultura architettonica, grazie anche al fatto che mai la committenza pubblica stata cos mediocre. Pippo Ciorra, nel suo recente saggio Senza architettura. Le ragioni di una crisi (Laterza, Roma-Bari 2011) ha suonato diversi campanelli dallarme. Il primo viene dal confronto con la situazione internazionale: lItalia paralizzata e incapace di accogliere ed elaborare in chiave locale le tendenze dominanti nel mondo; il secondo campanello dallarme che mai come oggi larchitettura stata seguita e vezzeggiata dai media generalisti. Ma la diffusa attenzione agli eventi di architettura non sembra tradursi in un parallelo affermarsi di una nuova generazione di archi-

Centro della cultura mediterranea di Stefano Boer

Museo dellautomobile di Cino Zucchi

Laboratori per lUniversit Tor Vergata di Ian

Vulcano buono di Renzo Piano

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LItalia paralizzata e incapace di accogliere ed elaborare in chiave locale le tendenze dominanti nel mondo.

tetture e spazi pubblici di qualit nel nostro paese; il terzo campanello, infine, la preoccupazione legata alla sensazione di spreco del tessuto di energie nuove e quasi sempre frustrate: studenti e giovani architetti abituati a viaggiare, scambiare e lavorare in giro per il mondo, professionisti aggiornati e capaci che potrebbero lasciare ben altra traccia nel paese. Eppure, nonostante le grandi firme internazionali lavorino sempre di pi in Italia (Zaha Hadid a Roma e Milano, Arata Isozaki a Torino e Milano, Jean Nouvel a Brescia, Rem Koolhaas a Milano e Venezia, Peter Eisenman a Pompei e Milano), la scena architettonica italiana rimane vitale anche se vero che appare pi resistente a conformarsi alla sindrome dello scultore frustrato come, a ragione, sostiene Ciorra. A parte alcuni casi come la Fiera di Rho di Massimiliano Fuksas o lAuditorium di Roma e il centro commerciale Vulcano buono di Renzo Piano a Nola, gli architetti italiani continuano a preferire un certo distacco dalla tendenza internazionale che li spingerebbe verso la costruzione di archi-sculture, a eccezione di Piano e Fuksas, che non a caso sono proprio gli architetti pi

Progetto per la sede della regione Lombardia di Metrogramma

internazionali del panorama italiano. Il Museo dellautomobile di Cino Zucchi a Torino, il centro della cultura mediterranea di Stefano Boeri a Marsiglia, la complicata ristrutturazione del Museo del Novecento di Italo Rota a Milano, il progetto per la sede della regione Lombardia di Metrogramma, i laboratori per lUniversit Tor Vergata di Ian a Roma, la torre-modulor di Beniamino Servino a San Marco Evangelista, sono solo alcuni esempi di architetture italiane del tutto eterogenee, accomunate per da una comune volont di resistenza verso la deriva scultorea e iconica che sembra non avere alternative per i progetti europei contemporanei.

i proverbi: dallo spagnolo allitaliano


Beatrice Garzelli Siena

lingue in uso

Beatrice Garzelli, docente di lingua e traduzione spagnola a Siena, riflette sul passaggio dei proverbi spagnoli in italiano, analizzando la sua esperienza di traduzione di un testo del Siglo de Oro.

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a desordenada codicia de los bienes ajenos, uscita a Parigi nel 1619 a firma di Carlos Garca spagnolo emigrato in Francia sulla cui biografia continuano a celarsi molti misteri unopera che si avvale di alcune strutture della narrativa picaresca, alternandole con tratti romanzeschi di natura burlesca provenienti da correnti europee poco conosciute nella Spagna del XVII secolo. la storia di un prigioniero che racconta le sue avventure sullo sfondo di un paesaggio carcerario che altro non se non lallegoria di un terribile inferno popolato da diavoli. Tale racconto si costruisce sullelogio dellantichissima arte del furto e dei suoi pittoreschi rappresentanti, che paradossalmente compongono una societ pi libera e giusta di quella corrotta e cupida dominata da una borghesia arricchita. La prima traduzione in italiano del testo seicentesco, curata dalla sottoscritta e da Alessandro Martinengo (ETS, Pisa 2011) per un progetto approvato e finanziato dalla Comunit europea, offre loccasione per riflettere sulle difficolt di passaggio dallo spagnolo barocco di Garca, intriso di aragonesismi e francesismi, allitaliano moderno. La trasposizione italiana stata condizionata in particolare dalla resa di un gergo legato al mondo della malavita dellepoca, e pi in generale da uno stile graffiante che si muove, senza soluzione di continuit, dal linguaggio alto di alcune speculazioni filosofiche, contenute nella prima parte, a quello triviale della banda dei ladri che gravita attorno al protagonista narrante Andrs. Un discorso, il suo, condotto sul sottile filo dellironia, non facilmente replicabile nei toni e nelle sfumature nella lingua

italiana dei nostri giorni. Uno degli ambiti in cui deve cimentarsi il traduttore de La sfrenata cupidigia riguarda senzaltro il campo della proverbialit: qui la forza del registro popolare, collegata alle categorie di ladri ed agli sventurati che in essi incorrono, si concentra spesso intorno ad una serie di proverbi che in molte occasioni non trovano corrispondenza nel costume italiano moderno. Si tratta di questioni di straordinaria complessit, dal momento che non solo ci si deve confrontare con la nuda semantica della singola parola e sulle eventuali ambivalenze semantiche che essa pu includere, ma va pure salvaguardata la frase espressiva nel suo complesso figurativo, valutando inoltre luso di rime o giochi fonici, il tutto sullo sfondo di una cultura altra e di unepoca, il Siglo de Oro, ricco di complesse implicazioni contenutistiche ed estetiche. I casi che di seguito proponiamo dimostrano che le strategie traduttive adottate sono state composite e multiformi. In alcune occasioni si optato per una traduzione letterale, laddove per esempio era importante mantenere il gioco fonico: unos tienen la fama y otros lavan la lana, proverbio con cui il ladro protagonista rimarca che spesso si attribuiscono ad una persona i meriti di unaltra, dunque stato tradotto specularmente in italiano con alcuni hanno la fama ed altri lavano la lana. In altri contesti abbiamo invece scelto di adattare nella lingua di arrivo il proverbio originale: fui por lana y volv trasquilado, detto attestato in diversi testi medievali che letteralmente significa andai per lana ma venni tosato, stato reso con lespressione italiana partii in carrozza

e tornai a piedi, salvaguardando il senso della fonte, e cio che colui che si propone un obiettivo, non solo non lo raggiunge, ma rimane deluso e burlato, proprio come succede al ladro Andrs, incapace di rubare una collana di perle ad una dama che ha tentato invano di irretire. Sulla stessa linea traduttiva lespressione si las nueces eran tantas como el ruido, letteralmente se le noci erano tante quanto il rumore, proverbio documentato nel Libro de Buen Amor nella forma es ms el ruido que las nueces, che diventa nella versione italiana se cera tanto arrosto quanto fumo. Qui troviamo ancora il ladro alla prese con la signora dallappetibile filo di perle, la quale, a sua volta, si mostra interessata pi al portafoglio di Andrs che si spaccia ricco mercante che ad una passione amorosa genuina: Orden, pues, mi desgracia que ella, incrdula de la cantidad que dije haber recebido y ocasionada de mi fingido sueo, quisiese reconocer las faldriqueras de mis calzones por ver si todo lo que reluca era oro y si las nueces eran tantas como el ruido (C. Garca, La desordenada codicia de los bienes ajenos, ed., introd. y notas de V. Roncero Lpez, Pamplona, Eunsa, 1998, 2 ed, cap. XI, pp. 150-151)= [D]. Volle per la mia disgrazia che ella, scettica sulla quantit di danaro che dicevo di aver ricevuto e favorita dal mio sonno simulato, si decidesse ad esplorare le tasche dei miei calzoni per vedere se era tutto oro quello che luccicava e se cera tanto arrosto quanto fumo (D2, cap. XI, p. 114). Nellambito non propriamente proverbiale, ma ancorato ad un mondo popolaresco tradizionale, troviamo lespressione jugar al abejn, che ha richiesto una soluzione leggermente diversa rispetto alla fonte. Trattasi di un gioco, attestato pure dal Tesoro de la lengua castellana di Covarrubias (1611), a cui prendevano parte tre ragazzi: il conduttore si posizionava in mezzo, imitando il ronzio del calabrone per distrarre i compagni, ai quali tentava di assestare degli schiaffi, cercando contemporaneamente di schivare quelli degli altri due. La locuzione ha assunto per estensione il significato di prendere in giro, tuttavia, considerando il contesto originale, si preferito modificare lantico gioco, giungendo nella versione tradotta allespressione giocare al gatto col topo, soluzione pi

conosciuta nel panorama culturale italiano. Ecco dunque il frammento originale e quello in traduzione, in cui si segnala pure la difficolt di rendere nella lingua italiana il verbo mantear, azione compiuta per sballottare dentro una coperta una persona o un animale, tirandone di concerto, vari individui, gli orli. Una burla carnevalesca, questultima, ricordata pure nel Guzmn de Alfarache e nel Quijote, e qui riservata allincauto ladro: Pues es certsimo que si con mis manos encerotadas, devantal y otras insignias zapaterescas llegara a la puerta de algn caballero, no haban de dejarme entrar si no fuese para mantearme o jugar conmigo al abejn (D, cap. IV, pp. 98-99). infatti pi che certo che se con le mani incerate, il grembiule e altri strumenti da calzolaio, fossi giunto alla porta di un signore, non mi avrebbero lasciato entrare se non per sbatacchiarmi dentro una coperta e giocare con me al gatto col topo (D2, cap. IV, p. 63). Si pu concludere osservando che non esistono ricette precostituite per la traduzione dei proverbi: ogni contesto richiede una o pi soluzioni possibili (dalla traduzione letterale al calco, dalladattamento alla libera traduzione), nel tentativo di rendere nella lingua italiana contemporanea uno spaccato di saggezza popolare seicentesca. Tale ricerca va condotta nella direzione di non uniformare o schiacciare le diversit culturali con artifici stilistici o false patinature antiche e, al tempo stesso, di non allontanare eccessivamente i due orizzonti linguistici, ricchi ancora di affinit, nonostante lo scarto di quasi quattro secoli.

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fabrizio de andr: plurilinguismo come testamento artistico


Andrea Felici Siena

profili

Passa per le vie del dialetto e del mistilinguismo lultima produzione di Fabrizio De Andr, uno tra i pi importanti interpreti della canzone italiana dautore. Tappe fondamentali di questo viaggio nelle lingue sono gli album Creuza de m, Le Nuvole e Anime Salve, da considerare suoi testamenti artistici.

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rima di eseguire La citt vecchia in una delle sue ultime esibizioni dal vivo al Teatro Brancaccio di Roma nel 1998, Fabrizio De Andr (Genova, 1940 Milano, 1999) dichiar che quel brano, pur essendo stato scritto pi di trentanni prima, rispecchiava con precisione la stessa etica dei suoi lavori pi recenti. Ci dimostrava che il suo modo di pensare e la sua poetica musicale erano sempre stati il frutto evidente di pochissime idee, ma in compenso fisse, espresse in uno stile poetico capace di rinnovarsi e differenziarsi nel corso del tempo. Lattenzione verso gli emarginati, la diffidenza nei confronti del pensiero borghese, la critica alla morale comune, spesso pungente nelle sue valenze ironiche, rappresentano i tratti caratterizzanti lintera opera di De Andr. Lipocrisia che condannava Bocca di rosa nel 1967 la medesima perpetuata da coloro che disprezzano il popolo rom di Anime salve, giudicandolo senza conoscerne le tradizioni, gli usi e costumi, sempre studiati e rivalutati dalla classica ottica del cantautore genovese. Un viaggio allinsegna della linearit morale, quindi, quello che determina levoluzione dellopera di

De Andr, ma anche dellinnovazione e della ricerca di nuovi veicoli espressivi. Sebbene gi Volume VIII (Produttori Associati, 1975) e Rimini (Ricordi, 1978), soprattutto in canzoni come Amico fragile, Giugno 73, Volta la carta, mostrino un De Andr stilisticamente lontano dai repertori classici e dispirazione francese che avevano segnato la prima produzione fino a La Buona Novella (Produttori Associati, 1970), in Creuza de m che va individuata la svolta cruciale della poetica deandreiana. Pubblicato nel 1984, scritto e cantato interamente in dialetto genovese, lalbum il frutto della collaborazione artistica con Mauro Pagani, compositore e arrangiatore dei brani, che ne determina limpianto sonoro

Lattenzione verso gli emarginati, la diffidenza nei confronti del pensiero borghese, la critica alla morale comune, spesso pungente nelle sue valenze ironiche, rappresentano i tratti caratterizzanti lintera opera di De Andr.

Rivoluzionarie risultano le scelte linguistiche di Creuza.


mediterranee di una Liguria arcaica, sorella dellIslam, e culturalmente sviluppata sul retaggio delle proprie rotte commerciali. Rivoluzionarie, pertanto, risultano le scelte linguistiche di Creuza. Consueti, al contrario, si rivelano molti degli ambienti e dei personaggi che ne affollano i brani: dai marinai che percorrono la creuza (il sentiero) che conduce al mare, ai personaggi singolari come Pittima (lusuraio) e la donna dellamore travolgente (Jamin-a), alle prostitute che in dumnega (la domenica) passeggiano per la citt osservate dai benpensanti.

Le nuvole e Anime salve


Sia Le nuvole (Ricordi, 1990) che Anime Salve (Ricordi, 1996), i due ultimi lavori firmati da Fabrizio De Andr, sembrano portare allestremo tutte le componenti che hanno attraversato la produzione dellautore, modificandone lo stile, la forma, lespressione retorica, pur lasciando intatte le convinzioni ideologiche. Se Creuza de m identifica la svolta neodialettale della canzone deandreiana, Le nuvole e Anime salve rappresentano a pieno titolo i testamenti artistici di Fabrizio De Andr: dei veri e propri traguardi poetici, in cui le precedenti esperienze linguistiche arrivano a concentrarsi e riassumersi, pur realizzandosi in nuove soluzioni. Ci vale per Le nuvole, il secondo album scritto insieme a Pagani: un lavoro particolarmente ragionato, frutto di molteplici ispirazioni e influssi culturali, nonch di opposte contaminazioni linguistiche. Partito come progetto di un album ideologicamente e musicalmente di gusto ottocentesco, poi contrapposto ad un secondo lavoro sulla lingua e la cultura di Genova, Le nuvole si presenta come una vera e propria miscellanea di idee, di spunti narrativi e linguistici, spesso disomogenei e apparentemente sconnessi. Il titolo dellopera richiama volutamente lomonima commedia di Aristofane: unopera classica che, nonostante la retrodatazione, era in grado, secondo De Andr, di rispecchiare fedelmente la realt sociale dellItalia degli anni Ottanta. Eterogeneo il profilo strutturale dellalbum, risultato dei diversi propositi compositivi convissuti nella sua preparazione: ci spiega la compresenza al suo interno di canzoni scritte in italiano (nel lato A dellopera,

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di gusto orientale e arabeggiante. Innovativa la scelta delluso del dialetto di Genova, dovuta a ragioni molteplici: limportanza storica rivestita dallantica repubblica marinara; la musicalit offerta dalla struttura fonetica della parlata ligure; la naturale espressivit popolare, libera da artificiosit letterarie, caratterizzante generalmente il dialetto; i vantaggi metrici dati dalla scrittura in dialetto piuttosto che in italiano. La lingua di Creuza, notevolmente distante dai connotati del genovese moderno, il risultato di una delicata operazione filologica compiuta dallautore: un accurato spoglio linguistico fatto a tavolino tra le pagine di vocabolari liguri ottocenteschi (come dichiarer lo stesso De Andr). Lesito quello di un artefatto, una lingua spesso immaginaria e ricca di termini pi orientali che vernacolari. Un genovese utopico e cosmopolita, quindi, capace di entrare in simbiosi con le sonorit

diretto discendente del progetto di album ottocentesco) con altre in dialetto (nel lato B). La divisione in spazio linguistico e dialettale riflette la polimorfia stilistica delle tracce che compongono uno stesso lato dellopera. Ci avviene soprattutto nel lato A, intrecciato sulloperetta buffa di Ottocento, sulla tarantella napoletana di Don Raffa (ispirata alla figura di Raffaele Cutolo) chiudendosi nel visionario affresco, tutto giocato su accostamenti ermetici di figure antitetiche, de La domenica delle salme; ma anche nel repertorio vernacolare del lato B, modellato sul genovese di Mgu megn e mma, sul napoletano de La nova gelosia e il sardo di Monti di Mola. Il pellegrinaggio linguistico allinterno dello spazio dialettale, scoperto in Creuza de m e ampliato in Le nuvole, trova conferma anche in Anime salve. Cofirmatario dei testi dellalbum Ivano Fossati, gi collaboratore di De Andr in Mgu megn e mma nel precedente album. Raffinato nelle scelte musicali e testuali (ancora una volta divise nelluso della lingua nazionale e del dialetto), particolare nelle sue componenti sociologiche e stilistiche, Anime salve racconta il viaggio spirituale dellanima allinterno del mondo e delle sue contraddizioni morali. Concettualmente continuo rispetto alla linea filosofica perseguita dallautore in tutta la sua opera, Anime salve pu essere assunto come punto darrivo ideale della poetica di De Andr, improntata allo studio e alla rivalutazione di culture considerate marginali, di scene e personaggi isolati dalla morale comune. Contrariamente a quanto sperimentato nella produzione a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, limpostazione testuale dellultima opera segna il ritorno al pi raffinato verso poetico, seppur influenzato (e maturato) dalle esperienze compiute negli anni precedenti: organizzati e limati classicamente, spesso incastrati in elaborate costruzioni retoriche, i versi risultano narrativamente complessi, decifrabili solo tramite le note esplicative poste in calce ai testi riportati nel libretto dellalbum (diventate usuali nei format grafici dellultimo De Andr). I testi dei brani pullulano di costrutti metafo-

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Anime salve pu essere assunto come punto darrivo ideale della poetica di De Andr, improntata allo studio e alla rivalutazione di culture considerate marginali, di scene e personaggi isolati dalla morale comune.

rici e analogici, spesso interpretabili unicamente tramite previa spiegazione: ne un esempio perfetto la canzone Dolcenera, interamente costruita sul parallelo immaginario tra forza del desiderio damore e potenza distruttrice del mare (con riferimento sottinteso ad unalluvione genovese degli anni Settanta), e pienamente comprensibile solo se adeguatamente introdotto. il tema della solitudine, esplorata in tutte le sue forme e significati, a fare da filo conduttore nella narrazione dellopera, come metaforica espressione di libert personale, spesso confinante con lemarginazione della societ: lessere soli pu nascondere trascorsi sessuali e amorosi (come in Prinesa o Dolcenera); oppure pu rivelarsi come culturalmente connotativo del proprio modo di esistere, come testimoniato dal continuo vagabondare dei popoli rom di Khorakhan, esempio ineguagliabile di libert vissuta nella totale rinuncia di beni e valori stanziali. Ma rimane, pi generalmente, unespressione di controtendenza. Come gli itinerari poetici di Anime salve si compongono di personaggi e culture apparentemente disarticolate, cos avviene anche nei veicoli linguistici di riferimento: oltre allitaliano dei testi cantati, sono in lingua portoghese i cori di Prinesa, in genovese quelli di Dolcenera e lintero testo di cmba (la colomba); il finale di Khorakhan in lingua rom, mentre in sardo il titolo della sesta canzone, Disamistade. A conclusione dellalbum Smisurata preghiera: una mistica invocazione al divino per tutti quegli emarginati (il vomito dei respinti) che hanno fatto della libert la propria scelta di vita, spesso a scapito della considerazione altrui. I versi del brano altro non sono che citazioni sparse dellopera di Alvaro Mutis, scrittore colombiano particolarmente caro allultimo De Andr: incollate arbitrariamente in un eterogeneo mosaico poetico, sembrano erigersi a conclusione ideale di Anime salve e del viaggio negli spazi linguistici attraversato da Fabrizio De Andr nei suoi ultimi lavori.

Le parole di De Andr su Creuza de m Cercai di esprimermi in modo, finalmente, popolare. Il che non ti concesso con litaliano, dove sei schiavo della lingua aulica. In questo senso abbiamo cercato di tornare allantico, quando lidioma non divideva ma avvicinava le classi. (F. De Andr, in C. G. Romana, Amico fragile. Fabrizio De Andr, Sperling & Kupfer, Milano 1991) Scrivere canzoni in italiano difficile tecnicamente, perch le esigenze della metrica ti rendono necessaria una gran quantit di parole tronche, che in italiano non ci sono, o comunque non abbondano. [...] Invece il genovese una lingua agile, possibile trovare un sinonimo tronco che abbia lo stesso senso della traccia in prosa che tu hai buttato gi per poi tradurla in versi, visto che difficilmente le idee ti nascono gi organizzate metricamente. (F. De Andr, in L. Coveri, Parole in musica nella canzone dautore italiana, Interlinea, Novara 1996) Le parole di De Andr su Anime salve Anime salve trae il suo nome dalletimologia delle due parole anime salve e significa spiriti solitari. Si potrebbe fare del facile umorismo: come mai spiriti solitari, meglio vivere da soli anzich in branco? [...] Forse vivendo da soli, vivendo appartati il pi possibile dal resto dellumanit, si riesce a conoscere meglio il circostante. (F. De Andr, in Volammo davvero. Un dialogo interroto, Rizzoli, Milano 2007) Per approfondire
La canzone di De Andr, in G. Borgna- L. Serianni (a cura di), La lingua cantata. Litaliano nella canzone dautore dagli anni 30 ad oggi, Garamond, Roma 1995, pp. 63-85. A. Podest, Fabrizio De Andr. In direzione ostinata e contraria, Civitella in Val di Chiana, Zona 2003. E. Valdini (a cura di), Volammo davvero. Un dialogo ininterrotto, Rizzoli, Milano 2007.

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Esce nellottobre del 1961, presso letichetta discografica Karim, il primo 45 giri di Fabrizio De Andr. Il disco contiene due brani: E fu la notte e Nuvole barocche. Negli anni seguenti De Andr inizia ad affermarsi come uno dei principali interpreti di quella che la critica ha definito Scuola genovese: una corrente eterogenea di cantautori, nati e operanti nel capoluogo ligure negli anni Sessanta, accomunati dalla ferma volont di rinnovare i repertori tradizionali della canzone italiana. Loro caratteristiche peculiari sono la forma prosaica dei testi, il costante riferimento alla dimensione quotidiana nei soggetti trattati, la forte atmosfera di critica sociale che attraversa le loro canzoni. I Sessanta sono, per De Andr, gli anni del debutto e dei primi importanti album: Tutto Fabrizio De Andr (Karim, 1966), Volume I (Bluebell Records, 1967), Volume III (Bluebell Records, 1968). in questi lavori, e specialmente in brani come La canzone di Marinella, La citt vecchia, Via del Campo, Bocca di rosa, che si presenta al pubblico come cantautore colto e raffinato, abile nel condensare nei propri versi molteplici tendenze e ispirazioni. I suoi principali modelli sono gli chansonniers francesi: Charles Aznavour, Jacques Brel, George Brassens. Dai loro testi De Andr ricalca le atmosfere crude e popolari, i personaggi maledetti, le immagini fortemente ironiche e poco forbite che segneranno in modo indelebile tutta la sua produzione. Particolarmente forte il contatto con Brassens, di cui De Andr traduce e riadatta in italiano diverse canzoni. Tra queste, si ricordano Il gorilla e Le passanti.

litalia di fabio vettori


Fabio Vettori Trento

il fumetto

Fabio Vettori (Trento, 1957) ormai riconosciuto come fumettista per il suo mondo di formiche. In queste pagine, la storia autobiografica della sua formazione e una mappa che interpreta con sottile umorismo lItalia di oggi e di ieri.

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o sempre disegnato fin da piccolo. Alle scuole medie, quando era il momento di disegnare non la smettevo pi, tanto che spesso i professori mi ritiravano i disegni. Erano disegni pieni di particolari. Fu nel 1972, nel mio primo anno allistituto superiore che le formiche si fecero vive, erano gli animaletti giusti, adatti a dar vita ai miei paesaggi, calore alle mie idee. Familiari ed amici, cominciarono ad interessarsi ai miei disegni, a volte con delle richieste precise che, eseguite, non mi ripagavano del tanto tempo impiegato e del dispiacere di separarmi dalla mie creature. Allinizio le formiche erano alte allincirca 3 cm, erano un po goffe e rigide sulle gambe e spesso disegnate solo di prolo. Non curavo molto i soggetti ritenendo maggiormente importante disegnarne tanti. Le tavole erano sempre in bianco e nero in china e il colore faceva capolino, con la delicatezza della matita, dentro una carota arancione, su di un fungo rosso o nel blu di un corso di acqua. Nel 1982 mi venne offerta la possibilit di tenere la mia prima mostra personale, che dava una prima idea di ci che volevo comunicare con i miei disegni e di che cosa essi si nutrissero.

Nel 1984 venni invitato ad esporre nei locali del circolo artistico roveretano, divenne la mia seconda personale, in cui presentare soggetti nuovi e diversi, disegnando alcuni scorci della cittadina che mi ospitava. Finalmente nel 1985, mi accordai con un distributore che mi permise di inserire le mie formiche nei migliori negozi italiani con calendari, poster e quantaltro venivo producendo. Quante mostre ho fatto dalla prima e quanta strada hanno fatto con me le mie formiche! Dopo quasi quarantanni che le disegno, sono riuscito a renderle morbide e dinamiche caratterizzandole nella testolina mobile, negli occhi espressivi e nel corpo. Le formiche fanno parte del mio essere e, ogni tanto, coccolandole, posso giocare con la poesia.

1971

1988

1999

Le formiche fanno parte del mio essere e, ogni tanto, coccolandole, posso giocare con la poesia.

2011

Per gentile concessione di Fabio Vettori (www.fabiovettori.com).

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a amaznia de um aristocrata
Aurora Bernardini So Paulo

viceversa

Aurora Bernardini publicou h pouco no Brasil os Boletins Amaznicos que Ermanno Stradelli, nobre italiano do oitocentos, escreveu durante sua longa viagem pelo norte do Brasil, de 1880 a 1891. Apresenta-se aqui um fragmento sobre os ndios do Baixo Uaups, contendo interessantes observaes antropolgicas.

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que ter levado o jovem Ermanno Stradelli, nascido em 8 de dezembro de 1852, no castelo dos condes de Borgotaro (Parma), do pai Francesco e da me Marianna Douglas Scotti, de antiga famlia, nobre desde os tempos de Maria Luiza de Bourbon, que a agraciou com o ttulo, a abandonar riqueza, estudos, amigos, condio privilegiada, trabalho promissor para vir se aventurar entre os ndios da selva amaznica a subir rios, a procurar fontes, a conviver com febres e desconfortos constantes, enfim, a dedicar 43 anos de sua vida, desde seu 27o aniversrio, a isso tudo? Muitas razes e uma gota dgua. Era fantasia muito freqente entre os rebentos nobres de famlias de recursos, na Europa do sculo XIX, a aventura em expedies geogrficas exploratrias em terras estranhas. Basta verificar quem eram os membros das Sociedades Geogrficas dos diferentes pases. Condes, duques, marqueses, at mesmo prncipes e..., naturalmente, capitalistas. Escolhiam, de preferncia, lugares exticos da sia e da frica (entre os italianos, Matteucci, Antinori, Manfredo Camperio...). Alguns escolheram a Amrica Latina e, nela, o Brasil. Foi o caso de Boggiani, da Reale Societ Geografica Italiana, de Alessandro Sabatini e do conde Antonelli, todos eles contemporneos de Stradelli. Qual ter sido o episdio definitivo que impeliu o jovem

conde Stradelli a deixar pela metade o curso de Direito na Universidade de Pisa, os amigos poderosos, os cunhados ilustres (entre os quais o general Santoro de Florena), o futuro assegurado, para juntar seus pertences, contrariar o desejo da me (o pai tinha morrido) e provavelmente de Marselha, num belo dia do comeo de 1879, embarcar para o Brasil? Talvez algum desapontamento amoroso? Seus versos juvenis, reunidos em 1877 com o ttulo de Tempo desperdiado, deixam entrever certa propenso a essas insatisfaes, que, entretanto, deveriam ser muito mais vastas. Qualquer que tenha sido o movente final de sua vinda e muito provavelmente, pois em 1884, aps cinco anos de febris atividades em terras brasileiras, Stradelli voltou Itlia para finalizar o curso universitrio interrompido e adquirir prtica de advocacia em Gnova, no h duvida de que, para isso, ele se havia preparado material e espiritualmente. De fato, no comeo de 1887, ele retorna definitivamente ao Brasil. Durante sua vida acidentada escreveu muito. Alm de obras jurdicas e cartogrficas, escreveu seus Boletins, que ele enviou Reale Societ Geogrfica Italiana de 1887 a 1900, traduzidos e comentados. A presentaremos, a seguir, como amostra do interesse de seu trabalho, um fragmento em que Stradelli relata certos usos dos indios do Baixo Uaps.

Ermanno Stradelli, Lendas e notas de viagem. A Amaznia de Ermanno Stradelli, Ed. Martins Fontes, So Paulo, 2009.

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Originariamente, os casamentos deviam ser exgamos e feitos por rapto; ainda hoje esse uso muito freqente. O rapto da moa escolhida data do tempo dos grandes dabucury. O raptor conduz a escolhida at um lugar distante, j preparado h tempo. Os parentes fazem estrpito, gritam, mas no se mexem, embora saibam perfeitamente onde os fugitivos se esconderam. Um ano depois, mais ou menos, os noivos voltam. Se a moa est grvida, o esposo presenteia o sogro com um cinto de dentes de taiuss [taiuu], objeto muito apreciado e ao qual atribuem uma influncia sobre a durao da vida de quem o possui; o paj sopra sobre os esposos e o matrimnio concludo sem outras formalidades. Em caso contrrio, a moa devolvida aos parentes que a aceitam de volta, sem objeo. Conheo algumas que, dessa maneira, foram raptadas trs ou quatro vezes e ainda no encontraram marido. Jurupary estabeleceu a indissolubilidade do matrimnio, e talvez seja por isso que eles experimentam antes se a esposa serve. Ao ato da cpula em si no dada grande importncia: o que consagra o matrimnio o dever dos pais de criarem seus filhos; quando isso no existe, a unio dos cnjuges no tem mais razo de ser; e por isso que, mesmo quando no houve o rapto, se de qualquer unio nascer um filho, o matrimnio existe e indissolvel, escravos nisso do prprio dever. Jurupary estabeleceu a exceo da esterilidade para os tuxua; hoje, porm, geral, e essa idia, que tm do matrimnio e de sua razo de ser, que

muitas vezes fez, sim, com que, casados pelo missionrio, depois de algum tempo, alguns retornassem com outra mulher para serem casados novamente; e pergunta se a primeira mulher havia morrido, ele teria ouvido responder ingenuamente: No, mas o que posso fazer, se ela estril?. Os missionrios, verdade, mandavam-nos de volta sem cas-los, depois de um sermo daqueles, do qual, na maioria das vezes, no compreendiam uma vrgula. E eles iam embora, mas no para conviver novamente com a primeira mulher. Se o missionrio no os quisera casar novamente, tanto pior, eles abriam mo disso, no mximo, e so casos mais freqentes, ficavam com ambas as mulheres. Mand de Maximiano Tua, o tuxua de Oconory e outros que o digam. Pois bem, isso no seria de se prever pelo cime com que so custodiadas as moas antes que atinjam a puberdade. Qualquer contato com os homens -lhes interdito, e essa interdio tanto mais rigorosamente observada, quanto mais se vai longe das Misses. Quando a puberdade chega, a moa trancada num quarto feito para essa finalidade e inacessvel aos homens, onde passa um ms jejuando, servida apenas por mulheres. Diziam-me que se um homem a visse, a estragaria. nessa poca que seus cabelos so cortados. Quando eles voltam a crescer e as moas so apresentadas no grande dabacury ou no cachiry de cada ms, esto liberadas para terem quantos amantes quiserem, porm, onde a assim chamada civilizao ainda no levou a prostituio, elas no abusam.

la svolta argentina di edmondo de amicis


Federica Pastorino Genova

angolo della memoria

Federica Pastorino, nella sua tesi di dottorato, ha riscattato dalloblio una importantissima lettera di De Amicis sul suo viaggio in Argentina. Le sue riflessioni confluiranno in Cuore e Sulloceano.

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l 6 settembre 1884, dopo circa un mese e mezzo dal suo ritorno dal viaggio in Sudamerica, Edmondo De Amicis riprende a scrivere per El Nacional, il quotidiano di Buenos Aires con il quale collaborava dal febbraio del 1883. Anche se molti non lo sanno, o non lo ricordano, De Amicis per trentanni dal 1878 al 1908 scrisse per varie testate argentine, facendo cos conoscere lItalia agli argentini e agli italiani emigrati in Argentina. La lunga lettera datata Pinerolo, 6 settembre 1884, rimasta ignota ai lettori italiani e dimenticata da quelli argentini, risulta estremamente preziosa per tre motivi: in essa lo scrittore semin immagini e riflessioni che sarebbero poi germogliate in successivi racconti Quadri della Pampa, I nostri contadini in America e La mia officina e in discorsi pubblici; in essa aleggiano in nuce i motivi che avrebbero trattenuto De Amicis dallo scrivere il tanto agognato libro sullesperienza sudamericana e che probabilmente lo influenzarono anche verso scelte politiche radicali; infine, essa rivela un De Amicis sconosciuto, capace di rappresentazioni visionarie, quasi al limite del surrealismo. Il gran cambio che il viaggio in Sud America port nel pequeo mundo di casa De Amicis si manifesta infatti anche e soprattutto a livello stilistico: nella lettera non v traccia della concretezza tipica delle prose deamicisiane, delle accurate descrizioni delle localit visitate o dei bozzetti dei personaggi incontrati durante il viaggio, n delle confortanti similitudini cui aveva abituato i suoi lettori.

La prima met della lettera pervasa da unatmosfera onirica: immagini e oggetti provenienti dal Sud America sembrano aver invaso la casa dello scrittore e lArgentina pare essere divenuta una sua ossessione. Egli non riesce a togliersi dalla mente la chirimoya, esa maravillosa fruta de Salta, con olor de frgola y de rosa y sabor de anans y de banana, che diviene metafora dellArgentina medesima: un frutto dal profumo ossia, laspetto esterno familiare a un europeo, che addentandolo ne scopre la natura esotica, insolita al suo palato; un frutto designato inoltre da una parola proveniente da una lingua delle popolazioni indigene, che rammenta a De Amicis lesistenza di unArgentina precedente la conquista europea, che la nuova Argentina in via di formazione, civilizzata dagli europei, non potr cancellare del tutto. Del breve ma intenso viaggio in Sud America, delle citt e delle colonie visitate, dei paesaggi attraversati, di tutto questo, ci che rimase profondamente impresso nella mente dello scrittore furono solamente due linee infinite, el horizonte verde de la pampa, el horizonte azul del Ocano. La visione dellinconmensurable spazio americano

La prima met della lettera pervasa da unatmosfera onirica: immagini e oggetti provenienti dal Sud America sembrano aver invaso la casa dello scrittore e lArgentina pare essere divenuta una sua ossessione.

LArgentina infinita apparve probabilmente di ardua rappresentazione a uno scrittore come De Amicis, abituato a descrivere gli spazi del Vecchio Mondo
trasgredisce, travalica la mente dello scrittore, travolge e squarcia gli spazi italiani, dos inmensas superfcies verde y azul cubran la Exposicin, el Piamonte, la Italia. Lo spazio argentino cos immenso che la mente di De Amicis non riesce a contenerlo: esso travolge letteralmente e letterariamente lo scrittore facendogli perdere il controllo della scrittura. Solo la rievocazione di avvenimenti della storia italiana, o la lettura dei propri appunti di viaggio e di libri relativi alle terre visitate riescono a calmare momentaneamente le allucinazioni argentine che lo assillano. Nella seconda parte della lettera, De Amicis espone le sue prime riflessioni sul fenomeno migratorio italiano verso le Americhe e, come far Gramsci, esorta altri giornalisti e letterati a rivolgere il loro interesse al estudio de la emigracin, [...] las cruzas de las nacionalidades, las tranformaciones del italiano en el argentino. Infine, in questa lettera De Amicis promette ufficialmente il libro sulle terre del Rio de la Plata e sui connazionali emigrati. Promessa che, come sappiamo, non mantenne, perch, come avrebbe poi spiegato in La mia officina, il lavoro non sarebbe riuscito n originale n utile per insufficienza di dati personali e diretti, ma un libro fatto coi libri, faticoso e non sincero. LArgentina infinita apparve probabilmente di ardua rappresentazione a uno scrittore come De Amicis, abituato a descrivere gli spazi del Vecchio Mondo e dellItalia in particolare: spazi circoscritti da confini naturali facilmente esperibili e deposito di immagini letterarie inveterate e note, alle quali era possibile attingere per offrire rappresentazioni della realt che incuriosivano, ma non destabilizzavano limmaginario dei lettori. Di fronte allo spettacolo di quel Nuovo Mondo, tanto immenso da non essere paragonabile con alcun luogo conosciuto n a lui, n ai suoi lettori, De Amicis sent forse inappropriati i propri strumenti narrativi. Anche le letture e le conoscenze che unintera biblioteca avrebbero potuto offrirgli si mostrarono insufficienti perch, come spiega nella lettera, si los libros cubren, no llenan los vacos de un viaje.

Incipit della lettera di Edmondo De Amicis datata Pinerolo, 6 settembre 1884, pubblicata su El Nacional il 6 ottobre 1884.

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Mara Emilia Pandolfi Buenos Aires

quando formarsi vuol dire comprendere: largentina elabora un progetto innovativo per migliorare la formazione dei docenti di lingua straniera
stato presentato dal Ministerio de Educacin argentino un ambizioso progetto, promosso dallOEA, che detta le nuove linee su cosa e come si devono formare le future generazioni di docenti di lingue straniere.

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Il divario tra i saperi e le relative applicazioni lo rende un campo di analisi con tanti aspetti ancora irrisolti.

bo della citazione, allarmare, mette sullattenti gli attori della formazione e fa intravedere una situazione pericolosa. Infatti lincoerenza tra i saperi e il fare una situazione di rischio, di pericolo, di disorientamento. Il progetto Partendo quindi dalla consapevolezza del bisogno di rinnovare la formazione docente per far s che formazione e lavoro in aula siano un continuum coerente, viene avviato in Argentina un progetto che focalizza la problematica generale delleducazione linguistica, tra altre, e assume come sfida la necessit di un ripensamento a livello di formazione docente che comporti unottimizzazione delle proposte attuali.2 Il Ministerio de Educacin, attraverso la Secretara de Polticas Universitarias, coordinata da Mariana Fernndez, insieme allInstituto Nacional de Formacin Docente, nei primi mesi dello scorso anno, ha convocato gli attori della formazione i docenti di livello superiore e universitario per riflettere sulla formazione attuale dellinsegnante di LS e formalizzare la discussione attraverso la stesura di un documento organico. Il nome del progetto : Proyecto de Mejora de la Formacin Docente Inicial para el Nivel Secundario orienta2 1

Introduzione: una preoccupazione Quanto di quello che ci hanno insegnato ci stato veramente utile nel momento in cui noi, docenti di Lingua Straniera (LS), ci siamo trovati davanti a una classe? Le competenze che un docente di lingua straniera tenuto ad avere non sono sempre acquisite durante il percorso di formazione. La distanza che intercorre tra la situazione aulica concreta e quella che si studia e analizza in contesto di formazione e perch no? si sogna misurabile attraverso la quantit e qualit di problemi concreti che il docente, finita la formazione, non in grado di risolvere quando arriva il momento di insegnare. Infatti si verifica oggi che la formazione docente spesso lacunosa per molti aspetti, non solo per quelli disciplinari ma anche per quelli didattici, socio-relazionali, interculturali, ecc. Il divario tra i saperi e le relative applicazioni lo rende un campo di analisi con tanti aspetti ancora irrisolti.

Un problema rischioso No alarma poco darnos cuenta de que no actuamos como sabemos: existe una enorme brecha entre nuestras teoras y nuestras prcticas. Con queste parole Paula Pogr1 (2002:102) si riferisce alla discontinuit esistente tra la formazione e il lavoro in aula. La studiosa dimostra come i saperi della formazione sono spesso conoscenza fragile e cio quella che si acquisisce ma non diventa significativa, non utile n riutilizzabile. Si impara ma non si sa perch simpara quello che simpara n a quale scopo. Daltra parte la possibilit di applicare la conoscenza acquisita spesso viene meno in quanto i contesti di insegnamento presentano delle realt completamente diverse da quelle immaginate mentre ci si forma. Il verPaula Pogr unesperta argentina in Scienze dellEducazione, ricercatrice e consulente dellUNESCO.

Questo progetto sinquadra allinterno di un progetto generale di revisione dellintera formazione docente nelle diverse aree e non solo per le lingue straniere.

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Uno dei punti innovativi del progetto stato capire che i cambiamenti nella formazione dellinsegnante di una LS non si possono verificare se non in armonia con analoghi cambiamenti in tutte le lingue insegnate.

do a la disciplina Lengua Extranjera. Per il progetto sono stati selezionati 35 docenti di 4 LS: inglese, francese, portoghese e italiano. I docenti scelti, tutti con unampia esperienza nella formazione di formatori, erano provenienti da diverse province argentine nonch da differenti ambiti della formazione. Nel caso dellitaliano hanno partecipato al progetto, oltre che la sottoscritta, gli studiosi Monica Arreghini, Claudia Fernndez Speier, Julio Jazmn e Alejandro Patat. Il lavoro sarebbe stato svolto nellarco di sei mesi con una modalit mista: lavoro on line e due incontri in presenza di due intere giornate ciascuno e sotto la guida di Paula Pogr e il coordinamento scientifico di Estela Klett, docente dellUniversidad de Buenos Aires. I lavori, iniziati nel secondo semestre 2010 si sono conclusi agli inizi del 2011 e sono stati presentati e pubblicati in versione definitiva nel mese di maggio del corrente anno (vedi sotto dove scaricare i documenti). Lo spirito del progetto a. Uno sguardo plurale

instaladas en el imaginario social.3 Le diverse lingue insegnate a scuola hanno affrontato processi di evoluzione a s stanti a seconda delle politiche linguistiche applicate, hanno assunto principi didattici e modalit di insegnamento propri, difendendo spesso i propri interessi di espansione a scapito delle altre lingue straniere presenti nelle comunit linguistiche del Paese. Daltronde il principio della spendibilit delle lingue, secondo cui una lingua va insegnata se utilizzabile, ha regolato la bilancia delle decisioni su quali lingue insegnare, quanto, come, a chi e, naturalmente, quale formazione impartire a coloro che si preparano per insegnare. Uno dei punti innovativi del progetto stato capire che i cambiamenti nella formazione dellinsegnante di una LS non si possono verificare se non in armonia con analoghi cambiamenti in tutte le lingue insegnate.

Le lingue compresa quella materna costituiscono un tutto nel sillabo della formazione e non conta tanto quale lingua ma quanta riflessione metalinguistica si in grado di fare a partire dallo studio di una lingua. Come detto, dunque, la discussione si svolta in gruppi eterogenei formati da insegnanti delle diverse lingue, provenienti sia da ambiti universitari che da istituti di formazione4, contesti questi ben differenziati e con proposte formative a s stanti. In questo modo, la riflessione ha consentito la valorizzazione della diversit e ha affermato la consapevolezza dellalterit, principi che hanno in egual misura regolato la discussione e permesso uno scambio plurale e un arricchimento reciproco. Il dibattito ha palesato inoltre che ogni esperienza linguistica si afferma e consolida a partire dalla L1. La conoscenza descrittiva e pragmatica della propria lingua agevola lapertura al contatto con pi lingue, creando analoghe o antagoniche strategie di confronto, riflessione e uso. attraverso la propria lingua che si approfondiscono e allargano le sfere metalinguistiche, metacognitive e interculturali. E la possibilit di utilizzare un metalinguaggio comune crea le con-

Parole di Estela Klett in occasione della presentazione ufficiale del documento presso il Ministerio de Educacin Argentino. Buenos Aires, 4 maggio 2011.

In Argentina, gli Istituti di Formazione Docente o Institutos Superiores del Profesorado, raggruppati dallINFOD (Instituto Nacional de Formacin Docente) sono delle istituzioni superiori che offrono una formazione specialistica pari a quella universitaria finalizzata esclusivamente alla formazione degli insegnanti.

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Presentar las lenguas juntas y posicionarlas en un nivel de paridad es un gesto poltico contundente, pues es una forma de combatir las jerarquas

La conoscenza robusta si sostituisce a quella fragile quando imparare vuol dire comprendere.

dizioni per richiamare lattenzione sul processo di riconfigurazione della lingua materna che inizia a partire dal contatto e il conflitto con la lingua straniera (Franzoni 1992:1516)5. b. Formarsi per comprendere La conoscenza robusta si sostituisce a quella fragile quando imparare vuol dire comprendere. Aderendo alla definizione di comprensione data dalla Pogr (2004:18-19): Comprender es pensar y actuar flexiblemente en cualquier circunstancia a partir de lo que uno sabe acerca de algo, formarsi diventa imparare a comprendere e far comprendere. In questa prospettiva, secondo la studiosa, leducazione per la comprensione parte de reconocer que los estudiantes siempre tienen alguna comprensin sobre aquello que deseamos que comprendan aunque tales comprensiones intuitivas sean preconceptos que los estudiantes poseen de su entorno y de la manera en el que ste funciona (ivi: 70). Formare allora non solo trasmettere conoscenze ed esperienze bens approfittare delle esperienze che ha laltro per poter risignificarle. La conoscenza si costruisce nellinterazione. Ed possibile concettualizzare, visualizzare la comprensione che ne deriva attraverso delle attivit o azioni che consentono sia allo studente

che al docente di essere consapevoli di che cosa si comprende. Ne sono esempi, azioni quali: interpretare, paragonare, spiegare, applicare, stabilire rapporti, fare analogie, ecc. I tre quesiti e i nuclei della formazione Lungi dallintenzione di presentare una lista di contenuti tradizionali o nuovi che fossero , il progetto si articolato intorno a quattro assi problematizzanti la formazione del docente di LS, che sono stati in seguito i quattro nuclei del documento elaborato: apprendimento cittadinanza interculturalit pratiche discorsive Il nucleo Apprendimento del documento affronta i problemi cognitivi, sociali, affettivi che sperimenta lo studente di una LS quando apprende. Questo nucleo si propone di offrire degli elementi non solo per la formazione a livello teorico delle diverse prospettive coinvolte ma soprattutto per poter accompagnare attivamente lo studente nel processo di apprendimento. Lquipe che ha lavorato in questo campo ha tenuto conto delle teorie sullanalisi dellerrore e sullinterlingua e ha analizzato il ruolo delle TIC nello studio linguistico. Il nucleo Cittadinanza si posto il problema di quanto influiscano le diverse politiche linguistiche nella

democratizzazione dellinsegnamento e nella creazione e rispetto dello spazio linguistico-culturale. Lquipe ha valorizzato il ruolo del docente come agente di mediazione sociale, responsabile di costruire una societ sempre pi plurale. Il nucleo Interculturalit propone uno sguardo plurale da parte del docente che valorizza linteresse e il rispetto della cultura altrui con la quale lo studio della LS stabilisce un rapporto, senza pregiudizi n stereotipi. Offre degli spunti per formarsi nella diversit, per riflettere sulla propria cultura e posizionarla nei confronti della cultura straniera. Il nucleo Pratiche discorsive riflette sulla lingua come costruzione sociale. Lidea che i significati emergano nellinterazione allinterno di contesti comunicativi concreti pone al centro la lingua non solo come sistema ma anche come potenzialit duso. Il parlante ritenuto soggetto dellenunciazione che stabilisce dei rapporti con il mondo attraverso la convenzionalit delle pratiche discorsive. a. Il primo quesito Capito lo spirito del progetto, e partendo dalla premessa che formarsi comprendere, il gruppo di studiosi richiamati ad elaborare i nuovi documenti per la formazione si posto questa prima domanda:

La traduzione a cura della redazione.

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Formare allora non solo trasmettere conoscenze ed esperienze bens approfittare delle esperienze che ha laltro per poter risignificarle. La conoscenza si costruisce nellinterazione.

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La presenza dellItaliano non solo allarga la prospettiva plurale e plurilingue ma offre altres un contributo altamente illuminante al processo di democratizzazione dellinsegnamento linguistico in Argentina, data la sua esperienza di lingua di immigrazione costitutiva del tessuto sociale e identitario della nostra realt attuale.
compreso?. Le esperienze che affronta chi si sta formando sono la risposta a questa terza domanda. Formatori e futuri docenti capiranno se gli studenti hanno compreso nella misura in cui realizzeranno determinate esperienze. Tali esperienze da affrontare dovrebbero evolversi nellarco della formazione e maturare durante lesperienza dellinsegnamento. La fase finale del documento propone una serie di descrittori qualitativi che consentono di esplicitare limportanza e pertinenza di ogni meta nei diversi momenti della formazione. Partendo da un descrittore comune levoluzione della meta mostra degli stadi di approfondimento diversi. Un esempio Prendiamo un esempio dal documento. Soffermiamoci sul nucleo Interculturalit7. Riteniamo importante per esempio che il futuro docente comprenda il valore di unadeguata competenza interculturale e plurilingue. Se ci chiediamo come possa costruire questa comprensione, proponiamo la meta:

META Analizzare criticamente i diversi approcci di insegnamento che favoriscano gli scambi plurilingui e pluriculturali.

Che cos che interessa veramente che i futuri docenti comprendano del campo disciplinare della lingua straniera? Come risposta a questo quesito sono emersi dei grandi assi di riflessione dei fili conduttori facendo uso della terminologia proposta dalla Pogr. In essi laspetto prettamente disciplinare e quello didattico apparivano strettamente legati in un rapporto vicendevole. b. Il secondo quesito Come possono i futuri docenti costruire quelle comprensioni? Ecco la seconda domanda postaci, la quale ha trovato risposta attraverso la formulazione delle cosiddette mete, esperienze e mappe di progresso. In altre parole, focalizzati i nuclei, la discussione si orientata verso la definizione di obiettivi concreti raggiungibili attraverso esperienze altrettanto concrete che sono quelle che veramente fanno capire che i futuri docenti hanno compreso quello che a noi, formatori, interessava che comprendessero. c. Il terzo quesito Una terza domanda ha dato luogo a nuove discussioni: Come si pu sapere se gli studenti hanno veramente

Le esperienze che dovr affrontare chi si sta formando sono: ESPERIENZE Prepara materiali didattici adeguati a diversi contesti locali di insegnamento/apprendimento della LS, che contengano attivit discorsive di confronto interculturale per favorire le percezioni interculturali e contrastare pregiudizi su valori, credenze, tradizioni. Osserva e analizza proposte didattiche relative a approcci plurali (ad es. le pratiche di intercomprensione) che favoriscono la comunicazione plurilingue e interculturale. Enunciata la meta, proposte le esperienze, il documento esplicita la seguente progressione formativa (scandita in tre diversi tempi) per il descrittore competenza plurilingue e interculturale.

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In spagnolo, i teorici delle Scienze dellEducazione utilizzano la parola desempeo.

Lesempio tratto dal documento presentato, scritto interamente in lingua spagnola. La traduzione a cura della redazione.

1. A MET DEL PROCESSO DI FORMAZIONE

2. QUANDO HA FINITO IL CORSO DI FORMAZIONE DOCENTE

3. QUANDO INIZIA A INSEGNARE

Conosce e utilizza gli strumenti metodologici per lanalisi delle realt linguistico-culturali differenti dalla propria.

Seleziona e propone argomenti da approfondire che pongano degli interrogativi Elabora griglie di rilevamento su pratiche interculturali non previste dati applicabili a diversi contesti dal corpus della formazione. di insegnamento/apprendimento e Utilizza i dati raccolti per rivedere la dinamica individua aspetti socio-culturali, delle componenti della situazione aulica istituzionali, aulici e personali che e propone delle strategie per ottimizzare configurano le culture i rapporti tra i diversi attori. di insegnamento/apprendimento A partire dalla realt interculturale in cui della LS. inserito, elabora delle attivit contestualizzate al di fuori della realt dellaula.

Conclusioni Riteniamo doveroso spendere qualche parola per evidenziare limportanza della presenza dellItaliano in un discussione a livello nazionale in cui si visualizza una politica linguistica che si pone il problema della formazione dellinsegnante di LS e che allo stesso tempo intende aprire un risvolto innovativo ed efficace nellinsegnamento delle LS. La presenza dellItaliano non solo allarga la prospettiva plurale e plurilingue ma offre altres un contributo altamente illuminante al processo di democratizzazione dellinsegnamento linguistico in Argentna, data la sua esperienza di lingua di immigrazione costitutiva del tessuto sociale e identitario della nostra realt attuale; la robustezza di una lingua di cultura che contribuisce oltremodo allarricDove scaricare gratis i documenti

chimento culturale e allo stesso tempo lesperienza della debolezza di una lingua che stenta ancora a guadagnarsi lo spazio linguistico che merita allinterno del cosiddetto mercato delle lingue8. Negli ultimi anni la presenza dellitaliano aumentata non solo a livello di insegnamento/apprendimento e conseguente apertura di nuovi corsi in sempre pi svariati ambiti di for8

mazione, ma anche a livello decisionale in contesti di politica linguistica. E per queste nuove sfide, ci vogliono insegnanti preparati, in grado di affrontare i nuovi scenari del mondo del lavoro, della politica e della formazione di nuovi insegnanti. Ci auguriamo che la sfida compresa e assunta dai formatori a Buenos Aires possa essere un esempio stimolante anche per chi opera in altri paesi. Riferimenti bibliografici Aguerrondo, Ins. Lugo, Mara Teresa. Pogr, Paula. Rossi, Mariana. Xifra, Susana (2002). Las escuelas del futuro II. Cmo planifican las escuelas que innovan. Buenos Aires: Papers editores. Franzoni, Patricia (1992). Nos Bastidores da Comuniccao autntica Uma reflexo em lingstica aplicada. Campinas: Unicamp/Funcamp. Pogr, Paula. Lombardi, Graciela (2004). Escuelas que ensean a pensar. Un marco terico para la accin. Buenos Aires: Papers editores. De Mauro, Tullio. Vedovelli, Massimo. Barni, Monica. Miraglia, Lorenzo (2002). Italiano 2000. I pubblici e le motivazioni dellitaliano diffuso fra stranieri. Roma: Bulzoni.

Per mercato delle lingue intendiamo il sistema che vede diffondersi le lingue a livello internazionale, in quanto oggetto di apprendimento da parte di stranieri. Esso il frutto, per, non solo della intrinseca identit semiotica e strautturale delle lingue, ma anche del sistema che nella lingua fa convergere le dinamiche sociali e produttive delle comunit dei suoi utenti primari, le politiche istituzionali di promozione della diffusione, la capacit che le societ hanno di proporre al resto del sistema internazionale le proprie identit sociali e culturali in termini di punti di riferimento, di modelli dotati di prestigio e successo (De Mauro et al. 2002: 46).

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http://www.me.gov.ar/spu/guia_tematica/CALIDAD/calidad_proyectos_de_ articulacion.html Testo che spiega larticolazione fra gli Istituti di formazione docente e le universit per lelaborazione dei documenti http://www.me.gov.ar/infod/documentos/lenguas_extranjeras.pdf Testo integrale prodotto dalla commissione mista dellInstituo Nacional de Formacin Docente e la Secretara de Polticas Universitarias.

dossier

per una storia linguistica dellimmigrazione


Massimo Vedovelli conduce uninnovativa ricerca e riflessione sulla lingua degli emigrati italiani in concomitanza con i 150 anni dellUnit dItalia.

letture e visioni

ellanno in cui si celebra il centocinquantesimo anniversario dellUnit dItalia uscito il volume Storia linguistica dellemigrazione italiana nel mondo (dora in poi SLEIM), a cura di Massimo Vedovelli. Si tratta della prima opera che ha come oggetto il destino della lingua italiana portata nel mondo a seguito delle varie ondate di emigrazione che hanno interessato il nostro Paese a partire dallUnit. La SLEIM presenta una caratterizzazione prevalentemente linguistica e sinserisce nel panorama della ricerca scientifica che verte sui linguaggi, sulle lingue e sui codici, riconoscendo nellesperienza migratoria non solo un tratto strutturale dellidentit sociale italiana, ma anche la funzione di centro propulsore degli assetti linguistici che si sono definiti nel corso della nostra storia idiomatica. La SLEIM sposa la tesi avanzata

nellinnovativa ricostruzione della Storia linguistica dellItalia unita di T. De Mauro (1963), secondo la quale i flussi migratori non possono non aver generato implicazioni linguistiche, e anzi hanno contribuito a definire il quadro linguistico del nostro Paese. Lanalisi condotta segue unipotesi retrospettiva: guardando alla situazione attuale si cercano di ricostruire i fattori e le condizioni contestuali che possono aver costituito uno dei motori della storia linguistica italiana. Il volume articolato in due parti. La prima parte introduce il quadro teorico di riferimento, definendo i modelli descrittivi e interpretativi cui ricondurre lanalisi curata nella seconda parte. Il punto di partenza la definizione dellandamento generale delle dinamiche linguistiche che hanno coinvolto le comunit italiane allestero, attraverso tre nuclei di-

>> Vedovelli M. (a cura di), Storia linguistica dellemigrazione italiana nel mondo, Carocci Editore, Roma 2011, pp. 568.

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I flussi migratori non possono non aver generato implicazioni linguistiche, e anzi hanno contribuito a definire il quadro linguistico del nostro Paese.

potesi: il parallelismo, la discontinuit e lo slittamento. Il primo elemento del modello descrittivo proposto dalla SLEIM, il parallelismo, descrive il rapporto tra le dinamiche linguistiche delle comunit italiane allestero e quelle della societ italiana in via di formazione entro i confini nazionali. Riprendendo la lezione di De Mauro, si riconosce unanalogia tra le due realt sociolinguistiche. La partenza dei nostri connazionali, in particolar modo nella prima grande ondata migratoria, non ha determinato un vero e proprio distacco dalla realt dorigine, al contrario ha segna-

Paola Masillo

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to linizio di un costante e dinamico rapporto, alimentato primariamente dai continui flussi di rientro. Tale rapporto, a sua volta, ha contribuito ad innescare, entro e fuori i confini nazionali, dinamiche linguistiche parallele, con moduli di convergenza orientati verso litaliano o, meglio, verso limmagine che si aveva dellitaliano. Immagine di una lingua di fatto non posseduta, essendo le comunit italiane allestero portatrici di una pluralit di dialetti come lingua madre, ma soltanto appartenente allo spazio linguistico di riferimento e oggetto di continua conquista e rielaborazione. Il secondo elemento costitutivo del modello interpretativo la discontinuit, con cui si descrive la parziale frattura della seconda grande ondata migratoria italiana verso lestero rispetto a quanto accaduto in precedenza. Si tratta di uno scarto che coinvolge non esclusivamente i tratti linguistici, bens le condizioni socioculturali, economiche e tecnologiche che vanno a definire un nuovo assetto idiomatico di partenza. Gli italiani che sono partiti nel secondo dopoguerra hanno un contatto con la lingua italiana senza dubbio maggiore rispetto al passato; di conseguenza nel loro spazio linguistico sintroduce un polo, seppur limitato nelle abilit, riservato allitaliano. Il terzo nucleo di ipotesi, lo slittamento, descrive la condizione linguistica della generazione dei giovanissimi, ovvero dei figli degli attuali giovani adulti discendenti della prima grande ondata migratoria. Da uno dei poli dello spazio linguistico dellemigrazione italiana, in questa terza fase, litaliano slitta letteralmente fuori dal piano della competenza linguistico-comunicativa, diventando una vera e pro-

pria lingua straniera. Luso esclusivo della lingua del Paese di destinazione supera il 60% nei giovanissimi, mentre il dialetto risulta essere totalmente assente, cos come litaliano non rientra pi nello spazio linguisticoculturale identitario di riferimento. Si procede, a questo punto, con la definizione dei tratti che vanno a costituire il cosiddetto spazio linguistico italiano globale, integrazione delloriginale modello demauriano. A un impianto di analisi prevalentemente sociolinguistico, segue una riflessione, a cura di M. C. Castellani, sul ruolo dellistituzione scolastica e sulle linee dintervento adottate dallo Stato italiano in ambito formativo a favore delle comunit italiane allestero. La seconda parte dedicata, invece, alle analisi areali, ovvero alla descrizione sintetica, attraverso dati linguistici e non, dellesperienza migratoria vissuta dai nostri connazionali nelle varie aree di destinazione: Europa (a cura di M. Barni), America Latina (a cura di C. Bagna), America del Nord (a cura di S. Machetti), Australia e Nuova Zelanda (a cura di F. Gallina), Africa (a cura di R. Sie-

betcheu Youmbi), Giappone ed Estremo Oriente (M. Maruta). Loperazione di sintesi, resa necessaria dalla vastit della materia, non esclude la possibilit di riscoprire casi locali, esemplari di dinamiche specifiche o frequenti. Il presente volume stato realizzato nellambito del Progetto Strategico Nazionale di ricerca FIRB-MIUR Perdita, mantenimento e recupero dello spazio linguistico e culturale nella seconda e terza generazione di emigrati italiani nel mondo: lingua, lingue, identit, che vede capofila lUniversit per Stranieri di Siena. Hanno collaborato alla realizzazione del volume il gruppo di studiosi/e che operano allinterno del Centro di Eccellenza dellUniversit per Stranieri di Siena e altri studiosi esterni, ugualmente impegnati in studi migratori. La pluralit di voci coinvolta nella stesura del testo rappresenta senza dubbio uno dei punti di forza del lavoro, nonch una garanzia di ricchezza di contenuto e maggiore articolazione dellopera stessa.

generi, nozioni, funzioni e strutture dellitaliano A1 e A2


Finalmente si pubblica in Italia un volume che delinea con precisione i contenuti linguistici dellitaliano per i livelli A e B del Quadro comune.
zione di curricoli di corsi predisposti per i diversi livelli di competenza del Quadro, e che, come pi volte viene sottolineato dalle autrici, vanno opportunamente contestualizzati. Nel volume viene posta enfasi sullaspetto interazionale dellapprendimento linguistico, derivante dallapproccio orientato allazione del Quadro e dalla creazione dellinventario dei generi in interazione. Francesca Parizzi individua nel genere discorsivo, nella concezione bakhtiniana del termine, la categoria idonea a fungere da ponte tra il Quadro e i Referenziali delle singole lingue sulla scia del modello francese. Il genere viene innovativamente collocato dallautrice in una prospettiva sociocostruzionista, in cui rappresenta una vera a propria azione sociale, unazione retorica tipizzata che si realizza in risposta a una situazione ricorrente socialmente definita; esso viene individuato quale primo strumento utile per la selezione e la presentazione graduata dei contenuti agli studenti. Il Profilo, come pi volte ricordato dalle curatrici ed autrici, quindi da considerare uno strumento in costante evoluzione, un work in progress, unopera la cui intenzione da ricercare nel processo di negoziazione del significato dellesperienza didattica condivisa tra il lector, il pubblico a cui esso rivolto, e lauctor, ovvero le curatrici e autrici dellopera. Giulia Grosso

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opera si compone di un volume, un CD Rom e un sito internet dedicato. Essa costituisce uno degli strumenti che integrano il Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue ed promosso dalla Divisione delle politiche linguistiche del Consiglio dEuropa in collaborazione con diverse universit europee. Pertanto, con un taglio molto concreto ed allo stesso tempo solidamente ancorato a riferimenti teorici chiari, il Profilo della lingua italiana risponde allesigenza di delineare con precisione i contenuti linguistici specifici per litaliano dei livelli di competenza del Quadro, dallA1 al B2, con una suddivisione in inventari (funzioni linguistiche, strutture grammaticali, nozioni generali, nozioni specifiche, lessico). Lapproccio metodologico seguito per la definizione dei descrittori linguistici di tre tipi: 1. approccio intuitivo, tramite lidentificazione della materia verbale, costituita da lessico, strutture grammaticali e funzioni linguistiche, dal livello A1 al B2; 2. approccio qualitativo: attraverso la raccolta di dati autentici, fra le produzioni orali e scritte di un campione di candidati agli esami CELI; 3. approccio quantitativo: sono

state create delle liste di frequenza tramite lelaborazione dei dati contenuti nei corpora per realizzare gli inventari lessicali. Gli inventari linguistici (dei generi, delle funzioni, delle nozioni, specifiche e generali, delle strutture grammaticali) permettono ai fruitori del testo di programmare percorsi differenziati a seconda delle esigenze didattiche o metodologiche, sono collegati tra di loro ed hanno una struttura pensata per la consultazione incrociata, facilmente praticabile attraverso la navigazione nel CD Rom, allinterno del quale vengono fornite delle esemplificazioni utili alla costru-

>> Spinelli B. / Parizzi F., Profilo della lingua italiana, La Nuova Italia, Scandicci 2010, pp. 224.

sintesi della linguistica degli ultimi due secoli


Giorgio Graffi identifica tre grandi periodi nello sviluppo del pensiero linguistico tra Otto e Novecento, ma rimanda, in una lunga introduzione, alle prime grandi intuizioni dei filosofi greci.

>> Graffi G., Due secoli di pensiero linguistico. Dai primi dellOttocento a oggi, Carocci, Roma 2010, pp. 493.

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dispetto del titolo, il volume di Giorgio Graffi abbraccia lintero arco della linguistica occidentale dalle origini ai giorni nostri. Un denso capitolo introduttivo, infatti, ripercorre la storia di questa disciplina a partire dai filosofi della Grecia antica fino ad arrivare alle teorie illuministe, consentendo in tal modo anche al lettore meno esperto di entrare con gradualit nella trattazione e di osservare come molte delle questioni dibattute negli ultimi due secoli siano presenti da migliaia di anni nel pensiero occidentale. Ad esempio, sottolinea Graffi, il sistema delle parti del discorso elaborato dai grammatici antichi rimarr un punto di partenza imprescindibile per tutta la linguistica successiva, come lo ancora oggi. La scelta di focalizzare lattenzione sugli ultimi due secoli si basa, invece, sulla considerazione che nellOttocento avvengono delle trasformazioni che segnano profondamente il cammino della linguistica: da una parte, il radicale cambiamento di metodo nellindagine sulla parentela delle lingue, per cui non infondato far risalire a questo periodo linizio della fase scientifica della riflessione sul linguaggio; dallaltra, lacquisizione da parte della linguistica dello statuto di disciplina autonoma, che

ha una data precisa, il 1821, quando lUniversit di Berlino affida a Franz Bopp la cattedra di filologia orientale e linguistica generale, la prima di questa materia. Vengono cos a delinearsi tre periodi, affrontati in altrettante sezioni: lOttocento, dalla fine dellOttocento alla met del Novecento e lultimo mezzo secolo. Se il primo di questi periodi dominato, come si gi accennato, dalla linguistica storico-comparativa dei vari Rask, Grimm, Schleicher, solo per citare alcuni suoi rappresentanti, nel Novecento prevale linteresse per lanalisi sincronica, legato allaffermarsi della concezione della lingua come sistema: dobbiamo in particolare a Ferdinand de Saussure aver evidenziato che la langue strettamente connessa alla realt sociale, affermando che la langue non completa in nessun individuo, ma esiste perfettamente soltanto nella massa (cfr. F. De Saussure, Corso di linguistica generale, Laterza, Bari 1967, p. 23). Nellultima sezione, dopo lesposizione delle teorie di Morris, Wittgenstein e Austin, viene dedicato ampio spazio allopera di Chomsky, alla luce dellindubbia carica di novit delle sue ricerche (che partono dal presupposto che il linguaggio una capacit mentale,

da cui consegue che la linguistica parte della psicologia e che essa deve concentrarsi in modo particolare sulla ricerca degli universali, cio delle propriet comuni a tutte le lingue umane, p. 358), delle quali Graffi si a pi riprese occupato: a lui si deve, tra gli altri contributi, Che cos la grammatica generativa (Carocci, Roma 2008), unintroduzione alla teoria chomskiana che condivide con il presente volume agilit e chiarezza desposizione. Tra gli altri pregi di questa storia del pensiero linguistico vanno infine ricordate la selettivit degli autori e degli argomenti trattati, secondo unimpostazione che privilegia la qualit sulla quantit; le numerose citazioni di passi degli studiosi presi in esame, che permettono di avere un approccio diretto con i testi; le bibliografie ragionate poste alla fine di ogni sezione, che offrono indicazioni di lettura a chi voglia approfondire singole questioni e che vanno in tal modo ad arricchire la bibliografia generale che chiude il volume. Francesco Feola

i luoghi della memoria nellitalia smemorata


Una raccolta di saggi sui simboli, miti, eventi e personaggi che lItalia dovrebbe ricordare.
acch mandolini e O sole mio. Siamo un paese tragico, forsanche senza saperlo (e questo iato tra fatti, coscienza e rappresentazione ci avvicina al cuore del problema). Appartenenze e diversit, storia degli eventi e storia dei simboli, ricostruzioni e narrazioni: il problema cui la rassegna di saggi curata da Mario Isnenghi cerca di dare rappresentazione e insieme soluzione quello del patrimonio di memorie del popolo italiano dallunificazione in poi. Gi nel 1996, anno della prima edizione, la congiuntura politico-culturale rendeva necessario un lavoro che radunasse ricordi comuni e immaginari collettivi, per ripensare la storia unitaria e restituire linesauribile e italianissima geografia delle differenze. Chiamati a cooperare da Isnenghi, molti fra i maggiori storici contemporaneisti (ma anche antropologi, linguisti, semiologi) avevano contribuito a disegnare un ampio panorama delle condensazioni e dei conflitti delle memorie: un insieme di luoghi, comuni e meno comuni, da visitare per capire cosa significhi Italia. Oggi pi che mai, allo scoccare di un 150 anniversario saturo di polemiche, divisioni e imbarazzi tangibili, la riedizione di unopera con tale ambizione (arricchita dallaggiunta di due saggi e una tagliente nuova

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introduzione) risulta significativa. Quindici anni di abusi della memoria hanno reso pi problematico il rapporto con la parola regina di questo insieme di ricerche: delegittimata non dal difetto ma dalleccesso abusivo di memorie, dalla cronaca giornalistica e da un anarchicheggiante fai-da-te in cui ogni asserzione sul passato vale laltra e tutte sono ugualmente indimostrabili e insignificanti, la ricerca storiografica ha ancora pi bisogno di far risuonare forte e chiara la sua voce. La storia, dunque, storia degli eventi e della loro percezione, lunico antidoto a questo proliferare incontrollato di simboli, miti e versioni dei fatti; alle abrogazioni di vissuti collettivi, autodaf di memorie, e morti godute o sofferte di concezioni del mondo bisogna opporre la fermezza del metodo. E il team di Mario Isnenghi lo fa con precisione scientifica e chiarezza divulgativa: i tre volumi, autosufficienti ma legati dalla stessa logica, Simboli e miti, Strutture ed eventi, Personaggi e date dellItalia unita, presentano una vasta gamma di emblemi e problemi dellitalianit. Cos si passa dal Risorgimento al 68, da campane e campanili a piazza Fontana, da Matteotti allutilitaria, attraversando anche luoghi che si stanno svuotando (la piazza, il liceo classico) e memorie che stanno scomparendo

(il 56, il 1 maggio). I diversi studiosi propongono tagli diversi e una pluralit di approcci, con lobiettivo comune di combattere la decomposizione mentale dellidea di Italia. Una celebrazione intelligente, non patriottica ma problematizzante, non solo politica ma culturale, sociale, che vuole tenere al centro ci che ricorda e pensa della storia la gente e non solo gli storici di professione, ma anche una rivendicazione del ruolo della storiografia rispetto a invasioni di campo e strumentalizzazioni politiche. Un lavoro di trincea e di setaccio, per ripristinare i punti fermi e valorizzare la pluralit. Per fare lItalia, ancora una volta. Spetta poi a coloro che via via ci vivranno, riconoscere, immedesimarsi o smarrire quei segni identitari. Le certezze su se stessi si affidano spesso alle pietre, cio alla certezza e continuit del paesaggio visivo in cui si vissuti immersi. Silvia Sferruzza

>> I luoghi della memoria, 3 voll.: Simboli e miti, Strutture ed eventi, Personaggi e date dellItalia unita a cura di Mario Isnenghi, Laterza, Roma 2010, pp. 732, pp. 604, pp. 514 rispettivamente.

litalia come idea, patria, nazione e stato


Percorso storico-culturale del concetto dItalia attrraverso il tempo.

Anna Colia

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redici sono i capitoli di questo libro in cui, per raccontare lidea dItalia, se ne stringono le fila delle informazioni di tipo storico, politico, letterario e linguistico dal V secolo a.C. agli albori dellUnit, rintracciandone le origini come nazione e dimostrando che come Stato non nato ex abrupto nellOttocento. Con questo intento, dunque, si tende lo sguardo molto indietro (si va da prima della Roma augustea allItalia medievale di Dante e Petrarca, dallUmanesimo al Rinascimento, dal Cinquecento della Riforma al Seicento tanto mistificato, fino ad arrivare, alla fine del Settecento, alle origini dellUnit dItalia) e si dispongono le vicende in capitoli soltanto apparentemente chiusi in se stessi. lidea dItalia, infatti, con i valori che la compongono e la storia che le ha dato forma di Nazione e di Stato, il filo conduttore. Inoltre, originale il punto di vista di chi scrive, che non soltanto quello di uno studioso stanco di quellincapacit di fare i conti con la tradizione che si manifesta o in una visione distorta e pessimistica del passato o, peggio, nellandare avanti senza prima guardarsi indietro, ma anche quello di un italiano che vorrebbe vedere lItalia riprendersi dallo stato di crisi stagnante in cui si trova. Il libro, dunque, attraverso uno stile

narrativo reso appetibile dallaccostamento di fatti e termini del passato e del presente, sembra un tentativo di rivolgersi agli italiani e a chi politicamente li rappresenta per risvegliare in loro la consapevolezza di ci che lItalia stata, e potrebbe essere. Unidea raccontata da un autore che, volendo convincere il lettore che dal passato, anche da quello da molti storici ritenuto trascurabile o decadente, si pu e si deve imparare, propone riflessioni su opere che, come lItalia Illustrata di Biondo Flavio, ebbero come centro di gravit il presente che li rimanda al passato, senza il quale il presente sarebbe incomprensibile. Ed cos che Bruni, facendo emergere ci che ha fatto e farebbe ancora dellItalia un Paese allavanguardia, riesce anche a contrastare con tesi storiche basate sul complesso dinferiorit nazionale rispetto a Paesi come Francia e Inghilterra. Proprio la cultura, infatti, insieme allingegno fu il punto di forza dellItalia: come dimenticare che la cultura umanistica italiana le aveva assicurato un anticipo in fatto di codificazione della lingua volgare (p. 237)? Come dimenticare che mentre i grandi scrittori della letteratura italiana erano apparsi gi nel Trecento, i classici delle letterature nazionali di Paesi come Francia, Inghilterra e Spagna sarebbero nati alla fine del

>> Francesco Bruni, Italia Vita e avventura di unidea. Il Mulino, Bologna 2010, pp. 568.

Cinquecento e nel Seicento (p. 226)? Ma nel testo non c solo il bello dellidea, ma anche le difficolt per concretizzarla e i punti di debolezza della macchina Italia, spesso gli stessi che si son portati dietro fino ad oggi: in primis la mancanza di coesione politica e sociale. Un libro utile e interessante che, unendo la geopolitica alla letteratura e alla linguistica, mostra lItalia come Idea, Patria, Nazione e Stato nel suo farsi, e che ha tutte le carte in regola per far riscoprire gli italiani come cittadini e, in fin dei conti, come artefici del proprio destino.

un intenso panorama della letteratura e del cinema italiano doggi


Antonio Tricomi, critico letterario, analizza alcuni tra i romanzi e i film pi significativi dellItalia contemporanea. Il punto di riferimento rimane per lopera di Pier Paolo Pasolini.
modelli e agenti di una lotta di liberazione (p. 75). Anche il 68 una tema che ricorre pi volte, ed ancora una volta non pu che essere richiamato Pasolini. Particolarmente riuscita appare loperazione di sintesi intellettuale tra la letteratura ed il cinema, proponendo peraltro unoperazione pedagogica di ampio respiro ed interesse. Il volume di Tricomi da questo punto di vista pu rappresentare un condivisibile e auspicato approccio didattico, applicabile sempre pi con profitto in un mondo anche quello della scuola e della universit che si evolve verso lutilizzo delle risorse virtuali. La possibilit di utilizzare la forza conoscitiva di pi arti messe in relazione un principio importante su cui continuare ad investire risorse intellettuali ed editoriali, per questo sarebbe auspicabile unappendice digitale e ipertestuale al volume che consenta di fruirne a pieno le potenzialit. tuttavia da sottolineare come i numerosi titoli e autori presi in considerazione allinterno di ogni saggio rendono di difficile lettura un libro senzaltro interessante, ma che avrebbe potuto prevedere uno spazio pi ampio per inserti di citazioni, le quali avrebbero consentito al lettore medio di seguire con pi facilit le tesi di Antonio Tricomi. Alla fine del libro si trova un accurato e utile indice dei nomi di sicuro orientamento per il lettore. Giuseppe Emiliano Bonura

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ntonio Tricomi, lautore di questo interessante volume non di saggi, ma organizzato per saggi, offre al lettore uno studio comparativo e diamesico, dalla letteratura al cinema, sullItalia e sulla cultura contemporanea. Il volume contiene quattordici saggi, editi e inediti. Si inizia con lanalisi del film Buongiorno notte di Marco Bellocchio, e si continua con vari scritti su autori, opere e temi vari: Bianciardi, Pasolini, Volponi, Balestrini, la letteratura moderna e post-moderna, Roland Barthes, Alfonso Berardinelli, Walter Siti, Eraldo Affinati, Gomorra, Franco Cordelli e Il Duca di Mantova, Il Divo di Sorrentino e il suo rapporto con Todo modo di Sciascia. Ogni autore ed ogni opera vengono analizzati confrontandoli con numerosi altri scritti, rendendo inesatta o inutile una loro sintesi e illustrazione allinterno di una recensione. Si ritrova ad esempio nei saggi una insistente sintesi speculativa che trae spunto dalle analisi dellopera di Pier Paolo Pasolini, il quale appare lintellettuale pi citato e ripreso allinterno del volume. Pasolini visto come il fiero avversario della neoavanguardia, diverso sia dagli altri scritto-

>> Tricomi A., La Repubblica delle Lettere: Generazioni, scrittori, societ nellItalia contemporanea, Quodlibet, Macerata, 2010, pp. 552. ri a lui contemporanei sia a coloro che esordirono dalla fine degli anni Settanta in poi, egli il poeta civile e lintellettuale utopico, colui che scrivendo la recensione a Un po di febbre del poeta Sandro Penna la intitol: Che Paese meraviglioso era lItalia durante il periodo del fascismo e subito dopo! (raccolta in seguito negli Scritti corsari): attenzione! A parlare non qui un uomo di destra. Pasolini non rimpiange il fascismo, ma semplicemente unepoca in cui, a suo parere, esistevano zone di resistenza al Potere e una cultura, una forma di vita giornaliera, tradizioni, quelle popolari, capaci, seppur sottomesse e vessate, di mantenersi incorrotte e, al limite, di offrirsi come

domani, il nuovo manuale ditaliano di Alma Edizioni, punto di arrivo di anni di studio, ricerca e sperimentazione
Dialogo con gli autori, Ciro Massimo Naddeo e Carlo Guastalla, in occasione delluscita del secondo volume.
Da cosa nata lesigenza di pubblicare un nuovo manuale? ciro massimo naddeo Domani nasce da una presunzione: quella di produrre un testo che si differenziasse da tutti i manuali attualmente in commercio, proponendo qualcosa di nuovo. Domani rappresenta infatti la sintesi della nostra visione didattica. il punto darrivo di anni di produzione editoriale, studio, ricerca e sperimentazione nelle classi. carlo guastalla In Domani siamo partiti dalle indicazioni del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue, ormai diffusamente accettate, con lobiettivo per di realizzare un prodotto che si spingesse ancora oltre, fosse cio innovativo, stimolante, creativo, con forti tratti distintivi. Entriamo nel merito. In che modo Domani si differenzia dagli altri manuali di italiano oggi disponibili? carlo guastalla Oltre a seguire concetti ormai assodati nellambito dellapprendimento linguistico la centralit e lautonomia dello studente, lautenticit della lingua, la dimensione cooperativa, lo sviluppo dellabilit di imparare a imparare, il saper fare con la lingua e il metodo induttivo abbiamo voluto dare spazio a tecniche e strategie non convenzionali, come, ad esempio, la proposta di percorsi didattici che permettono allo studente di focalizzare gli obiettivi in modo progressivo. Le attivit sono cio composte da passi successivi, recepiti s come impegnativi ma mai come troppo difficili per poter essere svolti. In questo modo alla fine di un percorso lo studente raggiunge una competenza a cui, prima di cominciare, non avrebbe mai pensato di poter arrivare in cos breve tempo. ciro massimo naddeo Questo stato uno dei punti sui quali ci siamo concentrati maggiormente: fare in modo che le singole attivit risultassero sempre fattibili, ma anche stimolanti e impegnative, mai scontate; e tutto cercando di non rinunciare mai alla ricchezza della lingua. Gli input sia scritti che orali di primo acchito potrebbero sembrare difficili per un principiante (o quantomeno meno facili di quelli proposti in manuali equivalenti), ma non sono recepiti come impossibili dagli studenti, sia per le strategie descritte da Carlo che

per il fatto che abbiamo adottato una sorta di narrazione a catena, nella quale nei testi proposti tornano elementi (situazioni o personaggi) gi noti allo studente perch protagonisti di altri testi nelle attivit precedenti. Attraverso la ridondanza di elementi parzialmente conosciuti, frequenti ritorni al testo orale o scritto, lattivazione costante di conoscenze pregresse e il rilancio continuo della motivazione, lo studente segue un processo di apprendimento impegnativo ma gratificante. Voi, nellintroduzione al volume, parlate di approccio multisensoriale. Che cosa intendete? carlo guastalla Le attivit del corso si alternano in modo da attivare ogni

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volta un canale e un tipo di attenzione diversa (uditiva attraverso brani audio, visuale attraverso esercizi incentrati sulle immagini, dinamicospaziale attraverso il gioco). In questo modo abbiamo cercato di venire incontro alle esigenze dei diversi stili di apprendimento necessariamente presenti in una classe. Linsegnante, qualsiasi sia il suo contesto di lavoro, non pu non tenere conto delle particolari attitudini, sensibilit e abitudini dei singoli allievi. Una domanda di particolare rilevanza per chi insegna italiano allestero: in che modo Domani presenta la cultura italiana? ciro massimo naddeo Va detto in primo luogo che il corso ha un fortissimo taglio culturale, nel senso che allinterno delle unit e dei percorsi ci sono continui riferimenti alla cultura intesa come arte, storia, letteratura, musica, cinema... Si tratta quindi di un discorso che si sviluppa in modo integrato con quello pi prettamente linguistico. Ma c di pi: per noi la cultura va intesa anche e soprattutto come un insieme di regole socio relazionali utili per vivere e comunicare allinterno di una comunit. Tenuto conto che oggi in glottodidattica si parla di lingua-cultura, vediamo la lingua come linsieme degli aspetti che ogni volta entrano in gioco quando si comunica: aspetti pragmatici, conversazionali, lessicali, e anche socioculturali. Domani cerca di trattare lo studio della lingua considerando questa pluralit di elementi e rendendo lo studente consapevole di cosa implica linviare o il ricevere un messaggio in italiano. insomma un approccio alla lingua di tipo globale. Per questo, ad esempio, abbia-

mo ritenuto opportuno soffermarci su modalit espressive, sociali e non stereotipate dellessere italiani, spesso ignorate nei livelli bassi (come limprecazione), o andare pi a fondo nella presentazione di aspetti sociolinguistici spesso non esplicitati: nella sezione dedicata ai saluti, tutti i manuali per principianti indicano fin dalle prime unit buongiorno e buonasera, tuttavia quasi nessuno di essi fa capire allo studente in quale momento della giornata si smette di utilizzare la prima formula per passare alla seconda (curiosit che emerge quasi sistematicamente e in modo del tutto legittimo nelle classi di principianti). Domani si propone di colmare lacune di questo tipo. Per Alma Edizioni il gioco sempre stato un elemento fondamentale nellapprendimento linguistico. Lo anche in Domani? carlo guastalla In effetti lo da quando nata Alma Edizioni. Il gioco , se ben dosato in funzione del tipo di classe che si ha davanti, fonte di piacere, quindi di motivazione. Coinvolge la sfera affettiva ed emotiva dello studente, eliminando cos ansia e stress e contribuendo a creare un ambiente piacevole e rilassato, condizione sine qua non per un apprendimento efficace. Tutti i percorsi didattici di Domani mirano a stimolare lo studente attraverso attivit ludiche e creative che prevedono la collaborazione tra membri di una squadra, lo spostamento nella classe e il ricorso anche a linguaggi non verbali (come il mimo). Di cosa si compone il corso completo? ciro massimo naddeo Di un libro per lo studente con eserciziario in-

tegrato, un CD audio, un DVD ROM e una guida per linsegnante. Tra le altre cose, il DVD ROM contiene la versione animata del fumetto presente alla fine di ogni modulo del libro dello studente, una canzone-karaoke, un cortometraggio, visionabile con o senza sottotitoli e le relative attivit didattiche. Il DVD ROM nato proprio dallesigenza di adottare un approccio realmente multisensoriale e venire incontro a diversi stili di apprendimento: abbiamo voluto offrire un corso nel quale fossero presenti vari tipi di supporto, quello filmico, quello canoro, quello testuale Infine, abbiamo prodotto un software per la LIM, la Lavagna Interattiva Multimediale, che in molti paesi sempre pi utilizzata. Puntando in modo cos marcato sullinnovazione, non c il rischio di creare dei materiali troppo difficili da utilizzare? carlo guastalla Beh, in realt una delle cose che ci stava pi a cuore era che il manuale risultasse semplice da usare per linsegnante e intuitivo per lo studente. Abbiamo cercato di formulare le istruzioni delle attivit in modo chiaro ed esaustivo, al fine di limitare il pi possibile il ricorso alla guida e di svolgere le lezioni senza che sia richiesta una grande preparazione o capacit duso. Volevamo che Domani si distinguesse inoltre per una grafica pi moderna e accattivante rispetto a quella dei tradizionali corsi di lingua. Insomma, avevamo voglia di realizzare qualcosa di veramente nuovo. Ora star agli insegnanti e agli studenti dire se ci siamo riusciti. Redazione, Roma

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Ogni livello di Dom

ani si compone di

Il nuovo corso di ital iano di ALMA EDIZIONI per chi vuole entrare nel futuro

gli esercizi i test di valutazion e e autovalutazion e

una canzone kara oke CD i brani audio per la classe i brani musicali pe r la classe inoltre disponib ile una guida per l'insegnante.

1. attivit formative

Societ Dante Alighieri Roma Inaugurazione Scuola di Scrittura Dante Alighieri, diretta da Massimo Arcangeli. Laboratorio di scrittura creativa: A ciascuno il suo (genere), a cura di Filippo La Porta 10 novembre 2011 8 marzo 2012 Minilaboratorio: Introduzione ai generi letterari. 4 moduli (ciascuno di 6 ore) dedicati a: il saggio; il reportage narrativo, il racconto, la canzone. Partecipano: Andrea Di Consoli, Sandra Petrignani, Massimo Onofri. XXIV Corso Aggiornamento per docenti: Il mio canto libero. La canzone L2/LS Sede Centrale, Palazzo Firenze Roma, 11-13 novembre 2011 Il XXIV corso di aggiornamento per docenti della Societ Dante Alighieri - PLIDA inaugura una nuova formula: un corso compatto in un fine settimana, per una durata complessiva di 17 ore, da venerd pomeriggio (inizio ore 15.00) a domenica (termine ore 13.00). I Corsi di aggiornamento PLIDA sono destinati a docenti di lingua italiana a stranieri che operano presso i Comitati della Dante Alighieri o in altre istituzioni e scuole, in Italia e nel mondo. Info e iscrizioni: plida@ladante.it
di italiana nelle classi di

info

Universit per Stranieri di Perugia LUniversit


laurea magistrale, corsi di aggiornamento e formazione per docenti, corsi di alta cultura e specializzazione, di master e dottorato di ricerca organizza corsi di lingua e cultura italiana, corsi di laurea e

Info: www.unistrapg.it/didattica

Universit per Stranieri di Siena Oltre ai corsi di lingua e cultura italiana, ai corsi di laurea e laurea magistrale, ai vari master, lUniversit organizza: Corso per docenti stranieri che insegnano la lingua italiana allestero Siena, 9-31 gennaio 2012 Info: www.cluss.unistrasi.it. Corsi per somministratori di esami CILS - Certificazione Straniera di primo e secondo livello Siena, 17-18 novembre 2011 Info: www.cils.unistrasi.it. Corso per Formatori e Somministratori DITALS 3-4 febbraio 2012 Info www.ditals.unistrasi.it. Moduli preparatori alla Certificazione DITALS di I e di II livello con erogazione on-line: Analisi di testi e materiali didattici: 12 settembre - 7 ottobre 2011 / 19 dicembre 2011 - 13 gennaio 2012 / 2 - 27 aprile 2012 / 10 settembre - 5 ottobre 2012. Progettazione di materiali didattici: 17 ottobre 11 novembre 2011 / 16 gennaio - 10 febbraio 2012 / 30 aprile - 25 maggio 2012 / 15 ottobre - 9 novembre 2012. Gestione della classe: 14 novembre - 9 dicembre 2011 / 4 - 29 giugno 2012 / 12 novembre - 7 dicembre 2012. Info: www.ditals.unistrasi.it Scuola di Specializzazione e Dottorato di ricerca Dottorato di ricerca in Linguistica e Didattica dellItaliano a Stranieri Dottorato di ricerca in Letteratura, Storia della lingua, Filologia Italiana Scuola di Specializzazione in Didattica dellItaliano come Lingua Straniera Info: www.unistrasi.it
di

Italiano Lingua

Societ Dante Alighieri Buenos Aires Corsi


di

Formazione

e aggiornamento docente on line organizzati dallISDA

per docenti di italiano

4 ottobre - 27 dicembre 2011 Info: direccion@isda.edu.ar Corso di aggiornamento didattico-editoriale Societ Dante Alighieri Sede Centrale e Alma edizioni 3-5 novembre 2011 Info: didactica@dante.edu.ar Bando 4 borse di studio per liscrizione al corso di Formazione di fonodidattica dellitaliano da svolgersi on line, in collaborazione con lUniversit Ca Foscari di Venezia. Inizio: ottobre 2011. Durata: un anno accademico.

2. certificazioni CELI Promosso dal Centro per la Valutazione e le Certificazioni Linguistiche dellUniversit per Stranieri di Perugia www.unistrapg.it CILS-DIT/C2 24-25 ottobre 2011 presso lUniversit per Stranieri di Siena. Info: www.cils.unistrasi.it. DITALS Didattica dellItaliano Lingua Straniera di I e II livello 8 ottobre 2011 e 17 dicembre 2011 presso le sedi DITALS. Per lelenco delle sedi DITALS e informazioni sule tasse desame consultare il sito www.ditals.unistrasi.it.

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CILS Certificazione di Italiano Lingua Straniera 1 dicembre 2011 presso tutte le sedi CILS. Per lelenco delle sedi CILS e informazioni sule tasse desame consultare il sito www.cils.unistrasi.it. Iscrizioni entro 40 giorni prima dellesame.

PLIDA Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri Sessione novembre/dicembre 2011 Mercoled 30 novembre 2011 (livelli A1, A2, B1) Gioved 1 dicembre 2011 (livelli B2, C1, C2) Venerd 2 dicembre (inizio prove orali)

PLIDA Juniores Giugno 2011 (tutti i livelli e tutte le prove) I termini per le iscrizioni alle sessioni degli esami di certificazione PLIDA scadono una settimana prima della data di svolgimento.

3. convegni XXVIII Congreso de Lengua y Literatura Italianas de la Asociacin de Docentes e Investigadores de Lengua y Literatura Italianas (ADILLI) Buenos Aires, septiembre 2012 Tema: Lo culto y lo popular Info: www.adilli.blogspot.com Simpsio Internacional Tema: Os cento e cinquenta anos da unificao italiana e as questes de identidade nacional no Brasil e na Itlia Faculdade de Filosofia, Letras e Cincias Humanas Universidade de So Paulo So Paulo, 7-11 de novembro de 2011 info: casini@usp.br XX Convegno AIPI (Associazione Internazionale Professori dItaliano) Tema: LItalia e le arti. Lingua e letteratura a dialogo con arte, musica
spettacolo

Salzburg, 5 - 8 settembre 2012 Info: www.infoaipi.org oppure Prof. Dr. Peter Kuon (peter.kuon@sbg. ac.at)

4. altro Mostra Italia Una. La lingua italiana nellItalia unita. Mostra sulla lingua italiana. Biblioteca delle Oblate, Firenze 11 ottobre-30 novembre 2011 Una grande mostra in occasione dei 150 anni dellUnit italiana a cura della Societ Dante Alighieri in collaborazione con lAccademia della Crusca e lAssociazione per la Storia della Lingua Italiana. Direzione Scientifica: Luca Serianni, Nicoletta Maraschio, Silvia Morgana. Progetto FIRB: Perdita, mantenimento e recupero dello spazio linguistico e culturale nella II e III generazione di emigrati italiani nel mondo: lingua, lingue, identit. La lingua e cultura italiana come valore e patrimonio per nuove professionalit nelle comunit emigrate. (Universit per Stranieri di Siena in collaborazione con lUniversit degli Studi di Salerno, lUniversit degli Studi di Udine, lUniversit degli Studi della Tuscia, lUniversit della Calabria e la Societ ELEA). Il progetto, che ha avuto inizio nel 2009 e si concluder nel 2012, ha tra i propri obiettivi una ricognizione delle condizioni linguistiche delle giovani generazioni di discendenti degli emigrati italiani allestero. Per collaborare alla ricerca possibile compilare i questionari on line del progetto. Il primo questionario destinato a tutti i giovani discendenti di emigrati italiani (da 0 a 35 anni). Qualunque giovane pu compilarlo on line sul sito del progetto www.universoitaliano.it. Il secondo questionario invece destinato a tutti i soggetti (associazioni, scuole, Istituti Italiani di Cultura, comitati della Dante Alighieri ecc.) che promuovono la lingua e la cultura italiana nel mondo per i giovani di origine italiana. Se fai parte di qualche associazione o se ne conosci qualcuna, fai compilare il questionario sul sito www.universoitaliano.it dopo una breve procedura di registrazione. Info: firbuniversoitaliano@ unistrasi.it.

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le celebrazioni dellanno italia-brasile. intervista a aniello angelo avella.


Charlene Marques Alves Jefferson Evaristo do Nascimento Silva Rio de Janeiro

Tra ottobre 2011 e giugno 2012 avr luogo in varie citt del Brasile un vasto calendario di eventi che vanno dalleconomia allarte, dallindustria alla gastronomia.
portata in Brasile dallimperatrice. Al seguito di Thereza Cristina, allepoca, vennero in Brasile vari artisti italiani: a loro sar dedicata una mostra presso il Museu Imperial di Petrpolis. Avremo poi una tourne del Teatro Alla Scala di Milano e del Piccolo Teatro di Milano. Ci sar una mostra dedicata a Maria Callas e unaltra sar dedicata ad una grande attrice italiana molto popolare qui in Brasile: Eleonora Duse. Oltre a tutto ci ci saranno eventi di diverso genere in varie citt: Rio, So Paulo, Brasilia, Curitiba, ecc. A Macei, per esempio, lItalia sar Paese ospite nella fiera internazionale del libro. Varie universit saranno coinvolte nelle celebrazioni. La Universidade do Estado do Rio de Janeiro, assieme allInstituto Histrico e Geogrfico Brasileiro, alla Academia Brasileira de Letras e alla Universit degli Studi di Roma Tor Vergata, in collaborazione con lIstituto Italiano di Cultura di Rio de Janeiro, organizzer una serie di seminari sulla letteratura, la geografia, il diritto, la medicina dello sport, e cos via. Insomma, un programma davvero molto ricco. Quali sono gli invitati pi importanti che parteciperanno allevento? Ci sar la presenza anche di artisti? prevista la presenza di Claudio Magris, Umberto Eco, Andrea Bocelli, e, per quanto riguarda la musica leggera, probabilmente Laura Pausini e Antonello Venditti. importante ricordare che questa manifestazione stata fortemente voluta dallAmbasciata dItalia in Brasile. LAmbasciatore Gherardo La Francesca, persona di grande capacit organizzativa, ne il principale animatore. Liniziativa, che cade nella ricorrenza dei 150 anni dellunit dItalia, assume un significato particolare anche perch pu creare straordinarie sinergie fra il nostro Paese, che attraversa un periodo difficile, e un Paese in grande espansione come il Brasile. Italia e Brasile hanno bisogno di dialogare di pi. Dato che levento sar realizzato a livello nazionale, e ci sar appunto importante per diffondere la cultura italiana, Lei pensa che possa stimolare linteresse dei brasiliani per la lingua italiana? Decisamente s. In Brasile c un vero e proprio amore per lItalia, come ha dimostrato lenorme successo della novela Passione. Noi siamo certi che la manifestazione Momento Italia-Brasile aumenter linteresse per la lingua italiana. Poi non dimentichiamo un dato importante: il Brasile conta su una colonia di oriundi italiani stimata intorno ai 30 milioni di persone, quindi la lingua italiana un richiamo molto forte che si cercher di stimolare. C stata la proposta, se non sba-

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Quali sono i temi attorno ai quali ruoter lanno Italia- Brasile? Lanno ItaliaBrasile ha un nome particolare: Momento ItaliaBrasile, e avr luogo fra ottobre 2011 e giugno 2012. Obiettivo principale di questa manifestazione quello di presentare al pubblico brasiliano unimmagine dellItalia contemporanea. Ovviamente cerchiamo di presentare gli aspetti migliori dellItalia, le sue eccellenze in tutti i settori: ricerca, industria, moda, design, gastronomia. Insomma, le voci pi importanti che compongono il sistema Italia, oltre agli aspetti tipici della nostra cultura: lopera, la musica, sia classica che leggera, larte (sono in programma alcune grandi mostre, fra cui una importantissima coi disegni di Leonardo Da Vinci, una su Caravaggio, una su De Chirico e larte contemporanea), la storia (avremo unaltra grande manifestazione sullimpero romano dal suo nascere fino alla decadenza). Si far sempre particolare riferimento ai legami fra i due Paesi: ci saranno manifestazioni per ricordare la presenza in Brasile di personaggi eminenti, come Giuseppe e Anita Garibaldi, o lImperatrice Thereza Cristina, moglie di Don Pedro II, che era napoletana e di cui in Brasile si parla molto poco. Si sta organizzando anche una grande mostra archeologica, perch il Brasile possiede una collezione di arte etrusca, pompeiana e italica che fu

glio per iniziativa della Universidade do Estado do Rio de Janeiro, di inserire linsegnamento della lingua italiana nelle scuole: sarebbe uno strumento straordinario per promuoverne la diffusione. Le manifestazioni riguarderanno varie citt del Brasile. Ci saranno eventi in parallelo anche in Italia? LAmbasciata del Brasile a Roma, in collaborazione con lAmbasciata dItalia a Brasilia, sta organizzando nella capitale italiana una serie di incontri sulla cultura brasiliana. C un progetto legato a Candido Portinari, pittore di origine italiana, autore del magnifico polittico Guerra e Pace, che ora oggetto di restauro da parte di una quipe italo-brasiliana e che a partire dal 21 dicembre 2010 stato esposto al pubblico nel Teatro Municipal di Rio de Janeiro. Alla fine del Momento Italia-Brasile il dipinto dovrebbe essere portato in Italia. Qual il ruolo della letteratura brasiliana e pi in generale della cultura brasiliana nellimmaginario italiano? La letteratura, come sappiamo, uno degli strumenti pi efficaci per accostarsi a un altro popolo e cercare di intenderne lo spirito. Si stabilisce sempre una relazione di scambio nel senso che, col mutare delle contingenze storiche, politiche, economiche, mutano i gusti del pubblico e la sua sensibilit, insieme alle aspettative rispetto alle opere e alla cultura di cui sono espressione. Il rapporto fra il pubblico italiano e la letteratura brasiliana dunque in continua evoluzione. Io ho cominciato a fare il mio lavoro di professore di letterature portoghese e brasiliana negli anni Ottanta e devo dire che da allora lapproccio del pubblico italiano profondamente cambiato. Nel corso del tempo la conoscenza tra la due culture aumentata, si fatta pi attenta e sensibile alle manifestazioni delle di-

versit, per cui oggi il pubblico italiano non si accontenta del tropicalismo nelle sue svariate declinazioni artistiche ma vuole conoscere, anche attraverso la letteratura, gli aspetti meno consueti di un universo complesso e variegato come quello brasiliano. Esiste inoltre notevole interesse per alcuni autori anfibi, quelli cio che rivelano nella loro opera leredit culturale della tradizione degli avi. Fra questi, penso soprattutto a Marco Lucchesi, che pubblica in portoghese ed in italiano oltre che in svariate altre lingue; in Italia ha ricevuto molti premi per la sua attivit letteraria e di recente stato definitivamente consacrato come membro della Academia Basileira de Letras. Lei professore di letteratura allUniversit di Roma Tor Vergata; com sorto il suo interesse per la letteratura e pi in generale per la cultura brasiliana? Credo che ciascuno di noi abbia dentro di s degli orizzonti, degli universi di cui non sempre ha completa coscienza, dei quali assume consapevolezza a volte in maniera casuale. Nel mio caso, questo orizzonte sul Brasile si aperto grazie a un amico di certi miei parenti di Gaeta, la citt dove sono nato; era un ufficiale della marina mercantile e quando lo incontravo io avevo quattordici o quindici anni mi parlava di una citt meravigliosa dove la gente era allegra, cordiale, ospitale: Rio de Janeiro. Da quel momento ho capito che non avrei potuto fare a meno di conoscere quella citt, di trasformare il sogno in vita vissuta. Poi, quando mi sono iscritto alluniversit, ho avuto la fortuna di incontrare quel grande personaggio della letteratura mondiale che stato Murilo Mendes, rappresentante della seconda generazione modernista. Era vissuto per molti anni a Parigi, dove era stato in contatto con le avanguardie artistiche del Novecento. Fra la fine degli

Il profilo Aniello Angelo Avella ha conseguito la laurea in Lettere presso lUniversit degli Studi di Roma La Sapienza (1969) e il dottorato in Sociologia presso la Karl-Franzens Universitt di Graz (1983). Insegna Letterature Portoghese e Brasiliana presso lUniversit degli Studi di Roma Tor Vergata ed responsabile scientifico della Ctedra Agustina Bessa-Lus, istituita dallIstituto Cames presso la stessa universit. Attualmente visiting professor presso lUniversidade do Estado do Rio de Janeiro. Ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche, consulente del MIUR, corrispondente dellInstituto Histrico e Geogrfico Brasileiro e socio del Centro Italiano per gli Studi StoricoGeografici. Collabora con lIstituto Italiano di Cultura di Rio de Janeiro in vista del Momento Italia- Brasile.

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anni Sessanta e i primi dei Settanta fu professore di Letteratura e Cultura Brasiliana allUniversit di Roma. Il magistero di Murilo Mendes rese ancor pi intensa la mia passione per il Brasile. Era molto cordiale, spesso invitava gli studenti nel suo appartamento nel cuore della Roma barocca, vicino allAmbasciata del Brasile. Ricordo sempre quella casa piena di quadri, sculture, oggetti artistici di ogni genere, un vero museo animato dalla sottile eleganza del gentiluomo cosmopolita, dallinventiva del poeta. Conservo nei confronti di Murilo, il magnifico Maestro, un sentimento di enorme gratitudine.

il brasile e litalia a confronto


Cecilia Casini San Paolo

Un anno davvero speciale per i rapporti italo-brasiliani nellaccurata rassegna di Cecilia Casini, docente dItaliano dellUniversidade de So Paulo, con particolare attenzione agli incontri di carattere scientifico e ai progetti di ricerca relativi alla lingua e cultura italiana.
lizzati e premiati da una giuria composta da docenti dellArea di Italiano dellUSP. Il progetto A Itlia vai ao CEL intende promuovere e diffondere la conoscenza della cultura italiana anche fuori dalluniversit grazie a lezioni, conferenze e mostre di cinema tenute su aspetti diversi della lingua e della cultura italiana da studenti della PsGraduao, con il coordinamento di docenti dellArea, nei vari Centros de Estudos de Lnguas (CELs) facenti capo alla Segretaria da Educao dello Stato di San Paolo. I CELs sono centri educativi, principalmente preposti allinsegnamento delle lingue straniere (fra cui litaliano), presenti su tutto il territorio della citt e dello Stato di San Paolo, normalmente in aree periferiche e con alunni di classi sociali svantaggiate. Liniziativa si propone dunque come un tentativo di raggiungere anche questi studenti ditaliano, rendendo possibile lincontro fra luniverso degli studi accademici e la realt sociale e educativa, spesso assai difficile, delle periferie urbane del Brasile. Sempre nellambito delle attivit del Momento Itlia-Brasil, fra il 31 ottobre e il 3 novembre si terr nellUniversidade de Braslia (UnB) il XIV Congresso dellAssociao Brasileira dos Professores de Italiano (ABPI), intitolato 150 anos de Itlia unida: lngua, literatura e identidade, con al suo interno lVIII Incontro Internazionale di Studi Italiani e la III Giornata di Italianistica dellAmerica Latina. Il congresso, che si realizza regolarmente ogni due anni, il punto di ritrovo degli italianisti brasiliani, che hanno cos modo di confrontare e scambiare le proprie esperienze di studio e ricerca. Gli invitati italiani sono i proff. Alberto Asor Rosa, Tullio De Mauro, Marina Zancan, Piero Boitani (Universit di Roma La Sapienza), Guido Baldassarri (Universit degli Studi di Padova) e Marilena Giammarco (Universit Gabriele DAnnunzio di Pescara). Pi specificamente dedicato a stabilire un confronto fra i temi dellidentit nazionale in Brasile e in Italia sar, nel mese di novembre, il Simposio internazionale Os cento e cinquenta anos da unificao italiana e as questes de identidade nacional no Brasil e na Itlia. Il fine dellincontro quello di stimolare una riflessione sulla costruzione dellidea di identit nazionale in due paesi che lottarono a lungo, e quasi negli stessi anni, per il riconoscimento della propria indipendenza; e verificare come ci si sia riflesso nei vari ambiti di consocenza (lingua, letteratura, studi dellemigrazione, arte, cultura, ecc.). Nel periodo in cui il Brasile diveniva un impero indipendente dal Portogallo (1822), nellItalia ancora divisa iniziava il Risorgimento. Tale periodo storico ebbe ripercussioni significative in Brasile: in primo luogo, con larrivo di vari patrioti italiani in esilio (molti dei quali ebbere parte attiva nei moti locali di liberazione, come Giuseppe Garibaldi), e con linfluenza esercitata dal pensiero rivoluzionario italiano (specialmente mazziniano) sulla stampa brasiliana repubblicana; in secondo luogo, con lesplosione del fenomeno dellemigrazione, che fra gli ultimi decenni del secolo XIX e i primi del XX ebbe il Brasile come una delle mete privilegiate. Oltre a ci, moltissimi sono gli artisti italiani presenti in Brasile alla fine del secolo XIX, artisti che esercitarono un ruolo importante nella realizzazione di opere fondamentali della storia brasiliana, soprattutto a San Paolo (come il monumento-edificio dedicato allIndipendenza del Brasile, attuale Museu do Ipiranga, dellarchitetto Tommaso Gaudenzio Bezzi). Allo stesso modo, direttamente legati allItalia sono momenti importanti per la costruzione dellidea dellidentit nazionale brasiliana (come la venuta di Anita Garibaldi in Italia e la sua lotta per la libert del Paese; o la realizzazione, a Firenze, del quadro O

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nche in Brasile, meta di tanta emigrazione italiana, si festeggiano i 150 anni dellunit dItalia. Le iniziative sono molte e interessano i pi svariati ambiti socio-culturali. Per quanto riguarda luniversit, i dipartimenti di italianistica di alcuni atenei hanno preparato eventi diversi, a volte anche in collaborazione fra di loro. In omaggio a una data cos significativa, nellUniversidade de So Paulo (USP) lrea de Lngua, Cultura e Literatura Italiana ha organizzato un ciclo di manifestazioni pensato specificamente come spazio di dialogo con la societ e la cultura del Brasile, partendo proprio dal riconoscimento della presenza degli italiani nella storia e cultura locali e della loro importanza nel processo di costruzione dellidentit brasiliana. La IX Settimana della lingua italiana nel mondo (17-21 ottobre) segna linizio ufficiale del Momento Itlia-Brasil, la serie di manifestazioni previste dal governo italiano per coinvolgere nei festeggiamenti per i 150 anni di unit nazionale i quasi 25 milioni di brasiliani di origine italiana, con durata fino al giugno 2012 (mese della festa della Repubblica). I lavori si apriranno con il lancio dellultima traduzione de I promessi sposi in portoghese, e la prima in assoluto della Storia della colonna infame, di Alessandro Manzoni, ad opera di Francesco Degani, un alunno della Ps-Graduao di Italiano dellUSP. Nello stesso ambito segnaliamo altre due iniziative dellArea di Italiano dellUSP: il II Concorso di Redazione in Lingua Italiana e il ciclo di lezioni A Itlia vai ao CEL. Il concorso, aperto agli studenti di italiano di vari istituti, si pone come obiettivo di stimolare lo studio della lingua italiana allestero, e, in omaggio alla ricorrenza dei 150 anni di unit nazionale, propone la redazione di un testo a partire dal titolo stesso della Settimana: Buon compleanno Italia!. I lavori concorrenti verrano ana-

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grito do Ipiranga, del pittore Jos Amrico, illustrante un episodio fondante la storia del Brasile come paese sovrano, specificamente richiesto dallimperatore brasiliano, Dom Pedro II). Si pu forse dire, insomma, che il processo che port allunificazione politica italiana e allemancipazione e al consolidamento dello Stato brasiliano estrapolano le frontiere nazionali, interessando reciprocamente entrambi i paesi in vari campi delle arti e della cultura. Il simposio, coordinato dallArea di Italiano dellUSP in collaborazione con varie altre universit brasiliane (lUniversidade Federal de So Paulo UNIFESP, lUniversidade Estadual de Campinas - UNICAMP e lUniversidade Federal de Santa Catarina UFSC), sar realizzato allUSP dall8 all11 novembre, e godr dellappoggio della pi importante fondazione di sostegno alla ricerca dello Stato di San Paolo (la Fundao de Amparo Pesquisa do Estado de So Paulo - FAPESP), della casa editrice universitaria EDUSP, della casa editrice Alma Edizioni. Inoltre rappresenter un evento importante del Momento Itlia-Brasil, e sar sostenuto dal Consolato generale dItalia di San Paolo e dallIstituto Italiano di Cultura di San Paolo. Oltre a contare sulla partecipazione di vari docenti dellArea di Italiano dellUSP, lincontro ricever molti invitati internazionali: Rita Librandi (Universit degli Studi di Napoli LOrientale); Lucia Strappini e Alejandro Patat (Universit per Stranieri di Siena), Sandra Bagno e Guido Baldassarri (Universit degli Studi di Padova), Duilio Caocci (Universit di Cagliari), Emilio Franzina (Universit degli Studi di Verona), Angelo Trento (Universit degli Studi di Napoli LOrientale), Federico Croci (Universit degli Studi di Genova), che si uniranno nel dibattito a importanti invitati brasiliani e italiani residenti in Brasile, come i professori Joo Adolfo Hansen, Tel Ancona Lopes, Marcos Antonio de Moraes, Luciano Migliaccio e Lorenzo Mamm (USP), Endrica Geraldo e Michael M. Hall (UNICAMP), Oswaldo Truzzi (Universidade Federal de So Carlos - UFSCar), Vitalina Frosi (Universidade de Caxias do Sul - UCS). Lidea quella di aprire uno spazio di discussione interculturale fra lItalia e il Brasile sullattualit dellidea di identit nazionale nella cultura contemporanea, stimolando uno scambio fra studiosi che contribuisca ad aggiornare la riflessione sul tema. Allo stesso tempo si vuole offrire al pubblico brasiliano lopportunit di seguire le pi recenti discussioni in proposito, considerando

che loccasione del sesquicentenario dellunit italiana ha dato origine a nuovi studi e pubblicazioni sulla questione dellidentit nazionale, in un momento, fra laltro, particolarmente critico per la nostra nazione. Fra la fine di febbraio e linizio di marzo del 2012 si svolger a Belo Horizonte, nellUniversidade Federal de Minas Gerais (UFMG), il IV Congresso Internazionale sulla Comunicazione Parlata: corpora e parlato, coordinato dal professor Tommaso Raso. Si tratta di un evento di grande rilevanza internazionale, che dimostra linteresse della linguistica italiana per il Brasile. La Societ di Linguistica Italiana, infatti, attraverso il suo Gruppo di Studi sulla Comunicazione Parlata (GSCP), organizza ogni due anni un grande congresso internazionale sulla lingua parlata; per la prima volta tale congresso si terr fuori dallItalia e avr una commissione scientifica italiana, una brasiliana e una internazionale. La sede brasiliana dovuta alla coincidenza di due fattori: la volont del GSCP di internazionalizzare anche la sede del Congresso e la presentazione di un importante progetto italo-brasiliano di Corpus di parlato spontaneo. Il progetto, denominato C-ORALBRASIL, finanziato in Brasile dal Centro nacional de Pesquisa (CNPq), dalla Fundao de Amparo Pesquisa do Estado de Minas Gerais (FAPEMIG) e dalla stessa UFMG, ha realizzato un corpus di parlato spontaneo del portoghese brasiliano secondo la stessa architettura e gli stessi criteri del grande progetto C-ORAL-ROM, per litaliano, il portoghese europeo, il francese e lo spagnolo (il C-ORAL-ROM stato diretto dai professori Emanuela Cresti e Massimo Moneglia dellUniversit degli Studi di Firenze e finanziato dallUnione Europea). Grazie alla presenza del congresso in suolo brasiliano, un grande progetto europeo coordinato dallItalia comprende ora anche il Brasile. Il congresso si presenta quindi come uno spazio privilegiato per mostrare in Brasile i risultati della linguistica italiana nel mondo; e allo stesso tempo come unoccasione per portare in Brasile alcuni tra i maggiori linguisti italiani che, per loccasione, potranno tenere conferenze, corsi e altre attivit in varie citt brasiliane, e potranno stringere legami scientifici con colleghi e con istituzioni brasiliane. Fra gli invitati, ricordiamo Pier Marco Bertinetto (Scuola Normale Superiore di Pisa), Emanuela Cresti e Massimo Moneglia (Universit degli Studi di Firenze), Plnio Barbosa (Universidade Estadual de Campinas UNICAMP), Douglas Biber

(University of Northern Arizona), Philippe Martin (Universit Paris Diderot), Joo A. Moraes (Universidade Federal do Rio de Janeiro - UFRJ), Klaus Scherer (Universit de Genve), Vronique Auberg (Grenoble Universits). In concomitanza con il congresso, il Programa de Ps-Graduao dellUniversidade de So Paulo (USP) offrir agli studenti di italianistica e di studi linguistici il corso Os corpora no ensino do italiano L2, sotto la responsabilit del prof. Massimo Moneglia, dellUniversit di Firenze, e della prof. Cecilia Casini, dellUSP. Il corso presenter una proposta di uso della rete con lobiettivo di costituire corpora dinamici e facilmente interrogabili da utilizzare per linsegnamento e per la traduzione dellitaliano allestero. In particolare verr presentata lesperienza delluser group brasiliano del corpus RIDIRE, recentemente formatosi presso lUFMG e lUSP. Il progetto RIDIRE.it (Risorsa Dinamica Italiana di Rete), finanziato dal Fondo Italiano per la ricerca di base e coordinato dalla Societ Internazionale di Filologia e Linguistica Italiana (SILFI) dedicato a costituire una base dati delluso linguistico italiano attraverso il crawling dei contenuti della rete pi rappresentativi per la cultura italiana e a fornire strumenti di computazione dellinformazione linguistica che sfruttino le potenzialit dei grandi corpora a fini di apprendimento linguistico. Lidea quella di fornire agli apprendenti litaliano come L2 un ambiente di rete per laccesso selettivo alluso linguistico italiano, sia a livello funzionale, sia nei domini delleccellenza italiana nel mondo (informazione, economia, legislazione, religione, politica, letteratura, arte e design, cinema, cucina, ecc.). Linfrastruttura fondata su un web corpus di contenuti italiani di rete indicizzati per dominio semantico e per valore funzionale, ed integrata da strumenti computazionali per lestrazione dellinformazione e per la ricerca linguistica. Infine, sempre nellambito del Momento Itlia-Brasil, prevista per i mesi di marzo-aprile del 2012 linaugurazione di una grande mostra sulla lingua italiana in Brasile nella sede del Museu da Lngua Portuguesa di San Paolo. La mostra, frutto del lavoro di collaborazione fra il Museo da Lngua Portuguesa, lIstituto Italiano di Cultura di San Paolo, il Colgio Dante Alighieri di San Paolo, avr la curatela scientifica dellArea di Lngua, Cultura e Literatura Italiana dellUniversidade da So Paulo (USP).

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Una fotografia, che segnala gli spazi quotidiani della contaminazione linguistica. In questo caso, un men di un ristorante a Porto Alegre, Brasile. (Archivio sugli italianismi del Centro di Eccellenza. Osservatorio linguistico permanente dellitaliano diffuso fra stranieri e delle lingue immigrate dellUniversit per Stranieri di Siena).

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