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Intervista al chitarrista e compositore nuorese Cristiano Porqueddu, con una nota biografica.

A cura di Stefano Aresu

Cristiano Porqueddu nasce nel 1975 a Nuoro, comincia a soli sette anni a suonare la chitarra grazie all esempio e alla passione del padre. Si diploma molto giovane e con voti altissimi, dimostrando fin da giovanissimo un talento ed un amore innati per lo strumento. Il che lo porta a proseguire gli studi musicali e chitarristici fino a divenire oggi uno dei pi acclamati protagonisti del panorama della musica colta internazionale. Carriera folgorante la sua, che, dopo la frequentazione di masterclass e corsi con i pi grandi musicisti legati al mondo delle sei corde del nostro tempo, sbocca nel 1997 nell incontro con il Maestro Angelo Gilardino, compositore e musicologo, pilastro della musica contemporanea per chitarra, il quale vede nel giovane chitarrista nuorese qualcosa di grande. Stima che concretizza dedicandogli suo "Concerto di Oliena", imponente opera per chitarra ed orchestra in tre movimenti. In seguito Cristiano si fa carico di produzioni discografiche dalle proporzioni sempre pi importanti, definite titaniche dalla critica specializzata. E dobbligo a tal proposito ricordare nel 2009 la registrazione integrale degli Studi di Virtuosit e di Trascendenza dello stesso Gilardino in cinque compact disc, nel 2010 lintegrale della musica per chitarra sola del compositore paraguayano Agustn Barrios in un CD set di 6 volumi e meno di tre mesi fa di un nuovo progetto discografico in un cofanetto di 3 CD che sta riscuotendo gi enorme successo: Novecento Guitar Preludes, un opera che raccoglie ben 75 preludi originali per chitarra del Novecento. Cristiano inoltre ha da pochi anni intrapreso una attivit compositiva che l'ha prima portato a vincere un concorso internazionale di composizione (Gorod Na Kame, International Guitar Composition Competition 2010, Ohio, U.S.A) e di seguito a pubblicare con importanti editori (Orphe e Brben) ben tre lavori (tutti e tre gi eseguiti), che la critica internazionale ha accolto con entusiasmo. Recentemente il chitarrista italiano Luigi Attademo ha eseguito la worldpremiere della tua prima sonata per chitarra sola Des couleurs sur la toile che verr pubblicata ancora dalla prestigiosa Brben Edizioni Musicali entro poche settimane. Il tutto senza tralasciare il suo impegno come concertista internazionalmente acclamato e di didatta, presso la Scuola Civica A. Chironi di Nuoro e la Scuola Civica di Musica di Macomer (con oltre venti allievi in tutto da formare) e di Direttore Artistico di importanti manifestazioni legate al mondo delle sei corde sul territorio nazionale.

Bene, Cristiano visto il tuo luminoso percorso musicale la mia prima domanda : come potresti riassumere la tua carriera di musicista? Quali passi sono stati fondamentali (insieme naturalmente al tuo talento e al tuo immenso impegno) per arrivare cos giovane ai vertici del panorama chitarristico mondiale, partendo da un posto -quale potrebbe sembrare Nuoro (e la Sardegna)totalmente ai margini della cultura Musicale Classica e Contemporanea?

Ci sono due elementi che hanno avuto un ruolo determinante nel mio percorso. Il primo il supporto costante dei miei genitori che hanno sempre creduto e investito su ci che da sempre avevo voluto fare. Il secondo la mia capacit di adattamento e di operare in completa autonomia. Questi due elementi sono costitutivi della mia attivit: li posso udire e vivere ancor oggi, ma nella carriera di studi i vantaggi furono assoluti: infatti prima dei 23 anni avevo gi conosciuto personalmente le pi importanti personalit mondiali legate allo strumento (musicologi, compositori, ricercatori e strumentisti). Grazie a ci ebbi la possibilit di conoscere realt culturali e sociali ben lontane da quella che mi circondava tutti i giorni. Frequentai lezioni davvero illuminanti nellambito dei masterclass, in Italia e Europa. Tutte cose che mi tennero fortunatamente! molto lontano dai conservatori e dalle grinfie di insegnanti che trasformavano le loro classi in sottospecie di sette (ai miei occhi si trattava di mezze tacche che, incapaci di fare i musicisti, usavano il loro ruolo di docenti per sentirsi importanti davanti a giovani allievi). Oggi, a 37 anni, dopo trentanni di studio costante e insaziabile, sento di essere in possesso di un tesoro di valore inestimabile. Grazie a tutto ci e soprattutto al mio eterno viaggiare, mi sento completamente libero da schemi pre-impostati, aborro la routine e mi ritrovo energia e capacit per realizzare tutto quello che mi salta in mente. A livello musicale beninteso- ma non solo. Mi sento libero, a tal punto che prima di iniziare a calcare un nuovo percorso, se non un sesto senso vero e proprio, un quinto senso e mezzo mi fa intuire come andr a finire. E questo raramente si sbaglia. Ecco perch se inizio a fare qualcosa significa che so con certezza che la porter a termine al massimo delle mie capacit e senza alcun risparmio di energia. Di passi importanti nella carriera di studi ce ne sono stati molti. Fondamentali solo uno: lincontro con Angelo Gilardino nel 1997 in quel di Trivero (Biella), durante un corso della durata di un mese o gi di l. Pi di qualsiasi altro docente incontrato in quegli anni di formazione, il compositore vercellese cap a fondo con chi aveva a che fare, che non mi interessava solo vincere concorsi e collezionare targhe e, soprattutto, non mi piaceva crogiolarmi nel conosciuto. Definisco ancor oggi quellincontro una folgorazione non perch cambi il mio modo di vedere le cose ma perch conferm che gli ideali di arte che inseguivo non erano utopia e non appartenevano solo al mio mondo musicale. Arte che non deve dar sollievo ma far tremare le certezze, arte che scopre, arte che si rigenera. Per me una seconda nascita, credimi. E' proprio questo valore di incertezza, dissoluzione e riassemblamento dei valori sonori che rende una musica veramente nuova e potente, perci la mia prossima domanda : che rapporto hai con la musica tradizionale sarda? Da amante del nuovo e dellesplorazione, ho un ottimo rapporto con tutto quello che tradizione. Per quanto riguarda la musica tradizionale della nostra isola, dopo degli studi effettuati sulle origini e lovvio parallelismo con la musica polifonica colta, posso dire che troppo spesso , a mio avviso, una musica in mano a dilettanti. Dilettanti nel senso negativo del termine, non di chi si diletta a fare quel genere di musica. Dico questo perch secondo me occorrerebbe una maggiore attenzione alla ricerca e allinnovazione e quindi alla qualit del risultato finale. Alcuni lo fanno ma sono davvero pochi e, come al solito, vengono per lo pi ignorati. Detto questo, per ovvie ragioni e non solo perch patrimonio UNESCO dellumanit trovo

molto interessante il Canto a Tenore specie quando il quartetto composto da persone che sanno quel che fanno. E' una polemica la tua che in parte condivido, sopratutto per quanto riguarda il dilettantismo che spesso anche in questo campo cos delicato viene scambiato con il pressapochismo. Ma torniamo a parlare di te, qual stato l'insegnamento pi importante in assoluto nella tua carriera di Musicista? Che la musica arte. E larte prima di tutto una scoperta, indipendente da ogni esistente certezza, o presunta tale. Quando si rimesta il conosciuto (c chi lo fa per tutta una vita) e quando pur di accontentare un pubblico fondamentalmente ignorante si disposti a calarsi le braghe musicalmente parlando -, lartista morto. Rimane una marionetta; il triste, anzi, grottesco saltimbanco imbonitore a caccia di consensi convinto che il numero sia garanzia di qualit. A proposito di scoperte, quando hai capito che suonare la musica scritta da altri musicisti non era tutto? Parlaci delle tue composizioni originali, quando e come sono state concepite? A quale linguaggio musicale sei approdato nelle tue composizioni? Influenze? Scrivo note su un pentagramma da sempre. Se non ricordo male la prima serie di composizioni (3 studi e una fantasia) risale allet di 16-17 anni. A partire dal 2005 ho invece avvertito la necessit di conoscere a fondo la materia e una mattina di Febbraio di quellanno decisi di riprendere in maniera seria e con lo scopo di arricchirmi (non quello di fare inutili esami) i concetti di Armonia; iniziai a leggere trattati di composizione, studiare partiture delle Sinfonie e dei Quartetti di Beethoven, delle Sinfonie di Brahms, delle composizioni pianistiche e orchestrali di Debussy (illuminante!), di Bartk e i capolavori orchestrali di Prokof'ev. Il lavoro dur 3-4 anni e quando mi sentii abbastanza pronto per affrontare un corso ad un livello pi alto di uno studio autodidatta, presi il telefono e chiamai Angelo Gilardino per sapere se era disposto a farmi delle lezioni. Non ricordo con precisione il giorno ma era nellautunno del 2009. Me lo ricordo perch studiavo con la finestra del mio studio aperta e mi rimasta impressa la risposta di Gilardino: un s, secco, senza fronzoli. Mi recai da lui qualche settimana dopo con la testa piena zeppa di princpi, regole, norme, riferimenti, analisi formale. Prima lezione del Maestro: Bene. Dimentica tutto. Si fa come dico io. Niente manuali. Sentii il vuoto sotto i piedi. Le lezioni andarono avanti per un anno e il metodo funzion: nel Dicembre del 2010 partecipai e vinsi il primo premio al Concorso Internazionale di Composizione Gorod Na Kame in Ohio negli Stati Uniti con una composizione basata sulla forma del Tema con Variazioni (Il silenzio del pendolo), la forma pi difficile per un compositore, dato che lunica che impone dei paletti prestabiliti nella scrittura. Il linguaggio ovviamente il mio personale, ma inevitabilmente (e forse inconsciamente) influenzato da tutti i compositori che ho studiato e interpretato in questi anni, Gilardino incluso. So che sei un amante della Letteratura e della Poesia, cosa preferisci leggere nella tua intimit? La letteratura e la poesia sono per me un modo diverso di fare musica. Il pentagramma la pagina, le note sono le singole sillabe. Amo Proust e il modo in cui mostra allumanit come la

poesia delle cose tuttaltro che sentimentalistica e che il ricordo (o dovrei dire la memoria) ha un valore assoluto solo se usato per leggere il presente. Leggo molto, tutti i giorni prima di cena e prima di dormire. Degli italiani del Novecento adoro Landolfi, Pasolini, Pavese, Morante e pochi altri. Quali sono per te i rapporti tra Musica e Poesia o letteratura in genere? Sono forme di espressione umana legate indissolubilmente ma restano sempre luna indipendente dallaltra. Ti dir di pi: trovo che recitare con un musicista che suona , per me, come avere la pretesa di osservare due dipinti su carta lucida luno sullaltro. Intollerabile anche se cos alla moda. Un verso di Ungaretti o di Pavese, che i direttori artistici della domenica lo vogliano o no, cammina magnificamente da solo, senza alcun supporto! Cosa consigli del panorama della musica contemporanea odierna? E appena trascorso il secolo pi importante per la storia della chitarra, il Novecento. Un secolo fortunato perch moltissimi musicisti non-chitarristi hanno scritto per le sei corde. Pagine svincolate da costruzioni esclusivamente idiomatiche che hanno come unico obiettivo luso del colore e del timbro, anima vera e unica dello strumento. Passare dai compositori del Novecento dobbligo. Di questi compositori (e anche di quelli contemporanei) la lista che suggerirei davvero molto lunga e rischio sicuramente di dimenticare qualcuno. Posso pi semplicemente citarti alcuni dei compositori su cui ho lavorato in questi ultimi due anni e che meritano senza dubbio molta attenzione per lalta qualit delle pagine che hanno donato al mondo delle sei corde: Cyril Scott, Dusan Bogdanovic, Angelo Gilardino, Georges Migot, Gilbert Biberian, Federico Mompou, Franco Cavallone, Henri Sauguet, Ferenc Farkas, Henk Badings, Mark Delpriora, Antonio Jos, Alfred Uhl. Quali potrebbero essere i tuoi consigli ai giovani musicisti di musica contemporanea e ai giovani compositori che ti stanno leggendo? Non mi sognerei mai di dare consigli ai compositori! Ho iniziato a scrivere musica da meno di quattro anni e nonostante tutto credo sia troppo presto per farlo. Il mio consiglio, invece, rivolto ai giovani musicisti che si avvicinano alla musica (contemporanea o meno non fa differenza), quello di respingere con decisione tutto quello che superficiale e banale. Non orientare mai il proprio lavoro al consenso altrui ma operare allesclusivo scopo di migliorarsi. A cosa stai lavorando ultimamente? So che sei in perenne fase di registrazione... Sono al lavoro dallestate del 2012 su tre nuovi progetti discografici. Il primo Dedication: insieme ai colleghi e amici Angelo Marchese e Alberto Mesirca daremo forma ad un CD unico nel suo genere che conterr linterpretazione di tre diversi concerti per chitarra e orchestra di Angelo Gilardino di cui siamo i rispettivi dedicatari: Concerto di Oliena, Concertino del Falco, Concertino di Hykkara. Il secondo Novecento Guitar Sonatas che raccoglier in 5 volumi le Sonate per chitarra di Angelo Gilardino, Gilbert Biberian, Alfred Uhl, Georges Migot, Juan Mann e Franco Cavallone. Il terzo (che dovrebbe vedere la luce nellinverno del 2014) la registrazione integrale delle opere per chitarra sola dal 1969 al 2014 di Angelo Gilardino. Sono 14 CD, inclusi i 5 dei 60

Studi di Virtuosit e di Trascendenza. Un progetto che rasenta il limite dellimpossibile, viste le proporzioni e la complessit delle composizioni! Mi complimento per la tua tenacia e dedizione! Quando potremo vederti suonare in Sardegna prossimamente? Lultimo concerto lho tenuto a Oristano il 22 Dicembre scorso. Adesso su due piedi non so rispondere alla tua domanda. Ma amo suonare nella mia terra e anche se la citt dove sono nato non mi aiuta (e non mi ha mai aiutato) di certo, sono legato nel profondo alla mia isola, ai suoi profumi e ai suoi irripetibili colori. Suonare in Sardegna per me sempre motivo di grande entusiasmo. Si chiude con una nota di amarezza questa conversazione con Cristiano Porqueddu, personalit eccentrica e vulcanica della musica classica contemporanea. Un amarezza dettata dalle ultime decisioni prese dalla Suola civica A. Chironi di Nuoro, alla cui Direzione il chitarrista candidato. Il caso esplode sul blog, creato nel Settembre del 2012 dallo stesso Porqueddu alla pagina http://ricorsoscuolacivica.chitarraclassica.com/ , dove diversi musicisti, compositori, docenti e musicologi di tutt'Italia segnalano un caso di scarsa trasparenza procedendo prima con un ricorso in massa (che ha causato la revoca di un bando pubblico con una imbarazzante retromarcia del Comune di NUoro) e attualmente con un esposto alla Procura della Repubblica per incarichi di Direttore Artistico quantomeno dubbi. Il caso viene citato anche dalle maggiori testate giornalistiche isolane, scatenando un vero e proprio putiferio nel mondo musicale isolano. Leggiamo sul blog che i candidati alla direzione saranno in tre, anche se tra questi l'unico incompatibile allincarico risulterebbe Porqueddu stesso. Uno dei post specifica inoltre che

I docenti di conservatorio, invece, con contratti a tempo indeterminato non hanno alcuna incompatibilit. Sulla questione stato gi presentato un Esposto alla Procura della Repubblica su cui Finanza e un Sostituto Procuratore hanno iniziato le indagini. La gestione della causa curata dallo studio Morandi-Basolu di Nuoro.
Augurando al nostro la soluzione della questione, e facendogli i miei pi sentiti complimenti per il suo percorso artistico, lo ringrazio per la bella e stimolante chiacchierata concessami. Arrivederci a presto, Cristiano!