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Storia 14

Il documento descrive l'espansione di Roma nel Mediterraneo, iniziando con la Prima guerra punica contro Cartagine, che si concluse con la vittoria romana e la conquista della Sicilia. Segue la Seconda guerra punica, caratterizzata dalla strategia di Annibale e dalla successiva vittoria di Roma sotto Scipione l'Africano, che portò a un predominio romano nel Mediterraneo occidentale. Infine, si analizzano le guerre successive e l'imperialismo romano, evidenziando come Roma si sia trasformata in una potenza dominante attraverso conquiste e amministrazione delle province.

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Storia 14

Il documento descrive l'espansione di Roma nel Mediterraneo, iniziando con la Prima guerra punica contro Cartagine, che si concluse con la vittoria romana e la conquista della Sicilia. Segue la Seconda guerra punica, caratterizzata dalla strategia di Annibale e dalla successiva vittoria di Roma sotto Scipione l'Africano, che portò a un predominio romano nel Mediterraneo occidentale. Infine, si analizzano le guerre successive e l'imperialismo romano, evidenziando come Roma si sia trasformata in una potenza dominante attraverso conquiste e amministrazione delle province.

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Roma si espande nel Mediterraneo – Riassunto completo per

interrogazione

Prima guerra punica


Dopo aver conquistato il Meridione e il controllo dei traffici marittimi della Magna Grecia, Roma era
diventata una potenza commerciale. Il suo sviluppo entrava in contrasto con altre potenze del
Mediterraneo, prima fra tutte Cartagine, una colonia fondata dai Fenici sulla costa nordafricana, che
dominava il Mediterraneo occidentale.

Inizialmente Roma e Cartagine avevano mantenuto rapporti pacifici, firmando trattati commerciali. Ma
con il passare del tempo la situazione cambiò: Roma doveva tutelare lo sviluppo e il potenziamento
dell’attività marina (come Napoli e Taranto) e lo Stretto di Messina, importante via di passaggio per le
merci. Dall’altra parte, Cartagine voleva difendere i propri possedimenti in Sicilia.
Lo scontro era inevitabile.

I Mamertini e l’origine della Prima guerra punica

L’attenzione era così alta che bastava un semplice pretesto per iniziare la guerra.
L’occasione dello scontro arrivò da Messina, città in Sicilia. Dopo che Pirro se ne andò dall’isola, i
Mamertini, mercenari campani, avevano occupato Messina e si erano arricchiti imponendo tributi alle
navi che passavano nello stretto.

Furono però minacciati da Siracusa, che voleva cacciarli. I Mamertini chiesero aiuto a Cartagine, che
intervenne subito, ma poi non contenti della tutela dei cartaginesi che si comportavano occupanti più
che alleati nel 264 a.c. si rivolsero a Roma.

Roma accettò perché la presenza di Cartagine nello Stretto metteva a rischio i suoi interessi
economici. Il Senato inviò un esercito in Sicilia: iniziava la Prima guerra punica..

Le due potenze a confronto

★​ Cartagine era una repubblica oligarchica e mercantile, governata dai ricchi. Il suo esercito era
formato da mercenari stranieri, poco fedeli.​

★​ Roma, invece, aveva una struttura politica più avanzata, una società coesa e un esercito
formato da cittadini, più motivati a combattere.​

Roma aveva sempre combattuto sulla terraferma, ma per affrontare Cartagine serviva una flotta. Così
costruì 120 navi da guerra in poco tempo. In più, inventò il corvo, un ponte mobile che permetteva di
abbordare le navi nemiche e combattere come a terra.
La Prima guerra punica (264–241 a.C.)

➢​ Nel 260 a.C. I romani riportarono la prima vittoria a Milazzo.​

➢​ Incoraggiata dal successo nel 256 a.C.: Roma portò la guerra in Africa, sbarcando vicino a Cartagine
con i consoli Attilio Regolo e Lucio Manlio Vulsone. Ma il Senato commise un errore e richiamo Manlio e
Regolo rimase solo, fu sconfitto e fatto prigioniero nel 255 a.C.​

➢​ I combattimenti continuarono per altri 13 anni.​

➢​ I cartaginesi stanchi mandarono a Roma degli ambasciatori e l’ostaggio Attilio regolo a chiedere la
pace, Lui, conoscendo la debolezza del nemico, disse al Senato di non accettare e quando tornò a
Cartagine venne ucciso.

Vittoria romana e trattato di pace

➢​ I romani compiono l'ultimo sforzo e nel 241 a.C., con la battaglia a sorpresa nelle isole Egadi,
il console Gaio Lutazio Catulo vinse la guerra.​

➢​ Cartagine fu costretta a:​

★​ abbandonare Sicilia e isole vicine;​

★​ non attaccare gli alleati di Roma;​

★​ restituire i prigionieri e pagare un’indennità.​

Di conseguenza la Sicilia diventò la prima provincia romana, amministrata da un governatore e


obbligata a pagare tributi e I suoi abitanti furono privati dei diritti politici.

Espansione romana dopo la prima guerra punica

➢​ Dopo la sconfitta Cartagine fu colpita da una grave crisi economica e dovette affrontare una
rivolta dei mercenari.​
Approfittando della sua debolezza, Roma occupò la Sardegna (238 a.C.) e la Corsica (237
a.C.), che divennero provincia nel 235 a.C.​

➢​ Nel 230 a.C., Roma sconfisse gli Illiri, popolo che faceva pirateria nell’Adriatico.​

➢​ Poi nel 222 a. C. vinse contro i Galli a Casteggio cioè i territori fertili della pianura padana e
nacque così la Gallia Cisalpina, terza provincia romana.​
La Seconda guerra punica (218–202 a.C.)

Cartagine si rafforza in Spagna

Cartagine cercava di riemergere Economicamente E riorganizzare il proprio esercito .


Per risollevarsi, Cartagine iniziò la conquista della Spagna, ricca di miniere.

Nel 226 a.C., firmò un trattato con Roma: entrambi non dovevano superare il fiume Ebro.

Ma nel 219 a.C i cartaginesi divennero abbastanza forti per rompere questo accordo e il generale
Annibale, assediò Sagunto, colonia greca alleata di Roma.
Scoppiò così la Seconda guerra punica.

La marcia di Annibale

Annibale aveva un piano ben preciso: portare la guerra nella penisola italica, via e terra.
Nella primavera del 218 a.C. Annibale dopo aver lasciato il comando al fratello Asdrubale partì dalla
Spagna e attraversò le Alpi con:

★​ 25.000 soldati
★​ 6.000 cavalli
★​ Alcuni elefanti in misere condizioni ​

Nonostante tutto nel 218 a. C. riuscì a prendere i romani di sorpresa e batterli presso i fiumi
Ticino e Trebbia. Nel 217 a.C. proseguì sul lago Trasimeno e sconfisse nuovamente
l’esercito romano. Sebbene la via aperta proseguì la marcia verso sud, giungendo in Puglia,
dove sperava di trovare alleati.

Fabio Massimo e la strategia del “temporeggiatore”

Roma, in difficoltà, nominò dittatore Quinto Fabio Massimo, che evitava lo scontro diretto con
Annibale e consisteva nel tenersi sulle alture per controllare le mosse e lo indeboliva con azioni di
guerriglia.

Questa tattica fu criticata perché sembrava segno di vigliaccheria, e lui fu chiamato


“temporeggiatore”.
La disfatta di Canne (216 a.C.)

I nuovi consoli Lucio Emilio Paolo e Marco Terenzio Varrone decisero di affrontare Annibale a viso aperto.
Annibale, sfruttando la loro inesperienza tattica e manovrando con geniale strategia le sue forze, Annibale nel
216 a. C. li circondò e li sconfisse a Canne, uccidendo oltre 40.000 soldati e il console Emilio Paolo.​

Ma Annibale non attaccò Roma, ritenendo di non avere abbastanza uomini. E tentò invece di convincere città
italiche a ribellarsi: Capua e Siracusa lo seguirono e si schierarono dalla sua parte.​

Alleanze e controffensiva romana

●​ Nel 215 a. C. Annibale si alleò con Filippo 5 di Macedonia convincendolo a dichiarare guerra
a Roma → prima guerra macedonica (215–205 a.C.)

●​ Roma rispose alleandosi con le città greche ostili a Filippo. E andò contro a Cartagine e i
suoi alleati in Italia e riconquistò:​
Nel 212 a.C. Siracusa), nonostante le difese ideate da Archimede un fisico e matematico. Poi
anche Capua e Taranto

●​ Annibale richiamò dalla Spagna, il fratello Asdrubale, Il quale fu sconfitto nel 207 a.C. dai
romani Sul fiume Metauro.

●​ L’anno successivo, i cartaginesi furono costretti ad abbandonare anche la Spagna, grazie al


valore di Publio Cornelio Scipione, un condottiero romano.​

Scipione l’Africano e la fine della guerra

●​ Il generale Publio Cornelio Scipione conquistò la Spagna (206 a.C.)​

●​ Venne eletto console e si recò con un corpo di spedizione in Africa. Era convinto che così
Annibale si sarebbe allontanato dall’Italia e così fu.​

●​ A Zama nel 202 a.C, Scipione sconfisse definitivamente Annibale. Una delle più famose
battaglie dell’antichità. Sciupone prese il soprannome di “Africano”​

●​ Annibale cerco di trovare dei nuovi amici a Roma e poi fuggì e si suicidò nel 183 a.C.​
Pace durissima per Cartagine:

●​ Perde tutti i territori fuori dall’Africa.​

●​ Deve consegnare navi ed elefanti.​

●​ Non può fare guerra senza permesso romano.​

●​ Deve pagare 10.000 talenti d’argento.​

Perché vinse Roma

●​ Perché aveva un sistema politico forte, che univa le popolazioni conquistate.​

●​ Le città italiche erano fedeli a Roma.​

●​ Annibale aveva sbagliato: pensava che gli Italici volessero ribellarsi come i cartaginesi ma
non era così.
●​ Si concluse con il predominio di Roma sul Mediterraneo occidentale che diventò la principale
potenza marittima​

Dopo Zama: inizia l’imperialismo romano


Dopo la vittoria a Zama 202 a.C. che segnò, il declino della potenza cartaginese, Roma non combatte
più per difendersi, ma comincia una politica di conquista vera e propria, cioè imperialista.

Tutte le classi sociali erano favorevoli:

★​ I ricchi senatori volevano nuove terre da sfruttare.​

★​ I commercianti e banchieri volevano nuovi mercati.​

★​ I poveri trovavano terre, bottino e la possibilità di farsi notare come soldati.​


Le guerre in Oriente
Seconda guerra macedonica (201–197 a.C.):

●​ Necessario vendicarsi di Filippo V di Macedonia, alleato di Annibale. L’occasione giunse


quando la Repubblica romana corse in aiuto delle Polis greche all’ennesimo tentato di Filippo
di limitare l’autonomia​

●​ La seconda guerra macedonica scoppiò nel 201 a.C. e si concluse con la vittoria di Roma a
Cinocefale nel 197 a.C.​

●​ Ai Giochi Istmici (196 a.C.) a Corinto, Roma proclamò la libertà delle poleis greche. Ma era
una mossa politica per controllare la Grecia senza occuparla direttamente.​

Guerra contro Antioco III (191–188 a.C.):

●​ Nel 191 [Link] Greci si ribellarono al dominio romano perché si resero conto dei suoi
atteggiamenti liberali e chiesero aiuto al re siriano Antioco III.​

●​ Antioco Si affrettò ad aprire le località e sbarcare nella penisola ellenica e venne battuto e
costretto a rientrare in Asia minore, dove fu sconfitto a Magnesia nel 189 a.C.​

●​ Con la pace di Apamea del 188 a.C., l’Asia perse gran parte dei suoi territori, che passarono
agli alleati di Roma.​

Terza guerra macedonica (171–168 a.C.):

●​ Il figlio di Filippo V, Perseo, si alleò con città greche anti-romane.​

●​ Fu sconfitto a Pidna (168 a.C.) dal console Lucio Emilio Paolo.​

●​ Come conseguenza di questa nuova guerra Nel 148 a.C. la Macedonia divenne provincia
romana, la prima in Oriente.​

Ribellione greca e distruzione di Corinto (146 a.C.):

●​ Alcune città greche si ribellarono.​

●​ Roma distrusse Corinto e la Grecia fu sottomessa al governatore romano della Macedonia.​


Comportamento di Roma coi nemici sconfitti
●​ Roma spogliava i nemici delle terre, che dava agli alleati. (Es: Filippo V tenne solo la
Macedonia, Antioco solo la Siria.)​

●​ Le flotte nemiche venivano distrutte: Roma voleva dominare il mare.​

●​ A Oriente, Roma cercava di non apparire come conquistatrice, diceva di combattere per la
libertà dei suoi alleati, ma in realtà cercava il controllo totale.​

Terza guerra punica e provincia d’Africa


Cartagine si stava riprendendo economicamente, grazie al visto commerciali agricole e Roma
soprattutto i mercanti volevano eliminarla del tutto.
Catone il Censore insisteva: “Cartagine dev'essere distrutta”.

L’occasione arrivò quando Cartagine reagì a un attacco del re numida Massinissa, alleato di Roma
(anche se non poteva fare guerra, secondo il trattato del 202).

Ciò scatenò la contro professi Vavá romana e nel 149 a.C., Roma dichiarò guerra.

Nel 146 a. C Scipione Emiliano distrusse Cartagine, dopo un duro assedio.

E le Conseguenze furono:

★​ Tutti i cittadini furono venduti come schiavi.​

★​ Secondo la leggenda, il terreno fu cosparso di sale.​

★​ Nacque la provincia d’Africa.​

. Espansione in Occidente
●​ Roma non si fermò e riprese la Gallia Cisalpina, sottomise Veneti e Liguri, arrivando fino alle
Alpi. Formando nuove colonie, costruendo nuove strade.​

●​ Molto più impegnativa fu la Spagna E la lotta Ho durò quasi 70 anni e finì solo con la presa di
Numanzia del 133 a.C​

●​ La Spagna fu divisa in due province:​


Spagna Citeriore e Spagna Ulteriore​

●​ Poi Roma occupò il basso Rodano: e così nacque la Gallia Narbonense (con capitale
Narbona, nel sud della Francia).​
La provincia d’Asia
Lo stesso anno della caduta di Numanzia Roma riuscì a stendere fino all’Asia minore.
Nel 133 a.C., il re di Pergamo Attalo III, alleato di Roma, morì senza eredi e lasciò tutto il regno a
Roma. Ecco

Il Senato trasformò il territorio in provincia d’Asia, estendendo il controllo romano anche all’Asia
Minore.

Come funzionavano le province


Le province erano amministrate da:

●​ proconsoli​

●​ propretori​

●​ pretori​

Questi governatori avevano pieno potere amministrativo militare, giudiziario, e non erano controllati
dai tribuni della plebe.

Le popolazioni locali pagavano:

●​ tasse altissime​

●​ forniture in natura (grano, prodotti)​

Molti governatori si arricchivano illegalmente, provocando corruzione e lotte politiche per ottenere il
comando di una provincia.

Le forme dell’imperialismo romano


Gli storici hanno dato diverse spiegazioni:

1.​ Imperialismo aggressivo → Roma conquista con fredda determinazione.​

2.​ Imperialismo opportunistico → Roma sfrutta le occasioni favorevoli.​

3.​ Imperialismo militarista → I generali vogliono guerre per potere.​

4.​ Imperialismo economico → I ricchi vogliono guadagni, appalti, commerci.​

5.​ Imperialismo difensivo → Roma attacca per difendere le conquiste.​

Probabilmente sono vere tutte insieme: Perché dopo Zama, Roma passa da difesa a conquista vera e
propria.
. Contatto con il mondo greco
L’espansione romana portò a grandi cambiamenti nella società:

●​ aumento del lusso,​

●​ nuove idee culturali,​

●​ contatto con usi e costumi diversi.​

Le classi alte furono attratte dall’arte, letteratura e filosofia greca.

Nasce il circolo degli Scipioni, gruppo filo-greco legato a:

●​ Scipione l’Africano​

●​ Scipione Emiliano​

Con loro c’era Polibio, storico greco deportato a Roma nel 167 a.C., autore delle Storie.

1 Reazioni contro la cultura greca


Non tutti erano d’accordo. Alcuni pensavano che la cultura greca stesse rovinando:

●​ la semplicità dei Romani,​

●​ l’amore per la famiglia e per la terra.​

Il più famoso difensore della tradizione fu Marco Porcio Catone, il Censore per la carica che aveva
esercitato. Tra i suoi tentativi di rendere Roma impermeabile dalla cultura greca nel 155 a.C., chiese
l’espulsione da Roma di tre filosofi greci: Critolao, Diogene di Babilonia e Carneade.
Il teatro latino
Il teatro romano si ispirava ai modelli greci, ma era diverso:

●​ Non aveva funzione politica come in Grecia.​

●​ Era un divertimento pubblico, durante feste religiose e giochi.​

Le commedie erano molto seguite, soprattutto quelle di:

Plauto (255–184 a.C.)

●​ Commedie comiche, piene di ritmo e battute.​

●​ Trama semplice: due giovani innamorati, ostacolati da genitori o ricchi, aiutati da un servo
furbo.​

●​ Aveva molto successo tra il popolo.​

Terenzio (184–159 a.C.)

●​ Nato a Cartagine, portato a Roma come schiavo, fu liberato per il suo talento.​

●​ Amico degli Scipioni, scrisse per un pubblico colto.​

●​ Più fedele ai modelli greci (soprattutto Menandro), con una comicità più raffinata.​

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