LO SCONTRO CON CARTAGINE
Cartagine era una colonia fenicia situata in una posizione chiave: lungo le principali rotte
mediterranee.
Oggi corrisponde al territorio fra Tunisia e Libia. Controllava la Sicilia, la Sardegna e la Corsica.
Aveva una fiorente agricoltura e intensi traffici marittimi.
I Cartaginesi avevano conquistato gran parte del nord Africa e avevano:
potenti navi da guerra e
un ottimo esercito ben addestrato.
Cartagine è stata fondata da una donna: Didone, che la chiama “carta dash” che in lingua fenicia,
vuol dire: città nuova.
È Virgilio a raccontare tutta la leggenda.
I rapporti fra Roma e Cartagine erano sempre stati buoni, finché, anche Roma decide di voler
controllare, anche lei, la Sicilia.
LA PRIMA GUERRA PUNICA (264-241 a.C.)
Punico è il nome che i romani usavano per chiamare i cartaginesi, perché punico deriva dal latino e
vuol dire fenicio.
L’occasione dello scoppio della prima guerra punica fu data dalla richiesta di aiuto da parte dei
Mamertini ai Romani.
Erano dei soldati mercenari, devoti al dio Marte, il dio della guerra, arrivati in Sicilia, forse dalla
Campania, che avevano combattuto ora al soldo di uno, ora al soldo dell’altro;
ora le guerre erano finite e loro non sapevano dove andare, così, chiesero aiuto a Roma. Gli abitanti
del posto non li volevano.
In Senato s’aprì un dibattito:
- tra pacifisti che non volevano coinvolgimenti e
- una parte che, invece, era favorevole a un intervento.
Questa parte era costituita dai commercianti, che vedevano allargarsi i loro affari in quelle nuove
terre.
Alla fine si decide di partire ed andare ad aiutare i Mamertini solo che Roma parte svantaggiata:
fortissima a combattere via terra
poco per mare.
La guerra fra romani e cartaginesi dura più di 20 anni e la fase iniziale è sfavorevole per i romani.
Finché, non gli viene in mente un’idea, creare un nuovo elemento navale.
Nasce, così, il corvo.
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È una passerella, un ponte di legno, lungo 10 metri, sollevato da una fune, che veniva poi fatto
cadere sulla nave nemica, all’estremità, sotto, c’era un uncino di ferro che spaccava le assi del ponte
arpionandole, in questo modo le 2 navi erano saldamente unite. A quel punto, i Romani passavano
sull’altra nave e combattevano come se fossero stati a terra, dove loro erano molto forti e, così,
iniziarono a vincere contro i Cartaginesi.
Poi inventarono anche un’altra cosa, il ROSTRO è un pezzo di legno, spigoloso, posto sotto la prua
della nave che, toccando la nave avversaria, provocava una falla e la nave affondava.
I Romani hanno la meglio sui Cartaginesi alle isole Egadi, poco per volta, controllano l’intera isola,
la Sardegna e la Corsica.
I Cartaginesi abbandonano la Sicilia dopo 7 secoli.
Ormai le colonie romane sono così numerose che inventano le province.
TRA LA 1A E LA 2A GUERRA PUNICA
I Romani, come già detto, occupano la Sicilia, la Sardegna, la Corsica, ma anche l’Illiria e la Gallia.
Per controllare i nuovi territori costruirono nuove strade:
la via Flaminia per andare a Rimini
la via Aurelia per andare fino a Pisa, poi allungandola per andare in Francia,
attraversando tutta la Liguria.
LA SECONDA GUERRA PUNICA (219-201 a. C.)
Mentre Roma era impegnata contro i Galli, Cartagine si era ripresa e cercava la rivincita: aveva
iniziato occupando la penisola iberica, un territorio ricco di miniere soprattutto d'argento dapprima
sotto la guida di Amilcare Barca poi del genero Asdrubale, infine, sotto la guida del figlio Annibale.
Malgrado ci fosse un accordo tra Roma e Cartagine che stabiliva come limite dell'espansione punica
il fiume Ebro, Annibale conquistò una città alleata dei Romani, Sagunto (219 a. C.).
Roma a questo punto dichiarò guerra!
Questo conflitto è legato soprattutto alla personalità di Annibale, generale cartaginese, uno dei più
grandi geni dell'arte militare cresciuto nell'odio per i Romani.
È, dunque, il 219 e scoppia la seconda guerra punica.
Annibale cosa fa?
Coglie di sorpresa i Romani e con un'azione fulminea entra in Italia al comando di
20.000 fanti
5000 cavalieri
più gli elefanti (37).
Roma è lenta a mandare il suo esercito. Annibale attraversa le Alpi forse ha valicato il Monginevro,
altri dicono il Moncenisio, solo che era autunno, un clima non facile per gli elefanti, comunque
batte in velocità i romani e ottiene una prima vittoria presso il fiume Ticino (qualcuno dice
Magenta) e subito dopo sul fiume Trebbia, quindi, Annibale oltrepassa il Po e ottiene una terza
vittoria sul fiume Trasimeno in Umbria.
A Roma sono molto arrabbiati sostituiscono i comandanti ritenendoli degli incapaci, il conflitto si
sposta in Puglia.
Viene nominato un dittatore, quella figura che viene nominata in casi gravissimi di grande
emergenza che ha durata variabile. In questo caso l'incarico spetta a Quinto Fabio Massimo che
aveva utilizzato una tecnica di logoramento dell'avversario e, per questo, era stato soprannominato
“il temporeggiatore”.
La gente era stupita e arrabbiata, così per soddisfare l'opinione pubblica vengono nominati anche
due nuovi consoli: Emilio Paolo e Terenzio Varrone che attaccano il nemico in campo aperto a
Canne in Puglia. È il 216 a.C. e per i Romani è una disfatta, temono che Annibale arrivi a Roma e,
invece, va a Capua in Campania.
Allora i Romani cosa fanno?
Roma manda un esercito in Spagna per evitare che mandino rinforzi in Italia, l'operazione si rivela
un successo, è una mossa vincente.
In Spagna viene mandato Scipione (detto poi l'Africano) è un soprannome. Ha 25 anni, ma è già
proconsole. I Romani decidono di attaccare direttamente Cartagine e sbarcano in Africa con un
importante esercito.
SCIPIONE CONTRO ANNIBALE
A Zama (202 a.C.) avviene lo scontro decisivo, l'esercito cartaginese viene annientato e, a Cartagine
che ha perso la seconda guerra punica, vengono imposte delle condizioni di pace umilianti:
rinunciare alla flotta
abbandonare la Spagna
pagare l'indennità di guerra
divieto di intraprendere guerre senza il consenso romano.
Roma diventava padrona del Mediterraneo.
Tra la seconda e la terza guerra punica
Tra le due guerre, Roma estese i propri confini. Conquistò la Macedonia, la Grecia e l’Asia Minore.
Nel 133 a.C., i Romani occupano il regno di Pergamo e il territorio circostante diventa: la provincia
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dell’Asia.
La TERZA GUERRA PUNICA (149-146 a.C.)
Mentre Roma conquistava l'Oriente, Cartagine, si era ripresa e voleva la rivincita. A Roma si
diffonde il timore che Cartagine voglia prevalere:
sui commerci marittimi,
su un rafforzamento militare.
Il partito di Catone il censore vuole la distruzione di Cartagine e nel 149 a.C. Roma muove il suo
esercito verso Cartagine. Seguono 3 anni di conflitti in Africa e nel 146 a.C., viene sconfitta e
distrutta, anzi, addirittura i romani spargono il sale sul terreno, affinché non cresca più nulla,
neanche un filo d’erba. Un atto dimostrativo, fautore della distruzione di Cartagine è Scipione
l’Emiliano.
Nel 146 a. C. con la distruzione di Cartagine, il territorio circostante diventa: la provincia
dell’Africa.
Chi è Catone?
Catone detto il censore, è autore di opere letterarie, grande difensore dei latifondisti, era molto
legato alla terra, odiava il greco e la filosofia.
È un conservatore.
Chi è Scipione l’Emiliano?
Scipione l’Emiliano era nipote di Scipione l’Africano.