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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SASSARI

Archeologia della Sardegna Romana

L’infrastrutturazione del territorio e la viabilità romana in


Sardegna
Documentazione e metodi

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di Nadia Canu
Romània e Barbària

da MASTINO 2005 2
Romània e Barbària

Tavola di Esterzili 3
Romània e Barbària

Aidu Entos, da MASTINO 2005 4


Romània e Barbària

Pietra dei Balari, foto di R. Giannottu

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Carta della viabilità
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da MASTINO 2005
LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

Le strade sono i manufatti che hanno impresso maggiormente un segno


indelebile e un condizionamento costante del paesaggio antropizzato

Erano costruite contestualmente alla conquista dei territori, alle


operazioni di centuriazione, alle deduzioni delle colonie

Erano strutture quasi interamente artificiali, la cui costruzione e


manutenzione richiedeva grandi capacità organizzative

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LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

Requisiti
Firmitas
Utilitas
Venustas

Vitruvio, De Arch. I, 3, 2

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LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

Classificazione gerarchica di Siculus Flaccus

Strade pubbliche (viae publicae), costruite a spese dello stato e recanti


il nome del costruttore, corrispondenti alle nostre autostrade;

Strade con funzione strategica (viae militares), costruite dall’esercito


con i propri fondi all’atto della conquista, destinate a diventare viae
publicae;
Vie minori (actus), costruite e mantenute dai pagi, corrispondenti alle
attuali vie comunali;

Strade private (privatae), costruite e mantenute dai proprietari


all’interno dei propri possedimenti.
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LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

Il tracciato era progettato in base a considerazioni geometriche,


morfologiche e di carattere pratico.

Veniva effettuato uno studio preliminare del terreno e del sottosuolo


onde verificarne la stabilità e prevenire il pericolo di frane e inondazioni

Ove possibile si sfruttavano le condizioni naturali, ma quando


necessario si provvedeva alla costruzione di opere imponenti

Per materializzare il tracciato erano necessarie operazioni topografiche


e geodetiche di rilevamento, veniva fissato l’asse e si stabilivano sul
suolo i punti per i quali doveva passare la via.

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LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

IL TRACCIAMENTO

I gromatici mediante groma e metae stabilivano una linea (rigor), che


cercavano di mantenere più retta possibile

Con la groma si tracciava il piano stradale

I libratores con aratri, aiutati dai legionari, scavavano il terreno fino


alla roccia o a uno strato solido

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LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

LA TECNICA COSTRUTTIVA

Si aprivano due fossi paralleli con distanza pari alla larghezza della
strada, nei quali si ponevano di taglio le pietre che costituivano i margini
dei marciapiedi (crepidines);
lo spazio intermedio (agger) veniva scavato per 0,6/1 m, fino ad
incontrare il terreno sodo;
veniva posta la massicciata (statumen), costituita da ciottoli per rendere
compatto il terreno ed evitare il ristagno dell’acqua;
seguiva uno strato di ghiaia e sabbia (ruderatio) che veniva compresso
e battuto con le mazzeranghe;

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LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

LA TECNICA COSTRUTTIVA

Nelle strade urbane e principali seguiva uno strato di sabbia (nucleus)


come piano di posa dei lastroni poligonali levigati in superficie che
costituivano la pavimentazione della strada (viae silicae stratae);

Nelle strade suburbane il summum dorsum era invece costituito da una


massicciata formata da ciottoli e pietrame posta direttamente sulla
ruderatio, contenuto da margines realizzati in blocchi (viae glarea
stratae).

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LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

LA TECNICA COSTRUTTIVA

Lucrezio distingueva nella costruzione delle strade tre strati: statumen,


nucleus, summum dorsum.

Lucr. I, 315

Tito Livio, riferendosi al 174 a.C., afferma che le strade erano lastricate
solo nei tratti urbani, mentre in campagna erano semplicemente rivestite
di sabbia e ciottoli.

Liv. XLI, 32.

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Tito Livio, riferendosi al
296 a.C., afferma che gli
Ogulni “lastricarono con
pietre quadrate la strada
da Porta Capena al
Tempio di Marte”
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Liv. X, 23, 12.
Roma, via Appia 19
Pompei 20
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Porto Torres 22
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Tharros
Immagine da
Angiolillio 1987
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LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

LA TECNICA COSTRUTTIVA
La glareatio, non garantiva la stessa solidità delle vie basolate: il
continuo passaggio di mezzi pesanti, quali i carri carichi di merci e i
convogli militari, ne provocavano una rapida usura. Pertanto erano
necessari continui restauri e riparazioni, anche a distanza di brevi
intervalli di tempo, per mantenere efficiente il sistema viario.
I vari restauri e rifacimenti subiti dalle strade sono ovviamente
leggibili negli strati più superficiali.

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LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

LA TECNICA COSTRUTTIVA

Tipologia “à barres transversales”


contraddistinta da bordi laterali realizzati con grosse pietre,
pavimentazione che utilizza sia pietre piatte e irregolari che piccoli
ciottoli (presenti in maggior percentuale nelle zone a maggior pendenza),
barre trasversali perpendicolari alla strada, che assumono la forma di
gradino, sembra per impedire lo slittamento del lastricato ma anche per
ridurre la pendenza.

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Da Rebuffat
in Africa
Romana31 II
Strada di Sos Baiolos a
Cargeghe

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Porto Torres, località Crocifissu Mannu,
la strada romana sopra le tombe preistoriche (da CONTU 2000) 33
Porto Torres, località Crocifissu Mannu, 34
la strada romana (da MASTINO-VISMARA 1994)
LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

LA TECNICA COSTRUTTIVA

Le strade avevano carreggiata variabile in base al traffico e


all’importanza della via,
in genere compresa tra 3 e 5 metri, ai quali si devono aggiungere da
0,60 a 1 m per parte per costituire i marciapiedi.
strade più strette di 3 m e con considerevole pendenza (oltre il 15%)
erano probabilmente destinate soltanto al passaggio di animali da soma

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LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

LA TECNICA COSTRUTTIVA

I marciapiedi erano rialzati o delimitati da fossati;


la strada aveva una superficie leggermente convessa ed era fornita di
canalette di drenaggio ai lati, per impedire all’acqua piovana di
riversarsi sulla carreggiata.

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Roma, via Appia 37
LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

OPERE D’INGEGNERIA

Le strade erano costruite secondo criteri di massima economia, con


tracciati per quanto possibile rettilinei finalizzati a ottenere il più breve
percorso tra il punto di partenza e la meta

Non collegavano i vari centri che si trovavano presso la direttrice, che


erano serviti dalla viabilità secondaria

Si inerpicavano si terreni montuosi con pendenze fino al 20%

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LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

OPERE D’INGEGNERIA

le strade che seguivano i fianchi dei rilievi o che attraversavano


depressioni erano sostenute da terrapieni poggianti su uno o entrambe i
lati su muri di sostegno

Per superare un ostacolo nelle zone montane o scoscese si tagliava la


roccia per il passaggio della via: nei limiti del possibile il taglio veniva
effettuato su un solo fianco della roccia, a sbalzo, cioè la sede stradale
veniva realizzata sbancando in forma di gradino il pendio.

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LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

OPERE D’INGEGNERIA

Le tagliate ricordate da iscrizioni:

CIL XI 1524, a Sisteron, in Gallia Narbonese,


CIL III, 1698, iscrizioni rupestri di Tiberio e la Tavola Traiana alle
Porte di Ferro, in Romania;
le tabelle traianee sulla parete del Pisco Montano a Terracina che
indicano di 10 in 10 piedi l’altezza della tagliata

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Terracina, Pisco Montano
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LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

OPERE D’INGEGNERIA

Quando la litologia lo permetteva, poteva essere tagliata una trincea

Santa Maria di Cavamonte 42


LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

OPERE D’INGEGNERIA

Solo quando necessario


venivano realizzati ponti
o, in casi eccezionali,
trafori (cryptae)

Galleria del Furlo


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LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

OPERE D’INGEGNERIA

I PONTI

I ponti erano inizialmente in legno, poi in pietra


la parte più difficile nella realizzazione del ponte era la costruzione
delle fondazioni e dei piloni, soprattutto se si trattava di attraversare corsi
d’acqua:
in questo caso, anche per diminuire la forza erosiva della corrente
sui piloni, si cercava di diminuirne il numero, attraverso la
costruzione di arcate più ampie possibile
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Roma, Ponte Fabricio 45
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Piranesi
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Roma, Ponte Milvio
Fig.II.12: Il ponte di Turris Libisonis (da LA MARMORA 1860)

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Fig.II.13: Il ponte di Turris Libisonis: prospetto a valle e pianta (da GALLIAZZO 1994)

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Porto Torres 51
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Rimini 55
Ponte Ezzu, Ozieri 56
Ponte Ezzu, Ozieri 57
Ponte Ezzu, Ozieri da MASTINO 2005 58
LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

Oltre che dal normale traffico, le strade erano percorse da

Cursus Publicus, istituito in età augustea, portava la posta ufficiale con


il cisium o, nei casi urgenti, direttamente con corriere a cavallo. Esisteva
un sistema di staffette che poteva consentire il percorrimento di 500
miglia in 24 ore

Cursus clabularius, il traffico pesante deputato al trasporto di


frumento e prodotti minerari , ma anche gli impedimenta delle legioni

Una rete postale privata, i tabellarii, che consegnavano la posta a


tariffe definite

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LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

MANSIONES E MUTATIONES
Mansiones, luoghi di sosta mantenuti dal governo attrezzati con
locande, alloggi e scuderie, posti ad una distanza di una giornata di
viaggio o all’ingresso dei principali centri abitati. Bisognava esibire un
passaporto recante il sigillo imperiale

Mutationes, a distanze minori, presso le quali era possibile sostare e


cambiare le cavalcature o gli animali da traino; vi lavoravano
maniscalchi ed equarii medici. Mantenute dal governo, bisognava esibire
un passaporto recante il sigillo imperiale

Cauponae e Tabernae, sorgevano spesso presso le mansiones ma


servivano il traffico privato
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LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

I VEICOLI

Cocchi (con due ruote in ferro):


currus (biga, triga o quadriga), portava il guidatore e il passeggero
Carpentum, con copertura ad arco in tessuto, per mobilità di donne
e personaggi di rango, tirato da muli
Cisium, aperto davanti e con una panca, guidato dai cisiarii

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LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

I VEICOLI

Diligenze (a quattro ruote)


Reda o raeda, munita di spotelli e sedili, trasportava persone e
bagagli fino al massimo consentito di 1000 libbre, tirata da una muta
di buoi, cavalli, o muli e guidata dal raedarius
Redae meritorie, veicoli a noleggio
Redae fiscalis, governative

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LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

I VEICOLI

Carri
Plaustrum, munito di ruote di legno pieno, una piattaforma di assi,
dei bordi in legno. Usato per i trasporti di carichi e tirato da buoi

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LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

MILIARIA

Le distanze erano indicate da monoliti di forma normalmente cilindrica


(miliaria), nei quali veniva indicato il nome del percorso e la distanza dal
caput viae, espressa in passi (passus) o in miglia;

Ne sono noti circa 6000, pubblicati nei vari volumi del CIL, pubblicati da
soli in CIL XVII, in corso di stesura.

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il passo (in realtà un doppio passo) corrispondeva a 5 piedi, ovvero
1,478 m; un miglio conteneva mille passi, ed era pari a 1478,5 m

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LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

MILIARIA

I miliari sono la principale fonte diretta sui rifacimenti e i restauri della


strada, perché in essi viene spesso riportato il nome dell’imperatore o del
governatore sotto il quale avvenne il posizionamento del segnale stradale
e i lavori correlati.

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Roma Foro Romano
Il miliarium aureum venne collocato nel 20 a.C. da Augusto
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LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

ALTRE ISCRIZIONI

iscrizioni di differente categoria che possono fornire indicazioni relative


alla viabilità:

“i tituli pertinenti a magistrati addetti alla viabilità,


a indicazioni di stationes pubbliche e private,
a costruzioni di ponti e viadotti,
a restauri a strade secondarie,
epigrafi funerarie, soprattutto quelle collocate alla vista dei passanti
lungo le arterie di maggior traffico”, sempre poste con il lato iscritto
verso la strada per poter essere lette.
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LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

ISCRIZIONI

Ai fini topografici hanno enorme importanza solo se si ritrovano in situ o


è certa la provenienza

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LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

MILIARIA

In Sardegna ne sono stati ritrovati circa 150, elencati da Mastino

Hanno cronologia compresa tra I e IV secolo


Sono in gran parte stati rinvenuti nel retroterra di Olbia e a nord della
Campeda, verso Turris Libisonis

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da MASTINO 2005 71
LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

FONTI

Tolomeo, Geografia, manuale geografico corredato di atlante


Elenca 7000 nomi geografici accompagnati dalle rispettive
coordinate
Scritto nel periodo degli Antonini, deriva sia dall’opera di
Marino di Tiro che da Itinerari romani
La stima delle latitudini è abbastanza esatta, mentre quella delle
longitudini, ricavata da indicazioni dei viaggiatori, è
approssimativa, anche perché si basa sulla misura della
circonferenza terrestre di Posidonio, e perciò lo sviluppo terrestre
in senso E-W è esagerato 72
LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

CATASTI

Esistevano catasti del territorio conquistato, delle colonie e della loro


pertica, che registravano le singole particelle
Una copia era depositata al Tabularium, l’altra presso il caput
provinciae
Oltre alla Forma Urbis l’unico pervenuto è quello di
Aurasium

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LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

Forma Urbis Severiana (207-211)

Teatro di Pompeo

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LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

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da MASTINO 2005 77
LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

ITINERARI

Itineraria scripta o adnotata


Itinerarium Provinciarum Antonini Augusti, raccolta di itinerari
ordinati secondo il criterio geografico, derivanti dalla carta di
Agrippa, raccolti sotto Caracalla, integrati fino al IV secolo
Itineraria picta

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LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

ITINERARIO DI ANTONINO

Distingue nell’iter Sardiniae 7 percorsi, schematicamente


ridotti a 4

1. La litoranea orientale, chiamata a portu Tibulas Caralis,


comprendente 14 stazioni e lunga 246 miglia;
2. La strada interna della Barbagia, chiamata aliud iter ab
Ulbia Caralis, comprendente 5 stazioni e lunga 172
miglia;
3. La strada centrale sarda, chiamata a Tibulas Caralis,
comprendente 10 stazioni e lunga 213 miglia;
4. La litoranea occidentale, chiamata a Tibulas Sulcis, 79
comprendente 14 stazioni e lunga 260 miglia.
Bicchiere di Vicarello
4 esemplari in argento
Con itinerario Gades-Roma
I d.C.

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LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

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LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

ITINERARI

Itineraria scripta o adnotata


Itineraria picta
Tabula Peutingeriana, copia del XIII sec. conservata nella
biblioteca nazionale di Vienna, un rotolo di pergamena lunga
6,82 m e larga 34 cm;
Vi è rappresentato l’intero mondo noto, con sviluppo in
senso longitudinale, per oltre 100.000 km di strade, 3000
stazioni, distanze, orografia, idrografia, simbologia.

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LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

ITINERARI

Anonimo Ravennate, Cosmographia, in 5 libri, datata al VII


secolo
Sono indicate alcune stazioni sarde ordinate secondo 3 percorsi

1. Da Caralis a Turris fino al sito non identificato di


Bibium;
2. Da Caralis a Nora, alle Aquae calidae
Neapolitanorum, ai Castra Felicia;
3. Da Caralis a Ignovi, lungo la costa orientale.
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LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

DOCUMENTAZIONE ARCHEOLOGICA

Individuazione di manufatti stradali o tracce (terrapieni, viadotti,


ponti, tagliate, basoli, costipazioni)
Individuazione di strutture correlate alla strada (sepolcreti
allineati, stazioni di sosta)
Studio della situazione geomorfologica per analizzare le
dinamiche di popolamento e le arterie di collegamento

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LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

TOPONOMASTICA

Toponimi relazionati al passaggio di una strada romana (es. Sestu,


Ottava, Decimo…)
Agiotoponimi allineati
Allineamenti di toponimi a matrice latina

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LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

TOPONOMASTICA IN SARDEGNA

Paulis: ha fornito un repertorio di oltre 100.000 toponimi da IGM


e quadri d’unione del catasto
Pittau: ha censito 882 macrotoponimi (nomi di paesi, città, regioni,
monti, fiumi)
Attualmente in corso di stesura l’Atlante Toponomastico della
Sardegna, con un progetto RAS portato avanti dai due atenei
isolani

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LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

TOPONOMASTICA IN SARDEGNA

Toponimi significativi per lo studio della viabilità, rilevabili ad es.


nei Condaghi:
Bia Carru, Carrugalza, Bia Manna o Maiore, Bia ‘e Logu
Badu, Bia, Istrada, Ponte, Iscala, Masone

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LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

DOCUMENTAZIONE ASSETTO TERRITORIALE


SARDEGNA

Cartografia storica
Catasto De Candia
Cessato Catasto Terreni

Documenti d’archivio correlati


Processi di delimitazione
Sommarione (integra il Cessato Catasto)
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LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

DOCUMENTAZIONE ASSETTO TERRITORIALE


SARDEGNA

Cartografia storica
Levate IGM
1885, 1:25.000
1907, 1:100.000
1957, 1:50.000
1958, 1:25.000 e 1:100.000

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LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

DOCUMENTAZIONE ASSETTO TERRITORIALE


SARDEGNA

Cartografia attuale
IGM 1995, 1:25.000
CTR, 1998, 1:10.000- 1:5.000
PPR, 2006, 1:25.000

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LE STRADE DELL’IMPERO ROMANO

DOCUMENTAZIONE ASSETTO TERRITORIALE


SARDEGNA

Fotografie aeree e immagini da satellite


Ortofoto consultabili su SardegnaTerritorio
Immagini da satellite su Google Earth

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LO STUDIO DELLA VIABILITA’ IN SARDEGNA

Numerosi studi
Privilegiano l’aspetto prettamente epigrafico

Utilizzano metodologie storiche e archeologiche di tipo tradizionale

Non ancora diffuse


Proposte di ricostruzione basate sulla topografia dei luoghi indagati

Metodologie legate all’archeologia dei paesaggi e della topografia


antica

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