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GROTTA DELLA TRINITA'


IL VASELLAME RITROVATO pag. 1 LE LUCERNE REPERTI Periodo Paleolitico Periodo Neolitico Et del Bronzo Periodo Messapico Periodo Ellenistico Et medievale

prof. Antonio Lupo - Casarano 15/05/03 La grotta della Trinit, una caverna naturale lunga pi di trenta metri, nota per gli importanti ritrovamenti archeologici. Si tratta di un antro a pianta pressoch triangolare frequentato fin dallet della pietra che ha conservato testimonianze delle varie stratificazioni storiche in una continuit di lunga durata documentata nel tempo : arcaico santuario in et messapica, luogo di ascesi nel periodo medioevale e poi chiesa della SS.Trinit in et moderna. Un ipogeo che, insieme a quello della vicina cripta del Crocefisso, fa parte di un habitat rupestre particolarmente adatto alla pratica cultuale sia primitiva che cristiana. Ubicate tra macchia mediterranea e uliveti, ai confini del territorio di Ruffano con quello di Casarano e collegate gi nel passato alla chiesa paleocristiana di Casaranello e a quella pi vicina di SantElia, entrambe le grotte sono raggiungibili per sentieri di campagna, interni rispetto al tracciato stradale di origine romana ( Ugento-Alezio ), un tempo nella fitta boscaglia sottostante il crinale delle serre. La grotta della Trinit ha restituito interessante materiale del Neolitico antico e della prima et del Bronzo, durante i lavori di scavo guidati da Giuliano Cremonesi (1970-1975): ceramica impressa con motivi geometrici , oltre a lame, cuspidi di frecce, pugnali di selce, un oggetto ornamentale in osso, attualmente in mostra presso il Museo Provinciale S.Castromediano di Lecce. Nellinvaso furono inoltre scoperti importanti testimonianze del periodo messapico. Risalgono al VI-V sec.a C. due frammenti di vasi con iscrizioni graffite, su uno dei quali, ritenuto un alfabetario da Cosimo Pagliata, riportata una sequenza alfabetica di quattro lettere. Le successive ricerche archeologiche di Francesco DAndria hanno portato poi ad altro ritrovamento di vasellame di forma e decorazione varia ( produzione coloniale ionica e corinzia ), tra cui una serie di coppette monoansate a vernice nera, interpretabili come offerte per libagioni. Secondo lo studioso, infatti, la grotta, non connessa ad abitazioni, era un luogo di culto posto al confine, verso linterno, del territorio dellimportante citt messapica di Ugento. Fra i reperti di origine messapica sono da ricordare, inoltre, per la loro particolarit, i frammenti di brocca
Per avere un'idea delle dimensioni interne

Ingresso della grotta della Trinit

La foto si riferisce alla visita guidata del 01/05/03

Grotta della Trinit

Per raggiungere la grotta occore seguire un percorso impervio

La parte pi interna della grotta

Particolare di un dipinto

ricordare, inoltre, per la loro particolarit, i frammenti di brocca con figura antropomorfa che impugna una spada, dipinta alla base. Una riutilizzazione del sito, proprio perch nascosto e difficilmente raggiungibile, attestata pure nel periodo della dominazione bizantina, (VI -XI sec.), durante il quale linfluenza della cultura e del monachesimo orientale ha portato al fenomeno eremitico della vita solitaria in grotte, e a quello cenobitico delle laure monastiche italogreche. In Puglia, come in Basilicata, in Calabria e nelle isole, dopo il periodo iconoclasta soprattutto, si diffusero e praticarono moduli religiosi di origine orientale. Numerose lucerne di ceramica, alcune annerite, del tipo diffuso in Italia meridionale e ritrovato anche nella cripta di Lizzano, insieme a frammenti di olle e ciotole testimoniano infatti la frequentazione della grotta nel periodo alto-medievale. Sono reperti di produzione tardo-bizantina che si trovavano frammisti a quelli preistorici e a quelli di stile geometrico. Il materiale medioevale stato rinvenuto in terreno completanente sconvolto, accumulato soprattutto verso il centro ed il fondo della grotta, da scavatori clandestini Nella stessa grotta di acesi asceterio fin dai secoli IX-XI, in epoca imprecisata assunse il titolo di Santissima Trinit. Luigi Tasselli riferisce il nome dellautore-eremita che la costru edificata ed eretta da Fr Gio.DAstore, romita di Casarano, alla distanza di quaranta passi dalla cripta del Crocefisso.. Nella visita pastorale del vescovo Tommaso De Rossi del 1711 viene detta poi grancia della chiesa di S.Foca in Ruffano. Degli affreschi dipinti su diversi strati delle pareti di questa caverna preistorica, ormai in stato di completo abbandono, non rimane che qualche pallida traccia. Alba Medea fa un breve accenno ai residui di un affresco del secolo scorso, annotando pure il grande foro aperto in alto, a mo di lucernario, presso lingresso, e nello spazio esterno lo scavo per un pozzo. In un sopralluogo pi recente, quello di Anna Marinelli, studiosa di archeologia medioevale sono segnalati, oltre allaltare eretto a circa dieci metri dallingresso del quale rimane un sasso dipinto ed una pietra squadrata e scalpellata, gli affreschi dipinti in pi strati sulle due pareti laterali. Tra questi il volto di una Madonna con due angeli attorno al capo sulla parete sinistra, mentre su quella destra una mano poggiata su di un globo tagliato da fascia trasversale, accanto al quale si erge un serpente, oltre al profilo di un vecchio. Immagini sacre leggibili a fatica gi durante gli scavi di G.
Particolare di un dipinto

Immagini sacre leggibili a fatica gi durante gli scavi di G. Cremonesi, in un luogo che comunque non perde il suo fascino, poich si salda a un tempo senza forma, quello della eternit . . BIBLIOGRAFIA 1) C. De Giorgi, La provincia di Lecce.Bozzetti di viaggio,2 voll., Lecce, 1882-1888 2) L: G. De Simone, Gli studi storici in Terra dOtranto del signor Ermanno Aar, in < Archivio Storico Italiano >,IX,1888 3) G.Gabrieli, Inventario topografico e bibliografico delle cripte eremitiche di Puglia, Roma,1936 ; 4) A. Medea Gli affreschi delle cripte eremitiche pugliesi, I, Roma,1939 5) C. Diehl, Lart byzantin dans Litalie meridionale,Paris,1894 ( r. a.,Roma,1967 ) 6) Lultimo censimento di cripte salentine e insediamenti rupestri con destinazioni varie, quello del 1979: C. D. Fonseca, A. R. Bruno, V. Ingrosso, A. Marotta Gli insediamenti rupestri medievali nel Basso Salento, Galatina, Congedo. 7) Cfr. A. Prandi, La civilt rupestre medievale nel Mezzogiorno dItalia. Ricerche e problemi in Atti del convegno internazionale di studi a c. di C.D.Fonseca, Genova, 1975; Id., Aspetti archeologici delleremitismo in Puglia,in Leremitismo in Occidente nei secoli XI e XII, Atti della seconda settimana internazionale di studio ( Mendola,30 agosto-6 settembre,1962 ),Milano,1965,pp.435-456. 8) Habitat strutture territorio, Atti del terzo convegno internazionale di studio sulla civilt rupestre medievale nel Mezzogiorno dItalia ( Taranto-Grottaglie,24-27 sett.1975), Galatina 1978;cfr. anche F. Ladiana, La civilt delle grotte figlia sella societ rurale in <<La gazzetta del Mezzogiorno>> del 24-9-1975; C.D.Fonseca, Vivere in grotta: lo spazio urbano alternativo,in Territorio,societ e cultura nellet dellUmanesimo,Milano, Electa,1987,pp 6574. 9) C.D.Fonseca, La civilt rupestre in Puglia in La Puglia tra Bisanzio e lOccidente Milano,1980,pp.37-44 ; Cfr. anche i seguenti atti dei convegni internazionali di studio sulla civilt rupestre nel Mezzogiorno dItalia a cura dello stesso: Le aree

omogenee della Civilt rupestre nellambito dell Impero Bizantino: la Serbia, Galatina,Congedo,1971; Idem, Le aree omogenee della Civilt rupestre nellambito dellImpero Bizantino: la Cappadocia, Galatina, 1981, La Sicilia rupestre nel contesto delle civilt mediterranee,Galatina,Congedo,1986; Idem Il popolamento rupestre dellarea mediterranea: la tipologia delle fonti Gli insediamenti rupestri della Sardegna,Galatina,Congedo,1988. 10) C. D. Fonseca Le fonti per lo studio del popolamento rupestre dellarea mediterranea in Il popolamento rupestre dellarea mediterranea ..cit., p. X. 10) A. Guillou, Il monachesimo greco in Italia meridionale e in Sicilia in Leremitismo in Occidente nei secoli XI e XII cit., pp. 355-383.

cfr. anche M. Falla Castelfranchi, Le grotte cosiddette esicastiche e la funzione delle chiese ru pestri pugliesi in Pittura monumentale bizantina in Puglia, Electa, Milano, 1991, pp.89-99 12) A. Pertusi, Aspetti organizzativi e culturali dellambiente monacale greco dellItalia meridionale in Leremitismo in Occidente ..cit.,pp.382-417 13) A. Jacob, La conscration de Santa Maria della Croce e lancien diocs de Gallipoli in < Rivista di Studi Bizantini e Neoellenici >, N 24 (1987-88 ), pp.147-163. Sui mosaici, studiati fin dagli inizi del secolo (W. De Grunesein, Haseloff, Bartoccini, Ainalov ) e considerati documento fondamentale nel quadro dellarte paleocristiana europea (R. Bartoccini, M.M .Trinci Cecchelli, G. Bovini), cfr. pi recentemente G. Pisan La chiesa di S.Maria della Croce in Presenza taurisanese, giugno 1989, pp.7-10; ID.I mosaici di Casaranello, Periodico trimestrale della Lega italiana per la lotta contro i tumori, Sez. prov. Di Lecce, N. 13, Marzo 1996, pp10-11. 14) A.Prandi, Pitture inedite di Casaranello in AA.VV. Paesi e figure del vecchio Salento a cura di A. De Bernart Galatina Congedo, 1980, pp.273-327. 15) P. Leone De Castris, Pittura del Duecento e del Trecento a Napoli e nel Meridione in La pittura in Italia. Il Duecento e il Trecento>, Milano, pp.461-512); M. Falla Castelfranchi, Pittura monumentale bizantina..cit. La stessa studiosa mette

in rilievo le connotazioni di tipo orientale nella scena del Bacio di Giuda (come in San Mauro di Gallipoli ): in particolare le caratteristiche mongole dei volti dei soldati e quelle delle armature (elmi con guardacollo) diventano significative del pericolo islamico che minacciava la cristianit 16) L.Tasselli Antichit di Leuca Micheli 1693, p. 138 17) C.De Giorgi, op. cit.,p. 150; A. Medea, op.cit., pp.118-119 18) L.Tasselli Antichit di Leuca Micheli 1693, p. 138 19) Fu Raimondello Orsini del Balzo che chiese ed ottenne da papa Urbano VI di costruire in Galatina la chiesa, il convento e lospedale di Santa Caterina. (cfr. G:Pisan, Aradeo dalle origini allunit dItalia in AA VV Paesi e figure cit, III, 1989, p.37 ). Egli dot listituto di Santa Caterina del casale e del feudo di Aradeo e la moglie DEnghien aggiunge Torre Paduli con rispettivo feudo (cfr. B.F.Perrone Neofeudalesimo e civiche universit in terra dOtranto, I, Galatina, Congedo, 1978, p.171. 20) AA.VV. Guida del Museo Civico di Paleontologia di Maglie,Ed.Salentina,Galatina,1996 21) G. Cremonesi, Gli scavi nella grotta della Trinit ( Ruffano-Lecce),Quaderni di ricerca scientifica,100,Roma,CNR,1978;Idem, Il Neolitico e linizio dellet dei metalli nel Salento in AA.VV. La Puglia dal Paleolitico al Tardo romano, Electa, Milano,1979,pp. 94-121 22) C. Pagliara, Materiali iscritti arcaici del Salento in AA. VV.Salento arcaico, Galatina, Congedo, 1979,pp.83-89 23 ) F. DAndria, Archeologia dei Messapi, Edi

Puglia,Bari,1990,p.195. Tra i reperti di origine messapica sono da ricordare inoltre i frammenti di brocca alla cui base vi una raffigurazione antropomorfa con spada. 24) I reperti di produzione tardo-bizantina ( olle, ollette, ciotole ) si trovavano frammisti a quelli preistorici e a quelli di stile geometrico. Il materiale medioevale stato rinvenuto in terreno completanente sconvolto, accumulato soprattutto verso il centro ed il fondo della grotta, da scavatori clandestini.." cfr. A. Marinelli Ceramica medioevale della grotta della Trinit(prov. Di Lecce) in < Archeologia Medioevale >, II, 1975, pp.468-471; V. Farella La chiesa e la cripta rupestre dellAnnunziata a Lizzano( per unipotesi di restauro) in Le aree omogenee cit.,p.351 25) G.Pisan-M.Schiavo Casarano e Wierich De Daun in una

pergamena del 1717, Galatina, Congedo, 1985, p.75 26) A.De Bernart Ruffano una chiesa un centro storico, Galatina, Congedo, 1997,p. 27) Durante i lavori di scavo compiuti dallIstituto di Archeologia dellUniversit di Lecce a partire dal 1970, fu possibile vedere solo qualche resto di immagine sacra tra cui il volto della Madonna con ai lati due cherubini. Cfr. La passione dellorigine Giuliano Cremonesi e la ricerca preistorica nel Salento a cura di E. Ingravallo, Conte, Lecce,1996,p.234 e A. Marinelli, op. cit.28) Cfr. B.Zevi, Cronache di architettura, Milano, Garzanti, 1970,pp ( gi in Bisanzio tra i contadini del Sud , <LEspresso> del 14-1-1968 ).Egli fa notare che, allinterno delle cripte, il rapporto tra situazione ed intervento risulta tanto pi efficace, quanto meno riesce al suo scopo. La chiesa del Crocefisso di Casarano, la cripta di Ugento e quella di Torre dellOrso hanno ad esempio un prestigio assai superiore della Madonna del Gonfalone a SantEufemia di Lucugnano in quanto sconfiggono la virtuale struttura umanistica per restare fedeli al messaggio degli invasi primordiali. 29) Cfr. il rilievo effettuato il 29-10-1970 ( nel quale si distinguono tre incisioni a forma di vulva e quattro di scudo, di tipo romanelliano )e la relazione dei fratelli Piccinno presso larchivio del Museo di Maglie. 30) A: Dupront Il Sacro Torino, Boringhieri, 1993. 31) A.Prandi, Aspetti archeologici dellEremitismo in Puglia in LEremitismo cit.pp455-456; cfr anche C.DAngela Archeologia ed insediamenti rupestri medievali in La Puglia tra Bisanzio e lOccidente cit., p.73. 32) C.De Giorgi, op. cit., p.149. 33) ibidem 34) A. Medea , op. cit., p.118. 35) L,Tasselli op. cit., pp.137-138. Nellambito del Basso Salento il culto della santa attestato nelle cripte di Carpignano e Sanarica.(AA.VV.Gli insediamenti rupestri del Basso cit., p. 38). 36) C. De Giorgi op. cit., p.149 37) C.D.Fonseca,A.R. insediamenti cit, p.82 38) Ibidem Bruno.V.Ingrosso,A.Marotta Gli

39) Sul contenzioso che vide scontrarsi i due ordini religiosi ( francescani, originari utili signori del feudo cateriniano, e olivetani, giunti a Galatina con il consenso di Alfonso II nel 1494 ) si veda G.Pisan, Documenti di vita religiosa in un feudo cateriniano fra Quattro e Cinquecento, in Bollettino storico di Terra dOtranto, 1993, II, pp. 121-129. 40) A. Prandi Aspetti archeologici delleremitismo in Puglia in LEremitismo cit. 41) P. Marti (Ruderi e monumenti nella Penisola Salentina, Lecce 1932, p.117-118) e in seguito G.Gabrieli ( op. cit., p.34) le ritennero due cripte separate. 42) M. DElia, Aggiunte alla pittura pugliese del tardo Medioevo ( La cripta del Crocefisso di Ugento) in Scritti di Storia dellArte in onore di U. Procacci, Lecce, pp.151-158. 43) C. De Giorgi, op. cit. 44) Cfr. articolo del Quotidiano del 16/6/97 Salento, terra di dolmen e menhir di A. Lupo). (Nellantico

45) A. Prandi Pitture inedite in Paesi e figure.. cit., p.322.