Biologia
Biologia
Irene Occhionorelli
2022 / 2023
SePA
Introduzione: la cellula
Si riproduce in modo autonomo generando individui simili ad essa che sono in grado di adattarsi ai cambiamenti
ambientali. La riproduzione può essere asessuata o sessuata
È delimitata dalla MEMBRANA ESTERNA che funziona come frontiera, permettendo solo agli elementi che
possiedono le giuste caratteristiche di valicarla.
All’interno è contenuto il citosol (soluzione acquosa al cui interno si svolgono le funzioni vitali.
Insieme alle strutture interne forma il CITOPLASMA .
È costituita in modo strutturale da H, C, N, O, P e S + altri elementi che si uniscono più o meno spontaneamente
reagendo per costituire molecole e svolgere funzioni
basico acido
dannoso e corrosivo, ma utile per
distrugger di batteri
BIOMOLECOLE
Nella cellula sono presenti le principali biomolecole, proteine 17%, acidi nucleici 7%, carboidrati e lipidi 11% + ioni
1. CARBOIDRATI
b. DISACCARIDI
- sono costituiti da due monosaccaridi identici oppure diversi,
legati mediante legame glicosidico (covalente) C - O - C
- il legame glicosidico si forma eliminando una molecola di
c. OLIGOSACCARIDI
- sono catene corte di monosaccaridi, ne contengono da 3 a 9 (un
esempio sono le fibre solubili)
d. POLISACCARIDI
- sono i più abbondanti e sono costituiti da catene lunghe contenenti
più di 10 monosaccaridi
lineari ramificate
Sono un gruppo eterogeneo accumulati dalla loro solubilità in solvente apolari e non in acqua, questo perché essendo
poveri di O e avendo una lunga catena tendendo ad essere idrofobici
I lipidi possono essere associati a zucchero (glicolioidi) e preoteine (lipoproteine)
a. trigliceridi:
- sono una riserva energetica
- sono costituiti da una molecola di glicerolo legate tramite un legame e
stereo a 3 acidi grassi
insaturi: liquidi poiché presentano C legati saturi: sono solidi a temperatura ambiente
da un doppio legame che produce una perché nel loro moto continuo gli elettroni si
piega (per far stare più lontani gli H legati ai addensano formando debole cariche che
due C più lontani) impedendo l’allineamento inducono la formazione di cariche parziali, di
di più catene e limitando le interazioni di van segno opposto, nelle molecole adiacenti
der Waals Si formano così numerose forze di van der
Hanno dunque una struttura più disordinata Waals che limitano i movimenti delle
Polinsaturi: numerosi doppi legami sparsi molecole
b. fosfolipidi
- sono anfipatici e perciò adatti a costituire le membrane cellulari in
doppi strati
- hanno una doppia coda idrocarburica (acidi grassi) idrofobica e
insolubile in acqua (dunque apolare)
- e una testa polare costituita da una molecola di glicerolo, un
gruppo fosfato e una molecola contenente azoto, che per tutte
queste caratteristiche è ionizzata e dunque idrofila
c. carotenoidi
- sono pigmenti vegetali arancioni fondamentali per la fotosintesi
(rientrano nei lipidi in quanto insolubili e oleosi)
- costituiti da idrocarburi a 5 C
d. steroidi
- 4 anelli di carbonio di cui 3 esosi e 1 pentoso a cui è attaccata una
catena laterale diversa per ogni steroide
- colesterolo: componente contenente una parte alcolica idrofila e la
restante parte idrofoba
- ormoni steroidi
È presente nelle membrane cellulari animali ma se presente in eccesso
ostruisce vasi sanguigni aumentando il rischio di malattie cardiovascolari
3. PROTEINE
Questi due gruppi accettano e rilasciano protoni e per questo motivo contrastano i
cambiamenti di pH (tamponi biologici)
Struttura terziaria che è la forma finale assunta dalla proteina a seguito di legami tra i diversi gruppi R degli
amminoacidi (legami idrogeno, ionici, interazione idrofobiche e dunque ripiegamento delle porzioni apolare della
proteina all’interno lontane dall’ambiente acquoso e infine ponti disolfuro tra due unità di cisteina)
Struttura quaternaria ovvero l’interazione di più catene polipeptidiche e la loro disposizione tridimensionale
Cambiamenti di amminoacidi portano a un cambiamento della
conformazione della proteina che a sua volta altera l’attività
biologica, infatti per esempio una variazione eccessiva di una
temperatura porta a una denaturazione della proteina stessa che
diventa dunque inaddata per svolgere un compito chimico.
• di riserva (ferritina)
• di regolazione (insulina)
• di movimento
Il nome deriva dal fatto che sono stati osservati per la prima volta nel nucleo a fine 1800. Fu osservato che nel
nucleo era presente materiale che interagiva con sostanze basiche → tale materiale doveva dunque essere acido
Sono polimeri di nucleotidi, formati da: zucchero pentoso, gruppi fosfato e base azotata
ribosio desossirobosio
L’acido nucleico è l’RNA L’acido nucleico è il DNA
L’RNA contiene le informazioni per Il DNA invece contiene le istruzioni
legare in sequenza gli amminoacidi e per sintetizzare le proteine e l’RNA
formare un polipeptide stesso e costituisce il materiale
ereditario della cellula
Le basi azotate sono 5: Adenina, Timina (nel DNA), Uracile (nell’RNA), Guanina e
Citosina. Sono attaccate allo zucchero pentoso che costituisce le catene laterali
della struttura mentre le basi azotate costituiscono la parte centrale. Poiché è
stato osservato che il DNA ha un diametro costante tra le due catene laterali di
zuccheri e poiché le basi azotate sono
• 3 pirimidine, costituite da 1 anelli
• 2 purine costituite da due anelli
hanno dunque dimensioni differenti e devono necessariamente appaiarsi a due a
due in un preciso modo. Il corretto appaiamento è AT/AU e GC, infatti nA=nT e
nC=nG
Nel DNA tra le basi azotate dei filamenti opposti si forma un legame a idrogeno
Rosa Franklin negli anni 1951/53 tramite raggi X riuscì a determinare la distanza tra le
molecole di DNA che presentano una struttura ripetitiva, appunto il DNA. Watson e
crick qualche anno dopo misero insieme tutte le informazioni già conosciute sul DNA e
ipotizzarono la sua struttura, ovvero un doppio filamento avvolto a elica. I due filamenti
(zucchero fosfato) devono avere però direzioni opposte, sono antiparallele, per
consentire alle basi di creare legami idrogeno correttamente.
Le mutazioni possono essere causate dalla sostituzione d8 una base e possono portare a mutazioni
silente, mutazioni di senso che modificano l’attività della proteina oppure mutazioni no sense che
interrompono la traduzione riducendo la lunghezza della proteina
Mutazioni frameshift dovute all’inserimento o all’eliminazione di coppie di basi azotate modificando la
catena amminoacidica
I trasposoni sono sequenze di DNA che si spostano all’interno del DNA stesso per attivare o disattivare dei geni
I retrotrasposoni si replicano mediante la formazione di RNA e codificano la trascrittasi inversa
Le mutazioni possono essere causate da fattori inversi detti mutageni (es raggi X)
- Costituito da un unico filamento
- Le basi azotate possono interagire con DNA aperti, con altri RNA oppure il filamento può
ripiegasti su se stesso, ma a causa della presenza dell’OH libero sullo zucchero non è possibile
creare legami stabili
- L’RNA è maggiormente presente nella cellula (7%) mentre il DNA è presente solo all’1%
La trascrizione dell’RNA
1. Partendo dal DNA si crea un frammento complementare di RNA in cui
la Timina è sostituita dall’Uracile
4. A questo punto abbiamo ottenuto il trascritto originale pre-mRNA a cui: •viene aggiunto un cappuccio all’estremità 5’
CAPPING
• viene aggiunta una coda poli-A (100/200
basi azotate di adenina)
POLIADENILAZIONE
• Vengono rimossi gli entro introni, ovvero
delle sequenze di basi non codifanti poste
all’interno di una regione codificante del
gene.
SPLICING (grazie allo spliceosoma)
Il nostro mRNA è costituito dunque da una sequenza leader (segnale per l’aggancio con i ribosomi), dal cordone di
inizio seguito dalla sequenza codificante e infine da una sequenza di stop
Chiaramente non viene trascritto tutto il DNA ma solamente il frammento che contiene l’Informazione necessaria alla
cellula per produrre proteine
Il tRNA grazie ad enzimi detti aminoacil-tRNA sintetasi si lega con un legame covalente all’amminoacido.
Il complesso aminoacil-tRNA può legarsi all’mRNA
La traduzione avviene nei ribosomi, complesso proteico costituito da 2 subunita (maggiore e minore) nel quale
l’mRNA. Il ribosoma presenta 4 siti di legame uno per l’mRNA e tre per i tRNA: A, P ed E
Fase di terminazione:
• quando un fattore di rilascio riconosce il codone di stop, il legame tra
tRNA e amminoacido nel sito P si rompe e il polipeptide è libero.
• I componenti del complesso di traduzione si slegano e la catena
polipeptidica, grazie a chaperoni molecolari assume la sua
conformazione tridimensionale, per esempio ripiega nella parte interna
della catena polipeptidica quelle parti idrofobiche.
Dogma centrale Biologia
Trascrizione Traduzione
Si deduce che non esiste un’unica direzione DNA —> RNA —> proteina
L’espressione genica
La regolazione genica
Come sappiamo sul DNA deve essere presente un sito di inizio della trascrizione seguito da un promotore cui può legarmi
l’RNA polimerasi, quest’ultima contiene la TATA box (sequenza di basi TATAAA) la cui mutazione riduce l’efficienze di
trascrizione della cellula
Altre sequenze importanti di DNA sono gli enhancer e i silencer che se anche posti a una notevole distanza dal gene cui
sono associati sono ugualmente in grado rispettivamente di velocizzare e ridurre la trascrizione di tale gene.
La velocità di trascrizione è ulteriormente aumentata quando un fattore di trascrizione (proteina avente un dominio di
legame per il DNA è almeno un altro dominio di legame) attivatore, legato al DNA, si lega anche all’enhancer
Modificazioni epigenomiche: camabiamenti chimici nel DNA che non alterano la sequenza ma bensì la struttura del
cromosoma. Per esempio l’aggiunta di gruppi metilici alla base azotata citosina nota come metilazione del DNA. Se la
metiliazione avviene nel promotore i geni sono silenziati se invece avviene nel gene steso la trascrizione è elevata.
Splicing alternativom avviene quando un segmento di RNA funziona sia come introne sia come espone, può dunque essere
tagliato oppure può rimanere nella sequenza di basi; il suo mantenimento o la sua eliminazione portano a una differenza
sequenza amminoacidica e dunque alla produzione di proteine differenti.
Codone di inizio = AUG → met
1: DNA: TAC TGA TCG ACC CCC ATA ATG AAA ATC
mRNA: AUG ACU AGC UGG GGG UAU UAC UUU UAG
Proteina: met, Thr, Ser, Try, Gly, Tyr, Tyr, Phe, stop
Sequenza primaria: sequenza nominale che mi dice l’ordine degli amminoacidi, non mi dà però caratteristiche della proteina.
Se però osservo il residuo di ogni amminoacido posso capire le caratteristiche di essa. Le proteine sono in un ambiente
acquoso, se la proteina contiene amminoacidi con residui apolari, la proteina si richiuderà su se stessa, le parti polari invece
si dispongo all’esterno
Solo le proprietà chimico - fisiche degli amminoacidi mi dicono com’è la struttura tridimensionale della proteina → questa
cosa è determinata da algoritmi
2: mRNA: AUG GCG AGG CGG CAG CUG UUA UGG UGA
tRNA: UAC CGC UCC GCC GUC GAC AAU ACC ACU
3: DNA: TAC CAC CCC CGT ATG GCT GGG AAT ATC
mRNA: AUG GUG GGG GCA UAC CGA CCC UUA UAG
proteine: Met, Val, Gly, Ala, Tyr, Arg, Pro, Leu, Stop
4: DNA: TAC TCT CCC AAA AAA TAC CAC CCC ATC
mRNA: AUG AGA GGG UUU UUU AUG GUG GGG UAG
tRNA: UAC UCU CCC AAA AAA UAC CAC CCC AUC
proteina: Met, Arg, Gly, Phe, Phe, Met, Val, Gly, Stop
La cellula è un’unità strutturale e funzionale, organizzata per compiere funzioni in modo indipendenti:
- si riproduce per via asessuata o sessuata (tramite cellule specializzate che si uniscono
formando un uovo cellulare
- crescono e si sviluppano adattandosi ai cambiamenti
- risponde agli stimoli esterni
- possiede un metabolismo (insieme delle attività chimiche che avvengono al suo interno)
che le permette di mantenere costanti parametri vitali
- possiede una membrana che funziona da interfaccia di scambio tra interno e esterno
procariote
Nel citoplasma sono dispersi i ribosomi e dei granuli di Possono avere dei flagelli (fibre
deposito di sostanze quali glicogeno o lipidi esterne utili per il movimento)
Con il tempo alcune cellule procarioti si sono sviluppate diventando cellule eucarioti: in essa tutti i compartimenti
sono delimitati da membrane, sono però dinamici e interconnessi grazie a delle vescicole che nel complesso
formano il reticolo endoplasmatico. Altre vescicole invece (scoperte da Camillo Golgi) sono staccate dal reticolo
endoplasmatico ma sono attaccate fra di loro formando l’apparato di Golgi.
eucariote
La componente fluida all’esterno del nucleo è il citosol, nel quale sono sospesi
degli organuli che insieme al citosol formano il citoplasma, mentre quello all’interno
è il nucleoplasma.
Tutti gli organuli nel citosol sono rivestiti da una membrana, che oltre ad essere
una barriera funziona come superficie di lavoro vegetale
Proprio per questo motivo la membrana è un fluido bidimensionale, in cui i fosfolipidi sono in grado di spostarsi e
scambiarsi lateralmente
→ modello a mosaico fluido in cui le proteine sono immerse e cambiano continuamente posizione
Qui interviene la concentrazione di lipidi saturi e insaturi, perché la loro differente concentrazione permette una
differente presenza di legami di van del Walls che influenza lo stato (solido o liquido) della membrana
Negli anni 50 ci si accorse che la membrana plasmatica aveva uno spessore uniforme, mentre si sapeva che le proteine
di membrana erano lunghe e irregolari. Capirono dunque che alcune proteine attraversavano l’intero spessore della
membrana ( proteine transmembrana ).
È importa notare che, poiché le proteine si inseriscono nella membrana in modo specifico, il loro orientamento sui due
lati della membrana è asimmetrico, (per esempio le glicoproteine sono disposte tutte verso l’esterno della cellula)
Le proteine sono di fondamentale importanza per la membrana in quanto svolgono diverse funzioni:
- ancoraggio
- recettrici per proteine provenienti dalla matrice extracellulare, e per
segnali chimici o elettrici
- trasporto per molecole
- enzimi che catalizzano reazioni
- sistemi di identificazione (es: antigeni)
Il trasporto delle molecole può essere ATTIVO (se richiede un dispendio di energia) O PASSIVO (senza dispendio di
energia, in realtà viene utilizzata energia per mantenere il gradiente)
Passivo:
Attivo: Interviene quando è necessario spostare soluti contro gradiente è il trasporto richiede
energia
È una proteina carrier che utilizza energia per
pompare ioni di sodio fuori dalla cellula e ioni potassio all’interno venendosi così a creare
nella membrana un potenziale di membrana elettrico poiché il gradiente è costituito da ioni
carichi (l’interno sarà - e l’esterno + )
Pompe protoniche in funghi, batteri e piante per rimuovere dal citoplasma protoni + che
creano differenza di potenziale
Possono aprirsi o grazie a una molecola che si aggancia a un recettore presente sulla
proteina, oppure si apre per permettere il passaggio di ioni al fine di ristabilire la polarità
Permeabili all’acqua e principalmente presenti nei reni, nei testicoli, nel cervello, nel
pancreas e nell’intestino
Quando sono coinvolte molecole ancora più grandi che devono passare da una parte all’altra della membrana
lo fanno tramite:
Eterocromatina (tratti di DNA condensati, nucleosomi Eucromatina (cromatina lassa, d’eco densità) che
strettamente associati che rendono dei geni silenti) contiene un miglior accesso per RNA polimerasi e
dunque l’attivazione della trascrizione dei geni
Il nucleo è separato dal citoplasma per merito dell’involucro nucleare, una doppia membrana che in punti detti
pori nucleari si fronde insienpme a un complesso di proteine per permettere il passaggio di molecole biologiche e
proteine (solamente se contengono un SLN (segnale di localizzazione nucleare) che si lega a proteine dette
importine)
All’interno del nucleo è presente la lamina nucleare che sostiene la membrana nucleare interna.
La parte centrale del nucleo è detta nucleolo luogo di trascrizione del DNA per formare l’rRNA e del suo assemblaggio
con le proteine per formare i ribosomi (non avviene la traduzione qui)
i ribosomi
Sono organuli liberi nel citoplasma o attaccati a membrane
citoplasmatiche che ospitano attività enzimatica per formare i
legami peptidici.
Sono costituiti da due subunità: maggiore e minore a loro volta
costituite da proteine e molecole di rRNA
È costituito da vescicole e tubuli di diversa forma e funzione, interconnesse tra loro alla
membrana nucleare esterna.
È delimitato da due membrane una citosolica e una luminava che racchiudono una
porzione isolata dal citosol detta lume, le due superficie catalizzano reazioni differenti.
È un deposito del calcio
REL
Ha un aspetto tubulare, è la prosecuzione del RER e gli enzimi al suo interno catalizzano la sintesi di lipidi
e li assembla, si occupa del metabolismo dei carboidrati e degrada sostanze chimiche tossiche. Proprio
per la sintesi di fosfolipidi e colesterolo, il RE forma le membrane cellulari
Il REL presente nelle cellule lipidiche nel lume contiene enzimi che formano goccioline lipidiche che
immaginano riserve di energia
RER Sulla superficie citosolica presenta dei ribosomi legati che si occupano della sintesi delle proteine
che vengono esportate dalla cellula o di membrana o destinate agli altri organuli.
Quando l’mRNA entra nel citosol si associa a un ribosoma che si ancora al RE (i ribosomi sono
dunque dinamici) dove sintetizza un polipeptide che può avere una doppia destinazione:
• può entrare nel lume del RE dove vengono modificate con l’aiuto dei chaperoni molecolari e poi
inviati si diversi compartimenti oppure, se non sono state codificate correttamente vengono
disintegrate nel citosol dai preoteasomi
• può entrare in un poro del RE ed essere integrato alla membrana stessa
È abbondante nelle cellule secernenti
Nel reticolo endoplasmatico vengono assemblate le membrane, infatti i fosfolipidi sintetizzati nel REL si uniscono alla
membrana del RE e la ampliano, se invece sono destinati a formare membrane per altri organuli lasciano il RE sotto
forma di vescicole
il complesso di Golgi
È diviso in tre superfici: cis (vicino al nucleo è riceve il materiale dal RE), mediale (dove vengono modificate le proteine) e
trans (impacchetta e smista le vescicole)
Le proteine si spostano dal cis al trans o tramite vescicole oppure una porzione stessa della superficie cis impacchetta
là proteine e si fonde alle altre membrane del complesso di Golgi fino a raggiungere la porzione trans; in questo caso
ogni volta che una porzione di membrana si stacca dal cis una si attaccano ad esso è una di stacca dal trans
Alcune proteine si staccano dal cis e tornano al RE poiché utili nell’assemblaggio del RE stesso
Altre o sono direzionano agli organuli cella cellula oppure vengono espulse dalla cellula e in questo caso le vescicole si
fondono con la membrana plasmatica
Altre ancora invece restano impacchettate per essere secerne più avanti nel tempi diventando lisosomi.
lisosomi
Sono vescicole piene di enzimi litici dispersi nel citoplasma che digeriscono particelle
fagocitate dalla cellula
Lisosomi primari: si formano dall’apparato di Golgi e possiedono enzimi segnati da
carboidrati provenienti dal RE
Quando si fondono con delle vescicole di cui devono degradare il contenuto
aumentano il loro volume diventano lisosomi secondari, in questo modo difendono la
cellula da batteri pericolosi esterni
E infine distrugge del materiale della cellula stessa se danneggiato (funzione detta
autofagia)
mitocondri
Il mitocondrio si occupa della respirazione aerobica processo che trasforma ossigeno e carbonio
in anidride carbonica e acqua per trasformare l’energia chimica presente nel cibo in ATP,
l’energia che permette alla cellula di svolgere tutte le attività.
È un organulo delimitato da una membrana esterna e una interna liscia ripiegata in creste per aumentare la superficie di
scambio (il numero di creste e di mirocondri nella cellula dipende dalla funzione della cellula)
La membrana esterna è liscia e permette il passaggio di numerose piccole molecole, poi troviamo uno spazio
intermembrana e la membrana interna che è permeabile selettivamente. Al suo interno è presente una matrice
mitocondriale, diversa dal citosol, in cui sono presenti ribosomi e enzimi.
Teoria endosimbiotica della Margulis: i mitocondri, come i cloroplasti nelle cellule vegetali, hanno DNA circolare proprio che
codifica per tRNA e per proteine, enzimi e ribosomi. Una cellula eucarioti non in grado di prodursi energia rapidamente e
autonomamemnte ha fagocitato il mitocondrio, che in passato ed un procariote in grado di produrre energia da solo,
stabilendo così un rapporto di simbiosi. La cellula eucarioti produceva le proteine per il m’incontrino è questo le produceva
energia.
La membrana esterna è dovuta dalla fagocitosi del batterio e nello spazio intermembrana gli elettroni possono rimbalzare
Il mitocondrio 8 oltre si occupa dell’apoptosi, la morte programmata della cellula (diversa dalla necrosi, la morte non
controllata), interferendo il metabolismo energetico o attivando specifici enzimi. Quando si danneggia un mitocondrio si
aprono dei pori nella membrana e il citocromo c (proteina importante nella produzione energetica) viene rilasciato nel citosol
attivando gli enzimi cassa si che degradano i componenti della cellula
Parte da una fonte principalmente zuccherine (e in assenza proteica e lipidica) per formare energia tramite
reazioni a catena
Ossidazione glucosio:
1. Citosol: glicolisi da 1 glucosio a 2 piruvato
2. Respirazione cellulare nel mitocondrio: ossidazione piruvato e ciclo di Krebbs che forma ATP e elettroni
3. Fosforilazione ossidativa sulle creste del mitocondrio che trasferisce H. nella matrice
Il cloroplasto, a differenza del mitocondrio, è presente nelle cellule vegetali e utilizza l’energia fornita dalla luce,
tramite il processo di fotosintesi
Proprio la somiglianza tra questi due organuli ha portato la Margulis ad affermare che le cellula vegetali si siano sviluppate dop
le cellule animali a provenienti dallo stesso progenitore
Nella cellula vegetale oltre ai cloroplasti troviamo i leucoplasti e i cormoplasti che insieme formano i plastidi
Come fanno a essere impacchettate e direzionate le vescicole che si staccano dal Golgi?
citoscheletro
Il citoscheletro è costituito da strutture di polimeri proteici che si organizzano in tubuli o filamenti che polimerizzano e
depolimerizzano in modo dinamico continuando a comporsi in modo differente all’interno della cellula
Serve come funzione strutturale di sostegno per la cellula (es espansione), per ancorare gli organuli, per il movimento di
organuli o vescicole all’interno della cellula e infine per consentire il movimento della cellula stessa.
Si irradiano dal centrosoma
È possibile aggiungere i dimeri per allungare il microtubulo da entrambe le estremità, che hanno una polarità
estremità - e + (si allunga più rapidamente)
I microtubuli si originano in una regione vicino al nucleo detta centro di organizzazione dei mispcrotubuli (MTOC), dal
centrosoma costituiti da una coppia di centrioli, disposti perpendicolarmente
I caratteri sono gli aspetti che caratterizzano gli individui e possono essere visibili (morfologici) oppure di carattere
funzionale
L’insieme delle caratteristiche morfologiche e funzionali che contraddistinguono l’individuo (l’insieme dei caratteri) è il
FENOTIPO
La costituzione genetica dell’organismo invece è il GENOTIPO
I caratteri principale, che caratterizzano la specie, vengono trasmetti alla progenie, mentre i caratteri che distinguono i
singoli individui della specie (meno importanti) non vengono trasmessi in modo identico, perché sono soggetti a modifica
in risposta agli stimoli provenienti dall’ambiente
L’evoluzione è l’accumulo nel corso del tempo di cambiamenti genetici all’interno di popolazioni, ovvero un gruppo di
individui di una specie che vive nella stessa area geografica
L’evoluzione ha sue prospettive: microevoluzione, adattamenti in una popolazione nel breve tempo e macroevoluzione:
adattamenti nel lungo tempo che portano a specie differenti da antenati comuni
La progenie però acquista solamente i caratteri che si modificano nel tempo, progressivamente, con l’evoluzione.
I cambiamenti drastici non vengono trasmessi
Mendel: matematico, nato nel 1822 che vive in un convento inizia a studiare, con il
metodo scientifico l’ereditarietà dei caratteri ed è il primo che individua regole
precise e matematiche con cui cui i caratteri dei genitori si rappresentano nella
progenie dei figli.
In particolare egli studia le piante di pisello, perché erano facilmente in commercio,
crescevano rapidamente, avevano tante caratteristiche e dunque tante varianti da
poter studiare e inoltre, poiché si autoimpollinano consentivano l’impollinazione
controllata
A questo punto mendel sceglie 7 caratteri le cui 2 varianti fenotipiche erano ben distinguibili tra loro e studia la loro
trasmissione.
Impollina le piante finché non ottiene delle linee pure, in cui gli alleli di uno
stesso gene sono uguali LINEA PARENTALE P.
Le fa incrociare e ottiene una GENERAZIONE FILIALE F1 in cui tutti gli
individui assomigliano a uno dei due genitori. A questo punto fa auto
impollinare gli individui della F1 e ottiene la F2 ottenendo ¾ di piante simili
alle F1 e ¹/₄ simili al genitore di partenza il cui fenotipo si era perso nella
F1
Nella F1 il carattere che si manifesta è il carattere DOMINANTE. —> legge della dominanza
mentre quello che viene nascosto e che ricompare nella F2 è detto RECESSIVO
Questa affermazione è in contrasto con l’idea dell’ereditarietà con mescolanza dei caratteri (secondo cui nei gameti
maschili e femminili c’è un fluido che si mescola durante la riproduzione per produrre solamente gameti ibridi) perché
in questo caso il carattere recessivo non potrebbe ricomparire nella F2
Mendel intuisce dunque che ogni carattere veniva regolato da due fattori (che oggi
chiamiamo GENI) ma solo uno dei due viene trasmesso alla progenie, questo perché se
fossero stati trasmessi entrambi si sarebbe giunto a una scrittura ennesima di caratteri
Avere gli ALLELI (ovvero varianti di un gene) è utile per un miglior adattamento all’ambiente, proprio perché posso
nascondere un carattere all’occorrenza
I due alleli, prima della riproduzione sessuata, vengono separati —> principio della segregazione
così che ciascuna cellula contenga esattamente 2 alleli per ogni gene (uno del padre e uno della madre)
In questo modo gli alleli recessivi non vanno persi nella F1
In particolare definiamo OMOZIGOTE un individuo che possiede gli stessi allei per un gene e ETEROZIGOTE un individuo
aventi i due alleli diversi
Due alleli dello stesso gene si trovano sullo stesso loco genico di due cromosomi
omologhi
Tuti i rapporti genetici vengono espressi mediante termini di probabilità —> che è la frequenza di attesa di un evento
Se un evento è certo la sua probabilità è 1, se è certo che non verificherà la sua probabilità è 0
Infatti:
Nel caso dei gruppi sanguigni un unico gene è espresso da più di due alleli (in particolare tre)
—> ALLELI MULTIPLI
Nel 1910 Thomas Morgan, un genetista americano, studiando la Drosofila estese il concetto della teoria
cromosomica dell’ereditarietá. Scelse le drosofile perché hanno solo 4 cromosomi, solo allevabili con qualsiasi
cibo, possono essere allevate in gruppo in un ambiente piccolo e chiuso e si riproducono velocemente e in grande
quantità
Morgan dimostra che i geni sono allineati lungo i cromosomi, dunque l’assortimento indipendente dei caratteri non
è applicabile su due loci che sono molto vicini tra loro sulla stessa coppia di cromosomi, definì questi geni
associati, poiché data la loro vicinanza tendono a essere ereditati insieme.
Partendo da genitori BbVv x bbvv questi avrebbero dovuto dare 4 tipi di gameti
BV, Bv, bV e bv, ma poiché questi due geni sono associati, gli unici gameti
prodotti sono BV e bv per il primo e bv per il secondo
—> ci si sarebbe dovuti aspettare dunque una progenie BbVv e bbvv uguale al
genitori
Invece apparivano anche altri individui
Questo perché ogni gamete parentale, ovvero quelli generati dai genitori
(nel nostro caso BV e bv) va incontro a crossing over, durante
l’appaiamento dei cromosomi, i cromatidi omologhi si scambiano una
porzione di gene
Si formano dei gameti ricombinanti che formano dei cromosomi ibrido,
appunto bV e Bv.
Il crossing over è fondamentale perché solo la segregazione dei caratteri
non spiegherebbe una così ampia variabilità genetica.
Ovviamente più sono lontani i geni, nel cromosoma maggiore sarà la loro percentuale di ricombinazione ed è
possibile creare una mappa genetica dei cromosomi convertendo la percentuale d8 ricombinazione in unità di
mappa, per capire quanto sono lontani tra loro i geni.
Morgan nota inoltre che una coppia di cromosomi, maschili e femminili, erano
diversi tra loro
—> intuisce che quel tipo di cromosoma, detto cromosoma sessuale, doveva
portare il gene in grado di determinare il sesso dell’individuo
I caratteri recessivi legati ai cromosomi si esprimono maggiormente nei maschi che nelle femmine
Sappiamo che nel nucleo la cromatina si struttura in base alle varie fasi del ciclo cellulare
Nelle cellule somatiche abbiamo coppie di cromosomi e quando i gameti si dividono si
genera un nucelo con un solo cromosoma
Teoria cellulare:
• Tutti gli esseri viventi sono formati da cellule
• Le cellule sono unita strutturali e funzionali degli esseri viventi
• Le cellule si originano solo dalla divisione di cellule preesistenti
Bizzozero fece una classificazione dei tessuti per capire con che tasso si dividono le cellule in questi tessuti:
• Tessuto labile: c’è una continua divisione cellulare (es tessuto epiteliale), dunque la durate delle cellule è limitata
• Tessuto stabile: la proliferazione avviene solo in caso di danni (es fegato o tessuto nervoso)
• Tessuto perenne: le cellule non si dividono mai
La divisione cellulare nei tessuti dipende dalle esigenze dei tessuti e dagli stimoli ambientali che ricevono.
L’ambiente può dare stimoli che assomigliano a stimoli fisiologici portando a riproduzione anomala delle cellule nei tessuti.
G2 La cellula ancora cerca di aumentare la massa citoplasmatica e sintetizza tutto il necessario per la
condensazione della cromatina. A fine fase G2 la cellula può iniziare la divisione
1. profase
La cromatina si spiralizza in cromosomi visibili che sono stati duplicati nella
fase S. Sono costituiti da una coppia identica di cromatidi fratelli tenuti
insieme da un complesso proteico detto coesina nella regione del
centromero
A ogni centromero, grazie alla proteina cinetocore, possono legarsi i microtubuli, del
fuso mitotico in formazione (le estremità - del fuso sono ai poli mentre le estremi+
sono legate ai cromosomi), che permetteranno la separazione dei cromatidi fratelli.
(La tubulina che costituiva il citoscheletro si smonta per formare il fuso mitotico)
2. Prometafase:
La cellula disgrega l’involucro nucleare lasciando che il fuso mitotico sia libero di agganciarsi
ai cromatidi liberi nel citoplasma per spostarli verso il piano equatoriale della cellula. Le
porzioni dell’involucro nucleare vengono organizzati in vescicole per essere riutilizzati.
Ricordiamo che i microtubuli di α e β tubulina sono in continuo assemblamento e
disassemblamento.
Le proteine coesione liberano i due cromatidi fratelli che poteranno poi successivamente
dividersi.
3. Metafase
I cromatidi di un cromosoma sono attaccati ai microtubuli dei due poli opposti della cellula
e sono allineati lungo la piastra metafisica al centro della cellula. In questo stadio poiché i
cromosomi sono ben visibili viene analizzato il cariotipo della cellula.
A questo punto vengono individuati due poli cellulari opposti verso cui vengono tirati i
cromatidi fratelli, dai microtubuli, che si separano.
4. Anafase
I cromatidi fratelli si separano e vengono considerati cromosomi, migrano verso i poli opposti
grazie alla continua rimozione di subunitá di tubulina.
5. Telofase
I cromosomi decondensano, si despiralizzano e attorno ad essi si crea un involucro nucleare
CITOCINESI
Un anello di microfilamenti di acto-miosina contrattile avvolge la membrana plasmatica
nella zona equatoriale e la sua contrazione crea un solco di divisione che separa
equamente il citoplasma formando due cellule identiche alla cellula madre d8 partenza.
Ci sono delle molecole che fanno parte del sistema di controllo del ciclo cellulare fondamentali per la nascita di una
cellula sana ed evitare errori. Nei punti di controllo del ciclo cellulare ci sono dei meccanismi che bloccano
temporaneamente la fase successiva finché il controllo non va a buon fine: checkpoints e sono 3:
• il primo nella fase G1 (detto punto di restrizione) che controlla se la cellula possiede le dimensioni, i fattori di
crescita, i nutrienti e gli enzimi necessari per sintetizzare il DNA, altrimenti entra in fase G0.
• Il secondo alla fine della fase G2 e garantisce che la duplicazione del DNA sia terminata prima che inizi la mitosi
• Il terzo è tra la metafase e l’anafase e controlla che tutti i cinetocore siano attaccati al fuso mitotico e disposti sul
piano equatoriale
I fattori di crescita
Sono fondamentali per capire come fanno le cellule nei diversi tessuti ad avere cicli cellulari con tempistiche così
differenti tra loro. Il controllo del ciclo cellulare è basato su una comunicazione tra segnali esterni e interni alla cellula.
La risporuzione sessuata invece comporta l’unione di due cellule specializzate, i gameti, che si uniscono
formando lo zigote. Poiché le cellule provengono da due genitori separati, hanno la possibilità di avere un corredo
cromosomico variabile.
I genitori di partenza contengono un numero N di coppie di cromosomi omologhi (l’uomo possiede 23 coppie di
cromosomi omologhi) che portano gli stessi geni ma con alleli differenti: la cellula è detta diploide. Se invece la
cellula possiede solo un cromosoma per coppia allora è aploide.
Uovo e spermatozoi sono apolidi, contengono 23 cromosomi per formare uno zigote diploide con 46 cromosomi.
Ma come si formano uovo e spermatozoi con un corredo cromosomico pari a 23 cromosomi e non 46 come le
altre cellule?
Meiosi o gametogenesi
• metafase I: le tetradi sono allineate all’equatore e ciascun cromosoma omologo è attaccato a uno dei due poli.
A questo punto è importantissimo l’orientamento indipendente che le coppie di cromosomi omologhi possono
assumere, perché un diverso orientamento orientamento comporta variazione genetica
• Anafase I: i cromosomi omologhi separano
• Telofase I: i cromatidi decondensano, si riforma l’involucro nucleare e avviene la citodieresi
Differenze:
Mitosi: Meiosi:
• si formano due cellule aploidi identiche alla cellula madre • si formano 4 cellula aploidi partendo da una
• si dividono i cromatidi fratelli cellula diploide.
• i cromosomi omologhi non si appaiono • si dividono prima i cromosomi omologhi e poi i
cromatidi fratelli
La meiosi è fondamentale per la formazione di cellule uovo e spermatozoi, poiché avendo entrambi un patrimonio
genetico pari a n unendosi formano uno zigote con patrimonio genetico pari a 2n
Spermatogenesi
1) cellula diploide che in pubertà si divide per mitosi formando gli spermatogoni, che si
dividono nei testicoli per mitosi, alcuni ingrandendosi diventano
2) Spermatociti primari che vanno incontro a divisione meiotica formando
3) spermatociti secondari che vanno incontro alla seconda divisione meiotica
4) Spermatidi che si differenzia in uno
5) Spermatozoo maturo
Oovogenesi
1) oogoni si dividono per mitosi e alcuni diventano
2) Oociti primari che vanno incontro a divisione meiotica, ed entrano in uno
stato quiescente fino alla pubertà dove formano
3) Oociti secondari = rilasciati dagli esseri umani. O 3) globuli polari destinati a
degenerare. L’oocita secondario va incontro alla seconda divisione meiotica, che sta
ferma in metafase II, solo quando avverrà l’ovulazione diventerà una
4) Cellula uovo il cui completamente avviene con la fecondazione
La spermatogenesi inizia alla puberta mentre l’oogenesi inizia quando l’individuo è ancora un embrione, si blocca e
riinizia in pubertà a seguito di uno stimolo, fino alla metapausa
Il primo clone creato in laboratorio e fu la pecora Dolly, derivata da una specie di cui presero una cellula con nucleo
della ghiandola mammaria, fusa con una cellula uovo di un’altra specie priva di nucleo. Dopo aver portare la cellula
mammaria a una fase G1 il suo ciclo di meiosi si sincronizzava con il ciclo della cellula uovo, poste sotto shock le
cellule si fondevano per formare un blastocita che venne impiantata in una madre surrogata della specie scottish
blackface. Bensì essa risultava identica alla madre che aveva fornito la cellula con nucleo finn dorset.
La fecondazione rappresenta LA SUPERATTIVAZIONE metabolica della cellula uovo, che completa il ciclo di meiosi. Nel
momento in cui lo spermatozoo si fonde con il nucleo della cellula uovo, il nuovo individuo inizia una divisione cellulare
(proliferazione) che aumenta notevolmente il numero di cellule che andranno incontro a differenziamento
Successivamente l’embrione entrerà in diversi fasi dello sviluppo nel corso della sua vita:
• sviluppo embrionale (8 settimane nell'uomo)
Dall'uovo fecondato si formano le varie strutture dell'individuo
• sviluppo fetale (dalla 9 settimana alla nascita)
Sviluppo funzionale e accrescimento, l'individuo aumenta di massa. Viene raffinata la capacita di funzionare. Alcuni
organi funzionano da subito come il cuore, altri non funzionano fino a fuori dalla placenta come i polmoni.
• sviluppo postnatale (fino alla maturità sessuale)
sviluppo funzionale e accrescimento. Gli organi riproduttori arrivano a maturazione e iniziano a funzionare solo
quando in adolescenza si arriva alla maturità sessuale. Questa è una fase di sviluppo extrauterino.
L'uovo si sviluppa nella discesa verso l'utero, poi si sviluppa la placenta nell'ovulo
e il cordone ombelicale + Membrane + liquido amniotico anche protezione meccanica - annessi embrionali che
servono fino alla nascita
SEGMENTAZIONE
L’embrione inizia una rapida divisione cellulare che accresce il numero
di cellule ma non modifica le dimensioni dell’embrione perché saltano la
fase G2 di accrescimento prima della nuova mitosi.
Si formano la blastula, la cui cavità interna detta blastocela è rivestita
dalle cellule in divisione, i blastomeri.
La segmentazione avviene dal momento in cui la cellula uovo viene
fecondata fino a che non si impianta nella placenta.
Nell'uomo dura 5-6 giorni
I blastomeri a questo punto si specializzano: metà formerà la placenta
(epitelio esterno che si attacca alla tonaca mucosa) e l'altra meta andrà
a formate l'individuo (formano una massa cellulare interna)
L'embrione si nutre attingendo dai fluidi delle tube uterine e utero - per questo cambia in base ai segnali ambientali e
all'alimentazione della madre
La parte che si va a impiantare nell'utero da origine al sincizio perché si differenzia molto velocemente
GASTRULAZIONE
La blastula si trasforma in gastrula, un embrione a tre foglietti germinali. Le
cellule iniziano a differenziarsi, ci sono cambiamenti nel citoscheletro che le
portano a migrare. Da massa di cellule diventa un disco embrionale
(individui diblastici). Le cellule infarciscono lo spazio tra i due strati cellulari
con connettivo => una sorta di TRANSDIFFERENZIAMENTO. Da diblastico
a triblastico
3 tessuti fondamentali --> epitelio superficiale (ectoderma), epitelio
profondo (endoterma) e connettivo in mezzo (mesoderma)
Da loro tre derivano tutti i tessuti che conosciamo tramite tappe di
differenziamento
I goni sono differenziati prima e formano il "quarto foglietto".
Solo i vertebrati hanno ectoderma che si può differenziare nei vari organi
per una maggiore plasticità dello sviluppo.
MORFOGENESI E ORGANOGENESI (giorni 24 - 56)
Consiste nella costruzione della forma e degli organi.
Le prime fasi nei vertebrati sono costruzione di strutture di massima transitorie, partendo da organi in abbozzo
simili a quelli degli antenati rimodelliamo quelli della specie cui apparteniamo.
Necessaria la morte cellulare fisiologica = rifinimento sottile delle parti
DIFFERENZIAMENTO COORDINATO CARATTERISTICA FONDAMENTALE CHE HANNO TUTTI
GLI EMBRIONI
I goni non derivano da nessun foglietto e sono le prima cellula che vengono commissionate.
Importante è l’induzione embrionale, ovvero l’invio di segnali chimici ad altre cellule che permettono il loro
differenziamento. Il rischio è che alcune cellule inizino un differenziamento che non dovrebbero fare —> malformazione
che però è favorevole per evoluzione. Questo processo ovviamente è limitato nel tempo, dunque se esso non riesce in
quel preciso momento lo sviluppo non avverrà più.
Le cellule staminali più versatili è lo zigote, infatti esse sono cellule totipotenti, con la possibilità dunque di originare tutti i 3
foglietti embrionali da cui si originano tutti i tessuti.
Le cellule staminali embrionali (ES) che si formano dopo la segmentazione dello zigote, ma sono pluripotenti, possono
formare tutti i tipi di cellule tranne quelle della placenta.
Le cellule staminali possono essere anche adulte multipotente, per esempio nei bambini, per esempio vicino ai sincizi dei
tessuti muscolari restano quiescenti finché non è necessario una rigenerazione muscolare. Possono generare molti, ma
non tutti, i tipi cellulari.
Nel 2007 un dottore ha scoperto la possibilità di produrre cellule staminali pluripotenti indotte (iPS) introducendo
dei fattori trascrizione li nelle cellule somatiche differenziate, permette di riprogrammare una cellule differenziata
in una cellula pluripotente. Ha una vasta applicazione della medicina rigenerativa —> clonazione terapeutica
riproduttiva
Uno dei modi con cui le cellule vengono programmate è la riprogrammazione epigenetica che permette di togliere i
gruppi metile che hanno disattivato alcuni geni.
MORTE CELLULARE
Tra le attività fisiologiche ce la morte cellulare, sia nell'adulto che nell'embrione
- NECROSI = morte cellulare velocissima che lascia detriti e provoca infiammazione morte programmata
lenta ma pulita e ordinata
- APOPTOSI = vescicole con residui e cellule spazzine che mangiano ciò che resta
- AUTOFAGIA = la cellula si auto elimina? Dipende dal segnale ambientale
1/2000 nati nel mondo occidentale - correlazione diretta tra abitudini materne e fattori ambientali
= condizioni nutrizionali, vivere in zone inquinate, alcuni tipi di infezioni, fumo (anche fumo passivo) o terza
mano (fumo che si attacca ai vestiti e ai luoghi dopo aver fumato).
Ha senso che ci sia un segnale ambientale che porta a necrosi e non sia un segnale genetico
Ha senso evolutivamente fare necrosi perché ogni specie ha le dita attaccate o meno a seconda
dell’ambiente e delle condizioni in cui vive, per esempio un pollo ha le dita libere mentre l'anatta ha le dita
palmate perche deve nuotare.
• Morte fisiologica dei neuroni per mantenere in vita solo quelli che raggiungono un bersaglio, che fanno
una catena, gli altri vengono eliminati con un processo che puo durare anche qualche giorno (apoptosi)
Muoiono perché non hanno nessuno che dice loro di sopravvivere
Prima di iniziare a studiare i tessuti, è importa sapere che tessuti e cellule sono agganciati saldamente tra
loro tramite le giunzioni cellulari .
Le cellule si agganciano unendo le loro membrane e formano tipi di giunzioni diverse il cui tipo e numero
dipende dal tipo di tessuto e dal tipo di cellula
Giunzioni:
- ancorante. Due placche citoplasmatiche sono ancorare sotto alla
membrana plasmatica, tramite filamenti intermedi o microfilamenti e
tramite le proteine che fuoriescono dalle due membrane le placche di
due cellule adiacenti sono tenute insieme.
Stabiliscono un aggancio stabile.
Gli spazi tra le cellule vengono comunque mantenuti.
Si chiamano aderenti se sono coinvolti microfilamenti o Desmosomi se
ci sono filamenti intermedi.
Sono giunzioni complete se si trovano tra due cellule o emigiunzioni se
agganciano matrice cellulare
È costituito da una base di matrice extra cellulare, detta lamina basale, per ancorarlo ai tessuti che
stanno sotto (strategia per delimitare gli spazi) e da cellule a stretto contatto tra loro, circondata da
poca matrice extracellulare.
Noi studieremo semplicemente l’epitelio di rivestimento che anch’esso, oltre al rivestimento svolge svariate
funzioni:
esso infatti protegge da agenti esterni, assorbe e secerne sostanze, muove particelle mediante l’aiuto di ciglia
vibratili e riceve stimoli sensoriali mediante recettori
Il tessuto epiteliale è classificato in base al numero di strati di cellule e alla forma di queste ultime che possono
essere: piatte, cubiche o cilindriche
- pseudostratificato se tutte le cellule poggiano sulla lamina basale ma queste hanno lunghezze
differenti e dunque i nuclei non sono tutti allineati alla stessa altezza, bensì sfalsati (ciò a primo
impatto potrebbe far credere che ci sono più strati di cellule, per questo motivo tale nome)
Ovviamente possiamo ottenere diversi tessuti epiteliali, ciascuno con funzioni differenti, unendo la
quantità di strati di cellule e il tipo di cellule.
Delimita gli spazi e ha funzione di scambio: per questo si trova nell’apparato respiratorio
Riveste strutture interne come dotti e tubuli e secernerne sostanze; per tale motivo riveste i dotti
delle ghiandole e entrambi gli apparati genitali (definiamo epitelio germinativo quello che riveste la
superficie dell’ovaio)
Ha funzione assorbente: Per far funzionare le pompe ioniche: tirare dentro ioni controgradiente. Far funzionare proteine
che servono per il trasporto attivo. Appare come una palizzata
Ha un’intensa attività di secrezione: produce materiale liberandolo all’esterno. Secrezione è la sintesi di sostanze da
parte della cellula che vengono rilasciati in spazi all’esterno della cellula stessa. Anche la produzione di matrice extra
cellulare è un’attività secernente.
Ha un intenso movimento ciliale: sistema in cui all’interno ci sono dei microtubuli per garantire il movimento ciliare.
Si hanno delle giunzioni anche tra i vari strati. Strato germinativo: strato che per
proliferazione origina gli strati sovrastanti.
Caratteristiche diverse a seconda delle cellule che formano i vari strati in genere
protezione e interscambio con l’ambiente superficiale. Numero di strati variabile da due
a moltissimi con caratteristiche delle cellule diverse a seconda di dove si trova.
Vetrino 21: tessuto piatto monostratificato + tessuto connettivo elastico
Gli epiteli ghiandolari derivano da epiteli di rivestimento come un cordone di cellule che invadono il tessuto connettivo
sottostante e si formano:
- epiteli ghiandolari esocrini se le cellule restano in contatto con l’epitelio da cui originano
- epitelio ghiandolare endocrino se si staccano completamente
Gli ormoni si suddividono in tre categorie in base alla loro composizione chimica:
- ormoni proteici o glicoproteici (insulina)
- ormoni derivanti da aminoacidi (adrenalina)
- ormoni steroidei o derivanti da acidi grassi (estrogeno)
Funzione
la relazione tra le diverse ghiandole endocrine è suddivisibile secondo assi, perché
tutte sono collegate con ipotalamo e ipofisi, poiché quest’ultima produce degli
ormoni che regolano tutte le altre ghiandole. L’ipofisi però è regolata da queste
ghiandole tramite meccanismo a feedback positivo o negativo che gli consentono
o meno di secernere fattori stimolanti RH o inibenti IH
Distinguiamo in particolare tre assi:
- ipotalamo - ipofisi - gonadi: controllano le funzioni riproduttive
- ipotalamo - ipofisi - tiroide
- ipotalamo - ipofisi - surrene: che viene attivato da stimoli stresserò
Organizzazione istologica
Le ghiandole endocrine sono costituite dalle cellule, dalla rete capillare (sinusoidi) e una trama connettiviale id
sostegno e in base alla loro organizzazione dividiamo le ghiandole in:
- follicolari: se le cellule formano delle strutture sferiche dette follicoli, con una cavità
centrale delimitata dalle cellule secernenti. Attorno al follicolo si dispone la rete capillare
vascolarizzata. Il sp secreto si accumula nelle cavità, dopo essere stato esocitato, viene
dunque riassorbito e rilasciato dalla parte opposta (transcitosi). Per questo motivo i
follicoli presento la cavita interna apicale e la parte di rilascio basale
- interstiziali quando le cellule si trovano sparse nel tessuto connettivo degli spazi interstiziali degli organi
Vetrino 23: ghiandola pluricellulare tubulare semplice sulla parete di organi
Quella bianchine
all’interno del tessuto è
il lume, la cavità della
ghiandola, quello rosa è
il tessuto che la
circonda
Vetrino 18
I tessuti connettivi si dividono in:
- tessuti connettivi propriamente detti
- tessuti di sostegno
- tessuti a funzione trofica
La matrice extracellulare che riempie gli spazi tra le cellule è costituita da:
• una sostanza fondamentale, di consistenza gelatinosa costituitoa a sua volta da una fase acquosa in cui sono
disciolti sali e da una fase dispersa ricca di vitamine, enzimi, ormoni, glicoproteine ecc…
• una componente fibrillare che comprende fibre elastiche (facilmente deformabili), fibre collagene (resistenti) e
glicoproteine (in particolare strutturali) che collegano le cellule alle molecole sparse nella matrice
Tutti i tessuti epiteliali devono essere accostati da tessuto connettivo perché il primo altrimenti non riceverebbe
segnali
• lasso: è il più diffuso ed è costituito da una rete di fasci di fibre collagene e elastiche
che assicurano resistenza e elasticità.
La sostanza fondamentale riempié gli spazi tra le fibre. Ha funzione di sostegno e
connessione tra organi e tessuti, difesa e riparazione tessuti.
• denso: elevato numero di fibre collagene raggruppate in grossi fasci, ha molte meno cellule rispetto al
connettivo lasso. Dá resistenza.
In base alla disposizione delle fibre di collagene possiamo avere
- tessuto connettivo fibroso a fibre parallele (es tendini e legamenti). Le fibre son organizzate in fasci
paralleli (onde) alla direzione delle trazione
- tessuto connettivo fibroso a fibre intrecciate: le fibre di collagene sono disposte secondo grandi fasci
ondulati in modo irregolare. Ci sono poche cellule è poca sostanza fondamentale
- tessuto connettivo fibroso a fibre incociate: fibre parallele che formano lamelle che si incrociano
• elastico: ricco di fibre elastiche e povero di cellule
• adiposo: costituito da adipociti, ovvero cellule capaci di immagazzinare lipidi nel citoplasma. Possiamo avere
degli adipociti uniloculari in cui è presente un’unica goccia lipidica e citoplasma e nucleo sono posti in periferia
oppure multiloculari, costituiti da più gocce lipidiche inserite nel citoplasma e avvolte da membrana (liposoma).
Il tessuto adiposo, oltre ad immagazzinare energia come trigliceridi, sorregge gli organi (quando si a incontro a
dimagrimento si dice che gli organi cadono, cedono perché perdendo massa grassa gli organi perdono il loro
appoggio)
Ha funzione metabolica Il tessuto adiposo si divide in 3 categoria a seconda del colore, delle caratteristiche e della
funzione
- bianco: gli adipociti sono molto grandi. Rappresenta la principale riserva energetica corporea e per questo è
distribuito in tutto il corpo. Ha inoltre funzione di isolante termico
- beige: tessuto di transizione al bisogno
- bruno: gli adipociti sono organizzati in tante piccole gocce, che nel complesso sembrano vacuoli. Il tessuto
appare Bruno in quanto ricco di mitocondri
Connettivo lasso: colorazione simile al rosa pelle, Connettivo denso: ha un’alta quantità di fibre collagene
perché contiene poche fibre. (disposte parallelamente in modo molto stretto, questa
Tanta sostanza fondamentale e poche cellule conformazione gli permette di resistere alla trazione) (es
tendine). La colorazione è rosa intensa perché le fibre sono
Vetrino 2 numerose e dunque rappresentano la maggior parte del nostro
campione, quindi la colorazione rosa si vede in modo evidente
Vetrino 9
Vetrino 19
Vetrino 15
Vetrino 29
Vetrino 14
Vetrino 3
Tessuto cartilagineo: cellule specializzate
dette condrociti, che producono sostanza Vetrino 32
fondamentale che rimane intrappolata in
una capsula connettivale detta pericondrio.
6: Lamellare compatto
5: Lamellare spugnoso: esteticamente
presenta dei buchi, all’interno del quale si
infiltra il midollo (importante in quanto
organò emopoietico, ovvero che genera
sostanze importanti del sangue)
Quello rosa, quello sottile fuori viola è il
periostio, nella cavità c’è il midollo, tutto il
resto è il tessuto spugnoso
Sangue: ha una matrice liquida detta plasma nella quale è isolata la 20: vedo tutte cellule bianche al
parte corpuscolata, costituita da globuli rossi (vescicole Rosine senza centro che non hanno nucleo dunque,
nucleo), globuli bianchi, piastrine, linfociti (nucleo molto grosso, quindi sono globuli rossi
vedo cellule quasi tutte viola e una sottile striscia più chiara attorno
che è citoplasma) ecc..
Gli elementi cellulari derivano dalla stessa cellula progenitrice per
differenziamento.
midollo osseo
L’actina di trova in una posizione subcorticale, ovvero sotto la membrana plasmatica e infatti è coinvolta nella
costituzione delle giunzioni aderenti, ha la funzione di tirante stabilizza la giunzione)
La testa della miosina invece si aggancia a dei punti specifici dell’actina, facendola
modificare, così la cellula si muove. A questo punto la miosina si stacca e si ripete il
movimento. La contrazione è un’attività che richiede continuamente energia, per tale
motivo le cellule muscolari sono ricche di mitocondri.
Quando le cellule muscolari ricevono uno stimolo, si aprono dei canali nel RE che libera lo ione calcio Ca nel,
fondamentale per le contrazione muscolare.
Una fibra muscolare è costituita da più miofibrille organizzate tra loro (le miofibirille sono fatte da un
insieme di sarcomeri che hanno la capacità di contrarsi). Più fibre formano un fascio e più fasci
formano il muscolo. La membrana della fibra muscolare è il sarcolemma
Affinché una fibra muscolare funzioni bene è necessario che in tutte le sue parti arrivi lo stimolo e
che sia pronta a rilasciare calcio nel citoplasma.
Possediamo infatti un reticolo sarcoplasmatico che si dispone attorno alle fibre contrattili, alle
miofibrille dentro cui è depositato Ca. La membrana plasmatica, stimolata dal sistema nervoso, fa
propagare un’onda elettrica nei tubuli a T che stimola il reticolo sarcoplasmatico a rilasciare Ca
in tutte le porzioni della fibra muscolare, che permette alla miosina di attaccarsi all’actina, la miosina
modifica la sua forma , tira verso di sé l’actina e avviene la contrazione del sarcomero.
Le cellule muscolari sono dette cellule eccitabili quando cambiano funzionalità della membrana a
seconda di uno stimolo esterno.
Movimento volontario
Vetrino 12 Vetrino 24
Liscio:
Striato:
Vetrino 8
Sezione longitudinale
Vetrino 26
È costituito da una rete comunicante di cellule eccitabili, dette NEURONI (che in
seguito a stimoli aprono i canali di membrana), dalle cellula gliali (cellule ramificate
che nutrono, sostengono e difendono i neuroni con funzione di isolanti elettrici), dai
vasi sanguigni e da tessuto connettivo.
Deve percepire uno stimolo ambientale (grazie agli organi di senso sparsi in tutto il corpo, anche negli organi),
analizzarlo e generare una risposta muscolare (che può modificare anche l’attività cardiaca). È inoltre in grado di
unire e integrare più stimoli e successivamente generare una risposta.
Un singolo stimolo può generare più effetti.
IL NEURONE
Sono gli elementi funzionali del sistema nervoso che trasmettono l’impulso elettrico o nervoso, sparsi in tutto il
corpo e connessi tra loro tramite sistemi di giunzioni, dette sinapsi, pronti a rispondere allo stimolo esterno.
Il neurone è inoltre una cellula polarizzata: presenta dunque una differenza di potenziale, per formare un circuito,
avente una direzione specifica, tra il sistema nervoso e la muscolatura.
Quando il neurone viene stimolato, inverte il suo potenziale, chiude i canali Na e apre quelli K (temporaneamente);
poiché solitamente lo ione Na fluisce secondo gradiente entrando nella cellula, genera una determinata differenza
di concentrazione, e dunque di potenziale, che va ripristinata, appunto tramite l’inversione di potenziale.
Lo stimolo viene recepito dai dentriti (può riceverne di più contemporaneamente, da più fonti), passa attraverso il
corpo cellulare, dove si dirama e fuoriesce nella parte finale dell’assone, detta bottone sinaptico, grazie alle
SINAPSI ovvero delle giunzioni che garantiscono il passaggio di un segnale elettrico.
Quando un canale nuovo viene aperto il precedente viene chiuso, così l’onda viene propagata in una
determinata direzione.
Il segnale elettrico arriva fino al bottone sinaptico dove diventa chimico, raggiunge dunque il secondo neurone che
si eccita e riparte il segnale elettrico. Le sinapsi sono un collegamento elettro-chimico.
I neurotrasmettitori possono:
- raggiungere una fibra muscolature regolandone la contrazione, in questo caso il neurotrasmettitore è
l’acetilcolina (sinapsi neuromuscolare)
- raggiungere un altro neurone, e generare su esso un effetto eccitatorio e far partire l’onda elettrica, oppure
inibitorio, non permettendo la propagazione dell’onda elettrica.
La sommatoria di tutti gli stimoli, inibitori o eccitatori, ricevuti dai dendriti, decide se far partire o meno l’onda
elettrica.
Ogni volta che avviene l’esocitosi delle vescicole, lo spazio libero tra i due
neuroni deve essere pulito da tutte le molecole residue, perché ci sarebbe
un continuo stimolo dei neuroni. Quindi il neurone stesso tramite endocitosi
riingloba i neurotrasmettitori, li rimpacchetta in vescicole che attaccandosi
alla chinesina che scivola sull’assone raggiungono il pirenofero.
Gli organi sono collegati alla parete della cavità tramite un tessuto detto messo, che
tiene fermi e ancorati gli organi, così che non cadono sul fondo della cavità.
Organi diversi, hanno funzioni diverse, struttura diversa e dunque organizzazione differente e ne identifichiamo 5:
- organi cavi o a tonache sovrapposte: organi fatti a strati che delimitano, circondano una cavità detta lume
- organi parenchimatosi: organi circondati da una capsula di connettivo, riempita di stroma nel quale sono
organizzati come una rete diversi tessuti per formare uno specifico tessuto funzionale detto parenchima.
19 arteria e vena
Organi cavi:
Costituito da strati sovrapposti detti tonache che circondano un lume.
Vetrino 27
Tessuto intestinale