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Biologia

Il documento fornisce una panoramica sulla biologia cellulare, evidenziando la struttura e le funzioni delle cellule, le biomolecole principali (carboidrati, lipidi, proteine e acidi nucleici) e i loro ruoli nel metabolismo e nella trasmissione genetica. Descrive la composizione chimica delle cellule, il metabolismo e l'omeostasi, nonché le proprietà delle biomolecole e le loro interazioni. Infine, tratta la replicazione del DNA e le mutazioni, sottolineando l'importanza di RNA e DNA nella sintesi proteica e nella trasmissione delle informazioni genetiche.
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BIOLOGIA

Irene Occhionorelli

2022 / 2023

SePA
Introduzione: la cellula

È il più piccolo organismo vivente

se posto in ambiente idoneo acquisisce materiale dall’esterno e li utilizza per svolgere


attività (sopravvive e si riproduce)
È delimitato ma aperto (scambia materia e energia con l’esterno)

Si riproduce in modo autonomo generando individui simili ad essa che sono in grado di adattarsi ai cambiamenti
ambientali. La riproduzione può essere asessuata o sessuata

È delimitata dalla MEMBRANA ESTERNA che funziona come frontiera, permettendo solo agli elementi che
possiedono le giuste caratteristiche di valicarla.

All’interno è contenuto il citosol (soluzione acquosa al cui interno si svolgono le funzioni vitali.
Insieme alle strutture interne forma il CITOPLASMA .

Tutte le reazioni che avvengono al suo interno costituiscono il


metabolismo le cui attività trasformano il cibo in energia e calore
mantiene inoltre costanti alcuni parametri tra cui la
temperatura OMEOSTASI

È costituita in modo strutturale da H, C, N, O, P e S + altri elementi che si uniscono più o meno spontaneamente
reagendo per costituire molecole e svolgere funzioni

È una molecola polare poiché la carica non è equamente distribuita e perciò si


trovano dei poli, che interagiscono in modo opposto + con -
O e H formano dei PONTI IDROGENO (legame debole ma stabile)

Grazie a questo legame l’acqua è un ottimo solvente


in quanto il legame O-H rompe facilmente i legami
delle altre molecole, rendendo gli atomi ioni

Le molecole polari sono idrofile e a contatto


con l’acqua si sciolgono (interagiscono) Per effetto di questi legami si forma la TENSIONE SUPERFICIALE, le
molecole in superficie vogliono rimanere attaccate alle altre molecole
rottura legami/dissociazione (forza coesiva) d’acqua e non vogliono interagire con quelle dell’ambiente
esterno
idrolisi → costituiscono unità che non si disperdono
→ patina resistente

Inoltre grazie alla forza adesiva le molecole di acqua si


attaccano a quelle di altre sostanze, quindi quando viene
inserito in acqua un tubo di diametro sufficientemente
piccolo le molecole di acqua risalgono lungo il tubo
rottura molecole in parti più
piccole che formano ponti
idrogeno con l’acqua poiché motivo per cui il citosol non ha una consistenza fluida ma sciropposa
la forza dei legami idrogeno
non è più sufficiente per
rompere i restanti legami

Il bilancio degli ioni nella cellula è fondamentale, soprattutto la concentrazione di ioni


idrogeno (pH) in quanto in grado di cambiare significativamente parametri cellulari.

basico acido
dannoso e corrosivo, ma utile per
distrugger di batteri
BIOMOLECOLE
Nella cellula sono presenti le principali biomolecole, proteine 17%, acidi nucleici 7%, carboidrati e lipidi 11% + ioni

1. CARBOIDRATI

Sono costituiti da C, H e O e sono suddivisi in: a. zuccheri semplici o MONOSACCARIDI


- non sono scindibili in parti più piccole
- sono costituiti da una catena carboniosa a cui sono attaccati il gruppo
ossidrilico -OH oppure il gruppo carbonilico =O

se si trova alla fine della catena abbiamo un aldeide,


se invece è all’interno abbiamo un chetone

- se la catena contiene più di 5 C si può passare dalla forma lineare a


quella ciclica
- la loro formula è

b. DISACCARIDI
- sono costituiti da due monosaccaridi identici oppure diversi,
legati mediante legame glicosidico (covalente) C - O - C
- il legame glicosidico si forma eliminando una molecola di

Lattosio (Galattosio + Gluc) Saccarosio (gluc + frutt) Maltosio (2xgluc)

c. OLIGOSACCARIDI
- sono catene corte di monosaccaridi, ne contengono da 3 a 9 (un
esempio sono le fibre solubili)

d. POLISACCARIDI
- sono i più abbondanti e sono costituiti da catene lunghe contenenti
più di 10 monosaccaridi

lineari ramificate

- queste catene possono modificare la proprietà della solubilità e


rendere alcune molecole da solubili a insolubili e viceversa
2. LIPIDI

Sono un gruppo eterogeneo accumulati dalla loro solubilità in solvente apolari e non in acqua, questo perché essendo
poveri di O e avendo una lunga catena tendendo ad essere idrofobici
I lipidi possono essere associati a zucchero (glicolioidi) e preoteine (lipoproteine)

a. trigliceridi:
- sono una riserva energetica
- sono costituiti da una molecola di glicerolo legate tramite un legame e
stereo a 3 acidi grassi

alcol a 3 C contenenti 3 gruppi ossidrilici -OH

catena idrocarburica non ramificata contenente all’estremità


gruppo carbossilico COOH

insaturi: liquidi poiché presentano C legati saturi: sono solidi a temperatura ambiente
da un doppio legame che produce una perché nel loro moto continuo gli elettroni si
piega (per far stare più lontani gli H legati ai addensano formando debole cariche che
due C più lontani) impedendo l’allineamento inducono la formazione di cariche parziali, di
di più catene e limitando le interazioni di van segno opposto, nelle molecole adiacenti
der Waals Si formano così numerose forze di van der
Hanno dunque una struttura più disordinata Waals che limitano i movimenti delle
Polinsaturi: numerosi doppi legami sparsi molecole

b. fosfolipidi
- sono anfipatici e perciò adatti a costituire le membrane cellulari in
doppi strati
- hanno una doppia coda idrocarburica (acidi grassi) idrofobica e
insolubile in acqua (dunque apolare)
- e una testa polare costituita da una molecola di glicerolo, un
gruppo fosfato e una molecola contenente azoto, che per tutte
queste caratteristiche è ionizzata e dunque idrofila

c. carotenoidi
- sono pigmenti vegetali arancioni fondamentali per la fotosintesi
(rientrano nei lipidi in quanto insolubili e oleosi)
- costituiti da idrocarburi a 5 C

d. steroidi
- 4 anelli di carbonio di cui 3 esosi e 1 pentoso a cui è attaccata una
catena laterale diversa per ogni steroide
- colesterolo: componente contenente una parte alcolica idrofila e la
restante parte idrofoba
- ormoni steroidi
È presente nelle membrane cellulari animali ma se presente in eccesso
ostruisce vasi sanguigni aumentando il rischio di malattie cardiovascolari
3. PROTEINE

Sono costituite da sequenze di aminoacidi opolipeptidi.


gruppo amminico gruppo carbossilico

Questi due gruppi accettano e rilasciano protoni e per questo motivo contrastano i
cambiamenti di pH (tamponi biologici)

Conosciamo solo 20 aminoacidi differenziati dai diversi gruppi R.


Alcuni sono essenziali e non possono essere sintetizzati, quindi
vanno assunti con la dieta? Ogni proteina è caratterizzata da una
specifica sequenza di amminoacidi che possono essere non polari
(proprietà idrofobiche) o polari (proprietà idrofile)

Gli aminoacidi si legano unendo C carbossilico e N


gruppo amminico mediante reazione di
condensazione

(catena portante + catene laterali R) legame peptidico

Le proteine sono organizzate in quattro livelli.

Struttura primaria o sequenza amminoacidica determinata


dalle informazioni contenute in un gene

Struttura secondaria non è sempre presente e consiste in una


ripiegatura della catena polipeptidica grazie a legami idrogeno
a-elica tra un O del gruppo carbossilico e H del gruppo
amminico, questa porzione di proteina è molto elastica ma ha la
possibilità di stendersi se sotto sforzo e B-foglietto in cui i
legami covalenti si formano tra diverse catene polipeptidiche e
rendono la porzione di proteina flessibile ma non elastica

Struttura terziaria che è la forma finale assunta dalla proteina a seguito di legami tra i diversi gruppi R degli
amminoacidi (legami idrogeno, ionici, interazione idrofobiche e dunque ripiegamento delle porzioni apolare della
proteina all’interno lontane dall’ambiente acquoso e infine ponti disolfuro tra due unità di cisteina)

Struttura quaternaria ovvero l’interazione di più catene polipeptidiche e la loro disposizione tridimensionale
Cambiamenti di amminoacidi portano a un cambiamento della
conformazione della proteina che a sua volta altera l’attività
biologica, infatti per esempio una variazione eccessiva di una
temperatura porta a una denaturazione della proteina stessa che
diventa dunque inaddata per svolgere un compito chimico.

Le proteine svolgono diverse funzioni:

• enzimi (catalizzante reazioni)(alfa amilasi)

• strutturale (rafforzano e proteggono cellule e tessuti)(molecole di collagene che formano fasci

• di riserva (ferritina)

• di trasporto attraverso membrane (pompa del calcio)

• di regolazione (insulina)

• di movimento

• di difesa (i bracci flessibili degli antcorpi riconoscono i segnali)


4. ACIDI NUCLEICI

Il nome deriva dal fatto che sono stati osservati per la prima volta nel nucleo a fine 1800. Fu osservato che nel
nucleo era presente materiale che interagiva con sostanze basiche → tale materiale doveva dunque essere acido

Sono polimeri di nucleotidi, formati da: zucchero pentoso, gruppi fosfato e base azotata

ribosio desossirobosio
L’acido nucleico è l’RNA L’acido nucleico è il DNA
L’RNA contiene le informazioni per Il DNA invece contiene le istruzioni
legare in sequenza gli amminoacidi e per sintetizzare le proteine e l’RNA
formare un polipeptide stesso e costituisce il materiale
ereditario della cellula

sono differenziati dalla posizione del gruppo OH sul carbonio 2,


che nel ribosio è esterno mentre nel desossirobosio è interno

L’RNA é formato da un unico filamento


mentre il DNA è una doppia elica

Le basi azotate sono 5: Adenina, Timina (nel DNA), Uracile (nell’RNA), Guanina e
Citosina. Sono attaccate allo zucchero pentoso che costituisce le catene laterali
della struttura mentre le basi azotate costituiscono la parte centrale. Poiché è
stato osservato che il DNA ha un diametro costante tra le due catene laterali di
zuccheri e poiché le basi azotate sono
• 3 pirimidine, costituite da 1 anelli
• 2 purine costituite da due anelli
hanno dunque dimensioni differenti e devono necessariamente appaiarsi a due a
due in un preciso modo. Il corretto appaiamento è AT/AU e GC, infatti nA=nT e
nC=nG

I nucleotidi sono legati tra loro da un


legame fosfodiesterico tra il gruppo
fosfato 5’ di una base e lo zucchero di
un’altra 3’
Mentre le basi azotate di legano al
carbonio 1’ dellozucchero

Nel DNA tra le basi azotate dei filamenti opposti si forma un legame a idrogeno
Rosa Franklin negli anni 1951/53 tramite raggi X riuscì a determinare la distanza tra le
molecole di DNA che presentano una struttura ripetitiva, appunto il DNA. Watson e
crick qualche anno dopo misero insieme tutte le informazioni già conosciute sul DNA e
ipotizzarono la sua struttura, ovvero un doppio filamento avvolto a elica. I due filamenti
(zucchero fosfato) devono avere però direzioni opposte, sono antiparallele, per
consentire alle basi di creare legami idrogeno correttamente.

Tra G e C si formano 3 legami idrogeno, tra T e A solamente 2

Il modello proposto spiegava anche il processo della REPLICAZIONE DEL DNA

La replicazione semiconservativa permette alle mutazioni di essere


trasmesse alle cellule figlie, infatti poiché entrambi i filamenti serviranno da
stampo per i filamenti successivi, se per errore una base verrà modificata e
non individuata dai sistemi enzimatici che correggono gli errori essa sarà
trattata come una corretta base azotata alterando completamente la
sequenza del DNA

Le mutazioni possono essere causate dalla sostituzione d8 una base e possono portare a mutazioni
silente, mutazioni di senso che modificano l’attività della proteina oppure mutazioni no sense che
interrompono la traduzione riducendo la lunghezza della proteina
Mutazioni frameshift dovute all’inserimento o all’eliminazione di coppie di basi azotate modificando la
catena amminoacidica

I trasposoni sono sequenze di DNA che si spostano all’interno del DNA stesso per attivare o disattivare dei geni
I retrotrasposoni si replicano mediante la formazione di RNA e codificano la trascrittasi inversa

Le mutazioni possono essere causate da fattori inversi detti mutageni (es raggi X)
- Costituito da un unico filamento
- Le basi azotate possono interagire con DNA aperti, con altri RNA oppure il filamento può
ripiegasti su se stesso, ma a causa della presenza dell’OH libero sullo zucchero non è possibile
creare legami stabili
- L’RNA è maggiormente presente nella cellula (7%) mentre il DNA è presente solo all’1%

La trascrizione dell’RNA
1. Partendo dal DNA si crea un frammento complementare di RNA in cui
la Timina è sostituita dall’Uracile

2. L’RNA polimerasi si lega a una specifica sequenza nel DNA ovvero il


promotore e spostandosi oltre esso inizia la lettura in direzione 3’ —> 5’ e
sintetizza l’RNA in direzione 5’ —>3’ . L’allungamento dell’RNA prosegue
finché la polimetra si non incontra un segnale di terminazione .

3. Negli eucarioti dopo la terminazione vengono aggiunti 10/30 nucleotidi


oltre la sequenza di terminazione .

4. A questo punto abbiamo ottenuto il trascritto originale pre-mRNA a cui: •viene aggiunto un cappuccio all’estremità 5’
CAPPING
• viene aggiunta una coda poli-A (100/200
basi azotate di adenina)
POLIADENILAZIONE
• Vengono rimossi gli entro introni, ovvero
delle sequenze di basi non codifanti poste
all’interno di una regione codificante del
gene.
SPLICING (grazie allo spliceosoma)

Il nostro mRNA è costituito dunque da una sequenza leader (segnale per l’aggancio con i ribosomi), dal cordone di
inizio seguito dalla sequenza codificante e infine da una sequenza di stop

Chiaramente non viene trascritto tutto il DNA ma solamente il frammento che contiene l’Informazione necessaria alla
cellula per produrre proteine

L’mRNA ottenuto è a questo punto utilizzabile per specificare la sequenza


di amminoacidi che andranno a formare il nostro polipeptide. Ogni
sequenza di 3 basi azotate è detta cordone e specifica un solo
amminoacido.
Il codice genetico è costituito dai codoni costituiti da 3 basi azotate ed è
pertanto definito codice a triplette

4³ = 63 combinazioni e solo 20 amminoacidi, dunque un amminoacido è


codificato da più codoni —> codice genetico ridondante
Ottenuto il filamento di mRNA tramite il processo detto traduzione, vengono
convertiti i codoni in amminoacidi e si può sintetizzare la proteina

Il tRNA o RNA di trasferimento è un filamento di RNA ripiegato su stesso


a formare anse, grazie ai legami idrogeno che si formano tra le basi
complementari.
Una delle anse contiene la tripletta dell’anticodone, ovvero la tripletta
complementare si codoni sull’mRNA, in un’altra ansa invece possiede
un sito d’attacco per l’amminoacido corrispondente all’anticodone

Il tRNA grazie ad enzimi detti aminoacil-tRNA sintetasi si lega con un legame covalente all’amminoacido.
Il complesso aminoacil-tRNA può legarsi all’mRNA

La traduzione avviene nei ribosomi, complesso proteico costituito da 2 subunita (maggiore e minore) nel quale
l’mRNA. Il ribosoma presenta 4 siti di legame uno per l’mRNA e tre per i tRNA: A, P ed E

• La sintesi proteica inizia quando i fattori di inizio si attaccano alla


subunita minore e all’mRNA e riconoscono una sequenza leader che
precede la sequenza AUG di inizio
• Il tRNA si lega al codone di inizio e rilascia il primo amminoacido nel
sito A, libera i fattori di inizio e si lega la subunita maggiore.

Fase di allungamento o traslocazione:


• il ribosoma si sposta al secondo codone (in direzione 5’ —> 3’)
scansionandolo, richiama il tRNA con l’anticodone corrispondente che si
lega nel sito A (amminoacilico), intanto l’amminoacil-tRNA si è spostano
nel sito P (peptidico)
• Si forma il primo legame peptidico (reazione spontanea che fornisce
energia alla traslocazione)
• A questo punto il tRNA scarico si sposta al sito E (di uscita) dove
lascia il ribosoma

Fase di terminazione:
• quando un fattore di rilascio riconosce il codone di stop, il legame tra
tRNA e amminoacido nel sito P si rompe e il polipeptide è libero.
• I componenti del complesso di traduzione si slegano e la catena
polipeptidica, grazie a chaperoni molecolari assume la sua
conformazione tridimensionale, per esempio ripiega nella parte interna
della catena polipeptidica quelle parti idrofobiche.
Dogma centrale Biologia

Trascrizione Traduzione

Prove che mettono in crisi il dogma centrale della biologia:


• Trascrizione inversa, dall’RNA al DNA è necessaria per la replicazione di retorvirus (es HIV) viola il dogma
centrale
• RNA virus che hanno il loro materiale genetico che può essere tradotto direttamente in proteine, es coronavirus,
influenza, sars …
• Non coding RNA che non codificano in proteine es tRnA o mRNA
• Se il DNA si modifica può generare diversi fenotipi, per esempi9 tramite la DNA metilazione o la modificazione
di istoni (Es differenza tra cellule muscolari lisci e o striate)

Si deduce che non esiste un’unica direzione DNA —> RNA —> proteina

Gene : sequenza di nucleotidi che codifica per una proteina


Si è evoluto in
Gene: sequenza di nucleotidi di DNA che porta l’informazione necessaria per produrre RNA o polipeptide

L’espressione genica

Solo il 2% del genoma umano è costituito da geni che codificano proteine.


• Piccoli RNA nucleari (snRNA) si legano a delle proteine per formare lo spliceosoma
• SRP RNA insieme a proteine dirige il ribosoma in fase di traduzione al RE rugoso
• Piccoli RNA nucleolari o snoRNA individuano nel preRNA siti di taglio o di metilazione

La regolazione genica

Come sappiamo sul DNA deve essere presente un sito di inizio della trascrizione seguito da un promotore cui può legarmi
l’RNA polimerasi, quest’ultima contiene la TATA box (sequenza di basi TATAAA) la cui mutazione riduce l’efficienze di
trascrizione della cellula
Altre sequenze importanti di DNA sono gli enhancer e i silencer che se anche posti a una notevole distanza dal gene cui
sono associati sono ugualmente in grado rispettivamente di velocizzare e ridurre la trascrizione di tale gene.
La velocità di trascrizione è ulteriormente aumentata quando un fattore di trascrizione (proteina avente un dominio di
legame per il DNA è almeno un altro dominio di legame) attivatore, legato al DNA, si lega anche all’enhancer

Modificazioni epigenomiche: camabiamenti chimici nel DNA che non alterano la sequenza ma bensì la struttura del
cromosoma. Per esempio l’aggiunta di gruppi metilici alla base azotata citosina nota come metilazione del DNA. Se la
metiliazione avviene nel promotore i geni sono silenziati se invece avviene nel gene steso la trascrizione è elevata.

Splicing alternativom avviene quando un segmento di RNA funziona sia come introne sia come espone, può dunque essere
tagliato oppure può rimanere nella sequenza di basi; il suo mantenimento o la sua eliminazione portano a una differenza
sequenza amminoacidica e dunque alla produzione di proteine differenti.
Codone di inizio = AUG → met

Condoni di stop = UAA, UAG, UGA

1: DNA: TAC TGA TCG ACC CCC ATA ATG AAA ATC
mRNA: AUG ACU AGC UGG GGG UAU UAC UUU UAG
Proteina: met, Thr, Ser, Try, Gly, Tyr, Tyr, Phe, stop

Sequenza primaria: sequenza nominale che mi dice l’ordine degli amminoacidi, non mi dà però caratteristiche della proteina.
Se però osservo il residuo di ogni amminoacido posso capire le caratteristiche di essa. Le proteine sono in un ambiente
acquoso, se la proteina contiene amminoacidi con residui apolari, la proteina si richiuderà su se stessa, le parti polari invece
si dispongo all’esterno
Solo le proprietà chimico - fisiche degli amminoacidi mi dicono com’è la struttura tridimensionale della proteina → questa
cosa è determinata da algoritmi

2: mRNA: AUG GCG AGG CGG CAG CUG UUA UGG UGA
tRNA: UAC CGC UCC GCC GUC GAC AAU ACC ACU

3: DNA: TAC CAC CCC CGT ATG GCT GGG AAT ATC
mRNA: AUG GUG GGG GCA UAC CGA CCC UUA UAG
proteine: Met, Val, Gly, Ala, Tyr, Arg, Pro, Leu, Stop

4: DNA: TAC TCT CCC AAA AAA TAC CAC CCC ATC
mRNA: AUG AGA GGG UUU UUU AUG GUG GGG UAG
tRNA: UAC UCU CCC AAA AAA UAC CAC CCC AUC
proteina: Met, Arg, Gly, Phe, Phe, Met, Val, Gly, Stop
La cellula è un’unità strutturale e funzionale, organizzata per compiere funzioni in modo indipendenti:
- si riproduce per via asessuata o sessuata (tramite cellule specializzate che si uniscono
formando un uovo cellulare
- crescono e si sviluppano adattandosi ai cambiamenti
- risponde agli stimoli esterni
- possiede un metabolismo (insieme delle attività chimiche che avvengono al suo interno)
che le permette di mantenere costanti parametri vitali
- possiede una membrana che funziona da interfaccia di scambio tra interno e esterno

Le cellule possono essere: unicellulari (es protozoi) o pluricellulari e procarioti o eucarioti

procariote

Il termine significa “prima del nucleo” infatti il materiale genetico


(DNA circolare) è libero e disperso in una regione del citosol detta
area nucleare o nucleoide, che non è delimitata da una membrana

La cellula è delimitata da una membrana sulla quale avvengono


numerose reazioni metaboliche.
Possiede inoltre una parete cellulare, oltre la membrana

Nel citoplasma sono dispersi i ribosomi e dei granuli di Possono avere dei flagelli (fibre
deposito di sostanze quali glicogeno o lipidi esterne utili per il movimento)

La membrana è ripiegata all’interno per costruire delle


porzioni per lavori specializzati, mentre all’esterno per
aumentare la superficie di scambio

Come avvengono la trascrizione e la traduzione:


dal DNA circolare o plasmide viene prodotta tramite trascrizione una
molecola di mRNA e mentre ancora è in atto la trascrizione, avviene la
traduzione detta traduzione contrascrizionale.
I tRNA appaiono gli anticodoni ai codoni con il relativo amminoacido
associato e si viene così a formare la catena proteica
Questo tipo di traduzione è conveniente perché si risparmia tempo e perché
l’RNA è molto instabile, quindi se si dovesse aspettare la completa
trascrizione dell’RNA, prima di eseguire la traduzione, la molecola potrebbe
degradarsi

Con il tempo alcune cellule procarioti si sono sviluppate diventando cellule eucarioti: in essa tutti i compartimenti
sono delimitati da membrane, sono però dinamici e interconnessi grazie a delle vescicole che nel complesso
formano il reticolo endoplasmatico. Altre vescicole invece (scoperte da Camillo Golgi) sono staccate dal reticolo
endoplasmatico ma sono attaccate fra di loro formando l’apparato di Golgi.
eucariote

Significa “vero nucleo” infatti il DNA è racchiuso all’Interno di un organulo (appunto


il nucleo) delimitato da doppia membrana di fosfolipidi contenente acidi grassi
insaturi.
Questo involucro nucleare serve per isolare un ambiente in cui devono essere
rispettati determinati range per i parametri chimici - fisici (permettendo così la
perfetta efficienza degli organuli) ma anche per permettere l’avvenimento di più
attività contemporaneamente
animale

La componente fluida all’esterno del nucleo è il citosol, nel quale sono sospesi
degli organuli che insieme al citosol formano il citoplasma, mentre quello all’interno
è il nucleoplasma.

Tutti gli organuli nel citosol sono rivestiti da una membrana, che oltre ad essere
una barriera funziona come superficie di lavoro vegetale

possono associarsi molecole di colesterolo per stabilizzare la membrana

La MEMBRANA è costituita da un doppio strato di fosfolipidi, le code di acidi grassi,


apolari e idrofobiche si richiudono all’interno mentre le teste costituite dal gruppo
fosfato e da un gruppo polare e idrofilo si dispongono a contatto con l’acqua per
creare con essa dei legami.
Alle due estremità della membrana saranno mantenuti differenti ambienti chimici,
questo perché la barriera (costituita dai fosfolipidi) non permette il passaggio di
molecole idrofiliche (es: ioni)

La membrana è attiva in quanto:


- deve separe diversi ambienti e mantenere i parametri nei giusti range
- comunica con le altre cellule e regola il passaggio di materiale
- trasmette segnali
- è una superficie per le reazioni chimiche

Proprio per questo motivo la membrana è un fluido bidimensionale, in cui i fosfolipidi sono in grado di spostarsi e
scambiarsi lateralmente
→ modello a mosaico fluido in cui le proteine sono immerse e cambiano continuamente posizione

Tale modello a mosaico fluido fu poi confermato dall’esperimento di


Frye-Edidin
Quando le membrane di due cellule (topo e uomo) venivano fuse, le
proteine sulla superficie, che erano state precedentemente marcate,
dopo 40 minuti, si erano equamente distribuite → ciò significa che la
membrana si modifica riposizionando le proteine sulla sua superficie
Per permettere questo movimento i lipidi devono essere alla giusta
temperatura per mantenere l’adeguata fluidità.

Qui interviene la concentrazione di lipidi saturi e insaturi, perché la loro differente concentrazione permette una
differente presenza di legami di van del Walls che influenza lo stato (solido o liquido) della membrana
Negli anni 50 ci si accorse che la membrana plasmatica aveva uno spessore uniforme, mentre si sapeva che le proteine
di membrana erano lunghe e irregolari. Capirono dunque che alcune proteine attraversavano l’intero spessore della
membrana ( proteine transmembrana ).

Le proteine di membrana sono:


- integrali: strettamente legate alla membrana e anfipatiche, perché une porzione
idrofila è all’esterno delle teste mentre la parte idrofobica è inserita tra le code.
- periferiche: non sono inserite nel doppio strato lipidico ma sono localizzate
sulla superficie
- transmembrana: attraversano completamente la membrana

È importa notare che, poiché le proteine si inseriscono nella membrana in modo specifico, il loro orientamento sui due
lati della membrana è asimmetrico, (per esempio le glicoproteine sono disposte tutte verso l’esterno della cellula)

Le proteine sono di fondamentale importanza per la membrana in quanto svolgono diverse funzioni:
- ancoraggio
- recettrici per proteine provenienti dalla matrice extracellulare, e per
segnali chimici o elettrici
- trasporto per molecole
- enzimi che catalizzano reazioni
- sistemi di identificazione (es: antigeni)

La membrana proprio per la sua conformazione è permeabile a sostanze apolari e di


piccole dimensioni e non permeabili a grandi molecole polari. Molecole come
riescono semplicemente ad attraversare la membrana, mentre altre (per esempio gli
ioni) hanno bisogno di proteine che le trasportino attraverso lo strato apolare delle
code

-proteine carrier: si legano allo ione, modificano la loro forma trasportandolo


attraverso la membrana
-proteine canale: formano veri e propri canali specifici e controllati, che possono
essere dunque aperti o chiusi a seconda delle molecole che vogliono attraversarle e
delle variazioni esterne

Il trasporto delle molecole può essere ATTIVO (se richiede un dispendio di energia) O PASSIVO (senza dispendio di
energia, in realtà viene utilizzata energia per mantenere il gradiente)

Passivo:

- dovuto al normale è casuale movimento delle


particelle non polari. La diffusione può avvenire per gradiente di
concentrazione,quindi le molecole si spostano da una zona in cui la
concentrazione è maggiore a una in cui la concentrazione è minore (è spontaneo e
libera energia immagazzinata sotto forma di energia potenziale) fino ad arrivare
all’equilibrio dinamico
In questo caso le molecole polari passano da un lato all’altro della membrana
sempre secondo gradiente, ma attraverso una specifica proteina di trasporto, poiché sono troppo grandi per
passare direttamente attraverso la membrana.
Le proteine canale o canali ionici sono molto utili e rapide a questo scopo e possono essere attivate all’esigenza.
Le proteine carrier invece sono un po’ più lente poiché una volta avvenuto l’aggancio con la giusta molecole
devono modificare forma rilasciandola dall’ago opposto. Se trasportano solo una sostanza alla volta sono dette
uniporto, se ne portano due dalla stessa parte simporto, se ne portano due in due direzioni diverse antiporto

Attivo: Interviene quando è necessario spostare soluti contro gradiente è il trasporto richiede
energia
È una proteina carrier che utilizza energia per
pompare ioni di sodio fuori dalla cellula e ioni potassio all’interno venendosi così a creare
nella membrana un potenziale di membrana elettrico poiché il gradiente è costituito da ioni
carichi (l’interno sarà - e l’esterno + )

Pompe protoniche in funghi, batteri e piante per rimuovere dal citoplasma protoni + che
creano differenza di potenziale

Possono aprirsi o grazie a una molecola che si aggancia a un recettore presente sulla
proteina, oppure si apre per permettere il passaggio di ioni al fine di ristabilire la polarità

Permeabili all’acqua e principalmente presenti nei reni, nei testicoli, nel cervello, nel
pancreas e nell’intestino

Quando sono coinvolte molecole ancora più grandi che devono passare da una parte all’altra della membrana
lo fanno tramite:

• Esocitosi: se là cellule espelle prodotti mediante la fusione di vescicole con la


membrana

• Endocitosi: se la membrana su invagina fino a inglobare materiale in diversi modi

- Fagocitosi: ripiegamento membrana plasmati a per avvolgere le


particelle e formare un vacuolo

- Pinocitosi: se la cellula membrana ingloba materiale liquido e lo


introduce nel citosol

- Endocitosi mediata da recettori: se specifiche molecole, dette ligando, si


combinano con proteine recettoriali della membrana plasmatica (es
assorbimento colesterolo)
il nucleo
Ha una forma sferica / ovoidale, contiene la cromatina, costituita da DNA
(la sequenza di nucleotidi dette geni) organizzato insieme a proteine dette
istoni ; questa risulta organizzata in lunghi e sottili filamenti aggrovigliati
che si strutturano nei cromosomi, ben visibili al momento della divisione
cellulare.

8 istoni carichi + si legano a un tratto DNA carico - e lo compattano in


nucleosomi, impedendo al DNA di aggrovigliarsi. A loro volta i nucleosomi
vengono impacchettati in nucleosomi condensati che interagendo con
proteine di impalcatura formano delle grandi anse che interagiscono per
formare la cromatina condensata

Eterocromatina (tratti di DNA condensati, nucleosomi Eucromatina (cromatina lassa, d’eco densità) che
strettamente associati che rendono dei geni silenti) contiene un miglior accesso per RNA polimerasi e
dunque l’attivazione della trascrizione dei geni

Al suo interno è presente il nucleoplasma, ovvero una matrice acquosa

Il nucleo è separato dal citoplasma per merito dell’involucro nucleare, una doppia membrana che in punti detti
pori nucleari si fronde insienpme a un complesso di proteine per permettere il passaggio di molecole biologiche e
proteine (solamente se contengono un SLN (segnale di localizzazione nucleare) che si lega a proteine dette
importine)

All’interno del nucleo è presente la lamina nucleare che sostiene la membrana nucleare interna.

La parte centrale del nucleo è detta nucleolo luogo di trascrizione del DNA per formare l’rRNA e del suo assemblaggio
con le proteine per formare i ribosomi (non avviene la traduzione qui)

i ribosomi
Sono organuli liberi nel citoplasma o attaccati a membrane
citoplasmatiche che ospitano attività enzimatica per formare i
legami peptidici.
Sono costituiti da due subunità: maggiore e minore a loro volta
costituite da proteine e molecole di rRNA

Gli mRNA vengono copiati nel nucleo e trasportati attraverso i


pori nucleari nel citoplasma dove vengono tradotti in proteine dai
ribosomi. A questo punto le proteine ribosomiali che devono
tornare nel nucleo passando per i pori, si legano a un SLN; qui si
legano a rRNA per formare subunitá ribosomiali

All’interno della cellula è presente un sistema di endomembrana che scambia


materiale per mezzo si vescicole di trasporto che contengono proteine
derivanti dal lume dell’organulo che le ha generate. Le vescicole viaggiano
nel citoplasma ancorate al citoscheletro verso una mambrana accettrice con
cui si fonde per rilasciare il materiale al suo interno
reticolo endoplasmatico

È costituito da vescicole e tubuli di diversa forma e funzione, interconnesse tra loro alla
membrana nucleare esterna.
È delimitato da due membrane una citosolica e una luminava che racchiudono una
porzione isolata dal citosol detta lume, le due superficie catalizzano reazioni differenti.
È un deposito del calcio

Dal RE per gemmazione si staccano i perossomi, organuli rivestiti da membrana


che contengono enzimi in grado di svolgere reazioni di ossidazione, formando perossdio di idrogeno H₂O₂ estremamente
dannoso per là cellule, per questo motivo il parossismo a contiene anche l’enzima catalasi in grado di scindere il composto.
Degradano molecole tossiche tra cui le catene di acidi grassi rendendole più corte e utilizzabili come energia dai mitocondri

REL
Ha un aspetto tubulare, è la prosecuzione del RER e gli enzimi al suo interno catalizzano la sintesi di lipidi
e li assembla, si occupa del metabolismo dei carboidrati e degrada sostanze chimiche tossiche. Proprio
per la sintesi di fosfolipidi e colesterolo, il RE forma le membrane cellulari
Il REL presente nelle cellule lipidiche nel lume contiene enzimi che formano goccioline lipidiche che
immaginano riserve di energia

RER Sulla superficie citosolica presenta dei ribosomi legati che si occupano della sintesi delle proteine
che vengono esportate dalla cellula o di membrana o destinate agli altri organuli.
Quando l’mRNA entra nel citosol si associa a un ribosoma che si ancora al RE (i ribosomi sono
dunque dinamici) dove sintetizza un polipeptide che può avere una doppia destinazione:
• può entrare nel lume del RE dove vengono modificate con l’aiuto dei chaperoni molecolari e poi
inviati si diversi compartimenti oppure, se non sono state codificate correttamente vengono
disintegrate nel citosol dai preoteasomi
• può entrare in un poro del RE ed essere integrato alla membrana stessa
È abbondante nelle cellule secernenti

Nel reticolo endoplasmatico vengono assemblate le membrane, infatti i fosfolipidi sintetizzati nel REL si uniscono alla
membrana del RE e la ampliano, se invece sono destinati a formare membrane per altri organuli lasciano il RE sotto
forma di vescicole

il complesso di Golgi

Modifica la parte zuccherina delle glicoproteine e i lipidi provenienti dal RE , le


impacchetta in vescicole dette lisosomi e le smista ai vari componenti nella cellula,
per questo motivo si trova tra il RE e la membrana plasmatica

È costituito da pile di sacchi appiattite dette cisterne ciascuna avente un lume


interno ed è circondato da tubuli e vescicole

È diviso in tre superfici: cis (vicino al nucleo è riceve il materiale dal RE), mediale (dove vengono modificate le proteine) e
trans (impacchetta e smista le vescicole)
Le proteine si spostano dal cis al trans o tramite vescicole oppure una porzione stessa della superficie cis impacchetta
là proteine e si fonde alle altre membrane del complesso di Golgi fino a raggiungere la porzione trans; in questo caso
ogni volta che una porzione di membrana si stacca dal cis una si attaccano ad esso è una di stacca dal trans

Alcune proteine si staccano dal cis e tornano al RE poiché utili nell’assemblaggio del RE stesso
Altre o sono direzionano agli organuli cella cellula oppure vengono espulse dalla cellula e in questo caso le vescicole si
fondono con la membrana plasmatica
Altre ancora invece restano impacchettate per essere secerne più avanti nel tempi diventando lisosomi.
lisosomi
Sono vescicole piene di enzimi litici dispersi nel citoplasma che digeriscono particelle
fagocitate dalla cellula
Lisosomi primari: si formano dall’apparato di Golgi e possiedono enzimi segnati da
carboidrati provenienti dal RE
Quando si fondono con delle vescicole di cui devono degradare il contenuto
aumentano il loro volume diventano lisosomi secondari, in questo modo difendono la
cellula da batteri pericolosi esterni
E infine distrugge del materiale della cellula stessa se danneggiato (funzione detta
autofagia)

mitocondri
Il mitocondrio si occupa della respirazione aerobica processo che trasforma ossigeno e carbonio
in anidride carbonica e acqua per trasformare l’energia chimica presente nel cibo in ATP,
l’energia che permette alla cellula di svolgere tutte le attività.

È un organulo delimitato da una membrana esterna e una interna liscia ripiegata in creste per aumentare la superficie di
scambio (il numero di creste e di mirocondri nella cellula dipende dalla funzione della cellula)
La membrana esterna è liscia e permette il passaggio di numerose piccole molecole, poi troviamo uno spazio
intermembrana e la membrana interna che è permeabile selettivamente. Al suo interno è presente una matrice
mitocondriale, diversa dal citosol, in cui sono presenti ribosomi e enzimi.

Teoria endosimbiotica della Margulis: i mitocondri, come i cloroplasti nelle cellule vegetali, hanno DNA circolare proprio che
codifica per tRNA e per proteine, enzimi e ribosomi. Una cellula eucarioti non in grado di prodursi energia rapidamente e
autonomamemnte ha fagocitato il mitocondrio, che in passato ed un procariote in grado di produrre energia da solo,
stabilendo così un rapporto di simbiosi. La cellula eucarioti produceva le proteine per il m’incontrino è questo le produceva
energia.
La membrana esterna è dovuta dalla fagocitosi del batterio e nello spazio intermembrana gli elettroni possono rimbalzare

Il mitocondrio 8 oltre si occupa dell’apoptosi, la morte programmata della cellula (diversa dalla necrosi, la morte non
controllata), interferendo il metabolismo energetico o attivando specifici enzimi. Quando si danneggia un mitocondrio si
aprono dei pori nella membrana e il citocromo c (proteina importante nella produzione energetica) viene rilasciato nel citosol
attivando gli enzimi cassa si che degradano i componenti della cellula

Parte da una fonte principalmente zuccherine (e in assenza proteica e lipidica) per formare energia tramite
reazioni a catena

Ossidazione glucosio:
1. Citosol: glicolisi da 1 glucosio a 2 piruvato
2. Respirazione cellulare nel mitocondrio: ossidazione piruvato e ciclo di Krebbs che forma ATP e elettroni
3. Fosforilazione ossidativa sulle creste del mitocondrio che trasferisce H. nella matrice

Il cloroplasto, a differenza del mitocondrio, è presente nelle cellule vegetali e utilizza l’energia fornita dalla luce,
tramite il processo di fotosintesi
Proprio la somiglianza tra questi due organuli ha portato la Margulis ad affermare che le cellula vegetali si siano sviluppate dop
le cellule animali a provenienti dallo stesso progenitore

Nella cellula vegetale oltre ai cloroplasti troviamo i leucoplasti e i cormoplasti che insieme formano i plastidi
Come fanno a essere impacchettate e direzionate le vescicole che si staccano dal Golgi?

citoscheletro

Il citoscheletro è costituito da strutture di polimeri proteici che si organizzano in tubuli o filamenti che polimerizzano e
depolimerizzano in modo dinamico continuando a comporsi in modo differente all’interno della cellula
Serve come funzione strutturale di sostegno per la cellula (es espansione), per ancorare gli organuli, per il movimento di
organuli o vescicole all’interno della cellula e infine per consentire il movimento della cellula stessa.
Si irradiano dal centrosoma

È costituito da microtubuli (filamenti circondati da proteine dette tubuline) e


microfilamenti costituiti da dimeri di α e β tubulina che formano un cilindro
cavo. (Nelle cellule vegetali troviamo anche dei filamenti intermedi)

Sui microtubuli viaggiano le vescicole grazie all’aggancio della chinesina, una


proteine che da un lato trasloca sul microtubulo e dall’altro aggancia la vescicola
spostandosi verso il polo +.
La dineina invece insieme alla dinactina è la proteina che si sposta nella direzionale
opposta, verso il polo - —> trasporto retrogrado

dimeri = coppia di α e β tubulina (due proteine) che si possono disassemblare e riassemblare

È possibile aggiungere i dimeri per allungare il microtubulo da entrambe le estremità, che hanno una polarità
estremità - e + (si allunga più rapidamente)

Hanno un’organizzazione dinamica partendo dal centro della cellula fino a


raggiungere la parete cellulare, sono essenziali per
- agganciare i cromosomi nella divisione cellulare (fuso mitotico)
- permettere i movimenti della cellula (costituiscono ciglia (prolungamenti
delle membrane)(movimento ondulatorio) e flagelli (prolungamento stretto
e sottile che grazie all’utilizzo di energia ha una forma e un movimento a
frusta), ancorati alla cellula mediante un corpo basale)
- trasportare organuli e vescicole
- ancorare organuli nella cellula

I microtubuli si originano in una regione vicino al nucleo detta centro di organizzazione dei mispcrotubuli (MTOC), dal
centrosoma costituiti da una coppia di centrioli, disposti perpendicolarmente

I microfilamenti invece sono costituiti da filamenti di actina, che si associano a


due a due attorcigliandosi e continuano ad associarsi in fasci più grossi.
Una rete di microfilamenti si trova lungo la cortex, sotto la membrana
plasmatica della cellula e rendono il citosol più gelatinoso rispetto a quello
fluido in profondità e determinano la forma della cellula.
Li ritroviamo anche nei microvilli (proiezioni della membrana plasmatica che
aumentano la superficie della cellula)

Questi filamenti non possono contrarsi ma possono continuamente


riassemblarsi e generare così movimento
Proprietà dei microtubuli e dei microfilamenti

- Instabilità dinamica: i microtubuli in realtà sono continuamente


assemblati, dunque sono dinamici e non statici (sono sempre presenti
delle proteine nelle cellule necessarie alle formazione del citoscheletro).

- treadmilling: prevede che le unità che entrano nel polimero in modo


indiretto vengano traslocate da un polo all’altro (all’estremità + si
attaccano delle unità e al polo - si staccano altre unità anche se io
necessito di un filamento di uguale lunghezza, non resta fermo e statico
ma i monomeri che costituiscono il filamento vengono continuamente
cambiati)

I filamenti intermedi invece sono formati da specifiche proteine


organizzate in fasci spesso connessi agli altri filamenti per merito di
proteine.
Sono resistenti e flessibili, hanno uno specifico orientamento e
stabilizzano la cellula, non sono però presenti in tutte le cellule.
Esempio di filamento intermedio: cheratine
GENETICA

I caratteri sono gli aspetti che caratterizzano gli individui e possono essere visibili (morfologici) oppure di carattere
funzionale
L’insieme delle caratteristiche morfologiche e funzionali che contraddistinguono l’individuo (l’insieme dei caratteri) è il
FENOTIPO
La costituzione genetica dell’organismo invece è il GENOTIPO

I caratteri principale, che caratterizzano la specie, vengono trasmetti alla progenie, mentre i caratteri che distinguono i
singoli individui della specie (meno importanti) non vengono trasmessi in modo identico, perché sono soggetti a modifica
in risposta agli stimoli provenienti dall’ambiente

Il primo ad intuire che tutti i caratteri e dunque le caratteristiche


di animali e piante si sviluppavano “nell’uovo” fu William Harvey
Egli osservò le rane (poiché la fecondazione è esterna) e vide
che il maschio rilasciava una sostanza viscida sopra le uova; per
capire se tale sostanza fosse importante per la fecondazione
mise delle mutande alla rana, cosicché l’accoppiamento potesse
avvenire ugualmente ma senza che le uova venissero a contatto
con la sostanza rilasciata dalla rana maschio. Le uova non si
fecondavano, lo fecero solo una volta che le mutande venivano
sciacquate sopra le uova
—> il materiale rilasciato dal maschio è fondamentale

Questo spiega perché la progenie assomiglia sia al maschio che alla


femmina, perché entrambi concorrono alla fecondazione delle uova

L’evoluzione è l’accumulo nel corso del tempo di cambiamenti genetici all’interno di popolazioni, ovvero un gruppo di
individui di una specie che vive nella stessa area geografica
L’evoluzione ha sue prospettive: microevoluzione, adattamenti in una popolazione nel breve tempo e macroevoluzione:
adattamenti nel lungo tempo che portano a specie differenti da antenati comuni

Inizia a nascere la paleontologia, ovvero lo studio dei


fossili per capire se e come gli individui si sono evoluti è
il primo a parlare di evoluzione è Lamark
Ovviamente i progenitori sono molto diversi da noi,
questo perché con il passare del tempo c’è stato un
progressivo cambiamento (miglioramento) in risposta
agli stimoli ambientali

La progenie però acquista solamente i caratteri che si modificano nel tempo, progressivamente, con l’evoluzione.
I cambiamenti drastici non vengono trasmessi

Darwin è il primo a parlare di selezione naturale, cioè


dice che sì, l’ambiente stimola il cambiamento degli
individui ma inoltre premia e sceglie i soggetti che
hanno il fenotipo maggiormente favorevole, poiché
questi individui avranno maggior probabilità di
trasmettere il gene favorevole alla progenie, mentre gli
altri vengono eliminati dall’ambiente.
COME VENGONO TRASMESSI I CARATTERI

Mendel: matematico, nato nel 1822 che vive in un convento inizia a studiare, con il
metodo scientifico l’ereditarietà dei caratteri ed è il primo che individua regole
precise e matematiche con cui cui i caratteri dei genitori si rappresentano nella
progenie dei figli.
In particolare egli studia le piante di pisello, perché erano facilmente in commercio,
crescevano rapidamente, avevano tante caratteristiche e dunque tante varianti da
poter studiare e inoltre, poiché si autoimpollinano consentivano l’impollinazione
controllata

la pianta possiede sia le antere (parti maschili che rilasciano


il polline)(se rimosse si evita l’auto impollinazione) che lo
stigma (parte femminile e recetti a del carpello su cui si
deposita il polline) avvolte da petali, dunque non è possibile
che avvenga un’impollinazione casuale.

A questo punto mendel sceglie 7 caratteri le cui 2 varianti fenotipiche erano ben distinguibili tra loro e studia la loro
trasmissione.

Impollina le piante finché non ottiene delle linee pure, in cui gli alleli di uno
stesso gene sono uguali LINEA PARENTALE P.
Le fa incrociare e ottiene una GENERAZIONE FILIALE F1 in cui tutti gli
individui assomigliano a uno dei due genitori. A questo punto fa auto
impollinare gli individui della F1 e ottiene la F2 ottenendo ¾ di piante simili
alle F1 e ¹/₄ simili al genitore di partenza il cui fenotipo si era perso nella
F1

Per avere risultati attendibili lavora con circa 1200 piantine

Nella F1 il carattere che si manifesta è il carattere DOMINANTE. —> legge della dominanza
mentre quello che viene nascosto e che ricompare nella F2 è detto RECESSIVO

Deduzione 1: il carattere dominante, non annulla completamente il carattere recessivo, ma lo maschera


momentaneamente. Questo significa che il carattere recessivo è trasmesso anche alla F1, perché nella generazione
successiva riaffiora.

Questa affermazione è in contrasto con l’idea dell’ereditarietà con mescolanza dei caratteri (secondo cui nei gameti
maschili e femminili c’è un fluido che si mescola durante la riproduzione per produrre solamente gameti ibridi) perché
in questo caso il carattere recessivo non potrebbe ricomparire nella F2

Mendel intuisce dunque che ogni carattere veniva regolato da due fattori (che oggi
chiamiamo GENI) ma solo uno dei due viene trasmesso alla progenie, questo perché se
fossero stati trasmessi entrambi si sarebbe giunto a una scrittura ennesima di caratteri

Avere gli ALLELI (ovvero varianti di un gene) è utile per un miglior adattamento all’ambiente, proprio perché posso
nascondere un carattere all’occorrenza
I due alleli, prima della riproduzione sessuata, vengono separati —> principio della segregazione
così che ciascuna cellula contenga esattamente 2 alleli per ogni gene (uno del padre e uno della madre)
In questo modo gli alleli recessivi non vanno persi nella F1
In particolare definiamo OMOZIGOTE un individuo che possiede gli stessi allei per un gene e ETEROZIGOTE un individuo
aventi i due alleli diversi
Due alleli dello stesso gene si trovano sullo stesso loco genico di due cromosomi
omologhi

Ma come vengono trasmessi questi alleli?


Seguendo le regole di probabilità e viene in nostro aiuto il quadrato di Punnet

—> ne consegue che osservando solo il fenotipo non possiamo sapere se un


individuo è omozigote o eterozigote per un carattere dominante, dobbiamo
utilizzare una tecnica detta test cross, che consiste nell’incrociare l’individuo
avente il fenotipo dominante (di cui vogliamo sapere se è omozigote o
eterozigote) con un individuo omozigote recessivo
Se il nostro individuo è eterozigote avremo nella F1 un fenotipo recessivo,
INCROCIO MONOIBRIDO
altrimenti avremo tutti fenotipi dominanti

Se osserviamo la trasmissione di alleli di più geni


parliamo di INCROCIO DIIBRIDO
Prendendo in considerazione due coppie di alleli presenti
su cromosomi non omologhi esse saranno ereditate in
modo indipendente

I caratteri sono trasmessi indipendentemente

Se per esempio incrociamo BBSS con bbss entrambi


potranno produrre gameti tutti uguali dominanti o recessivi) e
la F1 sarà eterozigote per entrambi i caratteri. Incrociando
ora la F2 (BbSs) questi produrranno quattro tipi di gameti
(tutti in egual probabilità) : BS, Bs, bS, bs e costruendo il
quadrato di Punnet da 16 otterremo un rapporto 9 : 3 : 3 : 1
(entrambi caratteri dominante, fenotipo di un solo carattere
dominante , fenotipo di entrambi i caratteri recessivo)

Tuti i rapporti genetici vengono espressi mediante termini di probabilità —> che è la frequenza di attesa di un evento
Se un evento è certo la sua probabilità è 1, se è certo che non verificherà la sua probabilità è 0

Quando utilizziamo Punnet applichiamo:

- regola del prodotto: prevedere la probabilità di due


eventi indipendenti , quando il verificarsi di uno non
influenza la probabilità del verificarsi dell’altro

- regola della somma: prevedere la probabilità di eventi


mutuamente esclusivi, su dunque il verificarsi dell’uno
preclude il verificarsi dell’altro
Carattere dominante : il carattere comprare in tutte le generazioni

Un carattere recessivo può saltare alcune generazioni


Nell’eterozigote il fenotipo non è sempre così marcato e si possono creare
degli individui dal fenotipo intermedio
—> DOMINANZA INCOMPLETA

I caratteri dei genitori non si fondono insieme nella F1, semplicemente


nessuno dei due alleli è dominante rispetto all’altro, di conseguenza si
ottiene un fenotipo intermedio (i due alleli restano distinti e infatti nella F2
riappaiono entrambi i fenotipi della linea P)

A volte può succedere che invece i due alleli coesistono esprimendo


entrambi i fenotipi
—> CODOMINANZA

Abbiamo 4 gruppi sanguigni: A, B, AB, 0 in base al tipo di proteina


codificata dall’allele (ci sono 3 tipi di alleli
Ma. non sono dominanti uno rispetto all’altro e se presenti
entrambi danno origine a un fenotipo in cui sono presenti entrambi gli
alleli, sono invece entrambi dominanti rispetto

Infatti:

Nel caso dei gruppi sanguigni un unico gene è espresso da più di due alleli (in particolare tre)
—> ALLELI MULTIPLI

Oppure può verificarsi il caso in cui un gene abbia effetti multipli


—> PLEIOTROPIA
Molte coppie di geni interagiscono nell’espressione di un
fenotipo, per esempio la cresta di un gallo è determinata da due
coppie di alleli, la forma e il colore.
Quando la presenza di un determinato allele maschera
l’espressione di altri alleli definiamo l’epistasi, per esempio il
colore del pelo dei Labrador, determinato da due geni, uno per
l’espressione del colore è uno per il colore stesso.

B colore nero b colore cioccolato


E espressione colore e non espressione colore (il cane
esce con il colore del pelo champagne)

Quindi per esempio un Labrador dal fenotipo BBEe avrà il pelo


color nero,
un Labrador dal fenotipo BBee avrà pelo champagne

Quando invece ì fenotipi dei singoli alleli si sommano ai fenotipo di


altri geni parliamo di ereditarietà poligenica, per esempio il colore
della pelle è rappresentato da 3 alleli A, B e C
AABBCC avrà colore della pelle molto scuro
aabbcc avrà colore della pelle molto chiaro
Tutte le altre varianti genotipiche presenteranno fenotipo intermedi.
Ovviamente in una popolazione sono più diffuse le varianti
intermedie, quindi il grafico della pigmentazione della pelle avrà un
andamento a campana

ereditarietà poligenica —> effetto cumulativo


Più coppie di geni hanno effetti additivi su un carattere

È bene ricordare che i geni si adattano ai cambiamenti


ambientali a favore dell’individuo.
Per esempio, un coniglio himalayano ha il pelo bianco con delle
chiazze nere su orecchie, naso e zampe, questo perché queste
zone hanno una temperatura inferiore rispetto al resto del corpo:
se dunque tale coniglio viene fatto crescere a 30⁰, data l’alta
temperatura esso avrà il pelo totalmente bianco, se invece viene
fatto crescere a 25⁰, dato l’abbassamento di temperatura si
formeranno su naso, orecchie e zampe le chiazze di color nero.
Un unico genotipo, rispondendo alle condizioni ambientali,
genera diversi fenotipi detti norma di reazione
La genetica moderna

Nel 1910 Thomas Morgan, un genetista americano, studiando la Drosofila estese il concetto della teoria
cromosomica dell’ereditarietá. Scelse le drosofile perché hanno solo 4 cromosomi, solo allevabili con qualsiasi
cibo, possono essere allevate in gruppo in un ambiente piccolo e chiuso e si riproducono velocemente e in grande
quantità
Morgan dimostra che i geni sono allineati lungo i cromosomi, dunque l’assortimento indipendente dei caratteri non
è applicabile su due loci che sono molto vicini tra loro sulla stessa coppia di cromosomi, definì questi geni
associati, poiché data la loro vicinanza tendono a essere ereditati insieme.

Partendo da genitori BbVv x bbvv questi avrebbero dovuto dare 4 tipi di gameti
BV, Bv, bV e bv, ma poiché questi due geni sono associati, gli unici gameti
prodotti sono BV e bv per il primo e bv per il secondo
—> ci si sarebbe dovuti aspettare dunque una progenie BbVv e bbvv uguale al
genitori
Invece apparivano anche altri individui

Questo perché ogni gamete parentale, ovvero quelli generati dai genitori
(nel nostro caso BV e bv) va incontro a crossing over, durante
l’appaiamento dei cromosomi, i cromatidi omologhi si scambiano una
porzione di gene
Si formano dei gameti ricombinanti che formano dei cromosomi ibrido,
appunto bV e Bv.
Il crossing over è fondamentale perché solo la segregazione dei caratteri
non spiegherebbe una così ampia variabilità genetica.

Ovviamente più sono lontani i geni, nel cromosoma maggiore sarà la loro percentuale di ricombinazione ed è
possibile creare una mappa genetica dei cromosomi convertendo la percentuale d8 ricombinazione in unità di
mappa, per capire quanto sono lontani tra loro i geni.

Morgan nota inoltre che una coppia di cromosomi, maschili e femminili, erano
diversi tra loro
—> intuisce che quel tipo di cromosoma, detto cromosoma sessuale, doveva
portare il gene in grado di determinare il sesso dell’individuo

Ci sono alcuni caratteri che vengono trasmessi


insieme ai cromosomi sessuali, o per meglio dire
sono geni associati al cromosoma X, X-linked,
quindi essendo un maschio XY il carattere verrà XX per la femmina
comunque espresso sia recessivo che dominante. XY per il maschio
(nella drosofila per esempio è il colore degli occhi)

I caratteri recessivi legati ai cromosomi si esprimono maggiormente nei maschi che nelle femmine

Definiamo il CARIOTIPO l’insieme dei cromosomi di un individuo (cromosomi sessuali + autosomi)


L’uomo è costituito da 22 autosomi + 1 cromosoma sessuale
Divisione cellulare

Sappiamo che nel nucleo la cromatina si struttura in base alle varie fasi del ciclo cellulare
Nelle cellule somatiche abbiamo coppie di cromosomi e quando i gameti si dividono si
genera un nucelo con un solo cromosoma

Le cellule tramite riproduzione sessuata produce gameti, si fecondano formando un


nuovo individuo che si sviluppa fino a riprodursi anch’esso. Questo è un ciclo cellulare

Al momento della fecondazione l’individuo è unicellulare poiché due unicellulari si uniscono


per formare un individuo dal patrimonio genetico 2n, proprio perché i cromosomi sono
presenti sempre a coppie.

Divisione cellulare: è il processo che dà origine a due cellule figlie con il


contenuto cromosomico pari a 2n (uguale alla cellula madre)

Teoria cellulare:
• Tutti gli esseri viventi sono formati da cellule
• Le cellule sono unita strutturali e funzionali degli esseri viventi
• Le cellule si originano solo dalla divisione di cellule preesistenti

Bizzozero fece una classificazione dei tessuti per capire con che tasso si dividono le cellule in questi tessuti:
• Tessuto labile: c’è una continua divisione cellulare (es tessuto epiteliale), dunque la durate delle cellule è limitata
• Tessuto stabile: la proliferazione avviene solo in caso di danni (es fegato o tessuto nervoso)
• Tessuto perenne: le cellule non si dividono mai
La divisione cellulare nei tessuti dipende dalle esigenze dei tessuti e dagli stimoli ambientali che ricevono.
L’ambiente può dare stimoli che assomigliano a stimoli fisiologici portando a riproduzione anomala delle cellule nei tessuti.

Il ciclo cellulare è costituito dall’Inter fase e dalla mitosi


La cellula vive per la maggior parte nella fase detta INTERFASE in cui è
metabolicamnte attiva ma non si divide. Questa è divisa in tre gruppi

• G0 la cellula è in stato quiescente e non si divide e svolge le fasi metaboliche. Se


c’è uno stimolo ambientale costante e un apparto nutritizio sufficiente la cellula
entra in fase G1 (gap)
Se in questa fase la cellula raggiunge le dimensioni citoplasmatiche nececessarie
allora può proseguire il ciclo cellulare, altrimenti torna in fase G0.
Nella fase G1 vengono sintetizzati gli enzimi per la futura sintesi del DNA e duplicati
gli organuli insieme al citoplasma
• S (sintetica), fase in cui la cromatina è il citoplasma si duplica e vengono sintetizzati gli istoni.
A fine fase S c’è un controllo: in caso negativo la cellula muore (non può tornare in G1 perché ora ha il
materiale genetico duplicato), in caso positivo invece la cellula entra in fase G2

G2 La cellula ancora cerca di aumentare la massa citoplasmatica e sintetizza tutto il necessario per la
condensazione della cromatina. A fine fase G2 la cellula può iniziare la divisione

La FASE MITOTICA M è costituita da:


• mitosi in cui i due nuclei si dividono a metà
• citodieresi, separazione della parte citoplasmatica in cui si ottengono due cellule identiche
LA MITOSI è un processo unico che per convenzione é suddiviso in fasi.

1. profase
La cromatina si spiralizza in cromosomi visibili che sono stati duplicati nella
fase S. Sono costituiti da una coppia identica di cromatidi fratelli tenuti
insieme da un complesso proteico detto coesina nella regione del
centromero

A ogni centromero, grazie alla proteina cinetocore, possono legarsi i microtubuli, del
fuso mitotico in formazione (le estremità - del fuso sono ai poli mentre le estremi+
sono legate ai cromosomi), che permetteranno la separazione dei cromatidi fratelli.
(La tubulina che costituiva il citoscheletro si smonta per formare il fuso mitotico)

2. Prometafase:
La cellula disgrega l’involucro nucleare lasciando che il fuso mitotico sia libero di agganciarsi
ai cromatidi liberi nel citoplasma per spostarli verso il piano equatoriale della cellula. Le
porzioni dell’involucro nucleare vengono organizzati in vescicole per essere riutilizzati.
Ricordiamo che i microtubuli di α e β tubulina sono in continuo assemblamento e
disassemblamento.
Le proteine coesione liberano i due cromatidi fratelli che poteranno poi successivamente
dividersi.

3. Metafase
I cromatidi di un cromosoma sono attaccati ai microtubuli dei due poli opposti della cellula
e sono allineati lungo la piastra metafisica al centro della cellula. In questo stadio poiché i
cromosomi sono ben visibili viene analizzato il cariotipo della cellula.

A questo punto vengono individuati due poli cellulari opposti verso cui vengono tirati i
cromatidi fratelli, dai microtubuli, che si separano.

4. Anafase
I cromatidi fratelli si separano e vengono considerati cromosomi, migrano verso i poli opposti
grazie alla continua rimozione di subunitá di tubulina.

5. Telofase
I cromosomi decondensano, si despiralizzano e attorno ad essi si crea un involucro nucleare

CITOCINESI
Un anello di microfilamenti di acto-miosina contrattile avvolge la membrana plasmatica
nella zona equatoriale e la sua contrazione crea un solco di divisione che separa
equamente il citoplasma formando due cellule identiche alla cellula madre d8 partenza.
Ci sono delle molecole che fanno parte del sistema di controllo del ciclo cellulare fondamentali per la nascita di una
cellula sana ed evitare errori. Nei punti di controllo del ciclo cellulare ci sono dei meccanismi che bloccano
temporaneamente la fase successiva finché il controllo non va a buon fine: checkpoints e sono 3:
• il primo nella fase G1 (detto punto di restrizione) che controlla se la cellula possiede le dimensioni, i fattori di
crescita, i nutrienti e gli enzimi necessari per sintetizzare il DNA, altrimenti entra in fase G0.
• Il secondo alla fine della fase G2 e garantisce che la duplicazione del DNA sia terminata prima che inizi la mitosi
• Il terzo è tra la metafase e l’anafase e controlla che tutti i cinetocore siano attaccati al fuso mitotico e disposti sul
piano equatoriale

I fattori di crescita

Sono fondamentali per capire come fanno le cellule nei diversi tessuti ad avere cicli cellulari con tempistiche così
differenti tra loro. Il controllo del ciclo cellulare è basato su una comunicazione tra segnali esterni e interni alla cellula.

La comunicazione tra le cellule è importante in quanto mandandosi segnali,


detti fattori di crescita ,possono inibire o stimolare la divisione cellulare.

Esistono delle cellule che producono i fattori di crescita e altre cellule


possiedono dei ricettori, che sono proteine transmembrana, per tali fattori di
crescita (paracrine signaling) che stimola una cascata di segnali trasduzione:
una seria di reazioni biochimiche che raggiungono il nucleo è attivano dei geni
che codificano la proteina ciclina.

All’interno della cellula è presenta la proteina kinasi, un enzima che attiva o


inibisce altre proteine, è presente in forma inattiva e si attivano quando entra
in contatto con la ciclina, una proteina la cui concentrazione muta
ciclicamente a seconda della ricezione dei fattori di crescita, che abilitano la
cascata di segnali trasduzione.

Cdk + cyclin forma il complesso cdk-ciclina che ordina ad alcune proteine di


trasportare il gruppo fosfato nel nucleo per abilitare la fosforilazione di
proteine rendendole attive o inattive nella regolazione delle fasi del ciclo
cellulare

La riproduzione asessuata permette alla cellula madre di produrre dei cloni

La risporuzione sessuata invece comporta l’unione di due cellule specializzate, i gameti, che si uniscono
formando lo zigote. Poiché le cellule provengono da due genitori separati, hanno la possibilità di avere un corredo
cromosomico variabile.
I genitori di partenza contengono un numero N di coppie di cromosomi omologhi (l’uomo possiede 23 coppie di
cromosomi omologhi) che portano gli stessi geni ma con alleli differenti: la cellula è detta diploide. Se invece la
cellula possiede solo un cromosoma per coppia allora è aploide.
Uovo e spermatozoi sono apolidi, contengono 23 cromosomi per formare uno zigote diploide con 46 cromosomi.
Ma come si formano uovo e spermatozoi con un corredo cromosomico pari a 23 cromosomi e non 46 come le
altre cellule?
Meiosi o gametogenesi

La meiosi è il processo che porta una cellula diploide di partenza


a produrre 4 cellule figlie aploidi, con la metà del corredo
genetico, (cromosomi di partenza), tramite due divisioni cellulari,
meiosi I e meiosi II.

A partire da una cellula indifferenziata 2n si forma il gone (uovo o


spermatozoo), ovvero una cellula specializzata (n) prodotta
precocemente nell’embrione, che va incontro a meiosi

Fase I è simile alla meiosi:


• nella fase S avviene la duplicazione del DNA, formazione per ogni cromosoma dei 2 cromatidi fratelli e duplicazione dei
centrioli
• nella profase I i cromosomi omologhi si appaiono (grazie al complesso sinaptico) nonostante i cromatidi siano ancora
non condensati (sinapsi). I due cromosomi omologhi vengono definiti omologo materno e paterno.
Nella sinapsi dunque vengono tenuti uniti 2 cromosomi di partenza che nella fase S sono stati duplicati, quindi 4
cromatidi —> tetrade.
In questo momento avviene il CROSSING OVER tra i cromosomi omologhi
importantissimo perché permette al combinazione di nuovi geni. Si ottiene così una
ricombinazione genica che porta a una buona variabilità genetica.
Si forma il fuso mitotico, i centrioli si spostano ai poli e si costituisce l’aster.
Scompare l’involucro nucleare,i cromosomi omologhi restano uniti solo in regioni
dette chiasmi (dove è avvenuto crossing over)

• metafase I: le tetradi sono allineate all’equatore e ciascun cromosoma omologo è attaccato a uno dei due poli.
A questo punto è importantissimo l’orientamento indipendente che le coppie di cromosomi omologhi possono
assumere, perché un diverso orientamento orientamento comporta variazione genetica
• Anafase I: i cromosomi omologhi separano
• Telofase I: i cromatidi decondensano, si riforma l’involucro nucleare e avviene la citodieresi

Inizia la meiosi II che prosegue parallelamente per entrambe le cellule figlie


• in una prima intercinesi i cromosomi si condensano nuovamente
• Metafase II: i cromosomi (costituiti da due cromatidi) si allineano sul piano equatoriale
• Anafase II: i cromatidi si attaccano ai microtubuli tramite i cinetocori e si dividono ai due poli opposti
• Telofase II: ora in ogni cellula è presente 1 cromatidi o della tetrade di partenza, che però verrà
chiamato cromosoma. Si despiralizzano e avviene la citocinesi.

Le 4 cellula aploidi che si sono formate contengono delle combinazioni di geni


differenti perché tra i cromosomi omologhi materni e paterni di partenza è
avvenuto crossing over e perché poi ciascuno cromatidio della tetrade è andato
a finire in una delle 4 cellule

Differenze:
Mitosi: Meiosi:
• si formano due cellule aploidi identiche alla cellula madre • si formano 4 cellula aploidi partendo da una
• si dividono i cromatidi fratelli cellula diploide.
• i cromosomi omologhi non si appaiono • si dividono prima i cromosomi omologhi e poi i
cromatidi fratelli
La meiosi è fondamentale per la formazione di cellule uovo e spermatozoi, poiché avendo entrambi un patrimonio
genetico pari a n unendosi formano uno zigote con patrimonio genetico pari a 2n

Femmina= oogoni Maschio= spermatogoni

Spermatogenesi
1) cellula diploide che in pubertà si divide per mitosi formando gli spermatogoni, che si
dividono nei testicoli per mitosi, alcuni ingrandendosi diventano
2) Spermatociti primari che vanno incontro a divisione meiotica formando
3) spermatociti secondari che vanno incontro alla seconda divisione meiotica
4) Spermatidi che si differenzia in uno
5) Spermatozoo maturo

Oovogenesi
1) oogoni si dividono per mitosi e alcuni diventano
2) Oociti primari che vanno incontro a divisione meiotica, ed entrano in uno
stato quiescente fino alla pubertà dove formano
3) Oociti secondari = rilasciati dagli esseri umani. O 3) globuli polari destinati a
degenerare. L’oocita secondario va incontro alla seconda divisione meiotica, che sta
ferma in metafase II, solo quando avverrà l’ovulazione diventerà una
4) Cellula uovo il cui completamente avviene con la fecondazione

//Fase 1 e 2 avvengono allo stato fetale (1 - 5 mesi)

La spermatogenesi inizia alla puberta mentre l’oogenesi inizia quando l’individuo è ancora un embrione, si blocca e
riinizia in pubertà a seguito di uno stimolo, fino alla metapausa

Lo studio dello sviluppo di un embrione.


Alcune cellule che vanno incontro a divisione cellulare vengono indotte a specializzarsi nel processo di morfogenesi,
fino a quello che è il differenziamento cellulare, che produce cellula differenziate che derivano però tutte dallo zigote.
Sono dunque dei geneticamente identiche tra loro e allo zigote di partenza che vanno incontro a un’espressione genica
differenziale

Il primo clone creato in laboratorio e fu la pecora Dolly, derivata da una specie di cui presero una cellula con nucleo
della ghiandola mammaria, fusa con una cellula uovo di un’altra specie priva di nucleo. Dopo aver portare la cellula
mammaria a una fase G1 il suo ciclo di meiosi si sincronizzava con il ciclo della cellula uovo, poste sotto shock le
cellule si fondevano per formare un blastocita che venne impiantata in una madre surrogata della specie scottish
blackface. Bensì essa risultava identica alla madre che aveva fornito la cellula con nucleo finn dorset.
La fecondazione rappresenta LA SUPERATTIVAZIONE metabolica della cellula uovo, che completa il ciclo di meiosi. Nel
momento in cui lo spermatozoo si fonde con il nucleo della cellula uovo, il nuovo individuo inizia una divisione cellulare
(proliferazione) che aumenta notevolmente il numero di cellule che andranno incontro a differenziamento

Successivamente l’embrione entrerà in diversi fasi dello sviluppo nel corso della sua vita:
• sviluppo embrionale (8 settimane nell'uomo)
Dall'uovo fecondato si formano le varie strutture dell'individuo
• sviluppo fetale (dalla 9 settimana alla nascita)
Sviluppo funzionale e accrescimento, l'individuo aumenta di massa. Viene raffinata la capacita di funzionare. Alcuni
organi funzionano da subito come il cuore, altri non funzionano fino a fuori dalla placenta come i polmoni.
• sviluppo postnatale (fino alla maturità sessuale)
sviluppo funzionale e accrescimento. Gli organi riproduttori arrivano a maturazione e iniziano a funzionare solo
quando in adolescenza si arriva alla maturità sessuale. Questa è una fase di sviluppo extrauterino.

L'uovo si sviluppa nella discesa verso l'utero, poi si sviluppa la placenta nell'ovulo
e il cordone ombelicale + Membrane + liquido amniotico anche protezione meccanica - annessi embrionali che
servono fino alla nascita

Analizziamo ora le diverse fasi dello sviluppo embrionale:

SEGMENTAZIONE
L’embrione inizia una rapida divisione cellulare che accresce il numero
di cellule ma non modifica le dimensioni dell’embrione perché saltano la
fase G2 di accrescimento prima della nuova mitosi.
Si formano la blastula, la cui cavità interna detta blastocela è rivestita
dalle cellule in divisione, i blastomeri.
La segmentazione avviene dal momento in cui la cellula uovo viene
fecondata fino a che non si impianta nella placenta.
Nell'uomo dura 5-6 giorni
I blastomeri a questo punto si specializzano: metà formerà la placenta
(epitelio esterno che si attacca alla tonaca mucosa) e l'altra meta andrà
a formate l'individuo (formano una massa cellulare interna)
L'embrione si nutre attingendo dai fluidi delle tube uterine e utero - per questo cambia in base ai segnali ambientali e
all'alimentazione della madre
La parte che si va a impiantare nell'utero da origine al sincizio perché si differenzia molto velocemente

La blastocisti si impianta nella parete uterina invadendo l’endometrio.

GASTRULAZIONE
La blastula si trasforma in gastrula, un embrione a tre foglietti germinali. Le
cellule iniziano a differenziarsi, ci sono cambiamenti nel citoscheletro che le
portano a migrare. Da massa di cellule diventa un disco embrionale
(individui diblastici). Le cellule infarciscono lo spazio tra i due strati cellulari
con connettivo => una sorta di TRANSDIFFERENZIAMENTO. Da diblastico
a triblastico
3 tessuti fondamentali --> epitelio superficiale (ectoderma), epitelio
profondo (endoterma) e connettivo in mezzo (mesoderma)
Da loro tre derivano tutti i tessuti che conosciamo tramite tappe di
differenziamento
I goni sono differenziati prima e formano il "quarto foglietto".
Solo i vertebrati hanno ectoderma che si può differenziare nei vari organi
per una maggiore plasticità dello sviluppo.
MORFOGENESI E ORGANOGENESI (giorni 24 - 56)
Consiste nella costruzione della forma e degli organi.
Le prime fasi nei vertebrati sono costruzione di strutture di massima transitorie, partendo da organi in abbozzo
simili a quelli degli antenati rimodelliamo quelli della specie cui apparteniamo.
Necessaria la morte cellulare fisiologica = rifinimento sottile delle parti
DIFFERENZIAMENTO COORDINATO CARATTERISTICA FONDAMENTALE CHE HANNO TUTTI
GLI EMBRIONI

Cosa si forma dai vari foglietti:


• ectoderma = prima cosa che si forma è il tessuto
nervoso mediante processo detto neurulazione
• Edoderma = epiteli e tubo digerente e apparato
respiratorio
• Mesoderma = tessuti muscolare, scheletrico, aparato
escretore, riproduttivo, circolatorio ecc…

I goni non derivano da nessun foglietto e sono le prima cellula che vengono commissionate.

Importante è l’induzione embrionale, ovvero l’invio di segnali chimici ad altre cellule che permettono il loro
differenziamento. Il rischio è che alcune cellule inizino un differenziamento che non dovrebbero fare —> malformazione
che però è favorevole per evoluzione. Questo processo ovviamente è limitato nel tempo, dunque se esso non riesce in
quel preciso momento lo sviluppo non avverrà più.

Le cellule staminali più versatili è lo zigote, infatti esse sono cellule totipotenti, con la possibilità dunque di originare tutti i 3
foglietti embrionali da cui si originano tutti i tessuti.

Le cellule staminali embrionali (ES) che si formano dopo la segmentazione dello zigote, ma sono pluripotenti, possono
formare tutti i tipi di cellule tranne quelle della placenta.

Le cellule staminali possono essere anche adulte multipotente, per esempio nei bambini, per esempio vicino ai sincizi dei
tessuti muscolari restano quiescenti finché non è necessario una rigenerazione muscolare. Possono generare molti, ma
non tutti, i tipi cellulari.

Nel 2007 un dottore ha scoperto la possibilità di produrre cellule staminali pluripotenti indotte (iPS) introducendo
dei fattori trascrizione li nelle cellule somatiche differenziate, permette di riprogrammare una cellule differenziata
in una cellula pluripotente. Ha una vasta applicazione della medicina rigenerativa —> clonazione terapeutica
riproduttiva

Uno dei modi con cui le cellule vengono programmate è la riprogrammazione epigenetica che permette di togliere i
gruppi metile che hanno disattivato alcuni geni.
MORTE CELLULARE
Tra le attività fisiologiche ce la morte cellulare, sia nell'adulto che nell'embrione
- NECROSI = morte cellulare velocissima che lascia detriti e provoca infiammazione morte programmata
lenta ma pulita e ordinata
- APOPTOSI = vescicole con residui e cellule spazzine che mangiano ciò che resta
- AUTOFAGIA = la cellula si auto elimina? Dipende dal segnale ambientale

Quando serve la morte cellulare?


• Al 44 esimo giorno gli arti arrivano allo stadio a paletta e si costituiscono gli assi dove si differenziano le
ossa, è necessaria dunque la morte cellulare delle cellule che stanno tra gli assi dove si deelineeranno le dita.
Se qualcosa va storto => sindattilia, le dita restano attaccate ma chirurgicamente si possono separare.

1/2000 nati nel mondo occidentale - correlazione diretta tra abitudini materne e fattori ambientali
= condizioni nutrizionali, vivere in zone inquinate, alcuni tipi di infezioni, fumo (anche fumo passivo) o terza
mano (fumo che si attacca ai vestiti e ai luoghi dopo aver fumato).

Ha senso che ci sia un segnale ambientale che porta a necrosi e non sia un segnale genetico

Ha senso evolutivamente fare necrosi perché ogni specie ha le dita attaccate o meno a seconda
dell’ambiente e delle condizioni in cui vive, per esempio un pollo ha le dita libere mentre l'anatta ha le dita
palmate perche deve nuotare.

• Morte fisiologica dei neuroni per mantenere in vita solo quelli che raggiungono un bersaglio, che fanno
una catena, gli altri vengono eliminati con un processo che puo durare anche qualche giorno (apoptosi)
Muoiono perché non hanno nessuno che dice loro di sopravvivere

Nell' aggancio sinaptico le cellule bersaglio rilasciano fattori di sopravvivenza


Anche nell'embrione come nell' adulto segnali sono percepiti e sommati - INTEGRATI - prima di
prendere decisioni
es effetto cumulativo dei pesticidi
Cosi come uno stesso segnale puo portare una consequenza diversa a seconda dell'intensità
- es cellula metabolica mente attiva ha mitocondri che funzionano tanto. E si producono specie
reattive, a seconda di quanto ne produce la cellula capisce direttamente lo stato metabolico e
capisce indirettamente lo stato nutrizionale
Se tengo basso il potenziale ossidante (specie reattive dell'ossigeno) la cellula comincia a
proliferare, con una produzione massiccia la cellula di differenzia, con quantitativi esagerati ce
apoptosi e con tantissimi si suicida con necrosi ed esplode.
Variazioni date da => Stress ossidativo // oppure posso assumere con la dieta sostanze che
abbassano il segnale ossidativo.
Istologia : scienza dei tessuti
Per osservare i tessuti dobbiamo creare un preparato con doppia colorazione di ematossilina (colorante violetto
basico, che si lega agli acidi, contenuti principalmente nel nucleo) e eosina (colorante rosa o acido che si lega alle
basi) e inserirlo nel vetrino portaoggetti da osservare al microscopio

Prima di iniziare a studiare i tessuti, è importa sapere che tessuti e cellule sono agganciati saldamente tra
loro tramite le giunzioni cellulari .
Le cellule si agganciano unendo le loro membrane e formano tipi di giunzioni diverse il cui tipo e numero
dipende dal tipo di tessuto e dal tipo di cellula

Giunzioni:
- ancorante. Due placche citoplasmatiche sono ancorare sotto alla
membrana plasmatica, tramite filamenti intermedi o microfilamenti e
tramite le proteine che fuoriescono dalle due membrane le placche di
due cellule adiacenti sono tenute insieme.
Stabiliscono un aggancio stabile.
Gli spazi tra le cellule vengono comunque mantenuti.
Si chiamano aderenti se sono coinvolti microfilamenti o Desmosomi se
ci sono filamenti intermedi.
Sono giunzioni complete se si trovano tra due cellule o emigiunzioni se
agganciano matrice cellulare

- stretta: le proteine sulle due membrane si fondono.


Bloccano il passaggio di materiale. Si trovano in alto alla cellula

- comunicanti: proteine a forma di canale che mettono in


comunicazione i citoplasmi delle due cellule

È costituito da una base di matrice extra cellulare, detta lamina basale, per ancorarlo ai tessuti che
stanno sotto (strategia per delimitare gli spazi) e da cellule a stretto contatto tra loro, circondata da
poca matrice extracellulare.

Svolge parecchie funzioni:


- rivestimento superfici esterne ed interne
- secrezione
- sensoriale, che si occupa di ricevere stimoli
- produzione dello smalto per i denti nello sviluppo prenatale

Noi studieremo semplicemente l’epitelio di rivestimento che anch’esso, oltre al rivestimento svolge svariate
funzioni:
esso infatti protegge da agenti esterni, assorbe e secerne sostanze, muove particelle mediante l’aiuto di ciglia
vibratili e riceve stimoli sensoriali mediante recettori
Il tessuto epiteliale è classificato in base al numero di strati di cellule e alla forma di queste ultime che possono
essere: piatte, cubiche o cilindriche

In base al numero di strati possiamo avere:


- tessuti epiteliali semplice o monostratificati se ha un unico strato di cellule, tutte poggianti sulla lamina basale

- pseudostratificato se tutte le cellule poggiano sulla lamina basale ma queste hanno lunghezze
differenti e dunque i nuclei non sono tutti allineati alla stessa altezza, bensì sfalsati (ciò a primo
impatto potrebbe far credere che ci sono più strati di cellule, per questo motivo tale nome)

- pluristratificato se le cellule sono disposte su più strati

Ovviamente possiamo ottenere diversi tessuti epiteliali, ciascuno con funzioni differenti, unendo la
quantità di strati di cellule e il tipo di cellule.

Delimita gli spazi e ha funzione di scambio: per questo si trova nell’apparato respiratorio

Riveste strutture interne come dotti e tubuli e secernerne sostanze; per tale motivo riveste i dotti
delle ghiandole e entrambi gli apparati genitali (definiamo epitelio germinativo quello che riveste la
superficie dell’ovaio)

Quando ha funzione assorbente la superficie apicale possiede microvilli, che aumentano la


superficie dell’epitelio, quando invece ha funzione di trasporto possiede delle ciglia vibratili.

Ha funzione assorbente: Per far funzionare le pompe ioniche: tirare dentro ioni controgradiente. Far funzionare proteine
che servono per il trasporto attivo. Appare come una palizzata
Ha un’intensa attività di secrezione: produce materiale liberandolo all’esterno. Secrezione è la sintesi di sostanze da
parte della cellula che vengono rilasciati in spazi all’esterno della cellula stessa. Anche la produzione di matrice extra
cellulare è un’attività secernente.
Ha un intenso movimento ciliale: sistema in cui all’interno ci sono dei microtubuli per garantire il movimento ciliare.

Epitelio di transizione: è un epitelio in grado di variare sia il numero di strati cadi


cellule che il tipo di cellule stesse a seconda del grado di stiramento dell’ organò che
riveste, esso infatti riveste zone come le vie urinarie continuamente sottoposte a
tensione.
Le cellule alla base sono cubiche, lo stato intermedio è costituito da cellule
cilindriche e infine le cellule superficiali sono sferiche, quando l’organo è a riposo.
Quando l’epitelio invece viene stirato, le cellule sono propense ad allargarsi, dunque
ad occupare un maggior volume con conseguente diminuzione del numero di strati
di cellule: le cellule alla base restano cubiche mentre quelle in superficie diventano
Pluristratificato cubico
piatte.

Si hanno delle giunzioni anche tra i vari strati. Strato germinativo: strato che per
proliferazione origina gli strati sovrastanti.
Caratteristiche diverse a seconda delle cellule che formano i vari strati in genere
protezione e interscambio con l’ambiente superficiale. Numero di strati variabile da due
a moltissimi con caratteristiche delle cellule diverse a seconda di dove si trova.
Vetrino 21: tessuto piatto monostratificato + tessuto connettivo elastico

Vetrino 18: tessuto epiteliale pseudostratificato ciliato

Vetrino 12: tessuto pluristratificato

Vetrino 31: tessuto cilindrico monostratificato

Vetrino 22: tessuto cubico monostratificato


Gli epiteli ghiandolari, oltre a mantenere le caratteristiche dei tessuti epiteliali, sono capaci di elaborare e secernere
prodotti di natura proteica, glicoproteica e lipidica.
In base al tipo di prodotto svolgono funzioni differenti: proteggono, lubrificano, digeriscono, controllano e regolano
cellule bersaglio…
Per svolgere tutte queste funzioni, le cellule dell’epitelio ghiandolare possiedono numerosi

Gli epiteli ghiandolari derivano da epiteli di rivestimento come un cordone di cellule che invadono il tessuto connettivo
sottostante e si formano:
- epiteli ghiandolari esocrini se le cellule restano in contatto con l’epitelio da cui originano
- epitelio ghiandolare endocrino se si staccano completamente

Le GHIANDOLE ESOCRINE rilasciano le sostanze al loro esterno tramite dotti.

Possono essere monocellulari o pluricellulari che si organizzano occupando spazi


determinati nei tessuti. Di solito sono costituiti da cellule cubiche circondate da tessuti
muscolari
Le zone secernenti delle cellule pluricellulari sono dette adenomeri e sono collegati al
dotto escretore che coinvoglia il secreto sulla superficie libera dell’epitelio di
rivestimento.
Le cellule esocrine vengono anche classificate anche in base alla forma degli adenomeri
e in base alle ramificazioni:

- tubulo: ha la forma di un sottile tubo e non si differenzia dal dotto


escretore(per esempio le cellule sudoripe)

- acinose: se l’adenomero ha una forma sferica è un lume molto piccolo. Le


cellule aumentano di spessore proseguendo dalla superficie su cui si accumula il
sebo alla cavità dell’adenomero (per esempio cellule salivari)

- alveolari: l’adenomero è sferico ma il lume è ampio e delimitato da cellule di


forma differente in base alla funzione

In base alle ramificazioni dell’adenomero / del sotto escretore parliamo di ghiandole:


- semplici: un adenomero e un dotto

- ramificate: unico dotto escretorie da cui si ramificano più adenomeri

- composte: il dotto secretore è ramificato


- composte miste: se presenta due morfologie differenti di adenomeri, in
particolare possiamo avere tubulo - acinosa o tubulo - alveolare
Un ultimo metodo di classificazione è in base a come secernono
all’esterno le sostanze:
- merocrine, se le sostanze sono rilasciate all’esterno tramite esocitosi
(ghiandole sudoripare)

- apocrina se il secreto, costituito da gocce lipidiche, si sposta nella


parte superiore della cellula dove si stacca come gemma citoplasmatica,
verso il lume dell’adenomero. In questo caso la cellula subisce una
deformazione morfologica perché quando il secreto si accumula sulla
parte alta della cellula, questa su allunga ( ghiandola mammaria)

- olocrina se l’intera cellula si riempie talmente tanto di sebo da gonfiarsi


e disgregarsi in tante parti, diventando essa stessa il secreto

Le GHIANDOLE ENDOCRINE si sono staccate dall’epitelio che le ha generate e


pertanto sono prive di dotti escretori perché il prodotto di secrezione, ovvero gli
ormoni, vengono rilasciati nel circolo sanguigno e raggiungono le cellule bersaglio.
(esempio: ipofisi, gonadi, tiroidi)
Quando gli ormoni raggiungono le cellule bersaglio, diventano un segnale per queste
ultime in cui avverrà un evento fisiologico che è appunto la risposta a tale
cambiamento chimico.

Strutturalmente è costituito da un cordone cellulare

Gli ormoni si suddividono in tre categorie in base alla loro composizione chimica:
- ormoni proteici o glicoproteici (insulina)
- ormoni derivanti da aminoacidi (adrenalina)
- ormoni steroidei o derivanti da acidi grassi (estrogeno)

Le ghiandole endocrine invece, sono anch’esse suddivisibili in base a dirfere parametri:


Numero di cellule
- pluricellulari
- unicellulari: costituite da elementi che differiscono per molti aspetti ma che possono essere raggruppati in un
unico sistema detto APUD. La secrezione avviene per esocitosi.
Posizione
- ghiandole annesse all’encefalo
- ghiandole del collo
- ghiandole della cavità addominale

Funzione
la relazione tra le diverse ghiandole endocrine è suddivisibile secondo assi, perché
tutte sono collegate con ipotalamo e ipofisi, poiché quest’ultima produce degli
ormoni che regolano tutte le altre ghiandole. L’ipofisi però è regolata da queste
ghiandole tramite meccanismo a feedback positivo o negativo che gli consentono
o meno di secernere fattori stimolanti RH o inibenti IH
Distinguiamo in particolare tre assi:
- ipotalamo - ipofisi - gonadi: controllano le funzioni riproduttive
- ipotalamo - ipofisi - tiroide
- ipotalamo - ipofisi - surrene: che viene attivato da stimoli stresserò

Organizzazione istologica
Le ghiandole endocrine sono costituite dalle cellule, dalla rete capillare (sinusoidi) e una trama connettiviale id
sostegno e in base alla loro organizzazione dividiamo le ghiandole in:

- cordonali: se le cellule, unite da giunzioni strette formano un cordone circondato


da tessuto connettivo percorso dai sinusoidi

- follicolari: se le cellule formano delle strutture sferiche dette follicoli, con una cavità
centrale delimitata dalle cellule secernenti. Attorno al follicolo si dispone la rete capillare
vascolarizzata. Il sp secreto si accumula nelle cavità, dopo essere stato esocitato, viene
dunque riassorbito e rilasciato dalla parte opposta (transcitosi). Per questo motivo i
follicoli presento la cavita interna apicale e la parte di rilascio basale

- a isolotti: in cui le no circondate da tessuto connettivo

- interstiziali quando le cellule si trovano sparse nel tessuto connettivo degli spazi interstiziali degli organi
Vetrino 23: ghiandola pluricellulare tubulare semplice sulla parete di organi

Vetrino 24: ghiandole tubulari

Quella bianchine
all’interno del tessuto è
il lume, la cavità della
ghiandola, quello rosa è
il tessuto che la
circonda

Vetrino 33: ghiandola tubulare acinosacomposta

Vetrino 13: ghiandola unicellulare

Vetrino 18
I tessuti connettivi si dividono in:
- tessuti connettivi propriamente detti
- tessuti di sostegno
- tessuti a funzione trofica

Il tessuto connettivo connette gli altri tessuti


Le cellule, dette fibrilaste, sono isolate tra loro e specializzate per produrre abbondante matrice cellulare, nelle quali
sono immerse in organizzazioni caratteristiche per ogni tipo di tessuto, che svolgono diverse funzioni:
- sostegno e protezioni
- difesa
- riparazione e rigenerazione
- accumulo
- trofica: favoriscono l’apporto di nutrienti e sostanze metaboliche.

La matrice extracellulare che riempie gli spazi tra le cellule è costituita da:
• una sostanza fondamentale, di consistenza gelatinosa costituitoa a sua volta da una fase acquosa in cui sono
disciolti sali e da una fase dispersa ricca di vitamine, enzimi, ormoni, glicoproteine ecc…
• una componente fibrillare che comprende fibre elastiche (facilmente deformabili), fibre collagene (resistenti) e
glicoproteine (in particolare strutturali) che collegano le cellule alle molecole sparse nella matrice

Le due glicoproteine più importanti sono:


• L’elastina che produce fibre elastiche molto deformabili (esse infatti si allungano
e poi tornano alla posizione di partenza). Sono costituite da elastina, proteina
insolubile che forma fibre non ordinate in cui le cellule sono tenute insieme grazie
a legamenti e fibrillino, una proteina glicostruturale
Sono presenti per esempio nei polmoni o nella cute che richiedono proprietà
elastiche ed è molto ricca nei tessuti che necessitano di espandersi (es arterie)
• Il collagene che produce fibre collagene resistenti alla trazione, flessibili ma poco
elastiche; appaiono bianche e presentano una bandeggiatura al microscopio
Le trovo per esempio nei tendini
Entrambe sono fibre proteiche che differiscono per l’ordine degli amminoacidi

Tutti i tessuti epiteliali devono essere accostati da tessuto connettivo perché il primo altrimenti non riceverebbe
segnali

I tessuti connettivi propriamente detti si dividono in:

• lasso: è il più diffuso ed è costituito da una rete di fasci di fibre collagene e elastiche
che assicurano resistenza e elasticità.
La sostanza fondamentale riempié gli spazi tra le fibre. Ha funzione di sostegno e
connessione tra organi e tessuti, difesa e riparazione tessuti.

• denso: elevato numero di fibre collagene raggruppate in grossi fasci, ha molte meno cellule rispetto al
connettivo lasso. Dá resistenza.
In base alla disposizione delle fibre di collagene possiamo avere
- tessuto connettivo fibroso a fibre parallele (es tendini e legamenti). Le fibre son organizzate in fasci
paralleli (onde) alla direzione delle trazione
- tessuto connettivo fibroso a fibre intrecciate: le fibre di collagene sono disposte secondo grandi fasci
ondulati in modo irregolare. Ci sono poche cellule è poca sostanza fondamentale
- tessuto connettivo fibroso a fibre incociate: fibre parallele che formano lamelle che si incrociano
• elastico: ricco di fibre elastiche e povero di cellule

• adiposo: costituito da adipociti, ovvero cellule capaci di immagazzinare lipidi nel citoplasma. Possiamo avere
degli adipociti uniloculari in cui è presente un’unica goccia lipidica e citoplasma e nucleo sono posti in periferia
oppure multiloculari, costituiti da più gocce lipidiche inserite nel citoplasma e avvolte da membrana (liposoma).
Il tessuto adiposo, oltre ad immagazzinare energia come trigliceridi, sorregge gli organi (quando si a incontro a
dimagrimento si dice che gli organi cadono, cedono perché perdendo massa grassa gli organi perdono il loro
appoggio)
Ha funzione metabolica Il tessuto adiposo si divide in 3 categoria a seconda del colore, delle caratteristiche e della
funzione
- bianco: gli adipociti sono molto grandi. Rappresenta la principale riserva energetica corporea e per questo è
distribuito in tutto il corpo. Ha inoltre funzione di isolante termico
- beige: tessuto di transizione al bisogno
- bruno: gli adipociti sono organizzati in tante piccole gocce, che nel complesso sembrano vacuoli. Il tessuto
appare Bruno in quanto ricco di mitocondri
Connettivo lasso: colorazione simile al rosa pelle, Connettivo denso: ha un’alta quantità di fibre collagene
perché contiene poche fibre. (disposte parallelamente in modo molto stretto, questa
Tanta sostanza fondamentale e poche cellule conformazione gli permette di resistere alla trazione) (es
tendine). La colorazione è rosa intensa perché le fibre sono
Vetrino 2 numerose e dunque rappresentano la maggior parte del nostro
campione, quindi la colorazione rosa si vede in modo evidente

Vetrino 9

Connettivo elastico, in cui le fibre sono molto


elastiche. Questo tessuto riveste quelle parti di organi
che hanno bisogno di dilatarsi e contrarsi in base agli
stimoli (per esempio arterie)

Vetrino 19

Tessuto adiposo (contiene adipociti


- bianco o monoloculare se hanno un’unica grande goccia lipidica, la quantità di citoplasmara le gocce è pochissimo e
il nucleo è periferico(cute)
- beigem situazione intermedia (rene a livello periferico, perché sostiene l’organo e ha una funzione termogenica, cioè
mantiene il calore)
- Bruno se le gocce lipidiche sono numerose ma molto piccole, inoltre il citoplasma è disposto tra queste piccole
gocce ed è ricco di mitocondri (lo vediamo nel rene. Vedi beige)

Vetrino 15
Vetrino 29

Vetrino 14
Vetrino 3
Tessuto cartilagineo: cellule specializzate
dette condrociti, che producono sostanza Vetrino 32
fondamentale che rimane intrappolata in
una capsula connettivale detta pericondrio.

Ha una funzione di sostegno. La cartilagine


non è innervata e non è vascolarizzata.
Cellule un po’ più grossolane,
differentemente dal tessuto connettivo
propriamente detto

Tessuto osseo: cellule specializzate dette osteociti


Differenza: in questa matrice è molto abbondante la porzione mineralizzata, come calcio, che la rendono molto
compatta
È infatti un tessuto di sostegno. È vascolarizzato e innervato e grazie a questo riesce a rigenerarso

6: Lamellare compatto
5: Lamellare spugnoso: esteticamente
presenta dei buchi, all’interno del quale si
infiltra il midollo (importante in quanto
organò emopoietico, ovvero che genera
sostanze importanti del sangue)
Quello rosa, quello sottile fuori viola è il
periostio, nella cavità c’è il midollo, tutto il
resto è il tessuto spugnoso

Sangue: ha una matrice liquida detta plasma nella quale è isolata la 20: vedo tutte cellule bianche al
parte corpuscolata, costituita da globuli rossi (vescicole Rosine senza centro che non hanno nucleo dunque,
nucleo), globuli bianchi, piastrine, linfociti (nucleo molto grosso, quindi sono globuli rossi
vedo cellule quasi tutte viola e una sottile striscia più chiara attorno
che è citoplasma) ecc..
Gli elementi cellulari derivano dalla stessa cellula progenitrice per
differenziamento.

midollo osseo

34: timo, vedo tutte cellule viola,


con un grosso nucleo, sono
linfociti
Costituito da cellule che contengono numerose proteine filamentose contrattili
(actina e miosina) disposte in modo ordinato. Le cellule muscolari sono in grado
di contrarsi in seguito a stimoli, grazie allo scivolamento di actina e miosina una
sull’altra.
Ci sono anche altre proteine che aiutano / impediscono l’interazione tra actina e
miosina e dunque aiutano / impediscono il movimento della cellula.

L’actina di trova in una posizione subcorticale, ovvero sotto la membrana plasmatica e infatti è coinvolta nella
costituzione delle giunzioni aderenti, ha la funzione di tirante stabilizza la giunzione)

La testa della miosina invece si aggancia a dei punti specifici dell’actina, facendola
modificare, così la cellula si muove. A questo punto la miosina si stacca e si ripete il
movimento. La contrazione è un’attività che richiede continuamente energia, per tale
motivo le cellule muscolari sono ricche di mitocondri.

Quando le cellule muscolari ricevono uno stimolo, si aprono dei canali nel RE che libera lo ione calcio Ca nel,
fondamentale per le contrazione muscolare.

MUSCOLATURA LISCIA o viscerale

Le cellule al microscopio hanno un aspetto liscio, perché sono disposte parallelamente


le une alle altre, immerse nel citoplasma uniforme.

È una muscolatura involontaria, che risponde al sistema nervoso centrale, la troviamo


dunque nello stomaco, attorno all’iride che si contrae o si dilata a seconda della
quantità di luce e causa l’orripilazione ovvero l’erezione dei peli in situazioni di freddo.
La contrazione è tenace (molto forte) ma lenta.

Nella muscolatura liscia le cellule, di forme leggermente allungata, sono


isolate frammiste, al tessuto connettivo lasso oppure sono organizzate in
piccoli fasci muscolari, grazie a delle giunzioni comunicanti, che permettono
di avere una reazione quasi simultanea allo stimolo. Se non fossero unite da
giunzioni, ogni singola cellula dovrebbe essere stimolata, così invece una
volta stimolata la prima cellula, lo stimolo viene trasmesso automaticamente
alle altre.

Le cellule della muscolatura liscia rispondo a 3 diversi tipi di stimoli:


- elettrico, ovvero un impulso nervoso
- chimico, ovvero un impulso ormonale, per esempio l’adrenalina
- miogenico, ovvero stimolazione che risponde all’eccessiva stiratura della cellula,
contraendosi (es nei vasi sanguigni).
MUSCOLATURA STRIATA

Al microscopio appare striate perché le proteine contrattili sono disposte in modo


ordinato e impacchettate nella parte centrale della cellula; riesco dunque a vedere
delle bande dov’è quelle più scure sono la sovrapposizione di actina e miosina, le
bande di colorazione intermedia sono le singole fibre di Actina e le più chiare in
assoluto sono le singole fibre di miosina.

La muscolatura striata si divide in:


- SCHELETRICO: lo troviamo negli organi attaccati allo scheletro. È una
muscolatura striata, responsabile dei movimenti volontari del corpo.
Questa muscolatura è formata da sincizi, che prendono il nome di fibre
muscolari, ovvero maxi cellule costituite da membrana plasmatica,
citoplasma e numerosi nuclei periferici , che si formano quando una cellula
inizia la divisione ma non fa citodieresi, ovvero non si divide e si posizionano
sotto la membrana plasmatica detta sarcolemma.
La muscolatura scheletrica è poco tenace ma molto rapida, serve per
far rispondere rapidamente l’animale a stimolazioni ambientali

Una fibra muscolare è costituita da più miofibrille organizzate tra loro (le miofibirille sono fatte da un
insieme di sarcomeri che hanno la capacità di contrarsi). Più fibre formano un fascio e più fasci
formano il muscolo. La membrana della fibra muscolare è il sarcolemma

Affinché una fibra muscolare funzioni bene è necessario che in tutte le sue parti arrivi lo stimolo e
che sia pronta a rilasciare calcio nel citoplasma.
Possediamo infatti un reticolo sarcoplasmatico che si dispone attorno alle fibre contrattili, alle
miofibrille dentro cui è depositato Ca. La membrana plasmatica, stimolata dal sistema nervoso, fa
propagare un’onda elettrica nei tubuli a T che stimola il reticolo sarcoplasmatico a rilasciare Ca
in tutte le porzioni della fibra muscolare, che permette alla miosina di attaccarsi all’actina, la miosina
modifica la sua forma , tira verso di sé l’actina e avviene la contrazione del sarcomero.
Le cellule muscolari sono dette cellule eccitabili quando cambiano funzionalità della membrana a
seconda di uno stimolo esterno.
Movimento volontario

- CARDIACO: si trova solo nel cuore ed è un muscolo che permette al cuore


di battere ritmicamente è in modo involontario, ma appare striato proprio
per la disposizione rigorosa delle dibre contrattili e possiede cellule molto
voluminose.
È presente abbondante tessuto connettivo che fornisce supporto ai capillari
che nutrono il cuore.

È costituita da singole maxi cellule, dette cardiomiociti, appaiate tramite numerose


giunzioni, chiamate dischi intercalari. Oltre ai dischi troviamo:
- i desmosomi, che tengono ben unite le cellule in modo da distribuire bene la tensione
al momento della contrazione
- delle fasce aderenti che ancora l’actina
- delle giunzioni comunicanti che garantiscono la rapida diffusione dello stimolo
contrattile.
Muscolare liscio: è una muscolatura involontaria e la troviamo spesso nelle viscere, ha un movimento lento e
duraturo.
Al microscopio in sezione longitudinale appare di rosa intenso, per l’abbondanza di proteine contrattili, possiede
cellule grandi fusiformi, allungate, con un nucleo centrale.
In sezione delle cellule con un nucleo centrale (alcuni appaiono senza nucleo perché la sezione è stata fatta prima o
dopo il nucleo e dunque esso non appare nel vetrino)

Vetrino 12 Vetrino 24
Liscio:

Striato:

Muscolare striato scheletrico: muscolatura volontaria, contrazione Sezione trasversale


rapida ed effimera
Le fibre appaiono striate. Questo tessuto è organizzato in sincozzi,
ovvero cellule con più nuclei, posti in periferia delle fibre
In sezione trasversale vedo cellule rotonde con più nuclei in periferia
delle singole cellule

Vetrino 8

Sezione longitudinale

Muscolare striato cardiaco: le fibre sono striate, ma l’organizzazione è di


singole cellule

Vetrino 26
È costituito da una rete comunicante di cellule eccitabili, dette NEURONI (che in
seguito a stimoli aprono i canali di membrana), dalle cellula gliali (cellule ramificate
che nutrono, sostengono e difendono i neuroni con funzione di isolanti elettrici), dai
vasi sanguigni e da tessuto connettivo.

Il tessuto nervoso a livello embrionale si origina dell’epitelio superficiale, dunque è il


frutto del differenziamento di un epitelio di rivestimento in seguito a una stimolazione
che fa sprofondare un asse e dirama delle espansioni in tutti i distretti del corpo. Per
questo motivo i neuroni sono cellule differenziati non più in grado di dividersi

Il sistema nervoso è diviso in:


- sistema nervoso centrale costituito da encefalo e midollo spinale
- sistema nervoso periferico costituito dai nervi

Deve percepire uno stimolo ambientale (grazie agli organi di senso sparsi in tutto il corpo, anche negli organi),
analizzarlo e generare una risposta muscolare (che può modificare anche l’attività cardiaca). È inoltre in grado di
unire e integrare più stimoli e successivamente generare una risposta.
Un singolo stimolo può generare più effetti.

IL NEURONE
Sono gli elementi funzionali del sistema nervoso che trasmettono l’impulso elettrico o nervoso, sparsi in tutto il
corpo e connessi tra loro tramite sistemi di giunzioni, dette sinapsi, pronti a rispondere allo stimolo esterno.

È costituito da un corpo cellulare o pirenofero (che contiene il nucleo), un grande


prolungamento, detto assone e delle espansioni più piccole dette dendriti.

È una cellula eccitabile , risponde dunque a stimoli trasformandoli in impulsi che


trasmette alle altre cellule (a tal proposito è una cellula conducibile)

È una cellula secernente: infatti essa produce delle sostanze e le impacchetta in


vescicole.

L’assone è costituito internamente da microtubuli (chinesina e


dineina) che funzionano da binari per le proteine o le vescicole che si
spostano dal corpo centrale al bottone sinaptico e viceversa. È
inoltre circondato da cellule gliali insieme a cui forma la FIBRA
NERVOSA .

L’assone è avvolto da una guaina melinica, che in alcuni punti (nodi) è


saltatoria e permette il passaggio dell’impulso elettrico in modo saltatorio e
dunque più rapido, poiché la guina, avendo un’abbondante componente
lipidica ha funzione di isolante elettrico
La CONDUZIONE e la TRASMISSIONE dell’IMPULSO

Il neurone è inoltre una cellula polarizzata: presenta dunque una differenza di potenziale, per formare un circuito,
avente una direzione specifica, tra il sistema nervoso e la muscolatura.
Quando il neurone viene stimolato, inverte il suo potenziale, chiude i canali Na e apre quelli K (temporaneamente);
poiché solitamente lo ione Na fluisce secondo gradiente entrando nella cellula, genera una determinata differenza
di concentrazione, e dunque di potenziale, che va ripristinata, appunto tramite l’inversione di potenziale.
Lo stimolo viene recepito dai dentriti (può riceverne di più contemporaneamente, da più fonti), passa attraverso il
corpo cellulare, dove si dirama e fuoriesce nella parte finale dell’assone, detta bottone sinaptico, grazie alle
SINAPSI ovvero delle giunzioni che garantiscono il passaggio di un segnale elettrico.
Quando un canale nuovo viene aperto il precedente viene chiuso, così l’onda viene propagata in una
determinata direzione.

Qui avviene l’esocitosi delle vescicole che


rilasciano una sostanza detta neuro trasmettitore.

Il segnale elettrico arriva fino al bottone sinaptico dove diventa chimico, raggiunge dunque il secondo neurone che
si eccita e riparte il segnale elettrico. Le sinapsi sono un collegamento elettro-chimico.

I neurotrasmettitori possono:
- raggiungere una fibra muscolature regolandone la contrazione, in questo caso il neurotrasmettitore è
l’acetilcolina (sinapsi neuromuscolare)
- raggiungere un altro neurone, e generare su esso un effetto eccitatorio e far partire l’onda elettrica, oppure
inibitorio, non permettendo la propagazione dell’onda elettrica.
La sommatoria di tutti gli stimoli, inibitori o eccitatori, ricevuti dai dendriti, decide se far partire o meno l’onda
elettrica.

Ogni volta che avviene l’esocitosi delle vescicole, lo spazio libero tra i due
neuroni deve essere pulito da tutte le molecole residue, perché ci sarebbe
un continuo stimolo dei neuroni. Quindi il neurone stesso tramite endocitosi
riingloba i neurotrasmettitori, li rimpacchetta in vescicole che attaccandosi
alla chinesina che scivola sull’assone raggiungono il pirenofero.

Sezione di midollo spinale: vetrino 4 / 17


Colorazione caratteristica per riconoscere i
prolungamenti dei neuroni e dei loro nuclei
Il corpo dei vertebrati contiene delle strutture superficiali e strutture profonde, nelle cavità corporee
piene di liquido. Le due cavità corporee dei vertebrati sono: quella del corpo, a sua volta divisa in due,
una per i polmoni, detta pleurica e una per le viscere, detta peritoneale e, quella dove sta il cuore (è una
cavità a parte perché così il cuore batte senza difficoltà).
Gli organi che stanno nelle cavità sono circondati da un epitelio basso, affinché possano essere divisi
dal liquido all’interno della cavità, a sua volta ricoperta da un tessuto epiteliale
Se invece sono in contatto tra loro, sono circondati da tessuto lasso che fa da collante

Gli organi sono collegati alla parete della cavità tramite un tessuto detto messo, che
tiene fermi e ancorati gli organi, così che non cadono sul fondo della cavità.

Un ORGANO è un’unita morfo-funzionale data dall’associazioni di tessuti al fine di


svolgere una specifica funzione

Organi diversi, hanno funzioni diverse, struttura diversa e dunque organizzazione differente e ne identifichiamo 5:

- cute: è l’organo che riveste e delimita l’animale dall’esterno, ma è anche un ottimo


metodo di comunicazione con l’esterno, infatti essa di adatta sensibilmente alle
diverse condizioni ambientali
È organizzato in tre strati, caratterizzati da tue tipo di tessuti che si alternano e
sovrastano.
Lo stato corneo, l’epidermide, ovvero l ’epitelio esterno é pluristratificato piatto,
poiché sottoposto continuamente a stress e necessità un continuo ricambio di strati
Lo strato intermedio invece, il derma è costituito da un tessuto connettivo che nutre il tessuto soprastante e confine
le ghiandole, i vasi sanguigni,i peli e terminazioni nervose che mi permettono di percepire gli stimoli ambientali.
L’ultimo strato invece, tela sottocutanea è costituito da tessuto connettivo ricco di tessuto adiposo che funziona da
collante con i tessuto sottostanti e che isolantermicamemte

-organi filamentosi: organi che vedono l’aggregazione di unita fondamentali in macro


unita sempre più grandi tenuti insieme da tessuto connettivo.
Es: il tendine è formato dalle fibre muscolari (che da sole sono unita fondamentali),
ricoperte da connettivo lasso e associate in fasci più grandi a loro volte circondati da
connettivo fibroso. Più fasci uniti tra loro, più e più volte, circondate da ulteriore
connettivo, alla fine formano il tendine. (Tendine, nervo, muscolo)

- organi cavi o a tonache sovrapposte: organi fatti a strati che delimitano, circondano una cavità detta lume

- organi parenchimatosi: organi circondati da una capsula di connettivo, riempita di stroma nel quale sono
organizzati come una rete diversi tessuti per formare uno specifico tessuto funzionale detto parenchima.

- interstizio: insieme dei tessuti connettivi propriamente detti


35
Cute: è costituita da strati sovrapposti:
- un epitelio pluristratificato chiamato epidermide ricoperto in
superficie da uno strato corneo costituito da cheratina
- connettivo detto derma, più denso sotto l’epidermide e l’asso
nella parte più profonda
- tessuto adiposo chiamato tela sottocutanea
Possono inoltre essere presenti i peli costituito da un follicolo con
un bulbo inserito nel derma e il fusto costituito da cheratina
morta. Lateralmente al pelo c’è della muscolatura liscia ,delle
ghiandole sebacee che ci appaiono come palline bianche piene
che producono sebo che lubrifica i peli e delle ghiandole
sudoripare costituite da un tubicino che termina con una cosa
tondeggiante costituita da tanti tubuli vicini

19 arteria e vena

Organi cavi:
Costituito da strati sovrapposti detti tonache che circondano un lume.

- Organi cavi vascolari : arterie e vene


Costituito da 3 tonache:
- intima, ovvero un sottile strato di endotelio che è un epitelio
- media: connettivo elastico che appare ondulato + muscolatura liscia
- avventizia: altro tessuto connettivo che attacca questo organò ad altro
connettivo

- Organi cavi viscerali: .


- La prima tonaca partendo dal Iume è quella mucosa, costituita a sua volta da epitelio e connettivo,
- tonaca connettiva sottomucosa
- due tonache muscolari poste perpendicolarmente tra loro
- tonaca sierosa, costituita da un sottile strato di connettivo (solo le l’organo è collegato a un altro organo) e
in aggiunta un epitelio (se invece l’organo è da solo nella cavità)

12 faringe 23 stomaco 24 intestino


Organi parenchimatoso
Base formato da uno strana di connettivo in cui
scorrono vasi e nervi e poi c’è la parte funzionale, il
parenchima

Vetrino 34: timo, organò pieno

Vetrino 27

Piccole cellule, tutto nucleo, sono linfociti che


formano il tessuto linfoide

Il parenchima in questo caso è fatto da tubuli seminiferi


È costituito da un tessuto epitelaile pluristratificato in cui
via via si vanno a specializzare gli spermatozoi

Organi parenchimatosi formati da più larenchima : es pancreas formato da parenchima ghiandola


endocrina e esocrina (secernente, lo riconosciamo dalla cellula alta piramidale detto acino con i nuclei in
periferia)
Tessuto corda

Tessuto intestinale

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