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04 Cap

Il documento fornisce una panoramica sulla storia della fotografia, evidenziando l'evoluzione della camera obscura e il suo utilizzo da parte di artisti per migliorare la precisione nel disegno. Viene descritto il passaggio dalla pittura alla fotografia come risposta alla crescente domanda di immagini veritiere e rapide, con riferimenti ai pionieri come Joseph Nicéphore Niépce e le innovazioni chimiche e ottiche che hanno reso possibile la fotografia. Infine, si menzionano le sfide legali e tecniche affrontate dai primi fotografi nel tentativo di fissare immagini permanenti.

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Il documento fornisce una panoramica sulla storia della fotografia, evidenziando l'evoluzione della camera obscura e il suo utilizzo da parte di artisti per migliorare la precisione nel disegno. Viene descritto il passaggio dalla pittura alla fotografia come risposta alla crescente domanda di immagini veritiere e rapide, con riferimenti ai pionieri come Joseph Nicéphore Niépce e le innovazioni chimiche e ottiche che hanno reso possibile la fotografia. Infine, si menzionano le sfide legali e tecniche affrontate dai primi fotografi nel tentativo di fissare immagini permanenti.

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01 11

Breve storia
01 della fotografia

classe
capovolta PDF
Costruiamo una
"Camera obscura"
A casa: A scuola:
con lente conver-
Mi metto alla prova: Sviluppo le competenze
gente.
- Costruisco la camera obscura Rifletto:
seguendo le indicazioni contenute - Verifica delle competenze
nel PDF. Video
- Ricerco vecchie fotografie negli "Camera obscura":
album di famiglia messa a fuoco e
visione capovolta
12 CLICK&NET | LABORATORIO TECNICO PER LE COMPETENZE AUDIOVISIVE

Mappa di sintesi
JOSEPH
NICÉPHORE NIÉPCE
WILLIAM HENRY LOUIS JAQUES
FOX TALBOT MANDÉ DAGUERRE

I
JOHN FREDERICK
HIPPOLYTE BAYARD PIONIERI
WILLIAM HERSCHEL

FOTOGRAFIA LASTRA UMIDA


ALL’ALBUMINA AL COLLODIO

I
LASTRE A SECCO SISTEMI PELLICOLA

EASTMAN PRODUCE
LEICA
LA KODAK N.1

GLI
ROLLEIFLEX APPARECCHI EXAKTA E ALTRI
REFLEX BIOTTICA FOTOGRAFICI REFLEX MONOCULARE

FOTOGRAFIA
POLAROID
A COLORI

LE
LUCE
INNOVAZIONI DIGITALE
ARTIFICIALE
01 BREVE STORIA DELLA FOTOGRAFIA 13

Le origini

Da sempre, l’uomo ha cercato di rap- dell’immagine, sfruttando le innovazio-


presentare ciò che lo circonda, dagli ni che l’ottica può offrire.
animali (rinvenuti già sulle pareti del- Se a questa esigenza uniamo quella
le caverne), ai paesaggi, alle persone. Il dell’intrattenimento, ecco allora aprirsi
disegno, la pittura e la scultura hanno un panorama veramente ampio che, a
soddisfatto per secoli questa esigenza, partire dagli scritti di Leonardo da Vin-
producendo capolavori inestimabili. Il ci, ci parla di immagini catturate e pro-
“limite” di queste arti sta nella bravura, iettate, addirittura simulandone il mo-
qualità necessaria agli artisti, che limita vimento.
la produzione a chi è veramente dotato. Già dal 1600 vengono costruiti dei
Per un allargamento della produzio- congegni, ancor oggi perfettamente Figura 1
ne, rinunciando eventualmente a una conservati, in grado di agevolare il di- Camera obscura
dose di artisticità a favore di una ele- segno e di intrattenere le piazze con costruita nel 1646 da
vata precisione e di una maggiore ca- giochi che a volte si fanno molto seri, Athanasius Kircher a
pacità produttiva, nascono dei conge- sconfinando addirittura nell’àmbito re- Roma (sezione).
gni in grado di facilitare l’acquisizione ligioso.
14 CLICK&NET | LABORATORIO TECNICO PER LE COMPETENZE AUDIOVISIVE

La camera obscura
Particolare interesse riveste la ca- detto stenopeico (dal greco στενός – stenós,
mera obscura, assai diffusa specie nel cioè stretto), attraverso il quale passano
Seicento e nel Settecento tra i pittori dei fasci luminosi che, incontrando la
vedutisti, tra i quali anche il Canaletto, parete opposta, formano su di essa l’im-
che la utilizzavano per rilevare la strut- magine di ciò che, illuminato, sta fuo-
tura prospettica delle vedute, ma era ri. L’immagine, per una semplice legge
utilissima anche per riprodurre i più ottica, apparirà capovolta sia in senso
minuti particolari. orizzontale sia verticale.
La camera obscura è costituita da una Al foro stenopeico viene presto sosti-
scatola, ma può anche essere una stan- tuita una lente e successivamente un
za a tenuta di luce. obiettivo, con un conseguente innalza-
A una parete è praticato un foro, mento della qualità e della luminosità.

Figura 2
Rappresentazione del
principio ottico della
camera obscura.

Figura 3
Camera obscura a
visione reflex inventata
nel 1685 da Johann
Zahn.

Approfondimento
L’utilizzo della camera obscura sembra risalire all’XI secolo, allorché lo studioso arabo Ibn al-Haytham,
osservando un’immagine formatasi in una stanza buia, ne intuì le potenzialità per l’osservazione del-
le eclissi solari. È però dal XIII secolo che numerosi testi ne riportano una descrizione.

L’impiego della camera obscura è comunque stretta-


mente legato allo studio della prospettiva, problema
particolarmente sentito nel Rinascimento, e Leon Bat-
tista Alberti ne parla nel suo trattato “Della pittura”
(1436), in base agli esperimenti effettuati dal Brunelle-
schi durante la costruzione della cupola di Santa Maria
del Fiore a Firenze.
Tra gli italiani da menzionare Leonardo da Vinci e Gio-
van Battista Della Porta che, in uno scritto del 1558, ri-
leva quanto lo strumento potesse giovare soprattutto a
chi, incapace di disegnare, volesse comunque maneg-
giare matite e pennelli.
01 BREVE STORIA DELLA FOTOGRAFIA 15

La fotografia

Ogni scoperta riflette il bisogno di La chimica


soddisfare determinate richieste, pro-
prie di un periodo storico. La camera obscura veniva usata dai
La fotografia rispecchia l’esigenza, pittori per cogliere con più precisione
ormai diffusa all’inizio dell’Ottocento, gli elementi da raffigurare. Per arriva-
di creare un mezzo in grado di venire re al processo fotografico era necessario
incontro: sostituire alla mano dell’artista una su-
• alla necessità di disporre di immagi- perficie che fosse in grado di registra-
ni il più possibile veritiere, non in- re autonomamente l’immagine prove-
fluenzate quindi dall’abilità o dall’in- niente dall’esterno.
terpretazione dell’esecutore; Spettò quindi alla chimica il compi-
• alla richiesta di immagini, in parti- to di fornire un materiale che, in base
colare di ritratti, che risulta straor- alla quantità di luce che lo colpiva, fos-
dinariamente aumentata a causa del se in grado di modificarsi, un materiale
benessere e dunque dei nuovi ruoli detto fotosensibile. La sostanza indivi-
assunti dalle diverse classi sociali; duata, e ancor oggi utilizzata, è l’argen-
• alla possibilità di ampliare la comu- to che, secondo varie formulazioni, an-
nicazione. nerisce sotto l’azione della luce.
La pittura, a causa dei lunghi tem- Questo però è solo il primo passo.
pi di lavoro, del costo elevato e dell’i- Alcuni, infatti, erano già riusciti ad ot-
nevitabile imprecisione, non riesce più tenere immagini direttamente dalla
a soddisfare le numerose richieste, per luce e tra questi dobbiamo annoverare
cui cresce l’esigenza di un mezzo più almeno gli inglesi Wedgwood e Davy ma,
rapido ed economico che non preve- inesorabilmente, le lastre finivano con
da un’eccessiva manualità, la fotogra- l’annerire completamente al perdura-
fia per l’appunto, che nasce grazie ai re dell’azione.
progressi verificatisi in due settori di Per completare l’invenzione era ne-
ricerca: cessario quel composto, che oggi chia-
• l’ottica (camere oscure, obiettivi, dia- miamo fissaggio, in grado di bloccare
frammi, otturatori); stabilmente le modificazioni del mate-
• la chimica (i materiali fotosensibili). riale fotosensibile.

L’ottica
Come già detto, la camera obscura
era conosciuta da tempo. I primi foto-
grafi dovettero quindi semplicemen-
te adattare uno strumento, già am-
piamente sperimentato, alle esigenze
fotografiche, rendendolo ermetico alla
luce e dotandolo di innesto per le la- Figura 4
stre fotografiche. Nemmeno gli obiet- Copertina del libro
tivi costituivano un problema, perché “L’autochrome
all’epoca erano operativi ottici molto Lumière”, AAVV, Comité
valenti, dai quali i pionieri si servivano des travaux historiques
per le loro macchine. et scientifiques, 2009.
16 CLICK&NET | LABORATORIO TECNICO PER LE COMPETENZE AUDIOVISIVE

I pionieri

“Voler fissare visioni fuggitive, non soltanto è cosa impossibile, come hanno dimostrando espe-
rimenti assai seri condotti in Germania, ma confina con il sacrilegio.
Dio ha creato l’uomo a propria immagine, e nessuna macchina umana può fissare l’immagi-
ne di Dio.
Egli dovrebbe tradire improvvisamente i suoi principi eterni per permettere che un francese, a
Parigi, lanciasse nel mondo un’invenzione così diabolica”.
Articolo da un giornale tedesco del 1839 riguardo alla posizione della Chiesa.
Da: G. Freund, Fotografia e società, 1976, Giulio Einaudi Editore (p. 64).

Fortunatamente l’anatema non ebbe all’amico scienziato Humphry Davy, di-


gravi conseguenze sul progresso foto- versi metodi, ottenendo significativi
grafico che conobbe incessanti miglio- successi. Utilizzando carta o vetro sen-
rie sia sul fronte della chimica che su sibilizzato con nitrato o cloruro d’ar-
quello dell’ottica. gento, ottennero ritratti fotogenici met-
La strada tracciata da quelli che ab- tendo a contatto foglie e altri oggetti
biamo definito pionieri, non poteva cer- (alcuni tentativi riguardarono anche la
to arrestarsi, anche se nel corso degli camera obscura).
anni conobbe momenti di crisi, ma non Se avessero trovato il sistema per fis-
sotto l’aspetto tecnico, bensì giuridico. sare le immagini, il primato della sco-
Ci sono stati, ad esempio, momenti in perta della fotografia spetterebbe a loro.
cui possedere un apparecchio fotogra- Purtroppo, col perdurare dell’azione
fico metteva il proprietario alla stregua della luce, l’immagine anneriva com-
di un criminale: ricordiamoci che foto- pletamente, vanificando gli sforzi. Nel
grafare significa documentare, e ci sono 1802, non riuscendo a progredire auto-
documenti scomodi che il potere di tur- nomamente, decisero di rendere pub-
no preferisce evitare! bliche le loro conoscenze, consenten-
Alla fotografia si arriva ufficialmen- do a coloro che dimostrarono interesse,
te nel 1839, però dei risultati di rilievo di partire da una base comunque speri-
si ebbero già a inizio secolo. I progressi mentata:
tecnico-scientifici incredibilmente ve- “Se si immerge un foglio di carta in una so-
loci a cui siamo abituati oggi (si pensi luzione di nitrato d’argento, nell’oscurità non si
al vaccino anti Covid) non ci devono in- manifesta alcun cambiamento; ma alla luce del
gannare, perché nell’Ottocento si anda- giorno questa carta cambia rapidamente colore,
va ancora a cavallo. e diviene nera dopo un'azione prolungata. La ra-
pidità dell’impressione è proporzionale all’inten-
Wedgwood e Davy sità della luce; così al sole sono sufficienti due
o tre minuti, mentre necessitano parecchie ore
Thomas Wedgwood era figlio dell’af- alla luce diffusa.”
fermato ceramista Josiah (ancor oggi il Il testo, presente in Breve storia del-
marchio Wedgwood è famoso) e, curio- la fotograf ia, di Italo Zannier (Il Castel-
samente, zio di Charles Darwin, il padre lo, 1974, Seconda Edizione), è tratto da
dell’evoluzionismo. Traité general de la photographie, di D. Mon-
Spinto dall’interesse di sostituire ckhoven, Parigi, 1880, ma fa riferimen-
ai disegni di alcuni servizi in cerami- to alla relazione dei due sperimentatori
ca delle immagini direttamente pro- apparsa sul Journal of The Royal Institution.
dotte dalla luce, sperimentò, assieme Siamo solo nel 1882.
01 BREVE STORIA DELLA FOTOGRAFIA 17

Joseph Nicéphore Niépce

Il primo a ottenere un’immagine fo- Per la realizzazione furono necessa-


tografica e a conservarla perfettamen- rie ben otto ore di esposizione. Tecnica-
te inalterata è il francese J. N. Niépce, mente, il bitume di Giudea colpito dal-
che già nel 1816 arriva a un grande suc- la luce schiariva stabilizzandosi; le parti
cesso: ottiene la prima immagine su rimanenti, rimosse mediante una mi-
carta sensibilizzata, con i toni inverti- scela di essenza di lavanda e petrolio, la-
ti, per mezzo della camera obscura. De- sciavano scoperto il peltro (successiva-
luso dall’aver ricavato quello che oggi mente rame argentato), che costituiva
chiameremmo un negativo e soprattut- la parte scura dell’immagine. Si ottene-
to dal fatto di non riuscire a stabilizza- va quindi un positivo, naturalmente in
re l’immagine, cambia supporto ed in- esemplare unico.
gredienti, fino ad approdare ai famosi Queste immagini sono solo il primo
point de vue, figure ricavate direttamen- passo, e Niépce ne è pienamente co-
te dalla luce per mezzo del bitume di Giu- sciente. Continuando le ricerche, conse-
dea, steso su una lastra di peltro inseri- gue risultati incoraggianti dall’utilizzo
ta in una camera obscura. del vapore di iodio che aumenta il con-
Le prime fotografie ricavate con que- trasto. Soddisfatto, intende pubblicare
sto sistema, che il suo autore chiama le proprie scoperte ma Daguerre, cono-
“eliografie”, sembrano risalire al 1824, sciuto alcuni anni addietro, lo convin-
ma sono andate perdute. La più antica ce a desistere e a unirsi in una società
eliograf ia, oggi conservata presso l’Uni- nella quale Niépce metteva le proprie
versità del Texas e qui sotto riprodotta, invenzioni, Daguerre “un nuovo adat-
è la famosa veduta che Niépce ottiene tamento della camera obscura, il suo ta-
dalla finestra dell’abitazione, ed è pro- lento e la sua opera”.
babilmente del 1826. Niépce muore il 5 luglio 1833.

Figura 5
Rolling shutter:
fotografia eseguita
da un treno in corsa.
Gli elementi verticali
appaiono inclinatI.
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Louis Jaques Mandé Daguerre

Daguerre, pittore vedutista, imme- da subito una larga diffusione senza far
Figura 6 diatamente interessato alla scoperta di pesare i costi di brevetto.
L.J.M. Daguerre, Niépce, formò con lui un sodalizio, che A causa dei lunghi tempi di esposi-
Veduta di Parigi, 1839. durò solo pochi anni per la scomparsa zione, le prime applicazioni riguardaro-
È possibile osservare di quest’ultimo. Daguerre allora prose- no l’architettura e le nature morte; tra
la sagoma di una guì la ricerca fino ad approdare nel 1835 queste, i vari dagherrotipi che riprendo-
persona, in basso a a una tecnica che riscosse molti entu- no le tavole apparecchiate.
sinistra. Si tratta del siasmi e che prese il nome di dagher- Va ricordato che parlando dei pio-
primo uomo ripreso rotipia. nieri della fotografia si parla prevalen-
da una fotocamera. Una lastra d’argento veniva a contat- temente di inventori, pertanto classifi-
All’epoca, fotografare le to con vapori di iodio, formando ioduro carli come fotografi, nel senso comune
persone era pressoché d’argento. Dopo un’esposizione non in- che attribuiamo oggi al termine, è tal-
impossibile per la feriore ai 15 minuti, i vapori di mercu- volta improprio. Le qualità che riscon-
durata dell’esposizione, rio sviluppavano l’immagine che veni- triamo in un fotografo che tale sia, non
ma il personaggio va poi fissata immergendo la lastra in appartengono necessariamente ai pri-
ritratto è rimasto acqua calda e sale da cucina (dal 1839, mi utilizzatori. Le tavole apparecchiate,
fermo a lungo per farsi grazie alla scoperta dell’inglese John F. ad esempio, non sono esercizi di stile,
lucidare le scarpe. Si Herschel, Daguerre cominciò ad usare bensì sperimentazioni su materiali da
tratta, comunque di una iposolfito di sodio). testare riguardo la sensibilità:
silhouette. In questo modo Daguerre ottene- “Talbot, nel 1840, ha più volte fotografato
va immagini direttamente positive, delle tavole apparecchiate, e le tovaglie sfilac-
molto dettagliate, con tempi di esposi- ciate e sgualcite delle sue immagini fanno sup-
zione ridotti ad alcuni minuti. La sco- porre che esse siano da ricondursi a dei prepara-
perta venne resa pubblica il 7 gennaio tivi per l’apparecchio fotografico e non per una
1839. prevista prima colazione. […] gli oggetti immo-
A differenza di quanto prodotto da bili, sono molto adatti al fine di istituire un con-
Niépce nel 1826, il dagherrotipo costi- fronto tra più fotografie, in cui trovano impiego
Figura 7 tuiva un vero sistema fotografico, con diverse regolazioni dei tempi di posa e differen-
L.J.M. Daguerre, tempi di realizzazione sufficientemen- ti varianti di prodotti chimici per la preparazio-
dagherrotipo 1837- te brevi e un dettaglio d’immagine più ne dei negativi e per il trattamento dei positivi.”
1839. Si noti la che soddisfacente. Il governo francese, (Timm Starl, La natura della natura morta,
parentela con il calotipo consapevole dell’importanza di tale sco- Mondadori Electa, 2001).
di Talbot del 1844. perta, ne acquisì i diritti, favorendone Altre fotografie che accomunano i
principali inventori fanno invece pen-
sare a un criterio di catalogazione, al
quale la fotografia si prestava sin dai
suoi esordi.
01 BREVE STORIA DELLA FOTOGRAFIA 19

Il dagherrotipo Il procedimento
Il dagherrotipo è costituito da una lastrina di • Preparare una lastrina di metallo (rame) rive-
metallo rivestita d’argento. Per poter visionare stendola di argento puro;
l’immagine è necessario ossarvarla lateralmen- • esporre ai vapori di iodio;
te: alla visione frontale, infatti, con il sole diret- • inserire la lastra in un telaio ed esporre entro
to, appare solamente il metallo. non più di un’ora (almeno 15 minuti di espo-
L’immagine, positiva, è invertita in senso oriz- sizione);
zontale. Per ovviare a questo inconveniente, al- • sviluppare l’immagine ai vapori di mercurio;
cuni inventori brevettarono camere obscure do- • fissare l’immagine per mezzo di sale marino o
tate di specchi, o prismi; in alternativa, chi per di iposolfito di sodio;
esempio portava decorazioni sull’abito, per la ri- • lavare la lastra in acqua distillata calda.
presa le indossava invertite.

Approfondimento
Daguerre nasce a Cor- In seguito a risultati in-
neille-en-Parisis nel 1787. coraggianti condotti in
Il padre, impiegato a Or- prima persona, Niépce
léans presso la tenuta del intende pubblicare i ri-
re, gli fa studiare dise- sultati; ne dà avviso a
gno. Successivamente, i Daguerre, il quale lo con-
primi lavori nello studio vince a perfezionare ul-
di un architetto e pres- teriormente l’invenzio-
so lo scenografo Degot- ne e a formare una vera
ti all’Operà di Parigi, lo società, sottoscritta nel-
formano come abile dise- lo stesso anno. Niépce
gnatore di panorami. Le muore nel 1833, lascian-
sue esperienze nel campo do una serie preziosa di
della rappresentazione lo esperienze che Daguer-
portano a un vasto successo di pubblico per mez- re sa portare a compimento. Il 7 gennaio 1939 lo
zo del “diorama”, una sala nella quale si posso- scienziato e politico FranÇois Arago presenta uf-
no ammirare spettacolari effetti di luce prodotti ficialmente l’invenzione, che verrà chiaramente
su tele dipinte, di considerevoli dimensioni (fino esplicitata nella seduta del 19 agosto dello stesso
a 13 metri d’altezza e 21 metri di larghezza), illu- anno davanti all’Accademia delle scienze e delle
minate in modo alterno frontalmente e da die- arti in una riunione congiunta. In cambio di un
tro, con effetti particolarmente realistici. vitalizio (6000 franchi annui a Daguerre e 4000
Daguerre conosce l’uso della camera obscura, che al figlio di Niépce) l’invenzione viene acquisi-
utilizza per le sue rappresentazioni pittoriche. ta dallo Stato che, con grande orgoglio, la dona
Venuto a conoscenza degli esperimenti condot- al mondo intero. Ricco e glorificato (gli fu insi-
ti da Niépce, grazie ai racconti dell’ottico pari- gnita anche la Legione d’onore), Daguerre muo-
gino Chevalier, cerca di mettersi in contatto con re nel 1851. Nel frattempo, grazie ai molti ma-
lui. Le prime reazioni di Niépce sono di diffiden- nuali stampati e ai laboratori che producevano
za, ma con il tempo trova il modo di collaborare. materiale fotografico, la dagherrotipia si espan-
Il 1829 rappresenta un momento fondamenta- de in tutto il mondo, soprattutto negli Stati Uni-
le per il loro rapporto e anche per la storia del- ti, dove l’inventore del telegrafo, Samuel Morse,
la fotografia. ne sarà un entusiasta promulgatore.
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William Henry Fox Talbot

Sia col metodo originario di Niépce L’invenzione prese il nome di caloti-


che quello elaborato con Daguerre, l’im- pia, che in greco significa bella imma-
magine ottenuta era in esemplare uni- gine, ma venne chiamata anche talbo-
co su lastra di metallo. tipia, in suo onore.
Questo fatto costituiva sicuramen- Talbot procedeva nelle sue speri-
te un limite per la fotografia intesa in mentazioni all’oscuro di quanto acca-
senso moderno. Con l’elemento unico, deva in Francia con Daguerre, e solo
infatti, non possiamo avere un effica- quando l’invenzione del dagherrotipo
ce mezzo di comunicazione, che richie- divenne di dominio pubblico, si affrettò
de al contrario un numero elevato di a comunicare i propri risultati.
riproduzioni. L’invenzione di Talbot, presenta-
Figura 8 Il primo ad ottenere un’immagi- ta alla Royal Society il 31 gennaio 1839,
E.F. Talbot, ne fotografica positiva riproducibile in non ebbe un immediato successo, sia
Calotipo,1844. più copie, grazie al passaggio interme- a causa del rigoroso controllo sui bre-
La fotografia è presente dio del negativo, fu l’inglese Henry Fox vetti esercitato da Talbot, sia perché le
in “The pencil of Talbot. immagini ottenute non possedevano la
nature”. Questi usava della carta imbevuta qualità del dagherrotipo.
di cloruro o nitrato d’argento (in segui- Ciò non deve assolutamente to-
to anche ioduro d’argento). In seguito gliere importanza all’invenzione, per-
all’esposizione e allo sviluppo con aci- ché l’introduzione del negativo segna
do pirogallico, si formava un’immagine la nascita della fotografia moderna. Ne
negativa che veniva fissata con soluzio- è comprova la realizzazione del primo
ni a base di sale da cucina o iposolfito fotolibro commercializzato (The pencil of
Figura 9 di sodio. Successivamente, dal negativo Nature) da parte di Talbot, nel 1844.
Mousetrap, la prima in carta resa trasparente con la paraffi- Mentre l’esperienza del dagherro-
macchina fotografica di na, si potevano stampare per contatto tipo sarà destinata a esaurirsi perché
Talbot. un numero a piacere di copie positive. non era significativamente migliorabi-
le, dalla calotipia si svilupparono nuovi
procedimenti che portarono, attraverso
passaggi significativi, alla fotografia at-
tuale.
01 BREVE STORIA DELLA FOTOGRAFIA 21

Approfondimento Il procedimento per il calotipo


Talbot era persona di grande cultura, Si stendono sulla carta nitrato d’argento e acqua pura; si la-
le cui passioni variavano dalla botani- scia asciugare alla luce di una candela; si immerge la car-
ca alla chimica, dall’arte all’archeolo- ta in un composto di acqua distillata e ioduro di potassio;
gia biblica. Grazie ai suoi scritti possia- la carta viene successivamente a contatto con una soluzio-
mo datare nell’ottobre del 1833 l’inizio ne i cui componenti sono: nitrato d’argento, acido aceti-
del suo interesse verso la fotografia, al- co, acqua, acido gallico; ad asciugatura avvenuta, si effet-
lorché, in viaggio in Italia, non riusci- tua la ripresa.
va a disegnare in modo soddisfacen- Lo sviluppo prevede l’uso di gallonitrato d’argento che,
te i paesaggi del lago di Como. Tornato scaldato, fa apparire l’immagine latente. Segue il fissaggio
in patria, si mise al lavoro per rende- con sale marino, presto sostituito dall’iposolfito di sodio
re “automatica” l’acquisizione dell’im- grazie all’aiuto fornitogli da Herschel. L’immagine negati-
magine. va viene successivamente stampata per contatto.
Il suo metodo differisce sensibilmente
da quello di Daguerre del quale, del re-
sto, ignorava i procedimenti. La comu-
nicazione presso la Royal Society del 31
gennaio 1839, rappresentò solo un pri-
mo passo, una rivendicazione del pri-
mato sulla scoperta (si trattava prin-
cipalmente di immagini ottenute per
contatto). La calotipia arrivò a uno svi-
luppo soddisfacente verso la fine del
1840, con tempi di esposizione ridotti
a pochi minuti. Figura 10
Talbot tentò di salvaguardarsi econo- E. F. Talbot, Disegno
micamente brevettando l’invenzione, fotografico ottenuto a
ma questo lo costrinse ad intentare contatto, 1843
numerose cause, rimettendoci di ta-
sca propria. A partire dal luglio 1852 lo
stesso Talbot autorizzò i dilettanti ad
utilizzare i suoi procedimenti senza
pagarne i diritti.
Proprio i diritti sui brevetti pesarono
sostanzialmente sulla diffusione del-
la fotografia su carta; si tenga presen-
te che i due paesi in cui questa si dif-
fuse maggiormente furono la Scozia,
dove i brevetti non avevano valore le-
gale, e la Francia, grazie a un procedi-
mento leggermente diverso e quindi
di libera applicazione. In particolare fu Figura 11
Louis Blanquart-Evrard a perfezionare E. F. Talbot, Latticed
il procedimento di Talbot, come spie- Window with the
gato in un suo trattato del 1851. Camera Obscura 1835.
Si tratta del più antico
negativo fotografico.
22 CLICK&NET | LABORATORIO TECNICO PER LE COMPETENZE AUDIOVISIVE

Hippolyte Bayard

A rivendicare con pieno diritto un sembra escludere intrusioni esterne e


ruolo tra gli inventori c’è anche il fran- Bayard lo capirà a sue spese.
cese Hippolyte Bayard (1801-1887) che, Il 24 giugno 1839 si tiene la prima
procedendo autonomamente ed in mostra fotografica della storia, Bayard
tempi molto ristretti rispetto agli altri espone trenta immagini(nature morte
competitori (il suo lavoro era quello di e architetture), ma questo non cambia
funzionario del Ministero delle Finan- le sue sorti, e nel novembre dello stes-
ze), ottiene risultati sorprendenti. so anno consegna all'Accademia del-
All’annuncio dell’invenzione di Da- le scienze la documentazione della sua
guerre, ma senza conoscerne i passag- opera, resa pubblica il 24 febbraio 1840.
gi, viene stimolato a produrre immagi- Il suo ruolo di protagonista nell’in-
ni direttamente positive e vi riuscirà in venzione della fotografia, osteggiato in
breve tempo (28 marzo 1839), utilizzan- patria, è stato rivalutato solamente ne-
do la carta come l’inglese Talbot, però gli ultimi decenni.
senza il passaggio del negativo, al pari Bayard si distingue dagli altri inven-
del connazionale Daguerre. tori perché ha le qualità per essere con-
Appare curioso, oggi, che all’epoca si siderato un fotografo.
desse più credito alla copia direttamen- La fotografia nella quale inscena
te positiva rispetto al vantaggio di ave- una sua morte per annegamento ne è
re una matrice positiva da cui ottene- la prova, così come il ruolo che assume
re più copie. all’interno della Società francese per la foto-
Come Daguerre, contatta Arago, uno grafia, di cui è co-fondatore, documen-
scienziato destinato a diventare un in- tando le architetture e i monumenti
fluente uomo politico, ma da questi vie- storici francesi. Per questo lavoro uti-
ne scoraggiato: il legame ormai consoli- lizza la calotipia, che sa gestire in tem-
dato tra Arago e Daguerre, suo pupillo, pi brevissimi.

Figura 12
Hippolyte Bayard,
autoritratto L’annegato,
positivo diretto su
carta, 1840.
01 BREVE STORIA DELLA FOTOGRAFIA 23

John Frederick William Herschel

Scienziato dalle straordinarie capa- Daguerre e Talbot compresi, intenti a


cità, è in grado già dal 1819 di dimostra- sfruttare economicamente al massimo
re la capacità dell’iposolf ito di sodio di le loro invenzioni.
sciogliere i sali d’argento non esposti:
fornisce, in pratica, la soluzione defini-
tiva al fissaggio dell’immagine. Figura 13
Lo stesso Talbot, suo amico, utilizza Julia Margaret
procedimenti già sperimentati da Her- Cameron, J. Frederick
schel, che gli aprono la strada verso il William Herschel,
calotipo. 1867.
Herschel influì anche sui termini
linguistici: negativo e positivo, fotografa-
re e istantanea, sono termini introdot-
ti ufficialmente da Herschel. Non solo:
nel 1839 realizza la prima fotografia su
vetro e nel 1842 inventa la cianograf ia,
una tecnica molto economica che per-
mette di ottenere un’immagine diretta-
mente positiva su carta. Il ferrocianuro
di potassio è l’elemento fotosensibile, e
le immagini sono di colore azzurro.
Herschel incarna la figura del- Figura 14
lo scienziato puro, prodigo di consi- Anna Atkins, dal libro
gli e votato alla divulgazione delle co- Photographs of British
noscenze, ben lontano dallo spirito che Algae: Cyanotype
aleggiava tra gli inventori del tempo, Impressions, 1844.

Cianografia
Conosciuta anche come Blueprint, la cianografia non ne-
cessita di trattamenti chimici (sviluppo e fissaggio), perché
si forma direttamente durante l’esposizione ed è sufficien-
te un semplice lavaggio in acqua per renderla relativamen-
te stabile.
I limiti di questa tecnica stanno infatti nella ridotta dura-
ta nel tempo e nella limitata scala tonale. Si tratta inoltre
di un materiale dalla limitata sensibilità.
I vantaggi stanno nell’economicità e nella semplicità ese-
cutiva. Il colore blu, caratteristico, può essere virato in to-
nalità brune, maggiormente adattabili ai diversi soggetti.
La cianografia ebbe importanti applicazioni anche nella ri-
produzione di disegni tecnici su carta lucida.
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I sistemi

La lastra umida Un consistente passo avanti si ebbe


nel 1851 con il procedimento al collo-
al collodio dio umido, a opera dell’inglese Frede-
rich Scott Archer. I tempi di esposizio-
Se al posto della carta resa lucida ne si ridussero drasticamente: pochi
mediante paraffina usiamo una lastra secondi o addirittura frazioni di secon-
di vetro, otteniamo un negativo di qua- do, con particolari metodi. Fu soprat-
lità molto elevata. La difficoltà da supe- tutto questo fattore, assieme al metodo
rare consiste nel far aderire stabilmente negativo-positivo, a decretarne il suc-
la soluzione d’argento al vetro, e all’ini- cesso nonostante le difficoltà operati-
zio ci si riuscì utilizzando dell’albume ve. I fotografi, per realizzare riprese in
d’uovo, che fungeva da aggrappante. esterno, dovevano infatti disporre di un
L’inventore della fotografia all’albumi- laboratorio portatile per eseguire tutte
na su vetro è Abel Niépce de Saint-Vi- le operazioni necessarie, ma questo non
ctor, nipote di Nicéphore, ed è datata impedì a fotografi come Fenton, Brady
1848. e altri di eseguire addirittura reporta-
Alla migliorata qualità dell’imma- ges di guerra. Con la lastra al collodio
gine non faceva ancora riscontro un’a- si ha inoltre una diffusione eccezionale
deguata sensibilità, per cui l’esposizio- del ritratto, che diventa una vera e pro-
ne necessitava di tempi ancora molto pria moda.
lunghi. Ne derivò un impiego destina- Inoltre, col nuovo metodo, le foto-
to prevalentemente alla ripresa di ar- grafie che ritraggono le città si anima-
chitetture. A favore di questo metodo rono di nuovi protagonisti: i passanti.
Figura 15 va citata la praticità, in quanto le lastre L’avvento della lastra al collodio
Felice Beato, Luxor, potevano essere preparate anche quin- umido decretò inoltre l’abbandono del-
stampa all’albumina. dici giorni prima dell’utilizzo. la tecnica legata al dagherrotipo.

La fotografia all’albumina
Il procedimento. Si prepara un composto di chiare d’uovo (albume) e acqua satura di ioduro di potas-
sio; si stende il preparato su una lastra di vetro perfettamente pulita; si sensibilizza per mezzo di ace-
tonitrato d’argento. Dopo l’esposizione si sviluppa con acido gallico e si fissa con iposolfito di sodio;
seguono lavaggio ed essiccazione.

La carta all’albumina
Sempre in Francia, nel 1851 Blanquart-E-
vrard mette a punto una carta all’albumina
e ne dà notizia nel “Trattato sulla fotogra-
fia su carta”. Lo stesso autore apre a Lilla una
stamperia fotografica dove una quarantina
di operaie tiravano trecento copie al giorno
dallo stesso negativo.
01 BREVE STORIA DELLA FOTOGRAFIA 25

La lastra a secco con bromuro d’argento al posto del col-


lodio, possiedono un’accresciuta sensi-
e la pellicola bilità, destinata ad aumentare progres-
sivamente grazie alle continue ricerche
Le lastre al collodio secco, introdotte nel settore. Dal 1880 le foto alla gelati-
a partire dal 1858, riscuotono un buon na al bromuro soppiantano definitiva-
successo, ma richiedono esposizioni tre mente quelle al collodio. Le nuove lastre
volte più lunghe. Dal 1871, grazie all’in- si possono preparare in anticipo e lo svi-
glese Richard Maddox, sono introdot- luppo non deve essere eseguito imme-
te le più pratiche lastre a secco che, con diatamente dopo lo scatto. I tempi di
l’impiego della gelatina sensibilizzata posa si riducono a 1/25 di secondo.
Da allora i miglioramenti riguarda-
rono la sostituzione della lastra di vetro
con un supporto flessibile, più leggero e
in grado di consentire al fotografo di ef- Figura 16
fettuare più scatti: la carta per un breve Kodak Transparent Film
periodo, e dal 1888 la pellicola. per fotocamere Kodak,
Quando la chimica permise que- 1888.
ste innovazioni, ci fu un grande svilup-
po riguardante la macchina fotografica
vera e propria, con la sostituzione della
camera obscura con più sofisticati ap-
parecchi.

Figura 17
Roger Fenton,
Balaclava in Crimea,
collodio umido 1855.

La lastra umida al collodio


Le operazioni erano piuttosto complesse
in quanto dovevano avvenire tutte in ra-
pida successione (per un totale di quindi-
ci minuti):
• preparazione della lastra di vetro me-
diante l’applicazione di collodio (nitro-
cellulosa, etere e alcol) mescolato a jodu-
ro di potassio e successiva immersione
in acqua distillata e nitrato d’argento per
sensibilizzarla;
• immediata esposizione nella camera
oscura con il composto ancora umido;
• sviluppo con acido pirogallico;
• fissaggio con l’iposolfito di sodio;
• lavaggio.
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Gli apparecchi fotografici

Finché non si poté disporre del- La Kodak


Figura 18 la luce prodotta da una lampada elet-
Mammoth. trica (brevetto conteso tra Edison e W. La pellicola in rullo consentì l’idea-
Sawyer), le fotografie venivano stampa- zione e la creazione di macchine foto-
te per contatto, per cui si usavano lastre grafiche semplici e alla portata di tutti.
Figura 19 di grande formato e, di conseguenza, gli Il primo produttore di apparecchi di
Pagina a lato apparecchi fotografici erano piuttosto grande diffusione fu George Eastman,
Fotografia ricavata per voluminosi. fondatore della Kodak, che con il mot-
contatto da negativo Con l’utilizzo della lampadina inve- to Voi premete il bottone di scatto, noi fac-
circolare. ce, i negativi potevano avere dimensioni ciamo il resto gettò le basi per un succes-
più contenute, poiché successivamente so duraturo.
sarebbero stati stampati per ingrandi- Le prime macchine Kodak, commer-
Figura 20 mento. Se a ciò aggiungiamo la sostitu- cializzate dal 1888, usavano rulli in cel-
Pagina a lato zione del vetro con la pellicola, ecco cre- luloide dai quali si ricavavano cento
Pubblicità Kodak e ati tutti i presupposti per la costruzione immagini rotonde del diametro di sei
apparecchio Kodak N.1. degli apparecchi fotografici moderni. centimetri.

Mammoth
Viste le iniziali difficoltà a ingrandire le immagini (per la lampada a incandescenza si deve attendere
l’invenzione di Edison del 1878), si costruirono macchine in grado di alloggiare lastre di notevoli di-
mensioni.
Il più grande apparecchio fotografico costruito al mondo è il “Mammoth”. Commissionato da
una compagnia ferrovia-
ria americana per ritrar-
re nel massimo dettaglio
un treno di lusso, pesava
650 chili e necessitava di
quindici operatori. Era in
grado di fornire imma-
gini grandi 1,35x2,40 m,
che suscitarono tale am-
mirazione da vedersi as-
segnato il “Gran premio
mondiale” all’Esposizio-
ne Universale di Parigi
del 1900.
Eseguite le fotografie per
le quali era stato com-
missionato, non ven-
ne più utilizzato a causa
della sua mole.
01 BREVE STORIA DELLA FOTOGRAFIA 27

Le difficoltà erano ridotte al mini-


mo: il fotografo comprava l’apparecchio
completo di pellicola; dopo aver effet-
tuato gli scatti lo spediva al laboratorio
che, oltre a sviluppare le foto, restituiva
l’apparecchio ricaricato.
La fotografia, grazie a un crescente
utilizzo amatoriale, era diventata un fe-
nomeno economicamente rilevante.
La Kodak occuperà per molti anni il
ruolo di leader nella fotografia di larga
diffusione, basti pensare al modello In-
stamatic, che dal 1963 per venticinque
anni rappresenterà lo standard della fo-
tografia amatoriale.

Apparecchio Kodak n. 1
Di piccole dimensioni, aveva un ottu-
ratore con un tempo fisso di 1/25 di se-
condo. L’obiettivo aveva fuoco fisso e
permetteva di ottenere immagini niti-
de di tutto ciò che era posto a oltre 2,40
metri. Le fotografie risultavano circo-
lari, poiché l’apparecchio era privo di
mascherine limitatrici del formato.
In questo modo si sfruttava appieno il
potere di copertura dell’apparecchio.
Il prezzo iniziale di 25 dollari com-
prendeva lo sviluppo e la stampa del
primo rullo. Con altri 10 dollari anti-
cipati, veniva restituito l’apparecchio
con rullo e stampe pre-pagati. Altre
tappe importanti sono la Kodak Pocket
del 1895, che permetteva di caricare il
rullo alla luce del sole: costava 5 dolla-
ri ed era in grado di riprendere dodici
vedute; la Kodak Brownie, che con un
solo dollaro effettuava sei vedute. Ven-
ne commercializzata nel 1900.
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La Leica La Leica venne accolta entusiastica-


mente, legando il proprio nome a quel-
Nel 1925 in Germania iniziò la com- lo di grandi fotografi come Robert Capa
Figura 21 mercializzazione di una fotocamera che e Henry Cartier-Bresson, che avevano
A sinistra utilizzava la pellicola cinematografica finalmente il mezzo ideale per coglie-
Leica 1, 1925. 35 mm. re “l’attimo fuggente”.
La macchina venne chiamata LEI-
CA, unendo LEItz, il nome della fabbri-
ca, con CAmera.
Figura 22
L’apparecchio, aggiornato sistemati-
Leica M3, 1954.
camente, diede origine al formato 24x36
mm, che ancor oggi è il più diffuso.
Tecnicamente all’avanguardia, di-
Figura 23 sponeva di ottica intercambiabile, di
In basso otturatore sul piano focale e di teleme-
Leica UR, prototipo tro accoppiato per la corretta messa a
del 1914. fuoco.

Oskar Barnack
La nascita della Leica si deve a Oskar
Barnack, geniale responsabile della di-
visione sviluppo Leitz, che produce,
dapprima come ricerca personale e poi
per conto della ditta, la famosa mac-
china a telemetro.
I primi studi, con relativa costruzione
artigianale, avvengono ben dodici anni
prima della presentazione del modello
M1. Ad allungare i tempi contribuisce
sicuramente la Prima Guerra Mondia-
le, che impone più pressanti priorità di
produzione. Barnack impiega la pelli-
cola cinematografica raddoppiandone
il formato 18x24 mm, divenuto 24x36,
ovvero l’attuale 35 mm.
01 BREVE STORIA DELLA FOTOGRAFIA 29

La reflex biottica Questo apparecchio ha avuto molto


successo sia tra professionisti (Robert
Sempre in Germania, nel 1929, viene Capa è stato più volte ritratto con una
commercializzata la prima reflex biot- Rolleiflex al collo) che tra dilettanti, e
tica per pellicola a rullo, di formato 6x6 ancor oggi, seppur limitatamente, se ne
cm: la Rolleiflex. Questo nuovo tipo di trovano in produzione. I principali pre-
apparecchio, dotato di due ottiche, con- gi sono la silenziosità (le uniche parti in
sente di vedere il soggetto inquadrato movimento sono le lamelle dell’ottura-
attraverso l’obiettivo superiore grazie a tore) e la possibilità di usare il flash con
uno specchio inclinato di 45°, posto die- tutti i tempi di otturazione, grazie all’a-
tro, che riflette l’immagine in alto, ver- dozione dell’otturatore centrale. Il for-
so l’occhio del fotografo. Attraverso l’o- mato 6x6, inoltre, garantisce una buo-
biettivo inferiore, dotato di otturatore na resa anche a forte ingrandimento.
centrale, passa invece l’immagine che
va a colpire la pellicola.
Il vantaggio offerto da un apparec- La reflex monoculare
chio reflex, rispetto a quelli a mirino
Il sistema reflex viene ulteriormen-
separato, consiste nella possibilità di Figura 24
te sviluppato quando a metà degli anni
inquadrare per mezzo dell’obiettivo, vi- Rolleiflex, reflex
Trenta, sempre in Germania, si costrui-
sualizzando in questo modo l’immagi- biottica.
sce la prima reflex con un unico obietti-
ne così come viene percepita dall’ottica.
vo. L’apparecchio, compatto e versatile,
Si verifica quindi una reale corrispon-
è dotato di uno specchio che si solleva
denza tra visualizzazione e registrazio-
al momento dello scatto consentendo
ne dell’immagine.
perciò alla luce di passare e, una volta
aperto l’otturatore, di colpire la pellico-
la. L’otturatore è di tipo a tendine.
Con le costanti migliorie e l’adatta-
mento a vari formati la reflex è oggi una
Figura 25
macchina dalle ottime prestazioni, ap-
Nikon F, reflex
prezzata sia a livello professionale che
monoculare.
amatoriale.
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Le innovazioni

La Polaroid La possibilità di adottare dei dorsi


applicabili ad alcuni apparecchi foto-
Nel 1948 Edwin Land iniziò la com- grafici, rende la Polaroid uno strumen-
Figura 26 mercializzazione di un sistema fotogra- to molto versatile, anche per il control-
Polaroid 95, la prima fico rivoluzionario in grado di produrre lo preventivo dell’immagine che verrà
fotocamera prodotta da una stampa fotografica in bianco e nero in seguito impressionata sulla pellico-
Land nel 1948. dopo un solo minuto dallo scatto. la tradizionale.
Il sistema, denominato Polaroid, ol- Oggi Polaroid continua a essere un
tre all’emulsione comprendeva un ap- marchio molto apprezzato, anche se la
parecchio in grado di esporre e trattare produzione è passata a una diversa pro-
le famose pellicole a strappo. prietà che ha creduto ancora, in piena
Figura 27 Con gli anni si raggiunsero vari tra- epoca dell’immagine immateriale, nel
Fotocamera Polaroid, guardi, tra i quali la prima pellicola fascino di una fotografia tangibile al di fuori
Polaroid. istantanea a colori (1963), la diapositi- dello schermo dello smartphone.
va in bianco e nero, agli inizi degli anni
Ottanta, la diapositiva 35 mm a colori.
In questo caso, trattandosi di pellicole
Figura 28 in rullo, lo sviluppo immediato non ri-
Copertina di LIFE guarda il singolo fotogramma, ma con-
dedicata a Edwin siste in una procedura particolarmente
Land, fondatore della semplificata per il trattamento in as-
Polaroid. senza di laboratori specializzati.
01 BREVE STORIA DELLA FOTOGRAFIA 31

La fotografia a colori
Figura 29
La fotografia a colori costituì il sogno Fotografie a colori da pellicole di pic- Confezione di lastre
dei fotografi sin dai primordi non solo colo formato, con costi ridotti e difficol- Autochrome Lumière.
per motivi estetici, ma anche per avvi- tà limitate: il colore ha tutte le preroga-
cinarsi a quel realismo tanto ricercato. tive per diffondersi.
Non potendo tecnicamente arriva- L’argomento è approfondito nel ca- Figura 30
re subito a tale risultato, all’inizio ci si pitolo riguardante il colore. Fotografia del 1870,
accontenta di colorare manualmente della serie
le immagini, finché all’inizio del No- “Gli ambulanti”,
vecento i fratelli Lumière brevettano le colorata a mano.
lastre Autochromes, con le quali si ot-
tengono immagini positive dalla gra-
nulosità piuttosto accentuata. Bisogna
invece arrivare agli anni 1930 per tro-
vare un prodotto commercializzato su
larga scala, e ci riescono quasi contem-
poraneamente l’americana Kodak e la
tedesca Agfa, dapprima con pellicole
diapositive e successivamente, dal 1942,
con quelle negative.

Citazione
“Devo riuscire a fissare i colori”
J. N. Niépce in una lettera al fratello Claude.

Maxwell
Nel 1861 James Clerk Maxwell effettua tre scatti dello stes-
so soggetto anteponendo di volta in volta un filtro rosso,
uno verde e uno azzurro. Ne ricava tre positivi trasparenti,
ognuno dei quali viene a sua volta colorato con uno dei tre
colori, e li proietta. Ottiene un’immagine a colori per mez-
zo della sintesi additiva.
I risultati sono parziali, in quanto le pellicole del tempo
non erano sensibili a tutti i colori (le pellicole non erano
ancora pancromatiche), in particolare erano carenti rispet-
to al rosso.
Per arrivare alla fotografia attuale, si deve invece ricorrere
alla sintesi sottrattiva, enunciata da Louis Ducos de Hau-
ron e, separatamente, da Charles Cros nel 1869.
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La luce artificiale
Abituati ai moderni flash elettroni-
ci, oggi stentiamo a renderci conto del-
le grandi difficoltà e dei pericoli che
dovevano affrontare i fotografi nell’uti-
lizzo delle prime luci artificiali.
Già nel 1851 Talbot utilizzava la luce
di una scintilla elettrica, ma il meto-
do era poco praticabile per l’esigua luce
prodotta.
Dal 1860 venne utilizzato il magne-
sio, la cui esplosione provocava un’in-
tensa illuminazione da combinare con
quella naturale, anche se l’operazione
non era priva di rischi.
Nel 1920 si pervenne alla lampada
“vacublitz”, costituita da un’ampolla di
Nadar (Felix Tournachon) vetro nella quale la polvere di magnesio
veniva accesa da una scintilla elettrica.
Fu uno dei pionieri della luce artificiale, utilizza- Il sistema era del tipo usa e getta. Negli
ta già nel 1858 per alcuni ritratti e, soprattutto, per anni Trenta si costruirono i primi fla-
le fotografie eseguite sotto terra: nel 1861 riprende sh elettronici, utilizzati principalmen-
trecento vedute delle fogne e delle catacombe pa- te in campo scientifico e militare. I flash
rigine. I tempi di posa sono comunque superiori ai compatti e portatili che oggi conoscia-
quindici minuti. mo sono prodotti solo da pochi decenni.
L’attuale produzione di luci artificia-
li continue e flash è in grado di soddi-
sfare le più disparate esigenze fotogra-
fiche per le ambientazioni interne ma
anche esterne, dove la luce artificiale
spesso affianca quella naturale.
01 BREVE STORIA DELLA FOTOGRAFIA 33

Il digitale memorizzazione sono esterni, ma ben


presto vengono uniti al corpo macchi- Figura 31
La storia della fotografia digitale non na. Pagina precedente
nasce con la fotocamera digitale, ma Bisogna aspettare il 1999 per avere Illustrazione che
grazie ad alcuni software che offrono il primo modello che, pur ricalcando la rappresenta l’utilizzo
la possibilità di manipolare le immagi- forma di una reflex tradizionale, ha la del magnesio come
ni con il computer. Dalla più antica fo- struttura interamente pensata per il di- fonte artificiale di luce.
tografia al più recente scatto analogico, gitale: la Nikon D1.
non esiste limite alla conversione di-
gitale. L’immagine, che viene acquisi- Figura 32
ta dallo scanner, può essere modificata Pagina precedente
per mezzo di quella che viene a configu- Nadar, Catacombe di
rarsi come una camera oscura virtuale. Parigi, 1861.
La procedura era inizialmente limitata
a interventi in bianco e nero. Figura 33
Il merito dell’estensione dell’inter- Pagina precedente
vento sino ad arrivare ai colori si deve Ritratto di Weegee
alla Apple, che produce un Mac in grado (pseudonimo di Arthur
di lavorare a 24 bit di profondità colo- Fellig), fotografo della
re, e ai software prodotti da Adobe (Pho- vita notturna che usava
toshop) e Letraset (Color Studio): siamo flash a lampadina.
nel 1989.
Dobbiamo la prima fotocamera di- Figura 34
gitale all’ingegno di Steven Sasson, ri- Fotocamera Sony
cercatore della Kodak, che dal 1975 lavo- Mavica.
ra ad un apparecchio che inizialmente è
in grado di catturare un’immagine solo
dopo un’esposizione di ben 23 secondi. Figura 35
Sembra di tornare indietro di parecchi Apparecchio Kodak
anni, invece si sta aprendo una nuova di S. Sasson, 1975.
era della fotografia. L’apparecchio, che
non assomiglia per nulla a una foto-
camera, ha una risoluzione di soli 0,01
megapixel e l’immagine viene registra-
ta su un nastro magnetico. Il brevetto è
del 1978.
Le prime fotocamere digitali, a cau-
sa dei costi elevati, si configurano come
prodotti d’élite. La Mavica, lanciata dal-
la Sony nel 1981, offre una risoluzione di
300.000 pixel per la somma di 650 dol-
lari; in realtà si tratta di una TV came-
ra, in quanto le fotografie sono destina-
te alla visione per mezzo del televisore.
Comunque si parla già di una macchi-
na dotata di tre ottiche intercambiabili.
La prima reflex digitale è prodotta a
partire dal 1991 dalla Kodak, che pren-
de una Nikon F3 e la modifica, dotan-
dola di un sensore da 1,3 Megapixel: in
un primo tempo il monitor e l’unità di
34 CLICK&NET | LABORATORIO TECNICO PER LE COMPETENZE AUDIOVISIVE

Sul versante amatoriale la Apple of- infatti affiancati i colossi dell’informa-


fre il digitale a un’utenza più vasta, tica, spesso con relazioni di partnership
con la commercializzazione della Qui- (collaborazione) con i più specializzati
ck Take 100, una delle prime macchi- produttori di ottiche.
ne dai costi accessibili e con prestazioni Non sono mancate nemmeno le
accettabili per alcune semplici applica- chiusure, riguardanti le industrie che
zioni destinate alla visione sui monitor più di altre hanno sofferto la concorren-
televisivi. za del digitale, senza sapersi adeguata-
È il 1994, e viene da sorridere para- mente ricollocare.
gonando i progressi avvenuti da allora, Sarebbe comunque sbagliato limita-
rispetto al lento evolversi dei sistemi re la rivoluzione digitale a un fatto pu-
tradizionali in 180 anni di storia della ramente tecnico-commerciale.
fotografia. Scrive Quentin Bajac nel bel testo Ol-
Non vi è dubbio che l’avvento del di- tre la fotografia, edito da Contrasto: “Con
gitale abbia costituito un formidabi- l’arrivo del digitale, la fotograf ia è precipitata
le rilancio per l’industria fotografica, nell’idea generalizzata di immagine. Svincolata
Figura 36 e una modifica sostanziale della map- dall’esigenza di verità, avendo perduto autore-
Fotografia pa dei protagonisti del settore. Ai nomi volezza, si trova oggi costretta a riesaminare il
di Peter Lavery. tradizionali della fotografia si sono proprio rapporto con la realtà”.
01 BREVE STORIA DELLA FOTOGRAFIA 35

La manipolazione della fotografia è il mercato: sempre più spesso, fotogra-


sempre avvenuta, lo diremo spesso; è fia e ripresa video vengono accostati in
innegabile però che da fatto margina- prodotti sia amatoriali sia professiona-
le sia oggi divenuta prassi, mettendo in li. Impossibili con i sistemi analogici,
discussione soprattutto il settore dedi- sono oramai la normalità a partire dalle
to al fotogiornalismo. piccole fotocamere digitali, consenten-
A questo proposito non mancano le do una varietà di possibilità e di mezzi
proposte di normative che dovrebbero prima impensabili. Non è possibile tra-
portare all’obbligo dell’indicazione se scurare, infine, l’enorme diffusione de-
l’immagine è manipolata. Ottima ini- gli smartphone che hanno trasformato
ziativa ma insufficiente. Come sostiene non solo il nostro modo di gestire l’im-
Sebastiao Salgado, “non è alla fotografia che magine, ma lo stesso mondo dell’in-
si deve credere o no, ma al suo autore”. formazione: gli ultimi istanti di vita di
Fotografare è quindi un atto di re- Muammar Gheddafi, che hanno fatto Figura 37
sponsabilità, e il fotografo deve conqui- il giro del mondo quasi in tempo reale, Antonio Canal, detto
starsi la credibilità necessaria. sono stati interamente ripresi da telefo- Canaletto, Capriccio
Il digitale non riguarda solamen- nini. Era il 2011 e così oggi, ad esempio, con edifici palladiani,
te la fotografia e ne sono riprova i nuo- con le devastanti alluvioni che periodi- 1756-59, Galleria
vi prodotti che stanno rivoluzionando camente affliggono il nostro territorio. Nazionale di Parma.

Confronto
Proponiamo un confronto tra l’elaborazione di P. Laverey e il “Capriccio” di Canaletto. In questo gene-
re di quadri, Canaletto amava mescolare soggetti reali in contesti diversi dagli originali.
Nel nostro caso vediamo il Canal Grande di Venezia con il ponte di Rialto che Palladio progettò ma che
non venne mai realizzato, e due edifici vicentini, sempre palladiani: la Basilica Palladiana e Palazzo
Chiericati. Soggetti reali assemblati in uno spazio idealizzato. Un’operazione del tutto simile a quella
che Laverey organizza a quasi tre secoli di distanza con i moderni mezzi digitali.

Sapete individuare altre fotografie o dipinti inerenti all'esempio fornito dal con-
fronto tra Canaletto e Lavery? Cercate in rete o nei libri d'arte.
36 CLICK&NET | LABORATORIO TECNICO PER LE COMPETENZE AUDIOVISIVE

Intelligenza artificiale
tra realtà e finzione
In questo panorama dove la tecno-
logia è ormai così avanzata da non con-
cedere più la possibilità di distinguere
Figura 38 il vero dal falso si inserisce inoltre l'uti-
A destra, lizzo degli algoritmi di intelligenza ar-
fotografia generata tificiale generativa per la produzione di
dall'intelligenza immagini (ma anche di video, oltre che
artificiale sul presunto per la creazione di notizie) che alimen-
arresto tano ancor di più quella sensazione di
di Donald Trump. vivere in un mondo privo di certezze e
dove la “verità” risulta essere semplice- Ma se possibile lo sono ancor di più
mente la percezione che noi abbiamo altre due immagini; la prima è legata
dei fatti che ci vengono narrati. In pa- alla “resistenza all'arresto” di Donald
role povere non esistono più “fatti” ma Trump, diffusa nei giorni in cui il tyco-
semplicemente opinioni. on veniva effettivamente incriminato,
Il mentire su un fatto storico non si e che ha raccolto milioni di visualizza-
definisce più “bugia” ma “verità alter- zioni, stimolando la parte emotiva de-
nativa”, sottintendendo che conta di gli utenti senza tuttavia porre in loro
più – soprattutto a livello di opinione il problema della “verità” di quello che
pubblica – la “percezione” dovuta all'a- stavano guardando e commentando.
spetto emotivo che non la conoscenza La seconda, se vogliamo, è ancora
Figura 39 approfondita dei fatti avvenuti. più terribile, in prospettiva. Riguarda la
Un'immagine falsa Mentre fino a poco tempo fa creare guerra a Gaza e anche questa è un fal-
di Papa Francesco delle false immagini in grado di supera- so. Il racconto della guerra attraverso il
con un piumino re attente osservazioni richiedeva capa- fotogiornalismo è stato uno degli stru-
Balenciaga generata cità tecniche molto avanzate, oggi basta menti che per tutto il Novecento hanno
da Midjourney AI. utilizzare un sito web come Midjour- consentito di essere informati sull'an-
ney e descrivere semplicemente a paro- damento delle guerre, sugli orrori per-
le l'immagine che si vuole generare. petrati, sulle tragedie dei popoli.
L'esempio riportato qui sotto, in cui L'intelligenza artificiale utilizzata
Figura 40 Papa Francesco viene “fotografato” con come strumento di propaganda rischia
Un'altra falsa immagine addosso un piumino di Balenciaga, e il di cancellare anche questo brandello di
realizzata nell'ottobre clamore e lo sconcerto che l'immagine “verità” trasformando immani catastro-
2023 durante il conflitto ha creato quando è stata diffusa nei so- fi in semplici set virtuali e la sofferenza
Israele-Hamas. cial network, è eloquente. in mero spettacolo.
01 BREVE STORIA DELLA FOTOGRAFIA 37

Laboratorio di comprensione
La camera obscura Gli apparecchi fotografici
1. Parla della camera obscura: origini 11. La Kodak n. 1 è il primo
e utilizzi pre-fotografici. apparecchio di larga diffusione:
spiega i motivi di questo successo.
Le origini della fotografia 12. Leica è un marchio storico della
2. La fotografia nasce da esigenze fotografia: chi è il suo geniale
che nell'Ottocento sono ormai inventore?
mature: quali sono? 13. Sai delineare le caratteristiche
principali?
La chimica 14. Gli apparecchi reflex costituiscono
3. Quali sono i passi fondamentali un’evoluzione molto significativa
compiuti dal settore chimico? delle fotocamere di piccolo e
4. Wegdwood e Davy avrebbero medio formato: dalla biottica
potuto essere gli inventori alla monoculare, descrivi le
della fotografia. A cosa si deve caratteristiche di una reflex
addebitare il loro insuccesso? biottica.
5. Al francese Niépce si devono le 15. Descrivi ora i vantaggi del
prime immagini ottenute per passaggio al formato 35 mm.
mezzo della luce, da lui chiamate 16. Quale errore lega la biottica
eliografie: elenca le tecniche, i alla fotocamera a telemetro?
materiali e fornisci una datazione. C’è comunque una differenza a
6. Louis Jaques Mandé Daguerre: riguardo?
traccia il profilo di questo 17. Parla del Mammouth.
personaggio, soffermandoti sui 18. Normalmente, le fotografie
rapporti intercorsi con Niépce e venivano stampate direttamente
descrivendone l’invenzione. per contatto, anche se esistevano
7. Talbot, in Inghilterra, arriva a un ingranditori a luce solare, che
metodo originale e “moderno” per però erano piuttosto complessi da
catturare immagini fotografiche: utilizzare. Grazie alla lampadina
esponi la storia del personaggio e elettrica, inventata nel 1878,
dell’invenzione. si poterono ridurre i formati
8. Herschel incarna la figura dello delle pellicole per poi procedere
scienziato-gentiluomo: elenca le all’ingrandimento. A chi si deve
sue invenzioni. l’invenzione della lampadina
9. Bayard fu inventore geniale elettrica?
ma sfortunato: parla delle sue
vicissitudini. Le innovazioni
19. Edwin Land è il geniale fondatore
I sistemi della Polaroid: parla delle
10. Successivamente all’invenzione, innovazioni introdotte da questo
la fotografia progredisce con marchio.
costanti migliorie che riguardano 20. La fotografia, intesa come mezzo
l’aspetto chimico; la fotografia per riprodurre la realtà, non
all’albumina, il collodio, le lastre può prescindere dal colore: dalla
a secco e la pellicola sono tappe coloritura delle immagini agli
fondamentali: parlane. attuali prodotti, tracciane la
storia.
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21. È un luogo comune definire la 25. Secondo te, l’avvento dello smar-
luce “il pennello del fotografo”: tphone è importante per l’infor-
descrivi le tappe storiche riguardo mazione giornalistica?
l’evoluzione della luce artificiale. 26. Oggi il termine “fotografia” si uti-
22. La fotografia digitale in questi lizza meno di un tempo. Quale al-
anni ha compiuto passi da tro termine viene impiegato più
gigante: a chi si deve il primo spesso?
tentativo riuscito?
23. Da allora, quali sono i momenti
storicamente più significativi?
24. L’avvento del digitale ha
moltiplicato gli interventi
correttivi, che arrivano a essere
vere e proprie manipolazioni:
secondo Sebastiao Salgado, è
opportuno credere alla fotografia?

Didattica inclusiva

1. Prima della macchina fotografica veniva usato uno strumento


chiamato:
a. camera obscura
b. camera magica
c. maustrap
2. Il primo che riuscì a ottenere un’immagine fotografica stabile nel
tempo fu:
a. Daguerre
b. Talbot
c. Niépce
3. L’inventore riconosciuto del sistema negativo-positivo è:
a. Daguerre
b. Talbot
c. Bayard
4. A chi dobbiamo il motto pubblicitario “Voi premete il bottone di
scatto, noi facciamo il resto”?
a. Leica
b. Kodak
c. Nikon

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