04 Cap
04 Cap
Breve storia
01 della fotografia
classe
capovolta PDF
Costruiamo una
"Camera obscura"
A casa: A scuola:
con lente conver-
Mi metto alla prova: Sviluppo le competenze
gente.
- Costruisco la camera obscura Rifletto:
seguendo le indicazioni contenute - Verifica delle competenze
nel PDF. Video
- Ricerco vecchie fotografie negli "Camera obscura":
album di famiglia messa a fuoco e
visione capovolta
12 CLICK&NET | LABORATORIO TECNICO PER LE COMPETENZE AUDIOVISIVE
Mappa di sintesi
JOSEPH
NICÉPHORE NIÉPCE
WILLIAM HENRY LOUIS JAQUES
FOX TALBOT MANDÉ DAGUERRE
I
JOHN FREDERICK
HIPPOLYTE BAYARD PIONIERI
WILLIAM HERSCHEL
I
LASTRE A SECCO SISTEMI PELLICOLA
EASTMAN PRODUCE
LEICA
LA KODAK N.1
GLI
ROLLEIFLEX APPARECCHI EXAKTA E ALTRI
REFLEX BIOTTICA FOTOGRAFICI REFLEX MONOCULARE
FOTOGRAFIA
POLAROID
A COLORI
LE
LUCE
INNOVAZIONI DIGITALE
ARTIFICIALE
01 BREVE STORIA DELLA FOTOGRAFIA 13
Le origini
La camera obscura
Particolare interesse riveste la ca- detto stenopeico (dal greco στενός – stenós,
mera obscura, assai diffusa specie nel cioè stretto), attraverso il quale passano
Seicento e nel Settecento tra i pittori dei fasci luminosi che, incontrando la
vedutisti, tra i quali anche il Canaletto, parete opposta, formano su di essa l’im-
che la utilizzavano per rilevare la strut- magine di ciò che, illuminato, sta fuo-
tura prospettica delle vedute, ma era ri. L’immagine, per una semplice legge
utilissima anche per riprodurre i più ottica, apparirà capovolta sia in senso
minuti particolari. orizzontale sia verticale.
La camera obscura è costituita da una Al foro stenopeico viene presto sosti-
scatola, ma può anche essere una stan- tuita una lente e successivamente un
za a tenuta di luce. obiettivo, con un conseguente innalza-
A una parete è praticato un foro, mento della qualità e della luminosità.
Figura 2
Rappresentazione del
principio ottico della
camera obscura.
Figura 3
Camera obscura a
visione reflex inventata
nel 1685 da Johann
Zahn.
Approfondimento
L’utilizzo della camera obscura sembra risalire all’XI secolo, allorché lo studioso arabo Ibn al-Haytham,
osservando un’immagine formatasi in una stanza buia, ne intuì le potenzialità per l’osservazione del-
le eclissi solari. È però dal XIII secolo che numerosi testi ne riportano una descrizione.
La fotografia
L’ottica
Come già detto, la camera obscura
era conosciuta da tempo. I primi foto-
grafi dovettero quindi semplicemen-
te adattare uno strumento, già am-
piamente sperimentato, alle esigenze
fotografiche, rendendolo ermetico alla
luce e dotandolo di innesto per le la- Figura 4
stre fotografiche. Nemmeno gli obiet- Copertina del libro
tivi costituivano un problema, perché “L’autochrome
all’epoca erano operativi ottici molto Lumière”, AAVV, Comité
valenti, dai quali i pionieri si servivano des travaux historiques
per le loro macchine. et scientifiques, 2009.
16 CLICK&NET | LABORATORIO TECNICO PER LE COMPETENZE AUDIOVISIVE
I pionieri
“Voler fissare visioni fuggitive, non soltanto è cosa impossibile, come hanno dimostrando espe-
rimenti assai seri condotti in Germania, ma confina con il sacrilegio.
Dio ha creato l’uomo a propria immagine, e nessuna macchina umana può fissare l’immagi-
ne di Dio.
Egli dovrebbe tradire improvvisamente i suoi principi eterni per permettere che un francese, a
Parigi, lanciasse nel mondo un’invenzione così diabolica”.
Articolo da un giornale tedesco del 1839 riguardo alla posizione della Chiesa.
Da: G. Freund, Fotografia e società, 1976, Giulio Einaudi Editore (p. 64).
Figura 5
Rolling shutter:
fotografia eseguita
da un treno in corsa.
Gli elementi verticali
appaiono inclinatI.
18 CLICK&NET | LABORATORIO TECNICO PER LE COMPETENZE AUDIOVISIVE
Daguerre, pittore vedutista, imme- da subito una larga diffusione senza far
Figura 6 diatamente interessato alla scoperta di pesare i costi di brevetto.
L.J.M. Daguerre, Niépce, formò con lui un sodalizio, che A causa dei lunghi tempi di esposi-
Veduta di Parigi, 1839. durò solo pochi anni per la scomparsa zione, le prime applicazioni riguardaro-
È possibile osservare di quest’ultimo. Daguerre allora prose- no l’architettura e le nature morte; tra
la sagoma di una guì la ricerca fino ad approdare nel 1835 queste, i vari dagherrotipi che riprendo-
persona, in basso a a una tecnica che riscosse molti entu- no le tavole apparecchiate.
sinistra. Si tratta del siasmi e che prese il nome di dagher- Va ricordato che parlando dei pio-
primo uomo ripreso rotipia. nieri della fotografia si parla prevalen-
da una fotocamera. Una lastra d’argento veniva a contat- temente di inventori, pertanto classifi-
All’epoca, fotografare le to con vapori di iodio, formando ioduro carli come fotografi, nel senso comune
persone era pressoché d’argento. Dopo un’esposizione non in- che attribuiamo oggi al termine, è tal-
impossibile per la feriore ai 15 minuti, i vapori di mercu- volta improprio. Le qualità che riscon-
durata dell’esposizione, rio sviluppavano l’immagine che veni- triamo in un fotografo che tale sia, non
ma il personaggio va poi fissata immergendo la lastra in appartengono necessariamente ai pri-
ritratto è rimasto acqua calda e sale da cucina (dal 1839, mi utilizzatori. Le tavole apparecchiate,
fermo a lungo per farsi grazie alla scoperta dell’inglese John F. ad esempio, non sono esercizi di stile,
lucidare le scarpe. Si Herschel, Daguerre cominciò ad usare bensì sperimentazioni su materiali da
tratta, comunque di una iposolfito di sodio). testare riguardo la sensibilità:
silhouette. In questo modo Daguerre ottene- “Talbot, nel 1840, ha più volte fotografato
va immagini direttamente positive, delle tavole apparecchiate, e le tovaglie sfilac-
molto dettagliate, con tempi di esposi- ciate e sgualcite delle sue immagini fanno sup-
zione ridotti ad alcuni minuti. La sco- porre che esse siano da ricondursi a dei prepara-
perta venne resa pubblica il 7 gennaio tivi per l’apparecchio fotografico e non per una
1839. prevista prima colazione. […] gli oggetti immo-
A differenza di quanto prodotto da bili, sono molto adatti al fine di istituire un con-
Niépce nel 1826, il dagherrotipo costi- fronto tra più fotografie, in cui trovano impiego
Figura 7 tuiva un vero sistema fotografico, con diverse regolazioni dei tempi di posa e differen-
L.J.M. Daguerre, tempi di realizzazione sufficientemen- ti varianti di prodotti chimici per la preparazio-
dagherrotipo 1837- te brevi e un dettaglio d’immagine più ne dei negativi e per il trattamento dei positivi.”
1839. Si noti la che soddisfacente. Il governo francese, (Timm Starl, La natura della natura morta,
parentela con il calotipo consapevole dell’importanza di tale sco- Mondadori Electa, 2001).
di Talbot del 1844. perta, ne acquisì i diritti, favorendone Altre fotografie che accomunano i
principali inventori fanno invece pen-
sare a un criterio di catalogazione, al
quale la fotografia si prestava sin dai
suoi esordi.
01 BREVE STORIA DELLA FOTOGRAFIA 19
Il dagherrotipo Il procedimento
Il dagherrotipo è costituito da una lastrina di • Preparare una lastrina di metallo (rame) rive-
metallo rivestita d’argento. Per poter visionare stendola di argento puro;
l’immagine è necessario ossarvarla lateralmen- • esporre ai vapori di iodio;
te: alla visione frontale, infatti, con il sole diret- • inserire la lastra in un telaio ed esporre entro
to, appare solamente il metallo. non più di un’ora (almeno 15 minuti di espo-
L’immagine, positiva, è invertita in senso oriz- sizione);
zontale. Per ovviare a questo inconveniente, al- • sviluppare l’immagine ai vapori di mercurio;
cuni inventori brevettarono camere obscure do- • fissare l’immagine per mezzo di sale marino o
tate di specchi, o prismi; in alternativa, chi per di iposolfito di sodio;
esempio portava decorazioni sull’abito, per la ri- • lavare la lastra in acqua distillata calda.
presa le indossava invertite.
Approfondimento
Daguerre nasce a Cor- In seguito a risultati in-
neille-en-Parisis nel 1787. coraggianti condotti in
Il padre, impiegato a Or- prima persona, Niépce
léans presso la tenuta del intende pubblicare i ri-
re, gli fa studiare dise- sultati; ne dà avviso a
gno. Successivamente, i Daguerre, il quale lo con-
primi lavori nello studio vince a perfezionare ul-
di un architetto e pres- teriormente l’invenzio-
so lo scenografo Degot- ne e a formare una vera
ti all’Operà di Parigi, lo società, sottoscritta nel-
formano come abile dise- lo stesso anno. Niépce
gnatore di panorami. Le muore nel 1833, lascian-
sue esperienze nel campo do una serie preziosa di
della rappresentazione lo esperienze che Daguer-
portano a un vasto successo di pubblico per mez- re sa portare a compimento. Il 7 gennaio 1939 lo
zo del “diorama”, una sala nella quale si posso- scienziato e politico FranÇois Arago presenta uf-
no ammirare spettacolari effetti di luce prodotti ficialmente l’invenzione, che verrà chiaramente
su tele dipinte, di considerevoli dimensioni (fino esplicitata nella seduta del 19 agosto dello stesso
a 13 metri d’altezza e 21 metri di larghezza), illu- anno davanti all’Accademia delle scienze e delle
minate in modo alterno frontalmente e da die- arti in una riunione congiunta. In cambio di un
tro, con effetti particolarmente realistici. vitalizio (6000 franchi annui a Daguerre e 4000
Daguerre conosce l’uso della camera obscura, che al figlio di Niépce) l’invenzione viene acquisi-
utilizza per le sue rappresentazioni pittoriche. ta dallo Stato che, con grande orgoglio, la dona
Venuto a conoscenza degli esperimenti condot- al mondo intero. Ricco e glorificato (gli fu insi-
ti da Niépce, grazie ai racconti dell’ottico pari- gnita anche la Legione d’onore), Daguerre muo-
gino Chevalier, cerca di mettersi in contatto con re nel 1851. Nel frattempo, grazie ai molti ma-
lui. Le prime reazioni di Niépce sono di diffiden- nuali stampati e ai laboratori che producevano
za, ma con il tempo trova il modo di collaborare. materiale fotografico, la dagherrotipia si espan-
Il 1829 rappresenta un momento fondamenta- de in tutto il mondo, soprattutto negli Stati Uni-
le per il loro rapporto e anche per la storia del- ti, dove l’inventore del telegrafo, Samuel Morse,
la fotografia. ne sarà un entusiasta promulgatore.
20 CLICK&NET | LABORATORIO TECNICO PER LE COMPETENZE AUDIOVISIVE
Hippolyte Bayard
Figura 12
Hippolyte Bayard,
autoritratto L’annegato,
positivo diretto su
carta, 1840.
01 BREVE STORIA DELLA FOTOGRAFIA 23
Cianografia
Conosciuta anche come Blueprint, la cianografia non ne-
cessita di trattamenti chimici (sviluppo e fissaggio), perché
si forma direttamente durante l’esposizione ed è sufficien-
te un semplice lavaggio in acqua per renderla relativamen-
te stabile.
I limiti di questa tecnica stanno infatti nella ridotta dura-
ta nel tempo e nella limitata scala tonale. Si tratta inoltre
di un materiale dalla limitata sensibilità.
I vantaggi stanno nell’economicità e nella semplicità ese-
cutiva. Il colore blu, caratteristico, può essere virato in to-
nalità brune, maggiormente adattabili ai diversi soggetti.
La cianografia ebbe importanti applicazioni anche nella ri-
produzione di disegni tecnici su carta lucida.
24 CLICK&NET | LABORATORIO TECNICO PER LE COMPETENZE AUDIOVISIVE
I sistemi
La fotografia all’albumina
Il procedimento. Si prepara un composto di chiare d’uovo (albume) e acqua satura di ioduro di potas-
sio; si stende il preparato su una lastra di vetro perfettamente pulita; si sensibilizza per mezzo di ace-
tonitrato d’argento. Dopo l’esposizione si sviluppa con acido gallico e si fissa con iposolfito di sodio;
seguono lavaggio ed essiccazione.
La carta all’albumina
Sempre in Francia, nel 1851 Blanquart-E-
vrard mette a punto una carta all’albumina
e ne dà notizia nel “Trattato sulla fotogra-
fia su carta”. Lo stesso autore apre a Lilla una
stamperia fotografica dove una quarantina
di operaie tiravano trecento copie al giorno
dallo stesso negativo.
01 BREVE STORIA DELLA FOTOGRAFIA 25
Figura 17
Roger Fenton,
Balaclava in Crimea,
collodio umido 1855.
Mammoth
Viste le iniziali difficoltà a ingrandire le immagini (per la lampada a incandescenza si deve attendere
l’invenzione di Edison del 1878), si costruirono macchine in grado di alloggiare lastre di notevoli di-
mensioni.
Il più grande apparecchio fotografico costruito al mondo è il “Mammoth”. Commissionato da
una compagnia ferrovia-
ria americana per ritrar-
re nel massimo dettaglio
un treno di lusso, pesava
650 chili e necessitava di
quindici operatori. Era in
grado di fornire imma-
gini grandi 1,35x2,40 m,
che suscitarono tale am-
mirazione da vedersi as-
segnato il “Gran premio
mondiale” all’Esposizio-
ne Universale di Parigi
del 1900.
Eseguite le fotografie per
le quali era stato com-
missionato, non ven-
ne più utilizzato a causa
della sua mole.
01 BREVE STORIA DELLA FOTOGRAFIA 27
Apparecchio Kodak n. 1
Di piccole dimensioni, aveva un ottu-
ratore con un tempo fisso di 1/25 di se-
condo. L’obiettivo aveva fuoco fisso e
permetteva di ottenere immagini niti-
de di tutto ciò che era posto a oltre 2,40
metri. Le fotografie risultavano circo-
lari, poiché l’apparecchio era privo di
mascherine limitatrici del formato.
In questo modo si sfruttava appieno il
potere di copertura dell’apparecchio.
Il prezzo iniziale di 25 dollari com-
prendeva lo sviluppo e la stampa del
primo rullo. Con altri 10 dollari anti-
cipati, veniva restituito l’apparecchio
con rullo e stampe pre-pagati. Altre
tappe importanti sono la Kodak Pocket
del 1895, che permetteva di caricare il
rullo alla luce del sole: costava 5 dolla-
ri ed era in grado di riprendere dodici
vedute; la Kodak Brownie, che con un
solo dollaro effettuava sei vedute. Ven-
ne commercializzata nel 1900.
28 CLICK&NET | LABORATORIO TECNICO PER LE COMPETENZE AUDIOVISIVE
Oskar Barnack
La nascita della Leica si deve a Oskar
Barnack, geniale responsabile della di-
visione sviluppo Leitz, che produce,
dapprima come ricerca personale e poi
per conto della ditta, la famosa mac-
china a telemetro.
I primi studi, con relativa costruzione
artigianale, avvengono ben dodici anni
prima della presentazione del modello
M1. Ad allungare i tempi contribuisce
sicuramente la Prima Guerra Mondia-
le, che impone più pressanti priorità di
produzione. Barnack impiega la pelli-
cola cinematografica raddoppiandone
il formato 18x24 mm, divenuto 24x36,
ovvero l’attuale 35 mm.
01 BREVE STORIA DELLA FOTOGRAFIA 29
Le innovazioni
La fotografia a colori
Figura 29
La fotografia a colori costituì il sogno Fotografie a colori da pellicole di pic- Confezione di lastre
dei fotografi sin dai primordi non solo colo formato, con costi ridotti e difficol- Autochrome Lumière.
per motivi estetici, ma anche per avvi- tà limitate: il colore ha tutte le preroga-
cinarsi a quel realismo tanto ricercato. tive per diffondersi.
Non potendo tecnicamente arriva- L’argomento è approfondito nel ca- Figura 30
re subito a tale risultato, all’inizio ci si pitolo riguardante il colore. Fotografia del 1870,
accontenta di colorare manualmente della serie
le immagini, finché all’inizio del No- “Gli ambulanti”,
vecento i fratelli Lumière brevettano le colorata a mano.
lastre Autochromes, con le quali si ot-
tengono immagini positive dalla gra-
nulosità piuttosto accentuata. Bisogna
invece arrivare agli anni 1930 per tro-
vare un prodotto commercializzato su
larga scala, e ci riescono quasi contem-
poraneamente l’americana Kodak e la
tedesca Agfa, dapprima con pellicole
diapositive e successivamente, dal 1942,
con quelle negative.
Citazione
“Devo riuscire a fissare i colori”
J. N. Niépce in una lettera al fratello Claude.
Maxwell
Nel 1861 James Clerk Maxwell effettua tre scatti dello stes-
so soggetto anteponendo di volta in volta un filtro rosso,
uno verde e uno azzurro. Ne ricava tre positivi trasparenti,
ognuno dei quali viene a sua volta colorato con uno dei tre
colori, e li proietta. Ottiene un’immagine a colori per mez-
zo della sintesi additiva.
I risultati sono parziali, in quanto le pellicole del tempo
non erano sensibili a tutti i colori (le pellicole non erano
ancora pancromatiche), in particolare erano carenti rispet-
to al rosso.
Per arrivare alla fotografia attuale, si deve invece ricorrere
alla sintesi sottrattiva, enunciata da Louis Ducos de Hau-
ron e, separatamente, da Charles Cros nel 1869.
32 CLICK&NET | LABORATORIO TECNICO PER LE COMPETENZE AUDIOVISIVE
La luce artificiale
Abituati ai moderni flash elettroni-
ci, oggi stentiamo a renderci conto del-
le grandi difficoltà e dei pericoli che
dovevano affrontare i fotografi nell’uti-
lizzo delle prime luci artificiali.
Già nel 1851 Talbot utilizzava la luce
di una scintilla elettrica, ma il meto-
do era poco praticabile per l’esigua luce
prodotta.
Dal 1860 venne utilizzato il magne-
sio, la cui esplosione provocava un’in-
tensa illuminazione da combinare con
quella naturale, anche se l’operazione
non era priva di rischi.
Nel 1920 si pervenne alla lampada
“vacublitz”, costituita da un’ampolla di
Nadar (Felix Tournachon) vetro nella quale la polvere di magnesio
veniva accesa da una scintilla elettrica.
Fu uno dei pionieri della luce artificiale, utilizza- Il sistema era del tipo usa e getta. Negli
ta già nel 1858 per alcuni ritratti e, soprattutto, per anni Trenta si costruirono i primi fla-
le fotografie eseguite sotto terra: nel 1861 riprende sh elettronici, utilizzati principalmen-
trecento vedute delle fogne e delle catacombe pa- te in campo scientifico e militare. I flash
rigine. I tempi di posa sono comunque superiori ai compatti e portatili che oggi conoscia-
quindici minuti. mo sono prodotti solo da pochi decenni.
L’attuale produzione di luci artificia-
li continue e flash è in grado di soddi-
sfare le più disparate esigenze fotogra-
fiche per le ambientazioni interne ma
anche esterne, dove la luce artificiale
spesso affianca quella naturale.
01 BREVE STORIA DELLA FOTOGRAFIA 33
Confronto
Proponiamo un confronto tra l’elaborazione di P. Laverey e il “Capriccio” di Canaletto. In questo gene-
re di quadri, Canaletto amava mescolare soggetti reali in contesti diversi dagli originali.
Nel nostro caso vediamo il Canal Grande di Venezia con il ponte di Rialto che Palladio progettò ma che
non venne mai realizzato, e due edifici vicentini, sempre palladiani: la Basilica Palladiana e Palazzo
Chiericati. Soggetti reali assemblati in uno spazio idealizzato. Un’operazione del tutto simile a quella
che Laverey organizza a quasi tre secoli di distanza con i moderni mezzi digitali.
Sapete individuare altre fotografie o dipinti inerenti all'esempio fornito dal con-
fronto tra Canaletto e Lavery? Cercate in rete o nei libri d'arte.
36 CLICK&NET | LABORATORIO TECNICO PER LE COMPETENZE AUDIOVISIVE
Intelligenza artificiale
tra realtà e finzione
In questo panorama dove la tecno-
logia è ormai così avanzata da non con-
cedere più la possibilità di distinguere
Figura 38 il vero dal falso si inserisce inoltre l'uti-
A destra, lizzo degli algoritmi di intelligenza ar-
fotografia generata tificiale generativa per la produzione di
dall'intelligenza immagini (ma anche di video, oltre che
artificiale sul presunto per la creazione di notizie) che alimen-
arresto tano ancor di più quella sensazione di
di Donald Trump. vivere in un mondo privo di certezze e
dove la “verità” risulta essere semplice- Ma se possibile lo sono ancor di più
mente la percezione che noi abbiamo altre due immagini; la prima è legata
dei fatti che ci vengono narrati. In pa- alla “resistenza all'arresto” di Donald
role povere non esistono più “fatti” ma Trump, diffusa nei giorni in cui il tyco-
semplicemente opinioni. on veniva effettivamente incriminato,
Il mentire su un fatto storico non si e che ha raccolto milioni di visualizza-
definisce più “bugia” ma “verità alter- zioni, stimolando la parte emotiva de-
nativa”, sottintendendo che conta di gli utenti senza tuttavia porre in loro
più – soprattutto a livello di opinione il problema della “verità” di quello che
pubblica – la “percezione” dovuta all'a- stavano guardando e commentando.
spetto emotivo che non la conoscenza La seconda, se vogliamo, è ancora
Figura 39 approfondita dei fatti avvenuti. più terribile, in prospettiva. Riguarda la
Un'immagine falsa Mentre fino a poco tempo fa creare guerra a Gaza e anche questa è un fal-
di Papa Francesco delle false immagini in grado di supera- so. Il racconto della guerra attraverso il
con un piumino re attente osservazioni richiedeva capa- fotogiornalismo è stato uno degli stru-
Balenciaga generata cità tecniche molto avanzate, oggi basta menti che per tutto il Novecento hanno
da Midjourney AI. utilizzare un sito web come Midjour- consentito di essere informati sull'an-
ney e descrivere semplicemente a paro- damento delle guerre, sugli orrori per-
le l'immagine che si vuole generare. petrati, sulle tragedie dei popoli.
L'esempio riportato qui sotto, in cui L'intelligenza artificiale utilizzata
Figura 40 Papa Francesco viene “fotografato” con come strumento di propaganda rischia
Un'altra falsa immagine addosso un piumino di Balenciaga, e il di cancellare anche questo brandello di
realizzata nell'ottobre clamore e lo sconcerto che l'immagine “verità” trasformando immani catastro-
2023 durante il conflitto ha creato quando è stata diffusa nei so- fi in semplici set virtuali e la sofferenza
Israele-Hamas. cial network, è eloquente. in mero spettacolo.
01 BREVE STORIA DELLA FOTOGRAFIA 37
Laboratorio di comprensione
La camera obscura Gli apparecchi fotografici
1. Parla della camera obscura: origini 11. La Kodak n. 1 è il primo
e utilizzi pre-fotografici. apparecchio di larga diffusione:
spiega i motivi di questo successo.
Le origini della fotografia 12. Leica è un marchio storico della
2. La fotografia nasce da esigenze fotografia: chi è il suo geniale
che nell'Ottocento sono ormai inventore?
mature: quali sono? 13. Sai delineare le caratteristiche
principali?
La chimica 14. Gli apparecchi reflex costituiscono
3. Quali sono i passi fondamentali un’evoluzione molto significativa
compiuti dal settore chimico? delle fotocamere di piccolo e
4. Wegdwood e Davy avrebbero medio formato: dalla biottica
potuto essere gli inventori alla monoculare, descrivi le
della fotografia. A cosa si deve caratteristiche di una reflex
addebitare il loro insuccesso? biottica.
5. Al francese Niépce si devono le 15. Descrivi ora i vantaggi del
prime immagini ottenute per passaggio al formato 35 mm.
mezzo della luce, da lui chiamate 16. Quale errore lega la biottica
eliografie: elenca le tecniche, i alla fotocamera a telemetro?
materiali e fornisci una datazione. C’è comunque una differenza a
6. Louis Jaques Mandé Daguerre: riguardo?
traccia il profilo di questo 17. Parla del Mammouth.
personaggio, soffermandoti sui 18. Normalmente, le fotografie
rapporti intercorsi con Niépce e venivano stampate direttamente
descrivendone l’invenzione. per contatto, anche se esistevano
7. Talbot, in Inghilterra, arriva a un ingranditori a luce solare, che
metodo originale e “moderno” per però erano piuttosto complessi da
catturare immagini fotografiche: utilizzare. Grazie alla lampadina
esponi la storia del personaggio e elettrica, inventata nel 1878,
dell’invenzione. si poterono ridurre i formati
8. Herschel incarna la figura dello delle pellicole per poi procedere
scienziato-gentiluomo: elenca le all’ingrandimento. A chi si deve
sue invenzioni. l’invenzione della lampadina
9. Bayard fu inventore geniale elettrica?
ma sfortunato: parla delle sue
vicissitudini. Le innovazioni
19. Edwin Land è il geniale fondatore
I sistemi della Polaroid: parla delle
10. Successivamente all’invenzione, innovazioni introdotte da questo
la fotografia progredisce con marchio.
costanti migliorie che riguardano 20. La fotografia, intesa come mezzo
l’aspetto chimico; la fotografia per riprodurre la realtà, non
all’albumina, il collodio, le lastre può prescindere dal colore: dalla
a secco e la pellicola sono tappe coloritura delle immagini agli
fondamentali: parlane. attuali prodotti, tracciane la
storia.
38 CLICK&NET | LABORATORIO TECNICO PER LE COMPETENZE AUDIOVISIVE
21. È un luogo comune definire la 25. Secondo te, l’avvento dello smar-
luce “il pennello del fotografo”: tphone è importante per l’infor-
descrivi le tappe storiche riguardo mazione giornalistica?
l’evoluzione della luce artificiale. 26. Oggi il termine “fotografia” si uti-
22. La fotografia digitale in questi lizza meno di un tempo. Quale al-
anni ha compiuto passi da tro termine viene impiegato più
gigante: a chi si deve il primo spesso?
tentativo riuscito?
23. Da allora, quali sono i momenti
storicamente più significativi?
24. L’avvento del digitale ha
moltiplicato gli interventi
correttivi, che arrivano a essere
vere e proprie manipolazioni:
secondo Sebastiao Salgado, è
opportuno credere alla fotografia?
Didattica inclusiva