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Manuale della fotografia Professionale e Artistica: digitale e analogica.

Pubblicato il 9 settembre 2010 da epistola Storia della Fotografia. La Fotografia un processo chimico-ottico per mezzo del quale si cattura e impressiona unimmagine fedele della realt su un supporto di materiale vario, per mezzo di un macchinario chiamato macchina fotografica.

Dagherrotipo La Fotografia prende come riferimento storico la data del 1727, anno in cui il Medico tedesco J.H.Schulze scopre la sensibilit alla luce del nitrato dargento [Almeno un secolo prima, e si suppone anche 5, senza troppi riferimenti documentali si riusciva ad ottenere "fotografie" per annerimento diretto (con pose che arrivavano anche a 3 giorni)]. Gli studi ebbero ulteriori sviluppi con la scoperta di altri sali dargento sensibili ai raggi blu, viola e ultravioletti. Anche lInglese T.Wedgwood insieme al Chimico Davy nel 1802 realizzarono alcune stampe (non permanenti) che lasciavano comparire dele sagome o silhouettes di soggetti ritratti. E solo con il 1839, anno in cui la Susse Frres (Ditta parigina) mette in commercio la Daguerreotype antenato della macchina fotografica (si basava sulle scoperte dei Francesi LuoisMand Daguerre e Nicphore Niepce -riconosciuto come inventore della Fotografia chimica fissata su lastra di rame e ioduri dargento, sviluppata con ioduri di mercurio in negativo). Nel 1840 lInglese William Henry Fox Talbot inventa il procedimento fotografico negativo-positivo (Kalotipia o Talbotipia allo ioduro dargento) che permette la stampa di infinite copie da una sola pellicola. Nel 1871 il Medico inglese Maddox inventa le lastre ad emulsione secca di gelatina e bromuro dargento che riuscendo a conservarsi nel tempo evitando la seccante preparazione delle lastre sul posto ai fotografi. Il 1873 un anno davvero importante perch il Fotochimico tedesco H.W.Vogel trov la maniera di sensibilizzare il bromuro dargento alle emissioni gialle e verdi,della luce (e nel 1883 alle rosse e arancio). [Questi studi permisero al Nobel G.Lippmann di inventare, a Parigi, nell'anno 1908 il primo procedimento di fotografia a colori, poco diffuso al tempo perch molto complesso]. Nel 1878 il Tedesco Carl Zeiss realizza, a Jena, il primo obiettivo apocromatico. Nellanno 1881 il contadino Usa Peter Houston inventa il rullino fotografico con il nome di Rollfilm Nel 1888 la ditta Usa Kodak mette in commercio la prima macchina fotografica a pellicola di celluloide (sostituendo le ingombranti lastre) su progetto di George Eastman. Nel 1925 la Ditta tedesca LEITZ, grazie allintuito dellerede del Fondatore Ernst Leitz e

lingegnere proveniente dalla Zeiss, Oskar Barnack, progettano la fotocamera Leica specializzandosi per la produzione di macchine portatili con accessori intercambiabili. Linnovazione fondamentale sta nelle impostazioni generali della macchina, che nessuna ditta ha mai pi cambiato o migliorato, introducendo anche il formato 35mm. Dallinvenzione della fotografia ad oggi di passi ne sono stati fatti molti Per parlare della fotografia occorre fare una premessa di carattere tecnico. Bisogna considerare lo strumento, ossia la macchina fotografica, utilizzato per riprendere un soggetto. Dalle prime camere scure alle pi moderne macchine fotografiche levoluzione stata la seguente. Esaminiamo i pi importanti. Ci che permette di ritrarre un soggetto in una pellicola o in un sensore digitale la macchina fotografica che consiste in due elementi essenziali: un obiettivo che ha la funzione di riprendere il soggetto da ritrarre per impressionare un sensore per registrare i dati (o la vecchia pellicola analogica) contenuto nella camera oscura di un corpo macchina. Attualmente le macchine pi diffuse a livello professionale sono le SLR reflex 35 mm di tipo digitale. Come corpi macchina ve ne sono di molti tipi con diverse caratteristiche. Molto importanti sono i sensori che devono essere veloci e in grado di memorizzare maggiori informazioni possibili (mediamente vengono utilizzati circa 15mpixel). Unimportanza rilevante per viene attribuita allobiettivo che costituisce lelemento essenziale perch riesca una buona fotografia. Il primo passo verso il miglioramento delle ottiche fu fatto da Zeiss (Casa tedesca del 1902) producendo delle lenti molto luminose come il Teleobiettivo Tessar del 1923, o Biotar 42.5 f2, Sonnar 180 f2.8; il Biotar un 45mm ultraluminoso (versione f/1.0 o f/0.85) per fini militari e scientifici del 1930; nel 1932, con la nascita del sistema Contax (corpo macchina che emulava e migliorava il Leica) avremmo il Sonnar, un 50mm f/2 ed unnaltro con f/1.5. Successiva tappa sar linvenzione del trattamento antiriflessi (brevettato nel novembre 1935), sul quale fu imposto il segreto militare, reso disponibile solo nel 1939 per scopi civili. Fu il Prof. Alexander Smakula, dellUniversit di Gottingen a scoprire dei procedimenti sui vetri ottici che diminuivano la perdita di luce dovuta alla riflessione. Il primo obiettivo Zeiss ad essere equipaggiato con questo singolare trattamento fu il Sonnar f/1.5., ma fu il Plannar il maggior beneficiario molto meno luminoso. Il trattamento consisteva nella vaporizzazione, in ambiente privo daria, di fluorite di calcio (o floruri di magnesio) sui vetri, e permetteva una riduzione della perdita di luce dopo lapplicazione (ogni singola lente presenta una perdita di circa il 4-5% di luce prima del trattamento per via dei riflessi). Gli obiettivi sottoposti a tale trattamento venivano denominati transparenz e indicati con una T rossa. Il trattamento antiriflesso rese possibile la realizzazione di obiettivi retrofocus o a lunghezza focale variabile chiamati comunemente zoom. Il trattamento antiriflesso venne migliorato nel 1943, applicando tre strati di rivestimento invece di uno solo coprendo ogni singolo colore primario. Per molto tempo le ottiche pi luminose non vennero trattate con i procedimenti antiriflesso, in quanto il sistema penalizzava la risolvenza (molto utile per le riprese notturne). Ulteriore impulso si ebbe negli anni Settanta con il trattamento multistrato brevettato dalla Asahi Optical, SMC, Super Multi Coated (1971) (Pentax [casa giapponese 1919]) che permise la permeabilit della luce intorno al 100%. Nel 1928 Kodak commercializza la Kodacolor, prima pellicola a colori 16 mm. Nel 1935 la Kodak sugli studi di due musicisti, Leopold Mannes e Leopold Godowsky, comincer la commercializzazione del Kodachrome, la prima pellicola fotografica a colori. La Macchina russa Cnopm considerata la prima reflex per pellicola 35mm nellanno 1935.

Nel 1948 Edwin H. Land (padre delle lenti polarizzate) inventa la Polaroid per fotografie istantanee. Nellanno 1951 La Kodak introduce un supporto ininfiammabile, al triacetato di cellulosa delle pellicole cinematografiche sostituendolo al supporto in nitrato di cellulosa. Pentax nel 1954 progetta la prima reflex con specchio a ritorno istantaneo. Negli anni 50 Rectaflex e Contax presentarono le prime Slr. Lanno 1957 la Pentax applic il pentaprisma ottico alle macchine fotografiche da Pentaprism reflex, che permetteva linquadratura del soggetto della foto in maniera pi precisa. Nel 1959 la Voigtlander costruisce lo Zoomar 36-82 mm f 2,8, primo obiettivo a focale variabile, zoom applicato ad una macchina fotografica (il progetto dello zoom del ricercatore americano Frank Back nei laboratori della Zoomar Corporation). Nel 1960 Pentax present una fotocamera SLR Single Lens Reflex con un esposimetro che misurava la luce diretta alla pellicola tramite lobiettivo. Nel 1981 lanno della Nascita della Fotografia digitale con il modello Mavica della Sony, la prima fotocamera che utilizza un supporto magnetico al posto della pellicola. Nel 1983 Pentax con la ME-F per prima e successivamente Nikon con la F3AF presentarono in commercio le prime fotocamere reflex autofocus su brevetti di qualche anno precedente con sensori e logica di controllo alloggiati allinterno del corpo macchina [La Konica C35 AF fu presentata alla Photokina del 1976.Commercializzata nell'anno 1978 considerata la prima fotocamera autofocus sebbene compatta]. Parte II Tecnica fotografica. Parte III ancora sulla Tecnica della fotografia. Parte IV Fotografia Professionale e Artistica. Parte V: Deontologia del fotografo, normativa, uso personale di una foto, pubblicazione, liberatorie.

Parte II: Tecnica fotografica.


Pubblicato il 13 settembre 2010 da epistola Dopo aver illustrato la storia della Fotografia, nella Parte I, parleremo del funzionamento dello strumento utilizzato per la ripresa, la macchina fotografica. Scartati i primi rudimentali modelli, vorrei soffermarmi sulla reflex 35mm che lo strumento alla portata di tutti, sia amatori che professionisti. I concetti base della fotografia si riferiscono sia alle fotocamere analogiche che alle pi moderne digitali. Con la rivoluzione digitale si sono affermate e prendono sempre pi piede le compatte, degli strumenti maneggevolissimi, semplicissimi da utilizzare, economici, con una discreta qualit. Le compatte non sono certamente in grado di sostituire un reflex digitale. I punti di forza delle compatte, ripetiamo, sono la semplicit di utilizzo e leconomia. Automatizzate al massimo, basta la pressione del solo tasto di scatto per ottenere una foto di accettabile qualit. La condizione di semplicit dutilizzo della compatta scelta obbligata per lutente non troppo esperto; le impostazioni manuali delle migliori reflex, non consentono a principianti e inesperti fotografi di tirar fuori foto migliori.

La reflex una macchina che va conosciuta a fondo; indispensabile in condizioni estreme, quasi proibitive. Solo il fotografo esperto riesce ad ottenere degli scatti in manuale di un certo pregio. Con le reflex analogiche avevamo un formato pellicola, ossia un 35mm delle dimensioni 24x36mm. Con le digitali reflex dovremmo ampliare il discorso. I costrutturi hanno selezionato due tipi differenti: il Pieno Formato (full frame dalle dimensioni di un normale negativo 35mm 24 x 36 mm.), e lAdvanced Photo System (APS) distinto in C (classic con fattore di forma (base/altezza) = 3:2. e sensore 25,1 16,7) e H (high definition con sensore 28,7 x 19). Il pieno formato qualitativamente migliore in quanto ha un rumore minore a parit di specifiche: pi luminosit, mirino pi ampio, migliori utilizzi a valori iso pi alti, ottiche grangandolari pi facilmente reperibili. Ha di contro: ottiche tele meno reperibili, profondit di campo pi ridotta e ovviamente un prezzo molto pi elevato. Il formato APS stato introdotto soprattutto per risparmiare sui costi di costruzione. E oltretutto molto pi leggero e maneggevole. Parliamo anche di marche, perch ad un certo punto dovremmo per via di cose sceglierne una. In linea generale diciamo che il mercato presenta unofferta molto vasta. Per le dispute sono piucchealtro accese tra Canon (che si distingeva in passato per la fotografia dinamica) e Nikon (per la fotografia statica, anche se oggi tale suddivisione non ha pi senso) in quanto marchi molto prestigiosi, per appassionati e il grande pubblico. Accanto a queste ve ne sono una miriade tra i quali doveroso affiancarvi i nomi di Pentax e Sony. Poi ci sone dei marchi top: Hasselblad e Leitz (con la Leica) che hanno modelli con caratteristiche e prezzi da capogiro. Dobbiamo far attenzione al marchio che scegliamo, perch poi saremmo vincolati a delle ottiche ben precise. Ogni marchio ha un particolare attacco, spesso anche diversi Le ottiche per il pieno formato sono poi diverse da quelle per le APS. Per il principiante, la scelta non facile. Il consiglio di orientarsi su un prodotto buono. Se si intende entrare nel professionismo occorre scegliere un pieno formato che garantisce unottima qualit. Si spendono molti pi soldi, ma anche pi facile ripiazzarle nel mercato dellusato, perch tengono meglio. La scelta non troppo agevole perch le ditte sfornano modelli uno dietro laltro. Attualmente ci sarebbe la D700, entry level della Nikon che ha un buon mercato, ma in uscita la sua erede; le Sony Alpha, e anche molte altre Poi c la D3x che il top della Nikon, contrastata dalla Canon D1Mark IV. Altrimenti sufficiente un APS che comunque ha una qualit molto dignitosa come la Pentax K7 (con lenti multistrato eccezionali e stabilizzatore nella macchina), la D90 Nikon o la Canon EOS500, solo per citarne alcune A questo punto parliamo della tecnica per fare buone fotografie. Bisogna avere chiari alcuni concetti base. Per impressionare le immagini su di una pellicola o di un sensore, la macchina deve essere dotata di un obiettivo. Lobiettivo costituito da delle lenti che hanno la possibilit di essere avvicinate e allontanate tra di loro, e un diaframma ad apertura variabile (iride), che ha il compito di far entrare pi o meno luce. Il gioco delle lenti serve per due scopi fondamentali: per mettere a fuoco limmagine (rendere nitida limmagine), e negli obbiettivi zoom ad avvicinare o allontanare limmagine. Gli obbiettivi fissi, invece, possiedono la sola regolazione della messa a fuoco, a livello ottico. La messa a fuoco una delle operazioni pi importanti e al tempo stesso pi complicate della fotografia; una messa a fuoco ottima significa avere nitidezza del soggetto, l80% del lavoro. Normalmente, tutte le macchine fotografiche sono dotate della messa a fuoco automatica, ma va sempre ricontrollata manualmente loperazione (specialmente in condizioni di poca luce), per una maggiore sicurezza. Le digitali hanno una funzione di avvicinamento dellimmagine a schermo (zoom digitale) per controllare con precisione la messa a fuoco rendendo loperazione molto pi confortevole. Tornando al diaframma, occorre dire che un congegno usato per restringere lapertura dellobiettivo. La sua regolazione va effettuata con una rotella dedicata, che ha scatti o posizioni

impostati detti stops che chiudono o aprono il diaframma precisamente secondo lorientamento (+) o (-). Con i vari stops del diaframma si regola la profondit di campo, ossia le distanze, minima e massima in cui limmagine nitida (a fuoco). Le regolazioni del diaframma vanno in base al numero di f/ (rapporto focale), rapporto tra lunghezza focale e diametro apertura dellottica . Tanto pi alto il numero di f (es f22) tanto pi lobbiettivo chiuso e tende a far passare meno luce, e tanto maggiore la profondit di campo (immagine nitida su quasi tutte le distanze) e viceversa. C una tecnica, che sfrutta una delle leggi dellOttica chiamata Iperfocale, per la quale a seconda dellapertura del diaframma si riesce a tenere a fuoco tutti i soggetti da una certa distanza minima ad infinito. Questi intervalli sono segati con delle linee colorate e numeri di f direttamente sugli obiettivi.

Iperfocale: Obiettivo Ashai Pentax 85mm F1.8 Il minimo numero di f/ dipende dallapertura massima [rapporto tra lunghezza focale e il diametro della lente pi esterna dell'obiettivo], ossia dalla luminosit della lente (un F1.4 considerato rapporto focale basso, ma alcuni obiettivi, poco commerciali, si spingono fino a 0.7 che un valore davvero eccezionale). Le lenti luminose sono le pi apprezzate, perch con queste possibile impressionare anche con scarsa luce. [Una delle tecniche empiriche per capire se una lente sia luminosa quella di considereare il diametro della lente esterna; pi grande pi la lente luminosa. Forse questo uno dei motivi per cui la reflex, anche se ingombrante, tende a rimanere lo standard per la fotografia pro. Si infatti studiato un formato a met strada tra compatta (maneggevolezza) e reflex (intercambiabilit delle ottiche) chiamato micro quattro terzi che potrebbe sostituire entrambe nel futuro.] Il diaframma fornisce dunque luce alla pellicola pi o meno secondo la sua apertura. Laltro parametro su cui si pu agire per aumentare o diminuire la quantit di luce al sensore il tempo di esposizione. Anche qua si parla di stops e si calcola con i centesimi di secondo (es. Tempo 1/250 = un duecentocinquantesimo di secondo, il sensore esposto per quel tempo aa una immagine). Controllare i valori del tempo di esposizione importantissimo perch se ad esempio volessimo immortalare un jet in volo dovremmo avere dei tempi bassissimi di ripresa, altrimenti laereo risulterebbe mosso. I valori di tempo delle attuali reflex sono di 30 secondi (scatti con bassa luminosit) per il massimo tempo di esposizione (a meno di non volere considerare la funzione bulb, che tiene esposto il sensore per il tempo desiderato dalloperatore) e 1/8.000 (scatti per soggetti in movimento) per il minimo. E buona norma non superare i 5-6 secondi per il valore massimo del tempo di esposizione perch altre si ingenera rumore nella foto. Spesso, il movimento del soggetto (necessita tempi di esposizione brevissimi) associato ad una luminosit bassa (che desidera tempi pi lunghi di esposizione). Si pu aprire tutto il diaframma,

ma cos facendo dovremmo prestare particolarmente attenzione alla messa a fuoco, perch la profondit di campo risulter molto limitata e la foto rischia di essere poco nitida. Altro problema quello di scegliere opportuni valori tra diaframma e tempo altrimenti si rischia di bruciare la foto (troppa luminosit) detta sovraesposizione, o di ottenere una foto sottoesposta (foto buia, scura). Le digitali non solo hanno la possibilit di regolare lesposizione con gli aghi, come le reflex analogiche, ma anche di vedere in anteprima il risultato della foto. Questo probabilmente il maggiore vantaggio del digitale. Gli stops del tempo e quelli del diaframma si possono scambiare. Se apro il diaframma di uno stop, posso dare uno stop in meno al tempo ottenendo una stessa quantit di luce alla pellicola. Lultimo parametro con cui posso variare la luce in ingresso sulla pellicola quella di variare il numero Iso della stessa o del sensore ( chiamato anche valore Asa). Anche qui si pu parlare di stops Iso bassi partono da 50 (poca sensibilit ma + dettaglio) e vanno oltre i 6400 (sensibilit alla luce grandissima ma inferiore dettaglio). Con gli iso si pu lavorare molto meglio rispetto al passato. In genere, il problema degli alti Iso riguarda la grana grossa della pellicola che produce grande rumore. Le macchine digitali riescono a gestire benissimo fino a 3200 Iso con buona qualit. Gli stops sono utili, perch con poche operazioni si riesce a riottenere la giusta quantit di luce, per impressionare la pellicola. Unaltra funzione che torna molto comoda per la fotografia la cosiddetta raffica, ossia il numero di foto che la fotocamera riesce a registrare in un secondo. E una funzione molto comoda nel caso in cui occorre ritrarre degli eventi irripetibili che durano pochi istanti. Le raffiche delle attuali fotocamere commerciali arrivano a circa 5,2 immagini per secondo. Ricordiamo anche che, per ottenere una buona foto occorre effettuare una perfetta inquadratura, considerando particolari importanti, escludendo elementi estranei o negativi per la composizione; occorre poi di considerare le regole dellilluminazione alle spalle e tutte quelle per la sistemazione di un set fotografico. A questo punto i concetti base, per ottenere una foto perfetta ci sono tutti. La perfetta miscelazione avviene con il tempo, esercitandosi sul campo Il resto delle funzioni delle macchine sono degli opzional che aiutano in alcune condizioni limitative, ma sono spesso superfrue. Si possono imparare man mano per ottenere risultati sempre migliori, ma i concetti base sono questi esposti, su cui abbiamo molto lavoro gi da compiere. Quali obiettivi scegliere. Lobiettivo va scelto secondo le esigenze della nostra fotografia. Potremmo optare per avere un corredo completo di obiettivi per stare sicuri, ma potremmo rivolgerci allindispensabile in base alle nostre esigenze. Se volessimo fare prevalentemente foto a monumenti indispensabile sarebbe un 30 o un 50mm. Questi sono anche i pi simili allocchio umano, sono detti infatti normali; praticamente non creano distorsioni particolari alla fotografia. Le ottiche normali non forniscono solo limmagine pi fedele, ma sono anche quelle pi economiche perch non richiedono particolari e proibitive tecniche di costruzione (a parit di luminosit per le normali occorre un budget molto inferiore rispetto ai tele o ai grandangoli). Un must per una buona foto con un normale sarebbe un originale della stessa casa 50mm (utilizzabile benissimo per il ritratto [sebbene in quest'ultimo caso consigliabile un 85mm]) con valore minimo di f/1.4. Ricordiamo pure che il digitale APS va moltiplicato per 1,5 per ottenere lequivalente Pieno formato (un 30 FF sarebbe circa un 48 APS). Lo stesso cinquantino sarebbe un buonissimo obiettivo da ritratto (glamour ecc.). Per la foto sportiva o naturalistica dovrei orientarmi su tele luminosi da 300mm. I teleobiettivi servono dunque per ritrarre il soggetto pi lontano e ingrandirlo come se fosse vicino. I tele tendono a deformare un p limmagine, offrono una profondit di campo maggiore. Un must per una buona foto con un tele sarebbe un originale della stessa casa con valore minimo di f/4.0 o addirittura 2.8. Per ritrarre in condizioni di spazio ristretto invece avrmmo bisogno dei grandangoli, che hanno

delle inquadrature che prendono zone pi estese di spazio. Un must per una buona foto con un tele sarebbe un originale della stessa casa 16mm con valore minimo di f/4.0. Per le macro dovrei acquistare obiettivi appositi, sebbene esistano degli adattatori che aumentano la distanza dal sensore (gli adattatori fanno perdere luminosit e qualit). Per il fotogiornalismo sono utili obiettivi zoom. Insomma il corredo va ampliato man mano, prendendo prima lindispensabile al nostro settore fotografico. Facciamo attenzione di scegliere un buon obiettivo luminoso e di qualit secondo appropriate recensioni per non riempirci di fondi di bottiglia non utilizzabili. Vediamo quali sono le caratteristiche principali degli obiettivi. Il numero di f/ ci d i valori del diaframma. Tanto ci sono valori estremi sia minimi che massimi, pi lobiettivo di qualit; il valore minimo ripetiamo fornisce la luminosit dellottica. Non basta per un obiettivo luminoso per avere delle foto belle sia in condizioni normali che con scarsa luminosit; occorre anche la qualit delle lenti, perch vanno considerati anche altri importanti elementi come il dettaglio (obiettivo che spacca), il contrasto, che esse forniscono. Esse devono essere antiriflesso ossia cosparse di un trattamento particolare sulla superficie. Le lenti migliori sono quelle fornite dalla stessa Casa della macchina fotografica scelta e quelle di ditte prestigiose come la Zeiss. C poi il valore minimo della messa a fuoco [quanto possiamo essere vicini al soggetto, espresso in mt (metri) o ft (feet, ossia piedi inglesi) per ritrarlo]; tanto pi basso tanto avremo la possibilit di avvicinarci e ottenere delle foto in dettaglio, fino alle macro. Il cavalletto. E un accessorio della fotocamera molto importante in caso di posa prolungata in condizioni di luce scarsa, o quando limmagine voglia essere preciasa al massimo. In questo caso sono importanti alcune ulteriori funzioni delle macchine fotografiche: lo scatto a specchietto sollevato e il telecomando. Scattare con lo specchietto sollevato significa eliminare del tutto le oscillazioni dovute ai meccanismi della fotocamera. Lassenza di vibrazioni esterne garantita oltre che dal cavalletto, anche a quella del dispositivo a comando radio (radiocomando detto impropriamente telecomando) che evita anche quelle dovute alloperatore per la pressione sul comando di scatto della fotocamera. Il cavalletto consiste generalmente in un trepiede (un congegno che si regge in equilibrio statico con tre piedi) su cui viene sistemata la fotocamera, per evitare i movimenti delloperatore. Specialmente per il teatro esistono particolari monopiedi che vanno appoggiati per terra e su altri elementi come poltrone della sala ecc. che consentono una maneggevolezza superiore. Il cavalletto serve anche per comodit del fotografo, per evitare di tenere a lungo in mano la fotocamera. Come si sceglie? In genere il peso deve contemplare un compromesso tra leggerezza per la trasportabilit e pesantezza per la stabilit e solidit. Anche gli snodi nellattacco con la macchinetta sono fondamentali, per abbreviare i tempi di regolazione della posizione della fotocamera. Inoltre si vanno diffondendo degli attacchi e sganci rapidi per migliore comodit rispetto alle viti elicoidali. Una delle marche con buoni rapporti prezzo/prestazioni il Manfrotto. Flash. E uno dei pi importanti accessori della macchina fotografica. E generalmente utilizzato in situazioni di scarsa luminosit perch fornisce della luce supplementare per illuminare i soggetti ritratti. Diciamo subito che spesso viene integrato nella macchina fotografica. Il flash integrato ha una potenza limitata, ed dunque consigliato solo ove il soggetto ritratto sia in prossimit della macchina fotografica, non oltre i 4-5 metri; a questa distanza il pericolo di bruciare limmagine abbastanza probabile. Per ovviare a questo inconveniente bisognerebbe dotarsi di un diffusore che scongiura il pericolo. Accorre rilevare che il flash integrato consuma molto le batterie della fotocamera e che se gli scatti sono numerosi occorre predisporre la macchina con il pacco di batterie supplementari che va ad integrarsi sul fondo della stessa, compromettendo per maneggevolezza e peso.

Alternativamente si pu scegliere un flash esterno che aumenta pure la distanza per ritrarre fino ad oltre i 10 metri. Generalmente i migliori sono quelli delle case, ma anche la Metz fornisce dei lampeggiatori per tutti i marchi con grande affidabilit e prestazioni (il risparmio di oltre il 50%). Ci sono poi dei flash esterni pi grandi, chiamati da studio, in caso si vogliano allestire dei set fotografici, con caratteristiche analoghe, alimetati esternamente e sistemati su appositi cavalletti. Il set fotografico. Il set fotografico uno spazio dedicato esclusivamente alla fotografia, per ritrarre in tranquillit e condizioni ottimali dei soggetti. A seconda del soggetto possiamo distinguere tra foto da ritratto (persone) o natura morta chiamata in Inglese still-life. Esso pu essere permanete in uno studio, oppure attrezzato alla bisogna in un determinato contesto o spazio esterno o interno. Se il soggetto deve essere immerso in un determinato e preciso sfondo occorrer allestire il set sistemando lattrezzatura (luci, flash e pannelli riflettenti ecc.) secondo uno studio delle condizioni e limiti in cui quellambiente si trova. Altrimenti potremmo utilizzare lo studi corredandolo la scena secondo le esigenze. Allestire un set fotografico in studio. Le linee base sono quelle della selezione di un colore di sfondo che allinizio pu essere un nero, grigio o bianco (si possono poi scegliere i colori secondo le esigenze). Un ambiente del genere evita problematiche particolari di interazione tra soggetto principale e sfondo. Ci sono dei separatori in tessuto o con pannelli a tre lati orientabili di pronto acquisto sul mercato, o si possono costruire artigianalmente con il fai da te. Il materiale dovrebbe essere possibilmente ignifugo (per evitare incendi), e scaramente riflettente per evitare riflessi indesiderati delle luci. Per quanto riguarda le luci si pu optare per due flash o due punti luce continui. Lorientamento attuale piucchealtro per il flash wireless (scatto automatico a distanza comandato a cascata dalla macchina fotografica) motorizzato (imposta la parabola della luce secondo le esigenze dellobiettivo montato sulla macchina) con diffusori (distribuiscono uniformamente la luce sul soggetto). I flash o i due punti luce, vanno posizionati, uno sullo sfondo (per evitare fastidiose ombre) e laltro sul soggetto. I set vengono attrezzati specialmente per la foto ritratto e glamour e sono in genere di una dimensione maggiore (circa 2,503,00mt x 2,50h) e per la still life della dimensione pi contenuta (1 cubo di un metro circa). In caso di luce continua, i riflettori vanno puntati con dei diffusori (ombrelli o superfici riflettenti di vario tipo, forma, colore) o indirettamente tramite dei pannelli riflettenti che distribuiscono uniformemente la luce sul soggetto. I set si possono costruire anche artigianalmente risparmiando notevolmente sui costi. Fate comunque attenzione a scegliere appropriatamente materiali ignifughi o di una classe bassa di reazione al fuoco (le lampade continue scaldano molto e il pericolo dincendio sempre in agguato). Con la luce continua occorre scegliere una temperatura di luce appropriata, anche se le attuali reflex digitali hanno possibilit di regolarne i valori (questa funzione si chiama regolazione o bilanciamento del bianco o white balance abbreviato in WB). Per i flash ci sono meno problemi anche dal lato WB perch emettono una luce con temperature prossime a quella solare [5.500K]. Parte III, ancora sulla Tecnica Fotografica: come si effettua uno scatto.

Parte III ancora sulla Tecnica della fotografia.


Pubblicato il 17 settembre 2010 da epistola

Finora, nella Parte I (Storia) e Parte II (Tecnica), abbiamo trattato di Fotografia in maniera molto generale, senza fare distinzioni tra lanalogica e la digitale, in quanto, la tecnica fotografica sostanzialmente immutata da tempo. Come si effettua uno scatto. Queste che seguono sono le principali modalit da seguire per effettuare uno scatto su una fotocamera reflex. 1-Considerazioni e verifica del soggetto e dellambiente in cui inserito; 2-individuazione e ricerca delle soluzioni appropriate per eventuali condizioni che possano interferire in maniera pi o meno negativa sulla foto; 3-scelta della posizione di scatto; 4-accensione fotocamera; 5-messa a fuoco rapida; 6-impostazione dei parametri di esposizione principali: Iso, tempo e diaframma; 7-messa a fuoco fine del soggetto; 8-sistemazione inquadratura e composizione della foto; 9-pressione del tasto di scatto. Valori di esposizione. Generalmente, il primo parametro da sistemare la sensibilit della pellicola (parametro Iso). Se siamo in condizioni buona luminosit va regolato ai valori di lavoro della macchina (100 o 200 in media), che offrono una grana perfetta. Si valutano valori superiori, in condizioni di luce scarsa, ad esempio. Il secondo parametro va scelto, in base alle principali condizioni del soggetto, statiche, in movimento [in caso di foto dinamica in cui il soggetto in movimento sono costretto a scegliere i tempi di esposizione e lasciare la macchina calcolare f/, il diaframma oppropriato; in caso di foto statica con nitidezza per tutto il campo devo scegliere il valore di diaframma (alti valori di f/ compatibili comunque con altre condizioni come posterizzazione, esposizione ai bordi ecc.) e lasciare la fotocamera scegliere il valore residuo (tempi). Un'ultima soluzione in casi estremi e incrociati quella di scegliere sia tempi che diaframmi e lasciare la macchina calcolare il valore di sensibilit (Iso) in maniera residua], alla luce e anche quelle del fotografo (mano libera o cavalletto), ed infine ai risultati che voglio ottenere per la foto (es. in quanto ad ampiezza di campo ecc.); il valore residuo si pu calcolare in stop-down (un tasto della fotocamera che alla pressione imposta automaticamente il valore residuo), e con il tasto di verifica diretta a schermo della fotocamera. Unaltro metodo per calcolare lesposizione, quello di verificare lago visualizzato sul mirino o sul display della fotocamera, centrando il valore in una posizione centrale nel caso di luminosit diffusa o scendendo o salendo di qualche tacca in caso di problematiche particolari. Messa a fuoco. E unoperazione che si effettua per rendere nitidi soggetto e pi o meno lo sfondo. E indispensabile che il soggetto/i (protagonista/i) sia perfettamente nitido, mentre lo sfondo dipende dalleffetto che si vuole ottenere. Potremmo considerarlo come indispensabile ed agendo con alti valori di f/ (diaframma ben chiuso) volerlo nitido; o superfruo, e spalancare con i pi bassi valori di f/ (diaframma tutto aperto), ottenendo una sfocatura generale della foto, al di qua e/o al di l del soggetto. Con i moderni obiettivi, la messa a fuoco completamente automatica. Si chiama messa a fuoco automatica (auto focus), e viene abbreviate con AF. Non ci fidiamo troppo della AF delle fotocamere, e verifichiamo sempre la nitidezza della foto sul mirino (specialmente se abbiamo tempo per farlo). Unulteriore verifica si pu effettuare a schermo sfruttando gli zoom digitali. La messa a fuoco loperazione pi importante della fotografia, indispensabile verificare pi volte. Inquadratura e composizione. Essendo unoperazione molto intuitiva, ci sono poche regole da seguire. Spostando la telecamera, occorre inquadrare alcuni elementi ed escluderne altri, in base alle esigenze e allestetica. Se non basta, il fotografo pu cercare un punto migliore riverificando tutti i valori di esposizione e di messa a fuoco.

Unimportante regola da conoscere, che proviene dal Mondo pittorico, la Regola dei terzi. Nei loro quadri, i pittori cercano diposizionare il loro soggetto in particolari punti che fanno riferimento alla divisione in nove riquadri uguali del supporto, con due righe verticali e due orizzontali. Il richiamo essenzialmente alle proporzioni auree, approssimate. In effetti la regola dei terzi prende come riferimento il rapporto di 0,5, tra i segmenti, mentre in quella aurea il rapporto dei due segmenti 0,618 circa, ossia considera i 5/8, spostando i punti di forza dellimmagine verso il centro (il soggetto decentrato in modo minore rispetto alla divisione in terzi). Si ritiene che quando il soggetto situato in uno dei punti dintersezione delle 4 linee rende limmagine pi dinamica, rispetto alla composizione che pone il soggetto nel centro. La composizione risulta anche armonica. Il riquadro centrale stato battezzato con il nome di sezione aurea. Esso delimitato dai punti di forza (punti focali o fuochi), ossia i quattro punti in cui le linee si intersecano. Insieme al punto centrale dellimmagine, questi sono i punti in cui locchio dellosservatore tende a concentrare lattenzione. Queste regole sono passate, e sono regolarmente applicate con successo alla Fotografia. Shake reduction. E una funzione delle fotocamere che riduce il pericolo di mosso nella foto, detta anche stabilizzatore. Il sensore in genere situato negli obiettivi. La Pentax K7 ha invece la stabilizzazione nella fotocamera il che permette di utilizzare con ottimo profitto anche ottiche vecchie non stabilizzate e risparmiare acquistando ottiche pure, senza dover spendere nulla in pi, e in continuazione, per i sensori degli obiettivi. Terminata la logica per uno scatto, ora per i conti non tornano bene. Perch si sente parlare di rivoluzione digitale, se nulla cambiato rispetto alle vecchie analogiche a pellicola? In fase di acquisizione dello scatto, non c troppo di diverso tra le due tecnologie. Sostanzialmente, le rivoluzione nel passaggio della postproduzione, dai laboratori fotografici di sviluppo, al fotografo. Un tempo, lo sviluppo e la stampa veniva effettuata da questi laboratori. In genere erano vere e proprie industrie con una trentina di dipendenti. Essi fornivano e rifornivano quasi la totalit dei fotografi della zona (erano pochi i fotografi, anche professionisti che sviluppavano e stampavano le fotografie nel proprio studio). Con il digitale, queste fasi sono passate ai singoli fotografi professionisti o addirittura amatoriali. Postproduzione della fotografia. E la fase in cui la fotografia impressionata su pellicola o su file digitale viene elaborata, sviluppata e stampata. Con la fotografia analogica era il rullino che seguiva le fasi di sviluppo (la pellicola sensibilissima alla luce doveva essere trattato con la sola luce rossa, al buio delle altre frequenze, immessa in soluzioni acide, e asciugata). Nella lavorazione venivano scelti i parametri come il bilanciamento del bianco (WB), luminosit e contrasto e la stampa su carta fotografica (la Kodak veniva considerata la migliore). Per la digitale il processo del trattamento in soluzioni della pellicola scoparso. I dati che il sensore passa nella memoria della fotocamera di vari tipi come (SD Secure Digital, CF Compact Flash, Memory Stick di Sony, ecc.) sono in formato digitale pronti per la visualizzazione normale (.tif) o compressi (.jpg ecc.); o da formato professionale da sviluppare (dati non elaborati, formato grezzo o negativo digitale) chiamato Raw (pr. row) pi o meno proprieteri (Sony, Canon, Pentax, Nikon ecc). Per i primi tipi non ci sono particolari problemi perch sono gi formati pronti per luso. Mentre per il formato Raw occorre sottoporli a sviluppo con dei software appositi del computer. Vi sono molti programmi anche gratuiti o proprieteri forniti con la fotocamera. Tutte le migliori Reflex possono memorizzare i dati in formato Raw. Tale formato conveniente perch se si sbagliato di qualche stop, un dato nellesposizione (iso, diaframmi e tempi) della foto possibile correggerlo con buonissima efficacia. Anche alcune compatte, delle migliori hanno la possibilit di registrare i dati in Raw. Formati proprietari Raw delle varie ditte: Canon utilizza .CRW, Nikon .NEF, Pentax .PEF e .DNG.

Nella postproduzione possibile correggere alcuni parametri scorretti utilizzando anche programmi di fotoritocco. Il pi quotato Photoshop che nella versione professionale davvero un prodotto dalle grandi prestazioni, fuorch per il prezzo. Ci sono per programmi opensource (completamente gratuiti) con delle prestazioni che non hanno nulla da invidiare come Gimp. Con questi programmi possibile ritoccare come si vuole la fotografia e passarla per la stampa. Ci sono delle stampanti casalinghe, che sparano gocce dinchiostro da 1 picolitro come le Canon Pixma, che forniscono una qualit di stampa superiore alle stampe fotografiche tradizionali. Certamente, i costi e i tempi per la stampa sono spesso paragonabili alternativamente. Le cartucce delle stampanti e delle carte fotografiche hanno spesso prezzi elevati. Spesso conviene affidarsi alle ditte professionali per la stampa. Parte IV: Fotografia Professionale e Artistica.

Manuale Fotografia Parte IV: Fotografia Professionale e Artistica.


Pubblicato il 10 ottobre 2010 da epistola Prosegue dalla III Parte: ancora sulla Tecnica fotografica. La fotografia abbraccia molti ambiti professionali, tecnici e artistici. La distinzione pi generica che pu essere fatta tra Fotografia professionale e Fotografia artistica. La Fotografia professionale riguarda piucchealtro laspetto fiscale della questione. Non esiste un albo professionale. Esistono solo alcune Associazioni, tra le quali la pi importante lAfip (Associazione Fotografi Italiani Professionisti), ma non un vero e proprio ordine, e il suo riconoscimento ha solo un valore fiduciario personale, e non formale. Il professionista un fotografo che ha aperto una partita Iva allUfficio Provinciale Iva e inscritto al settore merceologico studi fotografici e attivita di ripresa codice attivit 74.20.19, o laboratori fotografici per lo sviluppo e la stampa conto terzi codice 74.20.20, o fotogiornalista o fotoreporter con codice 74.20.11, alla Camera di Commercio della propria Provincia, e pratica regolarmente e continuativamente la professione. Il fotografo deve iscriversi allAlbo Artigiani della Provincia nel caso in cui si intenda operare come impresa artigiana o alla Camera di Commercio della provincia negli appositi registri Rec nel caso operi come libero professionista. In entrambe i casi, occorre dare comunicazione tempestiva dellinizio di attivita, con una lettera raccomandata al Questore della Provincia in cui lattivit ha sede legale. Altre incombenze importanti sono: liscrizione per lassicurazione sugli infortuni del lavoro Inail e liscrizione ai ruoli contributivi sociali Inps. Il professionista deve rispettare le incombenze dei prestatori dopera, che sono soggetti ad Imposta sul Valore Aggiunto. La Fotografia artistica realizzata sia da professionisti che da dilettanti e amatori, spesso molto preparati. Anzi, tra i non professionisti capita spesso di trovare veri e propri artisti della Fotografia, che fanno della fotografia la propria arte, come i pittori o gli scultori con le proprie tecniche. La distinzione tra fotografia professionale e artistica dunque solo questione di aspetto prettamente di carattere legislativo-commerciale.

La fotografia artistica quindi spesso espletata da fotografi amatoriali che esercitano la propria attivit in maniera non continuativa, e che da regolamento commerciale in vigore effettuano delle cosidette prestazioni occasionali, se retribuiti per un loro lavoro su commissione . Ora, le prestazioni occasionali possono essere di due tipi: o di servizi (lavoro autonomo); o commerciali (redditi diversi dal lavoro autonomo). Nel caso del lavoro autonomo, la prestazione occasionale esente Iva, ma soggetta a ritenuta dacconto. La ritenuta dacconto si versa allErario (Agenzia delle Entrate) in due modi: nel caso di prestazione ad una societ questa si comporta da sostituto dimposta e versa per il fotografo; nel caso di prestazione ad un privato, il fotografo che si dovr attivare ad annotare nella dichairazione dei redditi e versare il dovuto (20% dellimponibile) con il modello F24. Il fotografo non professionista che effettua una prestazione occasionale al proprio cliente deve emettere una ricevuta in duplice copia, in carta semplice indicando le proprie generalit (cognome e nome, luogo e data di nascita, residenza e codice fiscale), quelle del cliente, numerazione progressiva e data del documento, descrizione della quantit, natura e corrispettivo (prezzo in euro) della prestazione (va apposta inoltre la dicitura esente Iva secondo il D.P.R.633/1972 e una marca di euro 1,81 per importi superiori ad euro 77,47). Nel caso in cui il cliente una persona giuridica (societ o ente) il compenso soggetto a ritenuta alla fonte (un importo che dal 1998 commisurato al 20% dellimporto della ricevuta e che il cliente ritiene al fotografo e versa allerario entro il 15 del mese successivo al pagamento tramite modello f24 e dichiarato sul modello 770) e il fotografo percepisce limporto al netto. Il cliente (persona giuridica) entro il 30 aprile dellanno successivo, deve inviare al fotografo occasionale, unattestazione del versamento della ritenuta. Se consideriamo la Fotografia dal punto di vista del soggetto o della situazione ritratta dovremmo parlare di Fotografia naturalistica, Fotografia panoramica, Fotografia ritrattistica, Fotografia documentaria (o fotogiornalistica), Fotografia sociale, Fotografia politica, Fotografia astronomica, Fotografia aerea, Fotografia darte, Fotografia glamour. Ritratto. David Octavius Hill (1802-1870), Robert Adamson (1821-1847) furono tra i primi ritrattisti. Il primo ad intuire le enormi possibilit delle tecniche fotografiche per immortalare personalit, fu il Francese Nadar, ossia Gaspard Flix Tournachon (1820-1910), il Tiziano della Fotografia. Seguirono i ritratti di Julia Margaret Cameron (1851-1879) con grande penetrazione psicologica. Fu la volta del Pictorialism con un metodo di ritrarre i soggetti molto esteriori e deteriori spesso in costume, in Epoca Vittoriana. In questi primi periodi la fotografia veniva utilizzata ricercando limitazione pittorica. Solo allinizio del 900, conlevolversi della tecnica, la Fotografia svilupp una propria espressione artistica (George Eastman, A.G.Bragaglia, Thomas Eakins). Allinterno delle concezione della Bauhaus, Man Ray e Laszlo Moholy Nagy avevano ritratto i soggetti nella purezza e assolutezza svincolandoli dalle emozioni, dal sentimento e dal naturalismo, portando la Fotografia su concezioni prettamente astratte. La fotografia ha spaziato inoltre ovunque con la fotografia documentaristica sociale, politica, (corrispondenti di guerra, crisi sociali [Neorealismo]) La Fotografia darte. La fotografia darte chiamata anche fotografia di ricerca e in Italia ha inizio alla fine degli anni 60 raggiungendo la maturit nella met degli anni 90. Punto di riferimento davvio per i Fotografi artisti al suo apparire era la Galleria il Diaframma di Milano. Gli esponenti pi illustri sono stati Franco Fontana, Paolo Gioli, Luigi Ghirri, Augusto De Luca, Mimmo Jodice. Fotografia Glamour. La Fotografia Glamour pi attenta agli elementi simbolici della fotografia e cerca unenfasi del soggetto ritratto.

Attualmente si cerca di mostrare meno nudit ricercando il nudo implicito, (tecnica handbra ad esempio -la modella, copre le forme pi intime con le mani). La Fotografia glamour ha inizio con le immagini ritratte delle Pin-up intorno agli anni venti del 900. Pubblicit e riviste facevano poco ricorso alla Fotografia Glamour, in quanto era moralmente e legalmente vietato, equiparate come erano alla Pornografia. Alla diffusione del Glamour concorse la rivista Playboy, che nel numero 1 del dicembre 1953 pubblic fotografie dellattrice Marilyn Monroe ritratta nuda. Fotografia documentaria. Accredito nelle manifestazioni. Laccredito consiste in un permesso di ingresso alle manifestazioni, a titolo gratuito, per espletare i diritti di cronaca o per effettuare scatti o riprese audio-video. In linea generale, un evento o manifestazione pubblica o privata che sia, organizzata con un personale di servizio composto da addetti agli ingressi, sicurezza, che vigilano e sorvegliano gli utenti (spettatori, pubblico, invitati ecc.) affinch possano accedervi solo i paganti, gli invitati o gli autorizzati. E premura dellorganizzazione di predisporre levento affinch riscuota successo. A questo punto entra in gioco un elemento estraneo ma molto collegato alla fotografia. E buona norma organizzare una sala stampa affinch si abbia propaganda gratuita o pubblicit dellevento predisponendo opportune campagne e/o comunicati stampa. I comunicati stampa sono strumenti importanti ed economici affinch la stampa pi o meno locale parli della nostra manifestazione. I comunicati stampa sono degli articoli giornalistici predisposti dagli addetti stampa che parlano della manifestazione e che vengono rigirati ai principali media sia locali, nazionali o internazionali. Gli organizzatori, secondo la capienza massima della struttura in cui ha luogo la manifestazione (numero dei posti disponibili totali) ed altre considerazioni stabiliscono un numero di addeti alla stampa che possono aver accesso alla manifestazione, in base alle richieste. Tra questi una buona parte costituita da fotografi e cameraman, che immortaleranno le immagini. In pi esiste sempre qualche fotografo ufficiale della manifestazione, che lavora esclusivamente per essa. Varia da evento ad evento la possibilit di ottenere laccesso. Alcune manifestazioni accettano solo fotografi inscritti a particolari associazioni, o i soli professionisti, o acclarati per le proprie capacit. Altre manifestazioni accettano solo fotogiornalisti, altre prendono un p di tutto Laccredito da pubblicista o giornalista dunque uno dei metodi per avere lingresso alle manifestazioni. Altro modo laccredito da parte di una Testata giornalistica, il pass dellorganizzazione legata allevento. Spesso gli accrediti hanno il limite imposto da spazio, numero, importanza della Testata, altre volte dallordine pubblico e la sicurezza. Inoltre in certi casi occorrono permessi speciali come il Permesso stampa della Questura o il tesserino azzurro (il lasciapassare rilasciato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri). Con gli accrediti si evita di acquistare un regolare biglietto o di ottenere un invito risparmiando i soldi. Alle volte gli scatti sono permessi solo ai fotografi ufficiali della manifestazione. In questo caso dobbiamo rinunciare a fotografare. Ci sono casi in cui il servizio fotografico e/o mediatico venduto in esclusiva ad un particolare media. In questi casi, i concorrenti che non sono riusciti ad ottenere il servizio per se, si fanno sempre pi accaniti e organizzano massicce e accanite spedizioni dei loro addetti (giornalisti, fotografi) per far saltare lesclusiva. In questo caso si parla di un servizio di scoop con gli scatti e le informazioni che sono riusciti ad ottenere, forzando i sistemi di sicurezza. Lorganizzazione o la testata che ha avuto levento in esclusiva, in questi casi predispone un servizio di sicurezza ancora pi accurato con bodyguard professionisti, accessi e barriere e sistemi come ad esempio i famosi ombrellini bianchi nei servizi matrimoniali.

Parte V: Leggi, Privacy, Copyrights, Liberatorie, Paparazzi e Deontologia del fotografo in progress

Manuale Fotografia.
Pubblicato il 22 ottobre 2010 da epistola Parte V: Deontologia del fotografo, normativa, uso personale di una foto, pubblicazione, Liberatorie. Seguitiamo il discorso interrotto nelle precedenti parti: Parte I Storia della Fotografia. Parte II Tecnica fotografica. Parte III ancora sulla Tecnica della fotografia. Parte IV Fotografia Professionale e Artistica. Come abbiamo detto, non esiste un ordine o un albo professionale del Fotografo. Ne consegue che il fotografo, sia amatoriale che professionista, non segue una deontologia professionale specifica. E necessario dunque che il fotografo prenda atto della Normativa in vigore per ci che riguarda e concerne la sua attivit (possiamo trovare diverse indicazioni a seconda dello Stato in cui si effettuano scatti o riprese(1)). Nella Penisola italiana, sono le indicazioni dei Trattati e Convenzioni internazionali, della Costituzione, del Codice Civile e Penale, dei Regolamenti e dei Decreti. Inoltre, il fotografo, per maggiore scrupolo, deve conoscere le indicazioni e i rimandi che lOrdine dei giornalisti fornisce ai propri inscritti, riguardanti la Deontologia. E indispensabile che il fotografo conosca i contenuti secondo i quali gli iscritti dellOrdine operano, in quanto la scrupolosa osservazione di queste indicazioni ci fa rimanere sempre cronisti integri moralmente e legalmente. Normativa e deontologia sono senza dubbio il pi importante materiale di riferimento cui la Giustizia (Magistratura) e la Giurisprudenza ricorre in caso di contestazioni su discutibili o contestate pubblicazioni. Il Diritto e lOrdine dei Giornalisti spesso interagiscono e collaborano tra di loro, per trovare una giustapposizione tra diritto di cronaca e di tutela della riservtezza del cittadino. Questa normativa e il diritto che si forma con le sentenze (Giurisprudenza) presa a riferimento in casi di supposte lesioni del diritto. Pertanto, pur essendo semplici fotografi amatoriali o professionali, in caso di provato comportamento scorretto o illegale, potremmo evitare le pene disciplinari dellOrdine dei giornalisti (in quanto non iscritti), ma saremmo comunque perseguibili secondo le sanzioni penali e civili previste per queste violazioni. C unimportante distinzione tra luso personale che il fotografo fa del suo semplice scatto e luso pubblico che lo stesso o chi per lui pu fare con la pubblicazione, diffusione con qualsiasi mezzo pubblico, media, commerciale, istituzionale. Questa distinzione acquisisce importanza poich il Diritto tratta separatamente i due aspetti. Latto di scattare una foto ha meno restrizioni rispetto alla pubblicazione della stessa. Scatto: uso personale di una fotografia.

Sono pochi i casi in cui lo scatto vietato. In linea generale lo scatto permesso quasi sempre. Possiamo, ad esempio, riprendere liberamente noi stessi (autoscatto), gli oggetti immobili e mobili di nostra propriet, i cari su cui abbiamo la tutela o la patria potest, come i figli (a meno di non ledere i loro diritti individuali). Questi primi casi sono tutelati dalla Convenzione per la salvaguardia dei diritti delluomo (l. 4 agosto1955) richiamata dalla Costituzione allart.2, con i quali si stabilisce la libert dellindividuo; e con lart. 42 della Costituzione e seguenti, per il quale la propriet privata riconosciuta e garantita dallo Stato, salvo il maggiore Diritto pubblico comune. Il problema subentra quando volessimo ritrarre altri individui, propriet di terzi o la pubblica propriet. In questo caso in aiuto del fotografo ricorre la normativa sulla cosidetta libert di panorama o panorama freedom, sancita dalle Leggi nazionali sul diritto di copia (copyright) Legge 22 aprile 1941 n.633. Questa una libert teorica che consente di poter fotografare, edifici, opere darte, soggetti che sono situate in spazi aperti, luoghi pubblici, o eventi pubblici come mostre, esposizioni, concerti ecc. Allaperto e in luoghi pubblici, insomma, lo scatto sempre libero, a meno di casi eccezionali. Questi soggetti ed eventi si possono sempre fotografare, se lo scatto li prevede in maniera prevalente, anche se negli stessi compare qualche terzo individuo o oggetti di propriet privata (a meno che questi ultimi diventino soggetti prevalenti nella fotografia specifica). La carenza e mancanza di leggi specifiche per chi pratica la fotografia, aggiunta alla variabilit dellinterpretazione delle leggi legate al diritto dautore, alla privacy, alla miriade di regolamenti regionali, provinciali e comunali rendono lo liceit nella sua effettuazione sempre molto difficile da valutare. Potremmo essere pi chiari esponendo i casi in cui uno scatto vietato. Lo scatto vietato quando riprendiamo:

terze persone; linterno di una propriet pubblica o privata; gli esterni di strutture private come edifici militari o in prossimit delle zone militari, quelle che rientrano tra gli obiettivi sensibili alle azioni di terrorismo, le strutture chiave di telecomunicazioni, trasporto, servizi pubblici e/o privati come le aziende di telecomunicazioni, produttori e rivenditori di armi, aziende che gestisconoscono gli acquedotti, stazioni ferroviarie pubbliche e private, dighe, centrali elettriche;

Allinterno degli edifici pubblici o privati, anche se aperti al pubblico e nei musei, dobbiamo riferirci alle regole dei proprietari. Se un cartello ci indica il divieto di riprese e scatti, dobbiamo necessariamente astenerci dalleffettuarne. II guardiano o il custode non pu permettersi di sequestrare la fotocamera o la scheda di memoria su cui abbiamo registrato uno scatto non consentito; per pu pretendere larrivo delle forze dellordine (agenti di pubblica sicurezza) che comunque non possono obbligare il fotografo a cancellare o mostrare le fotografie. Quello che per potrebbero praticare di mettere il fotografo pi o meno liceamente in stato di fermo, accompagnarlo in caserma ed ottenere lordine di sequestro della fotocamera o della memoria, da parte del Giudice. Nel caso in cui il fotografo, ritenga ci siano gli estremi (ossia un sequestro di attrezzatura ingiusto ed ingiustificato), potrebbe invocare larticolo 323 del Codice Penale che contempla labuso di ufficio di Pubblico Ufficiale. Meglio comunque optare per una rapida soluzione diplomatica offrendoci di eliminare le foto non consentite dalla scheda, davanti al proprietario o alla persona da questo incaricata. Allintero delle propriet private si pu fotografare solo se il proprietario, o chi per lui, concede l autorizzazione. Lautorizzazione deve ricomprendere sia lingresso alla struttura che il permesso ad effettuare scatti fotografici o riprese.

Scattare in questi casi, in cui vige il divieto, possibile solamente se otteniamo lautorizzazione dal titolare del diritto che conosciuta con il termine liberatoria. Liberatoria. La liberatoria (detta release in Lingua inglese) una dichiarazione (contratto unilaterale o bilaterale) con il quale un sogetto autorizza la ripresa e/o la pubblicazione della propria immagine o di quella di oggetti di propriet, ad un terzo soggetto (fotografo, testata giornalistica ecc.) secondo la Normativa sulla Protezione del diritto dautore e di altri Diritti connessi al suo esercizio, Legge n.633 del 22 aprile 1941 (G.U. 16.07.1941 n.6). La liberatoria va redatta in duplice copia, di cui loriginale sar compilata, firmata e consegnata al fotografo, e la copia al soggetto ripreso. La liberatoria non necessaria nel caso della ripresa di persone note o sconosciute che siano riprese nel corso di manifestazioni o eventi pubblici o di pubblico dominio. Modelli di liberatorie per vari usi, in Lingua italiana e in Inglese. Pubblicazione. In Italia purtroppo, la libert di panorama sancita dalle Leggi nazionali sul copyright ci permette lo scatto ma non la pubblicazione senza liberatoria dei proprietari. Dunque, nella pratica non sarebbe possibile pubblicare senza ricorre allarticolo 70 della Legge 633 del 1941 (Legge sul Diritto dAutore). Questultimo consente la riproduzione fotografia di opere ai fini di cronaca, analisi critica, satira, discussione, purch non costituisca concorrenza allutilizzazione economica dellopera. Al limite estremo, non abbiamo una garanzia certa di restare nella legalit, anche appellandoci a questo articolo, perch la pubblicazione di per s stessa potrebbe essere configurata come concorrenza. In tutti i casi in cui abbiamo incertezze riguardo alla pubblicazione del materiale fotografico, ed possibile, possiamo ricorrere alla liberatoria. Per sviluppare ampliare il discorso sulla liberatoria possiamo dire che legalmente :

un contratto unilaterale, ossia in cui la redazione e la sottoscrizione avviene con lintervento di un solo soggetto, ossia il proprietario del diritto, il modello ecc. che lo cede (a titolo gratuito o oneroso) ad unaltro soggetto, il fotografo, la testata giornalistica ecc. per utilizzarla per scopi generici o specifici secondo la legge; un contratto bilaterale che avviene con la redazione e sottoscrizione di due soggetti, ossia il titolare del diritto e il ricevente.

Ritorniamo alla pubblicazione analizzando la possibilit di utilizzare la riproduzione per diritto di cronaca, satira, critica. Diritti e doveri del cronista sono contemplati nella Normativa italiana, non molto esplicitamente, in diversi contesti che possono essere spesso in contrasto tra loro. Ecco i principali riferimenti: -Lo Stato deve contemperare i diritti fondamentali della persona con il diritto alla cronaca dei cittadini. Lart. 21 della Costituzione tutela la professione giornalistica senza censura o autorizzazioni. Il giornalista deve rendere nota identit, professione, finalit raccolta dati e pu liberamente detenerli per la sua attivit. Persone o fatti possono rientrare nella stesura dellarticolo se sono essenziali per illustrarlo. Il minore ha un trattamento di maggior riservatezza e tutela delle parsonalit. Occorre evitare di soffermarsi su dettagli di violenza, di riprendere persone in stato di detenzione senza consenso dellinteressato, rispettare il diritto senza distinzioni di razza, religione, opinioni politiche, sesso, condizioni personali, fisiche o mentali. La legge tutela anche limmagine e le generalit del malato, della descrizione delle abitutdini sessuali di un individuo.

Queste norme si applicano ai giornalisti professionisti, pubblicisti e praticanti e a chiunque altro, anche occasionalmente, eserciti attivit pubblicistica. A chi viola le seguenti norme, sono applicate le sanzioni previste dalla legge. Le sanzioni disciplinari di cui al Titolo III della legge n. 69/63, si applicano solo ai soggetti iscritti allalbo dei giornalisti, negli elenchi o nel registro. Per ci che concerne lutilizzo che si pu fare delle foto, esercitando il diritto di cronaca, con la loro pubblicazione sui media (con limiti non troppo definiti) o usare per una pubblicit, per merchandising (stampa su brochure, vestiario, souvenirs), ossia un uso non giornalistico. -Il diritto alla propriet privata pu essere invocato dal fotografo a cui viene richiesto di cancellare degli scatti o addirittura di consegnare la fotocamera. Accanto ad un Diritto del cronista, esiste anche il Diritto allimmagine della persona ritratta. Il Diritto del cronista deve rispettare lintegrit e leticit della persona ritratta. Il Diritto allimmagine contemplato sia dal Codice Civile (articolo 10 sull abuso dellimmagine altrui), sia dalla Legge sul Diritto dautore (Legge 633/1941) . Il Diritto dautore allarticolo 96 stabilisce che il ritratto di una persona non pu essere n esposto, n riprodotto, n messo in commercio senza suo espresso consenso. Larticolo 97, continua dicendo che il consenso della persona ritrattata non occorre quando la riproduzione dellimmagine giustificata dalla notoriet o dallufficio pubblico coperto, da necessit giudiziali o di pubblica sicurezza, da fini culturali, scientifici, didattici, quando la pubblicazione rilevante ai fini della cronaca su fatti, cronache, avvenimenti, cerimonie pubblicche. La foto che ritrae un individuo non pu essere pubblicato, quando pu arrecargli pregiudizio. Abbiamo visto che fotografia e cinema si intersecano sin dagli arbori, ed anche per ci che riguarda le precauzioni nelleffettuare scatti e riprese e nella loro diffusione ritornano ancora ad intrecciarsi. Dobbiamo parlare dunque di un degno comportamento morale da seguire, perch spesso capita di scattare o riprendere legalmente degli eventi o dei fatti che potrebbero essere non moralmente gratificanti per chi ripreso. Tali operatori (fotografi o cameraman) senza scrupoli che passano sopra a qualsiasi conseguenza e individuo, sempre pronti a seguire ed immortalare e riprendere scoop, passano sotto il nome di paparazzi. Il termine preso direttamente dalla pellicola capolavoro degli anni 60, La Dolce Vita di Fellini; film in cui Marcello Mastroianni si rivolgeva a pi riprese al fotografo, con questo appellativo bizzarro, termine che poi passato internazionalmente alla storia. Austria: La libert di ripresa e scatto in luoghi pubblici include gli spazi esterni e le zone accessibili al pubblico allinterno degli edifici.
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