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LINDUSTRIAL DESIGN

Che cos lindustrial design?


Il termine design, diffuso in Italia dalla met del secolo scorso, unabbreviazione dellespressione inglese industrial design (disegno industriale) che si riferisce alla progettazione di oggetti producibili industrialmente, in serie (oggetti duso, mobili e complementi darredo, come lampade, elettrodomestici, utensili, mezzi di trasporto e cos via). Tale progettazione appare incentrata sulla ricerca di una perfetta simbiosi tra forma e funzione, ossia di unintegrazione il pi possibile efficace e armonica tra aspetti tecnologico-funzionali e qualit estetico-formali. Per questo motivo non appartengono allambito del design prodotti industriali nella cui progettazione vengono studiati unicamente caratteri funzionali e tecnici (ingranaggi di macchine, componenti di un motore o circuiti di un computer), ignorando quelli estetici. Allo stesso modo, non sono oggetti di design tutti quei prodotti in cui viene privilegiato laspetto estetico, di ricerca formale e volumetrica, senza tenere conto della funzionalit o di nuove soluzioni tecniche. Quando un oggetto gi esistente viene solo rivisitato a livello estetico, senza apporti tecnici o funzionali significativi, si parla di redesign o styling, ossia di unoperazione di cosmesi (cos definita dal critico darte Gillo Dorfles) tesa a rinnovare limmagine delloggetto per incentivarne il consumo, non elaborando per un progetto nuovo (figg. 2a e 2b). Ci avveniva, ad esempio, negli anni Trenta nel mercato delle automobili americane, in cui i nuovi modelli presentavano solo abbellimenti estetici della carrozzeria. Conoscenze il rapporto tra forma e funzione nelloggetto di design levoluzione e le tendenze del design

1 Achille e Pier Giacomo


Castiglioni, lampada Snoopy, 1967 (prod. Flos).

2 (a) Marcel Breuer, poltrona Vasilij, 1925-27 (prod. Knoll dal 1968); (b) Alessandro Mendini, redesign della poltrona Vasilij, 1978 (prod. Alchimia). Alla fine degli anni Settanta Mendini ridisegn alcuni pezzi classici del design, sia perch era convinto che i progettisti non potessero pi creare nulla di nuovo, sia per dimostrare che un banale intervento decorativo pu conferire un diverso contenuto intellettuale a un oggetto. Si tratta quindi di un redesign particolare, diverso dal comune styling a scopo consumistico.

2a

2b

E. Tornaghi, La forza dellimmagine e Il linguaggio dellarte. Seconda edizione Loescher editore, 2010.

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Il rapporto tra forma e funzione nelloggetto di design
Lautentico industrial design dovrebbe tendere a una sempre maggiore efficacia del rapporto forma-funzione, non privilegiando uno solo dei due aspetti ma valutandoli e sviluppandoli parallelamente nelliter progettuale, in modo che risultino totalmente integrati nel prodotto finale. Ogni progetto di design dovrebbe apportare uninnovazione o una modifica significativa, capace di elevare la qualit complessiva delloggetto a livello funzionale, estetico, materico, tecnologico rispetto a prodotti precedenti della stessa tipologia. Il rapporto tra forma e funzione pu nondimeno essere concepito in molti modi diversi: alcuni designer cercano di nascondere la struttura o le soluzioni tecniche (meccanismi, ingranaggi o impianti elettrici) che determinano la funzionalit delloggetto, altri tendono invece a evidenziarle e a valorizzarle (fig. 5). Alcuni progetti si basano principalmente sulla ricerca di funzioni e processi produttivi avanzati, altri sullo studio di nuovi volumi e forme visivamente accattivanti o sullutilizzo di materiali esaltati nelle loro peculiarit estetiche e strutturali (texture, colore, propriet fisiche e cos via). Nel corso degli anni, si inoltre sviluppata una crescente attenzione allergonomia, scienza applicata tesa a ottenere la massima funzionalit di oggetti, strumenti e macchine in rapporto alle modalit di utilizzo, quindi alle proporzioni e alle caratteristiche anatomiche del corpo umano. Un rapporto ideale tra forma e funzione, per, vista anche la ricchezza delle possibilit oggi offerte al progettista dal progresso tecnologico, si ha quando esiste un perfetto equilibrio tra i due aspetti, ossia quando le scelte estetiche compiute sembrano conseguenti alla funzione e viceversa, senza prevaricazioni o forzature.

3 Achille e Pier Giacomo


Castiglioni, lampada da tavolo Taccia, 1962 (prod. Flos). La lampada, dal disegno estremamente

elegante, nasconde nella base un faretto, la cui luce si diffonde riflettendosi sulla parte interna del coperchio.

4 (a) Alberto Meda


e Paolo Rizzatto, lampada da tavolo Fortebraccio, 1998 (prod. Luceplan). Gli snodi consentono la perfetta mobilit della lampada e il suo orientamento (b).

4a

4b

5 Jonathan Ive, amplificatore per basse frequenze iSub, 1999 (prod. Harman Kardon). Lamplificatore iSub a tutti gli effetti un elemento darredo: costituito da un involucro dalla forma accattivante e perfettamente trasparente, lascia vedere gli elementi e i circuiti posti al suo interno. 2

E. Tornaghi, La forza dellimmagine e Il linguaggio dellarte. Seconda edizione Loescher editore, 2010.

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Le origini dellindustrial design


Lapplicazione di ricerche estetico-formali proprie delle arti a oggetti funzionali, di utilizzo quotidiano, ha origini antiche: anche nel passato, infatti, molti artisti si sono occupati dellideazione di oggetti comuni (arredi e suppellettili) che venivano prodotti artigianalmente. Nel XIX secolo, con lavvento dellindustrializzazione, dopo una prima e lunga fase in cui i prodotti seriali abbinavano funzionalit e tecnologia a una scarsa qualit estetica, molti architetti e artisti cominciarono a dedicarsi alla progettazione industriale, in alcuni casi sollecitati dagli imprenditori. Lindustrial design nacque quindi dallesigenza di elevare, soprattutto dal punto di vista estetico, gli oggetti fabbricati in serie dallindustria al livello di quelli, pi pregevoli e costosi, prodotti dallartigianato artistico. Dagli ultimi decenni dellOttocento, e per tutto il corso del Novecento, diversi movimenti e scuole di arti applicate e design hanno dimostrato che possibile conferire alloggetto industriale un alto valore formale. Particolarmente significative appaiono, sul piano storico-artistico e tecnologico, le esperienze delle Arts & Crafts in Gran Bretagna e del Bauhaus in Germania. Il movimento delle Arts & Crafts sorse in Inghilterra intorno al 1880 per iniziativa di un gruppo di artisti e intellettuali, tra i quali William Morris. Dopo un primo periodo in cui rifiutarono la produzione industriale in serie, vista come distruzione della tradizione artigianale, essi affermarono la necessit di porre rimedio alla mediocre qualit tecnica ed estetica degli oggetti prodotti industrialmente, e si impegnarono a tale scopo (figg. 6-8).
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6 William Morris, carta da


parati Pimpernel, 1876. Larte del popolo per il popolo promossa da Morris si ispir inizialmente al Medioevo.

Il linearismo raffinato di questa decorazione floreale, per, riflette gi pienamente leleganza della nascente Art Nouveau.

7 Christopher Dresser,
portatoast, 1880 ca. Il portatoast in metallo argentato estremamente attuale nella concezione e nella forma, pur risalendo a 130 anni fa. Dresser

fu un versatile creatore di oggetti innovativi, a volte geometricamente rigorosi anticipando tendenze future a volte decorati in modo vistoso ma elegante, secondo il gusto del suo tempo.

8 Charles R. Ashbee, caraffa


con montatura in argento, 1901 (prod. Guild of Handicraft). Il designer e architetto inglese fond la School of Handicraft di Londra (1888) e fu uno

dei fondatori del movimento Arts & Crafts. In seguito, per, mut le sue concezioni, anticipando lideologia macchinista che avrebbe caratterizzato il design a partire dagli anni Venti.

E. Tornaghi, La forza dellimmagine e Il linguaggio dellarte. Seconda edizione Loescher editore, 2010.

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Molto importante fu poi lesperienza della scuola del Bauhaus. Essa fu fondata in Germania da Walter Gropius nel 1919 e venne chiusa dal regime nazista nel 1933 per reprimere gli ideali democratici che lanimavano. Questa scuola, in cui insegnarono molti tra i pi grandi artisti del tempo, si pose lobiettivo di superare la distinzione tra arte, artigianato e produzione industriale attraverso lelaborazione di linguaggi nuovi e linterazione tra esperienza artistica, tecnologia industriale e studio della psicologia e della fisiologia umana. Uno degli scopi principali del Bauhaus fu quello di ideare oggetti di qualit prodotti in serie, in cui avessero grande rilevanza gli aspetti di carattere estetico-artistico, la funzionalit e gli aspetti tecnologici relativi alla scelta dei materiali e ai costi dei processi produttivi. Il design industriale assunse quindi un importante ruolo sociale, in quanto mirava alla diffusione di oggetti esteticamente e funzionalmente validi ma il pi possibile economici, al fine di elevare per tutti la qualit della vita. Gli ideali etico-sociali e le ricerche formali, strutturali, materiche e tecnologiche elaborate al Bauhaus ebbero fondamentali e profonde conseguenze sulla storia del design: si proponeva infatti una nuova concezione delloggetto, la cui bellezza non coincideva pi con la ricchezza decorativa del costoso pezzo artigianale, ma con una purezza geometrico-lineare strettamente legata allefficacia funzionale e alleconomicit produttiva (figg. 9-11).

9 Gunta Stolzl, arazzo,


1927-28, lana su trama di lino, h. m 1,30 (prod. Bauhaus).

10 Marcel Breuer, sedia,


1923 (prod. Bauhaus). Lintelaiatura in legno, mentre la seduta e lo schienale sono in tessuto.

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11 (a) Marianne Brandt,


servizio da t e caff, 1924 (prod. Alessi); (b) Richard Sapper, bollitore, 1983 (prod. Alessi). Il linguaggio della sintesi formale, della geometria pura, va oltre il mutare dei tempi e delle mode: lo dimostra lanalogia volumetrica e materica tra il bollitore di Sapper per Alessi e il servizio progettato al Bauhaus dalla Brandt sessantanni prima. Questultimo stato infatti rimesso in produzione proprio da Alessi nel 1985, insieme ad altri celebri pezzi dei designer del Bauhaus.
10 11b

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I princpi del Bauhaus


da un volantino del Bauhaus scritto da Walter Gropius (1926)

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12 Wilhelm Wagenfeld,
lampada da tavolo, 1924 (prod. MDF).

La lampada ancora un modello per il design del settore.

Il Bauhaus vuol dare il suo contributo allo sviluppo contemporaneo del problema dellalloggio, dal pi semplice utensile domestico alla casa dabitazione rifinita in tutti i suoi particolari. Nella convinzione che tutto ci che fa parte dellarredamento e dellutensileria domestica abbia una relazione con linsieme, il Bauhaus si propone di determinare, attraverso un lavoro sistematico di ricerca, teorico e pratico, nei campi formale, tecnico ed economico, la forma di ogni oggetto sulla base delle sue funzioni e del suo condizionamento naturali. [] Perch un oggetto un recipiente, una sedia, unabitazione possa funzionare in modo appropriato bisogna innanzitutto indagarne la natura; esso deve infatti conformarsi perfettamente alla sua finalit, cio deve assolvere in modo pratico le sue funzioni, e devessere durevole, economico e bello. [] Solo non perdendo mai di vista i progressi della tecnica e scoprendo nuovi materiali e nuovi metodi di costruzione, lindividuo che si occupa della progettazione di nuove forme acquista la capacit di stabilire una relazione viva tra gli oggetti e la tradizione e di sviluppare, a partire da questo punto, un nuovo atteggiamento verso la tecnica: risoluta accettazione dellambiente vivo delle macchine e dei veicoli; figurazione organica degli oggetti sulla base della loro propria legge legata al presente, senza abbellimenti romantici e stravaganze; limitazione a forme e colori fondamentali tipici, comprensibili per chiunque; semplicit nel molteplice, economia di spazio, materia, tempo e denaro. [] Le officine del Bauhaus sono essenzialmente laboratori in cui si realizzano e si perfezionano continuamente modelli, tipici del nostro tempo, fino a renderli maturi per la produzione in serie. In questi laboratori il Bauhaus former un nuovo tipo, finora inesistente, di collaboratori per lindustria e lartigianato; questi uomini padroneggeranno in ugual misura gli aspetti tecnici e quelli formali della produzione.

13 (a e b) Gustav
Hassenpflug, tavolo pieghevole, 1928. Il tavolo chiuso ha una larghezza di soli 9 cm. Esso dimostra linteresse dei designer del Bauhaus per la bellezza e la funzionalit degli oggetti.
13a 13b

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Il design contemporaneo
Il design ha presentato molteplici concezioni nel corso della sua storia, in quanto sempre stato profondamente legato al contesto storico, culturale, artistico, sociale e geografico di appartenenza, quindi al pensiero di progettisti e scuole differenti. Negli Stati Uniti a partire dagli anni Trenta del Novecento si svilupp una tendenza definita styling, che privilegiava lo studio dellaspetto estetico degli oggetti, finalizzato prevalentemente allincentivazione del consumo dei prodotti industriali. Nei paesi scandinavi invece si svilupp, sullesempio delle ricerche dellarchitetto finlandese Alvar Aalto, un design che puntava sulluso di materiali di origine naturale e sulla realizzazione di oggetti di facile utilizzo. La funzionalit non era lunico obiettivo perseguito da Aalto e dagli altri designer, poich gli oggetti da loro realizzati con materiali tradizionali, come il legno o il vetro, dovevano anche essere in grado di soddisfare i bisogni psicologici dei loro utenti, risultando esteticamente piacevoli e naturali grazie alle loro forme curve e organiche (figg. 14 e 15). Essi si ponevano cos in decisa polemica con lapproccio al design proposto dal Bauhaus, che per leccessivo rigore formale non era apprezzato dal grande pubblico. Nel secondo dopoguerra in Germania, grazie soprattutto ai designer della Scuola superiore di Progettazione di Ulm, diretta da Max Bill (formatosi alla scuola del Bauhaus) e in seguito da Toms Maldonado, fu ulteriormente approfondito il rapporto tra lattivit progettuale del designer e i processi di produzione industriale. Le teorie elaborate a Ulm portarono alla definizione di un linguaggio detto della buona forma (in tedesco gute Form), che assunse un carattere internazionale. Tale linguaggio, che si basava su una costante ricerca di praticit, razionalit, semplicit ed economicit, costitu anche il principio stilistico di base del Funzionalismo (fig. 16).

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14 Tapio Wirkkala, sedia,


1955 (prod. Asko). Wirkkala incideva personalmente i laminati per conferire loro una venatura simile a quella presente naturalmente nel legno.

15 Alvar Aalto, vaso Savoy, 1936 (prod. littala). Per la forma di questo vaso Aalto si ispir a un paesaggio naturale, a lui e ai suoi utenti molto familiare: il profilo delle coste finlandesi.

16 Jakob Jensen, giradischi


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Beogram 4000, 1972, (prod. Bang & Olufsen).

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Generalmente gli oggetti progettati in ambito funzionalista furono caratterizzati, oltre che da una qualit formale molto alta, da una notevole attenzione allutilit pratica, da un discreto grado di sicurezza e di resistenza, da forme ergonomiche e da una chiara visualizzazione duso, che consentisse cio di comprendere immediatamente come maneggiarli o utilizzarli. Secondo la teoria funzionalista, quindi, le funzioni delloggetto devono essere immediatamente evidenti e tradotte in forme caratterizzate da un elevato livello di ordine geometrico, nel rispetto del principio irrinunciabile della forma che segue la funzione: tutto ci che pu essere considerato superfluo o inutile rispetto alla pura funzione va eliminato (fig. 17).

Il caso italiano
LItalia assunse, a partire dal secondo dopoguerra, un ruolo di guida a livello internazionale nellambito del design automobilistico con Nuccio Bertone e gli allievi Sergio Pininfarina (fig. 18) e Giorgetto Giugiaro, delle lampade e dei mobili con designer quali i fratelli Castiglioni, Joe Colombo, Vico Magistretti (fig. 19), Carlo Scarpa e Carlo Mollino, delle macchine per ufficio con Marcello Nizzoli (fig. 20) e Rodolfo Bonetto, solo per citare alcuni esempi.
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17 Hans Gugelot
e Dieter Rams, radiogiradischi Phonosuper SK 4, 1956 (prod. Braun). Oltre al Phonosuper, anche molti altri oggetti progettati da designer

funzionalisti vennero prodotti da Braun. Questa azienda tedesca, nata negli anni Venti, era molto attenta a coniugare progresso tecnologico, funzionalit ed estetica.

18 Sergio Pininfarina,
Testarossa, 1984 (prod. Ferrari). Il design di automobili, moto, biciclette, ma anche di altri mezzi di trasporto quali pullman, treni e barche rappresenta un settore molto vasto dellindustrial design.

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19 Vico Magistretti,
lampade Eclisse, 1967 (prod. Artemide). Il paralume pu ruotare, lasciando a vista lintera fonte luminosa o coprendola progressivamente come accade, appunto, nelleclissi di sole o di luna.
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20 Marcello Nizzoli,
Lettera 22, 1950 (prod. Olivetti). Si tratta della prima macchina per scrivere portatile, da cui derivarono i modelli successivi: certamente funzionale, ma anche bella da vedere.

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Nel corso degli anni Settanta e Ottanta nacque il Radical Design, una tendenza in contrasto con il design di stampo funzionalista, che proponeva il recupero della decorazione, delle tradizioni popolari e del kitsch (termine comunemente usato come sinonimo di cattivo gusto, che indica anche oggetti sovraccarichi di elementi decorativi oppure che imitano materiali e stili). I gruppi Archizoom Associati, Memphis (guidato da Ettore Sottsass) e Alchimia (guidato da Alessandro Mendini) hanno in genere prodotto oggetti che rientrano in questa tendenza in cui, in linea con le ricerche postmoderne, lostentazione delloriginalit estetica e dellaspetto ludico prevalgono sulla ricerca tecnica e sulla funzionalit (figg. 21-23). Tali gruppi, riconducibili al movimento dellAnti-Design, hanno elaborato oggetti usando nuovi linguaggi pi liberi e fantasiosi, irrazionali ed espressivi, assimilabili per alcuni aspetti a quelli delle arti figurative. Ad esempio, alcuni dei loro progetti furono realizzati presso laboratori artigianali in pezzi unici o in un numero molto limitato di esemplari, e vennero poi venduti come opere darte a un pubblico elitario attraverso un circuito di gallerie specializzate. Questi designer hanno quindi infranto i confini tra arte e artigianato, svincolandosi dalla progettazione industriale e dalla funzione sociale comunemente attribuita al design.
22 Alessandro Mendini,
sedia Scivolando, 1983 (prod. Gavina per Alchimia).

21 Ettore Sottsass,
libreria Carlton, 1981 (prod. Memphis). Questo mobile divisorio in laminato plastico appartiene a una serie di arredi molto costosi e certamente di nicchia. Il gruppo Memphis, movimento internazionale di arti applicate attivo anche

nella produzione, nacque a Milano nel 1981 da unidea di Sottsass e di altri designer, e propose una concezione antifunzionalista del design. Nella libreria Carlton il valore decorativo del laminato, materiale povero, viene valorizzato tramite colori e texture.

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23 Archizoom, spazio
modulare Safari, 1968 (prod. Poltronova).

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Le tendenze degli ultimi anni


In ambito internazionale il design attuale si confronta con le rivoluzionarie innovazioni operate dai grandi designer del Novecento allo scopo di superarle, coniugando alta tecnologia e materiali naturali o artificiali a una pluralit di funzioni e linguaggi formali. A dispetto della complessit del panorama pi recente, si possono evidenziare due tendenze fondamentali: luna di stampo funzionalista applicata a tutti i settori della produzione industriale (figg. 24 e 25), laltra che d grande rilievo alle valenze estetiche ed espressive ed applicata prevalentemente ai mobili, agli oggetti darredamento e alle lampade. Questultima tendenza, i cui maggiori esponenti sono Ron Arad (fig. 26), Philippe Starck (fig. 27) e Michael Graves, punta molto sugli aspetti psicologici del design creando oggetti dalle forme particolarmente seducenti.

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24 Norman Foster,
tavolo Nomos, 1986-88 (prod. Tecno).

25 Mario Bellini, sedia Cab,


1976 (prod. Cassina).

26 Ron Arad, lampada


estensibile Ge-Off Sphere, della serie Not Made by Hand, Not Made in China, 2000 (prod. Gallery Mourmans).

27 Philippe Starck,
lampada da tavolo Ar, 1988 (prod. Flos).
26a 26b 26c 27

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Con la crescente globalizzazione delleconomia di mercato, il design ha assunto un ruolo sempre pi rilevante nel consentire ai produttori di raggiungere mercati diversi con oggetti sempre pi accattivanti e competitivi. Tale finalit esplicitamente dichiarata dallo studio Lunar Design di Palo Alto in California: Il nostro obiettivo risolvere i problemi di marketing, mettendo in contatto marchi, tecnologia e consumatori in modi innovativi e coinvolgenti. Il design oggi arrivato a comprendere una tale gamma di prodotti, tendenze, idee e tecnologie da condizionare la nostra esperienza del mondo e la percezione che abbiamo dellambiente. I grandi designer dei nostri giorni sono dunque coloro che hanno la capacit di intuire i bisogni della gente: essi lavorano al fine di migliorare la qualit della vita attraverso la progettazione di soluzioni innovative, che talvolta trascendono la natura e la forma tradizionale degli oggetti. Il design attuale presenta cos tipologie oggettuali assolutamente nuove e originali. Sono sempre pi numerosi, ad esempio, mobili e oggetti multifunzionali e trasformabili, ideati per gli spazi ridotti dellabitare attuale: essi rappresentano nuove tipologie ibride capaci di fondere pi funzioni diverse in un unico oggetto o elemento darredo (figg. 29 e 30).

28 Lunar Design, luce notturna Glimo, 1999.

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29a

29b

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29 Shin e Tomoko Azumi,


sedia trasformabile in tavolino, 1998 (prod. Shin + Tomoko Azumi).

30 Lorenzo Damiani,
Cometumivuoi, 2003. Il tavolo e le panche possono essere rapidamente assemblati per formare un divano: rovesciando il tavolo si ottengono lo schienale e i braccioli; le panche si uniscono e formano la seduta: dentro una di esse sono contenuti dei cuscini. Il rivestimento di questi mobili dalla duplice funzione in spalmato poliuretanico zigrinato ed perfettamente lavabile.

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Nuovi materiali e tecnologie innovative


Una delle principali ragioni della continua innovazione che caratterizza il design degli ultimi anni la sempre maggior disponibilit di materiali di nuova elaborazione forniti, in buona parte, dalla ricerca in ambito scientifico. Possono cos essere usati materiali con caratteristiche talmente nuove da disorientare la nostra percezione come, per fare qualche esempio, le ceramiche flessibili, le plastiche in grado di emettere luce, le schiume di metallo o il cemento talmente leggero da poter galleggiare nellacqua. La complessit del lavoro progettuale, nel lungo e spesso difficile iter che conduce dallidea alla produzione effettiva, oggi si accompagna quindi a unofferta sempre pi ampia di tecnologie sofisticate e di materiali, che consentono la realizzazione, un tempo impensabile, di progetti dotati di caratteristiche estetiche e funzionali originali e innovative. Ad esempio, i gel di poliuretano, come il TechnoGel, il Levagel e lErgogel, utilizzati in campo medico per i teli dei tavoli operatori, per i cuscini antidecubito e per i dispositivi ortopedici (ginocchiere, cavigliere e cos via), sono stati impiegati di recente anche nel design per realizzare sedili o braccioli morbidi ed ergonomici (fig. 31). Anche nel vasto ambito dellilluminazione le sperimentazioni sono infinite, a livello sia formale che materiale. Recente lutilizzo dei LED (Light Emitting Diode, dispositivi elettronici in grado di visualizzare informazioni digitali sotto forma di caratteri luminosi) nella creazione di lampade innovative (fig. 32). I materiali tradizionali come stoffe, rafia, giunco, metalli, cartone (per mobili da montaggio fai da te) e legno possono essere lavorati e impiegati in modo innovativo (fig. 33). Ad esempio, alcuni giovani designer hanno recentemente utilizzato in modo sperimentale il coverflex strutturale: pannelli di legno opportunamente fresati e quindi dolcemente curvati per ottenere diversi elementi darredo. Trasparenza, adattabilit, leggerezza unita a resistenza, uniformit e uso di materiali prima inutilizzabili sono qualit spesso consentite da nuovi processi di lavorazione e produzione.
33 Frank O. Gehry, poltrona Little Beaver, 1980 (prod. Vitra). Con la serie denominata Experimental Edges, Gehry ha sperimentato le potenzialit del cartone ondulato nella progettazione di arredi. Tale serie stata prodotta in edizione limitata.

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31 Werner Aisslinger, sedia e sgabello Soft Cell, 2000 (serie


limitata). Le sedute sono realizzate in gel di poliuretano.

32 Ron Arad, Lolita, 2004 (prod. Swarovski). Questo lampadario formato da pi di mille LED che si illuminano formando il testo degli SMS inviati

dai telefoni cellulari: le parole, ricevute da un dispositivo elettronico, si formano alla sommit per scendere lentamente lungo la spirale formata dalle luci.

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Linfluenza delle nuove tecnologie informatiche, applicate sia alla progettazione con i software CAD (Computer Aided Design) sia alla produzione con i software CAM (Computer Aided Manufacturing), ha consentito di creare oggetti altamente innovativi, multifunzionali, dalle forme complesse o miniaturizzati. Tali tecnologie permettono anche lautomazione del percorso che conduce dallideazione allo stampaggio: i progetti, elaborati al computer, viaggiano in rete e vengono direttamente tradotti in modelli in resina tramite i recenti processi di rapid prototyping (RP) o prototipazione rapida. Da qui possono passare alla fabbricazione, consentendo un continuo e veloce scambio di informazioni. Internet ha cos contribuito a facilitare la diffusione di ricerche e la realizzazione di prototipi riducendo i tempi necessari alla progettazione e i costi della messa in produzione.
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34 Ron Arad, poltroncina


MT3,

2005 (prod. Driade).

Anche nella realizzazione effettiva dei prodotti sono state sviluppate nuove tecniche. Un esempio il rotomoulding, o stampaggio rotazionale, grazie al quale si ottengono corpi cavi in plastica (fig. 34). In precedenza non esistevano soluzioni adeguate per realizzare oggetti di questo tipo. Tutti i progressi e le sperimentazioni riguardano sia la ricerca di innovazioni tecnologico-produttive, materiche, ma anche formali e funzionali, in rapporto a nuovi stili di vita.

La nascita di unetica del design


Alcuni designer stanno promuovendo da qualche anno luso della tecnologia finalizzato alla realizzazione di oggetti semplici che tengano conto delle reali necessit umane, rivalutando luso di materiali naturali e processi produttivi a bassa tecnologia o comunque a basso impatto ambientale. Le ricerche pi allavanguardia nellambito del design sono attualmente proprio quelle che considerano ogni singola idea valutando attentamente tutte le conseguenze della sua realizzazione in termini di risorse energetiche, di materiali, di processi di produzione, di gestione degli scarti e riduzione degli imballaggi, fino alla valutazione delle modalit di riciclaggio ed eliminazione delloggetto dopo luso. Il compito del designer contemporaneo sarebbe quindi quello di indirizzare i consumatori verso linee di prodotti sostenibili e in grado di rispondere con semplicit ai bisogni reali della societ (figg. 35 e 36). Dalla consapevolezza che i designer dimostrano per le conseguenze delle loro scelte nata unetica del design, che molto probabilmente influenzer il futuro della progettazione industriale.

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35 Singgih Kartono,
Wooden Radio, 2009 (prod. Magno). Questa radio stata realizzata dal designer affiancato da trenta artigiani in un piccolo villaggio dell'Indonesia. Il legno utilizzato per produrla stato scelto nelle immediate vicinanze del villaggio e gli alberi abbattuti sono stati sistematicamente sostituiti da nuove piante.

36 Pia Walln,
pantofole in feltro, 1992 (prod. Cappellini). La tecnica per ottenere il feltro il modo pi antico di lavorare le fibre tessili. Pia Walln ha voluto realizzare cos degli oggetti che unissero il nuovo design a una tradizione povera che per molto tempo ha rappresentato unindispensabile risorsa per luomo.

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Il lavoro del designer


Lindustrial designer, comunemente abbreviato in designer (da non confondere con il visual o il WEB designer, che operano nel settore grafico e multimediale), un progettista di oggetti duso, mobili e suppellettili destinati alla produzione industriale, laureato in architettura o in disegno industriale. Anche molti creatori di oggetti formalmente ricercati si autodefiniscono designer, bench siano in realt degli artigiani-artisti. Lindustrial designer quindi lideatore del progetto di cui elabora la forma in rapporto alla funzione, studiando inoltre nuove soluzioni di carattere tecnico, sperimentando nuovi materiali e metodi produttivi, generalmente con lausilio di uno staff di collaboratori: assistenti progettisti, disegnatori esecutivisti, prototipisti, tecnici specializzati e ingegneri per consulenze specifiche, e addirittura esperti di marketing se progetta per grandi aziende. Tale lavoro di quipe finalizzato a raggiungere il miglior esito funzionale, estetico e commerciale, contenendo il pi possibile i costi e favorendo cos la diffusione delloggetto a unutenza pi ampia possibile a meno che non si voglia ottenere un prodotto di lite destinato a pochi fruitori molto abbienti, come spesso accade per un certo design davanguardia (fig. 37). Si tratta quindi di un lavoro svolto analizzando e sviluppando contemporaneamente diversi aspetti, in modo che nessuno prevalga a scapito di un altro compromettendo la qualit globale e la fattibilit del progetto.
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Lidea iniziale (il concept) nasce generalmente dallosservazione attenta della realt e dalla conoscenza dei molteplici fattori che contribuiscono alla realizzazione del progetto. Infatti, pur potendosi esprimere liberamente attraverso scelte formali, materiche e tecniche, il designer a differenza dellartista deve tener conto di numerosi vincoli, ponendo in primo piano la funzionalit, la scelta dei materiali pi idonei in rapporto alle tecnologie disponibili per la produzione e lassemblaggio, i costi, laspetto ecologico, il tutto in base alle esigenze del committente e dei futuri fruitori. Ogni oggetto nasce quindi solo dopo unapprofondita analisi dellesistente e delle nuove possibili richieste del mercato, con un costante aggiornamento relativo alle ricerche gi in atto nei diversi ambiti inerenti allo sviluppo del progetto.

37 Ettore Sottsass, vaso Senza Spiegazioni, dalla serie Ruins


Collection, 1992 (prod. Design Gallery Milano).

ANTI-DESIGN: vedi p. 8

38 (a) Philippe Starck,


studio progettuale per lo spremiagrumi Juicy Salif, 1988, e (b) loggetto realizzato, 1990 (prod. Alessi). Il celebre designer francese, le cui opere dalle forme sinuose e accattivanti sono le pi prodotte nel mondo, riuscito a rinnovare una tipologia molto tradizionale: lo spremiagrumi, prima strumento esclusivamente funzionale, infatti divenuto un oggetto bello da esibire, per la forma originalissima e le proporzioni slanciate. Si noti che lo studio grafico presenta una variante rispetto alloggetto definitivo.
38a 38b

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Nella progettazione lidea viene progressivamente elaborata, dapprima con schizzi grafici, poi tramite disegni pi definiti o con la creazione di un primo modello di studio tridimensionale. Si tratta di fasi importanti, che consentono di sperimentare, apportando continue correzioni e modifiche, la validit e leffettiva realizzabilit del progetto. La progettazione trova ulteriore sviluppo nellesecuzione di disegni tecnici definitivi in scala, svolti ancora a mano dai grandi designer del secolo scorso (fig. 39), ma ormai da tempo eseguiti a computer tramite CAD e programmi di modellazione solida. Tali software vengono costantemente rinnovati, per simulare sempre meglio la struttura del futuro oggetto e studiarne nei minimi dettagli laspetto volumetrico, materico e cromatico (fig. 40). Con il computer possibile evidenziare e risolvere problemi in modo rapido ed economico prima di procedere alla realizzazione dei diversi prototipi che, valutati e progressivamente corretti, conducono al prototipo definitivo, ormai molto simile al prodotto finale. Se tutto funziona, una volta testate le reali caratteristiche del progetto, si passa alla produzione, quindi alla distribuzione e alla vendita.

39

40a

39 Achille Castiglioni,
disegno della poltrona Sanluca, 1960. Il designer ha studiato i vari pezzi che costituiscono la poltrona e il loro assemblaggio.

40 Due schermate del


software di progettazione CATIA (Computer Aided Three-dimensional Interactive Application). Nella figura a possibile vedere il passaggio dalle proiezioni ortogonali allautomobile tridimensionale; nella figura b una parte di un apparecchio fotografico viene elaborata, mentre loggetto intero visibile da un altro punto di vista. Il CATIA stato sviluppato dalla softwarehouse francese Dessault Systmes ed distribuito da IBM.
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Levoluzione storica di un oggetto di design: la sedia


Cos affermava nel 1953 il designer George Nelson: Tutte le idee profondamente originali, tutte le rivoluzioni in materia di design, tutte le sperimentazioni di materiali nuovi, tutte le innovazioni tecnologiche relative alla produzione di mobili, hanno trovato la loro espressione pi compiuta nella sedia. In questo modo egli sintetizzava un dato importante: levoluzione tecnologica ed estetica che caratterizza lindustrial design si riflette pienamente in quella della sedia, elemento darredo con cui si sono misurati tutti i maggiori designer.

Un progetto complesso nella sua semplicit


Nella sua apparente semplicit, la sedia deve rispondere efficacemente a numerose esigenze funzionali: anzitutto il riposo del corpo, ma anche la possibilit di mangiare, leggere, scrivere, lavorare o aspettare comodamente. Deve garantire una postura corretta e quindi essere ergonomica; deve avere unaltezza standard, ossia adatta a una persona di statura media, permettendo di poggiare i piedi a terra e di scaricare il peso sulle ossa del bacino e delle gambe. Molte persone trascorrono gran parte della giornata sedute, perci ununica sedia deve consentire di variare spesso la posizione del corpo, assumendo molteplici posture. inoltre importante il significato simbolico della sedia, concepita come espressione di uno status sociale, di potere (la sedia del capo, ad esempio, una poltrona girevole imponente e comoda, lussuosa e costosa, diversa dalle sedie dei normali impiegati).
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Infine, ha grande rilievo la scelta del materiale: le sedie massicce e pesanti del passato non esistono pi, lo sviluppo tecnologico ha consentito lelaborazione e lutilizzo di materiali nuovi sempre pi leggeri, pi adatti alla fabbricazione in serie, e quindi meno costosi. Questultimo aspetto appare fondamentale per lautentico industrial design, che ricerca nella progettazione delloggetto caratteristiche che consentano una produzione industriale sempre pi elevata, con costi minori e la conseguente diffusione a unutenza sempre pi vasta.

41 Shigeru Ban, sedia


modulare 1 Unit System, 2007 (prod. Artek). Questa sedia formata da 10 moduli a L: orientando verso il basso una delle aste si ottengono una parte della seduta e una gamba; ruotandola verso

lalto si ha un altro pezzo della seduta e una parte dello schienale. Aggiungendo elementi si crea una panca con schienale; tenendo tutti i moduli rivolti verso il basso si ottiene uno sgabello con molte gambe ravvicinate.

42 (a) Konstantin Grcic,


sedia da ufficio 360, 2009 (prod. Magis) e (b) schizzi che mostrano gli elementi principali della sedia. La sedia pu ruotare di 360 e ci si pu sedere sopra in tutte le direzioni. Alle accuse di scarsa sensibilit allambiente (la seduta in poliuretano non riciclabile), scarsa ergonomicit ed eccessivo formalismo, il designer ha replicato che era sua intenzione ideare una cosa su cui sedersi, grazie a cui potersi girare in ogni direzione e da cui alzarsi rapidamente per cambiare scrivania. Grcic ha creato la 360 in pochi esemplari per acquirenti attenti allaspetto formale degli oggetti.
42a 42b

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La sedia dallOttocento a oggi
Anche se alcune sedie rinascimentali, o addirittura medievali, appaiono gi moderne nella concezione, levoluzione estetica e tecnologica della sedia sub una svolta radicale soprattutto a partire dal tardo Ottocento, con lavvento dellindustrializzazione e dellindustrial design.

Michael Thonet
Risalgono alla seconda met del XIX secolo i capolavori di Michael Thonet, tra i quali la sedia Modello n. 14 (1859). Frutto di una lunga sperimentazione sulla curvatura del legno massello, la n. 14 presenta una sintesi formale tesa a facilitare la produzione in serie che continua tuttoggi.
43 Michael Thonet, Modello n. 14, 1859
(prod. Thonet). Capolavoro tra le celebri sedie Thonet, la n. 14 evidenzia linee curve ed eleganti tipiche del gusto dellepoca, unite per a uninedita essenzialit formale volta alla produzione industriale: nel 1930 ne erano gi stati venduti 50 milioni di esemplari in tutto il mondo.

Arthur Heygate Mackmurdo


Le sedie risalenti al XIX secolo spesso non risentivano ancora delle esigenze di standardizzazione per la fabbricazione industriale: molte creazioni di esponenti dellArt Nouveau, ad esempio, sono opere artisticoartigianali caratterizzate da forme sinuose e decorazioni che esprimono appieno lelegante linearismo di quello stile.

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44 Arthur Heygate Mackmurdo, sedia,


1882-83 (prod. Goodall & Co. per Century Guild). La sedia disegnata dallartista ancora concepita come un prezioso pezzo artigianale: lo schienale, in legno scuro intagliato, presenta i raffinati linearismi decorativi dispirazione vegetale che caratterizzarono lArt Nouveau.

Charles Rennie Mackintosh


Nei primi anni del Novecento il design cominci a coniugare efficacemente estetica, funzionalit e realizzazione seriale. A questo proposito sono molto significative le sedie di Charles R. Mackintosh, che propongono forme geometriche basate su linee ortogonali, presenti anche in molte sedie e poltrone di progettisti coevi, tra cui alcune del celebre architetto Frank Lloyd Wright.

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45 Charles Rennie Mackintosh, Hill House, 1904 (prod. A. Martin). Pur risalendo a pi di un secolo fa, questa sedia appare ancora attuale, in quanto fondata su un rigore geometrico senza tempo. Lalto schienale e le linee ortogonali, che a volte formano grate poste come diaframmi spaziali, caratterizzano molte sedie di Mackintosh, influenzato anche dallarte e dallartigianato giapponesi.

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Marcel Breuer e il Bauhaus


Con le ricerche sperimentali dei maestri del Bauhaus divenne centrale lesigenza di progettare sedie capaci di unire sintesi lineare e massima funzionalit. Esse, inoltre, dovevano essere tecnologicamente innovative e concepite per una produzione in serie che ne consentisse la massima diffusione a basso costo. A questo proposito sono da segnalare i progetti di Walter Gropius, Mies Van der Rohe e soprattutto le sedie e poltrone di Marcel Breuer. In pochi decenni, con il Bauhaus, il gusto mut radicalmente a favore di unessenzialit lineare geometrica e rigorosa.
46 Marcel Breuer, Cesca, 1928
(prod. Gavina). Tra le sedie di Breuer, basate su una decisa sintesi formale, questa sicuramente una delle pi celebri. Oltre al linguaggio formale e ai procedimenti di fabbricazione, appaiono innovativi lutilizzo dellacciaio tubolare curvato per la struttura e della paglia di Vienna per la seduta e lo schienale, che sono ergonomici perch non rigidi, quindi adattabili alla posizione assunta.

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Gerrit Rietveld
Il limite massimo del processo di sintesi formale appare in alcune sedie progettate da Gerrit Rietveld, esponente del Neoplasticismo olandese, il movimento artistico che, sorto nel 1917, aveva sviluppato un linguaggio fondato sullespressivit delle forme geometriche pure. Nella sedia Zig-Zag (1932-34) Rietveld introdusse la linea obliqua per risolvere il problema della tensione tra linee verticali e orizzontali (le uniche ammesse dal pittore Piet Mondrian, il massimo esponente del movimento neoplasticista).
47 Gerrit Rietveld, Zig-Zag, 1932-34
(prod. Cassina). Il modello pi semplice di questa sedia, che presenta una sintesi formale e lineare estrema, in rovere con guarnizioni in rame. Ne seguirono versioni colorate.

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Alvar Aalto
Negli anni Trenta furono fondamentali le creazioni di Alvar Aalto, che nel Modello n. 31 (1931-32), per la prima volta, utilizz un laminato per realizzare una struttura basculante. Inoltre, ricorrendo a laminato di betulla, betulla massello curvata e compensato curvato laccato per la seduta, egli ottenne una nuova omogeneit materica.
48 Alvar Aalto,
Modello n. 31, 1931-32 (prod. Artek). Tra i numerosi modelli di sedie progettati dal designer finlandese, questo il pi rivoluzionario e formalmente elegante.

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Charles e Ray Eames
Se il legno curvato era ormai impiegato diffusamente con straordinaria libert, la rivoluzionaria sedia LCW (1945) dei coniugi inglesi Charles e Ray Eames lesito di lunghe ricerche finalizzate a trovare un metodo efficace ed economico di stampaggio del compensato. Gli Eames, instancabili sperimentatori di materiali diversi, giunsero cos a elaborare sedie costituite da forme curve continue in compensato, in fibra di vetro e in poliestere, tra le prime ad essere realmente prodotte in serie, quindi antesignane delle numerosissime sedie successive in materiale plastico realizzate mediante stampaggio.
49 Charles e Ray Eames,
LCW

(Lounge Chair Wood), 1945 (prod. Evans e H. Miller). La struttura della sedia in compensato curvato, la seduta e lo schienale hanno unimpiallacciatura in betulla, le sospensioni sono in caucci. Le numerose sperimentazioni di forme e di materiali diversi condotte dagli Eames furono fondamentali per la successiva evoluzione del design.

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Eero Saarinen
Il designer finlandese Eero Saarinen, alla met degli anni Cinquanta, svilupp la ricerca di ununica forma in un solo materiale, eliminando al contempo la confusione di gambe tipica delle sedie tradizionali, con il Tulip Pedestal Group, elementi darredo sorretti da ununica gamba centrale. Tale serie, che comprende anche tavoli e poltroncine, di gusto attualissimo e ancora in produzione.
50 Eero Saarinen, Tulip, Modello n. 150, 1955-56 (prod. Knoll). La base delle sedia in alluminio rivestito di plastica, la seduta in fibra di vetro e il cuscino in schiuma di lattice. Come si evince dal nome, le forme convesse e avvolgenti della sedia si ispirano a quelle di un fiore: il tulipano.

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Achille e Pier Giacomo Castiglioni


Tra gli anni Cinquanta e Sessanta emerse sempre pi leccezionale qualit del design italiano, anche grazie alle sperimentazioni dei fratelli Castiglioni, le cui opere sono ancora molto diffuse perch innovative. Alcune delle loro soluzioni erano talmente radicali da venire prodotte quasi trentanni dopo.
51 Achille e Pier Giacomo Castiglioni,
Sella, 1957 (prod. Zanotta dal 1983). Si tratta di un ironico ready-made, ispirato a quelli del celebre artista Marcel Duchamp e realizzato assemblando un sellino di bicicletta da corsa, uno stelo in acciaio tubolare dipinto e una base in ferro; un analogo ready-made fu compiuto con un sedile da trattore. Il progetto apparve decisamente troppo allavanguardia per lepoca e fu prodotto solo negli anni Ottanta.

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Gio Ponti
Risale al 1957 il capolavoro ancora oggi in produzione realizzato dal celebre architetto Gio Ponti: la sedia Superleggera. Definita dal suo autore normale, semplice nella forma, e ispirata alla tipologia tradizionale della sedia italiana, considerata invece da molti la sedia per eccellenza. Per testarne la resistenza fu gettata dal quarto piano, e rimase intatta pur essendo molto leggera.
52 Gio Ponti, Superleggera, 1957
(prod. Cassina). La struttura in frassino (naturale o verniciato, nero o bianco), la seduta in giunco intrecciato. Pur essendo leggerissima molto resistente, e tali caratteristiche la rendono un progetto senza tempo, per questo ancora in produzione.

Robin Day
Una delle sedie pi economiche mai prodotte e di enorme diffusione si deve a Robin Day: nel modello Polyprop (1962-63), ispirato alle sedie in plastica degli Eames, seduta e schienale sono realizzati con un pezzo unico di polipropilene, materiale plastico leggero, resistente, poco costoso e allepoca innovativo, lavorato tramite stampaggio a iniezione. Con un unico stampo si potevano fabbricare 4000 sedie alla settimana, ottenendo cos un vero e proprio prodotto di massa. Anche prima della diffusione delle nuove tecniche di stampaggio, Day voleva creare progetti qualitativamente elevati, ma di costo contenuto. In seguito elabor diversi modelli concettualmente simili a Polyprop.

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53 Robin Day, Polyprop, 1962-63 (prod. Hille & Co.). Seduta e schienale sono in polipropilene lavorato tramite stampaggio a iniezione, la base in acciaio tubolare smaltato e curvato. Prodotta a Londra dal 1963 a oggi, stata venduta in oltre 13 milioni di esemplari.

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Joe Colombo
Negli anni Sessanta e Settanta il design si contraddistinse per forme curvilinee, volumi tondeggianti, colori vivaci e sperimentazioni decisive, soprattutto relative a nuovi materiali plastici (poliestere, schiuma di poliuretano e cos via). Basti pensare agli originalissimi oggetti di Joe Colombo, che con la rivoluzionaria Tube (1969-70), sistema di tubi componibili a piacere, realizz uno dei primi progetti che prevedeva lintervento del fruitore nella creazione del mobile. significativo che, analogamente, alcune tendenze artistiche degli anni Sessanta sollecitassero la partecipazione dello spettatore nellopera darte.
54 Joe Colombo, Tube, 1969-70 (prod. Flexform). Tube un sistema componibile di cilindri semirigidi in
Arcipiuma laccata, con imbottitura in schiuma poliuretanica foderata di tessuto, giunti in acciaio e gomma.

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Verner Panton
Levoluzione del design avvenuta tramite linnovazione tecnologica e la sperimentazione di nuovi materiali e metodi produttivi. A ci si sono assommate, negli anni Sessanta e Settanta, elaborazioni formali molto libere e lutilizzo sempre maggiore dei materiali plastici: i modelli di sedie monoblocco comode, leggere, economiche e impilabili sono infiniti. Tra queste, ancora attualissimo il capolavoro del danese Verner Panton, la prima sedia prodotta tramite stampaggio a iniezione in un solo pezzo e in un unico materiale (1959-60). Negli anni Settanta questo designer progett anche altre sedute sperimentali e innovative a livello formale e materico.
55 Verner Panton, Panton, 1959-60
(prod. Vitra). Nuovamente prodotta, in quanto attualissima per la sua linea elegante e sinuosa, fu la prima sedia monoblocco in un unico materiale plastico.

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Marc Newson
Negli ultimi anni sono numerose le sedie che presentano una struttura in metallo (ferro, alluminio o acciaio) o in legno sottoposto a svariate lavorazioni. In particolare, la sedia Wooden Chair (1992) dellaustraliano Marc Newson evidenzia limportante evoluzione in corso nella realizzazione di sedie in compensato: non pi strutture rigide, ma morbidi intrecci che danno vita a strutture autoportanti.
56 Marc Newson,
Wooden Chair, 1992 (prod. Cappellini). La forma della sedia sembra nata con assoluta naturalezza da un semplice movimento di curvatura. Inoltre, la forma e la struttura, in listelli di faggio curvato, coincidono.

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Riccardo Blumer
Le ricerche di numerosi designer contemporanei sono tese alla realizzazione di oggetti leggeri e allo stesso tempo molto resistenti. Questo obiettivo stato perseguito anche da Riccardo Blumer che, con Laleggera, ha dato vita a una sedia formalmente semplice e molto innovativa: essa sembra scolpita in un unico blocco di legno, ma in realt la sua superficie continua cela una struttura interna composta da legni massello curvati assemblati tra loro. Tale struttura rende la sedia leggerissima ma anche compatta e robusta.
57 Riccardo Blumer, sedia
impilabile Laleggera, 1996 (prod. Alias). Sullesile scheletro interno di legni massello curvati vengono fissati in stampo a caldo due fogli in legno di 5 mm di spessore, pretagliati in base alla sagoma della seduta. Nei vuoti interni alla struttura scatolare ottenuta, autoportante e leggera, viene iniettato del poliuretano che conferisce compattezza e resistenza agli urti. Tale sistema, utilizzato anche per altre tipologie di oggetti, stato elaborato in tre anni di studi e sperimentazioni.

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La Air Chair di Jasper Morrison

La sedia impilabile Air Chair, opera del designer inglese Jasper Morrison, a prima vista non appare particolarmente originale o innovativa: una sedia colorata in materiale plastico, caratterizzata da una linea molto semplice e pulita. Si tratta, invece, di un progetto pi volte premiato per lutilizzo efficace di una tecnologia innovativa denominata air moulding, con un ottimo esito a livello funzionale ed estetico. Unanalisi approfondita permette di rilevare le caratteristiche distintive della sedia, costituita da un pezzo unico (il cosiddetto monoblocco) in polipropilene, caricato al 20% con fibra di vetro. Come abbiamo visto, sedie monoblocco in materiale plastico furono realizzate gi nella seconda met del secolo scorso, ma con metodi ed esiti assai differenti. Il corpo di questa sedia ha infatti uno spessore molto sottile e sembra piegato dolcemente, senza alcuna irregolarit e senza spigoli: la superficie perfetta, ogni curvatura tra un piano e laltro appare assolutamente naturale. Le proporzioni sono ergonomiche. Lo schienale presenta una lieve curvatura, e da esso si dipartono le gambe posteriori, leggermente inclinate, anchesse sottili. Purezza formale e cura del dettaglio sono favorite dalla tecnologia dellair moulding, che consiste nellintroduzione nello stampo di un gas inerte insieme alla massa plastica. In questo modo, allinterno della sezione plastica si crea un vuoto che

permette di utilizzare una quantit minore di materiale, alleggerendo notevolmente la sedia ed evitando la formazione di segni di ritiro sulla superficie. Lair moulding da cui la sedia prende il nome richiede unattenta messa a punto dello stampo, che deve essere studiato e disegnato con molta precisione, anche tramite lanalisi dei flussi del materiale plastico. Nella progettazione di Air Chair, elaborazione formale e tecnologia produttiva sono state sviluppate in parallelo e quindi appaiono perfettamente integrate: lo stampo stato concepito con un disegno il pi semplice possibile, non solo per fini estetici, ma per evitare la formazione di striature derivanti dalleventuale movimento della sedia allinterno dello stampo. Il processo di stampaggio stato curato nei minimi dettagli, e ci contribuisce a determinare la qualit globale del prodotto finale. Sono stati attentamente studiati, infatti, il posizionamento dello stampo e dei punti di iniezione (del materiale plastico) e di estrazione (del pezzo finito): questi sono posti tutti sullo stesso lato e non sono visibili per rispondere a esigenze di lavorazione, ma anche estetiche. Air Chair quindi una sedia bella e intelligente: semplice, lineare, sottile, colorata, impilabile, leggera ed economica, capace di risparmiare materiale sfruttando tecnologie innovative e guadagnando in leggerezza, effettiva ma anche visiva.

58 Jasper Morrison,
Air Chair, 2000 (prod. Magis). Cos si espresso il designer a proposito della difficolt di progettare sedie: Per varie ragioni disegnare una sedia non paragonabile a disegnare nessun altro oggetto... La sedia un rompicapo, non credo che la sedia perfetta sia mai stata disegnata, nemmeno da Eames.

59 La praticit di questo
modello si esprime, tra laltro, nella possibilit di impilare molte sedie una sullaltra.
59

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LABORATORI
DESIGN E ARREDO URBANO
vedi pp. 13-14

Abilit saper applicare il metodo progettuale a un elemento di design Un settore del design in ampio sviluppo quello che si occupa della progettazione di elementi per larredo urbano come panchine, fioriere, fontanelle, lampioni, cestini per la raccolta dei rifiuti o pensiline per le fermate degli autobus. Questi elementi sono spesso realizzati tenendo conto del contesto in cui si inseriscono e con cui interagiscono, caratterizzando visivamente lo spazio urbano (piazze, vie, cortili) o naturale (parchi, giardini pubblici, spiagge e cos via). Particolarmente interessante il tema della seduta: esso ha dato origine in questi anni a soluzioni che hanno permesso di caratterizzare fortemente e vivacizzare gli spazi urbani, come nel caso del distretto culturale del Museums Quartier di Vienna (fig. 1).

1a

Progetta una panca o un sistema di seduta Studia un elemento di arredo urbano con funzione di seduta da collocare in un parco pubblico. Puoi concentrarti su una soluzione modulare e polifunzionale come quella della figura 1 (modulo a forma di virgola), puoi studiare panche con o senza spalliera oppure sedili monoposto o, ancora, pensare a sistemi di seduta pi complessi utilizzabili da molte persone contemporaneamente. Puoi anche ispirarti a modelli di sedute pi particolari come quella della chaise-longue o della sedia a sdraio che consentono un maggiore relax (fig. 2). Dopo aver osservato alcune soluzioni esistenti e averne valutato le qualit formali e le possibilit duso, inizia a elaborare alcune possibili soluzioni mediante rapidi disegni. Sviluppa attraverso disegni sempre pi definiti lidea che ritieni

1b

pi interessante, considerandone sia le possibilit duso e la funzionalit sul piano ergonomico sia laspetto estetico-formale. Considera inoltre i materiali, i colori e i principali aspetti tecnicostrutturali della seduta da te ideata.
Realizza infine disegni in scala delloggetto progettato e una sua

1 Sedute di fronte
al Museums Quartier di Vienna. La forma di queste sedute permette al corpo

di assumere una posizione molto rilassata. Inoltre, pur essendo legate le une alle altre, possono

essere disposte in vari modi allinterno della piazza: in cerchio, in fila, lontane o ravvicinate.

rappresentazione prospettica o assonometrica, usando tecniche grafico-pittoriche o mediante le pi moderne tecniche di rendering.

2 Sdraio sul lungomare di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno).


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Loescher Editore S.r.l. 2010 Realizzazione editoriale: Vittoria Napoletano, Coming Book Studio Editoriale, Novara Redattore responsabile: Maria Alessandra Montagnani Ricerca iconografica: Manuela Mazzucchetti, Giorgio Evangelisti Fotolito: Graphic Center, Torino

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