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Lezione 23-11-18

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Materiali dentari

23/11/18
Sbobinatore: Giovanni
Revisionatrice: Giorgia
Il corso di tecnologie protesiche è l'introduzione al corso di protesi, una materia
vastissima e molto complessa. Questo corso sarà un’infarinatura sulla protesi fissa e
quella implantare ed è importante imparare sin da ora la terminologia prostetica.
Analizzeremo anche l'anatomia dentale che è una parte fondamentale, in particolare, la
parte occlusale delle superfici dentali.
Esame: scritto più una parte pratica e per chi vuole l'orale.

Overbite e Overjet

L’Overjet viene misurato sul piano sagittale ed è la distanza tra la superficie palatina
degli incisivi superiori e la superficie vestibolare degli incisivi inferiori.
In alcuni casi, come nelle seconde classi scheletriche, possiamo avere un overjet molto
accentuato, quando i denti superiori sono molto prominenti in avanti rispetto ai denti
inferiori, aumentando così la distanza tra la superficie palatina e vestibolare
rispettivamente degli incisivi superiori e inferiori.
In altri casi possiamo avere un overjet invertito, come nei morsi inversi, quando la
superficie linguale degli incisivi inferiori e a contatto con la superficie vestibolare degli
incisivi superiori. Quindi avrò un overjet negativo.
Esiste anche un terzo caso ancora, dove posso avere un rapporto testa a testa tra gli
incisivi superiori inferiori, quindi i due margini incisali si toccano. In quel caso l’overjet
è nullo.
L’overjet può quindi essere positivo nullo o negativo.
L’overbite si misura sul piano frontale ed è la distanza tra il margine incisale degli
incisivi superiori e il margine incisale degli incisivi inferiori in posizione di massima
intercuspidazione. (Questa posizione si riscontra solo in alcuni casi all'interno del cavo
orale, come durante la deglutizione)

N.B. All'esame non scrivere che l’overbite è


quanto gli incisivi superiori coprono gli
incisivi inferiori perché è sbagliato.
L’overbite è una misura, si misura in
millimetri.
Fisiologicamente sia l’overbite che
l’overjet sono circa 2 mm.
L’overbite può essere aumentato come in
caso di morso profondo, può essere
negativo in caso di morso aperto (ossia
quando tra gli incisivi superiori e gli
incisivi inferiori c’è dello spazio), e può essere zero nel caso di chiusura testa a testa.

Colore dei denti


La corona del dente è formata da due tessuti: lo smalto e la dentina. Quest'ultima
conferisce quel colore giallo ai denti, mentre lo smalto è un tessuto molto più
trasparente e vitreo e per questo fa trasparire molto il colore della dentina sottostante.
Ci sono poi degli smalti più o meno coprenti.
Con il susseguirsi degli anni il colore giallo dei denti aumenta, questo è dovuto al fatto
che nel corso della vita lo smalto tende ad assottigliarsi facendo trasparire di più la
dentina.
Nelle zone dove lo smalto è più spesso, come nelle cuspidi e nelle superfici incisali, il
colore del dente sarà più bianco mentre nelle zone cervicali, dove lo smalto è più sottile,
il colore sarà più tendente al giallo.

In protesi il colore è molto


importante perché noi dobbiamo
ricreare il colore dei denti del
paziente. Questo colore è stabilito
tramite scale di colore tra cui
ricordiamo la Scala Vita.
La scala vita è composta da 4
lettere (A, B, C e D) ed ogni lettera
e poi seguita da un numero
Le lettere rappresentano il contenuto di grigio e i colori con la A hanno una componente
di grigio minore rispetto a quelli con la lettera B.
Passando invece da A1 ad A4 aumenta l'intensità del colore e quindi aumenta quella che
è la componente gialla.
Quindi A1 è estremamente bianco,
ha poca componente gialla.

Nelle corone protesiche io posso


utilizzare vari colori per esempio
io posso mimare quello fisiologico
dei denti ossia creare delle zone
più chiare (in corrispondenza delle
cuspidi) e più gialline (in
corrispondenza della zona cervicale).

(La scala vita è una scala prettamente protesica, creata da una ditta Svizzera che produce
ceramica. Oggi l'odontoiatria restaurativa sta prendendo sempre una direzione più
conservativa, per questo ogni scala che utilizziamo è personalizzata. Ad oggi esistono
molte scale di colore che si basano su un modello simile a quello della Scala Vita regolando
il colore dei grigi, degli arancioni e del giallo).

Punto di contatto

Questo è il punto dove due elementi adiacenti vengono in contatto tra di loro.
I punti di contatto non si trovano nella stessa posizione in tutti gli elementi dell'arcata,
in visione vestibolare per esempio, essi tendono a spostarsi sempre più cervicalmente
man mano che ci si sposta distalmente dalla linea mediana. (dagli incisivi verso i molari
si sposta sempre più cervicale mente)
I punti di contatto sono molto importanti
e per questo vanno anche mantenuti
nelle protesi perché conferiscono una
protezione da impattamento del cibo
sulla gengiva sottostante, evitando
l’insorgenza di infiammazioni.
In prospettiva occlusale i punti di
contatto si spostano sempre più
vestibolarmente man mano che ci si
sposta distalmente dalla linea mediana.
I punti di contatto nell'avanzare con l'età
possono trasformarsi in vere e proprie
superfici di contatto dovuto all'abrasione
dello smalto.

ANATOMIA DEGLI INCISIVI PERMANENTI


Incisivo centrale superiore

Gli incisivi sono quattro per arcata, due centrali e due laterali, hanno una funzione di
incisione, grazie al loro margine incisale, e una funzione di guida.
La consente durante il movimento di protrusione la corretta disclusione dei denti
posteriori. Infatti, partendo dalla posizione di massima intercuspidazione, se noi
spostiamo la mandibola in avanti si percepisce che gli incisivi inferiori vengono in
contatto con quelli superiori e guidano questo movimento della mandibola consentendo
quindi la corretta disclusione dei denti posteriori durante la protrusione della
mandibola.
Gli incisivi permanenti erompono intorno ai 6 anni fino ai 9 anni. I primi ad erompere
sono solitamente gli incisivi centrali inferiori, poi quelli superiori e in seguito quelli
laterali. Generalmente sono monoradicolati. Gli incisivi hanno anche un ruolo
importante nella fonetica per la pronuncia delle lettere F, B e S. Hanno anche
un'importante funzione estetica.

Faccia vestibolare:
Ha una forma trapezoidale con la base minore rivolta
cervicalmente e la base maggiore rivolta verso il margine
incisale.
Sulla faccia vestibolare troviamo due depressioni che
partono dal terzo medio del dente e arrivano fino al margine
incisale dove determinano i mammelloni, questi sono molto
evidenti nei denti dei bambini e con il tempo e con il
consumarsi del margine incisale si riducono.
Queste due depressioni determinano altri tre lobi che variano per dimensione.
Il lobo distale è quello più grande seguito dal lobo mesiale ed infine dal lobo centrale.
Il margine incisale ha un’inclinazione rispetto a quello orizzontale che va da mesiale a
distale formando un angolo con il piano orizzontale di circa 16 gradi.
La porzione mesiale risulta più ampia in senso apico-incisale rispetto alla porzione
distale.
Il margine incisale presenta due angoli: mesiale e distale. L'angolo incisale distale è
molto più arrotondato rispetto a quello mesiale, che è circa di 90 gradi, così come il
versante distale è più arrotondato rispetto a quello mesiale che è molto più rettilineo.
La linea cervicale ha una concavità rivolta verso incisale. Si osserva che in
corrispondenza dei punti di contatto vi è la massima convessità del dente e
medialmente il punto di contatto è posto nel terzo incisale mentre distalmente è posto
tra terzo incisale e terzo medio, quindi si sposta cervicalmente.

Faccia Palatina:
Ha dimensioni inferiori rispetto alla faccia vestibolare,
ha una forma più triangolare quindi il dente risulta più
rastremato passando da vestibolare a palatino (si
restringe).
Sulla faccia palatina troviamo il cingolo, un rilievo
smalteo caratteristico dei denti anteriori, situato nella
porzione cervicale (quindi presente anche nei canini).
Il cingolo presenta solchi e fossette che lo attraversano e
delimitano dei lobi detti lobi cingolari. Al centro del
cingolo troviamo una depressione detta foro cieco di
solito posto cervicalmente a uno dei solchi che
attraversa il cingolo.
Altri rilievi smaltei molto importanti sono le creste marginali, la cresta marginale
mesiale e distale, che conferiscono robustezza e resistenza agli elementi dentari. Queste
creste dentarie sono presenti sia sui denti anteriori che posteriori.
Se, per esempio, in seguito a carie viene persa una cresta il dente ne risulta indebolito.
Queste creste seguono l'andamento dei margini.
Incisalmente al cingolo troviamo una depressione detta fossa palatina o fossa
linguale, questa è la zona dove viene ospitata la lingua in fase di deglutizione.
La linea cervicale ha sempre una concavità rivolta nel verso incisale, ma in questo caso
ha un raggio di curvatura più stretto, quindi è più curva rispetto a quella vestibolare.
Anche in questa faccia si conservano i punti di contatto, l'angolo incisale e mesiale con le
caratteristiche della faccia vestibolare.

Faccia mesiale:
Ha una forma triangolare, le zone di massima convessità
longitudinale, quindi le zone più sporgenti del dente, sia
nella zona palatina che vestibolare, si trovano nel nella zona
più cervicale. Il versante palatino risulta avere tre differenti
curvature, nella parte cervicale è convesso, nel terzo medio
diventa concavo per ritornare nuovamente convesso nel
terzo incisale.

Faccia distale:

Ha dimensioni minori rispetto alla faccia mesiale sia in


altezza, quindi in senso apico-incisale, e sia in larghezza
quindi in senso vestibolo-palatino. La linea cervicale in
questo caso ha una concavità rivolta verso apicale quindi
si inverte rispetto alla faccia palatina e vestibolare e la
linea cervicale mesiale ha un raggio di curvatura più
stretto (ha una concavità più accentuata) rispetto a
quello della faccia distale.

Faccia occlusale:
Qui il margine incisale tende ad avere una leggera
convessità vestibolare, quindi non ha un andamento
rettilineo. La porzione di massima convessità nella
zona vestibolare è spostata mesialmente mentre nella
zona palatina la zona di massima convessità è spostata
distalmente quindi si ha un’inclinazione medio-distale.
Incisivo laterale mascellare
Ha dimensioni ridotte rispetto all’incisivo centrale.

Faccia vestibolare:
Presenta due depressioni che delimitano tre lobi, meno
marcati rispetto a quelli dell'incisivo centrale, e hanno
delle dimensioni più o meno simili tra di loro.
Anche qui sul margine incisale troviamo i mammelloni,
l'inclinazione del margine incisale è più accentuata
rispetto all'incisivo centrale.
L'angolo incisale mesiale ha un andamento sempre più
rettilineo rispetto a quello distale che è più curvo.
L'angolo incisale mediale dell'incisivo laterale è meno
accentuato di quello dell'incisivo centrale.
La linea cervicale ha sempre una concavità rivolta
verso incisale. I punti di contatto si trovano, mesialmente, tra terzo incisale e terzo
medio e, distalmente, si trovano più spostati cervicalmente.

Faccia Palatina:

Presenta il cingolo con dei solchi che lo attraversano, i


lobi cingolari sono spesso assenti e anche i solchi sono
molto meno accentuati rispetto all’incisivo centrale.
Anche qui possiamo trovare il foro cieco.
Le creste marginali hanno un andamento abbastanza
rettilineo. Incisalmente al cingolo troviamo la fossa
linguale.
La linea cervicale ha sempre concavità verso incisale ma
un raggio di curvatura più stretto rispetto a quello della
faccia vestibolare (la concavità più accentuata)

Faccia mesiale:

La linea cervicale presenta una curvatura molto accentuata


e concavità rivolta verso apicale. La zona di massima
convessità sul versante vestibolare si trova nel terzo
cervicale come anche nel versante palatino.
Il punto di contatto è tra terzo medio e terzo cervicale.
Faccia distale:

La linea cervicale è meno accentuata (ha un raggio di


curvatura più ampio).
Il punto o area di contatto si trova nel terzo medio, la faccia
distale è più piccola rispetto a quella mesiale in senso apico-
incisale.
La linea cervicale distale è meno accentuata della linea
cervicale mesiale e il margine incisale dell'incisivo laterale
risulta più arrotondato rispetto a quello dell'incisivo
centrale (ha una maggiore convessità).

Canini

Sono due per arcata, hanno una funzione di strappamento e funzione di guida.
La guida canina è molto importante nei movimenti di lateralità. Partendo sempre dalla
posizione di massima intercuspidazione e provando a far scivolare la mandibola verso
destra o verso sinistra il canino superiore e il canino inferiore verranno a contatto tra di
loro e guideranno il movimento permettendo la disclusione dei denti posteriori.
In questo movimento possono entrare in gioco altri elementi come l’incisivo laterale o i
denti posteriori. In questo caso non prende solo il nome di guida canina ma guida di
gruppo.
In questo tipo di movimento in alcuni soggetti entrano in gioco anche i denti dell'arcata
controlaterale.
L'eruzione avviene tra i 9 e i gli 11 anni, possono essere mono o pluriradicolati, non
hanno un'importante funzione fonetica ma importante funzione estetica.

Faccia vestibolare:
Ha una forma lanceolata, ed è l'unico dente del settore
anteriore che presenta una cuspide.
Su questa faccia presenta tre differenti diametri: il
diametro maggiore si ha in corrispondenza del terzo
medio, il diametro si restringe cervicalmente e
apicalmente, il diametro minore si ha a livello del
margine libero (nei canini il margine apicale viene
detto margine libero).
La cuspide presenta due versanti, uno distale e uno
mesiale. Il versante distale risulta più ampio rispetto al
versante mesiale. La cuspide non si trova esattamente
al centro, ma si trova spostata verso la zona mesiale.
Anche sul canino troviamo diversi lobi, il lobo centrale è il più ampio e accentuato
come convessità.
Viene seguito dal lobo distale ed infine dal lobo mesiale.
La linea cervicale ha sempre concavità rivolta verso il margine libero e la concavità è
poco accentuata. Infatti, ha un andamento più rettilineo rispetto alle linee cervicali degli
incisivi.
Le aree di contatto e di massima convessità mesiale e distale si trovano entrambe nel
terzo medio però quella distale è più spostata cervicalmente.

Faccia Palatina:
Il terzo cervicale della faccia palatina è più stretto
rispetto al terzo cervicale della faccia vestibolare, quindi
nella zona cervicale il canino si rastrema passando da
vestibolare a palatino a causa della presenza del cingolo.
Il canino mascellare è quello con il cingolo più
sviluppato.
Incisalmente al cingolo troviamo una depressione detta
zona concava spesso divisa da una cresta che parte
dall'apice della cuspide e arriva fino al cingolo detta
cresta orale. Anche il canino presenta delle creste
marginali molto spesse e molto robuste, più degli
incisivi. La cresta distale ha sempre un andamento più curvilineo rispetto a quella
mesiale.

Faccia mesiale:

Ha una forma triangolare e la massima larghezza si trova


nel terzo cervicale per poi stringersi verso il margine
libero.
La zona palatina ha tre diversi andamenti: è convessa nel
terzo cervicale, diventa rettilinea nel terzo medio e
nuovamente convessa a livello del margine libero.

Faccia distale:

Ha dimensioni minori rispetto alla faccia mesiale, come


nell'incisivo.
La linea cervicale distale ha una curvatura meno accentuata rispetto a quella mesiale.
Il punto di contatto mesiale è più o meno al centro della faccia mesiale, mentre il punto
di contatto distale è spostato più vestibolarmente, infatti spostandosi distalmente alla
linea mediana i punti di contatto non solo si spostano più cervicalmente ma anche più
vestibolarmente.
Il diametro vestibolo-palatino è molto più ampio del diametro mesio-distale a causa del
cingolo molto sviluppato. Sul versante vestibolare troviamo una depressione nella zona
distale che percorre tutta la faccia vestibolare. La porzione distale è minore in senso
vestibolo-palatino rispetto alla porzione mesiale, quindi il dente risulta rastremato da
mesiale a distale.

Premolari permanenti

Sono quattro per arcata, un primo premolare e un secondo premolare sia a destra che a
sinistra sia superiormente e inferiormente.
La loro principale funzione è quella di triturazione del cibo, mantenimento della
dimensione verticale di occlusione (DVO).
La DVO non è nient'altro che una misura in altezza del terzo inferiore del viso. Si
definisce prendendo due punti di repere nel terzo inferiore del viso e misurando la
distanza tra questi due punti (di solito la punta del naso e la punta del mento).
La perdita dei denti posteriori così come anche l’abrasione dello smalto può portare ad
una riduzione della DVO e questo comporta un avvicinamento tra i due punti.
Importante mantenere la DVO anche nelle protesi, per esempio nei pazienti che perdono
i premolari e i molari dobbiamo rimpiazzarli in maniera tale da mantenerla.
La DVO ha quindi un importante ruolo nella fisionomia del volto.
I premolari permanenti erompono circa tra i 10 e i 12 anni, sono mono o pluriradicolati.
Di solito i premolari mascellari hanno due radici mentre i premolari mandibolari spesso
sono monoradicolati. I premolari non hanno funzione fonetica ma hanno un'importante
funzione estetica.

Faccia vestibolare:

Il primo premolare superiore ha una corona più ampia


rispetto al secondo premolare superiore, ha una forma
trapezoidale con la base minore rivolta verso cervicale e la
base maggiore rivolta verso occlusale.
Troviamo la cresta vestibolare che parte dall'apice della
cuspide e arriva fino alla zona centrale.
Abbiamo due depressioni che si trovano mesialmente e
distalmente alla cresta e dividono la faccia vestibolare in tre
lobi.
Il lobo distale e il mesiale hanno circa le stesse dimensioni, entrambi di dimensioni
minori rispetto al lobo centrale.
Le aree di contatto si trovano entrambe nel terzo medio ma quella distale è più
cervicale.
La linea cervicale ha una concavità poco accentuata (ha un andamento molto più
rettilineo).

Faccia Palatina:

Ha una forma sferoidale e ha dimensioni minori rispetto


alla faccia vestibolare sia in senso mesio-distale che in
senso apico-occlusale, infatti dalla faccia palatina noi
possiamo intravedere la cuspide vestibolare.

Faccia mesiale:
Ha la forma trapezoidale anche se la differenza tra base
maggiore e base minore è molto ridotta. I punti e le aree di
contatto si trovano nel terzo medio spostate
vestibolarmente.
Apicalmente all'area di contatto abbiamo una depressione
che continua anche nel tronco radicolare (porzione di
radice che va più o meno dalla linea cervicale fino a fuori
dalla forcazione). Quindi questa depressione parte della
corona e continua sulla radice.
Nella porzione più occlusale possiamo vedere un solco detto solco mesiale che è il
proseguimento del solco principale o solco mesio-distale che percorre la faccia
occlusale per poi continuare in quella mesiale.
La zona di massima convessità longitudinale si trova vestibolarmente nel terzo
cervicale, mentre nella porzione palatina si trova nel terzo medio.

Faccia distale:
Si vede la differenza tra le due cuspidi vestibolare e
palatina. La cuspide palatina ha dimensioni minori in
senso apico-occlusali rispetto a quella vestibolare, circa
un millimetro superiore.
Le linee cervicali hanno un andamento rettilineo e la
linea cervicale distale ha una concavità meno accentuata
rispetto a quella della faccia mesiale. Le aree di contatto
nella faccia distale sono più spostate vestibolarmente rispetto a quella mesiale.

Faccia occlusale:
Presenta la cuspide vestibolare e la cuspide palatina
che non sono perfettamente allineate tra di loro.
Abbiamo poi due creste triangolari cioè rilievi
smaltei che partono dalla faccia della cuspide e
arrivano fino al solco centrale.
La cresta triangolare vestibolare ha un andamento
abbastanza rettilineo in senso vestibolo-palatino,
mentre la cresta triangolare palatina ha un
andamento più obliquo. Insieme le due creste
triangolari formano la cresta trasversale divisa dal solco mesio-distale.
Da questo solco poi si possono diramare una serie di solchi secondari o accessori che
sono molto variabili. Mesialmente e distalmente alla cresta trasversale troviamo le
fossette triangolari.
La cresta marginale distale risulta essere continua cioè non è attraversata da solchi
mentre la cresta marginale mesiale è discontinua proprio perché qui continua il solco
mesio-distale.

Secondo premolare

È molto simile al primo premolare ma ha dimensioni ridotte, è molto più arrotondato, i


contorni mesiale e distale sono molto meno divergenti rispetto a quelli del primo
premolare. Anche qui la faccia palatina è meno ampia di quella vestibolare in senso
mesio-distale quindi noi intravediamo i profili della cuspide vestibolare dalla faccia
palatina.
Il solco mesiale in questo caso è molto meno accentuato o addirittura può essere
assente.
La cresta marginale distale si trova posta più cervicalmente rispetto a quella mesiale
perché anche in questo caso la faccia distale ha un’ampiezza minore in senso occluso-
apicale rispetto alla faccia di mesiale.
Le aree di contatto sono poste nel terzo medio, quella distale è sempre posta più
vestibolarmente.

Faccia occlusale:

Sempre presenti due cuspidi, una vestibolare e una


palatina.
Il solco mesio-distale è in una posizione più centrata
rispetto al primo premolare dove si trova spostato verso
la cuspide palatina.
Molari permanenti
Sei per arcata. Abbiamo un primo molare, un secondo molare e a volte un terzo molare o
“dente del giudizio”. Hanno la funzione di sminuzzare il cibo e mantenere la DVO.
I primi molari solitamente erompono intorno ai 6 anni, solitamente sono i primi denti
permanenti ad erompere in arcata, i secondi molari erompono intorno ai 12 anni e i
terzi molari tra i 18 e 25 anni.
Sono pluriradicolati, solitamente i molari superiori presentano tre radici mentre i
molari inferiori due radici. Hanno anche una funzione importante nella fonetica e una
funzione poco importante dal punto di vista estetico.

Faccia vestibolare:
Ha una forma trapezoidale, la base minore verso
cervicale la base maggiore verso occlusale. Il
primo molare è il dente più grande dell'arcata
superiore. Su questa faccia si trovano due cuspidi:
la cuspide mesio-vestibolare e la disto-
vestibolare.
Il primo molare è l'unico dente dell'arcata
superiore che ha la faccia vestibolare meno ampia
rispetto a quella palatina.
Le due cuspidi sono divise da un solco
vestibolare che parte dalla zona occlusale arrivando fino al terzo medio che divide la
faccia vestibolare anche in due lobi il lobo mesiale e il lobo distale, di dimensioni
inferiori.
La cuspide disto-vestibolare è più stretta in senso mesio-distale ed è più appuntita.
Entrambe presentano più o meno la stessa altezza in senso apico-occlusale.
Guardando il dente della faccia vestibolare possiamo intravedere l'apice della cuspide
mesio-palatina.
Le aree di contatto si trovano entrambe nel terzo medio e quella distale risulta sempre
spostata più cervicalmente.

Faccia Palatina:
Presenta una differenza tra le due cuspidi, infatti la
cuspide mesio-palatina ha dimensioni molto
maggiore rispetto alla cuspide disto-palatina sia
in senso mesio-distale sia in senso apico-occlusale.
Le due cuspidi anche in questo caso sono divise dal
solco palatino che può terminare in un foro cieco
situato più o meno nel terzo medio.
Inoltre, a livello della cuspide mesio-palatina
possiamo trovare un rilievo smalteo detto
tubercolo del Carabelli, non sempre presente,
mentre in altri soggetti può essere molto sviluppato. Questo tubercolo si trova più o
meno 1-2 mm più apicalmente rispetto all'apice della cuspide. La linea cervicale ha un
andamento rettilineo.

Faccia mesiale:
La massima convessità longitudinale si trova sul
versante vestibolare nel terzo cervicale, mentre
sul versante palatino si trova nel terzo medio.
Questa faccia è molto più sviluppata in senso
vestibolo-palatino rispetto a quella che è la sua
altezza in senso cervico-occlusale. La linea
cervicale ha una leggera convessità in direzione
occlusale.
L'area di contatto si trova nel terzo medio ed è
spostata vestibolarmente e radicalmente rispetto alla cresta marginale. Apicalmente a
quest'area troviamo una depressione che però, a differenza del premolare, non continua
sul tronco radicolare.

Faccia distale:
È meno sviluppata rispetto alla faccia mesiale sia in
senso apico-occlusale sia in senso vestibolo-
palatino. L'area di contatto è posta circa al centro
della faccia distale sempre cervicalmente rispetto
alla cresta marginale. Dalla faccia distale noi
possiamo intravedere la cresta marginale mesiale.
La linea cervicale ha un andamento più rettilineo
rispetto a quello della faccia mesiale. La posizione
delle aree di contatto è un po' in contrapposizione
con quello che abbiamo detto finora perché l'area di contatto distale non è più
vestibolare della mesiale, ma è più centrata.

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