Conservativa Igiene
Conservativa Igiene
Odontoiatria restaura va: si occupa della prevenzione, della diagnosi e della terapia delle lesioni
che interessano i tessu duri del dente.
L’Odontoiatria restaura va, ha pertanto lo scopo di restaurare, reintegrare, cercando di conservare
la stru ura dentale ed u lizzando materiali biocompa bili, le perdite di smalto e di den na, nel
rispe o dei rappor di po endodon co, parodontale ed occlusale con i tessu e con den
circostan .
Es amalgama d’argento: mercurio e argento: non bc.
Istologia dentale:
- Smalto
- Den na
- Camera pulpare
- Colle o siologico
- Colle o anatomico
- Corona: parte emergente visibile 1/3
- Radice: non emergente non visibile 2/3
Nella parte radicolare: canale radicolare -> forame apicale.
Tre di eren tessu calci ca formano la parte dura, compa a del dente:
- Den na
- Smalto
- Cemento
La den na, la polpa e il cemento sono di natura conne vale (origine mesodermica), lo smalto
invece è di origine epiteliale (ectodermica) (come i nervi e la materia grigia) perchè non si
rigenera, tessuto assestante.
La den na cos tuisce la parte principale del dente, estendendosi tanto nella corona quanto nella
radice; lo smalto, che è il tessuto più duro, forma uno spesso strato sulla den na, in
corrispondenza della corona. Il cemento riveste la den na a livello della radice, cos tuendo un
so le strato che si inspessisce verso l’apice del dente.
C’è di erenza tra den na e cemento? Si.
Di eriscono per la composizione cellulare, per la consistenza che andando giu diminuisce.
La composizione a livello radicolare è più leggera. La den na radicolare ricorda più l’osso rispe o
alla den na coronale.
Il dente inoltre racchiude una cavità, camera pulpare, la quale è scavata all’interno della den na e
si apre all’apice della radice con il foro apicale.
La camera pulpare accoglie perifericamente gli odontoblas , che sono posiziona in un unico
strato a ridosso della den na (di cui rappresentano gli elemen cellulari). Per tu a la restante
parte è occupata da tessuto conne vo molle. La polpa accoglie anche vasi sanguigni, nervi,
passan dal foro apicale.
La cavità pulpare non ha la stessa dimensione nel corso della vita;
- Giovani: canali belli ampi, con sbocchi periapicali molto aper . (Prestare a enzione
durante devitalizzazioni).
- Età più avanzata: la deposizione di den na nel tempo fa chiudere il lume canalare, che
risulterà più rido o.
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Le par molli sono rappresentate da tu o il contenuto del canale radicolare: composto da vasi
nervi e vasi linfa ci.
Tu a questa stru ura erroneamente viene chiamata nervo, ma non c’è solo il nervo.
NB; Il dolore della pulpite, che ba e sincrono ai ba cardiaci, è dato dal fa o che ques vasi non
si possono espandere.
La compressione a livello nervoso, provoca l’espansione dei nervi, che però è appunto impedita.
Questa mancata espansione viene quindi riversata contro la guaina, dei nervi, che viene quindi
sollecitata, provocando dolore.
Il dolore viene trasferito a livello del nervo trigemino e di tu e le sue branche (branca
mandibolare, branca mascellare, branca o almica) comportando così la Sindrome Trigeminale.
Il dente ha una stru ura che ha capacità di rigenerarsi, cioè tende a me ere una sorta di pezza a
quella che può essere l’inizio di una carie dentale.
Quindi il dente deve essere alimentato per perme ere la difesa dai ba eri, che accedono al dente
tramite la carie.
Nel primo momento della carie gli odontoblas cercano di limitare l’insulto della carie, producendo
den na di difesa o den na di riparazione, ricordiamo che lo smalto NON si può rigenerare.
Smalto:
Secreto dagli ameloblas , cellule epiteliali di erenziate di origine ectodermica.
- 96-98% sostanza inorganica
- 2% sostanza organica
Composto da; cristalli di idrossiapa te, sali di calcio e magnesio, organizza in cristalli poliedrici,
sezioni esagonali e forma allungata.
Insieme di prismi cristallini avvol da una propria guaina organica e separa da un so le strato di
sostanza interprisma ca, anche essa organica.
NB: I canalicoli (prolungamento dei tubuli) sono in grado di trasme ere s moli termici e nervosi,
sono loro i responsabili della sensibilità.
Alcuni si alcuni no, dipende da sogge o a sogge o, dipende dai canalicoli, dai prolungamen ,
possono essere messi a tacere depositando alcune sostanze come den frici Biorepair. (Cioè
remineralizzan ).
Sopra u o in caso di tra amen sbiancan , spesso bisogna ricorrere ad un tra amento di
remineralizzazione.
NB: in farmacia max 4% perossido di carbammide
In studio: 17-18%
Perossido di idrogeno: no al 32%
A enzione ai tessu , perchè c’è e e o caus co, di bruciatura.
La coca cola è un elemento contenente acidi in grado di scatenare una dissoluzione sele va alcune
porzioni.
Lo smalto è disposto a raggiera lungo tu a la corona, nella parte più interna si trova la den na che
somiglia ad un corallo nel senso che è micro-bucata.
Lo smalto è percorso radialmente dai ciu dello smalto e dalle lamelle dello smalto, dovu a
incompleto processo di calci cazione, entrambi partono dalla giunzione amelo-cemen zia, i ciu
si arrestano a circa un terzo dello spessore dello smalto mentre le lamelle raggiungono la super cie
esterna.
Lo smalto dei sogge più anziani può perdere nella sua parte super ciale, la stru ura a prismi e
divenire niformemente compa a si trasforma cosi in smalto aprisma co dei sogge più anziani di
colore giallo arancione.
Sulla super cie dello smalto si estende una pellicola ba erica formata da salvia frammen cellulari,
residui alimentari che ingloba un gran numero di cocchi e bacilli. -> la placca ba erica.
Den na:
È un organo pulpo-den nale per gli stre rappor che intercorrono tra polpa e den na
- Origine mesodermica con porzione embriologica ben de nita
È un tessuto duro mineralizzato più elas co dello smalto composto da
- 70 % inorganica
- 20 % organica
- 10 % acqua
Cos tuzione diversa rispe o allo smalto, più sostanza organica meno sostanza inorganica e c’è la
presenza di acqua.
Connotazione molto simile a quello che è l’osso umano
È formata, verso l’interno, da una rete di tubuli o canalicoli dispos a raggiera, rispe o alla
porzione centrale, perpendicolari rispe o alla polpa con delle diramazioni laterali.
Nella porzione interna ci sono gli odontoblas che producono pre-den na( L’a vità degli
odontoblas , nel secernere la preden na, è massima durante lo sviluppo del dente; essa però non
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cessa mai del tu o e prosegue, seppur con grande lentezza, anche nel dente ero o, per questo
abbiamo il con nuo aumento di spessore e il restringimento della cavità) che quando calci ca
diventa den na.
Gli odontoblas hanno dei prolungamen che sono le bre del Tomes (possono dare sensibilità)
(circonda dalla guaina di Neuman: materiale semi uido ad alto contenuto proteico, non si
possono vedere al sem perche per vedere le cose al sem devono essere disidratate e queste guaine
sono come la medusa se le disidrato le perdo) , che percorrono la den na per tu o il suo spessore.
(Sem microscopio ele ronico a scansione | microscopio a forza atomica che da risulta
tridimensionali)
Numero e diametro dei tuboli den nali: variano a seconda dell’età del dente. (Nei den più giovani
sono ampi e numerosi). Essi sono i responsabili della sensibilità den nale, a raverso lo
spostamento del uido in essi contenuto. Rappresentano una via di trasporto preferenziale per i
microrganismi e per le sostanze tossiche (devono quindi essere adeguatamente prote e sigilla ).
Permeabilità dentale dire amente proporzionale al numero dei tuboli dentali.
Le carie si muovo lungo il decorso tubolare.
La den na accoglie, ci sono all’interno di essa, delle bre di collagene, queste hanno direzione
parallela alla lunghezza del dente e sono raggruppate in stra sovrappos .
Sono elas che. Sono molto idratate, si possono disidratare con aria.
Ci sono 2 pi di adesivi, uno che le disidrata e uno che le ene cosi. (Adesivi smalto den nali)
Polpa dentale:
Tessuto conne vo brillare lasso ricco di cellule.
- 25% organica
- 75% acqua
2 zone della polpa:
- Centrale: tu a la parte veicolatole di uidi, broblas , cellule mesenchimali indi erenziate,
is oci , macrofagi.
- Periferica: odontoblas
Con il passare degli anni;
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- ↑ COMPONENTE FIBRILLARE
- ↓ COMPONENTE CELLULARE
- ↓ SPAZIO ENDODONTICO
- Den coli o calcoli della polpa; Calci cazioni pulpari che si possono presentare nell’endodonto di
den in preda a processi cariosi o precedentemente so opos a terapia conserva va:
- liberi
- aderen
- inclusi
- Nella funzione forma va gli odontoblas formano la den na per il processo di mineralizzazione
a orno alle bre collagene della predes na.
- Funzione nutri va: fornisce alla componente organica della den na le sostanze nutri ve e
l’apporto idrico
- Funzione sensoriale e di difesa: la polpa risponde agli insul di po sico, chimico, ba erico con
- dolore: campanello d’allarme
- In ammazione: in grado di prevenire o rallentare la distruzione della polpa
Molte carie procedono in direzione pulpare senza incontrare bre nervose, dunque non c’è dolore,
l’info di quelle che sono le porzioni nervose non vengono a vate, non si recepisce il dolore, la carie
con nua a procedere senza che il pz senta dolore.
La rea vità è una componente individuale umana, ogni persona ha una soglia algida di erente.
- Fasci di bre, bre conne vali COLLAGENE, nelle cui maglie è contenuta sostanza
fondamentale.
- Rete capillare periferica, arterie terminali
- Plesso nervoso sub odontoblas co: bre amieliniche vegeta ve (da interno ad esterno) e bre
mieliniche sensi ve (da esterno a interno ) del trigemino.
Con il passare degli anni diminuisce la componente cellulare e aumenta la componente brillare e
diminuisce lo spazio endodon co
STRATO ODONTOBLASTICO
- spessore max, equatore del dente (5-8 le)
- Spessore min, corne pulpari e terzo apicale della radice
Esternamente agli odontoblas vi è la PREDENTINA. Scarsamente mineralizzata ( bre collagene,
sostanza fondamentale di natura glicoproteica) Des nata a calci carsi e trasformarsi in den na
vera.
Cemento:
Tessuto mineralizzato che ricopre esternamente la radice anatomica del dente fornisce un valido
mezzo di ssazione alle bre parodontali.
- 65% sostanza di natura inorganica
- 23% sostanza di natura organica
- 12% acqua
- ACELLULARE, metà coronala della radice
- CELLULARE, predomina nelle zone apicali della radice (prodo o da CEMENTOBLASTI).
1. Gengiva propria
2. Gengiva libera
3. Gengiva aderente
4. Epitelio giunzionale
5. Epitelio sulculare
6. Solco gengivale
7. Smalto
2. LEGAMENTO ALVEOLO-DENTALE
È il tessuto conne vo esteso dal cemento all’osso alveolare, è cos tuito da bre collagene, così
dis nte:
- gruppo cresta alveolare
- Gruppo orizzontale
- Gruppo obliquo
- Gruppo apicale
- Gruppo inter-radicolare
Il legamento alveolo-dentale, che forma la gran parte del periodonto, ssa la radice del dente
all’alveolo dentale.
Esso è cos tuito dai resisten fasci di bre collagene che penetrano come bre perforan da una
parte nel cemento della radice del dente e dall’altra nell’osso alveolare, a raverso il perios o.
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I fasci brosi del legamento alveolo-dentale mutano il loro andamento dalla parte prossimale a
quella distale della radice del dente.
I fasci prossimali dalla radice del dente scendono obliquamente in basso, i fasci medi hanno
decorso orizzontale, i fasci distali salgono obliquamente in alto, i fasci apicali in ne tendono a
farsi ver cali.
Per tale loro complessa disposizione, i fasci brosi del legamento, che sono inestensibili,
cos tuiscono un vero e proprio apparato di sospensione del dente; essi infa , oltre a ssare
saldamente il dente e ad impedirne una rotazione lungo il suo asse longitudinale, si oppongono
alla compressione del dente nell’alveolo dentale durante la mas cazione.
Il legamento del colle o, che fa parte del periodonto, è formato da robus fasci di bre collagene
che sono pos a orno alla regione del colle o del dente, entro la lamina propria della gengiva.
Esso si estende pertanto in altezza dal margine alveolare (o cresta alveolare) alla profondità
dell’epitelio di rives mento della gengiva.
I fasci brosi ssano il dente al margine alveolare, alla gengiva ed ai den con gui; assicurano
inoltre solide connessioni della gengiva con il margine alveolare e con il colle o del dente.
I fasci transe ali del legamento del colle o sono robus fasci brosi che decorrono
trasversalmente nella profondità della lamina propria della gengiva, al di sopra del se o
interalveolare; essi sono tesi tra le regioni del colle o di due den adiacen , nel cui cemento
penetrano.
I fasci transe ali del legamento del colle o provvedono a mantenere i den in conta o reciproco.
3. OSSO ALVEOLARE
È l’osso che forma i processi alveolari
- lamina cor cale ves bolare esterna
- Lamina cor cale linguale interna
- Osso spugnoso
- Lamina dura
riveste interamente alveolo
da inserzione alle bre del legamento
consente passaggio vasi e nervi.
Il periodonto consta di robus fasci di bre collagene che congiungono il cemento del dente
all’osso alveolare; esso cos tuisce pertanto il principale mezzo di ssità del dente all’alveolo
dentale. Nel periodonto si dis nguono due par : il legamento alveolo-dentale, che circonda la
radice del dente e la ssa alla parete dell’alveolo dentale; il legamento del colle o, che circonda il
colle o del dente e lo congiunge al margine alveolare (o cresta alveolare), ed inoltre alla gengiva.
Cuspidi di taglio (Ct) o libere e cuspidi di stampo o di supporto(Cs) Rappresentano i due den con
un conta o occlusale il super cie di taglio sulla cuspide ves bolare e super cie di stampo sulla
cuspide pala no. Inferiormente cuspide di stampo sulla versante ves bolare e super cie di taglio
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sulla versante linguale. Avviene triturazione del cibo e la forza maggiore sul ver ce. I
solchi durante la pressione tende a tra enere il cibo e formare le carie.
- Distale Ct cs mesiale superiore
- Distale Cs ct mesiale inferiore -> servono per triturare e sminuzzare cibo
- Forza di maggior impa o: ai ver ci cuspidali, al centro, la parte più bassa; dove si creano
demineralizzazioni e solchi.
Per la numerazione dei den abbiamo di eren numerazioni:
- nomenclatura di Palmer
- Nomenclatura a doppia cifra
- Nomenclatura di Haderup
Molari:
- Nei molari ci sono le creste: nella morfologia occlusale
- Cresta marginale: verso mesiale e verso distale.
- Cresta triangolare: decorre dall’apice della cuspide verso la parte centrale della super cie
occlusale.
- Cresta obliqua: presente solo sulla super cie occlusale dei molari superiori congiunge cuspide
medio-palatale alla cuspide disto-ves bolare.
- Cresta trasversale o ves bolo linguale che si formano dalla unione di due creste triangolari.( es
molare sesto superiore dx sx 16-26).
- Cresta cuspidale (o mesio-distale) decorre in direzione mesio-distale e forma il limite ves bolare
e linguale della super cie occlusale.
NB: La 5 cuspide di solito coincide con il tubercolo di Carabelli
Le depressioni o fosse sono:
- fossa centrale
- Fossa marginale
Primo molare superiore: (tra le due cuspidi in alto c’è seno mascellare, occhio a tra arlo)
4 cuspide + quella del carabelli
3 radici: 3 canali o 4 anomalo
2 radici ves bolari (prossimità sbocco do o di stenone)
la radice più grande è quella palatale
Le due ves bolari sono vicine mentre la palatale è distante- divergente, di cile da togliere, si fa
odontotomia
Gli inferiori sono simili, i laterali anch’essi hanno un peduncolo radicolare distale.
Primo molare inferiore: è il primo dente che compare in arcata all’età di 6 anni.
2 radici: 1 linguale 1 ves bolare
5 cuspidi 3 ves bolari 2 linguali. (Più piccola la ves bolare distale)
3 solchi, presenta solco centrale
Depressioni coronali
- Solco; depressione longitudinale della super cie di un dente che separa le creste e/o le cuspidi.
- Solchi principali si dividono in:
- Centrali (mesio-distale)
- Periferici (ves bolo-linguale)
- Solchi secondari trovano lungo i versan cuspidali (solchi a U) o lungo versan delle creste
marginali (solchi a V) ed hanno una minore importanza funzionale.
- Fossa: depressione arrotondata, racchiusa tra più creste.
- Centrali, quando nascono dall’incontro di due solchi principali
- Marginali, quando nascono dall’incontro di un solco centrale con una cresta marginale
Il punto di conta o I den in condizione di occlusione normale sono allinea lungo le arcate
dentali e si toccano in un punto (o area) di conta o (rapporto mesio-distale).
OMS de nisce la lesione curiosa come:Processo patologico esterno localizzato che comporta
decalci cazione della componente inorganica e ammollimento-proteolisi della componente
organica, con conseguente cavitazione.
La carie eziologicamente è una mala a infe va!!
Ortopantomogra a è carta canta
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Sintomatologia:
Possiamo suddividere la scala di sensazioni di dolorose in:
1. Ipersensibilità a caldo, freddo, dolce, salato e acido. (Glucosio e cloruro di sodio che scatenano
nelle bre di Tomas delle interferenze)
2. Un forte dolore che non riesce a ricondurre precisamente a uno speci co dente
3. Dolore cupo su un dente preciso
Epidemiologia:
Incidenza della carie ai di so o dei 12 anni è del 44 %
Colpito il 90% della popolazione mondiale
Comunque nei paesi industrializza c’è una leggera diminuzione dell’incidenza per prevenzione,
migliore igiene orale e alimentare.
Eziopatogenesi:
Condizioni essenziali per la carie: diagramma di Keyes:
1. Ba eri cariogeni
2. Disponibilità degli zuccheri: favoriscono crescita e adesione ba erica e rappresentano il
substrato metabolico per la produzione di acidi.
3. Fa ori lega all’ospite:
qualità del dente: contenuto di sali di uoro
forma del dente: profondità dei solchi
Forma dell’arcata: a ollamento, allineamento
Cara eris che della saliva, usso capacità tampone, fa ori an ba erici
Grado di igiene orale
Tipo di dieta: quan tà e tempi di assuzione degli zuccheri
Capacità di sviluppare una risposta immunitaria sia a livello sistemico che locale
Babybo le syndrome-> c’è probabilità che la presenza di ques ba eri producano problema che
anche ai den permanen
Placca ba erica: pellicola so le (bio lm) trasparente che aderisce alla super cie dei den
(pellicola acquista dopo 15 min) asportabile con lo spazzolino.
Componen della placca ba erica:
1. Frazione corspuscolata: ba eri, leucoci , cellule epiteliali di sfaldamento.
2. Frazione amorfa o matrice extracellulare: derivata dalle glicoproteine salivari e degli zuccheri
ingeri .
Microbiota orale:
insieme di microrganismi che vivono in simbiosi nella cavità orale. Cos tuito da ba eri, protozoi,
mice e virus. Ecosistema molto complesso.
La par colarità risiede nella capacità dei ba eri di aggregarsi tra loro aderendo, mediante proteine
salivari, alla super cie dei den . Da questa aggregazione origina un bio lm che cos tuisce la placca
dentale, la quale calci cando può portare alla formazione di tartaro.
Placca non rimossa -> calci cazione della placca -> tartaro.
In un sogge o sano con buona igiene, l’ecosistema si stabilisce normalmente in equilibrio. La
variazione di questo equilibrio scatena l’origine delle patologie del cavo orale placca associate:
carie e mala a parodontale.
Placca si concentra a livello del colle o, a causa di diversi fa ori come ad esempio;
- Fluido crevicolare
- Non spazzolano bene
- Le labbra meccanicamente arrivano al margine incisale non al solco
Autodetersione: viene operata dai movimen delle guance, della lingua, dai liquidi orali e dagli
alimen .
Zone in non c’è:
- Solchi occlusali
- Spazi interdentali
- Regione del colle o, terzo cervicale
Ba eri cariogeni; a raverso il loro metabolismo trasformano i carboidra in acidi e danno il via al
processo di demineralizzazione.
Scindono il saccarosio tramite enzima glicosiltransferasi formando polisaccaridi insolubili e viscosi
ad alto peso molecolare (destrani) che cos tuiscono la matrice della placca e contribuiscono
all’aggregazione.
Producono acidi in grado di abbassare il ph della super cie dello smalto con conseguenze
decalci cazione.
E sono; Streptococco mutans e lactobacilli
Lo streptococco mutans produce grandi quan tà di cataboli acidi durante il processo di
fermentazione (risultato del loro metabolismo, sono i loro prodo di scarto) dei carboidra assun
con la dieta, questo porta ad un abbassamento del ph al di so o del valore soglia per la
dissoluzione dello smalto 5.5 dando origine alla lesione cariosa) serve circa 1 ora per far si che il ph
torni al suo valore normale (tamponato dalla saliva)
Nb: questo per i ba eri aerobi, gli anaerobi si nutrono dei prodo di scarto degli aerobi.
Prevenzione carie:
Igiene alimentare
Igiene orale (guarda metodiche spazzolamento, lo…)
Fluoropro lassi
Sigillature dei solchi
O mizzazione della regolarità delle arcate
Visite di controllo
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Materiali da restauro
Materiali a a ripris nare la corre a morfologia, funzione di un dente che è stato intaccato da una
patologia cariosa, trauma ecc interferenze.
Materiali:
- plas ci: stato plas co e successiva solidi cazione
- Solidi : stato plas co, prepara in laboratorio per fusione e cementa successivamente.
- Amalgame, ori cazioni intarsi cementa : materiali che passano da uno stato plas co a uno
stato solido.
- Amalgama: L’aggregato di argento e altri metalli, insieme al mercurio, si induriscono dopo la
miscelazione dei materiali
- Ori cazione: aggregazione di oro coesivo, oro passa da stru ura micromolecolare ad una
stru ura solida per pressione.
Intarsi in oro: realizzazione extraorale, microfusioni in laboratorio.
RESTAURI:
- Dire : resine composite , amalgama d'argento
- Indire : intarsi, inlay, (per dife minori, viene inserito nel dente) onlay (media en tà, ricopre
l’intera super cie mas catoria): porzioni di den a seconda della grandezza da sos tuire.
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MATERIALI INTERMEDI
- Per arrivare a produrre corre a o urazione, operare in maniera da proteggere la porzione pulpo
dentale da s moli di natura ba erica, chimica sica
- Per ridurre sensibilità post operatoria
- Per indurre la formazione di den na terziaria
- per ridurre massa restauro
- Per migliorare geometria del composito
Verinici: materiali che per evaporazione del solvente restano sul fondo e sulle pare della cavità
allo scopo di chiudere i tubuli dentali
- semplici
- Composte
Basi: materiali che vengono u lizza per sos tuire la den na rimossa
- prepara a base di ca(OH)2
- Cemen dentali
Cemen dentali
Compos chimici da dalla miscelazione: polvere + liquido con formazione di una massa plas ca in
grado di indurire più o meno rapidamente per un processo di cristallizzazione.
2: ZOE
1. Semplice
2. Rinforzato con aggiunta di plas can (resine)
usato come cemento temporaneo, per o urazioni provvisorie, si usa come disinfe ante per la
presenza di eugenolo che ha poteri disinfe an , citotossici.
Lo u lizzo con piastra di vetro e spatola metallica.
NB:Spatola a ginocchio, di hideman.
3. POLICARBOSSILICI
Come ad esempio CERAMCO, DURELON
U lizza per so ofondo, cementazione, con piastra di vetro, spatola monouso in plas ca.
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[Link]
na dal desiderio di unire i vantaggi dei cemen al silicato a quelli dei cemen policarbossilici
- polvere: par celle vetrose di quarzo, allumina, uoruro di calcio
- liquido: soluzione acquosa di acido poliacrilico
po I: per cementazione
po III: cemen per so ofondo, per la sigillatura dei solchi. (So ofondo: per la protezione della
polpa)
CVI si lega alla den na e si lega al composito. Si impasta con spatola in plas ca non in metallo!!!
Tipi di composito:
- Macroriempi :
- A micropar celle
- A piccole par celle
- A nanopar celle
- Ibridi
- Microibridi
- Fluidi
- Condensabili
A vazione chimica:
2 componen (pasta+pasta, pasta + liquido, polvere+liquido)
A: con ene l’a vatore
B: con ene iniziatore
-miscelazione su piastra di carta o plas ca con spatola di plas ca per evitare inquinamen
1. Pretra amento dello smalto, deteriore con coppe a di gomma morbida e pasta composta di
pomice, acqua e ipoclorito di sodio
2. Scelta colore, so o diga i den tendono a disidratarsi rapidamente ostacolando il rilevamento
del colore
3. Applicazione diga di gomma
4. Preparazione cavitaria, inizialmente accedo alla lesione, elimino la den na cariata, pare di
smalto so li, restauri preceden .
5. Preparazione speci ca dello smalto; esporre le par di smalto più a accabile dell’acido, per
aumentare la zona di adesione.
- > Si fa una smussatura dello smalto, un bisello (un gradino \)
Se non si fa il gradino si crea un gap tra i due media, dunque smalto e composito.
I materiali da restauro dopo un po’ di tempo perdono le cara eris che sico chimiche dei
materiali, dopo 3 anni il restauro in composito non ha più le cara eris che di quando sono sta
fa .
Si possono tenere più di 3 anni, se vedo i gap=cornici vuol dire che la contrazione da
polimerizzazione è andata troppo oltre.
Più il materiale è esteso (c’è tanto restauro) più il gap si ampia e l’o urazione saràin ltrata.
Cavità di classe III: Sono interprossimali, si irradiano e li c’è poco smalto, ci me e pochissimo ad
entrare in polpa la lesione.
Molte volte è una decalci cazione poco evidente, il paziente fa fa ca ad
interce arla subito. (Non è un buco nero). Per questo mo vo la diagnosi
deve essere precoce.
1. Accedo o pacatamente o ves bolarmente o chiaramente prossimale, se
manca il dente con guo.
2. Asporto den na rammollita
3. Preparazione speci ca dello smalto
Accenno ENDODONZIA:
Disciplina che si occupa oltre che della cura anche delle manovre di rimozione totale o parziale
della polpa dentale contenuta all’interno della camera pulpare e dei canali radicolari. Si può anche
a ermare che la terapia endodon ca de a anche cura o terapia canalare, è ul mo tra amento
possibile per cercare di salvare un elemento dentale, quando anche tale provvedimento fallisce
non resta che procedere all’estrazione dell’elemento in ques one.
Endodonto: o polpa dentale, insieme di tessuto conne vo, piccoli vasi arteriosi e venosi uni a
bre nervose contenute all’interno del dente al di so o smalto e den na.
Se non si interviene il processo acuto cronicizza dando origine all’apice della radice ad una
neoformazione in ammatoria che si chiama granuloma apicale, che è l’invasione ba erica al di la
del forame radicolare, per la sua guarigione si deve procedere ad un’o urazione canalare completa
no all’apice della radice. Se non si risolva resta solo l’apicectomia. I granulomi possono rimanere
li, spesso sono asintoma ci, no a quando ques non si svegliano.
Può degenerare in formazione di cis , ascesso, allargamento della rarefazione apicale stessa.
Ipoclorito di sodio nel canale per pulire i canali dai ba eri. (Tu a l’endodonzia va fa a so o diga).
• CHELANTI: si me ono all’imbocco dei canali e vengono porta dentro dagli strumen canalari e
agiscono so raendo calcio alla den na che rammollisce e diventa di fa o, più facilmente
strumentabile.
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