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ANTONIO ROMITI

ARCHIVISTICA GENERALE
PRIMI ELEMENTI

Cos lArchivistica?
LArchivistica la gestione della memoria scritta di soggetti pubblici o privati; ogni scrittura trova accoglienza su un SUPPORTO

Quando nasce lArchivio? Ogni Archivio nasce quando il SOGGETTO PRODUTTORE decide di conservare le
TESTIMONIANZE delle proprie operazioni; il materiale viene conservato quando considerato NECESSARIO e UTILIZZABILE una memoria utile per i problemi di gestione PRATICA, AMMINISTRATIVA e GIURIDICA LARCHIVIO il centro primario per la RICERCA e le esigenze degli STUDIOSI L ARCHIVISTICA GENERALE affronta tematiche basilari per: la conoscenza dellarchivio, con riferimento ai PRINCIPI TEORICI, agli aspetti GIURIDICI e agli elementi GESTIONALI. la conoscenza della vita dellarchivio: fase iniziale fase di deposito fase finale Centri maggiori di sviluppo della teoria archivistica in Europa sono Germania e Italia.

STORIA DEGLI ARCHIVI


ARCHIVI DELLANTICHITA Nellantichit le memorie venivano registrate su supporti poco idonei ma duraturi come TAVOLETTE DI ARGILLA (III millennio a.C.). Un esempio lo troviamo a Ebla, dove scoperte archeologiche hanno portato alla luce 20000 tavolette risalenti al 2400 a.C. ARCHIVI IN ETA CLASSICA Gi dal I millennio a.C. avvenne un evoluzione nei supporti, da pesanti e macchinosi si pass a supporti leggeri nel trasporto come pelle, pergamene, tele. Questi supporti risultavano per notevolmente meno consistenti, pi effimeri e quindi meno duraturi. Dunque le strutture funzionali, da una parte incrementarono la produzione archivistica, ,ma dallaltra ebbero conseguenze negative sullaspetto conservativo. ARCHIVI NELLETA MEDIEVALE Seconda met del I millennio d.C. ---> viene considerato il momento pi incisivo per la disciplina archivistica. Et dei comuni ---> vede nel XIII secolo lintroduzione della carta, nuovo materiale scrittorio pi agile e pi sicuro e l uso del LIBER come nuova forma di registrazione, conservato in ARMARI XIII secolo ---> sviluppo degli aspetti TECNICI: inizialmente, infatti, la conservazione dei documenti era affidata alla figura del MASSARO, successivamente pass nelle mani del NOTARO, che aveva il compito di tenere in ordine il materiale, classificandolo e assicurandone la fruizione. Verso la fine del secolo la figura del notaro viene sostituita da quella dellARCHIVISTA-NOTARO. XIV secolo ---> gi agli inizi del 1300 lattivit dellarchivista divenne una PROFESSIONE, anche se, per essere nobilitata da un vero dibattito teorico dovette attendere la seconda met del XVI secolo. Seconda met del 500 ---> iniziarono discussioni teoriche e metodologiche che tentavano di risolvere divergenze fra: 2

ARCHIVIO IN FORMAZIONE dotato di prerogative pratiche e amministrative ARCHIVIO FORMATO E CONSOLIDATO con altro significato di oggetto per la ricerca

1600-1700 ---> momento di massimo rilievo per gli archivisti italiani come Bonami, Guasti, Borgi SECONDA META DELL800 ---> ideazione del METODO STORICO, contributo tecnico e pratico da parte degli italiani su metodologie e criteri innovativi sul riordinamento dellarchivio OGGI ---> negli ultimi tempi la metodologia archivistica si sta effettuando attraverso procedimenti pi meditati e raffinati, grazie allintensa collaborazione tra il mondo INFORMATICO e quello archivistico, allintroduzione di nuove figure professionali e di nuove misure normative e anche allistituzione di organismi come lA.I.P.A. Autorit per lInformatica della Pubblica Amministrazione-

IL CONCETTO DI ARCHIVIO
Larchivio fonda la propria natura su concetti teorici, la sua esistenza dipende da una molteplicit di elementi che devono realizzarsi mediante lattuazione di precise procedure. Tali elementi sono: 1. modalit formative 2. scelte conservative 3. motivazioni 4. finalit Il TERMINE archivio presente, con le proprie caratterizzazioni: 1) Nel linguaggio strettamente archivistico archivio = COMPLESSO DOCUMENTARIO. Ogni complesso di scritture realizzato da singoli soggetti produttori che generano verso la societ esterna. Il VINCOLO che collega il materiale deve essere NATURALE e quindi INVOLONTARIO 2) Nel linguaggio attinente a discipline affini Archivio = RACCOLTA Ogni raccolta di scritture prodotta dallattivit di singoli soggetti che operano non necessariamente verso lesterno. Il VINCOLO dipende dalla volont del soggetto ed quindi VOLONTARIO. Il termine RACCOLTA pu essere riferito a biblioteche, pinacoteche, gipsoteche, in quanto sono costituiti da un concetto di raccolta guidato dalla volont del soggetto produttore. LARCHIVIO INFORMATICO Il termine archivio, nel linguaggio informatico, corrisponde ad un insieme di dati utilizzati per esigenze di ricerca e ci corrisponde pi al significato di raccolta. Nellambito dellarchivio tecnologico si distinguono due diverse realt: ARCHIVI INFORMATICI ---> nati direttamente su supporto elettronico e conservati ARCHIVI INFOMATIZZATI ---> creati su supporto cartaceo e poi trasferiti su floppy disk e CD per conservarli 3

ARCHIVIVIO COME LUOGO DI CONSERVAZIONE Il termine archivio pu essere usato anche per indicare il LUOGO, ledificio, il vano dove si conserva la documentazione. Questa accezione del termine, ha origini nellantica Roma con il concetto di JUS ARCHIVI, che aveva carattere di sacralit, giuridicit e fides, e ha continuato ad essere usato sino in epoche recenti. ARCHIVIO COME ISTITUZIONE (E ISTITUZIONE DI CONCENTRAZIONE) Larchivio pu essere considerato talora coincidente con listituzione che lha PRODOTTO e talora con listituzione che ha il compito di CONSERVARLO Esistono anche archivi provenienti da altri soggetti e si chiamano ARCHIVI AGGREGATI, essi hanno spesso la caratteristica di essere archivi morti. GLI ARCHIVI DI CONCENTRAZIONE Hanno lo scopo di conservare e tutelare i complessi documentari realizzati da altri soggetti produttori. Linsieme degli archivi che si conservano negli istituti di concentrazione viene considerato una RACCOLTA DI ARCHIVI. Il trasferimento del materiale da un soggetto produttore ad un destinatario pu avvenire: a) per VERSAMENTO, trasferimento del materiale da un archivio di deposito ad un archivio di concentrazione con la medesima natura giuridica del soggetto primario b) per DEPOSITO, trasferimento tra soggetti che non posseggono la stessa natura giuridica c) per DONAZIONE, liberazione a titolo gratuito non solo del possesso ma anche della propriet d) per ALIENAZIONE, a titolo oneroso o per volont testamentale ARCHIVIO COME CONCETTO STORIOGRAFICO In alcuni casi il termine archivio non viene usato correttamente, per esempio, larchivio Storico Italiano, fondato a Firenze nella prima met dell800, che riunisce gli scritti attinenti alla storia dellItalia, caratterizzato dal VINCOLO VOLONTARIO che lega i singoli documenti, esso sarebbe dunque una RACCOLTA. ARCHIVIO COME BENE CULTURALE Inizialmente, per Bene Culturale, si intendeva linsieme dei beni artistici, archeologici, architettonici, ARCHIVISTICI e librari. Il termine, venne poi ripreso e ridefinito con la COMMISSIONE FRANCESCHINI prima (1964-67), e con la COMMISSIONE PAPALDO e PAPALDO BIS poi(1968-70). Nel 1970 venne stipulata una Convenzione Internazionale a Parigi per impedire lillecita esportazione e il trasferimento di propriet e dei beni culturali. Nel 1974 venne istituito il MINISTERO PER I BENI CULTURALI E AMBIENTALI, per iniziativa dellallora presidente del Consiglio Aldo Moro e di Giovanni Spadolini. Il nuovo Ministero, tuttavia, non comprendeva gli ARCHIVI in quanto essi erano assoggettati al MINISTERO DEGLI INTERNI mentre gli altri beni erano di competenza del MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE. Grazie ad una decisa presa di posizione degli Archivi di Stato italiani avvenne linserimento, al momento della conversione del decreto in legge nel 1975. Il Testo Unico del 1999 ---> Cerca di individuare in modo specifico tutti i beni culturali e opera una distinzione tra: Beni Culturali CHIARAMENTE INDIVIDUATI _ patrimonio artistico, storico, archeologico, archivistico, librario, oltre a categorie speciali che comprendono 4

affreschi, stemmi, graffiti, lapidi, ornamenti di edifici, aree pubbliche, fotografie, opere cinematografiche ecc... Beni Culturali INDIVIDUABILI

Per quanto riguarda i Beni Archivistici, il Testo Unico, ha provveduto alla loro specifica individuazione includendo tra di essi: gli Archivi e i singoli documenti dello Stato gli Archivi e i singoli documenti degli Enti Pubblici gli Archivi e i singoli documenti appartenenti ai privati che rivestono notevole interesse storico riconosciuti con atto ufficiale dello Stato Il Testo Unico non comprende tra i Beni Archivistici le RACCOLTE, tuttavia linserimento fra esse dei CARTEGGI errato in quanto essi appartengono alla categoria degli Archivi anche se, quando le loro modalit formative sono volontarie, si classificano come raccolte. Nel 2004 il Ministro URBANI redige il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, d. lgs. 42 e attua una nuova riorganizzazione del Ministero. DUPLICAZIONE DELLA DOCUMENTAZIONE Pu essere effettuata tramite: DUPLICAZIONE ---> trasferimento del materiale su un altro supporto. vantaggi --> maggiore conservazione della memoria in caso di distruzioni o perdite SOSTITUZIONE ---> una metodologia nella quale allatto della realizzazione della copia segue la distruzione delloriginale. vantaggi --> si realizza una significativa acquisizione di spazi MICROFILM ---> La tecnica di maggiore applicazione per la riproduzione sino a pochi anni fa stata rappresentata dal microfim, con la realizzazione di archivi fotografici. vantaggi --> minore ingombro svantaggi --> richiede periodiche duplicazioni per il mantenimento dello stato di conservazione ottimale dellimmagine, che dura pochi lustri. TECNOLOGIE INFORMATICHE e OTTICHE ---> Attualmente sta diventando sempre pi estesa lintroduzione delle tecnologie informatiche e ottiche con supporti di natura virtuale. vantaggi --> soddisfano le esigenze di fruizione limiti --> ci sono alcuni dubbi sulla sicurezza conservativa.

LARCHIVIO
Gli Archivi sono realt in continuo movimento e si realizzano attraverso fondamentali movimenti strutturali, gestionali e conservativi. Ogni archivio si colloca sopra due coordinate:

VERTICALITA TEMPORALE
Ogni archivio si muove in un ambito temporale che va dalla data dell ORIGINE a quella della CHIUSURA, ovvero la cessazione dellattivit da parte del soggetto produttore. Questa fase di formazione viene considerata come la VITA ATTIVA

ORIZZONTALITA TERRITORIALE E ISTITUZIONALE


Ogni archivio si muove sopra un determinato territorio, in un preciso contesto sociale ed istituzionale e a esso dipende lattivit del soggetto produttore

PIANO MULTISTRUTTURALE v e r t i c a l i t t e m p o r a l e cessazione attivit del soggetto produttore

insieme di punti formatisi dallintersecazione delle due coordinate = ARCHIVIO data di origine territorio, contesto sociale e istituzionale

orizzontalit territoriale e istituzionale

Elementi necessari per la nascita, la formazione e la conservazione di un Archivio:

a) esistenza di un SOGGETTO PRODUTTORE b) ATTIVITA del soggetto produttore c) particolare TIPOLOGIA di attivit del soggetto produttore d) conservazione della MEMORIA e qualit del SUPPORTO e) VOLONTA di conservazione della memoria f) memoria legata da un particolare VINCOLO a) ESISTENZA DI UN SOGGETTO PRODUTTORE
Ogni archivio, per nascere, necessita di un soggetto. In epoca romana, medievale e anche nella prima et moderna, larchivio nasceva esclusivamente da SOGGETTI PUBBLICI ai quali era stato riconosciuto lo speciale diritto di matrice imperiale. Nella dottrina contemporanea non esistono pi discriminazioni in riferimento alla natura del soggetto produttore: TUTTI i soggetti possono essere produttori di archivi. Vi comunque una distinzione tra i possibili soggetti produttori:

SOGGETTI PUBBLICI
STATALI Amministrazioni centrali dello Stato (Ministeri, Corte dei Conti, consiglio di Stato) Amministrazioni statali periferiche (Prefetture, Questure) NON STATALI Tutte quelle istituzioni che hanno acquisito una natura regionale, provinciale, locale (Regioni, Province, Comuni)

SOGGETTI PRIVATI
SOGGETTI PRIVATI SINGOLI Comprende le singole persone fisiche e le persone singole giuridiche Per esempio imprese artigianali o professionale SOGGETTI PRIVATI COMPLESSI Nuclei Associazionismo familiari due o pi persone possono riunirsi a scopo non di lucro e possono creare unASSOCIAZIONE purch le loro attivit non siano segrete o illegali. Lassociazione di fatto diventa ENTE GIURIDICO O ENTE MORALE dopo aver ottenuto il RICONOSCIMENTO GIURIDICO tramite una richiesta formale rivolta allo Stato SOGGETTI COMPLESSI DELLIMPRESA Due o pi persone che si riuniscono con finali di lucro. Gli archivi dei soggetti dellimpresa non devono rispettare le regole della conservazione a meno che non siano stati dichiarati di notevole interesse storico

b) ATTIVITA DEL SOGGETTO PRODUTTORE


Ogni soggetto produttore produce il proprio archivio solamente se svolge unATTIVITA non allinterno del soggetto ma rivolta allESTERNO. Lattivit del soggetto viene inquadrata in due momenti: 1. quando il soggetto si CREA 2. quando il soggetto si OPERA Larchivio cessa di essere prodotto quando il soggetto produttore assume una posizione di INERZIA TOTALE, che pu essere:

TRANSITORIA

DEFINITIVA

Quando larchivio, pur con pause ed Quando larchivio non cresce, rimane interruzioni continua ad essere VIVO permanentemente IMMOBILE. Quando il soggetto produttore scompare, larchivio viene considerato MORTO e viene trasferito al nuovo soggetto al quale compete la sua CONSERVAZIONE

c) PARTICOLARE PRODUTTORE

TIPOLOGIA

DI

ATTIVIT

DEL

SOGGETTO

Il soggetto produttore svolge attivit archivistica solamente se si rivolge al di fuori della propria ENTITA, e quando, dopo aver sollecitato il mondo esterno, ricever da esso elementi attestativi dei comportamenti. Un esempio si ritrova nei CARTEGGI ---> un comune che vuole un servizio si rivolge allesterno inviando richieste, qualora vi siano risposte si avr un nucleo archivistico composto da: lettere in arrivo _ note di risposta. Pu avvenire anche il procedimento inverso, ovvero, partendo dallESTERNO si creano pi archivi che vengono attribuiti ai singoli soggetti che hanno partecipato allevento. 7

Larchivio, dunque, non si forma mai per volont di un singolo soggetto produttore ma necessita della volont di altri soggetti che partecipino a quella attivit. d) CONSERVAZIONE DELLA MEMORIA E QUALIT DEL SUPPORTO
Per creare un archivio il soggetto produttore deve conservare le testimonianze delle diverse operazioni, fissandole sopra un supporto. I primi supporti erano rappresentati da tavolette dargille, poi il papiro, la pergamena, sino al rivoluzionario avvento della CARTA nel XIII secolo. Allultimo secolo risale lutilizzo del microfilm, e agli ultimi decenni quello delle tecnologie informatiche.

e) VOLONTA DI CONSERVAZIONE DELLA MEMORIA


Il concetto di LIBERTA, modellato sulle caratteristiche del soggetto produttore e dipende dalle loro funzioni e dalle loro competenze allinterno dellorganizzazione sociale. IL SOGGETTO PRiVATO SEMPLICE ha una libert molto estesa in relazione ai criteri della conservazione della documentazione archivistica da lui stesso inventata IL SOGGETTO PRIVATO COMPLESSO E DI IMPRESA ha unarea di libert pi limitata, per esempio nelle situazioni di Associazioni di Fatto, la presenza di soci limita la libert in quanto essi hanno il diritto di conoscere le fasi dellattivit. I soggetti di impresa hanno obblighi specifici previsti dalle disposizioni legislative I SOGGETTI PUBBLICI, statali o non statali, devono tenere conto della non eliminazione, sono infatti tenuti a conservare la memoria delle loro attivit rispettando il diritto di ogni persona appartenente a una comunit di conoscere come questa viene gestita IL CONCETTO DI ORDINE Larchivistica la disciplina che si occupa della organizzazione della memoria. Ci significa, in parole povere, ordinarla facendo in modo che possa essere utilizzata. E solamente con la prospettiva della FRUIZIONE, ovvero quando un bene diventa necessario per la societ, che si pu garantire lesistenza dellarchivio. QUINDI, nella fase formativa il compito dellarchivista di ORDINARE, fornendo una struttura logica e utile per un rapido e sicuro reperimento della documentazione. Successivamente, unaltra qualificante funzione quella di RIORDINARE e INVENTARIARE gli archivi, al fine di una conservazione permanente. Il concetto di ordine NON incide sulla natura dellarchivio che, anche se disordinato, rimane tale, in quanto esiste il VINCOLO NATURALE.

f) MEMORIA LEGATA DA UN PARTICOLARE VINCOLO FASCICOLO ---> complesso di carte che risultano legate tra loro da un VINCOLO che deriva NATURALMENTE dalle caratteristiche dellattivit del soggetto produttore dellarchivio. (esempio del carteggio)
Non si ha larchivio se la documentazione non la memoria di unattivit rivolta verso lESTERNO e la figura dellarchivista non si verifica se la documentazione non legata da un VINCOLO NATURALE, poich naturale lattivit dei soggetti; il vincolo naturale detto anche NECESSARIO in quanto non pu non esserci Il vincolo, naturale o originario, esclusivo della figura dellarchivio perch per gli altri beni il vincolo VOLONTARIO. Un esempio pu essere la Biblioteca: la scelta della collocazione delle unit librarie dipende unicamente dalla volont di colui che lha creata e pu essere anche individuato in essa un vincolo tra le singole unit librarie, un vincolo sempre volontario. A livello teorico essa rappresenta quindi una RACCOLTA, 8

come tutte le categorie di Beni Culturali ad eccezione di quelli archivistici, costituita per volont di un soggetto e caratterizzata da un vincolo volontario.

DIVERSE TIPOLOGIE DI VINCOLO VINCOLO ISTITUZIONALE ESTERNO, pu essere individuato nel collegamento tra lentit produttrice dellarchivio e la realt istituzionale a livello territoriale. La sua funzione risulta significativa nella necessit di applicazione del principio di PROVENIENZA VINCOLO ISTITUZIONALE INTERNO, che si sviluppa nel rapporto tra lentit produttrice e le altre realt sociali che si pongono in collegamento con essa VINCOLO ARCHIVISTICO ESTERNO, il rapporto tra lunit produttrice (il soggetto produttore),le unit referenti e larchivio prodotto (documentazione realizzata) e costituisce la motivazione fondamentale dellorganizzazione dellarchivio. VINCOLO ARCHIVISTICO INTERNO individuabile nel nesso esistente nella documentazione realizzata e conservata dallentit produttrice (definizione di Paola Carucci)

DIVERSE TIPOLOGIE DI ARCHIVIO ARCHIVIO APPARENTE, si pu verificare lipotesi che la rivelazione di un vincolo naturale possa essere solo apparente, cio un vincolo VOLONTARIO mascherato ARCHIVIO PROPRIO, dotato di vincolo naturale riconoscibile ARCHIVIO IMPROPRIO, nel quale il vincolo naturale originariamente esistente non pi riconoscibile. Se un archivio nasce dotato di vincolo naturale rimane SEMPRE archivio, anche nel caso di una parziale perdita di documentazione e quindi del vincolo (come accade a volte nel caso di archivi privati). Esso non viene dunque degradato a semplice raccolta a meno che non si verifichi la totale dispersione e la sua eventuale ricostruzione per opera VOLONTARIA di soggetti estranei COMPLESSITA E ORGANICITA Perch si possa parlare di archivio, in esso ci devono essere prerogative della complessit e della organicit. Il principio del rapporto organico INDISPENSABILE mentre negli altri beni facoltativo. T.U., art. 21 ---> i Beni Culturali non possono essere demoliti o modificati senza lautorizzazione del Ministro per i Beni e le Attivit Culturali, la stessa cosa valida per le collezioni e le raccolte mentre gli archivi non possono essere smembrati neppure con lautorizzazione ministeriale ma devono essere conservati nella loro organicit. Il vero archivio composto da scritture ORIGINALI e se solo una di queste dovesse venire a mancare a seguito di uno smembramento si rischierebbe di non comprendere pi il complesso interrompendo cos il vincolo naturale.

LA VITA DELLARCHIVIO
Ogni archivio ha una propria vita attiva di una durata non predeterminata. La nascita di un archivio dipende da: NASCITA E PROCEDURE DI COSTITUZIONE DEL SOGGETTO ATTIVITA DEL SOGGETTO REALIZZAZIONE DI MEMORIE VOLONTA DEL SOGGETTO PRODUTTORE DI CONSERVARE LA MEMORIA 9

Se il soggetto produttore cessa di esistere per qualsiasi causa (eventi naturali) larchivio si trasforma convenzionalmente in ARCHIVIO MORTO perch vengono a mancare le capacit di accrescimento. Ove non si proceda alla sua distruzione, larchivio morto, continua a svolgere il ruolo di MEMORIA e di TESTIMONIANZA delle attivit effettuate sino alla cessazione del soggetto produttore; per tali funzioni necessario un riferimento esterno che pu essere rappresentato da un istituto di concentrazione.

LARCHIVIO CORRENTE
Larchivio corrente coincide con il momento della nascita e della formazione e comprende quella documentazione scritta che viene conservata ed entra a far parte della memoria. La documentazione si forma attraverso un naturale accrescimento determinato dalle relazioni del soggetto con la societ esterna. La durata dellarchivio non predeterminata, vi sono fascicoli che si aprono e si chiudono nello stesso giorno e altri in pi anni, il periodo corrente, infatti, si inaugura con linizio della pratica e si conclude con la chiusura della stessa. Ne consegue il fatto che larchivio corrente sar caratterizzato da documentazione cronologicamente non uniforme, contenendo tutte le pratiche ancora aperte. Con lintroduzione del protocollo stato stabilito che il periodo minimo di giacenza dellarchivio corrente trova genericamente riscontro con lanno solare. Larchivio corrente costituisce un momento molto importante nel quadro generale della gestione archivistica e, in tale contesto, assumono importanza primarie i criteri di ORGANIZZAZIONE DELLA MEMORIA. La formazione degli archivi determinata in maniera differente a seconda di alcuni elementi come: la natura del soggetto produttore, soggetti pubblici, che utilizzano criteri come il TITOLARIO DI CLASSIFICAZIONE, sempre rispettando il principio generale che la memoria pubblica deve essere conservata e organizzata in modo da consentire la fruizione della comunit, o soggetti privati, non eccessivamente condizionati da preordinate modalit di organizzazione la struttura del soggetto produttore, soggetti singoli che utilizzano criteri semplici suddivisi spesso per settori di competenze e soggetti complessi, che hanno invece la necessit di rispettare un ordine direttamente dipendente non solo dalle competenze ma anche dalla funzioni le tipologie delle attivit, i soggetti produttori, in conseguenza delle loro finalit, applicano criteri organizzati differenziati come per esempio unimpostazione GEOGRAFICA o una soluzione ALFABETICA o un criterio CRONOLOGICO Le caratteristiche dei supporti utilizzati, che hanno dato vita ad autonome tipologie, spesso difformi, di UNITA ARCHIVISTICHE, per esempio le unit legate, libri, codici, registri, e le carte sciolte, buste, faldoni, filze IL CONCETTO DI SERIE Tra gli elementi qualificanti per la nascita dellarchivio, molto importante il PRINCIPIO DI ORGANIZZAZIONE al cui interno svolge una funzione basilare il CONCETTO DI SERIE, che attraverso il CRITERIO DI RAGGRUPPAMENTO, colloca in posizioni logiche le unit archivistiche. Le posizioni logiche sono gli elementi che contribuiscono a stabilire queste posizioni: il rispetto per le MATERIE, ogni archivio si caratterizza per una molteplicit di materie, ne consegue un maggiore numero di possibilit di ordini, con la creazione di SERIE PER MATERIA. A partire dal XIX secolo, la dottrina si 10

orientata criticamente nei riguardi delladozione di serie per materia, ponendolo in parallelo con il principio di pertinenza e ritenendolo NON NATURALE. Tuttavia non vi sono dubbi sulla correttezza di tale metodo che dovr essere rispettato in ogni et evolutiva dellarchivio, trattandosi di una SCELTA ORIGINARIA. il rispetto dellORDINE CRONOLOCICO, rispecchia unesigenza del tutto NATURALE anche se il criterio cronologico non di rado rende poco praticabili gli altri criteri. Lordine cronologico pu prendere in considerazione, a seconda delle necessit del soggetto produttore, lindicazione cronologica del documento o la cronologia della registrazione di tale documento. le funzioni e il rispetto dellarticolazione delle ATTIVITA, prevalente applicazione presso soggetti pubblici che, gi al momento della nascita, hanno compiti operativi necessariamente definiti da leggi o regolamenti. In questo caso larchivio dovrebbe nascere e costituirsi naturalmente, seguendo la struttura burocratica che sta alla base di ogni soggetto complesso e organizzarsi rispecchiando le FUNZIONI del soggetto produttore.

IL PROTOCOLLO Il protocollo fu istituito in epoca napoleonica con lo scopo di snellire le procedure che riguardavano la registrazione dei movimenti della documentazione che entrava e usciva dai vari soggetti produttori, con specifico riferimento a quelli pubblici. Sino a tutto il XVIII secolo, la gestione delle carte in entrata e in uscita era effettuata da criteri macchinosi e complessi, la documentazione in partenza e quella in entrata, al fine di conservare la memoria, veniva trascritta integralmente sopra registri chiamati copialettere. Per quanto riguarda la documentazione in entrata, il materiale in arrivo era infilato in una specifica asticella metallica. Il termine protocollo si collega con lufficio che gestisce la documentazione che entra a fare parte della memoria del soggetto produttore e con il registro che ha il compito di acquisire tutti gli elementi necessari per sancire tale procedura. IL MATERIALE IN ENTRATA Lufficio di protocollo ha il compito di acquisire il materiale documentario e di registrarlo in un apposito strumento. Questa funzione si articola in pi momenti: APERTURA DELLA POSTA, che pu essere effettuata da qualsiasi incaricato del soggetto produttore REGISTRAZIONE A PROTOCOLLO, compito dellufficio quello di rispettare lordine CRONOLOGICO di ingresso del materiale. La registrazione deve ottenere dati CERTI, con sono ammesse correzioni o cancellature. Dopo la registrazione avviene lapposizione sul documento di un TIMBRO contenente i quattro elementi essenziali del protocollo ed il quinto rappresentato della sua classificazione DISTRIBUZIONE DELLA DOCUMENTAZIONE AGLI UFFICI che trattano la pratica RECUPERO DELLA DOCUMENTAZIONE ESAURITA nei primi quindici giorni del mese di Gennaio, e cio alla conclusione del periodo protocollare che dura un anno solare, lufficio di protocollo, recupera le pratiche cancellate e le riunisce seguendo gli schemi stabiliti del Titolario di classificazione, in vista del loro trasferimento nellarchivio di deposito. IL MATERIALE IN USCITA Spetta allufficio di Protocollo, il compito di spedire allesterno la documentazione; i meccanismi tecnici sono simili a quelli per la documentazione in entrata (ricezione e invio) 11

IL REGISTRO DI PROTOCOLLO E LE VALENZE GIURIDICHE Il registro di protocollo deve essere unico per ogni soggetto, perch ogni entit produttrice pu avere una sola memoria. Lattivit di protocollazione si realizza attraverso un UNICO REGISTRO che ha funzione CRONOLOGICA ANNUALE. Ogni documento che entra nella memoria di un soggetto deve rispettare la regola del 4 e quindi deve presentare: 1. un numero progressivo sul registro di protocollo in base ad unestensione cronologica annuale 2. una propria indicazione, relativa al momento dellingresso, perfezionata anche con la segnalazione dellorario 3. possedere le generalit, nome, cognome, ubicazione del mittente e del destinatario 4. lillustrazione sintetica ma esauriente del contenuto. In mancanza di un solo elemento risulta inefficace la protocollazione da un punto di cista pratico, amministrativo e giuridico. LA FUNZIONE GIURIDICA DEL PROTOCOLLO Il protocollo : un atto pubblico. Colui che lo redige deve essere considerato un pubblico ufficiale. un atto pubblico di fede, utilizzabili, oltre che per evenienze pratiche e amministrative, anche per qualsiasi necessit probatoria un atto pubblico di fede privilegiata, la sua validit assoluta, tranne prova di falso Il quinto elemento necessario nel registro di protocollo il Titolario di classificazione, che consiste in un quadro schematico nel quale sono distribuite, in maniera logica, le competenze, le funzioni e le materie attinenti allattivit del soggetto produttore. Esso non svolge nessuna influenza sopra gli aspetti amministrativi e giuridici ma sviluppa pi funzioni: individua ogni documento attribuendogli un preciso inquadramento archivistico determina la destinazione del documento organizza larchivio gi nella fase di deposito crea il collegamento tra i vari elementi della memoria, esso rappresenta uno strumento fondamentale per la creazione del VINCOLO ARCHIVISTICO.

L ARCHIVIO DI DEPOSITO
Conclusa la fase di accrescimento, larchivio trova una collocazione fisica, in attesa di una definitiva soluzione, della durata di un quarantennio; in questo periodo il materiale pu essere interpellato per esigenze pratiche, amministrative o giuridiche. Una volta trascorso tale periodo, la documentazione potr essere trasferita nella SEZIONE SEPARATA o in un archivio STORICO DI CONCENTRAZIONE ove svolger una funzione culturale a scopo di studio e ricerca. Nellarchivio di deposito confluisce tutto quel materiale che ha esaurito la sua funzione corrente, ovvero le pratiche chiuse, che rappresentano un inutile ingombro e che raramente vengono consultate. Tuttavia, non detto che esse non possano rivelarsi utili in futuro, perci la nuova ubicazione dovrebbe essere ADIACENTE AGLI UFFICI. Durante La fase di deposito vengono svolte attivit organizzative per ridare organicit al materiale, quindi 12

1. mantenimento di condizioni ottimali di conservazione, mediante la


realizzazione di strutture idonee per la conservazione e la gestione, in vista di unorganizzazione del materiale. Per risultare adatti i locali dovranno essere in possesso di alcuni requisiti: luoghi non umidi e non eccessivamente illuminati distanti da fonti idriche o da fonti di calore dotati di impianti a norma di legge e di mezzi di controllo e di sicurezza attrezzati per poter accogliere la documentazione archivistica, con scaffalature metalliche a vernice ignifuga dotati di attrezzature informatiche e una rete internet i locali devono essere adibiti esclusivamente ad uso di archivio e dovranno essere tenuti chiusi a chiave, accessibili solo agli archivisti addetti dovr essere predisposto un apposito regolamento 2. riorganizzazione del materiale, attraverso una procedura che rispecchi possibilmente le modalit di formazione 3. eventuale eliminazione del materiale superfluo. Questultima operazione, detta di SELEZIONE o di SCARTO, avviene nel periodo di passaggio allultima fase e rappresenta uno dei momenti pi delicati perch loperazione che si va a svolgere ha carattere IRREVERSIBILE. Per questo, essa va attuata con la massima consapevolezza e con il RIGIDO RISPETTO DEI PRINCIPI ARCHIVISTICI, poich c il rischio di eliminare il vincolo naturale. In Itali, cos come in altri Stati, non sempre tali operazioni sono poste in essere introducendo criteri OGGETTIVI, al contrario, la soggettivit viene ad essere accettata o addirittura, in alcuni casi, diviene elemento qualificante, come nel caso del metodo storico, in cui gli archivisti, analizzando le scritture, hanno il compito di stabilire linteresse che queste potranno avere nella prospettiva di una ricerca storica. Questo metodo permette allarchivista di scartare a suo piacimento, come molte volte avvenuto in passato. Per lo scarto darchivio possono individuarsi precisi tempi e modalit di intervento: 1. prevenzione nello scarto, con la disposizione di un MASSIMARIO che preveda per ogni atto i suoi termini cronologici di giacenza 2. I scarto, avviene durante e subito dopo la conclusione della pratica e consiste nelleliminazione di copie e fotocopie 3. II scarto, effettuato nellarchivio di deposito, il momento pi delicato e per questo tale operazione dovrebbe essere svolta da personale esperto Una volta individuato il materiale da scartare, la PROPOSTA DI SCARTO deve contenere tutte le indicazioni relative al documento titolo, estremi cronologici, consistenza, peso-, specificare i MOTIVI dello scarto e chiarire la presenza e la conservazione del vincolo naturale VOLONTA DELLO SCARTO Esistono differenti tipologie di scarto SCARTO NATURALE E/O INVOLONTARIO, dipende da fattori naturali, esterni che non coinvolgono il soggetto produttore SCARTO COLPOSO, la documentazione subisce danni a seguito di una collocazione non idonea SCARTO PRETERINTENZIONALE, avviene quando larchivio viene lasciato al caso, in condizioni prevedibilmente pericolose per la sua integrit SCARTO VOLONTARIO, quando vi intendimento volontario di eliminare dallarchivio elementi ritenuti inutili 13

QUANTIFICAZIONE DELLO SCARTO Un altro elemento da tenere in considerazione rappresentato dalla valutazione della consistenza dello scarto volontario ELIMINAZIONE TOTALE, avviene pi spesso nei casi di scarto non volontario, per cause di forza maggiore ELIMINAZIONE PARZIALE, risponde a scelte e metodologie di non univoca ispirazione ELIMINAZIONE A CAMPIONE, si realizza operando per settori e mira allindividuazione di serie o spezzoni di archivio strutturalmente uniformi ritenuti utili alla conservazione LA SELEZIONE La selezione unoperazione complessa che precede lELIMINAZIONE e che determina le sorti della documentazione. Nel concetto di selezione devono quindi essere incluse le attivit preparatorie, come la strutturazione dei Massimali La selezione pu intervenire con duplice finalit: 1. individuare gli elementi da conservare 2. individuare gli elementi inutili da eliminare I MASSIMALI DI SCARTO sono schematizzazioni destinate a facilitare il lavoro di selezione del materiale. Al fine di conseguire una maggiore oggettivit nelle operazioni di selezione e di scarto, lelemento che consente di realizzare uno scarto corretto rappresentato dal VINCOLO. Lattivit di selezione dovrebbe mirare a ridurre al minimo la SOGGETTIVITA affidandosi ai criteri OGGETTIVI che non disturbano il vincolo, sempre garantendo la conservazione del documento e della NOTIZIA.

LARCHIVIO STORICO
Nella terza fase la documentazione viene conservata come MEMORIA STORICA poich con il trascorrere del tempo, la documentazione assume un interesse culturale e diventa quindi oggetto di attenzione da parte di archivisti e studiosi per le loro ricerche. La terza fase viene gestita in tre momenti: 1. riordinamento del materiale 2. realizzazione di MEZZI DI CORREDO e di STRUMENTI PER LA RICRCA 3. FRUIZIONE della documentazione SEZIONE SEPARATA Inizialmente si attribuiva il valore di archivio storico solo alla documentazione con pi di quarantanni. Questo port a numerose discussioni e polemiche da parte degli archivisti e degli storici in quanto non si riconosceva il significato di STORIA alla documentazione contemporanea, quando invece dovrebbe essere considerato memoria storica ogni elemento scritto e noto come rappresentazione di un fatto storico sin dal momento della sua origine. Il termine SEZIONE SEPARATA viene riconosciuto unicamente per quegli enti che mantengono presso di se il proprio archivio, ma nel linguaggio comune si continua ad utilizzare il termine archivio storico. LORDINAMENTO E linsieme delle operazioni che gli archivisti svolgono nellultima fase per fornire agli archivi una sistemazione definitiva. IL PRINCIPIO DI PERTINENZA 14

Veniva utilizzato nei secoli XVII e XVIII e consentiva di ordinare il materiale per MATERIA, intervenendo pesantemente sullordine originario e distruggendo i precedenti criteri di organizzazione. Il principio di pertinenza veniva usato soprattutto nel Nord Italia, dove LUCA PERONI lo applic con grande impegno distruggendo lorganicit archivistica. IL PRINCIPIO DI PROVENIENZA Viene applicato per la prima volta in Danimarca nel 1751 mentre il primo segnale ufficiale risale al 1819 quando laccademia di Berlino sugger di abbandonare il principio di PERTINENZA a favore del PRINCIPIO DI PROVENIENZA. In Italia, tale principio, vide il maggior seguito in Toscana, dove si sviluppo grazie allintervento di FRANCESCO BONAINI, sovrintendente degli archivi toscani, che realizz anche il cosiddetto metodo storico, ancora oggi alla base del lavoro di tutti gli archivisti. Il METODO STORICO parte dal concetto che, per riordinare un archivio, necessario conoscere la storia del soggetto produttore inquadrandolo in un concetto storico, istituzionale, generale e locale. Tali principi furono confermati e teorizzati dagli archivisti olandesi alla fine del XIX secolo con GIORGIO CONCETTI e gli archivisti successivi e il metodo storico fu portato al limite estremo: il vero lavoro dellarchivista non consisteva pi nellinventariazione, ma nello studio del soggetto produttore, della sua struttura e della sua STORIA. (p. 78) LA PERIODIZZAZIONE ARCHIVISTICA Loperazione avviene durante il riordinamento archivistico e pu intervenire sulla documentazione a seconda della presenza di mutamenti della realt politica, storica o burocratica creando anche delle fratture scelta assai delicata- (p. 80). Esempi: --->1946 : si passa da uno Stato Monarchico a uno Stato Repubblicano --->1948 : entrata in vigore della Costituzione Repubblicana Con il capovolgimento della struttura politica, il materiale archivistico subisce dunque modificazioni organizzative sensibili, come la separazione, tra il 47 e il 48 del materiale archivistico postunitario in DUE NUCLEI, dallarchivio del Regno dItalia allarchivio della Repubblica Italiana. La periodizzazione avviene sempre nel rispetto del METODO STORICO ISTITUZIONALE. GESTIONE E CONSULTAZIONE DEGLI ARCHIVI Gli elementi utili alla gestione e alla consultazione degli archivi sono: MEZZI DI CORREDO (inventari), illustrano gli archivi seguendo le metodologie e le tecniche archivistiche. Essi possono essere: - PRIMARI ---> elenchi il mezzo di corredo pi semplice che descrive il materiale archivistico-, guide pi complesse degli elenchi sebbene abbiano forma illustrativa sintetica, un esempio illustre rappresentato dalla Guida degli Archivi di Stato Italiani- e inventari il mezzo di corredo di massimo rilievo, dotato di una consistente sezione introduttiva dalla quale possibile comprendere i significati della documentazione gi prima della sezione descrittiva - SUSSIDIARI ---> indici, rubriche e repertari - COMPLEMENTARI ---> scritti e trascrizioni - ATIPICI ---> raccolte e cataloghi Il mezzo di corredo deve essere definito solamente allarchivio STRUMENTI PER LA RICERCA, agevolano le ricerche che si rivolgono, non tanto allarchivio nella sua organicit, bens alla conoscenza specialistica di alcuni 15

settori dellarchivi. Si possono realizzare molti strumenti di ricerca diretti a soddisfare le differenti finalit La CONSULTABILITA uno degli aspetti pi importanti della terza fase poich tratta delle finalit per le quali gli archivi si conservano. La documentazione conservata nellarchivio corrente e di deposito, viene consultata per motivi pratici, amministrativi e giuridici; i fruitori sono in prevalenza studiosi

LARCHIVIO E LINFORMATICA
Lapplicazione delle tecnologie informatiche, agli inizi degli anni 80 in Italia, ha fatto s che le attivit diventassero pi svelte, riducendo i carichi di lavoro e rendendo pi fruibile la documentazione. Intorno allargomento si sviluppato un dibattito internazionale che vede da un lato coloro che vedono linformatica come una minaccia, prospettando la fine degli archivi a favore della raccolta, dallaltro coloro che reputano queste tecnologie INNOQUE, non apportanti nessun cambiamento ai contenuti metodologici dellarchivistica. Con la tecnologia quello che cambia infatti solamente il SUPPORTO, non pi di consistenza reale come la carta, ma VIRTUALE, quindi non visibile e non tangibile. Altre discussioni riguardano invece il VINCOLO NATURALE, infatti nella produzione cartacea, il vincolo archivistico immediatamente verificabile mentre nella gestione informatizzata non c modo di verificarlo in quanto i documenti vanno direttamente a confluire in un contenitore. Deve essere il PROGRAMMATORE informatico a creare un vincolo non in ununica soluzione originaria ma in una MOLTEPLICITA di rappresentazioni, ognuna delle quali costituisce un criterio di ordinamento e quindi di ordinamento naturale. Si pone dunque anche il problema che non siano pi gli archivisti a far nascere gli archivi, ma gli operatori informatici, mentre dovrebbe essere solo larchivista, a seguito di un attenta analisi della struttura, delle competenze e dellattivit burocratica del soggetto produttore, a fornire alloperatore, gli elementi di base per realizzare un PROGRAMMA CON ORDINAMENTO ORIGINARIO E NATURALE. Esistono due tipi di vincoli naturali: VINCOLO NATURALE PURO In conseguenza della naturalezza dellattivit del Soggetto Produttore VINCOLO NATURALE IMPURO Quando il soggetto stabilisce volontariamente le metodologie e i criteri per organizzare la propria memoria

Il vincolo archivistico dunque un VINCOLO NATURALE IMPURO perch ha una struttura precostruita da una MOLTEPLICITA DI SOLUZIONI e per questo perde il significato della naturalezza organizzativa. Sono infatti le infinite potenziali capacit e offerte di risposta che creano questa impurit della naturalezza.

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DEFINIZIONI DI ARCHIVIO
Giuseppe Pless ---> ogni proposta di definizione risulta inutile anche solo come orientamento indicativo poich impossibile unesatta configurazione delloggetto in esame Adolf base: Brenneke ---> per una definizione di archivio occorrono quattro elementi di ORIGINE serve a comprendere la vera natura dellarchivio CONTENUTO ORGANIZZAZIONE riferita allorganizzazione dellarchivio FINALITA con cui si comprende il vero significato della definizione

LE DEFINIZIONI DELLET CLASSICA Non si hanno definizioni antecedenti allet imperiale. Nelle prime definizioni evidente il collegamento tra archivio e luogo di conservazione Ulpiano Domizio ---> identifica larchivio come LUOGO in cui il materiale si conserva e tale collocazione ha NATURA PUBBLICA. Il suo concetto non esclude le scritture private poich, secondo lui, ogni documentazione conservata pu diventare archivio proprio perch si trova in una situazione CONSERVATIVA in un tale LOCUS PUBLICUS LE DEFINIZIONI DEL MEDIOEVO In epoca romana, nel concetto di archivio, presente il principio di SACRALITA. Durante tutto il Medioevo questo principio persiste e di accresce e si fa sempre pi rilevante il significato GIURIDICO dellarchivio Isidoro di Siviglia ---> persiste il concetto di LUOGO, ma il suo interesse legato al significato del termine ARCHIVIUM visto come raccolta, sia di mezzi per la difesa dei diritti civili, sia per la salvezza della vita spirituale Tancredi da Bologna ---> si sofferma soprattutto sugli aspetti giuridici LE DEFINIZIONI DELLETA MODERNA A partire dal XVI e XVII secolo, in particolare in Germania e in Italia, si cominci ad identificare larchivio, sempre come luogo di conservazione ma evidenziando la realt archivistica nella sua immagine ESSENZIALE in riferimento allaspetto DOCUMENTARIO. Cerano differenti posizioni: I REGISTRATORI, che facevano corrispondere larchivistica con la fase corrente GLI ARCHIVISTI STORICI, che raffiguravano larchivio come conservazione permanente COLORO CHE CONCILIAVANO I DUE BLOCCHI (Baldassare Bonifacio), identificando larchivio in ununica realt documentaria Ambrosius Calepinus ---> rimane il collegamento tra archivio e luogo visto come struttura interna nella quale si collocano i libri.

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Jacob Von Rammingen (Registratore) ---> teorico dellarchivistica tedesca, conferma il concetto di archivio quale luogo di conservazione ma non si sofferma solo su questo aspetto ma si preoccupa della documentazione relativa alla REALTA nella quale opera, la REGISTRATURA che in Germania veniva svolta presso le Cancellerie. Baldassare Bonifacio (Registratore e Archivista Storico) ---> si riferisce allimportanze dellaspetto documentario, allargando lattenzione dalla fase gestionale corrente e di deposito, alle fasi successive ritenute pi ricche di valori storici e culturali. Il suo innovativo pensiero comprendeva materiali sia pubblici, sia privati, il suo intento, quello di evidenziare le funzioni di ARRICCHIMENTO CULTURALE degli archivi pubblici e privati. Veit Ludwing Von Seckendorf (Registratore) ---> concetto di luogo di deposito. La sua attenzione era focalizzata sul materiale scrittorio, che doveva essere ORIGINALE e la registratura veniva vista come un momento autonomo distinto dallarchivio Ahsver Fritsch (Registratore) ---> connessione tra archivio e cancelleria. Secondo Fritsch, la funzione dellarchivio era sostanzialmente giuridica e si rispecchiava nellimpegno nella FEDE PUBBLICA Philipp Fladt (1764) ---> Durante il XVIII secolo, gli archivisti si mostrano piuttosto vivaci sopratutto nellarea tedesca. Fladt, come molti altri, tenta di dare una definizione esauriente di archivio visto come una raccolta o deposito contenente gli scritti principali e gli atti pi importanti (richiama il concetto di selezione) I TEORICI DELL800 Il XIX secolo caratterizzato da notevoli innovazioni delle metodologie organizzative archivistiche; le teorie illuministiche portarono infatti aspetti positivi per la gestione archivistica e mutarono le posizioni in riferimento ai metodi di RIORDINAMENTO. In crisi il principio di PERTINENZA a favore di quello di PROVENIENZA, inoltre, le modificazioni introdotte dalla Rivoluzione Francese arrecarono una spinta propulsiva di notevole spessore. In epoca Napoleonica venne anche rivalutata la REGISTRATURA con un nuovo sistema protocollare e nuove risoluzioni tecniche come i TITOLARI che organizzavano la documentazione Karl Zinkernagel (Registratore - 1800) ---> si occup attentamente della fase archivistica formativa; nella sua definizione di archivio distinse la registratura dallarchivio, la prima era riferita al materiale della fase corrente, il secondo era riferito allultima fase di sviluppo, quando le pratiche si considerano chiuse LA DOTTRINA TEDESCA Heinrich Erhard (Archivista Storico - 1834) ---> massimo esponente dei teorici del XIX secolo, le sue conclusioni si avvicinavano pi alla tradizione settecentesca che alle nuove idee che si stavano sviluppando sullonda del principio di provenienza. La teoria di Erhad (poi illustrata da Brenneke) vedeva larchivio collegato a due istituti affini: la BIBLIOTECA, che comprendeva raccolte riferite alla storia e che testimoniano la storia stessa, conservate per la raccolta e lattivit letteraria (e quindi non per unattivit amministrativa) la REGISTRATURA, che comprendeva documentazioni scritte di pratiche ancora in corso di trattazione (quindi non pratiche chiuse) 18

Erahd esclude dunque le fasi iniziali dellarchivio, riducendo il concetto allultima fase e attribuendo ad esso una finalit legata esclusivamente alla RICERCA STORICA Carlo Langlois (1885) ---> con Langlois ci troviamo verso la fine del XIX secolo, in questo periodo ci si avvicinava a una linea di pensiero che privilegiava il carattere GIURIDICO della documentazione. La sua idea di archivio era molto ampia e includeva anche la documentazione PRIVATA, egli non si soffermava sulle modalit di formazione dellarchivio ma solo sulla sua funzione CULTURALE. GLI ARCHIVISTI OLANDESI Svilupparono idee decisamente innovative con tematiche in opposizione a quelle della dottrina tedesca, e adottarono una definizione unanime di archivio per cui esso viene visto come unitero, un complesso organico formato da una qualsiasi autorit o amministrazione. Adolf Brenneke commenta questa definizione rilevando quattro elementi: 1. la natura dellarchivio individuabile negli atti 2. la definizione non fornisce informazioni circa la limitazione formale del contenuto 3. la definizione si adatta solo alle registrature costituite secondo il principio di provenienza 4. la definizione non accenna al fine Secondo Lodolini la definizione sembra pi riferita alla registrazione che allarchivio mentre secondo Casanova, gli olandesi si riferivano ad un archivio corrente, escludendo larchivio di interesse storico I TEORICI DEL 900 Ezio Sebastiani (Registratore - 1904) ---> la sua definizione sembra indicare la registratura. egli vede larchivio come una raccolta ordinata e menziona sia gli archivi pubblici, sia privati. Pio Pecchiai ---> fornisce due definizioni, una pi semplice e una pi articolata. Larchivio, per Pecchiai, ha una sola natura, quella STORICA (p. 115) Eugenio Casanova (1928) ---> archivista di grande prestigio a livello internazionale, Casanova definisce larchivio una raccolta ordinata. Secondo Lodolini il termine raccolta non positivo mentre corretto che essa sia ordinata. Inoltre, secondo Casanova, il produttore dellarchivio pu essere un ENTE o un INDIVIDUO, include dunque anche la documentazione privata. Egli non pone la differenza tra Archivio e Registratura ma individua il fine negli scopi POLITICI, GIURIDICI e CULTURALI. Giulio Cencetti (Registratore e Archivista Storico - 1937) ---> il pensiero di Concetti rappresenta la svolta della teoria archivistica italiana, i suoi concetti, infatti, sono stati un punto di riferimento indispensabile per la qualifica di complesso e di vincolo archivistico. La sua definizione risulta, tuttavia, poco esauriente perch contiene indicazioni solo sul soggetto produttore, sulle MODALITA di realizzazione e sugli SCOPI degli archivi, ma non parla dellORDINE n della VITA dellarchivio stesso, limitandolo alla FASE CORRENTE. Cencetti riconosce come archivio sia gli atti spediti che quelli ricevuti anche se quelli spediti non si trovano pi in archivio e vengono conservate solo le minute. Inoltre egli riconosce limportanza del VINCOLO necessario perch le scritture sono prodotte dal medesimo soggetto ed hanno quindi una comune origine, e il termine COMPLESSO lascia comprendere la presenza del vincolo. 19

Lodolini ritiene che il termine complesso offra finalmente unimmagine precisa dellarchivio. Adolf Brenneke (Archivista Storico 1937) ---> si consolid come massimo esponente di una linea teorica che vedeva lultima fase come larchivistica per eccellenza, il vero oggetto della disciplina. La sua definizione e la maggior parte dei suoi scritti furono riportati da LEESCH sulla base anche degli appunti presi alle sue lezioni. In una nota curata da Leesch si distingue tra ARCHIVIO e REGISTRATURA , questultima viene considerata un archivio immaturo con prevalente interessa amministrativo piuttosto che storico. La registratura potr essere permanentemente conservata come prova del passato, solo dopo unopportuna selezione e riorganizzazione. Il PRINCIPIO DI PROVENIENZA pu rappresentare un momento di riaggregazione tra registratura e archivio, in quanto larchivio non pu non corrispondere alla configurazione organizzativa (registratura) che ne consente la nascita. Brenneke introduce una nuova qualificazione di tale principio, definendolo PRINCIPIO DI PROVENIENZA LIBERAMENTE APPLICATO; tele principio consente agli archivisti di intervenire liberamente sulla registratura. Hilary Jenkinson ---> rappresentante della corrente di pensiero ANGLOSASSONE, la Jenkinson considera il materiale archivistico in base alla sua validit giuridica e in base alla sua capacit di FAR FEDE. In questo caso non si parla pi di complesso ma di documenti accumulatisi a seguito di un procedimento NATURALE, e naturale la procedura di formazione della documentazione, che pu essere sia pubblica che privata. Ella individua poi le finalit: la documentazione deve essere in grado di fornire una notizia certa e quindi deve avere la qualificazione necessaria per FAR FEDE. Il matriale deve inoltre essere conservato ininterrottamente presso il soggetto produttore. Lodolini schematizza gli aspetti caratterizzanti del pensiero della Jenkinson i quattro punti: IMPARZIALITA AUTENTICITA NATURALEZZA INTERDIPENDENZA Larchivio dice Assicurata Documentazione Ogni documento sempre la verit dallininterrotta accumulatasi strettamente custodia naturalmente connesso agli altri Theodore Schellenberg (Archivista Storico) ---> maggiore rappresentante tra gli archivisti statunitensi, le teorie di Shellenberg sono pi aderenti alle linee della dottrina tedesca diffusa da Adolf Brenneke rispetto a quelle della Jenkinson che non incontrer molti favori a causa delleccessiva rigidit. Larchivio, secondo Shellenberg, quello appartenente allultima fase, dunque non viene riconosciuto come tale la registratura corrente e di deposito. Perch la documentazione possa diventare archivio deve essere selezionata in un momento intermedio e deve essere eliminato il materiale inutile. I documenti giudicati degni di conservazione verranno depositati in un istituto archivistico al fine di documentazione e studio. LA TEORIA ITALIANA Antonio Panella (1948)---> massimo rilievo dato al significato storico e alla profonda conoscenza del soggetto produttore. DAddario individua tre aspetti principali del pensiero di Panella: 1. rapporto esistente fin dallorigine tra archivio e soggetto produttore 2. finalit originaria 3. rapporto fra larchivio e il fine di ricerca storica 20

Leopoldo Sandra (Registratore e Archivista Storico) ---> la sua idea si discosta da Shellenberg e si ricollega alla predominante teoria italiana in particolare alle idee di Cencetti. Sandra rivaluta la fase formativa degli archivi correnti affermando che anchessi necessitano di unattenzione particolare in quanto STORIA. Parla poi di archivio come complesso e del VINCOLO determinato dalla natura e dalla competenza dellente cui quelle scritture si riferiscono. Non fa nessun riferimento alle finalit formative e conservative. Leopoldo Cassese (Registratore e Archivista Storico) ---> si rif agli insegnamenti archivistici di Panella e della scuola archivistica toscana. Offra unampia qualificazione delloggetto e dei produttori di tale oggetto, pubblico, ecclesiastico o privato che siano. Il FINE esclusivamente PRATICO, non interessato a dare finalit culturali: larchivio nasce e si conserva per necessit dellautore, il come verr utilizzato non rientra nella sua funzione primaria. Aurelio Tanodi (1961) ---> la sua definizione offre numerose interpretazioni, con una precisione di analisi quasi eccessiva, che rischia di fornire meno forza della definizione stessa: molte enunciazioni, dunque, ma poco esaurienti. Tanodi vuole indicare, con il termine archivio, il LUOGO fisico di conservazione e le sue finalit sono amministrative, giuridiche, scientifiche e culturali Arnaldo dAddario (1972) ---> nella sua produzione archivistica utilizza la definizione proposta da Panella ed aggiunge alcune riflessioni: 1. pone lattenzione al rapporto tra archivio e ente produttore, da tale unione nasce la struttura dellarchivio. 2. necessit di conoscere la NATURA dellente perch la documentazione lattivit pratica dellautore 3. il processo storico di formazione avviene giorno per giorno, quindi la documentazione non viene raccolta per gli storici futuri che la studieranno ma per gli interessi dellautore 4. gli atti vanno conservati secondo un ordine Larchivio il risultato di un processo storico, che lo caratterizza come MEMORIA STORICA SIN DALLORIGINE. Esso si forma attraverso continue operazioni realizzate dallattivit del soggetto produttore. Paola Carucci ---> pone una definizione volutamente molto semplice. La Carucci intende individuare il momento dorigine del complesso documentario. Elio Lodolini ---> segue in parte i principi della tradizione tedesca e in parte quelli del mondo anglosassone oltre ad avere una decisiva convergenza con la dottrina, la legislazione e la prassi operativa italiana. Per Lodolini larchivio costituisce il pi prezioso dei beni culturali perch la sua NATURA ORIGINARIA non viene mai a meno. Segue le posizioni di Adolf Brenneke (che distingue tra archivio e registratura) e quelle di Shellenberg, ancora pi estreme. Non accetta la dicitura di archivio corrente e archivio di deposito a favore della dicitura REGISTRATURA CORRENTE e REGISTRATURA DI DEPOSITO e considera il PREARCHIVIO, ovvero quella fase di selezione ed eliminazione, come momento fondamentale per arrivare allarchivio (quarta fase). Lunica funzione dellarchivio quella di essere OGGETTO DI STUDIO. Antonio Romiti ---> si rif alle teorie di Cencetti nel considerare larchivio un complesso di scritture legate da un VINCOLO NATURALE, prodotto da entit pubbliche o private al fine di 21

1. raggiungere finalit contingenti: le due fasi iniziali (corrente e di deposito) durante le quali si crea, si conserva e si organizza larchivio 2. conservare permanentemente la propria memoria mediante lultima fase e la consultazione

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