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copia concessa a Francesco Scacco

CONCORSO STRAORDINARIO TER


- riassunto -

1
copia concessa a Francesco Scacco

comportamentismo

condizionamento classico: Pavlov: parla di stimolo condizionato o


incondizionato

si basa su stimoli S e risposte R, a ogni stimolo corrisponde una


risposta; es alla vista del cibo (stimolo incondizionato) o dell’operatore
con un camice (il camice è lo stimolo condizionato) l’animale produce
saliva (risposta R)

Watson: tra le varie risposte a uno stimolo, risposta più recente è la più
probabile

Thorndike: parla della gabbia-problema, basato su prove ed errori, e


rinforzo positivo. Apprendimenti e sviluppo interconnessi

Skinner: comportamento operante (anche senza stimoli si ha un


comportamento attivo al fine di ottenere rinforzo positivo). Incoraggia
all’uso del rinforzo per aumentare la motivazione.

Skinner dice che è fondamentale la “strutturazione del programma” in


maniera rigorosa e scientifica; inoltre migliora il concetto dell’uso delle
macchine per insegnare (già introdotto da Sidney) con feedback
immediato, mentre il docente può occuparsi di progettare lavoro in
gruppo

Chomsky: imparare a parlare è innato, è un apprendimento biologico.


Pinker dice che è istinto.

Albert Bandura: apprendimento sociale per imitazione (modellamento,


studia l’aggressività sulla bambola Bobo).Parla di apprendimento
diretto, verbale, pittorico. Apprendimento osservativo: attenzione,
ritenzione, riproduzione

cognitivismo

Ora la mente è oggetto di studio; viene paragonata ad un computer

2
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psicologia della Gestalt: conoscenza tramite esperienza, ma non


scomposizione come sostengono gli associazionisti, bensì intuizione e
globalità.

Kofka
Lo sviluppo: sia maturazione che istruzione

Kohler: insight (intuizione), illuminazione improvvisa

Wertheimer:
movimento stroboscopico o fenomeno PHI. Principi dell’organizzazione
percettiva e rappresentazione globale (il tutto precede le parti). Pensiero
produttivo

HIP (human information processing)


Si riferisce al computer. Memoria esplicita (o dichiarativa) (episodica,
semantica) e implicita (o procedurale)

Ulrich Neisser: psicologia cognitiva. La mente umana come la


cibernetica

Approccio metacognitivo: Flavell, Brown, Sternberg. Fasi: comprendere


la natura del compito, strategia, gestione tempo, previsione esiti,
controllo esecuzione, valutazione risultato

costruttivismo

considera l’uomo nella complessità. L’uomo costruisce la conoscenza


attraverso l’ambiente interpretando la realtà. La realtà è parzialmente
comprensibile.
Movimento ponte tra realismo e nominalismo. Realismo realtà
indipendente, nominalismo: non esiste realtà se non quella personale

Piaget e Erikson. Processo di formazione: infanzia, fanciullezza,


adolescenza, età adulta, tarda età.

3
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George Kelly. teoria dei costrutti personali: attraverso le funzioni


biologiche l’uomo interpreta la realtà e elabora le “costruzioni mentali”.
11 corollari: postulato fondamentale (anticipazione degli eventi),
corollario della costruzione (ognuno costruisce repliche degli eventi),
corollario dell’individualità (eventi interpretati in maniera soggettiva),
corollario dell’organizzazione (costrutti organizzati in gerarchie) ,
corollario dicotomia, corollario della scelta, corollario dell’esperienza,
corollario della modulazione.

Ernst von Glasersfeld. costruttivismo radicale: il soggetto costruisce il


mondo attraverso l’esperienza (una sorta di assimilazione e
accomodamento di Piaget in forma costruttivisti)
Lui distingue tra addestramento (abilità a saper fare, esercizio fisico o
mentale) e apprendimento (costruire una rete di concetti per risolvere
problemi). Anche per gli studenti ci vuole una perturbazione delle proprie
conoscenze per apprendere, poi assimilazione e accomodamento.
Il docente deve favorire gruppi di studio e deve capire lo stile cognitivo di
ogni alunno per una didattica più mirata

Humberto Maturana: costruttivismo ermeneutico, secondo lui non è


possibile che la realtà è indipendente dall'osservatore.

Cibernetica: omeostasi (auto-organizzarsi), feedback. Cibernetica di


primo ordine non coinvolge l'osservatore con il sistema da studiare, del
secondo ordine considera invece anche lì ruolo che l'osservatore ha nel
descriverli e studiarli.

Heinz von Foerster: il processo cognitivo è un ciclo ricorsivo di


computazioni.
Gli studenti vengono banalizzati: trattati come una macchina, dato un
input si aspetta in output, quindi risposte già note (domande illegittime).
L’educazione è necessaria per la società. L’apprendimento deve
avvenire in collaborazione non in competizione.

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sociocostruttivismo

Le relazioni sociali provocano un miglioramento delle performance e


abilità, e della conoscenza. La dimensione affettiva e il conflitto con altri
sono importanti.

Gardner: intelligenze multiple.


Prima teoria: intelligenza cristallizzata (anziani) e fluida.
Seconda teoria: intelligenza verbale/scolastica e pratico/operativa.
Altri studi: ragionamento astratto, ragionamento spaziale, abilità
numerica, fluidità di pensiero, significato verbale.
Ogni intelligenza è caratterizzata da una diversa base biologica e da
differenze psicologiche (tipo di stimolo, modi di elaborazione
(sequenziale, simultaneo), strategie di elaborazione (deduttive,
analitiche, induttive), velocità , precisione).
7 forme di intelligenza: logico-matematica, linguistico-verbale, spaziale,
cinestetica o procedurale, musicale, interpersonale (capacità di
interpretare le emozioni di altri), intrapersonale (discriminare i propri
sentimenti). Successivamente ha introdotto l’intelligenza naturalistica e
esistenziale (ragionamento astratto)

Goleman: intelligenza emotiva (apprendimento è dato da stati emotivi e


affettività). Distingue tra emotivà personale e sociale (empatia)

Rizzolati: studiò neuroni specchio

Ludvig von Bertalanffy: teoria generali dei sistemi: il corpo come


meccanismo complesso di sottosistemi

Urien Bronfebrenner: maggior studioso delle interazioni uomo-ambiente,


e che si influenzano a vicenda. Approccio ecologico. Strutture che
influenzano lo sviluppo del bambino: microsistema (casa, amici),
mesosistema (relazione tra microsistemi, es scuola), esosistema (non
ricadono direttamente sul bambino), macrosistema (società, leggi).

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Kant: conoscenza di cose per categorie, collegate alle strutture della


nostra mente e sono immutabili.

Piaget: parla di queste stesse strutture ma mutabili. Inoltre ci sono


modifiche reciproche tra ambiente e organismi (epistemologia genetica)
Concetto di azione: azione reale o fisica, azione interiorizzata (azioni
mentali).
Invarianti funzionali: governano tutte le azioni dell’individuo: principio
dell'organizzazione, dell’adattamento all’ambiente (assimilazione e
accomodamento, cioè comportamento intelligente, di livello genetico).
Strutture variabili: sono schemi di azione (es: la prensione), che
evolvono in schemi mentali e poi in strutture mentali.
2 Ipotesi: intelligenza del bambino che si adatta all’ambiente,
egocentrismo del bambino.
Il linguaggio: parte da autistico (non rispondente a realtà), poi diventa
egocentrico, e man mano si completa.
Stadi evolutivi dello sviluppo:
- senso motorio (0-2) con 6 sottostadi e caratterizzato da schemi,
con reazioni circolari primarie, secondarie, terziarie, linguaggio
olofrastico e funzione simbolica (rappresentazioni mentali).
- stadio preoperatorio: (2-7) con 2 sottostadi: fase preconcettuale
(miglioramento del pensiero simbolico) e pensiero intuitivo. Limiti
come l’egocentrismo del pensiero, artificialismo della natura,
irreversibilità.
- stadio operazioni concrete (7-12): logica, senso del
raggruppamento, classificazione, operazioni matematiche
- stadio operazioni formali: (12-16): conoscenze astratte,
combinazioni, proposizioni logiche, ragionamento formale

Dal punto di vista pedagogico Piaget predilige l’approccio sperimentale


e scientifico, ed è a favore di una formazione psicologica degli
insegnanti. Per lui apprendimento e sviluppo sono indipendenti.

Vygotskij: oltre ai fattori biologici ci sono anche fattori storici, sociali e


culturali, il linguaggio dei simboli e il gioco. Parlare mentre si svolge un
compito dà una moltiplicazione degli stimoli e una funzione di

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autoregolazione (nei bambini è il linguaggio egocentrico, negli adulti


linguaggio interiore).
Parlare con altri individui è il linguaggio sociale.
Quando un individuo svolge dei compiti utilizza: funzioni psichiche
inferiori (comuni con gli animali, es uso attrezzo), e superiori (simboli e
linguaggio, uso memoria, dati dallo sviluppo storico e sociale).
il linguaggio parte da interpsichico (con linguaggio sociale) e poi diventa
intrapsichico (diventando un linguaggio del pensiero).
Dal punto di vista pedagogico: a differenza di Piaget, apprendimento e
sviluppo sono correlati (e l’istruzione può precedere lo sviluppo),
definisce poi la “zona di sviluppo prossimale”, cioè quello che un
bambino è in grado di apprendere, ed è qui che bisogna lavorare.
importante parlare ad alta voce. Precursore del tutoraggio tra pari.
Sostiene 2 concetti: scientifico (con relazioni che collegano oggetti) e
spontanei (empirici, dall’esperienza)

Bruner: per lui lo sviluppo cognitivo è un apprendimento “attivo”,


delineato tramite il concetto di “rappresentazione” (o codifica), che può
essere: esecutiva (primi anni di vita), iconica (basata su immagini),
simbolica.
Un individuo elabora le sue percezioni in base al suo vissuto, stato
emotivo e personalità (teoria funzionalista "new look”). Importante la
spinta motivazionale e l’aspetto sociale e contesto culturale.
Il linguaggio del bambino: oltre al fattore innato (LAD) c’è anche il
linguaggio fornito dall’ambiente sociale (LASS).
Sviluppo cognitivo: attraverso 3 fattori: azione, immagine e linguaggio e
possono anche coesistere.
Modelli educativi come Rousseau, e condizionati culturalmente e dalla
società.
Dal punto di vista pedagogico: Bruner ha teorizzato:
-il curricolo a spirale: readness for learning, cioè prontezza
all’apprendimento: presentando allo studente già dall’inizio argomenti
avanzati in forma semplice e più avanti in modo formale. I curricoli
devono essere uniformati a livello nazionale.
-strutture fondamentali delle discipline: occorre apprendere ciò che è
utile per il futuro.

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-Strutturalismo: Prediligere le abilità non specifiche (transfer non


specifico) in modo da sviluppare “attitudini”: nucleo di idee chiave e
relazioni. Per incentivare le attitudini è necessario un pensiero “induttivo”
(procedure euristiche, basate sulle visioni globali del problema e non
analiticamente come un algoritmo)
-Strutturare l’insegnamento in base a: idee fondamentali e relazioni,
definire le modalità di presentazione (usando la progressiva scoperta,
che si basa su 3 fasi: attivazione, mantenimento, direzione. Vi è una
ricompensa intrinseca esterna).
Apprendimento per scoperta: 2 approcci: insegnamento espositivo
(insegnante decide quali concetti esporre), insegnamento ipotetico
-teoria dell'istruzione e apprendimento:
la teoria dell’istruzione è prescrittiva (prescrive cosa fare per essere
efficace) e si basa su: 1-predisposizione del docente e della classe, 2-la
struttura (set minimale di concetti di un argomento, mediante
rappresentazione esecutiva-iconica-simbolica), 3-sequenza,
4-conseguenza (ricompense-punzioni).
la teoria dell’apprendimento (o sviluppo) è di tipo descrittivo, cioè cosa
sta avvenendo nel momento dell’apprendimento.
-Lo scaffolding: il bambino ha già abilità di base e l’insegnante lo guida.
Il Problema deve essere stimolante, difficoltà adeguata

Rousseau: i modelli educativi sono passati dal adultocentrismo a


puerismo.

Freud: parla di psiche topografica e psiche strutturale: la topografica


distingue conscio, inconscio (esperienze di infanzia negative e rimosse)
e preconscio. La strutturale: Es (pulsione-istinti), l’Io ( osserva la realtà e
controlla l’Es), super-io (interiorizzazione delle regole della società,
funge da giudice tra Io e Es). Quando l’io non riesce a gestire le
situazioni si cade in angoscia (reale, neurotica (dall’inconscio), morale
(del super-io).
Il bambino attraversa stadi abbinati a zone erogene del corpo (orale-eros
alla ricerca del “libido” e pulsione distruttiva o aggressiva-Thanos, anale,
uretrale, fallico-complesso di Edipo/Elettra-attrazione verso genitore
sesso opposto, latenza, genitale)

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Winnicott: bambino influenzato dall’ambiente, dall’holding (protezione


materna). Gli oggetti transazionali sono utilizzati dal bambino per
arrivare alla separazione materna.

Erikson: la personalità si sviluppa nell’intero arco di vita. Identità


somatica, sociale, psicologica (personalità).
Ogni stadio evolutivo è una crisi dell’io. Si rifà a Piaget per gli stadi.
Dice che in ogni fase ci sono 2 forze opposte (personalità): una virtù e
due patologie; inoltre in ogni fase evolutiva ci sono delle figure di
riferimento.
Gli stadi sono 8: fiducia / sfiducia, autonomia/vergogna-dubbio,
iniziativa/senso di colpa, industriosità/inferiorità, identità/confusione,
intimità/isolamento, integrità/disperazione (che porta a saggezza
disprezzo)

Bowlby: ha condotto studi di etologia (comportamento di una specie nel


proprio ambiente naturale). Teoria dell’attaccamento, che avviene con
risposte istintuali del bambino; può essere sicuro o insicuro. Durante i
primi anni di vita si creano i modelli operativi interni (MOI). Separazione
del caregiver: protesta, disperazione, distacco.

Ainsworth: collaboratrice di Bowlby, ha usato la tecnica dell’osservazione


naturalistica. Strange situation (madre e estraneo in una stanza). Ha
osservato 2 tipi di comportamento tra mamma-bambino: di attaccamento
(comportamenti di prossimità, di ricerca del contatto, evitare la
prossimità, resistenza all’interazione e contatto), di ricerca (quando la
madre non è nella stanza, di esplorazione (consiste nel muoversi nella
stanza))

Kohlberg: è inutile studiare le persone nell’ambiente sociale, perché


dipende dalla cultura. La morale non è genetica ma si sviluppa con lo
sviluppo cognitivo e la socializzazione.
Il bambino passa da una morale eteronoma (dei genitori) a una
autonoma. Le strutture di giudizio morale (utile per risolvere problemi di
carattere sociale) sono universali e si sviluppano allo stesso modo per
tutte le culture.

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Rivisita gli stadi evolutivi di Piaget:


ogni stadio che rappresenta il sistema organizzato del pensiero (uguali
per tutte le culture e tutti gli individui); applica degli studi sia trasversali
(più soggetti della stessa età) che longitudinali (stesso soggetto per un
lungo arco di tempo); sottopone ai soggetti i “dilemmi morali”.
Gli stadi sono 3: livello pre-convenzionale (4-10 anni, la persona si
orienta in base alla punizione e proprio tornaconto, sull’orientamento e
edonismo strumentale (raggiungere il piacere) ), livello convenzionale
(adolescenti e adulti, verso la concordia generale e approvazione degli
altri); livello post-condizionale (livello autonomo, non raggiunto da tutti,
per migliorare la società)

Selman: descrive lo sviluppo sociale del bambino. Role Taking: abilità di


vedere il mondo dalla prospettiva di un’altra persona, che migliora con il
tempo. Perspective-taking: vedere se stessi secondo prospettiva di altri.
E’ contrario a Piaget che parlava di egocentrismo del bambino. Anche lui
usa i dilemmi morali.
5 stadi evolutivi: stadio n.0 (4-6 stadio egocentrico), stadio 1 (6-8 stadio
soggettivo), stadio 2 (8-10 autoriflessivo), stadio 3 (10-12 reciproco ), 12
anni in poi ,stadio sociale).

_______________________

Esistono 6 tipi di apprendimento: stimolo-risposta, concatenazione


motorio-verbale, per discriminazione, per concetto, per principi o regole,
per problem solving. Ognuno è il presupposto per il successivo e i primi
3 sono anche degli animali.
New school: istruzione di tipo scientifico, della lingua. Esperienza sulla
realtà.
Ferriere creò una new school in Svizzera.

Bovet: scuole attive (puerocentrismo, cooperazione con alunni, ambiente


efficace, metodo della scoperta). Nell’apprendimento attivo le attività
sono condotte dagli studenti

Dewey: pedagogia in 5 articoli: 1. educazione (processo per giungere


gradualmente alle conoscenze dell’umanità), [Link] scuola (vita sociale), 3.

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contenuti dell’educazione (discipline), 4. metodo educativo (metodo


attivo), 5. progresso sociale (attraverso la scuola)
La democrazia e la comunicazione per scambiarsi conoscenze sono i
presupposti fondamentali.
Avvicinare il giovane al lavoro; con il learning by doing si sviluppa
creatività e motivazione; didattica laboratoriale, l’alunno deve arrivare da
solo alla soluzione del problema.
Secondo dewey ci sono scuole tradizionali (con programmi statici e libri)
e “scuole nuove” con educazione progressiva (basate sull’esperienza e
sull’esigenza degli allievi).
Non bisogna collezionare esperienze ma farne solo di positive (basate
sul principio di continuità tra loro, di crescita, di interazione.
Secondo Dewey l’apprendimento ha bisogno di tentativi reiterati , ed
avere esperienza diretta

Bloom: mastery learning (apprendimento per padronanza) , approccio


comportamentista (scomporre gli argomenti, stimolo-risposta, prove ed
errori, uso di macchine): consiste nel portare alla padronanza il 90%
degli studenti, nonostante la campana di Gauss (che dice che questo è
possibile solo per un numero medio di studenti).
Variabili: l’attitudine (tempo necessario a raggiungere la padronanza),
qualità dell’istruzione, abilità nella comprensione, perseveranza (tempo
dedicato all’apprendimento), tempo del docente utilizzato per spiegare
l’argomento.
Mastery learning si basa su:
-precondizioni (processo di apprendimento + valutazione sommativa,
non di tipo competitiva),
-procedure operative (spezzare un argomento, con valutazione formativa
in itinere)
-risultati (sia cognitivi , che affettivi)

Edgard Morin: teoria della complessità: la realtà è complessa, mentre i


sistemi educativi si basano su contenuti chiari e certi.
L’approccio educativo si basa su tutte le relazioni che formano il tessuto
sociale: il contesto, il globale (insieme di contesti), il multidimensionale.

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Individua i disastrosi 4 pilastri della certezza dei sistemi educativi:


ordine, separabilità di un problema, della riduzione (sapere delle basi),
della logica deduttiva (che parte da leggi universali).
Quindi, tutto deve essere visto nella globalità e complessità ovvero
multidimensionalità, e i saperi non devono essere settorializzati
(altrimenti intelligenza cieca).
I 7 saperi: l’errore e l'illusione della conoscenza, conoscenza pertinente
come globale, conoscenza condizione umana, conoscenza identità
terrestre, saper affrontare le incertezze, saper comprendere,
conoscenza dell’etica umana (come individuo-della
comunità-dell’umanità)

De Bono: pensiero laterale e verticale: il verticale è quello logico e


sequenziale, il laterale è creativo.
La mente umana assume atteggiamenti diversi a seconda della
problematica (teoria dei cappelli colorati)

Guilford: parla del pensiero divergente, che sfocia in creatività, e quindi


in grado di produrre soluzioni alternative.
I 3 indici del Pensiero divergente: fluidità (abbondanza di idee),
flessibilità nel passare da un compito all’alto, originalità

Felder e Bent: propongono 3 tipi di apprendimento attivo:


-think-pair-share
-concept test (far testare qualcosa che ancora deve essere prodotto)
-thinking aloud pair solving TAPPS.

APPRENDIMENTO TRA PARI

In generale l’apprendimento collaborativo si basa sul costruttivismo, in


gruppi, per raggiungere un obiettivo comune. Nasce da Smith e
McGregor, secondo cui l’apprendimento è un processo costruttivo e
attivo, è un fatto sociale, emotivo e soggettivo.
Si deve definire: il n. di persone del gruppo, la tipologia di lavoro
(strutturato o con obiettivi vagamente definiti), realizzare un prodotto o
seguire un processo.

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copia concessa a Francesco Scacco

- apprendimento cooperativo (cooperative learning): studenti


lavorano in sinergia con obiettivo comune. Il gruppo è solitamente
eterogeneo, hanno dei materiali di apprendimento, ognuno ha un
ruolo, il docente supervisiona.
le attività sono strutturate con cura e obiettivi delineati.
Slavin analizza le possibili “strutture incentivanti” al fine di favorire
gli apprendimenti: incentivante cooperativa (premiati tutti nel
gruppo) e incentivate competitiva (premiati solo i migliori del
gruppo), incentivante individualistica (più individui premiati nel
gruppo ma senza confrontarli tra loro).
Le 2 variabili per Slavin sono: 1.l’incentivo (di gruppo o individuale)
e [Link] del compito (senza o con suddivisione dei compiti nel
gruppo)
David e Robert Johnson: hanno individuato 5 vantaggi:
interdipendenza positiva (successo di tutti), responsabilità
individuali, interazioni faccia a faccia, abilità sociali. Hanno
individuato 3 tipi di apprendimento cooperativo: formale (il gruppo
completa il compito assegnato), informale (gruppi temporanei),
gruppi di base (per lunghi periodi).
Altre metodologie di apprendimento cooperativo:
-StudentTeamsAchievementDivision (STAD, gruppi da 4, il docente
presenta la lezione, poi si sostiene un test individuale e si
sommano i punteggi)
-TeamsGamesTournament (TGT, come il precedente solo che
invece del test partecipano a un gioco).
-TeamAssistedIndividualization (TAI, prima di formare i gruppi
effettuano un test iniziale, poi dopo l’apprendimento un test
individuale).
-Jigsaw (puzzle, gruppi da 6, ognuno studia una parte del compito,
poi si riuniscono quelli con la stessa parte e poi c’è un test).
-learning Together (gruppi da 4 o 5 che hanno una sola copia di
materiale per gruppo, poi ciascun gruppo presenta un prodotto)
-group investigation: il docente presenta il lavoro, i gruppi poi
stilano una relazione.
In Tutti queste tipologie, il docente deve: fissare gli obiettivi, creare
i gruppi (eterogenei o omogenei), monitorare ed aiutare, valutare

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- tutoraggio tra pari (peer tutoring): il divario deve essere minimo. Si


può applicare tra età diverse, a coppie nell’intera classe, con
regole di tutoraggio e scambio di ruoli

METODI DI INSEGNAMENTO INDUTTIVO

è più naturale: anche il bambino da una serie di esperienze trae concetti


generali. E’ adatto per la cooperazione tra pari, ed è indicato per materie
scientifiche

Apprendimento basato sull’indagine (inquiry-based learning): deriva dal


costruttivismo, apprendimento attivo, qui viene presentata una sfida e gli
studenti devono realizzare il proprio percorso di apprendimento. Vi sono
diverse declinazioni:
- apprendimento per scoperta (discovery learning): proposto da
Bruner; gli studenti non hanno una guida. Vi è anche la scoperta
guidata
- apprendimento per problemi (problem-based learning): ha lo scopo
di realizzare un prodotto originale, grazie a conoscenze pregresse
dei gruppi. Si attua il “transfer di conoscenze” (stesse conoscenze
per nuovi contesti)
- studi di caso (Case-based teaching): si forniscono agli studenti
casi reali e devono applicare conoscenze pregresse
- just in time teaching: il docente carica on line un test su nuovo
argomento, di cui gli studenti però hanno già il materiale di studio.
Il docente regola poi la lezione in base ai questionari (appunto, just
in time)
- flipped classroom: a casa si seguono le video lezioni e in classe si
svolgono problemi ed esercizi

RECIPROCAL TEACHING E COMMUNITY OF LEARNERS


Ideato da Brown e Palincsar, riguarda i processi metacognitivi. All’inizio
non era un apprendimento collaborativo (e di Jigsaw) ma poi Donna

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copia concessa a Francesco Scacco

Dyer lo fece diventare tale. I ruoli possono essere scambiati, anche il


docente può essere svolto da uno studente.
Attività di gruppo basata su 4 fasi, anche interscambiabili:
- riassumere
- fare domande
- chiarire
- predire
Suddivisione del lavoro di apprendimento , così da essere una
community of learners.

PROGETTAZIONE DEL CURRICOLO


DPR 275/99 art 1 e 2 → autonomia scolastica, e prende forma nel PTOF
(documento costitutivo di identità culturale e progettuale dell’istituto, in
cui si esplicita la progettazione curriculare, extracurriculare, educativa ed
organizzativa che le scuole adottano nella loro autonomia).

Vincoli di competenza del ministro:


-obiettivi generali del processo formativo
-obiettivi specifici di apprendimento delle competenze degli alunni
-le discipline e il loro monte ore annuale
-orario obbligatorio annuale e la quota dell’autonomia
-limiti di flessibilità per le compensazione tra discipline

Nota: come si vedrà sotto ogni istituzione scolastica gode di una certa
“libertà” didattica, chiamata “autonomia” o "flessibilità", quest’ultima per
tecnici e professionali

I criteri per determinare definire la quota dell’autonomia sono: richieste


delle famiglie, del territorio, enti locali, osservazioni dei docenti, bisogni
alunni disabili, orientamento agli studenti. (profilo educativo culturale e
professionale (PECuP))

Nel primo ciclo (primaria e secondaria primo grado)

il dpr 89/2009: ha fissato l’orario scuola secondaria primo grado: 990 ore
(29h settimanali più 33 ore annuali di approfondimento degli insegnamenti

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copia concessa a Francesco Scacco

di materie letterarie). Tempo prolungato 36h fino a 40 se con la mensa. E’


possibile attivare indirizzi musicali con 4 strumenti

scuola primaria: da 24 a 27 ore, possibilità fino a 30h. Anche il tempo pieno


di 40 ore settimanali;

DM 31/07/2007: indicazioni curricolo: si articola per “campi di


esperienza” (Edgard Morin) (e aree disciplinari e discipline poi
soppresse nel 2012) con relativi “traguardi di competenza” a fine
infanzia, primaria e primo grado e tappe intermedie per “obiettivi di
apprendimento”; Nel 2012 vengono aggiunte le “raccomandazioni del
parlamento europeo” e le competenze chiave.

Secondaria 2° grado

Liceo

dpr 89/2010: organizzato in due bienni e quinto anno, 6 indirizzi di


studio. Gli OSA (obiettivi specifici di apprendimento) sono richiesti alla
fine di ogni periodo.

Autonomia: primo biennio 20% - secondo biennio 30% - quinto anno


20%. Ogni materia non si può ridurre più di ⅓ nei 5 anni; le discipline
dell’ultimo anno non possono essere soppresse.

E’ possibile l’introduzione al quinto anno di una materia in lingua


straniera (CLIL = content and language integrated Learning); per i licei
linguistici è possibile gà dalla classe terza, e dalla quarta un'ulteriore
materia.

Alla fine del percorso si conseguono i PECuP e che non sono altro che i
RdA (risultati di apprendimento): conoscenze, abilità, acquisizione
strumenti, suddivisi in quelli comuni a tutti i licei e specifici per indirizzo.

Tecnici

DPR 88/2010: 2 settori (economico e tecnologico). L’economico ha 2


indirizzi e 2 articolazioni, il tecnologico ha 9 indirizzi e 19 articolazioni. Ci
sono anche 11 opzioni. Anche qui abbiamo primo e secondo biennio e
quinto anno

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autonomia: primo biennio 20% - successivo triennio 20%. Ogni disciplina


non può essere ridotta più del 20% rispetto al monte ore dei 5 anni.
Flessibilità: secondo biennio 30% - quinto anno 35%

Professionali

DPR 87/2010: ci sono 2 settori: servizi (con 4 indirizzi e 5 articolazioni ),


industria e artigianato (con 2 indirizzi con 2 articolazioni). inoltre ci sono
10 opzioni.

autonomia: primo biennio 20%, triennio 20%. Riduzione massima del


20% delle ore dei 5 anni. Flessibilità: primo biennio 25%, secondo
biennio 35%, quinto anno 40%.

Inoltre per i professionali è possibile svolgere un’offerta sussidiaria di


tipo “articolata” e “ integrativa”: La integrativa consente di avere la
qualifica professionale al terzo anno presso un IeFP. La complementare
consente di avere la qualifica già al terzo anno.

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copia concessa a Francesco Scacco

Il profilo culturale in uscita da tecnico o professionale si compone di due


parti: una parte generale e una parte relativi agli indirizzi.

Per ciascuna disciplina si individuano i risultati di


apprendimento-competenze-contenuti e abilità.

Nel 2024/25 parte la sperimentazione tecnica e professionali: 4 anni


scuola secondaria + 2 anni presso ITS

LIBRI DI TESTO

con il DL 112/2008 conv. in legge 133/2008 art.15: libri devono essere in


tutto o in parte disponibile sulla rete internet, e, dal 2011/2012 solo
scaricabili online e misti.

Il DM 41/2009 fissa: -i criteri pedagogici, -caratteristiche tecniche dei


testi a stampa, -caratteristiche per le versioni online e miste

CDI=contenuti digitali integrativi

CAI=Contenuto di apprendimento integrativi

learning object = sono materiali digitali

A partire dal 2014/2015 sono stabiliti: -caratteristiche dei libri digitali e


cartacei, il prezzo e l’integrazione dei libri cartacei

COMPETENZE SOCIALI DEL DOCENTE

la comunicazione secondo Norton: verbale (linguaggio scritto o parlato),


paraverbale (tono, timbro, ritmo della voce), non verbale (uso del corpo,
mimica facciale, postura).

La comunicazione non verbale si esprime mediante: il comportamento


spaziale (o prossemico cioè distanza tra persone), motorio-gestuale,
mimica volto

La cinesica studia la mimica, gestualità e posture

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copia concessa a Francesco Scacco

variabili dello stile comunicativo (Norton):

10 variabili indipendenti e misurabili: amichevole, dominante, attento,


rilassato, polemico, drammatico, animato, aperto, d’effetto, preciso; poi è
stata aggiunta anche l’immagine del comunicatore.

Per determinare lo stile comunicativo Norton utilizza un questionario


"communicator style measurement” (CSM) basato su 5 livelli e 45 item. Il
questionario si può usare sia dal docente stesso che dai studenti.

Timothy Leary e poi Wubbels-Creton-Hooymayersn elaborano il modello


MITB (Model for Interpersonal Teacher Behaviour) e si basa su due
dimensioni: “influenza” (data da dominanza-sottomissione) e “prossimità”
(data da opposizione-cooperazione”), individuando così 8 settori:

abbinato al modello vi è il questionario QTI (Questionnaire On Teacher


Interaction), basato su 77 osservazioni, 5 livelli (da mai a sempre). Poi si
indaga su 3 confronti: come il docente vede se stesso, il docente ideale
per gli studenti, come gli studenti vedono il docente.

Uno studio ulteriore, il cluster analysis, ha raggruppato i questionari


individuando 8 modelli comportamentali e si è ottenuto che il profilo
autorevole/tollerante sono quelli che ottengono i risultati migliori, mentre
incerto/aggressivo i peggiori

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copia concessa a Francesco Scacco

Il concetto di flusso e la motivazione degli studenti:

motivazione intrinseca: quando lo studente percepisce l’attività come


stimolante

motivazione estrinseca: quando le motivazioni nascono dal


raggiungimento del risultato.

Attività autotelica (Csìkszentmihàlyi): è un’attività intrinsecamente


motivante: da questo scaturisce “lo stato di flusso” e che spesso si
presenta come una sfida per il soggetto.

Per misurare il flusso abbiamo diversi metodi: -questionario diviso in 5


parti, -scala di flusso con nove dimensioni, -metodo del campionamento
dell’esperienza (con 13 voci di categoria + 29 voci con scala di
approvazione). Un'evoluzione è il modello di fluttuazione dell’esperienza
(con 8 canali esperienziali)

I COMPORTAMENTI AGGRESSIVI

Classificazione ICD (international classification of diseases):

-i disturbi di mente e comportamento sono indicati con la lettera F,


seguito da un numero di due cifre (dal F90 a F98, che sono i disturbi
comportamentali e della sfera emozionale con esordio nell’infanzia e

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copia concessa a Francesco Scacco

adolescenza; in particolare F90 disturbi ipercinetici, F91 della condotta,


F95 movimenti involontari (tic)) ;

-poi il codice prosegue con punto e un’altra cifra da 0 a 9 per le ulteriori


varianti; con la .8 e .9 si indicano le categorie residuali non inquadrabili
nelle precedenti.

Un’altra classificazione è la DSM (Diagnostic and Statistic Manual of


Material Disorders)

BULLISMO

Dan Olweus: bullismo diretto (fisico, verbale, ..), indiretto (isolamento


vittima, calunnie, …)

Nel 2017 viene introdotto il cyberbullismo e nel 2015 cyberstalking e il


sexting.

(il flaming Il battagliare verbalmente online attraverso messaggi


elettronici, violenti e volgari.)

cause: fattori familiari (rigidità o lassismo, conflittualità genitoriale),


fattore genetico, aspetti ereditari, comportamento del gruppo, scarsa
tolleranza alla diversità; poi ci sono aspetti sociali che fungono da
innesco.

Misure contro il bullismo: ruolo dell’adulto come modello positivo,


coinvolgimento, fissare limiti fermi, sanzione di carattere non punitivo.
Regole di comportamento nei regolamenti di istituto, adeguata
disegnazione architettonica della struttura scolastica.

La legge 30/10/08 n.169: tramite l’insegnamento della cittadinanza e


educazione, è necessario sensibilizzare gli studenti alla convivenza
civile e rispetto dei diritti degli esseri umani

LA COMUNITA’ DI PRATICA

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copia concessa a Francesco Scacco

luogo di apprendimento; ad es: l’insieme dei docenti, può essere una


comunità che condivide lo stesso impegno; questa comunità può
sperimentare nuove metodologie didattiche. E’ caratterizzata da:

-Il dominio di interesse: le competenze e gli interessi che vengono


condivisi

-la comunità: condividono lo stesso ambito

-la pratica: i membri mettono in pratica quanto appreso

-Fattori essenziali: mutuo impegno, impresa comune e repertorio


condiviso

-apprendimento situato: gli apprendimenti avvengono nello stesso luogo


dove verranno utilizzati (es apprendistato)

-Tipologia di aggregazione: rete informale, team di progetto, gruppi di


lavoro informali

Le reti di scuole favoriscono la nascita di comunità di pratica

Il primo studioso che ha parlato di apprendimento situato fu Charles


Wenger

STILI DI APPRENDIMENTO e STILI DI INSEGNAMENTO

Lo stile di apprendimento:

- livello di elaborazione del materiale, e che apporta conoscenze


- può essere sintetico (visione di insieme) o analitico (dettagli)
- tiene conto di: caratteristiche individuali nell’approccio ai problemi,
strategie nell’elaborare informazioni, strategie nel ridurre in
categorie, differenti strategie cognitive e motivazionali differenze
motivazionali

Lo stile cognitivo:

- è un concetto più ampio


- tiene conto di: motivazione, emozione, cognizione

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copia concessa a Francesco Scacco

- diversi stili cognitivi: globale/analitico, indipendente/dipendente dal


campo (cioè se autonomo nella risoluzione dei problemi),
verbale/visuale, convergente/divergente (è legato all’intelligenza,
seguendo o meno una soluzione logica), risolutore/assimilatore,
sistematico/induttivo, impulsivo/riflessivo

TUCKMAN: fasi di costruzione di un gruppo: Forming, Storming, Norming,


Performing e nel 1977 ha aggiunto anche la fase di Adjourning (formazione ,
discussione o conflitto, strutturazione, prestazione, aggiornamento)

Feuerstein: approccio basato sulla “teoria della modificabilità cognitiva”,


cioè sulla capacità plastica dell’intelligenza di incrementare la capacità di
ragionamento. Questo avviene però solo grazie all’azione di un
mediatore che fornisce stimoli diretti (madre o insegnante). Questa
tecnica si chiama “programma di arricchimento strumentale” (PAS), e
che si basa su tre vincoli: tempo (lungo), metodo (dato da formatori
esperti), contesto.

David Kolb: apprendimento esperienziale (experiential learning theory -


ELT): si parte da Dewey che dice che l’apprendimento avviene
soprattutto in base all’esperienza.

Kolb elabora sei assiomi:

1. l’apprendimento deve essere un processo, non un risultato


2. ogni apprendimento deve essere un ri-apprendimento di idee già
possedute
3. adattarsi all’ambiente esterno
4. l’apprendimento è un processo olistico (nel complesso della
persona)
5. sinergia tra persona e ambiente
6. l’apprendimento è un processo di creazione della conoscenza
(costruttivista)

Kolb definisce il ciclo di apprendimento tramite quattro abilità:

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copia concessa a Francesco Scacco

e ognuno potrebbe essere più orientato su una piuttosto che sull’altra.

Kolb poi sviluppa un modello di sviluppo, basato su “stadi evolutivi”:


acquisizione (fino all’adolescenza), specializzazione (prime esperienze
lavorative), integrazione (adulto).

Stile di apprendimento secondo Kolb (vedi schema sotto): stile


divergente (in cui prevalgono esperienza concreta e osservazione
riflessiva), assimilante (osservazione riflessiva e concettualizzazione
astratta), convergente (concettualizzazione astratta e sperimentazione
attiva), accomodante (sperimentazione attiva e esperienza concreta)

per capire a quale stile si appartiene Kolb fornisce un questionario


(learning style inventory) di 12 items.

Teoria di Rita e Kenneth Dunn: considerano lo stile di apprendimento


come una serie di fattori e 5 ambiti:

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copia concessa a Francesco Scacco

Per i Dunn, tutti sono in grado di apprendere se ognuno viene messo


nelle condizioni migliori; esistono solo stili di apprendimento diversi.

Flaming (modello VARK: Visual-Aural-Read/write-Kinestetic): migliora


l’idea dei Dunn, e secondo lui il vero parametro per lo stile di
apprendimento è dato da come gli studenti recepiscono o trasmettono in
modo efficace le informazioni, per questo lui si concentra sulle
caratteristiche degli apprendimenti visivi, uditivi, testuali e cinestetici.

Per evitare l'insuccesso scolastico il docente deve andare incontro a tutti


gli stili di apprendimento, e le verifiche personalizzate per stili diversi
(orali-scritte-pratiche).

Anche qui abbiamo un questionario: “catalizzatore di riflessione”, 13


domande a risposta multipla a 4 opzioni (esprimendo da zero a tre
preferenze); da esso viene fuori un profilo V (visual), A (aural), R (

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copia concessa a Francesco Scacco

read/write), K (Kinestetic), ma anche combinazione di essi. Può essere


somminisrtato anche ai docenti, per un autoriflessione.

Richard Felder: questo modello riguarda gli stili di apprendimento in


ambito scientifico (32 stili diversi). Egli studia sia gli stili di
apprendimento degli studenti ma anche i corrispondenti stili dei docenti.

Suddivide il processo di apprendimento di 2 fasi: ricezione


dell’informazione ed elaborazione, e che sono inglobati in 5 dimensioni:

Nota: in una seconda versione rimuove l’organizzazione e in particolare


lo stile deduttivo (poco diffuso secondo lui).

vediamo le singole dimensioni:

- percezione: che è intuitivo è più brillante ma meno attenti ad es


alla lettura di un testo. I sensoriali si basano su dati strutturati
- l'input: ci si rifà al modello VARK: (visivo-uditivo-cinestetico)
- organizzazione: lo stile di apprendimento adottato dagli studenti è
prevalentemente induttivo, mentre i docenti usano il deduttivo; im
miglior modo è quello di utilizzare il metodo scientifico di Galilei:
prima in maniera induttiva e poi si perviene alle deduzioni
- elaborazione: parte dell introversione e estroversione proposta da
Jung. La “sperimentazione attiva”: gestire le informazioni che si
hanno in base al mondo esterno (cioè confrontandosi con gli altri);
in parte coincide con l’apprendimento cinestetico. La
“sperimentazione riflessiva”: vi è una riflessione interna, che va ad
allacciarsi a schemi precedenti già posseduti (apprendimento
intuitivo, tipico della matematica). L’apprendimento passivo è
invece inefficace sotto tutti i punti di vista.

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copia concessa a Francesco Scacco

- comprensione: solitamente la presentazione dei contenuti didattici


è sequenziale (tipica dei libri), mentre l'approccio globale presenta
problemi parzialmente definiti, stimolando così la creatività (tipico
degli studenti geniali). Ma per un apprendimento di tipo globale è
necessario:
- presentare prima di entrare nei dettagli, gli scopi e finalità
della lezione
- assegnare problemi che possano essere risolti in più modi
- incoraggiare a metodi risolutivi alternativi
- collegare contenuti di altre discipline (a tematiche
complesse)
- presentare periodicamente concetti avanzati e più generali
- parlare con gli apprendenti globali, affinchè possano
superare le difficoltà che incontreranno periodicamente
nell’apprendimento

Questionario di Felder: index of learning styles (ILS), compilabile via


web, 44 domande, 11 per ciascuna delle dimensioni, ogni domanda ha
2 opzioni

DISABILITA’ e BES

Disabili:

classificazione CIDH: (International Classification of Impairments


Disabilities and Handicaps), cioè Classificazione Internazionale delle
Menomazioni delle Disabilità e degli Handicap.

- la menomazione: relativa all’aspetto esteriore del corpo (o


apparato o organo)
- disabilità: si osservano le prestazioni della persona, e riguarda le
difficoltà
- l’handicap: svantaggio rispetto all’ambiente circostante; per questo
dipende da dove si trova l’individuo.

Non è detto che ci si trovi in tutte e tre le situazioni.

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copia concessa a Francesco Scacco

La legge quadro n.104 del 05/02/1992 garantisce l’assistenza,


integrazione sociale e i diritti delle persone con handicap. I commi 3 e 4
dell’art.12 parlano di “integrazione scolastica” e nel comma 5 i passaggi
fondamentali:

1. la certificazione medica individua l’alunno in situazione di handicap


2. stesura della diagnosi funzionale (DF)
3. redazione del Profilo Dinamico Funzionale (PDF)
4. redazione del PEI (Piano Educativo Individualizzato)

Nel dettaglio:

La DF: redatta da unità multidisciplinare (medico, neuropsichiatra,


terapisti, operatori sociali). Ci sono scritti i dati clinici e elementi
psicosociali (dati anagrafici e del nucleo familiare, e del contesto). La DF
è composta dalla seguenti sette aree: cognitiva, affettivo-relazionale,
linguistica, sensoriale, motorio-prassica, neuropsicologica, autonomia
personale e sociale

Il PDF: viene redatto dopo un primo periodo di osservazione, anch’esso


dall’unità multidisciplinare, a cui si aggiungono i docenti e familiari. C’è la
descrizione funzionale dell’alunno e le condizioni attuali e poi l’analisi
dello sviluppo potenziale a breve e medio termine lungo gli assi
fondamentali: cognitivo, affettivo-relazionale, comunicazionale,
linguistico, sensoriale, motorio-prassico, neuropsicologico,
dell'autonomia, dell’apprendimento.

Il PEI: redatto dagli insegnanti, operatori sanitari, operatori


psicopedagogico e nel nuovo pei anche i genitori .

NUOVO PEI

Decreto interministeriale del 29/12/2020 n.182. Poi modificato con


disposizioni correttive con decreto interministeriale del 01/08/23 n.153.
Tra le novità del nuovo pei vi è l’assegnazione delle misure di sostegno
agli alunni con disabilità, ai sensi dell’art. 7, comma 2-ter del decreto
legislativo 13/04/2017 n.66.

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copia concessa a Francesco Scacco

art. 3: il “GLO” è presieduto dal dirigente scolastico o delegato, è poi


formato dai docenti, l’UVM dell’ASL (Unità valutaz. multidiscipl.), genitori,
figure professionali esterne o rappresentante del GIT territoriale,
eventuale esperto esterno. All’inizio dell’anno scolastico il dirigente
scolastico nomina il GLO.

art.4: nel caso di nuova certificazione si redige il “pei provvisorio” per il


quale il GLO si riunisce entro il 30 giugno per l’approvazione ed entro il
31 ottobre per il pei definitivo. Il GLO si riunisce almeno una volta da
novembre ad aprile e poi entro il 30 giugno per la verifica finale. Le
riunioni si svolgono in orario scolastico ma non in orario di lezione , e
anche a distanza. I membri del GLO possono accedere al SIDI anagrafe
alunni disabilità nel rispetto del regolamento generale sulla protezione
dei dati (RGPD)

artt. 5 e 6: il “Profilo di Funzionamento” è il documento per la redazione


del pei, deve quindi essere preso in visione dal GLO; se non esistente,
allora le informazioni si recuperano dal profilo dinamico funzionale e
dalla diagnosi funzionale.

“Il progetto individuale “ (PI, art. 14 del 08/11/20 n.328) è anch’esso


necessario per redigere il pei, ed è fornito dall’Ente Locale; se non
redatto il GLO deve comunque raccogliere indicazioni utili.

art.8: corrispondenze PDF - nuovo pei (abbiamo 4 dimensioni)

nella redazione del pei, per ognuna delle dimensioni, si individuano gli
obiettivi ed esiti attesi, oltre agli interventi didattici (cioè attività, strategie
e strumenti)

art.9: riguarda l’ambiente di apprendimento, barriere e facilitatori

art.10: curricolo dell’alunno: tipo di programmazione dell’alunno


(ordinaria, personalizzata con prove equipollenti, differenziata),

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copia concessa a Francesco Scacco

personalizzazioni, nel caso di esami integrativi per alunni differenziati ci


possono essere o no esami integrativi a seconda del parere del consiglio
di classe (cdc).

art.11: percorsi trasversali e per l’orientamento

art.12: interventi necessari per garantire il diritto allo studio e la


frequenza (interventi di assistenza)

art.13: organizzazione generale del progetto di inclusione e utilizzo delle


risorse (risorse professionali, assistenza alla persona, attività progetti,
attività extrascolastiche, orario di frequenza.

art.14: certificazione delle competenze (classe seconda)

art. 15: verifica finale e assegnazione delle risorse

art.16: pei provvisorio: redatto entro il 30 giugno e prevede le proposte di


sostegno per l’anno scolastico successivo. Il GLO che lo redige è
nominato dal dirigente scolastico (che potrà anche coincidere con il
futuro cdc

art.17: in caso di controversie sulla documentazione il dirigente


scolastico chiede chiarimenti all’ UVM dell’ASL e al presidente
commissione inps.

art.18: modalità per l’assegnazione delle misure del sostegno: il GLO


individua le dimensioni interessate e formula le proposte per le risorse
professionali e ore di sostegno (quet’ultima mai applicata)

art.19: modelli pei: sono disponibili in digitale e compilabili


telematicamente su SIDI (ancora non attuato nei fatti)

________

come si colloca la legge 104: con la legge del 08/10/10 e la legge


107/2015 sono stati introdotti i DLgs 62/2017 (valutazione), 66/2017
(inclusione), 63/2017 (diritto allo studio). Prima esisteva solo il dpr
22/06/2009 n.122 (regolamento sulla valutazione) e i dpr 24/02/94 e
dpcm 23/02/2006 n.185.

30
copia concessa a Francesco Scacco

L’UVM è un organo distinto dal GLO, ma alcune figure professionali che


lo compongono, individuate dall’ASL, possono rientrarvi, sia
partecipando agli incontri direttamente ma anche in maniera indiretta.

Riguardo alle riunioni del GLO la normativa indica anche un’incontro


“intermedio”.

Infine tutto ciò che riguarda la VALUTAZIONE è di competenza della


sola componente docente, e non di tutto il GLO.

ICF (International Classification of Functioning, Disability and Health):

Nasce nel 2001 in sostituzione all’ICIDH.

E’ applicabile a chiunque, perché prende come riferimento, non la


malattia, ma lo stato di salute del soggetto e le compromissioni che lo
limitano, quindi anche l’ambiente fisico e sociale (dove ci potrebbero
essere “barriere” e “facilitatori”)

Nel 2006, l’ONU emana la “convenzione per i diritti delle persone con
disabilità”.

Nel 2008: intesa governo-regioni-province-comuni, si fissano i criteri per


l’accoglienza scolastica dei disabili, e si parla di “profilo di
funzionamento” (che scaturisce da diagnosi funzionale e profilo dinamico
funzionale) e anche di PEI.

Vi è un “coordinamento orizzontale” (scuole, asl, enti locali) e


“coordinamento verticale” (interno al mondo dell’istruzione, tra i vari
uffici).

il GLIP (gruppo di lavoro interistituzionale provinciale) è in ogni USP; è


costituito da: ispettore tecnico, un esperto della scuola, due esperti enti
locali , tre esperti associazione disabili).

Il GLP (gruppo di lavoro provinciale) è costituito da: ispettore tecnico,


due dirigenti scolastici, tre docenti esperti di educazione speciale).

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copia concessa a Francesco Scacco

Il GLHI: è invece in ogni scuola, è formato dal dirigente scolastico,


rappresentante dei docenti curriculari e sostegno, servizi sociali, asl,
rappresentanti dei genitori e studenti se nella secondaria di 2°gr

Il GLOH è invece per ogni alunno con certificazione 104, è costituito dal
dirigente scolastico, docenti cdc, operatori servizi sociali, sanitari,
genitori.

Esami a fine primo ciclo e maturità: per gli alunni differenziati il titolo di
licenza media è sempre analogo al titolo ordinario, mentre nel secondo
ciclo si ottiene solo l’attestato di frequenza.

Vi è inoltre la possibilità di somministrare prove equipollenti, che significa


differenti ma non differenziate , e cioè che accertino i contenuti culturali
e professionali

disturbi specifici di apprendimento (DSA)

La lingua si compone di grafemi e fonemi, che nelle lingue trasparenti


come l’italiano sono corrispondenti stabili, nelle lingue opache no.

Errori scrittura:

-errori fonologici (non associare correttamente il grafema al fonema)

-errori fonetici (errore ad es nelle doppie consonanti)

-errori non fonologici (regole ortografiche come apostrofo, fusione


parole, h , q con c)

ICD-10 (International Classification of Diseases) prende in esame la


dislessia (disturbo spec. lettura), disgrafia (disturbo evolutivo abilità
scolastiche), disortografia (transcodifica, compitazione), discalculia
(abilità aritmetiche). (legge 08/10/2010 n.170).

La “comorbilità” è l’insieme dei disturbi precedenti e rientra come


“disturbo misto, o altri disturbi, delle capacità scolastiche" F81.8.
Potrebbero esserci anche disturbi del linguaggio-coordinazione,
motorio-attenzione-emotivi-comportamento.

I dsa appartengono alla categoria F (della mente), in particolare F81,


che sono i disturbi evolutivi specifici delle attività scolastiche, e cioè:

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copia concessa a Francesco Scacco

a tutto questo segue un iter di certificazione (neuropsichiatria) e stesura


del pdp (piano didattico personalizzato) da parte del cdc.

Massimo Baldacci si rifà a Kolb, Dunn e Felder, e parla di


personalizzazione delle strategie didattiche anziché didattica
individualizzata, e con obiettivi specifici per questo tipo di studenti; per
lui la proposta didattica opportuna è quella che si adatta al “gruppo”
(così da compiere uno sforzo di adattamento didattico minimo), sia
eterogenei che omogenei, e con diversi percorsi che il discente può
scegliere.

Presupposti: principio delle opzioni (didattica a favore dei laboratori),


principio dell'auto orientamento (maturare competenze metacognitive
per poter scegliere), principio della valutazione critica dello studente.

Da ciò scaturiscono le linee guida del DM 12/07/2011: “didattica


individualizzata” (attività di recupero o per raggiungere specifiche
competenze), didattica “personalizzata” (calibrata sui bisogni educativi
del singolo studente).

Altri tipi di apprendimento per dsa: per esperienza, cooperativo,


tutoraggio tra pari, suddividere compiti in sottocompiti.

Mezzi compensativi (dalla legge 107 e linee guida): servono a ridurre il


divario di partenza: cuffie, microfoni, audiolibri, vocabolario multimediale,
registratore, tabella formule, schemi, software specifici.

Mezzi dispensativi: eliminare prestazioni non essenziali e che non


pregiudicano l’apprendimento (esonero letture ad alta voce,
semplificazione testi, maggior tempo o contenuti ridotti)

Lingue straniere: orientarsi più sull’orale, anche le prove scritte possono


essere sostituite con l’orale

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copia concessa a Francesco Scacco

BES (bisogni educativi speciali)

Dal 2009 si è parlato di Bes, prima ancora solo nel Regno unito.

Sono bes sia coloro che presentano svantaggi biologici o psicologici


(disabili, dsa, ..) ma anche studenti che presentano svantaggi dal
contesto sociale (con altri disturbi evolutivi specifici), in particolare:

- disturbi del linguaggio


- disturbi delle abilità motorie (disprassia)
- disturbi ipercinetici (considerati comportamentali ma sarebbero
evolutivi perché originati in età evolutiva)
- forme lievi di autismo (disturbi globali)
- funzionamento intellettivo limite
- con svantaggio socio-economico, linguistico e culturale

gli studenti con altri disturbi evolutivi specifici possono non avere la
certificazione anche se hanno la diagnosi, per cui il cdc può non
predisporre il pdp, e all’esame non può avere i mezzi compensativi e
dispensativi. Anche coloro che hanno uno svantaggio economico il
consiglio di classe decide se adottare un pdp e i mezzi
compensativi/dispensativi, ma non all’Esame di Stato.

Per l’inclusione dei bes il gruppo di lavoro è sempre il GLI.

Strategie didattiche per alcuni BES:

- disturbo del linguaggio: è la sottocategoria F80 (eloquio e


articolazione parola, linguaggio, dislalia (mal formazione apparato
fonatorio), lallazione ), questi alunni sono favoriti da scritti e
pratica. Per il linguaggio espressivo, come la disfasia (perdita
parizale della comunicazione e compresione) o afasia (la non
comunicazione o vocabolario ristretto), prediligere attività visive e
cinestetiche, pratiche.
- disturbi della funzione motoria: coordinazione, disprassia.
Scomporre i movimenti in gesti semplici, ripetendoli, usare segnali
visivi, usare il gioco, accompagnare fisicamente

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copia concessa a Francesco Scacco

- disturbi evolutivi globali: F84, qui rientrano tutte le forme di


autismo, compromissioni interazione sociale, comunicazione ,
interessi limitati e attività ripetitive. Autismo è lieve se il q.i. >70.
Strategie: istruzioni chiare, programmare attività, usare routine
- disturbi ipercinetici: F90. sono disturbi della condotta,
dell’attenzione e di altro tipo, disturbo dell’attenzione con
iperattività (ADHD). Usare routine, regole poche e chiare, non
sanzionare i comportamenti, predisporre un ambiente atto a ridurre
le distrazioni, accordarsi con lo studente per obiettivi verosimili,
suddividere i compiti con pause, usare rinforzi positivi, usare
pratiche laboratoriali che permettono di muoversi e toccare, usare
il canale visivo con schemi e diagrammi o audiovisivo

Quoziente di intelligenza

WISC (Wechsler Intelligence Scale for Children) cioè scala Wechsler di


intelligenza

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copia concessa a Francesco Scacco

con sigma = 15 (deviazione standard)

Gli alunni stranieri

L’iscrizione è regolata dal DPR 394/99 art.45 e poi le linee guida del
2006 e 2014.

E’ il collegio docenti a prendere decisioni sui nuovi inserimenti di alunni


stranieri. Il C.M. del 2010 fissa il tetto del 30% di alunni stranieri per
classe.

Se lo necessitano devono apprendere l’italiano L2 (A1 e A2) con corsi di


8-10 ore settimanali per 3-4 mesi e 2h al giorno.

Ci sono 3 fasi di apprendimento della lingua: apprendimento per


comunicare, ponte di accesso diritto allo studio, apprendimenti comuni.

Il pdp si redige solo in situazioni particolari, anche se transitoriamente


bisogna precedere particolare attenzione se necessita l’apprendimento
della lingua.

Non ci sono semplificazioni per gli esami, si può però prevedere


mediatore linguistico.

Il “processo di acculturazione” prevede 4 casistiche:

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copia concessa a Francesco Scacco

CONTINUITA’, ORIENTAMENTO e VALUTAZIONE

Nel 1956 Bloom pubblica una tassonomia, ossia una classificazione


degli obiettivi educativi, in particolare del “dominio cognitivo”
(conoscenza e sviluppo abilità intellettive).

Nel 1964 pubblica un’altra tassonomia che riguarda il “dominio affettivo”


(interessi, desideri, attitudini)

Nel 1972, Elizabeth Simpson pubblica gli obiettivi educativi del dominio
psicomotorio (abilità di carattere fisico e uso degli strumenti

La tassonomia si basa su: conoscenza, comprensione, applicazione,


analisi, sintesi, valutazione.

La valutazione:

una prima distinzione è tra formativa e sommativa. La formativa


coadiuva il processo di apprendimento in itinere, fornendo informazioni
sui livelli di apprendimento, così poi da adattare gli interventi didattici
successivi, oltre a fornire una sintesi sul rendimento degli studenti. La
valutazione sommativa (sono i classici compiti in classe e
interrogazioni), detta anche finale, si svolge solitamente al termine di un
periodo, o ad es un mese, trimestre, e fornisce in un preciso momento
temporale , una prova del raggiungimento dei traguardi previsti;
quest’ultima solitamente prevede voti, giudizi, certificazioni , ecc

37
copia concessa a Francesco Scacco

Altre forme di valutazione

Ci può essere “orientata all’apprendimento”, in cui lo studente è parte


attiva del processo valutativo, e lo mette in rapporto con gli aspetti da
migliorare, i punti di forza fornendo una prospettiva sul modo di studiare
e ragionare. Questa può essere declinata a sua volta in: valutazione
dell’apprendimento, per l’apprendimento, come apprendimento.

La valutazione “diagnostica”: evidenzia le competenze, abilità e


conoscenze già acquisite prima dell’inizio di un percorso di
apprendimento, così da personalizzare la programmazione didattica e
rappresenta anche una forma di autovalutazione per gli alunni

Nota: il “misurare” consiste nell’attribuire un punteggio secondo certi


parametri, valutare ha invece una connotazione più ampia: non si
valutano solo gli esiti ma i processi formativi, in relazione alla persona
nella sua interezza; infatti anche quando l’insegnante non esprime un
voto osserva e valuta costantemente

Criteri per valutare: assoluto (basato sul rendimento assoluto),


individuale (tiene conto dei livelli di partenza e progressi), relativo
(confrontando con la classe e classi tra loro).

Per migliorare la qualità dell'offerta formativa e degli apprendimenti,


l’SNV (sistema nazionale di valutazionevaluta l’efficienza e l’efficacia del
sistema educativo di istruzione e formazione.
Il Sistema nazionale di valutazione è costituito da: Invalsi (Istituto
nazionale per la valutazione del sistema di istruzione e formazione),
Indire (Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca
educativa), Contingente ispettivo. Inoltre concorrono all’attività di
valutazione: la Conferenza per il coordinamento funzionale del SNV; ii
Nuclei di valutazione esterna.

L’invalsi: ente di ricerca che effettua verifiche sulla qualità dell’offerta


formativa, insuccesso e dispersione scolastica, predispone la prova
scritta nella scuola secondaria di primo grado, valuta i livelli di
apprendimento nella scuola secondaria di secondo grado. Le prove, che
sono italiano, matematica e inglese, avvengono: nella primaria (classi 2°
e 5°, in date fisse, non prevista inglese in 2°), secondaria primo gr.

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copia concessa a Francesco Scacco

(classi 3°-grado 8), secondaria di secondo grado ( classi 2° e 5° - grado


10 e 13, non prevista inglese in 2° ) nella secondaria non in date fisse
ma in finestre temporali

L’indire: svolge attività di ricerca in ambito educativo: si occupa dell’ICT


nella didattica, approcci metodologici didattici, riqualificazione spazi
educativi, aggiornamento professionale personale scolastico,
autovalutazione

A livello internazionale abbiamo le indagini triennali OCSE-PISA, che


misura competenze sui quindicenni (fine scuola obbligo) per capire se in
grado di affrontare la vita. Valuta la lettura, matematica, scienze,
motivazione dello studente, risoluzione collaborativa di problemi

Indicatore ESCS (Economic, Social and Cultural Status) misura lo status


sociale, economico e culturale delle famiglie degli studenti che
partecipano alle prove invalsi, tramite tre variabili (HISEI-occupazione
genitori, PARED-istruzione genitori, HOMEPOS-possesso di beni che
favoriscono l’apprendimento)

Stame e Galliani: parlano dei diversi modelli di valutazione


classificandoli con il termine “approccio” (insieme di modelli diversi di
valutazione), la Stame, e Galliani con il termine “paradigma” (per
classificare differenti modi di valutazione)

Notti (2010; 2014), il quale riassume i diversi approcci in due metodi: il


metodo soggettivistico che si fonda sullo studio del caso e il metodo
oggettivo che si fonda sugli obiettivi
Bibliografia:
● E. Barbuto, G. Mariani - Il nuovo Concorso a Cattedra, Avvertenze generali - Edises

● Iolanda Pepe - Compendio delle nuove avvertenze generali e metodologie didattiche - edizioni Simone

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