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(Marshall, Mi, 01/05/2004)

Sal si volt. Intravedeva il dott Strout dietro le porte di vetro. Ricambi con la mano il suo saluto. Lospedale laveva mangiato, masticato e risputato in strada. A Sal era rimasto il sapore verdastro della sconfitta. Si sent un Don Chisciotte di provincia: aveva provate a tagliare le pale dei mulini a vento che invece lavevano preso a calci nel culo. La macchina dello sceriffo lo stava aspettando, proprio come aveva detto Strout. Huges ci teneva ad accompagnarlo a casa. Lo zio lo accolse con un caloroso sorriso paterno. Sal ricambi con una smorfia a forma di sorriso. Sbattono le portiere, si torna a casa. Ti senti meglio? Huges ruppe il silenzio S, s, decisamente meglio. Un po frastornato, ho avuto giornate migliori! Eh lo so, fa parte della vita. Il mio vecchio mi diceva sempre che con le risate si resta giovani, ma con le lacrime si diventa uomini. Il tuo vecchio era saggio No, il mio vecchio era depresso, alcolizzato e incattivito dalle bastonate che gli ha dato la vita. Ma fa parte Noel mi ha detto di Railes prosegu lo sceriffo gran brutta storia cazzo. Chi lavrebbe mai detto Gi. Mi dispiace, mi sembrava un tipo a posto Ah davvero? E quando? Quando ti ha dato delle pillole incasinandoti il cervello raccontandoti un mucchio di cazzate? O forse quando ha preso a sediate un infermiere ed scappato dallospedale? pugnetto al volante, sospiro profondo scusami Sal, solo che sono parecchio nervoso. Pensare che quel bastardo fuori da qualche parte mi fa troppo incazzare, tu sai come sono fatto Sei lo sceriffo, ecco come sei fatto. Lo so che mi vuoi solo proteggere. cos, ho sempre voluto il tuo bene Senti, ti devo chiedere scusa, ci siamo fatti prendere la mano da tutta questa storia. Lincidente, il fascicolo, tutto. Io dico di lasciar perdere, non vedo motivo di Tranquillo zio, lo penso anchio. Di matto ce n gi uno. Strout mi ha fatto vedere le foto, mi ha fatto leggere i documenti. Railes pazzo, fine della storia. Avrei dovuto voltare pagina molto prima. Ho perso il controllo della realt e guarda dove sono finito. Ho addirittura creduto di vedere Carl Reven in giardino -

Quando? chiese allarmato Huges. Ieri sera, quando mi sono messo a gridare. Un uomo con un capellino saltato fuori dal nulla, mi ha preso. Avrei giurato che fosse Carl Reven. Ma ieri sera non cera nessuno. Quando sei saltato fuori, ho controllato dappertutto cazzo. Sembravi posseduto, ci hai fatto spaventare. Se Carl fosse stato l lavrei visto, lavrei fermato, cosa cazzo pu volere da te? Niente, infatti. Ne ho gi parlato con Strout. la mia testa che si diverte a prendermi per il culo. Sono arrivato a credere che qualcuno mi seguisse, i federali, gente cos I federali?? Sal, mi sa che ti sei veramente fottuto il cervelloLo so, lo so. Ma finalmente ci vedo chiaro. Devo smettere di scappare dalla verit. Devo affrontare il fatto che Julian non c pi, colpa mia, e basta, crescer, far come dice il tuo vecchio, diventer un uomo. Bravo! rispose enfatico Bruce e ricorda di fare attenzione. Quel cazzo di pazzoide di Railes ancora in giro -

Tranquillo zio! Ho tutto sotto controllo. Sal si sentiva appagato. La nebbia si era diradata e finalmente distingueva le figure: vedeva la realt per quella che non per quella che voleva credere fosse. E questo lo faceva star bene. Ah, unultima cosa disse lo sceriffo parcheggiando al 614 di Birch st. puoi mandarmi fuori tua madre? Vorrei parlarle di una cosa, mi serve la sua opinione -

Sal acconsent e salut Huges che attese in macchina. Gir la maniglia, la porta era chiusa a chiave. Buss. Niente. Suon. Arriv Mitch, evidentemente infastidito. Sal lo salut, Mitch ricambi con un cenno. Non sembrava troppo curioso di conoscere le condizioni di salute del figlio che aveva appena trascorso la notte in ospedale, sedato. Mamma! Maaaamma! C lo zio fuori che ti aspetta! grid Sal salendo le scale. Bruce? chiese Kelly facendo capolino dalla porta della camera.

Sal annu. Kelly chiuse la porta facendola sbattere rumorosamente. Mitch osservava perplesso sdraiato sul divano. Chiss cosa vuole Bruce da Kelly?. Sed i suoi dubbi con gli aromi artificiali di una manciata maleducata di Doritos. In tv, Cesare Oprah stava regalato pane a forma di Ford ai plebei precari del middle class americano. Qualche istante dopo Kelly usc frettolosa. Era vestita casual, ma nulla di quello che indossava era casuale. Magia di donna. Ti sei messa il profumo?? tuon Mitch alzandosi di scatto.

Ehmmmm No? Esco Ciao! rispose Kelly uscendo prima che suo marito potesse replicare.

Una nuvola di JAdore by Dior nauseava Sal e giocava con la gelosia di Mitch. E tu che cazzo hai da guardare? url Mitch allavvoltoio Sal appollaiato sulle scale. Niente. Assolutamente niente. si affrett a rispondere Sal infilandosi nella sua stanza. Scusa Sal! Scusami! Sono solo un po nervoso Tutta questa situazione A proposito, come stai? Molto meglio, il dott Strout stato eccezionale! Io vado a risposare Ok, certo. Io sto qui, magari esco pi tardi. Che ne dici se stasera andiamo a mangiare tutti insieme? Offro io Ehm non so ok, come vuoi. tagli corto Sal.

Mitch alz il volume della tv. Sal si chiuse in stanza, spingendo fuori le urla dei poveri disgraziati che piangevano in diretta. Mise la sedia di legno davanti alla porta e blocc la maniglia con lo schienale. Era un trucchetto che aveva adottato per ritagliarsi un po di privacy. La chiave della porta era stata requisita parecchio tempo prima. Se vuoi chiuderti in stanza perch vuoi fare una cazzata aveva decretato Salomone Mitch. Sal si cacci le mani in tasca. Aveva ancora i bigliettini di appunti cospirazionistici. Li rilesse distrattamente. Abbozz un sorriso ricordando gli eventi degli ultimi giorni. Si perdon. Li gett nel cestino. Si stese sul letto. Lasci vagare la mente, suggerendole di perdersi nel nulla. Non ci riusc. Ispezion la sua stanza. Era stata riordinata. Meglio di come era solita fare Kelly. Cera un tocco di impersonalit: le cose erano state messe nel posto giusto, non in quello solito. Una differenza minima ma percettibile. La stessa distanza che divide una ragazza bella da una che piace. Sal sbuff. Sent da lontanissimo un mal di testa in arrivo. Abbandon ogni paranoia. Fiss Mindy. Cannetta s o cannetta no? Questo il dilemma. Loracolo Mindy ammicc, come sempre. Cannetta s decret Sal. Julian gli aveva procurato un po di Lemon Grass. Sal la custodiva in una scatolina di alluminio, insieme al kit dellallegro Boy Scout. Inizialmente aveva nascosto tutto in una scatola pi grande, insieme alle riviste porno, che infilava accuratamente sotto il letto. Ma Kelly, durante unispezione, laveva trovata. Aveva rubato un po di erba e gli aveva fatto il culo a strisce per una settimana. Allora Sal si era ingegnato: era riuscito ad attaccare la scatola di alluminio alla cornice interna del letto. Le riviste invece, le aveva infilato tra il materasso e le doghe. Sal allung il braccio. Tast sotto il letto. Prima verso il cuscino. Nulla. Poi pi gi. Sent qualcosa. Non era la sua scatola di alluminio. Non era il Lemon Grass. Era molto pi piccola. Della dimensione di una moneta, ma rettangolare. Sal la studi con le dita. Prov a staccarla.

Niente. Scese dal letto, si sdrai a terra. Infil la testa sotto. Ci passava appena ed era completamente buio. Si gir sul lato, sperando di lasciar filtrare un po di luce. Non vide nulla. Tocc di nuovo. Eccolo. Sal tir. Finalmente riusc a staccarlo. Strisci fuori. Accese la luce della scrivania. Analizz la scatolina rettangolare. Era nera. Una piccola antenna usciva da un lato. Sal lo rigirava tra le mani, sapeva cosera ma non aveva il coraggio di ammetterselo. Non riusciva a darsi una spiegazione. Chi? Perch? Quando? Prese una penna. Ne infil la punta nel lato. Premette con eccessiva forza. Il coperchio di plastica nera salt quasi subito. Sal osserv i circuiti elettrici rimasti scoperti. Non aveva pi dubbi. Era una microspia. Qualcuno lo stava ascoltando.