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5 (Marshall, Mi, 08/03/2001) "Solita notte da lupi nel Bronx" mentre Sal ricontrollava meticolosamente il contenuto dello zaino.

Torcia, corda, alcol, cacciavite, accendino... mmm, cazzo l'accendino! La casa dormiva, Kelly si era chiusa in camera, l'erba le aveva cantato la ninna nanna; Mitch pacco tra le mani russava sul divano, il whisky e Gunsmoke gli avevano cantato la ninna nanna. Sal frug in cucina: niente accendino, niente fiammiferi. Sul tavolino del soggiorno luccicava al chiaro di luna lo Zippo "Where Eagles Dare" custom made con iniziali incise: una tamarrata che Mitch si era regalato per far colpo sulle colleghe durante la pausa tabacco. Perfetto. Accendino c'! L'aria di Marshall era ancora pungente. L'inverno era passato ma "fino a maggio ti si ghiaccia anche il buco del culo!" filosofeggiava nonno Evan. Sal camminava frettoloso con le mani in tasca, il volto teso di rabbia e vendetta. 715 Wright ln, casa bianca e finte pietre a vista, finta pace tra le mura. Sal and sul retro e lanci un sassolino sulla finestra. Poco dopo Julian si affacci. - Scendi coglione! - Vaffanculo! Qualche minuto dopo Julian incappucciato fissava Sal. Aveva il labbro gonfio e la voce grigliata dai pugni. - Non vengo. - Che cazzo ti successo? disse Sal stringendogli una spalla. - Carl stasera aveva nostalgia della mamma, mi sono chiuso in stanza ma ha tirato gi la porta. - Tuo padre proprio un coglione! - Lo so. Senti, non vengo, se mi becca stavolta mi ammazza, dico davvero, mi ammazza sul serio cazzo! - Ma va! Ti vuole bene! Ma tu gli devi rompere la faccia se prova a picchiarti, tanto se ubriaco si sveglia e non ricorda un cazzo! - Se alzo un dito, quello prende il coltello e mi scuoia, ti ricordi la volta dei cowboy? Ovvio. Nome in codice: "rodeo scolastico di sfigati". Sal: revolver carica di Mitch nella cintura, cappello da cowboy, stivali e speroni. Julian: nove millimetri di Carl, carica con colpo in canna, pantaloni di pelle e gilet a scacchi. Irruzione a scuola. Legati i primi due sfigati trovati e cavalcati lungo i corridoi. Tartare di calci e fuga dal retro con due spari in aria: uscita di scena col botto, no? - Tranquillo, non succede nulla questa volta. Faccio tutto io, mi devi solo guardare le spalle! - Non lo so, cazzo! Non lo so. Mi sembra una cazzata. Troviamo un altro modo per fargliela pagare. - Cosa vorresti fare? Tirargli una pallina di carta? Cazzo Julian, tira fuori le palle, non fare il frocetto del cazzo! - Non sono frocetto! solo che... Ma vaffanculo, dai andiamo! Allison dr non era lontana. Al 728 dormiva Bob Terrace. Professore di scienza e matematica. Brutto e imbruttito dalla ex moglie che arrotondava il suo stipendio facendo spettacoli online su capricciomilf.com. Un suo amico, dopo "attente ed accurate

ricerche", gli aveva spedito il link. Su Terrace giravano mille voci, appuntite dall'odio dei suoi studenti. Si diceva che curasse il suo trauma passando le giornate ad insultare in chat le "colleghe" della ex moglie. Che fosse un feticista di biancheria intima e che acquistasse su internet mutandine usate di studentesse giapponesi che annusava durante le pause scolastiche. Quello che non si diceva che si era laureato con eccellenza ad Harvard. Aveva poi corrisposto per il Times parlando del degrado della situazione scolastica statunitense. Nell'ultimo infuocato articolo scriveva che nonostante le tante cattedre di prestigio che gli erano state offerte, aveva deciso di insegnare in una scuola pubblica di Marshall nel Michigan. Voleva mandare un messaggio forte a tutti i docenti americani: "non accontentatevi dei soldi, non siate mercenari, i giovani sono il futuro della nazione, se li trascuriamo, trascuriamo il futuro dell'America". Evidentemente c'era stato un problema di ricezione perch il messaggio non era arrivato a nessuno. Sal e Bob si erano visti ed odiati immediatamente. Il professor Terrace aveva imparato a digerire l'ignoranza dilagante ma non riusciva a sopportare la maleducazione e la totale mancanza di rispetto di Sal e Julian. "I vostri genitori vi dovrebbero dare una bella lezione, tanti tanti calci nel culo" aveva sbottato sconsolato Bob sorprendendo il dynamic duo a fare pip in classe. "Ah s? Allora prima te la diamo noi una lezione!". Due schiaffetti in faccia al professore imbalsamato e la scrivania rovesciata addosso. Terrace ne aveva avuto abbastanza. Aveva fatto convocare i genitori dal preside. Carl Reven non si era presentato ma a casa, aveva preso a calci Julian, solo per averlo disturbato. I signori Wheeley invece si erano precipitati con ipocrita apprensione. I tanti discorsi di castigo costruttivo del preside si trasformarono in bastonate con pala da neve. Mitch si ferm solo quando Kelly tent di placarlo. "Spostati puttana!", palata sulla gamba a Kelly. Pianti, urla, minacce. Mitch aveva poi confiscato a Sal praticamente tutto. Sal gli aveva sputato in faccia. Mitch era andato a prendere la pistola. Sal era scappato dalla finestra. Era rientrato solo nottetempo con un piano di vendetta: "voglio dare fuoco alla macchina di quello stronzo di Terrace, cos impara ad incasinarmi la mia vita di merda!" La macchina del professore era nel vialetto. Una Ford Escort del '95 (o Ford Ex Moglie, come si diceva a scuola). - Sei pronto? Non ti cagare sotto ora! - Stai zitto idiota! Sbrigati, fai veloce! - Controlla la strada, se passa qualcuno ci buttiamo dietro quegli alberi. Sal aveva visualizzato la procedura nella sua mente mille volte. Se la corda non avesse funzionato, avrebbe aperto la portiera, riempito d'alcol i sedili e fuoco a volont. Estrasse dallo zaino il cacciavite. Lo sportellino del serbatoio era gi parecchio arrugginito e non oppose alcuna resistenza. Sal stese la corda per terra, alcol come se piovesse. Butt l'occhio verso Julian che camminava nervoso. Tutto tranquillo. Sal apr con l'indice il tappo ed inizi a calare la corda. "Pi facile del previsto, cazzo dovrei farlo di lavoro!" - Via, via, macchina! - salvate il soldato Julian si stava lanciando tra i cespugli rotolando nella notte. Sal recuper la corda dal serbatoio. Alcol e benzina, croce e delizia. Sentiva gi bruciare le mani. Raggiunse Julian che ansimava sotto il cappuccio calato fino agli occhi. - Che cazzo ci fa una macchina in giro alle due del mattino?! - disse Sal. - La stessa cosa che facciamo noi - Secondo te ci ha visti? - No, sar qualche stronzo ubriaco che torna a casa. Dai finiamo e andiamocene! sentenzi Julian.

Back in action. Civetta Julian e piromane Sal. La corda reinserita nel serbatoio, toccava il fondo o almeno c'era vicina, perfetto! Sal prese l'accendino. Prima di accendere la miccia, si pul il pi possibile le mani sulla felpa, erano parecchio sporche di combustibile. Scambi con Julian un cenno d'intesa, "al mio segnale, scatenate l'inferno!". La miccia infuocata dilani il buio della notte. Ma lo Zippo "Where Eagles Dare" custom aveva bruciato anche la mano destra di Sal. Indemoniato, il piromane lasci cadere l'accendino e si ritrasse scuotendo e battendo la mano come un pazzo. Julian lo aspettava dall'altra parte della strada, nascosto. Sal lo raggiunse e soffocarono le fiamme con felpe e zaino. Un cane abbaiava in lontananza, per il resto calma piatta. La mano era nerastra ma tutto sommato illesa. - Cazzo l'accendino di mio... Una palla gialla arancione si lev in aria. La Escort non era mai stata cos viva. I vetri esplosi, una sinfonia di distruzione. - Vuoi andare a prendere l'accendino, ora? Tranquillo, si scioglier o qualcosa del genere. Andiamo prima che ci vedano. Gli occhi di Sal brillavano come se fossero stati detonati con alcol e corda. La scena di ardente vendetta lo paralizzava come i fari per un animale. Julian lo tir per il braccio. - Cazzo hai visto che roba! Vediamo se quello stronzo fa ancora lo stronzo! Gliel'abbiamo fatta pagare! - sobillava satanico TNT Sal. L'aria notturna e due passi distensivi lo fecero piano piano rinsavire. Ognuno a casa sua, "non ci siamo mai visti!". Omert made in Marshall. Prima di rientrare a casa Sal si spogli e butt i vestiti nel bidone del vicino. Puzzavano di benzina, alcol e colpevolezza. Si mise a letto aspettando insonne l'alba e la sua consacrazione. Al 728 Allison dr si stava scatenando l'inferno. Il professor Terrace, svegliato dal boato, era uscito in pigiama. L'intero vicinato osservava le fiamme che divoravano la Ford Escort del '95. Nessuno si avvicinava a Bob. Meglio guardare da lontano e compatire il poveretto televotando i pompieri, effetto reality show. Pochi minuti dopo l'incendio era stato domato. La strada puzzava di bruciato, vapore acqueo e aliti pesanti. Bob Terrace stava seduto sulle scale di casa. Gli avevano dato una coperta, si vede che lo sconforto si combatte con lana sintetica. La macchina dello sceriffo non tard ad arrivare. Bruce Huges si avvicin al professore. - Buonasera. Sono lo sceriffo Huges. Cosa successo? Lo sguardo assente del professore non tradiva emozioni. - Buonasera sceriffo. Ho sentito un gran botto, sono uscito e la mia macchina era in fiamme. - Capisco. Ho per caso dei nemici sig. Terrace? - Nemici? No... cosa dice? Nemici? Sceriffo, non lo so. Guardi. Sono solo un professore di scienza e matematica, non ho nemici. - Certo, capisco, so chi lei. Questo il mio numero. Mi chiami se le dovesse venire in mente qualcosa. La testa di Bob ricordava con dieci punti di sutura la "disponibilit" delle forze dell'ordine. Da studente era stato una delle tante voci in mezzo al caos delle proteste pacifiste anti Vietnam, risolte con buonismo, false promesse e manganellate. Prese il biglietto e se lo cacci svogliatamente in tasca. La Legge Sono Io Huges si avvicin ad uno dei pompieri che reggeva un sacchetto trasparente.

- Sceriffo, l'incendio doloso. Qualcuno ha dato fuoco alla macchina. - Ma davvero? Ora dimmi qualcosa che non so! - S signore, abbiamo trovato questo vicino all'auto disse porgendo allo sceriffo il sacchetto un accendino, uno Zippo. Il vecchio trucco del serbatoio. Huges avvicin l'accendino ai fari accesi della sua auto. Era uno Zippo "Where Eagles Dare". C'erano incise delle iniziali: M. W. "Che figlio di puttana! Questa volta lo ammazzo" borbott tra se e se lo sceriffo salendo in macchina ed afferrando la radio.