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18 (Marshall, Mi, 06/05/2004) Dopo diciassette anni passati a nascondere le lacrime dietro una maschera di rabbia, Sal pianse.

Pianse per le botte di suo padre. Pianse per le urla di sua madre. Pianse per i litigi. Pianse per la sua fragilit invisibile. Pianse per le notti insonni. Pianse per la sua solitudine. Pianse per il suo futuro inesistente. Pianse per Julian. Pianse per Railes. Pianse per la sua vita storta. Pianse perch anche Superman ha bisogno di piangere. Aveva bisogno di sentirsi dire che era tutto finito, tutto ok. Che poteva iniziare a raccogliere i pezzi rotti della sua vita e riattaccarli con il Super Attack. Non erano tanto le domande a frastornarlo, quanto il bisogno di conferme. Era arrivato in ospedale, poi un turbine di domande, infermieri, lettini ed esami. Strout, che laveva accompagnato stringendogli la mano in ambulanza, era sparito allarrivo. Ora Sal aspettava qualcosa, qualsiasi cosa, sdraiato in una stanza che aveva imparato a conoscere troppo bene. - Sal, Sal, Sal, Sal - entr Strout con una cartella sotto braccio e la faccia da funerale sembra che tu proprio non riesca a stare lontano dai guai Sal plac il pi possibile le lacrime ma continu a singhiozzare vistosamente. - Tranquillo, rilassati. prosegu il dottore sedendosi sul bordo del letto ti fa male la testa? - No si-si-signore - Ottimo, questo molto importante. Ti dico subito che hai tre costole rotte. Non sono proprio spezzate, sono incrinate. Purtroppo le costole sono le ossa pi fastidiose da rompere. Non si ingessano, non si toccano, bisogna solo aspettare che si rimettano a posto. Ti far male respirare, dormire per non parlare degli starnuti. Come ti senti ora? Sal si accarezz il petto. Respir profondamente. Sent pungere fortissimo. Si pieg su se stesso. Si sent debole. Una lacrima sfugg al suo controllo. Strout guard il suo paziente. Gli allung una magnanima mano attorno al collo e lo accost a s. Fece ci che non riusciva e non si permetteva di fare con i suoi figli. Lasci che le lacrime di Sal gli bagnassero il camice. In silenzio. Senza il bisogno di dire nulla. - Fatti forza ragazzo. Hai passato in tre settimane ci che molti non vivono in una vita interna. E sei sopravvissuto. Sei ancora qui. Un po ammaccato ma intero. Le probabilit di uscire illeso da due incidenti cos gravi sono praticamente inesistenti. Devi vedere questo come una cosa positiva. Come un segno. Hai ancora molto da vivere, molto da fare. Sal si asciug le lacrime ed annu timidamente. Poi fiss su Strout due occhi arrossati ed interrogativi. Voleva sapere ma faticava a chiedere. - Ma ma come sta -

Railes non ce lha fatta. rispose Strout abbassando lo sguardo Quando siamo arrivati era gi morto. Abbiamo tutto il possibile per salvarlo. Non ce lha fatta. ripet scuotendo la testa.

Sal ricominci a piangere. I suoi occhi correvano in cerca di un appiglio. Si sent colpevole. Sent il peso di un altro morto sulle spalle. - Non devi sentirti in colpa disse il dottore leggendogli i pensieri tu sei la vittima. scappato da un ospedale psichiatrico. Era una persona violenta, fuori controllo. Era un pazzo. Dobbiamo essere grati che non ti abbia fatto del male. Beh, pi di quanto non abbia gi fatto. Le cose sarebbero potute andare molto peggio. Avremmo dovuto proteggerti meglio, ma non ci aspettavamo che potesse arrivare a tanto. Mi racconti cosa successo? - Beh io io stavo andando a scuola e lui mi ha seguito rivisse Sal con la voce rotta mi ha caricato in macchina. Io non sapevo cosa fare. Insomma, non potevo fare niente. Io guidava come pazzo, non guardava la strada. Ho avuto paura. - Ma cosa ti ha detto? lo incalz Strout Perch ti stava seguendo? Perch ti ha rapito? - Non io non so. Lui ripeteva le cose le solite cose, che mi aveva gi detto. Che tutti mi dicono cazzate, che devo scappare. Io non sapevo cosa fare, correva e mi diceva queste cose. Era messo male, aveva del sangue in faccia. - Immagino sia stata la rissa allospedale. disse Strout dopo un istante di esitazione Durante la colluttazione deve aver preso un paio di pugni. E poi chiss cosa gli successo. Abbiamo perso le sue tracce. Ma non ti ha detto nulla di strano? Qualcosa di pi specifico? Qualcosa che ti sembrava importante? - No io non saprei. Beh, tutto strano! morto. Ho visto la sua faccia distrutta. stato terribile stato Sal ricominci a singhiozzare forte. Si port le mani sul viso. Asciug le lacrime. Cerc di calmarsi. Cerc di ricomporsi. ah mi ha dato una telecamera - Una telecamera?! Strout sobbalz e si irrigid. - S, ha tirato fuori una telecamera. Me lha data e mi ha detto di guardare. Io non capivo, avevo paura che mi facesse del male. Ho guardato - Coshai visto? Strout si era fatto minaccioso. - Niente io cio ho acceso e ho visto una sala operatoria credo non lo so. Cerano due lettini, dei dottori gente col camice. Non ho visto altro ho sentito un botto fortissimo. Il parabrezza in frantumi terribile, stato terribile - Una sala operatoria? lo interrog insensibile Strout Hai visto qualcuno? Hai visto le facce? Sei sicuro di quello che stai dicendo? - S signore. Limmagine era tipo da una telecamera di sorveglianza. Era dallalto. Non si vedevano le facce. Ho avuto la telecamera per qualche secondo solo per qualche secondo. si giustific Sal. - Ok - il dottore rilass le spalle e respir profondamente quindi non sei riuscito a vedere nessuno?

No anzi beh, credo sia non beh, per un istante mi sembrato di vedere che quelli sul lettino mmm mi sembrava che fossimo io e Julian sul lettino Non possibile! Questo non possibile! disse perentorio Strout. La sua espressione si fece grave lo sai che solo una suggestione della tua mente. Sei appena stato in un terribile incidente, sei vittima di stress post traumatico! Lo so signore Sal si fece piccolo non stavo dicendo beh, lo so che non possibile. Ho avuto la telecamera solo per qualche secondo non sono sicuro hai ragione... solo una suggestione. Voglio che questo incubo finisca dottore. si nascose gli occhi dietro le mani. Sent il mal di testa che iniziava a mormorare. Lo so Sal, lo so. Strout sembrava rasserenato lo vogliamo tutti. Ho parlato con il dott Edmunds, gli dispiace moltissimo, ti vicino. Noi abbiamo perso un collega, un validissimo collega. arrivato il momento di farci un esame di coscienza. Avremmo dovuto curarlo meglio, fare pi attenzione alle sue problematiche ed usare meglio la sua genialit. Avremmo dovuto proteggerti, avremmo dovuto tenertelo lontano, non ci siamo riusciti. Non ci sono vincitori in questa storia. Davanti alla morte siamo tutti sconfitti. Si strinse nelle spalle ma dobbiamo andare avanti. Dobbiamo imparare dagli errori e diventare pi forti.

Segu un lungo silenzio. Davanti alla morte pi si parla pi si muti. - Sal riprese Strout appoggiando le mani sulle spalle del ragazzo ti ho prescritto un paio di antidolorifici. Ti aiuteranno con le tue costole rotte. importante che ti riposi e che mangi. Lo so che non molto, ma almeno ora sei al sicuro. Nessuno ti verr pi a cercare, nessuno ti potr fare del male. Ora puoi concentrarti sulla guarigione delle tue ferite: qui sfiorandogli le abrasioni sulla faccia qui toccandogli il petto e qui appoggiandogli paternamente le mani sulla testa. Sal, il ragazzino piromane, il bullo della scuola, lalcolizzato drogato, il figlio bastardo del degrado dellAmerica abbandonata tra i rifiuti e gli stereotipi, alz lo sguardo e bisbigli grazie. Bussarono alla porta. Avanti!. Comparve Kelly. Sal istintivamente si ricompose. Si schiar la voce. Prese le distanze da Strout. La sig.ra Wheeley scambi con il dottore uno sguardo imbarazzato di inadeguatezza. - Bene Sal. Ho chiesto a tua madre di venirti a prendere. Direi che sei in buone mani! Ci vediamo la prossima settimana, ricorda quello che ti ho detto - disse Noel congedandosi. In pochi secondi, la stanza nause di Jadore. Sal si convinse di essere felice di tornare a casa con sua madre. Abbozz un sorriso. - Il mio bambino! esclam con troppa convinzione Kelly stringendo la mano del figlio mi hai fatto preoccupare a morte! Mi dispiace cos tanto! Come stai? - Ancora vivo rispose Sal cercando di alzarsi costole rotte e qualche botta a parte direi abbastanza bene.

Piano, piano! Non fare sforzi! Lascia che ti aiuti Kelly cerc di condividere il peso di Sal sostenendolo per il braccio. Ce la faccio, tranquilla ribatt riprendendoselo brusco.

Sal si infil le scarpe. Sua madre non lo aiut ad allacciarle. Con passo lento uscirono dalla stanza. Sal si guard indietro, non voglio pi vedere queste stanze e questi lettini di merda!. Kelly si guard indietro, incroci uno specchio, fammi vedere capelli e trucco OK!. Una New Beetle gialla li aspettava. Sal esit. Invi alla madre uno sguardo interrogativo. - Bella, eh? Me lha prestata mmm Samantha, la mia insegnante di pilates disse spensierata Kelly. - Da quando fai pilates? - Da un po perch? Non posso fare pilates? - Certo, certo Silenzio. Portiere. Motore acceso. Silenzio imbarazzato. - Tesoro per farti stare meglio disse AZ Kelly, sorriso bello e sano dalla A alla Z ho deciso di farti una sorpresa: ti sto portando a mangiare da McDonald! - Grazie, ma non mi - Dai, sar divertente! Da quanto non facciamo una cosa insieme? Io e te mamma e figlio! Cos dicendo parcheggi davanti alla vetrata del ristorante. Si controll nello specchietto. Sal si stava togliendo la cintura, lentamente, facendo attenzione al petto. La madre lo squadr. Sal portava ancora i segni dellincidente sui vestiti: sangue e paura. Nessuno mi ha detto che dovevo portargli un cambio pens Kelly. - Forse meglio che mi aspetti qui. Non ti affaticare. disse premurosa bloccando il figlio. - Tranquilla, ce la faccio - No davvero insistette non voglio che beh insomma, tu aspettami. Lascia che mi prenda cura di te! Dimmi solo cosa vuoi Sal farfugli qualcosa. La madre intu un Big Mac Men grande con Coca. Arrivarono a casa. Kelly si sedette opposta a Sal. Osserv compiaciuta ogni morso del figlio, salse comprese. Lei non mangiava. Il Mac va dritto alle cosce, per me una barretta proteica. Kelly si sentiva finalmente una madre da sit com. Sal non vedeva lora di chiudersi in stanza. Fin. Si alz. Ringrazi. Kelly pretese un abbraccio. Strinse troppo forte. Sal si allontan difendendo le costole rotte. Finalmente solo, Sal chiuse la porta e respir profondamente. Si ricord di non poterlo fare. Si guard allo specchio. Si vide stanco, vuoto, sporco. La microspia era ormai lontana anni luce. Inizi a spogliarsi. Aveva una gran voglia di dimenticare. Aveva una gran voglia di normalit Made in Marshall. Si guard di nuovo. Era a petto nudo. Una fasciatura gli stringeva il torace. Rimpianse la sua vita di prima. Quella dei litigi, dei genitori assenti, delle risse, delle sospensioni; quella piena di Julian. Intu che doveva lasciarla andare. Appallottolarla, chiuderla in un sacchetto di plastica e nasconderla sotto

il letto, insieme alla Lemon Grass. Il ricordo del passato sarebbe stato un capriccio, un vizio da consumare con la porta chiusa a chiave, con le luci soffuse. Prima di togliere i pantaloni, cacci istintivamente le mani in tasca. Trov un foglietto. I suoi pensieri tornarono al 614 di Birch st. Era un biglietto giallo a righe blu. Scarabocchiato frettolosamente. Strappato angosciosamente. Piegato disperatamente. Lo apr. A penna era scritto Devi trovare Carl Reven cerchiato nervosamente. Era il foglietto che il dottor Railes gli aveva consegnato in macchina.