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(Marshall, Mi, 01/05/2004) Reset. Stanza bianca. Letto bianco. Flebo al braccio. Sal apr gli occhi. Il suo corpo rispondeva in ritardo agli stimoli del cervello. Questa volta, accanto al letto, non cera nessuno. Non cerano i suoi genitori, non cera linfermiera, non cerano dottori. Era solo. Dopo qualche minuto passato riprendendo la nozione delle cose (testa, braccia, data, ora, posto), Sal fece un check up alla sua memoria. Cera quasi tutto, un po sparso, un po confuso, ma questa volta era rimasto. Sal ricordava la rabbia con cui aveva chiuso gli occhi. Ora non cera pi. Restavano le domande. Rimase a letto. Giocherell con il telecomando e si mise seduto. Entr uninfermiera. Vedendo il paziente sveglio, si affrett a rimetterlo sdraiato. Vado a chiamare il dottore. - Eccolo il nostro bel addormentato nel bosco questa voce Sal la conosceva bene ormai, era Strout. Non-Me-La-Racconti-Giusta-Sal rispose annuendo ombroso in volto. Minuti successivi: immagine a colori, leggermente sgranata. Siamo allinterno di una sit com anni sessanta. Mal recitato. Dottore con le facce serie e rassicuranti, primi piani, zoom da mal di stomaco. Il paziente: un ragazzo a letto, sotto le lenzuola. Intimidito. Dialogo scontato. Il dottore: ti devi fidare, sei in ottime mani, recitato tutto dal bicipite. Il paziente: no, non mi fido, tu e i tuoi non me la raccontate giusta, mannaggia!. Cut. Torniamo alla realt. - Vedo che non sei pi disposto a fidarti. Non ti posso biasimare. Sono stati giorni difficili, successo di tutto. Alzati. Vieni con me. Credo sia arrivato il momento che tu conosca tutta la verit. Strout estrasse lago dal braccio di Sal. Lo aiut ad alzarsi. Lo accompagn in un ufficio. Scodinzolo Sal, allettato dalla prospettiva della verit, segu Noel senza battere ciglio. Lufficio era al secondo piano. Sal non era mai salito al secondo piano. Il brusio ospedaliero era rimasto al purgatorio dei primi piani. L nessuno fiatava, l nessuno poteva fare rumore. Larredamento era diverso: vitreo, le stanze erano diverse: vissute. Alle pareti: niente. Sal si sedette su una sedia di stoffa grigia, imbottita. Davanti a lui un tavolo di cristallo. Telefono, interfono, fogli sparsi, fascicoli gialli. Sal vestiva ancora il camice azzurro fornitogli dallo staff medico; si sent a disagio. Strout chiuse la porta, gir la chiave. Dietro, cera appesa la sua giacca. Mentre il dottore si accomodava dallaltra parte del tavolo, Sal la ispezion. Era nera, leggero gessato grigio chiaro. Allaltezza della tasca interna di sinistra, era notevolmente deformata, cera qualcosa l dentro, la sagoma era inconfondibile: era una pistola.

Va bene Sal, vuoi la verit? Parliamone - la voce di Strout sprofond il ragazzo nella sedia di stoffa grigia. Aveva abbandonato il suo solito tono amichevole, gli parlava da Uomo. Dottore io beh, diciamo che sono solo un po confuso, tutto qui - missione intimidazione: accomplished! Lo so. Ho parlato con lo sceriffo, mi ha raccontato delle vostre scoperte. Sal si sent colpevole mi da detto delle ricerche che hai fatto, delle sue telefonate alla stradale Sal si sent vulnerabile conosco quello che ti ha detto Railes laltro giorno, so che non sei caduto, che non hai battuto la testa, pensavate di recitare, ho recitato anchio, sono stato al vostro gioco, pensavate di fregarmi, ed invece Sal si sent sconfitto. Farfugli qualcosa di confuso. Vedi prosegu Strout frugando nella valigetta appoggiata alla gamba del tavolo (Merda! Ora mi fa saltare il cervello!) mi dispiace davvero per questa situazione. Le cose sono andate storte fin dallinizio. Non pensavo di dover arrivare a questo sospirando lanci un fascicolo giallo davanti ad un Sal praticamente paralizzato.

Riservato Uso interno MS Gothic, size 12, grassetto. E sotto Otis Railes, sottolineato. - Apri e leggi lo esort Strout fissando un punto indistinto nel muro dei suoi pensieri. Foto numero uno. Scena di vita quotidiana, rubata. Sal riconobbe il dottor Railes, sereno, distratto, camminava. Affianco a lui una signora, capelli biondi, raccolti, tra i cinquanta e i sessanta, ben tenuta. Camminavano vicini. Foto numero due. Sal si ritrasse inorridito. Un corpo steso a terra. Il corpo di una donna, una signora, bionda, capelli raccolti, camice azzurro dellospedale. Una grande pozza di sangue attorno alla testa. Il braccio destro adagiato sul fianco. Quello sinistro girato innaturalmente a novanta gradi. Le gambe ammassate luna sopra laltra, rotte, scomposte. Documento uno. Certificato di morte di Sarah Railes. Fratture alle braccia, fratture alle gambe. Cassa toracica esplosa. Organi interni esplosi. Cranio spappolato. Causa del decesso: caduta dal sesto piano. Suicidio. Documento due. Cartelle cliniche firmate dal dott Michael Rivers. Tutte cattive notizie. Documento tre. Una perizia psichiatrica. Il paziente: Otis Railes. Depressione. Disturbo bipolare. Sal inizi ad innervosirsi. Girava le pagine sempre pi velocemente. Leggera solo parole, cercava una risposta ma trovava solo confusione. Lanci a Strout unocchiata confusa. E tutto questo che cazzo vuol dire? - Questo la vita di Otis Railes, il dott Railes. disse Noel rispondendo alla sua domanda muta -Mi dispiace moltissimo dovergli fare questo, ma non ho alternative. Quella nelle foto Sarah Railes, la madre di Otis. Il dott Railes stava studiando medicina quando sua madre si ammal. Qualcosa nel suo cervello era andato in cortocircuito. Una specie di tumore, qualcosa del genere, non si mai capito. La poverina soffriva incredibilmente, aveva allucinazioni, emicranie strazianti. Otis, gi orfano del padre, si attacc disperatamente, morbosamente alla madre; non accettava

il fatto che potesse andarsene anche lei. Cos si gett nella neurologia. Studiava giorno e notte, non mangiava, non dormiva. Si era fatto un tesserino falso per visitare clinicamente la madre, firmandosi Michael Rivers. Cercava di curarla, le somministrava farmaci, ma Sarah non rispondeva, anzi peggiorava. Un giorno, stanca della sua non vita e dei continui tormenti, apr la finestra della sua camera al sesto piano dellospedale e si lanci. Non serve che ti descriva la disperazione di Railes. Aveva perso il senso della vita. stato ricoverato in un ospedale psichiatrico. Strout si interruppe - Qualche tempo dopo, un suo articolo, una brillante ricerca sulle cellule staminali e la mappatura del cervello, arriv tra le mani del dott Edmunds. Allford si inform su di lui e lo and a trovare in ospedale. Gli offr un lavoro, gli offr una via di fuga dalla depressione, gli offr un motivo per vivere. Otis si rivel un collega formidabile, per me un genio Ma ogni medaglia ha il suo rovescio. Purtroppo Railes non mai pi riuscito ad accettare la morte di un suo paziente. Gli ho visto friggere con il defibrillatore il petto di uno in arresto cardiaco da unora. Nei suoi pazienti vive sua madre. Salvarli significa riscattarsi. Perderli significa dannarsi. Noel prese tutti i documenti, li riordin, li inser nel fascicolo che ripose nella valigetta. Sal lo fissava. Stava cercando di ricomporre un puzzle ancora troppo confuso. Quando lospedale ha avvisato Edmunds del tuo incidente; tu sei stato affidato a me, Julian a Otis. Si sapeva che Julian fosse messo molto male ma Railes accett la sfida. Quando siete arrivati, era evidente che non cera nulla da fare. Allora Edmunds gli ordin di lasciar stare e di aiutare me, di concentrare gli sforzi per salvarne almeno uno. Railes impazz, inizi ad urlare, prese a pugni il muro, a calci i lettini, un disastro. Si lanci su Julian e cerc di rianimarlo. Piangeva e urlava. stato terribile. Non lho mai visto cos. Nei giorni successivi, Railes si scus con tutti e preg Edmunds di tenerlo sul tuo caso. Sembrava sincero, sembrava normale. Un altro sospiro - Laltro giorno, prima che tu arrivassi, venuto nel mio ufficio dicendomi che ti avrebbe visitato lui, che un po di dottore paziente gli avrebbe fatto bene. Io me ne stavo qui tranquillo quando buss un infermiere con la faccia allarmata. Mi disse di aver sentito Railes che ti parlava di complotti, ti diceva di scappare, che lincidente non cera mai stato e pazzie di questo tipo. Io mi precipitai gi e da qui conosci la storia. Sapevo che stavate mentendo, che non eri svenuto ma dovevo assecondare Railes. Aveva dimostrato di essere profondamente instabile, chiss come avrebbe potuto reagire se avessi detto che sapevo tutto. Allora ti ho dato un sedativo e ti ho fatto accompagnare qui nel mio ufficio, al sicuro. Dopo essermi consultato con Edmunds, abbiamo deciso di allontanare Railes e di internarlo allospedale. Evidentemente non mai guarito e ha dimostrato di essere pericoloso. Il suo cervello preferisce attribuire la morte di Julian ad un complotto diabolico che accettare la cruda realt dei fatti. Strout si prese una pausa pi lunga. Lasci che le sue parole sospese in aria si sedimentassero nella mente di Sal. Il ragazzo cercava di quantificare le ripercussioni che

queste rivelazioni avevano. Riviveva lesame concitato di Railes. Ma quindi le pillole? Il cellulare che suona? Il cronometro? Lincidente? Julian - Tutto si sarebbe sistemato. riprese Strout strozzando tutte le domande di Sal Ma ieri pomeriggio mi hanno chiamato dallospedale psichiatrico. Railes aveva colpito uninfermiere con una sedia rompendogli il braccio ed era riuscito a scappare. Ho chiamato lo sceriffo Huges, tuo zio. Gli ho chiesto doveri. Lho informato sui fatti di Railes e gli ho detto che eri in pericolo. Nessuno sa dove sia andato Otis, ma abbiamo motivo di credere che ti sta cercando per insistere su questa storia assurda del complotto. Cos lo sceriffo Huges ha deciso di diffondere una tua foto sui computer della centrale, dando lordine di trovarti e di tenerti al sicuro. Poi ci siamo precipitati a casa tua. Tuo padre arrivato, ha detto che ti aveva lasciato in centrale perch dovevi parlare con lo sceriffo. Huges sente la centrale per avere tue notizie e gli dicono che eri scappato urlando. Confusione totale, nessuno capisce pi nulla. Dove sei finito? Iniziamo a preoccuparci: magari Railes ti aveva trovato. Allimprovviso spunti fuori da un cespuglio urlando come un pazzo con la faccia spiritata come se avessi visto un fantasma. Sal respir profondamente. Stava rivivendo il panico del giorno prima. Sentiva le guance calde, le sentiva rosse. Inizi a mettere insieme i pezzi. Inizi a sentirsi ridicolo. Come un bambino credulone. - Mi era sembrato rispose timidamente Sal di vedere Carl Reven. Cio quando stavo dietro al cespuglio, un uomo mi ha preso per le spalle, aveva un capellino, mi tirava, ma io sono caduto. Ad un certo punto gli ho visto la faccia, era Carl, era il padre di Julian- Sal, questo impossibile! replic frettolosamente Strout - Non cera nessuno. Gli uomini dello sceriffo pattugliavano la casa. Io ero l, cera anche lo sceriffo, non possibile che qualcuno abbia provato a prenderti e poi si sia dissolto come un fantasma. Ed ancora pi improbabile che questo qualcuno fosse il sig Reven. Labbiamo cercato in lungo ed in largo, sparito, nessuno sa dove sia andato. Non capisco cosa potrebbe volere da teCal il silenzio. Ognuno perso nel proprio labirinto. Poi Strout riprese. - Sal, lo sceriffo mi ha parlato delle vostre ricerche. Lo so che non riesci a fartene una ragione. Hai perso il tuo migliore amico, non ricordi nulla, normale stia girando in tondo sbattendo la testa contro il muro in cerca di una risposta. Ma non voglio che tu faccia gli errori di Railes. Non voglio che ti racconti una verit che non esiste. Troverai mille scuse per pensare di non aver ucciso Julian. Ma sono solo illusioni. stato un incidente, non lhai fatto apposta. Non devi giustificare il tuo dolore imprigionandolo in un castello di bugie; vivilo, lascia che ti scorra lungo il corpo e poi lascialo andare. Lascia andare Julian, lascia andare il passato. Huges cerca solo di fare il bravo zio ma assecondandoti, non ha fatto altro che gettare benzina sul fuoco. Ti vuole bene ma non ha saputo farti del bene. Ora per ha capito di aver sbagliato, pronto ad aiutarti quando ti serve una mano.

Strout accarezzava Sal con una ninnananna lessicale che scorrendo, anestetizzava le ferite aperte. Laveva preso per mano e accompagnato in una dimensione parallela. Sal ora si sentiva al sicuro. Si era lasciato incantare da un mondo tragicamente fantastico, fatto di pedinamenti, fughe, bugie e tradimenti. Si era innamorato del film della sua vita. Ma come in ogni film, arriva lo schiaffo The End e si accendono le luci sulla tragica banalit di un diciassettenne di Marshall, nel Michigan, che una sera finisce fuori strada e ammazza il suo migliore amico. Dov la poesia in tutto questo? Non c, ma non c nemmeno una cospirazione. E Sal finalmente laveva accettato.