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(Marshall, Mi, 29/04/2004)

Sal aveva finito la lezione di matematica. Letteratura inglese e Mrs. Damon lo attendevano. Due corridoi, terza porta a sinistra. Allingresso ovest, Jennifer, la sua J, chiacchierava con le sue amiche appoggiata al muro. Sapeva di avere un gran bel culo e non perdeva occasione di incorniciarlo con dei jeans palesemente troppo stretti. Insert Coin Please. Sal cedette alle lusinghe di quelle chiappe e si piant in mezzo al corridoio, sguardo empirico. Jennifer, come del resto ogni donna al mondo, percep gli occhi pesanti addosso e si gir con un certo sdegno vittoriosamente compiaciuto. Ah, Sal, vabb. Gli fece segno di uscire. Sal la raggiunse. Saltare una lezione non era mai stato un problema. Andiamo a fare un giro? aveva esordito Sal percependo un certo disagio nelle amiche di Jennifer.

La scuola era deserta. Tutti erano in classe. I due ragazzi camminavano lentamente, vicini ma non troppo. Non si erano pi parlati dallultima volta. Lei confusa e felice. Lui confuso e paranoico. Laria primaverile allontan i pensieri con una folata di vento. Sal prese la mano di Jennifer, si piant davanti a lei, la baci. Le sue labbra erano morbide, sapevano di ciliegia sintetica. Lei era la sua American Beauty. Il baci fin. Si allontanarono. Si fissarono. Sal le stringeva ancora la mano. Brividi lungo la schiena. Brividi nel cervello. Nessun segno di mal di testa. Sal sorrise compiaciuto e tir J a s. Vieni le bisbigli nellorecchio.

Passarono dietro la pista di atletica. Seguirono un sentierino annodato tra gli alberi. Sal la condusse allo Spiazzo. Lo Spiazzo era il chiavodromo ufficiale di Marshall. Lo conoscevano tutti. Generazioni intere erano state concepite l. AT&T, nonostante le proteste degli ambientalisti che credevano di salvare il mondo abbracciando gli alberi, aveva abbattuto il boschetto e istallato un mega antennone Rocco style. Questo era il prezzo da pagare per la miglior ricezione, suono cristallino e la convenienza di sempre! AT&T, reach out and touch someone!. Vista la vicinanza con la scuola, le coppiette lavevano subito individuato come luogo ideale per una sveltina tra Scienze e Fisica.

Certo, le radiazioni elettromagnetiche ti rimandavano a casa col mal di testa, ma Sal a questo ormai era abituato. Lombra dellantenna investiva i due ragazzi che si guardavano complici. Si baciarono, sempre pi intensamente. Sal le prese le mani di Jennifer. Gliele inchiod dolcemente alla ringhiera che ostacolava lingresso ai non addetti alla base dellantenna. La gir di spalle baciandole il collo. Respiro affannoso. Lingua calda e umida. Pass per lorecchio. Leccitazione scosse Jennifer. Adesso sei mia le sussurr. Le mani operaie le avevano slacciato e jeans. Glieli abbass appena. Giusto sotto il culo. Accarezz il perizoma caldo. Jennifer si ritrasse con malizia, ansimando. Abbass il perizoma. Le mani risalirono la maglietta. Slacci il reggiseno. Le accarezz il seno. Prima piano, poi sempre pi forte, finch non lo strinse con voglia. La fece sua per un minuto, un giorno, una vita intera. La fece sue per il tempo di un orgasmo. Poi la magia scomparve. Il culo di J non era cos perfetto. Le labbra non cos morbide. Gli occhi non cos magnetici. Sal si era illuso di amarla, di nuovo. Lei aveva smesso di chiederselo. Per lei, lui era semplicemente Sal. Le aveva spezzato il cuore cos tante volte che aveva deciso di ingessarselo e gettarlo in un bunker. Quel momento era pieno di niente. Se ne stavano seduti sullerba. Schiena appoggiata alla ringhiera e mente il pi lontano possibile. Il vento scosse i rami degli alberi guardoni. Un foglio di giornale si schiant sul piede di Sal. Lo raccolse. Era la prima pagina del Battle Creek Enquirer. Notizie sparse, notizie inutili. Era stato il Battle Creek Enquirer a pubblicare larticolo sul suo incidente. Si ricord di Julian. Si ricord di Railes, di Strout, di Edmunds. Si ricord della conversazione che aveva avuto con lo sceriffo qualche giorno prima. Magari qualcuno lo stava davvero cercando. Si concentr. Per la prima volta la sua mente non lo ostacolava. Mal di testa, adios! Incredibile. Pi pensava, pi le cose si facevano nitide. Si sent libero. Ricordava tutto, senza i bigliettini che scriveva ogni giorno per aiutarsi. Si sforz. Magari sarebbe riuscito a ricordare lincidente. Avrebbe trovato la pace. Nulla. Foglio fottutamente bianco. Cazzo! Riguard il giornale. Ma certo!. Qualcuno al Battle Creek Enquirer era stato testimone del suo incidente. Aveva visto le fiamme. Aveva visto la tragedia. Chiunque avesse scritto larticolo, lo avrebbe potuto aiutare. Avrebbe trovato le risposte che cercava e avrebbe finalmente potuto seppellire le paranoie cospirazioniste di Railes insieme a Julian e alla sua adolescenza. Lindirizzo della redazione era segnato vicino alla data. Perfetto! Ora mi serve un passaggio per Battle Creek e so esattamente come fare!. Sal non si era mai sentito cos lucido, cos pronto, cos risoluto. Mal di testa strazianti a parte, lincidente non gli aveva fatto cos male. Estrasse un bigliettino

stropicciato dalla tasca dei pantaloni. Scarabocchi il suo piano dattacco. Era meglio non rischiare di perdere questa nuova pista. Jennifer aveva notato i salti mortali mentali che portavano Sal sempre pi distanti da lei. Lo fissava sapendo di non essere vista. Cerc di decifrare le parole che Sal stava scrivendo nervosamente. Ci rinunci. Mi dispiace ma devo scappare. Mi sono appena ricordato che devo assolutamente fare una cosa. Ci vediamo in giro, ok? disse Sal alzandosi e scrollandosi J di dosso.

Jennifer lo accompagn con lo sguardo tra gli alberi. Raccolse le sue cose e la sua dignit. Guard la ringhiera. Una smorfia di nausea e rabbia le imbrutt i lineamenti. Si gir e inizi a camminare. Direzione scuola. Direzione amiche con cui sfogarsi. Le lacrime la sorpresero inumidendole le guance. Non voleva piangere, ma stava piangendo. Non voleva amare quello stronzo di Sal, non sapeva nemmeno amare se stessa. Sal nel frattempo si era chiuso nellaula di informatica. Non cera nessuno. Computer mentale. Apri cartella: Battle Creek Enquirer. File: trovare chi ha Ahhhh la testa! Si pietrific. Nooo! Lemicrania no! Si calm. Tentativo numero due. Stesso risultato. Cazzo! Il suo cervello non voleva pi collaborare. Panico. Cosa faccio? Smarrimento. Ah no, in tasca ho il bigliettino. Rilesse le istruzioni. Doveva semplicemente seguirle. Si mise ad armeggiare con la tastiera. Prima ricerche rapide tra pagine internet, poi inizi a scrivere. Scrisse e riscrisse. Leggeva le parole sul monitor poi le cancellava frustrato. Stamp. Rilesse. Prese le forbici. Ora lo scanner. E di nuovo tastiera. Di nuovo frustrazione. Stampa. Foglio stracciato. No, non va bene!. Al quinto tentativo, la stampante produsse il documento perfetto, ancora caldo. Sal lo pos sul tavolo. Si alz. Lo contempl soddisfatto. Vittoria! 614 Birch st. Sal se ne stava in stanza. Aveva liberato la mente. Doveva prendersi una pausa dal mal di testa. Kelly laveva abbracciato al ritorno da scuola. Quella mattina aveva tolte le bende dal naso. Se lera rifatto. Aveva sempre voluto dargli una limatina ma i soldi non erano mai abbastanza. Le tette nuove sarebbero arrivate tra qualche settimana. - Allora che te ne pare? disse rispondendosi gi. - bellissimo mamma - le sorrise Sal. - Lo so caro, lo so! Poi il telefono. Ahhhh, s amica. stupendo. Non sai cosa ha detto il dottore. Dice che ho il corpo di una sedicenne, basta qualche ritocchino e potrei tornare a scuola ma ci credi?! Carinooo. Kelly era sparita nella sua stanza sbattendo la porta con il tallone. Sal aspettava paziente il ritorno di suo padre. Mitch era la chiave del suo piano. Non tard a rincasare. - Ciao pap! com andata oggi? lo accolse Sal senza troppe cerimonie per non destare sospetti.

Il solito lavoro. Sto pensando di andare in pensione. Sono troppi anni che non vado a pescare saranno almeno Sent pap tagli corto Sal c un progetto che devo fare per la scuola. Domani la Giornata con pap. Devo venire con te al lavoro, capire quello che fai e poi scriverne una relazione. Tieni, questa la comunicazione che ci hanno dato. ecco il foglio-esca, speriamo abbocchi. Ma ma queste cose non si fanno alle elementari? Sei gi stato al lavoro con me disse svogliatamente Mitch squadrando il foglio. Lo so, lo so. Non sanno pi cosa inventarsi. Ma non ti preoccupare. Ho gi trovato la soluzione. Vengo con te, tu mi lasci da qualche parte, in biblioteca o qualcosa del genere. Vai al lavoro e io mi faccio trovare davanti ai cancelli quando finisci il turno. Nessun problema. Non mi devi avere tra i piedi tutto il giorno. So gi cosa scrivere. Mmm non lo so. Non che non ti voglio tra i piedi. il capo, sai com fatto. Comincia a fare domande. Io non voglio problemi. Fosse per me Certo pap (come se non sapessi che il tuo capo se ne sta chiuso tutto il giorno in ufficio e che non mi vuoi tra i piedi perch passi la giornata a grattarti i coglioni e a provarci con quei mega cessi che chiami colleghe). Lo so, per questo dico. Facciamo cos e risolviamo il problema. S, s. Per non te ne vai in giro a fare casino o a combinare guai, vero? Pap - ecco il KO lincidente mi ha cambiato. Non faccio pi cazzate. Non ho voglia di mettermi nei guai. Julian morto per colpa mia. Ho sporcato abbastanza la mia coscienza, ora voglio solo ripulirla.-

Mitch non sapeva proprio come rispondere. Tutti i suoi gesti impacciati urlavano imbarazzo. Spalle al muro. Senza vie di fuga. - Daccordo certo. Domani mattina 7.20 puntuale. Se dormi non ti aspetto. Pacca sulla spalla. Conversazione finita. Ho bisogno di birra, TV e cibo. Grazie pap, finalmente mi torni utile. Sal si chiuse in stanza. Sentiva un leggero mal di testa, meglio non sfidare la fortuna. Ricontroll i suoi bigliettini. Ecco lindirizzo. Ecco il nome. Passa tempo, corri!. Rise and Shine! Ore 7.15 Sal era gi sul divano. Sveglio, concentrato. Mitch usc dalla cucina ancora stropicciato sorseggiando una tazza di caff bollente. Scambi con il figlio un cenno dintesa. One shot di caff, i doughnuts li prendiamo per strada. Era la prima volta che Sal saliva sulla macchina nuova di Mitch. Padre e figlio seguirono separatamente lo stesso sentiero di pensieri: macchina nuova macchina vecchia Sal alla guida - macchina vecchia in fiamme fiamme incidente morte di Julian. Si chiusero in un freddo silenzio imbarazzato. Temperatura esterna sei gradi. - Che freddo questa mattina - ice breaking Sal. - Hai freddo? Se vuoi alzo un po il riscaldamento - iceberg Mitch. - No, no, grazie, sto bene Comunque complimenti, proprio una bella macchina Sal si riferiva alla Chevrolet Tahoe del 97 con cui Mitch aveva rimpiazzato tempestivamente quella distrutta.

Ah grazie! In effetti mi trovo proprio bene. Sai, subito dopo ehm dopo che successo, insomma, stavo parlando al lavoro con Al e mi fa se vuoi ti vendo la mia, io la sto cambiando, ha sette anni ma guida ancora da Dio!. Me lha venduta a pochissimo, veramente un affare. Non che abbiamo tanti soldi ma lassicurazione ha subito pagato per laltra e quindi lho presa. Per il lavoro, per andarci insomma. Non mi va di chiedere sempre un passaggio.

Gi, gi. Di nuovo silenzio. Di nuovo imbarazzo. Ronzio del riscaldamento. Temperatura esterna sei gradi. Temperatura interna zero assoluto. - Hai sentito del vecchio Collins? disse Mitch dopo qualche minuto. Gossip! Ecco quello che serve per stemperare il clima nervoso. Meglio accanirsi sulla pagliuzza nellocchio del tuo fratello per evitare di dover giustificare la trave che nel tuo. - Sam Collins? (reduce di guerra narcolettico - casa nel bosco - incrocio Verona e 15 Collins?) esclam perplesso Sal. - S, lui. Ho visto Chris laltro giorno, mi ha detto che Sam in ospedale. Nessuno sa niente di preciso. Pare sia uscito a fare una delle sue passeggiate e si sia sentito male. svenuto o si addormentato o ha avuto uno dei suoi attacchi, insomma caduto. Si parecchio ammaccato, punti in testa, punti in faccia. Alla povera Lucy quasi venuto un infarto quando lha saputo. Ora, la cosa strana che Chris dice di aver parlato con un suo amico che lavora allospedale. Linfermiera sostiene che un uomo che cade, anche alla sua et, non pu ridursi cos. Dice che i tagli e le contusioni farebbero pensare ad un pestaggio. Un paio di ragazzi gi del bar hanno deciso di andarlo a trovare ma lui non vuole vedere nessuno. Se ne sta chiuso in stanza, rannicchiato nel letto, spaventato a morte come se avesse visto il cazzo di Satana in faccia. Ma io dico, chi pu voler male al vecchio Collins? Qualcuno dice che aveva debiti per il gioco, tanti debiti e con le persone sbagliate. Altri, che suo figlio gli abbia chiesto dei soldi. A me sempre sembrato un tipo a posto, un vero eroe americano. Insomma, chi ha il coraggio di picchiare un vero eroe? Dove sta andando lAmerica? Sal non rispose. Stava visualizzando il poveretto nel letto dellospedale con la faccia tumefatta. Possibile che tutti abbiano scheletri nellarmadio?. Magari era davvero caduto o svenuto, una botta di sfiga, le gambe che fanno cilecca, alla sua et pu succedere. Per un istante Sal si sent in colpa per aver dato retta alle dicerie di paese. Per anni le cattiverie dei maligni lo avevano colpito alle spalle ed ora anche lui si divertiva a lapidare la dignit di uno semi-sconosciuto. Le riflessioni solitarie riempirono le miglia che mancavano. Mitch accost allincrocio tra Capital Ave e Van Buren St. Willard Public library. Imponente. Ipocritamente gotico. Granitico, come il sapere. - Ok, questa la biblioteca. Tieni dieci facciamo venti dollari per il pranzo e il resto. Fai quello che devi fare, limportante che non fai cazzate. Non scappare, non sparire. Ci vediamo alle sei ai cancelli. Se hai problemi chiamami pure. - Ok, ciao pap -.

Scappare Sal non caveva nemmeno pensato. In effetti quella sarebbe stata unoccasione perfetta per scappare. Stando alle istruzioni di Railes, Sal avrebbe dovuto correre il pi veloce possibile senza voltarsi mai indietro. Leggero mal di testa che inizia a crescere. E se avesse ragione Bruce, se quello di Railes fosse solo un altro esame. No, meglio non scappare. E poi Sal aveva un altro piano da mettere in atto. Tir fuori il bigliettino, rilesse lindirizzo. Aveva consultato la mappa, sapeva dove andare. Una targhetta di ottone accolse Sal. Battle Creek Enquirer. Reception. Sul suo bigliettino, Sal si era appuntato anche un nome. - Buongiorno. Mi chiamo Sal Wheeley. Vorrei parlare con il sig. Newman per favore. - Hai un appuntamento? chiese la ragazza con un pizzico di arroganza. - No signora. Non ce lho. Sono il capo redattore del Marshall High School Journal, il giornale della mia scuola. Sto scrivendo un articolo sul giornalismo in America, speravo di poter fare al sig. Newman un paio di domande. Le assicuro che gli ruber pochissimo tempo. - Daccordo, sento se pu scendere. Comparve Steve Newman. Occhiali e qualche capello bianco. Forfora sulla camicia azzurra. Deodorante e profumo da quattro soldi. Ecco il giornalismo in America. Squadr Sal. Si scambiarono una stretta di mano anonima poi Steve lo invit in redazione. Si accomodarono in una stanzetta isolata. Porta chiusa. - So chi sei. E so anche che non sei qui per il Marshall High School Journal disse acidamente il giornalista. - Ehm Sig. Newman, non capisco - Cosa cazzo sei? Un indovino? - Certo, tu non capisci Cosa vuoi da me? disse Steve. - Mi chiamo Salvador Sal Wheeley e ha ragione, non sono il capo redattore del giornale della scuola. Lei ha scritto un articolo su un incidente successo tra Marshall e Battle Creek. Unauto esplosa, c stata una vittima, Julian Reven. Se lo ricorda? - Certo, certo che me lo ricordo, non sei il primo che me lo chiede rispose sarcastico il giornalista cosa vuoi sapere? - Ecco, io non ricordo nulla dellincidente. Non ricordo nulla di quella sera. Vuoto totale. Mi sono svegliato in ospedale, intubato con questa cicatrice in testa. Sono stato allincrocio tra Verona e 15 mile, dov successo, magari mi poteva tornare qualcosa in mente. Zero. Non ho nemmeno trovato i segni sulla strada. Trovo invece la casa dei Collins, dietro il boschetto che sta sulla curva. Parlo con il signor Collins che mi assicura che l non c stato nessun incidente. Certo, non un tipo troppo affidabile, per Lei, signor Newman, lei stato l, ha visto le fiamme, ha visto lincidente. Me lo pu descrivere? Mi pu aiutare a ricordare qualcosa? - Vedi Sal, posso chiamarti Sal? disse il giornalista grattandosi la testa vero, ho scritto larticolo, ma non ero l, non ho visto nulla, ve lho gi detto. Ecco com andata. Una mattina arrivo in redazione e mi dicono che il capitano Clark mi ha gi chiamato tre volte. Lo chiamo e mi dice che devo scrivere un articolo su in incidente

successo dalle parti di Marshall. Questa non una procedura inusuale. Spesso la stradale ci segnala gli incidenti. Si segue un protocollo: descrizione, foto, dettagli, sai, tutte queste cose. Lui invece mi detta esattamente quello che devo scrivere, francamente troppo poco, e fa per riattaccare. Io allora gli chiedo di mandarmi le foto, di darmi maggiori informazioni. Dettagli sulla morte del ragazzo, dettagli sulla dinamica dellincidente. Lui inizia ad insultarmi, mi dice che io non sono nessuno per parlargli in quel modo, che mi far licenziare. Urla che devo tenere la bocca chiusa e fare esattamente quello che mi dice lui. Io gli riattacco, nessuno mi manca di rispetto. Un quarto dora dopo il mio capo mi chiama nel suo ufficio. Mi chiede se sono impazzito. Mi chiede se voglio farmi licenziare immediatamente. Clark lo aveva chiamato minacciandolo di chiss che cosa. Per farla breve: il mio capo se la fa addosso, io non voglio perdere il mio lavoro e alla fine scrivo larticolo. Caso chiuso, giusto? Invece no. Qualche giorno fa entrano qui in redazione i federali. I federali, ti rendi conto cazzo? Mi prendono, mi perquisiscono, mi chiudono in un ufficio. Mi chiedono cosa so del tuo incidente. Gli racconto la storiella, uno mi ascolta, laltro scrive. Vogliono sapere perch ho chiesto al capitano Clark dettagli sullincidente. Che cazzo di domanda? Sono un giornalista, naturale che voglio i dettagli, non posso scrivere le cose a caso, soprattutto quando si tratta della morte di un ragazzo. Mi chiedono se ho indagato, fatto domande, se sono stato sul posto. Gli dico di no e questi si guardano compiaciuti. Mi spiegano si tratta di un semplice fuoco di paglia: che ci sono stati dei problemi con lassicurazione. Un medico, un chirurgo di fama mondiale intervenuto senza lapprovazione dei legali. Scoppia il casino. Il dottore allora fa leva sulle sue conoscenze ai piani alti per insabbiare il caso. Mi segui? Le acque si sarebbero calmate e tutto si sarebbe risolto. Mi assicurano che non c nessuna cospirazione, c solo un medico che ha deciso di salvare la vita ad un ragazzo e per questo si trova nei casini. Insabbiare significa salvare una vita. Il ragazzo da salvare sei tu. Sal era stato travolto dal ciclone Newman. Non sapeva cosa pensare. E osava pensare, il mal di testa era sempre l, in agguato. - Sig. Newman, non so proprio cosa dire - Non devi dire nulla. Se i federali hanno ragione, il dottore in questione un eroe e tu sei il ragazzo pi fortunato del mondo. Ma se vuoi sapere quello che penso veramente Penso che siano tutte un mucchio di stronzate. Non sono nato ieri. Siamo in America, qui i federali non proteggono le chiappe a un medico super eroe. Non fanno la fatica di venire fino a Battle Creek per minacciare uno come me per una disputa assicurativa, capisci? Per me c qualcosa di grosso sotto. E sai cosho intenzione di fare? Niente, assolutamente niente. Questo il governo. Non si gioca con il governo. E se lo fai, finisci per farti male. Non voglio vincere premi, non voglio diventare un martire della verit. Non sono nato per cambiare il mondo. Ho una moglie e un figlio. Voglio vederlo crescere. Voglio andare alle sue partite di

football. Mi piace scrivere, e scrivendo mantengo la mia famiglia. Non mi serve altro. Non voglio altro. Non voglio guai. Ma ma - Sal cerc di rialzarsi e ribattere ma lei sta dicendo che stanno mentendo, che c qualcosa di losco sotto. Le hanno mentito sulla mia vita, sulla morte del mio migliore amico! Qui c in gioco tutto. Insomma, lei un giornalista, il suo compito Combattere un sistema marcio? Col cazzo! Combattilo tu se vuoi. Ho imparato a vivere col marcio. E alla fine ho scoperto che non si sta cos male. Ti ho detto che secondo me mentono, che tante cose mi suonano stonate ma solo un presentimento. Non ho alcuna intenzione di verificarlo. Io ho fatto il mio dovere. Ho fatto quello che mi stato ordinato. Anzi, sono stato un cazzo di patriota. Per me questa conversazione finisce qui. -