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(Marshall, Mi, 21/05/2004) Gli highlights degli ultimi quindici giorni di Sal: Soliti esami, soliti accertamenti in ospedale. Le costole rotte guariscono lentamente. Lemotivit rotta non guarisce mai. Noel Strout sembrava rilassato, amichevole, sempre pi gentile. Mentre il dottore accompagnava Sal verso luscita, a fine esame, gli aveva regalato un raro frammento della sua ermetica vita privata: Sai Sal, ti trovo sempre meglio. Mi sembra che tu non abbia pi ricadute. La testa va alla grande. Credo che tra non molto ci dovremo salutare. circa un mese che non vedo la mia famiglia e la stanza dellhotel, per quanto accogliente, non sar mai come casa. I miei figli mi reclamano, anche mia moglie. Ma non ti preoccupare, resteremo in contatto. Qualunque cosa tu abbia bisogno, io ci sono. E poi, puoi venirci a Washington, il dottor Edmunds mi chiede spesso di te. Ma anche Sal custodiva unermetica vita privata. Aveva deciso di non raccontare nulla a Strout del biglietto che aveva trovato in tasca. Temeva la collera del dottore. Sicuramente avrebbe sgridato Sal perch dava ancora peso a queste sciocchezze. Ma il testamento su carta gialla strappata, lasciato da Railes, si era tatuato nella sua testa. Devi trovare Carl Reven. Abita al 1015, Pine Tree Drive, Ann Arbor. Lui, solo lui pu raccontarti la verit. Attento! Ti seguiranno, ti seguono sempre, proveranno a fermarti. Ma di lui ti puoi fidare. Devi trovare Carl Reven!. Sal aveva dedicato i primi tre giorni ad escogitare un piano per accontentare Railes. Ma la sua testa glielo aveva vietato. Lemicrania lo piegava. E alla fine lo sconfisse. Prese il biglietto e lo rese muto tra le pieghe del suo materasso, lontano da occhi indiscreti. Ma il fantasma di Railes lo tormentava e le sue parole gli tornavano in bocca come unindigestione. La curiosit lo pungolava di continuo. Ubriaco di utopie cospirazioniste, sperava talvolta che il dottore pazzo avesse ragione e che Carl Reven fosse la Verit. La sua razionalit lo riportava sotto il braccio scientifico di Strout: Railes era vittima di vaneggiamenti senza senso. E poi Carl Reven Carl Reven odiava da sempre Sal. Beh, Carl Reven odiava tutto e tutti. Perch avrebbe voluto rivelare a Sal qualche segreto miracoloso? Per Sal laveva visto quella notte, in giardino. O forse no, forse era solo la sua immaginazione. E ancora, a chi si riferiva Railes nel biglietto? Chi lo stava seguendo? Chi poteva volerlo? Non solo tanti, troppi ostacoli per arrivare indisturbato ad Ann Arbor. E una volta l, se non avesse trovato nessuno al 1015 di Pine Tree Drive, che cosa avrebbe fatto? Peggio ancora, se l ci fosse qualcuno che voleva fargli del male? E se i suoi lo avessero scoperto? O Strout? O lo sceriffo? Sarebbero stati guai Basta guai! Infine tutto questo vortice si placava solo con una mezzora di emicrania, posizione fetale sotto le coperte, testa tra le mani, ascoltando Enya. Un volta, durante una cena al microonde in casa Wheeley, Sal aveva azzardato un Ma pap hai pi avuto notizie di Carl Reven?. Occhiata glaciale tra coniugi. Troppi secondi di silenzio. No, sparito e non mi va di parlare di lui. Non eravamo daccordo?. Messaggio ricevuto, passo e chiudo. Giorno dopo giorno il mantello di domande che gli avvolgeva la testa, inizi a sfilacciarsi.

Sal era al prima piano del Marshall High. Ora di scienze. Fissava con occhi distratti immagini indistinte fuori dalla finestra. La primavera aveva finalmente sedotto la Natura e dilagava ovunque. - Come sapete luned ci sar la gita al Science Center di Detroit. era Mr. Reyes Carla, per favore, puoi distribuire questi fogli? Ricordatevi di far firmare le autorizzazioni scuotendo un foglio ai vostri genitori, altrimenti restate a casa. Tutto chiaro? tutti in coro S, signor Reyes. Carla pos il foglio davanti a Sal. Abbozz un sorriso. Si sistem i capelli dietro lorecchio. Sguardo fugace, timido. Matthew, da dietro, diede una pacca a Sal. - Ehi hai visto come ti ha guardato? - Chi? - Carla - E tu hai visto bene Carla? - Certo ma ricorda: brutta scimmietta fa bei giochi - Zitto coglione! Sal lesse il foglio. Science Center, bla bla bla, partenza ore, bla bla bla: gita, autorizzazione, libera uscita, Detroit, Ann Arbor vicino a Detroit, Carl Reven Ahh, di nuovo mal di testa! Cerc di distrarsi. Carla che schifo, Carla no! J tutta la vita!. J era stata cos carina, era venuta a trovarlo a casa. Gli aveva disegnato un cuore rosso su un cerotto e glielaveva attaccato sul petto. Cos guarisci prima. Sal raccolse le sue cose. Guard fuori dalla finestra. Lantenna dellAT&T torreggiava. Si riusciva ad intravvedere lo Spiazzo. Mmmm lo Spiazzo. Sal si ricord che quando aveva escogitato il piano per andare al giornale di Battle creek, l non gli faceva male la testa. Magari era stato solo leffetto post sveltina con J. Ma valeva la pena provarci lo stesso. Lo Spiazzo senza una donna era molto meno poetico ed interessante. Ma Sal gli chiedeva solo unispirazione, un piano; gli chiedeva di poter allineare le proprie idee senza piegarsi allemicrania, come aveva brillantemente fatto lultima volta. Si sent ridicolo. Il virus Railes lo stava contagiando. Allontan le paranoie. Prese il foglio della gita. Lo rilesse. Riprese il filo mentale da dove lo aveva lasciato. Nessun dolore, nessun fastidio! Elaborava i dati alla velocit della luce. Si stup del senso di libert che sentiva. Qualcosa l lo accendeva, lo innescava, come mai nella sua vita. Ed il piano: semplice, elementare, persino scontato; era sempre stato davanti ai suoi occhi. Per i miei sar in gita, per la scuola sar a casa malato. Greyhound fino ad Ann Arbor. Carl Reven, o chiunque ci sia, poi casa in tempo per il rientro della classe. Nessuno si sarebbe accorto di nulla. Sal si appunt i concetti. Verba volant, scripta manent. Si guard intorno. Si prese una pausa. Reality Check. E se davvero il sig Reven conoscesse la Verit? E se fosse tutto vero? Sal allontan queste speculazioni, meglio non sfidare la sorte e ripiombare in unemicrania. Una volta a casa, si stese sul letto. Si stiracchi. Frug tra le doghe e trov il bigliettino di Railes. Lo rilesse, anche se lo sapeva a memoria. Le sue speculazioni bussarono sul lobo frontale. Sal cerc di visualizzare ogni possibile scenario, soppes le conseguenze delle sue azioni: se avesse trovato davvero Carl Reven, avrebbe potuto parlargli, come sperava da tempo di poter fare. Magari Carl lo avrebbe cacciato, rancoroso. Magari avrebbe accettato le sue scuse. Curioso Sal anelava ardentemente di chiedergli se fosse lui luomo

col capellino che lo aveva braccato qualche tempo fa. E se poi al 1015 di Pine Tree Drive non avesse trovato nessuno, sarebbe semplicemente stata lennesima, lultima conferma della follia di Railes. Limportante era compiere il tutto nella segretezza pi totale: Mamma e pap cavrebbero visto soltanto guai e lavrebbero fermato. Strout, beh, diciamo che non lavrebbe presa bene. E poi Huges Il vento primaverile aveva disperso il fumoso rapporto che avevano istaurato. Si erano salutati promettendosi di tornare alla normalit e la normalit significava ignorarsi. Lo sceriffo sicuramente non avrebbe gradito quellinfrazione dellaccordo. Sal temeva il caratteraccio dello zio, quel caratteraccio che laveva sbattuto al Juvenile tre anni prima. Certo, se le cose ad Ann Arbor si fossero messe male, uno sbirro dalla tua parte fa sempre comodo, ma Huges sarebbe stato inamovibile, anzi, lo avrebbe sputtanato con i suoi e con Strout. Sal Darko capi di essere solo. Dottoressa Thurman: E che cosa hai provato? Donnie: Ho pensato a Callie, il mio cane. morto quando avevo otto anni. Si and a rintanare sotto il portico. Dottoressa Thurman: Per morire. Donnie: Per essere solo... Dottoressa Thurman: Tu ti senti solo in questo momento? Donnie: Non lo so... O meglio, vorrei credere il contrario, ma non... Non ho mai avuto nessuna prova, quindi... Ho... ho anche smesso di discuterne, tanto se... se... se anche passassi tutta la vita a ragionare, studiare, valutare i pro e i contro, alla fine non avrei prove comunque, e allora tanto vale non discuterne pi. Eh... assurdo. Dottoressa Thurman: La ricerca di Dio assurda? Donnie: Lo , se ognuno muore da solo. Dottoressa Thurman: Questo ti spaventa? Donnie: Non voglio restare solo. Mi manchi Julian