Sei sulla pagina 1di 2

"- Sal... Sal...Sali in macchina svelto! Non c' tempo da perdere!

Quella Ford Sal la vedeva con la coda dell'occhio, vecchia che procedeva lenta al suo fianco. I suoi scarichi facevano tanto rumore quanto chi la guidava. Sal la ignorava, dopo l'incidente aveva imparato a ignorare le cose, il suo cervello semplicemente rimuoveva quello che lui non voleva vedere. Chiuse per un attimo gli occhi, come si fa quando si fa un brutto sogno, sarebbe arrivato a scuola e quella vecchia Ford sarebbe sparita in una nuvola di fumo, senza lasciar tracce. Ma da dietro due braccia rovinate lo afferrarono, avrebbe voluto gridare, chiedere aiuto ma era troppo tardi. Sal si ritrov in macchina, prigioniero del dottor Railes. - Santo Dio Sal, hai paura di me? Cosa ti succede? - Mi lasci andare dottore! Non ho fatto nulla di male, cosa vuole da me? Perch mi sta seguendo? Sal si dimenava con discrezione sul sedile, Railes in fin dei conti era un dottore, non un assassino, pazzo s, ma non un assassino. -Ascolta, non ho molto tempo, mi stanno seguendo, mi stanno cercando! Devi stare molto calmo, se no non capirai, rimuoverai, scenderai dalla macchina e io sar morto per niente! Railes, uomo calmo, mite, razionale aveva la faccia gonfia. Il labbro era stato rotto cos tante volte che aveva rinunciato a guarire. Gli zigomi gonfi. Intorno all'orecchio un alone di sangue secco ed incrostato. Non indossava il camice ma un maglioncino girocollo, logoro e leggermente strappato, i pantaloni, jeans vecchi erano sporchi di erba e fango. - Dottore non capisco! Mi lasci scendere, il dott. Strout dice.. - Dice solo cazzate! Tutti dicono solo cazzate! Te l'avevo gi detto Sal, devi scappare, vivi in una bugia, tutti ti stanno prendendo per il culo e tu sei programmato per non rendertene conto! La Ford sfrecciava lungo le stradine di Marshall. Railes non aveva una direzione, aveva una missione. Correva, si lanciava negli incroci senza badare alla segnaletica. Un pick up inchiod a pochi metri dal cofano scrostato della berlina. - Sal, mettiti in tasca questo. Carl Reven non scappato, tenuto sotto controllo ad Ann Arbor. Questo il suo indirizzo, ti ho scritto le istruzioni per trovarlo. Sei spaventato, inutile che provo a spiegarti come stanno le cose, non lo ricorderesti, ma voglio che ci vai, devi parlare con lui! Sal guard il foglietto. Lo mise in tasca. Meglio assecondare un bastardo fuori controllo cospirazionista che ti rapisce. - Tieni continu Railes tirando fuori da sotto il sedile una videocamera premi play. Pensi che io sia pazzo, chiss quante stronzate ti hanno raccontato. Guarda tu stesso che cazzo ti hanno fatto. E Julian, guarda il povero Julian Il tono del dottore si era fatto arrabbiato, le corde vocali tanto annodate da strozzate la voce, il senso di colpa pesava sui polmoni, pesava sulla sua anima. Fare la cosa giusta pu addolcire l'amaro per aver fatto una cosa sbagliata? Chiss...sicuramente vale la pena provarci; anche se per provarci bisogna essere picchiati, torturati, scappare nel cuore della notte e rapire un ragazzo. Sal premette play. Dottori, infermieri, una sala operatoria. Due lettini, due pazienti sui lettini, due ragazzi ma quelli... Le parole di Sal si accartocciarono insieme alle lamiere della macchina. I finistrini ed il parabrezza erano esplosi e ricadevano su Sal come grandine. Il mondo girava, la sua testa girava. Dopo qualche piroetta, la danza di morte si ferm sul pilastro della luce. Fumo,

tanto fumo. Sal si gir. Railes era piegato sul volante. Sangue gli colava dall'orecchio, gli occhi chiusi. - Dottore? Dottoreee?! - si sforz di piagnucolare Sal. Alz la testa del suo rapitore per vedere che la parte sinistra mancava praticamente del tutto. Con l'orecchio era stato tagliato lo zigomo, il sopracciglio, la guancia. Si intravedevano i denti, rotti e ridipinti di sangue. Nonostante tre costole rotte e diversi tagli, Sal ebbe uno spasmo e si ritorse indietro disgustato da quella maschera irriconoscibile. Con l'adrenalina frizzante nel sistema nervoso si liber dalla cintura e dopo aver tentato di forzare la portiera, sgusci fuori da quel che restava del finestrino e si sdrai soppraffatto sul prato. Passarono istanti eterni in cui le orecchie di Sal, ancora piene di schegge di vetro, fischiavano ovattate lasciandolo immerso in un limbo ambiguamente rilassante rispetto all'inferno che si scatenava intorno a lui. Poi due uomini con il camice verde blu entrarono nel suo campo visivo. Prima che potesse rendersi conto di ci che stava succedendo, Sal era disteso, immobilizzato, sulla barella, nel retro di un'ambulanza che sfrecciava lungo le stradine di Marshall. - Come ti senti? - una voce che Sal conosceva bene usciva dall'ombra dell'angolo metallico. Un camice bianco, una faccia conosciuta, due mani sicure gli si avvicinarono. - Dottor Struot, lei? Mai stato meglio... - " Salvador "Sal" Wheeley un adolesciente arrabbiato e violento, come tanti a 17 anni. Vive in una mediocre cittadina del Midwest, Marshall, Michigan. Suo padre Mitch un operaio alla fabbrica Kellogs, qualche miglio Ovest a Battle Creek. Aveva grandi sogni, voleva fare l'ingegnere aerospaziale ma era nato Sal e non si pu mantenere una famiglia con i sogni. Kelly Wheeley era la pi desiderata di Marshall ai tempi del liceo. La volevano tutti, tutti le dicevano che doveva andare a Hollywood, era troppo bella per non farcela. C'era andata ad Hollywood, aveva conosciuto un produttore, anche lui era d'accordo con Marshall, Michigan, era troppo bella per non farcela. Qualche notte di sesso mediocre, qualche cena nel ristorante dove devi cenare se sei qualcuno a Hollywood e un calcio nel culo senza effetti speciali. A Marshall l'aspettava il marito Mitch, il piccolo Sal e una citt interna pronta a bisbigliare del suo insuccesso. Aveva provato a fare un altro figlio, magari una femmina su cui riversare i propri sogni infranti ma aveva perso il bambino, colpa di Mitch, stando a quanto si mormora in giro, sempre pi abituato i risolvere i problemi in famiglia con le mani che con le parole. Sal amava mettersi nei guai. Aveva rubato la pistola del padre ed era andato a scuola. Aveva avuto qualche problema con il sig. Carlin, il professore di matematica ed una bravata gli era anche costata una notte in carcere. Aveva un complice Sal, il suo migliore amico, Julian Reven, coetaneo sia di et che di testa. Una notte di primavera, il compleanno di Julian, la vita dei due amici cambia per sempre. Un incidente in macchina. uno strano incidente che lascia nella testa di Sal parecchi interrogativi. La testa stessa di Sal, dopo l'incidente, diversa, lui diverso. Sal diventato un soldato. Arruolato in un esercito che non esiste, in prima linea a combattere una guerra sporca, sotto gli occhi del mondo ma che nessuno riesce a vedere. Sal una marionetta, una pedina da usare a proprio piacimento sullo scacchiere mondiale. In un mondo in cui ognuno si tradisce e si pugnala alle spalle di chi ci si pu fidare? Bisogna scegliere e per fare la scelta giusta conviene sempre Non credere e Non pensare.